FABIANO
GRUPPO
EDITORIALE
L’INVEC CH DELL’A IAMENTO PP DELLA ARATO VISION E NICOLA
Nicola Pescosolido L'INVECCHIAMENTO DELL'APPARATO DELLA VISIONE
Nicola Pescosolido, Mariasilvia Evangelista DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL'ETÀ
400 pagine - Euro 230
500 pagine - Euro 230
OLIDO
PESCOS
>> Studio della sicurezza, della prevedibilità e dell’efficacia della LASIK con laser a femtosecondi >> Cheratotomie arcuate eseguite con laser a
femtosecondi Intralase >> Valutazione dell’affidabilità e sicurezza di una tecnica chirurgica di rimozione di lenti intraoculari in 18 pazienti affetta da cataratta secondaria >> Miopia elevata, chirurgia della cataratta e
ipovisione. Quando operare e come operare? >> Edema maculare diabetico: case report
Lucio Bura tto Mario R. Romano
Com pl ic an ze chirurgia in della cata ratta
Lucio Buratto, Nicola Hauranieh IOL FACHICHE FABIANO
120 pagine - Euro 60 GRUPPO EDITORIA
LE
Lucio Buratto, Mario R. Romano COMPLICANZE IN CHIRURGIA DELLA CATARATTA 140 pagine - Euro 120
t & 1&3 -" 3*"#*-*5";*0/& 7*4*7" 1045 */5&37&/50 t 1&3 -" 13&7*4*0/& 0((&55*7" %&- 3*46-5"50
www.bausch.it
www.csoitalia.it COSTRUZIONE STRUMENTI OFTALMICI
t 6/" $0.1-&5" %*"(/04* &-&5530'6/;*0/"-&
Vieni a scoprire le novità sul sito BAUSCH+LOMB
NUOVO
Vi presentiamo il nuovo sito Bausch+Lomb: Informazioni sui Prodotti, Approfondimenti, Strumenti utili all’attività dei professionisti e tanto altro Contenuti ad accesso libero con notizie di carattere generale sull’azienda
Glaucoma PERG Hemifield Test Diagnosi precoce del Glaucoma. Database normativo correlato all’età per i test ERG, PERG, VEP, EOG. Vision Trainer Riabilitazione visiva Biofeedback RETIMAX BASIC, ADVANCED E ADVANCED PLUS
Contenuti ad accesso riservato per i nostri professioni del settore previa registrazione a DocCheck
Vai su www.bausch.it e scopri tutto il mondo Bausch+Lomb
COSTRUZIONE STRUMENTI OF TALMICI
EuVision
ISSN - 1973 – 9400 Registrazione al tribunale di Asti n. 8 del 01/09/2004
Rivista Scientifica di Oftalmologia Peer-reviewed Journal of Ophthalmology N. 1/13 - XI ANNO
PATROCINATA DA Società Oftalmologica Italiana (SOI) Associazione Dirigenti Medici Oculisti Italiani (ADMOI) Accademia Italiana di Oftalmologia Legale (AIOL) European Contact Lens Society of Ophthalmologists (ECLS) Società Italiana Biomateriali e Dispositivi Oftalmici (SIBDO) Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare (SICSSO) Società Italiana di Contattologia Medica (SICoM) Società Italiana del Glaucoma (SIGLA) Società Italiana di Oftalmologia Geriatrica (SIOG) Società Italiana di Oftalmologia e Sport (SIOS) Società Italiana di Ottica Fisiopatologica (SIOF) Società Italiana di Semeiotica Oftalmica (SISO) Società Italiana Trapianto di Cornea (SITRAC)
NICOLA
PESCOSOLIDO
L’INVECCH IAMENTO DELL’APPA RATO DELLA VISIONE FABIANO
GRUPPO
EDITORIALE
Nicola Pescosolido L'INVECCHIAMENTO DELL'APPARATO DELLA VISIONE
Nicola Pescosolido, Mariasilvia Evangelista DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL'ETÀ
400 pagine - Euro 230
500 pagine - Euro 230
ORGANO UFFICIALE ACCADEMIA ITALIANA DI OFTALMOLOGIA LEGALE – AIOL ASSOCIAZIONE DIRIGENTI MEDICI OCULISTI ITALIANI – ADMOI SOCIETÀ ITALIANA BIOMATERIALI E DISPOSITIVI OFTALMICI – SIBDO SOCIETÀ ITALIANA DEL GLAUCOMA – SIGLA SOCIETÀ ITALIANA DI CONTATTOLOGIA MEDICA – SICoM SOCIETÀ ITALIANA DI OFTALMOLOGIA GERIATRICA – SIOG SOCIETA ITALIANA DI OFTALMOLOGIA E SPORT – SIOS SOCIETÀ ITALIANA DI OTTICA FISIOPATOLOGICA – SIOF SOCIETÀ ITALIANA DI SEMEIOTICA OFTALMICA – SISO
DIRETTORE EDITORIALE Pasquale Troiano DIRETTORE RESPONSABILE Ferdinando Fabiano COMITATO SCIENTIFICO Pasquale Aragona (Messina) Dario Aureggi (Como) Francesco Bandello (Milano) Costantino Bianchi (Milano) Mario Bifani (Napoli) Emanuela Bonci (Roma) Massimo Camellin (Rovigo) Fulvio Carraro (Empoli) Eliseo De Gioia (Torino) Riccardo Frosini (Firenze) Giovanni B. Frongia (Ancona) Severo Fruscella (Roma) Pier Enrico Gallenga (Chieti) Viardo Goffi (San Benedetto del Tronto, AP) Filippo Incarbone (Como) Paolo Limoli (Milano) Alberto Manganotti (Verona) Lorenzo Mannucci (Padova) Umberto Merlin (Rovigo) Antonio Mocellin (Lecce) Alberto Montericcio (Trapani) Marco Nardi (Pisa) Giuseppe Nuzzi (Parma) Stefano Palma (Roma) Giuseppe Perone (Como) Bruno Piccoli (Roma) Antonino Pioppo (Palermo) Matteo Piovella (Monza) Antonello Rapisarda (Catania) Roberto Ratiglia (Milano) Vittorio Roncagli (Ravenna) Vincenzo Sarnicola (Grosseto) Carlo Sborgia (Bari) Giorgio Tassinari (Bologna) Agatino Vinciguerra (Trieste) Vincenzo Vingolo (Roma) Lucio Zeppa (Benevento) SEGRETERIA DI REDAZIONE Pierpaola Eraldi
2
Glaucomatous optic neuropathy complicated by pituitary adenoma: case report Gianfranco Pesce, Giuseppe Vella, Angela Patrizia Garribba, Francesco Montrone
8
Salvare anni di vista: l’importanza dello screening per la retinopatia diabetica Nicola Pescosolido, Federica Pranno, Giuseppe Buomprisco, Stefano Fazio
18
Impianto di IOL torica in paziente precedentemente sottoposta a PRK miopica Michele Lanza, Michela Cennamo, Stefania Iaccarino, Maria Elena Capasso, Gianluca Scarfato, Carlo Irregolare, Filippo Ranni, Giovanni Coen
22
Confronto terapeutico tra l’utilizzo di Fluorometolone 0.1% collirio vs Fluorometolone 0.1% collirio in associazione con Tetrizolina + Feniramina collirio nella cura della congiuntivite allergica: case report Luigi Mele, Tiziana Boccia, Emanuela Bonci, Mario Bifani
26
REDAZIONE Fabiano Gruppo Editoriale Reg. S. Giovanni 40 - 14053 Canelli (AT)
Valutazione dell’efficacia a lungo termine della pneumotrabeculoplastica (PNT) Maurizio Lo Piano, Antonino Rizzotti, Bruno Siracusano, Federica Pranno, Letterio La Spada
STAMPA Fabiano Gruppo Editoriale - FGE srl
30
Sezione
FGE srl − Reg. S. Giovanni 40 − 14053 Canelli (AT) − Tel. 0141 1768908 – Fax 0141 1768900 e-mail: editore@fgeditore.it − www.fgeditore.it
Glaucomatous optic neuropathy complicated by pituitary adenoma: case report Gianfrancesco Pesce, Francesco Montrone ASL Bari - Di Venere Hospital – Ophthalmology Department Giuseppe Vella, Angela Patrizia Garribba ASL Bari - Di Venere Hospital – Radiology Department
Glaucomatous optic neuropathy complicated by pituitary adenoma: case report Sottoposto alla redazione il 19 Ottobre 2012 Accettato per la pubblicazione il 12 Novembre 2012
2
EuVision
ABSTRACT Purpose: The Authors report on a case of Glaucomatous optic neuropathy complicated by pituitary adenoma Methods: Caucasian 54 year old male patient. At the age of 2 divergent strabismus in both eyes and amblyopia in left eye was present; surgical correction for strabismus of both eyes at the age of 7. Since 2000 primary open angle glaucoma in both eyes treated with medical therapy (initially with beta blockers, and later adding carbonic anhydrase inhibitors): mean intraocular pressure of 16 mmHg. Visual fi eld defects typical of glaucomatous optic neuropathy were present and stable over time. The patient underwent surgical removal of cataract in 2007 and 2009 in each respective eye. Results: During 2009 very fast deterioration of the visual field in both eyes (OD>OS) with well-controlled intra ocular pressure (IOP) with medication. No neurological symptoms associated. Magnetic resonance imaging (MRI) of the brain showed a macro pituitary adenoma compressing the optic chiasm. In 2010 the patient underwent surgical removal of the adenoma. Conclusions: After removal of the pituitary adenoma and decompression of the optic nerve, the visual fields over the past two years have remained stable with the same defects greater in the right eye than in the left eye. However, the visual quality continues to
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
RIASSUNTO Obiettivi e Metodi: Gli Autori riportano un caso di otticopatia glaucomatosa complicate dall’insorgenza di un adenoma ipofisario. Paziente di origina caucasica, di anni 54. All’età di 2 anni comparsa di strabismo divergente in entrambi gli occhi ed ambliopia in occhio sinistro. All’età di 7 anni intervento chirurgico per correzione dello strabismo in entrambi gli occhi. Dal 2000 comparsa di glaucoma ad angolo aperto in entrambi gli occhi trattato inizialmente con beta bloccanti e successivamente con l’aggiunta di inibitori dell’anidrasi carbonica. La pressione media intraoculare era di 16 mmHg in entrambi gli occhi. Erano presenti difetti tipici del campo visivo peraltro stabili nel tempo. Il paziente è stato sottoposto ad intervento per cataratta in entrambi gli occhi nel 2007 e 2009. Risultati e Conclusioni: Durante il 2009 si manifesta un rapido deterioramento del campo visivo in entrambi gli occhi (OD>OS) con un efficace controllo della pressione intraoculare con terapia medica. Non erano presenti segni neurologici. La risonanza magnetica nucleare dell’encefalo ha svelato la presenza di un macroadenoma ipofisario che comprimeva il chiasma. Nel 2010 il paziente è stato sottoposto ad intervento chirurgico per asportazione dell’adenoma. Dopo aver asportato l’adenoma ed aver decompresso il chiasma, il campo visivo nei successivi 2 anni è rimasto stabile con i medesimi difetti (OD>OS). Tuttavia la qualità della visione è ulteriormente peggiorata
deteriorate possibly due to surgical intrasellar herniation of the optic nerve. KEYWORDS Glaucoma, optic neuropathy, pituitary adenoma, neurophtalmology
INTRODUCTION The pituitary adenoma is a type of cancer that occurs in the pituitary gland, which represents about 15% of intracranial tumors. Often is not diagnosed and small pituitary tumors have an estimated prevalence of 16.7%. The pituitary gland is a gland located at the base of the skull and is connected with the hypothalamus and ensures the link between the activities of the brain and the endocrine system to produce hormones. The pituitary gland is regulated by hormones produced by the hypothalamus and in turn produces hormones that go to influence the activity of other glands such as the thyroid, adrenal glands and gonads (ovaries and testes). The pituitary adenomas are classified according to size , in microadenomas (diameter less than 10 mm) and macroadenomas (diameter equal to or greater than 10 mm) and according to the type of hormone produced in adenomas that produce prolactin, adenomas that produce hormone growth, adenomas that do not produce any hormone. Finally, the rarest produce corticotropin or ACTH, TSH or thyrotropin and gonadotropins. Most microadenomas that produce prolactin remain small in size, the other adenomas show a slow growth over the years. The pituitary tumors may give rise to symptoms caused by the presence of a mass in the skull that occupies space and specific symptoms caused by excessive production of pituitary hormone. The most common symptoms are headache and ocular compression of the optic pathway, with a reduction of the visual field. Only in the presence of very large adenomas may appear vomiting, bulimia, drowsiness, disorientation and insipid diabetes. The adenomas can also cause nausea, fatigue, depression,
probabilmente per l’erniazione intrasellare del nervo ottico. PAROLE CHIAVE Glaucoma, neuropatia ottica, adenoma ipofisario, neuroftalmologia
unexplained loss or weight gain, absence of menstruation and erection problems. This type of cancer occurs mainly in adulthood and advanced. Adenomas that produce hormones determine clinical characteristics. One of the hormones produced by the pituitary tumors most often is prolactin: the high levels typical of prolactinoma cause blockage of the menstrual cycle in women who have not yet reached menopause and can also cause an abnormal production of breast milk (galactorrhea). Man impotence and loss of sexual interest may be the first symptoms of prolactinoma. If the pituitary tumor chan-
Figure 1. Visual field right eye before surgery
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
3
Figure 2. Visual field right eye before surgery
Figure 3. Visual field right eye before surgery
Figure 4. RMI before surgery
4
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
ges the levels of growth hormone can cause gigantism in children and in adults can lead to acromegaly. The pituitary tumor that causes an increased production of ACTH or corticotropin, is manifested by symptoms such as weight gain and body hair, swelling of the face, depressed or moody, high levels of blood sugar and blood pressure. Finally, the pituitary tumor that increases the levels of TSH or thyrotropin presents with symptoms such as tremors, rapid heartbeat, weight loss, increased appetite, difficulty sleeping and anxiety, as determined by the increased production of hormones thyroid. For diagnosis are evaluated hormone levels in the blood and urine. Very important are the computed tomography (CT) or the magnetic resonance imaging (MRI) that allow you to identify even small lesions (less than 2 mm in diameter). Ophthalmologic examination and field for the visual assessment of optic nerve compression. The treatment of pituitary adenomas may be surgery, radiotherapy and medical. In many cases of pituitary tumor surgery remains the treatment of choice. The therapeutic success, namely the removal complete the adenoma, keeping intact the normal pituitary function is achieved in 70-90% of cases of macroadenoma and in 25-40% of cases of microadenoma. METHODS We have observed a patient, caucasian, 54 year old, male. At the age of 2 divergent strabismus in both eyes and amblyopia in left eye was present; surgical correction for strabismus of both eyes at the age of 7. Since 2000 primary open angle glaucoma in both eyes treated with medical therapy (initially with beta blockers, and later adding carbonic anhydrase inhibitors): mean intraocular pressure of 16 mmHg (GAT: Goldmann Applanation Tonometer) with medication. Visual field defects typical of glaucomatous optic neuropathy were present and stable over time (Humphrey 30-2) (Figures 1-2-35-6-7).The patient underwent surgical removal of cataract in 2007 and 2009 in each respective eye (phacoemulsification and intraocular lens). Refraction were in right eye
Figure 5. Visual field left eye before surgery
Figure 6. Visual field left eye before surgery
Figure 7. Visual field left eye before surgery
cyl. + 1.50 ax 95° (visual acuity 0.3) and in left eye sph. + 1.25 cyl. – 2.75 ax 10° tabo (visual acuity 1.0). Optic disc normal in shape and size with emphasis on physiological excavation especially in the upper pale. Macula, peripheral retina and vitreous normal.
