ANNO 8 - n. 19 / 2020
ph: Marco Rossi
Iscrizione al Roc n°23381 aprile 2013 - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, C/PE/16/2013 del 30.04.2013
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ELENA SOFIA
RICCI
L’autenticità di una“folle” bellezza La cosmesi medicale più innovativa è “su misura” - Sindrome Genitourinaria: nuove prospettive terapeutiche con radiofrequenza vaginale - Uomini e prevenzione urologica: tanta paura ma pochi controlli - Quando la pelle soffre: tre percorsi per farla tornare sana e giovane - Meditazione: dagli Stati Uniti all’Italia è boom di appassionati
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14 LA COSMESI MEDICALE più innovativa è “su misura”
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L’INTERVISTA by
medicina estetica e benessere per l’uomo
28 MEDITAZIONE I motivi del successo di un mercato in crescita
CATALDO CALABRETTA Le leggi della televisione
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AQUA DOME AUSTRIA Dalla neve al tuffo in piscina
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COSMESI AL MASCHILE Anche il “macho” usa l’antirughe
06 NEWS IN PRIMO PIANO Il vero virus è l’ignoranza Intervista al Viceministro della Sanità
24 BENESSERE Le strategie del wellness molecolare
08 NEWS E TECNOLOGIE a cura della redazione
Acne Anche in età adulta mina l’autostima
14 MEDICINA ESTETICA La cosmesi medicale più innovativa è “su misura”
Meditazione I motivi del successo di un mercato in crescita
Sindrome genitourinaria nuove prospettive terapeutiche con radiofrequenza vaginale
30 NUTRIZIONE La bellezza viene da dentro: gli effetti del consumo quotidiano di mandorle sulle rughe del viso
Quando la pelle soffre: tre percorsi per farla tornare sana e giovane Sicurezza? Sì, grazie Indagine su medici e pazienti per sondare la reale percezione della medicina estetica
Cibo spazzatura La causa principale di gran parte dei decessi Digiuno intermittente per la perdita di peso: la fame vale la pena? Dieta Low-Carb per la salute cardiovascolare: efficace, ma non sempre
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IL VERO VIRUS È L’IGNORANZA Intervista al Viceministro Pierpaolo Sileri
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Trapianto di capelli quando farlo è la scelta giusta
Cosmesi al maschile Anche il “macho” usa l’antirughe
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SINDROME GENITOURINARI Nuove prospettive terapeutiche con radiofrequenza vaginale
rubriche
Chirurgia estetica: il nuovo trend è per lui
La fertilità maschile “eccitata” dal profumo di mughetto
Esonero iscrizione testata in tribunale: art.16 L. 07.03.2001 n.62
Uomini e prevenzione urologica: tanta paura ma pochi controlli
MedWellness e Dossier Medicina sono marchi depositati presso la CCIAA di Pescara. Tutti i diritti riservati. Cristina Zecca - Pescara
È espressamente vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e materiale pubblicitario contenuti in questo numero. Tutti i diritti riservati.
38 L’esperto risponde di Cristina Zecca
52 Spa&Resort a cura della redazione
59 LifeStyle! di Cristina Zecca
40 Wellman a cura di Alessia Addari
56 Vetrina prodotti di Cristina Zecca/ Massimiliano Benetazzo
60 Tralerighe di Lisa D’Emidio
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40 WELLMAN Intervista a Cataldo Calabretta
Anno 8 - Numero 19 - 2020 GENNAIO - FEBBRAIO - MARZO Trimestrale di medicina estetica, benessere e nutrizione ___________________ Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it ______________________ Iscrizione al R.O.C. numero 23381 del 02/04/2013
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INTERVISTA DI COPERTINA Elena Sofia Ricci L’autenticità di una “folle” bellezza
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Editore Strategia Grafica di Cristina Zecca Pescara
In copertina: Elena Sofia Ricci
Direttore Generale e Amministrativo Cristina Zecca c.zecca@medwellness.it
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Direttore Responsabile Alessia Addari a.addari@medwellness.it Progetto grafico ed impaginazione ADV Strategia Grafica www.strategiagrafica.it Pescara info@strategiagrafica.it
LE COPERTINE
Hanno collaborato a questo numero Cataldo Calabretta, Massimiliano Benetazzo, Lisa D’Emidio, Alessandra Fusè, Mario Pappagallo, Paola Picilli, Pierpaolo Sileri Testimonial di copertina Elena Sofia Ricci Testimonial di copertina WELLMAN
Cataldo Calabretta Fotografie Foto Elena Sofia Ricci: Marco Rossi, Foto Cataldo Calabretta: Sara Galimberti Foto rivista: Archivio Stock Medici ed esperti Nikola Drmac, Patrizia Gilardino, Alessandra Lusi, Antonio Maone, Alberto Massirone, Francesca Merzagora, Cristina Settanni, Angela Tuccia, Cristina Varesi, Alessandra Vasselli Stampa Centro Stampa Digital Print Srl- Rimini
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IL VERO VIRUS È
L’IGNORANZA
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Durante il Festival di Sanremo, presso “Suite 2020”– la guest house, allestita dall’agenzia di comunicazione FLUENDO – si è svolto il talk “Fast track cities”. Il Viceministro Pierpaolo Sileri è intervenuto sulle fake news sui temi sanitari, chiarendo in particolare il perché di alcuni fraintendimenti che riguardano il nuovo Covid19.
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“Vedete quotidianamente il nostro impegno e all’interno delle 24 ore i contatti con i membri della task force sono molteplici – esordisce Sileri- . L’aiuto che chiediamo alle società scientifiche i cui membri affrontano il tema del Coronavirus dal punto di vista tecnico e scientifico è quello di far capire che è in atto una psicosi assurda, alimentata da informazioni non corrette. L’Italia infatti è in prima linea dall’8 gennaio; poche ore dopo la diramazione dell’allerta da parte della Cina eravamo già in azione e abbiamo attuato delle iniziative che, se comparate a quelle degli altri Paesi Europei, ci hanno posto fin dall’inizio in netto anticipo nella gestione dell’emergenza”. La reazione dell’Italia infatti è stata estremamente tattica: il Consiglio dei Ministri italiano ha immediatamente dichiarato lo stato di emergenza che durerà per 180 giorni e chiuso i voli diretti dalla Cina; inoltre le équipe di ricercatori dell’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma si sono subito adoperate per studiare il virus contratto dai due individui prontamente ricoverati presso lo stesso ospedale, ponendo l’Italia tra i primi Paesi nel mondo a riuscire ad isolare il virus in laboratorio e rendendo i dati disponibili a tutta la comunità scientifica internazionale
per agevolare la collaborazione. “Abbiamo deciso di dichiarare immediatamente lo stato di emergenza non per allarmare i cittadini ma per affrontare l’arrivo del virus nel nostro territorio e per avere la possibilità di gestire in modo semplice e tempestivo le possibili situazioni di crisi, come nel caso della nave da crociera a Civitavecchia sulla quale, per fortuna, non erano presenti persone infette”. Senza la dichiarazione dello stato di emergenza, infatti, non sarebbe stato possibile bloccare una nave con a bordo 6000 persone fino al completamento dei test sui due turisti di Hong Kong colti da febbre. “Altra misura immediata è stata la riduzione dei flussi proveniente dalla Cina, parliamo di persone ovviamente e non di blocco commerciale. Abbiamo inoltre previso l’ausilio di scanner termici in tutti gli aeroporti a partire da quelli più importanti come Fiumicino per poi coinvolgere anche quelli più piccoli”. Ma a rendere difficile la situazione è la propagazione di false notizie, le fake news, che proprio in un contesto di emergenza trovano facile presa. “In questi casi- spiega il Viceministro-, la situazione evolve di giorno in giorno, spesso nelle stesse 24 ore, per questo le informazioni che diamo possono cambiare perché occorre aggiungere o modificare qualcosa rispetto a quello che sta accadendo ed è un processo inevitabile perché -ribadisco- la situazione
IL PERIODO DI INCUBAZIONE Rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. IL NUOVO CORONAVIRUS E LA SUA DURATA SULLE SUPERFICI Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol
COSA FARE SE SI È SOGGIORNATO DI RECENTE NELLE AREE A RISCHIO Se nelle due settimane successive al ritorno da aree a rischio si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale si consiglia di: • contattare il numero di telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500 riferendo del recente viaggio; • indossare una mascherina monouso se si è in contatto con altre persone; • utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.
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LA TRASMISSIONE DEL NUOVO CORONAVIRUS DA PERSONA A PERSONA Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite: • la saliva, tossendo e starnutendo • contatti diretti personali • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi. In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale. Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.
PREVENZIONE Adotta le seguenti misure di protezione personale: • lavati spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare il virus dalle tue mani • mantieni una certa distanza – almeno un metro – dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata • evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria. • se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria segnalalo al numero gratuito 1500, istituito dal Ministero della salute. Ricorda che esistono diverse cause di malattie respiratorie e il nuovo coronavirus può essere una di queste. Se hai sintomi lievi e non sei stato recentemente in Cina, rimani a casa fino alla risoluzione dei sintomi applicando le misure di igiene, che comprendono l’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani).
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I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. La sottofamiglia Orthocoronavirinae della famiglia Coronaviridae è classificata in quattro generi di coronavirus (CoV): Alpha- BetaDelta- e Gammacoronavirus. Il genere del Betacoronavirus è ulteriormente separato in cinque sottogeneri (tra i quali il Sarbecovirus). Ad oggi, sette Coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo: • Coronavirus umani comuni: HCoV-OC43 e HCoV-HKU1 (Betacoronavirus) e HCoV229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus); essi possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore. • Altri Coronavirus umani (Betacoronavirus): SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV. Il nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è
I SINTOMI DI UNA PERSONA INFETTA DA UN CORONAVIRUS Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.
(etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
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FACCIAMO CHIAREZZA Fonte Ministero della Salute
stato precedentemente mai identificato nell’uomo. In particolare quello denominato 2019-nCoV., non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina a dicembre 2019. L’11 febbraio 2020 l’OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo Coronavirus è stata chiamata COVID-19. La nuova sigla è la sintesi dei termini CO-rona VI-rus D-isease e dell’anno d’identificazione, 2019.
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evolve rapidamente. Per questo è utile collaborare tutti – istituzioni, stampa, società scientifiche – per combattere rigorosamente le fake news. Ho ascoltato e letto vere assurdità: che il virus si trasmette attraverso il cibo, che è stato sviluppato in laboratorio, che non si deve andare al ristorante cinese, che il virus è associato alla persona di origine cinese e che pertanto il virus è “cinese”: queste sono sciocchezze, non saprei come altro definirle. Il virus si è sviluppato in una zona molto popolata della Cina ma l’analogia finisce qui. Chiunque ora si trovi o provenga o abbia recentemente transitato in quell’area indipendentemente dalla nazionalità è un individuo potenzialmente infetto e come tale va monitorato. E quando dico recentemente mi riferisco ad un periodo di 14 giorni dalla dichiarazione di emergenza da parte della Cina, non certo a chi ci è stato mesi fa. Il vero virus oggi è l’ignoranza e ciò che di falso viene raccontato”.
NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TE l medicina estetica
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Glossofobia: una persona su 4 ha paura di parlare in pubblico Dalla diva Barbra Streisand ad Adele, fino ai nostri Luciano Pavarotti e Fiorello. E ancora: da Ella Fitzgerald a Enrico Caruso, così come anche Brian Wilson dei Beach Boys. La paura di parlare in pubblico, che si stima colpisca 1 persona su 4, è un “male” più democratico di quanto si possa immaginare. Si dice che persino uomini di potere come l’economista Warren Buffet o il fondatore di Virgin, Richard Branson, abbiano sofferto di “ansia da pubblico” prima di riuscire poi a superarla. Per alcune persone sconfiggerla è davvero imperativo. Parlare in pubblico, infatti, è fondamentale nel mondo del lavoro di oggi. Pensiamo all’amministratore delegato di una multinazionale che deve intervenire durante una riunione. O a uno scienziato durante un convegno internazionale o a un avvocato in tribunale prima di un’arringa. O anche a un semplice studente quando deve discutere la tesi di laurea. Secondo uno studio dell’organizzazione YouGov UK, ci sono 13 paure che tengono sveglie le persone di notte e la glossofobia è la terza più comune. I sintomi sono piuttosto vari e ricordano quelli di un classico attacco di panico: aumento della frequenza cardiaca, sudorazione eccessiva, affanno, crampi alla pancia, giramento di testa, vomito e in alcuni casi anche svenimento. La buona notizia è che possiamo imparare a gestire la paura di parlare in pubblico. Ma attenzione ai falsi luoghi comuni. “Come quello che ci consiglia di immaginare il pubblico nudo o con il naso da clown: sono misure che non servono a superare la paura e distraggono dal discorso”, dice Massimiliano Cavallo, uno dei maggiori esperti italiani di Public Speaking, autore del libro “Parlare in Pubblico Senza Paura” (edito da Anteprima Edizione). “Anche quel consiglio piuttosto diffuso, secondo il quale bisogna ripetersi in mente un mantra, rischia di distrarci e peggiorare la situazione
anziché aiutarci”, aggiunge. Altra indicazione sbagliata è quella di esercitarsi davanti al proprio cane e vedere per quanto tempo si riesce a catturare la sua attenzione. Anche se lo ha suggerito uno studio americano, per Cavallo non funziona. “Non si può paragonare la risposta di un cane a quella che potrebbe avere una platea di persone”, precisa. Ci sono però delle misure semplici che possono aiutare in vista di un discorso pubblico. Cavallo ne elenca qualcuna: provare il discorso più volte, prendere familiarità con il luogo in cui avverrà il discorso, non leggere il discorso e non impararlo a memoria perché il più delle volte si finisce per sbagliare, guardare la platea negli occhi, alzare leggermente il volume della voce.
I consigli “frizzanti” per una voce in perfetta forma La voce è uno strumento molto prezioso: oltre a prevenire le lesioni delle corde vocali legate all’uso professionale della voce, è importante mettere in pratica misure di prevenzione e igiene, utili a mantenere la voce in salute. Il primo segreto è quello di bere molto, almeno due litri di acqua al giorno, per mantenere ben idratate le corde vocali e assumere infusi e preparati in grado di migliorare la lubrificazione di questo organo così importante per il nostro organismo. Tra gli accorgimenti utili a mantenere una buona qualità vocale figurano l’apprendimento di tecniche di riscaldamento vocale, una corretta gestione della respirazione in relazione allo stile fonatorio e il mantenimento di una corretta postura atta a preservare il giusto allineamento spalle - collo - capo. Le corde vocali sono gli organi centrali nel processo di fonazione e si presentano come ripiegature della mucosa laringea spessa,
di colore bianco perla, convergenti tra loro nella parte anteriore e divergenti nella parte posteriore. Si trovano nella regione mediana della laringe e costituiscono la strettoia che, vibrando, permette la modulazione dell’aria e consente la produzione del suono parlato e cantato. Nella respirazione cosiddetta “normale”, le corde restano in posizione distante tra loro per permettere all’acqua di passare: nel processo di fonazione esse invece si avvicinano formando una stretta fessura attraverso cui l’aria, passando, le fa vibrare, generando il suono. La qualità della voce dipende dalla lunghezza e dalla tensione delle corde vocali. Il cattivo uso della voce viene detto “malmenage”, mentre il sovraccarico nell’uso prende il nome di “surmenage”. A questi disturbi si aggiungono le problematiche correlate alle basse temperature tipiche della stagione invernale, come ad esempio la raucedine. In particolare la raucedine, che segnala l’alterazione della qualità vocale ed è determinata dall’irregolarità della vibrazione delle corde vocali, può essere anche causata da una disidratazione dell’epitelio. Una mucosa disidratata fa in modo che sulla superficie delle corde vocali venga a mancare il film idrolipidico che mantiene lubrificata la corda vocale e che la fa ondeggiare in maniera libera, naturale e senza sforzi. Il processo di vibrazione potrebbe irritare le corde vocali se queste non fossero costantemente avvolte da un muco prodotto dall’organismo in seguito ad un adeguato approvvigionamento di acqua. Ecco perché bere è così importante: l’idratazione aiuta il corpo a produrre questo muco che, come un lubrificante per un motore, agisce sulle corde vocali proteggendole da sfregamenti e attriti. Una cosa importante da sapere è che le corde vocali ricevono sollievo e beneficio dall’acqua che ingeriamo, ma non nel momento stesso in cui avviene, ma a distanza di un po’ di tempo. Quando ingeriamo acqua, questa passa attraverso il canale preposto al passaggio dei solidi e dei liquidi, cioè l’esofago, senza sfiorare
Vitamina D, ecco come scegliere l’integratore giusto Il consumo di farmaci a base di vitamina D in Italia cresce di anno in anno: nel 2017 la spesa pubblica per questi farmaci ha raggiunto i 260 milioni di euro e 12,6 italiani su mille li hanno assunti (il doppio rispetto al 2013) secondo l’AIFA, che proprio lo scorso ottobre, con la nota 96, ha posto nuovi limiti alla prescrivibilità di questi farmaci a carico del SSN. Così, questi medicinali sono rimborsabili solo previo un test a carico del
«Dato che la vitamina D ha la caratteristica di accumularsi nel tessuto adiposo è consigliabile assumere la dose giornaliera raccomandata quotidianamente, piuttosto che un dosaggio più elevato saltuariamente» spiega Salamone. La precisione nella quantità è quindi fondamentale, Inoltre sono da preferire prodotti facili da assumere e gradevoli al gusto. Con una scelta mirata e una spesa molto contenuta, quindi, la prevenzione di una delle più diffuse carenze micronutrizionali è davvero alla portata di tutti, eliminando in questo modo il problema della ridotta mutuabilità della vitamina D generata dalla recente nota 96.
