Skip to main content

b2eyes 5/2026

Page 1


IMPERA AI è una lente progressiva progettata usando algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare la prescrizione ottica in base alla reale posizione di utilizzo della lente riducendo al minimo l’impatto delle aberrazioni oblique.

• Le zone intermedia e da vicino risultano più ampie grazie alla nuova tecnologia OPTIMA TECH AI

• Riduzione dello spessore della lente. Se indicata la forma della montatura ed i parametri per il corretto montaggio lo spessore al bordo ed al centro possono risultare anche 3 volte minori di quelli di una lente con la stessa correzione

• Il passaggio tra le zone risulta essere più morbido e regolare, tale da non far percepire al portatore nessuna alterazione nella visione

• Disponibile in tutti i materiali e loro versioni fotocromatiche, taglio luce blu, antiabbagliamento e polarizzanti

NEL 2026

PRESBIOPIA FORUM

2026 DELLA VISTA

DIVENTA

8-9 NOVEMBRE 2026 BARI WORK IN

CENTRO CONGRESSI THE NICOLAUS

Mensile dedicato al mondo degli occhiali, della vista, della visione e della percezione visiva Maggio 2026 numero 5 www.b2eyes.com In copertina Rodenstock

REACTS TO LIGHT RESPONDS TO LIFE

FGE Srl - Fabiano Gruppo Editoriale Reg. Rivelle, 7/F - 14050 Moasca (AT) Tel. 0141 1706694 - Fax 0141 856013

Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7

Nicoletta Tobia n.tobia@fgeditore.it PUBBLICITÀ

Ferdinando Fabiano f.fabiano@fgeditore.it Cell. 335 5654574

DIRETTORE RESPONSABILE Angelo Magri a.magri@fgeditore.it

GRAFICA E IMPAGINAZIONE

FGE Srl - Fabiano Gruppo Editoriale STAMPA

GIUSEPPE LANG ARTI GRAFICHE Srl Via Romairone, 66 - 16163 Genova

REGISTRAZIONE PRESSO il Tribunale di Milano N. 293/2009 in data 17 giugno 2009 Registrazione R. O. C.: 022021

Copia omaggio

© Copyright FGE srl È vietata ogni riproduzione totale o parziale di testi e immagini

Sommario

editoriale

4 Miopia e presbiopia, aria di casa attualità

6 EssilorLuxottica: uno “switch” su occhio, occhiali e professione

8 Nuance Audio: l’Italia è il mercato guida

12 Forum della Vista: a Bari per una nuova sfida

16 VisionOttica: ascoltare meglio la clientela e anticiparne i bisogni

20 VisionOttica Award 2026, per la terza volta un podio tutto al femminile moda

26 Il vero lusso? Tempo speso bene ed emozione

30 l’ottico digitale L’ottico contemporaneo? Deve saper scegliere per il cliente

32 sell-in Meno pubblicità di sé, più relazione con il cliente

36 lab Ortocheratologia e presbiopia: principi, indicazioni e possibilità attuali lenti oftalmiche

42 Miyosmart iQ: uno studio a 12 mesi conferma in media nessuna progressione della miopia

44 Varilux Business Lab, un roadshow in 18 tappe

48 FE-Group rileva i riuniti oftalmici Frastema collectio

54 Prentice: il padre dell’optometria che non si definiva optometrista

EssilorLuxottica: uno “switch” su occhio, occhiali e professione

VisionOttica: ascoltare meglio la clientela e anticiparne i bisogni

Meno pubblicità di sé, più relazione con il cliente 6

Il vero lusso? Tempo speso bene ed emozione

Forum della Vista: a Bari per una nuova sfida

Varilux Business Lab, un roadshow in 18 tappe

Miopia e presbiopia, aria di casa

Per lungo tempo sono state considerate due segmenti paralleli: la presbiopia con la sua forte componente commerciale e relazionale, la miopia sempre più orientata verso protocolli clinici, monitoraggio e prevenzione. Oggi, invece, entrambe stanno diventando aree di dialogo stabile tra classe medica e mondo ottico optometrico.

Non è un caso. Presbiopia e controllo della progressione miopica sono probabilmente i due ambiti nei quali le tradizionali distanze professionali si stanno riducendo più rapidamente, soprattutto perché le esigenze dei pazienti-clienti e l’evoluzione tecnologica stanno imponendo modelli di collaborazione più strutturati.

In questo percorso il gruppo editoriale cui fanno capo b2eyes ed EyeSee ha avuto un ruolo pionieristico. Prima con il Forum Presbiopia, nato nel 2019, mai interrotto nemmeno durante la pandemia e da quest’anno evolutosi in Forum della Vista, poi con un costante supporto all’attività congressuale e formativa dedicata alla gestione della progressione miopica, ha creato numerose e significative occasioni di confronto tra oftalmologi, ottici optometristi e industria.

Oggi, partendo spesso dalle basi poste proprio da tali attività, la filiera sta non solo proseguendo lungo le due direttrici, ma a volte le sovrappone per valorizzare il messaggio di collaborazione interdisciplinare. Così a inizio maggio si è svolto a Napoli il primo Forum nazionale sulla miopia, organizzato dall’oculista Vincenzo Orfeo, il cui obiettivo era non solo sensibilizzare i professionisti ma anche la popolazione. A metà dello stesso mese è partito Varilux Business Lab, roadshow in 18 tappe su scala nazionale di EssilorLuxottica: punta a rafforzare le competenze consulenziali del centro ottico e la gestione evoluta del portatore presbite, confermando quanto il segmento delle progressive sia oggi sempre meno legato alla sola vendita e sempre più a un percorso esperienziale. All’alba di maggio ha

preso il via Visione Evoluta, il percorso di Zeiss dedicato alla classe medica in cui oculisti e referenti aziendali illustrano le soluzioni oggi a disposizione per la gestione sia della presbiopia sia della miopia. E non va trascurato il riconoscimento ottenuto a metà marzo da Francesco Calossi, laureato in Ottica e Optometria, al Congresso Aiccer, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla chirurgia della cataratta e refrattiva, per un free paper che presentava i risultati di un’applicazione di ortocheratologia in una persona adulta, ipermetrope e presbite: un ulteriore, potenziale terreno di applicazione di tale trattamento, nonché di collaborazione tra classe medica e area ottico optometrica, di cui si parla specificatamente proprio all’interno di questo numero del magazine.

Miopia e presbiopia non vanno più considerate, quindi, in una logica di compartimenti stagni. La prima è associata a prevenzione, educazione delle famiglie, protocolli di controllo e follow-up, mentre la seconda richiede ascolto, personalizzazione, adattamento e continuità relazionale. In ciascun caso, però, il paziente-cliente necessita di tutte le figure professionali coinvolte.

Tuttavia di lavoro ce n’è ancora molto da fare, da parte di entrambe le categorie coinvolte e nonostante gli ingenti sforzi e investimenti delle aziende oftalmiche e di contattologia. Ma è qui che si misura la lungimiranza del percorso avviato negli ultimi anni dall’editore di questa testata e di EyeSee: aver insistito, anche quando il contesto appariva più rigido, sulla necessità di creare ponti tra l’area medica, quella ottico optometrica e l’industria. Una scelta che poteva sembrare coraggiosa o addirittura utopistica e che invece era semplicemente l’anticipazione di un modello oggi imprescindibile. Ecco perché, quando veniamo a conoscenza, leggiamo o scriviamo di eventi, iniziative o riconoscimenti legati alla miopia e alla presbiopia, noi sentiamo aria di casa.

antiabbagliamento + contrasto

NITIDA® è il nuovo materiale, studiato e testato da Filab Lenti Italiane, che agisce principalmente nelle due fasce dello spettro elettromagnetico, andando a ridurre l’abbagliamento notturno e migliorando sensibilmente il contrasto

QUANDO E DOVE È CONSIGLIATO L’UTILIZZO DEL MATERIALE NITIDA®

PER LE

LENTI:

• Settore automobilistico

Durante la guida notturna, i conducenti possono riscontrare un affaticamento visivo causato dalla continua esposizione alla luce intensa dei fari anteriori e posteriori a LED

• Monitor LED e Videogiochi

La maggioranza dei monitor per PC e le console di gioco adotta la tecnologie LED causa di affaticamento visivo e mal di testa

• Impianti sportivi

Chi pratica sport in ambienti illuminati artificialmente è esposto a luci LED ad alta intensità. Durante attività come tennis, padel, calcio, baseball o altri sport notturni, possono causare affaticamento visivo e una sensazione di disagio.

• Illuminazione per interni

Quasi tutta l’illuminazione per interni adotta la tecnologia LED, soprattutto negli ambienti industriali e ospedalieri. Questo tipo di illuminazione è solitamente più luminosa e l’esposizione prolungata può portare ad affaticamento visivo.

EssilorLuxottica: uno “switch” su occhio, occhiali e professione

Dal 13 al 15 aprile, presso il Forum Grimaldi di Montecarlo, il gruppo ha riunito oltre 1.200 ottici optometristi provenienti da Europa, Medio Oriente, Africa e Asia per esplorare come la cura e la gestione della visione si stiano trasformando, grazie soprattutto alle nuove tecnologie, e per capire il ruolo e le opportunità che ne derivano per questa categoria professionale

L’occhio non è più soltanto, come diceva anche William Shakespeare, la porta dell’anima: sta diventando una finestra sulla salute complessiva, gli occhiali un’interfaccia intelligente con la vita e i sistemi di cura necessitano di una frontline più forte, più vicina alle persone. In un momento di rapida acce-

lerazione tecnologica e di evoluzione delle aspettative delle persone, Switch, l’innovativo evento annunciato già diversi mesi fa da EssilorLuxottica, ha voluto evidenziare i grandi cambiamenti che stanno rimodellando il settore. Lo ha fatto in tre giornate ripartite tra sessioni plenarie, di approfondimento e relazioni mo-

Chrystel Barranger, presidente Emea e Asia professional solutions per EssilorLuxottica, durante i lavori in plenaria in occasione dell'appuntamento monegasco

notematiche, tenute da esperti internazionali in ambito medico, scientifico e tecnico e da specialisti di intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, davanti a più di 1.200 ottici optometristi da tutto il mondo, escluse le Americhe, per le quali un mese prima si era svolto a Orlando, in Florida, un evento simile a loro dedicato: dall’Italia sono giunti più di 80 tra imprenditori e professionisti, in rappresentanza di alcune delle principali insegne, molte delle quali family chain con più punti vendita sul territorio, e della distribuzione associata. Particolarmente nutrita anche la presenza del management del gruppo, con i più alti vertici oltre alle figure di riferimento per le singole country. «Il nostro settore sta entrando in una nuova era e i professionisti dell’eyecare ne sono al centro: sono infatti la frontline di fiducia per milioni di persone, in una posizione unica per trasformare l’innovazione in una migliore assistenza, relazioni più forti e un impatto maggiore - ha dichiarato Chrystel Barranger, presidente Emea e Asia professional solutions per EssilorLuxottica, che ha aperto i lavori in plenaria e li ha conclusi partecipando a una tavola rotonda con il comitato scientifico della società - Con la giusta tecnologia e il giusto supporto, non si limiteranno ad adattarsi al cambiamento: lo guideranno». Dall’evento monegasco è infatti emersa una nuova comprensione dell’occhio non solo come mezzo per vedere, ma come potente finestra sulla salute complessiva e come ponte diretto verso il cervello: i progressi nell’imaging e nell’intelligenza artificiale stanno consentendo una rilevazione più precoce di condizioni sistemiche e neurologiche, spesso prima della comparsa dei sintomi. Secondo i relatori intervenuti, questo posiziona l’occhio stesso come un punto di accesso critico per un’assistenza sanitaria proattiva, trasformando gli esami oculistici di routine in momenti significativi di comprensione dello stato di salute generale ed espandendo l’impatto che i professionisti dell’eyecare possono avere sulla vita delle persone, anche alla luce delle difficoltà alle quali sono sottoposti i sistemi sanitari pubblici: questa categoria professionale, quindi, potrebbe consentire una rilevazione più precoce, guidare gli utenti finali lungo il loro percorso di salute e contribuire a iter di cura più integrati. Allo stesso tempo, i progressi nelle lenti e negli occhiali connessi stanno aprendo nuove categorie di utilizzo, dalla performance e prevenzione fino all’assistenza quotidiana e all’inclusività. Una prospettiva sintetizzata nel neologismo “Oculonomics”, che prevede un approccio olistico alla persona, consolidato dalla tecnologia, ma in cui rimane fondamentale il rapporto e il contatto umano, come è stato più volte sottolineato durante le plenarie.

