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Number 02 — aprile 2021
Marcantonio, possente creatività. Arte della tavola in chiave eclettica Viaggio immaginario L’interior design omaggia Venezia Le Cementine Fitness at home Come una notte di luce piena…
Editoriale
Ci vorrebbe una medaglia per le persone fuori dal comune. Quelle che escono dal seminato e il più delle volte innescano, negli scambi con l’altro, un concetto di generosità vaporosa. Se ci fosse una medaglia ufficiale questo mese l’attaccheremmo al petto di Marcantonio, un cuore rosso come quelli che si disegna da sé sui suoi camici da laboratorio. Raccontandosi ci ha fatto sorridere, ci ha trasmesso leggerezza, ironia e anche lo stimolo a cercare quella bolla interiore che permette di tornare in contatto con la propria creatività. La natura è stata la sua prima Musa, una fonte di Lara Vidotto Art Director
ispirazione che tutti abbiamo a disposizione. I giardini e i terrazzi sono in pieno fremito primaverile, lo schiudersi delle gemme ci contagia di quell’energia creatrice che puntualmente arriva e insiste nel farci sentire più vivi e palpitanti. Ci scrolla e ci risveglia, come gemme nuovissime sui rami di questa primavera. La natura per eccellenza è generosa, ma lo è anche il design quando nella semplicità di un oggetto riuscito innesca equilibrio e naturalezza nelle stanze che abitiamo. Il design quando bilancia l’utile e il dilettevole, la forma e la funzione, aggiunge significato al posto che chiamiamo casa e attraverso il nostro personale modo di collocarlo dà forma alla nostra realtà, superando l’immaterialità della rete in cui siamo così spesso immersi.
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Index
PianoPrimo /
Cover Story
In tavola
Arte della tavola in chiave eclettica a cura di Giorgia Messa
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Marcantonio, possente creatività a cura di Lara Vidotto
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#GoGreen
Le Cementine
a cura di Alessandra D’Angelo
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Index
Degni di nota
A cura di Emanuela Perozzi
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L’interior design omaggia Venezia a cura di Emanuela Perozzi
Come una notte di luce piena…
a cura di Emanuela Perozzi
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PianoPrimo /
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Viaggio immaginario 80 A cura di Alessandra Luporini
Outdoor
Festina lente, affrettati lentamente, e fai del tuo giardino uno spazio intimo e godibile a cura di Chiara Bocciolini
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Fitness at home A cura di Giorgia Messa
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La danza di corteggiamento degli struzzi in Africa ha ispirato il design sinuoso della poltroncina Banjooli.
PianoPrimo / LOVE THE S IGN MAGAZINE
Poltrona Banjooli by Sebastian Herkner per Moroso
Color
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In tavola
ARTE DELLA TAVOLA IN CHIAVE ECLETTICA a cura di Giorgia Messa
Collezione Diesel Cosmic Diner by Seletti
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PianoPrimo /
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Apparecchiare la tavola è un’arte. L’ho capito con il tempo. Da ragazzina non riuscivo proprio a comprendere l’attenzione quasi maniacale che mia madre riservava a questo gesto quotidiano. Quanto si arrabbiava quando portavo in tavola il pane ancora imbustato anziché sistemarlo nell’apposito portapane! Per non parlare delle volte in cui avevamo ospiti a cena; che si trattasse di adulti o di
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ragazzini interessati alle focaccine più che ai piatti in cui erano sistemate, mia madre metteva (e mette tuttora) sempre la stessa cura nell’apparecchiare. A suo tempo, come vi dicevo, non riuscivo a comprendere. Oggi, invece, sì: “Invitare qualcuno alla nostra tavola vuol dire incaricarsi della sua felicità durante le ore che egli trascorre sotto il nostro tetto” Anthelme Brillat-Savarin.
In tavola
La felicità è una cosa seria; passa attraverso tutti i cinque sensi. Non solo, dunque, attraverso il gusto, i profumi, le consistenze delle pietanze che serviamo, ma anche attraverso la piacevolezza delle conversazioni che intratteniamo o del sottofondo musicale che scegliamo e, ultima ma non ultima, attraverso l’estetica di ciò che vediamo. Una tavola ben sistemata sarà, anzi, la prima carta da giocarsi
per conquistare i commensali. Poi verrà il resto. Ecco perché per apparecchiare ci vogliono: attenzione al dettaglio, originalità, fantasia, stile e, se vogliamo stupire, una buona dose di eclettismo. In una sola parola: arte. Di seguito, qualche idea.
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PianoPrimo /
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PRANZI A PRIMAVERA!
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In tavola
Partiamo dal pranzo. Con l’arrivo della primavera, la natura si risveglia, le giornate si allungano e il grigiore dell’inverno lascia spazio ai colori! Per una tavola in armonia con il mood primaverile, consigliamo uno stile allegro e vivace. Vi proponiamo due alternative: una più semplice e una più audace.
Semplicità Se volete essere originali pur senza rinunciare alla semplicità vi consigliamo il servizio di 12 piatti Sorbetto Ice-Mela-Mora-Stone-Mango di Bitossi Home, completo di piatti piani, fondi e da dessert. Colori lucidi all’interno e esterno opaco, per un effetto glamour ed elegante; 5 tonalità a contrasto che ‘vestiranno’ la vostra tavola. In abbinamento, gli analoghi vassoi da portata Bitossi, nelle tonalità Sorbetto Apple, Soya, Mango, Blackberry. Per i bicchieri, andiamo sulla linea Diseguale, sempre di Bitossi: 6 forme diverse, dal design originale ma pulito; disponibili sia nella versione trasparente che in una duplice versione colorata (1. Blu-verde; 2.
Ambra-rosa). Abbiniamo il servizio di Posate Nuovo Milano per 6 persone di Alessi: un classico del design italiano, ideato dal grande architetto, fotografo e designer milanese Ettore Sottsass. Acciaio inossidabile 18/10 lucido, lavorato in linee morbide e arrotondate, prive di spigoli, per un prodotto elegante, maneggevole, destinato a diventare un evergreen. Completiamo il tutto con un tovagliato a tinta unita, toni neutri, in tessuti leggeri come lino o juta, e magari aggiungiamo a centro tavola dei fiorellini di campo appena raccolti. Risultato: un’esplosione di forme e colori, di grande classe.
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Audacia Per l’alternativa più audace, basterà optare per i piatti in porcellana della linea Art De La Table, disegnata da Studio Job per Seletti. Eccentrici, divertenti e coloratissimi, per uno stile Pop che mette il buon umore! Poiché saranno i piatti le vere star della tavola, consigliamo di abbinare i bicchieri, semplici, dal design pulito, della linea Glass Family di Alessi. Nella scelta delle posate
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abbiamo due possibilità: mantenerci sull’acciaio monocromo o virare sul servizio Classic di Bitossi Home, con finiture in 7 varianti di colore. Per chi, poi, abbia proprio voglia di osare, date uno sguardo alla linea di piatti e bicchieri Seletti Wears Toiletpaper, realizzata in collaborazione con il celebre artista italiano Maurizio Cattelan.
In tavola
GALEOTTA FU LA CENA…
Passiamo alla cena. Si dice che a Primavera non sboccino soltanto i fiori ma anche gli amori. E si sa che gran parte delle chance di conquista ce le giochiamo a cena. Ecco perché è fondamentale stupire il nostro lui o la nostra lei con qualcosa di speciale, partendo proprio dalla tavola. Una carta vincente sarà la combinazione di estetica e simbolismo: utilizzare, quindi, oggetti belli da vedere, che allo stesso tempo raccontino una storia o creino un’atmosfera.
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Kintsugi Perfetta per l’occasione è la collezione di piatti e bicchieri Kintsugi, ideata dal designer Marcantonio Raimondi Malerba per Seletti. Il kintsugi è un’antica pratica giapponese che consiste nel riparare con l’oro (o con l’argento) le ceramiche rotte. Oltre a ridare, così, nuova vita agli oggetti, aumentandone il valore con metalli preziosi, questa pratica rimanda a un bellissimo significato simbolico: quando ci sentiamo a pezzi, dobbiamo avere la forza di rimettere insieme i cocci ed evolverci in qualcosa di nuovo e meraviglioso, perché sono proprio le nostre ferite a renderci unici e preziosi. Con i piatti e i bicchieri Seletti,
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decorati da motivi orientali e venature in oro 24 carati, avremo qualcosa di bello non solo da mostrare ma anche da raccontare. In abbinamento, consigliamo il Servizio di posate Retrò 24 pezzi di Bitossi, nella variante oro: uno stile romantico e vintage perfetto per una cena dall’atmosfera eterea e senza tempo. E, poiché non può mancare il vino, completiamo il tutto con il servizio di Calici Diseguale con stelo lavorato - Forme Assortite di Bitossi, perfetto sia nella variante trasparente che nella varianti dalle tinte pastello che richiamano i dettagli dipinti sui piatti Kintsugi.
