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maggio 2010

redazione@quartopotereweb.it | anno I | n° 3

(Reg. Trib. Trani n° 7/10 del 18/03/2010)

Largo Plebiscito 12 70033 - Corato (Ba) tel 080.872.89.01

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l ragazzo che ha di- di Francesco segnato la copertina Monteleone si chiama Marco Testini. È un giovane talento barese, che resiste alla crisi studiando e lavorando senza busta paga chissà per quanto tempo. Ama Anni fa, ho avuto la foruna bellissima ragazza tuna di collaborare con con la quale non sa se Franca Rame, a Milano. potrà creare una famiglia Quando le confidai che “normale”. Me lo ha prevolevo tornare a casa sentato Lia De Venere, mi disse con sarcasmo docente dell’Accademia profetico: “Sei un zotico di Belle Arti. Mi ha chiesto intellettuale. Torni giù? di dargli una paghetta, Morirai di fame”. Quella perché al Sud il salario sentenza ancora mi persembra una concessione seguita. A Marco ho chiee non un diritto. Lia mi sto di rappresentarci gli ha presentato altri artiesterni. Lui non conoscesti, sono tutti andati via.

va i politici e ha dovuto, con premura, informarsi. Nichi ha i panni della “Marianne” di Delacroix, amatissima icona rivoluzionaria francese questa volta a capo di pacifici, fidatissimi cazzuti legionari. Nichi è la “libertà” che guida il popolo, non calpesta i corpi di Frisullo, Fitto, Tedesco…ma il popolo non si vede se non attraverso ombre nere. Eppure Nichi già sta comandando il nuovo assalto ai poteri intoccabili. Ha nominato sette donne in giunta. Contro i rischi della corruzione ha istituito l’anagrafe

degli eletti. Si oppone alle trivellazioni di pozzi petroliferi sulla Murgia, nel golfo di Taranto e nel mare delle Tremiti. Con il suo oppositore Rocco Palese tenterà di ridurre a cinquanta i consiglieri regionali. Dovrà schiarire il rossore della vergognosa disoccupazione giovanile. Noi però non dobbiamo solamente guardare e giudicarlo. Cambiamo il “Fato” di Cicerone con la “Volontà” di Hannah Arendt. L’idea di Progresso collettivo è la forza regolatrice della storia umana. Nel Sud non ci aiutiamo l’un l’al-

tro. Ci piace prevalere sui deboli. Non sappiamo lavorare in gruppo. Ci piacciono i privilegi e le rendite. Siamo furbi. Consideriamo l’azione gratuita tempo perso. Le donne fanno da cornice agli uomini. La laurea è una targa o un voto alle preoccupazioni del futuro. Lo Stato ci frega e noi freghiamo lui. Sono banalità? Anche altrove sono così? Tanto piacere al fischietto. Impegniamoci ad essere più onesti, più solidali, più colti. Buon lavoro, signori e signore della giunta.


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Primo Piano Fratoianni, il pisano, continua il suo impegno dai centri sociali all'assessorato regionale, alle politiche giovanili e alla trasparenza

di Angela Nocco

lottare per il necessario, opporsi al superfluo

Per Nichi il giovane compagno è una forza vantaggiosa e una amicizia inviolabile.

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on quel nome (Nicola) non potevano che mandarlo a Bari. Nel 2004, quando era già leader dei giovani comunisti e operava a Roma, fu inviato dal partito a Bari per organizzare la campagna elettorale che poi vide Vendola Presidente della Regione Puglia. In una regione di destra, con Fitto presidente uscente, lo stratega Fratoianni individuò la via giusta perché la sinistra andasse al governo regionale. E così fu. Oggi, premiato per il suo lavoro, è Assessore Regionale esterno alle politiche giovanili, alla trasparenza

Ass. Nicola Fratoianni

Quella delle politiche giovanili della Regione Puglia è una vera e propria rivoluzione. È una politica che ha smesso di vedere i giovani in maniera paternalistica e li ha messi al centro delle decisioni. Sono loro che costruiscono le politiche giovanili. Per “Bollenti Spiriti” ci

"Volevamo arrivare legalmente al potere... ed alla attuazione del programma. Questa Giunta tutta vendoliana non piace a tutti. Per quanto tempo riuscirete a calmare i mal di pancia del PD? La giunta va valutata nel suo lavoro. Quindi è ancora presto. Ora abbiamo questioni e problemi più importanti delle beghe politiche. Entriamo quindi nel merito della sua delega alle politiche giovanili. Le azioni avviate nella precedente legislatura, mi riferisco a “Bollenti Spiriti”, “Ritorno al Futuro”, “Principi Attivi”, non hanno portato molto in termini di occupazione. Non sono d’accordo.

sono problemi sull’avvio del laboratori per esempio ma comunque in generale sono stati oggetto di critiche rispetto alla loro carenza di concretezza. La politica è soprattutto visione, immaginazione, intuizione oltre che concretezza. Le mie azioni saranno, quindi, nel segno della continuità ma anche della innovazione. Tutto è migliorabile. Come vive questa dimensione istituzionale lei che ha sempre rotto gli schemi? È molto stimolante. Come dicevo prima la politica è immaginare quello che non c’è e che si vorrebbe realizzare. Questo ruolo lo vivo così.

la nuova giunta LOREDANA CAPONE, Vice presidente con delega allo Sviluppo economico – Ricerca e competitività, Attività economiche e consumatori, Industria, Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo, Attività estrattive, Cooperazione. ANGELA BARBANENTE, Assessore con delega alla Qualità del territorio - Assetto del Territorio, Paesaggio, Aree Protette e Beni Culturali, Urbanistica, Politiche abitative. MARIA CAMPESE, Assessore con delega alle Risorse umane, semplificazione, sport - Semplificazione amministrativa, Personale e Organizzazione, Sport per tutti. IDA MARIA DENTAMARO, Assessore con delega al Sud e federalismo - Politiche per il Mezzogiorno, Rapporti con la Commissione Europea, Sistema delle Conferenze interistituzionali, Enti locali e decentramento, Contratti e appalti, Contenzioso amministrativo, Affari generali. ELENA GENTILE, Assessore con delega al Welfare - Lavoro, Politiche di Benessere sociale e Pari Opportu-

nità, Programmazione sociale ed integrazione socio-sanitaria, Pugliesi nel mondo. SILVIA GODELLI, Assessore con delega alle Infrastrutture strategiche e mobilità - Infrastrutture strategiche, Sistema Integrato dei Trasporti, Programmazione Vie di comunicazione. ALBA SASSO, Assessore con delega al Diritto allo studio e formazione - Scuola, Università e Ricerca, Formazione Professionale.

politiche per l’attuazione del programma, Politiche giovanili e innovazione, Cittadinanza attiva e politiche di inclusione dei migranti, Beni confiscati alle mafie, Trasparenza, Comunicazione istituzionale. GUGLIELMO MINERVINI, Assessore con delega alle Infrastrutture strategiche e mobilità - Infrastrutture strategiche, Sistema Integrato dei Trasporti, Programmazione Vie di comunicazione.

FABIANO AMATI, Assessore con delega alle Opere pubbliche e Protezione Civile - Lavori Pubblici, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Risorse Naturali, Tutela delle acque.

LORENZO NICASTRO, Assessore con delega alla Qualità dell’ambiente - Ecologia, Ciclo Rifiuti e Bonifica, Politiche energetiche, Politiche di differenziazione, recupero e riuso dei rifiuti, Bonifiche, Demanio Marittimo, Foreste.

TOMMASO FIORE, Assessore con delega alla Sanità - Programmazione Assistenza Territoriale e Prevenzione, Programmazione e Gestione Sanitaria, Programmazione Assistenza Ospedaliera e specialistica.

MICHELE PELILLO, Assessore con delega al Bilancio e programmazione - Federalismo Fiscale, Bilancio, Programmazione, Fondi Strutturali agenda 2007-2013 e fondi FAS, Finanze, Economato, Demanio e Patrimonio.

NICOLA FRATOIANNI, Assessore con delega alle Politiche giovanili, cittadinanza sociale, attuazione del programma - Coordinamento delle

DARIO STEFANO, Assessore con delega alle Risorse agroalimentari - Agricoltura, Alimentazione, Riforma Fondiaria, Caccia e pesca.


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Primo Piano Il nuovo assessore regionale alla Qualità dell'ambiente Lorenzo Nicastro dice basta alle pale eoliche a terra. Tutto si trasferisce in mare aperto

voglio il vento immerso nell'acqua

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quel che non so di te Ida Maria Dentamaro

basta con le pale eoliche a terra che creano un grosso impatto ambientale. E poi? E poi c’è tutta la materia del ciclo dei rifiuti. La Puglia non può continuare ad essere la pattumiera d’Italia! La criticità della nostra Regione è che l’intero ciclo dei rifiuti, anche di quelli speciali e pericolosi, è in mano ai privati i quali, chiaramente, badano ai propri interessi e non a quelli ambientali. È necessario quindi intensificare i controlli attraverso gli organi preposti e le Agenzie. Come è successo quando si è candidato alle

Lei come si guadagna da vivere?

... ma non volevamo usarlo legalmente"

I rischi sventati: diventare una noiosa signora della buona società; piegarmi alle regole della bassa politica. Le speranze realizzate: essere autonoma, non subire dipendenze né condizionamenti; fare un lavoro, anzi due, che mi piacciono molto e continuano a gratificarmi.

arese, cinquantaquattro anni, magistrato in aspettativa, il nuovo assessore regionale all’Ambiente si è già integrato perfettamente nel suo nuovo ambiente Ass. Lorenzo Nicastro

di lavoro. “È la mia prima esperienza politica” dice “ma sono già entrato in sintonia con i collaboratori dell’assessorato”. E infatti arriva all’ap-

(Joseph Goebbels)

puntamento con l’auto di servizio accompagnato da un funzionario dell’assessorato. Prima Giunta Regionale del nuovo esecutivo primo importante provvedimento in materia ambientale. Sì, abbiamo approvato il primo parco eolico regionale offshore, cioè in alto mare, nelle acque di Tricase. E altri sei impianti sono in fase istruttoria. L’impianto composto da ventiquattro pale e di circa 90 Mw di potenza sarà realizzato su piattaforme galleggianti alla distanza di 20 Km dalla costa. Zero impatto ambientale. Continueremo con le energie rinnovabili ma

regionali. Anche la sua nomina ad assessore ha sollevato un mare di polemiche. All’interno del suo partito, l’Italia dei Valori, qualche consigliere più suffragato di lei non ha accettato serenamente la sua nomina ad assessore. Quella delle polemiche interne al mio partito è una invenzione dei giornalisti. La mia nomina ad Assessore Regionale è stata condivisa pacificamente nel mio partito. E, comunque, la cosa più importante è che io sono stato eletto, quindi ho avuto un consenso popolare.

di Francesco Monteleone

Lavorando. Dalla mattina alla sera, anche il sabato e la domenica. Dividendomi tra il mio studio e l’università. Da cosa non riesce a separarsi? Dalle mie lenti a contatto; senza, è una tragedia. Poi dall’orologio, anche di notte devo sapere che ora è.

regolare. Che cos’è la Felicità? Sentirsi liberi e in armonia con se stessi, poter assecondare il proprio carattere e le proprie convinzioni. Insomma, è un concetto relativo. Per me è anche essere stimata dalle persone che stimo, amata dalle persone che amo.

In pubblico no. Che cosa può fare progredire l’Università italiana? Appaltarla all’estero. Che cosa saprebbe insegnare ad una clandestina? Come si fa a diventare

Piuttosto ho paura che quella ricerca non progredisca. Quanto le pesa la notte? Per nulla, se non ci fosse la notte non ci sarebbe il giorno. Cosa farebbe ad uno stupratore? Tutto ciò che può fargli provare paura, vera e dolore. Intendo dolore fisico, non credo che uno stupratore possa sentire altra forma di sofferenza.

Da quali rischi è sfuggita, quali speranze ha realizzato?

Ha mai assistito ad uno streaptease maschile?

nali. E lei?

Lei legge i fumetti? Non più. Chi manderebbe all’inferno? Ass. Ida Maria Dentamaro

Con chi si farebbe “imprigionare” in una edizione del “Grande Fratello”? Non c’è denaro, non c’è notorietà, non c’è successo, non c’è uomo per il quale mi farei imprigionare. Quindi non andrei al “Grande Fratello”. Quante volte in un anno le capita di leggere la Bibbia? Non mi capita. La chiesa ha paura della ricerca sulle cellule staminali embrio-

Tutti i disonesti. A chi darebbe il Nobel dell’ Incoerenza? A quelli che cambiano idea o tradiscono le proprie idee per interesse. Se, invece, non c’è strumentalità, la capacità di rivedere le proprie posizioni e la flessibilità nei comportamenti sono segni di intelligenza e maturità. Racconti la sua vita in 10 parole… Intensa, varia, rischiando e pagando in prima persona. Rifarei tutto.


