EDIZIONE SPECIALE
SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
/Editoriale Magic Lake Como e Orticolario insieme nel segno della bellezza e della cultura del verde Chi vive o ama il Lago di Como lo sa, raccontare questo territorio non significa semplicemente descriverne i paesaggi, ma cogliere la passione di chi lavora per valorizzarlo ogni giorno. È con questo spirito che abbiamo realizzato il nuovo speciale di Magic Lake Como dedicato a Orticolario, lo straordinario appuntamento autunnale che trasforma il complesso di Villa Erba a Cernobbio in una fucina di arte, botanica e cultura del paesaggio. Tra la nostra rivista e Orticolario c’è un’intesa spontanea, nata dalla stessa voglia di dare spazio alle eccellenze. Dal 2005, attraverso la nostra testata trimestrale bilingue, portiamo la bellezza del lago ben oltre i confini nazionali. Il successo dello speciale precedente, - un’edizione interamente dedicata alle meraviglie del territorio lariano per promuoverlo nel mondo - ha fatto ottenere alla rivista il riconoscimento di “Testimonial del Lago di Como” da parte della Camera di Commercio di Como Lecco, un traguardo che ci riempie di orgoglio e ci sprona a fare ancora meglio. Per questa edizione abbiamo scelto di unire le forze con la testata giornalistica ComoZero come media partner dell’iniziativa, creando una rete sinergica capace di amplificare il racconto dell’evento su più livelli. Nelle pagine che state per sfogliare troverete idee, visioni e consigli, capaci di ispirare. È il nostro invito a riscoprire, insieme a noi, la meraviglia e il valore autentico delle nostre radici. Daniele Brunati
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
/Sommario
Como
Edizione Speciale ORTICOLARIO 2026 Direttore responsabile: Daniele Brunati Curatrici dell’edizione speciale: Sabrina Isacchi, Rosaria Casali Progetto grafico e impaginazione: Alice Fattorini - BonBon Design Ricerca iconografica e crediti fotografici: Luciano Movio, Virginia Guiotto, Luigi Fieni, Shutterstock, rawpixel.com / Biodiversity Heritage Library (Source) Immagine di copertina: Hikari Motoyasu, Shutterstock - 2024 Correttori bozze: Elisabetta Comerio, Marina Moretti, Marina Buonomo Art. 50 Reg. UE 2024/1689 Informativa In questa edizione speciale coesistono contenuti editoriali e visivi realizzati con l’uso assistito dello strumento dell’Intelligenza Artificiale. I contenuti, indipendentemente dal supporto tecnologico utilizzato, sono stati verificati e rimangono sotto il controllo e la responsabilità della direzione editoriale. Editore: TBM SERVICE & C. SAS DI DANIELE BRUNATI Sede Legale: piazza Duomo, 17 – 22100 Como Partita IVA 02034220133 Registrazione: Tribunale di Como, n. 19/2005 del 11.05.2005 Iscrizione R.O.C.: n. 23521 Concessionaria di Pubblicità: TBM SERVICE & C. SAS DI DANIELE BRUNATI STAMPA E DISTRIBUZIONE Stampa: NORDGRAF SRL, Via dell’Artigianato, 3 Rovellasca (Co) Finito di stampare nel mese di: Settembre 2026 Copia omaggio, distribuzione gratuita © 2026 TBM SERVICE & C. SAS Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, immagini e grafiche senza l’autorizzazione scritta dell’editore.
Editoriale
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Orticolario 2026, dove la natura incontra il sogno
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Orticolario: l’incanto del giardinaggio evoluto
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Orticolario 2026
10 Tra cinema e botanica: la metamorfosi annuale di Villa Erba 11 Storie che profumano di verde 12 Tre idee per un autunno in fiore 15 Il linguaggio segreto dei fiori 19 Quando i fiori diventano gioielli eterni 21 Il potere rigenerante dell’energia delle piante e della natura 23 Segreti per una pelle di seta: i consigli di Giada 24 Centro tavola con i fiori
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26 Ricette
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Notizie, storie e protagonisti di Como e del suo territorio e non solo...
SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Orticolario 2026, dove la natura incontra il sogno Dopo la meraviglia, il viaggio continua oltre i confini del reale. “en rêverie” è il tema della sedicesima edizione di Orticolario, in programma dall’1 al 4 ottobre a Villa Erba.
PERCHÉ PROPRIO IL SOGNO?
Dopo aver esplorato la meraviglia, Orticolario sceglie quest’anno di spingersi ancora più lontano, entrando nel territorio dell’immaginazione. Il tema dell’edizione 2026 è “en rêverie”, un’espressione francese difficile da racchiudere in una sola parola: non indica semplicemente il sogno che accompagna il sonno, ma uno stato sospeso in cui il pensiero si libera, vaga, immagina e dà forma a ciò che ancora non esiste.
È da qui che prende vita il racconto di questa sedicesima edizione, in programma dall’1 al 4 ottobre a Villa Erba, a Cernobbio. Un invito a oltrepassare per qualche ora la soglia del reale e a lasciarsi guidare dalla fantasia, riscoprendo quella capacità di stupirsi e immaginare che appartiene in modo così naturale ai bambini e che, crescendo, rischiamo talvolta di dimenticare.
E quale migliore compagna di viaggio della natura? Forme, colori, profumi e trasformazioni del mondo vegetale diventano materia da osservare, ma soprattutto da reinterpretare. Perché la natura stessa, quando la guardiamo davvero da vicino, sa essere molto più visionaria di quanto immaginiamo. Non è un caso che protagoniste di Orticolario 2026 siano le “piante fantastiche”: specie realmente esistenti che, per forme, colori, caratteristiche e sorprendenti stra-
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tegie di adattamento, sembrano provenire da mondi lontani. Una botanica capace di confondere il confine tra ciò che è reale e ciò che appare immaginario. Villa Erba e il suo parco diventano così una vera “geografia del sogno”, dove botanica, arte, paesaggio e immaginazione si incontrano. Per quattro giorni il confine tra reale e fantastico si fa più sottile e la natura diventa il punto di partenza per lasciar correre lo sguardo e la fantasia. Giardini, piante, forme e colori invitano a osservare ciò che ci circonda da una prospettiva diversa, lasciando spazio alla sorpresa, alla curiosità e alla possibilità di vedere qualcosa che, forse, prima non avevamo mai immaginato. Orticolario, quest’anno, sembra dunque rivolgere un invito semplice: concedersi il tempo di sognare. Perché immaginare significa aprire nuove possibilità e, qualche volta, basta osservare una pianta mai vista prima per scoprire che la realtà può essere persino più sorprendente della fantasia.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Orticolario: l’incanto del giardinaggio evoluto Intervista a cura di Rosaria Casali Varcando il cancello di Villa Erba per visitare Orticolario si prova un senso di stupore e di disorientamento fantastico, per vivere un’esperienza che rimanda alla fiaba di “Alice nel Paese delle Meraviglie”; si entra in una dimensione dove la natura abbandona le sue forme “ordinarie” per farsi arte, mistero e incanto. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Moritz Mantero, ideatore e anima di Orticolario, per farci raccontare come nasce questo microcosmo straordinario, dove il giardinaggio si fonde con la poesia e l’innovazione, e qual è la filosofia che guida un viaggio così straordinario nel cuore della bellezza verde. Qual è l’intuizione originale da cui è nato il progetto e come dialoga l’essenza dell’evento con il fascino storico di Villa Erba e del Lago di Como? Orticolario nasce dal desiderio di creare qualcosa che in Italia ancora non esisteva: una manifestazione dedicata al giardino capace di unire natura, bellezza, arte, cultura e progettazione del paesaggio, senza
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essere semplicemente una mostra-mercato. Avevo visitato molte manifestazioni italiane e internazionali e, insieme ad Alfredo Ratti ed Emilio Trabella, abbiamo cercato di raccoglierne gli aspetti migliori, reinterpretandoli secondo una nostra sensibilità. Fin dall’inizio, per noi, tre concetti sono stati fondamentali: bellezza, eleganza e attenzione ai dettagli. Non come esercizio estetico fine a sé stesso, ma come strumenti per ristabilire quel rapporto fra l’uomo e la natura che, nel tempo, abbiamo progressivamente perduto. Villa Erba era il luogo naturale per questo progetto. La conosco da quando ero ragazzo e negli anni ho avuto modo di viverla anche professionalmente, quando divenne un importante centro espositivo e congressuale. È un luogo nel quale storia, architettura, arte e paesaggio convivono in maniera straordinaria. E poi c’è il Lago di Como, con le sue ville, i suoi giardini, la luce e quel paesaggio costruito nei secoli dall’incontro fra natura e intervento umano. Orticolario non si limita quindi a utiliz-
zare Villa Erba come sede: dialoga con essa, rispettando quel luogo tanto amato da Luchino Visconti, che della bellezza e dell’attenzione ai dettagli aveva fatto il codice della propria sensibilità. Il parco diventa parte del racconto e Villa Erba diventa, a sua volta, parte dell’esperienza di Orticolario. È un paesaggio nel paesaggio. Ogni anno c’è un tema guida e una pianta simbolo. Come nascono queste scelte? Il tema non nasce mai come uno slogan. Deve contenere una domanda, aprire un nuovo capitolo, suggerire una direzione. Cerchiamo un tema che possa essere interpretato da punti di vista diversi: botanico, artistico, progettuale, culturale, ma anche filosofico. Deve permettere a un vivaista, a un paesaggista, a un artista o a un visitatore di trovare una propria chiave di lettura. Anche la pianta dell’anno non è una semplice scelta botanica. Cerchiamo una pianta che rappresenti una storia, una personalità, un signifi-
