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P o r t f o l i o p e r l a l e t t u r a degli“strumentidipensiero“ d i M a r t i n a M a i t a n


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B i o g r a - P a r t e c i p a z - C o l l a b o r a z -"Esercizi"dianalisi:cor P e r f o r m a - G r a f i c a e d i n t r a p r e

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Martina Maitan è nata a Schio in provincia di Vicenza l'8 settembre 1987. Si è diplomata con il massimo dei voti al Liceo Artistico "A.Martini" di Schio, dove la sua curiosità per le nuove tecnologie applicate alle arti ha cominciato a farsi strada. Nel febbraio 2010 si è diplomata con il massimo dei voti e lode all’Accademia di Bellearti di Venezia in Arti Visive e discipline dello spettacolo con indirizzo Decorazione. Martina si fa strada in un ambiente ricco e attivo di proposte e collaborazioni in vari ambiti artistici e non, sviluppa la consapevolezza nel ricercare un elemento che la caratterizza come lo è "Il Gesto" nei campi della performance, della fotografia, del video.. ma anche nella quotidianità casalinga, accademica e lavorativa di tutti i giorni. Per questo personale motivo ha svolto un complesso argomento di tesi con un importante collaborazione sull'operato della famosa compagnia teatrale "alternativa" Socìetas Raffaello Sanzio a Cesena. Tutt’ora, il bisogno di dare un’identità al suo fare la porta a sperimentare tecniche artistiche nuove nel mondo dei media, partendo dalle cose semplici e materiali come il collage e il c u c i t o .


P a r t e c i p a z i o n i

- ”Prove di Volo”, galleria Contemporaneo di Mestre, febbraio2009 - ”White Box”, mostra fotografica, Isola di S.Servolo, Venezia,maggio2009 - ”L’imitare i muri”, Nuove Figure3 per LaBiennale di Venezia, Accademia di Bellearti, Fond.Incurabili, giugno-ottobre2009 - da lunedì 30 novembre a sabato 5 dicembre 2009, presso il Teatro Comandini di Cesena, laboratorio di disegno e animazione “Gli Esagerati” curato dal disegnatore Stefano Ricci inserito nella programmazione del festival Màntica organizzato dalla SocìetasRaffaelloSanzio - 17 e 18 novembre 2009, presso Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, laboratorio inserito nel percorso “Sincronie di errori” del Teatro della Fondazione di Venezia, da parte della compagnia Santasangre www. santasangre.net - 15, 16 e 17 dicembre 2009, presso il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, laboratorio “La collezione” inserito nel percorso “Esperienze” della Fondazione di Venezia, da parte della compagnia Pathosformel - www.pathosformel.org - 15, 16 e 17 gennaio 2010, presso il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia, laboratorio “Cuore” inserito nel percorso “Esperienze” della Fondazione di Venezia, da parte della compagnia Anagoor www.anagoor.com


o l l a b o r a z i o n i



- da Marzo 2010, Martina collabora con lo studio Dusoft di Thiene (provincia di Vicenza) per la realizzazione di logotipi, depliant, flayers, sviluppo di soluzioni di marketing per siti web, e relativa facciata grafica di siti web. - www.dusoft.it


Esercizidianalisi:corpo,corpi



Per apprendere pienamente lo svolgersi dei lavori presenti nel portfolio, trovo necessario "girare la testa, e guardarsi indietro"; dare uno sguardo al passato e vedere solo a postumi il filo che ne collega e giustifica ogni operazione artistica fatta recentemente. Lo studio del corpo, della fisicitĂ , delle forme e tensioni che ne formano, che siano reali o di pensiero. Uno studio personale prima per un corpo spesso in crisi e in evoluzione, poi un'attento sguardo ai corpi "altri", cercati o incontrati per caso, belli o brutti al vedersi, quotidiani e ignoti.


