lovethesign.com
Number 03 — marzo 2022
Stefan Diez Terrazze parigine — Lampade iconiche Cheval Blanc— Paris mon amour!
Editoriale
É più difficile procedere in questi giorni, in questo momento storico che ci vede abbacinati assistere a ciò che il mondo civilizzato avrebbe preteso e voluto non rivedere mai più. Cosa ci sorregge minuto dopo minuto, oltre alla fiducia che diplomazia e dialogo siano quanto prima più forti di ogni conflitto? Assistiamo con l’animo in tumulto e le palpebre immobili, ma dobbiamo ricordarci che possiamo, in questo tempo che ferisce, possiamo ancora. Possiamo metterci in direzione ostinata e contraria, come ci ha indicato Fabrizio De André nei suoi versi che sprigionano un tale amore da illuminare l’umanità tutta, come un faro. Lara Vidotto Art Director
Possiamo stringere tra le mani ogni sorso di bellezza, ogni respiro d’arte, ogni scampolo di risata, perché dove si ride e dove c’è bellezza non può esserci ostilità. Possiamo riempirci gli occhi di tutto ciò che ci ricorda la lunga strada che abbiamo fatto per vivere in pace. Prendere a riferimento una città che rappresenta la cultura europea e allo stesso tempo la pluralità cosmopolita, la convivenza democratica e la civiltà. Possiamo ricordare che gli oggetti sono portatori di messaggi, come fa With Me, la coppia di mani disegnate da Marcantonio che si stringono a ricordarci la forza dell’alleanza umana.
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Index
PianoPrimo /
Cover Story
Stefan Diez a cura di Lara Vidotto
42
Icone
Lampade iconiche a cura di Chiara Butti
10
Index
Hotel
Cheval Blanc
a cura di Samantha Passuello
26
Parigi
Terrazze parigine con vista su Madame Tour Eiffel a cura di Emanuela Perozzi
Tendenze
Paris mon amour!
a cura di Patrizia Piccinini
56
70
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Designer
“C” come casa a cura di Lara Vidotto
84
Moda
Elsa Schiaparelli
a cura di Alessandra Luporini
110
Art
Nick Doyle
a cura di Chiara Moro
98 Oroscopo
A Sign from the stars a cura di Giulia Tomba
122
da “Star Trek: The Next Generation”
LOVE THE S IGN MAGAZINE
“Forse un giorno scopriremo che il tempo e lo spazio sono più semplici dell’equazione umana.”
PianoPrimo /
Orologio Oramai verde by Danese Milano Giulio Iacchetti destruttura il classico concetto di orologio, trasformando un comune e funzionale oggetto in un’opera di design.
6
Color
7
LOVE THE S IGN MAGAZINE
iconiche
Lampade
PianoPrimo /
a cura di Chiara Butti
10
Icone
11
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Arco /
Flos di Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Se devo pensare a una delle icone di stile più presenti nelle menti di tutti, direi la lampada Arco, di Achille e Pier Giacomo Castiglioni prodotta da Flos dal 1962. Questa lampada, grazie al suo design lineare ed estremamente funzionale, è riuscita ad essere protagonista sempre attuale di tutte le epoche stilistiche che ha attraversato e rimane ancor oggi uno dei pezzi di arredo più desiderati.
12
La pulizia formale e la scelta intelligente dei due materiali essenziali ed eleganti che la costituiscono (marmo bianco di Carrara per la base e metallo cromato per l’arco regolabile in lunghezza con diffusore orientabile come terminale) hanno reso questa lampada un elemento facilmente accostabile a diversi stili di interni.
Icone
“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri, Così nacque l’idea dell’Arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo. Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità.” Achille Castiglioni (intervista a Ottagono, 1970)
13
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Questa lampada, icona simbolo del design italiano presente nelle collezioni permanenti della Triennale Design Museum di Milano così come del Moma di Ny, presenta molte caratteristiche geniali: pur essendo una lampada da terra, svolge la funzione di una lampada a sospensione e può essere posizionata per illuminare zenitalmente un tavolo da pranzo o il centro di un salotto.
14
Pur avendo un basamento che pesa 65kg, può essere agevolmente spostata infilando un bastone nel foro presente nella base in marmo. Grazie a quest’ultimo contrappeso inoltre, la cupola orientabile, formata da due pezzi, può permettersi uno slancio di oltre due metri di distanza, rendendo così la Arco protagonista delle più diverse tipologie di spazi
Icone
Importante notare come negli anni le caratteristiche del design originario di Achille e Pier Giacomo Castiglioni siano sempre state rispettate negli anni ma che, tecnologicamente, oggi questa lampada sia stata resa conforme alle nuove esigenze di risparmio energetico e domotica.
I fratelli Castiglioni sono anche autori di innumerevoli altri pezzi che hanno fatto la storia del design, ma volete sapere qual è quello che è stato prodotto in più unità in assoluto? Un’intuizione semplice e geniale come il rompitratta, l’interruttore che Achille progettò — senza mai firmarlo — con il fratello Pier Giacomo per la piccola azienda milanese Vlm e di cui da allora ne sono stati venduti un numero incalcolabile di esemplari.
15
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Eclisse /
Artemide
di Vico Magistretti
Più o meno negli stessi anni nasce un’altra icona: l’eclisse di Vico Magistretti, prodotta dal 1965 da Artemide, vincitrice del compasso d’oro nel 1967. Questa lampada, nonostante le dimensioni contenute, ha uno storytelling spettacolare.
16
Concepita nella metropolitana milanese e schizzata velocemente sul retro del biglietto da un Magistretti che mentre aspettava il treno stava pensando al protagonista dei miserabili di Victor Hugo e al gesto dei ladri che con la mano coprono il fascio di luce delle loro torce.
Icone
“L’idea di questa lampada è sorta a Magistretti viaggiando sulla metropolitana. Pensava ai ladri che coprono le loro pile con la mano e ha fatto uno schizzo sul biglietto del metro: “Il progetto era tutto qui” Classici Moderni-Lampade su Domus n.664/1985
17
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
18
Icone
Questo oggetto luminoso stupisce per la sua semplicità: caratterizzata da una estetica basata su forme primarie, si compone di 3 semisfere e fonda la propria essenza nello svelare parzialmente la sorgente luminosa e nel rendere l’utente protagonista di questa azione, permettendogli di ruotare manualmente la calotta interna mobile. Questo gesto, antesignano del dimmer, viene rivelato nel nome “eclisse” che in sé racchiude la sua essenza concettuale ma anche quella funzionale. La luce di questa lampada da comodino per eccellenza può essere regolata secondo le
necessità: la calotta interna ruota e regola l’intensità luminosa da pieno sole come luce da lettura fino ridurla ad uno spicchio per diventare luce intima da letto. Eclisse è ancora oggi uno degli oggetti più venduti al mondo ed è una lampada sia da tavolo che da parete, realizzata in diversi colori, pertanto facilmente integrabile in diversi contesti Fa parte, nella sua versione originale, della collezione permanente dei più importanti e i più rinomati musei dedicati al design industriale, all’arredamento e all’arte moderna e contemporanea.
