

















QUALITÀ DAL 1926

PH NEUTRO
SORGENTE A 1300 mt.
ENERGIA EOLICA
GIUGIARO DESIGN
CASTAGNETI DI GARESSIO
BOSCHI DI CITTÀ PRATI STABILI
RESIDUO FISSO 35,6 mg/l
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QUALITÀ DAL 1926

PH NEUTRO
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GIUGIARO DESIGN
CASTAGNETI DI GARESSIO
BOSCHI DI CITTÀ PRATI STABILI
RESIDUO FISSO 35,6 mg/l
Let’s get used to greatness
Abituiamoci a guardare la verità che sta crescendo davanti ai nostri occhi. Il Como 1907 è diventato una delle storie più straordinarie del calcio europeo. Non per caso. Non per fortuna. Ma attraverso una visione, una strategia e una determinazione che negli ultimi anni hanno trasformato un sogno in una realtà che oggi il mondo guarda con rispetto e ammirazione. Chi, come me…ha vissuto, e vive accanto al Como da oltre quarant’anni, conosce bene il valore di questo percorso. Conosce le domeniche difficili, le delusioni, le speranze tradite e le ripartenze. Conosce soprattutto la fedeltà di una tifoseria che non ha mai abbandonato la propria squadra nemmeno nei momenti più bui. Per questo la conquista della Champions League non rappresenta soltanto un traguardo sportivo. Rappresenta una rivincita morale. Una vittoria che appartiene ai veri tifosi, a coloro che hanno continuato a esserci quando era più facile allontanarsi che restare, a chi ha difeso questi colori quando i riflettori erano spenti e nessuno immaginava ciò che sarebbe accaduto.
Oggi il Como 1907 non rappresenta soltanto una società calcistica. Rappresenta la città di Como, il Lago di Como, i suoi borghi, le montagne che lo circondano e un territorio straordinario che attraverso lo sport sta mostrando al mondo la propria capacità di sognare, innovare e vincere. E proprio per questo occorre custodire con rispetto ciò che è stato costruito.
Lasciamo da parte gli ego. Lasciamo da parte la tentazione di strumentalizzare questo successo per finalità che nulla hanno a che vedere con lo sport. Quando non è il cuore a guidare le azioni, il rischio è quello di confondere il bene del Como 1907 con interessi personali o protagonismi che poco hanno a che fare con questa impresa. Ognuno guardi il proprio percorso. La storia che stiamo vivendo non ha bisogno di interpreti improvvisati. Ha già i suoi protagonisti: una società lungimirante, una squadra straordinaria, un allenatore visionario come Cesc Fàbregas, e migliaia di tifosi che non hanno mai smesso di credere. Molto di questa cavalcata e di queste emozioni appartiene a loro. E mentre le notti europee si riflettono sulle acque del nostro Lago, una certezza emerge sopra tutte le altre: il viaggio del Como 1907 verso la grandezza è appena iniziato!
Daniele Brunati Direttore
Let’s get used to seeing the truth unfolding before our eyes. Como 1907 has become one of the most extraordinary stories in European football. Not by chance. Not by luck. But through a vision, a strategy, and a determination that, in recent years, have turned a dream into a reality that the world now views with respect and admiration.
Those who, like me… have lived, and continue to live alongside Como for over forty years, know well the value of this journey. They know the difficult Sundays, the disappointments, the betrayed hopes, and the fresh starts. Above all, they know the loyalty of a fanbase that has never abandoned its team, not even in the darkest moments.
That is why winning the Champions League is not just a sports achievement.
It represents a return match.
A victory that belongs to the true fans, to those who stayed when it was easier to walk away than to stay, to those who defended these colors when the spotlight was off and no one could have imagined what would happen.
Today, Como 1907 is not just a football club. It represents the city of Como, Lake Como, its villages, the mountains that surround it, and an extraordinary region that, through sports, is showing the world its ability to dream, innovate, and win.
And that is why we must cherish with respect what has been built. Let’s set aside our egos. Let’s set aside the temptation to exploit this success for purposes that have nothing to do with sports. When the heart does not guide our actions, we risk confusing the good of Como 1907 with personal interests or self-promotion that have little to do with this achievement.
Let everyone focus on their own path.
The story we are living through does not need improvised interpreters. It already has its protagonists: a forward-thinking club, an extraordinary team, a visionary coach like Cesc Fàbregas, and thousands of fans who never stopped believing.
Much of this journey and these emotions belong to them.
And as European nights reflect on the waters of our lake, one certainty stands out above all others: Como 1907’s journey toward greatness has only just begun!
Daniele Brunati Director
Testimonial



On
Como si dice Champions


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Un’iniziativa editoriale di • An editorial initiative by TBM Service & C. Editore
Sostenuta da • Supported by Amici di Como
In collaborazione con • In collaboration with Consorzio Como Turistica Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio
Progetto editoriale • Research Editor Daniele Brunati, Rosaria Casali
Consulente editoriale • Publishing Adviser Giovanni Anzani, Rosaria Casali
Direttore responsabile • Editor Daniele Brunati
Graphic design Andrea Pedretti
Testi • Research and Material
Daniele Brunati, Rosaria Casali, Stefania De Giorgi, Elisabetta Comerio, Marina Moretti, Alessandro Gazzolo, Michele Dondi, Nadia Baba, Gian Enrico Ghilotti, Marili Fontana, Cecile Prakken, Demetra Toile, Marilena Lualdi, Josette Elisa Bonomi Davide Lacchini, Emanuele Riva,
Pubblicità • Advertising TBM Service & C, Chiara Bordoli
Traduzioni • Translations
Elena Pedretti
Foto • Photographic Material
Andrea Butti, Carlo Pozzoni, Francesco e Luigi Corbetta, Virginia Bettoja, Julia Upali, Lorenzo Butti, Riccardo Monti, Mirko Banfi, Giulia Gentili, Marcos Estrada, Alessandro Vezzoli, Mario Ghislanzoni, André Meier
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Amministrazione • Administration Studio Bergna Principi S.T.P. a RL
Un ringraziamento speciale • Special thanks to a Giovanni e Ornella Anzani per la generosa disponibilità e concreta collaborazione

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Molto più di una sorprendente realtà calcistica.
Il Como oggi è un progetto che unisce una vi -
di Alessandro Gazzolo foto Como 1907 sione chiara e ambiziosa, appartenenza e crescita, dentro e fuori dal campo. Nelle interviste al presidente Suwarso, al CEO Terrazzani, al direttore sportivo Ludi e all'allenatore Fàbregas emergono le idee, i valori e le persone che stanno guidando l'ascesa del club: un percorso fondato su attenzione ai giovani, spirito di famiglia e forte legame con il territorio e i tifosi. Questo racconto a più voci prende forma nelle parole di chi, ogni giorno, contribuisce a costruire il presente e il futuro del Como e permette di leggere da vicino il percorso di crescita del club, comprendendone le basi, le scelte e le prospettive.
Sei padre di famiglia e, nel tuo ruolo al Como, lavori quotidianamente a contatto con tanti ragazzi molto giovani. Pensi che l’esperienza di essere genitore ti abbia aiutato a comprendere meglio i tuoi giocatori e a instaurare con loro un rapporto più vero? Inoltre, ritieni che l’avvento dei social media abbia cambiato il modo in cui i giovani talenti vivono il calcio, le pressioni e la notorietà rispetto a quando hai esordito tu in prima squadra? Diventare padre cambia completamente il modo in cui guardi le persone. Ti rende più empatico, più paziente e più attento alle esigenze degli altri. Molti dei ragazzi che alleno stanno vivendo una fase delicata della loro vita, perchè sono molto giovani. Hanno ta-
lento, ma spesso affrontano pressioni enormi. Cerco di capire cosa provano e di aiutarli non solo come calciatori ma anche come persone. I social media hanno cambiato tutto. Quando ho iniziato io, potevi sbagliare una partita e il giorno dopo si parlava di altro. Oggi ogni errore viene analizzato, condiviso e commentato immediatamente. Per i giovani è una sfida enorme e credo che uno degli aspetti più importanti del nostro lavoro sia proteggerli e aiutarli a mantenere l'equilibrio. Dal tuo arrivo a Como nel 2022 il club è cambiato radicalmente, dentro e fuori dal campo, migliorando sotto ogni aspetto. Oggi il Como si prepara a competere ai massimi livelli del calcio europeo, un traguardo che nessuno avrebbe immaginato solo pochi anni fa. Qual è il risultato che ti rende più orgoglioso di questo percorso?

E, quando hai iniziato ad allenare, avresti mai pensato di essere protagonista di una crescita così straordinaria e immediata? Naturalmente i risultati sportivi sono importanti, ma la cosa che mi rende più orgoglioso è la cultura che siamo riusciti a creare. Quando sono arrivato, il club aveva ambizioni importanti ma era ancora all'inizio del suo percorso. Oggi esiste un'identità chiara che coinvolge giocatori, staff e società. Ho sempre pensato che lavorando bene e prendendo decisioni coerenti si potessero accelerare i tempi. Vedere il Como competere ai massimi livelli è una soddisfazione enorme. Il tuo rapporto con i tifosi del Como è qualcosa di speciale: in pochi anni sei riuscito a creare un legame profondo con la piazza, diventando un punto di riferimento ben oltre il ruolo di allenatore.
Nonostante le dimensioni più contenute dello stadio Sinigaglia, se si dovesse giocare lì, pensi che il calore e la vicinanza del pubblico possano fare la differenza anche in una competizione come la Champions League, trasformando i tifosi nel vero dodicesimo uomo in campo? A Como le persone sentono il club come qualcosa di loro e percepiscono che stiamo costruendo insieme qualcosa di importante. Il Sinigaglia non è uno stadio enorme, ma il calcio non si misura soltanto in termini di capienza. Si misura in emozioni, energia e senso di appartenenza. Quando pubblico e squadra sono completamente uniti, si crea un'atmosfera che gli avversari percepiscono immediatamente. In quel senso, sì, i tifosi possono davvero diventare il dodicesimo uomo in campo.



Much more than just a surprising soccer club. Today, Como is a project that combines a clear and ambitious vision with a sense of belonging and growth, both on and off the field. In interviews with President Suwarso, CEO Terrazzani, sporting director Ludi, and coach Fàbregas, the ideas, values, and people driving the club’s rise come to the fore: a journey built on a focus on youth, a family spirit, and strong ties to the local community and the fans. This multi-voiced narrative takes shape through the words of those who, every day, contribute to building Como's present and future, and offers a close-up look at the club's growth journey, understanding its foundations, choices, and prospects.
You’re a father, and in your role at Como, you work with many very young players. Do you think that your experience as a parent has helped you better understand your players and build a more genuine relationship with them? Do you think the rise of social media has changed the way young talents experience soccer compared to when you made your debut on the first team?
Becoming a father completely changes the way you view people. It makes you more empathetic, more patient, and more attentive to the needs of others. Many of the young players I coach are going through a delicate phase in their lives because they are so young. They have talent, but they often face enormous pressure. I try to understand what they’re going through and to help them not only as soccer players but also as persons. Social media has changed everything. When I started out, you could have a bad game and the next day people were talking about something else. Today, every mistake is analyzed, shared, and commented on immediately. For young players, it’s a huge challenge, and I believe one of the most important aspects of our job is to protect them and help them maintain their balance.
Today, Como is preparing to compete at the highest levels of European soccer - a milestone that no one would have imagined just a few years ago. What achievement makes you most proud of this journey? And, when you
started coaching, did you ever think you’d be at the center of such extraordinary and immediate growth?
Of course, sporting results are important, but what makes me most proud is the culture we’ve managed to create. When I arrived, the club had big ambitions but was still at the beginning of its journey. Today, there’s a clear identity that involves the players, staff, and the club. I’ve always believed that by working hard and making consistent decisions, we could accelerate progress. Seeing Como compete at the highest levels is a source of immense satisfaction.
In just a few years, you’ve managed to forge a deep bond with the community, becoming a figure of reference far beyond your role as coach. Despite the Sinigaglia Stadium’s smaller size, if you were to play there, do you think the warmth and closeness of the crowd could make a difference even in a competition like the Champions League?
In Como, people feel the club is their own and sense that we’re building something important together. Sinigaglia isn’t a huge stadium, but soccer isn’t measured solely in terms of capacity. It’s measured in emotions, energy, and a sense of belonging. When the crowd and the team are completely united, an atmosphere is created that opponents immediately sense. In that sense, yes, the fans can truly become the twelfth man on the field.






MIRWAN SUWARSO, PRESIDENTE
In un’intervista dello scorso anno hai tracciato un parallelismo tra il modello di business della Disney e quello del Como. In quest’ottica, il progetto Como può essere visto come qualcosa che va oltre il calcio: non solo una squadra, ma un brand capace di valorizzare il lusso, il paesaggio, l’ospitalità, la cultura e lo stile di vita legati al Lago di Como. Era questa la vostra visione fin dal 2019, quando avete acquisito il club? E, pur con le dovute proporzioni, pensi che il Como possa diventare nel mondo del calcio ciò che Disney rappresenta per l’intrattenimento: un marchio globale capace di generare valore ben oltre il suo prodotto principale? All’inizio Como per noi doveva essere solo il set per un nostro documentario ma con il passare del tempo abbiamo capito l’enorme potenziale che ha questo fantastico territorio. Non esistono molti club che possano associare il proprio marchio a un territorio riconosciuto e ammirato in tutto il mondo come il Lago di Como. La nostra idea non si limita ai novanta minuti della domenica. Vogliamo costruire una piattaforma capace di raccontare un territorio, una cultura e uno stile di vita. Quando
ho citato Disney intendevo fare un paragone concettuale. Disney è riuscita a trasformare un prodotto in un ecosistema di esperienze. Noi vogliamo che il Como diventi un simbolo riconoscibile a livello internazionale, capace di generare valore attraverso il calcio ma anche attraverso tutto ciò che rappresenta il territorio. La qualificazione alla Champions League ha attirato ancora più attenzione sul mondo Como, rendendo il club uno dei più chiacchierati in Italia e in Europa. Pensi che questo traguardo, insieme all’ambizione e alla credibilità del vostro progetto, possa rendere il Como una destinazione sempre più appetibile per i giocatori, anche rispetto a club dal blasone storico come Milan e Juventus, che negli ultimi anni hanno attraversato momenti più complessi sul piano sportivo e progettuale?
Una stagione in Champions League non significa molto, non cambierà granché da quel punto di vista. Dobbiamo lavorare sodo per continuare a migliorare. Non credo, inoltre, che la sfida stia nel competere con altri grandi club. La nostra sfida è continuare a migliorare e costruire un ambiente in cui i migliori talenti vogliano venire per crescere e vincere.
In an interview last year, you drew a parallel between Disney’s business model and that of Como. From this perspective, the Como project can be seen as something that goes beyond soccer: not just a team, but a brand capable of showcasing the luxury, scenery, hospitality, culture, and lifestyle associated with Lake Como. Was this your vision back in 2019, when you acquired the club? And, keeping things in perspective, do you think Como could become to the world of soccer what Disney is to entertainment: a global brand capable of generating value far beyond its core product? At first, Como was supposed to be just the setting for one of our documentaries, but over time we realized the enormous potential of this fantastic region. There aren’t many clubs that can associate their brand with a region as recognized and admired worldwide as Lake Como. Our vision isn’t limited to the ninety minutes on Sunday. We want to build a platform capable of showcasing a region, a culture, and a lifestyle. When I mentioned Disney, I was making a conceptual comparison. Disney has managed to transform a product into an ecosystem of experiences. We want Como to become an internationally recognizable symbol, capable of generating value through soccer but also through everything the region represents. Do you think the qualifying for the Champions League, combined with the ambition and credibility of your project, can make Como an increasingly attractive destination for players, even compared to historically prestigious clubs like Milan and Juventus, which in recent years have faced more challenging times both on the field and in terms of their strategic direction? A single season in the Champions League doesn’t mean much; it won’t change much from that perspective. We have to work hard to keep improving. Furthermore, I don’t believe the challenge lies in competing with other big clubs. Our challenge is to keep improving and build an environment where the best talents want to come to grow and win.





FRANCESCO TERRAZZANI, CEO
Prima di arrivare al Como, hai lavorato per dieci anni nell'area gestione e finanza della Lega Serie B, un contesto molto diverso rispetto a quello di amministratore delegato di club. Quali sono state le principali difficoltà nel passaggio a questo nuovo ruolo? E, considerando che sei uno dei dirigenti più giovani del calcio italiano, in che modo la tua età ha influenzato il tuo approccio a questa nuova sfida?
La sfida principale nel passaggio dalla Lega Serie B al Como è stata calarsi nella quotidianità di un club, unendo la gestione aziendale a quella umana. Fermo restando che l’esperienza è un valore molto importante e che spesso viene acquisita “sul campo” non mi piace ne fare paragoni ne considerare l’età anagrafica come un fattore. I risultati si ottengono solo attraverso il confronto costante, la voglia di crescere e migliorarsi e il lavoro di squadra.
Before joining Como, you worked for ten years in the management and finance department of Lega Serie B, a very different environment from that of a club CEO. What were the main challenges you faced in transitioning to this new role? And, considering that you are one of the youngest executives in Italian soccer, how has your age influenced your approach to this new challenge?
The main challenge in moving from Lega Serie B to Como was immersing myself in the day-to-day operations of a club, combining business management with people management. While experience is certainly a very important asset—and one that is often gained “on the job”. I don’t like to make comparisons or consider chronological age as a factor. Results are achieved only through constant dialogue, the desire to grow and improve, and teamwork.





Il Novara è stato per te una casa, non solo dal punto di vista calcistico. Hai scritto pagine importanti della storia del club, contribuendo al ritorno in Serie A, indossando la fascia da capitano ed entrando nella Hall of Fame della società. Quando, dopo tanti anni, hai lasciato quella realtà che ti aveva formato e accompagnato nella crescita professionale e personale, pensavi di poter ritrovare nel Como una nuova famiglia? E oggi, dopo il percorso vissuto qui, ti senti anche un po’ comasco? Novara per me rappresenterà sempre qualcosa di speciale. È stata la città in cui sono cresciuto come calciatore, come capitano e soprattutto come persona. Quando lasci un ambiente così, non pensi di poter trovare facilmente qualcosa di simile, ma quando sono arrivato a Como ho trovato persone che condividevano valori molto chiari: ambizione, rispetto, senso di appartenenza e voglia di costruire qualcosa di importante. Questo mi ha permesso di sentirmi parte di una nuova famiglia fin da subito. Oggi posso dire di sentirmi profondamente legato a Como. Non sono nato qui, ma dopo anni vissuti insieme, promozioni, difficoltà e successi condivisi, è inevitabile sviluppare un forte senso di appartenenza. Credo che questo sia uno degli aspetti più belli del calcio. Nel 2024 hai deciso di iscriverti alla facoltà di Sociologia. In che misura questo percorso di studi ti sta aiutando nella gestione dei rapporti umani con calciatori, dirigenti e membri dello staff? Pensi che il ruolo del direttore sportivo stia cambiando rispetto al passato, richiedendo sempre più competenze relazionali e manageriali oltre a quelle strettamente legate al calcio? Ho scelto Sociologia perché sono convinto che nel calcio, come in ogni ambito della vita, si delineano fenomeni umani e sociali che sono molto importanti. Dietro ogni giocatore ci sono una storia, una famiglia, delle aspettative e delle fragilità. Lo studio mi sta aiutando a osservare le dinamiche relazionali con maggiore consapevolezza. Non significa avere tutte le risposte, ma avere strumenti in più per comprendere persone e contesti. Il ruolo del direttore sportivo è cambiato molto. Oggi non basta valutare un giocatore dal punto di vista tecnico. Bisogna capire se sarà in grado di inserirsi in uno spogliatoio, di condividere una cultura aziendale e di adattarsi a un progetto. Le competenze relazionali, organizzative e manageriali sono sempre più importanti e credo che in futuro lo saranno ancora di più.
Novara has been a home to you. You wrote important chapters in the club’s history. When you left that environment that had shaped you and accompanied you in your professional and personal growth, did you think you could find a new family in Como? And today do you feel a bit like a local? Novara will always hold a special place in my heart. It was the city where I grew as a player, as a captain, and above all as a person. When you leave an environment like that, you don’t think you’ll easily find something similar, but when I arrived in Como, I found people who shared very clear values: ambition, respect, a sense of belonging, and a desire to build something meaningful. This allowed me to feel part of a new family right from the start. Today I can say I feel deeply connected to Como. I wasn’t born here, but after years spent together - promotions, difficulties, and shared successes - it’s inevitable to develop a strong sense of belonging. I believe this is one of the most beautiful aspects of soccer.
In 2024, you decided to enroll in the Sociology program. To what extent is this course of study helping you manage your relationships with players, executives, and staff members? Do you think the role of the sporting director is changing compared to the past, requiring more and more interpersonal and managerial skills in addition to those strictly related to soccer?
I chose Sociology because I’m convinced that in soccer, as in every aspect of life, human and social phenomena emerge that are very important. Behind every player there is a story, a family, expectations, and vulnerabilities. My studies are helping me observe relational dynamics with greater awareness. It doesn’t mean having all the answers, but having additional tools to understand people and contexts. The role of the sporting director has changed significantly. Today, it’s not enough to evaluate a player from a technical standpoint. You have to understand whether he’ll be able to fit into a locker room, share a corporate culture, and adapt to a project. Interpersonal, organizational, and managerial skills are increasingly important, and I believe they’ll be even more so in the future.


Lo scorso 2 giugno il Teatro Sociale di Como ha accolto le celebrazioni ufficiali della Festa della Repubblica, nell'80° anniversario della nascita. Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose del territorio, insieme a rappresentanti delle istituzioni e della società civile. Nel corso dell'evento sono stati ricordati i principi fondanti della Repubblica e i valori sanciti dalla Costituzione, pilastri della vita democratica del Paese. Un momento particolarmente significativo è stato quello della consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite a cittadini che si sono distinti per il loro contributo in ambito professionale, sociale e istituzionale.
Il 2 giugno al Teatro
Sociale le celebrazioni per la Festa della Repubblica
A rivolgere il saluto istituzionale è stato il prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, che nel suo intervento ha richiamato il valore della comunità, sottolineando l’importanza di esserci e di partecipare. Presso l’Hangar di Como è stato allestito un eccezionale Pranzo Repubblicano, curato da Cometa con la collaborazione delle scuole CFP e Enaip di Como. Gli ospiti hanno potuto gustare piatti tipici della penisola italiana e al termine del pranzo, un delizioso e scenografico tricolore di bignè.
A chiudere la giornata il concerto allo stadio Sinigaglia di Como con artisti notissimi del panorama nazionale: i due giovani protagonisti del Festival di Sanremo Sayf, Samurai Jay e il rapper e cantautore milanese Rkomi.
On June 2, the Teatro Sociale in Como hosted the official celebrations for Republic Day, marking the 80th anniversary of the founding. The ceremony was attended by numerous local civil, military, and religious authorities, along with representatives from institutions and civil society. During the event, the founding principles of the Republic and the values enshrined in the Constitution—the pillars of the country’s democratic life—were commemorated. A particularly significant moment was the presentation of the Order of Merit of the Italian Republic, awarded to citizens who have distinguished themselves for their contributions in professional, social, and institutional spheres. The Prefect of
On June 2nd, the Republic Day celebrations at
Como, Corrado Conforto Galli, delivered the official address, in which he highlighted the importance of community, emphasizing the importance of being present and participating. An exceptional Republican Luncheon was held at the Hangar in Como, organized by Cometa in collaboration with the CFP and Enaip schools of Como. Guests were able to enjoy traditional dishes from across Italy, and at the end of the meal, a delicious and spectacular tricolor display of cream puffs. The day concluded with a concert at the Sinigaglia Stadium in Como featuring wellknown artists from the national scene: the two young stars of the Sanremo Festival, Sayf and Samurai Jay, and the Milanese rapper and singer-songwriter Rkomi.




di R.B.
Una strada che diventa memoria e un nome che torna a vivere nei luoghi delle proprie radici. Si è tenuta il 20 aprile nel borgo ciociaro di Boville Ernica, la solenne cerimonia di intitolazione di “Via Sante Frantellizzi”, dedicata al Prefetto della Repubblica che ha servito lo Stato con altissimo profilo istituzionale tra il 2003 e il 2009; insignito nel 2008 dell’alta benemerenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Il momento, carico di emozione, ha visto lo svelamento della targa in prossimità dell’abitazione in cui Frantellizzi era nato e cresciuto, lungo una traversa di via Madonna delle Grazie. La nuova via sancisce un legame indissolubile tra l'uomo delle istituzioni e la sua terra d’origine. L’iter burocratico è stato portato a termine dal Commissario Straordinario, la dottoressa Stefania Galella, su forte impulso della vedova, la signora Maria Genovesi, che per anni ha cercato di onorare la memoria del marito. "Oggi è un gran giorno. Dopo anni di attesa abbiamo messo una pietra miliare con questa targa perenne", ha dichiarato visibilmente commossa la signora Genovesi. Ricordando il marito, scomparso nel 2010, ha aggiunto una frase che ha toccato i presenti: "Nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta". Alla cerimonia hanno partecipato le massime cariche civili e militari, tra cui il Prefetto di Frosinone, Giuseppe Ranieri, il Questore Stanislao Caruso e i vertici provinciali di Carabinieri, colonnello Gabriele Mattioli e Guardia di Finanza colonnello Stefano Boldrini. Particolarmente significativa la presenza del Prefetto di Brescia, Andrea Polichetti, legato a Frantellizzi da una fraterna amicizia e colleganza. Per la nostra città, Como, che lo ha annoverato tra i suoi Prefetti, questa notizia risuona con particolare affetto. I messaggi letti durante l'evento, provenienti da colleghi di tutta Italia come i Prefetti Conforto Galli e Repucci, hanno delineato l'immagine di un "funzionario del fare" che sapeva motivare i collaboratori con "l’eleganza della semplicità" e un garbo istituzionale raro, ponendo sempre l’interesse collettivo davanti a quello personale. L'intitolazione non è stata solo un omaggio formale, ma, come sottolineato dal Prefetto Ranieri, un modo per offrire alle future generazioni un riferimento concreto di integrità e dedizione al bene comune. Da oggi, quella strada a Boville Ernica racconterà a chiunque vi passi la storia di un "gentiluomo di Stato" che non ha mai dimenticato la solidità degli affetti e delle proprie origini.
A street that becomes a memorial and a name that comes back to life in the places of its roots. On 20 April, in the Ciociaria village of Boville Ernica, a solemn ceremony was held to name “Via Sante Frantellizzi”, dedicated to the Prefect of the Republic who served the State with the highest institutional distinction between 2003 and 2009; in 2008, he was awarded the high honour of Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic. The deeply moving occasion saw the unveiling of the plaque near the house where Frantellizzi was born and raised, on a side street off Via Madonna delle Grazie. The new street marks an unbreakable bond between the statesman and his homeland. The administrative process was completed by the Special Commissioner, Dr Stefania Galella, at the strong urging of his widow, Mrs Maria Genovesi, who for years has sought to honour her husband’s memory. ‘Today is a great day. After years of waiting, we have set a milestone with this permanent plaque’, said Mrs Genovesi, visibly moved. Recalling her husband, who passed away in 2010, she added a phrase that touched those present: ‘No one dies as long as they live in the hearts of those left behind’. The ceremony was attended by the highest-ranking civil and military officials, including the Prefect of Frosinone, Giuseppe Ranieri, the Chief of Police Stanislao Caruso, and the provincial heads of the Carabinieri, Colonel Gabriele Mattioli, and the Guardia di Finanza, Colonel Stefano Boldrini. Particularly significant was the presence of the Prefect of Brescia, Andrea Polichetti, who was bound to Frantellizzi by a close friendship and professional relationship. For our city, Como, which counted him among its Prefects, this news resonates with particular affection. The messages read out during the event, from colleagues across Italy such as Prefects Conforto Galli and Repucci, painted a picture of a ‘man of action’ who knew how to motivate his staff with ‘the elegance of simplicity’ and a rare institutional grace, always placing the collective interest before his own. The naming was not merely a formal tribute but, as Prefect Ranieri emphasised, a way of offering future generations a concrete example of integrity and dedication to the common good. From today, that road in Boville Ernica will tell anyone who passes by the story of a “gentleman of the state” who never forgot the strength of his affections and his roots.

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“Steve Jobs: l’esilio”

di Elisabetta Comerio
Porta la firma di Diego Piacentini la prefazione al libro dal titolo “Steve Jobs: l’esilio”, opera del giornalista americano Geoffrey Cain, ex corrispondente di The Economist e autore di Samsung Rising, uscito in Italia lo scorso maggio. Attingendo a materiali inediti e intervistando alcuni dei protagonisti e dei collaboratori chiave, recuperando video mai diffusi delle riunioni di Jobs in NeXT e documenti aziendali riservati Geoffrey Cain svela la storia mai raccontata di Steve Jobs, gli anni formativi che hanno trasformato un giovane e spavaldo prodigio nel genio che avrebbe rivoluzionato il nostro rapporto con la tecnologia (e la nostra vita di ogni giorno). Cain restituisce il tassello mancante nella leggenda di Steve Jobs, quello in cui Steve ha imparato a essere un leader scoprendo la forza della disciplina, e in cui un fallimento clamoroso è diventato il cardine di una delle più grandi rinascite nella storia dell’imprenditoria. La prefazione del libro, a cura di Diego Piacentini, aggiunge una prospettiva diretta. Ex general manager di Apple Europa, ha guidato l’espansione internazionale di Amazon accanto a Jeff Bezos per più di 15 anni, e infine ha ricoperto l’incarico di Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale per il Governo italiano. In un’intervista sulla rivista Magic Lake nel 2021, raccontò: “In Apple ho lavorato con Steve Jobs negli ultimi tre anni. Il suo arrivo ha portato a un cambiamento radicale, è stato un uomo di grande ispirazione per tutti”. Sempre nel 2021, Diego Piacentini parlò anche del suo legame con il lago di Como riscoperto grazie ad una forte amicizia con il dottor Lorenzo Vanini, storico associato di Amici di Como.

The foreword to the book recently published in Italy, titled “Steve Jobs: The Exile” - written by American journalist Geoffrey Cain, a former correspondent for The Economist and author of Samsung Rising - is penned by Diego Piacentini. Drawing on unpublished materials and interviewing some of the key figures and collaborators, as well as uncovering never-before-seen videos of Jobs’ meetings at NeXT and confidential company documents, Geoffrey Cain reveals the untold story of Steve Jobs - the formative years that transformed a young, cocky prodigy into the genius who would revolutionize our relationship with technology (and our everyday lives). Cain fills in the missing piece of the Steve Jobs legend - the part where Steve learned to be a leader by discovering the power of discipline, and where a spectacular failure became the cornerstone of one of the greatest comebacks in the history of entrepreneurship. The book’s foreword, written by Diego Piacentini, adds a firsthand perspective. Former general manager of Apple Europe, he led Amazon’s international expansion alongside Jeff Bezos for more than 15 years, and ultimately served as Special Commissioner for the implementation of the Digital Agenda for the Italian government. In an interview with Magic Lake magazine in 2021, he said: "At Apple, I worked with Steve Jobs for the last three years. His arrival brought about a radical change; he was a man of great inspiration to everyone." Also in 2021, Diego Piacentini spoke about his connection to Lake Como, which he rediscovered thanks to a close friendship with Dr. Lorenzo Vanini, a long-time member of Amici di Como.


di Marina Moretti
Nella Giornata Nazionale del Made in Italy, si è svolta nella Sala del Parlamentino del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma la seconda edizione del Forum “Creare Futuro”, promosso dai presidenti dei Gruppi di Giovani Imprenditori di Confindustria Accessori Moda, Federalimentare e FederlegnoArredo, comparti strategici che contribuiscono con il loro know-how industriale a circa il 20% del PIL nazionale. L’evento ha voluto ribadire l’importanza del ruolo delle 3 “F” simbolo del Made in Italy - Food, Fashion & Furniture - rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione e affrontando temi cruciali come innovazione, transizione digitale, qualità produttiva e competitività internazionale. “Il Made in Italy non è solo un asset economico, ma un patrimonio culturale e produttivo che contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese" ha commentato Filippo Santambrogio, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori FederlegnoArredo. "Per continuare a essere un’eccellenza riconosciuta a livello globale, però, dobbiamo investire con decisione sulle nuove generazioni, costruendo percorsi concreti che avvicinino i giovani al mondo dell’impresa”. In base alle proiezioni di Unioncamere, nel quinquennio 2025-2029 le imprese italiane avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori. Su base annua, ciò si traduce in una domanda di circa 247-268 mila laureati o diplomati ITS Academy, 185-216 mila diplomati di scuola secondaria superiore tecnicoprofessionale o liceale e circa 125-126 mila persone con qualifica di formazione o formazione professionale. “Indipendentemente dall’evoluzione dello scenario economico – conclude Santambrogio - avremo bisogno di migliaia di giovani formati e pronti a entrare nelle nostre imprese per portare visione, energia e nuovi linguaggi. Non si tratta solo di garantire continuità, ma di accompagnare una trasformazione necessaria”.
On National Made in Italy Day, the second edition of the Creare Futuro Forum (Building Future Forum) took place in the Sala del Parlamentino in Rome at the MIM. The event was promoted by the presidents of the Young Entrepreneurs Groups of Confindustria Accessori Moda, Federalimentare, and FederlegnoArredo— strategic sectors that contribute approximately 20% of the national GDP through their industrial know-how. The event aimed to reaffirm the importance of the role of the three “F’s”—the symbol of Made in Italy: Food, Fashion, and Furniture—by strengthening dialogue between businesses, institutions, and the education sector, and by addressing crucial issues such as innovation, digital transition, production quality, and international competitiveness. “Made in Italy is not just an economic asset, but a cultural and productive heritage that makes a decisive contribution to the country’s growth,” commented Filippo Santambrogio, President of the FederlegnoArredo Young Entrepreneurs Group. “To continue being a globally recognized standard of excellence, however, we must invest decisively in the younger generations, building concrete pathways that bring young people closer to the business world.” According to Unioncamere projections, Italian companies will need to hire between 3.3 and 3.7 million workers over the five-year period from 2025 to 2029. On an annual basis, this translates to a demand for approximately 247,000–268,000 university graduates or ITS Academy diploma holders, 185,000–216,000 graduates of technical-vocational or general high schools, and about 125,000–126,000 individuals with vocational training qualifications.
“Regardless of how the economic landscape evolves,” concludes Santambrogio, “we will need thousands of young people who are trained and ready to join our companies to bring vision, energy, and new ways of thinking. It is not just a matter of ensuring continuity, but of supporting a necessary transformation.”



di R.B.
foto archivio IO VALGO, rivista mensile n. 6
Il 22 aprile la Stazione Leopolda di Firenze ha ospitato l'evento "Italia Insieme, Turismo Accessibile e Territorio". Promossa dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, l'iniziativa ha riunito istituzioni, regioni, operatori e associazioni per ribadire che viaggiare e vivere il tempo libero con qualità non è un privilegio, ma un diritto universale e fondamentale. Il Ministro Locatelli ha sottolineato come l'accessibilità debba trasformarsi in una pratica diffusa e strutturale per il Paese. Per sostenere questo cambiamento, il Ministero investe ogni anno 50 milioni di euro destinati alle Regioni per progetti su spiagge, musei e percorsi culturali, iniziative che hanno già permesso di attivare 560 tirocini formativi per persone con disabilità nel settore turistico. Durante l'evento, è stata inoltre presentata la Rete BILT (Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti), volta a connettere le realtà che creano opportunità lavorative per i giovani in questo ambito. La giornata ha visto un'adesione istituzionale di altissimo livello. Tra i principali relatori sono intervenuti il Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il Presidente della Regione
Toscana Eugenio Giani, la Sindaca di Firenze Sara Funaro e i vertici di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e UPI (Unione Province Italiane), Maurizio Borgo (Garante Nazionale dei diritti delle persone con Disabilità), Nazaro Pagano per FAND e Vincenzo Falabella per FISH. Un momento significativo è stato la firma di un protocollo d'intesa con Cittàslow Italia per promuovere modelli di turismo accessibile nei comuni della rete, ispirandosi ai principi della Convenzione ONU e della Carta di Solfagnano. Le Regioni italiane hanno presentato soluzioni innovative e replicabili per valorizzare il territorio senza escludere nessuno: l’Abruzzo ha presentato "Bike Coast for Everyone" per il turismo costiero ciclabile e "Il Cammino Grande di Celestino" per il turismo lento e spirituale; l’Emilia-Romagna ha illustrato il progetto "Welcome Everybody", un piano di investimento da oltre 3 milioni di euro per itinerari accessibili e inclusione lavorativa; il Friuli Venezia Giulia, Con PromoTurismoFVG ha esposto i progetti "A-Mare il Mare" per le aree costiere e "I AM FVG" per l'accessibilità degli ambienti alpini; il Veneto e Trentino hanno portato testimonianze su turismo esperienziale e attività sportive per tutti. Erano
Grazie alle risorse messe a disposizione dal Ministero è stato possibile anche attivare 560 tirocini formativi per persone con disabilità in ambito turistico, tracciando così la strada per un percorso lavorativo indispensabile per costruire una vita il più possibile autonoma e indipendente



presenti anche le Regioni: Umbria, Basilicata, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta, Campania, Sardegna, Liguria, Lazio, Molise e Calabria, che hanno partecipato ai panel tematici per condividere buone pratiche territoriali. L'evento ha messo in luce la sinergia tra pubblico e privato sociale. Oltre a Lombardia Facile, portale di riferimento per l'infomobilità regionale, hanno partecipato attivamente i club di servizio Rotary International e Lions Clubs International con stand dedicati e testimonianze sui numerosi progetti territoriali per l'autonomia e la socialità delle persone con disabilità; Associazioni Inclusive come la fattoria didattica Rurabilandia (ASP 2 di Teramo) che è stata protagonista della cena di gala, dove i suoi ragazzi hanno servito con professionalità 250 ospiti. Il portale SuperAbile Inail ha garantito un'ampia copertura giornalistica dell'evento. L’incontro di Firenze ha rappresentato un'occasione di "rinnovamento culturale e sociale". La cena di gala preparata da 25 associazioni e l'intrattenimento musicale della Rangers Music Band ("Il Brugo") hanno dimostrato concretamente che, mettendo al centro la persona e i suoi talenti, il turismo può davvero diventare una ricchezza per l'intera comunità italiana.
Italy Together: accessible tourism as a universal right and a driver for development
The "Italia Insieme, Turismo Accessibile e Territorio" event, held on April 22 at the Stazione Leopolda in Florence, marked a pivotal moment in defining travel and leisure not as privileges, but as universal and fundamental rights. Promoted by the Minister for Disabilities Alessandra Locatelli, the initiative brought together national institutions, Regions, and the Third Sector to foster structural change in the country, supported by an annual investment of 50 million euros for projects involving beaches, museums, and cultural routes. During the event, innovative tools such as the BILT Network (Beauty, Inclusion, Work, Talents) were presented, and memoranda of understanding were signed with Cittàslow Italia to implement inclusive hospitality models across local territories. The synergy between the public and private social sectors, enriched by excellent regional projects and the contribution of associations and service clubs, demonstrated how the enhancement of individual talents and the removal of barriers can transform tourism into a resource for the entire Italian community.
di R.B. foto archivio Open Innovation Regione Lombardia
L a Lombardia si conferma il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica ospitando la seconda edizione degli “Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale”. L'iniziativa, svoltasi nella Sala Biagi lo scorso 20 maggio, ha mirato a definire le strategie regionali per affrontare le sfide della transizione digitale, ponendo l'accento sulla responsabilità scientifica e sull'impatto economico e sociale delle nuove tecnologie.
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha aperto i lavori sottolineando come il modello regionale lombardo sia già ai vertici delle classifiche negli ambiti innovativi. Fontana ha dichiarato che l'IA deve essere "al servizio della crescita e del benessere dei cittadini”, trasformandosi in un reale strumento di sviluppo. Un punto centrale del suo intervento ha riguardato l'impatto positivo dell'IA in campo sanitario: l'uso di sistemi avanzati e la gestione intelligente dei dati permettono di potenziare la prevenzione, consentendo di agire su determinate patologie studiandone gli sviluppi con largo anticipo.
Alessandro Fermi, Assessore all'Università, Ricerca e Innovazione con delega all'Intelligenza Artificiale, ha presentato il nuovo Progetto di legge (già approvato dalla Giunta) volto a promuovere l’uso dell’IA nella Pubblica Amministrazione e nelle imprese. Fermi ha evidenziato alcuni punti cardine della strategia regionale: equilibrio tra opportunità e rischi, la nuova norma funge da "cornice" per garantire che l'IA valorizzi il capitale umano senza trascurare i potenziali rischi; investimenti, Regione Lombardia ha già investito oltre 450 milioni di euro in bandi dedicati alla ricerca e all'innovazione; sostegno alle piccole imprese, l'assessore ha posto l'enfasi sulla necessità di accompagnare le imprese più piccole che non hanno le risorse per investire autonomamente in infrastrutture IA; rete Università-Impresa, un aiuto fondamentale arriva dal dialogo costruttivo tra il sistema universitario lombardo e il mondo aziendale, stimolato attivamente dalla Regione.
L'intervento del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, Vicepresidente dell'Accademia dei Lincei, si è concentrato sul rapporto tra scienza

Da sinistra, Massimo Sideri, moderatore dei lavori, giornalista ed editorialista con Alessandro Fermi, Assessore a Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia
e responsabilità. Parisi ha descritto l’IA come la “finestra attraverso cui osserviamo il mondo della rete”, sottolineando però che nessuna tecnologia è neutra.
Il fisico ha elogiato gli investimenti regionali negli algoritmi di analisi dati, ma ha richiamato l’importanza di una governance europea eticamente controllata, fondata sui valori dell'Unione Europea, per gestire le ricadute trasversali dell’IA su ogni settore produttivo.
Elisabetta Confalonieri (Direttore Generale Università, Ricerca, Innovazione) e Aldo Colombo (Vicesegretario Generale e Direttore Centrale PNRR) hanno illustrato il posizionamento della Lombardia come hub strategico. Il loro intervento ha evidenziato come l'ente regionale lavori per connettere ricerca, imprese e territori, promuovendo soluzioni di IA che siano scalabili e sostenibili.
Il pomeriggio è stato scandito da tre tavole rotonde che hanno approfondito gli aspetti della rivoluzione digitale, la prima dal tema: dati, scienza e formazione - Susanna Sancassani (Politecnico di Milano), Francesca Ieva (Human Technopole) e Michele Vespe (JRC Commissione Europea) - hanno discusso delle infrastrutture necessarie per rendere l'IA credibile e replicabile. È emersa la necessità di modelli di governo trasparenti per garantire l'affidabilità dei sistemi; la seconda: IA pervasiva - Rita Cucchiara (UNIMORE), Andrea Claudio Cosentini (Intesa Sanpaolo) e Giampiero Savorelli (HP Italia) - hanno analizzato come l’innovazione stia cambiando radicalmente sia i settori produttivi che la vita quotidiana dei cittadini; la terza: il controllo del calcolo - Lucilla Sioli (EU AI Office), Sebastiano Maffettone (Osservatorio Ethos) e Fabio Pammolli (AI4I) - hanno riflettuto sulla sovranità digitale. Il dibattito ha evidenziato come il controllo della capacità di calcolo e la gestione delle risorse tecnologiche determineranno gli equilibri economici globali del futuro.
L'evento ha confermato che per la Lombardia l’intelligenza artificiale non è solo una sfida tecnologica, ma un’opportunità per potenziare la sicurezza, l'efficienza energetica e la competitività delle imprese sui mercati globali.