Figure 8. Visual field right eye after surgery
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
5
Figure 9. RMI after surgery
Figure 9. Visual field left eye after surgery
RESULTS AND CONCLUSIONS During 2009 very fast deterioration of the visual field in both eyes (right eye>left eye) with well-controlled intra ocular pressure (IOP) with medication. No neurological symptoms associated. RMI of brain, orbits and pituitary gland (Figure 4) showed
expansive oval mass (30x32 mm), cistic margins, solid content with tiny areas and irregular colliquative enhancement. cavernous carotids lateralized, optic chiasm compressed and displaced without cleavage planes. After removal of the pituitary adenoma and decompression of the optic nerve, the visual fields over the past two years have remained stable with the same defects greater in the right eye than in the left eye (Figures 8-9).RMI control (2012) (Figure 10) showed complete absence of residual masses of the adenoma. However, the visual quality continues to deteriorate possibly due to surgical intrasellar herniation of the optic nerve.
REFERENCES 1. 2. 3. 4.
EZZAT S, ET AL. The prevalence of pituitary adenomas: a systemic review. Cancer 101(3):613–9 ASA SL ET AL. Practical pituitary pathology: what does the pathologist need to know? Arch. Pathol. Lab. Med. 132(8):1231–40 QU Y, ET AL. Glaucoma like optic neuropathy in patients with intracranial tumors. Acta Ophthalmol. 2011 Aug;89(5) SUH YW, ET AL. Chiasm compressing rhabdomyosarcoma in a patient presumed to have juvenile-onset open angle glaucoma. Clin Experiment Ophthalmol. 2011 Mar;39(2) 5. LESIEWSKA-JUNK H, ET AL. Glaucoma in patient with pituitary tumor – case report. Klin Oczna. 2009;111(10-12) 6. DRUMMOND SR, ET AL. Chiasmal compression misdiagnosed as normal-tension glaucoma: can we avoid the pitfalls?. Int Ophthalmol. 2010 Apr;30(2):215-9 7. VENTURA LM, ET AL. Reversible dysfunction of retinal ganglion cells in non-secreting pituitary tumors. Doc Ophthalmol. 2009 Apr;118(2):155-62 8. EL FEKIH L, ET AL. Hypophysial macroadenoma revealed by clinical symptoms simulating chronic glaucoma. J Fr Ophtalmol. 2008 Mar;31(3):303-6 9. BICCAS NETO L, ET AL. Intracranial tumors in patients referred for optical coherence tomography examination as glaucoma suspets: case report. Arq Bras Oftalmol. 2009 Sep-Oct;72(5):701-5 10. CHOUDHARI NS, ET AL. Cupped disc with normal intraocular pressure: the long road to avoid misdiagnosis. Indian J Ophthalmol. 2011 Nov-Dec;59(6):491-7
6
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
NO
ED
VI
TÀ IA LE
IT
OR
350 pagine
Euro 120
L. Mastropasqua E.M. Vingolo S.N. Markowitz M.L. Jackson
HANDBOOK OF MICROPERIMETRY IN VISUAL REHABILITATION FGE Ed
CEDOLA DI COMMISSIONE LIBRARIA
itore
0,00
LE ITORIA
UPPO ED
NO GR
FABIA
Reg. S. Giovanni 40 - 14053 Canelli (AT) - Tel. 0141 1768908 - Fax 0141 1768900 - e-mail: info@fgeditore.it - www.fgeditore.it DESIDERO SOTTOSCRIVERE L’ACQUISTO DEL VOLUME: Handbook of Microperimetry in Visual Rehabilitation
COPIE
PREZZO UNITARIO € 120,00
IMPORTO
€ 7,00 € 5,00
Contributo spese postali contrassegno Contributo spese postali pagamento anticipato
TOTALE Pagherò in contrassegno direttamente al postino al ricevimento del volume (contributo spese postali Euro 7,00) ANTICIPATO (contributo spese postali Euro 5,00) Allego assegno bancario anticipato non trasferibile intestato alla FGE S.r.l. Allego copia dell’avvenuto pagamento con bonifico bancario intestato alla FGE S.r.l. (Cassa di Risparmio di Asti Ag. Canelli - IBAN: IT57 Q060 8547 3000 0000 0030 016) Con carta di credito
N°
scad.
Titolare della carta
data di nascita Specificare cortesemente la categoria di interesse
Azienda/Cognome
Studente Nome
Cap
Città
Prov
Tel.
P.IVA o Cod. Fisc.
Oculista
Ortottista
AREA di INTERESSE
Indirizzo
CVV
Fax
Cataratta-IOL Glaucoma Ottica-Refrazione Chir. plastica oculo palpebrale Ipovisione Retina
Medicina Legale Ricerca Chir. refrattiva Oftalm. generale
Oftalm. legale Trapianto di cornea Cornea Oftalm. pediatrica
Strabismo Contattologia medica
Vitreo retina
INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI I dati comunicati in questa sede verranno trattati in conformità alle modalità previste dal Dlgs 196/2003 con le seguenti finalità: fornitura dei servizi e elaborazione delle risposte richieste; invio di comunicazioni e proposte commerciali da parte di FGE S.r.l. riguardanti nuovi prodotti e servizi offerti direttamente o da propri partner commerciali; elaborazione di statistiche; invio di altre pubblicazioni di settore. I dati non saranno comunicati a terze parti, senza specifica autorizzazione. Titolare del trattamento è FGE S.r.l, Reg. San Giovanni 40, 14053 Canelli (AT), e-mail: info@fgeditore.it. Incaricati del trattamento saranno i membri della direzione e amministrazione, dell’ufficio commerciale, dell’ufficio marketing e dell’ufficio relazioni pubbliche. Potrà richiedere verifica, modifica, cancellazione dei suoi dati dai nostri archivi o l’elenco aggiornato dei responsabili del trattamento contattando la segreteria FGE S.r.l., ai recapiti indicati in questa informativa. RICHIESTA DI CONSENSO Secondo i termini indicati nell’informativa sopra riportata, La preghiamo di esprimere il Suo consenso al trattamento dei Suoi dati personali, ricordandoLe che in mancanza di consenso non sarà possibile erogare nessuno dei servizi richiesti. ❑ acconsento al trattamento dei miei dati personali ❑ non acconsento al trattamento dei miei dati personali Data Firma
Salvare anni di vista: l’importanza dello screening per la retinopatia diabetica Nicola Pescosolido Università di Roma “Sapienza” - I Facoltà di Medicina e Odontoiatria Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche e Geriatriche Federica Pranno, Giuseppe Buomprisco, Stefano Fazio Università di Roma “Sapienza” - Facoltà di Medicina e Odontoiatria Dipartimento Organi di Senso
8
Salvare anni di vista: l’importanza dello screening per la retinopatia diabetica
ABSTRACT Diabetic retinopathy (DR) is the most important ocular complication of diabetes mellitus and it represents the main cause of legal blindness among people on working age in industrialized countries. Epidemiological data suggest that 4% of the Italian population is suffering from type 2 diabetes and that this percentage is likely to increase in the coming years. The subjective symptoms (decreased visual acuity) may be poor or sometimes absent even in presence of severe retinal lesions: it is estimated that one third to one half of cases of diabetic retinopathy in patients with type 2 diabetes already present not yet diagnosed as asymptomatic. For these reasons there is a need to undertake effective screening programs, with tools proven to be effective on large numbers, that are easy to perform, reliable and low cost, to enable early detection of DR and compliance with the guidelines (LG) national and international.
Sottoposto alla redazione il 10 Dicembre 2012 Accettato per la pubblicazione il 6 Febbraio 2012
KEY WORDS Diabetic retinopathy, diabetes mellitus, screening, guidelines.
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
RIASSUNTO La retinopatia diabetica (RD) è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e costituisce la principale causa di cecità legale tra i soggetti in età lavorativa nei Paesi industrializzati. Dati epidemiologici suggeriscono che il 4% della popolazione italiana è affetta da diabete di tipo 2 e che questa percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni. La sintomatologia soggettiva (calo del visus) può essere scarsa o talora assente anche in presenza di gravi lesioni retiniche: si stima che da un terzo a metà dei casi di RD nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 già insorto non sia ancora diagnosticato in quanto asintomatico. Per tali ragioni emerge la necessità di intraprendere efficaci programmi di screening, con strumenti di dimostrata efficacia su grandi numeri, che siano di facile esecuzione, affidabili e a basso costo, rendendo possibile la diagnosi precoce della RD e il rispetto delle linee guida (LG) nazionali e internazionali.
PAROLE CHIAVE Retinopatia diabetica, diabete mellito, screening, linee guida.
INTRODUZIONE Il diabete è una sindrome costituita da malattie metaboliche che hanno come fattore comune l’iperglicemia. L’attuale classificazione di questa patologia include il diabete mellito di tipo 1, dovuto a una distruzione delle cellule beta pancreatiche deputate alla produzione di insulina, e quello di tipo 2, caratterizzato dall’insufficiente produzione di insulina e/o da un difetto di azione della stessa sui tessuti bersaglio1. Il diabete è causa di complicanze croniche invalidanti che coinvolgono principalmente l’occhio, il rene, il sistema nervoso periferico e il sistema cardiocircolatorio. La retinopatia diabetica (RD) è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e costituisce, nei paesi industrializzati, la principale causa di cecità legale tra i soggetti in età lavorativa3,4,5,6,7. Dati epidemiologici suggeriscono che almeno il 30% della popolazione diabetica sia affetto da RD e che annualmente l’1% viene colpito dalle forme gravi della stessa8. La prevalenza del diabete in Italia è stimata intorno al 3-4% della popolazione ed aumenta con l’età (circa un caso su 10 è affetto da diabete di tipo 1). Le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevedono il raddoppio dei casi di diabete in Europa entro il 2025, a causa dell’aumento dei fattori di rischio quali l’invecchiamento della popolazione, la sedentarietà e le scorrette abitudini alimentari2 (Figura 1).
CLASSIFICAZIONE DELLA RD La RD viene distinta in due forme: la retinopatia diabetica non proliferante (RDNP) e la retinopatia diabetica proliferante (RDP). Tale classifi cazione ha una base anatomopatologica: mentre nella RDNP le lesioni sono contenute nell’ambito del tessuto retinico, nella RDP esse invadono il corpo vitreo. La retinopatia non proliferante viene distinta in tre stadi di crescente gravità: lieve, moderata ed avanzata (o grave o preproliferante) sulla base della presenza e numerosità delle lesioni. La forma lieve è caratterizzata dalla presenza di rari microaneurismi (ectasie sacculari della parete dei capillari) ed emorragie intraretiniche (puntiformi e a fi amma); l’incremento di tali lesioni, associato alla comparsa di essudati duri, defi nisce il quadro di modesta gravità; lo stadio non proliferante avanzato è caratterizzato, infi ne, dalla coesistenza di numerosi microaneurismi, noduli cotonosi, emorragie retiniche profonde, anomalie del calibro venoso ed IRMA (anomalie micro vascolari intraretinche) (Figura 2). Tali segni oftalmoscopici sono espressione indiretta di fenomeni di danno anatomo-funzionale della parete vasale e di fenomeni di occlusione dei capillari retinici, con conseguente ridotta perfusione di aree retiniche più o meno estese (aree ischemiche). Tali aree di ipoperfusione causano il rilascio di sostanze angiogeniche,
Vantaggi
Svantaggi
OFTALMOSCOPIA
- Poco costosa
- Operatore dipendente
(diretta e/o indiretta)
- Strumento facilmente trasportabile
- Non consente l’archiviazione di dati oggettivi
BIOMICROSCOPIA
- Analisi più accurata
- Operatore dipendente
del polo posteriore
- Non consente l’archiviazione di dati oggettivi - Difficoltà per il trasferimento dell’apparecchiatura
FOTOGRAFIA
- Buona qualità dell’immagine
(a colori o in B/N)
- Documentazione archiviabile - Possibilità di eseguire la fotografia senza dilatazione pupillare farmacologica - Poco costosa
Tabella 1. Vantaggi e svantaggi delle metodiche
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
9
Pazienti con diabete tipo 1 1. Alla diagnosi, per fini educativi/dimostrativi. 2. Dopo 5 anni dalla diagnosi o alla pubertà: a. in assenza di retinopatia, almeno ogni 2 anni; b. in presenza di retinopatia non proliferante lieve o moderata, ogni 6 mesi; c. in presenza di retinopatia più avanzata, a giudizio dell’oculista.