L’evento di Montecarlo ha dunque affrontato te-

Lo Switch Your Store: un viaggio immersivo nel futuro dell’eyewear e delle lenti evolute del gruppo, realizzato appositamente per l'evento internazionale

matiche innovative per il mondo ottico optometrico, in merito alle quali tuttavia si dovrà tener conto delle diverse normative nazionali che ne regolamentano l’attività. Ma i vertici di EssilorLuxottica hanno voluto rassicurare, oltre che stimolare, i partecipanti: questo “switch” nel vision care non deve essere tradotto tutto e subito in realtà, ma a piccoli passi, ad esempio concentrandosi su alcuni ambiti di maggiore interesse o competenza per ognuno di loro, dalla gestione della miopia a quella dell’occhio secco, solo per fare un paio di esempi. E sapendo di avere un partner come il gruppo italo-francese al proprio fianco. Tanto che negli spazi del Forum Grimaldi, parallelamente alle aree brand dedicate ad alcuni dei principali marchi lifestyle e luxury di EssilorLuxottica, tra cui Ray-Ban, Oakley, Prada, Oliver Peoples, Transitions e Fedon, è stato proposto “Switch Your Store”: un viaggio immersivo nel futuro dell’eyewear, dal mondo dei dispositivi indossabili con Ray-Ban Meta e Oakley Meta, a quello delle lenti evolute Essilor come Varilux, Crizal e Stellest, dalle soluzioni uditive con Nuance Audio agli strumenti diagnostici avanzati e basati su intelligenza artificiale o alle opportunità offerte dalla terapia della luce, con la tecnologia di fotobiomodulazione di Espansione. Questa esperienza ha voluto offrire una visione integrata dell’innovazione lungo l’intero ecosistema, per mostrare come il centro ottico di domani possa migliorare sia i risultati per le persone sia le performance di business degli ottici optometristi.

photo credits: @laurinepaumard

Nuance Audio: l’Italia è il mercato guida

A un anno dal lancio, gli occhiali acustici di EssilorLuxottica sono presenti in 16 mila punti vendita su scala globale, 3 mila dei quali nel nostro paese, che rappresenta il punto di riferimento per il loro sviluppo commerciale e per la comunicazione

Annunciati nel 2024 e lanciati un anno fa in Italia, i Nuance Audio Glasses continuano ad ampliare la propria presenza internazionale e rafforzano il presidio sul mercato italiano: il loro Global Head, Stefano Genco, racconta a b2eyes come distribuzione, awareness e integrazione tra ottica e audiologia siano le direttrici principali di sviluppo di questa tipologia di smart eyewear, che sta entrando in una nuova fase di crescita.

Può farci un consuntivo dei risultati quantitativi e qualitativi di Nuance Audio dal debutto sul mercato a oggi?

Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti finora: i numeri confermano che ci troviamo all’inizio di un percorso con prospettive importanti. In meno di un anno siamo passati dalla commercializzazione nei primi mercati europei a una presenza in 13 paesi, con circa 16 mila punti vendita coinvolti a livello globale. In Italia, primo Paese in cui il prodotto è stato lanciato, siamo presenti in circa 3 mila negozi complessivi, tra ottici indipendenti, catene, insegne del gruppo e realtà del canale audiologico.

In particolare, il mercato interno sta rispondendo molto bene sia sul fronte del sell out sia sul piano qualitativo. Registriamo infatti feedback positivi da parte dei consumatori: molti utenti raccontano che Nuance Audio ha migliorato concretamente la loro quotidianità, soprattutto grazie alla discrezione estetica del dispositivo e all’assenza dello stigma normalmente associato agli apparecchi acustici tradizionali.

Un ulteriore aspetto interessante è l’evoluzione dei canali distributivi. Recentemente abbiamo avviato una sperimentazione a bordo di una nave di Costa Crociere, con uno spazio dedicato al prodotto: un progetto pilota che apre prospettive nuove e che conferma

come Nuance Audio possa essere presentato anche in contesti differenti rispetto a quelli tradizionali.

Come sta andando l’Italia per Nuance Audio e quali sono i mercati più interessanti a livello globale?

L’Italia oggi rappresenta il nostro mercato guida: qui stiamo concentrando maggiormente gli investimenti in comunicazione e testiamo nuove attività commerciali e di marketing. Da metà aprile, per diverse settimane, è partita la seconda campagna media, dopo il debutto nella primavera del 2025: include televisione, connected tv, digital, radio, podcast e stampa, oltre a eventi sul territorio rivolti a target specifici. Il tema centrale resta l’awareness: molte persone che potrebbero beneficiare di Nuance Audio semplicemente non sanno ancora che questa soluzione esiste. Ogni volta che andiamo in televisione vediamo un’immediata crescita delle richieste presso i punti vendita.

Oltre all’Italia, i mercati che stanno mostrando i risultati più interessanti sono Spagna, Germania, Regno Unito e paesi nordici, soprattutto Danimarca e Svezia.

Nei mesi scorsi è stata lanciata una promozione sul canale ottico nazionale, in particolare nei negozi di proprietà, con un significativo sconto sui Nuance Audio: significa che il prezzo rappresenta una barriera per il consumatore finale?

Abbiamo effettuato diverse analisi sul posizionamen-

to prezzo e sull’elasticità della domanda. Inizialmente pensavamo che il riferimento mentale del consumatore fosse quello degli apparecchi acustici tradizionali, che possono arrivare a costare diverse migliaia di euro: in realtà abbiamo scoperto che molti potenziali clienti non avevano alcun benchmark, perché non avevano mai preso in considerazione soluzioni audiologiche classiche. A incidere sul prezzo finale contribuisce inoltre la componente ottica: oltre due terzi delle vendite riguardano infatti lenti progressive, che aumentano il valore complessivo dell’acquisto. Per questo abbiamo deciso di riposizionare il prodotto a un prezzo suggerito di 770 euro, così da facilitare ulteriormente l’accesso alla categoria. La risposta del mercato è stata molto positiva: dopo l’introduzione del nuovo pricing le vendite sono cresciute rispetto allo stesso periodo precedente, confermando che una soglia più accessibile può accelerare l’adozione del prodotto.

Come sta procedendo la vendita in Italia sui canali alternativi a quello ottico?

Il canale audiologico sta andando meglio di quanto inizialmente ci aspettassimo: oggi collaboriamo con circa 700 punti vendita specializzati in audiologia presenti sul territorio italiano, attraverso partnership con gruppi nazionali e operatori regionali. La dinamica più interessante è però quella della sinergia tra ottica e au-

Lo spazio dedicato agli occhiali acustici di EssilorLuxottica in occasione dell’evento Switch, svoltosi a Montecarlo a metà aprile

diologia. In molti casi si stanno creando infatti collaborazioni virtuose, con il centro audiologico che indirizza il cliente verso l’ottico per la componente visiva. Tale approccio dimostra che Nuance Audio può rappresentare un’opportunità condivisa per entrambi i settori, più che un elemento di competizione.

Può anticipare qualche ulteriore novità tecnologica, commerciale o di marketing relativa a Nuance Audio? Posso dire che continueremo a investire con decisio-

ne nella categoria: è prevista una seconda generazione del prodotto (vedi box), che andrà ad affiancare quella attuale e non a sostituirla. Questo è un messaggio importante anche per il retail: significa che crediamo nel progetto nel lungo periodo e che la piattaforma continuerà a evolversi. L’obiettivo è ampliare ulteriormente il pubblico potenziale, mantenendo sempre al centro l’integrazione tra funzione visiva, comfort e supporto uditivo.

A fine 2026 arriverà la nuova generazione

L'utente medio di Nuance Audio ha 5 anni in meno rispetto a chi utilizza soluzioni tradizionali e due terzi dei clienti sono uomini: è l’identikit di chi ha già scelto questo dispositivo di EssilorLuxottica, secondo la quale il suo design discreto contribuisce a ridurre lo stigma spesso associato ai device acustici visibili, in particolare tra le persone di sesso maschile, che tendono ad avere i capelli corti. Lo ha illustrato Stefano Genco alla platea internazionale di ottici optometristi intervenuta a Montecarlo per l’evento Switch di metà aprile. «Il 70% dei nostri clienti è alla sua prima esperienza con un apparecchio acustico, il che conferma come questa soluzione stia contribuendo a superare lo stigma - ha aggiunto Genco - Inoltre, l'81% di chi ha acquistato Nuance Audio necessita di lenti graduate».

Sempre durante Switch è stato annunciato il lancio della Nuance Audio Gen 2. «L’ampliamento del portafoglio comprenderà nuovi modelli con diverse fasce di prezzo, prestazioni e design, oltre a miglioramenti in termini di adattabilità e alla possibilità di effettuare chiamate telefoniche - spiegano da EssilorLuxottica - Il debutto è previsto intorno al quarto trimestre del 2026».

Un’immagine di campagna degli smart eyewear del gruppo italo-francese

Lenti a contatto giornaliere
Lenti a contatto mensili

Forum della Vista: a Bari per una nuova sfida

a cura della redazione

Il format dell’evento ideato dall’editore di questa testata e di quella specializzata nell’oftalmologia EyeSee, nato per la gestione del soggetto presbite, ora si amplia alle altre problematiche visive: si terrà l’8 e 9 novembre presso il centro congressi di The Nicolaus Hotel, nel capoluogo pugliese

Un appuntamento itinerante e interdisciplinare, con il forte coinvolgimento della classe medica, per un confronto con l’area ottico optometrica e l’industria, non solo oftalmica ma anche contattologica e della strumentazione: saranno i tratti salienti del primo Forum della Vista, che nasce sulla scia del Progressive Business Forum e del Forum Presbiopia, nomi diversi per un unico percorso, in atto da sette anni.

Così, dopo le tappe di Firenze, Milano, Napoli e Bologna, l’8 e 9 novembre ottici optometristi, oculisti ed esponenti delle aziende di maggiore rilievo della filie-

La plenaria e l’esterno e di The Nicolaus Hotel, a Bari, dove si svolgerà la prossima edizione dell'appuntamento congressuale

Alza il livello nel controllo della miopia.

Eleva lo standard della prevenzione.

DISPONIBILE

In media, nessuna progressione della miopia1-3

Basate sulla Tecnologia D.I.M.S., elevate con il Triple Enhanced Design (TED), le nuove lenti MiYOSMART iQ sono caratterizzate da:

- Segmenti di defocus posizionati più vicino al centro della lente, per stimolare continuamente la retina periferica para-centrale, altamente sensibile al segnale di defocus

- Maggiore potere di defocus, che fornisce un segnale miopico più intenso.

- Zona di trattamento più estesa, per una copertura più ampia del campo visivo periferico anche con montature di dimensioni maggiori

1. Dati HOYA on file. Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche con Defocus Incorporated Multiple Segments – Triple Enhanced Design: risultati a 6 mesi. 11/2025. Risultati intermedi a 6 mesi di uno studio randomizzato, con controllo attivo , in doppio cieco, condotto su 202 bambini miopi di età compresa tra 4 e 12 anni. La variazione media aggiustata dell’equivalente sferico in cicloplegia, misurata mediante autorefrattometria, è risultata pari a +0,136 ± 0,044 D nell’arco di 6 mesi, dopo aggiustamento per età basale e per l’errore refrattivo sferico equivalente basale mediante ANCOVA. Identificativi ClinicalTrials.gov: https://clinicaltrials.gov/study/NCT05888792 (data di accesso: 04.02.2026) https://clinicaltrials.gov/study/NCT05888805 (data di accesso: 04.02.2026). È prevista una pubblicazione peer-reviewed.

2. Hon Y., Chun R.K.M., Leung T.W., et al. (2025). Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche di seconda generazione con Defocus Incorporated Multiple Segments in soggetti con progressione miopica rapida: protocollo di uno studio clinico randomizzato controllato. PLoS One 20(10): e0335061. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0335061

3. Tse D.Y.Y., Chun R.K.M., Hon Y., et al. Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche con Defocus Incorporated Multiple Segments – Triple Enhanced Design. 41° Congresso dell’Asia-Pacific Academy of Ophthalmology, 2026. https://2026.apaophth.org/abstract/?code=205567 (data di accesso: 04.02.2026). 41° Congresso APAO, 2026.

Per informazioni, contatta il tuo Responsabile Tecnico Commerciale o scrivi a hoyatiinforma@hoya.it miyosmart.it - Seguici su: Hoya Lens Italia

ra si ritroveranno a Bari per discutere delle principali problematiche ed esigenze visive: dalla presbiopia alla miopia, dai trattamenti alla protezione, dalla visione in età adulta alla contattologia specialistica, per citarne alcune.