Sono orgoglioso di lavorare per una Lombardia che innova, dall'open innovation per arrivare a un'IA capace di generare un impatto reale e misurabile. In questo contesto si inserisce il disegno di legge della giunta regionale 'disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile' che, su mia proposta, promuoverà l’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e nelle imprese del territorio, per migliorare organizzazione e produttività.
Regione Lombardia and Artificial Intelligence: strategie and responsibility for sustainable development
The second edition of the General States of Artificial Intelligence, held on May 20, 2026, at Palazzo Lombardia outlined the regional strategic vision aimed at integrating AI into the socio-economic fabric, emphasizing scientific responsibility and ethical impact, enriched by the contribution of Nobel laureate Giorgio Parisi. At the heart of the debate is the new regional draft law promoted by Assessor Alessandro Fermi, designed to enhance business productivity and Public Administration efficiency. An investment of over 450 million euros in research and innovation is highlighted, with a specific focus on supporting small enterprises and applying AI in key sectors such as healthcare, mobility, and tourism. Through technical roundtables, the report further explores crucial themes such as digital sovereignty, data governance, and the necessity of an anthropocentric and secure approach to ensure citizen well-being.
Nelle foto da sinistra, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia; Giorgio Parisi, Vice Presidente dell’Accademia dei Lincei, Premio Nobel per la Fisica 2021; Alessandro Fermi, Assessore a Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia; Massimo Sideri, Moderatore dei lavori, giornalista ed editorialista, Adjunct Professor LUISS; Elisabetta Confalonieri, Direttore Generale all'Università, Ricerca, Innovazione; Aldo Colombo, Vicesegretario Generale e Direttore Centrale PNRR, Olimpiadi e digitalizzazione Susanna Sancassani, Politecnico di Milano – METID / Digital Education Hub; Michele Vespe, European Commission – Joint Research Centre; Francesca Ieva, Associate Head of the Health Data Science Centre / Human Technopole; Rita Cucchiara, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Unit Director presso ELLIS –European Laboratory for Learning and Intelligent Systems
Andrea Claudio Cosentini, Head of Data Science & AI, Intesa Sanpaolo Giampiero Savorelli, Amministratore Delegato HP Italia Lucilla Sioli, Director dell’EU AI Office presso la DG CNECT della Commissione Europea Sebastiano Maffettone, Filosofo e accademico Fabio Pamolli, Presidente di AI4I, The Italian Institute of Artificial Intelligence for Industry e Professore di Economia e Finanza

Paolo e Antonella De Santis ci guidano alla scoperta di un luogo che trascende il concetto di esposizione per farsi “casa” dell’anima
di Rosaria Casali foto Archivio CASABIANCA
Qual è stata la scintilla che vi ha spinto a trasformare una collezione privata in un "salotto d’arte" aperto al territorio?
Abbiamo capito che CASABIANCA poteva rappresentare il momento e il luogo perfetto per dare vita a un progetto che viene da lontano, nato con l'obiettivo di far uscire la nostra collezione dalle mura private per offrire a Como qualcosa di nuovo: uno spazio culturale aperto, capace di far germogliare idee sul territorio. Pensiamo anche che l'arte non si debba ridurre a quadri appesi alle pareti: facendo tesoro dell'insegnamento di Ico Parisi, cui dobbiamo la prima scintilla che ha generato la passione di una vita, crediamo nella integrazione tra le diverse discipline creative, in particolare quando l’arte può fondersi con l'architettura e lo spazio che la circonda. È affascinante immaginare che anche in nostra assenza le opere continuino a vivere gli spazi in cui sono collocati, per questo “sappiamo che l'arte e la casa si parlano, anche quando noi non ci siamo”.
Avete scelto di non avere curatori, etichette o percorsi obbligati, lasciando che sia il vostro gusto personale a guidare il
visitatore. Perché questa scelta?
Nel ripensare questi ambienti non abbiamo seguito percorsi obbligati né ci siamo affidati ad un curatore, pur conoscendone e stimandone più d’uno. È stata una scelta deliberata, volevamo essere liberi di assecondare le nostre passioni e persino liberi di sbagliare. Abbiamo arredato e arricchito di opere gli ambienti con lo stesso approccio personale che abbiamo sempre avuto per casa nostra. Di fatto il vero processo creativo è stato guidato da CASABIANCA: noi abbiamo solo assecondato i suoi spazi armoniosi con la luce naturale che la anima. Non abbiamo modificato praticamente nulla, ed ogni opera oggi esposta ha trovato la sua collocazione in modo quasi naturale.
Qual è il genius loci che rende unica e speciale CASABIANCA?
Il genius loci di CASABIANCA risiede nella sua capacità di far "abitare" l'arte anziché limitarsi a esporla, trasformando una storica villa sul lago di Como in un ambiente intimo ed allo stesso tempo condiviso. La sua unicità nasce anche dall'accoglienza di una dimora privata e dall’invito ad una visita “lenta”, per
riscoprire il valore del tempo. A questo si aggiunge poi l’esperienza di un buon caffe di Cova CASABIANCA.
La vostra selezione esposta a CASABIANCA conta alcune decine di opere di grandi artisti come, tra altri, Abramovic, Kiefer, Pistoletto, Kounellis, Vedova, Merz, Kentrige, Paolini, maestri dell’arte contemporanea internazionale e italiana con un focus particolare sull'Arte Povera: cosa vi affascina di questo specifico periodo artistico e come si integra, secondo voi, con la bellezza classica del Lago di Como?
Dell’Arte Povera ci affascina il ritorno all'essenziale: l'uso di materiali semplici e talvolta di scarto, riscattati dalla loro funzione primaria “povera” per rivelare una forza ed una bellezza intrinseca, che riesce ad esprimere altro fino ad essere arte. Per noi anche l’Arte Povera a CASABIANCA riesce a creare un interessante ed emozionante dialogo con la storia ed il paesaggio che la circonda, con la Città ed il Lago di cui fa parte.
La collaborazione con Cova trasforma la visita in un'esperienza speciale, dove si può pranzare o prendere un caffè tra ope -


re di Boetti e Merz, di Abramovic e Bartolini, di Favelli e Simeti. Perché avete scelto proprio Cova come partner per interpretare lo spirito di CASABIANCA?
La collaborazione con Cova - una delle caffetterie più storiche e affascinanti di Milano - è nata in modo spontaneo, mossa dalla sincera stima creatasi subito con Paola Faccioli e dall'esigenza di offrire un servizio ai visitatori dello spazio espositivo, e non solo a loro, che parlasse il nostro stesso linguaggio. Una bellissima avventura di cui siamo felici e che speriamo venga apprezzata da chi frequenterà, anche occasionalmente, CASABIANCA. Avete definito CASABIANCA "non un punto d’arrivo ma un nuovo inizio". In che modo l'apertura da luglio delle tre suite completerà la vostra visione di accoglienza?
Le tre suite sono intrinsecamente legate all'anima e al linguaggio visivo di CASABIANCA. Tutto il progetto ruota attorno a un'atmosfera che rende omaggio agli anni '50 e ’60, ai momenti d'oro del design italiano. Gli ospiti possono assaporare la coerenza dei materiali impiegati e dello stile frequentando sia gli spazi espositivi, sia la caffetteria,
sia abitando una suite. E per valorizzare l’esperienza di un soggiorno abbiamo scelto di caratterizzare ciascuna delle tre suite con le opere di un singolo artista, selezionato tra quelli con cui abbiamo un particolare legame d'amicizia. Si tratta di un'arte che possiamo definire meno concettuale rispetto a quella presente negli altri ambienti, pensata per accogliere e sorprendere l'ospite senza imporre il rigore intellettuale del percorso espositivo.
Guardando al futuro, quale impatto sperate che il progetto CASABIANCA abbia sulla crescita e sul fermento culturale di Como?
Ci piacerebbe CASABIANCA si confermasse uno stimolante riferimento culturale, pensato non solo per turisti appassionati d’arte ma soprattutto per chi abita la Città, con un particolare riferimento ai giovani ed ai giovanissimi: abbiamo già avviato con successo il progetto “CASABIANCA Junior”, per i bambini di terza, quarta e quinta elementare, e partirà in autunno “CASABIANCA Kids”, per quelli di prima e di seconda. Sono loro il nostro futuro.
Siamo nati e cresciuti a Como, la nostra Città ci ha dato molto, volevamo lasciare un segno, restituire qualcosa, che potesse essere utile alla comunità, ai giovani, che potesse aiutare a conoscere e ad amare l’arte
Antonella e Paolo De Santis
Lungo Lario Trento 47, Como +39 031 537 5035
Casabiancacomo.it
Da martedì a domenica, biglietti in loco. Visite guidate su prenotazione: info@casabiancacomo.com
Prenotazione tavoli: cova@casabiancacomo.com
What was the spark that inspired you to transform a private collection into an “art salon” open to the community?
We realized that CASABIANCA could be the perfect time and place to bring to life a long-held project, born with the goal of taking our collection beyond private walls to offer Como something new: an open cultural space capable of fostering ideas within the community. We also believe that art shouldn’t be reduced to paintings hanging on walls: drawing on the teachings of Ico Parisi, to whom we owe the initial spark that ignited a lifelong passion, we believe in the integration of different creative disciplines, particularly when art can merge with architecture and the space around it. It is fascinating to imagine that even in our absence, the works continue to inhabit the spaces where they are placed; for this reason, “we know that art and home speak to each other, even when we are not there. You have chosen not to have curators, labels, or set itineraries, allowing your personal taste to guide the visitor. Why this choice?
In reimagining these spaces, we did not follow set paths nor did we rely on a curator, even though we know and respect more than one. It was a deliberate choice; we wanted to be free to indulge our passions and even free to make mistakes. We furnished and enriched the spaces with artworks using the same personal approach we’ve always had for our own home. In fact, the true creative process was guided by CASABIANCA: we simply complemented its harmonious spaces with the natural light that animates them. We changed practically nothing, and every work on display today found its place almost naturally. What is the genius loci that makes CASABIANCA unique and special?
The genius loci of CASABIANCA lies in its ability to let art “live” within the space rather than merely display it, transforming a historic villa on Lake Como into an intimate yet shared environment. Its uniqueness also stems from the warmth of a private home and the invitation to take a “slow” tour, rediscovering the value of time. Added to this is the experience of a good cup of Cova CASABIANCA coffee. Your selection on display at CASABIANCA includes several dozen works by great artists such as, among others, Abramovic, Kiefer, Pistoletto, Kounellis, Vedova, Merz, Kentridge, and Paolini—masters of international and Italian contemporary art with a particular focus

on Arte Povera: what fascinates you about this specific artistic period, and how do you think it integrates with the classical beauty of Lake Como?
What fascinates us about Arte Povera is the return to the essential: the use of simple and sometimes discarded materials, redeemed from their primary “poor” function to reveal an intrinsic strength and beauty, which manages to express something else to the point of becoming art. For us, Arte Povera at CASABIANCA also creates an interesting and exciting dialogue with the history and landscape that surrounds it, with the city and the lake of which it is a part. The collaboration with Cova transforms the visit into a special experience, where you can have lunch or a coffee among works by Boetti and Merz, Abramovic and Bartolini, Favelli and Simeti. Why did you choose Cova specifically as a partner to interpret the spirit of Casabianca?
The collaboration with Cova—one of Milan’s most historic and charming cafés—came about spontaneously, driven by the sincere rapport we immediately established with Paola Faccioli and the need to offer a service to visitors of the exhibition space—and not just to them—that speaks our same language. A wonderful adventure we’re thrilled about and hope will be appreciated by everyone who visits CASABIANCA, even just occasionally. You’ve described CASABIANCA as “not a de-
stination but a new beginning.” How will the opening of the three suites in July complete your vision of hospitality?
The three suites are intrinsically linked to the soul and visual language of CASABIANCA. The entire project revolves around an atmosphere that pays homage to the 1950s and 1960s, the golden age of Italian design. Guests can appreciate the consistency of the materials used and the style whether they are visiting the exhibition spaces, the café, or staying in a suite. And to enhance the guest experience, we’ve chosen to feature the works of a single artist in each of the three suites—artists selected from among those with whom we share a special bond of friendship. This art is less conceptual than what’s found in the other spaces, designed to welcome and surprise guests without imposing the intellectual rigor of the exhibition itinerary. Looking to the future, what impact do you hope the CASABIANCA project will have on the growth and cultural vibrancy of Como?
We would like CASABIANCA to establish itself as a stimulating cultural hub, designed not only for art-loving tourists but above all for the city’s residents, with a special focus on young people and children: we have already successfully launched the “CASABIANCA Junior” project for third-, fourth-, and fifth-grade students, and “CASABIANCA Kids” will begin this fall for firstand second-graders. They are our future.







Poliform ha inaugurato il nuovo spazio in Piazza della Scala, spostando il suo baricentro da Piazza Cavour al cuore culturale di Milano. “Questo progetto ha per noi un valore strategico: rafforza il legame con la città e racconta al mondo la nostra visione e il nostro stile”, afferma Marco Spinelli, CEO di Poliform spa. “Non si tratta di un semplice showroom, ma di un flagship store pensato per interpretare il futuro del brand”. Il flagship store occupa tre piani di un palazzo — affacciato su Via Santa Margherita, Via Filodrammatici e Piazza Ferrari — che quest’anno compie 150 anni. Aperto come dimora civile nel 1876, nel 1905 fu trasformato in un hotel, destinato a ospitare gli artisti che si esibivano al Teatro alla Scala. A lungo è stato un crocevia della cultura milanese, luogo amato da viaggiatori e cittadini e testimone delle ultime tendenze nel campo dell’arte, della cultura e della moda. Scegliendolo come suo avamposto a Milano, Poliform ribadisce che il design ha il dovere di confron -
tarsi con altri linguaggi espressivi e occupare un posto di rilievo nel dibattito sul contemporaneo. L’allestimento è concepito per mostrare l’eterogeneità della proposta Poliform su uno sfondo caratterizzato dalla scelta di materiali naturali come la pietra, il legno e il vetro, dalla valorizzazione degli elementi strutturali, e dalla scala sinuosa in rovere chiaro che opera come elemento d’unione tra i tre allestimenti. “Abbiamo deciso di lavorare in continuità rispetto alla storia, enfatizzando l’impronta monolitica dell’edificio,” spiega Stefano Belingardi Clusoni, architetto milanese incaricato del progetto di ristrutturazione. “L’elemento centrale è la scala, non solo connettore verticale ma vero e proprio gesto architettonico, che consente alle persone di accedere a diversi spazi e percezioni. Proprio come in una villa urbana, aperta alla città e ai suoi abitanti”. Il piano terra accoglie il visitatore con living, librerie e sistemi giorno. Il primo piano è dedicato alle cucine, mentre al piano interrato si
trova la zona notte con gli armadi, le cabine armadio e i letti. Il lifestyle è Poliform, con volumi spaziosi, tonalità eleganti, boiserie di legno a soffitto, inserti di acciaio specchiati e vetrine minimaliste che enfatizzano la relazione tra il dentro e il fuori. Il progetto degli interni è stato curato da Poliform Lab, hub creativo del brand dedicato alla ricerca e alla progettazione. Un volume esterno al palazzo, su piazza Ferrari, ospiterà il Poliform Café, uno spazio dedicato al cibo e alla convivialità. Essenziale e sofisticato, il progetto degli interni offrirà ai clienti un’esperienza tipicamente milanese, coniugando la tradizione dell’ospitalità italiana e un’atmosfera di respiro cosmopolita. “L’innovazione fa parte dell’essenza di quest’azienda. Per questo, in fase di progettazione, ci è sembrato naturale affiancare allo showroom uno spazio come il Poliform Café, che offrirà alle persone un modo nuovo di vivere lo stile Poliform e diventerà un punto di riferimento per la città di Milano”, continua Spinelli.

Poliform announces the opening of its new space in Piazza della Scala, relocating its strategic presence from Piazza Cavour to the cultural heart of Milan. “This project holds strategic value as it strengthens our connection with the city and conveys our vision and design language to an international audience,” says Marco Spinelli, new CEO of Poliform spa. “More than a commercial space, it is a flagship conceived to embody the brand’s ever-evolving vision.” The flagship store spans three floors of a historic building overlooking Via Santa Margherita, Via Filodrammatici, and Piazza Ferrari, which this year marks its 150th anniversary. Originally opened as a private residence in 1876, it was transformed in 1905 into a hotel designed to host artists performing at Teatro alla Scala. It has long stood as a crossroads of Milanese culture, a destination cherished by travelers and locals alike, and a witness to the evolution of art, culture, and fashion. Selecting this location for its Milan outpost underscores Po -
liform’s perspective that design engages with other expressive languages and plays a central role in contemporary discourse. The installation is designed to showcase the breadth of the Poliform offering, set against a backdrop defined by natural materials such as stone, wood, and glass, the enhancement of structural elements, and a flowing light oak staircase that serves as a unifying feature across the three exhibition levels. “We chose to work in continuity with the building’s history, emphasizing its monolithic character,” explains Stefano Belingardi Clusoni, the Milan-based architect in charge of the renovation project. “The central element is the staircase, not only a vertical connector but also a defining architectural gesture that offers access to different spaces and experiences, much like an urban villa open to the city and its inhabitants.” The ground floor welcomes visitors with living areas, bookcases, and day systems, while the first floor is dedicated to kitchens. The basement hosts
the night area, including wardrobes, walk-in closets, and beds. The Poliform lifestyle is expressed through generous volumes, refined tones, wood paneling extending to the ceiling, mirrored steel inserts, and minimalist display windows that encourage the dialogue between interior and exterior. The interiors were curated by Poliform Lab, the brand’s creative hub dedicated to research and design. Adjacent to the building and overlooking Piazza Ferrari, a dedicated space will host the Poliform Café, conceived as a place for gathering and conviviality. Essential yet sophisticated, its interior design offers a distinctly Milanese experience, combining the tradition of Italian hospitality with a cosmopolitan atmosphere.” “Innovation is an essential part of our company’s DNA. It was therefore natural to introduce a space such as the Poliform Café alongside the showroom, offering a new way to experience Poliform and positioning it as a new point of reference in the city of Milan,” continues Spinelli.


Esistono artisti capaci di trasformare un concerto in un’esperienza culturale. Sal Da Vinci appartiene a questa rara categoria. La sua esibizione al Salone delle Feste di Campione d’Italia, lunedì 18 maggio, è stata un autentico viaggio dentro l’identità emotiva della musica italiana. In una delle location più iconiche e sofisticate del territorio comasco, il vincitore di Sanremo 2026 ha celebrato il suo straordinario momento artistico davanti a oltre 500 ospiti internazionali, regalando una performance intensa, elegante e profondamente umana. A fare gli onori di casa, con energia e ritmo, Roberto Ferrari di Radio Deejay. Reduce dal recente successo all’Eurovision Song Contest di Vienna, dove ha conquistato il quinto posto portando la melodia italiana nel panorama musicale europeo contemporaneo, Sal Da Vinci ha scelto Campione d’Italia per il suo primo concerto live italiano post-Eurovision. Fin dalle prime note, l’artista napoletano ha saputo creare una connessione autentica con il pubblico. La serata si è aperta con un raffinato omaggio alla tradizione musicale partenopea, patrimonio culturale riconosciuto e amato in tutto il mondo. L’interpretazione di Malafemmina e Tu si ‘na cosa grande - eseguite insieme agli spettatori - ha trasformato il Salone delle Feste in uno spazio sospeso tra teatro e memoria, evocando immagini mediterranee, eleganza d’altri
tempi e quella malinconia luminosa che rende unica la canzone napoletana. La forza di Sal Da Vinci risiede proprio nella sua capacità di rendere contemporanea una tradizione secolare. Le sue interpretazioni non sono semplici esecuzioni musicali, ma racconti emotivi che superano lingua e geografia. Non sorprende quindi che anche il pubblico internazionale presente in sala sia rimasto conquistato dall’intensità della performance. Tra i momenti più coinvolgenti del concerto, l’esecuzione di Rossetto e caffè e soprattutto di Per sempre sì, il brano vincitore di Sanremo 2026 e già fenomeno globale con oltre 36 milioni di stream. Le due canzoni, cantate insieme al pubblico, hanno trasformato un’atmosfera inizialmente intima in un crescendo di partecipazione. Un momento di intensa autenticità, in cui il confine tra artista e spettatori sembrava dissolversi. Nel corso della serata, Sal Da Vinci ha ricevuto il premio “Campione nel Mondo”, consegnato dal Presidente del Casinò Roberto Maria Guarini, e l’“Excellence Magazine Awards”, riconoscimento dedicato all’impatto internazionale del suo percorso artistico. Premi che testimoniano non soltanto il successo dell’artista, ma soprattutto la sua capacità di rappresentare nel mondo l’eleganza emotiva della musica italiana. Figlio del grande Mario Da Vinci, Sal porta con sé una lunga storia




di teatro, televisione e musica costruita attraverso anni di gavetta e ricerca artistica. La sua carriera racconta una dimensione oggi sempre più rara: quella dell’artista cresciuto lentamente, con disciplina e autenticità, fino a diventare interprete credibile di una tradizione musicale capace di coinvolgere le nuove generazioni. Durante il concerto, ha condiviso con il pubblico una frase che sintetizza perfettamente il suo approccio alla vita e al successo: “Ho imparato a non aspettarmi nulla, quindi sono grato per tutto quello che accade e sono sempre felice di sorprendermi.” Parole accolte da un lungo applauso, così come il racconto della sua esperienza all’Eurovision di Vienna, dove la musica italiana ha dimostrato ancora una volta la propria forza narrativa e melodica. La serata è stata anche l’occasione per annunciare importanti progetti: il nuovo album Per sempre sì, il tour internazionale in Canada e Stati Uniti e la partecipazione al festival “Moon&Stars 2026” di Locarno. In un tempo dominato dalla velocità e dall’effimero, la serata di Campione d’Italia ha ricordato quanto la musica possa ancora essere strumento di identità culturale, eleganza e connessione umana. Ed è forse proprio questo il segreto di Sal Da Vinci: riuscire a portare sul palco non soltanto canzoni, ma un’idea di bellezza italiana fatta di passione, memoria e universalità.
There are artists capable of transforming a concert into a cultural experience. Sal Da Vinci belongs to this rare category. His performance at the Salone delle Feste in Campione d’Italia on Monday, May 18, was a true journey into the emotional heart of Italian music. The winner of Sanremo 2026 celebrated his extraordinary artistic moment in front of over 500 international guests, delivering an intense, elegant, and deeply human performance. Fresh off his success at the Eurovision Song Contest in Vienna, where he took fifth place, Sal Da Vinci chose Campione d’Italia for his first postEurovision live concert in Italy. The performance was an emotional journey capable of uniting different generations and cultures. Sal Da Vinci opened the evening by paying homage to the great Neapolitan tradition with classics like “Malafemmina” and “Tu si ‘na cosa grande,” before moving on to his most recent and contemporary hits, including “Rossetto e caffè” and the highly acclaimed Sanremo track “Per sempre sì,” which has already surpassed 36 million streams. During the evening, the singer received two major awards for the cultural and international impact of his music: the “Campione nel Mondo” award presented by Casino President Roberto Maria Guarini, and the “Excellence Magazine Award.”

di Elisabetta Comerio foto Virginia Bettoja, Julia Upali
Teatro, tv, cinema. Alice Mangione è capace di passare con disinvoltura dal monologo satirico alla coralità, dal musical alla televisione. Nel
2024 l'artista debutta con "Cruda e nuda", uno spettacolo di stand-up comedy con il quale ha calcato i palchi teatrali italiani. Il successo di pubblico è tale da portare, nel 2025, alla nascita di "Cruda e nuda - Lato B", l'evoluzione naturale del suo progetto solista. Non possiamo poi non ricordare che Alice Mangione è la co-ideatrice e forza creativa, insieme a Gianmarco Pozzoli, del fenomeno The Pozzolis Family, un vero e proprio ecosistema narrativo che ha trasformato le sfide quotidiane di una famiglia comune in un’esperienza collettiva e ironica, con la complicità dei figli Giosuè e Olivia. Ma iniziamo dal teatro. Dopo il successo di Cruda e Nuda, è tornata in tour con il Lato B di questo progetto. Quali nuovi aspetti della sua vita ha deciso di “mettere a nudo” in questa seconda fase e quali sono i temi che oggi sente più urgenti da condividere con il pubblico?
Il “Lato B” è quello che succede dopo che hai avuto il coraggio di dire la verità una volta… e scopri che non basta. Perché la
verità non è un punto d’arrivo, è una pratica. In questa seconda fase porto sul palco una consapevolezza diversa: meno bisogno di spiegarmi, più bisogno di stare dentro quello che sono diventata. Parlo molto di libertà, ma senza idealizzarla - perché la libertà è bellissima finché non ti accorgi che poi devi decidere tutto tu. C’è il tema del corpo, sempre, ma con uno sguardo più pacificato. Non è più un campo di battaglia, è diventato una casa. E poi c’è la separazione, che non racconto come una rottura, ma come un cambiamento di forma. Oggi sento urgente dire cose vere, anche scomode, senza preoccuparmi troppo di piacere. E farlo con ironia, perché è l’unico modo che conosco per arrivare davvero.
Anche attraverso la sua pagina Instagram commenta i fatti, cliché, storie di vita quotidiana in modo personale, spesso con ironia. Pensa che questo sia un modo diretto per arrivare alle persone e per veicolare messaggi importanti?
Sì, ma non parto mai dall’idea di “veicolare un messaggio”. Parto da qualcosa che mi tocca - un fastidio, un cliché, una cosa che non torna - e provo a guardarla da un’altra angolazione. L’ironia serve a questo: a creare uno spazio in cui ci si
può riconoscere senza sentirsi giudicati. Se poi dentro quella risata c’è anche una riflessione, meglio. Instagram è diretto, immediato, ma non per forza superficiale. Dipende da come lo usi. Io cerco di usarlo come uso il palco: per fare delle domande, più che per dare risposte. A proposito di narrazione, è stato difficile riappropriarsi di una dimensione totalmente individuale?
No, sorprendentemente no. Anzi, è stato incredibile. Ho ritrovato una parte di me che forse avevo un po’ messo in secondo piano, e da lì è ripartito tutto. È stato come rimettere al centro il mio sguardo, senza mediazioni, senza dovermi adattare. E questo mi ha dato uno slancio nuovo, molto forte, anche creativo. Oggi sento di avere una direzione più chiara: fare cose che mi rappresentano davvero e che, prima di tutto, fanno stare bene me. Tra le tante tappe dei vostri viaggi di famiglia, nel 2022 avete fatto visita alla manifestazione natalizia Città dei Balocchi a Cernobbio. Che ricordo conserva di quell’atmosfera sul Lago di Como e c’è un dettaglio o un momento particolare che la lega ancora al nostro territorio?
Il lago, le luci, le ville… è tutto molto bello, ma anche un po’ “wannabe lusso” - che è
parte del suo fascino. Io per un periodo sono stata anche mezzo comasca, ho vissuto vicino a Lomazzo, quindi Como era una tappa fissa dei fine settimana. E ogni tanto ti viene proprio voglia di giocare a fare George Clooney, anche solo per mezz’ora, giusto per vedere che effetto fa. George Clooney col traghetto. Quello che mi piace è proprio questo contrasto: da una parte l’eleganza, dall’altra una normalità molto concreta. E nel mezzo, tu che ti prendi il tuo momento da diva sul lago e poi torni alla tua vita vera. Quali sono le prossime sfide, professionali e non, che si appresta ad affrontare o per le quali si sente pronta?
La sfida è continuare a essere coerente con quello che sto diventando. Non è scontato, perché vuol dire scegliere, anche rinunciare, anche andare contro aspettative che gli altri hanno su di te. Mi interessa portare questa mia voce in altri linguaggi - il cinema, la scrittura - e costruire qualcosa che abbia una profondità diversa rispetto al live, ma che resti fedele a quello che faccio sul palco. E poi c’è una sfida personale, che è forse la più difficile: accettare che le cose non siano sempre perfette e che va bene così. Mi sento pronta… ma con il giusto margine di dubbio. Che è quello che mi tiene viva.



Alice Mangione’s new show “Crudo e Nudo”
Theater, TV, film. Alice Mangione moves effortlessly from satirical monologues to ensemble performances, from musicals to television. In 2024, the artist made her debut with “Crudo e Nudo,” a stand-up comedy show. The show’s success with audiences was such that, in 2025, it led to the creation of “Crudo e Nudo – Lato B,” the evolution of her project. We must not forget that Alice Mangione is the co-creator, alongside Gianmarco Pozzoli, of the phenomenon known as The Pozzolis Family.
After the success of "Crudo e Nudo," she returned on tour with "Lato B." What new aspects of her life has she decided to "lay bare"? "Lato B" is what happens after you’ve had the courage to tell the truth once and discover that it’s not enough. I talk a lot about freedom, but without idealizing it. There’s the theme of the body, but with a more peaceful perspective.
And then there’s the separation, which I describe as a change of form. Today I feel an urgent need to speak the truth, without worrying too much about pleasing others.
Even through your Instagram page, you comment on events, clichés, and stories of daily life in a personal way, often with irony. I start with something that touches me and try to look at it from a different angle. That’s what irony is for: to create a space where you can recognize yourself without feeling judged.
Speaking of storytelling, was it difficult to reclaim an individual dimension?
No, I rediscovered a part of myself that I had perhaps pushed a bit to the background. Today I feel I have a clearer direction: to do things that truly represent me.
Among the stops on your family trips, in 2022 you visited the Città dei Balocchi event in Cernobbio. What memories do you have of
that atmosphere on Lake Como?
The lake, the lights, the villas… it’s all so beautiful. For a while I was practically a Como native; I lived near Lomazzo, so Como was a regular stop. And every now and then you just feel like playing at being George Clooney, just to see what it’s like. George Clooney on the ferry. What I love is precisely this contrast: on one hand, elegance; on the other, a very down-to-earth normality. And in the middle, you, taking your diva moment on the lake and then returning to your real life.
What are the next challenges you’re preparing to face, or for which you feel ready?
The challenge is to continue being true to who I’m becoming. I’m interested in bringing my voice into other mediums like film and writing. And then there’s a personal challenge: accepting that things aren’t always perfect and that that’s okay. I feel ready… but with the right amount of doubt. Which is what keeps me alive.





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Costituita nel 2025 come naturale evoluzione strategica di Villa d’Este S.p.A., Villa d’Este La Collezione riunisce oggi quattro destinazioni d’eccezione: Villa d’Este a Cernobbio, icona dell’hôtellerie internazionale dal 1873, Villa La Massa, elegante dimora sulle rive dell’Arno alle porte di Firenze, Palazzo Venezia, il nuovo indirizzo cinque stelle di Como inaugurato nel dicembre 2025 e il Miralago Luxury Apartments, innovativo progetto di branded living che debutterà a Cernobbio a fine giugno 2026. Tra le più recenti novità, spicca Palazzo Venezia, primo hotel cinque stelle di Como affiliato a The Leading Hotels of the World. Affacciata su Piazza Cavour e sulle acque del Lago di Como, la dimora ottocentesca vive oggi una nuova espressione. Le camere e le suite si aprono come spazi di quiete luminosa, mentre la posizione privilegiata restituisce il ritmo autentico della città, tra lungolago e centro storico. L’esperienza gastronomica rappresenta uno dei suoi linguaggi più distintivi. Il Ristorante Altariva, guidato dall’Executive Chef Alessandro Rinaldi, racconta una cucina italiana contemporanea che nasce dalla terra, attraversa la memoria e si rinnova nella stagionalità. Una visione essenziale e profondamente identitaria, fondata sulla purezza del gusto e sulla centralità dell’ospite, che gli è valsa il riconoscimento “Miglior pane in tavola” della Guida Ristoranti del Gambero Rosso. In autunno riaprirà il Caffè Cavour, storico salotto cittadino al piano terra di Palazzo Venezia, restituito a Como dopo un attento intervento di restauro. Un luogo che tornerà a vivere come punto d’incontro e memoria, reinterpretato secondo la visione gastronomica del Gruppo e sotto la guida dello Chef Rinaldi. Accanto, il Bar delle Terme dell’Albergo Terminus, storica insegna affacciata sul lungolago comasco, completa il racconto gastronomico del Gruppo. Due anime differenti, unite da una stessa visione verso l’eccellenza, che si traducono in esperienze complementari e coerenti. Il percorso culinario si apre al mattino con una colazione che è rito e accoglienza, tra selezioni artigianali e preparazioni a base di uova declinate in più interpretazioni. A pranzo, la proposta si alleggerisce e segue il respiro delle stagioni, mentre, al calare della sera, il Bar delle Terme cambia atmosfera e si fa più intimo, quasi raccolto, reinterpretando la tradizione della trattoria italiana con misura contemporanea. A completare l’esperienza, una mixology essenziale e sofisticata accompagna il dopocena come ultimo gesto di ospitalità. A partire dalla fine di giugno prenderà forma anche Miralago Luxury Apartments, primo progetto di branded living sul Lago di Como. Nel cuore di Cernobbio, l’ospitalità si trasforma in dimora e il paesaggio entra negli spazi dell’abitare contemporaneo. Qui, l’eredità di Villa d’Este incontra una nuova idea di intimità: più silenziosa, più personale, profondamente immersa nella bellezza del lago. Le otto residenze, tutte affacciate sull’acqua, custodiscono una

Appuntamenti di una straordinaria stagione 2026, tra eccellenze gastronomiche, nuove aperture ed eventi con artisti di fama internazionale





relazione continua con il paesaggio, come pagine aperte sul Lago di Como. L’edificio, rinato dalla completa riqualificazione dello storico Miralago Hotel, si sviluppa su quattro livelli e ospita appartamenti che possono essere vissuti singolarmente o intrecciati tra loro, dando vita a residenze più ampie e flessibili. Miralago Luxury Apartments introduce un’idea di ospitalità in cui libertà e servizio convivono in equilibrio naturale. Ogni soggiorno è disegnato su misura: dalla colazione servita nella propria residenza, al Caffè Miralago, affacciato sulla Riva di Cernobbio, aperto anche agli ospiti esterni. Come per gli ospiti di Palazzo Venezia, anche coloro che soggiorneranno negli appartamenti, con una splendida vista sulla Riva di Cernobbio, avranno un accesso privilegiato all’universo di Villa d’Este: ristoranti, Sporting Club, Beauty Center, giardini secolari e piscina galleggiante diventano parte di un’unica esperienza diffusa, dove ogni luogo è connesso da uno stesso stile di accoglienza. A rendere ancora più distintiva l’esperienza firmata Villa d’Este contribuisce un calendario di eventi esclusivi che ogni anno trasforma il Lago di Como in un palcoscenico internazionale dedicato alla musica, alla gastronomia e all’arte dell’ospitalità. Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate figura il tradizionale Concerto, storico evento che porta sul lago artisti di fama mondiale. Quest’anno protagonista sarà Sting che, il 9 Agosto, offrirà agli ospiti una serata destinata a trasformarsi in un ricordo prezioso. Il Giardino del Mosaico, con il suo elegante ninfeo e il celebre mosaico, si trasformerà in un raffinato teatro a cielo aperto dove, tra alberi secolari, architetture storiche e i riflessi dell’acqua, un numero limitato di invitati potrà vivere un’esperienza unica
e irripetibile. Al termine del concerto, la serata proseguirà sulla Terrazza Lago con una Cena di Gala firmata dall’Executive Chef Andrea Guerini, che interpreterà la cucina italiana attraverso un percorso gastronomico ispirato alla stagionalità e al territorio. L’estate sarà inoltre scandita dalle celebrazioni che da anni rappresentano una tradizione per gli ospiti di Villa d’Este. Il 4 luglio, la Festa dell’Indipendenza Americana celebrerà il 250° anniversario degli Stati Uniti con “Through the Ages”, un viaggio attraverso le grandi epoche della cultura americana, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, tra scenografie immersive, musica dal vivo e una raffinata cena di gala affacciata sul lago. Il 14 luglio sarà dedicato alla Festa Nazionale Francese. Un elegante aperitivo in Terrazza Platani introdurrà una cena gourmet nel Giardino del Mosaico, impreziosita da allestimenti ispirati all’universo pittorico di Claude Monet. La serata culminerà con spettacoli dal vivo, performance artistiche e un suggestivo show pirotecnico che illuminerà le acque del lago. Ferragosto rappresenterà infine il momento culminante della stagione estiva. Dopo un aperitivo itinerante nei giardini storici della proprietà, gli ospiti saranno accolti nella cornice iconica della piscina galleggiante per una cena di gala esclusiva. Un percorso gastronomico d’autore, accompagnato da intrattenimento immersivo e performance scenografiche, condurrà al tradizionale spettacolo pirotecnico che, riflettendosi sulle acque del Lago di Como, chiuderà una delle notti più affascinanti dell’estate italiana. Appuntamenti esclusivi che renderanno ancora di più la stagione di Villa d’Este La Collezione ancora più speciale, in attesa delle grandi attivazioni nel periodo invernale.
Sopra Palazzo Venezia e il suo Ristorante Altariva a destra Miralago Luxury Apatments
Founded in 2025 as a natural strategic evolution of Villa d’Este S.p.A., Villa d’Este La Collezione now brings together four exceptional destinations: Villa d’Este in Cernobbio, an icon of international hospitality since 1873, Villa La Massa, an elegant residence on the banks of the Arno just outside Florence, Palazzo Venezia, the new five-star property in Como inaugurated in December 2025, and Miralago Luxury Apartments, an innovative branded living project set to debut in Cernobbio in late June 2026. Among the most recent additions, Palazzo Venezia stands out as Como’s first fivestar hotel affiliated with The Leading Hotels of the World. Overlooking Piazza Cavour and the waters of Lake Como, this 19th-century residence has been given a new lease on life. The rooms and suites open up as spaces of luminous tranquility, while the privileged location captures the authentic rhythm of the city, nestled between the lakefront and the historic center. The gastronomic experience is one of its most distinctive hallmarks. The Altariva Restaurant, led by Executive Chef Alessandro Rinaldi, presents a contemporary Italian cuisine that draws from the land, draws on tradition, and evolves with the seasons. An essential and deeply
distinctive vision, grounded in the purity of flavor and the guest’s centrality, which earned it the “Best Bread on the Table” award from the Gambero Rosso Restaurant Guide. This fall, Caffè Cavour will reopen—a historic city salon on the ground floor of Palazzo Venezia, returned to Como after a meticulous restoration. A place that will come back to life as a meeting point and a place of memory, reinterpreted according to the Group’s gastronomic vision and under the guidance of Chef Rinaldi. Next door, the Bar delle Terme at the Albergo Terminus, a historic establishment overlooking Como’s lakefront, completes the Group’s culinary narrative. Two distinct souls, united by a shared vision of excellence, which translate into complementary and cohesive experiences. The culinary journey begins in the morning with a breakfast that is both a ritual and a warm welcome, featuring artisanal selections and egg-based dishes prepared in a variety of ways. At lunch, the menu lightens up and follows the rhythm of the seasons, while, as evening falls, the Bar delle Terme changes atmosphere and becomes more intimate, almost cozy, reinterpreting the tradition of the Italian trattoria with a contemporary touch. To complete

the experience, an essential and sophisticated mixology accompanies the after-dinner hour as a final gesture of hospitality. Starting in late June, Miralago Luxury Apartments will also take shape, the first branded living project on Lake Como. In the heart of Cernobbio, hospitality transforms into a home, and the landscape enters the spaces of contemporary living. Here, the legacy of Villa d’Este meets a new concept of intimacy: quieter, more personal, deeply immersed in the beauty of the lake. The eight residences, all overlooking the water, maintain a continuous connection with the landscape, like pages opened onto Lake Como. The building, reborn from the complete redevelopment of the historic Miralago Hotel, spans four levels and houses apartments that can be enjoyed individually or combined, creating larger and more flexible residences. Miralago Luxury Apartments introduces a concept of hospitality where freedom and service coexist in natural harmony. Every stay is tailor-made: from breakfast served in your own residence to Caffè Miralago, overlooking the Riva di Cernobbio, which is also open to non-residents. Just as with guests at Palazzo Venezia, those staying in the apartments—with their


splendid views of the Riva di Cernobbio—will enjoy privileged access to the world of Villa d’Este: restaurants, the Sporting Club, the Beauty Center, centuries-old gardens, and the floating pool all become part of a single, seamless experience, where every space is connected by the same welcoming spirit. Adding to the distinctiveness of the Villa d’Este experience is a calendar of exclusive events that each year transforms Lake Como into an international stage dedicated to music, gastronomy, and the art of hospitality. Among the most anticipated events of the summer is the traditional Concert, a historic event that brings world-renowned artists to the lake. This year’s headliner will be Sting, who, on August 9, will treat guests to an evening destined to become a cherished memory. The Mosaic Garden, with its elegant nymphaeum and famous mosaic, will be transformed into a refined open-air theater where, amidst centuries-old trees, historic architecture, and the reflections on the water, a limited number of guests will enjoy a unique and unforgettable experience. Following the concert, the evening will continue on the Lake Terrace with a Gala Dinner curated by Executive Chef Andrea Guerini, who will interpret Italian cuisine through a gastronomic journey inspired by seasonality and the local region. The summer will also be marked by celebrations that have long been a tradition for guests at Villa d’Este. On July 4, the American Independence Day celebration will mark the 250th anniversary of the United States with “Through the Ages,” a journey through the great eras of American culture, from the 1950s to the 1990s, featuring immersive sets, live music, and a refined gala dinner overlooking the lake. July 14 will be dedicated to the French National Day. An elegant aperitif on the Terrazza Platani will introduce a gourmet dinner in the Giardino del Mosaico, enhanced by decorations inspired by the pictorial universe of Claude Monet. The evening will culminate with live entertainment, artistic performances, and a spectacular fireworks display that will illuminate the waters of the lake. Finally, Ferragosto will mark the highlight of the summer season. After a strolling aperitif through the estate’s historic gardens, guests will be welcomed to the iconic setting of the floating pool for an exclusive gala dinner. A signature culinary journey, accompanied by immersive entertainment and spectacular performances, will lead to the traditional fireworks display, which, reflecting off the waters of Lake Como, will bring one of the most enchanting nights of the Italian summer to a close. These exclusive events will make the Villa d’Este La Collezione season even more special, as we look forward to the major events planned for the winter season.
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Franco Cologni
Presidente della Fondazione
Chairman of homonymous Foundation ph. Emanuele Zamponi
di Michele Dondi
dal 2016 che l’appuntamento immancabile di Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato attira i visitatori della Milano Design Week interessati a scoprire quali siano i frutti del prezioso incontro tra maestri artigiani e progettisti della scena contemporanea.
Il format ideato da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e LivingCorriere della Sera – con il patrocinio della Michelangelo Foundation – ha avuto come tema quest’anno il Grand Tour in Italia: lo storico viaggio di istruzione e formazione dei giovani europei (divenuto popolare nel Settecento) che aveva come tappe fondamentali le principali città culturali italiane.
«L’edizione 2026 è articolata nella valorizzazione dei mestieri d’arte di alcune delle città più belle del nostro Paese. Dal dialogo tra designer internazionali e artigiani, botteghe, piccole imprese creative nascono oggetti che gli aristocratici viaggiatori di un tempo avrebbero portato con sé, e che gli appassionati cultori del progetto di oggi riconosceranno come simboli di un modo nuovo di leggere il territorio e i suoi distretti: il territorio inteso come fonte di valore», scrive Franco Cologni. L’esercizio creativo di quest’anno era dunque indirizzato a designer internazionali (moderni touristes) e maestri artigiani delle città del Grand Tour: Torino, con l’ebanisteria, Milano, con la carta e i metalli, Venezia, con il vetro di Murano, Firenze, con l’intaglio del legno e gli objet d’art, Roma, con il bronzo e la rilegatura artistica, Napoli, con la porcellana di Capodimonte, e Palermo, con la ceramica.
Andrea Anastasio, Arthur Arbesser, Sam Baron, Constance Guisset, Ugo La Pietra, Marcantonio, Paola Navone, Elisa Ossino, Christian
Pellizzari, Sara Ricciardi, Roberto Sironi, Clara Von Zweigbergk sono i designer che hanno accettato la sfida creativa di Doppia Firma. Polo delle Arti Caselli Palizzi e Real Fabbrica di Capodimonte, Andrea Bouquet, Nicolò Giuliano, Marco Castorina, La Fucina di Efesto, Alessandro Valentini, Tommaso Pestelli, Ongaro & Fuga, Fabscarte, Simone Cenedese, Librarti sono i talenti che hanno messo in campo le proprie abilità artigiane.
Le dodici creazioni realizzate dalle dodici coppie creative sono state esposte in una location innovativa per il progetto: Casa degli Artisti, nel Brera Design District. La struttura contemporanea ha messo in luce le opere esposte grazie all’allestimento minimalista ed elegante progettato da Studio Salaris, giocato sull’uso di carte giapponesi, specchi e luci, con una suggestiva prevalenza del bianco.
«Non è stata una semplice esecuzione, ma un dialogo creativo in cui il saper fare è diventato parte attiva del processo»: sono le parole di Fabscarte, laboratorio milanese di carte da parati fatte a mano che ha collaborato con Sara Ricciardi. «C’è stato grande entusiasmo e feeling da entrambe le parti e voglia di sperimentare e di mettersi in gioco per creare il nuovo partendo dalla tradizione» dice Christian Pellizzari, noto stilista e ricercatore nelle arti applicate commentando il lavoro con Ongaro & Fuga, celebre vetreria muranese specializzata nella creazione di specchi.
All’interno della cornice Arts & Crafts & Design con Michelangelo Foundation, Serapian e Creative Academy, il successo dell’iniziativa ha confermato nuovamente l’importanza del dialogo tra maestria manuale e cultura del progetto per la realizzazione di una bellezza significativa e mai banale.

