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Medwelness - ottobre novembre dicembre 2019

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sommarioestetica l medicina

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CLATUUα

L’INTERVISTA by

medicina estetica e benessere per l’uomo

MATTEO MARZOTTO La sua corsa per la Fibrosi cistica

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INTOLLERANZE ALIMENTARI: i consigli per godersi in tutta libertà i piaceri della tavola

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WÖRTHERSEE/ CARINZIA Un Castello da Fiaba in un luogo incantato

Il freddo ha un nuovo Re!

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FAST & BEAUTY la nuova frontiera della medicina estetica anche al maschile

06 NEWS E TECNOLOGIE a cura della redazione 12 MEDICINA ESTETICA Positive pro-aging: per accettarsi e celebrarsi a qualsiasi età C’è PLASMA ... E PLEXR® Il freddo ha un nuovo Re! CLATUU α Smagliature, eliminarle si può con le nuove sorgenti luminose Contro gonfiore e pesantezza, come prendersi cura delle gambe Lo shampoo giusto questione di scelta

24 NUTRIZIONE Cioccolato, alleato per la salute, ma solo se extra fondente La dieta Mediterranea ‘scioglie’ il grasso accumulato nel fegato. Intolleranze alimentari: e i piaceri della tavola Vitamina D fa bene alle ossa? 32 BENESSERE Depressione: solo 1 persona su 2 riceve diagnosi e cure adeguate Proteggi Il tuo cuore, sconfiggi l’ansia con lo sport Pianificare la maternità si può, congelando gli ovociti Riserva cognitiva: il ‘tesoretto’ cerebrale che protegge da traumi e malattie.


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POSITIVE PRO-AGING: per accettarsi e celebrarsi a qualsiasi età

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C’È PLASMA… E PLEXR®

Sindrome da overtraining: quando allenarsi non è mai abbastanza Fast & beauty la nuova frontiera della medicina estetica anche al maschile Le rughe? Per gli uomini italiani sono parte della propria identità

Esonero iscrizione testata in tribunale: art.16 L. 07.03.2001 n.62 MedWellness e Dossier Medicina sono marchi depositati presso la CCIAA di Pescara. Tutti i diritti riservati. Cristina Zecca - Pescara

rubriche

È espressamente vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e materiale pubblicitario contenuti in questo numero. Tutti i diritti riservati.

40 L’esperto risponde

52 Spa&Resort

59 LifeStyle!

di Cristina Zecca

a cura della redazione

di Cristina Zecca

42 Wellman

56 Vetrina prodotti

60 Tralerighe

a cura di Alessia Addari

di Cristina Zecca

di Lisa D’emidio

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42 WELLMAN Intervista a Matteo Marzotto

Anno 7 - Numero 18 - 2019 OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE Trimestrale di medicina estetica, benessere e nutrizione ___________________ Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it ______________________ Iscrizione al R.O.C. numero 23381 del 02/04/2013

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Intervista di Copertina SHAKIRA: “Una Baby Pelón come dono di felicità”


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AGORÀ

Congresso Internazionale di Medicina Estetica

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I MILANO 10-12 OTTOBRE 2019 I

Centro Congressi Milan Marriott Hotel via Washington, 66

Via San Francesco d’Assisi, 4/A 20122 Milano Tel. 02.86453780 Fax. 02.86453792 e-mail: info@societamedicinaestetica.it

www.societamedicinaestetica.it EVENTO IN FASE DI ACCREDITAMENTO


In copertina: Shakira

Editore Strategia Grafica di Cristina Zecca Pescara Direttore Generale e Amministrativo Cristina Zecca c.zecca@medwellness.it Direttore Responsabile Alessia Addari redazione@medwellness.it Progetto grafico ed impaginazione ADV Strategia Grafica www.strategiagrafica.it Pescara strategiagrafica@pec.net

LE COPERTINE

Hanno collaborato a questo numero Lisa D’Emidio, Alessandra Fusè, Alessandro Giordani, Susanna Messaggio, Mario Pappagallo, Elena Sabino Testimonial di copertina Shakira Testimonial di copertina WELLMAN Matteo Marzotto Fotografie Foto Shakira: Courtesy Juegaterapia Foto Matteo Marzotto: Courtesy Alfonso Catalano SGP Italia Medici ed esperti Giorgio Astolfi, Antonio Calanchi Patrizia Gilardino, Claudio Patacca, Cristina Settanni, Alessandra Vasselli Stampa Stampa: Centro Stampa Digital Print Srl RImini

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Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it

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Strategia Grafica di C. Zecca - Pescara PI: 01434110688 strategiagrafica@pec.net

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Amministrazione amministrazione@medwellness.it

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Direttore Marketing e Pubblicità Cristina Zecca marketing@medwellness.it


NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TE l medicina estetica

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MICROBIOTA ANTI OBESITà: UN AIUTO DALLA DIETA VEGANA Seguire una dieta vegana per 4 mesi può favorire dei microrganismi a livello intestinale che hanno effetti positivi su peso, composizione corporea e controllo della glicemia. La ricerca, realizzata negli Stati Uniti, è stata presentata qualche giorno fa a Barcellona durante il congresso annuale dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD). Lo studio è stato condotto su 147 soggetti adulti in sovrappeso, non diabetici, che sono stati randomizzati a seguire per 16 settimane una dieta vegana a basso contenuto di grassi (n=73) o a mantenere l’alimentazione abituale (n=74). Dall’analisi del microbiota e dalla valutazione di peso, composizione corporea e sensibilità all’insulina al basale e al termine dell’intervento, è emerso che chi aveva seguito la dieta vegana aveva perso significativamente peso (circa -5,8 kg), a causa di una riduzione della massa grassa (circa -3,9 kg), e mostrava un miglioramento della sensibilità all’insulina, oltre a cambiamenti significativi del microbiota intestinale. Nello specifico, nel gruppo dei vegani era aumentata l’abbondanza relativa di Faecalibacterium prausnitzii e di Bacteroides fragilis, che sono risultati direttamente associati a riduzioni del peso, della massa grassa, del grasso viscerale, e nel caso dei Bacteroides, anche a miglioramenti della sensibilità all’insulina. Come affermato dagli autori stessi, saranno necessari ulteriori studi per separare gli effetti della sola dieta vegana da quelli della riduzione calorica e per valutare l’eventuale efficacia della dieta vegana in soggetti diabetici.

Sonno: la donna più “multitasking” dorme meno e peggio dell’uomo Il sonno della donna è più fragile di quello dell’uomo, vulnerabile alle mille sollecitazioni

ambientali, al richiamo della prole e divorato dalle molteplici richieste di caregiving (prendersi cura). Così “dorme” la donna, preparandosi al suo innato multitasking, con un orecchio vigile, attento ai rumori ed ai risvegli dell’ambiente domestico, un po’ come i delfini che dormono e vegliano insieme con due diverse metà del loro cervello. L’insonnia si sa, è declinata al femminile ed è sorella dell’ansia e della depressione. Se una donna sana in gioventù, nella prima parte del suo ciclo riproduttivo, presenta meno rischi biologici di patologie organiche del sonno quali le apnee notturne o i disturbi del movimento sonno-relati, questo cambia in epoche particolari della vita quali la gravidanza o la menopausa. Gli ormoni femminili infatti influenzano in maniera significativa la continuità e l’efficienza del sonno notturno, le sue capacità ristorative e di protezione nei confronti delle malattie cardiocerebrovascolari, nonché del declino cognitivo. In gravidanza per esempio il sonno è esposto a rischi specifici quali, con l’aumento del peso, il russamento e le apnee della gestante con il possibile sviluppo di ipertensione gravidica, condizioni che espongono ad un parto pretermine ed assistito, con deleterie conseguenze sul benessere materno-fetale. Un’altra patologia in gravidanza spesso responsabile dell’insonnia materna è quella delle “gambe senza riposo”, legata alla carenza di ferro e di altri fattori neurotrofici propri di questa fase e che tanto impatta non solo la continuità del sonno materno, ma anch’essa il benessere materno-fetale, inducendo alterazioni cardiovascolari che rappresentano altrettanti fattori di rischio nell’ambito della gestazione. E che dire poi del puerperio e delle alterazioni umorali della neomamma che un sonno inadeguato per le nuove sollecitazioni della prole non protegge e spesso consegna al maternity blues (sindrome del terzo giorno), se non alla psicosi puerperale con i noti rischi

per sé e per la prole? La menopausa invece rappresenta un ulteriore periodo di vulnerabilità biologica, in cui la brusca caduta degli ormoni riproduttivi modifica la distribuzione del peso corporeo e conferisce alla donna un rischio biologico di disturbo respiratorio simile a quello dell’uomo. Negli ultimi tempi alcuni importanti esperti italiani di malattie del sonno hanno concentrato i loro studi e ricerche proprio sulle differenti patologie del sonno in menopausa e la loro ripercussione su emotività ed umore, capacità cognitive, benessere psicofisico, rischio cardio e cerebrovascolare e, ancora una volta, di comparse e mantenimento delle “gambe senza riposo” con il rischio ipertensivo e di comorbidità psichiatrica ad esso connessi. “Nella menopausa la stima della depressione associata ad insonnia cronica si attesta su valori superiori all’80%” - dichiara la Prof.ssa Rosalia Silvestri del Centro Interdipartimentale per la Medicina del Sonno di Messina , tra gli esperti chiamati ad intervenire al Convegno - “ quella dell’insonnia associata a sintomi vasomotori (vampate) al 70%, l’OSA (apnee morfeiche) intorno al 3%, con un aumento di rischio di ipertensione del 40%. La percentuale della RLS (gambe senza riposo)” - conclude la prof. Silvestri - “ in menopausa si aggira tra il 15-20%, mentre il dato epidemiologico relativo a tutte le donne è inferiore al 4%!”. • Erismo: per le sua proprietà benefiche sulla gola è anche conosciuto come l’erba dei cantanti, si può acquistare in erboristeria e si utilizza per fare infusi da bere durante la giornata. Rappresenta un ottimo rimedio per ridurre l’infiammazione. Dunque, si può scegliere fra tanti rimedi quello più gradito. Seguendo questi piccoli accorgimenti, nel giro di poco la voce tornerà alla normalità o sarà almeno migliorata!

RIDERE FA BENE, ANCHE PER FINTA Cosa ci accade quando ridiamo? Come ci sentiamo dopo? Sensazioni positive! Rilassamento, felicità. Ci sentiamo meglio, maggiormente soddisfatti. Perché? La risata mette in funzione molti muscoli


ECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIENEWS E TECNOLOGIE

Tè Verde: Un prezioso aiuto contro l’obesità Da tempo sono note le proprietà benefiche del tè verde per la salute e per la dieta. Ma non solo, grazie a recenti studi, scopriamo anche che questa popolare bevanda è ricca di proprietà benefiche in grado di aiutare l’intestino e di contrastare la

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Spesso nelle diete si raccomanda di mangiare le uova non più di due volte alla settimana. Ma ci siamo mai chiesti il perché? Il rischio che può derivare dall’assunzione di uova non è dovuto all’alimento in sé, ma gli effetti a esse associati dipendono dalla quantità consumata. Da uno studio condotto da un team di ricercatori della Northwestern University è emerso che una maggior assunzione di uova è associata a un più alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Questa correlazione sarebbe da imputare all’alta presenza di colesterolo. I tuorli d’uovo, infatti, sono una delle fonti più ricche di colesterolo alimentare tra i cibi comunemente consumati. Lo studio, pubblicato sulla rivista JAMA, è stato condotto facendo un’analisi incrociata di sei precedenti ricerche che hanno raccolto dati su un campione totale di circa 30mila partecipanti, per un periodo di tempo di oltre 17 anni. Dai risultati è emerso che l’assunzione quotidiana di 300 milligrammi di colesterolo aumenta del 17% la possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari e del 18% il rischio di mortalità. Un uovo di grandi dimensioni contiene all’incirca 185 milligrammi di colesterolo, ciò significa che assumere mezzo uovo al giorno (pari a 3 o 4 uova a settimana) va ad incrementare del 6% della possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari e dell’8% quella di decesso precoce. Detto ciò è importante ricordare che le uova, sono fonte di principi nutritivi fondamentali per il corpo umano, dunque è necessario che siano presenti nell’alimentazione di ogni persona, ciò a cui bisogna fare attenzione è la quantità. Sì alle uova, ma con moderazione!

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SI ALLE UOVA, MA CON MODERAZIONE!

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tendenza all’obesità. A mettere in evidenza queste proprietà è stato un recente studio svolto dagli studiosi della Ohio State University di Columbus, negli USA. La ricerca, pubblicata sul Journal of Nutritional Biochemistry, è stata condotta sui topi. I ricercatori statunitensi hanno indagato in merito all’inserimento nella dieta quotidiana dei topi di un estratto di tè verde al 2%. I topi sono stati divisi in due gruppi: uno i cui soggetti hanno ricevuto l’integrazione con il tè verde e un secondo alimentato normalmente. Dai risultati emersi quelli che seguivano una dieta a base di estratto di tè verde al 2% hanno presentato un miglioramento notevole della salute intestinale, rispetto agli altri. Inoltre i topi nutriti con l’integrazione di tè verde hanno perso peso nella misura del 20% e avevano una minore resistenza all’insulina rispetto ai topi nutriti con una dieta identica ma senza tè. Dunque, il tè verde, aiuta a stimolare la crescita di batteri intestinali buoni e produce una serie di benefici che riducono il rischio di obesità. Il tè verde può essere considerato un vero e proprio antibatterico naturale, in quanto possiede un’azione simile a quella degli antibiotici. Risulta essere efficace soprattutto contro i batteri che causano infiammazioni e infezioni nel cavo orale. Inoltre viene considerato un alleato nelle diete, perché aiuta a ridurre l’accumulo di grassi, soprattutto nelle zone critiche come le cosce, i fianchi e la pancia. Questo grazie alle sostanze contenute come le metilxantine, le quali stimolano la capacità del corpo di bruciare grassi e perdere peso. In più ha anche un effetto diuretico, contrastando la cellulite e la ritenzione idrica. Il tè verde è utile anche per mantenere una pelle bella e sana. Le catechine che si trovano nella bevanda e gli antiossidanti, proteggono dall’invecchiamento e dai raggi UV, rendendo la pelle elastica e molto morbida.

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facciali che, attivandosi, aumentano nel cervello la produzione di endorfine. Le endorfine hanno la capacità analgesica simile alle sostanze oppiacee, con effetti di rilassamento e contenimento del dolore. Ridendo, perciò, miglioriamo il nostro umore e il benessere psicofisico. Ridere inoltre, aiuta il cervello nella regolazione del cortisolo e dell’epinefrina, ormoni che regolano lo stress. Una ricerca scientifica dell’American College of Cardiology a Orlando, Florida, ha dimostrato come ridere faccia bene al cuore. Ridendo per 15 minuti di continuo, può dilatare le arterie fino al 50%, aumenta quindi il flusso sanguigno di oltre il 22% e diminuisce lo stress del 35%, diminuendo il rischio cardiovascolare. Ridere può migliorarci la vita anche sotto il profilo delle relazioni. Ridere e sorridere stimolano la nostra possibilità di fare amicizia, di creare legami affettivi. Ridere infatti stimola la produzione di ossitocina, l’ormone dell’affetto e delle relazioni sociali. Importante sapere che, anche se non abbiamo motivi per ridere, possiamo ottenere gli stessi risultati facendo finta. Tutti gli effetti benefici di cui il nostro organismo può godere, si attivano anche se ci sforziamo di ridere, senza motivo. Per questo il nostro consiglio per una vita sana e meno stressante è di sforzarci a ridere, non solo sfruttando ogni occasione utile per essere spensierati, ma anche imponendoci il sorriso e la risata “forzata”.


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“UNA BABY PELÓN COME DONO DI FELICITÀ” A cura di Alessia Addari - Foto: courtesy Juegaterapia

Attiva in Spagna a sostegno dei bambini malati di cancro, la Fondazione Juegaterapia ha consentito l’ingresso anche in Italia delle Baby Pelones, bambole senza capelli e con foulard, omaggio a bambini affetti da tumori, attraverso una collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) ed in particolare con la Pediatria Oncologica. Con oltre 250 nuovi casi all’anno, la Pediatria Oncologica di INT, diretta dalla Dottoressa Maura Massimino, è il più importante centro italiano – ed uno dei più importanti in Europa – per la cura delle neoplasie solide

del bambino e dell’adolescente. In Italia il progetto in questione, finanziato dal reparto specialistico, sarà finalizzato allo studio molecolare dei tumori rari dell’infanzia, il cui gruppo cooperativo europeo è coordinato da INT. Lo studio, diretto dal Dottor Andrea Ferrari, Responsabile Progetto Giovani della Pediatria dell’Istituto e Coordinatore di EXPeRT (European Cooperative Study Group on Pediatric Rare Tumors) e dal Dottor Stefano Signoroni, Ricercatore INT, inizierà a valutare il tumore del colon-retto, una neoplasia tipica dell’adulto che può però insorgere anche in età pediatrica, in genere con casi molto aggressivi. Obiettivo

della ricerca è identificare i profili molecolari che possano differenziare la biologia del tumore pediatrico rispetto a quello dell’adulto, con lo scopo ultimo di trovare specifici target terapeutici. Le Baby Pelones sono un’idea di Juegaterapia, che nel 2014 lanciò questa iniziativa al fine di catalizzare l’attenzione sul cancro infantile attraverso bambole che mostrano uno dei segni più visibili di questa malattia: la caduta dei capelli. In questi cinque anni tutte le aspettative di vendita sono state largamente superate, diventando un simbolo della lotta contro


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I negozi dove trovare le Baby Pelones? Sono La Giraffa, Rocco Giocattoli e Amazon.

la malattia e permettendo a migliaia di persone di contribuire a questa causa. La Fondazione Juegaterapia ha già donato i bambolotti ai bambini ricoverati in Oncologia Pediatrica negli ospedali di Spagna, Brasile, Colombia, Portogallo, Argentina, Messico e Miami e proprio nei prossimi mesi la Fondazione si preparerà a commercializzarli in altri Paesi. Un eccellente riscontro di affetto e solidarietà, che hanno portato nel corso del 2017 Baby Pelón a diventare la bambola più popolare in Spagna con oltre un milione di vendite.

Il desiderio è quello che tutti i bambini malati di cancro ricoverati negli ospedali possano avere una Baby Pelón, chepossa aiutarli a comprendere attraverso il gioco quanto, nonostante la perdita dei capelli, rimangano preziosi e speciali proprio come la loro Baby Pelón. In Italia è possibile acquistare i modelli con foulard disegnati da personaggi del mondo dello spettacolo e della musica, nonché ambasciatori della Fondazione, quali Laura Pausini, David Bisbal, Shakira, Ricky Martin e Teresa, una piccola combattente che, avendo sposato il

progetto, prestano il loro sostegno alla diffusione del messaggio di felicità. I risultati di questa encomiabile iniziativa sono già tastabili in Spagna dove, con i fondi raccolti, Juegaterapia ha già realizzato vari progetti come “El Jardín de Mi Hospi” (giardini sui tetti degli ospedali) o “Stazioni lunari” (stanze di isolamento arredate con temi dedicati allo


l medicina estetica spazio). Inoltre, grazie alle vendite dei Baby Pelones, è stato aperto un nuovo percorso, Juegaterapia Investigación, per finanziare studi sul cancro infantile. Due borse di ricerca, inoltre, sono già state assegnate in Spagna, presso il Centro nazionale di ricerca sul cancro CNIO, per studi dedicati al neuroblastoma e ai tumori cerebrali pediatrici. ________________________________

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DELLE BAMBOLE DELLA FELICITÀ E DEL LORO FINE ABBIAMO PARLATO CON VALLE SALLÉS, VICE PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE JUEGATERAPIA.