Pazienti con diabete tipo 2 1. Alla diagnosi, perché è già possibile riscontrare retinopatia a rischio: a. in assenza di retinopatia, almeno ogni 2 anni; b. in presenza di retinopatia non proliferante lieve o moderata, ogni 6 mesi; c. in presenza di retinopatia più avanzata, a giudizio dell’oculista.
In gravidanza 1. In fase di programmazione, se possibile. 2. Alla conferma della gravidanza: a. in assenza di lesioni, almeno ogni 3 mesi fino al parto b. in presenza di retinopatia di qualsiasi gravità, a giudizio dell’oculista
Eseguire lo screening o ripeterlo più frequentemente in caso di: 1. Ricoveri ospedalieri di pazienti diabetici, per qualsiasi patologia intercorrente di interesse medico o chirurgico 2. Insufficienza renale cronica 3. Pazienti operati recentemente di cataratta Tabella 2. Periodicità dello screening
Figura 1. Stima di crescita nel mondo dei diabetici entro il 2025 secondo la World Health Organisation
10
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
quali il Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF), l’eritropoietina, TGF-α, TGF-β, TNF-α, responsabili della comparsa di proliferazioni fibrovascolari retiniche27. La retinopatia proliferante è caratterizzata dallo sviluppo di capillari neoformati (neovasi o neovascolarizzazioni), che rappresentano un tentativo di supplire alla ridotta perfusione retinica. I neovasi, rispetto ai capillari retinici, presentano una parete costituita da solo endotelio e, pertanto, sono molto fragili e sanguinano facilmente, causando emorragie pre-retiniche ed endovitreali. Le neovascolarizzazioni possono essere localizzate sulla retina e/o sulla papilla ottica e si accompagnano ad un’impalcatura fibrosa che prende inserzione sul piano retinico ed all’interno della cavità vitreale. La contrazione di tale tessuto può essere causa di distacco retinico secondario (Figura 3). Viene definita retinopatia proliferante ad alto rischio, la forma in cui le neovascolarizzazioni hanno grandi dimensioni (>1/3 dell’area papillare) o sono associate a fenomeni di sanguinamento preretinico. Un’ulteriore temibile conseguenza della ridotta perfusione del tessuto retinico è lo sviluppo di neovasi a livello del segmento anteriore dell’occhio (iride ed angolo della camera anteriore), con conseguente comparsa del glaucoma neovascolare. Sia la retinopatia non proliferante che la retinopatia proliferante possono essere complicate da un danno della parte centrale della retina, la macula, di tipo edematoso e/o ischemico a cui consegue una grave compromissione delle funzioni visive, in particolare dell’acuità visiva e della percezione dei colori. Sulla base delle caratteristiche cliniche è stato identificato un quadro a maggior rischio di danno visivo, definito edema maculare clinicamente significativo, caratterizzato da: • ispessimento della retina entro 500 µm dal centro della macula; • essudati duri localizzati entro 500 µm dal centro della macula, associati ad ispessimento della retina;
SINTOMI E SEGNI x
DIAGNOSI PRESUNTIVA
AZIONE
Assenza di disturbi visivi
x
Nessuna lesione
x
Assenza di disturbi visivi
x
Emorragie isolate e/o microaneurismi e/o essudati duri isolati a più di 1/3 di diametro papillare dalla macula
x
Noduli cotonosi isolati
x
Assenza o presenza di disturbi visivi
Assenza di retinopatia
Rivedere in sede di Screening a 12/24 mesi
Retinopatia non proliferante lieve o moderata
Rivedere in sede di Screening a 6/12 mesi
x
Retinopatia non proliferante lieve o Essudati duri a placca a livello moderata con edema dell’emiretina temporale maculare non clinicamente Segni di pregressa fotocoagulazione laser significativo
x
Assenza o presenza di disturbi visivi
x
Irregolarità venose
x
Emorragie multiple e/o
x
Noduli cotonosi multipli e/o
x
IRMA
x
Riduzione dell’acuità visiva che non migliora con foro stenopeico
x
Approfondire entro 6 mesi in ambiente specialistico
Approfondire entro 3 retinopatia non proliferante mesi in ambiente grave specialistico
Edema maculare clinicamente significativo o maculopatia ischemica
Approfondire con urgenza in ambiente specialistico
x
Emorragie e/o essudati duri entro 1/3 di diametro papillare dalla macula
x
Neovasi della papilla ottica e/o della retina Emorragie preretiniche
Retinopatia proliferante
Approfondire con urgenza in ambiente specialistico
x
Neovasi di grandi dimensioni (> di 1/3 di diametro papillare) e/o neovasi associati ad emorragie preretiniche
Retinopatia proliferante ad alto rischio
Approfondire con urgenza in ambiente specialistico
x
Tessuto fibrovascolare retino/vitreale o papillo/vitreale Distacco di retina Rubeosi iridea
Oftalmopatia diabetica avanzata
Approfondire con urgenza in ambiente specialistico
x
x x
Tabella 3. Screening della retinopatia diabetica (RD): classificazione delle lesioni e urgenza della consulenza oculistica
• aree di ispessimento retinico ampie almeno 1 diametro papillare a distanza pari o inferiore ad un diametro papillare dal centro della macula. L’IMPORTANZA DELLO SCREENING La mancanza di riduzione della capacità visiva non è indice di assenza di microangiopatia retinica diabetica, giacché la sintomatologia soggettiva può non essere
presente anche negli stadi avanzati della retinopatia non proliferante o proliferante, se non vi è coinvolgimento maculare. I sintomi ad essa correlati spesso compaiono tardivamente, quando le lesioni sono già avanzate, e ciò sovente limita l’effi cacia della terapia. Quest’ultima è strettamente correlata alla tempestività della applicazione dell’intervento terapeutico. La cecità da retinopatia diabetica potrebbe
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
11
Figura 2. Retinopatia diabetica non proliferante
Figura 3. Retinopatia diabetica proliferante (RDP)
Figura 4. Andamento della prevalenza del diabete in Italia (2001-2011)
12
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
essere evitata in più della metà dei casi se venisse attuata una corretta informazione dei pazienti e forme adeguate di educazione sanitaria, fondamentali per il successo di qualsiasi politica di prevenzione del danno visivo nel diabete. Per screening si intende una procedura diagnostica semplice, applicata ad un’intera popolazione a rischio, con lo scopo di individuare le lesioni che possono identifi care, previo approfondimento diagnostico, i quadri clinici da sottoporre ad idonea terapia. Lo screening non rappresenta perciò un iter diagnostico completo, ma una metodica per individuare i pazienti che necessitano di ulteriori indagini. Lo screening delle complicanze oculari, con tecniche di dimostrata efficacia e impiegate da personale addestrato, consente di individuare precocemente la retinopatia diabetica ad alto rischio (RD proliferante ed edema maculare) nonché la retinopatia non proliferante avanzata che se non trattata tempestivamente evolve nella forma proliferante nel 40% dei casi entro 12 mesi. Nei paesi in cui tali programmi sono già stati applicati, è stata ottenuta una sostanziale riduzione della cecità da diabete, accompagnata da importanti risparmi in termini di economia socio-sanitaria. La RD è, infatti, la patologia per la cui prevenzione vi è il miglior rapporto costo-benefi cio; cioè a fronte di un costo ridotto dell’intervento medico vi è un ottimo risultato per quanto attiene alla qualità di vita del paziente. In Italia, dove tali programmi non sono applicati su tutto il territorio nazionale sono ancora molti i diabetici nei quali si riscontrano le complicanze più gravi della retinopatia (emovitreo, distacco di retina, glaucoma neovascolare). Per modifi care questa situazione è indispensabile realizzare programmi di informazione rivolti sia ai pazienti che al personale sanitario coinvolto a vario titolo nella loro assistenza. Per questo motivo l’adozione di efficaci programmi di screening è l’indispensabile premessa per ridurre i casi di gravi compromissioni visive da diabete.
Lo screening della retinopatia diabetica può essere eseguito mediante una o più delle seguenti metodiche23,24,25: 1. oftalmoscopia (diretta e/o indiretta); 2. biomicroscopia con lenti sia a contatto che non; 3. fotografi e a colori o in bianco e nero del fondo oculare21,26. La dilatazione farmacologica della pupilla è indispensabile per le prime due metodiche elencate e in presenza di opacità dei mezzi diottrici. Le linee guida (LG) nazionali e internazionali prevedono un controllo oculistico almeno entro 5 anni dall’insorgenza nel diabete di tipo 1 e un controllo alla diagnosi nel diabete di tipo 2 (25-30% dei pazienti presenta RD già alla diagnosi), con controlli successivi a cadenza annuale e/o biennale. Nel diabete in gravidanza, in caso di RD, i controlli dovrebbero essere effettuati ogni 3 mesi fi no al parto23,24,25. LO SCREENING PER LA RD IN ITALIA La retinopatia rappresenta una sfi da alle capacità diagnostiche, ma soprattutto organizzative del sistema sanitario italiano (SSN). Le dimensioni socio-sanitarie del problema sono rilevanti. La prevalenza del diabete nei paesi industrializzati è stimata attualmente al 3% con una netta tendenza all’incremento tanto che ne è previsto un raddoppio nel corso dei prossimi 15-20 anni. Il diabete è, dunque, una delle patologie più diffuse su scala mondiale, tanto da far parlare l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di una vera e propria epidemia2,22. Se, come risulta dai dati epidemiologici, il 3-5% di tali pazienti è affetto da retinopatia ad alto rischio, 60.000-100.000 cittadini italiani sarebbero a rischio di cecità se non individuati e curati in tempo (Figura 4). Un programma nazionale di screening dovrebbe identifi care tutti i cittadini a rischio e organizzare una procedura che consenta di convocare i pazienti e richiamarli in relazione ai dati clinici riscontrati. Nel nostro Paese non esiste un sistema di registrazio-
Tabella 4. Percorso interdisciplinare RD: la diabetologia
Tabella 5. Percorso interdisciplinare RD: l'oculistica
ne delle patologie croniche e pertanto non sono disponibili dati affi dabili sulla prevalenza della malattia diabetica. La disponibi-
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
13
lità di un sistema informatizzato fornirebbe un necessario supporto ai programmi di screening e conseguente prevenzione delle complicanze del diabete. In base alle risorse disponibili, alla realtà locale ed all’organizzazione sanitaria, lo screening della retinopatia diabetica può essere realizzato con approcci differenti, a seconda delle diverse realtà geografi che, economiche e demografiche del nostro Paese (Figura 5). La responsabilità di coordinare lo screening è dei medici e delle strutture che seguono regolarmente i pazienti diabetici. Cruciale è il ruolo svolto dal medico di famiglia in quanto questi ha il compito di defi nire le modalità di screening per quei pazienti che non vengono seguiti regolarmente in una struttura di diabetologia. Il medico di famiglia, capillarmente ed omogeneamente presente sul territorio nazionale, è attore della gestione e del coordinamento dello screening oftalmologico della popolazione diabetica a lui afferente. Il rapporto diretto e continuativo esistente fra questi e il cittadino può favorire la precoce individuazione delle complicanze secondarie al diabete e portare, nel tempo, ad una netta riduzione degli esiti più gravi come la cecità. Lo screening dovrebbe essere organizzato all’interno dell’ambulatorio di medicina di base, meglio se in forma associazionistica, qualora sia disponibile la professionalità specifi ca, oppure il paziente
Figura 4. Andamento della prevalenza del diabete in Italia (2001-2011)
14
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
dovrebbe essere inviato a consulenza presso una struttura specialistica. Le strutture complesse di diabetologia dovrebbero dotarsi delle procedure e/o strutture necessarie per eseguire lo screening dei pazienti ad essi afferenti e di quelli inviati dai medici di famiglia o dalle Unità Operative ospedaliere di ricovero e cura. In entrambi i casi è indispensabile agire in collaborazione con la struttura oculistica più vicina attrezzata per la diagnosi e la terapia della retinopatia diabetica a rischio, stabilendo adeguati canali di rapida presa in carico dei pazienti identifi cati durante lo screening. Dovrebbe essere, infi ne, incoraggiata la creazione di strutture integrate per lo screening e la terapia della retinopatia diabetica (Centri Retinopatia Diabetica). Qualunque forma di screening venga utilizzata, il risultato dovrebbe essere comunicato al medico di famiglia e al medico diabetologo che hanno in cura il paziente. È fondamentale il coinvolgimento dei pazienti, che devono essere informati sulla necessità di eseguire periodicamente lo screening. Per quanto riguarda la consapevolezza e la proprietà dei dati clinici, ad ogni paziente deve essere rilasciata una scheda che riporti data e risultato dell’ultimo esame di screening insieme alla data dell’appuntamento successivo. L’attuazione di programmi di screening per
