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INSIGHT dal mondo del WEALTH MANAGEMENT

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INSIGHT DAL MONDO DEL WEALTH MANAGEMENT

ID 42

relevant MAGGIO 2018

Marco Santin Wealth Manager Advisor Specialist Corso Venezia, 48 20121 Milano (MI) Via degli Zabarella, 24 35121 Padova (PD) Tel.

3463992848 e-mail:

marco.santin@azimut.it


INSIGHT DAL MONDO DEL WEALTH MANAGEMENT

Caro Lettore, in questo numero di Relevant sviluppiamo una riflessione sugli errori che i risparmiatori da un lato e chi si occupa del risparmio e della ricchezza delle persone (cioè noi) dall’altro, hanno evidentemente compiuto in questi anni, visto che un terzo della ricchezza finanziaria degli italiani è lasciata infruttifera su conti correnti bancari. Ma non ci limitiamo a questo. Condividiamo anche diverse soluzioni per trasformare questi errori in opportunità.

GESTIONE DEL RISPARMIO MAGGIO 2018

Gli errori da evitare, le opportunità da cogliere Un terzo della ricchezza finanziaria degli italiani è lasciata infruttifera su conti correnti bancari; 1.400 miliardi di Euro, secondo l’ultimo report Wealth Insight di Prometeia & IPSOS, che vengono lasciati parcheggiati in depositi infruttiferi con la motivazione, per il 38% degli intervistati, di “proteggersi dagli imprevisti”. Per chi, come chi vi scrive, opera nell’ambito della gestione del risparmio, questi dati suonano come un campanello d’allarme. Sarebbe interessante conoscere esattamente cosa intendano gli intervistati con il termine “proteggersi dagli imprevisti”, tuttavia riteniamo possa ragionevolmente significare una di queste due cose: accantonare dei soldi per poter fronteggiare spese non previste e pianificabili, evitare che quello stesso denaro venga impattato da imprevisti, cioè “perdite” derivanti da investimenti fatti con quel denaro. Se questi sono i motivi per cui 1.400 miliardi di risparmio degli italiani giacciono sui conti correnti infruttiferi delle banche, pensiamo siano opportune alcune riflessioni: Come ridurre la quota parcheggiata contro gli imprevisti Avere da parte dei soldi per far fronte a degli imprevisti non è solo ragionevole, ma - ovviamente - anche consigliato. Tuttavia 1/3 del proprio patrimonio rappresenta una percentuale decisamente troppo alta. Per ridurla - senza incorrere in spiacevoli inconvenienti- sarebbe sufficiente fare due cose: 1. Coprire alcune di quelle spese attraverso delle assicurazioni. Fate un elenco di tutti i rischi per cui pensate sia opportuno tenere i soldi liquidi sul conto. Scoprirete che molte di quelle preoccupazioni possono essere azzerate o ridotte al minimo attraverso adeguate assicurazioni. Aspetti relativi alla nostra salute, spese mediche, gli incidenti che possono riguardare le nostre abitazioni, eventuali rischi che possono far diminuire le nostre entrate in caso di temporanea inabilità al lavoro, sono tutti ambiti in cui - con premi che rappresentano una frazione minima di quell’importo - si possono sottoscrivere delle assicurazioni a copertura, consentendoci di disporre del resto del patrimonio con maggiore efficienza. 2. Effettuare una corretta pianificazione. Gli investimenti finanziari possono essere più o meno liquidabili e soggetti a maggiore o minore volatilità dei corsi; operando una corretta allocazione, lavorando sull’orizzonte temporale giusto e diversificando gli investimenti a seconda degli obiettivi di interesse, saremo in grado di raggiungere quegli obiettivi avendo anche goduto del contributo alla crescita del nostro patrimonio derivante dai mercati finanziari.

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ESEMPIO: Mantenere € 100.000,00 del proprio patrimonio sul conto corrente perché “domani potrei aver bisogno di quella cifra per delle spese mediche” non tiene conto del fatto che quel “domani” potrebbe essere anche tra 10 o 20 anni. A quella data saranno successe due cose: quei € 100.000,00, a causa dell’inflazione, in termini reali varranno € 80.000,00 o € 50.000,00; inoltre le cure di cui potremmo aver bisogno potrebbero costare € 130.000,00 dato che nessuno può prevedere oggi di che tipo di prestazione medica si potrà avere bisogno domani e quanto questa costerà. Non solo quindi ci saremmo privati dei ritorni che quella disponibilità poteva fornirci nei 1020 anni per cui li abbiamo tenuti cash, ma non abbiamo nemmeno raggiunto realmente il nostro obiettivo a causa di una “tassa occulta” che grava sulla liquidità: l’inflazione. Se oggi non vi sembra un problema, è opportuno ricordare che mediamente il tasso di inflazione in Italia negli ultimi 60 anni è stato del 5,73% e la BCE ha tra i suoi obiettivi un inflazione media del 2%. Con una allocazione di questo tipo avremmo perso dei ritorni interessanti (ipotizzando un ritorno medio del 5% annuo l’interesse composto su 10 anni sarebbe di oltre € 60.000,00, portando il montante finale dell’investimento a oltre € 160.000,00), avremmo visto diminuire la nostra ricchezza reale a causa dell’inflazione e potremmo non essere stati comunque in grado di raggiungere i nostri obiettivi a causa di una iniziale stima errata delle spese. Una polizza assicurativa, in tal senso, sarebbe stata la scelta ottimale. A titolo di esempio, dai dati di Altroconsumo, risulta che nel 2013 la miglior polizza per copertura sanitaria fosse “Per Te Salute Reale” di Reale Mutua, avente un premio di € 4.542,00/anno nel caso di assenza di franchigia e di € 3.776,00 con una franchigia di € 1.500,00; nella città di Milano e nel caso di una famiglia avente per componenti un uomo di 48 anni con moglie di 46 anni e figli di 15 anni (maschio) ed 8 anni (femmina)1 . Una polizza con un premio di qualche migliaia di euro all’anno ci avrebbe permesso di godere della copertura necessaria, avremmo avuto a disposizione una buona parte di quei soldi e li avremmo potuti allocare più efficientemente. 1 https://www.altroconsumo.it/soldi/assicurazioni/news/polizze-sanitarie-come-scegliere-quella-giusta.