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cato e che possa diventare un emblema del tema dell’edizione. In fondo, ogni edizione di Orticolario nasce così: da un’idea che lentamente prende forma, proprio come accade in un giardino. Le installazioni sono da sempre il cuore pulsante della manifestazione. Qual è il criterio con cui selezionate artisti e designer e qual è il confine tra opera d’arte e spazio naturale? Non cerchiamo semplicemente opere belle da esporre, ma idee capaci di entrare in relazione con il luogo e di comunicare una visione. Per noi uno spazio creativo, o un’installazione, condivide con il giardino tutte le fasi del processo creativo: dall’intuizione iniziale alla progettazione, fino alla sua realizzazione. Ma ambisce a qualcosa di più. Non si limita a creare bellezza: deve stimolare domande, trasmettere un significato, diventare uno strumento di racconto e di ricerca. Quando selezioniamo un paesaggista, un artista o un designer, ci interessa quindi la sua capacità di guar-
dare la natura da un punto di vista personale, magari inatteso, e di trasformare questa visione in un progetto. Per questo preferiamo, quando possibile, opere pensate per Orticolario e per il contesto di Villa Erba, non semplicemente trasferite qui. Il confine tra opera d’arte e spazio naturale è volutamente sottile. L’installazione non dovrebbe imporsi sul paesaggio, ma instaurare con esso un dialogo. Attraverso forme, materiali e vegetazione, interpreta un’idea e la traduce in una narrazione originale. È un luogo nel quale natura e progetto si incontrano per generare nuove possibilità di relazione. Per questo uno spazio creativo non è semplicemente un giardino. È un’esperienza capace di suscitare riflessioni, emozioni e meraviglia. A volte deve quasi scomparire nel paesaggio, altre volte deve sorprenderci. L’importante è che, una volta incontrato, ci faccia guardare la natura con occhi diversi. È proprio questo, in fondo, ciò che cerchiamo a Orticolario: non soltanto la bellezza di un’opera.
Qual è il momento o l’emozione che le è rimasta più impressa e quale visione guida il futuro di Orticolario? È difficile scegliere un solo momento dopo tanti anni. Più che un’immagine precisa, mi rimane l’emozione di vedere Villa Erba trasformarsi nei giorni di Orticolario e, soprattutto, vedere persone molto diverse fra loro fermarsi davanti a un giardino, a una pianta o a un’installazione e lasciarsi sorprendere. È quella sorpresa che vorrei che Orticolario conservasse anche nel futuro: la capacità di offrire, ogni anno, una nuova esperienza. Orticolario deve continuare a evolvere, ma senza perdere la propria identità. Il nostro obiettivo resta quello di promuovere una cultura del “giardinaggio evoluto”, nella quale la bellezza non sia separata dalla conoscenza e il piacere di vivere un giardino vada insieme al rispetto per la natura. Per questo abbiamo scelto anche di dare vita alla Fondazione Orticolario: perché una visione, per continuare nel tempo, deve poter andare oltre le persone che l’hanno concepita e fatta crescere. La Fondazione vuole essere uno strumento di continuità, capace di custodire i valori di Orticolario e, nello stesso tempo, di permettergli di cambiare, evolvendo. Mi piacerebbe che Orticolario continuasse ad essere un luogo dove la natura non viene semplicemente rappresentata, ma viene ascoltata. E che, uscendo da Villa Erba, ciascuno portasse con sé non soltanto un’immagine bella, ma una domanda sul proprio rapporto con la natura. Perché, alla fine, il vero giardinaggio evoluto non consiste soltanto nel progettare meglio un giardino. Consiste nel vivere a fondo e meglio il nostro rapporto con il mondo naturale.
Una nuova storia, dipinta a mano.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Orticolario 2026
HYPNOS, SEDICI PAESAGGI NEL PADIGLIONE CENTRALE
Nel Padiglione Centrale prende forma Hypnos, progetto firmato da Mario Mariani / Central Park e Matteo Boccardo e realizzato con il sostegno di Fondazione Banca Popolare di Milano. Il cuore dell’installazione è un’agorà culturale racchiusa in una scenografica struttura organica site-specific realizzata da CanyaLab. Intorno si sviluppa una doppia spirale composta da sedici paesaggi botanici, quasi frammenti di un unico grande scenario: piante, sabbie, terre, radici, legni e forme naturali evocano habitat lontani, mentre la luce trasforma le specie vegetali facendole apparire come coralli sommersi, presenze aliene e sorprendenti apparizioni botaniche.
Quattro giorni dentro un mondo da sogno. Piante fantastiche, rarità botaniche, installazioni, arte, design, incontri ed esperienze: la sedicesima edizione invita a lasciarsi sorprendere e a guardare la natura con occhi nuovi. Orticolario non è soltanto una mostra dedicata a piante e fiori. È un appuntamento culturale che ogni anno riunisce a Cernobbio il mondo della botanica e del paesaggio con quello dell’arte, del design e della creatività. Un luogo da esplorare seguendo la propria curiosità, tra specie insolite, giardini, installazioni e nuove idee per vivere e interpretare la natura. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “en rêverie”, tema che attraversa giardini, installazioni ed esperienze. Protagoniste sono le “piante fantastiche”: specie realmente esistenti ma così sorprendenti per forme, colori e caratteristiche da sembrare provenire da un altro mondo. UN GIARDINO DA ESPLORARE
Nel parco storico della dimora ottocentesca e negli spazi espositivi di Villa Erba saranno presenti oltre 250 espositori, rigorosamente selezionati. Vivaisti specializzati, artigiani, designer e progettisti del paesaggio porteranno piante rare, in-
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IL MONDO DI PHANTASOS, TRA LE RARITÀ BOTANICHE
solite e da collezione, insieme a oggetti di artigianato artistico e design. A completare l’esperienza, giardini tematici, installazioni, incontri, performance e attività. Il bello di Orticolario è proprio lasciarsi guidare dalla curiosità. Passeggiando nel parco si può passare da una rarità botanica a un progetto di paesaggio, da un incontro a una performance, da un oggetto di design a un’installazione artistica. Il giardino diventa così un luogo da vivere e sperimentare, non semplicemente da osservare.
Una delle principali novità del 2026 è Il mondo di Phantasos. Un’intera area del parco accoglierà vivaisti specializzati in rarità botaniche, tra cui Mondocactus, Palme & Piante Tropicali, Celandroni Orchidee, Hoyamia, Rifnik Garden&plants e Central Park di Mario Mariani.
I LUOGHI ICONICI: UNA GEOGRAFIA DA SCOPRIRE
Tra gli elementi più suggestivi di questa edizione ci sono i Luoghi iconici, pensati come tappe di un percorso nel quale botanica, arte, paesaggio e immaginazione dialogano continuamente.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
ORTICOLARIO A MISURA DI BAMBINO
Al centro trova spazio anche l’installazione botanica Phantasos, ancora firmata da Mario Mariani e Matteo Boccardo: un progetto dedicato a piante rare e straordinarie, dove la biodiversità si racconta attraverso forme inattese, adattamenti sorprendenti e strategie evolutive fuori dal comune. LES IMAGINAIRES, FIORI CHE NON ESISTONO
Nell’atrio di Villa Erba arriva Les Imaginaires, progetto a cura di Orticolario realizzato con il sostegno di Taroni, storica maison tessile comasca simbolo dell’eccellenza nella lavorazione della seta. Protagonista è Lau Cabantous, artista francese che lavora tra fotografia e creazione visiva, reinterpretando il mondo vegetale attraverso fiori impossibili, forme ibride, botaniche sconosciute e colori irreali. Le sue installazioni fotografiche dialogano con sculture organiche e con i testi di Lucia Papponi, etnobotanica che indaga il rapporto tra piante, cultura e immaginario umano. Durante la manifestazione sono previste anche live performance di Lau Cabantous, che
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permetteranno al pubblico di assistere direttamente al suo processo creativo. CULLAMI NELLA STANZA DEL SOGNO
Più raccolta e introspettiva è Cullami nella stanza del sogno, esperienza immersiva che nasce dall’incontro tra Margherita Sartori, esperta di ipnosi dolce, e Alessandra Lanza, artista e autrice dell’universo visivo dell’installazione. Terra cruda, pigmenti ed elementi vegetali avvolgono lo spazio, mentre la voce accompagna il visitatore in un percorso di ascolto e rilassamento. È previsto anche un workshop creativo nel quale pigmenti naturali, terre e fibre vegetali diventano materiali con cui lasciare una propria traccia personale. LUIGI SERAFINI, L’OSPITE D’ONORE
A rendere ancora più speciale l’edizione 2026 sarà Luigi Serafini, ospite d’onore, artista e autore del celebre Codex Seraphinianus. Il suo universo visionario è perfettamente in sintonia con il tema “en rêverie”.
