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medicina estetica e benessere per l’uomo
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Una nuova sezione dedicata all’uomo
L’immediato che non fa paura di Giorgio Astolfi
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L’eco-hotel Pfösl con 3 nuovi splendidi lussuosi chalet in legno di 60 metri quadri costruiti nel bosco
06 NEWS E TECNOLOGIE a cura della redazione 12 BEAUTY Diego Dalla Palma di Alessia Addari
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Alex Zanardi Cinquant’anni, bolognese, ex campione di Cart e di Gran Turismo, pilota di Formula Uno, conduttore tv. Dopo aver perso le gambe in un incidente, sedici anni fa, ha vinto con l’handbike otto Mondiali, quattro ori e due argenti olimpici
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Labbra al bacio di Francesca Bocchi
Dai ritocchi fotografici a quelli reali di Alessia Addari
18 MEDICINA ESTETICA La Soft Surgery a portata di autostima di Matteo Servino SculpSure di Marco Bartolucci
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La tossina botulinica migliora l’umore
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La tossina botulinica dalla redazione
Nevi (nei) e melanoma dal congresso Sime
Anche il naso invecchia dal congresso Sime
Mani senza macchia di Francesca Bocchi
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sommario
Beauty Diego Dalla Palma L’uomo che ama le donne di Alessia Addari
28 DAI CONGRESSI Cellulite: malattia delle staminali dalla redazione 30 BENESSERE Definizione e sviluppo della massa muscolare di Claudio Patacca Fitwalking la prevenzione a passo di marcia dalla redazione L’ipnosi entra a far parte dell’armamentario del medico estetico di Guiscardo Gabbianelli Virtù e benefici della Dietetica Cinese di Marcello Ghiselli
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Fitwalking la prevenzione a passo di marcia
Intervista di Copertina Barbara d’Urso La veracità di una bellezza senza tempo
rubriche
38 L’esperto risponde di Cristina Zecca
58 Vetrina prodotti di Cristina Zecca
40 Wellman a cura della redazione
61 LifeStyle! di Cristina Zecca
62 Tralerighe di Lisa D’emidio
52 Spa&Resort di PizzininiScolari ComunicAzione med
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Anno 5 - Numero 12 - 2017 OTTOBRE-NOVEMBRE- DICEMBRE Trimestrale di medicina estetica, salute e benessere
Iscrizione al R.O.C. numero 23381 del 02/04/2013
Esonero iscrizione testata in tribunale: art.16 L. 07.03.2001 n.62
MedWellness e Dossier Medicina In copertina: Barbara d’Urso Ph: LaPresse
sono marchi depositati presso la CCIAA di Pescara. Tutti i diritti riservati. Cristina Zecca - Pescara
È espressamente vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e materiale pubblicitario contenuti in
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questo numero. Tutti i diritti riservati.
Editore Strategia Grafica di Cristina Zecca Pescara Direttore Generale e Amministrativo Cristina Zecca c.zecca@medwellness.it Direttore Responsabile Alessia Addari redazione@medwellness.it Progetto grafico ed impaginazione ADV Strategia Grafica www.strategiagrafica.it Pescara info@strategiagrafica.it Direttore Marketing e Pubblicità Cristina Zecca marketing@medwellness.it Amministrazione amministrazione@medwellness.it Strategia Grafica di C. Zecca - Pescara PI: 01434110688 info@pec.strategiagrafica.it Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it Hanno collaborato a questo numero Arianna Augustoni, Lisa D’Emidio, Sabrina Dughetti, Alessandra Fusé, Susanna Messaggio. Testimonial di copertina Barbara d’Urso
LE COPERTINE
Fotografie Foto Diego Dalla Palma: Angela Carrozzini Foto Alex Zanardi: Alex Caparros Getty Images for IRONMAN Foto Barba d’Urso: LaPresse Medici ed esperti Giorgio Astolfi, Marco Bartolucci, Francesca Bocchi, Bruno Bovani, Giamaica Conti, Giovanni Di Giacomo, Guiscardo Gabbianelli, Marco Gasparotti, Alessandro Gennai, Marcello Ghiselli, Eugenio Luigi Iorio, Claudio Patacca, Andrea Sbarbati, Matteo Servino, Antonio Soverina, Stefano Toschi Stampa Publish - www.publish.it med
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NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TE medwellness it
SALUTOGENESI Ogni essere umano dispone di enormi risorse per mantenere e migliorare la propria salute e sono appunto queste che devono essere sostenute in modo mirato. Da secoli ormai malattia e fattori a rischio vengono studiati ed approfonditi con il metodo patogenetico, che individua sempre all’esterno dell’organismo umano le cause di ciò che origina la malattia: batteri, virus, radiazioni, inquinamento ambientale. Questa visione dell’origine della malattia spinge l’essere umano in un ruolo passivo: se tutti i fattori nocivi vengono dall’esterno, anche l’aiuto deve provenire dall’esterno. Che cosa si intende per salutogenesi? La parola composta da salus (latino:salute) e genesis (greco: origine) significa scoprire le origini della salute. In passato la salutogenesi è stata trascurata a favore della patogenesi (greco: pathos=sofferenza) che rivolge l’attenzione solo alla patologia, occupandosi di sintomi e non di cause. Ecco un esempio di queste due visioni diverse, fatto dalla dott.ssa Michaela Glockler in occasione di una conferenza sul tema salutogenesi: prendiamo il caso di un’infezione: la ratio patogenetica è basata sul modello del contagio. Mi chiedo: cosa, e come mi ha contagiato? Di che virus o batterio si tratta? Che antibiotico posso usare? Partendo dal punto di vista salutogenetico invece mi chiederò: perché proprio io ho contratto ora questa infezione, mentre le persone che mi stanno intorno sono rimaste immuni? La domanda sul perché una persona venga contagiata, mentre un’altra non è un campo di ricerca della salutogenesi. Ritengo dunque in qualità di naturopata promotore della salute e del benessere dell’uomo e della natura con una visione unitaria di basarci su quei fattori salutogenetici che contribuiscono a migliorare le generali condizioni di salute e di benessere, stimolando nella persona una partecipazione attiva alla ricerca dei propri equilibri.
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La molecola della felicità è essenziale per “preservare” i circuiti neuronali del cervello La scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa pubblicata su eNeuro, la rivista open-access della American Society for Neuroscience La serotonina, un neurotrasmettitore conosciuto anche con il nome di “molecola della felicità”, è essenziale per “preservare” i circuiti neuronali, sia durante lo sviluppo, che è notoriamente un periodo in cui il cervello possiede una spiccata plasticità, sia nel corso della vita adulta. La notizia giunge dall’Università di Pisa ed è pubblicata sulla rivista eNeuro il giornale open-access della American Society for Neuroscience (http:// www.sfn.org/). I ricercatori responsabili di questa scoperta fanno parte del gruppo di ricerca del professore Massimo Pasqualetti del dipartimento di Biologia, e sono gli stessi che alcuni anni fa “fotografarono” per la prima volta come il cervello si sviluppa in assenza di serotonina. In particolare, la scoperta è stata possibile grazie all’utilizzo di raffinate tecniche di genetica molecolare, che hanno consentito di generare topi di laboratorio in cui è stato possibile “spegnere” la produzione della serotonina nel cervello, ed alla possibilità di visualizzare in maniera selettiva i neuroni serotoninergici e le loro fibre nervose, mediante metodiche di microscopia confocale. “Abbiamo mostrato per la prima volta - spiegano Marta Pratelli, Sara Migliarini e Barbara Pelosi, le giovani ricercatrici in forza al gruppo del professore Pasqualetti - che inattivando la sintesi di serotonina nel cervello di un individuo adulto, si producono evidenti alterazioni a carico delle fibre dei neuroni serotoninergici che innervano importanti
aree cerebrali. Sorprendentemente però, quando la produzione di serotonina viene ripristinata mediante la somministratore di un comune integratore alimentare come il 5-idrossitriptofano,le alterazioni strutturali osservate precedentemente non sono più presenti, ed i normali circuiti cerebrali sono ripristinati”. “Questa scoperta - conclude Massimo Pasqualetti - dimostra per la prima volta che i neuroni serotoninergici possiedono, durante l’intero corso della vita, una straordinaria plasticità che li rende capaci di riadattare la propria struttura in risposta a cambiamenti del livello della serotonina cerebrale. Durante l’arco della nostra vita, fattori genetici, specifici trattamenti farmacologici, oppure molteplici fattori ambientali come lo stress o una dieta povera di triptofano, possono portare ad uno sbilanciamento dei livelli di serotonina nel cervello. Alla luce di queste nuove scoperte, emerge la possibilità che questi fattori possano modificare la struttura anatomica dei neuroni serotoninergici interferendo con il loro normale funzionamento. Questi risultati inoltre contribuiscono a svelare come uno sbilanciamento dei livelli di questo importante neurotrasmettitore possa contribuire all’insorgenza di patologie neuropsichiatriche come i disturbi dell’umore”.
ECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIENEWS E TECNOLOGIE EGO, UNA REGENERATING EXPERIENCE A PORTATA DI MANO
Il cioccolato all’olio di oliva è un “toccasana” per il cuore
Novaestetyc, azienda leader nella produzione di dispositivi estetici innovativi, sicuri, efficaci e confortevoli basati sull’interazione tra energia e tessuti, lancia EGO, un nuovo dispositivo destinato a rivoluzionare il modo di concepire il massaggio estetico professionale. EGO è una piattaforma, compatta e dal design accattivante e moderno, che sfrutta tre tecnologie:
Il cioccolato fondente all’olio extravergine di oliva toscano è un vero e proprio toccasana per il cuore, un rimedio naturale per combattere l’invecchiamento dell’apparato cardiovascolare. A rivelarlo è una ricerca dell’Università di Pisa presentata a Esc 2017, il congresso della Società europea di Cardiologia che si è svolto a Barcellona dal 24 al 30 agosto. Lo studio clinico è stato realizzato da una équipe di ricercatori composta da Rossella Di Stefano della sezione di Cardioangiologia universitaria diretta dal professor Vitoantonio Di Bello, da Francesca Felice ed Ester Belardinelli del laboratorio di ricerca Cardiovascolare del dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e Dell’Area Critica e da Valentina Domenici e Mario Cifelli del Laboratorio di NMR del dipartimento di Chimica e Chimica industriale. “È noto che il consumo di cacao riduce significativamente l’impatto di alcune patologie cardiovascolari”, ha spiegato Rossella Di Stefano. “L’idea di arricchire il cioccolato con olio extra vergine d’oliva - ha aggiunto - è partita dal progetto “Toscolata” finanziato dalla Regione Toscana al quale abbiamo partecipato insieme all’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del CnrInvalsa, all’Università di Siena e all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa”. L’intuizione dei ricercatori è stata quella di unire alcuni alimenti noti per le loro proprietà antiossidanti creando due combinazioni di cioccolato fondente, con il 10% di olio extravergine toscano e con il 2,5% di una mela di varietà antica, la Panaia del Casentino. Da qui è poi partita la sperimentazione clinica: il cioccolato è stato testato su 26 volontari (14 uomini e 12 donne) che avevano almeno tre fattori di rischio cardiovascolare, come fumo, ipertensione, dislipidemia o presenza in famiglia di malattie cardiovascolari. Per 28 giorni consecutivi, i volontari hanno
FotoBioStimolazione, Elettrostimolazione e ElettroBioStimolazione. La piattaforma si completa con un manipolo che l’operatore indossa come un guanto, all’interno della quale sono integrati dei LED rossi ed infrarossi, collegato a ditali in silicone conduttivo, adeguatamente isolati rispetto all’operatore. EGO diventa così un prezioso alleato dell’estetista in tutti i trattamenti manuali: Linfodrenaggio venoso e linfatico, trattamento degli inestetismi della cellulite, tonificazione e rassodamento corpo, pushup seno, massaggio rilassante, a effetto lifting viso, drenante e detossinante e in tutti i trattamenti per la sensibilità cutanea. “Con EGO”, conclude Danilo Crapelli (COO di Novavision Group) “abbiamo risposto a una richiesta del mercato, quella di sublimare il piacere impareggiabile di un trattamento eseguito manualmente, che pone al centro la capacità empatica dell’estetista, la sua preparazione e la sua professionalità, e nel contempo potenzia i trattamenti cosmetologici impiegati. Una rivoluzione per il mondo dell’estetica professionale perché con un investimento contenuto ogni istituto estetico si trasforma in una regenerating SPA”.
inserito nella propria dieta 40 grammi di cioccolato “super” fondente: per due settimane hanno mangiato quello arricchito con l’olio extravergine, e nelle altre due quello con la mela Panaia. Dopo i 28 giorni di osservazione, è emerso che il cioccolato fondente all’olio extravergine d’oliva aveva determinato un calo della pressione arteriosa, un aumento del colesterolo “buono” senza provocare aumento di peso o problemi di glicemia. “In particolare abbiamo verificato che il cioccolato all’olio di oliva aumenta i metaboliti protettivi contro rischi cardiocircolatori e le cellule progenitrici endoteliali, cioè cellule di origine staminale che riparano i vasi sanguigni e aiutano a mantenere sano l’apparato cardiocircolatorio – ha spiegato Di Stefano – Si tratta di cellule che tendono a diminuire con i fattori di rischio cardiovascolare e per aumentarne il numero ci si avvale di farmaci come le statine, in questo caso l’obiettivo è stato invece raggiunto grazie al cioccolato fondente all’olio extravergine di oliva”.
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intervista di copertina
La veracità
di una bellezza senza tempo
di Alessia Addari - Ph: LaPresse
Attrice, conduttrice, veterana ed indiscussa signora della tv italiana. Milioni gli affezionati ai suoi salotti pomeridiani, Pomeriggio Cinque e Domenica Live, che gestisce in quello stile innato quasi “amichevole” che da anni la contraddistingue. Caparbia, tenace, passionale e perdutamente innamorata del suo lavoro Barbara d’Urso, meravigliosa neo sessantenne, ha fatto della sua bellezza autentica e tutta al naturale un suo baluardo, ed a proposito della sua età afferma che “È una cifra che non mi corrisponde, non corrisponde alla mia testa, che devo fare?”. Una vita piena, una donna instancabile che, nonostante dedichi alla tv ed al suo grande pubblico la maggior parte delle sue giornate, non ha esitato nel buttarsi in OndadUrso, un blog dove Barbara diletta i suoi followers scrivendo e spaziando tra viaggi, benessere e cucina.
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Sembrerebbe che un leitmotiv delle interviste che la coinvolgono riguardi il suo invidiabile aspetto, e gli immancabili segreti che si nascondono dietro la sua bellezza rigorosamente “al naturale”. Merito di madre natura ma anche di grande assiduità e tenacia, non è così? Riconosco il fatto che la natura mi abbia aiutato. Io, da sempre, mi limito ad avere uno stile di vita sano, in quello che mangio e anche nell’attività fisica. Ogni mattina mi alleno, o con una lezione di danza oppure di pilates. Ma lo faccio con il sorriso e perché mi diverto un sacco, non perché me lo impongo per stare in forma. Anche per quanto riguarda l’alimentazione, cerco il più possibile di mangiare in maniera sana ed equilibrata, ad esempio cominciando la giornata con un bel centrifugato di frutta e verdura, ma sempre in maniera serena e senza troppi sacrifici. La sera, se ho voglia di strafogarmi di dolci in compagnia degli amici, lo faccio senza sensi di colpa! Quanti anni mi dai? è il manuale, pubblicato da Mondadori, nel quale dispensa consigli e segreti “per esser bella sempre”, come cita lo stesso sottotitolo. E lei, Barbara, se dovesse attribuirsi un’età anagrafica, quanti anni si darebbe e perchè? Io ho tante età che cambiano continuamente. A volte mi sento Carmelita, una bambina di 8 anni che ha voglia di giocare ma che cerca anche protezione. A volte sento di avere 15 anni, soprattutto quando esco con gli amici e libero la mente pensando solo a svagarmi. A volte torno ad avere la mia reale età, l’età della maturità e della consapevolezza. Indiscussa regina della tv d’intrattenimento, ha da poco solcato nuovamente gli schermi dopo un periodo estivo segnato da discrete e meritatissime vacanze. Come ama trascorrere le sue giornate lontane dagli studi televisivi? Ci racconti una sua giornata tipo. La maggior parte dell’estate la trascorro in campagna: amo il contatto con la
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intervista di copertina natura, mi piace soffermarmi a guardare il cielo e ad ascoltare il silenzio, incontro i vicini che arano il campo con il trattore o fanno pascolare le pecore, raccolgo i frutti del mio orto e poi invento delle ricette partendo da questi ingredienti. A fine agosto, quando rientro a Mediaset, le mie giornate diventano molto standard: la mattina, dopo colazione e attività fisica, faccio la doccia e alle 9,30 sono già nel mio camerino a Cologno Monzese. E qui la giornata trascorre tra riunioni, lettura di scalette, dirette, pranzi in mensa o direttamente in camerino… Sette giorni su sette. Questa è la mia vita e la amo! Trucchi, ricette e consigli all’interno del suo libro. Tutti rigorosamente testati nella sua quotidianità. Ma qual è il suo vero toccasana di benessere? Il benessere è trovare un equilibrio in tutto quello che si fa, senza essere schiavi delle diete, dei sacrifici, delle imposizioni, senza essere ossessionati dallo stare in forma a tutti i costi. Raccolgo i miei consigli di benessere anche sul mio blog Ondadurso.it: il blog e i social network sono una delle mie passioni. Ha dichiarato più volte di non poter fare a meno della sua costante e rigorosa attività fisica. Ci parli del suo rapporto con il pilates e della sua passione per la danza. La danza è una passione che coltivo fin da quando ero bambina. È rigore, è costanza, è concentrazione, ma è anche tanta soddisfazione. Ho una grande stima dei ballerini e ricordo ancora con piacere il giorno in cui a Domenica Live ho intervistato la grande Carla Fracci: con
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lei, in diretta, mi sono persino allenata alla sbarra! È un modo per tenersi in forma divertendosi, perché la musica aiuta ad alleggerire tutto. Il pilates è un’altra attività molto efficace, perfetta per tutte le età. Nel suo libro si celebra l’alimentazione come prima “arma contro il tempo”. Che rapporto ha con il cibo e quali le sue “regole”? Innanzitutto non esistono regole rigide. Il pasto più importante è la colazione, che dev’essere varia e abbondante: centrifugato di frutta e verdura, cereali, yogurt, semi… A pranzo e cena unisco sempre carboidrati e proteine. E durante il giorno sono importantissimi gli spuntini, basta un frutto, uno yogurt, delle mandorle, per non avere cali di energie e di attenzione. Quante e quali sorprese riserverà per questa nuova stagione televisiva appena inaugurata? Il pubblico ogni giorno continua ad amare e consacrare sia Pomeriggio 5 sia Domenica Live, entrambi anche in questa stagione si stanno confermando leader della loro fascia. Ma non bisogna mai abbassare la guardia, il pubblico va continuamente stimolato e spiazzato. Per questo le sorprese non sono finite e non finiranno mai! In una recente dichiarazione afferma “Preferisco essere amata o non amata piuttosto che essere tiepidamente voluta bene”. Una frase che la dice lunga sulla filosofia che regola i suoi affetti… L’amore va vissuto fino in fondo, bisogna amare e sentirsi amati al 100%. Nei sentimenti, come nella vita, non accontentatevi mai, stabilite il vostro traguardo e fate di tutto per raggiungerlo. E mi raccomando: puntate in alto!
