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sommario

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medicina estetica e benessere per l’uomo

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Intimità Alpina al Lanerhof Un nido di benessere, in un elegante ambiente ovattato, circondato dalla natura e progettato con stile.

Calvizie dalle cause all’autotrapianto

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Giorgio Galimberti vi racconto il mio tennis Ex tennista italiano di gran talento e titolare della maglia azzurra per sei anni consecutivi dal 2001 al 2006, Giorgio Galimberti, milanese, classe 1976, è stato uno dei tennisti più presenti in nazionale di quegli anni.

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Mani specchio di eterna giovinezza.

di Giorgio Astolfi

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Aging genitale e psicologia femminile di Boza Mauro

06 NEWS E TECNOLOGIE a cura della redazione 12 MEDICINA ESTETICA Laser e nei a cura della redazione Botox-Like di Francesca Bocchi

Nuove metodiche per la rimozione del tatuaggio di Maria Cristina Di Mascio

Proporzione, femminilità e prevenzione come intervenire sul seno di Andrea Spano

Medicina Estetica Integrata di Anna Maria Veronesi


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sommario 26 BENESSERE Estetica e DNA di Alessia Addari

ESTETICA La microchirurgia del piede di Andrea Bianchi

La cosmesi del futuro di Francesca Bocchi

A migliorare memoria e pensiero ci pensa l’esercizio fisico di Mario Pappagallo Acqua le regole per bere sano di Mario Pappagallo 38 NUTRIZIONE Una pasta “di qualità” di Luca Piretta

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VITAMINA D panacea di ogni male, oppure no?

Intervista di Copertina Samanta Togni La mia vita“a ritmo” di benessere

rubriche

Atleti vegetariani in crescita di Massimo Spattini

42 L’esperto risponde di Cristina Zecca

58 Vetrina prodotti di Cristina Zecca

44 Wellman a cura della redazione

61 LifeStyle! di Cristina Zecca

62 Tralerighe di Lisa D’emidio

52 Spa&Resort di PizzininiScolari ComunicAzione med

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Anno 6 - Numero 13 - 2018 GENNAIO-FEBBRAIO- MARZO Trimestrale di medicina estetica, salute e benessere

Iscrizione al R.O.C. numero 23381 del 02/04/2013

Esonero iscrizione testata in tribunale: art.16 L. 07.03.2001 n.62

MedWellness e Dossier Medicina In copertina: Samanta Togni

sono marchi depositati presso la CCIAA di Pescara. Tutti i diritti riservati. Cristina Zecca - Pescara

È espressamente vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e materiale pubblicitario contenuti in

www.medwellness.it

questo numero. Tutti i diritti riservati.

Editore Strategia Grafica di Cristina Zecca Pescara Direttore Generale e Amministrativo Cristina Zecca c.zecca@medwellness.it Direttore Responsabile Alessia Addari redazione@medwellness.it Progetto grafico ed impaginazione ADV Strategia Grafica www.strategiagrafica.it Pescara info@strategiagrafica.it Direttore Marketing e Pubblicità Cristina Zecca marketing@medwellness.it Amministrazione amministrazione@medwellness.it Strategia Grafica di C. Zecca - Pescara PI: 01434110688 info@pec.strategiagrafica.it Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it Hanno collaborato a questo numero Lisa D’Emidio, Anna Di Risio, Sabrina Dughetti, Alessandra Fusè, Susanna Messaggio, Mario Pappagallo Testimonial di copertina Samanta Togni

LE COPERTINE

Fotografie Foto Samanta Togni: Sebastiano Stringola, Alessandro Marsili Medici ed esperti Giorgio Astolfi, Andrea Bianchi, Francesca Bocchi, Giovanni Di Giacomo, Maria Cristina Di Mascio, Marco Gasparotti, Boza Mauro, Luca Piretta, Andrea Spano, Anna Maria Veronesi

Stampa Publish - www.publish.it

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NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TE medwellness it

Cureremo il cancro facendolo “dimagrire” Una dieta ricca di grassi può aumentare il rischio di sviluppare un tumore della prostata ed è noto che le persone obese sono più predisposte allo sviluppo di questo tipo di tumore. Attenzione però a non confondere il malato con il tumore, non si tratta di far dimagrire il paziente bensì si tratta di non far “ingrassare” il tumore. O di farlo dimagrire, lasciarlo senza carburante bloccando il suo metabolismo dei grassi (lipidi). Affamarlo ma non sulla via degli zuccheri ma su quella dei grassi. Un team di ricercatori dell’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) dell’Università della Svizzera Italiana (USI), guidato da Andrea Alimonti, ha identificato uno dei meccanismi alla base di questo processo. Per anni si è creduto che per supportare la loro crescita le cellule tumorali avessero bisogno di aumentare soprattutto il loro consumo di glucosio, senza servirsi del metabolismo del mitocondrio, una teoria inaugurata agli inizi ‘900 dal premio Nobel per la medicina Otto Warburg. Il mitocondrio è un organello che produce l’energia necessaria alla sopravvivenza della cellula, funzionando come una sorta di centrale elettrica. Lo studio dimostra che senza la capacità di produrre efficientemente i grassi (lipidi), le cellule del tumore prostatico non sono in grado di crescere e metastatizzare, pur in presenza di un aumentata glicolisi. È noto, come detto all’inizio, che una dieta ricca di grassi può aumentare il rischio di sviluppare un tumore della prostata e che le persone obese sono più predisposte allo sviluppo di questo tipo di tumore. Il fatto che il metabolismo dei lipidi funzioni come benzina per sostenere la macchina tumorale non era tuttavia mai stato chiarito in dettaglio. Ora sì. “Abbiamo individuato un numero di composti farmaceutici in grado di inibire selettivamente - in diversi modelli sperimentali - l’enzima del mitocondrio responsabile della crescita tumorale,

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contenendo la sintesi dei grassi e senza danneggiare le cellule normali. Ci tengo a precisare però – conclude Alimonti – che la nostra scoperta non implica che pazienti affetti da tumori debbano sottoporsi a uno stretto regime dietetico, cosa per altro dannosa: una riduzione dei grassi nelle cellule del tumore può essere infatti ottenuta solo bloccando il metabolismo della cellula tumorale attraverso specifici farmaci”.

4PLUS tm, UN SOLO DEVICE PER INESTETISMI DI VISO E CORPO La radiofrequenza all in one firmata Novaclinical per il trattamento delle principali patologie ed inestetismi di viso e corpo che agisce in modo sicuro, efficace e confortevole. Oggi sempre più spesso si richiedono trattamenti di medicina estetica non invasivi e con zero tempi di recupero. 4PLUS tm associa un’azione focalizzata, grazie alle esclusive tecnologie proprietarie, con risultati immediatamente visibili e duraturi nel tempo, sessioni di trattamento di breve durata, indolore procedure semplici e sicure per il paziente e per l’operatore. Grazie alla piattaforma modulare e a manipoli differenti per azioni specifiche, 4PLUS tm agisce efficacemente su: - Rilassamento cutaneo - Lifting viso, collo e décolleté, - Contouring del viso - Rassodamento e rimodellamento corpo - Resurfacing frazionato - Inestetismi da smagliature ed esiti cicatriziali - Preparazione e recupero chirurgico (o post chirurgico) La sua efficacia e sicurezza sono garantite

dalla sinergia di tecnologie innovative, tra le quali la IoMT (Internet of MedicalThings) che oggi consente di analizzare e/o segnalare alert e aggiornare il software, consentendo così una comunicazione efficace e migliorando i tempi di risposta. In futuro, inoltre, garantirà l’interconnessione tra molteplici dispositivi e piattaforme, al fine di condividere, immagazzinare e analizzare i dati raccolti da remoto attraverso uno smartphone o un tablet. L’efficacia e la sicurezza di 4PLUS tm sono validate da pubblicazioni scientifiche e ricerche eseguite in collaborazione con le più prestigiose Università.

Curare la cefafea con i nutraceutici: oggi si può Circa dieci anni fa i nutraceutici (termine improprio che deriva dall’unione di nutrizione e farmaceutica) erano nell’immaginario collettivo equiparabili a prodotti di erboristeria e lo stesso nome veniva impiegato per parlare sia dei “functional food” che comprendono cibi che contengono sostanze utili in situazioni carenziali come le verdure a foglie verdi che contengono l’acido folico o le noci, il salmone che contiene Omega 3, noto a tutti nell’ambito della terapia dell’ipercolesterolemia, sia dei prebiotici o probiotici che degli integratori alimentari “dietary supplement” di cui si parla oggi per la terapia dell’emicrania. Viviamo in un momento culturale dove il mondo scientifico si deve confrontare con la sempre più forte richiesta da parte dei media di chiarimenti riguardo al ruolo che riveste l’alimentazione nello sviluppo o nella progressione di alcune fra le più disabilitanti malattie neurologiche: Alzheimer, ictus cerebrali, malattie neurodegenerative ed emicrania. I pazienti poi, assumono sempre più (si stima il 49,5% dei pazienti emicranici: National Health Interview study del 2016) senza aver consultato gli specialisti integratori alimentari diffusissimi in farmacia e spesso pubblicizzati da TV e giornali con messaggi a volte ingannevoli. È un dovere da parte degli specialisti chiarire il ruolo di questi integratori. Nelle ultime linee guida delle società scientifiche che si interessano di emicrania, sia italiane che internazionali, gli integratori


ECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIENEWS E TECNOLOGIE neuroni’), avendo un ruolo specifico e sinergico nel bloccare l’ipereccitabilità della corteccia cerebrale e la diffusione del segnale a livello cerebrale. In sostanza è come se riuscissero a spegnere un incendio, intervenendo quando ancora non ha attecchito. L’utilizzo è consigliato a tutti. Sia bambini, che purtroppo ne soffrono fin da piccolissimi, che gli adulti lo possono utilizzare ed è associabile a tutte le terapie convenzionali per patologie associate, con l’unica eccezione per i pazienti sotto terapia anticoagulante, se non previa autorizzazione del proprio cardiologo o neurologo.

sono consigliati anche in associazione di noti farmaci utilizzati dai neurologi da molti anni. Assoluta attenzione, a tal proposito, è dedicata nel mondo della farmacologia ad un nuovo prodotto, che si avvale dell’associazione di Tanacetum Partenio, Magnesio e 5htp derivato dalla Griffonia, che sarebbe in grado infatti di prevenire l’emicrania, se assunto due volte al giorno, ma soprattutto (novità assoluta in campo scientifico) di bloccare il fenomeno dell’aura emicranica. Dell’efficacia nel ridurre la durata e la disabilità del fenomeno dell’aura emicranica, abbiamo parlato con il Dottor Giorgio Dalla Volta, Responsabile del Centro Cefalee dell’Istituto Clinico Città di Brescia e promotore dello studio. Dottor Bocca, quali le reazioni dopo l’utilizzo di questo rivoluzionario nutraceutico? Possono tirare un sospiro di sollievo i 2.500.000 pazienti che soffrono in Italia di questa disabilitante malattia e che possono avvalersi di quest’associazione di molecole per affrontare in modo più sereno la comparsa dell’aura. Dopo l’assunzione di questo nutraceutico, infatti, i disturbi della vista (macchie scure chiamate in linguaggio medico “scotomi” o un evidente abbagliamento, come quando si guarda il sole), le fastidiose parestesie (formicolii), gli eventuali disturbi della parola, che possono precedere la crisi e che compongono la cosiddetta aura emicranica, che può durare anche più di un’ora spaventando il paziente, la stanchezza e la confusione, che possono perdurare anche 24-48 ore, si riducono a pochi minuti”. Come agisce? Ognuno dei tre componenti vengono assorbiti in meno di tre minuti e quindi possono passare la barriera ematoencefalica in tempi brevissimi (in parole povere “entrando in contatto con i nostri

Eliminare le cicatrici e i segni dell’acne è oggi più facile Pensare che i problemi legati all’acne siano imputabili esclusivamente adolescenza è un grosso errore: l’acne non ha età. Anche da adulti si può, infatti, avere questo problema cutaneo e le cicatrici che ne derivano sono segni di cui si farebbe volentieri a meno. Oggi è possibile eliminare definitivamente le cicatrici provocate dall’acne con tecniche di medicina estetica, l’importante è affidarsi a professionisti esperti che utilizzano il giusto approccio e le avanzate tecniche che la tecnologia mette a disposizione. “L’acne è una patologia cutanea infiammatoria che colpisce molte persone, sia femmine sia maschi, solitamente in età adolescenziale, ma che può manifestarsi anche in età adulta”, afferma il dottor Andrea Spano, Chirurgo Plastico ed Estetico. “Le forme dell’acne possono essere più o meno gravi, e manifestarsi attraverso brufoli o addirittura pustole, soprattutto sul viso, che, una volta scomparsi, possono lasciare cicatrici profonde, che possono purtroppo provocare o aggravare dei problemi psicologici legati all’autostima e alle relazioni inter-personali”. Grazie all’utilizzo del laser CO2 frazionato, che combina l’azione CO2 con la radiofrequenza, intervenendo sulle alterazioni del derma, è possibile eliminare

definitivamente le cicatrici. L’effetto termico del laser elimina gli strati più superficiali della pelle, levigando e riducendone i margini e lo spessore. La radiofrequenza, invece, veicola in profondità l’effetto del laser, stimolando la produzione di collagene da parte di cellule specifiche (i fibroblasti) e colmando, in questo modo, gli spazi vuoti del tessuto danneggiato dalla cicatrice. Il dottor Spano è stato tra i primissimi a portare in Italia questo approccio ed ancora oggi la combinazione del laser CO2 con la radiofrequenza è utilizzato da pochi esperti. “Grazie all’esperienza di 10.000 trattamenti negli ultimi anni posso affermare che il risultato finale è evidente da subito, e con il passare del tempo migliorerà ulteriormente”, continua il dottor Andrea Spano. “Con questo approccio verranno anche eliminati i pori dilatati e le micro-rughe di superficie. Il viso in generale assumerà un aspetto ringiovanito, levigato e luminoso; la pelle risulterà più distesa e le anche rughe di espressione saranno attenuate”. Ulteriore effetto positivo di questo trattamento sta in un recupero più rapido e con un rossore limitato a uno o due giorni.

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intervista di copertina

Samanta

Togni UNA DELLE BALLERINE PIÙ AMATE E STIMATE DAL GRANDE PUBBLICO TELEVISIVO, NON SOLO PER L’INCANTEVOLE E SINUOSO ASPETTO, MA ANCHE PER LA PRESTANZA E LA GRANDE PROFESSIONALITÀ MOSTRATA CON I SUOI ALLIEVI IN TUTTI QUESTI

La mia vita a “ritmo” di

benessere...

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ANNI DI MILITANZA TELEVISIVA.

a cura di Alessia Addari


Samanta Togni, umbra, classe 1981, ha incantato l’Italia con la trasmissione Ballando con le Stelle nella quale è impegnata dal 2009 come ballerina professionista e della quale sta preparando la 12° edizione. Figlia d’arte, Sandro Togni e Loredana

ed indipendenza. Riguardo il mio rientro in Italia, è avvenuto solo ed esclusivamente per amore. Dopo aver incontrato il padre mio figlio, infatti, ho scelto di abbandonare momentaneamente la danza, e con lei il ballerino con cui lavoravo in quel periodo negli Stati Uniti. Da questa scelta qui è poi nato mio figlio, la cosa più bella della mia vita.

Camilli sono entrambi insegnanti di ballo, a soli tredici anni conquista la finale al Blackpool Dance Festival, il concorso di danza più antico del mondo. Un’incontenibile passione e un innato talento sono le caratteristiche che le permettono di distinguersi da subito in una disciplina che prevede grande sacrificio e impegno. La smania nel perfezionare movenze e tecnica, le consente di raggiungere i massimi livelli e aggiudicarsi i primi posti nelle numerose e prestigiose competizioni internazionali. Non ancora maggiorenne, infatti, si trasferisce in America, dove incontra Maksmi

La danza è spesso intesa da chi la pratica come trasporto, eccitazione, dedizione ma anche e soprattutto sacrificio, rigore e grande coerenza. Pensi che questa definizione possa rappresentarti? La danza è trasporto, passione, ma è anche tanto senso del sacrificio, forza di volontà, carattere, disciplina. Nella natura di un ballerino, infatti, convivono molteplici caratteristiche. Il talento è sicuramente un requisito imprescindibile, ma a mio avviso non sufficiente se non supportato da una buona testa e da un buon carattere. Immaginiamo che la danza scandisca ed incalzi i ritmi della tua quotidianità. Quanto tempo dedichi agli allenamenti?

Chmercovsky con il quale vince il premio coppia di Ballo USA, trofeo molto ambito. Successivamente si aggiudica il Miami Open Under 21, cui

Le ore di allenamento sono davvero tante e quasi sempre legate ad impegni ed a progetti. Durante Ballando, ad esempio, riusciamo ad allenarci anche per sei ore al giorno, dunque il

segue un’ulteriore vittoria, nel 2016, quando si aggiudica l’undicesima edizione di Ballando Ph: Sebastiano Stringola

con le stelle in coppia con l’attore Iago García. La tua infanzia è trascorsa all’insegna del palcoscenico e della danza, sulle orme di due genitori artisti. Quando hai deciso che questa passione sarebbe poi divenuta anche una professione? Essendo cresciuta in questo ambiente, con genitori ed il resto della famiglia coinvolti professionalmente nella danza e l’insegnamento, il percorso è stato quasi inevitabile, tanto da non aver mai pensato di fare altro. Ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in lavoro con un percorso quasi naturale. Probabilmente è stato quando ho iniziato a far delle scelte importanti, quali abbandonare la scuola – per poi riprenderla in futuro – per trasferirmi prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti, che ho iniziato ad aver piena consapevolezza di star facendo le cose seriamente.

Ancora minorenne hai scelto di trasferirti in Inghilterra e poi negli Usa. Cos’è cambiato dopo queste esperienze e quale il motivo del successivo rientro in Italia? Queste esperienze fatte in un’età così giovane come la mia a quell’epoca, hanno rappresentato un tassello fondamentale del mio percorso crescita. Si tratta di importanti esperienze dalle quali ho tratto basi importanti, sia nell’ambito della danza che a livello umano, che mi hanno permesso di acquisire sicurezza

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Ad oggi ho un ottimo rapporto con il cibo, tanto da concedermi a

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Quali i suoi accorgimenti in tal senso?