1. Catalogo di Doppia Firma 2026
2. La Table Conquise, Paola Navone con Pestelli Creazioni. Opera in porcellana e argento sul rapporto uomo-natura. Ph. Laila Pozzo
3. Innesti #3, Andrea Anastasio con Polo delle Arti Caselli Palizzi e Real Fabbrica di Capodimonte. Vaso in porcellana, omaggio alla tradizione della manifattura. Ph. Laila Pozzo
4. Lacus, Christian Pellizzari con Ongaro & Fuga. Specchio veneziano in vetro di Murano che rappresenta uno stagno onirico nel bosco. Ph. Laila Pozzo





Since 2016, the unmissable appointment of Doppia Firma. Dialogues between design thinking and high craftsmanship has attracted visitors to the Milano Design Week eager to discover the results of the precious encounter between master artisans and designers from the contemporary scene. The format, conceived by Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte and Living – Corriere della Sera – with the patronage of Michelangelo Foundation – took as its theme this year the Grand Tour in Italy: the historic journey of education and cultural formation undertaken by young Europeans (which became popular in the eighteenth century), whose key stops were the principal Italian cultural cities. “The 2026 edition focuses on celebrating the crafts of some of the most beautiful cities in our country. From the dialogue between international designers and artisans, workshops and small creative enterprises, objects emerge that the aristocratic travellers of the past would have taken with them, and that today’s discerning design enthusiasts will recognise as symbols of a new way of interpreting territory and its districts: territory understood as a source of value,” writes Franco Cologni. This year’s
creative exercise was therefore addressed to international designers (modern touristes) and master artisans from the cities of the Grand Tour: Turin, with cabinet-making; Milan, with paper and metals; Venice, with Murano glass; Florence, with wood carving and objets d’art; Rome, with bronze and artistic bookbinding; Naples, with Capodimonte porcelain; and Palermo, with ceramics. Andrea Anastasio, Arthur Arbesser, Sam Baron, Constance Guisset, Ugo La Pietra, Marcantonio, Paola Navone, Elisa Ossino, Christian Pellizzari, Sara Ricciardi, Roberto Sironi and Clara von Zweigbergk are the designers who accepted the creative challenge of Doppia Firma. Polo delle Arti Caselli Palizzi and Real Fabbrica di Capodimonte, Andrea Bouquet, Nicolò Giuliano, Marco Castorina, La Fucina di Efesto, Alessandro Valentini, Tommaso Pestelli, Ongaro & Fuga, Fabscarte, Simone Cenedese and Librarti are the talents who brought their artisanal skills to the project. The twelve creations produced by the twelve creative pairings were exhibited in a new venue for the project: Casa degli Artisti, in the Brera Design District. The contemporary setting highlighted the works on display


through a minimalist and elegant exhibition design by Studio Salaris, based on the use of Japanese papers, mirrors and lighting, with a striking predominance of white. “It was not a simple execution, but a creative dialogue in which craftsmanship became an active part of the process”: these are the words of Fabscarte, the Milan-based atelier of handmade wallpapers that collaborated with Sara Ricciardi, an imaginative designer originally from Benevento and now based in Milan. “There was great enthusiasm and mutual understanding on both sides, along with a desire to experiment and to challenge ourselves in order to create something new starting from tradition,” says Christian Pellizzari, a well-known fashion designer and researcher in the applied arts, commenting on his work with Ongaro & Fuga, the renowned Murano glassworks specialising in the creation of mirrors. Within the framework of Arts & Crafts & Design with Michelangelo Foundation, Serapian and Creative Academy, the success of the initiative once again confirmed the importance of dialogue between manual mastery and design culture in the creation of meaningful and never predictable beauty.
5. Sara Ricciardi con Fabscarte (Luigi Scarabelli e Emilio Brazzolotto) per Doppia Firma 2026. Ph. Laila Pozzo
6. e 7. Sala espositiva di Doppia Firma 2026 presso Casa degli Artisti, Milano. Ph. Luca Rotondo
8. Ugo La Pietra con La Fucina di Efesto (Alessandro Rametta) per Doppia Firma 2026. Ph. Laila Pozzo

di Cécile Prakken
Sofia Manvati ha scelto di dedicare la sua vita alla musica e di parlare “il linguaggio dell’infinito” (così George Sand descrive la musica nella Histoire de ma vie, voll. da I a XX, Parigi, V. Lecou, 1854-1855) attraverso il suo strumento, il violino. Sofia Manvati, violinista di grande talento, è nata a Erba (CO) nel 2000 e ha iniziato a suonare il violino a soli sei anni. Cresciuta in un ambiente familiare artisticamente stimolante, ha sviluppato fin da subito una passione spontanea per la musica e per la bellezza. Inizia gli studi presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Como e dopo essere stata selezionata come allieva da Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer di Cremona si trasferisce al Conservatorio C. Monteverdi di Cremona da Laura Gorna. Questo percorso le ha insegnato moltissimo: dall’importanza della musica da camera allo studio approfondito della partitura, dal rispetto per gli altri all’umiltà nei confronti del compositore, senza mai anteporre sé stessi o il proprio ego.
Dopo la laurea di primo e secondo livello a Cremona si trasferisce a Bruxelles, dove conclude un secondo Master, perfezionandosi sotto la guida del violinista Philippe Graffin. Attualmente studia alla Norwegian Academy of Music di Oslo con Peter Herresthal. Parallelamente conduce un’intensa attività concertistica che la porta in giro per il mondo: dal Portogallo alla Colombia, dalla Norvegia al Marocco, passando per le sale più prestigiose d’Europa di Francia, Inghilterra e Germania. Ha anche avuto l’onore di suonare gli strumenti storici del Museo del Violino di Cremona, tra cui gli Stradivari, all’Auditorium Giovanni Arvedi – una delle sale con l’acusti-
ca più incredibile al mondo. La sua interpretazione della famosa Ciaccona per violino solo di J. S. Bach è in onda televisiva in oltre 40 Paesi nel mondo attraverso il canale Canadese Stingray Classica.
Cosa rende ogni concerto unico?
“Vivo la musica come uno spazio aperto, non come un insieme di categorie. Anche quando sono sola sul palco non mi sento mai davvero sola: cerco una dimensione cameristica, fatta di ascolto, rispetto e convivenza nel suono. Il pubblico entra in questo processo, diventando uno specchio e un interlocutore. La musica, per me, è uno scambio vivo, un’esperienza di inclusione e co-creazione. L’energia del pubblico è sempre diversa: cambia con il luogo, con le persone, con il momento, ed è proprio questo a rendere ogni concerto unico. Mi ritengo molto fortunata, perché il mio lavoro mi permette di viaggiare e incontrare realtà molto diverse tra loro. Ricordo con particolare emozione il Festival di Cartagena in Colombia, dove ho trovato un pubblico incredibilmente partecipe, caloroso, quasi ‘colorato’ nella sua energia: una connessione così viva non è così frequente. Un altro luogo a cui sono profondamente legata sono i Giardini La Mortella di Ischia, dove la musica si intreccia con la natura e crea un’atmosfera di grande armonia. E poi c’è stata l’esperienza della maratona dei Quartetti di Šostakovič al Piccolo Teatro di Milano: suonare dalle ore 14 fino all’una di notte e vedere il pubblico restare fino alla fine è stato estremamente toccante. Mi ha dato forza e fiducia nel fatto che la musica classica possa ancora avere un suo spazio autentico e un pubblico profondamente coinvolto”. www.sofiamanvati.com
Sofia Manvati possiede un suono caldo, potente e affascinante, una tecnica impeccabile, un'intonazione perfetta e una musicalità pura.
Salvatore Accardo

Si ringrazia l'Associazione Villa del Grumello villadelgrumello.it
Sofia Manvati has chosen to devote her life to music and to speak “the language of the infinite” (as George Sand describes music in Histoire de ma vie, voll. da I a XX, Parigi, V. Lecou, 1854-1855) through her instrument, the violin. Sofia Manvati, a highly talented violinist, was born in Erba (CO) in 2000 and began playing the violin at just six years old. Raised in an artistically stimulating family environment, she developed a spontaneous passion for music and beauty from an early age. She began her studies at the Giuseppe Verdi Conservatory in Como and, after being selected as a student by Salvatore Accardo at the Stauffer Academy in Cremona, transferred to the C. Monteverdi Conservatory in Cremona to study with Laura Gorna. This journey taught her a great deal: from the importance of chamber music to the in-depth study of the score, from respect for others to humility toward the composer, without ever putting oneself or one’s ego first.
After earning her bachelor’s and master’s degrees in Cremona, she moved to Brussels, where she completed a second master’s degree, perfecting her skills under the guidance of violinist Philippe Graffin. She is currently studying at the Norwegian Academy of Music in Oslo with Peter Herresthal. At the same time, she maintains an intense concert schedule that takes her around the world: from Portugal to Colombia, from Norway to Morocco, performing in Europe’s most prestigious venues in France, England, and Germany. She has also had the honor of playing historical instruments from the Cremona Violin Museum, including Stradivarius violins, at the Giovanni Arvedi Auditorium—one of the concert halls with the most incredible acoustics in the world. Her performance of J. S. Bach’s famous Chaconne for solo violin is broadcast on television in over 40 countries worldwide via the Canadian channel Stingray Classica.
What makes each concert unique?
“I experience music as an open space, not as a set of categories. Even when I’m alone on stage, I never really feel alone: I seek a chamber music dimension, built on listening, respect, and coexistence in sound. The audience enters this process, becoming a mirror and an interlocutor. For me, music is a living exchange, an experience of inclusion and co-creation. The audience’s energy is always different: it changes with the venue, with the people, with the moment, and it is precisely this that makes every concert unique. I consider myself very lucky, because my work allows me to travel and encounter very different realities. I remember the Cartagena Festival in Colombia with particular emotion, where I found an incredibly engaged, warm audience, almost ‘vibrant’ in its energy: such a vivid connection is not all that common. Another place I am deeply attached to is the Giardini La Mortella in Ischia, where music intertwines with nature and creates an atmosphere of great harmony. And then there was the experience of the Shostakovich quartet marathon at the Piccolo Teatro in Milan: playing from 2 p.m. until 1 a.m. and seeing the audience stay until the very end was extremely moving. It gave me strength and confidence that classical music can still have its own authentic place and a deeply engaged audience.” www.sofiamanvati.com



di Stefania
De
Giorgi
Il percorso di approfondimento dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) Sezione di Como, in collaborazione con i club Rotary Como Baradello e Como, sulla rige -
nerazione urbana e il futuro dell'abitare ha vissuto due tappe fondamentali: il 1° ottobre scorso con l’incontro dedicato al concetto di “Esseri urbani – La città relazionale” presso il Ridotto del Teatro Sociale e lo scorso 11 aprile a Bergamo per una visita esclusiva allo smartdistrict Chorus Life. In questo contesto di eccellenza architettonica si inserisce la nostra intervista all’arch. Joseph Di Pasquale — progettista del distretto — volta ad approfondire la filosofia e le sfide tecnologiche e sociali di questa grande opera.
Quale visione l'ha guidata nel progettare il "vuoto" anziché i volumi all'interno di questo quartiere?
L’opera non nasce dalla volontà di occupare il suolo, ma dall'urgenza quasi spirituale di "fare spazio". In questo mi è stata fondamentale la lettura di Edith Stein e del suo trattato sull'empatia: lei spiega che per accogliere l'altro è necessario, prima di tutto, fargli posto dentro di sé. Ho voluto trasporre questo concetto nel disegno urbano: Chorus Life non impone la massa del cemento, ma si "ritrae". Progettare il vuoto significa creare un'architettura dell'ascolto. Se occupiamo tutto lo spazio con gli edifici, non lasciamo posto alla relazione. Disegnando invece il vuoto centrale, offriamo alla comunità un luogo dove l'incontro può avvenire senza barriere. È un'architettura che non celebra se stessa, ma si mette al servizio dell'esperienza umana, proprio come l'anima deve farsi silenziosa per accogliere il prossimo. Da un punto di vista morfologico, questo si traduce nel posizionamento degli
edifici lungo il perimetro estremo dell’area, liberando completamente il baricentro del lotto. Abbiamo utilizzato una modellazione parametrica delle curve affinché la forma organica dei prospetti non fosse un mero esercizio estetico, ma un dispositivo per rifrangere la luce e modulare l’acustica urbana, creando un microclima protetto nel "vuoto centrale" dove la socialità può finalmente fiorire. Come si riflette l'anima antica di Bergamo, tra la rocca e la pianura, in questa visione? Il progetto è un atto di devozione verso il DNA di Bergamo, una città che da secoli respira nella tensione armoniosa tra Città Alta e Città Bassa. Abbiamo voluto recuperare quella verticalità perduta, quella gioia del cammino ascensionale che la città moderna aveva sacrificato sull’altare della funzionalità orizzontale. Per rendere questa visione strutturalmente possibile, abbiamo progettato un sistema di percorsi su più livelli che si integrano con il tessuto esistente. L'elemento di rottura tecnica più audace è rappresentato dal grande disco di sbalzo di 40 metri, un'imponente struttura metallica appoggiata su soli due punti di contatto. Questo elemento funge da "ponte" percettivo e fisico, una piazza sospesa che sfida le leggi statiche tradizionali per offrire un nuovo belvedere urbano, riconnettendo le quote altimetriche del quartiere attraverso una rampa continua che elimina ogni barriera architettonica, trasformando il dislivello in un'esperienza sensoriale. Chi è l'uomo che ha guardato oltre l’aspetto economico per abbracciare il Sogno?
Al cuore di questa trasformazione batte il genio di un committente illuminato, Domenico Bosatelli. Egli ha saputo sintonizzarsi sulla frequenza del visionario, comprendendo che il vero profitto di un'opera simile si misura nell'eredità lasciata alla comunità. Come
il Colleoni lasciò il suo segno imperituro nel cuore di Bergamo attraverso la celebre Cappella, Bosatelli ha scelto di "fare un salto di scala", passando dalla cronaca dell'industria alla storia della città. La sfida tecnica condivisa con il committente è stata la creazione di un sistema impiantistico e digitale integrato di ultima generazione (GSM - Global System Model). Non si è trattato solo di costruire muri, ma di cablare un intero organismo urbano capace di autogestirsi. Abbiamo implementato una rete di sensoristica diffusa che monitora in tempo reale i flussi energetici e di utenza, rendendo l'edificio non solo un involucro, ma un software architettonico capace di evolvere con le esigenze di chi lo vive. Qual è la magia sottile che trasforma un insieme di edifici in una "città delle relazioni", dove i confini svaniscono per lasciare il posto alla "vita corale"?
La magia risiede nel rifiuto della recinzione. Chorus Life è una "costellazione di piccole città", un polo inclusivo dove il passaggio tra proprietà pubblica e privata avviene con la fluidità di un respiro, senza che il cittadino ne avverta il distacco. È l’architettura che si fa ancella dell’empatia: ogni sentiero e ogni piazza sono inviti a riconoscersi parte di un unico destino comune. Per ottenere questa permeabilità senza compromettere la sicurezza, abbiamo studiato una pavimentazione continua e un'illuminazione "smart" che guida i flussi senza l'uso di barriere fisiche. La facciata dell’Arena, con la sua pelle reattiva, non è solo una chiusura, ma un’interfaccia comunicativa. Il risultato è un sistema organico dove la tecnologia scompare dietro l’esperienza umana, permettendo alla "città delle relazioni" di funzionare come un unico, grande palcoscenico a cielo aperto.

The Como Section of the UCID (Christian Union of Entrepreneurs and Managers), in collaboration with the Como Baradello and Como Rotary Clubs, has completed two key stages of its study on urban regeneration and the future of living: on October 1st, with a meeting dedicated to the concept of "Urban Beings – The Relational City" at the Teatro Sociale Foyer, and on April 11th, in Bergamo, for an exclusive tour of the Chorus Life smart district. It is against this backdrop of architectural excellence that we conducted our interview with architect Joseph Di Pasquale, the district's designer, to delve deeper into the philosophy and technological and social challenges of this major project.
The interview outlines the architectural and urban philosophy behind the Chorus Life project, which prioritizes the creation of "empty space" over solid building volumes. Drawing inspiration from Edith Stein's treatise on empathy, the architect designs an "architecture of listening" that positions buildings along the outer perimeter to free up the center of the lot, fostering community encounters. The design deeply connects with Bergamo's historical identity, reflecting the harmonious tension between the Upper and Lower Town through multi-level pathways and a continuous barrier-free ramp. The most striking engineering feature is a 40-meter cantilevered disc acting as a suspended plaza. Finally, the text highlights the vision of the client, Domenico Bosatelli, and the integration of an advanced digital system (GSM) with real-time sensors to create a self-managing, evolving urban organism.


di Stefania De Giorgi foto Lorenzo Butti, Riccardo Monti
Dalmoto nasce da una visione progettuale colta e distintiva, dove il design interpreta il movimento, la velocità e la continua trasformazione del vivere contemporaneo. Alla base della sua ricerca convivono l’audacia visionaria di Sant’Elia e il rigore formale di Terragni, in un dialo-
go armonioso tra dinamismo e misura.
I tubolari che definiscono l’identità delle sedute presentate durante la design Week, ne sono l’espressione più autentica: linee fluide ed eleganti che attraversano lo spazio con leggerezza, trasformando la materia in gesto e la struttura in racconto. Nulla è statico, ogni elemento suggerisce energia, equilibrio e continuità.
Nel lavoro di Francesco Manfredi e Tommaso Lorenzini ricerca, sensibilità artistica e attenzione alle proporzioni si fondono in un linguaggio raffinato e riconoscibile, capace di coniugare memoria e contemporaneità, funzione e poesia, dando vita a oggetti dal fascino senza tempo.
Chi siete e da dove nasce il nome Dalmoto?
Dalmoto nasce dall’incontro tra me, Francesco Manfredi, e Tommaso Lorenzini. Il nome racconta in qualche modo le nostre origini e il nostro approccio: un progetto che nasce dal movimento, dal percorso, dall’idea di trasformare esperienze e passioni diverse in oggetti capaci di raccontare una storia. Il nostro lavoro si muove tra design, artigianato e ricerca, con l’obiettivo di creare pezzi che abbiano un’identità forte e autentica. Come è nato il tuo interesse per il design?
Il mio percorso è piuttosto particolare. Ho studiato a Torino perché era
una delle poche università che si occupavano specificamente di design automobilistico. Inizialmente ero affascinato dal mondo dell’auto, ma durante gli studi ho scoperto qualcosa di ancora più importante: il design del prodotto. Attraverso professori straordinari e figure come Achille Castiglioni ho iniziato a comprendere il valore culturale degli oggetti, la loro storia e il loro legame con la società. Da quel momento il mio sguardo si è ampliato e il design è diventato per me uno strumento per interpretare il mondo.
Quanto conta l’artigianalità nel vostro lavoro?
Moltissimo. Dopo gli studi ho avuto la fortuna di lavorare in aziende dove ho potuto seguire l’intero processo produttivo, dalla progettazione alla realizzazione. Questo mi ha insegnato il rispetto per la materia, per le lavorazioni e per il sapere artigiano. Per noi il progetto prende davvero forma quando incontra mani capaci di trasformare un’idea in materia. In questo percorso è stato fondamentale l’incontro con Paolo Pasquin, artigiano di grande esperienza e sensibilità, che ha realizzato tutti gli elementi in ottone delle nostre creazioni. Per noi è importante che gli oggetti conservino sempre una dimensione autentica e umana: non semplici prodotti, ma pezzi costruiti con cura, dove ogni finitura, ogni giunzione e ogni dettaglio contribuiscono a definirne l’identità. È proprio questa attenzione che cerchiamo nelle nostre realizzazioni, un equilibrio tra rigore progettuale, qualità costruttiva e bellezza senza tempo, capace di rendere ogni pezzo unico e profondamente riconoscibile. Durante la Milano Design Week 2026 avete esposto ad Alcova. Che


esperienza è stata?
È stata un’esperienza straordinaria e profondamente significativa. Abbiamo presentato le nostre creazioni e i nostri pezzi d’arredo all’interno di Alcova, negli spazi suggestivi dell’ex Ospedale Militare di Baggio, uno dei luoghi più affascinanti e visitati dell’intera Design Week. Esporre in un contesto così iconico e carico di atmosfera è stato per noi un privilegio. Le nostre opere dialogavano con un’architettura intensa e ricca di memoria, creando un contrasto estremamente evocativo. Che riscontro avete ricevuto?
Siamo rimasti davvero molto felici. L’interesse del pubblico, dei professionisti e della stampa è stato superiore alle aspettative. Abbiamo incontrato persone provenienti da tutto il mondo, raccolto feedback preziosi e instaurato nuove relazioni. Vedere le nostre creazioni accolte con curiosità ed entusiasmo in un contesto prestigioso come Alcova è stata una grande soddisfazione. Che cosa vi portate a casa da questa esperienza?
La conferma che il design può ancora emozionare quando nasce da una ricerca sincera. Essere presenti ad Alcova durante la Milano Design Week è stato un momento importante del nostro percorso: un’occasione per raccontare la nostra identità, confrontarci con una comunità internazionale e vedere il nostro lavoro inserito in uno dei palcoscenici più autorevoli del design contemporaneo. È stata un’esperienza che ci ha resi orgogliosi e che ci spinge a guardare al futuro con ancora più entusiasmo.
Dalmoto embodies a refined design vision with a strong sense of identity, born from the collaboration between Francesco Manfredi and Tommaso Lorenzini. Their work strikes a balance between design, research and craftsmanship, translating the concept of movement into
objects with a distinctive and timeless character. Inspired by the visionary audacity of Antonio Sant’Elia and the formal rigour of Giuseppe Terragni, they reinterpret tradition through a contemporary language characterised by harmonious proportions, visual lightness and great attention to detail. Presented during Milan Design Week 2026 at Alcova, in the evocative spaces of the former Military Hospital in Baggio, their creations showcased an authentic design approach, in which memory and innovation interact naturally. Central to their journey is the value of craftsmanship, enhanced by their collaboration with master craftsman Paolo Pasquin, who created the brass elements with extraordinary skill, helping to define the elegance and expressive quality of the collections. A project that celebrates know-how, a culture of detail and the ability to transform materials into a poetic and contemporary narrative.

The poetry of matter: Paolo Pasquin and his secret dialogue with metals
Ci sono mestieri che si imparano e mestieri che si incarnano. Quello di Paolo Pasquin appartiene alla seconda categoria. Maestro dell’ottone
e dell’argento, custode di una sapienza rara e preziosa, Pasquin trasforma la materia con un gesto sicuro, elegante e straordinariamente raffinato. Nel suo laboratorio ogni lastra metallica diventa racconto, ogni curva prende forma attraverso un dialogo silenzioso tra mano, esperienza e sensibilità creativa. La sua non è semplice lavorazione artigianale: è una forma di poesia applicata alla materia. Con una competenza maturata in decenni di ricerca e sperimentazione, Paolo Pasquin modella ottone, argento e rame con una precisione quasi musicale, dando vita a oggetti senza tempo, capaci di custodire memoria, bellezza e autenticità. Ogni pezzo nasce da un processo meticoloso, fatto di intuizione, pazienza e infinita cura del dettaglio. Le superfici riflettono la luce con una profondità vibrante, mentre le forme raccontano una cultura del fare che oggi appare sempre più preziosa e straordinaria. La sua è una storia profondamente legata alla tradizione. Come è nato questo mestiere e quanto ha contato l’insegnamento di suo padre?
Questo lavoro è parte della mia vita da sempre. L’ho imparato osservando mio padre e i suoi soci, entrando in bottega da ragazzo e respirando ogni giorno la cultura del fare. È stata una scuola severa ma straordinaria, fat-
ta di disciplina, rispetto e attenzione assoluta per ogni dettaglio. Da loro ho imparato che un oggetto non nasce semplicemente da una lavorazione, ma da una sensibilità, da un gesto affinato negli anni e da una passione che si tramanda di generazione in generazione. Ancora oggi porto con me quei valori e quello stesso desiderio di trasformare la materia in qualcosa di unico e duraturo. L’approccio alla lavorazione nasce dall’esperienza e dall’osservazione. Ogni oggetto parte da un’idea molto semplice, spesso da uno schizzo essenziale. Poi è la materia stessa a suggerire il percorso. Lavorando il metallo impari ad ascoltarlo: capisci quando può essere spinto oltre e quando invece va accompagnato con delicatezza. È un dialogo continuo tra tecnica, sensibilità e intuizione.» Qual è l’aspetto che rende davvero unico un oggetto realizzato a mano?
Il tempo che contiene. Ogni pezzo attraversa numerosi passaggi, prove, correzioni e lavorazioni. Nulla è automatico. Ogni martellatura, ogni tornitura, ogni finitura lascia una traccia irripetibile. È questo che rende ogni creazione diversa dall’altra: non è soltanto un oggetto, ma il risultato di una storia fatta di esperienza, attenzione e passione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con designer, architetti e creativi provenienti da tutto il mondo. Cosa le hanno lasciato questi incontri?
Sono state esperienze preziose e stimolanti. Ho avuto la fortuna di lavorare con architetti, artisti, designer e grandi marchi internazionali,

confrontandomi con visioni, culture e linguaggi progettuali molto diversi tra loro. Ogni collaborazione è stata un’occasione di crescita, perché mi ha spinto a sperimentare nuove forme e nuove soluzioni tecniche. È proprio questo dialogo continuo tra creatività e artigianalità che rende il mio lavoro così affascinante: vedere un’idea prendere forma attraverso le mani e trasformarsi in un oggetto concreto è una soddisfazione che non smette mai di emozionarmi.

There are trades that are learned, and trades that are embodied. Paolo Pasquin’s belongs to the latter category. A master of brass and silver, the guardian of a rare and precious art, Pasquin transforms the material with a confident, elegant, and extraordinarily refined touch. In his workshop, every sheet of metal becomes a story; every curve takes shape through a silent dialogue between hand, experience, and creative sensibility. His work is not mere craftsmanship: it is a form of poetry applied to matter. With expertise honed over decades of research and experimentation, Paolo Pasquin shapes brass, silver, and copper with an almost musical precision, giving life to timeless objects capable of preserving memory, beauty, and authenticity. Each piece is born from a meticulous process, made up of intuition, patience, and infinite attention to detail. The surfaces reflect light with a vibrant depth, while the forms tell the story of a culture of craftsmanship that today appears increasingly precious and extraordinary. His story is deeply rooted in tradition. How did this craft begin, and how much did his father’s teaching influence you?
This work has always been part of my life. I learned it by watching my father and his partners, entering the workshop as a boy and breathing in the culture of craftsmanship every day. It was a strict but extraordinary school, built on discipline, respect, and absolute attention to every detail. From them, I learned

that an object is not simply the result of craftsmanship, but of a sensibility, a gesture refined over the years, and a passion passed down from generation to generation. Even today, I carry those values with me, along with that same desire to transform the material into something unique and enduring. My approach to craftsmanship stems from experience and observation. Every object starts with a very simple idea, often a basic sketch. Then the material itself suggests the path forward. As you work with metal, you learn to listen to it: you understand when it can be pushed further and when, instead, it must be handled with delicacy. It is a continuous dialogue between technique, sensitivity, and intuition.”
What is the aspect that makes a handmade object truly unique?
The time it contains. Every piece goes through numerous steps, trials, corrections, and processes. Nothing is automatic. Every hammer strike, every turn on the lathe, every finish leaves an irreproducible mark. This is what makes each creation different from the next: it is not merely an object, but the result of a story woven from experience, attention, and passion. Throughout your career, you’ve collaborated with designers, architects, and creatives from all over the world. What have these encounters taught you?
They’ve been invaluable and inspiring experiences. I’ve been fortunate to work with architects, artists, designers, and major international brands, engaging with very different

visions, cultures, and design languages. Every collaboration has been an opportunity for growth, because it has pushed me to experiment with new forms and new technical solutions. It is precisely this continuous dialogue between creativity and craftsmanship that makes my work so fascinating: seeing an idea take shape through my hands and transform into a tangible object is a satisfaction that never ceases to move me.




di Demetra Toile foto Archivio BANCO BPM
Ci sono artisti che appartengono a un luogo non solo perché vi sono nati, ma perché da quel luogo hanno imparato a guardare il mondo. Per Baldassare Longoni, nato a Dizzasco l’11 novembre 1876, il Lago di Como e la Val d’Intelvi furono molto più di un’origine geografica: furono una scuola dello sguardo, una sorgente di ispirazione, il punto da cui osservare la natura e l’uomo. A centocinquant’anni dalla nascita, il “pittore del Lago di Como” torna idealmente a casa con una mostra, «Umanità al lavoro. La pittura di Baldassare Longoni», che dal 5 settembre al 4 ottobre 2026 occuperà uno degli spazi più affascinanti di Cernobbio: la torretta liberty di Villa Bernasconi. L’intuizione è quella di celebrarlo non con una esposizione enciclopedica, ma con un gesto essenziale e simbolico: riportare sul lago uno dei nuclei più significativi della sua produzione e metterlo in dialogo con i temi che oggi attraversano il dibattito globale, dall’ambiente alla sostenibilità, dal rapporto tra uomo e natura alla tutela del paesaggio. In mostra c’è il monumentale trittico Terre dorate d’Italia, che appartiene al Patrimonio Artistico di Banco BPM: tre grandi tele dedicate all’aratura, alla mietitura e al raccolto. Non semplici scene agricole, ma una meditazione sul legame tra l’uomo e la terra, sulla fatica, sul tempo delle stagioni, sull’equilibrio fragile tra attività umana e natura. Qui Longoni non è soltanto il pittore di un territorio, ma l’interprete di una visione più ampia: la terra, la luce, le stagioni e il lavoro partecipano dello stesso respiro, quello di un paesaggio non decorativo, ma vivo. La scelta della sede contribuisce a rendere l’iniziativa unica: Villa Bernasconi, capolavoro del Liberty lombardo, è stata dimora di imprenditori della seta, è luogo in cui natura e operosità umana s’incontrano da sempre, ed è oggi una delle esperienze museali più originali del territorio. E per Longoni, la villa-museo aprirà eccezionalmente la sua torretta, normalmente non accessibile al pubblico. Le decorazioni floreali, i richiami al mondo vegetale e la luce naturale che filtra dalle grandi finestre sembrano dialogare naturalmente con il suo trittico, creando un allestimento immersivo e quasi domestico. È proprio qui che emerge l’originale doppia anima della mostra organizzata dal Comune di
Cernobbio: da una parte l’esclusività perché l’esposizione sarà visitabile su prenotazione da sole dodici persone per volta, in uno spazio normalmente chiuso e riservato; dall’altra, l’accessibilità, perché grazie alla collaborazione tra Villa Bernasconi e Banco BPM, l’ingresso sarà gratuito. Una scelta controcorrente in un’epoca in cui l’esclusività viene spesso associata all’inaccessibilità. Qui accade il contrario: ciò che è raro viene condiviso. Ciò che è prezioso viene restituito al territorio. Non sorprende quindi che la mostra, nata grazie alla passione della giornalista e scrittrice Candida Morvillo per l’artista e il suo territorio, abbia trovato l’interesse del Forum TEHA di Cernobbio, che il 4 settembre la inaugurerà con una preview privata riservata ai propri ospiti internazionali. Il giorno successivo e fino al 4 ottobre 2026, nei giorni di apertura del museo, l’esposizione sarà accessibile a cittadini, visitatori e turisti. Longoni fu uno dei protagonisti dell’arte italiana del primo Novecento. Pittore vicino al Divisionismo, partecipò a varie Biennali di Venezia e ottenne importanti premi e riconoscimenti. Le sue opere sono oggi conservate in collezioni pubbliche e private di prestigio, dalla Banca d’Italia alle principali raccolte bancarie italiane, fino a musei e pinacoteche civiche. Ma Longoni fu anche sorprendentemente moderno. Accanto all’attività pittorica, guidò infatti il dipartimento di illuminazione d’interni della Compagnia Anonima Continentale di Milano, storica azienda che all’inizio del Novecento esportava in tutto il mondo lampioni e apparecchi illuminanti basati sulla nascente tecnologia elettrica. Un artista capace di muoversi tra arte, industria e innovazione, anticipando quello che oggi chiameremmo Made in Italy. È forse questa la qualità più attuale del progetto: riuscire a mettere in relazione mondi diversi. Il grande dibattito internazionale e la comunità locale. L’eccellenza e la partecipazione. La storia dell’arte e le sfide ambientali del presente. A centocinquant’anni dalla nascita, Baldassare Longoni torna così sul suo lago non come figura del passato, ma come artista sorprendentemente contemporaneo. E le sue Terre dorate d’Italia ci ricordano che il paesaggio non è soltanto ciò che vediamo: è il modo in cui scegliamo di abitare il mondo.

Umanità al lavoro
La pittura di Baldassare Longoni dal 5 settembre al 4 ottobre ven-sab-dom-lun, dalle 10 alle 18 Prenotazione gratuita www.villabernasconi.eu
One hundred and fifty years after the birth of Baldassare Longoni (1876–1956), the “painter of Lake Como” born in Dizzasco in Val d’Intelvi returns, in a sense, home with the exhibition “Humanity at Work. The Paintings of Baldassare Longoni,” hosted from September 5 to October 4, 2026, in the Art Nouveau tower of Villa Bernasconi in Cernobbio. The exhibition offers an original approach: not a large-scale retrospective, but a compact and meticulously curated project that places his work in dialogue with themes of extraordinary relevance today, such as sustainability, the environment, and the relationship between humanity and nature. The centerpiece is the monumental triptych *Terre dorate d’Italia* (Golden Lands of Italy), part of Banco BPM’s Artistic Heritage. The three large canvases dedicated to plowing, reaping, and harvesting are a reflection on labor, the passing of the seasons, and the profound bond between humanity and the earth. The choice of venue contributes to making the initiative unique: Villa Bernasconi, a masterpiece of Lombard Art Nouveau, was once home to silk entrepreneurs and is a place where nature and human industry have always come together. And, for Longoni, the Villa Museum will exceptionally open its turret to the public. The floral decorations, references to

Baldassare Longoni, Terre dorate d’Italia: aratura, 1940, olio su tela, 101,3 x 120 cm, Patrimonio Artistico Banco BPM
Baldassare Longoni, Terre dorate d’Italia: mietitura, 1940, olio su tela, 130 x 160 cm, Patrimonio Artistico Banco BPM
Baldassare Longoni, Terre dorate d’Italia: contadini che zappano la terra, 1940, olio su tela, 101 x 121,5 cm, Patrimonio Artistico Banco BPM
Baldassare Longoni (1876–1956) è «il pittore del Lago di Como» per nascita e per poetica. Nato a Dizzasco, in Val d’Intelvi, l’11 novembre 1876, è stato uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana del primo Novecento. Pittore divisionista, con una predilezione per i paesaggi della sua terra e per il lavoro dei campi, Longoni espose a numerose Biennali di Venezia, ottenne importanti riconoscimenti ufficiali e oggi le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni pubbliche, tra cui Banca d’Italia, importanti collezioni bancarie e musei civici italiani. Singolare è la modernità di Longoni, che fu a capo del dipartimento dell’illuminazione d’interni della Compagnia Anonima Continentale (già Brunt & Co.), storica fonderia che ai primi del ‘900 esportava in tutto il mondo lampioni e lampade che sfruttavano la nascente tecnologia dell’energia elettrica; attività che lo ascrive tra i pionieri del Made in Italy.

the plant world, and the natural light streaming through the windows establish an evocative dialogue with the exhibited works, creating an immersive and almost domestic setting. Exclusivity and accessibility are combined: the triptych can be viewed by reservation for only twelve people at a time, ensuring an intimate and privileged encounter with the works; however, thanks to the collaboration between Villa Bernasconi and Banco BPM, admission will be free. An original and unconventional choice. It is therefore no surprise that the exhibition, conceived by journalist and writer Candida Morvillo, has caught the interest of the TEHA Forum Cernobbio, which will inaugurate it on September 4 with a private preview reserved for its international guests. A leading figure in early 20th-century Italian art, Longoni participated in various Venice Biennales and received major accolades. His works are now housed in prestigious museums and public and private collections, including the Bank of Italy. A painter, but also a pioneer of industrial design with his Art Nouveau creations for interior lighting, he remains a figure capable of connecting art, the local landscape, and modernity. Longoni thus returns to his lake not as a figure of the past, but as a surprisingly contemporary artist.

di Marilena Lualdi foto archivio Nessi & Majocchi
Un secolo, un cammino che guarda al futuro, forte della sua storia e della passione che ha unito quattro generazioni. È il 30 giugno 1926 quando nasce l’Impresa Costruzioni Tagliasacchi, Nessi e Majocchi: la fondano Severino Tagliasacchi, Venanzio Nessi ed Angelo Majocchi a Como. La città è la sede, l’ispirazione, il punto di partenza verso interventi in contesti sempre più vasti (tra i primi, importanti passi, quelli a Merano e in Alto Adige con l’Ippodromo e le caserme): questo rapporto viene sancito dalla realizzazione del Monumento ai Caduti. Il progetto dell’architetto Giuseppe Terragni diventa un’opera che è anche una carta di identità per l’impresa: lo ribadisce un’immagine che riunisce tutti - e sarà replicata proprio cent’anni dopo - a testimonianza dello spirito di squadra, di famiglia che esiste in azienda. L’attività, mai interrotta durante la guerra, ferve nel segno della ricostruzione: dalle residenze alle infrastrutture, accanto ad altre opere simboliche come la fontana di Villa Geno. Ad Angelo, si affiancano i figli Mario e Giampiero che vengono così preparati a guidare l’azienda quando il fondatore passerà loro il testimone. Sono anni di crescita, anni di nuove risposte ai bisogni del territorio, con l’Istituto Autonomo Case Popolari e il grattacielo di Camerlata, senza scordare l’ospedale Sant’Anna. Più avanti, nell’elenco fitto di opere, spicca il Centro Espositivo di Villa Erba, un equilibrio mirabile tra tecnologia e fascino storico e paesaggistico.
Purtroppo, nel 1992 un lutto colpisce la famiglia e l’azienda: la scomparsa di Mario. Bisogna raccogliere nuove sfide e scrivere pagine di futuro, anche in omaggio alla sua memoria. Si delinea una fase di forte sviluppo di edifici commerciali, in cui il partner principale è Bennet. Nel frattempo, c’è Angelo, il figlio che porta il nome del fondatore, a tracciare il nuovo percorso insieme a Giampiero. Oltre a centri commerciali, banche e edifici direzionali è il turismo che chiama, con alberghi dal Lago di Como a Milano, dal mare alla montagna. Nel nuovo millennio prosegue questa storia intrecciata di passione e capacità di guardare avanti: un simbolo è Expo 2015, con Cascina Merlata che diventerà un esempio prezioso di housing sociale in Italia per dimensioni e valore innovativo. Ma si delineano altri progetti chiave, come gli edifici direzionali di Symbiosis (con gli headquarter di Fastweb e Moncler), oltre a quelli di Milanofiori e BiM. Ha accompagnato questo moto continuo fino all’anno del centenario Giampiero: proprio nel 2026 viene a mancare, ma il suo esempio sia in azienda sia nell’impegno a favore del territorio (pensiamo alla sua presidenza della Camera di Commercio di Como e Lecco) continua a guidare e spronare. Così la Nessi & Majocchi onorerà lui, assieme ai fondatori, a Mario e a ogni persona che ha reso possibile approdare a questo traguardo, anche con la realizzazione di un libro. Ma soprattutto con nuovi progetti, nuovi cantieri.


A century-long journey looking toward the future, drawing strength from its history and the passion that has united four generations. It was on June 30, 1926, that the Tagliasacchi, Nessi, and Majocchi Construction Company was founded by Severino Tagliasacchi, Venanzio Nessi, and Angelo Majocchi in Como. The city served as the company’s headquarters, its inspiration, and the starting point for projects in ever-wider contexts (among the first major steps were those in Merano and South Tyrol with the racetrack and the barracks): this relationship was cemented by the construction of the War Memorial. Architect Giuseppe Terragni’s design became a work that also served as a calling card for the firm: this is underscored by an image that brings everyone together - and would be replicated exactly a century later - as a testament to the team spirit and family atmosphere within the company. Business, which never ceased during the war, flourished in the spirit of reconstruction: from residential buildings to infrastructure, alongside other symbolic works such as the fountain at Villa Geno. Angelo was joined by his sons Mario and Giampiero, who were thus prepared to lead the company when the founder passed the torch to them. These were years of growth, years of new responses to the needs of the region, with the Istituto Autonomo Case Popolari and the Camerlata skyscraper, not to mention Sant’Anna Hospital. Further down the long list of projects, the Villa Erba Exhibition Center stands out, striking an admirable balance between technology and historical and scenic charm. Unfortunately, in 1992, tragedy struck the family and the company: the passing of Mario. New challenges must be taken on and new chapters of the future written, also in tribute to his memory. A phase of strong development in commercial buildings began, with Bennet as the main partner. Meanwhile, there is Angelo, the son who bears the founder’s name, charting the new course alongside Giampiero. In addition to shopping centers, banks, and office buildings, the tourism sector beckons, with hotels ranging from Lake Como to Milan, from the coast to the mountains. In the new millennium, this intertwined story of passion and the ability to look ahead continues: a symbol of this is Expo 2015, with Cascina Merlata set to become a valuable example of social housing in Italy due to its scale and innovative value. But other key projects are taking shape, such as the Symbiosis office buildings (housing the headquarters of Fastweb and Moncler), as well as those at Milanofiori and BiM. Giampiero accompanied this continuous momentum right up to the centennial year: he passed away in 2026, but his example - both within the company and in his commitment to the local community (think of his presidency of the Como and Lecco Chamber of Commerce) - continues to guide and inspire. Thus, Nessi & Majocchi will honor him, along with the founders, Mario, and every person who made reaching this milestone possible, including through the publication of a book. But above all, through new projects and new construction sites.



Sessant’anni non sono solo un traguardo: sono un patrimonio di memoria, qualità e autenticità. Nel 2026 Acqua S. Antonio — la storica acqua minerale la cui fonte è la più vicina alla città di Como — celebra il suo 60° anniversario con un progetto che unisce tradizione e visione contemporanea: la nuova bottiglia S. Antonio COMO, un omaggio alla terra che da sempre custodisce la sua purezza. Un design che nasce dal territorio
Per celebrare questo anniversario speciale, Refresco Italia ha affidato il progetto allo studio Matteo Thun & Antonio Rodriguez Design, tra i più autorevoli interpreti del design italiano. Il risultato è una bottiglia che non si limita a rinnovare un’estetica: racconta un’identità.
Come spiega Antonio Rodriguez: “Il nuovo volto della bottiglia S. Antonio è molto di più di un semplice redesign: è un nuovo modo di trasmettere valori senza tempo. La riconoscibilità della bottiglia è immediata grazie alla forma distintiva, caratterizzata dal particolare vetro cannettato e dal testo in rilievo. La purezza e la semplicità del vetro conferiscono una personalità unica e ben distinta anche in assenza di qualsiasi etichetta.”
Eleganza essenziale, come Como
La nuova S. Antonio COMO trae ispirazione dall’eleganza sobria e raffinata del Lago di Como: linee pulite, luce che si riflette sul vetro, una bellezza che non ha bisogno di artifici. Il vetro cannettato e il rilievo tipografico trasformano la bottiglia in un oggetto iconico, immediatamente riconoscibile, capace di raccontare la propria storia senza parole. Proprio per questo, è in programma uno shooting fotografico in una location eccezionale sulle rive del Lago di Como.
Un gesto di sostenibilità autentica
La scelta più rivoluzionaria è la totale eliminazione dell’etichetta. Un atto di coerenza e responsabilità: niente carta, niente plastica, niente colla. Solo vetro, acqua minerale e territorio.
Un design che riduce l’impatto ambientale e semplifica il riciclo, dimostrando che la sostenibilità può essere anche un gesto estetico. Sessant’anni di purezza, un futuro da scrivere
La nuova bottiglia S. Antonio COMO non celebra solo un anniversario: inaugura un nuovo capitolo. Un capitolo in cui l’acqua torna protagonista assoluta, raccontata attraverso un design che parla la lingua del territorio e dei suoi valori: essenzialità, eleganza, autenticità.


Sixty years is not just a milestone: it is a legacy of memory, quality, and authenticity. In 2026, Acqua S. Antonio—the historic mineral water whose source is the closest to the city of Como—celebrates its 60th anniversary with a project that blends tradition and contemporary vision: the new S. Antonio COMO bottle, a tribute to the land that has always safeguarded its purity.
A design born from the land
To celebrate this special anniversary, Refresco Italia entrusted the project to the studio Matteo Thun & Antonio Rodriguez Design, among the most influential voices in Italian design. The result is a bottle that does more than just refresh an aesthetic: it tells a story of identity.
As Antonio Rodriguez explains:
“The new look of the S. Antonio bottle is much more than a simple redesign: it is a new way of conveying timeless values. The bottle is instantly recognizable thanks to its distinctive shape, characterized by the unique fluted glass and embossed text. The purity and simplicity of the glass give it a unique and distinct personality even without any label.”
Essential elegance, like Como
The new S. Antonio COMO draws inspiration from the understated and refined elegance of Lake Como: clean lines, light reflecting off the glass, a beauty that needs no artifice. The ribbed glass and embossed lettering transform the bottle into an iconic, instantly recognizable object, capable of telling its own story without words. For this very reason, a photo shoot is planned at an exceptional location on the shores of Lake Como.
A gesture of authentic sustainability
The most revolutionary choice is the complete elimination of the label. An act of consistency and responsibility: no paper, no plastic, no glue. Just glass, mineral water, and the local territory.
A design that reduces environmental impact and simplifies recycling, proving that sustainability can also be an aesthetic gesture.
Sixty years of purity, a future yet to be written
The new S. Antonio COMO bottle does not merely celebrate an anniversary: it inaugurates a new chapter. A chapter in which water returns as the absolute protagonist, told through a design that speaks the language of the territory and its values: simplicity, elegance, authenticity.

A vent’anni dalla sua prima edizione, il The Wealth Report di Knight Frank – annuale pubblicazione di rilevanza globale – celebra un importante traguardo e si conferma uno dei principali osservatori internazionali dedicati all’evoluzione della ricchezza globale, dei nuovi modelli abitativi e delle destinazioni più attrattive per il mercato residenziale di lusso. Il numero pubblicato a maggio 2026 analizza i cambiamenti che stanno ridefinendo il concetto contemporaneo di lifestyle e investimento, evidenziando i territori capaci di coniugare qualità della vita, servizi d’eccellenza e prospettive di sviluppo interessanti. In questo scenario, il lago di Como continua a consolidare il proprio ruolo tra le destinazioni residenziali più desiderate al mondo. A confermarlo è Tania Morabito – Owner and Managing Director de La Reale Domus|Knight Frank , agenzia che rappresenta in esclusiva il marchio nonché punto di riferimento per una clientela internazionale sofisticata alla ricerca di proprietà esclusive e di una consulenza altamente personalizzata. “ Non sorprende che il lago di Como occupi oggi il 19° posto mondiale nel Prime International Residential Index 2026 di Knight Frank, confermandosi come una delle mete italiane più attrattive per investimenti e residenzialità di fascia alta . A renderlo unico è un equilibrio raro di elementi noti tra cui accessibilità e qualità della vita: la vicinanza a Milano, alla Svizzera e ai principali aeroporti del Nord Italia, infrastrutture efficienti, ospitalità di altissimo livello, scuole internazionali e servizi sempre più personalizzabili. A questo si aggiungono il patrimonio storico e culturale, il paesaggio iconico e quella discrezione sofisticata che da sempre rappresenta il vero lusso del territorio” afferma Tania Morabito. Ma la rilevanza di Como oggi va oltre l’immagine tradizionale da destinazione iconica o da luogo di villeggiatura. “Il territorio sta vivendo una trasformazione profonda che ne sta ridefinendo il posizionamento internazionale. Como si sta affermando come un hub dinamico e cosmopolita, capace di attrarre imprenditori, investitori e famiglie

internazionali che scelgono di vivere il lago non solo per periodi limitati, ma come luogo in cui costruire nuovi progetti personali e professionali ”. Anche il mercato immobiliare riflette questa evoluzione. Secondo le tendenze evidenziate dal The Wealth Report, cresce la domanda di proprietà da vivere durante tutto l’anno, con particolare attenzione a sostenibilità, privacy, wellness e servizi su misura. Gli acquirenti privilegiano residenze chiavi in mano, efficienti dal punto di vista energetico e perfettamente integrate nel contesto naturale. Come sottolinea l’imprenditrice: “Oggi Como rappresenta una sintesi rara tra visione internazionale, qualità della vita e opportunità di investimento. È un territorio che continua ad evolvere rapidamente, mantenendo però intatta la propria autenticità”.

