Anno 11 - N. 73 16-31 luglio 2019 Distribuzione gratuita
Premio Giornalisti del Mediterraneo 2016
MEDI@TERRANEO news - Periodico del Master di Giornalismo di Bari Ordine Giornalisti di Puglia - Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari Editore: Apfg - Bari Direttore Responsabile: Lino Patruno Registrazione Tribunale di Bari numero 20/07 del 12/04/2007
Redazione: Palazzo Chiaia-Napolitano via Crisanzio, 42 - Bari email: master@apfg.it
Vedi Bari quanto è bella
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Bari sogna in grande: il riscatto dei terroni
LA FOTO Il panorama mozzafiato del lungomare Nazario Sauro ammirato dalla muraglia del Borgo Antico
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Movida, trasporti, informazione turistica, servizi e visite da tutto il mondo. Bari tra le 10 regine d’Europa secondo Lonely Planet. È così?
“Il futuro di Bari è appena cominciato”. L’estate 2019 rappresenta per il capoluogo pugliese il giro di boa: dopo un percorso di crescita e rivalutazione, è arrivato un gratificante riconoscimento dalla guida Lonely Planet che, si spera, potrà rilanciare Bari e l’intera regione. La città di San Nicola è una delle regine europee del turismo. Vince il premio “Best in Europe 2019”, collocandosi al quinto posto nella classifica delle 10 mete da visitare in Europa al fianco di località come Alti Tatra (Slovacchia), Madrid (Spagna), Arctic Coast Way (Islanda), Erzegovina (Bosnia - Erzegovina), Shetland (Scozia), Lione (Francia), Liechtenstein, Vevey (Svizzera) e Istria (Croazia). Ecco la motivazione del riconoscimento: “Un tempo piuttosto trascurata, questa città portuale che sporge dal tallone d’Achille italiano, si gode una rinascita maturata nel corso di un decennio. Il rinvigorito centro storico dà il ritmo, e i negozi chiusi si trasformano in ristoranti a conduzione familiare dove le nonne cucinano piatti di orecchiette in graziose piazze. Ma i cambiamenti vanno oltre la pura estetica perché riaprono anche gli spazi culturali, dal ricercato Teatro Piccinni agli storici alberghi come l’Oriente, già condannati all’oblio, senza dimenticare Teatro Margherita in stile art nouveau, costruito su palafitte lungo il litorale e oggi riproposto come straordinario spazio espositivo. Grazie a una migliore vita notturna (che ne dite di un cocktail in una ex biglietteria?), alle vie più sicure e alle spiagge vicine più pulite, Bari sta tornando alla ribalta”. Ma è davvero tutto oro quello che luccica?
Nelle prossime pagine saranno analizzati cinque degli aspetti che hanno caratterizzato, secondo Lonely Planet, lo sviluppo della città. Una lente di ingrandimento sulla movida notturna che anima le strade del borgo antico e tutto il litorale di Torre Quetta e sull’impennata di nuovi servizi turistici come il boat&breakfast. I baresi sono entusiasti di questi progressi. Basta parlare con la signora Nunzia (famosa pastaia della città vecchia che fa le orecchiette sull’uscio di casa sua) che giurerebbe: “Dite a tutti i turisti che Bari è la città più bella del mondo, perchè poi quelli lo diranno ai loro amici e vedrete, se ne innamoreranno!” Il passaparola è importante, è vero, cosa può esserci di meglio di un cittadino che sponsorizza bene la propria città? Dall’altra parte invece c’è lo sguardo critico dei turisti che adorano la città ma sanno riconoscere anche le mancanze, come la scarsa pulizia, il malfunzionamento delle infrastrutture e dei trasporti e l’inadeguata informazione. Una città come Bari necessita di infopoint che abbiano innanzitutto un personale che sappia comunicare il proprio territorio e guidare gli stranieri nella scoperta delle bellezze architettoniche e culturali. Necessita anche di valorizzare i suoi punti di forza e sanare i suoi paradossi: un lungomare luminoso ma pieno di alghe e rifiuti, cibo tradizionale squisito ma ristoranti privi di menù tradotti e conosciuti solo dai residenti o il “ricercato Teatro Piccinni” che ancora non ha rivisto la luce dopo anni di promesse. Un quadro di chiaro scuri dunque, tante risorse e ottime basi. Ma ancora poca consapevolezza dei propri limiti. Se c’è quindi un messaggio che riassume l’euforia e la perseveranza della città è quello del sindaco Antonio Decaro: “Bari oggi dimostra che non esistono storie già scritte per chi ha il coraggio e la forza di alzare la testa, di lottare, di credere nei propri valori, nella bellezza, nella cultura, nell’accoglienza[...] Ai pregiudizi e agli stereotipi sui terroni noi abbiamo risposto trasformando Bari in una capitale del turismo del sud Europa”.
