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PIANOPRIMO - DICEMBRE - N10

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lovethesign.com

Number 10 — dicembre 2021

Alessandro Sarfatti L’anno che verrà Forestis, Ritrovare l’Armonia Il Natale di LoveTheSign The book is on the table Luca Egidio Galessi Dna Prada


Editoriale

Lara Vidotto Art Director

Dietro le quinte del design abbiamo incontrato Alessandro Sarfatti, fondatore di Astep, nipote del designer Gino Sarfatti. Una lunga e interessante chiacchierata in cui ci ha trasmesso fiducia per il futuro del Pianeta, perché il design dal cuore etico connette le culture, contribuisce a creare gli abiti mentali con cui pensiamo il mondo e può essere un veicolo importante nel traghettarci verso scelte sempre più responsabili. Sarà presto il tempo di vivere giorni domestici, circondati dalle persone che amiamo, momenti in cui ogni dettaglio può essere pensato, un plaid caldo sul divano, la tavola apparecchiata a festa, gli addobbi e i doni con cui vogliamo aver cura di coloro che abitano la nostra vita. È tempo di regali… ma la cosa più bella non è far sì che il regalo diventi anche uno stimolo? Il design invita a non smettere mai di imparare, a confrontarsi con il pensiero e la cultura che ha generato quell’oggetto. Per non smettere mai di imparare e per tutto ciò che vorrete festeggiare, tantissimi auguri,

With Love from LoveTheSign


LOVE THE S IGN MAGAZINE

Index

PianoPrimo /

Natale

Il Natale di LoveTheSign 10

Cover Story

Alessandro Sarfatti a cura di Lara Vidotto

28

Hotel

Forestis 50 a cura di Samantha Passuello


Index

Tendenze

L’anno che verrà a cura di Patrizia Piccinini

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Book & Table

The book is on the table a cura di Giorgia Messa

B&B

Bea b&b

a cura di Alessandra D’Angelo

80

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PianoPrimo /

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Art

Luca Egidio Galessi a cura di Chiara Moro

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Moda

DNA Prada

a cura di Alessandra Luporini

Oroscopo

A Sign from the stars a cura di Giulia Tomba

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Un cuore che batte, con tutte le sue componenti ben visibili. Love in Bloom richiama l’amore e il rispetto per la natura in ogni sua forma.

PianoPrimo / LOVE THE S IGN MAGAZINE

Vaso Love in Bloom Giant oro by Seletti Design Marcantonio

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Color

A lot of Love from LoveTheSign! 7


PianoPrimo /

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Il Natale di LoveTheSign Fotograf ia a cura di Mauro Pozzer

Il design che veste i giorni di festa. Apparecchiare sulla morbidezza della lana, un modo insolito per scaldare la tavola di Natale, con piatti che sembrano sculture e sedie che si ispirano al celebre Gaudí. La tavola avrà un altro sapore con una mise en place eclettica, una base dove non manca il colore, piatti tutti diversi, l’immancabile tocco dell’oro e le icone del passato che illuminano la scena. Ecco alcuni consigli per lo shopping di Natale.

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Natale

Set 2 piatti piani Dé rosso var.2 by Serax Set 2 piatti piani Dé var.4 by Serax Servizio 24 posate Zoe by Serax Base Glassware By Piet Boon by Serax Plaid Melange by Arredamento Lombardo

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PianoPrimo /

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Dé Tableware by Ann Demeulemeester - Serax Base Glassware By Piet Boon by Serax Posate Feast cutlery by Ottolenghi - Serax