Signora Sallés il primo dato ad emergere riguardo questo progetto è senza dubbio la sconfinata solidarietà e l’estrema partecipazione da parte della comunità mondiale. Quali le prime reazioni dei bambini ai quali, in vari ospedali del pianeta, è stata donata la “bambola più bella del mondo”? L’adorano. Quando hanno tra le mani le Baby Pelones in ospedale, la prima cosa che fanno è togliere il foulard dalla testa. Sorridono e dicono: “Guarda, non ha i capelli proprio come me!”. Siamo molto felici di questa reazione perché significa che li fa stare bene. E questa era la nostra idea, di creare qualcosa che li potesse aiutare ad affrontare il loro problema, la perdita dei capelli a causa della chemiotereapia. Sappiamo poi che giocano con queste bamboline come se fossero in trattamento anche loro. In questo modo capiscono meglio perché devono stare in ospedale e superare tutto ciò per guarire.

Da cinque anni ad oggi, sono vendute più di 1 milione Baby Pelones, il cui ricavato ha permesso di stanziare due assegni biennali da 100.000 euro dedicati alla ricerca contro il cancro infantile. Quali gli obiettivi e le iniziative della Fondazione nel prossimo futuro al fine di poter incentivare questi numeri, già così importanti? Vogliamo continuare a lavorare nella stessa direzione, perché abbiamo scoperto che le persone vogliono aiutare

e questo è un modo meraviglioso per farlo. Usano i Baby Pelones come dono d’amore e allo stesso tempo sono di supporto. Aiutano i bambini malati di cancro. Quindi ciò che pretendiamo è di venderle ovunque, spiegare alle persone di tutto il mondo il nostro lavoro, la nostra missione e come possono aiutare a rendere questo mondo migliore attraverso queste bambole. Perché, purtroppo, il cancro pediatrico è un problema universale che non dovrebbe esistere.

Alejandro Sanz, Laura Pausini, Shakira, Richard Gere, David Bisbal: quanto il coinvolgimento ed il sostegno di questi personaggi, ambasciatori della Fondazione nonché designers di alcuni dei fazzoletti indossati dalle bambole, ha contribuito alla diffusione del messaggio? Siamo grati a tutti i nostri amici, ambasciatori, perché non hanno esitato a supportarci, facendolo con amore. Sono stati veramente gentili e buoni con i nostri bambini e le loro famiglie, è questo è stato un incredibile aiuto. In questo modo abbiamo raggiunto tantissimi luoghi e persone e questo è quello di cui realmente abbiamo bisogno. Più persone si uniscono a noi e più cose buone possiamo fare per i bambini malati di cancro. In Italia Juegaterapia ha attivato una collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per sostenere un progetto di ricerca finalizzato allo studio

molecolare dei tumori rari dell’infanzia. Dottor Ferrari ci racconti nello specifico quali saranno le evoluzioni e le aspettative. Lo studio finanziato è finalizzato a studiare la biologia del tumore del colon retto nei bambini e negli adolescenti. Il tumore del colon è una delle neoplasie più frequenti nell’adulto, ma è estremamente rara nell’età pediatrica. Quando insorge nel bambino e nell’adolescente, però, si presenta con caratteristiche di notevole aggressività (istotipi sfavorevoli, malattia avanzata), per cui la prognosi è spesso infausta. L’interesse del nostro centro per i tumori rari del bambino (Andrea Ferrari cocoordina il progetto italiano TREP - Tumori Rari Età Pediatrica - ed è chairman di EXPeRT - European Cooperative Study Group for Pediatric Rare Tumors), nonché la solida collaborazione con i colleghi dell’adulto, fa sì che la maggior parte dei rari casi di bambini e adolescenti con carcinoma del colon sia curata presso il nostro centro. È nata quindi l’idea di studiare questi casi, con l’idea, in primo luogo, di determinare le alterazioni alla base della tumorogenesi della malattia nel bambino (che devono essere diverse da quelle dell’adulto); in secondo luogo, di identificare nuovi potenziali target terapeutici che possano in futuro portare a terapie specifiche.


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POSITIVE PRO-AGING:

per accettarsi e celebrarsi a qualsiasi età

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L’invecchiamento è stato a lungo percepito come un fenomeno da combattere ad ogni costo. L’industria della bellezza ha enormemente contribuito a trasformare i segni del tempo in stigmate contro le quali agire attivamente. Anti-rughe, anti-età, anti-rilassamento cutaneo: un ampio ventaglio di promesse di «contrattacco» che sostengono le pazienti nella loro lotta contro il processo d’invecchiamento. DAI FILLMED LABORATOIRES: presentazione di un nuovo approccio nei confronti dell’invecchiamento che sta rivoluzionando la medicina estetica. (FILLMED offre una gamma completa di prodotti per un ringiovanimento a 360°antietà: filler, mesoterapia, peeling e cosmetici esclusivi per lo studio medico).

UNA PERCEZIONE POSITIVA DELL’INVECCHIAMENTO Oggi, longevità, bellezza e benessere sono concetti indissolubili. E, nell’era in cui i social media stanno trasformando radicalmente i codici di comunicazione, anche la percezione dell’invecchiamento subisce un’evoluzione: le donne modificano il proprio comportamento e non hanno più paura di invecchiare. Sono, infatti, consapevoli che esistono delle soluzioni, non percepiscono più l’età come una fatalità ma come un fattore positivo e dedicano più attenzione al proprio benessere. Accolgono i cambiamenti fisici con maggior serenità, quasi a celebrare il tempo che passa. Attribuiscono maggior importanza al sentirsi bene con la propria età pur assumendo un ruolo attivo nella gestione della propria bellezza che diventa sempre più olistica e integrata in un approccio globale dove salute e benessere sono di fondamentale importanza. Accettare serenamente la propria età non è più solamente una questione di apparenza: è anche, e soprattutto, una questione di sicurezza personale, di autostima e di un rapporto di intima armonia personale scevro da qualsiasi complesso. Un’auto-accettazione transgenerazionale Il positive pro-aging, ovvero l’accettazione attiva dell’invecchiamento, è quindi una filosofia che implica l’accettazione di sé a qualsiasi età. Interessa tutte le generazioni, anche se ognuna di esse lo esprime in modo diverso, con propri codici. Il pro-aging secondo i Millennial Per quanto riguarda la bellezza, i Millennial (di età compresa fra i 18 e i-35 anni) controllano la loro particolare visione e i loro codici, tipici di una generazione super-esposta sui social media. Addio stereotipi e idea di bellezza unica! Oggi, gli under 30 si accettano responsabilmente: si fanno

portavoce dell’accettazione di sé attraverso l’unicità, pur non disdegnando la possibilità di miglioramenti o di trasformazioni fisiche. Per questa generazione, pro-aging può significare desiderio di labbra più carnose, di zigomi meglio definiti o di una pelle più radiosa. Piccole modifiche che consentono di migliorare la bellezza del viso grazie a delle iniezioni. E sono ugualmente parimenti sensibili ai mezzi di prevenzione dei segni del tempo e la pelle “zero difetti” per loro è un must! Le over 40 vogliono la performance Dopo i 40 anni, i segni d’invecchiamento cutaneo diventano sempre più visibili. Le donne sono socialmente e professionalmente attive, la performance per loro è un’esigenza e anche l’invecchiamento è circoscritto all’idea di mantenersi giovani e contrastare i segni del tempo. L’invecchiamento è considerato in modo olistico: il benessere è primordiale, ma il loro approccio è molto attivo e si traduce con un reale desiderio di prevenzione e bisogno di correzione dei primi segni d’invecchiamento per soddisfare il quale ricorrono alla medicina estetica. Il fenomeno dei giovani senior e dell’invecchiare bene Di età compresa fra i 60 e i 75 anni, rappresentano una nuova generazione di anziani che stanno rivoluzionando il modo di percepire il progredire degli anni. Vero fenomeno sociale, la generazione dei Giovani Senior o Jeunior (contrazione di giovani e senior) sono strenui promotori della realizzazione personale. Desiderano invecchiare in salute ma anche in bellezza. Il positive pro-aging per loro non si traduce in un bisogno di trasformazione per ringiovanire, ma nella necessità di sentirsi in armonia con la propria età e di fare quanto necessario per invecchiare con grazia. La medicina estetica di FILLMED: filosofia pro-


informazione pubblicitaria

• BIONUTRIGLOW Per una pelle radiosa, liscia e rimpolpata. Per chi: per tutte le età, per esaltare la radiosità e distendere le linee sottili. Tecnica: peeling e rivitalizzazione. • BIONUTRILIFT Per attenuare i segni di stanchezza e donare radiosità. Per chi: dai 30 anni, per un iniziale rilassamento cutaneo con segni di stanchezza quali solchi nasolabiali e solchi lacrimali. moderatamente evidenti. Tecnica: rivitalizzazione e rimpolpamento con gel poco reticolati. • BIONUTRISHAPE Per ridisegnare l’ovale e correggere i volumi. Per chi: dai 40 anni, in caso di rilassamento cutaneo evidente dovuto a una perdita di volume ed elasticità. Tecnica: rivitalizzazione e ridensificazione con gel volumizzanti.

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In che modo FILLMED ha cambiato il modo di affrontare i trattamenti pro-aging L’approccio pro-aging implica una risposta alle esigenze specifiche di ciascuna generazione. Per alcuni, significa prevenire, per altri, significa correggere o migliorare la bellezza, a volte entrambi i casi. Tutto questo deve essere sempre accompagnato dal rispetto per l’unicità del carattere e della personalità di ognuno. Nella medicina estetica è dunque essenziale poter proporre piani di trattamento cosmetico personalizzati, mirati a ringiovanire o mantenere un aspetto cutaneo fresco. Conclusione Sostenuti dalla volontà di offrire trattamenti su misura, FILLMED LABORATOIRES oggi declina l’approccio pro-aging in diversi protocolli che abbinano qualità della pelle e correzione di rughe e volumi:

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aging come proprio DNA Il positive pro-aging era già parte integrante del DNA di FILLMED molto prima che l’industria della bellezza si appropriasse di questa tendenza. Da oltre 40 anni leader di mercato per i sistemi di rivitalizzazione cutanea con il complesso NCTF 135HA (New Cellular Treatment Factor), FILLMED ha sempre posto prevenzione e miglioramento della qualità della pelle al centro del suo approccio estetico globale: la medicina estetica come soluzione pro-aging può contribuire a invecchiare ma anche a stare bene.


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C’È PLASMA… ® E PLEXR PLASMA: DA TERMINE SCONOSCIUTO AI PIÙ NEL MONDO DELLA MEDICINA ESTETICA, OGGI È QUASI ABUSATO E, ALMENO IN ITALIA, OGGETTO DI UN CONTENZIOSO TRA I VARI PROFESSIONISTI DEL SETTORE.

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A cura di Alessandro Giordani, responsabile comunicazione, formazione e marketing – GMV srl

Attualmente infatti ci sono numerose proposte di corsi di formazione rivolti alle estetiste per l’utilizzo di dispositivi che vengono definiti al plasma, che con qualche migliaio di euro promettono abilitazioni all’utilizzo. Oltre a ciò, i medici stessi si dividono tra favorevoli e contrari alla diffusione della tecnologia al

plasma in Medicina Estetica. GMV, azienda interamente italiana produttrice del Plexr®, da sempre è in prima linea per fare chiarezza su questa tematica. Il Plexr® è infatti il primo dispositivo medico al plasma nel settore della Medicina Estetica, attraverso il quale è possibile intervenire in maniera non invasiva ma al contempo sicura, rapida ed efficace su inestetismi o patologie di varia natura. Come funziona il Plexr®? “Il dispositivo – spiega l’Ing. Andrea Cancelli, responsabile scientifico e regolatorio di GMV - scambia energia con il tessuto proprio attraverso la creazione di plasma, sublimando l’epidermide e diffondendo energia nel derma per la contrazione del collagene. Questo se utilizzato in una certa modalità, altrimenti può essere anche utilizzato per rimozioni dermatologiche. L’utilizzo nel campo estetico (DL206/2015) viene giustificato erroneamente dagli interessati accostando il dispositivo alla radiofrequenza, ma il principio di azione è totalmente differente

e senza la giusta conoscenza, i danni potrebbero essere incalcolabili. Questa situazione danneggia tutte le parti in gioco, ad eccezione degli organizzatori di questo raggiro: - In primis il paziente, che viene sottoposto a terapie mediche, dermatologiche e microchirurgiche da personale non preparato all’interventoprima e soprattutto a gestire le eventuali complicazioni. Inoltre, il professionista estetico non può essere in grado di riconoscere lesioni cutanee che potrebbero essere critiche e non rimovibili previa visita dermatologica o perfino esame istologico. - Il professionista estetico: rischia di essere punito severamente sia dal punto di vista civile che penale, oltre a danneggiare la propria reputazione e dopo mettere a rischio la salute del paziente. - Il medico, il quale è molto indispettito dal vedere abusata la propria professione. Siamo tempestati da segnalazioni da parte di medici a riguardo. - GMV srl, che effettua la progettazione, la produzione e la messa in commercio del dispositivo medico Plexr secondo la direttiva sui dispositivi medici 93/42/


Ebbene, i detrattori della tecnologia al plasma rimarranno probabilmente sorpresi che molto sull’argomento è stato sperimentato e pubblicato su prestigiose riviste mediche di livello mondiale attraverso il Plexr®, unico dispositivo medico che può vantare ad oggi diversi articoli scientifici che ne confermano la validità clinica. Posso quindi senza dubbio affermare che il Plexr® sia l’unico dispositivo al Plasma che abbia tutti i requisiti per poter essere utilizzato, previa opportuna formazione, in completa sicurezza e con grande soddisfazione sia per il medico che per il paziente all’interno dello studio medico.”

“Danno subìto da paziente trattata con “dispositivo al plasma” venduto ad estetiste ed erroneamente confuso con il Plexr®. La stessa paziente ha quindi avuto un confronto con il Dott. Massimo Rota il quale le ha fornito indicazioni sul post trattamento.”

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Abbiamo chiesto al Dott. Massimo Rota, Medico Odontoiatra Esperto in Medicina Estetica, di aiutarci a capire quali sono le principali criticità emerse tra i suoi colleghi: “I detrattori di questi dispositivi ne contestano la validità anche perché attualmente sono presenti sul mercato di dispositivi al Plasma non certificati, oppure perché lamentano una mancanza di letteratura scientifica correlata all’efficacia di queste macchine e i loro effetti sui tessuti. La letteratura medica serve, oltre che alla diffusione del “sapere scientifico”, anche a fare sì che la comunità scientifica possa confermare scientificamente una tecnica, un dispositivo e la sua efficacia o meno. Le riviste mediche più prestigiose sono quelle internazionali, con larga diffusione e le cosiddette “peer reviewed”, ovvero quelle in cui l’articolo viene sottoposto alla revisione di valutatori esterni prima della pubblicazione. Tutto questo offre garanzia di oggettività e indipendenza nel giudizio scientifico.

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Ma non è tutto. Anche all’interno della stessa categoria medica ci sono pareri differenti sull’efficacia e la sicurezza del plasma.

Bibliografia sul Plexr® (Elenco delle più recenti pubblicazioni scientifiche) – Nejat F, Nabavi NS, Nejat MA, Aghamollaei H, Jadidi K, Safety evaluation of the plasma on ocular surface tissue: An animal study and histopathological findings. Clinical Plasma Medicine, 2019 – Rota MT. Plasma Exeresis: a novel approach to treat Gummy Smile. Prime Journal. 2019 – Sotirios TG, Nantia S. Non–Invasive Blepharoplasty with Plasma Exeresis (Plexr) Pre/ Post Treatments. J Aesthet Reconstr Surg. 2018 – Rossi E, Paganelli A, Mandel VD, Pellacani G. Plasma Exeresis Treatment for Epidermoid Cysts: A Minimal Scarring Technique. Dermatol Surg. 2018 – Nalewczynska A. The use of device generating plasma for the treatment of vulvar and vagina atrophy symptoms (VVA). Plastic and Reconstructive Gynecology, 2018 – Rossi E, Paganelli A, Mandel VD, Pellacani G. Favre-Racouchot syndrome: report of a case treated by plasma exeresis. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2018 – Rossi E, Farnetani F, Trakatelli M, Ciardo S, Pellacani G. Clinical and Confocal Microscopy Study of Plasma Exeresis for Nonsurgical Blepharoplasty of the Upper Eyelid: A Pilot Study. Dermatol Surg. 2018 – Rossi E, Mandel VD, Paganelli A, Farnetani F, Pellacani G. Plasma exeresis for active acne vulgaris: Clinical and in vivo microscopic documentation of treatment efficacy by means of reflectance confocal microscopy. Skin Res Technol. 2018 – TG Sotiris, G Nikolaos, G Irini New Treatment with Plasma Exeresis for Non-Surgical Blepharoplasty. EC Ophthalmology, 2017 – TG Sotiris, Combination of Autologous Treatments for Non–Invasive Blepharoplasty and Non–Surgical Full Face Lift. Journal of Clinical & Experimental Dermatology Research, 2017 – TG Sotiris, G Nikolaos, G Irini The Gas Ionization by Plasma Technology for Noninvasive Techniques in Oculoplastic. JOJ Ophthalmology, 2017

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CEE e norme per la gestione del sistema qualità per fabbricanti di dispositivi medici ISO 13485, per la tutela dei clienti medici e dei pazienti sottoposti alle terapie.”


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IL FREDDO

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HA UN NUOVO RE!