La redazione
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“Avete una cartina?” Come la vuoi, lunga o corta?
Come preparare le orecchiette a mano? Tra le iniziative degli info-point c’è un tour finale a casa della signora Nunzia, che svela la tecnica tradizionale
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LE VIE DELLA PASTA Nelle strade del borgo antico le signore mantengono viva la tradizione della pasta fresca fatta in casa
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Bari città turistica. È davvero così? “Signorina, mica stai a Ibiza. In un giorno la giri tutta”: sono le parole di un addetto del chioschetto adibito all’informazione turistica, alle spalle della stazione centrale. Che la simpatia di un operatore turistico sia uno dei requisiti essenziali per interfacciarsi con i nuovi visitatori, non è discutibile. Ma quanto questo modo di fare possa giovare ad una città che sta sperimentando da poco il piacere di ospitare un sempre più proficuo numero di turisti, è confutabile.
Secondo l’idagine effettuata da Marketing01, l’agenzia di Google specializzata anche in analisi della reputazione on line, risulterebbe che tra le ricerche più effettuate dai turisti internauti, le parole Puglia e Salento sono ai primi posti. Mettici il lungomare più lungo d’Italia, il porto peschereccio, aggiungici le vie del borgo antico con le signore che lavorano la pasta fresca sulla porta di casa e fanno asciugare le orecchiette sui telai, così come il profumo inconfondibile del “ciambotto” -
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il “miscuglio” di più varietà di pesce - per ottenere il ragù. E poi ancora immergersi nella storia, entrando nel cuore della Cittadella Nicolaiana, l’area che ospitò la residenza del Catapano. La stessa maestosa Basilica di San Nicola, tra archi e portali decorati, che confersce un forte punto attrattivo. La città è piena di risorse, ogni angolo rappresenta un pezzo di folklore e tradizione. Ma se prendi tutto questo e le mescoli con una cattiva informazione? Quando ci si rivolge ad uno sportello turistico, ci si aspetta preparazione e propositività, qualcuno che guidi i nuovi arrivati, credendo in ciò che dice. Un info point che si rispetti dovrebbe presentarsi come uno dei principali bigliettida visita per invogliare i visitatori a restare, divertirsi e perché no, tornarci. Per questo è curioso sapere in che modo vengono selezionati i nuovi operatori dell’informazione. Quali sono i requisiti richiesti per inviare la domanda d’assunzione? Innanzitutto chiariamo qual è l’ente promotore che gestisce e promuove l’offerta turistica territoriale della nostra Regione: Puglia Promozione. Si tratta di un’agenzia del turismo che opera da anni con Regione Puglia. Il personale viene gestito attraverso bandi di gara pubblici e, tra le abilità richieste ci sono: il possesso di una laurea magistrale; la conoscenza approfondita della lingua inglese; un’esperienza approfondita e documentabile nell’ambito di
gestione di rapporti istituzionali internazionali e pubbliche relazioni internazionali; predisposizione ai rapporti interpersonali, doti comunicative e abilità organizzative e di negoziazione; creatività, flessibilità, predisposizione all’innovazione e all’aggiornamento. Tra gli info point presenti nel centro della città di Bari, quello che si distingue per preparazione e professionalità, si trova alle porte della “città Vecchia”. Il personale, disponibile e preparato, durante una visita allo sportello, ci ha illustrato con chiarezza quelle che sono le loro proposte per scoprire gli scorci e le tradizioni baresi (tour personalizzati, con guide esperte, in bici, rickshaw, segway o a piedi e pasta experience e street food tour). Ma questo è un caso su dieci. Quello che dovrebbe essere il valore aggiunto di una città, in un’epoca ormai digitalizzata, sono la competenza e l’accoglienza, valori che si stanno perdendo proporzionalmente con la crescita dei mezzi tecnologici. Chiunque sarebbe in grade di visitare il portale online o scaricare l’app, per riuscire ad orientarsi e sapere cosa fare e dove andare. Se uno straniero si rivolge ad un servizio, fisicamente, può essere che voglia sentirsi “a casa”, magari si aspetta che qualcuno lo accolga con un sorriso e tanta professionalità. Il lavoro è per tutti, la passione per la propria città, a quanto pare...no. Marìcla Pastore
BARI DA UN RICKSHAW Tra le cose da fare: tour su una bici-rickshaw per ammirare i luoghi più suggestivi della città