Lake Como conquers the world's top 20: the evolution of luxury in The Wealth Report 2026
La Reale Domus|Knight Frank Tel. +39 031 310 0186 email:info@larealedomus.com www.larealedomus.com

Twenty years after its first edition, Knight Frank’s The Wealth Report - an annual publication of global significance - celebrates a major milestone and reaffirms its position as one of the leading international observers dedicated to the evolution of global wealth, new housing models, and the most attractive destinations for the luxury residential market. The issue published in May 2026 analyzes the changes that are redefining the contemporary concept of lifestyle and investment, highlighting regions capable of combining quality of life, excellent services, and promising development prospects. In this context, Lake Como continues to solidify its position among the world’s most sought-after residential destinations. This is confirmed by Tania Morabito - Owner and Managing Director of La Reale Domus|Knight Frank , the agency that exclusively represents the brand and serves as a point of reference for a sophisticated international clientele seeking exclusive properties and highly personalized advice. “ It comes as no surprise that Lake Como now ranks 19th globally in Knight Frank’s Prime International Residential Index 2026, confirming its status as one of Italy’s most attractive destinations for high-end investment and residential living. What makes it unique is a rare balance of well-known elements, including accessibility and quality of life: proximity to Milan, Switzerland, and the
major airports of Northern Italy; efficient infrastructure; hospitality of the highest caliber; international schools; and increasingly customizable services. Added to this are the historical and cultural heritage, the iconic landscape, and that sophisticated discretion that has always represented the true luxury of the region,” says Tania Morabito. But Como’s significance today goes beyond its traditional image as an iconic destination or vacation spot. “The region is undergoing a profound transformation that is redefining its international positioning. Como is establishing itself as a dynamic and cosmopolitan hub, capable of attracting entrepreneurs, investors, and international families who choose to experience the lake not only for limited periods but as a place to build new personal and professional projects ”. The real estate market also reflects this evolution. According to trends highlighted by The Wealth Report, demand is growing for properties to live in year-round, with a particular focus on sustainability, privacy, wellness, and bespoke services. Buyers favor turnkey residences that are energy-efficient and seamlessly integrated into the natural surroundings. As the entrepreneur points out: “Today, Como represents a rare blend of international vision, quality of life, and investment opportunities. It is a region that continues to evolve rapidly, yet maintains its authenticity intact”.
di Elisabetta Comerio foto archivio TEDxYouth
"C'è una frase che gira da anni e che continuiamo a ripeterci con un tono vagamente rassegnato: «i giovani di oggi». I giovani di oggi non leggono, non si impegnano, non hanno valori, non sanno cosa vogliono. È una frase comoda. Ci esonera dall'obbligo di guardare davvero. Ma a Como è successo qualcosa di diverso. Per due mattine, ad aprile e a maggio, quella frase è risultata difficile da pronunciare a Como. Non perché qualcuno l'abbia messa al bando, ma perché - entrando al Teatro Sociale poco prima delle nove, in mezzo a duemila studenti di trentuno scuole del territorio, con il cerchio rosso del logo TEDx già acceso sul palco - semplicemente non aveva più la stessa presa. Si arriva al Sociale con il taccuino di chi ha visto, in molti anni di mestiere, una quantità di eventi «per giovani» finire in conferenze fatte da adulti che parlavano di giovani come si parla di una variabile economica. Ci si aspetta qualcosa di simile. Si è costretti a ricredersi già dalle prime file della platea - anzi, da qualche fila più indietro, scelta apposta per guardare il pubblico, e non solo il palco. È lì, nel pubblico, che la storia di TEDxYouth@LakeComo si racconta davvero”.
Così inizia la narrazione di Dario Cardile, anima e cuore dell’evento.
Duemila ragazzi non sono mai silenziosi. Sono, semmai, attenti per intervalli imprevedibili e rumorosi per ondate brevi. Per i primi minuti, mentre Anastasia Dzyubanov saliva sul palco a parlare di salute mentale la sala ronzava ancora. Poi, intorno al terzo minuto,
qualcosa è accaduto. Il brusio si è abbassato come una marea che si ritira. Mille e novecento spalle si sono inclinate impercettibilmente in avanti. Non era ammirazione, non ancora. Era riconoscimento. La cosa più difficile da ottenere da un'aula di adolescenti. La stessa scena si è ripetuta altre volte, quella mattina. Quando Giacomo Pizzi, capitano della Briantea84, ha attraversato il palco sulla sua carrozzina e ha pronunciato il titolo del suo talk - «La mia storia, oltre la disabilità» - un ragazzo in penultima fila ha sussurrato qualcosa al compagno e poi ha annuito a lungo, come se gli fosse stata data una risposta a una domanda che non aveva mai osato fare. Quando Ludovica Gabelli ha parlato del «treno della perfezione» e del biglietto di ritorno che si era concessa, una ragazza in divisa da liceo classico ha stretto il braccio dell'amica accanto. Non un pianto: qualcosa di più piccolo e più importante. Un'autorizzazione. Quest'anno avete scelto un tema decisamente complesso: «Fratture. Comprendere e sanare le fratture in un mondo in continua tensione». Come mai questa scelta e cosa avete scoperto sul campo?
Il tema era una scelta coraggiosa, perché rischiava di trasformarsi in un esercizio retorico. Non è successo. Ha tenuto, talk dopo talk, grazie a un equilibrio raro: undici voci giovani - Maia Meneghin Surano sul talento che non ha genere, Emma Pallotta sulla cresta dell'onda dopo una perdita, Francesco Pio Manca con una frase impossibile da archiviare («Non è che

non credete nei giovani. È peggio»), Cosme Parolai e i suoi quindici anni in equilibrio tra scuola e conservatorio, Ohri Koxhaj con la domanda «Quando è abbastanza?», Simone Pelucchi sul conflitto generativo, il Collettivo MAOG e i ragazzi di Parole O_Stili - alternate a due voci adulte chiamate a tenere lo stesso passo: Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia, che ha trasformato un muro in soglia, e Alberto Vannelli, medico chirurgo e oncologo, che ha portato il pubblico «dal dolore alla speranza» con la pacatezza di chi conosce davvero entrambi i versanti di quella strada. In mezzo, la lettura di Giulia Addamiano («Il custode del lago»), la musica di Gianca, il workshop «Vivere la vita» di Stefano Dragone. Un programma che ha respirato, e ha lasciato respirare. Nel vostro nome c'è un legame esplicito con il territorio. Perché la scelta di Como va oltre il semplice fattore geografico?
La risposta ha una ragione profonda. Perché un'intera filiera locale si è messa al servizio di un'idea che non garantiva alcun ritorno immediato. Il Teatro Sociale ha aperto le porte; Provincia e Comune di Como, ComoNEXT, AIDP Scuola, Magic Lake e Fondazione Provinciale della Comunità Comasca hanno concesso il patrocinio; sponsor come Amici di Como Autoluce Milano, ABB, Camera di Commercio Como-Lecco, insieme a un parterre di partner tecnici dal territorio, hanno raccontato - senza bisogno di dichiarazioni - il modo in cui Como sa ancora fare comunità quando vuole. E supportare le nuove generazioni.



Dario Cardile recounts TEDxYouth@LakeComo, the driving force behind an event that brought together two thousand students from thirty-one schools in the Como area. Anyone expecting the usual conference— with adults talking about young people as if they were an economic variable—was taken aback right from the front rows of the audience. Because this time, the real story was written by looking at the audience, not just the stage. Dario Cardile recounts the days at the Teatro Sociale. Two thousand teenagers are never quiet, but when the first speakers began talking about mental health, disability, and the golden cage of perfection, the buzz in the hall receded like a tide. One thousand nine hundred shoulders leaned forward. It wasn’t admiration, explains the organizer, but something far rarer and more precious: recognition. A collective permission to feel fragile and to seek answers to questions never voiced. The theme chosen for this edition was a complex one, almost slippery: “Fractures. Understanding and healing fractures in a world of constant tension.” Eleven very young voices took the stage to dismantle gender stereotypes, share the balance between passions and studies, or pose provocative questions that are hard to dismiss. Alongside them, just two adults—manager Miriam Cresta and oncologist Alberto Vannelli— capable of keeping pace with the young people, sharing stories of hope and pain with the calmness of those who do not wish to lecture. But the success of TEDxYouth extends beyond the stage and reflects a deep connection to the local community. The event was made possible because an entire local network decided to support an idea without expecting an immediate financial return. From the Teatro Sociale, which opened its doors wide, to the Province and Municipality of Como, ComoNEXT, AIDP Scuola, Magic Lake, and the Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, all of whom provided their patronage; sponsors such as Amici di Como Autoluce Milano, ABB, and the Como-Lecco Chamber of Commerce



di Marina Moretti foto Como Youth Sound
L a prima edizione di Como Youth Sound - Live Music Contest under 30 si è imposta come uno dei progetti più significativi per la valorizzazione della creatività giovanile culminando in un successo straordinario di pubblico e partecipazione nella serata finale al Teatro Sociale. Il contest ha portato alla ribalta 10 finalisti tra solisti e band, per un totale di 32 ragazzi di età tra i 17 e i 28 anni, capaci di trasformare la manifestazione in una vera e propria celebrazione della musica dal vivo. La giuria, presieduta dal noto manager musicale Riccardo Benini ha decretato la vittoria del cantautore Mattia Brigo, accompagnato sul palco da Pierre Redaelli, che ha conquistato i giurati presentando due brani originali, Chiedo permesso e Sotto scacco, insieme a un trascinante medley di Wonderful life e Watch over you degli Alter Bridge. Il Premio del pubblico è andato invece alla band Underpaid pigs. L'iniziativa ha radici profonde nate dalla sinergia tra i promotori, come spiega Barbara Minghetti, direttrice della programmazione del Teatro Sociale. "L’idea è nata durante il TEDxYouth, da un incontro con Daniele Brunati, direttore di Amici di Como. Guardando l'incredibile energia che i giovani erano in grado di esprimere, ci siamo detti
che dovevamo fare qualcosa in più, che era necessario continuare a credere in loro e progettare un percorso dedicato. E abbiamo subito pensato alla musica, coinvolgendo associazioni e festival del territorio che hanno aderito tutti con un entusiasmo straordinario e una grande voglia di condividere questo progetto per i ragazzi”. Il valore del contest si proietta ben oltre la serata finale. I finalisti avranno la possibilità di esibirsi all’interno dei festival e delle rassegne del territorio promossi dai partner. "Il bilancio è eccellente: abbiamo raccolto l'adesione di 80 band e oltre 200 ragazzi che hanno proposto musica dal vivo dimostrando un impegno e una dedizione incredibili. Crediamo sia fondamentale offrire spazi ai giovani, sia per chi si esprime sul palco sia per chi viene ad ascoltare, e il pubblico era composto interamente da ragazzi. La musica e l'arte restano gli strumenti più importanti per condividere e vivere insieme grandi emozioni”. L'evento è stato organizzato dal Teatro Sociale di Como, con la sponsorizzazione di Amici di Como, grazie al contributo di Warner Chappell Music, in collaborazione con Comune di Como, TEDxYouth@LakeComo, Lo Snodo, MyNina Spettacoli, Nerolidio Music Factory e Youth Festival.


The first edition of Como Youth Sound—Live Music Contest under 30—has established itself as one of the most significant projects for promoting youth creativity, culminating in an extraordinary success in terms of audience turnout and participation during the final evening at the Teatro Sociale. The contest brought 10 finalists—including solo artists and bands—into the spotlight, for a total of 32 young people aged 17 to 28, who turned the event into a true celebration of live music. The jury, chaired by renowned music manager Riccardo Benini, declared singer-songwriter Mattia Brigo the winner. Accompanied on stage by Pierre Redaelli, Brigo won over the judges by performing two original songs, “Chiedo permesso” and “Sotto scacco,” along with a rousing medley of “Wonderful Life” and “Watch Over You” by Alter Bridge. The Audience Award, on the other hand, went to the band Underpaid Pigs. The initiative has deep roots stemming from the synergy among the promoters, as explained by Barbara Minghetti, programming director of the Teatro Sociale. “The idea was born during TEDxYouth, from a meeting with Daniele Brunati, director of Amici di Como. Seeing the incredible energy the young people were
able to express, we told ourselves we had to do more, that we needed to keep thinking about them and design a dedicated path. And we immediately thought of music, involving local associations and festivals, all of which joined in with extraordinary enthusiasm and a great desire to share this project for the young people.” The value of the contest extends far beyond the final evening. The finalists will have the opportunity to perform at local festivals and events promoted by the partners. "The results are excellent: we’ve gathered 80 bands and over 200 young people who performed live music, demonstrating incredible commitment and dedication. We believe it’s essential to provide opportunities for young people, both for those who perform on stage and for those who come to listen, and the audience was made up entirely of young people. Music and art remain the most important tools for sharing and experiencing great emotions together.” The event was organized by the Teatro Sociale in Como, sponsored by Amici di Como, thanks to the contribution of Warner Chappell Music, in collaboration with the City of Como, TEDxYouth@LakeComo, Lo Snodo, MyNina Spettacoli, Nerolidio Music Factory, and Youth Festival.






L’arte, la bellezza e un po' di ironia, come medicina sociale, tra evidenze
di R.C.
foto Marcos Estrada
L'incontro svoltosi presso la sede di Confindustria Como il 13 maggio ha delineato una visione rivoluzionaria del welfare, dove l’arte e la cultura non sono più considerati semplici “accessori”, ma veri e propri "strumenti di salute pubblica". Il dibattito ha visto come relatori Francesco Pizzagalli, vice presidente vicario di Confindustria Como delegato da Gaetana Mariani, coordinatrice Tavolo Territoriale Sanità di Confindustria Como, Enzo Grossi, direttore scientifico di Villa Santa Maria, Gianluigi Spata , presidente dell’Ordine dei Medici di Como, Sergio Gaddi, storico dell’arte e Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, moderato da Stefano Rudilosso responsabile comunicazione di Confindustria Como, ha collegato evidenze scientifiche, emergenze sociali e narrazioni artistiche per proporre un nuovo modello di cura territoriale. Il fulcro scientifico dell'evento è stato l'intervento del Professor Enzo Grossi, che ha sottolineato come la correlazione tra partecipazione culturale e longevità non sia più un’ipotesi, ma una certezza supportata da migliaia di studi randomizzati e dai rapporti dell’OMS. Il punto di svolta storico è rappresentato dallo studio longitudinale di Lars Olaf Bygren in Svezia, iniziato negli anni '80, che ha dimostrato come chi fruisce regolarmente di cultura abbia un tasso di mortalità inferiore fino all'84% rispetto ai non frequentatori. Grossi ha evidenziato che i musei, in particolare, agiscono come risorse sanitarie, riducendo l'ansia e promuovendo l'autostima. Il salto di qualità necessario oggi è la "prescrizione sociale": la possibilità per
i medici di prescrivere visite museali o attività artistiche come integrazione o alternativa ai farmaci. Questo modello, già consolidato nel Regno Unito, non è solo efficace clinicamente, ma anche economicamente vantaggioso: ogni sterlina investita genera un ritorno sociale medio di circa 6 sterline, grazie al risparmio su farmaci e ricoveri. Se Grossi si è concentrato sulla longevità, il Dottor Gianluigi Spata ha lanciato un allarme sulla salute delle nuove generazioni, definendo il disagio adolescenziale post-Covid come una vera "emergenza di salute pubblica". I dati mostrano un aumento critico di dipendenze (alcol, fumo, gioco d'azzardo), bullismo – circa il 20% dei ragazzi dagli 11 anni in su ne è coinvolto – cyberbullismo – le femmine sono spesso le vittime e i maschi nella fascia 11-13 anni sono i principali autori - e disturbi alimentari (DCA) – in Italia sono oltre 3 milioni le persone che soffrono di anoressia, bulimia e binge eating – con un abbassamento dell’età d’esordio a 7-8 anni –. Dato allarmante: l’85% dei ragazzi non percepisce la propria salute come eccellente. In questo scenario, la cultura diventa un antidoto preventivo. Gli studi dimostrano che i bambini coinvolti in attività artistiche, lettura e musica mostrano livelli più alti di empatia e autocontrollo, con un rischio significativamente minore di cadere in depressione o dipendenze. Spata ha richiamato la necessità di recuperare i valori dell'educazione civica e il senso di comunità, sottolineando che "la prevenzione sui giovani va fatta oggi per sperare in un futuro". Il legame emotivo e storico tra sofferenza




e arte è stato esplorato da Sergio Gaddi e dal Dottor Claudio Zanon. Gaddi ha illustrato come l'arte raffiguri sia il malessere che la ricerca del benessere: dalle visioni apocalittiche di Bosch e Bruegel alla solitudine dell'assenzio di Degas, fino alla potenza rigenerativa di Renoir. Attraverso il gesto di artisti come Van Gogh, l’arte diventa un "antibiotico naturale" che trasforma il dramma intimo in una forma universale capace di curare anche il visitatore. Gaddi ha ribadito che l'accesso alla bellezza deve essere democratico e universale, svincolato dal reddito. Questo concetto è stato ripreso da Zanon, che ha ripercorso la storia della psichiatria, da Cesare Lombroso alla rivoluzione di Franco Basaglia. La scoperta dell'Art Brut (o Outsider Art) ha rivelato che l'impulso creativo è universale e spesso più autentico in chi è "fuori dal sistema", come i pazienti psichiatrici o i bambini. Le neuroscienze confermano che l'arte permette di bypassare i filtri cognitivi dell'adulto, offrendo una visione interiore del mondo che genera sollievo dal disagio profondo. L’incontro ha tracciato un percorso che lega la qualità delle relazioni alla salute fisica e mentale, come evidenziato nelle conclusioni del dottor Francesco Pizzagalli, che sottolinea, altresì, come la sfida è trasformare queste evidenze in progetti concreti sul territorio, valorizzando la “memoria” degli anziani e la “creatività” dei giovani come fondamenta di una comunità resiliente. L'obiettivo finale è una sanità che sia "leva strategica di sviluppo sociale ed economico", dove l'ironia, l’arte, la cultura e la bellezza siano parte integrante della cura.
Prescribing Culture revolutionary vision of welfare
The meeting held at Confindustria Como on May 13, 2026, proposed a revolutionary vision of welfare, elevating art and culture to "public health tools" rather than mere accessories. Based on solid scientific evidence, such as the Swedish study by Lars Olaf Bygren which correlates cultural consumption with a mortality reduction of up to 84%, the debate introduced the concept of "social prescribing". This practice, already established in the United Kingdom, allows doctors to prescribe artistic activities and museum visits as an alternative or supplement to medication, proving clinically effective and economically advantageous with a social return of £6 for every £1 invested. The document also highlights the role of culture as a preventive antidote to post-Covid youth distress, improving empathy and self-control in children and adolescents. Through the analysis of Art Brut and neuroscience, it is explained how artistic expression allows for bypassing cognitive filters, acting as a "natural antibiotic" capable of transforming inner drama into a universal form of care. In conclusion, the proposed challenge is to transform this evidence into concrete local projects, integrating beauty, irony, and cultural participation into a new healthcare model viewed as a strategic lever for social and economic development.






Como si mobilita contro i tumori del cavo orale con la scienza, la prevenzione, l’alimentazione, lo sport e la solidarietà
di R.C.
foto A3
L a neoclassica seicentesca Villa Gallia il 18 aprile scorso, ha ospitato un evento di fondamentale importanza per la salute pubblica: una mattinata di informazione e sensibilizzazione sui tumori del cavo orale. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Tra Capo e Collo ONLUS, ha riunito istituzioni, medici del settore, ex pazienti e cittadini per sottolineare quanto la diagnosi precoce possa essere un vero e proprio strumento salvavita.
Il convegno si è aperto con i saluti delle autorità. Fiorenzo Bongiasca (Presidente della Provincia) che ha definito la salute un "patrimonio collettivo" e la prevenzione un dovere della comunità. Il Sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha lodato il ruolo fondamentale del terzo settore che, affiancandosi al sistema sanitario, arricchisce la nostra società dal punto di vista etico. Infine, il dott. Carmine Paparesta (ASST Lariana) ha ricordato come la corretta informazione e la prevenzione siano i pilastri della nuova riforma sanitaria. Il panel tecnico, moderato dal dott. Gianluigi Spata , (Presidente dell'Ordine dei Medici di Como), ha esplorato la patologia da molteplici angolazioni. Epidemiologia e rischi, il dott. Luigi Colombo, direttore SC Chirurgia Maxillo Facciale, ASST Lariana, ha chiarito che il 90% dei tumori della bocca sono carcinomi. Sebbene fumo e alcol restino i fattori di rischio principali (responsabili del 75% dei casi), è in aumento l'incidenza legata al virus HPV tra i giovani, rendendo la vaccinazione uno strumento preventivo fondamentale. La "Regola dei 15 giorni", la dott.ssa Anna Tronchet ha lanciato un monito cruciale: qualsiasi lesione che non guarisce spontaneamente entro due settimane deve essere valutata da uno specialista. Una diagnosi precoce può alzare la sopravvivenza a 5 anni fino al 95%. Innovazione e chirurgia, il dott. Stefano Valsecchi ha illustrato come la tecnologia 3D e CAD-CAM permetta oggi ricostruzioni microchirurgiche estremamente precise, preservando non solo l'estetica del volto ma anche funzioni vitali come la deglutizione e la parola. Sentinelle sul territorio, il dott. Fabrizio Meani ha ribadito il ruolo chiave dell'odontoiatra nel rilevare segni premonitori durante le visite di routine, invitando i cittadini ad aderire alle giornate di screening gratuito come l'Oral Cancer Day.
La prevenzione passa anche dalle abitudini quotidiane. La dott.ssa Laura Jorio ha raccomandato la dieta mediterranea, ricca di fibre e
cereali integrali, limitando il consumo di carni processate e alcolici. Il dott. Alberto Giughello ha invece presentato lo sport come una vera terapia, capace di potenziare il sistema immunitario e migliorare il benessere psicologico dei pazienti oncologici, suggerendo l'obiettivo dei 7.000 passi al giorno. Il supporto psicologico è stato descritto dalla dr.ssa Alessandra Berna come parte integrante della cura, necessaria per affrontare il trauma della diagnosi e la ridefinizione della propria identità.
Particolarmente toccanti sono state le testimonianze dei pazienti, che hanno raccontato le loro storie di rinascita e l'importanza di non sentirsi mai abbandonati grazie all'equipe multidisciplinare dell'Ospedale Sant'Anna. La mattinata ha riaffermato che la lotta ai tumori del cavo orale si vince su due fronti: la conoscenza scientifica e la grande rete di solidarietà cittadina che sostiene chi soffre. Il convegno ha dato spazio all'Oral Cancer Day, un'importante iniziativa nazionale di sensibilizzazione promossa dalla Fondazione ANDI Onlus (Associazione Nazionale Dentisti Italiani). Presente al convegno anche l’Ambasciatore e referente territoriale per le province di Como e Lecco dott. Giorgio Michelli . Non si tratta solo di una singola giornata, ma di un intero mese di visite gratuite, dal 16 maggio al 16 giugno presso gli studi dentistici che aderiscono all’iniziativa. Uno dei momenti più significativi è stato dedicato alla solidarietà concreta. Maria Angela Previtera , Presidente del Lions Club Como Plinio il Giovane e Direttrice di Villa Carlotta, ha consegnato ufficialmente al Prof. Paolo Ronchi , presidente di Tra Capo e Collo, un assegno di 1.100,00 euro.
Questi fondi sono stati raccolti grazie alla generosità del pubblico durante l'evento musicale che ha visto protagonista l'Orchestra da Camera di Como Franz Terraneo, presieduta da Federica Andreoli . "Abbiamo voluto farlo oggi in occasione di questo importante convegno, per far capire l'importanza del volontariato di Lions International e dell’impegno che si dedica quotidianamente per aiutare chi ha bisogno attraverso le associazioni. Ringrazio la presidente, Federica Andreoli, dell’Orchestra da camera di Como Franz Terraneo che ha offerto il concerto lo scorso 23 novembre”, ha dichiarato Previtera. Il Prof. Paolo Ronchi ha espresso profonda gratitudine, sottolineando come il sostegno del Lions Club Como Plinio il Giovane sia una costante preziosa per le attività della ONLUS Tra Capo e Collo.





Science, prevention, sport and solidarity: the Conference on oral cavity tumors in Como
The conference, held in the prestigious setting of Villa Gallia in Como, addressed the challenge of oral cavity tumors through a multidisciplinary perspective combining medicine, healthy lifestyles, and social support. Organized by the Tra Capo e Collo ONLUS Association, the event brought together local authorities and medical experts to reiterate the crucial importance of early diagnosis, highlighting how the "15-day rule" can increase survival rates up to 95%. The sessions delved into topics such as surgical innovation using 3D technology, the role of the Mediterranean diet and sports in prevention, and the importance of psychological support. The morning concluded with a significant gesture of solidarity: the official presentation of a 1,100 euro donation from the Lions Club Como Plinio il Giovane, raised through the generosity of the public during a dedicated musical event.

Grazie al contributo del Centro Porsche Como – Techno Motori srl, è stato donato al Pronto soccorso dell’Ospedale Valduce il simulatore “Laerdal Monitor ERC Instructor Tablet”, uno strumento avanzato in grado di riprodurre scenari realistici di arresto cardiaco e periarresto. Si tratta di un dispositivo progettato per migliorare la preparazione del personale sanitario attraverso la simulazione, una metodologia sempre più centrale nella gestione delle emergenze. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari potranno così esercitarsi in un ambiente sicuro e controllato, affinando competenze tecniche e capacità decisionali senza alcun rischio per i pazienti. La collaborazione tra l’Ospedale Valduce e l’Associazione di volontariato A.MA.TE, rappresenta un esempio concreto di integrazione tra sanità e volontariato, un valore che da sempre caratterizza la realtà comasca. Il Valduce ha espresso il proprio ringraziamento al Centro Porsche Como – Techno Motori srl, nelle persone di Marco Teli e Giancarlo Pettine, e all’associazione A.MA.TE, guidata dal presidente Alessandro Martinelli, per il contributo e l’impegno costante.
State-of-the-art emergency simulator donated to Valduce Hospital
Thanks to a contribution from the Porsche Center Como – Techno Motori srl, the “Laerdal Monitor ERC Instructor Tablet” simulator has been donated to the Valduce Hospital Emergency Department. This advanced tool is capable of reproducing realistic scenarios of cardiac arrest and near-arrest. This device is designed to improve healthcare personnel’s preparedness through simulation, a methodology that is increasingly central to emergency management. Doctors, nurses, and healthcare workers will thus be able to practice in a safe and controlled environment, refining their technical skills and decision-making abilities without any risk to patients. The collaboration between Valduce Hospital and the A.MA.TE volunteer association represents a concrete example of integration between healthcare and volunteerism, a value that has always characterized the Como area. Valduce expressed its gratitude to the Porsche Center Como – Techno Motori srl, represented by Marco Teli and Giancarlo Pettine, and to the A.MA.TE association, led by President Alessandro Martinelli, for their contribution and ongoing commitment.


Dott.ssa Angela Bracuto www.biosonic.net via Benzi 18, 22100 Como Tel. 031.241710


Dall’ipoacusia alla riabilitazione uditiva: cosa offre oggi la tecnologia per rimediare ai problemi uditivi
Le protesi acustiche digitali di ultima generazione offrono numerosi vantaggi significativi per chi soffre di ipoacusia in tutte le sue forme, da quelle lievi a quelle più gravi.
Qualità del suono superiore: elaborano il suono in modo molto più sofisticato rispetto ai modelli analogici di alcuni anni fa, riducendo i rumori di fondo e amplificando selettivamente le frequenze necessarie. Questo permette di comprendere meglio le conversazioni anche in ambienti rumorosi come ristoranti o luoghi affollati.
Personalizzazione avanzata: possono essere programmate con precisione in base al tipo specifico di perdita uditiva di ciascuna persona, adattandosi automaticamente a diversi ambienti sonori (casa, strada, luoghi con più voci).
Connettività di ultima generazione: molti modelli si collegano direttamente a smartphone, TV e altri dispositivi tramite Bluetooth, permettendo di ricevere telefonate o ascoltare TV e musica senza nessun tipo di problema.
Dimensioni ridotte e discrezione: la miniaturizzazione tecnologica ha reso questi dispositivi molto più piccoli ed esteticamente discreti rispetto al passato.
Funzioni intelligenti: includono caratteristiche come la riduzione automatica dei rumori di fondo e improvvisi, la direzionalità del microfono per focalizzarsi sulla voce dell'interlocutore principale e in alcuni casi anche il monitoraggio di parametri personali tramite l’uso di app specifiche sul proprio smartphone.
Questi miglioramenti tecnologici contribuiscono non solo a un migliore ascolto, ma anche a una maggiore qualità di vita, riducendo l'isolamento sociale e lo stress cognitivo legato allo sforzo di comprendere il parlato o di identificare suoni ambientali.
The latest generation of digital hearing aids offers numerous significant benefits for those suffering from hearing loss in all its forms, from mild to severe.
Superior sound quality: They process sound in a much more sophisticated way than the analog models of a few years ago, reducing background noise and selectively amplifying the necessary frequencies. This allows for better understanding of conversations even in noisy environments such as restaurants or crowded places.
Advanced customization: They can be precisely programmed based on each person’s specific type of hearing loss, automatically adapting to different sound environments (home, street, places with multiple voices).
State-of-the-art connectivity: Many models connect directly to smartphones, TVs, and other devices via Bluetooth, allowing you to take phone calls or listen to TV and music without any issues.
Compact size and discretion: Technological miniaturization has made these devices much smaller and more aesthetically discreet than in the past.
Smart features: These include functions such as automatic reduction of background and sudden noises, directional microphones to focus on the main speaker’s voice, and in some cases, monitoring of personal parameters via dedicated smartphone apps.
These technological advancements contribute not only to better hearing but also to a higher quality of life, reducing social isolation and the cognitive stress associated with the effort of understanding speech or identifying environmental sounds.
FIND YOUR PROPERT Y ON


di R.B. foto archivio IO VALGO, rivista mensile n. 6
Il talento, l'emozione e il valore dello sport come motore di inclusione sociale hanno invaso le strade della Brianza. Il 22 marzo 2026, il Pala BCC di Carate Brianza è diventato il cuore pulsante della quinta edizione della “Handcycling Race by PD3R”, una manifestazione podistica e ciclistica ormai consolidata nel panorama del paraciclismo italiano. L'evento ha saputo coniugare un altissimo livello tecnico-agonistico con un profondo significato educativo. L'obiettivo principale è stato infatti quello di coinvolgere le giovani generazioni per diffondere una cultura sportiva che non conosca barriere, dimostrando come lo sport sia uno straordinario strumento di crescita personale e collettiva. Il successo della manifestazione è stato possibile grazie a una fitta rete di collaborazione territoriale e istituzionale, che ha visto in prima linea la Regione Lombardia insieme a numerosi partner locali impegnati nel supporto logistico e organizzativo. Tra le realtà più attive spicca l'impegno di Lions International, in particolare attraverso il programma New Voices 2025-26 coordinato dalla Past Governatore Francesca Fiorella Trovato, del Distrettto 108 Ib1, rappresentato dal Governatore Lorenzo Terlera. All'iniziativa ha aderito con entusiasmo il Lions Club Plinio il Giovane, rappresentato dalla socia Franca Bottacin e della presidente Maria Angela Previtera. In un'atmosfera di festa e condivisione, arricchita dalla straordinaria presenza della campionessa mondiale Roberta Amadeo, l'evento ha vissuto il suo momento più simbolico e commovente al traguardo. Le rappresentanti dei Lions hanno infatti consegnato una coppa all’ultimo atleta giunto al traguardo. Un gesto tutt'altro che casuale, volto a dare idealmente voce a chi non ne ha e a ribadire il messaggio cardine della giornata: nello sport, così come nella vita, al centro c'è sempre la persona, indipendentemente dal risultato cronometrico. A commento dell'iniziativa, Roberta Amadeo ha dichiarato: "Ho promosso l'incontro tra il Lions Club Plinio il Giovane e il ciclismo paralimpico, non a caso, nella competizione di Carate Brianza. La gara di apertura della stagione agonistica, perché va oltre l'evento sportivo, oltre i luoghi comuni sulla disabilità. Il riconoscimento all'ultimo classificato è il premio alla passione vera, quella che si autoalimenta chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno, che non si aspetta nulla dal confronto con gli altri se non divertimento e voglia di star bene".
La Handcycling Race Carate Brianza by PD3R è una competizione nazionale di paraciclismo e handbike nata nel 2022 e organizzata dall'Associazione Sportiva Dilettantistica ONLUS “Piccoli Diavoli 3 Ruote” (PD3R), sotto l'egida della Federazione Ciclistica Italiana (FCI). La gara
All’Handcycling Race paraciclisti e i rappresentanti isituzionali di Lions International insieme alla campionessa mondiale Roberta Amadeo
si sviluppa su un circuito cittadino ad anello (di circa 5 km) da ripetere con la formula "1 ora + 1 giro", dedicato alle varie categorie di handbike (H1-H5). Prevede inoltre una partenza separata e percorsi dedicati per i giovani atleti Under 14. Oltre all'aspetto puramente agonistico per atleti paralimpici, la manifestazione promuove attività motorie per bambini, prove di handbike aperte a tutta la cittadinanza e laboratori tecnici (come la ciclofficina sociale), configurandosi come una vera e propria festa dell'inclusione che unisce sportivi disabili e normodotati.
L'iniziativa New Voices è un programma strategico globale lanciato da Lions Clubs International dal 2018. Nato inizialmente per valorizzare il contributo delle donne e promuovere la parità di genere all'interno dell'associazione, il programma ha successivamente ampliato il suo raggio d'azione. Oggi si concentra sulla parità, sulla diversità e sull'inclusione di tutte le categorie sottorappresentate, con un occhio di riguardo per i giovani adulti. Ogni anno, a livello di distretto, i Governatori selezionano i candidati "New Voices" che si sono distinti per idee dinamiche e innovative in quattro aree chiave: leadership, servizio umanitario, crescita associativa (membership) e marketing. L'obiettivo è dare spazio e "voce a chi non ha voce", portando prospettive fresche, creatività e soluzioni innovative per l'evoluzione dei club e il supporto delle comunità locali.
Inclusion and passion in Carate Brianza, a triumph for the 5th Edition of the Handcycling Race
On March 22, 2026, the Pala BCC in Carate Brianza hosted the fifth edition of the "Handcycling Race by PD3R", a benchmark event in Italian para-cycling that successfully combines competitive excellence with a profound social mission. Supported by the Lombardy Region and numerous local partners, the initiative aimed to foster social inclusion and dismantle barriers by actively engaging younger generations. Key contributions came from Lions International, specifically through the New Voices 2025-26 program and the Lions Club Como Plinio il Giovane. In the presence of world champion Roberta Amadeo, the club emphasized the intrinsic value of the individual over chronological results by symbolically presenting a trophy to the athlete finishing last.
Consumi ridotti, comfort silenzioso e fino a 1.000km* di autonomia.
BYD Atto 2 DM-i: Fino a 1.000km di autonomia (ciclo combinato WLTP). Il dato fa riferimento all’autonomia totale del veicolo in modalità ibrida. Dati di autonomia, consumo ed emissione di CO2 secondo le prescrizioni del regolamento UE 2018/1832. *Il dato fa riferimento all’autonomia totale del veicolo in modalità ibrida. Dati di autonomia, consumo ed emissione di CO2 secondo le prescrizioni del regolamento UE 2018/1832. I dati sono calcolati secondo il ciclo di prova WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure) ad eccezione del valore di autonomia combinata. I risultati possono variare in base allo stile di guida, alle condizioni di utilizzo e alla manutenzione del veicolo.

Concessionaria Ufficiale di Vendita e Assistenza BYD

di Redazione
foto archivio Proposte
In occasione della 33ª edizione di Proposte Villa Erba ha accolto i protagonisti di una filiera che continua a distinguersi a livello internazionale per creatività, manifattura e capacità di innovazione. L’edizione 2026 ha posto al centro il valore delle relazioni: un elemento fondamentale per un comparto che custodisce importanti tradizioni ma che, al tempo stesso, guarda con attenzione all’evoluzione del design contemporaneo e delle sue applicazioni. A rappresentare questa visione sono state le 87 aziende espositrici provenienti da 14 Paesi, selezionate per l’alto livello qualitativo delle loro collezioni e per la capacità di interpretare le nuove esigenze del mercato internazionale. Nel corso delle tre giornate, oltre 2.500 buyers hanno visitato Proposte, una crescita del 5% rispetto all’edizione precedente. I primi cinque mercati per provenienza sono stati Italia, UK, Stati Uniti d’America, Germania e Francia, confermando l’elevato profilo professionale
e internazionale che da sempre caratterizza la fiera. Un risultato reso possibile anche grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha supportato Proposte attraverso l’organizzazione di una delegazione di 51 buyer e 16 rappresentanti della stampa internazionale, provenienti da 23 Paesi. “Siamo soddisfatti dell’incremento delle presenze, ma ciò che per noi conta davvero è la qualità delle connessioni che si creano durante le tre giornate di lavoro. Dal confronto con gli espositori emerge un livello di soddisfazione molto alto sotto questo profilo: un segnale importante che conferma il valore di Proposte come piattaforma di relazioni, business e confronto internazionale”, afferma Massimo Mosiello, direttore di Proposte. Tra i temi centrali dell’edizione 2026 anche il dialogo sempre più stretto tra tessile, arredo e
progettazione degli spazi. In questa direzione si inserisce la collaborazione con Cristina Celestino Studio per la progettazione delle aree comuni a partire dall’Ala Regina e il contributo di partner d’eccellenza come Contardi Lighting, Crema Outdoor, Meridiani, Roda e Saba. “Uno degli obiettivi di questa edizione è stato quello di rafforzare ulteriormente il dialogo tra il mondo del tessile e quello dell’arredo, valorizzando le connessioni tra materiali, progettazione e ospitalità. Le installazioni e gli spazi comuni hanno voluto esprimere proprio questa visione, offrendo ai visitatori un’esperienza ancora più coinvolgente e coerente con l’evoluzione del settore”, afferma Marco Parravicini, Presidente di Proposte. In questa edizione è stata lanciata la prima edizione dell’INTERNI.PROPOSTE Award 2026, iniziativa nata per valorizzare le collaborazioni virtuose tra aziende dell’arredo e manifattura tessile. L’appuntamento con Proposte torna dal 4 al 6 maggio 2027.





On the occasion of the 33rd edition of Proposte, Villa Erba welcomed the key players in an industry that continues to stand out on the international stage for its creativity, craftsmanship, and capacity for innovation. The 2026 edition focused on the value of relationships: a fundamental element for a sector that cherishes important traditions but, at the same time, closely follows the evolution of contemporary design and its applications. Representing this vision were the 87 exhibiting companies from 14 countries, selected for the high quality of their collections and their ability to interpret the new demands of the international market. Over the course of the three days, more than 2,500 buyers visited Proposte, a 5% increase compared to the previous edition. The top five markets by origin were Italy, the UK, the United States, Germany, and France, confirming the high professional and inter-
national profile that has always characterized the fair. This result was made possible in part thanks to the collaboration with the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation and with ICE—the Agency for the promotion abroad and internationalization of Italian businesses—which supported Proposte by organizing a delegation of 51 buyers and 16 representatives of the international press, hailing from 23 countries. “We are pleased with the increase in attendance, but what really matters to us is the quality of the connections made during the three days of the event. Feedback from exhibitors reveals a very high level of satisfaction in this regard: an important sign confirming the value of Proposte as a platform for networking, business, and international exchange,” states Massimo Mosiello, director of Proposte. Among the central themes of the 2026 edition is the increasingly close dialogue between textiles, fur-
niture, and spatial design. This is reflected in the collaboration with Cristina Celestino Studio for the design of the common areas starting with the Ala Regina, as well as the contribution of outstanding partners such as Contardi Lighting, Crema Outdoor, Meridiani, Roda, and Saba. “One of the goals of this edition was to further strengthen the dialogue between the worlds of textiles and furniture, highlighting the connections between materials, design, and hospitality. The installations and common spaces were intended to express precisely this vision, offering visitors an even more immersive experience that aligns with the sector’s evolution,” says Marco Parravicini, President of Proposte. This edition also saw the launch of the first INTERNI.PROPOSTE Award 2026, an initiative created to highlight successful collaborations between furniture companies and textile manufacturers. Proposte returns from May 4 to 6 .
di R.C. foto text
Il 28 aprile 2026, la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como ha ospitato un incontro promosso dal Soroptimist Club Como e dai Bocconi Alumni, centrato su una provocazione lanciata dal formatore Gianfranco Minutolo: "Le relazioni non si improvvisano. Si allenano". In un mondo dove l’Intelligenza Artificiale (IA) ridefinisce i confini del lavoro, la capacità di tessere reti umane consapevoli emerge non come un accessorio, ma come il vero differenziale competitivo e di qualità della vita.
L’attività che l’essere umano svolge più frequentemente, per circa 15 ore al giorno, è la gestione delle relazioni. Spesso, però, questa viene relegata all’improvvisazione. Minutolo sottolinea come l’85% dei lavori venga trovato tramite le relazioni, ribaltando l'idea che il networking sia un'attività "sporca" o legata a logiche di potere; al contrario, è un metodo professionale per vedere opportunità in un mondo che cambia a velocità esponenziale. Per Minutolo, il networking è un’attività svolta con costanza, sincerità, curiosità e responsabilità, finalizzata a creare benefici reciproci. Utilizza la metafora del contadino: chi cura una rete deve seminare, innaffiare e potare molto prima di raccogliere il frutto. Tre sono i punti chiave: la costanza, dedicare tempo quotidiano (anche solo 45 minuti per gesti semplici come gli auguri di compleanno personalizzati) per mantenere viva la rete. La sincerità, perchè la fiducia nasce solo dall’autenticità: le persone percepiscono la finzione. Infine la curiosità: in un'epoca di cambiamenti repentini (con una media di cambio lavoro ogni 4,2 anni), la curiosità verso chi è diverso da noi è l'unico modo per rimanere "rile -

vanti". Il ruolo determinante lo ricopre la fiducia che non è un punto di partenza, ma il frutto di una sana gestione dei comportamenti. Si basa sulla vulnerabilità intesa come la capacità di creare un "ambiente sicuro" dove i membri di un team possono esprimersi senza timore di giudizio; sul dialogo autentico fondato su ascolto attivo, su comunicazione efficace ed empatia; sul rispetto, essenziale per gestire la diversità intergenerazionale e interculturale; sull'affidabilità che è la capacità di garantire l'esecuzione e il risultato. Minutolo descrive la fiducia come un "conto corrente senza fido": per prelevare valore, è necessario aver prima versato tempo e attenzione nella relazione. Mentre l'IA potrà sostituire fino al 98% del lavoro tecnico di alcune professioni entro il 2030, non possiede la capacità umana di fare networking. Il valore dell'uomo si sposta dalla capacità di dare risposte (compito dell'IA) alla capacità di fare le domande giuste (prompting) e di costruire legami basati sulla fiducia. Anche nella comunicazione digitale, la memorabilità di un incontro dipende da dettagli umani, come guardare la videocamera o mostrare le mani per trasmettere trasparenza. Associazioni come il Soroptimist e i Bocconi Alumni non devono e essere "eventifici", ma luoghi di appartenenza basati su progetti forti e valori condivisi. Il "senso di appartenenza" è ciò che spinge a dedicare la risorsa più scarsa - il tempo - a un'iniziativa comune, le relazioni solide non solo portano risultati professionali, ma migliorano il benessere complessivo dell'individuo. In conclusione, gestire le relazioni con metodo significa smettere di "appaltare il cervello" agli strumenti digitali e riappropriarsi della capacità di creare legami sinceri e profondi, l'unico vero baluardo di rilevanza nel futuro automatizzato.


Gianfranco Minutolo
È un formatore, costruttore di fiducia nei team e autore del libro "I robot non sanno fare networking. (Per adesso)". Con una lunga esperienza nella gestione di community, è stato tra i fondatori della sezione di Como dell'associazione Bocconi Alumni nel 1994, arrivando poi a gestirla a livello globale. È un esperto di capitale sociale e dinamiche relazionali, noto per il suo approccio "metodico" e "da contadino" alla rete dei contatti.
Soroptimist Club di Como
Il Soroptimist International Club di Como è parte di un'organizzazione mondiale di donne impegnate in attività di servizio. Il club promuove progetti a sostegno delle donne e della comunità locale, come il finanziamento di corsi di formazione per ragazze. La loro filosofia si basa sulla comunanza di valori e sulla creazione di amicizie e relazioni durature che, come recita il loro slogan interno, "allungano la vita".
Bocconi Alumni
L'associazione Bocconi Alumni è la comunità che riunisce i laureati dell'Università Bocconi di Milano. Nata per favorire il networking professionale e lo scambio di esperienze, l'associazione opera a livello globale per supportare la crescita dei propri membri attraverso eventi, programmi di placement e iniziative di fundraising. Si fonda sul concetto di "restituzione" e sull'importanza di mantenere vivo il legame con l'istituzione universitaria e tra i soci.

Gianfranco Minutolo’s presentation highlights that relationship management is our most frequent activity, occupying approximately 15 hours of our day. Despite its central importance, this skill is often left to improvisation; instead, the author proposes a shift toward a structured method, termed the "farmer's approach," built on consistency, sincerity, curiosity, and responsibility. In a labor market poised to be revolutionized by Artificial Intelligence, the human capacity to build trust—through vulnerability, authentic dialogue, and respect—emerges as the only truly irreplaceable competitive advantage. Networking is thus redefined not as a mere utilitarian tool, but as essential daily training for overall quality of life and the strength of professional and social communities.



L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano
Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como accoglie uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi e affascinanti della stagione. Grazie alla straordinaria collaborazione tra il Comune di Como e la Tate di Londra, le sale del Broletto e della Pinacoteca Civica ospitano Turner. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano, una mostra di eccezionale valore che riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalla celebre collezione del Tate di Londra. Un progetto raffinato e ambizioso che celebra il genio di William Turner, indiscusso maestro del Romanticismo inglese, riportandolo nei luoghi che più profondamente seppero conquistare il suo sguardo. Attraverso opere di rara intensità, l’esposizione racconta il legame profondo tra l’artista e il paesaggio italiano, con una particolare attenzione al Lago di Como, scenario di straordinaria bellezza che contribuì a nutrire la sua inesauribile ricerca sulla luce, sull’atmosfera e sulla dimensione più emozionale del paesaggio. Ci sono luoghi che non si limitano a essere osservati, ma entrano silenziosamente nell’anima di chi li attraversa. Per William Turner il Lago di Como fu uno di questi: uno scenario mutevole e sublime, capace di trasformarsi a ogni riflesso, a ogni variazione del cielo, a ogni respiro della luce. Nella sua sensibilità visionaria, il paesaggio non era mai semplice rappresentazione, ma emozione in movimento, materia impalpabile che si dissolve tra acqua, aria e memoria. E proprio in questa dimensione risiede il profondo legame con il Lario, territorio di straordinaria intensità poetica, dove la natura sembra continuamente reinventarsi in un equilibrio fragile e magnifico. Le montagne che emergono dall’acqua, le velature luminose dell’orizzonte, i profili che affiorano e svaniscono nella distanza diventano così metafora di una ricerca interiore, di uno sguardo capace di andare oltre la forma per cogliere l’essenza più autentica delle cose. La mostra comasca celebra questo dialogo sottile tra artista e paesaggio, restituendo al pubblico non soltanto immagini, ma suggestioni, emozioni e visioni. Un omaggio raffinato a uno dei più grandi interpreti della sensibilità romantica e alla straordinaria capacità del Lago di Como di ispirare, ancora oggi, stupore, contemplazione e meraviglia. Ad arricchire il progetto espositivo, San Pietro in Atrio ospita Feeling Colour, una raffinata mostra dedicata agli artisti britannici Jim Lambie e David Batchelor. Un percorso contemporaneo in cui il colore diventa esperienza, percezione e linguaggio, creando un suggestivo dialogo tra la sensibilità romantica di Turner e le più attuali ricerche artistiche internazionali.
From May 29 to September 27, 2026, Como will host one of the season’s most prestigious and captivating cultural events. Thanks to an extraordinary collaboration between the City of Como and the Tate in London, the Broletto and the Pinacoteca Civica will host the Turner exhibition. The Enchantment of Lake Como and the Italian Landscape, an exhibition of exceptional value that brings together watercolors and paintings from the renowned collection of the Tate in London. A refined and ambitious project that celebrates the genius of William Turner, the undisputed master of English Romanticism, bringing him back to the places that most deeply captured his gaze. Through works of rare intensity, the exhibition explores the deep connection between the artist and the Italian landscape, with a particular focus on Lake Como, a setting of extraordinary beauty that helped fuel his inexhaustible exploration of light, atmosphere, and the most emotional dimension of the landscape. There are places that are not merely observed, but silently enter the soul of those who pass through them. For William Turner, Lake Como was one of these: a changing and sublime setting, capable of transforming with every reflection, every shift in the sky, every breath of light. In his visionary sensibility, the landscape was never a simple representation, but emotion in motion, an intangible substance dissolving between water, air, and memory. And it is precisely in this dimension that his deep connection with Lake Como lies—a territory of extraordinary poetic intensity, where nature seems to continually reinvent itself in a fragile and magnificent balance. The mountains emerging from the water, the luminous veils of the horizon, the outlines that surface and vanish into the distance thus become a metaphor for an inner quest, for a gaze capable of going beyond form to capture the most authentic essence of things. The exhibition in Como celebrates this subtle dialogue between artist and landscape, offering the public not only images, but also evocations, emotions, and visions. A refined tribute to one of the greatest interpreters of the Romantic sensibility and to Lake Como’s extraordinary ability to inspire, even today, awe, contemplation, and wonder. To enrich the exhibition project, San Pietro in Atrio hosts Feeling Colour, a refined exhibition dedicated to the British artists Jim Lambie and David Batchelor. A contemporary journey in which color becomes experience, perception, and language, creating a evocative dialogue between Turner’s Romantic sensibility and the most current international artistic explorations.