«Sempre sotto l’egida del gruppo Fabiano, il Forum della Vista 2026 conta di offrire all’intera filiera due giornate di approfondimenti, confronto e analisi sul mercato, sul dialogo interprofessionale, sulle nuove opportunità e sulle prospettive per il retail e per il consumatore finale - rivela Nicola Di Lernia, che dalla prima edizione al Palazzo dei Congressi di Firenze nel giugno 2019 conduce l’appuntamento annuale e supporta l’organizzazione nella scelta e nello sviluppo delle tematiche - Del resto il bilancio del percorso parla chiaro: in sette anni il trattamento della presbiopia è cambiato, alla lente progressiva si è affiancato il segmento del supporto accomodativo per il neopresbite, c’è qualche premontato in meno sul mercato, diversi oculisti sono ora più informati sulle lenti oftalmiche, multifocali in primis. E l’intelligenza artificiale, introdotta come tema al Forum 2024 di Napoli con l’intervento dell’oftalmologo e docente universitario Paolo Nucci, oggi grazie all'industria consente la costruzione di progressive dall’elevata personalizzazione, il posizionamento premium in grado di compensare volumi flat».

L’appuntamento pugliese avvia dunque una nuova sfida, partendo però da alcune certezze. «Stiamo ancora lavorando alla trama e alla sceneggiatura dell’edizione 2026, ma l’obiettivo è attuare, sulla scia di quanto già fatto dalla filiera nella gestione della miopia, un ecosistema efficace, composto da vari satelliti a supporto dei professionisti coinvolti, che vanno dall’innovazione tecnologica all’AI, ad esempio: questo consentirà di integrare sempre più con il mercato e, quindi, con le esigenze dei consumatori finali, il triangolo virtuoso che si è finora creato tra industria, otti-

«Il Forum della Vista 2026 conta di offrire all’intera filiera due giornate di approfondimenti, confronto e analisi sul mercato, sul dialogo interprofessionale, sulle nuove opportunità e sulle prospettive per il retail e per il consumatore finale»

ci optometristi e oftalmologi - precisa Di Lernia - La contaminazione tra classe medica e area tecnica, avviata nelle edizioni precedenti, prosegue dunque e si rafforza: l’auspicio è che continuino a lavorare fianco a fianco in un modello di dialogo e collaborazione che il Forum ha contribuito a costruire».

Di Lernia ricorda inoltre come l’obiettivo che si era inizialmente prefissato l’evento, arrivare al 30% di penetrazione in volume sul mercato italiano da parte delle progressive, sia stato solo parzialmente raggiunto. «Il risultato positivo in tal senso lo si deve al contributo delle lenti a supporto accomodativo – dice il professionista – Ma se ora ai temi della presbiopia integriamo quelli dell’ipovisione, ad esempio, andiamo a coprire quasi totalmente le esigenze del segmento maturo. Inoltre le tecniche di Crm e di Life Time Value permetteranno di gestire questo tipo di cliente in una logica moderna di percorso, non di scontrino: è un cambio di paradigma operativo che il Forum porterà sul palco di Bari con contenuti concreti e applicabili. E poi ci saranno il controllo della miopia, i trattamenti, la protezione e altro ancora: per l’imprenditore ottico si apre così una visione a 360 gradi del proprio futuro cammino».

La platea all'ultima edizione del Forum Presbiopia, a Bologna

VisionOttica: ascoltare meglio la clientela e anticiparne i bisogni

cura della redazione

È uno dei messaggi lanciati dall’ultima convention dedicata

agli affiliati dell’insegna di Vision Group, che ha recentemente siglato la partnership con il programma fedeltà Payback Italia

VisionOttica esprime un posizionamento professionale e glocal, capace di coniugare la forza e i servizi di una grande insegna nazionale con la prossimità e la relazione tipica dell’ottico di fiducia: lo ribadisce Marco Procacciante, ceo di Vision Group, ricordando che momenti di incontro come la recente convention per gli affiliati «rappresentano un passaggio fondamentale per condividere strategie e visione con chi ogni giorno opera sul territorio e per continuare a costruire, insieme, un percorso di crescita solido e sostenibile». VisionOttica oggi conta oltre 400 punti vendita tra diretti e in affiliazione nel nostro

paese: nelle due giornate di lavori dell’aprile scorso a Stresa gli ottici hanno approfondito i servizi esclusivi e le novità sviluppate dal gruppo per affrontare un mercato in costante evoluzione, alternando momenti di carattere professionale a occasioni di relazione, networking e intrattenimento.

La convention VisionOttica si inserisce nell’ambito di Futures, il format di incontri avviato da Vision Group nel 2026 per favorire confronto e allineamento tra le diverse componenti della rete: il percorso ha preso avvio in gennaio a Roma con il coinvolgimento di oltre 220 store manager dei centri ottici diretti VisionOttica

I l gruppo di imprenditori ottici affiliati all’insegna presenti all'evento del 19 e 20 aprile, presso il Grand Hotel Des Iles Borromées & Regina Palace Hotel di Stresa

e VistaSì provenienti da tutta Italia. Il concept creativo, ispirato al mondo degli scacchi e dei colori, ha voluto rappresentare in chiave simbolica la natura del gruppo, un sistema in cui realtà diverse si muovono in modo coordinato verso obiettivi comuni.

Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse all’appuntamento dell’aprile scorso sul Lago Maggiore c’è l’ingresso di VisionOttica nel programma fedeltà multipartner Payback Italia (vedi box), che nelle intenzioni dell’insegna è un’importante leva per rafforzare il rapporto con il consumatore e generare traffico qualificato in negozio. «Inoltre, è stata data grande attenzione agli sviluppi del Crm, sempre più orientato a un ascolto evoluto dei clienti, con l’obiettivo di anticiparne i bisogni e supportare gli affiliati nella gestione della relazione in ottica omnicanale - spiegano dal gruppo - Luca Leoni, amministratore delegato di Payback Italia, ha approfondito il valore strategico del programma loyalty, e Margherita Limido, manager di Ipsos, si è focalizzata sui trend di consumo e sull’evoluzione delle aspettative degli utenti finali. A loro volta Stefania Morrone e Valentina Rocco, rispettivamente franchising director e marketing & omnichannel strategy director di Vision Group, sono entrate nel merito delle strategie e degli strumenti a supporto della rete».

Sia a Stresa sia a Roma si è parlato delle linee esclusive e degli house brand. «Abbiamo una serie di marchi e collezioni, tra cui Contemporary Heroes, Cafè Noir e Romeo Gigli, pensati per rispondere a esigen-

ze diverse in termini di stile, posizionamento e target - ricordano da Vision Group, che proseguirà lungo il percorso tracciato da Futures - Per il 2026 non sono previsti ulteriori appuntamenti: tuttavia l’obiettivo è garantire continuità agli incontri in presenza, sia con la rete diretta sia con quella affiliata, rendendoli momenti ricorrenti di confronto e allineamento».

Con Payback

nuovi clienti e più traffico in store

Payback conta oltre 350 aziende aderenti e una presenza capillare sul territorio, offrendo alle insegne partner un’importante leva per generare traffico e sviluppare il valore della relazione con i consumatori. «L’accordo rappresenta un passo strategico per VisionOttica, con l’obiettivo di rafforzare il legame con i clienti e supportare la rete nell’acquisizione di nuovi consumatori, incentivando al contempo la frequenza di visita attraverso iniziative dedicate - precisano da Vision Group - L’ingresso nel network consente inoltre di attivare campagne mirate e aumentare la visibilità dell’insegna a livello nazionale».

«L’adesione alla quinta edizione di Payback è per Vision Group un passo importante a supporto dei nostri affiliati e dei punti vendita diretti: ci permette infatti di intercettare nuovi clienti, incrementare le occasioni di visita e lavorare in modo più mirato sulle attività di ingaggio, offrendo allo stesso tempo un vantaggio concreto ai consumatori - dichiara Valentina Rocco, marketing & omnichannel strategy director di Vision Group - L’esclusiva nel settore ottico è un elemento distintivo che rafforza il posizionamento di VisionOttica e crea nuove opportunità per tutta la rete».

Con questa iniziativa il network intende proseguire nel proprio percorso di sviluppo, «mettendo a disposizione strumenti evoluti di marketing e fidelizzazione per sostenere la crescita del gruppo e la competitività dei centri VisionOttica», concludono dal gruppo.

L’immagine di campagna della partnership con VisionOttica

LA SCELTA GIUSTA OGGI, PER COSTRUIRE IL DOMANI

Lente per la gestione della progressione miopica Myopica è stata progettata per correggere l'errore di refrazione al centro della lente inducendo al contempo un defocus miopico con potere positivo nell'area periferica della lente, portando le immagini periferiche della retina davanti al piano retinico.

Studio clinico condotto su popolazione europea

VisionOttica Award 2026, per la terza volta un podio tutto al femminile

A cura della redazione

La tredicesima edizione del premio, che si è celebrata il 18 maggio presso l’Archivio Antico di Palazzo del Bo dell’Università degli Studi di Padova, è stata vinta da una tesi su un biosensore integrato in una lente a contatto per la rilevazione di glucosio nelle lacrime

Il primo premio è andato a Mariateresa Giordano, laureata presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, per la tesi “Biosensore integrato in lente a contatto per la rivelazione di glucosio nelle la-

crime”. Il secondo posto è stato assegnato a Veronica Mariuz dell’Università degli Studi di Padova con il lavoro “Il ruolo della curva di defocus nella compensazione della presbiopia con lenti a contatto”. Terza classificata

Da sinistra: Marco Procacciante, Veronica Mariuz, Mariateresa Giordano, Alessia Della Gatta, Simone Santacatterina, Gianluca Ruffato, professore associato dell’Università di Padova e organizzatore del Congresso che ha ospitato l'edizione 2026 del riconoscimento, e Valentina Rocco, marketing & omnichannel
Group

ColorMatic® Dark

TECHNOLOGY LOOKS GOOD ON YOU

Scopri la nuova generazione di lenti fotocromatiche e dai colore al tuo stile

Scurimento fino al 90% in esterni

Stabili anche ad alte temperature (35°C)

Scurimento funzionale anche dietro il parabrezza dell’auto

100% Protezione UVA e UVB

Riduzione della luce blu-violetta*

Alessia Della Gatta dell’Università degli Studi di Firenze, per la ricerca “Eureka effect e ampiezza dell’attenzione”. La cerimonia di premiazione della tredicesima edizione del VisionOttica Award, concorso nazionale promosso da Vision Group in collaborazione con Aloeo, Federottica e i nove atenei italiani con corso di laurea in Ottica e Optometria, si è tenuta lunedì scorso nell’ambito del Congresso di Ottica e Optometria “Luce e visione”. Dopo le edizioni del 2021 e del 2024, ancora una volta il podio è stato tutto al femminile.

«Le tesi sono state selezionate in forma anonima da una giuria di quattordici esperti, che ha valutato decine di elaborati provenienti da tutta Italia per originalità, qualità metodologica e rilevanza scientifica - spiegano da Vision Group - Come nelle precedenti edizioni, ai vincitori è stato assegnato un riconoscimento in denaro, insieme a un percorso di crescita professionale che include: stage presso i centri VisionOttica, corsi di aggiornamento tecnico-professionale della Sioo di Firenze e la possibilità di collaborare con il blog ufficiale di VisionOttica».

Ad aprire la cerimonia è stato Marco Procacciante, amministratore delegato di Vision Group, che ha ricordato come gli studenti premiati rappresentino una generazione di futuri professionisti su cui il settore può contare. «Siamo orgogliosi di valorizzarne il talento e di accompagnarne la crescita, contribuendo a una comunità sempre più preparata, aggiornata e motivata, capace di affrontare con competenza le sfide del futuro», ha dichiarato Procacciante.

Simone Santacatterina, presidente del VisionOttica Award, ha sottolineato come a partire dal 2025 la cerimonia sia stata portata all'interno delle università, cominciando da Torino. «Quest'anno, a Padova, l'abbiamo resa ancora più vicina alla comunità accademica e agli studenti - ha detto Santacatterina, che ha condotto i lavori - La partecipazione e la qualità dei contributi confermano il valore di questo premio come piattaforma per far emergere competenze, idee e nuove prospettive professionali».

Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo della vincitrice, sotto forma di contributo economico a supporto delle attività di ricerca del Dipartimento, e all'Università degli Studi di Padova, in qualità di ateneo ospitante.

Nato per volontà di Vision Group e del suo ideatore, Jeff Longoni, «con l’obiettivo di ridurre il divario tra mondo accademico e mercato del lavoro, il VisionOttica Award conferma l’impegno continuativo del gruppo nella formazione, nella ricerca e nello sviluppo delle nuove generazioni di professionisti», precisano dal gruppo.