A cura di Antonio Calanchi – Bioskin Italia Srl - Presidente - Foto: Clatuu Alpha Academy In una società in cui l’aspetto esteriore ha un’importanza predominante e l’obiettivo è la perfezione estetica, sempre più persone si rivolgono alla chirurgia. Questo fenomeno non riguarda più solo le donne, ma gli stessi canoni estetici sono oggi richiesti anche agli uomini, che si sottopongono ad interventi per ridurre i cosiddetti ‘rotolini’. Tuttavia, questi interventi sono spesso invasivi, dolorosi e presentano una percentuale di rischio. Inoltre, prevedono un periodo di convalescenza e i risultati spesso non sono nemmeno duraturi. Negli ultimi anni sono stati fatti significativi passi avanti nella ricerca di alternative efficaci alla chirurgia, di cui CLATUUα rappresenta un’eccellenza. CLATUUα è un dispositivo medico che permette di rimodellare le forme del

corpo attraverso il congelamento e la rimozione dell’adipe. Tramite il congelamento non invasivo delle cellule adipose induce la lipolisi senza recare alcun danno agli altri tessuti e rappresenta quindi un’alternativa sicura alla liposuzione. Le cellule adipose cristallizzate subiscono l’apoptosi e vengono eliminate dal corpo grazie ai naturali meccanismi del metabolismo. Il trattamento CLATUUα non è invasivo, non richiede tempi di recupero, non causa dolore e segue i processi naturali del corpo. Numerosi studi scientifici pubblicati evidenziano che, in condizioni attentamente monitorate, le cellule adipose sono più vulnerabili agli effetti del freddo rispetto ai tessuti che lo circondano. Articoli scientifici di riviste mediche hanno

dimostrato che l’esposizione al freddo attraverso l’estrazione di energia causa l’apoptosi delle cellule adipose, una morte naturale e controllata delle cellule che rilascia citochine e altri mediatori dell’infiammazione, che gradualmente eliminano le cellule coinvolte. Le cellule legate all’infiammazione gradualmente digeriscono le cellule di grasso esposte al raffreddamento riducendo lo spessore dello strato adiposo. I lipidi derivanti dalle cellule vengono lentamente rilasciati e trasportati dal sistema linfatico per essere processati ed eliminati, come succede ai grassi derivanti dal cibo. Il dispositivo CLATUUα presenta notevoli miglioramenti e potenziamenti rispetto alle versioni precedenti. Solo per citarne alcuni, la funzione di


Le cooling cup possono essere sostituite in modo semplice e rapido anche durante il trattamento grazie al meccanismo a pressione, senza bisogno di staccare cavi o spegnere il sistema. Il supporto del braccio è regolabile in lunghezza e segue i movimenti dell’operatore permettendone lo spostamento in qualsiasi direzione. La Criolipolisi, quindi, è una tecnica che permette di ridurre definitivamente il

Il trattamento CLATUUα non è invasivo, non richiede tempi di recupero e non causa dolore. Utilizza solo l’energia di raffreddamento che permette al paziente di tornare alla quotidianità appena terminato il trattamento. È una vera e propria rivoluzione nell’eliminazione non chirurgica del grasso: è una valida alternativa indolore e non invasiva alla classica liposuzione.

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Cosa ci si deve aspettare durante la procedura? La sensazione iniziale è che la pelle venga aspirata energicamente. In seguito inizia il processo di raffreddamento che potrebbe arrecare un lieve fastidio solo per i primi 10 minuti. A fine trattamento, alla rimozione dell’applicatore, la pelle risulterà ovviamente fredda e tonica evidenziando un leggero rossore. Il tessuto adiposo nella zona da trattare viene sottoposto a freddo intenso (-9°). Gli adipociti, come già esposto, vanno quindi incontro ad un processo di “apoptosi”, cioè la morte cellulare programmata. Il corpo reagisce con una risposta infiammatoria che causa il naturale smaltimento delle cellule adipose danneggiate. La procedura consente una significativa riduzione del pannicolo adiposo a livello della zona trattata.

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Il trattamento richiede 40-60 minuti, la durata e il livello della procedura CLATUUα varia in base alla zona target e al singolo paziente. Il trattamento è completamente indolore e il paziente può rilassarsi dormendo o leggendo un libro in una posizione comoda.

Prima del trattamento

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Durante il trattamento i manipoli vengono posizionati sull’area in cui si desidera ridurre il grasso per estrarre energia dal tessuto adiposo sottostante (raffreddandolo) senza danneggiare gli altri tessuti. La cavità dell’applicatore usa un’aspirazione che crea una piega di tessuto che andrà in contatto con la superficie raffreddante all’interno del manipolo. Durante il trattamento, l’applicatore fornisce un raffreddamento controllato per colpire le cellule adipose nell’area trattata. CLATUUα utilizza un sensore di temperatura che è in grado di monitorare attentamente il livello di “estrazione dell’energia” ovvero il raffreddamento.

Quanto tempo richiede un trattamento?

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Ognuno ha un corpo diverso e CLATUUα è pensato per adattarsi ad ogni forma, garantendo un trattamento personalizzato. Grazie ai suoi sette differenti applicatori, specifici per ogni parte del corpo, riesce a trattare anche le zone notoriamente più difficili, aderendo perfettamente al tessuto. Tra queste, il sottomento e l’interno coscia, che presentano superfici curve e non omogenee.

numero delle cellule adipose, esattamente come avviene con la liposuzione, ma con la differenza di essere un trattamento non invasivo. Il vantaggio principale è che le cellule adipose vengono eliminate naturalmente, quindi i risultati sono duraturi nel tempo. Il trattamento permette di riprendere le attività quotidiane immediatamente, senza la necessità di tempi di recupero. Dopo il primo trattamento, i risultati si rendono evidenti nelle settimane successive, raggiungendo il massimo del risultato dopo circa 8 settimane. Indicazione al trattamento: rigonfiamenti adiposi ostinati come maniglie dell’amore, basso addome, cosce, zona del reggiseno, schiena e parte superiore delle braccia, sottomento (non trattabile con il precedente modello).

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aspirazione è potenziata del 20% e il manipolo con pannello di raffreddamento a 360° è reso più efficace del 18% rispetto ai metodi tradizionali nella trasmissione dell’energia per la cristallizzazione delle cellule adipose. Inoltre, permette di raggiungere molto più velocemente la temperatura target rispetto ai precedenti modelli, minimizzando i tempi di attesa. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza del paziente, attraverso l’inserimento di un panno tra cute e manipolo per impedire le ustioni della pelle. I panni sono molto semplici da inserire e da sostituire.

5 settimane dopo il trattamento


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SMAGLIATURE

Eliminarle si può con le nuove sorgenti luminose A cura della Redazione

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In Italia colpiscono circa il 65% delle donne, di cui oltre il 66% prima dei 20 anni e circa il 34% in gravidanza (Dati SIME) Tra gli inestetismi della pelle più odiati, vere e proprie cicatrici che si presentano su varie parti del corpo, le smagliature riguardano prevalentemente le donne - l’incidenza nel sesso femminile è 2,5 volte superiore a quella negli uomini, specie nella fascia di età tra 10 e 16 anni (fonte: International Journal of Dermatology) - compaiono in alcuni periodi della vita, come in adolescenza o in gravidanza, ma non risparmiano anche gli uomini. Frequenti negli obesi, in associazione a rapido incremento o decremento del peso corporeo, negli atleti, nei casi di patologie specifiche o terapie prolungate, soprattutto ormonali o steroidee, generalmente le smagliature colpiscono fianchi, addome, cosce, glutei, seno e interno braccia, e negli uomini a volte le troviamo sulla schiena.

SMAGLIATURE, 5 CONSIGLI DELL’ESPERTA 1. Prevenzione: il paziente che presenta smagliature, oltre a trattare quelle esistenti, dovrebbe preoccuparsi di prevenire la formazione di nuove. Evitare diete drastiche, utilizzare prodotti emollienti e idratanti, soprattutto durante la gravidanza, sono solo alcuni degli accorgimenti da non trascurare. 2. Trattamento precoce: le smagliature andrebbero preferibilmente trattate nella loro fase infiammatoria, quando cioè si presentano di colore rosso. Tuttavia, oggi l’uso di laser avanzati permette di avere ottimi risultati anche su quelle atrofiche. 3. Trattamenti da fare a casa: l’utilizzo di detergenti non aggressivi, in olio o in crema e di creme emollienti ed elasticizzanti sono alla base della prevenzione ma anche della cura precoce, nonché di supporto per le terapie ambulatoriali nelle fasi avanzate. 4. Trattamenti medici ambulatoriali: lo specialista potrà consigliare il trattamento più idoneo, scegliendo tra peeling chimici, carbossiterapia, biostimolazioni e trattamenti laser e luci. 5. Sinergia: l’arma vincente è l’associazione di più trattamenti contemporaneamente, dalla crema all’integrazione alimentare, ai trattamenti medici ambulatoriali.


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CONTRO GONFIORE E PESANTEZZA Come prendersi cura del benessere delle gambe A cura di Patrizia Gilardino - Chirurgo Estetico

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Le indicazioni di Patrizia Gilardino, Chirurgo Estetico, contro insufficienza veno-linfatica, teleangectasie e vene varicose. «Migliorare l’estetica è anche risolvere alcuni problemi funzionali».

GAMBE PIÙ BELLE SONO ANCHE GAMBE PIÙ SANE. La parte estetica spesso è correlata con il benessere dell’arto e curare il secondo porta benefici anche alla prima. «La cellulite può essere solo l’inizio, poi arrivano anche problemi funzionali alle gambe», premette Patrizia Gilardino, Chirurgo Estetico . “Quello che può apparire solamente come un inestetismo,

può diventare un problema non solo estetico. Infatti, spesso la cellulite è abbinata ad una insufficienza venolinfatica che porta pesantezza delle gambe e gonfiore delle caviglie. Anche nei casi di varici e teleangectasie, oltre la visibile dilatazione dei vasi, c’è spesso una sensazione di stanchezza con gonfiore, talora abbinata a dolore ai polpacci”.

trattamenti di medicina estetica ci vengono in soccorso», spiega Gilardino. “Del resto, azioni che vanno a migliorare la qualità della cute, riducendo gli inestetismi, agiscono in profondità sulla circolazione, quindi permettendo di intervenire non solamente sulla parte estetica, ma anche su specifiche patologie. È un’azione per il benessere complessivo delle gambe”.

Porre rimedio dal punto di vista estetico è quindi mettere un freno anche ai problemi di carattere funzionale. «In questo caso, i

Patologia che interessa una larga parte della popolazione occidentale, l’insufficienza veno-linfatica è


La presenza di varici e teleangectasie è

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Alla base ci possono essere stili di vita non del tutto corretti, la cellulite, ma anche una certa predisposizione genetica. «Per gambe più “leggere”, la carbossiterapia dà risposte efficaci», aggiunge. «L’anidride carbonica, che è alla base di questo trattamento, influisce sulla circolazione sanguigna, aumentandone

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Trattamento senza controindicazioni, la carbossiterapia può portare però ad un leggero fastidio. «In alternativa è possibile utilizzare il TriActive, una tecnica che si basa su tre azioni: il freddo, il massaggio e il laser. Insieme migliorano l’ossigenazione dei tessuti restituendo alla pelle elasticità e tono - prosegue Gilardino -. Questo trattamento è assolutamente indolore; richiede qualche seduta in più rispetto alla carbossiterapia, ma si prende cura delle gambe sia sotto il profilo estetico, sia funzionale».

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Abbiamo così quella che viene chiamata “stasi”, ovvero un accumulo di liquidi negli arti inferiori che provocano quel senso di pesantezza sulle gambe”, precisa la specialista.

una patologia che arriva ad interessare più di una donna su tre. In questi casi la scleroterapia con soluzione salina restituisce benessere alle gambe. «È un trattamento naturale che, senza l’uso di farmaci, comporta dei vantaggi: innanzitutto, l’uso di una soluzione fisiologica ipertonica, oltre ad evitare il pericolo di allergie, permette di “chiudere” i capillari intervenendo su un’area più estesa. Non certo secondo, il fatto che per la paziente non c’è l’obbligo di portare calze elastiche. Di contro però, i trattamenti richiedono almeno due settimane di distanza l’uno dall’altro. Per situazioni particolari è però possibile abbinare differenti trattamenti e ottenere così benefici su più fronti». Il benessere delle gambe si coltiva però con piccole azioni quotidiane: «Bere molto, controllare il peso, seguire una dieta bilanciata e fare dell’attività fisica», conclude Gilardino che raccomanda sempre di rivolgersi ad un medico esperto.

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il flusso, oltre ad avere un effetto che possiamo definire “brucia grassi”. L’effetto è quindi duplice: è un trattamento che permette di intervenire sulla cellulite, riducendo così l’effetto “buccia d’arancia”, ma anche migliora il flusso sanguigno dalle zone periferiche del nostro corpo, riducendo quindi le sensazioni di pesantezza e dolorabilità delle gambe».

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determinata da una difficoltosa circolazione del sangue e della linfa nelle estremità inferiori del nostro corpo. Le vene hanno il compito di “riportare” il sangue dalle zone periferiche del corpo verso il cuore; questo flusso però può essere reso più difficoltoso se le pareti dei vasi sanguigni non sono particolarmente elastiche.


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LO SHAMPOO GIUSTO, questione di scelta

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A cura di Dott.ssa Alessandra Vasselli, cosmetologa AIDECO (Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia)

La scelta dello shampoo giusto è molto importante ed è sempre difficile capire quello che più è adatto ad un tipo di capello e non ad un altro. La Dott.ssa Alessandra Vasselli, cosmetologa AIDECO (Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia), spiega le caratteristiche che deve avere un buono shampoo. “È il prodotto cosmetico che maggiormente deve interagire con la fisiologia di capelli e cuoio capelluto, sia per frequenza d’uso che per funzione, prodotto cosmetico imprescindibile, da scegliere in base alle diverse tipologie, livello di gradimento individuale, funzione specifica – afferma la Dottoressa e prosegue - Compito della detersione, anche per capelli e cuoio capelluto, è di rimuovere il cosiddetto “sporco” rispettando la salute del distretto con cui va ad interagire”. LE CARATTERISTICHE Le principali funzioni che lo


• SVOLGERE FUNZIONI SPECIFICHE QUANDO RICHIESTE • Infine, ma non per importanza, non indurre fenomeni di irritazione e/o sensibilizzazione “Il substrato su cui anche lo shampoo interviene è da un lato la superficie cutanea (in questo caso il cuoio capelluto), dall’altro il fusto del capello. In entrambi i casi interagisce quindi con la prima importante barriera protettiva: “il film idrolipidico”. È il prezioso insieme di acqua e lipidi, autoproduzione cutanea, che copre la superficie della pelle e dei capelli, svolgendo un importante ruolo di protezione e di mantenimento dell’omeostasi cutanea e dei fusti capillari” afferma Alessandra Vasselli. Una pelle sana mantiene ottimale l’equilibrio tra acqua e lipidi di questa pellicola, consentendo di equilibrare i corretti livelli di idratazione ed al tempo stesso la giusta presenza di sostanze emollienti che conferisce elasticità, morbidezza e nel caso dei capelli pettinabilità e lucentezza. LA FORMULA DI UNO SHAMPOO La base di uno shampoo è costituita principalmente da acqua e tensioattivi. “I tensioattivi sono sostanze dotate di proprietà detergenti, emulsionanti, schiumogene, bagnanti e solubilizzanti, aventi una doppia affinità idrofila-lipofila, ed il conseguente potere di abbassare la “tensione superficiale” di un liquido, come è il caso dell’acqua quando in miscela con una sostanza grassa. Senza l’uso

Nella formulazione di uno shampoo sono presenti inoltre: conservanti, coloranti, agenti perlanti e opacizzanti, viscosizzanti, modificatori di pH, profumo. Lo shampoo può avere funzioni specifiche: antiforfora, antisebo, coadiuvante anticaduta, ristrutturante, colorante, etc. Per ognuna di queste funzioni vengono inserite sostanze attive in grado di svolgere attività dermo-cosmetologiche. Lo shampoo è un prodotto “obbligatorio” per mantenere in buono stato i capelli (rendendoli più lucidi, morbidi e pettinabili) ed il cuoio capelluto (mantenendolo in salute e benessere). “Prima caratteristica da rispettare è la sua tollerabilità e la sicurezza nell’uso. Deve rispettare il film idrolipidico, il pH cutaneo ed in generale la fisiologia dei capelli e del cuoio capelluto. Deve essere il più possibile gradevole per chi ne fa uso, facile da utilizzare (in tal senso notevole rilevanza è data dal packaging primario) e da risciacquare, possedere la giusta consistenza, avere un buon odore e di conseguenza riuscire a fidelizzare facilmente il consumatore, attraverso tutte le caratteristiche sopra riportate. Infine, per la salute e la bellezza dei

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• MIGLIORARE L’IDRATAZIONE E LA PROTEZIONE CUTANEA

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• AIUTARE IL RIPRISTINO DEL PH IDEALE, DIVERSO SUL CUOIO CAPELLUTO RISPETTO ALLA CUTE CORPOREA

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• RIMUOVERE EFFICACEMENTE LO SPORCO SIA ESOGENO CHE ENDOGENO

capelli, allo shampoo dovrebbe sempre seguire l’uso di un balsamo, come l’uso della crema post-detersione per la pelle del viso”, conclude la Dott.ssa Vasselli.

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• RISPETTARE IL PIÙ POSSIBILE IL FILM IDROLIPIDICO DI PROTEZIONE DEI CAPELLI E DEL CUOIO CAPELLUTO

di un tensioattivo l’acqua non sarebbe in grado di asportare lo sporco, ovvero il grasso. Aggiungendo il tensioattivo quest’ultimo si collocherà fra l’acqua e lo sporco, abbassando la tensione superficiale dell’acqua e costringendola a “bagnare” la sostanza grassa – spiega la cosmetologa AIDECO e prosegue – I tensioattivi, presenti in larga parte nei prodotti detergenti in generale, e quindi anche in quelli destinati alla detersione del cuoio capelluto, possono essere scelti in base alle loro caratteristiche fisico-chimiche, le quali identificano anche il livello di tollerabilità ed efficacia di uno shampoo”.

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shampoo deve presentare sono:


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CIOCCOLATO Alleato per la salute, ma solo se extra

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A cura di Cristina Settanni, Naturopata, docente presso il College of Naturophatic Medicine CNM

A “promuovere” il cioccolato è la naturopata Cristina Settanni, docente presso il College of Naturophatic Medicine CNM Italia. L’esperta spiega che il cioccolato non è affatto deleterio per la linea come molti credono, ma al contrario può addirittura aiutare a bruciare calorie e possiede inoltre tante qualità benefiche per il nostro corpo e non solo. Le proprietà del cacao sono infatti moltissime: contribuisce a ritrovare il relax, a combattere l’ansia, ha una preziosa funzione antiossidante, è un antidepressivo naturale, da energia ed è persino di aiuto per ottenere il peso forma. Tutto questo però ad una sola condizione, ossia che il cioccolato in questione sia extra fondente con una percentuale di cacao uguale o

e arrivo anch e con il suo no ci vi è o rn L’inve cioccolato. l consumo di de o rn to ri il ato e il tanto am tti sanno ch tu n no se For ana vero toccas ò essere un pu ” ro ne o “or ezza. salute e bell per la nostra

superiore al 70%, meglio ancora se arricchito da fave di cacao. Questo perché tutte le proprietà benefiche presenti nel cioccolato extra fondente sono invece assenti nel cioccolato bianco o in quello al latte. Occorre sempre leggere attentamente l’etichetta e scegliere i prodotti con una bassissima percentuale di zucchero e la più alta percentuale di cacao. Vediamo di seguito tutti i benefici del cioccolato: • Ottimo per la concentrazione: la teobromina e la caffeina, sostanze contenute nel cacao, aiutano a mantenere la mente sveglia e attiva; inoltre donano l’energia necessaria per affrontare gli impegni della giornata. Bastano 40 grammi di cioccolato extra-fondente al giorno per il benessere fisico e mentale. • Migliora l’umore: il cacao è ricco di magnesio, un minerale che agisce da anti-ansia e aiuta a rilassarsi. Inoltre, la feniletilamina contenuta nel cioccolato stimola la produzione di serotonina, aiutando il buon umore. Per questo motivo il cioccolato può essere considerato un vero e proprio anti-depressivo naturale. • Anti-age: le catechine e i flavonoidi sono sostanze che agiscono contrastando la produzione naturale di radicali liberi (responsabili dell’invecchiamento cellulare) legata allo stress e all’età, proteggendo così le cellule dei nostri

organi, grazie al potere antiossidante. • Aiuta a bruciare calorie: una piccola porzione di cioccolato extra fondente al giorno, con un contenuto in cacao pari o superiore al 75%, contribuisce a stimolare il metabolismo. Infatti la caffeina e la teobromina aumentano la termogenesi nel tessuto adiposo, soprattutto a livello addominale, permettendo al metabolismo di attivarsi e bruciare più calorie. Il cacao viene utilizzato anche nelle creme anticellulite e nei trattamenti snellenti proprio perché le sue sostanze hanno mostrato un effetto drenante e tonificante anche sulla pelle. • Migliora la passione: un’altra sostanza contenuta nel cioccolato è l’anandamide, un neurotrasmettitore che crea una condizione psicofisica di grande benessere e, dunque, predispone alle effusioni amorose. Inoltre la anche la feniletilamina è in grado di rilasciare dopamina e di stimolare eccitazione e attrazione. • Antibatterico naturale: quando la percentuale di cacao nel cioccolato è superiore all’80%, il cioccolato svolge anche azione di protezione dei denti dalla carie grazie ad antibatterici naturali. Cosa che non accade invece per il cioccolato al latte o quello bianco, che al contrario favoriscono carie e proliferazione di batteri a causa dell’elevato contenuto di zuccheri.


