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Silvia Robertelli

Luca Tuberoni


INDICE

La comunicazione sociale

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Il concorso On The Move 2011 La Fondazione Pubblicità Progresso C4H - Communication For Happiness Comunicazione Sociale & Sviluppo Sostenibile Web 2.0 a servizio della comunicazione sociale

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Lo sviluppo sostenibile

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Lo Sviluppo Sostenibile Evoluzione del concetto Le tre dimensioni dello Sviluppo Sostenibile L’educazione allo Sviluppo Sostenibile

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Il gioco educativo

• • • •

Il Gioco Educativo I Serious Games I giochi da tavolo Giocare Sostenibile

42 44 48 50


INDICE

This Earth is not a game

Bibliografia Sitografia

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Concept Target Immagine Coordinata Un progetto che rispetta l’ambiente

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Il Contenuto della scatola Come si gioca La Piattaforma online Ipotesi di diffusione

62 68 69 74 76 98 102 108

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La Comunicazione Sociale “Far diventare forte quello che è giusto” Pasquale Diaferia, art director


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IL CONCORSO ON THE MOVE 2011 Il volto nuovo della comunicazione sociale

Il nostro progetto di tesi prende spunto da “On the Move”, un concorso sulla comunicazione sociale che la Fondazione Pubblicità Progresso indice ogni anno.

Il bando di concorso richiede dunque un ambiente ludico per “creare attenzione, educare senza annoiare, modificare gli stili di vita e i comportamenti errati.”

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Quest’anno On the Move ha concentrato l’ attenzione sulla Sostenibilità Ambientale, il volontariato e i 40 anni di Pubblicità Progresso.  Delle tre diverse tracce proposte, abbiamo sviluppato quella che pone come obiettivo la creazione di un gioco che promuova lo Sviluppo Sostenibile.


LA FONDAZIONE PUBBLICITÀ PROGRESSO

La Fondazione Pubblicità Progresso è un organismo istituzionale senza fini di lucro che opera in Italia dal 1971 con le sue campagne sociali. Il suo scopo è di contribuire alla soluzione di problemi morali, civili ed educativi della comunità, ponendo la comunicazione al servizio della collettività.

Il tema della campagna deve essere di grande valore sociale e di interesse nazionale; non deve avere carattere commerciale, politico o confessionale e deve essere condiviso da tutti coloro che fanno parte della Fondazione. Talvolta il tema di una campagna di Pubblicità Progresso è frutto dell’osservazione del tessuto sociale. Sondaggi, tendenze ed esigenze della comunità in perenne evoluzione possono influire sulla scelta del tema. Scelto il tema e identificati gli obiettivi, le associazioni che fanno parte della Fondazione indicano coloro che lavoreranno gratuitamente alla realizzazione della campagna, dall’agenzia di pubblicità agli istituti di ricerca, alle agenzie di relazioni pubbliche. 7

COME NASCE UNA CAMPAGNA DI PUBBLICITÀ PROGRESSO


LA CARTA DEI VALORI DELLA FONDAZIONE PUBBLICITÀ PROGRESSO

CREATIVITÀ

Pubblicità Progresso crede che le campagne sociali debbano toccare nel profondo le persone per cercare di modificare opinioni e abbattere preconcetti: per questo la creatività ha, nella comunicazione sociale, un ruolo ancora più strategico.

RESPONSABILITÀ

Pubblicità Progresso crede nel ruolo della comunicazione sociale per contribuire allo sviluppo della cultura del nostro Paese: per questa ragione la responsabilità di coloro che realizzano campagne sociali è un fattore fondamentale.

INNOVAZIONE

Pubblicità Progresso promuove la ricerca e l’innovazione perché è convinta che la comunicazione sociale richieda una continua sperimentazione sia dei linguaggi sia dei canali da utilizzare.

DISPONIBILITÀ

Pubblicità Progresso crede nella collaborazione come via per migliorare la comunicazione sociale: per questo mette a disposizione di operatori, docenti, giovani le proprie competenze, la mediateca internazionale, l’esperienza nella realizzazione di campagne, nell’organizzazione di eventi, mostre,s etc.

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Pubblicità Progresso ritiene che la crescita di una vera cultura della comunicazione sociale debba passare attraverso la formazione: per questo è da anni impegnata in iniziative di sensibilizzazione rivolte ai giovani.

EDUCAZIONE

Pubblicità Progresso crede che il confronto porti ricchezza alla comunicazione sociale: per questo la Fondazione stimola la collaborazione con chi opera in differenti ambiti e aree culturali.

CONTAMINAZIONE

Pubblicità Progresso pensa che il confronto non debba limitarsi agli operatori del nostro Paese: per questo sviluppa contatti e si confronta con le organizzazioni che si occupano dl comunicazione sociale in tutto il mondo.

INTERNAZIONALITA

Pubblicità Progresso ritiene che le proprie iniziative non debbano essere il frutto esclusivo del lavoro dei professionisti della comunicazione ma prevedere una fase di condivisione dei contenuti e dei messaggi con soggetti della società civile a cui i messaggi sono destinati.

COINVOLGIMENTO

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CH4 - COMMUNICATION FOR HAPPINESS VII Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale 18 Novembre 2011, Milano

Il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

I TEMI DELLA CONFERENZA: PIL, FIL O BIL?

Robert Kennedy

La premiazione del concorso On The Move 2011 quest’anno avverrà durante la “C4H - Communication for Happiness”, appuntamento annuale con tutti coloro che progettano, realizzano, studiano o sono gli utenti finali delle campagne sociali.

FIL come “Felicità Interna Lorda” e BIL come “Benessere Interno Lordo”, come nuovi indicatori, sulla falsariga del PIL, dell’effettivo benessere sociale. Queste nuove metodologie di misurazione sollecitano una riflessione sui cambiamenti sociali in atto (o auspicati) e spingono a riflettere sulla necessità di modificare in parte i nostri stili di vita. In questo processo di cambiamento, la comunicazione sociale ha un ruolo importante: può contribuire infatti a modificare preconcetti, stili di vita e comportamenti errati. 10


COMUNICAZIONE SOCIALE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Oltre alle istituzioni, sono oggi coinvolte nella comunicazione sociale anche le associazioni di volontariato con finalità non profit (Ong e Onlus) e le aziende: le prime con le campagne sociali per la sensibilizzazione nei confronti di un particolare tema (a seconda del focus dell’associazione), le seconde con quella che viene definita CSR, Corporate Social Responsability (responsabilità sociale di impresa), vale a dire l’integrazione di preoccupazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa. “Calgary Food Bank”, Povertà Associazione di volontariato per la distribuzione di cibo

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La comunicazione sociale si basa sulla promozione e la diffusione di messaggi per la sensibilizzazione in ambito morale, civile ed educativo.


“Victim Support� Diritti Umani, Campagna contro la violenza.

Amnesty International, Diritti Umani, Campagna contro la pena di morte.

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WWF, Ambiente e BiodiversitĂ , Campagne contro la deforestazione e per la protezione delle specie a rischio. 13


WEB 2.0 AL SERVIZIO DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE

La comunicazione oggi sta cambiando sempre più velocemente, allontanandosi da un concetto di “somministrazione” di messaggi attraverso media con codici immutati e fondendosi invece con la conversazione globale dei forum, delle community, dei blog, dei social network e delle forme fluide di dialogo online/offline (divisione che ha ormai poco significato). La “nuova” comunicazione sociale deve quindi inserirsi in questo cambiamento, e sfruttare quelle che sono le nuove tecnologie per diventare conversazione partecipata in cui ognuno può dare il proprio contributo.

In particolare il “nuovo” Web, il Web 2.0, è il luogo della partecipazione attiva e democratica degli utenti, della diffusione dei contenuti

CREARE COMMUNITY

CONVERSAZIONE GLOBALE

sulla base del giudizio delle persone, della condivisione di saperi, informazioni e tecnologie, dello sviluppo continuo. Non può che essere, dunque, il luogo migliore per la comunicazione sociale.

L’aspetto del Web 2.0 forse più legato alla comunicazione sociale è la possibilità di creare community: attraverso le piattaforme sociali ci si può sentire uniti intorno a una causa comune e sentirsi parte attiva del cambiamento, su una molteplicità di livelli che vanno dalla piccola associazione locale alla campagna globale. La comunicazione sociale tratta spesso temi di interesse mondiale, è quindi fondamentale questa prospettiva di assenza di confini fisici del Web. 14


WWW.BAGITMOVIE.COM Bag it è un documentario americano che ha riscosso un enorme successo e ha promosso iniziative di bando dei sacchetti di plastica in tutto il mondo.

Il sito propone moltissimi contenuti, da alternative pratiche per una vita “less plastic”, a un vero e proprio toolkit per diventare una città senza plastica.

Merchandising per promozione e fund-raising

What You can do Come nella tagline “Is your life too plastic?”, l’utente è coinvolto in prima persona. 15


WWW.WORLDWATERDAY2011.ORG

Informare Slideshow che espone in modo sintetico dati sui temi di acqua e popolazione.