Lente, 2/8




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composizionefotografica,ottosca tti,stampatisucartaopaca40x30, 2 0 0 8

Il titolo è solo un indicazione: la lente come strumento che osserva-analizza ed esclude. Con questi autoscatti ho voluto "guardare" con l'obiettivo fotografico le parti del mio corpo accessibili ad esso. Mi sono voluta "esplorare", ma in pose di tensione e innaturali. Durante la fase di scelta delle foto ho voluto sottolineare e accentuare le macchie della pelle, le imperfezioni, i peli, la massa grassa; ho reso me stessa meno gradevole allo sguardo. Solitamente, le foto in bianco e nero che ritraggono corpi nudi richiamano alla mente la danza, l'eleganza fisica, la tonicità e bellezza del corpo.. io ho voluto fare l'opposto senza però perdere quella che è la forzatura delle posizioni assunte. Un intreccio di gambe, braccia, mani, piedi, schiena, addome, collo.. Autoscatti che mi appartengono che mi ritraggono con una luce diversa, come una lente.


Lente, 3/8




Lente, 5/8




Armoirecomposto

compozionefotografica, stampasucartaopaca50x70, 2 0 0 8

Chiuso in un armadio arti costretti deformati piegati


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A l l e s t i m e n t o : Strada Nova e Calle Foscari, V e n e z i a




Sipregadichiudere gliocchi,guardami o p e r a - i n s t a l l a z i o n e fotografica ambientale, 10 stampe fotografiche su carta lucida, 100x70cm, 2 0 0 9

Ai volti i quali ho scattato al fotografia, ho chiesto di gurdarmi ma chiudendo gli occhi, come se fosse il formato e la parvenza di una fototessera ma senza che gli occhi fissino lo spettatore che ne incrocia lo sguardo. Successivamente , il lavoro si è sviluppato stampando le foto in un formato inusuale, quello dei cartelloni pubblicitari appesi pubblicamente e attaccando le stampe sui muri di alcuni luoghi di Venezia. La mia opera potrebbe valersi il titolo di pubblic-art in quanto, l’intento dato è stato quello di “spostareâ€? l’attenzione di fotografie semplici come ritratti anche in un luogo inusuale come la strada e non in un ambiente artistico specifico come una galleria. Il fatto che i soggetti abbiano gli occhi chiusi, SURYRFDXQVHQVRGL VSDHVDPHQWR VROLWDPHQWH XQ ULWUDWWR DSSDUH FRQ JOL RF FKL Ă€VVL H TXHOOR VJXDUGR GD VLFXUH]]D  LQYHFH JOL RFFKL FKLXVLGDQQRODSHUFH]LRQHFKHLOVRJJHWWRVLDVHQ]DYLWD


Si prega di chiudere gli occhi, 4/10




Si prega di chiudere gli occhi, 9/10


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Lapelledellecose inchiostrosucartaporosa,varie d i m e n i s i o n i , 2 0 0 9

Nel campo del disegno ho voluto approfondire la pratica del “disegno cieco” ; le prime osservazioni sono state verso i miei arti superiori ed inferiori, il disegno cieco permette di tracciare una linea continua che non si stacca mai dal supporto cartaceo senza mai togliere gli occhi dai contorni del soggetto. Questo nuovo modo di vedere le cose mi ha permesso di conoscere meglio le varie caratteristiche del soggetto da me scelto. Da qui il titolo “La Pelle delle Cose” per due motivi. Durante gli esercizi di disegno cieco ho analizzato quello che è il CONFINE delle cose che vedevo, il limite che il soggetto ha per poi intersecarsi con il reale nel quale si inserisce. Ma il confine delle cose non è altro che la loro PELLE, la loro composizione superficiale, con una certa trama, un certo colore, spessore e misura che è il vero limite che denota l’individualità al soggetto, qualunque esso sia. L'opera finale è stata la realizzazione di pagine di lattice liquido lasciato seccare tratte da un calco in gomma siliconica della mia schiena, utilizzati come superficie disegnabile di linee e contorni ciechi.