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LA DIETA MEDITERRANEA

A cura della Redazione

‘Scioglie’ il grasso accumulato nel fegato Una ricerca condotta presso l’Università Federico II di Napoli dimostra che ad essere vincente contro la steatosi epatica è una dieta multifattoriale, ricca in carboidrati a basso indice glicemico (cereali integrali e legumi), acidi grassi monoinsaturi (olio d’oliva), acidi grassi omega 3 e omega 6 (presenti nel pesce e nella frutta secca a guscio), vitamine e polifenoli (presenti in frutta, verdura, tè, caffè). Questo approccio dietetico, tipico della dieta Mediterranea, può portare ad una riduzione del 40 per cento del grasso accumulato nel fegato. Un risultato importante, visto che per questa condizione non esiste ancora una terapia farmacologica. La steatosi epatica non alcolica (cioè l’accumulo di grasso nel fegato) è presente nel 70 per cento circa dei pazienti con diabete tipo 2, nei quali può associarsi a forme più severe di danno epatico e ad un’aumentata prevalenza di patologie cardiovascolari. Diverse componenti della dieta possono influenzare il contenuto epatico di grasso. “Il nostro gruppo di ricerca – spiega il Dottor Giuseppe Della Pepa del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ – ha dimostrato come una dieta ricca in acidi grassi monoinsaturi, presenti nell’olio d’oliva, riduca il contenuto epatico di grasso nei pazienti con diabete tipo 2”. Scarse evidenze o risultati contrastanti si hanno invece sull’effetto di altre singole componenti della dieta, come carboidrati a basso indice glicemico, acidi grassi omega 3 ed

omega 6, vitamine e polifenoli sul contenuto epatico di grasso. D’altra parte, non è noto se una dieta ricca in tutte queste componenti sia maggiormente efficace di diete modificate in una singola componente per la terapia nutrizionale della steatosi nel diabete. “Pertanto – spiega Della Pepa – scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’effetto a medio termine di una dieta multifattoriale, naturalmente ricca in carboidrati a basso indice glicemico (alimenti a base di cereali integrali e legumi), acidi grassi monoinsaturi (presenti nell’olio d’oliva), acidi grassi omega 3 e omega 6 (presenti rispettivamente nel pesce e nella frutta secca a guscio), vitamine e polifenoli (presenti in alimenti e bevande quali frutta, verdura, tè, caffè), sul contenuto epatico di grasso nei pazienti con diabete tipo 2, rispetto ad una dieta ricca in acidi grassi monoinsaturi”. Quarantanove pazienti con diabete tipo 2 di entrambi i sessi, età 35-70 anni, sovrappeso-obesi, in buon controllo glicemico, sono stati randomizzati a seguire per 8 settimane una dieta multifattoriale, naturalmente ricca in differenti componenti nutrizionali, oppure una dieta ricca in acidi grassi monoinsaturi. Le diete erano iso-caloriche e simili per macronutrienti. Nella dieta multifattoriale era previsto il consumo giornaliero di pasta e pane integrale, legumi, olio extra vergine d’oliva, tè


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Nella dieta ricca in acidi grassi monoinsaturi era previsto il consumo giornaliero di pasta e pane non integrali, riso, olio extravergine d’oliva, frutta e verdura povera in polifenoli. Prima e dopo l’intervento è stato misurato il contenuto di grasso epatico mediante spettroscopia di risonanza magnetica (esame che permette di avere una stima precisa del contenuto di grasso epatico). L’adesione alle diete è stata ottimale e, al termine delle 8 settimane di intervento, la dieta multifattoriale ha determinato una riduzione di grasso epatico significativamente maggiore rispetto alla dieta ricca in olio extra-vergine d’oliva. In termini di riduzione percentuale, la dieta multifattoriale ha indotto una riduzione del 40 per cento di grasso epatico rispetto al

19 per cento di riduzione indotto dalla dieta ricca in olio extravergine d’oliva. Questi risultati evidenziano chiaramente come una dieta multifattoriale naturalmente ricca in diverse componenti nutrizionali possa indurre una riduzione clinicamente rilevante di grasso epatico, potendo rappresentare un’opzione nutrizionale di prima scelta per il trattamento della steatosi epatica nel diabete tipo 2, per la quale ad oggi non è stato approvato ancora nessun farmaco. accettabile. “Il nostro studio di intervento nutrizionale controllato – afferma la Professoressa Angela Albarosa Rivellese, membro della Società Italiana di Diabetologia (SID) e professore ordinario di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate presso l’Università ‘Federico II’ di Napoli – dimostra chiaramente come sia possibile ridurre di ben il 40 per cento l’accumulo di grasso presente nel fegato di pazienti con diabete tipo 2 con una strategia nutrizionale multifattoriale, che ricorda, per molti aspetti, la vera dieta Mediterranea, almeno

quella seguita più di 50 anni fa. Questo risultato è estremamente importante dal punto di vista clinico sia per l‘elevata frequenza della steatosi epatica nel diabete sia perché, almeno al momento, non esistono altre strategie terapeutiche che abbiano dimostrato una tale efficacia”.

I RISULTAT

I DELLO ST

UDIO I RAGGIUNT I CON CIBI NATUR ALI, TIPICI DELLA MAGGIOR P ARTE DELL E ABITUDIN I GASTRONO MICHE E SE N ZA ALCUN TIP O DI SUPPL EMENTO. INOLTRE, L’ OTTIMA AD ERENZA DEI PARTEC IPANTI MOS TRA CHE QUEST O TIPO DI D IETA SIA FACILMENT E FATTIBILE SONO STAT

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verde deteinato, caffè decaffeinato, frutta e verdura ricca in polifenoli come arancia, broccoli, rucola e carciofi, una piccola quantità giornaliera di mandorle e 3 porzioni a settimana di salmone.


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INTOLLERANZE ALIMENTARI I consigli per godersi in tutta libertà i piaceri della tavola

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A cura della Redazione Un tema sempre più sentito e che interessa un numero crescente di persone è quello delle intolleranze alimentari: lo confermano i dati di MioDottore, piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche, secondo cui intolleranza alimentare è la 48° malattia più cercata dagli italiani nel 2018, guadagnando ben 34 posizioni rispetto all’anno precendente. Nonostante la popolarità della tematica, sono ancora molti i dubbi e i falsi miti che l’accompagnano. Per approfondire il tema e suggerire pratici accorgimenti da seguire per godersi senza compromessi i piaceri del buon cibo, MioDottore ha coinvolto una delle sue specialiste, la dottoressa Mariolina Simeoli, Nutrizionista di Napoli e Caserta. INTOLLERANZE ALIMENTARI ED ALLERGIE: FACCIAMO CHIAREZZA. Spesso si confondono le intolleranze alimentari con le allergie alimentari, tuttavia la differenza tra le due è notevole. Un’intolleranza alimentare è, infatti, una reazione avversa che l’organismo manifesta verso determinati alimenti e, diversamente dalle allergie alimentari, non ”scatena” alcuna attivazione anomala del sistema immunitario con la conseguente risposta mediata da anticorpi. ”L’intolleranza alimentare è meno «severa», ha una manifestazione graduale e spesso è proporzionale alla quantità di alimento ingerito. Più semplicemente potremmo definirla come una sorta di intossicazione o avvelenamento che può manifestarsi anche diverse ore dopo l’ingestione dell’alimento stesso” afferma la

dottoressa Simeoli. Al contrario, nel caso specifico delle allergie, il meccanismo di risposta è molto più violento e veloce: la reazione allergica spazia, infatti, da una semplice orticaria ad uno shock anafilattico. I sintomi con cui l’intolleranza alimentare si manifesta possono essere molteplici (dolori addominali, gonfiori, flatulenza, diarrea, prurito, vomito, nausea, mal di stomaco e bruciori). ”Chiaramente questi sintomi da soli non ci permettono di affermare che siamo di fronte ad un’intolleranza alimentare, perché sono comuni a molte altre patologie”, conclude l’esperta.


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”L’intolleranza al lattosio è quella più ANCHE CHE PUÒ MANIFESTARSI comune: in questo caso la lattasi, STIONE DIVERSE ORE DOPO L’INGE l’enzima che serve per la digestione di latte e derivati, non è più in grado DELL’ALIMENTO STESSO”. di «digerire» il lattosio. Non riesce più, quindi, a scinderlo in glucosio Nonostante la loro diffusione, e galattosio. In questo caso, il latte ad eccezione del test di intolleranza al non può essere assimilato dal nostro lattosio e al glutine, non esistono esami e test con fondamento organismo”, spiega la specialista. Un’altra intolleranza enzimatica scientifico per rilevare le intolleranze alimentari. Come si abbastanza diffusa è il favismo e, se se ne soffre, è necessario procede, quindi? evitare totalmente l’assunzione di fave, piselli, verbena e di alcuni farmaci. ”Si lavora per step, partendo dal diario alimentare – strumento Inoltre, le intolleranze alimentari possono manifestarsi anche essenziale in quanto permette di iniziare a condurre un’esclusione per la presenza in alcuni alimenti di sostanze ad attività mirata degli alimenti – in cui il paziente scriverà, a seconda farmacologica come l’istamina. Ma non è tutto: anche dell’alimento ingerito, se ci sono stati sintomi e la durata degli gli additivi alimentari, come gli esaltatori di stessi” spiega la specialista”. I test validati scientificamente sapidità, dolcificanti, conservanti, possono sono: il breath test per intolleranza al lattosio e fruttosio, gli causare intolleranze. esami genetici per favismo ed intolleranza all’alcool, gli esami per ”Tenendo conto degli studi fatti fino l’intolleranza al glutine conosciuta anche come celiachia. ad ora, non possiamo parlare di predisposizione genetica alle Il breath test, in particolare, serve anche verificare il mancato intolleranze, così come non assorbimento di altri zuccheri, come lattosio, xilosio, fruttosio esiste una fascia di età o o sorbitolo. Durante il test, viene somministrata al paziente una il sesso maggiormente dose standardizzata di lattosio; successivamente si analizzano i colpito. L’intolleranza gas espirati, ricercando i picchi di idrogeno, la cui presenza indica può manifestarsi in fermentazione intestinale del lattosio non digerito” . qualunque momento della nostra vita. La cura dell’intolleranza alimentare varia a seconda della Sicuramente tipologia. ambiente, malattie, stress ”Nel momento in cui dal diario alimentare si riscontra una risposta e alterazione positiva, l’alimento «sospetto» verrà allontanato dalla dieta per del microbiota circa 4/6 settimane e, solo dopo effettivo miglioramento, verrà possono giocare reintrodotto, osservando se i sintomi ricompaiono” spiega la un ruolo chiave. dottoressa. La gluten sensivity o sensibilità al glutine, poi, dipende Uno stile di vita dalla “quantità” di alimento assunto: quanto più quest’ultima è sano e equilibrato alta, maggiori saranno i sintomi. In questo caso la sintomatologia aiuta a mantenerci in scompare se dalla dieta vengono eliminati o ridotti drasticamente salute” commenta la gli alimenti contenti glutine, come pane, pasta e in particolar modo dottoressa Simeoli. i prodotti industrializzati. Prevenire le intolleranze alimentari: è possibile?

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PORZIONALE GRADUALE E SPESSO È PRO NTO INGERITO. ALLA QUANTITÀ DI ALIME REMMO PIÙ SEMPLICEMENTE POT TA DI DEFINIRLA COME UNA SOR ENTO NAM INTOSSICAZIONE O AVVELE

Dal momento che l’intolleranza può insorgere in qualunque momento della vita e in modo naturale, non è possibile parlare di prevenzione: un’alimentazione varia ed equilibrata è sicuramente il punto di partenza su cui lavorare per stare bene. ”Infatti, è importante prestare attenzione alla scelta di ciò che portiamo sulla nostra tavola. Oltre a ciò, dobbiamo dedicare a noi stessi del tempo, ritagliarci piccoli momenti e soprattutto rallentare i nostri ritmi. Dobbiamo ricominciare ad «assaporare» la vita” conclude la dottoressa Simeoli.

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Ma qual è quella più diffusa?

NTARE, ”L’INTOLLERANZA ALIME È MENO RISPETTO ALL’ALLERGIA, AZIONE EST «SEVERA», HA UNA MANIF

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L’intolleranza al lattosio e favismo, le più diffuse. Tra le intolleranze alimentari quelle più comuni sono quelle enzimatiche, che sono dovute all’incapacità di metabolizzare alcuni componenti presenti nell’alimento a causa della carenza di un determinato enzima.


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Vitamina fa bene alle ossa? Negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli studi sull’utilizzo della vitamina D per la prevenzione e il trattamento di molteplici condizioni cliniche. Il grande entusiasmo iniziale, in relazione ai potenziali benefici di questa vitamina, è andato però pian piano a scemare. Questo perché, allo stato attuale delle conoscenze, l’utilizzo appropriato della vitamina D risulta limitato a poche e specifiche condizioni. Numerosi studi e meta-analisi hanno valutato l’effetto dell’integrazione di vitamina D, in associazione al calcio, sulla salute muscolo-scheletrica. Secondo questi studi l’uso di integratori di vitamina D appare adeguato solo nella

A cura della Redazione

prevenzione o il trattamento di rare condizioni di osteoporosi documentata, rachitismo e osteomalacia, che possono presentarsi a causa di una prolungata carenza di vitamina D. Quest’ultima dunque non risulta avere effetti benefici clinicamente significativi su fratture, cadute o aumento della densità ossea nei soggetti sani. Questi risultati sono stati riconfermati da un recente aggiornamento che ha raccolto 81 studi randomizzati controllati, i quali hanno coinvolto 53.537 soggetti adulti. Sono stati confrontati coloro che assumevano supplementi di vitamina D con

controlli non trattati o trattati con placebo. Applicando una tecnica statistica detta trial sequential analysis ai risultati di questa revisione, è stato possibile confermare che la vitamina D non diminuisce il rischio di fratture e cadute nemmeno del 5% in termini relativi. Nonostante ciò, l’uso di vitamina D è in costante aumento in Italia, soprattutto negli anziani e nelle donne. I risultati emersi da queste recenti analisi andrebbero integrati nelle linee guida nazionali e internazionali, per permettere un miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva dei preparati a base di vitamina D.

RECETTORE DELLA VITAMINA D: IL ‘VIGILE’ CHE FA ‘PARCHEGGIARE’ IL GRASSO NEL FEGATO DEI SOGGETTI OBESI La vitamina D gioca un ruolo imporante in diversi processi metabolici e infiammatori. In particolare nell’ambito delle patologie correlate all’insulino-resistenza è stata evidenziata una stretta associazione tra ridotti livelli circolanti di vitamina D e sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e steatosi epatica. Esperimenti condotti su modelli animali di obesità portano ad ipotizzare che in condizioni di eccesso di calorie, il recettore della vitamina D (VDR) possa regolare la risposta

infiammatoria del tessuto adiposo e l’accumulo ‘sbagliato’ di grasso nel fegato. Finora non erano stati condotti sull’uomo studi sull’argomento. “Scopo del nostro studio – spiega la dottoressa Flavia Agata Cimini – è stato pertanto quello di valutare l’espressione del recettore della vitamina D nel fegato e nel tessuto adiposo di pazienti obesi, e di valutarne la relazione con la presenza di steatosi epatica e di infiammazione nel tessuto adiposo”. A questo scopo, sono stati reclutati quaranta soggetti obesi tra quelli afferenti presso il servizio di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università ‘La Sapienza’ di Roma, per eseguire le valutazioni cliniche e di laboratorio che precedono l’intervento di chirurgia dell’obesità (bariatrica). Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a biopsie epatiche ed omentali (l’omento è una specie di ‘panno’ formato dal peritoneo che riveste e congiunge tra loro tutti gli organi addominali) durante l’intervento chirurgico, per valutare la presenza e la gravità della steatosi epatica, analizzare il grado di infiammazione del tessuto adiposo e studiare l’espressione del recettore della vitamina D in entrambi i tessuti. “I risultati dimostrano – rivela la

dottoressa Cimini – che nei soggetti obesi l’espressione del recettore della vitamina D a livello del fegato e del tessuto adiposo viscerale (grasso dell’omento) è strettamente associata alla presenza di steatosi epatica e di infiammazione e disfunzione del tessuto adiposo; questo suggerisce che, in presenza di obesità, l’asse vitamina D/recettore della vitamina D possa prendere parte ai meccanismi che regolano l’accumulo di grasso in vari distretti dell’organismo e rappresentare dunque un importante mediatore di malattia metabolica, oltre che un nuovo possibile bersaglio terapeutico. “Questo studio – commenta la professoressa Maria Gisella Cavallo dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma – suggerisce che in presenza di obesità il recettore della vitamina D eserciti, nel tessuto adiposo e nel fegato, una funzione di check point metabolico, regolando l’accumulo di grasso e la risposta infiammatoria. I nostri dati pongono quindi le basi per future ricerche volte ad esplorare il ruolo di questo recettore nell’ambito della fisiopatologia e terapia dell’obesità e della steatosi epatica”.


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Depressione solo 1 persona su 2

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riceve diagnosi e cure adeguate

A cura di Alessia Addari

In Italia si stima che la depressione colpisca 3,5 milioni di persone e meno del 50% di chi ne soffre riceve diagnosi tempestiva e trattamento corretto. Oltre un anno e mezzo tra comparsa dei primi sintomi e decisione di rivolgersi a un medico, circa due anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Il costo sociale nel nostro Paese in termini di ore lavorative perse è di 4 miliardi di euro l’anno. Ogni paziente con depressione costa al Servizio Sanitario Nazionale 5.000 euro annui.

