Cover Photographer Vittorio Sciosia - Amalfi, Italia
Co Publisher Maurizio Pelli - Gulfood & The Guiness Book of the world´s best cheeses 2026
Sommelier José Luis Del Campo Villares
Madrid Fusion 2026 - Ifema Convention Centre: Cristina Soriano
Madrid Fitur 2026 - The Parador Hotels, Ifema Covention Centre Andrés Campos, Elena Sevillano
Tom Kings Kennel - French Bull Dogs
The Founder of Beyond Taste 2016 - 2026: JournalistMargaux Cintrano
José Luis del Campo - Sumiller
Fotografia di Vittorio Sciosia
Fotografia di Vittorio Sciosia
Fotografia di Vittorio Sciosia
Fotografia di Vittorio Sciosia
MAST HEAD
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Official Photographers: Vittorio Sciosia & Giovanni Panarotto.
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Collaborating Photographers – Spring 2026:
Cover Photographer Vittorio Sciossia
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Maurizio Pelli - San Remo - Italia and Dubai
Gulfood Dubai
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Fotografia di Giovanni Panarotto
Publisher Page - Spring 2026
By: Publisher & Journalist Margaux Cintrano
Caprichos al aire libre y descubre la ruta de las terrazas imprescindibles de esta temporada.
Un rica primavera con Sommelier José Luis Del Campo Villares, Ifema 2026 en Fitur y Madrid Fusion 2026, French Bulldogs de Tom & Geri Kings, Parador Hoteles con clase, Maurizio Pelli – Co Publisher en Gulfood 2026, Dubai, United Arab Emirates y The Guiness Book of International Cheeses, Cristina Soriano, Andrés Campos en seis ciudades de España y Elena Sevillano en el sector turístico global invade Madrid, Jerez de La Frontera, Gaudi´s Barcelona, Ernest Hemmingway´s Navarra, Cuenca, del Patrimonio Mundial y sus Casas Colgantes 1497 celebra su aniversario.
Abierto por vacaciones en Barcelona y sabor verano con Chef Albert Adrià gano el premio de mejor cocinero en Europa 2026.
La portada, de Amalfi, Italia es un grandisimo placer del Fotografo Vittorio Sciosia.
Tenemos un Diseñador de Web nuevo, Michael Anthony Ragju en SanRemo, Italia.
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Co. Publisher Page
Edizione Primavera 2026
A cura di Maurizio Pelli Editore
Articoli:
Gulfood 2020 31° Edizione - Dubai UAE
Guinness World Record Breaker” – Dubai
La più grande esposizione di varietà di formaggi
Contents Spring 2026
Vittorio Sciossia:
Costiera Amalfitana
Co Maurizio Pelli:
Guinness World Record Breaker
Gulfood 2026 - 31º Edizione
Sommelier José Luis Del Campo Villares - Enoturismo en la Ruta del Vino
Madrid Fusion:
Best Chef of the year in Europe
Alimentos de españa 2026
Geri & Tom Kings.
Fitur
La mejor Torrija del mundo
Publisher Margaux Cintrano
Costiera amalfitana
Articulo y fotografías: Vittorio Sciossia
Ci sono strade che non si percorrono soltanto: si vivono. La Costiera Amalfitana è una di queste, un nastro d’asfalto sospeso tra cielo e mare che sembra disegnato apposta per far battere il cuore più forte. Affrontarla in auto, per la prima volta, è un rito di passaggio per ogni viaggiatore: una promessa di meraviglia dietro ogni curva, un continuo gioco di luci tra il blu profondo del Tirreno e le pareti rocciose che si tuffano nel vuoto.
Il viaggio comincia con quella sensazione tipica delle grandi partenze: un misto di entusiasmo e timore. I tornanti si avvolgono come serpenti eleganti attorno alla montagna, e ogni svolta regala un panorama nuovo, come se la Costiera non volesse mai svelarsi tutta in una volta. Qui la strada non è soltanto un mezzo per arrivare: è già destinazione.
Amalfi, l’anima marinara della Costiera
Quando si arriva ad Amalfi, si ha l’impressione di entrare in un dipinto. Le case chiare si arrampicano una sull’altra, quasi in equilibrio e il paese sembra respirare ancora l’orgoglio della sua antica Repubblica Marinara. È impossibile non rimanere rapiti dal Duomo di Sant’Andrea, che domina la piazza con la sua scalinata scenografica e la facciata che mescola stili e storia, come se fosse il riassunto visivo di secoli di incontri tra popoli e culture. Amalfi profuma di limoni e salsedine. Nei vicoli stretti si cammina piano, tra botteghe artigiane e scorci improvvisi di mare che compaiono all’improvviso, come segreti sussurrati. E poi c’è quella sensazione, quasi fisica, di essere in un luogo dove il tempo ha deciso di rallentare per lasciare spazio alla bellezza.
Atrani, il gioiello nascosto
A pochi minuti di distanza, quasi come una sorpresa lasciata lì apposta per chi sa guardare, appare Atrani. Piccola, raccolta, autentica. È uno di quei posti che non gridano per farsi notare, ma conquistano proprio per questo. La sua piazzetta sembra un salotto sul mare, dove la vita quotidiana scorre ancora semplice: bambini che giocano, voci che si rincorrono tra i muri, panni stesi al sole come bandiere di normalità.
Atrani è intima, quasi confidenziale. Qui la Costiera mostra il suo volto più umano, meno patinato, più vero. È la sosta perfetta per chi cerca un angolo di pace lontano dalla folla, un luogo da ricordare con affetto, come si ricorda una conversazione speciale.
Verso Positano, tra curve e vertigini
Ripartire significa tornare a stringere il volante e lasciarsi guidare dal ritmo della strada. La Costiera, a questo punto, si fa spettacolo puro. Ogni curva è una finestra spalancata sull’infinito. I tornanti obbligano a rallentare, e forse è proprio questo il segreto: qui non si può correre, perché ogni metro merita di essere assaporato.
E poi, all’improvviso, appare lei: Positano.
Non si arriva a Positano: la si scopre. Prima un dettaglio, poi un altro. Una cupola maiolicata che brilla al sole, una terrazza piena di fiori, una scalinata che scende tra le case. E infine la visione completa: il paese che precipita verso il mare come una cascata di colori pastello.
Positano è magnetica, elegante, sensuale. Camminare tra le sue stradine significa perdersi tra boutique, profumi estivi, ceramiche dipinte a mano e scorci da cartolina. E quando si arriva in spiaggia, con la sabbia scura e i lettini ordinati davanti a quell’acqua trasparente, si capisce perché questo luogo sia diventato un simbolo: Positano non è solo bella, è teatrale. Ti mette in scena.
Furore e il suo fiordo, la meraviglia segreta
Ma il viaggio non sarebbe completo senza la deviazione più sorprendente: Furore.
Furore non si presenta come gli altri paesi. Non ha una vera piazza principale, non ha un centro classico: è un borgo “sparso”, nascosto tra la roccia, quasi timido. Eppure custodisce uno dei luoghi più incredibili dell’intera Costiera: il Fiordo di Furore. Arrivarci è come entrare in una leggenda. La strada si stringe, la roccia si fa più scura, l’aria cambia. Poi, sotto un ponte imponente, appare questo taglio profondo nella montagna: un piccolo angolo d’acqua incastrato tra pareti verticali, dove il mare sembra essersi insinuato con delicatezza, creando una baia minuscola e perfetta. Il fiordo è silenzio e stupore. È un luogo che non ti aspetti, e forse proprio per questo emoziona così tanto. Ti viene naturale abbassare la voce, come se fossi entrato in una cattedrale naturale. Qui la Costiera diventa selvaggia, primordiale, quasi nordica nella sua imponenza. E tu ti senti minuscolo, ma incredibilmente vivo.
Il ritorno sulla strada: la Costiera come promessa
Risalire in auto dopo tanta bellezza è quasi difficile. Eppure, mentre si riparte lungo i tornanti sinuosi, si capisce che la magia non è finita: la strada continua a offrire scorci mozzafiato, limoneti terrazzati, balconi sospesi e piccoli angoli di paradiso che spuntano tra una curva e l’altra.
Guidare qui è un’esperienza totale. Le mani sul volante, il sole che riscalda, l’odore del mare che entra nell’abitacolo, e quella sensazione costante di essere dentro qualcosa di unico. Un viaggio che non è solo spostamento, ma scoperta continua.