Cosa unisce un genio della scienza comasco e l'uomo che ha ridisegnato i confini dell'Europa? Presso l'Ordine degli Ingegneri di Como, attraverso il racconto dell’ingegnere e divulgatore Simone Terreni autore del libro "50 Menti Visionarie" e le letture teatrali di Giuliano Carnesecca, è andato in scena un viaggio nel tempo intitolato "Alessandro Volta e Napoleone, due giganti e una scossa". L’evento sì è tenuto il 5 maggio presso la sede dell'Ordine degli Ingegneri di Como, situata proprio nella Casa Natale di Alessandro Volta, è stato presentato dall'ingegnere Paola Triaca, fondatrice dell'associazione culturale Ripartiamo, una realtà nata nel 2020 con l'obiettivo di valorizzare competenze e storie attraverso il dialogo, ha voluto mostrare come l’ingegneria non sia solo una questione di calcoli, ma una disciplina intrisa di curiosità, storia e "anima". Immaginiamo il mondo di oltre duecento anni fa: un'epoca dominata dall'oscurità delle candele, dove l'Europa era un campo di battaglia e le comunicazioni viaggiavano alla velocità del telegrafo ottico di Claude Chappe, efficace solo con la luce del sole. In questo contesto di profonda trasformazione, segnato dal passaggio dalla forza animale a quella meccanica di Watt, emergeva la figura di Alessandro Volta Nato a Como nel 1745, iniziò la sua carriera "dando la caccia ai fulmini" dalla Torre Gattoni. La sua fu una vita di scoperte rivoluzionarie: il Metano nel 1776, osservando le bolle nelle paludi del Lago Maggiore; il Condensatore, Volta comprese come immagazzinare l'elettricità, sintetizzando il suo lavoro nell’elegante equazione Q=C×V. È l'unico italiano ad aver dato il proprio nome a un'unità di misura del Sistema Internazionale: il Volt; la Pila nel 1800, sfidando la teoria dell'"elettricità animale" di Luigi Galvani, Volta dimostrò che la corrente nasceva dal contatto tra metalli diversi, creando il primo generatore continuo di energia. Fu l'alba dell'era elettrica. Napoleone Bonaparte non fu solo un conquistatore, ma un uomo che vedeva nella scienza uno strumento di progresso e potere. Oltre a istituire lo Stato laico e il Codice Napoleonico, egli promosse il merito e la
diffusione del sapere, aprendo il Louvre al pubblico. Il suo legame con Volta fu profondo: dopo la battaglia di Marengo, riaprì l'Università di Pavia confermando Volta alla guida della fisica sperimentale. Nel 1801, a Parigi, rimase così affascinato dalla presentazione della pila da nominare lo scienziato Senatore del Regno d'Italia. Un celebre aneddoto racconta che Napoleone, in biblioteca, modificò una dedica "Al grande Voltaire" cancellando le ultime lettere per farla diventare "Al grande Volta". L'influenza di Napoleone si estese anche all'informatica ante litteram. Egli sostenne Joseph-Marie Jacquard, il cui telaio a schede perforate avrebbe poi ispirato Charles Babbage e la nascita dell'IBM. Senza la lungimiranza di Napoleone nel preservare queste tecnologie, i computer moderni potrebbero non essere mai esistiti. Durante l'esilio all'Isola d'Elba nel 1814, Napoleone osservava le braccia del telegrafo ottico muoversi lente contro il cielo. Simone Terreni suggerisce una suggestiva riflessione: cosa sarebbe successo se Napoleone avesse avuto l'elettricità di Volta per le sue comunicazioni? Forse la sconfitta di Waterloo, dovuta a un errore tattico legato alla mancanza di informazioni in tempo reale, sarebbe stata evitata. Il convegno si è chiuso con la lettura de "Il Cinque Maggio" di Manzoni, ricordando la caduta dell'uomo fatale. Il messaggio finale per i moderni professionisti è chiaro: l'ingegnere non deve essere solo un tecnico, ma un "filosofo e sociologo" capace di attingere da ogni disciplina per trovare l'ispirazione. Come emerso durante l'incontro, "la cosa più vicina alla magia è la tecnologia", e scienza e arte restano due facce della stessa medaglia A corollario le performance musicali della violinista Rachele Bartoli e del violoncellista Alessio Amor Molinati, che hanno eseguito brani di Mozart. Questo appuntamento, ormai giunto al suo quarto anno di collaborazione tra l’associazione Ripartiamo e l’Ordine degli Ingegneri guidato da Massimiliano De Rose, ha dimostrato ancora una volta come l’ingegneria possa avere un’anima, unendo il rigore della matematica alla bellezza dell’arte e della storia.


The article describes a cultural event organized by the Order of Engineers of Como at Alessandro Volta’s birthplace, aimed at showcasing engineering as a discipline not limited to calculations, but rich in curiosity, history, and "soul". Through Simone Terreni's narration and Giuliano Carnesecca's readings, it explores the historic bond between the genius from Como and Napoleon Bonaparte, who saw science as a tool for progress and power. The text revisits the fundamental milestones of Volta's discoveries, such as the invention of the battery in 1800, and the influence of the Napoleonic vision on crucial innovations like the Jacquard loom, a precursor to modern computing. The meeting concludes with a reflection on the figure of the modern engineer, understood as a "philosopher and sociologist" capable of uniting science and art, reaffirming that technology represents the form closest to magic.



Minerali nelle Prealpi Orobiche – Giacimenti della bergamasca e dintorni è un volume di straordinario valore scientifico e culturale, che si attesta come una delle più autorevoli ricognizioni sul patrimonio mineralogico delle Prealpi lombarde. L’opera nasce dalla passione e dalla competenza di Renato Marsetti, fondatore di Ecogeo e profondo conoscitore del territorio, che ha dedicato decenni all’esplorazione di questi straordinari giacimenti. Scomparso nel 2021 prima di veder concluso il suo lavoro, ha lasciato un’eredità preziosa, raccolta e portata a compimento dal figlio Diego Marsetti, dal geologo Federico Pezzotta e da un qualificato gruppo di collaboratori. Debuttato alla 56ª edizione del Bologna Mineral Show il volume si è subito imposto come punto di riferimento per studiosi, collezionisti e appassionati. Le Prealpi Orobiche custodiscono infatti uno dei patrimoni mineralogici più significativi dell’arco alpino. Nei loro giacimenti si rinvengono specie rare, associazioni mineralogiche di grande interesse scientifico e cristallizzazioni di eccezionale qualità, che hanno contribuito alla ricostruzione della storia geologica del territorio. Queste montagne contengono le tracce di processi geologici sviluppatisi nel corso di milioni di anni: autentiche pagine della memoria della Terra impresse nella materia. Questi rilievi esercitarono un profondo fascino anche su Leonardo da Vinci, che ne osservò valli, affioramenti e risorse minerarie con lo sguardo unito dello scienziato e del visionario. Il volume restituisce con rigore e sensibilità questo patrimonio straordinario, trasformando l’indagine scientifica in un racconto affascinante in cui geologia, ricerca e identità territoriale si intrecciano. Un’opera destinata a rimanere nel tempo come testimonianza dell’impegno di chi ha dedicato la vita alla valorizzazione di un territorio unico. Il volume è stato promosso dalla sezione lecchese dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).
Minerals in the Orobic Pre-Alps – Deposits in the Bergamo Area and Surroundings is a volume of extraordinary scientific and cultural value, establishing itself as one of the most authoritative surveys of the mineralogical heritage of the Lombard Pre-Alps. The work is the result of the passion and expertise of Renato Marsetti, founder of Ecogeo and a profound connoisseur of the region, who dedicated decades to exploring these extraordinary deposits. He passed away in 2021 before seeing his work completed, leaving behind a precious legacy that was gathered and brought to fruition by his son Diego Marsetti, geologist Federico Pezzotta, and a team of qualified collaborators. Presented at the 56th edition of the Bologna Mineral Show, the volume immediately established itself as a reference point for scholars, collectors, and enthusiasts. The Orobic Pre-Alps, in fact, harbor one of the most significant mineralogical heritages in the Alpine arc. Their deposits yield rare species, mineralogical associations of great scientific interest, and crystallizations of exceptional quality, all of which have contributed to reconstructing the geological history of the region. These mountains contain traces of geological processes that have unfolded over millions of years: authentic pages from the Earth’s memory imprinted in the rock. These mountains also held a profound fascination for Leonardo da Vinci, who observed their valleys, outcrops, and mineral resources with the combined gaze of a scientist and a visionary. This book presents this extraordinary heritage with rigor and sensitivity, transforming scientific inquiry into a fascinating narrative in which geology, research, and regional identity intertwine. It is a work destined to stand the test of time as a testament to the commitment of those who have dedicated their lives to showcasing this unique region. The book was sponsored by the Lecco chapter of the UCID (Christian Union of Business Executives).



di Stefania De Giorgi
Le rappresentazioni di Pietro Turati attraversate dalla sua sottile fragilità, intercedono con l’inconscio dei suoi soggetti. Un vortice di pennellate ampie e rapide configurano volumi che esaltano la sua straordinaria sensibilità cromatica capace di creare accostamenti di rara armonia in un linguaggio di intensa e suggestiva espressività. Ciò che prevale non è l’esteriorità, bensì il mondo interiore: colori che non si limitano a definire le forme, ma avvolgono, rapiscono e trascinano l’osservatore entro un racconto intimo e profondamente umano. Pietro Turati sembra approdare, per una sorta di istintiva consonanza interiore, a esiti sorprendentemente affini a quelli raggiunti dai grandi protagonisti dell'avanguardia dell’Espressionismo tedesco. La sua pittura non nasce da una citazione colta o da un esercizio di stile, ma da una emotività autentica che lo conduce a oltrepassare la mera descrizione del reale per sondarne le zone più insondabili e segrete. Come accadeva in Kirchner o in Munch, l'immagine diviene il luogo in cui affiorano tensioni latenti, memorie, inquietudini e stati emotivi difficilmente verbalizzabili. Pietro sembra possedere la rara capacità di intercettare quella dimensione pre-razionale dell'esperienza che gli espressionisti individuarono come vero nucleo dell'atto creativo: non la realtà visibile, ma la sua eco psicologica. Le sue figure, spesso sospese tra presenza e dissolvenza, e le sue architetture trasfigurate da cromie pulsanti e volumi definiti, non rappresentano il mondo, bensì la sua risonanza interiore. In questa spontanea adesione a una poetica dell'inconscio risiede uno degli aspetti più affascinanti della sua ricerca, capace di evocare, senza alcu-
na intenzione programmatica, intensità emotiva e tensione spirituale. L'assenza di volti definiti non rappresenta una mancanza, ma diventa uno strumento interpretativo: figure sospese, quasi evanescenti, che sembrano emergere da una dimensione del sogno. Affiorano inoltre echi della poetica di Chagall, nella leggerezza visionaria e nella qualità onirica che permea molte composizioni. Le nature morte morandiane riaffiorano invece nella rarefazione dello spazio, nell'equilibrio silenzioso delle forme e nella sospensione temporale che trasforma ogni scena in un luogo della memoria. La sua interpretazione della città trova espressione in una raffinata astrazione cartografica: una costellazione ordinata di cellule cromatiche, tasselli minimi e microgeometrie che derivano da reali impianti urbani. Ogni elemento è individuato da una diversa tonalità, dando origine a una vibrante partitura di colori che trasforma la planimetria in un paesaggio emotivo. La rigorosa struttura della mappa si intreccia così a una sensibilità poetica, generando composizioni nelle quali il linguaggio della cartografia si eleva a racconto visivo, tra memoria dei luoghi e immaginazione. A suggellare il percorso espositivo sarà una nuova mostra, dal 16 luglio, con inaugurazione alle ore 18.00, presso la Galleria Diaz 14. Come ha scritto il critico Sergio Gaddi: «Pietro Turati, apre lo sguardo del visitatore verso una dimensione plurale, dove convivono molteplici forme di un tempo che si arresta, di uno spazio che si dilata, di un gesto che rimane in bilico». Una definizione che restituisce perfettamente la natura lirica, evocativa e profondamente contemplativa del suo lavoro.





Pietro Turati’s works, imbued with a subtle fragility, engage with the unconscious of his subjects. A whirlwind of broad, rapid brushstrokes forms shapes that highlight his extraordinary chromatic sensitivity, capable of creating harmonious combinations of rare beauty in a language of intense and evocative expressiveness. What prevails is not the exterior, but the inner world: colors that do not merely define forms, but envelop, captivate, and draw the viewer into an intimate and deeply human narrative. Pietro Turati seems to arrive, through a sort of instinctive inner resonance, at results surprisingly akin to those achieved by the great protagonists of the German Expressionist avant-garde. As was the case with Kirchner or Munch, the image becomes the place where latent tensions, memories, anxieties, and emotional states that are difficult to put into words come to the surface. Pietro seems to possess the rare ability to tap into that pre-rational dimension of experience: not visible reality, but its psychological echo. His figures, often suspended between presence and fading, and his architectures transfigured by pulsating colors and defined volumes, do not represent the world, but rather its inner resonance. In this spontaneous adherence to a poetics of the unconscious lies one of the most fascinating aspects of his work, capable of evoking, without any programmatic intention, emotional intensity and spiritual tension. As critic Sergio Gaddi writes, “Pietro opens the visitor’s gaze to a plural dimension, where multiple forms of time that stops, of space that expands, of a gesture that remains in balance coexist.”
di Stefania De Giorgi foto archivio Francesco Corbetta
L a presentazione della mostra di Francesco Corbetta è stata introdotta da Sergio Gaddi con un intervento di notevole spessore culturale, capace di intrecciare riferimenti filosofici, estetici e storico-artistici in una lettura profonda della ricerca dell’autore. Al centro della riflessione è emersa la volontà di Corbetta di sottrarsi ai meccanismi ripetitivi e omologanti della comunicazione contemporanea per recuperare una dimensione più autentica, meditativa e consapevole dell’immagine. Nel suo articolato percorso critico, Gaddi ha evocato figure fondamentali della cultura del Novecento, da Walter Benjamin ad Andy Warhol, da Marcel Duchamp a Franco Fontana, individuando nell’opera di Corbetta una raffinata capacità di dialogare con la storia dell’arte senza rinunciare a una voce autonoma. Le opere esposte si configurano infatti come una riflessione sul linguaggio visivo contemporaneo e sul predominio delle dinamiche digitali che governano la produzione e la fruizione delle immagini. L’hashtag, simbolo per eccellenza della connessione immediata e della classificazione automatica dei contenuti, viene sottratto alla sua funzione originaria per trasformarsi in un segno contemplativo, quasi metafisico. Attraverso serialità, reiterazioni e minime variazioni, Corbetta invita l’osservatore a rallentare il ritmo dello sguardo, opponendo alla velocità compulsiva dello scrolling una diversa esperienza del vedere. Cibi, prodotti commerciali, paesaggi, interni domestici e momenti di convivialità, gli stessi soggetti che popolano quotidianamente l’universo dei social network, vengono riproposti e amplificati fino a tra -

sformarsi in strumenti di indagine critica. Ciò che nel mondo digitale appare effimero e immediatamente consumabile acquisisce una nuova consistenza fisica e simbolica, recuperando profondità, memoria e durata. La fotografia smette così di essere semplice registrazione del reale per diventare spazio di interpretazione, dove ironia e riflessione convivono in un sottile equilibrio. Essendo cresciuto all’interno del mondo della fotografia, Corbetta ha assistito direttamente alla trasformazione dell’immagine da strumento di racconto a flusso incessante e indistinto. Da questa consapevolezza nasce una ricerca che utilizza gli stessi codici della contemporaneità per metterne in discussione i meccanismi, restituendo all’immagine quella densità percettiva e culturale che il sovraffollamento visivo del presente tende spesso a dissolvere.
L’idea del progetto nasce dalla lettura di un libro molto preciso. Quale intuizione ha acceso il percorso di #hashtag?
L’origine della ricerca risiede nella lettura di Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore di Gillo Dorfles. Le sue riflessioni sulla pervasività dei messaggi, dei segni e delle immagini che occupano ogni spazio della nostra esperienza mi hanno spinto a interrogarmi sulla saturazione visiva del presente. Ho scelto di utilizzare proprio il linguaggio che genera questo sovraffollamento iconico per metterne in luce i meccanismi, estremizzandoli e trasformandoli in materia di riflessione. #hashtag nasce da qui: dal desiderio di recuperare uno spazio di consapevolezza all’interno del continuo rumore delle immagini contemporanee.



The presentation of Francesco Corbetta’s exhibition was introduced by Sergio Gaddi with a talk of considerable cultural depth, skillfully weaving together philosophical, aesthetic, and art-historical references into a profound interpretation of the artist’s work. At the heart of his analysis was Corbetta’s desire to escape the repetitive and homogenizing mechanisms of contemporary communication in order to recover a more authentic, meditative, and conscious dimension of the image. In his detailed critical analysis, Gaddi evoked key figures of 20th-century culture, from Walter Benjamin to Andy Warhol, from Marcel Duchamp to Franco Fontana, identifying in Corbetta’s work a refined ability to engage with art history without sacrificing an independent voice. The works on display are, in fact, a reflection on contemporary visual language and the dominance of digital dynamics that govern the production and consumption of images. The hashtag, the quintessential symbol of immediate connection and automatic content classification, is stripped of its original function to become a contemplative, almost metaphysical sign. Through seriality, reiterations, and subtle variations, Corbetta invites the viewer to slow the pace of their gaze, countering the compulsive speed of scrolling with a different experience of seeing. Food, commercial products, landscapes, domestic interiors, and moments of conviviality—the very subjects that populate the social media universe on a daily basis—are reimagined and amplified
until they become tools for critical inquiry. What appears ephemeral and immediately consumable in the digital world acquires a new physical and symbolic consistency, regaining depth, memory, and duration. Photography thus ceases to be a mere recording of reality and becomes a space for interpretation, where irony and reflection coexist in a delicate balance. Having grown up within the world of photography, Corbetta has witnessed firsthand the transformation of the image from a storytelling tool into an incessant and indistinct stream. From this awareness emerges a body of work that uses the very codes of contemporary culture to question its mechanisms, restoring to the image that perceptual and cultural density which the visual overcrowding of the present often tends to dissolve. The idea for the project came from reading a very specific book. What insight sparked the #hashtag project?
The origin of this research lies in reading Horror Pleni: The Incivility of Noise by Gillo Dorfles. His reflections on the pervasiveness of messages, signs, and images that occupy every space of our experience prompted me to question the visual saturation of the present. I chose to use the very language that generates this iconic overcrowding to highlight its mechanisms, exaggerating them and transforming them into material for reflection. #hashtag stems from this: from the desire to reclaim a space of awareness within the constant noise of contemporary images.


di Stefania De Giorgi foto Salone del Mobile.Milano
L'edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano si è affermata come una straordinaria celebrazione della capacità del design di generare visione anche in tempi complessi. Con oltre 316.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, la manifestazione ha superato il ruolo di semplice fiera per diventare un autentico crocevia internazionale di cultura, creatività e innovazione. In questo scenario, il progetto ha oltrepassato la dimensione dell’oggetto per trasformarsi in linguaggio universale, capace di mettere in dialogo la memoria degli archivi storici con l’audacia dei più di 700 giovani talenti del SaloneSatellite. In questo clima di rinnovata fiducia, la Presidente Maria Porro ha sottolineato la forza di un sistema che continua ad avanzare attraverso una visione condivisa e il dialogo tra mondi differenti, ricordando come il Salone non si limiti a rappresentare il settore, ma ne alimenti costantemente il movimento e l’evoluzione. Un pensiero rafforzato dalle parole di Rem Koolhaas, per il quale progettare significa oltrepassare i confini della consuetudine e immaginare nuove possibilità. A fare eco a questa visione è stato Claudio Feltrin, che ha ribadito il valore di una filiera unica, profondamente radicata nei territori e al tempo stesso capace di confrontarsi con successo sui mercati internazionali, coniugando eccellenza manifatturiera e costante tensione verso l’innovazione.
The 2026 edition of Salone del Mobile.Milano has established itself as an extraordinary celebration of design’s ability to inspire vision even in challenging times. With over 316,000 visitors from around the world, the event has transcended the role of a mere trade fair to become a true international crossroads of culture, creativity, and innovation. In this context, design has moved beyond the realm of the object to become a universal language, capable of creating a dialogue between the memory of historical archives and the boldness of the more than 700 young talents at SaloneSatellite. In this climate of renewed confidence, President Maria Porro emphasized the strength of a system that continues to advance through a shared vision and dialogue between different worlds, noting that the Salone does not merely represent the sector but constantly fuels its movement and evolution. This sentiment was reinforced by the words of Rem Koolhaas, for whom design means transcending the boundaries of convention and imagining new possibilities. Echoing this vision was Claudio Feltrin, who reiterated the value of a unified supply chain, deeply rooted in local communities yet capable of successfully competing on international markets, combining manufacturing excellence with a constant drive toward innovation.

Per celebrare l’importante traguardo del centenario, S.Bernardo - acqua minerale ufficiale del Salone del Mobile - ha presentato uno stand immersivo che unisce estetica, innovazione e sostenibilità, offrendo ai visitatori un’esperienza coinvolgente: un percorso simbolico che attraversa cento anni di storia, dalle origini fino a una proiezione nel futuro attraverso installazioni interattive e tecnologie basate su intelligenza artificiale. Grazie a schermi e ambienti digitali, i visitatori hanno potuto vivere in prima persona l’evoluzione dello stile e dell’immaginario collettivo, fino a esplorare scenari futuri. Un’esperienza dinamica che unisce memoria e visione, tradizione e innovazione. All’interno dello stand hanno trovato spazio anche le iconiche creazioni S.Bernardo, a partire dalla bottiglia “Gocce”, firmata da Giorgetto Giugiaro, fino a Ely, la bottiglia elicoidale realizzata in RPET 100% riciclato e riciclabile. La presenza al Salone si inserisce in un percorso avviato nel 2019, che ha visto S.Bernardo protagonista di progetti capaci di integrare design e responsabilità ambientale. In questa edizione, l’azienda ha raccontato il proprio impegno concreto verso la riduzione e compensazione del 100% delle emissioni dirette, attraverso l’impiego di energia rinnovabile, soluzioni di packaging sostenibile e iniziative sviluppate in collaborazione con Slow Food e Terra Madre.
To celebrate its centennial milestone, S.Bernardo—the official mineral water of the Salone del Mobile—presented an immersive booth that combines aesthetics, innovation, and sustainability, offering visitors an engaging experience: a symbolic journey through a century of history, from its origins to a glimpse into the future via interactive installations and AI-based technologies. Thanks to screens and digital environments, visitors were able to experience firsthand the evolution of style and the collective imagination, all the way to exploring future scenarios. A dynamic experience that blends memory and vision, tradition and innovation. The stand also showcased S.Bernardo’s iconic creations, ranging from the “Gocce” bottle, designed by Giorgetto Giugiaro, to Ely, the helical bottle made from 100% recycled and recyclable RPET. The company’s presence at the Salone is part of a journey that began in 2019, during which S.Bernardo has been a key player in projects that integrate design and environmental responsibility. At this year’s event, the company highlighted its concrete commitment to reducing and offsetting 100% of its direct emissions through the use of renewable energy, sustainable packaging solutions, and initiatives developed in collaboration with Slow Food and Terra Madre.

Nel panorama scintillante del Salone del Mobile.Milano 2026, Minotti ha dato vita a una delle visioni più raffinate, magnetiche e culturalmente sofisticate della Design Week. Un racconto abitativo potente e seducente, capace di trasformare il design in emozione pura, in architettura sensoriale, in esperienza da attraversare lentamente, quasi con reverenza. La 2026 Collection nasce dall’incontro straordinario tra due anime della modernità: il rigore impeccabile degli anni Novanta e la libertà vibrante degli anni Settanta. Dai Novanta eredita l’eleganza disciplinata delle proporzioni perfette, la purezza delle linee, la misura silenziosa di un lusso mai ostentato. Dai Settanta assorbe invece il coraggio espressivo della materia, la teatralità sofisticata delle superfici, il dialogo colto tra arte, design e architettura. Ne emerge una sintesi luminosa e perfettamente calibrata, dove minimalismo e profondità emotiva convivono in armonia assoluta. Il nuovo Minotti Pavilion, firmato da Minotti Studio con Giampiero Tagliaferri, appare come una scenografia monumentale e avvolgente. Cemento brutalista, palissandro scuro, ottone brunito, specchi d’acqua, texture preziose e luci morbide costruiscono ambienti di rara intensità estetica. I cinque camini disseminati lungo il percorso diventano simboli domestici di intimità e calore, mentre interni ed esterni si fondono con una fluidità elegante e naturale. Le firme prestigiose di Marcio Kogan / Studio MK27, Nendo, GamFratesi, Inoda+Sveje, Hannes Peer e Tagliaferri orchestrano una collezione di straordinaria sensibilità progettuale, dove ogni dettaglio sembra scolpito nel tempo. Ad amplificare questa esperienza sublime interviene il dialogo con Tornabuoni Arte, che trasforma il Pavilion in un paesaggio culturale poetico e immersivo, dove arte, luce e materia convivono in un equilibrio semplicemente magnifico.
In the dazzling backdrop of Salone del Mobile.Milano 2026, Minotti has created one of the most refined, magnetic, and culturally sophisticated visions of Design Week. A powerful and seductive narrative of living, capable of transforming design into pure emotion, into sensory architecture, into an experience to be savored slowly, almost reverently. The 2026 Collection emerges from the extraordinary meeting of two spirits of modernity: the impeccable rigor of the 1990s and the vibrant freedom of the 1970s. From the 1990s, it inherits the disciplined elegance of perfect proportions, the purity of lines, and the understated measure of a luxury that is never ostentatious. From the 1970s, it absorbs the expressive boldness of materials, the sophisticated theatricality of surfaces, and the cultured dialogue between art, design, and architecture. The result is a luminous and perfectly calibrated synthesis, where minimalism and emotional depth coexist in absolute harmony. The new Minotti Pavilion, designed by Minotti Studio with Giampiero Tagliaferri, appears as a monumental and enveloping setting. Brutalist concrete, dark rosewood, burnished brass, water features, precious textures, and soft lighting create spaces of rare aesthetic intensity. The five fireplaces scattered along the path become domestic symbols of intimacy and warmth, while interiors and exteriors blend with an elegant and natural fluidity. The prestigious names of Marcio Kogan / Studio MK27, Nendo, GamFratesi, Inoda+Sveje, Hannes Peer, and Tagliaferri orchestrate a collection of extraordinary design sensitivity, where every detail seems carved in time. Amplifying this sublime experience is the collaboration with Tornabuoni Arte, which transforms the Pavilion into a poetic and immersive cultural landscape, where art, light, and materials coexist in a simply magnificent balance.

Nata tra le geometrie silenziose della Brianza, terra dove il legno è cultura prima ancora che materia, TABU ha trasformato quasi un secolo di ricerca in una forma di poesia industriale. Non semplicemente un’azienda, ma un laboratorio visionario capace di ascoltare il respiro del legno e tradurlo in superfici che sembrano custodire luce, memoria e movimento. Nel tempo, TABU ha elevato la lavorazione dell’essenza naturale a gesto creativo assoluto, reinventando il linguaggio del legno con una sensibilità rara, sospesa tra precisione tecnica e intuizione artistica. Le sue superfici non decorano soltanto: vibrano, raccontano, evocano paesaggi interiori fatti di venature profonde, cromie sofisticate e dettagli che sembrano scolpiti dal tempo stesso. Alla base di questa visione vive l’eredità della famiglia Tagliabue, che ha trasformato la tintura del legno in una firma riconoscibile nel mondo del design internazionale. Una ricerca continua, quasi alchemica, che ha saputo unire artigianalità e innovazione, rendendo il legno qualcosa di mutevole e sorprendente, pur mantenendone intatta l’anima più autentica. Le collezioni Biodiversity, menzione d’Onore Compasso d’Oro ADI, Graffiti, Groovy, Muta e ReFIGURED, vincitrice nel 2025 del premio "Best of the Best" agli Interzum Award, presentate al Salone del Mobile.Milano 2026, raccontano le infinite possibilità espressive del legno, trasformandolo in una superficie viva, dinamica e profondamente contemporanea. Biodiversity, in particolare, esprime una visione sostenibile che valorizza e riutilizza essenze nobili attraverso raffinati intarsi dinamici. Dall’intarsio reinterpretato in chiave grafica alle texture tridimensionali, fino alla ricerca più avanzata sulle fibre e sulla sostenibilità, TABU costruisce un paesaggio materico dove artigianalità, innovazione e memoria dialogano in perfetto equilibrio. Il legno diventa così linguaggio sensoriale, trama poetica capace di custodire il passato e immaginare il futuro.
Born surrounded by the serene landscapes of Brianza, a region where wood is culture even before it is a material, TABU has transformed nearly a century of research into a form of industrial poetry. Not just a company, but a visionary workshop capable of listening to the breath of wood and translating it into surfaces that seem to hold light, memory, and movement. Over time, TABU has elevated the crafting of natural wood to an absolute creative act, reinventing the language of wood with a rare sensitivity, poised between technical precision and artistic intuition. Its surfaces do more than simply decorate: they vibrate, they tell stories, they evoke inner landscapes made of deep grain patterns, sophisticated hues, and details that seem carved by time itself. At the heart of this vision lies the legacy of the Tagliabue family, who have transformed wood staining into a recognizable signature in the world of international design. A continuous, almost alchemical exploration that has successfully united craftsmanship and innovation, making wood something mutable and surprising, while keeping its most authentic soul intact. The Biodiversity (Honorable Mention at the ADI Compasso d’Oro) Graffiti, Groovy, Muta collections and ReFIGURED collections (winner of the "Best of the Best" award at the Interzum Awards in 2025), presented at Salone del Mobile.Milano 2026, showcase the infinite expressive possibilities of wood, transforming it into a living, dynamic, and deeply contemporary surface. Biodiversity, in particular, expresses a sustainable vision that enhances and reuses fine woods through refined, dynamic inlays. From inlays reinterpreted in a graphic key to three-dimensional textures, and on to the most advanced research on fibers and sustainability, TABU constructs a material landscape where craftsmanship, innovation, and memory interact in perfect balance. Wood thus becomes a sensory language, a poetic tapestry capable of preserving the past and imagining the future.

Alla 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano 2026, Porada ha dato forma a un racconto intimo e sofisticato, trasformando il design in un’esperienza emotiva capace di intrecciare natura, memoria e cultura progettuale. Ispirandosi al concetto giapponese di Ikigai, la ragione profonda dell’esistere, il brand ha costruito una visione dell’abitare fondata sull’equilibrio tra bellezza, armonia e autenticità, dove ogni materia sembra custodire un significato più profondo. Protagonista assoluto il legno, anima identitaria di Porada, arricchito dall’introduzione del rovere: una nuova essenza che racconta il legame concreto dell’azienda con la sostenibilità, la biodiversità e il rispetto del tempo naturale. Una scelta che non è soltanto estetica, ma culturale, capace di trasformare la materia in espressione di valori e sensibilità contemporanee. Lo stand, concepito come una raffinata “Casa Porada”, si sviluppava attraverso ambienti scenografici e immersivi, tra atmosfere milanesi reinterpretate con eleganza contemporanea. Hall monumentali, spazi direzionali ispirati ai grandi loft internazionali e architetture domestiche dal fascino borghese accoglievano il visitatore in una dimensione calda e contemplativa, dove il lusso rinunciava all’ostentazione per privilegiare il benessere, la relazione e il senso di appartenenza. Ad amplificare questa narrazione, la nuova tirella progettuale Ikigai ha introdotto tre mood distinti, pensati come strumenti poetici oltre che progettuali. Palette cromatiche, tessuti e superfici dialogano tra loro dando vita ad atmosfere capaci di evocare emozioni, memoria e percezioni sensoriali profonde.
At the 64th edition of Salone del Mobile.Milano 2026, Porada crafted an intimate and sophisticated narrative, transforming design into an emotional experience that weaves together nature, memory and design culture. Drawing inspiration from the Japanese concept of Ikigai, the profound reason for being, the brand has developed a vision of living based on the balance between beauty, harmony and authenticity, where every material seems to hold a deeper meaning. Wood takes centre stage, the very soul of Porada’s identity, enriched by the introduction of oak: a new wood that speaks to the company’s concrete commitment to sustainability, biodiversity and respect for the natural cycle of time. A choice that is not merely aesthetic, but cultural, capable of transforming the material into an expression of contemporary values and sensibilities. The stand, conceived as a refined “Casa Porada”, unfolded through spectacular and immersive spaces, featuring Milanese atmospheres reinterpreted with contemporary elegance. Monumental halls, executive spaces inspired by large international lofts and domestic architecture with bourgeois charm welcomed visitors into a warm and contemplative setting, where luxury eschewed ostentation in favour of well-being, connection and a sense of belonging. To amplify this narrative, the new Ikigai design collection introduced three distinct moods, conceived as poetic as well as design tools. Colour palettes, fabrics and surfaces interact with one another, giving rise to atmospheres capable of evoking emotions, memories and profound sensory perceptions.


ONIRO Group ha confermato la propria visione internazionale del lusso contemporaneo, trasformando gli spazi espositivi in racconti immersivi dove design, artigianalità e ricerca estetica si intrecciano in una narrazione sofisticata e multisfaccettata. Jumbo Collection ha presentato un nuovo concept espositivo interamente dedicato alle potenzialità dell’Interior Design Service di ONIRO Group: un ambiente esperienziale, concepito come un raffinato atelier creativo in cui le idee si trasformano in progetti su misura. Tra le novità più evocative emerge la poltrona Rivoli, anticipazione della collezione 2026, che reinterpreta l’eleganza classica del marchio attraverso delicate suggestioni orientali. Le gambe scolpite con finitura oro anticato, i tessuti dalle trame naturalistiche e le silhouette morbide raccontano una classicità rinnovata, sospesa tra memoria e contemporaneità. Accanto a Rivoli, arredi iconici come il divano Grand Armée, il tavolino Lumière e la cassettiera Ourlet riaffermano l’identità senza tempo del brand. Con Mediterranean Heritage, Roberto Cavalli Home Interiors ha dato vita a un viaggio sensoriale ispirato alla luce e alla materia del Mediterraneo. Marmi, pietre naturali, legni caldi, intrecci in pelle e accenti metallici compongono ambienti fluidi e luminosi, dove le superfici tattili e le forme sinuose evocano paesaggi assolati e atmosfere sospese tra natura e glamour. Una collezione che celebra un lusso più autentico, materico e profondamente emozionale.
Gianfranco Ferré Home ha svelato Cult Classics, una collezione che costruisce un raffinato dialogo tra rigore architettonico e sensibilità contemporanea. Ispirazioni rétro, lavorazioni sartoriali, pelle e materiali preziosi si fondono in ambienti dalla sofisticazione discreta, dove le forme classiche vengono reinterpretate attraverso nuove tecniche costruttive e dettagli contemporanei. Un equilibrio misurato tra memoria e innovazione, pensato per durare nel tempo. Con Etro Ornamenta, ETRO Home Interiors ha trasformato l’eredità Art Déco in un linguaggio decorativo attuale e cosmopolita. Geometrie rigorose, ricchezza ornamentale e superfici tattili convivono in una collezione che gioca sui contrasti tra massimalismo e sobrietà, passato e presente. Le diverse ambientazioni dello stand hanno raccontato un universo eclettico e colto, dove la precisione grafica incontra la morbidezza delle forme e la profondità dei materiali. Tra i momenti più esclusivi della Milano Design Week 2026, anche il debutto della collaborazione tra ONIRO Group e Jacob & Co., che ha portato nel mondo dell’interior design la spettacolarità visionaria dell’alta gioielleria e dell’orologeria. Ne è nata una collezione scenografica e fortemente espressiva, fatta di dettagli scultorei, superfici preziose e proporzioni monumentali. Arredi pensati non solo per essere vissuti, ma per stupire, trasformando gli spazi in esperienze immersive dove il lusso diventa performance, meraviglia e dichiarazione estetica.



ONIRO Group reaffirmed its international vision of contemporary luxury, transforming its exhibition spaces into immersive experiences where design, craftsmanship, and aesthetic exploration intertwine in a sophisticated and multifaceted narrative. The Jumbo Collection presented a new exhibition concept entirely dedicated to the potential of ONIRO Group’s Interior Design Service: an experiential environment, conceived as a refined creative atelier where ideas are transformed into bespoke projects. Among the most evocative new pieces is the Rivoli armchair, a preview of the 2026 collection, which reinterprets the brand’s classic elegance through delicate Eastern influences. The sculpted legs with an antique gold finish, the fabrics with natural textures, and the soft silhouettes convey a renewed classicism, suspended between memory and the contemporary. Alongside Rivoli, iconic pieces such as the Grand Armée sofa, the Lumière coffee table, and the Ourlet chest of drawers reaffirm the brand’s timeless identity. With Mediterranean Heritage, Roberto Cavalli Home Interiors has created a sensory journey inspired by the light and materials of the Mediterranean. Marble, natural stone, warm woods, leather weaves, and metallic accents compose fluid, luminous spaces where tactile surfaces and sinuous forms evoke sun-drenched landscapes and atmospheres suspended between nature and glamour. A collection that celebrates a more authentic, tactile, and deeply emotional luxury.
Gianfranco Ferré Home has unveiled Cult Classics, a collection that forges a refined dialogue between architectural rigor and contemporary sensibility. Retro inspirations, sartorial craftsmanship, leather, and precious materials blend into spaces of understated sophistication, where classic forms are reinterpreted through new construction techniques and contemporary details. A measured balance between memory and innovation, designed to stand the test of time. With Etro Ornamenta, ETRO Home Interiors has transformed the Art Deco legacy into a contemporary and cosmopolitan decorative language. Rigorous geometries, ornamental richness, and tactile surfaces coexist in a collection that plays on the contrasts between maximalism and restraint, past and present. The various settings of the stand depicted an eclectic and cultured universe, where graphic precision meets the softness of forms and the depth of materials. Among the most exclusive highlights of Milan Design Week 2026 was the debut of the collaboration between ONIRO Group and Jacob & Co., which brought the visionary spectacle of fine jewelry and watchmaking into the world of interior design. The result is a spectacular and highly expressive collection, featuring sculptural details, precious surfaces, and monumental proportions. Furniture designed not only to be lived in, but to amaze, transforming spaces into immersive experiences where luxury becomes performance, wonder, and an aesthetic statement.

Fondata sull’amore assoluto per il legno massello e su una cultura del fare tramandata attraverso generazioni, Riva1920 è molto più di un marchio: è un presidio poetico della materia viva, un luogo in cui natura, memoria e artigianalità si trasformano in forme destinate a durare nel tempo. Da oltre un secolo, l’azienda brianzola custodisce il valore più autentico del design italiano, elevando il legno a linguaggio emozionale, capace di raccontare storie, custodire tracce e attraversare epoche senza perdere la propria anima. Al Salone del Mobile.Milano 2026, Riva1920 ha celebrato i suoi 106 anni con "100+6: From Nature To Home", un progetto intenso e profondamente evocativo che ha trasformato il legno in racconto sensoriale e identitario. Sei essenze simboliche, Kauri millenario, Briccole veneziane, Cedro profumato, Barrique, Rovere e Noce, sono diventate protagoniste di un percorso immersivo dove ogni venatura sembrava custodire il tempo, ogni superficie evocare memoria, ogni arredo restituire il respiro originario della natura. All’interno del Riva Center, l’allestimento ha assunto il carattere di una vera installazione museale: luci soffuse, scenografie essenziali e grandi tavole lignee hanno accompagnato il visitatore in un viaggio contemplativo attraverso materia, artigianato e innovazione. Le reinterpretazioni speciali di icone come Bedrock, Bottea, Molletta, Kauri Piano Antico e Venice hanno riaffermato il legame profondo tra design e autenticità, mentre le novità della collezione 2026 hanno aperto nuove prospettive sull’abitare contemporaneo. Straordinaria la presenza del monumentale tavolo Riflessi Millenari, firmato da Helidon Xhixha, dove il Kauri millenario dialoga con acciaio specchiato e resina in una composizione quasi scultorea, sospesa tra arte e natura. Con 100+6, Riva1920 non ha semplicemente presentato una collezione: ha dato forma a una dichiarazione d’amore per il legno, trasformando la materia in emozione, il tempo in bellezza e la natura in architettura dell’anima.
Founded on a deep-seated love for solid wood and a tradition of craftsmanship passed down through the generations, Riva1920 is much more than a brand: it is a poetic celebration of this living material, a place where nature, memory and craftsmanship are transformed into forms destined to stand the test of time. For over a century, the Brianza-based company has upheld the most authentic values of Italian design, elevating wood to an emotional language capable of telling stories, preserving traces and spanning eras without losing its soul. At Salone del Mobile.Milano 2026, Riva1920 celebrated its 106th anniversary with "100+6: From Nature to Home", an intense and deeply evocative project that transformed wood into a sensory and identity-defining narrative. Six symbolic woods – millennia-old Kauri, Venetian Briccole, fragrant Cedar, Barrique, Oak and Walnut – became the protagonists of an immersive journey where every grain seemed to hold time, every surface to evoke memory, and every piece of furniture to restore nature’s original breath. Inside the Riva Center, the exhibition took on the character of a true museum installation: soft lighting, minimalist staging and large wooden panels accompanied visitors on a contemplative journey through materials, craftsmanship and innovation. Special reinterpretations of icons such as Bedrock, Bottea, Molletta, Kauri Piano Antico and Venice reaffirmed the deep connection between design and authenticity, whilst the new additions to the 2026 collection opened up new perspectives on contemporary living. The monumental Riflessi Millenari table, designed by Helidon Xhixha, made a striking impression, where millennia-old Kauri wood interacts with resin in an almost sculptural composition, suspended between art and nature. With 100+6, Riva1920 did not simply present a collection: it gave form to a declaration of love for wood, transforming the material into emotion, time into beauty and nature into the architecture of the soul.










L'’estate sul Monte Generoso non è più solo una stagione, ma un invito a rallentare, respirare e lasciarsi sorprendere. Un’esperienza che si prolunga nel tempo grazie a una visione turistica moderna: per il terzo inverno consecutivo la storica Ferrovia Monte Generoso rimarrà operativa anche nei mesi freddi e, nel 2026, la stagione si estenderà fino all’8 novembre, permettendo a visitatori e famiglie, locali e della vicina Italia, di vivere la montagna anche in autunno. A quota 1.704 metri, il Monte Generoso offre uno dei panorami più suggestivi delle Alpi, dalla Pianura Padana al Lago di Como fino alle vette alpine. Una cornice naturale straordinaria che accompagna un’estate ricca di eventi, sapori e incontri, inaugurata a inizio maggio e animata da musica, folklore ed eccellenze enogastronomiche. Durante l’Alta Stagione, il calendario include brunch e grigliate al Buffet Bellavista, serate musicali anni ’90, romantiche cene al Fiore di pietra, albe in vetta e il fascino del treno a vapore. Accanto agli appuntamenti più amati, trovano spazio nuove proposte come il Generoso Running Day. Il Fiore di pietra e il Buffet Bellavista si confermano inoltre location d’eccellenza per eventi
aziendali come meeting e team building, ma anche cerimonie e matrimoni in alta quota, oltre che luoghi ideali per una pausa golosa all’insegna dei prodotti autentici. Grande attenzione è rivolta anche alle famiglie, grazie all’abbonamento Amici del Generoso e alle esperienze combinate con partner del territorio come Swissminiatur, FoxTown, la Galleria Baumgartner e la Grotta dell’Orso che si trova
proprio sul versante italiano della montagna. A completare l’offerta, il Camping Monte Generoso: una piccola gemma affacciata direttamente sul lago, perfetta come base per un’estate di relax, convivialità e aperitivi vista acqua. Un monte che guarda al futuro con entusiasmo, puntando su sostenibilità, qualità e accessibilità, senza mai perdere il profondo legame con il territorio e la sua identità.

Summer on Monte Generoso is no longer just a season, but an invitation to slow down, breathe and let yourself be surprised. An experience that extends over time thanks to a modern approach to tourism: for the third consecutive winter, the historic Monte Generoso Railway will remain operational even during the colder months and, in 2026, the season will run until 8 November, allowing visitors and families, both local and from neighbouring Italy, to enjoy the mountain even in autumn. At an altitude of 1,704 metres, Monte Generoso offers one of the most breathtaking views in the Alps, stretching from the Po Valley to Lake Como and the Alpine peaks. An extraordinary natural setting that accompanies a summer rich in events, flavours and encounters, kicking off in early May and brought to life by music, folklore and culinary excellence. During the high season, the calendar includes brunch and barbecues at the Buffet Bellavista, 90s music evenings, romantic dinners at the Fiore di pietra, sunrises at the summit and the
charm of the steam train. Alongside the most popular events, there are new offerings such as the Generoso Running Day. Fiore di pietra and the Buffet Bellavista also remain premier venues for corporate events such as meetings and team-building activities, as well as high-altitude ceremonies and weddings, and are ideal spots for a delicious break featuring authentic local products. There is also a strong focus on families, thanks to the Amici del Generoso annual pass and combined experiences with local partners such as Swissminiatur, FoxTown, the Baumgartner Gallery and the Bear's Cave, located right on the Italian side of the mountain. Rounding off the offering is Camping Monte Generoso: a little gem overlooking the lake, perfect as a base for a summer of relaxation, conviviality and aperitifs with a view of the water. A mountain looking to the future with enthusiasm, focusing on sustainability, quality and accessibility, without ever losing its deep connection to the local area and its identity.

Monte Generoso SA Via Fam. Carlo Scacchi 6 6825 Capolago www.montegeneroso.ch INFO





testo e foto di Stefania De Giorgi
Quello che un tempo coincideva con il solo Salone del Mobile oggi si è trasformato in un organismo diffuso, una presenza pulsante che oltrepassa i confini della fiera per insinuarsi nel tessuto stesso della città. Il Fuorisalone non è semplicemente un calendario di eventi paralleli: è una straordinaria migrazione di idee, una costellazione di visioni che invade cortili nascosti, palazzi storici, chiostri silenziosi e architetture cariche di memoria, trasformandoli in scenari di meraviglia contemporanea. Milano, per una settimana, abbandona la propria dimensione ordinaria e si trasfigura in un grande laboratorio sensoriale a cielo aperto, dove materia, luce, colore e sperimentazione dialogano in una continua successione di scoperte. Le aziende più innovative scelgono sempre più spesso di uscire dai padiglioni di Rho per abitare luoghi iconici, consapevoli che il progetto non vive soltanto nell'oggetto, ma nella capacità di costruire un racconto, un'atmosfera, un'esperienza memorabile. Il Fuorisalone diventa così il palcoscenico privilegiato dell'immaginazione contemporanea: un territorio fluido in cui il design si libera dalle convenzioni espositive per trasformarsi in emozione, intuizione e cultura. Non una semplice manifestazione, ma una raffinata geografia dell'inatteso, dove ogni installazione è una soglia che conduce verso nuove possibilità del vivere e dell'abitare.
What once coincided solely with the Salone del Mobile has today transformed into a widespread phenomenon, a vibrant presence that transcends the fair’s boundaries to permeate the very fabric of the city. The Fuorisalone is not simply a calendar of parallel events: it is an extraordinary migration of ideas, a constellation of visions that invades hidden courtyards, historic palaces, silent cloisters, and architecture steeped in memory, transforming them into settings of contemporary wonder. For a week, Milan sheds its ordinary dimension and is transformed into a vast open-air sensory laboratory, where matter, light, color, and experimentation interact in a continuous succession of discoveries. The most innovative companies are increasingly choosing to step outside the Rho exhibition halls to occupy iconic locations, aware that a project lives not only in the object itself, but in the ability to craft a narrative, an atmosphere, and a memorable experience. Fuorisalone thus becomes the privileged stage of contemporary imagination: a fluid landscape where design breaks free from exhibition conventions to transform into emotion, intuition, and culture. Not merely an event, but a refined geography of the unexpected, where every installation is a threshold leading toward new possibilities for living and inhabiting.