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Do you like Bari? “Oh yes, ma... si può migliorare” Gli arrivi dei turisti stranieri sono sempre più in crescita. Il capoluogo pugliese, però, non è ancora all’altezza di alcune capitali europee
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LA FOTO Turisti appena arrivati a Bari che passeggiano nel borgo antico vicino alla basilica di San Nicola
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Gli stranieri amano Bari, più di quanto Bari ami gli stranieri. Nella città che è stata inserita tra le 10 migliori mete europee del 2019 da Lonely Planet, niente o quasi niente sembra essere a misura di “turista forestiero”. Se pensiamo che il capoluogo pugliese si è classificato solo dietro le montagne dell’Alti Tatra in Slovacchia, Madrid, la costa Artica dell’Islanda e la cittadina di Pocitelj in Bosnia Erzegovina, la bella gente, il mare e il buon cibo non possono essere abbastanza per affrontare una stagione turistica che promette di fare scintille. Analizzando i flussi turistici stranieri nel quinquennio 2012-2017 la crescita è del 71%. Per quest’anno, dimenticando il mese di maggio che a causa del maltempo ha ritardato l’inizio della stagione turistica, le stime continuano a essere in crescita. Non male. Tanti i francesi e i tedeschi, in aumento anche la presenza di sudamericani e di russi. In un tipico lunedì di mezza estate, a mezzogiorno, sotto il sole cocente, le stradine di Bari Vecchia brulicano di turisti che si aggirano meravigliati, ma anche spaesati. Si vede che la città li affascina, ma quelle vie non riescono a trasmettere fino in fondo tutta la storia di cui sono state testimoni. E i turisti se ne accorgono, si percepisce: Bari è come uno studente bravo, ma che potrebbe fare meglio se si applicasse di più. Un gruppo di turiste francesi lamenta l’ab-
bandono che c’è nel centro storico. Hanno adorato la città e l’accoglienza, ma alla domanda “si potrebbe migliorare qualcosa?” la risposta è stata immediata: la cura e la pulizia del territorio. La signora Nunzia che fa le orecchiette per strada è certamente una visione pittoresca, ma davvero Bari vuole lasciare soltanto quel ricordo? All’esterno della basilica di San Nicola, le foto si sprecano. All’interno: un rapido giro e via. Perché la basilica è bella, bellissima, ma quanta bellezza si perde se non si sa bene che cosa si sta guardando? I turisti si lamentano anche di questo infatti, non c’è traccia di guide o audioguide in tutta la chiesa. Un turista russo incontrato proprio nel borgo antico dice di essere a Bari da due giorni e ha già capito qual è il vero problema: Bari non è tra le mete più gettonate non perché non ha nulla da offrire, ma perché i baresi stessi non conoscono il potenziale della loro città. La basilica, il castello medievale, il mare, le vie dello shopping sono alla pari di città ben più blasonate, ma non vengono ben sponsorizzati. Ecco perché la maggior parte dei turisti stranieri arriva attraverso le crociere e la maggior parte di questi poi sceglie di visitare Alberobello o Matera. Quelli che invece restano a Bari, non sanno cosa aspettarsi e per questo restano sorpresi delle bellezze. Sorpresa e
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niente più, però. A parte qualche fotografia da riportare a casa. Sempre lo stesso turista russo fa notare un’altra pecca: la difficoltà negli spostamenti e la mancanza di infrastrutture adeguate. Non ci sono autobus, per esempio, dedicati ai turisti che magari facciano fare dei tour panoramici. Per questo, molta gente si sofferma soltanto in alcune zone, quelle più facilmente raggiungibili a piedi, mentre quelle periferiche rimangono nell’anonimato. Un’altra mancanza segnalata dai turisti, forse una delle più gravi considerando quanto la Puglia punti sul turismo gastronomico, è la carenza di ristoranti tipici. Almeno nel borgo antico. O meglio: ancora una volta i ristoranti ci sono, anche se pochi, ma non si pubblicizzano abbastanza. Siamo ormai nell’epoca in cui le App la fanno da padrone e specialmente quelle nell’ambito della ristorazione stanno spopolando ora più che mai. Per esempio, l’applicazione “TheFork” permette di prenotare direttamente dallo smartphone un tavolo in uno dei ristoranti convenzionati e, di più, molti di questi propongono degli sconti che arrivano fino al 50% del prezzo finale. Non si tratta dei soliti coupon che vincolano sul prodotto: si è liberi di consumare quel che si vuole e poi, sul conto, viene applicato lo sconto. Basta collegarsi a TheFork per