La Costiera Amalfitana, con Amalfi, Atrani, Positano e Furore, non si limita a farsi vedere: ti entra dentro. Ti costringe a rallentare, a osservare, a respirare. E quando finalmente ti fermi, magari su un belvedere improvvisato, con il motore ancora caldo e il panorama davanti agli occhi, ti rendi conto di una cosa semplice e potente: questo non è stato solo un viaggio on the road. È stato un incontro. E certe strade, una volta percorse, non si dimenticano più.
“Guinness World Record Breaker”, La più grande esposizione di varietà di formaggi
Maurizio Pelli Editore
Fotografia: Italian Cuisine & wine World Summit
28 gennaio 2026 - Un altro Guinness World Record battuto a Dubai UAE, capitale mondiale dell’ospitalità internazionale e della ristorazione di lusso in costante irrefrenabile ascesa.
Risultati eccezionali si possono ottenere solo grazie all’impegno di molti professionisti, spesso dietro lavorando dietro le quinte. Il tentativo di battere questo Guinness World Record “La più grande esposizione di varietà di formaggi (1189) recentemente ottenuto al Radisson Blu Hotel, Dubai Deira Creek in occasione del suo 50° anniversario. Un successo impossibile da realizzare senza il lavoro scrupoloso del personale e della direzione dell’hotel, che ora è ufficialmente co-detentore del record. Un grande ringraziamento al direttore culinario Jay Williams e al direttore dell’hotel Lahcen Saadaoui Un risultato ricco di significati per questo storico hotel, che letteralmente ha dato vita all’odierna ospitalità di Dubai. I suoi “Guinness” hanno rilanciato la sua storia di successi: il primo hotel a 5 stelle della città, inaugurato come InterContinental Hotel dal rimpianto sceicco S.A. Sheik Rashid bin Saeed Al Maktoum - l’apertura del primo jazz bar e discoteca della città nel 1986, seguito dal primo Health Club aperto 24 ore su 24 della regione (1995) - l’inizio della moda del brunch del venerdì nel 1998. Spesso lontani dal clamore mediatico, reali e sceicchi continuano a frequentare i ristoranti di questo hotel, anche perché si trova nel cuore pulsante della zona storica di Dubai, attrazione che affascina tutti i visitatori della città.
Prodotto da Argos-Star Event Management LLC, questo Guinness World Record fa parte del “Date-A-Cheese” è stato ottenuto da Elie Makhlouf in collabotazione con Greenhouse Foodstuff Trading (Partner Principale) - Emirates Culinary Guild - Radisson Blu Hotel Dubai Deira Creek - La Prima Classe FZE - Itchefs-GVCI.
Quanto spazio occupano, quanto tempo occorre per disporre, catalogare, contare, verificare, schedare e fotografare 1200 formaggi diversi per battere il precedente record di 1001 formaggi conseguito in Francia? Un “ballroom” lo spazio necessario, meno di 4 ore di tempo impiegato per disporre, contare, verificare, schedare e fotografare 1200 formaggi diversi (1189 accettati 11 non accettati). Una dozzina di addetti al lavori, tra giudici, esperti e fotografi. Con la partecipazione di: Gulfood After Fair - Out Box - Sustainable UAE Eating - Itchefs-GVCI - Rosario Scarpato - Patrizia Marin - Fabio Cappellano - Ivan Musoni - Simone Bonini -Maurizio Pelli
Mentre era in corso il tentativo di Guinness World Records si svolgeva “The Art Of Serving Cheese Award” una serrata competizione dedicata ai giovani chef degli hotel di Dubai, United Arab Emirates.
Seguiranno l’annuncio ufficiale della giudice incaricata del Guinness World Record e la Cerimonia delle premiazioni e consegna degli award.
I formaggi verranno consumati durante gli eventi dedicati, aperti al pubblico nello stesso ballroom dove si è svolto il Guinness, al termine dell’annuncio uffiale che proseguiranno per i prossimi due giorni.
Il precedente Guinness World Record Breaker - Pizza Margherita, si svolse all’InterContinental Dubai Festival City - City Promenade - 21 Novembre 2024 sempre a Dubai durante l’Italian Cuisine World Summit 15° Edizione battendo il precedente di 1800 Pizza Margherita degli USA con enorme impegno di tutti i partecipanti del Summit.
Evento patrocinato da: Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi - Consolato Generale d’Italia Dubai - Italian Trade Agency Dubai - Italian Industry & Commerce Office in the UAE.
Gulfood 2026 – 31° Edizione
Dubai World Trade Center - Dubai Exhbition Center (Expo City Dubai)
Maurizio Pelli Editore Fotografia Gulfood 2026
26-30 gennaio 2026.
Gulfood 2026 31° Edizione. Nuovo Record, del più importante evento del settore Food & Beverage del mondo. Circa 300.000 partecipanti, oltre 8.500 espositori provenienti da 195 Paesi, 1,5 milioni di prodotti presentati hanno generando 168 miliardi di dirham (circa 42,4 miliardi di Euro) di giro d’affari.
Quest’anno per la prima volta Gulfood si è svolta in due diverse sedi: Gulfood Dubai World Trade Center non è più in grado di contenere l’aumento degli espositori e l’enorme affluenza del pubblico in previsione di un’ennesima edizione record. Conseguentemente parte di Gulfood 2026 avrà luogo anche a Dubai Exhibition Center - Dubai Expo City. Facilmente raggiungibile con la metropolitana Dubai Metro Train - servizio bus gratuito tra le due sedi - enormi parcheggi gratuiti a dispozione di chi preferisce spostarsi in auto. Tutto perfettamente organizzato, funzionante, scintillante e pulitissimo nel consolidato, inimitabile “Dubai Style”. Per evitare l’inevitabile-insostenibile traffico ho scelto Dubai Metro Gold Class che mi ha “scaricato” a pochi passi dall’ingresso.
Expo City Dubai - Gulfood 31° Edizione 26 gennaio 2026. Prima giornata.
Gli eventi del paglione ufficiale italiano sono patrocinati da Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi / Embassy of Italy in Abu Dhabi. Inaugurati i lavori dell’Ice - Italian Pavilion Dubai World Trade Center di GulfFood dal Console Generale S.E. Edoardo Napoli - Consolato Generale d’Italia Dubai e degli Emirati Arabi Uniti del Nord - Matteo Zoppas Presidente Agenzia Commercio Estero - Italian Trade Agency Dubai Valerio Soldani, Commissario Straordinario per il Commercio Estero d’Italia negli Emirati Arabi Uniti e Sultanato dell’ Oman, Sandro Gambuzza e Kevin Pimpinella della Presidenza di Confagricoltura. Onorati dalla gradita visita di Sua Altezza His Highness Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum Vice Presidente - Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti - Sovrano di Dubai.
Seguiranno le Masterclass Chef Live Show Cooking programmate per tutta la durata Gulfood 2026. Esterno al paglione ufficiale italiano è presente anche “Dubai World Cuisine” organizzato da Aira Piva e presentato da Master Chef Walter Potenza dove al “Dubai Chef Table” si alternano Michelin Guide Starred Restaurant Chef internazionali, chef italiani e locali con masterclass e tasting food. Anche in questa edizione, come per le precedenti, costantemente è aumentato il numero delle aziende e degli espositori italiani, il Made in Italy è sempre più apprezzato globomente e consolidato “vera attrazione” della più grande fiera annuale al mondo dedicata a questo settore.
Maggiori sono stati gli incrementi di partnership, investimenti ed esportazioni multimiliardarie, grazie al collegamento in rete dei partecipanti in grado di visionare, esplorare le novità del mercato e alla possibilità di contrattazione e compravendita in tempo reale online.
Molte le conferenze e i seminari dedicati agli investitori globali attraverso le startup di molti programmi innovativi. Evolve in stile festival anche l’aspetto culinario - gastronomico multisensoriale, con una serie di eventi giornalieri; Barbecue Masters e Gulfood International Culinary League, delle competizione dove Micheli Guide Starred Restaurant Chef e Celebrity Chef, provenienti da Europa, America, Asia, Medio Oriente e Nord Africa, si sfidano con ricette sia tradizionali che innovative nelle cucine dei padiglioni di fronte al pubblico. Continuano senza sosta le “Masterclass Chef Live Show
Cooking” durante tutte le giornate. Gulfood 2026 mette in mostra l’intera filiera del settore alimentare concentrandosi su innovazione - sostenibilità e nuovi settori come Gulfood Tech e Logistica. 29 gennaio, terza giornata.