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Un uomo che ha fatto della bellezza la felicità di molte donne, guru di moda, make-up ed in particolare di stile. Appassionato, attento alle tendenze ma fedele all’immagine “al naturale”, per Diego Dalla Palma “una donna adeguata è una donna che non deve adeguarsi”, una donna che non cerca l’omologazione o il conformismo, che troppo spesso scende verso il basso. Un concetto questo che rappresenta uno dei capisaldi del pensiero di un grande artista, che ama e conosce le donne come pochi sanno fare. Già operativo a diciotto anni a Milano come costumista e scenografo in alcune produzioni teatrali, apre nel ‘78 il Make-up Studio, un “laboratorio d’immagine” che ha portato Diego Dalla Palma a creare una linea di prodotti per il trucco. Personaggio inconsueto e autorevole, unisce professionalità, competenza, carisma e intensità in un mix che l’ha fatto diventare il più stimato Look Maker italiano e uno degli esperti del settore più prestigiosi a livello internazionale.
L’UOMO CHE AMA LE DONNE a cura di Alessia Addari Ph: Angela Carrozzini
Diego Dalla Palma, ambasciatore dell’immagine e la bellezza italiana nel mondo: ci racconti dell’Italian make up style e delle ragioni di tanto successo. Sono onorato e resto sempre sorpreso dalla considerazione che il mondo della bellezza e dell’immagine ha per me. Esserne l’ambasciatore è per me importante e vivo questa esperienza come un cammino, intrapreso anni or sono, e che si rivela sempre più foriero di contenuti. Anzitutto, quindi, sono io che mi sono arricchito. Nel corso di questi anni non mi sono mai fermato e non ho mai copiato nessuno, ho semplicemente messo al primo posto il coraggio, l’incoscienza e l’azzardo, uniti alla creatività. Innumerevoli le tendenze nel campo del beauty ad essersi avvicendate nel corso della sua decennale esperienza. Quanto e come è cambiato il concetto di bellezza e quali ad oggi i nuovi canoni? Credo che il mio parere in merito sia noto a molti. I modelli di bellezza attuali non fanno parte dei miei canoni, dei miei schemi. Amo i visi imperfetti, quelli vissuti, quelli segnati, che sanno raccontare, quelli dai quali traspare l’anima. Un volto deve raccontare la propria storia. Se davvero si desidera conoscere e incontrare la bellezza, non è lo specchio a indicarne la misura, bensì chiedersi quanto si fa per riflettere su se stessi la comprensione e la condivisione dell’altro e del mondo circostante. Per essere belle e anche per trovare dei momenti di benessere. E poi per piacersi… La vera bellezza si sprigiona dall’anima e dalla luccicanza dello sguardo. Chi si sente bella appare bella anche agli altri. È quindi importantissimo sentirsi bene con se stesse, riuscire a rilassarsi, cercare un’armonia con il corpo per mostrare tutta la propria avvenenza. Sforzarsi di raggiungere l’equilibrio di fisico e mente eliminando la preoccupazione di essere piacevoli agli occhi degli altri: diventare belle sarà automatico. Una grande curiosità e passione per i volti femminili. Qual è l’elemento determinante che determina la scelta di un make up?
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Più che passione per i volti femminili, lo definirei senso estetico. Il mio senso estetico è una sorta di filtro con cui percepisco e vedo il mondo circostante, quindi, i volti femminili che nel corso del tempo mi hanno affascinato, contemporaneamente sono stati rappresentativi delle mie scelte sulla bellezza e sul make up. Il trucco viene spesso associato da noi donne all’idea di mascherare o camuffare imperfezioni del viso. Pensa sia questa la finalità del make up? Assolutamente no. Ho sempre cercato di trasferire il mio concetto di make up che
da quand’ero giovanissimo ho sempre avvertito il desiderio di mettere in atto delle trasformazioni per come vedo e considero la bellezza. Non voglio sembrare presuntuoso ma il mio “concetto di bellezza” in senso lato è sempre uscito dagli schemi. Ribadisco volentieri, comunque, che prima di tutto, per rendere armoniose tutte le caratteristiche personali esteriori (quindi per apparire al meglio), è necessario prima prendersi cura del proprio spirito, essere in pace con se stessi, dare un giusto valore alla vita. Come norma generale, è indispensabile sottrarsi a qualsiasi soluzione provocante, mostrata o esibita senza mezze misure. Ritengo infatti che un pizzico di raffinato rigore possa conferire all’immagine molto più di quanto si creda. Auspico quindi che la donna torni a “essere”.
deve essere legato alla personalità, a come una donna si vede e si sente, senza tra l’altro adeguarsi troppo a tendenze o imposizioni della moda. Il trucco serve per valorizzare i punti di forza, in certi casi persino a esasperare le caratteristiche del proprio viso e sottolinearne i pregi. La regola fondamentale da tenere sempre presente è caratterizzare il volto. Non a caso, se si pensa alle donne celebri che sono diventate icone e sono rimaste nell’immaginario collettivo, non si tratta mai di personaggi truccati secondo schemi fissi o precisi bensì, talvolta, li hanno addirittura stravolti. L’unico suggerimento che mi sento di dare è legato alle “età del trucco” ovvero, c’è un
momento in cui iniziare a truccarsi e uno in cui invece è opportuno ridurre il trucco. La finalità del make up, comunque, resta unicamente identificarsi con se stessi. Nel corso degli ultimi anni non ha mai nascosto il suo dissenso nei confronti della chirurgia estetica. Ci spieghi il perché di questa posizione… Di questi tempi, la prevalenza è la donna che appare (e che usa ogni mezzo per apparire, anche, purtroppo, l’omologazione, attraverso la chirurgia estetica), anzi, che appare molto, che ostenta, esibisce e a tratti diventa volgare. Chi mi conosce sa che, da sempre, ho portato avanti una battaglia a favore dell’essere e non dell’apparire. Fin
All’ordine del giorno ormai lo spopolare sul web del fenomeno dei tutorial. Come si pone dinnanzi a questa nuova consuetudine? Trovo che sia uno dei fenomeni più intelligenti, artistici e utili che siano nati dal web (naturalmente con dei distinguo). Proprio per questo, ho da poco creato un blog – DIEGOXTE – che vuole essere uno specchio futuristico dedicato al mondo della bellezza, dell’arte, del design e dello stile di vita. Il mio lavoro (coadiuvato da blogger “non influencer”), sarà un appuntamento innovativo, trasgressivo e irriverente. DIEGOXTE si pone come obiettivo quello di essere il “miglior amico” da consultare per avere un suggerimento e uno stimolo fantasioso e mirato o, semplicemente, per sintonizzarsi su energie e follie collettive. A cosa una donna non dovrebbe mai rinunciare? All’intelligenza e alla personalità. In termini cosmetici, invece, al rossetto: rosso (o bordeaux) e al mascara. Siamo ormai alle porte dell’inverno. Dia un consiglio alle nostre lettrici riguardo stili e nuove tendenze. La libertà totale, la creatività abbinata a buon senso e buon gusto e, soprattutto, abbandonare chi ci vuole influenzare.
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LABBRA AL BACIO! a cura di Francesca Bocchi Medico estetico
Simbolo di sensualità, focus sulle labbra che sono diventate sempre più oggetto di attenzione da parte delle donne che fanno di tutto per valorizzarle e renderle più carnose. Dal make-up ai sieri rimpolpanti fino ad arrivare alla chirurgia estetica, a conferma che le labbra e il sorriso rappresentano il punto focale del viso di una donna, le ultime ricerche confermano che oltre il 25% delle donne risulta insoddisfatto delle proprie labbra e/o sorriso, mentre il 52% vorrebbe modificarne la forma. Più precisamente per il 43% intervenire sulle labbra migliora l’autostima, facendo sentire ed apparire una donna più attraente e sexy, il 20% sente invece la necessità di ridurre le rughe peribuccali e il “codice a barre”. Con l’età le labbra tendono ad assottigliarsi e ad appiattirsi perdendo sensualità e forma. La prima cosa che si nota è l’appiattimento del filtro nasale costituito da due piccole linee verticali in evidenza che dal labbro superiore procedono verso il naso. Inoltre le estremità labiali tendono ad andare verso il basso con l’età, dando una impressione di tristezza (rides de marionnettes). Il primo passo è esfoliare e ci si avvale di un innovativo peeling dotato di un sistema tecnologico che permette una più omogenea diffusione dell’acido attraverso le strutture idrofile e lipofile, effettuando così una chemioesfoliazione e un rimodellamento epidermico efficace, veloce e con ridotti effetti collaterali. La sensazione di pizzicore e bruciore causata
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dall’applicazione del prodotto risulta infatti assolutamente sopportabile, mentre non compare alcuna forma di eritema sulle labbra. Si presenta sotto forma di gel monofasico a base di acido lattico e acido tricloroacetico, contenuto in un apposito erogatore realizzato per dosare la quantità necessaria di prodotto ed evitare il rischio di contatto con le mucose labiali. Per rendere le labbra nuovamente belle e sensuali, ridando loro volume e pienezza, si può utilizzare vantaggiosamente l’acido ialuronico come filler riassorbibile. Questi materiali consentono di rimodellare le labbra secondo la necessità e i desideri del paziente. Il medico, dotato di senso artistico, può consigliare un certo tipo di riempimento, con l’acido ialuronico è possibile eseguire anche piccoli ritocchi come ad esempio ridefinire il contorno delle labbra senza aumentarne il volume. Iniettato a due millimetri di profondità all’interno del labbro, l’acido ialuronico modella, dà volume e forma, oltre a rendere meno evidenti le rughe verticali periorali (cosiddetto “codice a barre”, molto frequente nelle donne soprattutto se fumatrici). I ritocchi vanno effettuati ogni 4-5 mesi circa perchè la mimica del muscolo orbicolare della bocca fa si che il filler si riassorba prima che in altre sedi. Non di soli filler è fatta la bellezza delle labbra, per averle sempre belle e turgide è necessario prendersene cura ogni giorno applicando un “nutri filler lip” a base di olio di ricino e burro di karitè che ha un’azione nutriente e riparatrice, i peptidi contenuti all’interno stimolano la sintesi di collagene che serve per volumizzare e definire il
contorno labbra, i lipoaminoacidi hanno un effetto ridensificante, mentre il collagene di origine marina ha un potere levigante. La bocca viene definita da molti come la firma, la signature del volto femminile, per questo ogni donna deve prendersene cura quotidianamente con prodotti mirati e specifici. Per valorizzare al meglio le proprie labbra il make-up è fondamentale per farle risaltare e definirle, le labbra colorate sono sempre state simbolo di femminilità e tentazione. Nel 1828 Guerlain, fondatore della famosa casa cosmetica francese, inventò le prime pomate per labbra. Era questo il periodo in cui la cosmetica venne per la prima volta affiancata da effettivi studi chimici volti a creare prodotti sempre più specifici. Il rossetto è oggi creato con una miscela di cere (cera d’api perlopiù), olii (come quello di ricino), grassi (lanolina, burro di karitè o burro di cacao), pigmenti (sintetici e, più raramente, minerali, per evitare allergie), conservanti, antiossidanti, antiradicali liberi e filtri solari. Per truccare al meglio le proprie labbra bisogna tenere presente pochi ma fondamentali principi di correzione. Una bocca carnosa non avrà bisogno di essere messa in risalto con tonalità accese, solitamente la si trucca con colori delicati e chiari. Toni rossi e poco brillanti rappresentano invece un valido aiuto per correggere labbra troppo sottili o imperfette. Il trucco della bocca inizia incipriando le labbra e disegnandone i contorni a partire dal centro del labbro superiore, bisogna sempre temperare la matita prima di utilizzarla, essa può essere dello stesso colore del rossetto o di un colore appena più scuro. Non sempre è necessario coprire la bocca con uno strato di colore a volte sarà sufficiente dare un giusto risalto cromatico. Per ingrandire una bocca troppo piccola bisogna debordare, leggermente, dal contorno naturale, colorando una sottile zona di pelle chiara intorno alle labbra, si incipria, si contorna nuovamente e si stende il rossetto. Il lucidalabbra va applicato all’interno dei contorni naturali, una bocca piccola risulterà più visibile se truccata con colori un po’ più scuri che confondano l’artificio della modifica. Per correggere una bocca troppo grande bisogna coprire con un correttore dello stesso colore del fondotinta la parte delle labbra in eccesso, si incipria e si stende il rossetto disegnando la nuova linea a matita. Le zone d’ombra della bocca vanno create dopo la bordatura e prima di mettere il rossetto, mentre i punti luce vanno applicati dopo il rossetto e prima del lucidalabbra.
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Dai ritocchi fotografici
a quelli reali
UNA APP PER DISEGNARE ADDOMINALI SCOLPITI E SOLLEVARE IL LATO B Nel 2017 il 42% dei pazienti dei chirurghi plastici americani è intervenuto per migliorare nei selfie. “Con i social la propria immagine è sovraesposta e cresce il desiderio di migliorarsi” dice Pierfrancesco Bove, chirurgo plastico socio della FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) Basta un tocco sullo schermo per far scomparire occhiaie e rughe dal viso, per sollevare glutei o scolpire gli addominali. Filtri fotografici e app dedicate al fotoritocco consentono di vedere cosa accadrebbe al proprio corpo con qualche ritocchino “Con i social questi strumenti sono sempre più diffusi e alla portata di tutti. Per molti queste immagini hanno un effetto reale: dopo avere visto una versione migliore di se stessi sui social, si decide di diventare così nella realtà. Per riuscirci, dieta e palestra non sempre bastano e quindi si rivolgono a un chirurgo plastico”afferma Pierfrancesco Bove, Chirurgo Plastico del Surgery Network ChirurgiadellaBellezza, e socio della FIME (Federazione Italiana
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Medici Estetici). “Non sempre si può sapere quanto il desiderio di apparire più belli nei social sia un fattore determinante nella decisione di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. Ma è indubbio che, in sempre più occasioni, ci sia un collegamento” puntualizza Bove. Il fenomeno sembrerebbe essere molto diffuso “Inizialmente erano soprattutto i giovani millennial ad amare i selfies, ma oggi sono sempre più numerose le quarantenni che amano fotografarsi in vari aspetti della vita quotidiana, confrontandosi anche con i segni del tempo che passa. Anche gli uomini amano scattarsi foto: lo dimostrano le app per il fotoritocco, tra cui una che disegna la tartaruga sugli addominali. Esistono poi app per rimodellare il profilo corporeo, sollevando il lato B o rendendo più generoso il décolleté, mentre i filtri Instagram modificano la grana della pelle del viso, eliminando imperfezioni, occhiaie, cicatrici da acne e rughe” spiega il dottore. Vedendo il proprio aspetto ad ogni ora, da angolature diverse e in situazioni sociali differenti, le persone si rendono conto di come appaiono al resto del mondo. “In questo modo si notano particolari a cui non si era mai fatto caso, come una gobbetta sul naso o asimmetrie del viso: una volta ero io a farle notare ai pazienti, oggi succede il contrario – afferma Bove -. Questo spinge molti a voler migliorare la propria immagine non solo con il fotoritocco, ma nella realtà”. GLI INTERVENTI PIÙ RICHIESTI. “Per il viso, botulino, filler e trattamenti per la pelle, ma anche ritocco alle labbra e al naso – continua Bove. - A convincere molti miei pazienti insoddisfatti del proprio profilo a sottoporsi a rinoplastica sono le
modalità più soft dell’intervento: oggi con la smartrinoplastica, il post operatorio è indolore, dopo soli 4 giorni si tolgono le medicazioni e non si usano più i tanto odiati tamponi”. Cresciute anche le richieste per togliere la bolla di bichat, rendendo così il viso più sfinato, mentre una novità riguarda il doppio mento, uno dei difetti più odiati dagli amanti dei selfie: “Fino a pochi mesi fa, l’unica soluzione per ridefinire i contorni del viso era chirurgica. Da maggio invece anche in Italia è stata introdotta Kybella, una punturina che consente di sciogliere il grasso in eccesso. C’è da scommettere che sarà uno degli interventi più in crescita nel prossimo futuro” dice il chirurgo plastico. “Per aumentare il seno è sempre più apprezzata la smartmastoplastica, metodo di intervento con tempi di recupero ridotti e ottimi risultati estetici. Per migliorare i “belfie”, ossia le foto del lato B, sono cresciute anche le richieste di liposcultura e lipofilling o filler ai glutei. Gli uomini invece richiedono addominoplastica e ginecomastia, per la riduzione del seno” spiega Bove. Importante è interrogarsi sulle reali motivazioni che spingono a fare trattamenti di chirurgia e medicina estetica “Occorre che il paziente si chieda se, alla base, c’è solo il desiderio di seguire una moda oppure una motivazione reale con delle aspettative realistiche – conclude Bove -. Il rischio è pensare che esista sempre una versione migliore di se stessi e che l’obiettivo da raggiungere sia Nel 2017, il 42 % dei la perfezione”. chirurghi pl astici soci dell’AAFPRS Una pressione (American Academy of Facial che, alla lunga, è Plastic and Reconst davvero difficile ructiveSurge ry) ha avuto pazie sostenere. nti che si so
no avvicinati al la chirurgia estetica per sembrare migliori nei selfie, su Instagram e Snapchat.
