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Brochure Valentano

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VALENTANO IL MUSEO FUORI DAL MUSEO


Benvenuti a Valentano! I piccoli come i grandi tesori sono spesso nascosti. Spesso, però, sono più vicini di quanto si pensi, ma non se ne conosce l’esistenza fino a quando non si trova una mappa che ci porti ad essi. Questa agile guida vuole essere la mappa che porti a conoscere meglio, o a riscoprire, alcuni dei tesori di Valentano. Ci piacerebbe che fosse utilizzata certamente dai turisti che vengono a visitare la nostra terra, ma anche – perché no – dai suoi residenti, soprattutto quelli più giovani. La guida, a partire dal Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese, conduce alla scoperta di Valentano e del suo territorio attraverso tre itinerari principali (architetture storiche, monumenti religiosi, natura e paesaggio), individuati al suo interno con tre colori diversi. A tutti buona scoperta!


Mappa della cittĂ di Valentano


Valentano da scoprire

Chiesa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese Porta San Martino Palazzo Comunale Palazzo Vitozzi Porta Magenta Mura Castellane Fontana dell’Acqua Magione Templare

Chisa del SS Rosario Chiesa di Santa Maria Chiesa di Santa Croce Chiesa della Madonna del Monte Edicola della Madonna con l’uccellino Chiesa della Madonna della Salute Chiesa SS Annunziata Torre Panoramica Affaccio sulla Caldera di Latera Lago di Mezzano Verso il lago di Bolsena...

Itinerario Architettonico Itinerario Religioso Itinerario Naturalistico


Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese Inaugurato nel 1996, il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese è collocato nella parte più alta del paese di Valentano, ospitato nella monumentale Rocca Farnese appositamente restaurata, nel cuore del centro storico. Si articola in due sezioni principali: quella preistorica e quella medievale rinascimentale e moderna. Nella prima sezione sono esposti manufatti dell’Alto Lazio (Tuscia) risalenti ad un’epoca compresa tra il paleolitico inferiore e la prima età del ferro provenienti dai più importanti siti del territorio. Nella seconda sezione sono esposti reperti che raccontano lo sviluppo del territorio a partire dall’Alto Medioevo, con una particolare attenzione alla storia della famiglia Farnese fra il 1300 e il 1600; molto interessante è la ricchissima raccolta di maioliche rinvenute nei “butti” del castello, tra cui segnaliamo il corredo matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini (1519). Nelle due piccole sale della Torre Ottagonale sono esposte rispettivamente la cosiddetta “tavoletta enigmatica” di età preistorica e la collezione con pregevoli ceramiche ceretane e vulcenti donata dal Vescovo Giovanni D’Ascenzi alla cittadinanza valentanese. La stessa Rocca Farnese, abitata dalla famiglia omonima dalla metà del 1400 fino alla distruzione di Castro, costituisce un interessante percorso architettonico e storico-artistico fra cui spiccano il cosiddetto “Cortile d’Amore” e il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III, la “Scala Santa”.


Itinerario Architettonico


Il Centro Storico Il centro storico di Valentano, dalla tipica architettura medievale con edifici tufacei, è imperniato attorno a Piazza Cavour, sede del Palazzo Comunale, e a Largo Paolo Ruffini. Da qui si snodano le strade dritte che formano il cosiddetto tridente (Via Carlo Alberto, Via Gramsci e Corso Matteotti), nonché la famosa “Selciata” che conduce alla Rocca Farnese. È circondato dalle mura Castellane, con solo due entrate: Porta Magenta e Porta San Martino.


Porta San Martino Ăˆ una delle due porte di accesso che si trovano lungo la cinta muraria, eretta in epoca medievale a difesa del centro abitato. La Porta di San Martino è situata verso levante, nei pressi della Chiesa di San Martino, oggi non piĂš esistente. Nelle vicinanze si trova una terrazza panoramica, dalla quale si può ammirare uno splendido affaccio sulla caldera di Latera.


