Francesco Intreccialagli
About
Francesco Intreccialagli Francesco Intreccialagli esordisce nell’ambito artistico nel 1992, dopo aver conseguito cum laude il Diploma di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove oggi, dopo Palermo, Firenze, Carrara e L’Aquila, insegna Plastica Ornamentale e Tecniche Plastiche Contemporanee. Ha tenuto diverse personali, collettive e partecipazioni a premi, in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, (Roma, Anversa, Lima, Monterosso Calabro, Marino, Palombara Sabina, Mentana, Guidonia, Il Cairo, Luxor, ecc...) ottenendo numerosi riconoscimenti tra i quali il “Diploma de honor” per la partecipazione alla “III Bienal Bellas Artes de 1997 Lima”, presso il Museo della Nazione di Lima, in Perù. Partecipa con il proprio lavoro d’artista a “Accademia Accademie”, mostra per le celebrazioni dei 350 anni dell’Accademia di Francia-Villa Medici, venendo inserito, con le proprie sculture, nel video che documenta l’eccellenza dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Concept
La serie “Arcobaleni” (2019-2023) nasce come nascono le cose migliori, un po’ per caso ma mai a caso: quante volte alzando gli occhi al cielo, dopo un acquazzone, si è vista comparire un’impalpabile scia di luce variopinta? A metà tra surreale e scienza, l’arcobaleno da secoli affascina l’umanità intera e la sensibilità di un grande artista non può che risentirne: l’esposizione dei tredici arcobaleni ripercorrerà le tappe di una ricerca che indaga e sfida i limiti della tecnica, calibrando le reazioni della materia per dare forma all’ineffabile.
VERSO L’ARCOBALENO La figura ancestrale che l’artista sceglie per intraprendere il viaggio alla scoperta degli arcobaleni è quella di un ponte: una connessione, un collegamento tra il qui e l’oltre. Uno spazio da percorrere lungo tutto il suo perimetro, ma anche un varco da attraversare. Un invito ad avvicinarsi e a lasciarsi guidare, qualche volta, anche dall’innocenza e dalla spontaneità… Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 51 x 21 x 6 (bronzo), cm 18 x 56.5 (vetro laccato) 2019 (cera), 2020 (bronzo)
ARCOBALENO Ed ecco che, in un baleno, si staglia di fronte agli occhi la presenza tangibile di ciò che tangibile non è mai stato: compare in tutta la sua maestosa eleganza uno sfavillante arcobaleno. L’immensa perizia manuale e tecnica dell’artista rende possibile il miracolo dell’incarnazione perché egli, riuscendo ad imprimere nel bronzo un soffio vitale, lo rende sostanza animata, creatura.
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 47 x 19 x 5 (bronzo), cm 18 x 56.5 (vetro laccato) 2019 (cera), 2020 (bronzo)
DENTRO L’ARCOBALENO Come ammaliati da un canto di sirena, ci ritroviamo così ad attraversare l’arcobaleno ed è proprio nell’atto di percorrerlo, di viverlo, che se ne distingue la vera natura: due arcobaleni, uno primario e l’altro secondario, spezzati, forse interrotti dalla presenza umana. Spaesati, siamo sia sotto che dentro gli arcobaleni e riusciamo a coglierne punti di vista sempre nuovi: lo specchio d’acqua, infatti, amplifica e ingloba lo spazio circostante e lo spettatore stesso diviene parte fondamentale del processo comunicativo dell’opera. Bronzo patinato e specchio, fusione a cera persa cm 21 x 61 x 22 (bronzo), cm 29 x 68.5 (vetro laccato) 2020 (cera), 2022 (bronzo)
ACCADIMENTO Ad un certo punto, però, qualcosa accade: l’equilibrio primordiale che regola la convivenza tra uomo e natura si rompe, si spezza. Un frammento di arcobaleno, anzi due, cadono nello specchio d’acqua e giacciono alla mercé di chi li osserva: uno volge il fianco, l’altro prova a risollevarsi ma si scopre ribaltato…ed è in un ribaltamento di prospettive, appunto, che si proietta l’incontro tra umanità e creato: l’uomo, col suo passaggio, interferisce alterando lo stato delle cose o piuttosto innesca una reazione che è in qualche modo energetica, vitale? Bronzo patinato e specchio, fusione a cera persa cm 21 x 61.5 x 22.5 (bronzo), cm 29 x 68.5 (vetro laccato) 2020 (cera), 2022 (bronzo)
DOPPIO ARCOBALENO Come sotto una lente d’ingrandimento, gli arcobaleni ci appaiono in tutta la loro matericità: la conseguenza principale dell’incontro-scontro avvenuto pocanzi è un avvicinamento notevole all’opera che ci consente un ulteriore cambio di prospettiva: siamo noi a dominare l’arcobaleno. Adesso è così facile toccarlo con mano, percepirne la porosità e coglierne, finalmente, tutte le sfumature che abilmente l’artista ha trasferito sul bronzo.