Mariateresa Giordano, classificatasi prima, con Gabriella Maria De Luca, coordinatrice del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Napoli Federico II
Veronica Mariuz, giunta seconda, con Dominga Ortolan, docente dell’Università di Padova
Alessia Della Gatta, terza classificata, con Alessandro Farini, docente dell’Università di Firenze

HJ TECH, la tecnologia

che si indossa

Una nuova generazione di occhiali smart, distribuita sul mercato italiano da Filab, unisce tecnologia avanzata e stile contemporaneo: non semplici dispositivi, ma montature progettate per integrarsi nella vita quotidiana, offrendo funzionalità a mani libere senza rinunciare all’eleganza

La libertà di ascoltare, parlare e restare connessi senza dover toccare il telefono è al centro delle montature HJ TECH. Grazie alla connessione Bluetooth veloce e stabile, gli occhiali si collegano allo smartphone in pochi secondi, diventando una naturale estensione del device. Musica, chiamate e funzioni smart sono sempre a portata, senza interruzioni e senza bisogno di

HJ TECH è possibile ascoltare la propria musica preferita, mettere in pausa o

cambiare brano in modo semplice, mantenendo sempre il contatto con ciò che accade intorno. Le chiamate a mani libere permettono di rispondere, rifiutare o terminare una conversazione direttamente dalla montatura, rendendo più semplice guidare, lavorare o svolgere le attività quotidiane.

Anche la gestione dei messaggi diventa immediata: i vocali possono essere ascoltati direttamente attraverso l’occhiale, garantendo discrezione. Allo stesso modo, l’assistente vocale dello smartphone può essere attivato con un gesto, consentendo di inviare messaggi, controllare il meteo od ottenere indicazioni senza distogliere lo sguardo.

La tecnologia dei modelli HJ TECH supporta anche la traduzione tramite Google Translate, uno strumento utile per viaggi, studio e lavoro

che permette di comprendere testi e conversazioni in diverse lingue in modo semplice e istantaneo. A questo si aggiunge la navigazione audio, che trasmette le indicazioni direttamente all’orecchio, offrendo un’esperienza di guida sicura.

Il sistema di ricarica magnetica rende l’utilizzo ancora più pratico: basta avvicinare il connettore per ricaricare gli occhiali, mentre gli indicatori luminosi mostrano lo stato della batteria per una gestione semplice e affidabile.

Con le montature HJ TECH si può quindi vivere la tecnologia unendo design e funzionalità. Indossarli significa restare connessi al mondo, senza complicazioni e con uno stile distintivo. La sintesi ideale tra innovazione e quotidianità: più libertà, più connessione, più vita.

Cleo
Eva

Il vero lusso? Tempo speso bene ed emozione

In passato la strategia delle sister brand, cioè la segmentazione dei marchi da parte delle grandi griffe, serviva a vendere un prodotto a chi aveva meno budget, mentre i caffè e i ristoranti di oggi servono a vendere un’identità a chiunque cerchi un’esperienza. Una trasformazione che coinvolge anche l’eyewear e i centri ottici

Negli ultimi anni il lusso è diventato un’esperienza immersiva che ha sostituito il vecchio concetto di oggetto del desiderio con quello di momento indimenticabile. Se un tempo era un club a porte chiuse, oggi è una piazza aperta, dove il confine tra chi osserva e chi possiede è diventato sottilissimo. Anche nel mercato dell’eyewear d'alta gamma il valore del brand non si misura più soltanto sulla qualità della montatura, ma anche sulla qualità dell’esperienza oltre l’acquisto che la maison sa offrire. Questa evoluzione coinvolge sia i principali nomi della moda sia i leader della produzione e della distribuzione che ne detengono la leadership.

Per decenni, infatti, in un’ottica orientata al consumatore, le grandi griffe hanno utilizzato la strategia delle sister brand e cioè della segmentazione dei marchi, con l’obiettivo di intercettare target diversi senza diluire il posizionamento e il prestigio della label d’alta gamma. Pensiamo a Giorgio Armani con Emporio Armani, a Versace con Versus o a Dolce&Gabbana con la linea D&G. Era una gerarchia chiara: la prima linea per l'élite, la seconda per l'aspirazionale.

Oggi quella distinzione è quasi svanita. Il lusso è diventato accessibile, ma in modi nuovi. È un paradosso moderno: chiunque può sfoggiare l'ultimo iPho-

Ideatrice del format “Guardaroba Occhiali”, è Eyewear Image Consultant, esperta di tendenze e trainer internazionale per aziende e imprenditori dell’ottica

ne acquistandolo in 48 comode rate, ad esempio, o comprare in negozio oppure online un occhiale top di gamma con pagamenti dilazionati. Il mercato del second-hand permette di accaparrarsi una borsa iconica a metà prezzo e anche una montatura che sia vintage o di manifattura moderna. Il risultato? Il possesso fisico non basta più a distinguersi. Per questo i brand hanno dovuto spostare il focus dal prodotto all'esperienza sensoriale.

A rafforzare tale aspetto, il fatto che, sempre più spesso, queste realtà scelgono di lanciare le proprie collezioni in location mozzafiato, trasformando la presentazione di un prodotto in un evento multisensoriale, in cui catering d'autore e scenografie straordinarie creano ricordi indelebili. In questa nuova frontiera del marketing esperienziale, la cultura della bellezza e l'eccellenza del gusto diventano estensioni naturali della cultura eyewear, celebrata attraverso la fusione di piacere visivo, estetico e gastronomico.

Per rendere la devozione al marchio capillare e quotidiana, alcune case di moda hanno addirittura aperto le porte dei loro bar e ristoranti. È la strategia della massima penetrazione: a Milano, ad esempio, se non puoi permetterti un abito da diecimila euro, puoi comunque abitare l'universo del luxury ordinando un pa-

sticcino logato Louis Vuitton nel bar accanto al monomarca di via Montenapoleone, o un espresso da Prada nella storica Pasticceria Marchesi o, ancora, un the al Ralph’s Bar, il bar di Ralph Lauren.

Questa evoluzione ha creato una nuova gerarchia del consumo. L’accessibilità quotidiana, ad esempio: a Milano, un caffè al DG Martini, il bar di Dolce & Gabbana in corso Venezia, o su un aperitivo al Justme Milano (ex Just Cavalli) rinomato ristorante, bar e club di Roberto Cavalli, al Parco Sempione, sono micro-esperienze di lusso che fidelizzano il cliente giovane. Sempre a Milano, a inizio maggio, Prada ha dato vita a un beauty pop-up dentro un negozio di ortofrutta: il Frutteto Garibaldi si è trasformato in un luogo esperienziale, tra installazioni immersive, sessioni di trucco e i nuovi prodotti della griffe. E poi c’è l’esclusività gastronomica: cenare alla Gucci Osteria di Massimo Bottura in piazza della Signoria a Firenze può costare molto più di un accessorio. Qui il lusso si mangia: i tortellini in crema di Parmigiano Reggiano diventano una narrazione che fonde artigianato culinario e identità visiva.

In tale scenario, questi brand, che propongono anche collezioni eyewear, non basano più la propria strategia commerciale su un oggetto, come un occhiale, ma convalidano la propria visibilità e la propria approvazione sociale attraverso un post su Instagram con protagonista una tazzina firmata. È evidente, dunque, come la strategia miri a incrementare il valore percepito dell’utente finale, influenzando positivamente anche il desiderio d'acquisto nel segmento eyewear. In altri termini, appare chiaro perché il consumatore finale,

Il centro ottico Jimmy Fairly di corso Garibaldi, il primo monomarca del brand di eyewear aperto nel capoluogo lombardo

in particolare quello della Gen Z e dei Millennials, si presenti nel centro ottico con una precisa identità di marca in mente: le maison hanno saputo coltivare un desiderio che trascende il prodotto, puntando tutto su una narrazione esperienziale totalizzante.

Anche i centri ottici si stanno trasformando in luoghi di relazione dove sviluppare percorsi, rituali, cultura ed emozioni. Già da anni, ad esempio, Ottica made in Bo di Acri, in provincia di Cosenza, ha attivato il concetto di “bar del brand”. Al piano superiore del punto vendita calabrese, tra un cocktail e una tartina, il cliente seleziona la sua montatura in un clima di relax totale, abbattendo lo stress della scelta.

Jacques Marie Mage & Geronimo Bar è invece il brand nato a Los Angeles e presente attualmente anche a Milano in via della Spiga: con il suo eyewear di nicchia presenta gli occhiali come opere d’arte. Il legame tra il sorseggiare un drink ricercato e l’indossare un modello ispirato alle rockstar degli anni 70 crea una connessione emotiva che un semplice scaffale espositivo non potrà mai eguagliare.

Un esempio emblematico di questa filosofia, capace di umanizzare una necessità funzionale, lo si è visto sulla porta di una delle tre boutique Jimmy Fairly a Milano, in corso Garibaldi. Prima ancora di scoprire le collezioni, il cliente è accolto da un invito che sa di casa: “Qui il caffè lo offriamo noi, Insieme al tuo esame della vista”. Questa non è una semplice mossa di marketing, ma è ospitalità.

Sono solo alcuni esempi, ma il trend del “food-fashion” ha colpito il nostro settore in varie forme. Woodys Occhiali ha stupito con la collezione “pasticceria”, le cui montature venivano presentate su torte glassate, quasi fossero decorazioni edibili. La scorsa primavera, Dior, nelle sue vetrine in corso Venezia a Milano, ha esposto gli occhiali accanto a cupcake monogrammati, suggerendo che l’accessorio sia un piacere tanto per gli occhi quanto un dolce lo è per il palato.

In un mondo dove tutto è acquistabile a rate, il vero lusso è dunque diventato il tempo speso bene e l'emozione provata. Le sister brand del passato servivano a vendere un prodotto a chi aveva meno budget, mentre i caffè e i ristoranti di oggi servono a vendere un’identità a chiunque cerchi un’esperienza. E anche l’eyewear è il protagonista silenzioso di questa trasformazione.

La vetrina di Dior in corso Venezia a Milano

L’ottico contemporaneo? Deve saper scegliere per il cliente

L’abbondanza di opzioni sul web non facilita la decisione del consumatore, semmai la paralizza: è il paradosso della scelta digitale, che nel nostro settore si manifesta con particolare evidenza, per via dell’ampia offerta

a disposizione

Viviamo nell'era dell'accesso illimitato all'informazione. Un potenziale cliente può passare ore a confrontare montature, leggere recensioni su lenti progressive, guardare video di unboxing di occhiali da sole o aprire infinite schede di e-commerce diversi. Arriva in negozio preparato, con una lista di codici prodotto e caratteristiche tecniche. Eppure, quanto più ha cercato tanto più è confuso: è il paradosso della scelta digitale, in cui l'abbondanza di opzioni non facilita la decisione, semmai la paralizza.

Il fenomeno non è nuovo, ma nell’ottica si manifesta con particolare evidenza: il cliente contemporaneo ha accesso a migliaia di modelli, decine di marchi, centinaia di recensioni contrastanti. Il risultato della troppa informazione però, genera rumore, non chiarezza.

Il web ha democratizzato questo approccio, ma non ha risolto il problema della gerarchia: ogni fonte dice qualcosa di diverso, nessuna gli parla direttamente, riferendosi alle sue esigenze specifiche, al suo contesto d'uso reale. L’utente finale diventa perciò ricco di dati ma povero di orientamento.

Di fronte a questa tipologia di consumatore, molti ottici pensano di dover aggiungere valore con ulteriori informazioni: presentano l'intera gamma di prodotti disponibili, ad esempio, spiegano ogni dettaglio tecni-

co di ogni modello oppure elencano tutte le possibili combinazioni di lenti e trattamenti, diventando l'ennesima fonte di dati invece di esserne il filtro. In questo modo la persona esce dal negozio ancora più confusa, con una nuova lista di “devo pensarci” che si somma a quella precedente.

Lo stesso errore si replica nella comunicazione digitale. Se un professionista pubblica post generici che illustrano tutte le novità arrivate nel centro ottico, video che fanno una lista delle “10 caratteristiche da conoscere”, quindi contenuti che si limitano a descrivere prodotti senza orientare, le conseguenze sono le stesse.

Il vero valore dell'ottico contemporaneo non sta nel sapere tutto, ma nel saper scegliere per il cliente. Non deve aggiungere informazioni, deve sottrarle. Non deve ampliare le opzioni, deve restringerle con criterio. Il suo compito è ascoltare, filtrare, proporre due o tre soluzioni mirate anziché generiche.

Questo richiede un cambio di mentalità profondo: la competenza non si dimostra con l'ampiezza dell'offerta, ma attraverso la capacità di selezionare la soluzione adatta. È un vero atto di sottrazione consapevole che richiede coraggio, ormai più che necessario per accompagnare il consumatore verso le decisioni migliori.