In tavola
Cosmic Vuoi davvero sorprendere il tuo lui/la tua lei? Regala un pezzo di Universo! Come? Con la collezione Cosmic Diner, disegnata da Diesel per Seletti in occasione dell’anniversario dei cinquant’anni dell’uomo nello Spazio. Una linea esclusiva di piatti che riproducono pianeti e satelliti, perfetti per una tavola spaziale ma anche come originali oggetti d’arredo; un set di posate e accessori dalla finitura in bronzo, provenienti dal mondo delle astronavi e delle spedizioni in orbita; bicchieri meteorite, con un effetto doppio vetro, interno ed esterno, che dà vita a sfumature molto delicate ed eleganti. Abbiniamo un tovagliato nei toni del blu che rimandi all’idea di un cielo notturno: ricreerete l’atmosfera di una cena tra le stelle! Per finire, scegliete la vostra colonna sonora; personalmente, l’Universo di Cristina Donà mi sembra perfetta! Colori, disegni, echi dall’Oriente e dallo Spazio: così, il gesto quotidiano di apparecchiare la tavola si arricchisce di arte e filosofia, e può regalare grandi soddisfazioni. Ancora una volta, aveva ragione mia madre…
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#GoGreen
Da sinistra: Riccardo Donandon, Massimiliano Alajmo, Raffaele Alajmo
Le Cementine a cura di Alessandra D’Angelo
Quando tecnologia e buon cibo si prendono per mano. H-Farm e la famiglia Alajmo insieme.
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“Una distillazione di genuinità”
Il nome è un omaggio all’italianità d’antan, ma la sua essenza è internazionale, al pari della sua clientela: stiamo parlando del ristorante Le Cementine, che nasce dall’incontro tra il genio culinario del gruppo Alajmo e il visionario centro di ricerca H-Farm, il campus d’innovazione più grande d’Europa nascosto nelle campagne di Roncade, fra Venezia e Treviso. Il sodalizio tra le due realtà, battezzato J-Farm, è ispirato da una filosofia comune, basata su sperimentazione e attenzione per il territorio. Due valori ben rappresentati dal campus, fondato nel 2005 per incubare startup e formare giovani e aziende sulle potenzialità del digitale. Oggi H-Farm si estende su 51 ettari,
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impiega 600 persone e offre a migliaia di giovani l’opportunità di studiare avvalendosi di tecnologie futuristiche. Inaugurato nel 2016, Le Cementine è il primo ristorante del campus aperto al pubblico. Il progetto dello studio Zanon Architetti Associati punta su un’idea di continuità tra spazi interni ed esterni, sugellata dall’uso delle maioliche dipinte a mano da cui il ristorante trae il proprio nome, usate per rivestire tutta la pavimentazione. Il locale somiglia a una sofisticata serra circondata dal verde, con un orto a due passi, e, poco più in là, il fiume Sile e 20 ettari di area boschiva.
#GoGreen
Immerso in un grande prato, circondato da alberi, il ristorante ha un meraviglioso orto personale. La tradizione mediterranea e le eccellenze del territorio sono alla base di ogni piatto.
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Uscire all’aperto per pranzare ...ma anche per scegliere ogni giorno gli ingredienti del menù.
La struttura è in ferro e tre pareti su quattro sono in vetro: tutto è aperto e a vista, compresa la cucina, posta in fondo a una sala arredata con tavoli in legno e sedie di recupero elegantemente accostate a importanti pezzi di design, come le poltroncine Carimate di Cassina. L’illuminazione è giocosa e contemporanea, e affidata, tra gli altri, a Seletti e Davide Groppi. All’esterno, un lungo pergolato con sedie e tavoli in acciaio verniciato permette agli avventori di respirare la natura. La cucina, guidata da Massimiliano Alajmo, il più giovane chef al mondo ad aver ricevuto tre stelle Michelin, incarna lo spirito di un ambiente
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al tempo stesso bucolico e all’avanguardia. Le materie prime arrivano dall’orto del campus, la stagionalità ne guida la scelta, la creatività l’accostamento. Molti piatti ammiccano alla prospera biodiversità della laguna: la cialda di baccalà mantecato al limone, il risotto con fegatini di corte e salvia, il radicchio fritto con grano saraceno e il branzino tostato con passata di fagioli, pesto d’alghe agli agrumi e bottarga. “Una distillazione di genuinità”, per citare Max Alajmo, che nutre al pari della bellezza di questa Silicon Valley veneta.
PianoPrimo /
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MARCANTONIO, POSSENTE CREATIVITÀ. a cura di Lara Vidotto
Con quello che salta fuori dal cappello di Marcantonio abbiamo imparato un codice di lettura degli oggetti che prima non esisteva. Il suo design ci arriva, a tutti gli effetti, come il risultato di un moto artistico, di un’indagine concettuale che trova sbocco in un oggetto d’uso, ma che potrebbe esistere a prescindere e darci il suo sguardo sul mondo anche senza incontrare per obbligo il connubio tra forma e funzione. Le scimmie, i topolini, le giraffe, i cuori anatomici toccano tasti che stanno a metà tra la poesia e la necessità di spegnere le sovrastrutture del pensiero. Dirottano verso il mondo animale e naturale, riattivando un contatto spesso sopito nell’uomo contemporaneo. Ma vogliamo sapere molto, molto altro di Marcantonio…
Cover Story
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“Mi soffermavo a osservare gli oggetti”
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Cover Story
BEFORE THE BEGINNING Dimensioni LxPxH: 34 x 58 x 130 cm. Edizione limitata di 8 esemplari, realizzati in resina e fibra di vetro. Come il Bambino mi perdo nei parallelismi che trovo tra la forma del lampadario e l’idea di un atomo, una cellula, le gocce, l’acqua, la vita, la nascita, come se il bambino stesse sorreggendo un piccolo universo, un micro big-bang che contiene lui stesso e le sue origini, ma anche le origini di questa poesia, la sua, che nasce in questo momento: prima dell'inizio.
Ci racconti da dove è partito tutto, anche
Un’infanzia bucolica…
di te bambino?
Eh sì, ho avuto la fortuna di stare a contatto con la natura, da piccolo osservavo molto. Quella passione che hanno tutti i bambini per l’archeologia e i dinosauri io l’ho potuta applicare in lunghe passeggiate di montagna, esaminavo la forma delle cose, le foglie, i funghi, i licheni, le pietre, gli animali, giocavo con rami e sassi fingendo di essere un uomo primitivo e costruivo archi… Son sincero se ti dico che da bambino ho vissuto con tale intensità da aver creato un bagaglio da cui ancora attingo, che scatena tuttora tante delle mie idee.
Sai, tutto è partito proprio da lì, sono riuscito a fare tanto ed ora che mi volto indietro vedo chiaramente il fil rouge. Ti confesso che ho sempre agito d’impulso, seguendo le mie necessità, il mio bisogno di fare, di creare quello che secondo me era bello. Solo così riuscivo a trovare riscatto e a mettermi alla pari con me stesso. Non pensare ad una dinamica complessa perché tutto è accaduto con estrema dolcezza. La dolcezza è stata la chiave, ciò che ha permesso di non soffocare quelle che erano le mie esigenze creative.
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Quindi tanto ha fatto questa intensa relazione con la natura, o c’è anche altro?
Mio nonno aveva un garage pieno di attrezzi ed era un posto vietato. Wow, il fascino del proibito, spesso è un terreno fertile per la creatività.
Sì, quando lui non c’era io scendevo le scale e, ad ogni gradino, sentivo di calarmi nel mistero di un mondo magico. Ero piccolissimo ma già usavo la sega, le lime, le colle, facendo movimenti lentissimi e controllati per paura di di rovinare qualcosa. C’è stato un momento topico?