rendersi conto che su Bari pochissimi ristoranti hanno aderito a questa cosa e ancora di meno (due o tre al massimo) applicano gli sconti. Purtroppo, o per fortuna, i turisti si servono sempre più di questi mezzi e essere presenti su queste piattaforme faciliterebbe molto sia il lavoro dei turisti che non devono, sotto il sole cocente, girovagare alla ricerca di un posto in cui fermarsi e anche quello dei ristoratori, che così si farebbero trovare più facilmente. Maria Cristina Mastrangelo
LA FOTO Una via della città vecchia in cui ci sono negozi di souvenir e di prodotti tipici soprattutto per i turisti
I dati
La Puglia amata dagli stranieri
E’ il turismo internazionale a contribuire al consolidamento, al miglioramento qualitativo e all’allungamento stagionale del turismo in Puglia. La conferma arriva dai dati provvisori riferiti ai primi otto mesi del 2018 che vedono crescere gli arrivi e le presenze dall’estero del +10% a fronte di un calo del turismo nazionale stimato nel -2%. Gli stranieri che hanno viaggiato in Puglia nel 2018 l’hanno fatto soprattutto nei mesi di marzo, aprile e maggio (+25% le presenze rispetto all’anno precedente) con una predilezione per alloggi di fascia medio alta. Nel 2017, invece, la Puglia è stata la decima regione italiana per numero di pernottamenti complessivi, con il record di oltre 15milioni di presenze, superando, per il secondo anno consecutivo, Piemonte, Sardegna e Sicilia. Non ci resta che aspettare e vedere se questo trend sarà confermato anche nel 2019. 16-31 luglio 2019
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“Cusse a ddo stame iè u megghiìe paise”: ecco il cuore di Bari
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D ue s pa si
LE FOTO Il lungomare, il Teatro Margherita, la ruota panoramica, la Basilica di S. Nicola e tutte le altre bellezze di Bari
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Balla balla a Torre Quetta, drinka nella città vecchia La movida barese può essere sintetizzata in tre parole: divertimento, musica e mare a vista d’occhio. Insomma, ce n’è per ogni età
10 IL LUNGOMARE Uno dei choschetti in cui la gente si intattiene sorseggiando un cocktail o assaggiando qualche prodotto tipico
Si brinda nella città vecchia, si balla a Torre Quetta. La vita notturna sulla litoranea barese è nota per la sua vitalità, di quelle che fanno passare il sonno e accendono la voglia di divertirsi. Gente che affolla i locali, sorseggia un drink, si incontra per condividere la serata, tanto che la movida barese risulta una delle più coinvolgenti d’Italia. L’ha scritto Lonely Planet che nella classifica annuale delle dieci destinazioni europee da non perdere ha inserito il capoluogo pugliese al quinto posto. Fra le motivazioni del
riconoscimento: “Una vivace vita notturna che sta facendo tornare Bari alla ribalta”. Il centro storico della città si dirama in un labirinto di vicoli antichi che si intrecciano nella città vecchia con i suoi ciottoli e le antiche mura delle abitazioni. Ed è proprio in questo garbuglio di vie che si trovano numerosi locali in cui poter passare il pre-serata per poi dirigersi verso discoteche o altri luoghi, collocate al di fuori della città, in cui è possibile divertirsi fino all’alba. La movida “made in Bari “può essere sintetizzata in tre
in passato
Quando Bari vecchia era taboo, la gioventù del ‘90
Negli anni ’90 dove andavano a ballare i baresi? È ormai dall’inizio del nuovo millennio che la movida barese ha solo il nome “Bari vecchia” ma non è stato sempre così. Ce l’hanno raccontato le persone più anziane incontrate durante la nostra passeggiata nella città vecchia. È nel centro storico che oggi si concentrano la maggior parte dei locali, wine bar, rosticcerie ma un tempo non fu così. “Da qui (indicando le vie di Bari vecchia) io e mio fratello ci tenevamo lontani. Erano brutti tempi, la criminalità era spietata”, ci racconta Pasquale che oggi ha quasi 65 anni. E allora un tempo dove ci si divertiva la sera? La risposta che abbiamo ottenuto è stata “Ovunque, anche rioni come Carassi, San Pasquale pullulavano di gente sino al mattino seguente. Fuori dalla città c’erano molte più discoteche. Io avevo poche lire in tasca andavo sempre in un pub su via Principe Amedeo infatti alla fine degli anni Ottanta a Bari iniziarono ad aprirsi i primi pub”. Ci lascia Pasquale con gli occhi di un uomo nostalgico della sua gioventù. Un divertimento sano, ci tiene a sottolineare. Per lui i giovani del Duemila sono più fortunati perché a suo dire “poter godere di Bari Vecchia non ha prezzo”.
