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Number 16 — Giugno 2022
Miracolo a Milano What’s new out there? — Stanza nella stanza Maison Dior — Louise Nevelson
Credits Courtesy Salone del Mobile.Milano e i crediti fotografici: AM Andrea Mariani, AR Alessandro Russotti, DR Diego Ravier, FR Francesco Rucci, LF Luca Fiammenghi, LM Ludovica Mangini, SLV Saverio Lombardi Vallauri.
Editoriale
Bandito ogni tentativo di circoscrivere il Salone del Mobile ad un contenitore di successo per “promuovere l’eccellenza italiana nel settore del design e le esportazioni italiane dell’industria dell’arredo”, riconosciamo che è stato fin da subito, ma via via sempre più, un luogo di scoperta. Per chi lo fa e per chi lo visita. In particolare i Brand, tra i padiglioni della fiera o al Fuorisalone, sentono di far parte di una coreografia più ampia in cui tutti concorrono a creare il successo dell’edizione. La competitività cessa di essere una benzina di scarso valore e raggiunge un significato più alto e più ampio, diventa consapevolezza di concorrere Lara Vidotto Art Director
ad un’operazione collettiva, dalla quale tutti riemergeranno con maggior lucentezza e determinazione. Questa edizione ci ha regalato un’insolita nota di colori accesi, presente anche nei Brand che si distinguevano proprio grazie al minimalismo cromatico, ma soprattutto l’attenzione marcatissima alla sostenibilità. Attenzione per il nostro Pianeta che si è percepita fortemente nella progettazione sempre più focalizzata sui materiali riciclati-riciclabili-a basso impatto, ma andando oltre con la progettazione di “stand di lunga vita” pronti a trasformarsi alla prossima edizione senza sprechi, fino alla volontà di creare cultura e fare focus sulla biodiversità come risorsa indispensabile anche nei centri cittadini. Andiamo a vedere che scoperta è stata per noi il Salone del Mobile 2022.
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Index
PianoPrimo /
Cover Story
Miracolo a Milano a cura di Patrizia Piccinini
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Outdoor
What’s new out there? a cura di Maria Chiara Bocciolini
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Index
Art
Louise Nevelson a cura di Chiara Moro
Selection
Stanza nella stanza a cura di Emanuela Perozzi
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PianoPrimo /
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Moda
Dior
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a cura di Alessandra Luporini
Oroscopo
A Sign from the stars
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Pierluigi Cappello
“E c’è che vorrei il cielo elementare azzurro come i mari degli atlanti la tersità di un indice che dica questa è la terra, il blu che vedi è mare.”
PianoPrimo / LOVE THE S IGN MAGAZINE
Sedia Plato by Magis.
Color
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PianoPrimo /
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WHAT’S NEW OUT THERE? a cura di Maria Chiara Bocciolini
L’estate con i suoi colori, profumi e atmosfere ci invita a vivere il più possibile all’aperto in relax, comfort e soprattutto design! Quali sono le novità da non perdere? Scopriamo insieme a LoveTheSign alcune tra quelle più cool in questa frizzante stagione calda 2022!
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Outdoor
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PianoPrimo /
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Ecco a noi arredi e luci molto ispirati che arricchiscono gli esterni delle nostre case, donandoci energia e gioia pura. Non è forse questa la magia dell’estate? Un’unica vibrazione positiva che ci riporta in connessione con una natura che in questa stagione è viva come non mai. Anche l’arredo, le luci e i complementi che scegliamo per creare la cornice ideale a questa estate, ormai già esplosa, sprizzano colore e ottimismo, senza tralasciare di porre l’accento sulla scelta di materiali eco-compatibili e sostenibili, che spaziano dall’alluminio, alla pietra naturale, alle resine, per arrivare ai tessuti di riciclo.
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Cover Outdoor Story
Le proposte dei top brand raccontano un design di grande qualità produttiva, di funzionalità e comfort e, in generale, di un benessere diffuso che esce dalle mura di casa per conquistare gli spazi outdoor e renderli godibili in ogni momento della giornata. Andiamo a conoscerli più da vicino… 13
PianoPrimo /
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Luminator BY FLOS
Una lampada che è un pezzo storico e assolutamente iconico. Si tratta di Luminator disegnata per Flos da Achille Castiglioni col fratello Pier Giacomo e vincitrice, nel 1955, del Compasso d’Oro. Un progetto che nasce da uno spunto pratico, ovvero l’immissione sul mercato della lampadina a calotta argentata e da uno studio di lighting design originatosi dalla caratteristica di questa sorgente luminosa che permette di schermare la luce lateralmente per proiettarla verso la parte superiore. Luminator è un oggetto semplice ed essenziale costituito da un tubo in alluminio che funge da supporto al portalampada e che appoggia su un treppiede metallico. Castiglioni afferma qui un’idea di design che riduce al minimo tutto ciò che esula dalla funzione: quel che resta è la luce prodotta ed un segno nello spazio.
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Outdoor
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PianoPrimo /
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MayDay BY FLOS
Porta la firma di Konstantin Grcic questa lampada di Flos in versione outdoor. Una lanterna a forma tronco di cono rovesciato in propilene riciclato, ovvero ottenuto dagli scarti industriali, e quindi una fonte di luce sostenibile e anche molto funzionale grazie alla possibilità di posizionarla dove occorre per mezzo del gancio che funge anche da avvolgi cavo. May Day Outdooor è proposta in tre nuovi colori ispirati alla natura: Leaf Green (verde), Mustard Yellow (giallo mostarda) o nero. Accensione sul gancio-maniglia, cavo elettrico lungo 6 metri.
