Skip to main content

Eco del Levante ottobre 2026

Page 1

L’ Eco d i Leva nto M are e M onti è

l’eco

Mensile fondato nel 2003 da Sonia Maestro Rodolfo

DEL LEVANTE Anno XXIII - N° 247 ottobre 2026

Se sei interessato a conoscere le iniziative culturali, curiosità sulla storia e il territorio e la cronaca delle Baie del Levante, delle Cinque Terre e della Val di Vara, abbonati al nostro mensile. Puoi riceverlo anche via mail. Trovi tutte le informazioni all'interno!

La cura della salute da aggiustare

MA S S I M O N I C O L Ò La “Sanità in Liguria” è cambiata. Non è uno slogan, ma la sintesi di un anno di lavoro concreto, misurabile nei numeri e nelle riforme strutturali avviate. Quest’anno, grazie all’Assessore Massimo Nicolò ha segnato una svolta configurandosi come l’anno del consolidamento.

Osteria Tumelin

Via Domenico Grillo, 32, 19015 Levanto SP Telefono: 0187.808379

Lo sappiamo tutti: il corpo non è una semplice macchina da riparare in officina, ma va sempre inserito nella sua storia personale, emotiva e sociale. La cura reale richiede ascolto, empatia e tempo, elementi spesso sacrificati dai ritmi frenetici del sistema sanitario. Spesso si interviene solo quando la malattia si è già manifestata, trascurando la prevenzione e il benessere quotidiano. Accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in tempi brevi è diventato una vera e propria corsa a ostacoli. Le statistiche e i rapporti sociosanitari confermano che le liste d’attesa interminabili, la carenza di personale medico e infermieristico e il sottofinanziamento cronico stanno mettendo a dura prova il principio di universalità della nostra sanità pubblica. Quale soluzione si può portare? Incominciamo a pretendere il rispetto delle Classi di Priorità: ogni ricetta medica per visite specialistiche ed esami diagnostici deve riportare obbligatoriamente un codice di priorità. La ASL è tenuta per legge a garantirti l’appuntamento entro i limiti previsti da quel codice: • U (Urgente): da eseguire entro 72 ore. • B (Breve): da eseguire entro 10 giorni. • D (Differibile): entro 30 giorni per le visite/60 giorni per la diagnostica. • P (Programmata): entro 120 giorni. Se la struttura pubblica non è in grado di garantirti la prestazione nei tempi previsti dalla tua classe di priorità, l’Azienda Sanitaria deve farsi carico della differenza dei costi. Tu pagherai soltanto il costo del ticket associato alla ricetta. Giulio Rodolfo


l’eco INTERVISTE INTERVISTA A MASSIMO NICOLÒ a cura di Guido Ghersi

Massimo Nicolò è nato a Genova il 24 febbraio 1970. Ricercatore e professore universitario, specializzato nelle maculopatie, è responsabile del Centro Retina medica, Maculopatie e Uveiti del policlinico San Martino di Genova. È stato vicesindaco e assessore alla Salute dei cittadini, Servici civici, Informatica e Statistica del Comune di Genova. Aattualmente Assessore della Regione Liguria alla Sanità, politiche socio-sanitarie e sociali. Le sue prime parole: “Ci saranno tante cose che dovrò imparare ma mi e ci rimboccheremo le maniche già da domani per rendere sanità ligure migliore e garantire il benessere a tutti i cittadini della Regione”

Ristorante Trattoria Cavour Mab

“Ho accettato l’incarico con entusiasmo, non senza preoccupazione perché è una patata bollente, ma sono pronto ad accettare la sfida. Da medico conosco come funziona all’interno molto della sanità, sicuramente non tutto. Ci saranno tante cose che dovrò imparare ma mi e ci rimboccheremo le maniche già da domani per rendere la sanità ligure migliore e garantire il benessere a tutti i cittadini liguri”.

propone ampio menù dagli antipasti fino ai secondi a base di pesce fresco

Sono queste le prime parole del nuovo assessore alla Sanità della Liguria, Massimo Nicolò, 54 anni, medico di Genova durante la presentazione della Giunta Bucci.

Piazza Cavour 1 - Levanto Tel. 0187 808497 2


l’eco SOMMARIO

L’INTERVISTA DI PRIMA PAGINA

MASSIMO NICOLÒ

Il nostro Direttore Cav Guido Ghersi intervista Massimo Nicolò, nato a Genova, ricercatore e professore universitario, specializzato nelle maculopatie, già vicesindaco di Genova, attualmente Assessore della Regione Liguria alla Sanità, politiche socio-sanitarie e sociali. Pag 1-4

La cura della salute da aggiustare Pag 1

a cura di Giulio Rodolfo

ATTUALITA’ Sorellanza

Massimo Nicolò

Pag 5-7I

di Cristina Amelio

Il Caso Regeni

Pag 8-9

di Oscar Marcheggiani

Un passo nel futuro

“Proprio per l’importanza di questa di Mauro Maricino Pag 10-11 delega – ha detto il neo assessore Sanità ingiusta Pag 12 – che rappresenta gran parte del di Gianluca Castellini bilancio della regione, ci sarà una serie di persone che avrà un ruo- SPORT Pag 13 lo per cercare di finalizzare meglio Il calcio Ligure di Cesare Righi alcuni passaggi: Enrico Castanini, che si occupa di digitalizzazione RICERCHE ma non solo, e darà sicuramente I Recuperanti Pag 14-16 una grossa mano all’assessorato; a cura di Antonio Gussoni Angelo Gratarola che anche con il suo ruolo nel CdA di Aifa potrà RACCONTI fare da trait d’union con questo Canti per Francesca III Episodio Pag 17-19 organo che è fondamentale per la a cura di Rita Caserta paura dell’abbandono farmaceutica; Luciano Grasso che La a cura di Gina Viviani Casanova Pag 20-22 ha un passato glorioso da DG e quindi ci aiuterà nel gestire anche STORIA la comunicazione con i DG delle Personaggi del passato Asl; Santiago Vacca che si occu- Galvano da Levanto Pag 23 perà della parte amministrativa ed a cura di Angelo Terenzoni economica della delega. COLORI E MITI Poi abbiamo pensato con il presi- Alberi: Il Fico Pag 24 dente Bucci di creare un gruppo di di Maria Grazia Dellera e Caterina Corradino medici, ognuno esperto e specialista in vari settori, scelti in tutta la MEDIA regione Liguria, scelti e coordinati da Matteo Bassetti, che avranno RICETTE: Mandilli de sea a cura di Guido Ghersi Pag 25 una valenza e un ruolo consultivo, LIBRI: La classifica per dare informazioni e consigli a cura di Corrado Oppecini Pag 25 Dr, Nicolò, Lei ricopre la carica di Assessore alla Sanità, politiche socio-sanitarie e sociali nonché 3° settore dal 2024. Lei un “medico oculista” nonché professore universitario, ed è stato già Vice-Sindaco ed assessore del Comune di Genova.

LIBRI: Oasi di pace Pag 26 POESIA: Settembre ... Andiamo a cura di Enzo Pag 26 a cura di Guido Ghersi

CONCORSO LETTERARIO: Rina Gatti a cura di Giovanni Paoletti

3

CRONACA DELLA LIGURIA Il docufilm Rinascita Elfica a Venezia a cura di Sonia Bianchera Pag 27 La scrittrice Gina Viviani Casanova a cura di Guido Ghersi Pag 28 Turismo in Liguria a cura di Guido Ghersi Pag 29 Sestri Levante per il territorio a cura di Guido Ghersi Pag 29 Rapallo Fotografia Festival a cura di Elisa Folli Pag 30-32 Servizio Civile universale Pag 32 a cura di Segreteria ANCI Liguria Trovati reperti bellici a Framura Pag 33 a cura di Giulio Rodolfo Liguria prima in Italia per Bandiere Blu Pag 33 a cura di Guido Ghersi

CRONACA DI LEVANTO Scoperta in Piazza del Popolo una targa per la Loggia Medioevale a cura di Guido Ghersi Pag 34 Appiproject per il Trofeo del Dilettante a cura di Alberto Parravicini Pag 34 TAM TAM riprende i corsi a cura di Gianluca Castellini

Pag 34

CRONACA DELLE 5 TERRE Concluso intervento Comune di Vernazza a cura di Guido Ghersi

Pag 35

Il Parco delle Cinque Terre per la manutenzione straordinaria delle monorotaie a cura di Guido Ghersi

Pag 35

CRONACA DELLA VAL DI VARA A Brugnato sorgerà un Polo logistico della colonna mobile regionale di Protezione Civile a cura di Guido Ghersi Pag 36 Approvata convenzione per recupero Cappella del Ritrovamento di Soviore a cura di Guido Ghersi Pag 37 Perchè si dice Paganini non ripete? a cura di Guido Ghersi Pag 37 Cristoforo Colombo e Zignago

Pag 26

a cura di Eugenio Bruno Bolleri

Pag 38


Inoltre, abbiamo rafforzato gli interventi sulla disabilità, con il “Progetto di Vita” e la “Centrale Unica per la disabilità”.

Ci può spiegare il problema delle “liste d’attesa”? Certo, è uno dei fronti più sentiti dai cittadini, ha registrato un significativo miglioramento. I dati relativi alle prestazioni, con classe di priorità B, quelle da erogare entro 10 giorni, hanno mostrato un importante passo avanti, l’obiettivo è continuare nel miglioramento delle liste d’attesa attraverso un’unica regia con programmazione e controllo centralizzato e un sistema proattivo di cura dei pazienti cronici, capace di intercettare ed accompagnare ogni persona nel proprio percorso di cura. Vorrei chiederle del rafforzamento della sanità sul territorio. Abbiamo completato ben 32 “Case di comunità” ed ancora 11 “Ospedali di comunità” e 17 “Centrali Operative Territoriali: Sono le strutture di prossimità che cambiano il rapporto tra il cittadino e il sistema sanitario: non sono ospedali come unico riferimento, ma una capillare rete di servizi, vicini a casa Inoltre continuiamo ad investire in prevenzione, assistenza, digitalizzazione, farmacie dei servizi ed elisoccorso. Ci può parlare della “Centrale unica 118? Abbiamo riorganizzato la rete dell’emergenza con la riorganizzazione di una centrale unica regionale 118 e l’attivazione del numero unico 116117 per la gestione delle minori patologie. Un servizio rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri; include geolocalizzazione e servizio di interpretariato telefonico, con chiamata gratuita sia da rete fissa che mobile, senza bisogno di prefisso, chenon sostituisce il numero unico di emergenza 112 (o 118); in caso di

Per gli anziani, sono stati confermati i “bonus badanti”, e “Custodi sociali” nonché il “il “Tavolo regionale per l’invecchiamento attivo”, un organismo di consulenza e coordinamento istituito per supportare le giunte nella programmazione di politiche integrate dedicate alla longevità e agli over 65. Rimane saldo l’impegno della Reurgenza la chiamata viene trasferi- gione in materia di disabilità, sostegno ai “caregiver”, domiciliarita automaticamente Un sistema sempre più coordinato tà e “Silver Economy”, il sistema significa risposte più rapide ed ap- economico che si concentra sui propriate per ogni tipo di bisogno bisogni, sul consumo e sul potere d’acquisto della popolazione sanitario. più matura, in particolare degli Che cosa ci dice dell’ Azienda over 50 e degli over 65, perchè Sanitaria Unica? una comunità si misura anche da Quest’anno è stata costituita l’A- come prende cura delle persone zienda Sanitaria Unica che ridise- più fragili. Sono disponibili ogni giorno dalle 9:00 alle 21:00 nei presidi di primo e secondo livello Infine, ci può descrivere il progetto “Chiedi a me?” Certo, sono circa 80 operatori e volontari (chiamati “facilitatori”) indossano una casacca azzurra con la scritta multilingue “Chiedi a me” presenti in tutti i “Pronto Soccorgna la governance del “servizio so” della Liguria con il compito di sanitario regionale”, accorpando le vecchie ASL locali in un unico orientare i pazienti e i loro famigrande ente amministrativo a li- liari, ridurre il disorientamento vello regionale, ottimizzando i co- nei momenti di maggiore fragilità e garantire che nessuna si senta sti e centralizzando i servizi. solo. La Regione, cosa fa per le politiche sociali? Una moderna sanità non è solo efContinuiamo con i progetti più ap- ficiente, ma è capace di ascoltare: prezzati dalle famiglie. è vicina. Nidi gratuiti è la rete dei “Centri per la famiglia”. 4

Grazie Assessore Nicolò e buon lavoro!


l’eco

SORELLANZA (... continua... )

ATTUALITA’ Non smettiamo di ridere. “Che ne dici di un po’ di the? È giunta l’ora, mi sembra…” proponi, spegnendo la musica. “Sì, idratiamoci, ho una sete pazzesca”. Mi ricompongo i capelli e la camicetta. “Quanta confidenza ci lega. Sono trascorsi dieci anni dal nostro primo incontro.” “È vero. Mi sembrano di più, invece … Noi siamo invecchiate, i nostri figli ora sono adolescenti.” Rispondi quasi sottovoce, come se pensassi anziché parlare. Il tempo trasforma lentamente le vite di tutti e lascia la sua traccia. Le nostre, le ha attraversate lasciandoci sottili rughe intorno agli occhi e alla bocca. Ti osservo disporre le tazze di porcellana, posare i cucchiaini d’argento, piegare i tovaglioli con i fiorellini ricamati da tua suocera, sistemare i biscotti in una ciotola di legno comprata in montagna durante le tue vacanze invernali, immergere le bustine nell’acqua calda. Ognuno di questi gesti, che all’apparenza possono apparire semplicissimi, se non banali, acquistano un’eleganza particolare, niente lasciato al caso. Sento una malinconia improvvisa che mi spinge sull’orlo di un pianto, un senso di perdita che non riesco a sopportare e che diventa ancora più ingombrante quando mi accorgo che il tuo sguardo si è rattristato.

a cura di Cristina Amelio

Sei solo affaticata per aver ballato tanto, forse abbiamo esagerato, penso. “Tutto bene?” oso chiederti anche se so che mi mentirai. “Benissimo, solo un po’ stanca, ma mi è piaciuto tanto ballare. Da quanto tempo non lo facevo. Comunque tutto bene. Tu?” “Sì, sì” rispondo, bugiarda anch’io. I momenti che si vivono sorseggiando il the sono preziosissimi, hanno un qualcosa di magico. Forse la lentezza dei gesti, il profumo delle diverse fragranze, o dei biscotti, o il rumore del cucchiaino che, facendolo girare, scontra la tazza ed emette sempre lo stesso rumore sottile, o le parole che volano leggere e diventano una cura, o i silenzi tra un sorso e l’altro che sono piccole pause dell’anima. “Non ho paura, vorrei solo sistemare tutto prima” mi confessi improvvisamente mentre sgranocchi un biscottino allo zenzero. Non aspetti una risposta e continui: “Spero di avere abbastanza tempo, mi serve solo quello. Non ho bisogno d’altro.” Non è vero, Laura, ti servono le terapie giuste, forse una seconda operazione, e poi medici che ti rassicurino e ti facciano guarire. Ti serve ancora vivere. Hai tanti sogni da realizzare. Sistemare la camera da letto della tua casa in montagna, piantare nuovi fiori in giardino, fotografare nuovi tramonti. 5

E poi correre, ridere, ballare come e più di stasera, riavere i tuoi capelli castani e andare dalla pettinatrice per farti fare i ricci. E molto altro. Vorrei dirtelo, anzi gridarlo, ma trattengo le parole e le lacrime e il fiato. In fondo niente è sicuro, non dobbiamo smettere di sperare. “Andrà bene, ne sono certa”. Ti abbraccio arrabbiata. “Hei, non rabbuiarti. Dai, volevi che ti insegnassi a usare l’uncinetto. Mettiamoci al lavoro.” Porti gomitoli di tutti i colori e quel piccolo strumento che, se usato con la tua capacità, sa creare opere d’arte. Mi prendi la mano e accompagni le dita in modo che possa muovere bene sia la lana che l’uncinetto e, senza troppo sforzo, dopo qualche minuto, mi illudo di comporre una sciarpa o qualcosa di molto simile. Tu, invece, stai intrecciando una coperta a righe, “È per il letto della casa in montagna”, mi avevi detto qualche mese fa. Pensavo l’avessi finita, invece non sei ancora a metà.


In silenzio, lavoriamo senza pause.

Ho donato sempre tanti soldi a Enti e Associazioni perché guarissero le malattie, come li hanno spesi?

Poi un colpo di tosse molto forte rompe i nostri rispettivi ritmi, ti è mancato il respiro e corri in cucina a pendere alcune caramelle balsamiche. “Non preoccuparti, a volte succede che fatichi a deglutire. Niente di grave. Brava, hai imparato. Sono orgogliosa di te.” Gli occhi luccicano e non credo che sia solo colpa della tosse. “Sei una maestra perfetta.” Non puoi immaginare quanto tu mi stia insegnando e non mi riferisco solo all’uncinetto. “Hei, che cosa stai rimuginando?” Ho paura che tu mi legga nel pensiero. “Niente, niente. Mi fanno un po’ male le dita, non sono allenata come te.” Cerco di ridere. “Altro appuntamento di oggi pomeriggio: il film Harry, ti presento Sally.” Proponi, anche per alleggerire l’atmosfera. È il nostro film preferito, lo avremo visto almeno cinque volte, forse di più, e sempre insieme. Sappiamo a memoria le scene principali e, riguardandole, ridiamo fino alle lacrime. Risistemiamo i mobili della camera e ci sdraiamo vicine sul divano damascato; ci copriamo con una coperta in pile che profuma di te. Immagino che la usi ogni volta che ti siedi qui.

Erano domande stupide, come la mia rabbia. Rimbalzavano impazzite nella testa e lasciavano lividi.

La scena dell’orgasmo finto resta la migliore, ma anche altri scambi di battute non sono da meno. “Non ci stuferemo mai.” Io, in realtà, non lo sto seguendo. Ho iniziato a pensare ad altro. A te. Al dopo. Quando me lo hai detto, ho faticato ad assorbire le parole. Sì, perché in certe frasi si annida così tanto dolore che diventa difficile sopportarlo. “Questa volta vincerà lui.” Mi hai confessato senza lamentarti o disperarti. “E’ più aggressivo, credo non voglia arrendersi. Mi sta rosicchiando le forze ogni giorno di più.” Non è vero, non può succedere, non a te, non a noi. Nessuno può asciugare tutta questa rabbia che mi scuote, sì perché la rabbia è liquida: è composta da lacrime, sudore, saliva, sangue. Nessuno sa come liberarmi da questa impotenza che mi ingabbia.

