Le lenti Essilor® Stellest® 2.0, grazie alla tecnologia H.A.L.T. MAX, offrono un volume di luce non focalizzata 2 volte maggiore§ per rallentare più efficacemente l’allungamento assiale.‡ Maggiore potere†, maggiore efficacia‡
H.A.L.T.: Highly Aspherical Lenslet Target * Euromonitor International, Eyewear edizione 2026; Azienda Essilor International; vendite a valore secondo prezzo di vendita al dettaglio. † Maggiore potere si riferisce all’aumento della profondità del volume di luce defocalizzata davanti alla retina - il doppio rispetto alla prima generazione di lenti Essilor® Stellest®. Ciò non implica un raddoppio della potenza della lente, della potenza delle microlenti o dell’efficacia delle lenti. ‡Basato sui risultati a 12 mesi di uno studio clinico prospettico, randomizzato, in doppio cieco e con crossover controlaterale condotto a Singapore su 50 bambini. Raveendran, R.N., Ong, W.S., Wong, Y.L., Zhan, S.J., Lee, C.F., Lim, S.Y., Drobe, B., 2025. Effect of Increased Power and Asphericity of Highly Aspherical Lenslets on Myopia Control Efficacy: A Contralateral Crossover Study. Trans. Vis. Sci. Tech. 14(11):9. https://doi.org/10.1167/tvst.14.11.9. § Le lenti Essilor® Stellest® creano un volume di luce defocalizzata
Mensile dedicato al mondo degli occhiali, della vista, della visione e della percezione visiva
4 Ipovisione: una nicchia sì, ma di felicità attualità
6 Zeiss: la forza del posizionamento in un messaggio chiaro
10 Transitions Color Touch, un mini tour per il lancio
12 Hoya: un protocollo di gestione della miopia anche per l’ottico optometrista
14 Lac: per un uso corretto e sicuro serve la collaborazione professionale
16 Fluxus Eyewear: con Optic Arena un nuovo ecosistema digitale per l’ottico
18 Sedico Experience Center, un’esperienza per ottici e dipendenti
20 Ottici-oculisti: bisogna passare dalle parole ai fatti
moda
22 La primavera dell’ottica: le vendite torneranno a fiorire?
26 l’ottico digitale Ottico e comunicazione: evitiamo l’autocelebrazione
28 sell-in Il primo strumento di marketing: svecchiare il linguaggio dell’ottico
32 lab Ortocheratologia: perché la tomografia corneale ha un ruolo importante lenti oftalmiche
38 Filab: con Nitida riduzione dell'abbagliamento e incremento del contrasto
collectio
54 Antonio Scarpa: sesso o studio, cosa fa più male agli occhi?
Maggiore potere†, maggiore efficacia‡
Attualità
Zeiss: la forza del posizionamento in un messaggio chiaro
Sedico Experience Center, un’esperienza per ottici e dipendenti
Transitions Color Touch, un mini tour per il lancio
Style Expert
La primavera dell’ottica: le vendite torneranno a fiorire?
Il primo strumento di marketing: svecchiare il linguaggio dell’ottico
Tech
Filab: con Nitida riduzione dell'abbagliamento e incremento d el contrasto
Ipovisione: una nicchia sì, ma di felicità
di Angelo Magri
Ci sono ambiti professionali che risultano meno frequentati, forse perché meno compresi. L’ipovisione è uno di questi: una nicchia, si dice spesso. E lo è, nei numeri, e ancora di più nella cultura. Purtroppo non esiste una valutazione attendibile di quanti siano gli ipovedenti oggi nel nostro paese. Più verosimile, invece, il fatto che soltanto il 15-20% di loro, in Italia come nel resto del mondo, si rivolge a centri multidisciplinari specializzati, contribuendo così a rafforzarne la dimensione di nicchia.
La prima barriera a una maggiore consapevolezza della questione e delle soluzioni disponibili è culturale. Occorre un lavoro più incisivo di comunicazione e sensibilizzazione che coinvolga oculisti, ortottisti e ottici optometristi, ma anche i medici di base, spesso primo punto di contatto con il paziente. Come l’ottico lo è per il suo cliente: si tratta infatti della figura che più facilmente ne intercetta il bisogno, quella che si trova davanti a persone che non sempre hanno già intrapreso un percorso medico strutturato. Tuttavia sono ancora pochi i professionisti del mondo ottico optometrico davvero preparati ad affrontare l’ipovisione.
Eppure, paradossalmente, non servono grandi rivoluzioni: bisogna essere pronti a costruire un percorso insieme al soggetto coinvolto, soprattutto se si inizia a seguirlo dall’insorgenza del deficit visivo, per poi accompagnarlo passo dopo passo. Inoltre, come ribadito
a uno dei talk realizzati nello spazio multimediale di b2eyes all’ultimo Mido, è pure un investimento in termini di marketing, perché chi trova una risposta concreta in un centro ottico ci torna molto più facilmente. E spesso porta con sé la propria famiglia, percorrendo anche distanze significative, vista la frammentaria capillarità sul territorio nazionale di quanti sono specializzati in tale ambito.
Un’altra barriera, invece, è molto più concreta: le tariffe per il rimborso degli ausili sono piuttosto basse e con tempi di erogazione troppo lunghi.
Qualcosa tuttavia si muove: lo dimostra l’attenzione della filiera nei confronti di un evento come il Congresso Prisma, che a marzo ha celebrato a Firenze la sua dodicesima edizione, con un crescente interesse da parte degli ottici optometristi, tra i quali diversi giovani. E il capoluogo toscano l’anno scorso ha ospitato un evento internazionale sul tema.
Gestire queste persone significa quindi crescere professionalmente e fare business, ma anche avere soddisfazioni impagabili. Quando un ipovedente riesce a ritrovare un frammento di autonomia, come uscire di casa, fare una passeggiata o la spesa, leggere il giornale o guardare la televisione, non è raro che davanti al suo ottico di fiducia pianga per l’emozione. In quel caso l’ipovisione resta una nicchia, ma di felicità.
Zeiss: la forza del posizionamento in un messaggio chiaro
di Nicoletta Tobia
Il nuovo listino dell’azienda oftalmica nasce per dare spazio alla famiglia di lenti ClearMind, al debutto sul mercato il 7 aprile, studiata sulla base delle neuroscienze per contribuire a ridurre il carico cognitivo. Una proposta che può essere differenziante e che l’ottico può comunicare in maniera semplice ed efficace, in risposta a un’esigenza del portatore moderno
Già dallo scorso anno Zeiss, abbandonata la più classica ripartizione in capitoli per tipologia di lente oftalmica utilizzata in precedenza, ha scelto di ripensare il proprio listino ponendo al centro il portatore, per supportare l’ottico partner a individuare la scelta del prodotto o dei prodotti più idonei per soddisfarne le esigenze visive. Il catalogo 2026, in vigore dal 7 aprile, prosegue su tale percorso e mantiene una struttura verticale per target: Presbiopia; Relaxed Vision, in cui rientrano sia i pre-presbiti sia persone più giovani ma con problematiche di stress visivo digitale, che quindi possono beneficiare di lenti con supporto accomodativo; Ametropia, ovvero quella fetta di mercato che, per età o per scelta, si orienta al mondo della monofocale; infine Kids, in cui l’ottico può selezionare tra la gamma MyoCare, per la gestione della progressione miopica, e SmartLife Young, per bambino e adolescente. «La ripartizione per portatore si integra con quella relativa alla fascia di prodotto, delineando un'offerta commerciale articolata in diversi segmenti. Il segmento Premium garantisce qualità e valore elevati, mentre Advanced offre soluzioni di standard qualitativo alto con un investimento economico più contenuto - spiega Annalisa Marino, recentemente nominata head of Customer Success di
Zeiss Vision Care Italia con la responsabilità del coordinamento delle attività di Partnership Development, Trade Marketing, Product Management e Professional Education (vedi box) – All’interno di questo impianto, oltre ai trattamenti di ultima generazione della gamma DuraVision Plus, si inserisce oggi la grande novità del 2026: Zeiss ClearMind. L'innovativo portafoglio lenti è stato progettato sulla base di studi neuroscientifici che hanno evidenziato la stretta relazione tra qualità visiva e carico cognitivo, sviluppato per offrire una visione estremamente nitida e, al contempo, per aiutare a ridurre il carico cognitivo stesso, con un impatto positivo sulla concentrazione e sul benessere complessivo
Annalisa Marino, head of Customer Success di Zeiss Vision Care Italia
della persona». Proprio con tale famiglia di lenti, di cui fanno parte monofocali, digital e progressive, nasce la nuova categoria Top del listino, che rappresenta la proposta di maggior valore.
«Non è però il prezzo a guidare il posizionamento, bensì il beneficio crescente di ogni soluzione, che Zeiss sviluppa per soddisfare una reale necessità del portatore: è stata una scelta strategica andare a lavorare su un valore percepito sempre maggiore - sottolinea Marino - Oggi il listino punta sul creare elementi differenzianti per l'ottico. ClearMind rappresenta un netto cambio di paradigma: passare dallo studio dell'occhio e della visione a una valutazione più ampia di questo fenomeno già di per sé complesso. Ora prendiamo in considerazione anche lo sforzo che ognuno di noi deve compiere per decodificare le immagini. Ciò è stato il punto di partenza della ricerca Zeiss e gli studi alla base ci hanno consentito di arrivare a sviluppare una soluzione che, offrendo una visione ancor più nitida, contribuisce a ridurre il carico cognitivo. E proprio questo è il messaggio vogliamo dare, chiaro e diretto rispetto a un bisogno comune a tutti, soprattutto oggi che siamo soggetti a stimoli visivi continui che ci affaticano mentalmente e ci deconcentrano. Riteniamo
La proposta Top inserita nel listino Zeiss 2026 nasce per dare spazio alla nuova famiglia di lenti ClearMind
che offrire ai centri ottici partner elementi di differenziazione e di racconto chiari, possa aiutarli concretamente a creare un posizionamento forte: non si tratta solo di una bella storia da raccontare, ma di avere solide basi scientifiche per offrire un prodotto efficace come risposta concreta a una precisa esigenza. Oltre agli studi e anni di ricerca e sviluppo, anche il brand Zeiss gioca un ruolo di rassicurazione importante agli occhi della clientela: la garanzia di un marchio storico che viene associato ad affidabilità, precisione e innovazione è già di per sé un elemento distintivo».
Il catalogo resta per Zeiss il principale strumento commerciale, che il professionista quotidianamente può utilizzare per spiegare il prodotto, ma nei prossimi mesi sarà a disposizione degli ottici anche un’ulteriore serie di materiali per il punto vendita e per il consumatore. «Il primo obiettivo in questa fase, però, è fornire la formazione e le informazioni ai partner affinché possano far propria tutta la narrazione di ClearMind e sperimentarla quotidianamente verificandone i benefici: se si va a lavorare su tale tipo di argomentazione, come abbiamo già testato, i clienti finali sono fortemente ricettivi, soprattutto quelli in target con il nostro marchio», conclude Marino.
