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Mediaterraneo News 1-15 luglio 2019

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Anno 11 - N. 72 1-15 luglio 2019 Distribuzione gratuita

Premio Giornalisti del Mediterraneo 2016

MEDI@TERRANEO news - Periodico del Master di Giornalismo di Bari Ordine Giornalisti di Puglia - Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari Editore: Apfg - Bari Direttore Responsabile: Lino Patruno Registrazione Tribunale di Bari numero 20/07 del 12/04/2007

Redazione: Palazzo Chiaia-Napolitano via Crisanzio, 42 - Bari email: master@apfg.it

Cari rettori fateci sognare

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L’Università? Tutti insieme

appassionatamente col territorio

IL NUOVO RETTORE Già candidato per la carica nel 2013 e sconfitto da Uricchio, è stato eletto dopo una votazione non scontata

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Stefano Bronzini è il nuovo rettore dell’Università di Bari Punta sulle collaborazioni con le imprese per creare lavoro per gli studenti del sud

Nonostante i tagli, anche pesanti, che le Università del sud hanno subito negli ultimi anni, c’è la possibilità che si possa crscere? “Certo che c’è una possibilità. Ma bisogna mettersi d’impegno per creare i presupposti. Occorre collaborare con le altre istituzioni e con le imprese private. Queste dovrebbero essere più sensibili all’assorbimento dei nostri laureati. Io ricordo sempre che i nostri giovani laureati quando vanno in altre regioni d’Italia vengono facilmente assorbiti dal sistema produttivo. In Puglia, nel Mezzogiorno,

L’elezione

La volta buona è la quarta

C’è voluto il ballottaggio, dopo tre votazioni in cui nessun candidato è riuscito a raggiungere il 50% più uno dei voti, per eleggere il nuovo rettore dell’Università di Bari. Nello scrutinio decisivo, svoltosi gli scorsi 4 e 5 luglio, il direttore del dipartimento di Lettere Stefano Bronzini ha superato il fisico Roberto Bellotti, ottenedo il 54% delle preferenze. Decisivi per la vittoria del docente di letteratura inglese sono stati i voti ottenuti da professori ordinari, associati e ricercatori. Nella categoria più numerosa e più influente dal punto di vista elettorale, visto che il voto di un docente vale 1 mentre, ad esempio, quello di uno studente 0,66, ha ottenuto il 54,16 per cento, pari a 670 voti. Il direttore del dipartimento di Fisica, pur crescendo nel numero di consensi rispetto alla terza votazione, si è bloccato a 544 preferenze ovvero il 43,98 per cento.Al ballottaggio finale del 4 e 5 luglio ha votato l'81,78 per cento degli aventi diritto. 1-15 luglio 2019

per questioni anche strutturali c’è una maggiore difficoltà ad assumere”. Quali le sfide più difficili che la sua Università dovrà affrontare nei prossimi anni? “La grande sfida è ricollocare al centro del Paese lo sviluppo universitario. Far comprendere che gli investimenti nel mondo universitario non siano investimenti per tenere un settore a sé, ma perché il Paese tutto possa crescere. Ricordo che noi siamo tra i Paesi dell’Unione Europea che investono meno in ricerca e formazione”. Ci può anticipare quali percorsi del suo predecessore lei intende portare avanti e quali le novità assolute? “Un nuovo Rettore deve seguire per forza alcune linee già segnate del suo predecessore. Dunque, porteremo avanti alcune attività avviate dal professor Uricchio. Io mi sento in continuità non solo col rettore Uricchio ma con l’istituzione tutta. Come novità voglio riprendere i rapporti con la Regione e il Comune, per migliorare la vita quotidiana dei singoli studenti”. Ci saranno novità nelle offerte formative? “Qui è difficile parlare di novità, come ho detto in campagna elettorale, perché l’autonomia dell’Università è molto limitata. Noi offriamo alcune discipline che ci vengono indicate dal Ministero. Bisognerà lavorare sulle triennali, casomai diminuendone il numero, e aumentare l’offerta formativa sulle magistrali. Abbiamo il dovere di credere di più al


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post laurea, adesso lasciato molto sul dottorato, ancora manchevole per quanto riguarda i master e le altre forme di formazione postlaurea.” C’è un progetto per migliorare le prospettive internazionali dell’Università? “Appena entrerò in carica costituiremo uno staff di lavoro che inizierà a muoversi verso le linee guida di Horizon 20 (Progetto europeo per la ricerca e l’innovazione). È un’opportunità per il sistema nazionale, soprattutto per noi che viviamo nel sud del Paese. Questo è il momento di rimettere l’Ateneo nella rete del sistema europeo, e lo siamo già in alcuni settori”. E per la sede di Taranto? “Le novità sono già in cantiere. Dal prossimo anno accademico ci sarà una facoltà di medicina. Io credo che oggi Taranto abbia uno spazio notevole, prima di tutto come città e territorio, in cui l’università ha posto come problema nazionale la questione Ilva. È una questione talmente importante che ogni centro di ricerca non può che confrontarsi, sia per le questioni ambientali, per la salute e per idee di sviluppo. Nel Paese manca una narrativa di sviluppo futuro e credo che l’Università debba fare in modo che si possa costruire un’idea di futuro”. Cosa può fare l’Università per migliorare il territorio? “La vera domanda è cosa può fare il territorio per l’Università. L’Università forma. Noi ab-

