MiYOSMART iQ è la soluzione Hoya più evoluta per la gestione della miopia, grazie a un design potenziato in grado di elevare lo standard di prevenzione. Con segmenti di defocus più vicini al centro della lente, un maggior potere di defocus e una zona di trattamento più estesa, MiYOSMART iQ offre una notevole efficacia nel gestire la progressione della miopia nei più giovani. 1.
lenti MiYOSMART iQ. 04/2026
3. Kaymak H, Devenijn M, Tse DY, et al. Defocus Incorporated Multiple Segments Spectacle Lenses with Triple Enhanced Design Normalize and Neutralize Axial Elongation in Myopic Children: A Randomized Three-Arm Trial Using AMMC Physiological Growth Criteria. Abstract OD72, ARVO Annual Meeting 2026, Denver, USA. https://eppro02.ativ.me/web/index. php?page=IntHtml&project=ARVO26&id=4490935 (accessed date 27.05.2026) *I risultati relativi ai bambini miopi di età compresa tra i 4 e i 12 anni possono variare a seconda della fascia d’età e di altri parametri presenti all’inizio del trattamento con MiYOSMART iQ. Nessuna progressione della miopia* , in media, nei primi 12 mesi di utilizzo1,2 Per informazioni, contatta il tuo Responsabile Tecnico Commerciale o scrivi a hoyatiinforma@hoya.it miyosmart.it - Seguici su: Hoya Lens Italia n62026
Tse DY, Hon Y, Chun RK, et al. Myopia
NEL 2026
PRESBIOPIA FORUM
2026 DELLA VISTA
DIVENTA
8-9 NOVEMBRE 2026 BARI WORK IN
CENTRO CONGRESSI THE NICOLAUS
Mensile dedicato al mondo degli occhiali, della vista, della visione e della percezione visiva Giugno 2026 numero 6 www.b2eyes.com In copertina Hoya
6 Forum della Vista: così l’innovazione può aiutare la filiera
8 Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia
10 Stellest Glasses: l’occhiale completo a misura di bambino
12 GreenVision: la Convention 2026 ha rafforzato il confronto tra ottici e oculisti
14 DaTE, un’edizione più internazionale e aperta all’oftalmica
18 Zeiss: i roadshow di formazione e informazione per ottici e oculisti
20 Centro Style: 50 anni di un’azienda e della società italiana
24 Oakley: 50 anni di innovazione per un brand ribelle
26 Centro ottico e musica: una questione che va oltre il marketing
30 l’ottico digitale Il tuo negozio è un diesel o un elettrico?
34 sell-in Vacation mode, una leva concreta per il centro ottico
36 lab Il ruolo della curva di defocus nel presbite moderno
lenti oftalmiche
42 Seiko World Collection: precisione, estetica e semplicità nella nuova gamma di lenti
46 Filab: nell’1.74 siamo al riparo dalla carenza sul mercato collectio
58 Liebig: cacciò il maligno dagli specchi, ma è ricordato per i dadi da cucina
Forum della Vista: così l’innovazione può aiutare la filiera
6 18 8
Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia
GreenVision: la Convention 2026 ha rafforzato il confronto tra ottici e oculisti
Zeiss: i roadshow di formazione e informazione per ottici e oculisti
Il tuo negozio è un diesel o un elettrico?
Vacation mode, una leva concreta per il centro ottico
L'ottica non dimentica. E aiuta.
di Angelo Magri
Alcune delle storie pubblicate recentemente su b2eyes Today, il nostro quotidiano online, raccontano qualcosa di diverso rispetto alle tendenze di mercato.
A maggio l’Italia ha ricordato i 50 anni dal terremoto del Friuli, che non colpì soltanto le persone e le abitazioni, ma anche le attività del settore: molti punti vendita furono danneggiati o resi inagibili, eppure, tra macerie, tende e prefabbricati, gli ottici continuarono a lavorare, sostenuti dalla solidarietà di colleghi, fornitori e associazioni di categoria. La ricostruzione non fu soltanto edilizia: fu anche professionale e umana.
Lo stesso spirito emerge da una realtà diversa e più vicina a noi nel tempo, ancora soggetta a un fragile equilibrio. In Libano, dove nei mesi scorsi la guerra tra Israele e Hezbollah ha devastato intere aree del paese, anche numerosi centri ottici hanno subìto danni molto gravi o hanno dovuto lavorare in condizioni precarie. Tuttavia, nonostante le grandi difficoltà, il settore ha cercato di continuare a garantire assistenza visiva alle comunità colpite, pur senza ricevere particolari aiuti, se non la solidarietà tra connazionali.
Ma l'aiuto non si manifesta soltanto nelle emergenze. Lo si vede, ad esempio, nelle iniziative che coinvolgono gli atleti di Special Olympics: centinaia di screening visivi effettuati, decine e decine di occhiali donati, professionisti che mettono a disposizione tempo e competenze per consentire a persone con disabilità
intellettive di vedere meglio e vivere meglio lo sport. E tutto ciò ogni anno da un quarto di secolo in Italia, grazie al programma Opening Eyes. Lo stesso vale per i progetti comunemente racchiusi sotto l’egida di Occhiale Solidale, spesso legati alle territoriali di Federottica: negli ultimi anni quelle di Padova, Genova, Milano, Bologna e Parma sono state tra le più attive, in certi casi con l’importante coinvolgimento dell’area medica e sempre con un messaggio univoco: la salute visiva e una corretta visione non possono diventare un privilegio riservato soltanto a chi può permettersele.
Gli esempi potrebbero continuare, basti pensare alle attività di test o screening visivi a livello locale che vedono coinvolti ottici optometristi, aziende e sovente oculisti e ortottisti, con finalità di prevenzione e sensibilizzazione su vista e visione, dai bambini fino alla popolazione adulta. Senza mettere in ombra il principio di fondo dell’attività di un negozio di ottica, quello di fare business, da tutte queste situazioni emerge quindi il profondo senso di responsabilità sociale insito nella professione stessa e alimentato da tali iniziative e da altre ancora.
Nel 1976 si leggeva sui muri delle località colpite dal terremoto “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, che sarebbe diventato il simbolo della rinascita della regione dopo quel tragico evento. Parafrasando il concetto, si potrebbe affermare con certezza e un pizzico di orgoglio che l’ottica non dimentica. E aiuta.
antiabbagliamento + contrasto
NITIDA® è il nuovo materiale, studiato e testato da Filab Lenti Italiane, che agisce principalmente nelle due fasce dello spettro elettromagnetico, andando a ridurre l’abbagliamento notturno e migliorando sensibilmente il contrasto disponibile negli indici: • 1.600 • 1.500 • 1.600 UV420 Gray
QUANDO E DOVE È CONSIGLIATO L’UTILIZZO DEL MATERIALE NITIDA® PER LE LENTI:
• Settore automobilistico
Durante la guida notturna, i conducenti possono riscontrare un affaticamento visivo causato dalla continua esposizione alla luce intensa dei fari anteriori e posteriori a LED
• Monitor LED e Videogiochi
La maggioranza dei monitor per PC e le console di gioco adotta la tecnologie LED causa di affaticamento visivo e mal di testa
• Impianti sportivi
Chi pratica sport in ambienti illuminati artificialmente è esposto a luci LED ad alta intensità. Durante attività come tennis, padel, calcio, baseball o altri sport notturni, possono causare affaticamento visivo e una sensazione di disagio.
• Illuminazione per interni
Quasi tutta l’illuminazione per interni adotta la tecnologia LED, soprattutto negli ambienti industriali e ospedalieri. Questo tipo di illuminazione è solitamente più luminosa e l’esposizione prolungata può portare ad affaticamento visivo.
Forum della Vista: così l’innovazione può aiutare la filiera
a cura della redazione
All’evento in programma l’8 e 9 novembre a Bari interverranno alcune figure di spicco in ambito tecnologico e marketing su tematiche di stretta attualità per industria e retail
Domenica 8 novembre, prima giornata del Forum della Vista 2026, interverranno alcuni big in ambito tecnologico e digitale. L’esperto di future retail Giuseppe Stigliano, già presente l’anno scorso a Bologna con una relazione che ha coinvolto la platea e il palco, cercherà di aprire nuove finestre proprio sul grande mondo del retail internazionale. Oltre a lui, una new entry particolarmente conosciuta sia dagli addetti ai lavori sia dal
Marco Camisani Calzolari, si occupa di cultura digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity e trasformazione tecnologica
grande pubblico: si tratta di Marco Camisani Calzolari, professionista che si occupa da anni di cultura digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity e trasformazione tecnologica, affiancando aziende, istituzioni e organizzazioni nei processi di innovazione. Oltre all’attività di consulenza ci sono nel suo bagaglio anche quella accademica e quella divulgativa, che lo hanno reso una delle figure più conosciute in Italia sui temi del digitale. La sua notorietà presso il grande pubblico è legata in particolare alla collaborazione con il programma televisivo Striscia la Notizia su Canale 5, per il quale Camisani Calzolari per anni ha curato servizi e rubriche dedicati alla tecnologia, alla sicurezza informatica, alle truffe online e all'uso consapevole degli strumenti digitali.
La partecipazione congiunta di Stigliano e Camisani Calzolari conferma l'impostazione del Forum della Vista, che si propone come un momento di confronto non solo sulle problematiche visive e sul ruolo della filiera, ma anche sulle grandi trasformazioni che stanno influenzando il mercato, la comunicazione e il rapporto con i consumatori: i due esperti daranno il via a un dibattito che sarà alimentato dall’oftalmologo universitario, nonché affermato divulgatore, Paolo Nucci, sull’intelligenza artificiale e, più in generale,
sull’innovazione tecnologica a beneficio della classe medica, dell’area ottico optometrica e del paziente-cliente.
A loro, sempre nella prima giornata di lavori dell’evento, si aggiunge Luca Vanin: laureato in Filosofia e in Psicologia, con un dottorato in questa disciplina, nonché autore di libri, è ceo e fondatore di WebinarPro, si occupa di formazione e comunicazione online ed è docente di Web Marketing all’Università di Milano-Bicocca.
«Questi interventi sono rivolti soprattutto ai giovani professionisti della visione: potrebbero cambiare le loro opinioni e, forse, persino i destini di molti di loro, quelli che vogliono uscire dalla routine quotidiana ed entrare nella competizione reale del mercato – afferma Nicola Di Lernia, che dal 2019, anno della prima edizione del Forum, lo conduce e ne cura i contenuti insieme a chi lo ha ideato, Fabiano Editore - L’evento ha sempre tenuto in considerazione i giovani: basti pensare alle apprezzate performance dal palco di Andrea Astarita che con il suo “Optometria Giovane” aveva inaugurato il ciclo degli optometristi influencer della Generazione Z, dimostrando che uno della sua età poteva tranquillamente salire tenere una relazione al Forum e insegnare qualcosa a tutti. Oppure al salotto del 2023 a Napoli con i ragazzi di Vision Adria, appena reduci dalla loro prima esperienza di podcast. Per non dimenticare l’anno successivo l'intervento di Celeste Limoli, guidato da Paolo Nucci, che aveva sorpreso tutti con venti minuti di spiegazione sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nel mondo medico e oftalmologico».
In sostanza, i giovani il Forum li ha sempre fatti parlare e li ha resi protagonisti e oggi, mantenendo questa tradizione, vuole calamitarne altrettanti in
Luca Vanin, docente e autore di libri, è specializzato in formazione e comunicazione online
L’esperto di future retail Giuseppe Stigliano, in collegamento durante l'edizione 2025 del Forum
plenaria ad ascoltare una serie di speech che li possono aiutare a crescere anche sul piano imprenditoriale. Tant’è che lo stesso Di Lernia affronterà il tema del Crm e di quella che potrebbe chiamarsi community dell’acquisto.
Inoltre la seconda giornata del Forum della Vista 2026, lunedì 9 novembre, vedrà la presenza di un esperto tecnico, in grado di fornire ai partecipanti le informazioni utili per un corretto e proficuo uso dell’intelligenza artificiale nella quotidianità di un centro ottico. Secondo i promotori dell’appuntamento pugliese, infatti, l’AI oggi non può essere limitata soltanto alla fase di progettazione e costruzione delle lenti oftalmiche, per quanto ne rappresenti un valore aggiunto significativo: è necessario capire se e come può valorizzare la competenza, l’esperienza e la capacità relazionale di un ottico optometrista all’interno della sua attività professionale.
Miyosmart iQ, una gamma ancora più completa per la gestione della miopia
A cura della redazione
Dall'8 luglio sono disponibili per la nuova soluzione oftalmica di Hoya una griglia di poteri ampliata, un trattamento antiriflesso premium e la versione fotocromatica, per rispondere alle principali esigenze dei giovani miopi
Accanto agli importanti risultati dello studio clinico a un anno, che indicano in media un'assenza di progressione della miopia, Miyosmart iQ di Hoya introduce significative novità anche sul piano dell'esperienza visiva e della portabilità quotidiana. «La gestione della miopia nei giovani richiede soluzioni efficaci e capaci di soddisfare le diverse esigenze visive e gli stili di vita dei piccoli portatori - spiegano dall’azienda oftalmica - Per questo Miyosmart iQ è oggi disponibile con una gamma ancora più completa e versatile». In particolare, è stata introdotta una griglia di poteri ampliata, con estensione di possibilità di correzione da -13.00 D fino a +2.00 D, con cilindro fino a +4.00 D, e un nuovo design asferico ottimizzato free form, «che utilizza migliaia di punti di calcolo per costruire la superficie posteriore della lente, migliorando la qualità ottica, riducendo le aber-
razioni e contribuendo a ottenere una lente più sottile, piatta e gradevole dal punto di vista estetico», preci sano da Hoya. Inoltre è disponibile Spark, un nuovo trattamento antiriflesso premium «progettato per ac compagnare la vita quotidiana dei giovani grazie a una maggiore resistenza ai graffi rispetto alla generazione precedente, mantenendo l’elevata facilità di pulizia, at traverso resistenza ad acqua, polvere e impronte, e of frendo protezione completa dai raggi UV, senza com promettere la trasparenza», aggiungono dal gruppo. Infine è possibile optare per la versione fotocromati ca Miyosmart iQ Chameleon, che combina la gestione della miopia con il comfort visivo in condizioni di lumi nosità variabile e una protezione aggiuntiva dai raggi UV.
«Le prestazioni di Miyosmart iQ sono state valutate in uno studio clinico randomizzato e controllato con dotto su soggetti di età compresa tra 4 e 12 anni: tra i dati più significativi emerge che 9 su 10 hanno mo strato un'assenza di progressione miopica clinicamen te rilevante nei primi 12 mesi di utilizzo - concludono dall’azienda - Con l'ampliamento della gamma Miyo smart iQ, Hoya mette a disposizione degli specialisti della visione una soluzione ancora più completa per la gestione della miopia: unendo evidenze cliniche, inno vazione tecnologica e maggiore libertà di scelta, per rispondere alle esigenze di un numero sempre più am pio di giovani portatori e delle loro famiglie».