Creare Community Invito a unirsi al Social Network dell’iniziativa Download logo e documentazioni in diverse lingue, templates per magliette e tutto il necessario per creare un evento. Chiunque può creare un evento legato al WorldWaterDay nella propria città e ritrovarlo nella mappa. 16


WWW.1BILLIONHUNGRY.ORG

Globalità del problema, Internazionalità Il sito è in 12 lingue.

Sii tu il prossimo a firmare Il numero di persone che hanno firmato si aggiorna automaticamente.

Segui il tuo Impatto Registrando i tuoi dati, puoi vedere in tempo reale sulla mappa quanti dei tuoi amici firmano.

Spazio ai Social Network Dalle community più diffuse agli strumenti di condivisione per raggiungere il maggior numero di persone possibile. 17


Lo Sviluppo Sostenibile “Non ereditiamo la terra dai nostri avi, ce la facciamo prestare dai nostri figli� Antoine de Saint-Exupery


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Così la Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Commissione Brundtland) definiva lo Sviluppo Sostenibile nel 1987.

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Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali.


LO SVILUPPO SOSTENIBILE Lo Sviluppo Sostenibile rappresenta la possibilità di crescita per le società odierne, in modo che soddisfino le proprie necessità senza compromettere le stesse possibilità alle generazioni future. I punti cardine di tale sviluppo sono:

• Le esigenze

specialmente le necessità di base delle popolazioni povere del pianeta

• Il concetto di esauribilità

in quanto la nostra terra non dispone di risorse illimitate né può smaltire tutti i rifiuti e le emissioni prodotti.

Questi obiettivi stanno in un rapporto d’interazione. Così, uno sviluppo sostenibile ed economico è concepibile soltanto se si garantisce la salvaguardia degli ecosistemi e la buona formazione della popolazione. In alcuni casi gli obiettivi possono risultare anche contraddittori. In tale ambito conflittuale, lo sviluppo sostenibile cerca metodi di ottimizzazione, processi valutativi trasparenti e soluzioni possibilmente valide anche nel futuro.

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SOLIEDARIETA SOCIALE Povertà

Benessere psichico

Sicurezza Disoccupazione Aiuto allo sviluppo Reddito Traffico passeggeri

Equità

RESPONSABILITAÀ ECOLOGICA

EFFICIENZA ECONOMICA Innovazione e tecnologia

Biodiversità

Consumo di energie fossili

Traffico merci Consumo di materiali

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Indebitamento pubbllico


Prima del 1962 le preoccupazioni per l’ambiente erano pressoché nulle: il pensiero comune era che il progresso ci avrebbe necessariamente garantito una vita migliore.

Il libro “La primavera silenziosa” (Silent Spring) di Rachel Carson parla per la prima volta del legame fra sviluppo economico e degrado ambientale: nasce il movimento ecologista.

1962

Alla Conferenza ONU sull’Ambiente Umano si parla delle strategie per uno sviluppo socioeconomico equo e rispettoso dell’ambiente.

1972

Viene istituita dall’ONU la Commissione Mondiale su Sviluppo e Ambiente, presieduta dall’allora premier norvegese Gro Harlem Brundtland,

1983

Il Rapporto Brundtland definisce lo Sviluppo Sostenibile fissa dei limiti quantitativi alle emissioni di gas a effetto serra per i paesi industrializzati.

1987

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EVOLUZIONE DEL CONCETTO


A Rio de Janeiro si tiene la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo: 178 paesi si impegnano a stabilizzare le emissioni di gas a effetto serra e ad aiutare i paesi del Sud del mondo a svilupparsi nel rispetto dell’ambiente. Si discute di biodiversità, di cambiamenti climatici, di foreste e di desertificazione. Dalla Conferenza di Rio de Janeiro scaturisce il programma d’azione Agenda 21 (una sorta di manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta da qui al 21° secolo)

1997

Si tiene la conferenza sull’effetto serra di Kyoto (Giappone)

2002

Johannesburg (Repubblica sudafricana) ospita il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. Si afferma che la crescita economica non è alla base dello sviluppo e che è necessario valutare i costi sociali ed ambientali delle politiche. Da questo vertice ha origine il DESS - Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile per il periodo 2005-2014.

2005

Entra in vigore il Protocollo di Kyoto:

169 nazioni nel mondo si impegnano a ridurre, per il periodo 2008-2012, il totale delle emissioni di gas serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990, al fine di rimediare ai cambiamenti climatici in atto.

1992

A tal scopo, le azioni sono finalizzate a sostituire le fonti energetiche non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili, ridurre l’uso di combustibili fossili, aumentare l’ efficienza energetica e ridurne i consumi, ridurre la deforestzione. 24


Ad oggi, il concetto di sviluppo sostenibile è ampiamente discusso e più che mai attuale, anche se spesso la conoscenza di questi argomenti da parte della gente comune resta superficiale e il vero problema poco compreso.

Occorre creare nella società una consapevolezza per far sì che questi temi non siano solamente oggetto di dibattito ma soprattutto determinino importanti scelte a livello locale, nazionale e internazionale.

Come dimostra l’esito del Meeting di Copenhagen 2009, la preoccupazione da parte della comunità scientifica è grande ma non riesce a tradursi in provvedimenti politici che siano concreti e coordinati a livello sovranazionale.

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LO SVILUPPO SOSTENIBILE OGGI


Accade quindi che esista un grande divario tra Stato e Stato, come mostrano i risultati dell’Environmental Performance Index (EPI), un indicatore che classifica 163 paesi considerandone il comportamento sotto il profilo ambientale. I punteggi sono assegnati sulla base delle “performance” di ciascuna Nazione riguardo parametri come qualità di acqua e aria, vitalità dell’ecosistema, biodiversità, ecc.

E’ da notare come la forza economica di uno stato non influisca sul suo comportamento ambientale

ENVIRONMENTAL PERFORMANCE INDEX

sebbene sia comunque necessario un livello minimo di benessere per intraprendere un percorso verso lo sviluppo sostenibile. Troviamo imperi economici come gli Stati Uniti al 61° posto, e paesi dall’economia decisamente più modesta come l’ Albania al 23° posto.

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ENVIRONMENTAL PERFORMANCE INDEX (EPI) 2010

1° 2° 3° 5° 7° 18° 20° 23° 61° 121° 155° 163°

Islanda

93,5

Svizzera

89,2

Costa Rica

86,4

Norvegia

81,1

Francia

78,2

Italia

73,1

Giappone

72,5

Albania

71,4

Stati Uniti

63,5

Cina Haiti Sierra Leone

49 39,5

Fonte: www.epi.yale.edu

32,1

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LE TRE DIMENSIONI DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Affinché le società prendano parte a un processo di sviluppo sostenibile è necessario creare una situazione di benessere generale. Per valutare il benessere di una società occorre tener conto di una pluralità di dimensioni, e non solo degli aspetti e delle misure macroeconomiche.

LA DIMENSIONE SOCIALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’Hdi, Human development index (indice di sviluppo umano) è calcolato annualmente da Undp (United Nations development programme) che è l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei programmi di sviluppo. L’indice è stato sviluppato a partire dal 1990 e nel corso degli anni è stato modificato, sebbene non in modo sostanziale.

Attualmente l’Hdi è costituito da una media di quattro indicatori: l’aspettativa di vita, il grado di istruzione degli adulti, le iscrizioni a scuola dei ragazzi e il prodotto interno lordo pro capite.

Come conseguenza di questa necessità di ampliare ad altre dimensioni la caratterizzazione dello sviluppo umano, sono stati sviluppati altri indicatori composti: ad esempio, l’indice che tiene conto delle differenze di sesso, una misura del livello di partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica di un paese, un indice dei progressi tecnologici.

A partire da questi indicatori e considerazioni le Nazioni Unite hanno elaborato nel 2000 i Millennium development goals costruiti su 8 obiettivi, 18 traguardi intermedi e 48 indicatori che vengono osservati e sono soggetti ad un’opera di monitoraggio continuo. 28


Gli otto obiettivi finali, che tutti i 191 stati membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungere per l’anno 2015, sono:

1. Dimezzare la povertà assoluta e la fame nel mondo 2. Assicurare l’istruzione elementare per tutti 3. Promuovere la parità dei sessi 4. Ridurre di 2/3 la mortalità infantile 5. Ridurre di 2/3 la mortalità materna 6. Fermare la diffusione dell’Hiv/Aids 7. Assicurare la sostenibilità ambientale 8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo. L’ultimo obiettivo stabilisce che i paesi sviluppati sostengano i paesi in via di sviluppo fornendo aiuti, opportunità commerciali e cancellando il debito. Questa cooperazione e solidarietà internazionale è fondamentale per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile globale, impossibile finché gli squilibri oggi esistenti restano tali.