Oggi, passato l’assalto delle prime giornate, in prima mattinata di buon ora, decisi di raggiungere Dubai Expo City in auto. Posteggiai negli enormi parcheggi gratuiti, scelsi di camminare per un paio di km, nonostante bus-navetta gratuiti e “golf car” a soli 5 dirham mi avrebbero trasportato all’ingresso in pochi minuti. Orario di apertura: dalle 10 di mattina alle 17 del pomeriggio. Decisi di scattare delle foto a porte chiuse (muniti di “Media Pass” si può accedere alle 9:00) che possono rendere l’idea di quanto sia esteso, dell’ampiezza dei corridoi e dell’altezza dei soffitti.
Anche se affollato, il pubblico si muove e respira molto più agevolmente che al Dubai World Trade Center, che fu ufficialmente inaugurato il 26 febbraio 1979 dalla Regina Elisabetta II. Continuano senza sosta le “Masterclass Chef Live Show Cooking” durante tutte le giornate. Programma completo degli eventi disponibile: “Q-Code” sul sito di Gulfood.
Gulfood 2027 - 32° Edizione si terrà dal 15 al 19 marzo 2027 a Dubai World Trade Center e Dubai Exhibition Center a Expo City Dubai.
Cuatro rutas del vino secretas de Europa: joyas enológicas
fuera de los circuitos convencionales
Artículo de Jose Luis del Campo Villares
Más allá de la Toscana, Burdeos o La Rioja, el viejo continente esconde itinerarios vinícolas que combinan vinos excepcionales con paisajes de ensueño, patrimonio cultural milenario y tradiciones gastronómicas únicas. Estas cuatro rutas menos transitadas que os acercamos hoy, ofrecen experiencias auténticas donde la vid se entrelaza con la historia, la arquitectura y los sabores locales.
Valle del Duero (Portugal): el río de oro líquido.
Mucho más que el origen del oporto, el Alto Duero es Patrimonio de la Humanidad desde 2001 y la región vitivinícola demarcada más antigua del mundo, establecida en 1756 por el Marqués de Pombal. Las terrazas excavadas en las escarpadas laderas del río dibujan un paisaje casi imposible, donde generaciones de viticultores han domesticado la montaña.
El vino y su historia:
Aunque el vino de Oporto sigue siendo el gran embajador, los tintos del Duero (Douro DOC) han ganado prestigio internacional en las últimas décadas. Variedades autóctonas como Touriga Nacional, Touriga Franca y Tinta Roriz producen vinos de gran estructura y complejidad. Las quintas históricas, muchas del siglo XVIII, conservan lagares de piedra donde aún se pisa la uva al modo tradicional.
Patrimonio y gastronomía:
La ruta serpentea entre pueblos como Pinhão, con su estación ferroviaria decorada con azulejos que narran la vendimia, y Lamego, dominada por el santuario barroco de Nossa Senhora dos Remédios. La gastronomía transmontana es contundente: cabrito asado, alheira (embutido judeoconverso), bacalao con patatas y el dulce conventual de las brisas do Lis complementan perfectamente los vinos robustos de la zona.
Por qué visitarla:
La navegación por el Duero en barco tradicional, conocido como rabelo, permite contemplar viñedos inaccesibles por tierra. Las quintas ofrecen experiencias de vendimia participativa y catas en bodegas centenarias excavadas en la roca. El tren histórico que recorre el valle desde Oporto añade romanticismo al viaje.
Tokaj-Hegyalja (Hungría): el vino de los reyes. En el noreste de Hungría, donde confluyen los ríos Tisza y Bodrog, se extiende la legendaria región de Tokaj, cuyos vinos dulces fueron declarados por Luis XIV como “vinum regum, rex vinorum” (vino de reyes, rey de los vinos). Esta zona, Patrimonio de la Humanidad desde 2002, guarda secretos enológicos que se remontan al siglo XVI.
El vino y su historia:
El Tokaji Aszú, elaborado con uvas afectadas por la podredumbre noble (Botrytis cinerea), es uno de los grandes vinos dulces del mundo, anterior incluso al Sauternes francés. La técnica se documentó por primera vez en 1630. Las variedades Furmint y Hárslevelű, cultivadas en suelos volcánicos, producen vinos de extraordinaria longevidad que pueden envejecer durante siglos. Las bodegas centenarias excavadas en toba volcánica mantienen condiciones perfectas de temperatura y humedad.
Patrimonio y cultura
La ciudad de Tokaj conserva una arquitectura barroca encantadora, con bodegas históricas como la Real Bodega de Rákóczi o la legendaria bodega Disznókő. El castillo de Sárospatak, residencia de la familia Rákóczi, y la sinagoga de Mád recuerdan la importancia de la comunidad judía en el comercio vinícola regional. La influencia austrohúngara es palpable en la arquitectura de los pueblos vitícolas.
Gastronomía
La cocina húngara encuentra en Tokaj una expresión refinada: foie gras local, sopa de pescador del Tisza, goulash de venado y strudel de manzana con nueces se maridan perfectamente con los vinos tanto dulces como secos de la región. Los restaurantes de Tokaj recuperan recetas aristocráticas del Imperio austrohúngaro.
Por qué visitarla
Las catas verticales de Aszú de diferentes añadas permiten comprender la evolución de estos vinos únicos. El paisaje otoñal, cuando la niebla matinal favorece la botritis, ofrece vistas espectaculares. Además, los precios son muy accesibles comparados con otras regiones vinícolas europeas de similar prestigio.
Mosel (Alemania): verticalidad extrema y Riesling sublime
El río Mosela, serpenteando entre empinadas laderas de pizarra en su curso hacia el Rin, dibuja uno de los paisajes vitícolas más dramáticos de Europa. Esta región, históricamente conectada con la antigua Roma, produce algunos de los mejores Riesling del planeta en condiciones de cultivo que desafían la lógica.
El vino y su historia
Los romanos plantaron las primeras vides en el Mosel hace más de 2.000 años, aprovechando las laderas orientadas al sur que capturan cada rayo de sol. Los viñedos con pendientes de hasta 70 grados (algunos de los más inclinados del mundo) requieren trabajo completamente manual. El Riesling del Mosel se caracteriza por su bajo contenido alcohólico, acidez vibrante y extraordinaria capacidad de envejecimiento. Bodegas como Egon Müller, J.J. Prüm o Dr. Loosen producen vinos legendarios que alcanzan precios astronómicos en el mercado internacional.
Patrimonio y monumentos
Tréveris (Trier), la ciudad más antigua de Alemania, fue capital del Imperio Romano de Occidente y conserva monumentos como la Porta Nigra, las termas imperiales y la basílica de Constantino (Patrimonio de la Humanidad). A lo largo del río se suceden castillos medievales, pueblos de entramado de madera y la impresionante abadía benedictina de Himmerod. Bernkastel-Kues, con su plaza del mercado medieval perfectamente conservada, es una joya arquitectónica. Gastronomía regional
La cocina del Mosel combina influencias alemanas y francesas: Riesling Suppe (sopa de Riesling), trucha del río Mosela, Dibbelabbes (pastel de patata), y Zibarte (aguardiente de ciruela) complementan los vinos blancos aromáticos. Las Weinstuben (tabernas vinícolas) tradicionales ofrecen experiencias gastronómicas auténticas.
Por qué visitarla
Los cruceros fluviales por el Mosel ofrecen perspectivas únicas de los viñedos imposibles. La ruta en bicicleta que sigue el río durante 240 kilómetros es una de las más hermosas de Europa. Las Straußwirtschaften (bodegas que abren temporalmente sus puertas) permiten degustar vinos directamente con los productores en ambientes familiares.
Valle del Loira - Sancerre y Pouilly-Fumé (Francia): más allá de los castillos.
Si bien el Valle del Loira es famoso por sus castillos renacentistas, la región oriental, donde el río gira hacia el norte, esconde dos denominaciones vinícolas excepcionales que producen algunos de los mejores Sauvignon Blanc del mundo: Sancerre y Pouilly-Fumé, separadas apenas por el curso del río.
El vino y su historia
Estas tierras comenzaron a cultivar vid en la época romana, aunque su fama internacional llegó en el siglo XIX cuando el ferrocarril conectó la región con París. Los suelos de silex (pedernal), terres blanches (margas del Kimmeridgiense) y caillottes (piedra caliza) aportan perfiles minerales distintivos al Sauvignon Blanc. En Sancerre también se producen excelentes tintos de Pinot Noir. Domaines históricos como Vacheron, Alphonse Mellot (activo desde 1513) o Didier Dagueneau (revolucionario fallecido en 2008) han elevado estos vinos a la cúspide mundial.