Palazzo Comunale Il Palazzo Comunale, realizzato verso il 1552, è la sede amministrativa di Valentano. La struttura inizialmente prevedeva un porticato inferiore e un primo piano. Agli inizi del 1700 il palazzo fu ampliato al fine di ospitare gli uffici giudiziari in seguito alla distruzione di Castro, avvenuta nel 1649. Sulla facciata principale è presente un balcone con ringhiera in ferro battuto risalente al XVII secolo. La loggia a piano terra accoglie alcune importanti testimonianze storiche: lo stemma civico del 1400 proveniente dalla Fontana di Acquaiela; lo stemma di Papa Martino V Colonna, unito agli scudi farnesiani; lo stemma quattrocentesco dei Farnese, con i tradizionali sei gigli; lo stemma del pontefice Papa Paolo III (Alessandro Farnese); una lapide commemorativa di Giuseppe Garibaldi, datata 1910; la cosiddetta “Lapide dei Caduti”, eretta nel 1922 in memoria dei soldati valentanesi, eroi della Prima Guerra Mondiale. Dal 2019 il Palazzo Comunale è stato inserito nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.

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Palazzo Vitozzi Il Palazzo Vitozzi è situato lungo via Trento e Trieste. Caratteristiche le finestre incorniciate in pietra vulcanica e lo stemma della famiglia sulla facciata principale. Sugli architravi è inciso il nome di colui che lo costruì, il sacerdote Joannes Vitotius. In seguito ai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, il palazzo subì un attacco ed una bomba colpì il concio di pietra posto sopra l’entrata causando, con lo scoppio, la morte di quanti si trovavano in strada e dentro al portone, per la maggior parte bambini. Da allora l’entrata del palazzo ha preso l’appellativo di “Portonaccio”.


Porta Magenta Porta Magenta fu edificata nel 1779 sotto Papa Pio V, di cui rimane il monumentale stemma, in seguito al crollo avvenuto della precedente e antica “Porta Romana”, eretta fin dal tempo di Papa Martino V Colonna nel 1417. La tradizione vuole che, per la sua ricostruzione, sia stato utilizzato un antico disegno di Jacopo Barozzi, detto il Vignola (morto nel 1572), celebre architetto dei Farnese. E’ anche localmente meglio nota come “Porta del Mascherone”, a causa della faccia con la lingua di fuori scolpita sulla sua sommità e che starebbe a rappresentare proprio la tipica attitudine dei valentanesi “a spettegolare”.


Mura Castellane Attorno a tutto il centro storico corrono le mura castellane, originariamente edificate attorno al 1053 a protezione di un forte con torre e le prime case. Le mura rimangono tuttora a testamento della storia del paese ed a protezione del cuore di Valentano. In antico Valentano aveva due sole entrate: Porta Romana e Porta San Martino; questa protezione era il punto forte del paese, che evitava cosĂŹ incursioni di estranei. Le mura castellane costeggiano via delle Mura, a partire da Porta Magenta fino a Porta San Martino e poi chiudono il cerchio arrestandosi in Largo Paolo Ruffini.


Fontana dell’acqua Degna di nota, sebbene quasi completamente occultata allo sguardo del passante dalla presenza di numerosi cartelli stradali, è la fontana eretta nel 1925 per l’arrivo dell’acqua corrente a Valentano. Oggi è posta nell’angolo fra Via Roma e l’inizio di Piazzale Diaz e Largo Haltwhistle e St Méen-Le Grand, ma in origine era spostata poco più avanti della posizione attuale e sulla destra, accanto ad un abbeveratoio posto sulla piazza, oggi non più visibile.


Magione Templare Antico complesso in tufo di due edifici adiacenti e comunicanti, la chiesa di Santa Maria del Tempio (anche detta Madonna di Nempe) e l’abitazione. Al tempo era un importante presidio templare – testimonianza, appunto, della presenza dei Templari nella Tuscia – e, dopo il processo e la soppressione dell’ordine, venne affidato nel 1312 all’Ordine di Malta, che vi affisse il suo stemma. Sebbene allo stato di rudere, la Magione templare rimane un sito di grande interesse storico e di grande fascino. Dell’antica chiesa si conserva un pregevole affresco quattrocentesco, rappresentante la Vergine con il Bambino e Angelo, collocato oggi nella sala conferenze della Rocca Farnese di Valentano.