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LA QUESTIONE

"MERIDIONALI"

Terroni: l’ultimo libro di Pino Aprile

di Greta Favorita

“Centocinquanta anni fa quello verso i meridionali fu un vero sterminio”

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o sapevate che i Piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto? Per anni interi. Lo sapevate che i Piemontesi cancellarono interi paesi meridionali con operazioni “antiterrorismo” come quelle americane in Iraq, in nome dell’Unità Nazionale? Lo sapevate che durante le rappresaglie i Piemontesi hanno stuprato migliaia di donne meridionali come è successo nei Balcani durante il conflitto etnico? Lo sapevate che in Parlamento un ex garibaldino paragonò la ferocia delle stragi piemontesi al Sud a quelle di Gengis Khan e Attila? Lo sapevate che i primi campi di sterminio in Europa furono istituiti al Nord per sterminare i Meridionali? E si potrebbe continuare ancora per molto. È tutto raccontato e documentato nell’ultimo libro di Pino Aprile, meridionale, nato a Gioia del Colle,

Pino Aprile

giornalista e scrittore. Ha lavorato per OGGI ed è stato direttore di GENTE. Attualmente vive a Roma e lavora a Milano. “Quando ho scritto questo libro ho pianto” racconta

Pino “la rabbia per quello che leggevo nei documenti mi ha fatto distruggere le macchine da scrivere con

Italia si continua a tenere vivo il mito di Garibaldi ma molti italiani non sanno realmente quello che è successo 150 anni fa nelle nostra terra. Quando un mio amico collega di Milano ha letto il libro si è vergognato e ha voluto chiedermi scusa a nome di tutti e per tutti. A 150 anni dall’Unità d’Italia continua l’avanzamento della Lega, l’Italia è sempre divisa fra Nord e Sud, insomma non è cambiato niente. I leghisti (gli attuali “piemontesi”) continuano ad offendere i Meridionali,

"Se divisi siam canaglie stretti in fascio siam potenti" cui lavoravo. L’ho lasciato e ripreso tante volte prima di terminarlo. È stato un tormento”. Il libro “Terroni – Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali” è la raccolta di documenti storici, già pubblicati, ma che nella loro visione d’insieme danno l’idea dello politica di sterminio che è stata adottata verso i meridionali “briganti” da parte dei Piemontesi. Una vera e propria denuncia di un genocidio. Pino, come sei riuscito a recuperare tutti questi documenti storici? La cosa più interessante di questo libro è che i documenti storici raccolti erano già stati pubblicati, ma nessuno li ha mai letti. Insomma le notizie contenute nei documenti non sono mai state diffuse. In

a chiamarci terremotati proprio quando a l’Aquila muoiono centinaia di persone sotto le macerie del terremoto. E al Sud tutto e tutti tacciono. Mi sembra incredibile che nessuno insorga. Anche gli intellettuali del Sud sembrano dei pugili suonati difronte a tanta arroganza e violenza. Non è cambiato niente. È vero. L’ultima uscita del ministro Gelmini, leghista, sulle graduatorie regionali per i docenti, racchiude il senso della politica antimeridionalista sulla quale hanno impostato la loro campagna elettorale, e l’hanno vinta. La verità è che in realtà in 150 anni è stata effettuata dai settentrionali un’opera di potatura della memoria dei meridionali. Quasi tutti gli uomini del sud (quelli che

non furono trucidati) furono costretti ad espatriare. Per un lungo periodo rimasero qui solo donne e bambini insieme agli uomini più “innocui” anche intellettualmente, ai deboli, agli infami. Antropologicamente si sono creati due ruoli distinti nei quali ci si riconosce. La personalità è sparita nel ruolo assunto. Quello del Meridionale e quello del Settentrionale. Quindi la vittima continua a fare la vittima e a lavorare per confermare il ruolo del suo carnefice. Da quello che dice non si intravedono speranze di cambiamento. Per quanto tempo continueremo ad accettare supinamente le offese dei vari Calderoni? L a s p e ran z a è c h e s i può cambiare. Con la conoscenza, leggendo, diffondendo le verità. Ma soprattutto, come si fa con la psicanalisi per uscire da una condizione di disagio, si deve prendere coscienza di quello che ci è capitato e guardare in faccia il problema. Allora saremo guariti dall’essere vittime. Non è colpa nostra la nostra condizione. Quindi quale è l’atteggiamento più giusto da adottare? Quello di non far passare niente, di opporsi a tutte le ingiustizie con la forza della dignità di uomini. Riscoprire la propria storia e pensarsi come persone e non come meridionali. Un’altra cosa è terapeutica: pensare che anche gli italiani del nord soffrono perché anche là loro annullano la loro personalità nel ruolo di “carnefici” che sono costretti a rivestire.

pensieri eccellenti

di Pasquale Crocco Attenti al trucco. Nelle polemiche sulle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, è intervenuto l’europarlamentare leghista Borghezio. Accanto ai Mille di Garibaldi, ha detto, bisogna commemorare <anche i vinti di quell’impresa>. Siccome una storia non scritta solo dai vincitori è rivendicata anche dal Sud, uno pensa che la Lega Nord si sia finalmente convertita. Invece dove vuole andare a parare Borghezio? Al solito ritornello di <quel delinquente di Garibaldi> (come loro lo considerano) che non doveva scendere a conquistare un Regno delle Due Sicilie che stava bene per conto suo. E quindi non doveva fare l’Italia unita che ora la Lega col federalismo si accinge a dividere di nuovo. Spiacenti: anche da Sud diciamo che l’Italia andava fatta. Non andava fatto il massacro che seguì al Sud con la scusa della guerra ai briganti. Soprattutto non andavano spezzate le gambe al Sud con una politica economica che per 150 anni ha favorito il Nord. Il quale si è arricchito proprio sul divario col Sud. Perciò Borghezio vada a dare ‘l cul, come mi pare si dica dalle loro parti.


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"MERIDIONALI"

Laureatosi in Filosofia si è trasferito da Corato a Milano realizzando una originale idea editoriale

ALDO SCARINGELLA: come avere una visione a distanza nel bel mezzo dell'azione di Francesco Monteleone

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isto dal Nord che cosa è il sud? Mi permetterei di inquadrare il problema diversamente. Visto dal centro dell’impero cosa sono le periferie. Il nord non è tutto uguale. Milano è la città internazionale ed europea, il centro delle istituzioni finanziarie e la città più ricca di Italia. La Puglia, che oggi è una delle periferie del Paese, è vista da Milano, una grande opportunità per l’Italia. Ma spetta a noi pugliesi crearci le opportunità in casa e diventare un’opportunità per il sistema. Io vedo invece troppa gente rassegnata alla mediocrità della palude. E questo può cambiare solo con uno scatto culturale. Le leggi dovrebbero essere uguali per tutti. Secondo lei com’è il diritto ‘reale’ in Italia? La legge è uguale per tutti, diversamente non è legge. Ogni attacco all’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge è un attacco agli equilibri del sistema democratico. Guardi, quando parlo di scatto culturale intendo anche parlare di capacità, in Italia, e in Puglia in modo particolare, di non creare doppiezza fra legge e consuetudine. La legge è che tutti dovremmo indossare le cinture di sicurezza, la consuetudine è che ogni volta che sono a Corato vedo un sacco di gente che vive questo piccolo gesto di legalità come un vincolo non gradito e fastidioso. Uscire dall’ambiguità fra consuetudine e legalità significa eliminare quegli spazi interstiziali che garantiscono talvolta a chi gestisce le istituzioni di abbassare i livelli di uguaglianza per tutti da-

Profilo vanti alla legge. Il federalismo si realizzerà per davvero e a chi gioverà? Il federalismo della lega è la parola d’ordine che Bossi e i suoi camerati hanno tirato fuori da 20 anni per garantirsi un posto al sole a Roma. In Italia sarebbe fortemente auspicabile che i politici smettessero di parlare alla pancia della gente e iniziassero a par-

ancora ha capito cosa si intenda in questo caso per federalismo. Può essere buono o cattivo per tutti o per nessuno a seconda di come viene scritto. Comunque la priorità per il sistema Paese non è certamente il federalismo in questo momento storico. A Milano è necessario conoscere Radetzky e Cattaneo? Cattaneo e come lui alAldo Scaringella

lare di progetti per la crescita e lo sviluppo dell’Italia come sistema. Ad oggi, a due anni dalle ultime politiche, con una maggioranza numericamente forte, nel bel mezzo della crisi più grave di sempre, perché di sistema, non c’è un provvedimento che si possa definire propedeutico a qualsiasi minima forma di ripresa economica. Questo significa essere nelle mani di una classe politica assolutamente irresponsabile. E’ come se fossimo tutti su una nave in mare aperto e pensassimo a rubarci risorse l’un l’altro senza accorgerci che la nave sta affondando. Assolutamente irresponsabile. E poi nessuno

tri intellettuali e patrioti del risorgimento italiano dovrebbero essere conosciuti da tutti noi. A cominciare da coloro che parlano di federalismo. Bossi padre e Bossi figlio: il primo ha festeggiato tre volte la sua laurea, senza essersi mai laureato, il secondo ha fatto la maturità tre volte. Il primo è leader della forza politica attualmente più in ascesa, il secondo è consigliere regionale di una delle regioni più ricche d’Europa, la Lombardia. Ma pensa che possano davvero avere l’autorevolezza per parlare di federalismo o di qualsiasi altro tema? Lei affiderebbe la gestione del suo giornale a persone

con un simile curriculum vitae? Perché non torna a vivere e lavorare nella sua terra? Io non penso e non ho mai pensato di aver tagliato le mie radici. Penso solo che ognuno di noi è cittadino del mondo e si muove liberamente sul territorio inseguendo flussi, sogni, persone, paesaggi, colori e passioni. Non torno perché non sono mai andato via. E avere il centro della propria attività professionale a Milano oggi non vuol più dire essere lontani da Corato o dalla Puglia. C’è solo un’ora e mezza di aereo, si può lavorare con email, videoconferenze, internet e telefono. Le barriere sono diminuite. L’anno scorso ho trascorso due mesi fuori Milano, ma mica ero in vacanza! Amo la Puglia e le sue potenzialità. Chi è un vero meridionalista, tra i politici? Spero non ce ne siano. Parlare di meridionalisti significa aprire una contrapposizione con i settentrionalisti. Significa evitare ancora una volta che il Paese diventi, per sempre, un Sistema. Dia una idea brillante a Nichi Vendola… Chiedermi di collaborare con la sua giunta! Scherzi a parte, Vendola non ha bisogno di idee brillanti, perché è oggi uno dei pochi politici responsabili. Vendola parla prima alla testa delle persone e poi alla pancia. Vendola si fa portatore di leadership, senza essere leader demagogico. Forse è anche per questo che sarebbe interessante collaborare con lui.

ldo Scaringella è A nato a Bari nel 1972, si è laureato in

Filosofia Teoretica nel 95 con 110 e lode e ha conseguito un master in Comunicazione e Marketing. Nel 1997, dopo un periodo di approfondimento delle tecniche di management presso la Seattle University di Seattle (USA), ha ricoperto il ruolo di responsabile Comunicazione e Marketing per Cofra, azienda produttrice di calzature di sicurezza a Barletta. Nel 2000 si è trasferito a Milano prima lavorando nel marketing e nella comunicazione presso Class Editori S.p.A e poi come responsabile marketing e comunicazione dallo studio legale internazionale Allen & Overy e successivamente dallo studio legale internazionale Lovells. A settembre 2004 ha fondato con altri 3 soci Penta Group S.r.l., editrice del mensile TopLegal e del sito www.toplegal.it, di cui è stato fino a fine 2009 amministratore unico. Dopo 4 anni, ha fondato con gli stessi la società TopLegal International Ltd., editrice di TopLegal International e del sito www.toplegalinternational.com di cui è stato managing director fino a fine 2009. Da marzo 2008 a marzo 2010 ha fatto parte del direttivo del gruppo merceologico editoria di Assolombarda. Da gennaio 2010, si occupa anche di consulenza strategica per studi legali e tributari operanti sul territorio italiano.A marzo 2010 è stato candidato, e non eletto, per le regionali in Lombardia nelle liste dell’UDC risultando il quarto più votato


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Cronaca SPARATORIE IN CENTRO, INCENDI DOLOSI, COMMEMORAZIONI DI BOSS: IL SINDACO IN PREFETTURA

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RUMO APPULA – “Molto preoccupato per questa situazione”. Queste sono le parole del neo-sindaco Michele d’Atri che, con ancora negli occhi le fiamme dell’ultimo incendio doloso ad una nota attività commerciale del paese, non può fare altro che

prendere atto dell’ evento criminoso e promettere una veloce ed efficace risposta delle istituzioni locali. Nelle notti del 25 e del 27 Aprile, infatti, due incendi di cui uno sicuramente doloso hanno gravemente danneggiato dapprima una macelleria in città e

poi un’azienda poco al di fuori del centro abitato. Se per l’attività periferica l’origine del rogo sembra essere più dovuta ad un problema alla rete elettrica (le indagini sono ancora in corso), la situazione è diversa per la macelleria: in un primo momento i Carabi-

nieri del locale Comando e quelli del Comando di Modugno avevano pensato ad un avvertimento di stampo mafioso, ma pochi giorni fa il reale autore dell’ incendio è stato individuato e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Bari. Si tratta di un altro

di Francesco D'Amato

commerciante di carni, sempre di Grumo Appula, che indispettito dal fatto che i suoi clienti passassero al “rivale” avrebbe appiccato l’incendio ma sarebbe stato notato da alcuni cittadini residenti in zona. Il 39enne è già noto alle forze dell’ ordine per piccoli precedenti. Il reale problema è che questi fatti criminosi stanno avvenendo in città sempre più di frequente. Auto che vengono incendiate durante la notte, teste di cavallo mozzate lasciate dietro la porta del Municipio, roghi che interessano le automobili di rappresentanti della giunta comunale, sparatorie e ferimenti nella centralissima Villa Comunale ed ancora una manifestazione ippica sospettata di essere organizzata per commemorare la morte di un boss e sospesa a poche ore dell’ inizio, grazie ad un’ ordinanza sindacale. Certamente non un facile inizio di mandato per il neo-eletto sindaco che il 29 Aprile ha partecipato ad un incontro presso la Prefettura di Bari, con l’ obiettivo di poter trovare una soluzione per arginare la sempre più “preoccupante” situazione della criminalità in città.

IL DIVANO DELLA S.S. 96 RESTA ANCORA OCCUPATO

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.S. 96 MODUGNO– Quel divano bianco, posto in bella vista su una piazzola spartitraffico, ad alcuni potrebbe sembrare una buona trovata pubblicitaria del vicino centro vendita di divani o anche una fermata d’autobus ad alto comfort per i viaggiatori che aspettano il 7 barrato per Altamura, in realtà è più semplicemente un punto di attesa dei “clienti” della signorina che comodamente ci

siede sopra. Ci sarebbe anche da aggiungere che i “salotti” sparsi sulla s.s. 96 nel tratto tra Modugno e Palo del Colle sono più di uno e sempre frequentati. Parrebbe non aver portato i risultati sperati, al momento, la grossa operazione di Polizia che ha coinvolto circa 200 agenti in tutta la Puglia ed in particolare in alcuni paesi della provincia di Bari (tra cui Modugno e Palo del Colle), portando all’arresto di oltre quaranta persone accusate di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. L’operazione “Milù”, denominata così dal nome

della donna che reclutava le ragazze, ha dato un grosso colpo a due bande che operavano in provincia di Bari ma a ben vedere la situazione reale sulla trafficatissima 96 non è cambiata granché. L’ “ a f f o l l a m e n t o ” d e i divani diventa ancora maggiore nei week-end senza alcuna restrizione di orario, sabato e domenica da mattina a sera; le avvenenti ragazze, inoltre, non nascondono di certo in alcun modo la loro merce ma anzi ne fanno bella mostra, provocando spesso pericolosi rallentamenti su un tratto di statale ad alto rischio e già tristemente noto per i numerosi incidenti mortali. Il post-Milù non è stato molto differente neanche per gli altri ormai noti “luoghi di passeggio” sparsi nelle varie statali e tangenziali del barese, dove per fortuna l’ arredamento non è stato ancora sceso in strada. Operazioni di grossa portata quali “Milù” hanno come obiettivo il contrasto immediato dello sfruttamento della prostituzione eliminando tutta la rete alle spalle delle donne che sono in strada, tuttavia ormai quella della prostituzione nel barese sembra essere un’ organizzazione così radicata e con così tante diramazioni nella malavita (non solo locale) che è sempre più difficile per le forze di Polizia operare efficacemente nel territorio.