Un’attenzione particolare è riservata anche ai più piccoli. L’Ala Regina si trasformerà in uno spazio dedicato a bambini e ragazzi da 0 a 13 anni, con laboratori, spettacoli ed esperienze pensati per avvicinare natura, arte e creatività. Si potrà estrarre il colore dalle piante, creare un acchiappasogni botanico, realizzare fossili vegetali con l’argilla, conoscere cactus e succulente, sperimentare cianotipia e seed art o costruire un amuleto ispirato a piante e fiori. Tra le novità del 2026 c’è inoltre una nuova area giochi interamente in legno, realizzata da Pardes e riservata ai bambini che partecipano ai laboratori. Tornano anche le giornate dedicate alle scuole e il progetto FUORI ORTICOLARIO, nato per prolungare il rapporto tra nuove generazioni, natura e creatività oltre i giorni della manifestazione. Orticolario 2026 si prepara così a offrire quattro giornate da vivere seguendo la propria curiosità: alla ricerca di una pianta mai vista, di un giardino sorprendente, di un’opera d’arte o semplicemente di un nuovo modo di guardare la natura.
ORTICOLARIO 2026 DOVE E QUANDO 1–4 ottobre 2026 Villa Erba a Cernobbio, Lago di Como Giovedì 1 ottobre 15.00–19.00 Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 9.00–19.00 Tutte le info su orticolario.it
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Tra cinema e botanica: la metamorfosi annuale di Villa Erba Nel parco di Villa Erba, Orticolario intreccia la memoria di Visconti con arte e botanica, trasformando il lago in un palcoscenico di paesaggio e bellezza.
Da sedici anni il parco di Villa Erba a Cernobbio, affacciato sul Lago di Como, si trasforma nel palcoscenico di Orticolario, l’evento che ha rivoluzionato il modo di raccontare il paesaggio e il florovivaismo. Non si tratta di una semplice mostra botanica, ma di un legame profondo con la storia di questa antica dimora, che fu la residenza estiva d’infanzia del regista Luchino Visconti.
tali e i riflessi del lago. Anche se la villa non appare mai nei suoi film, la natura di questo luogo ha plasmato la sua sensibilità estetica, influenzando la cura per i dettagli scenografici che ritroviamo nei suoi capolavori. Il legame con la dimora rimase fortissimo per tutta la vita: nel 1972 Visconti volle allestire proprio qui la sala di montaggio per finire il suo Ludwig.
Costruita a fine Ottocento per la famiglia Erba e passata poi ai Visconti di Modrone, la Villa Antica è stata per il giovane regista un rifugio immerso tra alberi monumen-
In questo modo la memoria di Visconti e la creatività botanica si fondono, permettendo a Villa Erba di rinnovarsi ogni anno attraverso la storia, l’arte e la natura.
Oggi Orticolario raccoglie questa eredità e la proietta nel presente. Il parco secolare - l’unico sul lago completamente pianeggiante - e le moderne strutture in vetro e acciaio del Centro espositivo congressuale, firmate dall’architetto Mario Bellini, che si ispirano al design delle vecchie serre lariane, diventano un set a cielo aperto. Qui paesaggisti, artisti e vivaisti creano giardini tematici e installazioni temporanee capaci di stravolgere e reinterpretare lo spazio. Alcune opere d’arte contemporanea trovano persino una casa permanente nel parco e nella darsena, lasciando un segno concreto del passaggio della manifestazione.
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Storie che profumano di verde Tre libri in cui alberi, giardini e natura diventano protagonisti.
Ci sono libri in cui la natura è semplicemente uno sfondo e altri in cui diventa parte della storia, accompagna i protagonisti e finisce quasi per parlare. Alberi che intrecciano destini, giardini che rinascono e luoghi verdi che custodiscono storie e memorie. Abbiamo scelto tre titoli molto diversi tra loro, ma uniti dallo stesso filo verde. Tre letture da assaporare lentamente, magari proprio all’ombra di un albero. Perché tra le pagine di un libro, proprio come in un giardino, a volte basta un piccolo seme per far nascere qualcosa di meraviglioso.
IL SUSSURRO DEL MONDO Richard Powers La nave di Teseo
GIARDINI PERDUTI Sandra Lawrence illustrazioni di Lucille Clerc L’Ippocampo
IL GIARDINO SEGRETO Frances Hodgson Burnett illustrazioni di MinaLima L’Ippocampo
In questo grande romanzo sono gli alberi a diventare quasi personaggi. Le vite di nove persone, apparentemente lontanissime tra loro, finiscono per intrecciarsi attraverso boschi, foreste e alberi monumentali. Powers ci conduce in un universo vegetale complesso e sorprendente, regolato da tempi immensamente più lunghi dei nostri. È una lettura intensa, capace di cambiare il nostro modo di osservare un albero e, forse, anche il rapporto che abbiamo con la natura. Un’opera potente, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2019.
Un viaggio affascinante alla scoperta di quaranta giardini perduti in ogni angolo del mondo, luoghi un tempo magnifici che hanno conosciuto l’abbandono, l’oblio e, in alcuni casi, una sorprendente rinascita. Dalle fontane di Villa d’Este ai colori del Jardin Majorelle di Marrakech, fino alle visionarie sculture di Las Pozas in Messico, Sandra Lawrence ne racconta la storia, lo splendore e il destino. Le suggestive illustrazioni di Lucille Clerc rendono il volume un piccolo gioiello da sfogliare e conservare. Una lettura per chi ama i giardini, ma anche le storie dei luoghi.
Un grande classico che continua ad affascinare generazioni di lettori. Rimasta orfana, Mary viene affidata allo zio e si trasferisce nella sua grande e misteriosa dimora inglese. Qui scopre un giardino abbandonato, chiuso da anni, e decide di riportarlo alla vita. Giorno dopo giorno, mentre spuntano nuovi germogli e tornano i fiori, qualcosa cambia anche nei protagonisti. Il giardino diventa simbolo di rinascita, amicizia e trasformazione: una storia senza tempo sul legame profondo tra natura e benessere.
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Tre idee per un autunno in fiore Dal giardino in pieno sole al balcone in mezz’ombra, fino a un piccolo mondo racchiuso in un solo vaso: piante, colori e accostamenti per prolungare la bellezza della stagione autunnale. Dopo il caldo estivo, settembre riporta lentamente giardini e terrazzi a una nuova vitalità. Le prime piogge e le temperature più miti risvegliano la vegetazione e accompagnano le ultime, generose fioriture dell’anno. L’autunno, del resto, non è affatto una stagione di passaggio da osservare aspettando l’inverno. Può diventare uno dei momenti più affascinanti del giardino: foglie che cambiano colore, graminacee leggere, fiori tardivi e piccoli frutti trasformano gli spazi verdi in uno spettacolo sorprendente. Il segreto è scegliere piante
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capaci di dare il meglio proprio quando l’estate comincia a salutarci. Ecco allora tre idee da cui prendere ispirazione, pensate per situazioni molto diverse... UN’AIUOLA IN PIENO SOLE
Per chi dispone di uno spazio luminoso, le erbacee perenni offrono infinite possibilità. Tra le protagoniste dell’autunno c’è il classico settembrino, nome con cui vengono indicate diverse specie appartenenti al genere Symphyotrichum, un tempo classificate come Aster. Il Symphyotrichum novi-belgii, presenza familiare negli orti e nei giardini dei nostri nonni, può trovare perfettamente posto anche nel giardino contemporaneo. Basta accostarlo alle piante giuste. Una composizione particolarmente riuscita nasce dall’incontro tra Symphyotrichum, Pennisetum, Hylotelephium e Perovskia: fioriture violette e rosate, forme morbide e leggere e differenti altezze creano un insieme naturale, mosso e molto decorativo.