Nel cuore più aristocratico di Milano, tra gli affreschi e le ombre solenni di Palazzo Clerici, Poliform ha trasformato la Milano Design Week 2026 in un’esperienza quasi metafisica, sospesa tra sogno, architettura e percezione sensoriale. Varcare l’ingresso del palazzo significava abbandonare il rumore della città per entrare in un paesaggio rarefatto e ipnotico, dove il tempo sembrava dissolversi nell’astrazione di una foresta urbana. L’installazione Multitude, firmata da studioutte, si imponeva come uno dei momenti più intensi e poetici dell’intera settimana del design milanese: un giardino oscuro e silenzioso attraversato da lanterne evanescenti, veli di fumo e geometrie nere che trasformavano lo spazio in una dimensione quasi onirica. In questo scenario sospeso, gli arredi outdoor di Jean-Marie Massaud ed Emmanuel Gallina apparivano come apparizioni luminose, sculture candide immerse nel vuoto, presenze enigmatiche da contemplare più che da possedere. Lo spettatore non osservava semplicemente l’allestimento: ne veniva assorbito, diventando parte di una narrazione fatta di silenzio, distanza e tensione emotiva. Con la collezione 2026, Poliform ha dato forma a un’idea di abitare colta, sofisticata e profondamente contemporanea. Le geometrie morbide dei divani, le linee essenziali delle chaise longue, le cucine scolpite
da curve sensuali e le zone notte concepite come rifugi intimi componevano un linguaggio calibrato e rigoroso, dove ogni elemento sembrava dialogare con la luce e con l’architettura storica del palazzo. Ma è soprattutto l’allestimento di Palazzo Clerici ad aver lasciato il segno: non una semplice esposizione, bensì un’opera totale capace di fondere design, arte e scenografia in un unico gesto poetico. Ogni dettaglio era costruito per evocare emozione, contemplazione e mistero. Le superfici scure amplificavano la purezza materica degli arredi, mentre il contrasto tra pieno e vuoto trasformava gli ambienti in una sequenza cinematografica di visioni e suggestioni. Parallelamente, il nuovo flagship store di Piazza della Scala ha riaffermato il ruolo centrale del brand nel panorama internazionale del design. Tre piani concepiti come una raffinata villa urbana contemporanea, dove pietra, vetro, legno e luce dialogano con estrema eleganza, dando vita a uno spazio che supera il concetto tradizionale di showroom per diventare esperienza culturale e architettonica. Con questa doppia presenza milanese, Poliform non si è limitata a presentare una collezione: ha costruito un immaginario. Un racconto potente e visionario capace di trasformare il design in atmosfera, il lusso in emozione e lo spazio in pura esperienza sensoriale.

In the most aristocratic heart of Milan, among the frescoes and solemn shadows of Palazzo Clerici, Poliform transformed Milan Design Week 2026 into an almost metaphysical experience, suspended between dream, architecture and sensory perception. Stepping through the palace entrance meant leaving the noise of the city behind to enter a rarefied and hypnotic landscape, where time seemed to dissolve into the abstraction of an urban forest. The installation Multitude, designed by studioutte, stood out as one of the most intense and poetic moments of the entire Milan Design Week: a dark, silent garden traversed by evanescent lanterns, veils of smoke and black geometries that transformed the space into an almost dreamlike dimension. In this suspended setting, the outdoor furniture by Jean-Marie Massaud and Emmanuel Gallina appeared as luminous apparitions, pristine sculptures immersed in the void, enigmatic presences to be contemplated rather than possessed. The viewer did not simply observe the installation: they were absorbed by it, becoming part of a narrative woven from silence, distance and emotional tension. With the 2026 collection, Poliform gave shape to a cultured, sophisticated and deeply contemporary vision of living. The soft geometries of the sofas, the clean lines of the chaise lon -
gues, the kitchens sculpted by sensual curves and the sleeping areas conceived as intimate refuges formed a measured and rigorous language, where every element seemed to interact with the light and the historic architecture of the building. But it was above all the staging of Palazzo Clerici that left its mark: not a simple exhibition, but a total work capable of blending design, art and scenography into a single poetic gesture. Every detail was crafted to evoke emotion, contemplation and mystery. The dark surfaces amplified the material purity of the furnishings, whilst the contrast between solid and void transformed the spaces into a cinematic sequence of visions and evocations. At the same time, the new flagship store in Piazza della Scala reaffirmed the brand’s central role on the international design scene. Three floors conceived as a refined contemporary urban villa, where stone, glass, wood and light interact with extreme elegance, giving life to a space that transcends the traditional concept of a showroom to become a cultural and architectural experience. With this dual presence in Milan, Poliform did not merely present a collection: it constructed an imaginary world. A powerful and visionary narrative capable of transforming design into atmosphere, luxury into emotion and space into a pure sensory experience.

VIVA Porte ha la capacità di trasformare la porta in un gesto architettonico elegante e contemporaneo. Tra artigianalità, innovazione e materia, il brand continua a ridefinire il concetto di abitare con creazioni essenziali, sofisticate e profondamente emozionali, dove ogni dettaglio diventa espressione di stile, carattere e luce. Con la collezione Bella, VIVA Porte ha portato alla Milano Design Week 2026 una nuova idea di spazio: fluido, luminoso, sofisticato. Più che semplici sistemi divisori, le nuove strutture diventano architetture leggere capaci di disegnare gli ambienti con eleganza quasi scenografica, creando connessioni visive senza rinunciare all’intimità degli spazi. Vetro, alluminio e legno dialogano in perfetto equilibrio in una composizione essenziale ma fortemente espressiva. La trasparenza lascia filtrare la luce naturale trasformandola in materia progettuale, mentre il legno scolpito introduce profondità, ritmo e calore, interrompendo le superfici con raffinata precisione geometrica. I profili metallici tracciano linee nette e contemporanee che ricordano segni architettonici puri, dando vita a un’estetica rigorosa ma estremamente sofisticata. Con altezze che raggiungono i quattro metri e configurazioni battenti, scorrevoli e pivot, Bella supera il concetto tradizionale di porta per trasformarsi in elemento iconico dell’interior contemporaneo. Una presenza discreta ma potente, capace di ridefinire il rapporto tra pieni e vuoti, luce e materia, funzione e bellezza.
VIVA Porte has the ability to transform a door into an elegant and contemporary architectural statement. Through a blend of craftsmanship, innovation and materials, the brand continues to redefine the concept of living with minimalist, sophisticated and deeply evocative creations, where every detail becomes an expression of style, character and light. With the Bella collection, VIVA Porte brought a new vision of space to Milan Design Week 2026: fluid, luminous, sophisticated. More than mere partition systems, the new structures become lightweight architectural elements capable of shaping spaces with an almost theatrical elegance, creating visual connections without sacrificing the intimacy of the spaces. Glass, aluminium and wood interact in perfect balance within a minimalist yet highly expressive composition. Transparency allows natural light to filter through, transforming it into a design element, whilst sculpted wood introduces depth, rhythm and warmth, breaking up the surfaces with refined geometric precision. The metal profiles trace clean, contemporary lines reminiscent of pure architectural forms, giving rise to a rigorous yet extremely sophisticated aesthetic. With heights reaching four metres and hinged, sliding and pivot configurations, Bella transcends the traditional concept of a door to become an iconic element of contemporary interiors. A discreet yet powerful presence, capable of redefining the relationship between solid and void, light and matter, function and beauty.

Flexform continua a distinguersi nel panorama internazionale del design per la sua capacità di trasformare l’eleganza in qualcosa di intimo, silenzioso e profondamente autentico. Da sempre il brand costruisce un’idea di abitare lontana dall’eccesso e vicina invece alle emozioni quotidiane, creando arredi che non cercano di imporsi, ma di accompagnare la vita con naturalezza e armonia. Alla Milano Design Week 2026, Flexform ha presentato una collezione che riflette questa sensibilità sofisticata e quasi contemplativa: ambienti morbidi, materiali avvolgenti e geometrie essenziali hanno dato forma a spazi pensati non soltanto per essere vissuti, ma per custodire ricordi, relazioni e momenti di intimità. Le installazioni di Chiostro Sant'Angelo e dello showroom Flexform di Via della Moscova si sono trasformate in luoghi sospesi, dove indoor e outdoor dialogavano con estrema fluidità attraverso luci soffuse, superfici tattili e atmosfere rarefatte. Ogni elemento sembrava raccontare una presenza discreta ma significativa, capace di lasciare tracce emotive nel tempo. Con il contributo di designer come Antonio Citterio, Patrick Norguet, Fumie Shibata, Sebastian Herkner e Monica Armani, la nuova collezione ha confermato la capacità del brand di unire rigore progettuale e sensibilità emotiva, trasformando il design in un’esperienza poetica, raffinata e profondamente umana.
Flexform continues to stand out on the international design scene for its ability to transform elegance into something intimate, understated and deeply authentic. The brand has always championed a vision of living that eschews excess and instead embraces everyday emotions, creating furniture that does not seek to dominate, but rather to accompany life with naturalness and harmony. At Milan Design Week 2026, Flexform presented a collection that reflects this sophisticated and almost contemplative sensibility: soft environments, enveloping materials and essential geometries have shaped spaces designed not only to be lived in, but to cherish memories, relationships and moments of intimacy. The installations at Chiostro Sant’Angelo and the Flexform showroom in Via della Moscova were transformed into suspended spaces, where indoor and outdoor environments interacted with extreme fluidity through soft lighting, tactile surfaces and rarefied atmospheres. Each element seemed to convey a discreet yet significant presence, capable of leaving an emotional imprint over time. With contributions from designers such as Antonio Citterio, Patrick Norguet, Fumie Shibata, Sebastian Herkner and Monica Armani, the new collection confirmed the brand’s ability to combine design rigour with emotional sensitivity, transforming design into a poetic, refined and deeply human experience.


In occasione della Milano Design Week 2026, Acqua Valverde ha confermato il suo ruolo di partner d'eccellenza per il mondo dell'architettura e del design. La celebre bottiglia dalle linee essenziali firmata dallo studio Matteo Thun & Antonio & Rodriguez Design è stata ospitata negli spazi più esclusivi della città, celebrando il connubio perfetto tra purezza naturale e ricerca estetica. Proveniente dal Geoparco Sesia Val Grande, area patrimonio dell’UNESCO alle pendici del Monte Rosa, Valverde con la sua eleganza si fa interprete del vivere contemporaneo, dove il benessere e la sostenibilità incontrano l’alto artigianato, il lusso, l’arte e l’innovazione tecnologica. Anche quest’anno Acqua Valverde ha siglato una serie di collaborazioni di prestigio, portando la sua freschezza all’interno di showroom, installazioni e gallerie che ridefiniscono i confini dell’abitare: LAGO e Casa LAGO, Rimadesio, Arrital, Dilmos, Piero Figura, Andrea Castrignano, Hearst Elle Decor Italia, Febal Casa. Una partnership diffusa che abbraccia l’intero ecosistema del design milanese. Per l’edizione 2026, inoltre, la presenza di Valverde si è sdoppiata: oltre agli appuntamenti urbani del Fuorisalone, il brand era presente in Fiera, presidiando gli stand di LAGO e Febal Casa. Ancora una volta, dunque, si ribadisce il legame di Acqua Valverde con i più importanti ed esclusivi eventi lifestyle.
During Milan Design Week 2026, Acqua Valverde reaffirmed its role as a premier partner in the world of architecture and design. The iconic bottle, with its clean lines designed by Matteo Thun & Antonio & Rodriguez Design, was showcased in the city’s most exclusive venues, celebrating the perfect union of natural purity and aesthetic innovation. Sourced from the Sesia Val Grande Geopark, a UNESCO World Heritage site at the foot of Monte Rosa, Valverde, with its elegance, embodies contemporary living, where well-being and sustainability meet fine craftsmanship, luxury, art, and technological innovation. Once again this year, Acqua Valverde has forged a series of prestigious collaborations, bringing its freshness to showrooms, installations, and galleries that redefine the boundaries of living: LAGO and Casa LAGO, Rimadesio, Arrital, Dilmos, Piero Figura, Andrea Castrignano, Hearst Elle Decor Italia, and Febal Casa. A widespread partnership that embraces the entire Milanese design ecosystem. Furthermore, for the 2026 edition, Valverde’s presence has doubled: in addition to the urban events of Fuorisalone, the brand was present at the Fair, manning the LAGO and Febal Casa booths. Once again, therefore, Acqua Valverde’s connection to the most important and exclusive lifestyle events is reaffirmed.


In occasione della MDW 2026, gli studenti del corso triennale in Product Design di Istituto Marangoni Milano Design, hanno collaborato con Rivatelier, brand di arredo contemporaneo di lusso, per ripensare balconi e terrazze come estensioni attive dell’abitare. Gli spazi outdoor diventano ambienti capaci di ospitare, nell’arco della giornata, attività di lavoro, riposo e socialità, combinando efficienza tecnica e raffinatezza formale e ridefinendo il significato stesso del vivere all’aperto. Il progetto finalista “Jhula”, che in lingua hindi significa altalena, è stato esposto sulla terrazza al quinto piano dell’Istituto di Via Cerva 24 a Milano, dando forma a un ambiente capace di interpretare in modo innovativo il rapporto tra individuo, tempo e spazio. Progettato dal designer Caahiil Menezes, studente al secondo anno, e sviluppato tecnicamente e artigianalmente da Rivatelier, Jhula si presenta come un microambiente pensato per ridefinire il modo di vivere gli spazi outdoor attraverso un’esperienza più intima, raccolta e personale. Non si tratta semplicemente di un elemento d’arredo, ma di un vero e proprio microcosmo: un rifugio per chi è alla ricerca di qualcosa di unico, capace di coniugare estetica, funzione ed emozione. Jhula è un luogo in cui sostare, leggere, lavorare, riposare e anche divertirsi, grazie alla presenza di un’altalena integrata. La sua identità si costruisce su un equilibrio attento tra raffinatezza e matericità. I tessuti outdoor restituiscono una sensazione di comfort sofisticato, mentre la struttura in legno con anima in metallo garantisce solidità, durata e qualità costruttiva. A completare il progetto, vasche integrate da cui si sviluppano sottili fili di edera: un sistema naturale che genera privacy, filtra la luce e arricchisce lo spazio con una presenza verde, favorendo una connessione più diretta con la natura.
On the occasion of MDW 2026, students from the three-year Product Design course at Istituto Marangoni Milano Design collaborated with Rivatelier, a contemporary luxury furniture brand, to rethink balconies and terraces as active extensions of living spaces. Outdoor areas become environments capable of accommodating work, relaxation, and social activities throughout the day, combining technical efficiency with formal refinement and redefining the very meaning of outdoor living. The finalist project “Jhula”, which means “swing” in Hindi, was exhibited on the fifth-floor terrace of the School at Via Cerva 24 in Milan, creating a setting that innovatively interprets the relationship between individual, time, and space. Designed by second-year student Caahiil Menezes and technically and artisanally developed by Rivatelier, Jhula presents itself as a micro-environment conceived to redefine how outdoor spaces are experienced, offering a more intimate, secluded, and personal dimension. It is not merely a piece of furniture, but a true microcosm: a retreat for those seeking something unique, capable of combining aesthetics, function, and emotion. Jhula is a place to pause, read, work, rest, and even have fun, thanks to the presence of an integrated swing. Its identity is built on a careful balance between refinement and materiality. The outdoor fabrics convey a sense of sophisticated comfort, while the wooden structure with a metal core ensures solidity, durability, and construction quality. Completing the project are integrated planters from which slender strands of ivy grow: a natural system that creates privacy, filters light, and enriches the space with greenery, fostering a more direct connection with nature.


Alessandro Galbiati appartiene a quella rara categoria di creativi capaci di trasformare il progetto in emozione e la materia in racconto. Con uno sguardo raffinato, sensibile e profondamente architettonico, osserva lo spazio non come semplice contenitore, ma come luogo dell’anima, fatto di proporzioni, silenzi, relazioni e gesti quotidiani. La sua ricerca nasce da un’eleganza autentica, mai ostentata, e da una poetica della semplicità che elimina il superfluo per lasciare emergere solo ciò che conta davvero: armonia, equilibrio, verità. In occasione della Milano Design Week 2026, Galbiati ha presentato Lounge.60, un oggetto sofisticato e magnetico che riflette pienamente il suo modo di essere. Non un semplice mobile bar, ma una presenza scenica calda e avvolgente, pensata per custodire il tempo lento della convivialità, della riflessione e della bellezza condivisa. Le linee morbide e armoniose, ispirate all’eleganza senza tempo degli anni Sessanta e Settanta, dialogano con materiali nobili, finiture preziose e dettagli realizzati con straordinaria maestria artigianale. Ogni elemento racconta la personalità di Galbiati: rigorosa ma accogliente, essenziale ma intensa, contemporanea e profondamente umana. Lounge.60 diventa così un manifesto silenzioso del suo pensiero progettuale: un invito elegante a rallentare, vivere con consapevolezza e ritrovare nella materia il valore autentico del tempo. Lounge.60 è completamente configurabile con colori a campione, ogni pezzo realizzato è numerato e acquistandone uno si entra a far parte di Lounge.60 Club per condividere la propria passione tra arte architettura e design.
A lessandro Galbiati belongs to that rare category of creatives capable of transforming a design into emotion and a material into a story. With a refined, sensitive, and deeply architectural eye, he views space not merely as a container, but as a place of the soul, composed of proportions, silences, relationships, and everyday gestures. His work stems from an authentic, never ostentatious elegance, and from a poetics of simplicity that eliminates the superfluous to allow only what truly matters to emerge: harmony, balance, truth. On the occasion of Milan Design Week 2026, Galbiati presented Lounge.60, a sophisticated and magnetic object that fully reflects his way of being. Not merely a bar cabinet, but a warm and enveloping presence, designed to preserve the slow pace of conviviality, reflection, and shared beauty. The soft, harmonious lines, inspired by the timeless elegance of the 1960s and 1970s, interact with noble materials, precious finishes, and details crafted with extraordinary artisanal skill. Each element speaks to Galbiati’s personality: rigorous yet welcoming, essential yet intense, contemporary and deeply human. Lounge.60 thus becomes a silent manifesto of his design philosophy: an elegant invitation to slow down, live mindfully, and rediscover the authentic value of time through the materials. Lounge.60 is fully configurable with sample colors, each piece made is numbered and by purchasing one you join Lounge.60 Club to share your passion between art architecture and design.


Nel cuore pulsante di Milano, dove il design incontra la visione e la luce diventa emozione, Montenero53 Lighting Solutions si afferma come una presenza sofisticata e profondamente contemporanea. Nato dall’esperienza di Imat Felco Spa, storica realtà italiana specializzata nella distribuzione di materiale elettrico, il brand trasforma l’illuminazione in un linguaggio progettuale raffinato, capace di dare identità, atmosfera e carattere agli spazi. Tra Como e Milano, Montenero53 costruisce un dialogo elegante tra innovazione tecnologica, consulenza sartoriale e sensibilità estetica, offrendo soluzioni luminose pensate per interpretare desideri, architetture e stili di vita. Ogni progetto nasce dall’ascolto e prende forma attraverso un’attenta ricerca di equilibrio tra materia, volumi e percezione. In occasione della Milano Design Week 2026, lo showroom di Viale Montenero 53 si è trasformato in un vibrante luogo d’incontro, accogliendo professionisti, designer e creativi in un’atmosfera dinamica e ispirazionale. La collaborazione con Cini&Nils ha dato vita a un evento intenso e coinvolgente, dove luce, musica e design si sono intrecciati in un racconto immersivo e contemporaneo. Un’esperienza autentica, capace di esprimere la visione di Montenero53: fare della luce non solo un elemento funzionale, ma una presenza scenografica, emozionale e profondamente umana.
In the heart of Milan, where design meets vision and light becomes emotion, Montenero53 Lighting Solutions stands out as a sophisticated and deeply contemporary presence. Born from the expertise of Imat Felco Spa, a historic Italian company specializing in the distribution of electrical equipment, the brand transforms lighting into a refined design language capable of lending identity, atmosphere, and character to spaces. Between Como and Milan, Montenero53 forges an elegant dialogue between technological innovation, bespoke consultation, and aesthetic sensibility, offering lighting solutions designed to interpret desires, architecture, and lifestyles. Every project begins with listening and takes shape through a careful search for balance between materials, volumes, and perception. During Milan Design Week 2026, the showroom at Viale Montenero 53 transformed into a vibrant meeting place, welcoming professionals, designers, and creatives into a dynamic and inspirational atmosphere. The collaboration with Cini&Nils gave rise to an intense and engaging event, where light, music, and design intertwined in an immersive and contemporary narrative. An authentic experience, capable of expressing the vision of Montenero53: to make light not only a functional element, but a scenographic, emotional, and deeply human presence.


Materia 2.0 si conferma una delle realtà più visionarie, sofisticate e culturalmente rilevanti della Milano Design Week 2026. A un anno dall’apertura della sua straordinaria materioteca di via Marco Polo 9 — oggi la più completa d’Italia — lo spazio milanese si trasforma in un universo immersivo dedicato alla materia come linguaggio del futuro, punto d’incontro tra ricerca, sostenibilità, sperimentazione e sensibilità progettuale. Non un semplice archivio di superfici e campioni, ma un luogo magnetico e avanguardista dove il design torna alla sua essenza più autentica, fatta di intuizioni, contaminazioni e visioni ancora inesplorate. Per celebrare “10 anni di moodboard”, Materia 2.0 ha dato vita a un allestimento scenografico di oltre 500 mq, un percorso poetico e coinvolgente attraverso dodici grandi tavole immersive capaci di tradurre la materia in emozione e racconto visivo. Vetro riciclato da vecchi schermi, compositi organici arricchiti da caffè, fiori e fieno, superfici in sughero, cellulosa e cocciopesto alleggerito diventano frammenti di un abitare nuovo, colto e profondamente contemporaneo. Qui i materiali non vengono semplicemente esposti: prendono vita, dialogano con la luce, costruiscono atmosfere e aprono prospettive inedite sul progetto. Con il suo approccio raffinato e radicale insieme, Materia 2.0 si afferma come un autentico osservatorio sul design che verrà, un luogo iconico dove cultura materica, innovazione e artigianalità convivono in un equilibrio brillante e sorprendentemente poetico.
Materia 2.0 reaffirms its status as one of the most visionary, sophisticated, and culturally significant entities at Milan Design Week 2026. One year after the opening of its extraordinary materials library at Via Marco Polo 9—now the most comprehensive in Italy—the Milanese space transforms into an immersive universe dedicated to materials as the language of the future, a meeting point for research, sustainability, experimentation, and design sensibility. Not merely an archive of surfaces and samples, but a magnetic, avant-garde space where design returns to its most authentic essence, made up of intuitions, cross-pollinations, and as-yet-unexplored visions. To celebrate “10 Years of Moodboards,” Materia 2.0 has created a spectacular exhibition spanning over 500 square meters, a poetic and engaging journey through twelve large immersive panels capable of translating materials into emotion and visual storytelling. Recycled glass from old screens, organic composites enriched with coffee, flowers, and hay, surfaces made of cork, cellulose, and lightweight cocciopesto become fragments of a new, cultured, and deeply contemporary way of living. Here, materials are not simply displayed: they come to life, interact with light, create atmospheres, and open up new perspectives on design. With its approach that is both refined and radical, Materia 2.0 establishes itself as an authentic observatory of the design to come, an iconic place where material culture, innovation, and craftsmanship coexist in a brilliant and surprisingly poetic balance.

Nel panorama più sofisticato del tessile contemporaneo, ALONPI si afferma come una delle espressioni più raffinate del nuovo lusso Made in Italy. Custode dell’eccellenza manifatturiera biellese e parte di Achille Pinto S.p.A., il brand trasforma il cashmere in materia narrativa, dando vita a collezioni che superano la dimensione decorativa per entrare in quella sensoriale ed emotiva dell’abitare. Presentata al Salone del Mobile.Milano 2026, nella sezione dedicata ai complementi d’arredo, la collezione Autunno/Inverno 2026-27 racconta una visione domestica avvolgente, colta e profondamente contemporanea. Un progetto in cui il tessile diventa architettura morbida dello spazio, attraverso plaid, blankets e cushions pensati come elementi capaci di definire atmosfere, ritmo e identità. L’ispirazione nasce dal valore della mano e dalla memoria dell’artigianato più autentico: intrecci sofisticati, superfici vibranti, lavorazioni tweed e texture bottonate costruiscono un universo tattile ricco di profondità. Il doppio tessuto diventa il segno distintivo dell’intera collezione, traducendosi in giochi di reversibilità, sovrapposizioni e double face che amplificano la versatilità degli oggetti e la loro presenza scenica. Le palette monocromatiche si accendono di sfumature dense e sofisticate, mentre motivi vegetali ispirati agli antichi gobelin riaffiorano con eleganza contemporanea, evocando un dialogo continuo tra heritage e ricerca. In questo racconto si inserisce anche HERITAGE, la linea dedicata al mondo Architecture & Design, pensata per progetti residenziali e contract dove qualità, durata e identità estetica diventano strumenti progettuali. ALONPI firma così una collezione che celebra il tempo lento del saper fare italiano, trasformando il cashmere in esperienza, atmosfera e cultura del vivere.
Within the most sophisticated realm of contemporary textiles, ALONPI stands out as one of the most refined expressions of the new Made in Italy luxury. As a guardian of Biella’s manufacturing excellence and part of Achille Pinto S.p.A., the brand transforms cashmere into a narrative material, creating collections that transcend the decorative realm to enter the sensory and emotional dimensions of home life. Presented at Salone del Mobile.Milano 2026 in the section dedicated to home accessories, the Fall/Winter 2026-27 collection tells the story of an enveloping, cultured, and deeply contemporary vision of the home. A project in which textiles become the soft architecture of space, through plaids, blankets, and cushions designed as elements capable of defining atmospheres, rhythm, and identity. The inspiration stems from the value of the hand and the memory of the most authentic craftsmanship: sophisticated weaves, vibrant surfaces, tweed finishes, and buttoned textures construct a tactile universe rich in depth. Double-faced fabric becomes the hallmark of the entire collection, translating into reversibility, layering, and double-sided designs that amplify the versatility of the pieces and their visual impact. Monochromatic palettes come alive with rich, sophisticated hues, while botanical motifs inspired by antique Gobelin tapestries resurface with contemporary elegance, evoking a continuous dialogue between heritage and innovation. This narrative also includes HERITAGE, the line dedicated to the world of Architecture & Design, conceived for residential and contract projects where quality, durability, and aesthetic identity become design tools. ALONPI thus creates a collection that celebrates the unhurried pace of Italian craftsmanship, transforming cashmere into an experience, an atmosphere, and a culture of living.

Per la prima volta alla Milano Design Week, Chicco sceglie di entrare nel mondo del progetto contemporaneo con la delicatezza di chi non vuole semplicemente mostrare prodotti, ma raccontare una nuova idea di abitare. All’ADI Design Museum il brand porta in scena una visione poetica e profondamente umana della casa: non più spazio immobile, ma organismo vivo, mutevole, capace di crescere insieme alle persone che lo attraversano. Con la linea Meraviglia, Chicco trasforma il design in gesto di cura. Oggetti pensati per accompagnare il tempo, seguire le trasformazioni della famiglia, adattarsi ai piccoli cambiamenti quotidiani che costruiscono la vita. Sedute, sistemi per il sonno e strumenti evolutivi smettono di essere semplici funzioni e diventano presenze discrete, intelligenti, quasi affettive. L’installazione immaginata per la Design Week racconta proprio questo: una casa fluida, sensibile, in continuo movimento, dove relazioni, emozioni e bisogni ridefiniscono continuamente lo spazio. È una riflessione potente sul design come responsabilità culturale prima ancora che estetica. La presenza di Chicco alla Design Week 2026 segna così un passaggio simbolico e sorprendente: l’ingresso di un marchio storicamente legato all’infanzia nel dibattito internazionale sul progetto contemporaneo. Un debutto che parla di ascolto, evoluzione e futuro, e che restituisce al design il suo significato più autentico: migliorare la vita delle persone con intelligenza, empatia e bellezza.
Making its debut at Milan Design Week, Chicco chooses to enter the world of contemporary design with the sensitivity of a brand that doesn’t simply want to showcase products, but to convey a new vision of home life. At the ADI Design Museum, the brand presents a poetic and deeply human vision of the home: no longer a static space, but a living, ever-changing organism capable of growing alongside the people who inhabit it. With the Meraviglia line, Chicco transforms design into an act of care. Objects designed to stand the test of time, follow the family’s evolution, and adapt to the small daily changes that shape life. Seating, sleep systems, and developmental tools cease to be mere functions and become discreet, intelligent, almost affectionate presences. The installation conceived for Design Week conveys precisely this: a fluid, sensitive home in constant motion, where relationships, emotions, and needs continually redefine the space. It is a powerful reflection on design as a cultural responsibility even before an aesthetic one. Chicco’s presence at Design Week 2026 thus marks a symbolic and surprising transition: the entry of a brand historically linked to childhood into the international debate on contemporary design. A debut that speaks of listening, evolution, and the future, and that restores design to its most authentic meaning: improving people’s lives with intelligence, empathy, and beauty.


In occasione della Milano Design Week, Caffé Milani ha annunciato la collaborazione con la designer Serena Confalonieri per una nuova edizione di Collezione Privata, un progetto in cui il prodotto si apre a nuove forme di racconto, in un incontro tra torrefazione e design, dove il caffè diventa non solo esperienza gustativa, ma anche segno, ritmo e immagine. Collezione Privata è una miscela che porta con sé una storia precisa, legata alle origini della torrefazione e al suo modo di intendere il caffè. Un blend identitario, oggi reinterpretato attraverso un nuovo linguaggio visivo che ne amplifica la dimensione sensoriale e narrativa. L’elemento ricorrente è la spirale, elemento architettonico protagonista dell’headquarter di Caffé Milani, simbolo morbido e avvolgente che richiama il caffè e il suo aroma, qui reinterpretato come movimento ascensionale, evocazione della sua dimensione più sensoriale. Il segno si espande, avvolge e attraversa la superficie, creando livelli di profondità in cui le lettere emergono e si nascondono. Il sistema grafico nasce da una rielaborazione di elementi organici legati al caffè - il fiore e la foglia - tradotti in moduli visivi ondulati che dialogano con il movimento del fumo. La palette cromatica si sviluppa su toni caldi e profondi, ispirati al caffè e ai suoi profili sensoriali, con sfumature che espandono la composizione oltre i confini dell’etichetta, creando un effetto avvolgente e quasi atmosferico.
During Milan Design Week, Caffé Milani announced its collaboration with designer Serena Confalonieri on a new edition of Collezione Privata, a project in which the product opens up to new forms of storytelling, in a fusion of coffee roasting and design where coffee becomes not only a taste experience, but also a symbol, a rhythm, and an image. Collezione Privata is a blend that carries a specific story, linked to the origins of the roastery and its philosophy of coffee. A signature blend, now reinterpreted through a new visual language that amplifies its sensory and narrative dimensions. The recurring element is the spiral, the architectural feature at the heart of Caffé Milani’s headquarters—a soft, enveloping symbol that evokes coffee and its aroma, here reinterpreted as an upward movement, evoking its most sensory dimension. The motif expands, wraps around, and traverses the surface, creating layers of depth where the letters emerge and recede. The graphic system stems from a reworking of organic elements associated with coffee—the flower and the leaf—translated into undulating visual modules that interact with the movement of smoke. The color palette features warm, deep tones inspired by coffee and its sensory qualities, with shades that extend the composition beyond the label’s borders, creating an enveloping, almost atmospheric effect.

In occasione del Salone del Mobile.Milano 2026, Limonta 1893 presenta la propria visione del tessile contemporaneo attraverso uno spazio progettato da Monica Armani, dove ricerca, innovazione e cultura del prodotto trovano espressione in un linguaggio progettuale essenziale e sofisticato. Lo stand, concepito per valorizzare il tessuto quale protagonista assoluto del racconto, riflette l'approccio dell'azienda, fondato sull'equilibrio tra competenza manifatturiera, sperimentazione e sensibilità estetica. In questo contesto, le nuove collezioni indoor, outdoor e contract di Limonta Interiors ampliano e interpretano questa visione attraverso materiali ricercati, palette sofisticate e lavorazioni innovative, dando forma a un'offerta completa e versatile pensata per rispondere alle esigenze dell'abitare contemporaneo. Accanto a esse, Society Limonta presenta PERMANENT, la collezione simbolo del brand: un universo tessile in continua evoluzione dove lino, cotone, alpaca, cachemire e seta dialogano attraverso stratificazioni leggere, tonalità naturali e accostamenti di straordinaria delicatezza. Ma è soprattutto nello store di Via Palermo 1, nel cuore più autentico di Brera, che il racconto di Society Limonta raggiunge la sua espressione più poetica. L’installazione firmata dallo Studio Vandersande con il fotografo Gionata Xerra trasforma lo spazio in un paesaggio rarefatto e immersivo, dove il tessuto sembra attraversato dal vento e dalla luce. Le superfici si muovono come vele silenziose, i colori si dissolvono nell’aria, mentre sabbia, ombre e riflessi costruiscono un’atmosfera sospesa e contemplativa. Qui la collezione PERMANENT smette di essere semplice biancheria per la casa e diventa esperienza sensoriale, libertà espressiva, eleganza assoluta. Via Palermo si trasforma così in un rifugio estetico dove il tessuto non arreda soltanto: accoglie, emoziona e racconta una nuova idea di bellezza silenziosa e senza tempo. Attraverso le sue divisioni, Limonta 1893 conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni tessile all’avanguardia, capaci di coniugare continuità e innovazione, tradizione manifatturiera e ricerca progettuale.
At Salone del Mobile.Milano 2026, Limonta 1893 presents its vision of contemporary textiles through a space designed by Monica Armani, where research, innovation, and product culture find expression in a minimalist yet sophisticated design language. The stand, conceived to highlight fabric as the absolute protagonist of the narrative, reflects the company’s approach, founded on a balance between manufacturing expertise, experimentation, and aesthetic sensibility. In this context, the new indoor, outdoor, and contract collections from Limonta Interiors expand and interpret this vision through refined materials, sophisticated color palettes, and innovative techniques, shaping a comprehensive and versatile offering designed to meet the needs of contemporary living. Through its divisions, Limonta 1893 reaffirms its commitment to developing cutting-edge textile solutions that successfully blend continuity and innovation, manufacturing tradition, and design research. Alongside these, Society Limonta presents PERMANENT, the brand’s signature collection: an ever-evolving textile universe where linen, cotton, alpaca, cashmere and silk interact through light layering, natural shades and combinations of extraordinary delicacy. But it is above all in the store at Via Palermo 1, in the very heart of Brera, that the Society Limonta narrative reaches its most poetic expression. The installation designed by Studio Vandersande in collaboration with photographer Gionata Xerra transforms the space into a rarefied, immersive landscape, where the fabric seems to be caressed by wind and light. The surfaces move like silent sails, the colours dissolve into the air, whilst sand, shadows and reflections create a suspended, contemplative atmosphere. Here, the PERMANENT collection ceases to be mere home linen and becomes a sensory experience, expressive freedom, absolute elegance. Via Palermo is thus transformed into an aesthetic sanctuary where fabric does more than simply furnish: it welcomes, moves and conveys a new idea of silent, timeless beauty.

Durante la Milano Design Week 2026, Interni ha trasformato Milano in un palcoscenico raffinato e visionario, dando vita a una settimana straordinaria in cui il design ha smesso di essere semplice esposizione per diventare esperienza, relazione, energia creativa. That Week non è stata soltanto una celebrazione del progetto: è stata una magnifica immersione nel cuore pulsante dell’abitare contemporaneo, un rito elegante e irresistibile capace di travolgere la città con idee, incontri e visioni luminose. Accanto ai prestigiosi flagship store del network Interni, presenti nei distretti più iconico del design milanese, che hanno ospitati diversi eventi, il 2026 ha segnato l’apertura del nuovo e spettacolare spazio Interni, nel cuore di Via Durini 17. Un luogo scenografico, sofisticato e profondamente immersivo, concepito come massima espressione della Interni Design Experience. Qui il progetto diventa racconto totale: architettura, materia, luce e atmosfera convivono in un equilibrio impeccabile, trasformando ogni ambiente in una dichiarazione di stile. Firmato da Massimo Castagna, lo store appare come una raffinata architettura emotiva. I monoliti in Calacatta Viola, le superfici materiche, le venature scolpite del marmo, il monumentale bar firmato Henge e la scenografica scala rivestita in pietra costruiscono un percorso di rara intensità estetica. Ogni dettaglio esprime eccellenza, ricerca, sensibilità progettuale. Nulla è lasciato al caso: ogni texture, ogni luce, ogni materiale dialoga con armonia assoluta. Al piano superiore, le atmosfere diventano più morbide e avvolgenti grazie alla presenza iconica di Cassina. Il nuovo Interni in Via Durini non è semplicemente uno showroom: è un manifesto culturale, un luogo magnetico dove il design prende vita nella sua forma più evoluta, elegante e poetica. Il dialogo tra indoor e outdoor si amplifica con l’installazione firmata Exteta per la Milano Design Week, rafforzando la visione di Interni: creare spazi eleganti e armonici, dove ogni elemento contribuisce a un’esperienza abitativa evoluta e profondamente contemporanea.
During Milan Design Week 2026, Interni transformed Milan into a sophisticated and visionary stage, creating an extraordinary week in which design ceased to be a mere exhibition and became an experience, a connection, and a creative energy. That Week was not merely a celebration of design: it was a magnificent immersion into the beating heart of contemporary living, an elegant and irresistible ritual capable of sweeping the city with ideas, encounters, and luminous visions. Alongside the prestigious flagship stores of the Interni network, located in Milan’s most iconic design districts and hosting various events, 2026 marked the opening of the new and spectacular Interni Durini space, at the heart of Via Durini 17. A spectacular, sophisticated, and deeply immersive venue, conceived as the ultimate expression of the Interni Design Experience. Here, the project becomes a complete narrative: architecture, materials, light, and atmosphere coexist in impeccable harmony, transforming every space into a statement of style. Designed by Massimo Castagna, the store appears as a refined, emotive architectural masterpiece. The Calacatta Viola monoliths, the textured surfaces, the sculpted veins of the marble, the monumental bar by Henge, and the dramatic stone-clad staircase create a journey of rare aesthetic intensity. Every detail expresses excellence, research, and design sensibility. Nothing is left to chance: every texture, every light, every material interacts in absolute harmony. On the upper floor, the atmosphere becomes softer and more enveloping thanks to the iconic presence of Cassina. The new Interni on Via Durini is not simply a showroom: it is a cultural manifesto, a magnetic space where design comes to life in its most evolved, elegant, and poetic form. The dialogue between indoor and outdoor spaces is amplified by the installation designed by Exteta for Milan Design Week, reinforcing Interni’s vision: to create elegant and harmonious spaces where every element contributes to an evolved and deeply contemporary living experience.

Nelcuore vibrante dei Navigli, Universal Selecta trasforma la Milano Design Week 2026 in un’esperienza immersiva dove architettura, percezione e intimità si fondono in un unico racconto visionario. All’interno dello spazio US49 Eventi, con la curatela di Anna Maria Conticelli, prende vita PRIVATE WORLDS - architetture per momenti esclusivi, un progetto espositivo che supera ogni linguaggio convenzionale dell’office design per aprire nuove possibilità dell’abitare contemporaneo. Da sempre punto di riferimento nel mondo degli ambienti modulari, Universal Selecta reinterpreta il concetto stesso di spazio attraverso sistemi self standing che diventano micro-architetture autonome, luoghi sospesi e sofisticati pensati per accogliere relazioni, concentrazione, attese e momenti privati. Non semplici divisori, ma autentici “spazi negli spazi”, capaci di generare atmosfere raccolte, protezione visiva e comfort emotivo. I prodotti Chakra e Green Box Outdoor si trasformano così in scenografie essenziali e potenti, strutture leggere che scolpiscono l’ambiente con trasparenze, geometrie e silenzi architettonici. Ogni elemento dialoga con luce, materia e suono, costruendo ambienti che sembrano sospesi tra funzione e contemplazione. L’allestimento si sviluppa attraverso quattro microcosmi indipendenti, ciascuno pensato come un rifugio contemporaneo dove il design non impone, ma interpreta. La qualità costruttiva, la ricerca acustica, la flessibilità progettuale e l’eleganza minimale diventano strumenti per ridefinire il rapporto tra individuo e spazio. Con PRIVATE WORLDS, Universal Selecta firma una dichiarazione poetica e radicale: lo spazio non è più soltanto qualcosa da organizzare, ma un’esperienza da vivere, attraversare e sentire profondamente.
In the vibrant heart of the Navigli district, Universal Selecta transforms Milan Design Week 2026 into an immersive experience where architecture, perception, and intimacy merge into a single visionary narrative. Within the US49 Events space, curated by Anna Maria Conticelli, PRIVATE WORLDS comes to life—architectures for exclusive moments—an exhibition project that transcends every conventional language of office design to open up new possibilities for contemporary living. Long a benchmark in the world of modular environments, Universal Selecta reinterprets the very concept of space through self-standing systems that become autonomous micro-architectures—suspended, sophisticated spaces designed to foster relationships, concentration, waiting, and private moments. Not mere dividers, but authentic “spaces within spaces,” capable of creating intimate atmospheres, visual privacy, and emotional comfort. The Chakra and Green Box Outdoor products thus transform into essential and powerful settings, lightweight structures that sculpt the environment with transparencies, geometries, and architectural silences. Each element interacts with light, material, and sound, creating environments that seem suspended between function and contemplation. The installation unfolds across four independent microcosms, each conceived as a contemporary refuge where design does not impose, but interprets. Construction quality, acoustic research, design flexibility, and minimalist elegance become tools for redefining the relationship between the individual and space. With PRIVATE WORLDS, Universal Selecta makes a poetic and radical statement: space is no longer merely something to be organized, but an experience to be lived, traversed, and felt deeply.

Il fulgore cessa di essere mero strumento di contrasto all'oscurità e si tramuta in sostanza plastica, narrazione lirica, moto dell'anima. In occasione del FuoriSalone 2026, Space Cannon infonde questa filosofia estetica nell'evento Mondi/26, il palcoscenico concettuale ideato dalla maison toscana Alessandro Bini. La cornice eletta è il suggestivo tempio della Chiesa Cristiana Protestante nel distretto di Brera, teatro di una metamorfosi sensoriale senza precedenti. Pilastro storico del genio italiano celebrato a latitudini globali, dalle spettacolari geometrie verticali del Tribute in Light a Manhattan sino al vertice cristallino dello Spire milanese, l'azienda fonde rigore ingegneristico e profonda sensibilità introspettiva. È l’alleato d’elezione prediletto dai demiurghi dello spazio, come i maestri dello studio Palomba Serafini Associati, chiamati a sublimare le intuizioni grafiche in esperienze mistiche ed avvolgenti. Nel cuore del Brera Design District, l’antologia tessile “Trame di Vita” incontra un’orditura spettrale calibrata al millimetro. Non un'imposizione cromatica, bensì un disvelamento sussurrato: il flusso fotonico accarezza senza violare, esaltando l'ordito dei velluti e le trame preziose dei drappeggi artigianali. Una sinfonia eterea capace di dilatare i confini della navata e di accordarsi, in un contrappunto invisibile, con lo spirito dell’evento. Mondi/26 si consacra così come itinerario catartico, dove il design ridefinisce le coordinate del percepito.
Light ceases to be merely a tool for dispelling darkness and transforms into a tangible substance, a lyrical narrative, a movement of the soul. On the occasion of FuoriSalone 2026, Space Cannon infuses this aesthetic philosophy into the Mondi/26 event, the conceptual stage conceived by the Tuscan design house Alessandro Bini. The chosen setting is the evocative temple of the Protestant Christian Church in the Brera district, the scene of an unprecedented sensory metamorphosis. A historic pillar of Italian genius celebrated worldwide—from the spectacular vertical geometries of the Tribute in Light in Manhattan to the crystalline spire of Milan’s Spire— the company blends engineering rigor with profound introspective sensitivity. It is the preferred partner of the space’s creative visionaries, such as the masters of the Palomba Serafini Associati studio, called upon to transform graphic intuitions into mystical and immersive experiences. In the heart of the Brera Design District, the textile anthology “Trame di Vita” encounters a spectral weave calibrated to the millimeter. Not a chromatic imposition, but a whispered revelation: the photonic flow caresses without intruding, enhancing the warp of the velvets and the precious weaves of the handcrafted draperies. An ethereal symphony capable of expanding the boundaries of the nave and harmonizing, in an invisible counterpoint, with the spirit of the event. Mondi/26 thus establishes itself as a cathartic journey, where design redefines the coordinates of perception.

