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Graziano G. Ravizza Presents:

ROBOTOYS

From an idea by G. G. Ravizza & G. Pisaneschi Texts by Graziano G. Ravizza Illustrations by Roberto Ronchi


Colouring by Pamela Brughera e Roberto Ronchi Digital Character Development by Alessandro Amati Special Thanks to Paolo Borella, Julian Smart (Anthemion Software)

Copyright Š 2011 by Graziano G. Ravizza All Rights Reserved. No part of this publication may be reproduced in any form or by any means, without permission in writing from the publisher. Based on First ePub Edition v.0.3-04-AO-PDF, September 2010 Revision June 2011

ISBN: 978-88-6435-011-0 Visit the RoboToys web sites:

www.robotoys.info www.bosmi.com www.zzblu.com

RoboToons Publishing - Varedo (MB) - www.robotoons.com


QUADRO 0x003 ZZBLU.COM


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Alla zzblu punto com, pur essendo mattina prestissimo, era in corso una riunione operativa. Ad un lato del lungo tavolo di mogano c’era il dottor Estraven elegantemente vestito con una giacca nera di un famoso stilista italiano. Sulla destra aveva i suoi aiutanti Delta ed Epsilon anche loro vestiti di nero. Di fianco a loro c’era, un po’ assonnato intento a rigirare un cucchiaino nel caffè, il dottor Ken Myers che era il direttore commerciale. Davanti a loro c’era il signor Mark che era il direttore marketing con di fianco i suoi due collaboratori Alfa e Beta perfettamente svegli ed efficenti. Alfa e Beta assomigliavano molto ai due aiutanti di Estraven: anche loro erano rasati quasi a zero ed avevano delle cuffiette wireless ficcate in un orecchio. Di fianco a loro c’era il direttore di produzione cioè l’ingegner Tess Calver che cercava invano di trattenere uno sbadiglio.


Il monitor ultrapiatto del sistema di teleconferenza era posto all’inizio del tavolo. Il presidente parlava da lì ma non c’era l’immagine di un viso. Si vedevano dei disegni fatti di linee e colori che si muovevano in corrispondenza delle parole. « Signori buongiorno. Vi ho fatto convocare a quest’ora perché ho urgente bisogno di collezionare alcuni dati. Sono molto contento che, pur essendo un orario piuttosto inconsueto, siate tutti qua. Procediamo subito alle verifiche di routine prego. Ingegner Calver, la produzione come va? » « Perfettamente signor Presidente. Le linee di produzione automatiche sono attive praticamente 24 ore su 24 e producono con pochissimi scarti. Ogni giorno escono dai nostri magazzini centomila webpuppy ed altrettanti spider web-bot. Per quanto riguarda gli altri giocattoli interattivi che compongono la nostra produzione...» « Non ci interessa ora » lo interruppe il Presidente. « Dottor Myers, cosa mi dice lei delle vendite? » « A gonfie vele Presidente, a gonfie vele! Le vendite promozionali di test hanno dato esiti straordinari. Ora siamo sommersi da ordini che ci arrivano dai


supermercati e dai negozi di tutto il mondo. Merito anche del mio collega direttore marketing » « Esatto signor Presidente » prese la parola Mark. « La campagna pubblicitaria sta martellando i bambini in ogni parte del mondo e funziona egregiamente: ormai ogni bambino della terra è convinto che questi nuovi robogiocattoli bisogna assolutamente comprarli. Se un bambino non se li puo’ permettere si deve solo vergognare! » Alpha e Beta sorrisero al loro capo. « Ottimo, ottimo » disse attraverso il monitor ultrapiatto il Presidente. « Lei invece dottor Estraven ha completato il suo compito? » Delta ed Epsilon sbiancarono in volto. Estraven invece rispose calmo: « E’ completato al 50% Presidente » « Uhm... signori vorrei fare una ispezione all’azienda: ora! » « A quest’ora funzionano solo i sistemi di assemblaggio automatici ed i programmi di contabilità autonomi » disse Tess Calver. « Il personale, a parte qualche tecnico, incomincerà il lavoro alle otto, tra un paio d’ore »


