Tesi di progettazione architettonica e urbana di Lucio de Crescenzo
Relatore: Prof. Arch. Pasquale Miano Correlatrice: Arch. Adriana Bernieri
A nonno Carlo
Indice 0. Premessa
6
1. Stato di fatto 1.1 Inquadramento territoriale
4. Progetto
47
9 10
48
1.2 Analisi morfologica dell’area di interesse
12
5. Piazza Di Vittorio
51
1.3 Excursus storico
14
5.1 Sviluppo progettuale
52
1.4 Stato dei luoghi
21
5.2 Il nuovo nodo di Piazza Di Vittorio
60
1.5 Studio della mobilità
24
5.3 Approfondimento sui materiali
73
2. Stato di previsione e programmazione
27
5.4 Approfondimento sugli elementi architettonici
74
2.1 Piani urbani della mobilità
28
5.5 Viste di progetto
79
2.2 Quadro infrastrutturale
30
3. Strategia progettuale alla scala urbana
35
3.1 Concept di strategia urbana
36
3.2 Obiettivi di progetto
38
3.3 Quadro di insieme
41
3.4 Studio della mobilità
44
4.1 Masterplan di insieme
6. Collegamento al Parco di Capodimonte
85
6.1 Sviluppo progettuale
86
6.2 Il collegamento diretto al nuovo ingresso di Capodimonte
90
6.3 Approfondimento sugli elementi architettonici
100
6.4 Viste di progetto
105
4
5
0.
Premessa
Di Vittorio come nuovo Nodo Intermodale
Il progetto oggetto di tesi è incentrato su un intervento di riqualificazione e rigenerazione del nuovo polo di Piazza Giuseppe di Vittorio (anticamente piazza Capodichino). Tale proposta progettuale è stata sviluppata alla luce di un’idea chiave che ha guidato e orientato ogni fase della realizzazione ovvero la visione di piazza Di Vittorio in quanto elemento di cerniera tra l’aeroporto di Capodichino, il Bosco di Capodimonte e la nuova tratta di linea metropolitana, che una rinnovata e migliorata mobilità ecologica nonché un profondo intervento di riqualificazione e parziale rifunzionalizzazione della piazza avrebbero potuto palesare, rendendo evidente ciò che sulla carta era solo potenzialmente intuibile.
6
Inquadramento urbano
Ruolo di cerniera
7
Nodo strategico di riconnessione
1. Stato di fatto
9
1.
Stato di fatto
1.1 Inquadramento territoriale Nata nel 1812 a seguito della realizzazione della nuova strada di Capodichino che la collegò alla zona di Poggioreale, Piazza Giuseppe Di Vittorio è un’importante piazza di Napoli, situata tra i quartieri Secondigliano, San Pietro a Patierno e San Carlo all’Arena e anello di collegamento con parte di Casoria e Casavatore. La sua peculiare posizione, l’esser situata a nord del borbonico campo di Marte -area della città usata per le esercitazioni militari- (oggi occupato dall’aeroporto di Capodichino), fa di questa piazza la porta settentrionale di accesso alla città. Nondimeno essa ricopre un impor-
tante ruolo di cerniera tra quello che può essere definito il polmone urbano di Napoli, il Bosco di Capodimonte, e la porta aerea della città, l’aeroporto di Capodichino. Si tratta in realtà di due elementi di fatto non collegati tra loro, ma che possono entrare in contatto grazie a questa piazza che dialoga con entrambi. Una piazza che anche sotto il profilo di scenari futuri veramente prossimi con il completamento della stazione della linea 1 della metropolitana e, si spera, anche della linea 10, potrebbe finalmente veder riconosciuta la sua antica vocazione di importante nodo infrastrutturale.
10
Secondigliano Casoria
Melito
Secondigliano
San Pietro a Patierno
Poggioreale San Carlo all’Arena
Centro storico Napoli
11
1.
Stato di fatto
1.2 Analisi morfologica dell’area di interesse Dal punto di vista morfologico la piazza è a pianta irregolare e grosso modo presenta l’aspetto di un ottagono, ai cui margini sono presenti, negli spazi aperti e pubblici, luoghi abbandonati e in degrado, parcheggi, zone verdi e attrezzate, piazze, parchi e aree agricole. Le attrezzature pubbliche sono diverse, si va dal polo aeroportuale di Capodichino al grande complesso abbandonato dell’ex-ospedale Bianchi, ospedale psichiatrico fondato nel 1909 ma che nel 1978, con la promulgazione della Legge Basaglia che prevedeva la chiusura dei manicomi, è stato interessato da un lento processo di dismissione. A ciò vanno poi aggiunti gli altri edifici monumentali o religiosi, come ad esempio, la Chiesa dell’Immacolata Concezione fatta costruire da Ferdinando II dopo che l’8 dicembre 1856 scampò ad un attentato ordito dal soldato Agesilao Milano e profeticamente annunciatogli da frate Luigi di Sant’Antimo. Per tale grazia ricevuta il re fece fece costruire nella piazza la chiesa dedicata all’Immacolata Concezione. Con riguardo agli assi viari, va detto che nella piazza si immettono quattro fondamentali arterie cittadine: calata Capodichino, corso Secondigliano (un tempo corso Umberto I), viale Comandante Umberto Maddalena (anticamente via del Campo di Marte) e via Francesco De Pinedo (un tempo l’inizio dell’antica strada Sannitica) oltre che la via Comunale vecchia di Miano. Infine risalta tra tutti l’asse perimetrale di Melito, che valica la piazza all’altezza dell’inizio di Calata Capodichino e va a terminare su corso Umberto Maddalena. 12
13
1.