19
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
20
Icone
Naska Loris / Fontana Arte
Andiamo ancora più indietro nel tempo alla scoperta dell’ultimo elemento di questa selezione: la Naska Loris, anno 1933, prodotta da Fontana Arte, lampada da scrivania per antonomasia. Questa lampada nasce dagli archivi storici di Fontana Arte ed è frutto di uno sviluppo tecnologico che in quegli anni stava accadendo alle lampade da tavolo a braccio bilanciato con sistema a molle, ispirato alle sospensioni delle automobili. Nate per agevolare il lavoro alle macchine da cucire perché potevano essere agevolmente spostate per maneggiare quanto stava accadendo sotto la loro luce, questa tipologia di lampade è poi diventate l’icona della lampada da scrivania, spingendo addirittura la Pixar a adottarne una all’interno del suo logo.
21
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Le forme della Naska Loris sono archetipali e senza tempo, dotata di forte identità, questa lampada è disponibile in più dimensioni e, oltre alla sua applicazione più standard da piano, anche nelle versioni da terra e da parete. Si può mettere sulla scrivania con la sua base oppure fissare tramite morsetto al tavolo o ad una mensola per lasciare libero il piano. Grazie al suo braccio orientabile in tutte le direzioni, diventa un perfetto alleato per lo studio ed il disegno, tanto da diventare uno degli oggetti preferiti dai progettisti Un classico senza tempo.
22
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
26
Hotel
Cheval Blanc -
LA PARIGI CHE CI MERITIAMO: QUELLA MAGICA. a cura di Samantha Passuello
27
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Parigi. C’è a chi brillano gli occhi, pensandoci: eccomi qua! Penso non sia sempre facile stabilire con obiettività il perché una città piaccia più di altre, ma per me Parigi è la casa lontano da casa che ho sempre cercato.
28
Hotel
29
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
30
Hotel
Perché? Perché la maestosità dei suoi palazzi haussmanniani non ha eguali. Perché il contrasto tra Gotico e Art Nouveau mi fa perdere la testa ogni volta. Per le Boulangeries o le Pâtisserie che pullulano ad ogni angolo della strada. Per le sedie dei Bistrot in Rilsan realizzate con degli intrecci meravigliosi (voi le avete mai viste al bar sotto casa? Io no). Per le decorazioni dei balconcini in ferro battuto, per le pensiline delle fermate della metropolitana dalle forme sinuose. Potrei andare avanti per ore, ma mi fermo qui. Il punto è che, per chi la sa cogliere, Parigi è Magia. E per chi ancora non l’ha ancora fatto, perché non darle una possibilità a partire da un Hotel che vi faccia sentire a casa? Vi ispira? Bene, allora cominciamo.
31
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
L’Hotel L’Hotel Cheval Blanc di Parigi è una struttura a 5 Stelle che sorge di fronte la Rive Gauche della Senna, a due passi dal Marais e dal Louvre: un edificio storico con uno spirito contemporaneo immaginato dall’Architetto Peter Marino, caratterizzato da un forte senso del patrimonio Art Déco, un omaggio al Savoir-Faire e all’artigianato francese. Un settimo cielo da contemplare dal giardino sospeso del 7° piano: 650 mq di verde con un orizzonte a 360 gradi. Chiudete gli occhi e immaginatevi lì, con un panorama mozzafiato sopra i tetti e la felicità che vi scorre nelle vene.
32
Hotel
La struttura All’interno del Cheval Blanc ci sono 72 camere e suite con tanto di maggiordomo personale. Le camere, a partire da 45 mq, sono dominate da una grande vetrata con una prospettiva privata sulla città. Gli interni sono ispirati alla facciata dell’edificio, i motivi rettilinei e i pavimenti in “parquet de glace”, scandiscono il ritmo della facciata in pietra. I pannelli di vetro riflettono le spine di metallo dorato, creando un effetto gioiello con toni minerali scintillanti, permettendo di riscoprire la bellezza dello stile Art Nouveau.
33
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
34
Hotel
Il Design L’architetto Peter Marino, partner di lunga data del gruppo LVMH, ha costruito un vero e proprio universo dell’arredo: ogni elemento decorativo è stato selezionato con un occhio da collezionista esigente. E così approdano all’interno della struttura alcune litografie di Sonia Delaunay, l’immensa tela blu del pittore Georges Mathieu domina la Hall, la ringhiera della scala de L’Appartement (l’appartamento privato più esclusivo) è stata una commissione speciale dell’artista Claude Lalanne. E poi c’è l’utilizzo di circa 20 marmi diversi, una varietà di pelli, pergamene, patine dipinte a mano: dettagli che fanno eco alla raffinatezza dell’edificio stesso. Anche l’illuminazione non è assolutamente da meno: la collezione di lampade a sospensione e lampade da comodino in marmo e gesso di Philippe Anthonioz e Il magistrale lampadario di Laurence Montano impreziosiscono la zona notte rendendola, appunto, magica.
35
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
36
Hotel
37
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
38
Hotel
La Dior Spa Un’altra “chicca” degna di nota dell’Hotel Cheval Blanc è la Dior Spa, realizzata dallo stesso Architetto Peter Marino. Marino si ispira ad un vero e proprio appartamento parigino: prima di arrivare alle 6 Suite che compongono la Spa, infatti, si vede subito un immenso camino, una selezione di libri e delle comode poltroncine, come fossimo chez-nous. Ogni suite è dotata di bagno privato in onice e, in qualche modo, richiama il mondo di Dior grazie agli specchi in cui scorrono le immagini delle ultime sfilate e il tessile con le fantasie tipiche della Maison. Vi abbiamo convinti?
39
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
STEFAN DIEZ a cura di Lara Vidotto
42
Cover Story
È possibile inventare un divano che sia nuovo, sostanzialmente nuovo rispetto all’esistente? È possibile che, nonostante le proposte siano molteplici e interessantissime sia tra le produzioni recenti che tra le icone del design, questa impresa possa riuscire?
43
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Tutto quello che cerchiamo quando vogliamo conoscere qualcosa o qualcuno è la sua verità. Stefan ci racconta del viaggio intrapreso con Magis per approdare a un divano sinceramente innovativo. Ci svela che il risultato, molto lontano dall’essere scontato, è stato raggiunto principalmente per un motivo: le logiche del marketing sono state congelate, completamente, per affrontare il progetto all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità. Poteva andare male, e invece è andata benissimo.
44
Cover Story
45
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
46
Cover Story
Qual è stato il punto di partenza per lo
E ne è valsa la pena?
sviluppo di COSTUME?
SD: Io credo che alla fine siamo riusciti a realizzare il concept di partenza in modo ottimale. Dominik Hammer del mio studio ci ha messo molta energia, tanta quanta il team di Magis con Enrico Perin. COSTUME è diventato un tipico progetto Magis, perfettamente in linea con la tradizione delle aziende del Nord Italia. Nelle fasi di avvio e sviluppo, tutte le parti coinvolte devono apportare al progetto molta fantasia e fiducia, dopodiché bisogna anche accettare il rischio del fallimento. Eugenio Perazza, con la sua visione del design, è diventato una leggenda. Il nostro studio è davvero felice di questa collaborazione e del suo risultato.
SD: Magis si è rivolta a me con questa domanda: “E se ripensassimo il divano in modo completamente nuovo?” Qual è stata la sua risposta?
SD: Insieme a Magis ci siamo posti l’obiettivo di sviluppare un sistema di divani completamente smontabile, con meno schiumato possibile e un rivestimento che potesse essere lavato e sostituito. Un sistema che fosse composto solo da pochi elementi. All’inizio ci sembrava piuttosto complicato, praticamente impossibile. Alla fine ci abbiamo lavorato per quattro anni, investendo molte ore nello studio di questo progetto.
47
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
48
Cover Story
49
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
50
Cover Story
Quanto è importante per lei un approccio
Quali altri aspetti del progetto sono
sistemico?
importanti?