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Cronaca La Bella Italia

Immigrazione, integrazione e informazione…tutto semplice all’apparenza

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el 1789 viene istituita la Carta dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, un documento di importanza mondiale che ci riconosce cittadini non di uno Stato ma del Mondo con pari diritti e doveri. Ma è realmente così? Siamo realmente tutti uguali? Secondo la legge dovremmo esserlo ma nella realtà l’extracomunitario molto spesso è vittima del razzismo. C’è lo spauracchio dell’immigrato che ci sottrae il lavoro, senza sapere che non è il rumeno, il marocchino o l’albanese che ci porta via l’occupazione, ma siamo noi che non vogliamo più adempiere a mansioni ritenute troppo faticose o poco soddisfacenti. Ora o si ha il posto in banca oppure si rimane a casa a piangersi addosso e a essere chiamati bamboccioni.

di Biagio Cantatore

Violeta Isufi è un’albanese che è sbarcata in Italia nel 1993. Aveva circa vent’anni ed era già mamma. Lei, come molti suoi connazionali è venuta in Italia con un sogno, lo stesso sogno che migliaia di italiani avevano quando si imbarcavano per le Americhe: ricostruire la propria vita lontano dalla povertà e dalla guerra. Il loro però è un sogno che si è infranto nell’immediato, dopo essersi resi conto che le istituzioni non erano preparate ad accoglierli, che venivano visti come sciacalli di risorse e de-

linquenti da allontanare commettendo sempre il solito errore di fare di tutta l’erba un fascio. Violeta ora è una mediatrice culturale. Figura questa che al suo arrivo in Italia non esisteva. È un punto di riferimento per molti immigrati regolari e clandestini anche se le istituzioni non ritengono il suo un ruolo fondamentale. Con la sua forza di volontà ha capito che per integrarsi è importante conoscere il popolo con il quale si convive e quindi conoscere la lingua, conoscere i diritti, ma anche i doveri, avere la consapevolezza che per essere accettati non bisogna umiliarsi. Non è necessario essere sfruttati per portare a casa un po’ di pane, non è il padrone con i caporali che devono far timore all’immigrato, e Rosarno insegna. Sia-

mo cittadini del mondo e abbiamo dei diritti, che

Violeta Isufi

solo l’informazione e la conoscenza possono far valere. Bisogna denunciare il datore di lavoro che sfrutta l’immigrato, che lo tiene sotto scacco per un permesso di soggiorno. La conoscenza e l’informa-

zione possono portare ad una perfetta integrazione, e non l’emarginazione o lo sfruttamento. È vero c’è l’extracomunitario pericoloso, c’è chi commette violenze e reati di ogni genere, ma non per questo tutti i suoi connazionali sono tali. Alla domanda se secondo Lei i nuovi immigrati libanesi, marocchini, egiziani etc… hanno il suo stesso sogno quando si è imbarcata per l’Italia, ovvero quello di avere a qualche miglio di distanza una piccola America, Lei ha risposto che l’Italia viene vista come un punto di ri-partenza e di rinascita, senza sapere purtroppo che il sogno della bella Italia si è concluso con la fine del boom economico.

passeggiare tra spaventosi rettili B

ISCEGLIE - Sabato 1° Maggio, nel giorno della Festa dei Lavoratori, alle ore 9.00, i cittadini del Quartiere Sant’Andrea hanno finalmente visto divenire realtà la promessa -mantenuta, quindi- dal Sindaco di veder riaperto il parco “giurassico” della città di Bisceglie! Il “Parco delle orme di dinosauro”. Orme che lo hanno reso celebre per interesse turistico, ma che lo hanno portato all’attenzione dei media per le curiose vicissitudini di cui è stato protagonista. La storia delle orme di dinosauro risale a 5 anni fa, quando nel 2005 furono rinvenute presso la cava Pontrelli fossili dell’era mesozoica. Successiva-

mente simili ritrovamenti hanno interessato le città limitrofe di Molfetta e Giovinazzo. Ma a Bisceglie non solo la quantità e la qualità dei reperti è di rilevanza maggiore, ma,

inoltre, la maggior parte di questi si concentra in un contesto stratigrafico limitato. Solo qui, in una porzione di mondo che va dal Sud Africa all’Inghilterra, sono state rinvenute tracce di un quadrupe-

de corazzato (tireoforo). Si può ben immaginare l’importanza del parco Sant’Andrea, e lo sconforto dei cittadini nel saperlo chiuso. Ma in seguito alla mobilitazione degli stessi e a quella del Partito Democratico, dopo la diffida al Dirigente dell’ufficio competente e le reiterate richieste dei biscegliesi, le acque si sono smosse velocemente. Ecco che il Parco Sant’Andrea viene riconsegnato alla sua città, tornando fruibile al pubblico che per lungo tempo ha potuto o s s e r va r l o s o l o d a l l e inferriate dei cancelli. Lo stesso Sindaco Spina ha presieduto alla riconsegna simbolica alla città dello spazio verde.

di Silvia La Franceschina

“Consapevole degli ingiustificati ritardi con cui gli organismi tecnici competenti stanno causando la mancata fruizione dello spazio verde in cui sono ospitate” si legge in una nota del Sindaco “il primo cittadino assume la diretta responsabilità di consegnare alla Città lo spazio ludico-ricreativo, sottratto di recente all’incuria ed al vandalismo, grazie ad un’opera di ristrutturazione e messa in sicu-

rezza che ha comportato l’impiego di risorse utili a valorizzare il Quartiere Sant’Andrea, offrendo ai suoi residenti ed a tutta la cittadinanza l’opportunità di godere di un ‘polmone verde’ importante”. Grazie alla vigilanza delle Guardie Ambientali, il parco potrà essere visitato nelle ore pomeridiane fino alle 22. Si pone fine, quindi, ad un incomprensibile disagio seguito ai considerevoli lavori di ripristino dei luoghi, in passato interessati da atti di vandalismo che avevano depauperato un bene della collettività, rendendolo pericoloso per l’utenza, specie di bambini ed anziani.


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Televisione Il presidente di Antenna Sud risponde all’attacco di Repubblica

La versione di Lombardo Pijola “Non ci sono bilanci truccati, né dolo. Antenna Sud non c’entra nulla”

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on se l ’aspettava proprio l’Avvocato Fabrizio Lombardo Pijola. Un attacco che proviene da un mezzo di informazione locale come Repubblica Bari ad una televisione che dell’informazione sul territorio ha fatto la propria bandiera. Non usa mezzi termini per qualificare l’articolo apparso qualche

tenna Sud? Ho provato un senso di totale costernazione per una cosa che non sta né in cielo né in terra. Antenna sud non c’entra nulla. Come può un giornalista fare un titolo del genere, creando danni enormi senza effettuare il minimo controllo su quello che edita? A questo punto chiunque può

Avv. Fabrizio Lombardo Pijola

settimana fa sull’edizione locale del quotidiano La Repubblica che annunciava il rinvio a giudizio dello stesso Lombardo Pijola per “aver truccato i bilanci di Antenna Sud”. Quale è stata la sua reazione immediata quando ha letto su Repubblica quel titolo sui bilanci falsificati di An-

scrivere qualsiasi cosa o diffamare senza controllo. Ha parlato immediatamente di colpi bassi mediatici. È un colpo basso perché intanto esprime un’assenza di professionalità e deontologia da parte dell’autore dell’articolo. Non è pensabile che si possa aggredire chiunque in ma-

di Giuseppe Scintilla

niera così feroce e gratuita senza nessuna ragione. È evidente che Antenna Sud sta lavorando, nella persona del suo presidente, nel Consorzio degli Editori Radiotelevisivi Pugliesi (Rtp), per creare legalità, trasparenza e correttezza nel settore dell’editoria radiotelevisiva. E qualche nemico ce lo siamo fatti. Secondo lei chi può aver ordito questo attacco? Non mi faccia dire chi, altrimenti passerei dalla parte del torto. Inoltre tutto il polverone si è scatenato per una contravvenzione per false comunicazioni sociali. Non ci sono bilanci truccati, non c’è dolo né malafede. Si tratta della interpretazione di poste di bilancio. È vero, c’è una richiesta di rinvio a giudizio; capisco anche che il magistrato abbia bisogno di approfondimenti e spero che tutto si risolva in breve. Il fatto strano, però, è che questa richiesta è di sei mesi fa. Ciò che mi

insospettisce è che il caso sia scoppiato adesso, con questa virulenza, nei confronti di Antenna Sud, in un momento delicatissimo di transizione al digitale e di affermazione locale del ruolo della Rtp. Il clamore mediatico non si giustifica per una vicenda che definirei banale.

Questa vicenda ha prodotto dei danni all’immagine di Antenna Sud? Tutte le banche ci hanno immediatamente chiamato. Oggi gran parte delle società lavorano con i fidi, quindi si può immaginare l’allarme che è stato provocato. Poi, anche in relazione ai contributi pubblici, questa notizia di presunti bilanci falsificati può portare anche alla revoca degli stessi contributi. Questo attacco è molto pesante. I bilanci sono stati acclarati e sono perfetti. Abbiamo avuto anche, come altre emittenti, una visita della Guardia di Finanza che ha trovato tutto perfettamente in regola Avete intrapreso azioni legali contro Repubblica?

Abbiamo notificato la citazione per un milione e mezzo di danni.

Non sarebbe auspicabile, soprattutto oggi, con i tagli all’emittenza locale, una concordia dei media locali in favore della libera informazione? Lo stiamo auspicando. Ma non si cancellano immediatamente trent’anni di lotte furibonde e individualismi tra le varie emittenti. Quello che abbiamo fatto, mettere insieme sedici emittenti intorno al tavolo, è un grande passo. Cerchiamo di dialogare con tutti, anche in questi frangenti drammatici, per arrivare ad una maggiore intesa. È indispensabile unire le forze, soprattutto oggi. Lei ha dichiarato: “diamo fastidio a qualcuno”. A chi, in particolare? Diamo fastidio a chi non ama il nostro stare sul mercato e il nostro modo di porci. Non piaciamo a tutti, come fanno loro, e questo dà fastidio. Certe prese di posizioni danno fastidio.


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Economia I pugliesi vedono nero il loro futuro economico

Dai Fiori di loto alle celle fotovoltaiche:

L’Osservatorio Regionale Banche Imprese presenta il rapporto In Puglia i pannelli solari sulla Congiuntura del Mezzogiorno del primo trimestre 2010 GALLEGGIAno sull’acqua

di Giusy Loglisci

di Greta Favorita

L

a fiducia delle famiglie e delle imprese aumenta in tutta Europa e in Italia del Nord, ma cala nel Sud Italia. Lo dice l’ultimo rapporto sulla Congiuntura del Mezzogiorno redatto da L’Osservatorio Regionale Banche Imprese insieme ad Isae ed Srm - Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. E così l’indice dei fiducia passa da 94 a 100 nel Nord

Antonio Corvino, Direttore dell'Osservatorio Banche Imprese

Ovest e da 89 a 93,6 nel Nord Est, mentre crolla dall’86,6 al 78 nel Mezzogiorno d’Italia. Insomma i meridionali sono sfiduciati e soprattutto diffidenti verso ogni forma di ottimismo. Ma questo lo sapevamo. I meridionali si lamentano sempre e sono pessimisti di costituzione. Insomma per loro non va mai bene niente. Ma torniamo allo studio ed entriamo più nel dettaglio della Puglia. Quale è la propensione al consumo dei cittadini pugliesi? I pugliesi sono fra i più pessimisti nel mezzogiorno. Nel periodo gennaiomarzo 2010 è peggiorato, infatti, il Clima Economico pugliese. Il relativo indice

passa da 94,4 a 86,5 interrompendo così quel trend al rialzo che si era avuto dal secondo trimestre 2009. Anche la fiducia dei consumatori pugliesi registra un deterioramento superiore a tutta la media del Mezzogiorno. I Pugliesi sono pessimisti sulla situazione economica del paese e sulle proprie finanze. Molto sono scettici sulle loro potenzialità di spesa e di risparmio e quindi restii a sbilanciarsi sull’acquisto di beni durevoli. Così tutta l’economia ne risente. Interessante è anche la situazione delle imprese pugliesi. La fiducia degli industriali di Puglia, infatti, registra un miglioramento rispetto al periodo ottobre dicembre 2009 e i magazzini si alleggeriscono: per la prima volta la riduzione delle scorte supera la quota degli aumenti. Anche il settore delle costruzioni registra un recupero. A migliorare la fiducia delle imprese pugliesi ha contribuito principalmente il livello degli ordini di acquisiti in portafoglio. Ma quali sono i settori industriali di Puglia più interessati dalla crisi? Ci aiuta a capirlo Antonio Corvino, direttore dell’Osservatorio Banche Imprese. “In Puglia continua con lentezza e difficoltà il processo di recupero delle i m pres e m a n i f a t t u r i e re” spiega Corvino “Tali difficoltà sono dovute a due questioni fondamentali: la prima connessa al persistente eccessivo sbilanciamento delle nostre imprese sui mercati tradizionali (Europa e

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Stati Uniti) che impedisce loro di cogliere a pieno la spinta propulsiva proveniente dai nuovi mercati internazionali (Cina,India, Brasile,Russia, NordAfrica, etc.); la seconda sulle persistenti difficoltà finanziarie e limiti di liquidità delle stesse imprese che, così,stentano a cogliere pienamente i segnali di ripresa procedendo ai necessari approvvigionamenti di scorte e materie prime.”

ra le aziende presenti a SolarExpo ‘10, l’evento internazionale dedicato alle energie rinnovabili svoltosi a Verona dal 5 al 7 maggio, c’era anche Enerdaiet s.r.l., azienda di Cisternino (BR) specializzata nel settore degli impianti fotovoltaici, solare - termici, eolici, minieolici e geotermici, che ha presentato il Progetto Davide Argentieri, Enerdaiet

E cosa ci dice delle famiglie pugliesi? La crisi prolungata ed il forte ridimensionamento dell’apparato produttivo hanno determinato (e continueranno a determinare) un massiccio ricorso alla cassa integrazione, non solo ordinaria ma anche straordinaria,e alla mobilità. Inoltre in Puglia la particolare strutturazione del sistema produttivo tuttora fortemente ancorato ai settori tradizionali, tessile - abbigliamento, calzature, mobili - arredo, meccanica etc.. continua a pesare negativamente sulle prospettive occupazionali e di conseguenza sulle propensioni ai consumi e sulle aspettative di risparmio delle famiglie.

Ne usciremo e quando? Si potrà registrare una inversione solo quando la ripresa diventerà più solida e massiccia. Sui tempi non si sbilancia.

