Number 09 — novembre 2021 lovethesign.com
Editoriale
Lara Vidotto Art Director
In copertina il talento visionario e poliedrico di Fabio Novembre preannuncia un numero tutto da scoprire. Nell’intervista ci rivela la vetta personale che è impegnato a scalare e anche qualcosa di sé. Visitando il museo Kartell siamo scivolati tra fluidi corridoi in un singolare viaggio nel design, passando da un decennio all’altro in un abaco di produzioni che rappresentano la storia della migliore imprenditoria italiana. Vi raccontiamo la casa milanese di Rodrigo Izquierdo, un perfetto connubio tra estetica classica e frizzante creatività. Siamo stati a Palazzo Strozzi per l’arte irriverente di Jeff Koons, il cui obiettivo primario è parlarci del consumismo, del cattivo gusto, degli oggetti banali che popolano il nostro quotidiano, opere che raggiungono quote da capogiro. Abbiamo incontrato le geometrie di Marco Oggian che emergono come un sistema di segni adattabile ad un’ampia varietà di contesti mutevoli. Rimanendo tra Milano e Firenze vi raccontiamo le esperienze immersive create dalla Maison Gucci, con Gucci Circolo e Gucci Garden. Abbiamo proposte per un inverno luminoso, e stiamo già pensando al Natale… Pronti? Via!
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Index
PianoPrimo /
Kartell
Kartell, un brand internazionale 9 la Redazione
Cover Story
Fabio Novembre a cura di Lara Vidotto
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Home
La casa milanese di Rodrigo Izquierdo a cura di Emanuela Perozzi
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Index
Norr11
Volumi scultorei
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a cura di Lara Vidotto Jeff Koons
Jeff Koons a Palazzo Strozzi a cura di Chiara Moro
Light
Illumina l’inverno a cura di Maria Chiara Bocciolini
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PianoPrimo /
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Color selection
Bouquet di doni!
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a cura di Patrizia Piccinini
Moda
Gucci Community 106 a cura di Alessandra Luporini
Art
Marco Oggian
96
a cura di Chiara Moro
Oroscopo
A Sign from the stars a cura di Giulia Tomba
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Dissacrante e provocatore? Ironico e disincantato? Amante dell’arte contemporanea ed estimatore di artisti di genio? Distinguersi anche al momento del té.
PianoPrimo / LOVE THE S IGN MAGAZINE
Teiera by Seletti Wears Toiletpaper
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Color
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Kartell
Kartell Un brand internazionale, pregnante di italianità.
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PianoPrimo /
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Lo si respira sin da subito entrando nel Kartell Museo, buttando lo sguardo sui sanpietrini scelti come pavimentazione da Anna Castelli Ferrieri stessa e da Ignazio Gardella. Un materiale che assorbe la storia e ricorda le piazze italiane, calde ed eclettiche. Fu infatti sulla vita degli italiani che Kartell ebbe l’ambizione di intervenire, e non sbagliò: in dieci anni vinse quattro su nove dei Compassi d’Oro e lo fece ridisegnando la quotidianità di oggetti comuni come un secchio, una tinozza, uno spremiagrumi ed uno scolapiatti.
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Kartell
Addio tristezza in casa.
cambiato il mondo e il modo di pensare della
Rivoluzione in bellezza e praticità; semplicità
gente. Perché Kartell il mobile lo plasma, non
data dalla ricerca: non è un prodotto
lo ricava, non lo intaglia.
spogliato ma un prodotto studiato.
Si scivola così tra i fluidi corridoi, passando
Il ballo sinuoso tra la mente logica
da un decennio all’altro quasi aleggiando, tra i
dell’ingegner Castelli e la mano stilistica di
casalinghi di Gino Colombini, le lampade e le
Anna Castelli Ferrieri è evidente.
sedute degli anni ’60.
Ogni progetto si avvicina così alla semplicità
Ci sono le luci dei fratelli Castiglioni e quelle
della natura, perché la legge non la fa il
da tavola di Joe Colombo, designer di cui
mercato ma la forza di ciò che proponi.
Kartell ancora produce la “4867 Universale”,
Passeggiando all’interno del museo si respira
la prima sedia al mondo in ABS stampata ad
“Storia”, una “Storia” fatta di “cose” che hanno
iniezione.
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Si entra poi negli anni ‘70 proclamati dai componibili di Anna Castelli Ferrieri, divenuti un classico del design. Si passa attraverso gli anni ‘80 e ‘90 dove si ondeggia tra nuovi designer e forme sorprendenti, creature leggere come quelle ideate dal ciclone Starck, le produzioni ormai iconiche di Vico Magistretti e di Ron Arad tra gli altri. Poi si arriva alla trasparenza, quel passaggio etereo che stupisce tutt’oggi. Materiali artificiali che contengono maggiore speranza progettuale di quelli naturali, che a poco a poco passano in secondo piano.
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Sedia Louis Ghost, design by Philippe Starck
Kartell
Componibile, design by Anna Castelli Ferrieri
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Libreria Bookworm, design by Ron Arad
La sfida tecnologica e la complicità con i
sapientemente ogni aspetto, non solo nel
designer sono evidenti, una combinazione
raccontare il valore dei prodotti ma la cultura
di menti e competenze che insieme hanno
del design e la peculiarità del materiale
costituito la rivoluzione che Kartell ha saputo
utilizzato.
innescare. E Kartell stessa li richiama tutti
Il messaggio culturale del design democratico
a sé, chiedendo immaginazione nel creare
risulta quindi evidente, ma si rivela con un
elementi con un materiale in evoluzione
tono leggero ed ironico.
continua per il quale la staticità sembra uno
Perché per Kartell è un marchio non solo una
sproloquio.
collezione geniale di prodotti, è un modo di
Il tutto, arricchito da un racconto di
vivere e un simbolo rappresentativo della
comunicazione e marketing che dipinge
società del XX Secolo.
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Kartell
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Lampadario FL/Y, design by Ferruccio Laviani
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Kartell
Sedia Louis Ghost, design by Philippe Starck
Oggi, nelle mani di Claudio Luti e figli, quanto strutturato dai fondatori Giulio Castelli e Anna Castelli Ferrieri raggiunge un meritato coronamento. Claudio Luti, già cofondatore del marchio Versace, dal momento dell’acquisizione del brand (era il 1988) ha consolidato l’anima innovativa e democratica di Kartell e ne ha sviluppato il Know-How portandola a divenire leader indiscussa nel settore. Il background di Luti nel mondo della moda ha reso inarrestabile e lineare l’evoluzione del marchio, rendendo Kartell un brand di fortissimo interesse per le menti dei migliori designer internazionali.