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Natale

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PianoPrimo /

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Natale

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PianoPrimo /

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Perfect Imperfection Tableware By Roos Van De Velde by Serax Lampada Gatto by Flos Set Calici Filo Oro Diseguale by Bitossi Home Porta candela Borosilicate by Bitossi Home Piatto Fondo oro La Tavola Scomposta by Bitossi Home Piatto Piano oro La Tavola Scomposta by Bitossi Home Piatto Frutta La Tavola Scomposta by Bitossi Home Alzata oro La Tavola Scomposta by Bitossi Home Piatto piano Formale - Funky Table by Bitossi Home Pala Torta Retrò by Bitossi Home Servizio di posate Vintage by Bitossi Home Piatto piano Fiore Francese - La Tavola Scomposta by Bitossi Home Sottopiatto/Panettone in legno chiaro by Bitossi Home Piatto Frutta Glamour by Bitossi Home Tavolo Oscar by Glas Italia

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Natale

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PianoPrimo /

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Natale

Tavolino Soda by Miniforms Lampada da tavolo Gatto by Flos

Tavolino Soda by Miniforms Perfect Imperfection Tableware By Roos Van De Velde - Serax Calice Filo Oro Diseguale by Bitossi Home Piatto piano Fiore Francese - La Tavola Scomposta by Bitossi Home Pala Torta Retrò by Bitossi Home Alzata oro La Tavola Scomposta by Bitossi Home

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PianoPrimo /

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Tavolino Soda by Miniforms Sgabello organic by Serax Poltrona Piña by Magis

Tavolino Soda by Miniforms Calici Retrò Diseguale by Bitossi Home Sgabello Organic by serax Plaid Tartan by Arredamento Lombardo

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Natale

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PianoPrimo /

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Natale

Plaid Melange Rosso by Arredamento Lombardo Glassware By Piet Boon by Serax Perfect Imperfection Tableware By Roos Van De Velde - Serax Posate Zoë by Serax Sedie Milà by Magis

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PianoPrimo /

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Illusion by Glas Italia Lampada da tavolo Taccia by Flos Cuboluce wireless by Cini&Nils

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Natale

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PianoPrimo /

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Cover Story

ALESSANDRO

SARFATTI Un nome di chiarissima luminosità nel settore del design.

Nipote del designer Gino Sarfatti, precoce imprenditore dell’illuminazione e progettista prolif ico - ha creato circa 650 apparecchi luminosi che sorprendono ancora oggi per qualità e lungimiranza - Alessandro rappresenta la terza generazione. Una storia di famiglia in cui il testimone viene passato di padre in f iglio.

a cura di Lara Vidotto

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Cover Story

Tutto inizia nel 1939, anno in cui Gino Sarfatti fonda Arteluce. Erano i primi anni d’oro del design in cui dalla produzione artigianale si passava a quella in serie. Il pensiero progettuale, la sperimentazione, l’utilizzo del colore, l’abbandono delle decorazioni generano un periodo di grande fermento che ci ha lasciato pezzi talmente contemporanei da essere diventati vere icone. Il figlio Riccardo nel 1978 prosegue la storia di famiglia fondando Luceplan e nel 2014 il nipote Alessandro crea il brand Astep.

Lampada Model 2065 by Astep design Gino Sarfatti

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Ho incontrato Alessandro nella sede di LoveTheSign ed è stato per me un vero piacere scoprire il suo pensiero. La sua visione del mondo è edificante, genuina, rispettosa e attenta agli altri. È un testimone del fatto che creiamo il percorso di questa società ogni giorno, con le nostre azioni.

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Cover Story

Lampada Pepa by Astep, design Francesco Faccin

Astep?

di mio nonno Gino, prosegue con quelli fatti da mio padre Riccardo, ai loro ora si aggiungono i miei: il sentiero si snoda e procede. La frase inglese “a step forward” (un passo avanti) raccoglie l’intenzione

Immagino la vita come un lungo sentiero, costituito da singoli passi, in inglese “step”. Il sentiero della storia imprenditoriale Sarfatti inizia con il primo passo da pioniere

di far tesoro, tenendo nel cuore ciò che fa parte della mia storia per portarlo nel futuro. Astep è semplicemente la contrazione di “a step forward”.

