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CoSett2012

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Mensile delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia Anno XXXI n.9 - Settembre 2012

CristianiOggi

Pronti a ripartire

La stagione estiva volge alla conclusione. Sono stati giorni caldi, senz’altro, ma vissuti da molti

spesso come forieri di incertezze per il futuro. Dopo questo tempo, per qualcuno di riposo, di

spensieratezza, ma forse per qualcun altro di prova o addirittura di fallimento, non facciamoci

attualità

prendere dall’ansia, ma ripartiamo cercando e seguendo la guida divina, certi e sicuri che Dio non farà mancare le Sue benedizioni. l’articolo è a pagina 4

osservatorio cristiano

Gioca e perdi

Un modesto languorino di stomaco mi ricorda che è l’ora di pranzo. Esco dall’ufficio per la mia pausa di mezz’ora e raggiungo un self-service dove, a poco prezzo, si può mangiare un buon piatto di pasta. La fila fuori dalla porta

testimonia che, come me, molti sono gli impiegati che in tempo di “vacche magre” hanno ridotto le spese per i pasti. Trattorie e ristoranti del centro città sono scarsamente frequentati, perlopiù da turisti danarosi. I discorsi vertono su PIL,

spread e spending review, termini ostici ma che si riassumono in due sole parole: crisi economica. Mentre mi trovo al banco e un simpatico addetto mi sta servendo, scorgo in un angolo del locale una specie di chiosco: qualche giorno fa non c’era.

Alla parete, un monitor rimanda dei numeri e spiega come partecipare al gioco. Si tratta di un botteghino del lotto. Ma chiamarlo così è molto riduttivo: si può scommettere su tutto, sport, estrazioni di numeri, e così via. segue in seconda pagina


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CristianiOggi

osservatorio cristiano prosegue dalla prima pagina

Gioca e perdi

Alcuni giochi hanno nomi accattivanti: “Si vince tutto”, “Win for life”, “Gratta e vinci”. Trionfante, un cartello annuncia che “qui sono stati venduti i biglietti vincenti” di un grosso montepremi. Curioso, mi metto a guardare se qualcuno si avvicina per puntare. Ebbene, molti di quelli che risparmiano sul mangiare… non lesinano un euro (puntata minima) e persino cartamoneta per provare il brivido dell’azzardo. Se domandassimo perché una persona dovrebbe investire soldi in un gioco affatto equo (in realtà, chi gioca è perdente in partenza - sia statisticamente, sia per le tasse elevate che lo Stato impone sulle giocate), la risposta sarebbe: “E che ne sai? Se vinco, cambio vita!!!”... E via con la fantasia, a immaginare scenari opulenti, vacanze in luoghi esotici, belle macchine, una casa ammobiliata a piacimento, ogni capriccio esaudito… DRIIIN! SVEGLIA! Per uno solo che vince, centomila perdono… e tu, molto verosimilmente, sarai uno di quelli! E di quei pochi che vincono, basta scorrere le cronache per vedere che nessuno è riuscito a cambiare vita in meglio, ma ha solamente aumentato i suoi guai buttandosi in imprese sfortunate o investimenti cervellotici che lo hanno portato alla rovina. Mi sono allora ricordato di un giovane così ricco e fortunato, al punto di diventare sovrano di un’antica nazione. Egli, Salomone, così si espresse: “Io intrapresi grandi lavori; mi costruii case; mi piantai vigne; mi

feci giardini, parchi, e vi piantai alberi fruttiferi di ogni specie; mi costruii stagni per irrigare con essi il bosco dove crescevano gli alberi; comprai servi e serve, ed ebbi dei servi nati in casa; ebbi pure greggi e armenti, in gran numero, più di tutti quelli che erano stati prima di me a Gerusalemme; accumulai argento, oro, e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti e ciò che fa la delizia dei figli degli uomini, cioè donne in gran numero” (Libro dell’Ecclesiaste 2:4-8). Altro che fortunato vincitore di una misera lotteria! Eppure sentite la sua amara conclusione: “Chi ama l’argento non è saziato con l’argento; e chi ama le ricchezze non ne trae profitto di sorta. Anche questo è vanità. Quando abbondano i beni, abbondano anche quelli che li mangiano; e quale vantaggio ne viene ai possessori, se non di vedere quei beni con i loro occhi? Dolce è il sonno del lavoratore, abbia egli poco o molto da mangiare; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire.” (Ecclesiaste 5:10-12) Quanti si sono rovinati la vita con il vizio del gioco, trascinando se stessi e le loro famiglie in un baratro di indigenza! “L’uomo invidioso ha fretta di arricchire, e non sa che gli piomberà addosso la miseria.” (Proverbi 28:22). A nessuno piace la povertà, ma pensare di poter cambiare la propria situazione economica con un “colpo di fortuna” è davvero un’illusione. Magari è più facile ricevere un’eredità inaspettata, come avvenne a Salomone… Un momento: se siamo cristiani

