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Manga no sensei

i segreti del mangaa portata di mano

di MIDORI YAMANE


la “struttura del Manga”

La struttura del manga è l’insieme delle regole di base, ovvero, la grammatica, per poter comunicare in maniera efficace, lo stato d’animo dei personaggi. Perché la caratteristica fondamentale del Manga è che il lettore si immedesima nei personaggi e vive la storia La grammatica renderà possibile ciò. Come? Seguite il seminario :) Le lezioni saranno sia teoriche che pratiche. Venite con vostri schizzi su strappi di carta, una matita e una gomma per cancellare (anche alle lezioni pratiche). Le lezioni di pratica prevedono la creazione del layout (story board) per due storie, ognuna di 4 pagine. Chi vuole può portare anche una “bella copia” del layout e anche le tavole inchiostrate: saranno bene accette!

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un po’ di terminologia la gabbia L’illustrazione sopra rappresenta la tavola di un manga (non considerate le misure). E’ molto importante che impariate il concetto di gabbia (area colorata rosa); la gabbia è dove si trova il contenuto di un manga diviso in vignette.

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Le vostre tavole avranno lo scopo di essere stampate e rilegate in formato libro. Durante i momenti di stampa, di rilegatura e, in fine, di taglio è possibile che i fogli si spostino. Ma i disegni che si trovano all’interno della gabbia non verranno tagliati e potranno, cosÏ, arrivare al lettore, intatti.


vignetta a taglio: letteralmente significa “vignetta tagliata” (la vignetta grande, a destra). E’ una vignetta il cui disegno fuoriesce dalla gabbia e arriva fino all’area color verde nell’illustrazione precedente, una parte della quale, dopo la rilegatura, verrà tagliata. Inquadratura: Questo termine può avere due significati. 1. impostazione degli elementi all’interno della vignetta. 2. nel linguaggio cinematografico, tra gli scatti, ciascuno di uno scatto. Per indicare questo secondo senso, abbiamo deciso di utilizzare il termine “scena” così da non confonderlo con il primo significato. Primo piano: una ripresa da vicino. Campo medio: una ripresa mezza a distanza Campo lungo: una ripresa a buona distanza dal soggetto (è utile per far capire al pubblico la situazione “geografica”).

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Il protagonista Chi è il protagonista? Il protagonista, quando si tratta di manga, è, innanzitutto, il portavoce dell’autore, poiché nella maggior parte dei casi, è una sola persona ad occuparsi sia della sceneggiatura che dei disegni. Inoltre, il protagonista è il conduttore della storia, ovvero il sostituto del lettore. Perché la caratteristica fondamentale del Manga è che il lettore si immedesima nei personaggi e vive la storia (è una frase che ripeterò spesso. Vuol dire che dovete mettervi in testa questa frase!) Affinché il tuo protagonista sia questo, tu, autore, devi sapere tutto di lui. Più dettagli imposti, sia riguardo all’aspetto fisico che (e soprattutto) riguardo il suo carattere, più lui/lei sarà un tuo buon portavoce, nonché sostituto del lettore. Come creare il protagonista e gli altri personaggi? Ci saranno migliaia di modi per farlo. Trova il tuo modo, ciao! No, no. Scherzavo. E’ vero che ci sono migliaia di modi, ma sono un insegnate, devo darti qualche indicazione. indicazione 1: ricordiamo di nuovo qual è la caratteristica fondamentale del manga, su, tutti insieme: “..... (ditelo voi)....” bravi! 6

Quindi che cosa è importante?