SD: I sistemi sono come una specie di alfabeto. A me non interessa tanto fornire risposte pronte, quanto piuttosto mattoncini con i quali poter formare poi parole, frasi, storie. I sistemi non sono qualcosa di statico, possono essere reinterpretati sempre in modo nuovo. I singoli mattoncini possono essere sviluppati ulteriormente e migliorati in modo indipendente. Alla base c’è una logica interessante che riesce a sfruttare pienamente il potenziale della produzione industriale e del design industriale.
SD: Il fatto che il corpo del divano sia realizzato in plastica riciclata, in piena sintonia con il concetto di economia circolare. Attualmente per la produzione della struttura del divano vengono utilizzati scarti industriali. In un prossimo futuro, prevediamo che Magis possa anche recuperare vecchi imballaggi per produrre nuovi elementi di COSTUME.
E come si applica questo nella pratica, nel caso di COSTUME?
SD: La struttura modulare di COSTUME permette di sostituire con facilità i singoli componenti, ad esempio se sono sporchi o consumati. Anche il sottile inserto in schiumato può essere ripulito, così come il rivestimento, chiaramente. Un divano deve sopportare molte sollecitazioni, soprattutto in una famiglia. Tra l’altro, il fatto che il nucleo del nostro divano possa essere separato facilmente dal rivestimento non è solo un vantaggio per l’utilizzatore: un divano diventa riciclabile in primo luogo grazie alla modularità della sua struttura.
Come descriverebbe la sua collaborazione con Magis?
SD: Un progetto è sempre un viaggio che si fa insieme. Magis riesce come pochi altri nel settore a fare del viaggio stesso la meta, sapendo orientare abilmente lo sguardo tra dettagli e visione in prospettiva.
51
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Che contributo offre Magis in una partnership con un designer?
SD: Magis è una delle pochissime aziende che pone l’innovazione al di sopra dei concetti di marketing. “E se facessimo le cose in modo completamente diverso?” Eugenio Perazza e il suo team sono curiosi, sempre in ricerca. Insieme a Enrico Perin riescono ad aprire prospettive sempre nuove, scoprendo cose nuove strada facendo, per così dire. La forza trainante in Magis sono l’entusiasmo e la passione. Ecco perché questa collaborazione ci sta così tanto a cuore. E come descriverebbe invece il lavoro del suo studio?
SD: Noi preferiamo dedicarci a progetti in cui il risultato finale non è prevedibile. Vogliamo lasciarci sorprendere durante il lavoro, imparando cose nuove. Crediamo che la strada verso le soluzioni innovative passi per il know-how tecnico, il giusto istinto e molta sperimentazione. I risultati potranno essere complessi, ma mai complicati.
52
Cover Story
53
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
56
Tendenze
PARIS MON AMOUR! Sei trailer animati da oggetti di design per raccontare la Ville Lumière attraverso alcuni dei film più famosi girati tra la Tour Eiffel e Rue Cambon
a cura di Patrizia Piccinini
57
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
58
Tendenze
Ciak si gira, in una delle location più amate dai registi di tutto il mondo. Siamo a Parigi, la Ville Lumiere l’unica che può vantare di aver dato i natali alla settimana arte e di aver fatto sognare migliaia di cineamatori tra i suoi boulevard. Parigi e il cinema è un facile abbinamento se, come per Roman Polanski, hai a disposizione un cast di attori stellari e più difficile quando devi far immaginare la trama attraverso gli oggetti. Ma quando il pensiero va ad Antoine Doinel, il giovane fanciullo che corre più forte che può nella pellicola I 400 Colpi girata tra le vie della città da François Truffaut, le immagini in bianco e nero, così incisive, hanno la forza di suggerire alcuni accostamenti: arredi semplici che rimandano alla scuola e al collegio dove il piccolo viene rinchiuso, una corda per evocare la fuga e i chiodi che sorreggono il manifesto, come fosse una “taglia” da film del far-west che segnala un fuggitivo. Colori cupi come si conviene alla Nouvelle Vague che, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, ebbe enorme influenza sul cinema mondiale grazie all’uso innovativo delle tecniche di ripresa e montaggio e al fatto di trattare argomenti che fino a quel momento erano stati per lo più sottovalutati dal cinema dell’epoca. Più semplice intrecciare la trama de Il favoloso mondo di Amélie, diretto dal regista Jean-Pierre Jeunet, uscito nelle sale cinema nel 2001. Basta seguire le indicazioni “ad Amélie piace…” e il gioco è fatto: il nano di Philippe Starck (quello delle cartoline misteriose), un tappeto colorato e un’insegna che invoca all’amore. E tra i paralumi delle lampade che simulano le svolazzanti gonne delle danzatrici di Can Can, la scena cambia: siamo ai piedi della collina di Montmartre e precisamente all’interno del più famoso cabaret della città simbolo della Belle Époque. Il film è Moulin Rouge! Un musical diretto da Baz Luhrmann con una bellissima Nicole Kidman nel ruolo di un’affascinante ballerina; una pellicola visionaria con una colonna sonora travolgente e assolutamente contemporanea nonostante l’ambientazione sia alla fine del 1800 a Parigi.
59
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
E poi c’è la storia di Gabrielle “Coco” Chanel che, da ostinata orfana, diventa la leggendaria creatrice di moda simbolo di successo, libertà e stile. Per il film Coco Avant Chanel, diretto da Anne Fontaine con Audrey Tautou nei panni della giovane stilista, non poteva mancare un accenno agli adorati paraventi Coromandel di cui lei era un’avida collezionista, ai fiori bianchi (amava le camelie) e alle perle (rappresentate dalla lampada di Flos) che per mademoiselle erano un accessorio indispensabile. Dalle atmosfere eleganti di Rue Cambon 31 si passa a quelle hitchcockiane di una Parigi labirintica attraverso la storia di spionaggio ad alta tensione di Frantic firmato Roman Polanski. E allora ecco che sulle note di Libertango di Astor Piazzolla, il regista ci trasporta all’inseguimento di Harrison Ford che deve scoprire quale mistero si cela dietro il rapimento della moglie. Unico e strano indizio: una miniatura della statua della libertà nascosta in una valigia. E per finire l’ultimo indimenticabile protagonista della rubrica è Remy, il topolino francese di campagna, che si trasferisce nel centro di Parigi, proprio sotto uno dei più lussuosi ristoranti della città, dove lavora il grande cuoco Auguste Gusteau. Ratatouille, ovviamente, tra pentole, accessori da cucina e un tappeto con i “buchi”… That’s all folks!