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Ben oltre un miliardo di persone non può soddisfare i bisogni fondamentali. Dei quattro miliardi e mezzo di persone che vivono in paesi del sud del mondo circa tre quinti mancano di sistemi fognari. Circa un terzo non ha acqua corrente e non inquinata. Un quarto non abita in case adeguate. Un quinto non ha accesso a un sistema sanitario. Un quinto dei bambini non va a scuola e non riesce a nutrirsi in modo sufficiente. Questo squilibrio, assieme ai problemi demografici, è il maggior ostacolo alla realizzazione dello sviluppo sostenibile. In tutto questo la crescita demografica rappresenta un ostacolo poichè entra in gioco la capacità del pianeta di sostenere un numero crescente di persone. Le stime del numero complessivo delle persone che il pianeta può sostenere sono variate considerevolmente nel tempo. Tuttavia, il 40% delle previsioni cade in un intervallo compreso tra gli 8 e i 16 miliardi, con una tendenza a concentrarsi intorno a 8. Negli ultimi 2 secoli l’incremento della popolazione è stato più rapido che mai, raggiungendo nel 2011 i 7 miliardi.

diffondere i principi di democrazia, partecipazione pubblica, trasparenza, equità legislativa, e affermare e promuovere i diritti fondamentali dell’uomo. 30

Oltre alla diffusione del benessere, fondamentale per intraprendere lo sviluppo sostenibile è l’aspetto istituzionale:


La categoria degli aspetti economici relativi allo sviluppo sostenibile richiede l’analisi di una pluralità di temi. Il denominatore comune è la fortissima disparità tra il nord e il sud del mondo. Essa non è solo economica, ma investe numerose dimensioni: la salute, per esempio, o le opportunità di crescita genericamente intese.

LA DIMENSIONE ECONOMICA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il tema della sostenibilità non può prescindere da questi aspetti non solo per ragioni etiche, ma anche perché una situazione di squilibrio così accentuata fra le regioni del mondo rende meno stabili le prospettive per tutto il pianeta, indipendentemente dal grado di ricchezza o sviluppo.

Ne discende, ovviamente, che l’80% della popolazione sopravvive con il restante 3% del reddito. Il reddito medio pro capite dei paesi industrializzati è di poco superiore a 18.000 dollari. Quello dei paesi più poveri intorno a 200 con un rapporto di 1 a 90. Questa situazione peggiora nel tempo. La distribuzione del reddito è importante non solo nel confronto tra il nord e il sud del mondo, ma anche se si esaminano le differenze all’interno dei singoli paesi. È infatti evidente che una distribuzione diseguale crea disparità di accesso alle possibilità (e quindi insostenibilità) di sviluppo. 31

La situazione attuale è descritta dalla distribuzione del reddito a livello mondiale. La disparità distributiva è enorme: il 20% della popolazione concentrata nei paesi ricchi dispone oggi dell’87% del reddito.


LA DIMENSIONE AMBIENTALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’uso delle risorse ambientali, per essere sostenibile, deve rispettare i vincoli dati dalla capacità di rigenerazione e di assorbimento da parte dell’ambiente naturale. La finalità di fondo è data non dalla necessità di mantenere un equilibrio statico, che di per sé non esiste in natura, ma di salvaguardare e non compromettere i processi dinamici di autorganizzazione dei sistemi bio-ecologici. La dimensione ecologica della sostenibilità si basa su un principio piuttosto semplice:

Vivere bene con quello che l’ecosistema Terra è in grado di dare.

Il terzo aspetto, quello ambientale, presuppone la capacità di preservare nel tempo le tre funzioni dell’ambiente naturale: la funzione di fornitore di risorse, funzione di ricettore di rifiuti e la funzione di fonte diretta di utilità. Per ambiente naturale si intende normalmente l’insieme dei fattori che influenzano gli esseri viventi, spontaneamente regolati dal corso della natura, in contrasto con altri ambienti o “non naturali” in quanto creati dall’uomo. Il termine non è inteso solo come ambiente biologico, ma sottintende un insieme di fattori ambientalistici, politici, sociali e filosofici che implicano la salvaguardia ambientale mediante la riduzione dell’inquinamento, la promozione delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, la salvaguardia delle risorse naturali e degli ecosistemi, la promozione di aree naturali protette.

Ciò presuppone una strategia di sviluppo che tenga conto dei valori ambientali e di una loro eguale distribuzione su scala planetaria. Tale riflessione ha favorito l’elaborazione di nuovi indicatori quali lo spazio ambientale e l’impronta ecologica che consentono di 32


calcolare e di valutare l’impatto delle comunità umane, a livello locale e nazionale, sul sistema naturale globale. Grazie all’utilizzo di questi indicatori che rilevano, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, il livello di utilizzo delle risorse naturali come aria, acqua o suolo è possibile elaborare politiche realmente sostenibili in grado di guidare le attività umane senza mettere a repentaglio i delicati equilibri ecologici del pianeta.

In sintesi, il concetto di Sviluppo Sostenibile prende forma da un principio etico e politico, che implica che le dinamiche economiche e sociali delle moderne economie siano compatibili con il miglioramento delle condizioni di vita e la capacità delle risorse naturali di riprodursi in maniera indefinita.

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EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE: IL DESS

Il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) è stato proclamato per il periodo 2005-2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha affidato all’UNESCO il compito di coordinare e promuovere le attività del Decennio. Finalità del Decennio è quella di sensibilizzare governi e società civili di tutto il mondo verso la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta, valorizzando il ruolo che in tale percorso è rivestito dall’educazione.

La “cultura della sostenibilità” è una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le popolazioni del pianeta, presenti e future

L’educazione in tale contesto va intesa in senso ampio, come istruzione, formazione, informazione e sensibilizzazione.Va dall’educazione scolastica alle campagne informative, dalla formazione professionale alle attività del tempo libero, dai messaggi prodotti dai media a quelli più in generale del mondo artistico e culturale. Ricomprende tutti gli input che provengono dalla società e ne contribuiscono a formare i valori e la cultura.

e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla povertà, i diritti umani, la salute vanno a integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco. La scelta di dedicare un decennio internazionale all’educazione sostenibile trova origine nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg 2002). 34


L’UNESCO, come indicato nel documento guida internazionale, pone l’accento sull’importanza di attivare partenariati a tutti i livelli e chiama alla collaborazione tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, sottolineando in particolare il ruolo delle rappresentanze della società civile, del settore privato, dei media e delle istituzioni deputate alla ricerca.

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L’educazione allo sviluppo sostenibile, in tutti i contesti in cui opera, formali o informali che siano, si caratterizza per i seguenti elementi: INTERDISCIPLINARITÀ

- Lo sviluppo sostenibile deve inserirsi nell’intero programma didattico – non costituisce materia di insegnamento a sé.

ACQUISIZIONE DI VALORI

- Più che trasmettere passivamente nozioni, è importante in via prioritaria puntare a far comprendere i valori che sono alla base dello sviluppo sostenibile;

SVILUPPO DEL PENSIERO CRITICO

- Lo scopo dell’educazione è portare l’individuo a credere in se stesso di fronte ai problemi e alle sfide sempre nuove poste dallo sviluppo sostenibile, e in questo modo fornirgli gli strumenti per ricercare risposte concrete da applicare nella vita quotidiana e professionale;

MOLTEPLICITÀ DI METODOLOGIE

- E’ necessario utilizzare metodologie didattiche stimolanti e innovative, e soprattutto interattive, quali le esperienze pratiche, le attività all’aria aperta, i giochi, e far uso di materiali multi-mediali, artistici…tutti strumenti a supporto di un’educazione che sia davvero di qualità

DECISIONI CONDIVISE

- I discenti devono essere invitati a partecipare attivamente non solo nella pratica, ma anche nella programmazione dell’apprendimento;

IMPORTANZA DEL CONTESTO LOCALE

- Attenzione particolare va riservata alle problematiche locali; ed anche le questioni globali vanno trattate utilizzando il linguaggio più familiare al discente.

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L’educazione allo Sviluppo Sostenibile non è dunque volta a fornire risposte puntuali a problemi specifici, quanto piuttosto a stimolare il pensiero critico, il senso d’incertezza e del limite riferito agli effetti del nostro agire quotidiano, indurre il senso di collettività e responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo.

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Il Gioco Educativo “Non c’è cosa più seria del gioco” Donald Winnicott


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IL GIOCO EDUCATIVO

COS’È

La creatività, la ricchezza aggiuntiva che mettiamo in qualsiasi lavoro facciamo, nasce dal gioco, dalla nostra capacità di tornare e continuare ad essere quelle persone che eravamo nell’infanzia.