Itinerario Religioso


Collegiata di San Giovanni Apostolo ed Evangelista La chiesa, dedicata all’Apostolo San Giovanni Evangelista, fu edificata attorno all’anno 1000 in stile romanico ed è stata più volte ristrutturata; la facciata risale alla metà del sec. XV. Il titolo di pieve, assunto nell’anno 1253 per disposizione di Innocenzo IV, fu tolto all’omonima chiesa posta fuori le mura cittadine. Il rifacimento interno in stile Barocco è avvenuto tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. Sono conservati un pregevole affresco della Crocifissione attribuito a Marcello Venusti - precedente al rifacimento moderno - e la statua lignea della Madonna Assunta risalente alla metà del secolo XVII. Da segnalare anche la presenza di una tela di Alessandro Mattia da Farnese, definito “il pittore di Valentano” raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria. La Collegiata conserva, inoltre, le reliquie del compatrono Giustino Martire.

Chiesa del SS. Rosario La Chiesa del S.S. Rosario è stata fondata subito dopo la concessione della Rocca Farnese alle suore domenicane, nel 1731. Le fondatrici furono la Ven. Geltrude Salandri e Suor Anna Maria Starnini, mentre l’architetto fu Giuseppe Prada di Viterbo. Il monastero, che includeva la Rocca Farnese, fu chiuso nel 1930. Della chiesa si conserva oggi solo la facciata che affaccia su Piazza della Vittoria ed alcuni ambienti dell’interno adibiti ad oratorio parrocchiale.


Chiesa di Santa Maria La chiesa ha origini antiche, risalenti almeno al XIV secolo. Nel corso del tempo ha subito notevoli trasformazioni: in un primo momento orientata a nord, intorno al 1520 venne orientata a est per allineare l’ingresso lungo la nuova via di Santa Maria, oggi Corso Matteotti. Oggi si presenta secondo la ristrutturazione avvenuta fra il 1736 e il 1744 ad opera di Pietro Amari. Al suo interno si conserva la pregevole statua della Madonna della Coroncina e l’affresco della Madonna della Rosa (XV secolo). Di recente sono state portate alla luce strutture archeologiche risalenti alla fine del XIII e all’inizio del XIV secolo: due fosse per la fusione di campane e l’area cimiteriale; associate ad esse anche strutture di servizio, come il grande pozzo-cisterna e il silos contenente granaglie.


Chiesa di Santa Croce È una delle chiese più antiche del paese e vi si conserva un affresco pregevole, di scuola umbro-senese, della metà del sec. XV. Si tratta della Madonna con Bambino e “flagellanti” o “battenti”, un movimento penitenziale attivo in Umbria sin dal 1200. La chiesa, come appare oggi, è la ristrutturazione dell’antico sacello di “Santa Maria dei Battenti” avvenuta verso la metà del 1600. L’attuale porta della chiesa è stata realizzata dal professor Mario Balestra, noto artista locale. Nel 2019 è stata inserita nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.

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Chiesa della Madonna del Monte o Madonna della Pietà La chiesa della Madonna del Monte o Madonna della Pietà sorge sulla collina di Montenero, che sovrasta Valentano e fu edificata attorno al 1853. La chiesa conservava un piccolo dipinto ad olio, raffigurante la Madonna con il Cristo morto fra le braccia, risalente alla metà del sec. XIX, ora custodito nella Collegiata. La porta è stata realizzata dal professor Mario Balestra, noto artista locale.


Edicola della Madonna con l’uccellino Nel 1657 la peste aveva contagiato la zona e la comunità Valentanese si rivolse alla Madonna della Salute affinché il contagio non arrivasse a Valentano. La leggenda narra che la peste si fermò poco fuori l’abitato, nella forma di un uccellino che morì prima di giungere ed infettare il paese. Proprio in quel luogo, la comunità eresse una Edicola sacra a ringraziamento per l’intercessione della Madonna della Salute (Via del Ritiro, lungo il percorso pedonale che porta al cimitero comunale). L’Edicola è di particolare interesse perché conserva il dipinto originario, che porta i segni del tempo, ma in cui è ancora oggi riconoscibile l’affresco della Madonna con Bambino.


Chiesa della SS. Annunziata e di sant’Agapito [fraz. Villa Fontane] La chiesa, edificata nel 1927, fu dedicata alla S.S. Annunziata a cui poi si aggiunse la dedica a Sant’Agapito, nel momento in cui le reliquie vi furono trasferite, nel 1930, con l’aggregazione della parrocchia rurale di Bisenzio. La chiesa, recentemente arricchita da sculture e vetrate policrome, conserva un quadro originario dell’Annunziata dipinto da Suor Imelda (1933), la pala settecentesca con Sant’Agapito e una pregevole maiolica seicentesca con Madonna e Bambino recuperata nella Piazzetta di Villa Fontane.