Un’immagine di campagna di Miyosmart iQ
Miglior igiene, compliance e fiducia da parte dei genitori
I genitori hanno assegnato un voto di 10/10 al comfort di uso del bambino1
Trattamento di superficie biomimetico e brevettato per migliorare la bagnabilità e la resistenza ai depositi
Esperienza di utilizzo eccezionale
9 portatori su 10 hanno dichiarato un'alta soddisfazione visiva e forte intenzione di continuare l’uso1
Elevata trasmissibilità dell’ossigeno (Dk/t 114): supporta l'uso quotidiano prolungato e il benessere oculare
PARAMETRI: Miopia ≤ -6,00d, diametro 14,20mm, curva base 8,50mm
GIORNALIERA | Silicone Idrogel
Díaz-Gómez S, Burgos-Martínez M, Razquin-García
A, Velasco De La Fuente M, Durán-Prieto E, Carballo-Álvarez J. Performance and user preference of two daily disposable myopia contact lenses:
Stepped anti-myopia
silicone hydrogel vs. dual-focus hydrogel.
Poster presented at: Global Specialty Lens Symposium (GSLS 2026); January 2026; Las Vegas, NV, USA.
Stellest Glasses: l’occhiale completo a misura di bambino
a cura della redazione
Migliorare l'aderenza al trattamento della miopia nei più piccoli e favorirne l’efficacia: il nuovo sistema integrato di Essilor ha l’obiettivo di garantire comfort, stabilità e corretto posizionamento delle lenti per aumentare l’uso quotidiano
La montatura svolge un ruolo centrale nella gestione della miopia: deve essere leggera, stabile e adattata alle caratteristiche del viso infantile per favorire un uso costante durante tutte le attività quotidiane. Su tale base è stato ideato il sistema integrato Essilor Stellest Glasses, annunciato all’ultimo Mido e recentemente lanciato sul mercato italiano.
Qual è stata l'esigenza principale che ha portato allo sviluppo di Essilor Stellest Glasses e in che modo risponde alle difficoltà dei bambini nel portare gli occhiali per tutto il giorno?
«Le lenti Essilor Stellest hanno dimostrato clinicamente di rallentare la progressione della miopia nei bambini e sappiamo che la loro efficacia aumenta con un utilizzo quotidiano prolungato. Tuttavia, gli studi sui consumatori evidenziano che circa quattro su dieci non indossano gli occhiali per l'intera giornata – spiega Giorgio Parisotto, professional & business manager wholesale EssilorLuxottica
Giorgio Parisotto, professional & business manager wholesale EssilorLuxottica Italia
Marta Peroni, optical frames & kids categories director EssilorLuxottica
Italia - Da qui è nata l'esigenza di sviluppare Essilor Stellest Glasses: una soluzione completa che integra lenti e montatura, progettata specificamente per favorire comfort, stabilità e aderenza al trattamento. L'obiettivo era offrire ai professionisti della visione uno strumento capace di ottimizzare il corretto posizionamento delle lenti e, allo stesso tempo, aiutare i bambini a portare gli occhiali più a lungo durante la giornata. Grazie a materiali leggeri, una calzata stabile
e un design studiato sulle caratteristiche del viso infantile, Essilor Stellest Glasses contribuisce a rendere l'esperienza d'uso più confortevole e naturale».
Quanto è importante la progettazione della montatura nella gestione della miopia e quali caratteristiche la rendono realmente adatta ai soggetti più piccoli?
«La montatura svolge un ruolo fondamentale nella gestione della miopia perché contribuisce a garantire che il bambino guardi sempre attraverso il punto corretto della lente: se ben progettata, deve rimanere stabile sul viso anche durante il gioco, la pratica sportiva e le normali attività quotidiane, senza scivolare o richiedere continui aggiustamenti - afferma Marta Peroni, optical frames & kids categories director EssilorLuxottica - Per questo gli Essilor Stellest Glasses sono stati sviluppati con caratteristiche specifiche per i giovani portatori di occhiali: peso ridotto, aste regolabili, terminali in gomma per una migliore aderenza e diverse soluzioni per il nasello, pensate per assicurare comfort e stabilità durante tutta la giornata. Una corretta vestibilità favorisce un utilizzo più costante degli occhiali e contribuisce quindi a massimizzare i benefici del trattamento». In che modo gli studi sull'antropometria del viso infantile hanno influenzato il design della nuova collezione di occhiali?
Alcune immagini di campagna, progettate con IA, di Essilor Stellest Glasses. Essilor e Stellest sono marchi registrati di Essilor International
Grazie a microlenti con maggiore potenza e asfericità, la nuova tecnologia H.A.L.T. MAX genera un volume di luce non focalizzata con una profondità doppia rispetto alla precedente generazione – aggiunge il manager - Questo produce un segnale ottico più intenso, studiato per rallentare in modo ancora più efficace l'allungamento assiale dell'occhio, il principale meccanismo responsabile della progressione miopica. I risultati dello studio clinico di un anno hanno dimostrato che Essilor Stellest 2.0 è significativamente più efficace nel rallentare la crescita dell'occhio miope rispetto alla prima generazione di lenti, mantenendo al contempo gli stessi vantaggi in termini di qualità visiva, estetica e sicurezza».
Quali strategie vanno consigliate per favorire un utilizzo costante degli occhiali da parte dei bambini e migliorare l'aderenza al trattamento?
«Gli studi sull'antropometria del viso infantile sono stati alla base dello sviluppo della collezione: il viso dei bambini ha infatti caratteristiche molto diverse rispetto a quello degli adulti, è ancora in fase di crescita e spesso presenta proporzioni più ampie e più basse - continua Parisotto - Grazie all'analisi di questi dati è stato possibile progettare montature che si adattano meglio alle diverse fasi della crescita, garantendo una vestibilità più precisa, maggiore stabilità e un corretto posizionamento delle lenti. La collezione è stata inoltre articolata in diverse fasce d'età proprio per rispondere alle esigenze specifiche dei bambini nelle varie fasi dello sviluppo».
Quali innovazioni introduce la tecnologia H.A.L.T. Max delle nuove Stellest 2.0 rispetto alla generazione precedente e quali sono gli ulteriori benefici offerti nel controllo della progressione miopica?
«Le lenti Essilor Stellest 2.0 rappresentano l'evoluzione della tecnologia H.A.L.T., Highly Aspherical Lenslet Target, introdotta per la prima volta nel 2020.
«La prima strategia è la consapevolezza: è importante aiutare genitori e bambini a comprendere che le lenti per la gestione della miopia non servono soltanto a vedere bene, ma possono contribuire a rallentare la progressione della miopia e a proteggere la salute visiva nel lungo periodo - conclude Parisotto - Fondamentale è poi la scelta di una montatura adeguata. Comfort, stabilità e vestibilità incidono direttamente sulla disponibilità a indossare gli occhiali per il tempo raccomandato: coinvolgere attivamente il bambino nella scelta dell’occhiale, proponendo modelli che soddisfino sia le esigenze tecniche sia le sue preferenze estetiche, può aumentare significativamente l'accettazione e l'utilizzo quotidiano. Anche il ruolo dell'ottico è centrale: attraverso un'attività costante di informazione e supporto alle famiglie può contribuire a rafforzare l'aderenza al trattamento, ricordando che le evidenze scientifiche mostrano come l'efficacia delle lenti Essilor Stellest aumenti con un uso giornaliero più prolungato».
GreenVision: la Convention 2026 ha rafforzato il confronto tra ottici e oculisti
a cura della redazione
Dall’aggiornamento scientifico e interdisciplinare sulle principali problematiche visive all’innovazione tecnologica e di prodotto: a metà giugno in Sardegna si è svolto il tradizionale evento del gruppo, giunto alla ventunesima edizione, con una settimana di dialogo tra professionisti, mondo accademico e industria
Oltre 900 professionisti della vista e della visione, tra oculisti, ottici optometristi e ortottisti, e alcune delle principali aziende italiane dell’ottica si sono riuniti per la Convention 2026 di GreenVision. «È stata una settimana di aggiornamento e formazione dedicata ai temi che stanno trasformando il settore e alle prospettive di collaborazione tra mondo ottico, classe medica, università e industria – spiegano dal gruppo - I soci GreenVision si stanno inoltre confrontando con il comparto sull'evoluzione della professione e su come può cambiare il quadro normativo».
A caratterizzare l’edizione di quest’anno è stata soprattutto la presenza di alcuni dei più autorevoli esponenti dell’oftalmologia italiana, chiamati a condividere esperienze cliniche, opportunità di ricerca e riflessioni sul futuro della collabora -
zione tra ottici optometristi e medici specialisti. «Nel corso della Convention i partecipanti hanno seguito gli interventi dei vertici delle principali aziende del comparto, in un confronto dedicato all’evoluzione del mercato e alle prospettive della professione: tra le tematiche emerse, anche la necessità di proseguire il dialogo su un possibile aggiornamento del quadro normativo di riferimento per la figura dell’ottico», precisano da GreenVision.
Il programma scientifico, realizzato dai vertici del network insieme a EyeSee, la testata di oftalmologia di Fabiano Editore, e coordinato da Nicola Di Lernia e dall'oculista Vittorio Picardo, ha affrontato argomenti come la gestione della miopia, la presbiopia, la contattologia avanzata, la superficie oculare, fino all’ipovisione, alle nuove tecnologie e
alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale applicata alla salute visiva. «Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione di prodotto, da sempre uno dei momenti più attesi della Convention: durante i lavori sono state presentate le novità GreenVision, con particolare attenzione all’evoluzione delle lenti oftalmiche e delle soluzioni filtranti, temi che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella risposta alle attuali esigenze visive dei consumatori e nell’attività quotidiana dei professionisti del settore - afferma Gianni De Napoli, vicepresidente del consorzio - Il confronto tra ottici, aziende partner e specialisti ha inoltre offerto l’occasione per approfondire le principali tendenze tecnologiche e le prospettive di sviluppo del mercato».
In evidenza nella settimana di lavori in Sardegna anche le nuove iniziative di formazione promosse dalla GreenVision Academy, il polo formativo del gruppo, che ha sede a Padova, con l’obiettivo di offrire agli ottici del network percorsi sempre più strutturati e aggiornati, capaci di accompagnare la crescita professionale della rete e di rispondere alle nuove esigenze del mercato e dei consumatori. La Convention 2026 è stata inoltre l'occasione per GreenVision di approfondire i risultati ricevuti con importanti collaborazioni, come quella con Fondazione Telethon.
Accanto ai contenuti professionali l’evento ha confermato anche la dimensione di incontro e condivisione per l’intera rete GreenVision. Il programma di spettacolo e intrattenimento ha infatti visto protagonisti artisti del calibro di Fausto Leali, Francesco Renga e Giovanni Vernia, accolti con entusiasmo dai partecipanti.
Talk interdisciplinari con più di 15 oftalmologi top
Dopo aver posto al centro delle ultime edizioni temi come la cogestione dei difetti visivi e il rapporto tra ottici optometristi e oculisti, GreenVision è tornato a puntare su un format interdisciplinare che ha coinvolto alcuni dei principali esponenti dell'oftalmologia italiana insieme a professionisti associati al gruppo e rappresentanti dell'industria. Il programma scientifico “Forum della visione condivisa: esperienze, competenze e innovazione” ha infatti dedicato una serie di incontri ai principali argomenti della pratica professionale: contattologia avanzata, gestione della miopia, presbiopia, superficie oculare, avanguardia tecnologica e intelligenza artificiale, ipovisione e miglioramento del rapporto tra area ottico optometrica e classe medica.
A portare il proprio contributo è stata una quindicina di esponenti dell’oftalmologia italiana, al più alto livello: Teresio Avitabile, Vincenza Bonfiglio, Roberto Caputo, Filippo Cruciani, Cristiano De Gaetano, Fabio Fiormonte, Giuseppe Giannaccare, Matteo Forlini, Danilo Mazzacane, Tiziano Melchiorre, Paolo Nucci, Vincenzo Orfeo, Vittorio Picardo, Giuseppe Rao, Scipione Rossi, Massimiliano Serafino e Paola Valente. Con loro sono intervenuti ottici optometristi GreenVision ed esponenti delle aziende partner, a testimonianza dell'approccio multidisciplinare che caratterizzava l'iniziativa, strutturata attraverso sessioni in modalità talk e con un format basato sul confronto diretto tra i partecipanti e sulla discussione di esperienze professionali.
Alcune fasi del programma scientifico realizzato all’interno della Convention 2026 di GreenVision, svoltasi dal 13 al 20 giugno presso l’Igv Club Santagiusta, a Castiadas, in provincia di Cagliari
DaTE, un’edizione più internazionale e aperta all’oftalmica
a cura della redazione
Dopo essere approdata a Riccione nel 2025, torna la rassegna dedicata all’eyewear di ricerca, che dal 12 al 14 settembre farà tappa al Salone Margherita di Napoli
Rafforzarne il profilo internazionale senza perdere il carattere che lo rende un evento unico: è uno degli obiettivi che si sono prefissati gli organizzatori di DaTE per l’edizione 2026. Il presidente Davide Degl’Incerti Tocci spiega come conta di raggiungerlo e quali altre novità aspettano gli ottici italiani nelle tre giornate di Napoli del prossimo settembre, tra le quali spicca la presenza anche delle lenti.
Davide Degl’Incerti Tocci, presidente di DaTE
La novità più eclatante è l’apertura alle aziende oftalmiche: lo ritenete un valore aggiunto e, nel caso, in quale misura? O c’è il rischio che possa “snaturare” lo spirito del DaTE?
Al contrario, la consideriamo un valore aggiunto importante e in linea con il percorso che DaTE sta portando avanti. Non si tratta di cambiare identità, ma di allargare lo sguardo e raccontare in modo più completo tutte le professionalità che contribuiscono a far crescere il settore. DaTE continuerà a essere un evento dedicato alla ricerca, alla creatività, all’indipendenza e alla qualità delle relazioni: l’ingresso delle lenti rappresenta un’occasione per creare nuove connessioni e favorire il dialogo tra realtà diverse ma complementari. Vogliamo offrire uno spazio in cui buyer, designer, produttori e imprenditori possano confrontarsi e raccontare i propri progetti in modo autentico. Oggi il valore nasce sempre più dall’incontro tra competenze diverse ed è proprio questa la direzione che vogliamo seguire. Quali sono le altre principali novità dell’edizione 2026?