biamo 43mila studenti e si laureano in 7mila ogni anno. Credo che il territorio debba essere molto più ricettivo. Ci sono settori che l’hanno compreso, come quello aerospaziale, uno dei più forti nella nostra Regione. Io penso che il territorio, inteso come istituzioni e imprese private, e l’Università debbano collaborare di più. Intendo accorciare queste distanze perché penso che, insieme, ci si possa sedere attorno a un tavolo e disegnare quell’idea di futuro di cui parlavo prima”. Luigi Bussu

L’ATENEO Il nuovo Rettore eredita un’Università al 7° posto nella classifica dei 36 atenei italiani di grandi dimensioni

Il personaggio

Il rettorato parte a ottobre

Stefano Bronzini, 60 anni, si è laureato nel 1983 in lettere e filosofia all’Università di Bari. Dopo la laurea ha perfezionato i suoi studi in lettaratura inglese vittoriana alla Columbia University di New York. Nel 1989 è nominato ricercatore in Lingua e letteratura inglese all'Università della Basilicata. Confermato nel ruolo di ricercatore nel ‘92, nel ‘93 con lo stesso ruolo è passato al dipartimento di Lettere e filosofia di Bari. Nel 2000 è nominato professore associato e nel 2004 è eletto direttore del dipartimento di Lingue e tradizioni culturali. Dal 2018 è direttore del dipartimento di Lettere. Sarà in carica dal primo ottobre fino al 2025. Succederà ad Antonio Uricchio, dimessosi prima della scadenza dal mandato perché nominato, a Roma, nel direttivo dell'Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Fino al primo ottobre sarà in carica, come facente funzione, la professoressa ordinaria di chimica Luigia Sabbatini. 1-15 luglio 2019

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Politecnico Bari il tuo nome vuol dire futuro Il nuovo rettore eletto ha 46 anni ed è uno dei più giovani d’Italia. Guardare al Nordeuropa e al Mediterraneo (con Israele)

4 IL GIOVANE Francesco Cupertino è stato eletto rettore. Un’occasione per migliorare l’istituto che lo ha formato

Rettore Francesco Cupertino, un’elezione in continuità con il suo predecessore Eugenio De Scascio? “Eredito un Politecnico in salute, economica e per il successo con gli studenti, occupazionale e di iscrizioni. Questo è il punto di partenza. Dobbiamo continuare a tenere i conti in ordine e a rivolgere la nostra attenzione verso gli studenti, con un’offerta formativa al passo con l’evoluzione del mondo dell’ingegneria, dell’architettura e del design industriale”.

Quali invece le novità? “In concreto investiremo sulla sede di Taranto del Politecnico. Conto di attivare là nuovi corsi di laurea, nell’ambito dell’ingegneria civile e industriale con un attenzione alle tematiche ambientali. Stiamo valutando di investire in scuole specialistiche sulla sede di Taranto. Per quanto riguarda Bari i temi su cui bisogna puntare, nei prossimi anni, sono quelli dell’energia e della mobilità. Temi trasversali che rappresentano delle grandi trasformazioni già in corso, e

Il Personaggio

Da studente a rettore, una vita nell’istituto

Francesco Cupertino si insedierà nella carica di rettore del Politecnico di Bari dal prossimo 1° ottobre. È solo l’ultimo traguardo, il più importante, di una vita dedicata al “Poliba”. Francesco Cupertino ha trascorso, infatti, l’intera carriera, da studente prima e da ricercatore e docente dopo, nel Politecnico di Bari. Si è immatricolato nel 1990, proprio l’anno di fondazione del’istitituto.Cupertino è nato a Fasano, in provincia di Brindisi. Sposato, tre figli, dopo le scuole dell’obbligo e il liceo scientifico, il “Leonardo da Vinci” nella sua città, si è laureato in ingegneria elettrotecnica a 25 anni, con 110/110 e lode. Nel 2001 è dottore di ricerca nella stessa materia. Dal 2002 è ricercatore, per poi diventare professore associato nel 2014 e ordinario nel 2016. Da luglio 2010 è il responsabile scientifico del laboratorio “Energy Factory Bari”, dedicato all’aerospazio e all’energia. Francesco Cupertino insegna ingegneria elettrica e ingegneria dell’automazione nei corsi di laurea magistrale del Politecnico di Bari. Svolge la sua attività di ricerca scientifica nel campo dei convertitori, delle macchine e degli azionamenti elettrici. Collabora con prestigiose università come il Politecnico di Torino e la University of Nottingham nel Regno Unito. È stato responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca e fa parte di diverse organizzazioni scientifiche internazionali di settore. È autore, in collaborazione con colleghi del gruppo di ricerca, di oltre 130 pubblicazioni scientifiche: 37 su riviste internazionali e 97 su atti di congressi internazionali.

