IL VALORE DEL NON PROFIT. LA CSR NUOVA FRONTIERA DEL WELFARE AZIENDALE Intervista al Prof. Giorgio Fiorentini, responsabile Dipartimento Imprese sociali e non profit dell’Università Bocconi
Professore, il non profit è in sofferenza già da tempo. Tagli agli enti locali, inasprimenti fiscali e tariffari, burocrazia sui finanziamenti… Questo il passato recente. Sulle politiche dell’attuale governo qual è il Suo punto di vista? E’ vero, le risorse sono diminuite, ma un po’ per tutti. Vorrei però fare una riflessione più ampia. Prendiamo il decreto cosiddetto “Crescitalia” del governo Monti. Il Terzo Settore non è chiamato a svolgere nessun ruolo, non è neanche citato. Sembra che nessuno sappia che è un settore economico, dà lavoro e crea valore. Il precedente governo aveva fatto di più per valorizzare il non profit come fattore di sviluppo? In realtà aveva fatto poco o nulla, al di là delle dichiarazioni d’intenti. Oggi come ieri, ho la sensazione che da parte delle istituzioni ancora non esista la consapevolezza che il sistema economico è tripolare(pubblico,profit e non profit) e non più bipolare. Pubblico-privato, questa è la dicotomia. Il resto è ancora una volta buoni sentimenti, non soggetto economico. Così non si promuove la crescita. Comunque il Terzo settore è corresponsabile di questa situazione. Che cosa intende dire? Che non riesce a dimostrare il proprio valore? Non riesce a misurarlo, a quantificarlo. Uno studio recente della Bocconi ha stimato il valore economico del non profit in 40 miliardi di euro. Ma le rappresentanze del Terzo settore non aiutano, non lavorano su questo fronte. Danno quasi l’impressione di non volersi “contaminare” con una logica economica, di mercato, come se potesse diminuire il valore “altro” dell’attività non profit. Niente di più sbagliato, secondo me. Proprio oggi è più importante che mai sapersi presentare alle istituzioni con indicatori di performance non arbitrari, per ottenere finanziamenti o per gestire servizi. Ad esempio in sanità, dove la crisi del pubblico sta aprendo molti spazi per le imprese sociali. Certo. Le strutture non profit hanno costi inferiori di erogazione dei servizi, ma la qualità? Bisogna dimostrarla al committente pubblico. Voglio fare anche un esempio. Un’impresa sociale vuole gestire il servizio di integrazione scolastica dei bimbi rom in un nuovo territorio? Deve dare conto di ciò che ha già fatto: un indicatore può essere il numero di bambini iscritti a scuola e che hanno completato le elementari. Non basta dire “siamo bravi”. Senza dati precisi, si sarà sempre in balia dell’arbitrio dei valutatori, ostaggi del criterio del minimo costo. La Bocconi sta lavorando per colmare queste lacune di metodo? Anche perché una singola organizzazione difficilmente potrà elaborare indicatori validi. Sì, stiamo facendo ricerca per elaborare indicatori di efficienza interna e di efficacia esterna, specifici per il non profit, che tengano conto anche del lavoro volontario. In un lavoro recente, riferito al 2010, abbiamo tentato una stima del valore economico del volontariato svolto da persone mature e anziane attive. Sommando l’assistenza informale in famiglia (cura dei nipoti o di altri familiari) e le forme di welfare associativo gestito da anziani, che sono moltissime, si arriva alla cifra di 1 miliardo 300 milioni di euro di controvalore. Sono questi i dati che il non profit deve elaborare per poi ottenere attenzione dallo Stato, o da sostenitori privati. Parliamo ora di Corporate Social Responsibility, o CSR. Nella dimensione del rapporto con il non profit, la CSR oggi è ben diversa dal passato, quando era soprattutto erogazione di denaro e si fermava lì. Quali sono le idee nuove in campo? Una frontiera tutta da esplorare è quella del welfare aziendale, inteso come secondo welfare: una vecchia intuizione di imprenditori illuminati del passato, che oggi torna alla ribalta in tempi di scarsità di risorse pubbliche. Le aziende di una certa dimensione potrebbero servirsi di realtà non profit per erogare ai Responsabilità Sociale & Tecnologia Solidale – Numero 2 – Maggio 2012
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dipendenti, in regime di convenzione, una serie di servizi assistenziali e sociosanitari, dal nido d’infanzia alla consulenza psicologica, all’assistenza agli anziani. Un’idea ancor più avanzata è lo spin-off sociale: le aziende profit “gemmano” un’impresa sociale, inizialmente dedicata ai dipendenti e successivamente da aprire al mercato esterno, sul territorio. Un’altra sperimentazione in corso riguarda le crisi di piccole e medie imprese, ove si crea di nuovo un’impresa sociale che impiega i lavoratori dell’azienda in crisi, di proprietà dei lavoratori stessi, trovando altri mercati in cui operare. Sarebbe un bel modo di valorizzare l’impresa sociale ex lege 118 del 2005, che finora mi sembra sia stata poco applicata. Ad esempio all’interno del sistema CISL, nel settore della formazione sono nate 16 imprese sociali “ex lege”. Si tratta di SRL senza distribuzione di utili, conformi alla legge. Rispetto alle cooperative, hanno il vantaggio che i soci finanziatori hanno un peso proporzionale alle quote, per cui sono più incentivati a far crescere l’impresa. Però manca la molla del profitto. Si possono creare “Holding sociali”, senza utili, che controllano società operative che invece possono distribuirli. In ogni caso, almeno nei primi anni di vita, nessuna impresa si aspetta utili, specie se è innovativa. Quindi possono benissimo esistere soci “pazienti”, con una visione, che si mettono in gioco per creare posti di lavoro, anche senza un profitto di breve termine. Non per niente esiste il venture capital sociale. Oggi dare lavoro è la priorità assoluta.