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Battery, design by Ferruccio Laviani
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Kartell
Papyrus, design by Ronan & Erwan Bouroullec
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Il tutto oggi con una reale attenzione alla sostenibilità ambientale, mettendo in campo progetti che stanno sotto il cappello di “Kartell Loves The Planet”: il manifesto industriale con il quale il brand intende sottolineare il suo impegno per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. “La materia prima che Kartell utilizza è totalmente riciclabile e può trovare una nuova vita grazie a processi di lavorazione del materiale per prodotti di uso industriale. (...) Tutti gli imballi dei prodotti sono realizzati con materiale riciclabile e rigenerabile. L’intera filiera del processo produttivo vede Kartell impegnata a salvaguardare l’ambiente e a rispettare i protocolli di sostenibilità. Ogni giorno Kartell si impegna direttamente e totalmente nel fondare le basi e costruire la sua storia che è la storia dei suoi prodotti pensati e progettati grazie a partnership e investimenti in innovazione tecnologica, soluzioni creative e nuovi materiali sempre più performanti e altamente eco-friendly.”
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Mini planet designed by Tokujin Yoshioka
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La casa milanese di Rodrigo Izquierdo Chic, contemporanea, fuori dagli schemi. a cura di Emanuela Perozzi
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Home
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Home
Nativo di Barcellona, classe 1979, Rodrigo Izquierdo ha fatto di Milano la sua città d’adozione. È qui che vive e lavora dal 2005. Prima di fondare il proprio studio nel 2016, ha collaborato, tra gli altri, con la collega Patricia Urquiola.
Progettato con un perfetto connubio tra estetica classica borghese e frizzante creatività, l’appartamento milanese del designer catalano esprime il suo potenziale nell’alternanza di atmosfere e logiche compositive. Un Mix & Match sofisticato e di grande ispirazione! 27
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Contaminazione e amore per la tradizione Per la sua dimora italiana, Rodrigo Izquierdo mescola elementi classici e pezzi contemporanei, creando uno stile personale che non ha bisogno di seguire le mode del momento. Il palazzo in stile Liberty si trova in un tranquillo quartiere nella zona est di Milano. «L’edificio è realizzato con facciata in pietra e modanature che inquadrano le finestre, i balconi e l’ingresso centrale con cancello sul cortile interno», spiega il progettista. Per riprogettare gli interni, il designer spagnolo è partito dagli spazi rigorosi, quasi geometrici, di
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una classica planimetria milanese, composta da quattro vani principali, una cucina e due bagni, separati da un ampio ingresso. «Gli ambienti principali sono rivolti a sud, mentre la cucina, le camere per gli ospiti e i bagni sono rivolti a nord verso il cortile interno». Alla simmetria strutturale, Rodrigo ha poi contrapposto una serie di innesti più audaci sul piano compositivo e decorativo: oggetti arrivati da viaggi ed esperienze personali, opere d’arte, quadri da collezione, sculture, trame nobili, guizzi di colori brillanti e inaspettati.
Home
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Home
Lo stile “personale” che sfugge le mode. Il padrone di casa tiene a sottolineare che ogni singola stanza è stata progettata e arredata secondo il suo gusto, con l’intento di dar vita ad uno stile personale e non replicabile. «Alcuni oggetti sono stati acquistati online su siti specializzati, altri in negozi o showroom di brand con cui ho lavorato». Anche il tessuto antico dell’edificio viene perfettamente integrato nel concept progettuale del designer. È lui stesso a spiegarci come questo patchwork di stili diversi rifletta un’estetica personale inseguita con astuzia e perseveranza.
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«Un open space con luce solare diretta e divani profondi e ampi, in cui posso rilassarmi, staccare la spina o semplicemente riposarmi dopo una giornata di lavoro». Rodrigo Izquierdo
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Home
La stanza della luce Alla domanda su quale sia l’ambiente che preferisce, il designer menziona prima la cucina, «che è il cuore della casa, un po’ vintage un po’ industrial, con pochi arredi e tanto verde», ma poi dirotta sulla zona giorno, in assoluto la sua preferita. È proprio la luce naturale il valore aggiunto della stanza, l’ingrediente segreto che rende tutto più armonioso e “benefico”. Nel living convivono preziose collezioni d’arte contemporanea e dettagli giocosi, nuance “serie” ed altre più vivaci ed energiche. Ma nella diversità non c’è ombra di attrito stilistico. Al contrario, tutto è armonioso e fluido, leggero e misurato. Izquierdo gioca le sue carte con precisione chirurgica, contrapponendo un design neutro e monocromatico, come quello del tappeto cc-tapis, ad elementi di spiccata personalità,
come il parquet originale color miele e le icone del design che spuntano qua e là per stupirci e ammaliarci. Come la mitica lampada Parentesi di Flos (su disegno di Achille Castiglioni e Pio Manzù), che illumina la sala da pranzo, l’ironica consolle Quaderna di Zanotta nell’ingresso o le sensuali poltroncine firmate Patricia Urquiola per Moroso, che spezzano il rigoroso equilibrio del living. Con il loro schienale curvo e aerodinamico sembrano “abbracciare” non solo chi si siede ma anche l’ambiente circostante, per conquistare il centro della stanza. Il Mix & Match stilistico del living si ritrova anche nella mescolanza dei colori. Gli accenti cromatici delle sedute – l’elegante blu ottanio e l’audace blu pavone – riequilibrano l’austerità del grigio e del nero, i colori guida dell’intero appartamento.
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«I dettagli architettonici del palazzo, i pavimenti storici decorativi, il parquet originale e le cornici antiche si esaltano nel contrasto con i mobili moderni e le opere d’arte raccolte nel corso degli anni». Rodrigo Izquierdo
È lo stesso Izquierdo a rimarcare la fusione stilistica del progetto: «Gli interni sono sia classici che moderni, con un aspetto contemporaneo ed elegante. Gli alti soffitti e le pareti sono mantenuti in una calda tonalità di grigio e incorniciati da una base nera. Questo è un elemento grafico forte che percorre tutte le stanze». Ma anche nella zona notte, più riservata e sobria, spiccano dettagli che rubano l’occhio: su tutti l’imponente dipinto dell’artista Elise Ansel, che, insieme alla texture vellutata della testiera e al calore dei comodini in legno, sintetizza alla perfezione il suggestivo mix tra classicità e mood contemporaneo.
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FABIO NOVEMBRE a cura di Lara Vidotto
Photo by Settimio Benedusi
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Cover Story
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Al Gurm Villa
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Cover Story
Più difficile che fare un regalo a chi ha già tutto è fare un’intervista a Fabio Novembre. Perché a lui hanno già chiesto tutto e il suo pensiero, le realizzazioni, il suo stesso carattere, è un immaginario costellato di concetti-visioni-messaggi, lo racconta da sempre apertamente, in modo appassionato e appassionante. Fabio Novembre è l’esempio vivente di quel monito iscritto sul tempio di Apollo a Delfi : “Nosci te ipsum”. Conosci te stesso, scopri la tua passione: quella è la strada per fare della tua vita un capolavoro. Sembra che per diventare ciò che è, un copioso generatore di progetti eclatanti, intensi e spiazzanti, lui abbia fatto così. Saprà Fabio Novembre catturarci anche questa volta? La sua effervescenza di pensiero può rivelare qualcosa di stimolante e catalizzante anche se pensi di conoscerlo già bene…
Partiamo da un tuo progetto dal forte sapore di anticipazione: parlo di “100 Piazze” disegnato per Driade. Lo vediamo tutti: ultimamente gli spazi pubblici pullulano, brulicano di vita nuova…
le sue regole nuove, che accettiamo, ma è impossibile prescindere dalla fisicità dei nostri corpi: loro si cercano, si desiderano, e nella loro complementarietà sono ancora generatori di vita.
