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MONT BLANC Uno stile che unisce architetture storiche e comfort moderno.
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“LESS IS MORE”: un nuovo concetto di medicina estetica
L’INTERVISTA by
medicina estetica e benessere per l’uomo
Matteo Marzotto Ottobre, mese della ricerca in fibrosi cistica
48 06 NEWS E TECNOLOGIE a cura della redazione
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Proteine e muscoli, tutto ciò che c’è da sapere di Claudio Patacca
12 MEDICINA ESTETICA Quando si bypassa la barriera cutanea: la laser assisted drug delivery FM5 sensory e medicina sinaesthesica®: nuovi paradigmi di cura in Medicina del benessere e del bellessere
“LESS IS MORE”: un nuovo concetto di medicina estetica
Quelle brutte macchie scure che rovinano viso, mani e decolleté
22 L’INTERVISTA Intervista a Carolyn Smith: La mia vita aldilà dell’”intruso” di Alessia Addari
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TATTOO Anche il tatuaggio diventa elegante: l’ultima moda è l’inchiostro bianco 24 BELLEZZA La “bellezza” dei segreti di Francesca Bocchi 26 BENESSERE Criosauna: la macchina del freddo ‘toccasana’ per sciogliere il grasso Cooltech: il freddo che scioglie per sempre i cuscinetti di grasso Il rischio di autismo determinato dalla salute dell’intestino della mamma di Mario Pappagallo 30 NUTRIZIONE Menopausa sport ed alimentazione eccellenti alleati di benessere di Claudio Patacca Proteine e muscoli, tutto ciò che c’è da sapere di Claudio Patacca
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Criosauna la macchina del freddo: toccasana per sciogliere il grasso
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Intervista di Copertina Sabrina Marciano: “Mamma Mia” che show!
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38 WELLMAN Intervista a Matteo Marzotto Autotrapianto di capelli FUE una tecnica all’avanguardia a cura dell’Istituto Helvetico Sanders Ridefinizione e volumizzazione delle labbra nell’uomo? Why not
Menopausa sport ed alimentazione eccellenti alleati di benessere
rubriche
TATTOO Dall’arte al piacere al problema di salute
Il tatuaggio diventa elegante: l’ultima moda è l’inchiostro bianco
36 L’esperto risponde
50 Spa&Resort
59 LifeStyle!
di Cristina Zecca
a cura della redazione
di Cristina Zecca
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56 Vetrina prodotti
60 Tralerighe
a cura della redazione
di Cristina Zecca
di Lisa D’emidio
www.medwellness.it Anno 6 - Numero 15 - 2018 OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE Trimestrale di medicina estetica, benessere e nutrizione ___________________ Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it ______________________ Iscrizione al R.O.C. numero 23381 del 02/04/2013 Esonero iscrizione testata in tribunale: art.16 L. 07.03.2001 n.62 MedWellness e Dossier Medicina sono marchi depositati presso la CCIAA di Pescara. Tutti i diritti riservati. Cristina Zecca - Pescara
È espressamente vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e materiale pubblicitario contenuti in questo numero. Tutti i diritti riservati.
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In copertina: Sabrina Marciano
Editore Strategia Grafica di Cristina Zecca Pescara Direttore Generale e Amministrativo Cristina Zecca c.zecca@medwellness.it Direttore Responsabile Alessia Addari redazione@medwellness.it Progetto grafico ed impaginazione ADV Strategia Grafica www.strategiagrafica.it Pescara info@strategiagrafica.it Direttore Marketing e Pubblicità Cristina Zecca marketing@medwellness.it
LE COPERTINE
Amministrazione amministrazione@medwellness.it Strategia Grafica di C. Zecca - Pescara PI: 01434110688 info@pec.strategiagrafica.it Redazione Piazza della Rinascita, 33 65122 Pescara - Italia T +39 085 296 298 segreteria@medwellness.it Hanno collaborato a questo numero Paola Cantoro, Lisa D’Emidio, Anna Di Risio, Alessandra Fusè, Cristiana Gattoni Susanna Messaggio, Mario Pappagallo, Elisa Stefanati Testimonial di copertina Sabrina Marciano Fotografie Foto Sabrina Marciano: Gianluca Saragò, Antonio Agostini, stock d’archivio Medici ed esperti Francesca Bocchi, Nikola Drmac, Giovanni Gallo, Pier Michele Mandrillo, Claudio Patacca, Valerio Pedrelli, Antonino Pulvirenti, Michele Renzo, Antonella Tammaro, Matteo Tretti Clementoni Stampa Publish - www.publish.it
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NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIE NEWS E TE medwellness it
BAT in PINK, Milano Estetica scende in campo per la prevenzione del tumore al seno In occasione del mese della prevenzione del tumore al seno, Milano Estetica cosmetic surgery & medical Spa scende in campo accanto alle donne con la campagna “BAT in PINK”: per tutto il mese di ottobre, il centro milanese di medicina e chirurgia estetica ed estetica funzionale, con il suo staff, metterà in atto una serie di iniziative mirate a fare prevenzione, sostenere la ricerca e offrire un supporto concreto alle donne in cura per una patologia oncologica. “Dall’1 al 30 ottobre per ogni donna che si sottoporrà una un qualunque trattamento nel nostro centro, Milano Estetica donerà 1 euro all’Airc, a sostegno della ricerca sul cancro. “, spiega il prof. Sergio Noviello, medico e chirurgo estetico e direttore sanitario di Milano Estetica, “in un’ottica di prevenzione come stile di vita, poi, promuoviamo l’importanza del test del DNA, un test di nutrigenetica rapido, indolore e non invasivo, che consente di individuare eventuali intolleranze alimentari e deficit dell’attività metabolica, prevenire patologie legate all’alimentazione che possono a vere u peso nella prevenzione di numerose patologie, consentendoci così di correggere alimentazione e stile di vita, con grandi benefici per il nostro benessere e la nostra salute. Infine, sempre in un’ottica di prevenzione continuativa, ma soprattutto di diagnosi precoce come primo strumento per combattere la neoplasia al seno, abbiamo sottoscritto una convenzione con il Centro Diagnostico Italiano: tutte le pazienti di Milano Estetica potranno sottoscrivere dei Programmi di Prevenzione Donna studiati ad hoc in base all’età. Così, ad una tariffa agevolata e veramente accessibile avranno accesso a esami di laboratorio, ecografia addome completo, elettrocardiogramma, visita ginecologica, oculistica, otorinolaringoiatrica, chirurgia
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senologica, internistica, ecografia mammella o mammografia bilaterale, radiografia del torace, etc”. “Accanto alle iniziative di carattere preventivo”, spiega Angela Noviello, direttore della divisione di estetica funzionale di Milano Estetica e Direttore Italia e Coordinatore Europa OTI OncologyEsthetics, “abbiamo pensato anche a un progetto per le donne che stanno vivendo la malattia: per tutto il mese di ottobre mettiamo a disposizione i nostri esperti per offrire consulenze dermocosmetiche gratuite alle persone in cura per una patologia oncologica. Sarà sufficiente fissare un appuntamento chiamando il numero 0276001202 per usufruire di questa opportunità”. BAT in PINK prende il nome dalla innovativa tecnica operatoria BAT, ideata dal dott. Noviello e ispirata dalle donne e per le donne, per ridurre il dolore degli interventi, gli edemi e i tempi di recupero post operatori.
Cosmesi del TERZO° millennio. Le discipline da tenere d’occhio per i prossimi anni Dal fattore tempo alleato della bellezza, ai nutraceutici che ‘abbelliscono’ da dentro, dal microbioma alla neuro cosmesi La cosmesi corre verso il futuro, in un mondo oramai davvero globale di bisogni, di risorse, di avanzamenti scientifici e tecnologici, aiutandoci a ottenere una bellezza e una forma fisica i cui risultati durano più a lungo nel tempo. “L’innovazione che investe il mondo della cosmetica fa grandi passi avanti ogni giorno – dichiara Carla Scesa,Professore di Chimica dei prodotti cosmetici all’Università La Cattolica di Roma e di Cosmetologia all’Università di Siena - e lo fa anche con l’apporto di altre discipline scientifiche che vanno ad integrare e ad arricchire questo campo”. Sono in particolare cinque le discipline applicate alla scienza della bellezza a meritare il titolo di ‘osservato speciale’ per la carica innovativa che portano con sé: Cronocosmesi. Una disciplina giovane che riscopre i trattamenti antichi su basi scientifiche, tenendo in grande considerazione il ‘fattore tempo’. Sulla base dei ritmi circadiani della nostra pelle infatti bisognerà
selezionare le creme da applicare ad orari precisi, ad esempio alla sera, in modo da stimolare correttamente i processi di riequilibrio e riparazione durante la notte e in stato di riposo. Cosmetologia della struttura. Qui l’obiettivo che ci si pone è quello di riequilibrare i volumi. Rimodellando il corpo eliminando gli accumuli adiposi o, al contrario, rimpolpando e rassodandole aree del viso soggette al cedimento strutturale da foto-invecchiamento e, soprattutto, da crono-invecchiamento. Grandi protagonisti sono i peptidi che agiscono sui pre-adipociti aumentandone il volume con un’efficacia documentata da studi in vitro su colture cellulari isolate. Metabolomica. La recentissima frontiera di una cosmesi funzionale per riequilibrare il microbiota cutaneo (già in atto nei preparati per il trattamento di aree intime femminili) per potenziare l’autodifesa della pelle attraverso l’inserimento di enzimi probiotici. Neurocosmesi. Una disciplina si fonda sulla relazione tra pelle e sistema nervoso e che guarda al futuro realizzando una stimolazione biochimica del sistema nervoso attraverso prodotti in grado di attivare neurotrasmettitori cutanei e olfattivi. Nutricosmeceutica. Settore in continua evoluzione e in grande fermento innovativo, che offre trattamenti ‘in & out’ – che agiscono cioè sia all’interno dell’organismo che all’esterno grazie all’azione combinata di integratori alimentari e prodotti cosmetici - per molti problemi cosmetologici:dall’idratazione, alla molteplicità dei fenomeni dell’ageing, dal rimodellamento del corpo alla prevenzione della caduta dei capelli. I principi attivi dei trattamenti provengono per la maggior parte dal mondo naturale, che offre sostanze di grande efficacia: vitamine, antiossidanti, probiotici, carotenoidi, oli alimentari ricchi in poly-unsatured fatty acids (Pufa), tra cui l’acido omega 3, fitoestratti ad azione restituiva e biostimolante. L’innovazione investe anche la cosmesi tradizionale, che può avvalersi di ingredienti
ECNOLOGIE NEWS E TECNOLOGIENEWS E TECNOLOGIE sempre più efficaci e naturali: “Tra le ultime novità – conclude Scesa - molte sostanze polimeriche e ingredienti attivi derivanti da innovativi processi biotecnologici, nonché derivati vegetali o marini che è la Natura stessa a fornirci. Si possono inoltre menzionare le cellule staminali, i potenziatori di scambi energetici cellularie di ossigeno, la grande famiglia delle molecole biomimetiche. Moltissimi gli antiossidanti, sempre più potenti nel prevenire danni cellulari e proteggere il Dna”.
Regione Perioculare, i “segreti” su borse e occhiaie Stanchezza cronica, predisposizione genetica, altre malattie o alterazioni micro-circolatorie possono contribuire all’insorgenza di borse, gonfiori e occhiai, un problema sempre più presente visto il continuo crescere del ritmo lavorativo e di stress. Questa antipatiche condizioni sono spesso protagoniste del malcontento, specie femminile, così come l’arrossamento degli occhi per le possibili tante allergie che anche qui si evidenziano. Le cosiddette “borse” sono determinate da un aumento di volume più o meno accentuata del pannicolo grasso perioculare inferiore ed insorgono per predisposizione costituzionale, per danni traumatici o anche per il progredire dell’invecchiamento cutaneo. I “gonfiori” dell’area perioculare, sono un’alterazione indotta da un ridotto drenaggio linfatico e da un conseguente accumulo di liquidi negli spazi intercellulari. Stanchezza, disequilibrio sonno/veglia, insonnia, alcool, eccessi alimentari, allergie, irritazioni, tabagismo possono essere tra le cause scatenanti. Le “occhiaie”, cui molti sono maggiormente soggetti, vengono causate da problemi costituzionali legati al microcircolo periferico e ad accumuli di pigmento. Questo fastidioso inestetismo può aumentare con il progredire
dell’età, con la stanchezza, con lo stress. Si possono eliminare definitivamente? Soltanto quando le borse dipendono da un eccessivo rilassamento cutaneo, magari dipendente dal progredire dell’età o dalla stanchezza, un intervento chirurgico può essere risolutivo. Quale la beauty routine da seguire ogni giorno? Essenziale è la scelta del detergente soprattutto in caso di concomitante azione struccante; per questo è consigliato l’uso di prodotti specifici, possibilmente latti o oli poveri o senza tensioattivi troppo aggressivi (detersione per affinità). Necessario è il reintegro di corretta idratazione e trattamento preventivo per ritardare l’insorgenza delle temute rugosità di zona. Non ultimo il trattamento per la riduzione delle già esistenti “zampe di gallina”: sieri, fluidi ed emulsioni specifici sfruttano le diverse potenzialità dei principi funzionali contenuti per combattere il più efficacemente possibile questo fastidioso inestetismo. Dopo la detersione è quindi opportuno utilizzare prodotti specifici per il contorno occhi, spesso formulati in emulsioni leggere o gel che possono ripristinare il film idrolipidico e che contengono vitamine e antiossidanti capillaro-protettori.
Unghie, tra bellezza e benessere I servizi di manicure e pedicure negli ultimi anni hanno registrato un vero boom, precisamente il più 46%. È quanto emerge dall’analisi fatta da Unioncamere-Infocamere sui trend dei dati custoditi nel Registro delle imprese da giugno 2012 a giugno 2017. Per gli italiani avere le mani curate è sinonimo di ordine, pulizia e per le donne di femminilità. Le unghie, in particolare, possono aumentare l’idea di bellezza delle mani. Smalti, smalti gel, semipermanenti sono tutti una serie di prodotti che vengono applicati direttamente sulle unghie per dare quel tocco in più. Smalti permanenti e semipermanenti: le sostanze con sui sono preparati sono pericolose per le unghie? E nel lungo periodo? Se ben formulati e ben applicati, non sono pericolosi, anche se un loro uso eccessivo o troppo prolungato può comunque danneggiare la lamina ungueale. Il “mondo nails” ha determinato la comparsa di numerosi
prodotti, anche di recente sviluppo. In pochi anni hanno ottenuto un enorme successo ed i loro impiego è molto amato soprattutto dalle giovani ragazze. Tutti questi prodotti infatti possono essere considerati sicuri solo quando conformi alle normative vigenti e impiegati da personale professionista. Specialmente la ricostruzione delle unghie dovrebbe essere praticata da persone qualificate del settore che, in base alla Legge 4 gennaio 1990 n.1 che disciplina dell’attività di estetista, può e sa utilizzare questo tipo di prodotto quando destinato ad esclusivo uso professionale. La Dermatite Allergica da Contatto (DAC) agli acrilati presenti nei nuovi prodotti per unghie: realtà o leggenda? L’utilizzo di queste pratiche si sta sempre più diffondendo. Quando queste resine artificiali entrano in contatto con la pelle circostante dell’unghia, è possibile che determinino l’insorgenza di una dermatite allergica da contatto (DAC – Dermatite Allergica da Contatto). Spesso questa dermatite può insorgere non soltanto nella zona di applicazione, ma anche in un’altra sede cutanea dove la persona toccandosi può trasferire la presenza di queste sostanze. Va rilevato che i composti acrilici sono frequentemente responsabili dell’insorgenza di reazioni avverse di tipo professionale a causa del loro ampio utilizzo in molteplici settori, tra cui appunto i cosmetici. In gravidanza si possono usare smalti permanenti o semi-permanenti? E in allattamento? Bisogna tener presente che la lamina ungueale è una struttura praticamente impermeabile e quindi l’applicazione di questi prodotti di per sé non ne determina l’assorbimento. Fermo restando che in gravidanza l’attenzione deve essere massima, va considerato che un trattamento cosmetico, in generale e specialmente in questo caso, può determinare un assorbimento trascurabile. Ciononostante se si può evitare l’uso di queste pratiche per le unghie in gravidanza ed allattamento sarebbe preferibile…
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intervista di copertina
“Mamma Mia” che show!
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A cura di Alessia Addari - Foto di copertina: Gianluca Saragò 10
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Oddio troppo buoni! Io faccio il mio lavoro con tantissimo amore e dedizione, e tanto studio, sempre, come molti miei colleghi d’altra parte. Ho avuto grandi opportunità in questi ultimi anni grazie a Massimo Romeo Piparo che mi ha scelta, mi ha dato tanta fiducia e la possibilità di dimostrare il mio lavoro sul palco interpretando dei ruoli bellissimi in spettacoli altrettanto belli. Il successo...non lo so se esiste davvero, ma sono contenta quando esco da teatro e le persone sono felici delle emozioni che hanno provato attraverso quello che faccio. I tuoi esordi vantano collaborazioni prestigiose, come quella con Gino Landi o il magnifico Johnny Dorelli. Cosa hai tratto da questi grandi artisti? Il mio primo spettacolo è stato proprio con Gino Landi, ero una semplice ballerina, ma ero incantata dalla sua arte di accompagnare nel lavoro ogni artista dello spettacolo che dirigeva, dal più piccolo al più grande, curando tutti i dettagli. Negli anni successivi ho avuto poi la fortuna di averlo come regista e coreografo in più di un’occasione. È un’artista magnifico, lui ti vede e ti “veste”. Johnny Dorelli è immenso, ho lavorato con lui per più di quattro anni e ha competenza su tutto. È un artista
generosissimo, e un gran signore, raro e prezioso direi. La sua voce ogni sera mi incantava e non ho mai smesso di guardarlo dalle quinte. Quando ero molto giovane questo lavoro mi sembrava sempre una festa, ma è pur sempre un lavoro, lui mi ha insegnato la disciplina anche fuori scena, l’attenzione, avere cura per se stessi...e un’ infinità di altre cose! “Mamma Mia” è un musical di respiro internazionale che non può non associarsi al famosissimo ed omonimo film, nel quale la protagonista è la straordinaria Maryl Streep. Che effetto fa ritrovarsi nel medesimo ruolo? È un’opportunità magnifica e una grande responsabilità. Tutti quelli che vengono a vedere il musical hanno visto il film, e si aspettano di rivivere le emozioni che lei trasmette. Insomma l’asticella è posizionata molto in alto per me e non posso cadere. Questo è quello che penso ogni sera prima di cominciare, poi parte la musica mi guardo intorno vedo i miei colleghi sorridere, e penso che sono sostenuta bene da tutto quello che mi circonda, prendo un bel respiro e vado... Il musical è un gioco di squadra, ma anche di coordinamento di discipline. Molti professionisti affermano occorra “un fisico bestiale”. Sei d’accordo? Assolutamente si, bisogna avere competenze, essere allenati fisicamente e avere un grande equilibrio
Ph : Antonio Agostini
Attrice di teatro, cinema e TV, definita dai media come l’indiscussa regina del musical italiano. Quali credi sia stato l’ingrediente fondamentale di cotanto successo?