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IL RUOLO PIU’ INCISIVO DATO ALLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DALL’UNIONE EUROPEA Intervista a Danilo Giovanni Festa, Direttore Terzo Settore e Formazioni Sociali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Dottor Festa, la responsabilità sociale d’impresa è stata rilanciata e rivisitata dalla Commissione Europea nella Comunicazione 681 del 25 ottobre 2011. Ora che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha la responsabilità di questo aspetto, quali iniziative metterete in campo? E’ vero, la Comunicazione che Lei cita, tra l’altro, chiede a tutti i Paesi membri di presentare entro quest’anno un piano di promozione della Corporate Social Responsibility (d’ora in poi CSR). Il nostro Ministero, che si occupa del tema dallo scorso autunno, ha avviato per prima cosa una serie di incontri con tutti gli stakeholder della materia: Confindustria, Associazione Bancaria Italiana, rappresentanze di artigiani, commercianti e piccole imprese, sindacati, associazioni di consumatori e Forum del Terzo settore. Quindi il non profit avrà un ruolo determinante nella definizione delle politiche governative per la CSR? Senz’altro giocherà un ruolo molto più incisivo rispetto al passato, quando la CSR non era in carico alla Direzione del Terzo settore. Il non profit è’ un interlocutore fondamentale per le imprese che vogliono misurarsi con la dimensione della responsabilità, un “termometro” sensibilissimo dei bisogni sociali che ogni impresa responsabile desidera conoscere. Qual è la realtà che avete conosciuto dal confronto con gli stakeholder, riguardo al comportamento delle imprese? Una realtà molto più avanzata di quanto si possa credere, che descriveremo nel piano da presentare alla Commissione europea. Abbiamo scoperto aziende che hanno messo in atto politiche di conciliazione famiglia-lavoro senza eguali in Europa: cito due casi per tutti, Luxottica e Gucci. L’Italia è stata all’avanguardia nella proposta di composizione delle controversie ad esempio sul trasporto aereo tra compagnie e utenti. Ancora, abbiamo “scoperto” una realtà di imprese medie, e persino piccole, che dimostrano una creatività sorprendente nel valorizzare, ad esempio, lavoratori con disabilità, oppure nel riorganizzare gli orari di lavoro per migliorare la mobilità dei dipendenti. Il tutto senza costi aggiuntivi o addirittura risparmiando. A proposito di costi… la crisi economica, la carenza di risorse finanziarie per le imprese, come impatteranno secondo Lei sulla CSR? Non vedo la responsabilità sociale come una “vittima” della crisi economica. La vedo invece come risposta attiva alla crisi, come un modo creativo per affrontare la diminuzione delle risorse. Ad esempio, per motivare di più i collaboratori non esiste solo l’incentivo economico: si possono valorizzare le capacità delle persone di proporre idee e innovazioni, con adeguati strumenti di partecipazione. La CSR può anche aiutare l’azienda a trovare nuovi investitori, facendo leva sulla maggiore affidabilità, oppure a trovare nuovi clienti, particolarmente sensibili ai temi sociali o ambientali. Tenendo anche conto di quanto oggi sia facile, e poco costoso, comunicare le scelte di CSR all’esterno, con i nuovi media. Il mercato del lavoro che uscirà dalla riforma in discussione sarà più dinamico, ma con minori protezioni . C’è il rischio di incentivare nelle aziende abusi di potere o comportamenti penalizzanti verso i lavoratori? Premetto che la materia non è di mia competenza. Posso dire che, a mio parere, il DDL in discussione al Parlamento non peggiorerà la condizione dei lavoratori, offrirà solo opportunità nuove a chi lavoro non ha. Sono poi convinto che la responsabilità sociale d’impresa beneficerà della maggiore flessibilità, in quanto ci sarà più spazio per innovazioni organizzative, come ad esempio il telelavoro. O per la conciliazione, che ha oggi un nuovo strumento nel congedo di paternità obbligatorio introdotto dalla riforma.
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Parliamo ancora di non profit. Il 2011 non è stato un anno buono, a detta degli operatori: aumento delle tariffe postali, peggioramento del regime fiscale per le coop sociali, tagli drastici agli enti locali. Il futuro che cosa ci riserva? La competenza della materia è del Ministero dello Sviluppo Economico. Credo comunque che le tariffe postali siano state adeguate a una prescrizione dell’Unione Europea, che non permetteva di applicare tariffe agevolate a particolari categorie di clienti. In generale è comunque vero che le risorse si riducono, un po’ per tutti, purtroppo. Nel 2011 abbiamo erogato oltre 9 milioni di euro alle associazioni di promozione sociale e oltre 2 milioni alle organizzazioni di volontariato. Nel 2012 le risorse disponibili sicuramente non aumenteranno, non sono in grado di dire se diminuiranno. Lanceremo i nuovi bandi non appena riceveremo il finanziamento dal Fondo nazionale per le politiche sociali. Su quali progetti saranno orientati i finanziamenti, ci sono temi di elezione? Senz’altro ci sarà la responsabilità sociale; poi l’invecchiamento attivo, tema europeo del 2012; restano i temi “classici”, come la tutela delle donne,dei minori, degli anziani, la disabilità, i migranti. Confermiamo poi l’orientamento a privilegiare progetti di rete, tra più organizzazioni, per favorire le sinergie. Chiudiamo con l’ex Agenzia per le Onlus. Come avverrà il trasferimento di competenze al Ministero? Il decreto legge di soppressione dell’Agenzia non ha ancora completato il suo iter, deve passare ancora alla Camera dei Deputati ed essere convertito entro il 2 maggio. Noi siamo pronti a creare una nuova Divisione all’interno della mia Direzione, che prenderà in carico i compiti di monitoraggio e controllo, coinvolgendo i due Osservatori nazionali sul volontariato e sull’associazionismo. Non potremo invece proseguire l’attività di pubblicazione, perché non rientra nell’attività di un Ministero.