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Outdoor
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PianoPrimo /
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Panarea BY PEDRALI
Un mix di materiali per questa collezione di sedute outdoor firmata da Pedrali e ispirata alla dolcezza e ai colori delle piacevoli sere mediterranee. La struttura delle sedute è in acciaio, l’intreccio in corda e per le parti imbottite abbiamo tessuti outdoor di ultima generazione. Abbinamenti originali per questi arredi outdoor che invitano a vivere l’estate e gli spazi esterni con leggerezza e dinamicità e che si contraddistinguono per l’alta qualità produttiva e l’estrema funzionalità d’uso.
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Outdoor
Doga BY NARDI GARDEN
Un nuovo sistema di sedute dal mondo outdoor di Nardi. Doga Armchair, assieme alle sue sorelle e varianti Doga Relax e Doga Bistrot, è stata disegnata da Raffaello Galiotto: una sedia monoblocco in polipropilene fiberglass, trattato anti UV e colorato in massa. Proposti nella sola finitura opaca tanti colori diversi, tutti intensi e vivaci, per introdurre con uno stile inconfondibile una piacevole nota di colore in ogni tipologia di spazio esterno con la sicurezza di renderlo accogliente, caldo e tutto da vivere all’insegna di un inconfondibile lifestyle tutto italiano.
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PianoPrimo /
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Venexia BY ETHIMO
Una collezione outdoor che porta la prestigiosa firma di Luca Nichetto e che si compone di divano a due posti, poltrona lounge, modulo seduta angolare e round table in due diverse altezze. Un omaggio all’eleganza che caratterizzava gli arredi urbani di fine Ottocento, ma anche alla funzionalità che distingue oggi gli arredi per esterno. Una sintesi riuscita fra design d’autore, italian style e materiali evoluti. Alluminio per le strutture, acrilico per i cuscini e pietra lavica per i top dei tavolini. Una armonia perfetta vive in ognuno di questi elementi che portano con sé bellezza ed esclusività.
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Outdoor
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PianoPrimo /
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Outdoor
Sling BY ETHIMO
Un salto indietro nel tempo, agli anni ’70: scoppia il fenomeno del camping, un modo nuovo di fare vacanza, a contatto con la natura ed in piena libertà. Sling, design Studiopepe, si ispira proprio alle sedute che ci accompagnavano in quei momenti di relax e di spensierato divertimento: una collezione essenziale, composta di poltrona, poggiapiedi e tavolino basso rotondo. Ergonomica, confortevole e molto stabile la poltrona Sling ha la struttura in acciaio tubolare Inox proposto in una palette concentrata sul color bronze. Per i teli abbiamo i pregiati tessuti Elitis in tanti colori e texture diverse per la massima personalizzazione e l’espressione di ogni stile.
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PianoPrimo /
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Jellies BY KARTELL
L’eleganza e lo stile di Patricia Urquiola per questa linea tableware che Kartell dedica all’outdoor. Perché anche quando mangiamo all’aperto nessuno intende rinunciare a farlo nel migliore dei modi, accompagnando i momenti che dedichiamo alla convivialità in esterno con personalità e gusto. La linea è articolata e si compone di piatti, vassoi, bicchieri, ciotole, caraffe, tazzine da caffè e zuccheriere: una mise en place completa che ha però una particolarità: ogni pezzo, infatti, ha un pattern diverso e ispirato a quelli degli stampi con cui in passato si facevano le gelatine. Un gioco di sovrapposizioni e accostamenti fra gli organici decori dei diversi pezzi crea un effetto di grande originalità, divertente ed elegante allo stesso tempo per una tavola che, seppur con discrezione, si fa notare. I colori in gamma sono quattro: cristallo, azzurro, verde ed il romantico rosa. Possiamo scegliere il monocolore, ma l’opzione multicolor riserva piacevoli sorprese a chi decide di osare un po’.
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Outdoor
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PianoPrimo /
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Miracolo a Milano a cura di Patrizia Piccinini
Dal centro alla periferia, l’estro creativo si snoda tra colpi di scena, messaggi sostenibili e sussurri poetici. La kermesse è tornata e ha centrato il segno
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Cover Story
Consapevolezza, generosità e correttezza, il design, dopo anni di silenzio e di ritiro dalla scena pubblica, sembra aver riscoperto sé stesso. Un grande ritorno sul palcoscenico della creatività nel segno del rispetto della realtà, cambiata nel profondo e segnata ancora da una situazione instabile. C’è chi sostiene che questa straordinaria mise en place fosse inopportuna, un po’ fuori dal mondo. E forse a ragione: c’era proprio bisogno di allontanarsi da questa umanità, incapace ormai di cogliere la bellezza delle cose. Un’evasione necessaria per riscoprire come in realtà dovrebbe essere il nostro mondo. Le epoche di crisi sono sempre, come dice la parola stessa dei momenti di rottura. E spesso portano a un cambiamento. E quest’anno all’interno dei padiglioni di Rho la metamorfosi è cominciata proprio dalla sostenibilità che è diventata progetto: dal PET che si è trasformato nella materia prima indispensabile per le imbottiture e che riveste molti imbottiti, all’alluminio che imperversa
nelle strutture per arrivare alla pelle, che da Poltrona Frau non si concerà più con il cromo, tutto è in evoluzione. Ma non è solo una mera questione di materiali: molte aziende iniziano a pensare i propri arredi anche in una visione più lunga, perché prima o poi, dopo una lunga vita, almeno così si spera, dovranno pur essere smaltiti. Detto e fatto anche i divani si smontano: la scocca da una parte, il tessuto dall’altra e poi i piedini e quant’altre parti e facendo questo si semplificano anche le forme. Ed è così che le strutture tornano a vista, diventando una nuova chiave grafica per identificare i prodotti. Sostenibilità dentro e fuori il perimetro della fiera, anche all’interno del fuorisalone il tema dilaga in città. In Darsena il progetto, promosso da Timberland e progettato da Stefano Boeri Interiors, mette in scena una vera e propria foresta galleggiante, un ecosistema con 610 piante e oltre 30 specie diverse, che moltiplicano la biodiversità e i benefici ambientali della forestazione urbana.