veri abbiamo ricevuto un’eredità inattesa! Abbiamo vinto “un fantastico montepremi”, senza neppure acquistare una schedina. Infatti, è proprio il padre di Salomone, il re Davide della Bibbia, a cantare gioiosamente: “Il Signore è la mia parte di eredità e il mio calice; tu sostieni quel che mi è toccato in sorte. La sorte mi ha assegnato luoghi deliziosi; una bella eredità mi è toccata!” (Libro dei Salmi 16:5,6). Per il cristiano, Dio è la propria eredità! E per chi crede in Gesù, come l’apostolo Paolo, c’è una promessa: “Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui” (Lettera di Paolo ai Romani 8: 16,17). Caro lettore, se hai pensato di passare al bar per puntare su qualcosa, rifletti: “Non ti affannare per diventar ricco, smetti dall’applicarvi la tua intelligenza. Vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l’aquila che vola verso il cielo” (Libro dei Proverbi 23:5). Fissiamo il nostro sguardo non su ciò che è materiale, che scomparirà, ma su ciò che è spirituale, che resterà per sempre. Riguardiamo a Gesù, nostra suprema ricchezza, dono ineffabile. Gesù ha vinto per te: cambia vita! Alberto Mungai


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CristianiOggi

Grandi idee... grande vita! Tanti uomini di scienza hanno contribuito al progresso, e molti di loro hanno fatto un’esperienza con Gesù. Molte sono state le scoperte scientifiche che hanno contribuito al progresso della società in cui viviamo. Ognuno di noi, certamente, avrà sentito parlare di grandi scienziati come Faraday, Pascal o Pasteur, che con le loro ricerche nel campo della fisica, della matematica e della biologia hanno reso un importante servizio all’umanità. Le loro imprese sono famose, le loro idee grandi, ma poco note (o del tutto sconosciute) sono le loro dichiarazioni, che testimoniano quali siano stati i sentimenti e gli ideali della loro esistenza. Eccone alcune. “Se scoprissi nuove terre, se potessi proclamare il Vangelo dove non è mai stato annunciato, se potessi tradurre la Bibbia in una nuova lingua, allora potrei affermare di non essere vissuto invano” David Livingstone (1813-1873), medico ed esploratore. “Più mi avvicino al termine della mia esistenza terrena, più apprezzo la grandezza del dono di Dio all’uomo peccatore: in questo modo l’avvenire si illumina di speranza e di gioia. Più vado avanti e più il mio Salvatore mi diventa prezioso; il Suo amore, la Sua opera espiatoria e la Sua potenza occupano incessantemente la mia mente. Provo comunione con Lui e questo mi rende felice”. Samuel Morse (1791-1872), fisico, inventore dell’alfabeto che porta il suo nome. “Il Dio dei Cristiani è un Dio di amore e di consolazione, è un Dio che riempie l’anima e il cuore, è un Dio che fa internamente sentire a ognuno la propria miseria e la Sua misericordia infinita, che si unisce con l’intimo della loro anima, che la inonda di umiltà, di gioia, di confidenza, di amore, che li rende incapaci d’avere altro fine che Lui stesso” Blaise Pascal (1623-1662), fisico e matematico, autore di grandi studi sulla geometria (teorema di Pascal) e di fisica (principio di Pascal). “La mia scoperta più bella? È che in Gesù ho trovato il mio Salvatore! Questa scoperta avrà