Loto, un nuovo sistema di impianto fotovoltaico “galleggiante” modulato, che presto sarà installato ad Avetrana in provincia di Taranto. Già nel 2008 l’azienda brindisina aveva realizzato in forma sperimentale a Solarolo (RA) un impianto fotovoltaico offshore da circa 20 KWP, primo di questo tipo in Europa, di cui detiene il brevetto esclusivo. L’innovativo sistema integrato, denominato Progetto Loto - ricollegandosi al galleggiamento delle piante acquatiche, ninfee e fiori di loto -, è indicato per l’installazione presso bacini d’acqua o mare aperto dove vi è fabbisogno di energia (aziende agricole, piattaforme petrolifere, ecc.) poiché presenta un elevato grado di integrazione ambientale, non toglie

spazio alle coltivazioni e riduce l’evaporazione dei bacini. Partecipando con entusiasmo all’XI edizione di “SolarExpo ‘10” con un proprio spazio espositivo “Enerdaiet - il lato verde del business”, l’azienda ha raggiunto con successo lo scopo di promuovere e valorizzare l’esperienza che sta sviluppando nel settore delle energie rinnovabili. Enerdaiet, che sino ad oggi ha installato 2 MW in campo solare, ha in cantiere anche la costruzione di oltre venti parchi fotovoltaici, due dei quali da un megawatt in Puglia. Cosa rappresenta il Progetto Loto per Enerdaiet? Sicuramente una grande opportunità di visibilità in un settore, quello delle energie rinnovabili, in cui l’azienda crede e sta investendo molto. Il “progetto loto” rappresenta il fiore all’occhiello di una ricerca tecnologica nell’ottica di una sempre maggiore tutela e salvaguardia del territorio, con un impatto ambientale molto lieve e in perfetta armonia con il paesaggio naturale. Esistono altri impianti dello stesso tipo? Sia il primo impianto realizzato come prototipo in Emilia Romagna che il secondo di prossima installazione in Puglia sono i primi sistemi fotovoltaici galleggianti mai costruiti in Europa.


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Economia verde

Col Premio Biol Bari capitale mondiale dell’olio biologico Epicentro il “Festival dell’Olivicoltura Etica e dell’Agricivismo”, dove tra convegni, corsi, laboratori, mostre, degustazioni e cultura, i temi si sono allargati alla crescita sostenibile

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ell’ultima settimana di aprile Bari è stata capitale mondiale dell’olio biologico gra-

zie al XV Premio Biol, la più grande kermesse internazionale dedicata all’olivicoltura biologica che pone, come ormai da tradizione, l’Italia e la Puglia al centro dello scenario mondiale del settore. Fitto il calendario (www.premiobiol2010. it) allestito dal CiBi e patrocinato da Ifoam, Ministero delle Politiche Agricole, Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Bari, in collaborazione con vari organismi di settore tra cui Icea - Istituto Certificazione Etica e Ambientale e Consorzio Puglia Natura, e gli sponsor Amenduni spa e Gruppo Pieralisi. Due le sezioni: iniziative di piazza e studi. Le iniziative di piazza hanno ruotato attorno alla “Città dell’Olio - Festival dell’Olivicoltura Etica e dell’Agricivismo”, tra Piazza Ferrarese e l’Auditorium La Vallisa,

con una panoramica sulle tante componenti che, a partire dalla terra, si allargano a declinare il concetto di crescita sostenibile in vari aspetti. Ciò attraverso una serie di stand e laboratori: “Dai un Voto al tuo Olio”, con analisi gratuite degli oli portati da casa, “Laboratori del Gusto e dei Mestieri”, un laboratorio con degustazioni di pesce azzurro, “Ri-usiamo l’olio per fabbricare sapone”, workshop “Telaio Umano” per dare nuova vita a tessuti usati. Tra gli altri espositori, anche la Comunità dei produttori degli olivi secolari, l’etnobotanica di “In Puglia”, il verde urbano ecosostenibile di Landemed, il consumo critico di EcoBioEquo ed Ecopolis, le biomasserie didattiche del Consorzio Puglia in Masseria, l’ecodesign “Made in Puglia”, l’esposizione “Arte Saponaria”, lo stand Amiu Bari per la raccolta di oli esausti destinati al rici-

clo. Da ricordare anche la giornata BiolKids a cura dell’Acu, dedicata ai bambini-assaggiatori d’olio delle scuole di

extravergini, e “MastrOlivo”, esposizione internazionale dei maestri artigiani dell’olivo, con anche lavorazioni dal

nella drupa il diario della natura Il Masseriola Fruttato Leggero ha vinto il Biol Puglia 2010 di Carolina Borghi

L

’ulivo è la pianta simbolo della pace, della fertilità, della immortalità. Dal nord al sud della Puglia disegnano il paesaggio. Le distese confondono gli occhi dell’osservatore, tra terra e mare.

Bari e provincia, le minicrociere BiolFish con cambusa bio, e l’incontro pubblico “BiolWine: dalle uve biologiche al vino bio”. Due le mostre: “Un Mondo d’Olio” alla Vallisa, con un’ampia selezione degli oli in gara e degustazioni di

vivo. In più, spettacoli ogni giorno per adulti e bambini, e una rassegna di corti e documentari a tema, alla presenza degli autori. La sezione studi, in gran parte concentrata al all’IISS Majorana, ha offerto il Forum Internazionale “Per una Olivicoltura Etica” curato dall’Osservatorio Internazionale Biol, e vari appuntamenti per tecnici e operatori del settore: dai Seminari BiolMed all’incontro di aggiornamento sulla Qualità dell’Olio Bio per i giurati Biol; dal Corso base per assaggiatori d’olio, a quello internazionale del Progetto Equo&Bio su biologico e Fairtrade, ai due corsi Landemed per Progettisti di Ecosistemi Sostenibili.

Non potevamo lasciar intervistare chi di ulivo ne capisce, ma non solo, e ne prende cura tenendo presente i cicli naturali con metodi di coltivazione che rispettano l’integrità di Madre Terra. Stefano Di Loreto conduce con passione la sua azienda “Masseriola” e il risultato di questa dedizione gli ha concesso il premio per il miglior olio biologico della Puglia, dal BIOL 2010. Da quando hai iniziato ad occuparti di ulivi e di olio? Dal 1983, quando ho iniziato l’attività di imprenditore agricolo prendendo direttamente la gestione di una parte dell’azienda familiare. Fino ai primi anni del 1990 però le olive sono state vendute


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Economia verde sulla pianta e solo dopo ho cominciato a produrre olio in proprio, conferendolo ad una cooperativa locale. Nel 1996 ho cominciato a seguire i metodi di coltivazione dell’ agricoltura biologica, sotto il controllo di ICEA, ed ho iscritto gli oliveti alla DOP DAUNO. Nel 2005 ho poi deciso di iniziare a commercializzare, almeno in parte, la produzione di olio con la mia etichetta. Da dove nasce la scelta di lavorare la terra in modo biologico?

genuinità che solo i prodotti biologici certificati possono dare. Ci parli della zona di coltivazione… La mia azienda si trova in agro di Ascoli Satriano, a circa 300m slm, in una zona pianeggiante a confine con la piana del Tavoliere. È un territorio abbastanza vocato per la coltivazione dell’olivo e particolarmente favorevole alla coltivazione in biologico, perché avendo un clima relativamente asciutto ed abbastanza

Stefano Di Loreto, proprietario della azienda "Masseriola"

Leggero ha vinto il premio BIOLPUGLIA 2010 come miglior olio biologico pugliese. Ha ottenuto altre certificazioni e premi? Sì. L’azienda produce tre tipi di olio: la produzione di punta è il “Masseriola DOP Dauno” che, nella scorsa campagna, è stato selezionato dalla guida internazionale degli oli extravergini “FLOS OLEI 2010” quale “Migliore olio extravergine di oliva biologico DOP” su una selezione di oltre seicento oli provenienti da quaranta paesi. Sempre il Masseriola DOP è stato finalista nelle ultime tre edizioni della “Sirena d’Oro di Sorrento” ed al premio “Olio Capitale” alla fiera di Trieste, nonché diverse “Menzioni” in vari altri concorsi nazionali. Quali sono i vostri programmi per il futuro?

Dalla voglia di mantenere il più possibile le caratteristiche e le qualità “tipiche” dei nostri prodotti con la convinzione che solo una gestione del terreno fatta utilizzando il più possibile materie prime “naturali” possa dare questi risultati. Inoltre penso sia un “valore aggiunto” che oggi è sempre più ricercato dal consumatore che vuole garanzie sulla qualità e

ventilato è poco soggetto all’ attacco della “mosca”. Il terreno è di medio impasto con buona struttura e gli oliveti sono in parte irrigati. L’impianto degli oliveti è stato effettuato nel 1956 con un sesto di 8x8 con cultivar “coratina” e “moraiolo”. L’Olio extravergine di oliva biologico Masseriola Fruttato

Incrementare la commercializzazione con la propria etichetta. Attualmente sto sviluppando contatti soprattutto con la Svizzera e la Germania, ma vorrei allargare il mercato ai paesi del Nord Europa che oggi sono forse i più pronti per questo tipo di prodotto. Naturalmente senza tralasciare il mercato italiano, anche se in Italia non è ancora ben chiara, almeno alla maggior parte dei consumatori, la differenza fra un olio “industriale” di basso se non bassissimo prezzo ed un olio “artigianale” di qualità.

Due oli pugliesi premiati al Biol

BiolPuglia al dauno “Masseriola” di Ascoli Satriano. Al “De Carlo” di Bitritto il miglior packaging

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’Italia, e in particolare la Sicilia, si confermano ai vertici d’eccellenza dell’olivi-

(miglior olio imbottigliato e commercializzato con marchi non del produttore) è andato

coltura biologica mondiale. è infatti l’extravergine siciliano “Primo Bio” dei Frantoi Cutrera di Ragusa il miglior olio biologico del 2010: lo sancisce il principale verdetto del Premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio, che da quindici anni in Puglia assegna i più importanti riconoscimenti mondiali del settore. Il “Primo Bio” è risultato il migliore assoluto tra i circa 350 oli in gara giunti da 17 paesi, per una copertura pressoché completa dell’olivicoltura internazionale. Secondo posto suddiviso ex aequo tra un altro olio siciliano, il “Terraliva” dell’azienda Cherubino di Siracusa e il portoghese “Risca Grande”. Tra altri riconoscimenti principali, il premio Biolblended

all’umbro “Terra Olivata” dell’azienda Bacci di Gualdo Cattaneo (Perugia), mentre il Biolpack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e consumo) all’extravergine pugliese “De Carlo” di Bitritto. La giuria di bambini ha poi assegnato il BiolKids all’olio californiano “Lunigiana”; fra i riconoscimenti collaterali, il BiolEthic per il miglior contributo etico va alla cooperativa cilena Lolol con l’olio “Native”. Sempre ottima, infine, la qualità degli oli di casa, i pugliesi: quest’anno ad aggiudicarsi il BiolPuglia è stato il fruttato leggero “Masseriola” prodotto dall’azienda omonima di Ascoli Satriano.

(elenco completo di tutti i riconoscimenti presto online su www.premiobiol.it e www.premiobiol2010.it)


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Sanità La sindrome delle apnee notturne (OSAS) è

una malattia caratterizzata da interruzioni del normale respiro (apnee) durante il sonno.

consente la registrazione durante la notte, di una serie di parametri, al fine di determinare se vi sono le apnee, e quali alterazioni eventualmente comportano a livello dell'apparato cardio-respiratorio e sulla qualità del sonno.

è caratterizzata da russamento, senso di soffocamento durante il sonno, risvegli notturni ricorrenti, stanchezza diurna, ridotta capacità di concentrazione, eccessiva sonnolenza diurna. Si manifesta in tutte le età. Il 4 % di uomini e il 2 % di donne nella popolazione generale presentano un alto numero di apnee per notte e lamentano eccessiva sonnolenza durante il giorno: quindi è stato calcolato che circa 1.400.000 italiani possano soffrire di questa malattia, anche se per solo in una esigua minoranza fino ad ora è stato possibile porre

La terapia specifica per la sindrome delle apnee durante il sonno deve essere tagliata su misura per ogni singolo paziente. I la certezza diagnostica.

estrema affaticabilità;

I sintomi clinici più comuni sono:

difficoltà di concentrazione;

sonnolenza durante il giorno, con difficoltà a rimanere svegli durante la lettura del giornale o la visione di un film alla TV;

mal di testa mattutino;

applicata attorno alle narici (CPAP). L'approccio chirurgico rientra tra le competenze dell’otorinolaringoiatra ed è di prima valutazione nei soggetti di età pediatrica, ove le apnee sono dovute alla presenza di tonsille o adenoidi ipertrofiche. Nell’adulto le procedure chirurgiche vanno a modellare tonsille, uvula e palato molle.

riferimento di precedenti incidenti automobilistici; difficoltà nella potenza sessuale. Dal punto di vista fisico si tratta spesso di persone sovrappeso o con anomalie anatomiche a livello di naso e gola. Si tratta sempre di formidabili russatori. La certezza della diagnosi necessita di un esame specialistico chiamato polisonnografia. Si tratta di un esame non invasivo, domiciliare, che

farmaci non sono di alcuna efficacia. Ecco le terapie più indicate: la terapia più efficace e maggiormente utilizzata per la cura delle apnee ostruttive durante il sonno viene effettuata applicando al paziente, durante le ore di sonno, una speciale maschera nasale che viene

Dott. Cesare Arezzo Specialista in Fisiopatologia Respiratoria www.cesarearezzo.it Dott. Giacomo Saponaro Specialista Otorinolarigoiatria


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Disabilitati

LA CITTÀ DEI NANI: PARADISO O GHETTO?

Sono 120. Vivono in case a forma di funghi e si vestono come i personaggi delle fiabe.

S

cordatevi Gardaland, lo Zoo Safari e l’Italia in miniatura. La nuova frontiera dei “parchi divertimento” arriva dalla Cina. Peccato, però, che il divertimento consista solo nel guardare più di cento nani che ballano e si esibiscono in siparietti vari. Ben centoventi persone affette da acondroplasia (questo è il nome corretto del nanismo), tra i 18 ed i 48 anni, provenienti da tutte le parti della Cina, vivono in questo surreale “Regno dei nani”. Per il pubblico si esibiscono in spettacoli vari, tra cui una stucchevole parodia del

“Lago dei cigni” e fingono una vita quotidiana in piccole casette da “Biancaneve e i sette nani” relegati in borghi in perfetto stile fantasy, con tanto di re, esercito e Ministro degli Esteri, tutti rigorosamente nani! Il parco a tema è nato nel luglio 2009 sulle sponde di

di Mara Petrone

un vasto ed inquinatissimo specchio d ’acqua a sud di Kunming, capitale dello Yunnan (Cina meridionale) ma solo negli ultimi mesi la notizia è approdata in Occidente lasciando, come solo la Cina sa fare, l’opinione pubblica a bocca aperta. La singolare idea è venuta ad un imprenditore cinese, Chen Ming, che vi avrebbe già investito 100

milioni di yuan e sarebbe pronto a moltiplicare l’investimento. Tutto in questa comune è stato progettato meticolosamente: ogni cosa deve essere al di sotto dei 90/120 centimetri, comprese le forze di polizia ed i vigili del fuoco. Un’altezza non superiore ai quattro

piedi e tre pollici (circa un metro e trenta centimetri) è, tra l’altro, condizione necessaria per poter essere ammessi all’interno della comunità. Secondo le intenzioni del suo costruttore, il paese dei nani è e resterà autosufficiente, una sorta di microcosmo a feedback positivo; il volantino di promozione del parco recita: <<avrete la possibilità unica di vedere i nani nelle loro attività quotidiane: coltivazione di piante e fiori, allevamento di maiali, cura di cani domestici, performances artistiche, parate etc.>>. L’idea del signor Chen, bislacca o folle – questo si capirà col tempo – è quella di far diventare il parco un nuovo modello di costruzione socialista della campagna dello Yunnan. Lapalissiano, tuttavia, il rischio di una simile operazione: se da un lato è encomiabile lo sforzo di creare un ambiente “ideale” che offra a queste persone la possibilità di avere un lavoro – in un momento di forte crisi occupazionale in Cina – e di vivere un’esistenza libera, senza doversi costantemente misurarsi con le discriminazioni delle “persone alte”, dall’altra il pericolo è quello di fare comunque di essi un fenomeno da baraccone del ventunesimo secolo, spettacolarizzando ogni aspetto della loro esistenza, disabilità compresa.