Patrimonio e historia
Sancerre, pueblo medieval encaramado en una colina, ofrece vistas panorámicas del viñedo y del río. Su historia está marcada por las guerras de religión del siglo XVI, cuando resistió un asedio memorable. La cercana Bourges, antigua capital del ducado de Berry, alberga la catedral gótica de Saint-Étienne (Patrimonio de la Humanidad) y el palacio Jacques-Coeur. El castillo de La Verrerie y la abadía de Fontmorigny añaden interés histórico a la ruta.
Gastronomía local
El queso Crottin de Chavignol AOP, pequeño queso de cabra que se produce en la zona desde el siglo XVI, es el maridaje perfecto para el Sancerre blanco. La gastronomía incluye también rillettes de Tours, carpa del Loira, lentejas de Berry y la tarta Tatin (originaria de la región). Los bistros locales mantienen tradiciones culinarias centenarias.
Por qué visitarla
La vendimia manual en las empinadas laderas de Sancerre es una experiencia única. Las catas comparativas entre Sancerre y Pouilly-Fumé permiten apreciar sutiles diferencias terruñas a pesar de usar la misma uva. El paisaje otoñal, con los viñedos dorados y el Loira serpenteando entre colinas, es de una belleza melancólica inolvidable. La proximidad con Chablis (a 100 km) permite combinar dos grandes terruños del vino blanco francés.
Conclusión
Estas cuatro rutas demuestran que Europa guarda tesoros vinícolas más allá de los destinos masificados. En cada una de ellas, el vino no es solo una bebida sino el hilo conductor de una historia milenaria, un paisaje moldeado por generaciones y una cultura gastronómica profundamente enraizada. Visitarlas es acceder a la esencia del concepto de terruño: ese vínculo indisociable entre tierra, vid, clima, historia y manos humanas que convierte el vino en algo más que agricultura, en verdadera expresión cultural.
Albert Adrià recibirá el premio
“The
Best chef of
the
year in Europe” en Madrid Fusión Alimentos de España 2026
Cristina Soriano Fotografia: Madrid Fusion
El prestigioso cocinero Albert Adrià recibirá el galardón “The Best Chef of the year in Europe Award” by Avolta en el marco de Madrid Fusión Alimentos de España, la cumbre gastronómica más influyente del mundo.
Considerado una de las figuras más influyentes de la gastronomía contemporánea, Albert Adrià ha desarrollado una trayectoria marcada por la innovación, la creatividad y una constante voluntad de explorar nuevos lenguajes culinarios. Su papel fue clave durante más de dos décadas en elBulli, donde contribuyó decisivamente a la revolución creativa que transformó la cocina mundial, y hoy continúa vinculado a ese legado a través de elBullifoundation.
A lo largo de su carrera, Adrià ha impulsado proyectos que han redefinido los formatos de la restauración moderna, desde Inopia hasta el ecosistema gastronómico elBarri, así como iniciativas internacionales en ciudades como Ibiza, Londres y Nueva York. La reciente reapertura de Enigma confirma la vigencia de una mirada creativa madura, libre y profundamente influyente.
Con este reconocimiento, Madrid Fusión Alimentos de España y Avolta, operador líder en el sector de restauración, ponen en valor no solo una trayectoria excepcional, sino una aportación decisiva a la evolución de la gastronomía a nivel global.
El acto de entrega del premio tendrá lugar en el Auditorio principal de Madrid Fusión Alimentos de España, y contará con la participación de Xavier Rossinyol, CEO de Avolta, junto a José Carlos Capel, presidente de Madrid Fusión y Benjamín Lana, director de Madrid Fusión.
10 hits para no perderse
Madrid Fusión Alimentos de España 2026
Cristina Soriano Fotografia: Madrid Fusion
Madrid Fusión Alimentos de España vuelve este año como gran punto de encuentro de la gastronomía global, y lo hace con una programación tan intensa como inspiradora.
Durante tres días —del lunes al miércoles— el congreso reunirá a más de 300 speakers que pasarán por los 6 escenarios oficiales y por las múltiples actividades que convierten el evento en una experiencia total para profesionales y amantes de la cocina. Entre ponencias, demostraciones, debates y sorpresas, hay instantes que marcan la diferencia, y por eso hemos seleccionado 10 momentos que no te puedes perder para exprimir al máximo una de las citas gastronómicas más importantes del año.
Dabiz Muñoz presenta “DiverXO: menú Metamorfosis 2026”
El chef de DiverXO vuelve a Madrid Fusión Alimentos de España. Tras años de estudio y aprendizaje, Muñoz y su equipo se han embarcado en un reto que ha evolucionado su forma de entender la gastronomía. Este año en Madrid Fusión presentarán un nuevo menú de DiverXO. Una propuesta muy radical en concepto, técnica y creatividad que vuelve a romper sus propios límites y a llevarlos por nuevos caminos inexplorados.
DiverXO es “Vanguardia o Morir”, y DiverXO está más vivo que nunca.
Joan y Jordi Roca: “La cocina dulce-salada de El Celler de Can Roca” (Escenario Madrid Fusión Pastry)
Los hermanos Joan Roca y Jordi Roca explorarán en esta ponencia la intersección entre dulce y salado a través de una innovadora propuesta sensorial. Hablarán sobre postres inspirados en platos salados y, a su vez, platos salados reinterpretados a partir de postres, mostrando cómo los límites tradicionales de la cocina pueden diluirse para generar nuevas experiencias de sabor y textura.
La sesión ofrecerá al público una inmersión en la filosofía creativa del restaurante, donde la memoria gustativa y la técnica de vanguardia se combinan para desafiar percepciones y expectativas.
‘La nueva comensalidad’ y `La experiencia del cliente´ Ferran Adrià en Auditorio Principal y Escenario Dreams #spainfoodtechnation
Doble sesión de Ferran Adrià en esta edición de Madrid Fusión Alimentos de España. En el Auditorio Principal defenderá su opinión sobre la evolución de los restaurantes gastronómicos y los menús degustación y en Dreams #spainfoodtechnation estará al mando de una sesión clave para entender el lema de Madrid Fusión 2026: el comensal como protagonista. Aquí, estará acompañado de Ferran Centelles y Lluís García, pilares de elBullifoundation, en un debate planteado como reflexión sobre la experiencia y el rol del cliente.
“IA y Fake Food, cómo los bulos se cuelan en nuestra dieta” (Escenario Dreams #spainfoodtechnation)
La desinformación alimentaria aterriza en el congreso con una ponencia de Luis Martín (Director de Digital Business y Director de Soluciones de IA en LLyC), centrada en cómo los bulos moldean decisiones de compra y hábitos de consumo. Rumores, mitos y datos
tergiversados circulan con rapidez, afectando directamente la confianza de los consumidores, la credibilidad de las instituciones científicas y sanitarias, y la reputación de las empresas del sector. En esta mesa sesión, exploraremos cómo se origina y propaga la desinformación, cuáles son sus consecuencias en la toma de decisiones del público y qué estrategias pueden implementarse desde la comunicación, la ciencia y la industria para recuperar y fortalecer la confianza en la información veraz y basada en evidencia.
“Comer para ganar: alimentación de alto rendimiento en el deporte” (Escenario Dreams #spainfoodtechnation)
Una conversación directa sobre nutrición aplicada al alto rendimiento y el ruido informativo en redes, con cinco perfiles complementarios: Mª Antonia Lizárraga (Medicina del Deporte); Miguel Ángel Capón (Tabalú Cocina Deportiva); Lucía Almendros (nutricionista deportiva); Vinicius Martini Capovilla (jefe de cocina de la selección australiana de fútbol); y Eduardo Casquero (chef y corredor de maratones).
Desde la perspectiva del deportista profesional, la información sobre rendimiento, salud mental y nutrición llega de múltiples fuentes: entrenadores, equipos médicos, medios especializados y, cada vez con más fuerza, las redes sociales. En el alto rendimiento, las decisiones sobre alimentación, descanso o preparación mental se toman con el apoyo de profesionales cualificados, y cualquier consejo no verificado puede afectar al rendimiento o a la salud.