« Meglio così signori, potremo esaminare le cose più tranquillamente. Prego signori alziamoci » Il monitor ultrapiatto da cui usciva la voce del Presidente si spostò verso il fondo del tavolo. I suoi lati esterni si agganciarono automaticamente ad una sottile struttura di supporto. Tutta la stuttura scivolò poi in direzione verticale sino ad incastrarsi in una base di locomozione con sei zampe robotiche. Le zampe robotiche si attivarono subito e l’intero sistema, il locoPresidente, incominciò a camminare verso la porta della sala riunioni. Era metallico ma anche particolarmente silenzioso. L’ingegner Calver gli aprì la porta e si misero tutti a camminargli dietro. Il corridoio era lungo ed ogni dieci metri circa, sulla destra o sulla sinistra, si potevano scorgere delle ampie vetrate che facevano intravvedere dei laboratori e degli uffici. Non c’era molta gente perché era ancora troppo presto. Dietro ad una vetrata si vedevano due teste di bambola collegate ad un computer con dei cavi colorati che fuoriuscivano dal collo. Sembrava che le due teste stessero dialogando fra loro.


In un’altra vetrata si poteva scorgere un recinto con dentro alcuni ragni robot che si stavano azzuffando. Uno più grosso aveva staccato con un morso una zampa ad un’altro. Passò un istante che un secondo ragno robot si scagliò contro quello senza la zampa e gli morsicò via i sensori principali. Il povero ragno robot barcollò ed a questo punto fu assalito da tutti gli altri roboragni presenti nel recinto. Quel poco che rimase di lui fu preso da un braccio robotico e trasferito in un cestino dei rifiuti. In un’altra stanza si potevano vedere una batteria di bracci robotici che prendevano dei robotopi e li mettevano ognuno all’inizio di un labirinto. Poi i robotopi incominciavano velocissimamente a percorrerlo. Qualcuno completava il labirinto e veniva recuperato. Quelli che non completavano il labirinto venivano acchiappati, smantellati e riciclati immediatamente. I personaggi arrivarono ad una porta chiusa. Il dottor Mark estrasse dalla tasca una scheda, la passò in un lettore e la porta si aprì. « Prego signori Qui possiamo entrare nella sala operativa del marketing dove teniamo sotto controllo 24 ore su 24 tutte le stazioni televisive che diffondono i nostri messaggi pubblicitari. Ovviamente teniamo sotto controllo anche tutti i quotidiani, i fumetti ed i


giornali per ragazzi in particolare. Qui verifichiamo che la pubblicità venga correttamente trasmessa o stampata » Decine di monitor a colori tappezzavano le pareti. I tecnici video, oltre a guardare nei monitor, avevano nell’orecchio destro una cuffietta e nelle narici un tubicino per controllare le trasmissioni in odororama. Durante la pubblicità non ci dovevano essere odori sgradevoli che avrebbero disturbato i possibili clienti. I tecnici testuali sfogliavano le copie digitali dei giornali dove, tra le pagine dei fumetti, c’erano spesso le pubblicità della zzblu. Questi lavoravano su dei grandi tavoloni luminosi ed annotavano i dati sui loro computerini da polso. Un globo virtuale era al centro della sala. Sulla sua superficie lampeggiavano freneticamente delle lucine rosse ad indicare la trasmissione di una pubblicità della zzblu. « Eccellente dottor Mark » disse soddisfatto il Locopresidente a sei zampe, « ma credo che ci sia un problema su quella zona » Il locoPresidente indicò con una zampa: sul globo virtuale un’area piuttosto vasta non lampeggiava più di rosso.


Alpha si diresse verso i tecnici video e chiese spiegazioni. Beta si sedette di fianco al capo dei tecnici testuali ed incominciò a discutere animatamente. « Vorrei che stesse qui a risolvere il problema: subito » ordinò il locoPresidente a Mark che eseguì senza profferire parola. « Noi invece continuiamo la nostra ispezione » Uscirono dalla stanza tutti tranne Mark ed i suoi assistenti. Percorsero un altro corridoio: di là dalle vetrate di destra c’era l’ufficio commerciale. « A quest’ora sono tutti a casa: l’ufficio commerciale incomincia a lavorare alle nove » « Certo dottor Myers, certo. Però lei non mi ha ancora consegnato le statistiche di vendita che le avevo richiesto la scorsa settimana » « Ha ragione signore. Purtroppo, dato che stiamo vendendo tantissimo, non ho avuto tempo. Gliele preparerò di sicuro oggi pomeriggio.» « No dottor Myers. Le voglio entro mezzogiorno sulla mia posta elettronica »