Donald Winnicott, psicoanalista inglese, attribuisce al gioco e alle situazioni ludiche una grandissima importanza, e ritiene che esse costituiscano un ambito d’azione fondamentale per chi si occupa di crescita e di apprendimento degli adulti. Per capire quali possano essere gli ambiti nei quali possa muoversi un progettista di contesti formativi per adulti fondati sul gioco, dobbiamo prima di tutto cercare di intendere cosa sia il gioco. La sua definizione é un problema che investe i rapporti fra realtà e fantasia, fra realtà e sogni, fra serietà e divertimento. E’ un concetto fortemente umano, difficile da definire eppure presente in tutte le culture del pianeta; é la prima cosa che impariamo a fare, ed é al tempo stesso un potente mezzo per apprendere. Chiunque volesse progettare ambienti formativi fondati sul gioco e rivolti agli adulti, dovrebbe vivere la situazione con l’innocenza di un bambino. Che gioca al di fuori di ogni situazione di lucro, senza chiedersi perché il gioco sia piacevole, e limitandosi invece a provare piacere. L’adulto, nel progettare giochi, dovrebbe divertirsi. I giochi nascono o da cultura popolare o da inventori (purtroppo non sempre identificabili) e seppure il loro scopo sia di fornire intrattenimento e divertimento, spesso riescono a raggiungere anche notevoli risultati educativi. Nella prima età con i giochi basati su forme, lettere e colori, nei periodi successivi con l’esercizio della 40


memoria (es. giochi con le carte e di quiz), con l’invito al ragionamento (es. scacchi, giochi di strategia) e l’apprendimento di alcune realtà (es. programmi di simulazione). Ma non dimentichiamo anche un elemento base del gioco quale la fortuna, il caso, come in molti giochi d’azzardo o di percorso. Alcuni giochi possono coinvolgere un solo giocatore ma, nella maggior parte dei casi, essi prevedono una competizione tra due o più. La Ludologia, o studio dei giochi, può coinvolgere spesso molti campi tecnici, inclusi psicologia, sociologia, calcolo delle probabilità, statistica, economia. Nel corso dell’intera storia umana l’attività ludica ha sempre rivestito un enorme importanza. Esiste una grandissima varietà di giochi ed i ludologi (coloro che li studiano) riconoscono a grandi linee tipologie base quali giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di strategia, wargame, giochi di logica, giochi matematici, videogiochi, ecc.

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TIPOLOGIE


Il gioco è e resta una “tecnica”, uno strumento, ma è importante coglierne tutto il valore educativo. Il gioco rappresenta un’esperienza altamente formativa, capace di coinvolgere tutte le dimensioni della persona: motoria, cognitiva, affettiva, relazionale, sociale e talvolta anche spirituale. Il gioco è una cosa seria, dicono gli studiosi, nel senso che è un importante campo d’esperienza che aiuta a crescere e ad affrontare la vita non come semplici osservatori, con diversi ruoli possibili, ma sempre da protagonisti.

Il gioco permette di scoprire e sviluppare capacità ed abilità motorie, di costruire rapporti significativi con gli altri, di creare o rinforzare legami di amicizia, di adattarsi a situazioni e regole, di realizzare processi cognitivi attraverso la scelta personale e collettiva di tattiche e strategie.

I SERIOUS GAMES

Il gioco lascia ampio spazio alle emozioni, pur nella razionalità delle regole, proposte o autoimposte, ma da rispettare, delle tattiche da adottare, delle strategie da mettere in atto per raggiungere al meglio gli obiettivi e le sfide proposte. Attraverso il gioco le emozioni, se ben gestite, possono diventare il motore che porta al raggiungimento degli obiettivi e al superamento delle difficoltà. Il ragazzo, giocando, è messo nelle condizioni di poter riconoscere ed accettare le capacità ereditate, le abilità acquisite e i propri limiti. 42


I Serious Games sono simulazioni ludiche interattive di situazioni verosimili in cui il giocatore svolge un ruolo primariamente attivo. Quanto più gli scenari simulati sono simili alla realtà, tanto più la fruizione dei Serious Games acquista valore in quanto gli esiti dell’apprendimento possono essere facilmente trasferiti in diversi contesti della vita quotidiana e lavorativa.

Le informazioni e le sensazioni sperimentate con i Serious Games restano fortemente impresse, permettendo ai giocatori di affinare la loro percezione, attenzione e memoria, quindi facilitando cambiamenti comportamentali attraverso il cosiddetto “learning-by-doing”.

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I Serious Games diventano cosĂŹ strumenti utili per:

- Formazione professionale - Campagne di sensibilizzazione ed educazione - Marketing - AttivitĂ di promozione - Campagne a scopo sociale.

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Mescolando l’interazione ed il coinvolgimento di giochi con obiettivi che vanno oltre il semplice intrattenimento, i Serious Games vengono utilizzati con successo per educare, allenarsi, formare ed informare in un modo incisivo ed efficace. I Serious Games, trasversali rispetto a diversi settori, sono stati sperimentati e positivamente valutati anche nel settore educativo, di trasmissione dell’eredità culturale e della comunicazione, dal momento che possono essere potenzialmente utilizzati per il raggiungimento dei più svariati obiettivi.

Interiorizzare qualcosa che si è fatto di persona, quindi attivamente, risulta molto più semplice rispetto all’apprendimento di contenuti veicolati durante lezioni frontali, apprendimento cosiddetto passivo.

Rendendo la simulazione molto vicina alla realtà si riduce la paura del nuovo aumentando la fiducia dell’utente nel mettersi in gioco e si aumenta l’esperienza pratica. L’elemento ludico aumenta il coinvolgimento e permette di agire più spontaneamente, senza sentirsi giudicati. La possibilità di ripetere l’esercizio innumerevoli volte permette di giungere alla totale padronanza della dinamica “esplorata” aumentando la serenità con la quale si utilizza lo strumento e con la quale si affronterà la situazione reale.

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I GIOCHI DA TAVOLO

I giochi da tavolo rappresentano un fenomeno piuttosto diffuso nei paesi occidentali come momento di aggregazione, sebbene la loro importanza nella vita sociale dipenda anche dalle tradizioni nazionali. In Germania e nei paesi di lingua tedesca, per esempio, la cultura del gioco da tavolo è molto più diffusa che in Italia. Non a caso proprio la Germania ospita il premio Spiel des Jahres (Gioco dell’Anno), che è il più importante del mondo. Questo genere di giochi ha una notevole importanza come intrattenimento per la famiglia, specialmente per quei giochi che si prestano a essere giocati a tutte le età; ma non mancano giochi da tavolo le cui regole possono risultare troppo complicate persino per molti adulti, o che richiedono un ragionamento molto attento e approfondito.

CENNI STORICI

I giochi da tavolo hanno una lunga storia e sono stati giocati nella maggior parte delle culture e delle società; alcuni (come i mancala) apparvero in tempi antichissimo, forse addirittura prima della scrittura. Numerosi siti archeologici, artefatti e documenti forniscono importanti indizi circa la storia dei giochi da tavolo.

I GIOCHI DA TAVOLO OGGI

I giochi da tavolo e i giochi in scatola iniziarono a diffondersi nel ventesimo secolo, in seguito alla nascita di un ceto medio che aveva a disposizione denaro da spendere e tempo libero. La popolarità del gioco da tavolo crebbe ancora di più dopo la Seconda Guerra Mondiale, epoca in cui vennero inventati molti dei giochi che oggi sono considerati classici del genere. L’avvento della tecnologia informatica ha portato i videogiochi, che certamente hanno sottratto ai giochi da tavolo parte dell’attenzione di cui godevano in precedenza; in particolare, sta rapidamente declinando la categoria dei giochi da tavolo con regole molto complesse, che si prestano evidentemente a essere applicate dal calcolatore in modo più veloce, rapido e affidabile. 46


Tuttavia, i videogiochi non svolgono a oggi molti dei ruoli chiave del gioco da tavolo (in particolare l’aggregazione e l’intrattenimento familiare), per cui è improbabile che possano soppiantarli del tutto.

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Dr. Bahar Cat-Krause, esperta in Carbon Footprint e Ciclo di vita dei prodotti

GIOCARE SOSTENIBILE

I giocattoli dovrebbero essere divertenti, sviluppare la creatività e non avere effetti negativi né sulla salute né sulla sicurezza. Ma i giocattoli sostenibili devono fare molto di più.

La Spielwarenmesse International Toy Fair Nürnberg (Fiera del giocattolo di Norimberga) è la più grande fiera al mondo dedicata interamente a giochi e giocattoli.  La Global Toy Conference si tiene ogni anno nell’ultimo giorno della fiera e affronta argomenti che riguardano il futuro del settore e del mercato, per es. temi come la sostenibilità ambientale, la sicurezza dei giocattoli, il marketing online e le strategie di vendita su Internet. Per l’edizione 2011 il tema della Fiera del giocattolo di Norimberga è stato la sostenibilità, con l’iniziativa “Toys go green”, che ha realizzato un approfondito studio sul mercato dei giocattoli sostenibili e sulla loro percezione da parte di acquirenti e rivenditori. L’idea di cosa rende sostenibile un giocattolo varia tanto quanto i prodotti stessi. Perciò, il 54 % dei consumatori associa materiali riciclabili e processi di manifattura ecologica alla sostenibilità, il 44 % la longevità del prodotto, e per il 21 % l’aspetto educativo è la caratteristica più importante.