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Le elezioni

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Cupertino vince tra gli studenti

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noi dobbiamo recitare un ruolo importante”. Come si pone a livello di collaborazioni con le aziende? “Negli ultimi anni abbiamo avviato dei laboratori pubblico/privati. Ovvero ospitiamo i dipendenti di aziende esterne per fare da tramite tra l’accademia e il mondo industriale. Rappresentano un’esperienza sulla quale continuare a investire, in quanto ottimo strumento per avvicinare i nostri studenti al mondo del lavoro. È importante estendere questa possibilità alla rete di piccole e medie aziende, che spesso sono in difficoltà a dialogare con l’accademia e ad avere collaborazioni anche solo per ospitare tirocinanti. Occorre investire su questo punto perché loro, le piccole/medie aziende, rappresentano l’ossatura della nostra economia”. E a livello internazionale? “L’internazionalizzazione è un punto importante del mio programma. Dobbiamo continuare a guardare alle università del Nord Europa, ma senza dimenticare le realtà del Mediterraneo, come la Grecia, l’Albania e il Nord Africa. E poi c’è Israele, una punta di diamante nell’area. Noi collaboriamo con loro da diversi anni. I nostri studenti hanno potuto confrontarsi con referenti del Technion (Israel Istitute of Technology) di Haifa e con aziende del loro territorio. Dobbiamo riuscire a sfruttare le relazioni internazionali per favorire legami a livello industriale, tra

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Ci sono volute due sessioni di voto per eleggere il nuovo rettore del Politecnico di Bari. Al primo turno, infatti, bessuno dei candidati (Riccardo Amirante, Francesco Cupertino, Umberto Fratino, Orazio Giustolisi e Mario Daniele Piccioni) si è assicurato il 50% più 1 delle preferenze. Al secondo turno ha vinto Francesco Cupertino, con il 59% dei voti. Si è fermato invece al 41% l’unico candidato rimasto in gara, Umberto Fratino. Elevata, come nel primo turno, la partecipazione al voto nei seggi di Bari e Taranto. Hanno votato 544 elettori su 610 aventi diritto. Determinanti per l’elezione di Cupertino, che restarà in carica fino al 2025, i voti degli studenti, 48 contro i 17 del rivale (pesati 24,78 e 8,78). Il neo Rettore ha ottenuto dai docenti 130 voti, a cui si aggiungono i voti pesati dei ricercatori (1,83) e del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario (19,33). realtà italiane ed estere. Presto sarò al Technion, lo scopo è favorire un incontro tra imprese pugliesi e israeliane sui temi dell’aerospazio”. Collaborazioni estere per favorire il territorio? “Lo facciamo per il Politecnico, ma significa anche farlo per il territorio. Vogliamo creare opportunità per i nostri studenti, che poi diventeranno imprenditori e contribuiranno a far progredire il tessuto produttivo locale. Ci stiamo impegnando per far sì che le opportunità di lavoro e di sviluppo siano possibili non lontano da casa. Anche se non tutti i nostri laureati devono rimanere in Puglia, perché c’è chi ha la giusta ambizione di confrontarsi con altre realtà”. Alle elezioni ha incassato la fiducia degli studenti. Come lo spiega? “Spero che abbiano apprezzato il modo in cui io ho interpretato il mio ruolo di docente e ricercatore. Il mio programma ha tanti punti che riguardano gli studenti: migliorare le prospettive occupazionali, rinnovare l’offerta formativa e gli spazi di studio e di lavoro Spero di non deluderli. Ho sempre detto che il loro voto, al di là del valore numerico, per me fosse importante. Un rettore eletto senza l’appoggio convinto degli studenti parte male. Io da questo punto di vista parto con il piede giusto”.

5 L’ACCADEMIA L’ingresso della sede amministrativa del Politecnico di Bari. Secondo le classifiche uno dei migliori in Italia

Luigi Bussu 1-15 luglio 2019


Matera, è ora di decidere cosa vuoi fare da grande

MATERA, VIA MURO Terrazza con parapetto di marmo nel centro storico scavato nel tufo esempio degli interventi di ristrutturazione

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Negli ultimi cinque anni sono triplicate le strutture ricettive nella città dei Sassi. L’impatto delle strutture a 5 stelle rischia di snaturare il paesaggio

A Matera pagare un caffè al bancone 1 euro e 20 è strano e un aperitivo 20 euro lo è ancora di più. Aumentano i costi nei bar e aumentano gli affitti. Nel centro storico le quotazioni raggiungono i 3mila euro a metro quadro (dati dell’osservatorio del mercato immobiliare agenzia delle entrate), in alcuni casi arrivando fino a 6mila euro. Quasi gli stessi prezzi dei quartieri centrali a Roma. Tra capitali ci si potrebbe confondere. Il fenomeno non è certo inedito. Tanti piccoli segnali che pongono la città davanti alla domanda: cosa voglio diventare? Poiché, da quando è stata nominata capitale europea della cultura per il 2019, Matera si trova davanti a un bivio. Da un lato c’è la strada che potrebbe portare la città a diventare un modello di crescita e innovazione, basti pensare agli investimenti e alla sperimentazione della rete internet 5g fatta per la prima volta in Italia proprio a Matera. Dall’altro però, sempre più concreto, c’è il rischio che una volta esaurita la spinta data dagli eventi legati al 2019, Matera resti soltanto una macchina spremi turisti. I Sassi, scavati nel tufo e simbolo di bellezza primordiale, sono stati invasi da alberghi di lusso con tanto di insegne laccate oro. E anche i residenti non hanno saputo resistere al richiamo del Bed and Breakfast e hanno adattato balconi e terrazze ad aree per la colazione e feste private. Sono spuntati anche dei parapetti in marmo. Il