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Edi t ori al e IL NON PROFIT “ALLA FRUTTA?” … NO…NO…SIAMO “AL CONTO FINALE”! Non è esagerato vedere che nella crisi generale la realtà che ha meno risorse da poter mettere in campo è proprio il Terzo Settore. Il mondo del volontariato, la cooperazione sociale, le Organizzazioni non Governative, le Associazioni di Promozione Sociale. La cosa è ormai conclamata anche dagli stessi governanti. C’è ancora un gruppo, a dire la verità non sparuto, di personaggi della nostra cultura che ancora vagheggiano di un volontariato che vive gratuitamente, della libera scelta di alcuni che non avendo altro da fare, ma con motivazioni ideali, danno tempo…e aiutano. Presenti nei grandi bisogni, generosi, capaci, che intervengono nella emergenza, ma non solo. Si comprende che nell’emergenza tutti si dà una mano: si lasciano le occupazioni giornaliere e si lavora per il bene comune, per sopperire alle esigenze dell’ emergenza. Ma c’è un volontariato quotidiano che viene idealizzato un po’ scioccamente. Come se fosse possibile impiegare il volontario senza una ben strutturata organizzazione. Un’ organizzazione con una sede, una gestione amministrativa, con mezzi, ecc… Il tema è: chi paga questo volontariato? E’ questo volontariato che non si sostiene più. E chiude. Spariti i contributi alle realtà note e meno note (l’associazionismo libero è in grave crisi), evaporate rapidamente le elargizioni liberali, assenti le famose “sponsorizzazioni” da molti sempre invocate quando si indica una buona iniziativa. Ricordate il “cercatevi uno sponsor…!!”… (ma le aziende hanno il loro bel da fare per chiudere in pareggio il bilancio). Resta lo sguardo a coloro che hanno quattrini – per modo di dire: la Pubblica Amministrazione, le Banche e anche le grandi Fondazioni finanziarie. Oggi la porta stretta per poter vivere ricevendo finanziamenti è il progetto. E’ paragonabile alla cruna dell’ago evangelica con una differenza: il cammello che ci passa lo decide “la commissione” con un “punteggio definito da parametri scientifici” (??!!) Il Terzo Settore, con il progetto, inizia la via della speranza frustrata, con costi crescenti. Infatti i bandi promettono. Ma la quota destinata a soddisfare chi partecipa al bando è limitata. Quindi è indispensabile “fare bene il progetto” per essere vincenti. Si impiega capitale umano qualificato per compilare, pensare ai progetti. Gli adempimenti burocratici sono crescenti: pec, timbri, lettere di accreditamento, ecc… Lo sviluppo della tematica del progetto deve seguire un percorso assegnato: tot righe, piano finanziario, azioni ed obiettivi, risorse umane, contratti, una precisa sequenza che “la commissione” valuta. Le fasi sono: a) pubblicazione del bando; b) produzione del progetto; c) spedizione; d) ammissibilità; e) attesa 1; f) valutazione della commissione; g) attesa 2; h) pubblicazione dei risultati; i) esclusione o ammissibilità; l) erogazione dei fondi; m) attesa 3; n) operatività. A volte un timbro nel posto sbagliato, una firma illeggibile, un rigo lasciato bianco, tanti sono i casi di non ammissibilità. Restano i costi. Chi invece ha deciso di affossare decisamente il Non Profit è una parte della Pubblica Amministrazione che dopo aver usato delle risorse umane e organizzate del Terzo Settore ha deciso che era necessario togliere anche l’anima dell’associazionismo. La libertà. Sia nel mondo dell’ educazione sia nel mondo sociale, l’incipit è pressappoco questo: “Siccome ti pago – dice il politico statalista – allora fai quello che voglio io, al prezzo che voglio e mi ubbidisci, nel tuo operare, come fossi un mio dipendente”. Responsabilità Sociale & Tecnologia Solidale – Numero 2 – Maggio 2012
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Con ciò la grande apertura nata dalla lungimirante prospettiva dell’accreditamento delle realtà sociali, che significava non solo la fine della guerra tra i poveri, con gli appalti concorso, ma la libera scelta dei cittadini e l’accessibilità di tutti, è finita. Fine della sussidiarietà orizzontale e verticale. Così tra progetti che si perdono, assenza di risorse private, misconoscimento del ruolo sociale ed assenza di libertà, lentamente il Non Profit (quello medio piccolo ovviamente, quello che non ha testimonial, quello che non va in TV) libero e ben radicato tra la gente, va verso la propria estinzione. Vi saranno coloro che si domanderanno perché c’è la crisi del volontariato … senza cercarne la causa. Ma il BITeB che c’entra? Il BITeB è una realtà di volontariato e queste contraddizioni le vive sulla sua pelle. Il Banco è però anche una realtà di volontariato che aiuta il Non Profit. Offre risorse tecnologiche. Ed è da queste associazioni che riceve questo specchio di realtà. Se il Banco dona PC, l’Associazione deve poter vivere…economicamente. Ci devono essere altri che offrono risorse per la vita di queste realtà del Terzo Settore. La crisi economica può generare libere risorse umane attraverso il Non Profit. Nei paesi del Nord Europa il Non Profit ha una burocrazia semplice e trova aiuto. In Italia, ogni Provincia, ogni Regione ha il suo bravo registro del volontariato o dell’associazionismo. Apparentemente questa organizzazione capillare e territoriale serve a valorizzare la libertà e il territorio delle Non Profit, invece è una forma di burocrazia e di iperregolamentazione che strozzano la vita sociale. Senza il becco di un euro, senza sussidiarietà il Non Profit è destinato a spegnersi. La nuova strada, aperta da pochi anni, ha un nome: Responsabilità Sociale. Questo è il versante nobile che si va affermando. Profit e Non Profit che si alleano. Un’altra grande occasione di libertà, di vera solidarietà impegnata, di novità di cui tutti i cittadini beneficeranno. Occorre incentivare le attività di Responsabilità Sociale, che deve vedere questa alleanza virtuosa tra soggetti diversi in azione. Non va truccata però l’iniziativa. Ad esempio, mettendo all’incentivazione interna del personale il cappello di Responsabilità Sociale. La Responsabilità Sociale è una partnership Profit-Non Profit, una collaborazione, una relazione tra diversi. E la sussidiarietà è un risparmio di risorse se rimane libera da una burocrazia incombente e con la libertà di svolgere il compito originale. Ben vengano i controlli di qualità della Pubblica Amministrazione, guai alla sua pretesa di dominarne le azioni e i modi. Bruno Calchera
Responsabilità Sociale & Tecnologia Solidale anno 1 - numero 2 – periodico - Maggio 2012 Registrazione al Tribunale di Milano al n.124 del 2 marzo 2012 Direttore Responsabile: Bruno Calchera Redazione: Ida Cappiello, Marco Taverna Hanno collaborato: Paolo Galandra, Giorgio Fiorentini, Danilo Giovanni Festa, Maria Luisa Parmigiani, Davide Minelli, Maria Fasulo, Massimo Lorenzi, Paolo Galandra, Mario Molteni, Roberta Cocco, Carlo Corti, Davide Minelli, Maria Fasulo, Massimo Lorenzi, Massimo Maderna, Luciana Pasimeni, Carlo Tardini, Tommaso Savarese, Vincenzo Savarese Impaginazione, progetto grafico e webmaster: Arvea s.r.l., info@arvea.it
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Editore: BITeB Onlus, via Carducci 32 - 20123 Milano, Presidente: Stefano Sala Sede operativa: BITeB Onlus, via Tobagi 30 – 20060 Peschiera Borromeo (MI) Siti internet: www.biteb.org, www.tecnologiasolidale.eu , www.techsoup.it Contatti: info@biteb.org - Telefono: 02-5530.0873 Telefax: 02-5530.6025 Questo numero è stato chiuso in redazione il 24 Aprile 2012 La rivista è disponibile anche nel formato PDF sfogliabile