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Longevita del prodotto

Materiali naturali Salute

Apprendimento

Eque condizioni lavorative

Produzione ecologica Valore educativo Affidabilita sociale Qualita

Sicurezza

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L’aspetto della sostenibilità è diventato un importante criterio di acquisto nel mondo dei giochi, preceduto solamente dalla qualità del prodotto e dal concept di gioco.

La maggior parte dei consumatori associa all’idea di giocattolo sostenibile soprattutto i materiali del prodotto: per l’89% degli intervistati, il legno è il materiale associato alla sostenibilità, seguito da un 22% di intervistati che associa la sostenibilità alla tela e al cotone. Il 13 % associa carta e cartone e plastiche riciclabili.

Certificazioni, prezzo e brand sono, secondo questo studio, aspetti meno considerati. La più importante fonte di informazione riguardo ai giochi sostenibili è il passaparola di conoscenti e amici, che convince di più di ogni operazione di marketing. (tabella) Un aspetto molto importante per il mercato dei giocattoli sostenibile è che i consumatori sono disposti a pagare almeno il 10% in più rispetto ai giocattoli tradizionali, in particolare chi è rimasto soddisfatto da un precedente acquisto di questo tipo.

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COSA ASSOCIANO I CONSUMATORI AL GIOCO SOSTENIBILE? Materiale del gioco

4.50

Studio promosso da Spielwarenmesse eG

Produzione sostenibile

4.26 Confezione riciclabile

4.02 Condizioni di lavoro

3.98

Certificazioni di qualità

3.87

Sostenibilità come concept gioco

3.80

Paese di origine/provenienza

0

1

2

3.58 3

4

5

51

0 - poca importanza 5 - massima importanza


Non esiste ancora un marchio che contraddistingua i giocattoli ecologici, ma ci sono segni che aiutano il consumatore a riconoscere quali giochi possano essere considerati migliori dal punto di vista della sostenibilità. Ad esempio, i marchi FSC o PEFC su un prodotto di legno o carta indica che le materie prime provengono da foreste a gestione locale e responsabile. Nella produzione tessile, certificazioni sugli inquinanti come Toxproof e Öko-Tex Standard 100 definiscono rigidi limiti all’uso di sostanze dannose.

La grande sfida per questo settore è ora di intraprendere una progettazione di giocattoli che sia sostenibile in tutto il suo processo “dalla culla alla tomba”, e rendere misurabile e certificabile questo impegno.

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SOSTENIBILITÀ NELLA PRODUZIONE


La società americana GreenToys è un’interessante esempio di produzione di giocattoli nell’ottica della sostenibilità: si tratta di eco-giocattoli interamente realizzati in plastica riciclata, proveniente da ex contenitori per il latte. Il materiale plastico usato è l’HDPE (polietilene ad alta densità), materiale impiegato per numerose applicazioni grazie alla sua facile lavorabilità. L’HDPE è uno dei polimeri più facilmente riciclabili e maggiormente presente tra le plastiche recuperate postconsumo attraverso la raccolta differenziata urbana. Anche la scelta del packaging è ecologica: tutte le confezioni sono in cartone riciclato, con il minimo utilizzo di materiale possibile, e i colori adoperati per le stampe hanno un bassissimo impatto ambientale.

Scegliere eco-giocattoli rappresenta un modo intelligente per sensibilizzare gli adulti ed avvicinare i più piccoli alle tematiche del riciclo e del riutilizzo dei materiali.

L’ ESEMPIO DI GREENTOYS

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SOSTENIBILITÀ COME CONCEPT DI GIOCO

Vi sono giochi che, in aggiunta all’esser prodotti in modo sostenibile, fanno dell’educazione alla Sostenibilità il loro scopo principale. Questo, ovviamente, avviene a diversi gradi di complessità in relazione all’età a cui si rivolge il prodotto: Atko è un semplice e originale sistema di riciclo di bottiglie di plastica che vengono usate come perni per fissare cartone e dar vita a fantasiose creazioni. I bambini più piccoli possono così trarre l’insegnamento del riuso e del riutilizzo a vantaggio della creatività. Altri giochi, come la eco-casetta delle bambole, con tanto di pannelli solari e pala eolica, possono essere adatti a una fascia di età più ampia, e ai più grandi verrà spiegato con più dettagli il perché di questi elementi. Kit da “piccolo scienziato” invece possono essere molto efficaci a mostrare dal vero che cosa accade in natura.

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I videogiochi si rivolgono perlopiù a ragazzi della scuola media. In EcoWarriors c’è la volontà di avvicinarsi alla loro subcultura: i paladini dell’ambiente sembrano uscire da un cartone animato di avventure spaziali. Altro gioco online, sviluppato da National Geografic, è Plan It Green, un gioco per diventare eco-sindaci di una città virtuale. Infine, anche la tipologia del gioco da tavolo ha visto nascerne di nuovi, proprio sul tema della sostenibilità. Carbonopoly è un gioco svedese con il quale si familiarizza con il mercato delle emissioni, le energie alternative, i cambiamenti climatici e gli investimenti in ambito ambientale. Occorre fare “sistema”, o almeno “gioco di squadra”, muovendosi tra economia ed ecologia, tra business e creatività, facendo in modo che l’unione di questi due mondi crei opportunità e porti risultati positivi. La funzione principale di Carbonopoly è quello di servire da strumento didattico per le scuole, pur senza escludere la possibilità di farlo diventare anche un passatempo domestico.

Il gioco da tavolo è sicuramente la tipologia meno legata a un’età predefinita, ma si presta particolarmente, anzi, a un gruppo anche molto eterogeneo. 55


Le responsabilità degli impatti ambientali e sociali di un gioco di società sono divisi tra i differenti attori che intervengono sul ciclo di vita del prodotto. Ciascuno può contribuire a limitarli.

I produttori hanno possibilità di azione nella scelta dei materiali, dei processi e delle modalità di trasporto.

COME AGIRE IN QUALITÀ DI PRODUTTORI?

AGIRE NELLA SCELTA DEI PRODOTTI: - Utilizzo di risorse rinnovabili - Utilizzo di prodotti non tossici - Utilizzo di materie riconosciute come meno inquinanti - Ecolabels - Buona gestione forestale (carta, cartone, legno) PEFC, FSC - Agricoltura biologica per gli elementi come ad esempio il tessile - Commercio equosolidale AGIRE ALLA PRODUZIONE: - Economizzare energia, acqua e altre risorse - Trasporti alternativi - Buona gestione e trattamento di scarti e rifiuti 56

COME MIGLIORARE IL BILANCIO AMBIENTALE E SOCIALE IN UN GIOCO?


COME AGIRE IN QUANTO CONSUMATORE?

AGIRE ALL’ACQUISTO: - Adottando uno sguardo critico, il consumatore può significativamente ridurre il bilancio ambientale dei suoi acquisti - Il packaging è un buon criterio di acquisto - Scegliere giochi fabbricati localmente permette di limitare i trasporti e permette di mantenere gli impieghi locali - Scegliere giochi che non contengono o contengono molto poco materie plastiche - Scegliere giochi senza pile

AGIRE ALLA FINE DELLA VITA DEL PRODOTTO: Prima di gettar via un gioco, considerare di donarlo ad associazioni o scuole. Se non è possibile donarlo, separare i componenti e riciclare quanto possibile.

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This Earth is not a Game Non è solo un gioco, perchè questa Terra non è un gioco


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Concept

un paradosso per esprimere, da un lato, l’assurdità della nostra inconsapevolezza nei confronti di qualcosa di così importante, dall’altro per creare un senso di responsabilità.

La nostra Terra non è un gioco, e non possiamo continuare a far finta che la sua sopravvivenza non dipenda da noi. Da questo assunto è nata l’idea di negare l’idea di gioco nel nome stesso del gioco:

This Earth is not a game è quindi il nome che abbiamo scelto, e questo approccio “per negazione” ritorna nel concept del nostro gioco, che si forma innanzi tutto dichiarando “cosa non è”.

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This Earth is not a game: Non è un videogioco. Questo tema è troppo importante per chiudersi in una stanza di fronte a uno schermo.

Non è un gioco individuale.

Crediamo al valore del gioco di gruppo, al potenziale di aggregazione del gioco da tavola, alla condivisione diretta e immediata delle proprie esperienze, a un uso condiviso delle tecnologie.

Non è solo un gioco da tavolo.

La partita è un pretesto per iniziare, passo dopo passo, un proprio percorso verso lo Sviluppo Sostenibile. La partita non finisce quando si chiude la scatola ma prosegue in ogni tuo gesto quotidiano.

Non è un gioco di ruolo.

Crediamo che non si possa giocare a immedesimarsi in qualcun altro se la posta in gioco siamo noi e il nostro futuro. Crediamo che la Terra possa guarire se noi tutti ce ne prendiamo cura.

Non è un gioco per soli bambini.