Le Città restano la più grande invenzione dell’uomo, anch’esse sono il luogo delle 3
Come vedi questa ripresa della vita negli
C che hai individuato per un progetto di
spazi pubblici, hai una visione della loro
cucine: “Comunicazione, Cambiamento,
trasformazione?
Condivisione”. Nelle loro piazze da sempre si
Per la prima volta nella storia, all’inizio di questo decennio la popolazione urbana del pianeta ha superato quella rurale e l’80% delle emissioni di gas a effetto serra si produce nelle città. Il processo di inurbamento sembra irreversibile, l’homo civicus è destinato a crescere dai 3,9 miliardi attuali a circa 6,4 miliardi di persone entro il 2050, su una popolazione globale di oltre 9 miliardi. Chi riuscirà a decarbonizzare le città, dunque, avrà vinto la battaglia per la protezione del clima. «Le città più avanzate non sono quelle
incontrano le persone, le culture, avvengono gli scambi economici. Sei contento che, dopo l’esperienza del distanziamento sociale, siano finalmente tornate alla ribalta come il tuo progetto si augurava già nel 2007?
Me lo auguro! 100 Piazze nasceva già come una provocazione per indurre le persone a ricordare l’importanza che le Piazze, simbolo della socialità, hanno nel nostro retaggio culturale. La Piazza digitale dei social è una realtà che viviamo, con tutte
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PianoPrimo /
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dove i poveri vanno in macchina, ma quelle dove i ricchi prendono i mezzi pubblici». In questa frase di Enrique Peñalosa, il mitico sindaco verde di Bogotà, sta la chiave di uno dei principali problemi dell’umanità. Parlando di spazi condivisi: il design per l’Hospitality intorno a quali elementi imprescindibili deve ruotare? E quali aspetti invece hai superato per generare nuovi sguardi e traiettorie rivoluzionarie in questo settore?
Io credo che il processo di ibridazione tra spazio domestico e camera d’albergo messo in moto da Airbnb abbia generato novità interessanti. Anche chi era tradizionalmente legato a un concetto di Hospitality molto formale, ha dovuto mediare con spazi di aggregazione più caldi e accoglienti. Forse il passaggio ulteriore potrebbe essere quello di considerare ogni luogo come la propria casa, in fondo ho sempre creduto alle parole di quel vecchio brano di Paul Young: “wherever I lay my hat, that’s my home”. Il design di Fabio Novembre è un veicolo per generare e diffondere amore. Vai a segno (con la precisione di un fucile laser) affermando attraverso il tuo lavoro che il senso è “creare luoghi in cui innamorarsi, creare oggetti di cui innamorarsi”. Cosa deve avere uno spazio pubblico per essere una “fucina d’amore” e uno spazio edificante per il cittadino?
La bellezza è sempre stata la più efficace forma di educazione. Voglio ricordare la “teoria dei vetri rotti” del Prof. Zimbardo sviluppata a Stanford nel 1969: se anche soltanto un vetro di un edificio risulta rotto, Stuart Weitzman, shop Roma
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Cover Story
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la tendenza al degrado diventa inesorabile. La cura e l’amore, che generano bellezza, sono l’antidoto a qualsiasi barbarie. Cura-tutela- attenzione all’ambiente come guidano la tua progettualità?
Io mi sento sempre l’anello di una catena cominciata circa 75.000 anni fa, quindi in tempi piuttosto recenti rispetto al Pianeta che ci ospita, e credo che se noi Sapiens vogliamo continuare a sopravvivere, dobbiamo invertire quei processi che ci stanno progressivamente portando all’estinzione. Nel lavoro di qualsiasi progettista deve esserci una cura dei processi e dei dettagli, le cui conseguenze impattano su quell’equilibrio uomo-natura che è al centro di ogni cosa. Ognuno di noi è impegnato in una sfida, ognuno sta scalando la sua personale vetta, qual è la tua sul versante professionale? E sul piano personale?
Ho 54 anni e posso dire che se nella prima parte della mia vita ogni ragionamento era in
Nemo by Driade
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funzione del pronome IO, adesso tutto quello che mi riguarda comincia con il NOI. Persino la sfera dell’amore più personale, che nel mio caso è quello per le mie figlie, si trasforma in un’istanza più grande che è l’amore per tutti coloro a cui dobbiamo consegnare un mondo possibilmente migliore. Come intendi affrontare la salita? Hai un piano?
A ogni salita segue una discesa o almeno un tratto in piano, basta essere pazienti e fiduciosi. C’è qualcosa che anche una personalità così emancipata e nel flusso come te ha vissuto come una delusione, una sconfitta, un insuccesso?
La rottura del mio rapporto con la madre delle mie figlie. Io credo profondamente in quel progetto di vita che porta una coppia a fare dei figli, considero la genitorialità come il più grande atto d’amore e di fiducia nel futuro. Ma la vita va sempre avanti e si evolve anche su queste apparenti sconfitte.
Cover Story
Museo Casa Milan, photo by Andrea Martiradonna
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Him & Her by Casamania
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Cover Story
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Al Gurm Villa
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Cover Story
Su cosa stai facendo ricerca in questo momento?
La mia ricerca è sempre stata di natura psicologica e sociale. Tutto quello che faccio è animato dal mio amore per gli esseri umani, e non esistono statistiche per semplificare la loro natura, bisogna accettarne la complessità, calarsi dentro fino a perdersi. Verde e Celeste, due colori e due nomi bellissimi, quelli delle tue figlie. Questi colori le rappresentano? Le hanno caratterizzate?
La mia terra e il mio cielo, sono loro i confini della mia vita. E la lezione nel loro nome è proprio quella di colorare un cognome potenzialmente triste come Novembre, percepito come freddo piovoso e grigio, facendolo diventare appunto: Verde e Celeste! “La mamma è la nostra prima casa, la nostra soglia di ingresso nel mondo…”, questa tua frase parecchio tempo fa ha lasciato un fiore nel mio petto, in cinque parole disegna la tua mamma.
A questo proposito voglio dedicare un pensiero che riguarda ogni donna. Io credo che millenni di maschilismo abbiano messo a dura prova la percezione che le donne hanno di loro stesse. L’uomo può confrontarsi con qualsiasi cosa ma non avrà mai accesso a quel profondo segreto che è generare una vita. Il mistero della creazione è fortunatamente custodito dal genere femminile ed è per questo che dovremmo lasciare alle donne il governo delle cose. Io credo che l’alveare sia un interessante modello di ispirazione, una leader che comanda tanti maschi operosi per il bene dell’intera comunità. Il futuro è donna, ne sono certo!
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Nemo by Driade
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Venus by Driade
Piazza by Driade
Robox by Casamania
Eur by Kartell
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VOLUMI SCULTOREI PER UNA RAFFINATEZZA ACCOGLIENTE.
a cura di Lara Vidotto
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Norr11
Un connubio tra mondi diversi, una semplicità essenziale e quasi francescana: ecco la serenità che arriva dal nord.