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tempo in questo caso dipende molto dal lavoro previsto. In linea di massima, durante il corso dell’anno, oltre alla danza, mi alleno anche in palestra, con sessioni di attività funzionale, soprattutto per mantenere in tonicità la corporatura, stimolandone le potenzialità e la funzionalità, provare a far sempre di più, nonostante l’età che avanza. Le gambe, per un ballerino “strumento necessario” del quale avere premura ed estrema cura. Una parte del corpo alla quale, in recenti interviste, ha dichiarato di dedicare molta attenzione. Il corpo in generale è il nostro strumento di lavoro ed è per questo che è nostro dovere tenerlo in forma, tutelarlo ed allenarlo. Le gambe poi, rappresentano una parte fondamentale per un ballerino, così come i piedi ed il core, importante per mantenere l’equilibrio, la struttura e la postura. A tal proposito un allenamento completo diviene quasi necessario, e questo implica anche estrema attenzione dal punto di vista alimentare. Solitamente faccio una colazione molto abbondante, un buon pranzo ed una cena molto misera, consumata non in tardo orario. Cerco inoltre di fare molta attenzione, limitando soprattutto i dolci. Solitamente nelle sessioni di allenamenti, la preparazione ed il vigore fisico divengono complementari ad un regime alimentare specifico ed adeguato al supporto di energie.

volte anche qualche vizio di forchetta, sempre però rispettando i livelli di attenzione. Ci racconti del suo rapporto con il cibo. Come dicevo poc’anzi, ottimo il mio rapporto con il cibo... oggi. Ma non è sempre stato così. In giovane età, infatti, come tante altre ballerine, ho avuto qualche problema alimentare. Come definirebbe il suo stile di vita al di fuori della danza? Lo definirei uno stile di vita assai casalingo. Mi sveglio presto la mattina, amo fare sport, lunghe passeggiate con mia madre, accendere il camino e trascorrere serate in casa, con amici o sola con mio figlio. Al di là della prestanza, quanto l’aspetto fisico può influenzare l’avanzare di una carriera nell’ambito della danza? Un buon aspetto fisico può aiutare in ogni caso. Ho visto ballerini non particolarmente belli tramutarsi in adoni durante le loro esibizioni, con incredibile carisma ed estremo fascino. Così come ragazzi di gran bella presenza diventare sgraziati ballando. Samanta ieri ed oggi. Come è cambiato in tutti questi anni il tuo modo di vivere ed intendere questa disciplina? Potrei dire di essere in continua evoluzione. Oggi sono una donna con delle consapevolezze diverse. Agli esordi ballavo per essere ammirata, guardata, applaudita. Oggi invece ballo per raccontare quello che ho dentro. Un approccio decisamente contrario rispetto al precedente. Di cosa parla il tuo prossimo futuro? Il mio prossimo futuro parla di danza, tanto per cambiare! A breve inizieremo con le prove della 12esima edizione di Ballando con le Stelle. Nel frattempo continuerò a partecipare da inviata al programma di Rai 1 “Buongiorno Benessere”.

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LASER E NEI

Tutti abbiamo dei nei, presenti fin dalla nascita o comparsi nel corso della vita. Si tratta di formazioni benigne che non creano alcun problema, ma vanno tenuti periodicamente sotto controllo per evitare che possano sfociare in situazioni più gravi. Come spiegano gli esperti, per individuare eventuali melanomi, bisogna seguire la regola ABCDE, che prevede di controllare le cinque principali caratteristiche del neo: Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensione ed Evoluzione. Se una di queste variabili cresce o si modifica nel tempo, va effettuata un’accurata visita specialistica dermatologica per prendere in esame l’intervento di asportazione.

familiarità con melanoma. Il nevo melanocitico comune acquisito è una forma molto comune di neo, soprattutto nelle persone di razza caucasica, fa parte della stessa famiglia delle lentiggini e si tratta di una lesione pigmentaria benigna di colore marrone che compare di solito in adolescenza ed è localizzata prevalentemente sul tronco e alla radice degli arti. Rispetto al nevo congenito, presente fin dalla nascita, il cui il rischio maggiore di sviluppo di melanoma si annida nel cambio di dimensione, il neo melanocitico acquisito va tenuto sotto controllo per la numerosità e la variabilità clinica. “Molti studi dimostrano l’efficacia del laser a colorante pulsato nel trattamento delle lentiggini e di altre lesioni pigmentate, ma nessuna, fino ad oggi, nel trattamento del nevo melanocitico.

da oggi l’asportazione anche dei melanocitici comuni acquisiti

“Esistono sostanzialmente due tipologie di intervento: l’asportazione chirurgica e quella con il laser – osserva il Dottor Vito Abrusci, Dermatologo, Responsabile del Centro Vito Abrusci di Milano e Referente Scientifico di Syneron Candela. La tecnica chirurgica è certamente la più utilizzata perché permette sempre di effettuare l’esame istologico della lesione asportata, ma ha come effetto collaterale la permanenza di cicatrici sul corpo. L’asportazione con laser, di solito

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prediletta dai pazienti per la poca invasività, permette di distruggere con il calore le cellule del neo e di solito può essere presa in considerazione solo per l’asportazione di alcuni nei rilevati, sulla cui natura benigna non vi siano dubbi di alcun tipo”. Ma nuovi studi con la tecnica laser stanno dimostrando sicurezza ed efficacia nel trattamento di diverse tipologie di formazioni cutanee. Il laser, già ampiamente efficace per la rimozione di lentiggini, si rileva idoneo anche per l’asportazione di nevi melanocitici comuni acquisiti. Un caso clinico pubblicato sulla rivista American Society for Dermatologic Surgery, condotto dal Dottor Vito Abrusci ha mostrato come la tecnica che utilizza la energia laser pulsata sia riuscita ad intervenire asportando le neoplasie benigne. L’operazione è stata effettuata su una signora di 38 anni, senza alcuna

L’azione si è svolta in autunno, periodo ideale per intervenire su qualsiasi tipo di nevo, per la scarsa esposizione ai raggi solari – aggiunge Vito Abrusci - I nostri risultati clinici suggeriscono che questa modalità è un approccio valido per il trattamento dei nevi melanocitari comuni acquisiti, con il vantaggio del breve tempo operativo, ma dovranno essere eseguiti studi prospettici più ampi”.


CONFERENCE

Congresso Internazionale di Medicina e Chirurgia Estetica International Congress of Aesthetic Medicine and Surgery

2018 Palazzo della Cultura e dei Congressi

LIVE SESSIONS

Segreteria Organizzativa VALET - Provider Standard ECM 1328 + 39 051 63 88 334 • www.valet.it • congresso@valet.it

Segreteria Scientifica SIES - Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica www.sies.net • informazioni@sies.net

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BOTOX-LIKE LA NUOVA FRONTIERA DEL RINGIOVANIMENTO SENZA BISTURI

A cura di Dott.ssa Francesca Bocchi - Specialista in Medicina Estetica Pierre Vèron sosteneva che “LE RUGHE SONO SOLCHI NEI QUALI, IL PIÙ DELLE VOLTE, NON È SPUNTATO NIENTE”. Vale dunque la pena combatterle con le numerose ed efficaci armi offerte dalla medicina estetica nella perenne guerra tra rughe e vanità. Una forte espressività unitamente ad alcune abitudini comportamentali (prima fra tutte il fumo) sono in grado di causare un peggioramento del quadro estetico del viso, che può essere segnato da solchi e rugosità più fini. Tra i molti rimedi che la moderna medicina estetica mette a disposizione per la correzione di questo genere di inestetismo (peelings, prodotti topici, riempitivi), una novità che è entrata sul mercato, senza far uso di iniezioni ed infiltrazioni, offre la possibilità di combattere gli antiestetici effetti derivanti dall’invecchiamento della cute del viso, oltre che dalla sua espressività, attraverso un nuovo sistema cosmetico che, grazie agli speciali ingredienti in esso contenuti, consente di attenuare i segni del tempo e di prolungare gli effetti dei trattamenti estetici. Si tratta delle cosiddette “creme botox like”, cioè creme

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creme BOTOX LIKE agiscono provocando un rilassamento della muscolatura mimica del viso, attenuando così le fini rughe d’espressione. che, grazie alla loro particolare formulazione, agiscono provocando un rilassamento della muscolatura mimica del viso, attenuando così le fini rughe d’espressione. Il principale di questi ingredienti è il botulino: ovviamente non si tratta della “tossina botulinica”, ma del suo derivato non tossico, in grado di determinare una progressiva distensione dei solchi e delle rughe del viso senza indurre paralisi della muscolatura, agendo in maniera sinergica con gli altri ingredienti del sistema, rappresentati da un acido ialuronico di derivazione vegetale, che favorisce l’idratazione ed il recupero di elasticità cutanea, e da olio di jojoba, con la sua azione di protezione nei confronti dei radicali liberi e degli effetti dannosi provocati dagli agenti atmosferici, restituendo al viso elasticità, turgore e luminosità. Le prime composizioni si avvalevano di un particolare dipeptide noto con il nome commerciale di Syn-Ake (dipeptide diaminobutyroylbenzylamidediacetate) meglio conosciuto come “veleno di vipera” perché ha una struttura chimica molto simile ad una molecola ad azione paralizzante contenuta nel veleno di questo animale. Tra le sostanze, le più conosciute e le più utilizzate sono l’acido amminobutirrico (cosiddetto GABA) e alcuni peptidi come l’acetil esapeptide-8 e l’acetilesapeptide

3 (meglio conosciuto con il nome di Argireline),ma anche un pentapeptide noto come Leuphasyl. Oltre agli ingredienti botox-like, queste creme contengono anche altre sostanze attive utili per contrastare i segni del tempo, sostanze ridensificanti come vitamina C, oli e grassi vegetali, peptidi biomimetici, sostanze antiossidanti come vitamina A,C,E,coenzima Q10, ma anche acido ialuronico, glicerina, alfaidrossiacidi, agenti schiarenti. IL TRATTAMENTO Il programma completo e professionale di trattamento prevede l’utilizzazione di una maschera, da applicarsi nello studio del medico, seguita dall’applicazione di una crema, che rappresenterà il trattamento domiciliare che la paziente dovrà seguire quotidianamente. La maschera, oltre al botulino, contiene alfabetaidrossiacidi in bassa concentrazione, aventi lo scopo di favorire la penetrazione del prodotto senza indurre “fotosensibilizzazione”: questa particolarità consente l’utilizzo del sistema anche nella stagione estiva. La maschera con Tossina Botulinica di Tipo A risulta particolarmente indicata per il temporaneo miglioramento delle rughe verticali di grado medio o severo, più comunemente note come rughe d’espressione. L’invecchiamento è associato alla comparsa di due tipologia di rughe: le rughe dinamiche causate dall’iperattività muscolare, come le glabellari, e quelle statiche associate alla perdita di volume, come le naso-labiali. La Tossina Botulinica di Tipo A ha la funzione di bloccare temporaneamente il rilascio di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, che trasmette l’informazione di contrazione al muscolo e quindi il muscolo non contraendosi rimane rilassato e la ruga si riduce. La maschera si appoggia con un gel galenico che rilascia molto rapidamente la Tossina Botulinica di tipo A e può essere applicata su tutto il viso, collo e decollete senza gli effetti collaterali che si possono verificare con l’infiltrazione. L’efficacia del trattamento si rende evidente dopo quattro giorni dall’applicazione e la

distensione temporanea delle rughe ha una durata di circa tre settimane. L’uso domiciliare serale della crema dovrà essere quotidiano; già a partire dalla prima seduta il viso apparirà più luminoso e si potrà cominciare ad apprezzare la distensione delle rughe di espressione. I RISULTATI I risultati che si possono ottenere con le creme al botulino sono molto buoni. Se si scelgono prodotti di qualità e se si utilizzano con costanza, le rughe meno profonde causate dalla continua contrazione dei muscoli mimici appariranno visibilmente più distese. I principali vantaggi di queste creme sono un prezzo più contenuto rispetto al botulino, la sicurezza d’utilizzo, l’assenza di dolore ed effetti collaterali eventuali, solo in alcuni casi si è registrata una lievissima sensazione di bruciore dovuta all’azione distensiva delle sostanze contenute nella crema. Tuttavia, l’efficacia antirughe delle creme al botulino è inferiore rispetto a quella dell’iniezione dell’omonima tossina e questo potrebbe essere considerato uno svantaggio. Bisogna però ricordare che tali creme sono più sicure da utilizzare e sono generalmente prive di controindicazioni. Questo trattamento è adatto a pazienti di tutte le età e con qualsiasi tipo di pelle.

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medicina estetica

NUOVE METODICHE PER LA RIMOZIONE DI

TATUAGGI

A cura di Dottoressa Maria Cristina Di Mascio - Medico Chirurgo, ssSpecialista in Chirurgia Estetica

Al giorno d’oggi la tecnologia permette di avere numerose tecniche per la rimozione di tatuaggi, tale richiesta è dettata dall’esigenza del paziente/cliente di ottenere un buon risultato estetico senza cicatrici evidenti. www.gruppogmv.com

Cosa deve valutare il medico per la rimozione del tatuaggio? Anzitutto, è necessario capire chi ha eseguito il tatuaggio e come questo è stato eseguito facendo una semplice intervista al paziente. Se il tatuaggio è amatoriale a pennino oppure datato, viene eseguito manualmente ad una profondità non uniforme dell’epidermide. Ad un’ispezione visiva, il disegno si presenta con margini mal definiti e la colorazione varia notevolmente a seconda della concentrazione e localizzazione del pigmento. I pigmenti utilizzati sono: inchiostro di china, cromatina, carbone ed altri coloranti. Se il tatuaggio è professionale viene eseguito con una “pistola” automatica ed il pigmento viene depositato in maniera uniforme. Esistono anche tatuaggi traumatici che derivano dalla penetrazione nella cute di piccoli corpi estranei. Per ultimo ma non d’importanza, il paziente deve essere edotto e consapevole che la rimozione dei tatuaggi non è un intervento estetico, pertanto non può essere garantito un risultato estetico. Il

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risultato sarà buono o cattivo in relazione alla reattività del paziente, alla profondità del pigmento, al controllo dell’infezione e alla limitazione di microtraumi durante la guarigione dell’area trattata.

NORME GENERALI PER LA RIMOZIONE DEI TATUAGGI • Scomporre il tatuaggio nelle aree di movimento • Non intervenire sulla stessa area prima che siano passati almeno 2 due mesi dalla riepitelizzazione • Il paziente non deve svolgere attività ginnica fino alla rimozione completa dell’escara del tatuaggio Il Plexr viene utilizzato nelle aree che più facilmente possono dare origine a cicatrici ipertrofiche e questa metodica consente una rimozione del tatuaggio delicata con un’ottima restitutio ad integrum. Il trattamento presenta minimi rischi infettivi, poiché dopo pochi giorni si forma una crosta che protegge l’area trattata. Il plasma generato dal Plexr polverizza i pigmenti del tatuaggio e non scalda i tessuti in profondità. La guarigione

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trattamento parziale. Dopo il trattamento la superfice viene aspersa con una polvere antisettica (Ektogan) e coperta con un fazzoletto di carta fissato con cerotti. Nei giorni successivi il paziente continuerà ad applicare la polvere fino a quando l’escara non si sarà consolidata. Quando l’escara si stacca, l’area trattata deve essere protetta dal sole. Si può reintervenire sull’area trattata solo dopo due mesi ed a seguito di una accurata valutazione per il prosieguo del trattamento.

TRATTAMENTO E SALATURA

è rapida e la cute si presenta simile a quella circostante. TRATTAMENTO CON IL PLEXR Dopo aver eseguito l’anestesia topica (aspettare il tempo necessario 30-45 min), si esegue un primo passaggio utilizzando il manipolo bianco del Plexr, ovvero quello a più bassa potenza, a seguito del quale la cute viene disepitelizzata (rimozione dello strato esterno). Successivamente con il manipolo rosso, ovvero quello a più elevata potenza, viene effettuato un passaggio sul derma pigmentato. Ovviamente dove il derma è più pigmentato è necessario ripetere più volte il passaggio, quindi rimuovere il carbone e con esso verrà rimossa anche buona parte del pigmento. Nelle regioni sottoposte a movimento è necessario scomporre l’intervento effettuando un

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Si esegue disepitelizzando la cute sovrastante il pigmento utilizzando il manipolo bianco del Plexr, che viene passato sulla superficie del tatuaggio debordando di alcuni mm dal margine del disegno e scoprendo lo strato più superficiale del derma papillare. Nei tatuaggi di dimensioni rilevanti e nelle aree soggette a movimenti muscolari, il tatuaggio deve essere scomposto. A seguito di questo passaggio non viene raggiunto il pigmento: la disepitelizzazione della cute infatti serve esclusivamente alla salatura. Sublimata l’epidermide si esegue perciò la salatura del derma. LA SALATURA è una tecnica utilizzata sin da prima dall’avvento della tecnologia laser. L’operatore solubilizza parzialmente del sale fino in capsula con soluzione fisiologica. Il composto ottenuto viene quindi applicato con delle garze sull’area da trattare, con tempistiche variabili da un minimo di 15 minuti fino ad un massimo di un’ora, in relazione a: spessore della cute;

vascolarizzazione; ricchezza di annessi e pigmenti nelle diverse regioni del corpo. La salatura provoca una necrosi superficiale, la dismissione osmotica del pigmento ed una reazione fagocitaria ed essudativa. Durante l’applicazione del sale sui tatuaggi estesi è necessario reintegrare la componente liquida assorbita dalle garze. Il sale viene eliminato con un lungo lavaggio e l’area viene disinfettata con una soluzione diluita di betadine e medicata con una garza antisettico non aderente. La disinfezione deve essere eseguita tutti i giorni durante la prima settimana. Per un risultato ottimale è necessario evitare l’infezione perché può dare una cicatrice ipertrofica. È necessario spiegare al paziente che gli effetti della soluzione salina non sono immediati e che pertanto non si dovrà stupire se, durante le prime medicazioni, vedrà il tatuaggio più evidente. Bisogna inoltre ricordare che per la rimozione di tatuaggi professionali sono necessarie meno sedute rispetto ai tatuaggi amatoriali. Normalmente dopo la prima seduta resta il pigmento negli strati più profondi o in quantità maggiori nel derma. La successiva seduta deve essere eseguita soltanto dopo tre mesi, ovviamente sui punti residui del tatuaggio. La maggior parte dei tatuaggi viene eliminata in due sedute, ma si può arrivare anche a 5 sedute per ottenere un risultato completo.

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Proporzione, femminilità e prevenzione ecco la formula ideale per intervenire

sul seno

A cura di Dott. Andrea Spano - Chirurgo Plastico ed Estetico

Dirigente medico di I Livello presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, il dottor Andrea Spano, chirurgo plastico ed estetico, garantisce alle sue pazienti, che decidono di intervenire esteticamente sul proprio seno, una particolare attenzione alle problematiche legate a questa delicata parte del corpo, mettendo la propria esperienza al servizio della prevenzione. “Il seno è una parte del corpo molto delicata, che ha una valenza sia fisica che psicologica. Quando una donna mi chiede di aumentarlo, sollevarlo o ridurlo, dopo averla ascoltata con estrema attenzione, valuto se la sua richiesta è ragionevole”, afferma il dottor Andrea Spano. “Far contenta la paziente significa proporle la migliore soluzione studiata su misura, senza trascurare la prevenzione”. Forte di un’elevata esperienza in tecniche innovative ed avanzate nell’ambito della chirurgia senologica sia estetica che ricostruttiva, il dottor Andrea Spano è stato pioniere della ricostruzione mammaria con protesi di ultima generazione e con Lembo DIEP presso l’Istituto dei Tumori di Milano. “L’intervento al seno è oggi molto praticato: si può ingrandire, ridurre, modellare o sollevare. Proprio perché stiamo parlando di una parte molto delicata e sensibile è bene affidarsi a professionisti seri in grado anche di consigliare e arginare alcune richieste” continua il dottor Andrea Spano. “Un buon risultato passa spesso per tecniche combinate e quindi attraverso la capacità del chirurgo plastico di vedere la situazione nel suo insieme e avere la capacità di agire di conseguenza”. Ideatore di nuove tecniche di aumento e risollevamento del seno con protesi di nuova generazione e senza cicatrici, il dottor Andrea Spano è anche esperto di mastoplastica additiva – mastopessi senza cicatrici multiplane, (l’ultima novità nel campo della mastoplastica additiva) che permette con piccole incisioni nascoste e l’inserimento di protesi anatomiche di alzare un seno svuotato e caduto (ptosico) di ben 2 o 3 centimetri.