Ormai fuori è completamente buio, sarà quasi l’ora di cena, ma non ce ne preoccupiamo.

“Ma la cura nuova, sperimentale…. Non ti hanno assicurato che funzionerà?”

Ci siamo regalate questo pomeriggio tutto nostro, nessuno ci disturberà.

Avevo bisogno solo di una risposta, quella, non avrei ammesso alternative.

Il mio telefonino è rimasto muto per tutte queste ore, e anche il tuo. Gli altri sanno.

“No, non possono.” Ma dove cazzo è finita la scienza, che cosa hanno risolto in tutti questi anni i ricercatori? 6

Mi ricordo di aver incominciato a tremare forte, senza accorgermi di essere stata avvolta dalle tue braccia. Eri tu a consolare me, e non il contrario. Sei proprio la Mindy della mia vita. “Non agitarti così, non serve né a me né a te. Facciamoci una passeggiata in spiaggia, ci farà stare meglio”. Non potevo immaginare che sarebbe stata l’ultima volta. Le ultime volte ci tradiscono sempre. Abbandono questi ricordi perché mi trascinano in abissi da cui non riuscirei più a riemergere. E poi non voglio che la tristezza si infili in questa serata, travolgendoci. Mi giro per proporti una partita a Paroliamo, un gioco che amiamo entrambe, sottovalutato dai più. Saper comporre la parola più lunga con le lettere pescate a caso entro due minuti ci richiedeva ogni volta più concentrazione perché ci sforzavamo di individuare vocaboli sempre più ricercati, sempre meno consumati. “È anche un esercizio per la mente, non solo puro divertimento” dicevi quando la parola che riuscivi a trovare era sempre inaspettata, raffinata. Avevi una ricchezza di vocaboli che ho sempre ammirato.


Ma, voltandomi, ti ho sorpresa appisolata sul divano. Forse ti sei stancata troppo, abbiamo esagerato. Ti osservo e mi accorgo che sei dimagrita, il cinturino dell’orologio che porti al polso è largo, anche gli anelli, e la cintura mi sembra meno aderente del solito.

Scendo le scale e piango prima piano, quasi trattenendo i singhiozzi, poi, lasciato il giardino alle spalle e quasi raggiunta la macchina, urlo, singhiozzo, quasi vomito da quanto sono agitata.

Come farò senza di te, quelle telefonate per sapere l’ingrediente magico del polpettone, perché il mio non è mai compatto come il tuo, per riempire lo spazio vuoto tra l’ufficio e la stazione, per sentirti vicina come la sorella che avrei sempre desiderato, per ascoltare la tua fatica e raccoglierla nel mio cuore.

Stai cambiando, ti stai lentamente arrendendo.

Le voglio bene. Ho paura”. Invio. Ricevo subito la sua risposta: “Anch’io.”

l’eco

Chi lotta non perde mai. Me lo ripeti tutte le volte che cado e mi rialzo. La strada è vuota, il volante è freddo; tutto mi pesa.

Muovendoti ti si è spostato il cappellino colorato e si intravede una nudità che ferisce.

Raccolgo tutto ciò che ho portato cercando di non fare rumore, poi scrivo un messaggio a tua sorella “Ci siamo divertite tanto, ma Laura si è stancata e ora dorme sul divano.

Non so come andrà a finire, questa volta, forse hai ragione, vincerà lui, ma non significa che tu sia stata sconfitta.

Mi piacerebbe assomigliarti. Sei integra, equilibrata, ami la vita ma accetti la possibilità di perderla, pensi agli altri prima che a te stessa e lo fai con una generosità silenziosa.

Sento che niente avrà più senso. Senza di te sarò meno me. Su sedile del passeggero c’è la borsa-luna e, dentro, il mio dolore.

EMOZIONI E MEDICINA a cura di Guido Ghersi

Infatti il geriatra Andrea Ungar, dell’Università di Firenze, spiega che “Le molecole che produciamo quando abbiamo buone relazioni con gli altri col tempo influiscono anche sui nostri geni”.

RICERCHE Evocare emozioni per la sostenibilità. E se il suono fosse la chiave per riscoprire il nostro legame con la natura? Infatti, troppo spesso la musica è stata ridotta a semplice sottofondo dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare a nostra percezione del mondo. Nel saggio “E se fosse la musica a salvarci?” La memoria dei suoni e la sfida climatica (Mimesis)” iI ricercatore Dario Giardi indaga l’intima connessione tra passaggio sonoro e coscienza ecologica,

Medicina addio insonnia la psicoterapia è il trattamento numero uno

rivelando come la musica possa diventare uno strumento essenziale per risvegliare ed accrescere la sensibilità ambientale. Qual è il segreto dei centenari? Secondo un recente studio, le persone con una intensa vita sociale mostrano un invecchiamento biologico più lento. 7

Il percorso specifico aiuta chi ha problemi di prendere i sonniferi e a modificare quei meccanismi mentali che tengono il cervello sveglio. Però, in Italia abbiamo un problema, “Il limite principale è la carenza di specialisti con formazione mirata”, ha affermato Lui De Gennaro, neuroscienziato e vicepresidente dell’Accademia di medicina del sonno”.


l’eco

IL CASO REGENI: TRE CONDANNE E MILLE DUBBI HO INTERVISTATO CHAT GPT SUL CASO REGENI a cura di Oscar Marcheggiani

ATTUALITA’ Oscar: Parliamo di un tema scottante che si trova sulle prime pagine dei quotidiani italiani di stamane: il caso Regeni. C’è un aspetto da sempre sussurrato e a mia conoscenza mai chiarito circa l’ambiguità dell’università inglese che aveva incoraggiato lo studente italiano ad intraprendere un’indagine sul campo su temi chiaramente pericolosi in uno stato totalitario come l’Egitto. Hai informazioni al riguardo? Sophia: Sì, Oscar: l’ambiguità di Cambridge esiste, ma va definita con precisione. Non risultano prove che l’università abbia deliberatamente “mandato allo sbaraglio” Regeni, tanto meno che lo abbia utilizzato per conto dell’intelligence britannica. Risulta invece una grave sottovalutazione accademica e istituzionale del rischio, seguita da una reazione difensiva e poco trasparente. La sentenza di ieri — tre funzionari egiziani condannati in contumacia a dieci anni per sequestro aggravato, il quarto assolto — stabilisce un primo punto giudiziario, ma lascia purtroppo senza condanna l’omicidio e le torture. Chi scelse la ricerca? Giulio non era uno studente inesperto al quale fosse stato imposto un argomento. Era un dottorando di 28 anni, conosceva l’arabo, aveva già vissuto in Egitto, lavorato per l’UNIDO e per Oxford Analytica e si interessava ai sindacati indipendenti egiziani almeno dal 2012. La Commissione parlamentare ha accertato che aveva già proposto quel tema ad altri professori prima del dottorato. A Cambridge l’argomento venne poi affinato con

la sua supervisor, Maha Abdelrahman, fino a scegliere due casi di studio: gli esattori fiscali e soprattutto il sindacato dei venditori ambulanti. Non risulta quindi che Abdelrahman gli abbia “assegnato” la missione contro la sua volontà. Ma questo non esaurisce la responsabilità dell’università: il compito di un supervisore non consiste soltanto nel rispettare la libertà dello studioso, bensì nel valutare se il metodo prescelto lo esponga a pericoli sproporzionati. La prima debolezza: un risk assessment burocratico. Regeni compilò regolarmente la valutazione del rischio, controfirmata da Abdelrahman. Il modulo era però sorprendentemente esile: due pagine e tredici sezioni. Il documento dichiarava il Cairo sostanzialmente sicuro perché così risultava dalle indicazioni del Foreign Office britannico. Eppure, in un altro questionario, lo stesso Regeni aveva scritto che: • la situazione egiziana era «altamente volatile»; • l’indagine sui sindacati poteva essere considerata sospetta dalle autorità; • alcune persone da intervistare potevano diffidare di lui. Queste osservazioni non impedirono l’autorizzazione. 8

E qui sta una prima contraddizione: il paese era dichiarato “sicuro”, ma l’oggetto concreto della ricerca non lo era affatto. Non basta consultare l’avviso turistico del Foreign Office per valutare il rischio di un ricercatore che penetra reti sindacali sorvegliate dalla polizia politica. Cambridge ha successivamente affermato che tutte le procedure erano state rispettate e che avrebbe autorizzato la ricerca anche secondo le nuove regole. Tuttavia, proprio dopo la morte di Regeni, ha introdotto una commissione finale di valutazione, maggiori informazioni e la possibilità di rivolgersi a specialisti esterni. Inoltre, il dipartimento POLIS non ha più mandato propri studenti in Egitto. Formalmente tutto era stato fatto bene; nella pratica si è cambiato quasi tutto. Il burocratese universitario possiede talvolta una sua involontaria comicità macabra. Il passaggio più inquietante: le 10.000 sterline. L’elemento probabilmente decisivo non fu la ricerca sindacale in sé, ma il possibile finanziamento della Fondazione Antipode. Secondo una mail inviata da Giulio alla madre il 14 novembre 2015, fu Abdelrahman a segnalargli il bando: fino a 10.000 sterline per un progetto sociale destinato agli ambulanti. Il finanziamento non era per Giulio e, in realtà, non venne mai presentata alcuna domanda né versata una sterlina. Giulio ne parlò però con Mohamed Abdallah, capo del sindacato degli ambulanti e informatore della sicurezza egiziana. Abdallah, interessato personalmente al denaro, lo denunciò; su istruzione del maggiore Sharif lo filmò di nascosto mentre discutevano del progetto.


La National Security interpretò quelle 10.000 sterline non come un normale finanziamento accademico, ma come denaro britannico destinato a finanziare attività sovversive. La Procura italiana e la Commissione parlamentare considerano questo il probabile fattore scatenante dell’accanimento contro Regeni. Interrogata su questo punto, Abdelrahman dichiarò di conoscere la rivista Antipode ma di non ricordare precisamente di aver segnalato la fondazione e il bando, spiegando che forniva a Giulio moltissime indicazioni.

Tutti insieme componevano precisamente il profilo che i servizi egiziani avrebbero potuto scambiare per quello di una spia. Dopo la scomparsa: Cambridge fece abbastanza? Qui la risposta è, a mio parere, no.

La supervisor e diversi colleghi si mobilitarono personalmente. Cambridge contattò rappresentanze diplomatiche e in seguito pubblicò numerose dichiarazioni. Ma la Commissione parlamentare ha rilevato che, nei giorni decisivi fra la scomparsa e il ritrovamento del corpo, i vertici dell’università È una risposta formalmente pos- non sollecitarono al massimo livelsibile, ma poco soddisfacente: lo un intervento urgente del goverproprio quel suggerimento appa- no britannico sull’Egitto. rentemente marginale mise il ri- Si sarebbero sentiti rispondere che, cercatore in una posizione che, agli essendo Regeni italiano, la questioocchi paranoici del regime, poteva ne competeva all’Italia. somigliare a quella di un finanziatoSuccessivamente, la Procura di re straniero dell’opposizione. Roma lamentò a lungo una collaLa tutor locale. Cambridge aveva borazione insufficiente di Abdelinoltre affidato Regeni, al Cairo, a rahman: Rabab El-Mahdi, docente dell’A- • imprecisioni nel primo interrogamerican University e figura pubbli- torio; camente vicina all’opposizione di • richieste di rispondere per iscritto; sinistra. • tempi molto lunghi prima di un Dalla corrispondenza privata risul- vero interrogatorio; tò che Giulio aveva qualche dubbio • risposte giudicate insoddisfacenti su questa scelta e temeva di irritare su argomento della ricerca, tutor loAbdelrahman manifestandolo. La cale e finanziamento Antipode. supervisor sostenne invece che la Una parte delle difficoltà dipese nomina era naturale, appropriata al certamente dalle diverse procedutema e condivisa da Regeni. re giudiziarie britanniche e dallo La Commissione non ha potuto stato emotivo della docente. dimostrare che El-Mahdi gli avesse Ma l’impressione di chiusura fatto correre deliberatamente dei corporativa non fu inventata dai rischi; ma la combinazione era cer- giornali italiani: la stessa relaziotamente delicata: ne parlamentare riconosce che la • una tutor politicamente esposta; difesa immediata e compatta del • contatti con ONG e sindacati indi- mondo accademico non aiutò a pendenti; fare chiarezza. • ricerca partecipata sul campo; • un possibile finanziamento pro- Che cosa non è emerso. La Comveniente dall’estero; missione ha invece escluso come •un regime ossessionato dalle infil- prive di fondamento le ipotesi più trazioni straniere. gravi: Ogni elemento preso isolatamente • Abdelrahman affiliata ai Fratelli musulmani; poteva sembrare gestibile. 9

• Regeni utilizzato consapevolmente come raccoglitore di informazioni; • legami della docente o del progetto con i servizi britannici; • Cambridge mandante occulta di un’operazione politica. Non c’è alcuna prova seria che Giulio fosse una spia, volontaria o inconsapevole. L’apparato egiziano lo credette o volle rappresentarlo come tale, che è cosa molto diversa. La mia conclusione. Separerei nettamente tre responsabilità: 1. Responsabilità criminale: appartiene agli apparati egiziani che lo sequestrarono, torturarono, uccisero e poi depistarono le indagini. 2. Responsabilità accademica: Cambridge e la supervisor sottovalutarono il rischio specifico creato non tanto dall’Egitto in generale, quanto dalla combinazione fra sindacati, oppositori, ricerca partecipata e finanziamenti esteri. 3. Responsabilità istituzionale successiva: Cambridge reagì troppo lentamente e troppo sulla difensiva, più preoccupata di dimostrare che i moduli erano stati compilati correttamente che di interrogarsi subito su ciò che non aveva funzionato. Dunque non direi che l’università «mandò Regeni a morire». Direi qualcosa di meno sensazionale ma comunque grave: lo lasciò operare in una situazione che non aveva compreso fino in fondo, applicando una procedura formalmente corretta ma sostanzialmente inadeguata; quando avvenne la catastrofe, si chiuse inizialmente a riccio. Ed è probabilmente questa la verità più scomoda: Cambridge non fu complice del delitto, ma non fu neppure quella presenza vigile e protettiva che un grande ateneo avrebbe dovuto essere.


l’eco

UN PASSO NEL FUTURO

ATTUALITA’ Un fatto anche politico Oggi è necessario che l’Unione Europea, composta da 27 Stati membri, mediante un coraggioso atto politico unitario si impegni a costruire un Polo Tecnologico per l’Energia e far sì che sia coinvolta nel programma nucleare per conseguire i più immediati obiettivi pratici, vale a dire: ricerca tecnologica e scientifica ai più alti livelli nel settore energetico e coinvolgimento dell’industria europea in produzioni ad alto contenuto tecnologica e progettuale. Atto politico importante quindi, perché destinato a suscitare, attraverso una cooperazione scientifica ed economica, quei consueti criteri strettamente geopolitici, ovvero quegli stimoli unitari sul piano squisitamente politico. Atto politico quindi, come presupposto per elevare definitivamente l’Europa a quel tanto auspicato ruolo economico e politico nel mondo. Un passo per tracciare una propria linea strategica autonoma nei confronti degli Stati Uniti, Cina e Russia ed essere un punto di riferimento per la nuova realtà mondiale. Un settore energetico che rappresenterebbe l’autosufficienza dalle superpotenze, alle quali oggi i Paesi europei sono rimasti vincolati in varie misure, vuoi per ragioni di politica internazionale, vuoi per un reale divario tecnologico accumulato a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale. Questo a me pare il tema cruciale dei prossimi anni, la questione intorno alla quale ruoterà la politica internazionale.

di Mauro Maricino

Ma sarà anche la sfida più impegnativa sugli equilibri ambientali, già oggi del resto minacciati seriamente, che si sono stabiliti sul nostro pianeta nel corso della sua storia. Fissione nucleare e fusione termonucleare

Nei reattori nucleari attualmente in esercizio, l’energia viene liberata attraverso un processo di trasformazione fisica del nucleo di atomi pesanti, come ad esempio l’uranio 235. Il processo, detto di Fissione Nucleare, consiste appunto nella rottura di atomi pesanti sotto l’effetto di bombardamento neutronico. Poiché l’energia liberata nel processo di fissione è maggiore di quella a produrre la fissione stessa, una certa quantità di energia viene resa disponibile. Comunque, l’energia può essere liberata anche attraverso il processo opposto, ovvero la Fusione Termonucleare. Tale processo consiste nel fare scontrarsi in modo violento tra loro due nuclei leggeri di idrogeno o meglio suoi isotopi, come deuterio e trizio, che fondendo insieme danno luo10

go ad un solo atomo più pesante come elio e liberano energia. I vantaggi della Fusione rispetto alla Fissione sono principalmente: a) abbondanza del combustibile in natura. Infatti, il deuterio si trova in percentuale fissa rispetto all’idrogeno nell’acqua di mare ed è estraibile in maniera economica. b) assenza di scorie di combustibile radioattive alla fine della vita del reattore. c) pericolo di gran lunga minore in caso di incidente, a causa della limitata quantità di combustibile presente nel reattore. Per contro un reattore a Fusione si presenta ben più complesso e di ardua realizzazione rispetto ad uno di Fissione, tanto è vero che fino ad oggi non solo nessuno è riuscito a realizzarlo, ma nemmeno è chiaro quale sia la via più conveniente. D’altra parte, il fatto che la reazione di Fusione era fattibile era chiaro fin dai tempi di Enrico Fermi e ciò è stato ampiamente dimostrato, sia in laboratorio, sia attraverso reazioni esplosive totalmente incontrollate, come la bomba H. L’impresa JET Il fatto che da cinquantatré anni si lavori al problema, senza soluzione, deve far intuire di quale difficoltà ne è disseminata la strada. Comunque la strada seguita è quella che tuttora appare la più promettente, vale a dire quella del confinamento magnetico in configurazione Tokamak. Gli atomi caldi e nello stato completamento ionizzato, vengono mantenuti confinati entro una regione di forma toroidale mediante intensi campi magnetici prodotti


da correnti elettriche in bobine collocate esternamente e si propone i seguenti obiettivi scientifici: 1- Studio del comportamento del plasma in condizioni prossime a quelle termonucleari.

