Page 1

DICHIARAZIONE DI VOTO – GRUPPO RINNOVAMENTO DEMOCRATICO Ci troviamo dopo 4 mesi e potrebbe essere per noi facile ribadire qua i concetti che sono stati alla base della dichiarazione di voto con la quale ci astenemmo il 17 novembre scorso in merito al referendum. Insomma non è un mistero, a noi di Rinnovamento democratico quella delibera non ci aveva mai convinto dal punto di vista del coinvolgimento delle forze politiche. Non ci convinceva perché temevamo, e purtroppo ne abbiamo avuto conferma, che con tale atto avremmo spaccato l’unità dei comuni sabini nella lotta per la salvezza dell’ospedale. Ed è proprio su questo punto che il gruppo di Rinnovamento Democratico dà a voi la piena responsabilità di ciò che è accaduto. Leggere poi oggi sulla delibera che non ci sarebbero i fondi per il referendum è semplicemente vergognoso. La domanda è: ma non l’avevate verificato prima? Siete voi che siete in maggioranza e siete voi che avete in mano la situazione economica di questo comune. Questo atteggiamento è da dilettanti. Come si fa a proporre una delibera e dopo 4 mesi annullarla dichiarando che non ci sono i fondi? Questa non è serietà, perché si sta giocando con la credibilità e l’immagine di Magliano. Aver indetto un referendum al grido del “sono tutti uguali”, non so se vi siete resi conto cari colleghi della maggioranza, è stato un boomerang terrificante per la nostra comunità. Non ha prodotto alcun risultato, tant’è che dal 1 aprile l’ospedale Marzio Marini chiude i ricoveri e per di più ci ha isolato dal resto della comunità sabina. Ma ci ha isolato anche politicamente. Vedete cari colleghi della maggioranza, a noi non interessa se i vostri interlocutori sono di centrodestra o centrosinistra, ma è un fatto che con questa mossa avete bruciato la vostra strategia che si basava, per vostra stessa ammissione, esclusivamente su un canale di tipo politico. Insomma si cercano i politici ma allo stesso tempo gli si dice che si va in un’altra regione perché la colpa è della politica. Ve lo avevamo già detto e lo ripetiamo, tutto ciò è altamente illogico. Questa illogicità e questa estemporaneità nelle vostre azioni ha portato un indebolimento dell’azione di contrasto al decreto Polverini. Non sarebbe stato più utile continuare la battaglia tutti insieme, senza dividere ulteriormente la popolazione maglianese su chi è a favore e chi è contro il passaggio in Umbria, ricercando dunque l’unità e l’armonia necessaria per combattere il nemico comune?


Con questa storia del referendum che voi colpevolmente avete sovrapposto a quella dell’ospedale, che invece doveva rimanere primaria, avete delineato l’immagine di un’ amministrazione confusa e contraddittoria. Si indice prima un referendum, lo si descrive alla cittadinanza come la soluzione per tutti i mali, poi dopo appena 4 mesi lo si ritira dicendo che costerebbe troppo e che non si sarebbe raggiunto un risultato favorevole. Diteci voi se tutto ciò non è contraddittorio. A questa poi va aggiunta la totale assenza di dialogo e di confronto che una maggioranza seria avrebbe dovuto tenere per tale importante argomento con la minoranza, con i partiti, con le associazioni, con i liberi cittadini. Avete invece deciso la via del fare tutto da soli: da soli avete deciso di porre all’ordine del giorno nel consiglio comunale di novembre questa decisione, da soli l’avete approvata, da soli ne avete discusso in questi mesi, da soli oggi avete deciso di convocarci per ritirarlo. Che cosa vi dovremmo rispondere noi oggi? Vi rispondiamo che da soli oggi lo ritirerete. Noi di Rinnovamento Democratico rimaniamo coerenti con quanto deciso a novembre, e per questo motivo confermiamo il voto di astensione in quanto non vogliamo avere nulla a che fare ne con il referendum ne con la brutta figura a cui avete esposto la nostra Magliano. …….. INTERVENTO CONSIGLIERE