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Aprile 2026 numero 4
www.b2eyes.com In copertina Essilor

EDITORE
FGE Srl - Fabiano Gruppo Editoriale Reg. Rivelle, 7/F - 14050 Moasca (AT) Tel. 0141 1706694 - Fax 0141 856013 info@fgeditore.it
REDAZIONE
Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 20089 Rozzano (MI)
Francesca Tirozzi f.tirozzi@fgeditore.it
Nicoletta Tobia n.tobia@fgeditore.it
PUBBLICITÀ
Ferdinando Fabiano f.fabiano@fgeditore.it Cell. 335 5654574
DIRETTORE RESPONSABILE
Angelo Magri a.magri@fgeditore.it
GRAFICA E IMPAGINAZIONE
FGE Srl - Fabiano Gruppo Editoriale
STAMPA
GIUSEPPE LANG ARTI GRAFICHE Srl Via Romairone, 66 - 16163 Genova
REGISTRAZIONE PRESSO il Tribunale di Milano N. 293/2009 in data 17 giugno 2009 Registrazione R. O. C.: 022021
Copia omaggio
© Copyright FGE srl È vietata ogni riproduzione totale o parziale di testi e immagini

editoriale
4 Alla fine, si torna sempre lì attualità
6 Ray-Ban Meta Optics: il ruolo dell’ottico è centrale
10 Ipovisione e vista fragile: una differenza fondamentale anche per l’ottico
12 Varilux Immersia, per rispondere alle esigenze dei “nuovi presbiti”
16 Congresso Prisma: il 20% di ottici in più
moda
18 Primavera estate 2026: rigore geometrico e spensieratezza cromatica
22 l’ottico digitale Resenteeism digitale: quando l'ottico odia presidiare questo canale
24 sell-in Il cliente informato e confuso: come guidarlo nella scelta
28 lab Misurazione della stereoacuità: test tradizionale o digitale?
lenti oftalmiche
34 Zeiss ClearMind: le neuroscienze al servizio di una nuova generazione di lenti
38 Presbiopia: da Hoya un progetto per valorizzare il dialogo tra oculista e ottico optometrista
collectio
54 Hoffmann: quando l’uomo nero terrorizzava con gli occhiali

Ipovisione e vista fragile: una differenza fondamentale anche per l’ottico

Varilux Immersia, per

Resta comodamente immerso in ciò che ti circonda
10 16 34
Primavera estate 2026: rigore geometrico e spensieratezza cromatica
Congresso Prisma: il 20% di ottici in più



Il cliente informato e confuso: come guidarlo nella scelta

Zeiss ClearMind: le neuroscienze al servizio di una nuova generazione di lenti

di Angelo Magri
Un gruppo di ottici italiani, con un background imprenditoriale di tutto rispetto e competenze optometriche consolidate, osservano quasi con stupore la strumentazione diagnostica e di imaging, basata principalmente sull’intelligenza artificiale, e ne ascoltano interessati la dettagliata descrizione. Questo “scatto” proviene dall’evento di Montecarlo organizzato a metà aprile da EssilorLuxottica per oltre 1.200 professionisti dell’eyecare giunti da due terzi del globo, un’ottantina dei quali dal nostro paese: non a caso il meeting si chiamava Switch, a simboleggiare il passaggio verso un nuovo modo di concepire gli occhiali, la visione e la professione, partendo dalle potenzialità che possono offrire gli occhi attraverso le nuove tecnologie
L’intelligenza artificiale oggi suscita reazioni molto simili a quelle che accompagnarono la nascita di Internet, nell’ultimo decennio del secolo scorso: stupore, entusiasmo, ma anche timore e diffidenza. Con una differenza sostanziale: la velocità. Se allora il cambiamento si è sviluppato nell’arco di anni, oggi tutto avviene in tempi molto più rapidi. E questo inevitabilmente amplifica le emozioni, ma anche i rischi di una comprensione parziale del fenomeno. Tanto che anche nel dibattito culturale e sociale più ampio emerge con forza il tema dell’uso consapevole della tecnologia. Papa Francesco, ad esempio, in più occasioni, in particolare nel 2024, alla Giornata Mondiale della Pace e nel suo intervento al G7, aveva richiamato l’attenzione sulla necessità che l’innovazione resti al servizio dell’uomo e non viceversa, sottolineando come ogni strumento, anche il più avanzato, non sia mai neutra-

le: dipende da come viene utilizzato e dai valori che ne guidano l’applicazione. Messaggio rilanciato anche da Papa Leone già in diverse occasioni in meno di un anno di pontificato.
Nell’ottica questo passaggio è particolarmente evidente: le nuove tecnologie aprono scenari importanti, per quanto riguarda la prevenzione, la personalizzazione delle soluzioni visive o i device indossabili, ad esempio. Si parla inoltre di neuroscienze e di come le lenti oftalmiche possano contribuire a ridurre il carico cognitivo. E persino di come attraverso l’occhio si possa fare attività diagnostica non solo sulla vista, ma anche su molte altre aree della nostra salute, dall’apparato cardiovascolare ai reni, dalle patologie metaboliche fino al cervello appunto.
Tutto questo però, da solo, non basta. La macchina può suggerire, analizzare, persino anticipare, ma non sostituire il rapporto umano, l’ascolto, la fiducia: in altre parole, la capacità del professionista di interpretare i dati, di tradurli in scelte comprensibili per il proprio cliente, di accompagnarlo in un percorso che dev’essere sia tecnico sia relazionale.
Alla fine, si torna sempre lì: l’innovazione non può prescindere dall’essere umano. Che deve gestirla con competenza e intelligenza, ma anche con una rinnovata attenzione ai valori: professionalità, etica, centralità della persona. Quei valori che dovrebbero fare la differenza in ogni aspetto del nostro vivere e che invece oggi a livello globale, per via delle scelte dei potenti e con poche eccezioni, tra le quali le prese di posizione proprio dell’attuale Papa, latitano. E i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti.

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PER LE




• Settore automobilistico
Durante la guida notturna, i conducenti possono riscontrare un affaticamento visivo causato dalla continua esposizione alla luce intensa dei fari anteriori e posteriori a LED
• Monitor LED e Videogiochi
La maggioranza dei monitor per PC e le console di gioco adotta la tecnologie LED causa di affaticamento visivo e mal di testa
• Impianti sportivi
Chi pratica sport in ambienti illuminati artificialmente è esposto a luci LED ad alta intensità. Durante attività come tennis, padel, calcio, baseball o altri sport notturni, possono causare affaticamento visivo e una sensazione di disagio.
• Illuminazione per interni
Quasi tutta l’illuminazione per interni adotta la tecnologia LED, soprattutto negli ambienti industriali e ospedalieri. Questo tipo di illuminazione è solitamente più luminosa e l’esposizione prolungata può portare ad affaticamento visivo.


a cura della redazione
Secondo Antonio Nemola, Vice President & General Manager
Italy Professional Solutions di EssilorLuxottica, con la nuova generazione di smart glasses il professionista della visione dovrà aiutare il cliente a comprendere come le lenti contribuiscano a migliorare l’esperienza integrata con l’AI e potrà consigliare le soluzioni più adatte ai diversi profili visivi
Una generazione di smart glasses pensata specificatamente per i portatori di occhiali da vista, così da allargare il bacino di utenza di questa categoria e avvicinare sempre più persone a fruirne. È l’obiettivo di EssilorLuxottica che, con le parole di Antonio Nemola, da alcuni mesi alla guida del canale wholesale sul territorio nazionale, illustra le potenzialità per gli ottici e per i consumatori finali della collezione Ray-Ban Meta Optics, lanciata il 14 aprile scorso su una ventina di mercati internazionali, tra cui quello italiano.
Quali sono i principali benefici che questa nuova categoria di prodotto può offrire, sia ai consumatori finali sia agli ottici?
Questi nuovi modelli di AI glasses rappresentano un vero salto evolutivo, sotto diversi aspetti. Per il consumatore finale i benefici sono principalmente tre: comfort, tecnologia e qualità visiva. Sono infatti pensati per chi indossa quotidianamente occhiali da vista e introducono un design più sottile e leggero, terminali regolabili e naselli intercambiabili, tutti elementi pensati per l’uso quotidiano e per una portabilità prolungata senza fastidi. Inoltre, la miniaturizzazione della fotocamera, ora più piccola del 30%, contribuisce a
Antonio Nemola , Vice President & General Manager
un look naturale. Ma il vero valore aggiunto, soprattutto per chi è già portatore di occhiali, è che sono progettati appositamente per accogliere lenti graduate di qualsiasi tipo, monofocali, office o progressive. E attraverso l’abbinamento con Transitions si può creare



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Per i professionisti della visione, invece, il vantaggio più immediato è la possibilità di presidiare un segmen to innovativo che fino a oggi era poco sfruttato, oltre alla maggiore semplicità di montaggio. Per la prima volta Ray-Ban Meta lancia dunque un prodotto ideato espressamente per lenti da vista: ciò implica una forte centralità dell’ottico nella vendita e nella consulenza.
Quali sono i principali target di riferimento per questi nuovi prodotti?
I target sono molteplici e piuttosto distinti, ma uniti dalla ricerca di un’esperienza più naturale tra mondo fisico e digitale. Il primo gruppo sono i portatori abituali di occhiali da vista, un’audience enorme che finora era rimasta ai margini delle soluzioni smart. I modelli Ray-Ban Meta Optics nascono proprio per loro: unire il bisogno ottico quotidiano alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Il secondo grande bacino è rappresentato dai tech enthusiast: utenti curiosi, attenti alle novità, pronti a integrare l’intelligenza artificiale nella propria routine quotidiana. A questo pubblico si affianca un segmento sempre più strategico: le donne e i profili orientati allo stile, individuati come driver di crescita chiave per Ray-Ban Meta nelle prossime stagioni.
Quale ruolo possono svolgere gli ottici? Hanno già le competenze necessarie oppure dovranno formarsi?
Il ruolo del professionista della visione è centrale: diventa il punto di accesso a questa categoria e il facilitatore di un cambiamento, non solo perché i nuovi modelli Ray-Ban Meta vengono distribuiti principalmente tramite il canale ottico, ma perché l’esperienza d’acquisto non può prescindere dalla consulenza. Dovrà aiutare il cliente a comprendere come le lenti contribuiscano a migliorare l’integrazione con l’AI e potrà consigliare le soluzioni più adatte ai diversi profili visivi. Quanto alle competenze, la loro evoluzione rappresenta un’opportunità concreta per arricchire il ruolo dell’ottico e offrire un’esperienza ancora più completa ai consumatori. Molte capacità sono già parte del bagaglio professionale, ma ci sono due aree chiave su
le differenze tra le generazioni di hardware, le caratteristiche di camera e audio. La seconda è relativa alla comunicazione: riuscire a trasferire all’utente finale non solo i benefici ottici, ma anche quelli digitali. Non si tratta di vendere esclusivamente un prodotto, ma di accompagnare il cliente in un vero switch culturale: per supportare tale transizione, l’azienda ha già predisposto un percorso di aggiornamento completo su Leonardo, l’ecosistema formativo di EssilorLuxottica.
Oggi gli smart glasses iniziano a essere utilizzati anche da persone ipovedenti e non vedenti: questa nuova generazione può rafforzare ulteriormente tale tendenza?
Gli smart glasses stanno effettivamente crescendo come strumenti di supporto all’autonomia delle persone ipovedenti. Pur non essendo un prodotto medicale specifico, la nuova generazione integra una serie di funzionalità che possono rivelarsi preziose: l’audio open ear migliorato, la possibilità di ricevere informazioni contestuali tramite l’intelligenza artificiale, la lettura dei testi attraverso la fotocamera e le modalità di cattura avanzate possono facilitare alcune attività quotidiane.
L’evoluzione dei wearable potrebbe contribuire anche al pilastro med tech di EssilorLuxottica? È previsto un coinvolgimento della comunità medica?
La convergenza tra visione e tecnologia è ormai evidente e questo prodotto ne rappresenta la conferma. L’approccio stesso di Ray-Ban Meta che integra AI, lenti oftalmiche avanzate, ergonomia visiva e utilizzo digitale intensivo è del tutto coerente con una prospettiva più ampia: l’occhiale non è più solo un supporto visivo, ma una piattaforma che integra reale e digitale, dando accesso a nuove possibilità, nella vita di tutti i giorni. Si tratta di un percorso che probabilmente si costruirà progressivamente, ma la direzione è rendere la tecnologia sempre più personalizzabile e rilevante nella nostra quotidianità.