« Ma signore, non so se posso fare in tempo... Questa mattina ho preso un permesso per andare a fare gli acquisti di Natale con mia moglie » « Non la pago per discutere i miei ordini: esegua! » l’ordine detto attraverso un robot metallico a sei zampe risuonava alquanto minaccioso. Il dottor Myers entrò nel suo ufficio, accese il computer e si sedette sconsolato alla scrivania. « Gradirei esaminare la catena di produzione, ora! » « Le faccio strada signor Presidente » disse Calver componendo un codice su una tastiera di fianco al muro. Una grande porta metallica si aprì. Entrarono in un ampio ascensore che incominciò a muoversi verso il basso. L’ing. Calver accennò una domanda: « Mi consenta una curiosità, Presidente. Ma dove viene prodotto il sistema di teleconferenza semovente che sta usando in questo momento? Praticamente non ne ho mai visti di simili » Le zampe metalliche si irrigidirono ed il monitor ultrapiatto si colorò di blu.


Estraven intervenne subito: « Sistemi sperimentali, li stiamo provando noi della ricerca e sviluppo » « Certo, sistemi sperimentali… » confermò dal monitor ultrapiatto il locoPresidente.

L’ascensore si fermò due piani più sotto, all’ultimo piano seminterrato. I rumori metallici e ripetitivi incominciavano a farsi sentire sempre più forti. La catena di montaggio era a dir poco colossale. C’erano almeno un centinaio di linee di produzione una di fianco all’altra. Ogni linea partiva con dei carrellini dentro ai quali c’erano i pezzi del robogiocattolo. Nei primi carrellini c’erano dentro i componenti delle zampette. Due braccetti microscopici prendevano questi componenti e li assemblavano per ottenere sei zampine metalliche. Le zampine venivano adagiate su un carrellino che le portava alla fase successiva. Qui un braccio robotico prelevava le zampette e, da un nastro trasportatore posto sul fianco, lo scheletro metallico che faceva da supporto al tutto. Le zampette


venivano collegate con degli avvitatori automatizzati allo scheletro. A questo punto il semilavorato veniva passato alla fase successiva nella quale gli veniva montato il pezzo più importante: la testa che conteneva i circuiti elettronici di controllo. Questa testa non era prodotta qui ma era fornita già pronta da un’altra azienda. I passaggi per ottenere il robogiocattolo erano così tanti che era difficile vedere la fine della catena di montaggio. « Come può notare Presidente qui è tutto praticamente perfetto. Le macchine di assemblaggio robotizzate girano praticamente a pieno regime senza alcun intervento umano, i sistemi di montaggio automatici lavorano senza praticamente alcuna sosta. I prodotti escono già confezionati con una qualità praticamente assoluta » Ma in quel preciso istante le luci principali si spensero e si accesero quelle di emergenza. Tutti i robot di assemblaggio, i bracci robotizzati, i carrelli ed i nastri trasportatori si bloccarono con i pezzi dei robogiocattoli che penzolavano. Il rumore ritmico e metallico si spense riverberando tra le pareti del salone.


« E praticamente questo cosa significa ingegner Calver? » chiese irritato il Presidente mentre due zampe del suo robot locomotore battevano nervose tra loro. « Non lo so signore. Probabilmente potrebbe essere un guasto al computer centrale. O forse solo un calo di tensione...» « I probabilmente ed i forse mi interessano meno dei praticamente ingegnere. Risolva il problema: adesso! » « Si signor presidente! » fu la risposta di Calver che si mise subito al lavoro. Il locoPresidente uscì dal salone di produzione e riprese l’ascensore con Estraven ed i suoi due fidati assistenti che sorridevano. « Dottor Estraven, io le avevo affidato un compito! » tuonò. « Certo signor Presidente... » « E quindi un risultato al 50% a me non va bene ha capito!? » i due assistenti di Estraven smisero subito di sorridere.