Una nuova funzione per presidiare il Customer Success
Con l’obiettivo di perseguire la strategia aziendale volta a creare un valore sostenibile per i centri ottici partner, Zeiss Vision Care Italia ha introdotto la funzione di Customer Success, che da inizio marzo è guidata da Annalisa Marino. A fronte di un mercato e di un consumatore in continua evoluzione, la riorganizzazione prende le mosse dalla volontà della società oftalmica di dare concretezza alla propria strategia di porre i professionisti partner sempre più al centro, supportandoli al meglio nel raggiungere insieme il successo. Per realizzare tale visione, l’azienda ha dunque ridefinito, valorizzandone l’importanza, la propria struttura interna «partendo da una profonda analisi delle aspirazioni, delle esigenze e gli obiettivi dei centri ottici clienti, con i quali andiamo a costruire il miglior mix di prodotti, soluzioni e servizi distintivi che non solo rispondano alle loro necessità attuali, ma che anticipino anche le richieste del mercato e sfruttino sul nascere eventuali opportunità future», spiega Marino.
Secondo la manager, la neonata funzione di Customer Success, «concepita come un approccio strategico e proattivo volto a garantire che i clienti ottengano il massimo valore dai prodotti o servizi acquistati, promuovendo relazioni a lungo termine, rappresenta una novità per il nostro comparto – sottolinea Marino - I prossimi mesi e i prossimi anni si prospettano ricchi di sfide che richiedono al nostro settore un approccio innovativo e altamente concreto: siamo fermamente convinti che, attraverso il lavoro di squadra, sia possibile individuare soluzioni efficaci e trasformarle in nuove opportunità di business».
Il portafoglio ClearMind è stato sviluppato sulla base delle neuroscienze, prendendo in considerazione lo sforzo necessario per decodificare le immagini, che genera il un carico cognitivo
LONTANO VDISTANZAINTERMEDIA ICINO
Transitions Color Touch, un mini tour per il lancio
di Francesca Tirozzi
Roma, Napoli e Milano hanno ospitato un evento dedicato
all’ultima linea del brand di lenti intelligenti alla luce, disponibile sul mercato interno da fine febbraio
Quattro ragazzi e quattro ragazze sfilano, alternandosi sulla passerella allestita presso Officine Farneto, nella Capitale, nella serata di lunedì 23 febbraio, la prima tappa di un mini tour proseguito a Napoli il 2 marzo e a Milano per la chiusura del 16 marzo. «Sono i vostri consumatori e ognuno di loro porta con sé una scelta, che parla di identità, di chi vogliono essere, di come desiderano essere vistirecita uno speaker - C'è chi sceglie il colore per farsi
notare, chi lo vive come parte di sé». Ogni modella e modello interpreta i colori della nuova palette di Transitions Color Touch, l’ultima linea del brand presentata in anteprima lo scorso Mido e ufficialmente in distribuzione presso i centri ottici italiani dal 24 febbraio, con le colorazioni Ruby, Ambra, Zaffiro, Ametista e Smeraldo, ispirate alla palette di Transitions Gen S. Presenti un centinaio di professionisti della visione, principalmente dal Lazio, ma anche da Toscana, Umbria e Sardegna. A
Alcuni momenti delle sfilate con protagonista Transitions Color Touch nelle tappe di Napoli, a destra, e di Milano, a sinistra
«Secondo una case history degli ottici del nostro Advisory Board, la proposta standard di monofocali evolute abbinate
a Transitions sul target giovani ha generato nell’ultimo anno un aumento della busta intorno al 20%, un incremento della marginalità del 15% e una penetrazione del marchio fino al 75%»
ritmare il catwalk, un jingle orecchiabile, in stile TikTok, che identifica subito il target di riferimento di questo nuovo prodotto. “Power-Up Your Look” è il messaggio chiave della serata.
«Le nuove Transitions Color Touch si presentano come l’evoluzione delle lenti fotocromatiche intelligenti, capaci di unire performance visiva e tocco estetico distintivo, grazie a una resa indoor personalizzabile in due effetti, sfumato o uniforme, e a un’intensità maggiore outdoor, con ultra reattività, comfort e protezione durante l’intera giornata - ha detto Chiara Forgione, business brand manager Transitions EssilorLuxotticaRafforzano il valore identitario dell’occhiale per Millennials e Gen Z, che lo trasformano in un vero elemento di stile».
La strategia di posizionamento che mira ai più giovani punta ad aumentare il valore della qualità visiva, facendo della gestione della luce il nuovo “gold stan-
Chiara Forgione, business brand manager Transitions EssilorLuxottica, durante l’appuntamento del 23 febbraio scorso presso Officine Farneto, nella Capitale
dard” in abbinamento a monofocali evolute, ad esempio Eyezen per il mondo Essilor, o alle progressive, accompagnando il passaggio dall’occhiale basic a una proposta ultra dinamica, high style e high tech, in un mercato che mostra ampi margini di crescita. «La penetrazione di Transitions nelle monofocali raggiunge il 14%, mentre nelle progressive arriva al 36%, per una media del 21%, lasciando spazio a strategie di incremento del valore medio - ha spiegato Antonio Gadaleta, group business brand manager EssilorLuxotticaUna case history degli ottici del nostro Advisory Board evidenzia come la proposta standard di monofocali evolute abbinate a Transitions sul target giovani abbia generato nell’ultimo anno un aumento della busta intorno al 20%, un incremento della marginalità del 15% e una penetrazione, consolidata negli anni, di Transitions fino al 75%, con benefici quali maggiore autorevolezza dell’ottico e percezione premium del punto vendita».
L’occhiale diventa così linguaggio e atto identitario: la scelta di colore, stile e montatura racconta chi si vuole essere e come si desidera essere percepiti, mentre il colore si afferma come vero e proprio statement, soprattutto per la Gen Z. In questo contesto l’ottico assume il ruolo di curatore di identità ed esperienze, chiamato a costruire narrativa, design e gestione della luce come leve di valore. A supporto del professionista entrano in gioco strumenti come l’app Transitions Color Match, utile per far provare gli abbinamenti montatura-colore lente Transitions, e la tradizionale ruota del colore, materiale creato dal team Italia del brand, che guida il cliente nella scelta consapevole, mentre la special capsule collection Ray-Ban abbinata a Transitions Color Touch e alla comunicazione dal linguaggio vicino a TikTok amplificano l’appeal fashion e digitale del prodotto.
Hoya: un protocollo di gestione della miopia anche per l’ottico optometrista
a cura della redazione
In continuità con quella clinica per gli oftalmologi, l’azienda oftalmica introduce una guida pratica dedicata ai professionisti della visione, che vuole sottolinearne la centralità nel controllo efficace dell’evoluzione miopica
Il documento evidenzia come l’ottico optometrista
«svolga un ruolo chiave insieme al medico oculista, contribuendo a identificare tempestivamente i fattori di rischio e sensibilizzando le famiglie sul tema della progressione miopica: funge, inoltre, da ponte tra i genitori, l’oftalmologo ed eventualmente il pediatra, offrendo continuità comunicativa e coerenza nell'iter di gestione della miopia - afferma Anna Maria Nicolini, marketing & professional affairs director di Hoya Vision Care Italia - Si tratta dunque di una figura cardine nel percorso di controllo di questo difetto refrattivo: è colui che accompagna le famiglie nel tempo, interpreta i bisogni visivi dei bambini e dei ragazzi e traduce le scelte cliniche in soluzioni pratiche, comprensibili e
L’azienda pone l’attenzione su due scenari in cui il ruolo dell’ottico optometrista è determinante. «Il pri-
mo riguarda i giovani miopi ai quali l’oculista abbia prescritto una semplice monofocale o una generica lente a defocus: può quindi informare la famiglia e proporre la soluzione MiyoSmart con tecnologia D.I.M.S., supportata da oltre 100 evidenze scientifiche - spiegano dall’azienda - Il secondo è quello dei giovani a rischio: in presenza di elementi come familiarità, età o una ridotta riserva ipermetropica, può sensibilizzare i genitori e indirizzarli tempestivamente verso una valutazione oculistica, informando quando la soluzione MiyoSmart possa essere appropriata».
quello clinico per la classe medica diffuso a fine 2025
avanti con un centinaio di oculisti pediatrici italiani
Accanto al ruolo educativo e relazionale c’è anche la responsabilità tecnica: questa guida offre perciò una indicazione per la selezione della montatura più adatta alle caratteristiche anatomiche dei giovani, per la corretta centratura delle lenti e per la verifica che l’ampiezza della zona di trattamento sia adeguata ai movimenti naturali dello sguardo. «Il professionista della visione, grazie alla propria competenza, accompagna il giovane miope nel tempo con controlli periodici di follow-up strutturati che partono dall’analisi dell’adattamento e del fitting e includono valutazioni sul cambio lenti e, quando disponibile, la misurazione della lunghezza assiale - precisano da Hoya - Il protocollo definisce un primo controllo dopo due settimane, per verificare comfort e adattamento, e successivi monitoraggi ogni sei mesi, con indicazione alla sostituzione delle lenti in caso di progressione pari o superiore a -0.50D o di crescita della lunghezza assiale uguale o superiore a 0,2 mm all’anno».
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Lac: per un uso corretto e sicuro serve la collaborazione professionale
di Angelo Magri
Il 6 marzo scorso all’Università del Salento di Lecce si è tenuto il secondo appuntamento interdisciplinare con l’aggiornamento
sulle lenti a contatto disposable promosso dal Gruppo Oculisti
Ambulatoriali Liberi: un centinaio i partecipanti, tra oftalmologi, ortottisti, ottici optometristi e studenti universitari
L’incontro di Lecce ha rappresentato un significativo momento di confronto tra classe medica, area ottico optometrica e industria su diversi aspetti della contattologia. «È stato ribadito che il portatore, dopo il placet dell’oculista, deve rivolgersi all’ottico per individuare la lente a contatto più adatta, così da trovare la soluzione con le corrette caratteristiche ottiche per quanto riguarda sia la cornea sia la superficie oculare - spiega Danilo Mazzacane, segretario di Goal - Ampio spazio è stato dedicato anche alle modalità di utilizzo corretto e sicuro delle lenti, con particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze infiammatorie, evitandone ad esempio l’uso durante la notte, mantenendo un’adeguata igiene e utilizzandole correttamente».
Uno dei temi centrali del dibattito è stato, inoltre,
Alcuni dei relatori dell’evento: da sinistra Maurizio Martino, coordinatore del corso di laurea in Ottica e Optometria all’Università del Salento, Maria Carmela Costa, direttrice del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Lecce, Gianni Alessio, direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Bari, Marco Loiodice, oftalmologo presso la Clinica Oculistica dell'Università di Foggia, e Giancarlo Montani, docente al corso di laurea in Ottica e Optometria all’ateneo leccese
come contrastare l’abbandono delle lenti a contatto da parte degli utenti finali. «Questa problematica ha coinvolto professionisti di diverse generazioni attra verso un confronto particolarmente vivace e dinamico, con un dialogo continuo tra relatori e platea - dice an cora Mazzacane - Anche la parte pratica dell’iniziativa è stata accolta con soddisfazione dai partecipanti. È stata inoltre richiamata l’attenzione su alcune critici tà legate al nomenclatore tariffario, in particolare per quanto riguarda il rimborso delle lac terapeutiche nei casi di patologie riconosciute».