A parte l’ingresso delle lenti, si aggiunge la scelta di Napoli e del Salone Margherita, una location dal forte carattere, che rispecchia bene lo spirito della manifestazione. Abbiamo inoltre rivisto gli orari di apertura per rendere la visita più agevole e favorire incontri di qualità tra gli operatori. Un altro elemento importante è la collaborazione con Agenzia Ice,
che porterà circa 30 buyer provenienti dall’Europa e dall’area mediterranea.
Quali sono invece i punti di forza dell’edizione 2025 che intendete confermare a Napoli e quali le criticità emerse lo scorso anno che pensate di migliorare?
Uno degli aspetti più apprezzati dell’ultima edizione è stata l’atmosfera che si è creata: un clima informale e partecipativo che ha favorito incontri spontanei e confronti concreti tra aziende, ottici e professionisti del settore. È proprio questa energia che vogliamo ritrovare anche a Napoli. Naturalmente ogni edizione offre spunti per migliorare. Quest’anno abbiamo deciso di puntare sulla presenza di buyer internazionali: l’obiettivo è rafforzare proprio il profilo internazionale di DaTE, senza perdere il carattere che lo rende un evento unico. Un altro punto di forza è sicuramente il DaTE Party della sera di sabato 12 settembre che, dopo il successo dello scorso anno, si conferma uno dei momenti più attesi dell’evento.
In una fase congiunturale delicata per il retail ottico nel nostro paese come l’attuale, soprattutto per quanto riguarda il sell out delle montature, DaTE può offrire un’opportunità agli imprenditori ottici italiani?
Oggi, più che mai, è importante distinguersi attraverso qualità, identità e capacità di proporre qualcosa di diverso. DaTE offre agli ottici l’opportunità di entrare in contatto con brand indipendenti e aziende che investono in ricerca, innovazione e cultura del prodotto. In un mercato in cui i consumatori cercano sempre più autenticità e differenziazione, proporre prodotti innovativi e distintivi può diventare un elemento decisivo per rafforzare la propria competitività.
Le dinamiche di mercato e la crescita delle catene in Italia nell’ultimo anno possono incidere anche sull’offerta dell’occhialeria indipendente presente a DaTE e sui buyer che vengono a visitarlo?
L’occhialeria indipendente ha una propria identità molto precisa. È vero che negli ultimi anni il mercato è cambiato e che le catene hanno rafforzato la propria
presenza, ma ciò non significa che ci sia meno spazio per le realtà indipendenti. Anzi, spesso accade il contrario: quanto più il mercato tende a uniformarsi, tanto più aumenta l’interesse per prodotti originali, riconoscibili e capaci di raccontare una storia. C’è una fascia di consumatori che non cerca semplicemente un occhiale, ma un prodotto con personalità, contenuto progettuale e una chiara visione. DaTE nasce proprio per rispondere alle esigenze di questo tipo di utenti finali e per dare voce a questo mondo. Inoltre l’occhialeria indipendente, pur essendo complessa da mappare con precisione, continua a registrare una crescita costante e un interesse sempre maggiore: si tratta di un dato oggettivo, percepibile da tutti. In un contesto economico non semplice come quello attuale, siamo di fronte a un segmento che sta dimostrando una buona tenuta ed è certamente un elemento di cui possiamo andare orgogliosi.
La collaborazione con Agenzia Ice per portare alcune decine di buyer dall’estero può contribuire a consolidare l’immagine di DaTE e il business degli espositori italiani?
Senza dubbio. La collaborazione con Agenzia Ice è un passo importante nel percorso di crescita di DaTE e nel suo posizionamento internazionale. Per le aziende partecipanti significa avere l’opportunità di incontrare buyer selezionati, sviluppare nuove relazioni commerciali e aprire prospettive in mercati diversi. Allo stesso tempo, contribuisce a rafforzare l’immagine di DaTE come appuntamento autorevole per chi cerca qualità, creatività e innovazione nell’occhialeria. Il progetto prevede infatti anche delle azioni di comunicazione mirate in alcuni paesi oggetto di scouting per l’incoming, al fine di promuovere la manifestazione e il made in Italy che potranno trovare. L’occhialeria italiana continua a essere apprezzata in tutto il mondo per queste caratteristiche e DaTE rappresenta il contesto ideale per valorizzarle in un ambiente raccolto, informale e orientato alle relazioni.
Uno scorcio dell’ultima edizione dell’evento, svoltosi nel settembre 2025 al Cocoricò di Riccione
Everyone’s
l’85%
degli utilizzatori ha valutato
Miru 1day UpSide la migliore per comfort3
Aiuta i tuoi portatori a sorridere con Miru
1day UpSide
SEGUICI
Grazie alla tecnologia Smart Touch™ le lenti sono due volte più rapide da applicare¹
Superficie altamente bagnabile, a bassissimo modulo e a basso attrito, per un comfort ottimale²
Disponibile in versione sferica, torica e multifocale
Consiglia le lenti a contatto Miru 1day UpSide
Zeiss: i roadshow di formazione e informazione per ottici e oculisti
di Angelo Magri
ChiaraMente, Academy ClearLab e Visione Evoluta sono gli ultimi progetti itineranti dell’azienda oftalmica, che tra marzo e maggio hanno coinvolto oltre un migliaio di professionisti
Si è partiti con il roadshow immersivo ChiaraMente, che a marzo ha portato circa 450 ottici italiani a seguire la presentazione di ClearMind, la nuova gamma di monofocali, progressive e digital basate sulla tecnologia NeurOptix. Ad aprile ha quindi preso il via Zeiss Academy ClearLab, dieci appuntamenti sul territorio nazionale che si sono conclusi a fine maggio, con circa 400 partecipanti: l’obiettivo era ampliare ulteriormente la copertura geografica rispetto al precedente tour, con la volontà di riprendere il format in autunno grazie a nuove sessioni.
«L’iniziativa si è distinta soprattutto per un’impostazione diversa rispetto ai tradizionali iter formativi –spiega Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Ogni appuntamento ha preso avvio con la presentazione tecnica e scientifica delle lenti ClearMind, approfondendone le caratteristiche, il posizionamento all’interno dell’offerta aziendale e i principali elementi innovativi. Successivamente il focus si è spostato sul coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso attività pratiche individuali e di gruppo». Elemento centrale di Zeiss Academy ClearLab era infatti l’utilizzo dell’elevator pitch, il cosiddetto “metodo dell’ascensore”: in pochi minuti i presenti dovevano riuscire a illustrare questa soluzione visiva in modo efficace e persuasivo, stimolando interesse e curiosità
nel cliente tramite parole chiave e messaggi semplici, coerenti e concreti. «Gli ottici venivano inizialmente invitati a elaborare individualmente il proprio racconto del prodotto, per poi confrontarsi a coppie o in gruppo sulle modalità più efficaci di tradurre le caratteristiche tecniche in benefici reali per il consumatore finale - dice Abbate - Dalle esercitazioni sono emerse argomentazioni differenti ma spesso complementari tra loro: ogni sessione si concludeva infatti con la scelta e la discussione condivisa del racconto ritenuto mi-
I relatori al primo appuntamento di Visione Evoluta a Milano: al centro Federica Pira, dell’area Medical di Zeiss, tra gli oftalmologi Andrea Lembo, Franco Spedale e Marco Mazza; a sinistra, Stefano Amarena di Zeiss Vision Care e, a destra, Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia
gliore dal gruppo, individuando messaggi chiave utili a tutti i partecipanti». A guidare le lezioni sono stati un referente marketing e uno tecnico di Zeiss Vision Care Italia. La metodologia, già utilizzata internamente dall’azienda, è stata proposta per la prima volta anche agli ottici italiani.
«Un ulteriore elemento emerso durante gli incontri riguarda il confronto tra chi aveva già provato le ClearMind con la propria clientela e chi ancora non le conosceva direttamente: le testimonianze di utilizzo concreto si sono rivelate particolarmente utili sia per rafforzare la soddisfazione degli ottici già coinvolti sia per offrire spunti pratici ai colleghi interessati a introdurre questa famiglia di lenti nel proprio centro ottico - sottolinea il manager - Ai corsi hanno preso parte non soltanto i titolari dei punti vendita, ma anche numerosi collaboratori che hanno evidenziato esigenze, competenze e approcci diversi tra loro e si sono distinti per curiosità e partecipazione attiva. La platea era composta in modo equilibrato tra partner consolidati e prospect che lavorano con Zeiss da poco tempo: secondo quanto emerso al termine delle sessioni, molti di loro sarebbero stati spinti a introdurre ClearMind dopo il corso, acquisendo maggiore sicurezza sia nella proposta commerciale sia nel dialogo con il cliente finale».
A inizio maggio ha inoltre debuttato a Milano Visione Evoluta, indirizzato a oculisti, ortottisti e ottici expert partner dell'azienda: un format pensato per favorire il dialogo tra area medica e mondo ottico optometrico attraverso la modalità multidisciplinare della gestione visiva. «Si tratta di una novità per l'azienda sia dal punto di vista dei contenuti sia dell’organizzazione: per la prima volta, infatti, le divisioni Zeiss Vision Care e Zeiss Medical Technology hanno lavorato insieme a un unico evento dedicato contemporaneamente a miopia e presbiopia, affrontate sotto
il profilo clinico, tecnologico e applicativo – ricorda Abbate - Con questa iniziativa si vuole creare una visione condivisa della gestione del paziente-cliente, favorendo il confronto tra le diverse professionalità coinvolte e approfondendo le più recenti innovazioni in ambito chirurgico e ottico».
Futuro delle problematiche visive, innovazione tecnologica e applicazioni pratiche sono i temi centrali del progetto. «Per quanto riguarda la presbiopia, la discussione si è concentrata sulle differenti opzioni di gestione, dalla chirurgia alle soluzioni oftalmiche, esaminando anche il tema delle neuroscienze applicate alle nuove lenti ClearMind e il loro impatto sulla qualità della vita e sul benessere del paziente - afferma ancora Abbate - Per ciò che concerne invece la miopia, si è discusso soprattutto di fattori di rischio, diagnosi precoce e controllo della progressione miopica, anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche: in particolare sono stati ripresi i dati presentati in anteprima da Zeiss ad Arvo 2026 sulle lenti MyoCare e sulle nuove MyoActive, oltre a quanto illustrato dall’azienda al primo Forum nazionale sulla miopia di Napoli, entrambi a inizio maggio».
Sono state tre sinora le tappe, Milano, Roma e Stra, in provincia di Venezia, per un totale di circa 150 presenze, il 90% delle quali appartenenti alla classe medica: il format itinerante proseguirà in autunno. «A oggi Zeiss aveva organizzato prevalentemente incontri regionali focalizzati sulla miopia e sulle lenti MyoCare promossi dalla sola divisione Vision Care, oltre a iniziative locali rivolte agli ottici con relazioni consolidate con la classe medica: Visione Evoluta rappresenta quindi un ulteriore passo verso un modello di confronto ancora più integrato tra professionisti della vista e della visione, concentrandosi contemporaneamente su due problematiche visive importanti come la miopia e la presbiopia», conclude Abbate.
Un momento dei lavori nella tappa di Perugia della Zeiss Academy ClearLab
Centro Style: 50 anni di un’azienda e della società italiana
a cura della redazione
Il 18 maggio scorso l’impresa di Vedano Olona, in provincia di Varese, ha celebrato il mezzo secolo di attività nel suo Operations Innovation Center appena ampliato, alla presenza di circa 400 ospiti
Un nuovo e importante investimento nell’hub logistico automatizzato, capace di potenzia re il magazzino e rivoluzionare i processi di movimentazione grazie all’introduzione di robot e si stemi innovativi. È proprio qui che alla metà di maggio Centro Style ha scelto di celebrare i suoi primi 50 anni di attività: un anniversario che racconta la crescita di una realtà attiva nel mondo dell’occhialeria, oggi pre sente in 80 paesi, con una rete di 16 mila punti vendita serviti tra Italia ed estero, di cui oltre 8.500 nel nostro paese, e 200 collaboratori. «Siamo un punto fisso, in costante movimento - ha detto alla platea Francesco Conti, fondatore dell’impresa - Sono partito con poco nel 1976, trasformando la mia stanza in un magazzi no-ufficio: all’inizio il focus era la fornitura di minute ria e prodotti di servizio a negozi e laboratori ottici in Italia, poi il progetto si è ampliato fino a raggiungere i numeri attuali. Oggi in catalogo abbiamo oltre 10 mila prodotti, con tanti fiori all’occhiello». Conti ha raccon tato il lungo percorso che ha caratterizzato l’azienda, dinamico ma coerente nei valori. «Siamo cambiati mol to, ma il nostro obiettivo resta lo stesso: essere interlo cutori di fiducia per il centro ottico - ha affermato l’im prenditore varesino - Al primo posto abbiamo sempre messo la relazione con clienti e partner che, a volte, si è trasformata in legame di amicizia e di fiducia reci proca».
ColorMatic® Dark
TECHNOLOGY LOOKS GOOD ON YOU
Scopri la nuova generazione di lenti fotocromatiche e dai colore al tuo stile
Scurimento fino al 90% in esterni
Stabili anche ad alte temperature (35°C)
Scurimento funzionale anche dietro il parabrezza dell’auto
100% Protezione UVA e UVB
Riduzione della luce blu-violetta*
gio storico si è concretizzato nel 2015, con un importante investimento logistico in tecnologia Industry 4.0, che ha rivoluzionato il magazzino per migliorare l’efficienza del servizio - ha proseguito Francesco Conti - Ma non ci siamo fermati lì: abbiamo ultimato di recente il raddoppio del nostro polo logistico, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione, tra cui robot a guida automatica, così da garantire sistemi automatizzati per la movimentazione».
Guardando alla storia di Centro Style, inoltre, le tappe del suo percorso testimoniano anche uno spaccato sociale. «Se pensiamo a come l’occhialeria sia cambiata nel tempo, in termini di innovazione, comfort, funzionalità ed estetica, riusciamo a cogliere l’evoluzione di abitudini, comportamenti e gusti della società sotto una lente nuova - ha affermato Luca Conti, digital innovation manager dell’azienda varesina - Basti pensare ai mutamenti in atto oggi: alla sensibilità per la sostenibilità, ad esempio, o all’attenzione per la protezione della vista, fin dall’infanzia, complice la diffusione dei device».
Per Pietro Conti, oggi general manager di Centro Style, nonché presidente del Gruppo Giovani Im-
prenditori di Confindustria Varese, lo sguardo è già orientato al futuro. «Cinquanta è un numero di un certo peso: consideriamo questa tappa importante per riflettere sui nostri valori e sul nostro percorso, con gratitudine per tutte le persone che ne hanno fatto parte – ha ricordato all’evento - Ma soprattutto ci fa guardare avanti, spingendoci a voler condividere con le future generazioni il messaggio positivo di un sogno realizzato. Perciò abbiamo pensato a un libro: non per celebrarci, ma perché speriamo possa essere di ispirazione, convinti che per costruire il futuro serva il coraggio di sognare». Il giovane manager ha inoltre sottolineato come l’innovazione non sia solo di prodotto o processo, ma una nuova visione del mondo. «Fin dall’inizio è stato l’ascolto ad ispirare Centro Style e questo si sintetizza nel nostro pay off “Around People”, cioè intorno alle persone: non soltanto l’ascolto dei clienti, ma anche dei contesti, che oggi ci spinge a rispondere alle esigenze visive emergenti, a una maggiore attenzione verso i temi della salute e alle esigenze di protezione certificata per ambiti specifici come sport o professionale», ha spiegato Pietro Conti.