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Medicina Estetica Integrata:

l’equilibrio è nella globalizzazione dell’io A cura di Dott.ssa Anna Maria Veronesi - Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Estetica

Nella mia pratica medica quotidiana seguo un approccio diverso dagli standard che vogliono che il paziente sia curato dal solo punto di vista estetico o fisico. È da qualche tempo, infatti, che mi sono avvicinata alla Medicina Estetica Integrata©, disciplina che considera il paziente nella sua globalità, valutando oltre l’aspetto fisico, anche quello energetico e psicologico. Per creare benessere e bellezza occorre che vi sia equilibrio tra questi tre aspetti, cosa che spesso manca in seguito a un conflitto o disturbo psicologico. Così, di volta in volta, in base al paziente che ho di fronte, oltre ad un piano di trattamento per valorizzare l’aspetto esteriore con, ad esempio, l’utilizzo di apparecchiature medicali come il D.A.S. medical, i filler e i laser, suggerisco, se percepisco interesse da parte del paziente, di scaricare un’applicazione per iniziare a praticare a casa 5 minuti di meditazione al giorno; oppure sul ricettario, oltre agli integratori o a creme, prescrivo titoli di libri da leggere per iniziare a guardare il proprio mondo interiore. Per chiarire il concetto di medicina estetica integrata, utilizzo spesso una citazione di Platone che ben riassume ciò che vivo in prima persona: “fammi bello dentro e fuori fammi come dentro”. Per lavorare a livello del nostro subconscio e renderlo “bello” possiamo utilizzare diverse metodiche. La meditazione, la psicoterapia, le tecniche d’ipnosi, il tapping, le tecniche di rilassamento, percorsi evolutivi come l’Hoffman e la Mindfulness, l’Art Therapy e naturalmente uno stile di vita sano che deve comprendere alimentazione corretta, attività fisica, buone letture per coltivare l’anima e lo spirito. Mentre per valorizzare il nostro corpo abbiamo a disposizione diverse tecnologie, non o poco invasive, come ad esempio la tecnologia al plasma.

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IL D.A.S. MEDICAL Personalmente utilizzo il D.A.S. medical, uno strumento maneggevole privo di contatti elettrici e wireless. Questo dispositivo funziona sfruttando la radiofrequenza a onde lunghe per generare un effetto plasma. Il plasma è il quarto stato della materia creato dalla ionizzazione dei gas naturali presenti nell’aria (ad esempio il fulmine è una colonna di gas ionizzato): può essere creato dal riscaldamento di un gas, oppure sottoponendolo a un forte campo elettromagnetico generato da laser o da radiofrequenza. La radiofrequenza crea un arco elettrico attraverso l’elettrodo, generando calore sulla cute con conseguente vaporizzazione dei tessuti superficiali, senza coinvolgimento del derma. In questo modo non c’è sanguinamento né danno ai vasi sanguigni e ai nervi che si trovano proprio nello strato dermico. Caratteristica di questo dispositivo è di agire con la punta dell’elettrodo sfiorando la cute, senza mai toccarla, proprio per effetto dell’arco elettrico. Il plasma innesca quindi una serie di processi positivi nei tessuti trattati, simili a quelli ottenuti con un laser CO2 pulsato. Il trattamento è poco doloroso e ben tollerato, in ogni caso si può utilizzare dell’anestetico topico per evitare qualsiasi fastidio. Il trattamento avviene spesso in un’unica seduta, a eccezione della blefaroplastica non chirurgica. Voglio soffermarmi proprio sulla blefaroplastica non chirurgica perché è un trattamento molto richiesto dai pazienti. Pensate che dopo aver postato sui social un filmato live di 20 secondi della tecnica al plasma per il trattamento della lassità delle palpebre, ho avuto quasi 60.000 visualizzazioni in pochi giorni. Questo fa ben comprendere l’interesse che c’è per la metodica. È un trattamento che richiede l’uso di una crema anestetica topica, da distendere in abbondanza con l’aiuto di un bastoncino, sulla zona da trattare. Dopo 30 minuti si può iniziare la seduta. Il trattamento, se applicata bene la crema anestetica, è

indolore. Le sedute variano da una a tre, in base alla lassità della palpebra. Tra una seduta e l’altra normalmente lascio trascorrere da uno a due mesi ed anche in questo caso dipende dal grado di lassità, più è importante, più i tempi di recupero sono lunghi. Importante è, come sempre, la prima visita, dove si spiega esattamente la procedura e soprattutto il post trattamento. Nel mio protocollo ho incluso l’assunzione di 4 compresse al giorno di arnica a partire da 4 giorni prima del trattamento con il D.A.S. medical e da continuarsi per altri 4 o 5 giorni dopo. In quest’ultimo caso oltre all’arnica prescrivo in associazione anche degli antinfiammatori sempre per os. I benefici che i pazienti hanno da questa metodica è di evitare un intervento chirurgico, di avere dei tempi di recupero veloci, il tutto senza il minimo dolore. La gestione del paziente trattato con il D.A.S. medical, diventa per noi medici semplice, il che ci permette di lavorare con la massima tranquillità. Oltre che per una blefaroplastica non chirurgica utilizzo il D.A.S. medical per la rimozione di altre patologie dermo-estetiche, tra cui: • Cheratosi seborroiche • Nevi dermici benigni

• Fibromi penduli • Xantelasmi • Angiomi rubini • Lentigo simplex Anche in questi casi trovo di estrema utilità questo dispositivo, essendo estremamente maneggevole e facilmente trasportabile nei vari studi con i quali collaboro. Per concludere, ritengo fondamentale la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, definita come uno stato di completo benessere fisico-psichico e non semplice assenza di malattia, e ne faccio base costante della mia pratica di medicina estetica. Una delle cause di invecchiamento e di insorgenza di malattie croniche è lo stress che è generato da un conflitto esterno a noi. Se lo stato di stress persiste vivremo una situazione di malessere, che anche curando i segni dell’invecchiamento non migliorerà. Non si può, quindi, creare una condizione di benessere occupandosi solo di eliminare le rughe o ridurre i cedimenti del volto, ma occorre agire anche a livello della nostra interiorità per ottenere un’armonia psicoestetico-fisica complessiva.

• Verruche virali

UOMO trattamenti eseguiti a distanza di un mese e mezzo solo su palpebre superiori

DONNA trattamenti eseguiti a distanza di un mese e mezzo solo su palpebre superiori

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AGING GENITALE

SE SOLO FINO A 100 ANNI FA LE PERSONE INTORNO AI 50 ANNI POTEVANO GIÀ CONSIDERARSI VECCHIE, OGGI NON È PIÙ COSÌ.

E PSICOLOGIA FEMMINILE A cura di Dott.ssa Boza Mauro - Psicologa e Psicoterapeuta

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In base ai dati demografici la popolazione è sempre più anziana. Questo perché le tecniche mediche sono sempre più efficaci nel tenerci in vita, e ciò ha spostato il baricentro delle attività umane. L’aging (o invecchiamento) è un fenomeno naturale che inizia già dopo i 35 anni. È la somma di tutte le modificazioni biologiche e psicologiche che accompagnano ciascun individuo lungo il cammino della sua vita. È una complessa cascata di processi che portano alla riduzione progressiva della riserva funzionale. L’invecchiamento umano, se pur generalizzato a tutti gli individui, si svolge con modalità, ritmi e conseguenze variabili da individuo a individuo, poiché è influenzato da molteplici fattori di diversa natura che, se tenuti sotto controllo, possono

intervenire a ritardarlo e a contrastare gli aspetti negativi che lo caratterizzano. La paura di invecchiare è un sentimento molto diffuso, esteso tanto alla popolazione femminile quanto a quella maschile, ed è sicuramente una paura umana. La donna, che, per motivi di biologia, invecchia prima dell’uomo, si sente molto precocemente a rischio e , spesso, interviene già dopo i 40 anni se non prima, per rallentare i primi segnali del processo di invecchiamento. In età avanzata, si assiste alla rarefazione dei peli pubici, alla scomparsa della pigmentazione del contorno vulvare e all’atrofia delle piccole labbra. In altre parole, se durante l’invecchiamento la pelle va incontro a una progressiva atrofia, secchezza, perdita di elasticità e fragilità, nella vagina si assisterà ad atrofia, secchezza, dispareunia e a livello della vulva, atrofia, prurito intenso. Non a caso infatti, negli ultimi anni, è aumentata la richiesta di procedure per il ringiovanimento genitale. Spesso la funzionalità e l’estetica degli organi genitali non viene presa nella giusta considerazione in quanto soprattutto la donna ha difficoltà a parlare di questo argomento anche con il proprio medico. In prima linea vanno considerati problemi funzionali della mucosa vaginale soprattutto della donna in età menopausale con secchezza vaginale, calo del desiderio e fastidio nella penetrazione. Il cambiamento può variare da individuo a individuo: alcuni sono consapevoli che sia necessario più tempo per poter cogliere l’eccitazione sessuale, altri non lo sono e hanno difficoltà ad accettare che l’orgasmo non possa raggiungersi o che si abbiamo problemi. Nella donna, la cessazione dell’attività ormonale che si presenta in menopausa porta ad un invecchiamento, diminuiscono gli estrogeni e diminuisce repentinamente il collagene, un fattore che incide molto sull’invecchiamento generale, cutaneo e dei genitali esterni. A 75 anni solo un uomo su quattro perde interesse per la sessualità. L’invecchiamento dei genitali esterni femminili (piccole e grandi labbra) può influire sessualmente più da un punto di vista psicologico, che anatomico . La moda gioca un ruolo importante nel generare una maggiore attenzione verso l’estetica di quell’area, portando a galla quelli che un tempo erano tabù. Oggi si riscontrano trend estetici come l’epilazione molto estesa, se non totale, delle zone intime e l’uso frequente di indumenti attillati, come i leggings, che portano i genitali e le loro imperfezioni ‘in primo piano’. Molte pazienti confessano di essere a disagio soprattutto in palestra. Non tutte le donne la vivono allo stesso modo. Ciò dipende da diversi fattori, tra cui il livello di consapevolezza e di accettazione di sé ed il tipo di informazioni ricevute. La propria idea di menopausa spesso è il frutto

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medicina estetica

delle introiezioni materne, cioè del modo in cui la propria madre l’aveva raccontata e affrontata. Comporta grossi cambiamenti nella propria identità e nel proprio ruolo sociale e familiare. I sintomi e gli Aspetti Psicologici della Menopausa (confusione, incertezza, depressione, ecc) sono anche correlati a fattori psicosociali, in quanto la menopausa si inserisce in due delicate fasi del ciclo di vita: la prima detta “trampolino di lancio” (i figli sono ancora in casa ma si stanno preparando all’autonomia), la seconda detta “nido vuoto” (i figli sono ormai fuori casa). Le donne che hanno iperinvestito

sull’accudimento dei figli possono ritrovarsi sole e smarrite e chiedersi: E adesso a cosa servo? Durante l’invecchiamento l’identità sessuale della donna può entrare in crisi, perché mentre l’adolescenza e la maternità hanno un significato evolutivo e creativo, questa fase della vita è caratterizzata prevalentemente da elementi di perdita. In un periodo di passaggio come è quello dell’aging e quindi di profondi mutamenti corporei, ormonali, del ruolo sociale e della famiglia è naturale che una donna provi tristezza e sensazioni di perdita, sentimenti questi solitamente associati alla depressione. La vulnerabilità psicologica associata alla perdita della giovinezza e della fertilità e le alterazioni ormonali si influenzano in modo reciproco con impatto sulla regolazione dell’umore. Tutto questo può provocare: Labilità emotiva, disperazione, impotenza, rabbia, perdita di controllo. Indubbiamente tutti i trattamenti farmacologici o chirurgici o di medicina estetica possono rappresentare un valido aiuto per contribuire a migliorare uno stato di benessere sia generale che genitale. Tuttavia un supporto psicologico nei casi in cui si manifesti uno stato di disagio emotivo eccessivo con perdita di autostima è necessario, a volte anche per dare maggior risalto ai trattamenti estetici che eventualmente vengono effettuati

ASPETTI PSICOLOGICI DELL’INVECCHIAMENTO L’entità del problema varia di donna in donna: in generale, ci sono tre tipi di condizioni depressive che si manifestano con l’invecchiamento. • Umore depresso: un periodo breve di “assestamento”. • Depressione come sintomo: un periodo solitamente breve, in cui la depressione appare conseguenza di problemi fisici ed eventi esterni (perdita di una persona cara, pensionamento, emancipazione dei figli). In questi casi è comunque necessaria attenzione, parlandone con il medico, per evitare l’evoluzione in una vera sindrome depressiva. • Sindrome depressiva: un quadro

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patologico con un periodo prolungato di umore depresso, ansia, perdita di interesse verso qualsiasi forma di attività. È indispensabile non aspettare e affidarsi a un percorso terapeutico con un adeguato supporto psicologico. La vulnerabilità psicologica legata all’Aging può condurre, a volte, anche all’uso di psico-farmaci, soprattutto se nello stesso momento accadano anche perdite dolorose come quella di un lutto, una separazione coniugale o semplicemente i figli che escono definitivamente di casa. In questi casi è molto facile che si instauri un quadro depressivo a tutti gli effetti che genera un’alterazione dell’umore cronico e pervasivo. È necessario in questi casi di lasciarsi aiutare effettuando una visita specialistica. Un sostegno psicoterapeutico può aiutare la donna a superare questo periodo di profondi mutamenti, evitando che la situazione possa invece peggiorare. Durante la relazione terapeutica ci si concentra non solo sul problema attraverso la sua definizione in percorsi da intraprendere e obiettivi da raggiungere, ma anche e soprattutto sulle risorse inespresse dell’individuo affinché siano supportate e potenziate. Attraverso il potenziamento delle stesse, attraverso la scoperta di risorse inespresse sarà possibile aumentare quel senso di fiducia verso se stessi. Il percorso sarà quindi teso ad uscire dalla crisi, a migliorare l’autostima e il senso di efficacia; a trasformare il dolore e la rabbia; ad accettare il cambiamento per poter acquisire un nuovo modo di vivere al meglio il proprio presente, la propria vita. In definitiva. L’invecchiamento è una fase naturale della vita. È un periodo di transizione che porta con sè confusione e insicurezza. Ma come tutti i cambiamenti, se affrontati con serenità ed ottimismo, può diventare una parentesi evolutiva ricca e fertile. La donna può recuperare il “piacere di piacersi” dedicando finalmente tempo a se stessa e mettendo in primo piano i propri bisogni ed aspirazioni.


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Estetica e DNA:

sinergia vincente

a cura di Alessia Addari

É noto che nel DNA sia “scritto” tutto: salute, benessere, longevità compresi. Ma il nostro destino non è immutabile. Grazie alla nutrigenomica è possibile avvalersi del cibo non solo per prevenire l’insorgere di patologie e malattie o migliorare le performance, ma anche contrastare l’invecchiamento precoce,sfoggiare una silhouette invidiabile ed essere in perfetta forma e quindi, regalarsi bellezza e benessere.

Motivo per cui il Dottor Vincenzo Colabianchi, Chirurgo Plastico ed Estetico, ad oggi tra i più quotati e qualificati professionisti del panorama italiano ed internazionale nel campo della chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva, ha deciso di avvalersi delle più recenti acquisizioni e dei metodi più innovativi di indagine del DNA al fine di poter ottimizzare la preparazione ed i risultati di interventi chirurgici e trattamenti di medicina estetica, così da offrire un valido ed efficiente supporto prima, durante e dopo le procedure, massimizzandone e protraendone nel tempo gli effetti. “Quei chiletti di troppo che hanno appesantito la silhouette, energie e vitalità inspiegabilmente in calo, linee e segni d’espressione che compaiono precocemente, pelle spenta, priva di tono, sbalzi umorali che ci fanno vedere tutto nero e si riflettono sulla percezione della propria immagine influenzandola negativamente – afferma il Dottor Colabianchi - possono essere causati da modificazioni dell’epigenoma. Il DNA,si sa, resta fisso per tutta la vita – spiega

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- ma esiste una sua parte “variabile”, l’epigenoma, un secondo codice genetico costituito da un insieme di interruttori che accendono o spengono i singoli geni influenzandone l’espressione senza alterarne la sequenza. É qui che si trovano le risposte fondamentali per il nostro benessere e la salute. Le variazioni dell’epigenoma sono determinate da molteplici fattori: l’alimentazione, lo stile di vita, la abitudini, lo stress, il passare del tempo, il fumo, le aggressioni ambientali. Ho deciso quindi di offrire ai miei pazienti la possibilità di effettuare un test del DNA per conoscere il proprio profilo genetico e, di conseguenza, impostare uno stile di vita sano, capire meglio il proprio metabolismo, prevenire l’invecchiamento, influenzare la longevità e addirittura boostare le performance o contrastare umore nero e depressione”. Tutti fattori che influenzano i risultati ottenuti con la chirurgia e la medicina estetica, ma non solo. Il medico potrà agire preventivamente nel pre-operatorio trovandosi così ad intervenire nelle condizioni ottimali e, dopo l’intervento, migliorare il post-operatorio e i risultati ottenuti suggerendo un percorso di affiancamento a procedure e trattamenti estetici. “Tra i loro atout – puntualizza il Dottor Colabianchi – il fatto che non sono invasivi (non è necessario il prelievo di sangue, ma è richiesto solo un tampone salivare); sono pratici e velocI (non bisogna recarsi in strutture specifiche), hanno un costo “smart” che non pesa significativamente sul budget già stanziato e non occorre

aspettare tempi lunghissimi (il referto viene comunicato dopo soli 3 giorni). Cinque i test disponibili che indagano la relazione tra DNA e dieta, DNA e sport, DNA e invecchiamento, DNA e psiche e DNA e geriatria, indicando, a seconda del test scelto, predisposizione all’obesità, sovrappeso, intolleranza al lattosio, predisposizione alla celiachia, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, valutazione dello stress ossidativo edei fattori d’invecchiamento, rischio di lesioni e traumi sportivi, stati infiammatori, predisposizione a sindromi depressive e molto altro ancora. Assieme al referto verrà fornito un elenco di alimenti, eventuali indicazioni di integrazione naturale, piani dietetici per iniziare subito la propria alimentazione nutrigenomica personalizzata. Uno step fondamentale che va di pari passo con i cambiamenti dello stile di vita in generale, poiché è scientificamente dimostrato che un regime alimentare scorretto predispone a numerose patologie e mette a rischio i benessere riflettendosi anche sull’estetica. E se a questo aggiungiamo l’azione dannosa di altri fattori esterni, come lo stress, l’inquinamento, la sedentarietà, il quadro è completo. Il test del DNA aiuta a conoscere il proprio profilo genetico ed impostare uno stile di vita sano, conoscere meglio il proprio metabolismo, prevenire l’invecchiamento, influenzare la longevità ed addirittura boostare le performance o contrastare umore nero e depressione”.