Le protagoniste
Symphyotrichum novi-belgii ‘Marie Ballard’ Vigoroso e volutamente un po’ spettinato, ama il sole o l’ombra leggera. In estate preferisce annaffiature moderate ma profonde. A fine maggio può beneficiare del cosiddetto Chelsea chop, il taglio di circa un terzo della vegetazione che permette di ritardare la fioritura e ottenere una pianta più compatta. Ogni tre o quattro anni è utile dividere i cespi più vecchi. Hylotelephium ‘Herbstfreude’ Una succulenta scenografica e facilissima da coltivare, alta fino a circa 50 centimetri. La sua bella fioritura autunnale aggiunge struttura e colore all’aiuola ed è una pianta particolarmente rustica. Perovskia ‘Blue Spire’ Robusta e generosa, regala una lunga fioritura violetta dall’estate all’autunno. Può raggiungere 100-120 centimetri di altezza e predilige il pieno sole e terreni ben drenati. Pennisetum ‘Hameln’ Graminacea compatta, forma cespi ordinati alti circa 50-60 centimetri. A fine inverno va eliminata la vegetazione secca per favorire l’emissione dei nuovi germogli. UN BALCONE IN MEZZ’OMBRA
Poco spazio e poche ore di sole non significano necessariamente rinunciare a un terrazzo spettacolare. Qui il gioco si sposta sulle forme e, soprattutto, sul foliage autunnale. Il protagonista può essere un acero giapponese. Le varietà a foglia verde, talvolta trascurate a favore di quelle rosse, riservano proprio in autunno una delle sorprese più belle: prima di cadere, le foglie si accendono di tonalità calde e fiammeggianti.
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UN PICCOLO AUTUNNO TUTTO IN UN VASO
Tra le varietà interessanti troviamo Acer palmatum ‘Orange Dream’, Acer aconitifolium e Acer palmatum ‘Osakazuki’. Una volta scelto l’acero come punto focale, possiamo affiancargli due volumi più bassi: una Hydrangea paniculata ‘Groundbreaker Greeny’ e una Hakonechloa macra. Le loro tonalità verdi e lime creeranno un elegante contrasto con il foliage dell’acero. Le protagoniste
Acer palmatum ‘Osakazuki’ In piena terra può raggiungere dimensioni importanti, mentre sul balcone necessita di un contenitore generoso, indicativamente di almeno 50 centimetri di
diametro e 60 di altezza, e di annaffiature abbondanti e regolari. Hydrangea paniculata ‘Groundbreaker Greeny’ Un’ortensia dal portamento basso e allargato, circa 40 centimetri, caratterizzata da fiori verde lime che rimangono sulla pianta da metà estate all’inizio dell’autunno. A fine inverno una potatura vigorosa favorirà la nuova fioritura. Hakonechloa macra Morbida e quasi danzante, questa graminacea ama la mezz’ombra e richiede soprattutto irrigazioni regolari. In autunno il fogliame assume bellissime sfumature dorate prima di seccare.
E per chi ha davvero pochissimo spazio? Basta un vaso per raccontare una stagione. Poche immagini evocano l’autunno quanto le mele che lentamente maturano, tingendosi di rosso. Per ricreare questa atmosfera anche su un terrazzo possiamo scegliere un melo ornamentale come il Malus ‘Evereste’. Il piccolo Malus ‘Evereste’ può essere coltivato per alcuni anni in vaso senza richiedere tutti gli accorgimenti tipici dei meli da frutto, come trattamenti fungicidi e potature finalizzate alla produzione. Alla fine dell’estate porta a maturazione piccole mele rosse, che possono rimanere sulla pianta per tutto l’inverno, rendendola particolarmente decorativa anche durante i mesi più freddi. Alla base del melo possiamo sistemare Erigeron karvinskianus, una piccola tappezzante dalla ricca fioritura estiva. In questo modo lo stesso vaso cambia aspetto con il trascorrere delle stagioni: prima i delicati fiori dell’Erigeron, poi le piccole mele colorate del Malus.
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20 nOvEMBRE 2026 – 6 gEnNaIO 2027
NATALE IN VILLA
le STORIE dEi giocattOli vEnTuRa • le origini • I giocattoli della ditta Ventura tornano sotto l’albero di Natale, intrecciando la storia della villa con le storie dell’infanzia, tra memoria e immaginazione
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Peonia (prosperità e felicità)
romantica e spettacolare, è tradizionalmente associata alla buona sorte, alla ricchezza e a un matrimonio felice.
Lavanda (serenità e protezione)
il suo aroma inconfondibile evoca quiete e benessere, simboleggiando la calma interiore, la purezza e la protezione.
Il linguaggio segreto dei fiori Regalare un fiore non è mai un semplice omaggio estetico: da secoli la natura custodisce significati profondi, trasformandosi nel messaggero silenzioso di emozioni che le parole faticano a esprimere. Amore, amicizia, gratitudine e rinascita: dietro ogni corolla si nasconde una storia affascinante. Ortensia (gratitudine ed emozioni sincere)
le sue grandi e dense infiorescenze comunicano riconoscenza profonda e legami affettivi importanti.
Rosa (amore e sentimento)
è l’emblema dell’amore per eccellenza, ma il messaggio cambia con la sua sfumatura: rossa esprime passione, rosa dolcezza e affetto, bianca purezza e nuovi inizi. Girasole (gioia e vitalità)
solare nell’aspetto e nel nome, rappresenta energia, ottimismo e resilienza per la sua costante ricerca della luce. Orchidea (eleganza e fascino)
raffinata ed esotica, incarna la bellezza, la sensualità e il fascino magnetico. È il dono perfetto per una persona davvero speciale.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
I.P.
Il Teatro Sociale accende l’autunno di Como Il sipario si alza su un autunno ricco di grandi nomi, nuove produzioni e occasioni per vivere il Teatro in modi sempre diversi. La Stagione 2026-27, dal titolo VOLT – Non esiste progresso senza curiosità, sarà dedicata alla SCIENZA, nell’importante anniversario del bicentenario della scomparsa di Alessandro Volta. Un filo conduttore che attraverserà il cartellone e che conferma il Teatro Sociale di Como come punto d’incontro e luogo di cultura per la città, capace di affiancare allo spettacolo la divulgazione, la scoperta e la partecipazione. Si parte il 2 ottobre con Vincenzo Schettini e Alessandro Volta, la fisica che accende il futuro, appuntamento a ingresso libero che apre idealmente un cartellone nel quale cultura e divulgazione si incontrano. Pochi giorni dopo, il 9 e 11 ottobre, spazio all’opera con Death in Venice di Benjamin Britten, tratta dalla celebre novella di Thomas Mann, con il Coro OperaLombardia e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali.
La musica continua il 13 ottobre con Alexandra Dovgan, protagonista di un programma dedicato a Čajkovskij, Chačaturjan e Šostakovič, con Emmanuel Tjeknavorian alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano , mentre il 15 ottobre Corrado d’Elia porta in scena Galileo, oltre le stelle. A novembre torna la grande opera: il 13 e 15 novembre è la volta de L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini, in un nuovo allestimento diret-
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to da Alessandro Palumbo con la regia di Fabio Cherstich. Tra gli appuntamenti più attesi anche Vinicio Capossela, che il 18 novembre arriva con “E morte non avrà dominio”, Ballad Opera liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas, insieme a Pierpaolo Capovilla.
E i grandi nomi continuano: il 9 e 10 dicembre Silvio Orlando affronta Pirandello ne Il berretto a sonagli, mentre il 16 dicembre Neri Marcorè rende omaggio a Giorgio Gaber e Sandro Luporini con Gaber “Mi fa male il mondo”.
UN TEATRO CHE DIVENTA CITTÀ DELLA SCIENZA
Il 22 novembre il Sociale cambia completamente volto con il Volta Day. Per un’intera giornata le poltrone lasceranno spazio a una vera e propria “cittadella della scienza”: dalla platea al foyer fino ai palchi, ogni ambiente ospiterà attività gratuite, laboratori per bambini, giochi, cacce al tesoro, escape room, incontri e proiezioni dedicate al metodo scientifico e alla figura di Alessandro Volta. Il 27 novembre la scena si apre alla danza internazionale con la Compagnie Hervé Koubi e Les Nuits Barbares ou les premiers matins du monde. Dicembre inizia invece nel segno dell’opera con il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, in programma il 4 e 6 dicembre.
A chiudere l’anno, il 31 dicembre, sarà la magia de Lo Schiaccianoci con il Balletto di Siena. E per chi vorrà prolungare la serata, dopo lo spettacolo il palcoscenico del Teatro diventerà una location d’eccezione per la cena di gala di Capodanno, aspettando insieme la mezzanotte.
Per conoscere il programma completo, gli orari, i protagonisti e tutte le informazioni sugli spettacoli, è possibile consultare il sito ufficiale del Teatro Sociale di Como: teatrosocialecomo.it
SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Quando i fiori diventano gioielli eterni Rose, camelie, orchidee e quadrifogli: la natura ispira da sempre le grandi Maison, trasformando forme e colori in creazioni preziose capaci di attraversare il tempo.