Istituzioni, dipendenti, clienti: una festa per tutti
Il compleanno di Centro Style è stato festeggiato insieme a tutti i dipendenti, ai clienti italiani e internazionali e ad alcune tra le più importanti autorità del settore ottico e del territorio. La serata, moderata dalla giornalista Silvia Giovannini, si è aperta infatti con i saluti istituzionali di Sergio Mina, sindaco di Vedano Olona, Astrid Galimberti, direttore generale di Anfao, e Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese (nella foto, da sinistra), che hanno sottolineato il valore di un’impresa capace di innovare continuamente, mantenendo al tempo stesso un forte legame con il territorio e con il settore ottico italiano.
Dopo gli interventi della famiglia Conti e di alcuni partner internazionali che l’hanno voluta omaggiare con una serie di regali e riconoscimenti per i lunghi anni di collaborazione, è inoltre intervenuto Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia all’Università di Milano e autore di numerose pubblicazioni, che ha offerto una riflessione sul valore della visione, non solo in senso clinico ma anche umano e culturale.
Oakley: 50 anni di innovazione per un brand ribelle
di Angelo Magri
Diogo Rejtman Guimarães anticipa le principali novità in fatto di stile, comunicazione e distribuzione del marchio di EssilorLuxottica. E, soprattutto, nelle lenti, anche per gli utenti ametropi
Un brand ribelle, diretto, senza compromessi. Con un’identità capace di influenzare tutto, dai prodotti alle campagne di comunicazione. Così lo definisce Diogo Rejtman Guimarães, che di Oakley è il Global Head of Brand Activation in EssilorLuxottica. A margine dell’evento Switch, svoltosi alla metà di aprile a Montecarlo, dove è intervenuto in plenaria, ha offerto a b2eyes alcune anticipazioni in termini di innovazione e svelato qualcuno dei segreti che oggi fanno di questo marchio, con cinquant’anni di storia alle spalle, il leader nello sport eyewear.
Può anticiparci alcune novità di prodotto o tecnologiche, ad esempio legate alle lenti, per quanto riguarda Oakley?
Abbiamo appena celebrato 50 anni di innovazione e l'innovazione è davvero nel nostro dna. Tutto ciò che facciamo nasce dalla domanda: come possiamo continuare in tale direzione? Uno dei prodotti che stiamo lanciando si chiama Shield Fusion: è il risultato di anni di lavoro, perché si tratta di un processo molto complesso e i nostri standard qualitativi sono estremamente elevati. Con Shield Fusion, per la prima volta riusciamo a integrare lenti graduate all'interno di montature shield, cioè letteralmente a forma di scudo, come ad esempio Sutro: una lente unica, quindi, che copre l’intero campo visivo. Per gli atleti, il design shield rappresenta probabilmente la soluzione migliore dal punto di vista aerodinamico, della protezione e dell'ampiezza
Diogo Rejtman Guimarães, Oakley Global Head of Brand Activation EssilorLuxottica
del campo visivo. Fino a oggi, però, chi aveva bisogno di una correzione visiva doveva scegliere tra una lente graduata e un design shield. Ora, invece, siamo riusciti a sviluppare una tecnologia di laminazione che permette di integrare la correzione mantenendo una qualità ottica perfetta.
Un altro esempio di innovazione riguarda il progetto con Axiom, partner di Nasa. Ci è stato chiesto di studiare la visiera che verrà utilizzata nella prossima missione lunare: abbiamo creato una lente chiamata Prizm Cosmos, realizzata con particelle d'oro, che si è rivelato il materiale più efficace per proteggere dalle radiazioni nello spazio. Le condizioni sulla luna sono estreme e il problema principale non è tanto la temperatura quanto l'esposizione alle radiazioni: abbiamo quindi sviluppato una visiera specifica per gli astronauti che utilizza tale tecnologia. È probabilmente il livello più alto di innovazione che si possa immaginare in questo ambito.
Oakley significa anche abbigliamento e accessori: come si integrano questi mondi con quello eyewear in termini di design, distribuzione e comunicazione?
Per noi l'integrazione è molto forte, perché abbiamo una visione del brand altrettanto chiara: sappiamo esattamente dove vogliamo portare Oakley nel futuro e tale visione guida sia il mondo dell’eyewear sia quello di abbigliamento, calzature e accessori. Entrambi attingono alla stessa fonte e guardano nella stessa direzione dal punto di vista del marchio. Un altro aspetto è quello della distribuzione, perché operiamo attraverso canali differenti: sportivo, ottico e fashion. Il core business di Oakley resta l’occhiale, ma il business dell'abbigliamento sta crescendo considerevolmente ed è diventato estremamente rilevante. Abbiamo recentemente annunciato Matthew Williams come responsabile creativo per footwear, apparel e accessori, a conferma del fatto che crediamo nello sviluppo di quest’area. La vera sinergia si trova nella creatività, nel design e nella comunicazione. Il nostro tono di voce è riconoscibile: siamo un brand ribelle, diretto, senza compromessi, con un’identità capace di influenzare tutto ciò che facciamo, dai prodotti alle campagne. L'integrazione è quindi molto forte sul piano creativo e strategico, meno su quello distributivo.
Oakley significa anche negozi monomarca a livello globale: c’è sinergia tra questi e quelli di ottica, di proprietà o wholesale, soprattutto per quanto riguarda l’eyewear?
Operiamo attraverso svariati modelli: retail diretto, wholesale, e-commerce e insegne di proprietà come Sunglass Hut e LensCrafters. Il vantaggio della presenza su vari canali è la possibilità di osservare punti di contatto differenti con il consumatore, il che ci aiuta a comprendere meglio le varie tipologie di clienti e a costruire percorsi d'acquisto specifici per ciascuno di loro. Chi acquista in LensCrafters, in Sunglass Hut, in un negozio Oakley, online o presso un ottico indipendente segue percorsi diversi e cerca prodotti diversi: essere così vicini a tutti questi canali ci consente di capire meglio come le persone acquistano, cosa desiderano, quali informazioni raccolgono prima della scelta e come si comportano durante il processo di acquisto, garantendoci una conoscenza dell’utente finale che rappresenta per noi un vantaggio competitivo importante.
Qual è il valore aggiunto in termini di marketing e di business portato dal team di atleti Oakley?
Gli atleti sono probabilmente il nostro elemento più importante, tutto ciò che facciamo parte da loro: una vecchia campagna pubblicitaria diceva che la nostra Ricerca e Sviluppo lavora nei weekend, perché il vero reparto R&D sono gli atleti stessi. Sono loro che uti-
lizzano i nostri prodotti nelle varie attività sportive e ci aiutano a migliorarli. Il processo inizia ascoltandone le esigenze: ci spiegano di cosa hanno bisogno per la disciplina sportiva di riferimento e forniscono indicazioni preziose per sviluppare nuovi prodotti. Successivamente testano i prototipi e restituiscono feedback su ciò che funziona e ciò che deve invece essere migliorato. Continuiamo perciò a perfezionarli insieme a loro sino alla versione finale. A quel punto gli atleti svolgono un ruolo fondamentale anche in un’ottica commerciale: li usano nelle competizioni, offrendo una validazione autentica. Penso, ad esempio, a Mark Cavendish quando correva al Tour de France indossando occhiali Oakley davanti a milioni di spettatori. Gli sportivi sono inoltre protagonisti della maggior parte della nostra comunicazione: circa il 90% delle campagne Oakley è realizzato con loro. Del resto, se un prodotto non è abbastanza valido per un atleta, non lo è nemmeno per il consumatore. Nel canale sport hanno naturalmente un impatto ancora più forte, ma anche presso gli ottici rappresentano un elemento distintivo. In un mercato ricco di marchi fashion e lifestyle, Oakley è riconosciuto come il brand eyewear sportivo per eccellenza: questo ci conferisce una posizione unica e di leadership.
Un’immagine del progetto di Oakley con Axiom, partner di Nasa
Centro ottico e musica: una questione che va oltre il marketing
di Angelica Pagnelli
Ideatrice del format “Guardaroba Occhiali”, è Eyewear Image Consultant, esperta di tendenze e trainer internazionale per aziende e imprenditori dell’ottica
Curare il sound del punto vendita non è un vezzo estetico, ma un atto di profondo rispetto verso il cliente e verso la nobiltà della professione: significa sostituire il rumore di fondo con l'armonia, la pubblicità commerciale strillata con la narrazione elegante dei propri valori e il caos quotidiano con un'oasi di benessere psicofisico
Per decenni il marketing distributivo e l'architettura dei punti vendita si sono spesso concentrati su strategie come il visual merchandising, lo studio geometrico delle vetrine e l’illuminotecnica con un unico obiettivo: catturare il consumatore per guidarlo verso l'acquisto. Oggi questo paradigma è superato. In un contesto socio-economico ormai dominato dall’e-commerce, che offre assortimento infinito, immediatezza e comodità, la sola stimolazione visiva non basta più a giustificare lo spostamento fisico verso lo store. Il negozio non può più essere un mero luogo di transazioni, ma deve trasformarsi in un generatore di stati d’animo.
Si assiste così a una transizione epocale verso il retail multisensoriale. I brand d'avanguardia progettano percorsi narrativi capaci di stimolare contemporaneamente i cinque sensi, puntando direttamente al sistema limbico del consumatore, ovvero l'area cerebrale deputata alle emozioni e alla memoria a lungo termine. La finalità è risvegliare un desiderio d'acquisto profondo, autentico e indissolubilmente legato all'identità del marchio. Nel settore del lusso questa sinergia definisce la cosiddetta selling ceremony: un rituale d’acquisto in cui l'atmosfera avvolge l’ospite, ne abbassa i livelli di stress, aumenta il tempo di permanenza nello store e incrementa lo scontrino medio attraverso un'esperienza memorabile e fidelizzante.
Il recente passato è stato segnato dal fenomeno del food fashion, con i marchi della moda approdati alla ristorazione per stimolare il palato, ma la nuova frontiera si è spostata anche sull'udito. A differenza del gusto o del tatto, che richiedono un'azione intenzionale, l'udito è un senso perennemente attivo: non possiamo escludere i suoni come facciamo chiudendo gli occhi. Di conseguenza, l'ambiente acustico determina in modo inconscio la predisposizione emotiva del cliente. Il suono influenza direttamente il battito cardiaco, la respirazione e le onde cerebrali. Inoltre, una musica coerente altera la percezione del tempo, facendo apparire le attese più brevi, stimola l'immaginazione e valida il posizionamento di prezzo premium o luxury. Trascurare la componente uditiva è un errore strategico imperdonabile: un negozio esteticamente impeccabile ma acusticamente sgradevole fallirà, poiché l'orecchio smentirà costantemente ciò che l'occhio approva.
L'approccio del retail verso la musica è radicalmente cambiato. Sono superati i modelli obsoleti basati sulla riproduzione delle hit radiofoniche o su compilation standardizzate di musica lounge. Quest'ultima oggi risulta impersonale a causa di consumatori abituati ad algoritmi di streaming iper-personalizzati, che associano le tracce generiche a esperienze di massa. La rivoluzione attuale risiede nel sound design su misura: la musica viene letteralmente architettata sulla
base della filosofia, della storia, dei valori del brand e del suo target che si identifica nel brand. A ciò si integra l'uso dei podcast aziendali all'interno dello spazio commerciale per approfondire il brand storytelling Attraverso la voce narrante di speaker professionisti, racconti sui materiali o pillole di filosofia aziendale, il marchio diventa un compagno di viaggio culturale. Aziende specializzate come Moos Box guidano questa trasformazione fornendo piattaforme tecnologiche in grado di pianificare palinsesti fluttuanti a seconda dell’orario, del flusso di clientela e delle specifiche aree dello store.
Il centro ottico moderno è un ibrido complesso che unisce la consulenza stilistica alla professionalità e alla misurazione tecnica. La scelta di un occhiale richiede concentrazione, intimità, fiducia e profonda distensione. In un contesto così elevato, la presenza di musica popolare inadeguata o di radio commerciali interrotte da pubblicità strillate e notiziari risulta poco attrattiva. Tale disattenzione provoca la rottura dell'incantesimo relazionale e distoglie l'attenzione dal prodotto. Al contempo, la radio commerciale genera una percezione di mediocrità e abbassa il valore del punto vendita. Infine, un volume inadeguato crea inquinamento acustico, costringendo le persone ad alzare la voce a discapito della riservatezza, aumentando così l’ansia e la fretta nell’acquisto. Il comfort acustico è il prerequisito fondamentale affinché il cervello dell’utente finale si sintonizzi sulle frequenze del relax.
Una soluzione strategica di straordinaria efficacia è la creazione di una web radio istituzionale personalizzata. Si tratta di una vera e propria emittente privata dello store, gestita tramite algoritmi intelligenti e curatela artistica professionale, in cui il palinsesto musicale fluisce in modo armonico. L'elemento chiave risiede nell’inserimento elegante di contenuti parlati aziendali, come comunicati istituzionali, promozioni o pillole di informazione visiva. Registrati da speaker professionisti con toni caldi, questi inserti si integrano nel soundscape e informano il cliente sui servizi a valore aggiunto senza mai generare la sensazione di una “aggressione” commerciale. Recentemente questa
tendenza attraversa con successo molti settori del retail contemporaneo. Un esempio è riscontrabile nello storico store Zara di Milano, in corso Vittorio Emanuele, che ha strutturato nell'area d'ingresso un pop-up sensoriale: una combinazione di architettura visiva, essenze olfattive e musica d’avanguardia che isola il cliente dal caos cittadino e funge da potente magnete acustico.
Dall'incontro tra musica, lifestyle, benessere e tendenze estive è emerso in Italia il fenomeno del soft clubbing, o morning club. Il concetto prevede di traslare l'energia catartica e il ritmo della musica elettronica dalle ore buie della notte alle prime luci del mattino, rigorosamente all'aperto. Partito da Milano, il format ha conquistato il pubblico anche grazie alla partecipazione spontanea di artisti come Jovanotti. Il successo si basa su una forte spinta salutista, che sradica l'associazione tra ballo e abuso di alcol sostituendo i cocktail con colazioni biologiche e caffè. Questo format crea un ambiente protetto e accessibile a tutte le fasce d'età: mentre la notte uniforma i colori nell'oscurità, il mattino esalta i dettagli degli outfit, tra cui gli occhiali da sole.