Esta mesa redonda busca reflexionar sobre cómo filtrar, interpretar y comunicar mejor estos mensajes, para que el conocimiento deportivo y científico llegue al público de forma responsable, realista y útil.
“La sal y la salud humana”: Ciencia y dieta marina. Carlos Duarte en el Escenario Dreams #sapinfoodtechnation
Uno de los grandes referentes científicos a nivel mundial, el biólogo marino Carlos Duarte, pondrá el foco en el impacto de la sal en salud y en estrategias para equilibrar sabor, tradición y bienestar. Analizará estrategias para mantener el sabor y la tradición culinaria mientras se promueve la salud, así como los beneficios nutricionales de los productos del mar y su integración en dietas equilibradas. Una mirada práctica y científica a cómo la sal y los alimentos marinos pueden contribuir al bienestar sin sacrificar la experiencia gastronómica.
“Cata a ciegas con grandes chefs” en The Wine Edition - Wines from Spain
Una de las sesiones más esperadas. Una cata a ciegas por parejas de cocineros con una alineación de Champions: Joan Roca, Andoni Aduriz, Nacho Manzano, Josean Alija, Nieves Barrgán, Isaac Loya, Giuseppe Iannotti y Gil Fernandes. A ellos se añadirán dos congresistas de esta edición que sean cocineros en activo. La cata, dirigida por el master of Wine Fernando Mora, estará presentada por Alberto Fernández Bombín.
“El apellido Pérez en el mundo del vino: Gran Cata” en The Wine Edition - Wines From Spain
Benjamín Lana, director de Madrid Fusión, reúne a cuatro Pérez que han marcado la viticultura española moderna en una gran cata familiar: Sara Pérez (Mas Martinet, Priorat), Willy Pérez (Bodegas Luis Pérez y Bodegas De la Riva, Jerez de la Frontera), Raúl Pérez (el nómada del Bierzo) y Borja Pérez (La Guancha, Tenerife).
Esta cita celebra cómo un apellido común se ha convertido en sinónimo de excelencia, terroir y revolución enológica, desde los tintos minerales del Priorat hasta los suelos volcánicos de Tenerife, pasando por el renacimiento de los pagos históricos del Marco de Jerez. Un recorrido generacional que demuestra la diversidad y potencia del vino español actual.
I Campeonato Mejor Flan del Mundo en el Escenario Madrid Fusión Pastry
Un nuevo hito gastronómico llega en esta 24 edición a Madrid Fusión, el I Campeonato Mejor Flan del Mundo. El certamen nace para reivindicar uno de los postres más arraigados en la cocina española. Patrocinado por Huevos Redondo, tiene en esta primera edición seis finalistas de lujo: Antonio Puente (Tragatá, Málaga), Fabiola George (Estimar, Barcelona y Madrid), Sergio Fernández (La Leña de Cobo, Madrid), Iván Domínguez (Nado, A Coruña), Ana Llop (Llisa Negra, Valencia), Carlos Griffo (Restaurante Quinqué, Madrid).
Aitor Zabala, el único español con tres estrellas en Estados Unidos.
El cocinero español que sorprendió al mundo este año cuando logró de golpe tres estrellas con su restaurante en Los Ángeles llega a Madrid Fusión. Será una reflexión personal del propio Aitor Zabala sobre la cocina de Somni, no solo como técnica o creatividad, sino como una suma de constantes elecciones.
Nos lo va a contar todo acerca de su recorrido como cocinero e inmigrante, va a compartir cómo los errores, la intuición y la intención han ido construyendo una manera de cocinar y entender un restaurante sin tener un relato previo. Así pues, esta ponencia nos explicará cómo las grandes y pequeñas decisiones terminan dando forma a una identidad, una experiencia y un camino profesional.
Healthy Snacks for French Bulldogs and What to Avoid
Article and photography: Geri & Tom Kings
French Bulldogs love food. Anyone who has ever looked into those big round eyes during dinner knows that. But loving food and eating well are two very different things. Choosing healthy snacks for your French Bulldog isn’t just about keeping them happy. It’s about protecting their digestion, weight, joints, and long term health. Frenchies are a sensitive breed in many ways. What works for another dog may not work for them. This guide will walk you through what healthy snacks look like for a Frenchie, how much is too much, and what you should always avoid.
1. Why Snacks Matter More for French Bulldogs
French Bulldogs are compact, muscular, and not overly active compared to high energy breeds. That means extra calories add up fast. A few “harmless” treats a day can slowly turn into weight gain. And weight gain in Frenchies isn’t just cosmetic. Extra pounds put pressure on their joints and spine. It can also make breathing harder, especially in warm weather. Many French Bulldogs also have sensitive stomachs. Some are prone to food intolerances or skin reactions. That’s why simple, natural ingredients usually work best. When it comes to snacks, less is often more.
2. The Best Healthy Snacks for French Bulldogs
The healthiest snacks are usually the simplest ones. Whole foods. Single ingredients. Nothing artificial. Here are some of the best options.
Lean cooked meat
Lean, cooked meat is one of the best rewards you can give your Frenchie. Turkey, chicken, beef, rabbit, or lamb work well. Boil or lightly cook the meat in plain water. No salt. No seasoning. Cut it into small, pea sized pieces for training. Organ meats like liver or heart can also be great motivators, but they should be given in small amounts. They’re rich and too much can upset the stomach. Protein based snacks are especially useful during training because they’re high value and easy to digest when kept simple.
Crunchy vegetables
Many French Bulldogs enjoy vegetables more than people expect. Carrots are a favorite. They’re low in calories and can help scrape plaque from teeth while your little one chews. Cucumbers are refreshing and light, especially in warmer months. Small pieces of sweet potato can also work well when cooked or dehydrated. Vegetables are great for Frenchies who need to manage their weight. They provide crunch and satisfaction without adding too many calories. Just introduce new vegetables slowly. Every Frenchie reacts differently.
Fruits in moderation
Fruits can be a healthy snack, but they should always be given in moderation because of natural sugars. Blueberries are excellent. They’re small, easy to portion, and packed with antioxidants. Apple slices are another good option, but always remove the core and seeds. Bananas can be given occasionally, but only in small amounts due to their sugar content. Think of fruit as a small bonus treat, not a daily habit.
Natural chews for dental health
Chewing is important for French Bulldogs. It helps reduce boredom and supports dental hygiene. Natural options like bully sticks, beef tendons, dried rabbit ears, or properly sized antlers can keep your Frenchie busy while helping reduce plaque buildup. Always supervise chewing sessions. Choose the right size for your dog and remove small leftover pieces to prevent choking. Avoid heavily processed rawhide products. Many contain additives and can be difficult to digest.
3. Homemade Snacks: Simple and Safe
If you enjoy preparing food at home, you can easily make healthy snacks yourself. Dehydrated meat is one of the simplest options. Slice lean meat thin and dry it slowly in the oven at a low temperature until chewy. No spices, no marinades. You can also dehydrate vegetables like carrots or sweet potatoes for a crunchy alternative. Frozen treats are another idea, especially in warm weather. Plain Greek yogurt mixed with blueberries and frozen into small portions can be refreshing and safe when given in moderation. Making snacks yourself gives you full control over ingredients. For Frenchies with sensitivities, that can make a big difference.
4. How Many Snacks Is Too Many?
This is where many Frenchie parents struggle. A good rule is that treats should not exceed about 10 percent of your dog’s daily calorie intake. In practical terms, that means small portions and mindful tracking. During training, keep treats very small. The reward is the taste, not the size. If your Frenchie receives several snacks during the day, slightly reduce their main meal portion. Balance matters. French Bulldogs gain weight easily. Once the weight is on, it’s harder to take off. Prevention is always easier.
5. French Bulldogs and Sensitive Stomachs
Frenchies are known for having delicate digestion. Some are prone to gas, loose stools, or skin flare ups when fed the wrong ingredient. If your Frenchie has a history of allergies or food sensitivities, stick to single protein snacks. Rabbit, turkey, or lamb are often easier to tolerate than mixed ingredient treats. Avoid snacks that contain long ingredient lists. The more complex the product, the higher the chance of irritation.
When introducing a new snack, start small and observe. Watch for itching, ear redness, digestive upset, or changes in stool.
Simple is safer.
6. Snacks You Should Always Avoid
There are certain foods that should never be given to a French Bulldog. Chocolate is toxic. Grapes and raisins can cause kidney failure. Onions and garlic are harmful to red blood cells. Xylitol, often found in sugar free products, can be extremely dangerous even in small amounts.