Per tale motivo si dovrebbe agire in stretta collaborazione con le industrie, sia attraverso contratti di studio nella fase iniziale di progetto, sia durante la fase di costruzione.

2- Studio delle interazioni tra plasma e prima parete. 3- Studio dei metodi di riscaldamento addizionale del plasma. 4- Studio del comportamento delle particelle alfa, nuclei di elio, prodotte dalla reazione di fusione. Struttura organizzativa Il gruppo di progetto del JET (Joint European Torus-Toroide Europeo Comune) ha iniziato a formarsi nel 1973, ma solamente nel 1978 è stata istituita la struttura formale che ha potuto dar luogo alla realizzazione dell’esperimento. Nel frattempo, il gruppo di progetto è cresciuto via via, fino a raggiungere nell’agosto del 1982 la partecipazione di nazioni: Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Svezia, Olanda, Belgio, Irlanda, Danimarca, Svizzera, Lussemburgo. Il coinvolgimento dell’industria Una delle importanti finalità è che l’Europa si dovrebbe impegnare affinché l’industria sia coinvolta nel programma nucleare, con lo scopo di sviluppare una solida e competente industria nucleare europea. Se tale scelta fosse importante per l’industria nucleare tradizionale tanto più lo sarebbe nel campo dei Reattori Nucleari a Fusione, dove la conoscenza della tecnologia rivestirebbe vitale importanza.

Joint European Torus (JET)

Obiettivi finali: perplessità e rischi Come si può vedere per la Fusione nucleare si dovrà, presumibilmente, attendere ancora molti anni, passando per successivi stadi di sperimentazione e di realizzazione. Le difficoltà da superare saranno quindi ancora molteplici, ma è da ritenersi che ancora più che quelli che potranno essere i “nodi tecnologici” da sciogliere, potrebbero pesare sul futuro del progetto alcuni altri fattori, quali: - alleanze politiche internazionali ancora troppo precarie e deteriorabili soprattutto in virtù di un tradizionale disinteresse della classe politica verso la ricerca scientifica, almeno quando questa non da benefici commerciali immediati. - il diffuso cinismo dell’opinione pubblica, troppo spesso orientata all’ammissione di consumi 11

immediati, piuttosto che verso i problemi della scienza e del futuro stesso della collettività. - in ultima analisi il controllo della produzione di energia per evitare che il risultato si in grado di suscitare gli appetiti e la rivalità di molte nazioni potenti. Anche se alcuni lettori inarcheranno le sopracciglia, vorrei ricordare che oggi disponiamo di risorse energetiche: carbone, petrolio, uranio, in quantità relativamente limitate e sfruttate in conseguenza di contorti equilibri economici, politici e destinate quasi tutte all’esaurimento. In conclusione, la Fusione Nucleare darebbe luogo ad una produzione di energia a costi relativamente bassi e da fonti praticamente inesauribili, come l’acqua di mare. Teoricamente, quindi, alla portata di tutti i Paesi del mondo. Proprio per questo occorre sviluppare un coinvolgimento a tutti i livelli dell’opinione pubblica, affinché questo nuovo passo dell’uomo nel suo futuro, sia quanto più possibile cosciente e sicuro. Il punto è muoversi subito e sarebbe da miopi non cogliere questa opportunità per favorire un equilibrio statico tra ambiente e società civile. E forse è proprio qui la chiave del presente corso della politica europea.


l’eco

SANITA’ INGIUSTA

ATTUALITA’ La realtà è cruda e dolorosa, le liste di attesa per visite specialistiche sono interminabili, al limite del tragicomico, in farmacia una prenotazione per una visita chirurgica presso l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana è stata fissata addirittura il 29 settembre 2028!

di Gianluca Castellini

I pronto soccorso sono intasati all’inverosimile, si calcola che oltre il 60 per cento degli accessi, circa 12 milioni, sono ingiustificati, per patologie che potrebbero facilmente essere risolte dal medico di base.

Le attese interminabili costringono i pazienti a rivolgersi al privato, spendendo cifre considerevoli che milioni di persone non possono permettersi, rinunciando così alle cure. Gli episodi riguardanti i malati oncologici sono drammatici e vergognosi, lucrare sulla vita degli individui è intollerabile e criminale. I fondi destinati alla sanità sono insufficienti, i medici lamentano un trattamento economico troppo basso preferendo lavorare all’estero, ogni anno i pronto soccorso diminuiscono di oltre cento unità, costringendo l’assunzione dei così detti gettonisti, medici assunti a cottimo, spesso con poca o nessuna esperienza, a costi superiori del doppio, del triplo della remunerazione dei sanitari dipendenti diretti.

Una realtà problematica quella relativa alla salute pubblica, mentre al contrario le strutture private si moltiplicano e prosperano di anno in anno, escludendo dalle cure milioni di cittadini con limitate risorse economiche. Uno scandalo che va scongiurato, una vergogna che ci deve far agire con tempestività e rigore.

Pur avendo la priorità per un periodo massimo di 30 giorni! Il paziente, incredulo, ha affermato “se sarò ancora vivo”. E pensare che è stato affermato che le liste di attesa in Regione sono state ridotte del 50 per cento! Il SSN, Sistema Sanitario Nazionale, un vanto per il nostro Paese perché garantisce assistenza sanitaria a tutti i cittadini “senza distinzione”, vive una crisi all’apparenza irreversibile.

lizzazione, con grave rischio per i pazienti.

Riguardo ai medici di famiglia, l’autentica asse portante del SSN, è caduta nel vuoto la proposta di creare le Case della Salute o di Comunità, strutture che dovrebbero sulla carta offrire servizi multidisciplinari, con medici dipendenti diretti. L’Ordine dei medici ha rifiutato la proposta, ha detto sì alla creazione delle Case ma con gestione esclusivamente privata. Ad oggi solo un 3 per cento delle Case è stato realizzato, rischiano pertanto di diventare una chimera perdendo tra l’altro i fondi messi a disposizione dal PNRR. Un altro grido di allarme riguarda il livello delle specializzazioni dei medici, da effettuarsi dopo i sei anni di università. Spesso mancano i corsi necessari, la formazione finale è insufficiente, alla fine gli specializzandi non hanno ricevuto nessuna specia12

Un’ultm’ora riferisce che è stato approvato il Piano organizzativo aziendale (Poa) che definisce nel dettaglio l’organigramma e soprattutto cosa devono fare le singole Aree (ex Asl) da Ventimiglia a Sarzana. Nonostante le proteste delle Conferenze dei sindaci e la minaccia di uno sciopero – a questo punto molto vicino – da parte dei medici di tutte le sigle sindacali, oltre che del comparto, è stata approvata la delibera che, almeno sulla carta, dovrebbe mettere ordine nell’organizzazione della sanità ligure: è stata firmata dal direttore generale Marco Damonte Prioli, dal direttore sanitario Michele Orlando, dal direttore sociosanitario Pierluigi Vinai e dalla direttrice amministrativa Elena Galbusera. Non ci sono state modifiche, nonostante le pressioni provenienti da più direzioni: adesso, prima di diventare operativo, sarà approvato dalla giunta Bucci entro ottobre. La decisione non mette fine alle polemiche che negli ultimi mesi sono arrivate da tutta la Liguria e da più fronti: consiglieri regionali, conferenze dei sindaci delle vecchie Asl, sindacati e rappresentanti delle associazioni di volontariato.


l’eco

IL CALCIO LIGURE TRA BLASONE E SPERANZE (LEGITTIME) PAUSA DI RIFLESSIONE SU TUTTI FRONTI di Cesare Righi

I ritorni di Venturino ed EL SHAARAWY scaldano i cuori ma non basta. Il punto di forza rimane comunque il 12° uomo, una tifoseria che più appassionata non si può.

SPORT Mancini usato sicuro A volte ritornano! È il caso del C.T. Roberto Mancini, gloria ligure (d’adozione) a buon diritto. Come dimenticare il calcio sfrontato e spensierato della banda BOSKOV con lea premiata coppia Vialli-Mancini a firmare lo scudetto SAMP di fine secolo (1990-1991). Tra le candidature a C. T. della rifondazione di una Nazionale esclusa dal Mondiale e priva di calciatori di “classe internazionale certa” (copywriting di Gianni Brera) quella del Mancio si imponeva per meriti e titoli: 67 panchine (37 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte e la ciliegina di un titolo europeo) senza contare che da giocatore Mancini vanta in azzurro 36 presenze e 4 gol. D’accordo che i curriculum e gli albi d’oro non vanno in campo, ma chi meglio di lui poteva aprire un nuovo corso? Sono passati 3 anni dall’addio di Mancini alla Nazionale e due C.T.: Spalletti e Gattuso.

E la Samp? Nuovo l’allenatore “di prospettiva” Bernardo Corradi, molti gli acquisti ma pochi quelli di categoria. La classifica piange con 4 punti in 5 gare: pochi per sperare in un ritorno nei quartieri alti. Un gradino più su c’è Virtus Entella di Chiavari: un vascello in un mare affollato di corrazzate. Niente svolazzi in campagna acquisti con giocatori pescati nelle serie inferiori. Spicca il nome dell’ex spezzino VIGNALI. L’operazione salvezza è ancora affidata all’allenatore di nuova generazione Andrea Chiappella (classe 1987). Per tutte le nostre liguri gli esami di riparazione cominciano ad ottobre. Arrivederci! Finalmente una prima della classe! Premesso che la categoria C sta senz’altro stretta per una squadra abbonata ai quartieri alti della serie cadetta- e con una incursione in A- è chiaro che l’obiettivo risalita ha preso forma da subito in una fuga per la vittoria con un filotto di sei partite utili e 16 punti che valgono la testa della classifica. E tra i meriti dello Spezia non dimentichiamo lo “svezzamento” dei giovano talenti Pio Esposito, Daniel Maldinie Alessandro Romano in questi giorni in Nazionale. D’accordo il girone è il più tosto e vede in campo la seconda squadra dell’Atalanta e le rappresentative delle città più importanti del Centro Italia: Pescara, Perugia, Livorno, Reggina, Ravenna… Ma se il buon giorno si vede dal mattino… AnyScanner

E siamo al capitolo 2 della Nations League “mamma li turchi” è il grido d’allarme. Ma i nuovi mostri sono i nostri che mettono in campo una squadra in gamba, il poker 4-1 è servitoin confezione di lusso! Morale: A Mancini quel che è di Mancini: in pochi giorni è riuscitoa dar anima e gioco ad una Nazionale subissata di fischi e di critiche. la fortunata serie continua a Parigi (Francia-Italia 1) e a Bologna (Italia 3 - Turchia 1) che vale in secondo posto nel girone. Buon lavoro Mister!

AnyScanner

La nuova sfida parte dalle convocazioni della gioventù emergente, compresi quelli con doppio passaporto. Ed eccoci a Doumbia (Sporting Lisbona) , Mohamed Zoma (Norimberga) Samuel Inacio (Borussia Dortmund) Romano (italianisssimo del Cagliari, Ahamon (Crystal Palace), Coppola (Paris S. G.), Kayo- Se Atene piange Sparta non ride de (Brentford), Konadio (Monza)… E veniamo alle cose di casa nostra: Genoa e Samp (che fanno 10 Tanto per cominciare. Ma il secon- scudetti per la Città della Lanterdo governo Mancini parte in salita. na) arrancano. A Roma Italia- Belgio finisce 0-2. E il punteggio è benevolo visto il diva- Genoa in piena zona rossa: 1 punto rio di qualità. Nelle loro formazioni in 5 partite, panchina ovviamente comandano i f.c. De Bruyne e Gods. in discussione Le Cause: acquisti Gli uomini contro sono le giovani non eclatanti, con i soli SOW e MITAJ nella formazione base. reclute arrivate da La Spezia.. 13


l’eco

I RECUPERANTI di Antonio Gussoni

Il progressivo abbandono dei campi e lo spopolarsi delle frazioni da parte di residenti hanno avuto come conseguenza l’affievolirsi delle tradizioni, tra cui quella della festa all’oratorio di S.Antonio per la Madonna della neve.

RICERCHE Un Oratorio sulla collina levantese dedicata a un Santo nordafricano Sorge in collina, sopra Legnaro, l’oratorio dedicato a Sant Antonio, un egiziano che è considerato il promotore del monachesimo cristiano. Perché e quando la comunità di Legnaro è andata a cercarsi un santo protettore così lontano e così austero nella condotta di vita? la devozione a Sant Antonio in Liguria si ricollega a un fatto accaduto a Genova verso la fine del ‘500, quando la città stremata da una lunga carestia vide arrivare in porto alcune navi cariche di grano, proprio nella ricorrenza della festa del Santo.

I boschi e le terre un tempo oggetto di attente cure sono in abbandono invasi dai rovi e dagli arbusti selvatici, il cinipide ha fatto strage dei castagni e la cocciniglia dei pini: cinghiali, caprioli, istrici, tassi, volpi e infine lupi ne sono i frequentatori più assidui forse sono ormai solo loro a raccomandarsi al Santo Protettore degli animali perché abbia un’attenzione speciale nei loro riguardi.

L’Oratorio, eretto nel ‘600, sorge solitario tra i castagni nella località detta monte di Legnaro e fu oggetto di devozione in particolare nella stagione in cui si portavano le pecore al pascolo e si raccoglievano le castagne, risorsa alimenta- Chiesa vuota di fedeli ma ricca di re di primaria importanza fino agli ricordi Scendendo quotidianamente da L’eco di questo evento considerato anni 60 del secolo scorso. Scernio, frazione di Bonassola, per prodigioso si sparse in un baleno Al culto di S. Antonio, già nell’800, si recarmi a Levanto, mi capita di enin tutto il territorio della Repubbliaffiancò quello della Madonna deltrare nella chiesa dell’Annunziata. ca dando luogo a molte manifela Neve e nacque l’usanza di salire stazioni di culto al Santo. in processione all’Oratorio, la prima Dopo la chiusura dell’annesso Le comunità delle frazioni alte di domenica di agosto, portando la convento da parte dei frati minoLevanto erano allora addette qua- statua della Madonna del Rosario, ri francescani, la chiesa è aperta si esclusivamente all’agricoltura, adorna anche con grappoli d’uva dalle 8,30- 9,00 alle 16,30- 17,00 all’allevamento del bestiame e alla primaticcia. Ancora negli anni 70 la e, salvo la recita delle Lodi e del S. cura dei boschi e un Santo che, festa al monte cominciava alla vigi- Rosario al mattino dei giorni feriali iconograficamente veniva spesso lia con la preparazione dell’asado, di e la celebrazione della messa dorappresentato con un maialino, ravioli e della particolare carne alla menicale, molto partecipata, non dal quale, si dice, ricavasse il gras- ciappa cui si dedicavano i fratelli vi si svolge alcuna attività. so per lenire le piaghe dei malati, Genietto e Mamin. Entrando si è accolti in un ambienriscuoteva interesse e devozione. te ben definito secondo moduli Antonio l’Anacoreta, Attanasio, Vino, birra, formaggi, salumi, sga- architettonici chiaramente rinasciBasilio e Fozio sono i quattro gran- bei, dolciumi, correvano in grandi mentali, riconoscibili nonostante i di padri della Chiesa d’Oriente: quantità perché la festa era molto numerosi interventi subiti nel corAntonio muore nel 357 e di lui si partecipata. Ricordo che un anno so di cinque secoli. L’esperienza di hanno notizie certe in quanto Pa- si ebbe l’intervento del vescovo sostarvi in raccoglimento è ricca di olo di Tebe nello stesso anno della mons. Stella in occasione della sensazioni. sua scomparsa ne scrive la biogra- cerimonia conclusiva quando era fia. Ma al popolo di Legnaro inte- ancora parroco di Legnaro e Chie- Alla sinistra, entrando si ammira un grande Cristo sulla croce scolressava in quanto invocato come sanuova don G.B Ravini. protettore degli animali, di chi la- Poi ad officiare saliva il popolaris- pito secondo un’iconografia che vora con il fuoco e dal fuoco degli simo padre Bastiano o.f.m., succe- ne ritrae gli ultimi momenti di vita, incendi, e infine di chi è affetto dal duto a don Ravini nella cura della quelli dell’abbandono da parte di tutti anche del Padre, coerenteparrocchia di Legnaro. doloroso fuoco di Sant Antonio. 14


mente lo scultore non ne evidenzia la ferita del costato. Le statue della Vergine e di san Francesco, alla fine delle due navate laterali, tengono compagnia al Cristo in supplenza dei fedeli e a far memoria delle moltitudini di frati e di devoti che nei secoli hanno deposto i loro affanni e le loro speranze al loro cospetto. Si ha come la sensazione che il silenzio venga rotto dal mormorio di infinite suppliche e preghiere e il vuoto si riempia di volti a tramandarci la vitalità di una storica comunità. Ritratto di un gentiluomo levantese dei primi dell’ottocento

I ritratti hanno da sempre esercitato su di me un forte interesse, forse influenzato dalla celebre teoria leonardesca della fisiognomica, secondo cui il ritratto dovrebbe lasciar trasparire la personalità del soggetto. Inarrivabile esempio il Ritratto di Giovane Musico di Leonardo, esposto alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, dono del cardinal Federico Borromeo proprio quello ricordato dal Manzoni nei Promessi Sposi. Questo di un” Gentiluomo Levantese” non ha pretese di altissima qualità. È frutto di una mano esperta a trattare i colori a olio su tela, probabilmente è stato commissionato ad una bottega attiva nel Levante Ligure.

Per dare una certa profondità al quadro il soggetto è preso quasi di trequarti come evidenzia la leggera ombreggiatura del volto da un lato: il pittore aveva mestiere. Il dipinto ha più che altro valore di documento: la foggia degli abiti è del periodo del Bonaparte con una ricca sciarpa di seta annodata al collo a chiudere lo spacco dell’abito chiaro abbottonato sotto un nero austero soprabito. L’atteggiamento del personaggio è severo, il pittore non ha nascosto i colpi dell’età, le rughe, i capelli grigi e un po’ disordinati, il colorito pallido … solo gli occhi sono vividi e acuti quasi a rovesciare la prospettiva : sono loro che ci guardano e non viceversa. Forse era un uomo di legge, un avvocato o un notaio; sembra pieno di pensieri, forse di presentimenti per cui ha voluto affidare il suo ricordo a questo dipinto incorniciato da una ricca cornice coeva. Un progetto da imitare A Beverino, comune non lontano da Levanto è in atto un progetto per dotare il paese di tre impianti fotovoltaici di notevoli dimensioni, destinati a coprire le aree dei parcheggi di San Cipriano, Trezzo, Cavanella.