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Soltanto nei soggetti di sesso femminile un elevato indice di massa corporea (BMI) è associato ad un aumento del metabolismo cerebrale nella corteccia orbito frontale (la parte anteriore dell’emisfero cerebrale, prevalentemente a destra) ed a una connettività neurale particolare: nei circuiti cerebrali legati al controllo e alla decisione si riscontra una ridotta connettività, che invece risulta aumentata nei circuiti legati alla gratificazione e alla ricompensa. È quanto emerge da uno studio, recentemente pubblicato su Aging, dai ricercatori dell’IRCCS Policlinico San Donato, dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università degli Studi di Milano, che ha analizzato i correlati metabolici del cervello rispetto a diversi livelli di BMI, in un gruppo di 222 soggetti anziani. Il Professor Livio Luzi, Responsabile dell’area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’IRCCS Policlinico San Donato e professore ordinario di Endocrinologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano: “Sappiamo già da tempo che l’obesità differisce nelle donne e negli uomini per diversi aspetti: la prevalenza dell’obesità è più elevata nelle donne (38,3%) rispetto agli uomini (34,3%), indipendentemente dall’età anagrafica e dall’etnia. Queste differenze di genere, rispecchiate anche nella composizione corporea, sono dovute a una molteplicità di fattori: ormonali, ambientali e
cittadino che accerti la carenza di vitamina D, e solo ad alcune categorie di pazienti (persone con osteoporosi e osteopatie, donne in gravidanza o allattamento, persone che soffrono di carenze iatrogene o hanno malattie che causano il malassorbimento della vitamina). Ma i preparati a base di vitamina D sono presenti sul mercato anche come integratori, quindi acquistabili senza bisogno di ricetta medica: «Si tratta di importanti alleati nella prevenzione, perché le carenze di vitamina D sono molto comuni in tutta l’Italia, non soltanto al Nord. Infatti il 60-80% della popolazione italiana ne è interessato» spiega Maurizio Salamone, Direttore Scientifico di Metagenics Italia. La vitamina D infatti dà un contributo fondamentale alla salute di ossa e denti, alle funzioni del sistema immunitario, alla funzione muscolare, al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue e al normale assorbimento del calcio e del fosforo. È una sostanza che viene prodotta dal corpo grazie soprattutto all’esposizione alla luce solare, mentre la dieta ci fornisce solo 20% dell’apporto giornaliero.
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Cervello e obesità: Donne sfavorite rispetto agli uomini
anche dietetici, dato che sia i modelli alimentari sono diversi tra i sessi, sia il desiderio di cibo e la risposta cerebrale al tipo di gusto esperito. Anche se la spiegazione di queste diversità è ancora oggetto di studio, le ragioni più probabili sono da imputare anche agli effetti degli ormoni sessuali nella risposta del cervello al cibo. I dati analizzati in questo lavoro fanno pensare che l’esposizione a stimoli alimentari appetibili veda i maschi più efficaci delle femmine nel limitare l’assunzione di cibo. Per le donne in sovrappeso sarebbe materialmente più difficile esercitare un controllo inibitorio della fame e del comportamento alimentare. I nostri dati dovranno essere confermati in una popolazione di donne obese giovani, tuttavia la differenza di genere dimostrata qui nell’associazione tra BMI e metabolismo cerebrale ci porta a diverse considerazioni per la pratica medica e la politica sanitaria: considerando che i meccanismi neurofisiologici attraverso i quali riceviamo gratificazione dal cibo sono diversi, la cura e la prevenzione dell’obesità dovranno in futuro essere modulate in maniera conforme a queste differenze, per offrire a ciascuno una soluzione più appropriata ed efficace per il controllo dell’alimentazione”.
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le corde vocali, che invece si trovano alloggiate all’interno della laringe, apparato attraverso cui passa l’aria. L’acqua che ingeriamo verrà assorbita dall’intestino e passerà nella circolazione sanguigna prima di arrivare alle corde vocali.
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ELENASOFIA RICCI L’autenticità di una
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A cura di Alessia Addari - Foto: Marco Rossi
Attrice cinematografica, televisiva e teatrale annoverata tra le migliori ed apprezzate del panorama italiano.
Vincitrice di numerosi premi, è spesso protagonista di commedie brillanti, sapendo coniugare la bellezza ad uno spirito leggero, poliedrico creando una sintesi perfetta e complessa di comicità e drammaticità Molto acclamata anche sul palcoscenico teatrale, ha vestito i panni di donne forti, di grande personalità, che hanno contribuito al suo grande successo. Figlia di un grande storico e di una scenografa molto rinomata, Elena ha saputo diventare negli anni un classico delle famiglie italiane e degli appassionati di cinema, ambiente nel quale ha sempre militato attivamente con più di trenta pellicole dal 1980, anno del suo esordio in Zero in condotta di Giuliano Carnimeo, ad oggi. Notevoli anche le sue partecipazioni in coproduzioni internazionali, così come intensa e significativa si è rivelata negli anni la sua passione per il teatro, soprattutto nell’interpretazione di opere classiche, di scritture impegnate da riabilitare. Oggi Elena è una donna completa ed appagata dalla sua vita professionale e personale, legata al compositore Stefano Mainetti, noto direttore d’orchestra, oltre che nella vita anche a dei progetti futuri, che potrebbero vederli in stretta collaborazione tra musica d’autore ed alta recitazione. Elena, la definiscono un personaggio molto amato dal grande pubblico, oltre che un profilo estremamente
interessante dal punto di vista professionale, per la sua spiccata poliedricità, la sua capacità di stupire e, soprattutto, per l’immancabile ironia. Si rivede in questa definizione? In realtà ciò che credo mi renda speciale è quell’essere in fondo un po’ “pazza”, una definizione che mi si addice e che mi attribuirono quando vinsi il Ciak d’Oro, motivata dal fatto che amo folleggiare tra i vari personaggi. Il mio mestiere è già molto difficile, nel nostro ambiente questa mentalità, questo bisogno di cacciarsi nei panni di qualcun altro, di capirne gli andamenti psicologici, le motivazioni, gli stati d’animo, approccio tipico di noi attori, racchiude già in sé una follia. La verità è che l’indagine nell’animo della persona è la cosa che più mi affascina e dalla quale sono perennemente attratta. A tal proposito, i suoi personaggi sono stati davvero molteplici e, soprattutto, mai della stessa natura: da Veronica Lario in Loro a Suor Angela in Che Dio ci aiuti. Pensa, tra tutte le sue interpretazioni, ce ne sia una che abbia rispecchiato maggiormente le sue caratteristiche o la sua personalità? Tutti i personaggi finora interpretati fanno parte di me, così
Nel corso della sua carriera ha collezionato prestigiosi riconoscimenti, sia per il cinema che per il teatro, non ultimo l’ambito Premio Flaiano nel 2018 come miglior attrice della stagione per la tournée teatrale Vetri Rotti di Arthur Miller, un’opera che ha riportato in scena dopo anni di assenza. Un premio di un grande scrittore del ‘900 non è qualcosa che lasci indifferenti noi attori. Chiaramente questo riconoscimento per me ha grande importanza, soprattutto laddove ho avuto la fortuna di vincerne addirittura due, il primo per il cinema e questo, mio secondo, per il teatro. Non nego che riceverlo per Vetri Rotti sia stato
In realtà io mi sento a mio agio ovunque ci sia un bel testo da recitare, perché la sola cosa che reputo davvero importante è la scrittura. Solitamente trovo piacere nell’interpretazione dei classici, poiché sono convinta che laddove ci sia una scrittura forte si possa fare necessariamente un buon lavoro. In sostanza questo accade quando, leggendo un copione, riesco già ad immedesimarmi, calandomi nei panni di quel personaggio. Ecco, lì io sono a mio agio. Non mi interessa se sia cinema, teatro o tv. L’importanza sta nell’identificazione con il ruolo, ma ancor di più con il testo.
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ES non porta solo le mie iniziali, ma queste stesse riportano anche all’Es di Freud, quella parte più profonda del sé, quella più sepolta di ognuno di noi. Attraverso questo profumo, che nasce da una meravigliosa e duratura storia di amicizia, ho ritrovato l’essenza profumata della mia vita ed un meraviglioso ricordo della mia infanzia. Questa fragranza mi ricorda quell’odore e mi
Una novità di quest’anno in ambito televisivo sarà una nuova serie Vivi e lascia vivere di Pappi Corsicato in onda da marzo della quale sarà protagonista. Sono molto affezionata a questa interpretazione. Mi calerò nel ruolo di una mamma, con tre figli e tutte le difficoltà quotidiane che ne derivano. Ma questo
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Negli ultimi tempi ha dichiarato di aver trovato, oltre allo spettacolo, un altro modo per raccontarsi, creando un profumo che, a quanto pare, riesce perfettamente ad esprimere la sua vera essenza. Una perfetta combinazione di femminilità, grinta ed autenticità…
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Cinema, teatro e tv sono ad oggi gli ambienti che hanno acclamato il tuo talento. C’è un luogo tra questi nel quale si sente più a suo agio, come dire, al “suo posto”?
personaggio avrà dei risvolti ed una interpretazione molto particolari. Non avremo a che fare, infatti, con la classica madre eroina, brava, buona, affettuosa ed amorevole. Al contrario, questa è una madre che ama in un suo modo particolare, in maniera ruvida, pragmatica ed anche, se vogliamo, un pò folle. E questa sua follia, insieme ad una scelta cruciale, porterà ad una vera e propria deflagrazione della sua famiglia, cui seguirà una rivolta degli affetti più cari che la condurrà alla solitudine più spietata. Nonostante questi tumulti, il personaggio mantiene però salda la sua forza, il suo coraggio ed anche il suo opportunismo. Ci sarà anche il ritorno di un amore antico, la paura di farsi del male, il timore dei sentimenti che se da una parte rifugge, dall’altra ha difficoltà a schivare. E’ l’immagine molto complessa di una donna lucida e pragmatica nella quale molte di noi si riconosceranno.
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per me oltremodo gratificante, soprattutto perché è proprio in teatro che io nasco e mi formo. Ed ho ancora più piacere poichè concessomi per un testo che ho fortemente sostenuto ed inteso portare in scena, non essendone oltretutto protagonista assoluta, ma condividendo con gioia la scena con altri colleghi, Donadoni e Tognazzi lo scorso anno e Donadoni e Coco per quest’anno. Ricordo benissimo come, al ritiro del Premio Flaiano due anni fa a Pescara, la motivazione addotta fu, a parte la mia interpretazione, proprio l’intenzione di aver riportato in scena quest’opera dal 1995, anno cui risale l’ultima sua interpretazione ad opera della Morriconi. Da allora mai più nessuna attrice volle più osare recitarla a parte me, grazie al mio spasmodico interesse per i testi, alla passione per quelli dei grandi classici, possibilmente meno indagati. La verità è che adoro rappresentare spettacoli dimenticati, prendendoli in carico ed avendo il coraggio di reinterpretarli.
Ph: Emma Quartullo
come parti di me inevitabilmente finiscono dentro di loro. È come se si innescasse una sorta di scambio, di sinergia, per la quale la mia visione è la parte di me che finisce in loro. Ed è per questo che non trovo un unico di loro al quale rispecchiarmi, bensì tanti, forse tutti. Mi è accaduto con Veronica Lario, in quanto donna, madre, moglie. Ho condiviso il suo dolore, insieme a situazioni che io conosco, esattamente come la maggior parte delle donne. Ed è proprio questa simbiosi, questa commistione che genera la bellezza dell’interpretazione, grazie anche in questo caso alla grandezza di Paolo Sorrentino, gigante della scrittura e della regia, che ha permesso che Veronica non rappresentasse solo Veronica Lario, così come Silvio non fosse solo Silvio Berlusconi, ma parti di tutti noi, personaggi in cui ognuno potesse riconoscersi all’interno di una crisi di una coppia e di un matrimonio. Stessa dinamica anche per Suor Angela, seppur personaggio diametralmente opposto, che offre la possibilità di risultare in mille registri che vanno dalla commedia, al dramma, ad una sorta di misticismo, che riguarda la sua parte spirituale, così misteriosa ma anche così concreta nel suo rapporto con la figura di Cristo. Con lui lei si arrabbia, parla, quasi come fosse un marito. Potrei dunque dire che il vero fascino sta nel gettarsi con amore, curiosità e studio dentro ciascun personaggio, un fascino rappresentato soprattutto dal cacciarsi continuamente nei guai cercando qualcosa di diverso, cambiando ogni volta pelle, anima…anche fisicamente!
Foto di scena dello spettacolo teatrale “Vetri Rotti” di Arthur Miller
medicina estetica di copertina l intervista
rappresenta, fa parte di me. Ma Es è anche la parte più profonda del sé, quello del subconscio, libero ed impulsivo, non ancora vittima dei severi super io freudiani. Questo Es potrebbe essere il mio, altrettanto libero attraverso il profumo.
Questa scena del film la considero un omaggio a Paolo Sorrentino, anzitutto per avermi rappresentata come una dea in quel momento. Superati i 50 anni credevo di non dover più imbattermi in scene di nudo o di sesso, che peraltro ho sempre vissuto con molto imbarazzo. In realtà anche in Loro non mi sono sentita a mio agio, ma il mio è stato un atto d’amore per il film. Nonostante una donna più grande, più matura, che non si vede più giovanissima in un corpo che sta sfiorendo pian piano, ho cercato di vivere questo momento con naturalezza, rassicurata anche da Sorrentino, che ha tentato in ogni modo di tranquillizzarmi. In generale non ho mai amato ostentare il mio corpo, mi ritengo una donna pudica, con una femminilità e sensualità discreta, a quanto dicono.
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In alcune precedenti interviste ha dichiarato il suo imbarazzo per aver recitato, sul set di Loro, una scena completamente nuda. Di qui la deduzione di possedere un ottimo rapporto con il suo corpo.
E sempre a proposito del suo corpo, che la imbarazza esporre ma del quale ha un rispetto rigoroso e minuzioso, rispettando una sorta di rituale di benessere. In cosa consiste? In questo mi ritengo un po’ un soldatino. Sono una donna piuttosto rispettosa ed innamorata di se stessa, compreso naturalmente il mio corpo. Mi occupo di lui quotidianamente ed accuratamente non con cure ossessive, ma osservando dei piccoli accorgimenti come smettere di fumare, prestare attenzione all’alimentazione mangiando cibi sani, praticando attività fisica regolarmente e compatibilmente con gli impegni di lavoro, curando il viso ed andando a letto presto. Ho scoperto che la vera cura alla mia età è il riposo, insieme naturalmente ad un regime salutista al quale
cerco di attenermi per il benessere del mio corpo, ma anche dell’anima. In alcune precedenti interviste ha palesato la sua rinuncia, al contrario di molte sue colleghe, all’utilizzo della chirurgia estetica, dichiarando “se divento un Muppet non posso più fare nulla”. Ad oggi riconferma questa affermazione? Considero la chirurgia estetica Elena Sofia Ricci, in occasione una sorta di burqa dell’Occidente, una della presentazione del film omologazione per la quale saremmo “Mine Vaganti” di tutte uguali, perdendo ognuna la propria Ferzan Ozpetek unicità, la propria originalità. Credo sia inutile cercare di mantenersi perennemente con un aspetto di trenta/quarantenni, soprattutto considerando il fatto che nel cinema, nella tv, ma anche nel teatro si avrà bisogno di donne mature, grandi come me. Diciamo dunque che rimanere al naturale rappresenti anche un ottimo espediente per poter continuare a lavorare, con un viso vero, tale da poter interpretare degnamente donne della mia età. Un esempio dell’opportunità in questione è la recente interpretazione di Rita Levi Montalcini, un bellissimo lavoro del quale mantengo ancora riservatezza per il momento per cui, se non avessi avuto la mia base di viso naturale (invecchiato di 20 anni nel personaggio), non avrei mai potuto pensare di recitare. Cos’ha in serbo il prossimo futuro per una donna instancabile e poliedrica come lei? Sto pianificando alcuni lavori per il teatro, dei quali ancora non posso però parlare. Alcuni anni fa mi è capitato per sbaglio di fare una regia teatrale di uno spettacolo, Mamma mia bella, ed ho scoperto che è una cosa che mi riesce abbastanza bene. Fui addirittura sorpresa del fatto che funzionò a tal punto da cominciare a girare l’Italia in teatri bellissimi e con grande successo. In cinema ed in tv non avrei questa velleità da regista, preferisco in quel caso scrivere ed interpretare, ma questa esperienza teatrale mi ha catturata. Ho anche delle idee di collaborazione con mio marito Stefano, musicista, e con mia sorella Elisa, coreografa e danzatrice di fama internazionale di danza aerea e contemporanea, con i quali ho in animo un progetto che riesca a coniugare la grande prosa, la danza e la musica dal vivo. Inoltre è recentissimo il debutto di Vetri rotti, in scena a Roma, al Teatro Eliseo, ad inizio febbraio e per due settimane, con un testo eccezionale di Arthur Miller, un gigante della letteratura. Purtroppo queste sono state uniche date per quest’anno, nonostante per il futuro ci sia intenzione di replicare lo spettacolo anche in altre città.
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When you reveal beauty, we’re by your side.
Croma Pharma promuove una medicina estetica minimamente invasiva con linee di prodotti sinergici e all’avanguardia, per offrire trattamenti su misura e risultati ottimali.
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LA COSMESI MEDICALE più innovativa
è “su misura” A cura della Redazione
Dott.ssa Varesi in che cosa consiste la differenza fra la cosmesi tradizionale e la cosmesi medicale su misura? Pensate per esempio agli abiti prodotti in serie e la differenza con quelli d’alta sartoria, lo stesso vale nella cosmesi. Con la cosmesi tradizionale è il paziente che si adatta ai prodotti cosmetici “finiti”, mentre la cosmesi medicale su misura si focalizza sul paziente e sulle sue specifiche necessità.
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La domanda di trattamenti medico-estetici è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi 20 anni, così come la richiesta dei pazienti di essere consigliati dal medico sui cosmetici da utilizzare.