Crediamo che tutti, dai più ai meno giovani, debbano partecipare, offrendo il loro apporto di idee per trovare soluzioni concrete di sviluppo sostenibile.

Non è un gioco, perché questa Terra non è un gioco. 61


Progettare un gioco per “creare attenzione, educare senza annoiare, modificare gli stili di vita e i comportamenti errati.” Cosa, a nostro avviso, può assolvere a tali compiti? La nostra risposta è stata:

l’interazione tra le persone, l’emulazione, il riconoscersi parte di un gruppo che si adopera per un cambiamento, ed essere parte del cambiamento stesso.

PERCHE’ UN GIOCO DA TAVOLO?

Ecco perchè, valutando quale modalità di gioco potesse essere più consona per creare queste premesse, abbiamo scelto di rivalutare e rivisitare il gioco da tavolo, che costituisce però solo una sorta di “punto di partenza”: il percorso che intendiamo suggerire prende spunto dalla partita per poi continuare nella vita di tutti i giorni. In che modo ?

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Il gioco da tavolo crea aggregazione, insegna in modo latente, diverte per le dinamiche che si creano; ma se resta un gioco, una partita con una sua durata, fallisce l’obiettivo di modificare i comportamenti. Occorre andare al di là del gioco fisico.

sensibilizzazione

community online

gioco fisico

evento reale

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NON SOLO UN GIOCO DA TAVOLO

La dimensione virtuale sta diventando sempre più importante nella nostra quotidianità e progettare un gioco nel 2011 non può prescindere da questa considerazione. Se abbiamo detto di voler creare interazione tra le persone e creare un gruppo, questo può crearsi anche su un piano virtuale. Il web è uno strumento dalle potenzialità enormi, sia per la possibilità di reperire informazioni e quindi sensibilizzarsi, sia per mettere in relazione persone che hanno gli stessi interessi e progetti, annullando i confini fisici. Quando si tratta di problemi del mondo intero, è fondamentale pensare a strumenti che possano agire sia a livello locale che globale. Vogliamo che il nostro gioco non finisca al termine della partita, ma stimoli una volontà di ricerca e sensibilizzazione al problema che può trovare risposta sul web; grazie agli strumenti del Web 2.0 ci si troverà ad interagire con altre persone, vicine e lontane, ad arricchirsi reciprocamente. Vogliamo però che questa community che si viene a creare non resti fine a se stessa in una dimensione virtuale, ma che sia finalizzata all’organizzazione di un evento reale: si torna così all’interazione tra persone, senza mediazioni, che riteniamo essere il più grande stimolo al cambiamento. Durante l’evento-gioco di piazza si creeranno quindi nuovi legami e nuovi gruppi di gioco.

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This Earth is not a game non è quindi solo un gioco da tavolo, ma anche una piattaforma online, una community, un evento.


Si viene a creare quindi un continuo passaggio tra le dimensioni online e offline, virtuale e fisico, un passaggio che è diventato ormai caratteristico della nostra quotidianità. Inoltre, nelle prime fasi (gioco da tavolo e sensibilizzazione online) l’interazione avviene in un gruppo ristretto (amici, familiari), mentre in seguito ci si trova parte di un gruppo decisamente più ampio.

sensibilizzazione

community online

gioco fisico

evento reale

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Il futuro della Terra è nelle mani delle prossime generazioni: è naturale, quindi, dare più importanza alla sensibilizzazione di bambini e ragazzi. Al tempo stesso però la questione è talmente urgente che non si può posporre a un futuro anche se prossimo: ha un grande peso anche l’azione di tutti noi, dai giovani ai meno giovani, che viviamo oggi.

Abbiamo pensato quindi a un target “allargato”, che si concentri sì su quelli che saranno gli adulti di domani ma che al tempo stesso possa insegnare anche agli adulti di oggi.

TARGET

Del resto, il gioco da tavolo ben si presta a riunire gruppi anche molto eterogenei per età, e può servire in questo senso a creare uno scambio di esperienze e dialogo. Il focus del target consiste nei ragazzi della scuola media, e a questi si rivolgono le scelte grafiche che abbiamo effettuato.

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La veste grafica del gioco vuole rispecchiare la varietà del target, non chiudendosi in un’impostazione esclusivamente giocosa e infantile ma mantenendo uno schema serio che non ponga al centro il solo aspetto ludico, ma ne sottolinei anche il profilo educativo e maturo.

I ragazzi oggi vogliono che gli si parli come agli adulti, vogliono superare la propria infanzia, abbiamo così ritenuto che una grafica più “scherzosa” fosse quasi controproducente. La serietà emanata dall’immagine coordinata è coerente con il claim/titolo This Earth is not a game: negare il gioco è un paradosso che può esprimere come invece possa essere possibile cambiare le cose a partire da un semplice gioco.

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IMMAGINE COORDINATA


LOGO

PALETTE COLORI

C M Y K 78 77 51 58

C M Y K 0 0 0 0

> 2cm VARIAZIONI

b&w

colori invertiti 68

FONT: BIGMOUTH

ABCDEFGHILMN abcdefghilmnop !?@“” 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12


Declinazione del logo e sue applicazioni

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L’ ANTARTIDE

L’ Antartide è un’ immagine ricorrente che compare in molti degli elementi del progetto. La tematica generale si incentra sullo Sviluppo Sostenibile e su come questo possa contribuire al mantenimento dello stato di salute della Terra. L’ Antartide è stato scelto come simbolo proprio di questo stato di salute. Assieme ai suoi ghiacci costituisce il 68% della riserva idrica del nostro pianeta e svolge un importante ruolo nell’equilibrio ambientale.

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Dal 1959 lo status politico dell’Antartide è regolato dal Trattato Antartico, firmato a da 46 Paesi. Il trattato vieta le attività militari e minerarie, sostiene la ricerca scientifica e protegge le ecozone del continente.


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UN PROGETTO CHE RISPETTA L’ AMBIENTE

Grafica Kc ha analizzato con attenzione tutti gli “anelli deboli inquinanti” della catena di stampa, provvedendo quindi a ridurre o eliminare le potenziali cause di inquinamento e di impatto ambientale.

La “strategia ecologica” di Grafica Kc implica una particolare attenzione alle materie prime utilizzate: energia rinnovabile, eliminazione dello sviluppo chimico, inchiostri a base vegetale, carte ecologiche, autoveicoli a metano e molto altro ancora. 72

KC La prima tipografia ecologica in Liguria


“

“

Tutte le iniziative volte al bene ambientale è giusto che siano sottoposte ai controlli degli enti preposti; le certificazioni sono uno stimolo a migliorare e una garanzia per i clienti.

Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

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IL CONTENUTO DELLA SCATOLA

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TABELLONE

30 CARTE PROGETTO

10 CARTE JOLLY

“COME SI GIOCA”

300 CARTE CATEGORIA

500 STEP

“CHE COS’E’ LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN 5 STEP”

100 CARTE SPECIALI

6 PEDINE

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ll tabellone, 50x50 cm, è strutturato secondo una divisione in 6 categorie che riassumono determinati aspetti del problema ambientale; ci siamo focalizzati sulla componenete ambientale senza dimenticare le altre dimensioni (sociale ed economica) dello sviluppo sostenibile, inserendo queste ultime tematiche come oggetto di alcune domande, sia relative a particolari categorie che nelle carte speciali. La complessa problematica ambientale è stata per semplicità sezionata in 6 diverse categorie, ognuna rappresentata visivamente da scelte grafiche evocative (colore, immagine, simbolo) che la rendono riconoscibile sul tabellone e sulle relative carte.

La struttura del tabellone è stata pensata in modo da mettere in evidenza come tutti gli aspetti delle problematiche ambientali siano necessariamente in correlazione e vadano ad interagire gli uni con gli altri.

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IL TABELLONE


Ognuna delle sei categorie, Cambiamenti Climatici, Trasporti, Energie, Acqua & Aria, Biodiversità, Rifiuti, ha una casella grande iniziale (quella con il simbolo corrispondente) alla quale sono collegate molte altre caselle più piccole, di diverse dimensioni e tonalità del colore di categoria. Queste a loro volta sono collegate tra loro e/o a caselle di altri colori: si crea quindi un reticolo di linee bianche che stabilisce i percorsi possibili, nel quale solo una casellina per ogni categoria è connessa con il centro. La grande casella centrale, fulcro visivo e strategico del gioco, è quella che permette di accedere alle carte speciali, che fanno guadagnare step più velocemente (con il rischio però di perderne altrettanti).

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Trovandosi invece su una qualunque casella, si deve rispondere a una domanda della categoria corrispondente al colore della casella stessa. Quelle più piccole (escludendo quindi le sei caselle grandi iniziali di categoria) possono essere occupate da un solo giocatore alla volta. Quindi, chi gioca successivamente sarà obbligato a rivedere i propri spostamenti e talvolta sarà “rallentato” nel suo percorso dal fatto che un altro non abbia saputo rispondere correttamente a una domanda.