Essendo il comune composto da 2.270 residenti si tratta di un investimento di circa € 200 pro capite, in gran parte non sborsati dalle casse comunali ma ottenuti da provvidenze europee. Non sarebbe male se anche Levanto e Bonassola ne seguissero l’esempio: un progetto di analoghe proporzioni a Levanto, che ha circa 5.000 residenti, comporterebbe un investimento intorno a € 1.000.000 con una produzione di energia pari ai consumi di qualche centinaio di famiglie, sia pure con i limiti di variabilità propri del fotovoltaico. Chi è affidabile nel Levantese? Il Corriere della Sera ha pubblicato una ricerca in 31 paesi in ordine alla affidabilità delle singole categorie da cui è composta la società. I risultati dell’insieme dei paesi indagati confrontati con quelli singoli dell’Italia pressoché coincidono. Vedono all’ultimo posto con un’affidabilità di politici, influencer, social media, dirigenti pubblicitari tra il 12 e il 15%. Banchieri, dirigenti d’azienda, funzionari pubblici, giornalisti, conduttori tg, giornalisti, sacerdoti, avvocati e gente comune sarebbero affidabili tra il 22 e il 29% mentre giudici, forze armate e polizia si attestano tra il 37 e il 42%. Solo a partire dagli insegnanti il grado di affidabilità supera il 50% per arrivare al 61% nei confronti dei medici e al 64% in quello degli scienziati.

Il progetto comporta un investimento di € 455.000 ed è cofinanziato dall’Europa. Essendo il territorio comunale costituito da parecchie frazioni che vanno da Corvara a Trezzo, a Padivarma a Castello, a San Cipriano, a Cavanella ha anche costi ingenti di illuminazione della rete stradale e gli amministratori contano di realizzare un notevole risparmio oltre ad avere un ritorno di immagine come comune sostenibile. 15

È per alcuni lati sorprendente il basso livello di affidabilità nella gente comune, segno di crescente allentamento del senso di comunità, mentre la modesta quotazione dei sacerdoti è lo specchio della crescente laicizzazione della società. Il basso voto dei dirigenti d’azienda è collegabile al clima di incertezza che è proprio nei momenti di transizione da un’economia industriale manifatturiera ad una economia postindustriale.


l’eco RICERCHE

a cura di Antonio Gussoni e Guido Ghersi

dei cammini, dalla Val d’Aosta in giù, tra città d’arte,colline, pievi e borghi medievali.Offre una consolidata rete di ospitalità, credenziali e servizi per il camminatori.

Ma queste valutazioni si possono riscontrare anche nel microcosmo “Dolce & Gabbana”, rilancia con il “FAI”il proprio impegno per la tutedella società levantese? la delle bellezze artistiche, culturali Se l’orizzonte dell’indagine è mol- e paesaggistiche della penisola. to ristretto sono possibili distor- La famosa casa di alta moda, fonsioni dovute alla contemporanea data nel 1985 a Legnano, dagli stipresenza di personalità carismati- listi imprenditori Domenico Dolce che appartenenti all’una o all‘altra e Stefano Gabbana, attraverso “Be categoria. Italian” fa dell’Italia, un codice di Alle poche persone a cui ho sot- eleganza. Infatti, per la “maison” Il toposto la classifica per un loro “Made in Italy”, rimane il grande personale giudizio sono apparse condivisibili le valutazioni della zona bassa della classifica e di quella di vertice.

Inoltre, il brand ha dato vita a una suggestiva narrazione con video e immagini dedicati ai luoghi più preziosi del FAI nella Virtual Room dello store Dolce&Gabbana Casa, in Corso Venezia 7, a Milano. Fin dalla sua nascita, Dolce&Gabbana celebra l’unicità delle maestranze artigiane e l’ineguagliabile ricchezza del patrimonio artistico e architettonico italiano, intrecciando la sua visione creativa con la storia, la cultura e le tradizioni del nostro Paese. Una dedizione che si concretizza

Al centro gente comune, sacerdoti, dirigenti, funzionari pubblici e amministratori locali vengono rivalutati intorno al 50%, ma questo non è un sondaggio vero e proprio. Ciascuno, confrontandosi con la scala dei voti pubblicata , potrà verificare se la propria opinione coincide o diverge. Prendo lo spunto dell’interessante articolo “Il cammino di Santiago” Pellegrini, rituali, cammini dal sec. XI al sec.XX” della prof. Rita Caserta, pubblicato da pag.17 a pag.19 nello scoro numero di Settembre, con ben 8 fotocolor, per descrivere questa celebre “Via”.

archivio da cui il marchio attinge.

Dal 2023, Dolce&Gabbana collabora con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – per sostenere e tutelare la bellezza e il patrimonio del Paese, unendo valori comuni come cultuIntanto, attraversa in Italia ben 7 ra, tradizione, educazione e bellezregioni, oltre alla nostra Liguria, la za rigorosamente italiane. Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lom- Durante la Design Week di Mibardia, la Emilia-Romagna,la To- lano, questa sinergia è stata scana e il Lazio. confermata con allestimenti Con i suoi 3.000 km. da Canter- che hanno trasformato le vetribury a Roma, la Via Francigena, at- ne delle boutique e alcuni Beni traversa ben 5 stati, 16 Regioni ed della Fondazione in un appasoltre 600 Comuni, passando dalla sionato tributo alla straordinapianure alle colline, fino ai passi ria ricchezza del territorio namontuosi. In Italia è il più celebre zionale. 16

nel preservare e valorizzare le eccellenze del territorio portando il loro prestigio nel mondo. Oggi questa missione si rinnova con il FAI, trasformando luoghi senza tempo come Villa Fogazzaro Roi, il Castello della Manta, Villa della Porta Bozzolo, i giardini e il Palazzo Moroni, Villa Panza e il Castello di Masino in cornici preziose arricchite dalle stampe iconiche del brand. Non solo una collaborazione, ma un vero e proprio invito a riscoprire insieme l’autenticità dell’Italia: un’eredità che ispira, unisce e ricorda il valore delle nostre radici.


l’eco

CANTI PER FRANCESCA III PUNTATA di Rita Caserta

RACCONTI

Cominciavo a riavermi, più grazie alle sue carezze che all’acqua, quando giunse Gianni.

Giungemmo e tutto fu veloce e perfetto. I servi presero il cavallo e corsero ad eseguire gli ordini secchi e rapidi di Andrea.

Penso che non capisse bene cosa stesse succedendo, perché subito non disse nulla. Fu quando mi vide pallida e semisvenuta che si preoccupò.

Gianni ed io fummo condotti nelle nostre stanze attraverso stupende scalinate e immensi corridoi. La mia stanza era grandissima e dal balcone si dominava l’immenso parco. Se non fosse stata per la solerte cameriera che aveva già tutto predisposto per la mia toilette, sarei rimasta a guardare quello spettacolo per non so quanto tempo. Scesi per la cena. Andrea ci attendeva in piedi, accanto all’ immenso camino che spadroneggiava nella stanza, assorto, in apparenza nella contemplazione dei fregi che risalivano lungo i lati e al di sopra della mensola. Non mi avvicinai subito e neppure feci notare la mia presenza, volevo guardarlo e cercare di capire la Sua e espressione intensa, quasi dolorosa e, non sapevo (dire) il perchè, profondamente solcata dalla solitudine. Sentii il Cuore mancare un battito e una morsa improvvisa stringermi lo stomaco. Un dolore sottile si faceva lentamente strada in me ed entrava nel mio essere più profondo, deciso a non abbandonarmi. Avevo le mani di ghiaccio, mentre quegli occhi blu andavano riempendosi di una luce bellissima ma per me indecifrabile. Si passò una mano sul suo bel viso e fu come se si destasse da un sogno.

Francesca, stai male! Porca miseria! Lo dovevo supporre! Il cambiamento! Che imbecille.” Le dita, pensierose, indugiarono sul mento e sui contorni della bocca ed ancora il mio cuore mancò. Portai una mano al petto mentre i nervi vibravano, come se avessi bevuto due litri di caffè espresso). Le mie dita si unirono in prossimità del seno sinistro e premettero forte. Mi sentivo mancare e avvertii chiaramente le guance scolorire. La mano sinistra si aggrappò al muro, poi tutto il mio corpo. Dovevo riprendermi in fretta. Andrea non doveva vedermi in quelle condizioni. Ma il mio desiderio non fu esaudito. Come se avesse sentito la mia presenza, il mio ospite si voltò di scatto e, dopo un attimo di sorpresa, corse allarmato in mio aiuto. -”. Mio Dio! State male! “- disse, mentre le sue braccia mi circondavano per sorreggermi. Mi fece sedere su una sedia e mi diede un bicchiere con dell’acqua mentre bevevo, reggendo il bicchiere con nano incerta, Andrea mi accarezzava dolcemente la fronte e i contorni del viso. 17

Non lo lasciai terminare perché stava tradendosi. Ma no. Gianni, - dissi a fatica e con i sensi che si perdevano ad ogni respiro - Sto bene. È stato il viaggio e poi... tutte le emozioni. Sai - e abbozzai un sorriso - non sono forte come te” Feci violenza a me stessa e mi alzai dalla sedia, appoggiandomi appena al braccio pronto di Andrea. “Ecco, vedi e anche voi Messer Andrea, vedete, non dovete preoccuparvi. Anzi, penso che sia la fame ad avermi giocato questo brutto scherzo “- Dissi, anche se sentivo solo una gran nausea. ” Ma certo, -fece Andrea stringendo la mia mano e sorreggendomi fino alla tavola, dove mi aiutò ad accomodarmi - un buon bicchiere di vino è la prima cosa che ci vuole. Poi un dolce riposo. “ Mangiai pochissimo. I piatti che venivano serviti erano molto invitanti e particolari, per me e credo, anche per Gianni che, però, fu l’unico a gustarseli pienamente. Andrea assaggiò solo qualcosa. Mi guardava spesso, anche quando conversava con Gianni e ogni


tanto interrompeva la conversazione per chiedermi come mi sentissi. Il suo sguardo, se pur impenetrabile, tradiva, a volte, lampi struggenti e dolorosi. Mi sentivo, così avvolta da quelle sue contrastanti emozioni che i miei sensi assumevano il ritmo delle onde: mi lasciavano, stordita e vulnerabile, per sopraffarmi, impetuosi e carichi di sconosciuti sentimenti, al culmine della loro potenza. Venivo sommersa da quei ritmi pieni e possenti, nuovi sia per il mio cuore che per la mia mente. Giunsi alla fine della cena esausta e ubriaca di emozioni. Dopo un breve giro nel parco, ci lasciammo per la notte. Anche Gianni sembrava ansioso di andare a dormire. Doveva aver esaurito la scorta di frottole e invenzioni. Mi dispiaceva di non aver- lo potuto aiutare, ma non capivo cosa mi stesse capitando e senza la mia solita lucidità non ero me stessa. La vista del letto non mi diede nessun sollievo, né voglia di dormire. Ero troppo confusa e agitata. Aprii la finestra per ammirare ancora lo stupendo spettacolo di quella natura sconosciuta e un profumo dolce ma penetrante mi investì. Quella notte calda, piena di misteriosi sussurri e gonfia di ombre nitide, sotto la brillante luce della luna piena, entrava nella stanza e pareva incitarmi ad usciere. Mi appoggiai al davanzale e gli alberi, quasi illuminati a giorno, mi svelarono il loro segreto. Appoggiato ad uno di essi c’era Andrea. La decisione di scendere fu improvvisa. Aprii la porta e n’inoltrai nei corridoi. Quando fui nel parco mi sentii meno sicura. Avanzai, comunque, lentamente, con passo incerto, verso il punto del giardino dove lo avevo scorto.

Giunsi agli alberi accompagnata dai complici suoni della notte e l’incontro fu delicato come gli arabeschi che la luna si divertiva a disegnare, con la sua luce chiara, contro il blu intenso del cielo

Riuscii a dire con voce mal ferma. -Si, neppure io capisco. Ma è così. È accaduto. E, ironia della sorte, la prima volta che mi succede è con una donna perfettamente sconosciuta, che forse trama. contro la mia famiglia.

”Francesca. Vi aspettavo. “- La voce calda di Andrea mi fece fermare. -” Come? “- -” Sì. Può sembrare assurdo, ma mentre stavo qui, immerso nei miei pensieri, ho sentito! che voi sareste venuta. “”Non potevo dormire e... “- -”

Non seppi trattenere un sorriso. – “Non vi beffate di me”. No, assolutamente.

Ma perché vi scusate per essere qui? È molto bello. La luna, questa pace e voi. Sapete una cosa? Conosco questo parco fin da quando sono nato, ma questa sera è come se lo vedessi per la prima volta. “ Si staccò dall’ albero e mosse un passo verso di me. “Venite. Camminiamo. Mi prese la mano e mi guidò tra viali, fiori, alberi. Continuava a parlare dolcemente e ogni tanto si fermava per guardarmi negli occhi. Aveva un modo un po’ particolare di comportarsi. Sembrava volesse scoprire qualcosa. Alla fine, si decise e disse ciò che gli premeva. -” Siete bella, Francesca. Una bellezza insolita, che può anche non considerarsi tale, vista la diversità tra voi e le altre donne. Comunque, per me siete molto bella. Chiunque voi siate. -”Non capisco. “ 18

Non interpretate male il mio sorriso. Sono emozionata e commossa forse più di voi. Ma è la vostra ultima frase che mi ha fatto sorridere. Perché, dopo aver sentito tutti i discorsi di Gianni non potevate pensare altrimenti. ““Ora sono io a non capire. “ ”E continuerete a non capire. Ciò che sto per dirvi e incredibile, lo so molto bene, ma vi prego, non pensate che mi stia burlando di voi. “ Le emozioni della giornata erano state veramente troppe e cominciavo a sentirmi esausta. Mi fermai e mi appoggiai ad un albero. Chiusi gli occhi e respirai profondamente.


Prima che potessi riaprirli sentii le sue labbra sfiorare le mie e poi baciarmi con dolce insistenza.

Ormai non posso più vivere senza te. “Non dire questo Andrea, ti prego. Il mio dolore è già così grande! Non fare che vi aggiunga il rimorso di far soffrire anche te. “-

Mentre mi lasciavo stringere dalle sue braccia pensai che non avevo desiderato altro dal primo momento che lo avevo visto e mi abbandonai completamente alle sue labbra e alle sue mani. Furono lunghi momenti, pieni e meravigliosi, ma pazzi, troppo pazzi perché non tornassi alla realtà e lo respingessi, lottando contro me stessa. - ” Non vi ho ancora detto nulla. Dopo vedremo le cose diversamente. È dunque così terribile ciò che la donna, di cui sono ormai follemente innamorato, deve dirmi?”-Mi sollevò il mento e mi costrinse a guardare quegli occhi di puro zaffiro splendente. Erano così sinceri, così belli, così pieni di amore che mi sentii struggere. Poi, il dolore della verità, che per il momento solo io conoscevo, mi invase e le lacrime cominciarono a scivolarmi lente sulle guance e a bagnare le sue dita. -”Perché? Parla Francesca. Ti supplico. Cos ‘è che ti fa soffrire? Dimmelo! “ “Vedi, Andrea, io non. appartengo a questo tempo. Non parlare, per favore. Lasciami finire. È già tanto difficile trovare le parole giuste per essere creduta, che se mi interrompo temo di non farcela. Gianni ed io veniamo dal 1980.”- E gli raccontai tutta la storia, senza tralasciare nulla. In ultimo gli mostrai il mini-computer che ci aveva fatti giungere fin lì e dal quale non potevamo staccarci. Andrea non parlò per lunghi momenti.

Mi strinsi a lui con disperazione ed egli mi accolse come se l’amore di tutti i tempi si fosse riunito nel suo cuore. Salimmo lentamente fino alla mia stanza e non vi fu bisogno di dire nulla: entrambi avevamo lo stesso desiderio. Poi allungò una mano per carezzarmi i capelli. ” Ecco il perché di queste chiome così particolari; di questo viso bello in un modo diverso; del fascino sconosciuto che emanano i tuoi occhi, del sapore meraviglioso dei tuoi baci; del tuo diverso abbandonarti”“Allora, credi che non mento? “ “Certo. Un racconto così non si può inventare. Nessuna donna del mio tempo potrebbe farlo. E poi, mi chiedo, a quale scopo? Si può combattere anche con l’inganno, è vero, ma questo tipo d’inganno è fuori discussione. Ma perché tanto dolore, prima? Noi ci amiamo e tutto è risolto.”-. -” No, Andrea. Gianni dice che non possiamo stare molto. Questo è stato solo un viaggio di prova. Gianni non sa quali conseguenze potrebbero esserci.” Domani gli parleremo e vedremo se può farti restare qui per sempre. 19

Non fu una comune e tranquilla notte d’amore. Tutti i sentimenti e i gesti furono portati all’esasperazione, come se quella avesse dovuto essere l’ultima volta che lì provavamo o facevamo. Amai Andrea come mai avrei creduto potessi amare. Io, sempre leggermente annoiata e scostante; io che mi vantavo di non aver mai veramente amato ed essermi innamorata sul serio. Io, sempre freddina e controllata, amai per la prima volta, veramente, totalmente, scordando me stessa, annullandomi in lui, divorata dal pressante desiderio che non solo i nostri spiriti, ma anche i nostri corpi si fondessero, materialmente, in un corpo solo. Non dormimmo quella notte, per paura che il sonno potesse dividerci. Eravamo consumati, distrutti, ma Andrea continuava a tenermi stretta perché non sopportava l’idea di avermi, anche per un solo istante, lontana da lui. - continua-


l’eco RACCONTI

LA PAURA DELL’ABBANDONO di Gina Viviani Casanova

Più si è sensibili... più si è fragili.. si vive l’abbandono come qualcosa di finito, di drammatico, di tragico che sembra non poter sopportare. Lucia si sentiva prigioniera delle sue ansie.. delle sue paure e non riusciva a vedere al di là di quel buio che avvertiva intorno. Nessuno in quel momento era in grado di consolare il suo dolore.

Piove a dirotto… sembra non debba smettere mai.

Gli occhi di Lucia sembrano due laghi dove tutto si può specchiare, sempre pronti ad esprimere stupore e meraviglia. I suoi capelli biondi incorniciano un viso dolce, sorridente che raramente era imbronciato.