L’obiettivo di questa tipologia di evento, il secondo dopo quello di un anno fa a Padova, è migliorare la formazione e le competenze professionali delle due categorie, «perché possano lavorare insieme per indi viduare la soluzione più adatta per il portatore: la pre senza di oculisti di alto profilo del territorio, ospeda lieri e universitari, ha quindi contribuito a rafforzare il valore scientifico dell’appuntamento del 6 marzo - sot tolinea Mazzacane - L’intenzione di Goal è proseguire su tale percorso insieme al mondo della contattologia, continuando a contare sul supporto delle aziende del settore».
L’incontro di Lecce, realizzato in collaborazione con l’Università del Salento e, per la parte organizzativa, con Fabiano Editore, «ha trovato un’ottima accoglien za presso l’ateneo pugliese, che ospita un corso di lau rea in Ottica e Optometria caratterizzato da un forte fermento didattico, nonché da strutture e laboratori all’avanguardia», conclude il segretario del Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi.
Fluxus Eyewear: con Optic Arena un nuovo ecosistema digitale per l’ottico
a cura della redazione
Si è completata un’operazione strategica destinata, nelle intenzioni della realtà modenese che fa capo a Lar Group, a ridisegnare l’operatività dei centri ottici: l’integrazione della startup friulana all’interno del gruppo segna la nascita di una piattaforma pensata per semplificare l’approvvigionamento e la gestione quotidiana del punto vendita
Optic Arena, nata in Friuli Venezia Giulia e attiva sul mercato italiano dal 2022 su iniziativa di Michele Laurencig, che attualmente ricopre l’incarico di head of optics program in Fluxus Eyewear, ha come finalità un approccio innovativo alla distribuzione di lenti oftalmiche. Forte di un’esperienza internazionale nel settore, il fondatore ha sviluppato una tecnologia proprietaria in grado di connettere in modo diretto e intuitivo il centro ottico con l’offerta di prodotto. Un elemento che ha rappresentato uno dei principali driver dell’acquisizione della startup da parte di LAR Group, di cui Fluxus Eyewear è il ramo aziendale che racchiude l’offerta al settore dei negozi di ottica
Il gruppo industriale italiano ha infatti individuato nella piattaforma Optic Arena un asset strategico per accelerare il proprio percorso di evoluzione digitale. La tecnologia proposta ha l’obiettivo di costruire un
Michele
Laurencig
, head of optics program di Fluxus Eyewear
Progettata con intelligenza artificiale per una visione nitida e fluida anche mentre sei in movimento.
Essilor® e Varilux® sono marchi registrati di Essilor International. Montatura: Oliver Peoples. È un dispositivo medico , leggere attentamente
avvertenze
sistema, destinato agli ottici partner, capace di unire prodotto, servizio e distribuzione in un unico ambiente. «A rafforzare e completare questo percorso contribuisce anche l’inaugurazione del laboratorio di LAR Group a Campogalliano, in provincia di Modena - spiega Laurencig - La struttura, dedicata alle attività di taglio, montaggio e magazzino di lenti oftalmiche, amplia una filiera produttiva già attiva nei trattamenti. Lo scopo è consolidare la presenza nel canale ottico offrendo un servizio completo che integri soluzione visiva e montature, posizionandosi come interlocutore unico per il punto vendita».
È in tale contesto che prende forma Fluxus Eyewear in veste di piattaforma che consente ai professionisti partner di accedere, all’interno dello stesso ambiente digitale, all’intera offerta del gruppo: montature da sole, da vista e lenti oftalmiche. «Il sistema permette di configurare in modo semplice soluzioni personalizzate, visualizzando in tempo reale prezzi, promozioni e margini: un supporto concreto alle decisioni, utile sia per i titolari sia per il personale di vendita - aggiunge il manager - Tra gli elementi distintivi del tool emerge la possibilità di ordinare l’occhiale completo attraverso un flusso rapido e guidato». Questo approccio non solo punta a ridurre i tempi operativi rispetto ai processi tradizionali, ma consente anche di ottimizzare la gestione fiscale: l’ordine completo di montatura e lenti viene infatti trattato come dispositivo medico unico, con applicazione dell’Iva agevolata al 4%.
«Dal punto di vista organizzativo, i benefici si traducono in una significativa semplificazione delle attività quotidiane - prosegue Laurencig - La consultazione del listino lenti e l’inserimento degli ordini risultano più immediati, mentre la logistica integrata permette di ridurre tempi di consegna, costi di spedizione e livelli di stock in negozio. Il sistema include, inoltre, funzionalità di tracking degli ordini per tracciare lo stato, grazie alla sinergia con il portale del trasportatore Ips, e strumenti di fidelizzazione del cliente».
L’iniziativa si inserisce in una strategia più estesa che punta a rafforzare la relazione con il canale ottico, «offrendo non solo prodotti ma un vero e proprio ecosistema di servizi - precisa il professionista - La combinazione tra produzione diretta, informatizzazione e rete commerciale consente infatti di portare maggiore efficienza direttamente sul banco del punto vendita». Lo sviluppo del nuovo strumento non si ferma qui. «Sono già previsti ulteriori aggiornamenti, sia sul piano tecnico sia su quello commerciale, con l’obiettivo di ampliare funzionalità e servizi - conclude Laurencig - Un’evoluzione continua che mira a rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze di un mercato in trasformazione, dove digitalizzazione e integrazione rappresentano leve competitive decisive».
«I professionisti partner possono accedere, all’interno dello stesso ambiente digitale, all’offerta completa del gruppo: montature da sole, da vista e lenti oftalmiche»
Uno scorcio del laboratorio di Lar Group dedicato al taglio, montaggio e magazzino di lenti oftalmiche
Sedico Experience Center, un’esperienza per ottici e dipendenti
a cura della redazione
Nella località in provincia di Belluno, all’interno dell’hub strategico di EssilorLuxottica in cui sono integrate produzione di lenti e montature in acetato nonché logistica avanzata a supporto del mercato europeo, è stato recentemente creato uno spazio che si inserisce nel percorso avviato con l’Experience Center di Milano, inaugurato nel 2022 in zona Tortona
Nelle intenzioni di EssilorLuxottica, Sedico Experience Center (nelle foto) rappresenta una nuova fase della trasformazione della società, che dà forma al disegno tracciato da Leonardo Del Vecchio: oltre all’eredità di azienda orientata a marchi, prodotti e consumatori, il gruppo vuole affermarsi come leader nell’ambito dell’innovazione e delle tecnologie medicali, in cui eyewear, salute e tecnologia si incontrano, aprendo nuove opportunità per migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone. Al centro ci sono proprio loro, che vengono accompagnate lungo l’intero percorso, dalla prevenzione alla correzione visiva, dalla diagnostica avanzata delle patologie oculari fino al mondo delle cliniche: Sedico Experience Center vuole raccontare proprio questa nuova identità, più ampia e articolata.
Con una superficie di quasi 300 metri quadrati, lo spazio, ricavato da un ex-magazzino, si suddivide in settori dedicati alle diverse anime di EssilorLuxottica. L’area med-tech offre soluzioni integrate e avanzate per la gestione dei principali disturbi visivi, a supporto dei professionisti del settore: all’interno si trovano le
tecnologie sviluppate da Essilor Instruments e Shamir, in un ambiente dove gli ottici possono vivere un’esperienza immersiva e scoprire il funzionamento dei diversi macchinari. Per quanto riguarda le lenti, si può osservare da vicino il processo produttivo e seguire un racconto che si snoda tra i principali brand e tecnologie, dalle lenti Stellest a Transitions. Un’area specifica è riservata al mondo wearable, dove sono esposti i modelli Ray-Ban Meta, Oakley Meta e i Nuance Audio, e un’altra alle montature in acetato, in cui è specializzato il sito di Sedico, con l’illustrazione delle principali fasi del processo di lavorazione. Una postazione è poi dedicata al complete pair, per mostrare il momento in cui montature e lenti vengono integrate, servizio distintivo dell’offerta rivolta a clienti finali e ottici. Infine, si possono conoscere i principali parametri energetici e di consumo dello stabilimento veneto.
Pensato per accogliere visitatori selezionati da tutto il mondo, Sedico Experience Center diventa uno spazio chiave anche per tutti i dipendenti che vogliono conoscere meglio EssilorLuxottica e le sue diverse anime, vivendo un’esperienza completa dell'azienda.
Ottici-oculisti: bisogna passare dalle parole ai fatti
di Angelo Magri
È l’auspicio emerso dalla tavola rotonda interdisciplinare all’interno della ventisettesima edizione del Congresso Zaccagnini, svoltosi all’inizio di marzo a Bologna
Secondo Teresio Avitabile, presidente di Siso, è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda il dialogo che ormai da qualche anno va avanti tra classe medica e area ottico optometrica. «Risulta sempre più necessaria un’associazione unica e forte di oculisti, che possa coordinare anche le altre realtà che ruotano intorno al mondo oftalmologico, dall’industria, di strumentazione, farmaci, lenti intraoculari, oftalmiche o a contatto, agli ortottisti e agli ottici optometristi», ha detto il presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, intervenuto alla tavola rotonda interdisciplinare dell’8 marzo scorso.
Afragoli ha risposto a una riflessione di Anto Rossetti, responsabile del Comitato Scientifico dello Zaccagnini e moderatore della tavola rotonda, sulle ampie competenze introdotte dal decreto interministeriale del 2018 per il corso di ottica. «Occorre arrivare a superare la contraddittorietà tra tali competenze e la realtà di tutti i giorni e delle leggi che regolamentano la professione, oggi ancora frammentata tra la giurisprudenza e un Regio Decreto, quello del 1928, che tra poco compie un secolo», ha detto il presidente di Federottica, auspicando che la questione venga risolta tra i soggetti della filiera, senza attendere la politica. «E in un secolo non è cambiato soltanto il mondo, è cambiato l’universo», ha aggiunto Avitabile.
Quello che tuttavia sta rapidamente mutando in Italia è soprattutto il mercato. I dati Gfk-Anfao, già presentati all’ultimo Forum Presbiopia e ora aggiornati a gennaio-ottobre 2025, confermano la tendenza a una forbice sempre più evidente tra canale ottico indipendente, che regge a valore ma fatica sui volumi, progressive comprese, e le catene, che attirano sempre più consumatori ma senza elevare il valore medio del prodotto, come ha ricordato Massimo Barberis, presidente di Anfao Gruppo Lenti. E questo si colloca in un contesto in cui, secondo i dati Istat presentati da Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto Zaccagnini, quasi un quarto degli italiani rinuncia a curarsi e il 27% non ha mai fatto una visita oculistica, mentre all’interno della spesa sanitaria nazionale cresce l’incidenza sia di controlli e visite realizzate attraverso assicurazioni private sia dell’attività di enti senza scopo di lucro a tutela dei più fragili.