Il prezioso aiuto dei gestori professionisti Nessuno ama “perdere” soldi. Ma cosa intendiamo con il termine “perdere soldi”? Se quello che abbiamo in mente sono alcune azioni, crollate drammaticamente del 90% del loro valore e che oggi giacciono moribonde nei listini (l’Italia purtroppo ne è piena) oppure se abbiamo in mente i deludenti ritorni dell’indice azionario italiano degli ultimi decenni, credo sia necessario fare una premessa: gli investimenti fatti da gestori professionisti hanno alcune caratteristiche che contribuiscono ad evitare questi tipi di rischi. La diversificazione è la prima caratteristica di un portafoglio di investimento professionale, seguita tipicamente da un approccio globale e completato dalla competenza del portfolio manager nel valutare nel dettaglio le capacità di un asset di dare ritorni (evitando quindi le clamorose catastrofi). La società che vi scrive può vantare il fatto di non aver mai investito soldi dei propri clienti affidati al risparmio gestito in azioni/ obbligazioni o asset oggetto di “scandali finanziari” negli ultimi 20 anni. Fatta questa premessa, dunque, possiamo riqualificare il termine “perdita” con un dettaglio migliore, precisando che quello che può succedere è che il valore che il mercato attribuisce agli investimenti che abbiamo in portafoglio sia più basso rispetto al valore che aveva quando abbiamo iniziato l’investimento. 3


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È una perdita? No, lo diventa solo se non abbiamo pianificato correttamente i nostri investimenti e siamo costretti a disinvestire quegli asset in quei giorni, a quei valori. Diversamente la qualità dei gestori ed il tempo daranno frutto.

ESEMPIO: Il 19 ottobre 1987 (il terribile “lunedì nero” della borsa di New York) la posizione personale in Berkshire Hathaway di Warren Buffett (il famoso investitore americano) scese di valore di $ 342.000.000,00 (342 milioni di dollari!) in un giorno.

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Quanto perse Warren Buffett? Zero, semplicemente perché non vendette. Il suo portafoglio era composto da azioni di società sane, con business model validi e Warren Buffett non aveva bisogno di quei soldi, in quei giorni. Nel breve le perdite sono state recuperate ed oggi Buffett continua ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo.

Non intendiamo dire che il mercato non genererà mai perdite che potrebbero costituire un serio problema per un investitore, ma crediamo che la maggior parte delle paure di quel 38% dell’analisi siano relative a normali (e consentiteci il termine “benefiche”) fasi di contrazione che da sempre si alternano sui mercati finanziari a quelle di espansione. Se viene effettuata una corretta pianificazione patrimoniale, la maggior parte di queste oscillazioni possono essere attraversate senza ferite (esattamente come Warren Buffett durante il lunedì nero) o addirittura utilizzate come opportunità di acquisto. Le oscillazioni di borsa (la volatilità) non sono il “rischio” se l’investimento è stato fatto come indicato poche righe fa. Il rischio è rappresentato dalla voglia (derivante dalla paura) oppure dalla necessità (derivante dalla errata pianificazione) di vendere i propri asset durante un ribasso di mercato. L’educazione finanziaria e una corretta pianificazione patrimoniale possono ridurre al minimo entrambi questi rischi. Esiste poi una terza ipotesi a giustificazione di quei soldi lasciati sui conti correnti bancari: “il parcheggio temporaneo, in attesa del momento giusto per investire”. Su questo tema vi propongo di prendere la vostra data di nascita ed andare a vedere quale fosse il valore dei principali indici azionari mondiali in quella data. Scoprireste che - indipendentemente da ogni valutazione - in un orizzonte temporale sufficientemente lungo, la crescita economica mondiale è più forte di qualsiasi timing di ingresso. In altre parole, il momento “giusto” o “sbagliato” per investire, se l’orizzonte temporale è adeguato, può non essere un elemento cosi determinante. Il PAC, un antidoto contro la paura Se proprio non riuscite a superare la paura, affidatevi con fiducia ad un piano di accumulo del capitale (PAC). Una modalità di investimento tanto “antica” quanto valida, tanto da essere suggerita anche dal maestro del sopracitato Warren Buffett: Benjamin Graham che la descrive come una tecnica efficace e la consiglia nel suo libro “The Intelligent Investor” pubblicato nel 1949. A testimoniare le parole di Graham interviene una recente analisi di Deutsche Asset Management su una strategia PAC di 36 mesi applicata all’MSCI World (indice azionario globale) nei tre periodi 2008-2010, 2011-2013 e 2014-2016 in cui si rileva che i PAC avrebbero realizzato: • 1 volta su 3 la performance migliore in assoluto; • 3 volte su 3 avrebbero realizzato una performance positiva; • 3 volte su 3 avrebbero registrato una volatilità inferiore (circa la metà) di quella dell’MSCI World.2 2 Deutsche Asset Management. “Strategia PAC: investito al 95% in IBOXX 1-3 Euro Index e 5% in MSCI World Index con 36 successivi incrementi mensili della componente MSCI World del 2,5%. Performance MSCI World. Periodi: dal 30 dicembre 2007 al 30 dicembre 2010; dal 30 dicembre 2010 al 30 dicembre 2013; dal 30 dicembre 2013 al 30 dicembre 2016”.