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c i n q u e f o g l i d i l a t t i cenaturale40x30circa, i n c h i o s t r o n e r o , f i l o t r a s p a r e n t e




Da sempre, ogni mattina installazione fotografica, 11 su carta fotografica, montate luminio, 10 cornici di varie sioni comprese tra i 20cm e 2 0 0

stampe su aldimen140cm, 9

Con queste immagini ho voluto trattare le azioni mattutine di un'anziana signora come il ripetersi di un rito; l’analisi vuole simboleggiare questi gesti accomunando le fotografie con un uso particolare della luce e soprattutto con dei colori appositamente desaturati. I gesti della donna, ripetuti in un'intera vita, sembrano sospesi sul tempo che passa, nonostante siano i testimoni del suo avanzare inesorabile. Protagoniste delle immagini sono piÚ spesso le mani, che compiono con delicatezza gesti semplici e indispensabili della vita quotidiana: mani che vestono, mani che prendono gli occhiali (necessari per relazionarsi con l'ambiente esterno, con l'alterità) mani "vanitose", che impugnano la boccetta di profumo e allacciano il filo di perle, che chiudono con delicatezza i bottoni della vecchia camicetta, mani "religiose", fra le cui dita scorre il rosario d'argento.. La valenza di rito che sottolineo è l'elemento chiave per leggere queste fotografie, che sottolineano la grazia di gesti compiuti, l’eleganza di una persona, la bellezza di un tempo velata negli occhi e nel sorriso; serena presa di coscienza del loro esistere ancora e sempre.


Da sempre, ogni mattina 3/12





Da sempre, ogni mattina 7/12




vedutadell’allestimento con foto montate su alluminio e cornici di legno




D o m e s t i c o

composizionefotografica, 2 0 0 9

Il corpo inserito in una realtà domestica diversa dall'usuale, è il soggetto della serie fotografica che ha come protagonista una donna mussulmana che, come la sua legge impone, si copre il volto utilizzando (su mia richiesta) degli gli oggetti familiare immediatamente presenti, gli utensili da cucina.








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Andare oltre l’indagine fatta sui corpi che mi circondano come insegnamento e monito per intraprendere il difficile esperimento che è fare del proprio corpo un veicolo artistico. Questo si leggerà nei prossimi esempi ,di come l’attività di performer mi stimoli molto nel cercare nuove vie di espressione che meglio possano rivelare la mia, e non solo, personalità e sensibilità cpmprendendo più ambiti artistici, oltre la danza, il suono e le immagini .




Immobile,dance performance/installazioneinterattiva, 2 0 0 9

L'opera consiste nella realizzazione di più fasi: la prima è la registrazione di un video della durata della musica di sottofondo, che poi non si unirà come traccia audio al filmato, della durata di circa 4 minuti. La protagonista è una figura danzante che si muove in uno spazio delimitato bianco o piano infinito con illuminazione adeguata per non creare ombre, immaginando appigli sulla parete retrostante. Successivamente il video verrà importato in un programma di video-editing per aumentarne il contrasto e operare alcune modiche tempistiche (loop). Il filmato prodotto verrà proiettato con un proiettore a soffitto sull'addome della stessa figura danzante protagonista del precedente filmato ma vestita di bianco. La performer dovrà essere seduta su una sedia in una condizione di immobilità forzata. Lo spettatore che da lontano viene colto dalla curiosità di avvicinarsi alla persona seduta, sarà lo starter di tutta la "performance interattiva": una videocamera posta sul soffitto vede lo spettatore superare la soglia posta con la elaborazione di dati del programma "Max/MSP" facendo così partire il filmato sull'addome della performer sulla sedia. La figurina non è più immobile e senza significato data solo da una proiezione, ma nella ballerina sull'addome mi sono rivista io stessa, che mi muovo in me che è, invece, immobile. La ballerina danzante non è più lì per caso ma cerca di smuovere quel corpo che la imprigiona. Ha un pensiero, è una potenza non è solo atto. Lo spettaore vedrà che le due figure presenti nella scena non sono altro che la stessa unica. Me.




DigitalRainbowmademeasound

installazioneinterattiva, 2 0 0 9

Installazione realizzata tra la collaborazione di studenti capaci nell’utilizzo del programma “Max/MSP” e una performer. L’installazione comprende una figura che si muove nello spazio disponibile che rientra nell’ottica della videocamera che riegistra il movimento degli elementi scenici colorati della ballerina; il tale programma permette che si rielaborino e vengano proiettati con un proiettore su un telo retrostante la ballerina, sottoforma di pixel colorati ognuno abbinato ad un suono (alti-bassi). Nello schermo la ballerina è completamente invisibile, ma i suoni e i colori sono prodotti dal suo movimento. Il corpo è generatore di suoni virtuali.