Uno degli elementi concreti che possono permettere il passaggio dalle parole ai fatti è la rete di oculisti disponibile al pronto intervento su segnalazione di medici di base, farmacie e centri ottici, che sono spesso il front desk delle persone, annunciata da Avitabile sia al Forum Presbiopia 2025 sia all’ultimo Mido. «L’obiettivo è fare entro l'anno un elenco di questi oculisti suddiviso per singole province», ha ribadito il presidente di Siso.
I relatori alla tavola rotonda dell’8 marzo durante l’evento congressuale bolognese
La primavera dell’ottica: le vendite torneranno a fiorire?
di Angelica Pagnelli
Ideatrice del format
“Guardaroba Occhiali”, è Eyewear Image Consultant, esperta di tendenze e trainer internazionale per aziende e imprenditori dell’ottica
Ci sono stagioni che non dipendono dal calendario, ma da una pianificazione intelligente: a farle ripartire può contribuire una strategia in grado di unire formazione continua ed eventi in store, trasformando il centro ottico da punto vendita a luogo di relazione
Anche nell’ottica la primavera non arriva da sola e all’improvviso. Il retail in generale ha attraversato mesi di rallentamento, prudenza e attesa: una sorta di letargo commerciale, in un tempo segnato dall’incertezza economica, da scenari globali instabili e da conflitti che generano paura e frenano in modo evidente le decisioni d’acquisto. Eppure, anche se l’instabilità persiste e il mercato appare più statico, il cambio di stagione e, quindi, il tempo della transi zione sono in grado di agire da potenti catalizzatori psicologici: il desiderio di rinnovamento, spesso, vince sull’esitazione e le vendite possono tornare a fiorire. A una condizione: che l’ottico abbia una visione strate gica e obiettivi sul medio e lungo termine. Il mercato non riparte mai da solo, ma quando qualcuno decide di muoversi in anticipo, di investire mentre altri rallen tano, di seminare quando tutto sembra fermo.
Negli ultimi anni si è spesso cercato una scorciatoia. C’è chi ha puntato tutto sulla competenza oftalmica,
«La competenza del professionista resta fondamentale, ma va raccontata, condivisa e trasformata in valore percepito. La comunicazione è essenziale se coerente, i brand importanti purché inseriti in una proposta riconoscibile e distintiva»
convinto che fosse l’unico vero motore del business. Chi ha affidato le proprie speranze ai social, immaginando che qualche video simpatico bastasse ad attirare nuovi clienti. E chi ha riempito gli scaffali con tutti i brand di tendenza, come se l’abbondanza fosse sinonimo di successo. Nessuna di queste strade, da sola, è sufficiente. La differenza non la fa una leva, ma una visione globale.
Oggi anche in ottica non conta cosa si fa, ma come e perché lo si fa. La competenza resta fondamentale, ma va raccontata, condivisa e trasformata in valore percepito. La comunicazione è altrettanto essenziale, ma senza coerenza e strategia diventa rumore. I brand sono importanti, ma solo se inseriti in una proposta chiara, riconoscibile e distintiva. La crescita nasce dunque dall’equilibrio: un mix consapevole di competenze, relazione, prodotto ed esperienza. In tale scenario una leva di rinascita è la pianificazione intelligente in grado di unire formazione mirata ed eventi in store, trasformando il centro ottico da punto vendita a luogo di relazione.
In particolare, l’aggiornamento professionale non può più essere episodico o generico: deve risultare continuo, strategico, orientato al nuovo consumatore, ossia ai suoi bisogni, ai suoi dubbi, al suo modo di scegliere. Nell’epoca che stiamo vivendo, in cui l’evoluzione è velocissima, la formazione “una tantum” può diventare un costo anziché un investimento. Il percorso isolato risulta infatti rischioso, perché il mercato corre principalmente su tre binari: tecnologia delle lenti e dei materiali, digitalizzazione dell’esperienza in store, conoscenza dei trend dell’utente finale. In tale contesto l’aggiornamento tradizionale non è sufficiente: è l’evoluzione del consumatore stesso a richiedere un salto di qualità verso la psicologia dello stile. L’occhiale è infatti diventato un’espressione fluida di identità: il gap generazionale e la contaminazione delle occasioni d’uso rendono la consulenza un processo di storytelling personalizzato. Pensiamo, ad esempio, all’occhiale athleisure, a metà tra sport e quotidiano, o agli occhiali per il lavoro nel metaverso, basati sull’intelligenza artificiale a supporto del business.
Ecco perché gli eventi in store sono altrettanto importanti e l’integrazione strategica con l’aggiornamento continuo può fare la differenza. Quando la conoscenza viene vissuta, condivisa e messa in scena attraverso esperienze concrete, l’apprendimento diventa relazione, la relazione si trasforma in fiducia, la fiducia in scelta. È in questo dialogo virtuoso tra know how e incontro, tra sapere e fare che il punto vendita riattiva energia, coinvolgimento e riaccende il desiderio di acquisto da parte del cliente finale. E così ha inizio la primavera dell’ottica.
Ottico e comunicazione: evitiamo l’autocelebrazione
di Nico Caradonna
In un’epoca in cui tutto tende a diventare racconto, anche il professionista della visione è chiamato a uscire dalla discrezione silenziosa del passato per assumere una presenza più chiara e riconoscibile, pur senza diventare il protagonista al posto del cliente
Sempre più persone tendono a vivere e raccontare la propria vita come una storia, con un’identità chiara, una voce riconoscibile e una presenza consapevole. Questo modo di pensare non riguarda solo la sfera personale, ma sta influenzando profondamente anche il mondo del lavoro e il nostro settore non ne è immune.
Per molto tempo l’attività dell’ottico è stata percepita come una mansione prevalentemente tecnica, competente ma discreta, quasi invisibile agli occhi del pubblico. Il suo valore emergeva nel risultato di un paio di occhiali ben realizzato o di una lente perfettamente montata, senza lasciar troppo spazio al suo ruolo: era dunque una figura centrale nel processo, ma raramente nella narrazione.
Oggi questo equilibrio si sta spostando. La diffusione dei social media e degli strumenti digitali ha reso possibile una comunicazione più diretta e personale. Sempre più ottici si raccontano, spiegano come funziona la visione e mostrano il dietro le quinte del proprio laboratorio. Non si limitano più a vendere un prodotto, ma costruiscono una relazione pubblica, diventano punti di riferimento visibili e riconoscibili.
Tale cambiamento ha conseguenze importanti. In un mercato dove le montature possono sembrare simili
e i prezzi sono facilmente confrontabili, il valore percepito si sposta sempre di più sulla persona: il cliente non sceglie soltanto un negozio, ma un professionista qualificato con valori allineati, capace di interpretare i suoi bisogni e di guidarlo nelle decisioni.
Assumere un ruolo più centrale non significa tuttavia diventare autoreferenziali, ma riconoscere il peso della propria competenza, comunicando con sicurezza, spiegando con chiarezza e raccontando il proprio metodo di lavoro: non considerarsi quindi semplici intermediari tra industria e consumatore, ma vedersi come figure determinanti nel percorso di benessere visivo. Esiste però un equilibrio delicato da mantenere. Quando la comunicazione si concentra troppo sulla figura del professionista, il rischio è trasformare il racconto in una forma di autocelebrazione. Nel nostro mondo questo sarebbe un errore, perché la relazione resta il cuore dell’attività. L’ottico non è protagonista da solo, ma lo è all’interno di una storia condivisa, dove il centro rimane la persona che ha di fronte, quindi il cliente.
La vera evoluzione del ruolo sta qui: non nel mettersi sotto i riflettori per vanità, ma nel far emergere con consapevolezza il proprio valore professionale e, se possibile, quello del team del centro ottico.
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Il primo strumento di marketing: svecchiare il linguaggio dell’ottico
di Marco Brugnola
Modernizzare la terminologia utilizzata nel punto vendita consolida la relazione con il cliente, aumenta il valore percepito dell’esperienza e posiziona il professionista come consulente autorevole e contemporaneo: ecco perché le parole generalmente usate devono cambiare e innovarsi
Nel retail ottico si parla spesso di innovazione come concetto legato a diversi ambiti del lavoro: può essere intesa come relativa all’introduzione di nuove tecnologie e al passaggio alla digitalizzazione, allo sviluppo di strategie di marketing omnichannel e, non ultimo, alla sostenibilità. Eppure, in questo scenario in continua evoluzione, esiste un elemento più semplice e al tempo stesso più potente, che da troppo tempo rimane invariato: il linguaggio del professionista della visione.
Nel centro ottico le parole non sono dettagli: sono strategia. È necessario eliminare la terminologia del passato per costruire nuove esperienze. Il marketing e la comunicazione ci confermano che i concetti utilizzati non sono un dettaglio, ma un vero driver di percezione, fiducia e soddisfazione del cliente. Studi pubblicati sul Journal of Consumer Research mostrano come il modo in cui un professionista si esprime influenzi di-
rettamente il vissuto del cliente stesso: un linguaggio capace di alternare calore e competenza aumenta la soddisfazione e rende l’esperienza più efficace, perché l’utente si sente accolto e allo stesso tempo guidato da un esperto. Numerose analisi sul linguaggio pub blicitario evidenziano come i termini possano evoca re emozioni, costruire fiducia e orientare l’intenzione d’acquisto ben prima che il prodotto venga considera to nei suoi aspetti tecnici.
Per decenni il centro ottico ha adottato una comuni cazione prevalentemente specializzata, centrata sulla correzione di un deficit refrattivo. Questo vocabolario nasceva in un mondo in cui l’occhiale era un disposi tivo necessario, da acquistare a distanza di molti anni e con una forte fedeltà al punto vendita. Il cliente en trava con un problema e usciva con una soluzione: era un modello lineare, funzionale, che si rifletteva na turalmente nelle parole utilizzate. Oggi però questo
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schema non è più sufficiente. Il portatore contemporaneo vive la soluzione visiva come oggetto identitario, come estensione del proprio stile e come strumento di benessere, non come semplice risposta a un difetto. I trend di mercato confermano che l’utente finale cerca rassicurazione, semplicità, protezione e un’esperienza che lo faccia sentire a proprio agio. I consumatori, in uno scenario di incertezza e stress, desiderano linguaggi che trasmettano soprattutto calma, controllo e stabilità, nel percorso di acquisto in cui chiarezza e accoglienza diventano elementi cardine della customer experience.