Il passaggio dalla teoria del marketing sensoriale all'azione sul campo si è concretizzato, ad esempio, il 14 giugno scorso nel cuore della Calabria. Il centro ottico d'avanguardia Made in Bo ha lanciato il progetto “Made in Morning”, fondendo il concetto di soft clubbing con le meraviglie naturalistiche dei boschi della Sila. All'alba di quella domenica, clienti e contatti si sono radunati in natura per una colazione ritmata da un sound design sofisticato, capace di dialogare con il fruscio del vento tra i pini larici e l’energia del sole. L'operazione ha previsto un dress code rigoroso: per accedere era obbligatorio indossare occhiali con lenti colorate. Questa scelta ha trasformato l'evento in una sfilata di stile a cielo aperto evocativa del Festival di Coachella, tradizionale evento musicale la cui ultima edizione si è tenuta lo scorso aprile in California, rendendo l'eyewear il vero biglietto d'ingresso all'esperienza e stimolando la produzione spontanea di contenuti social virali.
L’evento “Made in Morning” del centro ottico calabrese Made in Bo, che si è tenuto a giugno nei boschi della Sila
Il tuo negozio è un diesel o un elettrico?
di Nico Caradonna
Acquistare un'auto elettrica oggi non è semplicemente un’opzione di mobilità. È un processo decisionale che racconta parecchio di come le persone scelgono, si fidano e restano legate a un brand: un concetto che ha molto più a che fare con l'ottica di quanto sembri
Non serve essere appassionati di auto per trovarsi, prima o poi, a dover fare i conti con la transizione verso l’elettrico. È ormai una condizione comune, eppure, nel momento esatto in cui ci si mette a cercare un'alternativa, ad esempio un diesel, ci si accorge che il mondo nel frattempo si è mosso parecchio. Ovunque si guardi in rete, le parole più ricorrenti sono sempre le stesse: elettrico, zero emissioni, incentivi, autonomia, ricarica, supercharger, software, batterie e così via. È da questa esperienza concreta e diffusa, ovvero quella di chi non è un esperto di motori ma si trova comunque a fare una scelta importante, che ho preso spunto per il mio intervento al Top Optician Italia 2026, l’evento tenutosi alla fine di maggio a Castelbrando: il confronto fra Tesla, pioniera nell’elettrico, e l’ottica moderna, per quanto riguarda le decisioni d'acquisto nel 2026.
Prima ancora di sedersi al volante o di confrontare dati tecnici e prezzi, ciò che conquista chi si avvicina a Tesla è un’idea: quella di entrare nel futuro adesso, di non aspettare che il cambiamento lo investa, ma di andargli incontro. Letteralmente, di poter dire a sé stessi
di
e
di essere già dalla parte di quello che verrà. Tesla ha realizzato un lavoro così coinvolgente sul suo brand che proprio nel momento in cui si decide di scoprirla, ci si rende conto che non è un'auto: è un dispositivo capace di produrre una trasformazione. Ogni giorno, fuori da un centro ottico, c'è qualcuno che desidera esattamente la medesima cosa: una nuova dimensione di comfort visivo. Non un paio di occhiali, ma una condizione visiva da vivere con serenità e con la sensazione di aver fatto la scelta giusta.
C'è un passaggio che vale la pena di osservare con attenzione nel processo d'acquisto di un'auto elettrica. Quando chi ha scelto la Tesla si reca dal concessionario per firmare i documenti, ha già deciso: non da pochi minuti, ma da settimane. La preferenza è maturata fuori da qualsiasi showroom, attraverso video, articoli, conversazioni con amici, post sui social e recensioni. Lo stesso meccanismo vale per chi entra in un centro ottico. Quando un cliente varca la porta, ha ormai formato una prima impressione, ha già stabilito se quel negozio merita la sua attenzione e se quel professionista gli appare competente e affida-
Consulente
marketing
personal branding per gli ottici. Blogger e podcaster del progetto Ottico del Web
“Ho sempre ammirato la passione di Seiko per la precisione. Nella cura della vista come nell’alta cucina, è la precisione a distinguere l’eccellente dal buono.”
MASATSUGU SUZUKI SEIKO AMBASSADOR
bile: tale decisione l’ha presa online, navigando, leggendo, osservando come comunica, cosa dice, com'è strutturato il sito, ciò che appare sui social. Il marketing fatto bene non serve ad attirare persone a caso: serve a far sì che la gente arrivi già orientata e convinta. Chi non investe in comunicazione digitale non sta solo perdendo visibilità, ma sta lasciando che quella prima impressione si formi altrove, in modo casuale, fuori dal proprio controllo.
C'è un altro elemento che chi sceglie un’auto elettrica sperimenta e raramente si aspettava, ovvero l’appartenenza. Dopo l'acquisto non si è più semplicemente clienti che hanno comprato un veicolo: ci sono l’app, la rete di ricarica, gli aggiornamenti che arrivano di notte e al mattino la vettura ha funzionalità nuove. C'è una community, con valori condivisi e una narrativa attorno al brand che continua ad alimentarsi ben oltre il momento della firma: si fa parte di qualcosa. Anche in questo caso il parallelismo con l'ottica è diretto. Chi ha vissuto un'esperienza d'acquisto autentica, curata, personalizzata non vuole solo aver risolto un problema visivo, vuole sentirsi parte di qualcosa: quando ciò accade, il cliente non scompare dopo l’acquisto. È la differenza tra vendere occhiali e costruire un ecosistema. Il nostro centro ottico, oggi, com'è? Da che parte sta? Perché il mercato non aspetta, non chiede il permesso: semplicemente si sposta e chi resta fermo ne perde delle quote. Non esiste una formula magica, ma una combinazione di fattori che, messi insieme, fanno
«Prendiamo il caso della Tesla: dopo averla acquistata non si è più semplicemente clienti, ma si entra a far parte di una community. Anche chi ha vissuto in un centro ottico un'esperienza d'acquisto autentica, curata, personalizzata e ha risolto un problema visivo, vuole sentirsi parte di un rapporto che prosegua nel tempo»
la differenza concreta. Sono tre elementi in particolare che non possono essere considerati separatamente perché si alimentano a vicenda.
Il primo è la tecnica. Non c'è marketing che tenga se la competenza non è solida: un ottico che si esprime bene ma lavora male si brucia in fretta, perché la fiducia costruita online si sgretola alla prima esperienza in negozio. La tecnica eccellente è il punto di partenza, sempre.
Il secondo è la comunicazione. Non quella generica, ma quella efficace, che racconta un approccio riconoscibile, una voce che il cliente impara a conoscere e di cui impara a fidarsi. E che fa sì che, quando qualcuno ha bisogno di un ottico, il nome giusto sia già in testa.
Il terzo è il marketing strategico. Non le campagne estemporanee, non le promozioni di fine stagione: una strategia che lavora nel tempo, che costruisce posizionamento, che consente a ogni punto di contatto con il cliente di raccontare la stessa storia, coerente e riconoscibile.
Questi tre elementi, da soli, non bastano. Insieme, però, producono qualcosa che nessun concorrente può copiare facilmente: un’identità. Il mercato non chiede se si è pronti, sostituisce senza avvisare. Quella dell'auto elettrica, in fondo, non è una storia di motori ma di posizionamento e di fiducia. Una storia che il settore dell'ottica conosce bene, perché ne vive le stesse dinamiche ogni giorno: la domanda è se le si sta governando o se le si sta subendo.
Immagine tratta da Magnific
Vacation mode, una leva concreta per il centro ottico
di Marco Brugnola
Il periodo prima delle ferie è spesso vissuto dal professionista come l’ultima opportunità per vendere di più: in realtà si tratta di un momento che può diventare strategico per consolidare la relazione con il consumatore finale, in cui lavorare sul valore dei mesi a venire più che sul fatturato delle settimane in corso
Durante il periodo estivo il cliente entra in una vera e propria vacation mode, cioè la “modalità vacanza”, e le sue abitudini di consumo cambiano rapidamente. Le giornate si allungano, aumentano le occasioni sociali e la voglia di leggerezza e di esperienza prende il sopravvento. L’utente finale è più aperto, ma anche più distratto: cerca soluzioni semplici, immediate, che non richiedano troppo tempo o troppe riflessioni. Le ricerche sul comportamento dei consumatori descrivono chiaramente questo passaggio: in estate si entra in una fase più esplorativa e meno propensa alle valutazioni complesse, con un’attenzione che si sposta dal prodotto al valore attribuito all’esperienza. È una condizione che tutti sperimentiamo quotidianamente in negozio e che oggi possiamo spiegare in modo molto preciso.
Come evidenzia Daniel Kahneman, premio Nobel per l'economia nel 2002, in Thinking, Fast and Slow, tradotto e pubblicato in Italia da Mondadori, le persone alternano due modalità decisionali: una veloce, intuitiva ed emotiva, e una più lenta, razionale e riflessiva. A ridosso delle ferie prevale la prima. Il cliente semplifica, filtra, sceglie rapidamente. E questo fa una grande
differenza perché è proprio qui che nasce l’errore più comune. Le settimane che precedono la pausa estiva vengono spesso vissute come l’ultima occasione per fare fatturato, attraverso promozioni, accelerazioni, pressione commerciale. Ma il consumatore, in questa fase, non è nella condizione di decidere meglio, bensì di farlo più velocemente. E quando percepisce complessità o pressione, tende a rimandare la scelta a dopo l’estate.
Il risultato è evidente: si forza la vendita e si indebolisce la relazione. Occorre quindi un cambio di prospettiva. Tale periodo non è il momento per vendere di più, ma per essere ricordati meglio. Il cliente andrà in vacanza, ma non azzererà la memoria: porterà con sé sensazioni, percezioni, impressioni. E quelle, al rientro, guideranno le scelte. In altre parole: settembre non riparte da zero.
In questo contesto l’estate offre anche una leva straordinaria alla cura e alla relazione professionale: la luce del sole. È il periodo della vita all’esterno, dell’esposizione prolungata ai raggi UV. Eppure, se osserviamo il comportamento dei consumatori, emerge una contraddizione evidente. Siamo diventati molto consapevoli nella protezione della pelle e poniamo attenzione costante ai filtri e ai fattori protettivi: le creme solari non mancano mai nei nostri bagagli. La stessa attenzione però non c’è quando parliamo di occhi. In molti casi l’occhiale da sole viene ancora vissuto come un accessorio estetico, legato al tempo libero: una scelta più emotiva che consapevole. Proteggiamo la pelle ogni giorno, gli occhi solo quando ce lo ricordiamo.
È qui che la vacation mode diventa una leva concreta per il centro ottico. Non per vendere di più, ma per costruire relazione, appunto. Inserire questo tema nel centro ottico significa porre domande diverse e più
pertinenti all’utente finale: “passerà molto tempo all’aria aperta?”, “farà sport outdoor o passeggiate? Interrogativi utili a integrare in modo naturale una seconda soluzione visiva, coerente con il contesto d’uso. Non si tratta di aggiungere un prodotto, ma di dare senso a una scelta, di prendersi cura di chi deve farla. E questo cambia completamente la percezione.
Nel momento in cui il cliente comprende che l’occhiale da sole non è solo estetica ma protezione, comfort e qualità visiva in situazioni di forte luce solare, la decisione diventa più consapevole e più solida. Essere ricordati meglio, allora, significa lavorare sulla qualità della relazione. Risultare chiari, presenti, pertinenti: non serve dire di più, serve dire meglio. Nel concreto, ciò significa guidare il portatore senza sovraccaricarlo: selezionare le informazioni, semplificare le argomentazioni, rendere la scelta immediata. Quando il cliente decide velocemente, vince chi è chiaro, non chi è completo: quello che si fida torna più facilmente, decide meglio e spesso diventa lui stesso promotore del centro ottico.
Bisogna quindi considerare che non si sta concludendo una vendita, bensì preparando un ritorno: ecco perché le settimane prima delle ferie non vanno lette come una chiusura, ma come un consolidamento. È il momento in cui si sedimenta la relazione. Se questo lavoro è fatto bene, la pausa non interrompe nulla. Se viene fatto male, ogni sospensione diventa una perdita.
Il centro ottico del futuro è uno spazio relazionale continuo, dove ogni interazione costruisce valore. E allora la domanda finale diventa inevitabile: stiamo lavorando sul fatturato di queste settimane o sul valore dei prossimi mesi? Perché prima delle ferie non si chiude nulla: si consolida ciò che davvero farà la differenza dopo.
«Passerà molto tempo all’aria aperta? Farà sport outdoor o passeggiate?
Sono le domande che un ottico dovrebbe porre prima della pausa estiva, utili a integrare in modo naturale una seconda soluzione visiva: non si tratta di aggiungere un prodotto, ma di dare senso alla scelta del cliente e di prendersene cura»
Il ruolo della curva di defocus nel presbite moderno
di Veronica Mariuz
Secondo un recente studio, si rivela uno strumento di riferimento nella pratica optometrica per la selezione del design ottico di una lac multifocale, la verifica post-applicativa e il miglioramento della qualità visiva del soggetto: l’efficacia della compensazione non dipende infatti solo dalla massima acuità visiva raggiungibile, ma dalla capacità di mantenere una visione stabile e funzionale lungo un ampio intervallo di distanze
La presbiopia rappresenta una delle condizioni visive più diffuse e clinicamente rilevanti nella popolazione adulta, anche in relazione al suo progressivo invecchiamento e all’aumento delle abitudini visive prossimali, come l’utilizzo di dispositivi digitali. La loro crescente diffusione evidenzia infatti la necessità di sviluppare strategie correttive sempre più efficaci e personalizzate, in grado di garantire una visione funzionale alle diverse distanze. Tra le varie opzioni disponibili, le lenti a contatto multifocali rappresentano oggi uno standard clinico consolidato per la compensazione della presbiopia. Accanto ai design multifocali a visione simultanea (Figura 1), i più diffusi, sono stati introdotti anche sistemi a profondità di fuoco estesa (Extended Depth of Focus, EDOF), progettati per migliorare la continuità visiva attraverso un controllo più sofisticato delle aberrazioni ottiche (Kohnen et al., 2022).
La risposta visiva è però influenzata da fattori individuali, tra cui il grado di presbiopia, le esigenze visive, il diametro pupillare, le aberrazioni ottiche, le condizio-
ni di illuminazione, la dominanza oculare e i meccanismi di adattamento neuro-percettivo (Bakaraju et al., 2018). Di conseguenza, la semplice valutazione dell’acuità visiva a distanza e prossimale non è sufficiente per descrivere in modo completo la performance visiva del soggetto presbite. Alla luce di ciò, la curva di defocus, nata originariamente per la valutazione delle
Laureata in Ottica e Optometria all’Università di Padova
Figura 1. Design di lac multifocali asferiche e multifocali concentriche (Meyler & Ruston, 2024)
lenti intraoculari multifocali (IOL), mappa l’acuità visiva in funzione delle vergenze e si configura come uno strumento di valutazione utile anche nello studio della performance di lenti a contatto multifocali, in quanto descrive la profondità di fuoco funzionale di un determinato design di lente.
