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Industria & Formazione refrigerazione e condizionamento 5-2024

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Your pressure-proof partner for a rewarding future.

Il mercato della refrigerazione e della climatizzazione è sottoposto a pressione costante, deve far fronte a richieste crescenti, nuovi standard e obbiettivi sfidanti. Ecco perché Castel vi fornisce tecnologie e servizi avanzati, supportandovi in nuovi scenari e applicazioni, con flessibilità e competitività, per massimizzare la vostra produttività.

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Vi presentiamo la Serie TK HD, progettata per la CO₂ transcritica, in grado di sopportare le esigenze più gravose e di offrire prestazioni elevate.

Direttore Responsabile

Enrico Buoni

Responsabile di Redazione

Daniela Farè

Comitato Scientifico

Marco Buoni, Marcello Collantin, Pierfrancesco Fantoni, Marco Carlo Masoero, Alfredo Sacchi, Madi Sakande, Stefano Sarti, Marino Bassi

Redazione e Amministrazione Centro Studi Galileo srl via Alessandria, 26 15033 Casale Monferrato AL tel. 0142/452403

Pubblicità tel. 0142/452403

E-mail: info@industriaeformazione.it www.industriaeformazione.it www.centrogalileo.it continuamente aggiornati www.EUenergycentre.org per l’attività in U.K. e India www.associazioneATF.org per l’attività dell’Associazione dei Tecnici del Freddo (ATF)

La rivista viene inviata a:

1)Installatori, manutentori, riparatori, produttori e progettisti di:

A)Impianti frigoriferi industriali, commerciali e domestici; B)Impianti di condizionamento e pompe di calore.

2)Utilizzatori, produttori e rivenditori di componenti per la refrigerazione.

3)Produttori e concessionari di gelati e surgelati.

N.479 – Periodico mensile

Autorizzazione del Tribunale di Casale

Monferrato n. 123 del 13.6.1977

Spedizione in a. p. - 70%

Filiale di Alessandria

Stampa Tipolito Europa - Cuneo Abbonamento annuo (10 numeri) € 36,00 da versare con bonifico su BancoPosta IBAN IT79 H07601 10400 0000 1076 3159 oppure su CCP 10763159 entrambi intestati a Industria & Formazione, 15033 Casale M.to. 1 copia € 3,60 - Arretrati € 5,00 Abbonamento annuale estero € 91,00

Sommario

Editoriale

2024, anno di opportunità tra formazione internazionale, parità di genere e nuovi quadri normativi

A.Sistri - CMO - Chief Marketing Officer Centro Studi Galileo

Tecnici specializzati negli ultimi corsi e patentini

Tecnologie di surgelazione per la filiera alimentare a zero emissioni: Progetto “ENOUGH”

M. Mubashir Ahsan - Università di Padova

A. Rossetti | F. Fabris - Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per le Tecnologie della Costruzione

S. Minetto - CNR Padova | S. Girotto - Enex

Normative mondiali sui refrigeranti: quali sono le opzioni?

M.S. Ciprés - HVAC/R Technical Knowledge Specialist CAREL

Principi di base del condizionamento dell’aria

Elementi ciechi delle canalizzazioni per la distribuzione dell’aria

P.Fantoni - 252° Lezione

Progetto PaRaMetric: verso lo sviluppo di un quadro di riferimento metrologico per tecnologie di raffreddamento passivo radiativo

L.Pattelli - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Torino

Concetti di base sulle tecniche frigorifere

Come la temperatura dell’aria ambiente può influenzare le condizioni di lavoro di un circuito frigorifero

P.Fantoni - 272° Lezione

Ultime Notizie

Nuova F-Gas, botta e risposta tra l’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’Unione Europea - Firenze, tre intossicati per una perdita di gas refrigerante -Grecia, arrestato un trafficante di refrigeranti illegali - La britannica Charlotte Robinson vince la seconda edizione del Women in Cooling Video Competition - HVAC, “un mercato da 280 miliardi” - Eurovent Middle East annuncia il nuovo Board: Andrea Cavalet eletto Presidente - I firmatari del rapporto sulle sostanze PFAS rivedono il dossier iniziale - BSRIA, online un sondaggio per raccogliere le opinioni delle aziende HVAC/R - Una tonnellata e mezza di refrigerante illegale fermata nelle Marche - Pump it down: perché le vendite di pompe di calore sono diminuite nel 2023, ma avranno un futuro certo - United 4 Efficency, le guidelines ora sono disponibili in inglese e russo - Dubai, settimana di impegni serrati per il Centro Studi Galileo: al via un nuovo corso internazionale, ancora speaker alle Nazioni Unite

Parola ai lettori, Risposta dell’Esperto

A.Fierro e altri esperti del settore

Ditte Collegate

Glossario dei termini della refrigerazione e del condizionamento Parte 237a – A cura di P. Fantoni

2024, anno di opportunità tra formazione internazionale, parità di genere e nuovi quadri normativi EDITORIALE

A fine aprile, il Centro Studi Galileo, punto di riferimento internazionale per la formazione sulle tecnologie di freddo e caldo, è volato a Dubai per una settimana serratissima di impegni internazionali per progetti riguardanti tutto il Medio Oriente. Innanzitutto, è stata inaugurata ed è entrata in funzione una nuova sede corsi: questa nuova apertura, che segue quella appena avvenuta in Albania e anticipa l’imminente entrata in funzione di quella rumena, è stata completamente attrezzata dai partner Fieldpiece e Mastercool, e si trova in una zona strategica dell’Emirato, vicina all’EXPO2020, ove è stato organizzato recentemente il COP28 Dubai, alla metropolitana e al nuovo aeroporto Al Maktoum. Gli spazi sono stati gentilmente offerti da Epta Middle East, con cui CSG vanta una forte collaborazione da molti anni a livello globale, che ha messo a disposizione banchi prova per le prove pratiche e una sala per la formazione teorica. Il CEO Marco Buoni è stato anche tra gli speaker di un meeting delle Nazioni Unite –UNEP dedicato al futuro del settore nei paesi asiatici (Medio Oriente e

Centro Studi Galileo ha inaugurato una sua nuova sede presso EPTA Middle East, a Dubai, con un corso orientato al conseguimento della Certificazione europea FGas. Gli attestati di partecipazione sono stati consegnati nell’ambito della riunione UNEP, West Asia Network (2024) Meeting for National Ozone Officers, alla presenza del Ministero dell’Ambiente locale.

Sud Asia).

Altra notizia importantissima, la Commissione Europea ha dato il via alla raccolta dei feedback per consentire la raccolta delle opinioni del settore in merito alle nuove regole di etichettatura delle apparecchiature legate alla revisione del Regolamento F-Gas, il tutto all’approssimarsi di una data estremamente simbolica per il settore: il 26 giugno 2024, quinta Giornata Mondiale della Refrigerazione e duecentesimo anniversario dalla nascita di Lord Kelvin, il “padre” della refrigerazione.

In occasione di questo avvenimento, è stata organizzata una visita alla città di Belfast, che ha dato i natali a Lord Kelvin 200 anni fa. Qui si è svolta L’assemblea Generale dell’associazione che riunisce i tecnici del freddo Europei, AREA, di cui ATF detiene la Presidenza uscente, oltre a essere responsabile degli affari internazionali.

In questa occasione è avvenuta la premiazione del concorso Women

In Cooling, che ha premiato l’inglese Charlotte Robinson, incoronandola come migliore donna attiva nel settore, un evento di ispirazione e d’aiuto per le tantissime giovani professioniste, nonché uno stimolo a valutare una carriera in questo ambito. La necessità di manodopera è in fortissima crescita, così come tutto il settore, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo:

• sempre più settori merceologici richiedono temperatura controllata di conservazione, soprattutto (ma non solo) in ambito alimentare e sanitario

• il comfort ambientale negli edifici non è più considerato un comfort ma una vera e propria necessità, anche a causa dell’aumento delle temperature

• le pompe di calore sono state indicate come l’unica soluzione percorri-

Centro
“GREEN”

R472B GAS REFRIGERANTE ECOLOGICO

= GWP < 96% RISPETTO A R23 NELLE CONDIZIONI PIU’ ESTREME

Il gas R472B è stato sviluppato da Angelantoni Test Technologies con l’obiettivo principale di ridurre al minimo il suo GWP, in conformità con gli obiettivi della normativa UE sui gas fluorurati.

R472B è attualmente il gas classificato da ASHRAE come appartenente al gruppo A1 - quindi non infiammabile e non tossico - con il GWP più basso disponibile nel mercato per l’uso più comune nei laboratori in accordo ai principali standard di prove ambientali simulate, consentendo alla maggior parte delle camere per prove simulate di raggiungere i -70°C senza modifiche significative all’impianto di refrigerazione. R472B è inoltre utilizzabile per applicazioni ULT.

ALTRI VANTAGGI = RETROFITTING, REPERIBILITA’, COMPATIBILITA’, RIUTILIZZO

Oltre cinque anni di studi, un impegno globale di tutte le risorse aziendali necessarie e importanti collaborazioni con Università, Centri di Ricerca e Accreditamento, oltre alla partership con Nippon Gases per industrializzazione, produzione e distribuzione, ci permettono oggi di annunciare R472B come una nuova miscela di refrigeranti HFC che assicura disponibilità a lungo termine grazie alla reperibilità dei suoi componenti, compatibilità con la componentistica utilizzata nei normali gruppi frigoriferi in cascata e dunque un semplice retrofit, massima omogeneità all’interno del gruppo frigorifero e della rimanente quantità in bombola, rendendo così possibile il riutilizzo anche in futuro.

Il corso di Dubai, tenuto dal docente Stefano Sarti, è culminato in un esame che ha avuto come esaminatore Marco Buoni, CEO Centro Studi Galileo nonché Past President di AREA e Segretario di ATF. La nuova sede corsi, che servirà tutta l’area del Medio Oriente, è dotata di una strumentazione all’avanguardia anche per i refrigeranti idrocarburi, messa a disposizione dai partner CSG FieldPiece e Mastercool, oltre che da Epta. Gli spazi didattici sono stati allestiti all’interno di Epta, che ha ricevuto la denominazione di Qualified Training Centre CSG - Eurovent nell’ambito dell’ambizioso progetto HVACR Leadership Academy.

bile per il riscaldamento sostenibile, in grado di sostituire i combustibili fossili

• la digitalizzazione e l’integrazione degli impianti con diverse tecnologie sono ormai diventate la chiave per garantire miglior funzionamento e incremento dell’efficienza.

IL PATENTINO F-GAS ARRIVA

A DUBAI

Il corso, svolto presso la sede di EPTA Middle East a Dubai, ha portato i Tecnici e i professionisti del freddo che operano all’interno dello stabilimento a conseguire la Certificazione F-Gas, che permette di manipolare i gas fluorurati.

Le lezioni sono state tenute dal docente Stefano Sarti, e il corso è culminato il 24 aprile in un esame conclusivo, che ha avuto come esaminatore Marco Buoni, CEO del Centro Studi Galileo nonché Past President (ora responsabile affari internazionali) di AREA e Segretario di ATF, Associazione dei Tecnici italiani del Freddo. Gli spazi didattici sono stati allestiti all’interno dell’azienda stessa, che ha ricevuto il ruolo di Qualified Training Centre nell’ambito dell’ambizioso progetto HVACR Leadership Academy.

La realizzazione del progetto, coordinato da Silvia Romanò (Chief International Affairs del Centro Studi Galileo) è stata possibile grazie alla collaborazione di numerosi partner

CSG, che hanno permesso di fornire agli studenti spazi all’avanguardia e strumentazione top di gamma. In particolar modo, Eurovent Middle East e il suo Managing Director, Markus Lattner, oltre ad Andrea Cavalet, General Manager di Epta Middle East.

Gli attestati di partecipazione al corso sono stati consegnati nell’ambito della riunione UNEP, West Asia Network (2024) Meeting for National Ozone Officers, alla presenza del Ministero dell’Ambiente locale, confermando così l’impegno delle parti coinvolte nella promozione della qualità e della sostenibilità nel settore del freddo anche nelle regioni mediorientali.

UN IMPEGNO CONCRETO PER IL MIDDLE-EAST

Lo OzonAction Compliance Assistance Programme in West Asia and South Asia ha organizzato un incontro tematico per affrontare le sfide e le opportunità legate al passaggio ad alternative a lungo termine nei settori RACHP nei paesi con condizioni di temperatura ambiente elevata. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di presentare sviluppi tecnologici e alternative a sostanze controllate, fornire supporto attraverso aggiornamenti politici e tecnici, nonché favorire lo scambio di esperienze sui migliori approcci e considerazioni per la preparazione dei piani nazio-

nali per la riduzione degli HFC, come richiesto dall’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal.

L’evento è stato suddiviso in due parti: Joint Thematic Meeting for High Ambient Temperature (HAT)/ Group 2 Countries in West and South Asia Regions (22-23 aprile 2024, Radisson Blu Hotel Dubai Waterfront – Dubai, Emirati Arabi Uniti) e West Asia Network (2024) Meeting for National Ozone Officers (24-25 aprile 2024, Radisson Blu Hotel Dubai Waterfront – Dubai, Emirati Arabi Uniti).

AREA è stata invitata all’evento in qualità di speaker. L’intervento “Education and training: potential energy savings through qualification” ha riscosso grande successo all’interno del primo dei due incontri a calendario. I paesi dell’Asia occidentale stanno progressivamente attuando i loro Piani di gestione per la riduzione dell’uso di HFC, e si prevede che raggiungeranno senza troppi problemi gli obiettivi di conformità. Attualmente, solo tre paesi della regione hanno ratificato l’Emendamento di Kigali, ma si prevede che gli altri aderiranno entro il 2024. Un piano d’azione di OzonAction nell’Asia occidentale supporterà la regione nel raggiungere la piena conformità con i prossimi obiettivi dell’Emendamento di Kigali.

NUOVA F-GAS, NUOVE REGOLE DI ETICHETTATURA

L’11 marzo 2024 è entrato in vigore un nuovo regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati. Dal momento che, a norma del nuovo regolamento, l’ambito di applicazione dei prodotti e delle apparecchiature che devono essere etichettati come contenenti gas fluorurati, è stato ampliato, è necessario aggiornare il formato delle nuove etichette per gli impianti contenenti gas fluorurati. Nel testo, si fa espressamente riferimento all’installatore, che dovrà inserire il refrigerante aggiunto per coprire le distanze negli impianti splittati e ai requisiti di sicurezza a cui si è dovuto adempiere nel caso di utilizzo della deroga a cui si fa riferimento nell’allegato 4 della FGas 3.0.

CERTIFICAZIONE DEI

PROFESSIONISTI E DELLE

IMPRESE OPERANTI

CON GAS A EFFETTO SERRA

CEPAS - COMPETENZA ED ESPERIENZA A GARANZIA DELLA TUA PROFESSIONALITÀ

La recente entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/573 persegue l’obiettivo di eliminare progressivamente dei gas fluorurati a beneficio di gas refrigeranti naturali e a basso impatto climatico.

Tale novità avrà un notevole impatto sulle attività di certificazione obbligatoria di Operatori e Imprese coinvolti nell’utilizzo dei gas fluorurati il cui riferimento normativo è attualmente il Regolamento di Esecuzione (UE) 2015/2067.

La normativa si applica al Personale addetto al controllo delle perdite, recupero, installazione, manutenzione, riparazione e alle Imprese che e ettuano attività di installazione, riparazione, manutenzione o assistenza, smantellamento su apparecchiature fisse di refrigerazione e condizionamento d’aria e pompe di calore fisse.

CEPAS È LEADER NEL MERCATO, GRAZIE A UN’ESPERIENZA ULTRAVENTENNALE NELLA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE E DELLA FORMAZIONE.

Il Gruppo BUREAU VERITAS e CEPAS hanno approcciato al mondo f-gas sin dagli esordi o rendo il proprio supporto agli operatori del settore mediante un team di risorse dedicate.

La certificazione F-GAS erogata da CEPAS è altresì accreditata ACCREDIA e rilasciata SECONDO IL REG. UE 2015/2067.

Il processo di certificazione innesca un circolo virtuoso di cui beneficia sia chi o re i propri servizi professionali, sia le imprese che impiegano queste professionalità, sia i Clienti che hanno una garanzia preventiva di qualità del servizio richiesto.

Trascorsi più di 10 anni dalle prime certificazioni relative ai professionisti, ogni anno migliaia di tecnici del freddo dovranno rinnovare la loro certificazione, come anche con scadenza quinquennale dovranno farlo le imprese che erogano tali servizi.

comunicazioni@cepas.bureauveritas.com www.cepas.it

La Commissione desidera conoscere il parere del settore, quindi sarà possibile fornire un feedback sul draft per le prossime 4 settimane. I riscontri saranno presi in considerazione per la finalizzazione dell’iniziativa. È possibile consultare i documenti e consultare i feedback direttamente sul sito della Commissione Europea, all’indirizzo bit.ly/ feedbacketichettatura.

LA NUOVA CERTIFICAZIONE

PER I REFRIGERANTI NATURALI

SARA’ IN LINEA CON LA PROPOSTA AREA

A metà maggio è stata presentata la bozza di decreto attuativo per la certificazione dei tecnici del freddo con i nuovi refrigeranti, in particolare quelli naturali, fino ad ora esclusi. La maggior parte delle proposte effettuate da AREA, l’associazione Europea che tutela gli interessi dei Tecnici del Freddo, ha trovato quindi spazio nella versione attualmente proposta.