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benessere

Ad oggi, possiamo affermare con certezza che la vitamina D va somministrata ad individui a rischio di carenza, con dosaggi capaci di correggere il metabolismo fosfo-calcico.Sono però da evitare eccessi sia nella quantità , sia nel numero delle applicazioni che esulino da tali indicazioni d’uso di questo importantissimo ormone.

a cura della redazione

La vitamina panacea per ogni male, oppure no?

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Il ruolo svolto da questa vitamina è fondamentale per il mantenimento della salute dello scheletro, perché il suo compito è quello di favorire l’assorbimento del calcio da parte di intestino e reni: calcio che il nostro organismo utilizzerà principalmente per la costruzione e il mantenimento in buona salute delle ossa. La cosiddetta vitamina D è in realtà un ormone prodotto dalla pelle in seguito all’esposizione al sole e, a differenza delle altre vitamine, l’apporto derivante dall’alimentazione è trascurabile. Ecco perché un livello ottimale di vitamina D è funzionale al mantenimento della salute delle ossa, e perché le organizzazioni che si occupano della promozione della salute dello scheletro e della lotta all’osteoporosi raccomandano supplementi calibrati di questa vitamina agli individui ad alto rischio di frattura di fragilità che ne presentino livelli troppo bassi. Negli ultimi tempi però si vanno sempre più diffondendo dati relativi a possibili effetti positivi legati alla supplementazione di vitamina D, anche relativamente ad altre patologie croniche di ambito extrascheletrico. Per questo motivo i rappresentanti della massima società europea che si occupa di studi clinici su osteoporosi e osteoartrite (ESCEO) insieme a FIRMO (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso), hanno composto un gruppo di studio che ha intrapreso una revisione sistematica delle evidenze relative agli effetti positivi della vitamina D in ambito di malattie croniche extrascheletriche, con l’obiettivo di fornire linee guida per studi futuri nel settore. Abbiamo dunque chiesto alla Professoressa Maria Luisa Brandi, Segretaria Generale di ESCEO, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Firenze e Presidente di FIRMO, quali sono stati i risultati dello studio.

conclusioni dell’analisi compiuta ci hanno chiaramente dimostrato che, al momento, le sperimentazioni cliniche disponibili hanno mostrato risultati ancora insufficienti. Mancano ancora test necessariamente ampi e circostanziati, - afferma la Professoressa Brandi - tali da poterci confermare la reale efficacia di tali supplementi sulle malattie croniche extrascheletriche. Inoltre anche il dosaggio usato per queste malattie, ben superiore a quello normalmente somministrato per la salute dello scheletro, deve ancora dare prova della sua innocuità. Anche gli studi, finora promettenti, relativi ad effetti sulle malattie autoimmuni (compresi il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla e il lupus eritematoso sistemico), i disturbi cardiovascolari e la riduzione complessiva della mortalità, devono essere confermati. Un punto critico è rappresentato dalla mancanza di conoscenza dei dosaggi necessari per la prevenzione di malattie croniche, - conclude la Brandi - a parte la fragilità ossea, visto che quanto raccomandiamo si basa sulle conoscenze accumulate per il metabolismo osseo e la prevenzione delle fratture”. Pare infatti che per prevenire malattie croniche che oggi si affacciano all’orizzonte occorrerebbero dosaggi molto più alti, con potenziali effetti indesiderati a lungo termine. Questo non significa voler smentire la possibile efficacia del supplemento di vitamina D anche per altri ambiti di cura, ma vogliamo mettere in guardia da troppo facili entusiasmi riguardo a terapie che non hanno ancora provato né la loro efficacia, né la loro innocuità a dosaggi diversi da quelli raccomandati per contrastare le fratture da fragilità.

“Si sa, la possibilità di trovare una panacea per tutti i mali è una suggestione fortissima, ma il nostro compito, come scienziati, è quello di verificare se è come le speranze riposte in una cura siano documentabili o meno. Le

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LA COSMESI DEL FUTURO

GREEN, TECNO E SU MISURA A cura di Dott.ssa Francesca Bocchi - Specialista in Medicina Estetica

La pelle è il nostro organo più esteso eppure è l’ultimo ad essere nutrito. Il 60% di ciò che viene applicato sulla nostra pelle infatti viene assorbito, è dunque importante sapere cosa stiamo utilizzando al fine di poter selezionare ingredienti più puri ed efficaci disponibili

Il punto di forza he gli deriva dal fatto c principi ingredienti sono lti a attivi puri, racco nerne mano per mante . intatta l’efficacia

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Già novecento anni fa gli speziali mischiavano ingredienti naturali e freschi per la cura della pelle, miscelandoli manualmente. Oggi un team francese del Centro Ustioni dell’Ospedale di Nizza, composto da dermatologi, chirurghi plastici, biologi, farmacisti ed anatomopatologi ha brevettato uno skincare innovativo basato sull’utilizzo di ingredienti semplici ma efficaci, sia sulla pelle problematica ma anche per mantenerne l’integrità, in quanto l’obiettivo della dermatologia funzionale è riequilibrare le difese naturali della pelle ed identificare e prevenire eventuali disfunzioni. Questo approccio è già attualmente in uso nel Regno Unito ed in Irlanda, ma ci si aspetta che questo pionieristico utilizzo di sieri “su misura” si diffonda in breve tempo anche nel nostro Paese, segnando l›inizio di una nuova era nella cura della pelle, con trattamenti e protocolli ad hoc per chiunque lo desideri. La novità è che il team ha selezionato 19 sostanze riconosciute da studi clinici per la loro comprovata efficacia e riuscendo a creare un totale di 1157 soluzioni diverse per il viso e altrettante per trattare gli inestetismi del corpo. Tutte le combinazioni sono registrate come prodotto finito presso la commissione europea.


Il siero base è formato in modo da ricreare sulla pelle la situazione del totale equilibrio data dal contenuto dei peptidi biomimetici brevettati. Grazie all’acido ialuronico si aumenta l’idratazione della pelle e la capacità delle sostanze di essere veicolate in profondità. Il Siero base contiene inoltre olio di camelina, ricco di Omega 3 (10%) per attribuire al prodotto una capacità antinfiammatoria che lo rende accettabile da qualsiasi tipo di pelle, anche dalla più infiammata e sensibile. Privo di conservanti chimici e sostanze allergizzanti, questo mantiene la sua stabilità per circa due mesi dalla preparazione istantanea. I primi risultati sono in genere osservabili già dopo la prima settimana di utilizzo, per essere poi maggiormente evidenti alla fine della confezione. È tuttavia consigliabile un utilizzo maggiormente prolungato per ottenere risultati più duraturi.

Le varie formulazioni possono essere adattate alle esigenze della pelle, in quanto ogni persona è unica, la sua pelle è unica e le aspettative sono uniche. L’approccio su misura significa che è adatto a tutte le età, a tutte le condizioni della pelle e può variare con le stagioni. Inoltre gli adolescenti potranno ottenere risultati contro l’acne ed una donna di vent’anni richiedere un protocollo per preservare e proteggere il suo aspetto nel tempo. Il trattamento inizia con una visita medica approfondita, nel corso della quale il medico esaminerà il tipo di pelle del paziente, l’anamnesi, lo stile di vita e la dieta. Il paziente illustrerà i proprio obiettivi. Alla fine del consulto il medico formulerà una miscela unica per soddisfare le esigenze del paziente e il siero sarà miscelato al momento in pochi secondi con una proceduta visibile in ambulatorio dal paziente stesso. Il siero ha una durata di 45 giorni che sarà il tempo del

trattamento, dopo il quale ci sarà una visita di controllo per seguire l’evoluzione ed eventualmente cambiare formulazione. Questo approccio su misura consente di trattare più problematiche contemporaneamente. Ad esempio l’infiammazione, le imperfezioni e il rossore possono essere contrastati contemporaneamente o in sequenza a seconda della strategia utilizzata dal medico. Sono fatti inpossibili 1100 formulazioni diverse. Questa varietà rende dunque improbabile che non esista una soluzione adeguata per gli inestetismi più diffusi, soluzione peraltro facilmente adattabile nel tempo alle preparazioni in base ai cambiamenti della pelle.

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A migliorare

memoria e pensiero ci pensa

l’esercizio fisico a cura di Mario Pappagallo

Non c’è da sorprendersi se al paziente con lieve decadimento cognitivo il medico prescriva esercizio, piuttosto che farmaci. Nuovi studi e sperimentazioni sull’uomo indicano infatti che agli individui con lieve deficit cognitivo dovrebbe essere prescritta attività fisica due volte a settimana per migliorare la memoria e il pensiero. “Da tempo è stato dimostrato che un regolare esercizio fisico offre vantaggi per la salute del cuore, ma ora possiamo dire che l’esercizio fisico aiuta anche a migliorare la memoria nelle persone con lievi disturbi cognitivi. Ciò che è buono per il cuore, lo è anche per il cervello “, dice Ronald Petersen (coordinatore della ricerca), Direttore del Centro per la Ricerca sulle Malattie Neurodegenerative (Alzheimer e demenze) e

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dell’invecchiamento della Mayo Clinic di Rochester (Usa). Il deterioramento cognitivo lieve è lo stadio intermedio tra il declino cognitivo normalmente anticipato nella vecchiaia e il più grave deterioramento della demenza. I sintomi possono includere problemi di memoria, linguaggio, pensiero e capacità di giudizio, di entità maggiore rispetto alle normali defaillance dovute all’età. Cambiamenti che, in generale, non sono abbastanza gravi da interferire molto nella vita quotidiana o nelle attività abituali. Tuttavia, il deterioramento cognitivo lieve può aumentare il rischio di demenza progressiva, essere precursore della malattia di Alzheimer o di altre condizioni neurologiche negative, anche se in alcune persone il decadimento cognitivo lieve non

peggiora e in alcuni casi addirittura finisce con il diminuire. L’attività fisica, senza farmaci, ha dato anche questi risultati. O ha favorito ciò che sarebbe potuto accadere naturalmente. Ecco il motivo per cui sono state aggiornate le raccomandazioni per un lieve deterioramento cognitivo dopo aver esaminato tutti gli studi esistenti. Gli studi di sei mesi hanno dimostrato che l’esercizio fisico due volte alla settimana può aiutare chi soffre di un lieve deterioramento cognitivo e divenire chiave di un metodo più generale per il controllo dei sintomi. Petersen incoraggia le persone a fare esercizio aerobico: camminare a ritmo sostenuto, jogging o comunque fare qualcosa che piace per 150 minuti a


settimana, o 30 minuti 5 volte alla settimana, o 50 minuti 3 volte a settimana. Il livello di sforzo dovrebbe essere sufficiente a causare un po’ di sudore, ma non è necessario che sia impegnativo e tale da impedire per esempio una conversazione mentre lo si pratica. “L’esercizio fisico potrebbe rallentare la velocità con cui il deterioramento cognitivo lieve progredisce verso la demenza”, si dimostra sicuro lo specialista della Mayo Clinic. Sempre le linee guida aggiornate consigliano la prescrizione medica a persone con lieve deficit cognitivo di un allenamento cognitivo, oltre a quello fisico, che consiste in esercizi ripetitivi per memoria e ragionamento, che possono essere fatti con l’assistenza di un computer, individualmente o in piccoli gruppi. Tuttavia, le linee guida osservano anche che ci sono poche prove che questo tipo di esercizi migliorino in modo verificabile la funzione cognitiva. Gli esercizi fisici sì. Non esiste, invece, un farmaco per il lieve deterioramento cognitivo che sia stato autorizzato dalla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco degli Stati Uniti. E nemmeno da altre agenzie del farmaco. Più del 6% della popolazione di età superiore ai 60 anni (oltre 160 milioni di persone) ha un lieve declino cognitivo in tutto il mondo e questa condizione

aumenta con l’età, secondo i dati dell’American Academy of Neurology. Oltre il 37% delle persone con 85 anni e più ne soffre. Diventa quindi una priorità scientifica, in assenza di farmaci, individuare lo stile di vita in grado di rallentare il tasso di declino cognitivo. “Non dovremmo pensare che l’invecchiamento sia un processo passivo, ma che possiamo fare qualcosa per rallentare il nostro invecchiamento. Pertanto, se sono destinato a soffrire di deterioramento cognitivo all’età di 72 anni, posso fare in modo che questo momento slitti a 75 o 78 anni. Sarebbe sufficiente”, conclude Petersen. In pratica, l’aumento del flusso sanguigno che si produce durante l’attività fisica fa bene al cervello. L’ossigeno viene trasportato in quantità adeguate e le cellule cerebrali si attivano per svolgere le loro funzioni. Il risultato è una maggiore concentrazione mentale e, come se non bastasse, cominciano a formarsi nuove cellule che migliorano la memoria e la capacità di apprendimento. Il cervello, con l’aumento del flusso sanguigno, a lungo termine sviluppa la capacità di accendere e spegnere certi geni. I nuovi neuroni stimolano la memoria nell’ippocampo e proteggono dalle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o il Parkinson. Si evita così il deterioramento relazionato all’età ed ad eventuali emorragie cerebrali.

In tutto il mondo più del 6% della popolazione di età superiore ai 60 anni (oltre 160 milioni di persone) ha un lieve declino cognitivo e questa condizione aumenta con l’età. Secondo i dati dell’American Academy of Neurology, oltre il 37% delle persone con più di 85 annii ne soffre.

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ACQUA LE REGOLE

PER BERE

SANO L’acqua è il principale costituente del corpo umano, rappresentando il 50-60% del peso corporeo.

L’uomo, al pari degli altri vertebrati terrestri, è dotato di meccanismi fisiologici volti a mantenere l’equilibrio idrosalino, non solo per conservare l’acqua, essenziale per la vita, ma anche per eliminare quella in eccesso. “Da qualche tempo, diversi messaggi pubblicitari ci inducono a bere grandi quantità d’acqua per “tonificarci”, “pulirci dentro” e “idratarci”, ed è molto importante fare chiarezza, spiega Marco Faustini Fustini, Neuroendocrinologia, IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. La pubblicità sottolinea con grande rilievo l’importanza delle “acque senza” questo o quell’elemento, ma, dal punto di vista medico questo non ha alcun senso, salvo poche e rare eccezioni. In realtà, l’acqua deve essere fonte anche di sali, che concorrono al benessere complessivo dell’organismo: se è vero che l’acqua è il principale componente del nostro corpo, è altrettanto vero che il sodio è il principale elemento al di fuori delle cellule. Un’acqua molto povera di sodio, pur essendo

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a cura di Mario Pappagallo

spesso propagandata come elisir di lunga vita e di bell’aspetto, trova assai poche indicazioni in ambito medico. Si può fare un discorso analogo per le acque povere di calcio: se si escludono alcune malattie molto particolari, non c’è motivo di consumare acque povere di questo elemento. Al contrario, in un’epoca in cui la popolazione assume scarse quantità di calcio con la dieta, assumerlo con l’acqua potrebbe aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero e ridurre il rischio di osteoporosi. “È bene ricordare che la bevanda per eccellenza, per dissetarsi e idratarsi, è l’acqua che non dovrebbe essere automaticamente sostituita con bibite commerciali in genere troppo ricche di zuccheri.

Ma quanta acqua dobbiamo bere ogni giorno? - continua Faustini Fustini - Ci sono alcune condizioni che richiedono modificazioni significative dell’introito giornaliero di acqua: ad

esempio, nel caso di alcune condizioni morbose che compromettono, direttamente o indirettamente, la capacita del rene ad eliminare un carico di acqua si può arrivare a consigliare di non superare gli 800 ml al giorno. Al contrario, in caso di diarrea profusa o dopo un periodo di ridotto accesso libero all’acqua, è consigliato aumentare l’apporto idrico giornaliero anche fino a 3-4 litri. In ogni caso si tratta di condizioni patologiche che richiedono il consiglio del medico e il “fai da te” è sempre da evitare.” Una persona in buone condizioni di salute e con una dieta normale, riesce a smaltire anche più di 10 litri di acqua al giorno, ma in alcuni casi il corpo ha minori capacità di eliminare l’acqua


ACQUA E OSSIGENO DA BERE in eccesso e si può arrivare alla condizione di iponatremia, ossia di ridotte concentrazioni sieriche di sodio, che viene a trovarsi maggiormente diluito nel sangue. In questi casi, bere grandi quantità di acqua – in alcuni casi può essere sufficiente superare i 3-5 litri al giorno - può portare ad un’intossicazione che, seppur raramente, può essere letale. L’iponatremia può essere causata da farmaci, come diuretici tiazidici e antidepressivi - che interferiscono a vari livelli con i meccanismi che controllano l’equilibrio idrico del corpo - o in seguito a malattie che comportano una secrezione inappropriata di ormone antidiuretico e quindi concentrano in maniera eccessiva e inadeguata le urine, come può accadere in alcuni casi di tumore del polmone o di malattie, per lo più a carico del sistema nervoso centrale (meningiti, traumi cranici, emorragie cerebrali...) che innescano la secrezione eccessiva dell’ormone da parte della neuroipofisi. Inoltre, l’iponatremia può manifestarsi anche se la dieta è molto povera di soluti, come nelle persone indigenti (con una dieta sbilanciata), nelle persone con anoressia nervosa o nelle persone dedite al consumo di grandi quantità di birra (che è, appunto, un liquido molto povero di soluti). L’iponatremia colpisce circa il 10-15% dei pazienti ricoverati in ospedale e, anche se i casi gravi sono rari, la terapia deve essere tempestiva, per evitare conseguenze soprattutto a livello cerebrale.

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propagandata come elisir di lunga vita e di bell’aspetto, trova assai poche indicazioni in ambito medico.

Si può fare un

discorso analogo per le acque povere di calcio: se si escludono alcune malattie molto particolari, non c’è motivo di consumare acque povere di questo elemento.

Al contrario,

in un’epoca in cui la popolazione assume scarse quantità di calcio con la dieta, assumerlo con l’acqua potrebbe aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero e ridurre il rischio di osteoporosi.

PER GLI SPORTIVI L‛alta percentuale di ossigeno contenuta nell‛acqua riduce la secrezione di acido lattico (il principale responsabile della spossatezza) aumenta la produzione di energia, riattiva le cellule e abbassa la frequenza cardiaca in fase di sforzo fisico velocizzando la fase di recupero.

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MICROCHIRURGIA DEL PIEDE, NUMERI RECORD La qualità della vita parte dal basso A cura di Dott. Andrea Bianchi - Medico Chirurgo Specialista in ortopedia

La

cura per i piedi registra interventi pari quasi al doppio rispetto all’anno scorso, CONSIDERANDO che oggi alcuni di essi sono ormai divenuti “di routine”. Tra questi l’alluce valgo, problema che si tende ad eliminare tempestivamente e con molta rapidità grazie ad alcune tecniche molto all’avanguardia.

Nel “ritratto statistico sulla vita di donne e uomini in Europa ”diffuso da Istat si deduce che gli uomini, più delle donne, hanno una percezione positiva della propria salute, influenzata però da un insieme complesso di fattori, tra cui quelli ambientali, culturali e socioeconomici. La novità positiva -lo dice sempre l’Istat- è che le donne e gli uomini sono egualmente felici in relazione all’aumento della qualità di vita legata al proprio stato di salute. Il fattore su cui senza dubbio è possibile intervenire per migliorare gli standard è quello che riguarda la qualità della vita, attraverso accorgimenti non invasivi che però determinano cambiamenti sostanziali. Un tempo sottovalutati, oggi, i piccoli interventi, che migliorano ad altrettanto piccoli passi la salute nel suo complesso, sono aumentati a dismisura. E non stiamo parlando della cura riservata al viso, ma a quella di parti del corpo troppo spesso trascurate perché sottodimensionate nella considerazione dell’intero apparato scheletrico. La cura per i piedi, ad esempio, fa registrare numeri da capogiro, quasi il doppio rispetto all’anno scorso se si considerano interventi che oggi sono ormai divenuti “di routine”.