la prevenzione delle complicanze della malattia diabetica è funzione attribuita ai servizi specialistici di Diabetologia (Legge 16 marzo 87, n. 115, art.5, comma 3) che, secondo le stime attuali, seguono circa il 50% dei pazienti diabetici italiani. Leggi regionali attuative (ad esempio la Legge Regionale del Piemonte 7/04/00 n°34) assicurano la defi nizione diagnostica ed il trattamento di dette complicanze, creando collegamenti con le altre Unità Operative Specialistiche. L’effi cacia degli interventi sarà ottimale laddove si riesca a realizzare la gestione integrata della patologia diabetica tra servizi specialistici e medico di famiglia. Lo screening della retinopatia diabetica, gestito dal Servizio di Diabetologia direttamente o in consulenza al medico di famiglia, necessita dell’individuazione di spazi, tempi, operatori medici, personale infermieristico e tecnico ben defi niti. Lo screening deve essere proposto a tutti i pazienti diabetici seguiti, dopo averli informati sulle sue finalità anche mediante l’utilizzo di materiale appositamente predisposto. Le Unità Operative Oculistiche di riferimento, opportunamente attrezzate per la diagnostica e la terapia fotocoagulativa e chirurgica della retinopatia diabetica devono programmare percorsi adeguati a garantire l’immediata presa in carico dei pazienti che in fase di screening siano stati segnalati come a rischio di perdita della funzione visiva. COSA DEVE FARE IL PAZIENTE DIABETICO I principali fattori di rischio associati alla comparsa più precoce e ad un’evoluzione più rapida della retinopatia diabetica sono la durata del diabete, lo scompenso glicemico, l’ ipertensione arteriosa e la dislipidemia sia nei pazienti con diabete di tipo 1 che in quelli di tipo 2. Il controllo glicemico è sicuramente il più importante dei fattori di rischio modifi cabili12,13,14,20. È stato chiaramente dimostrato, mediante studi di intervento, che ottimizzare il controllo glicemico ritarda la comparsa e rallenta il peggioramento della retinopa-
tia, sia nei pazienti con diabete tipo 1 che in quelli tipo 2, indipendentemente dal tipo di trattamento ipoglicemizzante seguito. Lo studio clinico multicentrico DCCT (Diabetic Control Complication Trial) effettuato allo scopo di paragonare l’effi cacia di uno strettissimo controllo glicemico contro un suo controllo convenzionale sul tasso di progressione della retinopatia ha dimostrato che il gruppo di pazienti sottoposto a controllo intensivo della glicemia presentava un tasso di progressione ridotto di tre volte rispetto ai pazienti senza retinopatia al momento dell’arruolamento e di due volte rispetto a quelli affetti da RD. È stata anche dimostrata una riduzione del 76% nel rischio di sviluppo di una retinopatia significativa, del 54% nella progressione della retinopatia diabetica, del 47% nello sviluppo di una severa NPDR o PDR e una riduzione del 56% nella necessità di intervento laser9,10. Compito del paziente diabetico è, dunque, quello di cercare di mantenere dei livelli glicemici il più possibile vicini a quelli considerati normali (non superiori a 110 mg/dl a digiuno e 160 mg/dl durante il resto del giorno) ed un’emoglobina glicosilata non superiore a 7%. Anche il controllo intensifi cato dell’ipertensione arteriosa permette di ritardare l’insorgenza e rallentare l’evoluzione della retinopatia11,15. È stato osservato che la pressione diastolica è associata in modo signifi cativo con la severità della RD nei pazienti affetti da DM di tipo1 e che la pressione sistolica è associata in modo significativo alla RD nel Tipo 2. Uno stretto controllo della pressione (144/82 mmHg) consente una riduzione del 34% del rischio di peggiorare la RD e consente una riduzione del 47% del rischio di peggiorare l’acuità visiva di 3 o più linee ETDRS (WESDR III, Arch Ophthalmol 1984). I valori pressori devono essere mantenuti entro i valori di 130/85 mmHg, e comunque non superiori a 145/85 mmHg, se necessario assumendo i farmaci idonei16,17. La nefropatia diabetica è stata associata in modo signifi cativo alla severità della RD e all’edema maculare. Nei pazienti affetti da diabete da più di 10 anni la frequenza di RD
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
15
è tre volte maggiore nei pazienti con proteinuria. Inoltre, la maggioranza dei pazienti con nefropatia terminale in trattamento dialitico presenta una retinopatia proliferante. Il trattamento della nefropatia si associa a un miglioramento della retinopatia e a una migliore risposta alla fotocoagulazione laser (Jain IS, Arch Opfthalmol 1967) 18. Anche la dislipidemia rappresenta un fattore di rischio per la perdita del visus: pazienti con elevati livelli di lipidi ematici hanno una probabilità doppia di avere essudati retinici duri rispetto ai soggetti con livelli di colesterolo normali (ETDRS, Arch Ophthalmol 1996) 19. L’aumento della massa corporea e un rapporto vita-fi anchi elevato è direttamente correlato alla severità della retinopatia (WESDR III, Arch Ophthalmol 1984) 17. Compito del medico sarà quindi quello di raccomandare uno stretto controllo glicometabolico indicando al paziente le norme dietetiche ed eventualmente farmacologiche da intraprendere per perseguire tale obiettivo (ETDRS, Arch Ophthalmol 1996). CONCLUSIONI Negli stadi precoci, la retinopatia diabetica è generalmente asintomatica. La mancanza di sintomi non è indice però di assenza di microangiopatia retinica diabetica, dal momento che la riduzione della vista, di cui si
accorge il paziente, compare solo quando viene interessata la regione maculare. La cecità da retinopatia diabetica potrebbe essere evitata in più della metà dei casi se venissero attuate una corretta informazione dei pazienti e forme adeguate di educazione sanitaria, fondamentali per il successo di qualsiasi politica di prevenzione del danno visivo nel diabete. Lo screening delle complicanze oculari, con tecniche di dimostrata efficacia e impiegate da personale addestrato, consente di individuare precocemente la retinopatia diabetica ad alto rischio e quindi di prevenire la perdita della vista. Una diagnosi precoce ed un esatto inquadramento della retinopatia diabetica sono dunque elementi essenziali per impedire il verificarsi di danni oculari, che possono portare in casi estremi alla cecità. Poiché la prevalenza e la gravità della retinopatia diabetica sono correlate alla durata del diabete ed allo scarso controllo della glicemia, la prevenzione assume un ruolo fondamentale nell'impedire l'insorgenza dell'ipovisione o addirittura della cecità. Per questo motivo i soggetti diabetici devono controllare frequentemente la glicemia, modifi cando eventualmente la terapia, e devono essere sottoposti a visite oculistiche complete e ad eventuali esami diagnostici di approfondimento come la fluorangiografia o l’ OCT.
BIBLIOGRAFIA 1. Report of the Expert Committee on the Diagnosis and Classification of Diabetes Mellitus. Diabetes Care. 1997; 20: 1183-1197 2. KING H, AUBERT RE, HERMAN WH. GLOBAL BURDEN OF DIABETES, 1995-2025: prevalence, numerica estimates, and projections. Diabetes Care.1998; 21: 1414-1431 3. PORTA M, TOMALINO MG, SANTORO F, GHIGO LD, CAIRO M AIMONE M, PIETRAGALLA GB, PASSERA P, MONTANARO M, MOLINATTI GM. Diabetic retinopathy as a cause of blindness in the province of Turin, North-West Italy, in 1967-1991. Diabetic Medicine.1995; 12: 355-361 4. ROSENBERG T, FLEMMING K. Current trends in newly registered blindness in Denmark. Acta Ophthalmol Scand.1996; 74: 395-398 5. American Diabetes Association. Diabetic Retinopathy. Diabetes Care.2001; 24: 73-76 6. KRUMPASZKY HG, LUDTKE R, MICKLER A, KLAUSS V, SELBMANN HK. Blindness incidence in Germany. A population-based study from Wurttemberg-Hohenzollern. Ophthalmologica.1998; 213: 176-182 7. TRAUTNER C, HAASTERT B, GIANI G, BERGER M. Incidence of blindness in southern Germany between 1990 and 1998. Diabetologia.2001; 44: 147-150 8. SEGATO T, MIDENA E, GRIGOLETTO F, ZUCCHETTO M, FEDELE D, PIERMAROCCHI S, CREPALDI G, VENETO GROUP FOR DIABETIC RETINOPATHY. The epidemiology and prevalence of diabetic retinopathy in the Veneto region of North-West Italy. Diabetic Medicine. 1991; 8: 11-16 9. The Diabetes Control and Complications Trial Research Group. The effect of intensive treatment of diabetes on the development and progression of long-term complications in insulin-dependent diabetes mellitus. N Engl J Med.1993; 329: 977-986 10. UK Prospective Diabetes Study Group. Intensive blood-glucose control with sulphonylureas or insulin compared with conventional treatment and risk of complications in patients with type 2 diabetes. Lancet.1998; 352: 837-853
16
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
11. UK Prospective Diabetes Study Group. Tight blood pressure control and risk of macrovascular and microvascular complications in type 2 diabetes. Br Med J.1998; 317: 703-713 12. Lauritzen T, Larsen HW, Frost-Larsen K, Deckert T, The Steno Study Group. Effects of one year of near-normal blood glucose levels on retinopathy in insulin-dependent diabetics. Lancet. 1983; 1: 200-204 13. The Diabetes Control and Complications Trial Research Group. Early worsening of diabetic retinopathy in the Diabetes Control and Complications Trial. Arch Ophthalmol. 1998; 116: 874-886 14. TOVI J, INGEMANSSON SO, ENGFELDT P. Insulin treatment of elderly type 2 diabetic patients: effects on retinopathy. Diabetes Metab.1988; 24: 442-447 15. WHO/ISH Committee. World Health Organization-International Society of Hypertension. Guidelines for the Management of Hypertension. J Hypertens. 1999; 17: 151-183 16. KLEIN R, KLEIN BE, MOSS SE, DAVIS MD, DEMETS DL. The Wisconsin epidemiologic study of diabetic retinopathy. II. Prevalence and risk of diabetic retinopathy when age at diagnosis is less than 30 years. 1984; 102: 520-526 17. KLEIN R, KLEIN BE, MOSS SE, DAVIS MD, DEMETS DL. The Wisconsin epidemiologic study of diabetic retinopathy. III. Prevalence and risk of diabetic retinopathy when age at diagnosis is 30 or more years. Arch Ophthalmol. 1984; 102: 527-532 18. JAIN IS, LUTHRA CL, DAS T. Diabetic retinopathy and its relation to errors of refraction. Arch Ophthalmol. 1967; 77: 59-60 19. CHEW EY, KLEIN ML, FERRIS FL 3RD, REMALEY NA, MURPHY RP, CHANTRY K, HOOGWERF BJ, MILLER D. Association of elevated serum lipid levels with retinal hard exudate in diabetic retinopathy. Early Treatment Diabetic Retinopathy Study (ETDRS) Report 22. Arch Ophthalmol. 1996; 114: 1079-1084 20. SHEETZ MJ, KING GL. Molecular understanding of hyperglycemia's adverse effects for diabetic complications. JAMA. 2002; 288: 2579-2588 21. CIMICCHI MC, ANDREOZZI M, FILIPPI D, FERRARI M, BONTEMPELLI C. Lo screening della retinopatia diabetica con retinografia digitale non midriatica, l’esperienza dell’ambulatorio diabetologico del DCP del Distretto di Parma. G It Diabetol Metab. 2011; 31:71-75 22. WHO/IDF Europe. Diabetes Care and Research in Europe. The Saint-Vincent Declaration. Diabetic Medicine. 1990; 7: 360-364 23. AMD, ANAAO-ASSOMED, CONSORZIO MARIO NEGRI SUD, FANDAID, FIMMG, GRUPPO DI STUDIO COMPLICANZE OCULARI DELLA SID, SIR, SOI-APIMO-AMOI, SOCIETÀ OFTALMOLOGICA ITALIANA, TRIBUNALE DEI DIRITTI DEL MALATO. Linee guida per lo screening, la diagnostica e il trattamento della retinopatia in Italia. 2002 24. KRISTINSSON JK, STEFANSSON E, JONASSON F, GISLASON I, BJORNSSON S. Screening for eye disease in type 2 diabetes mellitus. Acta Ophthalmologica. 1994; 72: 341-346 25. VIJAN S, HOFER TP, HAYWARD RA. Cost-utility analysis of screening intervals for diabetic retinopathy in patients with type 2 diabetes mellitus. JAMA. 2000; 283: 889-896 26. GOMEZ-ULLA F, FERNANDEZ MI, GONZALES F, REY P, RODRIGUEZ M, RODRIGUEZ-CID MJ ET AL. Digital retinal images and teleophthalmology for detecting and grading diabetic retinopathy. Diabetes Care. 2002; 25:1384-1389 27. PESCOSOLIDO N, TRINCHI M. Angiogenesi. Canelli (AT), Fabiano Editore, 2006; pp. 19-35
NO ED
VIT
À
ITO
RIA
LE
Nicola Pescosolido, Mariasilvia Evangelista
DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL'ETÀ FGE S.r.l. – Reg. San Giovanni 40 – 14053 CANELLI (AT) Tel. 0141 1768908 Fax 0141 1768900 – info@fgeditore.it – www.fgeditore.it
ne giin gi agin pag 00 pa 00 50 5
0 30 23 ro 23 uro ur EEu
Impianto di IOL torica in paziente precedentemente sottoposta a PRK miopica Michele Lanza Dipartimento Multidisciplinare di Scienze Mediche e Chirurgiche, Seconda Università Di Napoli Michela Cennamo, Stefania Iaccarino, Maria Elena Capasso, Gianluca Scarfato, Carlo Irregolare Centro Grandi Apparecchiature, Seconda Università Di Napoli Filippo Ranni, Giovanni Coen Istituto Clinico città di Brescia
Impianto di IOL torica in paziente precedentemente sottoposta a PRK miopica Sottoposto alla redazione il 12 Novembre 2012 Accettato per la pubblicazione il 10 Gennaio 2013
18
EuVision
ABSTRACT Purpose: To evaluate the reliability of Haigis-L formula in toric intraocular lens (IOL) power calculation in patient that previously underwent myopic photokeratectomy refractive (PRK). Method: Before cataract surgery, the patient underwent a complete eye examination, preoperative refraction was evaluated subjectively, the corneal power was measured with Scheimpflug camera (Sirius CSO, Florence, Italy) and IOL Master (Carl Zeiss, Jena, Germany), biometry was performed with IOL Master, for IOL calculation Haigis-L formula was used. Results: One month after cataract surgery, operated eye refraction was: BUVA 9/10; BCVA 10/10 cyl -0.25 D @ 150 °. Conclusion: Haigis-L formula can be a reliable option in toric IOL power calculation in patients that previously underwent myopic refractive surgery.