La Commissione propone 5 certificati che possono essere emessi separatamente o combinati:

-Certificato A che attesta che i titolari possono svolgere tutte le attività previste all’articolo 2, paragrafo 1, in relazione ai gas ad effetto serra fluorurati o idrocarburi;

-Certificato B che attesta che i titolari possono svolgere tutte le attività previste all’articolo 2, paragrafo 1, in relazione all’anidride carbonica (CO2);

-Certificato C che attesta che i titolari possono svolgere tutte le attività previste all’articolo 2, paragrafo 1, in relazione all’ammoniaca (NH3);

-Certificato D che attesta che i titolari possono svolgere l’attività prevista all’articolo 2, paragrafo 1, lettera d), per gli apparecchi contenenti meno di 1 chilogrammo di gas ad effetto serra fluorurati (recupero);

-Certificato E che attesta che i titolari possono svolgere l’attività prevista all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), a condizione che tale attività non comporti l’apertura del circuito di refrigerazione contenente gas ad effetto serra fluorurati elencati nell’allegato I e nella sezione 1 dell’allegato II (controllo delle perdite).

Ogni anno, il 26 Giugno, si celebra la Giornata Mondiale della Refrigerazione. Centro Studi Galileo partecipa a ogni edizione con un progetto organizzato insieme a numerosi partner aziendali e istituzionali: quest’anno, una Tavola Rotonda organizzata al Politecnico di Torino.

AL POLITECNICO DI TORINO ARRIVA LA QUINTA GIORNATA MONDIALE DELLA REFRIGERAZIONE

Il 26 giugno, Centro Studi Galileo e Associazione dei Tecnici del Freddo collaboreranno con il Dipartimento Energia (DENEG) del Politecnico di Torino per la quinta edizione della Giornata Mondiale della Refrigerazione. Accademia e Industria del Freddo si uniranno ancora una volta per una tavola rotonda, ospitata all’Energy Centre, modernissimo polo e simbolo di eccellenza tecnologica, per un appuntamento diviso in due sessioni (nuovi refrigeranti – tecnologia e attrezzatura) che permetteranno anche a chi non

conosce il settore come gli addetti ai lavori, di prendere visione del settore HVAC/R, che sappiamo essere in crescita e in evoluzione costante. L’evento inizierà a partire dalle 14, e durerà due ore e mezza, nelle quali si metterà in luce come il “freddo” sia cruciale per la vita di ogni giorno, e possa rappresentare una straordinaria opportunità per i tantissimi giovani e le numerosissime startup in cerca di nuove prospettive di crescita.

Come recita il tema di quest’anno, “Temperature Matters”, e continuerà a farlo, giorno dopo giorno, per un numero crescente di persone, addetti ai lavori e utenti finali.

Tecnici di 3 generazioni in 49 anni di corsi con una media di oltre 3.000 allievi all’anno si sono specializzati al CSG

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Tecnici specializzati negli ultimi corsi e patentini del Centro Studi Galileo

Gli attestati dei corsi, i più richiesti dalle aziende, sono utili per la formazione dei dipendenti prevista dal DLGS 81/2008 (Ex Legge 626) e dalla certificazione di qualità.

Per info: corsi@centrogalileo.it | rinnovi@centrogalileo.it

Dal numero precedente Continua l’elenco dei Tecnici

Specializzati negli ultimi corsi nelle varie regioni italiane

TECNICI CHE HANNO OTTENUTO IL PATENTINO ITALIANO FRIGORISTI F-GAS

Maccanti Federico AIR TEKNIC SRL Cormano

Alliano Giampietro ALLIANO IMPIANTI SNC Cassano Spinola

Badami Antonino AMG ENERGIA SPA Palermo

Angeletti Daniele ANGELETTI F.LLI SNC Macerata

De Martini Fabio BERIA SERVICE SNC Pavia

Bloise Francesco Giuseppe BI-TECH TECNOLOGY AND SYSTEM Meda

Borgogna Fausto BORGOGNA TERMOIDRAULICA

Casirate Adda

Bresciani Paolo BRESCIANI GIANCARLO Mantova

Callegarin Paolo CALLEGARIN SERGIO Andezeno

Ammannati Simone Landini Massimiliano Malatesti Nicolò Cappelli Stefano CAPARRINI SRL Castelfiorentino

Borromeo Manuel CARBOTERMO SPA Milano

Ceron Davide CERON F.LLI SNC Vizzola Ticino

Tommasi Alessandro Villarusso Marco CLIMACENTO SRL Cormano

Ruggeri Francesco COMPRESSOR SERVICE SRL Cagliari

Lucentini Aldo Lattanzi Emiliano Rizzello Alessandro CONSORZIO STABILE CMF Trento

Burgarella Manuel Carrea Bernardo Sgarzi Stefano COOPSERVICE SCPA Reggio Emilia

Bosi Luca CSGA CENTRO SICUREZZA SRL Pieve Fosciana

Grifagno Aldo EDILCOGONI SRL Cagliari

Armagni Stefano EDISON NEXT SPA Cascine Vica - Rivoli

Nel corso dei prossimi anni, verranno installate milioni di Pompe di Calore in tutta Europa, che andranno progressivamente a sostituire le caldaie all’interno degli edifici. Non stupisce quindi che siano moltissime le aziende a richiedere un corso ad Hoc dedicato a questa tipologia di installazioni, come nel caso di Maxa, che si è affidata al Centro Studi Galileo e ai docenti Ilario Spinello e Luca Tarantolo per perfezionare la formazione dei propri tecnici.

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Lotti Luca ELLE ELLE SRL Iseo

EMANUELE ANTONINO Vigevano

Puccioni Iacopo

EMPOLI LUCE SRL Empoli

Panarelli Natale

ENNEPI IMPIANTI DI PANARELLI NATALE Torino

Ismaili Arjan

EUROKEM ITALIA SRL Martinsicuro

Fenzio Daniele FD DF RIPARAZIONE ELETTROD. DI FENZIO Canegrate

Fenu Ignazio

FIMEL IMPIANTI DI FENU Rho

Panfili Alessandro

FM ENERGY DI MARCHI E C SNC Gubbio

Fois Antonio FOIS ANTONIO TERMOIDRAULICA Andorno

Kasem Muca

FRIGO EXPERT SRL Modena

Il corso PAC – Climatizzatori Auto, viene erogato, oltre che nella modalità ad hoc, anche in modalità standard. Lo stesso avviene per gli altri numerosissimi corsi messi a calendario ogni mese, nelle diverse sedi del Centro Studi Galileo, che dispone di oltre 15 distaccamenti pronti ad accogliere i Tecnici, sparsi su tutto il territorio nazionale.

Di Felice Angelo FRIGOTEC DI DI FELICE Castel Di Ieri

Piacenti Valerio GAP CLIMA SRL

Roma

Prima di mettere mano a un impianto, è buona norma effettuare tutte le misurazioni del caso, confrontare i dati e stabilire quale sia il modo migliore per intervenire e riportarne i parametri a un livello ottimale. Si tratta di passaggi fondamentali per conseguire il Patentino F-Gas, che permette di manipolare e acquistare i gas fluorurati.

Riva Michelangelo GTS RIVA SCARL Fornovo San Giovanni

Falco Michele GUERRATO SPA Rovigo

Mapelli Daniele Gerolamo IDRAULICA PIU’ DI MAPELLI Vimercate

Cargioli Michele IREN SMART SOLUTIONS SPA REGGIO EMILIA Reggio Emilia

Leopardi Luciano KINEO ENERGY E FACILITY SRL Bologna

Turrin Luca

LA TERMICA DI TURRIN SRL Sesto San Giovanni

Peracchini Italo LEONARDO SPA Roma

MAFFIA PASQUALE San Martino Valle Caudina

Khadim Chaudhry Balal MERCURIO SRL Pisogne

Gaggero Bruno MINETTO & LANTERO DI LANTERO F. & C SNC Ovada

MUGNAIOLI ANTONELLO Calcinate

Pili Daniele NBI SPA Bologna

Oberti Zenone OBERTI IDRAULICA DI Z. OBERTI Treviolo

Carrossa Cristian ORMA DI CARROSSA Muggiò

Guzzinati Paolo PENTAGONO SRL Budrio

Rozza Vito Giancarlo PIANETA IDRAULICA DI ROZZA Gallarate

Micali Stefano PIANETA SAT 2000 DI MICALI Abbiategrasso

Pietrafesa Michele PLM ASSISTANCE DI PIETRAFESA Potenza

Provvidenti Marco POOL IMPIANTI DI PROVVIDENTI SNC

Casale M.To

Pizzullo Giuseppe Granieri Federico Limongelli Vincenzo Totaro Massimo

Montante Giovanni REKEEP SPA Zola Predosa

Pulizia Climatizzatore! del

Ottieni il massimo in efficienza e qualità dell’aria!

Per garantire prestazioni ottimali, l’impianto di climatizzazione necessita di una pulizia regolare e profonda che solo un tecnico del freddo può eseguire. Scegli sempre pulitori professionali, formulati da aziende chimiche leader del settore HVAC. Ricorda, non tutti i pulitori sono uguali!

Ronchi Massimo RONCHI & CAGLIO SAS Verano Brianza

Finn Owen Francis SAMIT SRL

Roma

Costantino Antonio SAMSIC ITALIA SPA

Cascine Vica Rivoli

SERGIAMPIETRI ANGELO

Castelnuovo Magra

Serravalle Giosuè Daniele SERRAVALLE IMPIANTI SRL

Legnano

Fiore Angelo

Mangione Vincenzo

Besagni Fabio

Collorafi Stefano

Laico Domenico

D’Aleo Fabio Giuseppe

Grandinetti Pino

Iorfino Domenico

Iorfino Michele

Ruggero Stefano

Grillini Lorenzo

Tammaro Luigi SIRTI SPA

Milano

Basciu Andrea SOLE INDUSTRIALE SRL Cagliari

Fusco Fabrizio Nocera Marco

Rossi Domenico STEAM SRL Pomezia

Tandoi Francesco TANDOI FRANCESCO IDROTERMICA Corato

Bocu Nicusor Marian TECHNE SPA Albino

Brugnetti Stefano TECHNE SPA VILLA DI SERIO

Villa Di Serio

Galella Nicola TIG SRL Castel Gandolfo

Raffaelli David TRELLEBORG SEALING SOLUTION SPA Livorno

ATZENI LUIGI Decimomannu

Molinaroli Francesco BCE SCARL Empoli

CARCANO FABRIZIO Varese

Il corso di Tecniche Frigorifere è fondamentale per i Tecnici del Freddo che vogliono approfondire e perfezionare la loro formazione in ambito refrigerazione, ed è diviso in due moduli, base e specializzazione. Nella foto, scattata nella sede di Bari, il Tecnico è alle prese con la prova di Brasatura, sotto lo sguardo vigile del docente Franco Speranza.

Ogni anno, migliaia di allievi passano dal laboratorio di Casale Monferrato, la prima sede italiana del Centro Studi Galileo. Nella foto, il tecnico è alle prese con la prova pratica di Brasatura, uno dei tanti passi fondamentali per conseguire il PIF – Patentino Italiano Frigoristi conosciuto anche come patentino F-Gas.

Vitali Daniele CEI SPA Sesto San Giovanni

Bertolo Luca ECO TECH SAS Vedelargo

Guidi David ELISEI TERMOIDRAULICA SRL Genzano Di Roma

Capitanio Swan Di Egidio Piero Fabiani Andrea Mancinelli Marco Monti Marco

Simonetti Gianmarco GETEC ITALIA SPA Gragnanino Di Gragnano T

Rocchino Riccardo Giordano Francesco ISTITUTO GIANNINA GASLINI Genova

Zellini Gabriele

Borello Michelino MAGI SERVICE SRL Sesto F.No

MARRUCCI CRISTIANO Vecchiano

Meta Redinel MR SERVICE SRL Varese

Cargnino Simone OVENS SRL Carmagnola

Fara Davide Remo Orioni Luca QUINTO IMPIANTI SRL Asti

ROASCHIO IVAN Linarolo

Esposito Christian SANTI MARIO IMP. E ARREDO BAGNO Fino Mornasco

De Luca Gabriele Ferraro Luca Lucia Antonio De Cesaris Massimiliano SIRTI SPA Milano

Corvera Alvarado Jose Enrique Truono Giuseppe

Derosa Gianluca

TECHNE SPA Villa Di Serio

Trecca Umberto Simone TRECCA GAS SRL Pinerolo

Prove di brasatura in corso nella sede CSG di Casale Monferrato. Si tratta della più efficiente tecnica di collegamento delle tubazioni: evita possibili perdite di refrigerante e di efficienza degli impianti sui quali lavorano i Tecnici del Freddo. Il Tecnico protegge occhi e mani con occhiali e guanti, per evitare il contatto con eventuali scintille dovute all’operazione. Ha flussato con azoto per evitare ossidazioni interne e andrà a breve a effettuare una prova, in pressione, con lo stesso fluido con millebolle per verificare la tenuta.

PARTECIPANTI

AL CORSO AD HOC PRESSO DAIKIN APPLIED EUROPE

Centioli Alessandro

Cioccari Gabriele

Favia Federico

Matteo Vercillo

Pantanella David

Parlani Stefano

Peroni Fabiana

Piredda Andrea

Polacco Paolo

Zappulla Domenico

PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC PRESSO INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS

Bertapelle Luca

Buriani Roberto

Di Muzio Maurizio

Ferrari Sandro

Frabetti Andrea

Frascaroli Riccardo

Giberti Mirko

Javier Edgar Gilberto

Paolini Gian Luca

Pozzati Cristiano

Signorelli Antimo

PARTECIPANTI AL CORSO REFRIGERANTI A BASSA INFIAMMABILITÀ A2L

FRIULAIR SRL

Tognon Andrea Papa Pierpaolo

Mucchiutti Matteo

Della Ricca Thomas Cervignano D.F.

ODDO IDRAULICA GROUP

Oddo Alberto Ciampino

PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC PRESSO EUROCHILLER

Bartellone Pierluigi

Cadamagnani Daniele

Cascione Giancarlo

Contini Pierluigi

Manzini Fabio

Pozzato Alessio

Sofia Rocco

Tiraboschi Alessandro

Vignati Edoardo

Recuperatore, manometro e impianto sono pronti: ora non resta che verificare tutti i dati e procedere con le operazioni di rito, spiegate nel dettaglio dal docente del Centro Studi Galileo, Roberto Ferraris. Manifestare di aver conseguito le competenze necessarie è un passo fondamentale per un Tecnico che voglia conseguire il Patentino F-Gas. La foto, in questo caso, è stata scattata nella sede di Bagnatica, nei pressi di Bergamo. CSG dispone di 15 sedi su tutto il territorio nazionale e ha recentemente inaugurato altre sedi internazionali, in Albania e a Dubai.

PARTECIPANTI AL CORSO ABILITANTE CLIMATIZZAZIONE AUTO – PAC

DIMA CARS SRL

Maruca Cristian

Val Della Torre

ESERCITO ITALIANO

De Gennaro Francesco

Laurino Luciano

Vercelli

FTS SPA

Boffa Roberto Alba

NORD TRACTORS SRL

Porro Giovanni

Dogliani

SILVA GARAGE OFFICINA

Pinzone Vecchio Giacomo

Genova

SOCOMA SRL

Saber Bouchaib

Fagnano Olona

Madi Sakandé, oltre a essere da 20 anni docente del Centro Studi Galileo, è presidente di U-3ARC e gestisce da oltre 10 anni la sede CSG di Bologna. Nella foto, una delegazione di Tecnici provenienti da diversi paesi africani, segue la parte teorica del corso PIF, tenuto dal docente Gianfranco Cattabriga.

Castelli Alessandro

Catalini Enrico

PARTECIPANTI

AI CORSI AD HOC VIESSMANN

Abatecola Carlo

Alfonsi Luca

Algeri Alberto

Ambrosin Federico

Angeloni Andrea

Antolini Matteo

Apollonio Corrado

Azzolino Salvatore

Bambi Alessandro

Barbetta Roberto

Basoni Nico

Beggi Fabio

Bellinelli Simone

Benzi Carlo

Bersano Luca

Biondi Samuele

Biondo Vincenzo

Bolotta Luca

Cabrini Paolo

Cadegiani Alessandro

Calamante Lorenzo

Calenzani Christian

Camera Francesco

Camposeo Giuseppe

Carboni Luca

Carnevali Fabrizio

Carrabs Manuel Angelo

Caruso Luca

Centorbi Cristian

Cervellin Fabrizio

Chiotti Davide

Chiricotto Gianni

Cimonetti Mauro

Cipriani Michele

Ciulli Leonardo

Clerici Andrea

Cocca Gianmarco

Colombo Xill Nelson

Corbacio Giulio

Corradini Renzo

Corzani Filippo

De Faveri Roberto

De Min Ivan

Dei Stefano

Dello Russo Patrizio

Di Cola Piero

Di Costanzo Alessandro

Duò Danilo

Esposito Luigi

Faini Mauro

Falchi Alberto

Fermi Andrea

Fero Luca

Ferrara Leonardo

Ferrarini Omar

Ferri Andrea

Ferri Antonio

Fida Francesco

Filippini Carlo

Fontana Andrea

Forner Filippo Primo

Nella sede CSG di Bagnatica, vicino a Bergamo, si prosegue con i corsi dedicati al conseguimento del Patentino F-Gas, noto anche come PIF – Patentino Italiano Frigoristi. Il tecnico, nella fase pratica del corso, è alle prese con il manometro, strumento di precisione che permette di misurare la pressione dei fluidi refrigeranti nel lato di bassa e alta.