Consulente di marketing e personal branding per gli ottici. Blogger e podcaster del progetto Ottico del Web

Meno pubblicità di sé, più relazione con il cliente

Oggi non vince l’ottico che vende di più nel breve, ma quello che costruisce fiducia nel tempo, con la competenza tecnica che si trasforma in credibilità e la continuità del rapporto che genera sicurezza: non potrà più perciò limitarsi a rispondere a una richiesta, ma dovrà interpretarla, ampliarla e guidarla

Per anni la comunicazione nel retail ottico è stata sporadica: campagne occasionali, promozioni aggressive o iniziative isolate. Questo approccio si è focalizzato sulla vendita immediata, senza costruire rapporti. Oggi tale modello mostra chiaramente i suoi limiti: la discontinuità crea rumore, ma non genera fiducia; la promo attira attenzione nel breve periodo, ma difficilmente lascia un segno. Occorre quindi un cambio di paradigma che deve partire dal posizionamento: essere presenti non basta, bisogna essere rilevanti per chi ascolta e si focalizza su ciò che considera utile.

Ogni volta che si comunica, le domande dovrebbero quindi concentrarsi sul cliente che si ha davanti, intuendo gli argomenti e i problemi che potrebbero essere davvero di suo interesse. L’utente può decidere a sua volta se ascoltare oppure no sulla base di una valutazione immediata, non razionale: prima di prestare attenzione, considera infatti se può fidarsi, se il professionista è coerente e davvero presente.

Per questo spiegare non basta: l’ottico deve prima entrare in relazione. Da qui sorge la necessità di una comunicazione strutturata, coerente e riconoscibile.

Non riguarda solo ciò che si dice, ma come e con quale continuità si mantiene il rapporto. Il centro ottico diventa così uno spazio dove ogni interazione, dalla consulenza alla disposizione dei prodotti, dal linguaggio utilizzato alla qualità dell’ascolto, contribuisce a costruire fiducia.

Comunicare non significa più fare pubblicità di se stessi e dei propri prodotti, ma generare un flusso costante di valore che passa prima di tutto da contenuti rilevanti. Parlare di benessere visivo, prevenzione, innovazione tecnologica, ergonomia visiva, luce blu, guida o utilizzo dei dispositivi digitali non è un esercizio teorico, bensì una scelta strategica. Significa avere un ruolo attivo nella costruzione della consapevolezza del cliente. All'interno del punto vendita questi temi si concretizzano nella relazione: nel modo in cui si argomentano le soluzioni, nella capacità di spiegare senza banalizzare e nell’equilibrio tra competenza tecnica e chiarezza. È qui che l’ottico evolve da venditore a consulente: non si limita a rispondere a una richiesta, ma la interpreta, la amplia e la guida. La differenza è sostanziale.

Una comunicazione orientata solo alla vendita pro-

Formatore ed esperto in comunicazione

duce risultati immediati, ma fragili. Una comunicazione orientata al valore costruisce invece attenzione nel tempo e soprattutto fiducia, oltre a creare relazioni. Questo approccio è in linea con le più recenti evoluzioni del marketing. Philip Kotler, in Marketing 4.0 e Marketing 5.0, mostra chiaramente che oggi il vantaggio competitivo non si basa sull'acquisizione, ma sulla qualità della relazione stessa. Tradotto nel nostro settore: chi vince non è chi vende di più nel breve, ma chi costruisce fiducia nel tempo. Il cambiamento è netto: il cliente non viene “servito”, ma aiutato a decidere, la competenza tecnica si trasforma in credibilità e la continuità del rapporto genera sicurezza. Un consumatore fiducioso è meno sensibile al prezzo, più aperto ai consigli e più disposto a tornare. In questo contesto, un ambiente comunicativo

basato sulla relazione è centrale: non si tratta solo di informare, ma di costruire dialogo. Le domande del cliente, le sue incertezze e i feedback, siano essi espliciti o impliciti, diventano elementi fondamentali per modellare l'offerta.

La crescita, quindi, dipende dalla qualità delle relazioni: è una dinamica meno immediata, ma molto più solida e sostenibile. Da questa prospettiva, la differenza non la fanno più solo i prodotti, ma la capacità di creare connessioni significative e durature. Il centro ottico del futuro è un hub di competenze, comunicazione e fiducia. La domanda, a questo punto, è inevitabile: gli ottici sono pronti a questo cambiamento? Non è un passaggio spontaneo: richiede metodo, consapevolezza e allenamento continuo. Ed è proprio su questo che si giocherà la differenza nei prossimi anni.

«Parlare di benessere visivo, innovazione, luce blu, guida o utilizzo dei dispositivi digitali significa avere un ruolo attivo nella costruzione della consapevolezza del consumatore»

Ortocheratologia e presbiopia: principi, indicazioni e possibilità attuali

Oltre che per la correzione della miopia lieve o moderata e per il controllo della progressione miopica nei bambini e negli adolescenti, tale trattamento, di nicchia ma clinicamente interessante, in casi e con condizioni specifiche può essere adottato anche per questo difetto visivo

L'ortocheratologia notturna, inizialmente sviluppata come metodo reversibile per la correzione della miopia lieve-moderata, ha trovato negli ultimi vent'anni ampia applicazione nel controllo della progressione miopica in età pediatrica. Meno nota, ma clinicamente interessante, è la sua applicazione nella gestione della presbiopia: un ambito di nicchia che merita attenzione perché può intercettare la domanda di indipendenza dagli occhiali o dalle lenti a contatto convenzionali in soggetti già orientati verso soluzioni non chirurgiche.

Vediamo quali sono i principi ottici, le modalità applicative, le opportunità e i limiti dell'ortocheratologia nella correzione della presbiopia.

Il meccanismo: modellamento epiteliale e modulazione dell’asfericità corneale

Le lenti per ortocheratologia modellano la forma della superficie corneale sfruttando la plasticità dell'epitelio.

Nel protocollo classico per miopia, l'epitelio centrale si assottiglia e quello medio-periferico si ispessisce, producendo un appiattimento centrale che riduce il potere refrattivo corneale.

Nel trattamento per l’ipermetropia e, per estensione, per la presbiopia, il disegno si inverte: la zona centrale della lente crea un incurvamento apicale, mentre la zona paracentrale esercita una forza opposta. Il risultato topografico è un profilo corneale iperprolato, con

Laureato al corso di laurea in Ottica e Optometria all’Università di Firenze
Docente al corso di laurea in Ottica e Optometria all’Università di Firenze

“Ho sempre ammirato la passione di Seiko per la precisione. Nella cura della vista come nell’alta cucina, è la precisione a distinguere l’eccellente dal buono.”

MASATSUGU SUZUKI SEIKO AMBASSADOR

una zona ottica centrale più curva rispetto alla media periferia (Figura 1).

Questa modifica dell’asfericità ha due conseguenze ottiche rilevanti. La prima è un aumento del potere refrattivo centrale, che compensa l'ipermetropia. La seconda, meno intuitiva ma centrale nella correzione della presbiopia, è l'induzione di un'aberrazione sferica negativa, che genera multifocalità. Una certa quantità di aberrazione sferica controllata non è semplicemente un effetto collaterale da tollerare: entro certi limiti costituisce il meccanismo stesso attraverso cui la cornea modellata fornisce un'estensione della profondità di fuoco. In un occhio con cornea iperprolata, i raggi parassiali e quelli marginali sono focalizzati a distanze diverse, creando un intervallo entro cui l’immagine retinica mantiene un livello di nitidezza e di dettaglio accettabile.

Indicazioni pratiche e selezione dei soggetti

L'ortocheratologia per presbiopia non è una procedura che si adatta a tutti. I risultati migliori si ottengono in soggetti con ipermetropia lieve-moderata e addizione contenuta, con buona salute della superficie oculare, motivazione alla gestione delle lenti a contatto e aspettative realistiche. I candidati ideali sono spesso persone che hanno già manifestato interesse

per soluzioni reversibili, che mal tollerano gli occhiali o le lac multifocali convenzionali.

Non è facile definire una soglia tollerabile per l'aberrazione sferica e il defocus. Per cercare di ottenere una correzione della presbiopia con l'ortocheratologia, si segue un approccio graduale. Il primo passo consiste nell’indurre la multifocalità corneale per aumentare la profondità di campo. Se questo approccio non è sufficiente, il secondo passo è provare la monovisione aumentata. Se entrambi i metodi falliscono, si ottimizza la correzione ortocheratologica per la visione da lontano e si fornisce un supporto con occhiali per vicino. Altrimenti, si sospende il trattamento e si cercano altre soluzioni correttive. Con l’ortocheratologia, tutte queste opzioni possono essere adottate poiché il trattamento è completamente reversibile.

Alcuni parametri meritano un’attenta valutazione. L’entità dell’ipermetropia di base condiziona le possibilità di correzione e le aberrazioni corneali indotte. Il diametro pupillare fotopico e mesopico determina quanta aberrazione sferica entra effettivamente nel sistema ottico e influenza sia il guadagno nel vicino sia la qualità della visione per lontano, soprattutto notturna. La dominanza oculare gioca un ruolo importante nella strategia di compensazione, che può orientarsi verso una monovisione aumentata o verso

Figura 1. Mappa 3D della curvatura tangenziale post ortocheratologia, eseguita con lenti ESA per ipermetropia e presbiopia, a geometria inversa esacurva con sollevamento apicale

Miglior igiene, compliance e fiducia da parte dei genitori

I genitori hanno assegnato un voto di 10/10 al comfort di uso del bambino1

Trattamento di superficie biomimetico e brevettato per migliorare la bagnabilità e la resistenza ai depositi

Esperienza di utilizzo eccezionale

9 portatori su 10 hanno dichiarato un'alta soddisfazione visiva e forte intenzione di continuare l’uso1

Elevata trasmissibilità dell’ossigeno (Dk/t 114): supporta l'uso quotidiano prolungato e il benessere oculare

PARAMETRI: Miopia ≤ -6,00d, diametro 14,20mm, curva base 8,50mm

GIORNALIERA | Silicone Idrogel
Díaz-Gómez S, Burgos-Martínez M, Razquin-García
A, Velasco De La Fuente M, Durán-Prieto E, Carballo-Álvarez J. Performance and user preference of two daily disposable myopia contact lenses:
Stepped anti-myopia
silicone hydrogel vs. dual-focus hydrogel.
Poster presented at: Global Specialty Lens Symposium (GSLS 2026); January 2026; Las Vegas, NV, USA.

una correzione bilaterale con effetto più o meno differenziato.

Con particolari design e sfruttando l’aberrazione sferica positiva anziché negativa è possibile correggere la presbiopia anche nei soggetti miopi, in modo analogo a come avviene con le lenti a contatto multifocali centro-lontano rispetto a quelle centro-vicino (Figura 2).

Limiti e aspetti critici È necessario essere espliciti sui limiti della tecnica. L’incremento dell’aberrazione sferica, utilizzato per estendere la profondità di fuoco, comporta inevitabilmente una riduzione della qualità dell’immagine per la visione da lontano. I soggetti con elevate esigenze di visione notturna, come chi svolge attività di guida professionale o chi opera per periodi prolungati in condizioni mesopiche, devono essere adeguatamente informati e, nella maggior parte dei casi, esclusi. Essendo il modellamento solo epiteliale, la stabilità del risultato è strettamente dipendente dalla regolarità d’uso: anche la sospensione per una sola notte può determinare un parziale ritorno verso la refrazione di base. Infine, la gestione del rischio infettivo associato al porto notturno richiede la stessa attenzione riservata all’ortocheratologia pediatrica per la miopia: igiene scrupolosa, cor-

retta manutenzione, controlli periodici e sostituzione programmata delle lenti sono requisiti imprescindibili.

Conclusioni

L'ortocheratologia per presbiopia resta un trattamento di nicchia, ma un’opzione valida quando applicata con criterio. In un panorama in cui le opportunità comprendono lenti multifocali convenzionali, chirurgia refrattiva corneale presbiopica, lenti intraoculari multifocali e, più recentemente, terapie farmacologiche miotiche, la possibilità di modificare temporaneamente il profilo corneale senza procedure irreversibili mantiene un valore specifico. Questa modalità può essere utilizzata anche in preparazione alla chirurgia refrattiva corneale, come metodo di simulazione per testare la capacità di adattamento sensoriale del soggetto.