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Sequestro
Vietato alzare il volume
Un paese che ha cura del decoro e della quiete pubblica non permette alla vita notturna di prendere il sopravvento e di danneggiare la vivibilità urbana. È negli ultimi fatti di cronaca, precisamente risale al 30 giugno scorso, il sequestro eseguito dalla polizia della strumentazione musicale di un edificio di Torre Quetta per aver alzato troppo il volume della musica durante le ore notturne. Dopo le varie segnalazioni dei residenti, è arrivato il provvedimento. Una città riconosciuta fra i miglior luoghi turistici in Europa da Lonely Planet deve garantire serenità ai cittadini ma anche alle persone che la visitano nei mesi estivi. Il piano dei controlli a Bari riguarda le aree della movida, i pubblici edifici, i tratti di lungomare frequentati per i falò notturni in riva al mare, i luoghi di balneazione e le spiagge cittadine che ospitano molta gente.
parole: divertimento, musica e mare a vista d’occhio. A pochi passi dalla basilica di San Nicola, nella Bari vecchia, tra un cocktail e l’altro, tra un panzerotto ed un gelato si ascolta la musica live dei gruppi che interpretano i successi di band famose. Ce n’è per ogni età, la gente della notte barese è variegata, da madri e padri di famiglia ai ragazzi più giovani. Il litorale barese, la città vecchia è affollata tutto l’anno, non solo nei week end ma anche durante la settimana. La spiegazione forse è nel fatto che Bari rappresenta un polo universitario importante, una città aperta ai giovani di tutte le età, con la voglia di conoscere nuova gente e di evadere dalla routine della vita da studente. Non mancano pertanto le feste universitarie organizzate ad hoc dagli stessi studenti: alcune di queste, gli “Erasmus party”, sono dedicate proprio all’accoglienza degli stranieri che studiano in Puglia. E in estate? Lo abbiamo chiesto ad un gruppo di ragazzi, fingendoci forestieri, in un sabato sera nei vicoli della città vecchia: “Durante il periodo estivo meno giovani frequentano il centro, il cuore della festa è Torre Quetta, lido balneare sul litorale. Si riempie dalle nove di sera, ogni giorno la musica è sparata a tutto volume, la mettono i locali del posto o chiamano band per suonare e la gente balla balla, sino a perdere quasi la cognizione del tempo”.
Ballando la notte pugliese si anima di gente che sconfigge il caldo bevendo una bevanda fredda presa da uno dei chioschetti che costeggiano il lido di Torre Quetta. Abbiamo proseguito il nostro tour nei luoghi della movida barese visitando appunto Torre Quetta. Ad animare la serata il concerto dei Terraross, band nostrana capace di far muovere la gente a suon di pizzica. Un assaggio in piccolo della Notte della Taranta, considerando che la band si esibisce anche nel concertone di Melpignano. Sotto il palco gli atteggiamenti della gente che cerca di imitare i passi di quella danza, tipica del Salento e capace di coinvolgere tanta gente. “Il mare è sempre sullo sfondo ed è così che Bari non ha proprio nulla da invidiare a Rimini, Riccione, al litorale emiliano -a dircelo è un ragazzo di 18 anni che molto spesso passa le serate con la sua comitiva di amici a Torre Quetta. “Impossibile non divertirsi a Bari, tutto quello che cerchi c’è. Anche i turisti animano il lungomare e la gente straripa dai locali notturni. L’unico problema- continua l'esercente- è quello di controllare sempre il documento di identità, in modo tale da non sbagliare e non vendere l’alcool a minori”. Poi ci chiede il documento e ci serve un cocktail. Inizia anche per noi il brivido della notte barese. Mariamichela Sarcinelli
11 TORRE QUETTA Il concerto dei “Terraross”, band nostrana che si esibirà anche durante il concertone della Notte della Taranta
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Prendilo, prendilo quell’autobus chiamato desiderio Il sito Holidu ha stabilito che la Puglia è una delle mete più ambite per le vacanze estive. Il premio di Lonely Planet è solo una conferma
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SAN NICOLA La Basilica del Santo patrono, capace di attrarre migliaia di turisti soprattutto russi e dall’Est Europa