a cura della redazione
La visione compresa tra i 4/10 e i 7/10 è il disagio funzionale del quotidiano, che non si riesce a risolvere aumentando il potere correttivo delle lenti standard. Fonda, azienda genovese specializzata in tale segmento, propone una metodologia basata sulla prevenzione funzionale, già sperimentata positivamente da oltre 60 centri ottici in Italia e presente pure in Francia

Il ceo di Fonda, Michele Jurilli, durante un intervento a una delle convention annuali della società genovese con i propri partner
Da sempre nell’ottica si lavora generalmente su due binari paralleli: la correzione del difetto visivo tradizionale, che sia miopia, ipermetropia o presbiopia, o l’ipovisione grave, spesso delegata a centri ultraspecializzati o a strutture ospedaliere. Oggi, però, questa distinzione binaria appare superata da una realtà demografica, con le relative problematiche oculari, che richiede una nuova consapevolezza da parte dell’ottico, quindi un nuovo approccio al cliente. Tra la persona che necessita di un semplice occhiale progressivo e quella ipovedente esiste infatti una vasta fascia di popolazione che vive in una sorta di terra di nessuno: la vista fragile, che oggi rappresenta una sfida e, al tempo stesso, un’opportunità per il centro ottico specializzato.
«L’ipovisione è una condizione clinica definita da rigidi parametri legali e medici, applicabile a soggetti con un residuo visivo che non supera i 3/10 anche con
la migliore correzione: si tratta di un ambito che richiede ausili ottici o elettronici complessi, come videoingranditori e sistemi telescopici, e che ha come focus il recupero di una funzione minima residua - spiega Michele Jurilli, ceo di Fonda - Questo segna il confine oltre il quale l’ottico tradizionale smette di operare: il cliente, infatti, spesso percepisce la propria disabilità come permanente con un impatto psicologico che richiede un approccio medicale o come un’apparente mancanza di soluzioni che lo condizionano nella motivazione a cercarne di nuove e possibili».
Diverso invece il discorso relativo alla vista fragile. «Siamo di fronte a una condizione funzionale molto più sfumata e, quindi, più diffusa e più ignorata: è infatti legata prevalentemente all’invecchiamento della popolazione e alle patologie degenerative, come la maculopatia o il glaucoma in fase precoce - dice ancora Jurilli – Chi soffre di vista fragile può avere ancora un’acuità visiva discreta, tra i 4/10 e i 7/10 con una correzione adeguata, ma sperimenta una evidente compromissione della performance visiva in condizioni specifiche. La vista fragile rappresenta perciò il disagio funzionale del quotidiano: la luce solare diventa un abbagliamento gradualmente più fastidioso fino a diventare invalidante e la penombra un buco nero, il soggetto fatica a leggere il menu al ristorante, a guidare la sera, a distinguere i contrasti, a leggere i bugiardini dei medicinali o si sente insicuro camminando su superfici irregolari. Le lenti correttive standard non bastano più, perché aumentare il potere diottrico non risolve il problema: la criticità non è più la messa a fuoco, ma la qualità del segnale visivo che arriva al cervello e, soprattutto, la sua elaborazione».
Così, mentre l'ipovedente cerca quell’autonomia che richiede una riabilitazione, il soggetto con vista fragile cerca di salvaguardare la qualità della vita. «È una persona che entra nel centro ottico con la domanda: vedo, ma non bene come prima, cosa potete fare per me? Fermarsi al semplice “non si può fare nulla di più” significa perdere la possibilità di offrire un servizio altamente specializzato e un'enorme fetta di mercato – afferma ancora Jurilli - Saper riconoscere la vista fragile significa avere la possibilità di intervenire prima che il disagio diventi isolamento, offrendo soluzioni preventive e compensative studiate e adattate ai bisogni personali dell’utente: noi la chiamiamo prevenzione funzionale».
L'approccio di Fonda, sviluppato e implementato da diversi anni in Italia in oltre 60 Centri Vista Fragile attualmente operativi, si basa dunque sulla prevenzione funzionale, una metodologia che non si limita a correggere un difetto visivo, ma punta a umanizzare la

tecnologia, creando un ambiente accogliente dove la persona si senta compresa e non “malata”. «A livello strategico, questo modello ci consente di posizionarci come punto di riferimento sul territorio con una specializzazione distintiva, che consenta di diventare degli esperti nel passaggio critico alla gestione della bassa visione – precisa il ceo dell’azienda genovese - L'estensione e l'adattamento di tale metodo alle specificità del mercato francese, con il progetto Espace Vision Fragile, sottolinea l'importanza della presenza di Fonda sul territorio europeo, cruciale per consolidare una strategia di differenziazione competitiva a livello continentale». Il declino demografico e l'aumento delle patologie croniche rendono la gestione di questa problematica visiva un segmento a elevato potenziale di crescita per i prossimi anni. «Integrare protocolli per la vista fragile nel proprio business non è solo una scelta etica, ma una strategia di differenziazione competitiva: permette infatti di intervenire prima che il disagio diventi isolamento, proponendo soluzioni preventive e compensative che la grande distribuzione non è in grado di fornire - conclude Jurilli – Con una serie di vantaggi per il centro ottico: aumentare lo scontrino medio grazie a soluzioni ad alto valore tecnologico, fidelizzare una fascia di utenza, quali senior e caregiver, estremamente reattiva e sensibile al benessere visivo, nonché collaborare attivamente con gli oculisti, offrendo lo sbocco pratico alle loro diagnosi. In sintesi, diventare il punto di riferimento per chi ha ancora tanto da vedere, ma ha bisogno degli strumenti giusti per farlo».
a cura della redazione
EssilorLuxottica amplia la propria offerta con una lente pensata per gli stili di vita sempre più digitali e dinamici: è ritenuta adatta per la persona emmetrope o con bassa ametropia che si affaccia alla presbiopia, non abituata a indossare gli occhiali durante tutta la giornata, o come secondo paio per l’ametrope che utilizza già progressive
Varilux Immersia è la nuova lente di EssilorLuxottica, disponibile da maggio, progettata per rispondere alle esigenze visive dei presbiti moderni, sempre più dinamici e connessi. Grazie a un design ergonomico e all’impiego dell’intelligenza artificiale, offre un campo visivo ampliato da vicino e intermedio, migliorando comfort, postura e qualità della visione nelle attività quotidiane. Pensata per un utilizzo fluido tra ambienti indoor e outdoor, rappresenta una soluzione innovativa sia come primo approccio sia come secondo paio per chi già utilizza lenti progressive. A spiegare nei dettagli l’ultima soluzione visiva del gruppo sono Giorgio Parisotto e Alessandra Barzaghi, rispettivamente professional & business manager e marketing director lenses di EssilorLuxottica wholesale Italia.
Quali sono le principali caratteristiche tecniche e le opportunità offerte da Varilux Immersia?
«Varilux Immersia è la nuova lente per la “visione da vicino avanzata” che permette a chi la indossa di restare “immerso” con il massimo comfort nel proprio spazio di visione di prossimità: le nuove esigenze visive dei presbiti, in particolare i più giovani, ci spingono oltre le categorie di lenti tradizionali per rispondere a uno stile di vita fluido, dove confini tra ambienti interni ed esterni si riducono e che richiede sempre più per-


Da sinistra, Giorgio Parisotto, professional & business manager, e Alessandra Barzaghi, marketing director lenses di EssilorLuxottica wholesale Italia
formance visiva, in particolare da vicino e a distanza intermedia - dice Giorgio Parisotto - Varilux Immersia è ottimizzata esattamente per le diverse necessità del soggetto presbite: offre un campo visivo da vicino ampliato per le attività a distanza ravvicinata e digitali, aiutando a mantenere una postura naturale della testa e a ridurre l’affaticamento visivo digitale. È disponibile in due versioni: Varilux Immersia.mid per una visione

negozio è pronto a distinguersi?
DESÌO UN BRAND CHE CREA VALORE
Introdotto da Qualimed nel 2011, Desìo è oggi un marchio internazionale riconosciuto per il suo stile sofisticato e per l’elevata qualità del prodotto. Presente in oltre 40 Paesi e scelto da centri ottici selezionati, rappresenta una proposta distintiva capace di arricchire l’offerta e rafforzare il posizionamento del punto vendita.
UN’ ESTETICA CHE ATTIRA, UN PRODOTTO CAPACE DI FIDELIZZARE
Disponibili in oltre 35 tonalità, le lenti Desìo valorizzano lo sguardo con naturalezza ed eleganza. Una proposta ad alto impatto estetico che contribuisce ad attrarre nuovi clienti, aumentare lo scontrino medio e incentivare acquisti ripetuti.
QUALITÀ DA CONSIGLIARE CON FIDUCIA
Materiali evoluti e tecnologie affidabili garantiscono comfort e sicurezza nell’uso quotidiano. Un equilibrio efficace tra performance tecnica e appeal estetico, pensato per rispondere alle aspettative di una clientela sempre più attenta.
Desìo offre soluzioni per miopia e ipermetropia (da - 13.00 a + 6.00) e per astigmatismo, con un’ampia disponibilità di parametri. Una copertura completa delle esigenze visive significa più possibilità di applicazione, più clienti soddisfatti e maggiori opportunità di vendita.
Lenti giornaliere, mensili e trimestrali: una gamma strutturata che consente di diversificare l’offerta e lavorare su più esigenze, aumentando la redditività del punto vendita.

UN’ ESPERIENZA CHE SUPPORTA LA VENDITA
Desìo non è solo un prodotto, ma un’esperienza che valorizza il momento d’acquisto e facilita la scelta. Il supporto al punto vendita include espositori eleganti, trial box e lenti prova: strumenti concreti pensati per coinvolgere il cliente e trasformare l’interesse in acquisto.
DISTINGUERSI, IN MODO CONCRETO
Inserire Desìo significa offrire una proposta premium che unisce estetica, performance e valore commerciale, contribuendo in modo tangibile alla crescita del punto vendita.
fino a 1,5 metri e Varilux Immersia.room per una visione fino a 3 metri. Sviluppata attraverso un’analisi approfondita delle posizioni degli schermi e supportata dalla tecnologia di digital twinning basata su intelligenza artificiale, il design ergonomico è definito da tre punti di riferimento per un’area di visione nitida da vicino più ampia dal +35% al +76% rispetto a una progressiva standard. La lente occupazionale sfrutta inoltre la tecnologia di proprietà W.A.V.E 2.0, un modello basato sulla dimensione pupillare che aiuta a controllare le aberrazioni di ordine elevato, riducendo l’impatto delle variazioni di luce sulla qualità della visione».
Perché EssilorLuxottica ha deciso di lanciare questa lente, a quale target di portatori si rivolge e quali esigenze visive conta di soddisfare?
«Oggi non dobbiamo limitare la visione da vicino unicamente all’ufficio, perché le esigenze dei presbiti sono ben più ampie: vogliamo accompagnare le persone in tutte le attività quotidiane che richiedono una messa a fuoco continua e dinamica, dall’uso intenso dello smartphone al tempo libero, alle interazioni sociali e, in generale, a tutte le situazioni in cui la visione è sollecitata a più distanze: Varilux Immersia nasce per rispondere a queste nuove esigenze ed è per tale motivo disponibile anche nelle versioni Transitions Gen S e nella nuovissima Transitions Color Touch, per una visione da vicino avanzata, indoor e outdoor, con lo stile inconfondibile di Transitions – spiega Alessandra Barzaghi - Le opportunità sono molteplici: il professionista ottico può consigliare Varilux Immersia al giovane presbite emme-
L’immagine di campagna di Varilux Immersia
Resta comodamente
immerso in ciò che ti circonda
trope o con bassa ametropia, non abituato a indossare gli occhiali durante tutta la giornata. Allo stesso tempo, rappresenta il secondo paio ideale da proporre al presbite ametrope che utilizza già lenti progressive».
Qual è il ruolo dei centri ottici italiani nel supportare questa tipologia di lenti?
«Riteniamo fondamentale lavorare con i centri ottici per superare la visione tradizionale delle lenti progressive e accompagnare la categoria verso un posizionamento più contemporaneo - sottolinea Parisotto - Il nuovo presbite non cerca una storia di prodotto, ma di valore e performance. Da questo punto di vista, anche le sole parole “lenti progressive” appaiono obsolete: oggi parliamo di soluzioni ad alto contenuto tecnologico, di occhiali con lenti high-tech sviluppate grazie all’intelligenza artificiale, come Varilux XR o Varilux Physio Extensee, ma anche di accessori di design, che permettono di personalizzare lo stile con lenti ultra-dinamiche mentre modulano la luce per il massimo comfort, come Transitions. L’esperienza visiva diventa centrale, così come la capacità di rispondere alle esigenze di una vita sempre più fluida, dinamica e interconnessa».
Come si inserisce Varilux Immersia nel portafoglio EssilorLuxottica per i presbiti?