A conferma del crescente interesse verso queste applicazioni, chi scrive ha ricevuto il premio per la migliore comunicazione orale al Congresso Aiccer 2026 per un free paper che ha illustrato i risultati dell’applicazione dell’ortocheratologia in un paziente ipermetrope e presbite. Un riconoscimento che riflette la crescente e necessaria collaborazione interdisciplinare tra il mondo oftalmologico e quello optometrico, oggi sempre più consolidata nell’ambito della contattologia specialistica.

Figura 2. Mappa 3D della curvatura tangenziale post ortocheratologia, eseguita con lenti ESA per presbiopia e miopia

Miyosmart iQ: uno studio a 12 mesi conferma in media nessuna progressione della miopia

A cura della redazione

Il lavoro, realizzato da Hoya Vision Care in collaborazione con il Politecnico Universitario di Hong Kong, è stato presentato a inizio maggio al congresso annuale Arvo di Denver, negli Stati Uniti

Secondo questo studio, il nuovo design di Miyosmart iQ, disponibile sul canale ottico italiano a partire da maggio, è in grado di arrestare l’evoluzione clinicamente rilevante di questo difetto visivo in 9 giovani su 10 nel primo anno di utilizzo. «La progressione miopica clinicamente rilevante è definita come una variazione dell’equivalente sferico strettamente superiore a -0,50 D in un periodo di 12 mesi di utilizzo», precisano da Hoya Vision Care.

Chi-ho To, visiting chair professor of Experimental Optometry presso The Hong Kong Polytechnic University, durante la presentazione dello studio clinico

Così, dopo i dati clinici intermedi a 6 mesi di uno studio clinico randomizzato, controllato, in doppio cieco realizzato da Hoya Vision Care in collaborazione con il Politecnico Universitario di Hong Kong, presentati a inizio febbraio al 41esimo Congresso dell’Asia-Pacific Academy of Ophthalmology-APAO e anticipati all’ultimo Mido, la multinazionale ha illustrato nuove evidenze scientifiche al congresso 2026 dell’Association for Research in Vision and Ophthalmology-Arvo, svoltosi dal 3 al 7 maggio a Denver, in Colorado. «Questi risultati rappresentano i più elevati livelli di efficacia nel controllo della miopia mai riportati fino a oggi in giovani miopi che indossano lenti con tecnologia Defocus Incorporated Multiple Segmen-

ts-D.I.M.S. - dicono dall’azienda - Lo studio clinico randomizzato e controllato ha dimostrato che, dei 196 giovani miopi in età scolare di Hong Kong tra i 4 e i 12 anni che hanno completato lo studio, quelli che indossavano lenti Miyosmart iQ non hanno mostrato, in media, progressione miopica a 12 mesi. Nei soggetti che hanno adottato questa soluzione oftalmica l’allungamento assiale, che include la crescita eccessiva del bulbo oculare, causa della progressione miopica nei bambini, è risultato inferiore o comparabile a quello degli emmetropi. Per la prima volta con lenti a tecnologia D.I.M.S., inoltre, l’efficacia nel controllo della miopia è stata dimostrata in uno studio clinico randomizzato anche in bambini a partire dai 4 anni di età, segnando un traguardo fondamentale nella gestione miopica a esordio precoce».

Secondo John Goltermann Lassen, ceo di Hoya Vision Care, siamo di fronte a «un vero salto generazionale nel controllo della miopia e a un passo importante verso la visione che vogliamo costruire per i giovani di tutto il mondo: fino a oggi nessuno studio clinico condotto su una lente oftalmica per la gestione miopica aveva mostrato un livello di efficacia così elevato

- dichiara Goltermann Lassen - La nostra missione è migliorare la vita attraverso la visione, elevando continuamente lo standard di cura nel controllo della miopia, garantendo che un’innovazione consapevole e una progettazione accurata si traducano in benefici clinici concreti per i bambini e nel supporto all’attività dei professionisti della visione».

«La miopia non affrontata oggi diventa una perdita visiva irreversibile domani: se rimandiamo, questa epidemia definirà la prossima generazione», ha affermato Serge Resnikoff, presidente dell’International Myopia Institute, durante una conferenza stampa online organizzata dall’azienda il 22 aprile scorso.

Secondo il nuovo studio clinico presentato al congresso statunitense, «nei bambini di età compresa tra 4 e 12 anni la variazione media della progressione della miopia in equivalente sferico a 12 mesi è stata pari a +0,046 D nel gruppo Miyosmart iQ, rispetto a -0,534 D nel gruppo di controllo con lenti monofocali, corrispondente a un’efficacia di controllo della miopia superiore al 100% - spiegano dalla multinazionale - La variazione media della lunghezza assiale a 12 mesi è stata di 0,075 mm nel gruppo Miyosmart iQ, rispetto a 0,346 mm nel gruppo con monofocali, riducendo l’allungamento assiale eccessivo a livelli inferiori o comparabili alla crescita fisiologica degli occhi emmetropi. Nei bambini miopi di età compresa tra 4 e 6 anni con insorgenza precoce della miopia, Miyosmart iQ ha mostrato un’efficacia di controllo della miopia pari al 65% sull’equivalente sferico e al 44% sulla lunghezza assiale a 12 mesi: variazione media sull’equivalente sferico -0,220 D vs -0,635 D; variazione media sulla lunghezza assiale 0,266 mm vs 0,475 mm rispettivamente nei gruppi Miyosmart iQ e con monofocali».

«Oltre ad arrestare in media la progressione della miopia su un periodo di 12 mesi e nelle diverse fasi della crescita, questi risultati dimostrano, per la prima volta con lenti oftalmiche per il controllo della miopia, l’effi-

cacia già a partire dai 4 anni di età, consentendo di intervenire in una fase critica in cui la miopia progredisce rapidamente e il rischio di conseguenze a lungo termine è maggiore», sottolinea Natalia Vlasak, global head of medical and scientific affairs di Hoya Vision Care.

Nei ragazzi più grandi, di età compresa tra 7 e 12 anni, fascia di età solitamente inclusa nella maggior parte degli studi clinici sulle soluzioni di controllo della miopia, Miyosmart iQ «ha dimostrato in 12 mesi un’efficacia superiore al 100% sulla progressione della miopia e del 94% sull’allungamento assiale, con una variazione media di +0,155 D vs -0,511 D e di 0,019 mm vs 0,310 mm, rispettivamente nei gruppi Miyosmart iQ e con monofocali. Infine, i soggetti di tutte le fasce di età analizzate hanno mostrato un’elevata compliance all’uso quotidiano, per tutto il giorno, di Miyosmart iQ, garantendo un controllo efficace della miopia», precisano dall’azienda.

Miyosmart iQ rappresenta l’evoluzione più innovativa di Miyosmart, la cui tecnologia, presente sul mercato italiano da quasi sei anni, è supportata da oltre 100 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed: dal lancio nel 2018, oltre 15 milioni di lenti individuali Miyosmart sono state acquistate da genitori in più di 50 paesi nel mondo, «per circa 4 milioni di bambini che le hanno già adottate», ha ricordato Goltermann Lassen nella conferenza stampa del 22 aprile.

«Miyosmart iQ è il risultato di anni di ricerca dedicata e della collaborazione tra scienziati, clinici e ingegneri ottici: il Triple Enhanced Design che la caratterizza nasce da una profonda comprensione della risposta dell’occhio al segnale di defocus miopico e dalla volontà di spingere oltre i limiti di ciò che le lenti oftalmiche possono offrire - conclude Chi-ho To, visiting chair professor of Experimental Optometry presso The Hong Kong Polytechnic University - Vedere tradotti anni di lavoro in risultati come questi è estremamente gratificante».

Il gruppo di lavoro Hoya-The Hong Kong Polytechnic University al congresso statunitense

Varilux Business Lab, un roadshow in 18 tappe

A cura della redazione

Partito il 18 maggio da Torino, coprirà l’intero territorio

nazionale, coinvolgendo complessivamente circa 900 ottici: l’obiettivo è aiutare i professionisti a incrementare la quota di penetrazione delle progressive per il target over 45

Il Varilux Business Lab punta soprattutto sugli aspetti psicologici del consumatore e sulle barriere che lo allontanano da questa soluzione visiva. «Secondo una ricerca Infomarket del 2025 su scala globale, oggi in Italia solo il 27% degli over 45 utilizza lenti progressive, mentre il 65% dei portatori in questa fascia di età indossa ancora l'occhiale monofocale: si tratta di persone che si rivolgono al centro ottico e che quindi possono essere convertite al progressivo», hanno spiegato Jennifer Benedetti, senior business brand manager EssilorLuxottica, e Alessandro Mente-

sana, professional business specialist EssilorLuxottica wholesale Italia, il 14 maggio alla stampa trade, durante un incontro a Milano. Da qui la decisione del gruppo di promuovere il concetto di visione avanzata da vicino, con il lancio delle nuove Varilux Immersia, lenti per vicino e intermedio, integrabili con Transitions, quindi utilizzabili sia indoor sia outdoor: sono presenti sul mercato italiano dal 5 maggio scorso, in contemporanea con Crizal Natural Look, il nuovo trattamento antiriflesso top di gamma. Nasce così un roadshow che si prefigge di aiutare gli ottici italiani a eliminare alcune delle barriere ancora presenti nei confronti delle progressive.

«Con Varilux Business Lab vogliamo fornire degli strumenti concreti all'ottico e, di riflesso, al suo staff, attraverso role play e attività pratiche: non è la classica plenaria frontale in cui raccontiamo il prodotto, ma si va a creare un'interazione cognitiva e decisionaleha detto Matteo Manigrasso, business brand manager EssilorLuxottica - Affrontiamo infatti il processo decisionale del consumatore, per far capire all'ottico come relazionarsi con il cliente finale: non si tratta solo di vendita o di prezzo, ma è proprio tutto un modo di pensare che va rivisto nella proposta agli over 45». La prima parte del roadshow è in programma tra

FOCUS CLOUD, L’AFFIDABILITÀ

DI SEMPRE.

SEMPLICE. RICCO DI FUNZIONI. PROGETTATO DA CHI CONOSCE IL TUO BUSINESS.

Sempre con te sul dispositivo che preferisci

Gestisci il tuo centro ottico ovunque, su tablet, PC e MAC nel centro ottico, in viaggio, presso un fornitore. Ti basta una connessione a internet.

Aggiornamenti senza pensieri

Il software e i listini sono sempre aggiornati senza bisogno di installare nulla. Lavori sempre con la versione più recente, senza interruzioni o gestioni manuali.

Backup automatici

I tuoi dati sono protetti con backup automatici su server in Italia. Meno tempo speso in manutenzione, più tempo dedicato ai tuoi clienti.

Sicurezza

I tuoi dati sono al sicuro su server in Italia, protetti da sistemi avanzati di sicurezza (e accessibili ogni volta che sei online).

In queste pagine, alcune fasi della prima tappa del tour, che ha preso il via nel capoluogo piemontese, incentrato sul premium brand del gruppo italo-francese nel segmento della presbiopia

«Affrontiamo il processo decisionale del consumatore, per far capire al professionista della visione come relazionarsi con il cliente finale: non si tratta solo di vendita o di prezzo, ma è tutto un modo di pensare che va rivisto in questa tipologia di proposta, identificabile nel concetto di visione avanzata da vicino»

maggio e giugno, per poi riprendere a settembre sino a fine novembre: per ogni tappa verranno coinvolti circa 50 ottici indipendenti, con un bilanciamento tra clienti nuovi e consolidati EssilorLuxottica. «Dopo una plenaria molto snella all'inizio, gli ottici verranno suddivisi in gruppi per partecipare ad attività esperienziali e sessioni pratiche con mystery client che interpreteranno profili diversi di potenziali portatori di progressive - ha rivelato Benedetti – Mentre un gruppo va a fare un aperitivo esperienziale, collegato al mondo delle progressive, l’altro a sua volta viene diviso in tre micro gruppi finalizzati a un lavoro sul campo con un mystery client per ciascuno: ognuno di tre mystery client impersonifica un possibile consumatore di progressive, ad esempio il giovane presbite che entra nel centro

ottico perché non vede più da vicino ma non ne vuole sapere di passare al progressivo».

Guidati dal nostro team professional e da quello di Francesco Pozzi, docente di Decision Making all’Università Iulm di Milano, già attivo con l’Advisory Board di Transitions Gen S, gli ottici svolgono così una serie di esercizi pensati per gestire eventuali barriere e opportunità nel percorso di consulenza al cliente, per poi ritrovarsi in plenaria, dove viene analizzato l’intero percorso effettuato. «A quel punto rivediamo ciò che è emerso e presentiamo il protocollo che EssilorLuxottica ha sviluppato per i soggetti presbiti, con l’intera gamma Varilux a disposizione in base alle esigenze del portatore - ha affermato ancora Benedetti - Il tutto poi si conclude con una cena placée».