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L’alluce valgo è uno di questi, poichè un problema che si tende ad eliminare tempestivamente e con molta rapidità grazie ad alcune tecniche molto all’avanguardia. Forse perché si è finalmente compreso che dai piedi deriva l’intero “atteggiamento scheletrico” e di conseguenza l’immediato benessere psicofisico, forse perché lo studio, la cultura, l’informazione, le campagne di prevenzione, negli anni hanno creato sempre maggiore consapevolezza. Ma qual è la situazione in Italia? Secondo i dati dell’attività di Pbs (Percutaneous Bianchi System), la tecnica di lavoro dell’équipe medica del Dottor Andrea Bianchi, Chirurgo Specialista in Ortopedia, aggiornati al 30 Settembre 2017, sono stati eseguiti 5371 interventi di microchirurgia al piede su tutto il territorio nazionale. Cambiano, in maniera notevole, i numeri da regione a regione: è la Puglia che detiene il maggior numero di interventi (1083), seguita da Lombardia (517), Emilia Romagna(427), Abruzzo (423), Lazio (419), Marche (359), Sicilia (312), Liguria e Umbria (269), Piemonte (268), Calabria (210), Trentino Alto Adige (179), Campania e Toscana (160), Veneto (134).

Sulla totalità degli interventi eseguiti dal team Pbs la maggior parte sono riferiti alla correzione dell’alluce valgo, a seguire dita a martello, meta tarsalgia, alluce rigido e neuroma di Morton. PBS rappresenta dunque la filosofia di lavoro di tutta l’équipe medica del dottor Andrea Bianchi. Una filosofia di continua ricerca delle migliori soluzioni mediche nel rispetto della biologia umana e della persona. Il dottor Bianchi e la sua équipe hanno portato avanti negli anni una continua ricerca di soluzioni sempre meno invasive e sempre più performanti per trattare le patologie dell’avampiede e in special modo l’alluce valgo. Iniziare dai piedi, insomma, contribuisce a migliorare l’approccio quotidiano al benessere attraverso uno sviluppo armonioso a livello fisico, psichico e sociale, aiuta a gestire e contenere lo stress e aumenta l’autostima. Ecco perché la percezione dell’aumentata qualità della vita parte proprio dai piedi.


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nutrizione

UNA

PASTA

“DI QUALITÀ”

L’importanza e le caratteristiche di un

alimento dal rinnovato valore gastronomico e nutrizionale A cura di Dott. Luca Piretta - Nutrizionista e docente in Scienze dell’ Alimentazione La restrizione dei carboidrati è un atteggiamento oggi estremamente frequente nella popolazione. Le cause alla base di questo fenomeno sarebbero da attribuire ad una imperversante epidemia di obesità e sovrappeso, alla diffusione di diete iperproteiche, alla paura del glutine, oltre che recenti motivi di allarmismo generale (paura del grano estero, questione del glifosato, demonizzazione dei prodotti industriali). Dietro a queste motivazioni non c’è sempre un fondamento razionale. Per esempio non c’è ad oggi alcuna evidenza scientifica secondo cui diete gluten-free svolgano un ruolo nel dimagrimento, oppure ancora le diete low-carb, da molti ritenute dimagranti, determinano in realtà una perdita di massa magra. Dal punto di vista scientifico, l’unico modello alimentare riconosciuto come salutare è la Dieta Mediterranea, la quale non prevede particolari esclusioni di alimenti o nutrienti se si è in salute, e nella quale l’assunzione di carboidrati deve essere compresa tra il 45-60%. In questo contesto, la pasta rimane un prodotto il cui consumo non deve essere demonizzato. Secondo la legge 580/67, la pasta prodotta e commercializzata in Italia deve contenere solo 2 ingredienti: semola e acqua. È importante riconoscere però quali siano i parametri che definiscono una pasta di qualità: il colore giallo ambrato, la capacità di rimanere al dente (con il vantaggio di un minor indice glicemico) e mantenere elasticità, il profumo tipico durante la cottura, l’aumento di peso (di 2-3 volte) durante la cottura con poca dispersione dell’acqua.

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Per ciò che riguarda poi il processo produttivo, uno step molto importante è datodall’essiccazione: l’ideale è un’asciugatura a basse temperature per tempi lunghi, tale da garantire il mantenimento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali. La pasta integrale (che dal punto di vista legislativo può essere ottenuta lavorando uno sfarinato proveniente dall’intero chicco, inclusi crusca e germe, oppure lavorando uno sfarinato ottenuto da semola raffinata e poi aggiungendo un’idonea quantità di crusca) presenta, in particolare, maggiori vantaggi rispetto a quella tradizionale: VANTAGGI NUTRIZIONALI • Maggior contenuto in fibre e lipidi • Maggior contenuto in Sali minerali (magnesio, fosforo, zinco, ferro e potassio) • Maggior contenuto in Vitamine (gruppo B ed E) • Minor indice glicemico rispetto alla pasta bianca • Maggior senso di sazietà • Maggior effetto prebiotico sul microbiota • Maggior contenuto di antiossidanti (composti fenolici) EFFETTI SULLA SALUTE • Minor impatto sul diabete • Minor impatto sul sovrappeso/obesità • Minor impatto su malattie cardiovascolari • Maggior crescita del microbiota fermentativo • Abbassamento dei valori ematici di colesterolo • Ridotta incidenza del tumore del colon • Miglioramento della stipsi • Maggior rischio di gonfiore addominale e dolori in pazienti affetti da Sindrome dell’Intestino Irritabile


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ATLETI VEGETARIANI IN CRESCITA, MA ATTENZIONE ALLE CARENZE A cura di Dott. Massimo Spattini - Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport La maggior parte delle evidenze scientifiche dimostrano che una alimentazione vegetariana o vegana non è incompatibile con una attività sportiva anche agonistica, ma che occorre essere attenti al rischio ‘carenze’. Ad affermarlo il dottor Massimo Spattini, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Certified in Anti-Aging & Regenerative Medicine (ABAARM – USA). L’American Dietetic Association sostiene che le diete vegetariane e vegane, se ben pianificate, possono essere seguite in tutte le fasi della crescita senza provocare scompensi o disfunzioni e non influiscono negativamente sulla prestazione sportiva. Gli studi effettuati su individui adulti vegetariani o vegani che vivono nei paesi industrializzati hanno evidenziato che l’assunzione di proteine è uguale o leggermente inferiore a quella dei non vegetariani ma i fabbisogni nutrizionali sono garantiti se la dieta è varia e comprende legumi, semi oleosi e frutta secca a guscio. Le uova e i latticini sono ricchi di proteine, che ai vegetariani non destano problemi, mentre per i vegani ci sono alimenti di origine vegetale ricchi di proteine, come ad esempio la frutta secca, i legumi, i semi e la quinoa, che, se consumati in adeguate quantità, coprono

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il fabbisogno. La biodisponibilità delle proteine vegetali provenienti da cibi integri quali cerali integrali e legumi, è dell’80% rispetto al 95% di quelle di origine animale e quindi sarebbe opportuno aumentarne l’apporto di un 10-15% rispetto alle raccomandazioni. Inoltre le proteine di origine vegetale sono più carenti di aminoacidi essenziali, e questo è un altro motivo per cui devono essere consumate in quantità maggiore per avere lo stesso effetto sulla sintesi proteica. “L’Academy of Nutrition and Dietetics raccomanda di aumentare l’introito del 10% rispetto ai fabbisogni indicati per gli atleti non vegani, in ragione del maggior contenuto in fibre di una dieta 100% vegetale. Questa raccomandazione si traduce in un fabbisogno raccomandato che varia tra 1,4 g/kg/die e 2 g/kg/die di proteine (contro 1 g/kg/die valido per chi non pratica attività sportiva)” spiega il dottor Spattini che aggiunge“Alcuni cereali hanno una carenza di lisina e triptofano, mentre i legumi ne sono ricchi ma sono carenti in metionina. Ecco come associando i due alimenti si sfrutta il concetto della complementarietà aminoacidica per il raggiungimento dell’equilibrio. Per quello che riguarda la soia, le sue proteine sono tra quelle con il

più alto valore biologico. È però meglio non abusarne, soprattutto per l’atleta maschio, perché contengono estrogeni di origine vegetale che possono interferire con i livelli di testosterone”. CARENZA DI IDRATAZIONE L’acqua da molti non viene considerata un nutriente, perché apporta zero calorie. In realtà è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo ed anche una modesta disidratazione può avere ripercussioni pesanti sull’efficienza fisica: la perdita di solo il 2% di idratazione può causare una diminuzione della performance sportiva del 20%” avverte il medico. CARENZA DI CALCIO È credenza comune che se non si consumano latticini si vada incontro a una carenza di calcio, ma questo non è assolutamente vero. Studi su vegani Canadesi hanno dimostrato un consumo di solo 578 mg al giorno comparato con i 950 mg giornalieri degli onnivori e gli 875 mg dei latto-ovo-vegetariani. Il calcio si trova in alcuni tipi di acqua, nelle verdure a foglia verde (broccoli, lattuga, bieta, spinaci e rucola, che tra l’altro, essendo povere di ossalati, forniscono una fonte di calcio particolarmente biodisponibile), nei legumi,


nelle mandorle, senza il potere acidificante caratteristico dei latticini che favorisce la perdita di calcio, che viene rilasciato dalle ossa per essere utilizzato come sostanza tampone. CARENZA DI FERRO Il ferro è molto importante per gli sportivi che praticano sport di endurance mentre l’attività agonistica di durata ne favorisce la perdita. Il ferro è presente non solo nella carne, ma anche nei cereali e nei legumi; il problema è che, in questi ultimi, è meno biodisponibile in quanto è sotto forma inorganica. “Il ferro inorganico viene assorbito meglio quando è allo stato ferroso, è bene associarlo a cibi ricchi di antiossidanti, come la vitamina C, che ne aumentano l’assorbimento, mentre i tannini e i fitati ne limitano l’assorbimento” prosegue il Dottor Spattini. “Quindi, teoricamente, per un vegetariano è molto difficile raggiungere la quota di ferro necessaria solo con l’alimentazione. Anche se non c’è evidenza di una maggior incidenza di anemia sideropenica nelle popolazioni vegetariane, può esserci una carenza funzionale, soprattutto negli atleti di endurance o nelle atlete donne che deve essere supplementata con integratori. Alcuni autori (Hunt e IOM – Institute of Medicine) sostengono che l’introito di Ferro nei vegetariani debba essere aumentato a 14-33 mg al giorno contro gli 8-18 mg degli onnivori ma altri studi sembrano dimostrare che, se le diete in questi soggetti sono ben strutturate con legumi e cereali integrali, il fabbisogno sia analogo”. CARENZA DI ZINCO Il quantitativo di zinco assunto nelle diete vegetariane è più o meno sovrapponibile a quello delle diete onnivore, ma il problema è che in molti alimenti di origine vegetale sono presenti degli inibitori dell’assorbimento, quali i fitati, che ne diminuiscono la biodisponibilità. Quindi una eventuale integrazione potrebbe essere indicata. Sempre l’Institute of Medicine suggerisce un consumo superiore agli 8-11 mg al giorno degli onnivori. In quest’ultimi dovrebbe attestarsi sui 12-16,5 mg/die.

di microalghe marine. CARENZA DI IODIO Chi segue un’alimentazione vegetariana può facilmente consumare quantità di alimenti, quali brassicacee (cavolibroccoli-verza), cipolle, noci, che limitano l’assorbimento dello iodio. È senz’altro molto utile, per ovviare a questa carenza, l’uso di sale iodato L’introito giornaliero dovrebbe essere 150 ng/die.

CARENZA DI VITAMINA B12 La vitamina B12 è fondamentale per la produzione delle cellule del sangue, la sintesi del DNA e per il metabolismo di proteine, grassi e carboidrati. La vitamina B12 è presente solo negli alimenti di origine animale e, nonostante possa essere sintetizzata a livello epatico, un suo deficit nutrizionale, come nel caso di un’alimentazione vegetariana anche con latte e uova, alla lunga porta ad una carenza. CARENZA DI LC-PUFA (Long Chain PolyunsaturedFattyAcids = acidi grassi a catena lunga). Se è vero che gli Omega-3 sono presenti in quantità anche negli alimenti di origine vegetale quali noci, semi di lino, zucca, canapa, chia ecc.…, è altrettanto vero che il meccanismo di conversione dell’acido alfa linolenico (acido grasso polinsaturo a catena corta, capostipite della famiglia degli omega 3) in EPA e DHA (acidi grassi polinsaturi a catena lunga) può essere rallentato, soprattutto negli over 50. Un’integrazione diretta di questi omega-3 (EPA e DHA) può essere opportuna per compensare le capacità antinfiammatorie e immunomodulatrici, fondamentali soprattutto per gli atleti sottoposti ad allenamenti intensi, che provocano infiammazione e deprimono il sistema immunitario. Ovviamente l’integrazione a base di olio di pesce (ricco di DHA e EPA), può non essere accettata da una persona che ha scelto di essere vegetariana o vegana per motivi etici. Nei vegani per ottenere una dose di DHA tra 500-1000 mg/ die sarebbero sufficienti 2-4 capsule di olio

CARENZA DI VITAMINA D Un’altra carenza molto frequente nei vegetariani (e non solo) è quella di vitamina D, prodotta soprattutto durante l’esposizione del corpo al sole e per il 20% da alimenti come salmone e sgombro e nelle uova, escluse dalle diete vegane. Importante per il metabolismo osseo e per la regolazione del metabolismo del glucosio, favorisce la sintesi del testosterone e i suoi livelli sono direttamente proporzionali ai livelli di ferro, tanto che questo potrebbe essere uno dei motivi per cui la quasi totalità dei record in atletica si ottiene in estate, quando c’è una maggior esposizione solare. Le raccomandazioni degli organi competenti USA e UK suggeriscono un fabbisogno dalle 400-600 UI/die. Alcuni integratori Vegan Friendly sono a base di Ergocalciferolo (meno biodisponibile rispetto al Colecalciferolo di derivazione animale.

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Infortuni alla spalla

tra interventi e riabilitazione, cosa c’è da sapere Intervista al Dottore Giovanni Di Giacomo Responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso il Concordia Hospital di Roma.

Febbraio e marzo sono i mesi ideali per inforcare gli sci, ma i rischi di un’attività sportiva che svolgiamo solo per pochi giorni l’anno sono dietro l’angolo, a partire dagli infortuni traumatici, dovuti a cadute o incidenti. Tra i più frequenti ci sono quelli che coinvolgono la spalla e che vanno dalla frattura della clavicola a quella dell’omero e della scapola. Per capire di che tipo di infortuni si tratta, quali sono gli interventi necessari e come si esegue la riabilitazione successiva a un’operazione, abbiamo parlato con il Dottor Giovanni Di Giacomo, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Responsabile del Centro di Chirurgia della Spalla al Concordia Hospital di Roma. Specializzato nella Chirurgia della spalla, nella Chirurgia Artroscopica di ginocchio ,nella Chirurgia Protesica e nella Chirurgia Artroscopica del gomito. Dottor Di Giacomo, come possiamo dividere gli infortuni alla spalla? Innanzitutto separiamo quelli traumatici da quelli non traumatici. I primi possono essere correlati a una caduta dalla bicicletta o dal motorino o dall’attività sciistica, molto frequente in questo periodo. Sono soprattutto le fratture di clavicola, omero e più raramente della scapola. Come tutte le fratture, si possono trattare in modo conservativo o chirurgico: il territorio di confine è il grado di scomposizione e l’età del paziente. Tanto più è giovane e tanto più è scomposta la frattura, più si va verso il trattamento chirurgico che prevede un riallineamento dei monconi ossei, che vengono stabilizzati con placche in titanio e viti. Vale in modo particolare per la clavicola e per l’omero. Dopo l’intervento cosa accade? Normalmente si porta un semplice tutore, una fascia, per 15 giorni e poi si fanno due o tre mesi di fisioterapia. Le placche non si rimuovono prima di un anno, in alcuni casi non si rimuovono proprio a meno che non facciano male o si pratichino sport estremamente pericolosi come sci o motociclismo, dove un ulteriore infortunio sarebbe ancor più dannoso per la presenza delle placche stesse. E se non serve l’intervento? In quel caso si porta sempre il tutore per 15 giorni e poi si fa un trattamento di riabilitazione, la cui buona qualità è fondamentale. Quindi bisogna rivolgersi a fisioterapisti che sappiano trattare con

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queste patologie. Esiste una forma di prevenzione per evitare infortuni alla spalla? Chiaramente non per gli infortuni traumatici, ma per tutti gli altri è necessario mantenere un buono stato cardiovascolare, fare attività sportiva e farla all’aria aperta, perché l’uomo nasce per essere esposto alla luce del sole. In generale, è bene svolgere sempre una preparazione fisica globale, soprattutto prima di dedicarsi allo sport in modo occasionale. Spesso questi sono i più pericolosi: pensiamo proprio allo sci o al calcetto. Non solo, anche il tennis e ultimamente il paddle. Quest’ultimo è uno sport divertente, ma molto scoordinato e veloce. Anche nel tennis e nello sci si prevedono gesti tecnici specifici. Oltre alla preparazione fisica di base, io consiglio sempre di imparare il gesto atletico dai maestri per non svolgerlo in modo errato, rischiando dei traumi. Quanto conta affidarsi a ortopedici che abbiano una specializzazione incentrata sulla spalla? Le super-specializzazioni sono fondamentali in ogni campo e anche la tecnologia in ambito ortopedico ha fatto passi da giganti: esistono modalità diagnostiche molto diverse che un ortopedico generico non può conoscere interamente. La diagnosi poi è un momento essenziale; spesso si pensa che la risonanza sia una sorta di bacchetta magica ma non è così: è l’ortopedico che integra informazioni ottenute dal paziente, esami ed eventualmente la risonanza per stilare la diagnosi. E più è precisa la diagnosi, più preciso è il trattamento e più aumenta la possibilità di una completa ripresa.