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intervista di copertina
psicofisico, si si, il fisico bestiale serve tutto! E ci metterei anche una buona dose di allegria, ironia e pazienza quando accade che il fisico faccia i capricci! Esiste un regime, fisico ed alimentare, al quale si è sottoposti durante le sessioni di prove e di tour dei vari spettacoli? Io sono una mangiona quindi non faccio testo! Cerco però di avere un’alimentazione sana durante i periodi di lavoro anche se in tourné, fuori casa, diventa sempre un po’ complicato. Non mi faccio mancare un allenamento costante fisico e vocale per ridurre qualsiasi rischio, e poi sopratutto per Mamma mia! dormire presto per far riposare la voce! Possiedi dei “riti di benessere” irrinunciabili ai quali dedichi spazio quotidiano?
Ph : Antonio Agostini
Dormire! Inoltre in tutti gli alberghi in cui vado chiedo una stanza con la vasca da bagno. Mi rilassa...E quando posso centro benessere e massaggi!
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“Mens sana in corpore sano”. Quanto pensi sia fondamentale questa condizione per un attore di musical? Penso sia fondamentale per tutti gli esseri umani. Il nostro corpo è una cosa sacra, ne abbiamo uno solo e dobbiamo mantenerlo al massimo delle nostre potenzialità, curarlo, come tutte le cose che amiamo. Nutrire bene la mente, e prendersi cura del proprio corpo. Sempre. Dopo l’enorme successo di Mamma Mia, cosa riserverai alla tua vita professionale e privata? Progetti in corso? Stare in famiglia, curare i miei cari, viaggiare tanto, dedicarmi alle amicizie che trascuro un po’ durante il tour. Per prima cosa però quando finisce uno spettacolo cosi importante devo prendermi cura di me stessa. Spero anche che si avveri un piccolo desiderio segreto personale... I progetti lavorativi sono tanti, ma incrocio le dita per un altro bellissimo ruolo! Sognare non costa niente!...
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medicina estetica
Quando si bypassa la barriera cutanea:
la laser assisted drug delivery (LADD)
Una delle funzioni principali della cute è quella di fungere da barriera verso gli agenti esterni. Se questo da un lato ci protegge dal contatto con agenti tossici o patogeni impedisce, però, la penetrazione della maggioranza dei principi attivi presenti nei dermocosmeceutici. Se queste molecole, del resto particolarmente attive quando all’interno della cute, hanno un peso molecolare superiore ai 500 Dalton e/o sono idrofile con grandissima difficoltà riescono a superare la barriera epidermica e quindi raramente possono svolgere il proprio effetto. La recente formulazione di preparati contenenti principi attivi incapsulati in nanoliposomi ha quindi cercato di bypassare l’ostacolo offerto dalla cute integra. La biodisponibilità dei principi attivi è aumentata ma non in modo drammatico. L’evoluzione tecnologica ha permesso, negli anni, di avere laser in grado di creare sottilissimi canali nello spessore cutaneo al fine di determinare rimodellamento dermico spesso indotto dal calore generato
Caso 1 - 4 sedute di trattamento a 2 settimane di distanza. Utilizzate ampolle con Vit A, Vit C e Acido Tranexamico. 6 passaggi su ogni regione anatomica. 5 W e 16 mJ. Caso 2 - 4 sedute di trattamento a 2 settimane di distanza. Utilizzate ampolle con Vit A, Vit C. 6 passaggi su ogni regione anatomica. 5 W e 16 mJ.
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dall’impatto dell’energia laser con la pelle. La combinazione di questi due elementi è chiamata laser assisted drug delivery o somministrazione di farmaci laser assistita e può essere applicata con diverse lunghezze d’onda. Il LASER LASEMD DI LUTRONIC LTD è un laser in fibra a Tulio a 1927 nm. L’energia è suddivisa in microfasci di 100 micron di diametro che quando impattano la cute determinano la formazione di finissimi canali intraepiteliali di ablazione. Un sistema di tracciamento magnetico del manipolo laser permette l’emissione in modo sicuro e omogeneo dell’energia. Il trattamento non richiede alcuna forma di anestesia. Al termine del trattamento la superficie cutanea appare semplicemente eritematosa. Sei passaggi sull’intero volto richiedono, in mani esperte, non più di 6 minuti. La tecnologia è completata (ed approvata per questo utilizzo) da una serie di ampolle che contengono diversi principi attivi. In tutte le ampolle tali principi attivi sono incapsulati in nanoliposomi che, mantenuti stabili in forma anidra, sono miscelati al diluente subito prima del trattamento. I principi attivi disponibili in Italia sono la vitamina C, la vitamina A,
l’acido tranexamico ed il resveratrolo. È noto come la tretinoina aumenti il turnover cellulare e stimoli la produzione di collagene per effetto diretto sui fibroblasti. La vitamina C è uno dei più potenti antiossidanti noti. Il resveratrolo oltre che avere effetti antiossidanti noti ha effetto antiinfiammatorio per blocco delle cicloossigenasi ed inibisce l’apoptosi cellulare e le disfunzioni mitocondriali. L’acido tranexamico ha potenti effetti sulla melanina non solo inducendone una riduzione di produzione ma, soprattutto, aumentando la produzione di autofagosomi che ne aumentano la eliminazione. Immediatamente dopo il trattamento laser il contenuto di una ampolla debitamente miscelata è semplicemente massaggiato sulla cute (la scelta del principio attivo dipende dal risultato che si vuole ottenere). Alla cute è quindi applicata una crema barriera ed una maschera in cellulosa allo scopo di incrementare l’assorbimento dei principi attivi. Dopo 10-15 minuti il paziente può tornare alle sue usuali attività presentando solamente un blando rossore. Al paziente è quindi consegnata l’ampolla preparata con l’indicazione di continuare l’applicazione dei nanoliposomi alla sera per i successivi 14 giorni. Il trattamento, con downtime inesistente e ad alto profilo di sicurezza, è usualmente costituito da 4 sedute di trattamento separate da un intervallo di tempo di 2 settimane. Molto utile nella preparazione della pelle allo stress estivo è risultato particolarmente efficace nei casi di melasma renitenti alle usuali terapie. e nel trattamento del fotoinvecchiamento di tipo I di grado modico-severo.
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a cura di Dott. Matteo Tretti Clementoni, MD – Valerio Pedrelli, MD - Laserplast Milano
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FM5 SENSORY E MEDICINA SINAESTHESICA®: nuovi paradigmi di cura in Medicina del Benessere e del Bellessere
A cura di Dott. Pier Michele Mandrillo, Medico Chirurgo, Medico Estetico, Prof. a C. Università di Foggia
Già gli antichi filosofi definivano i sensi umani come “le finestre dell’anima” ed Aristotele descrive la funzione dei cinque sensi. Per Voltaire, nel suo Trattato di Metafisica, “ I sensi sono delle specie di strumenti di cui bisogna imparare a servirsi.” Oggi, in tempi più moderni, due ricercatori italiani, il Dott. Pier Michele Mandrillo ed il Dott. Giuseppe Augusto Fischetto, dopo anni di rigorosi studi e ricerche cliniche sperimentali, hanno dimostrato che la contemporanea e sinergica unione dei cinque sensi genera una condizione benefica per tutto l’organismo. Stante tale arguta intuizione,
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supportata da una quantità enorme di dati scientifici internazionali, ricerche sperimentali ed evidenze terapeutiche, essi hanno pensato ad una piattaforma multitecnologica e multisensoriale denominata FM5 SENSORY“made in Italy”, progettata e realizzata da GMV, leader nella progettazione e realizzazione di dispositivi elettromedicali in tutto il mondo e distribuita da LGM, neonata consorella per la distribuzione di macchine e prodotti progettati per l’estetica. FM5 SENSORY è un LUOGO BIO-TECNOLOGICO, uno SPAZIO FISICO 3D innovativo ed indispensabile per far incontrare insieme
MENTE E CORPO, SCIENZA E SALUTE, ALTA TECNOLOGIA E BENESSERE, insomma, per attivare proprio quei cinque sensi e servirsi della loro capacità terapeutica. Aspetto importante da considerare è quello legato alle evidenze scientifiche internazionali che dimostrano come la cura dello stress, la malattia del vivere capace di determinare gravi danni a carico di vari organi, può avvenire attraverso l’aumento di produzione delle endorfine ( droghe endogene) capaci di contrastare il cortisolo, l’ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, il quale, aumentando
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di concentrazione durante lo stress acuto e cronico, produce alterazioni sistemiche e localizzate. Proprio la pelle, il nostro organo più esteso , risente del danno periferico legato alla azione dannosa e prolungata dello stress, manifestando in uomini e donne il cosiddetto “skin prepature aging” o invecchiamento cutaneo precoce. E’ dimostrato che la pelle organo in stretta connessione con il cervello fin dalla nascita (skin-brain axis), opportunamente stimolata è capace di contribuire proprio alla produzione di endorfine, facilitando il recupero funzionale ed estetico della sua funzione di barriera e del suo aspetto esteriore fondamentale indicatore di bellezza. In virtù delle considerazioni espresse, FM5 SENSORY, connubio
perfetto tra Scienza, Ricerca e Biotecnologie, è impiegabile sia nei protocolli di Medicina Estetica che in quelli di Medicina Sinaesthesica. Tale tecnologia multisensoriale innovativa, efficace per i trattamenti di fotoringiovanimento e fotobiomodulazione fotonica e per il rilassamento dallo stress fisico e mentale, proprio nella sua parte più innovativa a forma di casco, è caratterizzata dalla contemporanea attivazione di vista, udito e olfatto: Fasci fotonici emessi nello spettro elettromagnetico del visibile da un sistema di 130 LED con emissione relativa ottimizzata alle lunghezze d’onda 635 nm (rosso), 525 nm (verde) e 470 nm (blu), le quali sovrapposte consentono di generare onde percepibili come tutti i colori dello spettro. I LED sono stati integrati in una griglia che avvolge uniformemente il volto, proiettando anche la luce su collo e decolletè. I trattamenti, che prevedono molteplici colori terapeutici, sono stati già integrati nel dispositivo per permettere all’operatore la massima usabilità, correlata alle massime performances. In più è prevista la possibilità di generare protocolli specifici nella modalità esperta. Musicoterapia per l’ascolto di frequenze musicali bineurali che aiutano il paziente a riprendere il proprio controllo sul corpo e sulla mente, aumentando la capacità di curare sé stesso. Aromaterapia inalatoria con oli essenziali attraverso un diffusore monouso intercambiabile e personalizzato per ciascun cliente.
TRATTAMENTI MEDICO ESTETICI Questo casco polisensoriale dall’innovativo ed accattivante design italiano, può essere utilizzato dopo tutti i trattamenti di medicina estetica del volto, dal peeling alla soft surgery con il Plexr. Agisce secondo i principi della fotobiomodulazione, per mezzo di frequenze luminose generate da sofisticati LED capaci di favorire l’attivazione metabolica dei fibroblasti compromessi dal cronoaging e dal fotoaging per arrivare alla neo formazione di collagene ed elastina, con conseguente attenuazione dei principali inestetismi cutanei del viso. La stimolazione terapeutica dei cromofori della pelle è finalizzata alla cura della pelle di viso, collo, e decolletè ed avviene
Parte applicata di FM5 Sensory: il casco che il paziente dovrà indossare per effettuare i trattamenti sia Estetici che Sinaesthetici. attraverso una potente stimolazione dei fibroblasti dermici e la maggiore produzione energetica mitocondriale di ATP.
TRATTAMENTI SINAESTHETICI Nella MODALITÀ SINAESTHESICA DE-STRESS THERAPY, formulate dalla MEDICINA SINAESTHETICA® (neologismo proprietà intellettuale del Dott. Pier Michele Mandrillo) e codificate dai protocolli terapeutici che la caratterizzano, il casco riproduce volutamente la forma dell’utero materno ed evoca una condizione di assoluta sicurezza e tranquillità finalizzata al benessere individuale personalizzato. La forma sferica, diventa un luogo anatomobiofisiologico, ideale per realizzare e favorire FM5 Sensory il procedere attivo completo: casco delle interconnessioni per effettuare i neuronali, stimolare e trattamenti e corpoconiugare le funzioni dei macchina con cinque sensi, generare display per la scelta e mantenere una dei protocolli. Un condizione permanente prodotto GMV srl di continuo e corretto distribuito da funzionamento di tutto LGM srl. l’organismo. La mission terapeutica è quella di aumentare la produzione di endorfine, permettere ed favorire il potenziamento della “body-mind comunication”, la auspicabile “anatomo-bio-fisio comunicazione” di tutte le funzioni organiche ed attendere il fisiologico “well-feedback”, ossia il ristabilimento di quel dinamismo vitale, di quella salute generale caratterizzata non solo dalla assenza di eventi patologici ma, soprattutto, da totale equilibrio psico fisico, come negli auspici e nei dettati scientifici, sempre attuali, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. finalizzata al benessere individuale personalizzato. La vista è stimolata da fasci di luce generati da led a frequenze blue-turchese non dannose per la retina che determinano, al contrario, una condizione di benessere psicofisico e rilassamento corporeo. L’udito viene stimolato da apposite musiche bineurali capaci di dialogare con le onde cerebrali inducendo pace e tranquillità. L’olfatto viene supportato da aromaterapia inalatoria con oli essenziali, riconosciuti di grande efficacia terapeutiche da continue evidenze scientifiche internazionali.
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“Less is more”:
un nuovo concetto di medicina estetica
La medicina estetica è in evoluzione come tutte le altre branche della medicina moderna. I trattamenti e gli interventi sono sempre meno invasivi, consentono un rapido reinserimento nella vita sociale e offrono risultati estetici naturali da poter finalmente attribuire a queste discipline i crediti che meritano.
I protocolli riguardanti le procedure si evolvono e anche la sicurezza dei prodotti cresce costantemente, in particolare per quanto riguarda l’uso di acido ialuronico, vero pilastro dei filler anti-rughe e della volumetria facciale. Il concetto “Less is More” rappresenta l’evoluzione sublime della filosofia “French Touch”: quel “tocco francese” che ottimizza la qualità e le prestazioni dei prodotti iniettabili. Sulla base di una scrupolosa analisi semiotica statica e dinamica, questo protocollo migliora selettivamente le espressioni negative del viso selezionando le aree da trattare laddove il riflesso della luce avrà il maggior impatto. Anche le metodiche di trattamento e le analisi si sono affinate. I professionisti ora adottano tecniche simili a quelle di uno scultore, elevando questa tecnica di medicina quasi ad una forma d’arte. Il lavoro conseguito con l’utilizzo dei filler all’acido
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ialuronico, nel trattamento rughe abbinato al ripristino dei volumi del viso, ha raggiunto un livello di precisione talmente elevato che alcuni professionisti parlano persino di medicina estetica “haute couture”, per esprimere il livello di personalizzazione possibile con le loro tecniche. Dati anatomici, valutazioni cliniche e approccio artistico sono le basi sulle quali si fondano ricerca e sviluppo nel campo della medicina estetica. Per quanto riguarda i dati anatomici, le ultime tecnologie consentono di individuare con precisione i vari piani del viso nei quali iniettare i filler con acido ialuronico oltre che distinguere molto nettamente le zone facciali dinamiche e quelle statiche. Con questo approccio il professionista può iniettare in zone statiche oppure in zone superficiali e del viso dinamiche, ottenendo risultati perfettamente naturali quando i prodotti sono sottoposti ai movimenti dinamici del viso. Inoltre, i dati anatomici consentono di identificare al meglio le zone a rischio del viso, ovvero le regioni vascolari dove è necessario controllare con la massima attenzione il rischio di embolizzazione. Tutto ciò permetterà, dunque, la definizione dei punti di iniezione sicuri e presentano un rischio. Per quanto riguarda l’approccio clinico, i professionisti hanno notato che i pazienti non si rivolgono a loro per cambiare il proprio aspetto, ma perché desiderano migliorare il loro rapporto con il proprio corpo e vogliono che la loro immagine corrisponda alla loro idea di espressione
positiva. Molto probabilmente, ogni paziente vive un momento in cui il viso inizia a subire i segni del tempo ed è in questo momento preciso che il paziente vorrebbe arrestare i segni evidenti di invecchiamento. Il trattamento quindi dovrà essere concentrato sul recupero di un’immagine positiva che corrisponde all’immagine di “riferimento” individuale. La parte finale di questo triplice approccio è l’aspetto artistico. Come uno scultore, il medico estetico è ora in grado di analizzare con piu facilità e di intervenire sul collegamento fra le varie zone del viso sia per le sue posizioni statiche che per le espressioni dinamiche. Il professionista sarà perfettamente qualificato e in grado di rimpolpare una ruga o una linea profonda – che probabilmente ha indotto il paziente a ricercare il consulto medico - ma anche di offrire il miglior consiglio per donare equilibrio al viso armonizzandone tutte le varie porzioni. Le analisi di fisiologia artistica si completano ora con nozioni di profiloplastica. Intervenendo su una sola zona del viso, un professionista può produrre un effetto anche su una zona diversa. Per esempio, un trattamento mirato alle zone di giunzione del naso – la parte centrale del profilo – può creare l’impressione che il naso sia più lungo o più corto mentre il naso non è stato sottoposto ad alcun trattamento. Parimenti, un trattamento che mira alla proiezione degli zigomi o della giunzione nasolabiale avrà un impatto sulle relative dimensioni del naso. L’analisi
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Fig. 1: Contouring applicato alla medicina estetica. Le principali zone che costituiscono le zone ideali per i filler di acido ialuronico. Fig. 2: Contouring applicato alla medicina estetica. Le principali zone che costituiscono le zone ideali per i filler di acido ialuronico Fig. 3: Trattamento completo del viso con 2 siringhe di filler di acido ialuronico. Naso, pieghe nasolabiali superiori, contorno labiale, mento (Fonte: Archivio del Dr. F. Braccini).