Stato di fatto
1.3 Excursus storico
14
15
16
Tavola Schiavoni, area Capodichino, Napoli, 1887
Carta geografica di Napoli, materiale dell’esercito britannico, 1943
Piazza Di Vittorio in passato costituiva l’antica dogana di Napoli, per giunta la più importante della città. C’era infatti l’ingresso del Muro Finanziere costruito da re Ferdinando I per combattere i fenomeni di contrabbando e favorire il consolidamento delle entrate mediante la riscossione dei dazi. Il progetto del Muro Finanziere, opera di Stefano Gasse -tra i principali architetti e urbanisti napoletani della prima metà dell’800- fu approvato dal re Ferdinando I nel 1824 e costruito in soli quattro anni, dal 1826 al 1830. In seguito al suo completamento, tutte le merci che provenivano al di fuori dei confini cittadini erano soggette ad un dazio per poter accedere all’interno della città. Completamente realizzato con blocchi di tufo, il Muro Finanziere aveva un’altezza di circa 3 metri e la larghezza di un metro. Il punto di partenza era nella zona est di Napoli, coincidente precisamente con l’attuale via Ponte della Maddalena, mentre lo sviluppo si estendeva fino a via Ponte dei Granili, nella zona oggi compresa tra Gianturco e San Giovanni a Teduccio. Il suo tracciato proseguiva poi verso nord, nella zona di Poggioreale e di Santa Maria del Pianto fino a raggiungere Capodichino. Lungo il suo percorso furono edificate una serie di postazioni per guardie doganali per la riscossione del dazio. Di queste solo due edifici sono conservati in buono stato ed uno 17
è proprio quello di Capodichino situato nell’attuale piazza Di Vittorio, oggi sede del comando dei vigili del fuoco. Quest’ultima destinazione d’uso ha permesso una completa ristrutturazione dell’edificio, del quale sono ben visibili le quattro colonne in stile ionico. Originariamente, il Dazio di Capodichino comprendeva una seconda struttura in stile neogreco, detta “La Rotonda”, realizzata dall’architetto Giuliano De Fazio, che nel decennio francese progettò l’Orto Botanico di Napoli. Si presentava in forma circolare con colonne in stile dorico e una cupola. E’ stata demolita nel 1927, per favorire il passaggio delle linee tranviarie che attraversavano corso Secondigliano. In realtà l’avvento del fascismo ed il suo piano di ampliamento dei confini cittadini sia ad est (verso l’area vesuviana) che ad ovest (verso l’area flegrea), comportò la demolizione di gran parte del Muro Finanziere superstite. La piazza è adornata da 8 obelischi in piperno fatti costruire dopo il 1848 così da accrescere il carattere monumentale della barriera daziaria, che era ritenuta la più importante per la vicinanza alla strada che conduceva a Roma e a Caserta. Al centro della piazza è stato poi sistemato un nono obelisco, più grande degli altri e di materiale diverso, in travertino. Eretto nel 1952 al centro dell’attuale piazza Giuseppe Di Vittorio, proprio là dove sorgeva l’edificio di forma circolare sede
dell’antica dogana borbonica demolita ad inizio Novecento, l’obelisco di pietra bianca che contrasta con quella lavica (piperno) degli altri otto che, un tempo, contrassegnavano l’ingresso nella città di Napoli, è un cippo commemorativo delle vittime civili e militari (oltre che dei dispersi) della seconda guerra mondiale. Nell’evoluzione storica di questo territorio, va sicuramente citata quella relativa all’area dove oggi sorge l’aeroporto. Nel 1910, infatti ,iniziano le prime esibizioni di velivoli sull’allora Campo di Marte, un ampio territorio pianeggiante già impiegato in epoca borbonica come luogo per addestramenti ed esibizioni militari. Dopo il bombardamento di Napoli nella notte tra il 10 e l’11 marzo 1918, si decise l’ampiamento del campo di volo. Nel 1919 apre un’aerostazione civile per 17 aerei di linea di varie compagnie aeree. Dal 1950, l’aeroporto di Capodichino funzionerà solo per il traffico civile e da quella data inizia un continuo sviluppo dello scalo, culminato nel 1995 con la privatizzazione ed un piano di investimenti, per un valore di 145 milioni di euro. Lo stesso anno apre il Terminal 2 per voli charter e nel 2000 Carlo d’Inghilterra inaugura la nuova sala partenze. In seguito, negli anni Ottanta a sud della piazza viene costruito il viadotto dell’asse perimetrale di Melito ma per un preesistente palazzo di Calata Capodichino
l’arteria si interrompe lasciando scollegato un tratto. In realtà questo asse è di primaria importanza per la viabilità cittadina perché insiste su un’area sensibile della città, per storia e morfologia, e avrebbe offerto, in caso fosse stato ultimato una concreta occasione di recupero urbano e recupero funzionale, con effetti positivi che si sarebbero estesi all’intero quartiere e oltre. Il progetto di costruire una strada di collegamento a nord della città nasce già negli anni settanta. I lavori per la realizzazione di questa superstrada cominciano tra gli anni ottanta e gli anni novanta, come infrastruttura di collegamento del nascente Asse Mediano con la periferia nord di Napoli. La strada viene inaugurata a tratti: il primo è quello nel tratto del comune di Melito; successivamente, negli anni duemila, fu aperto il tratto tra Piscinola e la circumvallazione esterna di Napoli unendo direttamente il centro con la periferia e l’hinterland nord; un terzo tratto è stato aperto nel 2006 tra Piscinola e via Udalrigo Masoni raggiungendo la complessiva lunghezza di circa 8 km.
18
Ex edificio della dogana
Muro finanziere
Obelischi
Sopraelevata - Asse perimetrale di Melito
19
20
1.
Stato di fatto
1.4 Stato dei Luoghi Nel 2008 in seguito all’esproprio e alla demolizione del palazzo che intralciava la conclusione del viadotto, si procede all’unione con l’ultimo tratto già realizzato che termina in viale comandante Umberto Maddalena, in prossimità dell’aeroporto, e nel maggio del 2011 la strada viene aperta al transito dei veicoli in direzione Scampia; infine nel dicembre del 2011 anche in direzione Capodichino. Il progetto di completamento della strada ha comportato un’importante collaborazione con l’Accademia di belle arti, i cui ragazzi hanno elaborato cinquanta pannelli artistici che ricoprono le barriere antirumore, trasformando di fatto l’ultimo tratto del viadotto in un’opera d’arte. In questo senso il ponte, diventando un prezioso elemento del paesaggio urbano metropolitano, sarebbe stato percepito come un elemento proprio del contesto, pertanto l’impatto ambientale sarebbe risultato positivo. Il ponte stesso è infatti il principale elemento di arredo urbano della piazza e con esso gli obelischi esistenti disposti su nuovi terminali dei lunghi marciapiedi che abbracciano la piazza Di Vittorio arricchita da aree pedonali.
Aree sotto al viadotto in totale abbandono e/o già in condizioni di degrado
21
22
Sotto il ponte, invece, è stata operata una sistemazione della superficie corrugata, ottenuta giustapponendo lievi piani inclinati a conformare ampi spazi pedonali che si dilatano seguendo giaciture dinamiche che rimandano alle strade limitrofe, al quartiere e oltre. Dunque, una forza centrifuga dominava le sistemazioni esterne sotto il ponte. Oggi purtroppo grosso modo tutta quest’area versa in condizioni di degrado e caos per via delle condizioni di abbandono del verde, e in generale delle aree sottostanti il viadotto sopraelevato. Anche le aree di recente riqualificazione appaiono in condizioni di abbandono. La piazza stessa risulta essere particolarmente caotica per una carente gestione del traffico e della sosta dei veicoli. Ad oggi infatti è prevalentemente carrabile e non rappresenta di fatto un luogo di aggregazione sociale all’interno della città. Gli spazi interstiziali ai margini della piazza vengono prevalentemente utilizzati come parcheggi e area di sosta anche selvaggia, in doppia e tripla fila che si ripercuote negativamente sulla viabilità della piazza stessa oltre che sul suo assetto generale. Venendo dunque quasi sempre identificata come una semplice rotatoria carrabile che anticipa, o segue l’aeroporto si finisce col non considerare l’importanza che questa piazza ha avuto nel tempo, nonostante sia tutt’oggi caratterizzata da elementi che ne definiscono un’identità abbastanza marcata.