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Liposcultura ed addominoplastica

dalla chirurgia plastica una risposta definitiva al grasso in eccesso

Intervista al Professore Marco Gasparotti Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Ars Medica - Roma A volte, nonostante un rigoroso regime alimentare ed una intensa attività fisica, l’addome non sembra ridursi e tonificarsi . Spesso rimane un accumulo adiposo resistente ad ogni terapia, una lentezza di pelle o un rilassamento della parete muscolare che con la ginnastica e la dieta non migliora. In questi casi è consigliabile il ricorso alla chirurgia plastica. Nei casi di accumuli adiposi localizzati, la liposcultura (aspirazione del tessuto adiposo sottocutaneo mediante sottili cannule) permette un rimodellamento definitivo dell’addome senza alcuna cicatrice visibile. L’intervento si effettua in anestesia locale, o generale nei casi più importanti, e necessita al massimo di una notte di ricovero in clinica. Minimo l’indolenzimento postoperatorio, rapidissimo il ritorno alle normali attività lavorative e sociali (uno - due giorni). Se invece la “pancia” è dovuta a lentezza della parete muscolare addominale (diastasi dei muscoli retti), come in genere avviene dopo una gravidanza in donne giovani, associandosi anche ad un minimo rilasciamento della pelle, l’intervento consigliato è quello della mini-addominoplastica. Attraverso una incisione sul pube, di circa dieci centimetri, vengono riavvicinati i muscoli retti dell’addome ed asportata una minima quantità di pelle in eccesso, con il risultato di una addome tonico e piatto. La cicatrice residua sarà molto bassa, simile a quella di un taglio cesareo, e la convalescenza di pochi giorni. Minimo o assente il dolore postoperatorio. L’intervento è indicato anche in uomini di corporatura asciutta ma con scarso tono della parete muscolare o dopo dimagrimento attorno ai 45-50 anni. Quando invece ci si trova di fronte ad un rilasciamento notevole di pelle e di muscolatura, l’intervento di scelta è l’addominoplastica. Questa operazione è particolarmente indicata per coloro che hanno perso molto peso, sia giovani che adulti oltre 50 anni, oltre che per le donne che abbiano avuto una o più gravidanze. Questo intervento permette di asportare notevoli quantità di grasso e cute in eccesso e rimodellare perfettamente la parete muscolare. Viene spesso associato al rimodellamento dei fianchi e del punto vita con liposcultura superficiale tridimensionale. Due i giorni di ricovero in clinica, una settimana di convalescenza a casa con attività fisica moderata, minimo o

assente il dolore postoperatorio. L’intervento lascia una cicatrice sottile, nascosta anche dal bikini o dallo slip più succinto, che attraversa l’addome direttamente sopra il pube e la regione inguinale. Un’accurata valutazione dello stato di salute del paziente deve sempre e necessariamente precedere qualsiasi intervento di chirurgia plastica. Esami clinici di laboratori, elettrocardiogramjuma, spirometria (valutazione della capacità respiratoria) ed un doppler venoso degli arti inferiori, seguiti da una visita conl’anestesista, sono fondamentali per una chirurgia estetica sicura. Importante poi l’adeguatezza della struttura sanitaria, oltre che la professionalità del chirurgo, che deve essere un specialista in chirurgia plastica. L’avvertenza, dunque, è quella di diffidare sempre da poliambulatori, studi medici o comunque strutture che non garantiscano le attrezzature necessarie ad una chirurgia sicura.

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Galimberti a cura di: Alessia Addari

vi racconto il “mio” tennis Fondatore nel 2009 della San Marino Tennis Academy, il giocatore milanese è a tutt’oggi direttore di questa prestigiosa realtà, riconosciuta come una delle più importanti nell’ambito dell’insegnamento agonistico del tennis, vantando inoltre collaboratori di altissimo livello quali Daniele Bracciali, Claudio Grassi, gli olimpionici Ciotti ed altri emeriti tecnici/preparatori. Negli ultimi anni, inoltre, Galimberti sembra orientarsi fuori dal campo verso una carriera televisiva, anch’essa di grandi successi, con la conduzione per Sky Supertennis di Circolando, una rubrica amatissima dagli appassionati del genere, oltre che come commentatore tecnico ed opinionista dei principali match per Sky Sport inerenti alla nazionale.

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Quarantun’anni e già alle spalle grossi traguardi nel mondo del tennis. Quale pensa sia stato il motore scatenante dei suoi successi e quali gli obiettivi per il futuro? Di base mi sono avvicinato al tennis in quanto mio padre ha costruito negli anni ‘60 un campo in terra rossa proprio nel giardino di casa. Questo mi ha inevitabilmente portato a coltivare la passione per questo sport che poi è diventata una vera e propria ossessione. Il diventare giocatore professionista è stato sin da piccolo il mio grande sogno. Sogno che considero realizzato anche se avrei potuto fare meglio. Ma anche peggio.


Ex tennista italiano di gran talento e titolare della maglia azzurra per sei anni consecutivi dal 2001 al 2006, Giorgio Galimberti, milanese, classe 1976, è stato uno dei tennisti più presenti in nazionale di quegli anni. Nel futuro vedo la crescita della San Marino Tennis Academy a livello internazionale, cosa che sta già avvenendo, in quanto alleniamo giocatori da tutta Europa, ma soprattutto la possibilità di passare da assistente coach della squadra di Coppa Davis a capitano. Ciò naturalmente solo il giorno in cui Corrado Barazzutti deciderà di cedere il testimone. La San Marino Tennis Academy, a quasi dieci anni dalla sua fondazione, vanta grande prestigio ed eminenti collaborazioni, frutto di una filosofia e metodi indubbiamente vincenti. Quali i punti cardine nella formazione dei suoi allievi? L’Academy è una struttura in costante crescita grazie ai risultati che stiamo ottenendo sia a livello giovanile, junior che pro. Le collaborazioni con Corrado Barazzutti, Daniele Bracciali, Claudio Grassi e recentemente il guru della biomeccanica applicata al tennis, Gennaro Volturo, garantiscono un alto tasso tecnico. Inoltre va sottolineato il lavoro dei quattro preparatori atletici, due dei quali hanno partecipato alle Olimpiadi di Atene nel salto in alto, i fratelli Ciotti, in grado si apportare un supporto atletico di primo livello. Tutti questi elementi costituiscono la vera anima dell’Academy e, di conseguenza, i punti cardine del nostro successo. Negli ultimi anni hai diviso il tuo tempo tra campo ed apparizioni televisive. Come gestisci i tuoi spazi al di fuori del tuo lavoro? Tennis e tv hanno preso molto del mio tempo ma fortunatamente ho una compagna comprensiva e soprattutto disposta a seguirmi per il mondo, quando possibile, con nostro figlio Pietro, che oggi ha 4 anni e mezzo. Quando non sono impegnato con il lavoro, amo trascorrere il mio tempo con i miei amici cari, adoro i miei pranzi domenicali, all’Ondablu di Riccione, ormai punto d’incontro della compagnia. Inoltre cerco

di portare avanti un può di allenamento personale con bici da corsa, nuoto e golf. Dal 2009 istruisce ed addestra future leve del mondo del tennis. In che modo articola le sessioni di allenamento e quale, a suo avviso, la maggior difficoltà nell’approccio a questo sport? Negli anni ho cambiato tantissimo il mio approccio al lavoro sul campo e questo soprattutto grazie all’esperienza acquisita. Ora cerchiamo in primis di dare un programma il più condiviso possibile tra il tecnico-tattico e la parte atletica, così da poter stilare un programma giornaliero sinergico tra i due ambiti. La grande difficoltà del tennis è quella di dover eccellere in tutto: tecnica, tattica, parte fisica e mentale. Questo sport non concede spazio ad alcun errore.. Il tennis è considerata una delle discipline sportive ad alto rischio di infortunio, che lei può ben testimoniare attraverso una sua esperienza, che ha gestito con il supporto di un’equipe d’avanguardia, capitanata dal Professor Di Giacomo. Ci racconti il suo decorso. Sicuramente il tennis è molto traumatico e capita spesso di dover andare ai box a causa di una semplice fisioterapia, sino a dover ricorrere a più complicate operazioni chirurgiche. Io sono stato fortunato perché ho avuto il piacere di conoscere da giocatore, durante la Coppa Davis e durante gli Internazionali d’Italia al foro italico, il Professor Di Giacomo, che mi ha trattato come un figlio, sia dal punto di vista medico che umano. Una professionista cui non smetterò di esser grato abbastanza per aver rimesso totalmente a nuove la mia spalla e per essere oggi un carissimo amico. Durante l’anno 2006 non volevo fermarmi ed assentarmi dalle competizioni, era circa giugno, ma sapevo che a settembre avremmo giocato contro la Spagna di Rafael Nadal. Giovanni mi disse subito “se vuoi puoi tentare di arrivare alla fine dell’anno, ma sappi che la tua spalla è da operare”. Così è stato, ho giocato la Coppa Davis e

chiuso l’anno vincendo il campionato di Serie A. L’8 dicembre 2006 mi ha operato e dopo 4 mesi di fisioterapia sono tornato sui campi. La spalla è come nuova, tutto grazie all’eccellente operato di una prestigiosa equipe. Come ha affrontato la sua convalescenza e come è stato il ritorno sul campo dopo l’incidente? La convalescenza, come dicevo, è stata caratterizzata da sedute di fisioterapia quotidiana, ne avevo bisogno data la complessità del mio intervento. Ma tutto è andato come pianificato e senza sorprese. Devo quasi dire, e sembrerà assurdo, che l’operazione, come anche tutto il periodo riabilitativo, sono state esperienze di vita che ricordo addirittura con piacere. Sulla base della sua esperienza,quali sono le caratteristiche necessarie affinchè un buon tennista possa definirsi tale? Un buon tennista è molto generico. Diciamo che una tennista professionista è colui che fa del tennis il suo lavoro quotidiano e che ne tragga sostentamento. Che guadagni molto o poco non conta, ciò che è importante è che sia intrapreso con la stessa serietà e dedizione con la quale un imprenditore curerebbe la sua azienda.

Luca Celli e Giorgio Galimberti

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medicina estetica e benessere per l’uomo

DALLE CAUSE ALL’AUTOTRAPIANTO

Tipologie, sintomi e rimedi per individuare la patologia ed arginare la caduta dei capelli a cura di Istituto Helvetico Sanders www.sanders.it

I problemi di capelli sono sempre più frequenti in ogni fascia di età, sia per gli uomini che per le donne. Di per sé la caduta capelli può considerarsi un fenomeno normale, in quanto la capigliatura è naturalmente soggetta ad un continuo ricambio.

L’anormalità irrompe quando la caduta si protrae per più settimane e la cute diventa visibile. Affrontiamo, dunque, questa patologia, partendo dalla caduta dei capelli, per poi passare alle calvizie ed a tutte le più recenti soluzioni per affrontare questa problematica, come l’innovativa tecnica di autotrapianto capelli denominata F.U.E. (Follicular Unit Extraction). Un intervento che non lascia cicatrici visibili, non provoca dolore e permette di riprendere le normali attività quotidiane dopo pochi giorni dall’intervento stesso. LA CADUTA DEI CAPELLI: CAUSE E TIPOLOGIE La caduta capelli è un fenomeno fisiologico, in quanto essi sono soggetti ad un continuo ricambio. Normalmente, il capello cade quando il follicolo ha già prodotto un nuovo capello pronto a sostituirlo. Tutti noi possiamo perdere fino a 100 capelli al giorno,

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ma questo fenomeno è normale se non è di lunga durata. Quando si protrae nel tempo, questa condizione può portare a diradamento e successivamente alla calvizie. Le modalità e le tempistiche con cui si presenta il problema sono diverse a seconda che si tratti di caduta capelli nell’uomo oppure nella donna. Troppe persone perdono i capelli e rischiano la calvizie, mentre potrebbero conservare una capigliatura sana e forte, semplicemente intervenendo in tempo. Oggi, infatti, è possibile approfondire le cause di questa problematica e valutare le condizioni del cuoio capelluto con largo anticipo. QUANDO BISOGNA PREOCCUPARSI? -Quando la perdita giornaliera riguarda molti capelli (più di 100); -Se la caduta capelli si protrae per più di 4 settimane; -Se è già presente un diradamento anche minimo, ovvero se risulta visibile il cuoio capelluto. Il fatto che le strutture capillari cadano è un fenomeno del tutto naturale se avviene entro certi limiti e alla fine del ciclo di vita

del capello. Il telogen effluvium è l’aumento della caduta delle strutture capillari in fase di riposo. Questo si verifica quando il capello non ha completato il proprio ciclo vitale. Può essere riconosciuto dal piccolo rigonfiamento bianco, visibile ad occhio nudo, che corrisponde alla radice a riposo. È una problematica frequente e spesso trascurata. Questa tipologia di caduta si ripresenta infatti a cadenze periodiche dando l’illusione temporanea di essersi risolta da sola. Invece inesorabilmente assume un andamento cronico che può sfociare nella calvizie. LA RICERCA HA INDIVIDUATO DIVERSE CAUSE DELLA PERDITA DEI CAPELLI: -COMPONENTE GENETICA -STRESS -ALIMENTAZIONE -SQUILIBRI ORMONALI -MALATTIE IMPORTANTI -FARMACI -FUMO A provocare questo tipo di problematica non è mai un solo ed unico fattore, è importante quindi capire cosa provoca la caduta di ca-


pelli in ciascun caso specifico. Molti uomini ritengono che la caduta dei capelli sia un evento inevitabile soprattutto con l’avanzare dell’età. Si pensa infatti comunemente che, per un uomo, perdere capelli e ritrovarsi a 50 anni quasi calvo sia normale. In realtà la caduta di capelli è un processo che può essere arrestato e solo in rari casi è inevitabile. CALVIZIE: DA COSA HA ORIGINE QUESTA MALATTIA? La calvizie o alopecia androgenetica è la più comune problematica dei capelli: nel corso della vita, circa l’80% dei maschi ed il 50% delle femmine manifesta qualche segno di calvizie.Per alopecia si intende l’assenza o la carenza di peli o capelli nelle aree di cute in cui essi sono normalmente presenti: il termine alopecia comprende sia l’ipotrichia, che indica la carenza di peli o capelli, sia la “calvizie”, che indica invece la mancanza irreversibile di capelli. Come si può capire dal termine stesso, l’alopecia androgenetica ha due cause necessarie e concomitanti: • andro = ormoni androgeni – ormoni maschili • genetica = predisposizione ereditaria L’alopecia androgenetica non compare se non ci sono gli ormoni maschili e quindi mai prima della pubertà. I livelli ormonali necessari a provocare la perdita dei capelli sono quelli del maschio adulto sano. Anche la donna produce ormoni androgeni, ma in concentrazioni inferiori al maschio. Per questo, l’alopecia androgenetica non è esclusiva del sesso maschile, ma si osserva anche nelle donne. L’alopecia è una problematica poligenica, cioè causata da molti geni diversi. Quanti più geni predisponenti sono presenti, tanto più la calvizie è grave. Nella donna che fisiologicamente ha livelli di ormoni maschili più bassi dell’uomo, sono necessari più geni predisponenti rispetto all’uomo, affinché la caduta permanente dei capelli si manifesti. Una donna con alopecia androgenetica, quindi, ha necessariamente molti geni predisponenti e trasmetterà più facilmente il problema ai propri figli. CALVIZIE PRECOCE Da una recente ricerca promossa dall’IHRF, Fondazione Internazionale sulla Ricerca per i

Capelli, è risultato che 1 ragazzo su 5 è soggetto ad una precoce (o precocissima) perdita dei capelli. Parliamo di ragazzi e ragazze intorno ai 20 anni. Sul campione esaminato di circa 10.000 giovani, il 18% è risultato soggetto a calvizie o caduta capelli.Nella maggior parte dei casi si tratta di alopecia androgenetica (ereditaria). Spesso, tuttavia, ad influire su questo fenomeno intervengono fattori psicologici sottovalutati come ansia, stress, traumi e tensioni emotive. I ragazzi sono generalmente più colpiti rispetto alle ragazze, ma è in aumento anche il numero di donne coinvolte. In questo caso a far leva sono soprattutto: sonno disturbato, cattiva alimentazione e fumo. Il sensore comune è rappresentato da un’eccessiva produzione di sebo e dall’assottigliamento dello stelo. I capelli infatti diventano sempre più fini per poi cadere senza più ricrescere. IL TEST DEL DNA PER CONOSCERE IL PROPRIO GRADO DI PREDISPOSIZIONE ALLA CALVIZIE Un aumento della caduta dei capelli è un importante campanello d’allarme, potrebbe essere un semplice fenomeno temporaneo oppure, come già spiegato, celare problemi ben più gravi come l’alopecia androgenetica. Ad oggi la Genetica ci offre un importantissimo strumento, il test del DNA per la predisposizione alla calvizie, in grado di accertare scientificamente se esiste il rischio di alopecia ed in quale misura è presente nel profilo genetico di una persona. Si tratta di un complesso test molecolare nel quale il DNA è isolato ed analizzato per identificare quanto la perdita di capelli è legata al fattore androgenetico o ad altri fattori associati a problematiche diverse. Il prelievo del DNA è semplice e non invasivo, avviene infatti tramite un autoprelievo per mezzo di un tampone salivare e dura pochi secondi. Il test valuta le variazioni genetiche (polimorfismi) nei geni associati alla comparsa di Alopecia Androgenetica e alla caduta di capelli in diverse aree del cuoio capelluto, viene effettuato da Istituto Helvetico Sanders in stretta collaborazione con Centri Diagnostici di Bioingegneria e Biologia Molecolare, specializzati in Biologia Genetica, autorizzati e riconosciuti dalla Società Italiana di Genetica Umana, certificati UNI EN ISO 9001, UNI CEI EN ISO 13485 e UNI EN ISO 15189. I geni

che verranno analizzati sono: Gene AR che codifica per i recettori degli androgeni, Gene 20p11 associato al rischio di insorgenza della calvizie, Gene SOD2 che codifica per l’enzima superossidodismutasi e Gene GPX1 che codifica per l’enzima glutationeperossidasi. Lo studio del dna permette di capire quando inizierai a mostrare i primi segni di calvizie oppure, in presenza della problematica, la velocità della progressione dell’alopecia androgentica. COSA FARE QUANDO CI SI RENDE CONTO DI ESSERE AFFETTI DA CALVIZIE Innanzitutto è molto importante affidarsi a degli esperti del settore, evitando improbabili cure “fai da te”. Studiare il DNA permette di identificare il trattamento più adatto in base alla situazione del soggetto. Agendo con tempestività, si può limitare la progressione del problema o addirittura prevenirlo prima che si manifesti. Diversi sono gli scopi di un trattamento: rallentamento del fenomeno, normalizzazione della caduta, irrobustimento e mantenimento delle strutture esistenti o ripristino delle condizioni ottimali del cuoio capelluto. In ogni caso, essendo la caduta dei capelli un problema di natura degenerativa, è fondamentale la tempestività dell’intervento. Se invece il follicolo è ormai atrofizzato e si desidera un ripristino totale della propria capigliatura, allora opportuno ricorrere ad un intervento chirurgico e quello che viene eseguito maggiormente è l’autotrapianto di capelli secondo tecnica F.U.E. CARATTERISTICHE DELL’AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI CON TECNICA F.U.E. La tecnica F.U.E. (Follicular Unit Extraction) permette di ottenere unità follicolari senza lasciare cicatrici visibili ad occhio nudo. Questo metodo rivoluzionario, minimamente invasivo, consiste nel prelevare dalla zona occipitale (area donatrice) i singoli bulbi che vengono re-impiantati a loro volta nella zona interessata (area ricevente) del soggetto. L’autotrapianto F.U.E. viene eseguito tramite un sistema tecnologicamente avanzato che permette di prelevare unità follicolari attraverso un vero e proprio “carotaggio” del cuoio capelluto. Il secondo step, il re-impianto delle unità follicolari, prevede invece l’utilizzo di un manipolo di impianto detto “Implanter” che consente, attraverso la pressione di un pulsante, di muovere il mandrino che spin-