CURIOSITà Anche Barbie ha un’amica disabile! Si chiama Becky, è amica di Barbie e, come lei, è biondissima e bellissima ma… è sulla sedia a rotelle. La Mattel, dit-

ta americana di giocattoli produttrice di Barbie, ha pensato bene di ideare e produrre una bambola handicappata con tanto di sedia a rotelle, rigorosamente rosa e piena di lustrini. Una svolta epocale nella storia di questa azienda che mai, prima di questa “trovata”, aveva

caldeggiato l’idea di creare una Barbie “diversa”, magari bassottella e coi brufoli o con una forma meno smagliante. Con Becky, invece, bella ma paraplegica, si rompe definitivamente il secolare binomio di “bella e perfetta”. Barbie adesso ha un handicap, è “diversa”. Sembra che la Mattel abbia pensato proprio a tutto nel creare la Barbie disabile, persino ai suoi problemi con le barriere architettoniche: la sedia a rotelle di Becky, infatti, non entra nella casa della famosa bambola bionda. Si è allora corsi subito ai ripari: entrerà a breve in commercio una nuova versione della casa di Barbie, con le porte più grandi e senza scalini!

DIZIONARIO DEL DISABILE INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO, o ASSEGNO DI ACCOMPAGNAMENTO: È un sostegno economico statale (di 472,04 euro mensili) versato dall’Inps alle persone che non possono compiere gli atti quotidiani della vita, non deambulanti, che hanno bisogno di assistenza continuativa e che non siano ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche per più di un mese. Rientrano in questa categoria ciechi assoluti, persone che sono sottoposte a chemioterapia, bambini minorenni incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua, persone

affette dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down, persone affette da epilessia. Per richiedere il riconoscimento di invalidità e l’indennità è necessario presentare una domanda alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili della Asl di residenza allegando il certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva di certificazione, il Codice fiscale, il certificato del medico curante, che deve riportare la nota “Persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.


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CULTURA

LA CASA ROSSA IL DOLORE UMANO HA IL COLORE DELLA PORPORA di Francesco Monteleone

I

l 28 novembre 2008 la società consortile REPARTER (Recupero Patrimonio Artistico e Rurale) si è aggiudicata, per poco più di un milione di euro, la vendita all’asta della Casa Rossa, imponente fabbricato sito in Alberobello, “testimone” di una storia da non dimenticare. Il consorzio REPARTER è costituito da un gruppo di imprenditori pugliesi, ed è presieduto dal dott. Mario Adda, titolare dell’omonima Casa Editrice. L’operazione societaria è stata curata dal commercialista barese Riccardo Strada, esperto in arbitrati e procedure concorsuali ed anche profondo conoscitore della storia della Casa Rossa. La società ha lo scopo di valorizzare i beni culturali pugliesi e si propone di avviare un dialogo proficuo sia con la comunità ebraica, per conservare

viva la memoria di un periodo storico oscuro, che con le istituzioni locali, al fine di avviare un progetto di ristrutturazione di un immobile di enorme rilevanza storica che non può e non deve essere lasciato al degrado. La Casa Rossa, un luogo spettrale che trasuda dolore e oppressione. Il suo colore esterno, di un rosso vivido e caldo, contrasta nettamente con quello che non può che essere definito il suo “scheletro” interno (date le pessime condizioni di conservazione in cui è stato tenuto fino ad oggi): una serie di gironi danteschi composti da stanze gelide, di quel gelo che non offre scampo, difficile da dimenticare. La storia della Casa Rossa è complessa e varie-

gata: nacque verso la fine dell’Ottocento, per donazione di Don Francesco Gigante, sacerdote non proprio esemplare di Alberobello, il quale, alla fine dei suoi giorni, decise di donare tutto il suo patrimonio (masserie, terre, case) per fondare un Istituto Agrario, forse al fine di mettere a tacere i sensi di colpa che, a detta dei beninformati, erano piuttosto pressanti. Così, su una salubre collina di Alberobello in contrada Albero della Croce, tra prati verdi e aria pulita, fu fondato l’ “Istituto Agrario F. Gigante”. Agli inizi del 1940, però, le attività didattiche dell’Istituto vennero trasferite in paese, “per avvicinare più alunni alla scuola” si disse, ma forse solo per “mascherare” il vero motivo, e cioè che Mussolini aveva scelto di adibire quel luogo a “campo di smistamento” per internati civili (cittadini di stati nemici ed ebrei, contrari al regime totalitario tedesco): l’ubicazione del fabbricato, infatti, lontano da luoghi di operazioni militari, favoriva un più comodo e facile controllo da parte del regime fascista. Come ci ricorda il Professor Francesto Terzulli, storico ed autore del libro “La casa rossa” (Ed. Mursia, 2003), l’immenso edificio ospitò, tra il 1940 e il 1943, a fasi alterne, più di 2000 internati, la maggior parte dei quali era composta da


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CULTURA

professionisti (ingegneri, architetti, artisti): molti di essi, infatti, si procuravano cibo e abiti proprio grazie alla loro abilità, eseguendo lavori artistici ed opere manuali nelle case più ricche del noto “paese dei trulli”. Celebre e di forte valenza simbolica è rimasto il valzer dal titolo beffardo “Felicità”, composto da Charles Abeles (musicista svizzero internato alla

lo, in occasione dell’incontro “Il filo della memoria”, il nipote di Abeles, Peter Koppiz, ha ricevuto in dono da un’erede della famiglia Nardone lo spartito autografo del brano musicale in questione. Recentemente, invece, la poesia di Patrizia Palmisano e le note della “Banda Wagliò” (gruppo locale di giovani musicisti), hanno dato vita ad un emozionante brano dal sapore popfolk intitolato appunto “La

cora si possono ammirare pregevoli affreschi raffiguranti immagini sacre: questi affreschi vengono erroneamente addebitati ad artisti ebrei, ma in realtà, grazie a recenti ricerche e studi, è stato possibile datarli, e risultano risalenti al 1948, quando la Casa Rossa ormai non ospitava più internati ebrei, ed inoltre è noto che la cultura ebraica non concepisce l’esaltazione di immagini sacre.

beni di primaria necessità, nonché della libertà e della dignità umana. Molti di essi furono poi deportati nei campi di sterminio tedeschi grazie agli elenchi forniti dalla polizia fascista ai gerarchi delle “SS”. In seguito, la Casa Rossa ha indossato molte altre vesti, tutte decisamente lontane dal concetto di felicità o di pietà umana, e camminando lungo i suoi corridoi sembra quasi di

Cappella con affreschi all'interno della Casa Rossa

Masseria Gigante) proprio al pianoforte della casa di Francesco Nardone (ricco signore di Alberobello appassionato d’arte), di cui, in seguito, è stata eseguita un’incisione ad opera della Scuola di Musica del paese; il 13 gennaio 2007, presso la sala consiliare del Comune di Alberobel-

1946 e il 1947, vi furono trasferite da Fossoli oltre 100 donne di diverse nazionalità (slave, greche, albanesi, ungheresi) che, dopo la liberazione, furono trovate prive di documenti d’identità, e dunque ritenute “scomode”. Questo episodio ebbe grande rilevanza all’epoca dei fatti, tanto da ispirare il film drammatico di Geza von Radvany “Donne senza nome. Le indesiderabili” (1949), interpretato, tra gli altri, da attori del calibro di Gino Cervi, Valentina Cortese e Simone Simon, e girato completamente nelle campagne di Alberobello: questa scelta fu dettata dall’esigenza di mettere in evidenza ambientazioni “reali” (tipica del cinema neorealista).

casa Rossa”, eseguito anche durante l’ormai celeberrima “Notte della Taranta” che si svolge ogni anno in Salento nel mese di agosto. Esiste, al piano terra dell’edificio, una piccola cappella molto ben conservata, sui cui muri an-

Come già precisato, la Casa Rossa non può essere considerato un vero e proprio campo di concentramento, bensì solo un campo di “smistamento”, dove comunque gli internati vivevano una condizione di estremo disagio essendo deprivati di acqua e luce, ma anche di

avvertirlo, questo senso di angoscia rimasto nelle viscere delle pareti umide: è stato carcere minorile, colonia del confino politico per ex fascisti, centro di accoglienza per profughi di guerra, per ebrei scampati ai campi di sterminio, per orfani di guerra, ed inoltre, tra il

La società acquirente ha già in previsione svariate iniziative di diffusione della cultura ebraica e di ristrutturazione del fabbricato (che allo stato attuale si trova in condizioni pessime), anche grazie alla collaborazione di Istituzioni ed artisti locali. La speranza è che presto si crei un bel movimento intorno a questo grande progetto di recupero della memoria storica.


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Cinema

Gold Class Cinema Poltrone confortevoi per una piacevole visione

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sistono dei punti morti nelle cene con gli amici in cui, esauriti gli argomenti di discussione, si aprono delle sacche di silenzio in cui si infilano strani discorsi, inaspettati e a volte inquietanti.

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urante uno di questi momenti un mio amico, qualche tempo fa, mi chiese se secondo me fosse possibile che un fenomeno come i “Cinema di Lusso” fosse proponibile anche da noi, in Italia.

C È

os’è dunque il “Cinema di Lusso”?

un luogo, un cinema appunto, di solito un vecchio cinema in disuso, nel quale si progetta una nuova e più confortevole sala con pochi posti, massimo quaranta. Se il vecchio cinema da ristrutturare disponeva di una grande sala come quelle dei cinema di una volta, immensi saloni pronti ad ospitare fino a mille persone, allora si realizzano quattro o cinque sale (ambienti)

nuove, piccole e rifinite, ognuna delle quali ospiterà proiezioni di solito suddivise per generi (Sala Horror, Sala Commedia, e così via), e nelle quali non ci saranno più le vecchie maschere che con la torcia vi accompagnavano alla ricerca di un posto, ma sarete guidati dal personale specializzato ad accomodarvi su poltrone morbide come nuvole, all’interno di questi “salotti” arredati da archistar o aspiranti tali.

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aggiore comfort, maggiore cura del cliente, maggiore attenzione ai particolari: fin qui nulla da eccepire, anzi.

I

l garbuglio, però, è all’orizzonte: questi cinema, questo nuovo modo di concepire il cinema, sono una specie di incrocio tra il desiderio del cinema e quello enogastronomico. Senza altro giro di parole, hanno creato una nuova specie, hanno concepito un nuovo desiderio. Ve

Pubblico in una sala Gold Class

ne potete accorgere da soli andando a guardare la clip di presentazione del circuito Gold Class Cinema.

I

l mio amico era semplicemente incantato dalla possibilità di poter frequentare il cinema senza le complicazioni che ce lo fanno maledire. E devo dire che a tavola riscuoteva consenso, mentre io minimizzavo la novità confinandomi in una minoranza scettica. La discussione declinò dolcemente verso il suo naturale esaurimento, e nessuno fece più cenno al fatto. Ma alcuni giorni dopo ho ritrovato l’argomento su alcune riviste specializzate: Australia, Stati Uniti e, in Europa, Germania erano i Paesi che ospitavano le prime sale Gold Class, e il riscontro in termini di gradimento ed incasso era notevole.

M

i ero sbagliato, l’esperimento ha funzionato.

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ersonalmente credo che non vi debba essere alcuna preclusione verso forme nuove di intrattenimento (sia pure culturale come nel caso del cinema), ma le cose andrebbero chiamate per quello che sono. E questa nuova forma è molto più sbilanciata verso l’enogastronomia, senza dubbio.

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l cinema ha poche regole, infrante le quali non si può più parlare di cinema. Il circuito deluxe Gold Class Cinema ne rispetta solo una: il grande schermo. Tutti gli altri rinforzi, escogitati in anni e anni di sperimentazione diretta sul pubblico, sono elusi. A cominciare dal buio artificiale: altrimenti come potrebbero i camerieri servire lo champagne? Per non parlare della regola riguardante la separazione netta tra la sala e il resto del mondo. E non dovete credere che la cena sia servita prima della proiezione del film, altrimenti a cosa servirebbero i

di Francesco Asselta

pulsanti per richiamare il personale sui braccioli della poltrona? Insomma il servizio è continuo, e nella clip di presentazione è sottolineata la cura continua con la quale gli operatori del servizio vi seguiranno.

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n Italia so che qualcuno si sta muovendo per importare il modello, ma sui risultati non mi sbilancio.

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ntanto vi propongo la lettura di un libro di un autore che certamente ama il cinema come luogo classico per la visione di un film: il libro è L’uomo che ama, l’autore è Gaetano D’Elia. Un piccolo atto d’amore verso l’arte cinematografica, senza alcuna condizione precritica. Leggendo le recensioni dei film si intuisce la sua preparazione ma soprattutto la sua passione per il cinema e i suoi innumerevoli racconti e personaggi.