marmo, nel tufo. In tutta la città, che conta poco più di 60mila abitanti, ci sono 204 b&b, 13 agriturismi, 36 alberghi (di cui 3 a 5 stelle), 184 affittacamere e 524 case vacanza. Quasi mille strutture ricettive e il 70 percento si trova nel centro storico, nei Sassi, dove ci sono poco più di mille residenti. I gestori delle strutture spiegano che Il tipo di turismo è spaccato quasi a metà tra italiani e no. D’estate è composto prevalentemente da turisti stranieri, in maggioranza tedeschi, mentre d’inverno la città è assaltata da turisti italiani, provenienti per la maggior parte dalle regioni vicine alla Basilicata. In molti prenotano anche con sei o sette mesi di anticipo. Il punto è che spesso si tratta di un turismo poco consapevole e soprattutto fugace. “La struttura è piena quasi tutto l’annospiega Eleonora, titolare di una casa vacanze- ma gli ospiti non si trattengono mai più di uno o due giorni, nel migliore dei casi arrivano a tre”. C’è inoltre molta confusione su cosa si stia effettivamente visitando. Capita di sentire turisti accompagnati dalle guide, che mentre si trovano davanti alla chiesa di San Pietro (dunque nel cuore del centro storico) alzino il braccio e chiedano: “Ma i Sassi dove sono?”, ha raccontato Rocco, che fa la guida turistica da anni. Oppure capita che in un caffè una coppia di napoletani chieda:


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“Vogliamo mangiare qualcosa di tipico oggi, per esempio dove troviamo il pane di Altamura?”. Certo non si può pretendere che ogni turista prima di partire per una vacanza si metta a studiare. Ma è evidente che forse esiste ancora qualche problema di comunicazione. Altra nota dolente: una terra che ha fatto della cucina povera e condivisa un tratto distintivo del suo essere, è ora soffocata da fastfood e pizzerie al taglio. Quasi la metà degli esercizi commerciali presenti nel centro storico è infatti costituita da negozi di somministrazione alimentare. Forse è il motivo per cui l’amministrazione ha deciso di escludere questo tipo di attività dal bando pubblicato a febbraio per l’assegnazione di 17 locali nei Sassi da destinare ad attività commerciali di vicinato. L’obiettivo dovrebbe essere quello di “rivitalizzare il rione Sassi e rafforzarne l’offerta complessiva”, ha spiegato l’assessore alla gestione e valorizzazione del patrimonio Unesco, Angela Fiore. L’obiettivo dell’attuale giunta, ormai vicina alla fine del mandato, è quello di fare dei Sassi un quartiere vivibile e non un reperto archeologico come Pompei: “ Quando i sassi furono abbandonati e definiti vergogna fu chiesto ai cittadini di lasciare allo stato le loro abitazioni in cambio di una residenza al piano (ossia nei quartieri costruiti negli anni 60: La Nera, Serra venerdì, Piacciano, La martella). Ora vogliamo

restituire ai cittadini la loro città, allontanare i ricordi spregevoli e vergognosi. Prima (negli anni ’60) non si sapeva esattamente cosa fare dei Sassi. Alcuni volevano murarli e dimenticarli. I materani devono continuare a vivere i Sassi, senza che vengano trasformati”. L’assessore spiega inoltre che gli interventi fatti dalle grosse strutture hanno rispettato i vincoli di legge (la n. 771 del 1986) e sono stati utilizzati materiali originali e compatibili, per non snaturare il paesaggio. Ma il marmo nei Sassi rimane. Basta raggiungere la cattedrale, superare palazzo Gattini e percorrere via Muro per vederlo. Scintillante sotto il il sol. E non è raro imbattersi in turisti e residenti un po’ sorpresi lì davanti. L’impegno delle amministrazioni succedutesi in questi anni (ben tre) che hanno portato Matera verso la realizzazzione del progetto di Capitale europea della cultura è innegabile. Così lo è l’impegno profuso dalle associazioni e dai cittadini, vero valore aggiunto che ha permesso alla città di essere preferita alle altre, come si legge nel dossier di assegnazione. Ciò che forse ancora manca è un raggionamento sull’identità della città, che vada oltre il breve periodo e tenti di rispondere alla domanda che ancora persiste: cosa vuoi diventare, Matera?