Come decide quale cosmetico consigliare? L’ascolto è la base iniziale di qualsiasi terapia. Infatti, molto spesso, è il paziente che ci indirizza alla corretta diagnosi con frasi tipo: “Ho la pelle spenta. Mi piace la vita all’aperto, ma sono piena di rughe sottili e macchie. Ho la pelle molto secca, ma non sopporto le creme grasse. Ho la pelle molto reattiva, specialmente in inverno. Ho dei punti neri e pori aperti e non so che cosmetico utilizzare per non peggiorare la situazione. Ho questi brufoli da mesi, però non voglio prendere farmaci. Sono allergica a tutto, c’è qualcosa che posso applicare anch’io? Sono incinta, devo stare attenta a cosa utilizzo?” Già dalla raccolta dati preliminare, possiamo renderci conto non solo che ogni paziente è unico, ma che spesse volte presenta più problematiche contemporaneamente. È per questo che ho scelto di introdurre Universkin nel mio studio come trattamento cosmetico medicale, in quanto completa e ottimizza il mio approccio terapeutico e olistico.
2) disordini della cute, cioè rughe, cedimenti o perdita di volumi.
3) cute infiammata, arrossata e reattiva 4) cute secca e alterazioni della barriera cutanea 5) cute con problemi di ispessimento, cheratosi 6) cute grassa, oleosa, con eccesso di sebo, punti neri, microcisti
7) cute con macchie per disfunzioni pigmentarie
8) disequilibri della flora cutanea, impurità e/o tendenza all’acne. Per ogni categoria ha assegnato un colore diverso, in modo da rendere semplificata la selezione dei 19 principi attivi corrispondenti che, a loro volta sono connotati e suddivisi in 8 colori. È molto importante ricordare che i 19 principi attivi si presentano in forma pura, con concentrazioni specifiche, in forma
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Universkin rappresenta un approccio alla cosmetica “d’alta sartoria“ e per il medico un nuovo traguardo professionale per il proprio studio e per i propri pazienti.
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inquinamento o stile di vita.
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1) stress ossidativo dato da UV,
La base del trattamento consiste nel Siero P, un’emulsione senza conservanti che permette un trattamento intensivo per 6-8 settimane. Questo siero brevettato è composto da olio di Camelina, ricca di omega 3 e vit. E, acido ialuronico a basso peso molecolare e 4 differenti peptidi biomimetici e già da solo svolge un’efficace azione anti-infiammatoria, idratante e riparatrice. Per realizzare una formulazione su misura è possibile inserire fino a 3 principi attivi puri, in tal modo si possono ottenere fino a 1159 formulazioni diverse con 57 concentrazioni differenti. Il kit con il siero si può preparare davanti al paziente in meno di un minuto. Questo approccio cosmetico è da considerarsi un vero e proprio trattamento e per questo richiede il classico approccio medico: un’analisi preliminare della cute, una diagnosi attenta che permetta la scelta corretta dei principi attivi e delle loro concentrazione, una durata di applicazione definita ed un follow up per la verifica dei risultati, per decidere se continuare con la stessa formulazione o eventualmente per modificarla. Universkin è un progetto che risponde all’obiettivo di migliorare la funzionalità della cute, con grande innovazione, per questo gli ideatori hanno trasposto i principi della dermatologia funzionale nella cosmetologia. Universkin è presente presso studi selezionati di medici estetici, dermatologi e chirurghi plastici in oltre 35 paesi del mondo.
Universkin: trattamento domiciliare Paziente 59 anni Prima e risultato dopo 60 giorni di cura con Applicazione 6 gocce di Siero P al mattino (con Vit. C + madecassoside + vit. B3) Applicazione 6 gocce di Siero P alla sera (con Vit.B5 + Isoflavoni + madecassoside)
Si ringrazia per la consulenza la Dott.ssa Cristina Varesi Polispecialistico dei Navigli Milano Universkin è distribuito da Croma Pharma Italia. Per informazioni tel. 02 67101093 www.croma.at
FINO A 1159 FORMULAZIONI DIVERSE 57 CONCENTRAZIONI POSSIBILI
Croma Pharma è una società farmaceutica internazionale con sede in Austria che, per oltre 40 anni, si è impegnata nello sviluppo e produzione di prodotti farmaceutici e medical devices a base di acido ialuronico iniettabile per i settori dell’oftalmologia, ortopedia e della medicina estetica. Con la recente apertura di una filiale a Milano, Croma Pharma introduce anche in Italia i filler HA SAYPHA®, un’ampia gamma di fili in PDO, un approccio innovativo al trattamento delle iperpigmentazioni con ELURE®, la HA e Green Tea FACE MASK e l’esclusiva linea UNIVERSKIN. La missione di Croma Pharma è di offrire alla classe medica e ai pazienti soluzioni diverse per una medicina estetica minimamente invasiva, che risponda ai requisiti di innovazione, elevata qualità, efficacia e massima sicurezza.
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Per arrivare a questo obiettivo il team di esperti ha dapprima definito, in 8 categorie, le condizioni cutanee più frequentemente osservate in studio:
Con Universkin posso formulare un cosmetico tailor made, preparato al momento per curare in modo mirato e in contemporanea più disfunzioni cutanee.
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Universkin nasce nel 2006 dalla volontà di un gruppo di professionisti francesi (composto da dermatologi, chirurghi plastici, farmacisti, patologi e chimici) che hanno ritenuto importante per il medico poter definire e realizzare in maniera autonoma e minimalista un trattamento cosmetico su misura, efficace, sicuro, modulabile e soprattutto basato più su dati scientifici che sulla pubblicità o idee di marketing.
di polvere e sono contenuti in capsule monodose per preservare l’efficacia al 100%. Ricordiamo che i principi selezionati sono attivi, efficaci e sicuri, selezionati esclusivamente in base alle evidenze clinico-scientifiche dimostrate in numerose pubblicazioni scientifiche internazionali.
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Cos’è Universkin?
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SINDROME GENITOURINARIA:
A cura della Dott.ssa Alessandra Lusi, Ginecologa
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nuove prospettive terapeutiche con radiofrequenza vaginale
La menopausa, con la carenza di estrogeni che la accompagna, determina dei cambiamenti fisiologici a livello anatomico della vulva e della vagina che possono condurre ad una condizione di atrofia vulvo-vaginale. L’epitelio vaginale si assottiglia e la produzione di collagene ed acido ialuronico diminuisce nella lamina propria così come si riducono i livelli di eIastina. L’epitelio vaginale in questa condizione diviene molto sottile e infiammabile e spesso va incontro ad ulcerazione con siti di sanguinamento. I sintomi collegati alla atrofia vulvovaginale sono la secchezza vaginale, il prurito, e la dispareunia. Questi sintomi possono accompagnarsi a disturbi urinari (incontinenza urinaria da sforzo, cistiti ricorrenti) e ad alterazioni della sfera sessuale, configurando quella che attualmente viene definita Sindrome genitourinaria della menopausa. Questi sintomi possono peggiorare la qualità della vita sessuale e la qualità della vita in generale delle donne che ne sono affette. La terapia di prima scelta in queste
pazienti è la terapia ormonale sostitutiva sistemica che è risultata efficace nel risolvere i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale ma è anche purtroppo associata a rischio aumentato di tromboembolismo e ictus oltre ad essere controindicata nei pazienti con pregresso tumore della mammella. Recentemente è stato introdotto l’uso della radiofrequenza non ablativa come terapia rigenerativa/riabilitativa locale in diversi ambiti ginecologici con varie indicazioni, grazie alla sua capacità di stimolare la produzione di nuove fibre collagene nei tessuti e di indurre un riarrangiamento stechiometrico nelle fibre già presenti, oltre a migliorare la vascolarizzazione e ossigenazione tessutale. Abbiamo condotto una sperimentazione clinica con l’obiettivo di valutare gli effetti prodotti dalla Radiofrequenza non ablativa nella cura dei segni e sintomi della Sindrome Genitourinaria. È stato stabilito di effettuare la valutazione della terapia sia da un punto di vista oggettivo qualitativo dell’epitelio vulvare e vaginale attraverso valutazioni strumentali, che a livello soggettivo della
Le pazienti sono state tutte trattate con il Thuzzle®, dispositivo medico di ultima generazione prodotto da GMV a radiofrequenza multi-onda che combina le tecnologie termiche in grado di sviluppare calore all’interno dei tessuti. Il funzionamento del dispositivo si basa sul riscaldamento del derma
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Per quanto riguarda la valutazione del VHI è risultato un miglioramento dello score di tutti i parametri, che si è tradotto in un aumento complessivo del 43%. Conclusioni Il trattamento dell’atrofia vulvovagianle con la Radiofrequenza non ablativa bipolare del Thuzzle® ha mostrato un’ottima tollerabilità da parte delle pazienti ed una buona efficacia nel contrastare i segni e sintomi della Sindrome Genitourinaria. Il trattamento è risultato gradevole e ben tollerato da tutte le pazienti risolvendo in molti casi la resistenza di alcune pazienti ad approcciare a terapie rigenerative fisiche locali meno confortevoli. L’aspetto che è risultato più significativo è stato l’aumento di idratazione ed elasticità dei tessuti vulvari e vaginali, verosimilmente prodotto dall’aumentata quantità di collagene e dal miglioramento della vascolarizzazione e ossigenazione dei tessuti. Inoltre i tempi relativamente brevi di trattamento e l’assenza di effetti collaterali, rendono l’utilizzo di questa metodica agevole e sicuro in mani esperte. I dati preliminari che il nostro studio ci ha permesso di ottenere ci incoraggiano a guardare con fiducia verso questa tecnologia innovativa, poco invasiva e che permette di bypassare l’utilizzo di farmaci, essendo in grado di offrire alle pazienti una valida alternativa nei casi in cui precedenti terapie farmacologiche o topiche locali non siano state risolutive o nei casi in cui queste terapie non siano utilizzabili. In particolare la radiofrequenza vaginale del Thuzzle® può rappresentare un’ottima opportunità di cura della Sindrome Genitourinaria in tutti i casi in cui ci sia una resistenza ad approcciare ad altri metodi rigenerativi locali (laser, PRP, biostimolazione). A sua volta può rappresentare un’opzione come terapia di mantenimento in chi abbia già effettuato una cura con altre metodiche.
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L’apparecchiatura include feedback automatici sul controllo dell’erogazione dell’energia tra cui: 1) sensore di temperatura interno al manipolo. Attraverso tale sensore è possibile controllare la temperatura raggiunta dal tessuto per aumentare la sicurezza e l’efficacia del trattamento, rendendo oggettivo il riscaldamento attuato dall’operatore. 2) riconoscimento della pelle: la corretta potenza viene erogata solo nel momento in cui la pelle viene riconosciuta a contatto con la parte applicata. All’inizio dello studio è stato stabilito il protocollo di trattamento che ha previsto di effettuare su ogni paziente il trattamento con radiofrequenza in modalità bipolare con manipolo endovaginale a singola onda controllata superficiale e con manipolo esterno a doppia onda controllata concatenata. Si è stabilito di effettuare 1 seduta settimanale per 8 settimane consecutive. Per valutare e quantificare gli effetti della terapia ci siamo avvalsi delle seguenti valutazioni: 1. Valutazione del Vaginal Health Index (VHI); 2. Misurazione del PH vaginale; 3. Valutazione citologica vaginale su striscio vaginale. 4. Questionario sulle disfunzioni sessuali femminili (Indice della Funzione Sessuale Femminile – FSFI). Tutte le valutazioni sopra descritte sono state effettuate prima dell’inizio del trattamento (T0) e una settimana dopo il termine del trattamento (T1). In tutte le pazienti valutate è risultata una buona compliance al trattamento, per cui in tutti i casi è stato possibile svolgere l’intero ciclo di sedute.
In nessun caso sono state rilevate reazioni avverse o effetti indesiderati.
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Criteri di esclusione sono stati: • Presenza di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantabili o impianti metallici all’interno del corpo; • Patologie cutanee o lesioni nell’area del trattamento; • Altri trattamenti sulla regione effettuati negli ultimi 30 gg; • Presenza di patologie di tipo oncologico; • Utilizzo di terapia ormonale sostitutiva sistemica non sospesa da almeno sei mesi; • Utilizzo di altre terapie ormonali endovaginali o altre terapie per uso topico locale che non siano state sospese almeno da un mese; • Infezioni vaginali o altre patologie locali in atto.
profondo e del tessuto sottocutaneo attraverso onde elettromagnetiche le quali migliorando l’attività della pompa sodio-potassio della membrana fibroblastica stimolano la produzione di nuovo collagene, elastina e acido ialuronico in modo naturale.
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sintomatologia riferita dalle pazienti indagando con apposito questionario la risposta alla terapia. Nello studio abbiamo considerato 10 pazienti di sesso femminile, di età compresa tra 51 e 63 anni, tutte in menopausa spontanea da almeno tre anni. Tutte le pazienti presentavano segni e sintomi di atrofia vulvo-vaginale, determinata con Vaginal Health Index <15.
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QUANDO LA PELLE SOFFRE: tre percorsi per farla tornare sana e giovane
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A cura di Dott.ssa Patrizia Gilardino, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva Sole, smog e stili di vita non corretti agiscono sullo stato di salute della pelle, indebolendo la sua funzione di barriera contro gli agenti esterni e invecchiandola. “Avere una pelle sana significa non solamente poter fare affidamento su una buona difesa, ma anche avere un aspetto più giovane - osserva Patrizia Gilardino, Medico Estetico di Milano. - Prendersi cura della propria pelle però non è una cosa che possiamo fare saltuariamente: occorre un approccio globale e quotidiano che passa dalla scelta di cosa mettiamo in tavola e di come la idratiamo e puliamo. Anche la medicina estetica richiede una visione complessiva. Spesso infatti ci si focalizza su una macchia, una ruga o una leggera lassità e non si considera tutto l’insieme“, sottolinea la specialista. “È però importante andare oltre i piccoli inestetismi e intraprendere un percorso di cura”. Due i fattori di partenza: “arrivare ad una stimolazione della produzione di collagene e ad una riattivazione delle funzioni cellulari di tutto lo strato cutaneo. Solo così la nostra pelle può riacquisire luminosità e compattezza, riducendo di conseguenza i segni del tempo, quali macchie e piccole rughe, e gli effetti di stili di vita non corretti. sottolinea la Dottoressa - Ogni percorso deve essere personalizzato sulla base delle caratteristiche della propria pelle e del grado di photoaging”.
Tre i livelli di intervento. “Nelle situazioni lievi, dove si hanno perdita di luminosità, piccole macchie e rughe sottili, partiamo dal peeling: una leggera esfoliazione per togliere le cellule morte e uniformare l’incarnato“, continua la Gilardino “Serve anche come base per trattamenti successivi perché predispone in modo soft la pelle ad una stimolazione più profonda”. Indicato anche il needling che va a stimolare la produzione di collagene attraverso un manipolo dotato di sottilissimi aghi. È uno strumento particolarmente versatile che può essere modulato per pelli anche più sensibili di viso, collo e décolleté. Biorivitalizzazioni e biostimolanti invece vanno a restituire idratazione profonda. Con un photoaging più accentuato, ovvero davanti a una maggiore presenza di macchie e una moderata perdita di tono delle pelle con un rilassamento iniziale, la strada principe è quella delle onde d’urto, tra i trattamenti più efficaci per la riattivazione delle funzioni cellulari: “agiscono direttamente sul metabolismo cellulare: hanno un effetto rigenerativo importante e permettono di restituire tonicità alla pelle e di mantenerla più sana nel tempo, - spiega la specialista. Utili anche il needling più intenso e gli ultrasuoni focalizzati che si basano sulla tecnologia Hifu. - Qui è possibile agire in profondità per una ridensificazione
del derma e ottenendo un aumento del tono dei tessuti, quindi un effetto lifting sull’area trattata. Per le macchie, la luce pulsata”. A fronte di una situazione più marcata, con rughe profonde, macchie e cedimenti consolidati, i trattamenti devono essere un po’ più incisivi. “Quindi, meglio ricorrere come primo approccio al laser frazionato che, oltre alla produzione di collagene, attenuta anche le macchie, elimina le piccole rughe e riduce quelle più profonde migliorando globalmente la texture cutanea. Proseguire poi con un percorso di mantenimento con onde d’urto o ultrasuoni focalizzati“. Valgono sempre le raccomandazioni di seguire uno stile di vita corretto, ponendo attenzione all’alimentazione. “A tavola, meglio scegliere prodotti con le vitamine A, C ed E”, osserva Gilardino “La prima agisce sullo strato profondo dell’epidermide inducendo una rapida moltiplicazione delle cellule e si trova nelle carote, nelle verdure a foglia verde e nei frutti di colore arancione. La vitamina C, essenziale per la sintesi del collagene, si trova negli agrumi, nei kiwi e nell’ananas. La vitamina E, invece, importante per mantenere l’idratazione dei tessuti oltre che antiossidante, è presente, tra gli altri, negli spinaci, negli asparagi e nei cereali integrali. Conclude - Inoltre, rispettare i tre cardini: pulizia, idratazione e protezione dal sole”.
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SÌ, GRAZIE
UN’INDAGINE CONDOTTA SU MEDICI E PAZIENTI PER SONDARE LA REALE PERCEZIONE DELLA MEDICINA ESTETICA, DISSIPARE OGNI DUBBIO E CANCELLARE FALSE CREDENZE A cura di Agorà – Società Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico e Fondazione ONDA
Durante il XXI Congresso Internazionale di Medicina Estetica Agorà, abbiamo affinato lo sguardo, ampliandolo, rendendolo più attento e vigile, supportati quest’anno da un partner d’eccezione, Fondazione ONDA, con la quale abbiamo realizzato due indagini: la prima, rivolta ai pazienti, con il chiaro obiettivo di indagare e analizzare il livello di conoscenza e percezione della disciplina e la seconda, dedicata ai medici, con il chiaro intento di accrescerne la consapevolezza e sensibilizzare sul tema.