Astep, legittima erede di pezzi titanici della storia del design, ha nella sua collezione lampade innovative e le riedizioni che legano tre generazioni: cosa significa il nome

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PianoPrimo /

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Alessandro, come è stato avere un nonno designer? Ci sono dei ricordi domestici che ci vuoi raccontare?

Mio nonno era un uomo dei primi del Novecento e non aveva attitudine alla relazione con i bambini, era molto focalizzato sul suo progetto personale, il design della luce. Non ricordo di averlo mai visto all’opera, a progettare o disegnare, la sua dimensione creativa non era condivisa con i nipoti. Quando in adolescenza ho cominciato ad avere un rapporto con lui, è mancato. Rimane quindi una sensazione di incompiutezza. Profondamente diverso è stato mio padre, Riccardo Sarfatti, che mi ha insegnato tutto. Mi ha coinvolto e ha condiviso con me la dimensione progettuale e quella imprenditoriale oltre che una profonda relazione padre-figlio. Si è sempre posto il problema della ricaduta sociale dell’operato dell’uomo, era attivo

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su questo fronte in modo generoso e disinteressato. Adriano Olivetti per noi è stato un riferimento fondamentale, questa figura lo ha molto ispirato, infatti mio padre si è impegnato anche in politica orientando le sue competenze e la sua passione intellettuale verso un obiettivo più alto, quello che Olivetti aveva indicato: le aziende possono essere strumenti per collaborare ad una società più giusta. La sede di Astep è danese, ma la produzione è tutta italiana. Come mai la decisione di creare un brand che getta un ponte tra Italia e Danimarca?

Mia moglie è danese e con 4 bambini abbiamo preferito Copenaghen a Milano. Senza nulla togliere alla mia città natale, ho avuto la sensazione che la capitale danese fosse più attrezzata per crescere quattro bambini mentre iniziavo a dare forma ad un’azienda.


Cover Story

Lampada Model 2109/16/14 by Astep design Gino Sarfatti

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PianoPrimo /

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“Fare la differenza nei processi produttivi, renderli sostenibili e circolari è faticoso, può essere a volte frustrante, ma è l’unica strada possibile. Anche quella più appagante, quella con più significato.”

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Cover Story

Lampada Model 2065 by Astep, design Gino Sarfatti

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Lampada Nox by Astep design Alfredo Häberli

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Cover Story

Questa joint venture tra due paesi (bellissimi) ti ha portato a individuare e a valorizzare il meglio di entrambi. Quali sono gli aspetti differenti in cui hai riscontrato vera eccellenza?

In Danimarca fare impresa è molto semplice, la burocrazia è snella, c’è un forte senso dello Stato. In Italia sotto questo aspetto c’è una fiducia ancora tutta da costruire, ed è una mancanza reciproca, quindi culturale: per il cittadino lo Stato è cattivo e vuole fregarti, mentre per lo Stato un imprenditore è “furbo” fino a prova contraria. La fiscalità danese è per contro quasi perfetta, le tasse sono alte ma il cittadino ha in cambio un supporto di grande qualità, che ripaga altamente la tassazione. In Italia ci troviamo ancora in balia di una logica ben riassunta nella figura del dottor Azzeccagarbugli. Manzoni docet. In tutto ciò rimane che l’eccellenza artigianale italiana è indiscussa, qui si trova ancora una competenza artigianale e produttiva di altissimo livello. Cosa ti manca dell’Italia?

Eh, mi manca tanto, ma per fortuna riesco a tornare spesso. L’Italia è variegata, quello che trovi in Veneto non lo trovi in Sicilia, o in Toscana. È il paese dei contrasti, delle differenze che emozionano, che stimolano e che ti catturano. Noi italiani, allo stesso modo della nostra terra, siamo spiazzanti: incontri facilmente sia persone demoralizzanti, anche pessime talvolta, quanto persone meravigliose, brillanti, geniali, ricche di umanità.