Saverio Carlucci

PANORAMICA Piazza Vittorio Veneto a Matera

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Master di Giornalismo 2018/2020

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Arcelor Mittal Lavoratori a casa? No in “cassa”

ARCELOR MITTAL Lo stabilimento siderurgico di Taranto è il più grande d’Europa. Dal 2017 di proprietà del gruppo franco-indiano

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Addio revoca dell’immunità penale, nuovi cassintegrati all’orizzonte, ira dei sindacati, chiusura dell’altoforno 2: benvenuta ex Ilva 4.0

C’è crisi nel mercato della produzione di acciaio, quindi dobbiamo lasciare a casa i dipendenti. Questa, in soldoni, la motivazione dei vertici dell’ex Ilva di Taranto, oggi Arcelor Mittal, l’impianto siderurgico più grande e all’avanguardia d’Europa. Per 1395 lavoratori (su un organico di 8.200) è scattata la cassa integrazione ordinaria per tredici settimane. Ma i dipendenti non ci stanno. Dicono “no” alla cassa e soprattutto all’immunità penale per gli interventi del piano ambientale, cancellata dal governo

Taranto ieri e oggi

Da ex Ilva ad Arcelor Mittal

L’ilva (ex Italsider) è un’azienda siderurgica attiva nella produzione e trasformazione dell’acciaio. È il quarto produttore europeo con 5,8 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nel 2016, circa 14mila addetti e 15 unità produttive. Rinata sulle ceneri dell'Italsider nel 1989, prendeva il nome dalla Società industria laminati piani e affini (ILVA) del 1905. A Taranto si trova quindi lo stabilmento siderurgico più grande d’Europa e tra i più grandi del mondo. Gli altri in Italia sono a Genova e a Novi Ligure. Con il decreto ministeriale 21 gennaio 2015 il gruppo, che apparteneva alla famiglia Riva, è stato messo in amministrazione straordinaria. Nel 2016 si è aperta la procedura per il trasferimento degli asset aziendali attraverso un bando internazionale. Il 5 giugno 2017 la cordata Am Investco Italy, joint venture firmata dal gruppo Marcegaglia (ha una quota del 15%) e da Arcelor Mittal (detiene il restante 85%) si è aggiudicato la gara. ArcelorMittal è un colosso industriale mondiale nato nel 2006. 1-15 luglio 2019

con il Decreto Crescita a partire dal 6 settembre prossimo. A nulla sono valsi finora gli scioperi dei lavoratori tra i quali aumentano la stanchezza e la sfiducia. Tra i sindacati Fim-Cisl, Fiom, Uilm, Ugl e Usb serpeggia l’amarezza. E adesso, con la notizia della chiusura dell’altoforno 2, impianto che da solo vale circa un terzo della produzione, i lavoratori che resteranno a casa potrebbero addirittura aumentare, altro che tredici settimane. La decisione di chiudere l’altoforno 2, sottoposto a sequestro preventivo dal 2015, quando una colata incandescente investì un operaio, Alessandro Morriccella, causandone la morte, è stata disposta dalla procura del capoluogo ionico. Gli incontri del 4 e del 9 luglio al Mise (ministero dello Sviluppo Economico) tra le parti sociali e il vicepremier Luigi Di Maio non hanno prodotto i risultati sperati. Si sarebbe dovuto verificare l’accordo siglato a settembre 2018, in cui si ufficializzava il passaggio dell’Ilva dall’amministrazione straordinaria ad Arcelor Mittal. In tale accordo, infatti, non era menzionato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria. Anzi, si parlava di un aumento della produzione di acciaio, che sarebbe stato portato da 5 a 6 milioni. La produzione non solo non è aumentata, ma il sito di fatto continua a inquinare. A Mittal si chiede di rispettare i tempi degli interventi come previsto dal piano ambien-


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tale (2019-2013) senza poter godere dell’immunità penale. Il timore della multinazionale franco-indiana è di essere chiamata in causa per l’inquinamento pur facendo il massimo per mettere in sicurezza il sito in base ad accordi sottoscritti in passato. Intanto continua i il braccio di ferro: da una parte il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, dice che “Mittal non ha nulla da temere se rispetterà il cronoprogramma del piano ambientale previsto dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale)”, dall’altra i vertici del colosso franco-indiano fanno sapere che “dal 6 settembre, quando verranno meno le tutele legali, lo stabilimento di Taranto si fermerà se nulla sarà cambiato”. Una tegola sul già fragile equilibrio del governo gialloverde. Il segretario generale della Uilm (Unione italiana lavoratori metalmeccanici) Rocco Palombella, definisce la cassa integrazione “una richiesta strumentale”. “Negli ultimi sei mesi loro (Arcelor Mittal) prosegue Palombella - hanno importato dagli altri stabilimenti circa 350mila tonnellate di acciaio semi-lavorato che a Taranto venivano lavorati dai treni-nastri 1. Questo ha fatto si che diminuisse il bisogno di persone impegnate”. Mentre sulla questione immunità, il segretario Uilm afferma: “Se Arcelor Mittal rispetterà il piano ambientale non correrà nessun rischio”. Sulla stessa linea Antonio Talò, segretario

dei metalmeccanici e operaio, per circa 40 anni, dello stabilimento siderurgico. “L’azienda non ha mai voluto fare una discussione seria sulla cassa integrazione. Noi pensiamo che si voglia usare la cassa per altri scopi, come elemento di pressione sul governo. Usare i lavoratori è un errore. Questo governo deve uscire dallo schema degli annunci”, chiosa Talò.