Forse tutto è iniziato quando ad un pranzo tra parenti uscii dal garage con un oggetto fatto da me, e fui accolto con grande stupore e approvazione, probabilmente una reazione più che ovvia quando un bambino ti mostra qualcosa che ha fatto, ma io pensai per la prima volta che quello sarebbe potuto essere il mio futuro. In generale sono sempre stato affascinato dagli oggetti, non li ho mai usati e basta: mi piaceva immaginare il processo di realizzazione e fantasticare sulle scelte fatte. Così, ecco, sono diventato uno che va per mercatini ed impazzisce, questo amore e questa fiducia nell’oggetto mi ha avvicinato al mondo del design. Un primo ricordo legato all’arte o alla tua creatività.
Ho tantissimi ricordi di me da piccolo che costruivo qualcosa e questo “fare” è arrivato fino ad oggi, passando per tantissime fasi.
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Ovviamente non si può creare senza essere stimolati da un contesto o dalla cultura. Ho sempre pensato che l’Arte fosse la somma bellezza intellettuale e la natura la bellezza assoluta, ad un certo punto ho incominciato a fare cose ispirandomi ad altre… L’arte può insegnare come un’ idea possa essere raffinata e resa elegante, di certo frequentare l’istituto d’arte ha fatto la differenza: c’era l’aula di scultura e il professore mi ha conquistato fin da subito. Di quegli anni ricordo che facevo portachiavi e porta-accendini in “fimo”, una specie di pongo che poi solidifica, ne ho venduti un sacco! Anche a chi non fumava. Perché il nome Marcantonio?
È il mio nome vero, e con un nome così i cognomi non servono. Da piccolo lo soffrivo molto, ora sono riuscito a dargli un senso. In Romagna un “marcantonio” è chi ha una statura grande, un omone di due metri con due spalle così… Beh, diciamo che negli ultimi anni ho allargato un po’ le spalle pur continuando ad avere un fisico da lancia coriandoli.
“Negli ultimi anni ho allargato un po’ le spalle pur continuando ad avere un fisico da lancia coriandoli” Cover Story
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PEACOCK LAMP - Dimensioni LxPxH: 31 x 97 x 69 cm. Edizione limitata di 8 esemplari, realizzati in ottone. Il pavone è un animale che mi incuriosisce, perché rappresenta eleganza e bellezza, ma allo stesso tempo il suo fare altezzoso e un po’ aristocratico mi diverte nel contrasto che crea con il neon.
È bello ascoltarti parlare, si percepisce una voglia di verità persistente, un rifiuto delle convenzioni gentile, sorridente ma sfidante, cosa cerchi di raggiungere o realizzare?
Ah! Bella domanda, hai ragione, la mia ricerca credo che abbia a che a che fare con l’identità, quindi la verità. Cerco di andare controcorrente, ma allo stesso tempo salvare le origini e trovare riferimenti che appartengano a tutti. Siamo esseri complessi, non possiamo più calzare modelli semplici, un po’ di rifiuto per le convenzioni ci vuole! Io
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cerco l’emozione, lo stupore, la verità, l’entusiasmo, la sorpresa. Avevo un sogno ed era quello di vivere delle mie passioni, ora l’ho raggiunto, ma mi piacerebbe mostrare la vera parte artistica, sento che ho ancora molto da fare, ho molte visioni. In ogni caso vorrei sfruttare al massimo il mio potenziale, capire quale è in effetti, credo che per indole io tenda ad essere sempre curioso, diciamo che il pezzo importante sarà sempre quello che devo ancora fare o quello che ho appena disegnato e non vedo l’ora di veder realizzato.
Cover Story
AMEN - Dimensioni LxPxH: 32 x 54 x 41 cm. Edizione limitata di 8 esemplari, realizzati in ottone. Gesù sulla croce è un'immagine che fa riflettere, ma oggigiorno ci siamo abituati. Dopo duemila anni è più potente emotivamente vedere Gesù seduto.
C’è un aspetto inconscio che governa la mia creatività quindi non ho traguardi delineati, mi concentro su ogni singolo passo. Se dovessi riassumere in una parola le tue origini quale sarebbe?
“Terra”, guardavo sempre in giù. Ci sono dei processi che riconosci nello sviluppo dei tuoi progetti o è tutto estremamente intimo? Lavori in gruppo?
Ogni progetto è diverso, per concetto, materiale, metodo di produzione e quindi anche per tipo di modello o prototipo da
realizzare. L’unica cosa che li accomuna tutti è che ognuno è nato da una visione che si è trasformata in disegno nel giro di poco. Se rimane solo un disegno per anni, prima di diventare prodotto, cerco sempre di rimanere fedele a quella emozione iniziale, di rispettarla. Forse l’unico processo che riconosco è quello mentale, cerco di farmi venire in mente un’idea che mi diverta, mi imposto su “stupore” e poi combino idee e oggetti liberamente. Ogni tanto trovo l’incastro giusto, in quel momento provo una gratitudine che presto diventa amore.
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Cover Story
C’è un privilegio che vorresti fosse tuo?
Mah, forse farmi un po’ più furbo e sfruttare maggiormente le opportunità che potrei avere. In realtà vedo che tutto il mio lavoro lo faccio per starmene tranquillo, la mia sfida era vivere in campagna e lavorare con realtà intorno al mondo. Questo forse è il vero privilegio. Cosa pensi possa fare il mondo del design per questa pandemia globale?
Il design ha un valore legato alla funzione ed uno legato alle emozioni: il design può fare tanto. Un oggetto può cambiare il tuo stato d’animo. Accade che un oggetto semplice abbia una funzione straordinaria, ma anche che un oggetto bellissimo, con valore artistico/ concettuale abbia in seconda battuta una funzione. In questo periodo la casa è diventata ancor più un luogo sacro, in cui passare molto tempo e starci bene, il design serve a questo. Qual è il tuo rapporto con l’incertezza, il caso, l’imprevisto?
Ci penso spesso, cerco di calcolare le variabili possibili, un livello di entropia assurdo! Tendo a voler avere tutto sotto controllo. Ma ho anche una parte istintiva, quella creativa e spontanea, non so da dove venga, ma è la parte di me che preferisco. Parliamo di vivere gli spazi, dell’abitare: di
piante! Il verde ha un potere rigenerante solo alla vista, invece la tv ha un potere rincoglionente. Quale pensiero per il pianeta è presente nella tua progettualità?
Il primo pensiero che ho è l’amore che provo per la natura. In lei è tutto meraviglioso, è più che bello perché è necessario ed efficiente, forse ci stupisce così tanto perché è da lì che veniamo e perché ogni cosa è al suo posto, formata per svolgere una funzione precisa. È stupefacente la bellezza e la varietà del mondo di cui facciamo parte, saremmo la massima espressione della natura, ma molto spesso tendiamo a discostarcene. Cerco di evocare la natura, perché fa bene anche solo come associazione di pensiero perciò disegno progetti che facciano pensare a soggetti naturali. Per quel che riguarda l’etica progettuale in realtà non mi preoccupo del materiale che uso, lavoro con tutto, legno, ceramica, metalli, resina, marmo, vetro ed anche plastica. Nel caso della plastica è polietilene, il più facile da riciclare. Ora la plastica è demonizzata, giustamente, ma bisogna considerare che ciò che arriva nei mari non sono oggetti di design ma prodotti usa e getta o imballaggi. Per quel che riguarda gli imballi alcune aziende con cui sto lavorando stanno cercando di trovare alternative, perché sarebbe intelligente eliminare il polistirolo.
cosa potrebbe fare a meno la tua casa e di cosa no?
Quale progetto altamente sfidante vorresti
Posso fare a meno della televisione, che infatti non ho, non potrei fare a meno delle
affrontare?
Chissà, magari qualcosa che abbia a che
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Cover Story
Gorilla di Marcantonio alla sfilata Giorgio Armani FW21-22. Courtesy of Giorgio Armani
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fare con il benessere delle persone, un progetto sociale, non un oggetto quindi ma un sistema. Forse una cosa troppo grande e complessa, meglio dirti che le prossime sfide saranno nel mondo dell’arte, che poi è la verità! La cosa più importante che ti hanno insegnato.
Guardare a destra e sinistra prima di attraversare.
Ahahah, sei fortissimo! E la cosa più inutile che ti hanno insegnato?
Non fare il bagno dopo aver mangiato. Se non avessi fatto ciò che fai quale altro lavoro ti sarebbe piaciuto?