ISTITUTO ZACCAGNINI

Scuole di Ottica ed Optometria a Bologna e Milano

Sono aperte le iscrizioni all’A.S. 2026-2027

Dal 1977 il primo riferimento per il mondo della visione

IBZ, dal 1977, è il riferimento in Italia per chi vuole diventare Ottico e Optometrista e per le aziende che cercano professionisti qualificati. Nei campus di Bologna e Milano, IBZ garantisce una preparazione di livello superiore fondata su docenti di eccellenza, laboratori e ambulatori all’avanguardia, didattica flessibile, esperienze sul campo, supporto costante e un ambiente inclusivo e stimolante, orientato all’innovazione e alla crescita personale.

Gli ambiti istituzionali di attività dell’Istituto Zaccagnini

Corso Triennale in Clinica e Scienze della Visione

Corso Biennale abilitante alla Professione di Ottico

Corsi di Specializzazione in Optometria

Corsi Superiori e Master Clinici in Ottica, Optometria e Contattologia

Congresso Interdisciplinare IBZ, da oltre 30 anni l’unica occasione d’incontro tra le professioni, le discipline e le aziende dell’Eye Care

L’offerta formativa IBZ è strutturata a tempo pieno e a tempo parziale per studenti lavoratori. Si svolge in modalità ibrida, con un modello didattico flessibile e integrato, progettato per coniugare le esigenze individuali con un’eccellente formazione.

Per saperne di più contattaci, visita il sito istitutozaccagnini.it, le sedi, partecipa agli Orientation Event ed agli Orientation Workshop

Bologna, Via Gherardo Ghirardini 17, Tel. 051 480994, Fax 051 481526 segreteria@istitutozaccagnini.it - www.istitutozaccagnini.it

Milano, Via Daniele Crespi 9, Tel. 02 8372000, Fax 02 8358369 segreteria.mi@istitutozaccagnini.it - www.istitutozaccagnini.it

FE-Group rileva i riuniti oftalmici Frastema

a cura della redazione

Il gruppo di Solbiate Olona si è aggiudicato il ramo d’azienda della società con sede a Cassano Magnago, entrambe in provincia di Varese

L’operazione tra le due imprese della provincia di Varese riguarda l’acquisizione mirata di asset aziendali, tra cui marchi, know how, dominio, componenti produttivi e stock parti di ricambio di Frastema, storica realtà di Cassano Magnago specializzata nella produzione di riuniti oftalmici e andata in liquidazione all’inizio del 2026, da parte di FE-Group: quest’ultimo, con sede a Solbiate Olona, è già attivo nella produzione di riuniti del marchio Fiso, nella distribuzione di strumentazione di vari brand per centri ottici e studi oculistici e nella contattologia con la divisione Easylac.

«Si tratta di un ulteriore passo strategico nel percorso di crescita del gruppo, che amplia significativamente la propria gamma di riuniti oftalmici interamente progettati e prodotti in Italia: una scelta che conferma l’impegno aziendale nel valorizzare la produzione made in Italy, garantendo elevati standard qualitativi e il pieno controllo dell’intero processo produttivo - precisano da FE-Group - Frastema è da sempre sinonimo di qualità, affidabilità e design distintivo nel panorama oftalmico: con tale operazione FE-Group si pone

l’obiettivo di rilanciare e valorizzare questi elementi, riportando il brand al centro dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico del settore».

L’integrazione operativa è in corso e porterà progressivamente all’avvio della produzione sotto la nuova guida e nello stabilimento di Solbiate Olona. «Siamo orgogliosi di questo progetto: il patrimonio tecnologico e il valore del marchio Frastema rappresentano una base importante su cui costruire nuove opportunità di sviluppo – afferma Matteo Carnaghi, ceo di FE-Group - Per noi è motivo di grande soddisfazione poter contribuire a scrivere una nuova pagina della sua storia, portando innovazione e continuità in un settore in cui crediamo profondamente».

Lo stesso Carnaghi ricorda che negli anni si è creata una certa sovrapposizione tra Frastema Ophthalmics, divisione di FE-Group dedicata alla strumentazione oftalmica avanzata, e la società Frastema produttrice di riuniti. «Questo passo segna un punto di svolta chiaro e definitivo: oggi il marchio Frastema torna sotto una conduzione solida e strutturata, con una visione precisa e orientata al futuro», sottolinea Carnaghi.

Alcuni riuniti oftalmici realizzati da Frastema, marchio ora in capo a FE-Group
Redazione: Strada
Palazzo
Rozzano (MI)

ASAHI-LITE: l’innovazione nel mercato dell’alto indice

Fondata nel 1980 a Sabae, nel distretto di Fukui, cuore pulsante della tradizione ottica giapponese, Asahi Lite è stata tra i pionieri nello sviluppo di materiali organici ad alto indice, consolidando una reputazione globale basata su precisione e innovazione costante. Oggi Sel Optical, che ne ha preso la distribuzione esclusiva per il nostro paese, porta questa tecnologia agli ottici italiani, proponendo un catalogo basato su due pilastri fondamentali: le lenti monofocali a doppia superficie asferica e le lenti progressive premium.

Le monofocali con Geometria

Doppia Superficie Asferica (DAS)

La sfida storica delle lenti monofocali per ametropie elevate è sempre stata il compromesso tra qualità visiva e spessore della lente. Le lenti convenzionali, infatti, tendono a generare distorsioni periferiche e un effetto antiestetico di ingrandimento o rimpicciolimento dell'occhio.

La tecnologia Double Side Aspheric (DAS) di Asahi Lite risolve questo problema agendo contemporaneamente su entrambe le superfici della lente:

• design ultrasottile: l’asfericità applicata sia alla superficie interna sia a quella esterna permette di ridurre notevolmente lo spessore e la

curvatura, rendendo la lente fino al 40% più piatta, sottile e leggera rispetto alle soluzioni standard;

• visione nitida a 360°: mentre le lenti asferiche tradizionali ottimizzano parzialmente la visione, la geometria DAS di Asahi Lite elimina quasi completamente l'astigmatismo dei fasci obliqui dal centro fino ai bordi più esterni della lente. Il risultato è un campo visivo ampio e privo di distorsioni, anche utilizzando la visione periferica laterale;

• estetica naturale: grazie alla geometria e alla curvatura ridotta, viene minimizzato l'effetto di alterazione della dimensione degli occhi, garantendo un aspetto naturale al portatore, caratteristica fondamentale per chi utilizza indici di rifrazione elevati come l’1.67 e 1.74.

Le lenti monofocali ASAHI vengo proposte sia di ricetta RX sia pronte di magazzino, in un ampio range nei poteri negativi.

Lenti progressive Asahi Premium: l'intelligenza del free form giapponese

Se le monofocali puntano alla perfezione geometrica, le progressive Asahi Premium puntano alla personalizzazione digitale. In un'epoca dominata dal multitasking e dall'uso intensivo di dispositivi digitali, la stabilità visiva nel passaggio tra le diverse distanze è diventata il requisito primario per il comfort del portatore.

Le lenti progressive del brand giapponese integrano tecnologie proprietarie che uniscono la geometria asferica e atorica sviluppata sulla superficie esterna e la geometria progressiva free form realizzata sulla superficie interna della lente, garantendo:

• stabilità dinamica: gli algoritmi di calcolo Asahi riducono le oscillazioni laterali (effetto swim), facilitando un adattamento quasi immediato anche per i nuovi portatori di progressive;

• campi visivi ottimizzati: la costruzione con tecnologia free form di ultima generazione sulla superficie interna della lente consente di ampliare sensibilmente i canali di visione intermedia e per vicino, aree spesso critiche nelle multifocali standard;

• personalizzazione avanzata: ogni lente viene

progettata tenendo conto dei parametri posturali e della montatura scelta, assicurando che la zona di lettura sia allineata con l'ergonomia visiva del singolo individuo.

Trattamenti antiriflesso Asahi: eccellenza tecnologica al servizio della visione

Nel panorama mondiale dell'ottica e della fotografia, Asahi Optical evoca innovazione e qualità costruttiva. L'evoluzione dei trattamenti antiriflesso applicati alle lenti Asahi non è solo una questione di tecnica produttiva, ma rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell’azienda. Dai primi obiettivi fotografici alle sofisticate soluzioni oftalmiche odierne, il rivestimento (coating) è diventato l'elemento distintivo che trasforma una lente in uno strumento di precisione.

Il Super Multi Coating (SMC)

La vera svolta per Asahi avvenne nel 1971, quando l'azienda presentò al mercato il primo trattamento antiriflesso multistrato: il Super Multi Coating (SMC). In un'epoca in cui la maggior parte delle lenti utilizzava rivestimenti singoli o doppi, Asahi introdusse un processo multistrato, capace di abbattere drasticamente i riflessi interni e le immagini fantasma (ghosting).

Questa tecnologia, inizialmente sviluppata in collaborazione con l’azienda americana Optical Coatings Laboratory, permise di aumentare la trasmittanza della luce (la quantità di luce che attraversa effettivamente la lente), raggiungendo il 99,8% per superficie. Ciò significa che quasi

tutta la luce che colpisce l'occhiale (o l'obiettivo) arriva all'occhio del portatore, garantendo una nitidezza e un contrasto elevati.

Come funziona questo trattamento antiriflesso

L’antiriflesso applicato alle lenti Asahi non è una semplice stratificazione, ma un complesso sistema di deposizione sottovuoto. Durante questo processo, microscopiche molecole di materiali minerali vengono “bombardate” sulla superficie della lente, creando strati sottilissimi e molto coesi che sfruttano il principio dell'interferenza delle onde luminose. Ne deriva:

• riduzione dei riflessi residui: una lente senza trattamento riflette circa l'8% della luce, causando affaticamento visivo e fastidiosi aloni;

• miglioramento estetico: gli occhi del portatore sono chiaramente visibili attraverso la lente, eliminando l'effetto “vetro bianco” che nasconde lo sguardo;

• trasparenza totale: la visione risulta più limpida, ideale per la guida notturna (riduzione dell'abbagliamento dei fari) e per il lavoro prolungato davanti agli schermi.

Caratteristiche Tecniche e Varianti Premium

Le lenti Asahi di fascia alta integrano oggi trattamenti che vanno oltre la semplice funzione antiriflesso, combinando diverse proprietà in un unico pacchetto protettivo:

• indurimento: fondamentale per le lenti in materiale organico (plastica), che sono naturalmente più tenere del vetro.

• superidrofobico e oleofobico: questi strati respingono acqua, impronte digitali e sporco, rendendo la lente molto più facile da pulire.

• protezione UV: tecnologie come l'HPR permettono di filtrare selettivamente le lunghezze d'onda nocive della luce emessa dai dispositivi digitali, offrendo una protezione attiva per il nostro sistema visivo.

Perché scegliere lenti con antiriflesso avanzato?

Investire in un trattamento avanzato, come quelli proposti dall'eredità tecnologica di Asahi, significa scegliere il benessere visivo. Oltre alla qualità ottica, queste lenti offrono infatti un elevato livello di sicurezza e protezione nella vita quotidiana.

Per ulteriori informazioni lo staff SEL Optical, agenti, filiali e Centri Servizi, sono a disposizione per approfondire tutte le tematiche.

«Ital-Lenti promuove il dialogo tra oculisti e ottici

nella gestione della miopia

Il dialogo tra industria ottica, classe medica e ottici rappresenta oggi uno degli elementi strategici nella gestione della progressione miopica – affermano da Ital-Lenti - Costruire un confronto continuo con gli oftalmologi significa creare un linguaggio condiviso, basato su evidenze scientifiche e orientato al benessere visivo dei più giovani, ma anche rendere più fluido ed efficace il passaggio verso il punto vendita, dove la soluzione prende forma».

Da questa premessa nasce il nuovo progetto di Ital-Lenti, incentrato su una serie di tavole rotonde in diverse aree d’Italia, che coinvolgeranno medici oculisti e professionisti della visione. L’obiettivo è duplice: da un lato approfondire i più recenti approcci alla gestione della miopia; dall’altro favorire un confronto concreto che permetta di allineare indicazioni cliniche e soluzioni disponibili presso gli ottici, facilitando così il percorso del paziente-cliente.

In tale contesto si inserisce Myopica, la lente sviluppata dall’azienda bellunese per il controllo della progressione miopica in età evolutiva. La sua progettazione si basa su solidi fondamenti teorici, tra cui il defocus periferico miopico e il defocus asimmetrico, con l’obiettivo di correggere l’errore refrattivo centrale e influenzare la crescita assiale dell’occhio. La geometria della lente prevede un’area centrale stabile e una periferia con potere positivo calibrato, progettata per accompagnare il comportamento visivo naturale del bambino.