Sono anni che il “Tacco di Italia” è nella top ten delle destinazioni preferite per trascorrere le vacanze estive. Insieme a Sardegna e Sicilia, la Puglia è una delle punte di diamante del turismo italiano, complici il bel mare, l’ottimo cibo e i prezzi non troppo esosi. Ma la consacrazione a “must to see” è arrivata quest’anno con la celebre rivista australiana dedicata ai viaggi “Lonely Planet” che ha posto Bari - unica città italiana - nella “Best in Europe 2019”, la lista che ogni anno
Lonely Planet
Girare il mondo con una guida
La rivista di viaggi più autorevole e famosa al mondo debutta nel 1973: “ Across Asia on the Cheap” è la prima narrazione di un viaggio dalla Turchia fino all'India e al Nepal, attraverso Iran, Afghanistan e Pakistan, scritta dai coniugi Tony e Maureen Wheeler. In poco tempo il volume divenne un piccolo best seller in Australia e in tre mesi vendette ottomila copie. Inizialmente, era incentrata solo sull’Asia ma già a partire dal 1989 erano 70 le guide disponibili per altrettante mete. Il nome fu creato in base all'assonanza con l'espressione lonely heart "cuori solitari”, alludendo al fatto che il pianeta si senta solo, dunque invitando il lettore a fare i bagagli e a visitarlo. Oltre a pubblicare guide dedicate ad interi continenti o vaste regioni (shoestring), la Lonely Planet pubblica anche i frasari di viaggio, che con ampie sezioni dedicate alla socializzazione con le popolazioni locali, gli usi e costumi, la religione. 16-31 lugluo 2019
in primavera viene stilata per suggerire le destinazioni da vedere almeno una volta nella vita. Centro storico dai colori caldi e dall’atmosfera accogliente, un’ottima cucina fatta “in casa”, il mare e le bellissime spiagge sono alcune delle motivazioni riportate. Una descrizione allettante, resa ancora più suggestiva dal suggerimento (nascosto) che Bari rappresenti anche il punto di partenza per poter visitare e scoprire altri luoghi magici della Puglia come il Salento, con i suoi splendidi litorali e con il Barocco leccese, o la Capitanata, con il parco nazionale del Gargano passando per Alberobello e Castel del Monte, patrimoni dell’Unesco. Ed è effettivamente così, a patto che si possegga o noleggi una macchina o un motorino. Perché, se un turista avesse la malsana idea di percorrere i 400 km di lunghezza della Puglia affidandosi solo ai treni e agli autobus, passerebbe la maggior parte delle sue vacanze in viaggio e alcune località gli resterebbero precluse. Nonostante le 4 reti ferroviarie (la SudEst che collega Bari fino a Taranto; le Ferrovie Appulo Lucane che offrono collegamenti con la Basilicata; la Ferrotranviaria che collega la provincia BAT e infine le ferrovie del Gargano che però fungono da collegamento solo nella zona di Foggia) e due aeroporti (a Brindisi e a Bari), l’entroterra pugliese resta ostico da raggiungere. Castel del Monte, per esempio, è raggiungibile con i mezzi pubblici
It ra t or sp i
solo dal 1° aprile al 31 ottobre, e fino alle ore 19.45 perché poi il 6, l’autobus urbano che riporta in stazione dove si riprendere il treno regionale diretto a Bari o Barletta, interrompe la corsa. Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, è ancora più sfiancante da raggiungere: due ore di treno e due ore di autobus, il tutto solo ad andare. Certo, si potrebbe obiettare che magari girare tutta la Puglia è un po’ complicato. Magari se si decidesse di visitare una sola zona, piuttosto che spaziare, il muoversi senza macchina risulterà più sem-
Siti UNESCO
plice. Decidendo di rimanere nelle vicinanze di Bari, per esempio, la riserva naturale di Torre Guaceto, subito dopo Ostuni, resta irraggiungibile senza un mezzo proprio. Sia che si giunga da Monopoli (Bari), sia che si arrivi a Carovigno (Brindisi), la riserva naturale la vedi solo da lontano. E la cava di bauxite a Otranto? Quattro ore tra treni e autobus (solo andata). No, non è il teletrasporto che vogliamo. Anche un minimo per poter essere davvero al livello del resto d’Europa. Simona Latorrata
PAESAGGI NATURALI I muretti a secco e le balle di fieno sono il paesaggio tipico che si può ammirare durante tutta l’estate
Puglia 5 bellezze: dal 1996, non solo siti da tutelare