Ho avuto esperienze in teatro e la gente si divertiva tanto, mi sarebbe piaciuto scrivere e recitare! Ma molto spesso immagino di fare recinti per animali e annaffiare piante, stare all’aperto.
GORILLA Dimensioni LxPxH: 130 x 65 x 145 cm. Realizzato in resina e fibra di vetro. Il gorilla rappresenta l'istinto e la forza della natura, ma questa chiave di lettura viene ammorbidita dal suo sguardo calmo e sognante, che sembra ricordarci da dove veniamo.
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Cover Story
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Degni di nota
DEGNI DI NOTA
a cura di Emanuela Perozzi
I “Degni di nota” di questo mese ci ricordano l’arcobaleno che spunta in cielo all’improvviso: una possibilità che fa capolino tra l’umidità dell’aria e le goccioline di pioggia sugli alberi, un arco multicolor che simboleggia qualcosa di nuovo che ci aspetta da qui in poi.
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“Potranno recidere tutti i fiori ma non potranno fermare la primavera” Pablo Neruda
È arrivata la primavera! Mai come in questo momento desideriamo che il cambio di stagione rappresenti anche un cambio di marcia! Per uno sprint così ambizioso non possiamo che partire dalla casa: nido accogliente, specchio di stati d’animo contrastanti, amplificatore di emozioni, espressione di ciò che siamo, nel bene e nel male. Ispirandoci alla poetica primaverile, vogliamo trasmutare la sua energia positiva dal fuori al dentro. Così le nostre case possono riempirsi di lampade, poltrone e arredi di design declinati nelle sfumature che ci regala la natura in questo periodo dell’anno: palette delicate e femminili, nuance brillanti e vitaminiche, cromie setose, tonalità allegre, positive, piene di vita.
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Lasciamo entrare la primavera nelle nostre case con la stessa delicatezza dei timidi raggi di sole che si affacciano a rallegrarci l’umore. Lasciamo che la nuova elettrizzante atmosfera ci “scongeli” dal letargo invernale: come un invito a prendere la vita con più leggerezza, umorismo e filosofia. Impariamo dai fiori, che sbocciano nonostante tutto. Impariamo dal canto degli uccellini, cui nessuno può mettere il silenziatore. Impariamo dalla natura, che cambia sotto i nostri occhi, libera e imperturbabile, senza interruzioni né rallentamenti. Basta poco per trasformare la casa con il restyling cromatico primaverile. Prendiamo un po' di rosso corallo dalle sfumature del tramonto, aggiungiamo il disincanto del giallo, l’allegria dell’arancio, il mood sofisticato del rosa cipria. Infine, riempiamoci gli occhi con le nuove sfumature del cielo, così azzurre da strapparci un sorriso e miglioraci la giornata. Il gioco è fatto!
Degni di nota
ROSA BLUSH
Sedia Ribbon BY QEEBOO
Poltrona Roly Poly BY DRIADE
La filosofia di Driade è tutta racchiusa nel design della poltroncina-scultura Roly Poly, ideata dalla designer britannica Faye Toogood: struttura massiccia e compatta al servizio di una seduta dolce e arrotondata che, già alla vista, mette a proprio agio e trasmette accoglienza. La delicata nuance rosa cipria (super chic se abbinata alla luminosità del bianco!) si sposa alla perfezione con la caratteristica forma a ciotola, ammorbidita da soffici cuscini imbottiti, e stempera il blocco monolitico delle gambe cilindriche.
Design fresco e giocoso per Ribbon, la sedia targata Qeeboo e disegnata da Nika Zupanc. Sembra arrivare direttamente da un libro di fiabe: sta benissimo in un giardino shabbychic, ma è perfetta anche per stimolare la fantasia dei bambini e per completare in chiave ironica il look della cucina o del living. Il rosa pastello, la finitura opaca, la seduta tonda e lo spontaneo fiocco che si forma sullo schienale sono elementi che sinergicamente danno vita ad un’atmosfera sognante e poetica.
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TURCHESE E DINTORNI
Lampada Cap BY NORMANN COPENHAGEN
Il design di Cap di Normann Copenhagen nasce da un’intuizione del duo tedesco KaschKasch che, per la forma semicircolare del paralume, ha preso spunto dal simpatico (e bistrattato) pulcino Calimero e dal suo guscio d’uovo in testa. La giocosità delle forme arrotondate e la delicatezza della nuance celeste polvere fanno da contrappeso ad un design nel complesso rigoroso, lineare, quasi scultoreo. Razionale anche la funzionalità della lampada: il paralume è direzionabile e regolabile in intensità, così da orientare il fascio di luce dove serve e creare un’illuminazione piena oppure una tenue luce d’atmosfera.
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Degni di nota
“A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni” Alessandro Baricco
C’era una volta BY KARMAN ITALIA
I vetri soffiati si uniscono a formare immagini di forme e dimensioni diverse: molteplici composizioni possibili, effetti cromatici infiniti e mutevoli, design raffinato e gioco di volumi. Non è casuale la scelta del nome - C’era una volta – per un lampadario che suggerisce atmosfere fiabesche e scenari da mille e una notte. Illuminato dalla luce primaverile, la creazione di Karman Italia brilla e luccica ancora di più, esaltando la preziosità dei materiali e il pregio della fattura artigianale. Il turchese intenso è un inno a godersi la vita: un punto cromatico che ci ricorda il mare, ma anche il cielo del mattino sgombro di nuvole e foriero di serenità.
Madia Caruso BY MINIFORMS
Caruso di Miniforms “parla” attraverso la cromia sofisticata – a metà tra turchese e verde veronese – il design sorprendente e le note che riproduce ad alta definizione. Proprio così: Caruso non è solo un mobile che arreda con inconfondibile stile, è una madia musicale! Il designer, Paolo Cappello, l’ha progettata con una struttura slim e compatta, un design essenziale, senza maniglie e senza fronzoli. Tutto il superfluo lascia posto all’essenziale: l’anta destra, dotata di apertura push-pull, nasconde un vano contenitore con ripiano in vetro, l’anta sinistra è fissa e ospita un’imperiosa tromba in ceramica di ispirazione vintage. Il fascino di Caruso nasce proprio dal contrasto tra i rimandi rétro e l’hightech multisensoriale: un arredo musicale dotato di connessione Bluetooth e impianto da 50 Watt.
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ROSSO CORALLO Lampadario Tora BY MINIFORMS
La sospensione Tora di Miniforms trova la sua espressione di unicità nella trovata di declinare la ceramica, materiale notoriamente lucido, in una finitura opaca e in una veste cromatica pastello. Scelte che alleggeriscono e allo stesso tempo aggiungono personalità e accento materico al design. In questa direzione viaggia anche la fusione di ispirazioni stilistiche: la forma mescola abilmente l’anima vintage delle vecchie lanterne a olio con lo spirito etnico delle lanterne arabe, mentre la nuance rosso corallo suggerisce atmosfere vivaci e contemporanee.
Sedia Koi - Booki 370
Mobile Luna
BY PEDRALI
BY COEDITION
Disegnata da Claudio Dondoli e Marco Pocci, la sedia impilabile Koi-Booki di Pedrali è nata per dare leggerezza e dinamicità a tutti gli ambienti in cui viene inserita, compreso l’outdoor e l’ufficio. Un design giocoso, vivace, ma anche raffinato e pieno di stile. Il rosso corallo aggiunge una nota di vivacità che cattura gli sguardi, mentre la ripetizione degli elementi geometrici forma un pattern grafico che sottolinea il carattere funzionale e salvaspazio di chiara impronta contemporanea.
Luna è il geniale cabinet disegnato da Patricia Urquiola per Coedition da sfruttare in ogni angolo di casa. Non c’è ruolo che non possa interpretare: libreria, mobile contenitore, sistema di mensole a giorno, madia, mobile ingresso. Con un design così accattivante, Luna potrebbe anche “non fare nulla” e starsene semplicemente in bella mostra nel living come oggetto decorativo tout court. Delizioso in tutto: la forma circolare mette allegria, il vivace punto cromatico (un miscuglio di arancio, corallo e terracotta) si armonizza alla perfezione con il legno e il mix tra design vintage e funzionalità moderna lo rende duttile e senza tempo. E il vedo/non vedo creato dalle antine scorrevoli sembra un gioco di prestigio!