Sicura, reversibile, non invasiva, capace di incidere sullo stato psico-fisico del paziente in termini di qualità di vita, la Medicina Estetica può comunque incorrere in alcune criticità. Tallone d’Achille: il tema Sicurezza. Dall’inadeguata conoscenza della disciplina da parte dei pazienti, alla scarsa formazione degli operatori, alla mancata osservazione delle linee guida dettate dalle Società Scientifiche fino all’impiego di prodotti non sicuri o di scarsa qualità che possono incidere in maniera significativa sul risultato da qui il desiderio ma soprattutto la volontà di fare chiarezza, aiutare a comprendere e
rassicurare sulla sicurezza della Medicina Estetica. La Medicina Estetica affonda le proprie radici in alcune branche specialistiche della medicina tradizionale (clinica medica, endocrinologia, flebologia, dermatologia, dietologia, ginecologia e andrologia, idrologia medica, ecc.) e non va confusa con la Chirurgia Plastica, sebbene affine, o ridotta ad un semplice trattamento non medico. Da questa semplice e diffusa constatazione nasce quindi il desiderio di analizzare, approfondire e capire: chi, perché,
Per il medico, la sicurezza si coniuga in una formazione continua e completa, in un’applicazione delle best practice indicate dalle Società Scientifiche di riferimento e dall’impiego non solo di prodotti e device di qualità legalmente disponibili ma anche di quelli sui quali è già stata effettuata un’ampia sperimentazione in vivo. “Dai dati raccolti dalla nostra indagine emerge chiaramente quanto la formazione faccia la differenza. È fondamentale infatti rivolgersi a professionisti competenti e specificatamente formati, che utilizzano solamente prodotti sicuri, garantiti e sperimentati in vivo, oltre che capaci di fornire al paziente tutte quelle informazioni specifiche e necessarie alla sicurezza, trasparenza e corretta comunicazione medico-paziente”, spiega il Prof. Alberto Massirone – Ribadisce il concetto anche la Dott.ssa Francesca Merzagora.
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La Medicina Estetica quindi si occupa di migliorare la qualità di vita del paziente per rispondere al suo benessere psicofisico, non solo attraverso l’intervento estetico richiesto, ma principalmente contribuendo a rimuovere e a curare la causa direttamente collegata all’insorgenza dell’inestetismo stesso. Per questo, la Medicina Estetica non è solo la mera esecuzione di un trattamento ma è considerata una medicina preventiva, correttiva, restitutiva e riabilitativa, e quindi una medicina anche a sfondo sociale. La prima visita con il Medico
Estetico risulta quindi essere quella più importante: si esegue una valutazione del paziente, approfondendo la sua storia clinica, dietro precisa e dettagliata anamnesi, analizzando nel dettaglio l’inestetismo e definendo un protocollo terapeutico adeguato e personalizzato. In estrema sintesi quindi: sicura, reversibile, non invasiva e capace di incidere sullo stato psico-fisico del paziente in termini di qualità di vita ma, poiché questo accada, ha un peso imprescindibile il fattore sicurezza.
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“Una Medicina Estetica sempre più capillare che, complice l’aspettativa di vita sempre più lunga e il suo intrinseco carattere sociale, avvicina al professionista un pubblico sempre più vasto e diversificato. Obiettivo dell’indagine congiunta con Fondazione ONDA è capire la reale percezione e conoscenza della Medicina Estetica, da parte dei pazienti, al fine di aiutarli a fare chiarezza in un settore ancora troppo spesso confuso, eliminando dubbi e false credenze”, spiega il Professor Alberto Massirone – Presidente Agorà. Sulla stessa scorta il commento della Dottoressa Francesca Merzagora – Presidente Fondazione ONDA, “Appare chiaro come il concetto di Medicina Estetica sia ancora un concetto
In anni recenti, lo sviluppo della Medicina Estetica è aumentato per rispondere alle esigenze di un’utenza sempre più attenta a curare, prevenire e correggere i vari inestetismi con l’obiettivo di renderli il più possibile in armonia con il resto del corpo.
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I PAZIENTI NELLA CONOSCENZA DELLA DISCIPLINA LIBERANDOLI DA FALSE CREDENZE E FAKE NEWS
Non essendo in Italia una branca specialistica, qualsiasi laureato in medicina e chirurgia è abilitato ad effettuare trattamenti medicoestetici e questo può essere un problema in termini di sicurezza. Diventa quindi fondamentale sensibilizzare la popolazione sull’importanza di rivolgersi a professionisti del settore, che abbiano seguito un percorso formativo strutturato e specifico e che usino prodotti sicuri e garantiti.
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“PILLOLE DI SALUTE” PER SUPPORTARE
astratto, considerato quasi “superfluo” e meramente estetico, e non percepito come un’azione preventiva-curativa. Obiettivo dell’indagine in collaborazione con la Società Scientifica Agorà è proprio quello di agire in totale sinergia: in primis per capire ed indagare il livello di conoscenza della disciplina nella popolazione e poi per far comprendere, approfondire, rassicurare ed avvicinare i pazienti, nelle giuste modalità, ad un settore in costante ascesa.”
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quando e in che modo ci si avvicina alla Medicina Estetica. Cosa realmente si percepisce di questa disciplina sempre più diffusa ma a tratti ancora “oscura”, soprattutto se parliamo di sicurezza? __________
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Estetica, appare chiaro il grado di non conoscenza (oltre 62%) su quelle che sono le sue specificità sono discriminanti: cosa si intende per Medicina Estetica? Che tipologia di trattamenti sono collegabili a questa branca della medicina? Come si effettua? Chi la esegue?
“Indubbia l’importanza della formazione degli operatori, unico vero sinonimo di sicurezza, garanzia e fiducia per tutti i pazienti che approcciano la Medicina Estetica”. Dalla nostra indagine infatti emerge chiaramente come, coloro che hanno seguito un percorso formativo in Scuole quadriennali riconosciute dall’EFAMS (European Federation of Aesthetic Medicine School) illustrino al paziente le differenti opzioni di trattamento (78%), motivino l’impiego di un determinato prodotto impiegato (59%) e indichino le eventuali controindicazioni/effetti collaterali del trattamento (77%). Anche per quanto riguarda la sottoscrizione del consenso informato lo esegue l’85% dei diplomati in Scuole quadriennali riconosciute dall’EFAMS unitamente alla chiara tracciabilità del device impiegato (81%) consegnando al paziente la relativa copia di tracciabilità (71%). Dalla parte dei pazienti invece il risultato anche se diverso porta con sé numerose conferme. Considerando i pazienti che non hanno mai eseguito trattamenti di Medicina
Abbiamo quindi voluto indagare le primissime azioni di avvicinamento alla Medicina Estetica in pazienti che non si sono mai sottoposti a trattamenti e che non conoscono la Medicina Estetica: si affiderebbero, per approfondimenti o per ricercare una maggior sicurezza di affidabilità all’operatore e al trattamento, a internet (oltre il 70%) o al medico di fiducia (per il 35% degli intervistati); invece coloro che non si sono mai sottoposti a trattamenti, ma che hanno sentito parlare di Medicina Estetica prima di approcciarsi al trattamento, si confrontano con un conoscente (oltre il 60%), o si affidano ai commenti/recensioni di altri utenti su web, social o sulle pagine dedicate degli specialisti. Una percentuale più bassa invece si rivolgere per un confronto sul tema al proprio medico di fiducia. Tra i pazienti che non si sono mai sottoposti a trattamenti di Medicina Estetica le motivazioni per il 70% ritornano al concetto di «superfluo» e che quindi non hanno mai considerato effettivamente di seguire un protocollo terapeutico, per un 20% non avendo magari conoscenze approfondite non si sentono sicuri perciò preferiscono evitarlo, per un 12% non hanno un riferimento valido di un professionista a cui rivolgersi e infine per un 8% la mancata conoscenza della disciplina stessa fa da deterrente per qualsiasi approccio. La sicurezza qui è quindi sinonimo di informazioni cliniche specifiche prima di approcciarsi al trattamento unitamente ad una corretta e completa formazione del professionista: questi sono elementi indispensabili per un maggiore avvicinamento alla disciplina da parte di coloro che non si sono mai sottoposti a nessun tipo di trattamento medico-estetico.
L’importanza delle informazioni ricevute dal medico decretano sicuramente l’affezione alla disciplina e conseguentemente l’adesione al protocollo terapeutico. Tra le tematiche che i pazienti avrebbero ampiamente approfondito si evidenzia per oltre il 40% la richiesta di maggiori informazioni sul trattamento effettuato mentre per il 58% sul prodotto impiegato o iniettato. Le informazioni quindi ci sono, ma il paziente desidera di più dal proprio medico. Come per i medici formati, un ottimo dato emerso è sicuramente quello legato al consenso informato: un documento indispensabile per la trasparenza e la corretta comunicazione medico-paziente. Oltre il 67% dei pazienti afferma di aver ricevuto tutte le indicazioni relative al trattamento e quindi di aver letto e sottoscritto il consenso informato mentre, solo il 32% dei pazienti afferma il contrario. Un numero elevato ha inoltre confermato e sottolineato l’importanza della consegna dell’etichetta per la tracciabilità del device impiegato: la riceve oltre il 56% contro il 43%. Infine, tra gli ultimi dati troviamo la gestione del post trattamento: i pazienti che hanno eseguito un trattamento di Medicina Estetica confermano che il professionista (84%) ha proposto visite di controllo post trattamento (follow-up) o preventive indirizzando i pazienti a visite preventive/specialistiche con esperti di discipline affini (es. dermatologiche, flebologiche, senologiche, ecc.), per il 75%, ampliando quindi il lavoro sinergico, ma soprattutto curativo-preventivo, per un miglioramento della qualità di vita quale essenza stessa della Medicina Estetica e per la presa in carico del paziente a 360° dall’analisi clinica ed anamnestica ai relativi controlli di follow up.
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BENESSERE:
LE STRATEGIE DEL WELLNESS MOLECOLARE
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I 5 consigli di Antonio Maone, ideatore del Wellness Molecolare
L’INVERNO CI STA QUASI ABBANDONANDO E DURANTE I MESI PRECEDENTI IL CORPO SI È ADEGUATO, I RITMI SONO CAMBIATI, ASSECONDATI QUASI NATURALMENTE. Non si tratta di essere andati in letargo, ma di aver rallentato un po’ per ritemprarci e rigenerarci, in modo tale da affrontare con maggiore energia le sfide che la stagione invernale ci ha sottoposto: il clima rigido, le ore di luce gradualmente ridotte e, non da ultimi, gli stravizi culinari. “Impariamo a rispettare il nostro corpo seguendo il ritmo delle stagioni”, suggerisce il dottor Antonio Maone, Medico dello Sport e Ideatore del Wellness Molecolare. Sono cinque, spiega, le aree su cui ciascuno di noi può intervenire per ottenere miglioramenti tangibili in termini di benessere.
1. BIORITMI E RITMI CIRCADIANI “La vita è una questione di ritmi e il nostro corpo regola le sue funzioni (temperatura, battito cardiaco, produzione ormonale ecc.) con un ‘orologio interno’ programmato dal nostro DNA e sincronizzato con i ritmi della natura”, spiega il Dottor Antonio Maone. “Oggi però i ritmi sono diventati così incessanti da farci perdere la naturale alternanza tra il carico e lo scarico, il lavoro e il riposo, il sonno e la veglia, che è fondamentale per il nostro benessere. Così, nell’esasperato tentativo di voler dare sempre il massimo, ci capita di non ascoltare i segnali che la mente invia
al corpo. Magari raggiungiamo grandi risultati professionali ma a pagarne il prezzo è la nostra salute, perché lavorare costantemente per 10-12 ore al giorno non fa parte della nostra storia evolutiva”. Ma quali sono i campanelli d’allarme? Stanchezza eccessiva, ingiustificata rispetto al normale carico di lavoro, difficoltà ad addormentarsi o frequenti risvegli notturni, palpitazioni improvvise, nervosismo e scatti d’ira, malumore diffuso. Ci sono poi i disturbi muscolari, come contratture e mal di schiena, e quelli gastrointestinali, come reflusso, bruciore di stomaco, diarrea.
3. GESTIONE DELLO STRESS
“Di fronte a disturbi del genere, il primo passo è quello di consultare il medico curante. Una volta esclusi altri problemi scatenanti, evidentemente la causa principale è il mancato riposo mentale. A questo punto bisogna porsi una domanda ben chiara: cosa devo cambiare del mio lavoro e della mia giornata e in che modo?” spiega il Dottor Antonio Maone. A parte la soluzione più ovvia – ridurre il carico di impegni –, una buona soluzione è quella di programmare un micro pausa ogni 60-90 minuti di lavoro, per sgranchirsi le gambe, prendere una boccata d’aria o bere un bicchier d’acqua. In pausa pranzo
“Bisogna applicare il concetto dell’alternanza anche nel proprio stile di vita”, avverte il Dottor Maone. “Posto che il nostro cervello non riesce a rimanere al massimo regime per più di due ore, molte ricerche confermano che il massimo potenziale del benessere si raggiunge alternando attività e recupero, purché entrambi siano di qualità”. Ogni 7 giorni bisogna ritagliarsi un giorno in cui “staccare” completamente, evitando anche le mail, i messaggi di lavoro e le ricerche su Internet. L’ideale sarebbe immergersi nella natura per una giornata intera. Ogni 3-4 settimane, invece, è utile dedicare un weekend a fare qualcosa di diverso dal solito, per distrarsi e trovare nuovi stimoli.
- Allenamento Total Body o Corpo libero. Si tratta degli esercizi che sfruttano il peso del corpo, come piegamenti, trazioni, plank ecc. Sono molto comodi perché non richiedono grandi spazi o attrezzature specifiche, per contro però bisogna imparare a eseguire i movimenti alla perfezione.
5. IL MELOGRANO PER RIGENERARE LE CELLULE “Le nostre cellule dispongono di un sensore molto efficace, meglio conosciuto come fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 Nrf2 del gene NFE2L2. È una specie di interruttore che, una volta acceso, va a decodificare sul DNA cellulare una varietà di geni deputati a produrre enzimi protettivi e riparativi”, conclude il Dottor Maone. Conoscere le strategie per attivare questo sensore ci aiuta quindi a contrastare l’invecchiamento cellulare, prevenire le malattie o rallentarle. “La cosa interessante è che questo sensore è molto sensibile ai polifenoli contenuti nella frutta e nei vegetali di stagione. Tra i più importanti attivatori ci sono proprio il frutto e il succo di melograno, particolarmente ricchi di polifenoli come l’acido ellagico”.
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- Allenamento funzionale, es. CrossFit. Lavora sull’intero organismo in termini di forza, flessibilità e resistenza. Il suo limite sta nel fatto che gli esercizi sono molto intensi e i traumi, di conseguenza, sono frequenti.
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“Chi non riesce a concedersi le canoniche otto ore di riposo notturno può compensare con una breve pausa pomeridiana di 20 minuti al massimo. Non è indispensabile dormire profondamente ma si può stare anche in uno stato di dormiveglia, in un ambiente lontano da fonti di disturbo e di distrazione”, commenta Antonio Maone. “Anche la dieta può essere d’aiuto, aumentando la dose di cereali integrali a cena ed evitando tè e caffè nella seconda parte della giornata”.
- Allenamento con macchine isotoniche e pesi. Ha il vantaggio di far crescere i principali gruppi muscolari (pettorali, dorsali, addominali, gambe, braccia), ma con movimenti molto specifici.
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Quando si vuole essere più produttivi sul lavoro, incrementare l’attività fisica o dedicarsi agli impegni mondani, la prima cosa a cui si rinuncia è il sonno. Ma questa strategia, nel lungo termine, non porta a nulla di buono. Dormire infatti non è una perdita di tempo, anzi, è la fase in cui si ricaricano le scorte di neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina, fondamentali per la regolazione dell’umore, della creatività e dell’appetito. Gli studi scientifici confermano che 7-8 ore di sonno sono il minimo indispensabile per un recupero ottimale, ma possono salire fino a 10 per chi ha una routine particolarmente impegnativa, come gli atleti o i manager di alto livello.
“Questo è il momento migliore per pianificare un programma di allenamento che incrementi la forza muscolare, in vista della stagione invernale e della settimana bianca di rito. Questo risultato non dipende tanto dal tipo di esercizio, quanto dalla sua intensità. La massa infatti aumenta quando si dà al muscolo uno stimolo abbastanza intenso da stressarlo, facendolo un po’ soffrire”, spiega Antonio Maone. Sempre sotto la guida di un personal trainer, si può scegliere fra tre diversi orientamenti, ciascuno con i suoi pro e i suoi contro:
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2. RIPOSO E QUALITÀ DEL SONNO E DEL RECUPERO
4. ATTIVITÀ FISICA
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è bene concedersi 10-15 minuti di riposo attivo, trovando una posizione comoda dove chiudere gli occhi e rilassarsi.