23
Spazi interstiziali ai margini della piazza caotici e utilizzati come parcheggi e aree di sosta
1.
Stato di fatto
1.5 Studio della mobilità L’analisi del sistema della mobilità denota che essa non si struttura in una rete interconnessa e intermodale anche per il sistema su ferro e per il sistema di trasporto collettivo su gomma. Soprattutto la viabilità urbana mostra l’assenza di una struttura leggibile per l’utente. Il ruolo di collegamento del trasporto pubblico, le relazioni tra le diverse funzioni urbane e la connotazione di spazio pubblico si confondono ed entrano in conflitto tra loro. Di fronte al volume di traffico il sistema stradale non appare in grado di svolgere contemporaneamente tutte le funzioni richieste e non riesce ad accogliere in modo equilibrato le quattro componenti fondamentali del traffico, ovvero i flussi pedonali, il trasporto collettivo di linea, il trasporto su gomma, la sosta. Gli stessi assi viari che si immettono nella piazza mostrano carenze e mancanze relativamente allo spazio pubblico con marciapiedi non adeguatamente dimensionati, con l’assenza di piste ciclabili e la grande carenza di verde pubblico.
24
o ed ce Fr an le Via
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ale
Viale Francesco De Pinedo
dd
Calata Ca
Ma
Viale Secondigliano
Calata Capodichino 25
Viale Umberto Maddalena
2. Stato di previsione e programmazione
27
2.
Stato di previsione e programmazione
2.1 Piani urbani della mobilità Nello stato di previsione e programmazione si evidenzia nell’ambito infrastrutturale la prossima realizzazione della fermata della linea 1 della metro, secondo quanto risulta dal piano delle 100 stazioni, che partecipa al progetto di chiusura dell’anello della linea metropolitana. Inoltre, va considerata la realizzazione della stazione della metro linea 10 nonostante sia solo in programmazione, che in linea generale dovrebbe unire piazza Cavour, e quindi il centro storico di Napoli, in un percorso che si distende fino a raggiungere la stazione di Afragola, e quindi ricollegando la provincia nord di Napoli. Infine sono segnalati i percorsi ciclabili previsti da PUMS ma che in gran parte non sono mai stati realizzati come pure le annesse stazioni di bikesharing.
28
Piano delle 100 stazioni Metro linea 1
Piano delle 100 stazioni Metro linea 10
29
PUMS Percorsi ciclabili
2.
Stato di previsione e programmazione
2.2 Quadro infrastrutturale Ad ogni modo tutti questi elementi non fanno che evidenziare la diversa importanza che piazza Di Vittorio acquisirà a livello di nodo infrastrutturale e di riconnessione della città. Non ultima, infatti, è la considerazione del ruolo della linea 1, che inevitabilmente sarà l’elemento portante della trasformazione funzionale di piazza Di Vittorio, in quanto questa dovrà ospitare l’ultima delle 4 stazioni, di pertinenza in realtà dell’EAV, della tratta Piscinola – Di Vittorio. Infatti con l’apertura del cantiere Di Vittorio all’interno dell’aeroporto militare di Capodichino, i cantieri aperti della metropolitana EAV per la chiusura dell’anello passano a quattro. Il quinto cantiere, quello della stazione Scampia, è stato riaperto nel 2017 ed i lavori sono terminati nel 2019. Tutti e cinque erano chiusi sino al 31 dicembre del 2016. A seguito delle transazioni firmate nel 2017 i lavori sono ripresi nel 2018 ed oggi sono in stato avanzato di produzione. Con questo ulteriore tassello la Linea 1 raggiungerà una lunghezza complessiva di circa 25 km collegando sulla rete, i principali poli cittadini di attrazione, la stazione Centrale, il Centro direzionale, la zona Ospedaliera, i Musei, i sistemi ferroviari nazionali e regionali, il porto e l’aeroporto in un’unica circle line. 30
31
32
33
3. Strategia progettuale alla scala urbana
35
3.
Strategia progettuale alla scala urbana
3.1 Concept di strategia urbana La strategia generale prende le mosse dalla riscoperta e valorizzazione di piazza Di Vittorio in quanto elemento di cerniera tra l’Aeroporto di Capodichino, il Bosco di Capodimonte e la nuova tratta della metro. Il tutto all’insegna di una potenziata mobilità ecologica, così che grazie anche alla diffusione di percorsi ciclabili e pedonali si ottenga la riconnessione della piazza con il resto della città. Questo articolato sistema di interconnessioni è una sfida perseguibile solo in affiancamento a un profondo intervento di riqualificazione e parziale rifunzionalizzazione della piazza. Con tale riqualificazione e ampliamento di piazza Di Vittorio si intende delineare una rigenerazione di tutti gli spazi attualmente in condizione di abbandono e degrado e di introdurre nuovi punti di aggregazione sociale, nonché potenziare la mobilità per rendere la piazza un nuovo nodo intermodale ed infrastrutturale e restituirle anche una finalità di carattere pubblico.
36
37
3.
Strategia progettuale alla scala urbana
3.2 Obiettivi di progetto
COLLEGAMENTO CON IL BOSCO
COLLEGAMENTO CON I NUOVI POLI URBANI
COLLEGAMENTO NORD - SUD
38
39
40
Strategia progettuale alla scala urbana
.3
3.3 Quadro di insieme di strategia In tal modo, da una visione di insieme, attraverso la sovrapposizione dell’assetto infrastrutturale e della rigenerazione urbana prevista, appare evidente come la piazza assuma di fatto l’assetto di nodo intermodale ed infrastrutturale. Procedendo però con ordine, si evidenziano di seguito le aree in cui si prevede di intervenire mettendone in luce anche la complessità ed evidenziando gli obiettivi di progetto.
41
Parco di Capodimonte
Percorso ciclo pedonale sopraelevato
42
Parco sportivo Zone di sosta
Percorsi ciclabili
Parcheggio interrato
43
Poli di aggregazione sociale
3.