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PLASMA EXeResis
la soft surgery a portata di autostima Sentirsi a proprio agio con il proprio corpo è sempre stato un ideale da perseguire per moltissime persone a cura di Dottor Matteo Servino - Medico Chirurgo Specializzato in Chirurgia e Medicina Estetica
Sentirsi a proprio agio con il proprio corpo è sempre stato un ideale da perseguire per moltissime persone. Nell’epoca contemporanea, con l’esplosione dei social network e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione a livello globale, il concetto di “vedersi bene” è sempre più affiancato a quello di “sentirsi meglio”. Quante volte ci si guarda allo specchio e si notano imperfezioni sul proprio viso e sul proprio corpo che vorremmo cambiare o perfino far scomparire del tutto. Anche la miglioria della più piccola imperfezione potrebbe accrescere la personalità e la fiducia in noi stessi. Allo stesso tempo però siamo frenati dall’idea di modificare il nostro corpo, specialmente se il fine per cui lo si fa è di tipo estetico. I motivi? Molteplici. L’etica personale è uno dei più diffusi, nel momento in cui il movente estetico non viene ritenuto abbastanza valido per prendere in considerazione un intervento. Vanno aggiunti poi la paura dell’intervento stesso, che spesso prevede l’applicazione della chirurgia e/o l’introduzione di corpi estranei nel tessuto: tossina botulinica, filler, fili di trazione. Non va in ultimo
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tralasciato il lungo tempo di recupero che spesso è necessario per raggiungere il risultato desiderato. Detto questo, come cambierebbe la concezione dell’intervento estetico se tutti questi aspetti negativi non esistessero? E se il trattamento durasse nell’ordine di pochi minuti o perfino secondi? Cosa si penserebbe della medicina estetica se nel corpo non venisse introdotto nulla, e per la maggior parte delle tipologie di trattamento, anche senza sanguinamento? La risposta a tali interrogativi esiste, ed è la branca della Medicina Estetica chiamata Soft Surgery. Uno dei dispositivi cardini di tale disciplina è senza dubbio il dispositivo Plexr -Plasma EXeResis. Il Plexr non è un laser, non è un elettrobisturi, non è un’apparecchiatura di radiofrequenza. Non trasferisce alcun tipo di energia dannosa all’interno del tessuto, come intensità di corrente o calore. Sfruttando la ionizzazione dei gas contenuti nell’aria, il Plexr genera un raggio di Micro-Plasma estremamente stabile e selettivo: come un impercettibile fulmine, il raggio entra in contatto con
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la parte più superficiale dei tessuti e ne comporta la sublimazione immediata. In natura siamo generalmente abituati ad osservare corpi che dallo stato solido, con somministrazione del calore, passano prima per lo stato liquido ed infine evaporano – es. ghiaccio, acqua, vapore-. La sublimazione è il passaggio di un materiale dallo stato solidodirettamente a quello aeriforme, ed evita la trasmissione alle aree circostanti di energia indesiderata che potrebbe danneggiare il tessuto sottostante. Tale principio, garantendo minimi tempi di recupero, rende il dispositivo estremamente sicuro ed affidabile. Ma quali sono gli effetti biologici del Plexr? L’azione del Plexr è quella di una immediata retrazione elastica sulla pelle, finalizzata ad interventi di blefaroplastica non chirurgica e lifting. Il Plexr infatti, lavorando potenzialmente soltanto sullo strato corneo -la parte più superficiale dell’epidermide-, agisce senza recare danni termici al derma sottostante. Inoltre, è uno strumento altrettanto efficace in trattamenti dermatologici come fibromi, nevi, lentigo solari e xantelasmi.
per la cute e per il derma; è studiato per lavorare delicatamente sulla pelle. L’elettrobisturi? Direi molto più invasivo. Il plasma generato dal Plexr mi permette di trattare una lentigo Solaris in 9 secondi senza far sussultare il paziente, senza l’utilizzo di piastre di messa a terra, senza avere fili d’intralcio e soprattutto senza dover allertare il o la paziente. Il fastidioè minimo, irrisorio, e nei casi in cui dovessi agire in profondità o nelle regioni perioculari, è necessaria una minima quantità di anestetico nella zona da trattare per realizzare l’intervento in modo confortevole per il paziente. Strumento veloce, all’avanguardia e di facile impiego. Intuitivo solo per coloro che hanno coraggio, comodo per chi lavora in più studi (visto che è senza fili e pesa forse meno di un cellulare), fondamentale per chi tratta giornalmente neoformazioni cutanee quali angiomi, nevi,cheratosi attiniche e seborroiche, xantelasmi, macchie, cicatrici da acne e acne attiva. Utile anche per chi è alle prime armi con questo lavoro e vuole iniziare a trattare la rimozione dei tatuaggi. Geniale per chi sa o vuole eseguire tagli micro chirurgici di vario genere (palpebre comprese) e molte volte tanto efficace per rimuovere neoformazioni benigne senza ausilio di bisturi e suture.”
Vantando l’attribuzione di svariati premi internazionali, il Plexr è ad oggi utilizzato da oltre 1800 medici in Italia ed è diffuso in 50 paesi nel Mondo. L’efficacia e la sicurezza, coadiuvate da un continuo sviluppo tecnologico, rendono senza dubbio il Plexr il numero uno nel settore. Di seguito viene riportata l’esperienza del Dottor Matteo Servino, sull’utilizzo del dispositivo.
“Il Plexr è, secondo la mia esperienza quinquennale come medico che si occupa quotidianamente di medicina estetica,uno strumento estremamente versatile e oserei dire indispensabile. Le motivazioni sono diverse. L’opinione diffusa è che con un elettrobisturi si possono mimare i suoi effetti. Anche io lo pensavo ed anche io ho iniziato lavorando con un elettrobisturi. Ma non è la stessa cosa. Il Plexr è uno strumento gentile
Foto: Dott. Matteo Servino - Rimozione di xantelasmi con Plexr - Pre/Post trattamento (1 mese dopo)
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SculpSure
Contouring non invasivo del corpo alla velocità della luce. Una nuova forma di modellamento del corpo con una nuova fonte di energia Intervista al Dottor Marco Bartolucci - Medico Estetico SculpSureTM offre un modellamento veloce e confortevole per ogni tipo di corpo e fototipo. È un dispositivo non invasivo, che utilizza l’energia della luce laser per il trattamento dell’adipe localizzato in soli 25 minuti. La struttura flessibile degli applicatori permette di trattare moltissime aree del corpo. Approfondiamo, dunque, questa assoluta novità con il Dottor Marco Bartolucci, Medico Estetico, fruitore ed utilizzatore di questa tecnologia d’avanguardia. Dottor Bartolucci, SculpSure garantisce risultati eccellenti in soli 25 minuti di trattamento. In che modo, esattamente, agisce sul corpo? SculpSure emette una lunghezza d’onda specifica (1060nm) a cui le cellule di grasso, gli adipociti, sono particolarmente sensibili. Gli applicatori, poggiati sulla zona da trattare, indirizzano il fascio di energia termica in modo mirato sulle cellule di grasso, innalzandone la temperatura fino a frantumarle, senza danneggiare i tessuti circostanti o la superficie della pelle. Si utilizza il principio dell’ipertermia per condurre all’apoptosi parte degli adipociti. Con il tempo, le cellule distrutte sono eliminate dal corpo, portando a una riduzione del grasso sottocutaneo. SculpSure in una sola seduta è in grado di ridurre il grasso sottocutaneo del 24%. Il calore del laser stimola inoltre la produzione di collagene, che aiuta a ripristinare la tensione della pelle, per un aspetto del tutto naturale, difficilmente ottenibile con altri metodi. Quest’ultima caratteristica rende SculpSure unico nel panorama della lipolisi non invasiva. I risultati sono visibili dalla sesta settimana con risultati ottimali generalmente visibili entro 12 settimane. I tessuti acquisteranno così compattezza e tonicità. Quali sono le superfici più favorevoli da trattare? Attualmente SculpSure ha ottenuto l’approvazione FDA per trattare addome, fianchi, interno ed esterno coscia. Resta comunque un ottimo metodo per trattare tantissime altre zone quali le ginocchia, le braccia e persino il grasso sulla schiena. Cosa accade durante la seduta? Al paziente viene messa una “cintura” ferma manipoli. Quest’ultima è diversa sia per numero che per disposizione dei manipoli in base alla zona che si desidera trattare. Si mette sulla cute all’interno del manipolo uno strato di lozione oleosa per consentire alla macchina di rilevare il corretto attecchimento dei manipoli ed una volta accesa la macchina si regola l’intesità del trattamento che viene espressa in W/Cm2. Dopo quattro
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minuti di riscaldamento si passa alla fase vera e propria del trattamento che durerà 21 minuti. Alla fine della seduta si deterge il residuo di lozione ed il paziente è libero di tornare immediatamente alle sue attività. A chi consiglierebbe questa tecnologia? SculpSure è una tecnica di body contouring adatta alle persone che desiderano liberarsi dei fastidiosi accumuli adiposi che non riescono a perdere con la semplice dieta e/o l’esercizio fisico. Non è una procedura adatta per una perdita di peso generalizzata o per la gestione di pazienti obesi nei quali rimane l’indicazione chirurgica. Il range di età dei pazienti da me trattati è molto ampio, direi 25-65. Da chi è effettuata l’applicazione? SculpSure può essere eseguito solo da personale medico. Quali sono i vantaggi dell’energia laser rispetto ai tradizionali trattamenti? Il primo vantaggio è la totale assenza di tempi di recupero rispetto alla criolipolisi. La selettività nell’agire sugli adipociti. L’azione del calore stimola la produzione di collageni. Infine, i tempi di trattamento decisamente ridotti. Quante sedute per ottenere risultati? SculpSure nasce come trattamento da unica seduta. A volte per l’ottenimento di risultati più marcati si procede con una seconda seduta. Questo viene deciso in fase preliminare alla prima visita o al momento della visita di controllo.
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Quando siamo tristi assumere tendiamo ad cciali tristi, espressioni fa : ro il contrario ma è anche ve a nno di norm coloro che ha ento mimico di un atteggiam te pendentemen tristezza, indi ad o on nd dall’umore, te tristi ù pi re se es
medicina estetica AITEB:”L’attenuazione delle espressioni negative ha un risvolto positivo sullo stato d’animo dei pazienti. La tossina botulinica è utile nel contrastare gli stati depressivi”
La tossina botulinica
migliora l’umore e combatte la depressione
Accanto ai riconosciuti effetti di attenuazione delle rughe, quindi di ringiovanimento del volto, il botulino ha degli effetti anche sullo stato d’animo. Gli ultimi studi condotti da Michelle Magid, Brett H. Keeling e Jason S. Reichenberg della University of Texas Southwestern (Usa) e pubblicati solo pochi mesi fa sull’autorevole Plastic and Reconstrucitve Surgery - la rivista dell’American Society of Plastic Surgeons - hanno confermato gli effetti positivi della tossina botulinica sulla psiche, già messi in luce da studi precedenti. “Non parliamo solamente di un benessere indotto dalla soddisfazione di un buon trattamento cosmetico”, premette Massimo Signorini, Presidente di AITEB, Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino. “Ma è un effetto indiretto, dettato dall’azione della tossina nell’attenuare alcune espressioni del volto. È un risultato che conferma ulteriormente quanto la letteratura scientifica sostiene: la tossina botulinica è un farmaco che può essere utilizzato nella cura alla depressione”. Nella ricerca texana i ricercatori hanno considerato cinque differenti studi che hanno riguardato gli effetti della tossina sullo stato d’animo di quasi 400 pazienti arrivando a determinare un significativo miglioramento. I pazienti, sia uomini sia donne, sono stati trattati nella zona glabellare, ovvero l’area tra l’arca sopracciliare e la radice del naso. “Quando siamo tristi tendiamo ad assumere espressioni facciali tristi, ma è anche vero il contrario: coloro che hanno di norma un atteggiamento mimico di tristezza, indipendentemente dall’umore, tendono ad essere più tristi”, osserva Signorini. “Studi condotti in ambito psichiatrico peraltro dimostrano che il solo fatto di attivare i muscoli del sorriso e di inibire quelli responsabili delle espressioni di tristezza e rabbia invierebbe al cervello, mediante un circuito di feed-back, segnali tali per cui ci si sentirebbe poi un po’ più felici e meno stressati”. Attenuare un’espressione accigliata incrementa insomma il buonumore. “È stato anche dimostrato che attenuare le espressioni arrabbiate o corrucciate consente di modificare l’attività di alcune aree cerebrali che controllano ansia e risposta alla paura», aggiunge il Presidente di AITEB. E prosegue “Ma attenzione, ciò non significa che si voglia abolire le espressioni negative pur di migliorare l’umore, tutt’altro. Non chiediamo certo alla tossina di bloccare le emozioni, ma bensì di modulare alcune mimiche facciali negative. Lo scopo principale, ovviamente, è quello estetico. Oggi tuttavia, grazie alle ricerche in campo neurologico, sappiamo che esiste anche questo beneficio aggiuntivo, tutt’altro che trascurabile”.
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Conservare un’espressività adeguata è comunque necessario per una normale vita di relazione. Infatti, “chi ci sta di fronte deve comunque essere in grado di percepire i nostri stati d’animo, non solo dai toni della voce, ma anche dalla mimica facciale, altrimenti la comunicazione interpersonale ne risulterebbe compromessa - conclude Signorini -. Una volta di più occorre ribadire che i trattamenti con botulino devono essere praticati in modo corretto da medici esperti”.
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Nevi (nei) e melanoma:
come si riconosce una neoformazione a rischio? È consigliabile fare un controllo annuale dal dermatologo e un autoesame con frequenza. La stagione estiva è ormai un lontano ricordo e con tanta nostalgia abbiamo dovuto sostituire costumi da bagno e infradito con pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Non tutti sanno però che sole, tintarella artificiale e creme solari non adatte stanno facendo aumentare in tutti i Paesi occidentali i casi di melanoma,
un tumore della pelle molto aggressivo che se scoperto tempestivamente consente una guarigione completa. Anche nel caso di presenta di nei sul corpo, la prevenzione è fondamentale, in primis, fare un controllo annuale dei propri nevi, ed effettuare, autonomamente con frequenza mensile, l’autoesame della propria pelle al fine di evidenziare qualsiasi piccola nuova anomalia o variazione. Come si riconosce una neoformazione a rischio? Se facendo l’autoesame mensile della propria pelle identifichiamo cambiamenti in un neo o la presenza di nuovi nei è bene rivolgersi tempestivamente allo specialista dermatologo, il quale, effettuando una visita completa ed un esame dermatoscopico di tutta la superficie cutanea, valuterà l’eventuale presenza dei segni clinici tipici del melanoma. Il primo segnale di allarme per sospettare un melanoma cutaneo è il cambiamento, anche minimo, nell’aspetto di un neo o la comparsa di un nuovo neo o neoformazione su pelle sana. Le caratteristiche da considerare in un neo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassumibili grazie alla regola orientativa ABCDE: • A come Asimmetria quindi irregolarità della forma del neo; • B come Bordi quindi irregolarità nei bordi del neo; • C come Colore variabile, scuro, disomogeneo con sfumature diverse all’interno del neo stesso; • D come Dimensioni che aumentano, sia in larghezza che in spessore; • E come Evoluzione del neo che mostra cambiamenti di aspetto. Numerosi sono gli altri campanelli d’allarme: il neo che sanguina, che prude o che è circondato un’area arrossata. Non appena si riscontra o sospetta uno di questi segnali, o qualsiasi altra anomalia a carico di un neo, è fondamentale consultare rapidamente lo specialista Dermatologo, il quale potrà effettuare una corretta diagnosi e intervenire di conseguenza.
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ANCHE IL NASO ‘INVECCHIA’
DOPO I 40 LA PERDITA DI TESSUTI DI SOSTEGNO ACCENTUA I DIFETTI GOBBETTE PIÙ EVIDENTI E PUNTA CHE ‘CADE’, SI TRATTANO CON IL FILLER. La bellezza può risiedere anche in una imperfezione e un difetto può aggiungere un fascino inconsulto. I canoni nei secoli si sono spostati da quelli della selezione aurea, ne sono un esempio il diastema di Brigitte Bardot, lo strabismo di Lauren Hutton, le orecchie di Kate Hudson, i denti imperfetti di Laetitia Casta. Non tutti convivono serenamente con i propri difetti e tra quelli più odiati ci sono quelli del naso, difficili da mascherare anche con il più sapiente taglio di capelli. “La rinoplastica è al terzo posto degli interventi più richiesti negli Stati Uniti (dati ASPS) e al quinto in Italia (dati AICPE), ma oggi si sta diffondendo una tecnica non chirurgica per i difetti minori” spiega il Dottor Carlo Macro, Dirigente della Divisione di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Ospedale San Camillo di Roma “Ci sono piccoli difetti del naso che portano disagio ma non giustificano il ricorso ad un vero e proprio intervento chirurgico che interviene su ossa e cartilagini con il suo corollario di rischi. Alcuni inestetismi possono essere efficacemente corretti intervenendo sui tessuti superficiali, a livello del sottocutaneo a 3-10 mm di profondità”. COSA È POSSIBILE CORREGGERE Lievi deformità del dorso, e della punta possono essere trattate con i filler, gli stessi che usiamo per riempire le rughe. Il più versatile e sicuro è di certo l’acido ialuronico: ormai testato, riassorbibile,
disponibile in diversi livelli di “densità” (peso molecolare) a seconda del risultato che si desidera ottenere. Il ‘rino-filler’ come viene chiamato, permette una correzione immediatamente visibile e indolore ma meramente estetica, non corregge infatti deviazioni, alterazioni ossee e problemi funzionali, aspetti che il chirurgo serio deve spiegare attentamente. Per molti ma non per tutti “Non è un’alternativa all’intervento chirurgico” spiega il dottor Macro “è invece una soluzione per piccole correzioni e ritocchi secondari all’intervento chirurgico come rimediare ad una forma eccessivamente ’insellata’. Le indicazioni principali sono tre squisitamente estetiche: lievi gibbosità (per le quali il filler viene iniettato alla radice del naso), punta ’cadente’ e insellamenti del dorso”.
abbiamo superato la fase dei trattamenti pericolosi che hanno lasciato una lunga scia di danni: il silicone liquido è vietato da almeno vent’anni, i filler permanenti sono usati sempre meno per la loro attitudine a indurre reazioni di rigetto, infezioni, migrazioni e dolorosi granulomi. “I prodotti utilizzati attualmente in tutto il mondo sono riassorbibili, sicuri, malleabili e offrono la possibilità, se utilizzati correttamente, di dare un risultato estremamente naturale. Alcuni prodotti a base di acido polilattico a mio parere non sono adatti alle labbra perché non hanno un effetto riempitivo ma servono a stimolare la produzione di collagene ed elastina nel derma”.