artistica pertanto mira ad analizzare il viso in modo più globale, ad offrire una prospettiva più ampia nella formulazione dei suggerimenti e a consentire idealmente al medico di consigliare alle pazienti le migliori procedure con le quali ottenere un risultato naturale. Il concetto “Less is More” è frutto del triplice approccio sopra descritto. In effetti, si basa sull’ottimizzazione dell’uso di filler con acido ialuronico per ottenere un risultato ottimale con una quantità di prodotto limitata. Questo approccio ha tre vantaggi: consente trattamenti più efficaci, risultati più naturali, metodi più sicuri. Inoltre, è meno costoso per i pazienti. Questo concetto si concentra sulla possibilità di migliorare le espressioni negative e ripristinare il volume e la luminosità del viso. Il ripristino del volume con un filler non deve essere considerato semplicemente come l’installazione di un prodotto ma la creazione di un rapporto armonioso fra il prodotto e il tessuto ad esso circostante. Trattamento delle espressioni facciali statiche negative Questo approccio mira a migliorare, con grande precisione e accuratezza, le zone che catturano la luce negativamente perché creano ombre. È un’analisi specifica che consente di definire le regioni in cui un trattamento estremamente mirato può conseguire un miglioramento considerevole con una piccola quantità di filler. Le ombre sul viso sono familiari ai fotografi
professionisti che sanno come operare con estrema precisione sulle zone da valorizzare o, al contrario, da evitare in un particolare viso. Abbiamo scelto di
L’orientamento del concetto “Less is More” prevede l’utilizzo efficace di quantità corrette di filler per ottenere performance migliori e per mantenere un aspetto naturale e non artefatto. Inoltre, la riduzione della quantità di filler permette ai pazienti di accedere ai trattamenti più facilmente e limitare, contemporaneamente, l’onere finanziario. denominare “linee verticali negative” la maggior parte delle zone del viso che presentano espressioni negative. Le linee verticali negative del viso sono linee paramediane nelle quali si sviluppano borse, rughe nasolabiali, rughe di espressione, rughe mentolabiali e mandibolari. Un’attenta analisi di ciascuna fascia verticale negativa rivela piccoli triangoli luminosi oltre che piccoli triangoli d’ombra trattabili con una piccola quantità di filler dall’effetto rimodellante. Trattamento dei volumi Questo tipo di trattamento dei volumi è stato ispirato dai recenti concetti moderni di contouring facciale, ovvero da quelle tecniche per il makeup che valorizzano specifiche zone del viso. Nelle zone valorizzate e in quelle convesse
fotoriflettenti il profondo supporto strutturale è estremamente vicino alla superficie epidermica. Con una minima quantità di filler, noi riusciamo ad ottenere una volumetria molto efficace. Le zone che riflettono la luce, corrispondenti alle principali aree del viso, e che consentono di applicare il concetto “Less is More” sono la regione nasale e, in particolare, le sue linee di lucentezza (la parte fotoriflettente più importante del naso), la mandibola e la piega labiomandibolare, la parte più laterale e sporgente dello zigomo e la parte laterale della coda delle sopracciglia dove l’estremità orbitale è più o meno netta. Un principio fondamentale per ottimizzare il ripristino dei volumi e il contouring consiste nel trattare tutti i livelli dell’involucro facciale iniziando con la costituzione di un sostegno strutturale profondo. Rimpolpando e riattivando le zone fotoriflettenti e la convessità di queste quattro aree, è possibile ristabilire un “contouring medicale” efficace. Le zone di trattamento che ripristinano il volume, abbinate con il rimpolpamento delle rughe che formano le fasce verticali negative, sono il fulcro del concetto “Less is More”. Con una piccola quantità di filler, equivalente a due o tre siringhe, si possono ottenere ottimi risultati.
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Un mix di oli vegetali sebosimili per la perfetta idratazione della pelle Che sia dovuta all’esposizione estiva al sole non protetta, al contatto ripetuto con salsedine e/o cloro delle piscine o che sia dovuta ai primi freddi invernali, la pelle secca ha una causa comune: l’alterazione del film idrolipidico composto di acqua e grassi i quali formano insieme una barriera che protegge la nostra pelle dagli agenti esterni ed eventuali infezioni ed al contempo ci dona un aspetto piacevole. Questa alterazione compromette la naturale funzione di barriera del film idrolipidico e rende al contempo la pelle sensibile, irritata, arrossata, oltre che dall’aspetto meno piacevole. Il cosiddetto prurito “sine materia” (ovvero non legato a una causa specifica) è spesso legato proprio ad un’eccessiva secchezza. Il film idrolipidico (o mantello acido) è costituito da due parti: una componente idrofila detta fattore naturale di idratazione (NMF) e composta da tutte le sostanze non lipidiche presenti sulla superficie epidermica, dalle proprietà idratanti ed umettanti; una frazione liposolubile che regola l’evaporazione dell’acqua dalla superficie cutanea, formata per il 95% da sebo e per il 5% da lipidi epidermici (acidi grassi come l’acido linoleico). Considerando la fisiologica costituzione del film idrolipidico, risulta evidente che per reintegrarlo e per renderlo nuovamente efficiente nelle sue funzioni siano necessari
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prodotti che rispettino tale fisiologia. È essenziale quindi reintegrare la quota lipidica alterata con grassi quanto più sebo simili possibili. Sicuramente andranno evitati prodotti occlusivi quali la paraffina ed altri derivati del petrolio che, se da un lato donano alla pelle un’effimera sensazione di morbidezza, dall’altro sicuramente creano un film occlusivo che non lascia traspirare la cute peggiorandone in breve tempo condizioni e funzionalità. Oltre che per l’idratazione, i grassi aiutano anche ad elasticizzare la pelle, altro “must” per la bellezza cutanea considerando che una pelle anelastica è più sensibile a potenziali aggressioni esterne.
Il Fidren® Olio della RPF® (Ricerca Prodotti Farmaceutici) è a tal proposito una valida risposta ai problemi di disidratazione cutanea. È, infatti, costituito da una miscela di oli vegetali sebo simili, Aloe Vera e vitamine A, E ed F con azione idratante, antipruriginosa ed elasticizzante. Contiene in particolare: l’Olio di Argan con azione emolliente, idratante, elasticizzante, nutriente e normalizzante, protegge la cute dalle aggressioni esterne contrastando i radicali liberi, responsabili delle rughe di viso, collo e mani; gli Oli di Avocado, Jojoba, Vinacciolo e Mandorle Dolci che, coadiuvati dall’Aloe Vera, ricca di mucopolisaccaridi, formano un film protettivo particolarmente efficace su cute e mucose; l’Aloe vera con proprietà schermante, emolliente, lenitiva ed idratante; il Pino Marittimo Francese e le Vitamine A ed E, ad azione antiossidante. Componente caratterizzante il prodotto è la Vitamina F, costituita da acido linoleico, acido linolenico e acido arachidonico, i quali rappresentano i costituenti della
membrana cellulare. È nota in cosmetica come “vitamina della pelle” per le sue eccezionali proprietà eudermiche: mantenendo fluida la membrana cellulare, nutre la pelle rendendola morbida ed elastica, stimola una rapida rigenerazione cellulare ed è capace di ripristinare nella cute la sua naturale funzionalità di barriera con l’esterno, riducendo la perdita transepidermica di acqua e prolungando l’idratazione cutanea. Per la sua speciale formulazione, Fidren® Olio, oltre ad essere un prodotto di bellezza utile in caso di pelle secca e disidratata, è in realtà un prodotto multifunzionale utile in caso di: prevenzione delle smagliature, pelli sensibili e irritabili, prevenzione delle ragadi al capezzolo, prevenzione delle piaghe da decubito, protezione delle cicatrici, protezione e nutrimento della pelle stressata dai raggi ultravioletti naturali e/o artificiali, psoriasi e prurito.
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Un trattamento sinergico per un viso luminoso e in salute Periodicamente la pelle, mista, grassa, secca, impura, normale, femminile o maschile che sia, può risultare opaca e spenta. Questo in genere accade a causa dell’accumulo sullo strato più superficiale della pelle di “cellule morte”. Nello strato più profondo della pelle, infatti, vengono prodotte le cellule epiteliali che migrano fino a raggiungere al termine del loro ciclo vitale (di circa un mese) lo strato corneo, ossia quello più esterno. Spesso però le cellule morte si accumulano sulla superficie della pelle causando problemi sia estetici che funzionali. Oltre a rendere la pelle opaca e spenta, le cellule morte depositate vanno infatti anche ad interferire con la secrezione sebacea favorendo così un accumulo di sebo a livello superficiale, causa di acne e imperfezioni. Per combattere questo fenomeno può essere utile l’impiego di un “esfoliante” ossia una sostanza in grado di scollare o rimuovere i residui di cellule morte tramite un’azione chimica e/o meccanica. Una delle sostanze maggiormente utilizzate nei cosmetici ad azione esfoliante più efficaci è l’acido glicolico. Questo è un alfa-idrossiacido (AHA) appartenente, come gli acidi malico,
tartarico, mandelico e citrico, alla famiglia degli acidi della frutta. Noto anche come acido idrossiacetico, viene estratto dalla canna da zucchero e dalle barbabietole. Il largo uso di questa sostanza è dovuto alle sue attività esfolianti e schiarenti in quanto questa agisce sia asportando le cellule morte dalla superficie cutanea sia promuovendo il ricambio cellulare. Il meccanismo d’azione dell’acido glicolico si basa sulla riduzione dei legami e delle forze di coesione che tengono uniti i corneociti dello strato superficiale della pelle, agendo in particolar modo a livello dei desmosomi ed ottenendo così l’esfoliazione degli strati superficiali stessi e l’aumento della velocità del turn over cellulare. Quest’ultimo si traduce a sua volta in un aumento dei fibroblasti e quindi della sintesi di nuovi collagene, elastina e glicosaminoglicani, mattoni essenziali della pelle. Idrastin® Gommage è un gel detergente ad uso quotidiano che agisce promuovendo un peeling sia chimico che meccanico: chimico per l’azione dei principi attivi esfolianti quali l’acido glicolico, l’ananas e la papaya che, lasciati agire per qualche istante sulla pelle bagnata, allentano la forza di coesione delle cellule morte superficiali favorendone il distacco; meccanico grazie alla presenza di microsferule di jojoba che, per rotolamento, effettuano una delicata pulizia superficiale liberando il viso dalle cellule morte preparate al distacco dall’azione degli alfaidrossiacidi. Trattandosi di jojoba in cera queste microsferule sfaldandosi donano al contempo idratazione e sollievo alla cute eventualmente irritata. Il trattamento esfoliante risulta così delicato ed estremamente benefico anche per le pelli più sensibili. La pelle così detersa con Idrastin® Gommage è pronta all’applicazione di Idrastin® Visage, una crema anti-age rivitalizzante e
rigenerante con azione levigante superficiale, ideale completamento di un protocollo ricorrente per assicurarci una pelle pura e luminosa. Idrastin® Visage contiene acido glicolico al 10%, ad azione esfoliante e schiarente; acido ialuronico, pantenolo ed allantoina ad azione idratante ed anti-age; olio di rosa mosqueta, ad azione nutriente e lenitiva; mimosa tenuiflora, vitamina A e vitamina E, ad azione antiossidante; fitoestratti ad azione vasoattiva quali Mirtillo, Vitis Vinifera e Ginkgo Biloba, infine, attivano il microcircolo superficiale cutaneo, garantendo tono ed elasticità alla pelle oltre che idratazione e luminosità. Oltre a favorire il ricambio cellulare, prevenire acne e punti neri ed attenuare macchie e discromie, un utilizzo regolare e costante di Idrastin® Gommage e Idrastin® Visage permette di levigare le imperfezioni, attenuare le rughe per aumento della produzione di collagene ed aumentare la compattezza e luminosità della cute che diventerà morbida, liscia e dal colorito omogeneo. Idrastin® Gommage e Idrastin® Visage, grazie alla loro delicatezza, rappresentano infine un ottimo abbinamento anche in caso di acne non grave, pelle grassa ed ipercheratosica laddove diventano la routine quotidiana per la pulizia del viso in sostituzione dei saponi tradizionali.
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brutte macchie
Quelle scure che rovinano viso, mani e decolleté Intervento di Dott. Antonino Pulvirenti, docente della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della fondazione Internazionale Fatebenefratelli FIF, al Congresso SIME 2018
IL PROTOCOLLO DI METODICHE Il fenomeno interessa una fetta consistente della popolazione: si stima infatti che ne siano colpite in Italia circa sei milioni di donne in forma leggera, moderata o grave, mentre a livello europeo si calcola che ne soffra una donna su tre. Con ‘melasma’– parola poco conosciuta dal suono vagamente minaccioso – si indica un problema dermatologico tanto comune quanto fastidioso: sono infatti così chiamate le antiestetiche macchie marroni o grigio-marroni che compaiono sul viso, sul décolleté o sul dorso delle mani. La loro causa è un’eccessiva produzione di melanina, lo stesso pigmento responsabile dell’abbronzatura. “Il melasma è causato da una iperpigmentazione della pelle – afferma il dottor Antonio Pulvirenti, specialista in medicina estetica presso la Scuola Internazionale della Fondazione Fatebenefratelli a Roma - i melanociti, le cellule dell’epidermide deputate alla produzione della melanina, producono cioè una quantità
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eccessiva di pigmento, dando origine alle discromie, cioè alle antiestetiche macchie”. Le cause scatenanti dell’iper-attivazione dei melanociti sono diverse: innanzitutto gli sbalzi ormonali, ai quali vanno incontro le donne quando assumono medicinali estroprogestinici (la pillola anticoncezionale) o altre terapie ormonali (ad esempio ormoni tiroidei come la levotiroxina). Anche l’impiego di utilizzo di farmaci antidepressivi può causare comparsa della ‘macchie’. Un’importante causa di melasma è rappresentata anche da gravidanza e allattamento (non a caso il melasma è spesso chiamato ‘maschera gravidica’ o ‘cloasma gravidico’). Altra causa scatenante è l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti che stimolano la produzione di melanina; le macchie che si schiariscono durante l’inverno, con l’’esposizione al sole ritornano con maggiore evidenza. Infine, anche una dieta sbagliata che affatichi il nostro fegato, può causare la comparsa di particolari ‘macchie’ dovute ai radicali liberi e all’accumulo di lipofuscina (un aggregato di acidi grassi e colesterolo ossidati, proteine glicate dagli zuccheri e metalli pesanti come ferro, mercurio, piombo, alluminio).
INTEGRATE PER LA CURA ED IL TRATTAMENTO DEL MELASMA PREVEDE L’UTILIZZO DI UNA STRATEGIA FISICA CON L’UTILIZZO DI SISTEMI LASER DI ULTIMA GENERAZIONE CON TECNOLOGIA A ‘PICOSECONDI’, CHE PERMETTE DI FRAMMENTARE LA MELANINA IN PICCOLISSIME PARTI SENZA DANNEGGIARE LA PELLE E RIEQUILIBRA IL PROCESSO DI MELANOGENESI DELLE CELLULE MELANOCITARIE.
“Fra le macchie da sole rientrano anche le lentigo solari: macchioline scure, lenticolari che possono essere causate da scottature solari oppure essere il frutto di un danno da esposizione eccessiva che si è accumulato anno dopo anno – continua Pulvirenti - solitamente superficiali, sono il tipico segno di foto invecchiamento della pelle. Sono più frequenti nei pazienti con fototipo chiaro o nei pazienti che si espongono al sole in modo eccessivo e incontrollato”. Come si possono ‘cancellare’ le macchie cutanee. “È estremamente importante, prima di scegliere un trattamento ‘antimacchia’ –
afferma Pulvirenti - capire cosa ha generato la macchia, la sua tipologia e, soprattutto, qual è la terapia più idonea da seguire. Di fronte ad un paziente affetto da macchie, il medico estetico dovrà intanto procedere ad una diagnosi approfondita, utilizzando una serie di strumenti: test con luce di Wood, video-epiluminescenza, microscopia confocale, biopsia cutanea. Una volta esclusa la presenza di patologie neoplastiche, si può procedere in base alla propria esperienza con le terapie più indicate per l’inestetismo stesso”. Quando si inizia una terapia per cancellare le odiate macchie al viso è fondamentale seguire protocolli che possono essere riassunti in tre punti fondamentali. “In primis - ricorda l’esperto - bisogna avere pazienza: la cura delle macchie è una cura lunga che può durare anche mesi, alcune volte anche anni. Occorre poi essere costanti nell’applicazione delle terapie prescritte, come l’utilizzo di creme schiarenti, l’utilizzo dei filtri solari e la puntualità nell’eseguire i trattamenti programmati in istituto. Infine è necessario evitare l’esposizione diretta ai raggi solari negli orari centrali della giornata in cui l’irradiazione è maggiore”.
chimica, ovvero una maschera depigmentante, e l’integrazione di nutraceutici specifici che possano aiutare dall’interno la cura di questo inestetismo. “Dopo il trattamento secondo questo protocollo è possibile tornare subito alle proprie attività – conclude Pulvirenti - i risultati sono di lunga durata, di solito un anno o più. Si deve tuttavia evitare l’esposizione al sole almeno per un mese dopo la seduta laser e si deve usare tutti i giorni una crema ad alto fattore di protezione solare”.