RIASSUNTO Obiettivo: Valutare l’affidabilità della formula Haigis-L in caso di calcolo del potere della lente intraoculare (IOL) torica in paziente precedentemente sottoposta a fotocheratectomia rifrattiva (PRK) di tipo miopico. Metodo: Prima di sottoposi a intervento per cataratta, la paziente è stata sottoposta a visita oculistica completa, la rifrazione preoperatoria è stata valutata soggettivamente, il potere corneale è stato misurato con Scheimpflug camera (Sirius CSO, Firenze Italia) e IOL Master (Carl Zeiss, Jena, Germany), la biometria è stata eseguita con IOL Master, per il calcolo del potere della IOL è stata utilizzata la formula Haigis-L. Risultati: Ad un mese dall’intervento di cataratta la rifrazione nell’occhio operato risulta essere AVsc 9/10; AVcc 10/10 cil -0,25 D @ 150°. Conclusioni: La formula Haigis-L può essere presa in considerazione per il calcolo della IOL in pazienti precedentemente sottoposti a chirurgia rifrattiva di superficie miopica anche nel caso di impianto di lenti toriche.
KEY WORDS Cataract, Haigis-L formula, PRK, toric IOL
PAROLE CHIAVE Cataratta, formula Haigis-L, PRK, IOL torica
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
INTRODUZIONE La cataratta è una frequente causa di disabilità visiva reversibile e il suo trattamento chirurgico è uno degli interventi più comunemente eseguiti, la prevalenza di chirurgia oculare della cataratta aumenta con l'età, dal 16% nel gruppo 65-69 anni al 71% in quelli di età 85 anni o più e tende a colpire le donne più degli uomini1. Il calcolo del potere della lente intraoculare (IOL) da impiantare nell’intervento per cata-ratta nei pazienti che si siano sottoposti ad un precedente intervento di chirurgia refrattiva, quale la cheratectomia fotorefrattiva (PRK) o la laser in situ cheratomileusi (LASIK) risulta essere particolarmente complesso2-38. Questi pazienti, infatti, manifestano grandi aspettative riguardo l’acuità visiva dopo l’intervento, simili a quelle che hanno sperimentato dopo la chirurgia refrattiva. In questi casi il calcolo del potere della IOL risulta complicato da diverse problematiche e i risultati possono essere molto diversi da quelli attesi, in particolare negli occhi precedentemente sottoposti a chirurgia rifrattiva per difetti di rifrazione di tipo miopico si assiste a risultati rifrattivi di tipo ipermetropico se non si utilizzano i giusti accorgimenti27-38. L’astigmatismo presente nei pazienti che si sottopongono ad intervento di cataratta può essere corretto dopo la chirurgia con la pre-
scrizione di occhiali da vista o lenti a contatto oppure con procedure chirurgiche accessorie: incisioni corneali rilassanti, cheratotomie astigmatiche, incisioni limbari rilassanti, ablazione con laser ad eccimeri ed in ultimo con l’impianto di una IOL torica39-40. L'uso di una lente torica intraoculare (IOL torica) è stata progettata per sostituire la lente catarattosa di un occhio, correggendo, al contempo, l'astigmatismo corneale39-40. CASE REPORT La Signora P.G., nata il 10-04-44 giunge alla nostra osservazione in data 4/09/12, riferisce calo del visus bilaterale nei precedenti 6 mesi, pregressa diagnosi di cataratta in ambo gli occhi, di essersi sottoposta circa 20 anni or sono a PRK miopica bilaterale; riferisce di non essere in possesso di alcuna documentazione relativamente al periodo precedente o immediatamente successivo l'intervento di chirurgia rifrattiva, in seguito a tale intervento aggiunge di aver sempre avuto problemi nell’acuità visiva a causa di un astigmatismo residuo in ambo gli occhi. All’esame obiettivo la situazione era la seguente: AVcc OD 5/10 sf -2.75 D cil-0.75 D @130°; OS 4/10 sf +1 D cil -1.25 D @160° S.A. presenza di opacità cortico-nucleari del
Figure 1. Quadro tomografico dell’occhio sinistro prima dell’intervento di cataratta valutato con Sirius (CSO, Firenze, Italia).
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
19
cristallino in ambo gli occhi. IOP 14 mmHg in ambo gli occhi (tonometria di Goldmann) Fondo: nei limiti della norma in ambo gli occhi. Si eseguiva un esame con Tomografo Sirius (CSO Firenze, Italia) (Figura 1) e IOL Master (Carl Zeiss, Jena, Germany) che forniva i seguenti parametri: OD AL= 24.72 mm; K1= 42.83 D, K2= 43.77 D; ACD= 4.12 mm OS AL= 24.65mm; K1= 41.26 D, K2= 43.32 D; ACD= 3.94 mm Alla proposta di operarsi di cataratta in OS, la paziente chiedeva la possibilità di impianto di IOL che evitasse di indossare lenti a tempiale per astigmatismo. Le veniva proposto l’impianto di IOL torica, mettendola in guardia relativamente alle diffi coltà di calcolo del potere per via della storia clinica relativa alla chirurgia rifrattiva. Il potere della IOL è stato calcolato con formula Haigis-L presente nel software IOL Master con i parametri biometrici e cheratometrici forniti da quest'ultimo strumento. La signora acconsentiva a sottoporsi all'intervento ed in data 11/9/12 si procedeva ad inter-vento di facoemulsificazione e impianto di IOL ACRISOFT IQ torica SN6AT2con potere centrale +20D; potere cilindrico piano lente 1,75 D, potere corneale 1,19 D. Al controllo, eseguito in data 10/10/12, il visus della paziente in OS è risultato essere il seguente: AVsc 9/10; AVcc 10/10 cil -0,25 D @ 150°.
DISCUSSIONE Attualmente le attese riguardo ai risultati rifrattivi dopo chirurgia della cataratta da parte dei pazienti risultano essere molto alte, per questo motivo sono state introdotte IOL con fi ltri per i raggi UV o che si propongono di correggere difetti di rifrazione come astigmatismo e presbiopia39-42. Il calcolo della IOL, quindi, deve essere quanto più preciso possibile, tuttavia risulta essere molto più complicato nei casi di occhi precedentemente sottoposti a chirurgia rifrattiva di tipo laser2-38. Il calcolo del potere di una IOL torica deve essere ancora più preciso rispetto al calcolo di quelle che non si propongono di correggere l’astigmatismo, per questo motivo, in questo caso abbiamo deciso di utilizzare i dati di uno strumento che ha dato ampia prova della sua affidabilità in questa operazione come lo IOL Master43-47 e di adottare la formula Haigis L che è risultata essere affi dabile anche in casi di occhi precedentemente sottoposti a chirur-gia rifrattiva di superfi cie3,32,48-50. Il buon risultato ottenuto nel nostro caso non garantisce che lo IOL Master e la formula Haigis-L possano fornire buoni risultati rifrattivi in tutti i pazienti in cui si deve impiantare una IOL torica e che hanno una pregressa storia di PRK miopica, ma sicuramente possono essere tenuti presente tra le opzioni a disposizione per cercare di ottenere il miglior risultato rifrattivo possibile.
BIBLIOGRAFIA 1. AGRESTA B, KNORZ MC, DONATTI C, JACKSON D. VISUAL ACUITY IMPROVEMENTS AFTER IMPLANTA-TION OF TORIC INTRAOCULAR LENSES IN CATARACT PATIENTS WITH ASTIGMATISM: A SYSTEMATIC REVIEW. BMC OPHTHALMOL. 2012 AUG 15;12(1):41 2. ROSA N, DE BERNARDO M, BORRELLI M, LANZA M. NEW FACTOR TO IMPROVE RELIABILITY OF THE CLINICAL HISTORY METHOD FOR INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER REFRACTIVE SURGERY. J CATARACT REFRACT SURG. 2010 DEC;36(12):2123-8 3. MCCARTHY M, GAVANSKI GM, PATON KE, HOLLAND SP. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATIONS AFTER MYOPIC LASER REFRACTIVE SURGERY: A COMPARISON OF METHODS IN 173 EYES. OPHTHALMOLOGY. 2011 MAY;118(5):940-4 4. ROSA N, CAPASSO L, LANZA M, BORRELLI M. CLINICAL RESULTS OF A CORNEAL RADIUS CORRECTING FACTOR IN CALCULATING INTRAOCULAR LENS POWER AFTER CORNEAL REFRACTIVE SURGERY. J REFRACT SURG. 2009 JUL;25(7):599-603. 5. ROSA N, CAPASSO L, LANZA M, IACCARINO G, ROMANO A. RELIABILITY OF A NEW CORRECTING FAC-TOR IN CALCULATING INTRAOCULAR LENS POWER AFTER REFRACTIVE CORNEAL SURGERY. J CATARACT REFRACT SURG. 2005 MAY;31(5):1020-4. 6. JAVADI MA, FEIZI S, MALEKIFAR P. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER CORNEAL REFRAC-TIVE SURGERY. J OPHTHALMIC VIS RES. 2012 JAN;7(1):10-6. 7. ROSA N, CAPASSO L, ROMANO A. A NEW METHOD OF CALCULATING INTRAOCULAR LENS POWER AFTER PHOTOREFRACTIVE KERATECTOMY. J REFRACT SURG. 2002 NOV-DEC;18(6):720-4. 8. JIN H, AUFFARTH GU, GUO H, ZHAO P. CORNEAL POWER ESTIMATION FOR INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER CORNEAL LASER REFRACTIVE SURGERY IN CHINESE EYES. J CATARACT REFRACT SURG. 2012 OCT;38(10):1749-57. 9. JIN H, HOLZER MP, RABSILBER T, BORKENSTEIN AF, LIMBERGER IJ, GUO H, AUFFARTH GU. IN-TRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER LASER REFRACTIVE SURGERY: CORRECTIVE ALGORITHM FOR COR-NEAL POWER ESTIMATION. J CATARACT REFRACT SURG. 2010 JAN;36(1):87-96 10. ARCE CG, SORIANO ES, WEISENTHAL RW, HAMILTON SM, ROCHA KM, ALZAMORA JB, MAI-DANA EJ, VADREVU VL, HIMMEL K, SCHOR P, CAMPOS M. CALCULATION OF INTRAOCULAR LENS POWER USING ORBSCAN II QUANTITATIVE AREA TOPOGRAPHY AFTER CORNEAL REFRACTIVE SURGERY. J REFRACT SURG. 2009 DEC;25(12):1061-74.