« Il suo compito era quello di recuperare l’uploader e di cancellarlo, distruggerlo; lei invece che ha fatto? » disse sempre più arrabbiato il presidente. « Ho identificato dove si trova » rispose calmo Estraven, « e precisamente in questo momento è proprio qui a Cyburg in via Liddel al numero 64. E’ stato acquistato dalla signora Teresa Bushnell per il suo figliolo Tiberius » Arrivati a piano terra, i personaggi passarono un corridoio ed entrarono nella sezione ricerca e sviluppo: la sezione diretta dal dottor Estraven. Una porta si chiuse alle loro spalle. «Le faccio vedere Presidente » Estraven passò la mano davanti ad un sensore: subito, su un monitor a parete, apparvero i visi di due operatori con cuffia e microfono, accerchiati da un certo numero di apparecchiature tecniche che lampeggiavano peggio dell’albero di Natale del MegaMart. I due operatori stavano all’interno di un camioncino situato proprio in via Liddel davanti alla casa dei Bushnell.


« Signori Epsilon-2 e Delta-2. la situazione attuale prego » « Buongiorno Presidente, buongiorno dottore. Abbiamo tenuto sotto controllo tutti movimenti di ingresso ed uscita attraverso sedici BugCamera. Il vettore è ancora all’interno della casa. Nessun movimento sospetto è stato più rilevato » « Grazie signori. Continuate pure il vostro lavoro » Estraven guardò calmo verso il monitor che era sorretto da un’asta sottile sopra le sei zampe. « Come può vedere la situazione è sotto controllo: non c’è fretta signor Presidente » « Ma perché non fa un’irruzione e non preleva l’uploader subito? In fondo dentro ci sono solo due bambini ed un gatto » « Signore, questo non può chiedermelo: non sono un volgare ladro e non sono abituato a rapinare dei bambini. La situazione è sotto controllo. Le chiedo solo di aspettare un paio di giorni » « E sia. Non so perché ma lei mi convince sempre dottor Estraven. Comunque se entro un paio di giorni non l’avrà ancora recuperato facciamo come dico io. Si ricordi che a Natale non voglio assolutamente quel dispositivo ancora tra i piedi, pardon, tra le zampe »


Delta ed Epsilon si misero a ridacchiare ma Estraven li fulminò con lo sguardo. « Signor Presidente mi permetto di rammentarle che di uploader ce ne è un solo esemplare, invece di downloader come i webpuppy e gli spiderweb-bot ne abbiamo ormai fabbricati a milioni: questo Natale ogni bambino ne avrà uno » « Questo ovviamente lo so dottor Estraven. Però non sarò tranquillo sino a che anche quel singolo esemplare non verrà cancellato » « Sarà fatto prima di Natale signore » « Così mi piace dottore » le linee ed i colori sul monitor sembravano sogghignare soddisfatte. Poi il locoPresidente chiese: « E il vettore? Non mi ha ancora raccontato che vettore è stato usato dalla dottoressa Sally » « Come vettore è stato utilizzato un robotopo modello BoSMi con 8 pillole, due anime da gioco e videotoy incluso. Il BoSMi come si ricorderà è stato il nostro primo robovideogame di successo: adesso stiamo terminando le vendite degli ultimi esemplari, poi andrà in obsolescenza. La dottoressa Sally ha fatto in modo che l’uploader si installasse in uno slot di cervello disponibile. Non credo che però dentro a quel


vettore l’uploader potrà darci fastidio: il BoSMi è un robogiocattolo tradizionale con routine di pensiero simulato; non è in grado di ragionare, fa solo finta » « Certo Estraven, lei è sempre così sicuro delle sue analisi. Ma non deve sottovalutare le capacità della dottoressa Sally. Potrebbe aver trovato il modo di far lavorare l’uploader anche dentro a quell’hardware e la cosa mi preoccupa. Le do’ due giorni ma non uno di più. Se dovesse fallire farò intervenire io la squadra di intervento esterno » « La squadra del tenente Goxfy vuole dire? » « Certo. E non credo che andranno molto per il sottile » « Mi permetto di rilevare che non sarebbe elegante signor Presidente l’uso di una violenza così sconsiderata contro dei bambini. Comunque quello che lei decide si farà » « Sono contento della sua lealtà dottor Estraven » Il locoPresidente si diresse verso la porta di ingresso. Ma poi si bloccò e girando il monitor verso i tre disse: « Ricordi dottore di tenere sempre questa faccenda segreta. Tess Calver, Ken Myers e tutti gli altri biologici che lavorano qui, a parte lei caro dottor