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PianoPrimo /
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Ma la sessantesima edizione del Salone del Mobile ha portato anche un’inedita voglia di colore: dall’arancione dello showroom di Cassina alla mostra “871 days, 50 products, 17 designers and 1 single color” che La Manufacture ha allestito nella casa che fu di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, grazie a Giulio Iacchetti, maestro di cerimonia. Il rosso è il colore mantra a casa Versace che lo
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ha scelto per accendere la sua collezione esposta al Palazzo della Permanente. Tante le sfumature ce si ricorrono tra le location del Fuorisalone: nuances vitaminiche anche per il magico esperimento alla Pelota di Hermes, quattro stanze totemiche a forma di torri dell’acqua – super leggere nonostante le proporzioni monumentali – ospitano le nuove collezioni dedicate alla casa di Hermès.
Cover Story
Foto sinistra: Installazione Hermes a La Pelota. Foto destra in alto: allestimento firmato da Roberto Palomba e Ludovica Serafini al Palazzo della Permanente. Foto destra in basso: Museo Poldi
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PianoPrimo /
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Cover Story
King Kong che fa pole dance: l’opera di Fatboy e Street Art Frankey
PianoPrimo /
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Tanti gli strani incontri in città: l’arte di Toiletpaper ha colonizzato via Balzaretti dove i palazzi che si affacciano sulla strada, accanto alla ormai famosa “casa con i rossetti” al civico 4, sono stati decorati con l’immaginario dirompente tipico della rivista d’arte fondata da Maurizio Cattelan e il fotografo Pierpaolo Ferrari. Davanti allo storico Bar Basso di via Plinio, invece ci si poteva imbattere in un King Kong di ragguardevoli dimensioni, opera di Fatboy e Street Art Frankey, intento a fare la pole dance abbarbicato su un palo della luce. Ma la famosa scimmia non è il solo animale che si aggirava in città, era in buona compagnia con un enorme gatto-poltrona da atelier Biagetti e con gli orsacchiotti giganti da Missoni. Ancora una volta Milano ha mostrato le sue bellezze nascoste e i suoi straordinari palazzi, da quello in via Turati che da sempre ospita la “banda” di creativi olandesi a Palazzo Visconti in via Cino del Duca, al suo debutto, che oltre ad alcuni pezzi della collezione Poltronova, nascondeva in una delle sue stanze affrescate
un’enorme torta in tessuto di rame. Anche il Filologico in via Clerici è stato un must di questo salone, con sue le figure femminili in scala gigante create da Olimpia Zagnoli e con il carosello progettato da Sebastian Herkner per Thonet. Senza dimenticare Buccellati che per l’occasione ha aperto le porte del ex sede del Lanificio Canapificio Nazionale, ora sede della maison, progettato da Piero Portaluppi. Anche gli storici negozi sono diventati protagonisti della design week, dalla storica pasticceria Taveggia che si è tinta di Rosa grazie all’installazione per Louis Poulsen firmata Massimo Locatelli all’omaggio, sofisticato e colto ideato da Cristina Celestino per il famoso Fioraio Radaelli di via Manzoni, ridisegnato da Guglielmo Ulrich nel 1945. Alcova che da qualche anno ci ha abituati a mostre piene di significati, capaci di rivelare al pubblico l’anima sperimentale e più utopistica ha aperto nuovamente i suoi cancelli per portarci alla scoperta dei lavori dei migliori emergenti e non. Con tante sorprese.
Installazione Turn on, Tune in, Drop by curata da Donatello D’Angelo per il Centro Studi Poltronova a Palazzo Visconti
Cover Story
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Cover Story
TOILETPAPER STREET dreamed with ORGANICS by Red Bull in Via Balzaretti
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PianoPrimo /
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Installazione ‘Pale Rose’ di LouisPoulsen. alla pasticceria Taveggia.
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Cover Story
Florilegio by Cristina Celestino a fioraio Radaelli. Photo © De Pasquale+Maffini.
Prima fra tutte la mostra SolidNature progettata da OMA che ha sperimentato la plasmabilità del marmo creando un portale gigante multicolor dall’effetto davvero scenografico. Una sottile vena di poesia, a tratti mistica, ha emozionato i visitatori di
Divine Inspiration, il nuovo progetto firmato dal designer britannico Lee Broom, che per celebrare i 15 anni dalla nascita del suo marchio, ha deciso di prendere ispirazione dalle architetture di templi, cattedrali e chiese.
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Installazione by Philippe Starck per Maison Dior a Palazzo Citterio . Photo © Adrien Dirand
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Cover Story
Installazione Monumental Wonders di SolidNature a Alcova.
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Archizoom Associati, Safari, sofa, Centro Studi Poltronova. Photo Serena Eller
Da Antonio Marras, dove niente è come appare, nello show “Generation Regeneration Post Generation” tutto si muove in un gioco infinito di corrispondenze e di rimandi, tra immaginario e ricordi. Philippe Starck invece crea un “concerto” di sedie per Dior a Palazzo Citterio, per reinterpretare l’iconica Medallion Chair in uno show di luci e musica. Sempre lui da Baccarat celebra i 20 anni di collaborazione con una mostra surrealista e poetica. “Tutto è iniziato con un miracolo”, racconta. Un prodigio che, quest’anno, si è tinto di tanta fantasia.