per me delle conseguenze eterne. È l’unica che, al di là della tomba, conserverà tutto il suo valore”; James Simpson (1811-1870), medico, pioniere dell’uso del cloroformio come anestetico nelle operazioni chirurgiche. Da queste affermazioni possiamo comprendere come questi grandi uomini, durante la loro vita, hanno onorato Dio con la fede che non era volta soltanto a contemplare il Signore come creatore dell’universo, bensì che li ha portati a conoscerLo personalmente e a sperimentare un rapporto di comunione e di amore che si ha soltanto attraverso Gesù Cristo. Questi scienziati, quindi, non si sono fermati alle sole ricerche scientifiche, ma hanno cercato la risposta al perché della loro esistenza e l’hanno trovata nella Parola di Dio, “perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa” (Vangelo di Matteo 7:8). In Cristo le “grandi idee” hanno condotto alla grande vita! Non perché costoro fossero più intelligenti di altri, ma perché sono diventati umili e fiduciosi come “piccoli fanciulli perché di tali è il regno dei cieli” (Vangelo di Matteo 19:14). Questo è il requisito fondamentale per chi desidera scoprire la gioia della vera vita: sapere che, nonostante le nostre capacità, siamo “piccoli”, abbiamo cioè bisogno di Gesù, che disse: “Senza di me non potete fare nulla” (Vangelo di Giovanni 15:5). L’Evangelo ci rivela che Cristo è venuto per donarci la vita e darcela in abbondanza (cfr. Giovanni 10:10), perché “chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita” (Prima lettera di Giovanni 5:12). L’apostolo Paolo non confidava in grandi idee, in grandi religioni, in grandi filosofie; egli dichiarava: “Ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù” e “non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me … il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me” (Lettere ai Filippesi 3:8 e ai Galati 2:20). Tutti costoro hanno scoperto la vera Vita in Dio. Anche tu puoi fare la scoperta più importante della tua vita!


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CristianiOggi

attualità dalla prima pagina

Pronti a ripartire

La stagione estiva volge alla conclusione e le vacanze sono terminate, spiagge e alberghi si svuotano, ombrelloni e sedie sdraio si chiudono; è triste affermarlo ma pian piano si sta tornado alla vita di tutti i giorni. Le scuole riaprono i cancelli, gli operai con grosse difficoltà ritornano al proprio posto di lavoro, la vita quotidiana si ripresenta con tutte le sue sfaccettature e problematiche. In poche parole si riparte, e questo crea in molti cuori ansia, tristezza, angoscia, e in parecchi casi si riscontra una depressione post-vacanze. Si hanno difficoltà fisiche e mentali per ricominciare, per riprendere la routine dopo un periodo di riposo. Tuttavia, la Bibbia in vari modi invita a trovare la soluzione giusta per essere «pronti a ripartire». RIPARTIRE CON LA PRESENZA DI DIO Senza la quale tutto il proprio lavoro e impegno non andrà a buon fine. In Esodo 33:15 Mosè, conscio della responsabilità, del peso e del faticoso viaggio non privo di pericoli che lo attendeva, rivolgendosi a Dio elevò una delle più significative preghiere che si trovano nella Bibbia: «Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui». È questa presenza nella vita l’unico rimedio necessario per affrontare giorno dopo giorno ogni imprevisto. Cosa buona e saggia è alzarsi la mattina e, prima di iniziare qualsiasi

attività, invocare in preghiera la guida dello Spirito Santo. RIPARTIRE DOPO UN FALLIMENTO Può accadere a tutti di fallire nella propria famiglia, nel campo lavorativo, finanziario, etc. Nel primo libro di Samuele, al capitolo 30, gli Amalechiti avevano saccheggiato l’accampamento di Davide a Siclag, e fatto prigionieri donne, piccoli e grandi. Questo episodio evidenzia un grande fallimento! Al versetto 6 si legge: «Davide fu grandemente angosciato, la gente [i suoi fedelissimi] parlava di lapidarlo..., ma Davide si fortificò nel Signore, nel suo Dio». È questa la propria situazione? Il fallimento? A una bancarotta ha fatto seguito l’abbandono degli amici migliori? Oppure il naufragio è rappresentato dal fallimento familiare? Che cosa si sta pensando di fare? I casi di suicidio di alcuni mesi fa sembravano destinati a non finire mai. Si consideri allora l’esempio di Davide che chiese consiglio al Signore: «Davide consultò il Signore dicendo: devo inseguire questa banda di predoni… il Signore rispose: inseguila, poiché certamente la raggiungerai e potrai recuperare ogni cosa». Davide riuscì a recuperare ciò che aveva perduto soltanto per l’intervento e l’aiuto divino. Si può «ripartire da zero» e recuperare tutto, se la speranza e il corag-