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 22.5 x 34 x 25 (bronzo), cm 33 x 41 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
RICORDO N.1 Di quell’apparizione eterea e fugace non rimane che un pallido ricordo… lo scultore non fa che suggerire all’osservatore l’idea di quello che poco prima appariva come un imponente arco misterioso: ciò che ne resta è l’immagine di una visione ravvicinata, di un’osservazione, un ingrandimento che però, come per ogni nuova prospettiva, potrebbe privarci della visione d’insieme. Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 20 x 32 x 15 (bronzo), cm 21 x 38.5 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
RICORDO N.2 È ciò che accade quando ci si avvicina troppo ad un sogno: nel tentativo di ricordarlo, al risveglio, lo si ripensa ancora e ancora e, stropicciandolo, lo si riduce ad una piccola immaginetta, frammentaria e sfocata. Eppure, quel sogno ci appartiene: è nostro nella misura in cui, seppur inconsciamente, siamo stati noi ad averlo generato; e infatti, ad osservarlo meglio, pare quasi proiettarsi in avanti…
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 21.5 x 42 x 10.5 (bronzo), cm 21 x 38.5 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
VERSO DI NOI Per prima, è la base dell’arcobaleno ad aprirsi nello spazio: la scultura è aperta, viva e vivibile e coinvolge chi ha di fronte, integrandolo nella visione d’insieme dell’opera. Ciò che non c’è, ciò che non si vede, è parte integrante della realizzazione stessa: l’oggetto scultoreo è il centro della nostra attenzione ma, in realtà, il vero protagonista è lo spazio che lo circonda. Una resa plastica efficace, compiuta, che è in grado di inserirsi nella tridimensionalità del concreto per dialogare con il contesto circostante.
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 22.5 x 55.5 x 28 (bronzo), cm 35 x 52 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 20.5 x 50.5 x 25 (bronzo) cm 33 x 48 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
FINE DELL’ARCOBALENO L’arcobaleno ci ha raggiunti: ha catturato dapprima il nostro sguardo, poi i nostri sogni e infine la nostra dimensione spaziale, includendoci nel suo stesso orizzonte. Emerge così un fatto di non poca importanza: l’arcobaleno siamo noi. Ne sono prova la sua fallibilità, la sua fugacità, la sua mutevolezza. L’arcobaleno vive attraverso i nostri occhi
e se quegli stessi occhi si fanno strumento di analisi e lo attraversano, lo scandagliano, lo sfibrano, insomma, gli passano dentro, potrebbero anche scoprire che è solo luce, solo vapore acqueo, solo nebbia colorata… Scoperto ciò, dopo essersi stagliato nel cielo, proiettato in avanti e allungatosi fino a raggiungerci, l’arcobaleno non può che cadere rovinosamente a terra, provato dallo sforzo di esibirsi in simili contorsioni.
FRAMMENTO D’ARCOBALENO Ne resta a terra una scheggia, un frammento piccolo ma incredibilmente luminoso: è testimonianza di uno splendore antico, di un’epoca ormai lontana, in cui l’uomo rispettava la natura tanto da venerarla e porla al centro di ogni eziologia. Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 17.5 x 75 x 13 (bronzo), cm 20 x 79 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
PROIETTATO DALL’ARCOBALENO E di nuovo, vicino a noi, il segno tangibile di ciò che è stato, una proiezione di quello che l’arcobaleno ha rappresentato per secoli: immaginazione, mistero, magia. Un qualcosa di così evanescente che può vivere solo se lo si pensa, o lo si sogna, ma che scompare se si tenta anche solo di afferrarlo.
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 17.5 x 76.5 x 13.5 (bronzo), cm 20 x 79 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
LE ALI DELL’ARCOBALENO Prosegue la sperimentazione plastica dell’artista nei confronti dell’arcobaleno che appare ora completamente ribaltato rispetto alla sua posizione originaria. C’è stata una lenta ma inesorabile evoluzione, una metamorfosi: il bruco è divenuto farfalla e ha indossato delle elegantissime ali che si protendono verso l’alto, incidendo l’aria circostante. Manca tuttavia un elemento per ultimare questa trasformazione…
Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 37 x 60 x 29 (bronzo), cm 20 x 67 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
DENTRO LE ALI È infatti quando la base della scultura si apre, rendendo di nuovo possibile l’ingresso al suo interno, che l’opera è davvero compiuta: uomo e natura sono di nuovo insieme, uno nell’altro, uno attraverso l’altro. Una porta non avrebbe ragione di esistere se non ci fosse qualcuno ad oltrepassarla; ugualmente, l’osservatore è parte integrante dell’opera stessa e la rende tale perché è incluso nel percorso che essa compie. Dunque, l’arte esiste perché qualcuno la attraversi, la oltrepassi, la faccia rivivere. Questo fa Francesco Intreccialagli: continua a far vivere, nel tempo e nello spazio, un’arte preziosa, antichissima, nella tecnica e nel contenuto. Bronzo patinato, fusione a cera persa cm 37 x 58 x 30 (bronzo), cm 18 x 64 (vetro laccato) 2020 (cera), 2023 (bronzo)
Testo critico a cura di
Valeria Rufini Ferranti Realizzazione grafica a cura di
Margherita Casciato
www.francescointreccialagli.it
In copertina l’opera “Dentro le ali” di Francesco Intreccialagli, 2020 (cera), 2023 (bronzo). Sculture e foto di Francesco Intreccialagli © tutti i diritti riservati - menzione del nome dell’autore obbligatoria ai sensi della legge 633/41. È vietata la copia e la riproduzione di contenuti, testo e immagini in qualsiasi forma non autorizzata espressamente dagli autori.