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Cover Story
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PianoPrimo /
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STANZA NELLA STANZA ARREDI CHE RADDOPPIANO LA BELLEZZA a cura di Emanuela Perozzi
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Selection
QUANDO DENTRO E FUORI SI CONFONDONO. L’outdoor d’eccellenza di B&B Italia. Flessibilità, personalizzazione, (multi) funzionalità: sono questi i punti cardine del concept abitativo di nuova generazione. a cura di Lara Vidotto
Una casa personalizzata è una casa svincolata da definizioni prestabilite, libera di somigliare a chi la vive. La flessibilità progettuale ci aiuta a
Alcune riflessioni sul relax e sull’esperienza dello spazio trasformare lo spazio, a cambiare punto abitativo ci hanno portato a individuare in alcuni brand una di vista, a rimescolare le carte per caratteristica saliente: la cura con cui, dalle produzioni per adattarle alle nostre esigenze (funzionali e l’interior, sono passati al design dei prodotti per gli spazi stilistiche) e creare una soluzione unica, non all’aperto. replicabile. Questi ultimi, certo, chiedono prima di tutto prestazioni L’approccio adeguate per superare indenni, stagione dopo stagione,multitasking risolve problemi, l’aggressione di sole, pioggia, salsedine e acquazzoni, ottimizza loma spazio, rende possibili le ciò non basta a fare di un prodotto un esemplare del trasformazioni, i cambi di pelle, determina miglior design. un adattamento fisiologico alle nuove Abbiamo trovato in B&B Italia un’attenzione all’ambiente circostanze, ai nuovi trend, mood e presente fino dalle prime collezioni outdoor, già 15 anni fa ispirazioni. con il prodotto d’esordio Canasta, disegnato da Patricia Come per magia, gli arredi personalizzabili, Urquiola, e via via sempre con maggiore attenzione B&B flessibili e multifunzione sanno dar vita ad ha messo in pratica una sostenibilità effettiva attraverso ambienti dinamici e condivisi in cui tutto materiali riciclati e riciclabili, associati a strutture facilmente diventa fluido e naturale, convergente e disassemblabili.
complementare, perfettamente calzante. Come un abito su misura che possiamo indossare solo noi e nessun altro.
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Separare per evidenziare Da tempo la casa ha smesso di essere la somma di tante stanze separate, per avvicinarsi sempre di più al concept della “stanza nella stanza”: cucina e living, living e studio, studio e camera da letto. Sono tanti gli esempi di convivenza felice. Come un gioco di specchi, il filo del progetto d’arredo si dipana con leggerezza, permette alla luce di filtrare, lascia aperti i passaggi e bandisce le divisioni nette e definitive. Nell’era degli spazi condivisi (sia fisici che metafisici) vincono gli ambienti connessi, aperti, senza frammentazioni. Vince il design intelligente, quello che, in perfetto spirito pragmatico, ci permette di raggruppare diverse funzionalità in una senza rinunciare alla bellezza, al senso estetico e all’interazione. Uno sdoppiamento di personalità che si riflette anche nella progettazione delle separazioni tra un ambiente e l’altro. Laddove possibile, alle divisioni rigide (pareti, muri, muretti, porte) si preferiscono quelle flessibili. Per delimitare le aree di un ambiente si sfrutta la funzionalità degli arredi: che sia l’abbraccio di un grande divano ad angolo, l’apertura su due lati di una libreria bifacciale, la presenza scenica di un mobile di design o semplicemente la leggerezza di un paravento, l’importante è mantenere la flessibilità del progetto. Separare per evidenziare un cambio di scenario, non per creare una chiusura fine a se stessa.
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Selection
Paravento MINIMA MORALIA by DANTE - Goods And Bads
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Dialogo aperto Da tempo la casa ha smesso di essere la somma di tante stanze separate, per avvicinarsi sempre di più al concept della “stanza nella stanza”: cucina e living, living e studio, studio e camera da letto. Sono tanti gli esempi di convivenza felice. Come un gioco di specchi, il filo del progetto d’arredo si dipana con leggerezza, permette alla luce di filtrare, lascia aperti i passaggi e bandisce le divisioni nette e definitive. Nell’era degli spazi condivisi (sia fisici che metafisici) vincono gli ambienti connessi, aperti, senza frammentazioni. Vince il design intelligente, quello che, in perfetto spirito pragmatico, ci permette di raggruppare diverse funzionalità in una senza rinunciare alla bellezza, al senso estetico e all’interazione. Uno sdoppiamento di personalità che si riflette anche nella progettazione delle separazioni tra un ambiente e l’altro. Laddove possibile, alle divisioni rigide (pareti, muri, muretti, porte) si preferiscono quelle flessibili. Per delimitare le aree di un ambiente si sfrutta la funzionalità degli arredi: che sia l’abbraccio di un grande divano ad angolo, l’apertura su due lati di una libreria bifacciale, la presenza scenica di un mobile di design o semplicemente la leggerezza di un paravento, l’importante è mantenere la flessibilità del progetto. Separare per evidenziare un cambio di scenario, non per creare una chiusura fine a se stessa.
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Selection
DUE FACCE DELLA STESSA LIBRERIA: TRIPODIO BY BONALDO
Tripodio, gioiello del design Made in Italy, è un
Bonaldo trasmette solidità e assieme equilibrio.
felice connubio di materiali e atmosfere: i ripiani
Un design sinuoso che evoca eleganza e forza
in caldo noce Canaletto riempiono lo spazio
espressiva: pronta ad accogliere libri, vasi,
con carattere e “fisicità”, mentre la struttura
oggetti d’arte, fotografie, ma anche a dividere
composta da tre tubolari inclinati in metallo
gli spazi del living segnando un confine di forte
opaco alleggerisce, slancia e imprime tratti
appeal e impatto visivo. Disponibile anche in
contemporanei. Nella sua linearità, la libreria
una versione dal sapore più rétro con i tubolari
bifacciale disegnata da Mario Mazzer per
in ottone o rame opaco.