Anche a Sesto San Giovanni, sede CSG presso Bitzer Green Point, a due passi da Milano, si procede con gli esami per il rinnovo del Patentino F-Gas: sono moltissimi i professionisti che hanno raggiunto i dieci anni dal conseguimento della certificazione, ora in scadenza. Nella foto, il Tecnico è alle prese con le misurazioni di rito prima di procedere con l’intervento vero e proprio.

Foti Paolo

Fratepietro Corrado

Gallinaro Bruno

Garavaglia Matteo

Garavini Giacomo

Gazaneo Biagio

Geuna Luca

Giannini Sandro

Gigliotti Valter

Gileno Fabio

Grano Alessandro

Grieco Andrea

Guarneri Filippo

Iobbi Fernando

Lattanzi Massimo

Lombardo Antonio

Maccagnano Antonino

Macor Matteo

Mancin Renato

Manzardo Mauro

Marchisio Marco

Mariani Stefano

Marini Alberto

Mariotti Gabriele

Masolini Fabio

Mazzaldi Luigi

Mazzolari Massimiliano

Melon Stefano

Memeo Riccardo

Morabito Domenico

Moschini Francesco

Murano Dario

Naletto Enrico

Nicolini Claudio

Nisi Gianfranco

Nolli Giorgio

Pagani Giacomo

Paglia Giancarlo

Panato Gianni

Parteli Alberto

Pellegrini Nicola

Perut Nicola

Petrazzuolo Giuseppe

Piazza Angelo

Piotto Marco

Ribaudo Andrea

Rigoni Sergio

Risso Stefano

Romanello Nicola

Rosti Manuel

Ruffini Romeo

Sacchet Luigi

Salis Andrea

Sapienza Salvatore

Sardone Domenico

Savi Gian Marco

Scalzo Antonio

Scarlata Giuseppe

Spatti Maurizio

Stocco Federico

Toffano Ugo

Tomasicchio Moreno

Tosoni Yari

Triglia Michele

Truffi Mattia

Vallone Danilo

Vegro Davide

Zangrandi Pietro

Zanini Federico

Zanoni Siddarth

Con l’avvento della stagione estiva, si moltiplicano le aziende che fanno richiesta del corso PAC, dedicato alla gestione, manutenzione e recupero del refrigerante dagli impianti di climatizzazione degli autoveicoli. In particolar modo, il corso in foto è stato realizzato ad hoc per la sede Wurth di Stezzano, con il nostro docente, Pasquale Zurlo, che ha raggiunto direttamente la sede aziendale per svolgere il corso negli spazi in cui i professionisti lavorano ogni giorno.

PARTECIPANTI AL CORSO AD HOC REKEEP

Arbore Salvatore Alessio

Camara Lamin

Cestari Rossano

Cipolli Andrea

Contu Roberto

Corvaglia Gianluca

Cristiani Mattia

Diamanti Giacomo

Grandi Gianluca

Grazioli Roberto

Katik Samet

Maestri Stefano

Malagoli Nicolo’

Mantovani Matteo

Masucci Antonio

Mineo Vincenzo

Minghetti Alessandro

Morarescu Ioan Ovidiu

Emanuel

Munteanu Radu

Negrini Andrea

Novelli Diego

Pezzoli Simone

Smallbone Paul Daniel

Sutiman Paul

Vergaro Valentino

Veronese Fabio

Zaniboni Marco

Proseguono senza sosta anche i corsi internazionali, spesso realizzati in collaborazione con le principali istituzioni internazionali (UNEP, UNIDO, UNDP) e con lo scopo di contribuire a diffondere la cultura del Freddo, anche negli stati in cui il settore non è ancora completamente sviluppato. È il caso del corso organizzato a Capo Verde, per tutti i paesi francofoni dell’Africa occidentale, in collaborazione con U-3ARC, associazione panafricana presieduta dal docente CSG Madi Sakandé.

Tecnologie di surgelazione per la filiera alimentare a zero emissioni: Progetto “ENOUGH”

Muhammad Mubashir Ahsan

Università di Padova

SINTESI

Il progetto europeo ENOUGH mira a supportare la strategia UE sulla sostenibilità “dal produttore al consumatore”, fornendo strumenti e soluzioni tecniche, finanziarie e politiche per ridurre le emissioni di gas serra (entro il 2030) e raggiungere la neutralità carbonica (entro il 2050) nell’industria alimentare.

processi coinvolti nel portare il cibo dalle fattorie alle tavole, includendo principalmente la produzione, la lavorazione, la distribuzione, il consumo e lo smaltimento.

Preservare la sicurezza e la qualità degli alimenti nel loro percorso dai campi alla tavola è l’aspetto chiave della filiera alimentare, poiché il degrado degli alimenti comporta perdite economiche e di cibo.

Antonio Rossetti

Francesco Fabris

Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per le Tecnologie della Costruzione

Sergio Girotto Enex

Silvia Minetto

CNR Padova

Le soluzioni tecnologiche sono attualmente in fase di dimostrazione in diverse località d’Europa dove si indica ai vari attori come limitare le emissioni che riguardano le diverse fasi e prodotti lungo la filiera alimentare. Tutte le tecnologie ENOUGH utilizzano refrigeranti naturali che evitano emissioni dirette e impatti negativi sulla salute umana e sugli ecosistemi.

A tal fine, si sta dimostrando il funzionamento della tecnologia di surgelazione a bassissima temperatura dell’aria, tramite la creazione di un prototipo e testando un’unità a CO2 per la surgelazione degli alimenti.

La rapidità di congelamento è garantita da una temperatura di evaporazione estremamente bassa (vicina a -50°C) e da un elevato flusso d’aria. In questo articolo vengono simulate e discusse le prestazioni del sistema in termini di coefficiente di prestazione e potenza di raffreddamento.

INTRODUZIONE

La filiera alimentare rappresenta una delle caratteristiche principali delle comunità ecologiche che ha attirato una notevole attenzione negli ultimi anni, a causa della sua forte influenza sulla struttura della società, sui processi ecologici e sulle concentrazioni di inquinanti. La filiera alimentare si riferisce ai

La catena del freddo fa riferimento all’insieme dei processi che assicurano questo risultato attraverso una sequenza ininterrotta di eventi, tra cui la produzione, lo stoccaggio, il confezionamento e la distribuzione alle temperature desiderate, che variano in funzione del prodotto considerato. Della produzione alimentare annuale globale, 1800 tonnellate necessitano di refrigerazione e 526 tonnellate vanno perse a causa della mancanza di refrigerazione.

Secondo la FAO, circa il 70% del consumo energetico legato alla catena alimentare avviene al di fuori dell’azienda agricola, in relazione alla lavorazione, al trasporto, all’imballaggio, alla commercializzazione e al consumo.

D’altra parte, i sistemi alimentari sono anche responsabili del 2040% delle emissioni globali di gas serra.

La situazione richiede quindi lo sviluppo di una catena alimentare sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale, con impatto zero sull’ambiente naturale. Il preraffreddamento e la surgelazione rappresentano punti fondamentali della filiera alimentare, in quanto influiscono sulla qualità del prodotto e sul carico termico relativo alla fase successiva della catena.

La qualità del prodotto determina il suo valore commerciale e influisce sulla sua durata di conservazione.

Il progetto europeo ENOUGH ha l’obiettivo principale di supportare la strategia sostenibile “dal produttore al consumatore” dell’Unione Europea fornendo strumenti e soluzioni tecniche, finanziarie e politiche per ridurre le emissioni di gas serra (entro il 2030) e raggiungere la neutralità dal carbonio (entro il 2050) nell’industria alimentare.

I dimostratori delle soluzioni tecnologiche opereranno in diverse località europee allo scopo di dare indicazioni ai diversi attori sul come limitare le emissioni.

Le azioni intraprese per ridurre le emissioni riguardano la produzione e l’utilizzo dell’energia, tra cui la gestione dei flussi termici, l’integrazione del raffreddamento e del riscaldamento tramite il recupero diretto del calore, l’utilizzo di pompe di calore e pompe di calore ad alta temperatura per sostituire le caldaie a combustibile fossile, l’implementazione dell’accumulo di energia termica per disaccoppiare l’offerta e la domanda di energia e interagire attivamente con la rete e l’utilizzo di fluidi e materiali sostenibili a lungo termine.

Tutte le tecnologie ENOUGH utilizzano refrigeranti naturali per evitare le emissioni dirette e gli impatti negativi sulla salute umana e sugli ecosistemi oltre che per migliorare le condizioni di lavorazione e conservazione, in modo da prolungare la durata di conservazione dei prodotti.

I dimostratori sono in fase di sviluppo dei punti chiave della filiera alimentare e coprono diverse fasi del processo e diversi prodotti. La surgelazione è uno dei processi individuati per garantire la qualità e la sicurezza durante la vita del prodotto, si ottiene esponendo il prodotto a temperature estremamente basse (da -40°C a -30°C) per ridurre il tempo di congelamento, modificando il modo in cui i cristalli di ghiaccio interagiscono con l’alimento.

Nel progetto ENOUGH, la surgelazione è in fase di dimostrazione attraverso la creazione di un prototipo e il collaudo di un’unità refrigerata a CO2, descritta nella sezione seguente.

DIMOSTRATORE DI ABBATTITORE DI TEMPERATURA

L’abbattitore mostrato di seguito è un’unità ad espansione diretta a bassissima temperatura a base di CO2 per la surgelazione degli alimenti. Questo sistema è comunemente utilizzato in gallerie di congelazione, convogliatori, spirali e applicazioni simili. La rapidità di congelamento è garantita da una temperatura di evaporazione estremamente bassa (vicina a -50°C) e da un elevato flusso d’aria. L’obiettivo principale del sistema è dimostrare la sostenibilità riducendo il consumo energetico, minimizzando l’uso di refrigeranti sintetici e migliorando la qualità degli alimenti, dimostrando la fattibilità di un sistema di unità aria-aria a compressione di CO2 a due stadi come alternativa affidabile e fattibile alle unità a refrigeranti sintetici. Lo schema proposto è presentato nella Fig. 1. Mentre il primo prototipo dimostrativo si concentrerà innanzitutto sullo stadio a bassa temperatura per evidenziare le dinamiche e le prestazioni del sistema a queste condizioni con l’applicazione standard composta da un’unità aria-aria, il prototipo qui presentato è un’unità acqua-acqua utilizzata per testare lo stadio a bassa temperatura in condizioni controllate.

Lo schema generale del sistema è illustrato nella Fig. 2 e viene descritto brevemente di seguito. Il

compressore utilizzato è un compressore semi-ermetico transcritico. Sebbene non sia previsto che lo stadio a bassa temperatura scarichi al di sopra della pressione critica, il modello transcritico è stato preferito a quello subcritico grazie al suo involucro più ampio.

Dopo il compressore, il refrigerante raggiunge il condensatore, uno scambiatore di calore a piastre saldobrasate composto da 50 piastre e con una capacità nominale di 6,5 kW. Il circuito secondario del condensatore è costituito da una miscela di acqua e glicole etilico al 60%-40%, che entra nel condensatore a -4°C.

Dal condensatore, il refrigerante viene accumulato in un ricevitore di liquido che aiuta a gestire le variazioni di carica nel lato di bassa pressione del circuito, con una capacità massima di 15 litri e una pressione massima di esercizio di 80 bar.

Il refrigerante passa quindi attraverso lo scambiatore di calore interno e viene espanso attraverso una valvola di espansione meccanizzata che raggiunge il ricevitore di bassa pressione (LPR). L’apertura della valvola viene regolata in base alla lettura di un indicatore di livello per mantenere stabile la superficie libera da vapore e liquido nell’LPR. Il refrigerante liquido viene quindi pompato dal fondo dell’LPR all’evaporatore, uno scambiatore di calore a piastre piane saldobrasate con 30 piastre e una capacità nominale di

Figura 1: Schema del sistema di unità aria-aria a compressione di CO2 a due stadi

4,32 kW, per poi tornare nell’LPR. Anche il circuito secondario dell’evaporatore è costituito da una miscela di acqua e glicole etilico al 60%-40% che entra nello scambiatore a una temperatura di -25 °C con una temperatura di uscita prevista di 35°C.

Dalla parte superiore dell’LPR il vapore viene diretto verso il lato a bassa pressione dello scambiatore di calore interno e poi ritorna al lato di aspirazione del compressore.

Le temperature di ingresso del circuito secondario sia sull’evaporatore che sul condensatore sono controllate da valvole a tre vie che rimettono in circolo una parte della portata in uscita dagli scambiatori di calore verso l’ingresso.

Il circuito viene poi chiuso su un serbatoio mantenuto alla temperatura costante di -7°C da un raffreddatore ausiliario.

Il sistema è completamente equipaggiato con strumenti di misurazione per la pressione e la temperatura sia sul lato del refrigerante che su quello del circuito secondario, consentendo così il monitoraggio delle operazioni e la misurazione delle prestazioni.

Enex ha sviluppato la prima unità presso la propria sede per esaminare gli aspetti tecnologici, in particolare quelli legati al bassissimo livello di evaporazione.

L’attuale prototipo di abbattitore sviluppato è mostrato nella Fig. 3. L’inizio dei test sperimentali è previsto per i prossimi mesi.

I primi test sono previsti per studiare le operazioni nell’intervallo di inversione di fase olio-liquido, cioè quando il fluido secondario dell’evaporatore è compreso tra -25°C e 35°C.

MODELLO NUMERICO

Sulla base dell’unità dimostrativa costruita da Enex, è stato sviluppato un modello numerico equivalente dell’unità utilizzando il Simcenter Amesim [4], mostrato nella Fig. 3 qui sotto.

Il modello numerico comprende i componenti principali dell’unità di raffreddamento e del circuito secondario, nonché il sistema di controllo principale che aziona la valvola di alta pressione del refrigerante e le valvole a tre vie sui circuiti secon dari dell’acqua.

Il software offre modelli per modulare il comportamento dinamico dei flussi del refrigerante e del fluido secondario. Il modello comprende sia dispositivi di flusso di massa (compressore, pompa e valvola di espansione) che di flusso di energia (scambiatori di calore); i dispositivi di flusso di massa sono stati collegati mediante equazioni empiriche allo stato statico, mentre per l’evaporatore e il condensatore è stato adottato un approccio di discretizzazione, suddividendoli in elementi a parametri forfettari.

Il compressore è stato caratterizzato sulla base degli schemi di prestazione del produttore, mentre gli scambiatori di calore sono stati impostati sulla base delle loro caratteristiche geometriche. Il modello numerico risultante è in grado di realizzare le condizioni operative reali sia in regime statico che dinamico. L’obiettivo finale del modello sarà la descrizione del comportamento dinamico del sistema, in condizioni di funzionamento transitorie quando il sistema viene acceso per eseguire il pull down, così come quando il si-

Tale modello offre anche la possi-

Figura 2 A: Schema dimostrativo
Figura 2 B: Prototipo dimostratore

bilità di testare le strategie di controllo.

In questa fase, il modello numerico viene utilizzato per mappare le prestazioni previste delle unità in diverse condizioni operative, per verificare l’effettivo dimensionamento dei componenti nell’intero campo di applicazione e per identificare i potenziali componenti critici.

RISULTATI

Il coefficiente di prestazione (COP) e la potenza frigorifera sono tracciati in funzione della temperatura di evaporazione nell’intervallo compreso tra -50°C e -33°C, come illustrato in Figura 4.

La Figura 5 riporta invece le temperature previste in ingresso e in uscita dal circuito dell’acqua. Il modello numerico è stato utile anche per testare il dimensionamento della pompa che rimette in circolo la CO2 allo stato liquido sull’evaporatore, confermando che la portata è sufficiente a mantenere l’evaporatore allagato per tutte le condizioni testate.

Poiché la prima unità è già stata costruita da Enex ed è pronta per la sperimentazione, i risultati numerici saranno convalidati con i risultati sperimentali nei prossimi mesi e la progettazione e l’ottimizzazione dei parametri saranno eseguite di conseguenza per ottenere le migliori prestazioni.

Figura 4: Potenza di raffreddamento e COP vs Tevap
Figura 5: Temperature dell’acqua vs T
Figura 3: Modello numerico del dimostratore

Normative mondiali sui refrigeranti: quali sono le opzioni?

Il periodo compreso tra il 2025 e il 2030 rappresenterà una vera e propria sfida per quanto riguarda i refrigeranti e sarà necessario prendere decisioni importanti, dato che in molti paesi si applicheranno nuove normative.

In Europa, il nuovo regolamento FGas è entrato in vigore l’11 marzo 2024. A partire dal 2025 verranno già introdotti nuovi divieti sull’uso di refrigeranti per applicazioni specifiche. Parallelamente, a gennaio 2023 è stata presentata all’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) una proposta di restrizione dell’uso delle sostanze PFAS (compresi i refrigeranti fluorurati) in Europa. La proposta è ora in fase di valutazione e la decisione in merito dovrebbe essere pubblicata nei prossimi mesi. L’uso dei refrigeranti HFC (idrofluorocarburi) negli Stati Uniti è disciplinato dall’American Innovation & Manufacturing Act (AIM Act), firmata a dicembre 2020. Nella maggior parte dei prodotti e degli impianti, l’EPA ha fissato un limite massimo di GWP per gli HFC o le miscele di HFC che possono essere utilizzati, mentre in alcune applicazioni l’EPA ha elencato gli HFC o le miscele di

HFC specifici che sono soggetti a restrizioni. Oltre a rispettare le restrizioni stabilite dalla Technology Transition Rule [Norma sulla transizione tecnologica] dell’AIM Act, i produttori devono assicurarsi di essere anche conformi ai regolamenti EPA relativi alla Significant New Alternatives Policy [Politica delle nuove alternative significative] (SNAP). Inoltre, gli stati della California, New York e Washington superano le norme SNAP e impongono limiti di GWP in alcune applicazioni, mentre lo stato del Maine ha vietato l’uso delle sostanze PFAS a partire dal 2030. Tuttavia, le opzioni relative ai refrigeranti descritte in questo post considerano solo le restrizioni dell’AIM Act.