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Norr11 è un interessante distillato di influenze, convogliate attraverso il filtro di una visone chiara. Il brand nato nel 2011 ha perlustrato le più autorevoli correnti del design internazionale - dal Bauhaus allo stile Shaker americano, dalle naturalezze asiatiche fino alla dinastia cinese Ming, e ne ha fatto tesoro, estrapolando una cifra stilistica che è personale e inconfondibile. Non è semplicemente Nordica, è un Natural-fusion che esprime interessanti contaminazioni tra stili e culture di tutto il mondo. Il brand danese nasce dall’idea di ripensare i classici del design per creare opere iconiche e senza tempo, collabora con designer emergenti per la creazione delle proprie collezioni, affidate poi alle abili mani di artigiani qualificati. Norr11 è presente non solo nei territori scandinavi, ma anche in grandi capitali europee del design, come Berlino e di Londra. Scopri la selezione di LoveTheSign!
Tavolino Gear alto by Norr11 Gear si ispira all’architettura del brutalismo della metà del XX secolo. I tavolini scultorei sono progettati come strutture a blocchi, a richiamo dei componenti edilizi architettonici di cemento. Il piano del tavolino Gear è circolare, appoggiato su tre gambe cilindriche. Le gambe sono caratterizzate da un dettaglio screziato. Il tavolino Gear è realizzato in fibrocemento, che crea una texture unica per la struttura superficiale e aumenta la mobilità. Ogni pezzo è dipinto a mano con più strati di vernice, creando una superficie unica e strutturata. La superficie può essere leggermente irregolare e il colore può variare leggermente a causa della sua trama unica.
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Norr11
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Norr11
Little Big Chair By Norr11 Con la sua forma scultorea e organica Little Big Chair è una poltrona lounge accogliente caratterizzata da un’innovativa base girevole nascosta. Con il comfort come punto di partenza passando per le linee morbide e avvolgenti.
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Pouf Champagne by Norr11 Leggero e morbido al tatto, il pouf Champagne ha la forma del caratteristico tappo di sughero. Realizzato in nobilitato e schiuma e rifinito con un raffinato lavoro di tappezzeria.
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Norr11
Sedia Mammoth By Norr11 Lo schienale alto e avvolgente e la soffice imbottitura offrono comfort e privacy. Il sedile e lo schienale sono formati dallo stesso stampo a compressione, conferendo alla sedia il suo caratteristico aspetto pulito e minimalista.
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Buffalo Chair by Norr11 Ha uno schienale realizzato con una speciale tecnica di produzione. Premendo 36 strati di impiallacciatura di quercia in uno stampo a compressione si ottiene la caratteristica forma a corno di bufalo che fornisce supporto per schiena e braccia
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Norr11
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Alicanto by Fontarte
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ILLUMINA L’INVERNO OTTO PROPOSTE, FRA PRESTIGIOSE RIEDIZIONI E NOVITÀ, PER ILLUMINARE CON STILE E PERSONALITÀ LA CASA INVERNALE.
a cura di Maria Chiara Bocciolini
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Quando giunge la stagione più fredda dell’anno e l’oscurità della sera arriva sempre prima – inutile negarlo – ci sentiamo tutti un po’ malinconici e spenti. È questo il momento dell’anno in cui la luce artificiale diventa assoluta protagonista, con il compito importantissimo di sostituire la luce naturale per rendere ogni ambiente più accogliente e caldo. Non è però sufficiente che uno spazio sia illuminato: è la qualità della luce che fa la differenza assieme all’attenta disposizione dei diversi punti luce i quali, nell’arco di una intera giornata, devono rispondere a esigenze e atmosfere differenti. Il design della luce è sempre fonte di grande ispirazione: progettare oggetti luminosi è da tempo una palestra frequentata assai volentieri dai designer di ogni provenienza che trovano qui gli stimoli formali più consoni alla loro creatività. La tecnologia, poi, in continua evoluzione viene in loro supporto per una funzionalità dei corpi illuminanti sempre maggiore. Abbiamo qui una piccola e prestigiosa selezione di lampade, fra nuove e riedizioni di pezzi storici, che danno contemporaneamente forma alla luce e al design secondo un criterio di alta qualità estetica. 66
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Minicoupè by Oluce
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Partiamo da una sospensione importante, la grande Stant di Karman: una lampada che ricorda i modelli ingegneristici del ‘900, fatta di linee rette e di circonferenze, apparentemente statica, ma in realtà molto dinamica grazie al sistema di sfere luminose che possono liberamente essere agganciate alla struttura circolare. Una vera architettura luminosa.
Stant grande di Karman: design Edmondo Testaguzza Lampada a sospensione per interni in metallo e alluminio nero opaco. Alla struttura circolare sono fissate sfere luminose in vetro satinato bianco. Sorgente luminosa: LED. Dimensioni: cm Ø189 x h 200 cm
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Doi di Luceplan: design Meneghello Paolelli Associati. Sospensione. Cilindro in alluminio. Contrappeso e struttura in ferro. Corpo e contrappeso disponibile in bianco, nero opaco e ottone opaco Cilindro nelle varianti del bianco rigato, nero opaco o ottone opaco. Rosone: nero Sorgente luminosa: LED
Doi di Luceplan è invece una tipo di sospensione del tutto diversa: frutto del design di Meneghello Paolello Associati, rende possibile tante diverse configurazioni, partendo dalle forme elementari del cerchio e del cilindro. Essenziale nella sua eleganza, è una presenza discreta in ogni ambiente.
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Alicanto di FontanaArte: design Francesco Librizzi - Lampada da parete con luce diretta e diffusa dimmerabile. La base e lo stelo sono in metallo verniciato. Il diffusore è in vetro soffiato a mano ed acidato. Cavo di alimentazione, spina e dimmer neri. Alimentatore su spina con plug intercambiabili. Moduli led integrati.
Progettata per le pareti la nuovissima Alicanto di FontanaArte: il design è di Francesco Librizzi e l’identità di questa lampada ben racconta il prestigio di questo marchio italiano attivo dal 1932. Il concept: un profilo ad arco che crea un segno di luce dinamico e leggero in uno spazio che vogliamo rendere unico con la luce.
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Sempre per la parete è la 265 di Flos che oggi viene rieditata nella versione Chromatica: quattro colori, giallo, rosso, grigio e blu, per questa lampada che, disegnata nel 1973 da Paolo Rizzatto, conosce oggi una rilettura in chiave ‘color’ ad arricchire l’originale proposta del bianco e nero. Un design semplice ed intuitivo per questa applique che non nasconde il suo carattere preciso e persino ‘tecnico’: il colore non si aggiunge però come elemento decorativo, ma è parte del progetto di design stesso che si evolve.
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265 Applique Chromatica di Flos: Design Paolo Rizzatto – Lampada da parete a luce diretta. Riflettore e braccio orientabile in acciaio verniciati a liquido. Supporto riflettore in ottone cromato. Contrappeso conico in ghisa. Attacco a muro di acciaio verniciato a liquido. Versione Chromatica in 4 colori: rosso, giallo, grigio e blu.