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gerà l’unità follicolare all’interno del cuoio capelluto senza alcuna incisione, ma solo con la puntura di un micro ago. Le unità prelevate trovano così alloggio nella zona da rinfoltire, seguendo il preciso disegno disposto in fase pre-operatoria in alveoli creati microchirurgicamente. I bulbi trovano quindi la nuova sede senza alcuna incisione a bisturi. Per questa ragione l’intervento con tecnica f.u.e. viene definito minimamente invasivo e consente di riprendere le normali attività quotidiane già pochi giorni dopo l’intervento. ALTRE TECNICHE DI TRAPIANTO CAPELLI Esistono 2 tecniche, la STRIP e la F.U.E. La differenza maggiore tra le due: con la STRIP si preleva con bisturi una losanga di cuoio capelluto dalla zona donatrice che viene sezionata per consentire il prelievo delle unità follicolari da impiantare nelle aree diradate. Questo è ovviamente il motivo per cui chi si è sottoposto a questo tipo di trapianto porta una cicatrice abbastanza evidente nella zona della nuca. Al contrario, con la tecnica F.U.E. (monobulbare), il prelievo avviene per singole unità follicolari con strumenti minimamente invasivi. Il vantaggio della tecnica F.U.E. è proprio che la zona donatrice, nonostante siano stati prelevati dei follicoli, rimane inalterata sia alla vista che al tatto. Infatti il prelievo viene fatto con un microbisturi con punta inferiore ad 1 mm (0,7 – 0,9 mm) e quindi già di per sé la cicatrice risulta invisibile, inoltre il prelievo viene fatto a “scacchiera” e di conseguenza non vengono mai presi due follicoli vicini tra loro, preservando così la densità follicolare della zona donatrice. QUALI REQUISITI DEVONO ESSERCI PER POTER EFFETTUARE UN AUTOTRAPIANTO CAPELLI Tutti possono sottoporsi all’intervento purchè ci siano 3 condizioni fondamentali: un cuoio capelluto sano, ovvero con un corretto equilibrio

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idro-lipidico, una zona donatrice valida e terzo, la stabilità nella zona di impianto, che si ottiene solo valorizzando e preservando i capelli esistenti. DOPO QUANTO TEMPO È POSSIBILE VEDERE I RISULTATI La maggior parte dei capelli impiantati cade entro tre mesi in seguito allo stress che il follicolo subisce tra espianto ed impianto. Questo è un fattore del tutto normale che non deve preoccupare. I follicoli impiantati inizieranno a produrre capelli nuovi con tempi diversi a seconda della fase del ciclo vitale nella quale si trovavano al momento del prelievo. La ricrescita sarà quindi graduale. Un risultato estetico apprezzabile si avrà dopo 6 mesi, mentre si potranno vedere i pieni risultati a partire da 12 mesi dopo l’autotrapianto. Durante questi mesi che vanno dall’intervento alla piena ricrescita dei capelli impiantati, è molto importante che ci sia un controllo periodico da parte di esperti per monitorare adeguatamente il corretto raggiungimento di risultati ottimali. Proprio per questo motivo, all’Istituto Helvetico Sanders sono previsti da protocollo dei controlli mensili nella sede della città dove risiede il paziente e due visite di controllo post intervento (dopo 6 mesi e dopo un anno) direttamente con il chirurgo. DOLORE POST INTERVENTO E RITORNO ALLA ROUTINE QUOTIDIANA L’intervento viene eseguito in anestesia locale e quindi non è assolutamente doloroso. Dopo l’intervento, si può avvertire per 1-2 giorni solo una lieve sensazione di “tensione” nell’area donatrice (dietro la nuca). Ai pazienti inoltre può essere consigliato di dormire con la testa sollevata

per i 2-3 giorni successivi all’intervento, in modo da ridurre al minimo la possibilità che si manifesti edema nella regione frontale. Le piccolo crosticine derivanti dall’autotrapianto cadono spontaneamente nel giro di 10-12 giorni: in questo senso è importante rispettare le indicazioni del chirurgo ed eseguire una corretta fase igienica, in modo da velocizzare tale processo. In linea generale è possibile riprendere il lavoro trascorsi pochi giorni dall’intervento. Tale periodo rimane soggetto a variazioni in base alle considerazioni del chirurgo e alla tipologia di lavoro svolto. In caso di lavori d’ufficio, ad esempio, si può tornare a lavoro nei tempi suddetti (per i lavori manuali che sottopongono il soggetto a numerosi sforzi e movimenti, invece, il consiglio è di aspettare qualche giorno in più). Per quanto riguarda le attività sportive, nella prima settimana è importante non stressare in alcun modo l’area di innesto dei follicoli. Ci si dovrà quindi astenere dal fare esercizio fisico, oltre che evitare di esporsi al sole e ad ambienti polverosi. La ripresa dello sport dopo un trapianto capelli è legata essenzialmente alla caduta delle crosticine (10-12 giorni) formatesi in corrispondenza degli innesti follicolari. In caso di sport estremi, di particolare sforzo fisico (come la palestra) o che prevedano contatti fisici, come il calcio, il basket o il rugby, è bene attendere almeno 20 giorni per evitare traumi contusivi che potrebbero alterare la fisiologica ricrescita dei capelli. UNA VOLTA RECUPERATI I CAPELLI CON L’AUTOTRAPIANTO, C’È IL RISCHIO CHE POSSANO CADERE NUOVAMENTE? No, i capelli prelevati dalla nuca per essere reimpiantati sono molto più resistenti all’azione degli ormoni androgeni che ne determinano la caduta. Proprio per questo motivo, i risultati ottenuti dall’autotrapianto sono permanenti. Risultati totalmente naturali, con i propri capelli che ricrescono più forti di prima nelle zone dove erano assenti.


Mani specchio

di eterna giovinezza. Dal laser

una straordinaria soluzione anti age A cura di Dott. Giorgio Astolfi - Specialista Medicina Interna - Medicina Estetica laser terapia

Le mani tradiscono spesso, insieme al collo, la vera età dei pazienti e vengono spesso, a torto, trascurate e prese in scarsa considerazione sia dagli stessi pazienti che dal medico estetico. Il ringiovanimento delle mani contribuisce al ringiovanimento globale dell’individuo,considerando che queste rappresentano la seconda parte del corpo più esposta, dopo il volto, naturalmente. Gli aspetti più frequenti ed evidenti sono: • scheletrizzazione degli spazi intermetacarpali; • maggiore tortuosità delle vene superficiali; • presenza di cheratosi e/o lentigo solari. Numerose le tecniche e le sostanze proposte per la correzione di questi inestetismi in varie combinazioni tra loro,tra i quali: • Laser Q-Switch utilizzato per il trattamento delle lentigo; • Laser CO2 ottimale per la rimozione delle cheratosi; • Lipofilling, HA, acido polilattico per la correzione della scheletrizzazione. Risultati molto interessanti possono ottenersi con l’infiltrazione di filler a base di CaHA, recentemente approvato FDA anche per questo utilizzo.

dato dall’effetto riempitivo della CMC contenuta nel filler, con un conseguente e rilevante miglioramento della texture e della elasticità del tessuto per l’azione biostimolante della CaHA.s Gli effetti collaterali sono in genere minimi e si manifestano essenzialmente con gonfiore e sensazione di torpore da anestetico. Rari, a tal proposito, ematomi od ecchimosi post intervento, e questo grazie alla tecnica utilizzata e sopra descritta. Tutte queste caratteristiche permettono di ridurre considerevolmente ogni disagio per il paziente, che può immediatamente tornare alle proprie attività lavorative e sociali. Qualora necessario, l’intervento Laser espone il paziente agli effetti del post trattamento, consistenti nella formazione di croste post Q-Switch che si risolvono abitualmente in 8-12 giorni i cui esiti si risolvono in 6-8 giorni. L’effetto invece ha una durata variabile da 4 a 12 mesi. Il procedimento, dunque, risulta assolutamente semplice e sicuro ed i risultati estremamente efficaci, così come il grado di soddisfazione dei pazienti.

Il primo dei vantaggi è l’ottenimento di un risultato immediato,

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medicina estetica e benessere per l’uomo

Grassi Saturi, Carboidrati Salute Cardiovascolare e Mortalità: facciamo chiarezza a cura della redazione Le linee guida prevedono il corretto consumo giornaliero o settimanale di tutti gli alimenti: oltre a prodotti come riso e pasta, carne e olio d’oliva, anche di salumi, formaggi, dolci e altri condimenti contenenti grassi saturi il cui consumo dovrebbe essere occasionale e in porzioni il più possibile contenute. Negli anni abbiamo assistito a svariati momenti di demonizzazione di particolari nutrienti, in particolare di alcuni come grassi e carboidrati, molto spesso in concomitanza della pubblicazione dei risultati di singoli studi. Quali sono però i dati scientifici che ad oggi ci permettono di inquadrare più solidamente il ruolo di questi nutrienti? GRASSI E RISCHIO CARDIOVASCOLARE Una metanalisi pubblicata su BMJ che ha preso in considerazione tre studi di coorte ha mostrato l’assenza di un’associazione tra grassi saturi e mortalità per tutte le cause, mortalità per eventi coronarici,

Il Dietary Guidelines Advisory Committee americano, nella revisione del 2015, non ha considerato i grassi saturi come nutriente ‘preoccupante’ e non ne ha proposto riduzioni di consumo. Ridurre l’apporto di grassi totali (sostituendoli con carboidrati) non ridurrebbe il rischio cardiovascolare, l’importante sarebbe ottimizzare le varie tipologie di grassi.

incidenza di eventi coronarici, ischemie e diabete di tipo 2. I grassi trans, invece, risultano associati a mortalità per tutte le cause, per eventi coronarici e all’incidenza di eventi coronarici, ma non a ischemia o diabete. Secondo uno studio pubblicato su Am J Clin Nutr, la biosintesi di colesterolo sarebbe più che altro influenzata da fattori quali l’intake calorico e la frequenza dei pasti, mentre varierebbe poco con il colesterolo introdotto. A conferma di ciò, larestrizione calorica e il calo ponderale sarebbero in grado di ridurre sia i livelli plasmatici di colesterolo che la sua biosintesi. Una meta-analisi ha valutato l’andamento del rischio cardiovascolare in relazione al consumo di uova (uno degli alimenti per antonomasia associati al colesterolo), senza individuare relazioni significative. Similmente, una metanalisi che ha valutato l’andamento del rischio cardiovascolare in associazione al consumo di formaggi: i maggiori consumatori mostravano un rischio significativamente inferiore rispetto a chi consumava meno di 40-50 g di formaggio al giorno. Plos One nel 2016 ha condotto una revisione sistematica sul tema del consumo di burro e del rischio cardiovascolare, rilevando un’associazione soltanto lieve o assente con le patologie cardiovascolari, il diabete e la mortalità. I risultati dello studio PURE, pubblicati su The Lancet, hanno evidenziato un’associazione inversa tra intake di carboidrati e mortalità totale, e una relazione inversa tra grassi e mortalità per tutte le cause oltre che infarto. ZUCCHERI E RISCHIO CARDIOVASCOLARE Uno studio pubblicato su European Heart Journalha evidenziato come chi consuma zuccheri per il 10-25% dell’apporto calorico quotidiano abbia un rischio di mortalità cardiovascolare maggiore del 30%.Lo stesso rischio triplicherebbe per consumi di zucchero superiori al 25% delle calorie giornaliere. Il saccarosio è stato per anni demonizzato in quanto fonte di ‘calorie vuote’; in realtà il fruttosio, da molti ritenuto un’alternativa più salutare, non sarebbe meglio del saccarosio in quanto segue un processo metabolico differente, in grado di stimolare la lipogenesi oltre che influire negativamente sulla risposta insulinica. In particolare, gli effetti del fruttosio sull’organismo sembrerebbero analoghi a quelli dell’etanolo, senza però l’effetto sul sistema nervoso. Anche il colesterolo è stato eliminato dalla lista dei nutrienti ‘preoccupanti’, alla luce dell’assenza di una relazione significativa tra intake di colesterolo con la dieta, livelli di colesterolo plasmatico e eventi cardiovascolari. Da ultimo, l’invito a considerare i pattern dietetici piuttosto che i singoli nutrienti o alimenti, dato che gli effetti combinati delle sostanze sono altresì importanti. Secondo gli studi controllati randomizzati ad oggi condotti, i due modelli dietetici di riferimento per la prevenzione cardiovascolare sarebbero la dieta DASH e la Dieta mediterranea.

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Feuerstein il nuovo nature family resort dell’Alto Adige

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UN PROGETTO A 5 STELLE, PENSATO PER LE FAMIGLIE ED IMMERSO NELLA NATURA INCONTAMINATA DELLA VAL DI FLERES, A POCHI CHILOMETRI DA VIPITENO

gelati, confetture, sciroppi, pane, tutto fatto in casa) e uno yoga-loft panoramico: un mondo di proposte, tutte attentamente gestite dalla direttrice Stephanie Ganterer e da sua madre Anna Gross.

Cascate scroscianti, pascoli ricoperti di neve, un lago da fiaba e, tutt’intorno, le cime silenziose della Val di Fleres, magnifica vallata a pochi chilometri da Vipiteno e dal Passo del Brennero: è questo lo scenario che accogliegli ospiti del Feuerstein, un Mountain Resort a 5 stelle frutto del progetto ambizioso di un imprenditore vipitenese. La struttura punta a coniugare l’amore per la natura e l’autentica ospitalità altoatesina ad una visione innovativa della vacanza con i bambini. Al Feuerstein si arriverà a piedi, dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio sotterraneo che preserva l’atmosfera selvaggia del luogo. Per i bambini (accettati da 0 mesi) un programma di attività che si ispira al metodo Montessori: niente computer o videogiochi, ma un fienile dove lanciarsi a capofitto, un atelier di pittura, un laboratorio del legno, una divertentissima piscina con uno scivolo di 100 metri e poi giochi da tavola, escursioni negli alpeggi e corse in slittino. E poi ancora, per gli adulti, una spa ispirata alla natura del posto (con area famiglie nella sauna), un’offerta gastronomica che punta a recuperare i prodotti genuini della valle (con succhi,

LA NATURA ENTRA IN CAMERA Rovere spazzolato, sasso, legno non trattato delle vallate altoatesine, vetro, loden, tessuti naturali e mobili costruiti artigianalmente: l’armonia con la natura si riflette anche nel design della struttura, perfettamente integrata con il paesaggio della Val di Fleres, ed affacciata su un scenografico laghetto balneabile. Ottanta camere, pensate per trasmettere calore, benessere e armonia, oltre che per venire incontro alle esigenze delle famiglie.

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LA NATURA NEL PIATTO Dagli omogeneizzati fatti in casa, fino alle specialità gastronomiche preparate con i freschissimi ingredienti locali: l’offerta gastronomica del Feuerstein si prende cura di tutti i suoi ospiti e punta a dare più spazio possibile a quello che la montagna ha da offrire. A supervisionare il tutto, lo chef di Vipiteno Martin Wild: a lui il compito di selezionare ogni giorno i prodotti dei contadini della Val di Fleres, dalla carne allo yoghurt di pecora, dalle uova di galline ruspanti alle erbe aromatiche, dalle verdure di stagione ai formaggi di malga. UNA INFINITY POOL TUTTA NATURALE Il rispetto per l’ambiente parte fin dalle fondamenta del Feuerstein: con una

centrale termica alimentata a legna, l’hotel punta infatti a ridurre notevolmente il proprio impatto energetico. Questa attenzione alla natura circostante si riflette anche nella magnifica infinity pool all’aperto “The View”, collocata vicino al laghetto naturale: riempita con acqua delle sorgenti della Val di Fleres, questa scenografica vasca esterna sarà riscaldata tutto l’anno proprio grazie all’energia pulita dell’impianto a legna. A far da contorno, l’offerta wellness della Mountain Spa, ispirata alla filosofia olistica, una rigenerante zona saune (anche per bambini), una grande palestra e uno splendido Yoga Loft con vista sulle vette. WELLNESS E SPORT INVERNALI Per quanto riguarda la stagione invernale, la Val di Fleres offre tantissimi itinerari per gli appassionati di scialpinismo. Nei dintorni invece si trovano il comprensorio sciistico Ladurns (15 km di piste, a circa 5 minuti di auto), quello di Racines e quello di Monte Cavallo presso Vipiteno, tutti accessibili con il medesimo skipass.

FEUERSTEIN NATURE FAMILY RESORT Via Fleres 185, Brennero Tel. +39 0472 770126 info@feuerstein.info www.feuerstein.info/it


ALTA TECNOLOGIA DALLA NATURA PER PROIETTARE LA BELLEZZA DELLA PELLE VERSO IL FUTURO

Distribuito da: Intertrade Group - www.intertradeurope.com

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Un nido di benessere, in un elegante ambiente ovattato, circondato dalla natura e progettato con stile.

Intimità Alpina al

LANERHOF All’hotel Lanerhof, a due passi da Brunico, nel piccolissimo paese altoatesino di Mantana, il silenzio è rotto soltanto dai rintocchi dell’antica campana della chiesetta del paese, situata proprio tra l’hotel e le sue lussuose dependance. Tutto è intimo, un piccolo presepe che in ogni stagione si colora di nuovi profumi e di nuovi colori, con l’atmosfera alpina che circonda l’hotel: il giardino raccolto, con piscina all’aperto, un’antica casetta tutta in legno, l’ombra delle piante secolari, la grande lussuosa spa con tante saune, idromassaggio salino esterno e con sentiero kneipp /fengshui dove si sciolgono le tensioni, la cucina raffinata e curata: ecco l’anima del Lanerhof.

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UNA STRUTTURA “AD ARTE” Le 90 confortevoli camere e suite dell’hotel sono arredate con gusto: una fusione di tradizione alpina e modernità che asseconda i desideri dell’ospite amante dello stile, piccole opere d’arte per chi non si accontenta del comfort ma esige anche un piacere estetico. L’hotel è anche doppiamente speciale: oltre alle belle stanze,ha anche appartamenti di lusso, dal design esclusivo, con accesso ai servizi dell’hotel. Gli appartamenti si trovano a circa 200 metri dall’hotel, tra gli highlight: vasca doppia di design con idromassaggio, per un dolce bagno di coppia, doppie camere da letto e ambiente alpine chic, dai dettagli curati. Ci si immerge in un mondo accogliente, dall’anima autentica di montagna.

WELLNESS DA 1001 NOTTE I 3mila metri quadrati di wellness e spa, il meraviglioso mondo d’acqua con piscina coperta, la piscina esterna riscaldata con idromassaggio, l’ulteriore idromassaggio esterno con acqua salina riscaldata riservato agli adulti, il percorso Kneipp all’aperto, le 9 saune e bagni turchi, le docce emozionali e nebulizzate, più di 100 trattamenti beauty, ben 7 sale e aree del silenzio dove chiudere gli occhi e sognare: ecco gli ingredienti della felicità del Lanerhof. Si sogna anche letteralmente ad occhi aperti nella Suite spa “1001 Notte”, dove ci lascia coccolare con trattamenti Ayurveda, hammam privato, bagno in vasca di design e massaggi di coppia: ultima


frontiera di un benessere completo. A cena, il benessere diventa culinario: con le serate a tema, con il aperitivo offerto agli ospiti, la romantica cena di gala a lume di candela, la serata contadina con ghiottonerie altoatesine o quella a base di pesce. Tripudio di sapori in ambiente raffinato.