In questo nuovo contesto il linguaggio dell’ottico deve cambiare e innovarsi. Passare dal concetto di “correzione” a quello di “visione” significa mettere al centro la quotidianità della persona. Parlare di “protezione” significa rispondere a una sensibilità moderna alimentata dalla vita digitale e dai crescenti bisogni di benessere visivo. Introdurre il termine “comfort” permette di uscire dal terreno clinico per entrare in quello della qualità della vita, coerentemente con le nuove dinamiche di consumo che vedono aumentare l’interesse per prodotti capaci di offrire benessere e sicurezza emotiva. Infine, il concetto di “gestione” trasforma radicalmente il ruolo dell’ottico: non più venditore di un singolo paio di occhiali, ma consulente che accompagna il cliente nel tempo, aiutandolo a scegliere strumenti diversi per momenti d’uso differenti. La ricerca
sulla comunicazione customer centric dimostra come i modelli di retail più efficaci siano quelli che personaliz zano l’esperienza, la quale deve essere percepita come unica, e che si adattano alle esigenze specifiche della persona, riducendo la distanza tra negozio e utente e aumentando il valore percepito dell’interazione. Questo cambio di linguaggio non è un esercizio di stile, ma una leva di business. I dati sul settore eyewe ar mostrano che, nonostante una contrazione dei vo lumi in alcune categorie, le persone sono disposte a spendere di più per prodotti e servizi avvertiti come di qualità superiore e maggiormente in sintonia con le proprie esigenze. È significativo rilevare come il costo medio di prodotti e servizi come quelli per un occhiale da vista completo sia in crescita, nonostante il merca to mostri fisiologiche oscillazioni nelle quantità: un se gnale chiaro che il consumatore valorizza l’esperienza, la consulenza e ciò che sente creato su misura per sé. Allo stesso tempo, analisi globali evidenziano una forte accelerazione della componente fashion e personaliz zata dell’occhiale, sostenuta dal bisogno di esprimersi attraverso accessori identitari e dalla crescente atten zione verso dispositivi pensati per occasioni d’uso di verse, dal digitale alla vita outdoor.
Dentro questo scenario, il modo di esprimersi di venta il primo vero strumento di marketing dell’otti co. È tramite le parole che si costruisce la promessa di valore, che si trasforma un semplice acquisto in re lazione, che si legittima una consulenza e che si apre la strada alla vendita multipla. Dire a un cliente «capire come vivi la tua giornata ci aiuta a offrirti la visione più adatta ai tuoi momenti» ha un impatto completa mente diverso da «devo correggere il tuo difetto». Il primo parla di possibilità, il secondo di limiti. Il primo apre a un dialogo, il secondo chiude la porta con una valutazione. E in un contesto in cui i consumatori sono sempre meno fedeli ai brand e più orientati a ciò che percepiscono come rilevante e autentico, il linguaggio diventa un fattore competitivo decisivo.
Svecchiare la terminologia del centro ottico significa modernizzare la relazione con il cliente, aumentare il valore percepito dell’esperienza e posizionarsi come consulenti autorevoli e contemporanei. Significa gui dare, non inseguire, un mercato sempre più fluido, in cui l’occhiale non è più un evento ciclico ma una scel ta frequente, modulata, personale. Le parole, oggi più che mai, non descrivono solo ciò che l’ottico fa ma ciò che è. E definiscono ciò che il cliente stesso sente di ricevere: proprio per questo rappresentano il primo, imprescindibile, strumento di marketing.
Ortocheratologia: perché la tomografia corneale ha un ruolo importante
di Mirko Chinellato e Mauro Frisani
Non rappresenta un esame accessorio, ma uno strumento necessario nella selezione del candidato e nel monitoraggio dell’applicazione, per escludere o evidenziare anomalie che devono essere sottoposte all’attenzione dell’oculista
L’ortocheratologia è una tecnica di correzione temporanea dei difetti visivi ottenuta mediante l’utilizzo di particolari lenti a contatto rigide gas permeabili corneali che, indossate durante la notte e rimosse al risveglio, causano una variazione controllata dello spessore dell’epitelio corneale. Questa variazione di spessore e, quindi, di curvatura della superficie corneale anteriore consente di modificare il potere diottrico oculare al fine di compensare i difetti di refrazione. L’indicazione principale dell’ortocheratologia è la miopia, anche associata ad astigmatismo, ma può essere utilizzata pure in caso di ipermetropia o presbiopia attraverso apposite geometrie di lenti a contatto.
Nata alla fine degli anni 60, l’ortocheratologia moderna ha avuto un notevole sviluppo grazie al miglioramento delle tecnologie produttive e alla diffusione di strumenti che hanno permesso ai professionisti di con-
trollare in modo accurato e più preciso il modellamento corneale indotto dalle lenti. Un ulteriore fattore che ha contribuito alla sua crescita e alla sua diffusione nel mondo è stato il suo ruolo nel controllo della progressione miopica giovanile non patologica. A oggi sono disponibili solide e numerose evidenze scientifiche che la identificano come uno dei trattamenti più efficaci per rallentare l’aumento della miopia in età evolutiva1
Dal punto di vista pratico, l’utilizzo di strumentazione clinica sempre più precisa e supportata da sistemi digitali ha perfezionato le procedure di applicazione e di controllo, permettendo una maggior standardizzazione dei protocolli e una più ampia possibilità di condivisione dei dati tra i professionisti. La lampada a fessura e il topografo corneale sono considerati strumenti indispensabili nella pratica ortocheratologica, in quanto permettono di monitorare lo stato della fisiologia corneale e le variazioni di forma della superficie
Mirko Chinellato
Docente a contratto al corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Padova
Mauro Frisani
Docente a contratto al corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Torino
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‡ La soddisfazione del design Shamir Sun Intelligence™ è stata valutata con test interni condotti su 165 soggetti, per varie combinazioni di curvature della montatura e prescrizioni durante attività chiave ed esigenze visive quali sport dinamici, camminata, utilizzo dello smartphone, visione da lontano (distanza), cambiamento della direzione dello sguardo, guida, salita delle scale, lettura occasionale.
§ L’ottimizzazione delle zone periferiche della lente con design Shamir Sun Intelligence™ ha portato a una riduzione dell’aberrazione [0,25-0,50 D] rispetto a un design Shamir non dedicato all’outdoor (Shamir Autograph InTouch™).
† Confronto tra le misurazioni della velocità dello sguardo con design Shamir Sun Intelligence™ e con design Shamir non dedicati all’outdoor (Shamir Spectrum+™, Shamir Autograph InTouch™), in un test interno condotto su chi indossa gli occhiali, basato su circa 3.960.000 punti di sguardo misurati.
1. Shamir Optical Industry Ltd. (2022). Data on file.
2. Shamir Optical Industry Ltd. (2025). Data on file.
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Figura 2. Mappa di curvatura posteriore dello stesso soggetto in trattamento ortocheratologico, dove si evidenzia un’irregolarità di curvatura corneale posteriore. Immagine ottenuta con tomografia Scheimpflug (Crediti: Mirko Chinellato)
dall’ortocheratologia modifica la curvatura corneale anteriore e può mascherare o rendere meno evidenti i segni topografici iniziali di un cheratocono in fase precoce, ritardandone potenzialmente il riconoscimento clinico se ci si affida esclusivamente alla topografia della superficie corneale anteriore (Figura 1). Oltre a una variazione di curvatura corneale esterna, il cheratocono è caratterizzato da una precoce alterazione della superficie corneale posteriore e da una riduzione dello spessore corneale, che indicano i primi segni strutturali della patologia: tale alterazione può essere identificata esclusivamente mediante tomografia corneale, attraverso strumenti basati ad esempio su tecnologia Scheimpflug o tomografia a coerenza ottica (OCT)4
Un ritardo diagnostico nel cheratocono può avere rilevanti conseguenze sul percorso terapeutico del paziente, limitando la possibilità per il medico di intervenire tempestivamente con trattamenti oggi disponibili in grado di stabilizzare o rallentare l’evoluzione della malattia, come il cross-linking corneale. Per questi motivi l’inclusione sistematica della tomografia corneale nel follow-up dei giovani sottoposti a ortocheratologia notturna dovrebbe essere considerata parte integran-
te del protocollo clinico. Un monitoraggio periodico delle superfici corneali, in particolare di quella posteriore, consente di intercettare precocemente eventuali alterazioni di forma che devono essere sottoposti all’attenzione dell’oculista (Figura 2).
La collaborazione strutturata tra applicatore e oftalmologo, unita all'utilizzo di strumentazione adeguata, rimane quindi un elemento chiave per garantire la sicurezza del trattamento nel lungo periodo e per tutelare il portatore, permettendo una valutazione oftalmologica tempestiva in presenza di sospetti clinici.
Bibliografia
1. Martinez-Perez, C. and A.P. Oliveira, Impact of Myopia Control Interventions on Choroidal Thickness in Children: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Ophthalmol Sci, 2026. 6(2): p. 101039.
2. Cho, P., et al., Good clinical practice in orthokeratology. Cont Lens Anterior Eye, 2008. 31(1): p. 17-28.
3. Mahler, S., et al., Reproducibility of Manifest Refraction in Patients With Keratoconus Compared With Healthy Subjects: A Prospective Cohort Study. Am J Ophthalmol, 2024. 266: p. 1-9.
4. Wadhwa, H., et al., Repeatability of Scheimpflug based corneal tomography parameters in advanced keratoconus with thin corneas. Eye (Lond), 2023. 37(16): p. 3429-3434.
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Filab: con Nitida riduzione dell'abbagliamento e incremento del contrasto
a cura della redazione
Il nuovo materiale sviluppato dall’azienda oftalmica, con indice 1.5, interviene sulle lunghezze d’onda intorno ai 435 nanometri e su quelle tra i 560 e i 600 nanometri. Permette di realizzare tutte le tipologie di lenti: monofocali, progressive, occupazionali e a supporto accomodativo
In occasione dell’ultimo Mido, Filab ha presentato un’importante novità nel campo delle lenti oftalmiche: un materiale progettato per migliorare la qualità della visione e ridurre sensibilmente l’abbagliamento, soprattutto nelle condizioni di illuminazione più critiche. Matteo Fusi, product manager dell’azienda, ne illustra le caratteristiche principali.
Qual è l’obiettivo del lancio di Nitida sul mercato?
Abbiamo scelto proprio Mido 2026 come palcoscenico per presentare questo innovativo materiale sviluppato da Filab, con indice 1.5, che permette di realizzare tutte le tipologie di lenti, dalle monofocali alle progressive, fino alle occupazionali e a quelle a supporto accomodativo. Lo scopo è offrire ai consumatori una soluzione estremamente versatile, capace di adattarsi alle diverse esigenze visive.
Qual è la sua caratteristica principale?
La priorità è la riduzione dell’abbagliamento. Grazie alle sue proprietà è in grado di limitare in modo significativo questo fenomeno, migliorando di conseguenza il contrasto e la qualità della visione. Si tratta di un vantaggio particolarmente evidente per chi guida di
notte: oggi i fari a Led delle automobili generano una forte luminosità che può risultare molto fastidiosa e ridurre la percezione dei dettagli. Nitida consente di attenuare sensibilmente tale effetto.
Il beneficio riguarda solo la guida notturna?