60
Tendenze
61
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
1
5
4 2 3
1. Tappeto Silkbird Jacquard by Dedar Milano / 2. Portafiori Sticks by Ghidini1961 3. Pouf Pandora S by Myyour / 4. Poltrona Corolla by Billiani 5. Lampada IC/W1 by Flos
62
Tendenze
1 2
3
5
4
1. Schiumarola Retrò by Bitossi Home / 2. Tappeto Apparence by Nodus 3. Casseruola the Saucepan by Knindustrie 4. Money Box EVA monocolore by EVA – La mela del desiderio / 5. Lampada Mouse in piedi by Seletti
63
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
1
2
4
3
1. Tappeto Cube by Carpet Edition / 2. Lampadario Lloyd by Puik 3. Poltroncina Pistola by Seletti Wears Toiletpaper / 4. Consolle Monolit by Ethnicraft
Tendenze 1 2 3
4
5
1. Appendiabiti La cima by Opinion Ciatti / 2. Appendiabiti Chiodo Schiaccia Chiodo by Opinion Ciatti 3. Tappeto RD Grid Berber by Amini / 4. Sedia Pelleossa intrecciata by Miniforms 5. Scrivania Flow by Temahome
65
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
3 2 1
4
5
1. Tappeto Spin by Carpet Edition / 2. Lampada Veli 7 by Slamp 3. Vaso Jelly by Kartell / 4. Lampada Paris by Qeeboo 5. Sedia Spun by Magis
Tendenze
1
2
5
4
3
1. Lampada Nuvola SoftLight by Buokids / 2. Scultura Birds by Magis 3. Panchetta Amore by Slide / 4. Sgabello/tavolino Attila by Kartell 5. Tappeto Suzani by Matteo Pala
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Terrazze parigine con vista su Madame Tour Eiffel a cura di Emanuela Perozzi
70
Parigi
Chi guarda nelle profondità di Parigi ha le vertigini. Niente di più fantastico, niente di più tragico, niente di più superbo” Victor Hugo
71
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Ha le vertigini anche chi Parigi la guarda dall’alto. Magari da una delle terrazze che spuntano tra le cupole delle basiliche e l’imperiosa vetta della Tour Eiffel, aggiungendo un tocco di magia a una città che di magia ne ha già da vendere.
72
Parigi
Immagina una terrazza… È così facile sognare a occhi aperti con l’aria primaverile che soffia sulla faccia, il suono delle fronde degli alberi scosse dal vento e un timido sole che arriva a riscaldare il cuore e l’atmosfera. La fantasia ci catapulta su una romantica terrazza parigina e in un attimo ci ritroviamo ad osservare le sagome dei tetti, la forma delle nuvole, la traiettoria degli uccelli in volo. Lasciamo che l’aria fresca ci accarezzi il viso e ci riempia di vitalità, e poi immergiamoci nella lucente bellezza di una città che ha ammaliato poeti, artisti e scrittori di ogni epoca… 73
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
…ed ecco a voi Parigi! Invitandoci a guardare in profondità, Victor Hugo voleva esaltare il turbinio di emozioni che sperimenta chi si immerge negli abissi della capitale francese. Anche Honoré de Balzac ha parlato di profondità paragonando Parigi a un oceano sconfinato. Lo scrittore la descriveva come una fonte d’ispirazione inesauribile, come una città incantevole ma nello stesso tempo impossibile da scoprire e conoscere nelle sue mille sfaccettature: «Parigi è come un oceano. Gettateci una sonda e non ne conoscerete mai la profondità. Provate a percorrerlo, a descriverlo: per quanto sia grande la cura che mettereste nel percorrerlo, nel descriverlo, per quanto siano numerosi e interessanti gli esploratori di questo mare, vi si ritroverà sempre un luogo vergine, un antro sconosciuto, fiori, perle, mostri; qualcosa d’inaudito, insomma, dimenticato dai subacquei visitatori letterari». E che dire del cinema e dei tanti omaggi alla ville lumière. Dalla celebre frase pronunciata da Audrey Hepburn in Sabrina - «Parigi è sempre una buona idea» – al film di Woody Allen, Midnight in Paris, vero e proprio inno all’irresistibile fascino parigino, in cui uno dei personaggi arriva a chiedersi con stupore: «Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo sarà sempre un mistero per me!» 74
Parigi
75
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Dining in the Sky Madame Eiffel è la protagonista assoluta della terrazza panoramica dello Shangri La Paris Hotel: impossibile non rimanere a bocca aperta, impossibile non ammutolirsi di fronte alla vista mozzafiato che si gode da quassù. Sarete così vicini alle guglie metalliche della vertiginosa Tour che sovrasta Parigi che vi sembrerà di toccarle!
76
Parigi
Ricrea lo stile delicato e sognante di questo angolo di paradiso:
Divano 3 posti Desiree Rope by Vermobil Ricrea lo stile delicato e sognante di questo angolo di paradiso con il divano 3 posti Desiree Rope by Vermobil. Realizzato in ferro zincato e verniciato a polvere, Desiree Rope, con le sue linee avvolgenti e aeree, è l’ideale per rilassarsi e sognare a occhi aperti.
Poltroncina Como by Emu Niente di meglio della collezione Como di Emu per ricalcare l’atmosfera chic e neoclassica delle terrazze parigine. Questa poltroncina dining con schienale basso reinterpreta le linee classiche in chiave contemporanea evocando una bellezza senza tempo, sobria e raffinata come Parigi.
77
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Sui tetti di Parigi In cima all’Hôtel National des Arts et Métiers, proprio accanto all’omonimo museo, troviamo una delle terrazze più trendy di Parigi. Con uno stile informale e vivace, dominato da arredi in legno e sgabelli di ispirazione pop, il Rooftop di rue Saint Martin rispecchia l’anima allegra e multiculturale del quartiere, ribattezzato “la Brooklyn parigina”. La vista sul Centre Pompidou e sulle vicine Arts & Métiers si estende fino alla collina di Montmartre e alla cupola del Sacré-Coeur.
78
Parigi
Divano Cleo Teak by Talenti Con la sua struttura in teak e l’imbottitura in quick dry foam, il divano da esterni Cleo di Talenti è perfetto per creare un living open air in cui rilassarsi e “fondersi” con gli stimoli della natura circostante.
Ricrea lo stile Mix & Match del Rooftop più frequentato del quartiere Marais:
Sgabello Tokyo Pop by Triade Compatto e versatile, Tokyo Pop è un complemento d’arredo polifunzionale che si adatta a qualsiasi contesto stilistico. Il design minimal e il colore neutro rendono questo iconico tavolinosgabello in polietilene l’arredo passepartout per dare un tocco trendy all’outdoor.
79
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
La terrazza di tendenza Sulla terrazza del Mama Shelter, in uno dei quartieri più vivi della città, nel cuore del 6° arrondissement, si respira la vita d’artista. Luogo di ritrovo conviviale e alla moda, ma nello stesso tempo accessibile: per questo molto amato dai turisti e dai giovani parigini. Qui ci si può rilassare sui divanetti o sprofondare sui grandi cuscini da esterno, gustando uno spritz al suono della musica di tendenza, e ammirando la cornice di una delle città più romantiche e affascinanti del mondo.
80
Parigi
Ricrea lo stile colorato e giovanile del Mama Shelter:
Tavolo pieghevole Flower by Ethimo
Lampada da tavola Giravolta 1799 by Pedrali Vera e propria icona dell’home design, la lampada Giravolta mette la forma giocosa al servizio della funzionalità. La sorgente luminosa si orienta a 360 gradi, gira su se stessa, copre lo spazio in alto e in basso, in lungo e in largo. E riesce a fare tutto questo occupando uno spazio ridottissimo: complemento ready to made perfetto per valorizzare anche un piccolo outdoor.
Per una veloce pausa caffè in terrazza o sul balcone, niente di meglio che il minimalismo del tavolino Flower di Ethimo, da abbinare a sedie in metallo, sia in versione cromatica coordinata che “spaiata”, per un effetto più informale e spontaneo. Da buona soluzione salvaspazio, quando non serve più Flower si piega e si mette via.
Sedia Nolita by Pedrali
Amaca Panama by Talenti Ampia ma non ingombrante, solida ma leggera nel peso e alla vista: cosa chiedere di più a un’amaca? Forse, che sia anche un elemento di design. E Panama lo è, grazie all’accattivante binomio ‘struttura in alluminio-seduta in corde nautiche’.