La terapia più utilizzata per il trattamento delle macchie è il peeling chimico che provoca un’accelerata esfoliazione della parte superficiale della pelle portando a un rinnovamento degli strati più superficiali nella stessa pelle. Il protocollo di metodiche integrate per la cura ed il trattamento del melasma prevede l’utilizzo di una strategia fisica con l’utilizzo di sistemi laser di ultima generazione con tecnologia a ‘picosecondi’ (unità di tempo pari ad un millesimo di miliardesimo di secondo), che permette di frammentare la melanina in piccolissime parti senza danneggiare la pelle e riequilibra il processo di melanogenesi delle cellule melanocitarie. Viene poi impiegata una strategia
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l’intervista
Carolyn Smith La mia vita al di là dell’”intruso” A cura di Alessia Addari
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Un atteggiamento fiero e tenace, di chi non teme la malattia ma la combatte a denti stretti. Da cosa scaturisce questa tale e meravigliosa veemenza? Sicuramente la mia professione da ballerina mi ha aiutato e sta aiutando in questa lotta. Non so cosa sia la sofferenza ma soprattutto mia madre mi ha sempre insegnato di sorridere ed affrontare qualsiasi tipo di problema. Il chiudersi in se stessi non aiuta di certa a trovare una soluzione.
Lei il tumore lo chiama intruso e gli ha scritto anche una lettera su Facebook per sfidarlo ancora una volta. Come è stato sapere che fosse tornato? Questa seconda volta è stata abbastanza dura perché sapevo già a cosa andavo incontro… Nella prima lotta contro l’intruso non conoscevo bene i dettagli e delle discussioni coi medici se ne occupava mio marito. Oggi con la mia seconda lotta contro l’intruso è tutto diverso. Non è più - purtroppo - un intruso ma un conosciuto. La determinazione e voglia di sconfiggerlo rimane la stessa ed io vincerò col sorriso e con l’aiuto fondamentale - dei medici.
Ha presenziato l’intera serie di Ballando con le Stelle, appena conclusa, senza mai sottrarsi, né nascondersi agli occhi, affettuosi ma spesso anche indiscreti, dei telespettatori. Come ha vissuto questi ultimi mesi? Nella normalità. La mia lotta pubblica contro l’intruso non è di certo per fare show, anche perché andavo in tv e sui giornali lo stesso. Ho deciso di rendere pubblico ogni mio movimento perché mi sono chiesta: che cosa posso e devo fare per aiutare le altre donne? Parlarne aiuta. Oggi il mio obbiettivo è quello di levare il tabù dalla parola tumore/cancro! Basta avere vergogna, bisogna uscire ed urlare che siamo persone normali con un intruso non invitato contro cui stiamo lottando. Oltre alla notizia della malattia, saprebbe dire qual è stata la cosa che le
ha creato più difficoltà accettare durante questi due anni? Io vivo per il mio lavoro. Il 90% del mio lavoro, in giro per il mondo, l’ho perso. La gente sin da subito si è allontanata, forse pensava che fosse un virus? Ecco vedere la distanza da parte di coloro a cui hai dato molto nella vita e nel lavoro non è stato facile. Ma questo intruso mi ha aiutato a capire chi sono i veri amici e chi no; ho fatto pulizia. Cosa ha rappresentato questo intruso nella sua vita? In che modo l’ha cambiata? Viaggio di meno. Penso di più a me stessa e cerco di passare il maggior tempo possibile a casa con la mia famiglia ed i miei splendidi cani. Lavoro sempre e con ritmi impossibili ma il focus rimane Padova, città in cui vivo. La sua presenza televisiva, ha certamente rappresentato un monito per tutte quelle donne che affrontano ogni giorno la sua stessa battaglia. Qual è il messaggio che vorrebbe avesse raggiunto ognuna di loro? Quello di non mollare mai. Di sorridere sempre, nonostante tutto. Noi siamo belle così come siamo. È vero che la malattia ci porta a perdere alcuni “ingredienti” essenziali dell donna come i capelli o le sopracciglia ma ci sono tanti metodi e possibilità per sentirsi bello lo stesso. Tipo? Utilizzando dei turbanti oppure delle parrucche. Io ho scelto di andare in giro calva. Poi ci sono i trucchi per rendere luminosa la pelle stanca. Insomma, chiudersi in casa non serve a nulla. E poi parlare, parlare e sfogarsi. Non bisogna tenersi tutto dentro. Lo dicono i medici. La dedizione nei confronti di queste donne si esprime pienamente nel progetto “Dancing with the health”, del quale è promotrice e sostenitrice insieme a Samuel Peron. Ci racconti di questa esperienza.
dei medici ma semplicemente è una straordinaria cornice che è stata scientificamente approvata. Riappropriarsi del proprio corpo e della propria femminilità attraverso il ballo ed il movimento fisico. Quanto influisce tutto questo sulla psiche di una donna provata da questa malattia? Molto. Il sentirsi diversa, debole e sola non aiuta nella completezza dei movimenti. Ballare è vivere, sentirsi felice oltre che fare attività fisica. Lasciarsi andare e non pensare ad altro, ecco anche questa è una terapia a supporto di quella indispensabile dei medici. Cosa pensa questa “guerra” le abbia insegnato? Questa guerra non è finita ancora, nonostante qualche giorno fa i medici mi hanno detto che l’intruso non cresce ma è da tenere sotto controllo. Nella prima lotta non avevo capito il perché mi fosse successo proprio a me; nella seconda, invece, ho realizzato e capito l’insegnamento.
È un’esperienza in cui io e Samuel Peron abbiamo creduto sin da subito. Usiamo la tecnica della danza per aiutare il corpo a sentirsi meglio. Ci tengo a precisare che questa attività non può sostituire il lavoro
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La “bellezza” dei segreti A cura di Dott.ssa Francesca Bocchi, Specialista in Medicina Estetica Non solo filler, botulino e chirurgia plastica. Per migliorarsi e mantenersi con un aspetto piacevole e curato, ogni donna dovrebbe custodire piccoli segreti da mettere in pratica con costanza. “LA BELLEZZA È UN DOVERE, GIACCHÈ ESSA RENDE FELICI COLORO CHE CI AVVICINANO E RENDE FELICI NOI STESSI.”Proprio per questo motivo bisogna fare di tutto per aggiudicarsela, utilizzando qualsiasi segreto. Già gli antichi avevano i loro rituali e piccoli segreti di bellezza. Semiramide, la mitica regina assiro-babilonese, non rinunciava mai ai suoi lunghi bagni immersa nella birra, erano queste immersioni ad assicurarle una pelle elastica, rigenerata, più giovane e fresca.Cleopatra, l’elegantissima regina egizia del periodo tolemaico, si concedeva ogni giorno rilassanti bagni nel latte d’asina, apprezzato per le sue proprietà antiossidanti. Le immersioni le regalavano una pelle morbida, dall’aspetto più giovane. Marlyn Monroe, icona degli anni ’50, amava un trucco grafico costruito ad hoc con pelle molto chiara, mascara e labbra vermiglie effetto bagnato e per dare alla bocca questa patina lucida combinava rossetto, cera d’api e vaselina. Grace Kelly scolpiva le linee del viso usando due differenti fard di diversa gradazione di colore per disegnare ed esaltare gli zigomi. Rita Hayworth nutriva i suoi fluenti capelli rossi con un impacco a base di olio extravergine di oliva che teneva in posa per almeno quindici minuti. Katherine Hepburn frizionava su viso e décolleté una miscela a base di acqua calda, zucchero e succo di limone, a esfoliazione terminata spruzzava sulla pelle acqua ghiacciata per assicurarsi una pelle morbida e luminosa. Tra le icone moderne c’è chi si garantisce la sua pelle color ebano grazie al caffè, che viene macinato e poi lo si mescola con il bagnoschiuma creando uno scrub molto efficace. Mentre per mantenere la pelle idratata ogni mattina è indicato bere acqua, limone, sciroppo d’acero e pepe di Cayenna. In giro per il mondo i segreti per mantenere un aspetto giovane e piacevole sono innumerevoli e variegati. In Brasile per nutrire e facilitare la crescita dei capelli le donne scaldano a bagnomaria l’olio di palma finché non diventa bianco e untuoso, poi viene applicato come impicca sui capelli lasciandolo in posa tutta la notte. Se invece si desidera un seno come quello carioca il segreto è triturare finemente del prezzemolo fresco e applicarlo come un cataplasma sulle coppe per trenta minuti, evitando i capezzoli e serve anche a diminuire la sensazione di tensione al seno nel periodo premestruale. Per capelli sfibrati una esclusiva ricetta marocchina prevede un impacco ogni quindici giorni a base di olio di mandorle, cocco e ricino e si lascia in posa un’ora avvolgendo i
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Segreti e ricette utili a completare la skincare quotidiana ed ottimi rimedi
capelli in un asciugamano caldo. Per i capelli da integrare a creme e l’acqua di sieri. La giusta alternanza rose è un balsamo tutto di trattamenti consentirà naturale da alla vostra pelle e ai vostri utilizzare per il risciacquo capelli di beneficiare di perché li ingredienti di qualità, rende morbidi, profumati e garantendo prodotti ad hoc brillanti. per ogni necessità. Per avere la pelle trasparente e chiara, senza imperfezioni basta preparare una maschera al tuorlo d’uovo che schiarisce e idrata la pelle. Si mescola il tuorlo con due gocce di tintura madre di benzoino, il succo di limone, un pizzico di bicarbonato in polvere e un cucchiaio di yogurt bianco, si lascia in posa trenta minuti e si risciacqua. I piedi morbidi si ottengono mescolando in un catino un cucchiaio di glicerina, un bicchiere di acqua di rose e il succo di mezzo limone. Per ridurre seborrea e brufoletti basta frullare la polpa di un mango, aggiungere un cucchiaio di argilla e si applica sul viso per mezz’ora. Un peeling naturale? Si frulla del riso crudo fino a renderlo polverosi aggiunge burro di karitè e si massaggia delicatamente l’impasto sul viso inumidito. Contro i rossori dovuti al freddo, un trattamento per migliorare l’elasticità del viso è una maschera a base di miele tiepido, riscaldato insieme a poche gocce di limone e olio di girasole. Mentre per risvegliare il colorito le inglesi fanno una maschera mescolando latte tiepido con lievito in polvere e si applica l’impasto ottenuto sul viso per dieci minuti. Per prevenire comedoni ed impurità le francesi fanno un gommage con la farina di mais, mescolano un cucchiaio con un pò di latte detergente e lo passano sul viso insistendo sulle zone più untuose.
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CRIOSAUNA
la macchina del freddo ‘toccasana’ per sciogliere il grasso Intervento di Dott. Michele Renzo, della Scuola Internazionale di medicina estetica della FIF, al Congresso SIME 2018 Il freddo è amico della salute, ma anche della bellezza. Dalle applicazioni pionieristiche del giapponese Yamauchi sull’artrite reumatoide, alla medicina dello sport, alla medicina estetica. Ecco tutte le performance del freddo superstar. La crioterapia sistemica o meglio la Whole body cryo-therapy (Wbc) nasce in Giappone il 1979 dalle osservazioni personali del professor Toshiro Yamauchi. Yamauchi, che curava pazienti affetti da artrite reumatoide, aveva osservato il netto miglioramento clinico che la combinazione esercizio fisico/freddo, produceva nei suoi pazienti che tornavano dalle vacanze invernali. La crioterapia sistemica è diventata poi un trattamento medico di ampio uso nella medicina sportiva, dove è utilizzata nel recupero da infortuni, nel post allenamento, nel post gara e per il miglioramento della performance agonistica. Dopo la medicina sportiva la Wbc è stata utilizzata con successo come terapia complementare in medicina estetica, anti-invecchiamento e nel dimagrimento, consentendo di ottenere un gran numero di
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benefici con una sola azione terapeutica: Riduce lo stress ossidativo; Rallenta il processo di invecchiamento; Brucia fino a 900 calorie in meno di 3 minuti; Riduce la cellulite; Riduce gli stati ansioso-depressivi; Incrementa le difese immunitarie dell’organismo; Previene e cura l’osteoporosi; Migliorare l’umore ed il benessere della mente e del corpo. Diminuisce i valori di colesterolo cattivo e trigliceridi È valida per il trattamento della fibromialgia e psoriasi “Le sedute di crioterapia – spiega il Dottor Michele Renzo della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della FIF - si svolgono in una criosauna, una vera e propria ‘macchina del freddo’ che stimola la circolazione sanguigna, il sistema endocrino, il sistema immunitario e il sistema nervoso centrale. La crioterapia sistemica è una pratica medica e va eseguita sotto la costante assistenza di personale specializzato: le persone che si sottopongono ad essa vanno adeguatamente valutate attraverso
una visita medica preliminare e bene informate, attraverso un consenso informato opportunamente redatto. Si entra in costume da bagno, calzini e zoccoli, in camere speciali che, grazie all’azoto liquido che viene trasformato in gassoso, raggiungono temperature che variano dai meno 110 ai meno 170 gradi centigradi. Si sta in piedi con la sola testa e collo che rimangono fuori. La seduta dura da 1 a 3 minuti, il freddo penetra per pochi millimetri attraverso la pelle ma questo è sufficiente per creare uno stato di ibernazione corporea”. Va sottolineato che la Whole Body Cryotherapy è un trattamento medico, per il momento, largamente usato in medicina sportiva. L’immissione controllata di azoto vaporizzato all’interno della “criosauna”, avvolge la persona in terapia con l’abbassamento della temperatura interna della cabina stessa, fino a circa -180 C°. Studi recenti hanno confermato gli effetti anti-infiammatori e antiossidanti di questa terapia.
COOLTECH:
IL FREDDO CHE SCIOGLIE PER SEMPRE I CUSCINETTI DI GRASSO
Intervento di Dott. Giovanni Gallo, Scuola Internazionale di Medicina Estetica, al Congresso SIME 2018 La grande promessa della crioadipolisi, una metodica di recente introdotta sul mercato, che ha subito incontrato il gradimento del pubblico. Ma funziona davvero? Un vasto studio dell’Università ‘La Sapienza’ ritiene di si. LA CRIOADIPOLISI è un sistema di rimodellamento del corpo che, come suggerisce il nome stesso, consiste nel congelamento del tessuto adiposo per eliminarlo. “Questo sistema si basa sulla vulnerabilità del grasso in relazione alle variazioni di temperatura e si avvale della combinazione di due diverse azioni - spiega Giovanni Gallo della Scuola Internazionale di Mediocina Estetica (Sime) - Durante una sessione di crioadipolisi le zone da trattare sono sottoposte sia all’aspirazione, che crea un effetto ‘vacuum’ sul tessuto adiposo, che al raffreddamento controllato, che ne abbassa la temperatura temperatura fino a circa -8°C. La temperatura è tale da congelare selettivamente il grasso. Vengono così danneggiate le cellule sottocutanee con la conseguente riduzione del tessuto adiposo”. Questo metodo consente di sbarazzarsi in modo definitivo degli accumuli localizzati di grasso; la riduzione delle cellule adipose avviene infatti per un processo di morte cellulare non invasiva (apoptosi) che consiste nella cristallizzazione dei lipidi all’interno della cellula. Fino ad oggi gli unici studi sperimentali ad aver avvalorato l’efficacia di questo procedimento erano stati condotti sul grasso murino (dei topi da esperimento), ma conferme della validità della metodica
Più di un anno di lavoro, una mole di dati imponente desunta da un’ampia casistica, sperimentazioni cliniche e numerose prove istologiche: tutto questo ha reso possibile fare il punto della situazione su questa metodica, che si propone come alternativa alla chirurgia per il trattamento delle adiposità localizzate anche su tessuti umani arrivano dai laboratori dell’Università La Sapienza, dove sono stati effettuati esami istologici su grasso umano, prelevato subito dopo il trattamento e dopo 30 giorni. Tempo di congelamento e grado di congelamento si sono rivelate condizioni indispensabili per raggiungere risultati apprezzabili. “Il punto di forza principale della crioadipolisi – prosegue Gallo - è che si può considerare una soluzione definitiva con cui si possono trattare oltre all’addome, i fianchi, le gambe, i glutei e la schiena, anche braccia e sottomento. Attraverso misurazioni seriate all’interno o a contatto con la zona trattata,abbiamo appurato che con la metodica Cooltech riusciamo ad abbattere la temperatura locale fino ad un livello negativo e per un tempo utile tale da mandare in sofferenza la cellula adiposa. Questa viene successivamente eliminata dai macrofagi senza danneggiare le altre strutture cutanee (pelle) e sottocutanee (vasi e nervi)”. La crioadipolisi si dimostra dunque una validissima alternativa non invasiva e non chirurgica per il trattamento e rimodellamento corporeo definitivo, ricca di potenzialità evolutive: ”Dopo più di un anno di lavoro e una grande casistica accompagnata da sperimentazioni cliniche e prove istologiche condotte dal nostro gruppo – conclude Gallo - siamo convinti delle potenzialità evolutive di Cooltech e saremo impegnati assiduamente a svilupparle”.