«Varilux Immersia risponde alle esigenze del “nuovo presbite”, rappresentato in larga parte dalla prima parte della generazione dei Millennials e dall’ultima della generazione X: due gruppi di consumatori che stanno entrando oggi nella categoria con aspettative completamente diverse rispetto al passato - precisa Barzaghi - Si tratta di un target dallo stile di vita molto più giovane dei loro predecessori, persone informate, esigenti, che ricercano performance visiva ma anche estetica: l’occhiale non è più visto solo come uno strumento correttivo, ma come un elemento che esprime stile e personalità, in linea con un lifestyle dinamico e digitale. Il mercato, infatti, sta attraversando una fase di profonda trasformazione: il 94% delle persone con più di 45 anni in Italia ha bisogno di una correzione visiva, milioni di individui con stili di vita attivi, dinamici e fortemente connessi».
Ci sono quindi anche nuovi stili di vita legati alle esigenze visive dei presbiti?
«La visione da vicino e il continuo multitasking tra diversi dispositivi possono mettere a dura prova gli occhi: fino al 72% delle attività quotidiane coinvolge la visione da vicino e intermedia, principalmente legata all’uso degli schermi, per cui tale sollecitazione prolungata può causare difficoltà di messa a fuoco, postura scorretta e affaticamento visivo se non viene adeguatamente gestita – conclude Barzaghi - Questa continua transizione richiede soluzioni evolute, in grado di garantire comfort e naturalezza, riducendo l’affaticamento visivo e migliorando la qualità dell’esperienza quotidiana».


di Angelo Magri
È uno dei dati più significativi emersi all’ultima edizione dell’evento dedicato all’ipovisione, conclusosi il 22 marzo scorso a Firenze
Si è chiuso con numeri in crescita e una partecipazione trasversale il Congresso Prisma 2026: sono stati 188 i congressisti e 64 i relatori, con la presenza di 125 soci ma anche una quota rilevante di professionisti non associati. «Rispetto all’edizione di due anni fa, l’ultima svoltasi a livello nazionale, si registra un incremento significativo della presenza degli ottici optometristi, stimato in +20% circa, a testimonianza di un interesse sempre maggiore da parte di questo mondo nei confronti dell’ipovisione: un dato che si affianca alla crescente adesione pure da parte degli oculisti, favorita anche da contenuti sempre più interdisciplinari - commenta Anna D’Ambrosio, presidente di Prisma - Tra questi, segnalerei in particolare il corso di Filippo Romani dedicato all’intelligenza artificiale in oftalmologia, che ha rappresentato uno dei momenti di maggiore stimolo nei confronti dei medici in sala».
Come sempre, e stavolta ancora di più che nel passato, l’appuntamento fiorentino ha dedicato ampio spazio al mondo ottico optometrico. «Sono stati tre i corsi curati da professionisti di questo ambito: Chiara Tarli Barbieri e Giuseppe Migliori si sono occupati di strategie per la scelta e il montaggio dell'ausilio ottico, mentre Francesco Pietroni, new entry del Consiglio direttivo di Prisma, ha approfondito il tema degli ausili ottici, elettronici e digitali. A loro si sono aggiunti Leonardo

Tulini e Fabio Casalboni, con una proposta formativa di taglio basic, utile non solo agli ottici ma anche agli altri professionisti coinvolti nella gestione della persona ipovedente - aggiunge D’Ambrosio – Sono intervenuti inoltre, fra gli altri, Silvano Abati e, per la prima volta, Giancarlo Montani e Alfredo Mannucci».
Per favorire sinergie importanti all’interno dell’area medica, non è mancato anche quest’anno il contributo di Iapb Italia: l’ortottista Valeria Silvestri, recentemente entrata nel Comitato scientifico di Prisma, ha tenuto un corso, mentre tra i relatori del Congresso vi sono stati gli oculisti Filippo Amore e Simona Turco. Per la presidente di Prisma l’edizione 2026 dell’appuntamento congressuale ha quindi confermato la volontà di costruire un dialogo sempre più strutturato tra le categorie. «Restano peraltro margini di crescita nella partecipazione da parte di studenti o specializzandi in oculistica, ortottica, ottica e optometria, sebbene non sia mancata la presenza di giovani professionisti e di neolaureati», dice ancora D’Ambrosio.
All’ampio coinvolgimento professionale, vanno poi aggiunte le 14 aziende con spazi espositivi, protagoniste di un’iniziativa collaterale particolarmente apprezzata: la “caccia al tesoro” tra gli stand, che ha coinvolto i partecipanti in un percorso interattivo e si è conclusa con l’assegnazione di 11 premi.
Infine, altro filo conduttore della dodicesima edizione del Congresso dell’organismo, la domanda al Ministero della Salute per diventare società scientifica. «Se la nostra richiesta verrà accolta, saremo l’unica società scientifica in Italia nel campo dell’ipovisione: ciò consentirebbe di proporre al ministero linee guida ufficiali per questa tipologia di problematiche visive», conclude D’Ambrosio. A chiusura dell’evento l’assemblea di Prisma ha fissato le date per la prossima edizione, che si terrà il 6 e 7 marzo 2027, verosimilmente ancora a Firenze.




di Angelica Pagnelli
La

Ideatrice del format “Guardaroba Occhiali”, è Eyewear Image Consultant, esperta di tendenze e trainer internazionale per aziende e imprenditori dell’ottica
sfida per i professionisti della visione sarà saper interpretare questo dualismo, trasformando l'acquisto di un occhiale in un’esperienza di scoperta estetica
Conoscere le tendenze stagionali è cruciale per i centri ottici: supporta sia il sell in, ossia l’acquisto delle nuove collezioni, sia il sell out, ovvero la vendita al consumatore, sempre più esigente, informato e attento al segmento fashion. Questa consapevolezza allinea l'offerta alle necessità dei clienti, permettendo di proporre modelli trendy e di valorizzare, in fase consulenziale, anche prodotti in stock o alternative valide a brand specifici. Tale premessa è confermata dal report Mintel 2025, agenzia globale di ricerche di mercato, secondo il quale il 68% degli acquirenti sceglie la montatura basandosi su trend social o dettati dagli influencer.
Per la primavera estate 2026 le tendenze eyewear, che hanno dominato soprattutto le passerelle di Mila no e Parigi, si concentrano su forme audaci, materiali innovativi e un mix di rétro e futuristico, trasformando gli occhiali in accessori identitari, con un focus su personalità e praticità.
In particolare per la stagione in corso i gusti del consumatore sono declinati sull’equilibrio perfetto tra pragmatismo ultratecnologico ed evasione tea-
trale. Il primo emerge in un'era di saturazione digitale come quella attuale: basti pensare al boom degli smart glasses, dispositivi indossabili che integrano audio, assistenza AI e realtà aumentata. Con una reazione naturale: il ritorno agli oggetti fisici e materici. Sono perciò


apprezzati, ad esempio, gli occhiali che privilegiano texture tattili e dettagli artigianali, come montature in acetato con venature irregolari del legno o lenti impreziosite da inserti decor. L’evasione teatrale è invece evidente nelle forme eccentriche, nelle silhouette esagerate, che portano un'ironia leggera nel quotidiano.
Merita particolare attenzione la palette, una vera e propria rivoluzione cromatica. Dominano le tonalità vibranti e gioiello, che si ispirano ai colori delle pietre preziose come verde smeraldo, blu zaffiro, viola ametista, sia per lenti sia per montature. Di ispirazione Pantone sono il lime e il blu elettrico che vivacizzano lo stile eyewear. Nero lucido, havana marmorizzato, tonalità terrose, tortora e trasparenze, verde bosco e colori pop come verde menta, arancione saturo o rosa cipria dominano la scena. A loro volta i toni sorbetto, come giallo vaniglia e verde pisello, portano freschezza naturale e leggerezza, ma risultano anche perfetti per dare brillantezza alle montature trasparenti. Le lenti arancio si rivelano molto trendy sulle maschere avvolgenti e sono finalmente di moda le fotocromatiche a tutto colore che regalano gradevoli effetti estetici e protezione.
Ecco una breve guida sui principali trend della primavera estate 2026.
Pilot rieditati Il modello iconico a goccia viene reinterpretato con un ponte piatto e lenti specchiate o sfumature calde anni 70: rappresenta la perfetta sintesi tra nostalgia e modernità, una rivisitazione creativa che lo spoglia della sua aura puramente militare per trasformarla in un oggetto di design sofisticato.
Forme oversize Restano un must, ma si evolvono. Le lenti sono enormi e coprono gran parte del viso, stile diva anni 70, ma la struttura diventa sottilissima.

Di tendenza le linee squadrate maxi, le cat-eye XL e quelle ovali fuori dalle proporzioni che regalano carattere deciso. I design a maschera e asimmetrici, molto apprezzati dalle generazioni più giovani, aggiungono un tocco scenografico e diventano perfetti per modelli sia da sole sia da vista.
Geometrie bold Il concetto di bold per questa stagione si esprime attraverso lastre di acetato di altissima qualità, lavorate con
spessori molto importanti. Non solo occhiali scuri dalla struttura spessa, ma anche realizzati in acetato cristallino, che donano carattere senza appesantire i lineamenti.
Stili rétro rivisitati Ritorno di aviator slim, farfalla e quadrati vintage, ma alleggeriti nel design per comunicare un lusso discreto. Nel classico metallo, vengono proposti in proporzioni audaci ma equilibrate.
Minimalismo sofisticato Montature essenziali in titanio o acetato crystal molto versatili si confermano di tendenza anche in questa stagione e sono sempre apprezzate con lenti colorate. Un trend unisex che bilancia sobrietà e personalità.
Cat-Eye effetto lifting L’occhio di gatto si affila ulteriormente, diventando più geometrico e meno teatrale, perfetto per “liftare” otticamente lo sguardo. L’occhiale dalla forma felina diventa un vero e proprio strumento di face-contouring (tecnica di medicina estetica per ridefinire i contorni, i volumi e le proporzioni del viso senza ricorrere alla chirurgia, ndr).
Oval revival & Y2K (tendenza ispirata alla fine degli anni 90 e all’inizio del 2000, ndr) Restano in voga gli ovali anni 90, tornano le lenti ovali strette e allungate, definite “a mandorla” spesso proposte con montature in metallo minimalista o acetati dai colori pastello oltre che in quelli più classici.

Shield futuristico Una lente unica, continua, di ispirazione sportiva ma declinata in chiave lusso che simboleggia distacco aristocratico nel linguaggio dei giovani: non si tratta più di un semplice accessorio, ma di una maschera architettonica che ridefinisce i volumi del viso.



LENTI PROGRESSIVE ANIMA
LENTI OPERATIVE DINAMICA


LENTI ACCOMODATIVE AUSILIA


LENTI MONOFOCALI
di Nico Caradonna

Usare i social e comunicare online ma covare risentimento perché ci si sente costretti a farlo: è la condizione fotografata da questo neologismo, che riguarda anche il professionista della visione e che può causare più danni
proprio brand dell’essere assente in rete
Esiste una forma particolare di malessere professionale, che non risparmia gli ottici contemporanei e si chiama resenteeism digitale, termine coniato dall’azienda di software HR RotaCloud, poi diventato virale grazie ai social network. Non si tratta di non saper usare i social o di non avere tempo per la comunicazione online. È qualcosa di più profondo e riguarda la condizione di chi sa che deve presidiare questo canale, ne riconosce l'importanza, ma lo fa provando risentimento attivo, talvolta aperta ostilità verso tutto ciò che riguarda tali contenuti in generale: quindi pubblica su tali piattaforme, ma con distacco o cinismo, sabotando inconsapevolmente i propri sforzi. Resta nel gioco digitale, ma emotivamente avvelenato: purtroppo questo veleno si vede e si percepisce, contaminando ogni post messo online.
Il resenteeism digitale nasce da una contraddizione dolorosa: l’ottico sa che la comunicazione digitale è importante, vede colleghi che ottengono risultati ma dentro di sé prova rigetto. Vorrebbe ignorarla, tornare a quando bastava il passaparola, la vetrina curata, la relazione visà-vis. Il mercato però è cambiato, i clienti cercano informazioni in rete prima di entrare in negozio, i competitor sono presenti e attivi e così vi rimane. Apre profili social, pubblica sporadicamente, risponde ai messaggi con ri-
tardo e fastidio e ogni azione via web è vissuta come obbligo frustrante, come tempo rubato al “vero lavoro”. Il risentimento cresce verso le piattaforme che cambiano continuamente regole, verso i clienti che chiedono risposte immediate, perfino verso sé stesso per il fatto di non riuscire a gestire tale attività con naturalezza.
A differenza di chi semplicemente non comunica online, l'ottico in resenteeism digitale è una presenza attivamente dannosa per il proprio brand: propone contenuti freddi, impersonali o copia informazioni generiche trovate in rete. Replica ai commenti con tono sbrigativo e abbandona progetti a metà perché pensa non servano a niente: in questo modo i contenuti pubblicati tradiscono mancanza di convinzione, i clienti percepiscono il distacco e i collaboratori più giovani vengono scoraggiati dal partecipare.
In un mercato in cui l'autenticità fa la differenza e il cliente sceglie anche in base a come si sente rappresentato online, simulare interesse verso il mondo web è peggio che non presidiarlo. Il resenteeism digitale non si nasconde perché traspare da ogni post e in ogni risposta. Riconoscerlo è il primo passo per decidere se cambiare approccio o cambiare strada. Continuare a fingere avvelena solo sé stessi e la percezione del proprio centro ottico.