DI RINNOVAMENTO DEMOCRATICO FRANCESCO DI BASILIO – SEDUTA CONSIGLIARE 23 MARZO 2011 Ci troviamo oggi, a distanza di quattro mesi, a discutere ancora su un argomento che sin dall’inizio il nostro gruppo consigliare e il partito che rappresento a livello locale aveva messo in discussione per via dell’efficacia di tale iniziativa. I dubbi, è inutile ricordarlo, ci sono i verbali e le dichiarazioni di voto annesse a dimostrarlo, erano tutti legati ai pericoli che un’iniziativa del genere, estemporanea e senza alcun confronto democratico con i cittadini e con le forze politiche e le associazioni, avrebbero portato. E’ qui che si incentra la principale accusa nei nostri confronti. Secondo questa maggioranza con questo comportamento si sarebbe spuntata un arma infallibile. Questo comportamento invece è stato dettato dalla necessità legittima e sacrosanta di ogni cittadino coscienzioso, di porre in discussione un tema che meritava un ampio confronto non soltanto con i cittadini di questo paese, ma con le amministrazioni dei comuni limitrofi, prima di chiedere loro dall’oggi al domani, una incondizionata adesione sulla fiducia. Sostanzialmente, riassumendoli, i dubbi erano che l’iniziativa avrebbe distolto l’attenzione dal reale obiettivo di quel momento, ovvero la salvezza del Marzio Marini, che avrebbe spaccato la nostra comunità in un momento in cui serviva unità e coesione d’intenti, e che avrebbe separato il fronte dei comuni sabini e della provincia nell’azione di difesa dell’ospedale, facendo diventare quest’ultima la lotta di un singolo comune e non di un intero territorio. Già dalla dichiarazione di voto e dalle considerazioni fatte in questi mesi, non abbiamo mai nascosto alla cittadinanza, e a voi, le grandi perplessità sui pericoli che un passaggio in Umbria avrebbe apportato. Facciamo alcuni esempi. Avevamo denunciato, fin dall’inizio, mesi or sono, il pericolo riguardo il posto di lavoro di 34 LSU a rischio con il cambio regione, avvisando direttamente i lavoratori, aspetto poi scoperto dal nostro sindaco solo il 4 marzo 2011 (vedi articolo allegato).


Avevamo denunciato come il comune di Magliano avrebbe pagato da solo l’intero costo del referendum, informando per quanto possibile su quello che era l’iter burocratico; oggi invece ci troviamo a leggere una delibera in cui viene praticamente certificato tutto ciò. Dunque avevamo ragione, e siete voi a questo punto a dircelo. Avevamo altresì denunciato da subito i tempi biblici e l’isolamento politico così come l’interregno che si sarebbe creato con l’eventuale passaggio di regione, elemento evidenziato anche qui dal sindaco solo 4 mesi dopo, sempre nello stesso articolo di giornale del 4 marzo. Peccato però questa amministrazione annuncia il dialogo, lo proclama, ma immancabilmente invece non sa ascoltare le proposte e i suggerimenti che vengono dagli altri. Quando noi abbiamo denunciato tali cose dalle colonne del vostro blog e con un articolo inviato al Giornale di Rieti, siamo stati definiti allegramente dall’assessore Ruggeri delle “cassandre”, figure mitologiche greche con il dono della profezia. Nessuna profezia, caro assessore, solo studio della storia e delle leggi, tutto qua. Lo ribadiamo anche qui in seduta ufficiale, gli unici comuni in Italia ad aver concluso questo tipo di referendum sono un gruppo di 7 comuni delle Marche che sono passati in Emilia Romagna; il voto si svolse nel 2006 e l’iter si concluse 4 anni dopo nel luglio 2010. Basta leggere su internet, niente profezie. Ancora oggi stiamo aspettando che l’assessore in questione dia della “cassandra” anche al suo sindaco, visto che con questa delibera e dalle motivazioni apportate sui giornali in queste settimane, lo ribadiamo, ci da ragione. Il partito politico che rappresento a livello locale ha avuto sulla proposta di secessione sempre le idee chiare fin dal