Il paziente va anche in questo caso informato delle possibili complicazioni: ecchimosi, piccoli lividi, gonfiore temporaneo. Complicazioni più gravi come la necrosi dei tessuti sono estremamente rare. Nelle ore successive al trattamento si consiglia di non indossare occhiali e di non esporsi al sole, lampade, o fonti di calore come saune. L’iniezione non richiede ricovero né anestesia, si tratta infatti di una procedura ambulatoriale. La durata delle correzione è in parte soggettiva ma in genere vaia tra i 6 e i 16 mesi a seconda del prodotto utilizzato. Mai filler permanenti - Per fortuna
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MANI…
SENZA MACCHIA! a cura di Dottoressa Francesca Bocchi - Medico Estetico
“L’uomo è il più sapiente dei viventi perché ha le mani” elogiava Anassagora nel 500 a.C. Da sempre le mani rappresentano il mezzo impareggiabile con cui afferrare e cambiare il mondo e sono, insieme al viso, la parte del corpo con cui ci presentiamo e relazioniamo con gli altri e per questo dobbiamo prendercene cura.
Con l’età la pelle delle mani diventa sempre più sottile e disidratata, il grasso tende a ridursi, vene e tendini diventano più visibili in mani particolarmente magre ed asciutte e compaiono le prime macchie scure. Questo assottigliamento ed invecchiamento della pelle prende il nome di dermatoporosi. Quando si osserva la pelle delle mani dei pazienti con dermatoporosi, si nota la forte riduzione di produzione di acido ialuronico, questa molecola è fondamentale per la viscoelasticità della pelle e la sfida consiste proprio nell’ovviare a questa carenza che progredisce con il trascorrere del tempo. Il primo passo per rendere le mani più giovani è utilizzare la tecnica del mesolift, ovvero più iniezioni di acido ialuronico per idratare la pelle e rendere meno visibili le imperfezioni, la tecnica è indolore in quanto vengono utilizzate cannule sottili smussate che consentono di non danneggiare il tessuto o creare lividi, il risultato è immediatamente visibile e dura circa un anno. Per eliminare ed attenuare le macchie più scure, la prima tappa è quella di fare una
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diagnosi precisa delle macchie pigmentate. In situazioni abbastanza rare, possono essere associate più cause. Le macchie più diffuse sono senza dubbio le lentigo solari che sono macchie brune della pelle e sono caratteristiche dell’esposizione solare cronica e coinvolgono tutti i tipi di pelle: si stima che più del 90% della popolazione bianca con un’età superiore a cinquant’anni abbia almeno una lentigo. I trattamenti indicati in questi casi sono diversi e associabili tra di loro per ottenere un ringiovanimento completo delle mani:
Laser Q switched rimane la tecnica di riferimento, una sola seduta è generalmente sufficiente, più le macchie sono pigmentate, più lunga sarà l’eliminazione. L’inconveniente di questo laser è il rischio d’infiammazione e la formazione di croste, difficilmente cammuffabili per 10-15 giorni. Il laser KTP è utilizzato per problemi vascolari ed è meno doloroso del Q-switched. È un laser non ablativo che produce un impulso laser di brevissima durata (nanosecondi, cioè alcuni miliardesimi di secondo). Tali impulsi distruggono le cellule entro le quali
sono accumulati i granuli di pigmento, spezzandoli in frammenti (da 10 a 100) più piccoli che, nel corso dei giorni e/o settimane successivi, vengono smaltiti nei liquidi corporei e/o da cellule migranti della pelle. L’emissione di impulsi di durata brevissima consente di evitare surriscaldamenti della pelle e quindi cicatrici (fototermolisi selettiva). Luce pulsata è un trattamento alternativo, spesso due sedute sono necessarie per avere un effetto che equivalga al laser Q switched, il vantaggio di questa tecnica è che le macchie infiammatorie si possono mascherare più facilmente e per questo è il trattamento privilegiato. La crioterapia rimane un approccio molto efficace ma presenta rischi di piccole cicatrici. È preferibile utilizzarlo su un numero limitato di lesioni, il suo costo è minimo e per questo è ancora un trattamento molto utilizzato. Il peeling deve essere ripetuto per ottenere un buon risultato, è sul mercato un nuovo peeling per le mani composto, di grado superficiale e superficialemedio, molto innovativo perchè, oltre ad effettuare una tradizionale azione esfoliante e levigante come tutti i peeling, stimola la produzione di nuovo collagene, a cui consegue un effetto di ridensificazione della pelle, grazie alla presenza dell’acido tricloroacetico (20%) che stimola la pelle in
profondità a produrre collagene, aiutandola a rimanere giovane ed elastica, il lattico (10%), un alfa idrossiacido, molto simile all’acido glicolico, con capacità esfolianti e il cogico, una sostanza depigmentante che degrada la melanina e svolge attività antiossidante. Conferisce quindi benefici più duraturi ed è indicato nel caso di cheratosi attinica, del crono e foto invecchiamento e delle iperpigmentazioni. I trattamenti cosmetici da soli non sono di solito sufficienti a far scomparire e le macchie dalle mani ma sono indispensabili nella prevenzione primaria e secondaria, dopo un trattamento con il laser. Molto utile può essere l’utilizzo di un siero di ultima generazione, un concentrato dalla texture leggera e facilmente assorbibile specificamente studiato come trattamento antimacchia intensivo per un’azione urto localizzata. Contiene un esclusivo pool di attivi ad azione antimacchia che agiscono sinergicamente a livello di tutte le tappe del ciclo della melanina. Tetrapeptide-30 e 4-Butylresorcinolo agiscono precocemente inibendo la sintesi di melanina, high tech vitamine C trasforma la melanina nella sua forma incolore, la vitamina PP blocca il passaggio della melanina verso la superficie cutanea mentre tripeptide liposomiale e AHA della frutta promuovono l’esfoliazione cutanea, inoltre la formula è arricchita con DNA Sodico ad azione elasticizzante. Per un leggero effetto “camouflage” si può applicare la crema depigmentate e uniformante con tetrapeptide-30, che inibisce la sintesi di melanina, vitamina PP che ne blocca la migrazione verso gli strati superficiali dell’epidermide ed SPF 50+ che protegge la pelle dai raggi UV, svolge un’azione antimacchia completa. Il sistema filtrante con soli filtri fisici la rende adatta anche alle pelli più sensibili ed intolleranti.
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medicina estetica dai congressi
Medici estetici e chirurghi si confrontano sulle ultime scoperte Cellulite: malattia delle staminali
Andrea Sbarbati
Comunque la si guardi, la cellulite, nonostante un evidente progresso delle conoscenze, rimane un mistero sul fronte delle cause. Una delle più recenti teorie, tira in ballo addirittura le cellule staminali. La cellulite è caratterizzata da una elevatissima concentrazione di cellule staminali pluripotenti. Le cellule staminali isolate dalla cellulite esprimono in larga parte due markers (CD105 e SEEA3, stress embrionic antigen 3) tipici di una sottopopolazione di staminali mesenchimali recentemente descritta come resistente agli stress di lunga durata. La cellulite insomma è profondamente diversa dal tessuto adiposo sottocutaneo e sempre maggiori evidenze, lasciano pensare che sia una patologia delle staminali. Che chissà, un giorno potrebbero diventare il vero target di trattamento di questa condizione.
La cellulite è figlia dello stress ossidativo? Eugenio Luigi Iorio
Secondo altre teorie la cellulite altro non è che una patologia cronica infiammatoria che nasce da un’alterazione del tessuto adiposo femminile della regione gluteo-femorale che comincia ad assumere delle funzioni simili a quelle del grasso viscerale. Secondo questa ipotesi, anche soggetti con un normale indice di massa corporea, se sottoposti ad un’ingestione elevata, seppure episodica, di calorie vanno incontro ad una risposta adipocitaria iperplastica che porta gli adipociti della regione gluteo-femorale ad incorporare il grasso in eccesso all’interno del citoplasma e ad aumentare di volume. La crescita delle cellule va ad alterare il microcircolo, scatenando così una condizione di ipossia, la quale a sua volta stimola un remodeling del tessuto anormale, caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi e dalla neoformazione di collagene intorno ai gruppi di adipociti. In questo modo, le donne con la cellulite vengono a presentare nella parte inferiore del corpo delle alterazioni infiammatorie del tessuto adiposo simili a quelle che si incontrano nel grasso
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ottimizzando e standardizzando il principio già conosciuto della subincisione o della incisione chirurgica sotto dermica, finalizzato ad una sezione delle aderenze fibrose del tessuto cellulitico e conseguente rilascio dei suoi avvallamenti, fonte dell’inestetismo che si vuole correggere. Questo nuovo medical device ha ottenuto l’approvazione FDA e conseguente marchio CE per il miglioramento a lungo termine dell’aspetto della cellulite, in particolare dei glutei e delle cosce, con un miglioramento a due anni ancora persistente nel 96% dei pazienti trattati.
Il trattamento della pefs III e IV stadio mediante scollamento con ultrasuoni freddi
Stefano Toschi
viscerale degli obesi. La presenza di cellule si associa infatti ad aumentati livelli di biomarcatori di stress ossidativo che si riducono con la somministrazione di supplementi anti-ossidanti.
I RIMEDI: Dieta & attività fisica Giamaica Conti
Per le donne affette da cellulite e non in sovrappeso si potrebbe consigliare una blanda attività fisica, aerobica (perché non si deve arrivare a produrre acido lattico e corpi chetonici). Vanno benissimo la camminata di quaranta minuti al giorno, la corsa ad una velocità non maggiore di sei minuti al chilometro, ma lo sport più indicato e completo per la cellulite potrebbe essere il nuoto. Nuotando a stile libero, dorso, delfino si porta l’acqua ad esercitare un massaggio vigoroso e
costante sulle zone in cui si manifesta più spesso la cellulite, senza notevoli sforzi perché il corpo è rilassato durante il galleggiamento in acqua. Il massaggio esercitato dall’acqua contribuisce a ridurre il senso di accumulo edematoso delle zone affette da cellulite, migliora il microcircolo contribuendo a sfiammare i tessuti. Inoltre il nuoto è una disciplina sportiva che porta al consumo di almeno 700 calorie per ora di attività fisica. Quindi è indicato anche nel caso di sovrappeso come coadiuvante di una dieta a ridotto apporto calorico.
Il nuovo medical device FDA approved
Bruno Bovani
Uno degli inestetismi più diffusi e di più difficile trattamento nelle pannicolopatie di grado elevato è rappresentato dalle aree fibrotiche intercellulari che conferiscono alla cute sovrastante irregolarità costituite da alternanza e sovrapposizione di aree depresse e rilevate (buccia d’arancia). I presidi terapeutici finora utilizzati si sono rivelati scarsamente efficaci (intradermoterapia con farmaci ad azione antifibrotica, apparecchiature elettromedicali transcutanee, massaggio connettivale, scollamento con aghi di Nokor, vacuum). Ci si prova dunque ora con una tecnica ad ultrasuoni freddi (Cellublunt) che prevede l’utilizzo di una sottilissima sonda che attraverso un’azione a ventaglio della durata di poche decine di secondi determina la rottura delle lacinie fibrose presenti nell’area panniculopatica , consentendone in breve tempo il sollevamento ed il riallineamento rispetto ai tessuti circostanti, con l’ulteriore vantaggio di poter essere eseguita in una sola seduta a livello ambulatoriale.
Un recentissimo medical device, distribuito solo da pochi mesi in Europa, apre una nuova possibilità di trattamento,
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DEFINIZIONE E SVILUPPO DELLA
MASSA MUSCOLARE
si possono ottenere attraverso una sana e corretta alimentazione? Regole e consigli per tutti gli amanti del fitness e del proprio benessere, uomini o donne, frequentatori assidui di palestre, che intendano ottenere un aumento della propria massa muscolare ed una riduzione di quella grassa. attraverso una sana e corretta alimentazione. a cura di Dottor Claudio Patacca - Biologo Nutrizionista La definizione e sviluppo della massa muscolare sono risultati ottenibili non solo attraverso i classici regimi alimentari che impazzano nelle palestre, assai ricchi di proteine, quasi esclusivamente di origine animale, di integratori di vario genere e poveri di grassi e carboidrati, bensì seguendo le linee guida che la ricerca scientifica ci consiglia. Se da un lato, infatti, il monito della ricerca consiglia di ridurre drasticamente il consumo di carni, ed in generale di tutte le proteine di origine animale (vedi Codice Europeo per la Prevenzione del Cancro), affermando che la restrizione calorica e proteica (ma senza malnutrizione) rallenta i processi di invecchiamento e previene un gran numero di patologie (vedi studi del Professor Luigi Fontana), dall’altro rimane l’esigenza o la convinzione che per l’aumento della massa muscolare sia indispensabile una dieta ipercalorica e iperproteica, così come per la definizione muscolare occorra un’alimentazione ipocalorica e addirittura ancor più ricca di proteine. Intanto facciamo chiarezza.
POTENZIAMENTO MUSCOLARE: I TRE PILASTRI Allenamento, Calorie e Proteine sono i 3 fattori fondamentali per il potenziamento muscolare. Per aumentare la massa muscolare occorre allenarsi adeguatamente, seguire una dieta con un giusto apporto di calorie ed assumere una giusta
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quantità di proteine. Questi segnali generano la secrezione di particolari molecole provenienti dal tessuto adiposo, le adipochine (tra queste una è particolarmente attiva, la leptina), che vanno a stimolare alcune zone regolatrici dell’ipotalamo il quale, a sua volta, invia forti segnali a diversi organi bersaglio, quali: la tiroide, l’ipofisi, le gonadi e il surrene, ghiandole che, stimolate dall’ipotalamo attraverso la loro produzione ormonale, sono coinvolte in vario modo nell’aumento della massa muscolare. L’allenamento dunque non è altro che uno stimolo per la costruzione di nuovo muscolo, ma al fine di poter trasformare questo stimolo in adattamento, occorre che arrivi il segnale di un adeguato apporto calorico, altrimenti si negherà il permesso di costruire la stessa massa muscolare, e questo nonostante una dieta ricca di proteine, secondo un vero e proprio meccanismo di sopravvivenza. Che bisogno ci sarebbe di costruire nuova massa muscolare se non c’è poi energia per sostenerla? In sostanza, infatti,
potremmo allenarci per ore ed ore, ma senza una quantità di calorie sufficienti non verrà consentito all’ipofisi di secernere nuovo GH necessario per l’aumento della massa muscolare. In altre parole, il duro lavoro di potenziamento effettuato in palestra sarà del tutto inutile. Qual è il giusto apporto di calorie? Il fabbisogno calorico quotidiano è dato dalla somma del metabolismo basale, cioè il dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia, più le calorie consumate per le normali attività quotidiane (circa 400-600 ) più il consumo per l’attività sportiva. Quindi il fabbisogno calorico di uno sportivo può oscillare dalle 2000 alle 5000 kcal al giorno a seconda del sesso, dell’età, dell’intensità e della durata dello sforzo sostenuto. Assai lontane dunque dalle 1000/1200 kcal al giorno consigliate da alcuni avventori presenti nelle palestre. Quindi , ancor prima di elaborare una adeguata scheda di allenamento per l’ipertrofia muscolare, bisogna programmare una dieta con un giusto apporto calorico di sostegno.
Sapere. Il Sapore del Sapere Ideato da Rossella de Focatiis
COME AFFRONTARE I DOLORI Tecniche, Segreti e Soluzioni
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Relatore Laozu Baldassarre Registrazione ore 14.00 Prenotazione obbligatoria Novotel Milano Nord Ca’ Granda viale Suzzani 13, Milano
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Fonti proteiche animali e vegetali a confronto. La dieta alcalina. Principi di Dietetica Cinese applicata. Come ritrovare il peso forma.
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FITWALKING LA PREVENZIONE
A PASSO DI MARCIA
La tecnica del Fitwalking si basa essenzialmente nel dare maggiore
Quando passeggiare
intensità, efficacia ed
allunga la vita: una tecnica
efficienza all’azione
inventata dall’olimpionico
motoria attraverso
Damilano come strumento di
un avanzamento
prevenzione e terapia per le
più fluido e spedito
malattie metaboliche e del
utilizzando in modo
sistema cardiovascolare.
ritmico le oscillazioni degli arti superiori.
Camminare è da sempre un’abitudine sana, ma può trasformarsi in un vero e proprio esercizio fisico e diventare un importante strumento di prevenzione e terapeutico, in grado di combattere il diabete e di mantenere in salute il nostro sistema cardiovascolare. Tutto questo grazie al Fitwalking, tecnica alla portata di tutti messa a punto dall’ex campione olimpionico Maurizio Damilano. Il Fitwalking è una disciplina sportiva che aiuta il corpo ad equilibrare il proprio metabolismo; è una camminata di tipo sportivo a differenti livelli di intensità e di durata, a seconda dell’efficienza fisica e del grado di allenamento, con una forte valenza terapeutica. È particolarmente indicato per i pazienti con diabete mellito di tipo 2 perché può essere praticato quasi a tutte le età e non richiede strumenti o spazi dedicati. Servono solo un abbigliamento adeguato, il tempo e sopratutto la volontà. È dimostrato che nei soggetti a rischio di diabete, un approccio terapeutico basato su attività fisica e dieta riduce il rischio di sviluppare la malattia del 60%. Nei pazienti già diabetici l’attività
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fisica migliora la glicemia e l’emoglobina glicata e riduce anche gli altri principali fattori di rischio cardiovascolare. UNA QUESTIONE DI CUORE Un’attività fisica regolare protegge contro lo sviluppo delle malattie cardiovascolari e modifica positivamente anche i fattori di rischio, tra cui l’ipertensione, i livelli di lipidi plasmatici, l’insulino-resistenza e l’obesità. Più di 2 milioni di italiani sono affetti da malattie cardiovascolari clinicamente significative, tra cui infarto del miocardio, angina pectoris, malattia vascolare periferica e insufficienza cardiaca congestizia. Inoltre, in Italia, più di 20.000 pazienti all’anno sono sottoposti a chirurgia di bypass coronarico e più di 40.000 ad angioplastica coronarica. L’aumento dell’attività fisica sembra beneficiare ognuno di questi gruppi. I vantaggi includono la riduzione della mortalità cardiovascolare, la riduzione dei sintomi, miglioramento della tolleranza allo sforzo e della capacità funzionale, miglioramento del benessere psicologico e qualità della vita.