La depressione è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la prima causa di disabilità a livello globale. In Italia la prevalenza di questa malattia si stima sia del 5,5%, con circa 3,5 milioni di pazienti, in Europa più di 35 milioni di cittadini vivono con la depressione. Inoltre, si stima che solo 1 persona su 2 riceva diagnosi e cure adeguate, che passi più di un anno e mezzo tra comparsa dei primi sintomi e decisione di rivolgersi ad un medico e circa due anni per ricevere una diagnosi corretta.

“La depressione è quindi un tema imprescindibile quando si parla di salute e in particolare di salute della donna che ne è colpita in misura doppia rispetto all’uomo. Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza della malattia presso la popolazione per superare lo stigma ancora così radicato e cercare di avvicinare i pazienti a diagnosi e cure appropriate”, introduce Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere. Il costo sociale della depressione maggiore è molto elevato e include i costi sanitari diretti che riguardano la diagnosi, il

trattamento, la riabilitazione, l’assistenza e la prevenzione delle ricadute a lungo termine che pesano sul Servizio Sanitario Nazionale, per circa 5.000 euro l’anno per ogni paziente. Sono anche molto rilevanti i costi del non trattamento della depressione per i risvolti legati in particolare alla perdita di produttività che si stima essere pari a 4 miliardi di euro annui in termini di ore lavorative perse. Per questo è stato presentato presso la Camera dei Deputati il documento “Depressione: sfida del secolo – Un impegno per contrastarla in attesa di un Piano Nazionale” contenente il


“La depressione maggiore è una malattia psichiatrica spesso non diagnosticata, non compresa nella sua gravità, spesso misconosciuta”, commenta l’On. Rossana Boldi, vice Presidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati. “Compromette la vita lavorativa, sociale e affettiva di chi ne è affetto, e spesso, a causa dello stigma che ne consegue, rifiuta la diagnosi. Credo sia arrivato il momento che le Istituzioni si facciano carico in modo concreto del problema. Tre milioni e mezzo di pazienti in Italia, di cui due terzi donne, non possono più essere trascurati. Mi auguro che il manifesto che presentiamo oggi grazie a Onda, diventi la base per proposte concrete per definire un Piano Nazionale per la depressione, mirato a stabilire percorsi certi per la prevenzione, la diagnosi e la cura di questa patologia. Un piano che finalmente metta al centro i pazienti e le loro famiglie e sappia cogliere la complessità di questa patologia”. Tra i 10 punti del Manifesto emerge l’importanza di non sottovalutare i

COMPROMETTE LA VITA LAVORATIVA, SOCIALE E AFFETTIVA DI CHI NE È AFFETTO”.

depression: moving from words to action” recentemente presentato al Parlamento Europeo su iniziativa di una coalizione di società scientifiche ed associazioni di familiari europee impegnate nella lotta alla depressione. Il rapporto, che evidenzia la gravità della depressione in Europa e le necessità di maggiori investimenti a livello politico-istituzionale, per contrastarla, suggerisce raccomandazioni concrete su come affrontare questa malattia basandosi su comprovate prove scientifiche e di buona pratica e auspica una risposta adeguata da parte dei decisori politici. “Anche se gli italiani non sono i più depressi della UE, la media del nostro Paese è alta: il 5,5% della popolazione soffre di depressione maggiore con una netta prevalenza declinata al femminile”, spiega Claudio Mencacci, Direttore DSMD – Neuroscienze ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano e Presidente SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia. “Importante è

“Le imprese del farmaco sono in prima linea per combattere la depressione con una quarantina di nuove molecole in sviluppo nel mondo, potenziali capostipiti di nuove classi terapeutiche”, afferma Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria. “Inoltre, tra i 1.600 studi clinici sulla depressione condotti oggi a livello internazionale anche grazie al contributo dell’industria farmaceutica, oltre 1.300 utilizzano approcci innovativi, quali tecnologie digitali, identificazione di nuovi target terapeutici e nuove vie di somministrazione”.

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PSICHIATRICA CHE

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MAGGIORE È UNA MALATTIA

“La depressione comporta infatti un grave danno allo sviluppo e al mantenimento delle competenze lavorative, famigliari, relazionali, affettive e sociali per chi ne soffre e per i caregiver”, afferma Alberto Siracusano, Direttore UOC Psichiatria e Psicologia clinica, Policlinico Tor Vergata, Roma. “Questa malattia comporta inoltre un netto peggioramento della quantità e della qualità di vita sia per la comorbidità con molte patologie mediche sia per il rischio di suicidio particolarmente elevato nelle classi di età tra i 20 e i 34 anni e dopo i 65 con oltre 3.600 casi di suicidio annui”. “La ricerca farmacologica è mirata a rispondere agli attuali bisogni terapeutici insoddisfatti nella cura della depressione, soprattutto per quanto riguarda i sintomi cognitivi e residui in pazienti che non rispondono ai trattamenti farmacologici tradizionali”, continua Giorgio Racagni, Presidente eletto SIF, Società Italiana di Farmacologia. “La perdita di plasticità dei neuroni di specifici neurotrasmettitori costituisce un fattore cruciale nella farmacologia e patologia di questa malattia, portando all’ipotesi neurotrofica della depressione. È su questo target che si basa il meccanismo d’azione dei nuovi farmaci glutammatergici che hanno recentemente dimostrato di portare ad una rapida risposta clinica”.

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“LA DEPRESSIONE

riconoscerla nelle varie fasi della vita dove si nota un crescendo, dall’adolescenza (1,9%) all’età adulta (6,5%), fino al 13,1% negli over 65. È sempre più importante un precoce riconoscimento dei sintomi e l’applicazione di appropriati percorsi terapeutici”.

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campanelli di allarme come gli stati transitori di tristezza e rivolgersi al proprio medico di fiducia o allo specialista quando questi perdurano a lungo, ridurre i tempi della diagnosi, favorire l’aderenza terapeutica coinvolgendo familiari e caregiver nel percorso di cura, ridurre lo stigma che aleggia sulla malattia e che impedisce ai pazienti e a chi sta loro accanto di chiedere aiuto attraverso una corretta informazione e sensibilizzazione. L’azione italiana è in linea con il contenuto del rapporto “A sustainable approach to

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Manifesto in 10 punti “Uscire dall’ombra della depressione” come call to action collettiva per promuovere efficaci azioni di prevenzione mirata, un tempestivo e facilitato accesso ai percorsi di diagnosi e cura, anche attraverso il potenziamento dei servizi sul territorio e attività di ricerca volte a individuare le misure terapeutiche più efficaci e innovative in ambito farmacologico, cognitivo e psicosociale. Il documento è promosso da Fondazione Onda, Osservatorio Nazionale sulla Salute della donna e di genere con il patrocinio di Cittadinanzattiva, Progetto Itaca, SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, SIP, Società Italiana di Psichiatria e il contributo incondizionato di Janssen. “Questo sforzo non può prescindere dal ruolo delle Istituzioni che stiamo coinvolgendo su questo tema”, continua Merzagora. “Il Manifesto ‘Uscire dall’ombra della depressione’ è uno strumento che auspichiamo possa essere la base per la costituzione di un tavolo interparlamentare, guidato dall’On. Rossana Boldi, al fine di definire in tempi brevi un piano nazionale di lotta alla depressione coinvolgendo tutti gli interlocutori”.


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PROTEGGI

Il tuo cuore, sconfiggi l’ansia con lo sport

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A cura della Redazione

Il nostro cuore ci avverte quando una situazione ci preoccupa o ci eccita. Ad esempio sappiamo che, quando ci innamoriamo, il cuore è il primo ad accorgersene; allo stesso modo situazioni spiacevoli ci scatenano stress e ansia Il famoso “batticuore”, se raro, non è pericoloso. Quando però gli eventi negativi si accumulano, è bene riflettere e prevenire gli eccessi d’ansia. Esistono vari tipi di ansia: quella automatica (risposta innata ad una situazione), anticipatoria (associata al pericolo immaginario o reale), generalizzata (tensione durevole), ansia acquisita (presa dalle persone o dalle situazioni che ci circondano) e attacchi di panico (attacchi d’ansia molto intensi associati al pericolo). Il vero pericolo per il cuore, in un attacco d’ansia, è la tachicardia, il classico “cuore matto” che troviamo nelle canzoni. Esso

può rappresentare la spia di un problema da approfondire con lo specialista.

sconfiggere l’ansia e proteggere il nostro cuore.

“La tachicardia può essere associata alla mancanza di respiro, eccessiva debolezza e perfino allo svenimento. Potrebbe essere il primo stimolo rivelatore di uno scompenso cardiaco” – spiega la Dottoressa Maddalena Lettino, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dello Scompenso di Humanitas – “dunque se l’attacco è ripetitivo bisogna andare dallo specialista per un controllo”.

Lo sport combatte l’ansia, svuota la mente dai pensieri negativi, alimenta la creatività e la soluzione ai problemi.

Come possiamo combattere l’ansia? Potremmo iniziare con il concentrarsi sul nostro respiro, liberando la mente da qualsiasi pensiero. Questo ci aiuterà anche a controllare le emozioni. Anche passare acqua fredda sui polsi diminuisce la tensione. Stare a contatto con la natura, in uno spazio aperto, è un ulteriore rimedio. Fare sport è un’ottima soluzione per

Lo sport agevola la produzione delle endorfine, cioè quelle molecole che producono il senso di benessere e spensieratezza, regolando il nostro umore. Lo stress provocato al nostro corpo dallo sport, è uno stress positivo, e ci aiuterà ad affrontare lo stress negativo dato dai problemi. L’attività fisica, meglio se praticata all’aperto, aumenta il nostro grado di autostima e ci aiuta a superare periodi di stress. Perciò ritagliamoci spazi di tempo per noi, con passeggiate o sport all’aperto, dove la luce del sole produrrà serotonina, l’ormone della felicità e la vitamina D che fa bene alle nostre ossa.


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PIANIFICARE LA MATERNITÀ SI PUÒ CONGELANDO GLI OVOCITI

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A cura di Mario Pappagallo

La pressione sociale della maternità porta le donne a voler scegliere il momento giusto per avere un figlio. Il fenomeno è in aumento e incide sulla società. Ma anche sulle tecniche di preservazione della fertilità per le donne. .In Europa, l’età media delle donne al loro primo figlio è in costante aumento (è stimata sui 29 anni) e risulta quindi attuale esplorare nuove tecniche come l’eggs freezing che aiuterebbero le donne a superare gli ostacoli che l’invecchiamento ovarico comporta nel decidere di avere un figlio quando si è pronte. “Secondo un’indagine condotta dal nostro centro, il 90% delle donne è consapevole che il picco di fertilità, e dunque il momento migliore per diventare mamma, si ha tra i 20 e i 30 anni, per poi diminuire tra i 35 e i 40 e in modo più marcato tra i 45-50 anni - spiega Ermanno Greco, Direttore del Centro di Medicina della Riproduzione dell’European Hospital di Roma, - ma la maggioranza delle donne, date le condizioni socioeconomiche attuali, si sentirebbe più sicura ad avere un figlio verso i 30 anni e passa”. Joyce Harper, Head of Research in Salute Riproduttiva e Direttrice dell’Educazione e del Reproductive Science Group all’Istituto per la Salute delle Donne dell’UCL (Regno Unito) afferma: “Voglio essere certa che tutti quelli che vogliono avere bambini abbiano dei bambini. È un fenomeno globale il posticipare sempre più il momento della famiglia

per le donne di oggi, sia per proseguire con l’istruzione superiore sia per la carriera o per i diversi stili di vita. In alcuni casi anche perché non riescono a trovare un partner che sia pronto”. L’esperta sottolinea anche che “la fertilità della donna diminuisce con l’età, in particolar modo intorno ai 35 anni. È essenziale che le donne siano pienamente informate sulle possibilità riproduttive per sostenerle nella migliore scelta possibile per sé stesse e per i loro futuri progetti di formare una famiglia”. In Italia, al momento, non esiste una legislazione nazionale specifica in materia di Social eggs freezing, ma forse è il caso di parlarne. Solo la provincia autonoma di Trento ha inserito un paragrafo dedicato nella sua delibera di “Aggiornamento della disciplina della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e disposizioni in materia di prevenzione” del 16 marzo 2018. “Il social freezing, quale forma esclusiva di tutela della fertilità, senza indicazione medica, senza donazione di ovociti, comporta da parte della donna il pagamento della spesa della procedura”. E

poi occorre più informazione. Il congelamento degli ovociti è una tecnica fortemente consolidata in Italia, perché la legge 40, entrata in vigore nel 2004, proibiva il congelamento degli embrioni e di conseguenza l’unico tipo di congelamento che si poteva offrire alle pazienti che si sottoponevano alla fecondazione in vitro era il congelamento Il successo della fecondazione in vitro con gli ovociti congelati chiaramente è molto diverso se il congelamento è stato fatto prima dei 35 anni o dopo. L’alterazione cromosomica degli ovociti, infatti, condiziona seriamente la capacità di impianto degli embrioni nell’utero. ovocitario. Pertanto i centri italiani dal 2004 al 2009, anno in cui poi la Corte Costituzionale ha ripristinato il congelamento embrionario, hanno acquisito una enorme esperienza rispetto agli altri centri europei e degli Stati Uniti. E vi è stato un miglioramento delle


Attualmente sono ancora poche

Altro aspetto è che il social freezing è comunque una procedura medica in cui la donna deve fare prima degli esami specialistici, sottoporsi poi ad un programma di stimolazione ormonale (con tutte le false paure connesse all’assunzione di ormoni), ai controlli che si devono eseguire durante

In questi casi è meglio accoppiare la procedura di fecondazione in vitro alla cosiddetta tecnica di diagnosi genetica preimpianto che consente di valutare l’assetto cromosomico dell’embrione e quindi di trasferire solo un embrione sano nell’utero materno con maggiori possibilità di successo, minore rischio di aborto e minore rischio per la donna. In conclusione, oggi c’è un forte desiderio da parte delle donne di decidere il momento giusto per avere un figlio e ci sono le tecniche giuste per soddisfare con successo queste attese. Mancano, però, leggi al riguardo e manca l’informazione. A questo urge porre rimedio.

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L’alterazione cromosomica degli ovociti, infatti, condiziona seriamente la capacità di impianto degli embrioni nell’utero.

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Ma le perplessità riguardano anche il costo, compreso tra i 3000 ed i 5000 euro, anche perché, a differenza della PMA e dell’onco-freezing, i farmaci per la stimolazione ormonale sono a carico della paziente. Inoltre, non esiste in Italia alcuna assicurazione, anche quelle che riguardano i manager, che rimborsi il trattamento a differenza degli Stati Uniti dove già Google ed Apple offrono gratuitamente il congelamento degli ovociti alle proprie dipendenti, con un notevole miglioramento della performance produttiva a causa di una maggiore serenità e tranquillità.

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Si ritiene erroneamente che avere un bambino sia facile a qualsiasi età spesso ingannate anche dal fatto di vedere in televisione donne famose che hanno avuto bambini in età molto avanzata.

questo trattamento, ed al prelievo ovocitario che rimane sempre un atto mini-chirurgico. E poi, in ultimo, il fatto che, in caso di infertilità, gli ovociti precedentemente congelati devono essere necessariamente sottoposti ad una procedura di fecondazione in vitro (ICSI) e quindi ad una gravidanza non naturale. Il successo della fecondazione in vitro con gli ovociti congelati chiaramente è molto diverso se il congelamento è stato fatto prima dei 35 anni o dopo.

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mano che l’età avanza, il numero degli ovociti biodisponibili si riduce. Infatti, a differenza dell’uomo che ogni 72 giorni produce un nuovo lotto di spermatozoi, la donna nasce con un numero precostituito di ovociti che man mano consuma nell’arco della sua vita riproduttiva. Altro aspetto importante è il peggioramento della qualità ovocitaria, in particolare quella genetica degli ovociti. Sopra i 35-36 anni aumentano in maniera esponenziale le alterazioni cromosomiche delle uova. Tutto questo rende più difficile sia la fecondazione naturale sia il successo delle tecniche di fecondazione in vitro. Per dare un’idea: la possibilità di avere un bambino per una donna di 30 anni è al massimo del 25%, dopo i 3636 anni del 15%. Molto importante affinché il social freezing sia efficace è quindi congelare entro i 35 anni. Dopo quest’età non è che non sia possibile, ma va valutato attentamente caso per caso con un counselling molto preciso.

le donne che si sottopongono al social freezing, soprattutto per una informazione carente sul declino della fertilità femminile con l’avanzare dell’età.

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tecniche. Oggi la sopravvivenza ovocitaria allo scongelamento è compresa tra l’8090%, mentre in passato era inferiore al 50%. Il congelamento ovocitario, prima appannaggio solo dei programmi di fecondazione in vitro, è quindi oggi esteso a diversi settori della medicina riproduttiva: l’onco-freezing, ossia il congelamento ovocitario nei pazienti oncologici, ed il social freezing, ossia il congelamento ovocitario per motivi non medici in quelle donne appunto che desiderano pianificare la loro riproduzione. Si tratta generalmente di donne ancora single o che intendono posticipare per motivi di lavoro la loro maternità. Ma perché è utile congelare gli ovociti in queste donne? Per l’età. Man


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RISERVA COGNITIVA:

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il ‘tesoretto’ cerebrale che protegge da traumi e malattie

Cinque fattori da coltivare sin da piccoli spiegati nella prima inchiesta italiana sul potenziamento cerebrale A cura di Alessia Addari


Gli studiosi si sono accorti infatti che alcuni soggetti con segni clinici di malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson, mostravano sintomi ed effetti della malattia in maniera più sfumata, spesso non in grado di impattare sulla vita quotidiana.

Se è vero che questi farmaci rendono possibile studiare e lavorare meglio e più a lungo, farmacologicamente, le sostanze che potenziano i componenti dei circuiti di memoria e apprendimento (dopamina, glutammato, noradrenalina) possono migliorare la funzione cerebrale in individui sani oltre il loro limite fisiologico.

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Un’altra ricerca ha analizzato 22 ricerche e le ha passate al setaccio estrapolandone i risultati: 10 su 15 hanno confermato un effetto protettivo dell’istruzione, 9 su 12 un effetto positivo dato dalla carriera professionale e 6 su 6 hanno confermato il potere benefico delle attività ludiche nel costruire la riserva cognitiva. Tutti felici dunque? Non proprio. Purtroppo quando la riserva si esaurisce, un momento chiamato ‘punto di inflessione’, i sintomi si manifesterebbero in maniera improvvisa, più severa e rapida.

Le sostanze nootropiche (integratori o farmaci) aiutano, ma non fanno miracoli. I primi possono essere assunti anche per periodi prolungati, mentre sui farmaci è necessaria maggiore cautela, non ci sono infatti studi sull’uso a lungo termine”. No assoluto invece all’assunzione fino a 18-20 anni: il cervello è ancora in formazione e non è possibile sapere quali effetti possono sortire in una fase evolutiva così delicata.

PROMETTONO DI MIGLIORARE LE CAPACITÀ

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Come illustrato in “Cervello senza limiti” della giornalista Johann Rossi Mason, la ricerca ha scoperto come per avere una quarta e quinta età in salute sia necessario fare una serie di investimenti sin dalla giovane età concentrandosi a indagare i fattori che costituiscono i tasselli della salute cerebrale in età avanzata e hanno scoperto che alcuni soggetti godono di una ‘riserva cognitiva’, termine con il quale si indica una forma di ‘resilienza’ del cervello ai danni dati da età, traumi, eventi acuti come l’ictus e invecchiamento.

fare al caso loro e offro consigli per provare senza rischi, è il mio compito di divulgatore scientifico, informare correttamente. Le persone soffrono i vuoti di memoria che attribuiscono inevitabilmente all’avanzare dell’età, e vorrebbero combattere la fatica.