Altre normative che impongono restrizioni sui refrigeranti HFC in linea con l’emendamento di Kigali al Protocollo di Montréal sono: “Recommended List of Hydrochlorofluorocarbon Alternatives” [Elenco raccomandato di alternative agli idroclorofluorocarburi] in Cina, “Regulations Amending the Ozone-depleting Substances and Halocarbon Alternatives Regulations” [Emendamenti alle norme sulle sostanze che impoveriscono l’ozono e alternative con alocarburi] in Canada, la riduzione graduale degli HFC in Australia e “Act on Rational Use & Proper Management of Fluorocarbons” [Legge sull’uso razionale e la corretta gestione dei fluorocarburi] in Giappone. Tenendo conto delle restrizioni imposte da tutte le normative citate, di seguito viene descritto lo scenario nei diversi Paesi per ciascuna applicazione.

FRIGORIFERI DOMESTICI

• Nell’Unione Europea, l’uso di refrigeranti fluorurati sarà vietato a partire dal 2026. Si tratta di un’ap-

Miriam Solana è stata la spokeperson ufficiale di CAREL in numerose occasioni, incluso il super-webinar di fine anno del Centro Studi Galileo, evento ormai tradizionale che riunisce i partner Platinum CSG. La registrazione può essere rivista sul canale youtube ufficiale del Centro Studi Galileo, Galileo TV.

plicazione in cui gli HC (idrocarburi) sono i refrigeranti predominanti nelle nuove unità, per cui non si prevede che il divieto sui refrigeranti fluorurati abbia un impatto rilevante. Inoltre, le potenziali restrizioni sulle PFAS non avranno un impatto su questa applicazione perché l’uso di refrigeranti fluorurati sarà vietato dal regolamento F-Gas.

• Negli Stati Uniti, il limite GWP per questa applicazione è di 150 dal 2025. L’uso degli HC è elevato anche negli Stati Uniti per i frigoriferi domestici, ma saranno consentiti anche i refrigeranti fluorurati con un GWP inferiore a 150.

Le restrizioni sulle PFAS già previste nello Stato del Maine limiteranno la scelta ai refrigeranti naturali, tra le opzioni attualmente utilizzate.

• Non risultano invece divieti specifici per questa applicazione in Australia, Canada, Cina o Giappone.

APPARECCHIATURE DI REFRIGERAZIONE (INDIPENDENTI)

• Nell’Unione Europea, l’uso di refrigeranti fluorurati con GWP≥150 sarà vietato dal 2025 per le unità commerciali e altre unità indipendenti. In queste applicazioni vengono già utilizzati gli HC, in particolare R-290 (propano). Altri refrigeranti con GWP<150, compresi quelli fluorurati, saranno consentiti dal regolamento F-Gas, ma potrebbero essere vietati dalle restrizioni sulle PFAS. Alcuni esempi comprendono l’R-471A, l’R-454C o l’R-455A.

• Negli Stati Uniti, il limite GWP di 150 si applicherà a partire dal 2025 per le unità stand-alone di refrigerazione alimentare e dal 2026 per le macchine per il ghiaccio commerciali indipendenti. Le opzioni

per questa applicazione sono le stesse dell’Unione Europea.

• In Cina, l’R-290 è il refrigerante consigliato per i sistemi di refrigerazione commerciale indipendenti.

• In Canada, a partire dal 2025 nei sistemi di refrigerazione indipendenti saranno ammessi solo refrigeranti con un GWP<150. Di conseguenza, le opzioni di refrigerante saranno le stesse nell’Unione Europea e negli USA.

APPARECCHIATURE DI REFRIGERAZIONE (FISSE, NON INDIPENDENTI)

• Nell’Unione Europea, i sistemi di refrigerazione centralizzati multirack per uso commerciale con una capacità nominale di 40 kW o più erano soggetti al limite GWP di 150 dal 2022 (1500 per il circuito refrigerante primario dei sistemi a cascata). Nelle nuove unità, l’opzione più comune è l’R-744 (CO2). Per tutte le altre apparecchiature di refrigerazione fisse, l’uso di refrigeranti con un GWP fino a 2500 è consentito fino al 2030. Ciò significa che i refrigeranti ad alto GWP, come l’R-448A, l’R-449A e l’R-452A, sono consentiti nei prossimi sei anni, a meno che non vengano vietati prima dalle restrizioni sulle PFAS.

Dal 2030, il limite GWP per questa applicazione è di 150. Un’opzione è rappresentata dai refrigeranti naturali, da scegliere a seconda del tipo di unità. In genere, l’R-290 viene utilizzato per le unità con una bassa carica di refrigerante, mentre l’R-744 è l’opzione preferita per le unità con una carica maggiore. L’altra opzione è rappresentata dai refrigeranti con un basso GWP (ad esempio, R-471A, R-454C o R455A), se non precedentemente

vietati dalle restrizioni sulle PFAS.

• Negli Stati Uniti, per le unità della categoria “apparecchiature per la lavorazione e la distribuzione di alimenti refrigerati al dettaglio” con meno di 500 g di refrigerante, ad eccezione delle macchine per il ghiaccio, i refrigeranti con un GWP superiore a 150 saranno vietati a partire dal 2027. Pertanto, le opzioni sono le stesse delle unità stand-alone. Tuttavia, nelle applicazioni con più di 500 g di refrigerante, refrigeranti specifici saranno vietati a partire dal 2027, tranne che nelle macchine per il ghiaccio, dove saranno vietati a partire dal 2028. Ad esempio, l’R-404A, l’R410A, l’R-134a e l’R-407C saranno vietati, mentre l’R-448A e l’R449A saranno ammessi.

• In Cina, l’R-744 è il refrigerante consigliato per le apparecchiature di refrigerazione industriali e commerciali.

• In Canada, i refrigeranti con GWP>2200 sono vietati nei sistemi di refrigerazione centralizzati commerciali o industriali e nelle unità condensanti a partire dal 2020. Tutti i refrigeranti citati per gli altri Paesi, compresi l’R-448A, l’R-449A e l’R-452A, sono consentiti.

• In Giappone, i refrigeranti con GWP>1500 saranno vietati nelle unità condensanti e nelle unità di refrigerazione dal 2025. Questo limite esclude l’R-452A, ma non l’R448A e l’R-449A.

CHILLER

• Nell’Unione Europea, a partire dal 2027 si applicherà un limite GWP di 150 per i chiller con una capacità inferiore a 12 kW, mentre l’uso di refrigeranti fluorurati sarà vietato a partire dal 2032. Alcune delle opzioni per questa ap-

Figura 1
Figura 2

3

plicazione fino al 2032 includono l’R-1234yf, l’R-471A, l’R-1234ze e l’R-152a (tipicamente utilizzato nei chiller a media pressione). Dal 2032, saranno consentiti solo i refrigeranti naturali.

Per le unità con capacità superiore a 12 kW, che dal 2027 avranno un limite GWP di 750, le opzioni più popolari con un GWP medio sono l’R-513A, l’R-450A o l’R-515B (chiller a media pressione) e l’R32, l’R-452B o l’R-454B (chiller ad alta pressione).

• Negli Stati Uniti, il limite GWP è di 700 per i chiller stand-alone. Questo limite scatterà nel 2026 per la refrigerazione dei processi industriali con fluido in uscita dall’unità a temperature superiori a -30 °C, nel 2028 per temperature superiori o uguali a 30 °C e nel 2025 per il comfort cooling e le piste di pattinaggio su ghiaccio. I refrigeranti indicati come esempio nell’Unione Europea hanno un valore GWP inferiore a 700, quindi saranno ammessi anche negli USA.

• In Cina, l’R-32, l’R-1234ze, l’R1234zd, l’R-515B e l’R-513A sono i refrigeranti consigliati per le unità ad acqua refrigerata (alta pressione) di grandi e medie dimensioni.

• In Canada, il limite GWP è di 750 a partire dal 2025, quindi saranno ammessi gli stessi refrigeranti elencati per l’Unione Europea.

CONDIZIONATORI E POMPE DI CALORE

• Nell’Unione Europea, per le unità indipendenti con una capacità inferiore a 50 kW, il limite GWP è di 150 dal 2027, mentre tutti i gas fluorurati saranno vietati dal 2032. Questo significa che l’R-410A, l’R-32, l’R-452B e l’R-454B (comunemente usati) saranno vietati

già a partire dal 2027. L’opzione che verrà probabilmente utilizzata è l’R-290, in quanto le unità indipendenti possono essere collocate all’esterno, e questo facilita la conformità agli standard di sicurezza. Tuttavia, altri refrigeranti con GWP<150 saranno consentiti fino al 2032, a meno che non siano vietati dalle restrizioni sulle PFAS. Per le unità indipendenti con una capacità superiore a 50 kW, il limite GWP di 150 si applicherà dal 2030. Oltre ai refrigeranti naturali, i refrigeranti sintetici con valori di GWP inferiori a 150 saranno consentiti se non vietati dalle restrizioni sulle PFAS, ad esempio l’R1234ze, l’R-1234yf e l’R-471A. Le unità split con una capacità inferiore a 12 kW saranno soggette a un limite GWP di 150 dal 2027 (aria-acqua) e dal 2029 (aria-aria), mentre l’utilizzo di gas fluorurati sarà vietato dal 2035. L’R-1234yf, l’R-1234ze e l’R-471A sono alcune delle opzioni disponibili fino al 2035, a meno che non siano vietate dalle restrizioni sulle PFAS.

Le unità split con una capacità superiore a 12 kW saranno soggette

a un limite GWP di 750 dal 2029, quindi l’R-32, l’R-452B e l’R-454B saranno consentiti. Nel 2033, il limite GWP sarà di 150. Pertanto, le opzioni sono le stesse specificate per le unità più piccole.

• Negli Stati Uniti, a partire dal 2025 sarà in vigore un limite GWP di 700 per i condizionatori e le pompe di calore residenziali e commerciali leggeri fissi. Ciò significa che l’R32, l’R-452B e l’R-454B di uso comune saranno consentiti.

• In Cina, i refrigeranti consigliati sono l’R-290 per il condizionamento dell’aria per ambienti e l’R32 per i condizionatori singoli e le unità ad acqua refrigerata (alta pressione).

• In Giappone, dal 2018 è in vigore un limite GWP di 750 per il condizionamento dell’aria per ambienti e dal 2020 per il condizionamento dell’aria in ambito commerciale. Ciò significa che gli stessi refrigeranti descritti per gli Stati Uniti possono essere utilizzati in Giappone.

• In Australia, dal 2024 sarà in vigore un limite di 750 per apparecchiature piccole per condizionamento dell’aria con una carica di refrigerante fino a 2,6 kg. I refrigeranti elencati per gli Stati Uniti possono essere utilizzati anche in Australia.

Questi contenuti sulle normative e sulle tendenze dei refrigeranti possono essere approfonditi leggendo il white paper “Refrigeranti”, disponibile al seguente indirizzo: https://www. carel.com/-refrigerant-scenario-white-paper

Figura

LEZIONE 252 > PRINCIPI DI BASE DEL CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA

Elementi ciechi delle canalizzazioni per la distribuzione dell’aria

Pierfrancesco FANTONI

INTRODUZIONE

Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni di base semplificate per gli associati sul condizionamento dell’aria. Da 25 anni, sulla nostra stessa rivista, il prof. Ing. Pierfrancesco Fantoni tiene le lezioni di base sulle tecniche frigorifere. È inoltre coordinatore didattico e Docente del Centro Studi Galileo presso le sedi dei corsi in cui periodicamente vengono svolti incontri su condizionamento, refrigerazione e energie alternative. In particolare, sia nelle lezioni in aula sia nelle lezioni sulla rivista, vengono spiegati in modo semplice e completo gli aspetti teorico-pratici degli impianti e dei loro componenti.

Passate in rassegna le diverse tipologie di giunti longitudinali e trasversali che si possono realizzare per l’assemblaggio dei vari elementi di una canalizzazione per l’aria, possiamo soffermarci su un altro tipo di realizzazione che caratterizza questi sistemi, soprattutto quando prevedono delle diramazioni rispetto alla condotta principale. La chiusura del tratto terminale di un elemento può essere realizzata secondo diverse modalità, a seconda delle esigenze specifiche finali e del tipo di realizzazione.

Per la scelta del metodo più appropriato non è possibile stabilire una classificazione in senso assoluto ma si possono, comunque, avere come riferimento dei criteri generali che permettono di orientarsi nella maniera più adeguata in tale scelta.

CHIUSURA DEL TRATTO TERMINALE

È DISPONIBILE LA RACCOLTA COMPLETA DEGLI ARTICOLI

DEL PROF. FANTONI

Per informazioni: 0142.452403 corsi@centrogalileo.it

È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.

Soprattutto nelle diramazioni delle canalizzazioni d’aria, si ha la necessità di procedere alla chiusura del tratto terminale, laddove il canale ha termine (vedi figura 1). Questa è un’operazione delicata da compiere in quanto deve condurre ad un risultato che garantisca la perfetta tenuta ed ermeticità, per evitare che si possano creare infiltrazioni o perdite di aria dal condotto.

Esistono diversi metodi per la chiusura dei tratti ciechi finali delle canalizzazioni d’aria, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi. La scelta del metodo più adatto dipende da una serie di fattori, tra cui il dia-

metro del condotto, il materiale del condotto, la posizione del condotto ed il costo complessivo che si è disposti a sostenere per realizzare tale operazione.

METODI COMUNI PER LA CHIUSURA

Tra le varie alternative possibili i tappi ciechi (vedi figura 2) sono la soluzione più semplice ed economica per chiudere i tratti ciechi finali delle canalizzazioni d’aria. Sono disponibili in una varietà di materiali, tra cui plastica, metallo e fibra di vetro.

I tappi ciechi vengono in genere fissati al condotto con adesivo, viti o metodi di aggraffatura rapida. Il fissaggio può avvenire sia all’esterno del canale ma anche dalla parte della sua superficie interna se l’elemento da chiudere non ha una lunghezza eccessiva.

Una seconda possibilità è offerta dalle piastre di chiusura, che rappresentano un’opzione più robusta e durevole rispetto ai tappi ciechi. Sono realizzate in lamiera o altro metallo e vengono fissate al condotto con viti o rivetti. Se si hanno particolari esigenze estetiche, le piastre di chiusura possono essere verniciate o rivestite per abbinarsi al colore del condotto.

Un’ulteriore alternativa è rappresentata dalle guarnizioni, che godono della caratteristica di essere flessibili ed impermeabile e quindi possono conformarsi piuttosto agevolmente alla geometria della sezione del condotto.

Per tale ragione possono essere utilizzate su condotti di diverse forme e dimensioni. Sono realizzate in

Figura 2: Tappo cieco per chiusura condotta

Il mastice deve essere applicato uniformemente e lasciato asciugare completamente prima di attivare il sistema di canalizzazione. Richiede una certa perizia per la sua applicazione e comporta dei tempi di lavorazione non immediati a causa del fatto che è necessario prevedere un adeguato tempo per la sua asciugatura.

SCELTA DEL DIVERSO METODO

Per scegliere il metodo di chiusura più adatto il primo fattore da considerare è il diametro del condotto. Esso, in genere, è l’elemento più rilevante per la scelta più appropriata del metodo di chiusura che può essere utilizzato.

canalizzazione. Il tipo di materiale, infatti determina il tipo di adesivo o mastice che può essere utilizzato. Ad esempio, l’adesivo epossidico è adatto per l’uso su condotti metallici, mentre l’adesivo acrilico è adatto per l’uso su condotti in plastica. Anche la posizione del condotto riveste una sua rilevanza.

A seconda di come esso è collocato si può avere, di conseguenza, un accesso al tratto finale più o meno facilitato, e quindi più agevole da raggiungere per la realizzazione della chiusura.

Se il condotto si trova in uno spazio ristretto, potrebbe essere necessario utilizzare un metodo di chiusura flessibile, come una guarnizione o del mastice.

Infine, non va trascurato il costo che si è disposti a sostenere per realizzare il lavoro.

Tale costo varia i seconda del tipo di metodo utilizzato e delle dimensioni del condotto. I tappi ciechi sono l’opzione più economica, mentre le piastre di chiusura personalizzate e le guarnizioni possono essere più costose.

INDICAZIONI GENERALI

Come già detto, la scelta del metodo più adeguato deve essere condotta analizzando con accuratezza le condizioni particolari e la situazione specifica in cui si va a realizzare il manufatto.

In linea del tutto generale, si può affermare che per i condotti di piccolo diametro in plastica o metallo, i tappi ciechi sono una buona opzione anche in relazione alla loro economicità di realizzazione.

Per i condotti di diametro maggiore o in metallo, le piastre di chiusura costituiscono un’opzione più robusta e durevole.