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CON UNIPOL RESPONSABILITA’ SOCIALE SI CONIUGA CON SOSTENIBILITA’ Intervista a Marialuisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità del Gruppo Unipol
Dottoressa Parmigiani, il gruppo Unipol non è certo nuovo alla responsabilità sociale. Come si inquadra nelle vostre policy il rapporto, ormai consolidato, con il Banco Informatico? Per Unipol responsabilità sociale si coniuga con sostenibilità. Per questo anche della relazione con il BITeB vorrei sottolineare due aspetti: da un lato l’attenzione alla riduzione degli impatti ambientali e delle emissioni di CO2 in particolare, dall’altro il rapporto storico con il terzo settore. Nel progetto con il BITeB infatti coniughiamo la cultura del recupero e del riuso, in logica di sobrietà, con la significativa riduzione dell’impatto ambientale grazie all’evitato smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Uno spirito proprio di molte politiche Unipol, di cui faccio due esempi tra i tanti: l’invito a tutti i dipendenti a scegliere il treno, o a utilizzare il car pooling se l’auto è indispensabile, per le trasferte aziendali, e l’impostazione di default di tutte le stampanti in modalità fronte retro, per contenere i consumi di carta. Il secondo aspetto è la stessa mission storica del Gruppo di supporto al terzo settore e all’economia sociale, frutto della nostra storia, e della significativa presenza del movimento cooperativo nella nostra proprietà. La responsabilità d’impresa dev’essere condivisa a tutti i livelli dell’organizzazione. Come diffondete tra i collaboratori questa cultura? Verso i nostri dipendenti operiamo sia con iniziative di coinvolgimento e sensibilizzazione, che li coinvolgono direttamente nei progetti di sostenibilità dell’azienda ( dalla partecipazione a “Puliamo il mondo”, a quella a “M’Illumino di meno”, alla possibilità in questo stesso progetto di segnalare le onlus beneficiarie), che attraverso disposizioni e regole operative di Gruppo che testimoniano l’attenzione del vertice aziendale su questi temi e li traducono in processi e procedure. Oltre i dipendenti, per noi sono collaboratori importanti, che ci permettono di avere un rapporto privilegiato con il territorio e a diffondere i valori a cui teniamo anche verso i nostri clienti, sia la nostra rete di oltre 1700 agenzie, sia le organizzazioni originariamente socie di Unipol: i sindacati dei lavoratori, e quelli delle imprese (CIA, Confesercenti, CNA e Legacoop). Entrambi partecipano ai Consigli Regionali Unipol, luoghi di presidio del territorio in cui si genera un continuo scambio con la società civile e si creano rapporti che travalicano la dimensione puramente commerciale. A proposito: avete in portafoglio prodotti assicurativi “sociali”, ad esempio rivolti a soggetti deboli oppure a organizzazioni non profit? Assicuriamo oltre il 6% delle associazioni di volontariato riconosciute per complessivi 6897 contratti, la maggior parte dei contratti riguarda l’RC auto, la responsabilità civile e gli infortuni. A tutela dell’operato dei volontari. Il soggetto che ha più polizze è l’Associazione contro la Sclerosi Multipla che ha 128 polizze, un po’ su tutti i rami. Un nostro punto di forza sono le convenzioni con le Organizzazioni Socie su prodotti ad ampia diffusione proposti a condizioni assolutamente favorevoli rispetto alla concorrenza. Attraverso le convenzioni nazionali offriamo ai soci delle associazioni, sostenitori e volontari, condizioni agevolate. Sono 20 le associazioni con cui sono in essere delle convenzioni, per complessivamente oltre 60.000 assicurati. Infine, cerchiamo di intercettare anche aspetti più nascosti del bisogno sociale, abbiamo ad esempio in corso un progetto con Italia Camp per dare agli immigrati gli strumenti per capire di quali protezioni hanno bisogno e come relazionarsi con il mondo bancario-assicurativo.
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SCHEDA RIEPILOGATIVA PC ASSEGNATI 1°TRIMESTRE 2012 Il primo trimestre del 2012 ha visto l’assegnazione di pc in linea con la tipologia già evidenziata negli anni precedenti, con una larga prevalenza di destinazioni verso l’Italia rispetto a quelle verso i Paesi esteri. Tra questi la parte più significativa è stata destinata verso l’Africa. Il trend porta ad una proiezione positiva di assegnazioni per l’anno in corso, in aumento rispetto al 2011. La prevalenza delle assegnazioni verso l’Italia fa emergere due considerazioni: a) in Italia esiste una grande necessità di tecnologia informatica da parte delle organizzazioni del Terzo Settore; b) l’attività del BITeB non è ancora conosciuta a fondo all’Estero.
PC ASSEGNATI COMPLESSIVAMENTE PC CON DESTINAZIONE IN ITALIA PC CON DESTINAZIONE ESTERA
655 541 114 Africa 102 Sud America 2 Est Europa 10
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Una biblioteca multimediale al servizio degli immigrati con il Consorzio Sol.Calatino, BITeB e Microsoft La struttura, presso il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Mineo (CT), vuol essere uno strumento che va oltre i servizi essenziali di informazione, per favorire la crescita culturale Il Consorzio Sol.Calatino Società Cooperativa Sociale è una struttura consortile territoriale costituita nel febbraio 2003, ha sede a Caltagirone (CT) e ha lo scopo di promuovere l’ integrazione e la cooperazione sociale. Il Consorzio, in collaborazione con Associazione La Città Felice, BITeB e Microsoft, ha realizzato il progetto “La biblioteca multimediale del Centro Accoglienza Richiedenti Asilo in Mineo (CT) ”. Il Consorzio si propone quindi di creare un “portale fisico” rappresentato dalla biblioteca multimediale, nel quale si intende dare spazio non solo a bisogni primari degli immigrati, ma anche a bisogni strettamente connessi alla loro necessità di integrazione socio-culturale con l’ambiente circostante, intervenendo principalmente nella gestione del tempo libero, e nella programmazione di attività che mirino a dare opportunità aggiuntive a quelle meramente assistenziali. Con lo scopo di realizzare l’aula destinata a biblioteca multimediale, il Banco Informatico Tecnologico e Biomedico ha donato 15 Personal Computer dotati di monitor. Il progetto migliorativo della biblioteca mediatica si vuole proporre come strumento di “conoscenza”, che possa permettere agli utenti di collegarsi liberamente ad internet, consultare banche dati, mantenere i contatti con le proprie famiglie, conoscere in tempo reale notizie utili sia del mondo circostante, sia dei vari paesi d’origine. Si propone, anche, di rafforzare la capacità comunicativa dei soggetti coinvolti e di avviare, laddove necessario, anche un processo di alfabetizzazione con l’aiuto dei supporti mediatici. Pertanto, il progetto della biblioteca informatica ambisce a diventare una rilevante esperienza formativa informatica, al servizio di quanti vogliono affrontare con impegno e serietà il problema del proprio inserimento nel mondo del lavoro, offrendo l’opportunità di crescere sia culturalmente che professionalmente. Naturalmente il progetto si rivolge a tutti gli ospiti che attualmente abitano presso il Centro C.A.R.A., con particolare cura ed attenzione nei confronti dei più giovani e dei minori.