passato e qui, in quest’aula, mi sento in dovere di smentire leggende metropolitane che in questi mesi, ad arte, sono state messe in giro. Quando parlo di leggende, mi riferisco al fatto secondo il quale il Partito Democratico sarebbe stato favorevole al passaggio in Umbria (come detto anche nella dichiarazione di voto dal capogruppo Ruggeri nella delibera 43 che oggi annulliamo) per poi cambiare idea. In questi mesi, impegnati come eravamo a lottare per la salvezza del Marini, abbiamo lasciato correre, ma oggi credo che sia venuto il momento della trasparenza, della chiarezza e dell’onestà intellettuale che tanto a lei piace nominare assessore Ruggeri. Ci dica assessore in quale dichiarazione di voto e in quale occasione pubblica o non, il PD di Magliano si sarebbe detto favorevole al passaggio in Umbria. Dico questo perché credo sia giusto, arrivati a questo punto ormai, che ognuno si assuma le responsabilità delle proprie dichiarazioni e soprattutto delle proprie azioni. La storia, quella vera e non quella fantasiosa, ci dice di un forum organizzato nel 2008 dai ragazzi di Sabinamente in cui proprio il sottoscritto, a nome del circolo PD di Magliano, si dichiarava non favorevole al passaggio in Umbria, apponendo delle motivazioni che non sto qui ora a ricordare; se poi qualcuno è curioso di sentire quelle parole, abbiamo a disposizione i video che possono dimostrarlo. Così come ricordo che in quella stessa sede nel 2008 anche il gruppo di Magliano Insieme, per bocca di Alfredo Graziani, oggi sindaco, si disse contrario al passaggio in Umbria, rilasciando ai giornali il giorno seguente una serie di dichiarazioni in tal senso(vedi articolo di giornale allegato). Quindi come vede i fatti sono più complessi della realtà fantasiosa che viene raccontata e richiedono uno sforzo di memoria maggiore; non condanno il vostro atteggiamento altalenante sul tema, prima contrari, poi favorevoli, poi ancora contrari, battendo il ritirata a giochi ormai iniziati. Non vogliamo entrare nel merito di questi cambiamenti, tutto legittimo, sono vostre opinioni, quello che però non ci va giù è che vengono affibbiate a noi del Partito Democratico atteggiamenti e posizioni, nonché colpe, al non abbiamo.


Noi siamo stati limpidi e trasparenti, abbiamo votato il 17 novembre astenendoci, motivando in quella sede la nostra posizione con una dettagliata dichiarazione di voto che ancora oggi potete leggere, e in cui, lo voglio ricordare perché è importante, ci dichiaravamo per niente contrari a consultare l’elettorato (allegata dichiarazione di voto). Forse qualcuno se lo è dimenticato, e questo spesso accade purtroppo, ma noi siamo un partito che elegge i nostri rappresentati con primarie libere dando direttamente la voce agli iscritti. Si pensi un po’caro sindaco se questo partito anche a livello locale avesse potuto temere di consultare i cittadini maglianesi! Infatti, anche qui potrà cercare ma sono convinto che non troverà alcuna dichiarazione del sottoscritto o del capogruppo Urbanetti dove si supplica il ritiro del referendum. Noi abbiamo semplicemente e legittimamente espresso le nostre opinioni e i nostri quesiti in merito a un progetto che risultava del tutto assente per il passaggio nella nuova regione e che un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto presentare già diverso tempo fa. Lo abbiamo scritto in un recente comunicato. Anche questo tutto documentabile. Qui permettetemi, faccio un breve discorso politico. Eravamo dubbiosi, e lo siamo ancora oggi, semplicemente per un fatto: avviare le procedure per indire un referendum crediamo sia qualcosa di molto importante perché cambia radicalmente lo status istituzionale di un paese; sarebbe come se in Italia si ragionasse di cambiare la costituzione dall’oggi al domani. E quando si ragiona di cambiare qualcosa di istituzionale lo si fa coinvolgendo