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Conclusioni Per concludere, permetteteci un ultima considerazione: il denaro non può essere fine a se stesso. Il denaro è un mezzo per raggiungere i nostri obiettivi, realizzare i nostri sogni e quelli delle persone a noi care. Mantenere sul conto corrente un terzo del patrimonio significa rinunciare ai propri desideri ed alle proprie ambizioni. Se tutto questo non vi sembra sufficientemente importante, considerate che investire in maniera errata il vostro patrimonio può fare la differenza tra mandare a studiare i vostri figli (o nipoti) all’estero nelle più prestigiose scuole del mondo o doverli limitare nell’istituto vicino casa; potervi permettere una pensione serena e senza pensieri, piuttosto che combattere con le difficoltà dell’età; curare con le tecniche più moderne e sofisticate la malattia che affligge la persona che amate, invece che affidarla ai servizi della sanità pubblica.

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Per questi motivi crediamo fermamente che il tema di gestire correttamente i propri risparmi ed i propri investimenti: • meriti il giusto tempo - da parte dei risparmiatori - per informarsi ed imparare alcuni semplici concetti di base del risparmio (non è necessario un master in finanza per effettuare investimenti sensati ed efficaci); • evidenzi la necessità di avere un consulente finanziario in grado di affiancare gli investitori nella corretta pianificazione patrimoniale, che li aiuti ad identificare i bisogni e ad allocare conseguentemente il patrimonio nella maniera adeguata. Qualcuno che gli sia a fianco durante quei periodi – inevitabili - in cui i mercati crolleranno ed i giornali titoleranno “Bruciati decine di miliardi in borsa”. I risparmiatori vorranno vendere tutto, perché “stiamo perdendo troppo”, ma quella persona gli ricorderà di Buffett e del suo “lunedì nero” contribuendo con l’ultimo elemento (quello della finanza comportamentale) a guidarli con sicurezza nel mondo degli investimenti. Ma se state leggendo queste righe, con buona probabilità questo secondo punto voi lo avete già risolto.

AVVERTENZE II presente documento è stato elaborato da Azimut Capital Management SGR S.p.A., società facente parte del Gruppo Azimut, e ha esclusivamente natura e scopi informativi generali. Il presente documento è stato predisposto sulla base di dati e informazioni elaborati internamente e/o da altre società del Gruppo Azimut e sulla base di informazioni pubblicamente disponibili o provenienti da terze parti, citate nel documento, di cui Azimut Capital Management SGR S.p.A. non garantisce l’accuratezza, la completezza e l’affidabilità, declinando ogni responsabilità al riguardo. Azimut Capital Management SGR S.p.A. si riserva il diritto di apportare modifiche al contenuto del documento in ogni momento senza preavviso e senza assumere obblighi o garanzie di aggiornamento e/o rettifica. I dati, le informazioni e le opinioni contenuti non costituiscono e, in nessun caso, possono essere interpretati come un’offerta né un invito né una raccomandazione a effettuare investimenti o disinvestimenti né una sollecitazione all’acquisto, alla vendita, alla sottoscrizione di strumenti finanziari né attività di consulenza o ricerca in materia di investimenti né come invito a farne qualsiasi altro utilizzo. I destinatari del presente documento si assumono piena ed assoluta responsabilità per l’utilizzo dei dati, delle informazioni e delle opinioni contenuti. Azimut Capital Management SGR S.p.A. non potrà essere ritenuta responsabile per danni derivanti dall’utilizzo, da parte dei potenziali destinatari del documento o di terzi, dei dati, delle informazioni e delle opinioni contenuti nel presente documento o di danni comunque asseriti come ad essi connessi. Per valutare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze personali, si consiglia di rivolgersi al proprio consulente finanziario e si rimanda al materiale informativo per i rischi tipici associati all’investimento.

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