Per Christian Dior, ad esempio, la rosa era molto più di un fiore: rappresentava un ricordo d’infanzia indissolubile, legato alla casa di famiglia a Granville, in Normandia, e al giardino curato dalla madre Madeleine. Quel microcosmo di profumi e petali è rimasto impresso nel suo immaginario, diventando una delle ispirazioni della Maison. Un legame che rivive nella collezione “La Rose Dior”, dove il fiore viene scolpito nell’oro e nelle gemme riproducendone non solo i petali, ma anche lo stelo e persino le spine. Anche Bulgari ha eletto la natura a propria firma preziosa con “Fiorever”, nome nato dall’unione di fiore e forever: una corolla a quattro petali tempestata di diamanti, simbolo di gioia, vitalità e bellezza senza tempo.
La camelia è invece uno dei simboli più riconoscibili di Chanel, il fiore prediletto da Gabrielle Chanel e trasformato nel tempo in un motivo ricorrente anche nelle creazioni di Alta Gioielleria. Van Cleef & Arpels ha fatto del quadrifoglio un portafortuna prezioso: dal 1968 le forme della celebre collezione Alhambra accompagnano la storia della Maison, declinate in oro, pietre dure e gemme. Se la rosa è da sempre simbolo d’amore, l’orchidea porta nel mondo dei gioielli fascino ed eleganza: a questo fiore Cartier ha dedicato la spettacolare spilla “Iridacée” del 2016, una vera e propria scultura preziosa. Realizzata a partire da un blocco di ametista lavorato secondo l’antica arte della glittica, è montata su oro bianco e giallo, impreziosita da pavé di diamanti e custodisce al centro un raro diamante giallo intenso da 0,81 carati.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
I.P.
The Padel Resort, il piacere di stare insieme Sport, gusto ed eventi: a Como un luogo da vivere e condividere.
Al The Padel Resort, a Como, sport e tempo libero convivono con naturalezza in un ambiente contemporaneo pensato per essere vissuto ben oltre il campo da gioco. Si può arrivare con la racchetta in mano oppure semplicemente per sedersi a tavola da Kùm, bere un cocktail al Lounge Bar, incontrare gli amici o partecipare a un evento. PADEL, NATURALMENTE
Il cuore più dinamico del Resort è naturalmente il padel, con 11 campi a disposizione degli appassionati. A completare l’offerta ci sono una palestra Technogym panoramica, lezioni private e servizi dedicati alla preparazione fisica e al benessere. Un ambiente adatto a chi gioca abitualmente, ma anche a chi desidera avvicinarsi a uno sport che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio. E qui la partita può essere soltanto l’inizio: dopo l’ultimo punto, la giornata continua.
La proposta accompagna diversi momenti della giornata: dal pranzo alla cena, passando per brunch e snack, fino all’aperitivo. Perché Kùm non vuole essere semplicemente “il ristorante del padel”, ma un indirizzo da scegliere anche indipendentemente dallo sport, per incontrarsi e godersi il piacere della buona cucina. UN DRINK, DUE CHIACCHIERE E IL TEMPO RALLENTA
KÙM, IL PIACERE DI STARE A TAVOLA
Non serve infatti avere una racchetta in mano per vivere The Padel Resort. Una delle sue anime più interessanti è Kùm, il ristorante Casual Fine Dining, pensato anche per chi desidera semplicemente concedersi un pranzo o una cena in un ambiente curato, contemporaneo e rilassato. La cucina segue il ritmo delle stagioni, valorizzando ingredienti locali e materie prime selezionate attraverso una proposta creativa, attenta all’equilibrio e alla leggerezza. Una filosofia che ben si inserisce in un luogo dedicato allo stare bene, dove sport e piacere della tavola convivono con naturalezza.
A completare l’esperienza c’è il Lounge Bar, forse l’espressione più informale e conviviale del Resort. Il posto giusto per fermarsi dopo una partita, certo, ma anche per darsi appuntamento per un aperitivo, bere un cocktail con gli amici o concedersi un momento di relax. Gli ambienti interni dialogano con il dehor e gli spazi all’aperto, invitando a rallentare e a prolungare il piacere dello stare insieme. È proprio questa possibilità di scegliere come vivere il luogo, sport, tavola, aperitivo o semplicemente un incontro, a rendere particolare l’esperienza di The Padel Resort.
E SE L’OCCASIONE È SPECIALE…
La stessa versatilità si ritrova nella proposta dedicata agli eventi. The Padel Resort può trasformarsi nello scenario per meeting e presentazioni, team building e tornei aziendali, ma anche cene ed eventi privati, con la possibilità di creare formule che uniscono attività sportiva e ristorazione. A disposizione anche una sala meeting con oltre 50 posti e attrezzature multimediali, oltre alla terrazza e agli spazi che permettono di costruire occasioni diverse a seconda delle esigenze. www.thepadelresort.it
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Il potere rigenerante dell’energia delle piante e della natura Nel bosco salutare più grande d’Europa, tra bioenergia, benessere e alta cucina.
“Bioenergetic Landscapes” è un’innovativa tecnica per studiare gli effetti del bioelettromagnetismo vegetale sul corpo umano e progettare spazi verdi terapeutici in Italia e all’estero. È stata ideata da Marco Nieri, bioricercatore ed esperto in ecodesign e salute dell’habitat. Nel bosco di 130 mila metri quadrati del Natural Relais Tenuta de l’Annunziata, a Uggiate con Ronago, sono stati monitorati 40 alberi selezionati
per le loro caratteristiche bioenergetiche. Castagni, faggi, betulle, querce, sorbi e agrifogli fanno parte di un percorso immerso nella natura, dove si trovano aree bioenergetiche che possono favorire il benessere della mente e del corpo, contribuendo a ridurre lo stress psico-fisico e a ritrovare una sensazione di equilibrio e armonia. La Tenuta de l’Annunziata, premiata con cinque girasoli – il massimo riconoscimento per gli agriturismi –, dal 2026 è testimonial del marchio “Lago di Como – un mondo unico al mondo”, ruolo conferitole dalla Camera di Commercio Como-Lecco in occasione della Borsa Internazionale del Turismo. In occasione dell’edizione 2026, il bosco bioenergetico è stato inoltre il palcoscenico di “Fuori Orticolario”, che ha affrontato il tema “Topografia dell’Invisibile”: un viaggio immaginativo attraverso natura, respiro e percezione. A completamento di questo percorso rigenerante tra gli alberi, il Relais di charme mette a disposizione ulteriori esperienze personalizzate nell’area wellness, concepite per prolungare i benefici del contatto con la natura. Anche la proposta gastronomica, che celebra la cucina mediterranea e le eccellenze del territorio, offre un’esperienza autentica in armonia con l’ambiente circostante. www.tenutadelannunziata.it
COLLEZIONI DI PORCELLANE DI ALTA QUALITÀ PER IL SETTORE HORECA
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
I.P.
Coltivare la cura Dalla prevenzione oncologica alla cura della comunità: la storia di Erone ETS, dove “coltivare” diventa un nuovo paradigma di sanità, cultura e radicamento territoriale.
Ci sono parole che siamo abituati ad associare alla medicina: diagnosi, terapia, prevenzione. “Coltivare” non è tra queste. Su questo terreno che nel 2011 nasce Erone ETS, associazione impegnata nella prevenzione oncologica e nel sostegno ai cittadini con tumore. “Oggi lo fanno in tanti, ma quando iniziammo – racconta il Presidente Alberto Vannelli - fummo buoni profeti nell’annunciare un nuovo paradigma di cura con lo slogan: creare un’idea per istruire una coscienza oncologica”. Da quel primo seme sono cresciuti negli anni progetti diversi; un nuovo modello di fare sanità e che è valso nel 2021 il premio Malgesini. “Erone Contest”, il primo modello italiano che ha portato la prevenzione oncologica nelle scuole usando l’arte. “Erone in musica”, coinvolgendo la cittadinanza per ricordare che la cultura della salute, come la musica, esiste davvero solo quando viene condivisa. “Erone sport e terapia integrata”
il canottaggio è diventato strumento di recupero e benessere per le donne operate di tumore della mammella e, allo stesso tempo, un invito rivolto a tutta la cittadinanza a riconoscere nello sport un modello di comportamento etico. Ma una pianta cresce anche grazie alle proprie radici: Vannelli, con oltre dieci anni di esperienza nella chirurgia del colon-retto all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è l’erede di una scuola che ha segnato anche il suo modo di intendere il rapporto con chi affronta una diagnosi di tumore. È da questa esperienza che sono germogliati: il gruppo di auto-mutuo-aiuto, reso possibile grazie alla donazione in memoria di Giusy Muttoni, e il progetto per mettere gratuitamente a disposizione dei pazienti stomizzati un infermiere dedicato. Perché anche l’intervento chirurgico tecnicamente migliore ha bisogno, per dare pienamente i suoi frutti, di qualcuno che sappia accompagnare
la persona nel ritorno alla propria vita. Erone ETS ha però scelto di coltivare anche un altro patrimonio: quello della comunità alla quale appartiene. Da questa visione nasce Profilo Pliniano, progetto nazionale, dedicato a Plinio il Vecchio. Cultura, territorio, divulgazione e identità si incontrano per restituire a Como una delle sue radici più universali e trasformarla in un’occasione contemporanea di incontro, attraverso anche un riconoscimento destinato agli italiani che con il proprio agire hanno saputo interpretare il profilo umanista dello scienziato. Erone ETS coltiva oggi qualcosa di cui non vedremo immediatamente il risultato. Un ragazzo che impara a conoscere il proprio corpo, una persona che dopo un intervento ritrova autonomia e sicurezza, un cittadino più consapevole, una comunità che riscopre le proprie radici. Se la medicina può curare una malattia, la cura, per crescere, ha bisogno di un terreno molto più grande.