Strategia progettuale alla scala urbana
3.4 Studio della mobilità
44
Al fine di rendere Di Vittorio effettivamente un nodo di servizio e riconnessione infrastrutturale, è stato necessario dare particolare attenzione allo studio della mobilità e mettere in relazione i flussi attuali dello stato di fatto con quelli che derivano dagli interventi progettuali previsti. Ne è risultata un’estensione dell’area che in considerazione di tali flussi si prolunga a raggiungere la nuova zona di ingresso del parco di Capodimonte e una trasformazione dell’assetto sia pubblico che privato dei trasporti, nonché delle aree pedonali e pubbliche. Il cambio di prospettiva è significativo, in quanto ora, come già prima quando si era organizzato per lo stato di fatto, rianalizzando le sezioni stradali degli assi principali a seguito degli interventi progettuali, si vede bene come quelle che erano state individuate come criticità si palesano ora come benefici a favore della rigenerazione urbana della piazza oltre che della sua connessione con il resto della città. In particolare, nella sezione territoriale eseguita per tutta l’area nuovamente evidenziata vengono indicate alcune delle funzioni e degli interventi previsti che partecipano alla rigenerazione dell’area e al superamento delle problematiche precedentemente enunciate.
Viale Secondigliano
BENEFICI _Presenza di spazio pubblico _Marciapiedi adeguatamente dimensionati _Piste ciclabili _Presenza di verde pubblico
Via Francesco De Pinedo
Calata Capodichino 45
Viale Umberto Maddalena
4. Progetto
47
4.
Progetto
4.1 Masterplan d’insieme Nel masterplan di progetto, che comprende entrambe le aree in esame, sia piazza Di Vittorio che l’area del superamento del salto di quota e del nuovo ingresso al Parco di Capodimonte, che verranno successivamente analizzate singolarmente nel loro sviluppo progettuale, i vari interventi individuati sono stati associati e sistemati secondo una suddivisione in 4 categorie.
PROGRAMMA FUNZIONALE
1
1 Percorso ciclo pedonale
4 3
2 Aree gioco e sport 3 Aree di sosta e aggregazione 4 Attrezzature a servizio dello spazio urbano
48
4
4
3
2
4
3
2 4 1
1
3
2 4
4 4
1
49
5. Piazza di Vittorio
51
5.
Piazza Di Vittorio
5.1 Sviluppo progettuale Intervento di ampliamento e riqualificazione urbana dell’area di Piazza Di Vittorio Analizzando singolarmente le aree di intervento, siamo partiti dall’intervento di ampliamento e riqualificazione urbana di piazza Di Vittorio, di cui si sottolineano i punti di forza da preservare e valorizzare e quelli da introdurre ex novo. Ciò che in prima battuta va fatto è procedere con la riorganizzazione della piazza per delinearne un assetto meno caotico. Quindi, si vanno ad eliminare gli spazi attualmente inutilizzati o utilizzati come parcheggi, così da inquadrare la piazza carrabile all’interno degli obelischi che la caratterizzano e si lavora in modo particolare sui margini per conferire ad essi una funzione maggiormente pubblica e di aggregazione sociale. Eliminati gli spazi residuali, si ricuciono i margini al fine di generare un nuovo spazio pubblico in cui prevedere una nuova serie di aree e attrezzature a servizio della collettività. Il tutto raccordato da un intervento di previsione di una nuova e migliorata mobilità caratterizzata da un aspetto ecologico e puntando sulla intermodalità del nuovo nodo di Di Vittorio. 52
+94.0
+91.0
Evidente è la differenza di quota già attualmente presente tra l’area sottostante il viadotto e il parco residenziale limitrofo da un lato e la piazza stessa, dall’altro, che è ad una quota inferiore.
Successivamente, nell’area sottostante il viadotto, attualmente abbandonata, si passa alla rimozione del terreno per la realizzazione di un parcheggio interrato, che si troverà poi grosso modo alla stessa quota della piazza, e si procede con la demolizione del piccolo edificio antistante.
Si realizza dunque la struttura del parcheggio, senza dimenticare di mantenere la necessaria distanza dalla attuale struttura di fondazione dei piloni del viadotto, nonché dal muro finanziere per evitare di incidere in maniera negativa su di esso.
In superficie poi, si procede alla realizzazione di un nuovo spazio di aggregazione sociale e si stabiliscono sistemi di risalita per raggiungerlo, che sono previsti sia a partire dalla piazza per mantenere in qualche modo una marcata direzionalità che punta al Bosco di Capodimonte, sia direttamente dal parcheggio interrato.
53
Con riguardo alla mobilità, viene realizzato il percorso ciclo pedonale di nuova connessione della piazza con le due aree dell’aeroporto da un lato e del Bosco dall’altro, riqualificando la tratta dell’Ex Alifana e rispristinando dove necessario il sovrappasso di ricollegamento
Vengono introdotte delle strutture che individuano zone di sosta del percorso ciclo pedonale e nuove attrezzature pubbliche
54
Per evitare poi che piazza Di Vittorio risulti solo un elemento di passaggio in questa direzionalità scandita dal percorso ciclopedonale, vengono realizzati appositamente una serie di tagli e dei percorsi pedonali, che invitano a vivere di più la piazza ed in particolar modo il nuovo ampliamento
Aggiungendo ulteriori percorsi ciclabili si procede a includere il resto della piazza nel nuovo ragionamento formale, rendendolo un unicum progettuale e riconnettendola per altro alle altre zone di Napoli
Con la definizione di tali nuovi percorsi che rendono piazza Di Vittorio un luogo coeso si includono inoltre nuovi spazi pubblici e attrezzature
Si identificano quindi i flussi di progetto determinati dai nuovi elementi di mobilità e dall’integrazione di attrezzature pubbliche e spazi aggiunti alla piazza 55
Vengono quindi introdotti svariati nuovi elementi di trasporto pubblico e privato e sono modificati quelli preesistenti in un’ottica tutta incentrata sulla valorizzazione di una mobilità più funzionale ed innovativa, che persegue gli obiettivi della eco e soprattutto sharing mobility.
56
In particolar modo, vengono introdotte zone di gioco e sport che delineano nuove funzioni e attività per la piazza, il che può dirsi ugualmente per i nuovi spazi previsti per la sosta e le nuove attrezzature pubbliche
57
In superficie in particolare, le strutture previste sono state create per generare ispirazione e spazio per diversi tipi di attività. Ad esempio le nuove pensiline che identificano le uscite del parcheggio sono caratterizzate da elementi finalizzati alla realizzazione di mostre espositive, proprio in prossimità del grande sistema di risalita che marca la direzionalità verso Capodimonte e il nuovo parco sportivo previsto
58
Vision delle nuove pensiline per la fermata del bus con il nuovo parco antistante il muro finanziere e il grande percorso ciclopedonale sullo sfondo che costeggia il parco sportivo
Vision di una delle nuove uscite della metropolitana Linea 1 che viene affiancata dal percorso ciclopedonale e a cui sono collegate le nuove pensiline per postazioni carsharing e lo skate park sottostante il viadotto 59
5.