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Degni di nota
LAMPI DI GIALLO
Libreria April BY BONALDO
Libreria, piano d’appoggio per oggettistica e mille altre interpretazioni per April, geniale creazione di Gino Carollo per Bonaldo. Un arredo di design che, già dal nome, strizza l’occhio all’allegria dei mesi primaverili. Con una struttura metallica esile, coesa e dinamica, la libreria che ricorda la classica sagoma di una bottiglia trasmette un immediato senso di leggerezza e ironia: proprio ciò che serve per entrare nel mood primaverile e favorire il cambio di marcia tanto auspicato.
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COLORATO COME UN ARCOBALENO
Tavolo Big Table BY BONALDO
In Big Table di Bonaldo il pregio dei materiali e la grande tradizione del design Made in Italy assume una veste nuova, colorata e spensierata come un arcobaleno. L’inclinazione delle gambe, verniciate in rosso corallo, arancio, verde e lilla, suggeriscono dinamismo ed esplosione di vitalità, mentre la linearità del piano riconduce ad una stabilità visiva di grande fascino. Scultoreo e iconico, Big Table sarà il protagonista indiscusso della casa: non un semplice tavolo, ma un delicato gioco di equilibri, un percorso ottico che conduce da un elemento all’altro, da un colore all’altro, con disinvoltura e spontaneità.
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Illuminazione
COME UNA NOTTE DI LUCE PIENA… a cura di Emanuela Perozzi
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Piena e pulsante di luce. Non è la luna, è Ululì-Ululà! …quando la luna si nasconde, ci pensa la deliziosa Ululì–Ululà ad imitarne forma, fascino e luminosità. Con la sua struttura in vetroresina bianca e gli inserti in pizzo, la lampada a sospensione targata Karman (design di Matteo Ugolini) illumina le serate estive in terrazza e regala un colpo d’occhio da togliere il fiato!
Luce senza confini! Nata dal genio creativo di Philippe Starck, In Vitro di Flos si rifà ad una nuova concezione di luce per esterni: la trasparenza del vetro soffiato e la forma senza spigoli della lanterna evocano una trasparenza totale, priva di contrasti e confini. «Da sempre, il bulbo luminoso è protetto da una sfera di vetro. Oggi, tutto ciò scompare a vantaggio della luce»: queste le parole usate dal designer francese per raccontare l’esperienza “dematerializzante” della sua In Vitro. Un’illuminazione leggera e soffusa che crea atmosfere magiche e sognanti.
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Illuminazione
Storie intorno al fuoco Un detto polare recita “fuoco e luce mezza compagnia”: mai parole furono più appropriate per descrivere Spin, il gioiello di Lighting Design creato dal brand tedesco Höfats. L’atmosfera da falò è garantita dal vortice di fiamme che danza nel suggestivo cilindro di vetro: il fuoco è addomesticato dai confini della lampada ed esaltato dalla trasparenza che mette in scena sorprendenti giochi di luce. Lanterna, torcia, fuoco da tavolo e, nella versione con picchetto, corpo illuminante da fissare nel prato del giardino: Spin è l’idea che aspettavi per illuminare e scaldare (nel vero senso della parola!) l’atmosfera delle tue serate all’aperto.
Luce (strato)sferica
L’outdoor si accende con le icone del Lighting Design È la lampada a sospensione “O” di Artemide a suggerirci la metafora della luna e a ricordarci che ogni spazio esterno può riempirsi di magia se illuminato in modo naturale e spontaneo. Ma proprio come la luna, e come la lampada “O”, che con i suoi sensori appare solo quando cala la notte (“luce on demand”), i gioielli dell’architettura delle luci non si limitano ad infondere poesia e romanticismo, ma aggiungono quel q.b. di design e creatività che rende l’outdoor più definito, personale, imprevedibile. Il palcoscenico ideale per le tue (illuminanti!) serate tra amici, ricordi e risate.
Può una semplice sfera luminosa modificare l’identità di uno spazio e creare un micromondo emozionale? A quanto pare sì! Non è un caso, infatti, che Happy Apple, disegnata da Alberto Basaglia e Natalia Nodari per Pedrali, sia tra le lampade più imitate al mondo. La sua forma, apparentemente semplice, racchiude una straordinaria complessità simbolica. La sfera è sole, terra, luna. È il ciclo stesso della vita. L’iconica lampada-sfera di Pedrali non si limita a far brillare l’outdoor, ma lo avvolge in un caldo abbraccio, lo riempie di atmosfera, lo coccola con un design pieno e rassicurante.
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È tempo di lucciole Alzi la mano chi non ha mai tentato di catturare una lucciola tra le mani per carpire il segreto della sua scintilla lampeggiante. E come non rimanere a bocca aperta nell’osservare il tappeto stellato che formano tutte insieme? Simili ad eteree lampadine volanti, le lucciole si “esibiscono” nelle notti d’estate e brillano per una buona causa: l’amore! Proprio così: i loro bagliori intermittenti raggiungono il massimo dell’intensità luminosa poco prima di accoppiarsi. È a questi misteriosi coleotteri bioluminescenti che si ispira Luciole, lampada per esterni prodotta da Emu in versione da tavolo e da terra. Con il tocco lieve dell’interruttore a sfioramento e il corpo illuminante racchiuso nell’asta snella e slanciata, Luciole emana un’impalpabile luce fredda, regalando all’outdoor l’atmosfera magica e sognante delle più spettacolari notti di lucciole.
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Questione di Aplomb Foscarini gioca sul doppio significato della parola francofona per dar vita ad una lampada da esterni che unisce la raffinatezza del design dritto (a piombo) con la disinvoltura (l’aplomb) di una sospensione che rimane imperturbabile di fronte agli agenti atmosferici. Anche se fuori imperversa il vento, Aplomb, realizzata in cemento e alluminio, mantiene la calma e, con invidiabile flemma, continua a proiettare il suo fascio luminoso. Noncurante di tutto, lei porta luce dove serve, mettendo insieme un vincente mix di solidità materica e design sofisticato.
Illuminazione
L’Abat-jour si trasferisce in giardino La forma è di memoria indoor, ma la funzionalità migra verso gli spazi esterni: la lampada di design Cone, targata Emu, è liberamente ispirata all’elegante sagoma di un Abat-jour vintage da comodino. Se il cappello (in formato extra) strizza l’occhio agli anni ’50, la sottile asta in acciaio, leggera e flessuosa, attualizza il design e riporta tutto su un piano funzionale e contemporaneo. Cone è una contraddizione vivente: il minimalismo della gamba compensa la forma generosa del corpo illuminate, il tessuto vintage “a righine”, così sobrio e delicato, si esalta nel contrasto con la personalità solida dell’acciaio. Per non parlare della curiosa inversione dei ruoli tra indoor e outdoor. Impossibile non amarla!
Segnali di luce Sembrano calzare a pennello le parole del regista giapponese per descrivere InOut di Rotaliana e Real Matter di Flos: lampade da parete per esterno che, come segnali luminosi, ammiccano nel buio, segnano discretamente il passaggio e creano atmosfere contrastanti. Perché dove c’è luce c’è anche ombra. È nell’alternanza tra queste due dimensioni opposte – luce e buio - che le lampade svelano la loro indole segreta: quella di suggestionare, modificare la percezione dello spazio, creare illusioni ottiche, allargare o stringere la prospettiva, mostrare o nascondere. Ma soprattutto affascinare!
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L’INTERIOR DESIGN OMAGGIA VENEZIA a cura di Emanuela Perozzi
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Venezia
La città lagunare ha compiuto i suoi (primi) 1600 anni!