gio vengono dall’Alto Rifugio, che è sempre pronto a tendere una mano ad ogni uomo. Il Suo nome è Gesù! RIPARTIRE DOPO UNA DURA PROVA Nel libro degli Atti degli Apostoli al capitolo 14:19 l’apostolo Paolo durante il suo primo viaggio missionario subisce una lapidazione nella città di Listra. Un duro colpo, una dura prova tanto che «lo trascinarono fuori dalla città, credendolo morto». Che triste evento! Come farà a ripartire adesso? Come farà a riprendersi? È conciato male e gravemente ferito! Qualcuno gli avrebbe suggerito: «Paolo, non puoi continuare così, ritorna indietro!» Ma, mentre tutti avevano perso le speranze, ecco il miracolo: «Egli si rialzò ed entrò nella città. Il giorno seguente partì con Barnaba per Derba». In questi versi si notano tre verbi che aiutano a comprendere come Paolo ripartì da una dura prova verso nuovi traguardi: • «Si rialzò»: anche se la prova ti “butta giù” e ti avvilisce, Dio dà sempre il vigore spirituale e fisico per rialzarsi. • «Entrò»: la prova induce ad allontanarsi dalla preghiera. Invece, è proprio nei momenti più duri della vita che abbiamo più bisogno di entrare in chiesa per contemplare Dio in tutta la Sua maestà e per invocare il Suo aiuto!


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Il vero amore

• «Partì»: è vero, la prova tenta di bloccare, di ostacolare quando è tempo di ripartire verso nuove mete e nuovi orizzonti ma Dio, che è potente ad aiutare in ogni circostanza, vuole fare di ogni uomo un messaggero dell’Evangelo della grazia per portarlo dove ancora non è stato annunciato! Dopo una lunga estate di riposo, di spensieratezza, ma forse per qualcuno di prova o addirittura di fallimento, non facciamoci prendere dall’ansia, ma ripartiamo seguendo la guida divina, certi e sicuri che Dio non farà mancare le Sue benedizioni. Davide Valentino

Tutti sono alla ricerca del vero amore, ma quello perfetto è solo quello di Gesù È un sentimento pieno di significato, è la sorgente della vera felicità. Molti poeti hanno composto i versi più belli intorno a questa virtù, musicisti di tutti i tempi hanno concepito le melodie più deliziose per esprimere il loro amore. Ogni essere umano desidera l’amore e lo ricerca ma… dove trovarlo? Il mondo in cui viviamo, attraverso i mass-media (riviste, televisione, radio, cinema), tenta di soddisfare questa sete d’amore e coloro che aderiscono alle sue proposte, purtroppo, vanno incontro ad amare delusioni. Ciò che si cela dietro la parola “amore” è in realtà soltanto passione, voglia di piacere, egoismo. Com’è l’amore autentico? Non ne portiamo tutti un’immagine nel cuore quasi come un ideale irraggiungibile? Il vero amore ci dovrebbe sempre comprendere ed accettare così come siamo, senza rinfacciare i nostri difetti e debolezze, ci dovrebbe accordare un’incondizionata fiducia e… dovrebbe durare per sempre!

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PROGRAMMA TV Cristiani Oggi

affermazione: “Sì, io ti amo d’un amore eterno” (Libro di Geremia 31:3). E non si tratta di parole vuote. Dietro ad esse si celano le opere d’amore di Dio, come sono rivelate nella Bibbia: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi” (Prima Lettera di Giovanni 3:16). Gesù Cristo è la personificazione dell’amore. Egli ci tende le mani per stabilire con noi un patto valido per sempre. La mangiatoia e la croce ne sono i segni tangibili. Un amore così supera le nostre più audaci aspettative: ci cerca, ci accetta come siamo, ci perdona, ci trasforma e resta sempre fedele. “Io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Vangelo di Giovanni 14:21): così ci rassicura il Signore.

POSSIAMO SOLTANTO STUPIRCI Quanti hanno ricevuto personalmente la dichiarazione d’amore da parte di Dio per mezzo della Sua Parola! La loro vita ha acquistato un senso ed uno scopo e, nello stesso tempo, una profonda, inestinguibile gioia. È qualcosa che ancora oggi non si riesce ad afferrare perché, più il tempo passa, e più è chiaro quanto tutto CHI PUÒ AMARE COSÌ? questo sia un miracolo. Non è troppo per noi Nella Bibbia Dio dice: uomini? Si dovrebbe amare davvero, ma chi ne sarebbe “Perché tu sei prezioso agli capace? Il Dio Onnipotente occhi miei, tu sei pregiato viene incontro alla nostra ri- ed io ti amo!” (Libro di Isaia cerca ed alle nostre perples- 43:4). Questo vale anche per sità con questa sconvolgente te!