Cooked bones should also be avoided. They can splinter and cause serious internal injury. Highly processed commercial treats with artificial colors, preservatives, and fillers are best left on the shelf. If you can’t recognize the ingredients, your Frenchie probably shouldn’t eat them.
Fatty table scraps are another common mistake. French Bulldogs don’t handle greasy foods well. It can trigger digestive upset or even pancreatitis in severe cases. When in doubt, skip it.
7. The Weight Factor: Why It Matters So Much for Frenchies
Because of their compact build and breathing structure, extra weight affects French Bulldogs more than many other breeds. Even a few extra pounds can increase pressure on their spine and joints. It can also worsen breathing challenges, especially during exercise or in warm weather. Healthy snacks should support your Frenchie’s body, not work against it.
If you’re unsure whether your dog is at a healthy weight, you should be able to feel their ribs without pressing hard. A visible waistline from above is another good sign.
Portion control is an act of love, even if your Frenchie disagrees.
8. A Balanced Approach
Snacks aren’t the enemy. In fact, they’re an important part of training, bonding, and enrichment. The key is choosing wisely. Lean proteins. Fresh vegetables. Small portions. Limited ingredients. French Bulldogs thrive when their diet is simple and consistent. Their bodies often respond better to fewer ingredients and fewer surprises.
If your Frenchie has ongoing digestive issues, skin irritation, or unexplained weight gain, consult your veterinarian. Every dog is different, and personalized advice is always valuable.
Feeding your Frenchie well doesn’t have to be complicated. Keep it natural. Keep it balanced. And remember that sometimes the healthiest snack is simply a small piece of something real.
Spring Weather Changes and Dogs: What to Watch Out For as Temperatures Rise
Spring feels like a fresh start. The days get longer, the air gets softer and suddenly you and your furry family member are spending much more time outside. Walks get longer. Park visits become a weekly routine. Windows stay open.
But while the season looks gentle, it comes with a few hidden risks. Spring dog safety isn’t only about enjoying better weather. It’s also about understanding what changes for your little one when temperatures rise.
This article walks you through the most important things to watch out for, especially when it comes to insects, allergies, heat and seasonal hazards. A little awareness now can prevent much bigger problems later.
Key Takeaways
● Warmer weather increases the risk of fleas, ticks, mosquitoes, and intestinal parasites for your four legged buddy.
● Flat faced breeds like French Bulldogs may struggle more with heat and pollen.
● Spring plants, fertilizers and garden products can be toxic for curious pups.
● Hydration, grooming, and regular checks are simple but powerful preventive steps.
● Spring dog safety starts with small daily habits, not dramatic changes.
Why Spring Is a Bigger Adjustment Than It Seems
When temperatures rise, your companion has to adjust. Activity levels often increase. Shedding begins. Insects return. Pollen spreads.
For many pets, this shift happens fast. One week it’s cool and quiet. The next, parks are full and mosquitoes are back.
French Bulldogs and other flat faced breeds may feel this change more strongly. Because of their shorter muzzles, they don’t regulate heat as efficiently as long nosed breeds. What feels like mild warmth to you can already be tiring for a Frenchie.
Pay attention to small signals. Heavier panting. Slower walks. More itching than usual. These early signs matter.
Insects and Parasites: The Season of Fleas, Ticks and Mosquitoes
As soon as the weather warms up, insects become active again. Fleas and ticks thrive in grass, wooded areas, and even city parks. Mosquitoes multiply quickly after spring rain.
Fleas can cause intense itching and skin irritation. Ticks can carry diseases such as Lyme disease. Mosquitoes can transmit heartworm, which is a serious condition affecting the heart and lungs. Preventive care is essential. Regular flea and tick protection should already be part of your routine, but spring is the time to double check. If you’re unsure what’s right for your fur baby, speak with your veterinarian about appropriate prevention. After walks, especially in grassy or wooded areas, take a minute to check paws, ears, and the belly. With Frenchies, don’t forget the wrinkles. Little hitchhikers can hide in skin folds. Spring dog safety often comes down to consistency. Quick checks after each outing can make a big difference.
Allergies and Itchy Skin: When Blooming Flowers Become a Problem
Spring allergies can show up in a different way for a furry friend than they do for humans. Instead of sneezing, many start itching.
You may notice licking paws, scratching ears, rubbing the face on furniture, or red skin. French Bulldogs can be especially sensitive, particularly around paws and skin folds. Pollen sticks to fur. When your little one comes inside, they bring those allergens with them. A simple habit like wiping paws and legs with a damp cloth after walks can reduce irritation. Washing bedding more often during peak pollen season also helps. If itching becomes intense or constant, consult your vet. Persistent scratching can lead to secondary infections. Early help is always easier than treating a full flare up.
Garden and Yard Dangers You Might Not Think About
Spring means gardening. New flowers, fresh mulch, and lawn treatments become common. But not all plants are safe for curious four legged family members. Certain bulbs and flowers, such as tulips and daffodils, can cause stomach upset or more serious reactions if ingested. Fertilizers and weed killers may also contain chemicals that irritate paws or skin. If your pup spends time in the yard, inspect the area regularly. Make sure fencing is secure. Spring smells can tempt even calm companions to explore. Another overlooked issue is moldy organic material. Fallen seeds, old mulch, or damp piles of leaves can cause digestive trouble if eaten. Spring dog safety at home starts with awareness. A quick scan of your yard each week can prevent unexpected vet visits.
Heat Sensitivity and Why French Bulldogs Need Extra Care
Early spring days can feel mild. But sudden warm afternoons can catch you off guard. Most pets cool themselves mainly by panting. French Bulldogs have narrower airways, which makes heat regulation more difficult. They may overheat faster than other companions. Always provide fresh water, especially during longer walks. Avoid intense exercise during the warmest part of the day. Choose shaded routes when possible. Never leave a furry family member in a parked car, even if the temperature feels comfortable. Cars heat up quickly, even with windows slightly open.
If your little one seems unusually tired, pants heavily, drools more than normal, or struggles to settle after activity, bring them indoors to cool down. If symptoms persist, seek veterinary advice right away.
Water, Lakes and Seasonal Outdoor Adventures
Spring invites outdoor trips. Lakes, ponds and beaches become tempting weekend plans. Not every buddy is a natural swimmer. Even confident ones should be supervised near water. If you spend time on boats or near open water, consider a well fitted life jacket. One serious but less known risk is blue green algae. It can appear in warm, still water and may look like a green film on the surface. Ingestion can be toxic. If you’re unsure about water quality, don’t let your companion drink from it. Rinse after swimming to remove bacteria, salt or sand. With Frenchies, check ears and skin folds carefully after water exposure.
Grooming, Shedding and Seasonal Transitions
Spring shedding is real. As temperatures rise, many pups lose part of their winter coat. Regular brushing removes loose hair and improves air circulation to the skin. It also gives you a chance to check for ticks, irritation, or tiny cuts.
Double coated breeds should not be shaved too short. Their coat actually helps regulate body temperature. French Bulldogs have short coats, but they still benefit from regular brushing and skin checks.
Grooming in spring isn’t only about appearance. It’s part of spring dog safety. A healthier coat supports a more comfortable season.
Travel, Barbecues and Busy Outdoor Events
Warmer weather means more social gatherings. Backyard barbecues, outdoor cafés and family events pop up everywhere.
Food can be a hidden hazard. Cooked bones, corn cobs and fatty leftovers can cause stomach issues or even blockages. Keep an eye on your fur baby around grills and guests. With more people coming and going, gates and doors may be left open. Double check that collars fit properly and ID tags are up to date. Practice recall before heading into busy outdoor spaces. Excitement, noise and new smells can overwhelm some little ones. Watch for signs of stress and offer breaks in a quiet spot when needed.
A Gentle Reminder
Spring should be joyful. Longer walks, brighter days and more time together are what many families look forward to all winter.
But spring dog safety is really about small daily habits. Checking paws. Refreshing preventatives. Watching for heat sensitivity. Securing the yard.
Every furry family member is different. If you notice unusual behavior, persistent itching, digestive issues or signs of overheating, consult your veterinarian. When in doubt, it’s always safer to ask. With a little attention and preparation, spring can be one of the best seasons you and your four legged best friend share.
Two French Bulldogs Instead of One: Are Frenchies Better in Pairs?
If you already share your home with a French Bulldog, chances are the thought has crossed your mind: would life be even better with two?