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Dobbiamo tornare al 25 marzo 421 per “immortalare” il primo vagito di Venezia: è questo il giorno in cui – narra la leggenda - venne posata la prima pietra della chiesa di San Giacomo di Rialto, conosciuta popolarmente come San Giacométo. Da allora ne è passata di storia sotto i ponti: per l’esattezza, 1600 anni! Un’età che la Serenissima sfoggia con invidiabile disinvoltura e regalità. Le celebrazioni per il super compleanno hanno preso il via il 25 marzo 2021, esattamente 16 secoli dopo la storica fondazione, e andranno avanti fino al 2022 con un calendario denso di eventi, virtuali e non, tra cui la nuova edizione del Salone Nautico all’Arsenale, la Biennale Arte e la Biennale Architettura, in programma dal 22 maggio al 21 novembre 2021. Poltrona Venice by Kartell
Venezia: fonte di ispirazione continua
Venezia è lo scenario ideale per accendere la scintilla dell’ispirazione, alimentare la vena creativa, trasformare la realtà in visione artistica. Ne sanno qualcosa i tanti intellettuali, musicisti, artisti e uomini di cultura che hanno avuto la fortuna di incrociarla nel loro cammino: Shakespeare, Goethe, Byron, Stendhal, Wagner, Thomas Mann e chissà quanti altri. Ci sembra quasi di vederli: incantati ad osservare il
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lento incedere dell’acqua sotto i canali, incuriositi dai riflessi turchesi che, placidamente, si adagiano sugli alberi, sulle case, sui ponti. Giochi di luce che moltiplicano le facce della città, rendendola ancora più magica, contraddittoria, misteriosa. Un fascino magnetico, una sorta di attrazione fatale per questo luogo incantato che, come se niente fosse, se ne sta sospeso tra il cielo e il mare. Ma Venezia è anche altro:
ponte tra Oriente e Occidente, spazio (fisico e simbolico) di interconnessione tra civiltà, culture e popoli diversi. La «più antica città del futuro» - questo lo slogan scelto dal Comune in occasione dell’anniversario della fondazione - ha trovato nell’apertura, nella conoscenza e nell’avvicinamento la sua vocazione e il suo radicamento identitario.
Venezia
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Il mondo dell’Home Design non è certo immune al magnetismo di Venezia. Come i grandi letterati e poeti del passato, anche gli architetti e i designer, nel corso delle generazioni, hanno trovato nella dimensione onirica di Venezia terreno fertile per nuove idee, progetti e visioni. Il patrimonio architettonico
della città è di incommensurabile valore, quasi un universo a parte: quando il Design ha avuto la fortuna di incontrarlo, immergendosi in una bellezza così struggente e “perfetta”, il risultato è stato un connubio artistico di grande suggestione.
Il compleanno si festeggia con un tocco di design!
Poltrona Cara by Kartell
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Venezia
Sedia Katwalk by Kartell
Kartell e Venezia: amore al primo scatto!
Venezia è stata scelta come set fotografico da diversi brand di Interior Design italiani e internazionali. Primo tra tutti Kartell, che ha puntato sulle atmosfere rarefatte della città lagunare per valorizzare le linee leggere e impalpabili di alcuni pezzi simbolo della sua collezione, tutti disegnati da Philippe Starck: iniziando dalla seduta Venice, che omaggia la città con il nome ma anche con la reinterpretazione del mood classico delle poltroncine degli storici cafè veneziani, passando per la poltrona Cara e per la mitica Louis Ghost, vero e proprio cult del design mondiale.
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Venezia
A sinistra Sospensione Mouette by Artemide Qui sopra lampada da terra Tolomeo by Artemide A destra Piroscafo by Artemide
Il Gruppo Artemide, brand d’illuminazione tra i più conosciuti al mondo, è un’altra eccellenza del Design Made in Italy che ha stabilito un legame speciale con la città di Venezia. Sponsor della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale dal 2015 al 2019, l’azienda di Lightning Design ha sostenuto l’evento con progetti di luce che hanno accompagnato (e illuminato) l’esperienza dei visitatori lungo i percorsi dell’esposizione, sia indoor che outdoor. Il brand milanese ha utilizzato l’impatto visivo e luminoso dei suoi pezzi più iconici per plasmare con eleganza e personalità lo spazio architettonico della Mostra: dalle scenografiche lampade Reeds,
zampilli luminosi che sembrano letteralmente sbucare dal terreno, alle ironiche Piroscafo, firmate da Ernesto Gismondi, passando per la celeberrima Tolomeo di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, elegante e sinuosa anche nella versione outdoor. Le sospensioni Mouette di Wilmotte & Industries hanno “volato” sopra gli spazi Educational, mentre per creare una luce d’atmosfera nel ristorante Le Bombarde è stata scelta la lampada Calenda, disegnata da Italo Rota e Alessandro Pedretti. Per non parlare di Empatia, il progetto di luce firmato da Carlotta de Bevilacqua che ha dato forma al connubio tra innovazione tecnologica e arte vetraria veneziana.
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FESTINA LENTE, AFFRETTATI LENTAMENTE, E FAI DEL TUO GIARDINO UNO SPAZIO INTIMO E GODIBILE a cura di Chiara Bocciolini
Collezione Casilda by Talenti
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σπεῦδε βραδέως_ festina lente_affrettati lentamente
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Nelle sue ‘Vite dei Cesari’ lo storico latino Svetonio attribuisce questo motto all’imperatore Augusto il quale esclama: “Affrettati lentamente!” Può sembrare difficile conciliare questi due atteggiamenti opposti, tuttavia Augusto con questo ossimoro esprime la necessità di agire sempre con prontezza, ma anche in modo ponderato e tenace. Proprio come dovremmo fare noi ora che la primavera sta per esplodere e i nostri spazi dehor richiamano attenzione per essere preparati alla stagione più bella che invita a godere del verde domestico e di un clima favorevole alle tante attività che si possono fare all’aperto. Dobbiamo quindi affrettarci, ma con decisione.
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Il concetto occidentale dello ’stare bene’ è legato indissolubilmente all’idea di spazi aperti, di libertà e all’esigenza di sfruttare la buona stagione per trasferire molto del nostro quotidiano fuori dalle mura domestiche, in giardino o sul terrazzo. L’esperienza della pandemia e delle molte restrizioni che, nostro malgrado, abbiamo sperimentato durante questo anno sospeso ci ha fatto rivalutare il privilegio di avere uno spazio esterno, prolungamento organico della nostra casa, fatto di verde e di maggior contatto con la natura. Il giardino è un luogo ispirazionale: uno spazio di libertà, intimo e vitale,
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progettato per la nostra sicurezza ed il nostro benessere, che il design ci aiuta a costruire o trasformare secondo logiche che possono essere sia estetiche che funzionali. L’outdoor design conosce in questi anni una fortuna che risponde proprio al desiderio di ognuno di noi di trasferire anche al verde di casa una cifra stilistica che ci rappresenti e nel quale trovare il massimo del comfort, senza trascurare le esigenze di nessuno, bambini e animali compresi. Superati i modelli tradizionali che nella cultura contemporanea impongono al verde questo o quello stile definito, scopriamo un’alternativa allettante: aprirsi alla natura, vivere in libertà il verde domestico e definirlo secondo la nostra creatività. Un design sempre più versatile e innovativo ci viene in aiuto con proposte che, di stagione in stagione, diventano sempre più originali e irrinunciabili: possiamo arredare il nostro giardino con sdraio e lettini di ogni foggia per il relax delle giornate più calde oppure possiamo progettare una zona dove organizzare momenti di piacevole convivialità, ma magari vogliamo dedicarci anche al gardening, ad un angolo per il barbecue ed al gioco spensierato dei nostri bambini. Le esigenze sono tante, ma tante sono anche le soluzioni. Arredare, illuminare e decorare sono i trend topic dell’outdoor design che ci accompagnano nel trasformare, reinterpretare o creare ex novo uno spazio verde di cui godere.
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1 — Poltroncine Supernatural by Moroso 2— Poltrona Husk M H110cm by Moroso 3 — Poltrona Magisproust by Magis
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Arredare il nostro “resort” verde Macro o micro, urbano, di campagna o di mare, il giardino è diventato un po’ come una ‘casa all’aperto’ che desideriamo essere funzionale, ma anche bella e confortevole, una specie di resort privato. La scelta di campo è quella relativa allo stile. Quale scegliere per poltrone e divani, pouf e chaise longue, tavoli e sedie? C’è solo l’imbarazzo della scelta fra le molte proposte dei brand produttori di outdoor e anche di quelli che producono arredo per interni e esplorano gli esterni in modo parallelo. Dal design più spinto all’intramontabile stile rétro dominano i materiali che variano dai più naturali ai tecnologici: legno, metallo, plastiche di ultima generazione e tessuti evoluti e performanti. Le forme, nette e geometriche o più morbide e avvolgenti, richiamano l’attenzione per il pregio estetico e per i dettagli che raccontano di una vera eccellenza produttiva, diventando così i punti focali di ogni spazio esterno.