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha riconosciuto in Puglia ben cinque siti da tutelare per la loro bellezza e importanza storica, sociale e naturale. - Castel del Monte (Andria): inserito nei siti Patrimonio nel 1996, si trova a circa 60 km di distanza da Bari. CostruIto dall’imperatore Federico II di Svevia nel 1240, è celebre per il rigore matematico della sua planimetria, basata sul numero otto, e il suo posizionamento studiato in modo tale da creare simmetrie di luce nei giorni di solstizio ed equinozio. - Trulli di Alberobello (Bari): beni da tutelare dal 1996, sono tipiche abitazioni in pietra calcarea costruiti con una tecnica risalente all’epoca preistorica. Ad Alberobello vi è la massima concentrazione: 1500 strutture. - Monte Sant’Angelo (Foggia): nel 2011, il santuario meta di pellegrinaggio fin dall’antichità entra nella lista dei beni da tutelare. - Foresta Umbra (Foggia): il suo nome lo deve all’ombra prodotta dai suoI alberi, che si estendono per circa 400 ettari all’interno del Parco del Gargano. Nel 2017 l’UNESCO riconosce come bene da tutelare le sue faggete vetuste. - Muretti a secco: sono costituiti da pietre modellate in modo che si incastrino le une sulle altre rimanendo stabili una volta posate, in totale assenza di malta o altro materiale cementante. La Puglia ne detiene il maggior numero. 16-31 luglio 2019
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Colazione a prua, pranzo a poppa è il b&b sull’onda
Il futuro del turismo a Bari è il Boat&breakfast. Permanenza e tour in barca, un’ esperienza originale sempre più gettonata tra i turisti stranieri
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IN TOUR SUL MARE Sulla barca è possibile fare delle mini crociere che portano a Polignano, Monopoli fino a Vieste
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Dormire cullati dalle onde del mare, guardare l’alba o il tramonto da un oblò privato e godersi Bari e le zone più caratteristiche della Puglia da un’altra prospettiva. E’ il caso di dirlo. I turisti non vogliono rimanere con i piedi per terra. Vogliono il mare, ma non solo per farci il bagno, vogliono viverlo, goderselo a pieno. D’altronde è uno dei motivi principali per il quale vengono a farci visita. Lo hanno capito alcuni imprenditori baresi che hanno avviato l’attività del boat&breakfast. Nata nel Nord Europa (nello specifico in Olanda con le cosiddette “house boat”), l’idea di utilizzare le imbarcazioni come bed and breakfast si è diffusa pian piano in tutta Europa, prima ad Amsterdam, poi tra i canali di Londra e oggi finalmente in Puglia. “Bari è una città che si affaccia sul mare, quindi ho pensato che si poteva offrire un servizio marittimo ai turisti, a chi non ha mai messo piede su una barca, soprattutto su una barca a vela che da’ delle emozioni diverse rispetto ad altri tipi di barche”. Sono le parole di Vito Mancini, ex imprenditore barese di 60 anni, che, assieme a sua moglie Vita, ha deciso di sfruttare la loro “Waypoint Azzurra”, barca a vela di 34 piedi, per ospitare i turisti. Non solo, Vito, munito di patente nautica e di esperienza (ha partecipato a diverse regate), offre ai turisti la possibilità di fare una mini crociera coast to coast che parte dal
Porto di Bari e va da Monopoli fino a Vieste. “I turisti - ci spiega - vengono principalmente dall’Inghilterra, America, Australia, molti dall’Est Europa come Ungheria, Romania e Russia. Questo mese anche una signora da Israele”. I signori Mancini, pur non parlando un perfetto inglese, riescono a farsi capire e a non avere alcuna difficoltà nella comunicazione. Accolgono gli ospiti e fanno trovar loro sul tavolo dell’imbarcazione il tipico cibo italiano: parmigiana, vino, pane. Vito ci spiega anche come avviare un’attività del genere e cosa c’è dietro: “Non è stato difficile cominciare, ho avuto solo qualche problema in capitaneria di porto, dove non erano molto preparati, ma nel giro di una settimana ho risolto il problema sia sotto il profilo burocratico che quello fiscale. Poi è stato tutto lavoro online. Io sono presente sulle varie piattaforme tipo Airbnb, Booking, HomeAway ecc. Sono nate anche alcune agenzie di boat&breakfast, che mi hanno contattato, ma ho notato che non funzionano molto. Tre anni fa ho aperto anche il mio sito e sinceramente, non mi serve utilizzare nemmeno i social”. Mancini ci fa poi un quadro generale della situazione in zona: “Tra Bari, Monopoli e Trani oggi a svolgere quest’attività saremo una decina. Non siamo molti. La logica economica non è condivisa, conosco i prezzi degli altri ospitanti, ma ognuno decide le