Simone Majeli
Dalla crescita sul Lago di Como all'acquisizione di Capitol Lifestyle Villas, fino alla nascita di un nuovo brand dedicato alle ville più esclusive d'Italia: il racconto di una visione imprenditoriale che punta a ridefinire il concetto di lusso contemporaneo. Ne abbiamo parlato con il CEO Simone Majeli per comprendere la visione che guiderà questa crescita.
Rent All Como è nata sul Lago di Como e oggi è una delle realtà più dinamiche del settore. Qual è il traguardo che annunciate oggi?
Siamo molto orgogliosi di annunciare la nostra espansione sul Lago Maggiore attraverso l'acquisizione di Capitol Lifestyle Villas, società leader nella gestione di ville di pregio che vanta un portfolio di 25 proprietà esclusive. È un passaggio importante, che rappresenta l'evoluzione naturale di un percorso iniziato anni fa sul Lago di Como e costruito con grande attenzione alla qualità del servizio e alla fiducia dei proprietari.
Perché proprio il Lago Maggiore?
Il Lago Maggiore condivide molti valori con il Lago di Como: bellezza paesaggistica, clientela internazionale e un patrimonio immobiliare straordinario. Allo stesso tempo possiede una propria identità, fatta di eleganza discreta e autenticità. Abbiamo trovato in Capitol Lifestyle Villas un partner che condivide il nostro approccio e la nostra cultura dell'ospitalità. Non si tratta semplicemente di crescere nei numeri, ma di costruire un progetto coerente.
Quali benefici porterà questa operazione ai proprietari delle ville?
Oggi i proprietari cercano interlocutori affidabili e altamente specializzati. Metteremo a loro disposizione una struttura organizzata, tecnologie evolute, una distribuzione internazionale consolidata e un team dedicato alla valorizzazione di ogni singola proprietà. Ogni villa ha una propria storia e il nostro compito è raccontarla e trasformarla in un'esperienza capace di generare valore nel tempo.
Rent All Como è cresciuta rapidamente senza perdere la propria identità. Qual è il vostro segreto?
Credo sia l'equilibrio tra visione imprenditoriale e cura artigianale. Siamo cresciuti investendo in processi, persone e innovazione,
ma senza dimenticare che questo è un business fatto di relazioni. Dietro ogni immobile ci sono famiglie, aspettative e progetti di vita. La fiducia che i proprietari ripongono in noi è il patrimonio più importante che abbiamo. Contestualmente avete lanciato anche Velario Collection. Come nasce questo nuovo brand?
Velario Collection (velariocollection.com) nasce da un'idea molto precisa: creare un marchio italiano dedicato esclusivamente alla promozione e alla gestione delle ville più iconiche del Paese. Non un semplice portfolio di immobili, ma una collezione selezionata di proprietà straordinarie accomunate da autenticità, carattere e unicità.
Quale sarà il posizionamento di Velario Collection?
R. Sarà un brand dedicato a proprietari che cercano un approccio altamente personalizzato e sartoriale e a viaggiatori che desiderano vivere esperienze irripetibili. Selezioneremo ville sul Lago di Como, sul Lago Maggiore, in Toscana, in Costiera Amalfitana, in Sardegna e
nelle destinazioni più rappresentative dell'ospitalità italiana. Vogliamo raccontare l'Italia attraverso le sue dimore più belle. Come immagina il futuro dell'ospitalità di lusso?
R. Il concetto di lusso sta cambiando profondamente. Oggi gli ospiti cercano autenticità, privacy, servizi impeccabili e connessioni vere con il territorio. Vogliono sentirsi a casa in luoghi straordinari. Credo che il futuro appartenga a chi saprà coniugare standard elevati e attenzione umana, tecnologia e capacità di creare emozioni.
Qual è la vostra ambizione per i prossimi anni?
R. Continuare a crescere in modo sostenibile, diventando un punto di riferimento nell'hospitality di alta gamma italiana. Vogliamo esportare il meglio dell'accoglienza italiana senza perdere ciò che ci ha portato fin qui: passione, affidabilità e una costante ricerca dell'eccellenza. In fondo, il vero lusso non è soltanto il luogo in cui si soggiorna, ma il modo in cui ci si sente accolti.

From its growth on Lake Como to the acquisition of Capitol Lifestyle Villas, and now the launch of a new brand dedicated to Italy’s most exclusive villas: the story of an entrepreneurial vision that aims to redefine the concept of contemporary luxury. We spoke with CEO Simone Majeli to understand the vision that will guide this growth.
Rent All Como was founded on Lake Como and is now one of the most dynamic companies in the sector. What milestone are you announcing today?
We are very proud to announce our expansion to Lake Maggiore through the acquisition of Capitol Lifestyle Villas, a leading company in the management of luxury villas that boasts a portfolio of 25 exclusive properties. It is an important step, representing the natural evolution of a journey that began years ago on Lake Como and was built with great attention to service quality and the trust of property owners.
Why Lake Maggiore specifically?
Lake Maggiore shares many values with Lake Como: scenic beauty, an international clientele, and an extraordinary real estate heritage. At the same time, it possesses its own identity, characterized by understated elegance and authenticity. In Capitol Lifestyle Villas, we have found a partner that shares our approach and our culture of hospitality. It is not simply a matter of growing in numbers, but of building a coherent project.
What benefits will this partnership bring to villa owners?
Today, owners are looking for reliable and highly specialized partners. We will provide them with an organized structure, advanced technologies, a well-established international distribution network, and a team dedicated to enhancing the value of every single property. Every villa has its own story, and our task is to tell that story and transform it into an experience capable of generating value over time.
Rent All Como has grown rapidly without losing its identity. What is your secret?
I believe it’s the balance between entrepreneurial vision and artisanal care. We’ve grown by investing in processes, people, and innovation, but without forgetting that this is a business built on relationships. Behind every property there are families, expectations, and life plans. The trust that owners place in us is the most important asset we have.


At the same time, you also launched Velario Collection. How did this new brand come about?
Velario Collection (velariocollection.com) was born from a very specific idea: to create an Italian brand dedicated exclusively to the promotion and management of the country’s most iconic villas. Not just a simple portfolio of properties, but a curated collection of extraordinary estates united by authenticity, character, and uniqueness.
What will Velario Collection’s positioning be?
It will be a brand dedicated to owners seeking a highly personalized and bespoke approach and to travelers who wish to enjoy once-in-a-lifetime experiences. We will select villas on Lake Como, Lake Maggiore, in Tuscany, on the Amalfi Coast, in Sardinia, and in the destinations most representative of Italian hospitality. We want to show-
case Italy through its most beautiful residences. How do you envision the future of luxury hospitality?
The concept of luxury is undergoing a profound transformation. Today, guests seek authenticity, privacy, impeccable service, and genuine connections with the local area. They want to feel at home in extraordinary places. I believe the future belongs to those who can combine high standards with human touch, technology, and the ability to create memorable experiences. What are your ambitions for the coming years?
To continue growing sustainably, becoming a benchmark in high-end Italian hospitality. We want to export the best of Italian hospitality without losing what has brought us this far: passion, reliability, and a constant pursuit of excellence. After all, true luxury isn’t just the place where you stay, but the way you feel welcomed.













A mici di Como nasce nel 2001 dalla volontà di alcuni amici fortemente motivati da una passione per Como e il territorio, spinti da quel carattere imprenditoriale che rappresenta il segno di riconoscimento delle nostre aziende nel mondo. L’obiettivo dell’associazione è quello di poter intervenire con le proprie risorse economiche e i propri progetti in svariati campi d’azione ed è per questo che Amici di Como si caratterizza per uno spirito che contribuisce a rendere concreti l’attenzione e l’impegno per Como, il Lago e il suo Territorio, promuovendone la conservazione dei valori e delle tradizioni. La credibilità di Amici di Como, così come il
prestigio dei suoi associati, oltre agli importanti risultati raggiunti, hanno fatto sì che l’associazione in questi anni registrasse una costante crescita di adesioni. Amici di Como è oggi una forza che riunisce oltre 160 imprese che affonda le sue radici nell’amicizia, legame che accomunava il gruppo costituente e che ancora oggi è il pilastro portante dell’associazione. Il simbolo di Amici di Como è un segno che rappresenta l’essenza della nostra terra: il verde intenso delle nostre montagne, delle valli e delle distese pianeggianti; il blu profondo delle acque dei laghi e dei corsi d’acqua, risorse naturali fondamentali per l’unicità del nostro territorio.
Mons. Diego Coletti

Mons. Diego Coletti, ordinato dal Cardinale Martini, è un vescovo cattolico italiano, dal 4 ottobre 2016 vescovo emerito di Como.
Giovanna Agliati Ratti Paolo Nespoli

Giovanna Agliati Ratti è Presidente Onorario di BENNET SpA, fondata negli anni ’60 con il marito, il Cavaliere del Lavoro Enzo Ratti. Le è stata conferita l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed è Dama dell’Ordine di San Silvestro Papa.

Paolo Nespoli, famoso astronauta europeo, ingegnere e Maggiore dell'esercito, ha stabilito il record italiano di permanenza nello spazio con oltre 313 giorni.

George Clooney è un attore, regista e produttore cinematografico statunitense, ambasciatore del Lago di Como nel mondo.
Amici di Como è stato insignito del titolo di: “Testimonial del marchio Lago di Como – Un Mondo Unico al Mondo” da parte della Camera di Commercio di Como e Lecco, un omaggio a coloro che, con il loro impegno, hanno contribuito a valorizzare e promuovere il Lago di Como a livello nazionale e internazionale.
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Durante l'assemblea dei soci che si è svolta a Villa d'Este il 20 marzo, è stato rinnovato il Consiglio Direttivo di Amici di Como per il prossimo triennio. La scelta ha premiato la strada della continuità, confermando la fiducia in chi ha guidato l'associazione con dedizione e lungimiranza negli ultimi anni: il presidente Alessandro Tessuto, il vicepresidente Giovanni Anzani, il tesoriere Fabrizio Milesi, il segretario Rosaria Casali e il consigliere Filippo Santambrogio. Ad affiancarli in questo percorso, garantendo solidità e memoria storica, figurano Mario Pittorelli e Silvio Santambrogio presidenti onorari, insieme a Daniele Brunati, direttore generale. Grazie all'esperienza consolidata di questa squadra e alla passione per il nostro territorio, Amici di Como è pronta ad affrontare il futuro per trasformare idee e progetti in realtà tangibili.
During the members' meeting held at Villa d'Este on March 20, the Amici di Como Board of Directors was elected for the next three years. This decision prioritized continuity, reaffirming confidence in those who have led the association with dedication and foresight in recent years: President Alessandro Tessuto, Vice President Giovanni Anzani, Treasurer Fabrizio Milesi, Secretary Rosaria Casali, and Board Member Filippo Santambrogio. Joining them on this journey, ensuring stability and historical continuity, are Mario Pittorelli and Silvio Santambrogio, honorary presidents, along with Daniele Brunati, general manager. Thanks to this team’s proven experience and passion for our region, Amici di Como is ready to face the future and turn ideas and projects into tangible realities.

ospiti a Villa d'Este

Winter 2025 / 2026


Un territorio vivo, energico e proiettato verso il futuro. Questo il messaggio emerso durante la serata di apertura 2026 di Amici di Como & Magic Lake, svoltasi nella prestigiosa cornice di Villa d’Este a Cernobbio. Davanti a una platea di oltre 340 ospiti tra autorità, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, l’associazione ha tracciato la rotta per il prossimo futuro, proprio nell'anno in cui celebra il suo 25° anniversario. Molti gli ospiti illustri, fra cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l'Innovazione, on. Alessio Butti. Nel corso dell'evento, sono stati presentati i nuovi associati di Amici di Como, segno della vitalità di un'associazione che annovera oltre 160 adesioni. Al termine gli ospiti si sono spostati in Veranda e Sala Napoleone per la cena magistralmente preparata dagli chef di Villa d'Este.
A vibrant, energetic region looking toward the future. This was the message that emerged during the 2026 opening night of Amici di Como & Magic Lake, held in the prestigious setting of Villa d’Este in Cernobbio. Before an audience of over 340 guests, including dignitaries, entrepreneurs, and institutional representatives, the association charted its course for the near future, in the very year it celebrates its 25th anniversary. Many distinguished guests were in attendance, including the Undersecretary to the Prime Minister’s Office for Innovation, Alessio Butti. During the event, the new members of Amici di Como were introduced, a sign of the vitality of an association that now counts over 160 members. Afterward, the guests moved to the Veranda and Sala Napoleone for a dinner masterfully prepared by the chefs of Villa d'Este.













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Il Monastero di San Lorenzo a Sondrio, mille anni di storia tra i vigneti

Il Monastero di San Lorenzo è così consueto alla vista per chiunque viva o transiti da Sondrio che, di fatto, ne definisce il paesaggio. Se ne sta da mille anni adagiato sull’altura che sovrasta la città e con quel suo piccolo campanile che sbuca al di là della lunga facciata ricamata dalle piccole finestre, osserva benedicente la valle dell’Adda. Per precisione toponomastica il monastero sorge nella frazione S.Anna del capoluogo e, proprio alle sue spalle, la Valmalenco si insinua verso le grandi vette delle Alpi Retiche. Oggi, per tutti, è il Convento di San Lorenzo e non ospita più una comunità monastica, ma da qualche anno una nota casa vinicola valtellinese ne ha acquisito la proprietà, mantenendone saggiamente intatto il profilo architettonico. Anche se così esposto alla vista, il monastero ha mantenuto nei suoi secoli di storia una riservatezza, manco a dirlo, monastica e, silenziosamente, ha trattenuto tra le sue mura una serie di accadimenti che ne hanno segnato vita e destini, non sempre ecclesiastici. Tutta questa riservatezza, come in molte delle strutture conventuali, anche solo allo sguardo, svela la sua meraviglia. Il monastero se ne sta arroccato tra i vigneti terrazzati dove cresce il famoso Nebbiolo delle Alpi e li contiene all’interno di una cinta muraria. Una tipologia di coltivazione vitata che, chiusa tra mura, il vocabolario enologico chiama “Clos”. Parola francese che, proprio per quel suo significato che rimanda ad un vigneto protetto, vuol dire unicità e preziosità per il vino che quelle viti e quei grappoli porteranno in dote. Certo la metafora biblica della vite e dei tralci ben si addice al conventuale luogo di preghiera, ma certo è che quei vigneti, insieme agli altri possedimenti che la comunità monastica ricevette in dono e seppe gestire nei secoli, ne hanno disegnato oltre al profilo anche l’importanza. Ma allora andiamo a cu -
riosare nei mille anni di storia del monastero. Si era sul finire del XI secolo, il famoso anno Mille. Sondrio e la Valmalenco con i suoi transiti alpini erano assoggettati ai nobili Capitanei. Quattro fratelli di questo casato di stirpe longobarda, Rodolfo, Griardo, Guidone e Uperto decisero di donare le terre e la struttura difensiva che in quel luogo elevato sorgeva ad una loro sorella suora per edificarvi un convento benedettino. Diventerà il Monastero di San Lorenzo. In quel tempo ingraziarsi il buon Dio, oltre che atto di fede, era anche mossa politica. Sta di fatto che oltre al dono alla consacrata sorella, pretesero anche che il futuro convento finisse sotto l’autorità diretta del pontefice. Allora sul soglio di Pietro sedeva Papa Pasquale II, anche lui monaco benedettino e fu così che il 26 novembre dell’anno 1100, con tanto di Bolla pontificia, il Papa confermò la donazione, autorizzò la costruzione del monastero e lo sottomise direttamente al Capitolo dei SS Pietro e Paolo Apostoli, affidandone la giurisdizione all’allora Vescovo di Como, Benedetto d’Asiago. Da quello che si sa da cronache successive, oltre alla nobile sorella, le monache dovevano essere poche. La struttura, originariamente difensiva, certo doveva essere a dir poco spartana e infatti anche nei secoli successivi, tra le mure del monastero, le sorelle benedettine non saranno mai molte. In ogni caso, visto il ruolo importante che avevano le strutture monastiche benedettine, per tutto il Medioevo le donazioni di coltivi, selve, boschi e naturalmente vigne, andarono ad arricchire i possedimenti del monastero di San Lorenzo, affidandogli quindi un ruolo centrale per il territorio circostante e per le comunità che lo abitavano. Tutte queste donazioni dovevano però rispettare un obbligo. Alle poche monache era chiesto di donare ai poveri, in occasione della festa di San Lorenzo, varie staie di

castagne, di vino e di segale. Certo tutto ciò che la terra concedeva era frutto della benedizione divina, ma sicuramente tutta quella produzione agricola veniva anche dal sudore di maestranze contadine che probabilmente davano una mano alle operose monachelle. Viene da chiedersi come facessero e come fossero organizzate, visto che tra il 1400 e il 1500, ben due Pontefici, Sisto IV e poi Gregorio XIII, privarono la comunità monastica di San Lorenzo della perpetuità della carica di Badessa e, quel che è peggio, imposero alle monache l’obbligo della clausura nelle sua forma più stretta, negandole quindi al mondo. Intanto, oltre le mura del monastero, i secoli scuotevano la Chiesa ed anche la storia. Lutero nel 1517 pubblicava le sue tesi, Calvino e la riforma protestante facevano proseliti tra le comunità vicine al monastero e dopo la metà del ‘600 il flagello della peste si abbatté anche sulla Valtellina. Il convento resse a tutto questo come un faro tra i marosi in tempesta. Così proseguirà nei due secoli successivi, tra qualche modifica all’angusta struttura del monastero ed anche con qualche arrivo di altre consacrate, pur se sempre poche. Ci penserà Napoleone nel 1805 con il suo Regno d’Italia a spegnere il faro di fede del mo -

nastero. Nel luglio di quell’anno sfrattò le poche consorelle benedettine e la proprietà della struttura conventuale e di tutti i suoi possedimenti finì al Demanio. Il convento venne saccheggiato di arredi, beni e opere artistiche e soprattutto di tutto il suo tesoro di documenti, gettando un velo di oblio sulla sua storia. Tra le mure trovò perfino spazio una prigione politica e le cellette delle poche monache divennero ben altre celle. Il canto soave delle preghiere e il fruscìo composto degli usci e dei passi nei corridoi del monastero lasciò così il posto all’autoritario calpestìo vociante delle guardie. Non finì qui. Nel 1866 il Demanio vendette il monastero al Comune di Sondrio che a sua volta, dopo soli sei anni, nel 1872 lo rivendette a due imprenditori svizzeri. Erano gli anni della nascita della grande epopea del turismo di fine Ottocento nella vicina Engadina e i due lungimiranti figli di Gugliemo Tell di quel convento ne avrebbero voluto fare un grande albergo con tanto di struttura termale annessa. Il sogno turistico durò lo spazio di un mattino. I due svizzeri, constatato lo stato di degrado della struttura, la mancanza di acqua e di elettricità, rispedirono al mittente l’intero acquisto. Quell’austero edificio sulle alture di
Sondrio era però votato ad esser luogo consacrato e dovettero ritornare le suore per farlo rinascere. Ci pensarono le sorelle dell’Ordine svizzero di Santa Croce di Menzingen, chiamate dall’Arcipretura di Sondrio nel 1888. Si fecero così iniziare i lavori di ricostruzione dell’intero monastero, che non doveva essere certo in buone condizioni. Rimboccate le maniche, le suore, seppur sempre poche, fecero riconsacrare la chiesa, vi inaugurarono il Convitto di Santa Croce per le giovani ragazze e, visto che fuori dal convento la natalità cresceva, aprirono anche un asilo. Erano però anni di povertà. La piaga sanitaria della pellagra mieteva vittime e, come se non bastasse, il Novecento portò in dote anche il primo conflitto mondiale, facendo aprire le porte del convento di San Lorenzo alla Croce Rossa per ospitare i soldati feriti sul fronte dello Stelvio. La guerra finì, i lavori di ristrutturazione ripresero e, smessi i panni delle crocerossine, le suore continuarono la loro opera educativa aprendo oltre alla scuola anche una palestra. Ma se Dio dispone, l’uomo scompone. Per le consorelle le tribolazioni non erano ancora finite. Con l’arrivo della seconda guerra mondiale vezznnero nuovamente cacciate dal loro convento per
far posto alle truppe di invasione tedesca. Ancora una volta le suore dovettero attendere che le armi tacessero per ritornare alle loro stanze, alle loro preghiere e, soprattutto, alla loro attività educativa per le novizie ed anche per la popolazione di Sondrio. Altri anni passarono e il Convento di San Lorenzo si affacciò quindi sulla soglia di un nuovo millennio. Le suore lo varcarono e vi rimasero fino al 2009. Sempre poche di numero e, soprattutto, sempre più anziane, in quello stesso anno lasciarono però il loro luogo di operosa preghiera ad un destino laico. Ora il Convento di San Lorenzo è diventato proprietà della nota casa vinicola valtellinese Mamete Prevostini, ed è visitabile, basta prenotarne una visita sul sito www.conventosanlorenzo.it. Clos Convento San Lorenzo, De le Mur, Ventum e Vesper sono i nomi dei vini che da quei vitigni monastici finiscono in bottiglia. Richiamando in etichetta la storia di fede e di lavoro del convento possono sicuramente allietare gli animi, ma non certo far dimenticare la storia di questo luogo magnifico. Anche se lo spirito ecclesiastico non abita più dentro le millenarie mura monastiche, quello della sua storia vitivinicola è per lo meno salvo. Un brindisi le suore se lo meritano!



The Monastery of San Lorenzo is such a familiar sight to anyone living in or passing through Sondrio that it effectively defines the landscape. For a thousand years, it has stood nestled on the hill overlooking the city, and with its small bell tower peeking out beyond the long façade adorned with small windows, it gazes benevolently over the Adda Valley. To be precise, the monastery is located in the hamlet of S. Anna, part of the main town, and right behind it, the Valmalenco winds its way toward the great peaks of the Rhaetian Alps. Today, the Convent of San Lorenzo no longer houses a monastic community, but a few years ago a well-known Valtellina winery acquired the property, wisely preserving its architectural integrity. Even though it is so exposed to view, the monastery has maintained a monastic reserve throughout its centuries of history and, silently, has held within its walls a series of events that have marked its life and destiny—not always ecclesiastical. All this reserve, as in many monastic structures, reveals its wonder even at a mere glance. The
monastery sits perched among the terraced vineyards where the famous Nebbiolo delle Alpi grows, enclosing them within a walled enclosure. This type of vineyard cultivation, enclosed within walls, is known in oenological terminology as a “Clos.” A French word that, precisely because of its meaning—referring to a protected vineyard—signifies uniqueness and preciousness for the wine that those vines and those clusters will yield. Built in the year 1100 on the site of a pre-existing defensive structure belonging to the noble Capitànei family, lords of Sondrio and Valmalenco, it was donated by four brothers of that noble house to their sister, a nun, so she could establish a Benedictine monastery there. The Convent of San Lorenzo, one of the oldest monasteries in the Diocese of Como, has always maintained a central role in the community despite the various historical events that have affected it, both outside and within its walls, from the Protestant Reformation to the plague and the Napoleonic rule of Lombardy. It was the French emperor himself who expelled the nuns from
INFO
Il Monastero di San Lorenzo a Sondrio, mille anni di storia tra i vigneti. www.conventosanlorenzo.it. www.visitasondrio.it
Fonti documentali
- Tiziana Marino, “Il monastero di San Lorenzo di Sondrio: una storia millenaria”, 2025, Maestri del Lavoro del Consolato Provinciale di Sondrio e le loro aziende.
- Archivio di Stato di Sondrio
- Archivio storico del Comune di Sondrio

their convent, and only by the late 19th century did the convent resume its function as a place of worship. Turbulent events then saw it caught up in the 20th century and its two world wars. Despite everything, the monastic community survived the various tribulations of history, though the nuns’ ecclesiastical order changed. No longer Benedictines, but members of the Swiss community of the Sisters of the Holy Cross of Menzingen. They remained there until 2009, after which they left their monastery to a secular fate. Now that the Convent of San Lorenzo has become the property of the renowned Valtellina winery Mamete Prevostini, it is open to visitors; simply book a tour on the website conventosanlorenzo. it. Clos Convento San Lorenzo, De le Mur, Ventum, and Vesper are the wines produced from those monastic vineyards. A wise choice to ensure the history of this marvelous place is not forgotten. Even if the ecclesiastical spirit no longer dwells within the millennia-old monastic walls, the spirit of its winemaking history is, at the very least, preserved.



Monte Generoso: cinque luoghi, un’unica esperienza tra gusto, natura e autenticità



A pochi passi dal Lago di Como, sul versante svizzero, il Monte Generoso si rivela come una destinazione sorprendente, capace di unire panorami spettacolari, silenzi rigeneranti e un’ospitalità autentica. Qui nasce l’Albergo Diffuso Monte Generoso: un invito a vivere il territorio in modo immersivo, sostenibile e profondamente contemporaneo. Non si tratta di un unico hotel, ma di un sistema diffuso di cinque luoghi, ciascuno con una propria anima. Dall’atmosfera raccolta e panoramica di Scudellate, autentico balcone sulle montagne, agli spazi accoglienti e immersi nella natura dell’Alpe di Caviano, fino alla proposta gastronomica raffinata e identitaria de La Manciana e di Cà Nani. Ogni tappa contribuisce a costruire un’esperienza unica, dove paesaggio, accoglienza e cucina si intrecciano armoniosamente. Proprio questa stagione segna un’evoluzione importante: nuove gestioni, nuovi slanci e una visio -
ne sempre più chiara. All’Alpe di Caviano, una nuova conduzione porta energia e competenze consolidate nel mondo dell’ospitalità alpina; a Scudellate si rafforza un’accoglienza attenta e coerente; mentre La Manciana inaugura un nuovo corso gastronomico, capace di rileggere la tradizione con uno sguardo contemporaneo. Questo percorso dialoga con il lavoro già avviato a Cà Nani, dove la cucina continua a evolversi con coerenza e identità. La ristorazione diventa così uno degli elementi centrali dell’esperienza: una cucina che privilegia prodotti locali, stagionali e a chilometro zero, valorizzando filiere corte e produttori del territorio. Ogni piatto racconta il paesaggio, trasformando il momento del pranzo o della cena in un’esperienza sensoriale autentica e consapevole. Ma il vero fascino dell’Albergo Diffuso Monte Generoso si svela nel movimento: le diverse location possono essere vissute come tappe di
un suggestivo mini-trekking, un itinerario che collega borghi, alpeggi e punti panoramici. Camminando da una struttura all’altra, il viaggio diventa un’esperienza continua, fatta di soste gastronomiche, incontri e scorci sempre nuovi sul Lago di Como e sulle Alpi. Un modo lento e coinvolgente di scoprire il territorio, attraversando il confine naturale tra Italia e Svizzera in un contesto unico. L’Albergo Diffuso si afferma così come un modello virtuoso di turismo sostenibile, capace di valorizzare l’esistente, ridurre l’impatto ambientale e generare nuove opportunità per le comunità locali. Non un semplice soggiorno, ma un modo di vivere il territorio con rispetto e profondità. In un mondo che cerca esperienze autentiche, il Monte Generoso invita a fermarsi, camminare, assaporare e lasciarsi sorprendere. Un viaggio che unisce natura, cultura e gastronomia, e che ti permette di rigenerarti! www.stayganerous.ch



Just a short distance from Lake Como, on the Swiss side, Monte Generoso reveals itself as a surprising destination, capable of combining spectacular views, rejuvenating silence, and authentic hospitality. This is where the Albergo Diffuso Monte Generoso comes into its own: an invitation to experience the region in an immersive, sustainable, and deeply contemporary way. It is not a single hotel, but a network of five distinct locations, each with its own unique character. From the intimate, panoramic atmosphere of Scudellate—a true balcony overlooking the mountains—to the welcoming spaces immersed in nature at Alpe di Caviano, and on to the refined, distinctive culinary offerings of La Manciana and Cà Nani. Each stop contributes to a unique experience where landscape, hospitality, and cuisine intertwine harmoniously. This season marks a significant evolution: new management, fresh momentum, and an increasin -
gly clear vision. At Alpe di Caviano, new leadership brings energy and proven expertise in the world of Alpine hospitality; at Scudellate, attentive and consistent hospitality is being strengthened; while La Manciana is launching a new culinary direction, capable of reinterpreting tradition with a contemporary perspective. This journey dialogues with the work already underway at Cà Nani, where the cuisine continues to evolve with consistency and identity. Dining thus becomes one of the central elements of the experience: a cuisine that prioritizes local, seasonal, and zero-kilometer products, highlighting short supply chains and local producers. Every dish tells the story of the landscape, transforming lunch or dinner into an authentic and mindful sensory experience. But the true charm of the Albergo Diffuso Monte Generoso is revealed in movement: the various locations can be experienced as stops along a picturesque mini-
hike, an itinerary connecting villages, mountain pastures, and scenic viewpoints. Walking from one property to another, the journey becomes a continuous experience, filled with culinary stops, encounters, and ever-changing views of Lake Como and the Alps. A slow and immersive way to discover the region, crossing the natural border between Italy and Switzerland in a unique setting. The Albergo Diffuso thus establishes itself as a virtuous model of sustainable tourism, capable of enhancing what already exists, reducing environmental impact, and generating new opportunities for local communities. Not just a simple stay, but a way to experience the region with respect and depth. In a world seeking authentic experiences, Monte Generoso invites you to stop, walk, savor, and let yourself be surprised. A journey that combines nature, culture, and gastronomy, allowing you to recharge! www.stayganerous.ch

La dodicesima edizione del workshop "La Regione da scoprire", dedicato alla promozione turistica e culturale del Mendrisiotto e del Basso Ceresio, si è svolta il 25 marzo 2026. I lavori sono stati aperti da Nadia Fontana Lupi, direttrice dell’Organizzazione Turistica Regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, mentre il benvenuto è stato dato da Marilena Pulieri, direttrice della Fondazione Sant’Angelo Loverciano, prestigiosa sede dell’incontro. L'evento ha rappresentato un momento fondamentale per riflettere sul turismo sostenibile e sulla valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico locale. Attraverso una serie di interventi dedicati a progetti innovativi — dalla realtà aumentata nei parchi alla digitalizzazione dell'offerta — l'obiettivo principale è stato quello di promuovere una perfetta armonia tra natura, cultura e popolazione locale.
Sostenibilità e OTRMBC, fare rete per un turismo autentico e distintivo L’OTRMBC pone la sostenibilità al centro della sua strategia. Il Mendrisiotto è stata la prima destinazione in Ticino a ottenere il riconoscimento "Swisstainable Destination Committed". Questo traguardo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza e una responsabilità condivisa con tutti i partner locali, i cui sforzi hanno permesso di soddisfare i criteri richiesti dal label. La direttrice dell’OTRMBC ha lanciato un appello ai partner affinché aderiscano ai vari livelli di Swisstainable (anche solo tramite autocertificazione), poiché la forza della destinazione dipende dalla numerosità delle aziende certificate presenti sul territorio. L'adesione al programma offre vantaggi concreti in termini di visibilità e competitività, posizionando la regione come una realtà responsabile agli occhi di visitatori sempre più attenti all'ambiente. Gli obiettivi futuri includono lo sviluppo di nuove offerte nella natura, la digitalizzazione del materiale informativo e una maggiore attenzione alla stagionalità e alla regionalità dei prodotti, collaborando strettamente con i partner locali. Grazie al riconoscimento "Swisstainable Destination Committed", la regione si impegna ad agire responsabilmente per preservare le risorse per le generazioni future. www.mendrisiottoturismo.ch


Fondazione Sant’Angelo di Loverciano, inclusione sociale e formazione professionale, le buone pratiche
L’opera istituzionale educativa e formativa con sede nella prestigiosa Villa Turconi a Castel San Pietro, è dedicata all'accoglienza, allo studio e all'integrazione di minorenni e giovani con bisogni educativi speciali, disabilità o in situazioni di disagio. Rappresenta una realtà importante inserita nel contesto paesaggistico della regione, contribuendo attivamente alla messa in rete di buone pratiche. Il suo coinvolgimento sottolinea il valore della collaborazione tra le diverse fondazioni e l'Organizzazione Turistica
Regionale per creare un sistema di accoglienza integrato che sappia coniugare gli aspetti sociali con la promozione delle bellezze e delle tradizioni del territorio. https://loverciano.ch/
10 anni del Parco archeologico di Tremona, rivive la storia attraverso la realtà aumentata Festeggia il suo decimo anniversario come primo parco archeologico del Cantone Ticino. Per celebrare questo traguardo ha introdotto un nuovo modello di occhiali per la realtà aumentata più performanti. Dal 2026, l’offerta include una versione specifica per i bambini con testi semplificati e accattivanti. L’esperienza – da marzo a novembre - della durata di circa 120 minuti, permette di immergersi nella vita quotidiana di un villaggio medievale attraverso dieci tappe tecnologiche supportate da pannelli illustrativi. www.parco-archeologico.ch

La Grotta dell’Orso (Caverna Generosa), un laboratorio paleontologico vivo tra Svizzera e Italia
Situata sul Monte Generoso, è una cavità di 80 metri che conserva tracce dell'uomo di Neanderthal e della fauna preistorica. Il progetto vede la collaborazione scientifica tra SUPSI e l'Università di Milano. Le visite guidate durano circa 40 minuti per gruppi di massimo 15 persone, in un ambiente a temperatura costante di 8-10 gradi. Il programma culturale 2026 prevede conferenze con paleontologi e proiezioni di documentari, consolidando la grotta come sito di rilievo per la ricerca e l'educazione scientifica territoriale. www.mendrisiottoturismo.ch – grottadellorso@gmail.com


digitalflow.ch
Alpe di Caviano, riscoprire il ritmo lento della montagna con l'esperienza dell’alpigiano
Fa parte del progetto Albergo Diffuso Monte Generoso. La struttura offre esperienze diversificate in base alla stagione: dalla ricerca dei funghi allo yoga in natura, fino a camminate consapevoli e aperitivi al tramonto con dj set. Patrocinata dal Patriziato di Castel San Pietro, l'Alpe si propone come un luogo dove riscoprire il ritmo lento della montagna e la vita dell'alpigiano, offrendo spazi moderni e accessibili ideali per una sosta rigenerante immersi in un panorama mozzafiato. www.alpedicaviano.ch
Ostello di Scudellate, ospitalità diffusa e recupero storico in Alta Valle di Muggio Situato a 920 metri in Valle di Muggio, è frutto della ristrutturazione di un ex asilo del 1907. Inaugurato nella sua veste attuale nel 2022, è parte dell’Albergo Diffuso regionale. Grazie a spazi ampi e due terrazze panoramiche, è la location ideale per gruppi, colonie estive, settimane verdi scolastiche e team building aziendali. Conta sulla collaborazione con l’Osteria Manciana per la ristorazione. La sua storia centenaria e la posizione privilegiata lo rendono un punto di riferimento per chi desidera esplorare la natura e le tradizioni della regione partendo da una base moderna e confortevole. www.ostello-scudellate.ch


digitalflow.ch
Bike'n'Wine, il terroir in movimento tra passione ciclistica ed eccellenza vinicola È una rete no-profit che propone itinerari ciclistici tra vigneti e cantine locali. La missione è vivere il terroir in movimento, non solo degustando il vino ma scoprendo l'identità del suolo, del clima e della cultura locale. Il progetto si avvale del supporto fondamentale dei volontari V.I.P. (Vecch in Pension), che curano logistica e intrattenimento. Attraverso l'uso della bicicletta, Bike’n’Wine promuove un turismo attivo, sostenibile e partecipativo, invitando i visitatori a esplorare le eccellenze enogastronomiche della regione in modo gioioso. www.mendrisiottoterroir.ch
Museo Etnografico della Valle di Muggio, celebrare i pastori, gli alpeggi e i trent'anni del Mulino di Bruzella Il Museo Etnografico della Valle di Muggio presenta un programma dedicato all'Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori. Le attività includono mostre fotografiche sulle grotte della valle presso Casa Cantoni e giornate operative al Mulino di Bruzella per il 30° anniversario. Il museo promuove la scoperta del territorio attraverso escursioni e laboratori che valorizzano il paesaggio rurale. Grazie a un forte legame con la comunità locale, l'istituzione continua a essere un centro nevralgico per la conservazione della memoria storica e la divulgazione della cultura etnografica della Valle di Muggio. www.mevm.ch


The Sense Gallery, l'esperienza immersiva che trasforma lo shopping in cultura Si trova all’interno del FoxTown Factory Stores e, offre un’esperienza immersiva d’avanguardia creata con la Compagnia Finzi Pasca. Dalla sua apertura nel 2024 ha registrato oltre 27.000 visitatori, vantando un alto gradimento per i suoi giochi di luce sensoriali. Il progetto unisce arte e marketing territoriale, proponendo un viaggio emozionale adatto a famiglie e adulti. La collaborazione con una compagnia artistica di fama mondiale sottolinea la volontà della regione di investire in contenuti culturali di alta qualità per arricchire l’attrattività turistica locale. www.thesensegallery.com
The 12th edition of the "La Regione da scoprire" workshop, dedicated to the tourism and cultural promotion of the Mendrisiotto and Basso Ceresio regions, took place on March 25, 2026. The proceedings were opened by Nadia Fontana Lupi, Director of the Mendrisiotto and Basso Ceresio Regional Tourism Organization, while the welcome address was given by Marilena Pulieri, Director of the Sant’Angelo Loverciano Foundation, the prestigious venue of the meeting. The event represented a key milestone in reflecting on sustainable tourism and the enhancement of the local archaeological and landscape heritage. Through a series of presentations dedicated to innovative projects - ranging from augmented reality in parks to the digitalization of the tourism offer - the main goal was to promote a perfect harmony between nature, culture, and the local population. Among the initiatives presented were: the 10th anniversary of the Tremona Archaeological Park, which will renew its augmented reality offer with new technologies designed to engage children; an in-depth look at natural sites such as the Bear Cave (Grotta dell’Orso) and local institutions like the Ethnographic Museum of the Muggio Valley. A central theme of the meeting was territorial sustainability, aiming to consolidate the region as a certified "Swisstainable Destination" through cooperation between public bodies and hospitality facilities. Additionally, the event highlighted the logistics, costs, and strategic collaborations required to enhance Ticino's historical and environmental heritage.
www.mendrisiottoturismo.ch





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L addove l'architettura si fa monumentale e lo sguardo si perde nell'abbraccio d'acqua e di luce del Lago di Lugano, il settimo piano del Casinò di Campione d’Italia si trasforma nel palcoscenico di una rivoluzione sensoriale. L'arrivo del maestro stellato Claudio Sadler segna un nuovo capitolo per il Riviera Restaurant, che si presenta completamente rinnovato negli arredi e nel concept, pronto a diventare un punto di riferimento per il fine dining internazionale. Sospeso in quell'enclave unica tra Italia e Svizzera, il nuovo Riviera Restaurant by Sadler si svela come una destinazione esperienziale assoluta, dove la vista panoramica cessa di essere uno sfondo per farsi ingrediente visivo e parte integrante del racconto gastronomico. La filosofia che anima la cucina si fonda su un binomio nobilissimo: sostanza ed eleganza. In un’epoca di forzature creative, il Maestro compie un gesto audace, riportando l'alta cucina a una dimensione limpida e concretamente leggibile. È l’apoteosi della semplicità consapevole: un approccio rigoroso che non sottrae valore alla materia prima, ma ne esalta la purezza attraverso una tecnica impeccabile e silenziosa. Ogni elemento partecipa a una
polifonia misurata di sapori, consistenze e sfumature che rassicura l'anima e sorprende il palato. Il cuore del menu affonda le proprie radici nella tradizione lombarda, reinterpretata con sensibilità contemporanea e un profondo rispetto per la sostenibilità e i cicli della natura. A garantire l'esecuzione perfetta di questa sinfonia culinaria è la sapiente guida dello Chef Resident Fabio Busnelli, mente e braccio di una brigata d'eccellenza, spalleggiato dalla Sommelier Pamela Pettinari, custode di una cantina capace di dialogare per armonie e contrasti con le creazioni della cucina. Questa unione tra la sacralità della tradizione e la modernità del segno si inserisce in una strategia più alta, che supera i confini della sala. Il Riviera Restaurant by Sadler diventa la punta di diamante del rilancio di Campione d'Italia. Il Casinò si riscopre così società benefit, capace di trasformare il successo aziendale in valore sociale, occupazione e splendore per l'intero comprensorio. L’alta cucina si fa ambasciatrice di un turismo d'élite, un magnete per viaggiatori internazionali che in questo lembo di terra cercano l’eccellenza italiana, sospesa tra il silenzio del lago e il brivido del futuro.

INFO
Riviera Restaurant by Sadler
Piazzale Milano 2
7° piano Casinò di Campione d’Italia orari di apertura: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e domenica: 19.00 – 22.30 venerdì e sabato: 19.00 – 23.00 Telefono:+39 351 6477048 https://rivierarestaurant.it/ info@rivierarestaurant.it

Where the architecture becomes monumental and the gaze is lost in the embrace of water and light on Lake Lugano, the seventh floor of the Campione d’Italia Casino transforms into the stage for a sensory revolution. The arrival of Michelin-starred master chef Claudio Sadler marks a new chapter for the Riviera Restaurant, which has been completely renovated in both décor and concept, ready to become a benchmark for international fine dining. Suspended in that unique enclave between Italy and Switzerland, the new Riviera Restaurant by Sadler reveals itself as an ultimate experiential destination, where the panoramic view ceases to be a backdrop and becomes a visual ingredient and an integral part of the gastronomic narrative. The philosophy that animates the cuisine is based on a most noble pairing: substance and elegance. In an era of forced creativity, the Master makes a bold move, bringing haute cuisine back to a clear and tangibly accessible dimension. It is the apotheosis of conscious simplicity: a rigorous approach that does not detract from the raw ingredients but enhances their purity through impeccable, unobtrusive technique. Every element contributes to a
measured polyphony of flavors, textures, and nuances that soothes the soul and surprises the palate. The heart of the menu is rooted in Lombard tradition, reinterpreted with contemporary sensibility and a deep respect for sustainability and the cycles of nature. Ensuring the perfect execution of this culinary symphony is the expert guidance of Resident Chef Fabio Busnelli, the mind and driving force behind a team of excellence, supported by Sommelier Pamela Pettinari, custodian of a wine cellar capable of engaging in a dialogue of harmonies and contrasts with the kitchen’s creations. This union between the sacredness of tradition and the modernity of expression is part of a broader strategy that extends beyond the dining room. The Riviera Restaurant by Sadler becomes the spearhead of Campione d’Italia’s revitalization. The Casino thus rediscovers itself as a benefit corporation, capable of transforming corporate success into social value, employment, and splendor for the entire region. Haute cuisine becomes the ambassador of elite tourism, a magnet for international travellers who seek Italian excellence in this strip of land, suspended between the silence of the lake and the thrill of the future.

La nuova Porsche Cayenne – anche nelle versioni Cayenne S e Cayenne Turbo Electric - si presenta sul mercato come la migliore di sempre, ridefinendo i confini del segmento SUV. Questa vettura riesce a coniugare le prestazioni fulminee tipiche del DNA Porsche con l’usabilità quotidiana, il comfort regale sulle lunghe distanze e una sorprendente capacità fuoristrada. Grazie alle sospensioni pneumatiche adattive con Porsche Active Suspension Management (PASM), ogni viaggio si trasforma in un’esperienza speciale, dinamica e confortevole su qualsiasi terreno. È la vettura perfetta per la vita di tutti i giorni, spaziosa e dotata di un'elevata capacità di traino, capace di rendere memorabile ogni singolo chilometro. Salire a bordo significa entrare in un ecosistema studiato attorno al guidatore. I sedili sportivi di ultima generazione offrono il perfetto contenimento in curva e un relax assoluto nei lunghi viaggi, mentre il display intelligente domina una configurazione interna intuitiva e raffinata. L'abitacolo non è solo tecnologia, ma anche emozione:
le nuove Modalità Mood creano un’atmosfera immersiva a bordo, capaci di rilassare o rivitalizzare i passeggeri sia durante la guida che durante le soste. Il divertimento, poi, si estende a tutti gli occupanti grazie al sistema di Entertainment dedicato, che offre streaming e gaming su un ampio display riservato al passeggero, con la comodità di poter collegare cuffie e controller Bluetooth. A coordinare il tutto c'è la nuova interfaccia Porsche Digital Interaction, che detta nuovi standard nel settore grazie a widget personalizzabili e a un look estremamente moderno. La Rivoluzione della Ricarica: Facile, Veloce, Senza Pensieri La transizione verso la mobilità elettrica firmata Porsche non accetta compromessi e si adatta perfettamente alle tue esigenze, offrendo un’esperienza simile a un pit stop in pista: massima potenza, brevi soste e lunghissima autonomia. Viaggiare a zero emissioni diventa persino più comodo e semplice rispetto al classico rifornimento di carburante, grazie a un concetto di mobilità integrato che ti permette

di accedere facilmente a un'immensa rete di ricarica pubblica. Il vero comfort, tuttavia, comincia a casa. Poiché l'autonomia della Cayenne Electric va ben oltre le necessità quotidiane, la maggior parte delle ricariche avviene di notte, consentendoti di risvegliarti ogni mattina con il "serbatoio" pieno. Per farlo, Porsche offre la Porsche Wallbox, un accessorio dal design unico capace di ricaricare la vettura fino a 22 kW, monitorabile in ogni momento dallo smartphone tramite l'app My Porsche. Ma la vera rivoluzione è la ricarica wireless domestica: proprio come accade per i moderni telefoni cellulari, la Cayenne può essere ricaricata semplicemente parcheggiandola sopra una piastra da pavimento resistente alle intemperie. E per non lasciarti mai solo, il Servizio di Installazione Porsche si occupa di tutto, verificando le opzioni di ricarica nella tua zona e assistendoti in ogni fase del montaggio. Con la nuova Cayenne, la mobilità del futuro ha trovato la sua massima espressione: guidare non è mai stato così rilassante.


Centro Porsche Como
Via dei Giovi 54 – 22070 Grandate (CO)
Tel. 031 5001002
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The new Porsche Cayenne—including the Cayenne S and Cayenne Turbo Electric models—hits the market as the best ever, redefining the boundaries of the SUV segment. This vehicle successfully combines the lightningfast performance typical of Porsche’s DNA with everyday practicality, regal comfort on long journeys, and impressive off-road capability. Thanks to the adaptive air suspension with Porsche Active Suspension Management (PASM), every journey becomes a special, dynamic, and comfortable experience on any terrain. It is the perfect car for everyday life, spacious

and equipped with high towing capacity, capable of making every single mile memorable. Stepping inside means entering an ecosystem designed around the driver. The latest-generation sport seats offer perfect support in corners and absolute relaxation on long journeys, while the smart display dominates an intuitive and refined interior layout. The cabin is not just about technology, but also about emotion: the new Mood Modes create an immersive atmosphere on board, capable of relaxing or revitalizing passengers both while driving and during stops. The fun extends to all occupants thanks to the dedicated entertainment system, which offers streaming and gaming on a large display reserved for the passenger, with the convenience of connecting Bluetooth headphones and controllers. Coordinating it all is the new Porsche Digital Interaction interface, which sets new industry standards thanks to customizable widgets and an extremely modern look. The Charging Revolution: Easy, Fast, WorryFree Porsche’s transition to electric mobility makes no compromises and adapts perfectly to your needs, offering an experience akin to a pit stop on the track: maximum power, brief stops, and an exceptionally long range. Zero-emission travel becomes even more convenient and straightforward than traditional refueling, thanks to an integrated mobility concept that gives you easy access to a vast public charging network. True comfort, however, begins at home. Since the Cayenne Electric’s range far exceeds daily needs, most charging takes place at night, allowing you to wake up every morning with a “full tank.” To make this possible, Porsche offers the Porsche Wallbox, a uniquely designed accessory capable of charging the vehicle at up to 22 kW, which can be monitored at any time via your smartphone using the My Porsche app. But the real revolution is wireless home charging: just like modern cell phones, the Cayenne can be charged simply by parking it over a weather-resistant floor plate. And to ensure you’re never left on your own, the Porsche Installation Service takes care of everything, checking the charging options in your area and assisting you at every stage of the installation. With the new Cayenne, the mobility of the future has found its ultimate expression: driving has never been so relaxing.

compromessi
il pick-up leader del segmento è ora disponibile anche in versione elettrificata.