È inoltre sempre più evidente come l’esercizio fisico condotto in maniera regolare, anche intensa, quando il soggetto è sano, sia in grado di ridurre sensibilmente la velocità dell’invecchiamento biologico, con un conseguente e rilevante risparmio di risorse economiche e sanitarie per la società. LA TECNICA Il Fitwalking è basato essenzialmente nel dare maggiore intensità, efficacia ed efficienza all’azione motoria attraverso un avanzamento più fluido e spedito utilizzando in modo ritmico le oscillazioni degli arti superiori, con un corretto assetto posturale, e permette di trasformare un’attività abituale come il cammino in un vero e proprio esercizio fisico che può essere modulato in intensità e frequenza in relazione alle esigenze del singolo paziente. È inoltre sempre più evidente come l’esercizio fisico condotto in maniera regolare anche intensa quando il soggetto è sano, sia in grado di ridurre sensibilmente
ACQUA E OSSIGENO DA BERE la velocità dell’invecchiamento biologico. Questo si traduce in un rilevante risparmio di risorse economiche e sanitarie per la società. Insomma, gli esperti non hanno dubbi: camminare bene fa restare in salute. È solo questione di tecnica, ma l’attività del Fitwalking è davvero alla portata di tutti: giovani e meno giovani, uomini e donne, non è mai troppo tardi per iniziare l’attività fisica, anche se con attenzione, perché il movimento - come ogni medicina - va prescritto su misura, a seconda delle caratteristiche del singolo paziente. LA TECNICA È CARATTERIZZATA DAL MOVIMENTO DEI PIEDI E DELLA BRACCIA, NEL DETTAGLIO: - Il piede svolge un ruolo molto importante e, per certi versi, guida tutti i movimenti che il corpo svolge durante l’esercizio di fitwalking. Il contatto con il suolo avviene con il tacco, deve essere deciso, vigoroso e ben accentuato in modo da permettere al piede di compiere con eleganza il passaggio verso l’appoggio di piena pianta e la successiva spinta. - Le gambe devono svolgere un movimento energico, la loro azione è divisa tra fase di sostegno e fase di spinta. La fase di sostegno contribuisce ad aiutare il piede nel sostenere il corpo in tutto il suo movimento, dal contatto di tacco sino alla spinta; la fase di spinta sfrutta la completa “rullata” del piede e attraverso l’intervento dei muscoli posteriori della coscia da vigore all’avanzamento. - Le anche ed il bacino sono la “cerniera” tra l’azione degli arti inferiori e la parte superiore del corpo, un movimento naturale del bacino permette di sviluppare un passo sufficientemente ampio e raggiungere la giusta velocità, consente inoltre di mantenere fluida ed armonica l’azione. - Le braccia svolgono la funzione di impulso alla camminata, il caratteristico movimento oscillatorio delle braccia avviene, nell’impostazione più classica del fitwalking, piegandole sino a circa 90° al gomito ossia ad angolo retto. Ciò permette di dare forza all’azione e migliorare l’equilibrio tra l’ampiezza e la frequenza dell’oscillazione. - Le spalle assecondano il movimento delle braccia e si posizionano in modo da cadere morbidamente verso il basso, mantenendo il busto eretto senza essere impettito o “insaccato”. - Il collo e la testa formano un tutt’uno che incide in maniera importante sulla postura, la testa dev’essere mantenuta ben dritta con naturalezza, senza irrigidire la parte superiore del corpo.
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l’ipnosi
E ora anche entra a far parte dell’armamentario del medico estetico a cura di Dottor Guiscardo Gabbianelli - Chirurgo Plastico Le infiltrazioni di anestetico locale inoltre possono disperdere l’effetto della radiofrequenza e ne riducono l’effetto. Oltre a livello del viso e collo, interno braccia e coscia, le radiofrequenze vengono ormai utilizzate anche per lievi ptosi mammarie, associate a lipofilling delle zone sottoareolari.
L’associazione della trance ipnotica per l’uso di radiofrequenze frazionate ad alto dosaggio – senza eseguirla in sala operatoria ed in sedazione – riduce i tempi operatori ed i costi. L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza in cui la persona non perde la lucidità o il libero arbitrio. È uno stato di coscienza ‘monoidea’, chi è in questo stato che non è veglia e non è sonno, concentra tutte le sue risorse mentali e/o fisiche in un’unica direzione. La radiofrequenza, eseguita a dosaggi di 60 MJ con testina a 24 aghi, può dare risultati molto soddisfacenti ma è dolorosa; per questo è spesso necessario eseguirla in sedazione più o meno cosciente, in sala operatoria, facendo lievitare i costi e soprattutto la morbilità di tali metodiche.
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In un incontro pre-trattamento la paziente viene sottoposta ad un test di ipnotizzabilità ed un’induzione con ancoraggio. Durante la trance viene testata l’abilità del paziente di ottenere anestesia/ipoestesia. In questo stato il paziente distrae la propria mente concentrandola in altra attività, che è la immaginazione, attraverso la quale ‘trascura’ ciò che sta avvenendo durante l’azione del medico. Milton Erikson, colui che ha standardizzato l’ipnosi cosiddetta moderna, afferma che il dolore è somma di tre fattori: 33 per cento del dolore presente 33 per cento del ricordo di dolori passati 33 per cento della previsione di dolori futuri. Con l’ipnosi è possibile eliminare le ultime due voci, con un innegabile vantaggio. Superato il test si induce la trance ipnotica nel paziente con tecniche della
cosiddetta ipnosi medica rapida. Una volta raggiunto un soddisfacente risultato, il paziente viene ancorato. Tale metodica altri non è che posizionare un ‘segnalibro’ (abitualmente unire il pollice e l’indice della mano sinistra) che permette di ritornare autonomamente, se lo vuole e solo se lo vuole, nella trance ipnotica, ogni volta meglio, ogni volta più profondamente, ogni volta più velocemente. Il tutto in meno di tre minuti. L’ipnosi non necessita di una quantità di tempo pregiudizievole alla nostra gestione dei tempi dedicati al singolo paziente nello studio medico: due o tre minuti possono essere sufficienti. Ottiene un grado di ipoestesia/analgesia (a seconda delle abilità del paziente) soddisfacenti da un punto di vista pratico. La gestione autonoma dell’ipnosi evita la dipendenza dall’ipnologo e permette al paziente di usufruire della metodica anche per dormire senza l’ausilio di farmaci e gli altri effetti collaterali descritti in precedenza. Va però detto che se il paziente non usufruisce dell’ancoraggio per un tempo sufficientemente lungo, lo perde e necessita di essere re-indotto e riancorato. “Da molti anni l’ipnosi ha interessato molti anestesisti come supporto della loro attività – ricorda il presidente Sime Emanuele Bartoletti – Si tratta di un’esperienza che permette al paziente di ridurre al minimo la somministrazione farmaceutica per la sedazione e quindi ridurre al minimo anche i possibili eventi avversi”.
Alla conquista di
benessere e longevità
Virtù e benefici della Dietetica Cinese a cura di Dottor Marcello Ghiselli - Naturopata Iridologo la dietetica cinese essendo parte integrante della medicina tradizionale cinese, ne condivide la concezione
dell’uomo e della vita, la visione della salute e della malattia al pari della più conosciuta agopuntura, integrandola con le conoscenze moderne della biochimica e della scienza della nutrizione, permette una visione olistica più ampia del rapporto tra alimentazione e salute.
L’essere umano è considerato come una forma di energia in armonia con l’energia dell’universo, il Chi o Qi o Ki. L’energia dell’universo forma e anima gli esseri viventi e la natura, attraverso una potenza attiva centrifuga detta Yang e una ricettiva centripeta detta Yin, il cui rapporto di forza in equilibrio o in squilibrio determina la salute e la malattia. L’energia ancestrale, cioè quella che ci è stata data fin dalla nascita con tutta la carica ereditaria propria di ciascuna specie e di ciascun individuo, determina le fondamenta della nostra costituzione con tutti i suoi punti di forza e debolezza che condizioneranno la funzionalità degli organi interni determinando le predisposizioni alla malattie. Quindi per prima cosa bisogna riconoscere la nostra costituzione e i suoi squilibri energetici e funzionali, successivamente verrà scelta l’alimentazione adatta per
ripristinare l’equilibrio psicofisico e mantenersi in salute. L’alimento secondo la Dietetica cinese Nella Dietetica cinese tradizionale gli alimenti vengono studiati in un modo molto diverso da quello occidentale, la scelta dei cibi non è basata sulla loro composizione biochimica nutrizionale e calorica, ma sulla loro natura energetica vitale, in grado di interagire con il nostro organismo e di riportarlo in equilibrio psicofisico. Ogni alimento è considerato come un’entità a sé, che proviene dall’interazione delle energie del Cielo e della Terra, in cui si esprime l’energia universale secondo le caratteristiche del luogo e della stagione in cui l’alimento cresce e viene raccolto. Per queste sue caratteristiche è capace di fortificare e di mantenere l’organismo in equilibrio con se stesso e l’ambiente in cui si vive. Secondo l’antica Dietetica cinese, 5 sono le virtù degli alimenti che mantengono e vivificano la struttura energetica dell’uomo permettendo di svolgere le funzioni di nutrimento, di difesa, di reazione agli agenti patogeni e di riequilibrio degli scompensi: la vitalità (Jing), la natura (Xing), il valore energetico (Qi), la forma (Xing) e il sapore (Wei). In Dietetica cinese vengono considerati 5 sapori: acido, amaro, dolce, piccante e salato e le loro diverse intensità, ogni sapore è correlato ad una coppia di organi interni e interagisce con le sue funzioni.
Gli alimenti quindi verranno scelti in base alla costituzione individuale, agli squilibri energetici e funzionali presenti e alla stagione del momento e ai sapori desiderati, per rafforzare i punti di debolezza e mantenere in buono stato l’energia vitale del soggetto. In linea generale potremmo dire che l’alimentazione ideale per mantenerci in salute oltre a rispettare la nostra costituzione e a correggere i nostri squilibri energetici, dovrebbe purificare il sangue e disintossicarci sostenendo il fegato, facilitare la digestione, l’assimilazione e l’evacuazione, migliorare il sonno e sostenere gli organi deboli in armonia con il proprio stile di vita e le stagioni. A differenza di altre dietetiche di origine orientale, la dietetica cinese non opera alcuna esclusione di alimenti provenienti dalla natura, non è vegetariana, vegana o Macrobiotica, tutti i cibi di qualità per le differenti strutture e funzioni dell’organismo nella giusta quantità e stagione sono necessari. La prima e più generale suddivisione degli alimenti, si compone di 4 gruppi: i frutti definiti coadiuvanti la digestione, i cereali considerati nutrienti, gli ortaggi sazianti e la carni tonificanti. Ognuna di queste categorie presenta 5 alimenti, suddivisi secondo il sistema dei 5 movimenti, collegati alle 5 costituzioni di base, che nutrono le relative 5 coppie di organi interni in base alla stagione correlata.
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Le 5 costituzioni di base e relative coppie di organi correlati sono: • Costituzione Legno con fegato e colecisti • Costituzione Fuoco con cuore e intestino tenue • Costituzione Terra con milza-pancreas e stomaco • Costituzione Metallo con polmoni e intestino crasso • Costituzione Acqua con reni e vescica. A queste correlazioni di base poi se ne aggiungono molte altre, come quella caratteriale, emozionale e sensoriale. Tornando alle correlazioni con gli alimenti, per esempio gli organi collegati all’autunno sono i polmoni e l’intestino crasso, il Biotipo costituzionale è il metallo, il cereale ideale è il riso, l’ortaggio è la cipolla, la carne è il cavallo e il frutto la pesca o la mela. YIN e YANG in cucina La natura energetica yin/yang degli alimenti può essere condizionata, trasformata e bilanciata in cucina. Ad esempio i cibi possono essere resi più yang aumentando il tempo di cottura o modulando l’uso del calore o del sale o condimenti salati come il Tamari. Si può inoltre attribuire una caratteristica maggiormente o minormente yin o yang al cibo stesso in base al tipo di cottura con cui si prepara: a vapore, cottura in acqua, cottura in padella con poco olio, o senz’olio, con coperchio o senza, friggendo in immersione o cucinando al forno. Importante anche come vengono preparati e tagliati i vegetali. Sono 4 i parametri di base con cui trasformare la natura energetica degli alimenti: • Fuoco • Sale (miso, shoyu, tamari, umeboshi) • Tempo • Pressione. Quando mangiare in accordo con la dietetica cinese Secondo la Dietetica cinese è importante mangiare solo quando si ha fame, 3 volte al giorno più eventuali 2 spuntini a metà mattina e pomeriggio, cercando di mantenere sempre gli stessi orari, soprattutto della cena che dovrebbe essere fatta entro le ore 20, decisamente sconsigliato mangiare dalle 23 alle 3 di notte, perchè questa fascia oraria è collegata alla funzionalità energetica del fegato e della colecisti. La quantità, la qualità e la varietà energetica del cibo sono fondamentali: nello stesso pasto dovrebbero essere presenti, tutti
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e 5 i sapori e i colori nelle giuste proporzioni a seconda dei bisogni individuali. Cosa mangiare e cosa eliminare secondo la dietetica cinese In linea generale i cibi da eliminare sono certamente tutti i cibi raffinati e trattati industrialmente con conservanti, coloranti, addensanti e additivi chimici in genere. Gli alimenti da preferire sono tutti i cereali, specie quelli senza glutine, e tutte le verdure a seconda della stagione, a seguire in minor quantità la frutta fresca, quella secca oleosa. In grande considerazione sono tenuti tutti i legumi, ottima fonte di proteine vegetali, specie la soia anche sotto forma di tofu e il tempeh. Anche le alghe sono importanti e tutti i semi (sesamo, zucca, lino). Bere acqua fresca e naturale, tè bancha, kukicha, tè verde o nero; Tradizionalmente si condisce soprattutto con olio di semi di sesamo, olio di girasole, olio di semi di lino, acidulato di umeboshi, aceto di riso, gomasio con o senza alghe, shoyu e tamari e spezie, tuttavia in questi ultimi anni l’olio di oliva extravergine e l’aceto balsamico invecchiato a lungo, sono tenuti in grande considerazione. L’ambiente e lo stato d’animo sono importanti Nella Dietetica cinese è molto importante l’ambiente e lo stato d’animo in cui si mangia, i colori dominanti della tavola e della stanza dovrebbero essere il giallo e l’arancione, l’ambiente sereno e tranquillo senza rumori irritanti, molto importante è mangiare con l’animo in pace, senza brutti pensieri, masticando a lungo, se si è in compagnia la conversazione deve essere piacevole e allegra, evitando discussioni o litigi. Uno stato d’animo turbato altererà la digestione e l’assimilazione di qualunque cibo, in tal caso meglio non mangiare.
FruttAmaMi 1° Festival Naturale dei Frutti della Terra
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APRILE 2018 Novotel Milano Nord Ca’ Granda Viale Suzzani 13, Milano FruttAmaMi è un Festival multidisciplinare che darà spazio a dibattiti medico-scientifici, confronti filosofici, testimonianze e liberi pensieri tra chi ha sposato un’alimentazione naturale, vegetale, fruttaliana, igienista e vegan-crudista, scegliendo esclusivamente la preziosità dei doni della Terra. RDF Communication farà da regia organizzativa nella splendida e prestigiosa cornice di Novotel Milano Nord Ca’ Granda, che realizzerà menù in linea con il tema dell’Evento, mentre Sapere. Il Sapore del Sapere porterà i contributi di alcuni autorevoli medici ed esperti nutrizionisti e di chef di prestigio per dare la doverosa parentesi informativa.
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Spalle
“da rottamare”? Intervista al dottor Giovanni Di Giacomo Concordia Hospital for Special Surgery - Roma
Elena, da quando è in pensione, ha una nuova passione: nuotare in piscina. Ma quest’estate ha dovuto rinunciare all’acqua salata, per un forte dolore alla spalla. Matteo, invece, gioca a pallacanestro, fin da piccolo ma forse lascia. La spalla gli si è lussata già un paio di volte. Che fare? Ne abbiamo parlato con il dott. Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso il Concordia Hospital di Roma. “Esistono piccole lesioni ai tendini della cuffia dei rotatori, dovute ad atteggiamenti posturali scorretti mantenuti durante l’attività lavorativa, lo sport o il sonno. Per queste una fisioterapia mirata alla correzione del difetto posturale, spesso è sufficiente”, spiega il chirurgo di fama mondiale, superspecializzato in interventi su spalla, ginocchio e gomito. Il dottor Di Giacomo è tra l’altro medico responsabile degli atleti per il circuito ATP di tennis professionistico, tra i suoi pazienti molti olimpionici. Quando la chirurgia di spalla? Sono tre le parole chiave che ci conducono all’indicazione chirurgica e ne stabiliscono l’esito: selezione del paziente, qualità del gesto chirurgico e dei materiali usati, lavoro d’equipe in concerto con i fisioterapisti. La riabilitazione è fondamentale, ecco perché collaborano con la nostra struttura (www.spalla.it) diverse equipe riabilitative, nazionali e internazionali. Per individuare il paziente, che realmente necessita di intervento, è comunque indispensabile un’accurata valutazione dell’entità del dolore, dell’età, di patologie associate, della durata della malattia, di un’eventuale osteoporosi e delle aspettative del paziente. La risonanza magnetica non fa diagnosi, serve solo come integrazione, alle informazioni che lo specialista acquisisce visitando e interrogando il paziente. Questo è ciò che insegno durante i convegni internazionali. Quando ricorrere all’impianto di una protesi? Le cause della patologia generalmente sono degenerative, tipiche degli ultrasessantenni, grave artrosi o lesioni irreparabili dei tendini, talvolta anche traumatiche come fratture complesse dell’omero. I pazienti lamentano di solito dolore notturno e grave
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limitazione funzionale, che influisce sulla qualità di vita e di relazione; per questa categoria esistono protesi di spalla anatomiche e inverse, di ultima generazione. E per la lussazione della spalla? Nei giovani sportivi che praticano attività di contatto suggerisco il trattamento chirurgico, finalizzato a reinserire l’atleta nel contesto sportivo ed evitare recidive. Per chi non pratica attività a rischio, si suggerisce, dopo il primo episodio, tutore per 15 giorni e trattamento riabilitativo specifico. L’intervento chirurgico si rende necessario solo se la spalla dovesse riuscire una seconda volta.