Segui il programma TV Cristiani Oggi dalle stazioni televisive indicate e da satellite su Studio Europa, in chiaro su Hotbird ogni sabato sera alle 20,30. ALTAMURA (BA), Canaledue, Altamura, Matera e dintorni, Sab. ore 18:00 Dom. ore 9:00. BARLETTA (BA), Tele Sveva, Parte della Puglia, Sab. ore 18:00 Dom. ore 9:00. BENEVENTO, Rete 6 Tele Cervinara, Benevento e parte di Caserta, Lun. ore 9:00, Merc. ore 16:30. Benevento, C.D.S. TV, Benevento, Avellino e parte di Caserta, Dom. ore 12:00, Ven. ore 12:30. BOLOGNA, TSM (Ex.telestudio TV), Emilia Romagna, Sab. ore 20:30. CAMPOBASSO, Tele Molise, Campobasso e parte del Molise, Lun. ore 12:30 e 20:30. CARBONIA (CA), Tulcis TV, Sulcis e Iglesiente, tutti i giorni ore 11:30 e 19:30. CHIANCIANO Terme (SI), Tele Idea, Arezzo e Siena e parte di Perugia, Dom. ore 11:30, Mart. ore 22:30. CIVITAVECCHIA (RM), Tele Civitavecchia, Civitavecchia, Tarquinia, Viterbo e S.Marinella, Lun. ore 22:30, Mart. ore 18:00, Mer. ore 15:50. CROTONE, RTI Radio Tele Internat, Crotone e dintorni, Lun., Mar., Gio. e Ven. ore 17:30. FAVARA (AG), Sicilia TV, Prov. Agrigento, Caltanisetta, Enna, Ragusa Giov. ore 15:00, Dom. ore 14:30. FOGGIA, Telefoggia, Provincia di Foggia, Merc. ore 18:00, Ven. ore 10:00, Sab. ore 12:30. LECCE, Canale 8, Provincia di Lecce, dal Lun. al Sab. ore 11:30, Dom. ore 12:15. MILANO, Più Blu, Lombardia, Sab. ore 13.00. MODENA, TSM (Ex. telestudio TV), Bologna, Parma, Reggio Emilia, Sab. ore 20:30. NAPOLI, Teleoggi, Campania, Dom. ore 9:00, Sab. ore 9:10. PALERMO, TGS, Sicilia, Ven. ore 21:00. PESCARA, ATV7, Abruzzo, Dom. ore 14:00. REGGIO CALABRIA, Telereggio, Provincie di Reggio Calabria e Messina, Merc. ore 18:00, Dom. ore 12:00. ROMA, Teleroma 56, Lazio, Umbria, Sab. ore 12:00. S.AGATA DI MILITELLO (ME), Onda Mistero TV, Prov. Messina, Palermo, Reggio Calabria, Gio. ore 23:00, Dom. ore 12:00. SALA CONSILINA (SA), Italia 2 TV, Vallo Diano (SA), dal Lun. al Sab. ore 19:00. SCIACCA (AG), Teleradio Sciacca(TRS), Prov. Agrigento e Trapani, Lun. ore 15:30, Giov. 22:30. TORINO, Quartarete, Piemonte, Sab. ore 10.00. TIVOLI Tele Blu, Lun. ore 18:20, Sab. ore 12:30 VIBO VALENTIA, Rete Kalabria, Vibo, litorale Tirrenico, Ven. ore 21:30


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c’è un messaggio per te

Lasciandoci aiutare dalle Sacre Scritture, possiamo leggere nel Salmo 42 come anche il credente può vivere un profondo scoraggiamento, una debole o forte depressione, un periodo di “smarrimento”. L’analisi temporale del fenomeno è difficilmente definibile, perché strettamente dipendente dalla quantità e dalla qualità della fede che ogni cristiano ha nel proprio Signore e Salvatore. Viene da sé che quando non si vive in Cristo è possibile trovarsi di fronte a condizioni persino patologiche, che possono evolvere in situazioni ben più tristi ed avvilenti. La parola di Dio parla tante volte dello smarrimento, della depressione spirituale e si evince con chiarezza che l’essere “nati di nuovo” non ci risparmia situazioni del genere, ma ci dà la forza e il coraggio necessario per affrontarle e superarle: “Getta sul Signore il tuo affanno ed Egli ti sosterrà” (Salmo 55:22). Ma allora è possibile uscire dal buio che talvolta avvolge la mente ed il cuore? Sì! “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1). Dunque, per il concetto stesso di fede, si può trovare refrigerio e soluzione al problema, l’importante è… …NON ASPETTARE: • che il dubbio e lo sconcerto possano demolire ciò che lo Spirito Santo ha costruito con tanta perizia, • che la tristezza e l’apatia possano deformare la presenza di Cristo nel cuore, • che la vita esuberante lasci spazio a una rilassatezza mortale, tanto da dare campo libero al “nemico”, sempre pronto ad insinuare le sue tentazioni,