Piazza Di Vittorio
5.2 Il nuovo nodo di Piazza Di Vittorio Intervento di ampliamento e riqualificazione urbana dell’area di Piazza Di Vittorio
Stato di Fatto Andando alla specificità del progetto, si cerca qui di mostrare quanto muti l’assetto della piazza e anche la sua dimensione, mettendo in rilievo l’importanza che assumono i margini dello stesso in
quanto vengono ampliati con nuove attrezzature, servizi, spazi, giochi perseguendo lo sviluppo delle zone al di sotto del viadotto e lungo il suo margine, e non solo. 60
STATO DI PROGETTO
91.9 92.4 91.8
91.4 91.2
100.1
103.2
90.7
94.0
99.3
87.8 94.0
93.7
91.1
91.4
92.3
93.9
85.9
Pianta delle coperture
0
61
15
40
75
91.9 92.4 91.8
91.4 91.2
90.7
94.0
87.8 94.0
93.7
91.1
91.4
92.3
93.9
85.9
Pianta a quota dell’ampliamento
0
62
15
40
75
91.9
B
91.2 91.4 91.2
A’
A 90.7
90.5
87.8 93.7
91.1
B’
91.4
92.3
85.9
Pianta a quota della piazza
0
63
15
40
75
Sezione AA’
Con riguardo agli elementi architettonici ne si può cogliere meglio la distribuzio nella nella pianta dell’ampliamento. Mentre si sottolinea come la pianta alla quota del parcheggio, quota simile a quella della piazza, sezioni anche gli
elementi di copertura degli accessi alle linee metropolitane. Nelle sezioni insomma è sottolineata con forza la sovrapposizione di layer che si viene a delineare: il viadotto, l’ampliamento, e il parcheggio con la piazza.
Percorso ciclo pedonale
Parcheggio interrato Parco sportivo Servizi igienici 64
Pensilina accesso parcheggio
STATO DI FATTO
+9.80 +3.50 0.00
Pensilina accesso metro linea 10 Piazza Di Vittorio Edificio ex dogana 65
0
15
30
50
Sezione BB’
Pannelli espositivi Pensilina spazio pubblico Percorso ciclo pedonale
Bikesharing elettrico 66
STATO DI FATTO
+9.80
+3.50 -0.60
Bikesharing elettrico
Parcheggio interrato
Muro finanziere
Pensilina fermata bus 67
0
15
30
50
Successivamente, si vuole dare grande attenzione all’area dell’ampliamento che, con le grandi zone d’ombra generate non
solo dalle pensiline aggiunte ma anche dallo stesso viadotto, rende il campo sportivo introdotto praticamente coperto.
91.2 91.2
91.4
91.1
100.1
103.2
90.7 94.0
92.4
93.9
87.8
Pianta delle coperture
0
68
5
15
30
91.2 91.2
91.4
91.1
94.0
94.1
90.7
92.4
93.9
87.8
Pianta a quota del nuovo ampliamento
0
69
5
15
30
91.2 91.2
91.4
4 90.7
3
91.1 2
1
90.7 90.5
92.4
87.8
Pianta parcheggio interrato
0
70
5
15
30
Infine, concentrandoci sul parcheggio va detto che prevede 133 posti e mira a decongestionare la piazza da tutti i parcheggi residuali attualmente presenti. Lo spazio è ottenuto sbancando l’area attualmente abbandonata al di sotto del viadotto e la struttura è sempre prevista a debita distanza dagli elementi preesistenti, sia per quanto riguarda il muro finanziere, elemento di persistenza storica della piazza, sia, e soprattutto, per quanto riguarda gli elementi strutturali del viadotto sopraelevato. Con muri di contenimento infatti si va a distanziarsi da questi ultimi senza rischiare di poter incidere in alcun modo sulla funzionalità dei piloni, nè tantomento sulle loro fondazioni. Tali elementi della preesistenza dettano dunque anche in questo caso la conformazione dello spazio, allo stesso modo come già si è visto nel caso dei vani scala. Questi ultimi, è scontato ma lo ricordiamo ugualmente, sono sempre realizzati nel rispetto delle norme antincendio e di fuga, rispettando dunque distanze di sicurezza e coibentazione adeguata degli elementi architettonici. 1
Muri contro terra
2
Muri di contenimento distanziati dalla struttura portante del viadotto
3
Vano scala antifumo
4
Rampa di accesso 71
5 6
4
2
6
3
4
5
1 5 2
2
4
3
2
1
1
6
3
4 Pavimentazioni in gomma riciclata per le aree gioco e sport
1 Pavimentazione in lastre di pietra arenaria (1200x1200x30 mm) con sottofondo drenante gettato in opera 2 Lastricato in porfido grigio per i sentieri pedonali (200x600x30 mm) ocn sottofondo drenante gettato in opera
5 Pavimentazione in blocchi di cemento drenante per le aree pedonali posata su strato di sabbia o pietrisco e compattata tramite l’utilizzo di piastra vibrante
3 Asfalto riciclato colorato per le piste ciclabili
6 Alberature e vegetazione
72
Piazza di Vittorio
.5
5.3 Approfondimento sui materiali
Acero campestre
Acero napoletano
Arancio amaro
Gramigna
Clendula
Terebinto 73
Non meno importante è la scelta dei materiali che riflette la priorità di separare e evidenziare i percorsi pedonali che in qualche modo spezzano la direzionalità dettata dal percorso ciclo pedonale. Per questo si prevede una pavimentazione più chiara per l’area dell’ampliamento in pietra arenaria, e i sentieri pedonali, più scuri invece in un lastricato di porfido grigio. Si prevede inoltre il riutilizzo della gomma per le pavimentazioni che interessano le aree sportive oltre che di gioco, come anche quella dedicata ai bambini. Da notare, i percorsi ciclabili in asfalto, anch’esso riciclato, sono di colore arancione chiaro a ricordare il colore della terra battuta mentre gli spazi circostanti sono pressoché tutti tradotti in aree di verde pubblico che rigoglioso appare soprattutto esteso in prossimità della zona antistante il muro finanziere. È stato infatti approfondito anche lo studio relativo agli elementi e alle tipologie di vegetazione previste. Si prevede l’utilizzo di alberature che si inseriscano in maniera adeguata nel contesto, anche riutilizzando tipologie di alberi, come l’arancio amaro e l’acero campestre, gia previsti nel progetto di recente realizzazione dell’area sottostante l’ultimo tratto del viadotto sopraelevato. Si inseriscono poi piantumazioni dai toni caldi e simili alle alberature di cui sopra.
5.