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Acne:
anche in età adulta mina l’autostima e rende difficile il rapporto con gli altri
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A cura della Redazione
PER IL 49% DELLE DONNE INTERVISTATE, I SEGNI DELL’ACNE TARDIVA INFLUENZANO NEGATIVAMENTE LE RELAZIONI ROMANTICHE. L’energia luminosa fluorescente alternativa ai trattamenti farmacologici Con 8 persone su 10 che ne soffrono in un dato momento della propria vita, l’acne è uno dei disturbi cutanei più comuni: raggiunge l’apice durante l’adolescenza, ma può persistere nell’età adulta. L’acne tardiva ha un’incidenza maggiore nella popolazione femminile ed è spesso causa di disagio psicologico e sociale, come confermano in dati di un’indagine realizzata in Italia da Kleresca, azienda attiva in ambito dermatologico. Nel caso soffrisse di acne, la maggior parte delle donne intervistate (42%) sarebbe più preoccupata dal fastidio o disagio fisico - che nei casi più gravi diventa dolore - ad essa associato. Ma poiché si manifesta anche sul viso, il nostro ‘biglietto da visita‘ per eccellenza, non è da sottovalutare l’impatto sulla sfera emotiva. Secondo una donna su tre (32%), l’acne impatterebbe in maniera negativa sulla propria autostima, mentre il 26% mal sopporterebbe l’idea di essere schiava del trucco correttivo per rendersi ‘presentabile’. Anche in età adulta l’acne quindi tende a influenzare negativamente la fiducia in sé stessi e il rapporto con gli
altri. Oltre la metà delle intervistate (52%) è convinta che l’acne e le sue cicatrici possano rendere più difficili le relazioni interpersonali: un dato che sale al 55% se ci si focalizza sulle giovani donne fino ai 35 anni e al 59% per la fascia 36-45. La sfera romantica non sarebbe esente da insicurezze e il 49% vede nella patologia un ostacolo concreto alle relazioni sentimentali. “Il pensiero comune è che l’acne, e tutte le problematiche connesse, sia una malattia che rimane circoscritta all’adolescenza”, commenta il Dermatologo e Dottore di Ricerca in Biomedicina e Scienze Immunologiche Matteo Bordignon. “Quando persiste oppure si manifesta per la prima volta dopo i 20 anni, può risultare ancora più difficile da accettare e affrontare, creando grande frustrazione nel paziente e aumentando il rischio di disturbi come ansia sociale e depressione”. Minore impatto si riscontrerebbe in ambito lavorativo: il 43% delle intervistate non crede che l’acne possa rendere più complicato il rapporto con colleghi o clienti, mentre il 40% pensa l’opposto. Ma le percentuali si ribaltano se si prende in considerazione la fascia fino ai 35 anni: il 39% contro il 44%. “Come medico che lavora nel campo della dermatologia e della medicina estetica, aver sofferto di acne mi ha creato difficoltà anche sul piano lavorativo”, testimonia la Dottoressa Laura Pauletti, che collabora con cliniche tra Piacenza e Parma. “Mi è capitato di sentirmi a disagio a presentarmi a pazienti che venivano in studio per trovare soluzione ai loro problemi di pelle”. Per far fronte al problema l’83% delle donne intervistate da Kleresca non indugerebbe a rivolgersi a uno specialista
della pelle. Non esiste una causa conclamata dell’acne, ma gli studi più recenti indicano una combinazione di quattro eventi: eccessiva secrezione di sebo, ostruzione dei follicoli o pori, presenza di batteri C. Acnes, e infiammazione. “Per trattare l’acne abbiamo a disposizione un ventaglio di prodotti farmacologici sia topici sia orali, dai retinoidi agli antimicrobici e antibiotici, tra cui scegliere in base alla gravità e agli specifici sintomi della patologia”, informa il Dottor Bordignon. “Oggi ci sono anche alternative ai farmaci, come l’energia luminosa fluorescente, che penetra delicatamente la cute innescando i naturali processi delle sue cellule. Rispetto alle soluzioni tradizionali ha pochissimi e leggeri effetti collaterali, tutti transitori, e può essere effettuata tutto l’anno perché non provoca fotosensibilità”. L’energia luminosa fluorescente è un trattamento non invasivo che uccide i batteri responsabili dell’acne, riduce l’infiammazione e stimola la produzione di collagene, attenuando le cicatrici dovute all’acne. Il trattamento, che combina l’azione della luce LED a quella dei cromofori presenti in uno speciale gel che viene applicato sulla cute, ha una durata di 9 minuti e il protocollo prevede in genere due sessioni a settimana per sei settimane. “Da medico sono diventata paziente provando sulla ‘mia pelle’ i benefici dell’energia luminosa fluorescente”, racconta la dottoressa Pauletti. “Già dalle prime sedute i sintomi e i segni dell’acne si sono ridotti. Nelle settimane successive la fine del ciclo ho visto un continuo miglioramento della qualità della, che ho potuto mantenere nei mesi con poche sedute di mantenimento”.
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MEDITAZIONE
DAGLI STATI UNITI ALL’ITALIA È BOOM DI APPASSIONATI. ECCO I MOTIVI DEL SUCCESSO DI UN MERCATO IN CRESCITA Sono oltre 20 milioni gli americani che praticano la meditazione per ottenere benefici a livello psicofisico. Un mercato in forte crescita, stimato 1,2 miliardi di dollari negli USA, che toccherà quota 2 nel 2022. Dagli esperti ecco i motivi di questo successo globale
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A cura di Alessia Addari Un trend che ha conquistato numerosi attori e sportivi, che hanno implementato la meditazione nella routine quotidiana per migliorare le proprie performance. Lo stress dalla routine lavorativa e il logorio della vita moderna sono un problema sempre più diffuso. Una condizione negativa che spinge un numero sempre maggiore di persone a fruire di tecniche come la meditazione per migliorare la qualità della propria esistenza. Ed è un vero e proprio boom. Basti pensare che, secondo un’indagine americana pubblicata dalla CNBC, questa disciplina viene praticata da oltre il 14% della popolazione, quasi 20 milioni di persone, e che, secondo quanto riferito dal Global Wellness Summit 2019, il mercato della meditazione vale oggi solo negli USA 1,2 miliardi di dollari, cifra destinata a toccare quota 2 miliardi nel 2022. A contribuire alla popolarità del trend ci sono anche numerose celebrities, che hanno deciso di abbracciare quest’antica pratica orientale per ritrovare la serenità: da David Lynch, che ha affermato di meditare almeno due volte al giorno, a Oprah Winfrey, che ne ha fatto un vero e proprio stile di vita, da Michael Jordan a Clint Eastwood, fino ad arrivare a Will Smith, che ha costruito uno spazio appositamente dedicato alla meditazione tra le mura domestiche, e alla campionessa di tennis Bianca Andreescu, reduce dal successo contro Serena Williams. Ma quali sono i benefici della meditazione? Secondo una ricerca pubblicata sul Time, tra i vantaggi principali figura l’alleviamento dei sintomi di ansia e depressione, e la riduzione dei livelli di cortisolo nel sangue, conosciuto anche come ormone dello stress. E ancora, secondo una ricerca della Harvard University pubblicata sul Washington Post, la meditazione migliora l’attività della corteccia cerebrale e aumenta la soglia della concentrazione. Infine, per essere più felici, bastano invece 15 minuti di meditazione al giorno, secondo una ricerca
pubblicata su Forbes. Un fenomeno che sta raccogliendo sempre più appassionati anche in Italia, dove si moltiplicano i corsi e i gruppi di meditazione, oltre alle pubblicazioni dei maggiori esperti della tecnica. “I vantaggi della meditazione per il benessere psicofisico sono riconosciuti dal mondo scientifico, sempre più persone ne sono coscienti e scelgono quindi di affidarsi a questa preziosa e antica pratica. Si tratta però di un procedimento estremamente raffinato da apprendere, che va realizzato attraverso tappe precise – spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project e coautore del libro “La Meditazione” assieme a Antonella Spotti – La meditazione è uno stato di coscienza che può letteralmente cambiare la vita di una persona, sviluppando capacità percettive e introspettive totalmente al di fuori della portata comune. Trasformarla in un giocattolo da usare a tempo perso rappresenta la perdita di una grande opportunità. Per questo
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Allevia i livelli di stress: meditare permette di ridurre l’infiammazione cellulare causata dallo stress, abbassando notevolmente i livelli di cortisolo.
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Migliora la salute emotiva: la pratica della meditazione aiuta a migliorare l’autostima e il senso di ottimismo, riducendo i livelli di ansia e negatività.
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Incrementa la capacità di attenzione: grazie alla meditazione è possibile restare focalizzati più a lungo sui propri obiettivi, evitando possibili distrazioni.
infarti e altre patologie. •
Garantisce una maggiore produttività lavorativa: chi pratica la meditazione tende ad avere migliori performance qualitative, oltre a essere più efficiente e creativo.
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Può essere praticata in qualsiasi luogo: esistono diverse tecniche di meditazione, praticabili ovunque, da soli o in gruppo.
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Riduce la perdita di memoria: aiuta a ostacolare il decadimento cerebrale e a mantenere la mente giovane.
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Aiuta a perdere peso: se abbinata ad una corretta alimentazione e a uno stile di vita equilibrato, permette di raggiungere una perfetta forma fisica.
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Permette di riscoprire la consapevolezza di se stessi: la meditazione aiuta a sviluppare al massimo le proprie potenzialità e a relazionarsi al meglio con gli altri.
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Allevia i sintomi di depressione e stress legati al logorio della vita moderna: da diversi studi è emerso come la meditazione possa risultare fondamentale nell’alleviare queste condizioni.
erican a dell’Am Una ricerc iation e ical Assoc g lo o h c y s P sider ha usiness In B u s ta a c ditazione pubbli me la me o c to a tr s o zioni infatti dim eglio emo m l a re ti s di ge e rabbia, permetta ustrazione fr e m o c negative to modo la do in ques n ra o li ig m à. produttivit
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Riduce i livelli di pressione arteriosa: permette di mantenere il cuore in salute e di essere meno a rischio di
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Dello stesso avviso è la dottoressa Sara Lazar, ricercatrice in neuroscienze all’Harvard University, che al Washington Post ha dichiarato: “Abbiamo effettuato numerosi studi sulle attività cerebrali di giovani lavoratori che non avevano mai provato la meditazione, sottoponendoli a un programma di 8 settimane. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti, soprattutto a livello dell’amigdala, parte del cervello che gioca un ruolo fondamentale nella gestione di ansia e stress. Tra i
Ecco infine il DECALOGO DEI BENEFICI DELLA MEDITAZIONE secondo gli esperti:
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Ma non è tutto, perché numerosi studi hanno riscontrato effetti benefici della meditazione anche sulla produttività lavorativa. Secondo una ricerca pubblicata dalla BBC, meditare aiuta a essere più creativi nella risoluzione dei problemi e avere nuove idee per migliorare, oltre ad agire in modo positivo sullo stato d’animo per tutta la giornata. Basti pensare che numerose grandi aziende globali come Nike, Apple, Disney e Google hanno implementato la meditazione all’interno del programma di benessere generale per i loro dipendenti.
numerosi vantaggi che sono stati riscontrati figurano una migliore produttività lavorativa, una soglia di attenzione più alta e una maggiore capacità di prendere decisioni, influenzando in maniera positiva le loro performance”.
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motivo il mio consiglio è di approcciarsi alla disciplina con la massima serietà, comprendendo come la cura del corpo e della mente siano strettamente correlati. La meditazione ha scopi che vanno ben oltre il benessere psicofisico, perché influisce sugli aspetti più profondi di ognuno di noi, portando alla luce potenziali insospettabili”.
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LA BELLEZZA VIENE DA DENTRO
gli effetti del consumo quotidiano di MANDORLE sulle rughe del viso
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A cura di Cristina Settanni, Naturopata, docente presso il College of Naturophatic Medicine CNM
UTILIZZANDO TECNICHE DI IMAGING AD ALTA RISOLUZIONE, UNA NUOVA RICERCA DIMOSTRA UNA RIDUZIONE DELL’AMPIEZZA E DELLA GRAVITÀ DELLE RUGHE NELLE DONNE IN POSTMENOPAUSA CHE HANNO CONSUMATO MANDORLE COME SPUNTINO QUOTIDIANO Sono molti i regimi anti-invecchiamento disponibili, ma una recente ricerca suggerisce che un delizioso complemento ai consueti metodi di cura della pelle potrebbe trovarsi in dispensa, piuttosto che nella trousse per il trucco: si tratta infatti delle mandorle. Un nuovo studio pilota condotto da ricercatori della University of California, Davis ha evidenziato che uno spuntino quotidiano di mandorle al posto di altri snack senza frutta secca ha ridotto l’ampiezza e la gravità delle rughe nelle donne in postmenopausa. Lo studio è il primo del suo genere a esaminare gli effetti delle mandorle sulla salute della pelle. Attualmente è in corso uno studio di follow-up più vasto e più a lungo termine. Nel corso di questo studio clinico di 16 settimane, controllato e randomizzato, 28 donne in postmenopausa, in buona salute, con pelle di tipo 1 o 2 secondo la classificazione di Fitzpatrick (caratterizzate cioè da una maggiore tendenza a scottarsi a causa dell’esposizione al sole), sono state randomizzate a uno di due bracci. Nel braccio di intervento le donne hanno consumato mandorle come spuntino, in misura pari al 20% dell’apporto calorico quotidiano totale, cioè un media di 340 calorie al giorno (circa 2 porzioni da 30 g). Il braccio di controllo ha consumato uno spuntino senza frutta secca, anch’esso equivalente al 20% dell’apporto calorico quotidiano: una barretta energetica o ai cereali o dei salatini. A parte questi snack, le partecipanti allo studio hanno seguito la loro dieta abituale e non hanno consumato altra frutta secca o prodotti contenenti frutta secca. Le valutazioni cutanee sono state effettuate all’inizio dello studio e in seguito a 4, 8, 12 e 16 settimane. In occasione di ogni visita, le rughe del viso sono state valutate utilizzando imaging facciale ad alta risoluzione e tecniche convalidate di modellazione e misurazione del viso in 3D. “Queste videocamere ad alta
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Limiti dello studio: l’invecchiamento è un processo di lunga durata, pertanto i risultati di questo studio di 16 settimane potrebbero essere difficili da riprodurre e generalizzare su lunghi periodi di tempo. Inoltre, l’invecchiamento cutaneo è per sua natura multifattoriale e, sebbene alcuni soggetti (cioè quelli con un’anamnesi di fumo) siano stati esclusi, esiste una varianza nei fattori di confondimento dell’invecchiamento – come la frequenza di esposizione ai raggi UV e lo stress emotivo – che non rientravano nell’ambito dello studio. Questo studio si è limitato alla valutazione cosmetica, infatti non sono state effettuate misurazioni sulla produzione di collagene. Lo studio non ha valutato la presenza di malattie o soggetti più giovani, quindi i risultati sono limitati alle donne in post-menopausa altrimenti sane. Inoltre, si è trattato di uno studio pilota, con un numero limitato di partecipanti. Eventuali studi futuri dovrebbero estendersi a una più vasta popolazione di reclutamento.
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RISULTATI: L’analisi delle immagini fotografiche ha dimostrato che, a 16 settimane, il braccio mandorle sperimentava riduzioni significative della gravità e dell’ampiezza delle rughe – rispettivamente pari al 9 e al 10% – rispetto al braccio di controllo (p <0,02). Non si sono verificate differenze significative nella produzione di sebo tra i bracci dopo 8 e 16 settimane. Non si sono verificate differenze significative tra i bracci in relazione alla perdita di acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss) dal basale dopo 8 e 16 settimane. Non si sono verificate differenze significative nella funzione barriera cutanea (p = 0,65) tra il braccio mandorle e il braccio di controllo rispetto al basale dopo 16 settimane.
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barriera cutanea è stata valutata misurando la produzione di sebo e la perdita di acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss).
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risoluzione consentono la ricostruzione secca, evidenzia benefici scientificamente tridimensionale delle rughe, che vengono misurati sulle rughe della pelle mappate in funzione delle loro principali derivanti dal consumo di mandorle. – ha caratteristiche di ampiezza e gravità. commentato il noto nutrizionista Rhiannon Il punteggio di gravità corrisponde al Lambert - Da molto tempo si ritiene che le calcolo della profondità e della lunghezza mandorle possano avere un effetto positivo della ruga”, spiega Raja Sivamani, per la nostra pelle, ma questo è il primo Dermatologo Integrativo e Ricercatore studio a dimostrare che hanno un impatto Capo dello studio. È stata valutata anche reale! Inoltre, le mandorle contengono la funzione barriera cutanea, misurando zinco, niacina e riboflavina - tutti i nutrienti la produzione di sebo e la perdita di acqua che aiutano a mantenere la nostra pelle. transepidermica (TEWL, transepidermal Una porzione di mandorle equivale a 28 water loss). La funzione barriera cutanea grammi o 23 mandorle”. esamina la robustezza della barriera Panoramica dello studio cutanea e il modo in cui questa protegge Lo studio: 28 donne sane, in la pelle dalla perdita di umidità (TEWL) e postmenopausa con pelle tipo 1 secondo dalle sostanze irritanti dannose provenienti la classificazione di Fitzpatrick (pelle dall’ambiente. che si scotta Al termine dello sempre, senza mai studio di 16 settimane, abbronzarsi) o di l’analisi delle tipo 2 (pelle che in I risultati di questo studio pilota immagini fotografiche genere si scotta, suggeriscono che il consumo ha dimostrato abbronzandosi in giornaliero di mandorle possa miglioramenti misura minima) svolgere un ruolo nel ridurre la statisticamente sono state gravità delle rughe nelle donne in significativi nelle randomizzate post-menopausa. partecipanti del braccio a un braccio di che aveva consumato intervento o a uno di snack alle mandorle controllo. Al gruppo rispetto al braccio di di intervento sono controllo (p <0,02): state somministrate mandorle nella misura • Larghezza delle rughe ridotta del 10% del 20% dell’apporto calorico giornaliero • Gravità delle rughe ridotta del 9% totale (340 calorie/giorno in media), cioè Non si sono verificati cambiamenti circa 2 porzioni da 30 g. Il braccio di significativi nella funzione barriera cutanea controllo ha consumato quotidianamente, tra i bracci. al posto delle mandorle, uno spuntino di “Il cibo come mezzo per promuovere la pari calorie: una barretta energetica o ai salute della pelle – l’idea “la salute viene cereali o dei salatini. A tutte le partecipanti da dentro” – è di crescente interesse per è stato consigliato di non consumare frutta coloro che cercano alternative per un secca o prodotti contenenti frutta secca invecchiamento in salute”, afferma il Dottor nel corso dello studio (a eccezione dello Sivamani. “Ed è anche un’area della ricerca spuntino alle mandorle per il braccio di scientifica in crescita. Le mandorle sono intervento) e di continuare la loro abituale una ricca fonte di vitamina E antiossidante assunzione giornaliera di calorie. e forniscono acidi grassi e polifenoli Dopo un periodo di wash-out dietetico di essenziali. Sono una scelta intelligente quattro settimane, le partecipanti sono per una buona alimentazione in generale. state randomizzate a uno dei due bracci Inoltre – come è stato osservato in questo di studio descritti sopra. Le visite sono studio – rappresentano un’opzione state effettuate al basale e a 4, 8, 12 e 16 promettente come cibo da includere in settimane. una dieta adatta a un invecchiamento Le rughe sono state valutate al basale, a sano, specialmente per le donne in post8 settimane e 16 settimane, utilizzando menopausa”. tecniche convalidate di fotografia facciale “Questa ricerca, la prima nel suo ad alta risoluzione e di modellazione e genere per quanto riguarda la frutta misurazione del viso in 3D. La funzione
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CIBO
la causa principale di gran parte dei decessi A cura della Redazione
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SPAZZATURA:
Mangiare sano e naturale per prevenire le malattie più gravi è un modo di vedere estremamente riduttivo. L’alimentazione, infatti, non deve rappresentare solo cura o prevenzione dei nostri mali, ma deve porsi come nostra fonte di benessere giornaliero, da non considerare unicamente come una cura, ma come nostra principale fonte di energia. Il cibo spazzatura è una delle prime cause di morte. Questa la conclusione dello studio pubblicato su “The Lancet”, che viene definito come “l’analisi più completa degli effetti della dieta sulla salute”. Secondo questo studio
almeno un quinto dei decessi che avvengono ogni anno nel mondo sono da imputare ad un’alimentazione ormai diffusamente scorretta, sregolata e sbagliata. “Oggi non ho voglia di cucinare, esco a mangiare un panino”, oppure “Hanno aperto il nuovo fast food, prezzi imbattibili e cibo buonissimo, stasera ceniamo lì”, sono solo alcune delle frasi tipiche che quotidianamente in ogni parte del mondo si pronunciano Il nostro corpo reagisce malissimo a tutti questi cibi introdotti, tendendo ad autodistruggersi ogni volta di più. Via libera dunque alla socialità, ma con consapevolezza, soprattutto in casa, dove occorre un’adeguata
educazione a mangiare alimenti di qualità, poco cucinati e semplici, apprezzandone quel gusto originale. Secondo lo studio, cui hanno dato il loro contributo più di 130 scienziati provenienti da ogni parte del mondo, coordinati dal luminare Ashkan Afshin, le malattie cardiovascolari, il cancro, il diabete e le patologie renali, che solo nel 2017 hanno provocato la morte di 10,9 milioni di esseri umani, sono strettamente correlate a ciò che ingeriamo. Afshin avverte che la cattiva alimentazione “è un killer attento alle pari opportunità”, non fa distinzione di sesso, di etnia, religione o stato
2) La seconda cattiva abitudine è il quasi nullo consumo di frutta, con conseguente ridotto apporto di tutte le vitamine, necessarie al nostro organismo per espletare in maniera naturale e organica le proprie funzioni. E a poco servono gli integratori che nelle catene della grande distribuzione trovate spacciati come salvatori della patria: sono ricchi di sostanze chimiche e coloranti, nella migliore delle ipotesi sono perfettamente inutili, mentre nella peggiore vi spingono ancora un po’ più giù nel baratro.