Materiali e metodi
La parte sperimentale dello studio ha previsto l’analisi di un singolo caso clinico, il quale è stato condotto confrontando due tipi di lac su una persona di 51 anni, di sesso femminile, emmetrope per lontano in entrambi gli occhi (0,00 D OU), con occhio destro dominante e necessità di un'addizione di +1,00 D, quadro compatibile con una presbiopia incipiente. Era inoltre presente una lieve distrofia endoteliale di Fuchs, considerata nella scelta del materiale e della modalità d'uso della lente, senza influenzare significativamente l'andamento della curva di defocus.
La costruzione della curva di defocus si basa sulla relazione tra distanza dell’oggetto e vergenza ottica: L = 1/d (Galvis et al., 2020). In ambito clinico, tale valutazione può essere eseguita attraverso due approcci: il metodo VD (Varying Distance), che prevede la variazione reale dell’ottotipo, e il metodo DC (Defocus Curve), adottato nel presente studio, il quale è il più diffuso per la sua maggiore praticità e riproducibilità (Clavé et al., 2022). Nel metodo DC, ogni valore di de-
1 Determinazione della correzione soggettiva per lontano
Forottero e ottotipo
Snellen a 6 m
2 Ciclo negativo (defocus miopico) Lenti negative
3 Registrazione AV per ogni step
focus corrisponde a una distanza virtuale equivalente (-1,00 D ≈ 1 m; -2,50 D ≈ 40 cm), i valori negativi simulano oggetti reali a distanze prossimali (defocus miopico), mentre i valori positivi rappresentano condizioni di defocus ipermetropico, utili per valutare il comportamento oltre il piano retinico (Clavé et al., 2022). Le misurazioni sono state rilevate mediante forottero, in condizioni fotopiche controllate (280 lux) e con pupilla naturale. La procedura (Tabella 1) è stata eseguita in doppia sequenza, ovvero applicando prima lenti negative da -5.00 D fino ad arrivare al neutro e successivamente lenti positive da +3.00 D fino a raggiungere di nuovo il neutro, con incrementi di 0.50 D, registrando l’acuità visiva in logMAR, poiché questa scala consente una rappresentazione più lineare e comparabile delle variazioni di AV lungo il piano di defocus, rispetto all’utilizzo dei decimi (Kohnen et al., 2022). Tale metodologia in doppia sequenza (una che stimola l’accomodazione e una che la rilassa) migliora la ripetibilità e la rappresentatività della curva, in quanto isola il contributo della lente multifocale dal contributo accomodativo, ancora minimo nei soggetti presbiti emergenti.
Risultati
I dati ottenuti sono stati riportati in una tabella Excel e poi sono stati rappresentati graficamente, con il defocus sull’asse delle ascisse e l’acuità visiva sull’asse delle ordinate. L’analisi delle curve di defocus è sta-
6 Completamento delle misurazioni monoculari e binoculari Occlusore
7 Costruzione della curva di defocus Foglio Excel
8 Analisi del profilo risultante
Eseguire prima in mono e poi in bino
Asse X = valori di defocus (D) e Asse Y = AV (logMAR)
Identificare picchi, plateau e calcolare DoF
operativa utilizzata per la costruzione della curva di defocus (metodo DC)
Stabilire il punto di riferimento (zero diottrico)
Simulare la visione a distanze ravvicinate
Definire la variazione di AV in funzione della sfocatura miopica
Analizzare la risposta visiva oltre il fuoco
Verificare la simmetria della risposta accomodativa intorno al fuoco
Valutare l’effetto di sommazione binoculare sulla profondità di fuoco
Ottenere una rappresentazione grafica
Quantificare la prestazione ottica della visione fornita dai 2 tipi di lac
Tabella 1. Sequenza
ta effettuata valutando differenti parametri: l’acuità visiva ai vari livelli di defocus, utile per confrontare la performance alle diverse distanze; la profondità di fuoco funzionale (DoF), indicativa della stabilità visiva; l’area sotto la curva (AUC), che quantifica la “visione utile” lungo il continuum delle distanze; e l’“acuity reserve”, parametro legato alla capacità del sistema visivo di mantenere una visione stabile nelle condizioni quotidiane (Wolffsohn et al., 2024). La va-
lutazione è stata inizialmente condotta in condizioni monoculari, mentre l’analisi binoculare è stata considerata più rappresentativa della reale esperienza visiva, grazie ai fenomeni di sommazione e integrazione neurale. Infatti, in condizioni binoculari, la letteratura descrive un aumento della profondità di fuoco del 20-25% e un miglioramento della performance visiva di circa 0.10-0.15 logMAR, soprattutto nelle distanze intermedie (Shafer et al., 2023; Tuan et al., 2024).
«La risposta visiva è oggi influenzata da fattori individuali, tra cui il grado di presbiopia, le esigenze di visione, il diametro pupillare, le aberrazioni ottiche, le condizioni di illuminazione, la dominanza oculare e i meccanismi di adattamento neuro-percettivo»
Figura 2. Curva di defocus monoculare e binoculare lac 1-day EDOF
Figura 3. Curva di defocus monoculare e binoculare con lac mensili multifocali in Filcon 2 (+1,00D)
In questo studio sono stati confrontati due tipi di lac morbide per la compensazione della presbiopia. Le giornaliere 1-day EDOF hanno evidenziato, sia in condizioni monoculari sia binoculari, un marcato picco di acuità visiva, con valori prossimi a 0.0 logMAR, per lontano (leggermente maggiore in condizioni binoculari), seguito da un rapido decadimento già a partire da -0.50 D fino alle distanze prossimali (≈0.5-0.6 logMAR a -3.00 D). Il profilo a singolo picco e la curva a “V” stretta indicano una profondità di fuoco funzionale limitata (≈0.75-1.00 D) e una ridotta continuità visiva tra le diverse distanze, con una resa prevalentemente orientata al lontano. Tali risultati sono coerenti con la percezione soggettiva della persona, che ha riferito una visione poco stabile, soprattutto al variare della distanza e delle condizioni di illuminazione (Figura 2).
Le mensili multifocali in Filcon 2 (con add +1,00 D) hanno evidenziato un profilo più regolare e una maggiore estensione funzionale rispetto alle lenti EDOF. L’acuità visiva si è mantenuta stabile fino a circa -1.50 D, con valori medi ≤0.2 logMAR, indicando una transizione più graduale verso le distanze intermedie e prossimali. Sebbene il picco per lontano risultasse lievemente inferiore (≈0.1 logMAR e ≈ 0 logMAR in condizioni binoculari), il plateau più ampio e la profondità di fuoco estesa (0/–2.00 D) hanno garantito una migliore continuità visiva lungo il continuum delle distanze. Questo comportamento, coerente con il design centro-vicino asferico, si è tradotto clinicamente in una visione più stabile e confortevole, confermata anche dalla percezione soggettiva della persona. Le Tali osservazioni hanno inoltre suggerito come una lieve modifica positiva del potere refrattivo (+0.25 D) possa migliorare la simmetria della curva di defocus, ampliando la zona di visione utile senza compromettere la qualità di quella a distanza (Figura 3).
Conclusioni
Nel complesso, i risultati ottenuti confermano che l’efficacia di una lente multifocale non dipende esclusivamente dalla massima acuità visiva raggiungibile, ma dalla capacità di mantenere una visione stabile e funzionale lungo un ampio intervallo di distanze. Le prospettive future si orientano verso la standardizzazione dei protocolli di misura, l’integrazione della curva di defocus con analisi aberrometriche e pupillometriche e l’utilizzo di modelli predittivi basa-
ti su intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare la predittività del fitting e la personalizzazione della correzione presbiopica (Wolffsohn et al., 2024; Clavé et al., 2022). In questa prospettiva, la curva di defocus si rivela uno strumento clinico di riferimento nella moderna pratica optometrica per la selezione del design ottico, la verifica post-applicativa e il miglioramento della qualità visiva e della qualità di vita del presbite.
Lo studio non ha la pretesa di fornire una trattazione esaustiva o definitiva del tema, ma mira a promuovere una maggiore consapevolezza scientifica sulle curve di defocus, per contribuire a comprendere e adottare in modo pratico questo strumento innovativo in ambito optometrico. Nell’attuale contesto demografico, caratterizzato da un aumento dell’età media e da una domanda visiva sempre più specifica e tecnologicamente orientata, l’obiettivo di tale lavoro è fornire una sintesi critica, utile per supportare il professionista nella scelta del design ottico più adeguato e nell’ottimizzazione del fitting post applicativo, in una prospettiva sempre più personalizzata del presbite moderno.
Bibliografia
• Clavé, L., Torrents, A., & Millán, M. S. (2022). Visual acuity at various distances and defocus curve: a good match. Photonics.
• Fricke, T. R., Tahhan, N., Resnikoff, S., et al. (2018). Global prevalence of presbyopia and vision impairment from uncorrected presbyopia: systematic review, meta-analysis, and modelling. Ophthalmology.
• Galvis, V., Tello, A., & Parra, M. M. (2020). Defocus curve and vergence related to visual performance in presbyopia correction. Clinical Ophthalmology, 14, 843–851.
• Kohnen, T., Lemp-Hull, J., & Suryakumar, R. (2022). Defocus curves: focusing on factors influencing assessment. Journal of Cataract & Refractive Surgery, 48(8), 961–968.
• Wolffsohn, J. S., et al. (2019). Clinical evaluation of depth of focus in presbyopia.
• Wolffsohn, J. S., et al. (2024). Defocus curve analysis and clinical applications in presbyopia management.
L’articolo è tratto dalla tesi di laurea dell’autrice, classificatasi seconda al VisionOttica Award 2026
FOCUS CLOUD, L’AFFIDABILITÀ
DI SEMPRE.
SEMPLICE. RICCO DI FUNZIONI. PROGETTATO DA CHI CONOSCE IL TUO BUSINESS.
Sempre con te sul dispositivo che preferisci
Gestisci il tuo centro ottico ovunque, su tablet, PC e MAC nel centro ottico, in viaggio, presso un fornitore. Ti basta una connessione a internet.
Aggiornamenti senza pensieri
Il software e i listini sono sempre aggiornati senza bisogno di installare nulla. Lavori sempre con la versione più recente, senza interruzioni o gestioni manuali.
Backup automatici
I tuoi dati sono protetti con backup automatici su server in Italia. Meno tempo speso in manutenzione, più tempo dedicato ai tuoi clienti.
Sicurezza
I tuoi dati sono al sicuro su server in Italia, protetti da sistemi avanzati di sicurezza (e accessibili ogni volta che sei online).
Seiko World Collection: precisione, estetica e semplicità nella nuova gamma di lenti
A cura della redazione
Il brand oftalmico lancia un portfolio rinnovato, più semplice e strutturato, che vuole valorizzare la consulenza, migliorare l’esperienza del cliente e accelerare la crescita del centro ottico
Dal 1° luglio è disponibile in Italia Seiko World Collection: annunciata all’ultimo Mido, si tratta di un portfolio «completamente rinnovato e progettato con precisione per offrire agli ottici optometristi maggiore efficienza e un nuovo approccio alla vendita delle lenti premium: un’evoluzione che ridefinisce il modo di lavorare nel centro ottico, non
solo attraverso prodotti di altissima qualità, ma anche grazie a un sistema più semplice, chiaro e strutturato», spiegano da Seiko Italia.
Seiko World Collection è caratterizzata da una serie di elementi. Vengono confermati i trattamenti SRC-Super Resistance Clear, disponibili con tutte le lenti del catalogo, che combinano tecnologia evoluta e raffina-
Elisa Di Tria e Paolo Scarcella , rispettivamente education and product manager e marketing manager di Seiko Italia
Il nuovo testimonial del marchio oftalmico, Masatsugu Suzuki, chef stellato Michelin
tezza estetica. La piattaforma Dual Form, invece, integra tecnologie brevettate applicate trasversalmente su tutta la gamma: ridefinisce il design delle lenti e consente una gestione precisa del potere e degli effetti di ingrandimento dell'immagine percepita. Il design decentrato, inoltre, è disponibile in diametri maggiori, fino a 85 mm, per offrire al portatore una più ampia libertà di scelta della montatura. C’è poi la protezione evoluta UV4 disponibile sull’intera famiglia si soluzioni oftalmiche, comprese le lenti con indice 1.50 e
protezione UVBR su medio e alto indice. Infine vi si trovano le versioni Pro per ogni design, con precisione fino a 0,01 D e sette livelli di personalizzazione. «Grazie a tecnologie evolute, a una maggiore coerenza tra le diverse tipologie di lenti e a una struttura intuitiva, la collezione si presenta completa e armonizzata in tutte le categorie - afferma Elisa Di Tria, education and product manager di Seiko Italia - Ogni soluzione nasce per soddisfare i più elevati standard di precisione, comfort visivo ed estetica, contribuendo a definire un’offerta premium distintiva e di alto valore».
Secondo Paolo Scarcella, marketing manager di Seiko Italia, questa nuova gamma rappresenta una svolta strategica interamente focalizzata sul successo dei partner. «In un contesto in continua evoluzione vogliamo offrire strumenti concreti per semplificare la complessità, migliorare la consulenza e sostenere la crescita del punto vendita - commenta Scarcella - Noi ci occupiamo di innovazione e semplificazione, così che i nostri clienti possano concentrarsi su ciò che sanno fare meglio».
A completare tale ecosistema, il programma Seiko Vision Specialist offre accesso a un supporto marketing completo, strumenti digitali e iniziative di fidelizzazione.
Questo corso trova inoltre espressione nella comunicazione del brand, che celebra la cultura giapponese della precisione, dell’artigianalità e dell’innovazione. «Ne è un esempio la collaborazione con il nuovo testimonial aziendale, Masatsugu Suzuki, chef stellato Michelin, la cui ricerca quotidiana della perfezione riflette gli stessi valori che guidano lo sviluppo delle lenti Seiko: attenzione al dettaglio, eccellenza e capacità di offrire soluzioni su misura per ogni momento della vita», concludono dalla sede italiana del gruppo.