Basate sulla Tecnologia D.I.M.S., elevate con il Triple Enhanced Design (TED), le nuove lenti MiYOSMART iQ sono caratterizzate da:
- Segmenti di defocus posizionati più vicino al centro della lente, per stimolare continuamente la retina periferica para-centrale, altamente sensibile al segnale di defocus
- Maggiore potere di defocus, che fornisce un segnale miopico più intenso.
- Zona di trattamento più estesa, per una copertura più ampia del campo visivo periferico anche con montature di dimensioni maggiori
1. Dati HOYA on file. Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche con Defocus Incorporated Multiple Segments – Triple Enhanced Design: risultati a 6 mesi. 11/2025. Risultati intermedi a 6 mesi di uno studio randomizzato, con controllo attivo , in doppio cieco, condotto su 202 bambini miopi di età compresa tra 4 e 12 anni. La variazione media aggiustata dell’equivalente sferico in cicloplegia, misurata mediante autorefrattometria, è risultata pari a +0,136 ± 0,044 D nell’arco di 6 mesi, dopo aggiustamento per età basale e per l’errore refrattivo sferico equivalente basale mediante ANCOVA. Identificativi ClinicalTrials.gov: https://clinicaltrials.gov/study/NCT05888792 (data di accesso: 04.02.2026) https://clinicaltrials.gov/study/NCT05888805 (data di accesso: 04.02.2026). È prevista una pubblicazione peer-reviewed.
2. Hon Y., Chun R.K.M., Leung T.W., et al. (2025). Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche di seconda generazione con Defocus Incorporated Multiple Segments in soggetti con progressione miopica rapida: protocollo di uno studio clinico randomizzato controllato. PLoS One 20(10): e0335061. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0335061
3. Tse D.Y.Y., Chun R.K.M., Hon Y., et al. Efficacia nella gestione della miopia di lenti oftalmiche con Defocus Incorporated Multiple Segments – Triple Enhanced Design. 41° Congresso dell’Asia-Pacific Academy of Ophthalmology, 2026. https://2026.apaophth.org/abstract/?code=205567 (data di accesso: 04.02.2026). 41° Congresso APAO, 2026.
Per informazioni, contatta il tuo Responsabile Tecnico Commerciale o scrivi a hoyatiinforma@hoya.it miyosmart.it - Seguici su: Hoya Lens Italia
di Marco Brugnola
Arriva in negozio sempre più certo di sapere, ma non per questo più consapevole. Tra informazioni frammentate e convinzioni già formate online, il ruolo dell’ottico evolve in un consulente capace di semplificare, orientare e costruire fiducia lungo tutto il percorso decisionale
Il cliente di oggi entra nel centro ottico informato e convinto di sapere. Questo perché negli ultimi anni il web ha moltiplicato le fonti informative ac cessibili a tutti: non tanto blog e siti web “istituziona li” quanto il vastissimo mondo delle recensioni, degli short video e soprattutto dei social media dove tutto è immediatamente accessibile, tutto sembra facilmente spiegato. Il risultato, però, non è un utente più consa pevole, ma spesso più confuso a causa di mille infor mazioni diverse. Se da un lato le indicazioni abbonda no, dall’altro la comprensione si riduce, compressa in tempi sempre più immediati che lasciano poco spa zio alla riflessione. Le ricerche sul comportamento del consumatore mostrano come l’eccesso di dati rallenti il processo decisionale e aumenti il senso di insicurezza. In altre parole: più informazioni non significano auto maticamente una scelta migliore. Anzi, molto spesso accade il contrario.
Già dal 2011 Jim Lecinski, allora direttore delle vendi te in Usa di Google, ci aveva messo in guardia da que sto fenomeno, introducendo con un e-book il concetto


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non arriva per scegliere, ma per confermare, o talvolta correggere, una decisione già parzialmente formata. È in questo scenario che emerge la figura del cliente “pre-convinto”, che non va smentito, ma riorientato: il rischio per il professionista non è, perciò, porre la domanda sbagliata, bensì la rigidità con cui quella domanda viene difesa. L’errore più frequente dell’ottico è quindi entrare in competizione con Google e con le pre-sicurezze, giuste o sbagliate che siano, del cliente, cercando di dimostrare chi ne sa di più. Una battaglia impari e, soprattutto, inutile. Qui nasce la nuova autorevolezza del professionista della visione. Autorevolezza non significa spiegare di più, ma ridurre la complessità, togliere rumore, restituire sicurezza decisionale e trasformarsi da venditore a consulente alla vendita, una guida: qualcuno che filtra, interpreta, ordina. Il vero valore oggi è la personalizzazione. Non intesa come tecnologia spettacolare o marketing, ma come
«L’errore più frequente del professionista è entrare in competizione con Google e con le pre-sicurezze, giuste o sbagliate che siano, del consumatore, cercando di dimostrare chi ne sa di più»
continuità e coerenza. I clienti si aspettano che il centro ottico sappia chi ha di fronte, che tenga conto del percorso già vissuto, anche online: dover ricominciare ogni volta da zero mina la fiducia e indebolisce la relazione. Nel punto vendita l’utente non cerca conferme, ma orientamento. Non chiede più informazioni, ma ordine. Non pretende risposte perfette, ma scelte serene. In questo scenario non prevale chi fornisce dati o dimostra conoscenze tecniche, ma chi riesce a trasformarli in chiarezza a beneficio del cliente. Aiutare il cliente a decidere bene è oggi la forma più alta di valore professionale dell’ottico.
Infine, non sottovalutiamo l’esperienza d’uso dopo l’acquisto. È qui che la relazione si completa. Se il momento dell’acquisto è stato coerente, chiaro e soddisfacente, il cliente non solo consolida la propria scelta, ma contribuisce attivamente a orientare quelle future di altri consumatori: è ciò che Google chiama il “Second moment of truth”, ovvero recensioni, commenti, valutazioni online lasciate dai consumatori, le quali diventano parte integrante dello “Zero moment of truth” di chi sta ancora cercando informazioni. Il processo vissuto in store, quindi, non si esaurisce con la vendita: continua nel tempo, si sedimenta e ritorna sul mercato sotto forma di racconto digitale.
In questo senso, lavorare bene in negozio oggi significa lavorare anche sul futuro. Ogni consulenza chiara, ogni scelta ben guidata, ogni esperienza personalizzata arricchisce il patrimonio informativo online che altri clienti utilizzeranno per decidere. Il cerchio si chiude: dalla ricerca digitale all’interazione reale e di nuovo alla ricerca digitale. È qui che il ruolo dell’ottico raggiunge la sua massima espressione professionale: non solo accompagnare una decisione, ma contribuire a costruire fiducia, nel tempo, ben oltre il singolo punto vendita.


(1) Basato su test di preferenza dei consumatori IEC (n=61; sei scenari di illuminazione) e su una valutazione di un panel di esperti EUROSYN (n=15), che ha confrontato prodotti Crizal® selezionati e trattamenti antiriflesso di concorrenti esterni su lenti chiare indice 1.6. Crizal® Natural Look™ ha mostrato una preferenza più elevata da parte dei consumatori per visibilità degli occhi, gradevolezza estetica e discrezione elevata nelle diverse condizioni di test. La valutazione del panel di esperti ha evidenziato le performance di Crizal® Natural Look™ in termini di visibilità degli occhi, effetto specchio, coerenza cromatica e alterazione del tono della pelle. Tutti marchi citati sono marchi registrati di Essilor International. EssilorLuxottica (2025). Dati interni agli archivi. © Essilor International – dicembre 2025. Montatura: Ray-Ban® RX7257.Questa immagine, inclusa la persona rappresentata, è stata generata con intelligenza artificiale ed è fornita esclusivamente a scopo illustrativo. Tutti i vantaggi del nostro trattamento antiriflesso premium per le lenti, oggi arricchite dalla Advanced Aesthetic Technology™ per ridurre al minimo i riflessi e offrire un aspetto il più naturale possibile.1

Disponibile dal 5 maggio
evolving vision
di Jonathan Duino

La valutazione della stereopsi rappresenta un passaggio fondamentale nell’analisi della funzione binoculare. Uno studio condotto su 100 soggetti confronta Titmus Stereo Test e Stereoacuity Test, analizzandone risultati, distribuzione dei dati e correlazioni statistiche
La visione binoculare rappresenta l’integrazione funzionale delle immagini provenienti dai due occhi in un’unica rappresentazione tridimensionale dello spazio. Secondo la classificazione di Worth, essa si articola in percezione simultanea, fusione e stereopsi, quest’ultima considerata il livello più evoluto della funzione binoculare1,2
La stereopsi deriva dall’analisi della disparità retinica orizzontale tra le immagini proiettate sulle due retine. Quando gli assi visivi risultano correttamente allineati, le immagini cadono su punti retinici corrispondenti lungo l’oroptero: entro l’area di Panum piccole discrepanze sono tollerate, mentre al di fuori compare diplopia. La stereoacuità, espressa in secondi d’arco (arcsec), rappresenta la minima disparità percepibile ed è un indicatore sensibile dell’integrità dei meccanismi fusionali3
Dal punto di vista clinico, la sua valutazione è rilevante nello screening di ambliopia, anisometropia e microstrabismi4,5
Si distinguono due modalità di indagine. La stereopsi locale utilizza stimoli con disparità laterale definita e possibili indizi monoculari residui. Nel test tradizionale
il soggetto, mediante occhiali polarizzati, identifica l’elemento percepito in rilievo all’interno di configurazioni multiple con disparità progressivamente decrescente fino a 40 arcsec. La stereopsi globale impiega, invece, pattern a punti casuali privi di riferimenti monoculari,