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Fondazione Don Carlo Gnocchi ONG sostiene “Nuevos Pasos”, un istituto di educazione speciale per bambini disabili a San Lorenzo, Ecuador. Tramite BITeB attrezzerà l’area medica di computer necessari per mettersi in rete con altre istituzioni sanitarie ed educative del paese. Nel 2004 è stata ultimata la costruzione dell’Instituto de Educación Especial “Nuevos Pasos”, struttura di accoglienza per persone disabili, con particolare attenzione ai minori, in grado di offrire occasioni di formazione di base e professionale, di cura e riabilitazione per persone con disabilità e di aggregazione per i ragazzi disabili ed i loro familiari. Nel corso del 2006 l’intervento è proseguito con il progetto “Nuevos Pasos: verso l’autonomia”, che prevede lo sviluppo di iniziative di promozione per favorire l’integrazione delle persone disabili - sia presso il Centro che nelle comunità limitrofe - che coinvolgano l’Istituto e le diverse organizzazioni governative e non presenti nella zona del Cantone di San Lorenzo. L’Istituto ha ottenuto nel 2008 il riconoscimento giuridico da parte del Governo Ecuadoriano come “Instituto Fiscomisional de Educación Especial”, riconoscimento che comporta da un lato l’obbligo di seguire i programmi educativi concordati con il Ministero della Pubblica Istruzione e, dall’altro, la possibilità di accedere ai fondi ministeriali previsti per il pagamento del personale docente e la copertura di parte dei costi di immatricolazione degli studenti. Oggi gli alunni che frequentano giornalmente la struttura sono 60, cui vanno aggiunti alcuni nominativi in lista di attesa. Nelle ore pomeridiane l’Istituto si è aperto alle necessità territoriali e fornisce servizi riabilitativi e fisioterapici ai cittadini di San Lorenzo. La Fondazione Don Gnocchi continua a sostenere l’Istituto per promuovere lo sviluppo di una rete locale di rapporti e di possibilità per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità della zona, attraverso: formazione e aggiornamento del personale e di altri operatori nell’ambito della scuola; promozione e consolidamento di una rete relazionale di scambio e integrazione tra le realtà sociali ed aggregative presenti nella zona operanti in ambito di disabilità; attività di formazione professionale ed inserimento lavorativo per le persone disabili; sensibilizzazione della popolazione sul tema della disabilità; gestione di programmi ed attività di riabilitazione nelle comunità del Cantone di San Lorenzo. Grazie al BITeB siamo stati in grado di rafforzare l’area medica dell’Istituto anche dal punto di vista informatico. Ora, medici e fisioterapisti possono connettersi alla rete nazionale e internazionale di istituzioni e professionisti delle comunità scientifiche per consultazioni diagnostiche, di trattamento e cura, oltre ad aggiornarsi su specifiche tematiche anche con la formazione a distanza.
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Fondazione Don Carlo Gnocchi ONG sostiene “Holy Spirit Hospital”, un Ospedale di Chirurgia Ricostruttiva di Riabilitazione, Makeni, Sierra Leone. Con il BITeB, integra con adeguate strumentazioni informatiche gli studi medici dell’ospedale. Il progetto della Fondazione don Gnocchi si inserisce nel complessivo quadro delle attività dell’Holy Spirit Hospital in risposta ai bisogni della popolazione in ambito di medicina interna, chirurgia, pediatria, ostetricia/ginecologia, di diagnostica e di laboratorio, farmacia, clinica dentistica e salute mentale. Esso mira ad affermare il Centro quale punto di riferimento di eccellenza per la diagnostica e la prevenzione di varie malattie – in particolare quelle cardiovascolari dalla nascita ai 15 anni – sia fornendo i materiali e le apparecchiature necessarie non reperibili in loco (quali elettrocardiografo, RX, lastre, reagenti etc..) che formando i medici e gli operatori sanitari al loro utilizzo. Gli obiettivi specifici del progetto sono: 1. Formare il personale medico, paramedico e tecnico attraverso attività di tutoraggio e formazione “on the job” presso l’Holy Spirit Hospital allo scopo di qualificare e rafforzare il reparto diagnostico e di telemedicina. 2. Fornire le apparecchiature ed il materiale necessario per la diagnosi delle malattie cardiovascolari. 3. Attivare teleconferenze/sessioni di apprendimento a distanza, con valutazioni e consultazioni telematiche di casi significativi tra l’Holy Spirit Hospital ed i Centri della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Le azioni previste mirano a migliorare l’assistenza sanitaria dei pazienti attraverso: lo sviluppo di risorse umane, strutturali e tecnologiche, in stretto rapporto con la realtà locale; l’aumento della capacità operativa dei settori specifici della diagnostica per immagini, di laboratorio ed elettrofisiologiche e della telemedicina, attraverso la formazione del personale sanitario e l'impiego di attrezzature adeguate. Si è realizzata ed attrezzata una sala operatoria specializzata per la chirurgia ortopedica ricostruttiva e plastica. Si è formato il personale medico e paramedico, in particolare gli infermieri, con particolare attenzione alla presenza in sala operatoria ed al post-operatorio, grazie a missioni di numerosi professionisti dall’Europa e da paesi limitrofi. Molte le sinergie e collaborazioni nazionali e internazionali che costantemente accompagnano la crescita e specializzazione dell’Holy Spirit Hospital. In vista di un sempre crescente utilizzo degli strumenti informatici anche in ambito sanitario, grazie a BITeB, siamo stati in grado di integrare con adeguati strumenti informatici i studi medici dell’ospedale. Una connessione satellitare e PC adeguati permettono ai medici di Holy Spirit Hospital di confrontarsi con colleghi di altre strutture interne ed esterne al paese per un semplice consulto e per migliorare le performance diagnostiche dell’ospedale.