Un brontolio avverte il temporale e i suoi colori.. nuvole bigie, nere sovrastano il cielo mentre un vento dispettoso si diverte a spettinare i capelli di Lucia.. a combattere tra l’erba e i fiori. La fanciulla ha paura della burrasca ma allo stesso tempo ne è affascinata.. è come se la disperazione, la tristezza, la delusione che sta provando scoppiasse insieme a quei tuoni sonori e impetuosi. Ecco che da una parte avanza un tetto azzurro.. pian piano la pioggia si dilegua così diventa piacevole il suono della goccioline che incontrano la terra, la rinfrescano regalando la speranza di un cambiamento. Infondo dopo un temporale torna sempre il sereno. “Lucia cosa fai lì nel giardino sotto l’acqua?” Tira un profondo sospiro la piccola prima di rispondere. “Questa pioggerella leggera mi piace.. lava i miei pensieri… quelli brutti!” “Alla tua età non ci devono essere pensieri brutti ma solo gioiosi, lieti, sorridenti. Cosa mai ti turba?”. Indugia Lucia.. abbassa il capo come se volesse nascondere le sue pene.

Sta qualche minuto immobile.. si rosicchia le unghie poi corre tra le braccia di Ernesta, la sua vicina di casa, colei che l’ha vista nascere.. che prova un profondo affetto per lei. L’ha accolta spesso in passato quando la mamma gliela affidava per qualche ora al suo ritorno dal lavoro poiché doveva correre a sbrigare le faccende di casa. La donna conosce bene la sensibilità di quella bimba.. una sensibilità pura che non si acquisisce nel tempo poiché è una ricchezza che solo un’anima autentica possiede. Quante volte hanno guardato assieme la luna.. le stelle.. il Creato. La fanciulla incalzava infinite domande poi entrambe si perdevano nella magia intorno. Ernesta con lei sta bene.. torna un po’ bambina insieme si sono arricchite di valori a vicenda. Insieme hanno riso.. scherzato.. sognato immerse in favole antiche raccontate cento, mille volte. 20

Ora è lì seduta su quegli scalini e trema.. non riesce a trattenere le lacrime che prepotenti tendono di inondare quel suo visino. “Cosa mai ti sta succedendo piccola mia? Di me puoi fidarti.. lo sai!” La bambina chiude Ernesta in un abbraccio forte e sta in silenzio ma è proprio quel silenzio che parla più di qualsiasi parola. Sta gridando dolore, mancanza, delusione, sofferenza. Poi a rompere il silenzio è una vocina sommessa. “Ormai bisticciano sempre!! Questa volta la lite è più violenta… papà ha alzato le mani sulla mamma mentre volavano parole di offese.. io mi sono tappata le orecchie e poi sono scappata” “Tesoro.. a volte succede che i grandi abbiano delle controversie… dei modi diversi di vedere alcune circostanze ed allora litigano.. litigano.” “Ormai succede tropo spesso!” Piange a dirotto Lucia..


Si asciuga le lacrime con la mano tirando su con il naso in preda ad un singhiozzo che non le dà tregua. Aspetta parola che possano consolarla ma Ernesta è bloccata.. non riesce a trovarne. Non si spiega neppure questo cambiamento così repentino. Le sembra ancora di vedere due giovani vite piene d’amore, di entusiasmo, di progetti quando anni prima erano venuti ad abitare in quella casa che avevano acquistato e personalizzato con colori sfiziosi alle pareti, con terrazzi pieni di fiori e con tante cure per il nuovo giardino. Ernesta spesso si compiaceva guardandoli… lui ricco di premure verso la sposa e lei si rivolgeva sempre a lui con un tono dolce, gentile, remissivo.

Aveva persino abbracciato e baciato il medico, l’ostetrica ed anche Ernesta che si era recata per chiedere se c’era bisogno di aiuto. In seguito lo osservava giocare con la sua bimba.. portarla a cavallino.. accarezzarla.. ascoltarla amorevolmente e rispondere alle sue curiosità innocenti. Insomma cercava di esaudire ogni suo possibile desiderio. Ultimamente Ernesta ha visto chiudere le finestre in piena estate.. le è apparso strano ma ha pensato che volessero evitare qualche corrente oppure che avessero attivato un ventilatore. Forse Eleonora osservandola bene ha perso quel sorriso aprico.. dolce ma Ernesta lo percepisce come il

Il tempo libero lo trascorrevano sempre insieme e si notava tanta armonia e tenerezza nello sguardo di lui mentre spesso cercava di sollevarla da qualche fatica specie durante la gravidanza. Trascorrevano le tiepide sere d’estate sostando spesso nel terrazzo e qualche volta invitavano proprio la loro vicina a bere una bibita fresca magari accompagnata da una fetta di dolce che Eleonora aveva appena sfornato. La donna gioiva della felicità di quella coppia.. sembrava infatti che vivessero in un mondo costruito con soli mattoni fatti d’amore. Poi era nata Lucia in un giorno afoso di Giugno.. era verso il tramonto quando il sole giocava a nascondino fra le montagne seminando intorno riverberi di luce ora dorati.. ora porpora che si udì il primo vagito mentre Claudio non stava più nella pelle. Sembrava impazzito dalla gioia...

peso della responsabilità di una famiglia.. di un lavoro troppo pesante e responsabile.. mai avrebbe pensato ad una discordia della coppia. La donna non si è mai sposata è rimasta fedele al primo amore.. a quello che la guerra le ha rubato, portato via per sempre.

Secondo Ernesta quell’amore non doveva essere sostituito e tanto meno dimenticato poiché era unico, meraviglioso e durerà nel tempo e nello spazio. Si sente disarmata difronte alla sofferenza della bambina e indugia… ha sentito sbattere la porta con forza poi scendere in fretta le scale. Èlui che si allontana. “Papà!! Papà dove vai??” grida Lucia ma lui non si volta.. accelera il passo e scompare dietro quella enorme rosa che sovrasta il cancello. “Tornerà papa??” Quegli occhi espressivi, pieni di luce, fissano Ernesta sperando in una risposta positiva. “Certo tesoro.. tornerà. Adesso fa una bella passeggiata.. libera la sua rabbia.. i brutti pensieri e tornerà sereno. Stasera ne sono certa.. cenerete insieme.” Una risposta ferma, sicura ma nemmeno lei ci crede. Claudio non lo riconosce. L’ha visto insensibile persino difronte al richiamo della figlia. Cosa mai sta succedendo a quell’uomo? Forse un’altra donna si insinua nella sua vita o altro? Nella sua mente formula domande che non trovano risposta e intanto Lucia parla della sua amichetta quella del cuore.

Ha vissuto nel ricordo di quel giovane uomo amante della vita, esuberante, sempre con un tocco di allegria.

“Mirella mi ha raccontato della fidanzata di suo padre.. ha voluto portarla al luna park e poi mi ha anche detto che da quando i suoi genitori sono separati lei prende regali da ambo le parti.. tutti i suoi capricci vengono soddisfatti.. insomma ci ha guadagnato!

Lo ha amato con tutta se stessa e da allora è come se fosse sempre presente accanto a lei.. è convinta che l’aiuti a salire i gradini della vita.

Ma io non voglio i regali.. voglio solo che papà alla sera ceni con noi e quando vado a letto mi accompagni ...

21


Che mi racconti quelle favole antiche che solo lui conosce ed io mi addormento senza paura anzi divento la protagonista di quelle storie.

rigide d’inverno le stringe sul cuore cana malinconia. Mentre il viso di con tanta nostalgia. Eleonora è teso, privo di luce, forse È cosciente che ognuno di noi quella luce se l’è portata via Causiamo un piccolo mondo fatto di dio quando se n’è andato sbattenparticelle che si accendono.. bril- do la porta.

Entro in contatto con mondi diversi forse irraggiungibili ma che mi lano.. si spengono per poi perdersi procurano forti emozioni.” nell’Universo.

“Lucia!! Dove sei?... vieni in casa o ti prenderai un bel raffreddore!”

“Certo cara.. sono sicura che papà Intanto si perde nell’aria una voce ti racconterà ancora tante favole.” triste, pacata che esprime un’arErnesta non sa più cosa rispondere.. un nodo le stringe la gola.. un’empatia profonda le accomuna.

Ernesta vorrebbe trattenerla fra le sue braccia.. vorrebbe consolare la madre ma non osa alcuna parola.

Anche lei ha vissuto una favola d’amore con il suo tenente ma anche di tormenti, di lotta e d abbandono.

Non sa cosa fare si è comportata sempre molto discretamente e non vuole intromettersi proprio ora.

Custodisce solo i ricordi. Momenti.. attimi che il tempo ha tentato di sbiadire ma non c’è riuscito perché quell’amore è ancora scritto sulle lettere che riceveva dal fronte e durante le sere calde d’estate e le notti

“Mamma!! Mamma dimmi.. quando torna papà?” “Non lo so… ma vieni ti prego… ti preparerò quel budino che ti piace tanto.”

l’eco

IL MESE DELLE CASTAGNE

AUTUNNO Ottobre : il mese delle castagne, ricche di potassio

Qui diventa nutrimento per i batteri “buoni”: fermentando producono acido butirrico, sostanza che protegge la mucosa intestinale e spegne le infiammazioni, migliorando l’equilibrio del microbiota.

Una porzione da 100 grammi regala ben 7 grammi di fibra che da Dal settimanale “Sorrisi e Canzoni print alla regolarità intestinale ed TV” a pag.42 del N°36 riportiamo un assicura senso di sazietà. interessante articolo della collega La bollitura mantiene i frutti idratati, Samantha Biale. abbassando la densità calorica. Le castagne lesse al vapore già pronte sono tra gli alimenti più ingiustamente snobbati del supermercato. Considerate solo un peccato di gola di stagione o un pesante cibo, in busta nel reparto della frutta secca; invece, sono un vero e proprio superfood dai insospettabili benefici. Il loro segreto risiede nell’amido resistente di tipo 2(RS2), un carboidrato che si comporta come una fibra superando indenne lo stomaco ed arrivando intatto al colon. 22

di Guido Ghersi

Le castagne lesse naturalmente sono prive di glutine, quindi ideali anche per chi soffre di celiachia o sensibilità di frumento. Inoltre, offrono molto potassio toccasana per contrastare la stanchezza, regolare la pressione e combattere la ritenzione idrica. La confezione sottovuoto le mantiene in modo genuino, senza l’impiego di additivi. Quindi sono lo spuntino spezza-fame perfetto da tenere in borsa o in ufficio: apportano 184 calorie, ovvero il 10% dell’’energia quotidiana. Se poi volete un’idea in più, sbriciolatele nello yogurt bianco intero a colazione insieme ad un pizzico di cannella di Ceylon che aggiunge il suo straordinario effetto anti ossidante.


l’eco

PERSONAGGI DEL PASSATO GALVANO DA LEVANTO XIII -XIV SECOLO

di Angelo Terenzoni

STORIA Contemporaneo di Jacopo -e forse suo parente- stava a Genova Oberto, Levantese, anziano del comune e con una bottega di speziale (odierno farmacista) presso il chiostro dei canonici di San Lorenzo.

gli dedicava perciò il “liber sancti passagi” da lui scritto quando ancora stava nella città di nascita. Tale opera, con una introduzione rappresentante la sua presentazione e la spiegazione dei motivi della stessa, constava di due trattati di argomento diverso di cui il secondo in favore della crociata, mentre il primo delineava la figura del “Principe ideale”, volto ciò a qualificarlo agli occhi del sovrano francese. Verso il 1295, Galvano, sull’esempio di altri liguri, indirizzava il suo sguardo all’ambito romano, onde prendeva al via di Roma, ivi godendo della protezione di un alto personaggio del casato dei Fieschi, da Papa Bonifacio VIII creato cardinale.

Filippo il Bello Re di Francia

Di lui si conoscono quattro figli maschi, di cui il più noto e Galvano, suo quartogenito. La sua nascita è da porsi alla meta del Duecento, nella Genova dei Capitani del popolo, egli contemporaneo di Filippo il bello, Re di Francia, e di Papa Bonifacio VIII. Nella vita, Galvano era “medico et fisico” persona molto religiosa ed iscritto al terzo ordine francescano; egli nel 1291 era colpito dalla notizia della caduta in mani musulmane di San Giovanni d’Acri, ultima città palestinese in mano crociata. A lui, in quel particolare momento, il sovrano francese appariva come la persona più adatta ad intraprendere una nuova crociata,

A Roma, il Da Levanto si dedicava alla medicina, soggiornandovi sino a tutto il primo decennio del secolo XIV, presente quindi al giubileo del 1300, il primo della storia della Chiesa cattolica. Oltre all’esercizio della professione medica, Galvano era autore di un manoscritto, contenente dieci trattati teologo - morali dedicati, tranne il primo, a prelati ed a membri dell’Ordine francescano. Il manoscritto si apriva con una miniatura raffigurante una persona inginocchiata in atto di offrire un libro al Pontefice, seduto in trono e contornato da dodici cardinali. A Papa Bonifacio è poi dedicato il primo trattato nel quale il Da Levanto lo supplicava di accordargli la sua benevolenza. 23

Papa Bonifacio VIII

Ciò mostra come ci si trovasse in presenza di un’opera attribuita agli inizi del soggiorno romano di Galvano. La stessa si trova ora presso la Biblioteque Nationale di Parigi. Sempre a questa fase esistenziale del Da Levanto sono attribuibili tre trattati, conservati nella manoscritto, il quale si apre con la medesima raffigurazione del Pontefice ed ha titolo “Humile opera di Galvano genovese di Levanto”. Il soggiorno romano si concludeva nel 1310, con il ritorno a Genova, ove veniva a morte, evento collocabile temporaneamente prima dell’aprile 1318. In tale data infatti, sta un atto notarile, nel quale Jacopina, sua vedova, vendeva alcuni luoghi della compera del sale ai canonici della cattedrale di San Lorenzo.


l’eco

COLORI E MITI DELLA MADRE TERRA di Maria Grazia Dallera e Caterina Corradino

ALBERI Il fico è una pianta, è longevo e può diventare secolare, anche se è di legno debole e può essere soggetto ad infezioni fatali; è caducifoglia e latifoglia. È un albero dal fusto corto e ramoso che può raggiungere altezze di 6–10 m; la corteccia è finemente rugosa e di colore grigio-cenerino; la linfa è di un bianco latte; i rami sono IL FICO ricchi di midollo con gemme terFicus Carica minali acuminate coperte da due Dentro la linfa bianca che cola dai squame verdi, o brunastre. rami e dai fichi acerbi c’e la ficiLe foglie sono grandi, scabre, na, un enzima proteasi che ha lo oblunghe, grossolanamente lostesso effetto del caglio animale: bate a 3-5 lobi, di colore verde spezza le caseine del latte e lo fa scuro sulla parte superiore, più coagulare. L’alternativa vegetale chiare ed ugualmente scabre sulal caglio esisteva prima che la pala parte inferiore. rola caglio avesse un nome. Quello che comunemente viene Come si fa: raccogliere il lattice da ritenuto il frutto è in realtà una rametti spezzati o fichi verdi acerinfruttescenza di medie dimenbi in un bicchierino. Servono posioni, carnosa, piriforme, ricca di che gocce per litro di latte, non di zuccheri a maturità, detta sicopiu. Si aggiunge il lattice al latte nio di colore variabile dal verde intero caldo (35-38 °C), si mescola al rossiccio fino al bluastro-violae si aspetta. In un’ora la cagliata ceo, cava, all’interno della quale si forma, si rompe con le mani, si sono racchiusi i fiori unisessuali, scola in una fascella e si ottiene piccolissimi; una piccola apertura un formaggio fresco simile a una apicale, detta ostiolo, consente ricotta o a un primo sale. l’entrata degli imenotteri pronuTroppo lattice rende il formaggio bi; i veri frutti, che si sviluppano amaro: la ficina in eccesso degraall’interno dell’infiorescenza (che da troppe proteine. Il dosaggio diventa perciò un’infruttescenza), esatto varia con la stagione e la sono numerosissimi piccoli achepianta, motivo per cui i pastori lo ni. La polpa che circonda i piccoli conoscevano a memoria. acheni è succulenta e dolce, e coSicurezza: il lattice contiene fustituisce la parte edibile. rocumarine che a contatto con Il lattice del fico fa cagliare il latte la pelle e con i raggi UV causano Non e un esperimento moderno: ustioni chimiche. Raccogliere con Columella lo descriveva duemila guanti. Lavare subito se la linfa anni fa nel De Re Rustica. In Sar- tocca la pelle. L’enzima nel fordegna e in Calabria si e fatto per maggio e inattivo dopo la coagulazione, il prodotto e sicuro. secoli. 24

Le foglie di fico servono anche per avvolgere il formaggio fresco durante la maturazione breve: cedono profumo e proteggono la superficie. Chi ha un fico in giardino ha a disposizione un caglio vegetale con duemila anni di storia. Secondo alcune interpretazioni bibliche e storiche, il frutto dell’Eden colto da Eva non sarebbe una mela, ma un fico, le cui grandi foglie furono usate da Adamo ed Eva per coprirsi. Nel Vecchio Testamento è comunque il simbolo per eccellenza di pace e abbondanza. Nell’antica Grecia il fico era sacro a Dionisio e considerato simbolo di fertilità ed eros. Si narra che Platone fosse un grande estima-

Maria Grazia Dallera tore di fichi, ritenuti un alimento capace di stimolare l’intelligenza. Nella mitologia romana la pianta era sacra a Marte. La leggenda vuole che la cesta con i gemelli Romolo e Remo si arenò proprio alla base di un albero di fico (Ficus Ruminalis).


l’eco

MANDILLI DE SEA (FAZZOLETTI DI SETA)

RICETTE “Mandilli de sea “(letteralmente “fazzoletti di seta” in dialetto genovese) sono un antico formato di pasta ligure, una sfoglia stesa in modo incredibilmente sottile, quasi trasparente e leggera come la seta. Il loro condimento è il pesto alla genovese.

Preparazione: L’impasto. Disponi la farina a fontana sulla spianatoia. Crea un incavo al centro e inserisci l’uovo, l’olio d’oliva e un pizzico di sale. Comincia a mescolare con una forchetta, incorporando gradualmente l’acqua a filo. Lavora energicamente il composto a mano per circa 10 minuti fino a ottenere un panetto liscio, elastico e omogeneo.