Ideata dal duo di designer MandelliPagliarulo, Nolita raddoppia la comodità con la nuova versione dotata di braccioli e schienale alto. Look fresco e versatile, linee vagamente rétro e una gamma di colori vitaminici: arancio, giallo, azzurro e terracotta.
81
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Tutta mia la città! Concludiamo la nostra visita di Parigi dall’alto con la Rooftop per eccellenza: la terrazza panoramica del Grande Arche de la Défense, arroccata a 110 metri dal suolo, con annesso bar, ristorante e area di esposizione fotografica. Un po’ fuori mano, ma decisamente imperdibile. Per arrivarci bisogna salire la gradinata di marmo bianco e poi accedere all’ingresso degli ascensori panoramici. Una volta in cima, lo spettacolo è da togliere il fiato. L’area di questa ex piattaforma di atterraggio per elicotteri – circa 1000 metri quadri di estensione - offre una vista a 360° su tutti i luoghi simbolo della città.
82
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
COME
CASA
“C” come cinque oggetti per la nostra casa.
a cura di Lara Vidotto
84
Designer
Casa è una parola che vuol dire tante cose, perchè ci contiene e ci fa sentire al sicuro, ma ci rappresenta anche, esprime il nostro mondo e il nostro carattere. Ha un’identità anch’essa che vorrebbe trasformarsi per aderire perfettamente a noi mano che cresciamo, evolviamo, cambiamo. Forse è casa il luogo a cui si vuol sempre tornare, come il
bicchiere d’acqua che si ha sempre voglia di bere quando si sente sete. Casa è il posto dove semplicemente c’è il tuo mondo e qualcuno che ti vuole bene. La costruiamo pezzetto dopo pezzetto, aggiungendo, selezionando, togliendo. Forse uno di questi cinque è quello che cercavi, che può farti sentire ancora più a casa.
85
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
86
Designer
Francisco Gomez Paz, nato in Argentina nel 1975, dopo la laurea a Cordoba approda a Milano dove consegue il Master Domus Academy e apre il suo studio nel 2003. “Non mi considero un light designer, amo la missione olistica del progetto. Quanto più si allarga, tanto più arricchisce. Mi appassiono alle idee che trasporto nei processi e che piano piano portano alla forma, a forme diverse.” Come designer e come abitante del Pianeta per lui è essenziale correggere il tiro. “Portare avanti solo le cose che effettivamente fanno bene, e avere il coraggio di abbandonare ciò che fa male. Non è questione di ridurre, ma di non produrre più cose dannose e in modo dannoso. Non ci sono alternative. Per pensare al futuro, e dare futuro, bisogna avere speranza e il progetto in sé è speranza.”
Candela è l’innovativa lampada da tavolo che tiene per mano il passato e il futuro. Francisco Gomez Paz con questo progetto ripercorre per il brand Astep la tradizione delle lanterne olio scandinave: Candela è stata concepita per guardare al futuro del Pianeta ed essere sostenibile. L’olio delle antiche lanterne è stato sostituito dal bioetanolo che accende la luce LED, diffusa da un corpo illuminante in vetro soffiato a bocca interamente prodotto in Italia, e nel contempo la batteria interna, caricata dalla fiamma, genera l’energia che permette di ricaricare i dispositivi elettronici. Candela è un corpo illuminante, un oggetto bellissimo pure da spento, ma è anche un viaggio concettuale attraverso la storia: mentre attinge al passato progetta un futuro possibile e rispettoso.
87
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
I prodotti di Simon Legald sono spesso il risultato di un dialogo tra artigianato e industria. Più volte riesce a mettere in evidenza gli aspetti tecnici necessari alla realizzazione, processi, lavorazioni o materie prime, facendone ulteriore motivo di valorizzazione estetica. “L’onestà è ciò che rende comprensibile un prodotto ed è ciò che ne rivela la funzionalità. L’obiettivo del mio design è che l’oggetto appaghi e venga utilizzato. Pertanto deve soddisfare non solo gli aspetti funzionali ma anche i bisogni psicologici ed estetici. La semplicità rende affidabili gli oggetti, per questo cerco di non aggiungere dettagli inutili, mettendo in evidenza le verità invece di nasconderle.“
88
Bit è uno sgabello estremamente versatile, è un intrigante piedistallo per una composizione floreale, è il tavolino perfetto accanto al divano, o nell’angolo giusto per una lampada, diventa una utilissima seduta improvvisata per quell’inaspettato ospite a cena. Ispirandosi a forme nette come monoliti e colonne, Simon Legald ha realizzato un disegno audace e multifunzionale. Una superficie pixelata, composta da piccoli frammenti di plastica sia industriale che domestica riciclata al 100%, lo rende inconfondibile. È realizzato con un particolare processo in cui i frammenti di materiale vengono riscaldati fino a un punto di fusione di 120°C, le mescole di materiale possono subire lievi modifiche di volta in volta e per questo conserva molti aspetti dell’artigianalità: ogni Bit è un po’ diverso dagli altri e per questo unico.
Designer
89
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Elena Salmistraro si è laureata nel 2008 al Politecnico di Milano, una designer il cui approccio alla progettazione è tanto ironico e colorato quanto concettuale. Inizia la sua carriera sperimentando con la ceramica, un materiale democratico che offre infinite possibilità di plasmare la materia, fino ad arrivare a disegnare per aziende di alto artigianato artistico e via via per i più importanti brand del design. “Mi piace l’idea che le persone, vedendo un mio oggetto, lo desiderino. Amo pensare che gli oggetti abbiano un’anima, che riescano a parlare alle persone. A volte riesco nel mio intento, altre meno. Gli oggetti, in casa, ci tengono anche compagnia e possono far star bene.” La silhouette avvolgente di questa superba poltrona Lisetta è interamente realizzata a mano dai maestri artigiani di Mogliano con la tecnica “a fiamma”, per cui ogni filo di canna viene scaldato proprio su una fiamma prima di essere accuratamente piegato a mano. Eleganti trasparenze dominano la forma semicircolare che presenta tre diversi disegni: un arco di canna intrecciata nella parte posteriore, pannelli alternati di classica paglia viennese e intrecci a “teglia” sui lati. La seduta è composta da cuscini sovrapposti in tessuto in sfumature degradè.
90
Designer
91
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
92
Designer
Marcantonio Raimondi Malerba nasce nel 1976 a Massa Lombarda, in Italia. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte e all’Accademia delle Belle Arti, inizia la sua carriera lavorando come scenografo teatrale e collaborando con vari architetti. Le due attività presto iniziano a contaminarsi e il suo design inizia a forgiarsi su concetti artistici che lo rendono unico e originale. Le opere infatti rappresentano perfettamente il suo pensiero acuto e ironico fatto di concetti puri e sintetici, che si ispira alla natura e all’uomo. “Il design ha un valore legato alla funzione e uno legato alle emozioni: il design può fare tanto. Un oggetto può cambiare il tuo stato d’animo.”
With Me è la nuova lampada da tavolo a LED disegnata per Seletti che ci mostra due mani intrecciate, una femminile e l’altra maschile. Marcantonio, amante della rappresentazione del corpo umano attraverso oggetti super realistici, ne trae una lampada ma anche una scultura estremamente espressiva. With Me riporta alla mente sensazioni ed emozioni provenienti dalle nostre mani: il tocco di un oggetto, di una persona cara, il momento del gioco, del costruire e del disegnare. Le mani sono un elemento fortemente significativo, riconducono al concetto della forza, al sostegno, all’amicizia e all’amore fra due persone. Ancora una volta per gli amanti del design un pezzo di immancabile impatto.