tutti e non come avete fatto voi a novembre tentando di imporre a tutti, a noi della minoranza, ai cittadini, al presidente della provincia e addirittura imporla al di fuori dei confini della provincia stessa, ai rappresentati umbri. Voglio che quest’ultimi sappiano che noi non siamo affatto d’accordo con quanto scritto in questa nuova delibera, dove si parla di freddezza e disinteresse delle istituzioni umbre. Stiamo forse scherzando? Ma scusate l’Umbria viene a sapere di ciò dai giornali e cosa dobbiamo aspettarci, quanto meno una reazione stupita. Pensavate forse che ci accogliessero senza un progetto, senza un’idea precisa per il futuro, solo perché sventolavamo un ricatto rivolto alla Polverini? Signori questo non è un gioco, qui si parla di istituzioni e di cittadini, e a questi va mostrato maggior rispetto. Credevamo, e continuiamo a crederlo, che questo tipo di delibere siano più importati di una semplice ripicca, e quando lei sindaco parla di essere rimasto isolato è proprio perché ha avviato queste procedure con tali modalità. Ecco dunque le conseguenze. Cosa si aspettava? Non ci si può lamentare per poi dare sempre la colpa agli altri. Perché non si chiede come sarebbe stata la storia di questa delibera se avesse ragionato in maniera seria, democraticamente, con gli opportuni confronti, forum, incontri veri con le istituzioni umbre, con la creazione di un vero progetto, magari coinvolgendo i comuni limitrofi a Magliano, per capire come una volta giunti nella “terra promessa”avremmo potuto giocare un ruolo decisivo. Invece abbiamo assistito ad altro, a proclami elettoralistici, vere invettive contro il presidente della provincia, reo di difendere l’integrità della stessa; abbiamo assistito a invettive contro chi non era favorevole, dimenticandoci forse del fatto che quando si indice un referendum è del tutto legittimo che si creino delle posizioni pro e contro. Proprio in merito, voglio farle un esempio di come non si siano analizzati bene i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta ma si sia data invece a questa solo un’impronta di tipo propagandistica dettata esclusivamente dall’emotività. Prendiamo la regione Lazio, nella vostra dichiarazione dite che essa ha martoriato questo territorio per anni.


E’ tutto legittimo, ma bisognerebbe essere più attenti quando si è amministratori e conoscere le cifre esatte. Per esempio basterebbe vedere quali sono stati i trasferimenti della regione Lazio a Magliano durante la gestione Marrazzo, e che ammontano a circa 3 milioni di euro senza considerare gli investimenti sull’ospedale (praticamente tutte le opere pubbliche fatte negli ultimi anni compresi i primi due della vostra gestione). In più avevamo difeso un ospedale grazie all’assessore Battaglia del Partito Democratico, difeso il pronto soccorso e i posti per acuti nonostante i debiti e la scellerata gestione del precedente governatore regionale Storace. Arriva Renata Polverini, i finanziamenti vengono per gran parte annullati, le piccole comunità vengono messe in ginocchio, e a noi viene cancellato un ospedale. Questi sono i dati. Non fantasia. La domanda che dall’inizio di questa storia ci siamo sempre posti e anche guardando questi dati ci poniamo è: ma la colpa è del Lazio o di chi lo governa? La colpa non è dei territori ma di chi li governa di volta in volta ed è per questo che il referendum ha avuto un sapore amaro fin dall’inizio, uno scopo ben preciso, cioè quello di nascondere le reali responsabilità del centrodestra al governo della Regione, sminuendo invece gli ottimi risultati raggiunti con la giunta Marrazzo a Magliano. Troppo facile scappare dai problemi, è più difficile invece rimanere e farsi rispettare. Insomma con il solito gioco del “siamo tutti uguali”, intanto iniziamo la fuga. Attenzione amministratori, questo gioco è molto pericoloso, ammazza