Ingredienti (per 4 persone) Per la pasta: Farina 00: 300 g, Uovo: 1 intero (oppure 2 tuorli per una sfoglia più tenace, Acqua tiepida: 100-120 g (da aggiungere a filo) Olio extravergine d’oliva ligure: 1 cucchiaio, Sale: 1 pizzico Per il condimento: Pesto alla genovese: circa 150g, 150 g di fagiolini e 1 patata grande .

l’eco

di Guido Ghersi

Copri l’impasto con un canovaccio umido e lascialo riposare per 30 minuti a temperatura ambiente. Stendi la pasta utilizzando il mattarello. Passa la sfoglia ripetutamente riducendo lo spessore fino a raggiungere l’ultimo livello della macchina. La sfoglia deve essere velata e finissima. Mantieni le sfoglie ben infarinate per evitare che si attacchino. Con un coltello affilato, taglia dei quadrati di circa 12-15 cm per lato. Porta a bollore un’ampia pentola di acqua salata. Trucco ligure: aggiungi un cucchiaio di olio nell’acqua di cottura per evitare che i fazzoletti di pasta si attacchino tra loro. Per completare il piatto, fai cuocere i fagiolini a pezzetti e le patate a cubetti nella stessa acqua qualche minuto prima di buttare la pasta. Immergi pochi mandilli alla volta. Cuociono pochissimo: circa 1 o 2 minuti al massimo (sono pronti appena salgono a galla).

Libreria oppecini corrado

CLASSIFICHE di Corrado Oppecini

I libri più venduti del mese a Levanto:

Ultime uscite nel mese di ottobre

1° “Soltanto il giorno” di Cosetta Santini – Giunti 2° “Murdoku” di Manuel Garand - Salani 3° “Love, Mom” di Iliana Xander – Longanesi 4° “Domenica” di Georges Simenon – Adelphi 5° “Tutti in questa banca sono ladri” di Benjamin Sevenson – Feltrinelli 6° “Domenica” di Georges Simenon – Adelphi 7° “I convitati di pietra” di Michele Mari – Einaudi 8° “Tuti i colori del buio” di Chris Whitaker - Einaudi 9° “Tre nomi” di Florence Knapp – Garzanti 10° “Il sole nelle pozzanghere” di Matteo Bussola – Einaudi

“Quando l’Italia rinacque”di Aldo Cazzullo – HarperCollins “Liberi tutti ” di Chiara Gamberale – Feltrinelli “L’inganno francese” – di John Grisham - Mondadori “Otto ragazze” – di Aurora Tamigio - Feltrinelli “Il fattore gatto” – di Piergiorgio Pulixi - Marsilio

25


l’eco

OASI DI PACE

LIBRI Un nuovo libro di riflessioni ”Oasi di pace” di Marco Delpino Nell’anno dedicato a San Francesco, a 800 anni dalla sua morte, attraverso la Parola, auspichiamo un migliore futuro aggrappandoci alle poche certezze che ci circondano. San Francesco, a 800 anni dalla morte, è una di queste “certezze”, perchè ha lasciato un messaggio di pace quanto mai attuale. “Oasi di pace” consta di 124 pagine è il nuovo libro scritto, uscito quest’anno, che vuole essere un omaggio ai temi della pace, dell’ambiente, del dialogo e della solidarietà.Un’opportunità per riflettere sulla spirituale e culturale eredità di San Francesco, per tutti, esempio in questi nostri difficili tempi. Il volume, del costo di solo 10 euro, comprese le spese di spedizione, può essere richiesto alla sede della “Tigulliana”-Via Belvedere,n°5 16038 Santa Margherita Ligure(GE.)

a cura di Guido Ghersi, Antonio Gussoni e Giovanni Paoletti

“ Settembre. Andiamo......” Il pennone di salvataggio, glabro, allampanato tra gli ombrelloni ficcati ad infradito tra i sassi, vellicati dallo sciabordio ancestrale delle acque.

CONCORSO NAZIONALE LETTERARIO “RINA GATTI” 2027 - IX EDIZIONE

per un racconto breve o un diario sull’universo femminile

tema di questa edizione: “…la rinascita…”

Colline digradanti a luci spente sul mare. Le tende delle case ammainate sfregiate dal vento di tramontana. Le barche disarmate giacciono frenate da una coltre di tele. Gli oblò tondeggianti dei tunnel pedonali sono bocche spalancate senza voce. Il sentiero ingiallito da piante caduche riemerge al respiro dell’ultimo sole. Al trillo improvviso di un bimbo risponde straniero un rintocco lontano. Enzo

Io sono Ottobre che stringo il vinello ne solchi novi ci semino il grano metto di nuvole ai monti un cappello, guido dal monte le pecore al piano. Io sono Ottobre che dice ai figliuoli: V’ aspetto a scola per farvi più buoni.

G.G.

“Quando mi sono trovata con le mie amiche sul palco …davanti a tutte quelle persone, quella sala gremita di volti tanto diversi ed attenti, ho provato un’emozione irripetibile, che non riuscirò mai a spiegare. Tutti applaudiva no, il mio cuore batteva forte, avrei voluto gridare, ridere e piangere insieme. Quando scendevo dal palco …un brivido mi è passato lungo la schiena, mi sono detta, ma è possibile che sia proprio io, quella piccola contadina scalza e malvestita, che andava a piedi nudi a lavorare nei campi e nella stalla, che dovette lasciare la scuola … ad essere adesso al centro dell’attenzione di tante persone venute qui da tanto lontano? Non sentivo più i miei settant’anni, mi sentivo una ventenne piena di energie.”

È arrivato il momento del Bando del Concorso Nazionale Letterario “Rina Gatti” 2027.

“Riflessione sull’età”

Il Concorso “Rina Gatti” continua a chiedere la produzione di opere che aiutino a conoscere, approfondire, riscoprire, immaginare uno dei tanti tasselli che compongono l’immenso mosaico dell’universo femminile. Attraverso il racconto breve o il diario breve potremo ampliare questo mosaico, per conoscere, per conoscersi, per contribuire all’arricchimento delle coscienze e al consolidamento del rispetto reciproco. Il tema femminile viene integrato, in questa edizione, da un altro tema suggerito, che può liberamente essere di ispirazione da chi lo trovasse utile per caratterizzare in modo originale la propria opera, nel rispetto delle linee guida del tema principale. Il tema suggerito è “la rinascita” che definisce un momento speciale e a volte “fondante” come e più della stessa nascita, il distacco da una situazione fisica o psicologica per prendere il cammino verso una nuova condizione. La scadenza per la consegna delle opere è il 31 gennaio 2027 e la premiazione avrà luogo a Perugia nel maggio successivo. il Bando di concorso è scaricabile https://www.rinagatti.it/concorso-nazionale-rinagatti/

26


l’eco

CRONACA DELLA LIGURIA a cura di Sonia Bianchera

Il racconto dell’Educazione Ambientale dà poi voce ai singoli popoli animali per comprendere e rivalutare la loro vita emotiva e comportamento sociale.

LIGURIA Il docufilm “Rinascita Elfica” arriva a Venezia e in TV La Liguria è stata premiata, nello spazio della Regione del Veneto Film Commission all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il docufilm “Rinascita Elfica” scritto dal Cavaliere della Repubblica Sonia Bianchera e condotto insieme alla poetessa Simona Bianchera. Il progetto cinematografico è un interessante lavoro dedicato alla conoscenza, alla valorizzazione della biodiversità e al futuro dell’umanità. La Liguria ha brillato alla Mostra del Cinema di Venezia grazie alla Cultura Elfica del Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e attivista per i diritti degli animali Sonia Bianchera, ideatrice di un linguaggio empatico che unisce le persone, abbatte le barriere sociali, contrasta la violenza e tutela i vulnerabili. Al Lido, sede del Palazzo del Cinema, nella accalcata Sala della Regione del Veneto Film Commission, in presenza di figure istituzionali, è stato il Presidente e Consigliere Comunale Thomas Toffoli, a consegnare i riconoscimenti. Il Premio alla Carriera Cinematografica e il premio Miglior Documentario Episodico. “Rinascita Elfica” racconta il valore della vita e fa la storia per i diritti umani e per i diritti degli animali indifesi e maltrattati. È un percorso socioeducativo sul riconoscimento di dignità morale e giuridica.

Restituisce un messaggio potente di connessione e consapevolezza ed è testimonianza alla libertà dice l’ideatrice Sonia Bianchera. Dal successo ottenuto prima al Film Festival CVV e poi al Lido di Venezia Film Commission, il docu-

film “Rinascita Elfica” è diventato un programma televisivo a puntate per la rete Corfole TV in onda sulla piattaforma multimediale YouTube. Una docuserie in 10 puntate con interventi istituzionali e patrocini di Sindaci, Rappresentanti Ecclesiastici, Associazioni Culturali ed Enti Pubblici. La trasmissione è adatta anche ai piccoli e offre la possibilità di riscoprire la vita della natura grazie allo spunto di pensatori come il fisico Albert Einstein, l’antropologa Jane Goodall, il filantropo Philip Wollen, San Francesco d’Assisi, il saggista Elias Canetti, l’attivista Indira Gandhi, il naturalista Charles Darwin, il drammaturgo Luigi Pirandello, il naturalista Émile Zola, fino alla figura simbolo della letteratura inglese William Shakespeare. 27

Di forte impatto sociale e con l’obiettivo di prevenire e educare alla non violenza, la narrazione passa anche per l’Educazione Sentimentale tramite le riflessioni della poetessa Simona Bianchera autrice del libro “Riflessioni per Rinascere”.

Il progetto filmico “Rinascita Elfica” sensibilizza l’opinione pubblica sul rispetto degli animali, sull’empatia, sull’inclusione e sulla valorizzazione delle diversità in un messaggio universale di pace, e lo fa tra i borghi e le valli del Levante Ligure.

Sonia Bianchera


l’eco

CRONACA DELLA LIGURIA

LIGURIA La scrittrice-poetessa levantese miete ancora più premi raddoppiando il podio. Il mese di ottobre si mostrato benigno per la nostra scrittrice-poetessa Gina Viviani Casanova che

a cura di Guido Ghersi

Napoli e la sua regione si sono rivelati luoghi che stimano le opere della scrittrice levantese dove ormai da anni, ha conseguito numerose premiazioni. Gina, incoraggiata nel lontano 2003 dalla signora Sonia Rodolfo, fondatrice di questo mensile, ha iniziato col partecipare a svariati concorsi letterari in numerose regioni d’Italia e all’ estero riscuotendo successi e primi premi. Nel 2021 (anno della pandemia) nella sede: Accademia Universale “Giosuè Carducci”, la commissione esaminatrice con Presidente Giuseppe Bagnasco e la presidentessa onoraria Lilli Brogi è stato conferito a Gina l’encomio alla carriera per la “sezione C “con il suo libro: “Vita...albe...tramonti “, eletto libro dell’anno.

Gina Viviani Casanova

ha avuto nuovamente l’onore di salire su due podi lontani fra loro ma vicini nell’ apprezzare il suo modo di scrivere nelle molteplici espressioni. Non è infatti la prima volta che la Viviani viene premiata presso il prestigioso Castello Angioino di Napoli per le sue opere in prosa e lirica in concorsi diversi tra loro. Il 3 ottobre Gina è salita ancora una volta sul podio nell’ambito del nuovo concorso dove è stata premiata dal prof. Massimo Capriola e dal sociologo- giornalista Cristian Sanna, grata ad un’illustre giuria che ha compreso le sue parole e i messaggi così gratificandola fra tanti scrittori e poeti partecipanti.

Lo scorso 11 ottobre, la Viviani si è recata in Svizzera italiana, a Lugano dove è conosciuta e stimata per aver partecipato a diversi concorsi letterari e raccolto premi sempre inerenti al podio, come di recente, nello scorso marzo, con il suo libro: “La cardinalità della vita” dove si è aggiudicata il secondo posto per la prosa e una poesia che ricorda i martiri di Nassirya.

In questa occasione le è stato riservato il primo premio per la sua opera: “Il treno ...dolci e terribili reminiscenze “una storia che racchiude un mondo …una vita... un inestimabile sacrificio in un contesto ora lieto, ora crudele come il cuore degli uomini. Premiata per le sue qualità formali, contenutistiche di efficacia comunicativa e soprattutto per l’originalità creativa del testo. Questa volta la Viviani ha voluto sorprendere perché premiata in altre due sezioni; per il suo ultimo romanzo: “La vita è un palcoscenico” dove costruisce una narrazione densa di riflessi filosofici e psicologici, tipici del suo modo di scrivere e affida al personaggio Brigida il compito di attraversare uno dei periodi più complessi del 900’. Ancora premiata per la lirica: “Nostalgia del passato” dove domina lo struggimento per quella stagione della vita ormai trascorsa che appare sempre più lontana. Il presidente si è complimentato con la scrittrice- poetessa asserendo cosa rara che un concorrente venga premiato in contemporanea a tre sezioni ben diverse tra loro anche se a lei era già successo in passato e questo è merito della sua flessibilità creativa. Ammirati e orgogliosi in quanto suoi concittadini, auguriamo a Gina un cammino ancora florido e ricco di emozioni.

Sonia Maestro Rodolfo

28

Arrivederci alla prossima!!


l’eco

CRONACA DELLA LIGURIA

LIGURIA Turismo, Liguria oltre la media nazionale per occupazione sulle piattaforma online La Liguria si conferma tra le regioni italiane con i migliori livelli di occupazione sulle principali piattaforme di prenotazione online nella stagione estiva 2026. Secondo i dati diffusi dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la regione registra un tasso del 62,5%, superiore alla media nazionale del 61,8%, con una crescita del 12,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

a cura di Guido Ghersi

formance della Liguria, con un tasso di occupazione sulle principali piattaforme online superiore alla media nazionale e in forte crescita rispetto allo scorso anno. È un risultato che ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore convinzione sulla strada intrapresa”.

Sestri Levante: Il Comune stanzia 150 mila euro per il territorio.

Particolarmente significativo anche il dato nazionale relativo ai piccoli comuni e ai borghi, che nei primi sette mesi del 2026 registrano una crescita del 5,6% degli arrivi e del 4,4% delle presenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A queste risorse si aggiungono i circa 40mila euro già impegnati a inizio anno per la manutenzione della rete di raccolta delle acque meteoriche urbana, che comprende la pulizia delle caditoie e la manutenzione delle stazioni di sollevamento.

Il dato ligure si inserisce in un quadro nazionale particolarmente positivo: tra giugno e agosto l’Italia ha superato i 276 milioni di presenze, 5,5 milioni in più rispetto all’estate 2025, con una crescita sia della componente italiana sia di quella straniera.

“È una tendenza sulla quale come Regione Liguria stiamo investendo da tempo – prosegue Lombardi – valorizzando sempre di più l’entroterra, le sue eccellenze, l’outdoor, l’enogastronomia e le tradizioni e integrandoli con la straordinaria forza attrattiva della “Questo risultato ci soddisfa e nostra costa. conferma la capacità della Liguria di mantenersi tra le destinazioni I risultati dell’estate si aggiunpiù attrattive del Paese – dichiara gono inoltre ai dati positivi che l’assessore regionale al Turismo avevamo già registrato in Liguria Luca Lombardi – I dati diffusi dal nei primi sette mesi dell’anno, Ministero del Turismo conferma- con oltre 12 milioni di presenze e no un andamento estremamente più di 440 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Particolarmente significativi sono i risultati registrati nei mesi di spalla, sui quali abbiamo concentrato una parte importante della nostra strategia di promozione turistica: ad esempio febbraio ha segnato una crescita del 14,33% e maggio dell’11,38% ripositivo per il turismo italiano e, spetto agli stessi mesi dello scorall’interno di questo quadro, as- so anno. Un andamento che ci sume ancora più valore la per- incoraggia a continuare. 29

Il costo complessivo degli interventi ammonta quest’anno a circa 150mila euro. La cifra si suddivide in 36mila euro per la manutenzione dei torrenti, 32mila euro per la pulizia dei rii e 40mila euro per gli interventi sulle cunette stradali.