PORTO DI TARANTO Immagine del quartiere Tamburi contiguo all’ex Ilva

Anna Piscopo

L’immunità penale

Fine “scudo” dal 6 settembre

Il Decreto Crescita è legge. Ok anche all’articolo 46 che abolisce l’immunità penale per commissari Ilva e futuri acquirenti per l’attuazione del piano ambientale. Lo “scudo” terminerà il 6 settembre. Questo pregiudicherebbe la capacità di gestire l’impianto, mentre si procede con il piano ambientale richiesto dal Governo italiano. Lo scudo è stato introdotto dal governo Renzi con due decreti legge, nel 2015 e nel 2016, per i commissari straordinari dell'acciaieria, per affittuari e peracquirenti prevedendo che le condotte poste in essere in attuazione del piano ambientale “non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa” in quanto “costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell'incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro”. Norma su cui ora pende un ricorso alla Corte costituzionale promosso a inizio febbraio dal Gip di Taranto. 1-15 luglio 2019

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Cani in spiaggia è ancora caos a metà stagione

La mancata indicazione da parte dei Comuni degli arenili liberi vietati agli animali, comporterebbe il libero accesso ovunque non ci sia un lido 12

TRA PRO E CONTRO La confusione normativa accende le polemiche tra i fautori del libero accesso dei cani alle spiagge e i contrari

In piena stagione balneare ancora tanti dubbi per i proprietari di cani sulle regole per godere di giornate di mare in compagnia dei propri amici pelosi. L’argomento, sembra ormai una prassi, provoca tanto il formarsi di due fazioni in continua lotta fra loro che sembra abbia “mandato in confusione” anche il legislatore. Il Consiglio regionale pugliese ha affrontato la materia lo scorso autunno, approvando a dicembre una legge ad hoc (“Norme per l’accesso alle spiagge degli animali da affe-

La confusione

La legge è già da cambiare?

La legge che regolamenta l’accesso alla spiagge degli animali da affezione, approvata a dicembre, è già da cambiare. Nella relazione relativa alla proposta di modifica il consigliere regionale Filippo Caracciolo (PD) afferma che “la necessità di modificare la L.R. n. 56/2018 nasce anzitutto dall'esigenza di renderla coerente con le vigenti circolari del Ministero della Salute e con il Regolamento di Polizia Veterinaria, oltre che con l'Ordinanza Balneare”. Il testo - continua Caracciolo - non solo non è stato condiviso, in fase di stesura, dalla struttura regionale competente in materia per gli opportuni raccordi, ma, allo stato, risulta totalmente disapplicato sia dai concessionari - neppure uno ha richiesto entro il 30 marzo le concessioni di cui parla la legge - sia dalle Amministrazioni locali, che lo ignorano e, come riferitoci, non sono nelle condizioni di applicarlo”. 1-15 luglio 2019

zione”) per regolamentare la materia. Già dal primo articolo, però, è forte la sensazione che qualcosa non quadri. La finalità dichiarata (art. 1 comma 1) è, infatti, quella di garantire l’accesso alle spiagge agli animali da affezione nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Nello stesso articolo il testo demanda ai Comuni l’indicazione di almeno un tratto di spiaggia libera nel quale consentire l’accesso agli animali precisando se con l’obbligo di utilizzo del guinzaglio o no. Un’eventuale decisione comunale di consentire l’ingresso nelle spiagge a cani non tenuti al guinzaglio sarebbe però in contrasto con l’ordinanza riguardante la tutela dell’incolumità pubblica del Ministero della Salute, che prescrive l’obbligo del guinzaglio in qualsiasi luogo aperto al pubblico. La confusione maggiore, però, deriva dal fatto che i Comuni avrebbero dovuto comunicare i tratti di costa nei quali non possono accedere gli animali e, in assenza di tale indicazione, l’accesso risulterebbe consentito in tutte le spiagge libere. La stessa Regione Puglia ha emanato inoltre, ad inizio aprile, l’ordinanza balneare 2019 nella quale, invece, vieta l’ingresso a qualsiasi tipo di animale, con l’eccezione di quelli di piccola taglia, in aree non appositamente autorizzate, attrezzate e segnalate. Ad oggi, dunque, il proprietario di un cocker o di uno spinone per capire se può andare


Demanio regionale

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In spiaggia solo cani sotto i 10 Kg

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in spiaggia con il suo cane dovrebbe avventurarsi in una complicata disamina della gerarchia delle fonti del diritto, materia solitamente riservata alla magistratura. La problematica non è sfuggita ai legislatori pugliesi che hanno presentato una proposta di legge a firma del consigliere di maggioranza Filippo Caracciolo di modifica della legge regionale tuttora vigente. La modifica consiste essenzialmente nel demandare ai Comuni non l’indicazione delle spiagge nelle quali è vietato condurre i cani, bensì l’individuazione di almeno un tratto di