Chiesa della Madonna della Salute Il Santuario della Madonna della Salute, dal 1708 annesso all’attiguo convento dei Frati Minori, confina con il cimitero comunale, fuori dal centro abitato. Le origini del santuario risalgono al XV sec., quando il brigante Francesco Portici, consegnatosi alle autorità, segnalò come luogo del proprio esilio l’aspra selva dove sorge il convento. La semplice cappella che vi costruì divenne attrazione per numerosi fedeli. Nel 1506 alcuni frati agostiniani edificarono al posto della cappella una chiesa dedicata alla “Madonna della Salute”. Luogo molto caro ai fedeli, e che ha ospitato diverse figure religiose nel corso dei secoli, coglie l’attenzione anche del visitatore laico, che potrà sicuramente apprezzare la chiesa e, in particolare, l’organo risalente al 1852.


Itinerario Naturalistico


Torre panoramica del Museo Dal Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese è possibile accedere all’antica torre d’avvistamento, dalla quale si potrà vedere tutta l’area che circonda Valentano e, in particolare, il paesaggio della Caldera di Latera. Nei giorni di cielo terso si possono vedere anche il Monte Amiata in Toscana ed altre vette toscane o umbre, nonché il lago di Bolsena ed i paesi limitrofi. I pannelli posti attorno al bordo della torre vi permetteranno di traguardare i siti archeologici di maggiore interesse, godendo di una vista mozzafiato.


Affaccio sul caldera di Latera Uscendo dalla Porta di San Martino ci si immette nella splendida omonima terrazza panoramica affacciata sulla sottostante Caldera di Latera: da qui lo sguardo giunge fino alla catena degli Appennini con il Monte Amiata, verso sud, e quella più vicina dei Colli Volsini con Latera, San Lorenzo, Bolsena, Montefiascone e Capodimonte. La bellezza del panorama della terrazza di San Martino deve aver sempre esercitato un fascino particolare e duraturo nelle persone. Una testimonianza d’eccezione è senza dubbio quella lasciata dal celebre esploratore ed etruscologo George Dennis (1814-1898) nella sua opera più nota “The Cities and Cemeteries of Etruria” (Londra, 1848, cap. XXIV). Passando da Valentano, provenendo da Ischia di Castro, si soffermò infatti proprio sul piazzale posto a nord, al di fuori della Porta di San Martino, godendo dello spettacolo sottostante e, soprattutto, verso il Lago di Bolsena con le sue Isole Martana e Bisentina.


Lago di Mezzano Partendo da Valentano e percorrendo SP 118 “Lago di Mezzano”, si scende dal paese verso “la piana” di Valentano, cioè la Caldera di Latera. Percorrendo questa strada, immersa nel verde dei campi e della vegetazione locale si arriva fino al piccolo Lago di Mezzano, di origine vulcanica e immerso in un paesaggio naturale ancora incontaminato. Il sito è di grande importanza non solo naturalistica ma anche storica per il vasto insediamento sommerso di età preistorica i cui reperti sono esposti presso il Museo.


Verso il Lago di Bolsena...

[Strada Capodimontana - fraz. Felceti] Dalla frazione Felceti, a sinistra di Piazzale dello Stadio oltre il campo sportivo, prende avvio un percorso, noto come “capodimontana�, che giunge fino al Lago di Bolsena. Un gradevole itinerario, di circa 10 km, percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, attraverso i paesaggi naturali tipici della Tuscia viterbese.


Guida realizzata con un contributo della Regione Lazio, L.R. 42/1997 - piano annuale 2019

Hanno contribuito alla scelta dei luoghi e alla redazione dei testi: L. E. Borchio, V. Marucci, C. Santi ed A. Tizi, operatori volontari del Servizio Civile Universale nel progetto “ Scopriamo Valentano�, anno 2020.


Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese Piazza della Vittoria, 11 - 01018 - Valentano VT - Tel. +39 0761.420018 museo.valentano@alice.it - museopreistoria@simulabo.it


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