Estraven, non sospettano di nulla. Credono di produrre banali robogiocattoli ma non sanno cosa c’è dentro alle loro teste meccaniche. Che né da lei né dai suoi assistenti esca mai una parola! » La porta si aprì ed il robot a sei zampe uscì. Estraven si lasciò cadere sulla sua scrivania: non era facile tener testa al presidente della zzblu dot com. Epsilon batté sulla spalla di Delta e poi gli bisbigliò: « Che differenza c’è tra un uploader ed un downloader? » « Certe cose ormai dovresti saperle » rispose Delta. « Comunque i downloader trasferiscono le informazioni verso la rete. L’uploader fa il contrario cioè recupera le informazioni dalla rete e le riporta dov’erano prima. Ovviamente stiamo parlando della rete informatica, di internet. A Natale ci saranno milioni di downloader distribuiti nelle case dei bambini. Invece quello che dovremo cercare di fregare a quei ragazzini è l’unico esemplare di uploader rimasto. Era stato realizzato per operazioni di debug con l’idea di distruggerlo appena i lavori fossero finiti. Ma poi la dottoressa Sally se ne è appropriata e l’ha inserito nel vettore cioè nel robotopo che dobbiamo ancora acchiappare » « Cos’è che state bisbigliando? » disse Estraven che si stropicciava gli occhi.


« Nulla dottore, nulla: stavamo solo scambiandoci delle opinioni. Ehi! Ma mi stai ascoltando o no? » Epsilon sembrava si fosse come bloccato, ma poi dopo un istante si riprese: « Si, scusa… Il mio comunicatore aveva perso il campo per un attimo. Ma chi era questa dottoressa Sally? » « Davvero non ne hai mai sentito parlare? » sospirò scuotendo la testa Delta. « La dottoressa Sally Calvin era la più grande esperta mondiale di programmazione emotiva, ed era una umana che lavorava qui da noi alla sezione ricerca e sviluppo. E’ morta in circostanze non del tutto chiare » Poi a voce alta: « Si ricorda Dottore della dottoressa Sally? » « Che domanda stupida Delta. Si che mi ricordo » rispose Estraven ancora esausto accasciato sulla sua scrivania. « Mi ricordo ancora quella volta che... »

« Ma perché le teste dei robogiocattoli le avete fatte progettare ed assemblare fuori? » Era la dottoressa Sally che sbraitava ad Estraven: «Quando arrivano qui in ditta non si possono né ispezionare né aprire » « Dottoressa si calmi. Io ho cercato di mantenere il progetto della testa all’interno della nostra sezione ma


deve convenire che le sue ricerche non hanno prodotto i risultati voluti. Dalla presidenza ci hanno punito perché abbiamo perso tempo » Sally si mise le mani tra i suoi troppi capelli e scosse la testa. Una ragazza giovane come lei proprio non capiva le logiche delle aziende. Poi si aggiustò gli occhiali e guardò dritto negli occhi di Estraven: « Le emozioni ed il pensiero non possono essere separati: il progetto del cuore non può essere separato dal progetto della mente che sta dentro alla testa. Se separiamo le emozioni dal pensiero non potremo mai realizzare computer veramente intelligenti » « Sally carissima, sono d’accordo con te: la capacità di pensare è un prodotto collaterale delle emozioni » Estraven prese una sedia e si sedette davanti a Sally. Il suo tono era più confidenziale: « Io ho sempre apprezzato il tuo lavoro sulle teorie delle emozioni sintetiche ma la nostra è una fabbrica di robogiocattoli. Probabilmente in presidenza hanno deciso che gli bastano delle emozioni simulate per far dire alle bambole “ti voglio bene mamma” e qualche briciolo di intelligenza artificiale finta per fare i videogames. Le teste che facciamo assemblare fuori fanno questo perfettamente ed inoltre sono più economiche di quelle che fabbricavamo noi »