Il Ford Ranger, il pick-up più venduto in Europa, si evolve e si proietta nel futuro introducendo per la prima volta un’avanzata motorizzazione Plug-in Hybrid. Questo innovativo propulsore ibrido è stato progettato per offrire una versatilità senza precedenti, consentendo di sfruttare la potenza elettrica sia nei trasferimenti stradali di tutti i giorni, sia all'interno dei cantieri più impegnativi. Grazie a questa tecnologia, il Ranger PHEV è in grado di percorrere fino a 43 chilometri in modalità completamente elettrica a zero emissioni, garantendo un abbattimento sensibile dei costi di gestione quotidiani. Il passaggio all'ibrido avviene però nel segno della continuità e della massima robustezza: Ford non è scesa a compromessi, mantenendo inalterate le straordinarie doti che hanno reso celebre questo modello, come la capacità di traino, la portata utile e le leggendarie prestazioni fuoristrada. Il cuore tecnologico del nuovo Ranger PHEV è un sofisticato gruppo motopropulsore che unisce il brillante motore a benzina Ford EcoBoost da 2,3 litri e un cambio automatico a 10 rapporti a un efficiente motore elettrico da 75 kW. Questa sinergia è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 11,8 kWh utilizzabili che permette di percorrere fino a 43 chilometri in modalità completamente elettrica
con una sola carica. Per fare il pieno di energia all'esterno bastano meno di quattro ore utilizzando un comune caricatore monofase da 16 ampere, ma il sistema è progettato per rigenerarsi anche in movimento. Per gestire al meglio l'energia, chi guida può decidere quando e come sfruttare la spinta elettrica attraverso quattro programmi dedicati: Auto EV, EV Now, EV Later ed EV Charge. Oltre a rivoluzionare la mobilità con il suo motore ibrido, il Ranger PHEV ridefinisce completamente il concetto di versatilità grazie al debutto della tecnologia Ford Pro Power Onboard. Questo sistema permette di lasciare a casa i vecchi e ingombranti generatori portatili, trasformando la batteria del veicolo in una vera e propria centrale elettrica mobile. Nella sua configurazione più potente da ben 6,9 kW, pensata per i lavori più pesanti, il pick-up mette a disposizione due prese da 15 Ampere direttamente nel cassone. Ciascuna presa eroga 3,45 kW: una potenza tale da poter gestire l'energia di un piccolo cantiere. L'operatività si sposa con lo spazio grazie alla carrozzeria a doppia cabina da cinque posti. Il cassone posteriore, robusto e spazioso, è stato progettato millimetricamente per riuscire a ospitare un euro pallet tra i passaruota, mentre le operazioni di carico e scarico sono

facilitate dal portellone assistito Easy Lift di serie e dalle luci interne integrate. Una volta saliti a bordo, l'ambiente si rivela tecnologico e confortevole: la plancia è dominata dal sistema di connettività Ford SYNC 4A con navigazione connessa e un grande touchscreen verticale da 12 pollici, affiancato da un quadro strumenti digitale da 8 pollici e dalla piastra di ricarica wireless per lo smartphone. Anche sul fronte della sicurezza la dotazione di partenza è ricca, e include soluzioni come il Pre-collision Assist, il Lane Keeping Aid per il mantenimento della corsia e la telecamera posteriore. La gamma si articola su tre allestimenti, tutti completi e senza compromessi. Scegliendo la versione Wildtrak, il Ranger guadagna dettagli estetici esclusivi dentro e fuori, il calore del volante e dei sedili anteriori riscaldabili e un sistema di illuminazione esterna a 360 gradi, perfetto per lavorare intorno al pick-up anche al buio. Al vertice dell'offerta si posiziona l'esclusiva edizione di lancio Stormtrak, che esalta lo stile del mezzo con materiali unici, fari Matrix LED e l'innovativo
Adjustable Sports Bar per la gestione del carico nel cassone, il tutto impreziosito da un sistema audio premium B&O a 10 altoparlanti e dal sistema Pro Power Onboard in configurazione da 2,3 kW.


The Ford Ranger, Europe’s best-selling pickup truck, is evolving and looking toward the future by introducing an advanced plug-in hybrid powertrain for the first time. This innovative hybrid powertrain is designed to offer unprecedented versatility, allowing drivers to harness electric power both for everyday commuting and on the most demanding job sites. Thanks to this technology, the Ranger PHEV can travel up to 43 kilometers in fully electric, zero-emission mode, significantly reducing daily operating costs. The transition to hybrid, however, is marked by continuity and maximum ruggedness: Ford has made no compromises, maintaining the extraordinary qualities that have made this model famous, such as towing capacity, payload, and legendary off-road performance. The technological heart of the new Ranger PHEV is a sophisticated powertrain that combines the brilliant 2.3-liter Ford EcoBoost gasoline engine and a 10-speed automatic transmission with an efficient 75 kW electric motor. This synergy is powered by an 11.8 kWh usable lithium-ion battery that allows for up to 43 kilometers of all-electric driving on a single charge.
It takes less than four hours to fully charge the battery using a standard 16-amp single-phase charger, but the system is also designed to regenerate energy while driving. To manage energy more effectively, drivers can choose when and how to use electric power through four dedicated modes: Auto EV, EV Now, EV Later, and EV Charge. In addition to revolutionizing mobility with its hybrid engine, the Ranger PHEV completely redefines the concept of versatility thanks to the debut of Ford Pro Power Onboard technology. This system allows you to leave old, bulky portable generators at home, transforming the vehicle’s battery into a true mobile power station. In its most powerful 6.9 kW configuration, designed for the heaviest-duty tasks, the pickup provides two 15-amp outlets directly in the bed. Each outlet delivers 3.45 kW: enough power to handle the energy needs of a small construction site. Functionality meets space thanks to the five-seat double-cab body. The sturdy and spacious cargo bed has been meticulously designed to accommodate a Euro pallet between the wheel wells, while loading and unloading are made easier by the standard Easy

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Lift power tailgate and integrated interior lights. Once inside, the cabin is both high-tech and comfortable: the dashboard is dominated by the Ford SYNC 4A connectivity system with connected navigation and a large 12inch vertical touchscreen, flanked by an 8-inch digital instrument cluster and a wireless smartphone charging pad. Safety features are also plentiful from the start, including solutions such as Pre-Collision Assist, Lane Keeping Aid, and a rearview camera. The lineup consists of three trim levels, all fully equipped and without compromise. Choosing the Wildtrak version, the Ranger gains exclusive aesthetic details inside and out, the warmth of a heated steering wheel and heated front seats, and a 360-degree exterior lighting system, perfect for working around the pickup even in the dark. At the top of the lineup is the exclusive Stormtrak launch edition, which enhances the vehicle’s style with unique materials, Matrix LED headlights, and the innovative Adjustable Sports Bar for managing cargo in the bed, all complemented by a premium 10-speaker B&O audio system and the Pro Power Onboard system in a 2.3-liter configuration



Chasing Summer, the first chapter of A Journey of Emotions
foto archivio DoDo
Un racconto che prende forma nel movimento, dove l’estate diventa esperienza da vivere insieme: ecco Chasing Summer, primo capitolo della campagna Spring/Summer 2026 A Journey of Emotions. Un viaggio fatto di luce, strade aperte e libertà, ma soprattutto di legami, di affinità spontanee, di complicità che nascono lungo il percorso, di momenti che acquistano significato nel loro essere condivisi.
JOURNEY OF EMOTIONS
Con Journey of Emotions, DoDo dà forma a una visione essenziale: le emozioni non restano mai ferme, ma si muovono, si trasformano e si trasmettono creando legami invisibili ma profondi. In Chasing Summer, questa idea prende vita in un’estate vissuta come spazio di incontro in cui il viaggio diventa esperienza condivisa e le relazioni ne sono il centro pulsante. Tra paesaggi mediterranei, luce dorata e attimi sospesi, prende forma un racconto contemporaneo, istintivo, libero, intensamente umano.
YASMIN WIJNALDUM
Protagonista della campagna è Yasmin Wijnaldum, tra i nomi più rilevanti della nuova generazione di modelle internazionali. Iconica senza sforzo, il suo volto si muove con disinvoltura tra immaginari e linguaggi, portando con sé una presenza magnetica e istintiva. In
Chasing Summer, Yasmin non rappresenta soltanto una stagione: ne incarna l’energia, la libertà, la tensione verso ciò che deve ancora accadere.
UNA FIRMA D’AUTORE
A firmare la campagna è Brett Lloyd, il cui sguardo si muove con naturalezza tra intimità e immediatezza. Da sempre affascinato dall’Italia, Lloyd ne cattura la luce, i ritmi e le atmosfere con una sensibilità profondamente personale dando vita a immagini che sembrano accadere nel momento stesso in cui prendono forma. Attraverso una fotografia calda, materica e istintiva, Lloyd traduce l’estetica DoDo in un linguaggio visivo vivo, pulsante, vicino alla realtà.
SIMBOLI DI UN’ESTATE LIBERA
In Chasing Summer, il racconto prende forma nei simboli della nuova collezione Nature, e soprattutto, nelle infinite possibilità di interpretarli. Ogni charm è pensato come un segno personale, capace di raccontare chi lo indossa attraverso un design modulare e una narrazione simbolica. Non esiste un solo modo di portarli. Solo accostamenti che cambiano, si intrecciano, prendono nuove direzioni. Come il viaggio che apre la stagione, ogni volta diverso, ogni volta condiviso.

A story that takes shape in motion, where summer becomes an experience to be shared: this is Chasing Summer, the first chapter of the Spring/ Summer 2026 campaign A Journey of Emotions. A journey made up of light, open roads and freedom, but above all of bonds, of spontaneous connections, of the camaraderie that blossoms along the way, of moments that gain meaning through being shared.
JOURNEY OF EMOTIONS
With Journey of Emotions, DoDo gives shape to a fundamental vision: emotions never stand still, but move, transform and are transmitted, creating invisible yet profound bonds. In Chasing Summer, this idea comes to life in a summer experienced as a space for connection, where the journey becomes a shared experience and relationships are its beating heart. Amidst Mediterranean landscapes, golden light and suspended moments, a contemporary, instinctive, free and intensely human narrative takes shape.
YASMIN WIJNALDUM
The face of the campaign is Yasmin Wijnaldum, one of the most prominent names among the new generation of international models. Effortlessly iconic, her face moves with ease between imagery and languages, bringing with it a magnetic and instinctive presence. In Chasing Summer, Yasmin does not merely represent a season: she embodies its energy, its freedom, and the anticipation of what is yet to come.
A SIGNATURE STYLE
The campaign is shot by Brett Lloyd, whose vision moves naturally between intimacy and immediacy. Long fascinated by Italy, Lloyd captures its light, rhythms and atmospheres with a deeply personal sensitivity, creating images that seem to unfold in the very moment they take shape. Through warm, textured and instinctive photography, Lloyd translates the DoDo aesthetic into a visual language that is vivid, pulsating and true to life.
SYMBOLS OF A FREE SUMMER
In Chasing Summer, the story takes shape in the symbols of the new Nature collection, and above all, in the infinite possibilities for interpreting them. Each charm is conceived as a personal sign, capable of telling the story of the wearer through a modular design and symbolic narrative. There is no single way to wear them. Only combinations that change, intertwine and take new directions. Like the journey that opens the season, different every time, shared every time.



Gilet laminato, realizzato in doppio materiale: tessuto lamonato di lino nylon stretch.
Laminated vest, made of double material: laminated linen stretch nylon fabric.
Polo realizzata in lana vergine ultrafine con lavorazione a 18 gauge, garantisce una mano morbida e resistenza nel tempo. Profilo del collo in Alcantara®
Polo made of ultrafine virgin wool with 18-gauge knitting, guarantees a soft feel and durability over time. Neck profile in Alcantara®
Pantalone Platinum, realizzato in 100% lino deluxe, pinces e laccetti sui fianchi.
Platinum trousers, made of 100% deluxe linen, with pleats and side tabs

Slip-on in pelle scamosciata e suola in gomma naturale con finitura in corda.
Suede leather slip-ons with natural rubber sole with a rope finish.
Profumi realizzati con le essenze più pregiate e materiali squisiti, la Collezione Fouquet è una testimonianza di eccellenza, dove tempo, pazienza e maestria si fondono per creare una vera raffinatezza.
Perfumes made with the most precious essences and exquisite materials, the Fouquet Collection is a testament to excellence, where time, patience, and mastery come together to create true refinement.


Piazza Duomo 10/11/13, Como peterci.it

ALYSONOLDOINI® Parfums è sinonimo di eccellenza italiana. L’azienda opera nel settore della profumeria artistica di alta gamma dal 2013. Il marchio ALYSONOLDOINI® racchiude un’eredità nobiliare importante appartenente alla famiglia Oldoini, originaria della Liguria.
Famiglia Olfattiva – Fresco, Fruttato Pompelmo, Mandarino, Melone, Fava Tonka, Pepe rosa
Olfactive Family – Frash, Fruity Grapefruit, Mandarin, Melon, Tonka Bread Beans, Pink pepper

ALYSONOLDOINI® Parfums is synonym of Italian excellence. The Company operates in the field of High range artistic perfumery since 2013. The brand ALYSONOLDOINI®

WHAT A MAN NEEDS ON A DESERT BEACH? ONLY ITS PERFUME MARINE VODKA
La ritualità nel nebulizzare ogni fragranza richiama il concetto di momenti preziosi. Un viaggio in prima classe attraverso la memoria olfattiva.
of precious moments, through a journey in first class in the olfactory memory.

Via Pasquale Paoli 20, Como alysonoldoiniparfums.com luxuryboutique.alysonoldoiniparfums.com
Con la sua filosofia inclusiva — gold for all — DoDo dà forma a creazioni aperte, ricche di significato e universali nel messaggio che prendono forma nei simboli della nuova collezione Nature e nelle infinite possibilità di interpretarli, tra catene e cordini in combinazioni aperte e in continua evoluzione.
With its inclusive philosophy — gold for all — DoDo brings to life open, meaningful and universally resonant creations, embodied in the symbols of the new Nature collection and the endless possibilities for interpreting them, through chains and cords in open, ever-evolving combinations.


Volumi morbidi e dettagli in rilievo prendono forma attraverso lavorazioni artigianali, superfici incise, smalti luminosi e pietre preziose catturano la luce, restituendo profondità e materia a ogni simbolo cura curato in modo minuzioso: dalla fusione a cera persa alla finitura manuale, fino agli accenti di luce dati da diamanti e gemme.
Soft volumes and embossed details take shape through artisanal craftsmanship; engraved surfaces, luminous enamels and precious stones capture the light, lending depth and substance to every meticulously crafted symbol: from lost-wax casting to hand-finishing, right through to the accents of light provided by diamonds and gemstones.
Si stratificano e si trasformano seguendo un ritmo libero guidato da chi li indossa. Non esiste un solo modo di portarli. Solo accostamenti che cambiano, si intrecciano, prendono nuove direzioni. Come il viaggio che apre la stagione, anche il gioiello si muove senza schemi. Ogni volta diverso, ogni volta condiviso.
They layer and transform, following a free rhythm guided by the wearer. There is no single way to wear them. Only combinations that change, intertwine and take new directions. Like the journey that opens the season, the jewellery too moves without a set pattern. Different every time, shared every time.


BOUTIQUE DODO
Via Cesare Cantù, 37 Como dodo.it
firma una collezione che riflette la visione del designer londinese, tra ricerca formale e sperimentazione materica. Tra le proposte spicca la Pose Large Pendant High-Gloss Kelp, lampada a sospensione scultorea che arricchisce la collezione POSE. Progettata nel London Studio, si ispira all’equilibrio delle forme coniche e ai principi della fisica ottica. Dotata di lente Fresnel per una luce direzionale, integra una sfera magnetica lucidata e uno snodo sferico in cromo per un’illuminazione regolabile con precisione. Una soluzione luminosa dal carattere contemporaneo e distintivo.
Tom Dixon has created a collection that reflects the Londonbased designer’s vision, blending formal exploration with material experimentation. Among the highlights is the Pose Large Pendant HighGloss Kelp, a sculptural pendant lamp that enriches the POSE collection. Designed in the London Studio, it draws inspiration from the balance of conical forms and the principles of optical physics. Equipped with a Fresnel lens for directional light, it features a polished magnetic sphere and a chrome ball joint for precisely adjustable illumination. A lighting solution


Tra le proposte emerge anche la Jack Large Portable Light White, lampada portatile dal design giocoso e scultoreo, pensata per ambienti indoor e outdoor. Leggera ma solida, diffonde una luce calda e avvolgente, modulabile con naturalezza, accompagnando gli spazi con discreta eleganza e una raffinata autonomia. Un equilibrio tra estetica distintiva e innovazione tecnica, per un’illuminazione contemporanea e versatile.
Also standing out among the offerings is the Jack Large Portable Light White, a portable lamp with a playful and sculptural design, conceived for both indoor and outdoor settings. Lightweight yet sturdy, it diffuses a warm, enveloping light that can be naturally adjusted, enhancing spaces with understated elegance and refined autonomy. A balance between distinctive aesthetics and technical innovation, for contemporary and versatile lighting.
A questa ricerca si affianca la collezione SOFT di Tom Dixon, sospensioni dal linguaggio morbido e avvolgente, definite da un’estetica essenziale e suggestiva. Ispirate alla purezza delle forme sferiche, diffondono una luce calda e uniforme grazie a una struttura in acciaio rivestita da un guscio diffusivo in TPU. Volumi leggeri e armoniosi, che dialogano con lo spazio con naturale eleganza, creando atmosfere intime e contemporanee.
Complementing this collection is Tom Dixon’s SOFT collection, pendant lights with a soft and enveloping aesthetic, defined by a minimalist and evocative design. Inspired by the purity of spherical forms, they cast a warm, even light thanks to a steel structure wrapped in a diffusing TPU shell. Light and harmonious volumes that interact with the space with natural elegance, creating intimate and contemporary atmospheres.

ATALIA Shop COMO con i suoi 3 showrooms nel centro storico di Como propone idee di arredamento alternativo
ATALIA Shop COMO with its 3 showrooms in the historical center of Como offers alternative furniture ideas
Leonardo Arte&Collections presenta una selezione di arredi pensati per case uniche ed eclettiche, affiancata da un servizio di interior design su misura. All'interno di questa proposta, la Console in brass si distingue per il suo carattere scultoreo e materico: le superfici in ottone, calde e riflettenti, dialogano con una struttura fluida e organica, trasformando il complemento in un vero elemento decorativo. Un oggetto dal forte impatto visivo che, insieme alle altre creazioni della collezione, contribuisce ad aggiungere personalità e raffinatezza allo spazio.
Leonardo Arte&Collections presents a selection of furnishings designed for unique and eclectic homes, complemented by a bespoke interior design service. Within this collection, the brass console table stands out for its sculptural and textural character: the warm, reflective brass surfaces interact with a fluid, organic structure, transforming the piece into a true decorative element. An object with a strong visual impact that, together with the other creations in the collection, helps add personality and sophistication to the space.


IDEAKOMO propone biancheria di altissima qualità per la “mise en place” e la “literie”, insieme a una selezione di design vintage e complementi d’arredo. Tra questi, i vasi Up si distinguono per la loro presenza scultorea e luminosa. Realizzati in alluminio anodizzato con dettagli in ottone cromato, questi vasi in tre dimensioni trasformano l’essenzialità in un elemento decorativo dal fascino senza tempo, coniugando perfettamente funzionalità e rigore estetico.
IDEAKOMO offers the highest quality linens for table settings and bedding, along with a selection of vintage designs and home accessories. Among these, the Up vases stand out for their sculptural and luminous presence. Crafted from anodized aluminum with chrome-plated brass details, these vases—available in three sizes—transform simplicity into a decorative element of timeless charm, perfectly blending functionality with aesthetic rigor.
IDEAKOMO completa la proposta con i sofisticati decanter e calici, dove il design incontra la scienza della degustazione. I calici in pregiato cristallo e il decanter in vetro borosilicato, caratterizzato dall’iconica stella interna scultorea, uniscono forma e funzionalità con un’estetica audace e contemporanea. Questi complementi non sono semplici oggetti, ma strumenti capaci di esaltare l'esperienza sensoriale, aggiungendo un tocco di modernità ricercata a ogni momento di convivialità.
IDEAKOMO completes the collection with sophisticated decanters and wine glasses, where design meets the science of wine tasting. The fine crystal wine glasses and the borosilicate glass decanter, featuring the iconic sculptural star inside, combine form and function with a bold, contemporary aesthetic. These accessories are not mere objects, but tools capable of enhancing the sensory experience, adding a touch of refined modernity to every moment of conviviality

Nata dalla collaborazione tra Loewe e On, questa sneaker unisce innovazione tecnica e ricerca estetica. Le linee dinamiche, i materiali performanti e i dettagli distintivi danno vita a una calzatura contemporanea, pensata per accompagnare con stile ogni momento della giornata.

Prada interpreta lo zaino contemporaneo attraverso un perfetto equilibrio tra funzionalità e ricerca estetica. Realizzato con materiali tecnici e dettagli distintivi della Maison, combina praticità e raffinatezza in un accessorio pensato per accompagnare con stile la quotidianità e il viaggio.
Created through the collaboration between Loewe and On, this sneaker combines technical innovation with refined design. Dynamic lines, highperformance materials, and distinctive details come together in a contemporary shoe designed to move effortlessly through every part of the day in style.

Loewe reinterpreta un classico del guardaroba maschile con questa giacca in denim dal design contemporaneo. Il taglio rilassato e i dettagli essenziali ne esaltano la versatilità, per uno stile disinvolto e raffinato.
Loewe reimagines a menswear classic with this contemporary denim jacket. The relaxed fit and essential details enhance its versatility, creating an effortlessly refined look.
Prada reimagines the contemporary backpack through a perfect balance of functionality and refined design. Crafted from technical materials and enriched with the House’s signature details, it combines practicality and sophistication in an accessory designed to accompany everyday life and travel in style.

TESSABIT
Como - Cernobbio - Menaggio - Bellagio
Le ballerine Alaïa reinterpretano un classico del guardaroba femminile con linee essenziali e dettagli distintivi. Raffinate e versatili, completano con eleganza sia i look quotidiani che quelli più ricercati.
Alaïa ballet flats reinterpret a timeless wardrobe classic through clean lines and distinctive details. Refined and versatile, they bring effortless elegance to both everyday and elevated looks.


Ispirata allo spirito libero dell’estate, la borsa Loewe Paula’s Ibiza combina artigianalità e design contemporaneo. Le texture naturali e i dettagli iconici la rendono l’accessorio ideale per un’eleganza rilassata.
Inspired by the carefree spirit of summer, the Loewe Paula’s Ibiza bag combines craftsmanship with contemporary design. Natural textures and iconic details make it the ideal accessory for relaxed elegance.
Zimmermann firma un abito dal fascino raffinato, caratterizzato da volumi armoniosi e dettagli ricercati. Un capo che interpreta l’eleganza contemporanea con naturalezza e leggerezza.
Zimmermann presents a dress defined by refined charm, harmonious volumes, and carefully crafted details. A piece that embodies contemporary elegance with ease and lightness.

TESSABIT
Como - Cernobbio - Menaggio - Bellagio

testo e foto Pallacanestro Cantù
Il territorio del Lago di Como e della Brianza si conferma polo d’attrazione, innovazione e investimenti di respiro internazionale. Nella splendida cornice del Golf Club di Villa d’Este si è tenuta infatti la conferenza stampa che annuncia la firma del contratto di gestione tra Cantù Arena e il partner americano Legends Global. Un passaggio fondamentale che sancisce il vero e proprio avvio dell’operatività della nuova venue, proiettando l’intera area in una dimensione globale dello sport business. La firma sancisce il coronamento di un intenso cammino quinquennale, frutto di un grande lavoro di squadra. Con questo accordo si apre ufficialmente una pagina nuova ed entusiasmante per Cantù Arena e il futuro tenant, Pallacanestro Cantù. La portata internazionale dell'operazione nasce dall’ambizione condivisa di Legends Global e Cantù Arena di creare standard di eccellenza per la gestione della location e per l’esperienza dei tifosi in Italia, sfruttando un net-
work globale di 450 strutture, con l'obiettivo di realizzare una venue proiettata verso il futuro. Il closing rappresenta un vero punto di svolta che apre una nuova epoca per lo sport business nel nostro paese, segnando lo sbarco e l’arrivo diretto di Legends Global in Italia. Si tratta proprio di una partnership strategica a 360 gradi: ogni attività interna all’Arena sarà affidata al colosso americano per garantire l'eccellenza tecnologica, il fan engagement, la fan experience e la gestione premium di servizi e ristorazione. L'infrastruttura agirà da volano economico e sociale, generando un valore aggiunto significativo per l'intero territorio. Sfruttando la polifunzionalità dell'impianto sul modello di evolute realtà internazionali, la struttura non sarà solo la casa del basket, ma ospiterà un ricco palinsesto di grandi eventi, concerti e spettacoli. Il futuro dell'intrattenimento a pochi passi dal lago è ufficialmente cominciato: l'accordo è firmato e l’Arena aprirà presto le sue porte.



L ake Como and Brianza region continues to establish itself as a hub for international attraction, innovation, and investment. In the splendid setting of the Villa d’Este Golf Club, a press conference was held to announce the signing of the management agreement between Cantù Arena and the U.S. partner, Legends Global. This milestone marks the official launch of the new venue’s operations, propelling the entire area into the global arena of the sports business. The signing represents the culmination of an intense five-year journey, the result of exceptional teamwork. With this agreement, a new and exciting chapter officially begins for Cantù Arena and its future tenant, Pallacanestro Cantù. The international scope of the operation stems from the shared ambition of Legends Global and Cantù Arena to set standards of excellence for venue management and the fan experience in Italy, leveraging a global network of 450 facilities, with
the goal of creating a venue that looks toward the future. The closing represents a true turning point that opens a new era for sports business in our country, marking the landing and direct arrival of Legends Global in Italy. This is truly a comprehensive strategic partnership: every activity within the Arena will be entrusted to the American giant to ensure technological excellence, fan engagement, the fan experience, and premium management of services and catering. The infrastructure will act as an economic and social driver, generating significant added value for the entire region. By leveraging the faclity’s multifunctionality—modelled after advanced international venues—the structure will not only be the home of basketball but will also host a rich lineup of major events, concerts, and shows. The future of entertainment just steps from the lake has officially begun: the agreement has been signed, and the Arena will soon open its doors.

foto Alessandro Vezzoli, Mario Ghislanzoni
L a Unipol Briantea84 Cantù si conferma Campione d’Italia anche per la stagione 2025/2026. Nella serata di sabato 30 maggio, la formazione canturina ha sconfitto il S. Stefano Kos Group con il punteggio di 62 a 51, bissando il successo ottenuto una settimana prima in gara 1 e chiudendo definitivamente la serie sul 2 a 0. Davanti a un pubblico come di consueto ha accompagnato la squadra verso la vittoria, i ragazzi di coach Gomez hanno alzato la coppa di campioni d’Italia per la dodicesima volta nella loro storia. Ma lasciamo la parola ai protagonisti di questa ennesima impresa. "Complimenti a Santo Stefano che ha provato fino alla fine a pareggiare la serie, con qualità – commenta il coach - Siamo molto felici perché abbiamo vissuto anche momenti difficili nella stagione, ma abbiamo giocato un playoff di grandissimo livello vincendo tutte e quattro le partite. Grande annata la nostra, grazie a chiunque abbia permesso tutto questo". Il capitano, Filippo Carossino, spiega così la vittoria e l’intera annata: “Quando si veste questa maglia si hanno delle responsabilità importanti. Eravamo concentrati e sapevamo che sarebbe stata una partita difficile perché Santo Stefano è una grande squadra e lo ha dimostrato durante i playoff. Siamo stati molto bravi a giocare questa partita con grande intensità e alla fine siamo felici di festeggiare un altro scudetto nel nostro meraviglioso palazzetto con il nostro meraviglioso pubblico. È stata una stagione importante fatta anche di qualche inciampo, ma le grandi squadre si vedono anche in quei momenti. Come ho sempre detto, ho sempre avuto fiducia nei miei compagni, anche nei momenti più difficili: non avrei voluto
nessun altro che fossero loro al mio fianco in quei momenti. Siamo una grande squadra e dovevamo dimostrarlo, lo abbiamo fatto nel momento più importante e siamo felicissimi di tutto quello che è stato fatto. Noi ogni anno ripartiamo da zero, non pensiamo a quanto successo l’anno precedente, ma guardiamo avanti”. La parola ora a Simone De Maggi, uno dei simboli di Briantea84: “Sicuramente è stato un campionato lungo e difficile. Abbiamo avuto alti e bassi, come è normale che sia. Tutte le squadre contro di noi giocano al meglio per provare a vincere. Sappiamo che quando iniziano le partite importanti, come le semifinali e le finali, questo gruppo cerca di dare il meglio. Siamo giocatori abituati a disputare questo tipo di partite. I primi due quarti contro Santo Stefano non sono stati molto buoni, abbiamo giocato meglio in difesa. Poi nel terzo quarto siamo stati bravi a rimetterci in ordine e a portare a casa la sfida. Terzo scudetto di fila: è molto difficile ritrovarsi sempre in finale e vincere. Complimenti a tutta la squadra perché ancora una volta abbiamo dimostrato di essere i più forti”. Anche Sabri Bedzeti non trattiene l’entusiasmo: “Sono molto contento di questa vittoria al PalaMeda, prima stagione qui e primo scudetto e non è scontata come cosa. Volevo ringraziare tutti i giocatori, abbiamo lavorato forte. Tutti quanti che facciamo sacrifici alla mattina e alla sera durante gli allenamenti per poi cercare di vincere qualcosa. Quest’anno Supercoppa e Scudetto, peccato per la Coppa Italia ma siamo felici. Ogni partita è a sé ed ha diverse intensità, siamo stati bravi ad essere sempre concentrati e ci siamo riusciti, portando a casa il risultato”.

Unipol Briantea84 Cantù on top of Italy: it's their twelfth scudetto!
Unipol Briantea84 Cantù has been crowned Italian Champion once again for the 2025–2026 season. On the evening of Saturday, May 30, the Cantù team defeated S. Stefano Kos Group by a score of 62–51, repeating the victory they achieved a week earlier in Game 1 and clinching the series 2–0. In front of a crowd that, as usual, cheered the team to victory, Coach Gomez’s players lifted the Italian championship trophy for the twelfth time in their history. But let’s hear from the stars of this latest triumph. "Congratulations to Santo Stefano, who fought until the very end to tie the series with quality," commented the coach. "We’re very happy because we also went through difficult moments this season, but we played an outstanding playoff run, winning all four games. It’s been a great year for us, thanks to everyone who made this possible." Captain Filippo Carossino explains the victory and the entire season: “When you put on this jersey, you have important responsibilities. We were focused and knew it would be a difficult game because Santo Stefano is a great team and proved it during the playoffs. We did a great job of playing this game with intense focus, and in the end, we’re thrilled to celebrate another championship in our wonderful arena with our wonderful fans. It was a significant season that also had its share of setbacks, but that’s when you see what great teams are made of. As I’ve always said, I’ve always had faith in my teammates, even in the toughest moments: I wouldn’t have wanted anyone else by
my side during those times. We’re a great team and we had to prove it; we did so at the most important moment, and we’re thrilled with everything we’ve accomplished. Every year we start from scratch; we don’t dwell on what happened the previous year, but look ahead.” Now, over to Simone De Maggi, one of Briantea84’s icons: “It was certainly a long and difficult season. We had our ups and downs, as is to be expected. Every team plays their best against us to try to win. We know that when the big games start—like the semifinals and finals—this group tries to give its all. We’re players used to playing these kinds of games. The first two quarters against Santo Stefano weren’t very good; we played better on defense. Then in the third quarter, we did a good job of getting back on track and winning the game. Third consecutive league title: it’s very difficult to always make it to the final and win. Congratulations to the whole team because once again we’ve proven we’re the strongest.” Sabri Bedzeti is also brimming with enthusiasm: “I’m very happy with this victory at PalaMeda—my first season here and my first league title, and that’s no small feat. I wanted to thank all the players; we worked hard. All of us make sacrifices morning and night during training to try and win something. This year we won the Super Cup and the Championship; it’s a shame about the Italian Cup, but we’re happy. Every game is different and has its own intensity; we did well to stay focused throughout and succeeded, bringing home the result.”

Nella foto, da sinistra, Simone Giofré, general manager, Francesco Vitucci, allenatore, Roberto Allievi, presidente
L’Acqua S.Bernardo Cantù ha centrato l’obiettivo stagionale della salvezza, conquistata con un turno d’anticipo tra le mura amiche del PalaDesio al termine della sfida contro Treviso. Un risultato importante, che permette alla società di consolidare la categoria e di gettare basi solide per il futuro immediato del Club. Per Cantù si profila infatti una stagione dal sapore storico, destinata a segnare una nuova fase del proprio percorso sportivo e societario. Innanzitutto, il club celebrerà i novant’anni dalla fondazione: un traguardo prestigioso, reso ancora più significativo dal fatto che Pallacanestro Cantù possiede il codice di affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro ancora attivo più antico. Questo anniversario sarà accompagnato da una serie di eventi e iniziative che animeranno l’intera stagione. Ma il momento più atteso sarà senza dubbio l’inaugurazione della Cantù Arena, destinata a scrivere una pagina fondamentale nella storia biancoblù. Dopo il lungo periodo trascorso
al PalaDesio, la squadra tornerà infatti ad avere una casa in città. L’inizio del campionato si svolgerà ancora nell’impianto brianzolo che ha ospitato il club nell’ultimo decennio, mentre il trasferimento definitivo nella nuova arena è previsto durante l’inverno. Fin dal raduno, tuttavia, la prima squadra potrà usufruire del Pavillon, la struttura del nuovo complesso dedicata agli allenamenti e alle gare del settore giovanile del PGC. L’avvio di questa importante stagione è coinciso anche con l’inizio di un nuovo ciclo sportivo. A capo dell’area sportiva è arrivato Simone Giofré, tornato nel Club dove aveva mosso i primi passi di una carriera che lo ha portato a conquistare due premi come miglior dirigente della LBA. Il nuovo General Manager ha scelto di affidare la guida tecnica della squadra a Francesco Vitucci, allenatore di grande esperienza e tra i più titolati del panorama italiano, chiamato ad aprire questo nuovo capitolo della lunga e prestigiosa storia di Pallacanestro Cantù.

Acqua S.Bernardo Cantù has achieved its season goal staying in the league, securing the result one game early at home in the PalaDesio following the match against Treviso. This is a significant achievement, allowing the club to keep its position in the league and lay a strong foundation for the club’s immediate future. In fact, a historic season lies ahead for Cantù, one destined to mark a new phase in its sporting and organizational journey. First and foremost, the club will celebrate its 90th anniversary: a prestigious milestone, made even more significant by the fact that Pallacanestro Cantù holds the oldest active affiliation code with the Italian Basketball Federation. This anniversary will be accompanied by a series of events and initiatives that will enliven the entire season. But the most anticipated moment will undoubtedly be the inauguration of the Cantù Arena, destined to write a pivotal chapter in the club’s history. After a long period spent at the PalaDesio, the
team will once again have a home in the city. The start of the season will still take place at the local gym that has hosted the club over the past decade, while the permanent move to the new arena is scheduled for winter. From the start of training camp, however, the first team will be able to use the Pavillon, the facility within the new complex dedicated to training and games for the PGC youth teams. The start of this important season also coincides with the beginning of a new era in the club’s history. Simone Giofré has taken the helm of the sports division, returning to the Club where he took his first steps in a career that led him to win two awards as the LBA’s best executive. The new General Manager has chosen to entrust the team’s coaching duties to Francesco Vitucci, a highly experienced coach and one of the most decorated in Italian basketball, who has been called upon to open this new chapter in the long and prestigious history of Pallacanestro Cantù.












Riso Vialone Nano ai gamberi, limone e timo
Vialone Nano rice with prawn, lemon and thyme

Birra del Conte Belgian Wit - Birrificio Legnone

Tartare duetto di mare al lime con frutti di bosco e caviale
Seafood tartare duet with lime, berries and caviar

Didyme Malvasia Secca
Salina 2025 - Tasca d’Almerita
di Davide Lacchini, Emanuele Riva foto Carlo Pozzoni

D avide Lacchini è nato a Como nel 1961. Attualmente Consulente di ristorazione e Gastronomico. Ha lavorato come responsabile del Ristorante Imbarcadero di ComoHotel Metropole Suisse. Ha ricoperto la carica di direttore e consulente gastronomico di Eventi Lariani srl, del ristorante “ InRIVA” Cernobbio. Ha avuto esperienze lavorative presso l'hotel Regina Olga, “Al musichiere”, Como; Paracucchi Locanda dell’angelo, Sarzana; ristorante club Canottieri Lario, Como; Grand hotel Serbelloni-Bellagio; Hotel Barchetta Excelsior, Como; Albergo Antico-Suisse; Hotel Principe di Savoia, Milano; Villa-mia, Torno; residenza della famiglia reale dell’Arabia Saudita; Casino’ di Campione d’Italia. Consulente e collaboratore del libro edito dalla Provincia di Como “Dal Lario alla Brianza”. Curatore editoriale del libro ”In cucina” prodotto dell’Associazione Provinciale dei Cuochi di Como. Sue le ricette rivisitate del libro "Le ricette del lago di Como". Insignito nel giugno 2014 del Cavalierato della Repubblica Italiana.

C lasse 1984, lavora presso il locale di famiglia La Cava dei Sapori a Como, ristorante aperto nel 2005 e gestito dal 2007. A 23 anni diventa sommelier e viene selezionato per il concorso “Maschio Bonaventura, la ricerca dell’eccellenza” dedicato ai migliori corsisti. In seguito partecipa ad altri master di formazione sia in Italia che all’ estero e partecipa ad importanti concorsi nazionali come master del Sangiovese, master del Nebbiolo, master del Sagrantino ecc. Nel 2011 conquista il titolo di Miglior Sommelier Professionista della Lombardia. Dal 2010 al 2013 è sul palco del Miglior sommelier d’Italia. Secondo classificato Miglior Sommelier d'Italia 2013. Oggi è relatore per corsi di sommelier in alcuni istituti alberghieri della regione e collabora con alcune riviste del settore. Nel 2021 apre l’enoteca Millesimo a Carate Urio e nel 2023 rileva il confinante Ristorante Acquadolce nuovo punto di riferimento del Lago di Como.
Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione "CANTALUPPI LAB CUCINA" Cantaluppi Tavernerio spa Albese con Cassano forniture alimentari, sede della realizzazione delle ricette; l'Azienda Agricola Collina d'Oro - Faloppio - Como; il Cav. Vittorio Fanfarillo, Cifa srl Forniture Alberghiere, Lomazzo.

Ingredienti per 6 persone
480 g riso Vialone Nano “Ferron”
12 gamberi sgusciati
1,5 lt brodo misto vegetale aggiungendo i carapaci (bollire per 60minuti)
2 limoni non trattati
1 scalogno
1 bulbillo d'aglio
6 rametti di timo limone
60 g burro
30 g olio oliva extravergine
1 bicchiere di vino bianco secco sale e pepe q.b.
Preparazione
Tempo di cottura circa 12/14 minuti circa Dalla scorza dei limoni (solo la parte gialla) precedentemente ben lavati, ricavate delle zeste sottili che userete più avanti.
In una casseruola con l'aggiunta di olio ed un poco di burro, imbiondite lo scalogno precedentemente tritato ed un bulbillo d'aglio, levarlo appena dorato, versatevi il riso, tostatelo e sfumate con il vino.
Aggiungete i gamberi sgusciati, puliti e già tagliati a pezzetti, le zeste di limone e le foglioline di qualche rametto di timo. Continuate la cottura aggiungendo man mano il brodo sempre in ebollizione.
A cottura quasi raggiunta, a fuoco spento, aggiustate di sale e pepe, lasciate riposare il riso per almeno un minuto.
Aggiungete il rimanente burro ben freddo tagliato a cubetti, mescolate energicamente con il cucchiaio da riso per ottenere cremosità e lucentezza. Servire.
To serve 6
480 g “Ferron” Vialone Nano rice
12 shelled prawns
1.5 litres mixed vegetable stock (made by boiling the prawn shells for 60 minutes)
2 untreated lemons
1 shallot
1 clove of garlic
6 sprigs of lemon thyme
60 g butter
30 g extra virgin olive oil
1 glass of dry white wine
Salt and pepper to taste
Cooking time approx. 12–14 minutes
From the zest of the lemons (only the yellow part), which have been thoroughly washed beforehand, cut thin strips of zest to be used later.
In a saucepan with a little oil and butter, gently fry the finely chopped shallot and a clove of garlic until lightly golden; remove from the heat, add the rice, toast it briefly, then deglaze with the wine.
Add the prawns (shelled, cleaned and chopped into small pieces), the lemon zest and the leaves from a few sprigs of thyme.
Continue cooking, gradually adding the stock whilst keeping it at the boil.
When almost cooked, turn off the heat, season with salt and pepper, and leave the rice to rest for at least a minute.
Add the remaining cold butter, cut into cubes, and stir vigorously with a rice spoon to achieve a creamy, glossy texture. Serve.
Nella nostra regione ma soprattutto nei dintorni della provincia di Como, si concentrano i migliori e la maggiore parte dei birrifici artigianali Italiani. In questo caso siamo ai vertici del nostro amato lago, più precisamente a Piuro, all’ingresso dell’areale montano di Sondrio. Tutte le birre di questo micro-birrificio sono prodotte con metodi naturali e la particolarità è appunto l’uso d’acqua di sorgente proveniente dal monte Legnone. Questa Blanche rincorre lo stile Belga delle Wit ovvero unisce sia l’orzo maltato che il frumento, spesso l’avena. La parte torbida e chiara è appunto data dal cereale, non filtrata, si arricchisce di note aggrumate e tipiche di coriandolo. Birra da giornate estive, in quanto di leggerissima gradazione alcolica 4,5%. Ne apprezziamo la schiuma compatta, il sorso acidulo, pieno e dissetante… Prosit !
Our region, and especially the area around the province of Como, is home to the best and the majority of Italy’s craft breweries. In this case, we’re at the northern tip of our beloved lake, more precisely in Piuro, at the entrance to the mountainous area of Sondrio. All the beers from this microbrewery are produced using natural methods, and what sets them apart is the use of spring water from Mount Legnone. This Blanche follows the Belgian Wit style, combining both malted barley and wheat, and often oats. The cloudy, pale appearance comes from the grain; unfiltered, it is enriched with the distinctive, earthy notes of coriander. A beer for summer days, as it has a very low alcohol content of 4.5%. We appreciate its dense head, its tangy, full-bodied, and thirst-quenching taste… Cheers!



Ingredienti per 6 persone
300 g di filetto di tonno rosso
300 g di ricciola
60 g di caviale di salmone
1 vaschetta di frutti di bosco misti
150 g di fragole
2 avocado olio d'oliva q.b
succo e scorza di 1 lime o di 1 limone non trattato sale di Maldon q.b pepe bianco q.b
Preparazione
La tartare di pesce è un antipasto crudo raffinato, veloce adatto per una calda serata estiva da abbinare ad un piatto unico oppure come apericena.
Si prepara tagliando a coltello a dadini il filetto di tonno, (abbattuto) utilizzando un coltello ben affilato per evitare di spappolare la carne, condendolo con del buon olio extra vergine di oliva, del lime o limone. Il procedimento dovrà ripetersi per i filetti di ricciola (abbattuta) che farete sfilettare - togliendo anche la parte della pelle con le squame - dal vostro rivenditore di fiducia.
Condimento: trasferire il tonno in una ciotola e la ricciola in un’altra ciotola, condirle separatamente con olio, pepe, succo di lime o limone e mescolare delicatamente.
To serve 6
300 g bluefin tuna fillet
300 g yellowtail
60 g salmon caviar
1 punnet of mixed berries
150 g strawberries
2 avocados olive oil to taste
juice and zest of 1 lime or 1 untreated lemon Maldon salt to taste white pepper to taste
Preparation
Fish tartare is a refined, quick raw starter, perfect for a warm summer evening, to be served as a main course or as an aperitif. To prepare, dice the tuna fillet (blasted) with a sharp knife to avoid mushing the flesh, then dress with goodquality extra virgin olive oil, lime or lemon. The process should be repeated for the yellowtail fillets (flash-chilled), which you will have filleted – removing the skin and scales – by your trusted fishmonger.
Seasoning: transfer the tuna to one bowl and the yellowtail to another, season them separately with oil, pepper, lime or lemon juice and mix gently.
Variante: se volete una tartare più saporita è possibile aggiungere al tonno qualche cappero di Pantelleria o di Salina e alla ricciola dell'erba cipollina
Impiattamento: utilizzare un anello inox per dare forma cilindrica compattando leggermente la tartare di pesce. Potete aggiungere sul fondo ad ognuna una dadolata di fragole e di avocado. Impiattare a fantasia utilizzando un piatto o una piastrella precedentemente raffreddate, guarnire a piacere con uova di salmone, frutti di bosco e per esaltare il sapore, una grattata di scorza di limone con qualche presa di cristalli di sale Maldon. Ricordatevi di utilizzare solo ed esclusivamente pesce portato rapidamente a temperature molto basse - se degustato crudo compratelo abbattuto. Questo processo è fondamentale per la sicurezza alimentare.
Variation: if you want a more flavourful tartare, you can add a few Pantelleria or Salina capers to the tuna and some chives to the yellowtail
Plating
Use a stainless steel ring to shape the fish tartare into a cylinder, pressing it down gently. You can add a few diced strawberries and avocado to the base of each one. Arrange creatively on a plate or tile that has been chilled beforehand, garnish to taste with salmon roe, berries and, to enhance the flavour, a grating of lemon zest with a few pinches of Maldon salt crystals. Remember to use only fish that has been rapidly chilled to very low temperatures – if eating it raw, ensure it has been blast-chilled. This process is essential for food safety

I profumi e la leggerezza di questo vino sono le caratteristiche principali che la cantina Tasca d’Almerita vuole preservare, infatti grazie ad un'attenta vinificazione, da vita a quest’ottimo risultato. Per ritrovare questa grande finezza nel calice, la Malvasia ha bisogno di essere trattata da mani esperte sin dalla vendemmia, qui sull’isola di Salina la raccolta è logisticamente complicata. I profumi che inebriano l’olfatto sono sorprendenti, per sequenza aromatica netta e persistenza olfattiva. Il sorso fresco e leggero si lega al colore scarico quasi trasparente; la lunga permanenza sulle bucce è destinata all’esemplare versione dolce, mentre qui si parla di variante moderna secca! Abbinata alla cucina di mare vera e cruda, è capace comunque di sostenere anche qualche "tocco osé” nel piatto. Il sorso salato caratterizza per mineralità i vini di quest’isola. Calice da vino bianco a 8°C
The aromas and lightness of this wine are the key characteristics that the Tasca d’Almerita winery seeks to preserve; in fact, thanks to careful winemaking, it achieves this excellent result. To capture this great finesse in the glass, Malvasia must be handled by expert hands right from the harvest; here on the island of Salina, the harvest is logistically complicated. The aromas that intoxicate the nose are surprising, with a distinct aromatic profile and lingering scent. The fresh, light palate complements the pale, almost transparent color; the extended maceration on the skins is typically reserved for the classic sweet version, whereas here we’re talking about a modern dry variant! Paired with authentic raw seafood cuisine, it is nonetheless capable of holding its own even with a few “daring touches” on the plate. The salty mouthfeel characterizes the wines of this island through their minerality. White wine glass at 8°C

mecenati per scelta e per passione
Siamo partiti con grandi sogni e li abbiamo realizzati.
Abbiamo ancora traguardi da raggiungere e tanta voglia di sognare.
La vera forza sono i nostri associati.
Grazie a loro e a chi crede in noi.