La normativa

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L’ordinanza balneare emanata il 5 aprile dalla sezione Demanio e Territorio della Regione Puglia vieta l’accesso degli animali di affezione in qualsiasi spiaggia pugliese, non appositamente autorizzata, prevedendo delle eccezioni. Oltre ai cani considerati salvavita (cani guida per i non vedenti o cani per i diabetici) e alle unità cinofile di salvamento regolarmente autorizzate, potranno infatti accedere ai lidi (a discrezione del concessionario) e alle spiagge libere solo gli animali di piccola taglia. Questa definizione, per i cani, corrisponde ad un peso inferiore ai 10 chilogrammi. Secondo l’ordinanza i cani dovranno essere portati in braccio o in trasportino fino all’ombrellone assegnato (nel caso di lidi) che dovrà essere posizionato in una zona retrostante o comunque tale da non arrecare disturbo o disagio agli altri utenti. La stessa disposizione vale anche per le spiagge libere. spiaggia libera nel quale ne è consentito l’accesso. Questa zona, come previsto dall’ordinanza balneare, dovrà essere appositamente autorizzata, attrezzata e segnalata. In caso contrario non sarà consentito l’accesso agli animali ad eccezione di quelli di piccola taglia. La proposta di modifica, approvata in commissione, non è però ancora approdata in Consiglio regionale, lasciando intatti tutti i dubbi sulla questione. E intanto l’estate se ne va. Claudio Carbone

L’ORDINANZA Firmata dall’assessore Raffaele Piemontese, risulta in contrasto con la legge regionale varata lo scorso dicembre

Le (poche) regole certe per l’accesso dei cani in spiaggia

1.Il proprietario (o il detentore) del cane ha l’obbligo di avere con sé la museruola(1) 2.Nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico il cane va sempre tenuto al guinzaglio (con lunghezza massima di 1,50 metri) (1) 3.Gli animali che non risultano in regola con le vaccinazioni (certificazione non anteriore a sei mesi) non possono accedere né alle spiagge libere né agli stabilimenti balneari (comprese le zone eventualmente a loro riservate) (2) (3) 4.È vietato l’accesso ai cani con sindrome aggressiva e ai cani femmina in calore(2) 5.È consentito l’accesso dei cani-guida dei non vedenti, cani salvavita per diabetici e cani per il salvamento in mare(2) (3) 6.Se non espressamente vietata, la balneazione degli animali nelle spiagge libere è consentita sotto stretta sorveglianza e responsabilità del proprietario o del detentore(2) 7.Nelle spiagge libere è consentito l'accesso di animali d'affezione di piccola taglia, sotto ombrelloni posti in posizione tale da non arrecare disturbo o disagio agli altri utenti. Gli animali dovranno essere portati in braccio o in trasportino fino all'ombrellone e dovranno essere sempre mantenuti al guinzaglio(3) (1) Ordinanza 6/8/13 del Ministero della Salute; (2) L.R. n° 56 del 17/12/18; (3) Ordinanza balneare del 5/4/19 - sez. Demanio e Patrimonio Regione Puglia

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Bari dà un calcio ai pregiudizi: la città è ‘Pink’

Il Bari femminile ha fatto domanda di ripescaggio il 10 luglio per la A (dovrebbe essere accolta). Si lavora sul mercato

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SELFIE DI GRUPPO Le ragazze della Pink Bari festeggiano uno dei successi dell’ultima stagione contro la formazione dell’Orobica

Un calcio al pallone e uno ai pregiudizi. Le ragazze sono in campo. La Pink Bari, dopo la retrocessione in B della scorsa stagione, può ancora sperare nella massima serie: il calcio femminile riabbraccerebbe così l’unica realtà del Sud in un girone formato esclusivamente da squadre del Nord. A liberare un posto è stato il Chievo Verona Valpo che, ironia della sorte, nello scorso campionato aveva sentenziato la retrocessione delle baresi. La società clivense paga a caro prezzo un’altra retrocessione, quella della squadra maschile, che non

La riforma Figc

Il successo del calcio femminile

Il successo del calcio femminile in Italia è dovuto alla volontà della Federazione di rilanciare il movimento. La riforma della Figc del giugno 2015 è risultata, in tal senso, decisiva. La novità principale riguarda la possibilità per le società professioniste di acquisire il titolo sportivo delle squadre femminili di calcio. Come, ad esempio, hanno fatto negli ultimi due anni Juventus, Milan e Inter. Va da sé che squadre di livello e riconoscibilità internazionale facciano da traino al calcio femminile. Ci sono poi altri accordi che possono essere conclusi: dall’utilizzo dei marchi e dei segni distintivi, alla possibilità di acquisire quote di partecipazione in società di calcio femminile nazionale. Insieme a questi provvedimenti, la Federazione ha previsto l’obbligo per le società professioniste di tesserare almeno 20 calciatrici under-12, rispetto alla stagione precedente, all’interno del proprio settore giovanile, nonché di partecipare al campionato giovanissime e allieve con una squadra di calcio femminile. 1-15 luglio 2019