93
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
94
Designer
Signore dell’eleganza e progettista rigoroso, Piero Lissoni è un flusso costante. Attualmente nello studio lavorano più di 70 persone, tra cui architetti, designer e grafici; creando progetti, oggetti e soluzioni dal macro al micro, nell’ architettura come per per i brand più importanti del settore design. “Senza l’imperfezione non ci sarebbe nulla. Noi ragioniamo in termini troppo costretti e legati alla visione della perfezione. I robot montano oggetti perfetti, lavoriamo tentando di avvicinarci alla perfezione. Ma è di una noia mortale. La bellezza è controllare l’imperfezione, così da non oltrepassare il limite oltre il quale diviene volgare. Controllarla significa saper moderare questa specie di linguaggio, che diviene poi eleganza, di cui tutto fa parte, dai gesti al nostro modo di vestirci.”
Transformer è una collezione di vasi ideata da Piero Lissoni per Glas Italia. La famiglia di vasi è realizzata in cristallo borosilicato con forme cilindriche e coniche deformate in maniera casuale ed irregolare, in modo che ogni pezzo risulti essere diverso dall’altro e non riproducibile. Queste lavorazioni manuali rendono quindi ogni vaso unico e speciale. Originali ed eleganti, sono pronti ad accogliere composizioni floreali come anche particolari elementi decorativi. La raffinatezza e la lucentezza dei vasi Transformer sono un esempio lodevole dell’eccelenza made in Italy.
95
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
98
Art
NICK DOYLE a cura di Chiara Moro
Nick-Doyle by Guillaume-Ziccarelli
99
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Un grido alla ristrettezza della cultura occidentale, uno svelare la paura dell’emozionarsi e dell’esprimersi, il deridere tutti gli sforzi di bravura, inesorabilmente destinati a fallire.
100
Art
Beware of the bigfoot, 2021 Collaged denim on custom relief panel 182.9 x 67.6 cm | 72 x 26 5/8 inch Unique Courtesy Perrotin photograph : Guillaume Ziccarelli
101
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
102
Art
Dopo aver esposto a Seoul, sempre nelle
Un’iconica schiuma da barba, alcuni
sale museali della galleria Perrotin, le
distributori automatici, oggetti di uso
opere di Nick Doyle arrivano a Parigi il 19
quotidiano oversize. Profondamente
marzo, in una mostra iconica e tagliente
radicato nelle logiche della pop art, Nick
ad esplorare la cultura visiva come fosse
Doyle, nato a Los Angeles, attualmente
una narrazione, sfidando le nozioni di
di base a Brooklyn, sceglie immagini
individualità e consumismo. Le opere
riconoscibili per parlare di tutti noi. Il suo
in mostra fanno i conti con l’infinita e
è un infiltrarsi nel vocabolario americano
spasmodica espansione di immagini data
per esaminare temi caldi come l’avidità,
dalla cultura di massa e con l’incessante
l’eccesso e la mascolinità tossica. Un
avanzare di una brillante estetica
papillon, una scarpa oxford e il contenuto
pubblicitaria.
di un kit da toilette sono solo alcuni degli effetti personali che delineano il ritratto del tipico uomo americano, ma potremmo dire anche occidentale in senso più ampio, in una critica aspra volta a rivelare la frivolezza umana. Resi in modo piatto e monocromo, come fossero fotografie della scena di un crimine, la documentazione probatoria di Doyle è molto di più di una coltellata al mondo maschile. È un
In alto: Creep, 2020 Denim, plywood, stainless steel 35.6 x 15.2 x 27.9 cm | 14 x 6 x 11 inch Unique Courtesy Stems Gallery photograph : Guillaume Ziccarelli
grido alla sua ristrettezza, uno svelare la paura dell’emozionarsi e dell’esprimersi, il deridere tutti gli sforzi di bravura, inesorabilmente destinati a fallire.
In basso a sinistra: I think the universe is trying to tell me something, 2021 Collaged denim on custom relief panel 182.9 x 76.2 cm | 72 x 30 inch Unique Courtesy Perrotin photograph : Guillaume Ziccarelli In basso a destra: It is only a matter of time before things get out of hand, 2021 Collaged denim on custom relief panel 151.8 x 69.9 cm | 59 3/4 x 27 1/2 inch Unique Courtesy Perrotin photograph : Guillaume Ziccarelli
103
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Everything is fine, 2021 Acrylic and collaged denim on custom relief panel Installed : 182.9 x 327.7 cm | 72 x 129 inch Unique Courtesy Perrotin photograph : Guillaume Ziccarelli
104
Art
105
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Master of none, 2021 Collaged denim on custom relief panel 92.3 x 77.5 cm | 36 5/16 x 30 1/2 inch Unique Courtesy Perrotin photograph : Guillaume Ziccarelli
106
Art
Qui, i materiali non sono solo un mezzo
Attraverso una serie di miniature
per un fine: sono endemici di un progetto
meccaniche, scenografie teatrali e opere
più di ampio respiro. Apparentemente
satiriche, l’artista mette quindi in risalto i
innocue, le immagini di Doyle si ricoprono
pericoli dati da nostalgia e consumismo.
completamente di denim, suo materiale
Nonostante il colore conciliante e il
prediletto, media iconico per raccontare il
cotone così familiare, nella mostra “Ruin”,
colonialismo e il consumismo americani,
il cui stesso titolo ci porta al senso di
esplorando l’influenza dei media sui sistemi
disgregamento e rovina, un senso di
commerciali globali e riflettendo su come
inquietudine attraversa il punto di vista
le agende sociali e politiche incidono nella
di Doyle della vita quotidiana. Gli oggetti,
vita contemporanea e nella cultura visiva.
sotto la sua visione, si trasformano e ci
D’altra parte, il colore indaco, richiamo
mandano messaggi inequivocabili. Una
all’importazione africana, è l’incontestabile
prolunga è modellata in un cappio, il
simbolo delle uniformi delle classi operaie,
luccichio di una lama di rasoio seduce,
in un’ode alla controcultura e alla sua
l’immagine di uno scarico evoca una
ribellione.
disperazione senza fondo: tutto indica un’inevitabilità mortale.
Nick Doyle, solo show, “Ruin”, 19 marzo - 28 maggio 2022 Galerie Perrotin, Parigi, 10 Impasse Saint Claude
107
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Elsa Schiaparelli
Avanguardia Onirica Surrealista A cura di Alessandra Luporini
110
“Disegnare abiti, non è una professione, è’ un’arte, una delle arti più complesse, difficili, sconfortanti perché un vestito, quando nasce, appartiene già al passato.” Elsa Schiaparelli
Esprimere una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno, per rivelare gli aspetti più profondi della psiche. La liberazione delle potenzialità immaginative dell’inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo oltre la realtà in cui veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e intenso. Con queste caratteristiche entriamo nel profondo del Surrealismo, la più “onirica” delle manifestazioni artistiche e proprio attraverso l’influenza surrealista e dadaista, Elsa Schiaparelli ha lasciato un’eredità importante nell’alta moda internazionale creando vere e proprie opere d’arte. 111
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Abito, corpo e pulsioni inconsce
Provocatrice per vocazione, Elsa Schiaparelli si divertiva a sfidare le nozioni che costituiscono la base di un abito. La stilista lavorava rispettando i confini della sartoria tradizionale ma amava giocare con le silhouette classiche aggiungendo dettagli sovversivi quali stampe, ricami, abbellimenti o materiali inusuali, che hanno reso i suoi capi delle vere e proprie dichiarazioni di stile. Tali dettagli, che possono sembrare delle aggiunte forse bizzarre o ridicole, invitano l’osservatore a guardare e riguardare i suoi capi più volte. Il doppio e l’ambiguità: nuove logiche decorative ad interpretare il segreto linguaggio dell’inconscio.