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Smarrimento

• che l’amore fraterno perda quel valore conferitogli dalla Comunione in Cristo, • che la Parola di Dio non possa più essere … “lampada al tuo piede, luce sul tuo sentiero” (Salmo 119:105). Lo smarrimento può venire anche in quelli che cercano di fare la volontà di Dio e allora, proprio per non esser trovati impreparati, proviamo a evidenziare qualche causa di questa “luce... calante”.

voro o dal fallimento di un’attività; oppure per il protrarsi di qualche situazione incresciosa, magari pericolosa, in cui ci si ritrova coinvolti, senza sapere come e perché… Queste ed altre circostanze fanno smarrire, fanno perdere l’orientamento. “Abbi pietà di me, o Signore, perché sono sfinito; risanami, o Signore, perché le mie ossa sono tutte tremanti” (Salmo 6:2)

RIPRENDERE IL CAMMINO È bene ricordare, con assoluta cerCAUSE DELLO SMARRIMENTO tezza, che la misericordia di Dio nei Malattie e lunghi trattamenti denostri confronti non viene mai meno! bilitano il corpo, e non solo: spesUsando le parole del profeta Gereso la mente rimane confusa e l’animia, affermiamo che “le sue compasmo smarrito. Magari, dopo una lunga sioni non sono esaurite, ma si rinnoe tormentata esperienza di malattia, vano ogni mattina” (Lamentazioni non si riesce subito a ragionare, a par- 3:22,23). Un cristiano smarrito “si rilare o a compiere azioni come prima, trova” solo in Cristo e nel Suo amore. e il tempo che occorre per ritrovare Quando l’angoscia, il pianto, la trile forze talvolta è ugualmente lungo, stezza, l’ansia, il timore, la delusioperciò l’uomo rimane senza alcuna ne tentano di farci perdere la rotta, è motivazione per andare avanti. giunto il momento “di rivivere in moSapere, poi, di non poter più fare le do concreto la presenza del Signore”. cose di un tempo porta a smarrire il Sappiamo che il Padre Celeste senso stesso della vita! “giorno per giorno porta per noi il Ci si può smarrire per la perdita di nostro peso”, perché Egli è “il Dio una persona cara. In questo caso lo della nostra salvezza” (Salmo 68:19). smarrimento non è immediato, ma Allora vogliamo affidarGli tutto: la si fa strada in modo lento e doloroso, nostra esistenza, i nostri sentimenti, man mano che familiari e amici tori nostri progetti, il rapporto col prosnano alle loro occupazioni, lasciando simo, il sentirci membro del corpo di che si viva da soli quel vuoto e si rea- Cristo e Lui continuerà a riempirci lizzi, così, la dimensione del cambia- con la Sua pace. mento. L’impatto, allora, può risultare tremendo, fa vacillare e… non ci si La qualità e la quantità della fede ritrova più! riposta nell’Unico Signore sarà deA volte ci si perde perché delusi da terminante per vincere ogni smarun amore non più sincero, sul quale si rimento e rimanere fermi nella veriera poggiata parte della propria vita, tà della Sua Parola: “Così il Signore sta o perché si subisce l’infedeltà del coper consolare Sion, consolerà tutte le niuge, che rompe tutti gli schemi di sue rovine; renderà il suo deserto pari un amore sano. a un Eden, la sua solitudine pari a un Ci si smarrisce per un tracollo eco- giardino del Signore…” (Isaia 51:3). nomico, causato dalla perdita del laAniello Casciello


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Incontrollabile, inaspettato, imprevisto

CristianiOggi

RADIOEVANGELO: la Buona Notizia in tutte le case Ascolta i programmi di edificazione e musica cristiana di Radio Evangelo dalle emittenti locali, e anche on-line dal sito www.assembleedidio.org EMILIA ROMAGNA Bologna 88,450 e 88,300 Mhz; Rimini 95,00 Mhz