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DISCRETO PROTAGONISMO: ONE STEP UP BY NORMAN COPENHAGEN
Sfatiamo subito un mito: i mobili che separano
e il comodo (e veloce) sistema di smontaggio
sono adatti non solo agli ambienti ampi, ma
e rimontaggio, che consente di spostarla
anche ai piccoli. Qui, infatti, gli arredi dalla
frequentemente per ampliare ulteriormente
doppia personalità aiutano a ottimizzare lo
il ventaglio di utilizzo, One Step Up fonde le
spazio creando, con un’unica soluzione, più
peculiarità concettuali e stilistiche degli arredi
zone funzionali. È il caso di One Step Up,
scandinavi (colori sobri, elementi naturali, linee
mini-libreria disegnata da Francis Cayouette
essenziali e leggere) con un protagonismo che
per Normann Copenhagen. Ispirata alla
vive nell’originalità della forma e nel pregio dei
semplicità di una scaletta a castello, One Step
materiali (frassino e acciaio). Affiancandone
Up è simbolo di funzionalità ed efficienza
due o tre si ottiene una parete divisoria di
nell’organizzazione degli spazi. Perfetta per
grande impatto: un must-have che può trovare
delimitare una zona aggiuntiva anche nei
collocazione in qualsiasi ambiente della casa.
micro-ambienti, viste le dimensioni compatte
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Selection
PER I PIÙ TIMIDI: COLONY SCREEN BY MINIFORMS
Sfatiamo subito un mito: i mobili che separano
e il comodo (e veloce) sistema di smontaggio
sono adatti non solo agli ambienti ampi, ma
e rimontaggio, che consente di spostarla
anche ai piccoli. Qui, infatti, gli arredi dalla
frequentemente per ampliare ulteriormente
doppia personalità aiutano a ottimizzare lo
il ventaglio di utilizzo, One Step Up fonde le
spazio creando, con un’unica soluzione, più
peculiarità concettuali e stilistiche degli arredi
zone funzionali. È il caso di One Step Up,
scandinavi (colori sobri, elementi naturali, linee
mini-libreria disegnata da Francis Cayouette
essenziali e leggere) con un protagonismo che
per Normann Copenhagen. Ispirata alla
vive nell’originalità della forma e nel pregio dei
semplicità di una scaletta a castello, One Step
materiali (frassino e acciaio). Affiancandone
Up è simbolo di funzionalità ed efficienza
due o tre si ottiene una parete divisoria di
nell’organizzazione degli spazi. Perfetta per
grande impatto: un must-have che può trovare
delimitare una zona aggiuntiva anche nei
collocazione in qualsiasi ambiente della casa.
micro-ambienti, viste le dimensioni compatte
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IL DIVANO COME ELEMENTO SPARTIACQUE: PEANUT B BY BONALDO Peanut B è molto più di un divano: il naturale
aggiunta di isole e penisole – fanno della
protagonismo delle sedute ampie e morbide
creatura di Bonaldo un arredo-catalizzatore
è ulteriormente rafforzato dalla concezione
in grado di giocare a suo piacimento con lo
modulare, che lo rende un elemento divisorio
spazio, creando laddove serve separazioni e
versatile e intercambiabile.
micro-separazioni, cambiando volto come il
Tante combinazioni diverse – sviluppo lineare,
più abile dei trasformisti in base all’occasione e
design angolare, frammentazione compositiva,
all’esigenza.
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Selection
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ELIMINARE L’ “EFFETTO VUOTO” CON XX BY GLAS ITALIA
Sfatiamo subito un mito: i mobili che separano
e il comodo (e veloce) sistema di smontaggio
sono adatti non solo agli ambienti ampi, ma
e rimontaggio, che consente di spostarla
anche ai piccoli. Qui, infatti, gli arredi dalla
frequentemente per ampliare ulteriormente
doppia personalità aiutano a ottimizzare lo
il ventaglio di utilizzo, One Step Up fonde le
spazio creando, con un’unica soluzione, più
peculiarità concettuali e stilistiche degli arredi
zone funzionali. È il caso di One Step Up,
scandinavi (colori sobri, elementi naturali, linee
mini-libreria disegnata da Francis Cayouette
essenziali e leggere) con un protagonismo che
per Normann Copenhagen. Ispirata alla
vive nell’originalità della forma e nel pregio dei
semplicità di una scaletta a castello, One Step
materiali (frassino e acciaio). Affiancandone
Up è simbolo di funzionalità ed efficienza
due o tre si ottiene una parete divisoria di
nell’organizzazione degli spazi. Perfetta per
grande impatto: un must-have che può trovare
delimitare una zona aggiuntiva anche nei
collocazione in qualsiasi ambiente della casa.
micro-ambienti, viste le dimensioni compatte
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Art
LOUISE NEVELSON a cura di Chiara Moro Foto di Lorenzo Palmieri
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LOUISE NEVELSON, “PERSISTENCE” Quando: dal 23 Aprile 2022 all’11 Settembre 2022 Luogo: Venezia, Procuratie Vecchie, Piazza San Marco, 118 b Orari: 10.00-18.00
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Art
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Art
In ogni edizione in cui il velo della Biennale
quali l’installazione multipla a colonna
scende sulla città di Venezia, una pletora di
Dawn’s Presence – Three (1975) e i suoi
mostre abbraccia gli spazi della laguna
rari lavori color oro, come The Golden Pearl
uscendo dal mandato di Giardini, Arsenale
(1962).