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Ron - Golden Brothers di Qeeboo: design Stefano Giovannoni - Lampada da tavolo in policarbonato finitura oro lucido. Sistema soft touch. Dimensioni H 24,5 cm / L 22 cm / P 16,5 cm
Cyborg di Martinelli Luce: design Karim Rashid - Lampada da tavolo a luce diretta diffusa. Struttura in alluminio naturale o colorato con diffusore in policarbonato opal bianco. Sorgente luminosa: LED. Accensione e spegnimento on-off con sensore touch.
E arriviamo alle lampade da tavolo: indispensabili e onnipresenti sottolineano con la luce l’atmosfera di ogni ambiente. Creano suggestione, arredano. In questo ambito ognuno può davvero sbizzarrirsi, scegliendo per esempio fra lampade ironiche e giocose come la Ron della famiglia Golden Brothers di Qeeboo che, con le proprie dimensioni contenute, può stare sul tavolo, come su uno scaffale della libreria o su un comodino. Fa una luce morbida e calda, divertendo con immediatezza.
Dalla eccentrica ed inesauribile creatività di Karim Rashid arriva invece la Cyborg di Martinelli Luce: un corpo illuminante dai tratti futuristici che pare stare sospeso sulla sua stessa luce. Comandi touch per questo oggetto che coniuga armonicamente tecnologia, colore e sinuosità di forme.
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Geen-a di Kartell: Design Ferrucio Laviani – Lampada da lettura in acciaio verniciato a polvere poliestere nei colori bianco, nero e mattone.Alimentazione: LED. Con dimmer. Dimensioni: H 132 cm x 41 cm. Peso 12,5 kg
Minicoupè di Oluce: design Joe Colombo - Lampada da tavolo a luce diretta, base in metallo verniciato, asta cromata; riflettore, orientabile e regolabile, in alluminio verniciato. Colori: Nero lucido - Bronzo anodic - Rosso scarlet - Giallo mustard. Dimensioni: H 34 cm x 15 cm.
Rigorosa è invece la Geen-a di Kartell: il design di Ferruccio Laviani per questa lampada che nasconde, al di là della forma pulita, una nota quasi nostalgica, fatta di familiarità e conoscenza. È facilmente trasportabile, discreta e dona una luce intima e morbida, ideale per sottolineare il piacere stesso della lettura.
Mini, ma con grinta la versione ‘small’ della Coupè di Oluce. Riedizione dell’originale che risale al 1967, esprime pur nei soli 34 centimetri di altezza la forza del design di Joe Colombo. Il tratto distintivo è la calotta che fa da paralume ed è orientabile. I colori caldi e intensi scelti per la versione mini sono il Nero lucido, il Bronzo anodic, il Rosso scarlet ed il Giallo Mustard.
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Jeff Koons
Jeff Koons a Palazzo Strozzi a cura di Chiara Moro
L’estetica glitterata e le opere apparentemente ruff iane di Koons dialogano con la simmetria e le forme rinascimentali di Palazzo Strozzi.
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Quotazioni da capogiro e opere che pescano dalla fiera contemporanea delle icone mass mediali e fumettistiche, ridisegnandole e dando loro nuovo valore. Jeff Koons appartiene a quella schiera di artisti irriverenti di cui fanno parte il nostro Cattelan e l’enigmatico Hirst, artisti visionari, ironici il cui obiettivo primario è parlarci del consumismo, del cattivo gusto, degli oggetti banali che popolano il nostro quotidiano, scuotendoci, facendoci aprire gli occhi.
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La prima volta in cui ho avuto l’occasione di vedere dal vivo le opere di Koons non ero ancora ventenne. Ampie sale dagli alti soffitti erano costellate dalle creazioni dei più grandi artisti contemporanei. Tra tutte un’autoritratto di Koons abbracciato all’ex moglie Ilona Staller, un mezzobusto canoviano a sottolineare il legame con la laguna in cui ci trovavamo. Ricordo bene la fortunata visita a quegli spazi, in un’anteprima realizzata ad hoc per noi studenti d’arte
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veneziani, guidati dalle parole di Angela Vettese. Parlo della mia fortuna per parlare della fortuna dei molti che in questi giorni visitano Shine, la mostra presso Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze, uno spazio magistrale in cui l’estetica glitterata e le opere apparentemente ruffiane di Koons dialogano con la simmetria e le forme rinascimentali del capolavoro fiorentino della famiglia Strozzi, palazzo che accoglie e trasforma, trasformandosi esso stesso.
Jeff Koons
L’esposizione, a cura di Arturo Galansino e Joachim Pissarro, porterà a Firenze le opere più celebri della carriera dell’artista, dagli anni Settanta agli anni Duemila fino alle sue ultime inedite produzioni: dai primi ready made fino alle più recenti grandi sculture.
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L’arte di Koons parla di tensione, di libido, di eccessi, ma nella sua eterea plasticità riesce ad essere confortante, in un costante di rimandi non solo alla quotidianità, bensì alle grandi avanguardie storiche, a Dalì e Picabia, alla pittura francese dell’Ottocento e ancora più indietro a Masaccio. Adottando quella che lui stesso chiama “estetica della comunicazione”, Koons crea un universo di oggetti-feticcio perfettamente riconoscibili realizzati spesso su larga scala che diffonde viralmente padroneggiando, quasi fosse un esperto, tecniche di marketing e strategie
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pubblicitarie. Le sue opere sondano la cultura popolare, de-familiarizzano oggetti di uso quotidiano attraverso dimensioni esplose e materiali inaspettati. Come il suo Balloon Dog (immancabile un soprammobile a forma di palloncino nelle nostre abitazioni; inoltre da vedere le rivisitazioni di Whatshisname), la sua scultura in porcellana e oro del 1988 di Michael Jackson con la sua scimmia da compagnia, nonché la sua serie Gazing Ball in cui grandi sculture di gesso bianco si arricchiscono di una sfera di vetro soffiato a mano blu.
Jeff Koons
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Bouque di doni! a cura di Patrizia Piccinini
Sotto l’albero germoglia la creatività Il fiore è simbolo di vita, di evoluzione, di apertura e cambiamento. Ogni varietà corrisponde a un sentimento, a una predisposizione e a un augurio. E quindi cosa c’è di più giusto che ispirarsi ai colori dei petali per fare un regalo? Dall’arancio energetico della gerbera simbolo di gioia e di allegria, al rosa screziato della peonia che incarna l’amore, fino ai toni della terra espressi dal cardo, così caparbio per sua natura da riuscire a crescere
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anche nei luoghi più impervi. Basta anche solo un accessorio o un complemento, come quelli che vi proponiamo qui, per far scattare la voglia di rinascita con la speranza che presto anche la natura torni a dare un nuovo soffio vitale. E anche se la primavera è ancora lontana, possiamo già portarla in casa. Basta una sedia o una lampada, o un piatto perché subito l’atmosfera si scaldi tra le mura domestiche. Per un magico giardino segreto.