I dati provenienti da studi clinici, elabora-

Un ciclo di tavole rotonde sul territorio per costruire un confronto concreto lungo tutta la filiera della vista e della visione e per favorire un approccio condiviso al controllo della progressione miopica in età evolutiva

ti su un campione europeo dall’Universidad Europea di Madrid, rafforzano ulteriormente il valore della soluzione: il 73% dei portatori di Myopica non ha registrato alcuna progressione significativa della miopia nel corso di 12 mesi. Un risultato che sottolinea l’importanza di strategie ottiche mirate e supportate da evidenze scientifiche.

All’interno del progetto, fondamentale è il ruolo dell’ottico: Ital-Lenti si propone infatti di sostenere attivamente il dialogo tra studio oculistico e centro ottico, favorendo una maggiore conoscenza, da parte degli oftalmologi, delle soluzioni e delle possibilità applicative disponibili. L’obiettivo è rendere più naturale e immediato il percorso del paziente-cliente verso l’ottico, da cui può trovare risposte concrete e consulenza qualificata.

In questa prospettiva l’ottico viene valorizzato come interlocutore fondamentale nella gestione della miopia, non solo nella fase di fornitura, ma anche in quella consulenziale. Un approccio che contribuisce a rafforzare il suo ruolo professionale e a creare nuove opportunità di proposta di soluzioni evolute, come Myopica.

Accanto all’innovazione di prodotto emerge con forza l’impegno di Ital-Lenti nella specializzazione pediatrica. L’azienda è stata, infat-

ti, la prima in Italia a pubblicare un catalogo completo interamente dedicato al mondo Kids, confermando la volontà di investire in informazione, strumenti e supporto concreto per gli ottici su un tema in costante crescita.

Le tavole rotonde rappresentano quindi un punto di partenza operativo: occasioni di confronto diretto per allineare metodi, condividere evidenze e discutere casi clinici reali, con l’obiettivo di rendere sempre più integrato il rapporto tra chi prescrive e chi applica la soluzione.

«Vogliamo che il dialogo con gli oculisti sia continuativo e utile nella pratica clinica, ma anche che si traduca in un reale supporto all’attività dell’ottico - sottolineano da Ital-Lenti - Attraverso questi incontri lavoriamo per creare connessioni più efficaci tra i professionisti, facilitare il percorso del paziente-cliente e valorizzare il ruolo del punto vendita nella proposta di soluzioni avanzate».

Un’iniziativa che riflette una direzione chiara: rafforzare la collaborazione lungo tutta la filiera della vista e della visione e supportare un approccio più strutturato alla gestione della miopia, a partire dall’età pediatrica, creando valore concreto per tutti gli attori coinvolti.

Prentice: il padre dell’optometria che non si definiva optometrista

di Sergio Cappa

“Nel 1874 il compositore russo Modest Musorgskij provò a tradurre in musica la serie di quadri esposti a Mosca dall’amico pittore Viktor Hartmann, morto l’anno prima. In questo saggio, scritto sotto forma di racconto, ho inteso cimentarmi in un’analoga trascrizione, utilizzando però non la musica, ma il linguaggio e l’orizzonte semantico della fisica”. Questo si legge nell’introduzione che Leonardo Coletti, docente di Fisica Generale all’Università di Bolzano, scrive al suo testo Quadri di un’esposizione. Le grandi idee della fisica attraverso 33 capolavori della pittura, pubblicato per Lindau nel 2024: si narra di una ipotetica visita a una quadreria per illustrare, dipinto dopo dipinto, argomenti come il moto, l’energia, la struttura della materia, la natura della luce e l’elettromagnetismo, la teoria della relatività, ripercorrendo di fatto l’intera storia della disciplina.

Musorgskij, musicista russo del periodo romantico, compone questa suite per pianoforte con quindici brani, dieci ispirati ai quadri e cinque Promenade, che rappresentano il movimento dell'osservatore da una tela all'altra. Il brano per l’ultima tela, La Grande Porta di Kiev, è il più solenne e maestoso, un imponente inno battesimale tratto dal repertorio di canti della Chiesa ortodossa russa, in forma di ampio rondò, il più conosciuto dell’intera suite.

Se ipotizzassimo una fantasiosa galleria di personaggi della storia dell’ottica, certamente alcuni risulterebbero più attrattivi e rilevanti, come in una qualsiasi vera galleria, e certamente Charles Prentice avrebbe una cornice particolare. Figlio di un fabbricante di strumenti ottici che da Londra si trasferisce con la famiglia

Docente di ottica e optometria, autore di numerose pubblicazioni inerenti alla professione

nel Nuovo Mondo nel 1842, Charles nasce nel 1854 a New York per tornare in giovane età in Europa e laurearsi in ingegneria a Karlsruhe, in Germania, e diplomarsi poi in ottica. Con la conoscenza dei testi di Helmholtz e Donders rientra a New York dove apre uno studio professionale e pubblica un piccolo testo di 48 pagine, Ophthalmic Lenses, per aggiornare i colleghi americani: il libello ottiene un inaspettato successo e la stima professionale nei suoi confronti cresce in breve tempo. Lezioni e conferenze si moltiplicano e nasce una solida, così sembrava, collaborazione con il dottor Henry Noyes, direttore della Scuola Medica dell’Ospedale Bellevue della città statunitense. Tuttavia, nel dicembre 1892 Noyes contesta e poi denuncia Prentice per concorrenza sleale con gli oftalmologi, per via del compenso, dovuto o meno, legato alla prestazione professionale: ne nasce un accalorato processo che termina con la sentenza del Tribunale newyorkese del 1897 che assolve Prentice e sancisce, de iure e de facto, la nascita ufficiale dell’optometria.

Pur soffermandoci sull’immagine del quadro ci sfuggirebbe però un particolare: nel primo ventennio del XX secolo pochi, tra i potenziali optometristi, scelgono di definirsi tali, preferendo variegati e sartoriali sinonimi nonostante a un congresso dell’American Optometric Association nel 1904 venisse statuita l’adozione del termine optometrista. Lo stesso Prentice sino alla morte, avvenuta nel luglio 1946, continuerà a optare per la qualifica di opticist: una condotta singolare, una pirandelliana stranezza, in equilibrio bizzarro tra i fantasmi della chiara fama personale e la luminosità della scena professionale acquisita.

Aderisci anche tu all'Osservatorio Presbiopia

In omaggio il kit essenziale per la gestione della presbiopia

Il kit contiene:

Manuale “La compensazione della presbiopia con lenti progressive: oftalmiche e a contatto”

Opuscolo “Le principali cause di perdita della vista”

Opuscolo “Lenti Progressive: vedere bene, a ogni distanza”

Ricettario

Modulo di accompagnamento al medico oculista

Scopri di più su

www.osservatoriopresbiopia.com info@fgeditore.it

REACTS TO LIGHT RESPONDS TO LIFE

Vivi la luce al ritmo di ogni tuo momento

IV copertina ,33 ESSILOR

20123 Milano

Piazzale Cadorna, 3 Tel. 02 863341 www.essilor.com/it-it/ marketing@essilor.it

1,49,55 FABIANO GRUPPO EDITORIALE

14050 Moasca (AT) Reg. Rivelle, 7/F Tel. 0141 1706694 Fax 0141 856013 info@fgeditore.it

II copertina ,5,24,25 FILAB 55100 Lucca Via di Salicchi, 758 Tel. 0583 469145 Fax 0583 469172 info@filab.net www.filab.net

29 FLUXUS EYEWEAR

41124 Modena Via Giardini 324 Tel. 059 446929 sales@fluxuseyewear.com www.fluxuseyewear.com

35 FONDA 16128 Genova

Corso Andrea Podestà, 1 Tel. 010 001 87 00 www.fondavision.com

13 HOYA

20024 Garbagnate Milanese (MI) Via Zenale, 27 Tel. 02 990711 Fax 02 9952981 hoya@hoya.it www.hoya.it

27,31 LUXOTTICA

20123 Milano

Piazzale Cadorna, 3 Tel. 02 863341 info@luxottica.com www.luxottica.com/it

39 MARK’ENNOVY 31050 Ponzano Veneto (TV) Via Milo Burlini, 39 Tel. 800 785 183 ordini@markennovy.com www.markennovy.com

III copertina MENICON SOLEKO GROUP 03037 Pontecorvo (FR) Via Ravano, snc Tel. 0776 770901 Fax 0776 77 0952 www.soleko.it www.menicon.it

I copertina ,21 RODENSTOCK 20089 Rozzano (MI) Centro direzionale Milanofiori Strada 7 palazzo T3 Tel. 02 31041 rodenstock.italia@rodenstock.com www.rodenstock.com

37 SEIKO OPTICAL 20024 Garbagnate Milanese (MI) Via Zenale, 27 Tel. 02 9907 1550 info@seiko-optical.com www.seiko-optical.com

15 CARL ZEISS VISION

21043 Castiglione Olona (VA) Via Mazzucchelli, 17 Tel. 800 258327 marketing@vision.zeiss.com www.vision.zeiss.it

41 D.A.I. OPTICAL INDUSTRIES

70056 Molfetta (BA) Via dei Calzaturieri, 9 Z.I. Tel. 080 3974278 Fax 080 3973431 www.daioptical.com

19,52,53 ITAL-LENTI 32015 Puos d’Alpago (BL) Viale Alpago, 222 Tel. 0437 454422 Fax 0437 46751 prima@itallenti.com www.itallenti.it info@bludata.com www.bludata.com

47 ISTITUTO BENIGNO ZACCAGNINI 40141 Bologna Via Ghirardini, 17 Tel. 051 480994 Fax 051 481526

23,50,51 SEL OPTICAL 44021 Pontemaodino (FE) Via Firenze, 22 Tel. 0533 728590 Fax 0533 728537 www.seloptical.it info@seloptical.it

17 SHAMIR RX ITALIA

35138 Padova Via Castelmorrone, 72 Tel. 049 723102-3 Fax 049 723087 www.shamir-rx.it commerciale@shamir-rx.it

I professionisti italiani dell’ottica ricevono tutte le mattine nella propria e-mail b2eyes Today, l’unico quotidiano online del mondo dell’ottica.

Everyone’s

l’85%

degli utilizzatori ha valutato

Miru 1day UpSide la migliore per comfort3

Aiuta i tuoi portatori a sorridere con Miru

1day UpSide

SEGUICI

Grazie alla tecnologia Smart Touch™ le lenti sono due volte più rapide da applicare¹

Superficie altamente bagnabile, a bassissimo modulo e a basso attrito, per un comfort ottimale²

Disponibile in versione sferica, torica e multifocale

Consiglia le lenti a contatto Miru 1day UpSide

Essilor®, la marca di lenti da vista più venduta nel 2025*

Maggiore potere†, maggiore efficacia‡

Le lenti Essilor® Stellest® 2.0, grazie alla tecnologia H.A.L.T. MAX, offrono un volume di luce non focalizzata 2 volte maggiore§ per rallentare più efficacemente l’allungamento assiale.‡

H.A.L.T.: Highly Aspherical Lenslet Target * Euromonitor International, Eyewear edizione 2026; Azienda Essilor International; vendite a valore secondo prezzo di vendita al dettaglio. † Maggiore potere si riferisce all’aumento della profondità del volume di luce defocalizzata davanti alla retina - il doppio rispetto alla prima generazione di lenti Essilor® Stellest®. Ciò non implica un raddoppio della potenza della lente, della potenza delle microlenti o dell’efficacia delle lenti. ‡Basato sui risultati a 12 mesi di uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e con crossover controlaterale condotto a Singapore su 50 bambini. Raveendran, R.N., Ong, W.S., Wong, Y.L., Zhan, S.J., Lee, C.F., Lim, S.Y., Drobe, B., 2025. Effect of Increased Power and Asphericity of Highly Aspherical Lenslets on Myopia Control Efficacy: A Contralateral Crossover Study. Trans. Vis. Sci. Tech. 14(11):9. https://doi.org/10.1167/tvst.14.11.9. § Le lenti Essilor® Stellest® creano un volume di luce defocalizzata di fronte alla retina, che genera lo stimolo che rallenta l’allungamento del bulbo oculare legato alla miopia. Questo stimolo è due volte più potente nelle lenti Essilor® Stellest® 2.0 rispetto alla prima generazione di lenti Essilor® Stellest®. Ciò non implica un raddoppio della potenza della lente, della potenza delle microlenti o dell’efficacia delle lenti. © Essilor International – Luglio 2025. Essilor® e Stellest® sono marchi registrati di Essilor International. evolving vision

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
b2eyes 5/2026 by Rivista Sfogliabile - Issuu