1 — Cleo collection by Talenti 2— Altalena Cleo Teak by Talenti 3 — Divano Desiree by Vermobil 4 — Poltrona Piña by Magis 5— Chaise Longue da giardino Nolita by Pedrali 6 — Divano da esterno Sacco by Talenti
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Luce e fuoco: se l’atmosfera è complice 2
Definire la luce funzionale per un giardino è fondamentale e serve a rendere fruibili tutti gli spazi in qualsiasi momento della giornata e a segnalare i percorsi. Molti marchi di eccellenza nel settore del lighting design stanno declinando alcune delle loro più iconiche lampade da interni nella versione outdoor, puntando sulla applicazione di materiali e tecnologie maggiormente idonei. Parliamo di piantane, sospensioni, lanterne e lampade da tavolo cordless. Ma la luce d’atmosfera non è meno importante: pensiamo alle strips di lampadine a bulbo, rigorosamente a luce calda, che possono decorare un muro un po’ disadorno o arrampicarsi sugli alberi creando un effetto magico e romantico. Infine arriviamo al fuoco: un simbolo potente che è anche un evidente richiamo a socialità e convivialità. Cosa c’è di più piacevole che riunirsi attorno al fuoco nelle lunghe serate estive e magari organizzare un barbecue coi vicini alla domenica? C’è dunque solo da affrettarsi... a scegliere, ma lentamente!
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1 — Lampada da esterno Kiki cordless by Martinelli Luce 5
2 — Lampada da terra Pirla by Karman 3 — Lampada da terra Twiggy Grid by Foscarini 4 — Barbecue Cube by Höfats 5 — Lampada Reeds IP 67 Triplo by Artemide
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Dalla creatività più fresca l’outdoor design di ispirazione ludica 4
L’attitudine ludica fa parte del design e il mondo outdoor non sfugge a questa tendenza: è nutrito il filone degli arredi ispirati o dedicati al mondo dei più piccoli che brand prestigiosi sviluppano guardando a questo contesto come ad un orizzonte di nuove opportunità espressive e diversi approcci progettuali. Grazie al design ludico si sperimentano nuovi modi di interagire con gli spazi esterni della casa: funzionali e divertenti, colorati e dalle forme più fantasiose, possiamo anche spostarli facilmente dall’interno all’esterno della nostra casa e con la loro versatilità saranno sempre buoni compagni dei momenti più gioiosi di tutta la famiglia! 1 — Sedia pulcino Happy Bird by Magis 2— Poltroncina Clover by Driade 3 — Lampada da tavolo per esterni ricaricabile Teddy Girl in velluto by Qeeboo 4 — Poltrona Filicudi by Qeeboo
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Viaggio immaginario
Viaggio immaginario a cura di Alessandra Luporini
Il viaggio immaginario è il concetto di viaggio inteso come fonte inesauribile di ispirazione vissuto attraverso passato, presente e futuro. Durante i viaggi nascono incredibili idee come quella della nascita di un famosissimo tessuto blu: sebbene le sue sembianze risultino incredibilmente moderne, bisogna andare indietro nel XV secolo dove veniva usato per confezionare i sacchi delle vele delle navi: Blue ne indica il colore, jeans la città. Blue jeans, infatti, deriva dal francese Blue de Gênes, ovvero Blu di Genova. Le origini di questo indumento cult sono europee, con l'Italia che gioca un ruolo fondamentale. Quindi potremmo affermare che il jeans è nato
prima come tessuto per “arredare” le navi e poi sotto forma di divisa per i mariani genovesi?! Successivamente negli anni ’50 conquistò i giovani grazie ai primi idoli del cinema e del rock and roll, e oggi entra nelle nostre case come icona anche nell’arredamento. L’importanza di questo tessuto dipenderà sicuramente dal colore blu, una tendenza evergreen e in una casa il blu è il colore del silenzio e della tranquillità, ma anche dalla fibra molto resistente che si pulisce facilmente, come succede per il classico e intramontabile capo d'abbigliamento, sta bene con tutto, pure tra le mura della propria abitazione.
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Divano Rodolfo by TheSIGN
Rodolfo è un divano modulare by TheSIGN composto da semplici elementi disponibili in molteplici finiture e colori: la struttura, la seduta, lo schienale, la chaise longue. Seduta/letto Rodolfo è uno degli elementi modulari con cui creare il tuo divano personalizzato. Puoi utilizzare il pouf da solo, come comoda seduta polivalente, oppure creare una comoda poltrona/chaise longue aggiungendo la struttura in acciaio e una seduta/letto.
Poltrona Era Lounge High by Normann Copenhagen
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Viaggio immaginario
Classica, invitante, nostalgica e dalle forme arrotondate. Poltrona Era Lounge High con gambe in acciaio by Normann Copenhagen, design Simon Legald
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Un altro incontro eccezionale è quello tra l’immaginario senza tempo di Fornasetti e l’elegante esuberanza di Louis Vuitton. Il tema è di nuovo il viaggio, da sempre caro alla maison di moda; gli oggetti di Fornasetti portano con sé messaggi d’arte e ispirano l’immaginazione. Nasce così un incantesimo neoclassico all’interno delle mura del Louvre, dove la Paris Fashion week chiude con una sfilata innovativa legata all’artigianalità che proietta sui capi immagini di statue antiche rivisitate in chiave contemporanea catturate da termocamere hi-tech, attraversando passato, presente e futuro.
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Fitness at home
FITNESS AT HOME. RIMETTERSI IN FORMA A KM 0 E A COSTO 0
a cura di Giorgia Messa
Mantenersi in forma restando a casa si può ed è anche molto vantaggioso! I vari lockdown, quarantene (o “arresti” domiciliari che dir si voglia) ci hanno costretto a riorganizzare le nostre vite… E le nostre case! Che si tratti di un bilocale in centro o di una villa in campagna, le abitazioni sono diventate delle specie di scatole magiche, pronte ad assumere molteplici forme e molteplici funzioni: camere da letto convertite in uffici; bagni resi centri estetici fai da te; balconi attrezzati a solarium; tavoli da pranzo allestiti a tavoli da gioco; cucine… Improvvisamente utilizzate per cucinare! Così, ogni stanza può trasformarsi in una palestra perfetta per tenersi in forma a km 0 e, udite udite, a costo 0! Avete dubbi? Leggete un po’ qui e alla fine scoprirete gli innumerevoli vantaggi di allenarsi a casa.
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CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
Partiamo dall’attività motoria in senso stretto, per rassodare, rinforzare i muscoli e, in alcuni casi, perdere i chiletti di troppo. Come canta Luca Carboni: “Ci vuole un fisico bestiale, per resistere agli urti della vita”. In altre parole, prenderci cura del nostro corpo è fondamentale non solo per mantenere la linea ma anche per preservare il benessere psichico. Con l’imperversare dello smart-working, della
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didattica a distanza e, più in generale, di una quotidianità sedentaria, un po’ di esercizio fisico al giorno diventa imprescindibile. Dopo ore e ore seduti davanti al computer, abbiamo bisogno di muoverci; non solo per alleviare lo stress e scaricare le tensioni nervose ma anche per evitare che il nostro sedere prenda la forma della sedia e che la nostra schiena faccia concorrenza a uno stoccafisso.
Fitness at home
Occorrente Vediamo cosa occorre. Innanzitutto, un coach: qualcuno che ci indichi cosa fare e come farlo correttamente. Poiché vi ho parlato di soluzioni a costo 0, tralasciamo l’ipotesi del personal trainer che si presenti a casa nostra in carne e ossa. Abbiamo due possibilità: 1. Affidarci alla tecnologia. YouTube è pieno di video-tutorial in materia, liberamente accessibili, ben fatti e facili da seguire. Così come potrete scaricare sul vostro smartphone specifiche app semplicissime da utilizzare. Basterà una ricerca on-line per trovare il/la coach che faccia al caso vostro e che vi guidi dallo schermo dei vostri dispositivi. 2. Diventare coach di noi stessi. Sappiate che gran parte degli esercizi che siamo abituati a fare in palestra sono replicabili a casa. Basterà quindi ricordarseli e ripeterli in autonomia. So già cosa vi starete chiedendo: e gli attrezzi? Se vi dicessi di acquistarli, non sarebbe più una soluzione a costo 0… Vi dirò, invece, che in casa abbiamo già tutto ciò che occorre. Ma andiamo con ordine. Passiamo agli esercizi. Per un allenamento a ‘corpo libero’ non serve altro che una tuta, scarpe da ginnastica e una buona dose di forza di volontà. Sarebbe utile un tappetino ma andrà benissimo anche un tappeto persiano coperto da un asciugamano o più asciugamani sovrapposti in modo da creare un po’ di spessore. E via: corsa sul posto, Jumping Jacks (saltelli sul posto con coordinazione di braccia e gambe), affondi, squat, rotazioni, piegamenti, addominali, plank e chi più ne ha più ne metta. Se poi abbiamo delle scale, interne o esterne, vai di sali e scendi, che Rocky ci fa un baffo! Già così, potremo eseguire un workout completo ed efficace, che interessi tutti i muscoli del corpo, dalle braccia ai piedi. Ma, come vi ho anticipato, ci si può cimentare anche in esercizi che richiedono l’uso di attrezzi. Di seguito qualche idea.