E x e m p l u m 1 / 4




E x e m p l u m

performacefotografica, latticenaturale,gommasil iconica,piume,colorante 2 0 1 0

Il lavoro che la SocÏetas Raffaello Sanzio, mi ha ispirato cerca l'emulazione ispirata da alcune immagini fotografiche reperite, da considerare come una scusante di "sperimentazione". L'approccio che uso tenere verso le cose è quello dell'imitare, per capirne i metodi compositivi che danno corpo alla struttura intera della cosa ma, allo stesso tempo, mi permette di avere delle possibilità circa l'utilizzo del mio corpo come strumento artistico.


E x e m p l u m 2 / 4




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Graficaeintraprendenz



Nel campo della grafica cerco di ritagliarmi uno spazio mio, gli studi passati e le passioni che tutt'ora mi muovono mi danno l'impronta caratteristica che ognuno dovrebbe aspirare a conoscere. Non penso di essere ancora riuscita nel mio intento, di strada ce n’è sempre, ma sono felice di vedere che tutto , fino ad ora, ha un "perchÊ".


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IloveTicketBag w w w. i l o v e t i c k e t b a g . i t

I love TicketBag è un marchio che distingue una linea di borse da me creata, che vuole proporsi come ecologicamente sostenibile in quanto riutilizza i biglietti già oblitterati dei vari mezzi di trasporti pubblici urbani, per crearne un pattern personalizzabile in ogni modo e l’aggiunta di soli materiali poveri come la plastica per i documenti e le fascette da carpentiere o nastrini di raso, le rendono degli oggetti di design unici e irripetibili. Annesso al marchio, ho svolto un lavoro circa l'eventuale promozione (volantino, catalogo, etichette, sandbag) in un'attività commerciale come un negozio e l'allestimento del relativo sito web per la vendita on-line.




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G l i e s a g e r a t i

Video,22secondi,carboncino su carta, 2 0 0 9

Una settimana di tempo per confezionare un cortometraggio animato, disegnato a mano, che avesse come protagonista la figura di noi stessi che si trasforma in un animale che compie un'azione ben precisa. Con annessa colonna sonora autoprodotta. Il tutto diretto dal maestro del disegno contemporaneo Stefano Ricci. Questo è la mia opera, una libellula mostruosa sulle scale.




M a r t i n a e m m e lifestylephotography Ts h i r t p r o j e c t

www.martinaemme.tumblr.com www.youcanbuymartinaemme.com

Mediante una piattaforma di condivisione di file informatici, ho voluto creare una pagina internet che mostrasse l’attuale lavoro che porto avanti. L’intera rete è accessibile a chiunque ma non nello stesso modo è chiara e leggibile; con il tale proposito ho voluto che l’opera fosse fruibile solo attraverso la rete mediante una ricerca attenta oppure un incontro del caso, ma senza il volere di chi l’ha creata. Martinaemme scatta una fotografia al giorno come unico limite, una soltanto, da caricare sulla pagina web adibita, in modo tale da creare un archivio di immagini quotidiane apparentemente senza filo logico e neppure di interesse. Foto a cose, sensazioni o immagini che hanno suscitato l’interesse tale da essere immortalate, che vanno a descrivere perfettamente la persona che opera dietro la macchina fotografica. Gli scatti, come spiega l’indicazione sul sito, sono in attesa di essere scelti da chi ne volesse fare una stampa per una t-shirt cucita interamente a mano. Una sola copia esiste dello scatto e una sola sarà la maglietta che lo porterà cucita sopra.







Ricettedicarta t i r a m i s Ăš m i l l e f o g l i e

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Ho voluto creare un giochino sensoriale nato dalla mia passione per la cucina e per la ricerca di carte pregiate che possano rinnovare, migliorare un lavoro giĂ  esistente solo con un tocco di attenzione al tatto in piĂš! Con "Ricette di carta" vorrei proporre i primi due esempi di "Dolci con le dita" realizzati con carte di varia grammatura e colore che richiamassero le caratteristiche degli ingredienti del tiramisĂš al cioccolato e della torta millefoglie.





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inchiostro su carta, rielabrazione digitale 2 0 1 0


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Martina Maitan - Portfolio 2010