1. Integrazione dell’immagine in visione binoculare














Nel test tradizionale i valori registrati si concentrano prevalentemente sulla soglia minima, evidenziando una quantità maggiore di soggetti che mostrano risultati indicativi di buona stereoacuità.
Di contro, il test digitale mostra una distribuzione più ampia, con 15 di loro che restituiscono un valore massimo di 1.000 arcsec, rispetto al singolo caso del soggetto che ne ottiene uno di 800 arcsec nel test tradizionale.
Il numero medio di errori nel test digitale è pari a 1,8 ± 0,2. Il tempo di esecuzione aumenta proporzionalmente agli errori: da 12,6 ± 0,8 secondi fino a 19,3 ± 1,5 secondi nei soggetti meno performanti. È emersa una correlazione lineare positiva tra numero di errori e durata del test.
Applicando un cut-off clinico ≤ 60 arcsec per il test tradizionale3, il 75% dei soggetti rientra nei parametri considerati ottimali. Tuttavia, il 24% dei soggetti con valore > 60 arcsec nel test tradizionale ha ottenuto 80 arcsec nel test digitale, pertanto si evince una distinzione tra i risultati ricavati mediante le due metodiche.
Analisi e conclusioni
I dati confermano che stereopsi locale e globale esplorano componenti differenti della funzione binoculare. Il test tradizionale, riferimento clinico consolidato, può essere influenzato da indizi monoculari, residui delle suggestioni precedenti. Il test digitale, privo di tali indizi, richiede un’elaborazione percettiva più complessa ed è maggiormente sensibile a variabili ambientali e strumentali. Le differenze osservate riflettono la diversa natura degli stimoli e i differenti meccanismi corticali coinvolti nella percezione della disparità. Il confronto evidenzia che le due metodiche forniscono informazioni complementari sulla funzione stereo-
scopica e non risultano direttamente intercambiabili. L’integrazione di sistemi digitali rappresenta dunque una prospettiva di sviluppo rilevante per la pratica optometrica, a condizione che vengano implementati protocolli rigorosi di calibrazione e standardizzazione, necessari per garantire affidabilità e riproducibilità clinica.
1. von Noorden GK. Binocular Vision and Ocular Motility: Theory and Management of Strabismus. St. Louis: Mosby; 1985.
2. Rossetti A, Gheller P. Manuale di Optometria e Contattologia. Padova: Cedam; 2003.
3. Scheiman M, Wick B. Clinical Management of Binocular Vision: Heterophoric, Accommodative and Eye Movement Disorders. Philadelphia: Wolters Kluwer; 2022.
4. Kushner BJ. The distance stereoacuity test: clinical implications and limitations. Arch Ophthalmol. 1994;112(10):1370-1374.
5. Read JCA, Cumming BG, Parker AJ. Stereopsis and depth perception. Vision Research. 2019;154:1-2.
6. Julesz B. Foundations of Cyclopean Perception. Chicago: University of Chicago Press; 1971.
7. Manzoli GM, et al. Random dot stereopsis and cortical processing of disparity. Ophthalmic and Physiological Optics. 2011;31(5):500-508.
8. Bonfanti A, et al. Digital assessment of stereoacuity: validation of a tablet-based stereotest. Journal of Optometry. 2021;14(3):210-217.
L’articolo è un’elaborazione della tesi di laurea dell’autore, terzo classificato al VisionOttica Award 2025: grafici e immagini sono tratte dalla tesi stessa



Disponibile dal 5 maggio la nuova lente Varilux® Immersia™, che offre un ampio campo di visione da vicino per le attività a distanza ravvicinata e intermedia, indoor e outdoor1.
Grazie a modelli ergonomici avanzati e al supporto dell’Al digital twinning technology, Varilux® Immersia™ ottimizza la visione a distanza ravvicinata, garantendo una visione più confortevole durante le attività digitali2 , favorisce una postura naturale del capo e riduce l’affaticamento visivo3
Tutti i vantaggi del nostro trattamento antiriflesso premium per le lenti, oggi arricchite dalla Advanced Aesthetic Technology™ per ridurre al minimo i riflessi e offrire un aspetto il più naturale possibile.1 Crizal® Natural Look™, il miglior trattamento antiriflesso Crizal® di sempre1 .
(1) Basato su test di preferenza dei consumatori IEC (n=61; sei scenari di illuminazione) e su una valutazione di un panel di esperti EUROSYN (n=15), che ha confrontato prodotti Crizal® selezionati e trattamenti antiriflesso di concorrenti esterni su lenti chiare indice 1.6. Crizal® Natural Look™ ha mostrato una preferenza più elevata da parte dei consumatori per visibilità degli occhi, gradevolezza estetica e discrezione elevata nelle diverse condizioni di test. La valutazione del panel di esperti ha evidenziato le performance di Crizal® Natural Look™ in termini di visibilità degli occhi, effetto specchio, coerenza cromatica e alterazione del tono della pelle. Tutti i marchi citati sono marchi registrati di Essilor International. EssilorLuxottica (2025). Dati interni agli archivi. © Essilor International – dicembre 2025. Essilor®, Evolving Vision™, Crizal®, Crizal® Natural Look™ e Advanced Aesthetic Technology™ sono marchi di Essilor International. Montatura: Ray-Ban® RX7257.Questa immagine, inclusa la persona rappresentata, è stata generata con intelligenza artificiale ed è fornita esclusivamente a scopo illustrativo.

Grazie al nuovo trattamento Crizal® Natural Look™, i riflessi risultano quasi impercettibili, migliorando la trasparenza delle lenti e donando maggiore naturalezza allo sguardo, senza rinunciare a protezione e resistenza.

NELLA NUOVA ERA DI LENTI PROGRESSIVE NIKON

PROGRESSIVE STANDARD CON Z-CONTRAST TECHNOLOGY
di Nicoletta Tobia
È ora disponibile in Italia la gamma completa di monofocali, progressive e digital che, riducendo le distorsioni periferiche e aumentando la nitidezza visiva, supportano il cervello nell'elaborazione delle informazioni, con un impatto positivo sul carico cognitivo
Un portafoglio di lenti progettato per offrire, in un mondo in cui gli stimoli da elaborare sono innumerevoli, non solo una visione più nitida e puntuale, ma anche una riduzione del cosiddetto carico cognitivo, perché più chiara e precisa è l'immagine prodotta, minore è lo sforzo che il cervello deve impiegare per processare le informazioni visive. Come spiegano da Zeiss, ridurre il carico cognitivo favorisce una maggiore concentrazione, un minore affaticamento e una sensazione complessiva di benessere migliorato nell'arco di tutta la giornata. Questa è, in estrema sintesi, la descrizione delle nuove ClearMind, proposta top di gamma dell’azienda oftalmica, composta da monofocali, digital e progressive, ora disponibile sul mercato interno e sviluppata come sempre in Germania, partendo da approfonditi studi sulle neuroscienze condotti dallo Zeiss Vision Science Lab, organismo indipendente che fa parte dell’Istituto di Ricerca Oftalmica dell’Università di Tübingen.
La riduzione del carico cognitivo «Zeiss ha scientificamente provato che esiste una correlazione fra le distorsioni periferiche delle lenti e il carico cognitivo - afferma Fabio Briganti, product manager di Zeiss Vision Care Italia - Ormai il nostro modo di vedere è divenuto estremamente intenso, siamo
sottoposti a molteplici stratificazioni di informazioni che catturano sempre di più la nostra attenzione: questo “rumore” induce una situazione di sovraccarico per il nostro cervello, che, impegnato nell'elaborazione di tali stimoli, ha maggiori difficoltà nel mantenere la concentrazione. Se oggi vogliamo risolvere le sfide di una visione dinamica e assai più “rumorosa” che in passato, dobbiamo utilizzare delle tecnologie maggiormen-
Fabio Briganti, product manager di Zeiss Vision Care Italia

te evolute e prendere in considerazione dei parametri non convenzionali: ecco perché abbiamo integrato nel design delle lenti i risultati di alcuni studi basati sulle neuroscienze. Abbiamo dimostrato che un'immagine molto più puntuale a livello retinico fa sì che il cervello debba essere meno sottoposto a un sovraccarico di lavoro e, di conseguenza, il portatore avverte comfort e benessere maggiori».
Gli studi neuroscientifici
In primis gli studi hanno avuto come obiettivo quello di dimostrare la stretta correlazione fra la presenza di distorsioni periferiche e carico cognitivo indotto dalle stesse. Una volta accertato questo, è stato misurato l'impatto del design ClearMind rispetto al design tradizionale delle lenti Zeiss, sia oggettivamente, tramite sistemi di eye tracking per rilevare la frequenza degli ammiccamenti, che si è confermato essere superiore del 16%, sia soggettivamente, attraverso la somministrazione di questionari scientificamente validati Nasa Tlx (scala di valutazione soggettiva utilizzata per misurare il carico di lavoro mentale, fisico e temporale percepito durante l'esecuzione di un compito per valutare il carico cognitivo, ndr). A partire dai risultati ottenuti è stata sviluppata l’innovazione alla base del portafoglio: la tecnologia NeurOptix, che allinea le zone di nitidezza delle lenti ai modelli naturali di movimento degli occhi riducendo e ottimizzando le aree periferiche non funzionali. «Sono stati dunque studiati aspetti che vanno oltre la normale ottica fisica, integrando parametri di visione con le capacità cognitive e applicando moderni sistemi di calcolo matematico, i quali tengono in considerazione non solo la prescrizione individuale, ma anche la direzione naturale di sguardo delle persone. Con queste informazioni abbiamo ridistribuito differentemente le distorsioni laterali su tutta la super-

ficie della lente, offrendo così aree funzionali decisamente più ampie e rendendo la visione periferica maggiormente confortevole e rilassata: ciò determina una diminuzione del carico cognitivo - prosegue Briganti - Diciamo che per noi il punto di partenza è stato il portafoglio SmartLife e la sua tecnologia innovativa, di cui ClearMind non rappresenta solo il superamento ma un’ulteriore evoluzione verso il top di gamma. Se volessimo fare una comparazione di quanto è migliorata la visione periferica potremmo affermare che le distorsioni sono il 10% in meno rispetto a SmartLife stesso. Se poi ci concentriamo, ad esempio, sulle progressive, in cui il beneficio di tale riduzione è più evidente e significativo, questa nuova redistribuzione delle aberrazioni periferiche ci consente di avere rispetto alle SmartLife un lontano più ampio del 9%, un intermedio più ampio del 27% e un vicino più ampio del 41%».
L’opinione dei portatori
Oltre ai due studi effettuati presso l'università di Tübingen, l'anno scorso Zeiss ha realizzato dei wearer trial in cinque nazioni: Italia, Germania, Inghilterra, Cina e India, durante i quali è stata analizzata l’opinione di 298 consumatori. Nel nostro paese vi hanno preso parte 103 portatori e 10 ottici sono stati coinvolti nella proposta delle lenti. «Il 96% dei partecipanti hanno confermato di percepire una visione estremamente nitida indossando le Zeiss ClearMind e di avere una maggiore capacità di rimanere concentrati e focalizzati sulle attività utilizzandole - aggiunge Briganti - Inoltre, 8 utenti su 10 hanno percepito che queste lenti contribuiscono positivamente al benessere complessivo». Anche l’adattamento è risultato molto rapido: l'88% dei portatori si è adattato entro pochi giorni e il 51% in un'ora.
Il supporto alla proposta
Per lanciare la nuova gamma Zeiss ha dato vita a un roadshow esperienziale in sei tappe che a marzo ha toccato Milano, Roma, Bologna, Treviso, Brindisi e Catania. Inoltre, per supportare gli ottici nella proposta del portafoglio ClearMind, ha ideato i training “ClearLab”, che a partire da aprile rinnoveranno il consueto formato della Zeiss Academy, sia in presenza sia online, per offrire non solo l’indispensabile presentazione tecnica del prodotto, ma anche occasioni di confronto tra professionisti, momenti di condivisione per cercare di rendere il messaggio il più semplice possibile per il consumatore, unitamente a tecniche di ascolto, proposta e vendita sempre più efficaci e in linea con le aspettative.
A partire dai risultati ottenuti da studi neuroscientifici, è stata sviluppata la tecnologia NeurOptix, l’innovazione alla base del portafoglio Zeiss ClerMind
Paolo Nucci
Una guida pratica pensata per il primo approccio alla strabismologia.
Attraverso una struttura chiara e immediata, organizzata in forma di domande e risposte, il volume accompagna il lettore che si avvicina alla disciplina nella comprensione dei principali meccanismi della visione binoculare e degli aspetti clinici dello strabismo, mantenendo un costante collegamento tra teoria e