La vita è piena di sorprese, alcune delle quali conducono verso direzioni indesiderate. Come l’onda d’urto che ha colpito la nostra casa quando mio padre ha perso il lavoro. Con gli impegni di una casa e dei bambini piccoli è stato proprio un colpo inaspettato! La perdita del posto di lavoro era al di là di ogni ragionevole pianificazione, fuori di ogni possibile controllo. Oltre a questo, il “colpo” era giunto in modo incontrollabile, in un momento inaspettato, imprevisto e inopportuno. Ma, anche in questa circostanza, mio padre è stato sicuro che, per il futuro suo e della famiglia, potevamo ancora continuare a confidare in Dio. È vero: anche per quanti amano il Signore e seguono Gesù, dobbiamo riconoscerlo, arrivano “colpi” nella vita che si presentano come “inattesi e incontrollabili”. È proprio per aiutarci in quei momenti che lo Spirito Santo per mezzo della lettera di Giacomo 4:13-15 offre una modalità di comportamento operativo, pratico: “E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo»; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che

appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest’altro». Le persone a cui questa Parola si rivolge fanno spesso piani che non tengono conto del fatto che la prerogativa propria di Dio è orientare la vita dell’uomo. È forse sbagliato pianificare il futuro? Certamente no! Non è saggio, però, dimenticare che Dio può permettere qualche “evento incontrollabile”, oppure imprevisto, come Lui crede meglio sia opportuno agire. In definitiva, più staremo vicini al Signore, più impareremo che tutto quello ci accade è per il nostro bene, anche in quelle circostanze in cui questa realtà risulta difficile da vedere: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Letterai ai Romani 8:28). Dobbiamo fidarci sempre più di Dio e dei Suoi progetti per il nostro futuro! Se non posso conoscere quello che mi riserva il futuro, posso però scegliere di fidarmi di Colui che guiderà ogni cosa nel mio futuro, e di dipendere sempre più da Lui. Vuoi farlo anche tu? B.C.

Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita”

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Forse leggendo questa copia di Cristiani Oggi ti di Cristiani Oggi, Via Altichieri da Zevio 1, sei posto alcune domande riguardo il messaggio 35132 Padova. È possibile inviare il couproposto dagli articoli di questo numero. Molpon anche per fax al numero 049.612565 te sono le risposte che potrebbero essere fornite in merito ai quesiti che ti poni, ma quella più Inviatemi una copia gratuita del Vangelo di Giovanni puntuale, precisa e completa è rintraccognome ciabile solo nella Parola di Dio. nome Se desideri ricevere gratuitavia mente una copia del Vangen. civico lo di Giovanni, compila questo cap coupon, ritaglialo lungo la linea città tratteggiata o fotocopialo e, dopo averlo inserito in una busta affranprovincia cata, invia la tua richiesta a: redazione set12

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settembre 2012

CristianiOggi

io so in Chi ho creduto

Dal dramma della croce alla salvezza Tutto ebbe inizio nel mese di agosto del 1973 quando, appena sedicenne, partii da Roma con i miei genitori per trascorrere le vacanze estive in Sardegna, loro paese di origine. Trovai lì mio zio, completamente cambiato dall’ultima volta che ci eravamo lasciati: da qualche mese aveva accettato Gesù come suo personale Salvatore. Qualcosa era avvenuto in lui che non sapevo spiegare. “Il motivo”, mi disse offrendomi un Vangelo, “è tutto qui”. Cominciai, incuriosito, a leggere quel piccolo libretto e la semplicità di quel messaggio disarmò i miei pregiudizi, lasciandomi intravedere una nuova realtà. Iniziai a frequentare regolarmente la piccola comunità locale, malgrado l’opposizione dei miei genitori che vedevano in questo un tradimento dell’ideale religioso con il quale ero stato educato fin da bambino. Ricordo ancora con commozione quei momenti di comunione fraterna trascorsi nel salotto di una casa povera, ma dignitosa. Quelle riunioni avevano la semplicità dei primi culti cristiani, quando i credenti aprivano le proprie case alla vita comunitaria. Venne poi il tempo di rientrare in città: con il fraterno saluto della mia nuova famiglia in Cristo e… l’indirizzo di una comunità di Roma. Per un anno, circa, frequentai i culti domenicali, deriso dagli amici e osteggiato da genitori e parenti. Mi sentivo solo nella lotta. Dopo circa un anno quel de-