Smartrix: un nuovo paradigma nella vendita delle lenti
Al centro dell’evoluzione proposta da Seiko World Collection si trova Smartrix, il sistema che, nelle intenzioni del brand oftalmico, vuole introdurre un nuovo paradigma nella vendita delle lenti. Smartrix si basa su tre principi fondamentali: sell more, cioè vendita maggiore, proporre con facilità soluzioni premium personalizzate in cross-selling, rispondendo in modo completo alle diverse esigenze visive del cliente; sell better, cioè vendita migliore, supportare un up-selling più consapevole, chiarendo tecnologie, benefici e valore delle soluzioni, per una consulenza fluida e senza incertezze; sell smarter, cioè vendita di valore, presentare il portfolio in modo strutturato, chiaro e coerente, rendendolo comprensibile sia per il team del centro ottico sia per il cliente finale in pochi minuti.
ISTITUTO ZACCAGNINI
Scuole di Ottica ed Optometria a Bologna e Milano
Sono aperte le iscrizioni all’A.S. 2026-2027
Dal 1977 il primo riferimento per il mondo della visione
IBZ, dal 1977, è il riferimento in Italia per chi vuole diventare Ottico e Optometrista e per le aziende che cercano professionisti qualificati. Nei campus di Bologna e Milano, IBZ garantisce una preparazione di livello superiore fondata su docenti di eccellenza, laboratori e ambulatori all’avanguardia, didattica flessibile, esperienze sul campo, supporto costante e un ambiente inclusivo e stimolante, orientato all’innovazione e alla crescita personale.
Gli ambiti istituzionali di attività dell’Istituto Zaccagnini
Corso Biennale abilitante alla Professione di Ottico
Corsi di Specializzazione in Optometria
Corso Triennale in Clinica e Scienze della Visione
Corsi Superiori e Master Clinici in Ottica, Optometria e Contattologia
Congresso Interdisciplinare IBZ, dal 1996 è l’unica occasione di confronto paritetico tra le professioni, le discipline e le aziende della visione. Prossima edizione 13 e 14 Marzo 2027
L’offerta formativa IBZ è strutturata a tempo pieno e a tempo parziale per studenti lavoratori. Si svolge in modalità ibrida, con un modello didattico flessibile e integrato, progettato per coniugare le esigenze individuali con un’eccellente formazione.
Per saperne di più contattaci, visita il sito istitutozaccagnini.it, le sedi, partecipa agli Orientation Event ed agli Orientation Workshop
Filab: nell’1.74 siamo al riparo dalla carenza sul mercato
di Angelo Magri
Da maggio l’industria oftalmica ha generalmente evidenziato difficoltà di approvvigionamento per questo tipo di prodotto: le cause principali sono da ricercarsi soprattutto nella guerra in Medio Oriente e nelle sue conseguenze sull’economia globale.
L’azienda di Lucca si è invece anticipatamente rifornita di quantitativi sufficienti anche sul medio termine
Apartire da maggio scorso, per Filab è aumentata la domanda dell’indice 1.74. Ciò è dovuto, da un lato, alle difficoltà di approvvigionamento sul mercato oftalmico, che ha coinvolto ad esempio alcune multinazionali del settore, per via soprattutto della guerra in Medio Oriente e delle sue conseguenze sull’economia globale. E, dall’altro, da un’ampia disponibilità di magazzino da parte dell’azienda di Lucca.
«In tempi non sospetti avevamo la sensazione che potesse accadere qualcosa, quindi abbiamo fatto rifornimento non solo di 1.74, ma anche di altri indici e prodotti – spiega Stefano Cazzola, direttore commerciale di Filab - Negli ultimi mesi ci siamo perciò trovati in una condizione favorevole: siamo una realtà più piccola ma anche più dinamica rispetto alle multinazionali e ciò inevitabilmente ci ha favorito in tale particolare situazione. L’1.67 suggerito come potenziale alternativa non è la stessa cosa: dipende sempre dai poteri diottrici da correggere. Con le scorte non abbiamo problemi anche sul medio termine, per cui non c'è una deadline entro la quale potrebbero terminare».
L’azienda toscana ricorda l'importanza di questa tipologia di soluzione oftalmica per una specifica fascia di portatori. «Le lenti organiche ad altissimo indice 1.74 sono progettate per chi ha miopie o ipermetropie elevate e desidera una lente più sottile, leggera ed esteticamente gradevole - sottolineano da Filab - Possono
risultare fino al 50% più sottili e leggere rispetto ad altre soluzioni, riducendo sensibilmente l'effetto “fondo di bottiglia” nelle miopie elevate e l'ingrandimento tipico delle forti ipermetropie. Offrono inoltre maggiore comfort nell'utilizzo quotidiano e una protezione dai raggi UV fino a 400 nanometri».
Siamo di fronte a lenti «particolarmente indicate per prescrizioni comprese tra -6 e -18 diottrie per la miopia e tra +5 e +16 diottrie per l'ipermetropia: si tratta spesso di portatori che hanno vissuto la lente come un limite estetico o funzionale e con l'indice 1.74 questo limite può essere notevolmente ridotto - precisano ancora da Filab - Un aspetto fondamen tale riguarda infine il tratta mento antiriflesso: poiché le lenti ad alto indice riflet tono una quantità maggio re di luce, l’antiriflesso non rappresenta un optional, ma un requisito essenziale per garantire trasparenza, nitidezza e una resa visiva ottimale».
Stefano Cazzola , direttore commerciale di Filab
Scopri perche` e` importante controllare gli occhi sin dai primi anni di vita!
lui è Pigrocchio
Puoi chiedere 50 copie gratuite da mettere a disposizione nella tua sala d'attesa
Richiedi gli opuscoli a info@fgeditore.it
Premium Armonie: quando la tecnologia incontra il valore della consulenza
Nel mercato attuale non è più sufficiente parlare di tecnologia. Le persone non scelgono un prodotto esclusivamente per le sue caratteristiche tecniche, ma per il valore che è in grado di generare nella loro vita quotidiana. Questa evoluzione interessa anche il settore dell'ottica, dove la qualità della visione non viene percepita attraverso algoritmi, geometrie o parametri progettuali, ma grazie a esperienze concrete: leggere con maggiore comfort, lavorare davanti a uno schermo senza affaticamento, guidare con più sicurezza, vivere ogni momento della giornata con naturalezza e continuità visiva.
È proprio da questa consapevolezza che nasce la campagna dedicata a Premium Armonie, la lente progressiva di Ital-Lenti realizzata con sistemi avanzati di intelligenza artificiale e sviluppata per offrire elevati livelli di personalizzazione. Una campagna che sceglie volutamente di non mettere al centro la tecnologia, ma le persone e la loro esperienza visiva.
Per Ital-Lenti, infatti, il vero valore dell'innovazione non risiede esclusivamente nella capacità di progettare una lente sempre più evoluta, ma nella possibilità di supportare l'ottico optometrista nel costruire una proposta realmente significativa per il portatore. Da anni l'azienda si propone come partner strategico dei centri ottici, affiancando i professionisti non solo attraverso prodotti e tecnologie, ma anche mediante strumenti, formazione, comunicazione e servizi pensati per favorire la crescita del business e rafforzare la relazione con il cliente finale.
La nuova campagna Premium Armonie nasce proprio con questo obiettivo. Attraverso una narrazione che accompagna il protagonista nei diversi momenti della giornata, la comunicazione traduce la complessità tecnologica in situazioni facilmente riconoscibili dal consumatore. Non si parla di aberrazioni periferiche o di algoritmi di calcolo, ma di continuità visiva, comfort, adattabilità e qualità della vita. In altre parole, si racconta ciò che il portatore percepisce realmente.
Tale scelta riflette una visione precisa del ruolo dell'ottico moderno. Oggi la lente rappre-
Da anni Ital-Lenti affianca i professionisti della visione con un obiettivo preciso: trasformare l'innovazione in un'esperienza concreta per il portatore
senta uno strumento tecnologico straordinario, ma è la consulenza professionale a trasformarla in una soluzione personalizzata: la capacità di ascoltare il cliente, comprenderne le abitudini, analizzarne le esigenze visive e guidarlo nella scelta più appropriata costituisce un elemento distintivo che nessuna tecnologia può sostituire.
In questo contesto Premium Armonie diventa espressione di una filosofia che vede tecnologia, comunicazione e consulenza professionale come elementi di un unico ecosistema.
Un approccio che Ital-Lenti porta avanti da anni al fianco degli ottici optometristi italiani, con la convinzione che il futuro del settore non si costruisca semplicemente attraverso prodotti migliori, ma attraverso esperienze migliori.
Professore Ordinario di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Milano
I tuoi occhi in mani esperte
La vista cambia con abitudini, lavoro e stili di vita: per questo non basta scegliere le lenti giuste, ma è fondamentale affidarsi a un professionista. Da qui nasce il claim “I tuoi occhi in mani esperte”, con cui Essilor® valorizza la consulenza e il ruolo centrale degli Essilor® Experts, ottici qualificati che guidano gli utenti verso la migliore esperienza visiva.
Un percorso ottico di eccellenza al servizio delle persone
La campagna “I tuoi occhi in mani esperte” trova la sua espressione nel Percorso Ottico di Eccellenza Essilor®, un approccio che mette al
Con il Partnership Program 2026, Essilor® rinnova il supporto agli Essilor® Experts puntando su competenza, innovazione e personalizzazione. Tra le novità spicca il Varilux Business Lab, un roadshow di 18 tappe in tutta Italia
centro la professionalità dell’ottico e la capacità di offrire a ogni portatore una soluzione personalizzata. Inizia dall’analisi visiva avanzata, effettuata con strumenti di ultima generazione per la refrazione e la valutazione dell'efficienza visiva. A questa fase si affianca la consulenza professionale dell'ottico, chiamato a tradurre i risultati in una proposta su misura. Grazie a un portafoglio di lenti ad alta tecnologia e a elevate performance, gli Essilor® Experts sono in grado di individuare la lente più adatta a ogni esigenza visiva, offrendo risposte in base alle abitudini, allo stile di vita e alle necessità specifiche di ciascun cliente. Le lenti Essilor® vengono infatti progettate secondo innovativi protocolli di personalizzazione, per garantire una visione sempre più precisa e individualizzata. Il percorso prosegue grazie a Essilor® Experts One Program, un sistema di servizi e vantaggi pensato per accompagnare il cliente anche dopo l’acquisto. Tra i vantaggi figurano Supporto ONE, Rinnovo ONE e Protezione ONE, insieme alla Super Promo dedicata all'acquisto di più paia di lenti. Un insieme di strumenti che contribuisce a rafforzare il rapporto tra ottico e consumatore, offrendo serenità e continuità nel tempo.
Un'esperienza resa ancora più distintiva dalla riconoscibilità degli Essilor® Experts. Essere Essilor® Expert significa infatti poter contare su una forte identità riconoscibile. Il programma mette a disposizione un kit dedicato composto da vetrofania e attestato, oltre a materiali premium e tool che valorizzano il ruolo professionale dell'ottico. Al centro della comunicazione 2026 c'è proprio la campagna “I tuoi occhi in mani esperte”, che celebra la consulenza, il know how e la relazione di fiducia costruita quotidianamente con ogni cliente.
Un ecosistema integrato di servizi
Dietro ogni lente c'è molto più della tecnologia: ci sono ascolto, competenza e la capacità di trasformare bisogni individuali in soluzioni concrete per il benessere visivo. Per il 2026 Essilor® rinnova il proprio impegno attraverso il Partnership Program Essilor® Experts, un ecosistema integrato di formazione, strumenti di business e iniziative di comunicazione progettato per sostenere la crescita professionale dei punti vendita e per migliorare ulteriormente l’esperienza dell’utente finale.
L’obiettivo è supportare gli ottici nel loro ruolo di consulenti della visione, aiutandoli a distin-
guersi sul mercato, a fidelizzare la clientela e a offrire un servizio sempre più qualificato e personalizzato.
Eventi ed esperienze esclusive: spicca il Varilux® Business Lab Entrare nel Partnership Program significa anche accedere a un calendario di appuntamenti esclusivi sull'aggiornamento professionale e sul networking. Brand Immersion, eventi dedicati a Transitions®, visite aziendali, Experience Center di Milano e occasioni uniche per approfondire l'innovazione, nonché confrontarsi con altri professionisti. Tra le principali novità del 2026 c’è il Varilux® Business Lab, un roadshow in 18 tappe italiane ideato per sviluppare professionalità nel segmento presbiopia, ancora in forte crescita. Attraverso un laboratorio pratico, gli ottici acquisiscono competenze, strumenti e metodologie applicabili subito in negozio, imparano a guidare le scelte dei clienti e scoprono i vantaggi di Varilux® Immersia™. Un’iniziativa concreta per crescere ogni giorno e migliorare il business. Essilor® continua a investire negli Essilor® Experts: perché la migliore tecnologia, accompagnata dalla consulenza di un ottico qualificato, può trasformarsi in un'esperienza visiva davvero personalizzata.
Nikon potenzia la consumer experience e valorizza i partner ottici con il partnership program
Il progetto combina strumenti fisici e digitali, soluzioni di vendita evolute e le garanzie Nikon Care, con l’obiettivo di aumentare la visibilità in-store, valorizzare le lenti e guidare il cliente in un percorso d'acquisto coinvolgente e strutturato
Nikon ha lanciato l’edizione 2026 del Partnership Program, il progetto dedicato ai centri ottici partner che condividono la visione del brand in termini di valori, innovazione e attenzione al consumatore. Un programma evoluto che si conferma come ecosistema integrato di strumenti, servizi e soluzioni di selling, pensato per supportare concretamente la crescita e per rafforzare la presenza del marchio nel punto vendita. Al centro dell’edizione 2026 si rafforza la visibilità in-store, elemento chiave per valorizzare la riconoscibilità del brand Nikon e il ruolo del professionista della visione come consulente di fiducia per il benessere visivo dei propri clienti. A tal proposito si inserisce la campagna “Affida la tua visione ai professionisti Nikon”, supportata da un kit che contribuisce a rendere il centro ottico ancora più riconoscibile e distintivo. Nuove soluzioni espositive, materiali di comunicazione aggiornati e sistemi modulari di allestimento creano spazi immersivi e ad alto impatto visivo, capaci di guidare il consumatore in un percorso chiaro e coerente all’interno del negozio. A completare il progetto, i partner possono contare su materiali premium esclusivi, come la Logoplaque Nikon e il Mat Holder, pensato per custodire e potenziare gli strumenti di vendita, dai tappetoni alle brochure, contribuendo a rafforzare ulteriormente l’identità e la professionalità del centro ottico.
Un pilastro del programma 2026 è dedicato alla qualità del prodotto attraverso le garanzie
Nikon Care, ideate per valorizzare l’esperienza d’acquisto, le quali includono servizi esclusivi focalizzati sulla fase pre e post vendita, che accompagnano il cliente nel tempo e consolidano il ruolo del centro ottico come punto di riferimento affidabile e qualificato.