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3) Terzo, ma non ultimo per importanza, è l’alto consumo di sodio che assumiamo ogni giorno in quantità più che doppie rispetto al dovuto e che influisce negativamente sulla pressione arteriosa, aumentando a dismisura il rischio di infarto e di malattie cardiovascolari e circolatorie. Se a queste tre cattive abitudini alimentari andiamo ad aggiungere l’elevato consumo di carne rossa, latticini, grassi idrogenati e bibite zuccherate, ecco che il quadro clinico si fa più preoccupante di ora in ora.
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1) Il basso consumo di cereali integrali, i cui benefici sono universalmente riconosciuti in quanto sono molto più digeribili di quelli raffinati e contegno fino al 75% in più di sostanze salutari e nutritive. Inoltre, essendo ricchi di fibre, giocano un ruolo attivo nella prevenzione di numerose patologie come ipertensione, obesità, diabete e tumori all’intestino.
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Secondo lo studio, in particolare sono 3 le abitudini alimentari che contribuiscono ad alzare drasticamente i rischi:
Dovremmo abituarci al consumo di cibo di qualità. Cibo crudo, vegetale, naturale ma preparato con ingredienti di primissima scelta e non trattati con lavorazioni chimiche e fisiche. E’ stato osservato come la promozione di un’alimentazione sana abbia effetti più incisivi rispetto alla demonizzazione del cibo spazzatura, perché generalmente non piace sentirsi dire “cosa non fare”, gradendo invece suggerimenti su “cosa fare”. L’unico ed efficace mezzo per difenderci, facendo rifiorire il nostro organismo è quello di acquistare prodotti con garanzia di essere al 100% sicuri e salutari, prediligendo quindi cereali integrali di prima scelta, frutta secca e disidratata, fiori commestibili, burri vegetali, dolcificanti naturali, cacao e farine crudiste. Solo in questo modo riusciremo a depurare l’organismo provato da anni di grassi, carni, zuccheri e sostanze chimiche altamente tossiche.
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Se solo riuscissimo ad iniziare ad alimentarci correttamente, prediligendo cibi crudi, frutta, verdura, legumi e cereali integrali, possibilmente senza o con poco glutine, potremmo ridurre il rischio di sviluppare malattie mortali e riusciremmo a dare un contributo decisivo anche alla salvaguardia del nostro pianeta, permettendo un risparmio energetico e di risorse imponente.
Come difenderci allora? Come fare per condurre un’alimentazione sana e libera da tutti i demoni nascosti sotto forma di cartellone pubblicitario invitante ed appetitoso?
È bene ricordare che in ogni caso una dieta fai da te non funziona e certo non serve a cambiare drasticamente il tipo di alimentazione, azione che potrebbe portare il fisico a diversi scompensi: per l’organismo, infatti, tutte le sostanze dannose assunte ogni giorno rappresentano una vera e propria droga, con conseguente rischio concreto di entrare in crisi di astinenza. È necessario dunque procedere per gradi, così da far acquisire al corpo un sano equilibrio che gli permetta col tempo di fare a meno di tutto ciò che non è salutare. In questo modo i benefici a lungo termine saranno incommensurabili, non solo per il corpo, ma anche per la mente e l’anima, riuscendo a vivere più a lungo e in maniera più leggera ed energica.
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sociale: colpisce poveri e ricchi, bianchi e neri, occidentali ed orientali, musulmani, cattolici e buddisti.
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Digiuno intermittente Per la perdita di peso: la fame vale la pena? Se in passato la pratica del digiuno era principalmente dettata da motivazioni spirituali, oggi la sua diffusione è legata soprattutto a motivi salutistici.
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A cura della Redazione - Fonte: Nutrimi - Forum di Nutrizione Pratica Il digiuno intermittente, è una tecnica dietetica oggi molto in voga che, a detta dei sostenitori, aiuterebbe a perdere peso più velocemente rispetto ad altre diete, oltre che a ridurre l’infiammazione e i rischi di malattie cardiovascolari. Anzitutto, quando si parla di “digiuno intermittente” (Intermittent Fasting, IF) sono in realtà diversi i modelli dietetici considerati, tutti caratterizzati da restrizione calorica per periodi di tempo più o meno lunghi. Tra i più noti ve ne sono 3, che includono a loro volta diverse varianti: “digiuno a tempo limitato”, noto anche come 16:8, che prevede l’introduzione di cibo in una finestra di 8 ore e 16 ore di astinenza dal cibo; “digiuno a giorni alterni” (AlternateDay Fasting, ADF), che alterna giorni di digiuno e giorni di assunzione ad libitum; “mima digiuno”, che dura 5 giorni, durante i quali l’introito calorico si riduce progressivamente. Secondo una revisione che ha confrontato alcune delle strategie oggi più popolari per dimagrire, tra le quali appunto il digiuno intermittente, la restrizione calorica sembra essere il fattore determinante per la perdita di peso e per cambiamenti metabolici come la mobilitazione del grasso. Degli effetti positivi sulla perdita di peso sono stati rilevati anche da altri
studi, come quello di Stockman et al., che ha concluso che il digiuno intermittente può avere effetti benefici sul peso, sulla composizione corporea e sui marker cardiovascolari, sottolineando tuttavia l’ampia variabilità dei risultati in base al tipo di digiuno considerato. Secondo una revisione pubblicata sull’International Journal of Obesity nel 2014, il digiuno intermittente potrebbe essere una strategia per la perdita di peso (5-6 kg), considerando il breve periodo (12 settimane), ma non vi sono dati sufficienti per valutarne l’efficacia in periodi di tempo più lunghi. Un aspetto non secondario nel caso delle diete che prevedono il digiuno è
sicuramente la compliance: in alcuni studi il drop out dei soggetti in esame arrivava fino al 40%, un dato che fa riflettere sulla possibilità di seguire queste diete per lunghi periodi. Nel complesso, nonostante i risultati degli studi ad oggi disponibili siano tra loro coerenti nell’affermare i possibili benefici del digiuno sulla perdita di peso, gli studi sono ancora troppo pochi e tutti concentrati su periodi di tempo relativamente brevi per permettere di trarre con clusioni definitive. Infine, come ricordato dalla Harvard Medical School, il digiuno intermittente non è un protocollo dietetico adatto a tutti in quanto potenzialmente rischioso in caso di alcune condizioni patologiche o terapie farmacologiche: è quindi sempre necessario chiedere il parere del proprio medico.
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Dieta Low-Carb Per la salute cardiovascolare: efficace, ma non sempre Seguire una dieta Low-Carb per periodi di tempo limitati potrebbe avere un impatto positivo sulla salute cardiovascolare: lo rivela una recente metanalisi pubblicata sulla rivista scientifica “PloS One”.
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A cura della Redazione - Fonte: Nutrimi - Forum di Nutrizione Pratica
Mentre sono noti gli effetti negativi delle diete ad alto livello di carboidrati, in particolare quelli raffinati o ad alto indice glicemico, su patologie come ipertensione, malattie coronariche, obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica e aumento del rischio di mortalità, meno conosciuti sono – al contrario – gli effetti delle diete a basso contenuto di carboidrati. Con l’obiettivo di valutare la relazione tra dieta Low-Carb e fattori di rischio cardiovascolare è stata condotta una metanalisi, che ha incluso 12 trial randomizzati e un totale di 1640 soggetti. Negli studi considerati era presente un gruppo d’intervento, caratterizzato da un’assunzione di carboidrati inferiore al 40% dell’energia giornaliera totale, e un gruppo di controllo, in cui l’assunzione di carboidrati era compresa tra il 45% e il 55%. Per la valutazione del rischio cardiovascolare sono stati considerati i livelli di trigliceridi e colesterolo (HDL, LDL e totale) oltre che il peso corporeo. Come indicatori secondari sono stati valutati anche glicemia a digiuno e pressione sanguigna. Nel complesso è emerso come la dieta Low-Carb fosse significativamente correlata alla riduzione del peso corporeo (-1,58 Kg), della pressione diastolica (-1,71 mmHg), dei trigliceridi plasmatici (-0,15mmol/l) e dei livelli di
glucosio a digiuno e ad un aumento dei livelli di HDL-C (+0,1mmHg). In particolare, i livelli di trigliceridi si abbassavano di 0,23 mmol/l, durante i primi 6 mesi di dieta, e di 0,17mmol/l tra i 12 e i 23 mesi. Il peso scendeva di 1,14 kg, per diete inferiori ai 6 mesi, e di 1,73 kg, per interventi dai 6 agli 11 mesi. Non sono state riscontrate variazioni significative quando la dieta veniva condotta per oltre 24 mesi. In conclusione, questo studio confermerebbe gli effetti positivi di una dieta Low-Carb sui fattori di rischio cardiovascolare, ma solo nel breve termine (< 24 mesi). Per quanto riguarda gli effetti sul lungo termine, uno studio di coorte pubblicato sull’European Heart Journal nel 2019 riportava un’associazione positiva tra dieta Low-Carb, patologie cardiovascolari e mortalità cardiovascolare, pertanto sarebbero necessari più studi per chiarire questa relazione. Una criticità degli studi che indagano il ruolo di diete come la LowCarb, associate al calo ponderale, è il controllo
dell’effetto della perdita di peso, di per sé un fattore legato alla riduzione del rischio cardiovascolare, a prescindere dalla composizione in macronutrienti della dieta.
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FACE3
UN SISTEMA ANTIAGING INNOVATIVO CHE COMBINA UN PEELING BIOSTIMOLANTE E UN DRINK PRE E POST TRATTAMENTO Intervista alla Dott.ssa Angela Tuccia Cosmetologa presso “Delle Medical Center” - Roma - Italia Cos’è il FACE3 SYSTEMIC SKIN TREATMENT? Un trattamento innovativo topico e sistemico volto a contrastare l’invecchiamento cutaneo e migliorare la skin texture di viso, collo e decolteè, svolgendo un’ azione esfoliante e liftante.
Oltre all’evidenza clinica del miglioramento cutaneo abbiamo riscontrato nei pazienti un alto livello di soddisfazione.
Il nuovo FACE3 SYSTEMIC SKIN TREATMENT è composto da un BEAUTY DRINK a base di collagene e principi attivi antiossidanti da assumere pre peel, da un PEELING chimico a base di TCA, e da un secondo BEAUTY DRINK da assumere post peel per intensificare l’azione anti aging del trattamento. La procedura si conclude con l’applicazione di una crema lenitiva con fattore di protezione 30+. Come utilizzare il nuovo sistema? Si svolge in tre fasi: la prima e la terza a domicilio, la seconda, invece, presso lo studio medico. La prima fase consiste nell’assumere per due settimane pre peeling l’integratore FACE3 Drink Skinbooster. La seconda fase prevede l’applicazione del FACE3 Biorevitalizing peeling con azione esfoliante anti-aging e liftante da effettuare presso lo studio medico. La terza ed ultima fase si conclude con l’assunzione dell’ integratore FACE3 Drink Skinrepair come post peeling per altre due settimane, oltre all’applicazione quotidiana di una crema lenitiva con fattore di protezione 30+. I vantaggi del trattamento con Face3 Systemic Skin Treatment? La sinergia dei principi attivi somministrati nelle diverse formulazioni Sistemica e topica migliorano l’aspetto e la qualità della cute. L’ innovativo trattamento risulta efficace per combattere l’invecchiamento cutaneo e l’iper-pigmentazione moderata e severa. La terapia donerà inoltre un miglioramento della texture cutanea e della luminosità. È sufficiente un solo ciclo di trattamento della durata di un mese, comprensivo della somministrazione domiciliare, per ottenere risultati efficaci.
FACE3 Un Sistema Antiaging Innovativo che combina un Peeling Biostimolante e un Drink Pre e Post Trattamento
FRAX 1550
RARO, MA ESTREMAMENTE UTILE
Intervista al Dott. Nikola Drmac Medico specialista in dermatologia, dermatologo laserista - Crotone - Italia
A chi serve? Chiunque abbia superato l’età di 30 anni può beneficiare della tecnologia relativamente al resurfacing del volto. Più la cute è fotodaneggiata e più evidente sarà il risultato. Risultati ottimali si avranno anche sulle smagliature, che siano esse giovanili dello sviluppo o post gravidanza ed a prescindere dall’età e dal colore. Come si svolge la seduta? In base alla zona da trattare e la sua sensibilità, si applicherà un anestetico in occlusione da 30 a 60 min. La seduta in sé non dura più di 45 minuti per le aree molto estese. Seguirà un’applicazione di ghiaccio, ovvero impacchi freddi per 30 – 45 minuti, molto utili ad azzerare la sensazione di calore post seduta. Alla fine di questa procedura, la cute trattata potrà essere truccata. Quali i tempi di recupero? Due giorni di lieve rossore, simile ad una scottatura estiva, che durerà all’incirca un paio di giorni. Nei successivi 5-7 gg in fase di fine desquamazione la cute apparirà ruvida, truccabile e da gestire con abbondante idratazione
Può associarsi con altri trattamenti? La combinazione con il botox è ideale per la soluzione permanente delle rughe perioculari e della fronte. Con il botox si otterrà una distensione delle rughe di circa tre mesi, durante i quali si eseguiranno due sedute di FRAX 1550, utili alla produzione nuovo collagene. Una volta svanito l’effetto del botox, dunque, la cute non disegnerà più la ruga come prima del trattamento, grazie all’indisturbata neocollagenogenesi sottostante. Quante sedute saranno necessarie? Sono da programmare più di una seduta. Da mia esperienza, le pazienti effettuano due sedute a distanza di 30-45 gg ed eventualmente una terza a 90 gg dalla seconda, proprio per consentire ai fibroblasti di produrre collagene durante il resurfacing. Per le smagliature, invece, occorreranno più sedute a distanza di 30 gg l’una dall’altra, per poi aumentare gradualmente a 60. Il costo Il costo di una seduta per tutto il volto può variare dalle 300 alle 700 euro, da valutare a seconda delle condizioni e delle necessità del paziente.
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Che risultati si avranno? Il principale compito del sistema è stimolare la produzione di collagene. Tale processo di sintesi continuerà per ulteriori 6-8 mesi dall’ultima seduta, durante i quali la paziente vedrà migliorare sensibilmente la zona trattata. Il risultato sulla cute sarà bellissimo, restituirà lucentezza, con notevole miglioramento della texture, donando tonicità ed elasticità.
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Quali sono le indicazioni? Il sistema ha quattro FDA APPRUVAL (Food and Drug Administration americano che deve approvare qualsiasi tecnologia, farmaco o sistema per poter essere utilizzato in USA ed è utilizzato come indicazione di utilizzo in tutto il mondo): cicatrici acne, cicatrici chirurgiche, smagliature, resurfacing. Bisogna puntualizzare che è l’unica tecnologia con FDA indicato per le smagliature.
prima della completa restitutio ad integrum.
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Di che tecnologia si tratta? È un laser FRAZIONATO NON ABLATIVO. Una tecnologia che non crea disagio post trattamento tipico dei “cugini” frazionati, ad esempio laser CO2, che appartiene alla categoria dei FRAZIONATI ABLATIVI. A differenza del CO2 può essere utilizzato senza problemi e rischi sul corpo (collo, decolletè, dorso delle mani, addome, ect..), su fototipi scuri, per i quali si rivela l’unica alternativa ed anche nei mesi tra aprile e giugno.
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Cataldo
Calabretta e le “leggi” della televisione A cura della Redazione Ph: Sara Galimberti Volto televisivo, avvocato e docente universitario: qual è la sua carta vincente?