DI APPRENDIMENTO, AUMENTARE LA

FARMACI, ORMONI, INTEGRATORI CHE

MEMORIA, ANNULLARE LA FATICA, RIMANDARE L’INVECCHIAMENTO DEL CERVELLO: DAI LABORATORI DI RICERCA E DAL MONDO ACCADEMICO SI DIFFONDE LA CULTURA DEL POTENZIAMENTO COGNITIVO. STUDENTI, MILITARI, PILOTI, MEDICI, SCIENZIATI SI TRASFORMANO IN INDIVIDUI AD ‘ALTO FUNZIONAMENTO’, CAPACI DI SCRIVERE O LAVORARE PER 20 ORE CONSECUTIVE SENZA ACCUSARE FATICA. E ANCHE IN ITALIA ESISTE UN CONSUMO DI QUESTE SOSTANZE.

“Tutti vorrebbero un super cervello” spiega Johann Rossi Mason “e la prima cosa che mi chiedono quando racconto l’argomento del libro é che tipo di sostanza assumere. Ovviamente non posso rispondere, consiglio di leggere il volume e capire quali sostanze o combinazioni di integratori potrebbero

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Una buona notizia, se non fosse che i nostri ‘tempi supplementari’ sono caratterizzati da un inesorabile declino sia fisico che mentale. Le malattie neurodegenerative sono in agguato e così le disabilità. L’80% delle spese del nostro sistema sanitario finiscono così nel buco nero delle malattie croniche e talora incurabili.

Questa forma di ‘cuscinetto’ protettivo sarebbe di due tipi: già uno studio del 1988 (pubblicato sulla prestigiosa rivista Annals of Neurology) dimostrava che il cervello di queste persone era più pesante e contava su un maggior numero di neuroni. Il che ha rafforzato l’idea che un maggior numero di cellule nervose costituiscano una sorta di ‘buffer’, da mettere in campo per compensare, almeno temporaneamente, i danni neurologici. Quoziente intellettivo in età infantile e scolare, grado di istruzione e numero di anni trascorsi a studiare dello status socioeconomico e lavorativo, qualità delle esperienze extra lavorative sono i fattori principali che agirebbero anche in maniera cumulativa. PIÙ FATTORI POSITIVI, MAGGIORE RISERVA.

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In termini di longevità abbiamo recuperato circa 10/15 anni di vita nell’ultimo secolo, un vantaggio competitivo tale solo se questo nuovo patrimonio di anni vengono vissuti pienamente e senza gravi malattie o sofferenze.


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RINGIOVANIMENTO VISO CON LA SINERGIA TECNOLOGICA SI PUÒ Intervista al Dott. Giorgio Astolfi Medico specialista in Medicina Interna ed esperto in Medicina Estetica e Laser terapia

ll ricorso alla Medicina Estetica e quindi a metodiche non invasive o miniinvasive per la correzione delle rughe e la ristrutturazione volumetrica del volto è in crescente aumento a scapito delle metodiche chirurgiche. Secondo una recente ricerca di mercato l’incremento di richiesta di prestazioni estetiche dal 1997 è stata del 220% e all’interno di questa il 158% riguarda la richiesta di prestazioni di medicina estetica (il 70% per quanto concerne la chirurgia estetica). I pazienti che si rivolgono al Medico Estetico

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desiderano ottenere risultati immediati senza disagi post trattamento e ad un costo ragionevole. La conoscenza e l’utilizzo di Laser, IPL, RF, US, peeling, RVT, dermal filler e tossina botulinica consentono di ottenere risultati estremamente soddisfacenti in poche sedute L’utilizzo combinato delle tecnologie, dei filler, della tossina botulinica e della bioristrutturazione ci consente un approccio a 360° delle problematiche legate all’invecchiamento del viso quali elastosi, discromie, alterazioni vascolari, perdita di volume e di tono muscolare. Tutte queste condizioni singolarmente e più spesso in combinazione conferiscono al volto un aspetto stanco, disarmonico, vecchieggiante. Un attento studio delle caratteristiche del viso e l’utilizzo singolarmente o combinato delle metodiche sovra elencate ci permette nella maggior parte dei casi il raggiungimento di risultati estetici eccellenti, in tempi relativamente brevi e con disagi accettabili per i pazienti.


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Matteo Marzotto IL MIO CHARITY BIKE TOUR A SOSTEGNO DELLA

FIBROSI CISTICA A cura di Alessia Addari - Foto Courtesy Alfonso Catalano SGP Italia


La Fondazione si affaccia con grande entusiasmo alla nuova Campagna

I grandi campioni del ciclismo italiano a fianco di Matteo Marzotto per l’VIII Charity Bike Tour FFC, l’emozionante impresa sportiva a sostegno della ricerca sulla malattia genetica grave più diffusa e del progetto scientifico Task Force for Cystic Fibrosis. in fase Preclinica. Finanziato da FFC e condotto in sinergia con Istituto Italiano di Tecnologia e Istituto G. Gaslini di Genova, lo studio ha già portato all’identificazione di alcuni composti di elevata potenza, in grado di ripristinare la proteina errata causata dalla mutazione più diffusa, la F508del, che interessa la maggior parte dei malati FC al mondo. L’obiettivo è approdare allo studio clinico nel malato FC nel 2021. “I progressi della ricerca sulla fibrosi cistica sono in continuo avanzamento, sia nel mondo scientifico internazionale

combattendola su più fronti con il duplice obiettivo di accrescerne la conoscenza e trovare nuove cure per sconfiggerla”. Ne sono un esempio gli studi sui farmaci “modulatori” in grado di intervenire direttamente sulla proteina CFTR mutata alla base della fibrosi cistica, e su cui FFC sta investendo fortemente. Tra questi vi è il progetto Task Force for Cystic Fibrosis che riguarda la mutazione più diffusa, la F508del. Condotto in sinergia con Istituto G. Gaslini e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), lo studio è prossimo al countdown.

Nazionale per la sensibilizzazione e la raccolta fondi di ottobre “Siamo qui perché la ricerca vada avanti e perché questa terribile malattia arretri, nonostante la sua complessità. Dico sempre che l’Italia è un Paese generoso ed è solo grazie all’aiuto di tanti se possiamo contribuire all’avanzamento internazionale delle conoscenze sulla fibrosi cistica”, afferma il Presidente FFC Matteo Marzotto, ringraziando gli italiani per la loro generosità.

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“É stato individuato un composto promettente e nel 2021 potrebbe avviarsi la sperimentazione sull’uomo. – sintetizza il direttore scientifico FFC, Professor Gianni Mastella - Tali progetti e intuizioni sono realizzabili proprio grazie ai costanti finanziamenti e al sostegno dei donatori, piccoli e grandi”.

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L’iniziativa, patrocinata dalle Regioni Umbria e Toscana, fa da apripista anche alla XVII Campagna Nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi FFC, che per tutto il mese di ottobre porterà il ciclamino della ricerca FFC in oltre 2000 piazze italiane. Il Bike Tour sostiene l’ambizioso progetto scientifico Task Force for Cystic Fibrosis, attualmente

che nelle aree di studio percorse da Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, la cui strategia consiste nel trattare questa malattia particolarmente complessa attraverso un approccio diversificato. – spiega Matteo Marzotto - Nell’ultimo anno numerose riviste scientifiche, tra cui la prestigiosa Nature, hanno pubblicato progetti di grande interesse promossi e finanziati da FFC, che stanno mano a mano accerchiando la malattia,

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Da Perugia a Firenze, insieme per 500 km, al solo scopo di condividere un messaggio di sensibilizzazione e sostegno all’attività di ricerca promossa da FFC nei confronti della malattia genetica grave più diffusa, che interessa oltre 2 milioni e mezzo di portatori sani, 1 persona ogni 25, in grado di trasmettere la malattia ai propri figli.

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Matteo Marzotto, Presidente della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus, ancora una volta in pista per l’VIII edizione del Charity Bike Tour FFC, la corsa solidale organizzata con la media partnership di Gazzetta dello Sport, quest’anno affiancato dalle mitiche e grandi leggende del ciclismo italiano Paolo Bettini, Davide Cassani e Mario Cipollini e con loro i fedelissimi, Iader Fabbri, Max Lelli, Fabrizio Macchi ed il giovane testimonial Edoardo Hensemberger.


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SINDROME DA OVERTRAINING

Quando allenarsi non è mai abbastanza A cura di Dottor Claudio Patacca - Biologo - Nutrizionista

L’allenamento in questi casi è solo uno stimolo per raggiungere gli obiettivi prefissati ma, affinchè tale stimolo possa trasformarsi in adattamento, è necessario che ci sia un adeguato recupero, distanziando opportunamente le sedute di allenamento e dosandone l’intensità. Azioni che rientrano in un concetto più esteso riguardante lo stile di vita dell’altleta e del semplice sportivo, dove il sonno e l’alimentazione, in particolare, hanno ruoli assolutamente fondamentali. Il miglioramento della performance, dunque, non è altro che il risultato di un perfetto equilibrio tra allenamento

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e recupero. Il primo rappresenta per l’organismo uno stress che reagisce mettendo in atto dei meccanismi riparativi e rigenerativi , finendo così per “rafforzarsi”, attraverso un puro meccanismo di difesa. Se un nuovo stimolo allenante avviene mentre la fase di

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Una sindrome subdola, non semplice da rilevare, ancor di più nello stadio iniziale, il superallenamento è molto più diffuso tra gli sportivi e atleti dilettanti che tra i professionisti, essendo questi ultimi monitorati costantemente da uno staff di professionisti. Soprattutto in palestra, ma, anche nel running, nel ciclismo ed in tutti gli ambienti sportivi in generale, il motto è che se un po’ di allenamento fa bene, tantissimo allenamento farà molto meglio. Dunque, se due serie di un esercizio saranno efficaci per raggiungere un certo obiettivo, quattro serie daranno il doppio del risultato. E perché limitarsi a due, tre esercizi per gruppo muscolare invece di sei, otto? Un pò come avviene per gli integratori e le proteine, si tende ad aumentare sempre le dosi consigliate.

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Tutti ormai sono a conoscenza dell’importanza dell’attività fisica per un ottimale stato di salute, ma solo pochi sono consapevoli dei problemi che derivano dal suo eccesso e del significato del cosiddetto “superallenamento”.


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rigenerazione non è ancora completata, quello che in gergo tecnico viene chiamato supercompensazione, la riparazione non potrà avvenire e si assisterà ad uno squilibrio tra sollecitazione e capacità rigenerativa. L’attività fisica, soprattutto se intensa, genera nell’organismo una fonte di stress,chiamato positivoperché lo induce a reagire potendo così ottenere i miglioramenti desiderati. Tutto ciò avviene attraverso la sintesi di due ormoni: l’adrenalinae il cortisoloda parte delle ghiandole surrenali ubicate proprio sopra ai reni.

Attraverso questi ormoni, l’organismo riesce a gestire lo stress inducendo una serie di modificazioni su di esso, tali da affrontare i picchi di lavoro nel modo più efficiente, facendolo cioè reagire prontamente. Tuttavia la secrezione del cortisolo non può essere protratta per un lungo periodo. Appena cessato lo stimolo quest’ultimo dovrà prontamente rientrare nei valori basali, e per questo occorrerà un adeguato riposo, altrimenti risulterebbe dannoso per l’organismo,. Se allo stress sportivo poi, si aggiunge quello emozionale, quello familiare, quello lavorativo, eccetera, senza un adeguato recupero, i valori di cortisolo rimanendo a lungo alti, genereranno una situazione denominata ipercortisolemiacon altrettanti effetti dannosi sull’organismo.

Perdita di massa muscolare, accumulo di adipe ventrale, ritenzione idrica, indebolimento del sistema immunitario, aumento del battito cardiaco, sono tutti effetti collaterali dovuti a questo problema. Ció avviene perché il surrene, oltre al cortisolo e all’adrenalina, secerne anche altri ormoni, tra cui steroidi sessuali e mineralcorticoidi, alterando il loro equilibrio. In una situazione del genere, dunque, anzichè ottenere miglioramenti della perfomance ne avremo un brusco decremento, mettendo a repentaglio anche la salute. Decremento


Se questa situazione poi dovesse protrarsi a lungo, per mesi e mesi, si andrà incontro alla cessazione di secrezione del cortisolo, ossia di ció che in gergo viene chiamato superallenamento, con effetti questa volta molto seri non solo sulla perfomance ma anche sulla salute. Tachicardia, debolezza estrema, prostrazione fisica e mentale, incapacità di portare a termine anche gli allenamenti più semplici con addirittura anche compromissione del sistema immunitario.

Come reagire al superallenamento? Ovviamente la cosa migliore sarebbe evitare di entrare in uno stato di superallenamento, semplicemente osservando le reazioni del proprio corpo e le condizioni mentali. In genere uno sportivo esperto riesce abbastanza bene a capire quando arriva alla “zona critica”, se invece però si trovasse già in una condizione di superallenamento, allora bisognerebbe prendere le necessarie contromisure. È il riposo quello di cui l’organismo avrà

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Gli esami del sangue ci possono aiutare a capire che qualcosa non va: i valori del CPK, dell’LDH, delle transaminasi, la creatinina si alzano, il rapporto testosterone – cortisolo sarà alterato. Anche il cuore farà fatica, ci si alzerà al mattino con una frequenza cardiaca a riposo più alta del solito. Il primo sintomo sarà proprio una sensazione di stanchezza, che ci accompagnerà dal risveglio e per tutta la giornata, cosa che ci dovrebbe far riflettere e spingercii ad indagare sulle vere cause.

Riassumendo, i migliori risultati come sempre non si ottengono allenandosi sempre di più, ma ottenendo il massimo con un minimo allenamento e curando tutti gli aspetti connessi. Concetto poi sempre più valido con il passare degli anni, perchè se a 20 anni è più difficile arrivare ad una situazione di superallenamento, a 50 il “nemico” è dietro l’angolo. Non allenarsi di più, dunque, ma dare più spazio al recupero curando lo stile di vita, proprio perché il cambiamento ormonale che inevitabilmente avviene allunga questo processo.

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Una pausa di 7 – 10 giorni sarebbe la cosa migliore. Durante questo periodo è consigliabile effettuare leggeri esercizi di stretching e/o un blando allenamento aerobico di max 30 minuti come il nuoto, la bici, la corsa o meglio delle semplici passeggiate. Saune, bagni caldi contribuiranno alla ripresa dell’organismo, ma la cosa fondamentale sarà cercare di dormire di più ed alimentarsi in modo corretto. Il cibo ha infatti un ruolo molto importante: oltre a rispettare i principi generali di una sana e corretta alimentazione, si dovrà apportare la giusta quantità di calorie e di proteine, normocaloricità e e normoproteica sono condizioni essenziali. Diete restrittive, infatti, non farebbero altro che peggiorare questa

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Se non riusciamo o non vogliamo percepire i primi segnali, come possiamo accertare al meglio i sintomi di un superallenamento?

situazione. Non è dunque questo il momento di mangiare meno in seguito alla cessazione dell’attività: una carenza di cibo indurrebbe una maggiore secrezione di cortisolo, essendo quest’ultimo anche un ormone ipeglicemizzante.

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bisogno, il corpo e la mente andranno semplicemente rigenerati attraverso l’immediata riduzione, meglio ancora la sospensione totale, dell’attività fisica.

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che spesso ci cerca di compensare con un incremento degli allenamenti, peggiorando ovviamente la situazione.


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FAST & BEAUTY

A cura di Dottor Giorgio Astolfi Specialista Medicina Interna - Medicina Estetica laser terapia

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La nuova frontiera della medicina estetica anche al maschile

DA ALCUNI ANNI IL RICORSO ALLA MEDICINA ESTETICA E QUINDI A METODICHE NON INVASIVE PER OTTENERE IL RINGIOVANIMENTO E LA RISTRUTTURAZIONE VOLUMETRICA DEL VOLTO È IN CRESCENTE AUMENTO A SCAPITO DELLE METODICHE CHIRURGICHE. La riflessione che deriva dalla analisi dei dati di mercato è che l’atteggiamento e l’approccio dei pazienti alle pratiche estetiche è profondamente cambiato negli ultimi 10-15 anni. Infatti ci accorgiamo che i pazienti si rivolgono al Medico Estetico perché desiderano ottenere risultati immediati senza disagi post trattamento e ad un costo ragionevole. Molti dei pazienti che giungono alla nostra osservazione presentano inestetismi del profilo del viso legati alla perdita di volume della regione zigomatico malare e alla lassità cutanea a carico delle guance con conseguente accentuazione delle pieghe

naso geniene e perdita di definizione del contorno mandibolare. Spesso associata lassità del sottomento e del collo. Tutte queste condizioni singolarmente e più spesso in combinazione conferiscono al volto un aspetto stanco, disarmonico, vecchieggiante. Di conseguenza, l’obiettivo è quello di restituire i volumi persi senza andare oltre, migliorare l’elasticità e il tono cutaneo senza stravolgere le caratteristiche fisiognomiche del paziente. Per quanto riguarda il 3° superiore del viso particolare attenzione va posta alle arcate sopraccigliarissssss alle tempie e alla regione zigomatico malare. Pertanto, dovendo intervenire su differenti aree del volto per ottenere un aspetto armonioso, durante la prima valutazione del paziente non dobbiamo dimenticare l’ausilio che può fornirci l’utilizzo di più metodiche e di diversi prodotti che in modo sinergico e complementareci consentono di ottenere risultati più efficaci con maggior

soddisfazione e fidelizzazione del paziente. La conoscenza e l’utilizzo dei più moderni dermal filler consentono di ottenere risultati estremamente soddisfacenti in poche sedute. Il dermal filler più noto è a base di Acido Ialuronico che è anche un componente naturalmente presente nel derma e il nostro corpo lo produce continuamente. Nel derma questo gelsvolge un ruolo attivo nella nutrizione e nell’idratazione dell’epidermide agevolando anche gli scambi cellulari. La sua capacità idratante deriva dalla notevole capacità di trattenere l’acqua che presenta questa molecola, essendo pari fino a 500 volte il suo volume. Inoltre esso regola di fatto la vitalità cellulare promuovendo il ciclo di rinnovamento naturale della pelle e la specializzazione delle cellule così come la loro capacità di autodistruzione in caso di danno irreversibile (fenomeno protettivo detto apoptosi).


Per ottenere risultati esteticamente apprezzabili con la tossina botulinica non bisogna dimenticare che è necessario bilanciare bene gli effetti tra i muscoli elevatori del volto, rappresentati dal complesso muscolare frontale e i muscoli depressori, rappresentati dal procero, dai corrugatori e dagli orbicolari palpebrali. In modo tale da non accentuare troppo l’azione del frontale sugli altri e viceversa. MATERIALI E METODI - Idrossiapatite di calcio per la regione zigomatico malare, pliche naso-geniene, ruga della marionetta, contorno mandibolare, mento, naso, regione temporale; - acido ialuronico per la ridefinizione del contorno e del volume delle labbra, naso; - tossina botulinica (Incobotulinum) per il trattamento del 3° superiore del viso, codice a barre, mento.