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Spettacoli

IL GIORNO DELLA MARMOTTA L

a televisione sta percorrendo già da qualche tempo una parabola discendente che tende al degrado. I programmi di qualità si contano sulle dita di una mano sola. Pensate che, per scarsità di idee, tra un po’ riproporranno “Canzonissima”. Poi forse sarà la volta del Carosello, il Gioco dell’oca, Carramba che sorpresa e altri programmi morti e sepolti da tempo. Sempre meglio dei reality, direbbe qualcuno. Rispolverate l’apparecchio di Marconi, se ritenete

di Carmela Moretti stesso: “Il giorno della marmotta”, in onda su Rai Radio 2 il sabato e la dome-

nica alle 13.40. Conducono il pubblicitario Lorenzo Marini e il comico tanto amato Dario Vergassola;

citaria e di idee creative. Con collegamenti telefonici si intromettono nella discussione anche alcuni personaggi farseschi, che rendono ancor più brioso il programma. Prima fra tutti una stagista ben educata, diligente ma sfigata: per lei non ci sarà mai lavoro, come accade a tutte le stagiste in questa società. Seguono il professor Ca-

Lorenzo Marini con Dario Vergassola

che la televisione non offra nulla di interessante. La radio vi permette di ascoltare buona musica, di tenervi informati con i notiziari, di seguire programmi curiosi. Certo, anche in questo caso bisogna saper scegliere le frequenze giuste ma le “brutture” sono meno presenti che in televisione. Vi segnalo un programma intelligente e divertente al tempo

un duo scoppiettante, che affronta con precisione e vivacità argomenti curiosi e di grande attualità. Ogni puntata è incentrata su un tema : il vino, il caffé, il riso, l’acqua minerale ed altri oggetti abitualmente usati da tutti. In studio i due conduttori, con gli esperti dei diversi settori, discutono di prodotti e della loro funzione sociale, di comunicazione pubbli-

tania da Palermo, ideatore di pubblicità, un semiologo che mette in ridicolo la sua disciplina e infine Nicola da Bari, creatore di invenzioni surreali. Di altissima qualità sono anche i brani musicali che intervallano il programma: i Queen, Bob Marley, i Rolling Stones ed altre icone della musica invogliano a seguire “Il giorno della Marmotta” fino all’ultimo secondo.

È difficile credere, a un primo sguardo, che il nostro Direttore Francesco Monteleone abbia doti comiche. Ha un aspetto ombroso e taciturno, che incute soggezione in chi lo incontra per la prima volta. Ma si sa: l’apparenza inganna! Nonostante i suoi anni, il direttore possiede un animo fanciullesco desideroso di divertire e divertirsi. L’ultima sua bricconata? Si è messo in gioco, con non pochi timori, e si è trasformato in un insolito “Arlecchino”, servitore di due padroni altrettanto mattacchioni: Dario Vergassola e Lorenzo Marini. Nel programma radiofonico “Il giorno della marmotta”, in onda su Rai Radio Due, Francesco Monteleone partecipa con collegamenti telefonici da Bari. Recita la parte di Nicola, un barese creativo-cretino, che propone invenzioni spiritose e dissacranti in linea con il tema affrontato in trasmissione. Ovviamente si tratta di invenzioni che a nessuno mai verrebbe in mente di brevettare. Volete un esempio? Nella prima

puntata Dario Vergassola, Lorenzo Marini e l’ospite del giorno Enzo Vizzari, direttore della guida “L’ espresso”, hanno parlato e scherzato sul vino. Francesco Monteleone alias Nicola da Bari è intervenuto in trasmissione proponendo il “vino-cocaino”: un vino da sniffare per fregare le forze dell’ordine e il loro amato palloncino. Una proposta da “galera”. E poi ancora: la sedia cozza per mariti adulterini, le patatine con silenziatore, la lavatrice per arricciare i polpi. Se qualcuno è così audace da prendere in considerazione qualcuna delle suddette idee, si faccia avanti!


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la mordacchia CE SE MANGE IòSCE? MADONNE CE CCRòSCE! (Che si mangia oggi? Madonna che croce!) Gelsorosso Editore Bari 2010 Pagine 160

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Vito Signorile

n vecchio detto popolare dice che a tavola non si invecchia mai. A tavola si muore prima, dovremmo dire noi oggi. Hamburger, cheesburger e altre “americanate” sono il nostro pane quotidiano e i trigliceridi raggiungono picchi mortali. Noi, acculturati e plurilaureati, ci facciamo

di Carmela Moretti

sfilare soldi da dietologi, centri di dimagrimento e chirurghi plastici. I nostri nonni, rozzi e con una licenza elementare presa a stento, avevano intuito che il segreto della salute è una alimentazione sana e varia. Loro dicono da sempre che bisogna mangiare molta frutta e verdura ma non hanno un titolo di studio né un camice bianco che dia loro autorità. Poveri anziani, nessuno più li ascolta! Per fortuna c’è ancora qualcuno che si dà da fare per conservare “usanze culinarie” che altrimenti andrebbero perse. Vito Signorile, attore, regista e drammaturgo, è un grande conoscitore della tradizione folkloristica e gastronomica della nostra terra. Nel suo ultimo

SENZA TETTO

lavoro editoriale “Ce se mange iòsce? Madonne ce ccròsce!”, l’autore raccoglie le ricette tipiche della baresità da “Patàne, còzz ‘e rrìse o furne” al “Calzòne de cepòdde”. Il ricettario è

fronte. È maneggevole, facile da consultare e alla portata di tutti. Potrebbe essere un valido aiuto per le giovani mogli che vogliono prendere i mariti per la gola. Ma può essere utile anche alle nubili che amano mangiar bene e viziarsi un po’. Fave e cicorie, zucchine alla poveretta, melanzane ripiene, ma chi li prepara ancora? Sono dei piccoli capolavori dell’arte culinaria che le giovani generazioni stanno perdendo e che si possono ritrovare, pagina dopo pagina, nel libro di Vito Signorile.

scritto in dialetto barese, con traduzione italiana a

SENZA TETTE

GRAMMATICA ITALIANA PER DISTRATTI

la maestra Bacchetta

SOLANUM LYCOPERSICUM: INVECE DI MANGIARLO IMPARA A CHIAMARLO

S

abato sera sono stata in una pizzeria di Bari di cui non faccio il nome. Il cameriere, un ragazzo di bella presenza, è venuto a chiedermi che cosa io desiderassi mangiare. Ho ordinato un antipasto al carrello e una pizza bianca con molti pomidori. Quell’insolente mi ha riso in faccia perché credeva che io avessi sbagliato. E ha pure osato correggermi: “Signora, si dice pomodori”. Mi sono infuriata e ho urlato: “Giovanotto, lei è un ignorante! Non sa che pomodoro ha ben tre plurali: pomodori, pomidoro, pomidori?”. Non potevo tollerare un affronto simile. Gli ho versato in faccia la birra che stavo sorseggiando e sono andata via.


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la mordacchia NERO VINYLE S

ì, lo so: è stata solo una canzoncina senza importanza. Musica di plastica, qualcuno la chiama. Ma quell’estate tutto era di plastica: le vacanze, i villaggi turistici, le persone, i sorrisi, le movenze. E io chiamo “musica” quel suono che descrive il proprio tempo in modo che si conficchi nella memoria con esso: schegge di ricordi e cocci sonori. E “Vamos a la playa” fu proprio la musica di quel tempo. Ti

il cancello. Il cancello: un assurdo baluardo a difesa delle vacanze delle intoccabili famigliole valtur. Quelle mammine bonazze coi loro pargoli frignanti, carrozzine e secchielli, e i mariti già tornati in città, al lavoro. Una sera quel bidello da spiaggia, un negro ovviamente, minuto e insignificante mi lasciò fuori. Per pochi minuti. Gli chiesi di riaprirmi ma lui sillabò compito: “Disbiage signò, ma quesdo essere

inseguiva, ti feriva, coi suoi insopportabili coretti da idioti. Ma te li rigiravi dentro lo stesso. Andavo al mare due volte al giorno, col mio asciugamano sulla spalla e i miei orrendi calzoncini al ginocchio. Ero alla moda. E invisibile. Ero invisibile e alla moda. Era settembre e “Vamos a la playa” striava ancora, indefessa, le notti tiepide. Tutte le notti tornavo, metodico, dalla spiaggia, appena in tempo prima che il guardiano chiudesse

orario”. Poi ridendo come un ebete aggiunse “Io essere afrigano, ma bregiso come un dedesco!”. Voleva dire tedesco! Quella volta feci il giro largo e rientrai alla mia dimora dall’ingresso principale. Le volte successive, sorridendo falso, mi fermai spesso a scambiare due parole col “bidello”: stava seduto, sfogliava un giornalaccio in non so quale lingua, con gli auricolari del Walkman infilati nelle orecchie. Amavo quel nuovo attrez-

“Vamos a la playa”

zo portatile quando mi permetteva di isolarmi dagli altri. Ma lo odiavo quando la stessa cosa la facevano gli altri a me. Quando gli chiesi che musica fosse, lui sorrise coi suoi labbroni da negro e mi rispose “Mulatu!” “ Chiii?”, gli chiesi interdetto. E lui “Mulatu Astatke, un musigista di mio paese. Etiopia. Questo essere jazz, anzi ‘Ethiojazz’”. E rideva contento dei suoi gusti etnici, fedeli alla patria. E tu come ti chiami, fraternizzai io. E lui “Militu” e giù un’altra risata demente, “mi ghiamo guasi come Mulatu… ma tu ghiamami Giuà, che guà al villaggio duddi mi chiamano Giuà”. Ancora risate. Parlava come la mitica Mami, la grossa schiava di “Via col vento”, prima vincitrice nera di un Oscar. Stavamo diventando amici, secondo lui, e voleva anche passarmi le sue oscene cuffiette per condividere il suo ethiojazz del cazzo. Ho sempre odiato il jazz. Sin da piccolo mi provocava angoscia e sensi di colpa. Non l’ho mai capito. Figurarsi se avevo intenzione di avvicinarmi a degli auricolari igienicamente sospetti per conoscere il jazz di un paese africano! Un’altra sera mi lasciò fuori dal cancello. Non ci potevo credere, rifiutò di aprirmi ripetendo la sua solfa assurda “Io etiope, ma dedesco”. Feci il giro e lo andai a trovare. Rideva e ascoltava musica. E io facendo finta di niente provai a parlargli di David Byrne e Talking Heads, di Brian Eno, o di Can e Neu, visto che lui “essere dedesco!”. Lui ovviamente non sapeva niente di niente. Quindi oltre a essere negro

e stronzo non sapeva un cazzo di musica, della vera musica. Attivai il cancello come per giocare. Lui si alzò per richiuderlo e lo bloccò ma io, sempre simulando uno scherzo, lo afferrai e lo incastrai fra il cancello e il palo di metallo. Non mi voglio dilungare in particolari scabrosi e ricordi dolorosi. Dolorosi per lui! Perché riattivando il meccanismo lo stritolai come un capitone. Rimase lì come un crocefisso da opera horror: una parodia oscena della passione di Cristo. Il cristo della world music, anzi, dell’ Ethiojazz! Le braccia aperte, i labbroni spalancati, gli occhi strabuzzati, il duro me-

dell’incontro fra i popoli e le culture. Tutto ciò mi è tornato alla mente perché l’altro giorno mi sono imbattuto in una zuccherosa recensione che elogiava il “leone dell Ethio-jazz”, Mulatu Astakte e il suo ultimo disco “Mulatu steps a h e a d ”. S o n o c o r s o a comprarlo spinto da una necrofila compulsione a impossessarmi di un disco che non mi sarebbe piaciuto solo per commemorare il passato! (L’ho trovato: in vinile e doppio per giunta!). Il disco risulta ovviamente l’ennesima ripetizione di insulse e cacofoniche banalità jazzistiche spruzzate di quel colore latino o afro che fa tanto

tallo del cancello a segnargli per sempre la carne, e gli auricolari penzolanti dal collo come fossero un addobbo sacrale dal preciso significato etno-antropologico: un’opera d’arte! Una vera istallazione futurista. Forse ero il primo world-killer della storia. Ammazzo in nome della multiculturalità. Nel segno

dancefloor per zoccole intellettuali e fa parlare in quegli spocchiosi salottini dove si discetta sull’ultimo trend. Ma gli unici umori latini che mi sono rimasti dentro, per sempre, sono quelli di “Vamos a la playa” e di quella indimenticabile estate che fu colorata dal suo immarcescibile.. oh oh oh oh oh…


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Rumorescomunication

Galleria

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Televisione

vitantonio laricchia, il colonnello che ha smentito Eco Ogni giorno in tv tra previsioni e aforismi

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no dei “luoghi” intoccabili della televisione, dove tutto era rimasto identico a se stesso - tranne qualche utile miglioria grafica e tecnologica - era il bollettino meteorologico. Nato contemporaneamente alla massmedialità (la prima trasmissione radio in Italia prevedeva anche un notiziario sulle condi-

Il Colonnello Vitantonio Laricchia

zioni climatiche), il meteo ha mantenuto intatto il proprio essere asettico, obiettivo, basato su rilevazioni satellitari lette da esperti del settore, anche quando sbarcò in televisione. Almeno fino a 10 anni fa, quando un nuovo corso televisivo ha deciso di apportare qualche cambiamento anche in questa nicchia di informazione impersonale, dove i conduttori erano ricordati più per i loro volti inespressivi e per il gergo tecnico che per memorabili performance davanti alla telecamera. Così oggi tra meteorine, talk-show che usano come pretesto il tempo che fa, e jolly dell’anticiclone, ecco che in Puglia appare, primeggiando, il colonnello Vitantonio Laricchia, degno prosecutore della tendenza che ha preso

piede in tutta Italia e che pone oggi il meteorologo alla stregua di un qualsiasi showman. Ogni mattina, durante “Buongiorno regione”, la striscia quotidiana informativa della Rai, il colonnello apre e chiude il programma, marcando con il suo personalissimo stile l’appuntamento con il meteo. Uno stile che, se leggiamo quanto scritto sul suo fan club su Facebook, è molto apprezzato dagli spettatori, che ne sottolineano soprattutto la simpatia, il sorriso onnipresente sul suo volto e l’uso disinvolto di aforismi che forse qualcuno di fronte alla TV si appunterà, facendo sfoggio di cultura a buon mercato. Tuttavia, che di un meteorologo si sottolinei la simpatia e i siparietti di cui è protagonista ogni mattina con i conduttori del programma, forse è sintomatico di un’esigenza, da parte del pubblico, di avere una costante relazione affettiva con i personaggi della TV. Anche se questo personaggio è un meteorologo... Ovviamente anche in Puglia la figura del meteorologo ha subito quella ibridazione che sta trasformando un colonnello, interprete di simboli sulla cartina, in un mito, o meglio, in uno di quei miti d’oggi di cui Barthes scrisse cinquant’anni fa. Lo stesso Laricchia ne è consapevole e sfrutta al massimo questo nuovo status, rimarcandolo anche durante le sue previsioni, quando definisce il suo spazio televisivo

di Giuseppe Scintilla

mattutino (che dovrebbe essere un bollettino meteorologico) “un’allegra e simpatica trasmissione che serve per dare fiducia ed allegria” (sic!). Possiamo affermare, dunque, che il meteo è diventato in realtà un pretesto per sfoggiare la duttilità scenica del colonnello che

altro...) come “ombrello al seguito” per paventare il rischio di precipitazioni, oppure l’uso frequente e gergale dell’idioma “alla

accantona il freddo lessico a cui ci hanno abituato Bernacca prima e poi il barbuto Caroselli (costellato di “anticicloni delle Azzorre”, “basse pressioni”, etc), per affidarsi a epiteti improbabili come il famoso “amico” maestrale, o il più recente “amico” vulcano; singolari idiotismi (che vuol dire semplicemente frasi idiomatiche, e non

grande” per sottolineare il bel tempo sulla regione (“un fine settimana alla grande”), senza dimenticare i venti che “pasciono”. Tutto è finalizzato a creare un feeling profondo con lo spettatore, che va al di là del mero servizio meteorologico, ma che vuole avere un intento anche educativo, come quando rispolvera l’Olimpo pagano

con Giove Pluvio oppure snocciola, con il preziosissimo e imprescindibile aiuto della cartelletta, proverbi e aforismi che vanno da Twain a Hemingway, fino a Seneca, improvvisandosi anche lettore di latino e traduttore all’impronta (con occhi sempre ben fissi sul suo supporto cartaceo). Del resto chi, come lui, parla in televisione e guarda in camera, sta affermando ai telespettatori la propria credibilità e la verità di ciò che sta dicendo, assumendo nello stesso tempo un’autorità carismatica che lo spettatore evidentemente recepisce. In tal modo ci si può anche permettere di uscire dal proprio campo specifico per avventurarsi in altre lande come la letteratura, affrontandole con lo strumento dell’aforisma che dice tutto, non dicendo quasi nulla. Ma la percezione dello spettatore mattutino è quella di vedere un uomo dalla profonda cultura che attinge da un repertorio letterario millenario per omaggiare il pubblico con ardite citazioni. Al di là di tutto, un motivo di indubbio vanto il colonnello ce l’ha: aver sconfessato la previsione di Eco che all’inizio degli anni ottanta, quando faceva la sua comparsa il televideo, annunciava, tra le altre cose, la probabile morte dei bollettini meteorologici televisivi. Ancor più oggi, con la diffusione di internet, la particolare battaglia vinta dall’“amico” colonnello è più grande di quel che si pensi. Chiedete ai suoi spettatori.