e dei padiglioni nazionali. Ramificate in tutta Venezia, queste mostre entrano in chiese, palazzi e istituzioni artistiche di livello internazionale, dando vita ad una sorta di assalto artistico che abbraccia passato e presente. A sessant’anni da quando è stata l’artista che rappresentava gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia, Louise Nevelson torna in città e apre, con opere sempre attuali, nuovi orizzonti e nuove prospettive. In una mostra che lascia senza fiato, le sue opere saranno esposte all’interno degli spazi delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco fino all’11 settembre 2022. L’edificio del XVI secolo, con i suoi famosi portici neoclassici, ha recentemente aperto al pubblico per la prima volta in assoluto a seguito di una riqualificazione supervisionata da David Chipperfield Architects Milano. Presentato dalla Louise Nevelson Foundation e curato da Julia Bryan-Wilson, la mostra dedicata a Louise Nevelson, chiamata “Persistence”, riempie nove sale al secondo piano, portando in laguna 60 opere a coprire un lasso di tempo dal 1950 fino agli anni ‘80, includendo sculture dipinte e opere di collage poco conosciute, come alcune sculture bianche, tra le
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PianoPrimo /
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Definita una degli scultori più acclamati del XX secolo, Louise Nevelson è stata una pioniera dell’arte installativa su larga scala. Partendo da pezzi di legno, spesso oggetti domestici e ornamenti architettonici di recupero, il suo excursus artistico si è definito nella realizzazione di massicci assemblaggi di legno dati da elementi modulari sovrapposti in maniera irregolare, figli dell’espressionismo astratto, del cubismo e del costruttivismo. Monocromatico e solitamente di un nero profondo (Nevelson parla spesso del nero come colore della grazia, della dignità e della magnificenza, nonostante nella sua produzione ci siano state alcune opere in blu, bianco e oro), il lavoro di Nevelson ha stabilito una nuova tipologia di relazione tra oggetto e spettatore. Dopo una formazione con l’influente pittore e insegnante Hans Hofmann, Nevelson ha iniziato a produrre le sue famose forme a metà degli anni ’50. Rapidamente di lei si accorse tutto l’establishment artistico.
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Art
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PianoPrimo /
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DAL NEW LOOK AL THE NEXT ERA: MAISON DIOR A cura di Alessandra Luporini
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Moda
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Moda
Verso il nuovo Rivoluzionario suo malgrado, dotato di una straordinaria creatività e di un grande senso per gli affari, l’uomo che voleva far nuovamente sognare le donne scatena un terremoto nel mondo della moda. Christian Dior: un nome magico… In Dior ci sono due parole ”dio e l’oro”
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PianoPrimo /
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Una maison dove tutto sia nuovo, dallo spirito, allo staff, dai mobili al luogo questo desiderio di Dior. La nuova vita che stavamo intraprendendo non richiedeva forse un nuovo genere di eleganza? Dior simboleggia la novità, per la moda e per Parigi. Nuova era, nuova moda, che spazzi via gli austeri canoni dettati dalla guerra. Anche le modelle sfilano in modo diverso, con movenze eleganti e una certa delicatezza.
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Moda
“Uscivamo da un periodo di uniformi, di donne-soldato con spalle da pugile... e io disegnai delle donne-fiore” Christian Dior
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PianoPrimo /
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“Quando pensai la mia collezione, eravamo appena usciti da un periodo di restrizioni. Il mio sogno nasceva quindi da una reazione a quell’atmosfera di indigenza. Christian Dior
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Moda
Siluette che ha definito un‘epoca Il New Look è il massimo trionfo di Dior. All’ indomani della sua applauditissima sfilata del 1947 l’artista Christian Bérard avrebbe sussurrato al couturier: “Domani comincerà l’angoscia di doverti uguagliare e, se possibile superare.” In seguito Dior disegnerà una serie di linee che battezzerà “En huit” e “Corolle” ma che entreranno nella storia con il nome di “New Look”. La forma è la Forma di Dior.
“Il segreto della bellezza consiste nell’essere interessante” Christian Dior
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Quando la donna veste bene sa che l’uomo la considera attraente come se non indossasse niente Christian Dior
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Dior Bar Jacket: Quintessenza di un savoir faire sartoriale, la Bar Jacket è la pièce de résistance della maison Dior, creazione scultorea pensata nella sua genesi come un’evocazione del corpo femminile
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Il designer paragona la perfezione degli abiti e dei tessuti alla sinuosità della nudità, niente di più puro e naturale
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Moda
La sua casa di moda rappresenta una fuga dalla realtà. Tra le epoche più importanti e significative che è viva nelle sue creazioni c’è sicuramente il periodo della Belle Époque, un momento di grande fervore e felicità in cui la moda ha iniziato a rischiarare la vita sociale e personale di ogni generazione. Dior appena approda a Parigi si lascia ammaliare dai classici look dell’epoca, con busti, colletti alti e morbide gonne fluide che sfioravano il pavimento delle frizzanti rue parigine. Costanti ispirazioni per i futuri couturier della maison. John Galliano nel 1998 organizzò la sua prima sfilata come direttore artistico di Dior, che passò alla storia come la più grandiosa, teatrale e indimenticabile. Genio e sregolatezza, John Galliano è uno dei talenti più acclamati e controversi del mondo della moda.
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Christian Dior by John Galliano 2005
Christian Dior 1949
Gli anni al timone della casa di moda sono un’età d’oro di alta moda, innovazione e spettacolo. Attingendo al New Look originale di Christian Dior e alla nozione di femminilità, Galliano ha realizzato interpretazioni sartoriali sia della storia che della cultura pop.
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Moda
Haute Couture 2009 Christian Dior by John Galliano
Nel 1999 John Galliano disegnò un accessorio iconico della maison Dior. La Saddle-bag una borsa che ha segnato un epoca. Il logo della maison fu impresso su tutta la superficie della borsa. La fibbia dorata a forma di D decorava la Saddle bag, liberamente ispirata dalla sella di un fantino.
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DIO(R) Evolution Oggi, Maria Grazia Chiuri, ritorna a ridisegnarla ottenendo lo stesso successo del suo predecessore. Stessa cosa per la Dior Bar Jacket che la Chiuri reinterpreta in chiave moderna, adattandola ai nuovi canoni della silhouette contemporanea.