«Il controllo preventivo ci permette di intervenire sulle criticità del territorio, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, sempre verificate dai nostri servizi tecnici che ringraziamo per il lavoro – spiega l’Assessore alle manutenzioni Valentina Armanino – Non mancherà la manutenzione straordinaria con idropulizia della rete di smaltimento delle acque meteoriche, tra stasamento delle condotte con canal jet, lavaggio dei pozzetti di ispezione e pulizia di bocche di lupo».


l’eco

CRONACA DELLA LIGURIA

LIGURIA RAPALLO FOTOGRAFIA FESTIVAL I° Edizione – 16/18 ottobre 2026 Direzione Artistica: Adriano Cascio Comitato Organizzatore: Circolo Fotografico “Dietro a un Vetro” Manifestazione patrocinata da: Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, Comune di Rapallo e riconosciuta dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) e Unione Italiana Fotoamatori (UIF). Rapallo si prepara ad accogliere, dal 16 al 18 ottobre 2026, la prima edizione del Rapallo Fotografia Festival (RFF), nuovo progetto culturale dedicato alla fotografia d’autore, con la direzione artistica di Adriano Cascio e l’organizzazione del Circolo Fotografico “Dietro a un Vetro” APS Rapallo. La manifestazione è riconosciuta dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e dalla UIF – Unione Italiana Fotoamatori e patrocinata da Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova, Comune di Rapallo, che ne attestano la solidità progettuale e il valore nel panorama fotografico nazionale. Il Festival nasce da una visione chiara: fare diventare la città di Rapallo la sede di un appuntamento annuale di riferimento dedicato alla fotografia d’autore e contemporanea, capace di coniugare cultura, formazione di qualità e valorizzazione del territorio. Tra gli obiettivi strategici del progetto rientra, inoltre, in sinergia con l’Associazione Albergatori di Rapallo e Zoagli, la destagionalizzazione dei flussi turistici, attra-

a cura di Elisa Folli

verso la realizzazione di un evento culturale di rilievo nel periodo autunnale, capace di attrarre un pubblico qualificato di professionisti, appassionati e visitatori, contribuendo al contempo alla promozione e alla vitalità del territorio anche al di fuori della stagione turistica tradizionale. Le sedi e il progetto espositivo Il Rapallo Fotografia Festival si svolgerà nelle location più signi- Figure del reale In occasione della 1ª edizione del ficative della città: Rapallo Fotografia Festival, in pro• Auditorium delle Clarisse gramma dal 16 al 18 ottobre 2026, • Castello sul Mare il Castello sul Mare di Rapallo ospi• Villa Queirolo ta la mostra Figure del reale, a cura • Villa Devoto Accanto alle esposizioni princi- di Adriano Cascio, direttore artistipali, il circuito diffuso “RFF-EXHI- co del festival. BITION OFF”, dall’1 ottobre, coin- Il progetto riunisce i lavori di Franvolgerà attività e spazi cittadini, cesco Cito, Umberto Verdoliva, grazie al contributo di alcuni cir- Anna Maria De Marzo e Paolo Fercoli fotografici liguri affiliati alle rari, proponendo un percorso che federazioni (FIAF ed UIF) raffor- attraversa differenti modalità di rezando l’integrazione tra fotogra- lazione tra fotografia e realtà. fia e tessuto urbano. Dalla forza diretta del reportage di La mostra “Figure del reale” sarà guerra di Francesco Cito, in cui ‘’imvisitabile fino al 15 novembre magine si confronta con l’evento 2026, nei fine settimana, mentre nella sua forma più urgente, si pasRFF – EXBITION OFF resterà aper- sa alla visione sospesa di Umberto ta al pubblico, presumibilmente, Verdoliva, dove il reale si dissolve fino al 19 ottobre 2026, contri- in percezione e memoria. buendo a prolungare nel tempo Con Anna Maria De Marzo, oggetti la presenza e l’impatto culturale concreti si trasformano in presendell’iniziativa sul territorio. ze ambigue e simboliche, aprendo a una dimensione interiore e imL’inaugurazione ufficiale si terrà maginifica. giovedì 16 ottobre alle ore 15.30 all’Auditorium delle Clarisse, se- Nel lavoro di Paolo Ferrari, l’imguita dall’apertura delle mostre al magine è costruita attraverso un linguaggio visivo essenziale, in cui Castello sul Mare. identità e paesaggio diventano Autori in mostra La prima edizione presenta un elementi di una riflessione sulle programma espositivo di alto molteplici possibilità dell’essere. profilo, con autori che rappre- Attraverso questi quattro autori, la sentano differenti generazioni e mostra evidenzia come il reale non linguaggi della fotografia italiana. sia mai un dato univoco, ma qual30


•Isabella Tholozan – Fotografa e docente, attiva nella formazione e nella valorizzazione della fotografia d’autore; •Piera Cavalieri – Esperta nella lettura e selezione portfolio, impegnata nella scoperta e promozione di nuovi talenti.

cosa che cambia in relazione allo sguardo e al linguaggio fotografico. Figure del reale invita il pubblico a confrontarsi con diverse forme del’’immagine, in un percorso che va dall’impatto diretto del’’esperienza alla sua progressiva trasformazione in visione. Biografie Autori Francesco Cito É uno dei più importanti foto-giornalisti italiani. Dopo aver iniziato la sua carriera a Londra negli anni Settanta, collabora con alcune delle principali testate internazionali, tra cui The Sunday Times Magazine. Ha documentato importanti scenari di conflitto e realtà sociali complesse, tra cui la guerra in Afghanistan, la Palestina e il Sud Italia. Umberto Verdoliva Fotografo pluripremiato a livello internazionale, riconosciuto per la sua fotografia in bianco e nero caratterizzata da forte tensione narrativa e intensità espressiva, in particolare nel’’ambito della fotografia di strada e del ritratto. Anna Maria De Marzo Fotografa contemporanea attiva nel panorama nazionale, sviluppa una ricerca attenta ai temi identitari e sociali, con un linguaggio fotografico sensibile e coerente. Paolo Ferrari Autore impegnato in una ricerca fotografica di taglio concettuale, indaga il rapporto tra realtà e percezione attraverso una fotografia essenziale, misurata e formalmente rigorosa. Programma culturale Il Festival proporrà un articolato programma di approfondimento: •Talk con gli autori, moderati da Isabella Tholozan, Renato Corsini e Antonella Monzoni dedicati alle opere in mostra ed a presentazioni di libri fotografici, al confronto critico e alla riflessione sulla fotografia contemporanea;

Francesco Cito

•Laboratorio “Antiche Tecniche di Stampa”, tenuto da Roberto Montanari, evento dimostrativo dedicato ai processi fotografici tradizionali, con particolare attenzione al coinvolgimento delle scuole; •Workshop sulla fotografía di strada con Umberto Verdoliva; •Letture Portfolio, altro momento centrale della manifestazione, con l’assegnazione del Premio “Castello sul Mare” (1^ edizione Rapallo Portfolio); •Premiazione dell’8° Concorso Fotografico Nazionale – Città di Rapallo; •Book Shop a cura di Gente di Fotografia, con un’ampia selezione di volumi fotografici d’autore (Villa Queirolo) Letture Portfolio Le Letture Portfolio rappresentano uno dei cardini del progetto culturale, configurandosi come spazio qualificato di confronto tra autori emergenti e professionisti di riconosciuto profilo: •Leonello Bertolucci – Giornalista e critico fotografico, figura storica della divulgazione della fotografia in Italia; •Federicapaola Capecchi – Curatrice e direttrice artistica di festival fotografici, impegnata nella promozione della fotografia contemporanea; •Antonella Monzoni – Fotografa, giornalista, critica e docente, punto di riferimento nel’’analisi della fotografia autoriale; 31

Le Letture Portfolio culmineranno con l’assegnazione del Premio “Castello sul Mare”, che prevede una targa per i primi tre classificati e la possibilità di esporre nella successiva edizione del Festival presso Villa Devoto. La visione del Direttore Artistico Adriano Cascio, Direttore Artistico del Festival, sottolinea: «La fotografia è uno sguardo sul mondo. È scelta, tempo e memoria. Ogni immagine racconta qualcosa e sceglie come farlo. Il Rapallo Fotografia Festival nasce dalla volontà di valorizzare la fotografia come linguaggio capace di raccontare il nostro tempo, interpretarlo e farci riflettere. Non solo mostre, quindi, ma anche occasioni di incontro, confronto e formazione: uno spazio aperto al dialogo tra grandi maestri, professionisti, giovani fotografi e appassionati. Dalla grande tradizione del reportage italiano alle forme più contemporanee della ricerca fotografica, il Festival vuole offrire sguardi diversi e creare nuove occasioni di conoscenza e condivisione. Rapallo diventa così un luogo d’incontro tra il territorio e la cultura fotografica nazionale, in un contesto capace di accogliere, ispirare e favorire il confronto. Questa prima edizione rappresenta l’inizio di un percorso che guarda al futuro: costruire, anno dopo anno, un appuntamento stabile e autorevole, capace di crescere nel tempo e di lasciare un segno nel panorama della fotografia italiana».


l’eco

CRONACA DELLA LIGURIA

a cura di Elisa Folli , ANCI Liguria, Giulio Rodolfo e Guido Ghersi

L’avvio dei progetti corona un percorso di selezione imponente che ha visto numeri di assoluto rilievo a livello nazionale: •2.706 posizioni complessive messe a bando; •6.508 candidature ricevute, con una media di 2,4 domande per ogni posto disponibile; •1.468 Comuni ed enti coinvolti nella rete SCANCI.IT; •10 Anci regionali partecipanti.

LIGURIA La dichiarazione del Presidente del Circolo Fotografico “Dietro a un Vetro” Massimo Di Mauro, Presidente e fondatore del Circolo Fotografico “Dietro a un Vetro” (2007): «Il Rapallo Fotografia Festival rappresenta per il nostro Circolo la naturale evoluzione di un percorso iniziato nel 2007, quando abbiamo fondato “Dietro a un Vetro” con l’obiettivo di diffondere la cultura della fotografia sul territorio. In questi anni abbiamo lavorato per creare occasioni di confronto, formazione e crescita per appassionati e autori. Organizzare la prima edizione del Festival significa compiere un passo ulteriore: offrire a Rapallo un evento di respiro nazionale, riconosciuto dalla FIAF e patrocinato dalla UIF, capace di valorizzare la fotografia d’autore e, allo stesso tempo, contribuire concretamente alla vitalità culturale e turistica della città. Siamo convinti che la fotografia sia uno strumento di dialogo, memoria e identità, e che attraverso questo Festival Rapallo possa diventare un punto di riferimento stabile nel panorama fotografico italiano». Il Rapallo Fotografia Festival si propone dunque come nuova piattaforma culturale dedicata alla fotografia, con una progettualità orientata alla qualità curatoriale, alla formazione e allo sviluppo culturale e turistico della città. Per informazioni e accrediti stampa: Adriano Cascio - Direttore Artistico RFF-Rapallo Fotografia Festival: 327/6232053 rapallofotografiafestival@dietroaunvetro.it

Servizio civile universale: al via i progetti nei Comuni del Network SCANCI.IT Ha prenso il vialo scorso 18 settembre, l’esperienza dei progetti di Servizio civile universale del Network SCANCI.IT. Gli operatori volontari selezionati hanno fatto il loro ingresso nei Comuni della rete coordinata da Anci e dalle Anci regionali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo, Sicilia e Sardegna.

Un risultato che testimonia l’interesse forte e crescente dei giovani verso un’occasione concreta per acquisire competenze professionali, rendersi utili per la propria comunità e compiere un passo importante verso l’autonomia, Dall’altro giorno, nella sede di operando all’interno dell’ente più Anci Liguria all’interno dello stori- vicino ai cittadini: il Comune. co Palazzo Ducale di Genova, han- I programmi di servizio civile sono no preso servizio 2 ragazzi vinci- stati progettati raccogliendo i reatori della selezione. Le posizioni li fabbisogni dei territori in settori attivate sono dedicate al suppor- portanti come la cultura, l’educato delle attività dell’Associazione zione, i servizi sociali, la tutela ame al miglioramento dell’offerta in bientale e la protezione civile. relazione ai servizi socioeducativi I volontari seguiranno un percordei Comuni. so strutturato che comprende l’attività operativa nei servizi, la A livello regionale, sono 41 in formazione generale e specifica e totale i giovani che hanno preso l’orientamento al lavoro. servizio in Liguria, distribuiti tra Anci Liguria e 15 Comuni: Andora, Al termine dell’anno di servizio, ai Bordighera, Busalla, Campomoro- giovani verrà rilasciata la certificane, Carasco, Cervo, Cogorno, Pie- zione delle competenze, un titolo trabruna, Quiliano, Ronco Scrivia, ufficiale e pienamente spendibile Sanremo, Sassello, Savona, Serra nel loro successivo percorso formativo e professionale. Riccò e Zoagli. 32


Fatta brillare una mina trovata Questo intervento rientra tra le attività ad alto rischio che i Palombadavanti a Framura ri del #COMSUBIN svolgono quotidianamente per salvaguardare la sicurezza di porti, litorali, acque interne e vie di navigazione. Nel corso dell’ultimo anno, i Nuclei SDAI hanno neutralizzato numerosi ordigni esplosivi, continuando a prevenire gravi pericoli per cittadini e operatori marittimi.

Una segnalazione arrivata da un sommozzatore civile ha fatto scattare i controlli del personale del 5° Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Genova che hanno portato al rinvenimento, sul fondale antistante Framura, di due grandi ordigni bellici residuati della 2^ Guerra Mondiale. L’intervento successivo dei Palombari del Gruppo Operativo Subac-

quei (#GOS) distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di La Spezia, con il supporto dei mezzi navali della Capitaneria di Porto di La Spezia, ha permesso di rendere inoffensivi: - una mina sferica, del diametro di circa 1,2 metri - un siluro pesante, lungo circa 7 metri

Liguria prima in Italia per numero di Comuni Bandiere Blu e ben 18 approdi turistici “Le parole del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi al “ Forum Risorsa Mare della Spezia “confermano una visione che condividiamo: il mare deve essere considerato come un sistema turistico unitario, capace di mettere in relazione porti, approdi, destinazioni costiere, città, borghi ed entroterra”. Lo afferma l’assessore regionale al Turismo della Regione Liguria, Luca Lombardi, commentando l’intervento del ministro dedicato al peso economico del turismo marittimo e alle prospettive di sviluppo del settore. Nel suo intervento Mazzi ha ricordato che, a livello nazionale, la nautica da diporto ha raggiunto un fatturato record di 8,6 miliardi di euro, mentre le crociere hanno chiuso il 2025 con 14,7 milioni di passeggeri. Il ministro ha indicato tra gli obiettivi strategici approdi turistici moderni, collegamenti efficienti, servizi di qualità, formazione e digitalizzazione, sottolineando il ruolo dei porti come accesso ai territori. Un modello che trova in Liguria una particolare concentrazione di eccellenze. Nel 2026 la regione si è confermata prima in Italia per numero di Comuni Bandiera Blu, saliti a 35, mentre sono 18 gli approdi turistici liguri premiati, due in più rispetto al 2025 con l’ingresso della Marina 33

del Fezzano a Porto Venere e del Porto Carlo Riva a Rapallo. Alla capacità di accoglienza si affiancano ricadute economiche significative. Nel 2025 la nautica professionale genovese legata ai maxi yacht ha prodotto un impatto economico stimato in 663 milioni di euro, con un contributo di 234 milioni al Pil ligure e 3.240 posti di lavoro. Nello stesso anno, il comparto crocieristico nei porti di Genova e Savona ha generato 346 milioni di euro di impatto economico diretto, di cui 255 milioni, pari al 73%, riconducibili alle attività di home port, con circa 2.700 addetti diretti lungo la filiera. “I numeri dimostrano quanto il turismo legato al mare vada ben oltre la sola dimensione balneare – dichiara l’assessore Lombardi -. La Liguria può contare su 35 Comuni Bandiera Blu e 18 approdi turistici certificati e su un sistema nautico e crocieristico che genera importanti ricadute economiche e occupazionali. Gli approdi e i porti non sono solo punti di arrivo e partenza, ma possono diventare vere porte d’ingresso alla scoperta del territorio”. “La sfida è proprio questa: creare un collegamento sempre più forte tra chi arriva dal mare e ciò che la Liguria può offrire a terra, dalle città ai nostri splendidi borghi, dall’enogastronomia alla cultura, fino all’outdoor e all’entroterra. Più riusciamo a trasformare un approdo o uno scalo in un’occasione per conoscere e vivere il territorio, più il valore prodotto dal turismo marittimo si distribuisce sulle comunità e sulle attività locali. In questa direzione diventano fondamentali la qualità dei servizi, i collegamenti, la digitalizzazione e la capacità di costruire un’offerta integrata durante tutto l’anno. È un altro tassello della Liguria che vogliamo promuovere 365 giorni l’anno”, conclude Lombardi.


l’eco

CRONACA DI LEVANTO a cura di Guido Ghersi

LEVANTO

Comunale, storico edificio risalente al XIII secolo che costituiSabato 19 settembre, in piazza va il centro commerciale e civico del Popolo a Levanto, è stata sco- dell’antico borgo marinaro. perta la nuova targa illustrante la Loggia Medioevale, importante Appiproject ha acceso Levanto monumento messaggero di cul- con tre serate di spettacoli. Il 20 e tura e di pace. 21 agosto, il Trofeo del Dilettante ha visto partecipanti provenienti da tutta Italia Nonostante la pioggia Pippo Santonastaso, accompagnato da Giulia Parravicini, ha portato sul palco uno spettacolo che ha saputo coinvolgere il pubblico e i talenti, provenienti Il Direttore dell’Eco Guido Ghersi da Lazio, Piemonte, Lombardia, il Sindaco di Levanto Giambattista Acerbi e l’Arch. Simone Fareri del Lions Club 5 Terre Toscana e Liguria, si sono messi in gara di fronte ad una giuria d’ecUn sentito ringraziamento all’UNE- cezione composta da Sergio MuSCO di Levanto per l’idea, all’Arch. niz, Davide Paniate, Sara Grimaldi, Simone Fareri per la progettazione Crytical, Lucrezia Luxardo, Damiaed al Lions Club Cinque Terre per no Casanova e Michele Tartagliola realizzazione. ne (co fondatore). L’idea e la promozione: Nata su Il 22 agosto Il Mio Canto Libero ha iniziativa del Club per l’Unesco Le- fatto cantare e divertire la piazza vanto e Cinque Terre per valorizza- con ospiti dal calibro di Gatto Panre il monumento, insignito dall’U- ceri, Michele Ballo, Il Cugino della NESCO del titolo di “monumento Corte, Crytical, Andrea Santonatestimone di cultura e di pace”. La staso e Sara Grimaldi. progettazione: Curata dall’archi- Un talk Show in cui chiacchiere tetto Simone Fareri. La realizzazio- musica e comicità si sono unite ne pratica: Finanziata e supportata per una serata all’insegna della dal Lions Club Cinque Terre. condivisone, di divertimento ed Caratteristiche principali della tar- emozioni. ga Accessibilità: La targa include una sezione in Braille (il sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo), pensata per permettere la fruizione e la comprensione della storia del monumento anche a persone cieche, ipovedenti e sordocieche. Contenuto: Descrive e illustra la storia e l’importanza della Loggia 34

Vi aspettiamo l’anno prossimo per le nuove edizioni. Per tutte le info, news e aggiornamenti Appiproject.com o seguitici sui nostri social Appiproject .

TAM TAM riprede i corsi Sono riaperte le iscrizioni ai corsi presso l’associazione culturale no profit “TAM TAM Tutta un Altra Musica”, con sede a Piè di Legnaro, accanto al Consorzio Agrilevanto. I corsi sono di contenuto musicale, come Canto, Batteria, Pianoforte, Chitarra acustica, Elettrica e Basso, Strumenti per bambini, Bagno di suoni e non solo, tenuti da insegnanti qualificati. Sono offerti anche corsi di Rilassamento, Cucito e Ripetizioni di svariate materie scolastiche. Molto curato e interessante, dopo i recenti successi di pubblico, il corso di Teatro tenuto dal noto regista Vittorio Ristagno, ad iniziare dal mese di ottobre. Riguardo a questo corso sono aperte le iscrizioni per nuove attrici e attori che vogliono cimentarsi in questo appassionante settore.. TAM TAM invita ad iscriversi all’associazione, che intende diventare sempre più un luogo di aggregazione dove poter sempre trovare amicizia e condivisione. Una rara occasione da non perdere per vivere momenti di formazione, divertimento e convivialità. Per info rivolgersi alla presidentessa dell’associazione, Marina Pileri tel: 346 641 4795.


l’eco

CRONACA DELLE CINQUE TERRE

a cura di Guido Ghersi

LIGURIA

Queste soluzioni a basso impatto hanno consentito di garantire l’accessibilità ai terrazzamenti evitando la realizzazione di infrastrutture o interventi sulla viabilità agricola più invasivi e potenzialmente impattanti sul paesaggio”.