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01
02 09
03
08 07
01 - Dina H1 by Rotaliana / 02 - Lady Anna by Knindustrie 03 - Nuvola Softlight by Buokids / 04 - Pepo by Normann Copnhagen 05 - Shade by Nodus / 06 - Buffalo by Norr11 07 - Love in Bloom by Seletti / 08 - Spazzolino Medium by Piuma 9 - Vaso Calice Design Ettore Sottsass by Bitosi Ceramiche
04
06
05
Color selection
01
08 02
01 - Hubertus by Mogg / 02 - Egg by Sika 03 - Wooden Hand by Hay / 04 - Cottage by Talenti 05 - Air by Design House Stockholm / 06 - Dazzle by Qeeboo 07 - Plass by Foscarini / 08 - Tango 701 by Billiani 07
03
06
04
05
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01
08
02
07 01 - Tora by Miniforms / 02 - Vaso INV 2326 by Bitossi Ceramiche 03 - Maria Pia by Driade / 04 - Enjoy by Pedrali 05 - Gianni by Carpet Edition / 06 - Luna di Coedition 07 - Eclisse by Artemide / 08 - Le Murrine by Guzzini 03
04 06
05
Color selection
02 01 08
03
01 - Aim by Flos 02 - Design Riedizioni Archivio by Bitossi Ceramiche 03 - Ice Cream by EO / 04 - Trill by Nardi Garden 05 - Centocchio by Nodus / 06 - Hollywood by Bonaldo 07 - Cassettiera 360° by Magis / 08 - Ming by Qeeboo
07
04
06 05
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01
07 02
01 - Mida by Slamp / 02 - Calypso by Serena Confalonieri 03 - Binic by foscarini / 04 - Triplia by Matteo Pala 05 - Circus by Normann Copenhagen 06 - Rabbit by Qeeboo / 07 - Roly Poly by Driade
06
03
05
04
Color selection
01
07
02
06
01 - Cone by Puik / 02 - Feeling by Guzzini 03 - Roy by Kartell / 04 - Hexagon by Puik 05 - Flower by Ethimo / 06 - Stone by Kartell 07 - Ambrogio by Slide
03
05
04
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Design realizzato per la linea di bottiglie Chilly’s
Art
MARCO OGGIAN a cura di Chiara Moro
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Solare, brillante, low-key, Marco Oggian mi prende alla sprovvista e l’intervista si trasforma in una chiacchierata farcita di risate. L’enfant prodige italiano della grafica, in fuga dalla terra natia per un mare meno calmo, mi fa spazio sul suo divano raccontandomi la forza dei suoi ideali e la loro influenza sul suo approccio artistico. La ricerca di forme via via sempre più semplificate, oltre ad essere rilevante nel campo di ornamento, astrazione ed estetica, solleva questioni più ampie servendo da strumento popolare per la diramazione di idee e concetti. Da qui il collegamento con gli ornamenti della cultura medievale bizantina e il potere significante della raffigurazione geometrica, generalmente respinta come mera decorazione. Le geometrie di Oggian emergono come un sistema di segni adattabile ad un’ampia varietà di contesti mutevoli, accompagnando la storia dell’uomo, la sua memoria e sottolineando riconoscibili codici culturali. 98
Art
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Design realizzato per il ristorante Mad Perros Pizza
“Marculone” in collaborazione con IAMMI STUDIO
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Art
Cosa diresti di te per presentarti a chi
un percorso nell’ambito artistico: volevo
non ti conosce?
fare il disegnatore, il creativo. Un po’ per
Sono nato e cresciuto in Italia, ma
l’influenza di mia mamma, architetto,
attualmente risiedo in Spagna nella
un po’ per il sapore ricco e frizzante
città di A Coruña. Ho lavorato a più di
della città in cui sono nato: Venezia. È
centocinquanta progetti in tutto il mondo,
un obiettivo che ha preso sempre più
spesso utilizzando forme semplici e colori
concretezza con il passare degli anni,
vivaci per evidenziare questioni critiche,
non vi sono state folgoranti illuminazioni
controverse e sociali. I miei poster e le mie
o svolte drastiche, il mio percorso da
stampe hanno avuto un ruolo di primo
designer ha preso forma in maniera
piano in molti momenti iconici negli ultimi
naturale, come un qualcosa di organico
anni, dalla guerra siriana alle rivolte di
che piano piano si prende i suoi spazi.
Black Lives Matters. Sono sarcastico e
Sicuramente anche il duro lavoro, il non
schietto, non ho paura di difendere una
demordere e la costanza mi hanno aiutato.
causa e questo credo sia chiaramente visibile nel mio lavoro. Ho avuto
Come racconteresti il tuo approccio
l’opportunità di ampliare i miei orizzonti
progettuale?
artistici collaborando con grandi nomi
Posso ammettere che di base sono pigro;
come Nike, Campari Soda, BMW, Vogue,
da qui sicuramente deriva la parte del
Samsung, Saatchi & Saatchi e Firefox.
mio lavoro legata alla semplificazione
I miei lavori sono stati pubblicati in più di
e all’uso di colori basilari. Ho studiato
30 libri di design, branding, illustrazione
comunicazione e disegno in Svizzera
e tipografia e alcuni progetti sono esposti
e in quegli anni mi sono concentrato
in gallerie in città come Parigi, Barcellona,
prettamente sul disegno, sulle forme, sulla
Berlino, Londra, Milano, Seoul, Torino e
geometria. La scelta di questi colori primari
Tokyo. Ah, sì, presto sarò anche al MoMa.
che ora mi contraddistinguono è frutto di una bella mostra che ho avuto modo di fare
Come è nato il tuo percorso espressivo?
a Parigi, sarà stato il 2016 o il 2017. Prima
È stato difficile incanalare in un mezzo
non avevo mai fatto veramente caso al
l’istanza di espressione che hai sentito?
colore. C’è da dire che fin da piccolo sono
Fin dall’inizio mi è stato chiaro cosa volevo
stato un fan del bianco e nero, colorare non
fare. Dalla più tenera età, direi dai due
mi piaceva, anzi, direi che fino a pochi anni
anni, con i primi disegni, ho desiderato
fa ha continuato a non piacermi affatto.
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L’arte e il design possono convivere,
ore seduto ad una scrivania, ho realizzato
unirsi, trasformarsi a vicenda?
un progetto partendo da vecchi ritagli
Per parlare di design parto da lontano,
di stoffe, ricreando con trasformazioni
parto dalla fortuna di essere cresciuto
isometriche alcune figure di animali.
in una famiglia innamorata dell’arte e
Quello è stato il mio primo progetto per
dalla possibilità di vedere molte mostre
Zara. Non vedo una reale distinzione tra
e partecipare a molti eventi. Ricordo
arte e design, soprattutto nella mia pratica
a quattordici anni, quando ancora si
in cui l’apporto creativo si pone in maniera
potevano fare esperienze in età così
trasversale, applicandosi su diversi media
giovane, lo stage per una ditta tessile.
e inserendosi in maniera naturale nella vita
Un giorno, un po’ annoiato per le molte
di tutti i giorni.