La guida è sicuramente uno degli ambiti principali, ma non è l’unico. Il materiale è progettato anche per contrastare l’emissione di luce blu proveniente dalle
Matteo Fusi, product manager di Filab
ISTITUTO ZACCAGNINI
Scuole di Ottica ed Optometria a Bologna e Milano
Sono aperte le iscrizioni all’A.S. 2026-2027
Dal 1977 il primo riferimento per il mondo della visione
IBZ, dal 1977, è il riferimento in Italia per chi vuole diventare Ottico e Optometrista e per le aziende che cercano professionisti qualificati. Nei campus di Bologna e Milano, IBZ garantisce una preparazione di livello superiore fondata su docenti di eccellenza, laboratori e ambulatori all’avanguardia, didattica flessibile, esperienze sul campo, supporto costante e un ambiente inclusivo e stimolante, orientato all’innovazione e alla crescita personale.
Gli ambiti istituzionali di attività dell’Istituto Zaccagnini
Corso Triennale in Clinica e Scienze della Visione
Corso Biennale abilitante alla Professione di Ottico
Corsi di Specializzazione in Optometria
Corsi Superiori e Master Clinici in Ottica, Optometria e Contattologia
Congresso Interdisciplinare IBZ, da oltre 30 anni l’unica occasione d’incontro tra le professioni, le discipline e le aziende dell’Eye Care
L’offerta formativa IBZ è strutturata a tempo pieno e a tempo parziale per studenti lavoratori. Si svolge in modalità ibrida, con un modello didattico flessibile e integrato, progettato per coniugare le esigenze individuali con un’eccellente formazione.
Per saperne di più contattaci, visita il sito istitutozaccagnini.it, le sedi, partecipa agli Orientation Event ed agli Orientation Workshop
Dal punto di vista tecnico, come funziona la riduzione dell’abbagliamento?
Il punto chiave è la gestione delle lunghezze d’onda luminose: con questo materiale riusciamo a diminuire di circa il 75% quelle intorno ai 435 nanometri, che rappresentano il picco di emissione di molti dispositivi elettronici. Inoltre, possiamo limitare di circa il 33% la fascia tra i 560 e i 600 nanometri, quella maggiormente associata all’abbagliamento nella visione notturna. Ciò consente di ottenere una visione più stabile e meno disturbata da fonti luminose intense.
A Mido 206 Filab ha presentato anche aggiornamenti sul progetto Matrice Digitale: di cosa si tratta?
A quattro anni dalla nascita di Matrice Digitale e dopo l’introduzione della lente progressiva Anima e di quella occupazionale Dinamica, abbiamo deciso di ampliare ulteriormente la gamma. Abbiamo presentato due nuovi prodotti che completano l’offerta: la prima è una lente monofocale a supporto accomodativo chiamata Ausilia, la seconda una monofocale vera e propria, Esatta, progettata per garantire prestazioni ottiche elevate. Entrambe si inseriscono perfettamente all’interno dell’ecosistema di Matrice Digitale.
Che cosa cambia per il consumatore finale?
Con queste due nuove lenti all’interno della piattaforma Matrice Digitale ci siamo avvicinati anche alle persone più giovani. Abbiamo creato una nuova esperienza di misurazione per utenti non presbiti: all’interno del visore è stato infatti inserito un nuovo test della durata di circa 105 secondi che consente di raccogliere dati molto precisi. Grazie a tali informazioni siamo in grado di realizzare una monofocale a supporto accomodativo e una monofocale praticamente prive delle distorsioni che spesso si riscontrano nelle lenti standard.
Qual è l’obiettivo di questa evoluzione tecnologica?
Oggi sempre più persone utilizzano dispositivi digitali come smartphone, tablet e computer per molte ore al giorno. Con la lente a supporto accomodativo siamo riusciti a chiudere il cerchio e a offrire una soluzione dedicata a questo tipo di esigenza visiva. In pratica, con tutte le lenti disponibili all’interno di Matrice Digitale riusciamo a coprire le necessità visive della totalità degli ametropi.
moderne sorgenti luminose. Pensiamo alle illuminazioni Led presenti in ambienti industriali, ospedalieri o sportivi. Anche chi pratica sport indoor, come il padel, oppure chi assiste a eventi sportivi in stadi illuminati da proiettori molto potenti può trarre beneficio da una riduzione dell’abbagliamento e da una visione più confortevole.
Quale messaggio volete lanciare con queste novità?
L’idea è continuare a innovare per migliorare concretamente la qualità della visione delle persone. Ridurre l’abbagliamento, ottimizzare il contrasto e offrire soluzioni sempre più personalizzate sono passi fondamentali per garantire comfort visivo nella vita quotidiana.
Alcune immagini di campagna di Nitida
Survey Gallileo: dati reali per comprendere le nuove esigenze visive
Negli ultimi anni la contattologia ha dovuto confrontarsi con un cambiamento profondo nel profilo dei portatori. L’allungamento dell’aspettativa di vita, l’aumento del tempo trascorso davanti a schermi digitali e uno stile di vita sempre più dinamico hanno reso la visione un’esperienza complessa, che non si esaurisce più nella semplice correzione di un difetto refrattivo. In questo contesto la presbiopia rappresenta uno dei momenti più delicati nel percorso dell’utilizzatore di lenti a contatto: una fase di transizione che spesso coincide con dubbi, compromessi e, non di rado, con l’abbandono dell’uso delle lenti a contatto.
È proprio partendo da questa consapevolezza che nasce la survey Gallileo, uno studio osservazionale internazionale ideato per valutare l’esperienza reale di portatori e professionisti della visione con la nuova lente a contatto giornaliera Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal, lanciata lo scorso gennaio. Non si tratta di un trial clinico tradizionale, ma di un’indagine pensata per osservare cosa accade davvero nella pratica quotidiana, quando la lente entra a far parte della routine visiva di persone con esigenze e abitudini diverse.
La tecnologia dietro Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal
Le lenti Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal sono realizzate con un innovativo materiale SiHy (kalifilcon A) sviluppato per bilanciare idratazione, modulo e trasmissibilità all'ossigeno, con l’obiettivo di ridurre al minimo il suo impatto sulla superficie oculare1
Prodotto con un processo di polimerizzazione a due fasi, il materiale delle lac viene poi infuso con la ComfortFeel Technology, una combinazione brevettata di ingredienti che aiutano a mantenere l'omeostasi della superficie oculare1: ispirata al rapporto DEWS II della Tear Film and Ocular Surface Society (TFOS)2, include osmoprotettori, elettroliti e agenti idratanti1. Questa tecnologia viene
infusa nel materiale delle lenti durante il processo di produzione e gli ingredienti brevettati vengono rilasciati durante il loro uso direttamente al film lacrimale1
La tecnologia multifocale presente in Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal è il 3-Zone Progressive™ Design, che risponde alle esigenze visive dinamiche dei soggetti presbiti, offrendo una visione nitida con un passaggio graduale tra vicino, intermedio e lontano, con l’obiettivo di ottimizzare la visione alle diverse distanze. Durante lo sviluppo del 3-Zone Progressive Design, i ricercatori di Bausch + Lomb hanno riconosciuto che le caratteristiche ottiche e anatomiche dinamiche dell'occhio presbite di un individuo giocano un ruolo importante nel definire la qualità dell'immagine retinica, pur rimanendo consapevoli delle mutevoli esigenze dei soggetti presbiti e dei limiti del design ottico per la correzione di questo difetto visivo.
Con l'aumentare della diversità delle attività quotidiane dei soggetti che utilizzano lenti a contatto per presbiopia, cresce anche l'esigenza di una visione ottimale a diverse distanze. In particolare, quella ravvicinata e intermedia rappresenta una delle caratteristiche principali che determinano la soddisfazione dei portatori. Le lenti Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal, realizzate con l'innovativo 3-Zone Progressive Design, possono aiutare i soggetti presbiti a beneficiare di uno stile di vita attivo.
La survey Gallileo
La scelta è stata condurre una survey di tipo real world, in modo da rispondere a un bisogno sempre più sentito nel settore: affiancare ai dati clinici verificati una lettura più ampia e concreta dell’esperienza d’uso. Se i test di laboratorio permettono di misurare le prestazioni di una lente in condizioni ideali, è solo nell’utilizzo quotidiano che emergono fattori chiave come il comfort a fine giornata, la qualità visiva in situazioni dinamiche, la facilità di adattamento e la reale propensione del portatore a continuare a indossare la lente nel tempo.
La survey Gallileo ha coinvolto oltre mille utilizzatori e più di centotrenta professionisti in diversi paesi, tra cui Canada, Hong Kong e Singapore, of-
frendo una panoramica ampia e rappresentativa di mercati e stili di vita differenti. Un campione eterogeneo, che includeva nuovi portatori, soggetti discontinui, utilizzatori di lenti sferiche in fase di transizione verso lenti multifocali e portatori abituali. Questa varietà non è casuale, ma riflette fedelmente la realtà che ogni ottico incontra quotidianamente nel proprio punto vendita.
Uno degli elementi più interessanti emersi dalla survey riguarda proprio il potenziale inespresso legato ai nuovi portatori e a ex-portatori. Secondo i risultati della ricerca, circa il 36% delle opportunità di crescita nel segmento multifocale è legata a persone che ancora non indossano lenti a contatto in modo continuativo o che le hanno abbandonate in passato. Un dato che racconta molto più di una semplice percentuale: narra una storia fatta di tentativi, aspettative disattese e, allo stesso tempo, di un enorme spazio di intervento per il professionista3.
In questo scenario la presbiopia non appare più come un punto di rottura inevitabile, ma come un passaggio che può essere gestito e accompagnato. La survey Gallileo evidenzia come una proposta multifocale efficace possa contribuire a mantenere il portatore all’interno del mondo delle lenti a contatto, riducendo il rischio di abbandono (drop out) nel momento più critico del percorso visivo.
Dal punto di vista dei portatori, l’esperienza con Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal è stata valutata in modo estremamente positivo, soprattutto per quanto riguarda il comfort complessivo e la qualità della visione a tutte le distanze. La grande maggioranza dei partecipanti (oltre l’80%) ha dichiarato di percepire una visione nitida e funzionale sia da vicino sia da lontano, con una gestione efficace anche delle distanze intermedie, oggi sempre più centrali nella vita quotidiana3
Il comfort emerge come un altro pilastro fondamentale. Il 91% dei portatori si dichiara soddisfatto del comfort che si mantiene fino a sera. Questo aspetto assume un valore strategico se si considera che il fastidio o l’affaticamento a fine giornata sono tra le principali cause di riduzione del tempo di porto o di abbandono delle lenti a contatto, soprattutto nella popolazione presbite3
Uno dei risultati più rilevanti della survey Gallileo riguarda però la continuità di utilizzo. Alla fine del periodo di prova, la propensione a proseguire l’uso della lente Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY
Multifocal risulta molto elevata, indicando un buon adattamento iniziale e una percezione di valore nella quotidianità3. Un dato che va oltre la soddisfazione immediata e tocca il tema della fidelizzazione, centrale sia per il professionista sia per il mercato.