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Il rischio di
autismo
determinato dalla salute dell’intestino
della mamma A cura di Mario Pappagallo
Sarà per le polemiche sui vaccini, sarà per i recenti studi su corretta alimentazione e sull’influenza dell’ambiente nell’espressione dei geni, sarà per il ruolo del microbioma intestinale sul sistema immunitario e sull’attivazione di neuromodulatori, neuro-ormoni, neurotrasmettitori, fatto sta che il cerchio attorno all’autismo e alle sue cause si sta sempre più restringendo. Fino al punto che oggi è scientificamente corretto pensare che l’autismo si possa prevenire cambiando la dieta delle donne incinta, dal concepimento al parto. Una ricerca della Facoltà di medicina dell’università della Virginia (UVA) ci porta a queste conclusioni: • Il microbioma di una madre determina il rischio di autismo e di altri disturbi dello sviluppo neurologico nella prole. • Il microbioma può essere manipolato cambiando ciò che mangiamo, consumando batteri benefici conosciuti come probiotici o anche trapiantando materiale fecale da una persona all’altra. Questo suggerisce semplici modi per prevenire lo sviluppo dell’autismo. • I ricercatori dell’UVA hanno impedito lo sviluppo di disturbi di tipo autistico nei topi bloccando una molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario, una molecola già implicata nella sclerosi multipla e nell’artrite reumatoide. • La scoperta potrebbe anche offrire un modo per rilevare l’autismo all’inizio della gravidanza. Prima di proseguire occorre spiegare che cosa è il microbioma. Il corpo umano è
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colonizzato da un gran numero di batteri: quelli che una volta venivano chiamati “microflora” e che oggi definiamo meglio come “microbiota”. Il termine “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni dell’intero microbiota. Dopo la mappatura del genoma umano, nel 2008 fu avviato il Progetto Microbioma Umano (HMP Human Microbiome Project) frutto di collaborazioni tra grandi centri di sequenziamento genomico negli Stati Uniti ed in Europa (Metagenomics of Human Intestine) per studiare come questi microrganismi coesistano con l’uomo. In questo modo, è stato possibile comprendere quali siano le capacità metaboliche dei batteri, ovvero come avviene la costruzione delle cellule batteriche. In molti lavori di ricerca, attualmente, gli autori si concentrano sulla valutazione del rapporto tra batteri presenti nel microbiota e la nostra salute ed emergono quasi giornalmente nuove evidenze sul legame stretto tra la presenza di un certo tipo di microbiota e lo stato di benessere. E ora torniamo nei laboratori del Centro medico dell’UVA, a Charlottesville. Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of Immunology, il rischio di sviluppare disordini dello spettro autistico potrebbe essere determinato dal microbioma della madre durante la gravidanza. Il lavoro solleva inoltre la possibilità che la prevenzione di forme di autismo potrebbe
essere semplice: una mamma in attesa modifica la sua dieta o assume probiotici personalizzati. Già è stato scientificamente dimostrato che il cibo spazzatura e i soft-drink dal momento del concepimento al parto possono agire sui geni dell’essere umano in via di sviluppo riguardo la predisposizione all’obesità e al diabete di tipo 2 in età precoce. Bere alcolici nei primi tre mesi di gravidanza aumenta il rischio di futuri disturbi cognitivi, di bipolarismo, di asocialità. Esperimenti in corso alla Mayo Clinic di Rochester hanno riscontrato un miglioramento dei sintomi autistici grazie all’assunzione giornaliera di 500 grammi di crucifere. Un certo tipo di plastica usata nelle bottiglie d’acqua minerale, in particolare la molecola che liberava in situazioni di stress chimico-fisico, sarebbe stata causa dell’endometriosi se la mamma durante la gravidanza di un feto femmina entrava in contatto con la molecola sotto accusa: la figlia, da adulta, sarebbe stata candidata all’endometriosi. I solfiti, che si trovano come conservanti in frutta e verdure crude già lavate e tagliate o nel vino bianco, in gravidanza potrebbero interferire sullo sviluppo delle cellule neuromotorie. Alcuni coloranti alimentari, alcuni metalli, alcuni anti-muffe… Tutto potrebbe agire sul microbioma materno durante la gravidanza e interferire sulla salute neurologica e immunitaria del futuro nascituro. D’altra parte, autismo, disturbi immunitari, allergie, intolleranze, eccetera
sono patologie in netto aumento negli ultimi decenni nelle società cosiddette ricche, le stesse che hanno in modo esponenziale abusi di stili di vita scorretti nell’alimentazione, nella sedentarietà, nell’esposizioni a campi elettromagnetici. Chiusa la lunga parentesi, gli scienziati UVA sono stati anche in grado di utilizzare la loro scoperta per prevenire disturbi dello sviluppo neurologico simili all’autismo nei topi di laboratorio. Hanno scoperto che potevano fermare lo sviluppo di tali disturbi bloccando una particolare molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario. Mirare a questa molecola, l’interleuchina-17a, offre un’altra strada potenziale per prevenire l’autismo nelle persone, sostengono i ricercatori.
Tuttavia, questa via sarebbe molto più complessa a causa del rischio di effetti collaterali. Correggere il microbioma è più semplice, più sicuro e meno costoso. Insomma, meglio agire con una dieta anti-autismo che “modifichi il microbioma e conseguentemente la molecola infiammatoria, IL-17a”, sostiene il capo della ricerca John Lukens, neuroscienziato ed esperto di Immunologia del cervello dell’UVA. E aggiunge: “Si potrebbe anche usare IL-17a come un biomarker per la diagnosi precoce della suscettibilità all’autismo”. Spiega Lukens: “Stiamo svelando la complessa relazione tra la salute del microbioma della madre e lo sviluppo sano dei suoi figli. Il microbioma può modellare il cervello in via di sviluppo in diversi modi e per calibrare il sistema immunitario della prole, cioè su come poi reagirà a un’infezione o a delle lesioni o allo stress”. Ma un microbioma malsano nella mamma può creare problemi: il lavoro di Lukens dimostra che può rendere la sua progenie non suscettibile ai disordini dello sviluppo neurologico. I ricercatori hanno scoperto che la molecola di IL-17a era un fattore chiave nello sviluppo di sintomi simili all’autismo nei topi di laboratorio. La buona notizia: il microbioma può essere modificato facilmente, sia attraverso la dieta, integratori probiotici o trapianto fecale. Tutti questi approcci cercano di ristabilire un sano equilibrio tra i diversi microrganismi che vivono nell’intestino. “In termini di ricaduta pratica per gli esseri umani, penso che il prossimo grande passo sarebbe quello di identificare le caratteristiche del microbioma nelle madri in
gravidanza correlate al rischio di autismo”, dice Lukens. “Penso che la cosa veramente importante sia capire che tipo di cose possono essere usate per modulare il microbioma nella madre nel modo più efficace e sicuro possibile”. Il blocco di IL-17a potrebbe anche offrire un modo per prevenire l’autismo, ma Lukens spiega che il percorso comporta un rischio maggiore: “Se si pensa alla gravidanza, il corpo della donna sta sostanzialmente accettando un tessuto estraneo che è quello del feto un bambino. E il mantenimento della salute embrionale richiede un complesso equilibrio di regolazione immunitaria, così si tende a evitare di manipolare il sistema immunitario durante la gravidanza”. L’IL-17a è già stato implicato in situazioni autoimmuni come l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla e la psoriasi, e ci sono già farmaci disponibili che lo prendono di mira. Ma bloccare IL-17a potrebbe aprire la strada a tutti i tipi di infezioni. E bloccarlo durante la gravidanza potrebbe avere complessi effetti a catena, compreso l’eventuale uso di antibiotici che poi agiscono negativamente sul microbioma, sullo sviluppo di un bambino. Effetti a catena che gli scienziati dovrebbero prima cercare di risolvere. Lukens e il suo team, quindi, stanno ora esplorando il potenziale ruolo di altre molecole immunitarie nello sviluppo dell’autismo e in altre condizioni simili. IL17a potrebbe essere solo la tessera di un puzzle molto più grande. Il lavoro di Lukens collega quindi il sistema immunitario con i disordini dello sviluppo neurologico, con l’autismo. “Ma - avverte – abbiamo anche visto che il legame non ha nulla a che fare con i vaccini. L’innesco avviene prima. Molto, molto prima”. Peraltro, gli studi dei ricercatori UVA sul microbioma avevano già scoperto che i probiotici nello yogurt possono invertire i sintomi della depressione.
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MENOPAUSA:
sport ed alimentazione eccellenti alleati di
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La quasi totalità delle donne ha sperimentato la sgradevole sensazione di gonfiore addominale. Pantaloni che improvvisamente non si allacciano più, abiti che non stanno più bene: manifestazioni, queste, accentuate soprattutto dai 40 anni in poi, raggiungendo il loro apice durante il periodo della menopausa. A cura di Dott. Claudio Patacca, Biologo Nutrizionista
Qual è, dunque, la causa di questo spiacevole fenomeno? Sostanzialmente i motivi sono due: gonfiore provocato dall’eccessiva presenza di aria nello stomaco e nell’intestino, che viene prodotta da una fermentazione anomala di residui di cibo. Questa sintomatologia viene esacerbata da abitudini alimentari scorrette che portano a mangiare molto velocemente quindi masticando poco e ingurgitando molta aria, da un alimentazione ricca di prodotti industriali, dall’abuso di bibite gasate, dolcificanti a base di polioli (sorbitolo, mannitolo e xilitolo), dalla scarsa tollerabilità ai legumi (i quali presentano nel tegumento degli zuccheri indigeribili che vengono fermentati dai batteri intestinali con conseguente produzione di gas). Questo gonfiore che comunemente si accusa dopo i pasti è dunque dovuto al mangiare velocemente, in eccesso e male. Alla base c’è sempre una disbiosi intestinale, ossia un’alterata flora batterica. Tale problema, spesso, tende a migliorare assumendo una preparazione specifica di fermenti lattici probiotici che aiutano a ristabilire una corretta flora intestinale ma, sostanzialmente, servono a poco
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se non si corregge il proprio stile alimentare, attraverso un vero e proprio cambio di abitudini alimentari. Aumento del volume endoaddominale per accumulo del grasso viscerale. Durante la menopausa si ha un cambiamento ormonale radicale, le ovaie bloccano la loro produzione di estrogeni e ció provoca un brusco rallentamento metabolico, un aumento della resistenza all’insulina (che si traduce in un alterata risposta ai carboidrati, i quali vengono più facilmente convertiti in grasso), rendendo inoltre più suscettibili all’elevato cortisolo (che favorisce ulteriormente la disgregazione del prezioso tessuto muscolare). Tutto ciò favorisce la sintesi di grasso viscerale. Come alimentazione ed attività fisica possono migliorare la situazione? Farine raffinate, zucchero, bibite zuccherate e gassate, carboidrati ad alto indice glicemico, che già di per sé andrebbero sempre consumati con molta parsimonia, durante la menopausa bisogna abbandonarli, in quanto contribuirebbero ulteriormente ad aumentare la resistenza all’insulina facilitando ancor più la loro trasformazione in grasso. Essi inoltre rappresentano un grosso limite della nostra alimentazione in quanto provocano
un’immediata ma brevissima sensazione di sazietà, tanto da alimentare appena dopo poco tempo il senso di fame. Ma ciò non significa ridurre drasticamente l’apporto calorico, cioè la quantità di cibo introdotta, o peggio ancora digiunare, primo grosso errore questo che purtroppo viene spontaneo fare. Saltare i pasti non dovrebbe assolutamente accadere, poiché non porterebbe che ad un ulteriore abbassamento del metabolismo ed ad un aumento dei livelli di cortisolo (essendo quest’ultimo anche un ormone iperglicemizzante che favorisce la disgregazione delle proteine muscolari utilizzate per produrre glucosio, incidendo negativamente sul metabolismo), favorendo ancor di più l’accumulo di grasso. Eliminare i carboidrati ad alto indice glicemico non significa non mangiare più cereali, anzi. Essi sono basilari per un alimentazione equilibrata, ma in menopausa assumono un ruolo ancora più importante. Durante questo periodo, infatti, le donne hanno un iperandrogenismo relativo dovuto al calo di estrogeni, ossia gli androgeni diventano dominanti, portando molte di loro la sera a cercare la “sedazione”. Molte donne in menopausa proprio per questo motivo soffrono di insonnia che può essere tranquillamente
migliorata togliendo o riducendo carne, formaggi e proteine animali in generale, alimenti con una potente azione attivante, sostituendo questi ultimi con piccole quantità di cereali integrali a basso indice glicemico che invece hanno un effetto sedativo, favorendo quindi il rilassamento. Frutta, verdura e legumi. Sono alimenti fondamentali per una sana e corretta alimentazione, sono chiamati improvvisamente sotto accusa in quanto, proprio per la loro ricchezza di fibre, favoriscono il gonfiore addominale. Ma è davvero necessaria la loro definitiva eliminazione dalla nostra alimentazione? Sicuramente no, in un alimentazione sana ed equilibrata che mette al primo posto la salute, non possiamo proprio fare a meno di loro ma, sicuramente, possiamo attuare delle strategie che ci permettono di continuare a consumarle attenuando o migliorando il problema. Tutto ciò che è crudo tende a gonfiare molto di più, allora le verdure cotte sono da preferire, soprattutto quelle meno fibrose come zucchine, zucca, radicchio, belga, a svantaggio di quelle più ricche di fibre come cavolfiori, broccoli, cicoria, che sono utilissime per l’organismo ma, in questo periodo vanno consumate con moderazione in quanto possono peggiorare la situazione. Qual è il momento migliore per consumare la frutta? Durante o lontano dai pasti? Ci sono opinioni contrastanti tra gli esperti, i sostenitori del durante e quelli del lontano dei pasti. I primi affermano che è molto importante farlo al pasto per diversi motivi: 1) dopo il pasto si sviluppa una reazione infiammatoria ed anche uno stress ossidativo a livello del fegato, che deve trasformare il
cibo in energia. Quando si aggiunge frutta al pasto si aggiungono sostanze antiossidanti, vitamine, sali minerali e acqua di vegetazione che aiutano il fegato a compiere il suo lavoro; 2) la vitamina C in essa contenuta facilità l’assorbimento di ferro contenuto nelle verdure o nella carne; 3) la sua ricchezza in fibra e acqua facilità il transito addominale; 4) quella granulosa come la mela e la pera favoriscono la pulizia dei denti; I sostenitori del consumo lontano dai pasti sostengono invece che la frutta, al termine dei pasti, può creare un accumulo di gas nell’intestino con distensione del lume intestinale. Proprio nelle persone già predisposte a gonfiore addominale dunque, e cioè quando l’intestino è di base già “infiammato“, mangiare frutta peggiora il gonfiore addominale. La capacità fermentativa della frutta dipende da alcuni composti come gli oligosaccaridi presenti in cachi e angurie, il fruttosio nelle mele, pere pesche e mango, i polioli nelle ciliegie e susine, ma anche dalla tipologia del pasto. Il mio punto di vista é che la cosa più importante è mangiare la frutta. Io consiglio di consumarla tutti i giorni, è stato ampiamente
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dimostrato che 5 porzioni di frutta e verdura al giorno aiutano a contrastare l’insorgenza di numerose patologie. Consiglio sempre però quella di stagione, 2 – 3 porzioni al giorno, ricordando però di non esagerare nella grandezza delle porzioni. Una porzione ha un peso di 150g circa. Se assunta però in un pasto contenente cereali, come nella classica dieta mediterranea, potremmo avere un carico eccessivo di zuccheri ( tranne per coloro che hanno un alto dispendio energetico come sportivi o atleti). Tutto ciò ci porterebbe inevitabilmente, per bilanciare il pasto, a ridurre le quantità di cereali fino ad ottenerne un triste piccolo piatto che ci darebbe l’idea di restrizione calorica. A questo punto mangiamola a colazione e negli spuntini insieme ad una piccola fonte proteica e di grassi come yogurt greco, o uovo o pezzetto di formaggio stagionato o frutta secca oleosa o, perché no, un pezzetto di cioccolato fondente e concediamoci a pranzo un bel piatto di pasta o altro cereale che visivamente ci gratifica, non da l’idea di dieta e non porta a cercare altri zuccheri nel dopo pasto. In un pasto proteico va benissimo mangiarla ai pasti ma, al fine di evitare il gonfiore, si consiglia di consumarla ad inizio pasto, perché in 10 minuti viene digerita. Dobbiamo pensare che lo stomaco non è come una
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centrifuga dove tutto viene mescolato, la prima cosa che entra è anche la prima che sortisce. Mangiando dunque la frutta come prima cosa in soli 10 minuti l’avremo digerita e non interferirà con il resto della digestione. Per i legumi tutto dipende dalle quantità, dalla nostra capacità digestiva individuale (che comunque migliora con l’assunzione costante). Consiglio piccole quantità passate col passino e non frullate un paio di volte a settimana, quantità che può essere aumentata qualora la tollerabilità lo permettesse. Un‘altro aspetto molto importante da tenere in considerazione è cercare di digerire meglio, oltre a quelle norme ormai note che fanno parte delle buone abitudini alimentari, come masticare lentamente e a lungo, migliorare la qualità e ridurre la quantità del cibo ai pasti. Inoltre prestare la dovuta attenzione al fegato, chiave della nostra salute, così come del nostro peso forma.
ATTIVITÀ FISICA Il cambiamento ormonale che avviene durante la menopausa provoca dei mutamenti tangibili alla tonicità ed all’elasticità del pavimento pelvico, del quale la maggior parte delle donne ne accusa un cedimento. Il pavimento pelvico, o muscolo pelvico, è una fascia muscolare che si estende dall’osso pubico fino alla colonna vertebrale, formando dunque una specie di “coppa” entro la quale si trovano la vescica, l’utero e l’ultima parte del retto. Ecco perché i danni alla muscolatura pelvica possono comportare il prolasso di alcuni organi, fra i quali l’utero, oppure condurre a incontinenza urinaria, rettale o dolore ai rapporti Allora, risulta fondamentale rafforzarlo con esercizi
specifici, guidati da terapisti o PT esperti e preparati. L’ideale però sarebbe giocare d’anticipo, iniziando a prendersene cura già diversi anni prima ed in particolar modo in seguito a gravidanze e parti. Un altro grosso errore che si commette in questa fase è intensificare l’attività fisica, in particolare il cardio. Ore ed ore di camminate o corsa o bici o sedute interminabili in palestra inducono infatti ad aumentare ulteriormente il cortisolo, accelerando così il catabolismo muscolare. Il risultato sarà di sentirsi ancor più smunti e grassi poichè, come abbiamo già detto, tutto ciò spinge il corpo ad utilizzare tessuto muscolare per la produzione di glucosio, provocando a sua volta un rallentamento metabolico. L’attività fisica deve essere breve, intensa e orientata verso la tonificazione proprio per cercare di spingere il corpo a conservare le masse muscolari e non ad utilizzarle per la produzione di glucosio. Alcune sedute in sala attrezzi alternate con esercizi per il pavimento pelvico e un blando lavoro aerobico, dal mio punto di vista, rappresentano la scelta ideale per vivere questo cambiamento come un evento naturale e non come una malattia. Nel corso della mia esperienza ho potuto notare che le donne che hanno svolto sempre una giusta attività fisica, i sintomi di tale periodo sono quasi del tutto inesistenti o notevolmente attenuati.
2° edizione!