Il programma si rafforza ulteriormente con il nuovo selling protocol, un modello strutturato che guida il centro ottico attraverso tutte le fasi della relazione con il consumatore. Il percorso si sviluppa in step, dall’ingresso in negozio alla consegna dell’occhiale, integrando strumenti di comunicazione, supporti fisici e digitali, materiali dedicati alla scoperta delle tecnologie Nikon. Un approccio che rende l’esperienza più coinvolgente e coerente, valorizza la consulenza del professionista della visione e culmina nella consegna della card di autenticità Nikon, simbolo della qualità e dell’eccellenza del prodotto scelto.
A disposizione dei partner spicca la Nikon Difference App, sviluppata per mostrare in modo immediato e coinvolgente i benefici delle tecno-
logie Nikon: una piattaforma digitale fruibile da iPad che accompagna l’ottico nella simulazione delle diverse soluzioni visive e nella consulenza personalizzata. A tutto ciò si affiancano i demo fisici, progettati per rendere tangibili le performance delle lenti attraverso dimostrazioni pratiche ed efficaci, oltre a materiali di comunicazione coordinati che supportano il racconto del prodotto in ogni fase del percorso di vendita.
L’integrazione tra fisico e digitale consente di offrire un’esperienza sempre più interattiva, personalizzata e coerente, valorizzando la consulenza del professionista e facilitando la comprensione dei benefici delle soluzioni Nikon all’utente finale.
Con l’edizione 2026 del Partnership Program, Nikon consolida la propria visione: creare valore attraverso l’innovazione, offrendo ai propri partner strumenti concreti per crescere, differenziarsi e migliorare le performance. Un programma che unisce tecnologia e servizio, mettendo al centro la qualità dell’esperienza e la forza della relazione tra brand, ottico e consumatore.
L’eccellenza italiana dei filtri solari Sel Optical
Ifiltri solari di SEL Optical combinano dal 1983 tecnologie all'avanguardia nei polimeri, colorazioni e trattamenti avanzati, per salvaguardare gli occhi dall’irraggiamento solare.
Con due sedi produttive storiche in provincia di Ferrara, situate a Codigoro e a Pontelangorino, e una divisione interamente dedicata alla produzione di lenti solari, l'azienda si è affermata come partner strategico e fornitore ufficiale di alcuni dei più rinomati brand di occhialeria nazionali e internazionali.
La forza del catalogo filtri solari di SEL
Optical risiede nella capacità di coniugare la massima protezione dalla luce del sole con una resa estetica impeccabile. Le radiazioni solari possono causare danni cumulativi ai tessuti oculari, accelerando l'invecchiamento dei fotorecettori e aumentando il rischio di patologie corneali o retiniche. Per far fronte a queste minacce, la divisione filtri dell’azienda sviluppa soluzioni ottiche che assorbono la luce visibile dannosa senza compromettere la percezione cromatica e il contrasto, anche nelle ore di massima luminosità.
Materiali avanzati al servizio del comfort e della sicurezza
L'architettura dei filtri solari SEL Optical si basa sull'impiego di materiali tecnici selezionati
in base alla destinazione d’uso e alle specifiche necessità del portatore.
Tra le principali opzioni spiccano:
• Filtri solari in CR 39: polimero plastico termoindurente che si distingue per le sue proprietà ottiche, la trasparenza cristallina analoga a quella del vetro minerale e una notevole leggerezza, garantendo una colorazione omogenea e stabile nel tempo.
• Filtri in nylon: materiali di nuova generazione scelti soprattutto dalle aziende di occhiali da sole per la loro estrema flessibilità, flessotorsione e resistenza strutturale agli urti. Sono particolarmente indicati per gli occhiali da sole sportivi o per le montature a mascherina, dove è richiesto un design avvolgente e sicuro.
• Filtri in policarbonato: polimero ottico con elevata resistenza all’urto, principalmente utilizzato nella fabbricazione di occhiali sportivi.
• Filtri polarizzati: realizzati sia in CR 39 sia in triacetato, integrano un filtro molecolare in grado di bloccare i riflessi e i riverberi accecanti generati da superfici orizzontali come l'asfalto bagnato, la neve o lo specchio dell'acqua. Questa tecnologia azzera l'affaticamento visivo e migliora drasticamente la nitidezza dei dettagli.
• Filtri in vetro minerale: nonostante il calo di utilizzo, sono richiesti filtri in materiale minerale per quella fascia di mercato che chiede la massima qualità ottica.
IL NUOVO CATALOGO FILTRI SOLARI 2026
Il nuovo Catalogo Filtri Solari 2026 di SEL Optical propone oltre 250 tipologie di filtri solari, in molteplici combinazioni di colori e specchiature per soddisfare tutte le esigenze più trendy richieste dal mercato, mettendo così a disposizione dei centri ottici oltre 4 milioni di filtri in pronta consegna direttamente dai magazzini centralizzati di Codigoro.
Trattamenti superficiali e innovazione su misura per i filtri solari
L'azienda esegue nei propri laboratori interni colorazioni intere, degradanti e bi-degradanti, con sfumature fashion di tendenza, oltre a specchiature tradizionali o “infrared” con iridescenze che rendono particolare l’effetto estetico.
Ogni filtro solare può essere personalizzato con trattamenti antiriflesso di superficie di ultima generazione, che possono essere richiesti e applicati su entrambe le superfici o solamente su quella interna della lente, indispensabili per eliminare le immagini fantasma generate dalla luce laterale.
Un’ulteriore dimostrazione dell'impegno
nell'innovazione è rappresentata da tecnologie dinamiche come i filtri fotocromatici. Queste soluzioni si adattano in pochi istanti ai mutamenti della luce ambientale, scurendosi rapidamente sotto l’azione dei raggi UV e tornando chiare in interni o all’ombra.
I filtri fotocromatici SEL OPTICAL sono disponibili in 6 brillanti colorazioni: grigio, marrone, verde, blu, rosa e viola e offrono un elevato comfort quotidiano.
Attraverso i suoi 12 Centri Servizi dislocati sul territorio nazionale, oltre alla sede produttiva e al polo logistico di Codigoro, la Divisione Filtri Solari di SEL Optical supporta i professionisti della visione con un servizio di consegna veloce e flessibile. L'azienda garantisce spedizioni tempestive che permettono ai centri ottici di ricevere lenti oftalmiche e filtri solari pronti al montaggio in tempi molto rapidi, offrendo al cliente finale un prodotto interamente made in Italy.
Anche i filtri solari come le lenti oftalmiche possono essere richiesti in telesagomatura ed essere recapitati nel punto vendita pronti per essere adattati sulle montature prescelte.
È possibile scaricare il nostro Catalogo Filtri Solari al seguente link: https://seloptical.bdlanding.it/ pdf/filtri-solari-2026.pdf
Lo staff SEL Optical, agenti, filiali e centri servizi, è a disposizione per ulteriori informazioni e per approfondire tutte le tematiche.
Partnership program: Galileo™ investe
sui centri ottici specializzati con visibilità e servizi
In un mercato in continua evoluzione la capacità di distinguersi e costruire una relazione di fiducia con il consumatore è sempre più strategica. Per questo Galileo™ ha scelto di investire sui Centri Ottici Specializzati con il Partnership Program 2026: un progetto che punta su visibilità, valorizzazione professionale e sviluppo del business.
Con una storia che affonda le proprie radici
nel 1864 e uno sguardo costantemente rivolto al futuro, Galileo™ rinnova il proprio impegno al fianco dei partner attraverso un modello di collaborazione evoluto, pensato per supportarne la crescita e rafforzarne il posizionamento come punti di riferimento per il benessere visivo e la consulenza specializzata.
Al centro della nuova edizione del Partnership Program Galileo, lanciata nei mesi scorsi, c'è la volontà di dare ancora più visibilità ai Centri Ottici Specializzati Galileo™, valorizzandone competenze, professionalità e capacità di costruire relazioni di fiducia con i clienti.
Tra gli elementi distintivi del programma spicca la campagna Professionisti della Visione, sviluppata per raccontare al grande pubblico il valore della consulenza professionale offerta dai Centri Ottici Specializzati Galileo™. Un progetto di comunicazione che trova espressione in-store attraverso materiali di visibilità e di supporto alla vendita per rendere l'esperienza del consumatore ancora più coinvolgente e autentica, potenziare l'identità del
centro ottico e rafforzarne la presenza sul territorio. I partner possono infatti contare su un kit di visibilità esclusivo che li identifica quali specialisti e professionisti della visione Galileo, un kit consegna occhiali per sigillare il momento della consegna dell’equipaggiamento completo e visibilità in vetrina con le strutture backlight ad alto impatto. Il programma promuove anche l’importanza delle attività Drive to Store: eventi locali, attivazioni territoriali e iniziative esperienziali progettati per generare traffico qualificato sul punto vendita e consolidare il legame tra brand, ottico e consumatore finale.
Un ruolo centrale è inoltre affidato a Galileo™ PLUS, che include servizi esclusivi pre e post vendita - garanzia estesa, condizioni vantaggiose sul rinnovo lenti in caso di cambio prescrizione e sul secondo e terzo equipaggiamento - aumentando il valore percepito dell'acquisto e favorendo la fidelizzazione del portatore nel tempo.
Il Programma si completa con formazione continua e accesso privilegiato a eventi premium pensati per valorizzare il ruolo dei professionisti della visione, accrescendone competenze, autorevolezza e capacità di distinguersi sul mercato. Un investimento concreto che punta a rendere sempre più rilevante il valore della consulenza specialistica offerta dai Centri Ottici Specializzati Galileo™. Sono occasioni speciali pensate, inoltre, per consolidare il senso di appartenenza al network Galileo™ e condividere una visione comune di crescita.
Con il Partnership Program 2026, Galileo™ conferma l’impegno del marchio verso i suoi Centri Ottici Specializzati, offrendo strumenti, servizi e progetti per aumentare visibilità, autorevolezza e competitività, supportandoli nello sviluppo del business. Il programma punta a valorizzare la capacità dei partner di erogare un’esperienza d’acquisto distintiva e di alto livello, per affrontare insieme le sfide del mercato e costruire valore nel tempo.
Liebig: cacciò il maligno dagli specchi, ma è ricordato per i dadi da cucina
di Sergio Cappa
“Nell’anno milletrecentosettantuno, in un giardino eravamo all'ombra, come alla fine del mese d'aprile, tutti cupi, dolorosi e pensosi; ma un po' mi rallegro del suono e del canto che sento di questi pulcini selvatici che chiacchieravano nelle loro lingue, il merlo, il fifone e la cincia, che in primavera davano lodi, che erano allegri; questo dolce canto mi manda avanti e tutto il mio cuore è felice e poi si ricorderà del tempo passato della mia giovinezza”. Questa è la versione tradotta della poesia che si legge nel prologo del trattato d’educazione morale Livre pour l'enseignement de ses filles che il cavaliere francese Geoffroy de la Tour-Landry poco dopo il 1370 dedica alle sue tre figlie: voleva scrivere un manuale su come comportarsi quando visitano la corte reale che, a suo dire, era piena di cortigiani che avrebbero potuto disonorarle ponendo in serio imbarazzo la famiglia. L’autore, vedovo, era preoccupato per il benessere proprio e delle figlie. Il testo, che affronta temi come la modestia e la condotta sociale, descrive altresì scene in cui specchiarsi eccessivamente è un invito alla vanità e, nell’edizione successiva del 1498, vengono illustrate con la presenza di un diavolo che regge lo specchio. Sino a ben oltre il tempo del Rinascimento lo speculum è stato associato alla superbia, alla lussuria e all’inganno diabolico: vizi capitali da fuggire. Le immagini incerte e distorte e la magia del fuoco che trasforma la sabbia in un solido trasparente ne facevano un prodigio diabolico. Solo quando, dopo la seconda metà del ‘600 alla corte del
Docente di ottica e optometria, autore di numerose pubblicazioni inerenti alla professione
Re Sole Luigi XIV di Borbone, si comincia a costruire su scala industriale il floating glass, sottratto ai veneziani con una cinica operazione di spionaggio imprenditoriale, si può pensare di migliorare la qualità degli specchi: il merito va a Justus von Liebig, un chimico tedesco dell’Assia, morto poi in Baviera nel 1873 a 70 anni. Dopo essere stato cacciato dal Gymnasium per aver fatto detonare a scuola un esplosivo realizzato in casa, la famiglia si trasferisce a Bonn dove Justus studia chimica all’Università senza mai laurearsi. Studiando da autodidatta riesce a ottenere una cattedra e il dottorato all’Università di Monaco. Nel 1865 fonda la compagnia Liebigs Fleischextrakt per produrre l'estratto di carne, in dadi, di sua invenzione, come alternativa economica e nutriente alla carne, e il sistema pubblicitario per la promozione, le famose figurine Liebig. Fra le sue scoperte precedenti, 1835, segnaliamo anche un metodo per migliorare la riflettanza dello specchio applicando, su una lastra di vetro, una soluzione di nitrato d’argento ed ammoniaca, cui si aggiunge glucosio per ridurre gli ioni in argento metallico. Da quel momento gli specchi hanno cominciato a rimandare immagini nitide e a prezzi accessibili e il maligno, complice la cultura illuminista ormai diffusa, ha trovato sempre meno accoglienza.
Singolari alchimie della storia decidono su quale appendino agganciare la memoria biografica dei personaggi che quella storia hanno scritto: per von Liebig hanno scelto i dadi.
ORDINA LA TUA COPIA
Gulia Palma
Massimo Barberis
41 BLUDATA INFORMATICA
31030 Breda di Piave (TV) Via delle Industrie, 10 Tel. 0422 445442 Fax 0422 699318 info@bludata.com www.bludata.com
33 D.A.I. OPTICAL INDUSTRIES
70056 Molfetta (BA) Via dei Calzaturieri, 9 Z.I. Tel. 080 3974278 Fax 080 3973431 www.daioptical.com
20141 Milano Via Ripamonti, 44 Tel. 02 92885300 Fax 02 92885348 info@vision-group.it www.vision-group.it
I professionisti italiani dell’ottica ricevono tutte le mattine nella propria e-mail b2eyes Today, l’unico quotidiano online del mondo dell’ottica.
Aderisci anche tu all'Osservatorio Presbiopia
In omaggio il kit essenziale per la gestione della presbiopia
Il kit contiene:
Manuale “La compensazione della presbiopia con lenti progressive: oftalmiche e a contatto”
Opuscolo “Le principali cause di perdita della vista”
Opuscolo “Lenti Progressive: vedere bene, a ogni distanza”
Ricettario
Modulo di accompagnamento al medico oculista
Scopri di più su
www.osservatoriopresbiopia.com
info@fgeditore.it
IL TUO SGUARDO PROGETTA LA LENTE
IMPRONTA DIGITALE VISIVA INDIVIDUALE
Grazie al rilevamento dei parametri individuali attraverso il Visore VR MATRICE DIGITALE sono identificate le dinamiche e le abitudini dello sguardo del portatore.