I nordici in termini generali sono più uniformati, ma verso l’alto. Non sono persone piatte, c’è un equilibrio sociale che allinea vedute e comportamenti; sono un poco più rigidi e formali degli italiani, trovo però che i danesi, tra i nordici, abbiano più accentuato l’aspetto creativo e frizzante. È stato semplice entrare nella mentalità danese?

Su alcuni aspetti devo lavorarci… Vado ancora troppo veloce in auto, tanto che la vigilessa ormai mi conosce! Mi dice: “Nooo Alessandro, ancora tu?” e mi appioppa la multa. L’Italia è più elastica, le regole spesso le fa il vigile, in Danimarca invece non c’è scampo: la correttezza è strutturale. Cosa hai imparato dai danesi?

Mi hanno insegnato il buon uso del tempo: dalle 18.00 massimo dalle 19.00 sei della famiglia. Un milanese come me ha fatto fatica ad entrare in questa dimensione, ma piano piano succede che ti appropri di un tempo privato, ricco e fecondo. Tendenzialmente i nordici amano molto il loro lavoro e lo vogliono fare bene, ma non vivono per lavorare: lavorano per vivere.

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Quindi hai modo di vivere appieno la tua

Qual è il tuo rapporto con il caso,

famiglia…

l’incertezza?

Sì, siamo in sei, ho due figlie femmine già grandi e due maschi più piccoli, c’è sempre un bel movimento. Con mia moglie Yasmin condivido anche la sfera lavorativa, lei è una interior designer, si occupa della Comunicazione e delle Risorse Umane di Astep, con le persone ha

Li accolgo. Trovo che le cose non succedano per caso. Bisogna avere l’apertura e il coraggio per leggere tra le righe. Ciò che non hai pianificato, che scompiglia i piani, non porta sempre cose belle e facili, ma in quei frangenti sei chiamato a fare un salto, a superare te

una qualità innata, è veramente bravissima. Anche nel tempo libero il lavoro entra nella nostra vita, ma è una passione che ci anima e diventa motivo di ulteriore solidità.

stesso. Le crisi sono un’opportunità, credo di provarci sempre e di non sottrarmi alle sfide che la vita mi presenta.

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Cover Story

Lampada Isol 45 by Astep design David Thulstrup

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Lampada Isol 45 by Astep design David Thulstrup

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Cover Story

Ti senti profondamente chiamato in causa per l’ambiente e la sostenibilità, quale tipo di coraggio vorresti avere in questi anni in cui la tecnologia ha un significato ambivalente?

Ho passato i quattro mesi di lockdown profondamente in crisi: percepivo più forte di sempre che qualcosa a livello generale in questo mondo non funziona. Dal punto di vista politico, sociale e soprattutto di consapevolezza dell’ambiente. Astep di suo è nata fin da subito con una coscienza ecologica, tutte le produzioni sono oggettivamente innovative, nel senso che usano la tecnologia per fare uno salto di qualità, ma in senso etico. Se un’azienda intende genuinamente essere sostenibile può farlo, soprattutto se è di dimensioni contenute, perché ci vuole una montagna di lavoro per produrre nel rispetto del Pianeta e le scelte sono veramente difficili. I processi e le dinamiche della produzione invitano a desistere come un canto di sirena, ma Gandhi diceva : “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, per noi di Astep la regola è questa. Tra i prodotti della nuova collezione Astep quale rispecchia più fedelmente il tuo ideale di design?