Dal New Look a the Next Era , così Maria Grazia Chiuri presenta elementi trasformativi della nuova donna Dior: emancipata, femminile, aggressiva e dinamica.
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“Cerco di stare attenta e aperta al mondo, di creare una moda che somigli alle donne d’oggi” Maria Grazia Chiuri
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Da Femminista a Femminile Oggi, Maria Grazia Chiuri, ritorna a ridisegnarla ottenendo lo stesso successo del suo predecessore. Stessa cosa per la Dior Bar Jacket che la Chiuri reinterpreta in chiave moderna, adattandola ai nuovi canoni della silhouette contemporanea.
“Ho pensato questa collezione come fosse un sogno, un viaggio dentro un giardino a labirinto in cui si svolge una festa in maschera”. “È una suggestione che viene soprattutto dal mio continuo studio di Christian Dior. Più mi avventuro dentro la sua vita, più scopro angoli che non conoscevo. Ho un senso di dovere e di rispetto verso questa storia. C’è molto della scenografia francese in questa collezione e allo stesso tempo c’è il mio culto italiano per l’artigianato e per il lavoro d’ateliei” Maria Grazia Chiuri
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La moda contemporanea è in continuo cambiamento e Maria Grazia Chiuri è riuscita ad unire epoche diverse instaurando un profondo dialogo tra la tradizione del passato e la tecnologia di un futuro che, ancora oggi, è tutto da scoprire.
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A SIGN FROM THE STARS A cura di Missis Clorof illa
Ariete
Toro
Gemelli
La luna nel segno è il faro che tiene salde le rotte in situazioni confuse, indispensabile quando vuoi raggiungere un futuro sgombro dalle zavorre del tuo passato per fare posto al nuovo più luminoso che riesci a immaginare. La luna è foriera di amore e fortuna: ora vi bacia cari Ariete, dopo le recenti difficoltà che vi hanno portato via tante energie. Marte in congiunzione sarà complice di un giugno che si preannuncia da mille e una notte. Aggiungi un pizzico di leggerezza ad ogni tua giornata
Eccezionale la tua capacità mentale che in questo giugno ti porta a performance brillanti nel lavoro e nelle relazioni. Complice l’estate? Probabilmente si, perché l’amore finalmente bussa alla porta e saprà avere cura del tuo grande cuore. La Luna favorevole per il Toro inoltre favorirà affari, contratti e collaborazioni. Un solo avviso: impazienza, fretta e velocità potrebbero rivelarsi cattive consigliere! Individua le tue ragioni e le tue emozioni in ogni situazione, tieniti presente sempre.
Oh, cari Gemelli come è difficile per voi tenere sotto controllo le emozioni con questa Luna piena, ma imponetevi di razionalizzare, di guardare alle cose da più angolature, di andare nel profondo, solo così riuscirete a raggiungere gli obiettivi che tutte le altre stelle stanno favorendo per voi. Ci sono opportunità in arrivo a patto che siate disposti anche a rivedere i vostri piani, a cambiare improvvisamente rotta, a mettervi in gioco. È tempo di guardare molto lontano, anche all’estero. Non cedete al canto delle sirene.
Il consiglio di design: i cucchiaini da tè Cuore by Alessi
Il consiglio di design: il lampadario Bla Bla by Mogg
Il consiglio di design: le Luci Sagra Led by Seletti
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Oroscopo
Cancro
Leone
Vergine
Si, potrebbe capitare anche una proposta indecente, perché le stelle stanno predisponendo per voi Cancerini tante nuove esperienze. Inviti, incontri, offerte e avance sia lavorative che sentimentali. Persone influenti vi guardano con interesse e favoriscono combinazioni fortunate negli affari. Giove e Marte in Ariete minano la tenuta della forma fisica, abbiate quindi cura di non strafare nelle calde serate estive perché, che siate single o meno, è in arrivo un temporale estivo per il vostro assetto sentimentale. Predisponetevi ad aprire le ali a cieli nuovi.
Caro Leone tu, al momento, non sai interpretare quel che di bello e emozionante ti sta accadendo, è normale quando si è nell’occhio del ciclone. Hai bisogno di riprenderti dopo una primavera che ti ha chiesto di dar fondo a tutte le tue energie, con una Luna in Scorpione non certo facile da gestire. Il modo in cui ti disporrai alle novità di questo giugno sarà la chiave per dirigere il corso degli eventi che ti porteranno a chiudere il 2022 con grandi soddisfazioni. Individua quale, tra tanti, è il terreno giusto per te da fertilizzare.
Alle volte siete un mistero insondabile anche per voi stessi cari Vergine: tenere le fila quando gli eventi incalzano alle volte vi risulta più complicato che mai. Amate il rigore, il controllo della situazione ma in questo giugno non sempre vi ritroverete in una dinamica limpida di causa-effetto. Gli avvenimenti seguono traiettorie imprevedibili. Fate attenzione al lavoro, abbiate cura del vostro equilibrio psicofisico che rischia di subire qualche smacco davanti al periodo ricco di colpi di scena che vi aspetta. Non c’è noia all’orizzonte.
Il consiglio di design: il Soprammobile Design Arkitectura by Bitossi Ceramiche
Il consiglio di design: l’innaffiatoio Swan by Seletti
Il consiglio di design: la poltrona sospesa Lisa Swing by SCAB Design
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Bilancia
Scorpione
Sagittario
È il caso di avvisarvi cari Bilancia: siate ambiziosi! Puntate più in alto che potete sotto tutti gli aspetti, lavoro, emozioni, sport, interessi, viaggi, scoperte: Mercurio vi favorisce, non perdete questa congiuntura astrale. Le opportunità fioriscono e voi quindi cominciate da subito a programmare l’autunno perché a ferragosto si aggiunge anche l’appoggio eccezionale di Marte, che vi porterà in palmo di mano fino a tutta la primavera del 2023. Siate generosi.