Comune di Vernazza concluso l’intervento di messa in sicurezza della SP51 Concluso l’intervento di messa in sicurezza della SP51 “dei Santuari”, nel Comune di Vernazza. Un’opera da 550mila euro realizzata dalla Provincia della Spezia grazie ai fondi messi a disposizione da Regione Liguria, per intervenire sui danni causati dall’alluvione del 2018. I lavori hanno consentito di mettere in sicurezza la scarpata e la sede stradale in località Fontanelle, con la ricostruzione della rete di deflusso delle acque e la realizzazione di nuove opere strutturali di sostegno della carreggiata.

mi modellati nei secoli dal lavoro dell’uomo. Un paesaggio che per diventare agricolo, ha escogitato la costruzione di migliaia di chilometri di muri a secco e che ancora oggi può essere coltivato soltanto grazie Monorotaie alle Cinque Terre: dal a una presenza quotidiana fatta di Parco in arrivo oltre 260mila euro ingegno, fatica e cura quotidiana. per la manutenzione straordinaria. A partire dagli anni ottanta, gli agriIl fondo verrà erogato per le struttu- coltori delle Cinque Terre adottarore presenti nei comuni di Riomag- no una soluzione osservata nelle giore, Vernazza e Monterosso al aree alpine della Svizzera e della Valtellina: una rete di monorotaie Mare. in grado di risalire i versanti traSono in arrivo 265mila euro aggiun- sportando materiali, attrezzature tivi per la manutenzione delle mo- e raccolti dove nessun altro mezzo norotaie nel Parco nazionale delle potrebbe arrivare. Cinque Terre in vista della vendemmia. L’annuncio arriva da una nota Le prime furono installate a Volastra del Parco che precisa che il denaro nel 1980; oggi questi piccoli binari verrà erogato per le strutture pre- che attraversano i vigneti costituisenti nei comuni di Riomaggiore, scono una delle infrastrutture più importanti per la continuità dell’aVernazza e Monterosso al Mare. gricoltura sul territorio. “L’intervento si aggiunge alle risorse che l’Ente stanzia ogni anno per la Il Parco sottolinea l’importanza delmanutenzione ordinaria dei 57 im- le monorotaie perché “costituiscopianti distribuiti sul territorio, pari a no uno strumento indispensabile 57mila euro annui” precisa la nota. per l’agricoltura delle Cinque Terre La viticoltura in area Parco comin- e rappresentano una delle poche cia tantissimi anni fa e in un territo- forme di meccanizzazione compatirio tutt’altro che semplice, i vigneti bili con le caratteristiche di un terrinon si estendono in pianura ma torio modellato nei secoli dal lavoro si aggrappano a pendii ripidissi- dell’uomo. 35

Il paesaggio è riconosciuto dall’Unesco per il valore della sua relazione tra comunità e ambiente, continuare a coltivare significa preservare terrazzamenti, muri a secco, sentieri, biodiversità e presidio del territorio. Il Parco ritiene il sostegno a queste infrastrutture “un aiuto necessario a chi questo paesaggio lo preserva quotidianamente, gli agricoltori”. L’accessibilità ai terrazzamenti è la condizione necessaria affinché sempre più superfici possano essere recuperate e coltivate, come ha sottolineato il Presidente del Parco, Lorenzo Viviani: “la sfida dei prossimi anni sarà individuare forme di sostegno all’agricoltura compatibili con le caratteristiche delle Cinque Terre. Le monorotaie vanno da sempre in questa direzione: riducono il peso delle operazioni più gravose e consentono di raggiungere aree che altrimenti sarebbero inaccessibili, mantenendo al tempo stesso inalterato il rapporto tra attività agricola e paesaggio. Per questo abbiamo deciso di affiancare alla manutenzione ordinaria un investimento straordinario che permetta agli impianti di arrivare in piena efficienza alla prossima vendemmia.”


l’eco

CRONACA DELLA VAL DI VARA a cura di Guido Ghersi

ENTROTERRA A Brugnato sorgerà un Polo logistico della colonna mobile regionale di Protezione Civile Regione Liguria acquista formalmente da Asl 5 la proprietà di un terreno a Brugnato – in località Molino della Storta, in via Fornello – da destinare alla realizzazione del Polo logistico della colonna mobile regionale della Protezione civile nel levante ligure. A marzo la giunta regionale aveva stanziato 200mila euro del Fondo strategico regionale per procedere all’acquisto, formalizzato ad un valore di 190mila euro. Il terreno, con superficie complessiva di circa 8.600 metri quadrati, si trova nelle vicinanze del presidio sanitario 118, del distaccamento dei Vigili del Fuoco e del casello autostradale. “La scelta dell’area è stata approvata a livello tecnico dal nostro Dipartimento regionale e dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. Grazie all’acquisizione dell’area, siamo pronti ad affidare la progettazione del nuovo Polo alla nostra azienda in house Ire Spa, con un ulteriore investimento di 115mila euro. E nei primi mesi del prossimo anno incontreremo le amministrazioni locali e tutti i soggetti coinvolti”, dichiara l’assessore regionale alla Protezione civile, Giacompo Giampedrone, su cui proposta del quale è arrivata l’approvazione della delibera per l’acquisto del terreno. “Si tratta di un passo fondamentale per garantire alla Liguria di avere due Poli logistici regionali: uno già operativo a Villanova D’Albenga al servizio di tutto il ponente e l’altro – prosegue Giampedrone – che verrà realizzato a Brugnato, al servizio di tutto il levante ligure dall’area me-

Voglio ringraziare Regione Liguria: il nuovo Polo diventerà il punto di riferimento per le squadre di emergenza del nostro territorio, dello spezzino e di tutto il levante ligure fino a Genova”.

tropolitana genovese fino a Luni, in una struttura di proprietà regionale, moderna e all’avanguardia, che rimarrà nel patrimonio pubblico per gli anni a venire. Questo consentirà un grande salto di qualità logistico per lo Spezzino, che oggi non ha un Polo regionale della colonna mobile: in questi anni abbiamo investito oltre tre milioni di euro per il rinnovo quasi totale della nostra colonna mobile di Protezione civile che oggi è dislocata quasi integralmente a Villanova d’Albenga. Il nostro obiettivo è portarla anche nel levante ligure, al servizio della Città metropolitana e dello Spezzino, grazie al nuovo Polo regionale, nell’ottica di una migliore capacità del Levante ligure di rispondere alle future emergenze, legate non solo al dissesto idrogeologico. L’obiettivo è di realizzarlo in circa 2 anni, con un investimento stimato di due milioni di euro”. “Sono molto soddisfatto di questo ulteriore passo avanti nella realizzazione del nuovo Polo regionale della Protezione civile in una posizione strategica – le parole del sindaco di Brugnato, Corrado Fabiani -: l’area oggi di proprietà regionale è facilmente raggiungibile dal casello autostradale e vicina ad importanti presidi di intervento e di emergenza, tra cui i Vigili del Fuoco, il 118, il distaccamento della Polizia stradale e le squadre di soccorso fluviale. 36

L’acquisizione del terreno è frutto di una specifica ricerca svolta dal settore Protezione civile tra le proprietà pubbliche del comparto regionale allargato e degli enti strumentali di Regione Liguria: “l’area individuata a Brugnato è considerata idonea per collegamenti infrastrutturali, capacità di accesso e requisiti tecnici/dimensionali – riporta una nota della Regione -, soddisfacendo quindi le caratteristiche necessarie per il trasferimento della Colonna mobile regionale della Protezione civile”. Il nuovo polo ospiterà materiali, attrezzature e mezzi della Colonna mobile regionale oltre alla Direzione di comando e controllo (DI.COMA.C.) in caso di emergenze territoriali e alla logistica finalizzata alle esigenze regionali per aspetti di formazione degli operatori del sistema di Protezione civile. “Tra pochi giorni – conclude Giampedrone – ricorrerà il 14esimo anniversario della disastrosa alluvione che nel 2011 colpì duramente lo Spezzino: l’acquisizione del terreno del nuovo Polo regionale della Protezione civile a Brugnato è un segnale importante ed è anche la testimonianza dei grandi passi avanti fatti da allora per la sicurezza di quel territorio”. Sabato 25 ottobre l’assessore regionale sarà a Beverino alle 10 per la costituzione del gruppo di protezione civile e e alle 12.30 a Monterosso per la commemorazione del volontario di protezione civile Sandro Usai, vittima dell’alluvione.


Approvata convenzione per recupero Cappella del Ritrovamento, intervento finanziato dal Mit con oltre 350mila euro. Approvata dalla giunta comunale di Monterosso la convenzione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la parrocchia di Nostra Signora di Soviore e Palazzo civico relativa a un intervento di recupero riguardante la Cappella del Ritrovamento, nel complesso del santuario. L’opera, del valore complessivo di 352.781 euro, è stata ammessa ai finanziamenti del Mit nell’ambito del programma nazionale dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale e storico del Paese, approvato con un decreto ministeriale del dicembre 2025. Beneficiario è la parrocchia di Nostra Signora di Soviore, mentre il Comune di Monterosso svolgerà il ruolo di stazione appaltante, mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche e amministrative per accompagnare tutte le fasi dell’intervento. “Questo intervento rappresenta un’azione importante per la tutela del nostro patrimonio storico e culturale – dichiara il sindaco monterossino Francesco Sassarini -. La Cappella del Ritrovamento è un luogo che custodisce una parte significativa della memoria della nostra comunità. Grazie alla collaborazione tra ministero, parrocchia e Comune sarà possibile restituire piena sicurezza e valorizzazione ad un bene che appartiene non solo ai monterossini, ma a tutti coloro che riconoscono nel Santuario di Soviore uno dei simboli più preziosi del nostro territorio”. “L’amministrazione comunale – concludono da Palazzo civico – conferma così il proprio impegno nella tutela dei beni storici e culturali, considerandoli una risorsa fondamentale per la conservazione dell’identità locale e per la valorizzazione del territorio sotto il profilo culturale, turistico e ambientale.

Perchè si dice che “Paganini non replica? “ “Paganini non ripete”

Paganini non ripete. Questo popolare detto ebbe origine nel febbraio del 1818 al Teatro Carignano di Torino, quando Carlo Felice, dopo aver assistito a un concerto di Paganini, fece pregare il maestro di ripetere un brano. Paganini, che subiva spesso lesioni ai polpastrelli ed amava improvvisare al momento, rendendo le sue esecuzioni difficilmente ripetibili, gli fece rispondere con disappunto: «Paganini non ripete». A seguito del rifiuto di concedere il bis, gli fu negato il permesso di eseguire un terzo concerto in programma. La controversia causò l’annullamento dei concerti previsti a Vercelli e Alessandria. In due lettere inviate all’amico avvocato Luigi Guglielmo Germi scrisse: «La mia costellazione in questo cielo è contraria. Per non aver potuto replicare a richiesta le variazioni della seconda Accademia, il Sig. Governatore ha creduto bene di sospendermi la terza…» (il 25 febbraio 1818) e poi, ancora: «In questo regno, il mio violino spero di non farlo più sentire» (l’11 marzo 37

dello stesso anno). Nel 1836 tornò comunque a suonare proprio a Torino, per ringraziare Carlo Alberto per la concessione di legittimazione del figlio Achille. La frase «Paganini non ripete» è usata tuttora nel linguaggio comune per motivare il rifiuto di ripetere un gesto o una frase. Niccolò Paganini,nasce a Genova il 27/10/1782 e muore a Nizza (F) il 27/05/1840. Fu violinista, violista, chitarrista e compositore italiano fra i più importanti esponenti della musica romantica.

Il Comune di Sesta Godano ha annunciato l’arrivo di un nuovo medico di famiglia e l’avvio degli orari invernali per la biblioteca civica. Nuovo medico di famiglia • Il dottor Lorenzo Casella ha preso servizio servizio il 1° ottobre 2026. • Risolve una carenza che durava da oltre un anno. • Copre la zona vacante dopo il pensionamento del dottor Peluso.

Notizie dal Comune di Brugnato I 13 sindaci della Val di Vara hanno chiesto l’istituzione di una Casa di Comunità nell’ex poliambulatorio di Brugnato. I primi cittadini della vallata hanno inviato un’istanza formale a Regione Liguria, ASL e ANCI per scegliere Brugnato come sede baricentrica dell’hub sanitario.


l’eco

CRONACA DELLA VAL DI VARA a cura di Eugenio Bruno Bolleri Gruppo Facebbok Sei di Carro se...

Certamente nei documenti d’archivio vi era la spiegazione, ma al momento una parte di quell’archivio non è consultabile; speriamo lo sia al più presto.

ENTROTERRA Cristoforo Colombo e Zignago Leggendo vari articoli sulla casa di Colombo, meta di molti turisti, spesso si fa confusione; per fortuna sono in pochi, ma talvolta qualcuno non documentato scrive cose non corrette. Con un atto del 6 settembre 1440, Domenico Colombo acquista una casa in Via Olivella, nel quartiere di Portoria (la via era la continuazione di Salita Cannoni): questa è la casa in cui nacque Cristoforo. Quasi tutti sanno che la storica casa di Colombo a Genova è in realtà un edificio totalmente ricostruito dopo il bombardamento compiuto dalle truppe francesi al comando del Re Luigi XIV nel 1684. Quella originaria e distrutta — dove Domenico visse con tutta la famiglia, compreso il giovane Cristoforo — era stata invece acquistata con atto del 18 gennaio 1455 ed era appartenuta a un certo Giulio de Luxoro. In seguito, Domenico si trasferì a Savona insieme alla famiglia, ed è da lì che Colombo partì per i suoi viaggi. Le origini della famiglia erano di Moconesi: il padre di Domenico si chiamava Giovanni e, quando arrivò a Genova, andò ad abitare a Quinto. L’attuale casa ricostruita venne acquistata dal Comune di Genova in occasione del quarto centenario della Scoperta dell’America; in quella circostanza la città, governata dal Sindaco Andrea Podestà, volle compiere questo gesto per onorare il grande navigatore.

Per condividere questa scoperta con tutti voi, ho deciso di pubblicare le immagini di questo reperto e dei documenti storici a corredo di queste pagine. Vi allego alcune testimonianze di quella grande Esposizione Veniamo ora a Zignago. Alcuni anni addietro notai nella casa comunale un busto in bronzo e chiesi di poterlo fotografare. Dopodiché mi dimenticai di questo particolare, finché un giorno tornai a cercarlo, ma con mia sorpresa non lo vidi. Chiesi notizie e, dopo qualche giorno, lo ritrovarono, collocandolo nella sala consiliare, dove attualmente si trova. Si tratta di una bella fusione in bronzo eseguita a Genova da una nota ditta specializzata: sul retro, oltre al nome della fonderia, vi è la data 1892, coincidente con la grande esposizione internazionale. Qual è il legame tra questa esposizione e il busto? Purtroppo non lo sappiamo ancora con certezza, ma la risposta — che ritengo molto importante — si trova sicuramente nei registri delle delibere di quel periodo. Questo busto rappresenta una testimonianza molto particolare: essendo l’unico comune a possederlo, significa che vi fu un coinvolgimento in quella Esposizione Internazionale che si tenne a Genova, Madrid e San Francisco. 38

Medaglia coniata per l’Esposizione Colombiana del 1892 1° Copertina del numero unico stampato per la manifestazione Colombiana. 2° Pagina con scritto del Capitano A. Dalbertis 3° Disegno del monumento al giovane Colombo eseguito per conto del Capitano A. Dalbertis, eseguito dallo scultore Giulio Monteverde, collocato nel Castello Dalbertis a Genova.


ISSN 2785-2873

eco del levante eco di Levanto Mari e Monti, delle Baie del Levante, delle Cinque Terre e della Val di Vara. n. 247 ottobre 2026

PIZZERIA 7 OBLÒ

Fondato da Sonia Maestro Rodolfo ed Emilio Rodolfo Direttore Responsabile Guido Ghersi cell. 346 5801788 Per lettere al Direttore scrivi a guighe36@gmail.com Responsabile Redazione Giulio Rodolfo Progetto Grafico: Giulio Rodolfo e Greta Colombi Editore: ASSOCIAZIONE LEVANTO COMUNICAZIONE Sede legale: Via Ammiragli Serra 35 19011 BONASSOLA SP Redazione tel 339 7035382 P.I. 01330950112 C.F. 91074160119 redazione@ecodilevanto.it

hanno firmato gli articoli: Cristina Amelio Sonia Bianchera Eugenio Bruno Bolleri Gina Viviani Casanova Rita Caserta Gianluca Castellini Caterina Corradino Maria Grazia Dellera Elisa Folli Guido Ghersi Antonio Gussoni Oscar Marcheggiani Mauro Maricino Corrado Oppecini Giovanni Paoletti Alberto Parravicini Giulio Rodolfo Angelo Terenzoni

Focacce, farinate e pizze al tegame Aperto dalle 18:00 alle 23:00 CHIUSO IL LUNEDÌ Via Matteo Vinzoni 29, Levanto Tel. 0187 807785

LIBRERIA OPPECINI

Il mensile a volte non esce entro il 15 del mese perchè deve passare diverse lavorazioni: raccolta articoli, impaginazione grafica, verifica bozze del Direttore, ricerca inserzionisti, prestampa e stampa, trasporto copie e distribuzione nei punti vendita sul territorio. Qualche volta per esigenze di carattere editoriale il mensile può uscire in modalità bimestrale. Si ringraziano l’Ufficio Stampa del Comune di Levanto, e gli altri enti e Associazioni del territorio per la collaborazione. Si prega di inviare gli articoli entro il 20 del mese redazione@ecodilevanto.it

QUI POTRAI TROVARE TUTTE LE NUOVE USCITE

STAMPA La Tipografia Digitale (SP) TIRATURA 150 copie Registrazione Tribunale di La Spezia N° 101/01/2004 Iscrizione ROC N° 30497 Per copia Contributo minimo Euro 3,00 Abbonamento annuale cartaceo Euro 35,00 Abbonamento annuale online Euro 20,00 Bonifico bancario BANCO DESIO Piazza Cavour 13 Levanto SP IBAN IT92O0344049780000047270360 Associazione Levanto Comunicazione

Via Dante, 1 Levanto Tel. 0187 809011 39


Aperto tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 20:00 PERSONE OLTRE LE COSE

Valenti Srl (SP) Via Martiri della Liberà, 20 - Levanto - Tel. 0187 801 590


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Eco del Levante ottobre 2026 by giulio rodolfo - Issuu