Progetto di Rossella de Focatiis
Il Festival dei Frutti della Natura… e di chi li ama “FruttAmaMi – Alimenta l’Amore per la Vita”, il Primo Festival dei Frutti della Natura e di chi li ama, evento perfetto per far incontrare medici, nutrizionisti e ricercatori, espositori, aziende sponsor, enti partner, chef, media di settore e lifestyle coinvolti da numerose proposte salutiste, ecologiche, vegane, vegan-crudiste, fruttariane e di tutto ciò che riguarda alimentazione sana, benessere, ambiente e Natura. L’ evento si terrà nuovamente presso il Novotel Milano Nord Ca’ Granda, una location prestigiosa e ampia, specializzata in meeting e congressi, dotata di spazi e attrezzature idonee a rendere ogni evento un successo. A disposizione di Sponsor ed Espositori ampi spazi attrezzati interni ed esterni e menù in linea con i temi dell’evento. Il Festival è supportato dal know-how di Sapere. Il Sapore del Sapere, attiva da 14 anni con iniziative sui temi dell’ alimentazione naturale, della scienza e del benessere con prestigiosi partner nazionali. Le adesioni sono già aperte: per gli Espositori sono già in vigore speciali condizioni, per gli Sponsor è possibile personalizzare un piano di comunicazione studiato ad hoc che sin da ora permetta la massima visibilità con gli Eventi di Aspettando FruttAmaMi: conferenze, dibattiti con medici e chef a confronto, show cooking, presentazioni tematiche. Per saperne di più RDF Communication: Paola Piovesana comunicazionefruttamami@saporedelsapere.it – 393.8197424. Partner Location
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nutrizione
Proteine & muscoli
tutto cio’ che c’è da sapere A cura di Dott. Claudio Patacca, Biologo Nutrizionista
È necessaria un’adeguata assunzione quotidiana di proteine essendo il muscolo, i recettori, gli enzimi, determinati ormoni, l’emoglobina e gli anticorpi costituiti prevalentemente da queste stesse sostanze. A dire il vero il nostro corpo non ha fabbisogno di proteine ma soltanto dei loro componenti, cioè gli aminoacidi. Le proteine infatti sono costituite da tanti aminoacidi, quasi come un treno con tanti vagoni. Ma non tutti questi aminoacidi sono uguali, così come i vagoni che si distinguono in quelli di prima classe, di seconda, quelli merci e ristorante, ci sono aminoacidi differenti, quelli essenziali di cui abbiamo necessariamente bisogno e devono essere introdotti dall’esterno in quando il nostro corpo è incapace di produrne. A questi si aggiungono
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quelli non essenziali, che invece il nostro organismo è perfettamente in grado di costruire da solo e che possono cioè essere sintetizzati partendo da altri componenti . Di quante proteine il muscolo ha effettivamente bisogno? Secondo le informazioni scientifiche, la quantità giornaliera di proteine raccomandata è di 0,82 g per chilo di peso corporeo, dove tali valori si intendono per una persona sedentaria o mediamente attiva. Lo sportivo ha un fabbisogno leggermente superiore e tale quantità aumenta in base alla tipologia dello sport praticato: per un atleta di resistenza, la quantità può salire a 1,2 o 1,4g, per un atleta che pratica uno sport di forza da 1,4g a 1,7 g circa. È possibile in alcuni casi arrivare perfino a 2g/ Kg di peso corporeo, nonostante non ci siano evidenze scientifiche che lo confermano. Io comunque non lo consiglio, magari solo limitatamente e per un brevissimo periodo. La mia professione mi permette di valutare che questi quantitativi sono decisamente più alti nella pratica, fino a raggiungere addirittura dosaggi di 3-4 volte superiori nella fase di massa muscolare rispetto ai valori consigliati e, addirittura, 5-6 volte nella fase di definizione, esponendosi dunque a rischi elevati per la propria salute. Le proteine regolano un potente fattore ormonale, l’IGF1, che gioca un ruolo cruciale nello sviluppo di alcune forme tumorali e questo è il motivo principale per cui non devono superarsi i quantitativi consigliati, e questo equivarrebbe a passare continuamente con il semaforo rosso.
mangiamo 100g di pasta, solo da essa assumiamo circa 13/15 g di proteine, se condita semplicemente poi, ossia con olio, pomodoro ed un cucchiaio di parmigiano, arriveremo ad oltre 20g di proteine totali, la stessa quantità contenuta in 100g di carne. Badate bene, non intendo affatto farvi rinunciare a questi nutrienti, ma semplicemente consigliarne la giusta quantità evitando eventuali rischi per la salute. Non solo, infatti, il loro eccesso è dannoso per la salute, ma esse non apportano alcun vantaggio ai fini dell’aumento della massa muscolare in uno sportivo ”natural”. Quali proteine assumere? La qualità delle proteine viene valutata soprattutto attraverso il loro valore biologico: tanto più la composizione aminoacidica di un determinato alimento si avvicina con le proporzioni di aminoacidi mediamente presenti nel corpo umano, tanto maggiore è il suo valore biologico, Maggiore è la somiglianza, minori sono i processi di conversione che l’organismo deve mettere in atto per utilizzare le proteine introdotte.
Ipotizzando dunque una dieta per un individuo di circa 70 Kg che intenda aumentare la sua massa muscolare, la quantità di proteine totali giornaliere passerà da 60g circa (razione raccomandata per una persona poco o relativamente attiva), a 98-120g al massimo. Ricordiamo però che 100g di carne non contengono 100g di proteine ma solo circa il 20% e questo i frequentatori assidui di palestre lo sanno molto bene, ma quello di cui non sono a conoscenza o volontariamente ignorano, è che il calcolo va fatto sommando le proteine presenti in tutti gli alimenti introdotti nel corso della giornata, dai cereali della colazione , al pane, alla pasta etc., comprese frutta e verdura. Ebbene sì, tranne i grassi puri (olio, burro, etc, ) anche queste ultime contengono una piccola percentuale di proteine che vanno sommate. Ad esempio,quando
Quelle delle uova e delle proteine del siero di latte (sostanzialmente la ricotta) sono le più alte, ma un adeguato mix di proteine con minor valore biologico (per esempio legumi, cereali integrali e semi oleosi come noci, mandorle, pinoli etc ), opportunamente combinati, si completano perfettamente fornendo aminoacidi ad alto valore biologico, pari alle proteine di origine animale.
Ciò per i pasti serali, mentre per il pranzo l’abbinamento di cereali integrali con legumi e/o frutta secca oleosa tipo noci, mandorle, etc, forniscono le corrette dosi di proteine con il giusto valore biologico, che sommate a quelle del pasto serale, forniranno sicuramente la giusta quantità e qualità giornaliera di proteine di cui uno sportivo ha bisogno. Ovviamente le quantità variano a seconda delle caratteristiche dello sportivo stesso (peso, età, sesso, etc), così come i pasti, da invertire a seconda degli orari degli allenamenti. Un discorso a parte merita la qualità e la quantità di proteine assunte nel pasto post-workout, un momento in cui l’aumento della sintesi proteica indotta dall’allenamento, necessita di essere compensato con 30-40 g di una proteina di alto valore biologico. Se poi, per esigenze particolari, dobbiamo integrare il nostro apporto proteico con prodotti da banco contenenti aminoacidi, il mio consiglio è che il mix scelto sia costituito da aminoacidi essenziali, per evitare di introdurre in eccesso quelli non essenziali, dei quali il corpo non ha effettivamente bisogno poiché introdotti con gli altri alimenti ed eventualmente in grado, in caso di bisogno, di produrli. Importante, inoltre, che questi prodotti contengano solo aminoacidi e non anche zuccheri, edulcoloranti o altri additivi.
Ciò viene completamente ignorato dai frequentatori di palestre, non considerando affatto lo straordinario apporto proteico di questi alimenti o ritenendolo di scarsa qualità. Un grosso errore, che così facendo fa in modo che si perda l’opportunità di ridurre la quantità totale di proteine animali introdotte a vantaggio di quelle vegetali, con relativi effetti positivi sulla salute. La carne dunque andrà assunta 1, massimo 2 volte a settimana, il pesce 2/3 volte, preferendo il pesce piccolo pescato tipo pesce azzurro (sgombri, alici, etc), meno inquinato degli altri e ricco di omega 3. Una volta a settimana è consentita ricotta di mucca, 1 volta una proteina vegetale tipo il tempeh o la soia ed 1 volta cena libera.
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Chirurgia estetica: quando l’intervento è al maschile Intervista al Dottore Giorgio Astolfi Medico specialista in Medicina Interna ed esperto in Medicina Estetica e Laser terapia Tecniche di ringiovanimento e correzione di disarmonie e dismorfismi del viso Negli ultimi anni il ricorso alle pratiche di Medicina Estetica e Chirurgia Estetica ha mostrato un forte e rapido incremento in tutto il mondo. La riflessione che deriva dalla analisi di dati di mercato è che l’atteggiamento e l’approccio dei pazienti alle pratiche estetiche è profondamente cambiato negli ultimi 10-15 anni. Oggi, rispetto al passato, si ricorre infatti con maggiore spontaneità e consapevolezza alla Medicina Estetica poichè i pazienti hanno un maggior grado di informazione riguardo a prodotti e metodiche, e soprattutto perché desiderano soluzioni rapide, efficaci, sicure. Quali le prestazioni più richieste e più effettuate? Tossina botulinica, filler, peeling chimici, laser resurfacing. Premesso che ogni paziente va valutato singolarmente sulla base delle caratteristiche individuali (anamnesi, genetica, etnia, morfologia, foto e cronoaging, abitudini di vita etc), si possono comunque ipotizzare linee comuni di approccio Medico Estetico finalizzate alla ristrutturazione volumetrica e ringiovanimento del volto per fasce di età ed anche in relazione al sesso. Gli uomini possono beneficiarne tanto quanto le donne? Per ragioni di tipo socio culturale, i soggetti di sesso maschile si avvicinano con maggiore riluttanza alla Medicina Estetica anche se questa tendenza sembra gradualmente in attenuazione. Ovvio che l’approccio al paziente di sesso maschile è differente, anche perché si parte da presupposti e canoni estetici diversi rispetto alla donna. Sempre differenziando i trattamenti per fasce di età nel soggetto maschio, lo schema può essere il seguente: 3 ^ decade • Ciclo di biorivitalizzazione viso (mediante l’utilizzo di HA non linkato, aminoacidi, vitamine, sali minerali etc.) • Cicli di LED terapia 4^ e 5^ decade e oltre • Utilizzo di filler per ridurre la perdita di volume, soprattutto nella regione zigomatico malare per correggere le rughe naso geniene e della marionetta. Ridefinizione e rinforzo del contorno e dell’angolo mandibolare (molto efficace l’uso della idrossiapatite di calcio in ragione delle sue particolari caratteristiche) • Tossina botulinica per correzione rughe glabellari
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• PRP per stimolare il collagene e contrastare l’elastosi e i segni dell’invecchiamento cutaneo • Trattamenti laser per coupe rose, lentigo solari, cheratosi etc. laddove necessari, peelings, led terapia finalizzati ad un miglioramento della texture e della luminosità del viso. Quali i materiali ed i metodi utilizzati? - Idrossiapatite di calcio per la ragione zigomatico malare, pliche naso-geniene, ruga della marionetta, contorno mandibolare, mento, naso, regione temporale; - acido ialuronico per la ridefinizione del contorno e del volume delle labbra; - tossina botulinica per il trattamento delle rughe glabellari, mento, naso; - Laser KTP, CO2, Q Switch 532 - Peelings: a seconda delle caratteristiche dell’epidermide Una stima approssimativa delle tempistiche per ottenere buoni risultati? Immediati nel caso dei filler, a breve per la tossina botulinica ed a medio termine per i Laser, peelings, etc. Una valutazione globale del viso e l’utilizzo di diverse procedure combinate correttamente sia nella scelta dei materiali che nella sequenza dei trattamenti consentirà di ottenere eccellenti risultati estetici in tempi brevi senza particolari disagi per i nostri pazienti. In conclusione si può affermare che la bellezza e gradevolezza del volto è legata all’armonia dei volumi e delle proporzioni e alla qualità dell’epidermide. È in questa direzione che devono orientarsi i nostri interventi.
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Plasmalipo: la chirurgia estetica di ultima generazione Intervista al Professore Marco Gasparotti Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Ars Medica - Roma Una tecnica che prevede l’utilizzo della luce al plasma per sciogliere rapidamente il tessuto adiposo negli accumuli localizzati e dare più tono ed elasticità alla pelle. Le aree più indicate per questa terapia sono l’interno coscia, l’interno ginocchio, il mento, le braccia, il collo, l’addome. Aree, dunque, nelle quali oltre a tessuto adiposo, è presente anche un notevole rilassamento cutaneo. Questa metodica rivoluzionaria, e minimamente invasiva, permette di lavorare con più sicurezza e minori effetti collaterali, minori ecchimosi, minor gonfiore, totale assenza di cicatrici ed una più veloce ripresa della propria vita sociale rispetto ad interventi di tipo tradizionale (liposuzione, addominoplastica, lifting braccia, lifting cosce, lifting del viso e del collo). L’intervento si esegue in anestesia locale tumescente utilizzando una piccolissima cannula che contiene una fibra ottica grande appena un terzo di millimetro. Attraverso la fibra viene rilasciata, all’interno del tessuto adiposo, energia termica che serve sia a sciogliere il tessuto adipose, sia, attraverso il suo calore , a dare tono e compattezza al tessuto circostante.
tradizionale indicati per accumuli adiposi e/o lassistà cutanee come liposuzione , lifting cosce, lifting braccia, lifting del viso e del collo ed addominoplastica, questo tipo di metodica non è però in grado di sostituire i suddetti interventi, soprattutto in casi di adiposità o rilasciamenti molto importanti. In altri situazioni, però, ovviamente previa selezione del chirurgo plastico, di piccoli o medi accumuli adiposi associati ad una moderata lassistà cutanea, plasma Lipo può sicuramente considerarsi come un intervento di ultima generazione, di estrema efficacia e minimamente invasivo.
La Plasma Lipo, dunque, associa alla capacità di sciogliere il grasso la possibilità di dare tono e turgore al tessuto che è stato svuotato, stimolando la produzione di elastina e collagene e rompendo i setti fibrosi che danno alla pelle l’aspetto a buccia d’arancia. In casi in cui esistano depositi localizzati di tessuto adiposo particolarmente importanti, questa tecnica può essere seguita da un’aspirazione del tessuto adiposo emulsionato, attraverso l’utilizzo di una cannula sottilissima ed, anche per questo, molto efficace nel rimuovere il grasso dalle piccole aree del collo, delle braccia, dell’addome, dei fianchi e delle gambe, delle ginocchia o dove sia presente anche lassità dei tessuti, talvolta esito di liposuzioni mal effettuate, alle quali residua una cute svuotata ed assottigliata. Importante è precisare questa procedura è sempre e solamente da eseguire in strutture specializzate, da specialisti in Chirurgia Plastica ed Estetica (www.sicpre.org), alla presenza di un anestesista e dopo aver effettuato esami di routine preparatoria. Sicuramente molto meno invasiva rispetto ad interventi di tipo
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l’intervista
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medicina estetica e benessere per l’uomo
Ottobre, mese della ricerca
fibrosi cistica
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Per informazioni sull’iniziativa Charity Bike Tour FFC 2018: http://www.fibrosicisticaricerca.it/bike-tour-la-7a-edizione/
Per scoprire la piazza più vicina: http://www.fibrosicisticaricerca.it/mappa-ciclamino-2018/ per la distribuzione del ciclamino della ricerca FC
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La Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus rinnova l’appuntamento nelle piazze italiane e sui canali social per fare informazione sulla malattia genetica grave più diffusa. In tutto il Paese, migliaia di volontari si uniscono per sensibilizzare e raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica, e raccontare una storia di speranza e progresso. “Ogni ciclamino, un po’ di vita in più è lo slogan della XVI Campagna Nazionale per la Ricerca: un programma nazionale con migliaia di eventi reso possibile grazie alle 140 Delegazioni e Gruppi di Sostegno FFC, e inaugurato dalla VII edizione del Charity Bike Tour FFC. Sono oltre 1500 le piazze italiane invase nel mese di ottobre dai ciclamini, il fiore simbolo della ricerca sulla fibrosi cistica, con l’obiettivo di accelerare i progressi scientifici in un momento tanto promettente. Nonostante la strada da percorrere per sconfiggere la malattia sia ancora lunga, oggi la speranza di guarigione dalla fibrosi cistica è sempre più realistica. Dopo anni di progressi scientifici un progetto strategico, Task Force for Cystic Fibrosis, mirato a correggere la proteina difettosa, è approdato alla fase preclinica. Malati e famiglie, in Italia ma anche nel mondo, hanno grandi aspettative nei confronti della molecola ARN23765 individuata dai ricercatori che stanno lavorando allo studio promosso dalla FFC Onlus in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Istituto G. Gaslini di Genova. La molecola punta a correggere la proteina CFTR errata causata dalla mutazione F508del che interessa la maggior parte dei malati FC al mondo. Se i risultati finora ottenuti saranno confermati dalla fase preclinica attualmente in corso, si potrà passare presto allo studio clinico nel malato. Per tutto il mese di ottobre, a fronte di una donazione, sarà possibile contribuire al sostegno di questo importante progetto scientifico FFC. Oltre che nelle piazze, la
nuova campagna raggiungerà anche le case degli italiani: lo spot FFC sarà on air sulle maggiori emittenti televisive e radiofoniche nazionali, associato quest’anno al numero solidale 45581 tramite il quale, con un semplice sms da due euro o con una chiamata da rete fissa da due o cinque euro, è possibile contribuire al sostegno del progetto scientifico Task Force for Cystic Fibrosis. OGNI TAPPA, UN PO’ DI VITA IN PIÙ. Dal 2 al 6 ottobre si è tenuto in Sicilia il VII Charity Bike Tour FFC, la pedalata solidale a tappe ideata nel 2012 dal presidente FFC Matteo Marzotto per diffondere in tutta Italia la conoscenza della malattia genetica grave più diffusa. Quest’anno a fianco del Presidente FFC ha pedalato anche l’ex campione del mondo Mario Cipollini e con loro gli amici e sportivi Iader Fabbri, Max Lelli, Fabrizio Macchi e il testimonial dello spot FFC Edoardo Hensemberger, malato di fibrosi cistica. «Tappa dopo tappa, la fatica organizzativa dei volontari, la fatica fisica dei ciclisti e la fatica di tutti coloro che combattono la malattia acquistano un valore e un senso nuovi: condividendo i nostri sforzi in vista di un comune traguardo, ci sentiamo tutti uniti in una sorta di viaggio ideale che connette l’Italia della generosità, della solidarietà, dell’impegno e della cura» commenta il presidente FFC Matteo Marzotto. Terminato il Bike Tour arriva nelle librerie BIKE TOURGETHER: un nuovo reportage fotografico edito da Cairo Editore e con immagini di Alfonso Catalano. Dopo Bike Tour. Pedalando per la Ricerca prosegue il racconto delle ultime quattro edizioni dell’iniziativa charity che ha coinvolto in questi anni migliaia di volontari in tutta Italia, arricchito dalle testimonianze dei malati e dagli interventi dei ricercatori all’opera per trovare al più presto la cura definitiva per la fibrosi cistica.