Infine, nelle canalizzazioni di non grandi dimensioni, si può impiegare anche il mastice. Esso rappresenta un’opzione economica e versatile e può essere applicato su una varietà di materiali, tra cui il metallo, la plastica e la fibra di vetro.

Ad esempio, i tappi ciechi sono disponibili solo in una gamma limitata di dimensioni, mentre le piastre di chiusura e le guarnizioni possono essere realizzate su misura per adattarsi a qualsiasi diametro di condotto.

Un secondo fattore da considerare è il materiale che costituisce la gomma o altro materiale flessibile e vengono fissate al condotto con adesivo.

Invece, per i condotti di forma irregolare o in spazi ristretti, le guarnizioni sono una buona opzione grazie alla flessibilità ed alla capacità di adattamento che li caratterizza. Se è necessaria la realizzazione di un sigillo ermetico, il mastice rappresenta una buona alternativa.

Figura 1: Tratto terminale di una diramazione con chiusura cieca
diametro 125 mm

Progetto PaRaMetric: verso lo sviluppo di un quadro di riferimento metrologico per tecnologie di raffreddamento passivo radiativo

Lorenzo Pattelli

Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Torino

Co-autori

F. Girard, G. Lopardo, F. Bertiglia, F. Manoocheri, C. Monte, A. Adibekyan, J. Schumacher, J. Hameury, J. Manara, C. Sprengard, C. Cucchi, A. Andersson, S. Clausen, A. Næsby Rasmussen, E. Chiavazzo, M. Fasano, M. Voldan, D. Tichy, S. Kapounek, L. Kňazovická, J. Campos, J. Jaramillo-Fernandez, A. Lladós Flores, G. Perez, F. Martin-Consuegra, B. Frutos, M. N. Assimakopoulos, C. Efthymiou, D. Papadaki, L. Palchetti, C. Belotti, Ö. Bazkir, S. Meriç, T. Gionfini, A. Panvini, G. Murano

Membri del consorzio PaRaMetriC

SOMMARIO

I sistemi di raffreddamento attivi rappresentano fino al 20% dei consumi di elettricità, ed il 10% in termini di emissioni di gas serra, a livello globale. Date le continue proiezioni di crescita legate al bisogno di raffrescamento da qui al 2050, e la crescente frequenza di eventi estremi e ondate di calore, aumentare l’efficienza dei nostri sistemi di raffreddamento gioca un ruolo fondamentale nella sfida al cambiamento climatico. Negli ultimi anni, un’interessante opportunità è emersa grazie allo sviluppo di nuovi materiali per raffreddamento passivo radiativo, o “super-raffreddanti”, in grado di dissipare la loro energia termica in modo selettivo attraverso la finestra di trasparenza dell’atmosfera terrestre. Il consorzio PaRaMetriC, composto da 16 istituti di ricerca e aziende e coordinato dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, si prefigge lo scopo di sviluppare un quadro di riferimento che includa indicatori di performance standardizzati e protocolli di test per questo tipo di nuovi materiali, che ne faciliti il confronto di prestazioni raffreddanti in applicazioni sul campo.

MOTIVAZIONI

La stima dei costi totali legati al surriscaldamento è stimata in circa 2.4 mila miliardi di dollari [DARA12], di cui 300 miliardi imputabili ai sistemi di raffreddamento responsabili per le emissioni di 1 Gt di CO2 per anno. Entro il 2050, si stima che il fabbisogno di elettricità legato al raffreddamento supererà l’attuale consumo totale di Cina ed India messe insieme [IEA18].

Questo fatto viene spesso portato ad esempio come uno dei “punti ciechi”

nell’attuale dibattito energetico, dato che il sostanziale aumento della domanda di raffrescamento aggiungerà un enorme carico sull’attuale infrastruttura di generazione e distribuzione dell’energia elettrica in molti paesi, aumentando al contempo le emissioni in una spirale a feedback negativo. Negli ultimi anni, una nuova generazione di materiali per Raffreddamento Passivo Radiativo (RPR) è emersa in grado di dissipare calore per via radiativa attraverso la finestra di trasparenza atmosferica tra 8 µm e 13 µm di lunghezza d’onda senza il consumo di energia, sfruttando il freddo dello spazio come un pozzo termico rinnovabile per raggiungere in modo spontaneo temperature di equilibrio al di sotto di quella ambiente, anche se esposti a luce solare diretta grazie ad un’ingegnerizzazione delle loro proprietà di risposta ottica e infrarossa [Yin20]. Nonostante negli ultimi decenni siano stati proposti molto materiali e rivestimenti per RPR in grado di fornire raffreddamenti sub-ambiente (alcuni dei quali verranno commercializzati a breve), al momento non esistono ancora procedure standard per valutarne le prestazioni, il ché sta frenando il loro sviluppo e diffusione nel mercato.

I test tipici che vengono svolti al momento si limitano alla misura di un salto di temperatura del substrato, o di una potenza di raffreddamento equivalente per mezzo di uno scaldatore elettrico, usando apparati di misura improvvisati con diverse condizioni di isolamento termico e schermatura dai canali di scambio termico per convezione. La definizione di figure di merito e protocolli di misura standard richiede lo sviluppo di un nuovo quadro di riferimento che tenga in considerazione gli aspetti altamente multi disciplinari del problema legati sia alla model-

lizzazione che alla caratterizzazione dell’emissività e della riflettività solare di questi materiali su un ampio intervallo spettrale, la realizzazione di materiali di riferimento con proprietà note, la calibrazione di strumentazione portatile tipicamente disponibile per gli utenti finali, così come lo studio dell’impatto delle condizioni atmosferiche e geoclimatiche sul potenziale di raffreddamento, e lo sviluppo di apparati di misura dedicati con carichi termici e proprietà di isolamento ben definite.

OBIETTIVI DEL PROGETTO PARAMETRIC

L’obiettivo principale del progetto PaRaMetriC, che parte della Partnership Europea per la Metrologia co-finanziata dagli stati membri tramite il programma Horizon Europe, è quello di stabilire un quadro di riferimento per la valutazione comparabile delle prestazioni di raffreddamento offerte da vari materiali per RPR. Gli obiettivi specifici del progetto sono:

1. Sviluppare un quadro di riferimento per la valutazione comparabile di diversi materiali per RPR.

A tal fine, verrà effettuata una prima analisi preliminare dei principali materiali per RPR proposti nella letteratura scientifica o reperibili sul mercato, e verranno individuate le figure di merito più adatte per la valutazione della loro performance.

2. Sviluppare e convalidare modelli numerici che correlino le prestazioni di raffreddamento di materiali per RPR con le proprietà ottiche e infrarosse dei loro componenti. Le attività di modellizzazione riguarderanno lo studio dei canali di scambio termico tra i materiali e l’atmosfera, per stimare le potenze di raffreddamento e dunque i risparmi sui consumi raggiungibili con diverse condizioni ambientali.

3. Sviluppare metodi accurati e riferibili per determinare le proprietà termofisiche e di conducibilità termica dei materiali, e per la conversione delle quantità radiometriche misurate in forma usabili per i calcoli di bilancio termico.

Misure di riflettività ed emissività verranno effettuate su un ampio intervallo spettrale (0.25 µm – 50

µm) comprendente sia lo spettro solare che la finestra di trasparenza atmosferica (8 µm – 13 µm), con l’obiettivo di raggiungere un’incertezza inferiore al 3% per le misure di emissività, inferiore al 5% per l’emissività totale emisferica, e inferiore al 10% per le misure di conducibilità termica.

4. Sviluppare figure di merito e protocolli di misura per la valutazione in campo delle prestazioni di raffreddamento di materiali per RPR, con l’obiettivo di raggiungere un’incertezza inferiore al 10% per la loro determinazione.

5. Facilitare la diffusione a livello Europeo della tecnologia di RPR e delle infrastrutture di misura correlate a livello di laboratori di prova, organizzazioni di standardizzazione (ad es. CEN/TC 89) ed utenti finali nel settore commerciale e residenziale.

SVILUPPI PREVISTI OLTRE

L’ATTUALE STATO DELL’ARTE

Figure di merito dedicate allo studio di materiali per RPR e realizzazione di campioni di riferimento. Ad oggi, le figure di merito utilizzate per valutare le prestazioni di raffreddamento di rivestimenti per RPR si basano sulle proprietà intrinseche dei materiali, sulla differenza di temperatura tra il substrato e l’aria circostante, o la potenza raffreddante del radiatore mantenuto a temperatura ambiente. Tutte queste figure di merito sono pesantemente influenzate dalle condizioni ambientali, atmosferiche e geoclimatiche, il ché le rende inadatte a predire le prestazioni di raffreddamento con diverse condizioni di irraggiamento solare o umidità relativa, o a differenziare il ruolo di emettitori selettivi o ad ampio spettro. Altri parametri tipicamente impiegati per la valutazione di prodotti di “cool-roof” tradizionali, come ad esempio l’indice di riflettanza solare, soffrono di simili carenze dato il tipo diverso di applicazione per cui erano stati pensati. Allo stesso tempo, la riproducibilità dei test è resa più difficile dalla mancanza di materiali e campioni modello, talvolta sostituiti in letteratura da generiche superfici bianche o metalliche. Uno

degli obiettivi del progetto è quello di condurre una valutazione preliminare di vari materiali per RPR, al fine di identificarne quelli più stabili e riproducibili da proporre come materiali di riferimento.

Tecniche di modellizzazione di materiali per RPR su diverse scale di lunghezza

Gli aspetti di modellizzazione che entrano in gioco nello studio di materiali per RPR toccano diversi campi di ricerca e scale di grandezza, richiedendo competenze che spesso trascendono quelle dei singoli istituti di ricerca. Inoltre, molti dei materiali proposti per applicazioni di RPR mostrano una struttura gerarchica e disordinata, il ché rende particolarmente difficoltosa la loro modellizzazione numerica, spesso limitata ad approssimazioni 2D. Il progetto si prefigge di superare questa limitazione applicando tecniche di calcolo eterogeneo, e combinando tecniche di modellizzazione multi-scala. Durante il progetto, la trasparenza ed emissività dell’atmosfera verranno anche studiati numericamente, in base ad una serie di parametri quali la distribuzione verticale della temperatura, la copertura o il contenuto di vapore acqueo precipitabile, in modo da migliorare la precisione delle stime dei risparmi energetici attesi annualmente da una possibile applicazione diffusa di tali materiali.

Caratterizzazione delle proprietà ottiche e termofisiche di rivestimenti sottili

La caratterizzazione termofisica di materiali compositi con spessori inferiori al millimetro è particolarmente sfidante per i metodi attualmente disponibili (principalmente, “Guarded Hot Plate” e misuratori di flusso di calore) per lo studio della loro conducibilità termica.

A tal fine, l’applicazione di tecniche transienti, più versatili, verrà valutata e opportunamente convalidata. Similmente, molti dei metodi tipicamente in uso per misurare l’emissività di materiali impiegati in ambito edile si basano su strumentazione commerciale o portatile in grado di misurare soltanto l’emissività direzionale. Tuttavia, i calcoli di bilancio

termico rilevanti per lo studio del RPR richiedono l’emissività totale emisferica, che deve essere misurata direttamente o quanto meno estrapolata dalle misure direzionali usando metodi opportunamente validati. Allo stesso tempo, la distribuzione angolare dei diversi materiali testati andrà valutata opportunamente in modo da determinare il miglior orientamento relativo tra i pannelli radianti e il cielo. Il precedente progetto EMPIR 16NRM06 EMIRIM, dedicato alla misura dell’emissività emisferica di pellicole altamente riflettenti, ha già dimostrato che l’estrapolazione dell’emissività totale emisferica a partire da misure di emissività perpendicolare soffre di incertezze difficili da controllare. Tale incertezza potrebbe essere ancora più alta nel caso di materiali per RPR a causa della loro complessa microstruttura, richiedendo dunque l’applicazione di ulteriori accorgimenti.

Protocolli di valutazione delle prestazioni di raffreddamento e dei risparmi energetici

La capacità di materiali per RPR di fornire una certa potenza raffreddante netta viene tipicamente misurata utilizzando apparati improvvisati, le cui condizioni di isolamento termico e schermatura dalle condizioni ambientali sono difficili da riprodurre e non sempre rilevanti per gli scenari applicativi, caratterizzati da diversi carichi termici e dall’esposizione diretta agli agenti atmosferici. La valu-

tazione di tali performance dovrebbe altresì includere condizioni di surriscaldamento intenso, attraverso la predisposizione di campagne di misura della durata di mesi invece che di poche ore o giorni, come spesso si vede fare nella letteratura scientifica. Per la progettazione della strumentazione e del relativo protocollo di valutazione delle prestazioni di raffreddamento di questi materiali, verranno tenute in considerazione condizioni di uso realistico, contribuendo contemporaneamente a determinare l’incertezza di misura associata alla loro determinazione.

RISULTATI ATTESI

Ricadute attese per l’utenza industriale

Stabilendo un quadro di riferimento condiviso per la valutazione della performance di raffreddamento permetterà di promuovere lo sviluppo di materiali per il risparmio energetico, in modo da colmare il gap competitivo per le aziende europee in questo campo emergente. Aziende nel campo dei materiali per le costruzioni saranno in grado di valutare e certificare i propri prodotti in termini di nuove figure di merito, stabilite con chiarezza in modo da consentire lo sviluppo di nuovi materiali ancora più performanti. Allo stesso modo, aziende in ambito HVAC saranno in grado di quantificare o prevedere con maggiore accuratezza l’incremento di prestazioni e risparmio energetico derivante dall’uso siner-

gico di tecnologie di raffreddamento attive e passive. Entrambe le platee di utenti potranno inoltre beneficiare delle linee guida che verranno sviluppate nell’ambito del progetto relativamente al corretto impiego di emissometri portatili e dall’identificazione di materiali di riferimento con cui calibrarne la risposta. L’impiego su più larga scala di questi materiali si estende ben oltre l’ambito residenziale o commerciale, includendo anche applicazioni nel settore industriale quali il raffreddamento di centrali elettriche o di data centers, entrambe caratterizzati da un’alta necessità di raffreddamento e da ampie superfici su cui poter installare pannelli per RPR [Zha19]. Tali pannelli, possono fornire un raffreddamento liquido di tipo non evaporativo, riducendo così i prelievi di acqua e le scariche termiche nell’ambiente. In molti casi, i processi industriali rappresentano un caso d’uso ideale per l’applicazione del RPR, poiché in questo caso non ci sono rischi di sovra-raffreddamento che sarebbero indesiderati in ambito domestico. I membri del progetto cercheranno attivamente il coinvolgimento di aziende portatrici di interesse nell’ambito della refrigerazione, tramite attività di disseminazione mirate.

Ricadute attese per le comunità scientifica e metrologica

Negli ultimi anni, molti esponenti della comunità scientifica internazionale hanno espresso la loro preoccupazione per l’assenza di condizioni standard di test per la valutazione di materiali per applicazioni di RPR. Vari punti critici saranno affrontati, come ad esempio la necessità di considerare opportunamente le condizioni atmosferiche, condizioni climatiche diverse e/o estreme, nonché l’assenza di figure di merito condivise.

Lo sviluppo di protocolli di misura standardizzati e di materiali con proprietà di RPR note consentirà di rispondere alle necessità della comunità scientifica, facilitando il confronto e la riproducibilità dei risultati ottenuti. I risultati ottenuti nell’ambito del progetto potrebbero anche contribuire a risolvere alcune delle questioni ancora aperte, relativamente

Una squadra affiatata! Lo staff tecnico e amministrativo del Centro Studi Galileo in un selfie nel corso di MCE, Mostra Convegno Expocomfort, a Milano, poco prima dell’apertura dei cancelli al pubblico.

all’efficacia del RPR. Ad esempio, il ruolo della selettività spettrale al fine di raggiungere temperature inferiori a quella ambiente è ancora incerto rispetto alla variabilità delle altre condizioni ambientali. Comprendere più a fondo questo punto è cruciale per capire quanto questa nuova tecnologia può contribuire non solo alle necessità di raffreddamento locali, ma anche dell’intero pianeta, disperdendo efficacemente il calore in eccesso verso lo spazio. La visione di insieme fornita dai membri del consorzio PaRaMetriC consentirà inoltre di identificare e affrontare in modo più efficace i fattori che limitano attualmente le prestazioni dei materiali per RPR, rilasciando i risultati del progetto ad accesso aperto al fine di espandere il più possibile la comprensione su come valutare e comparare la potenza raffreddante attesa dai diversi materiali.

Ricadute attese in termini di standardizzazione I risultati del progetto contribuiranno al miglioramento e all’aggiornamento degli standard in campo della performance energetiche degli edifici. L’intero insieme di standard, a partire dallo standard EN ISO 52000 “Energy performance of buildings | Overarching EPB assessment | Part 1: General framework and procedures” fino ai documenti sulla performance energetica dei cappotti sviluppati sotto il Mandato CE M/480 saranno analizzati al fine di proporre possibili integrazioni o correzioni da proporre agli enti standardizzatori rilevanti per eventualmente includere le tecnologie di RPR all’interno del quadro di riferimento definito dalla Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) framework. Contributi saranno proposti ai Comitati Tecnici impegnati in vari campi quali la performance energetica degli edifici, l’isolamento termico e l’efficienza energetica, compreso CEN/WS 107 su “Mitigation of Urban Heat Island effects with cool materials”, sviluppato da CEN per AFNOR e la guida dello European Cool Roof Council, il cui CEN Workshop Agreement sarà ulteriormente oggetto di analisi e integrazione in qualità di documento pre-normativo. La rapida e capilla-

re disseminazione dei risultati del progetto sarà assicurata dal diretto coinvolgimento di molti membri del progetto all’interno dei Comitati Tecnici più rilevanti.