20
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
11. NASERI A, MCLEOD SD. CATARACT SURGERY AFTER REFRACTIVE SURGERY. CURR OPIN OPHTHALMOL. 2010 JAN;21(1):35-8. REVIEW 12. SRIVANNABOON S, RAKPANICHMANEE T, CHENG AC, FAM HB. ESTIMATION OF POSTERIOR COR-NEAL POWER FOR IOL CALCULATION AFTER MYOPIC LASIK. J REFRACT SURG. 2008 NOV;24(9):946-51. 13. QAZI MA, CUA IY, ROBERTS CJ, PEPOSE JS. DETERMINING CORNEAL POWER USING ORBSCAN II VIDEOKERATOGRAPHY FOR INTRAOCULAR LENS CALCULATION AFTER EXCIMER LASER SURGERY FOR MYOPIA. J CATARACT REFRACT SURG. 2007 JAN;33(1):21-30. 14. CHAN CC, HODGE C, LAWLESS M. CALCULATION OF INTRAOCULAR LENS POWER AFTER CORNEAL RE-FRACTIVE SURGERY. CLIN EXPERIMENT OPHTHALMOL. 2006 SEP-OCT;34(7):640-4. 15. MACKOOL RJ, KO W, MACKOOL R. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER LASER IN SITU KERATOMILEUSIS: APHAKIC REFRACTION TECHNIQUE. J CATARACT REFRACT SURG. 2006 MAR;32(3):435-7. 16. JIN GJ, CRANDALL AS, JIN Y. ANALYSIS OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION FOR EYES WITH PREVIOUS MYOPIC LASIK. J REFRACT SURG. 2006 APR;22(4):387-95. 17. RABSILBER TM, REULAND AJ, HOLZER MP, AUFFARTH GU. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION USING RAY TRACING FOLLOWING EXCIMER LASER SURGERY. EYE (LOND). 2007 JUN;21(6):697-701. 18. LATKANY RA, CHOKSHI AR, SPEAKER MG, ABRAMSON J, SOLOWAY BD, YU G. INTRAOCULAR LENS CALCULATIONS AFTER REFRACTIVE SURGERY. J CATARACT REFRACT SURG. 2005 MAR;31(3):562-70. 19. CHEN L, MANNIS MJ, SALZ JJ, GARCIA-FERRER FJ, GE J. ANALYSIS OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION IN POST-RADIAL KERATOTOMY EYES. J CATARACT REFRACT SURG. 2003 JAN;29(1):65-70. 20. ODENTHAL MT, EGGINK CA, MELLES G, PAMEYER JH, GEERARDS AJ, BEEKHUIS WH. CLINICAL AND THEORETICAL RESULTS OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION FOR CATARACT SURGERY AFTER PHO-TOREFRACTIVE KERATECTOMY FOR MYOPIA. ARCH OPHTHALMOL. 2002 APR;120(4):431-8. 21. FEIZ V, MANNIS MJ, GARCIA-FERRER F, KANDAVEL G, DARLINGTON JK, KIM E, CASPAR J, WANG JL, WANG W. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER LASER IN SITU KERATOMILEUSIS FOR MYOPIA AND HYPEROPIA: A STANDARDIZED APPROACH. CORNEA. 2001 NOV;20(8):792-7. 22. GIMBEL HV, SUN R. ACCURACY AND PREDICTABILITY OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AF-TER LASER IN SITU KERATOMILEUSIS. J CATARACT REFRACT SURG. 2001 APR;27(4):571-6. 23. SPEICHER L. INTRA-OCULAR LENS CALCULATION STATUS AFTER CORNEAL REFRACTIVE SURGERY. CURR OPIN OPHTHALMOL. 2001 FEB;12(1):17-29. REVIEW. 24. GIMBEL HV, SUN R, FURLONG MT, VAN WESTENBRUGGE JA, KASSAB J. ACCURACY AND PREDICT-ABILITY OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER PHOTOREFRACTIVE KERATECTOMY. J CATARACT REFRACT SURG. 2000 AUG;26(8):1147-51. 25. SEITZ B, LANGENBUCHER A. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION IN EYES AFTER CORNEAL RE-FRACTIVE SURGERY. J REFRACT SURG. 2000 MAYJUN;16(3):349-61. REVIEW. 26. GIMBEL H, SUN R, KAYE GB. REFRACTIVE ERROR IN CATARACT SURGERY AFTER PREVIOUS REFRACTIVE SURGERY. J CATARACT REFRACT SURG. 2000 JAN;26(1):142-4. 27. KWITKO S, MARINHO DR, RYMER S, SEVERO N, ARCE CG. ORBSCAN II AND DOUBLE-K METHOD FOR IOL CALCULATION AFTER REFRACTIVE SURGERY. GRAEFES ARCH CLIN EXP OPHTHALMOL. 2012 JUL;250(7):1029-34. 28. TANG M, WANG L, KOCH DD, LI Y, HUANG D. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER PRE-VIOUS MYOPIC LASER VISION CORRECTION BASED ON CORNEAL POWER MEASURED BY FOURIER-DOMAIN OPTICAL COHERENCE TOMOGRAPHY. J CATARACT REFRACT SURG. 2012.APR;38(4):589-94. 29. SAVINI G, HOFFER KJ, CARBONELLI M, BARBONI P. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER MYOPIC EXCIMER LASER SURGERY: CLINICAL COMPARISON OF PUBLISHED METHODS. J CATARACT REFRACT SURG. 2010 SEP;36(9):1455-65. 30. DIEHL JW, YU F, OLSON MD, MORAL JN, MILLER KM. INTRAOCULAR LENS POWER ADJUSTMENT NOMOGRAM AFTER LASER IN SITU KERATOMILEUSIS. J CATARACT REFRACT SURG. 2009 SEP;35(9):1587-90. 31. TANG Q, HOFFER KJ, OLSON MD, MILLER KM. ACCURACY OF SCHEIMPFLUG HOLLADAY EQUIVA-LENT KERATOMETRY READINGS AFTER CORNEAL REFRACTIVE SURGERY. J CATARACT REFRACT SURG. 2009 JUL;35(7):1198-203. 32. HAIGIS W. INTRAOCULAR LENS CALCULATION AFTER REFRACTIVE SURGERY FOR MYOPIA: HAIGIS-L FOR-MULA. J CATARACT REFRACT SURG. 2008 OCT;34(10):1658-63. 33. SAVINI G, BARBONI P, ZANINI M. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER MYOPIC REFRAC-TIVE SURGERY: THEORETICAL COMPARISON OF DIFFERENT METHODS. OPHTHALMOLOGY. 2006 AUG;113(8):1271-82. 34. JIN GJ, CRANDALL AS, JIN Y. ANALYSIS OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION FOR EYES WITH PREVIOUS MYOPIC LASIK. J REFRACT SURG. 2006 APR;22(4):387-95. 35. CAMELLIN M, CALOSSI A. A NEW FORMULA FOR INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER RE-FRACTIVE CORNEAL SURGERY. J REFRACT SURG. 2006 FEB;22(2):187-99. 36. WANG L, BOOTH MA, KOCH DD. COMPARISON OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION METHODS IN EYES THAT HAVE UNDERGONE LASIK. OPHTHALMOLOGY. 2004 OCT;111(10):1825-31. 37. ARAMBERRI J. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION AFTER CORNEAL REFRACTIVE SURGERY: DOUBLE-K METHOD. J CATARACT REFRACT SURG. 2003 NOV;29(11):2063-8. 38. KIM JH, LEE DH, JOO CK. MEASURING CORNEAL POWER FOR INTRAOCULAR LENS POWER CALCULA-TION AFTER REFRACTIVE SURGERY. COMPARISON OF METHODS. J CATARACT REFRACT SURG. 2002 NOV;28(11):1932-8. 39. HOLLAND E, LANE S, HORN JD, ERNEST P, ARLEO R, MILLER KM. THE ACRYSOF TORIC INTRAOCU-LAR LENS IN SUBJECTS WITH CATARACTS AND CORNEAL ASTIGMATISM: A RANDOMIZED, SUBJECT-MASKED, PARALLEL-GROUP, 1-YEAR STUDY. OPHTHALMOLOGY. 2010 NOV;117(11):2104-11. 40. ALE JB, POWER J, ZOHS K, CUNNINGHAM F. REFRACTIVE AND VISUAL OUTCOME OF TORIC IN-TRAOCULAR LENS IMPLANTATION FOLLOWING CATARACT SURGERY. NEPAL J OPHTHALMOL.2012 JAN;4(7):37-44. 41. LICHTINGER A, ROOTMAN DS. INTRAOCULAR LENSES FOR PRESBYOPIA CORRECTION: PAST, PRESENT, AND FUTURE. CURR OPIN OPHTHALMOL. 2012 JAN;23(1):40-6. 42. REEVES SW. ADVANCES IN CATARACT SURGERY AND INTRAOCULAR LENSES. MINN MED. 2009 JUN;92(6):38-40. 43. SAHIN A, HAMRAH P. CLINICALLY RELEVANT BIOMETRY. CURR OPIN OPHTHALMOL. 2012 JAN;23(1):47-53. REVIEW 44. FONTES BM, FONTES BM, CASTRO E. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION BY MEASURING AXIAL LENGTH WITH PARTIAL OPTICAL COHERENCE AND ULTRASONIC BIOMETRY. ARQ BRAS OFTALMOL. 2011 MAY JUN;74(3):166-70 45. SALOUTI R, NOWROOZZADEH MH, ZAMANI M, GHOREYSHI M, SALOUTI R. COMPARISON OF THE ULTRASONOGRAPHIC METHOD WITH 2 PARTIAL COHERENCE INTERFEROMETRY METHODS FOR INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION. OPTOMETRY. 2011 MAR;82(3):140-7. 46. CHEN YA, HIRNSCHALL N, FINDL O. EVALUATION OF 2 NEW OPTICAL BIOMETRY DEVICES AND COM-PARISON WITH THE CURRENT GOLD STANDARD BIOMETER. J CATARACT REFRACT SURG. 2011 MAR;37(3):513-7. EPUB 2011 JAN 17 47. CONNORS R 3RD, BOSEMAN P 3RD, OLSON RJ. ACCURACY AND REPRODUCIBILITY OF BIOMETRY US-ING PARTIAL COHERENCE INTERFEROMETRY. J CATARACT REFRACT SURG. 2002 FEB;28(2):235-8. 48. LEE AC, QAZI MA, PEPOSE JS. BIOMETRY AND INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION..CURR OPIN OPHTHALMOL. 2008 JAN;19(1):13-7. REVIEW 49. ROH YR, LEE SM, HAN YK, KIM MK, WEE WR, LEE JH. INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION USING IOLMASTER AND VARIOUS FORMULAS IN SHORT EYES. KOREAN J OPHTHALMOL. 2011 JUN;25(3):151-5 50. GHANEM AA, EL-SAYED HM. ACCURACY OF INTRAOCULAR LENS POWER CALCULATION IN HIGH MYOPIA. OMAN J OPHTHALMOL. 2010 SEP;3(3):126-30
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
21
Confronto terapeutico tra l’utilizzo di Fluorometolone 0.1% collirio vs Fluorometolone 0.1% collirio in associazione con Tetrizolina + Feniramina collirio nella cura della congiuntivite allergica: case report Luigi Mele, Tiziana Boccia, Mario Bifani Dipartimento di Oftalmologia, Seconda Università degli Studi di Napoli Emanuela Bonci Oculista, libero professionista, Roma
Confronto terapeutico tra l’utilizzo di Fluorometolone 0.1% collirio vs Fluorometolone 0.1% collirio in associazione con Tetrizolina + Feniramina collirio nella cura della congiuntivite allergica: case report Sottoposto alla redazione il 4 Febbraio 2013 Accettato per la pubblicazione il 28 Febbraio 2013
22
EuVision
ABSTRACT Objectives: In our study we aim to demonstrate the therapeutic efficacy of association fluorometholone + Tetryzolinepheniramine compared to only use of fluorometholone 0.1% in a patient with allergic keratoconjunctivitis. Subjects: Patient male 10 years old in A.B.S. with a history of recurrent episodes of keratoconjunctivitis associated with allergic bronchial asthma and eczema. Recruitment to the subjective symptoms was characterized by itching, foreign body sensation; BNVA OO 10/10, IOP of 14 mmHg in OO. In the examination of the anterior segment were evident hyperemia, conjunctival chemosis, macropapille (> 1 mm) and the limbus Trantas nodules. Methods: Initial treatment with fluorometholone 0.1% coll. dose to climb in both eyes for 7 days, the flare of the clinical picture is used the pharmacological association fluorometholone 0.1% coll. for 7 days with Tetryzoline-pheniramine et al. dose in OO 1 x 3 x 28. Results: After the first 7 days of treatment with fluorometholone 0.1% coll., there has been a clinical improvement (disappearance of Trantas nodules and reduction of congestion in macropapille), followed by the reappearance of the events, howe-
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
RIASSUNTO Obiettivi: nel nostro studio ci proponiamo di dimostrare l’efficacia terapeutica dell’associazione Fluorometolone + Tetrizolina-Feniramina rispetto all’impiego del solo Fluorometolone 0,1% in un paziente affetto da cheratocongiuntivite allergica. Soggetti: Pz maschio anni 10 in A.B.S. con anamnesi positiva per episodi ricorrenti di cheratocongiuntivite allergica associata ad asma bronchiale ed eczema. Al reclutamento la sintomatologia soggettiva era caratterizzata da prurito, sensazione di corpo estraneo; BNVA OO 10/10, IOP di 14 mmHg in OO. All’esame biomicroscopico del segmento anteriore erano evidenti iperemia, chemosi congiuntivale, macropapille e i noduli di Trantas. Metodi: Trattamento iniziale con Fluorometolone 0,1% coll. a dose a scalare in ambo gli occhi per 7 gg; alla riacutizzazione del quadro clinico veniva somministrata una associazione di Fluorometolone 0,1% coll. per 7 giorni con Tetrizolina-Feniramina coll. monodose in OO 1 x 3 x 28. Risultati: Dopo i primi 7 giorni di terapia con Fluorometolone 0,1% coll., si assiste ad un miglioramento del quadro clinico (scomparsa dei noduli di Trantas e riduzione della congestione delle macropapille), seguito tuttavia dalla ricomparsa delle manifestazioni soggettive ed obiettive dopo 10 gg dalla so-
ver, subjective and objective after 10 days from the suspension. As a result of 'use of' pharmacological association of fluorometholone 0.1% coll. for 7 days with Tetryzoline-pheniramine et al. dose in OO 1 x 3 x 28, there was, however, a remission of the clinical picture for the next 7 months. Conclusions: From our study, we inferred a greater efficacy of 'association fluorometholone + Tetryzoline-pheniramine in obtaining a remission of symptoms for a longer period (about 7 months), compared to using only Fluoromotolone 0.1%.
spensione. In seguito all’utilizzo dell’associazione farmacologica di Fluorometolone 0,1% coll. per 7 giorni con Tetrizolina-Feniramina coll. monodose in OO 1 x 3 x 28 si è assistito, invece, ad una remissione del quadro clinico per i successivi 7 mesi. Conclusioni: Dal nostro studio si è evinta una maggiore efficacia dell’associazione Fluorometolone + Tetrizolina-Feniramina nell’ottenere una remissione dei sintomi per un periodo più lungo (circa 7 mesi), rispetto all’utilizzo del solo Fluoromotolone 0.1%.
KEY WORDS Allergic keratoconjunctivitis, fluorometholone, Tetryzoline, pheniramine
PAROLE CHIAVE Cheratocongiuntivite allergica, Fluorometolone, Tetrizolina, Feniramina
INTRODUZIONE Le cheratocongiuntiviti allergiche rappresentano un gruppo di affezioni bilaterali e ricorrenti su base immunitaria riscontrate, generalmente, durante la prima decade di vita in individui geneticamente predisposti. Le forme cliniche, più rappresentative, sono la cheratocongiuntivite Vernal (VKC) e la cheratocongiuntivite atopica. La cheratocongiuntivite Vernal (letteralmente ”primaverile”, VKC) è un’affezione oculare bilaterale riscontrata in soggetti geneticamente predisposti in cui i meccanismi immunitari IgE e cellulo-mediati giocano un ruolo importante nella patogenesi. In circa il 40-60% dei pazienti è, infatti, riscontrabile una storia familiare di atopia1. La VKC inizia a manifestarsi nella prima
decade di vita e tende a risolversi, di solito spontaneamente, durante la tarda pubertà. Si tratta di una affezione cronica bilaterale, spesso severa, a rischio di esiti permanenti se non adeguatamente trattata2. I sintomi clinici predominanti sono rappresentati da prurito intenso e fotofobia, ai quali possono associarsi bruciore, sensazione di corpo estraneo e blefarospasmo. Segni oculari patognomonici sono papille giganti tarsali superiori e/o limbari e spesse secrezioni mucoidi. A livello limbare si possono spesso osservare i noduli di Trantas, spot bianchi costituiti da accumuli di cellule epiteliali ed eosinofi li, localizzati all’ apice di papille gelatinose3,4. Il coinvolgimento corneale è frequente e consiste in erosioni epiteliali puntiformi, macroerosioni epitelia-
Figura 1.
Figura 2.