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Eventi

mostre temporanee Veronese, Tintoretto e la pittura veneta. Capolavori del Palais des Baux –Arts di Lille CONVERSANO

dal 09/05/2010 21/07/2010

al

Due mostre di alto profilo per un prestigioso progetto di scambio culturale tra il Palais des Beaux-Arts de Lille in Francia e la Pinacoteca “Paolo Finoglio” di Conversano. Si tratta di un’interessante opera-

zione culturale che ha permesso di scambiare “La Gerusalemme Liberata”, splendido ciclo pittorico di Paolo Finoglio composto da 10 grandi tele, con 22 opere italiane del Cinquecento e del Seicento esposte nelle collezioni del Palais des Beaux-Arts de Lille in Francia. Rota/Fellini - La musica delle immagini BARI Fino al 31 maggio 2010 Mostra documentaria allestita in collaborazione con la Fondation Fellini. Foyer del Teatro Petruzzelli.

INCONTRI CULTURALI DEL GIOVEDÌ AL CASTELLO SVEVO DI BARI

SAGRE E FESTE POPOLARI CORATO da sabato 15 a domenica 23 maggio 7ª edizione della Fiera di San Cataldo. La fiera è una vetrina eccezionale di pro-

PROSSIMI INCONTRI 20 maggio, h 17.30 Il nuovo volto di Bari – interventi edilizi ed urbanistici nel primo trentennio del ‘900. Dino Borri, Docente di Pianificazione urbana – Politecnico di Bari, Livia Semerari, Docente di arte contemporaneaUniversità degli Studi di Foggia. 10 giugno, h 17.30 La Carta dei beni culturali e il Piano paesaggistico territoriale regionale. Ruggero Martines, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Alberto Magnaghi, Responsabile Scientifico del P.P.T.R., Anna Vella, Architetto Direttore Coordinatore – Soprintendenza BAP Province di Bari, BarlettaAndria-Trani e Foggia. 17 giugno, h 17.30 Conservare, valorizzare e comunicare il patrimonio culturale – sinergie fra pubblico e privato per lo sviluppo del sistema produttivo territoriale. Ruggero Martines, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Andrea Pisani Massamormile, Presidente di Banca CARIME, Alessandro Laterza, Responsabile Nazionale del Comitato Cultura di Confindustria, Francesco Palumbo, Direttore dell’area Politiche per la Promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti della Regione Puglia, Francesco Virgilio, Dirigente del Servizio Beni Culturali della Regione Puglia.

mozione e vendita all’ingrosso e al dettaglio, ed immancabile appuntamento per lo scambio del know how d’impresa, del marketing territoriale, privato e pubblico. Sono rappresentati tutti i settori della filiera produttiva e distributiva della città di Corato, del nordbarese e dell’intera Puglia con aree dedicate a degustazioni e ad eventi e spettacoli. L’ingresso ai visitatori sarà libero nei seguenti orari: dal lunedì al sabato: 17.30 - 22.00, domenica 10.00 - 13.00 e 17.00 - 22.30. Via Sant’Elia (zona parco comunale). CONVERSANO venerdì 21, sabato 22, domenica 23, lunedì 24 maggio Festa patronale della Madonna della

Fonte. È la festa più importante per i cittadini di Conversano, in quanto la Maria SS. della Fonte è la patrona della città e della diocesi. La festa liturgica ricorre il 1° sabato di maggio, mentre la festa popolare è festeggiata la IV domenica del mese mariano con processioni, bande musicali, attività sportive e culturali, durante la qua-

le viene benedetta la città, la campagna e il mare. POLIGNANO A MARE da sabato 29 maggio a domenica 6 giugno 1ª edizione di Polignano in Fiera. L’evento si propone di raccogliere espositori nel campo dell’artigianato, dell’enogastronomia, della tecnologia. 120 ampi stand attrezzati che resteranno aperti dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 24.00, presso il Lungomare Cristoforo Colombo (zona campo sportivo).


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Andria Bar Arco Antico via ferrucci Antica Trattoria Bella Napoli C.so Cavour American Bar C.so Cavour Cavour Caffè C.so Cavour Caffè del Corso C.so Cavour Bar Ariston via Bari Caffetteria Demony viale Puglia Bar Chantilly viale Puglia Caffetteria Shadey via Marcantonio Bar 7 Nani via Annunziata Bar Forte via Annunziata Caffè Normanno viale Pietro Nenni Bar Euro viale Pietro Nenni Bar Angel Coffee viale Pietro Nenni Glamour Cafè viale Ausonia Caffetteria Pommery via Muzio Scevola Bar Mont Blanc via Don Minzoni Caffè Noir via De Gasperi Bar Castello via Porto Castello Al Cavallino Grosso via Montegrappa Fashion Cafè via Mozart Bar Feeling via Bisceglie Bar La Dolce Vita via Boccaccio Bar Cin Cin via Pisani Bar De Lucia P.zza Vittorio Emanuele Bar Negrita P.zza Umberto Bar Sheridan e Coffee via Barletta Bari Bar stazione P.zza Aldo Moro, 1 Bar Catullo P.zza Aldo Moro, 18 Bar Tyffany via Argirò, 137 Caffè Argirò via Argirò, 74 Bar Le barisièn via Argirò, 52 Bar Conchiglia via Argirò ang. via A.Gimma. Bar Cavaliere via Piccinni, 53 Caffè Senza Tempo via Piccinni, 75 Martin Caffè via Piccinni, 102 Bar Speedy via Piccinni, 121 Bar Meridional Caffè via Piccinni, 124 Ideal Bar via Piccinni, 177 Aida via Piccinni, 187 Wish Cafè via Piccinni, 196 Modigliani Caffè via Piccinni ang. via S. Visconti Bar Vox via Sparano, 13 Bar Ragno C.so Vitt. Emanuele, 90 Bar del Corso C.so Vitt. Emanuele, 98 Caffè Borghese C.so Vitt. Emanuele, 122 Antica Gelateria del Corso P.za Federico II di Svevia, 32 Bar Castello P.zza Federico II di Svezia, 83 Bar Federico II P.zza Federico II di Svezia, 85 Bar Gridem Lung.re De Tullio, 1 Bar Titti Tuister Lung.re De Tullio, 18 Bar Dogana Lung.re De Tullio, 34 Bar Barucchelli P.zza Ferrarese, 3 Matise Bar P.zza Ferrarese, 10 Bar Almstad P.zza Ferrarese, 13 Città Vecchia Bar P.zza Mercantile, 17 Barcollo Bar P.zza Mercantile, 69 Bar Catullo C.so Cavour, 9 Bar Gasperini C.so Cavour, 55 Bar Saicaf C.so Cavour, 121 Caffè Greco C.so Cavour, 126 Garden Bar P.zza Umberto, 59/A Antica Caffetteria della Vittoria via Decesare, 1 Caffè Voltaire via Camillo Rosalba, 47/P Caffè Rosalba via Camillo Rosalba, 49/B Mivida Caffè via Matarrese, 24 Caffè Italiano via Matarrese, 46 Mozart Caffè

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Bar dell’Angolo via Papa Pio XII, 1 Caffè Il Bosco via Papa Pio XII, 10 Bar Moderno via Papa Pio XII, 34 Dolce Caffè via O. Flacco, 10/A Caffè Top One via O. Flacco, 20 Caffè Savarese v.le Salandra, 45 Caffè Rock v.le Salandra, 52 Anima Caffè via Capruzzi, 256 Bar Barry’s via Capruzzi ang. via Devito Francesco Bar Due Emme via Devito Francesco, 8 Caffè Vip via Devito Francesco, 31/F Al Coco Dè Bar via Giulio Petroni, 14/B Bar Gardenia via Giulio Petroni, 43 Bar Maristella via Giulio Petroni, 83/C Bar Shaday via Giulio Petroni, 85/Z Meridional Caffè C.so Benedetto Croce, 205 Mirò Caffè via L. Sturzo, 5 Caffè Odissea via L. Sturzo ang. v.le della Resistenza Bar Australia via Papa Giovanni XXIII, 4 Nineteen Bar via Papa Giovanni XXIII, 28 Caffè Messico via Papa Giovanni XXIII, 59 Caffè Food via Papa Giovanni XXIII, 71 Tiger Bar Esso staz. Servizio via Papa Giovanni XXIII Caffè Vincent via Conc. Vaticano II, 3 Al Mio Caffè via Conc. Vaticano II, 23 Mageco Caffè via della Repubblica, 10 Bar Alò Paris via della Repubblica, 20 Blu Bar via della Repubblica, 71/A Bar Catullo via Unità d’Italia, 66 Bar del Viale via Unità d’Italia, 79 Bar Abruzzo via Lattanzio, 4 Bar Pirandello via Lattanzio, 56 Bar Crescenzio via Domenico Cirillo Caffè Latino via Postiglione, 1 Bar Palama Blanca via Postiglione, 17 Bar Capogiro via Amendola, 124/A Bar Lupin via Amendola, 145 Bar degli Amici v.le Einaudi, 37 Caffè Lilù v.le Einaudi, 57 Frizz Bar v.le Einaudi, 69 Gilda Caffè via Colaianni, 64 Caffetteria Dorso via G. Dorso, 81 Caffè Greco

via Fanelli, 206/19 Sesar Caffè via Re David, 193/S Bar Mistral via Napoli ang. via Tommaso Fiore Bar Venezia via Napoli, 180 Bar dello Studente via S. Francesco d’Assisi, 35 Bar Il Bello delle Donne P.zza Massari, 18 Caffè Astoria C.so Vitt. Emanuele, 64 Saicaf Il Caffè C.so Vitt. Emanuele, 38 Voglia Matta C.so Vitt. Emanuele, 42 Caffetteria Vanity via Melo, 28 Il Caffè del Faraone via Melo, 57 Caffè Bellini via Melo ang. via Putignani Mozart Caffè via Melo, 139 Caffè Shop via Melo, 148 Caffetteria Catalano via Melo, 181 Caffè Melo via Melo, 228 Caffè Carulli via Crisanzio, 65/A Barletta Bar con Ghiaccio via Canosa Bar Mulinello via Canosa Bar dello Studente via Canosa Bar Settebello via Canosa Caffetteria Cafagna via Madonna della Croce Bar Mike via Madonna della Croce Bar Mundial via Madonna della Croce Caffetteria Rionero via Madonna della Croce Bar Odeon via Imbriani Caffè 57 C.so Garibaldi Caffetteria Bar Stop via Madonna della Croce Bar Cavour C.so Cavour Bar Agip via Trani Ipercoop c/o Centro Commerciale Bar Conchiglia via Cristoforo Colombo Bar Denise via S. Prascina Bar Turin via S. Prascina Bar Tict via A. Volta Caffè 103 via Regina Margherita Bar Big Ben via Regina Margherita Bar Scardigno via Regina Margherita Bar Viola C.so Vittorio Emanuele Bar Disfida Caffè C.so Vittorio Emanuele Bar Don Fernandos C.so Vittorio Emanuele Caffetteria Coffe e Break C.so Vittorio Emanuele Caffè Corsini C.so Vittorio Emanuele Bar Caffetteria Moca via S. Lucia American Bar P.zza Castello Bar Marrakech P.zza Marina Caffetteria Giotto P.zza Marina Bar adriatico via Manfredi

Bisceglie Bar Dolce e Caffè via S. Andrea Bar Acquafredda P.zza S. Andrea Lino Bar via Trani Bar Erk via Lamaveta Bar Meeting via Indipendenza Bar Bellavita via S. Martino Bar Moon Flower via Sacerdote di Caffetteria Notorius viale Cacace Bar First Love viale Cacace Cin Cin Bar via Fragata Blue Night Caffè via Imbriani L’ora del Caffè via Imbriani Caffè Cova P.zza Vittorio Emanuele Bar Le Antiche Mura P.zza Vittorio Emanuele Bar Oriente P.zza Vittorio Emanuele Bar Disney P.zza Vittorio Emanuele Bar Scalo via La Marina Bar S. Lorenzo via Papagni Bar Lul e Chemise via Papagni Bar Eden P.zza Armando Dia Bar Garden via Aldo Moro Bar dei Puffi via Volta Bitonto Bar della Stazione Caffè Creme Millefiori via Palombaio Helen’s Cafè via Palombaio Bar La Maya via Galileo Galilei La Tan del Caffè via Ravanas Meeting Cafè via Ludovico D’Ariosto Play Cafè via Berardi Bar Europa P.zza Santi Medici Bar Cosimo Cotugno via Gomes Caffè L’arabica P.zza Aurelio Marina Bar Nuovo via Cortese Bar Gattopardo via Piepoli Bar Le Divine via Saracino Bar Titanic via G. La Pira Bar Hegemonya via X S. Spirito Bar Jolly viale Giovanni XXIII Bar Ignomeriello villa di Bitonto Bar Il Grillo via La Rovere Dreamer Cafè via Planelli Art Cafè via Tempesta Gotha Cafè via D.co Ricapito Bar Cristall via Traetta Hezio’s Bar via Traetta Super Bar via Traetta Villary 52 P.zza Marconi Bar da Giacomo P.zza Marconi Bar Vittoria P. zza Matteotti Caffetteria dello Studente P. zza Matteotti Lounge Bar P. zza Matteotti