E’ importante che il protagonista abbia qualcosa in comune con il lettore. Ecco perché il manga è diviso per diverse categorie, proprio a seconda dei lettori: Shonen = ragazzi Shojo = ragazze Seinen = giovani adulti Ladys = giovani adulti femmine (ci vorrebbe una categoria in più, quella della “mezza età”, dico io) E’ importante decidere per chi è la tua storia, a chi vuoi indirizzarla. Non essendo, per il momento, la tua storia “commerciale”, diciamo che puoi decidere come ti è più facile, cioè, optare per un personaggio della tua età. Anche perché l’autore deve conoscere bene il protagonista. Tu conosci qualcosa della mezza età? No, eh? Allora è meglio evitare. Inizialmente, sarebbe più semplice inventare un personaggio molto vicino a te. Potresti ispirarti a te stesso/a. Ti conosci bene, no? Più o meno. Indicazione 2: Dici, “ma come un personaggio simile a me?! Io vorrei fare una storia di fantasia!” ok, ok. Ma anche i personaggi di fantasia devono avere il loro carattere e devono avere qualcosa in comune con i lettori, che sono comuni mortali come te. Queste categorie, “Fantasy”, “fantascienza”, “umoristico” eccetera, sono, come dire, dei “vestiti”. Una storia (un tema) si può raccontare in tanti modi, e le categorie fanno parte dei modi.

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indicazione 3: ora, proviamo uno dei metodi per creare un protagonista molto simpatico. fai diversi schizzi di persone. scegline uno che ti attira di più e osservalo. Cerca di “ricevere” le impressioni che ti da’ lo schizzo (il personaggio). Approfondisci le impressioni che hai ricevuto. Esempio

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- un ragazzo, potrebbe essere un bambino, ma potrebbe essere più grande - dal viso tondo ricevo l’impressione che si tratti di un ragazzo di buono di cuore e affettuoso


- ha gli occhi piccoli e questo mi fa pensare ad un carattere timido. - la bocca chiusa e un po’ storta mi da’ l’impressione che sia un tipo deciso ma che qualcosa gli impedisca di dimostrare la sua decisione, forse la timidezza. - da come si veste pare sia un ragazzo che non ama la precisione, l’ ordine.... e cosi via. Poi osservo (o invento) potrebbe essere allegro ma non ci riesce del tutto ... forse per la timidezza? La parola “timido” si ripete più volte, quindi è la nostra parola chiave per descrivere questo ragazzo. Ora approfondisco (o invento) da dove viene questa timidezza. Quali sono le situazioni che rendono una persona, o meglio un ragazzo a timido? - ha i genitori timidi e quindi lui l’ha ereditata - vive in un luogo isolato, lontano dalla città e non è abituato al contatto con la gente ... e altre ancora... Supponiamo ci piaccia la seconda situazione e poi andiamo avanti. Cominciamo approfondire questo personaggio, creiamo i dettagli, il suo carattere, tutte le informazioni anagrafiche..... ... in fine avremo il personaggio di una storia (o più storie). E ti dirò di più: quando hai un personaggio ben caratterizzato, creare una storia (un episodio) è facile. Metti il personaggio in una situazione e lui cammina da solo.

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Per completare il nostro personaggio, adesso, ci vuole “un tocco magico”. Il tocco magico è un “però”. Mi spiego meglio. Abbiamo detto che la parola chiave nel carattere di questo ragazzo è l’aggettivo “timido”. A questo aggiungi un “però”. E’ timido però... cosa vuoi aggiungere? ... direi “determinato”. E’ timido però determinato. Non ti sembra che ti apra un’altra porta verso una storia? E’ timido, però determinato. Cuore puro e affettuoso però disordinato. Vive in un luogo lontano dalla città. ok. ma se da è solo non succede niente. Per raccontare di lui, deve succedere qualche cosa al di fuori della sua vita normale (anche se potrebbe essere anche un racconto pacifico della sua vita quotidiana; ma in questo caso, come autore, devi inserire parecchie informazioni, per esempio sulla natura, di alberi di piante, di animali... ecc.) Ci verrà in mente spontaneamente qualcuno che viene dalla città! Ecco un altro personaggio. Questo secondo personaggio dovrebbe essere l’ antagonista, colui/colei che ha il ruolo di sottolineare il carattere del protagonista e “costringere” ad azionare il meccanismo dell’andamento della storia. Per questo, avrà carattere, situazione sociale e aspetto (tutto o quasi) contrari a quelli del protagonista. E’ chiaro?????

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manga no sensei_ prima parte