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La correttezza. L’onesta intellettuale. Tutto quello che faccio è legato in maniera indissolubile. È ovviamente indispensabile lavorare con serenità e concentrazione. Mi rendo conto di avere una vita professionale “leggermente” complicata ma piena di grandi soddisfazioni. Non riuscirei ad eliminare niente.
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Quanto conta oggi essere trasversali?
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È un aspetto imprescindibile del professionista contemporaneo. Il mondo del lavoro è cambiato, l’interattività ha ormai assorbito ogni momento della nostra vita - nel bene e nel male- e dobbiamo con questo aspetto fare i conti. In una società e in un ambiente professionale così strutturato per poterti distinguere devi essere in grado di fare più cose. E quanto conta l’aspetto di un professionista forense?
UN PROFESSIONISTA POLIEDRICO: AVVOCATO E DOCENTE UNIVERSITARIO, OPINIONISTA E CONDUTTORE TV. VOLTO NOTO AI TELESPETTATORI DI RAIUNO, RETE PER LA QUALE DA ANNI LAVORA IN QUALITÀ DI ESPERTO DI CRONACA NERA E GIUDIZIARIA. HA CONDOTTO TRE EDIZIONI DI GRAN TOUR D’ITALIA SU RETE4, E LA SCORSA ESTATE È STATO AL FIANCO DI MONICA MARANGONI IN TUTTOCHIARO, LA TRASMISSIONE DI SUCCESSO DEL MATTINO DI RAIUNO PER LA QUALE HA CURATO LA RUBRICA “IN VOSTRA DIFESA” NELLA QUALE HA GUIDATO I TELESPETTATORI NELLA SOLUZIONE DI PICCOLE CONTROVERSIE.
Moltissimo. È fondamentale essere sempre in ordine, è un modo per aumentare il livello di sicurezza che si deve trasferire al cliente. Anche quest’anno ha seguito il Festival da Casa Sanremo... Sono tornato con tanta voglia di vivere una settimana all’insegna della musica in una cornice suggestiva come quella sanremese. Si è trattato di un Festival davvero sopra le righe: per gli ascolti, per l’uscita di Bugo e Morgan, e senza dubbio per le performance di Achille Lauro. Un artista che ha sconcertato per il modo in cui ha trasfigurato sé stesso con trucco e costumi. Forse fuori luogo? Un po’ troppo, bisognerebbe avere maggiore controllo delle esibizioni. Non sempre le esagerazioni, poste in essere per stare al centro dell’attenzione, fanno bene al Festival. Per fortuna questa è stata un’edizione ricca di bellissime canzoni.
molto probabilmente, quegli uomini che commettono atti deplorevoli nei confronti delle donne sono ancorati a quella cultura maschilista e patriarcale che individua la donna soggetta al potere maschile. La donna è percepita da questi uomini, che sono fragili e deboli, emotivamente come “oggetto” da possedere, di cui disporre e non gli è attribuita la possibilità di scegliere in autonomia quando e se separarsi da loro. Questi uomini non accettano l’abbandono, il rifiuto. E in loro si provoca una ferita narcisistica che difficilmente si rimargina Spesso però si ha la sensazione che le pene non siano adeguate…
Dovrei ascoltare attentamente le ragioni delle parti coinvolte.
Quali sono state le richieste più strane che ha dovuto gestire da parte dei media? Sono tantissimi gli episodi che potrei raccontare ma ancora non ho l’età per farlo...da grande scriverò un saggio su tutte le richieste stravaganti ricevute.
Nel Festival si è parlato molto di femminicidio. Nessun artista si è sottratto all’appello lanciato dalle più Segue numerose celebrities; abbiamo grandi cantanti italiane a favore del visto che alcune chiedono la presenza del contrasto alla violenza. Perché ancora proprio avvocato durante le interviste. troppe donne subisco Qual è il suo ruolo maltrattamenti in questi casi? “Non esiste una ricetta costanti che in universale per vedere alcuni casi hanno un Di assoluta garanzia. realizzate le proprie tragico epilogo... Mi è capitato tante ambizioni e per coronare i volte di assistere alle propri sogni professionali, L’aumento interviste. Purtroppo ma ciò che è certo è esponenziale di queste non tutti i giornalisti che talento, attitudine, vicende è oramai si attengono a quanto determinazione, disciplina una vera e propria raccolto durante le emergenza. E tutto e spirito di sacrificio interviste ed esasperano ciò è inaccettabile in il contenuto, modificando possono essere degli uno Stato di diritto. e stravolgendo il strumenti di fondamentale Nel nostro Paese, pensiero dell’intervistato. utilità lungo questa strada”.
C’é una realtà italiana che secondo lei non viene raccontata sufficientemente ma che invece meriterebbe più attenzione? Sono tante, abbiamo un patrimonio inestimabile. Per esempio la mia Calabria, terra meravigliosa dal fascino misterioso, a volte criptico, ma in grado poi di svelarsi in tutta la sua bellezza e generosità non ha la giusta “considerazione”. Terra di mare e di montagne, dolce e aspra allo stesso tempo e a torto troppo trascurata: moltissimi sono i professionisti di grande talento ai quali ha dato i natali ma che poi, per mancanza di possibilità, sono costretti ad andare altrove e in altri luoghi si sono affermati. Non mi stanco mai di evidenziare questa “stortura” inaccettabile.
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Per fortuna ci sono tanti professionisti che sanno fare bene il proprio lavoro.
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Achille Lauro ha fatto parlare anche per via della sua collaborazione con Gucci, nei fatti TIM – a cui si è attribuito il ruolo di sponsor unico del Festival – si è ritrovata a subire una concorrenza da Nutella fuori dall’Ariston e da Gucci sul palco. Da un punto di vista legale come pensa che si evolverà la diatriba, se di diatriba si può parlare?
Ne ho ancora tanti, ne ho realizzati tanti. Sono nato e cresciuto a Ciró Marina, in Calabria e se penso a ciò che desideravo un tempo devo ammettere che mi ritengo fortunato. Ho scritto libri, ho condotto trasmissioni e manifestazioni prestigiose, insegno all’università e ho fatto tante altre cose. Non esiste una ricetta universale per vedere realizzate le proprie ambizioni e per coronare i propri sogni professionali, ma ciò che è certo è che talento, attitudine, determinazione, disciplina e spirito di sacrificio possono essere degli strumenti di fondamentale utilità lungo questa strada.
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Il suo sogno nel cassetto legato alla TV e al mondo della comunicazione?
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CHIRURGIA ESTETICA
IL NUOVO TREND È PER LUI A cura della Redazione
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La Chirurgia Estetica maschile è in aumento e tra gli interventi più richiesti si annoverano la Ginecomastia e l’Addominoplastica, per un selfie perfetto. In crescita anche gli interventi al viso, ma l’esperto avverte «usate la chirurgia in modo intelligente».
Non solo le donne vogliono apparire perfette sui social – e nella vita – ma anche gli uomini si stanno avvicinando, ormai da anni, al mondo dell’estetica e le richieste di apparire «migliori» sono sempre più ricorrenti, anche se, non sempre, i risultati sono quelli sperati. È di qualche tempo fa l’ultima apparizione in pubblico del sex symbol degli anni ’80 Mickey Rourke, ormai irriconoscibile ai fan che lo avevano tanto amato. Poco è rimasto di quel fascino che gli aveva fatto conquistare la fama internazionale con il celebre film 9 settimane e ½ nel 1986. Del resto Rourke non è nuovo ad apparizioni in pubblico in cui il suo volto risulta cambiato, esito di un eccesso di interventi di chirurgia non proprio perfetti. Il ricorso al bisturi non è solo una moda tra i divi di Hollywood. La chirurgia plastica maschile sta, infatti, riscontrando un incremento sempre più importante. Solo nell’anno 2018 sono stati eseguiti, negli Stati Uniti 108.144 interventi, il 7,1% di tutte le operazioni chirurgiche eseguite da uomini e donne. Per gli interventi di Ginecomastia (la presenza di una ghiandola mammaria insolitamente sviluppata nell’uomo causa di un seno femminile), l’incremento dal 2017 al 2018 è stato del 22,3% con un passaggio dai 10.787 casi ai 12.756 (e dagli 8.341 del 2014, con un +47,9%). Non solo le donne, dunque, ricorrono così frequentemente alla chirurgia ma anche gli uomini subiscono il fascino di un miglioramento estetico, attraverso grandi e piccoli interventi, sfatando così un tabù arcaico. Su questo si esprime il Professor
Carlo Gasperoni, docente al Master di Chirurgia Estetica della Faccia dell’Università Tor Vergata di Roma, che precisa: «quando una persona decide di sottoporsi ad un’operazione di Chirurgia Estetica per migliorare il proprio aspetto, deve innanzitutto affidarsi ad uno specialista che sappia consigliarla e guidarla verso la scelta migliore, senza assecondarne bizzarri desideri». Non solo: «un bravo e coscienzioso chirurgo deve essere in grado di capire quali sono le richieste dei pazienti prive di rigore logicoestetico e quali invece frutto di un disagio, scarsa accettazione del proprio corpo e, dunque, bassa autostima». E se i dati provenienti dagli Stati Uniti non fossero sufficienti, basti pensare che in Cina, nel 2018, si sono registrati interventi a uomini per il 15% del totale delle prestazioni chirurgiche. L’esperto lancia però un avvertimento: «mai abusare della chirurgia il cui compito è quello di ridonare benessere psicofisico al paziente, stima e sicurezza in se stessi». Anche in Italia il ricorso alla chirurgia, lato maschile, è largamente diffuso. Il nostro Paese è al quinto posto nella classifica totale degli interventi effettuati nel 2017 con il 4.1% (dietro a USA 18,4%, Brasile 10,4%, Giappone 7,2% e Messico 4,4%). Nel 2018 gli interventi maschili più richiesti sono stati:
Liposuzione
32.241
Ginecomastia
24.672
Blefaroplastica
17.593
Rinoplastica
6.729
Addominoplastica
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TRAPIANTO DI
CAPELLI È LA SCELTA GIUSTA
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QUANDO FARLO
A cura di Centro Capelli Europeo
QUALITÀ E SODDISFAZIONE, DUE SEMPLICI PAROLE PER DESCRIVERE IL CENTRO CAPELLI EUROPEO.
prelevando i bulbi da un’altra zona geneticamente resistente e difficilmente affetta da calvizie che è quella posteriore.
L’azienda, leader nel settore della cura del capello, offre tra i suoi servizi principali quello del trapianto di capelli. Tale tecnica in chirurgia estetica prende il nome di auto-trapianto follicolare e risolve il problema della perdita di capelli attraverso il trasferimento dei bulbi piliferi da una zona ad un’ altra del cuoio capelluto del paziente stesso. Le zone di riferimento solitamente soggette a caduta, quasi sempre dovuta a fattori ormonali o genetici, sono quelle della parte anteriore della testa e della chierica. È in queste zone che viene eseguito l’auto-trapianto,
Ma come viene effettuato il trapianto di capelli oggi? CHIARIAMO DEI PRECONCETTI. Per molti anni, questo tipo di intervento rimase circoscritto a semplici studi teorici. Il primo a mettere in pratica queste teorie fu Orentreich, proprio per questo è considerato il padre della chirurgia della calvizie. L’entusiasmo di tale scoperta mise in secondo piano determinati aspetti del servizio che in realtà erano fortemente condizionanti, uno tra questi era il fattore
L’introduzione della tecnica FUE (Follicular Unit Excision) ha aperto un altro confine nel settore della chirurgia delle calvizie eliminando i limiti dettati della tecnica FUT. La FUE si basa sul prelievo delle unità follicolari prese singolarmente dalle aree donatrici attraverso un microbisturi con diametri da 0,7 a 1 mm, in modo da non lasciare alcun segno visibile nella zona di prelievo, per poi innestarli nelle aree mancanti senza dover effettuare nessuna asportazione di pelle. Spesso la più grande preoccupazione dell’interessato al trapianto di capelli è proprio questa: la cicatrice si vedrà? La risposta è semplice: la cicatrice non si vedrà perché la tecnica FUE non prevede alcuna cicatrice! Il miglioramento della tecnica utilizzata, la riduzione dell’invasività e delle tempistiche
“ AUTO
Le recenti indagini svolte internamente all’azienda, hanno riportato livelli alti di soddisfazione in relazione a differenti aspetti del servizio quali la gestione del paziente, l’esperienza dell’equipe e gli aspetti tangibili (struttura, pulizia e prodotti di supporto). Ma il motivo principale che ha generato questi livelli così alti di soddisfazione è il
-TRAPIA
ente chia
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NTO FOL
Quindi non esitate a contattarci al NUMERO VERDE 800 91 22 93, il nostro team di esperti risponderà ai vostri dubbi e insieme realizzeremo un percorso personalizzato che nel tempo vi renderà sempre più consapevoli di aver fatto la scelta giusta affidandovi a noi. ___________________________ www.centrocapellieuropeo.com
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risultato finale: l’effetto di una naturale chioma di capelli. Oggi, come azienda presente nel mercato dei trapianti di capelli, possiamo affermare quindi che i risultati ottenuti, monitorati nel tempo, siano il nostro grande traguardo. E allora “perché no?” In pochi giorni riprenderete la vostra quotidianità e dopo poche settimane non rimarrà nessun segno dell’intervento, ecco perché riteniamo sia sbagliato porsi come limite “la paura dell’intervento”, ma soprattutto riteniamo sia sbagliato non sfruttare gli strumenti che le innovazioni ci offrono e che migliorano noi stessi eliminando le nostre insicurezze; perché il nostro servizio si basa su questo: rendervi soddisfatti. Soddisfazione, come affermato in principio ma anche qualità. Qualità del servizio, qualità in termini di gestione del paziente ma soprattutto qualità del risultato ottenuto. Perché non c’è soddisfazione senza qualità e noi riteniamo che una generi l’altra creando così un circolo virtuoso che ha portato oggi, il Centro Capelli Europeo, ad essere tra le aziende più richieste nel mercato italiano.
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LICOLAR ica di ch E”, irurgia e stetica c risolve il he problem a della p capelli a erdita di ttravers o il trasf e bulbi pil rimento iferi da u dei na zona ad un’al del cuoio tra capellut o del paz iente
Oggi infatti sentiamo spesso parlare di “pacchetti_ all-inclusive_” che invogliano l’interessato ad eseguire il trapianto di capelli in aziende estere ad un prezzo minore, combinando servizi accessori tanto da trasformare l’intervento in una vera “vacanza_”. Ma nella guerra dei prezzi che detiene questo mercato, non bisogna scordare la differenza che spesso si riscontra tra trapianti di capelli effettuati selezionando l’azienda sulla base del fattore prezzo, soprattutto in termini di risultati; fattori come la distanza fisica limitano gli incontri alla sola fase della realizzazione dell’intervento incidendo di conseguenza sul risultato finale. Quel che vogliamo affermare è che non basta limitare il servizio in un’unica fase, ma è necessario creare un percorso tale da poter conoscere le caratteristiche fisiologiche del paziente e in relazione ai propri bisogni e desideri, trasformarli in risultati. Ed è in questo mercato sempre più competitivo che grazie all’utilizzo della tecnica FUE, combinata a risorse umane, tecnologiche e ad una gestione del cliente finalizzata a soddisfare il più possibile i propri clienti, che il Centro Capelli Europeo riesce a trarne il suo fattore di differenziazione rendendolo di conseguenza, una delle aziende più ricercate per il trapianto dei capelli nel territorio nazionale. Il Centro Capelli Europeo, inoltre è tra i pochi in Italia ad offrire la possibilità di sottoporsi ad un trapianto di capelli fino a 10.000 bulbi, anche in un’unica giornata, ottenendo un risultato più naturale e pieno. Ma su cosa basiamo le nostre parole?
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L’introduzione della tecnica FUT (Follicular Unit Transplant), superò questo limite generando così i primi grandi risultati, ecco perché è considerata una delle svolte più importanti nella storia dei trapianti di capelli. La tecnica FUT conosciuta anche come FUSS (Follicular Unit Strip Surgery) si basa sull’asportazione di una striscia di pelle nella parte posteriore della testa in cui sono presenti unità follicolari sane, una volta tolta la striscia, la zona donante viene suturata generando così una cicatrice in molti casi non indifferente. Di conseguenza, se il paziente in un futuro decidesse di tagliare i capelli, la cicatrice potrebbe essere visibile trasformando così la risoluzione di un problema estetico in un altro. Oggi però le recenti innovazioni hanno consentito di ottenere risultati soddisfacenti in poco tempo riducendo al minimo il livello di invasività.
hanno portato ad un aumento della richiesta da parte del mercato di trapianti di capelli generando di conseguenza, un aumento della concorrenza sia a livello nazionale che a livello internazionale.
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estetico, si andava a creare il cosiddetto “effetto bambola” in quanto gli innesti erano di dimensioni troppo elevate. Questo portò l’esigenza di dover trasformare la metodologia utilizzata in quanto non si riusciva a soddisfare i desideri dei clienti, ossia l’effetto naturale di una chioma di capelli.
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Cosmesi al maschile,
anche il “macho” usa l’antirughe
A cura della Redazione
MENO DOPOBARBA E PIÙ CREME E SIERI IDRATANTI. L’IMPORTANZA DI UNA GIUSTA BEAUTY ROUTINE PER GLI UOMINI SECONDO LA DOTTORESSA ALESSANDRA VASSELLI
membro di AIDECO - Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia - e docente del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Cosmetologiche all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
Gli uomini sono “inconsciamente” attenti alla propria skincare, grazie all’utilizzo di prodotti come schiume e post rasatura, dopobarba, deodorante, dentifricio, shampoo, docciaschiuma, sapone e saponette, per non parlare dell’irrinunciabile profumo. Gli uomini hanno comunque bisogno di una “rieducazione” che li convinca del reale bisogno dell’utilizzo di determinati prodotti.