il merito e il valore delle singole persone. E abbiamo infine assistito a qualcosa che ha sfiorato il grottesco e cioè annunciare incontri con istituzioni umbre, salvo poi essere smentite nel giro di poche ore con tanto di nota ufficiale della regione Umbria. Da cittadini maglianesi, in merito a questo, fatemi dire che ci siamo vergognati per voi. Ora sindaco, ancora lei dice che aveva degli incontri, noi non sappiamo se questo sia vero oppure no, sappiamo però che un consigliere comunale si deve rifare agli atti e la nota ufficiale del presidente dell’Umbria vale da sola come atto sufficiente per noi. Siamo stati sottotraccia, e con varie allusioni, accusati ancora una volta di aver causato noi questo comportamento. Ci viene da sorridere caro sindaco perché quando si fanno degli atti e delle dichiarazioni sul giornale, come fatte da lei (vedi dichiarazioni sul presidente Melilli), bisogna assumersene direttamente le responsabilità. Vede, io e il mio gruppo non abbiamo incontrato il presidente Catiuscia Marini in questi mesi, certo la conosciamo, ha fatto campagna elettorale per le europee qua, ma abbiamo avuto il rispetto dell’istituzione senza metterla in una situazione che avrebbero potuto creare qualche imbarazzo. Quanto poi a incontri con il PD umbro, su questo ci viene da pensare: non so se lo avete notato caro sindaco e rappresentanti della giunta, la nostra bandiera ha i colori del tricolore nazionale. Il Partito Democratico non esiste come voi, solo a Magliano, ma è presente in tutt’Italia. Che i rappresentanti umbri del PD dunque abbiano voluto ascoltare i rappresentanti del PD moglianese, non c’è proprio nulla di male, e anzi, mi sembra del tutto normale che all’interno di una stessa comunità politica ci si confronti. Ad essi abbiamo riportato le stesse considerazioni fatte in pubblico e in quest’aula e non ci siamo sottratti ad un confronto sereno su quelli che potevano essere gli eventuali vantaggi in un passaggio in Umbria. Abbiamo avuto in merito le sue stesse impressioni, cioè che non è oro tutto quel che luccica, e anche da parte loro abbiamo avuto perplessità serie sia sul mantenimento delle strutture sanitarie, sia per altri aspetti legati agli LSU e alle attività commerciali. Ma anche in questo caso crediamo che i dubbi rilevati siano causa totale di un progetto.


Questa è la nostra opinione che può anche non essere condivisa, l’abbiamo avuta sempre rimanendo coerenti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito poi a una vera escalation delle accuse al PD locale e al presidente della provincia, in unione con il PD provinciale di aver fatto saltare questo referendum. Mettere i puntini sulle i, belli e chiari. Melilli al teatro, davanti alla sua dichiarazione che se non fosse stato mantenuto l’ospedale avrebbe indetto il referendum, disse chiaramente che se questo atteggiamento da parte della regione fosse continuato, ci sarebbero stati gli elementi per discutere, e ripetiamo discutere, non decidere, un eventuale passaggio ad altra regione dell’intera provincia di Rieti. In quella stessa sede e in altre occasioni, prima fra tutte la manifestazione sulla Flaminia, il presidente della provincia è stato chiaro: avrebbe condannato qualunque iniziativa secessionista solitaria, e per fortuna ancora una volta, i filmati che abbiamo lo dimostrano. Le istituzioni tutte vanno rispettate, anche se queste possono avere opinioni differenti dalle vostre. Che un presidente della provincia difenda l’integrità del territorio che rappresenta ci sembra del tutto normale. Lo ha fatto a Leonessa, lo avrebbe fatto qui a Magliano. Voi 11 avete deciso legittimamente e a maggioranza di intraprendere l’avviamento per le procedure di referendum in maniera solitaria. Se oggi lo ritirate, apportando le motivazioni che sono presenti in questa delibera, vorremmo capire da voi di chi siano