Scorpione mio caro che non ami i mezzi toni, per te o tutto è bianco o tutto è nero, non ci sono margini per costruire castelli in aria nel tuo regno. Sei il segno che non conosce limiti, che non contempla le mezze misure. In quest’ottica procederanno i guadagni, grazie a Mercurio che arriva in Gemelli, ma per tutto il resto dovrai munirti della sottile arte di comprendere le complessità e le mille sfaccettature nascoste in ogni aspetto della vita. Ohmm, ohmmmm, ohmmmmmm.
Caro Sagittario, lo so, stai vivendo un periodo molto strano, alle volte destabilizzante, alle volte stressante … è la presenza di Nettuno che influenza il sistema vegetativo, le emozioni e la qualità del sonno. Sei arrivato fin qui con più di una scalata da affrontare e ora sei molto stanco, sia nel fisico che nella mente. Preparati però ad una bella riscossa! La luna piena ti serve novità in tutti i campi, non saranno tutte conquiste stabili, ci dovrai mettere del tuo ma tu certamente ce la farai. Per questo giugno concediti per una volta di non fare progetti, lascia andare la barca dove va.
Il consiglio di design: la cala Mr Giò by SLIDE
Il consiglio di design: la scultura Ombres De Chat by Opinion Ciatti
Il consiglio di design: l’amaca Panama by Talenti
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Oroscopo
Capricorno
Acquario
Pesci
Ci credevi caro Capricorno e ti sei messo in viaggio per conquistare la vetta. Le stelle dicono che non era facile da raggiungere, solo uno su mille ce l’ha fatta. Poco male, gli astri ti stanno chiedendo di considerare cosa hai imparato tentando l’impresa: non indugiare nel piangerti addosso, quello che ti rivela di te stesso un NO della sorte poche altre cose hanno il potere di insegnare. Rivolgi lo sguardo dentro di te, individua i tuoi nuovi punti di riferimento setacciando la tua personalità, butta via certamente la sete di riconoscimento. Hai di meglio da conoscere.
Per il lavoro e le finanze puoi stare tranquillo mio affascinate Acquario perché Mercurio entrando in Gemelli favorisce le fortune economiche. Per sentimenti ed emozioni invece allaccia le cinture. Dovrai chiederti spesso se andare dove ti porta il cuore, e assecondare le montagne russe per le quali sembra che tu abbia ricevuto un biglietto in prima fila, oppure tirare forte le redini del cavallo pazzo che tieni in petto. In questa calda estate che si presenta alla tua porta con una valigia di esplosivo a te la scelta di innescare o sabotare la festa. Taglia la testa al toro.
Spegnete il telefono ogni volta che potete: siete circondati da nervosismo e, salvo rare eccezioni, da relazioni in cui non c’è spazio per il vostro animo da sognatore. Isolatevi, ricavate spazi di autonomia esistenziale in cui non farvi raggiungere dalle reti che vogliono catturare la vostra natura naive e spronarvi a essere ciò che voi non siete. Mancherete di concentrazione si, ma avrete un banchetto di intuizioni, dolci malinconie, sogni ad occhi aperti al quale abbuffarvi e fare provviste per i tempi più impegnativi e che attendono all’orizzonte. Non siate concentrati.
Il consiglio di design: lo specchio Shimmer by Glas Italia
Il consiglio di design: il coltello da cucina Mami by Alessi
Il consiglio di design: la lampada da terra Luminator by Flos
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Contributors
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Emanuela Perozzi COPYWRITER
Chiara Moro CURATOR Irrequieta e curiosa, Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti artistici e di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.
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Nasce al Policlinico Gemelli in Roma la notte di San Lorenzo mentre sua madre, scorgendo una stella cadente, esprime il desiderio di una femminuccia. Salvo poi diventare una sorta di maschiaccio, tra la passione per il calcio ereditata dal papà e un cugino-fratello come migliore amico. Crescendo sviluppa una personalità anticonformista e un tantino ribelle, ma ciò non le impedisce, qualche anno più tardi, di inorgoglire i suoi genitori laureandosi con lode in lettere. Ha iniziato a scrivere da piccola e non si è più fermata. Divoratrice di libri, ama la letteratura, il cinema d’autore e le case di design. Non si è ancora stancata di ascoltare la sua vocina interiore e di inseguire sogni. E visto che ci sta, esprime desideri facendo finta che sia la notte di San Lorenzo.
Alessandra Luporini COPYWRITER Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’ artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.
Contributors
Giulia Tomba
Lara Vidotto
COPYWRITER
Maria Chiara Bocciolini COPYWRITER Fiorentina, si laurea in Filosofia Teoretica a metà anni ’90. Subito dopo si accosta alla professione delle PR e dell’Ufficio Stampa, passando prima dal mondo fashion e poi a quello del design e dell’architettura. Qui affianca nel loro percorso di comunicazione alcune realtà d’impresa note a livello internazionale. Si definisce una inguaribile ‘raccontastorie’ per la curiosità e la passione con cui ama narrare di oggetti, progetti e di personaggi. Trova nella scrittura la sua ‘cura’ all’ansia che pervade i nostri tempi. Mamma di Bianca. Ama il cinema, l’arte e i cani, meglio se boxer.
Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.
ART DIRECTOR
Patrizia Piccinini ARCHITETTO E GIORNALISTA, Si occupa di design e tendenze lifestyle. Ha scritto per più di vent’anni prima, per Home e poi per Marie Claire Maison. Ha pubblicato per Rizzoli Electa il libro, Carlo Scarpa, Oltre la materia e, a ottobre, è prevista l’uscita in libreria di una nuova monografia dedicata a Piero Portaluppi, edita dalla stessa casa editrice.
Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.
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