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VALORIZZAZIONE DEI BENI BIOMEDICALI DONATI Gennaio- Aprile 2012 Nel corso del primo trimestre 2012, includendo anche i primi giorni di aprile BITeB ha donato alle Associazioni che operano nei paesi in via di sviluppo, più di 400 beni per un valore commerciale stimato di poco inferiore agli 800 K$. La differente distribuzione delle donazioni nei mesi indicati è legata sostanzialmente, oltre che alla disponibilità dei beni provenienti da diversi ospedali e alle Assegnazioni provenienti da Regione Lombardia, anche alle tempistiche necessarie per effettuare ritiri, revisioni imballaggi e spedizioni. Il trend di questo primo trimestre dimostra un andamento largamente superiore a quanto donato nei tre precedenti anni nei quali erano stati assegnati beni per un importo stimato in 3.600 K$ e con un numero di Associazioni richiedenti beni biomedicali in costante aumento.
Mese Gennaio
N° Associazioni N° Beni 4
Paesi
144
Moldavia, Madagascar, Congo, Benin
$228.650,40
$220.004,40
Febbraio
6
77
Rwanda, Madagascar, Albania, Paraguay, Congo, Malawi
Marzo
2
7
Africa
Aprile
Totale
4
Valore Commerciale Stimato
174
Repubblica Centrafricana, Madagascar, Congo, Tanzania, Bosnia, Senegal, Uganda, Benin, Ruanda
402
$34.227,60
$310.371,60
$793.254,00
Per meglio spiegare la tipologia di progetto, nelle pagine seguenti, proponiamo tre esempi conclusi negli ultimi mesi.
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A fianco dei bambini con paralisi cerebrale infantile in Moldavia Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Ai.Bi Amici dei Bambini, fondata nell’ ottobre 2008. L’ associazione persegue esclusivamente finalità di interesse sociale, consistenti nel realizzare, promuovere, incentivare e sostenere iniziative di solidarietà ed accoglienza con particolare attenzione al mondo dell’ infanzia e dell’adolescenza. Il progetto si svolge a favore della Clinica Prima Medica a Chisinau, capitale della Repubblica Moldova, nell’ Europa Est. La Clinica Prima Medica è un istituto polifunzionale che ha l’ obiettivo di offrire alla popolazione locale servizi medici di qualità, assicurando così la protezione della salute e migliorando le condizioni dei bambini provenienti da famiglie vulnerabili o orfani. Fino ad oggi la Clinica Prima Medica è riuscita a operare gratuitamente circa 60 bambini. Nella Repubblica Moldova il sistema sanitario pubblico è insufficiente per i bisogni della popolazione e quello privato interviene spesso gratuitamente per consentire solo l’assistenza minima. L’obiettivo del progetto è quello di aiutare i piccoli pazienti, migliorando l’ attività e le condizioni della clinica, con l’aiuto di apparecchiature idonee. Tra i beni significativi donati abbiamo: 2 letti operatori, irrigatore per endoscopia, sistema tv per endoscopia, litotritore endoscopico, autoclave, bisturi ad ultrasuoni, elettrobisturi, pompe ad infusione per alimentazione, apparecchio radiologico ad arco, aspiratore chirurgico, carrello anestesia, colonna endoscopica, duodenoscopio, elettrobisturi, elettrocardiografo, elettrocoagulatore, monitor, insufflatore, esofagogastroduodenoscopio lampada scialitica, laser chirurgico, lavatrice per endoscopi, sviluppatrice pellicole radiografiche, termometri, ventilatori polmonari, videoregistratore.
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Associazione Salute e Sviluppo L’associazione Salute e Sviluppo opera a fianco dell’ordine dei Padri Camilliani, in missione in tutti i continenti per la salute e la crescita del benessere della comunità. I diversi progetti in corso sono: Lotta all’HIV/AIDS e alle malattie della povertà: progetto che si svolge a Djougou, Benin, Africa. La città di Djougou è il capoluogo del dipartimento di Donga, economicamente basato sul commercio, la caccia e l’agricoltura. I beni donati, tra cui un agitatore da laboratorio, un elettrocardiografo, apparecchiature per anestesia, un ventilatore polmonare, un aspiratore medico-chirurgico, un generatore alta tensione per gruppo radiologico e un gruppo continuità oltre a un’incubatrice neonatale, un tavolo operatorio, un microscopio ottico da laboratorio, un defibrillatore, saranno destinati al nuovo ospedale di base situato nel nord del Paese, la zona più povera, con carenze di sviluppo e benessere. Lo scopo del progetto è di migliorare l’accessibilità e la qualità delle cure sanitarie alla popolazione: 15.000 persone potranno ricevere assistenza sanitaria di base, 7.000 persone riceveranno il test HIV gratuitamente e 3.000 persone malate di AIDS verranno seguite con terapia antiretrovirale e sostegno alimentare.
Progetto ospedale Bossemptelè nella Repubblica Centrafricana: la città è afflitta da povertà diffusa, e aggravata dal perdurare di conflitti tra forze governative e ribelli di bande armate. L’indice di sviluppo umano è bassissimo è presente un’ alta mortalità infantile e un alto tasso di sieropositività. L’obiettivo del progetto è quello di dotare l’ ospedale di Bossemptelè di apparecchiature essenziali per la cura della popolazione locale. I beni principali richiesti sono: radiologico portatile ad arco, letto operatorio ginecologico, lampada scialitica, lampada a raggi UV, incubatrici.
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Progetto Ambanja-Madagascar Il progetto Ambanja-Madagascar è svolto dall’ Associazione Hafaliana - La Gioia di Milano, nata nel febbraio 1994 per opera di Padre Stefano Scaringella, i cui scopi sono l’educazione, l’ assistenza medico sanitaria, e il sostegno all’ infanzia abbandonata. La sanità pubblica in Madagascar è quasi inesistente ed è a pagamento; solo il Centro Saint Damien gestito da Padre Stefano offre la quasi totale gratuità delle cure fornite ai pazienti. Per migliorare il Centro Medico è stata fatta richiesta al BITeB di fornire attrezzature sia mediche che di back-up, con l’ obiettivo di attrezzare e rendere utilizzabili le due nuove sale operatorie all’ interno dell’ ospedale, per curare un maggior numero di pazienti offrendo un servizio migliore. Tra i beni donati segnaliamo: letti operatori, lampade scialitiche e colonne endoscopiche. L’Associazione Hafaliana – La Gioia e BITeB, in collaborazione con il personale locale dell’ ospedale, coordineranno lo studio delle apparecchiature tecnologiche più adeguate alla realtà locale, tenendo così conto della rete di approvvigionamenti locali di parti di ricambio, materiale di consumo e naturalmente delle strutture edili e impiantistiche.