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La non consapevolezza e la disinformazione rallentano il raggiungimento del progetto sostenibile.


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CARTE PROGETTO

I progetti proposti sono molto vari: possono essere incentrati su uno o più aspetti della sostenibilità ambientale, ma anche focalizzarsi sulla componente sociale o economica dello sviluppo sostenibile.

Lo scopo del gioco This Earth is not a game è sempre diverso: ogni partita comincia pescando una carta progetto, che da indicazioni sull’obiettivo da realizzare e su come realizzarlo. Nel kit di gioco sono previste 50 carte progetto 8x10 cm, ma una sezione dedicata sul sito ne proporrà altre, per rendere il gioco sempre attualizzabile.

Possono essere azioni individuali o collettive, a livello locale o su una scala più ampia; possono essere progetti “costosi” dal punto di vista monetario oppure che richiedono solo uno sforzo organizzativo. 80


E’ così che ogni progetto ha un suo costo, espresso in Step, che non è però in relazione con quello che potrebbe essere un suo costo economico, ma all’ impegno necessario per fare un passo avanti verso lo Sviluppo Sostenibile. I progetti prendono spunto da quelle che potrebbero essere persone comuni con problemi reali: la carta introduce un personaggio nel quale immedesimarsi per realizzare il progetto. Dalla casalinga, alla mamma impiegata, all’assessore di una città, vediamo come chiunque può nella vita reale realizzare progetti per lo sviluppo sostenibile che oltre ad aiutare l’ambiente producono sempre vantaggi concreti. Ogni progetto è suddiviso in 4 traguardi intermedi, ognuno con un numero di Step necessari, che riassumono i passi da intraprendere per realizzare lo scopo: la sensibilizzazione dei soggetti interessati, gli aspetti economici, la messa in opera del progetto, e i vantaggi che subito si prospettano.

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Il “costo” complessivo del progetto è la somma degli step necessari per i traguardi parziali, che possono essere di volta in volta più o meno ingenti gli uni rispetto agli altri (ad esempio, un progetto può comportare uno sforzo maggiore nella messa in opera e un impegno economico quasi nullo). L’ultimo traguardo parziale, che corrisponde ai vantaggi, è generalmente “poco costoso” in termini di Step: ovvero, è molto più impegnativo mettere in atto le fasi preliminari piuttosto che procedere e consolidare l’azione per veder i primi risultati positivi. La Carta Progetto indica (attraverso la simbologia dei pallini colorati) quale ambito o quali ambiti sono coinvolti nel progetto: per iniziare la partita i giocatori devono posizionarsi sulla relativa casella iniziale oppure distribuirsi a piacimento su quelle delle categorie interessate. Così, dirigendosi verso altre aree del tabellone, il gruppo di giocatori affronterà necessariamente un certo numero di domande sulle tematiche importanti per il progetto:

è necessaria infatti una consapevolezza più specifica su determinati temi, senza mai perdere di vista la globalità del problema.

E’ per questo che, nella dinamica di gioco, i giocatori sono obbligati a partire da certe caselle ma stabilscono poi liberamente i propri percorsi, andando a toccare a piacimento diverse aree tematiche.

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Lo scopo del gioco è sempre diverso: ogni partita comincia pescando una carta progetto, che da indicazioni sull’obiettivo da realizzare e su come realizzarlo. Ogni progetto è suddiviso in 4 traguardi intermedi, che riassumono i passi da intraprendere per realizzare lo scopo.

Sensibilizzazione Aspetti economici Messa in opera Vantaggi

Step necessari per la realizzazione

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CARTE CATEGORIA

Ogni categora ha un relativo mazzo di carte: queste corrispondono alle domande a cui ogni giocatore deve rispondere quando si trova su una qualunque casella del tabellone. La domanda viene posta da un altro giocatore, poiché nella carta vi sono le diverse risposte possibili ed è indicata quella corretta. Rispondendo correttamente, si ottengono 5 Step e si avanza dove si vuole, seguendo le linee guida. Le carte, 8x8 cm, sono divise in sei mazzi di diverso colore a seconda della categoria, il titolo della quale è indicato sul retro per maggiore chiarezza. Anche il fronte, dove si trova effettivamente la domanda, è dello stesso colore specifico della categoria. La domanda è sempre in relazione all’area tematica nella quale si trova. Nel fronte della carta, oltre alla domanda e alle risposte possibili, si trovano un piccolo approfondimento/curiosità, un link di riferimento, e uno o più pallini colorati: questi stanno ad indicare quali altri ambiti sono implicati in quella particolare domanda.

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Questo sta a dimostrare come le problematiche non siano mai facilmente e semplicisticamente circoscrivibili a un solo ambito, ma come tutto sia correlato e occorra sempre avere una visione globale.


A livello di dinamiche di gioco, questi pallini servono a scegliere verso quale categoria dirigersi (scelta che va dichiarata agli altri giocatori) ogni volta che si comincia un turno. FinchĂŠ si risponde correttamente si procede quindi verso il colore scelto (spesso passando dal centro) senza piĂš considerare le indicazioni di colore delle carte che di volta in volta si pescano. Quando si sbaglia si resta fermi sulla casella e, al turno successivo, si sceglierĂ nuovamente verso quale colore spostarsi.

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Le domande sono di diverso tipo: alcune sono piĂš “nozionisticheâ€? ma si concentrano su informazioni forti e d’impatto, non sono nozioni fini a se stesse e al gioco; altre, si focalizzano particolarmente sui comportamenti quotidiani e comuni, per stimolare una riflessione su se stessi e su come si possono cambiare e/o migliorare le proprie abitudini.

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Le carte sono divise in 6 mazzi di diverso colore a seconda della categoria. Rispondendo correttamente, si ottengono 5 Step e si avanza dove si vuole, seguendo le linee guida.

Domanda

Risposta Ambiti di riferimento Breve motivzione alla risposta Eventuale link al sito di riferimento

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Le Carte Speciali, di forma rotonda con diametro 7 cm e che presentano sul fronte il logo This Earth is not a game, vengono pescate quando si passa dalla casella centrale del tabellone. Queste sono le carte che danno la possibilità di ottenere più Step in una volta se si risponde correttamente o si pesca un Jolly positivo, ma al tempo stesso di perderne altrettanti se si sbaglia risposta o se si incorre in un Jolly negativo.

Le Domande Speciali sono generalmente più difficili delle comuni domande di categoria, o comunque si focalizzano sempre su aspetti di particolare importanza per comprendere lo sviluppo sostenibile.

DOMANDE SPECIALI

Aspetti, questi, non circoscrivibili a una particolare categoria ma di carattere generale sul tema della sostenibilità. A seconda del grado di difficoltà, sulla carta sono indicati quanti Step si vincono o si perdono: da un minimo di 10 Step a un massimo di 50.

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Con le Carte Speciali Jolly, che invece non presentano alcuna domanda, si può vincere un bonus “Progresso Sostenibile” da 100 Step oppure perderne altrettanti se si incorre nella carta “Disastro Ecologico”. Le Carte Jolly introducono un aspetto aleatorio nel gioco: mentre nelle Carte Domanda Speciale il guadagnare o perdere Step è conseguenza di una risposta corretta o errata da parte del giocatore, i Jolly determinano un bonus o un malus assolutamente casuale.

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La carta Progresso Sostenibile quindi significa che, grazie all’azione, la sensibilizzazione e la consapevolezza di tutti, il Paese ha intrapreso un percorso di sviluppo sostenibile.

La carta Disastro Ecologico, invece, sta a significare che che la collettività non è stata in grado di coinvolgere e convincere le autorità, gli sforzi per affermare lo Sviluppo Sostenibile non sono stati abbastanza, e di conseguenza è stato messo in atto un provvedimento altamente pericoloso dal punto di vista ecologico.

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Vengono pescate quando si passa dalla casella centrale del tabellone e danno la possibilità di ottenere più Step in una volta. Si focalizzano sempre su aspetti di particolare importanza per comprendere lo Sviluppo Sostenibile.

“DESS” SIGNIFICA… Decennio dell'Educazione allo Sviluppo Sostenibile * Decennio Europeo dello Sviluppo Sociale

Domanda Risposta

Decennio dell’Equità Sociale e Sostenibile

Tipologia di Step da prendere, in relazone alla risposta * pag 10

Pagina di riferimento sul libricino

91


“

Non vogliono quantificare a livello economico ma significare l’impegno necessario per fare un passo avanti verso lo Sviluppo Sostenibile.

“

GLI STEP

Ad elementi che rimandano a comportamenti reali sostenibili e responsabili (come la borsa riutilizzabile, la raccolta differenziata, la bicicletta, il pannello fotovoltaico) corrispondono altrettanti elementi che simboleggiano comportamenti non corretti dal punto di vista della sostenibilitĂ (la bottiglietta di plastica, i rifiuti indifferenziati, la benzina e il barile di petrolio).

