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Breviario di poesia giapponese
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Introduzione
Il titolo di questo scritto si legge haı̀ku; composto dalle lettere i (letta in inglese, con pronuncia italiana ai) e q (letta in italiano qu), è l’abbreviazione di I, quantic ossia la traduzione di io, quantico; il significato rende l’idea che la psiche umana possa determinare la realtà, percependone il senso attraverso ciò che i vari componimenti poetici della cultura del sol levante evocano.
La forma poetica dell’haiku risale al Giappone del XVII secolo e comporlo richiede semplici esercizi di stile ma soprattutto due regole metriche piuttosto rigorose: 1) seguire lo schema di divisione in tre versi ciascuno di rispettivamente 5, 7, 5 more e 2) comporre le diciassette more totali con sinalefe, considerando che vocali (o dittonghi) finali e iniziali di due parole formano un’unità fonetica.
Guida alla lettura
In questa colonna si trovano degli esempi di miei haiku.
In quest’altra, il nome e l’interpretazione generica del tipo di poema.
Primo haiku d’esempio...
I rami bianchi fioriranno di rosa se sui ciliegi
Questo è un haiku. E’ importante notare che una carattiristica è l’assenza di rime, infatti non sono considerate neanche negli adattamenti ad altre lingue.
Secondo haiku
Il gatto nero passa inosservato nella penombra
Questo è un altro haiku.
Terzo haiku
Eclissi di oggi: Sole, Luna e pianeti s’allineeranno.
Un altro haiku. In particolare sono presenti dei kigo, ciò che si riferisce alla natura come stagioni, fenomeni ed eventi naturali.
Quarto haiku
La mezza luna nella notte stellata, il tuo sorriso.
Questo haiku presenta il kireji, una pausa alla fine del primo o secondo verso, che ne rinnova il senso.
Quinto haiku
Ride la scimmia: è caduta una mela su di un formicaio.
Il senryu è un haiku con tono umoristico o satirico; i prossimi presenteranno stati d’animo differenti.
Sesto haiku
Il cieco vede Senza sguardo ricorda quando le perse.
Uno yugen esprime l’inquietudine per il mistero, l’inspiegabilità delle cose.
Settimo haiku
Muschio e fogliame sui sentieri cammina scalzo e esausto.
Il wabi riporta sofferenza e triste solitudine dove però l’uomo coesiste nella natura.
Ottavo haiku
Senza parole il pescatore solo con la sua rete.
Il sabi restituisce sulitudine ma anche un senso miseria e vecchiaia.
Nono haiku
Carta di riso colmano le pagine vicende e gesta.
Un esempio di shiori per cui il fascino e la delicatezza di parole e contenuto sorprendono il lettore.
Decimo haiku
Le mani vuote delle tue bianche dita - cingi ora un fiore.
Kurami, leggerezza; semplice bellezza poetica libera da preconcetti.
Undicesimo haiku
Il tempo passa e pur rincorrendolo, non si ferma mai.
Mono è il sentimento per le cose o anche nostalgia, compassione per l’inesorabile trascorrere del tempo.
Dodicesimo haiku
and I pray that, just like a flower you will get what you blossom for
Il tuo haiku