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TECHSOUP ITALIA: 1° TRIMESTRE 2012. SI CONFERMA UNA TENDENZIALE CRESCITA
Valore commerciale prodotti venduti primo trimestre 2012: euro 815.471,00 Nuove organizzazioni Non Profit registrate: 205 Numero prodotti venduti (software e hardware): 2933
Il programma di donazione TechSoup - dopo 18 mesi dal suo lancio - si conferma all’insegna di crescita e sviluppo. I dati del primo trimestre 2012 dimostrano come il Terzo Settore stia continuando a conoscere e a recepire positivamente questa imperdibile opportunità. Le organizzazioni non profit (che per poter accedere devono essere iscritte ad un registro e devono svolgere un’attività che i partner donatori hanno ritenuto condivisibile) a volte vengono a conoscenza della “Zuppa Tecnologica” attraverso i classici canali di comunicazione come radio, TV e Web. Spesso attraverso il passaparola: “E’ possibile ottenere Microsoft Office a soli 18 euro anziché a 320. Lo sapevi?”. Coloro che hanno già ottenuto licenze di prodotti Cisco, Microsoft, SAP e Symantec con una media del 95% di sconto coinvolgono e comunicano al proprio network questa iniziativa. In una delicata situazione di crisi economica è possibile risparmiare dotandosi di nuova tecnologia utile a migliorare l’organizzazione e la professionalità della propria organizzazione. Anche i partner donatori stanno studiando modalità ed eventi per venire incontro alle esigenze degli operatori. Microsoft, ad esempio, sta realizzando presso la propria sede - con la nostra collaborazione - dei seminari formativi gratuiti nei quali vengono presentati alcuni prodotti disponibili nel carrello TechSoup. Vi segnaliamo di seguito i prossimi appuntamenti che possono essere seguiti anche attraverso il web: 9 maggio Sharepoint (strumenti di collaborazione), 24 maggio Server/SBS (pensato per offrire alle organizzazioni di piccole dimensioni una soluzione completa e conveniente che assicura la protezione dei dati), 29 maggio Unified Communication (consente di tagliare i costi e di garantire una posizione migliore all'azienda per migliori perfomance economiche). Anche Cisco sta immaginando dei progetti di aiuto gratuito alle organizzazioni nell’implementazione dei prodotti acquistati attraverso TechSoup Italia. Ma di questo vi aggiorneremo nel prossimo numero.
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TechSoup Italia? Un’iniziativa intelligente da consigliare e far conoscere Intervista ad Andrea Basso, Presidente Cooperativa Giotto
Quali sono le attività che svolge la vostra cooperativa? Giotto è una cooperativa sociale di tipo B, nata a Padova nel 1986. E’ un’impresa sociale che dà lavoro a circa 200 persone, di cui quasi il 40% è svantaggiato, in particolare disabili psico-fisici e detenuti. Opera all’esterno in diversi settori, dal verde alle pulizie, dalla custodia alla gestione della sosta a pagamento; all’interno del carcere, nell’ambito del consorzio sociale Rebus e assieme alla consociata Work Crossing, svolge diverse attività che riguardano il call center, l’assemblaggio di valige, la realizzazione delle business key per la firma digitale, l’archiviazione documentale e la ristorazione, in particolare il laboratorio di pasticceria con il marchio I dolci di Giotto. Come TechSoup ha contribuito nella vostra cresciuta professionale? L’adesione della Giotto nel 2010 al programma di donazione di Techsoup Italia ha permesso di accedere a un congruo numero di licenze di software Microsoft con una spesa altrimenti non sostenibile per una cooperativa sociale come la nostra. Perciò fin da subito questa opportunità ha rappresentato un deciso passo in avanti nella gestione dei servizi informatici dell’azienda, sia per quanto riguarda l’ambito amministrativo e tecnico, sia per quanto riguarda le postazioni del call center che gestiamo in carcere. Di fatto ci ha consentito di aggiornare il parco macchine con Window 7 e questo ci ha messo nelle migliori condizioni per poter operare con clienti dalle diverse esigenze e condizioni con grande flessibilità e efficacia. Sicuramente due elementi fondamentali per rispondere alle sfide del mercato in un tempo di crisi così grave e prolungata. Anche l’utilizzo delle ultime versioni di Office sia per Windows sia per Mac ha portato un deciso passo in avanti nella gestione dei processi aziendali velocizzando routine di lavoro e favorendo nuove soluzioni lavorative soprattutto nella circolazione delle informazioni interna ed esterna. Finalmente una buona notizia per il Terzo Settore… E’un’ottima opportunità a cui, oltretutto, si può accedere con facilità (il processo di accreditamento è piuttosto snello e veloce). Sicuramente un’iniziativa intelligente da consigliare e da far conoscere, coerente con le politiche di sostenibilità tipiche delle organizzazioni non profit.”.
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I benefici ottenuti da techsoup italia? Gran risparmio di tempo e semplificazione delle attività Intervista a Salvatore Cernigliaro, Amministratore Unico di Solidaria, una cooperativa sociale di Palermo.