Il testo si propone come un manuale essenziale, di rapida consultazione, rivolto a tutti i professionisti della visione che desiderano affrontare con maggiore sicurezza, metodo e consapevolezza il paziente affetto da questa condizione. NOVITÀ
FABIANO GRUPPO EDITORIALE
Redazione: Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 – 20089 Rozzano (MI)
Sede operativa: FGE srl – Regione Rivelle 7/F – 14050 Moasca (AT) Tel. 0141 1706694 – Fax 0141 856013 – e-mail: info@fgeditore.it – www.fgeditore.it

a cura della redazione
“Oltre la prescrizione” coinvolgerà un panel selezionato di docenti universitari e key opinion leader, attivi nella pratica clinica e nella ricerca, all’interno di un format esclusivo e immersivo, basato sul confronto tra pari, sull’esperienza diretta e sulla creazione congiunta di contenuti scientifici
Se la gestione della miopia è oggi una priorità sanitaria globale, la presbiopia rappresenta una sfida altrettanto strategica. «Non più solo una fisiologica perdita della capacità accomodativa, ma una condizione sempre più influenzata dai nuovi stili di vita e dall’aumento delle attività a distanza intermedia e ravvicinata, in particolare in ambito digitale – spiegano da Hoya Vision Care Italia - In tale contesto l’innovazione nelle lenti oftalmiche evolute ha ampliato in modo significativo le possibilità di correzione, rendendo centrale una comprensione più approfondita di tutte le variabili che incidono sul risultato visivo finale: dalla refrazione al design della lente, dalla centratura alle personalizzazioni, fino ai trattamenti e alle tecnologie applicate».
È su queste basi che l’azienda lancia “Oltre la prescrizione”, volto a favorire una maggiore consapevo-
lezza, da parte della classe medica, del valore delle soluzioni oftalmiche moderne e del loro impatto concreto sulla soddisfazione del presbite. «Il progetto si fonda su un presupposto chiave: la prescrizione dell’oculista è il punto di partenza di un percorso articolato che, soprattutto nella presbiopia, richiede un’integrazione sempre più stretta tra competenze cliniche e tecnico-applicative – proseguono dall'azienda oftalmica - “Oltre la prescrizione” nasce per favorire una visione condivisa di questo percorso, che trasforma l’indicazione clinica in una lente evoluta, realmente personalizzata sulle esigenze visive del portatore. L’iniziativa si svilupperà attraverso momenti di approfondimento clinico sulla presbiopia moderna, sul neopresbite e sulle soluzioni post chirurgiche o in accompagnamento alle lac; un’analisi di ciò che accade appunto “oltre la prescrizione”, con focus


su refrazione, design evoluti, centratura e parametri dell’occhiale; e la scoperta delle tecnologie e delle soluzioni Hoya, con un percorso immersivo all’interno della produzione, per comprendere il valore e la complessità tecnologica che stanno dietro una lente oftalmica evoluta».
Secondo Aldo Vagge, professore associato di Oftalmologia dell’Università di Genova e responsabile medico-scientifico del progetto, comprendere le potenzialità delle soluzioni oftalmiche oggi disponibili è fondamentale per orientare in modo più consapevole le scelte cliniche. «Il dialogo tra professionisti della vista e della visione e azienda, nel rispetto dei ruoli, rappresenta un elemento chiave per migliorare la qualità del risultato visivo e la qualità della vita per il paziente presbite», afferma Vagge. L’azienda oftalmica punta dunque a posizionarsi come partner di tali professio-
nisti, consolidando il suo ruolo attivo nel supporto alla prescrizione e alla gestione clinica della presbiopia, oltre che della miopia nei giovani. «La prescrizione resta un elemento centrale, ma è fondamentale conoscere cosa accade dopo: dal design della lente alle personalizzazioni, fino alle tecnologie che possono fare la differenza nel risultato visivo, solo così è possibile orientare scelte realmente consapevoli ed evolute per il presbite», ricorda Michele Liguori, medical relations coordinator di Hoya Vision Care Italia.
Accanto alla dimensione formativa, “Oltre la prescrizione” ha in programma la co-creazione di asset scientifici, come white paper, abstract, presentazioni e contenuti Fad, e lo sviluppo di un network stabile di ambassador scientifici, contribuendo alla diffusione di una cultura clinica aggiornata, condivisa e applicabile nella pratica quotidiana.

Oggi il design nell’occhialeria ha superato il concetto di semplice estetica per diventare un vero linguaggio identitario.
Non è più soltanto la montatura a definire lo stile: la lente assume un ruolo sempre più centrale, trasformandosi in superficie espressiva, elemento decorativo e segno distintivo. In questo scenario evoluto la sagomatura non rappresenta più una fase puramente tecnica, ma un momento creativo in cui forma, luce e materia si incontrano. Ed è proprio qui che le lavorazioni Diamond di Ital-Lenti trovano la loro massima manifestazione, ridefinendo il concetto stesso di lente.
Oltre la sagomatura: la lente come superficie progettuale
Le montature contemporanee richiedono precisione assoluta e libertà espressiva. Forme irregolari, geometrie non convenzionali e spessori variabili impongono un approccio in cui la lente viene progettata insieme all’occhiale, non adattata successivamente. Le lavorazioni Diamond sono prevalentemente manuali, frutto di una lunga esperienza dei tecnici di laboratorio. Le sfaccettature vengono realizzate a mano, con il supporto della molatrice, per garantire un controllo totale su ogni dettaglio. Ciò permette di ottenere risultati estremamente precisi e qualitativi, anche su lenti per alta miopia, dove ogni intervento necessita di particolare attenzione. Artigianalità e precisione: il valore del gesto manuale
In un contesto sempre più industrializzato la lavorazione artigianale rappresenta un valore distintivo. Ogni incisione, ogni sfaccettatura è il risultato di
competenza, esperienza e sensibilità tecnica. L’utilizzo della molatrice come supporto consente di mantenere standard elevati di precisione, mentre l’intervento manuale garantisce unicità e controllo estetico. Questo equilibrio tra tecnica e artigianalità dà la possibilità di ottenere lavorazioni personalizzate, perfettamente integrate con il design della montatura.
Diamont Soft: eleganza e delicatezza
Il Diamont Soft si caratterizza per incisioni superficiali realizzate sul bordo delle lenti glasant, eseguite manualmente con strumenti dedicati. Sono lavorazioni che generano effetti morbidi e raffinati:
• onde leggere che accompagnano il profilo della lente;
• tagli soft che catturano la luce in modo discreto.
Il risultato è un’estetica elegante e delicata, ideale per chi cerca un dettaglio distintivo ma non invasivo, capace di arricchire l’occhiale senza alterarne l’equilibrio formale.
Diamont Hard: carattere e definizione
Il Diamont Hard, come suggerisce il nome, rappresenta l’evoluzione più decisa di questo tipo di lavorazione.
Le incisioni sono più marcate, profonde e definite, creando:
• effetti di taglio netti;
• riflessi più intensi e strutturati;
• un appeal più deciso e contemporaneo.
Il risultato richiama la brillantezza e la precisione del diamante: una lente che non si limita a completare l’occhiale, ma ne diventa protagonista. La lente come elemento identitario
Oggi la lente non è più invisibile. Attraverso lavorazioni come il Diamond si trasforma in un elemento narrativo capace di comunicare stile, personalità e attenzione al dettaglio. La luce che si rifrange sulle incisioni, i giochi di trasparenze e le variazioni di superficie contribuiscono a creare un oggetto unico, in cui funzione e design convivono senza compromessi.
Una nuova estetica dell’occhiale
Il crescente interesse per le lavorazioni Diamond riflette un cambiamento più ampio: la ricerca di unicità. In un mercato in cui l’identità è sempre più importante, dettagli come incisioni, sfaccettature e finiture diventano elementi chiave. Ogni occhiale supera così il concetto di accessorio per trasformarsi in oggetto identitario: luce, materia e tecnica si fondono in un equilibrio preciso, dove nulla è casuale.


Oggi fino al 30% degli adulti è sensibile alla luce e la richiesta di soluzioni efficaci è in rapida crescita. Ma non tutte le lenti fotocromatiche sono uguali: a fare la differenza sono la velocità con cui si scuriscono e ritornano trasparenti, la durata e la nitidezza ottica, tutte caratteristiche che Rodenstock presenta con la nuova generazione di ColorMatic® X e ColorMatic® Dark per rispondere alle diverse esigenze visive e stili di vita. Queste innovazioni, unite a decenni di ricerca e a oltre 45 brevetti, rappresentano l’avanguardia delle fotocromatiche sviluppate nel laboratorio Rodenstock di Monaco.
ColorMatic® X – Velocità e trasparenza senza compromessi
Con ColorMatic® X, Rodenstock presenta la lente fotocromatica della sua gamma più veloce di sempre, con un ritorno allo stato chiaro 56% più rapido rispetto alla generazione precedente1
La rapidità nello schiarirsi è fondamentale: più la lente torna chiara velocemente, più naturale e fluida sarà l’esperienza visiva. Anche piccole differenze nella nitidezza interna possono fare la differenza per il comfort quotidiano. Per questo motivo Rodenstock ha sviluppato lenti fotocromatiche con una chiarezza in interni del 93%, così da rendere impercettibile la presenza della tecnologia fotocromatica al chiuso. All’esterno, le ColorMatic® X si scuriscono fino all’88%, offrendo una protezione solare di categoria 3, con una riduzione ulteriore della luce blu-violetta2 (rispetto agli interni) e il blocco totale dei raggi UVA e UVB. Le ColorMatic® X assicurano una tinta stabile e prestazioni durature. Progettate per climi con temperature moderate (23°C), sono disponibili in tutti gli indici, per performance elevate senza compromessi.
ColorMatic® Dark – Massimo scurimento e comfort anche alla guida
ColorMatic® Dark unisce il massimo scurimento delle lenti Rodenstock, prestazioni affidabili anche alle alte temperature e la capacità di attivarsi dietro il parabrezza dell’auto, per una

visione chiara e un comfort costante anche du rante la guida, tutto in un’unica lente. All’aperto, si scurisce fino al 90%, offrendo sollievo imme diato dall’abbagliamento. ColorMatic® Dark of fre risultati eccellenti per l’intera giornata, anche in climi caldi fino a 35°C. Blocca il 100% dei raggi UVA/UVB e riduce in modo potenziato la luce blu-violetta3
Il fotocromatismo si afferma oggi come un vero e proprio termometro del mercato, capace di riflettere l’evoluzione delle abitudini, dei bi sogni e della crescente sensibilità verso la pro tezione visiva: è proprio in questo scenario che le ColorMatic® si distinguono come la risposta ideale, con una soluzione intelligente, elegante e pratica, sempre più veloce, nitida, scura e ver satile5, capace di offrire un comfort immediato e una protezione costante durante tutta la gior nata.
A completare e valorizzare la gamma, le lenti da sole intelligenti ColorMatic® 3 Sun, che par tono da una base leggermente attivata e si in tensificano automaticamente fino alla categoria 3, per poi schiarirsi in condizioni di minore lu minosità, per una visione sempre confortevole e ben contrastata.
Le lenti ColorMatic® sono ideali per l’uso quotidiano; per lunghe esposizioni al sole intenso si consiglia comunque l’uso di occhiali da sole.
1. vs ColorMatic® 3
2. ColorMatic® X filtra fino al 55% in più di luce blu-violetta al chiuso e fino al 200% all’aperto rispetto a una lente trasparente
3. ColorMatic® Dark filtra fino al 95% in più di luce blu-violetta al chiuso e fino al 260% all’aperto rispetto a una lente trasparente
4. Disponibile solo per lenti 1.6 e 1.6
5. Rispetto alle generazioni precedenti di ColorMatic®


Nel panorama dell’eyewear contemporaneo Transitions® continua a distinguersi come un brand che anticipa le evoluzioni dello stile e della tecnologia. Oggi inaugura un nuovo capitolo con Transitions® Color Touch™, una lente ultradinamica che introduce un concetto di colore capace di trasformare l’esperienza visiva in un linguaggio espressivo personale. Non si tratta semplicemente di un lancio di prodotto, ma di un’evoluzione del modo di vivere l’occhiale: un equilibrio tra performance, estetica e identità.
Dopo il successo di Transitions® GEN S™, che ha ridefinito la reattività e la fluidità delle lenti dinamiche, Color Touch™ segna un ulteriore passo avanti. Il colore diventa protagonista, accompagnando ogni momento della giornata con naturalezza: leggero e sofisticato negli ambienti interni, più intenso e vibrante all’esterno. Non più solo una risposta funzionale alla luce, ma una presenza cromatica costante, in grado di valorizzare il look con discrezione ed eleganza. Pensata per chi ricerca uno stile distintivo ma equilibrato, Transitions® Color Touch™ offre tonalità raffinate e versatili come Ruby, Ambra,

Zaffiro, Ametista e Smeraldo. Le lenti sono disponibili sia in versione sfumata sia uniforme, per adattarsi a diverse esigenze estetiche e quotidiane. La luce diventa così una vera forma di haute couture: dinamica, personale, sempre in sintonia con chi la indossa.
A supporto del lancio di Transitions® Color Touch™ il brand ha inoltre sviluppato un progetto di eventi sul territorio, tre appuntamenti che ne hanno raccontato l’essenza in modo esperienziale e immersivo: Roma, Napoli e Milano. Il roadshow ha rappresentato un format capace di unire luce, musica, moda e performance, dando vita a esperienze coinvolgenti in cui il colore è stato indossato, interpretato e vissuto. La tappa finale milanese ha concluso un percorso che, in ogni città, ha portato in scena una sfilata esperienziale, dove ogni colore è diventato espressione di stile, confermando l’approccio innovativo del brand.