Piazza Di Vittorio
5.4 Approfondimenti sugli elementi architettonici
Andando invece ad analizzare più nello specifico gli elementi architettonici caratteristici dell’area, vediamo come il blocco di risalita, che si sviluppa tra i pilastri che sorreggono la pensilina aggettante, derivi da una sorta di offset generato dagli elementi preesistenti e dai nuovi percorsi pedonali. L’elemento caratteristico però sta nel fatto che questo blocco in qualche modo si disassembla, sia a livello funzionale, separando la scala dall’ascensore, sia a livello formale visto che il vano scala risulta chiuso, seppur vetrato, quindi sempre molto leggero e trasparente, mentre il vano relativo all’ascensore è completamente aperto. Inoltre esso è caratterizzato da tutta una serie di pannelli ed elementi utilizzati di solito per esposizioni e mostre all’aperto, che si intende dedicare almeno all’inizio proprio alla storia della piazza, al suo valore originario, visto che questo progetto si ripropone di celebrare il significato e la storia del sito attraverso la sua attualizzazione, ovvero rivitalizzando e
rendendo la piazza viva e fruibile per ogni genere di persone e per le tante attività che le riguardano, spaziando da quelle professionali al tempo libero alla cultura allo sport agli eventi pubblici. Altro fattore di modernità che va letto alla luce della rivitalizzazione di cui sopra è poi il disporsi attorno al vano scala degli elementi per la micro mobilità elettrica, che è un’altra chiave fondamentale del progetto. Anche la scelta dei materiali è in linea con le intenzioni sottese al progetto, si va dalla struttura delle pensiline in acciaio al vano scala e all’ascensore vetrati al parcheggio interrato in cemento armato e si continua con le altre pensiline, disposte una sempre a copertura del sistema di accesso al parcheggio, l’altra puramente dedita allo spazio pubblico, e tutte sempre avvalendosi della soluzione espositiva caratterizzate da pannelli, nonché affiancate da sedute e costeggiate da elementi di micro mobilità elettrica.
74
Pianta e sezione pensilina sul muro finanziere 1. Struttura delle pensiline in acciaio (con pilastri tubolari e travi IPE) 2. Rivestimento in pannelli metallici 3. Vano scala in vetro opaco con infissi in alluminio e ascensore in vetro e acciaio 4. Struttura del parcheggio interrato in cemento facciavista 5. Recinzione in rete metallica del campo sportivo 6. Elementi con reti metalliche per mostre ed esposizioni all’aperto 7. Attrezzature e giochi per bambini 8. Elementi ricarica mezzi micro mobilità elettrica 9. Muro finanziere 10. Nuove pensiline per la fermata dei pullman
9 7
1
8 3
6 5
+9.80
+7.25
2 5
1 3
6
+3.50
9
10
4
+0.60 0.00
75
0
1
2
5
Pianta e sezione pensilina ingresso nuovo ampliamento 1. Struttura delle pensiline in acciaio (con pilastri tubolari e travi IPE) 2. Rivestimento in pannelli metallici 3. Vano scala in vetro opaco con infissi in alluminio e ascensore in vetro e acciaio 4. Struttura del parcheggio interrato in cemento facciavista 5. Recinzione in rete metallica del campo sportivo 6. Elementi con reti metalliche per mostre ed esposizioni all’aperto 7. Arredi urbani 8. Elementi ricarica mezzi micro mobilità elettrica 9. Gradonate del sistema di risalita per l’ampliamento
5
7
8 3
6
1 9
+9.70 +7.25
1
2
6
3
8
7
+3.50
4 0.00
76
0
1
2
5
Dettaglio della struttura delle pensiline
1
2
3
4
5
+7.25 1. Trave principale sagomata in acciaio 2. Travi secondarie IPE di varie dimensioni (240:200:120) 3. Struttura di sostegno a guide metalliche del rivestimento della copertura 4. Pilastro tubolare a sezione circolare in acciaio (273,0 x 25 mm) 5. Pannelli di rivestimento in acciaio inox
A +3.50
A. Pavimentazione in lastre di pietra arenaria, Massetto, Manto impermeabilizzante, Barriera al vapore, Isolante, Barriera al vapore, Solaio latero-cementizio, Intonaco interno, Tiranti in acciaio, Pannelli di controsoffittatura
B
B. Pavimentazione in resina, Massetto in calcestruzzo alleggerito, Barriera al vapore, Pannello isolante di polietilene espanso, Getto di calcestruzzo con rete elettrosaldata, Igloo tipo Plasticform, Getto di cls, Pietrisco, Terreno
+0.00
Scala 1:50 77
Viadotto sopraelevato
Pensilina in acciaio
Pensilina in acciaio
Pannelli per mostre espositive Rete campo sportvio
Pensilina in acciaio
Attrezzature calisthenics Parcheggio biciclette
Vano scala vetrato Ascensore vetrato
Servizi igienici
Sedute e attrezzature pubbliche
Campo da basket
Vano scala e ascensore vetrati
Piloni di sostegno del viadotto Parcheggio interrato
Sistema di risalita rampa e gradoni
Vano scala antincendio del parcheggio 78
Piazza di Vittorio
.5
5.5 Viste di progetto
Vista da Calata Capodichino verso il nuovo ampliamento della piazza con il sistema di risalita, le pensiline ed il muro finanziere
79
80
81
Vista degli elementi architettonici inseriti nel nuovo ampliamento della piazza come copertura del vano scala che conduce al parcheggio e generazione di un nuovo spazio pubblico con elementi per mostre espositive all’aperto
82
Vista del nuovo spazio sportivo con recinzione metallica sottostante il viadotto e della pensilina che aggetta sul muro finanziere e funge da copertura del vano scala che conduce al parcheggio
83
6. Collegamento al Parco di Capodimonte
85
6.
Collegamento al Parco di Capodimonte
6.1 Sviluppo progettuale Intervento di connessione e realizzazione di un nuovo ingresso al Parco di Capodimonte
Passando ad analizzare l’altra area di progetto, l’intervento di connessione e generazione di una nuova area di ingresso al parco del Bosco di Capodimonte, notiamo subito in superficie la creazione di strutture uniche che consentano e favoriscano diversi tipi di attività, offrano occasioni di scambio e relax per tutti, diventino luogo di aggregazione e tregua dal traffico cittadino. Dalla condizione dello stato di fatto risulta evidente il forte salto di quota esistente che separa l’area del nuovo progetto di ampliamento di piazza Di Vittorio con il parco delle colline e successivamente il parco di Capodimonte
+95.0
+58.0
+67.0
+94.0
86
+74.0
Realizzazione della struttura che sorreggerà la passerella di collegamento, seguendo l’orografia del territorio e superando la strada, nonchè il dislivello
Realizzazione del percorso ciclopedonale che supera il salto di quota riconnettendo il bosco di Capodimonte al nuovo nodo intermodale di piazza Di Vittorio, nonchè all’aeroporto di Capodichino
Introduzione di strutture che definiscono varie zone di sosta nel percorso ciclopedonale e nuove attrezzature pubbliche
Generazione di nuovi spazi e servizi pubblici nella nuova aria che anticipa l’ingresso del Bosco 87
(+74.0)
(+94.0)
(+67.0) (+95.0)
(+58.0)
L’obiettivo qui concepito è quello di realizzare un collegamento diretto con il Parco di Capodimonte partendo dalla piazza, in modo che, superando il salto di quota, si possa prevedere una nuova area di sosta, anch’essa caratterizzata dai principi formali ribaditi per l’ampliamento di piazza Di Vittorio
Si individuano conseguentemente i flussi determinati dagli interventi progettuali e dall’aggiunta di nuovi spazi e attrezzature pubbliche 88
Introduzione di strutture che definiscono varie zone di sosta nel percorso ciclopedonale e nuove attrezzature pubbliche e generazione di nuovi spazi e servizi pubblici nella nuova area che anticipa l’ingresso al Parco 89
6.