bole lumicino si andò spegnendo, attratto sempre più dalle luci del mondo. Fu l’inizio del periodo più cupo della mia vita: quattordici lunghi anni trascorsi da un abisso a un altro abisso, sempre alla ricerca di nuove emozioni che soddisfacessero la mia sete insaziabile di pace e tranquillità. A distanza di anni posso affermare che, pur essendomi allontanato, il Signore mi è sempre stato vicino in paziente attesa di recuperare la Sua pecora. Frequentavo un bar vicino casa, ritrovo di giovani sbandati che vedevano il mondo come terra di conquista. Come avviene a chi va con lo zoppo, imparai anche a zoppicare: scorribande notturne, malefatte al limite della legalità erano all’ordine del giorno. Nel frattempo avevo intensificato i miei studi divorando i libri con una sete insaziabile. Studiai solfeggio e suonando la batteria feci parte di un gruppo musicale. Anche questo, però, non era sufficiente a placare la mia anima: l’insoddisfazione vi regnava implacabile! Un giorno fui contattato per sostituire un percussionista di una compagnia teatrale che metteva in scena “Elena di Troia” di Euripide, nello splendido scenario del teatro greco di Siracusa. Restai così affascinato da quel mondo che al rientro mi iscrissi all’accademia d’arte drammatica e, bruciando ogni tappa, dopo due anni di studi, prima del saggio d’esame, mi avviai alla nuova car-

riera con un importante contratto in tasca. Ricominciarono però, a riaffiorare le paure, le insoddisfazioni e le incertezze rimaste sopite in fondo all’anima. Il mare stava nuovamente agitandosi, salendo incessante verso burrasca quando, nel febbraio del 1987, venni scritturato per una “Passione” (rappresentazione teatrale a carattere religioso). Il palcoscenico era l’abside della chiesa di S. Bortolomeo all’isola Tiberina di Roma. Avrei dovuto interpretare il sacerdote Caifa. Qui iniziò quel sofferto travaglio interore che mi portò a capitolare davanti all’amore di Gesù. Tornavo la notte a casa, dopo le prove dello spettacolo, con l’animo pesante, angustiato per l’interpretazione che il regista dava al “dramma della croce” con Gesù visto in chiave di rivoluzionario e Giuda come vittima. Mi sentivo profondamente offeso da questo, era come se stessero colpendo il mio più caro amico. Una notte, pochi giorni prima del debutto, non riuscivo a prendere sonno. Alzandomi dal letto venni colto da un improvviso malore: una forte vertigine mi fece perdere l’equilibrio e caddi a terra. Ricordo lo stupore allibito di scoprirmi debole e fragile, questo mi colpì più che il male in sé. Due parole affiorarono sulla mia bocca: “Gesù, aiutami”. Avvertii in quel momento la presenza incoraggiante di qualcuno vicino a me, lo sentiii afferrare il mio braccio e, come un naufrago, tirarmi

fuori da quel mare di emozioni. Subito dopo, una voce mi incoraggiava a riguadagnare il letto e aprire quella Bibbia da tanti anni dimenticata nel cassetto del mio comodino. Cominciai a leggere il Vangelo di Giovanni. Ogni parola era un passo in paradiso, lacrime dolci di gioia scivolavano dai miei occhi per tutti i peccati che, ad uno ad uno, il Signore in quel momento mi stava perdonando. Il mattino dopo ero una nuova persona, tutto era cambiato intorno e dentro di me. Il giorno prima fumavo e da quel mattino le mie labbra non hanno più toccato una sigaretta; alcolici e vino che in maniera smodata bevevo prima di entrare in scena, per farmi coraggio, divennero per me cose inutili! Il Signore, oltre all’opera della salvezza, compì per me anche il miracolo di una potente liberazione. Dovevo ora ritrovare i miei fratelli! Chiedevo al Signore di guidarmi verso una comunità più vicina di quella che avevo frequentata anni addietro. Qualche giorno dopo, cercando di sintonizzare la mia autoradio captai il segnale di una emittente che trasmetteva messaggi evangelici e... gli indirizzi delle chiese. Quando per la prima volta, dopo tanto tempo, arrivai la domenica mattina in quel locale di culto, scorsi il pastore presso la porta ad accogliere i fedeli. In quel momento non riuscii a trattenere le lacrime e, davanti ai suoi occhi stupiti, dissi: “Questa finalmente è casa mia”. Il 20 settembre del 1987 il Signore, come sempre fedele, mi battezzò nello Spirito Santo durante la preghiera del culto domenicale. Ora vive ancora in me il desiderio profondo di servirLo, onorarLo e amarLo; la Sua presenza è ancora viva e tangibile nella mia vita e la Sua Parola continua a dare vita all’anima mia. Luigi Farris

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