Ricadute economiche, sociali ed ambientali a lungo termine

A causa della natura ad alta intensità energetica delle tecnologie per il raffreddamento, qualunque tecnologia in grado di ottimizzare la sua efficienza gioca un ruolo di rilievo nel generare impatto a lungo termine in ambito economico, sociale ed ambientale. I primi studi disponibili dagli Stati Uniti stimano i possibili risparmi energetici tra il 20% e l’80% degli attuali consumi legati al raffreddamento degli edifici a seconda della loro zona climatica, il che è ancora più allettante per l’area economica europea a causa dei più alti costi per l’elettricità.

Dal punto di vista sociale e della salute pubblica, lo stress fisico legato al calore è un fattore la cui influenza sul benessere e la mortalità umana è ben nota, con un rischio associato che cresce in modo più che lineare con la temperatura. Specialmente in ambito urbano, aumentare l’albedo degli edifici a dei tetti con rivestimenti per RPR può aiutare a mitigare l’effetto isola di calore. La durata, frequenza e intensità dei picchi di calore aumentano costantemente, causando decine di migliaia di morti premature in Europa ogni anno, specialmente nelle fasce più vulnerabili della popolazione [EEA17]. L’affermarsi del condizionamento

degli ambienti come uno dei bisogni fondamentali potrebbe esacerbare condizioni di “povertà energetica”, specialmente nelle famiglie a basso reddito.

Al contrario, la natura intrinsecamente passiva, ininterrotta e senza necessità di corrente dell’effetto di raffreddamento passivo radiativo anche durante il giorno offre un’opportunità di accesso alla refrigerazione democratica e off-grid, per non parlare della possibilità di generare elettricità per effetto termoelettrico, o di raccogliere acqua potabile dall’umidità atmosferica anche durante il giorno. Infine, dal punto di vista ambientale, in aggiunta ai sopracitati benefici in termini di riduzione dei consumi di acqua ed elettricità per il raffreddamento, il consorzio PaRaMetriC si prefigge lo scopo di esplorare aspetti meno noti ma non per questo meno importanti legati alla sostenibilità di questi nuovi materiali. Ciò è tanto più rilevante nel caso di materiali per RPR, data la loro estrema eterogeneità in termini di architetture, componenti e materiali costitutivi, con lo scopo di identificare le alternative più sostenibili, ecologiche e al tempo stesso resistenti agli agenti atmosferici, dato il loro uso previsto in continuo contatto con l’ambiente esterno. Il progetto 21GRD03 PaRaMetriC ha ricevuto finanziamenti dalla European Partnership on Metrology, co-finanziata dall’Unione Europea tramite il Programma Ricerca e Innovazione Horizon Europe dagli Stati Membri.

L’evoluzione delle tecnologie chimiche per il trattamento acque dei circuiti di ra reddamento con torri evaporative o condensatori evaporativi

L’evoluzione delle tecnologie

• Antincrostanti – anticorrosivi – biocidi – antialghe

• Soluzioni per la lotta alla Legionella Pneumophila

• Sistemi automatici di dosaggio, controllo, gestione spurghi, ecc. protezione ottimale anche delle superfici zincate

• Prodotti per lavaggi acidi con inibitori di corrosione per una protezione ottimale anche per superfici zincate

• Prodotti per lavaggi neutro-alcalini con impianto in esercizio

• Analisi chimiche e consulenza per la definizione del trattamento ottimale e della migliore gestione del bilancio d’acqua

N.C.R. Biochemical S.p.A. - Via dei Carpentieri, 8 - Zona Industriale “Il Prato” - 40050 Castello d’Argile (Bologna) - Italia Tel. (+39) 051 6869611 - Fax (+39) 051 6869617 - www.ncr-biochemical.com - e-mail: info@ncr-biochemical.com

LEZIONE 272 > CONCETTI DI BASE SULLE TECNICHE FRIGORIFERE

Come la temperatura dell’aria ambiente può influenzare le condizioni di lavoro di un circuito frigorifero

INTRODUZIONE

Nei circuiti frigoriferi con condensazione ad aria, la temperatura dell’aria esterna influenza notevolmente il funzionamento sia del condensatore sia di tutti gli altri principali componenti del circuito frigorifero. Per attenuare le conseguenze non positive di questa correlazione si possono adottare alcune contromisure tecnologiche.

CONSEGUENZE SULLA PRESSIONE DI CONDENSAZIONE E SULLA PRESSIONE DI EVAPORAZIONE

A temperature più elevate dell’aria esterna, aumenta la pressione di condensazione del refrigerante. Questo perché l’aria calda ha una minore capacità di acquisire il calore che deve essere rigettato dallo scambiatore.

Continuiamo con questo numero il ciclo di lezioni semplificate per i soci ATF del corso teorico-pratico di tecniche frigorifere curato dal prof. ing. Pierfrancesco Fantoni. In particolare con questo ciclo di lezioni di base abbiamo voluto, in questi 25 anni, presentare la didattica del prof. ing. Fantoni, che ha tenuto, lezioni sulle tecniche della refrigerazione ed in particolare di specializzazione sulla termodinamica del circuito frigorifero. Su www.centrogalileo.it ulteriori informazioni sui corsi e programmi 2024

TEMPERATURA DELL’ARIA E CONSEGUENZE

La temperatura dell’aria esterna ha un impatto significativo sulle prestazioni di un circuito frigorifero, influenzandone diversi fattori chiave, sia esso quello di un impianto di refrigerazione, di un impianto di condizionamento o quello di una pompa di calore.

L’aumento della pressione comporta un lavoro maggiore da parte del compressore per comprimere efficacemente il gas refrigerante.

È DISPONIBILE LA RACCOLTA

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DEL PROF. FANTONI

Per informazioni: 0142.452403

corsi@centrogalileo.it

È vietata la riproduzione dei disegni su qualsiasi tipo di supporto.

Il suo aumento, come ben sappiamo, provoca un correlato aumento della pressione di condensazione, che causa parecchi problemi, per l’ottimale funzionamento del circuito. Per contro, un anomalo abbassamento delle temperature esterne provoca eccessive ridotte pressioni di alta che impediscono al circuito di poter funzionare nel modo migliore. I rimedi da adottare per le alte temperature ambiente sono limitati, mentre si può agire con più possibilità nel caso di basse temperature dell’aria esterna. Può accadere, nella realtà, di trovarsi di fronte al funzionamento di circuiti frigoriferi ove la pressione di condensazione è anormalmente bassa rispetto a quanto previsto in fase di progetto. Ciò si verifica, ad esempio, durante la stagione invernale (vedi figura 1).

Ne consegue un aumento del consumo energetico del compressore ed una diminuzione dell’efficienza frigorifera complessiva del circuito. L’aumento della pressione è collegato al fatto che il condensatore deve scambiare calore con l’aria esterna. Più la temperatura dell’aria sale e si avvicina a quella di condensazione più la capacità di scambio termico diminuisce, in quanto viene a ridursi la differenza di temperatura tra aria esterna e refrigerante.

Una minore efficienza di scambio termico comporta una minore quantità di calore dissipata dal refrigerante, influenzando negativamente la capacità di raffreddamento del circuito.

Per ripristinare la corretta modalità di scambio, e quindi per riportare la capacità frigorifera del circuito al suo valore nominale, il refrigerante aumenta la propria temperatura di condensazione che, come sappiamo, è correlata alla pressione. Quindi la pressione di condensazione tende ad aumentare.

Se la pressione di condensazione

Pierfrancesco Fantoni

aumenta, in cascata anche la pressione di evaporazione aumenta, e quindi la temperatura di evaporazione. Ancora una volta, riducendosi la differenza di temperatura tra refrigerante ed aria che si desidera raffreddare, lo scambio termico peggiora e quindi inferiore risulta la quantità di calore che è possibile sottrarre all’ambiente che si desidera raffreddare.

Da questo ne consegue una diminuzione della capacità frigorifera del circuito.

Quando, invece, la temperatura dell’aria esterna diminuisce, anche la pressione di condensazione tende a diminuire. L’abbassamento della temperatura dell’aria porta ad una maggiore capacità di scambio del condensatore e quindi ad un aumento della sua potenza, che tuttavia risulta essere non necessaria. Come conseguenza si ha una riduzione della temperatura di condensazione e della pressione. Quando questo succede si ha come conseguenza una diminuzione della quantità di refrigerante che attraver-

sa l’organo di laminazione e quindi una sottoalimentazione dell’evaporatore.

Di nuovo, in cascata, si ha una diminuzione della pressione di evaporazione. Se a causa di ciò la bassa pressione scende eccessivamente può intervenire il pressostato di minima ad arrestare l’impianto. Inoltre, poiché si verifica una riduzione quantità di refrigerante che giunge

all’evaporatore, esso vaporizza con molta facilità e si avrà un aumento del surriscaldamento dello stesso in uscita dall’evaporatore.

CONSEGUENZE SUL CARICO FRIGORIFERO

La variazione della temperatura dell’aria esterna ha conseguenze non solo sulle pressioni e sulle temperature di lavoro del circuito, ma anche sul carico frigorifero, ossia sulla quantità di calore che è necessario sottrarre per mantenere alla temperatura desiderata l’ambiente da raffreddare.

In generale, con l’aumento della temperatura ambiente aumenta anche il carico frigorifero. Questo è dovuto, sostanzialmente, all’aumento delle infiltrazioni di calore all’interno dell’ambiente da raffreddare. Queste infiltrazioni maggiori possono avere origine diretta come, ad esempio, dall’apertura di porte, finestre e passaggi comunicanti con la zona raffreddata, o per via indiretta, attraverso conduzione termica delle pareti perimetrali dell’ambiente o fenomeni di irraggiamento.

Il maggior carico frigorifero richiede un maggior lavoro da parte del compressore, con un conseguente impatto sul consumo energetico e sull’efficienza. Questo, proprio nel momento in cui la pressione di condensazione tende a salire e obbliga, come detto in precedenza, il compressore ad un maggior sforzo per la compressione del gas. Abbiamo,

Figura 1: Unità condensante esterna che lavora a basse temperature ambiente

quindi, un duplice effetto negativo. Se, invece, la temperatura esterna scende, non è detto che il carico frigorifero tenda a diminuire, perlomeno sensibilmente. Sicuramente gli apporti di calore dall’esterno risulteranno essere inferiori, ma potrebbe essere il caso che la produzione di calore interna all’ambiente da raffreddare permanga essere ingente e quindi che la necessità di raffreddamento non diminuisca molto. Pensiamo, ad esempio, ai locali tecnici dove la produzione di calore dovuta al funzionamento dei macchinari è elevata, indipendentemente dalle condizioni ambientali esterne.

CONTROMISURE

Quando si hanno variazioni, in eccesso o in difetto, della temperatura dell’aria ambiente si hanno, come visto, conseguenze sulle condizioni di lavoro del circuito.

Temperature esterne estremamente elevate possono causare il surriscaldamento del compressore, con il rischio di malfunzionamenti, interventi dei pressostati di massima, condizioni critiche di lavoro per il condensatore. Temperature esterne molto basse possono ridurre significativamente la capacità dell’evaporatore, interventi del pressostato di minima e comportare ugualmente condizioni di lavoro critiche per il

compressore. Per far fronte a queste situazioni critiche si può pensare di dotare il circuito frigorifero di opportuni componenti che attenuino gli effetti negativi dovuti alle variazioni della temperatura esterna.

Si può ricorrere a valvole di regolazione in grado di modulare la portata del refrigerante in base alla temperatura ambiente. Queste valvole, di tipo barostatico, possono essere installate sul lato di bassa pressione e sul lato di alta pressione del circuito. L’impiego di ventole dotate di motori a velocità variabile per-

mette di regolarizzare le condizioni di scambio al condensatore e, quindi, di controbilanciare l’azione delle variazioni di temperatura dell’aria ambiente.

Di pari passo, possono dare aiuto in tal senso anche i compressori capaci di modulare la propria potenza frigorifera grazie ad un azionamento gestito da dispositivi inverter (vedi figura 2) e i dispositivi di espansione elettronici, in grado di alimentare sempre l’evaporatore con le più idonee quantità di refrigerante.

Il Centro Studi Galileo vanta un’anima internazionale sin dagli anni ‘70, che è cresciuta e si è espansa nel corso dei decenni, con corsi organizzati in ogni angolo del globo, al fianco delle Nazioni Unite (UNPD, UNIDO e UNEP su tutte) e di tantissimi altri enti per diffondere ovunque la cultura del freddo e i benefici che questa può portare. A Dubai, è stato aggiunto un altro tassello a quello che è un’enorme puzzle, che continuerà ancora a ingrandirsi negli anni a venire.

Figura 2: Scheda elettronica per modulo inverter di un compressore frigorifero

> Nuova F-Gas, botta e risposta tra l’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’Unione Europea

Facendo riferimento ai timori espressi all’OMC da parte di Cina, Stati Uniti e dal Giappone riguardo al Regolamento F-Gas, la Commissione ha fornito una serie di risposte e spiegazioni. EPEE ha preparato un esaustivo riassunto sull’argomento. La risposta della Commissione a tutte le obiezioni mosse è stata molto simile e basata sugli stessi argomenti, la riportiamo di seguito. Inoltre, sembra che anche la Corea del Sud abbia presentato un commento, purtroppo non accessibile sul sito dell’OMC.

LA RISPOSTA (GLOBALE) DELLA COMMISSIONE EUROPEA

● L’UE osserva che la proposta è stata adottata come Regolamento (UE) 2024/5731, con modifiche che riflettono il processo legislativo e la natura del progetto notificato.

● Sono state introdotte restrizioni sulle tecnologie alternative che utilizzano sostanze fluorurate a basso GWP, in linea con il principio di precauzione, nonchè per affrontare le preoccupazioni sulle sostanze come PFAS e affini, in linea con la proposta presentata dall’ECHA.

● La politica F-Gas dell’UE è storicamente stata precauzionale, regolando sostanze come gli HFC anche prima degli accordi globali come il Protocollo di Montreal.

● Il Regolamento si basa su un’ampia analisi, inclusa valutazioni d’impatto e consultazioni con gli attori del settore, considerando sia le alternative fluorurate che non fluorurate.

● Le restrizioni nell’Allegato IV del Regolamento mirano a attrezzature

e prodotti con alternative disponibili, con periodi di transizione per alcuni settori fino al 2032, 2033 o 2035.

● Sono previste esenzioni per i casi in cui gli standard di sicurezza o condizioni eccezionali rendano necessario l’uso di alternative fluorurate.

● Il Regolamento include diverse tipologie di salvaguardie, come l’obbligo per la Commissione di monitorare gli sviluppi del mercato e azioni correttive: ad esempio aumentando le quote di HFC, se si osservano carenze in alcuni settori rilevanti e consentendo deroghe dalle proibizioni settoriali sulla base di dimostrati guadagni eccezionali di efficienza energetica, mancanza di alternative idonee o costi sproporzionati.

● La Commissione invita i paesi a concentrarsi sul contrasto alle attività illegali come il commercio di gas serra fluorurati.

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> Firenze, tre intossicati per una perdita di gas refrigerante

I vigili del fuoco sono intervenuti in una via del centro storico, vicino a piazza Pitti, per verificare la presenza di una sostanza irritante, come segnalato da alcuni passanti.

I Vigili del fuoco, effettuate le verifiche del caso, hanno accertato che l’evento era collegato alla perdita di gas refrigerante da un frigorifero, collocato all’interno di in un’abitazione della zona.

Sul posto è intervenuto anche personale sanitario, che ha trasportato in ospedale per accertamenti tre persone, intossicate dal gas.

La perdita si è verificata intorno alle 21:40. ad assistere i Vigili del fuoco è giunto in soccorso anche il personale del nucleo Nucleare biologico

chimico radiologico, che ha effettuato i controlli strumentali in strada e agli accessi ai palazzi nell’area tra via Sguazza e via Toscanella, delimitata e interdetta in seguito al pronto intervento delle forze dell’ordine. Il frigorifero è stato quindi messo in sicurezza.

Contattati in merito dall’Associazione dei Tecnici del Freddo (ATF), i Vigili del Fuoco di Firenze hanno confermato che si è trattato di perdita di gas refrigerante R600A non innescato.

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> Grecia, arrestato un trafficante di refrigeranti illegali

Il conduttore del camion, di origine albanese, stava trasportando illecitamente oltre tre tonnellate di HFC illegali.

L’uomo, di 29 anni, ha violato le normative sul codice doganale ed è stato preso in custodia dopo essere stato sorpreso domenica scorsa a Florina, cittadina della Macedonia nord-occidentale, dagli agenti di polizia del dipartimento della guardia di frontiera di Krystallopigi. Sul veicolo sono stati ritrovate 242 bombole contenente gas refrigerante, con tutta probabilità R410A, anche se manca una conferma ufficiale in merito.