Collegamento al Parco di Capodimonte
6.2 Il collegamento diretto al nuovo ingresso di Capodimonte Intervento di connessione e realizzazione di un nuovo ingresso al Parco di Capodimonte
Stato di Fatto Possiamo qui operare il confronto con lo stato di fatto e vedere come varia l’assetto dell’area. Ci si è interrogati a lungo su come si sarebbe andato a innestare il progetto riconnettendo l’area della piazza con la nuova area di ingresso al parco delle colline e si è visto che superando il forte dislivello e sempre se-
guendo il profilo delle colline si sarebbe riusciti a ridurre al minimo il rischio di creare un impatto eccessivo anche a livello visivo. Ciò grazie anche all’aver previsto all’arrivo una nuova zona pubblica di sosta con la costruzione di un caffè ma anche di attrezzature pubbliche e di arredo urbano. 90
STATO DI PROGETTO
73.9
74.0
94.3 62.1
90.2
90.6
68.0 79.3
95.0 86.1 66.5
95.6
63.1 95.1
94.9
92.4
93.9
60.5 95.1 93.3 91.2
58.0
Pianta delle coperture
0
91
15
40
75
C’
D
73.9
74.0
94.3 62.1
90.2
90.6
68.0 79.3
95.0
D’
86.1 66.5
95.6
63.1 95.1
94.9
92.4
93.9
60.5 95.1
91.2
C
93.3
58.0
Pianta a quota dell’ingresso al Parco di Capodimonte
0
92
15
40
75
Vision dellla passerella sopraelevata che valica la strada e seguendo l’orografia del territorio raggiunge il nuovo ingresso del parco di Capodimonte previsto
93
Nelle sezioni infatti, si può osservare come la passerella si svilupperebbe seguendo l’orografia del territorio non solo in pianta ma anche in alzato in modo da
non avere, al momento del superamento della strada, dei pilastri che fossero eccessivamente alti e quindi troppo soggetti all’azione di forze orizzontali.
Sezione CC’
Caffè
Pensilina zone d’ombra
Area ristoro 94
STATO DI FATTO
+30.00
+15.00
+3.50 0.00
Passerella ciclo pedonale
Asse perimetrale Melito Pensilina zona d’ombra 95
0
15
30
50
Sezione DD’
Passerella ciclo pedonale
Verso piazza Di Vittorio 96
STATO DI FATTO
+30.00
+15.00
+3.50 0.00
Pensilina zone d’ombra
Verso Parco di Capodimonte
Passerella ciclo pedonale 97
0
15
30
50
Dettaglio dell’area del nuovo ingresso al Parco 95.0
86.1
93.9
95.8
95.1
95.6 3 5
63.1
92.4
1 94.9
95.1 4
2 95.1
60.5 91.2
93.3 0
1 Pavimentazione in lastre di pietra arenaria (1200x1200x30 mm) con sottofondo drenante gettato in opera 2 Lastricato in porfido grigio per i sentieri pedonali (200x600x30 mm) con sottofondo drenante gettato
5
15
in opera 3 Asfalto riciclato colorato per le piste ciclabili 4 Pavimentazioni in gomma e plastica riciclata per la passerella ciclo pedonale sopraelevata 5 Alberature e vegetazione 98
30
Dettaglio di una delle aree di sosta presente sul ponte 71.1
62.1
68.0
79.3
66.5
81.6
63.1
0
99
5
15
30
6.
Collegamento al Parco di Capodimonte
6.3 Approfondimenti sugli elementi architettonici Concentrandoci poi sulla nuova zona pubblica, quella di arrivo della passerella, vediamo che essa è caratterizzata da zone di sosta con strutture che ritroviamo anche in altri punti del percorso ciclopedonale. La nuova area che precede l’ingresso al parco presenta infatti una serie di moduli ed attrezzature urbane per la sosta, pic-nic, zone di intrattenimento e svago con tavoli da pin pong, oltre che elementi per la micro mobilità elettrica e un caffè centrale che ripresenta una struttura in copertura come le pensiline della piazza. Focalizzando l’attenzione proprio su quest’ultimo, vediamo come anche in questo caso la struttura si distenda come da un offset dei percorsi pedonali con una grande pensilina aggettante che in questo caso funge anche da copertura per i tavolini stessi del bar. Allo stesso modo poi, come già previsto per la piazza, si interviene con diversi tipi di pavimentazione per rimarcare la differenza tra le varie aree. La struttura della pensilina è sempre in acciaio con
un corpo ovviamente pieno nella parte dei servizi e vetrato nella parte di servizio con il bancone.
Bar caffetteria con struttura in acciaio e vetro (con pilastri tubolari e travi IPE) Copertura caratterizzata da rivestimento in pannelli metallici Elementi ricarica mezzi micro mobilità elettrica Parapetto in ferro e tiranti metallici della passerella sopraelevata Parapetto in legno Arredi urbani
100
.1 .2 .3 .4 .5 .6
Pianta e sezione del caffè nella nuova area di ingresso al Parco
3
1
4 5
6
1
2 3 5
101
0
4
1
2
5
3
5
2
Pianta area di sosta sul ponte
0
1
2
Reticolo di travi d’acciaio (IPE, sagomate e allegetrite) Travi metalliche sagomate e saldate con elementi di irrigidimento trasversali Parapetto in ferro e tiranti metallici Piloni metallici con struttura di irrigidimento in ferro Pavimentazione in gomma e plastica ricilata Travi scatolari metalliche Rivestimento in pannelli metallici 102
5
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.