può più permettersi di portare avanti l’affiliazione con il sodalizio della Valpo. La Pink ha presentato domanda di ripescaggio il 10 luglio contemporaneamente all’iscrizione al campionato di serie B, come da protocollo. Debiti scongiuri a parte, la domanda dovrebbe essere accolta e il lavoro della società sul mercato prosegue esattamente in questa direzione. A cominciare dalla scelta del nuovo allenatore: Mimmo Caricola. Un profilo esperto, con alle spalle 18 anni di carriera in panchina, tra Eccellenza e Promozione. La Pink ha poi ufficializzato l’ingaggio di Nicola Iachelli, altra figura di assoluto spessore, che va ad arricchire lo staff tecnico del club in qualità di responsabile del mercato e dell’area scouting. Ma le novità non finiscono qui. L’opportunità di sfruttare l’onda lunga della popolarità del movimento, dopo i Mondiali francesi, non è passata inosservata. La presidente Alessandra Signorile e la club manager Isabella Cardone intendono sfruttare al meglio l’inaspettato stato di grazia, stringendo una vera e propria partnership con il Bari di Luigi De Laurentiis. Il primo tassello sarà quello di far crescere, come previsto da regolamento Figc, 20 calciatrici under 12 nelle giovanili del club biancorosso. Ma gli sviluppi della collaborazione tra le due società andranno certamente oltre il semplice adempimento delle norme federali. La Bari calcistica ha una grande opportunità: promuovere un movimento che abbracci l’intera


Il personaggio

città e che conquisti, passo dopo passo, i successi sportivi desiderati. La passione del pubblico barese è l’ingrediente che rende il piatto ancor più appetitoso. Una costante mai venuta meno, neanche negli anni più bui. ‘La Bari’ è l’amatissima e seguitissima formazione maschile, riconosciuta dai tifosi rigorosamente con l’articolo femminile davanti. Insomma, nell’attribuire questa definizione alla squadra, i baresi sono stati profetici. Oggi le due società sono chiamate a dare sostanza ad un percorso comune, fatto di sport, civiltà e progresso. Certo, il calcio femminile non è ancora paragonabile a quello maschile, soprattutto per gli interessi economici che muove. Tuttavia, sono stati proprio i Mondiali femminili di Francia a dimostrare quanto i veri appassionati di questo sport non facciano distinzioni di genere: la partita delle azzurre con il Brasile (solo per fare un esempio) ha fatto registrare un record per il calcio femminile, con oltre sette milioni di spettatori sintonizzati davanti alla tv. A partire dalla scorsa stagione, poi, Sky sport ha firmato un accordo pluriennale con la Figc per trasmettere una partita a settimana della serie A in rosa. Insomma, qualcosa sta davvero cambiando e la città di Bari non può che orgogliosamente farne parte. Le ragazze della Pink, in particolare, perché non hanno nulla da perdere ma tutto da conquistare.

Michele Mitarotondo

Il successo del calcio femminile va oltre le apparenze. A testimoniarlo non sono solo i milioni di telespettatori che hanno seguito i Mondiali di Francia 2019, ma soprattutto il senso dato al movimento dal discorso pronunciato da Megan Rapinoe a New York, durante le celebrazioni per la vittoria finale degli Stati Uniti. La Rapinoe ha esaltato il valore di uno sport nel quale le atlete (forse più che in altri casi) devono affrontare quotidianamente innumerevoli discriminazioni: <<Questo gruppo è così resiliente – ha dichiarato – così tosto. Abbiamo capelli rosa e viola, abbiamo tatuaggi e dreadlocks, abbiamo ragazze bianche e nere. E tutto quello che c’è nel mezzo. Abbiamo ragazze etero e ragazze gay>>. Le sue dichiarazioni non hanno risparmiato il presidente americano Donald Trump. Non è una novità, infatti, che l’iconica calciatrice americana sia una fiera antagonista delle politiche del presidente e un’orgogliosa sostenitrice dei diritti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender). Ma è stata la stessa Rapinoe a voler superare ogni tipo di divisione e, in questo, c’è tutta la forza del suo messaggio: <<Ci sono state così tante polemiche in questi giorni: ne sono stata vittima, ne sono stata anche autrice. Mi scuso per alcune cose che ho detto, non per tutte. È tempo di portare il discorso ad un altro livello. Dobbiamo collaborare tutti. Questo è il mio appello: fate quello che potete. Fate quello che va fatto. Uscite dal vostro guscio, siate migliori, siate più grandi di quello che siete mai stati prima. Dobbiamo essere migliori, dobbiamo amare di più e odiare meno. Dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno. Dobbiamo capire che è responsabilità di tutti noi rendere questo mondo un posto migliore. Penso che la mia squadra faccia un lavoro incredibile, assumendosi questa responsabilità. Fate tutto questo e sarete come questa meravigliosa squadra che ho alle mie spalle. Prendeteci come esempio. Questo gruppo è incredibile e ha sopportato tutto questo per essere qui a festeggiare. E l’abbiamo fatto col sorriso sulla bocca. Quindi fate lo stesso per noi. New York sei la migliore!>>.

t or Sp

Che discorso Megan Rapinoe

NEO-ALLENATORE La società biancorossa ha da poco ingaggiato l’esperto tecnico barese Mimmo Caricola

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