le responsabilità e che cosa centra il PD locale e la minoranza in generale, così come il presidente Melilli, in tutta questa faccenda. Siete stati voi a prendere questa decisione e ora è giusto che ve ne assumiate la responsabilità per ciò che avete combinato, e per l’immagine che avete dato di Magliano a tutta la regione. Sarà nella dichiarazione di voto che il capogruppo chiarirà questo aspetto, a me preme però oggi guardare in faccia la realtà caro sindaco, spero lo facciate anche voi coscienziosamente. Il 17 novembre quando avete approvato la delibera 43, era stato già emanato il piano di riordino della Polverini, eravamo in piena lotta e con noi al fianco c’era sia la provincia sia tutti i comuni della bassa sabina, come dimostrato da quella bella foto con tutti i sindaci al Teatro Manlio.Lei si dimentica sempre di ricordare che quella foto è stata scattata prima della delibera. Cosa ha prodotto dunque questa vostra sortita oggi? Un risultato solo ed è stato devastante. Ha prodotto la divisione dell’unità di un intero territorio, costruitasi a difesa dell’ospedale della bassa sabina. Un danno del tutto imputabile a questa delibera anche e soprattutto nelle tempistiche in cui è stata emanata. Lei dichiara che questa delibera ha infastidito qualcuno, viste le pressioni che avete ricevuto, ma vorremmo chiedervi che tipo di fastidio hanno avuto queste persone e se questo ha prodotto risultati concreti per l’ospedale. La risposta la sapete e la sanno i cittadini e gli operatori del Marzio Marini, è un terrificante e deprimente NO. Infatti oggi assistiamo alla pubblicazione di circolari, che lei conosce, e che stanno di fatto chiudendo l’ospedale, e addirittura dimostrano come si stia andando al di sotto di quanto previsto dal decreto della Polverini. Insomma se questa doveva essere un arma di ricatto, non ha proprio funzionato e certo la colpa non può essere la nostra che non eravamo d’accordo. Concludo ribadendo una cosa, siamo il PD, non abbiamo paura delle urne, eravamo pronti a informare i cittadini, confrontarci con loro. La decisione definitiva su come schierarci l’avremmo presa solo dopo l’assemblea con i nostri iscritti di sabato prossimo, a cui porteremo comunque un comportamento coerente e in linea con quello che abbiamo deciso insieme a loro. All’agenzia Dire lei sindaco ha detto che non ci sarebbe stato nessun problema vincere il referendum con largo margine, oggi invece ci propone una delibera in cui praticamente dichiara che è altamente improbabile che il referendum vada a buon fine. Dobbiamo e deve interrogarsi su questo continuo cambio di opinione e di umore che ha messo Magliano alla berlina di tutti in provincia e fuori dalla regione.


Insomma dare la colpa al PD è stato veramente grottesco. Ora chiunque veda questa storia può notare solo una cosa: ve la siete suonata e cantata da soli, da soli l’avete proposta, da soli vi siete riuniti per discuterne, da soli la state oggi, troppo tardi, ritirandola. Mentre voi discutevate e facevate tutto da soli sul referendum, noi abbiamo tentato di parlare di quello che era realmente importante e quello che accadrà il primo aprile: l’ospedale di Magliano chiude i battenti. Avremmo sperato di parlare solo di questo per risolvere il problema, invece avete voluto mettere sul banco un altro tema che dopo quattro mesi, ora voi stessi giudicate inutile. Il 17 novembre il capogruppo di maggioranza Ruggeri affermava nella sua dichiarazione di voto dicendo:” oggi dobbiamo cominciare a scrivere una pagina nuova di una nuova storia”. Noi invece pensiamo che tutto questo episodio del referendum abbinato alla chiusura del Marzio Marini non abbia scritto una pagina nuova, ma una delle pagine più nere e più umilianti della storia di Magliano Sabina.

Ritiro referendum  

Ritiro referendum

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you