Accanto alla voce dei portatori, la survey ha dato ampio spazio anche al punto di vista dei professionisti della visione. Il feedback raccolto evidenzia un alto livello di soddisfazione rispetto alla facilità di applicazione della lente e alla gestione del protocollo applicativo. Dal punto di vista degli ottici, emerge un elevato apprezzamento per la facilità di applicazione. Una quota significativa (67%), inoltre, ritiene che la lente possa ridurre il tempo di applicazione rispetto ad altre soluzioni multifocali: un aspetto che incide direttamente sull’organizzazione dello studio optometrico e sull’esperienza complessiva del portatore3.
Ridurre il tempo necessario per arrivare a una soluzione soddisfacente significa infatti non solo ottimizzare le risorse, ma anche rafforzare la fiducia del portatore, che vive il percorso di applicazione come più semplice e meno frustrante. In un contesto in cui l’efficienza e la qualità del servizio sono sempre più interconnesse, questo elemento assume un peso rilevante3
Un altro aspetto emerso dalla survey Gallileo riguarda il confronto con portatori già utilizzatori di altre lenti multifocali. In numerosi casi Bausch + Lomb ULTRA® ONE DAY Multifocal è stata preferita rispetto alla soluzione precedentemente indossata, a conferma del fatto che anche gli utenti esperti sono sensibili ai miglioramenti tecnologici quando questi si traducono in benefici concreti nella vita di tutti i giorni3
Nel suo insieme, la survey Gallileo restituisce un’immagine chiara e coerente del ruolo che la lente multifocale può giocare oggi nel mercato delle lenti a contatto. Non più una soluzione di compromesso riservata a pochi, ma uno strumento capace di rispondere a esigenze reali, supportando la continuità di porto e creando nuove opportunità di crescita professionale.
I dati raccolti mostrano come l’innovazione, quando viene valutata e validata nel mondo reale, possa diventare un alleato strategico per l’ottico optometrista, aiutandolo a costruire percorsi visivi più duraturi e relazioni più solide con i propri portatori. In questo senso Gallileo non è solo una survey, ma una lente attraverso cui osservare l’evoluzione della contattologia multifocale, mettendo al centro l’esperienza, le persone e la loro quotidianità.
Bibliografia
1. Rah M. Ocular surface homeostasis and contact lens design. February 2021
2. Jones L, Downie LE, Korb D, et al. TFOS DEWS II Management and Therapy Report. Ocul Surf. 2017;15(3):575-628.
3. Survey Gallileo Bausch+Lomb Ultra One Day Multifocal. Hong Kong, Singapour & Canada Survey Results combined. JanuaryMay 2025
Rodenstock: l’innovazione biometrica che nasce dalla ricerca e cresce con la comunicazione
L’innovazione oggi non basta: bisogna renderla vicina alle persone e utile nella vita di tutti i giorni. Per questo Rodenstock affianca agli investimenti in Ricerca & Sviluppo una visione moderna del marketing, inteso come leva strategica per trasformare la tecnologia in valore concreto, a supporto della crescita dei propri partner
Un approccio integrato che unisce eccellenza tecnologica e capacità di rendere l’avanguardia comprensibile, utile e significativa per ottici e consumatori finali. Da un lato, la ricerca scien-
tifica ha portato a B.I.G. EXACT® Sensitive, le prime lenti al mondo che combinano biometria oculare e sensibilità visiva individuale: una tecnologia unica, disponibile in un portfolio completo per tutte le età e tutti gli stili di vita, che ridefinisce la personalizzazione visiva. Dall’altro, un investimento strutturato in marketing e comunicazione, pensato per accompagnare l’innovazione sul mercato e trasformarla in reale crescita per il retail ottico.
«Oggi la personalizzazione è uno dei principali motori di sviluppo del retail e dell’ottica: un’esperienza su misura aumenta la propensione alla spesa dei clienti - afferma Massimo Barberis, amministratore delegato di Rodenstock Italia - La tecnologia biometrica non è solo innovazione di prodotto, ma genera benefici concreti lungo tutta la filiera, dal brand all’ottico, fino al portatore di occhiali, senza dimenticare la classe medica. Per questo investiamo non solo in R&D, ma anche nel marketing».
Accanto a soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, Rodenstock ha lavorato per evolvere la propria comunicazione di prodotto. «Con B.I.G. EXACT® Sensitive abbiamo unito due mondi: eccellenza scientifica e comunicazione orientata alle persone - commenta Catherine Stahl, executive vice president marketing & strategy di Rodenstock - Il nostro obiettivo è trasformare la complessità tecnologica in un’e-
Da sinistra: Catherine Stahl, executive vice president marketing & strategy di Rodenstock, Massimo Barberis e Daniela Poletti, rispettivamente amministratore delegato e head of marketing di Rodenstock Italia
sperienza chiara e naturale, che parli la lingua dei portatori e rafforzi il ruolo consulenziale del professionista della visione. Grazie a survey interne, interviste ai partner e studi etnografici è emerso un insight chiave: la nostra tecnologia biometrica è riconosciuta come unica e distintiva dagli ottici, ma occorre una narrazione che renda immediato il suo impatto sulla qualità della vita degli utenti».
«Abbiamo deciso di raccontare le lenti B.I.G. EXACT® Sensitive in modo semplice ed emotivo: meno tecnicismi, più vita reale, più emozione - aggiunge Daniela Poletti, head of marketing di Rodenstock Italia - Così l’ottico può spiegarle concretamente. La nuova comunicazione si concentra infatti su un messaggio chiave: SEE CLEARLY, LIVE FULLY. I tre pilastri cardine, FEELS LIKE NO OTHER - MADE LIKE NO OTHER - EXCLUSIVELY FOR YOU, rappresentano quindi la unique selling proposition della nostra tecnologia biometrica. Lenti progettate per essere perfette sin dal primo momento, costruite grazie a 80 parametri e a oltre 7.000 dati biometrici, esclusivamente per ogni singolo cliente finale».
Un racconto che sposta l’attenzione dalla
complessità tecnica al valore umano della visione, mantenendo la solidità scientifica ma traducendola in benefici concreti ed emozioni. «Non è solo tecnologia, è esperienza - conclude Poletti - Se pensiamo che il 76% dei consumatori è maggiormente orientato a relazioni e acquisti personalizzati sulle proprie esigenze, diventa ancora più evidente come anche la comunicazione debba essere coinvolgente e rappresentare il vero vissuto quotidiano dei portatori. Ecco perché la nuova campagna Rodenstock B.I.G. EXACT® Sensitive racconta la vita vera: un padre che gioca con la figlia, un momento spontaneo e in movimento, sempre visto in soggettiva. La visione è naturale e fluida: i dettagli sono nitidi anche nel dinamismo, senza sforzo, senza interruzioni. È la traduzione visiva di ciò che le nostre lenti B.I.G. EXACT® Sensitive rendono possibile: una tecnologia invisibile che si adatta alla persona, al suo modo di guardare. In queste immagini la tecnologia non si vede, ma si vive. Proprio come biometria oculare e sensibilità visiva individuale lavorano insieme per offrire una visione confortevole. Una tecnologia così straordinaria merita di essere capita, sentita e vissuta».
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Gulia Palma
Massimo Barberis
Il customer care come leva strategica nel settore oftalmico: il format Ital-Lenti
Nel mercato oftalmico attuale, caratterizzato da una crescente complessità tecnica e da tempi di risposta sempre più stringenti, il customer care sta assumendo un ruolo strategico nel rapporto tra industria e professionisti della visione. Non si tratta più soltanto di assistenza post-vendita, ma di un sistema articolato che incide direttamente sull’organizzazione del lavoro in negozio e sulla qualità del servizio al portatore.
In questo contesto si colloca l’esperienza di Ital-Lenti, realtà italiana che ha strutturato il proprio modello di supporto ai centri ottici attorno a efficienza operativa, competenza tecnica e ascolto del cliente.
Logistica e tempi di consegna: un fattore chiave
Uno degli aspetti più rilevanti per i professionisti è la rapidità di evasione degli ordini. Ital-Lenti ha investito in un magazzino automatizzato che consente la spedizione delle lenti in stock, intere o sagomate, entro 24 ore. Per quelle di costruzione, trattate e/o sagomate, i tempi di consegna si attestano mediamente tra le 48 e le 72 ore, grazie a una produzione interna supportata da un’automazione avanzata. Dati che rispondono a un’esigenza concreta del mercato: ridurre l’attesa senza compromettere la qualità del prodotto.
Assistenza tecnica: dalla gestione del problema alla consulenza
Accanto alla componente logistica, emerge il ruolo del customer service come interlocutore tecnico. L’assistenza non si limita alla risoluzione delle non conformità, ma include attività di consulenza e supporto nella progettazione delle lenti, affiancando il centro ottico nelle scelte più adeguate in base alle esigenze visive del cliente finale.
Un approccio che riflette una tendenza sem-
pre più diffusa nel settore: il passaggio da un servizio reattivo a un modello di collaborazione continuativa tra azienda e professionista.
Misurare la qualità del servizio
Per valutare in modo strutturato l’efficacia del proprio customer care, Ital-Lenti utilizza questionari periodici di gradimento rivolti ai centri ottici partner. Secondo i dati raccolti internamente, il livello di soddisfazione risulta elevato, in particolare per quanto riguarda la competenza tecnica degli operatori e i tempi di risposta alle richieste. Pur trattandosi di rilevazioni aziendali, questi strumenti indicano una crescente attenzione alla misurazione della qualità del servizio, elemento sempre più centrale anche in ambito b2b.
Formazione e supporto al punto vendita
Il customer care si integra con altre attività di supporto, come i programmi di formazione continua proposti attraverso l’Academy aziendale e la fornitura di materiali a sostegno della vendita. Iniziative che rispondono a un bisogno concreto degli ottici optometristi: rimanere aggiornati su tecnologie e innovazioni e disporre di strumenti utili alla comunicazione con il consumatore finale.
Una tendenza che va oltre il singolo caso
Ital-Lenti si inserisce in un quadro più ampio che vede le aziende del settore oftalmico investire sempre di più in servizi a valore aggiunto. In un mercato altamente competitivo il customer care diventa così un elemento distintivo, capace di incidere sulla fidelizzazione del professionista e sull’efficienza complessiva della filiera.
Più che un fattore accessorio, il servizio al cliente si configura oggi come una componente strutturale del prodotto stesso, destinata a giocare un ruolo sempre più rilevante nelle scelte dei centri ottici.
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LO STRABISMO IN 100 DOMANDE
Paolo Nucci
Una guida pratica pensata per il primo approccio alla strabismologia.