LA CUTE MASCHILE INVECCHIA PRIMA
“Dovrebbe finalmente terminare il periodo del “furto del cosmetico trovato in casa”: l’uomo sarà sempre più “macho anche con l’antirughe in tasca”. I prodotti cosmetici di trattamento (idratante, protettivo, antirughe) devono essere “maschili”, perché la pelle ha bisogno di specificità sia per funzione che per il tipo”, afferma Alessandra Vasselli, Cosmetologa,
La cute maschile è diversa da quella femminile. “La pelle del viso di un uomo è più spessa, presenta maggiore densità di fibre collagene e tendenzialmente più seborroica, ma altrettanto facile a disidratarsi, a causa anche di rituali potenzialmente aggressivi come la rasatura (irritazioni, follicolite) – spiega la Dott.ssa Vasselli e prosegue – l’invecchiamento della pelle può arrivare nella donna più progressivamente, nell’uomo tende a comparire in modo più rapido ed inaspettato”. L’uomo solitamente presta particolare attenzione al combattere inestetismi come la forfora o la caduta dei capelli, proprio per questo ha maggiore cura nello scegliere i prodotti per il trattamento dei capelli e del
cuoio capelluto. GLI INGREDIENTI E LE FUNZIONI L’attenzione ai prodotti green ha coinvolto anche gli uomini, tanto che il mercato dei questi cosmetici è in continua crescita. Gli ingredienti che vengono più usati per la creazione dei cosmetici maschili sono bisabololo, acido ialuronico, mentolo, ceramidi, burro karitè, caffeina, allantona, escina, vitamine e sali minerali e molti altri. Soprattutto perché le azioni che devono svolgere devono essere principalmente: idratante, rinfrescante, energizzante, antiossidante, protettiva, lenitiva, astringente, nutriente, antiage, ristrutturante. Anche il packaging e l’immagine del prodotto sono rilevanti negli acquisti dei cosmetici maschili, che devono essere rigorosamente studiati per soddisfare le esigenze dell’uomo (colore, immagini, spiegazioni in etichetta).
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LA FERTILITÀ MASCHILE“eccitata” dal profumo di mughetto
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A cura di Mario Pappagallo
C’è un profumo che stimola la fertilità maschile: è quello di mughetto. I ricercatori lo hanno definito il sesto senso della sessualità o se si vuole il profumo di femmina. La scoperta è che il recettore per questo profumo si trova nelle cellule dell’olfatto, ma – badate bene – anche sulla coda degli spermatozoi umani. Che, quindi, diventano più attivi se “sentono” profumo di mughetto. Olfatto, desiderio e fertilità sono strettamente connessi. “È noto come molti animali, tra cui i mammiferi, riconoscano e siano attratti dal partner da particolari stimoli odorosi – dice Carlo Foresta, endocrinologo dell’università di Padova e direttore del servizio di Fisiopatologia della riproduzione umana –. E, nonostante sia pensiero comune che l’olfatto nell’uomo non abbia la stessa valenza che in altri animali, è noto che una quota importante del codice genetico umano è delegato all’olfatto”. Foresta spiega lo studio effettuato dal suo
gruppo (Olfactory threshold to bourgeonal and sexual desire in young adult males): “Se le regole dell’attrazione sono una questione di naso, noi siamo andati ad indagare il rapporto tra soglia olfattiva, desiderio sessuale, ormoni e genetica”. Ed è stato scoperto che il legame è un profumo floreale, quello di mughetto.
ha evidenziato una stretta relazione tra desiderio sessuale e sensibilità olfattiva in giovani maschi adulti. In particolare, tanto maggiore era la sensibilità olfattiva per il Bourgeonal, tanto più elevato era il desiderio sessuale, valutato mediante un questionario valutato e validato a livello scientifico internazionale”.
Nei maschi adulti indagati nello studio, il recettore olfattivo OR1D2 sembra favorire la capacità di riconoscere una particolare sostanza sintetica che ricorda il mughetto: si chiama Bourgeonal. “È curioso come tale recettore non sia espresso solo a livello nasale – si legge nello studio – ma anche sulla coda degli spermatozoi umani dove appare in grado di guidare la propulsione degli stessi verso la stessa molecola odorosa”. Partendo da queste considerazioni un gruppo di medici e biologi guidati da Foresta e dal clinico otorinolaringoiatra Alberto Staffieri, ha condotto una serie di ricerche per approfondire l’influenza dell’olfatto sull’infertilità di coppia e sul desiderio sessuale. “Un primo lavoro è stato pubblicato nel 2013 sulla rivista internazionale European Archives of Otorhinolaryngology ove si ipotizzava il fatto che una possibile causa d’infertilità potesse essere proprio una minore sensibilità (olfattiva e spermatica) verso il Bourgeonal. Un successivo lavoro, pubblicato nel 2015 sulla rivista American Journal of Rhinology & Allergy,
Infine, i risultati dell’ultima ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica britannica Medical Hypotheses. In questo studio, si è valutata la relazione tra sensibilità olfattiva, desiderio sessuale e concentrazione di testosterone nel sangue. I ricercatori hanno confermato che la sensibilità olfattiva è strettamente legata all’istinto sessuale ed hanno dimostrato per la prima volta che entrambi gli aspetti sono condizionati dai livelli circolanti di testosterone. “Nei giovani maschi adulti infatti, ridotti livelli di testosterone corrispondono ad una minore sensibilità olfattiva per il Bourgeonal e ad un ridotto desiderio sessuale. In questi soggetti, il trattamento con testosterone si è rivelato in grado di ripristinare la sensibilità olfattiva verso il Burgeonal e, cosa più importante, di riaccendere il desiderio sessuale”. Il profumo di mughetto, in conclusione, “eccita” il desiderio maschile e gli spermatozoi, ma i recettori specifici a livello di naso e a livello di gameti sembrano essere accesi dai livelli di testosterone (l’ormone maschile) circolante nel sangue.
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UOMINI E
PREVENZIONE UROLOGICA:
tanta paura ma pochi controlli
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A cura della Redazione
LA MAGGIORANZA DEGLI UOMINI, CIRCA L’81%, SA CHE IL TUMORE ALLA PROSTATA È IL PIÙ DIFFUSO MA DIMOSTRA UNA SCARSA CONOSCENZA DELLE FUNZIONI DI QUESTA GHIANDOLA. Sono questi i principali risultati della ricerca “Uomini e prevenzione urologica: è una cosa da maschi” condotta da SWG per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori dedicato alla prevenzione dei tumori urologici. L’indagine è stata svolta su un campione di uomini tra i 30 e i 65 anni. Da anni la LILT è impegnata nell’attività di sensibilizzazione al maschile attraverso il Percorso Azzurro per diffondere il più possibile anche tra gli uomini la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce: adottare stili di vita corretti (non fumare, mangiare in modo sano, moderare il consumo di alcol, svolgere attività fisica) e sottoporsi a controlli periodici riduce infatti il rischio di ammalarsi di cancro. “Il fatto che l’80% degli uomini non sia mai andato dall’urologo – afferma il Presidente LILT, Professor Francesco Schittulli – è un dato preoccupante, perché significa che si ricorre alle visite solo quando le patologie sono già manifeste e conclamate, quando invece sarebbe fondamentale, specialmente superati i 50 anni di età, rendere periodico il controllo, come lo
è la mammografia per le donne. Con la campagna ‘Percorso Azzurro’, che vede impegnate in diverse iniziative tante delle nostre sezioni sparse su tutto il territorio nazionale, LILT intende sensibilizzare gli uomini sull’importanza della prevenzione e della consapevolezza sui rischi, legati talvolta anche a piccoli disturbi spesso trascurati, per tenere lontane tante patologie aggressive per la salute maschile”. “Sottoporsi a visite di diagnosi precoce resta ancora una prerogativa femminile – aggiunge il Presidente LILT Milano, Professor Marco Alloisio – anche se il 62% degli uomini è consapevole che i controlli urologici sono la via principale per una prevenzione efficace. Per parafrasare il titolo della ricerca SWG, “non è una cosa da maschi” occuparsi della propria salute. Anche se i dati ci dicono che 1 uomo su 9 si ammala di tumore alla prostata e quello ai testicoli è la neoplasia maschile più frequente tra gli under 50. È quindi importante rafforzare e diffondere il più possibile le campagne informative al maschile affinché si diffonda anche tra gli uomini, come già avviene per le donne, la sana abitudine a prendersi cura di sé stessi. Ed è anche necessario un ulteriore coinvolgimento dei medici di medicina generale: la loro capacità di persuasione nei confronti dei pazienti è infatti elevata e,
per quanto riguarda i tumori maschili, può fare la differenza nell’avvicinare gli uomini alle visite di controllo”. In generale l’attenzione alla salute in Italia non è molto elevata, come sottolinea il Ricercatore SWG e Direttore della Ricerca Uomini e Prevenzione Urologica, Dottor Riccardo Grassi: “Per quanto riguarda l’interesse nei confronti della propria condizione fisica, nei maschi italiani over 30 si conferma una situazione simile a quella osservata in altre indagini internazionali. Nello specifico, la conoscenza della prostata appare per lo più superficiale e solo una minoranza degli intervistati, soprattutto tra gli ultra 50enni, si dimostra capace di riconoscere i sintomi di un tumore a questa ghiandola. Sono inoltre largamente sottostimate l’incidenza di questo tipo di tumore e la speranza di sopravvivenza”. Oltre a quello alla prostata, gli altri tumori prettamente maschili sono quello al testicolo e il carcinoma del pene: anche per queste patologie la diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella cura e nella riduzione della mortalità. “I tumori urologici nel maschio, a parte quello della prostata e parzialmente quelli della vescica, sono considerati rari, ma questo non significa che
Oltre a quello alla prostata, gli altri tumori prettamente maschili sono quello al testicolo e il
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precoce gioca un ruolo
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patologie la diagnosi
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anche per queste
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carcinoma del pene:
fondamentale nella cura e nella riduzione della mortalità.
siano da sottovalutare – chiarisce il Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Urologica della Fondazione IRCCS, Professor Roberto Salvioni –. La curabilità è molto buona ma questa avviene se vengono prevenuti o diagnosticati precocemente. La prevenzione comprende igiene personale, alimentazione sana, astensione dal fumo. La diagnosi precoce si attua ricorrendo al medico o allo specialista e non aspettando che tutto si sistemi naturalmente”.
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questa è un’esperienza sensuale. Nell‘innovativa SPA 3000, ad uso esclusivo degli ospiti dell’hotel AQUA DOME, si diffonde il profumo aromatico delle erbe e dei fiori alpini, nei suoi 2.000 metri quadrati vengono proposti agli ospiti le erbe dell‘Ötztal, minerali, fuoco e acqua, tipici e autentici del territorio. La sauna alle erbe alpine, l’angolo delle tisane così come l’area rilassante della piscina decorata con muschio vero alle pareti, garantiscono puro benessere. Una sauna con cristallo dove sdraiarsi liberamente, lettini idromassaggio e ampi spazi relax si trovano al piano più alto delle terme. Attraverso la grande vetrata, gli ospiti possono lasciare vagare lo sguardo tra le montagne della Ötztal e attraverso gli occhi sperimentare il benessere nel vero senso della parola. Altri punti salienti della SPA 3000 sono le vasche gemelle con l’originale acqua termale di Längenfeld e una sauna finlandese con vista panoramica sulle cime innevate delle montagne circostanti.
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INVERNO SULLE PISTE IN NOTTURNA
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ALL’ SI PROVA LO SKI TOUR SULLE PISTE
La magia della neve a Valles: nel grande comprensorio sciistico Rio Pusteria non è solo lo sci “classico” a divertire gli “snow addicted”. Ogni martedì e giovedì dalle ore 18.00 alcune piste del comprensorio sono aperte esclusivamente per i tour sugli sci consentendo anche ai principianti degli sci con le pelli di salire in tutta sicurezza su piste “omologate” e sicure e provare lo sport che fino a qualche anno fa apparteneva a una piccola élite di esperti sciatori. Su queste piste, tutti si possono cimentare con lo sci “da salita” sfidando la gravità e le proprie energie. La fatica diventa inversamente proporzionale alla soddisfazione di arrivare in cima: si è ripagati di un paesaggio invernale in romantica versione notturna, un’immersione nella natura e nel silenzio sotto le stelle. Il riverbero candido della neve, illuminato dalle stelle e dalla luna è la traccia da seguire per scendere di nuovo dalla pista da sci. Niente di più semplice, niente di più emozionante. L’Hotel & Spa Falkensteinerhof è situato nel cuore di questo splendido comprensorio sciistico, proprio vicino al noleggio dell’attrezzatura per sci alpinismo: agli ospiti non solo vengono fornite anche tutte le indicazioni su come affrontare la prima memorabile salita ma viene anche dato uno spuntino energetico per caricarsi per la sfida. La sicurezza è garantita, quindi il percorso è adatto proprio a tutti. E in ogni momento ci si può fermare, togliere le pelli e scendere tranquillamente dalla pista da sci perfettamente battuta. La pista da sci diventa una gigantesca
palestra notturna a cielo aperto dove sperimentare una nuova attività sportiva mettendo a (dura) prova se stessi: il ritmo viene dato dal proprio allenamento, è personale. Si può andare a passo di “ciaspolata” oppure veloci verso la vetta facendo scorrere gli sci alla velocità del tapis roulant. Avendo creato per i propri ospiti anche un programma benessere che rispetta il bioritmo dell’individuo, l’Hotel & Spa Falkensteinerhof diventa supporter dello ski tour in versione light sulla pista battuta, affinché ogni ospite trovi il proprio ritmo, il proprio contatto con la natura (dopo le ore 18 la tranquillità è garantita anche sulla pista da sci) e la propria soddisfazione mettendosi alla prova. Info hotel: L’Hotel & Spa Falkensteinerhof è situato nell’incantevole paese di Valles, nel comprensorio sciistico di Rio Pusteria. E’ un luogo dove riposare, dedicarsi a tante proposte sportive legate alla montagna e rilassarsi nell’ampia area benessere con piscine interne, piscina esterna riscaldata, con anche zona whirlpool. Per riscaldarsi dopo una giornata passata sugli sci o sulle ciaspole, nella spa ci sono diverse saune e bagni turchi: da non perdere la caldissima sauna dove nel tardi pomeriggio vengono effettuate gettate di vapore. La parete di vetro la rende luminosa e moderna. Voglia di tradizione e di spazi più raccolti? In giardino c’è una piccola sauna esterna tutta di legno, intima e caldissima. Uscendo, si può camminare a piedi nudi nella neve e raggiungere la spa: dopo una tiepida doccia, un’immersione nella calda vasca idromassaggio situata tra le saune è un toccasana. L’Hotel & Spa Falkensteinerhof è anche il
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ehGIRelaRT ehGIRelaRT Autore: Cornelia Schinharl Editore: Tecniche Nuove Prezzo: € 18,62
Autore: Silvio Smeraglia Editore: Male Prezzo € 15,00
Ricette superveloci per principianti.
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Il bisturi della felicità Belli senza dolore I segreti del chirurgo dei Vip
Un sottotitolo che è una garanzia per tutti coloro che, alle prime armi, o con poca esperienza, si vogliono avvicinare al fantastico mondo della cucina vegetariana. Un manuale illustrato con il quale grazie alle molte fotografie, imparare a realizzare le 125 ricette è facile e immediato. Un corso intensivo, che si basa sul motto: “con poche parole, ma con molte fotografie che mostrano ogni passo, si può imparare in maniera semplice la cucina vegetariana!” Potete preparare, per esempio, gnocchi alle erbe con panna ai peperoni, vinaigrette di pomodoro e altre… 125 deliziose ricette! Allora… leggete, imparate, cucinate e, giocando, siate felici senza carne!
CORSO DI CUCINA VEGETARIANA
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Autrice: Loredana Maggialetti Editore: Tecniche Nuove Prezzo: € 15,90
IL BISTURI DELLA FELICITÀ
Il professor Silvio Smeraglia, chirurgo estetico dei Vip, svela segreti e retroscena del suo mestiere affascinante con questo libro divertente, ricco di aneddoti e di storie reali in cui ciascun lettore potrà immedesimarsi. Una scrittura brillante e piacevole, che spiega perché diventare più belli e sexy rende felici se stessi e gli altri intorno a noi. “La nostra vita è un viaggio. Viviamocelo bello. Perché vivercelo con una pancia che ci ingombra, con delle palpebre cadenti e con un seno flaccido che ci disturbano nel profondo del nostro io e ci infastidiscono nel quotidiano? Il nostro corpo è sempre in cammino e ogni tanto richiede un tagliando di bellezza che serve a darci la carica per lo sprint successivo. Non si può tornare indietro: allora andiamo avanti nel migliore dei modi.” Il libro spiega nel dettaglio, con semplicità e franchezza, anche le più diffuse tecniche estetiche, con l’ausilio di rappresentazioni grafiche corredate da un listino prezzi per soddisfare ogni tipo di curiosità. Autoironico e irriverente, il professor Silvio Smeraglia non risparmia stoccatine costruttive ai personaggi di successo che potrebbero beneficiare di qualche piccolo aiuto in più.
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Ayurveda, eterna scienza della vita, arte per il perseguimento del benessere, dono prezioso dell’India al mondo e riconosciuta come miglior sistema preventivo. Il testo ripercorre e semplifica i principi fondamentali della medicina più antica elaborata dall’uomo offrendo un approccio completo al lettore secondo concetti universali applicabili in ogni tempo. La ricchezza di una saggezza autentica, la poesia delle sue leggi, il fascino dei suoi messaggi primordiali, dall’analisi complessiva del sé e di ogni sfumatura che influisce sugli stati di salute e malattia, all’alimentazione, fino alla pratica del massaggio, conducono in un percorso di riequilibrio con i ritmi della natura, proponendo uno stile di vita lontano dallo stress e dalla frenesia dei tempi moderni. Test pratici per l’individuazione della propria identità (Prakriti e Manas Prakriti) Consigli alimentari, gustose e semplici ricette della tradizione Ayurvedica Oli e Polveri (Taila e Choorna), Abhyanga e la tecnica dell’automassaggio.
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AYURVEDA L’ANTICA SCIENZA DEL VIVERE BENE
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