« Questo è assurdo » Gli occhioni azzurri di Sally trafissero Estraven. Poi prese dal suo cassetto dei biscotti e glieli porse: « Ne vuole? Anzi perché non ci prendiamo un caffè? » « Te lo porto io. Tu stai lì comoda » Estraven si alzò, si diresse verso il distributore robotizzato e poi digitò sulla tastiera i codici della bevanda. Dopo pochi secondi prese le due tazze di caffè fumanti e si sedette di nuovo davanti alla dottoressa Sally. « Aspetta a berlo fino a che il cromotermometro non diventa blu sennò ti scotti le labbra. Come già ho cercato di dirti, dalla presidenza hanno deciso di bloccare tutte le attività di ricerca riguardanti la programmazione emotiva. L’azienda ha stabilito che non ne ha più bisogno » « Quindi non ha neanche più bisogno di me! » ribattè stizzita Sally. « Non progettiamo più le teste dei robogiocattoli e non posso più continuare i miei studi sulle emozioni delle macchine. Avete forse deciso di licenziarmi? » « Ci mancherebbe Sally carissima » disse Estraven addentando un biscotto. « Lasciamo passare questo periodo poi cercherò di sostenere le tue idee in presidenza… Per quanto riguarda oggi, tu sei insostituibile perché solo tu conosci alla perfezione


l’uploader di debug. Nessuno penserebbe mai di licenziarti » la calma di Estraven era contagiosa. Anche Sally si calmò e, finito il caffè, ricominciò a lavorare di mouse e tastiera. Alla dottoressa Sally era stato detto che i downloader servivano semplicemente per far giocare i bambini in rete. Un bambino di una città poteva giocare con quelli di altre città. Si potevano mettere assieme centinaia di spider web-bot e simulare una battaglia virtuale dove ogni robogiocattolo aveva un suo ruolo: chi faceva il soldato, chi il messaggero, chi il generale. Il sistema era così complesso che aveva richiesto lo sviluppo di un programma specifico per testarlo e verificarlo: questo programma era il famoso uploader. Però la dottoressa Sally non era stupida ed aveva incominciato a insospettirsi: tutta quella tecnologia era troppa anche per un robo-videogame multiplayer così sofisticato. E poi quelle teste dei robogiocattoli fatte fabbricare fuori non la convincevano. Sally sospettava che ci fosse qualcosa sotto.


E Sally incominciava ad avere dei dubbi anche su alcuni suoi colleghi…

« Le posso offrire un caffè Delta? » « No grazie dottoressa, non bevo caffè » « A me sembra che lei non beva proprio nulla » « E’ una dieta dottoressa: niente liquidi » « Ma, mi scusi la curiosità, a parte i liquidi non l’ho vista mai al bar qui di fronte a mangiare un panino o qualsiasi cosa d’altro » « Io mangio solo a casa mia dottoressa Sally. Fuori non mi fido »


La vita di Sally purtroppo fu breve. Lasciò solo un testamento all’interno di una e-mail crittografata che nessuno riuscì mai a leggere:

Corpo, Anima (e cervello) nella Mente ha il suo fardello. con il quale reinstallare l’intelletto al possessore

Però è solo, non ha storia né ricordi, né memoria, ha uno scopo dentro al gioco Ma di tempo ce n’è poco.


Nella rete deve andare e i pericoli affrontare ma la più grave minaccia è di là sull’altra faccia.

Il mio augurio è che il destino di tal figlio non sia vano: spero che ce la farà per i bimbi e la realtà!

Questa ultima e-mail della dottoressa Sally Calvin conteneva anche un file allegato cioè un programma che non faceva parte del testo. Il programma allegato, cioè l’uploader che quelli della zzblu stavano cercando, era stato trasferito automaticamente all’interno di un particolare robogiocattolo in una delle tante linee di produzione.


Il robogiocattolo in questione fu confezionato nel cartone, imballato e spedito ad un grande magazzino: il robogiocattolo in questione era ovviamente il nostro... BoSMi!


...la storia di BoSMi continua su RoboToys Capitolo 0x004. Disponibile GRATIS dal 23 Luglio 2011 sul web!

www.bosmi.com www.zzblu.com www.robotoys.info

RoboToys (c) 2011 Graziano G. Ravizza


RoboToys Capitolo 0x003