For many owners, the answer is yes. French Bulldogs are companion dogs through and through. They bond deeply with their people, but they also thrive on close contact with other dogs. In the right household, adding a second Frenchie can bring more balance, reduce anxiety, and create a dynamic that benefits everyone involved.
That said, two dogs are not automatically better than one. The decision deserves careful thought. Here’s what to realistically expect, both the rewards and the challenges.
Why Owners Consider a Second Frenchie
French Bulldogs are social, playful, and often intensely attached to their humans. If your dog follows you from room to room, struggles when left alone, or constantly seeks stimulation, you may wonder whether a canine companion would help. In many cases, it does.
Two Frenchies often form a tight bond. They play together, nap side by side, and create their own rhythm throughout the day. Instead of relying solely on you for entertainment, they engage with each other. The result can be a calmer, more settled home environment.
Owners frequently describe the shift as subtle but meaningful. The dogs seem more emotionally secure. The house feels livelier, yet oddly more balanced.
1 Double the Entertainment
One Frenchie is funny. Two can turn everyday life into a full-time comedy show. They chase the same toy, wrestle gently, zoom across the living room, then collapse in a heap as if nothing happened. These short bursts of play happen naturally throughout the day. You may find that you’re less pressured to provide constant stimulation, especially if you work from home. Of course, they still want your attention. French Bulldogs don’t suddenly become independent just because they have a buddy. But their need for nonstop engagement often decreases when they have a built-in playmate.
Watching their relationship develop is part of the joy. Many pairs become inseparable, checking on each other and seeking each other out if one leaves the room.
2 Easier Socialization and Learning
Dogs learn by observing. When you introduce a second puppy into a home with a stable, well-trained Frenchie, the younger dog often follows the older one’s lead. House rules tend to stick faster. Daily routines become easier to grasp. If the older dog sits calmly when guests arrive or waits patiently before meals, the new puppy is likely to copy that behavior. This doesn’t mean you can skip individual training. Each dog needs one-on-one attention and clear guidance. But having a role model in the house can smooth the process considerably. Many owners are surprised by how quickly the second dog adapts. The presence of a confident companion can make new experiences less intimidating, from walks in busy areas to meeting visitors at home.
3 Reducing Separation Anxiety
Separation anxiety is a common concern with French Bulldogs. They are deeply people-oriented and often dislike being left alone.
While a second dog is not a cure-all, it can make a significant difference. When two Frenchies live together, they rarely experience complete isolation. They wait by the door together, sleep side by side, and often redirect their attention toward each other when you leave. Instead of focusing entirely on your absence, they engage in play or simply rest in close contact. Many owners report fewer stress-related behaviors after adding a second dog. That said, it’s important to remember that both dogs should still be comfortable spending short periods alone. Healthy independence remains important.
4 Natural Activity Throughout the Day
French Bulldogs are not endurance athletes, but they do need regular activity and mental stimulation. With two dogs, movement happens more organically. They initiate their own games. They tug, chase, and engage in short, energetic bursts that help maintain a healthy weight and prevent boredom. Instead of relying solely on scheduled walks, they create mini play sessions on their own.
For busy households, this can make daily management feel easier. You still need to provide exercise, but you are no longer the only source of stimulation.
5 Twice the Love, Twice the Personality
Perhaps the most compelling reason people choose two French Bulldogs is simple: the emotional reward. Two dogs mean two distinct personalities. One may be bold and mischievous, the other calm and observant. One might greet you with wild enthusiasm, the other with a quiet wag and a nudge against your leg.
That contrast adds richness to daily life. Many families say the home feels fuller in the best possible way. The affection multiplies. The laughter increases. The couch somehow gets more crowded, but no one complains.
Of course, “twice the love” also means twice the responsibility. It’s important not to romanticize the decision.
The Challenges You Should Expect.
The most obvious differences between one Frenchie and two are cost and time. Food expenses double. Veterinary bills increase. Grooming, boarding, insurance, and everyday supplies add up. Even small things, like replacing toys or washing bedding, require more effort. Daily logistics also change. Walks can take longer. Travel planning becomes more complicated. Cleaning up after two dogs simply means more work.
Training requires structure and consistency. If one dog starts barking, the other may join in. Excitement can escalate quickly when two dogs feed off each other’s energy. Clear boundaries and individual training sessions are essential.
The good news is that once routines are established, the leap from one to two is often less dramatic than people fear. Many owners find that the adjustment period is relatively short, especially if the first dog is already well behaved.
Choosing the Right Match
When adding a second Frenchie, temperament matters more than gender. Male-female pairings often work smoothly, particularly if one or both dogs are neutered. Two males or two females can also live harmoniously, but strong personalities may require more careful management.
The key is compatibility. A calm, well-socialized resident dog will usually accept a new companion more easily than one who is anxious or territorial. Taking time with introductions, ideally in a neutral setting, can set the tone for a positive relationship.
Patience during the first few weeks is critical. Most pairs settle into a comfortable dynamic faster than expected when guided consistently.
So, Are Frenchies Better in Pairs?
In many homes, yes.
Two French Bulldogs can reduce loneliness, encourage healthy activity, and create a deeper sense of emotional security. They learn together, play together, and often form a bond that enhances their overall well-being.
But the decision should be practical, not impulsive. Your first dog should be stable and responsive to training. Your schedule, budget, and living space must realistically accommodate two animals. If those pieces are in place, adding a second Frenchie can be one of the most rewarding choices you make as an owner.
It’s more work. It’s more expense. It’s more responsibility. For many families, it’s also more joy than they expected.
Seis ciudades Españolas,
a parte de las de siempre.
Articulo Fitur
Photos by Prensa IFEMA
Madrid y Barcelona como siempre. Y en 2026 incluso más porque la capital celebra del 11 al 13 de septiembre el Gran Premio de España de Fórmula I en el FLAMANTE Madring de Ifema, y el Año Gaudi va a llenar capital catalana de eventos y de turistas, más el cabe todavía. Barcelona es este año Capital Mundial de la Arquitectura.
EL REUS DEL NIÑO GAUDI .
El gran genio del modernissimo catalán, murió en Barcelona en 1926. Por eso se celebra ahora, un siglo desue´s, el Año Gaudi, con eventos que se concentran sobre todo en la ciudad de sus amores arquitectónicos. En cambio, nadie sabe a ciencia cierta dónde naci; él decía que en Ruidoms, Tarragona, de donde era su familia paterna.
JEREZ, PILAR GASTRONOMICO
Los expertos la han señalado como la ciudad donde mejor se va a comer este año en España. Y a beber, claro porque los vinos de Jerez están delante ydetrás, antes y después de todos los platos: la berza jerezana, los riñones al Jerez, la cola de toro, los chicharrones el ajo de viña e el tocinode cielo y el Pedro Ximénez.
LAS DOS PAMPLONAS
The Sun Also Rises (Fiesta), la experiencia sanferminera de Actor y el Escritor Ernest Hemmingway y su primer libro de éxito, cumple 100 años.
CUENCA, SENDEROS MÁGICOS
El 6 de diciembre de 2026 se cumplen 30 años de la inscripción de Cuenca en la lista del Patrimonio Mundial, y como occur siempre que celebra un aniversario redondo, habrá eventos y jologrios varios.
CARTAGENA,
PERAL y MAIDEN
Otro aniversario redondo, el 175 grados del nacimiento de Isaac Peral, pone el foco de los viajeros cultos en la ciudad murciana donde fue alumbrado el diseñadory constructor del primer submarino torpedero eléctrico plenamente funcional.
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Nace el I Campeonato a la Mejor Torrija del mundo en Madrid Fusión Alimentos de España 2026
Un campeonato que cuenta con el patrocinio de Calidad Pascual, empresa comprometida con la calidad y el origen de la leche, para buscar la mejor torrija.
Articulo y Fotografía de Madrid Fusion
La tradición convertida en excelencia.
Un dulce icónico de nuestra cultura gastronómica que, en manos maestras, puede alcanzar niveles insospechados de técnica, sensibilidad y perfección. Con este espíritu nace el I Campeonato a la Mejor Torrija del mundo, un nuevo certamen que se celebrará en el marco de Madrid Fusión Pastry 2026 y que contará con el patrocinio oficial de Calidad Pascual, referente nacional en la producción de lácteos de calidad.
Este campeonato está dirigido a cocineros profesionales, pasteleros y reposteros que deseen demostrar su talento con la elaboración de uno de los postres más queridos y reconocibles de nuestra gastronomía.