L’effetto dell’infiltrazione delle sostanze è tuttavia transitoria: ha una durata variabile da 4 a 12 mesi. Gli effetti collaterali sono in genere minimi se l’infiltrazione è stata correttamente eseguita. Occasionalmente possono comparire gonfiori e piccoli ematomi nella sede d’iniezione, che si risolvono nel giro di qualche giorno.

Ridefinizione del contorno mandibolare e del mento con idrossiapatite di calcio per ridefinizione del contorno labbra con acido ialuronico monofasico polidensificato

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RISULTATI - Immediati (filler) a breve (tossina botulinica). Il risultato è immediato, legato al riempimento delle rughe e al recupero dei volumi oltre che alla distensione delle rughe glabellari conseguente all’ utilizzo della tossina botulinica (che si palesa dopo due o tre giorni dall’inoculo). Inoltre si assiste ad un progressivo miglioramento dovuto allo stimolo esercitato sui fibroblasti dalla idrossiapatite di calcio.

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La tossina botulinica permette di ottenere il refreshing del terzo superiore del volto e dello sguardo, quindi di correggere le rughe della regione frontale, glabellare e perioculare. La tossina botulinica è un inibitore neuromuscolare ad azione locale che è altamente specifico. L’effetto che produce è rappresentato dal blocco temporaneo e reversibile del rilascio di acetilcolina (responsabile della contrazione) a livello della placca neuromuscolare. Dopo circa quattro mesi la giunzione neuromuscolare originale si ristabilisce e il sitema torna pertanto nelle condizioni iniziali. La tossina botulinica di tipo A è quella approvata e utilizzata in Italia. Essa necessita di ricostituzione mediante soluzione fisiologica.

Ridefinizione del contorno labbra con acido ialuronico monofasico polidensificato

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alla capacità riempitiva presenta anche una efficace azione stimolante. Inoltre non presenta alcun effetto igroscopico a differenza dell’HA e questo la rende un ottimo prodotto per la correzione delle aree relative al terzo inferiore del volto come il contorno mandibolare dove l’effetto igroscopico sarebbe controproducente. Le particelle di CaHA sono soggette ad una lenta fagocitosi e ciò assicura una lunga permanenza nel tessuto dove inoltre è in grado di stimolare anche la formazione di nuovo collagene che avvolge le sferule di CaHa.

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Oltre ad avere un ruolo strutturale, l’acido ialuronico favorisce anche la sintesi del collagene e le interazioni tra cellule poiché permette alle cellule ad esso limitrofe di utilizzare gli zuccheri e gli altri nutrienti che trasporta. Inoltre, l’Acido Ialuronico presenta peculiari capacità viscoelastiche che gli conferiscono il ruolo di supporto dei fibroblasti del derma, allo stesso mododelle fibre collagene che strutturano la nostra pelle. Colma gli spazi liberi tra le cellule del derma per donare alla pelle la sua rotondità e luminosità. Tuttavia con l’avanzare dell’età la quantità di acido ialuronico presente a livello dermico si assottiglia progressivamente. Di conseguenza la pelle perde la sua capacità di idratazione naturale, mettendo in evidenza le rughe e le pieghe che gradualmente appaiono, e più in generale si assiste alla perdita di compattezza della pelle, e in seguito al riassorbimento e alla dislocazione dei cuscinetti adiposi del viso si manifesta un notevole calo di volumi. I dermal filler a base di Acido Ialuronico presenti in commercio non sono comunque tutti uguali ma presentano una struttura diversa. La diversità deriva dal grado di reticolazione (cross-linking) con una sostanza che conferisce loro una maggiore resistenza all’azione degradante degli enzimipresenti nel nostro corpo come ad esempio la ialuronidasi. I filler presentano una componente elastica (solida) e una viscosa (liquida), queste caratteristiche conferiscono ai filler un diverso grado di densità. I filler a bassa densità vengono utilizzati per la correzione di rughe sottili (fine lines) subepidermiche, mentre i filler a densità intermedia sono più indicati per impianti nel derma medio e per la correzione di solchi maggiormente pronunciati, infine i filler ad elevata densità vengono impiegati per gli impianti dermici profondi o subdermici in modo da ottenere il recupero dei volumi e la correzione delle rughe profonde. Ormai anche l’utilizzo dell’IDROSSIAPATITE DI CALCIO è entrata a pieno titolo nel trattamento delle correzioni di rughe e solchi e delle correzioni volumetriche del terzo medio inferiore del volto. I filler a base di idrossiapatite di Calcio (CaHA) sono veicolati da un gel a base disodio-carbossi-metilcellulosa. Oltre


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Per gli uomini italiani sono parte della propria identità A cura della Redazione

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LE RUGHE?

Il 94% degli uomini italiani intervistati ritiene molto o abbastanza importante avere una pelle del viso sana e tonica ma anche che le rughe non rappresentino un problema da nascondere.
La propensione a un trattamento dermatologico è maggiore nei quarantenni, purché non vi siano effetti collaterali e i risultati siano veloci. Attenti alla propria immagine e alla propria salute, ma non in modo maniacale. Questo si potrebbe pensare osservando i dati dell’indagine realizzata da Kleresca, azienda attiva in campo dermatologico, sul rapporto degli uomini italiani con il proprio viso a partire da un campione rappresentativo della popolazione. PRENDERSI CURA DELLA PELLE È UNA PRIORITÀ La salute della pelle del viso è argomento a cui gli uomini prestano sempre più attenzione: avere una pelle sana e tonica, indipendentemente dall’età e dai segni del tempo, è “abbastanza importante” per il 52% degli intervistati e per il 43% è addirittura prioritario. Un italiano su due tra i 36 e i 45 anni ritiene “molto importante” che la pelle abbia un aspetto sano. Per oltre la metà degli intervistati il benessere del viso è strettamente legato allo stile di vita: il 52% afferma infatti che avere un tenore attivo ed equilibrato è il modo migliore di prendersi cura della pelle. Il 38% invece utilizza creme specifiche. Dati molto diversi rispetto a quelli della controparte femminile: le donne si affidano alle creme nel 74% dei casi mentre solo il 20% considera seguire uno stile di vita bilanciato come il modo più efficace per mantenere una pelle in salute. “Gli uomini sono certamente più attenti alla salute ed all’aspetto della pelle del viso rispetto al passato, specialmente quelli tra i 36 e 45 anni che si trovano a fare i conti con i primi segni del tempo”,


chirurgici qualora non si fosse soddisfatti dell’aspetto della pelle del viso. Gli uomini tra i 46 e i 65 si mostrano più restii, soprattutto a causa di possibili effetti collaterali.

Effetti collaterali? No, grazie Non sorprende quindi che per il 40% degli uomini intervistati da Kleresca la principale caratteristica del “trattamento ideale” è appunto di non
avere effetti collaterali (dato che sale al
48% per la fascia d’età 46-65). Si aspetta invece un risultato immediato il 30% degli uomini, mentre per il 21% non deve provocare dolore o fastidio. Quasi un uomo su dieci, il 9% degli intervistati, desidera che le persone non si accorgano che si sia sottoposto al trattamento: un’apprensione di carattere sociale condivisa solo dal 4% delle donne che hanno preso parte all’indagine. “Anche se gli approcci alla cura della pelle sono diversi tra uomini e donne, oggi quello che li accomuna è il desiderio di ottenere un aspetto complessivo sano e luminoso e allo stesso tempo il più possibile naturale”, spiega il dottor Simonelli. “In campo dermatologico sono stati fatti passi avanti in questo senso anche con lo sviluppo di nuove tecnologie come la biofotonica”. Questa tecnologia sfrutta la luce, sottoforma di energia luminosa fluorescente, per riattivare e stimolare i naturali processi biologici delle cellule della cute, portando a un aumento della produzione di collagene fino al 400%*, migliorando l’incarnato, nonché attenuando i segni del tempo. “L’energia luminosa fluorescente ha un’elevata sicurezza, con un fastidio minimo e pochi effetti collaterali transitori”, aggiunge il dottor Simonelli. “I risultati, in termini di pelle più tonica e radiosa, si notano sin dall’inizio del trattamento, con un miglioramento nel lungo periodo della texture e della qualità globale della cute”.

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a ricorrere a trattamenti

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che si mostra più aperta

Segni del tempo: un’espressione della propria identità a cui non rinunciare Secondo i risultati dell’indagine, l’avanzare del tempo non rappresenta in genere un problema per gli uomini italiani. Solo l’11% degli intervistati vive con disagio rughe e linee sottili, tanto da sentire la necessità di coprirle, mentre per il 33% non sono un problema e per ben il 56% fanno parte integrante della propria identità. Quest’ultimo dato sale al 64% quando ci si
focalizza sulla fascia d’età 46-65, che mostra un approccio più sereno verso i segni del tempo rispetto agli uomini tra i 36 e i 45 anni. Un risicato 6% del primo gruppo considera le rughe un’imperfezione da nascondere contro il 16% del secondo gruppo. D’altro canto, la fascia 36-45 è quella che si mostra più aperta a ricorrere a trattamenti dermatologici o chirurgici qualora non si fosse soddisfatti dell’aspetto della pelle del viso, con un dato che si attesta al 40% contro una media del 31%. Gli uomini tra i 46 e i 65 si mostrano più restii: solo il 25% sarebbe disposto a sottoporsi a questo tipo di trattamenti, mentre ben il 45% si dice contrario, soprattutto a causa di possibili effetti collaterali.

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La fascia 36-45 è quella

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commenta dottor Gianluigi Simonelli, Specialista Dermatologo.


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Un Castello da Fiaba in un luogo incantato

dallo ya c ht p r i yacht va to d ove de g u sta re de l izie d e l lo che f Dallo privato dove degustare delizie del rlago un i pi u’ alla madello g i a chef d e l alla l a g omagia wo h rte in uWörther n h otein l tra hotel trastig i piùioprestigiosi in Austria p re s i in A u stria. WÖRTHERSEE / CARINZIA. In un luogo da fiaba, nel sud dell’Austria e facilmente raggiungibile dall’Italia, si trova un antico e famoso castello, trasformato in un raffinato hotel a 5 stelle. Qui convivono tradizioni centenarie e architettura contemporanea in perfetta armonia. Lo Schlosshotel Velden, membro della prestigiosa Leading Hotels of the World affaccia direttamente sulle trasparenti acque del lago: è una struttura di charme che si rivolge alle persone che desiderano vivere un’esperienza unica, emozionante e fuori dai luoghi comuni. Un hideaway dove il lusso è discreto, dove vivere un’atmosfera esclusiva nell’incanto di una location dove l’arte e la musica si fondono con il paesaggio naturale. Il collegamento con il territorio è il leit motiv che accompagna gli ospiti che visitano i dintorni, a cominciare dai percorsi intorno al lago. IL LAGO DELLE DELIZIE.

Alla scoperta del lago Wörthersee a bordo del motoscafo privato, cullati dalle morbide acque, ci si puó dedicare alla degustazione di tipiche prelibatezze e di ottimi vini, circondati dalla bellezza del paesaggio. L’escursione in motoscafo più romantica è senz’altro la Sunset Cruise che prevede circa un’ora di navigazione per un massimo di 8 persone, con assaggi di ottimo formaggio, sardine d’annata, baguette, cioccolatini, fragole e una bottiglia di champagne. Si parte al tramonto, immersi nei colori cangianti del cielo in uno stupendo tramonto. Per i più golosi c’è la Picnic Cruise che dura circa un’ora e mezza con una ricca proposta di degustazioni succulente: sandwich, pollo, arrosto di manzo, salame, formaggio, sottaceti, insalata contadina, baguette di verdure, pane a lievitazione naturale, patatine al tartufo,

frutti di bosco, yogurt biologico, granola fatta in casa, frutta, torta e macarons. Per gli addicted dei drinks, invece, l’esperienza da vivere è la Cocktail Cruise: un’ora e mezza di traversata (massimo7 persone) accompagnati dal barista che prepara direttamente on board cocktails e Alpe Adria Tapas. Lo chef, con importanti riconoscimenti da parte di guide internazionali, vizia e seduce gli ospiti anche nei tre ristoranti con i suoi piatti creativi e gustosi. Colazione, pranzo e cena sono esperienze indimenticabili, grazie alla vista di incredibile bellezza che si gode dal castello. Al ristorante Seespitz e al ristorante Gourmet & Atelier Schlossstern i piatti sono serviti in modo molto accurato, con grande attenzione ai dettagli, non solo in fase di realizzazione del piatto, ma anche


Unico nel suo genere, all’interno della proprietà è stato sfruttato un bacino naturale per allevare alcune varietà ittiche di acqua dolce. Non mancano le specialità carinziane con dolci artistici (tantissime crostate alla frutta) e una delle viste migliori di tutto il lago. Tra i piatti proposti: carpaccio di pesce carinziano marinato crudo, capesante, verdure e manzo, tartare di manzo o pesce che troviamo anche declinati nella versione alla

Nella bella stagione, quando il lago diviene uno specchio cristallino nel quale sono riflesse le belle abitazioni che vi si affacciano, il Beach Club, con piscina all’aperto e accesso privato al lago, è il luogo perfetto per godere la vicinanza al lago: la brezza fresca e un delizioso drink, il momento per l’abbronzatura e quello di un bagno ristoratore. Lo Schlosshotel Velden dispone anche di un centro benessere davvero esclusivo: l’Acquapura SPA & MED con i suoi 3.600 m² è il luogo dove rigenerarsi e abbandonarsi a trattamenti tailor made. Anche qui il benessere va vissuto con lentezza, lasciandosi trasportare dai servizi unici, come i trattamenti personalizzati e le creme realizzate su misura. La modalità “slow motion” caratterizza la spa, dove si può anche fare colazione, pranzare e cenare.

FALKENSTEINER HOTELS & RESIDENCES Walcherstrasse 1A, Stiege C2, Top 6.04 1020 Vienna - Austria T +43 509 9118 000 info@falkensteiner.com www.falkensteiner.com

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Lo “Slow Movie” mette in scena l’attenta preparazione di cocktail fatti su misura e l’ampia offerta di sigari e liquori, sempre coinvolgendo i 5 sensi. Con il bartender si scoprono le innumerevoli sfumature di gusto che può avere un cocktail: non solo dolce e secco, ma anche affumicato, speziato, aromatico. Qui, ancora oggi, si respira la nostalgica atmosfera che ricorda le riprese di fortunate serie televisive internazionali e di film di successo che hanno visto come protagonista questo prezioso castello. Circondati da attrezzature cinematografiche e foto in bianco e nero, ci si rilassa in una scenografia originale, alla quale contribuiscono anche molti cocktail con il nome di attori famosi.

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In questo “atelier” la varietà dei sapori della Carinzia e dei prodotti Slow Food selezionati nella regione AlpeAdria vengono preparati secondo le modalità della cucina giapponese. Due sono i menu (e relativi abbinamenti di vini), dai quali è possibile selezionare i singoli piatti che cambiano ogni due settimane. Anche le sale del ristorante si rinnovano in continuazione, con il susseguirsi degli allestimenti e delle mostre di un artista della Carinzia, opere che mutano a seconda della stagione. In questo rifugio privilegiato si vive la vacanza con tutti i sensi: la musica permea i vari luoghi, a seconda dell’ora e dei ritmi del giorno; il profumo piatti dello chef si diffonde lieve e l’aria porta alle narici l’essenza della natura. Al ristorante Seespitz, premiato con 89 punti Falstaff e 2 forchette, si può provare la cucina da bistrot sempre di Thomas Gruber, con una varietà di specialità crude e alla griglia, come il pesce fresco proveniente dall’allevamento ittico dell’hotel.

griglia. Un suggerimento: non tralasciate di assaggiare i piatti stagionali fuori menu à la carte, lo chef, anche in questo caso, riserva sorprese che possono stupire. Anche il sofisticato bar dell’hotel è un angolo talmente incredibile da somigliare al set di un film, con musica dal vivo e un’atmosfera d’altri tempi.

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nella loro presentazione. Il ristorante Gourmet & Atelier Schlossstern è una boutique dei sapori, con degustazioni di prodotti regionali ispirati alla cucina giapponese, in modalità “slow”, per lasciarsi ammaliare dall’autenticità e dalla freschezza delle pietanze proposte, tutte di alta qualità. Premiato con 3 cappelli dalla Guida Gault Millau e da Falstaff con 95 punti, questo ristorante è il luogo dove lo chef Thomas Gruber dimostra di essere un vero artista del gusto, in grado di sperimentare creazioni che stupiscono anche i palati più esigenti. La creatività, la tecnica e la professionalità si fondono per regalare un’esperienza gourmet difficile da dimenticare.


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EXCELSIOR

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L’esclusività del nuovo Dolomites Lodge sulle piste del Plan de Corones

Si respira lo spirito della montagna all’Excelsior Dolomites Life Resort di San Viglio di Marebbe (BZ), hotel di lusso al cospetto delle Dolomiti, le montagne Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La struttura, che svetta a 1.200 mt di altitudine nell’abbraccio delle foreste e dei paesaggi del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies, si trova direttamente sulle piste da sci di Plan de Corones e Sellaronda, le più attrezzate e apprezzate dell’Alto Adige/Südtirol. IL RESORT SCI AI PIEDI È un resort con gli “sci ai piedi”: basta uscire dalla sua skiroom per ritrovarsi idealmente sui 119 km di piste del Plan de Corones collegate al carosello Dolomiti Superski.

Tra le Dolomiti ci si innamora ogni giorno. La neve dona incanto alle linee rocciose, definite dai migliori architetti tra le più belle del mondo. E dalle vetrate di questa struttura le visioni delle cime sono sempre sorprendenti. Oltre ai tracciati del Plan de Corones e della Sellaronda, c’è una pista di sci di fondo di 24 km accanto alla struttura, percorsi per lo slittino, i sentieri panoramici del Parco da esplorare a piedi o con le ciaspole. Per gli appassionati di neve non c’è bisogno di fare file per lo skipass, noleggiare gli sci o organizzare giri tra le vette innevate. I collaboratori dispensano informazioni e mappe per provare le piste migliori, vendono gli skipass e il resort mette a disposizione un maestro di sci, oltre a poter prenotare i maestri di sci in tutte le scuole del Plan de Corones. Nell’hotel c’è un deposito sci interno con scalda-scarponi e su richiesta ci

si può procurare l’attrezzatura da sci, disponibile anche direttamente sulle piste. Ogni settimana si può partecipare a 2 escursioni guidate con le ciaspole, ad una gita con lo slittino alla malga Fanes guidati dall’albergatrice Tamara Call, ad un avventuroso Sci Safari con il signor Werner Call (l’albergatore), ad una gara di sci per grandi e piccoli al Plan de Corones. E dopo la neve, ci si immerge nei 2.500 mq di benessere delle diverse zone wellness, tra cui la Spa Dolomiti per famiglie con piscina panoramica riscaldata, piscina esterna a 35°, un mondo di saune, vasca per bambini e aree relax; e il Castello di Dolasilla, il regno della bellezza di 5 piani, in cui provare i tanti trattamenti che prendono linfa dalla natura dolomitica.