SOSTIENI L’ASSOCIAZIONE CC bancario intestato a Associazione Erone ETS Via Palestro, 15 Como (CO) +39 3914948157 CF: 97611650157 www.eroneets.it
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CRÈDIT AGRICOLE C/C 01043/0000015039576 IBAN IT57E0623052380000015039576 BIC CRPPIT2PXXX
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Segreti per una pelle di seta: i consigli di Giada Il rituale di bellezza legato alla nobile arte della seta: dalla tradizione dei filati comaschi a una cosmetica contemporanea che valorizza le virtù della proteina naturale per una pelle luminosa e levigata. La tradizione tessile del Lago di Como incontra la cosmetica d’avanguardia grazie all’intuizione di Giada Mieli, che ha saputo valorizzare le straordinarie virtù della Sericina Integra, una preziosa proteina naturale estratta direttamente dai fili di seta. Capace di creare un velo protettivo, idratante e levigante sulla pelle, la sericina è la protagonista ideale per una routine quotidiana d’ispirazione botanica e sensoriale. Ecco i passaggi fondamentali per costruire un rituale di bellezza completo e naturale: DETERSIONE DELICATA E PROFONDA
Il primo gesto per una pelle luminosa parte da una detersione accurata ma mai aggressiva. L’utilizzo della doppia detersione o di un sapone naturale arricchito con proteine della seta consente di rimuovere le impurità quotidiane rispettando il naturale equilibrio idrolipidico dell’epidermide.
mule nutrienti su labbra, mani e corpo protegge dai fattori ambientali esterni e mantiene la pelle morbida e vellutata. CURA DEI CAPELLI E RIPOSO NOTTURNO
PREPARAZIONE E IDRATAZIONE CONCENTRATA
Le proprietà elasticizzanti e protettive della seta si prendono cura anche della chioma attraverso lavaggi e impacchi ristrutturanti. Infine, riposare durante la notte su una federa in pura seta riduce lo sfregamento meccanico su viso e capelli, aiutando a preservare l’idratazione cutanea fino al mattino.
Dopo la pulizia, è importante risvegliare i tessuti con formule fluide e idratanti. L’applicazione di booster e sieri intensivi alla sericina aiuta a contrastare i segni del tempo, donando immediatezza e freschezza al viso. IMPACCHI E MASCHERE RIGENERANTI
Concedersi una pausa periodica con una maschera ad azione ultra-idratante o rigenerante permette di nutrire la pelle in profondità, restituendo tono, compattezza e luminosità ai tratti del volto. NUTRIMENTO PER CORPO, MANI E LABBRA
La cura della pelle si estende all’intero corpo. L’applicazione quotidiana di for-
Esperienza e professionalità al servizio di chi vuole scoprire il Lago di Como. Trasferimenti ed escursioni in motoscafo per raggiungere le più belle località del Lario: Cernobbio, Tremezzo, Bellagio, Varenna, Menaggio, Villa Balbianello e Isola Comacina. www.cmlcomo.com | info@cmlcomo.com
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
L’arte del centrotavola Dalla scelta dei materiali alla composizione finale, le regole fondamentali per realizzare un centrotavola armonioso e originale. Creare un centrotavola non significa semplicemente accostare dei fiori. Dietro ogni composizione ci sono tecnica, proporzioni, equilibrio e creatività. Bastano però alcune semplici regole e i consigli giusti per avvicinarsi all’arte floreale e realizzare con le proprie mani un centrotavola armonioso e originale. Nell’arte floreale una composizione può essere realizzata seguendo due impostazio-
CENTROTAVOLA ASIMMETRICO GARDEN STYLE
Una composizione dal fascino romantico e naturale, con rose, lisianthus, ortensie e fresie disposte a diverse altezze. Al centro, una candela bianca completa l’insieme e crea un’atmosfera calda ed elegante. ni principali: simmetrica o asimmetrica. Nella prima, fiori e verde vengono distribuiti in modo regolare ed equilibrato; nella seconda, forme e volumi sono disposti in modo libera, creando movimento. Per iniziare scegliamo la soluzione più semplice: il centrotavola simmetrico e semicompatto; vediamo come realizzarlo, seguendo alcune semplici regole di composizione. I MATERIALI
Per prima cosa scegliamo un contenitore ben proporzionato alla composizione: indicativamente non dovrebbe occupare Un piccolo giardino fiorito che si sviluppa lungo la tavola, ideale per valorizzare più di un terzo della superficie finale. Può un tavolo rettangolare. Ortensie, rose, alchemilla, mini gerbere, Cotinus coggygria e Scabiosa stellata giocano su altezze e volumi diversi, creando un effetto naturale, essere decorativo oppure semplicemente tecnico, come una ciotola di plastica, che leggero e scenografico. CENTROTAVOLA IN STILE VEGETATIVO
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
andrà poi accuratamente nascosta con il verde. Servirà quindi una mattonella di spugna per fiori, da tagliare e sagomare in base al contenitore, immergere preventivamente nell’acqua e fissare con cura. In alternativa si possono utilizzare strutture realizzate con rami o reti metalliche opportunamente inserite nel contenitore. INIZIAMO A COMPORRE
Copriamo la spugna con il verde, partendo dall’esterno e andando verso il centro, senza esagerare con la quantità. Poi inseriamo i fiori, dopo aver tagliato i gambi in diagonale. È importante farli entrare nella spugna per almeno 4-5 centimetri, così resteranno stabili e potranno assorbire bene l’acqua. Per una composizione semplice e simmetrica, disponiamo i fiori
CENTROTAVOLA CLASSICO GARDEN STYLE
Una composizione dall’effetto naturale e romantico, realizzata con rose, lisianthus, astilbe, Ammi majus, dalie e ortensie, arricchita da bacche di edera. in modo regolare, facendo convergere i gambi verso il centro. Partiamo dai fiori più grandi, come le rose, aggiungiamo quelli di media grandezza e completiamo con i più piccoli. L’ULTIMO SGUARDO
CENTROTAVOLA MODERNO SU STRUTTURA DI SALICE
Una composizione originale e contemporanea, realizzata su una struttura intrecciata di salice contorto, impreziosita da Phalaenopsis, Persicaria e Phytolacca. Al centro è possibile inserire anche una bella candela a moccolo, per creare un punto luce e rendere l’atmosfera della tavola ancora più suggestiva.
Una volta terminato il centrotavola, allontaniamoci di qualche passo e osserviamolo nel suo insieme. Guardarlo da una certa distanza ci aiuterà a capire se forme, volumi e colori sono ben equilibrati e a individuare più facilmente eventuali piccoli errori da correggere. A questo punto il centrotavola è pronto. Con un po’ di pratica sarà sempre più facile prendere confidenza con fiori, proporzioni e abbinamenti, fino a trovare il proprio stile. Una volta apprese le regole di base, infatti, non resta che sperimentare e lasciarsi guidare dalla creatività.
Consigli di Rudy Casati, floral designer e docente di Arte Floreale alla Scuola della Fondazione Minoprio ITS Academy, Vertemate con Minoprio (Como)
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I.P.