El ganador será proclamado en directo durante la cumbre gastronómica, el martes 27 de enero de 2026.
Hasta el 10 de enero de 2026, todos los interesados podrán presentar su candidatura con una única receta de torrija, que deberá destacar por su técnica, equilibrio y creatividad.
Como requisito imprescindible, la torrija deberá elaborarse frita y exclusivamente con ingredientes naturales, sin aditivos, y utilizando como base leche Pascual, producto protagonista del campeonato. Las recetas deberán enviarse acompañadas de:
• Ficha técnica completa: ingredientes detallados y proceso de elaboración.
• Fotografía en alta resolución (mínimo 300 ppp, formato .jpg) de la torrija finalizada.
• Datos identificativos del participante: nombre y apellidos, email, teléfono y centro de trabajo (si aplica).
Toda esta documentación deberá remitirse por email a paula@grupgsr.com (a la atención de Paula).
Un comité técnico designado por Madrid Fusión Alimentos de España seleccionará las seis mejores recetas recibidas para competir en la final del certamen.
El jurado, formado por reconocidos periodistas, cocineros, pasteleros y expertos delsector alimentario, evaluará sabor, textura, técnica y presentación.
El concurso proclamará a un único ganador, que recibirá el título de Mejor Torrija del Mundo 2026. El campeonato, patrocinado por Calidad Pascual, reivindica la torrija como un símbolo de tradición, emoción culinaria y excelencia técnica, y pone en valor un producto esencial cia técnica, y pone en valor un producto esencial de nuestra despensa: la leche.
INTERVIEW WITH PUBLISHER MARGAUX CINTRANO & SOMMELIER JOSÉ LUIS DEL CAMPO
VILLARES
By: Margaux Cintrano
Margaux: ¿ Aunque existen excepcionales blancos, los mejores vinos de España son tintos ?
José Luis: Yo no lo diría tan rotundamente. Lo que ocurre es que tradicionalmente España es un país elaborador de vinos tintos, considerándose a los vinos blancos como los que se elaboraban tras elaborar los tintos. Hay una frase que definía en muchas zonas de España lo que ocurría, ‘el mejor blanco es el peor tinto’. Con esta filosofía siempre se consideraron los vinos blancos como de segundo nivel.
Pero esto lleva unas décadas cambiando y se elaboran excepcionales vinos blancos al igual que excepcionales vinos tintos. Lo que sí es cierto es que casi el 80% de los vinos elaborados en España son tintos lo que hace que salgan más vinos excepcionales que blancos por cuestión de probabilidades.
Margaux: ¿ Cuando y por que comenzó en el mundo del vinos ?
José Luis: A catar y a recibir formación, hace poco más de dos décadas, mientras que a escribir habitualmente sobre vinos, profundizar en este mundo y colaborar en diferentes medios, desde finales de la década pasada. Comencé porque además de ser un mundo fascinante, es un mundo vivo, cada vino es diferente en un momento del tiempo determinado, evolucionando con el paso de este, lo cual no deja de ser siempre una aventura el catar un vino. Yo considero que catar un vino es siempre abrir un pedacito de historia que hay que descubrir, de ahí que sea un mundo siempre tan lleno de sorpresas y apasionante.
Margaux: ¿ Cómo distingue un buen vino ?
José Luis: Pregunta de difícil respuesta y que me suelen preguntar muchas veces, sobre todo cuando doy alguna cata de iniciación. Siempre he creído que el mejor vino es el que más nos gusta. Yo puedo decir que un determinado vino es excelente y haber gente a la quien no le guste. Los gustos, y más en el vino, llevan una alta carga de subjetividad, con lo cual, para poder descubrir buenos vinos solo hay una manera y es la de probar muchos. Mientras más vinos probamos, más aprendemos, más desarrollamos nuestros sentidos y, por lo tanto, más desarrollamos nuestras habilidades para descubrir buenos vinos.
Margaux: Nosotros fuimos hablando de los vinos Espumosos Españoles. ¿ Podrá recomendar los vinos Espumosos por Las Fiestas de Las Navidades ?
José Luis: Como no. Sin duda en España se elaboran vinos espumosos de excelente calidad. El mercado a nivel mundial se centra en los champagnes franceses, los proseccos italianos y los cavas españoles. Si nos centramos en España, la DO Cava tiene su epicentro en Cataluña, aunque se pueden elaborar cavas en la zona de Utiel (Valencia), en Almendralejo (Extremadura), y en determinadas localidades de Rioja, Navarra y Aragón. Pero si hablamos de vinos espumosos, casi podemos encontrar alguno en todas las denominaciones de origen de España con estilos muy diferenciados. Si vamos a os cavas, está claro que los hay excepcionales, pero buscando algo diferente yo probaría vinos espumosos elaborados con uvas que solemos probar en vinos tranquilos, como por ejemplo la Verdejo, la Albariño, la Godello, la Tinta de Toro, …, vinos que ya de por sí son sorpresivos ya que no se suelen ver en espumosos y que por un lado en su cata dan la experiencia de grandes espumosos y por otro lado aportan todas las peculiaridades a esos vinos las uvas en cuestión, haciéndolos muy diferentes de los cavas tradicionales. Un Mar de Frades Brut Nature elaborado con Albariño (Rías Baixas), un Godelia Cuvée Brut Reserva elaborado con Godello y Doña Blanca (Bierzo), un Flor del Saúco Espumoso Tinto elaborado con Tinta de Toro (Toro) o un Palacio de Bornos Brut Natura elaborado con Verdejo (Rueda), son sin duda algunos vinos espumosos diferentes que merece y mucho la pena probarlos.
Margaux: ¿ Cuales son sus pasiones más allá del los vinos ?
José Luis: Como buen sommelier, otra de mis pasiones es la gastronomía, ya que es un momento ideal para unir la pasión por los vinos, lo cual me lleva a otra de mis pasiones, las experiencias turísticas y enoturísticas.
Profesionalmente, mis pasiones suelen girar en el entorno de las relaciones humanas e interpersonales, mucho debido a mi formación en coaching y en RRHH, por eso motivo me encanta el mundo de la comunicación, la formación y el periodismo digital y socialmedia en sentido amplio, ya que son formas de tener relaciones interpersonales y de mantener siempre líneas de comunicación.
Margaux: No es fácil encontrar los vinos en establecimientos muy especializados en Madrid como antes, donde se cuida la botella y la temperatura, entre otras condiciones ?
José Luis: Ahora es diferente debido a la globalización. Para lo bueno y para lo malo, la glo balización vino y se quedó. Antes había una mayor preocupación por tener tiendas más especializadas, más basadas en el mundo presencial y en el ‘tú a tú’ con los clientes, mientras que ahora se centra mucho más todo en el mundo online o, sencillamente, no presencial como antes. Esto ha hecho que las tiendas especializadas en vino hayan tenido que adaptarse a los nuevos tiempos, tendencias y tipología de clientes. No quiere decir que sean mejores o peores que las que había hace un par de décadas, pero si que son diferentes. Y la tendencia va más por ese camino, lo cual hace que el detalle y ‘mimo’ por las botellas y su conservación ya no es como antes, ya que priman cosas diferentes. Aun así, sigue habiendo tiendas especializadas en Madrid para los amantes del vino que son excepcionales.
Margaux: ¿ Un viaje de tus sueños “eno – gastronomico” y por qué ?
José Luis: He realizado muchos viajes, pero por alguna circunstancia me gustaría que hubiesen sido diferentes. Dos son mis deseos en este punto, y serían realizar dos rutas, con muchas visitas a bodegas a la zona de Burdeos francesa y a la Toscana italiana. Las conozco, pero no con la intensidad que me gustaría.
Margaux: ¿Un problema en el mundo del vino español actualmente?
José Luis: Hay bastantes, pero en mi opinión hay uno principal que es el de la imagen de ‘Marca España’ en materia de vinos. Se asocia España con vino a granel, y si vamos a vinos reconocidos, al 90% de los españoles solo les suena un 1% de las bodegas que hay en España, las más veteranas, las que más se gastan en publicidad o las más grandes. Y lo cierto es que hay vida (y vino) más allá de las grandes bodegas de toda la vida, pero si no llega al consumidor español, difícilmente se podrá crear una Marca España global capaz de llegar a los mercados internacionales con reconocimiento de calidad como pueden tener los vinos franceses o italianos.