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
23
24
EuVision
li, ulcere a placche fino alla neovascolarizzazione corneale superficiale. La cheratocongiuntivite atopica è una patologia oculare rara, bilaterale e simmetrica che insorge solitamente dopo una lunga storia di dermatite atopica e nel 5% dei pazienti affetti in adolescenza da VKC. Tendenzialmente cronica e non remittente si associa ad una bassa probabilità di guarigione con conseguente riduzione del visus3. I sintomi sono sovrapponibili a quelli della VKC seppur più gravi e permanenti. Il trattamento della cheratocongiuntivite allergica classicamente prevede l’impiego dei comuni farmaci antistaminici, sia locali che sistemici, che risultano tuttavia spesso ineffi caci, per cui si rende necessario il ricorso agli steroidi topici che, usati per periodi prolungati, espongono il paziente al rischio di effetti collaterali, anche gravi quali cataratta, ipertensione oculare e glaucoma. La Tetrizolina, amina simpaticomimetica agonista dei recettori α1, impiegata per via topica e alle dosi consigliate, ha una rapida azione sulla mucosa congiuntivale in assenza di effetti sistemici. Possiede attività di vasocostrizione locale sul microcircolo senza generare vasodilatazione secondaria; tale proprietà, insieme a quella decongestionante, riduce l’iperemia e l’edema congiuntivale. Inoltre, la presenza di glicerolo tra i suoi eccipienti ne favorisce l’azione grazie alla sua proprietà lubrificante. La Feniramina è un antistaminico con proprietà anticolinergiche che agisce bloccando i recettori H1. Ciò genera, conseguente-
mente, una riduzione delle secrezioni, della permeabilità capillare e della formazione di edema a livello congiuntivale. Il Fluorometolone è uno steroide di superfi cie con effetto antinfi ammatorio 40 volte superiore rispetto al cortisone. La sua attività si esplica mediante una riduzione del numero di cellule infiammatorie e della produzione di fi brina; inoltre, a differenza di altri steroidi topici, presenta il vantaggio di non indurre ipertono oculare grazie alla sua peculiare struttura chimica. Nel nostro studio ci proponiamo di dimostrare l’efficacia terapeutica dell’associazione Fluorometolone + Tetrizolina-Feniramina rispetto all’impiego del solo Fluorometolone 0,1% in un paziente affetto da cheratocongiuntivite allergica. Pazienti. Pz maschio anni 10 in A.B.S. con episodi ricorrenti di cheratocongiuntivite allergica associata ad asma bronchiale ed eczema. La sintomatologia soggettiva, caratterizzata da prurito, lieve iperemia congiuntivale, sensazione di corpo estraneo e fotofobia si presentava nei mesi primaverili ed autunnali. All’esame obiettivo del segmento anteriore erano evidenti, iperemia e chemosi congiuntivale (Figura 1), macropapille (> 1 mm) di aspetto poligonale, a superficie piatta con interposizione di muco sulla congiuntiva tarsale superiore (Figura 2) ed al limbus i noduli di Trantas (Figura 3). BNVA OO 10/10; IOP di 14 mmHg in OO (Goldmann). Non si evidenziava coinvolgimento corneale. Materiali e Metodi. Il paziente veniva trat-
Figura 3.
Figura 4.
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
tato con Fluorometolone 0,1% coll. a dose a scalare in ambo gli occhi per 10 giorni (1 gtt x 3 x 3 gg, poi 1 x 2 x 2, ed infi ne 1 x 1 x 2). Dopo circa 10 giorni dalla sospensione del trattamento, si assisteva alla ricomparsa della sintomatologia. È stata quindi proposta l’associazione farmacologica Fluorometolone 0,1% coll. per 7 giorni con Tetrizolina-Feniramina coll. monodose in ambo gli occhi e successivamente 1 gtt x 2 x 20 gg. Risultati. Dopo i primi 7 giorni di terapia, la sintomatologia era nettamente migliorata, con riduzione delle manifestazioni cliniche. Al 10° giorno, si è avuta la completa scomparsa dei noduli di Trantas e riduzione della congestione delle macropapille della congiuntiva tarsale (Figura 4). Al 20° giorno gli occhi apparivano in quiete con persistenza delle macropapille, tuttavia meno congeste e più appiattite. Dopo circa 7 mesi di quiescenza, si è avuta una riacutizzazione della sintomatologia; si è prescritta quindi una terapia con Fluorometolone 0,1% coll. per 10 giorni succeduta dalla riesacerbazione del quadro clinico dopo 10 giorni dalla sospensione. Si è quindi prescritta nuovamente l’associazione farmacologica Fluorometolone 0,1% coll. per 7
giorni + Tetrizolina-Feniramina coll. monodose per 20 giorni con completa remissione dei sintomi oculari per i successivi 8 mesi. Durante tutto il periodo di trattamento non si è assistito ad un aumento del tono oculare, ed il quadro refrattivo ed oftalmoscopico erano invariati. CONCLUSIONI Dalla disamina dei dati ottenuti durante il follow-up, appare evidente come rispetto alla terapia con Fluorometolone 0,1% coll., l’associazione Fluorometolone 0,1% coll. + Tetrizolina- Feniramina coll. monodose risulti più effi cace nel favorire la risoluzione del quadro obiettivo, il miglioramento della sintomatologia soggettiva, nonché nel garantire un più lungo periodo di quiescenza delle manifestazioni cliniche tipiche della congiuntivite allergiche, rispetto all’utilizzo del solo Fluorometolone 0.1% coll. È da sottolineare, infi ne, che l’utilizzo del Fluorometolone 0.1% per un periodo più breve, associato alla Tetrazonlina+Feniramina elimina le possibilità di comparsa di un ipertono ioculare secondario all’uso di cortisone per tempi prolungati.
BIBLIOGRAFIA 1. BONINI S, LAMBIASE A, MARCHI S, ET AL. VERNAL KERATOCONJUNCTIVITIS REVISITED: A CASE SERIES OF 195 PATIENTS WITH LONG-TERM FOLLOW-UP. OPHTHALMOLOGY 2000;107( 6):1157-1163 2. PUCCI N, NOVEMBRE E, LOMBARDI E, ET AL. ATOPY AND SERUM EOSINOPHIL CATIONIC PROTEIN IN 110 WHITE CHILDREN WITH VERNAL KERATOCONJUNCTIVITIS: DIFFERENCES BETWEEN TARSAL AND LIMBAL FORMS. CLIN EXP ALLERGY 2003;33:325-30 3. KANSKI JJ. OFTALMOLOGIA CLINICA. ELVESIER MASSON, 2008 4. KRACHMER JH, MANNIS MJ, HOLLAND EJ. CORNEA. VERDUCI ED. 2013 5. DE SMEDT S, WILDNER G, KESTELYN P. VERNAL KERATOCONJUNCTIVITIS: AN UPDATE. BR J OPHTHALMOL. 2013 JAN;97(1):9-14. DOI: 10.1136/ BJOPHTHALMOL-2011-301376. EPUB 2012 OCT 4 6. EMRE S, BAS¸ ER E, OZTÜRK B, ZORLU S, UZUN O, GÜLHAN C. CORNEAL BIOCHEMICAL FEATURES OF PATIENTS WITH VERNAL KERATOCONJUNCTIVITIS. GRAEFES ARCH CLIN EXP OPHTHALMOL. 2012 JUN 22 7. MISHRA GP, TAMBOLI V, JWALA J, MITRA AK. RECENT PATENTS AND EMERGING THERAPEUTICS IN THE TREATMENT OF ALLERGIC CONJUNCTIVITIS. RECENT PAT INFLAMM ALLERGY DRUG DISCOV. 2011 JAN;5(1):26-36 8. LI Z, MU G, CHEN W, GAO L, JHANJI V, WANG L. COMPARATIVE EVALUATION OF TOPICAL PRANOPROFEN AND FLUOROMETHOLONE IN CASES WITH CHRONIC ALLERGIC CONJUNCTIVITIS. CORNEA. 2012 SEP 27 9. FIGUS M, FOGAGNOLO P, LAZZERI S, CAPIZZI F, ROMAGNOLI M, CANOVETTI A, IESTER M, FERRERAS A, ROSSETTI L, NARDI M. TREATMENT OF ALLERGIC CONJUNCTIVITIS: RESULTS OF A 1-MONTH, SINGLE-MASKED RANDOMIZED STUDY. EUR J OPHTHALMOL. 2010 SEP-OCT;20(5):811-8 10. ORASZEWSKA-MATUSZEWSKA B, PIECZARA E, SAMEOCHOWIEC-DONOCIK E, FILIPEK E. VERNAL KERATOCONJUNCTIVITIS IN CHILDREN. KLIN OCZNA. 2005;107(1-3):86-9 11. BONINI S. ATOPIC KERATOCONJUNCTIVITIS ALLERGY. 2004 AUG;59 SUPPL 78:71-3
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
25
Valutazione dell’efficacia a lungo termine della pneumotrabeculoplastica (PNT) Maurizio Lo Piano, Antonino Rizzotti, Bruno Siracusano UOS di Oftalmologia ASP 5 Messina Federica Pranno Dipartimento di Scienze Oftalmologiche – Università La Sapienza di Roma Letterio La Spada Università degli Studi di Messina, Dipartimento delle Specialità Chirurgiche – Clinica di Oftalmologia
ABSTRACT Pneumotrabeculoplastic is a technique used to reduce intraocular pressure. It’s non-invasive, easy to apply, repeatable several times and it’is performed under topical anesthesia. It has recently registered a decline of interest among specialists (perhaps tied to fears of side effects), which we believe may not decline to have any real justification. In the long term it seems to keep the average IOP values of 20% lower compared to pretreatment levels. It is also to underline the obvious limitation of the progression of the defect in the visual field-treated subjects, compared with a group of 10 patients with similar characteristics treated with topical medical therapy, that we used as a control group. Our opinion is that the pneumotrabeculoplastic may still have spaces of interest for use in the treatment of simple chronic open angle glaucoma.
Valutazione dell’efficacia a lungo termine della neumotrabeculoplastica (PNT) Sottoposto alla redazione il 19 Giugno 2012 Accettato per la pubblicazione il 28 Novembre 2012
26
EuVision
KEYWORDS Glaucoma, pneumotrabeculoplastic, PNT.
INTRODUZIONE Nella terapia medica del glaucoma si sono registrati negli ultimi anni grandi progressi che hanno portato alla riduzione del ricorso alla chirurgia. La terapia parachirurgica è
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
RIASSUNTO La pneumotrabeculoplastica è una metodica utilizzata per la riduzione della pressione endoculare, non invasiva, di semplice applicazione, più volte ripetibile effettuabile in anestesia topica. Essa ha registrato negli ultimi tempi un calo di interesse da parte degli specialisti, forse legato al timore di effetti collaterali, timore che secondo noi potrebbe non avere una reale giustificazione. Nella nostra esperienza a lungo termine la PIO sembra mantenersi mediamente su valori inferiori del 20% rispetto ai valori precedenti il trattamento. È, inoltre da sottolineare, l’evidente limitazione della progressione del difetto del CV nei soggetti trattati rispetto ad un gruppo di 10 pazienti con caratteristiche analoghe trattati con terapia medica topica che abbiamo utilizzato come gruppo di controllo. La nostra opinione, è che la pneumotrabeculoplastica possa ancora avere degli spazi di utilizzo nella terapia del glaucoma cronico semplice ad angolo aperto.
PAROLE CHIAVE Glaucoma, pneumotrabeculoplastica, PNT
sempre stata considerata uno step intermedio tra il fallimento della terapia medica e il ricorso alla procedura chirurgica. L’utilizzo in fase precoce della terapia parachirurgica è limitato attualmente alla trabeculoplastica
selettiva LASER e solo in casi selezionati. Una procedura parachirurgica utilizzata a partire dall’inizio dello scorso decennio è la pneumotrabeculoplastica (PNT); questa, dopo gli entusiasmi iniziali ha registrato negli ultimi tempi un calo di interesse da parte degli specialisti (forse legato al timore di effetti collaterali), timore che secondo noi potrebbe non avere una reale giustificazione. La pneumotrabeculoplastica è una metodica utilizzata per la riduzione della pressione endoculare; non invasiva, di semplice applicazione è più volte ripetibile e si effettua in anestesia topica. Il meccanismo d’azione di questa metodica sembra essere correlato all’azione di suzione sulla sclera1-2, che porta ad uno stiramento della zonula e aumento della pervietà della via di defl usso uveo-sclerale3; allo stiramento della zonula corrisponde l’apertura meccanica dei pori del trabecolato e l’effetto finale comune è la riduzione della pressione intraoculare4. L’azione meccanica sembra essere affi ancata da una azione biochimica che consiste nel rilascio di metallo-proteinasi in grado di aumentare la permeabilità tissutale2 (Figura 1). MATERIALI E METODI Abbiamo provato a valutare gli effetti nel lungo periodo di questa metodica; per far questo abbiamo reclutato 10 soggetti (6 uomini e 4 donne), di età compresa tra i 46 e i 72 anni (media 61 anni), con pressione oculare compresa tra i 18 ed i 38 mmHg (media 24,46 mmHg) in terapia con colliri a base di prostaglandine (latanoprost o travoprost) o prostamide. La sperimentazione è stata completata da 8 pazienti per un totale di 15 occhi. Il protocollo prevedeva che i pazienti fossero sottoposti a visita oculistica completa preliminare cui seguiva un primo trattamento PNT con una doppia applicazione di 65 secondi a distanza di circa 5 minuti l’una dall’altra; un’ora dopo ogni trattamento veniva eseguito un esame tonometrico per evidenziare eventuali ipertoni postoperatori. Dopo 7 giorni, immediatamente prima
Figura 1.
del 2° trattamento, svolto con modalità analoghe alla prima seduta, veniva effettuato un controllo della PIO, dell’acuità visiva ed un esame alla lampada a fessura. Il followup proseguiva ad una ulteriore settimana di distanza e poi dopo un mese, con controlli tonometrici, dell’acuità visiva, biomicroscopia del segmento anteriore e del fundus. A tre mesi di distanza dal primo trattamento la visita oculistica era completata da un esame del campo visivo con perimetro Humphrey 745 con programma 30-2 SITA standard seguito da un’ulteriore doppia applicazione di PNT. La settimana successiva veniva effettuato l’ultimo trattamento PNT previsto dal protocollo. Sono stati eseguiti altri controlli trimestrali e ogni 6 mesi un controllo perimetrico. Abbiamo escluso dal programma i pazienti monocoli, quelli in terapia steroidea sistemica, quelli affetti da glaucoma ad angolo non completamente aperto, quelli con patologie corneali clinicamente rilevanti, quelli con miopia elevata, quelli con una storia di cheratoplastica perforante o con una pregressa trabeculectomia e/o chirurgia filtrante e con iridociclite, congiuntivite, cheratite, blefarite negli ultimi 30 giorni. RISULTATI Non abbiamo rilevato nessuna complicanza grave; è invece spesso presente una modesta iperemia congiuntivale e pericheratica postoperatoria con o senza edema (48%), prontamente regrediti dopo opportuna terapia. Non sono stati segnalati casi impor-
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
27
tanti di sintomatologia dolorosa locale o di cefalea. Dopo sei mesi dal trattamento la pressione intraoculare ha subito una riduzione del 24,7% (Tabella 1), mentre a 33 mesi la PIO è risultata ridotta del 20% (Tabella 2). Abbiamo inoltre valutato la velocità di progressione del difetto del campo visivo (parametro proposto recentemente basato sulle variazioni del MD), senza trascurare la valutazione degli esami con il GSS 2 di Brusini; è stata rilevata una velocità di progressione di grado 1 (lenta) compresa tra - 0,164 e - 0,422. La velocità di progressione del difetto campimetrico risulta più marcata per gli occhi che fi n dalla fase di pretrattamento presentavano alterazioni campimetriche (GSS > 0,5) pur mantenendosi nei 33 mesi nell’ambito di una progressione classifi cata come lieve (-0.422 annuo) (Tabella 3).