Hotel Lanerhof Mantana 42 39030 San Lorenzo di Sebato (BZ) Tel. +39 0474 403133 lanerhof@winklerhotels.com www.winklerhotels.com

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Hotel Gardena medwellness it

comfort esclusivo e piaceri della tavola all’insegna dell’ Alpine charme una vacanza tra

Settimane bianche o short stay sulla neve circondati dall’impareggiabile paesaggio delle Dolomiti Il carosello sciistico delle Dolomiti è senza ombra di dubbio tra i più affascinanti e riconosciuti al mondo: 460 impianti di risalita e 1220 chilometri di piste, un circuito invidiabile dove anche gli sportivi più esigenti trovano di che divertirsi. La sola Val Gardena, poi, dispone di 84 impianti e 176 km di piste, per vivere ogni giorno emozioni sempre nuove. L’Hotel Gardena Grödnerhof – Gourmet Hotel & Spa a 5 stelle gode di una posizione davvero privilegiata: a soli 200 metri si trovano gli skilift e i campi e la scuola di sci, la cabinovia dell’Alpe di Siusi e il modernissimo passaggio coperto, con scale mobili e tapis roulant, che porta alla cabinovia ad agganciamento automatico del Seceda, collegata allo splendido circuito sciistico della Val Gardena e alla celebre Sella Ronda. Un ottimo punto di partenza per vivere al massimo la neve ogni giorno. L’inverno è ricco di proposte: dallo sci al relax, settimane bianche pensate su misura per sciatori appassionati, famiglie, single, coppie, amanti delle ciaspole o dello sci di fondo, o per chi semplicemente ha voglia di farsi coccolare nella spa e ritrovare l’energia prima di ritornare al lavoro d’ufficio. RAFFINATEZZA E FUNZIONALITÀ IN UN UNICO STILE Vera e propria oasi di tranquillità, vanta quasi un secolo di storia, avendo iniziato la propria attività nel lontano 1923. Da

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allora, la mission per un’ospitalità di alto livello, ispirata ai valori più autentici della tradizione alberghiera ma sempre attenta a rinnovarsi, si è consolidata e affermata nel tempo, tanto da far parte della prestigiosa associazione internazionale “Relais & Châteaux”che riunisce oltre 500 hotel di charme e ristoranti top level in oltre 60 Paesi, i cui standard ottemperano alle celebri “5 C” ovvero Courtoisie, Charme, Caractère, Calme, Cuisine (cortesia, charme, carattere, tranquillità e ottima cucina). Lo stile attuale è un raffinato alpine concept, che coniuga tradizione e funzionalità, in un’autentica ed elegante atmosfera di montagna. Spaziose camere e suite di diverse tipologie, eleganti ambienti living, tipiche stuben, nulla è lasciato al caso per garantire agli ospiti il massimo della soddisfazione, anche nei dettagli. WELLNESS & BEAUTY Fiore all’occhiello dell’hotel, oltre all’ampia area wellness & spa, la spettacolare beauty farm Anais, un vero e proprio tempio del benessere in grado di offrire, grazie ad un team di qualificati professionisti, personalizzate proposte estetiche, trattamenti e bagni a base di prodotti naturali, Thalasso e massaggi rilassanti o rigeneranti, avvalendosi anche dell’approccio olistico derivante dalla tradizione indiana dell’Ayurveda, secondo il quale la vera bellezza nasce dal benessere psicofisico globale.

IL PRESTIGIO DI SAPORI AD ALTA QUOTA L’offerta gastronomica fa dell’Hotel Gardena uno dei più prestigiosi dell’Alto Adige. Non è un caso che il ristorante dell’hotel si sia aggiudicato il Condé Nast Johansens Award nella categoria best dining experience per il 2017. La brigata di cucina, guidata con maestria dallo chef Hubert Fischnaller, propone menu da intenditori, variando tra specialità della cucina italiana, mediterranea, regionale, internazionale e vegetariana, con una scelta di ingredienti di eccellenza, cucinati in modo da mantenere intatti i loro principi nutritivi. L’altra chicca è il ristorante gourmet Anna Stuben, che ha visto riconfermata la sua stella Michelin 2017, la prima della Val Gardena, ottenuta molti anni fa, dove lo chef Reimund Brunner, in una raffinata cornice, propone squisite creazioni tra tradizione e rivisitazione, abbinate al meglio dal grande esperto di vini Franz Lageder, per sorprendere piacevolmente anche i palati più esigenti. Hotel Gardena Grödnerhof Via Vidalong, 3 - 39046 Ortisei (Bz) Tel. + 39 0471/79 63 15 info@gardena.it www.gardena.it


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ESTHECHOC

- Il cioccolato di bellezza di Cambridge, è un cioccolato amaro, squisito e salutare, che contiene dei potenti antiossidanti: l’astaxantina, una fortissima sostanza antiinfiammatoria (6000 volte più forte della vitamina C!) e polifenoli del cacao che possono contribuire a rallentare i segni dell’età e dare un aspetto luminoso alla pelle. La condizione della pelle migliora sensibilmente assumendo una barretta di Esthechoc al giorno per 3 settimane. Un uso continuativo assicura risultati ancora più evidenti. Esthechoc contiene solo ingredienti naturali. È ideale anche per chi è attento alla linea: 1 dose quotidiana (1 barretta di cioccolato) contiene solo 38 calorie. Decisamente un grande piacere! € 65,00 - www.esthechocitalia.it

c i t e h t s e a

ADAMAS SPA ALL–IN-ONE - Il primo trattamento rivoluzionario manipiedi. Grazie alla sua speciale formula anti-aging, dona alla pelle secca un sollievo immediato e un’idratazione profonda. La ricca emulsione presente all’interno dei Guanti e dei Calzini, permette agli ingredienti attivi di agire sugli strati più profondi. Sono perfetti anche in viaggio, in quanto non necessitano di acqua per risciacquare. Non contiene parabeni o oli minerali. € 9,90 - www.adamas.com

AHAVA - Dead Sea Laboratories ha annunciato il lancio mondiale del suo ultimoritrovato in ambito skincare,la nuovissima Dunaliella Alga e Refresh&SmoothPeel-OffMask. Arricchita con Dunaliella Salina Algae, l’unico organismo vivente in grado di sopravvivere nelle acque più saline della Terra, questa innovativa maschera peeloff ravviva e nutre le pelli stanche e stressate. Distribuita da Luxury Lab Cosmetics srl –125ml € 49,00 www.luxurylabcosmetics.it

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DR. FARMER - Biodetox juice kit, sei differenti detox juice, con sei differenti formule scientifiche. Da bere a distanza di due ore l’uno dall’altro ed aiutano a purificare l’organismo riattivando i processi metabolici e rendendo più efficace qualsiasi regime dietetico successivo. Nei juice Dr. Farmer è presente una quantità significativa di fibra, tendenzialmente assente nei più comuni cold pressed juice, elemento indispensabile di qualunque trattamento detox e fondamentale per il controllo glicemico. 530 ml € 72,00 - www.dr-farmer.com RILASTIL Hydrotenseur LF - Un trattamento intensivo a effetto lifting che combina l’azione di un filler con quella di un tensore, garantendo un’azione liftante progressiva, elasticizzante, riempitiva e ridensificante di lunga durata. Distribuire il fluido, con la punta delle dita, su viso e collo e lasciar agire per qualche minuto. Per massimizzare l’effetto tensore, applicare l’intero trattamento Rilastil Hydrotenseur LF. La confezione contiene 30 fiale in vetro - € 47,00 - www.rilastil.it

AHAVA - La maschera purificante Clarifying Facial Treatment Mask è formulata con il fango più ricco di minerali sulla terra, combinato con granuli di jojoba ad azione calmante e principi attivi come l’estratto di corteccia di magnolia. Un purificante naturale che: aiuta a eliminare le imperfezioni come brufoli e punti neri, dona alla pelle un aspetto più sano e luminoso deterge in profondità e detossina nutre, calma e rinfresca senza seccare. Per la pelle mista e mista/grassa. 50 ml - € 35,00 - www.ahava.com

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MYFRAGRANCES - La Crema Corpo della linea Aromatiche N°32, è ideale per la pelle stanca e disidratata. È arricchita con Microsfere di Vitamina E che si sciolgono spalmando la crema. La Vitamina E aiuta il rinnovamento cellulare, coadiuvando la riparazione dell’epidermide, oltre a dare una corretta idratazione. L’Olio di Oliva e il Burro di Karité nutrono intensamente la pelle, rendendola liscia, morbida e tonica. 250 ml - € 25,90 - www.myfragrances.it


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PERRICONE MD - Hypo-Allergenic Firming Eye Cream, è un trattamento occhi multi-funzionale ed una crema all-in-one, formulato con i benefici terapeutici dei Polifenoli dell’Oliva. Ideale per pelli secche e sensibili. I prodotti della linea Hypo-Allergenic sono testati ipoallergenicamente e sono privi di profumo, senza parabeni, ftalati, solfati, oli minerali, petrolio e tinture sintetiche. mantiene la pelle ben idratata e “piacevole” – mai secca. 15 ml - € 72 - www.perricone.it

Resculpting Body Gel Cellulite - Un gel per il corpo con effetto lifting e re-sculpting, ideato per ammorbidire la pelle, ridurre le dimensioni delle cellule adipose e migliorare la circolazione. L’ingrediente chiave di questo efficace gel è il Caffè Verde, ad elevato contenuto di caffeina che stimola l’idrolisi dei grassi riducendo la dimensione delle cellule adipose che causano cellulite e aspetto a buccia d’arancia. 200 ml € 135,00 - www.theorganicpharmacy.com

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COLLISTAR - Acqua Attiva Balsamo Dopobarba. Una texture high-tech, ricca, cremosa e di immediato assorbimento, che idrata e calma la pelle dopo la rasatura, prevenendo rossori e irritazioni. Nel cuore della formula, bisabololo, glicerolo e allantoina, un mix di principi attivi lenitivi e idratanti, che rendono questo balsamo ideale anche come crema viso quotidiana. 100 ml - € 25,00 www.collistar.it

SKIN LABO - Crema pelle perfetta gold sand and pale sand. Dona un effetto “bonne mine” naturale e luminoso. Attenua discromie, rossori e segni di stanchezza. Rende i pori meno visibili. Lascia la pelle morbida, idratata e perfetta, tutto il giorno. Dermatologicamente testata, paraben free, allergen free, gluten free. Contiene acido ialuronico e preziosi attivi antiossidanti. Disponibile nelle varianti Gold Sand e Pale Sand. Tubo 30 ml € 25,45 - www.skinlabo.com

L’ANGELICA - Una gamma di dentifrici a base di estratti fitoterapici provenienti da agricoltura biologica con una nuova formula completa in grado di proteggere smalto e gengive. Studiati con una base Menta dalle proprietà tonificanti e rinfrescanti, in abbinamento ad un fitocomplesso dai benefici specifici. Cannella e menta, zenzero e menta,lime e menta, eucalipto e menta, liquerizia e menta.Confezione: tubetto 75 ml € 2,49 - www.angelica.it

PREP - Olio da Barba Prep garantisce una barba morbida, disciplinata e profumata: l’Olio di Mandorle Dolci, dalle proprietà addolcenti e nutrienti, aiuta infatti a restituire morbidezza e lucentezza senza ungere, mentre la Vitamina E agisce come emolliente ed idratante, garantendo una pelle senza irritazioni. Adatto a tutti i tipi di barba e consigliato in modo particolare per le barbe più lunghe. Paraben free. 50 ml – € 13,90 - www.prepweb.it

MEDITERRANEAN SECRET - CREMA DA BARBA LENITIVA: grazie alle proprietà lenitive ed anti-arrossamento dell’Infuso di Foglie d’Olivo ( OLIVUM®), il prodotto è specificamente formulato per aiutare a ridurre le irritazioni durante la rasatura. Completano la formulazione: l’estratto di Moringa, che aiuta a proteggere la pelle dagli agenti esterni responsabili dell’invecchiamento, il Burro di Karitè che nutre e dona morbidezza al viso e l’Acido ialuronico dall’azione super idratante. € 29,00 CREMA CONTORNO OCCHI DEFATICANTE Ideale per contribuire ad attenuare gli inestetismi di occhiaie e borse sotto gli occhi, aiutando a proteggere la pelle dai segni dell’invecchiamento. € 39.00 - www.evergreenlife.it

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MATT - Le nuove sfogliatine senza lievito e senza glutine, con il gusto inconfondibile che nasce dalla perfetta armonia tra il sapore pieno del mais e la delicatezza del riso. A basso contenuto di grassi, è un valido aiuto per chi desidera alimentarsi in modo sano e mantenersi in forma e per chi presenta un’intolleranza al lievito, sia naturale che chimico. € 3,49 - www.matt.it

SARCHIO - Biologiche e certificate Vegan Society, le nuove proposte per la colazione tra cui i Biscotti ai cereali, anche nelle versioni con cacao e gocce di cioccolato, con zenzero e infine con mela e i Fiocchi di grano saraceno e il Grano saraceno soffiato, fonti di proteine vegetali a basso contenuto di grassi. Per gli amanti dei sapori decisi, Sarchio propone la crema spalmabile al cacao fondente, gluten free, vegan e senza olio di palma. - www.sarchio.it

PESOFORMA - Il pasto sostitutivo con Mela e crusca di Avena, ricco di proteine vegetali. Ideale sia a colazione che a pranzo, è un pasto completo che favorisce un buon senso di sazietà. E’ ricco di proteine vegetali e fibre, perfetto per smaltire qualche chilo di troppo o per mantenere la forma fisica con un pasto tutto naturale. Confezione: 12 pasti sostitutivi da ricostituire al gusto di Mela e Avena, a soli 206 kcal per pasto. € 11,90 - www.pesoforma.it

FELICIA - Tre nuove referenze: lasagne, spaghetti e caserecce realizzate con farina di lenticchie gialle. I prodotti sono BIO, senza glutine e vegan, realizzati esclusivamente con ingredienti selezionati e di alta qualità. - www.felicia.it

REVITALASH – Rafforzare, ispessire e volumizzare in maniera naturale le ciglia grazie a REVITALASH ADVANCED: il siero che, solo con 1 applicazione al giorno direttamente sulle ciglia, permette risultati visibili in 3 settimane di utilizzo. La sua speciale formula dona un’incurvatura naturale alle ciglia, per una bellezza decisa, per uno sguardo intenso e sensuale a tutte le età. A partire da € 53,00 - www.revitalash.it

Glamour

KORFF - Fondotinta in crema effetto lifting. Dedicato alle pelli che necessitano una maggiore idratazione o a chi ama le texture più corpose e a rapido assorbimento, distende la pelle del viso dalla prima applicazione, restituendo all’incarnato un aspetto sano e radioso, grazie alla sua proprietà idratanti. Senza parabeni e profumo. Non comedogenico. Testato per Nichel, cromo, cobalto, palladio e mercurio: ognuno inferiore a 5 parti per milione. € 38,00 - www.korff.it

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JANE IREDALE - Mystikol Powdered Eyeliner Un eyeliner in polvere/crema versatile e resistente all’acqua,che rimane definito tutto il giorno. Il pennellino incorporato crea linee precise o sfumature d’effetto. Non sbiadisce, non fa pieghe e non sbava. www.janeiredale.com

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SALICE - Salice Occhiali ha scelto di sviluppare un nuovo modello di casco pensato appositamente per la mountain-bike. Nasce “Stelvio”, l’innovativo casco da mountain-bike che cambierà il modo di andare in bici. Stelvio è un modello estremamente versatile e personalizzabile. Due sono gli elementi che lo contraddistinguono: il frontino e la calottina centrale rimovibile. Al link seguente è disponibile una visuale a 360° del nuovo casco: http://bit.ly/salicestelvio. Come sempre Salice Occhiali presta particolare attenzione alla sicurezza, infatti il casco Stelvio prevede una doppia certificazione: la EN 1078 e la certificazione americana CPSC - www.salice.com

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Autori: K. Mosetter - W. Simon T. Probost - A. Cavelius

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Questo libro raccoglie e organizza un vastissimo panorama di immagini e informazioni per la pratica yoga. Non dovrete più rincorrere e sfogliare decine di libri di stili yoga diversi per ritrovare un asana particolare, gli esercizi di riscaldamento, i pranayama o i mudra che vi interessano. Ma è anche molto più di un libro, uno strumento che diventerà indispensabile per preparare le vostre sessioni di yoga. Dalle pagine sono facilmente staccabili 396 carte, numerate e caratterizzate da colori diversi. Le loro dimensioni fanno sì che si possano inserire in raccoglitori con buste in pvc standard che si trovano comunemente in commercio. Scegliendo e ordinando le carte in una o più buste trasparenti potrete preparare la vostra lezione o pratica personale e creare un promemoria che vi seguirà fin sul tappetino. L’immagine della carta richiama immediatamente la posizione da eseguire, mentre sul retro alcune informazioni sintetiche vi ragguaglieranno su benefici, indicazioni terapeutiche e stimolazione dei chakra. Uno strumento che non c’era, di cui non saprete più fare a meno. Editore: Red! Prezzo: € 19,00 Autrice: Stefania De Mitri

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Editore: Red!

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Tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che un eccessivo consumo di zucchero nuoce gravemente alla salute! Studi recenti dimostrano che non solo ci rende grassi, stanchi e apatici, ma sul lungo termine può determinare l’insorgere di patologie gravi come il diabete, l’Alzheimer, la sindrome da iperattività e deficit di attenzione. La soluzione è a portata di mano e consiste in un cambio di abitudini che può condurci sulla strada del benessere senza per questo stravolgere radicalmente i nostri piani alimentari. Quattro professionisti che operano in ambiti differenti, legati dal filo conduttore della cucina salutare, che guidano il lettore attraverso un cammino che propone situazioni in cui saranno in molti a riconoscersi. Dall’individuazione delle tentazioni ai pericoli nascosti nell’attrazione verso determinati alimenti, fino a un’analisi scientifica degli effetti sul nostro corpo, passando per i disturbi e le patologie, più o meno serie, che l’assunzione eccessiva di zucchero può portare: attraverso una disamina rigorosa e allo stesso tempo accessibile, gli autori portano dritto al punto focale del libro: il programma di disintossicazione, seguito da una sezione finale di ricette senza zucchero, per offrire anche un risvolto pratico alla parte più teorica del volume.

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Un programma semplice ed efficace per spezzare una volta per tutte la dipendenza dallo zucchero

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YOGABIMBI Con oltre 100 esercizi, posizioni, giochi, tecniche di rilassamento e meditazione, questo libro offre una rassegna completa di ciò che occorre per organizzare un corso di yoga per bambini dai 3 agli 11 anni. Le indicazioni per impostare le lezioni spaziano dai riti di apertura e di chiusura al riscaldamento, dalle posizioni individuali, a coppie o di gruppo agli esercizi di respirazione e di meditazione. Storie, canzoncine e filastrocche per accompagnare le asana e spiegare i principi dello yoga ai bambini. Consigli e soluzioni per praticare con gioia e in sicurezza. Un’ampia sezione del libro è dedicata allo yoga nella scuola dell’infanzia e primaria: dalla presentazione del progetto alla gestione degli alunni con esigenze speciali, dall’organizzazione degli spazi all’attrezzatura necessaria. “Yogabimbi” si rivolge principalmente a: insegnanti di yoga che intendono proporre un corso nelle scuole o in un contesto extrascolastico genitori ed educatori che desiderano praticare con i propri figli o con i propri alunni.

Editore: Red! Prezzo: € 15,00 Autori: Stefania De Mitri – Maurizio Morelli


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