Partiamo dai pesi. I manubri da palestra sono sostituibili con due bottiglie d’acqua piene, da un litro o da mezzo litro a seconda della nostra resistenza. Impugniamo le bottiglie e solleviamole lateralmente o frontalmente per allenare bicipiti e tricipiti. Tutti, poi, abbiamo a casa almeno un libro bello grosso (dalle 800 pagine in su): i più temerari lo avranno anche letto; altri lo avranno usato probabilmente come ferma porta o come oggetto d’arredo. Ecco, quel libro può sostituire tranquillamente un peso tradizionale o un peso russo (anche detto Kettlebell). Rientrano nella categoria vocabolari di qualsiasi lingua e vecchie enciclopedie. Un esempio di esercizio utile per braccia e spalle è il seguente: afferriamo il libro tra le mani; stendiamo le braccia parallelamente al pavimento; portiamo le braccia al soffitto con il libro che arriva sopra la nostra testa (attenti a non farlo sfuggire, se no son dolori) e riportiamole giù controllando il movimento; ripetiamo l’esercizio. Altre alternative ai pesi: pacchi di pasta o di farina (assicurandoci che siano ben chiusi), palloni (meglio se da calcio o da basket), cesto dei panni sporchi (purché ben chiuso anche questo). Bambini e animali domestici sarebbero ottimi da sollevare ma potrebbero non gradire l’idea... Per le torsioni del busto o per aiutarci a tenere la schiena dritta durante squat e altri esercizi, possiamo sostituire il bastone che si usa in palestra con un manico di scopa: portiamolo dietro la nuca, sostenendolo con entrambe le braccia e partiamo con gli esercizi. Concludiamo con uno strumento polifunzionale: la sedia. Questa, infatti, si presta a diversi utilizzi: può servirci come piano d’appoggio per i piegamenti sulle braccia; può rendere più difficile l’hip thrust (o sollevamento del bacino) se poggiamo i piedi sul bordo della sedia anziché a terra. Ma soprattutto può essere molto utile per sederci e riposarci dopo l’allenamento.
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Gambol portasciugamani e attrezzo ginnico design Monica Graffeo
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LA VITA È TUTTA UNA QUESTIONE DI EQUILIBRIO (Dalai Lama)
Oltre all’attività motoria in senso stretto, possiamo includere nell’home fitness una serie di altre discipline finalizzate al benessere psicofisico e facilmente praticabili a casa: pilates, yoga, oki do, ginnastica ormonale tibetana e varie. Queste discipline lavorano molto sul respiro, sulle energie e sull’equilibrio corpo/spirito. Ma non lasciatevi ingannare: vi assicuro che si suda! Anche in questi casi, possiamo trovare video su YouTube e app gratuite; basterà un tappetino/ tappeto e un po’ di tempo per noi stessi.
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Fitness at home
I vantaggi dell’home fitness Insomma, casa nostra può diventare un’ottima palestra, “attrezzi” inclusi, per tenersi in forma in modo semplice ed efficace. Vediamo i vantaggi: 1. Risparmio di tempo. Pensate al tempo che ci vuole per preparare il borsone, raggiungere la palestra e, se siamo in macchina, trovare parcheggio. A casa, basteranno 5 minuti (a voler esagerare) per infilarsi la tuta e via con il work-out. I più organizzati, poi, potranno sfruttare le pause tra un esercizio e l’altro per sbrigare qualche faccenda domestica come innaffiare le piante, avviare la lavatrice o infornare le verdure – ricordatevi in questo caso di dare uno sguardo ogni tanto: corsetta per raggiungere la cucina, squat prima di aprire il forno e squat quando lo richiudete per non perdere il ritmo. - Terminato l’allenamento avremo la doccia a portata di mano - e la cena praticamente pronta. Considerate poi il vantaggio di allenarvi quando volete, senza vincoli di orario, ma attenti a non farvi prendere dalla sindrome dell’ “inizio da domani”! 2. Risparmio di soldi. Abbiamo visto come è possibile allenarsi a costo 0, risparmiando i soldi dell’abbonamento in palestra, della benzina e anche degli attrezzi. 3. Personalizzazione dell’ambiente. Ognuno sceglierà: l’ambiente a sé più congeniale (che sia la camera da letto, il salone, la veranda, il giardino o perfino il bagno…); la luce (luce naturale, lampada, lampadina da notte, candela o magari buio – purché si faccia attenzione); la musica (o il silenzio). 4. Migliore concentrazione. Non ci saranno distrazioni esterne a meno che non saremo noi a volerle. 5. Sostenibilità ambientale. Avremo un motivo in meno per prendere la macchina. Come diceva mia nonna, non tutti i mali vengono per nuocere! Questi lockdown qualcosa di buono ce l’hanno insegnato: per esempio, ci si può tenere in forma, restando a casa! E a guardar bene, non è così male…
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Nata a Bari nel 1992, mostra sin da piccola una particolare inclinazione alla scrittura. Già dalle elementari, scriveva di tutto, in prosa e in rima. Nonni e genitori inorgogliti la costringevano a dispensare acrostici a chiunque mettesse piede in casa, amici parenti ed emeriti sconosciuti, perché, dicevano i suoi: “Giorgia riesce a delineare il carattere delle persone partendo dal nome”. Per non deluderli, lei non ha mai confessato che, in realtà, sceglieva aggettivi a caso. Convinta dalla famiglia che “con la cultura non si mangia”, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e si laurea con 110 e lode e tesi in procedura penale. Portato a casa il risultato, decide di mollare tutto e seguire i suoi sogni a costo di restare a digiuno. Oggi, è felicemente responsabile della comunicazione per Il Libro Possibile, scrittrice e ghost writer.
Nata tra i colli e il mare, in una città di passaggio ma di provincia. L’anno è quello di Ritorno al futuro e We are the world, di glasnost e perestrojka, e della prima versione di Windows. Scrive un romanzo a 12 anni, un lungometraggio a 16 e un format radiofonico a 29. Si appassiona di politica e jazz, ascolta la radio e sogna le stelle, detesta i giornalisti e finisce per iscriversi all’albo. Ama le storie, le stazioni, le situazioni e la forma sonata.
Nasce al Policlinico Gemelli in Roma la notte di San Lorenzo mentre sua madre, scorgendo una stella cadente, esprime il desiderio di una femminuccia. Salvo poi diventare una sorta di maschiaccio, tra la passione per il calcio ereditata dal papà e un cugino-fratello come migliore amico. Crescendo sviluppa una personalità anticonformista e un tantino ribelle, ma ciò non le impedisce, qualche anno più tardi, di inorgoglire i suoi genitori laureandosi con lode in lettere. Ha iniziato a scrivere da piccola e non si è più fermata. Divoratrice di libri, ama la letteratura, il cinema d’autore e le case di design. Non si è ancora stancata di ascoltare la sua vocina interiore e di inseguire sogni. E visto che ci sta, esprime desideri facendo finta che sia la notte di San Lorenzo.
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Contributors
Maria Chiara Bocciolini
Lara Vidotto
Alessandra Luporini
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ART DIRECTOR
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Fiorentina, si laurea in Filosofia Teoretica a metà anni ’90. Subito dopo si accosta alla professione delle PR e dell’Ufficio Stampa, passando prima dal mondo fashion e poi a quello del design e dell’architettura. Qui affianca nel loro percorso di comunicazione alcune realtà d’impresa note a livello internazionale. Si definisce una inguaribile ‘raccontastorie’ per la curiosità e la passione con cui ama narrare di oggetti, progetti e di personaggi. Trova nella scrittura la sua ‘cura’ all’ansia che pervade i nostri tempi. Mamma di Bianca. Ama il cinema, l’arte e i cani, meglio se boxer.
Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.
Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessata alla moda, all’artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.
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