OGNI CONDIVISIONE, UN PO’ DI VITA IN PIÙ. A supporto dell’informazione sulla malattia genetica grave più diffusa, ma ancora poco conosciuta, FFC ha lanciato una nuova campagna social che ha per protagonisti quattro malati. Uomini e donne adulti indossano fieri le magliette di quando erano bambini, per ribadire che: con la fibrosi cistica, fino a pochi anni fa, era difficile diventare grandi; oggi la ricerca lo ha reso possibile. Protagonista della prima uscita di campagna è Marco Landucci, trentatré anni da malato. Marco ha scelto di raccontare in prima persona la sua storia a testimonianza di come, grazie agli sforzi dell’attività di ricerca sulla fibrosi cistica, oggi i malati possono sperare nel futuro. Tutti i sostenitori sono invitati a condividere la campagna sui propri profili Facebook e Instagram e a contribuire personalmente con nuovi scatti originali. Per scoprire l’iniziativa in dettaglio: http://www.fibrosicisticaricerca. it/campagne-di-sostegno/16acampagna-nazionale/
Rachele Somaschini, volto della campagna di FFC Onlus
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BODY ENERGY-FOOD ENERGY!
Evento di
La Salute nel Piatto: Medici Chef a confronto
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edizione
Progetto di Rossella de Focatiis
Medicina innovativa: natura e tecnologia per la salute dell'uomo. Natura e Scienza, connubio di salute ed energia. Il cibo dono di Madre natura grazie alla tecnologia diventa superfood e svela sorprendenti qualità e poteri nutrizionali, appaganti, curativi. Il Sapore del Sapere porta alla ribalta la terza edizione di “La Salute nel piatto - medici e chef a confronto", kermesse dove nutrizionisti, medici, esperti di alimentazione naturale e cultori della cucina si affiancheranno per promuovere stili di vita corretti, in grado di prevenire o in parte contrastare l’ insorgenza di alcune patologie e degenerazioni dello stato generale di salute, e comunque favorire il benessere, ad ogni età. Una giornaa all’ insegna di conferenze, showcooking e stand con prodotti etici e salutari. Perché tutto va curato e preservato, partendo dal piatto! Relatori : Vasco Merciadri, Marco Missaglia, Manuela Ravaglioli, Alessandro Scorba, Claudio Viacava, Anna Villarini, Alessandro Vinci ed Edy Virgili Chef : Dario Beluffi, Paola Bertini, Vincenzo Cipolla, Claudio Di Dio, Healthy Food Blogger Tiziana Vitale.
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Autotrapianto di capelli FUE una tecnica sempre più all’avanguardia A cura di Istituto Helvetico Sanders - www.sanders.it
La chirurgia tricologica assicura oggi delle soluzioni di prima scelta per rimediare agli inestetismi della calvizie. Una delle migliori tecniche volte al recupero completo e naturale della propria piena capigliatura è l’autotrapianto di capelli FUE (Follicular Unit Extraction), in grado di assicurare al paziente risultati permanenti. Questo perché i follicoli prelevati dalla propria zona donatrice per essere trasferiti nelle zone scoperte o diradate, sono notevolmente resistenti all’azione del DHT (ormone responsabile della calvizie androgenetica) e mantengono inalterata questa loro caratteristica anche quando vengono impiantati nell’area ricevente, ovvero la zona diradata.
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COME AVVIENE UN INTERVENTO DI AUTOTRAPIANTO FUE Le strumentazioni utilizzate per l’espianto e l’impianto dei follicoli piliferi hanno dimensioni microscopiche: un plus che garantisce la massima precisione e la minima invasività, evitando punti di sutura e non lasciando alcuna cicatrice visibile. L’autotrapianto di capelli F.U.E. viene eseguito tramite uno strumento denominato “Punch” o micromotore monobulbare che consente di prelevare le singole unità follicolari ed un “Implanter”, apparecchiatura che consente di alloggiarle nella zona da rinfoltire senza effettuare incisioni, utilizzando un micro ago di dimensioni ridotte. Le unità follicolari vengono dapprima prelevate grazie alla rotazione del Punch, che monta
punte delle dimensioni tra 0,7 mm e 0,85 mm, ad una velocità tra i 2.000 e i 7.000 giri al minuto. Mentre i capelli nella zona di impianto possono anche rimanere lunghi, a livello della zona donatrice (nella nuca) viene rasata una piccola area per rendere più agevole l’asportazione dei follicoli.
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Questi vengono quindi mantenuti in un terreno di coltura, a temperatura controllata vicina ai 4 gradi centrigradi, immersi nell’ATP, una composizione biochimica in forma liquida che impedisce i processi di degenerazione e aumenta in modo esponenziale la loro vitalità. Nella successiva fase di reimpianto, le unità follicolari sono poi reintrodotte nel cuoio capelluto tramite l’Implanter, uno strumento analogo a una penna con un ago sottilissimo sulla punta, che penetra per 1-2 mm all’interno del cuoio capelluto. L’inclinazione e la profondità dell’impianto sono criteri di esclusiva competenza del chirurgo, la cui esperienza e manualità assumono grande rilevanza in questa procedura: ciascun caso richiede una specifica attenzione all’orientamento dei
capelli adiacenti per ottenere un risultato totalmente naturale. I capelli ricresceranno gradualmente e non cadranno più per via della resistenza dei follicoli innestati all’azione del DHT. Il risultato sarà apprezzabile già a partire da 4-6 mesi. STRUMENTAZIONI ALL’AVANGUARDIA PER RISULTATI OTTIMALI Strumentazioni di ultima generazione dovrebbero essere sempre utilizzate da professionisti qualificati e con anni di esperienza alle spalle: oltre al medico chirurgo, è necessario avere sempre a disposizione anestesisti e personale sanitario adeguatamente preparato. Ciò che deve completare la valutazione finale, è la scelta della struttura per l’intervento: cliniche che rispettino tutti gli standard di sicurezza, ma anche moderne, funzionali e dotate dei migliori comfort, rientrano sicuramente tra le migliori garanzie per ottenere il massimo risultato estetico possibile. Inaugurato quest’anno, il nuovo Complesso Chirurgico di Istituto Helvetico Sanders rappresenta un nuovo punto di riferimento italiano per l’estetica e la bellezza a 360 gradi, in cui è possibile sostenere un autotrapianto di capelli con la certezza di essere assistiti da equipe mediche qualificate, dotate di tecnologie all’avanguardia, strumentazioni di ultima generazione e tutti i comfort e la riservatezza che un paziente può desiderare. I MONITORAGGI PERIODICI: LA MIGLIOR GARANZIA DI RISULTATO Il monitoraggio dei risultati è una parte fondamentale dell’iter successivo ad un autotrapianto di capelli F.U.E. ed è volto a verificare periodicamente che la ricrescita dei capelli segua i normali ritmi biologici. Istituto Helvetico Sanders riconosce l’estrema importanza del monitoraggio ai fini del conseguimento del miglior risultato possibile, tanto da prevedere necessariamente 2 medicazioni dopo l’intervento (a 24/48 ore) e 2 consultazioni con il chirurgo (a 6 e a 12 mesi): trascorsi 6 mesi dell’intervento, il chirurgo riceve il paziente, verifica lo stato di ricrescita dei capelli e la salute generale del cuoio capelluto. A 12 mesi, lo specialistica riceve nuovamente il paziente in modo da appurare i risultati di ricrescita raggiunti ad 1 anno. Durante questo intervallo di tempo sono inoltre previsti dei controlli periodici in una delle 23 sedi in Italia e Svizzera assieme ad un esperto (con una cadenza mediamente mensile), costantemente in contatto con il chirurgo che ha effettuato l’intervento. Tutto ciò per assicurare il corretto attecchimento delle unità follicolari e la crescita ottimale dei capelli, fornendo tutta l’assistenza necessaria nell’arco temporale che porta il paziente al raggiungimento del risultato ideale.
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Ridefinizione e volumizzazione delle
labbra
nell’uomo? Why not A cura di Dott. Giorgio Astolfi medico specialista in Medicina Interna ed esperto in Medicina Estetica e Laser terapia
Le labbra rappresentano nel terzo inferiore del viso l’elemento estetico più rilevante. Labbra ben definite e volumetricamente adeguate sono di cruciale importanza nell’armonia globale del volto per la correlazione con le altre componenti facciali. Imprescindibile prima di iniziare il trattamento delle labbra con filler è l’anamnesi ( presenza di pregressi filler permanenti) e una valutazione cefalometrica ed estetica. In caso di dubbio utile eseguire ecografia. Molti dei pazienti che giungono alla nostra osservazione presentano inestetismi del profilo del viso legati ad un disarmonico rapporto di volumi e proiezioni tra naso, labbra e mento. Pensiamo a nasi naturalmente inestetici, ad esiti di rinoplastica e/o post traumatici del naso, labbra sottili e scarsamente
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rappresentate, mandibole scarsamente o eccessivamente proiettate anteriormente (retrognatismi e prognatismi). Tutte queste condizioni singolarmente e più spesso in combinazione conferiscono al volto, soprattutto alla sua osservazione di profilo, un aspetto disarmonico e in molti casi goffo. Un attento studio delle caratteristiche del viso e la scelta di filler appropriati per la ridefinizione e/o volumizzazione delle labbra consentono nella maggior parte dei casi il raggiungimento di risultati estetici eccellenti, in tempi brevi ( 1-2 sedute ) senza disagi significativi per il paziente. Per ragioni di tipo socio culturale i soggetti di sesso maschile si avvicinano con maggiore riluttanza alla Medicina Estetica anche se questa tendenza sembra gradualmente in attenuazione.
Ovvio che l’approccio al paziente di sesso maschile è differente, anche perché si parte da presupposti e canoni estetici diversi rispetto alla donna. Per questa ragione è spesso fondamentale la ridefinizione e talvolta la volumizzazione delle labbra anche nei pazienti di sesso maschile, cercando di sfatare i pregiudizi che così spesso allontanano gli uomini dai trattamenti di Medicina Estetica. I dati di mercato ci dicono che su cento pazienti che si rivolgono al Medico Estetico soltanto il 15% è rappresentato da soggetti di sesso maschile. Come già detto l’approccio dovrà essere diverso rispetto alle donne in quanto i significati attribuiti alla bellezza maschile sono carattere, personalità, vigore, sicurezza e pertanto il nostro intervento dovrà essere mirato a valorizzare o
o ato attestan Dati di merc e ch pazienti che su cento o al medic si rivolgono %è an lt to il 15 estetico, so tti to da sogge rappresenta . chile di sesso mas
restituire queste caratteristiche. E labbra riassorbite per l’invecchiamento o naturalmente scarsamente rappresentate conferiscono anche al viso maschile un aspetto spesso triste, vecchieggiante, disarmonico, arcigno, talvolta goffo. Il trattamento delle labbra e della regione periorale ci consente di correggere disarmonie di origine morfo scheletrica: II e III classi quindi retrognatismi e prognatismi che possono essere migliorati dal punto di vista estetico mirando l’intervento alle labbra, regione periorale e proiezione di naso e mento. Qual è il labbro ideale? In sintesi possiamo affermare che labbra armoniche devono presentare una buona definizione del filtro, dell’arco di cupido e dei bordi del vermiglio che deve essere anche ben disteso ed
estruso; il labbro inferiore deve essere maggiormente rappresentato rispetto al superiore (circa +25%) ed inoltre è fondamentale una corretta correlazione tra vermiglio e columella, tra naso e mento e con zigomi e angoli mandibolari. La scelta del filler (acido ialuronico) è molto importante in quanto le labbra non devono mai dare l’impressione di essere artificiali e devono mantenere anche visivamente un aspetto morbido ed elastico. Per tale ragione preferisco utilizzare filler monofasici di concentrazione e cross linking intermedi. La durata intesa come effetto cosmetico sarà variabile, correlata alle caratteristiche individuali e allo stile di vita. Trattamenti successivi prolungheranno significativamente il risultato estetico con buona soddisfazione dei pazienti. Il risultato dipende in buona parte dalla manualità del medico ma
soprattutto dal suo senso estetico. In conclusione non dobbiamo dimenticare che la bocca, le labbra, sono un’arma di seduzione anche nell’uomo e che se di dimensioni adeguate, morbide e ben idratate rappresentano una adeguata cornice alle arcate dentarie.
CASI CLINICI
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medicina estetica e benessere per l’uomo
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Reazioni dermatologiche ai tattoo. Dall’arte al piacere al problema di salute Quante volte viene punta la pelle durante un tatuaggio? Quante persone al mondo ne hanno uno? E soprattutto, è vero che i tatuaggi possono essere tossici? Si calcola che durante un tatuaggio la pelle venga punta tra le 50 e le 3000 volte al minuto, a seconda che sia fatto a mano o con l’apposita macchinetta. Le statistiche dicono che il 15% degli adulti e il 30% dei più giovani hanno un tatuaggio (fonte: società europea di Dermatologia e Venereologia, Eadv). Negli Usa le percentuali salgono e nel 2012 il numero di donne che si è fatta tatuare ha superato quello degli uomini.
A cura di Dott. Drmac Nikola, Medico Specialista in Dermatologia, Dermatologo Laserista
Nel romanzo di Nikolai Lilin ”Educazione Siberiana” da cui è stato anche tratto un film, il tatuaggio occupa quasi l’intera vicenda. Uno dei personaggi principali a un certo punto dichiara: «Un tatuaggio non è semplicemente un disegno. Vedi, un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo. Le vite dell’uomo possono sembrare tutte simili. Si nasce, si cresce, ci s’innamora, si fanno figli, si lavora, si muore. Alcuni si godono la vita, altri no. Ma noi Siberiani, Kolìma, la combattiamo……». Nel tatuaggio moderno, anche se non descrive una storia, un episodio, comunque è ben definito il significato dei vari simboli, fa capire che il tattoo lo facciamo per comunicare. Anche la psicologia dei tatuaggi lo conferma: un’esigenza atavica, può avere significati spirituali, politici, trasgressivi, identitari o puramente decorativi, la ricerca della
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propria identità, un messaggio per gli altri, un simbolo sessuale. per esibire e rendere il proprio corpo più attraente. DATI ISTAT SUI TATUAGGI Tredici italiani su 100, hanno il corpo ricoperto, almeno in alcune parti, di disegni colorati. E l’8% sono minori. Il boom dei tatuaggi, segnala, nel suo piccolo un grande affare, tanto che ogni settimana, lo scorso anno, hanno aperto quattro nuovi centri per i tatuaggi. L’Istat, in queste ore, ha preso atto della nuova tendenza nella società italiana e ha inserito il tatuaggio tra le spese che misurano il carovita. E quindi l’inflazione. Una lista dalla quale sono usciti, per esempio, i viaggi in treno in cuccetta o nei vagoni-letto, mentre sono entrati i biglietti dei treni ad alta velocità e i tatuaggi. COME SI TOGLIE UN TATTOO Per quali motivi si decide di rimuovere
un tatuaggio? Perché molti decidono di rimuovere quel simbolo tanto voluto? La decisione di rimozione del tatuaggio può essere fortemente influenzata dai cambiamenti sociali, culturali e fisici: - Cambiamento o ricerca di una nuova posizione lavorativa - Fine di una relazione - Pentimento del disegno e dello stile - Reazioni allergiche Secondo i dati dell’indagine dell’ONDICO, circa il 3,3% dei tatuati dichiara di aver avuto complicanze o reazioni dopo essersi tatuate: dolore, granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche, infezioni e pus. Ma il dato appare sottostimato.Sembrerà strano, ma oggi cancellare o modificare un tatuaggio rappresenta un’espressione di libertà per moltissime persone, al pari di quanto tempo fa lo era il realizzarlo. TIPOLOGIA DI REAZIONI Allergie acute e ipersensibilità ritardata rappresentano la maggior parte delle complicazioni. Fenomeno più elevato per le parti rosse e nere dei tatuaggi. Esistono diversi tipi di reazioni ritardata al tattoo e sono loro il vero problema. Lo studio fino a pochi anni fa specifica come “il rischio di cancro da procedure di tatuaggio non è stata né dimostrata né però esclusa” ultimamente si iniziano trovare nelle pubblicazioni dei casi di pseudolinfoma da tatto diventato linfoma vero e proprio COME RICONOSCERLE La reazione avversa al tatto può comparire anche a distanza di anni dal momento in qui e stato fatto tattoo. Il tipico esempio
sono reazioni di tipo pseudolifoma, che si presenta due tre anni dopo la sua creazione. Nel contesto del tatuaggio, su tutta la sua superficie, o soltanto in alcune zone o esclusivamente su un colore, inizia comparire un ispessimento, un sollevarsi della cute che nella maggior parte dei casi viene accompagnato da un prurito di varia intensità. Con il passare del tempo la zona interessata va a peggiorare fino alla formazione di vere e proprie ulcere. COSA FARE Di fronte alla presenza del prurito e/o arrossamento e/o ispessimento e/o rigonfiamento della porzione del tattoo bisogna recarsi dal dermatologo il quale deve eseguire una biopsia cutanea per semplice il motivo che le differenti reazioni cutanee che possono essere di tipo lichenoide, granulomatosa, sarcoide, pseudolinfomatosa, hanno tutte lo stesso aspetto clinico e non si può distinguere clinicamente una dall’altra. COME AFFRONTARE IL PROBLEMA Nella letteratura scientifica su questo argomento non ci sono pubblicazioni degne di nota. Le opzioni terapeutiche qui menzionate sono risultato di propria esperienza e confronti con i maggiori esperti al livello nazionale e internazionale sui casi già trattati. In basa alla diagnosi di certezza si decide l’indirizzo terapeutico che può essere, terapia locale con infiltrazione del farmaco, l’asportazione del tatto con il laser co2, asportazione chirurgica del tattoo. In questi casi non è consigliato togliere il tattoo con i laser q-switched o pico perchè con loro si rischia di diffondere, o perlomeno facilitare la diffusione del pigmento nel corpo.