Si è trattato, a quanto si evince dalle notizie trapelate, di un tentativo di contrabbando da manuale, eseguito tentando di sfruttare un tratto incustodito del confine greco-albanese: oltre al gas, sono state quindi contestate irregolarità in merito a evasione dei dazi doganali e tracce di sdoganamento. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

> La britannica Charlotte Robinson vince la seconda edizione del Women in Cooling Video Competition

La britannica Charlotte Robinson vince la seconda edizione del Women in Cooling Video Competition. Robinson ha impressionato i giudici nella rapida risoluzione dei problemi di un compressore, mostrando competenza e acume tecnico. Il contest, che sottolinea il contributo fondamentale delle donne nell’industria HVAC/R, ha visto otto professioniste sfidarsi per il titolo. L’evento di quest’anno è stato particolarmente notevole per l’accento posto sulle competenze pratiche e di design: la vincitrice ha messo in luce l’importanza delle capacità di risoluzione dei problemi nel mantenimento e nell’ottimizzazione dei sistemi di refrigerazione.

La cerimonia di premiazione, il 23 maggio presso lo storico Museo del Titanic a Belfast, vedre il riconoscimento ufficiale di Charlotte Robinson. La location è particolarmente significativa, in quanto commemora il 200º anniversario di William Thompson, Lord Kelvin, nato a Belfast, pioniere della termodinamica. La vincitrice ricevere un assegno da 1.000 € finanziato dal World Refrigeration Day, mentre le spese di viaggio, alloggio e cena per l’evento saranno coperte dagli organizzatori, il Gruppo BESA RACHP. Il video vincitore, insieme a quelli inviati dalle altre talentuose concor-

renti, è disponibile pubblicamente per la visione. La playlist mostra il lavoro innovativo e l’impegno di queste professioniste, fonte di ispirazione per le future generazioni di donne e uomini del settore.

Steve Gill, fondatore del World Refrigeration Day, ha dichiarato con entusiasmo: “Sono felicissimo di congratularmi con Charlotte Robinson per la sua meritata vittoria nell’edizione di quest’anno del concorso.

Questa competizione celebra non solo il successo individuale, ma anche il progresso collettivo e il potenziale ispiratore di tutte le donne nel settore della refrigerazione, condizionamento dell’aria e pompe di calore.

Continuiamo a sostenere e amplificare la visibilità di professioniste così talentuose, aprendo la strada a un futuro più diversificato e inclusivo nel nostro campo.“

Il Presidente di AREA, Coen van de Sande, è estremamente soddisfatto della qualità e della competenza dimostrate da tutte le donne che hanno inviato il loro ottimo lavoro. “Sono molto contento dell’alto livello dei contributi di quest’anno, e sono convinto che questo ispirerà altre donne a iniziare una carriera nel settore del Freddo.

AREA continuerà volentieri a sostenere e promuovere iniziative come il Concorso Women in Cooling, che mostrano l’attrattiva del settore RACHP.”

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> HVAC, “un mercato da 280 miliardi”, stando alla società tedesca Oddo Bhf Am

Il settore dell’HVAC in Italia è destinato a crescere considerando la crescente necessità di edifici sostenibili e efficienti dal punto di vista energetico: è questa la conclusione di Oddo Bhf Am, società di gestione patrimoniale tedesca. L’interesse verso la qualità dell’aria, l’automazione degli edifici tramite l’IoT e le case intelligenti sta alimentando la domanda di apparecchiature legate al riscaldamento, alla ventilazione e all’aria condizionata. Gli incentivi governativi e i dibattiti sulle politiche pubbliche globali riguardanti l’efficienza energetica e i cambiamenti climatici stanno rendendo il settore HVAC sempre più rilevante.

Il settore dell’HVAC è stato messo alla prova nel 2023 a causa di alcuni fenomeni di destocking e della contrazione dell’attività non residenziale.

Tuttavia, le pompe di calore hanno registrato una crescita del 5%, con previsioni di continuare nel 2024. Il mercato globale dell’HVAC valutato a 206,3 miliardi di dollari nel 2023 è destinato a raggiungere i 280,1 miliardi di dollari nel 2028, con un CAGR del 6,3%. L’outlook per il 2024 sembra promettente, con una graduale ripresa dei livelli di spedizione mensili e i segnali di ripresa nel settore residenziale statunitense.

I sussidi per le pompe di calore variano tra i Paesi europei, con la Germania che offre fino a 18.000 euro per l’installazione di pompe di calore a sorgente terrestre dal 2023 al 2030, e la Svezia che fornisce uno sconto del 30% sui costi di manodopera per retrofit, fino a 5.000 euro all’anno.

Le prospettive positive e le normative favorevoli offrono opportunità per i produttori europei, nonostante i leader globali provengano principalmente dalle Americhe e dall’Apac.

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> Eurovent Middle East annuncia il nuovo Board: Andrea Cavalet eletto Presidente

Durante la riunione annuale del 2 maggio 2024, i membri della principale associazione della regione nel settore HVACR hanno eletto Andrea Cavalet (General Manager, Epta Middle East) come Presidente, supportato dal signor Morten Schmelzer (Responsabile delle Pubbliche Relazioni del Gruppo, Systemair) come Vicepresidente.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione porterà nuova energia mentre l’Associazione si prepara per un altro prolifico anno di attività. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è quindi composto da (in ordine alfabetico):

● Pieter Jan Dewulf (Amministratore Delegato, Baltimore Aircoil Middle East)

● Marco Duarte (Amministratore Delegato, ebm-Papst Middle East)

● Dani Elamana (Direttore Tecnico, Camfil Middle East)

● Benjamin Görge (Direttore Vendite, robatherm)

● Fred Penhall (Amministratore Delegato, Carel Middle East)

● Srinivasan Rangan (Direttore Senior Ingegneria, Taqeef)

● Francesco Scuderi (Membro del Consiglio di Amministrazione, Eurovent Association)

● Lubna Shaikh (Responsabile Senior Sviluppo Aziendale, Trosten)

Quest’anno, le elezioni vedono l’aggiunta nel consiglio, Lubna Shaikh, prima donna a ricoprire questo incarico, il che attesta l’impegno

dell’Associazione nel riconoscere l’importanza delle donne nel settore. I membri di Eurovent Middle East hanno approvato un programma aggiornato, che include nuove iniziative in materia di istruzione e sensibilizzazione, maggiore focus sul passaggio ai nuovi refrigeranti alla luce del previsto atto di ratifica dell’emendamento di Kigali da parte dei paesi del CCG e partnership strategiche con organizzazioni regionali attive nel campo della formazione.

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> I firmatari del rapporto sulle sostanze PFAS rivedono il dossier iniziale

ECHA ha informato che le prime autorità nazionali firmatarie del dossier di restrizione delle sostanze PFAS (detti anche “DS”, dossier submitters), ossia Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia, stanno utilizzando le informazioni fornite dagli stakeholder della consultazione semestrale per aggiornare la loro proposta di restrizione iniziale.

La notizia è stata riportata dall’helpdesk tedesco sulla legisla-

zione chimica dell’UE in un comunicato stampa e condivisa da ECHA. Secondo questa fonte, il gruppo dei firmatari sta prendendo atto delle risposte ricevute dagli interessati sulle potenziali conseguenze della proposta restrizione per il loro settore. La maggior parte dei commenti riguarda gli usi delle sostanze PFAS, seguiti dalla idoneità di alternative e dagli impatti socio-economici della proposta restrizione.

I firmatari al momento stanno rivendendo i seguenti argomenti:

● Usi delle sostanze PFAS: i DS stanno individuando utilizzi aggiuntivi delle sostanze PFAS che non sono valutati nel rapporto originale. Questi utilizzi saranno inclusi nelle valutazioni dei settori già esistenti o in nuovi settori, se necessario.

● Alternative: i DS stanno valutando i feedback degli stakeholder sulle alternative alle sostanze PFAS, al fine di riesaminare l’appropriatezza di determinate deroghe e periodi transitori proposti. Le future conclusioni sulle alternative potrebbero comportare l’aggiunta, la rimozione o la revisione delle deroghe e l’estensione o la riduzione dei periodi transitori.

● Sovrapposizione legislativa: i firmatari modificheranno anche il loro rapporto alla luce dell’entrata in vigore di nuove normative rilevanti, come il Regolamento F-Gas.

● Approccio: Riguarda una valutazione dell’appropriatezza delle opzioni di restrizione piuttosto che un divieto totale per affrontare i rischi identificati delle sostanze PFAS lungo tutto il loro ciclo di vita. Inoltre, i DS hanno fatto sapere che aggiorneranno la valutazione dell’impatto socio-economico fornendo dati ed esaminando più approfonditamente i compromessi tra le diverse opzioni di restrizione.

● Pericoli: Il comunicato stampa della Germania afferma inoltre che i DS stanno prendendo in considerazione le informazioni fornite nella consultazione sui pericoli e rischi dei PFAS lungo tutto il loro ciclo di vita.

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> BSRIA, online un sondaggio per raccogliere le opinioni delle aziende HVAC/R

BSRIA vorrebbe ottenere il maggior numero possibile di risposte dai professionisti, per far sentire la vera voce del settore.

Per questa ragione, è stato indetto un breve questionario online, compilabile tra i cinque e i dieci minuti, che vuole dare un’idea della situazione attuale del mercato e delle tendenze attualmente in atto. Il questionario, a seconda delle disponibilità di chi risponde, può fare da apripista ad una call telefonica o via Teams, qualora qualcuno volesse dare un contributo più ampio.

Tutte le informazioni raccolte (non I dati personali) saranno condivisi con BSRIA al fine di comprendere meglio il mercato italiano. I partecipanti non verranno identificati o contattati personalmente, a meno che non acconsentano a farlo.

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> Una tonnellata e mezza di refrigerante illegale fermata nelle Marche

Per il conducente del mezzo, una sanzione da 5000€ e sequestro del veicolo, partito dalla Bulgaria con un vasto carico di refrigeranti fuori norma.

Nel corso di un controllo stradale effettuato in A14 lo scorso 23 aprile,

una pattuglia della Polizia Stradale di Porto San Giorgio, all’altezza del casello di Porto Sant’Elpidio, ha fermato un autocarro proveniente dalla Bulgaria nell’ambito di un ordinario controllo stradale, nel corso del quale sono emerse numerose irregolarità. In particolar modo, il carico è risultato composto da oltre 1500 kg di bombole contenenti refrigeranti illegali, oltre che pericolosi per l’uomo se inalati. La sanzione è stata inevitabile, complice la mancanza delle corrette certificazioni tanto per quanto riguarda il conducente (sprovvisto del certificato di formazione professionale ADR), quanto per il veicolo, non autorizzato a effettuare trasporti internazionali. Il mezzo è stato inoltre sottoposto a fermo amministrativo.

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> Pump it down: perché le vendite di pompe di calore sono diminuite nel 2023, ma avranno un futuro certo

Gas a basso costo e prestiti bancari costosi sono due delle ragioni principali per cui le vendite di pompe di calore sono diminuite lo scorso anno, secondo una nuova indagine condotta in 16 mercati europei*. Il calo del 5% dai 2,77 milioni di unità vendute nel 2022 ai 2,64 milioni nel 2023 inverte un decennio di crescita.

Sebbene ogni situazione nazionale sia unica, ci sono temi condivisi dietro la diminuzione delle vendite, secondo il rapporto dell’Associazione europea delle pompe di calore (EHPA).

Nel complesso, il cambiamento di politica è il fattore numero uno che

ritorna più e più volte, con variazioni a seconda del paese. Ad esempio, l’annunciato futuro regime di sovvenzioni più elevate in Austria potrebbe aver indotto i consumatori interessati a ritardare l’acquisto di una pompa di calore. D’altra parte, la rimozione del sostegno pubblico in Italia ha intaccato l’interesse dei consumatori. Nei Paesi Bassi, l’attuale mancanza di un governo mentre proseguono i colloqui di coalizione ha generato cautela. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

> United 4 Efficency, le guidelines ora sono disponibili in inglese e russo

Le nuove versioni sono già disponibili per il download sul sito uffi ciale del progetto, e fanno riferimento alle Model Regulation Guidelines for Energy-Effi cient and ClimateFriendly Commercial Refrigeration Equipment.

Queste linee guida fungono da complemento alle U4E’s Model Regulation Guidelines for Refrigerating Appliances. Forniscono indicazioni per assistere i governi delle economie in via di sviluppo ed emergenti che stanno prendendo in considerazione un quadro volontario, regolatorio o legislativo che richieda che i nuovi apparecchi refrigeranti siano efficienti dal punto di vista energetico e utilizzino refrigeranti che presentano minori potenziali di riscaldamento globale rispetto ai gas di vecchio stampo. Si occupano dei tipi di apparecchi refrigeranti comunemente utilizzati in applicazioni commerciali.

Inoltre, è disponibile un documento di Supporting Information che descrivono metodologia e logica alla base delle linee guida. Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

> Dubai, settimana di impegni serrati per il Centro Studi Galileo: al via un nuovo corso internazionale, ancora speaker alle Nazioni Unite

Il Centro Studi Galileo, autorità riconosciuta a livello mondiale per la formazione sulle tecnologie di freddo e caldo, è volato a Dubai per una settimana serratissima di impegni internazionali: non solo è entrata in funzione una nuova sede, presso gli spazi di Epta Middle East, ma il CEO Marco Buoni è stato anche tra gli speaker di un meeting delle Nazioni Unite – UNEP dedicato al futuro del settore nei paesi asiatici. Negli ultimi giorni, presso la sede di EPTA Middle East a Dubai, si è svolto un corso di formazione che ha portato i Tecnici e i professionisti del freddo che operano all’interno dello stabilimento a conseguire la Certificazione F-Gas, che permette di manipolare i gas fluorurati.

Il corso, tenuto dal docente Stefano Sarti (più volte protagonista di corsi organizzati nei paesi arabi), è culminato mercoledì 24 aprile con un esame conclusivo, ha visto come esaminatore Marco Buoni, CEO del Centro Studi Galileo nonché Past President (ora responsabile affari internazionali) di AREA e Segretario di ATF, Associazione dei Tecnici italiani del Freddo. Gli spazi didattici sono stati allestiti all’interno dell’azienda stessa, che ha ricevuto il ruolo di

Qualified Training Centre nell’ambito dell’ambizioso progetto HVACR Leadership Academy.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione di numerosi partner CSG, che hanno permesso di fornire agli studenti spazi all’avanguardia e strumentazione top di gamma. In particolar modo, Eurovent Middle East e il suo Managing Director, Markus Lattner, e Andrea Cavalet, General Manager di Epta Middle East (sopra in foto con Marco Buoni). Continua a leggere su www.industriaeformazione.it

> Marco Buoni speaker a Dubai nell’ambito dei progetti delle Nazioni Unite per i paesi asiatici

Lo OzonAction Compliance Assistance Programme in West Asia and South Asia sta organizzando un incontro tematico per affrontare le sfide e le opportunità legate al passaggio ad alternative a lungo termine nei settori RACHP nei paesi con condizioni di temperatura ambiente elevata.

L’obiettivo dell’incontro è presentare sviluppi tecnologici e alternative a sostanze controllate, fornire supporto attraverso aggiornamenti politici e tecnici, nonché favorire lo scambio di esperienze sui migliori approcci e considerazioni per la preparazione dei piani nazionali per la riduzione degli HFC come richiesto dall’emendamento di Kigali al Protocollo di

Montreal.

L’evento si dividerà in due parti: Joint Thematic Meeting for High Ambient Temperature (HAT)/ Group 2 Countries in West and South Asia Regions (22-23 aprile 2024, Radisson Blu Hotel Dubai Waterfront –Dubai, Emirati Arabi Uniti) e West Asia Network (2024) Meeting for National Ozone Officers (24-25 aprile 2024, Radisson Blu Hotel Dubai Waterfront – Dubai, Emirati Arabi Uniti) Marco Buoni, CEO del Centro Studi Galileo, Segretario di ATF e Past President (oggi responsabile degli Affari Internazionali) di AREA è stato invitato all’evento in qualità di speaker. Il suo speech, Education and training: potential energy savings through qualification, è previsto per il 23 aprile all’interno del Joint Thematic Meeting for High Ambient Temperature (HAT)/ Group 2 Countries in West and South Asia Regions. I paesi dell’Asia occidentale stanno progressivamente attuando i loro Piani di gestione per la riduzione dell’uso di idroclorofluorocarburi (HCFC) e si prevede che raggiungeranno gli obiettivi di conformità. Attualmente, solo tre paesi della regione hanno ratificato l’Emendamento di Kigali, ma si prevede che gli altri aderiranno entro il 2024. Un piano d’azione di OzonAction nell’Asia occidentale supporterà la regione nel raggiungere la piena conformità con i prossimi obiettivi dell’Emendamento di Kigali.

Il meeting tematico per le i paesi con temperature ambiente elevate (HAT) è un incontro congiunto tra i National Ozone Officers (NOOs) nelle regioni dell’Asia occidentale e del Sud Asia. L’obiettivo dell’incontro è affrontare le sfide incontrate dai paesi con temperature ambiente elevate mentre preparano i loro piani nazionali per la riduzione graduale degli HFC. Si intende esplorare opportunità e condividere le migliori pratiche e le lezioni apprese per agevolare il passaggio a refrigeranti alternativi a lungo termine rispettosi dell’ozono e del clima, come richiesto ai sensi dell’Accordo di Kigali.

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Parola ai lettori r is P osta dell ’ e s P erto

Ringraziamo Antonio Fierro, Alessandro Borri e gli esperti del settore che hanno contribuito alla redazione di questa rubrica

Volevo sapere se siamo obbligati a tenere un registro dei gas recuperati.