Transitions® Color Touch™ si inserisce all’interno di una più ampia strategia di comunicazione dedicata a Transitions®, che ha contribuito ad amplificarne la visibilità e il posizionamento, portando al tempo stesso attenzione anche sulle novità di prodotto come appunto Color Touch™. A partire dal 1° marzo 2026, Transitions® è stato infatti protagonista di una pianificazione crossmediale di grande impatto, con presenza in alcuni dei programmi più seguiti della televisione italiana e con un’estensione strategica sulle piattaforme digitali e streaming. Il progetto ha coinvolto realtà come Mediaset, Warner Bros. Discovery e Sky Italia, fino a Prime Video, consolidando una copertura ampia e trasversale. Particolarmente rilevante anche l’apertura verso nuovi linguaggi e audience, con il debutto su Spotify e la sponsorship della serie Mare Fuori, fenomeno generazionale capace di dialogare con la Gen Z. I numeri confermano la portata dell’operazione: oltre 82 milioni di video impression e più di 52 milioni di video reach, a testimonianza di una strategia integrata e altamente performante.
Parallelamente, Transitions® ha rafforzato la propria presenza sul territorio anche attraverso
strumenti dedicati ai centri ottici, come app e materiali pensati per migliorare l’esperienza del consumatore e supportare i professionisti della visione. Un ecosistema completo che unisce comunicazione, retail ed engagement.
In un mercato in costante evoluzione Transitions® si afferma come un brand all’avanguardia, capace di guidare il cambiamento e interpretare le nuove esigenze di stile e comfort visivo. Con Color Touch™ intercetta un pubblico sempre più attento all’espressione personale, offrendo una lente che non si limita ad adattarsi alla luce, ma la trasforma in un elemento distintivo del proprio look.
Il marchio Transitions® Transitions®, che fa capo al Gruppo EssilorLuxottica, è da oltre 30 anni in prima linea nello studio della gestione della luce. Con oltre 1.400 brevetti e domande di brevetto, è oggi il brand leader del mercato delle lenti dinamiche, consigliato dai professionisti della vista e scelto da oltre 60 mi-lioni di persone. Transitions® propone un portafoglio completo di lenti fotocromatiche in grado di adattarsi perfettamente alle variazioni di luce, passando dallo stato chiaro negli ambienti interni allo stato scuro all’aperto.
Transitions e il logo Transitions sono marchi registrati di Transitions Optical, Inc. utilizzati su licen-za di Transitions Optical Limited ©2026 Transitions Optical Limited. Le prestazioni fotocromatiche sono influenzate da temperatura, esposizione ai raggi UV e materiale delle lenti. I colori effettivi possono variare. Le lenti Transitions® Color Touch™ non sono adatte in condizioni di scarsa lu-minosità e per la guida notturna. Montature Persol e Oakley, lenti Transitions® Color Touch™ ef-fetto uniforme e sfumato. Alcune montature potrebbero non essere disponibili per l’acquisto.
Un nuovo approccio alla presbiopia e un’offerta sempre più completa di lenti progressive al centro della strategia del brand
Con il lancio di EasyWork Prog Renewprevisto per maggio - Galileo rinnova e rafforza la propria proposta nella categoria delle lenti “progressive indoor”, introducendo un nuovo modo di interpretare la visione da vicino: la Visione da Vicino Avanzata. Questo concetto supera la tradizionale definizione di lente “occupazionale”, ampliandone il perimetro d’uso. Tali soluzioni sono infatti pensate non solo per l’ufficio, ma per tutte le situazioni della vita quotidiana che richiedono comfort e continuità visiva a distanza ravvicinata e intermedia: da una mostra d’arte a un aperitivo, dal bricolage alle attività professionali

EasyWork Prog Renew: 3 distanze, una visione su misura
EasyWork Prog Renew rappresenta l’evoluzione della proposta Galileo dedicata alle esigenze visive contemporanee, sempre più dinamiche e personalizzate: una soluzione ideata in particolare per chi trascorre molte ore al computer o utilizza frequentemente dispositivi digitali, ma anche per chi necessita di grande flessibilità nei diversi contesti quotidiani, dall’attività lavorativa fino al tempo libero. La gamma si distingue per il concetto “3 versioni per 3 distanze” - 1 m, 2 m e 5 mche garantiscono una visione chiara e nitida, ampi campi visivi per vicino e intermedio e una postura ottimale durante le attività abituali: la versione è ideale per chi lavora prevalentemente al laptop o svolge attività concentrate sulla visione da vicino e intermedia; la versione 2 m è pensata per chi opera gestendo contemporaneamente più strumenti e necessita di un’area visiva più ampia; la versione 5 m, infine, offre la massima flessibilità, risultando perfetta per ambienti più estesi e per una visione bilanciata da vicino, intermedio e a distanza fino, appunto, a 5 metri.

Nasce il Protocollo del Presbite Dall’evoluzione dell’offerta prende forma il
nuovo Protocollo del Presbite firmato Galileo, che introduce una segmentazione chiara e funzionale tra giovane presbite e presbite consapevole. L’obiettivo è supportare l’ottico in un percorso di consulenza strutturato, volto a favorire la scelta di lenti progressive rispetto a monofocali e a promuovere, ove possibile, il concetto di doppio equipaggiamento. Questo approccio consente di ottimizzare la qualità della visione in ogni contesto d’uso, migliorando la soddisfazione e la fidelizzazione del cliente.
Un’offerta rinnovata e distintiva, tra novità e il valore della Signature G
Con EasyWork Prog Renew, l’introduzione del Protocollo del Presbite e il lancio della nuova soluzione entry level Aplos, Galileo rinnova e rafforza l’intera offerta di lenti progressive e lenti per la visione da vicino avanzata. Il portafoglio si configura così come una proposta completa e strutturata, in grado di coprire tutte le esigenze visive e i livelli di mercato, dalle soluzioni top di gamma alle proposte mid range, entry level e young. Tutte le lenti progressive Galileo, così come EasyWork Prog Renew e le monofocali
evolute del brand, includono inoltre la Signature G, elemento distintivo che garantisce autenticità e consolida il legame tra prodotto e cliente.
Tecnologia e protezione per una visione quotidiana evoluta
Le lenti Galileo integrano tecnologie avanzate progettate per migliorare il comfort visivo a tutte le distanze, con particolare attenzione alla visione da vicino e intermedia, oggi sempre più centrale nella vita quotidiana. Le soluzioni sono disponibili anche in versione Transitions®, che si adattano rapidamente alle differenti condizioni di luce, scurendosi all’esterno e ritornando chiare in interni. A queste si affiancano BluV® Xpert, la tecnologia che blocca i raggi UV e filtra la luce blu-viola1, e i trattamenti antiriflesso NEVA®, progettati per ottimizzare la qualità visiva, ridurre i riflessi e aumentare la resistenza ai graffi delle lenti, contribuendo a un’esperienza visiva confortevole e duratura.
Strumenti evoluti per il centro ottico
A supporto del professionista, Galileo aggiorna anche il demo tool digitale “Le tue lenti Galileo”, che integra i nuovi prodotti e il nuovo protocollo. Lo strumento guida l’ottico attraverso un percorso interattivo di valutazione visiva, adattandosi in tempo reale alle risposte e suggerendo soluzioni personalizzate in base alle esigenze del cliente. A completamento, è disponibile un kit di materiali dedicati alla gamma progressive e alla novità in lancio, EasyWork

Galileo conferma il proprio impegno nel fornire strumenti concreti e innovativi al centro ottico: un approccio che unisce tecnologia, consulenza e visione strategica, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di un


1. Luce blu-viola compresa tra i 400 e 455nm come indicato da ISO TR 20772:2018. Bluv Xpert: sulla superficie anteriore delle lenti i raggi UV sono bloccati al 100% fino a 380 nm. La luce blu-viola è filtrata al 100% fino a 404 nm per indici 1.6 e 1.67 e fino a 402 nm per l’indice 1.5. La luce blu-viola, tra 415 e 455 nm, è filtrata a partire da un minimo del 20%.
Il marchio Transitions® Transitions e il logo Transitions sono marchi registrati di Transitions Optical, Inc. utilizzati su licenza di Transitions Optical Limited ©2026 Transitions Optical Limited. Le prestazioni fotocromatiche sono influenzate da temperatura, esposizione ai raggi UV e materiale delle lenti. I colori effettivi possono variare.
in-store: optovision rinnova la proposta per i centri ottici partner con WIDR®me, ColorMatic®X e ColorMatic®Dark
Da aprile optovision® amplia la propria proposta con soluzioni progettate per rispondere in modo concreto alle nuove esigenze del mercato ottico, offrendo ai professionisti della visione strumenti evoluti per valorizzare l’esperienza in-store e rafforzare la relazione con il cliente finale.


In questo contesto si inserisce WIDR®me Individual Lens Technology, presentata in occasione di Mido 2026, la tecnologia di nuova generazione per lenti progressive che mette al centro l’unicità del comportamento visivo di ogni portatore. Il sistema si basa su un processo di misurazione avanzato e altamente immersivo, in grado di mappare la strategia visiva di ogni portatore e trasformarla in una lente costruita su misura, come una vera e propria impronta visiva individuale. L’approccio WIDR®me consente di elevare il livello di personalizzazione e, al tempo stesso, di valorizzare il momento della consulenza, rendendolo più coinvolgente e distintivo all’interno del centro ottico. Il risultato è una soluzione che combina precisione, comfort visivo e una customer experience immersiva, rafforzando il ruolo del professionista nel ruolo di consulente esperto.
L’azienda investe anche nella tecnologia fotocromatica con l’ampliamento della gamma ColorMatic®. Le nuove ColorMatic®X e ColorMatic®Dark sono state sviluppate per adattarsi ai diversi stili di vita contemporanei, offrendo una visione dinamica e senza interruzioni durante l’intera giornata.
ColorMatic®X si pone come proposta ideale per tutti i giorni, migliorando sensibilmente la velocità di adattamento alla luce: negli ambienti interni si schiarisce il 56% più rapidamente rispetto alla generazione precedente, offrendo al contempo elevata trasparenza e qualità visiva. In ambienti esterni raggiunge fino all’88% di scurimento, pari a una lente da sole di categoria 3.
ColorMatic®Dark è la fotocromatica pensata per la luce intensa e la guida: offre extra scurimento all’aperto e stabilità delle prestazioni anche ad alte temperature, oltre alla capacità di attivarsi in modo funzionale anche dietro il parabrezza, migliorando comfort e percezione dei contrasti.
Le due soluzioni si integrano alla gamma ColorMatic® 3 Sun, completando una proposta che copre in maniera trasversale le esigenze visive legate alla vita di tutti i giorni, alle attività outdoor e sportive.
Attraverso queste innovazioni, optovision® propone una visione costantemente orientata alla sinergia tra tecnologia, prodotto e servizio, mettendo a disposizione dei centri ottici partner strumenti concreti per differenziare la proposta e rispondere alle aspettative di un consumatore sempre più consapevole. Personalizzazione, reattività alla luce e unicità dell’esperienza diventano così elementi chiave per costruire un percorso d’acquisto memorabile, in cui ogni soluzione è progettata per adattarsi in modo preciso allo stile di vita del portatore e per valorizzare la competenza del professionista della visione.


Sono aperte le iscrizioni all’A.S. 2026-2027
IBZ, dal 1977, è il riferimento in Italia per chi vuole diventare Ottico e Optometrista e per le aziende che cercano professionisti qualificati. Nei campus di Bologna e Milano, IBZ garantisce una preparazione di livello superiore fondata su docenti di eccellenza, laboratori e ambulatori all’avanguardia, didattica flessibile, esperienze sul campo, supporto costante e un ambiente inclusivo e stimolante, orientato all’innovazione e alla crescita personale.
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Nel panorama dell’ottica moderna la ricerca dell’equilibrio ideale tra protezione, performance visiva e lifestyle ha trovato una risposta d'eccellenza: le Selenia Sport di SEL Optical. Queste lenti rappresentano l'evoluzione della tecnologia fotocromatica dell’azienda oftalmica, pensata per l'appassionato di outdoor che non vuole rinunciare a una visione vivida e personalizzata e non cerca soltanto la praticità di un occhiale “tutto in uno”, ma anche uno stile più trendy.
Innovazione made in Italy
Le lenti Selenia 2.0 sono il frutto dell'esperienza di SEL Optical, realtà che punta sull'innovazione e sulla qualità produttiva italiana. L'impiego delle più moderne tecnologie produttive nel design delle lenti e l’attenzione ai trattamenti superficiali, come l'antiriflesso idro-oleofobico, rendono questa soluzione visiva un punto di riferimento per chi cerca comfort e resistenza. Il tutto realizzato negli stabilimenti di Codigoro, in provincia di Ferrara.
Caratteristiche principali delle fotocromatiche
Selenia
• Transizione rapida: le lenti si scuriscono velocemente all'aperto sotto l'azione dei raggi UV e tornano chiare in tempi brevissimi negli ambienti interni.