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Il mare d’inverno
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proprie tariffe, in base a quello che offre”. Poi torna a parlarci del tour: “Il mini tour può variare. Naturalmente se l’ospite rimane solo un giorno, lo porto ad esempio solo a Giovinazzo. Se invece rimane 3 o più giorni, si può andare oltre. Solitamente i turisti mi chiedono di andare a Polignano, io propongo altre mete, tipo Monopoli, che è una chicca più romantica, comoda e lontana dal turismo di massa”. Insomma Bari è solo il punto di partenza? Eppure non è Polignano la città che ha vinto il premio Lonely Planet, non è Polignano tra le 10 mete turistiche del 2019, bensì il capoluogo pugliese. La riflessione dell’ex imprenditore lascia molti punti di riflessione: “Bari è sicuramente privilegiata perche c’è l’aeroporto, però molti vengono per Polignano o Matera. Poi magari scoprono anche Bari e piace tanto come città. Il problema è che Bari non è altro che un turismo di transito. Gli ospiti non rimangono più di 3 giorni nella città. Una volta visto il borgo antico, si spostano. E’ vero che Bari ha una grande storia ed è amata, però è un dato di fatto che difficilmente ci rimangono per una settimana intera”. Magari l’attività di boat&breakfast farà capire proprio questo agli stranieri e Vito sembra appoggiare la tesi : “Si, amano Torre Quetta, Pane e Pomodoro, ora hanno riaperto anche il Teatro Margherita che è me-
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Il boat&breakfast è un servizio turistico prettamente estivo. Ma chi dice che l’attività di escursione non si possa fare anche d’inverno? Molti possessori di imbarcazioni non si fermano davanti alle condizioni climatiche avverse. Vito Mancini, infatti, promuove uscite didattiche da ottobre ad aprile. Non sono dei veri e propri corsi teorici ma uscite istruttive che si possono effettuare anche nella stagione più fredda. Pacchetti di 5 uscite con massimo 7 persone a bordo, per avvicinare i nuovi utenti alla vela e metterli nelle condizioni di noleggiare una barca senza skipper. Chi dice che l’ospite debba avere solo un ruolo passivo? E’ un’occasione dunque per arricchirsi, per imparare come funziona la guida e la navigazione di una barca a vela, come domare il vento e le onde e godere comunque della visione della terra pugliese in un quadro più cupo ma comunque affascinante. raviglioso visto dal mare. Poi Bari a differenza di altre località ha ottimi prezzi. Stiamo capendo che si può davvero vivere di turismo”. Infine Vito fa una “recensione” dei suoi ospiti: “Nel 70% dei casi vengono coppie, poi registro alcune famiglie. Infine, ogni tanto, vengono gruppi di amici/amiche. Se c’è una cosa che noto, che si trasforma spesso anche in difficoltà, è che alcuni di loro pensano che siamo ancora un po’ in Africa, un po’ sottosviluppati dal punto di vista culturale ed economico. Spesso mi è capitato di incontrare ospiti che pretendevano di pagare poco, molto poco. E notiamo che lo fanno soprattutto coloro che vengono direttamente a Bari, coloro che invece fanno un tour dell’Italia, partendo dalle città del Nord, non fanno questo tipo di ragionamento. Altra tendenza è il lamentarsi del fatto che nei ristoranti ci siano solo menù in italiano. E che spesso anche i camerieri non parlano bene l’inglese e che non riescono a descrivere e consigliare i piatti in maniera idonea”. Insomma, un po’ viziati forse, ma anche persone da cui dovremmo imparare tanto, ad esempio come si gira il mondo e come ci si approccia alla concezione di viaggio. Vito e sua moglie Vita, hanno deciso di trasformale la passione di una vita in un servizio per queste persone, ma soprattutto per la loro splendida città. Michela Lopez
WAYPOINT AZZURRA L’imbarcazione a vela davanti al lungomare Nazario Sauro e alla ruota panoramica di Bari
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