Risposta:

Gli obblighi di tenuta dei registri dei gas recuperati, in Italia, vengono esperiti dalla Banca Dati F-Gas: nel momento che viene effettuato l’intervento. Entro 30 giorni, si deve procedere ad effettuare dichiarazione d’intervento, dichiarando, pertanto, la tipologia e la quantità di gas recuperato e la sua destinazione. Le ricordo che una volta recuperato il gas refrigerante non può essere reimpiegato così com’è, ma deve necessariamente essere “trattato”.

A seconda dei casi (lo stabilirà il tecnico in loco, o sotto richiesta dell’operatore) il gas refrigerante può subire i processi di: - Riciclaggio; - Rigenerazione; - Distruzione.

Noi abbiamo chiller di proprietà che noleggiamo e a volte vendiamo a clienti, abbiamo personale certificato (patentini frigoristi rinnovati presso di voi proprio quest’anno) grazie al quale eseguiamo manutenzioni, riparazioni e ricerca perdite sulle nostre macchine una volta terminato il noleggio. Per questo motivo abbiamo fatto richiesta di iscrizione secondo l’opzione 3) qui sotto.

Dunque noi acquistiamo gas tramite il patentino dei nostri manutentori e comunichiamo gli interventi sul portale dichiarando le “riparazioni”.

Nel caso cominciassimo a fare assistenza anche su apparecchiature non di nostra proprietà, dovremmo procedere con l’iscrizione secondo l’opzione 1).

Nel caso invece cominciassimo a produrre chiller e quindi acquistare gas anche per questo scopo, che strada dovremmo percorrere?

OPZIONI DI ISCRIZIONE

1) Scegliere Impresa soggetta ad obbligo di certificazione: nel caso di imprese iscritte al registro e in possesso di certificato per l’attività di installazione, manutenzione, riparazione, controllo perdite e recupero di gas da apparecchiature di refrigerazione, condizionamento, pompe di calore, antincendio (regolamenti 2067 e 304);

2) Scegliere Impresa iscritta ma non soggetta ad obbligo di certificazione: nel caso di impresa iscritta che svolge attività per le quali l’impresa non è soggetta a certificazione su commutatori (regolamento 2066) o celle frigorifere di camion e rimorchi (2067/celle), avvalendosi di personale certificato;

3) Scegliere Operatore (impresa/ ente) delle apparecchiature che si avvale di proprio personale certificato: nel caso di imprese o enti che si configurano come operatori («proprietari delle apparecchiature») e si avvalgono di personale interno per le attività ma non sono tenuti ad essere iscritti al registro né ad avere il certificato; 4) Scegliere Impresa non soggetta ad obbligo di iscrizione o certificazione: nel caso di imprese che svolgono esclusivamente attività per le quali non è richiesta la certificazione (p.es. attività di controllo delle perdite) su apparecchiature di terzi avvalendosi di proprio personale certificato.

Risposta: Confermiamo quanto da lei espresso: qualora eseguiate interventi su vs apparecchiature è necessario che il personale che esegue tali interventi sia certificato, ma non è obbligo che sia certificata anche l’impresa (opzione 3). Qualora voleste eseguire interventi anche su apparecchiature di terzi, allora è necessario che anche l’azienda proceda alla certificazione (opzione 1).

Nel caso diventiate produttori di chiller si configura uno scenario diverso: il vecchio Regolamento non prevedeva di doversi certificare, mentre il nuovo Regolamento (in vigore dal 11/02/2024) estende ai produttori alcune responsabilità degli operatori. Siamo in attesa che la Commissione europea licenzi gli atti d’esecuzione relativi per poi dare indirizzi precisi anche alle aziende.

I chiller / refrigeratori industriali sono soggetti a rapporti di efficienza energetica?

Risposta: Se con rapporti di efficienza energetica intende i rapporti di controllo introdotti dal D.P.R. 74/2013, la risposta dipende dal tipo di utilizzo dell’apparecchiatura. Se l’apparecchiatura è atta alla climatizzazione invernale e/o estiva degli edifici (Art. 1 D.P.R. 74/2013) allora è soggetto a tale Decreto. La definizione di climatizzazione invernale o estiva viene ricavata dal comma 3, Allegato A Dlgs 19/08/2005 n. 192, dove viene definito come: “l’insieme di funzioni atte ad assicurare il benessere degli occupanti mediante il controllo, all’interno degli ambienti, della temperatura e, ove presenti dispositivi idonei, della umidità, della portata di rinnovo e della purezza dell’aria”. Qualora l’apparecchiatura in questione rispondesse a questo utilizzo, e presentasse su impianti termici di climatizzazione invernale una potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, allora si effettua un controllo di efficienza energetica, così come espresso al comma 1, Art. 8 del D.P.R. 74/2013 (con cadenza prevista dall’allegato A del medesimo Decreto).

Parola ai lettori r is P osta dell ’ e s P erto

Ringraziamo Antonio Fierro, Alessandro Borri e gli esperti del settore che hanno contribuito alla redazione di questa rubrica

Come previsto dal comma 9, art. 8 D.P.R. 74/2013 “Le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali nel corso delle operazioni di controllo sia stato rilevato che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15 per cento rispetto a quelli misurati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto, devono essere riportate alla situazione iniziale, con una tolleranza del 5 per cento. Qualora i valori misurati in fase di collaudo o primo avviamento non siano disponibili, si fa riferimento ai valori di targa”. Ovviamente il controllo di efficienza energetica è uno degli obblighi a quale sottoporre l’impianto: lo si deve registrare al Catasto degli impianti termici della Regione di pertinenza, e si devono effettuare gli interventi di manutenzione per mantenerlo in efficienza, ma per i dettagli di questo è opportuno riferirsi alla Regione dove è sito l’impianto in quanto è in capo alle Regioni l’istituzione di tale Catasto, ai sensi dell’Art. 10, comma 4, lettera a del D.P.R. 74/2013.

Volevo chiedere se ha dei riferimenti da mandarmi che si occupino dello smaltimento del gas F-Gas recuperato, o diversamente come è più opportuno gestire tale gas che adesso abbiamo nelle bombole. Noi siamo di Brescia e sto chiedendo in giro ma non ho ancora trovato nessuno che faccia il servizio.

Risposta:

Per quanto concerne lo smaltimento o il recupero di gas refrigeranti esausti (rigenerazione), ci sono diverse aziende che se ne occupano. Lei è libera di rivolgersi a qualsiasi realtà che ritenga più opportuna. Nelle vicinanze di Brescia, e nello

specifico a Bagnatica (BG) sorge lo stabilimento di Nippon Gases, che conosco, azienda seria e qualificata. Alcune prime informazioni sul trattamento dei gas refrigeranti e servizi da loro offerti li può trovare al seguente indirizzo: bit.ly/3xDdBGS

Le chiedo se, dopo il corso e l’abilitazione, è necessario avere la certificazione di qualità ISO9001 al mio interno. Le chiedo la conferma, se per installare i condizionatori sigillati ermeticamente serve il patentino.

Risposta:

La certificazione F-Gas è prevista (ai sensi del par. 1, art. 10, REG UE 573/24) per tutte le persone che svolgono operazioni di installazione, manutenzione, riparazione o smantellamento sulle seguenti tipologie di apparecchiature: - apparecchiature di refrigerazione; - apparecchiature di condizionamento d’aria; - pompe di calore; - autocarri frigorifero e rimorchi frigorifero; - veicoli leggeri frigorifero. Come avrà avuto modo di notare, all’articolo 10, che descrive gli obblighi di formazione e certificazione, non si fa alcuna distinzione tra apparecchiature ermeticamente e non ermeticamente sigillate. La definizione di apparecchiatura ermeticamente sigillata (art. 3, par. 9) è di apparecchiature in cui tutte le parti contenenti gas fluorurati a effetto serra sono solidamente fissate durante il processo di fabbricazione nei locali del fabbricante mediante saldatura, brasatura o altra connessione permanente analoga, che può comprendere valvole sigillate o punti di accesso sigillati per garantire una riparazione o uno smaltimento adeguati, e le cui giunture nel sistema sigillato abbiano un comprovato tasso di perdita

inferiore a tre grammi annui a una pressione di almeno un quarto della pressione massima consentita. Così come previsto dall’art. 16, comma 3 del D.P.R. 146/2018, il venditore di apparecchiatura ermeticamente sigillata non ha obbligo di dichiarazione c/o Banca Dati F-Gas. La definizione di installazione, resa dal Regolamento al par. 17, art.3, ci informa che va intesa come il processo di assemblaggio di due o più parti di apparecchiatura o circuito contenenti o destinati a contenere gas fluorurati a effetto serra, al fine di assemblare un sistema nel luogo stesso in cui sarà utilizzato, che comporta l’assemblaggio di condotti del gas di un sistema per completare un circuito, indipendentemente dall’esigenza di caricare o meno il sistema dopo l’assemblaggio. Chiarite queste due definizioni, è molto frequente che la posa in opera di un apparecchiatura ermeticamente sigillata non necessiti di installazione, cosi come espressa dal Regolamento, e pertanto non sussiste alcun obbligo a dichiarare la vendita, né la posa in opera di tali apparecchiature (in quanto non sono da intendere come installazioni). Per quanto concerne la certificazione ISO 9001 essa non è necessaria a chi consegue la certificazione aziendale F-Gas, sono certificazione indipendenti che vengono richieste per motivi diversi. Qualora l’azienda avesse in essere la certificazione di qualità andrà ad integrarla nella opportuna sezione inserendo il fatto che l’azienda ha conseguito anche certificazione F-Gas e nel momento in cui andrà a compilare il Piano della Qualità per la certificazione F-Gas, inserirà l’opportuno n. progressivo di documento, così come richiesto da certificazione ISO 9001.

Industrie che collaborano alla attività della rivista mensile del Centro Studi Galileo

Per ogni informazione gli abbonati possono rivolgersi a nome di Industria & Formazione ai dirigenti evidenziati nelle Industrie sottoelencate, oppure alla segreteria generale tel. 0142 / 452403

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BARCELONA S.L. compressori

08192 Sant Quirze del Vallés Barcelona - Spain www.huayicompressor.es

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Cristian Michelin 33050 Pocenia Tel. 0432/772001 www.modine.com

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World Headquarters 6285 Hitzkirch - Svizzera Tel. 0041/41/9197282 www.refco.ch/it

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FRIGOPLANNING ventilatori, frigoriferi industriali e componenti Donatella Gambardella 83100 Avellino Tel. 0825/780955 www.frigoplanning.com

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DAIKIN CHEMICAL EUROPE gas refrigeranti

Mario Magnoni 20124 Milano

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GENERAL GAS gas refrigeranti

Carmine Marotta Vincenzo Scarano 20063 Cernusco S/N Tel. 02/92147368 www.generalgas.it

MARIEL refrigeranti

Luciano e Alberto Faccin 28013 Gattico Tel. 0322/838319 www.mariel.it

NIPPON GASES

REFRIGERANTS SRL gas refrigeranti e servizi ambientali Paolo Tirone Tel. 02/77119261

Marco Lorusso Tel. 347/3918495 20159 Milano www.nippongases.it

SINTECO SRL chemical products & plant solutions

Alberto Giavardi 28069 Trecate (NO)-Italy Tel. +39 0321 770724 a.giavardi@sinteco-srl.com www.sinteco-srl.com

ENERGIE RINNOVABILI

CLER ENERGIE ALTERNATIVE installazione solare fotovoltaico

Giovanni Filippi 15033 Casale Monferrato Tel. 0142/454216 www.clersrl.it

TEON pompe di calore ad alta temperatura

Carla Gallo

10079 Mappano Tel. 011/9910413 www.teon.it

REGOLAZIONE E STRUMENTAZIONE

CAREL regolazione elettronica, sistemi di supervisione Mauro Broggio 35020 Brugine Tel. 049/9716611 www.carel.it

ECONORMA regolatori di temperatura e umidità

Alessandro Mattiuzzi 31020 San Vendemiano Tel. 0438/409049 www.econorma.com

TESTO apparecchi di controllo, sicurezza e regolazione Fabio Mastromatteo 20019 Settimo Milanese Tel. 02/335191 www.testo.it

ARIA CONDIZIONATA

RECIR riscaldamento e condizionamento Giovanni Migliori 00159 Roma Tel. 06/43534503

TERMOIDRAULICA

AGOSTINI accessori condizionamento Fabrizio Agostini 00178 Roma Tel. 06/7183958 www.t-agostini.com

ENTI CERTIFICATORI

CEPAS ente certificatore Eleonora Motta 20126 Milano Tel. 02/270911 www.cepas.it

ASSOCIAZIONI

EFCTC associazione che rappresenta i produttori di idrofluorocarburi Angelica Candido B-1040 Bruxelles fluorocarbons@cefic.org www.fluorocarbons.org

GLOSSARIO DEI TERMINI DELLA REFRIGERAZIONE

E DEL CONDIZIONAMENTO

(Parte 237a)

Ventiquattresimo anno

A cura dell’ing.

Pierfrancesco FANTONI

ESCo:

Energy Service Company (società per i servizi energetici). Consiste in una persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici e/o altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali di un utente.

La ESCo assume su di sé tutti i rischi che sono connessi all’iniziativa, svincolando il committente dagli oneri connessi all’organizzazione ed all’investimento che risultano essere correlati all’opera di efficientamento. Tale ruolo può essere svolto da soggetti che si dedicano specificamente all’efficientamento energetico degli impianti e delle apparecchiature ma può anche essere preso in carico da un’impresa che si occupa della costruzione edile o del rifacimento di una struttura destinata ad accogliere gli impianti oggetto del miglioramento della loro efficienza.

FRIGORIA:

Unità di misura del calore facente parte del Sistema Pratico. Il suo valore, in termini assoluti, equivale a una chilocaloria.

Questa unità di misura veniva frequentemente utilizzata in passato nel campo frigorifero per indicare la quantità di calore sottratta ad un corpo e per indicare la capacità frigorifera di un sistema di refrigerazione in un tempo unitario (frig/h, per esempio).

Essendo impiegata per esprime-

re una quantità di calore sottratta, convenzionalmente si attribuisce alla frigoria un segno negativo, cosicché: 1 frigoria = -1 kcal. Ha per simbolo frig.

LIVELLO DI POTENZA

SONORA (LWA):

È il livello di potenza sonora (riferito ad un’unità di ventilazione) ponderato A in dB riferito a 1pW irradiato dalla cassa, espresso in decibel (dB), trasmesso dall’aria alla portata di riferimento.

PROCESSO ISOTERMO:

Trasformazione subita da un fluido (liquido o gassoso) che si svolge a temperatura costante. In un ciclo frigorifero sia l’evaporazione del refrigerante liquido sia la condensazione del gas avvengono ad una temperatura costante, se la pressione rimane costante. Tale affermazione ha validità per i fluidi puri (refrigeranti mono-componenti) mentre nel caso delle miscele non sempre trova riscontro. In particolare nelle miscele zeotrope i cambiamenti di stato non sono processi isotermi in quanto durante il loro svolgimento si verificano degli scorrimenti di temperatura (glide). Al contrario, nelle miscele azeotrope la temperatura durante il passaggio di stato rimane costante, come nei refrigeranti mono-componenti. Durante un processo isotermo un fluido è in grado, comunque, di acquistare o cedere energia termica, cioè di scambiare calore.

SIGHT GLASS: In inglese, vetro-spia del liquido.

TLV-TWA:

Threshold Limit Value – Time Weighted Average (valore limite di soglia - media ponderata nel tempo). Sigla che viene utilizzata negli standard internazionali nell’ambito della sicurezza degli impianti frigoriferi. Il TLV-TWA indica infatti il valore massimo di vapori cui una persona può risultare esposta in un tempo medio prefissato. Tale tempo di solito viene fissato in 8 ore al giorno e 40 ore per settimana. Questo valore risulta molto importante per coloro che operano nelle centrali frigorife-

re di grosse dimensioni ove, a causa di fughe di refrigerante, possono accumularsi elevate concentrazioni di gas. A seconda del valore di tali concentrazioni, misurato dagli opportuni dispositivi di rilevazione della centrale, devono essere attivate le opportune misure di sicurezza.

VRES:

Variable Renewable Energy Source (sorgente di energia rinnovabile non permanente).

Con questo acronimo si indicano le fonti di energia rinnovabile che non sono programmabili a causa della loro natura fluttuante come, ad esempio, è il caso dell’energia eolica e dell’energia solare. Esse si differenziano dalle fonti di energia rinnovabile direttamente controllabili come possono essere l’energia idroelettrica ottenuta dai bacini artificiali o l’energia ottenuta dalle biomasse o altre fonti di energia che sono relativamente costanti, come ad esempio quella geotermica. Le principali caratteristiche delle energie rinnovabili di questo tipo sono la loro imprevedibilità produttiva, la variabilità di quest’ultima ed i bassi costi operativi.

A seguito del fatto che rappresentano tipicamente fonti di energia asincrone, le energie rinnovabili rappresentano una sfida per gli operatori di rete, che devono assicurarsi che domanda e offerta vengano sempre abbinate congruamente. Per modulare nel tempo l’immissione in rete di grandi quote di energia non programmabile è possibile ricorrere a forme di stoccaggio dell’energia oppure cercare di interconnettere le diverse fonti non permanenti per cercare di avere un livellamento dei quantitativi nel tempo.

Il contributo che le energie rinnovabili non permanenti forniscono per l’alimentazione della maggior parte delle reti elettriche è piuttosto esigua dato che, ad esempio, la produzione globale di elettricità nel 2021 è stata solo del 7% per quella eolica e per il 4% quella solare.

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