2 5
3 1
6
4
Sezione eseguita sulla pensilina del ponte
1 7
3 6
Sezione eseguita sulla passerella che si sviluppa lungo le colline 103
0
1
2
5
Pensilina in acciaio
Aree di sosta con attrezzature pubbliche
Bar Caffetteria Impianti bikesharing elettrico
Pensilina del percorso ciclopedonale
Area di sosta e belvedere
Percorso ciclo pedonale Pensilina del percorso ciclo pedonale Travi in metallo di sostegno alla passerella Sedute e parcheggio bici
Percorso ciclo pedonale
Pilastri di sostegno al percorso sopraelevato Travi in metallo di sostegno alla passerella
Viadotto sopraelevato
104
Piazza di Vittorio
.5
6.4 Viste di progetto
Vista dalla nuova area di ingresso al Parco della passerella sopraelevata, con le strutture che si ripetono anche sul resto del percorso ciclopedonale e attrezzature pubbliche, che valica via U. Masoni fino a riconnettersi a piazza Di Vittorio
105
Vista della nuova area di ingresso al parco con il caffè centrale e le attrezzature per la sosta e per la micromobilità elettrica che si dispongono nelle vicinanze
106
Vista dalla strada via U. Masoni del ponte di collegamento di piazza Di Vittorio con il nuovo ingresso al Parco di Capodimonte, con la sua struttura e le nuove attrezzature, e l’asse perimetrale di Melito sullo sfondo
107
108
109
Coclusione Classificazione di tutti gli elementi architettonici
13 2
13 110
4
17 8
2
10
2
9
12 11
1
14 7 3 1
5
16 4 13
111
12
15
4
6
Ringraziamenti
Eccoci ai ringraziamenti, devo ammettere che ultimamente mi soffermavo spesso a pensarci, cosa scrivere, come scriverlo, “devi usare le parole giuste, nominare tutti ecc.”. Ma purtroppo chi mi consoce lo sa, non sono il migliore nell’esternare emozioni e quindi mi ritrovo nei piccoli ritagli di tempo, molto piccoli (è l’una di notte e dovrei aggiustare le tavole in questo momento), ma due parole volevo spenderle. Innanzitutto, scontato ma mai banale, mi sembra doveroso ringraziare la mia famiglia: mio padre, con cui due urla in meno non farebbero male, ma che è il mio punto di riferimento ogni volta che ho bisogno di un consiglio, mia sorella, per me disponibile come poche persone in questa vita, ma che ha deciso bene di partirsene una settimana prima della mia laurea, e mia madre, la pazienza fatta persona, più di tutti in grado di assorbire lo stress e la rabbia che spesso mi ritrovo ad emanare e riconvertirla in amore, verso di me. Ovviamente ringrazio il mio professore Pasquale Miano, che mi ha accompagnato nell’ultimo periodo di questo mio percorso universitario, per i consigli sempre precisi, per avermi spronato a pretendere sempre il meglio da me stesso e per avermi fatto capire l’importanza di lottare per qualcosa in cui credi vivamente. Ringrazio Adriana, per la disponibilità, per le correzioni dei file mandati a qualsiasi ora del giorno e della notte, e per la incredibile capacità nel non mandarmi a quel paese dopo la mia incessante domanda “ ma quindi basta come architettonico?” E non posso non ringraziare i miei compagnelli di tesi con cui ho condiviso praticamente l’ultimo anno, tra pandemia, lockdown, correzioni a distanza e meeting più di supporto psicologico che di lavoro su teams. Grazie Pasquale, Massi, grazie Eliana anche se ci hai raggiunto dopo, ma soprattutto grazie Anna perché sei stata in grado di sopportarmi negli ultimi mesi non so neanche come, ma soprattutto supportarmi dandomi la forza di rialzarmi e incredibilmente di tornare in quella maledetta aula a Tarsia il giorno dopo, e quello dopo ancora e cosi via per i venti anni che sono oramai passati lì dentro.
112
Ringrazio la mia archifamiglia, che ha partecipato a rendere tutto questo tragitto sicuramente indimenticabile. Per momenti belli e brutti, di vicinanza e di lontananza, per le risate che non sono mai abbastanza, e per il disagio che inevitabilmente accomuna ognuno di noi. Grazie a Teta, si ho usato il nome corretto, grazie perché hai saputo, e sai in ogni situazione capirmi, farmi sorridere e soprattutto aiutarmi nonostante la parola aiuto dalla mia bocca fatichi molto ad uscire, grazie a Tato le cui parole ultimamente mi risultavano essere come ossigeno puro, grazie a Brizio la tua ambizione e voglia di apprendere è estremamente stimolante anche se immancabilmente oggetto di sfottò, grazie Ceglia sei forza ed energia pura e sempre la migliore a circumnavigare, grazie rossi, elvira, tonia pronte ad offrirmi una mano nonostante la mia inadeguatezza nel saperla accettare. Nominarvi tutti è un po’ infattibile ma vi ringrazio perché se sono qui un po’ è anche merito di ognuno di voi. E grazie ovviamente agli amici di una vita, quelli che magari però capita che non riesci a organizzare il viaggio estivo, ma guai se non ti presenti al caffè domenicale. Grazie Cardo, che visualizzi e non rispondi, che chiami e mi chiedi “dove stai”, neanche “come stai”, perché è l’ora del caffè. Grazie pele che mi hai fatto rivalutare l’idea di fare un bel dottorato. Grazie billy, che ti conosco da una vita oramai, eppure ancora non riesco a capire quando davvero mi stai ascoltando. Grazie anche ai pianuresi per eccellenza tonio e ros che praticamente aspettavate questo momento quasi più di me solo per potermi incitare ad andare a lavorare al mcdonalds. Scherzi a parte grazie perché siete riusciti in ogni momento a farmi evadere magari dall’angoscia dei miei pensieri e preoccupazioni coprendoli con risate, divertimento ed un’immancabile sana dose di insulti, e si ros grazie per i messaggi di incitamento che mi mandavi prima di un esame, devo ammettere che mi tiravano su di morale. Ci sono tante altre persone che vorrei ringraziare in realtà ma lo farò di persona, per tutti voi che non sono riuscito a citare non è perché non vi abbia apprezzato ma sto finendo lo spazio e soprattutto il tempo, sto morendo di sonno e devo mandare il book alla tipografia stanotte o neanche lo leggerete alla mia laurea quello che sto scrivendo. Concludo solo dicendo che ringrazio un po’ anche me stesso per essere arrivato fin qui, non senza difficoltà devo ammettere, e in generale tutte le persone che sono riuscite a starmi accanto, e ancora lo fanno (probabilmente per masochismo), che sanno capirmi, o almeno ci provano e che hanno inevitabilmente partecipato al raggiungimento di questo mio traguardo, quindi un po è anche vostro, COMPLIMENTI, ce l’abbiamo fatta.
113
Dipartimento di Architettura Università degli studi di Napoli Federico II scuola politecnica e delle scienze di base Laurea Magistrale in Architettura 5UE Anno Accademico 2020 / 21