• Ampia gamma di colori: oltre ai classici grigio e marrone, la linea include tonalità brillanti come il blu e il verde, ideali per migliorare il contrasto in diverse condizioni ambientali.
• Varietà di indici: disponibili in diversi indici di rifrazione, da 1.56 fino a 1.67 per le correzioni più importanti, si adattano a ogni tipo di montatura e correzione visiva.
• Protezione elevata: filtrano il 100% delle radiazioni UVA e UVB, garantendo un elevato livello di protezione durante l'esposizione prolungata al sole.
I colori della performance: quale scegliere?
La scelta del colore delle lenti per il proprio occhiale non è solo una questione estetica, ma una decisione tecnica che influenza la percezione visiva includendo profondità e contrasto.
SEL Optical propone 4 differenti colorazioni base per le proprie lenti fotocromatiche.
• Grigio: il più versatile. Riduce la luminosità senza alterare la percezione naturale dei colori. Ideale per la guida e lo sport quotidiano.
• Marrone: aumenta il contrasto e la percezione della profondità. È la scelta d'elezione per ciclisti e amanti del trekking, poiché rende i colori più caldi e vividi.
• Verde: offre un eccellente equilibrio tra contrasto e fedeltà cromatica. Molto apprezzato nel golf e nelle attività dove la nitidezza dei dettagli è fondamentale.
• Blu: una novità di SEL Optical che aggiunge un tocco di stile moderno senza compromettere la velocità di attivazione della lente.
L'evoluzione tecnologica di SEL Optical ha raggiunto nuovi traguardi con il lancio delle lenti fotocromatiche Selenia Sport. Questo prodotto rappresenta la sintesi tra protezione visiva dinamica, prestazioni visive e un'estetica moderna, rispondendo alle esigenze di chi non vuole scendere a compromessi tra funzionalità e stile.

RUGBY
Colore marrone intero o sfumato con colorazione fotocromatica brown quando attiva

Colore verde intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio quando attiva

Colore rosa intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio quando attiva

SWIMMING
Colore azzurro intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio quando attiva

KARATE
Colore viola intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio quando attiva

BASKET
Colore arancio intero o sfumato con colorazione fotocromatica brown quando attiva
Qual è la performance di Selenia Sport?
Le lenti Selenia Sport appartengono alla famiglia Selenia 2.0, generazione di lenti organiche fotocromatiche progettate per reagire rapidamente ai cambiamenti di luce.
A differenza di quelle tradizionali, nello stato di disattivazione non sono completamente chiare, ma presentano una leggera colorazione di base intera o sfumata che valorizza il proprio look o stile di vita.
L’abbinamento tono base e colore fotocromatico introduce un’ampia varietà di combinazioni che permettono di personalizzare l'esperienza visiva a seconda della specifica attività praticata.
Selenia Sport: i 6 colori del catalogo 2026
La particolarità della linea Sport risiede nella possibilità di avere lenti fotocromatiche anche colorate intere o sfumate: generalmente questa caratteristica non è usuale trovarla abbinata alla tecnologia fotocromatica su lenti graduate.
La gamma, che già contemplava 4 colorazioni per la nuova primavera 2026, si è ampliata con 2 nuovi colori per offrire una personalizzazione senza precedenti. Oltre ai classici intramontabili, la nuova palette è pensata per dare un tocco unico e distintivo alla propria personalità.
Tutte le tipologie vengono realizzate di base con una colorazione 30% intera o sfumata e con fotocromatismo consigliato di riferimento grigio o marrone, ma è possibile richiedere intensità differenti, sulla base di colorazioni fotocromatiche a scelta tra le 4 disponibili: Grigio, Marrone, Verde, Blu.
• Swimming: azzurro intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio.
• Football: verde intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio.
• Rugby: marrone intero o sfumato con colorazione fotocromatica brown.
• Volley: rosa intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio.
• Karate: viola intero o sfumato con colorazione fotocromatica grigio.
• Basket: arancio intero o sfumato con colorazione fotocromatica brown.
Per ulteriori informazioni lo staff SEL Optical, Agenti e Filiali e Centri Servizi, è a disposizione per approfondire tutte le tematiche
Shamir amplia il segmento delle lenti da sole graduate con Shamir Sun Intelligence™, il nuovo design lanciato il 1° aprile, pensato per rispondere alle esigenze visive di chi vive l’esperienza outdoor in modo attivo e dinamico. Una soluzione evoluta che unisce progettazione ottica avanzata e intelligenza artificiale, offrendo agli ottici optometristi uno strumento concreto per valorizzare la proposta Sun Rx e differenziare il proprio business.
La vita all’aria aperta è caratterizzata da movimento continuo, rapidi cambi di direzione dello sguardo e condizioni luminose variabili. Per questo Shamir Sun Intelligence™ è stato sviluppato come un design unico specifico per l’outdoor, ottimizzato per garantire una visione nitida, stabile e confortevole in ogni situazione, indipendentemente dalla prescrizione o dalla montatura scelta. Il risultato è un campo visivo più ampio, una maggiore rapidità nel cambio di messa a fuoco e un’esperienza visiva fluida, ideale per attività quotidiane, sportive e ricreative all’aperto.
Il cuore del progetto è un design guidato dall’intelligenza artificiale, capace di combinare diversi parametri, come prescrizione, base, montatura e stile di utilizzo, per offrire una


personalizzazione precisa e affidabile. Grazie all’ampia gamma di curvature, indici e prescrizioni disponibili, Shamir Sun Intelligence™ consente di proporre lenti da sole graduate anche su montature curve o di design.
A completare l’esperienza visiva contribuiscono gli add-on intelligenti, come la tecnologia di esaltazione del colore Shamir Vital™, che migliora la percezione cromatica e il contrasto, rendendo i colori più vivi e naturali, anche sui display digitali. Il trattamento Shamir Glacier Sun UV™, specificamente progettato per l’uso in ambienti esterni, assicura inoltre una protezione avanzata dai raggi UV, una riduzione efficace dei riflessi e una maggiore resistenza a graffi e sbiadimento.
Infine, l’integrazione con i sistemi di misurazione basati su AI, come Shamir iFit™, semplifica il processo di centratura e acquisizione dei parametri di montaggio, per un’esperienza in store più rapida, precisa e coinvolgente.
Con Shamir Sun Intelligence™, Shamir lancia una proposta completa nelle lenti da sole graduate: innovativa e orientata alle performance, è pensata per supportare il professionista dell’ottica nella crescita del segmento Sun Rx e offrire ai clienti finali una visione outdoor di livello superiore.



di Sergio Cappa
“Ma devo raccontarti il più spaventoso momento della mia adolescenza… egli si spaccia adesso per un meccanico piemontese e si fa chiamare Giuseppe Coppola… Il fatale venditore di occhiali Giuseppe Coppola mi perseguitava a ogni passo… immaginati un omaccio con larghe spalle e grossa testa informe, viso terreo, sopracciglia grigie e cespugliose, sotto le quali lampeggiano due occhi verdi come quelli dei gatti e penetranti, naso grosso e pronunciato, che scende sopra il labbro superiore. La brutta bocca si torce spesso in un ghigno bieco… e intanto Coppola frugava nelle tasche del suo vestito togliendone occhiali e occhialini... e lui non poteva distogliere lo sguardo dalla tavola e Coppola continuava a disporvi nuovi numerosi occhiali e sempre più selvaggi balzavano da essi e si incrociavano gli sguardi fiammeggianti, scagliando verso il petto di Natanaele i loro raggi rossoazzurri… quando Natanaele, con la testa fracassata giacque sul selciato, Coppola era sparito tra la folla”. Questa è una selezione de L’Uomo della Sabbia, uno dei sei angosciosi racconti di carattere fantastico che lo scrittore tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann pubblica a Berlino nel 1815, inserito nella raccolta Notturni. I compositori francesi Jacques Offenbach e Lèo Delibes, rispettivamente con i Racconti di Hoffmann e Coppelia, ne hanno tratto un’opera e un balletto. La trama molto articolata descrive con tocchi magistrali

Docente di ottica e optometria, autore di numerose pubblicazioni inerenti alla professione

gli incubi del protagonista che, sin dall’infanzia, veniva spaventato dalla madre con la minaccia dell’arrivo dell’uomo della sabbia, l’Uomo Nero giunto sino a noi: il piccolo Natanael lo identifica per errore come l’ottico piemontese Giuseppe Coppola. Il racconto termina con il suicidio dal campanile del paese di Natanael, veicolato dalla complice presenza di Coppola.
Nel 1494 a Basilea si pubblica una satira moraleggiante in versi sui vizi e le stramberie dei pazzi dal titolo La Nave dei Folli di Sebastian Brant: uno di essi è rappresentato con un cappello a sonagli e grossi occhiali sul naso. L’immagine del folle iconograficamente qualificato con gli occhiali era in coerenza con una cultura legata alle scienze occulte, all’alchimia e all’ermetismo, erede e continuatrice del patrimonio medievale dell’astrologia e della paragnostica, quella stessa in seno alla quale operava Theofrasto Paracelso ed Erasmo da Rotterdam tesseva il suo Elogio della Follia.
Ancora dopo il secondo dopoguerra, ricordo, i bambini che indossavano un paio di montature da vista venivano bollati, dal cinismo dei coetanei, come “quattrocchi”. In un tempo esponenziale l’occhiale è oggi fortunatamente diventato la sintesi di maggior efficacia tra magistrale perizia e venusta arte, tra esemplare funzionalità e seducente bellezza, tra compiuta maestria e armonica simmetria.


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1,36,53 FABIANO GRUPPO EDITORIALE
14050 Moasca (AT) Reg. Rivelle, 7/F Tel. 0141 1706694 Fax 0141 856013 info@fgeditore.it
5,20,21 FILAB
55100 Lucca
Via di Salicchi, 758 Tel. 0583 469145 Fax 0583 469172 info@filab.net www.filab.net
17 FLUXUS EYEWEAR
41124 Modena
Via Giardini 324 Tel. 059 446929 sales@fluxuseyewear.com www.fluxuseyewear.com
46,47 GALILEO
20123 Milano
Piazzale Cadorna, 3 Tel. 02 863341 www.galileoitalia.it marketing@bbgritalia.it
23 HOYA
20024 Garbagnate Milanese (MI) Via Zenale, 27 Tel. 02 990711 Fax 02 9952981 hoya@hoya.it www.hoya.it
49 ISTITUTO BENIGNO ZACCAGNINI
40141 Bologna Via Ghirardini, 17 Tel. 051 480994 Fax 051 481526
29,40 ITAL-LENTI
32015 Puos d’Alpago (BL) Viale Alpago, 222 Tel. 0437 454422 Fax 0437 46751 prima@itallenti.com www.itallenti.it
15 LUXOTTICA
20123 Milano
Piazzale Cadorna, 3 Tel. 02 863341 info@luxottica.com www.luxottica.com/it
33 NIKON LENSWEAR
20123 Milano
Piazzale Cadorna, 3 Tel. 02 863341 www.nikonlenswear.com/it marketing@bbgritalia.it
55 OCCHIO AI BIMBI www.occhioaibimbi.it
43,48 OPTOVISION
20089 Rozzano (MI) Centro Direzionale Milanofiori
Strada 7 Palazzo T/1 Tel. 02 33958811 italia@optovision.com www.optovision.com
II Copertina,25,42 RODENSTOCK
20089 Rozzano (MI)
Centro direzionale Milanofiori
Strada 7 palazzo T3 Tel. 02 31041 rodenstock.italia@rodenstock.com www.rodenstock.com
III Copertina SEIKO OPTICAL 20024 Garbagnate Milanese (MI)
Via Zenale, 27 Tel. 02 9907 1550 info@seiko-optical.com www.seiko-optical.com
37,50,51 SEL OPTICAL 44021 Pontemaodino (FE) Via Firenze, 22 Tel. 0533 728590 Fax 0533 728537 www.seloptical.it info@seloptical.it
pagina rigida,52 SHAMIR RX ITALIA 35138 Padova Via Castelmorrone, 72 Tel. 049 723102-3 Fax 049 723087 www.shamir-rx.it commerciale@shamir-rx.it
44,45 TRANSITIONS OPTICAL www.transitions.com www.mytransitions.it
41 VISION GROUP 20141 Milano Via Ripamonti, 44 Tel. 02 92885300 Fax 02 92885348 info@vision-group.it www.vision-group.it
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