REGOLAMENTI In Italia la pratica è normata ma non c’è una vera e propria legge ad hoc. Pigmenti scadenti e non autorizzati per l’uso in prodotti cosmetici, uso massiccio di coloranti pericolosi e laboratori senza requisiti igienici. Tutti fattori che rischiano di provocare infezioni, allergie acute e ipersensibilità ritardata ma che non si esclude possano anche provocare il cancro. Perché negli inchiostri spesso sono previste sostanze come idrocarburi policiclici aromatici, ammine aromatiche primarie, metalli pesanti e conservanti, tutte sostanze che entrano nel nostro organismo in seguito ad un tatuaggio (o ad un’opera di body art).Gli inchiostri per i tatuaggi contengono diversi ingredienti, più delle impurità. Più di 100 coloranti e 100 additivi sono in uso. La maggior parte degli inchiostri tatuaggio sul mercato UE sono importati dagli Stati Uniti, mentre gli inchiostri per il trucco permanente sono in genere prodotti in Europa. Il rapporto però evidenzia come molti dei “pigmenti utilizzati non sono prodotti specificatamente per i tatuaggi e in genere mostrano bassa purezza”. “Oltre l’80% dei coloranti in uso sono organici e più del 60% di loro sono azopigmenti, alcuni dei quali possono liberare ammine aromatiche cancerogene”. LE SOSTANZE PERICOLOSE Tra le sostanze chimiche pericolose che sono state trovate sul mercato europeo vi sono: Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) (43%), ammine aromatiche primarie (PAA) (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%), così come la contaminazione microbiologica (11%) sono stati rilevati nelle percentuali indicate dei campioni analizzati”. Nel report Safety of tattoos and permanent make up della commissione Ue che propone un’armonizzazione delle norme a livello europeo e una stretta sui controlli e le misure previste dalla Risoluzione ResAP del 20 febbraio 2008 che indica requisiti e criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi. Il Rapporto evidenzia come molti dei “pigmenti utilizzati non sono prodotti specificatamente per i tatuaggi e in genere mostrano bassa purezza”. La bassa percezione dei pericoli Nella popolazione vi è una bassa percezione del rischio. Tra gli studenti, la consapevolezza sui rischi infettivi sembra essere più elevata che in quelle non infettive, ma la conoscenza è spesso solo superficiale”. In Italia non c’è una legge specifica in materia.
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medicina estetica e benessere per l’uomo
TATUAGGIO
Anche il diventa elegante: l’ultima moda è l’inchiostro bianco Intervento di Antonella Tammaro, dermatologa al S. Andrea di Roma, al Congresso SIME 2018
Il tatuaggio, fenomeno di moda ampiamente sdoganato anche tra gli ‘anta’ è in alcuni casi una vera e propria opera d’arte. MA ATTENZIONE AI RISCHI E AI PERICOLI, i consigli degli esperti e gli strumenti diagnostici da utilizzare in caso di problemi. Ormai il tatuaggio non è solo un fenomeno estetico di tendenza, è riuscito a inserirsi a pieno titolo tra le espressioni di eleganza e sex appeal: ben lungi dal passare di moda, si tratta di una pratica sempre più sdoganata e ormai diffusa non solo tra i giovani e gli adolescenti ma anche tra i cosiddetti ‘adulti’, che non rinunciano più ad usare il proprio corpo come mezzo di espressione di sé. Nel variegato mondo del tattoo ha di recente fatto la propria comparsa anche l’inchiostro bianco, che consente di realizzare tatuaggi delicati ed eleganti, ideali per chi non vuole ricoprire il proprio corpo con disegni troppo colorati o troppo scuri e per ottenere un effetto sofisticato, glamour e meno appariscente. Per rendere un tatuaggio bianco visibile e compatto serve il lavoro di tatuatori altamente specializzati, che passino più e più volte l’inchiostro sulla stessa zona, evitando al contempo di danneggiare i tessuti. Attenzione però, tatuarsi non è mai una
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pratica completamente esente da rischi: “con l’esposizione al sole l’inchiostro bianco tende ad ingiallire – afferma la professoressa Antonella Tammaro, ricercatrice presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma - mentre quello nero può dare fenomeni di fotosensibilizzazione con conseguente effetto ‘rilevato’ della cute. Per non parlare delle complicanze ancora più serie che possono prodursi a livello cutaneo e non solo”. Nell’esecuzione dei tatuaggi esistono infatti numerose complicanze, che possono essere di natura non allergica (come la dermatite irritativa da contatto e le reazioni lichenoidi), allergica (come la dermatite allergica da contatto e le reazioni sistemiche) oppure entrambe (come l’orticaria da contatto e le reazioni granulomatose). “L’introduzione di pigmenti esogeni, a livello intradermico, inoltre - continua Tammaro - può causare reazioni cutanee eczematose, reazioni granulomatose, reazioni lichenoidi, lesioni sarcoidee, vasculiti, iperplasie pseudoepiteliomatose”. Cosa fare per correre ai ripari se il tatuaggio dà problemi? Sicuramente il primo step è quello di rivolgersi tempestivamente a degli specialisti “Per la diagnostica allergologica disponiamo, presso l’ambulatorio di dermatologia allergologica e professionale
dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma, di Patch test della serie Sidapa e della serie North America, nonché di serie Speciale tatuaggi per identificare eventuali positività ai vari apteni contenuti nei pigmenti dei tatuaggi – prosegue Tammaro - qualora necessario, si può effettuare una biopsia incisionale nell’area alterata del tatuaggio, con esecuzione dell’esame istologico”. “Come da molti anni al Congresso, anche quest’anno il gruppo del Sant’Andrea, con la professoressa Tammaro e il professor Severino Persechino, ha organizzato una coinvolgente sessione sulla gestione medica dei tatuaggi commenta il presidente della Sime Emanuele Bartoletti - Un interesse sempre crescente che, grazie al loro lavoro di altissimo livello, riempie l’aula di un numero sempre maggiore di medici desiderosi di approfondire l’argomento. Anche perché sempre in aumento è il numero di pazienti che si rivolgono al medico per la rimozione dei tatuaggi. Presso il Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina da quando abbiamo iniziato il trattamento dei tatuaggi con il laser il numero dei pazienti è aumentato sensibilmente”.
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VIVOSA APULIA RESORT
Un Bio resort a portata di
natura
Intervista a Paola Cantoro - Spa Manager del Vivosa Apulia
Vivosa Apulia Resort, una meravigliosa oasi bio immersa nel ParcoNaturale Regionale del Litorale di Ugento, il luogo ideale in cui fermarsi per una vacanza antistress. Una Spa il cui principio è il totale rispetto per l’ambiente circostante. In che modo questo è reso possibile? Una Spa è diversa dalle altre, sia per quel che riguarda i trattamenti sia per la linea cosmetica utilizzata. L’ispirazione è quella che viene dalla natura e dall’ambiente, essendo il Vivosa immerso in un’oasi naturale, come quella salentina, pregna di profumi, colori e tradizioni meravigliose. La formula ECO RESORT, inoltre, garantisce una perfetta intersezione ed un profondo rispetto della struttura per l’ambiente circostante. Sono questi i canoni riportati poi nella filosofia della stessa Spa. Responsabilità ambientale significa investire per il presente e per il futuro, ponendo la massima attenzione all’ambiente circostante, all’architettura degli
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spazi e alle buone prassi di vita quotidiana. Sono dunque questi i presupposti alla base della filosofia della nostra Spa. Quali le novità e le peculiarità nell’offerta dei trattamenti? Ciò che ci contraddistingue sono i Rituali dell’Antico Mediterraneo e cosmetici e prodotti elaborati dei Laboratori HUR di Firenze, la cui particolarità è l’utilizzo esclusivo di materie prime fresche della tradizione agroalimentare italiana, seguendone addirittura anche la stagionalità. Ed è insieme a Roberto Bonfanti, cosmetologo dell’Azienda, che ho individuato una linea di elaborati che rispecchiasse in qualche modo il nostro territorio di riferimento, attraverso l’uso di prodotti tipici del Salento, quali olio extravergine di oliva e vino. Da questo esperimento nasce una linea cosmetica, LOLIVA, distribuita ad oggi all’interno della Spa. Altra peculiarità della struttura, è il soprannome in “griko” (antico dialetto salentino) attribuito ai vari rituali e alla linea di cosmesi vegetale tra i quali il
Picca Picca (ossia poco poco), o gli ultimi rituali appena presentati della Makarìa e Mirodhara per distendere corpo e mente. Ognuno di questi trattamenti si caratterizza per le particolari fragranze utilizzate, oltre che per oli essenziali profumati, diversi per ognuno dei trattamenti prescelti. Progetti in elaborazione per la prossima Stagione 2019? Noi del Vivosa siamo sempre al lavoro, al fine di poter garantire il massimo della soddisfazione e del confort alla nostra clientela. Per la prossima stagione c’è sicuramente in progetto un arricchimento dei suddetti rituali, che di pari passo riguarderanno anche la linea di cosmetici, attraverso nuovi esperimenti legati ad altrettante nuove fragranze.
VIVOSA APULIA RESORT Via Vicinale Fontanelle 73059 Marina di Ugento (LE) Tel. 0833 931 002 www.vivosaresort.com
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MONT BLANC
Hotel Village A La Salle, in una posizione ideale tra Courmayeur e La Thuille, sorge il Mont Blanc Hotel Village 5 stelle. Costruito in un stile che unisce architetture storiche e comfort moderno, in pietra e legno, il Mont Blanc è la punta di diamante delle strutture del Gruppo IHC (Italian Hotel Collection), compagnia italiana di Hotel esclusivi che si prefigge di valorizzare le eccellenze del Made in Italy e del territorio. La struttura dispone di 49 camere e suite che si suddividono in quattro proposte di soggiorno. Le terrazze delle camere godono tutte di un panorama mozzafiato che si affaccia sulle indomite montagne e sul colosso delle Alpi: il Monte Bianco. Gli arredi sono in stile d’epoca, raffinati i dettagli, eleganti i complementi d’arredo che raccontano l’accogliente atmosfera immutata delle tipiche case Alpine. Presso la struttura i clienti possono beneficiare di massaggi e all’arrivo al Mont Blanc, l’ospite viene accolto dall’inconfondibile aroma di un caffè preparato con la Moka ed accompagnato direttamente al Centro Benessere. Durante il soggiorno gli ospiti possono rigenerarsi nell’area Wellness con piscine, area fitness, sauna, bagno turco, bagno romano aromatizzato, percorso Kneipp nelle suggestive grotte, usufruendo di trattamenti estetici e massaggi professionali trattamenti a base di caffè, uva, mela, sale ed olio d’oliva: sostanze nutrienti e rigeneranti. La Gastronomia è il punto di forza dell’Mont Blanc Hotel: squisite ricette vengono servite nell’esclusivo ristorante che dispone di due sale, La Fenêtre, grande e luminosa con le sue vetrate sul Monte Bianco, e La Cassolette, per
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un’atmosfera più elegante e riservata. Sono servite deliziose zuppe, la polenta concia abbinata alla cacciagione, le tegole valdostane, i formaggi e salumi ed il caffè alla valdostana. La colazione è un esperienza indimenticabile, fatta di prelibatezze - sia dolci che salate - per iniziare la giornata con energia. Estratti detox con le delizie del bosco e la frutta e verdura più golosa con l’aggiunta di agrumi e zenzero. Il miele proviene dalle arnie degli apicoltori locali così come latte, burro e formaggi racchiudono i sapori della filiera del territorio. E poi pani e Pan brioche allo Joghurt o speziati con noci, uvette, fichi glassati e plumcake ai mirtilli per una colazione all’insegna di golosità e salute. Uno sguardo al territorio Nella vallata tra Courmayeur e La Salle si racconta nelle antiche testimonianze attraverso sorgenti d’acqua e cure termali. Il concetto di benessere e “Remise en forme” è un’altra eccellenza di tutto il territorio. Il territorio custodisce antichi sentieri di grande suggestione da percorrere a piedi oppure in mountain bike con vari livelli di difficoltà per tutte le esigenze: dai clienti family agli appassionati di trekking più allenati. Le navette private della struttura garantiscono un servizio di collegamento giornaliero alle piste di Courmayeur. Mont Blanc Hotel Village Loc. La Croisette, 36 11015 La Salle (AO) Hotel 5* Courmayeur Tel. +39.0165.864111 www.hotelmontblanc.it
Architetture storiche e comfort moderno all’interno di un paradiso naturale
DIGITAL DETOX
A LIVIGNO PAUSA DALLA TECNOLOGIA
DISCONNESSIONE DIGITALE: lo smart phone viene sigillato e le vacanze sono a prova di stress. Staccare la spina non è solo un modo di dire: a Livigno si stacca letteralmente la spina dello smart phone e lo si chiude in una “cassaforte” che viene sigillata con la ceralacca. Obiettivo? Il digital detox, fare una pausa da whatsapp, dalle e-mail, dai social media: in altre parole staccare la spina in tutti i sensi. La sfida è aperta: arrivati alla reception dell’hotel Concordia o dell’hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort si consegna l’inseparabile telefono che viene riposto in una scatolina e viene sigillato. Inizia la vacanza detox, lontano dai social, ci si immerge nei ritmi naturali della montagna. Al momento del check-out se il sigillo risulta aperto, bisogna pagare l’intero valore delle attività; se invece il sigillo è ancora intatto le attività esterne del pacchetto sono gratuite. Le attività proposte dal pacchetto Weekend Digital Detox comprendono un welcome drink presso Aquagranda Bar&Bistrot, un ingresso nell’area Wellness&Relax di Aquagranda, rituali Aufguss inclusi, sconti su massaggi e trattamenti benessere; un massaggio parziale da 20 minuti e uno scrub. L’highlight degli hotel? Le due Mandira SPA dell’hotel Concordia e dell’hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort: due luoghi speciali, ampliati e rinnovati pochi mesi
fa, dove trascorrere ore di pace e relax, cullati dalle acque, accarezzati dalle creme e dagli unguenti, tonificati dal calore dei getti d’acqua e del vapore. Mandira Spa: un tempio tra le montagne, dove gli ospiti dell’hotel Concordia e dell’hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort, a prescindere dall’hotel in cui soggiornano, possono entrare gratuitamente. Livigno è la destinazione alpina ideale per rilassarsi e rigenerarsi: qui non ci si annoia mai e lo smart phone può rimanere chiuso nella “detox box” senza rimpianti. A Livigno ci si diverte in kayak sul lago, si prova l’arrampicata sportiva e si mette alla prova la propria adrenalina sui percorsi sospesi presso il Larix Park, i sentieri di Nordic Walking si immergono nella natura e il trekking offre paesaggi alpini di incantevole bellezza. Chi ama la mountain bike trova a Livigno tante proposte: tour guidati attraverso il territorio, tour all-mountain, enduro, flow trail, e-bike, bike park e poi ancora shuttle e impianti di risalita sono alcune delle proposte per rendere felici tutti i bikers. Anche la sera il “Piccolo Tibet” non delude: happy hour, incontri e spettacoli a tema organizzati lungo le vie del paese con intrattenimenti musicali e folkloristici. E poi, last but not least: lo shopping. Centinaia di negozi duty free rendono Livigno la Patria dello shopping conveniente e di qualità. Con
la Lungolivigno Club Card, la tessera che unisce tutte le attività del mondo Lungolivigno, si possono accumulare punti ed utilizzare subito buoni sconto negli hotel e nelle fashion boutique del gruppo Lungolivigno.
Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort via Saroch, 496 Livigno SO ------------Hotel Concordia via Plan, 114 Livigno SO tel: +39 0342 996166 www.lungolivigno.com
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GRAND HOTEL DELLA POSTA Il Grand Hotel della Posta è uno storico palazzo trasformato in elegante hotel a 4 stelle, con una vasta collezione di opere d’arte, dai quadri fiamminghi ad alcune interessanti opere più moderne, come sculture e installazioni artistiche, che possono essere ammirate nelle zone comuni. 38 camere eleganti e arredate con stile, alcune delle quali con i soffitti affrescati, davvero suggestivi, così come quelle all’ultimo piano con
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tetto mansardato e travi a vista.
Al pianterreno un bar che si affaccia direttamente sulla piazza, dove fermarsi a merenda per una fetta di torta o per un aperitivo valtellinese in un ambiente raffinato. Molto elegante anche la Spa firmata Culti, dove predominano la pietra e il legno. Ampia vasca idromassaggio, sauna e bagno turco.
A completare la zona wellness una sala per i trattamenti e una piccola zona fitness. Altrettanto suggestive le vecchie cantine dove sono stati mantenuti i muri in pietra e i soffitti con le volte a botte.
Grand Hotel della Posta Piazza Giuseppe Garibaldi 19 Sondrio Tel. 0342 050644 www.grandhoteldellaposta.eu
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BIOCLIN - Shampoo Post Colore per la detersione delicata del capello trattato e della cute stressata, grazie al suo sistema innovativo privo di agenti schiumogeni aggressivi. - Maschera Post Colore, la sua formulazione arricchita con Olio di Argan biologico e sostenibile, Olio di Jojoba dalle proprietà emollienti e lenitive, contrasta la disidratazione, donando morbidezza ed elasticità al capello e Burro di Karitè. 96% di principi attivi naturali. Shampoo post colore, 200 ml – € 9,90. Maschera post colore, 100 ml - € 10,90. - www.bioclin.it
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