CFP: cerchiamo talenti per formare professionisti Dalla cucina al benessere, formazione ed esperienza si incontrano per preparare i ragazzi al mondo del lavoro.
le” che permette ai ragazzi di conoscere da vicino ritmi, processi e dinamiche del lavoro. E le esperienze possono andare anche molto lontano da Como. Grazie ai progetti Erasmus+, gli studenti hanno
mettendo ai ragazzi di mettere alla prova quanto appreso e confrontarsi con la realtà professionale. Il percorso può proseguire con il quarto anno e portare al Diploma professionale di Tecnico dei trattamenti estetici o di Tecnico dell’acconciatura. UNA SCUOLA CHE CONTINUA ANCHE DOPO LE LEZIONI
“Imparare facendo, scoprire le proprie capacità e trasformarle, passo dopo passo, in una professione” È questa la filosofia del CFP della Provincia di Como, dove la formazione non si ferma alle lezioni in aula, ma passa attraverso laboratori, esperienze in azienda, progetti internazionali e occasioni per mettersi concretamente alla prova. Tra i percorsi proposti, cucina e benessere raccontano bene questo approccio: due mondi apparentemente diversi, accomunati dalla necessità di acquisire tecnica, manualità, attenzione, creatività e capacità di relazione. IMPARARE CUCINANDO
Nel settore della ristorazione, gli allievi imparano a confrontarsi con una professione fatta di tecnica, organizzazione e creatività. La formazione in aula e nei laboratori viene affiancata dall’alternanza in azienda, la vera “palestra professiona-
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l’opportunità di svolgere tirocini all’estero e confrontarsi con realtà internazionali. Tra le esperienze più prestigiose anche la preparazione di una cena di gala alla Reggia di Versailles, insieme a partner internazionali. CFP: LA MANO CHE PENSA... GESTI PER IL BENESSERE
Nel settore Benessere, il CFP di Como propone percorsi dedicati all’Estetica e all’Acconciatura, dove preparazione tecnica, manualità e capacità di relazione si incontrano. Nei laboratori gli allievi imparano concretamente la professione: dai trattamenti estetici e dalla cura della persona alle tecniche dedicate ai capelli, senza dimenticare l’accoglienza e il rapporto con il cliente. Anche qui il contatto con il mondo del lavoro è fondamentale: a partire dal secondo anno la formazione si alterna con periodi di tirocinio in azienda, per-
A completare il percorso c’è Scuola Aperta, lo spazio pomeridiano nel quale gli allievi possono studiare, partecipare a laboratori professionali aggiuntivi e prendere parte ad attività ed eventi. Un modo per vivere la scuola non soltanto come luogo di formazione, ma anche di incontro, crescita e socializzazione. E il futuro della formazione professionale guarda ancora più avanti: con la Riforma dei Diplomi Professionali, il CFP ha già avviato nei settori cucina e sala-bar il nuovo percorso che consentirà di proseguire fino al Diploma di Stato e all’accesso all’Istruzione Tecnica Superiore. Cucina, benessere, esperienze in azienda e opportunità internazionali: percorsi diversi, uniti da una stessa idea di formazione. Al CFP di Como ogni ragazzo può mettere alla prova le proprie capacità, scoprire il proprio talento e farlo crescere giorno dopo giorno. Perché anche una professione, proprio come una pianta, nasce da qualcosa che va coltivato con cura, esperienza e passione. Tutte le info su cfpcomo.com
SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
/Ricette Tagliolini con crema di zafferano, salsiccia croccante e calendula INGREDIENTI
320 g di tagliolini all’uovo 250 g di salsiccia 1 bustina di zafferano 1 noce di burro 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
200 ml di panna fresca da cucina 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva Petali di calendula eduli Sale e pepe q.b.
Caponata dell’Orto in Fiore
PROCEDIMENTO
Privare la salsiccia del budello e sgranarla con le mani. Rosolarla in una padella antiaderente con un filo d’olio fino a renderla ben dorata e leggermente croccante. In un pentolino scaldare la panna con il burro, unire lo zafferano e mescolare fino a ottenere una crema liscia. Aggiungere il Parmigiano e amalgamare bene. Cuocere i tagliolini in abbondante acqua salata e scolarli al dente, conservando un mestolino di acqua di cottura. Versare i tagliolini nella padella con la salsiccia, aggiungere la crema allo zafferano e mantecare delicatamente. Se necessario, unire poca acqua di cottura per ottenere una consistenza morbida e avvolgente. Impiattare completando con una macinata di pepe nero e qualche petalo di calendula edule. IL CONSIGLIO
Per un risultato ancora più goloso, sostituisci metà del Parmigiano con Pecorino Romano: la crema acquisterà più carattere e il contrasto con la dolcezza dello zafferano sarà davvero irresistibile.
INGREDIENTI
1 cipolla e ½ 3 coste di sedano 2 cucchiaini di capperi 1 manciatina di pinoli 1 manciatina di uvette 25 g di zucchero ½ bicchiere di aceto di mele ½ bicchiere di vino rosso
Olive nere denocciolate 2 peperoni (1 giallo e 1 rosso) 2 zucchine 3 melanzane grosse Olio extravergine di oliva Olio di semi per friggere Sale q.b.
PROCEDIMENTO
Rosolare la cipolla tagliata a listarelle fini con l’olio, quindi aggiungere un po’ alla volta il vino rosso e l’aceto di mele. Aggiungere quindi i capperi, i pinoli, le uvette e lo zucchero. Nel frattempo bollire il sedano per circa 5 minuti, in modo che risulti più tenero. Tagliarlo a fettine e aggiungerlo al resto. Tagliare le melanzane e le zucchine a cubetti e i peperoni a listarelle. Quindi friggerli in abbondante olio bollente fino a renderli leggermente dorati. Scolarli e asciugarli su carta da cucina. Aggiungere anche le verdure fritte al resto, regolare di sale e zucchero secondo il proprio gusto, aggiungere le olive nere e lasciare cuocere ancora per 7-8 minuti. Quindi coprire con un coperchio e lasciar macerare in frigorifero per almeno 6 ore. Prima di servire riscaldarla leggermente. È ottima da sola oppure accompagnata da formaggi o pesce alla brace o bollito. IL CONSIGLIO
Preparatela il giorno prima: sarà ancora più saporita. Prima di servirla, completate con basilico e timo per un tocco fresco e profumato.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Filetto di branzino alle erbe, zucchine e fiori eduli INGREDIENTI
4 filetti di branzino con la pelle 2 zucchine 1 limone non trattato 1 rametto di timo o maggiorana
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva Fiori eduli misti (nasturzio, viola, calendula o borragine) Sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO
Lavare le zucchine e tagliarle a nastri molto sottili con una mandolina o un pelapatate. Saltarle velocemente in padella con un filo d’olio, lasciandole leggermente croccanti. Regolare di sale e pepe e profumare con qualche fogliolina di timo o maggiorana. Scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio e adagiare i filetti di branzino dalla parte della pelle. Cuocere per alcuni minuti, fino a quando la pelle sarà dorata e croccante. Girare delicatamente i filetti e terminare la cottura per altri 2-3 minuti. Condire le zucchine con qualche goccia di succo di limone e disporle al centro del piatto. Adagiare sopra il filetto di branzino e completare con un filo d’olio extravergine, una grattugiata di scorza di limone e fiori e petali eduli, aggiunti solo all’ultimo momento per conservarne colori e freschezza. IL CONSIGLIO
Aggiungete i fiori eduli solo all’ultimo momento: manterranno intatti colore e freschezza, rendendo il piatto ancora più elegante.
Filetto di maiale “Sapore d’autunno” INGREDIENTI
1 filetto di maiale da circa 600 g 100 g di pancetta a fette sottili 2 cucchiai di senape dolce 2 mele 200 g di cipolline borettane 2 cucchiai di miele 3 cucchiai di aceto di mele
½ bicchiere di Marsala secco 1 spicchio d’aglio o 1 scalogno Rosmarino Olio extravergine di oliva Sale e pepe Fiori eduli per decorare
PROCEDIMENTO
Spennellare il filetto con la senape dolce, quindi avvolgerlo con le fette di pancetta, facendole aderire bene alla carne. Rosolare il filetto in una padella con un filo d’olio, l’aglio o lo scalogno e il rosmarino, facendolo dorare bene su tutti i lati. Sistemarlo quindi in una teglia insieme alle cipolline e alle mele tagliate a spicchi. Mescolare il miele con l’aceto di mele e il Marsala secco e versare il tutto nella teglia. Regolare di sale e pepe. Cuocere in forno a 180°C per circa 25-30 minuti, bagnando di tanto in tanto il filetto con il suo fondo di cottura, fino a quando la pancetta sarà dorata e mele e cipolline leggermente caramellate. Lasciare riposare la carne per qualche minuto, quindi tagliarla a medaglioni e servirla con mele, cipolline e il suo fondo agrodolce. Completare con fiori eduli freschi aggiunti solo al momento di servire. IL CONSIGLIO
Aggiungete i fiori soltanto al momento di servire, per dare colore al piatto e un delicato richiamo floreale, perfetto per la tavola d’autunno.
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
Cheesecake ai frutti di bosco e violette candite PER LA BASE
250 g di biscotti Digestive 100 g di burro fuso PER LA CREMA
500 g di formaggio spalmabile 200 ml di panna fresca da montare 80 g di zucchero a velo
scorza grattugiata di ½ limone biologico PER DECORARE
3-4 cucchiai di confettura ai frutti di bosco frutti di bosco freschi violette candite foglioline di menta
PROCEDIMENTO
Sbriciolare i biscotti e unirli al burro fuso. Distribuire il composto sul fondo di una tortiera a cerniera, compattandolo bene con il dorso di un cucchiaio. Riporre in frigorifero per circa 30 minuti. Montare la panna e incorporarla delicatamente al formaggio spalmabile, precedentemente lavorato con lo zucchero a velo e la scorza di limone, fino a ottenere una crema soffice e omogenea. Versare la crema sulla base di biscotti e lasciare rassodare in frigorifero per almeno 4 ore. Prima di servire, distribuire la confettura ai frutti di bosco sulla superficie, decorare con frutti di bosco freschi, qualche violetta candita e alcune foglioline di menta. IL CONSIGLIO
Per dare più carattere alla base, aggiungete ai biscotti sbriciolati una manciata di mandorle tritate: creeranno un piacevole contrasto con la morbidezza della crema.