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lifting è mini
Quando il
Intervista al Professore Marco Gasparotti Ars Medica - Roma
L’estate è alle spalle e con lei anche quell’impeccabile colorito ambrato, spesso frutto di una piacevole quanto eccessiva esposizione ai raggi solari. Ed è così che ci si trova a fare i conti con un viso disidratato ed, inevitabilmente, con qualche ruga in più. Di come eliminare queste imperfezioni, donando così un nuovo aspetto alla nostra pelle, abbiamo parlato con il Professor Marco Gasparotti, docente di Chirurgia Estetica in alcune tra le più prestigiose università italiane. Professor Gasparotti come ovviare al problema del rilasciamento cutaneo? Contro ogni rilasciamento del viso e del collo è opportuno quanto risolutivo praticare il minilifting, intervento atto a donare nuova freschezza e tono alla pelle ed alla muscolatura. Quali i tempi di questa chirurgia e soprattutto a chi è rivolta? Si tratta di un intervento piuttosto veloce, eseguito in anestesia generale previa presentazione di esami ematochimici di routine. La durata complessiva è di circa 3 ore e non comporta alcun tipo di dolore né fastidio post-operatorio.
Cosa consiglierebbe a coloro che hanno intenzione di sottoporsi a questo intervento? Consiglio sempre di affidarsi a mani esperte, a specialisti in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (www.sicpre.org) che operino in strutture qualificate ed attrezzate e con la presenza di un anestesista, al fine di evitare complicanze che generalmente sono molto rare.
A che età si rivolge ed a che tipologie di individui? L’età indicata è quella intorno ai 40 anni o anche più giovane, nel caso in cui si sia verificato un dimagrimento importante. Per ciò che riguarda la tipologia, l’intervento è adatto sia a donne che a uomini, la cui esigenza è quella di sentirsi ‘in ordine’ con il proprio aspetto. Cosa aspettarsi dal post operatorio? Ad un lifting ben fatto residuano cicatrici sottilissime ed invisibili, completamente nascoste dentro l’orecchio e nei capelli, dunque ben ‘portate’ anche dagli uomini con capelli corti. È necessario portare un bendaggio elastocompressivo nelle 48 ore successive all’intervento. Dopo 5/6 giorni di riposo si possono riprendere le proprie attività lavorative e sociali, fatta eccezione per sauna, piscina, palestra ed attività fisica intensa. Una parte dei punti viene infatti rimossa in sesta giornata, mentre i restanti in dodicesima, completamente nascosti però tra i capelli.
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medicina estetica e benessere per l’uomo
la tempra d’acciaio
che muove le montagne a cura di: Alessia Addari
Foto: © Alex Caparros Getty Images for IRONMAN
Cinquant’anni, bolognese, ex campione di Cart e di Gran Turismo, pilota di Formula Uno, conduttore tv. Dopo aver perso le gambe in un incidente, sedici anni fa, ha vinto con l’handbike otto Mondiali, quattro ori e due argenti olimpici. Ha da poco pubblicato il libro Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita, scritto con il giornalista della Gazzetta dello Sport, Gianluca Gasparini.
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La storia di un grande sportivo e di un animo straordinario. Da quel drammatico giorno dell’incidente, il 15 settembre 2001, Alex ha subito ben 16 operazioni e avuto sette arresti cardiaci, oltre ad un periodo di coma dal quale, una volta svegliato, ha sempre cercato di trarre grande consapevolezza e positività: senza più le sue gambe, ma ancora vivo.
Alex qual’è la spinta che ti induce a misurarti costantemente, sia sul piano umano che professionale, con sempre ambiziose sfide e nuovi traguardi?
E la sua vita è ripartita da lì, da quel momento e dalla curiosità di scorgere un’opportunità in tutto ciò che stava accadendo, dal coraggio di tentare, di inseguire le proprie passioni nonostante tutto. Oggi, a 50 anni, Alex è un uomo fortunato ed entusiasta, esattamente come nel periodo in cui si apprestava
Non c’è nulla di complicato, ognuno cerca di trovare il modo di misurarsi con se stesso, un atteggiamento questo legato alla passione ed all’impegno con i quali si affronta la propria domenica pomeriggio di gloria, nel segno di quella sana ambizione che anima lo sport. Un po’ come raccogliere i frutti del proprio
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a correre sui kart, appagato dalla sua handbike, la sua vera passione, quella, come a lui stesso piace definirla, che “muove le montagne”.
lavoro, che è questo sport fortemente avvincente per il quale ci si aspetta alla fine di vedere in qualche modo fino a dove ci si è spinti. Credo, inoltre, che ognuno di noi, in periodi diversi della propria vita, perda e sviluppi dei nuovi strumenti, condizione che in una gara di resistenza così estrema come l’Ironman, è certamente più agevolata per sportivi nel pieno possesso delle proprie capacità fisiche e capacità di gestirle con notevole esperienza e grande concentrazione, aspetti estremamente importanti in una gara così lunga e complicata. Quali sono le difficoltà di Alex Zanardi, portatore di disabilità, che si misura con questo sport rispetto
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Foto: © Alex Caparros Getty Images for IRONMAN
Non nascondo che ogni qualvolta controllo la classifica c’è un piccolo senso sadico di soddisfazione nel valutare che, comunque, a dispetto dei miei guai, sono riuscito a metter dietro la maggioranza degli atleti normodotati. Nel momento in cui mi preparo per una gara del genere, non cerco altro che capire quale potrebbe essere il mio limite e focalizzarmi su quel fine, atteggiamento mentale assolutamente determinante in una simile competizione. Facendo un esempio a tal proposito, in una gara di 200 metri di atletica, l’atleta che termina il percorso stravolto denota di aver tirato fuori tutta l’energia che aveva. In una gara Ironman questo capita spessissimo, ma in questo caso assume un significato diverso. L’essere esausti, infatti, significa che quell’atleta ha tirato fuori quello che aveva sicuramente
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troppo presto rispetto alla posizione del traguardo, rovinando dunque anche la propria prestazione. Bisogna davvero esser molto capaci di intuire fin dove ci si può spingere secondo le proprie capacità, pianificando l’uso delle proprie risorse in modo religiosamente preciso. Io credo di esser capace in questo. Infatti, anche nelle mie corse para ciclistiche, ho avuto modo di dimostrare d’essere un bravo cronoman, una disciplina abbastanza complicata. Ci sono atleti veterani dell’Ironman, che si ritrovano a commettere errori di gestione ed a scendere dalla bicicletta ed iniziare la corsa con il serbatoio ormai già vuoto da tempo. Per loro è una vera agonia, ma soprattutto una gran sofferenza nel non esser riusciti a godere appieno in quel giorno dei benefici delle proprie potenzialità fisiche. È per questo che per me è davvero affascinante quella fase preliminare di “ideazione” del progetto, da far seguire naturalmente
ad una adeguata e soddisfacente esecuzione, magari tagliando il traguardo od ottenendo un buon risultato. Qual è la giornata tipo di un atleta portatore di disabilità. Come ti alleni e quali sono i tuoi ritmi quotidiani? In verità non c’è mai nulla di definito. Le mie giornate sono totalmente dedicate all’allenamento ma anche all’adattamento dei miei mezzi, e non nascondo che questo è un aspetto che mi appassiona oltremodo. Il modificare le caratteristiche, anche in minima parte, dei mezzi che utilizzo, dall’handbike, alla carrozzina olimpica o l’attrezzatura per il nuoto, al fine di poter cercare di migliorare la mia prestazione, è un aspetto davvero molto appassionante, oltre che una materia tutta da esplorare. La mia condizione di atleta disabile infatti, consente ed implica l’uso di ausili, necessariamente adattabili alle mie
Alex
ad atleti che dispongono di una prestanza fisica nella norma?
Fondamentale nello sport anche un
corretto regime alimentare. In virtù del tuo ritmo di allenamenti quotidiano, ti attieni a delle particolari regole in tal senso? Fin da quattordicenne ho avuto bisogno di prestare attenzione alla mia alimentazione poichè ero grassottello e correndo con i go-cart avevo necessità di perdere un po’ di peso. Da lì, pian piano, ho iniziato ad auto disciplinarmi, acquisendo una cultura che servisse ad alimentare bene il mio corpo senza esagerare da un punto di vista calorico. E da allora non ho fatto altro che disciplinarmi sempre meglio, cercando di comprendere il modo migliore per alimentarmi. Non sono però estremamente ferreo, ogni tanto una piccola deroga me la concedo, ma ritengo che la prima forma di allenamento avvenga proprio con l’alimentazione. Sono anche abbastanza attento sul tema dell’integrazione alimentare, poiché la ritengo una pratica assolutamente necessaria quando ci si allena duramente e si ha necessità di integrare in modo più rapido quelle sostanze in perdita durante lo sforzo sportivo. Tu hai dichiarato che non saresti mai stato così felice nella tua vita se non avessi avuto l’incidente che ti ha
colpito qualche anno fa. Sorprendente è che di questo drammatico momento della tua vita tu sia riuscito a trovare senso, una connotazione positiva ed addirittura uno stimolo… Ciò di cui sono assolutamente certo è che in ogni cosa che accade, sia che questa sia indotta dal nostro agire, sia che sia pilotata dalla fortuna o sfortuna, non esista solo il bene o il male, ma entrambe le condizioni. Ed esser sempre sufficientemente curiosi nell’andare a scovare quel qualcosa di buono che poteva esserci in ciò che mi è accaduto quel giorno, il 15 settembre 2001, mi ha consentito di utilizzare tutto quello che ho trovato come punto di partenza per ripartire. Ed a tanti anni di distanza ormai, in relazione al fatto che tutte le cose che sto facendo sono direttamente riguardanti la mia nuova condizione, posso decisamente affermare di essere un uomo che nella sua vita ci sta molto bene. E mi vien da dire che forse l’incidente è stata una delle più grandi opportunità, se non la più grande in assoluto. Dunque, non posso rispondere con certezza, ma non sono così sicuro che senza l’incidente io sarei la stessa persona in termini di stato d’animo, di serenità e di felicità.
Foto: © Alex Caparros Getty Images for IRONMAN
Zanardi
capacità residue. Mentre, dunque, nello sport tradizionale tutto ciò che c’era da scoprire lo si è ormai scoperto e gli atleti hanno delle capacità estremamente simili, nel mio caso le cose sono decisamente diverse ed è proprio questa diversità che ha rappresentato una vera e propria opportunità. Essendo così appassionato della tecnicità connessa agli sport che pratico, mi diverte enormemente anche sporcarmi le mani cercando di capire il funzionamento dei dispositivi. Credo che questo rappresenti un aspetto molto importante ed abbia ampiamente aiutato la mia attività sportiva, poiché a 50 anni non posso certo puntare sul piano della forza e della resistenza, perché sarei perdente. Ma avendo lavorato ho completato la mia preparazione e, potenziando gli ausili, sono riuscito a togliermi delle belle soddisfazioni che alla mia età sono quasi sorprendenti.
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© Politecnico di Torino
Nuove tecnologie e riabilitazione motoria
dal FISIOTERAPISTA 2.0
UOMO BIONICO
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Dispositivi bionici in grado di far ritornare a camminare chi ha perso l’uso delle gambe, protesi sempre più simili ad arti naturali, tecniche che permettono di prevenire e curare lesioni nervose. Quello che fino a pochi anni fa era immaginabile solo nei racconti di fantascienza, oggi è sempre più possibile, anche in un orizzonte temporale breve. Non è più un azzardo parlare di “uomo bionico”, cioè dell’impiego della tecnologia per migliorare le prestazioni del nostro corpo, nel caso in cui esse siano compromesse da una malattia o da un trauma, ma, in un futuro sempre più prossimo, anche solo per svolgere meglio una determinata attività. Proprio questa ricerca di frontiera è stato uno dei temi più affascinanti affrontati nel corso del Workshop internazionale organizzato dal Politecnico di Torino “Tradizione e innovazione tecnologica in riabilitazione neuromuscolare e scienze motorie: quale futuro?”, che si è svolto al Castello del Valentino. Il seminario è stato l’occasione per presentare le tecnologie più all’avanguardia sviluppate dal Laboratorio di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare del Politecnico
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di Torino (LISiN, uno dei centri più avanzati nel nostro Paese specialmente nel settore della elettromiografia non invasiva e per immagini) e dai suoi partner, con rappresentanti della ricerca internazionale dall’Università di Birmingham (UK) e dall’Imperial College di Londra, con i quali il Politecnico mira a consolidare la propria collaborazione. Da oltre un ventennio, la neuroriabilitazione e la fisioterapia stanno subendo una profonda rivoluzione in seguito all’impatto delle nuove tecnologie elettroniche, informatiche e robotiche. Il loro futuro sarà molto diverso dal presente e la osmosi con la bioingegneria della riabilitazione sarà molto profonda. Una delle ricadute più significative è la nascita di figure professionali ibride, con formazione in bioingegneria e fisioterapia, che operano da tempo in altri Paesi. Molti progetti europei (alcuni condotti anche a Torino) hanno contribuito a questa rivoluzione e molti Paesi europei stanno radicalmente aggiornando la formazione di medici, ingegneri e fisioterapisti in questo settore a cavallo tra medicina e ingegneria. Da un lato, l’uso di macchine e robot ridurrà sia l’impegno fisico del
fisioterapista sia i costi della riabilitazione, mentre dall’altro lo sviluppo delle scienze motorie consentirà maggior prevenzione e un invecchiamento più sano e attivo con riduzione dei costi sociali. Un ultimo aspetto oggetto delle relazioni del Workshop è stato il trasferimento tecnologico verso l’industria e il sistema sanitario di queste ricerche, che per molti versi è ancora carente. L’impatto delle nuove tecnologie, infatti, è stato rapido in alcuni settori della medicina ma molto più lento in altri in cui l’ingegneria porta non solo nuove tecniche terapeutiche ma anche metodi di misura e di quantificazione oggettiva dei risultati. Su questo piano non intervengono solo fattori tecnici ed economici, ma anche interessi corporativi ed aspetti sociali ed etici, che comunque sono per alcuni aspetti in via di superamento. Il LISiN Laboratorio di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare è oggi uno dei centri di riferimento mondiali nel settore della ingegneria del sistema neuromuscolare e della riabilitazione motoria e una delle eccellenze italiane.
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L’immediato
che non fa paura a cura di Dottor Giorgio Astolfi - Specialista Medicina Interna - Medicina Estetica laser terapia
DA ALCUNI ANNI IL RICORSO ALLA MEDICINA ESTETICA E QUINDI A METODICHE NON INVASIVE PER OTTENERE IL RINGIOVANIMENTO E LA RISTRUTTURAZIONE VOLUMETRICA DEL VOLTO È IN CRESCENTE AUMENTO A SCAPITO DELLE METODICHE CHIRURGICHE. La riflessione che deriva dalla analisi dei dati di mercato è che l’atteggiamento e l’approccio dei pazienti alle pratiche estetiche è profondamente cambiato negli ultimi 10-15 anni. Infatti ci accorgiamo che i pazienti si rivolgono al Medico Estetico perché desiderano ottenere risultati immediati senza disagi post trattamento e ad un costo ragionevole. Molti dei pazienti che giungono alla nostra osservazione presentano inestetismi del profilo del viso legati alla perdita di volume della regione zigomatico malare e alla lassità cutanea a carico delle guance con conseguente accentuazione delle pieghe
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naso geniene e perdita di definizione del contorno mandibolare. Spesso associata lassità del sottomento e del collo. Tutte queste condizioni singolarmente e più spesso in combinazione conferiscono al volto un aspetto stanco, disarmonico, vecchieggiante. Di conseguenza, l’obiettivo è quello di restituire i volumi persi senza andare oltre, migliorare l’elasticità e il tono cutaneo senza stravolgere le caratteristiche fisiognomiche del paziente. Per quanto riguarda il 3° superiore del viso particolare attenzione va posta alle arcate sopraccigliarissssss alle tempie e alla regione zigomatico malare. Pertanto, dovendo intervenire su differenti aree del volto per ottenere un aspetto armonioso, durante la prima valutazione del paziente non dobbiamo dimenticare l’ausilio che può fornirci l’utilizzo di più metodiche e di diversi prodotti che in modo sinergico e complementareci consentono di ottenere risultati più efficaci con maggior
soddisfazione e fidelizzazione del paziente. La conoscenza e l’utilizzo dei più moderni dermal filler consentono di ottenere risultati estremamente soddisfacenti in poche sedute. Il dermal filler più noto è a base di Acido Ialuronico che è anche un componente naturalmente presente nel derma e il nostro corpo lo produce continuamente. Nel derma questo gelsvolge un ruolo attivo nella nutrizione e nell’idratazione dell’epidermide agevolando anche gli scambi cellulari. La sua capacità idratante deriva dalla notevole capacità di trattenere l’acqua che presenta questa molecola, essendo pari fino a 500 volte il suo volume. Inoltre esso regola di fatto la vitalità cellulare promuovendo il ciclo di rinnovamento naturale della pelle e la specializzazione delle cellule così come la loro capacità di autodistruzione in caso di danno irreversibile (fenomeno protettivo detto apoptosi).