Pocko face, parte della mostra “100”
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Ci sono progetti ai quali hai detto di no? Dire di no non fa per me. Mi barcameno sempre nei progetti più impensabili e alla fine salta fuori che li risolvo, perché alla fine è il mio lavoro. In quanto designer quello che faccio non è creare arte, ma trovare soluzioni. E poi, ad ogni “sì” corrisponde una rete, un mondo di relazioni che si apre, soprattutto ora che, con il mio studio, ci adoperiamo per mostrare la bellezza del creare con un mezzo come il disegno.
Tappeti realizzati da notanotherclassicrug su design di Marco Oggian
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Art
Design realizzato per la linea di bottiglie Chilly’s
Football basketball court realizzata a Genk (Belgio) in collaborazione con C-Mine
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GUCCI COMMUNITY A cura di Alessandra Luporini
Moda
Gucci Garden e Gucci Circolo i nuovi Place to BE!
Gucci Garden archetypes, un parco giochi delle emozioni” Alessandro Michele
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Era il 1921 quando Guccio Gucci fondò la sua azienda e il suo primo negozio a Firenze, inseguendo un sogno e una visione che vivono ancora oggi. l Gucci Circolo di Milano come il Gucci Garden di Firenze sono nati dall’idea di creare spazi temporanei dove riunirsi per vivere un’esperienza immersiva alla scoperta dei codici della Maison, aprendo le porte di stanze esperienziali e sale espositive da vivere come uno spazio narrativo attraverso i vari capitoli della collezione Aria.
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Moda
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Circoli letterari che diventano Hub interattivi della community e luoghi di ritrovo per occasioni ed eventi speciali, che sia una partita di burraco o per un tè. “Gallerie” di design, arredamento e decor con focus sulle lavorazioni artigianali e oggetti vintage, rendendo omaggio all’archivio Gucci con le storiche campagne pubblicitarie.
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titolo Moda pagina
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GUCCI LOVE(THESIGN) PARADE Sono le quattro di mattina italiane quando un gruppo di Gucci Community viene invitato a trascorrere la notte al Gucci Circolo di Milano. L’invito consiste in un rossetto rosso e un tovagliolino di carta con l’impronta di una bocca tinta di rosso: “Meet me on Hollywood Boulevard, November 2, 8 pm” (Incontrami all’Hollywood Boulevard, 2
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novembre, ore 20). Firmato “Lallo”, il soprannome del direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele. La celebre Hollywood Boulevard si trasforma in una passerella di moda per festeggiare i 100 anni della Maison Gucci… dal Chinese Theatre alla Walk of Fame, una gang di star hollywoodiane e modelli sfilano illuminati da lampioni scintillanti invadendo il boulevard.
Moda
“Il mio amore irrefrenabile per il mondo classico trova su questa strada piena di stelle una sponda ideale. Hollywood è, in fondo, un tempio greco abitato da divinità pagane dove gli attori e le attrici sono famosi eroi ed eroine dei miti. Sono gli idoli di una cosmogonia contemporanea, assolutamente unici.” Alessandro Michele
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Per Alessandro Michele: “Afrodite, Teseo, Pandora e Medusa vivono ancora nell’Olimpo di Hollywood” e sono accessoriati con occhiali da sole a mascherina, nose piercing architettonici, brillanti diademi, spille maestose, cappelli da cowboy e boa pomposi di pelliccia e piume diventano gli elementi ornamentali che completano il look.
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Oltre 100 le uscite, come 100 sono gli anni che compie la Maison nel 2021. Per raccontare con un défilé d’eccezione, sfilando sulle stelle rosa dedicate alle celebrità, l’amore di Gucci e di Alessandro Michele per il cinema. Lo spiega lui stesso nella lettera che accompagna lo show, dal titolo programmatico “Nine letters dripping with desire”
Moda
“Los Angeles risplende di una magia propria, senza tempo; è un posto che sfiora la divinità, diventando una mitologia del possibile”
Le “9 lettere “della parola Hollywood. «Mamma lavorava come assistente di una casa di produzione. Ricordo i suoi racconti, dettagliati e scintillanti, su quella fabbrica di sogni. C’era il pallore d’alabastro di Marilyn Monroe e la sua voce diafana. C’erano i guanti neri satinati di Rita Hayworth e i lucenti capelli di Veronica Lake».
Un tripudio di paillettes, cristalli, trasparenze e abiti bondage risplende all’insegna dell’Old Hollywood glamour. Dai guanti rosa in satin di Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde del 1953 all’abito laccato con piume di cigno alla Björk (La sfilata inizia sulle note di “All is full of love” di Björk).
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A SIGN FROM THE STARS A cura di Giulia Tomba
Ariete
Toro
Gemelli
Ariete, miei adorati, è arrivato finalmente il momento di far uscire il leader carismatico che è in voi. Parola d’ordine: empowerment! Con Mercurio finalmente uscito dal suo moto retrogrado ed entrato nel super comunicativo segno dello Scorpione avrete il sostegno astrale necessario per dare una scossa a tutti gli aspetti della vostra vita legati all’organizzazione e agli accordi. L’eclissi di Luna il 19 vi renderà più spirituali e intuitivi. L’universo vi invia dei segnali, apritevi a riceverli.
Miei cari Toro, la Luna si trova nella vostra casa delle relazioni. È un momento propizio per vivere in piena liberta i vostri sentimenti. Assecondate le vostre necessità, che siano lasciarvi andare ad un nuovo amore o ridefinire la vostra storia. È il momento di alleggerire il cuore e fare caso a tutto ciò che di bello vi circonda. L’eclissi lunare il 19 ci fa immergere in un periodo mistico e potente, che porterà profonde trasformazioni per i prossimi sei mesi. Magie inaspettate.
Gemelli del mio cuore, quante volte vi ritrovate a vivere guidati dal pilota automatico? Totalmente assorbiti da una quotidianità che sembra non lasciare molto spazio alle vostre emozioni e, soprattutto, al vostro benessere? La stagione dello Scorpione è un periodo che permette grandi trasformazioni. Non sarete meno impegnati, anzi! Sarà un periodo di sfide e nuove opportunità, che potrete però cogliere da protagonisti grazie anche all’influsso di Marte. Your rules! Parola d’ordine: consapevolezza.
Il consiglio di design: la lampada Regina by FontanaArte
Il consiglio di design: il tappeto Japanese Folklore by Nodus
Il consiglio di design: la poltroncina Loomi con tavolino by Opinion Ciatti
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Oroscopo
Cancro
Leone
Vergine
Miei fluttuanti Cancro, già dallo scorso mese i pianeti vi invitavano ad immergervi nel mare profondo della vostra emotività, ricercando sentimenti autentici e aspirazioni represse. Novembre è per voi un terreno fertile e ricco di nutrimento, che aspetta solo di essere coltivato con determinata immaginazione. Anche se la natura inizia il suo periodo di riposo, voi avete il grande potere di dare vita: progetti, relazioni. Lasciatevi guidare da ciò che più vi appassiona. Nuovi inizi.