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INFINITY POOL SUL ROOFTOP

UN GIORNO SULLA NEVE È IN OMAGGIO

Di design e panoramico, il resort ha inaugurato lo scorso anno l’Excelsior Dolomites Lodge, 16 camere deluxe e suite da sogno, con pareti di vetro e una vista impareggiabile sulle vette dolomitiche. E con un centro benessere speciale: la Dolomites Sky Spa per adulti, per rilassarsi tra 500 mq di wellness esclusivo oppure immersi nella Infinity Pool sul rooftop, una piscina esterna riscaldata sul tetto. C’è inoltre l’Outdoor Relax Lounge con caminetto, un’ampia sauna panoramica, e poi Forest, la sauna a raggi infrarossi, la

Dal 5 al 21 dicembre 2019, con l’offerta Dolomiti Super Première 4=3 sono compresi 4 pernottamenti al prezzo di 3 oppure 8 al prezzo di 6. È incluso il trattamento “Pensione Gourmet Plus” con ricca prima colazione, buffet wellness a pranzo, merenda con dolci e selezione di tisane e cena con 4 menu a scelta -, 4 giorni di skipass al prezzo di 3, e tutti i servizi sci dell’Excelsior Dolomites Life Resort, tra cui ciaspolate guidate, gite con lo slittino e skisafari. Il prezzo è a partire da 492 euro in camera doppia Fanes.

terrazza Fanes, e la Dolomites Indoor Relax Room e SPA Lounge. Altre novità sono state pensate per le famiglie con i bambini, che possono divertirsi nei Kids e Junior Club.

Excelsior Dolomites Life Resort Via Valiares, 44 – 39030 San Vigilio di Marebbe (BZ) Tel. 0474 501036 E-mail: info@myexcelsior.com www.myexcelsior.com


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IDEE REGALO

REVITALASH – Rafforza, stimola la crescita e l’infoltimento e volumizza in maniera naturale le ciglia grazie a REVITALASH ADVANCED: il siero che, solo con 1 applicazione al giorno direttamente sulle ciglia, permette risultati visibili già in 3 settimane di utilizzo. La sua speciale formula dona inoltre un’incurvatura naturale alle ciglia, per una bellezza decisa, per uno sguardo intenso e sensuale a tutte le età. Particolarmente indicato come trattamento post-oncologico, e completamente sicuro. Una parte del ricavato viene devoluto 365 giorni l’anno ad iniziative di ricerca e sensibilizzazione contro il tumore al seno. € 53,00 - www.revitalash.it

EVIDENS DE BEAUTÉ - LA MASQUE YEUX REVEIL. Un’innovazione nel segmento dei trattamenti contorno occhi, grazie alla tecnologia Aqua Eye Mask, che offre risultati immediati anche su una occlusione vascolare notevole, ha elevate proprietà adesive e penetra facilmente idratando a fondo la zona. Questa maschera occhi in patch, grazie al triplo collagene, alla Carragenina e all’acqua della sorgente di la Foux, risveglia il contorno occhi, riducendone il gonfiore: la zona apparirà rinnovata e tonificata risultando visibilmente più giovane. 4 x 7ML € 95,00 - www.kaon.it

BIOCLIN - Laboratorio Dermonaturale propone un esclusivo cofanetto con BioArgan Oil, in formato da 100ml, e un bellissimo turbante in spugna, perfetto per coccolare i capelli esposti a freddo e vento nelle gelide giornate invernali: ideale da regalare a tutte le amiche e – perché no? – da regalarsi! - € 24,90. www.bioclin.it

EVERGREEN LIFE - Gel Detergente Idratante e Lozione Tonica Idratante. Adatti ad ogni tipo di pelle, impreziositi da ingredienti naturali dalle specifiche funzionalità e da Olivum®, l’Infuso di Foglie d’Olivo, che, grazie al suo potere antiossidante, previene e contrasta l’invecchiamento cutaneo. Pensati sia per pulire in profondità la pelle del viso, sia per renderla più ricettiva prima di applicare la crema giorno o nottte. € 35,00 / € 30,00 www.evergreenlife.it ECOOKING - Le Self Tanning Drops di Ecooking sono gocce autoabbronzanti di colorazione trasparente senza profumazione. Hanno una texture liquida e leggera, più semplice da miscelare con la normale crema utilizzata. Gli ingredienti chiave sono: il Diidrossiacetone (DHA), l’Acido ialuronico, la Glicerina, estratta dalla noce di cocco, idrata la vostra pelle e la mantiene nutrita; l’estratto di cetriolo ha proprietà sia anti-infiammatorie che idratanti. € 33,00 - www.kaon.it RILASTIL Maquillage - Rilastil Ombretto satinato ha una formula extra performante, sensoriale, dal colore intenso. La sua texture piacevole all’applicazione rilascia un colore pieno. Si può utilizzare anche inumidito per un risultato più intenso ed è disponibile in 10 nuances, tutte rigorosamente a lunga tenuta. Oftalmologicamente testata su occhi sensibili e portatori di lenti a contatto. € 14,90 - www.rilastil.com

B-SELFIE - Il beauty brand B-SELFIE, che ha lanciato il primo filler fai-da-te ai microaghi di acido ialuronico che si applica come un cerotto, presenta le 3 nuove Xmas Edition con alcuni prodotti della sua linea ispirata alla medicina estetica. B-SELFIE Total Face Treatment (5 beauty mask Infinity in 20’ + acqua micellare Angel + crema viso anti-age 24h Miracle a 139 €); B-SELFIE Day & Night (acqua micellare Angel + crema viso anti-age 24h Miracle a 99 €); B-SELFIE Sensational Treatment (acqua micellare Angel + trattamento bellezza Three in 5 mask viso in 3 step siero+mask+crema a 69 €) - www.bselfie.it


INNOXA - FLOU DI BELLEZZA SCHIARENTE - Lozione Tonificante Purificante. È il trattamento rinfrescante e distensivo che previene gli arrossamenti cutanei con un leggero potere schiarente. È il completamento ideale del trattamento Nettare di pulizia schiarente e dell’ Esfoliante Viso Schiarente. Prodotto perfetto anche per preparare la pelle ai vari trattamenti viso. Non usare in gravidanza e nel periodo di allattamento. Flacone da 200 ml, € 24,00 - www. innoxa.it

KORFF - LATTE SPRAY CORPO è uno spray idratante corpo innovativo, ideale per chi ama scegliere prodotti cosmetici semplici e veloci da applicare, senza però rinunciare a performance ottimali e a formule all’avanguardia. Latte Spray Corpo grazie ad un pool di principi attivi selezionati e alla presenza nella formulazione di Burro di Karitè garantisce nutrimento e un’idratazione che dura tutto il giorno. Bombola da 200 ml, € 25,00 - ww.korff.com

RILASTIL SIERO DETOX MULTIREPAIR H.A. è la novità in grado di risolvere il problema grazie all’effetto detossinante, ossigenante, idratante, rigenerante e restitutivo della luminosità dell’incarnato. A conferire al siero la sua efficacia sono gli attivi innovativi che svolgono funzioni diverse e complementari: H.A. Complex (composto da acido ialuronico idrolizzato, acido Ialuronico High Tech, Sodyum Butyroyl Hyaluronate), Detoxiox e acido Mandelico - Flacone da 30 ml € 79,90 - www.rilastil.com

ALTA CARE LABORATOIRES - FIALE INIETTABILI DERMASTIR Dispositivi medici CE0123 – made in France – a base di Acido Ialuronico e sostanze dalla testata efficacia terapeutica, ad uso medico e clinico. Le Fiale Iniettabili Sterili Dermastir 16 EBF e 32 EBF migliorano la qualità della pelle (riempiendo rughe sottili e in formazione) contrastando la perdita di matrice extracellulare, idratando e riducendo differenti segni dell’invecchiamento. Ideale da combinare con altri dispositivi medico estetici e microneedling. € 290,00 - www.dermastir.com

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TEOXANE - RHA® SERUM - Un siero potenziato, ha la più alta concentrazione di RHA®, l’esclusiva tecnologia brevettata da Teoxane. Attentamente formulato per trattare le pelli disidratate, spente o invecchiate. Ideale per tutti i tipi di pelle, la combinazione di ingredienti antiossidanti e anti-ageing aiuta a riattivare i meccanismi fisiologici di rigenerazione cutanea profonda. Dopo 14 giorni, la pelle appare più liscia e compatta, l’incarnato è più luminoso e l’idratazione visibilmente aumentata. €105,00 - www.teoxane.it

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RILASTIL - RILASTIL D-CLAR SISTEMA COMPLETO DEPIGMENTANTE ANTI-MACCHIE. L’azione sinergica di D-CLAR Micropeeling Concentrato, D-CLAR Gocce Depigmentanti Concentrate e D-CLAR Crema depigmentante quotidiana inibisce il processo di formazione del pigmento melanico nelle aree trattate, favorisce la rigenerazione cutanea senza pigmentazioni, riduce l’intensità delle macchie cutanee, ripristinando la naturale luminosità e morbidezza della pelle. La cute appare più tonica, con un aspetto più sano e quindi più giovane. D-CLAR Crema, confezione da 40 ml, € 29,90. D-CLAR Concentrato Depigmentante in Gocce, confezione da 30 ml, € 39,90. D-CLAR Micropeeling Concentrato, confezione da 100 ml, € 33,00 www.rilastil.com

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BIOSCALIN® - TricoAGE 45+Volumizzante. Rinforzante istantaneo è una crema dal finish leggero da utilizzare dopo lo shampoo, senza risciacquo. Dona ai capelli volume e spessore immediato e ristabilisce il loro stato di salute e di forza già dalla prima applicazione. I capelli appaiono fino al 44% più voluminosi e corposi con una sola applicazione. Texture leggera che non unge e non appesantisce i capelli. 125 ml - € 17,90 - www.bioscalin.it

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IO’ SKINCARE BIOTECH FORMULA - PEELING LEVIGANTE VISO E CORPO - Esfoliante in crema specifico per la pulizia profonda dell’epidermide non fotosensibilizzante, che sfrutta le proprietà leviganti della sinergia fra Acido Salicilico, Acido Lattico e Acido Lactobionico, mentre il Burro di Karitè e quello di Mandorle svolgono un’importante azione emolliente. € 49,00 - www.io-cosmetics.it

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SCHÄR - Nuova Focaccia con rosmarino ancor più soffice e gustosa, gluten free che profuma di Mediterraneo. Grazie alla nuova ricetta con olio extra vergine di oliva ed alla maggior presenza di pasta madre, la focaccia con rosmarino è ancora più gustosa e così soffice che si scioglie in bocca - www.schaer.com

SAMBUCOL® Immuno Forte, con vitamina C e zinco, indicato per gli adulti per affrontare al meglio i cambi di stagione, ma anche per poter contare su un valido supporto nei periodi di stanchezza fisica e mentale (disponibile in sciroppo, da autunno 2019 anche in capsule). I componenti delle bacche di sambuco neutralizzano l’attività dell’emoagglutinina presente sulla superficie di diversi virus, riducendone l’infettività. € 10,95- www.sambucolusa.com

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FRESCO - I frullati on-the-go che si preparano in 20 secondi senza sbucciare la frutta. Da oggi il frullato si prepara ovunque, senza sporcare nulla e in soli 20 secondi, mantenendo il gusto e le proprietà della frutta fresca. È la rivoluzione Make It Fresco, la linea di frullati ideata dall’italiana FRESCO: è sufficiente portare con sé i cubetti di pura frutta, aggiungere l’acqua e shakerare. € 24,90 - www.makeitfresco.it

ZUEGG - Naturali, sostenibili e freschi. Skipper reinterpreta gli infusi in chiave moderna per esaltare le proprietà della frutta e del tè verde. La natura in un infuso: una bevanda fresca, senza zuccheri aggiunti, senza conservanti, senza glutine e vegano, che coniuga alla perfezione tutti i benefici del tè verde con il gusto sorprendente della frutta. I nuovi infusi tè verde e frutta da 1000ml sono disponibili nei gusti lime-uva-lemongrass-zenzero, mirtillo-uva-melissa e melograno-ortica al prezzo consigliato al pubblico di € 1,69. www.skipperzuegg.it

LIGHTFLOW - Arriva la pasta della linea Carbolight di LightFlow. Realizzata con farine speciali, è perfetta per mantenere la propria linea e il benessere perché contiene solo il 4,9% di carboidrati. Non solo: vanta pochissimi zuccheri (2,3% contro i 74,67% della pasta tradizionale) e grassi pur essendo davvero ricca di proteine (27,4% contro i 13,04% della pasta tradizionale) e fibre. Tra gli ingredienti più importanti della pasta figuran infatti l’amido resistente di frumento, l’inulina e le proteine vegetali.- www.lightflow.it

FARMACIADELLEERBE - Integratore Papaya Fermentata. Frutto di una ricerca scientifica che ha portato alla scelta innovativa di fermentare la Papaya con i Probiotici. Dallo speciale processo di fermentazione deriva una maggiore concentrazione e biodisponibilità dei principi attivi specifici della Papaya che favoriscono le naturali difese dell’organismo e svolgono un’azione antiossidante. La formulazione è stata arricchita con estratto di Mais Rosso, titolato al 4% in antocianine. Confezione 20 stick orosolubili. € 22,90 - www.farmaciadelleerbe.it

SARCHIO - Le bacche di Goji possiedono numerosissime proprietà salutistiche tra le quali un potere antiossidante pressoché unico in un alimento oltre ad un alto contenuto di fibre. La bacca di Goji è morbida e dal sapore piacevolmente dolce, ricorda quello delle fragole e dei frutti di bosco. Possono essere consumate tal quali come frutto o aggiunte a yogurt, macedonia o insalate. Peso: 100 g € 4,68 - www.sarchio.com


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SUUNTO - Limited Edition Suunto 9 Baro Titanium. É un orologio multisport con GPS molto resistente, dotato di 80 modalità “sport”, gestione intelligente della batteria con promemoria e tecnologia di ultima generazione per conservare traccia degli allenamenti e dell’attività giornaliera svolta. Baro 9 fornisce informazioni altimetriche e di sicurezza quali allarme tempesta, previsioni meteorologiche, orari dell’alba e del tramonto. € 749,00 www.suunto.com

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SALOMON - La SPEEDCROSS 5 è una scarpa che offre ancora più aderenza, stabilità e appoggio, oltre a una linea che la riporta al suo design originale, con una forma più alta e un grande contrafforte (rinforzo) del tallone che mette in evidenza il grip aggressivo. Il design team di Salomon ha creato un look raffinato per Supercross GTX®. Il prodotto è disponibile nelle versioni uomo e donna (W), in Gore-Tex® o no, e in diverse soluzioni colore. € 130,00 - www.salomon.com

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HELLY HANSEN VANIR GALLIVANT HT - Perfetto per l’HIKING. La scarpa di Helly Hansen Vanir Gallivant HT, da donna o da uomo, è ciò che di meglio si può desiderare dai modelli ibridi outdoor. A parte le performance eccelse, il look è accattivante per uno scarponcino da hiking completamente impermeabile in HellyTech realizzato con pelli impermeabili di qualità superiore e senza cuciture. € 170,00 - www.hellyhansen.it.

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GRIN SHOES - La nuova scarpa potenziata che permette di migliorare le prestazioni conferendo maggior energia ad ogni passo. Prodotto Made in Italy, GRIN Shoes è una palestra ai propri piedi, l’alleata perfetta per tenersi in forma ogni giorno. A renderla speciale sono proprio i due sostegni laterali a cui è ancorato un morbido cuscinetto ad appoggio tibiale, che evocano i mitici calzari alati del dio Mercurio. Questa struttura sostiene il peso del corpo, fornendo la giusta propulsione in avanti e la corretta spinta verso l’alto. €295,00 - www.grinshoes.com


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Il benessere della persona passa attraverso quattro pilastri: una dieta equilibrata, l’attività fisica, il giusto atteggiamento mentale e l’aiuto della scienza. In questo libro, dunque, oltre a tantissime ricette troverete consigli legati alla cucina, allo sport, al sonno, alla medicina e alla chirurgia estetica, sempre intesa come un coadiuvante per avere un aspetto più vicino al proprio ideale e mai come un sostitutivo delle “buone pratiche” quotidiane. Perché, oggi più che mai, per “restare giovani” fuori bisogna prima di tutto esserlo dentro.

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Editore: GRIBAUDO Autore: Pier Paolo Rovatti Prezzo: € 14,90

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PIÙ GIOVANI, PIÙ A LUNGO

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Editore: CAIRO Autore: Matteo Marzotto Prezzo: € 19,00

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Un racconto di grandi emozioni. Un libro con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca sulla Fibrosi Cistica. Il libro è il diario di viaggio di un’emozionante iniziativa sportiva, il Bike Tour, ideata da un gruppo di amici - grandi sportivi, ex campioni e ciclisti improvvisati - che in sella alle loro biciclette hanno pedalato attraverso migliaia di chilometri e molte regioni d’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica nell’impegno per la raccolta dei fondi e la diffusione della consapevolezza nei confronti della Fibrosi Cistica. L’entusiasmo di questa avventura ha contagiato tutti coloro che hanno incrociato le tappe di questo viaggio, una scintilla che ha messo in moto solidarietà e impegno, un’esperienza che si è trasformata in dono reciproco. Amici in corsa per altri amici: un racconto a immagini, grazie all’obiettivo di Alfonso Catalano. Un reportage unico, arricchito dalle molte riflessioni dei partecipanti e dalle testimonianze di coloro che hanno concorso per la realizzazione di un evento del genere. A corredo le profonde considerazioni dei fondatori della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica e dei ricercatori il cui instancabile lavoro produce risultati e nutre la speranza. FFC Onlus è stata fondata a Verona nel 1997 a opera del prof. Gianni Mastella e degli imprenditori Vittorio Faganelli e Matteo Marzotto, oggi presidente.

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DIMAGRIRE, PORCA MISERIA!COMFORT BOOK Il primo comfort book dedicato alla voglia di dimagrire Perché voler dimagrire è un desiderio che accompagna moltissime persone, forse la maggior parte di esse, senza grandi distinzioni di sesso e socialità. Ma non solo. Perché sentire di voler assottigliare i propri confini si accompagna spesso a un senso di inadeguatezza che può essere fonte di piccole, grandi sofferenze. Idiosincrasie, autoironia, lievi isterie. L’autrice affronta l’argomento con piglio e umorismo, senza rinunciare a uno stile narrativo delicato e rispettoso, perché il bisogno di snellezza che ci caratterizza - e spesso ci ossessiona - merita di essere raccontato più che descritto. Un comfort book, un libro cioè in cui ritrovarsi, riconoscersi e forse aggrapparsi quando si avverte la necessità di rimettersi in discussione per provare a migliorarsi, partendo dal proprio corpo ma andando, evidentemente, anche oltre. “Dimagrire, porca miseria!” è un libro per ripercorrere tutte le tappe che portano dalla decisione di voler perdere peso, all’entusiasmo che ne consegue; fino al calo di motivazione, nascosto dietro a ogni angolo. Editore: HYGEIA PRESS Autore: Elisa Origi Prezzo: € 14,90


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Medwelness - ottobre novembre dicembre 2019 by Medwellness free press - Issuu