Oltre ad avere un ruolo strutturale, l’acido ialuronico favorisce anche la sintesi del collagene e le interazioni tra cellule poiché permette alle cellule ad esso limitrofe di utilizzare gli zuccheri e gli altri nutrienti che trasporta. Inoltre, l’Acido Ialuronico presenta peculiari capacità viscoelastiche che gli conferiscono il ruolo di supporto dei fibroblasti del derma, allo stesso mododelle fibre collagene che strutturano la nostra pelle. Colma gli spazi liberi tra le cellule del derma per donare alla pelle la sua rotondità e luminosità. Tuttavia con l’avanzare dell’età la quantità di acido ialuronico presente a livello dermico si assottiglia progressivamente. Di conseguenza la pelle perde la sua capacità di idratazione naturale, mettendo in evidenza le rughe e le pieghe che gradualmente appaiono, e più in generale si assiste alla perdita di compattezza della pelle, e in seguito al riassorbimento e alla dislocazione dei cuscinetti adiposi del viso si manifesta un notevole calo di volumi. I dermal filler a base di Acido Ialuronico presenti in commercio non sono comunque tutti uguali ma presentano una struttura diversa. La diversità deriva dal grado di reticolazione (cross-linking) con una sostanza che conferisce loro una maggiore resistenza all’azione degradante degli enzimipresenti nel nostro corpo come ad esempio la ialuronidasi. I filler presentano una componente elastica (solida) e una viscosa (liquida), queste caratteristiche conferiscono ai filler un diverso grado di densità. I filler a bassa densità vengono utilizzati per la correzione di rughe sottili (fine lines) subepidermiche, mentre i filler a densità intermedia sono più indicati per impianti nel derma medio e per la correzione di solchi maggiormente pronunciati, infine i filler ad elevata densità vengono impiegati per gli impianti dermici profondi o subdermici in modo da ottenere il recupero dei volumi e la correzione delle rughe profonde. Ormai anche l’utilizzo dell’IDROSSIAPATITE DI CALCIO è entrata a pieno titolo nel trattamento delle correzioni di rughe e solchi e delle correzioni volumetriche del terzo medio inferiore del volto. I filler a base di idrossiapatite di Calcio (CaHA) sono veicolati da un gel a base disodio-carbossi-metilcellulosa. Oltre
alla capacità riempitiva presenta anche una efficace azione stimolante. Inoltre non presenta alcun effetto igroscopico a differenza dell’HA e questo la rende un ottimo prodotto per la correzione delle aree relative al terzo inferiore del volto come il contorno mandibolare dove l’effetto igroscopico sarebbe controproducente. Le particelle di CaHA sono soggette ad una lenta fagocitosi e ciò assicura una lunga permanenza nel tessuto dove inoltre è in grado di stimolare anche la formazione di nuovo collagene che avvolge le sferule di CaHa. La tossina botulinica permette di ottenere il refreshing del terzo superiore del volto e dello sguardo, quindi di correggere le rughe della regione frontale, glabellare e perioculare. La tossina botulinica è un inibitore neuromuscolare ad azione locale che è altamente specifico. L’effetto che produce è rappresentato dal blocco temporaneo e reversibile del rilascio di acetilcolina (responsabile della contrazione) a livello della placca neuromuscolare. Dopo circa quattro mesi la giunzione neuromuscolare originale si ristabilisce e il sitema torna pertanto nelle condizioni iniziali. La tossina botulinica di tipo A è quella approvata e utilizzata in Italia. Essa necessita di ricostituzione mediante soluzione fisiologica. Per ottenere risultati esteticamente apprezzabili con la tossina botulinica non bisogna dimenticare che è necessario bilanciare bene gli effetti tra i muscoli elevatori del volto, rappresentati dal complesso muscolare frontale e i muscoli depressori, rappresentati dal procero, dai corrugatori e dagli orbicolari palpebrali. In modo tale da non accentuare troppo l’azione del frontale sugli altri e viceversa. MATERIALI E METODI - Idrossiapatite di calcio per la regione zigomatico malare, pliche naso-geniene, ruga della marionetta, contorno mandibolare, mento, naso, regione temporale; - acido ialuronico per la ridefinizione del contorno e del volume delle labbra, naso; - tossina botulinica (Incobotulinum) per il trattamento del 3° superiore del viso, codice a barre, mento.
Ridefinizione del contorno labbra con acido ialuronico monofasico polidensificato
RISULTATI - Immediati (filler) a breve (tossina botulinica). Il risultato è immediato, legato al riempimento delle rughe e al recupero dei volumi oltre che alla distensione delle rughe glabellari conseguente all’ utilizzo della tossina botulinica (che si palesa dopo due o tre giorni dall’inoculo). Inoltre si assiste ad un progressivo miglioramento dovuto allo stimolo esercitato sui fibroblasti dalla idrossiapatite di calcio. L’effetto dell’infiltrazione delle sostanze è tuttavia transitoria: ha una durata variabile da 4 a 12 mesi. Gli effetti collaterali sono in genere minimi se l’infiltrazione è stata correttamente eseguita. Occasionalmente possono comparire gonfiori e piccoli ematomi nella sede d’iniezione, che si risolvono nel giro di qualche giorno.
Ridefinizione del contorno mandibolare e del mento con idrossiapatite di calcio per ridefinizione del contorno labbra con acido ialuronico monofasico polidensificato
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Daddy Makeover un restyling al maschile a cura di Professor Alessandro Gennai - Chirurgo Plastico ed Estetico
Si è parlato di Mommy Makeover ovvero una serie di interventi chirurgici in voga tra le neo-mamme per tornare in forma dopo il parto. Oggi si parla sempre più spesso di Daddy
Makeover, un restyling a cui sempre più uomini a cavallo dei quarant’anni, di solito sposati e padri di famiglia, decidono di sottoporsi per porre rimedio ai cedimenti di corpo e viso.
Questa tendenza proviene dai paesi anglosassoni, ma si sta diffondendo anche da noi. Ce lo conferma il Prof. Alessandro Gennai: «Gli interventi di Chirurgia e Medicina Estetica presso il nostro centro CEM sono aumentati di oltre il 15% e tra questi uomini molti sono professionisti in una fascia di età compresa tra i 45 e i 55 anni che dopo la nascita del primo o secondo figlio si guardano allo specchio e voglio riprendersi cura del proprio aspetto».
Questo nuovo trend che arriva da Oltremanica prende piede anche in Italia: i papà fanno visita sempre più spesso dal chirurgo. «Molti papà dopo la nascita dei figli tendono ad avere una vita più sedentaria, una alimentazione meno attenta e, in definitiva, si curano meno. Inevitabilmente tendono ad accumulare qualche chilo di troppo a livello addominale e dei fianchi - segnala il Prof Gennai che dirige il primo centro CEM italiano (Chirurgia Estetica Maschile) con sedi a Bologna e Milano - Inoltre un precoce invecchiamento cutaneo del viso contribuisce a non piacersi più quando si é davanti allo specchio». Ed ecco che i papà dopo i 45 anni si rivolgono al Chirurgo e al Medico Estetico per rimettersi in forma o, come dicono gli inglesi, eseguire un “Daddy Makeover”. Tra gli interventi più richiesti – ci conferma il Prof Gennai – «c’é la liposuzione, efficace
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per eliminare quella pancetta che non se ne va neanche con l’esercizio fisico. Questo intervento a volte viene completato con un minilift addominale (miniaddominoplastica n.d.r.) per ridonare la giusta tensione alla pelle. Altro intervento molto richiesto è il trattamento del seno prominente che si corregge con la liposcultura. Il seno in eccesso maschile negli over 40 è quasi sempre dovuto ad un accumulo adiposo. Per il viso invece sono sempre più apprezzati quei ritocchi che, pur conservando la mascolinità, cancellano qualche anno conferendo un aspetto più giovane e fresco. Quindi tossina botulinica e filler, mentre tra gli interventi chirurgici il lifting endoscopico (MIVEL) non lasciando cicatrici visibili é particolarmente gradito dagli uomini. Anche l’impianto di staminali di origine adiposa per rigenerare la pelle del viso è molto efficace (le metodiche si chiamano SEFFI e MicroSEFFI). Per borse e occhiaie la blefaroplastica é sempre in prima posizione e garantisce una rinfrescata allo sguardo». Presso il centro C.E.M. - Chirurgia Estetica Maschile si è registrato negli ultimi tre anni il raddoppio del numero di pazienti, mentre a livello nazionale l’uomo rappresenta il 15-20% del totale dei pazienti che si sono rivolti ad un chirurgo estetico.
Medicina Estetica al Maschile una realtà in rapida evoluzione a cura di Dottor Antonio Soverina - Medicina Estetica ed Anti-Aging
Pensando alla Medicina Estetica, la prima icona che rievoca la nostra mente è una figura femminile ma, alla luce degli ultimi dati a disposizione, questa risulta essere un’associazione errata ed obsoleta. È stata finalmente sdoganata la concezione diffusa che la bellezza e la seduzione siano caratteristiche solo femminili ed è nell’evoluzione di tale contesto culturale che l’uomo trova sempre più spazio come protagonista nel ventaglio di trattamenti che la Medicina Estetica moderna può offrire. Oggi più del 20% degli uomini tra i 25 e i 50 anni vuole migliorare il proprio aspetto fisico e questo è un dato che appare in rapida crescita. Oramai, in un ambulatorio di Medicina Estetica, 2 trattamenti su 10 sono richiesti da persone di sesso maschile. Da un lato, in una società in cui “l’abito fa il monaco” e l’apparenza conta quanto la sostanza, porre maggiore attenzione alla propria immagine è diventato un vero e proprio bisogno oltre che un desiderio; dall’altro lato, rappresenta un vezzo, un prendersi cura di sé, un coccolarsi che aiuta a stare meglio
con se stessi e di conseguenza anche con gli altri. Un viso curato dall’aspetto fresco, riposato e rilassato è infatti il miglior biglietto da visita per un uomo che vuole ergere la sua immagine a punto di forza e sentirsi sicuro ed a proprio agio nella vita affettiva e lavorativa. Oggi è possibile rispondere alle necessità e soddisfare le aspettative dell’uomo che vuole mantenere un aspetto giovane ed in forma e nel contempo rispettare e preservare la sua virilità. Le richieste che l’uomo fa al Medico Estetico sono rivolte per lo più alla cura della propria cute ed alla riduzione dei segni dell’invecchiamento con trattamenti semplici, di breve durata e che rispettino le caratteristiche specifiche del viso maschile. Sempre più uomini, anche giovanissimi, consultano il Medico Estetico chiedendo la prescrizione di una cosmesi quotidiana personalizzata e trattamenti come filler e tossina botulinica per ridurre le rughe e ringiovanire lo sguardo rendendolo più sereno e riposato. Il Medico Estetico moderno deve essere pronto a soddisfare questa domanda conoscendo le differenze fra cute maschile e femminile. La struttura di base e la composizione qualitativa cutanea sono identiche nei due sessi ma si osservano delle differenze quantitative conseguenti fondamentalmente al diverso assetto ormonale. Il testosterone, ormone nettamente prevalente nell’uomo, determina l’entità dello spessore della cute e delle secrezioni sebacee. La pelle dell’uomo infatti è maggiormente protetta dagli agenti esterni grazie alla quantità di sebo presente nel film idrolipidico, è più resistente e più spessa mediamente del 20% in più rispetto a quella femminile. Ne consegue che il viso maschile invecchi più tardivamente rispetto a quello femminile
ma, una volta comparse, le rughe diventano rapidamente profonde e molto più evidenti. Delle vere e proprie minacce alla propria virilità vengono poi considerati inestetismi tipicamente maschili come la pancetta, la pseudoginecomastia e la caduta dei capelli. Questi problemi meritano la giusta attenzione da parte del Medico che si pone l’obiettivo di migliorare la condizione di salute del paziente. Salute intesa come benessere psico-fisico e quindi obiettivo primario per il Medico Estetico. La Medicina Estetica per LUI quindi comprende trattamenti come Peeling, Biostimolazione, Radiofrequenza, Filler, Tossina botulinica. Dermocosmesi, Fili riassorbibili, Trattamenti anti-diradamento e ricrescita capelli, Eliminazione delle adiposità localizzate, Dietoterapia e corretto stile di vita. In fondo cambia poco rispetto a quella rivolta all’universo femminile se non per alcune caratteristiche anatomiche differenti che è bene conoscere per non rischiare di femminilizzare il volto del paziente. In conclusione, la Medicina Estetica per LUI è diventata una realtà con cui il professionista del settore deve confrontarsi quotidianamente ma che non rappresenta un ostacolo per colui che ha seguito un percorso di studi adeguato e che ha fondato la propria professione su tre capi saldi: sicurezza, naturalezza e tutela della salute.
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CARBOIDRATI alleati della struttura muscolare
a cura di Dottor Claudio Patacca - Biologo Nutrizionista
Un’assunzione adeguata di carboidrati fa sì che le proteine possano svolgere la loro reale funzione, ossia fare da materiale costruttivo per il corpo e non essere utilizzati per fini energetici. I carboidrati, infatti, fanno “risparmiare” proteine: nel caso in cui se ne verifichi una carenza, il corpo utilizzerà determinati aminoacidi per la formazione di nuovo glucosio – gluconeogenesi – trasformando praticamente le proteine in carboidrati attraverso un processo catabolico. I carboidrati inoltre sono essenziali anche per il recupero muscolare. Se infatti al termine dell’allenamento le riserve di carboidrati nei muscoli sono esaurite non essendo reintrodotte, ne consegue un recupero fortemente compromesso ed un conseguente minore sviluppo muscolare, poiché stimolando il rilascio di insulina permettono un rapido ingresso
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di glucosio e grassi nel muscolo. Anche la psiche ha inoltre bisogno di carboidrati: il desiderio di qualcosa di dolce può nascere quando si abbassa il livello di serotonina nel cervello, anche denominato “ormone del buonumore”, influenzando poi il nostro stato d’animo. La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello ed in altri tessuti a partire dal triptofano. Il trioptofano è un aminoacido, cosa c’entra con i carboidrati? Esso non può giungere al cervello se prima non si creano le condizioni necessarie a livello biochimico. Una di queste è la secrezione dell’ormone insulina, che ne agevola il passaggio nel SNC rappresentando il punto chiave per la susseguente produzione di serotonina. Attraverso un meccanismo a feedback negativo poi, il desidero di dolce cessa.
Generi alimentari ricchi di carboidrati, dunque, alzano il livello di serotonina nel cervello migliorando il nostro benessere.
Quanti carboidrati? L’elaborazione di una dieta adeguata avverrà attraverso il calcolo dell’apporto totale di calorie necessarie, la quantità totale giornaliera di proteine, così come descritto precedentemente, e la quantità di grassi, che oscilla intorno al 25-30% dell’apporto calorico totale, tutto il resto da carboidrati. A proposito di grassi, bisognerebbe in tal caso eliminare gli idrogenati, i saturi nella giusta quantità, procedendo all’aumento di quelli salubri: olio extravergine d’oliva, avocado, omega 3, semi oleosi. Questi ultimi infatti, oltre al loro contenuto proteico, risultano particolarmente ricchi di acidi grassi essenziali.
Ciò significa che ipotizzando come punto di partenza una dieta da 3000 Kcal per un individuo di circa di 70 Kg che vuole aumentare la massa muscolare, circa 420 Kcal dovranno provenire dalle proteine (105 g), 750- 900 dai grassi ed il resto, circa 1680 -1830 Kcal, da carboidrati (420 -460g), corrispondenti a circa 6,5 g/Kg di peso corporeo (ricordo che stiamo parlando della fase di massa). Questo è dunque il punto di partenza, al quale poi dovranno essere modulati accorgimenti in base ai risultati conseguiti settimanalmente e verificati osservando le variazioni del peso e, soprattutto, attraverso una bioimpedenziometria di controllo. Ricordo che non esiste un introito calorico universale, così come proteico, di carboidrati e grassi. È bensì necessario personalizzare gli apporti ed i regimi in base al background genetico di ogni individuo.
Quali carboidrati? Sicuramente cereali integrali (avendo l’accortezza di utilizzare quelli biologici), frutta e verdure, cioè carboidrati a medio e basso indice glicemico che, essendo ricchi di fibre, vengono digeriti ed assorbiti lentamente modulando il rilascio di insulina il momento più decisivo per l’assunzione di carboidrati è dopo l’allenamento. In seguito ad una seduta intensiva sarebbe infatti buona norma consumare al più presto circa 1g/Kg di peso corporeo di carboidrati ad alto indice glicemico, sfruttando in questo modo l’azione anabolica dell’insulina che, insieme ad una giusta dose di aminoacidi e grassi essenziali, permette un rapido ingresso di tali alimenti nel muscolo, necessari per il ripristino del glicogeno ed una rapida riparazione muscolare. Dopo l’allenamento infatti, i muscoli mostrano una particolare sensibilità all’insulina grazie all’azione di speciali proteine, le Glut 4, che fuoriescono da queste stesse. Proprio e solo in questa
fase, possiamo “spingere” la sua produzione, mentre negli altri momenti della giornata genereremmo un’azione lipogena, facilitando dunque l’accumulo di tessuto adiposo oltre ad altri effetti negativi sulla salute. Un discorso a parte merita la pasta secca di semola di grano duro che, per caratteristiche di materia prima e strutturale, ha un indice glicemico medio–basso, quindi rappresenta un alimento ottimo per tutti. Gli sportivi poi, modulando opportunamente le quantità e il condimento, ne possono fare un pasto ideale sia nel pre che nel post-workout. Ancora più interessante è la pasta integrale, poiché a queste caratteristiche aggiunge la presenza di quantità significative di fibre. In quella fatta bene poi, è presente un patrimonio di fitocomposti minerali e vitamine straordinari per il nostro benessere. Purtroppo la legge italiana è piuttosto generica a tal proposito, tralasciando completamente il concetto di integrale. Tale infatti dovrebbe essere una pasta che contiene “integralmente” tutte le frazioni del chicco di grano duro, compreso il prezioso germe. Questo è il motivo per cui potremo trovare paste “integrali” prodotte aggiungendo alla semola di base solamente la crusca necessaria per ottenere il contenuto minimo di ceneri stabilito dalla legge, (crusca tra l’altro preventivamente trattata per evitarne l’irrancidimento precoce) e paste che contengono tutte o quasi le frazioni derivanti dalla macinazione del chicco. Queste ultime sono sicuramente quelle
nutrizionalmente più interessanti, proposte da solo poche aziende sicuramente perché più complesse e costose da produrre. Tra gli elementi distintivi delle paste integrali possiamo notare tempi di conservazione molto diversi tra i vari marchi. Un tempo di conservazione più breve ed una essiccazione a bassa temperatura indicheranno che il produttore ha avuto l’intenzione di mantenere il più possibile inalterate le caratteristiche originarie della materia prima con cui ottenere poi il prodotto finito, utilizzando nella macinazione e nella pastificazione tutte le frazioni del chicco. È chiaro che tutto ciò è difficile da capire nella scelta di una pasta integrale. Il mio consiglio? Ci può essere di aiuto un’attenta lettura delle tabelle nutrizionali e di tutte le informazioni presenti sulle confezioni. Si mangia allo stesso modo nei giorni di allenamento e nei giorni di riposo? La differenza tra un giorno di allenamento ed uno di riposo riguarda principalmente la quantità di calorie, ossia il carburante che deve essere introdotto quotidianamente per soddisfare la maggiore richiesta di energia determinata dall’aumento del lavoro muscolare. Lasciando dunque invariate le quantità di proteine e di grassi, si andranno ad implementare i carboidrati, sostanze delle quali l’organismo ha bisogno, privilegiando quelli a basso indice glicemico, con cui l’atleta dovrà compensare questo carico di lavoro aggiuntivo. Non va dunque assolutamente commesso l’errore di compensare la richiesta con carboidrati ad alto indice glicemico come dolci, gelati, bibite zuccherate, etc… bensì con una varietà e quantità di cibi salutari, al fine di assicurarsi l’assunzione di tutti i nutrienti di cui l’atleta ha elevato bisogno, scongiurando il rischio che questi cibi “spazzatura”possano trasformarsi in massa grassa. Consumando più calorie con alimenti integrali aumenteremo dunque le quantità di minerali, vitamine e fitocomposti essenziali per la salute, rendendo superfluo anche l’uso di integratori.