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I “tagliâ€? da 10, 20, 30, 50 e 100 Step, di diametro 3cm, sono rappresentati graficamente da una serie di simboli positivi e una corrispondente serie per quelli negativi. Discorso a parte per i tagli da +100 e -100 Step: la pala eolica (per il bonus Progresso Sostenibile) e la centrale nucleare (per il malus Disastro Ecologico) simboleggiano qualcosa che non dipende in modo diretto dalla volontĂ individuale ma da scelte a livello nazionale o sovranazionale. Per questo motivo sono carte che vengono introdotte nel gioco in modo casuale e non in seguito a una domanda. Al contrario, con le domande speciali il vincere o perdere step dipende dalla risposta del giocatore, cosĂŹ come nella vita reale dipende da ognuno di noi, ad esempio, usare contenitori riutilizzabili, sprecare plastica, e via dicendo.

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LE PEDINE

Il rispetto dell’ambiente e il riutilizzo delle risorse sono temi centrali del gioco e anche le pedine rispecchiano ovviamente questi principi. Non sono infatti prodotte appositamente ma vengono utilizzati piccoli oggetti, naturali o artificiali, che prima svolgevano altre funzioni e che sono ora parte integrante del gioco. Nella scatola sono presenti 6 di questi oggetti ma i giocatori possono ogni volta sia necessario sostituirli o rimpiazzarli, magari in caso di smarrimento o di rottura.

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“CHE COS’E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN 5 STEP”

Uno degli obiettivi che This Earth is not a game si pone è quello di sensibilizzare e informare i giocatori su quelle che sono le tematiche riguardanti lo Sviluppo Sostenibile. Per questo viene fornito anche un pratico libricino tascabile che racchiude “in 5 step”, ovvero in 5 capitoli chiave i punti fondamentali e le nozioni base che ognuno di noi dovrebbe conoscere per contribuire allo Sviluppo Sostenibile. All’ interno sono presenti numerosi link a siti di riferimento per approfondire di spunti che vengono proposti. 95


COME SI GIOCA

Le dinamiche del gioco sono spiegate in un pieghevole di dimensioni 29,7x42 cm. Sul fronte è illustrato un ipotetico svolgimento della partita, con le fasi di domanda, risposta, assegnazione degli step, ecc. Sul retro è presente invece la descrizione di tutti gli elementi che servono allo svolgimento della partita, dalle carte di categoria, alle domande speciali, ai jolly.

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Si pesca una Carta Progetto

COME SI GIOCA?

“

“

START!

PROGETTO

+5 Ci si posiziona tutti sulle caselle grandi indicate nella Carta Progetto.

Dichiaro quale dei colori indicati nella carta si vuole raggiungere.

Prima domanda del turno

Si tira a sorte chi inizia.

Mi fermo a perdo il turno.

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Mi muovo a piacimento seguendo le linee guida verso il colore prescelto.


Domanda Speciale In

il

Se passo dal centro

Protocollo 1996

Torno indietro + ECOMOSTRO

che anno

e ' stato

istituito di

Kyoto *?

1932

Raggiungo la casella grande

Salto nella casella grande della categoria scela + ECOBONUS!

2002

* pag 10

Jolly DISASTRO ECOLOGICO! -100 e torno nell’ ultima casella grande visitata disastro ecologico

PROGRESSO SOSTENIBILE +100 e vado dove voglio

steps

Se non passo dal centro

Mi muovo verso il colore deciso in precedenza, senza tener conto delle indicazioni della nuova carta

+5 Mi fermo e perdo il turno

99

Mi fermo e perdo il turno


LA PIATTAFORMA ONLINE

Abbiamo sviluppato il concept di una piattaforma online, non ancora attiva, che si pone diversi obiettivi:

• promozione e diffusione del gioco e del messaggio • implementazione online del gioco • social networking, creazione di una community • sensibilizzazione allo Sviluppo Sostenibile La gerarchia delle informazioni nel sito è stata semplificata il più possibile per ottenere un menù in cui ogni voce corrisponde a un preciso obiettivo. Nella pagina a fronte, la mappa del sito con menù e sottomenù e le relative finalità.

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IL GIOCO

L' EVENTO

LA MISSIONE

... E TU ?

cosa è come si gioca dove trovarlo

blog

che cos’è lo sviluppo sostenibile

diffondi il messaggio

social networks

informati approfondimenti tematiche

gioca online contenuti aggiuntivi approfondimenti

newsletter

consigli pratici download e-book canale video

SOCIAL NETWORKING PROMOZIONE e DIFFUSIONE IMPLEMENTAZIONE ONLINE 101

SENSIBILIZZAZIONE


IL GIOCO

Obiettivi: • promozione e diffusione del gioco e del messaggio • implementazione online Slideshow di immagini di presentazione del gioco accompagnate da spiegazione dei diversi aspetti del concept This Earth is not a game. Informazioni “pratiche” per conoscere This Earth is not a game, giocarci o acquistarlo online (con donazione del ricavato a favore di una Onlus). In questa sezione di implementazione online, si accederà al gioco in versione virtuale, si potranno scaricare nuove carte (domande e carte progetto) per rendere sempre attuale il gioco, e trovare approfondimenti riguardo a specifiche domande. 102


L’EVENTO

Obiettivi: • social networking • creazione community online • promozione evento Abbiamo ipotizzato l’organizzazione di un evento nell’ambito della giornata mondiale dell’ambiente, affinchè la comunità online si finalizzi a un incontro reale. Nel blog integrato nella pagina si possono seguire passo dopo passo le iniziative e le news della community, così come attraverso la pagina Facebook, Twitter e iscrivendosi alla newsletter.

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LA MISSIONE

Obiettivi: • sensibilizzazione • informazione

Sezione di approfondimento delle tematiche dello Sviluppo Sostenibile.

Si può scaricare gratuitamente l’e-book “Lo Sviluppo Sostenibile in 5 step” Canale Vimeo con video documentaristici Rimando a una serie di link utili, dalle associazioni Onlus e Ong, e una vetrina sugli eventi in corso. 104


... E TU ?

Obiettivi: • coinvolgimento • diffusione messaggio

Questa sezione vuole coinvolgere l’utente in prima persona, dando qualche indicazione su che cosa si può fare anche in piccolo: diffondere il messaggio e la consapevolezza, informarsi, migliorare i propri comportamenti quotidiani. Nella sezione “diffondi il messaggio”, è possibile scaricare (gratuitamente o con una donazione all’associazione Il mio pallino verde che ipotizziamo come canale distributivo) sfondi per laptop, cellulare, templates per stampare magliette e borse di stoffa. 105


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ASSOCIAZIONE “IL MIO PALLINO VERDE”

La diffusione e la distribuzione non ha l’ obiettivo di lucrare sul commercio del prodotto, e non si prefigge come obiettivo la vendita nei negozi. Le finalità sono quelle di permetterne una diffusione più ampia e libera possibile, attraverso canali diversi da quelli del mercato tradizionale. This Earth is not a game verrà così regalato nell’ ambito di manifestazioni o eventi riguardanti proprio l’ ecologia e la cultura, o venduto con lo scopo di sostenere l’associazione di riferimento.

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Una delle associazioni che ci ha fornito un appoggio concreto è Il Mio Pallino Verde. Nata a Genova nel Settembre 2010 dall’interesse e dalle forze di studenti e di figure professionali già inserite nel mondo del lavoro (educatori ambientali ed esperti in eventi culturali e dell’educazione), questa associazione di pone come obiettivo la sensibilizzazione e l’ educazione allo Sviluppo Sostenibile attraverso la partecipazione a diverse iniziative come il Festival della Scienza.

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IPOTESI DI DIFFUSIONE

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Diffusione di This Earth is not a game attraverso i canali del web. 107


bibliografia e sitografia • Alessandro Lanza, “Lo Sviluppo Sostenibile”, Il Mulino, 2011 • Andrea Giachetta, Adriano Magliocco, “Progettazione sostenibile: dalla pianificazione territoriale all’eco-design”, Carocci, 2007

• Catherine Stern, “Lo Sviluppo Sostenibile a piccoli passi”, Motta Junior, 2006 • Sian Berry, “50 idee per una casa ecologica”, “50 idee per viaggiare in modo ecologico”, “50 idee per risparmiare acqua ed energia”, DeAgostini 2010

Lo sviluppo sostenibile

• www.apat.gov.it • www.fao.org • www.unescodess.it • www.unep.org • www.agenda21.it • www.epi.yale.edu • www.wwf.it • www.wikipedia.it • www.mygreenbuildings.org • www.sustainabilityindicators.org


bibliografia e sitografia • Gianluca Diegoli, [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso, Simplicissimus Book Farm, 2008 • John Grant, Green Marketing – il manifesto, Francesco Brioschi Editore, 2009

La comunicazione sociale

Il gioco educativo

• www.pubbliprogresso.it • www.comunicazionesociale.eu

• www.seriousgames.it • www.toysgogreen.de • www.gimajoke.it • www.educazionesostenibile.it


This Earth is not a game_Luca Tuberoni  

This Earth is not a game

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