Attraverso una struttura chiara e immediata, organizzata in forma di domande e risposte, il volume accompagna il lettore che si avvicina alla disciplina nella comprensione dei principali meccanismi della visione binoculare e degli aspetti clinici dello strabismo, mantenendo un costante collegamento tra teoria e
Il testo si propone come un manuale essenziale, di rapida consultazione, rivolto a tutti i professionisti della visione che desiderano affrontare con maggiore sicurezza, metodo e consapevolezza il paziente affetto da questa condizione. NOVITÀ
FABIANO GRUPPO EDITORIALE
Redazione: Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 – 20089 Rozzano (MI)
“Le tue lenti Galileo”: il demo tool interattivo che affianca l’ottico nella scelta delle lenti più adatte per ogni cliente
Galileo presenta “Le tue lenti Galileo”, il nuovo demo tool digitale progettato per supportare l’ottico nella consulenza e nell’individuazione della lente più adatta alle esigenze visive di ciascun portatore. Uno strumento intuitivo, interattivo e coinvolgente che trasforma l’esperienza in negozio in un momento di dialogo personalizzato e di reale valore aggiunto.
“Le tue lenti Galileo” accompagna ottico e cliente in un percorso guidato che analizza abitudini visive e necessità individuali, aiutando a identificare la soluzione più idonea. La scelta delle lenti diventa un momento consulenziale che valorizza la professionalità dell'ottico e racconta in modo semplice ed efficace le tecnologie e i benefici dei diversi design Galileo. Il dimostratore è disponibile all’interno del
portale Galileo4You, nella sezione dedicata ai materiali per il punto vendita. Una volta scaricato, può essere salvato sul desktop del computer o sulla home del tablet, così da essere sempre accessibile a tutto lo staff del centro ottico. L’utilizzo è immediato: basta un clic sull’icona per avviare la configurazione delle lenti e iniziare la consulenza. Il tool funziona anche offline.
Attraverso “Le tue lenti Galileo”, l’interazione con il cliente diventa più dinamica e personalizzata. L’ottico può compilare insieme all’utente un questionario di valutazione visiva che si adatta in tempo reale alle risposte fornite, attivando o disattivando specifiche funzionalità in base alle esigenze emerse. Al termine del percorso, il sistema propone una soluzione completa, con design, tecnologia e trattamen-
to consigliato, evidenziandone caratteristiche e benefici, utili ad argomentare con maggiore efficacia la scelta finale. A sua discrezione, il professionista della visione potrà mostrare al cliente anche una scheda di confronto con altri design, al fine di favorire l’upgrade di prodotto. Per il centro ottico i vantaggi sono molteplici: offrire un’esperienza d’acquisto moderna, interattiva e su misura e, allo stesso tempo, valorizzare la consulenza professionale, facilitando la comunicazione dei benefici dei prodotti e rafforzando l’immagine del punto vendita come luogo di competenza e innovazione. Con “Le tue lenti Galileo”, il brand conferma il proprio impegno nello sviluppo di strumenti che uniscono tecnologia, conoscenza e relazione, mettendo al centro l’esperienza dell’ottico e la soddisfazione del consumatore finale.
Visione Evoluta: il futuro della protezione solare secondo SEL OPTICAL
Nel panorama dell’ottica moderna il concetto di occhiale da sole sta vivendo una trasformazione radicale. Non si tratta più soltanto di un accessorio moda, ma di un vero e proprio supporto al benessere oculare. Con l’arrivo della primavera, seguendo questa evoluzione SEL OPTICAL propone soluzioni ingegneristiche all’avanguardia per valorizzare sicurezza e performance.
L’eccellenza dei filtri solari: nitidezza senza compromessi
La protezione solare di qualità non si misura solo dalla quantità di assorbimento della luce. La gamma di Filtri Solari SEL OPTICAL per la collezione 2026 è progettata per un’ottimale protezione solare allineata ai più recenti trend dettati dalla moda dell’occhialeria, garantendo una difesa dai raggi UV 400 nm e migliorando il contrasto cromatico in ogni condizione ambientale.
Che si tratti di colorazioni specifiche, di lenti specchiate o polarizzate di ultima generazione per l’attività outdoor, la priorità è la qualità della visione. Questo si traduce in un minor affaticamento visivo e in una sicurezza superiore, fondamentale durante le attività che impegnano maggiormente la visione come la guida o la pratica sportiva.
La varietà della gamma di Filtri Solari SEL OPTICAL, che propone oltre 250 diverse tipologie di colorazioni, permette di personalizzare l'esperienza visiva in base allo stile di vita del portatore, garantendo sempre un’elevata fedeltà dei colori.
SELENIA 2.0: l’Intelligenza Fotocromatica
Il 2026 segna un punto di svolta anche per le lenti fotocromatiche dinamiche di SEL OPTICAL con la gamma SELENIA 2.0. In quattro colorazioni - grigio e marrone cui si aggiungono le nuove tonalità verde e blu - sono disponibili sia pronte di serie sia di ricetta RX e rappresentano la sintesi tra comfort e tecnologia. Grazie a molecole fotosensibili ad alta reattività, le Selenia
2.0 si adattano rapidamente ai mutamenti della luce ambientale.
Il vantaggio competitivo di Selenia 2.0 risiede nella sua velocità di transizione: chiare e trasparenti negli ambienti interni, diventano intensamente scure al sole battente in pochi secondi. Questa versatilità elimina la necessità di alternare continuamente occhiali da vista e da sole, assicurando una protezione costante contro i raggi UV e una gestione ottimale anche della luce blu, elemento sempre più critico nell’era digitale, nella versione SELENIA UV PROTECTION++ che offre uno schermo anche dalla luce blu dannosa fino ai 420 nm.
UV Protection ++: la Rivoluzione del Materiale
Uno dei cuori pulsanti dell’innovazione SEL OPTICAL è rappresentato proprio dal materiale UV Protection ++.
A differenza delle lenti in cui la protezione è affidata a trattamenti superficiali che possono deteriorarsi nel tempo, qui il filtro, a determinate lunghezze d’onda, è integrato direttamente nella matrice del polimero.
La particolarità del materiale UV Protection ++ risiede, oltre che nella sua capacità di filtrare il 100% delle radiazioni UV e della luce blu dannosa fino ai 420 nm, di essere anche colorabile, mantenendo inalterate le proprietà di protezione del sistema visivo. Questa caratteristica permette ai centri ottici di spaziare tra infinite sfumature estetiche senza mai rinunciare al benessere visivo. È la soluzione ideale per chi cerca un look personalizzato e di tendenza, con la certezza di una protezione di grado superiore che non teme l'usura del tempo.
Una visione consapevole
Scegliere SEL OPTICAL nel 2026 significa abbracciare una visione consapevole. Attraverso l'integrazione tra l’intelligenza delle lenti fotocromatiche Selenia 2.0, la qualità protettiva del materiale UV Protection ++ e l’ampia gamma dei propri Filtri Solari, l'azienda si conferma partner di riferimento del mercato italiano dell’ottica oftalmica per chi non accetta compromessi tra stile, comfort e sicurezza.
Antonio Scarpa: sesso o studio, cosa fa più male agli occhi?
di Sergio Cappa
“I Miopi, o persone dalla vista corta, sono coloro che vedono in modo confuso gli oggetti ad una piccola distanza ma distinto quelli che sono vicino”. Questo scrive a pagina 59, sezione III, l’oftalmologo inglese George Chandler nel suo Trattato delle Malattie dell’Occhio e dei suoi Rimedi, volume di oltre duecento pagine pubblicato a Londra nel 1780 per l’editore Cadell. Dopo aver succintamente definito l’ametropia, nella pagina seguente Chandler prova a chiedersi quali siano, o possano essere, le cause e in poco più di mezza pagina stringatamente puntualizza solo l’identità geometrica disdegnando, o ignorando in toto, una qualsivoglia correlazione fisiologica o ambientale: i suoi curiosi lettori venivano lasciati, senza imbarazzo, mortificati nel sapere.
A conforto di quanti si confrontavano cercando positive risposte, venne in soccorso, una ventina d’anni dopo, il professor di Notomia e Chirurgia Pratica Antonio Scarpa, trevigiano di nascita e docente, poi rettore su espresso volere dell’Imperatore Bonaparte, all’Università di Pavia, contemporaneo di Chandler: la sua testa è ancora conservata in alcool nel Museo dello stesso ateneo.
Nel 1802 il professor Scarpa dà alle stampe, a Venezia, il Saggio sulle principali Malattie degli Occhi, un corposo volume di oltre 300 pagine per venti capitoli e alcune particolarissime figure, nel quale aggiorna le nozioni precedenti e fornisce interessanti, oggi per noi stravaganti, suggerimenti di igiene oculare. Non si
Docente di ottica e optometria, autore di numerose pubblicazioni inerenti alla professione
dimentichi che nella fine del XVIII secolo ancora si registravano devastanti epidemie di vaiolo: le indicazioni di igiene generale, nonché oculare, erano oltremodo necessarie.
A pagina 40 l’autore si premura di ricordare al lettore che “il giovane, il cui ardore focoso non conosce limiti, l'ammogliato di fresco, che provoca continuamente piaceri snervanti, il manstupratore che si sfinisce nella solitudine, il vecchio agghiacciato dall’età che ardisce ancora impegnarsi sotto la bandiera dell’amore… debbono aspettarsi l’indebolimento della vista precoce, e una totale perdita della medesima se trascurano i consigli che qui diamo loro”, cui seguono rassicuranti ammaestramenti, fin da subito fatti propri dall’autorità ecclesiastica, per non rischiare la condanna al buio perenne.
Poi nel 1826 Scarpa pubblica a Napoli un testo di sola Igiene degli Occhi, dove a pagina 42 ricorda che “la persona troppo assidua ai travagli del tavolino veggasi sempre in uno stato d’irritazione agli occhi… che nei tempi di sua vita non può sostenere la luce né guardare il fuoco… tale si è lo stato deplorabile cui si giunge quando si trasforma questo si nobile gusto delle scienze in un’ardente passione”.
Alla funzione della domenica mattina in basilica poteva succedere che qualcuno si chiedesse, osservando un ipovedente, se fosse un compulsivo umanista da riverire o un tombeur de femmes passionale fuori misura da rifuggire.
Scopri perche` e` importante controllare gli occhi sin dai primi anni di vita!
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QUANDO E DOVE È CONSIGLIATO L’UTILIZZO DEL MATERIALE NITIDA® PER LE LENTI:
• Settore automobilistico
Durante la guida notturna, i conducenti possono riscontrare un affaticamento visivo causato dalla continua esposizione alla luce intensa dei fari anteriori e posteriori a LED
• Monitor LED e Videogiochi
La maggioranza dei monitor per PC e le console di gioco adotta la tecnologie LED causa di affaticamento visivo e mal di testa
• Impianti sportivi
Chi pratica sport in ambienti illuminati artificialmente è esposto a luci LED ad alta intensità. Durante attività come tennis, padel, calcio, baseball o altri sport notturni, possono causare affaticamento visivo e una sensazione di disagio.
• Illuminazione per interni
Quasi tutta l’illuminazione per interni adotta la tecnologia LED, soprattutto negli ambienti industriali e ospedalieri. Questo tipo di illuminazione è solitamente più luminosa e l’esposizione prolungata può portare ad affaticamento visivo.