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Tempio del benessere dove si abbina cucina naturale e attività fisica mirate: sedute yoga, pilates, meditazione etc, teatro internazionale del wellbeing! International Wellbeing Meeting Point ritorna nel Salento con l’edizione 2017 a Ugento presso VIVOSA APULIA RESORT unico “Antistress Resort” in Italia e capofila dei resort certificati da “Unique Antistress Resorts in the World”. È qui che dal 9 al 24 settembre 2017 l’ Antistress Academy ha realizzato programmi tailor made – personalizzati per le diverse esigenze della clientela. L’ Antistress Academy conta sulla guida speciale degli esperti Simon Elliott e Myra Evans ed il supporto dello psicologo, esperto di ipnosi, Mirco Turco, che insieme formano una squadra per un percorso benessere a 360 gradi, dove nulla è lasciato al caso. L’intero Resort è dedicato alla formula Antistress, integrando offerta gastronomica naturale e bilanciata ad attività fisiche mirate, sedute yoga, pilates, meditazione e trattamenti tonificanti e rilassanti. Un’offerta internazionale che ha
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toccato gli ambiti del gusto, delle arti orientali, delle discipline sportive e bionaturali, attività di benessere per operatori business, famiglie, bambini e adulti. International Wellbeing Meeting Point in Salento si è confermato essere per la III edizione l’appuntamento internazionale dedito all’esclusivo settore del travel & relax, in una location prestigiosa i in cui clienti, istruttori e professionisti del benessere si sono incontrati per parlare di un nuovo concept di travel style “antistress experience”, illustrare e provare nuove tecniche di wellness. Nel programma è stato previsto un ciclo di workshop internazionali di arti e tecniche orientali … qi gong, tai chi, feng shui, meditazione, Mysi … percorsi di healthy food & energy cooking “good food, good health, good life”.
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Hotel Bleibergerhof salute, terme e relax in Carinzia
Nel cuore di una delle più belle valli della Carinzia, l’hotel Bleibergerhof , una luminosa ed elegante struttura di 4 stelle a Bad Bleiberg, poco oltre il confine italiano con Dobbiaco, attende gli ospiti per regalare una vacanza di salute e relax. La forza dell’hotel è certamente la grande ed accogliente zona benessere, con le sue vasche di acqua termale, sauna, bagno turco, cabina a raggi infrarossi ed il laghetto naturale balneabile, dove nell’ampio prato e giardino ospita anche la speciale “sauna della terra” all’aperto, un percorso emozionale completo per donare relax e rigenerare la propria forma fisica. La cucina Fin dalla prima colazione a buffet sono già disponibili cibi naturali per qualsiasi intolleranza ed i prodotti tipici della Carinzia allietano i palati che cercano gusto e naturalità, mentre la cena, con menù a scelta di 5 portate, soddisfa, contemporaneamente e senza distinzione, golosi e super-affamati in un connubio di sapori tradizionali e cucina gourmet per assaporare al meglio tutti i gusti naturali a chilometro zero e soddisfare l’appetito che la fine aria dell’ambiente montano, uniti al movimento ed al benessere del soggiorno,
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producono in modo spontaneo negli ospiti. Wellness e terme 2.500 m² di mondo del benessere e acqua termale: la piscina termale coperta e la piscina termale esterna promettono un salutare relax: insieme alla sauna finlandese, al bagno turco, alla sauna alle erbe, alla sauna “terra” e alla cabina a raggi infrarossi e all’hammam orientale ci sono tutti gli ingredienti per una vacanza di benessere in un luogo paradisiaco. La private spa La spa in stile rustico è sensuale e molto calda, ci si rilassa nella sauna sdraiati su poltrone di fieno di montagna si assaggiano le specialità carinziane regionali con il vino della Carinzia, e altre dolci delizie. Il pacchetto include una profumata e rilassante bagno alla camomilla, lavanda o ai petali di rosa. Le erbe Come gli antenati, gli esperti della Spa conoscono molto bene le proprietà delle erbe della Carinzia; highlight sono i massaggi con gli oli a base di erbe della Carinzia. Nella spa c’è un variopinto menu con tanti tipi di oli ricavati dalle erbe del territorio: olio di lavanda che trasmette serenità e sicurezza, agisce contro l’insonnia, nervosismo e irrequietezza;
l’olio di rosmarino ha un profumo speziato, porta nuova energia e forza, stimola la circolazione e allevia il dolore per i dolori muscolari, tensioni e dolori reumatici. L’olio di menta è rinfrescante e in grado di togliere la stanchezza, migliora la circolazione e combatte mal di testa e nausea. L’olio di camomilla rafforza i nervi, lenisce e ha un effetto positivo sui muscoli, le vie respiratorie e gastrointestinali, il cuore e la circolazione. L’olio all’ iperico riequilibra corpo, mente e spirito e armonizza i sentimenti, ottimo rimedio per contusioni, dolori muscolari e dolori reumatici.
Hotel Bleibergerhof Thermenhotel Bleibergerhof Drei Lärchen 150 -9530 Bleiberg/Villach Austria Tel: +43 4244 2205 urlaub@bleibergerhof.at www.bleibergerhof.at
Hotel WINKLER
Premium Resort delle Dolomiti Appena ampliato e rinnovato, inaugurato il primo luglio come “unico premium resort delle Dolomiti” il nuovissimo hotel Winkler dà il benvenuto agli ospiti con un innovativo concetto esclusivo spa e family per una vacanza in una posizione davvero unica, con terrazzi, piscine, camere, ristoranti e lounge con vista paradisiaca sulle montagne. La Premium Spa è il gioiello del benessere del gruppo Winklerhotels: 3500 m² di spazi per una vacanza indimenticabile. 7 piscine indoor e outdoor con 500 m² di specchio d’acqua, tra cui spiccano la piscina panoramica indoor (17 x 7 m) con camino aperto e la outdoor infinity pool (25 x 8 m) per uno spasso senza limiti in acqua. Highlight del progetto è la zona per soli adulti, con una spaziosa sauna finlandese con vista panoramica dove vengono effettuate emozionanti e benefiche gettate di vapore ogni giorno, biosauna alle erbe, bagno turco con gettate di vapore, bagno turco salino, sauna agli infrarossi, diverse aree della quiete, idromassaggio, laguna con isole del relax, canale di acqua fredda, impianto Kneipp, getti massaggianti per i piedi, e molto altro ancora. Per completare l’offerta wellness è stata realizzata un’innovativa area cardio-fitness e sala ginnastica con programma di attività sportive. Nel programma estivo di attività settimanale sono incluse escursioni e tour in montagna guidati con Manuel alla scoperta della Val Pusteria e delle Dolomiti L’Hotel Winkler è inoltre membro dell’associazione dei Bike Hotels Südtirol e garantisce un alto livello di competenza proponendo tour di tutti i tipi, con o senza
l’accompagnamento delle guide (da segnalare il tour del Plan de Corones), con tutti i modelli di MTB’s di alta qualità a disposizione per il noleggio. Inoltre, Golf Unlimited: 100% di sconto sul green fee al Golf Club Val Pusteria (a 1 km dall’hotel, impianto a 9 buche, Par 34 con 2.800m). Il nuovo concetto PREMIUM FAMILY L’hotel Winkler offre parecchie novità, come la Family suite con camera dei bambini separata, per bimbi e bambini più grandi; un programma d’intrattenimento assistito tutto l’anno per i bambini (3 - 6 anni) e bambini (7 - 12 anni), per farli divertire e per lasciare ai genitori del tempo libero, magari da dedicare al relax alla spa; la merenda pomeridiana per i bambini e tavolata assistita e il buffet a loro dedicato nella sala ristorante: la piscina nell’area wellness offrirà tanto divertimento agli ospiti più piccoli, senza limiti di spruzzi; nella sala giochi per i piccoli e nel parco giochi a cielo aperto con tante attrazioni l’hotel Winkler promette ai bimbi di non annoiarsi. E ancora, per passare le giornate immersi nella natura, c’è il piccolo zoo con porcellini d’India, conigli e caprette di montagna mentre, indoor c’è la lounge
per ragazzi con tavolo da air hockey, ping pong, calcetto, biliardo, la parete da arrampicata e bouldering indoor; cinema con programma film quotidiano; allenamento per migliorare la tecnica con la mountain bike, pumptrack, downhill, per i più temerari. Hotel Winkler Stefansdorf 28a - 9030 San Lorenzo Tel. +39 0474 549020 winkler@winklerhotels.com www.winklerhotels.com
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Completamente rinnovato l’eco hotel pfoesl presenta i suoi nuovi chalet nel bosco, le suite panoramiche, l’infinity pool con acqua salina e spazi comuni alpin-chic.
Hotel Pfösl
Hotel Pfoesllusso delle Dolomiti un “nuovo” tra natura e relax L’eco-hotel Pfösl ha riaperto il 3 giugno 2017 con 3 nuovi splendidi lussuosi chalet in legno di 60 metri quadri costruiti nel bosco, 18 nuove luminose suite panoramiche con giardino, una nuova piscina ed una nuova sauna esterna con un lungo, emozionante percorso
Kneipp all’aperto, la sala ristorante panoramica ampliata. I 3 nuovi chalet sono realizzati direttamente nel cuore del bosco, sopraelevati come la casetta/rifugio sugli alberi, disegnati con passione, moderni e nel contempo tradizionali e confortevoli, luminosi e completamente realizzati con il profumato legno del luogo, cirmolo e larice, naturale ed impreziosito da finiture di grandissimo pregio. La grande terrazza panoramica permette di riposarsi
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nella natura, abbracciati dal confort del proprio chalet, con grande soggiorno dalle rifiniture di lusso, un ampio bagno tutto in legno e la splendida camera da letto, curata nei dettagli: dall’illuminazione ai mobili in legno massiccio, dai tendaggi alla biancheria da letto. Le 18 nuove suite “Alpina Cembro” dall’anima eco-chic, con un ampio giardino privato si prolungano fino al margine del bosco, offrendo la possibilità di un sereno e completo relax nella propria stanza permettendo l’osservazione della natura dall’ampia vetrata direttamente dal proprio letto. Klima Hotel ed Eco Label L’hotel Pfoesl è uno dei pochi hotel in Europa precertificato KLIMAHOTEL, un sigillo di qualità per alberghi sostenibili attenti alla protezione ambientale e
climatica. Il sistema di teleriscaldamento a biomassa è un sistema green, rispettoso dell’ambiente. La piscina panoramica è pulita in modo naturale attraverso l’elettrolisi salina, senza aggiunta di cloro. L’intera pulizia dell’edificio è effettuata con prodotti ecologici, mentre la biancheria viene lavata senza l’impiego di additivi chimici. In veste di uno dei primi hotel in Alto Adige, l’hotel è sottoposto a severi controlli di qualità. Grazie alle procedure ecocompatibili l’hotel Pfoesl è stato insignito del sigillo ecologico “ECO Label”. La nuova area wellness “Natura Spa” comprende 2000m² di spazi interni, con diverse saune, bagni turchi, sale relax e cabine per i trattamenti; la nuova piscina esterna salina “Panorama-Infinity pool di 25m”, pensata per godere anche immersi nell’acqua la magnifica vista sulle montagne che sembreranno ancora
più vicine, rende il contatto con la natura ancora più emozionante. A disposizione degli amanti del benessere ci sono otto diverse saune, tra le quali “il rituale”, la nuova sauna esterna luminosa e panoramica, che regala un contatto maggiore con la natura grazie alla libertà portata dall’aria fresca della montagna sulla pelle; il nuovo bagno turco salino e quello al timo; le saune alle erbe alpine; la sauna al pino mugo con il pavimento di aghi e rametti di pino; la sauna panoramica alla lavanda (con pareti di lavanda). C’è poi la quieta sauna di meditazione al fieno dal primordiale profumo e la cabina agli infrarossi: un percorso benessere completo e vario, per tutti i gusti e tutte le esigenze, intervallato dalla permanenza nelle diverse zone relax ancora più spaziose e con vista panoramica. Inoltre una nuova zona fitness ed una
di movimento con vista panoramica, il grande giardino alpino con idromassaggio panoramico, la siepe Pfösl alle erbe ed punto con acqua sorgiva e stagno naturale dove effettuare gli esercizi Kneipp all’aperto camminando a piedi nudi sul sentiero con diversi tipi di sassi, pigne, cortecce: l’offerta benessere dell’hotel promette relax allo stato puro, naturale. Un insieme di ambienti che formano una vera e propria isola incantata, dove lo spazio, il tempo, la tranquillità ed i ritmi moderati nel silenzio della montagna sono impareggiabili e preziosi in un ambiente dalla bellezza e dal gusto autentico. Natura e relax: 35 ettari di prato e di bosco Pace, tranquillità, movimento equilibrato e cura della salute unite ad un’alimentazione sana e bilanciata, questo è il soggiorno al Pfoesl dove toccare la natura con mano,
unirsi ad essa e coccolare il corpo con prodotti naturali. L’intero Hotel Pfösl è realizzato con metodi costruttivi ecologici e naturali, selezionando ed utilizzando legni locali e materiali biologici, producendo un’atmosfera e dei profumi naturali unici nei suoi ambienti e facendo diventare la natura una compagna di viaggio, sempre al fianco degli ospiti ed in sintonia con essi.
Hotel Pfösl****s Fam. Zelger-Mahlknecht Nova Ponente/ Dolomiti - Bolzano - Italia Tel: +39 0471616537 www.pfoesl.it
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COLUMBIA - Caldorado™ II - I fan dell’ultra-trail e del trail running sanno che l’equilibrio perfetto tra supporto, ammortizzazione e aderenza rappresenta lo scopo principale di una scarpa da trail running. Qui c’è tutto! Queste scarpe combinano i fondamenti dell’ultra-trail in una costruzione high-tech dalla calzata ideale, in grado di offrire comfort e leggerezza. Tomaia senza cuciture con collarino in schiuma e puntale rinforzato per garantire grande comfort e protezione. L’intersuola offre straordinaria ammortizzazione, flessibilità e supporto, mentre la suola leggera e flessibile protegge da rocce, radici e detriti presenti sul percorso. € 130- www.columbia.it
FITBIT - Ionic è il coronamento dell’esperienza di Fitbit nel mondo del fitness e del benessere, con un nuovo sensore, il GPS più performante sul mercato, gli allenamenti dinamici integrati nel dispositivo, la registrazione migliorata del battito cardiaco e la resistenza all’acqua fino a 50 metri di profondità. € 349,99 - www.fitbit.com
FITBIT - Aria 2 è la più accurata bilancia intelligente Wi-Fi. Registra e segui l’andamento del tuo stato di salute complessivo con una configurazione facile e la connessione alla piattaforma Fitbit. Tramite connessione Bluetooth allo smartphone, permetterà di registrare e comprendere i parametri corporei fondamentali, come peso, percentuale di massa grassa, ma ssa magra e indice di massa corporea. € 129,99 - www.fitbit.com
SALICE - La maschera 605 per il racing sci alpino e snowboard. Brevettata appositamente per lo sci, con la particolare caratteristica di filtrare la luce blu, consentendo in questo modo all’occhio di individuare le irregolarità del terreno. A partire da €149,00 - La maschera 604 particolarmente indicata per i visi fem-
minili, è dotata di chele con attacco elastico, studiate per permettere ogni tipo di rotazione e per ottimizzare la calzata del casco. € 69,00 - www.salice.com
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Editore: red! Prezzo: € 16,00 Autore: Vonn Lindsey
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Autore: Milly Carlucci
IN QUESTO LIBRO: - come diventare più tonici e muscolosi senza contare rigidamente le calorie, senza abbandonare i carboidrati e senza seguire un regime alimentare troppo severo; - un piano alimentare che esclude i prodotti industriali e i cibi raffinati e privilegia gli alimenti integrali; - ricette di colazioni, pranzi e cene per diminuire la massa grassa e aumentare i muscoli; - numerose attività per trovare quella più adatta a sé e costruire il proprio piano di allenamento; - come muoversi di più durante la giornata; - come combinare lavoro aerobico e lavoro anaerobico, facendo un allenamento a circuito; - 65 esercizi di potenziamento per diventare più forte, con indicazioni step by step; - 9 circuiti di 30 minuti di allenamento che si possono fare ovunque; - una beauty routine quotidiana di trucco, cura della pelle e dei capelli.
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Prezzo: €17,90
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Editore: Sperling & Kupfer
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Da sempre attenta all’alimentazione e alla salute, ha messo a punto uno stile di vita che le garantisce una linea perfetta, uno straordinario effetto antiaging, energia fisica e un’inossidabile avvenenza. «La mia prima fonte di piccoli consigli femminili è stata mia madre. Perché è così, i consigli si tramandano di madre in figlia come in una catena che si arricchisce e si aggiorna di generazione in generazione. Questa mia personale catena si è arricchita anche grazie al mio lavoro, che mi ha spinta a sperimentare di più rispetto ad altre donne che magari non svolgono una professione pubblica dove anche l’immagine gioca un ruolo importante. Scrivendo queste pagine, mi sono venute in mente tutte le domande che mi hanno rivolto tante volte riguardo a come mi mantengo in forma, come curo il mio aspetto, dove trovo energia ed entusiasmo. Giorno dopo giorno ho provato su me stessa diverse strategie, ho chiesto consigli a medici ed esperti e ho trovato un percorso personale e tanti piccoli accorgimenti per raggiungere il benessere. Possono essere d’aiuto a qualcuno? Forse sì, magari scoprite delle dritte utili anche per voi!”
LA FORZA E’ LA NUOVA BELLEZZA
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IL MEGLIO DI TE
Consigli di benessere di Milly Carlucci
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DIETA MINDFUL Questo libro è pensato come uno strumento per i professionisti del settore dell’alimentazione e per il grande pubblico. Il filo conduttore è rappresentato dai profili alimentari, legati alle situazioni lavorative, familiari o personali più frequenti. Da qui si snoda un percorso che porta a riflettere sul proprio stile alimentare. La parte centrale è una galleria fotografica che, utilizzando la dietetica per volumi, aiuta a quantificare gli alimenti senza l’ausilio della bilancia, facilitando la gestione dei pasti e aumentando la consapevolezza delle porzioni. Ricco di suggerimenti e strategie per migliorare il comportamento alimentare, combattere la fame emotiva, gestire alimenti dolci o salati. Nella sezione dedicata alla portion distortion si riflette sui legami tra le influenze esterne e i comportamenti alimentari. Viene introdotto il mindful eating come utile supporto al percorso. Editore: red! Prezzo: € 16,90 Autrici: Francesca Noli Emanuela Donghi
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