112
“Jean Cocteau realizzò per me alcuni disegni di volti. Io riprodussi alcuni di quei volti sulla parte posteriore di un cappotto da sera e uno, dalla folta chioma bionda che arrivava alla vita, su un abito di lino grigio” Elsa Schiaparelli
Moda
“Nel surrealismo come nella moda, il corpo si intreccia con la fantasia e la sua immagine viene letteralmente ricreata.” Ghislaine Wood
Schiaparelli 2016
113
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
L’Haute couture di Schiaparelli 2022 e una lezione di anatomia surrealista by Daniel Roseberry La Schiaparelli era attratta dalla libertà immaginativa nell’opera degli artisti surrealisti, con i quali aveva stretto amicizia negli ambienti della vita sociale parigina portando a termine numerosi progetti di collaborazione. La fissazione del surrealismo per le rappresentazioni corporee e i ritratti del corpo diede vita a delle naturali connessioni con il mondo della moda.
Elsa Schiaparelli 1940
114
Moda
Schiaparelli Haute Couture 2021
115
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Eccessi e trasgressioni: Schiaparelli e Dalì
“La Parigi dei anni Trenta non è stata segnata dai dibattiti surrealisti nel café de la Place Blanche, o dal suicidio del mio grande amico René Crevel, ma dall’attesa di tutta la città per le nuove creazioni di madame Schiaparelli” Salvador Dalì
1937 L’abito Aragosta disegnato da Schiaparelli in collaborazione con Dalì per Wallis Simpson
L’incontro tra i due dovette essere inevitabile: entrambi creativi, audaci, visionari, ma anche con i piedi per terra e una gran voglia di far parlare di sé. Sì, perché entrambi volevano fare ciò che nessuno aveva fatto prima e sapevano che il genio dell’uno avrebbe arricchito e completato quello dell’altro. Ecco così comparire il celebre abito con l’aragosta del 1937: Dalì la piazzò su un abito lungo da sera di seta bianca, collocando
116
strategicamente il rosso crostaceo all’altezza del bacino. L’aragosta era un “objet du jour” per Dalì, con il suo interno morbido ed esterno duro, e compariva spesso nei suoi dipinti e disegni. Fu Wallis Simpson, secondo Vanity Fair fra le donne meglio vestite della storia, a indossare per prima l’abito in un servizio fotografico di Cecil Beaton, poco prima del matrimonio con il Duca di Windsor.
Moda
1936 The Lobster telephone Dalì
Wallis Simpson per l’edizione di Vogue del 1935.
E il motivo dell’aragosta si è visto molte altre volte nel mondo della moda: Anna Wintour in Prada, al Met Gala del 2012 dal tema Schiaparelli And Prada: Impossible Conversations.
117
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Nuance sfacciata e luminosa: il rosa shocking
Archives Schiaparelli
Nessun altro, se non Elsa Schiaparelli, poteva inventarsi quel rosa così acceso diventato un Pantone. Fu una colorazione lungamente ricercata, che esordì con l’uscita del suo profumo del 1937 Shocking de Schiaparelli. Il colore, passato alle cronache come Rosa Shocking, era “luminoso, impossibile, sfacciato, inappropriato, vivificante, come tutta la luce e gli uccelli e i pesci del mondo messi insieme, un colore della Cina e del Perù ma non dell’Occidente”, un colore puro e non diluito.
118
Moda
Nel film “Gli uomini preferiscono le bionde “Marylin Monroe veste un abito Schiaparelli in tinta rosa shocking, in quella storica esibizione di “Diamonds are the girls best friends”.
“Non bisogna assolutamente adattare il vestito al corpo, ma fare in modo che il corpo si adatti all’abito” Elsa Schiaparelli
Haute couture Schiaparelli 2022
119
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
A SIGN FROM THE STARS A cura di Giulia Tomba
Ariete
Toro
Gemelli
È quasi primavera, miei adorati Ariete! Anche se il principio del mese vi vede con tutta probabilità impegnati su questioni lavorative, i pianeti vi invitano a ritirarvi in solitudine nei giardini della vostra interiorità. Saprete prepararvi nel modo migliore all’arrivo del Sole nel vostro segno (il 20) solo mettendo a dimora significative scelte di vita, commuovendovi di fronte allo sbocciare di una gemma e lasciandovi travolgere dell’estasi del primo vento primaverile sul volto. La Luna nuova nel vostro segno (il 31) vi invita a nuovi inizi.
Buon mese di marzo, miei dolci Toro! È il momento di smuovere la terra del vostro giardino interiore, dissodarlo da rancori e cattive abitudini e renderlo fertile realizzando sogni nel cassetto e dedicandovi a nuove passioni. La Luna nuova in Pesci a inizio mese vi invita a fare spazio nella vostra vita per tutte quelle persone che sapranno stimolarvi intellettualmente e contagiarvi con la loro energia. Potrete aprirvi ad una nuova versione di voi stessi solo se saprete sopportare il peso della leggerezza.
La primavera è a pochi giorni da voi, miei amici dei Gemelli! Per prepararvi al meglio alla stagione della (vostra) rinascita smuovete energie scomode, onorate il sacro fuoco della vostra insoddisfazione, organizzate sacre sessioni di malcontento e, soprattutto, rendetevi vulnerabili. Solo mettendovi in attento ascolto dei vostri bisogni e comprendendo ciò che vi ostacola riuscirete a piantare i semi dei vostri progetti futuri. La Luna piena nel segno della Vergine (il 18) vi invita a trovare l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
Il consiglio di design: la poltroncina Clover by Driade
Il consiglio di design: l’innaffiatoio Swan by Seletti
Il consiglio di design: la sedia a dondolo Piña by Magis
122
Oroscopo
Cancro
Leone
Vergine
Buon mese di marzo, miei cari Cancro! La stagione dei Pesci è in particolare sintonia con quella profondità a tratti malinconica tipica del vostro segno. Preparate il bagaglio emotivo per questo viaggio al termine dell’inverno. Riconoscete nella vostra storia di vita abitudini di comportamento che conducono sempre allo stesso risultato? È il momento di liberarsene e impegnarsi per concedere alle vostre emozioni un nuovo equilibrio. Vi aiuteranno i morbidi raggi della Luna piena in Vergine (il 18).
Questa fine inverno è un periodo magico per voi, cari Leone! Perché avvenga l’incantesimo vi consiglio di aggiungere alla vostra pozione un pizzico di vulnerabilità e una buona dose di fiducia nel prossimo. Per scoprire nuove e inaspettate connessioni emotive con chi vi circonda il consiglio è di lasciarvi andare ai sentimenti con ingenua libertà. Questa nuova attitudine non vi porterà solo grande beneficio nei rapporti ma sarà anche un potente nutrimento per la vostra creatività e immaginazione.