Di cosa si occupa la vostra realtà? Solidaria è una cooperativa sociale che, avendo individuato quale scopo sociale prioritario la promozione della legalità e dell'impegno antimafia, ha intrapreso un percorso d’impegno civile che si caratterizza con attività e servizi a sostegno delle vittime della mafia e della criminalità e con iniziative di promozione della legalità democratica contro i rapporti mafia politica e affari e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto a fenomeni come il racket delle estorsioni, l'usura, la corruzione e il clientelismo mafioso. Quali sono i principi che ispirano la vostra cooperativa? Solidaria ispira il suo agire alla lotta contro tutte le mafie e contro ogni forma di illegalità. In coerenza con questi principi, la cooperativa ha rinunciato ad utilizzare software ‘pirata’ e, pertanto, in assenza delle risorse economiche necessarie, fino all’inizio dello scorso anno Solidaria ha continuato ad utilizzare per lo più software open source. Straordinario per le sue potenzialità ma certamente di non facile uso. Quali sono stati i vantaggi che avete riscontrato dalla tecnologia ottenuta attraverso il programma di donazione TechSoup? Aver potuto beneficiare della donazione di TechSoup Italia ha consentito di rendere più semplice diverse attività, con un gran risparmio di tempo. Tra queste, a solo titolo di esempio, l’aggiornamento del sito internet di Solidaria che oggi, attraverso l’uso dell’applicativo ExpressionWeb 4, risulta molto più agevole. Può fare un esempio di un progetto concreto reso possibile dalla donazione di TechSoup? Solidaria ha pubblicato nel 2011 un volume intitolato “Lettere al caro estortore… vent’anni dopo” e un DVD, allegato al libro, intitolato “Viaggio tra il dovere della memoria e l’impegno antimafia”, frutti di una delle sue iniziative più importanti di promozione della cultura legalità che è il Premio Libero Grassi con cui riusciamo a coinvolge tante scuole italiane di ogni ordine e grado. Il lavoro di progettazione del volume e di selezione delle immagini video, è stato realizzato - in gran parte – utilizzando il software della Microsoft donato a Solidaria da TechSoup Italia. Ciò ha consentito, peraltro, un significativo risparmio sui costi di produzione e di stampa. Il programma di donazione TechSoup ha bisogno di essere il più possibile conosciuto… Ho una piccola proposta: creare un banner perché i siti delle organizzazioni beneficiare delle donazioni possano dare visibilità e, quindi, riconoscimento a BITeB e a Techsoup Italia per il loro lavoro e per le opportunità che offrono. Solidaria, ovviamente, rassegna la sua disponibilità ad ospitare il banner nel suo sito. Quale è il vostro augurio per il nostro lavoro. Ci auguriamo che altre importanti aziende d’informatica decidano di imitare Cisco, Sap, Symantec e Microsoft comprendendo l’utilità di questo genere di iniziative.
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Contro lo spreco tecnologico per la crescita nel Terzo Settore di Luciana Pasimeni e Massimo Maderna Si è tenuto all’Aquila dal 19 al 21 aprile 2012 il XII Convegno Annuale AIIC (Associazione Italiana Ingegneri Clinici) dal titolo “Le tecnologie per il paziente: affrontare l’emergenza, gestire il quotidiano, valutare l’innovazione” al quale il BITeB ha partecipato con la divisione biomedica e durante il quale oltre ai posters prodotti dall’Ing. Luciana Pasimeni e dal Policlinico di Pavia ha tenuto una presentazione sull’attività del Banco nei paesi in via di Sviluppo. La comunicazione orale del BITeB dal titolo “Contro lo spreco tecnologico per la crescita del Terzo Settore” è stata collocata come parte conclusiva della terza sessione plenaria, “Interventi nei sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo”, tenutasi il 20 aprile. “Il BITeB si colloca come collegamento tra l’offerta di beni dismessi ma funzionanti da parte delle aziende ospedaliere e la domanda degli stessi da parte di associazioni non profit. Il lavoro del BITeb non è però solo quello di mettere insieme le apparecchiature ma di valutare l’efficienza delle stesse e l’efficacia del relativo utilizzo nei Paesi in via di sviluppo”, come ben espresso durante l’introduzione dell’ing. Nunziata. La presentazione ha visto la descrizione delle 3 divisioni, con particolare attenzione alla divisione biomedica, in base al contesto del convegno. In particolare, attraverso un video dimostrativo, è stato possibile simulare la richiesta di alcune apparecchiature elettromedicali da parte di un beneficiario sul sito del Banco Informatico Tecnologie e Biomedico. Inoltre, è stato contestualizzato il progetto “Dall’ospedale agli ospedali” per far comprendere come funzionino le donazioni e le richieste nell’ambito degli ospedali pubblici della Regione Lombardia, attraverso il sito dedicato. La comunicazione dell’attività del BITeB ha suscitato un grande interesse e un notevole apprezzamento da parte dei partecipanti al convegno come sottolineato dall’Ing. Paolo Lago, Direttore della Struttura Complessa di Ingegneria Clinica presso il Policlinico S. Matteo di Pavia. Molte sono state le richieste di approfondimento sull’attività del Banco così come molteplici sono pervenute le domande per poter svolgere attività di volontariato all’interno della divisione biomedica. Gli ingegneri clinici presenti, così come le aziende partecipanti come espositori, hanno proposto il loro supporto nell’attività di reperimento delle apparecchiature o di arredi medicali in Aziende Ospedaliere e ASL, non ancora in contatto con il BITeB, ovvero nell’attività di manutenzione e ricondizionamento delle apparecchiature stesse. E’ presumibile, visto l’interesse suscitato, che il Banco consideri l’ipotesi di partecipare con un proprio stand al prossimo convegno annuale AIIC, così come è prevista un’intervista con il Presidente AIIC Ing. Paola Freda.
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Il BITeB in Vaticano di Massimo Maderna Il BITeB parteciperà al Convegno internazionale di studio, organizzato dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari Fondazione “Buon Samaritano”, con la collaborazione di CBM Italia Onlus che si terrà in Vaticano il 4 ed il 5 maggio 2012. Il convegno dal titolo: “La Persona non vedente: “Rabbunì, che io riabbia la vista” (Mc 10,51)” che si svolgerà a Città del Vaticano, in Via dell’Ospedale 1, presso l’Aula S. Pio X oltre a essere un’occasione per confrontarsi e approfondire i temi sulla prevenzione e cura della cecità vuole offrire un’opportunità di incoraggiamento a tutti quegli organismi, nazionali e internazionali, ecclesiali e non, che operano per consentire un accesso universale alle cure che è uno degli obiettivi prioritari nella lotta alla cecità. Il Convegno prende spunto da un inquadramento teologico del problema, con un’analisi sulla rappresentazione della persona non vedente nella Sacra Scrittura e sulla sollecitudine storica della Chiesa per le persone non vedenti. Durante i due giorni interverranno diversi esperti del settore con riferimento a differenti aspetti: da quelli scientifici a quelli sociali passando attraverso le problematiche politico-economiche e legislative. Oltre a prendere in considerazione le principali cause di cecità evitabile, verranno analizzate anche diversi modelli di prevenzione, cura e riabilitazione. L’approccio alla cecità da parte di altre religioni darà l’opportunità di presentare anche importanti testimonianze provenienti dai diversi continenti sui vari progetti organizzati sia da istituzioni ecclesiali locali sia da strutture e associazioni laiche e della società civile. BITeB, che parteciperà al convegno attraverso la divisione biomedica e la divisione Techsoup, coglie l’occasione per ringraziare CBM Italia per questa grande opportunità di conoscenza della tematica e di incontro con il Consiglio per gli Operatori Sanitari e le organizzazioni nazionali e internazionali che parteciperanno al convegno. Il programma della manifestazione
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