Tabella 1.
CONCLUSIONI Nonostante l’esiguo numero di pazienti, riteniamo che da questo studio si possano ottenere utili indicazioni poiché non esistono a tutt’oggi in letteratura lavori scientifici di così lunga durata sulla PNT su cui fare riferimento. È stato ipotizzato da alcuni autori un decremento dell’attività ipotensiva a lunga durata della metodica (in effetti a 33 mesi abbiamo trovato una lievissima diminuzione dell’effetto ipotensivo di pochi punti percentuali rispetto al controllo dei 6 mesi), ma comunque a lungo termine la PIO sembra mantenersi mediamente su valori inferiori del 20% rispetto ai valori precedenti il trattamento. È inoltre da sottolineare l’evidente limitazione della progressione del difetto del CV nei soggetti trattati5 rispetto ad un gruppo di 10 pazienti con caratteristiche analoghe trattati con terapia medica topica che abbiamo usato come gruppo di controllo. Infi ne non possiamo trascurare il fatto che non abbiamo riscontrato nessuno dei temuti possibili effetti collaterali della pneumotrabeculoplastica (signifi cat ivo ipertono oculare post-trattamento, ipoema, accelerata perdita del campo visivo, scompensi della pressione sanguigna, perdita di
Tabella 2.
Tabella 3.
28
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
cellule endoteliali, rifl esso oculocardiaco)6-7; complicanze ritenute possibili ma non riscontrate praticamente quasi mai nella letteratura scientifica in nostro possesso. La nostra opinione, confermata anche dalla
nostra prolungata esperienza (seppur numericamente limitata), è che la pneumotrabeculoplastica possa ancora avere degli spazi di utilizzo nella terapia del glaucoma cronico semplice ad angolo aperto.
BIBLIOGRAFIA 1. AGUDELO LM, MOLINA CA, ALVAREZ DL. CHANGES IN INTRAOCULAR PRESSURE AFTER LASER IN SITU KERATOMILEUSIS FOR MYOPIA, HYPEROPIA, AND ASTIGMATISM. J REFRACT SURG. 2002 JUL-AUG;18(4):472-4 2. BUCCI MG, BALACCO GABRIELI C ET AL. PILOT STUDY TO EVALUATE EFFICACY AND SAFETY OF PNEUMATIC TRABECULOPLASTY (PNT) IN GLAUCOMA AND OCULAR HYPERTENSIVE EUR. J. OPHTHAL.,15(3), 2005,347-352), 2005,347-3 3. HARRIS J, ET AL. DETERMINATION OF THE EFFICACY AND MECHANISM OF ACTION FOR PNEUMATIC TRABECULOPLASTY IN THE TREATMENT OF OPEN-ANGLE GLAUCOMA. INVEST OPHTHALMOL AND VIS SCI, 39(4): P. 5474; 1998 4. BORES L, AVALOS G, LIVECCHI JT. PNEUMATIC TRABECULOPLASTY (PNT) – A NEW METHOD TO TREAT PRIMARY OPEN-ANGLE GLAUCOMA (POAG) AND REDUCE THE NUMBER OF CONCOMITANT MEDICATIONS ANN. OPHTHALMOL. 2005;37(1),37-46 5. DORIGO MT, MIDENA E, GOUNTIS C, MARITAN V. PILOT STUDY TO EVALUATE EFFICAY AND SAFETY OF PNEUMATIC TRABECULOPLASY IN GLAUCOMA AND OCULAR HYPERTENSIVE. GREEK GLAUCOMA MEETING 2006 6. URZUA GA, BORES LD, LI VECCHI JT. PNEUMATIC TRABECULOPLASTY: A NEW METHOD TO TREAT PRIMARY OPEN ANGLE GLAUCOMA AND REDUCE THE NUMBER OF CONCOMITANT MEDICATIONS ANNALS OF OPHTHALMOLOGY, VOL. 37, N 1, MARZO 2005, 37-46 7. AZUARA BLANCO A. EFFECTS OF SHORT TERM INCREASE OF INTRAOCULAR PRESSURE ON OPTIC DISC CUPPING. BRITISH JOURNAL OF OPHTHALMOLOGY 82: 880-883, 1998
ITÀ NOV ALE I TOR EDI
Paolo Nucci Massimiliano Serafino
g pediatric ae
Oftalmologia pediatrica e strabismo
strabismo
Paolo N ucci Massimilia no Serafino
Oftalmolog ia pedia e strabismo trica FGE S.r.l. – Reg. San Giovanni 40 – 14053 CANELLI (AT) Tel. 0141 1768908 Fax 0141 1768900 – info@fgeditore.it – www.fgeditore.it
468 pagine Euro 150
Mese M es
Marzo - Giugno
’13
RETINA 2013 - Diagnostica e Terapia Dal 22 al 23 Marzo 2012 Roma Atahotels Villa Pamphili
** Evento Accreditato ECM **
Dal 26 Maggio al 1 Giugno 2013 – Roma Casa di Cura Fabia Mater
Segreteria Scientifica: Prof. Bruno Lombroso Segreteria Organizzativa: Symposia Congressi Via Nino Bixio, 3 - 20129 Milano Tel. 02 2040 3004 - Fax 02 2042 2262 e-mail: info@symposiacongressi.eu sito: www.symposiacongressi.eu
** Evento Accreditato ECM **
XXXVIII Congresso SOSi Società Oftalmologica Siciliana L’edema maculare
Orbitopatia tiroidea
Dall’11 al 13 Aprile 2013 – Agrigento Blu Hotel Kaos
** Evento Accreditato ECM **
** Evento Accreditato ECM ** Per chiarimenti ed informazioni: info@sosiweb.it
11° Congresso Internazionale SOI Società Oftalmologica Italiana Dal 15 al 18 Maggio 2013 - Milano Milano Convention Center c/o Fiera Milano City
** Evento Accreditato ECM ** Segreteria Scientifica: Consiglio Direttivo SOI Via dei Mille, 35 - 00185 Roma Tel. 06 4464514 Fax 06 4468403 e-mail: sedesoi@soiweb.com - sito: www.soiweb.com Segreteria Organizzativa: Congressi Medici Oculisti srl Via dei Mille, 35 - 00185 Roma Tel. 06 4464514 Fax 06 4468403 e-mail: congressi@sedesoi.com
Congresso Nazionale SIDSO 2013 Dal 24 al 25 Maggio 2013 - Taormina Hotel Villa Diodoro
** Evento Accreditato ECM ** Segreteria Organizzativa: Formazione ed Eventi srl Via del Babuino, 70 - 00187 Roma Tel. 06 89535781 Fax 06 64495253 e-mail: info@formazionedeventisrl.it sito: www.formazionedeventisrl.it
30
V° Edizione: Corso sulla Chirurgia della Cataratta
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology 1/13
Segreteria Organizzativa: Formazione ed Eventi srl Via del Babuino, 70 - 00187 Roma Tel. 06 89535781 Fax 06 64495253 e-mail: info@formazionedeventisrl.it sito: www.formazionedeventisrl.it
31 Maggio – Roma Policlinico A. Gemelli – Aula 6° piano Segreteria Organizzativa e Provider ECM: Jaka Congressi Via della Balduina, 88 - 00136 Roma Tel. 06 35497114 Fax 06 35341535 e-mail: info@jaka.it - sito: www.jaka.it
IOL accomodative e la grave crisi economica 1 giugno 2013 - Torino “Vista 2000”
** Evento Accreditato ECM ** Segreteria Scientifica: Paolo Maria Pesando Segreteria Organizzativa e Provider ECM: FGE srl – Fabiano Gruppo Editoriale Reg. San Giovanni, 40 – 14053 Canelli (AT) Tel. 0141 1768477 Fax 0141 033112 e-mail: p.daniele@fgeditore.it sito: www.fgeditore.it
Retina in Progress 2013 - Present and Future Dal 13 al 15 Giugno 2013 - Milano ATA Hotel Executive
** Evento Accreditato ECM ** Segreteria Scientifica: G. Savino, R. Battendieri, E. Mandarà, M. Gari Segreteria Organizzativa: Symposia Congressi Via Nino Bixio, 3 - 20129 Milano Tel. 02 20403004 - Fax 02 20422262 e-mail: info@symposiacongressi.eu sito: www.symposiacongressi.eu
Aggiornamento continuo dei corsi consultabile online sul sito:
www.agendacongressi.it
XVII KMSG International Congress 2013
Settembre
Dal 20 al 22 Giugno 2013 – Lecce Acaya Golf Club
** Evento Accreditato ECM ** Organizzatore: Prof. M. Vetrugno Comitato Scientifico: Dott. A. Provenzano Segreteria Organizzativa: Jaka Congressi - Via della Balduina, 88 – 00136 Roma Tel. 06 35497114 Fax 06 35341535 e-mail: info@jaka.it - sito: www.jaka.it
International Meeting on Anterior Segment Surgery – FEMTO 2013 Dal 21 al 23 Giugno 2013 – Verona Grand Guardia Palace
’13
3rd Joint International Congress REFR@CTIVE.ON-LINE & SICSSO Dal 27 al 29 Giugno 2013 – Siena Università degli Studi di Siena Centro Didattico del Policlinico Segreteria Scientifica: Fabrizio Camesasca - Patricia Toro Ibañez Segreteria Organizzativa: AIM Group International - AIM Congress srl Via G. Ripamonti, 129 - 20141 Milano Tel. 02 56601.1 Fax 02 70048578 e-mail: congress@rolandsicsso2013.org
Organizzatore: Dott. Roberto Bellucci Segreteria Organizzativa: Maya Idee - Via Saval 25 - 37124 Verona Tel. 045 8305000 - Fax 045 8303602 e-mail: massimo.cussotto@mayaidee.it sito: www.mayaidee.it
II Corso Pratico Multidisciplinare di Base in Chirurgia Oftalmoplastica e Ringiovanimento del Viso - Rejuvenation and Injection Wet Lab
XXVI Congresso Nazionale S.I.E.T.O.
** Evento Accreditato ECM **
Dal 21 al 22 Giugno 2013 – Firenze Auditorium Cosimo Ridolfi Presidente: Ugo Menchini Organizzatori: Marco Borgioli, Augusto Morocutti, Alberto De Napoli, Silvio Zuccarini, Stanislao Rizzo Segreteria Organizzativa: Vimas Net - Annalisa Spada - Tel. 366 9300876 e-mail: a.spada@vimasnet.com Marta Spada - Tel. 347 8184118 e-mail: m.spada@vimasnet.com
Elettrofisiologia clinica oggi 21 GIUGNO 2013 – Roma Istituto di Oftalmologia Clinico Umberto I
** Evento Accreditato ECM ** Segreteria scientifica: Prof. Enzo Maria Vingolo Segreteria Organizzativa e Provider ECM: FGE srl – Fabiano Gruppo Editoriale Reg. San Giovanni, 40 – 14053 Canelli (AT) Tel. 0141 1768477 Fax 0141 033112 e-mail: p.daniele@fgeditore.it sito: www.fgeditore.it
Dal 5 al 6 Settembre 2013 - Isola d'Elba Hotel Hermitage – Biodola Organizzatore: Carlo Orione Segreteria Organizzativa e Provider ECM: FGE srl – Fabiano Gruppo Editoriale Reg. San Giovanni, 40 – 14053 Canelli (AT) Tel. 0141 1768477 Fax 0141 033112 e-mail: p.daniele@fgeditore.it sito: www.fgeditore.it
5th International Ophthalmic and Ophthalmoplastic Training Courses Ophthalmoplastic Live Surgery, no real time; Eyelids, Glaucoma, Cornea, Vitreo and Retina Courses; Hot Spots Cataract Dal 6 all’8 Settembre 2013 - Isola d'Elba Hotel Hermitage - Biodola
** Evento Accreditato ECM ** Organizzatori: Carlo Orione e Mauro Fioretto Segreteria Organizzativa e Provider ECM: FGE srl – Fabiano Gruppo Editoriale Reg. San Giovanni, 40 – 14053 Canelli (AT) Tel. 0141 1768477 Fax 0141 033112 e-mail: p.daniele@fgeditore.it sito: www.fgeditore.it
1/13
EuVision
Peer-reviewed Journal of Ophthalmology
31