Sogno al limone in fiore INGREDIENTI
250 g di biscotti tipo Savoiardi 500 g di yogurt al limone 250 ml di panna fresca da montare 70 g di zucchero a velo Scorza grattugiata di 1 limone
Per la bagna 80 ml di limoncello 120 ml di acqua Per decorare Fettine o scorza di limone Fiori eduli Foglioline di menta
PROCEDIMENTO
Montare la panna con lo zucchero a velo e incorporarla delicatamente allo yogurt al limone, aggiungendo la scorza grattugiata. Diluire il limoncello con l’acqua e bagnare velocemente i biscotti, quindi disporne uno strato sul fondo. Coprire con la crema al limone e proseguire alternando biscotti e crema. Terminare con uno strato di crema e lasciare riposare in frigorifero per almeno 4 ore. Prima di servire, decorare con scorza di limone, fiori e qualche fogliolina di menta. IL CONSIGLIO
Per una presentazione più elegante, preparate il dolce in monoporzioni, utilizzando coppe tipo da “Martini”. Alternate direttamente nel bicchiere i biscotti bagnati al limoncello e la crema, terminando con fiori, scorza di limone e menta. Un dessert fresco e scenografico, perfetto anche da preparare in anticipo. IMMAGINI DELLE RICETTE GENERATE CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE (FIREFLY)
I sapori della tradizione comasca incontrano una cucina creativa e stagionale, tra piatti del territorio, specialità di carne e l’immancabile polenta... Via Cantore, 6 - Civiglio (CO) Tel. 031 364083 - helisa1990@gmail.com
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SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
/Appuntamenti NASTRI DI FERRO E FILI DI SETA
MORAZZONE A COMO A 400 anni dalla morte del grande pittore lombardo Como, celebra Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, tra i protagonisti della pittura del Seicento italiano. La mostra ripercorre il legame dell’artista con la città, dove soggiornò tra il 1608 e il 1613, attraverso importanti testimonianze della sua attività, tra cui “Caino uccide Abele”, “Le stimmate di San Francesco” e la suggestiva “Incoronazione della Madonna” affrescata sulla volta della Sacrestia. Duomo di Como Sacrestia dei Mansionari Fino al 31 dicembre 2026 Il percorso è accompagnato da approfondimenti e itinerari dedicati alle opere del Morazzone conservate a Como e sul territorio. www.beniartistici.diocesidicomo.it
Il Neogotico veneziano sul Lago di Como Al Museo della Seta di Como una serata dedicata a Villa Pliniana, tra sete d’Oriente e suggestioni romantiche che intrecciano il Lago di Como e Venezia. Il programma prevede una visita guidata al Museo, seguita da un aperitivo e dalla relazione del dott. Paride Zappavigna. Museo della Seta di Como via Castelnuovo 9, Como Martedì 6 ottobre 2026 Visita guidata ore 18.30 Aperitivo ore 19.30 - Relazione ore 20.30 Offerta minima € 30 a persona Info e prenotazioni 329 211 9460 - 333 445 9095 valerio.peverelli@bancagenerali.it
UMANITÀ AL LAVORO GUIDO BORIANI Mostra antologica Una mostra antologica dedicata a Guido Boriani ripercorre il percorso artistico del pittore, milanese di nascita e comasco d’adozione. Una selezione di opere di periodi e ispirazioni differenti offre l’occasione per conoscere da vicino l’evoluzione della sua ricerca pittorica. Spazio Diaz Como via Diaz 58, Como 9, 10 e 11 ottobre 2026 Inaugurazione venerdì 9 ottobre, ore 18.30 Sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30 Ingresso libero
La pittura di Baldassare Longoni Villa Bernasconi rende omaggio a Baldassare Longoni, “pittore del Lago di Como”, nel 150° anniversario della nascita. Cuore della mostra è il monumentale trittico “Terra dorata d’Italia”, tre grandi tele dedicate all’aratura, alla mietitura e al lavoro nei campi, che raccontano il rapporto tra uomo, natura, lavoro e paesaggio. Villa Bernasconi Largo Campanini 2, Cernobbio Fino al 5 ottobre 2026 Venerdì, sabato, domenica e lunedì Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria su www.villabernasconi.it
DA 47 ANNI ACCANTO A MAMME E BAMBINI
Siamo sul territorio comasco per offrire accoglienza, ascolto e sostegno a mamme, bambini e famiglie in difficoltà. Operiamo con le nostre volontarie e con educatrici professioniste nelle comunità di Como, Lipomo e Villaguardia.
Viale Cesare Battisti, 8 - Como +39 031 279322 - +39 333 4911264 cavcomo@outlook.com www.centrodiaiutoallavita.it
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LA VOSTRA DONAZIONE DIVENTA AIUTO CONCRETO
Con il vostro sostegno possiamo accogliere mamme e bambini in emergenza, sostenere gravidanze difficili e realizzare progetti educativi, accompagnando le donne verso una maggiore autonomia.
COME AIUTARCI
SPECIALE ORTICOLARIO / 2026
FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ETICA | XVII edizione
DINASTIE D’EUROPA SUL LAGO DI COMO La principessa dei Paesi Bassi e i duchi di Sassonia-Meiningen a Villa Carlotta In occasione del bicentenario della nascita del duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen, Villa Carlotta racconta una delle stagioni più affascinanti della sua storia. Villa Carlotta via Statale 5605 – Tremezzina (CO) Fino all’8 dicembre 2026 Tutti i giorni 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) Mostra inclusa nel biglietto di ingresso www.villacarlotta.it
Lodi torna a essere capitale del fotogiornalismo con il Festival della Fotografia Etica, un viaggio per immagini attraverso i grandi temi della contemporaneità. Oltre 30 mostre, tra cui il World Press Photo 2026, accompagnate da incontri, visite guidate, presentazioni e videoproiezioni. Diverse sedi nel centro storico di Lodi Dal 26 settembre al 25 ottobre 2026 Sabato e domenica 9.30 – 20.00 In settimana visite accompagnate su prenotazione www.festivaldellafotografiaetica.it
MUSEO BARCA LARIANA Duemila anni di storia e cultura nautica sul Lago di Como A Pianello del Lario, all’interno di una suggestiva filanda ottocentesca, il Museo Barca Lariana custodisce centinaia di imbarcazioni storiche, dai barconi da lavoro alle gondole, dalle barche a vela ai motoscafi da competizione, insieme a motori e oggetti d’epoca, raccontando due millenni di cultura, tecnica e vita sul lago. Museo della Barca Lariana Via Regina 1268 - Pianello del Lario (CO) Da giovedì a domenica, 10.00 – 18.00 www.museobarcalariana.it
PICABIA APRIRE LE PORTE DELLA NOTTE La grande mostra dedicata a Francis Picabia La più ampia mostra mai realizzata in Italia su Francis Picabia, tra le figure più originali dell’arte del Novecento. Oltre 170 opere, tra dipinti, disegni, fotografie e documenti provenienti da collezioni internazionali, raccontano un artista in continua trasformazione. Palazzo Reale Piazza Duomo 12 – Milano Dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 www.palazzorealemilano.it
SCHIAVOCAMPO MATISSE IL MONDO IN UNA STANZA Henri Matisse al MUDEC di Milano Una grande mostra che esplora l’universo creativo dell’artista attraverso gli interni, i colori, le forme e gli oggetti che popolano le sue opere. Le stanze dell’artista diventano spazi aperti sul mondo, in un percorso che racconta incontri tra culture, memorie e suggestioni diverse. MUDEC – Museo delle Culture via Tortona 56, Milano Dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 www.mudec.it
Pittura e scultura al Palazzo delle Paure Una grande mostra dedicata a Paolo Schiavocampo, pittore e scultore nato a Palermo nel 1924 e scomparso nel 2022. L’esposizione ripercorre la lunga ricerca dell’artista attraverso pittura e scultura, raccontando una personalità del panorama artistico italiano del secondo Novecento e la sua continua sperimentazione tra forme, materia e linguaggi espressivi. Palazzo delle Paure Piazza XX Settembre 22 – Lecco Dal 3 ottobre al 22 novembre 2026 www.simulecco.it
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Lepas L8: consumo carburante ponderato misto: 2,2 l/100km; consumo energia elettrica ponderato misto: 13,7 kWh/100km; emissioni CO2 ponderate miste: 53 g/km. I dati di “Potenza complessiva” e “Coppia complessiva” sono da intendersi come calcolo effettuato dal costruttore, risultante dalla somma delle potenze e delle coppie di picco del motore a combustione interna e dei singoli motori elettrici. 1
CLERICI AUTO
TAVERNERIO - SS. Briantea, ang. via Urago 11