Vi attende una primavera a tinte morbide e sentimentali, mie dolci Vergini. La stagione dei Pesci è il momento ideale per concedersi un momento di riflessione, soprattutto riguardo l’amore e le emozioni. Vi consiglio di farvi domande del tipo: come posso aggiungere una extra dose di passione alle mie giornate? Quale nuovo linguaggio dei sentimenti posso imparare? Quali sono le parti migliori di me e come posso condividerle con le persone che amo? Vi sentirete vulnerabili. E mai così forti allo stesso tempo.
Il consiglio di design: la poltroncina Grillo by True Design
Il consiglio di design: il pouf Panda Zoo Collection by EO
Il consiglio di design: l’applique Heart lamp by Seletti
123
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Buon mese di marzo, mie amiche Bilance! La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ho imparata all’asilo. Vi consiglio di prepararvi all’arrivo della primavera con una riflessione su questa frase dello scrittore Robert Fulghum. Coltivate la meraviglia. Ascoltate i vostri bisogni essenziali. Imparate qualcosa ogni giorno. Per ristabilire il giusto equilibrio tra la frenetica routine quotidiana e il vostro benessere mentale, date ascolto al vostro bambino interiore.
L’inverno sta finendo, miei cari Scorpioncini! Un anticipo di primavera si farà sentire già ad inizio mese, con la Luna nuova in Pesci (il 2) che porterà con sé una extra dose di creatività. Immergetevi nelle acque profonde e stimolanti della vostra fantasia. Nutritevi di suggestioni. Contaminate la vostra quotidianità con tutto ciò che riesce ad arricchirla di bellezza e nuovi significati. Sarà la vostra più grande risorsa: è il momento giusto per gettare le basi di un piccolo o grande progetto a lungo tenuto nel cassetto.
Buon mese di marzo, Sagittario del mio cuore! La stagione dei Pesci ha un’indole riflessiva che invita alla solitudine. Una caratteristica che si scontra con la vostra attitudine appassionata ed espansiva. Attendete fino all’entrata del Sole in Ariete (il 20). Nel frattempo potete cogliere l’occasione di dedicarvi ad alcune attività che vi garantiranno grandiosi risultati a lungo termine, come l’installazione di paletti emotivi tra la vostra vita privata e quella professionale e la definizione di nuove inattaccabili zone di comfort.
Il consiglio di design: l’uccello a dondolo Dodo by Magis
Il consiglio di design: la lampada da tavolo Wonder Times by Seletti
Il consiglio di design: il divano da esterno Bubble by Kartell
124
Oroscopo
Capricorno
Acquario
Pesci
Buon mese di marzo, miei cari Capricorno! Ad inizio mese il trio Venere, Marte e Plutone si darà appuntamento nel vostro segno e farà un inventario emozionale delle vostre vicende presenti e, soprattutto, passate. È comprensibile e istintivo non sentirsi a proprio agio di fronte allo smuoversi di vecchie energie o al riaffiorare di ricordi che credevate ormai relegati ai cassetti della memoria. Cogliete questo momento come un’occasione per avviarsi verso una profonda e commovente guarigione del vostro animo.
È arrivata la primavera, cari Acquario! I transiti planetari ci raccontano che questo mese di marzo può trascorrere per voi nel segno della dualità. Da un lato sarete travolti da una frenesia creativa, tesi verso tutti quei progetti che la vostra mente ha a lungo accarezzato. Dall’altro, allarme auto-sabotaggio! Cosa si pone davvero tra voi e il raggiungimento dei vostri obiettivi? È ora di portare alla luce tutto ciò che vi limita o vi provoca insoddisfazione. Il futuro ha bisogno di una nuova, più libera, versione di voi stessi.
Buona fine inverno, miei guizzanti Pesci! La stagione primaverile inizia per voi con una potentissima Luna nuova nel vostro segno (il 3). Ci sono alcuni, rari e potenti, momenti nella vita in cui abbiamo la possibilità di allinearci a ciò che veramente siamo e ai nostri valori. Per voi, cari Pesci, è uno di questi. Le prime gemme a sbocciare nel vostro giardino saranno la chiarezza di pensiero e una rinnovata fiducia in voi stessi. Nella vostra sacra imperfezione, prendetevi la libertà di essere quello che vi pare.
Il consiglio di design: la lampada da terra Bibliotheque Nationale by Flos
Il consiglio di design: lo scopino Merdolino by Alessi
Il consiglio di design: lo specchio rotondo Flash by Seletti
125
Contributors
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Emanuela Perozzi
Chiara Butti
COPYWRITER
DESIGNER
Nasce al Policlinico Gemelli in Roma la notte di San Lorenzo mentre sua madre, scorgendo una stella cadente, esprime il desiderio di una femminuccia. Salvo poi diventare una sorta di maschiaccio, tra la passione per il calcio ereditata dal papà e un cugino-fratello come migliore amico. Crescendo sviluppa una personalità anticonformista e un tantino ribelle, ma ciò non le impedisce, qualche anno più tardi, di inorgoglire i suoi genitori laureandosi con lode in lettere. Ha iniziato a scrivere da piccola e non si è più fermata. Divoratrice di libri, ama la letteratura, il cinema d’autore e le case di design. Non si è ancora stancata di ascoltare la sua vocina interiore e di inseguire sogni. E visto che ci sta, esprime desideri facendo finta che sia la notte di San Lorenzo.
126
Samantha Passuello COPYWRITER Nata con la luna in Mercurio, il pianeta della comunicazione. Coincidenza? Io non credo! Sin dalle scuole elementari nutre una passione per la scrittura e le parole: se usate nel modo giusto, possono essere grandi regali. Inguaribile spirito libero e con l’istinto da tenere a bada, cerca sempre di (in)seguire le sue passioni come il giorno in cui decide di studiare fotografia, perché dal mirino sembra tutto un po’ più bello. Follemente innamorata di Milano e dei suoi cortili, di Parigi e dei suoi edifici in stile Haussmann: non capisce perché le case non siano tutte così! Ama Vicenza, ma è una relazione complicata. Quando è ispirata scrive cose (belle) sul suo Blog e dispensa consigli non richiesti su ristoranti, hotel e week end fuori porta.
Chiara Butti, dopo essersi laureata al Politecnico di Milano e aver conseguito un master in Interior Design, inizia a collaborare con lo studio di Piero Lissoni a Milano occupandosi dello sviluppo di progetti di architettura d’interni (allestimenti, residenze, ristoranti, hotel e negozi) sia in Italia che all’estero. Prosegue poi la sua carriera nelle divisioni di architettura e interior design di prestigiose case di moda come Giorgio Armani a Milano e Louis Vuitton a Parigi. Dopo essersi specializzata in progetti di alto livello, è oggi a capo del suo studio e lavora per clienti privati ed aziende a livello internazionale. Chiara Butti studio si occupa di interior design, styling, brand scouting, art direction e corporate identity. Dal 2017 è MID ambassador del Master in Interior Design del Politecnico di Milano+Scuola Politecnica del Design.
Alessandra Luporini COPYWRITER Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’ artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.
Contributors
Giulia Tomba
Lara Vidotto
COPYWRITER Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.
ART DIRECTOR
Patrizia Piccinini ARCHITETTO E GIORNALISTA, Si occupa di design e tendenze lifestyle. Ha scritto per più di vent’anni prima, per Home e poi per Marie Claire Maison. Ha pubblicato per Rizzoli Electa il libro, Carlo Scarpa, Oltre la materia e, a ottobre, è prevista l’uscita in libreria di una nuova monografia dedicata a Piero Portaluppi, edita dalla stessa casa editrice.
Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.
Chiara Moro CURATOR Irrequieta e curiosa, Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti artistici e di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.
127