Canosa Daz cafè via Bovio Bar Vittoria via Bovio Bar Imperial via Bovio Bar Divina via Puglia Bar del Corso C.so S. Sabino Bar Cono D’oro C.so S. Sabino Caffè 900 C.so S. Sabino Casa del Caffè via Barletta Gran Caffè Aurora P. Belmondo Bar Inter Club P.zza della Repubblica Caffetteria Mazzini C.so Garbaldi Bar Ugo Foscolo via Settembrini Bar Roxy via Settembrini Bar Millico via Imbriani CORATO Bar vicino Riccardo Bar Acapulco via Don Minzoni Bar Angolo viale Ettore Fieramosca, ang. Via Trani Bar Carlo’s Corso Garibaldi Bar Corona via Aldo Moro Bar Duomo via Duomo Bar Everest viale 4 Novembre Bar Junior via Digione, 70 Bar Lino’s viale Vittorio Veneto Bar Orchidea viale Luigi Cadorna, 23 Bar Renudò Piazza Sedile, 26 080-3588641 Bar Shaday via Duomo Bar Via C. del Monte Cinema Elia Corso Garibaldi Parrucchiere Moods Hair di Savino Caterina P.zza Pietro Rosa 080-8726233 Parrucchiere Michele Campione via Giappone 080-8985911 Parrucchiere Riccarda Rutigliano via Galileo Galilei, 13 ang. Via Coletta 333-6284977 Parrucchiere Riccardo viale Armando Diaz Sede PDL Tabacchi via Don Minzoni Tabacchi via A. Moro (Gerardo Strippoli) Tabacchi Piazza Cesare Battisti Tabacchi c/o Palazzo Gioia Tabacchi Tatoli stazione Trattoria Land & Sea via Torquato Tasso, 68 Giovinazzo Bar Palermo via Bari Bar Lux via Bari Bar Etoille via Bari Bar Ragno D’Oro P.zza Vittorio Emanuele Gran Ceffè P.zza Vittorio Emanuele Vecchio Caffè P.zza Vittorio Emanuele Bar Lollipop via Molfetta Bar Pub No Stop viale Aldo Moro Bar Frau Marlen via A. De Gasperi Jeans Bar via Agostino Gioia Bar S. Agostino P.zza S. Agostino Bar Impero via Marconi Modugno Auchan Centro Commerciale Taxi Bar via Palese Bar Abbaticchio via Cesare Battisti Bar Elisir P.zza Garibaldi Bar Sport C.so Vittorio Emanuele Bar Marasma C.so Vittorio Emanuele Bar Parictina via Roma Bar Caffetteria 2000 via Roma Ideal Cafè

Viale della Repubblica Bar Nero Cafè Viale della Repubblica Bar Arillonia via S. Francesco D’Assisi Bibo Bar via X Marzo Bar Abbaticchio via De Gasperi Caffetteria sara e Kati via del Piave Bar Gran Caffè via C. di Muccia Molfetta OUTLET Bar Fico Secco/Margherita Glitter Cafè via Madonna dei Martiri Caffetteria Gioele via Madonna dei Martiri Central Bar Piazza Vittorio Emanuele Bar Amici via Tenente Fiorini Bar Cafè artisti via Tenente Fiorini Bar Snack via Tenente Fiorini Mattia Caffè C.so Dandi Cin Cin Bar C.so Dandi Caffetteria Arcobaleno Porto Bar Haiti via S. Domenico Bar Columbia via S. Francesco Euro Cafè via S. Francesco Bar Venezia C.so Fornari Bar Cavour C.so Fornari Black Caffetteria C.so Fornari Bar del Vico C.so Fornari Bar Stazione Piazza Aldo Moro Bar Zanzibar via Baccarini Green Bar via Baccarini Bar Rio via Bari Bar Saicaf C.so Umberto Off Street Cafè Piazza Garibaldi Palese Bar del Corso C.so Vittorio Emanuele Bar Manica via Duva D’Aosta

New Style Moda Angelo Marsico via A. Diaz, 15

Bar Carrassi via A. Diaz Bar Dolce e Caffè via A. Diaz Bar Corner via Napoli

Rivendita Giornali Sandro Petruzzelli Largo Renna, 10

Bar Zorro via Capitaneo Bream Bar via Cap. Maiorano Ruvo di Puglia Coffe & Company via Scarlatti Scarlatti Caffè via Scarlatti Caffetteria Stazione c/o stazione American Bar P.zza Cavour Il Monello Caffè C.so Cavour Meeting Caffè trav. C.so Jatta Pasticceria Berardi C.so Jatta Caffè Nesos P.zza Matteotti Bar San Remo C.so Gramsci L’antico Bar Fiamma C.so Gramsci Caffè Italia C.so Gramsci Caffetteria Zanzibar C.so Cotugno Coffe e Room C.so Cotugno Beverly’s Bar S. Spirito Caffè Carrassi via Napoli Al Bar Adan via Napoli Bar Italia via Napoli

Minimarket rosticceria Moretti via Napoli, 113-115

Bar Benny’s via Napoli Bar Il Gabbiano Lungomare C. Colombo

bar-gelateria babayaga Piazza Roma, 1

Ghiaccio Bollente C. Colombo Bar Babayaga C. Colombo Bar Mojito Terlizzi L’incontro Caffè via Bovio Caffetteria Marinelli via Dante Summer Bar P.zza Cavour Bar Savoia P.zza IV Novembre Gran Caffè Italia P.zza IV Novembre Bar Cattedrale P.zza don Tonino Bello Piccolo Bar v.le Roma Caffetteria del Corso v.le Roma Caffè Chicco D’Oro Gran Caffè Orchidea Caffetteria Grassi Bar Pineta v.le dei Garofani Harry’s Bar v.le dei Garofani Sapori e Delizie v.le dei Garofani Bar Crazy Heaven via Federico II Bar Magic via Duca degli Abruzzi Bar Royal via Pasquale Fiore Trani Angrano Caffè via Superga Caffetteria Blue Moon via Superga Caffetteria Chiara via Superga Gran caffè Marrackesch via Superga Gran Caffè Venezia viale Spagna Bar Micano via Annibale Maria di F. Mar Mediterraneo via Annibale Maria di F. Caffetteria Bar Buongustaio via Annibale Maria di F. Bar Il Greco via Pozzopiani Bar Il Punto azzurro via Luigi Sturzo Caffetteria Kinki Palace via Tevere Bar L’ottagono Lungomare C. Colombo Bar L’incontro Lungomare C. Colombo Bar Garden via Tiepolo Bar Molo via Statuti Marittimi Bar Mediterranee via Statuti Marittimi Bar Senzio via Statuti Marittimi Caffè del Porto via Statuti Marittimi Bar Castello Svevo via Alvarez 3 Caffetteria punto di Mare via Re Manfredi Bar Teniro via Mario Pagano Milan Bar P.zza Indipendenza Bar Vittoria P.zza Indipendenza Mondial Bar C.so Vittorio Emanuele Caffè Paradiso C.so Vittorio Emanuele Bar Commercio C.so Vittorio Emanuele Bar Blue Moon C.so Vittorio Emanuele Caffè Odeon C.so Vittorio Emanuele Bar Plaza P.zza Rupubblica Bar Rosanna C.so Imbriani Parrucchiere Zagaria Nicola C.so Imbriani


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TERESA ROMANO nata a Modugno nel 1986 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Bari non preferisce un genere in particolare, ma è interessata all'arte concettuale e cerca di dirigere il suo modo di fotografare in questo settore, giocando con ironia


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meridionartisti nato a Bari nel 1982 formazione: Accademia Belle Arti Roma master: Artiterapie LUMSA specializzazione: Accademia Belle Arti Frosinone

Davide Cocozza

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avviso ai degustanti

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oroscopo by maga Ortica ARIETE Il tuo futuro è un semaforo a tre colori. Il Rosso esprime l’intensità del bisogno amoroso. Il Verde è l’operazione che devi portare a termine. Il Blu è ciò che devi eliminare. Decidi, associando le scelte ai colori. TORO L’amore non è un innocuo passatempo. Per te sarà più sfibrante. Ti farà bene seguire le parole di un familiare. Se saprai fare un buon digiuno, sarai ricompensata con una sorpresa. Sui pioli dell’attaccapanni, gli abiti vecchi portano danni.

Il gelato al limone

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l gelato al limone di Vittorio Salierno è un capolavoro, per chi ama il genere giallo. Da più di mezzo secolo quell’acidulo piacere colpisce senza pietà migliaia di deboli bocche, servendosi di un cono croccante.

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essun investigatore conosce i segreti della sua forza misteriosa. Ci sono pochi indizi: compare alla vista appena iniziano le belle giornate. Pesa al massimo 6 kg. ive non più di un giorno. Poi bisogna sperare che il suo geniale autore, con le sole mani, metta insieme gli elementi e lo faccia ricomparire.

V

S

e vi piace la vita fatevi bloccare il respiro dal profumo del dolce agrume. Il gelato al limone di Vittorio Salierno, ora venduto ai collezionisti del gusto da suo nipote Dario, è un best seller del brivido ‘palatale’.

Antica Caffetteria Vittoria Adelfia Canneto Piazza Roma

GEMELLI Non esiste il Ministro della Felicità. Non c’è un treno che va al paese della cuccagna. Segui il tuo istinto senza tener conto dei risultati e non cedere alla rabbia. Non fare la sciupauomini. Tu stessa sei il concime dell’erba fortunata.

CANCRO In questo periodo ti piace civettare, ma finirai presto. Tu non riesci a dimenticare un falso giuramento, ma non devi morire per esso. L’Eterno in Amore non esiste e la sofferenza finirà. Non andare dai maghi, non ti aiuterebbero.

8 e Occidente portano fortuna. BILANCIA Finito l’odore, addio all’Amore. Se con lui non dividi più l’intimità, significa che sei passata dalla passione all’indifferenza. In Italia a chiedere la separazione sono la maggioranza delle donne. Fa un viaggio e troverai il seme dello sviluppo. Con un Gemelli puoi realizzare due desideri.

teriale.

LEONE Fai sempre i minestroni amorosi. Agli occhi delle tue amiche sembri una rovinafamiglie. Per l’uomo che vorresti sei una gabbia e lui è terrorizzato. Non fai niente per gli altri. Ti vedi in mille specchi, ma sono tutti sfuocati. L’inferno nasce nel tuo pallido cuore.

SCORPIONE A che distanza sei dal tuo partner? Devi stabilire o ristabilire un contatto più profondo. Musica e contatto tattile servono a risvegliarti dentro, ma tu, dopo aver capito le sue preferenze, lasciati andare di più. Un cugino eviterà un fiasco, un’amico sarà disonesto.

ACQUARIO Ti stai perdendo dietro il solito cascamorto. Dovrai sopportare le solite conseguenze. Quella fantasia morbosa che ti passa per la mente, sbrigati a realizzarla. Contro il malocchio, brucia un’erba rupestre velenosa.

VERGINE Per seguire le tue passioni stai diventando una asociale. Il tuo orgoglio fa paura. La dieta, la falsa modestia, l’integrità, la disciplina sono i tuoi strumenti di ricatto affettivo. Non sei frigida, non sei infedele, ma non sai dare sensazioni di piacere. Perché?

SAGITTARIO Le emozioni influenzano i nostri pensieri. Non frequentare i compagni che ti provocano sofferenza, rabbia o paura. Hai bisogno di abbracci e carezze. Non di potenti antidepressivi. Fuoco e matematica per chi ha una vita intellettuale. Mare e danza, per chi ha un vita ma-

CAPRICORNO Sei un tesoro umano, una Grazia riservata a pochissimi. Vuoi dominare un uomo ricco? Devi diventare prodiga di allegria. Una straniera dalle dimensioni minutissime vuole servirti un veleno potentissimo. Non mangiar carne, fai una dieta vegetale.

PESCI In questi giorni il tuo corpo è uno strumento accordato. Non fallisce nessuna esecuzione. Le tue compagnie offrono numerose opportunità di gioia. Sei elegante ed in Armonia. Nella tua clessidra dell’Amore, ogni granello è un bacio. Non usare profumi per una settimana.

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Penso che la natura sbagli a far nascere gli avari. (Fred)

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QUARTOPOTERE anno I - n° 3 Maggio 2010 EDITORE Rumores s.r.l – Gruppo editoriale Largo Plebiscito, 12 70033 Corato Ba redazione@quartopotereweb.it Tel. 080.872.89.01

LE NOSTRE TESTATE

DIRETTORE EDITORIALE Michele Varesano DIRETTORE RESPONSABILE Francesco Monteleone PRESIDENTE RUMORES srl Luca Rutigliano SEGRETARIA DI REDAZIONE Marianna Caterina PROGETTO GRAFICO E ILLUSTRAZIONI Francesco Varesano IMPAGINAZIONE Valentina Caronna Ivan Montaruli

La virtù dell'onestà

i martiri del giornalismo Huroyuki Muramoto (1966 – 2010)

L'onestà è una virtù in disuso. Invece noi ci crediamo e dedichiamo un piccolo spazio ai commercianti più onesti.

Questa volta nella nostra rubrica ricorderemo un fotoreporter, un giornalista per immagini che ha sacrificato la propria vita per immortalare alcuni drammatici momenti durante gli scontri in Thailandia, avvenuti i primi giorni di aprile, tra militari e forze antigovernative. Huro era giapponese e lavorava per l’agenzia giornalistica Reuters. Sempre

in prima fila durante i principali avvenimenti nel sud-est asiatico, girava tra i manifestanti immortalando gli scontri e le violenze compiute dalla polizia di Bangkok. È stato proprio un proiettile “sparato in aria” dalla polizia per intimorire i contestatori a colpire mortalmente Muramoto mentre svolgeva il suo lavoro. Lascia una moglie e due figli.

REDATTORI Angela Nocco Giuseppe Scintilla Francesco Asselta Carolina Borghi Luciano Aprile (Nero Vinyle) Biagio Cantatore Mara Petrone Carmela Moretti Silvia La Franceschina Greta Favorita Francesco D'Amato Giusy Loglisci Pasquale Crocco Vignette di Marco Testini: prima pagina, pag. 20, pag. 24 di Tommaso Milella: pag. 22 STAMPA Sedit - Bari Via delle Orchidee, 1 – 70026 Modugno Per la pubblicità Tel. 080.872.89.01 Gli articoli pubblicati riflettono esclusivamente il libero pensiero dei singoli autori e non impegnano in alcun modo la linea di condotta dell’Editore e del Direttore Responsabile. Reg. Trib. Trani n° 7/10 del 18/03/2010


Quarto potere  

n°4 maggio 2010