Care Leonesse, indomiti Leoni, la Luna nuova di inizio mese porta la vostra attenzione su tutto ciò che riguarda la casa e gli affetti. È il momento propizio per acquistare casa o rivoluzionare il vostro ambiente con una ristrutturazione o un nuovo progetto di interni ma anche dedicare del tempo al vostro benessere mentale riallacciandovi alle vostre radici o approfondendo tutto ciò che riguarda le dinamiche famigliari. Prima di progettare il futuro, fate ordine nel passato.
È un cielo potente quello di questo Novembre, miei adorati Vergini. La Luna nuova in Scorpione, per voi nella casa della Comunicazione, prepara il terreno per confronti importanti e nuovi progetti soprattutto in ambito lavorativo. In generale, sentirete una forte spinta ad uscire dalla vostra comfort zone e aprirvi agli altri. Cercate nuove connessioni o riconnettetevi con le persone a voi più care sentendovi liberi di esprimere le vostre idee e le vostre emozioni.
Il consiglio di design: il tavolo rotondo Lambda by Sovet Italia
Il consiglio di design: i piatti Kintsugi by Seletti
Il consiglio di design: il lampadario Yanzi by Artemide
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Bilancia
Scorpione
Sagittario
Mie care Bilance, già dalla Luna nuova in Scorpione a inizio mese ci saranno importanti novità che riguardano tutti gli aspetti finanziari. Finalmente potrete raccogliere i frutti del vostro lavoro. Non solo. Il transito in Capricorno di Venere – pianeta che vi governa – getta una morbida luce autunnale sulla vostra vita sentimentale. È il momento di rivedere alcune vostre convinzioni e sciogliere quelle rigidità caratteriali che non vi permettono di lasciarvi andare fino in fondo.
Novembre inizia con un meraviglioso novilunio nel vostro segno, miei adorati Scorpioncini. Una carezza cosmica che giunge solo una volta l’anno e preannuncia nuovi inizi e cambi di prospettiva nella vita. A potenziarne l’effetto, l’eclissi lunare il 19. È il momento aprirsi a nuovi traguardi personali se non proprio ad un nuovo capitolo della vostra esistenza. Attenzione al transito di Venere in Capricorno, che può portare qualche discussione in ambito sentimentale o famigliare.
Vi aspetta un mese intenso, miei cari Sagittario, che si concluderà tra l’altro con l’inizio della vostra stagione astrologica. I transiti lunari di Novembre – la Luna nuova il 4 e l’eclissi di Luna in Toro il 19, che dobbiamo considerare come un plenilunio potenziato – vi rendono introspettivi, quasi schiacciati dal peso dei vostri pensieri. Va bene così! Dedicatevi del tempo in solitudine (un massaggio rilassante, una camminata all’imbrunire) per fare ordine dentro voi stessi.
Il consiglio di design: la lampada Turtle Carry by Qeeboo
Il consiglio di design: la lampada da soffitto Wireline by Flos
Il consiglio di design: la poltrona imbottita Corolla by Billiani
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Oroscopo
Capricorno
Acquario
Pesci
Già dal novilunio in Scorpione ad inizio mese, miei riflessivi Capricorno, la parola d’ordine è una soltanto: fare squadra. I vostri progetti troveranno nuova linfa solo se condivisi, sia in ambito professionale che nella vita privata. È il momento di curare con particolare attenzione le amicizie e i rapporti con i colleghi. L’eclissi di Luna il 19 sarà l’inizio di un periodo di grandi e profonde trasformazioni che per il vostro segno riguarderanno soprattutto il modo in cui esprimete voi stessi.
È un periodo di grandi cambiamenti per tutto lo Zodiaco, miei cari Acquario. Nel vostro caso, la Luna nuova di inizio mese getta i suoi raggi mistici nella casa che riguarda il lavoro e la carriera. Potete muovervi in un terreno fertile al mutamento e alla trasformazione ma solo se saprete mettervi nella giusta predisposizione mentale. In che modo? Prima di tutto, con una buona dose di decluttering! Liberatevi di tutto ciò che intralcia il raggiungimento dei vostri obiettivi. Sia dentro che fuori di voi.
Miei fluttuanti Pesci, è il momento per voi di aumentare la vostra saggezza e la vostra conoscenza. Che sia esplorando nuovi luoghi. O vecchi luoghi con occhi nuovi. Immergendovi tra le pagine di un libro. Frequentando un nuovo corso. Dove vi porta la vostra curiosità? Sarà quella la vostra rotta! Create una mappa mentale delle vostre suggestioni ed inseritevi tutto ciò con cui sentite un’affinità. È il momento di guardare ad un panorama unico e meraviglioso: il vostro.
Il consiglio di design: Secchiello del ghiaccio Here Thimble by Ghidini1961
Il consiglio di design: il lampadario Discovery by Artemide
Il consiglio di design: la poltrona Banjooli by Moroso
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Contributors
PianoPrimo /
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Emanuela Perozzi
Giulia Tomba
COPYWRITER
COPYWRITER
Nasce al Policlinico Gemelli in Roma la notte di San Lorenzo mentre sua madre, scorgendo una stella cadente, esprime il desiderio di una femminuccia. Salvo poi diventare una sorta di maschiaccio, tra la passione per il calcio ereditata dal papà e un cugino-fratello come migliore amico. Crescendo sviluppa una personalità anticonformista e un tantino ribelle, ma ciò non le impedisce, qualche anno più tardi, di inorgoglire i suoi genitori laureandosi con lode in lettere. Ha iniziato a scrivere da piccola e non si è più fermata. Divoratrice di libri, ama la letteratura, il cinema d’autore e le case di design. Non si è ancora stancata di ascoltare la sua vocina interiore e di inseguire sogni. E visto che ci sta, esprime desideri facendo finta che sia la notte di San Lorenzo.
Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.
Alessandra Luporini COPYWRITER Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’ artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.
Contributors
Maria Chiara Bocciolini COPYWRITER
Patrizia Piccinini ARCHITETTO E GIORNALISTA Si occupa di design e tendenze lifestyle. Ha scritto per più di vent’anni prima, per Home e poi per Marie Claire Maison. Ha pubblicato per Rizzoli Electa il libro, Carlo Scarpa, Oltre la materia e, a ottobre, è prevista l’uscita in libreria di una nuova monografia dedicata a Piero Portaluppi, edita dalla stessa casa editrice.
Fiorentina, si laurea in Filosofia Teoretica a metà anni ’90. Subito dopo si accosta alla professione delle PR e dell’Ufficio Stampa, passando prima dal mondo fashion e poi a quello del design e dell’architettura. Qui affianca nel loro percorso di comunicazione alcune realtà d’impresa note a livello internazionale. Si definisce una inguaribile ‘raccontastorie’ per la curiosità e la passione con cui ama narrare di oggetti, progetti e di personaggi. Trova nella scrittura la sua ‘cura’ all’ansia che pervade i nostri tempi. Mamma di Bianca. Ama il cinema, l’arte e i cani, meglio se boxer.
Lara Vidotto ART DIRECTOR Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.
Chiara Moro CURATOR Irrequieta e curiosa, Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti artistici e di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.
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