Pepa, per il fatto che è calda e rassicurante sia nella forma che nella sostanza. Mi conforta aver sviluppato con Francesco Faccin un prodotto veramente sostenibile, che non usa batterie al litio, ma riciclabili,

facilmente sostituibili, che è riparabile in ogni sua parte per una durata massima. Mi piace anche per il fatto che si usa come un macinapepe, ruotandolo si ottiene la quantità di luce desiderata, azionando la lampada entri in contatto con il legno naturale di cui è fatta, si crea una sensazione tattile, oltre che visiva. È una fusione perfetta di artigianalità e tecnologia. Ma anche Isol per la sua attitudine scultorea, per il fatto che contribuisce alla qualità acustica dello spazio, essendo progettata in materiale fonoassorbente, ed è eclettica: il modulo singolo può essere moltiplicato, diventando un altro tipo di luce e di presenza. Anche le lampade ereditate dalla storia del design possono essere Green?

Le riedizioni vengono prodotte, nel totale rispetto del progetto iniziale, ma con rivisitazioni tecniche in chiave sostenibile, anche per piccolissimi dettagli che per molti produttori sarebbero trascurabili. Noi siamo intransigenti: ad esempio la cromatura è inquinante e lavoriamo per eliminarla. Tutte le parti devono poter essere riparate, Astep produce da sempre illuminazione timeless: oggetti che durano per tutta la vita. Fare la differenza nei processi produttivi, renderli sostenibili e circolari è faticoso, sfidante, può essere a volte frustrante, ma è l’unica strada possibile. Ed anche quella più appagante, quella con più “Significato”.

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Lampada SB Cinquantotto by Astep design Carlo Santi e Vittorio Boracchia

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Cover Story

Lampada Candela by Astep design Francisco Gomez Paz

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Lampada Model 548 by Astep design Gino Sarfatti

Lampada Model 2129 by Astep design Gino Sarfatti

Cos’è una B-Corporation?

Sono aziende certificate che insieme formano un movimento globale con l’obiettivo di diffondere un paradigma più evoluto di business. Le B Corp scelgono volontariamente e concretamente di produrre contemporaneamente benefici di carattere sociale e ambientale mentre raggiungono i propri obiettivi economici. Astep ha iniziato il processo di certificazione a fine 2020, saremo una B-Corporation nel 2022.

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Cover Story

Alessandro Sarfatti in modo molto naturale mi ha trasmesso uno sguardo di f iducia per il futuro del Pianeta, perché il design dal cuore etico connette le culture, contribuisce a creare gli abiti mentali con cui pensiamo il mondo e può essere un veicolo importante nel traghettarci verso scelte sempre più responsabili. Dipende dalle persone che stanno dietro ai brand, quando sono vere, autentiche, guidate da ideali alti, l’orizzonte si fa più sereno. E il passo successivo è chiaro.

Lampada Model 2065 by Astep design Gino Sarfatti


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FORESTIS -

RITROVARE L’ARMONIA

a cura di Samantha Passuello

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Hotel

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Hotel

Dicembre 2021: anche quest’anno sta per concludersi e, ammettiamolo, tutti abbiam dovuto riadattare le nostre vite. Viaggi ridotti, o fatti in una condizione quasi di diffidenza, come se ci fosse uno strato di patina invisibile tra l’entusiasmo e la realtà. A portare un po' di spensieratezza e ritorno alla normalità, ci ha pensato Forestis: il Luxury Retreat Hotel a Bressanone, che guarda il massiccio della Plose a ben 1.800 metri di altitudine nel cuore delle Alpi Altotesine. La posizione, d’altro canto, non è casuale: è il luogo perfetto immerso nel verde in cui rifugiarsi e ritrovare un’Armonia psico-fisica con sé stessi. La filosofia dei fondatori, Teresa e Stefan Hinterreger, è proprio quella di offrire ai propri ospiti un’esperienza unica che li tocchi nel profondo. E come ci si riesce? Avvertendo il profumo del bosco, inspirando aria pulita a pieni polmoni, approfittando delle proprietà calmanti del legno, che stimola un riposo profondo e riposante. 53


PianoPrimo /

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La Struttura e il Design La struttura di Forestis si divide tra Suite, Penthouse, Tower House e Stanze Standard, con metrature che spaziano tra i 35 e i 200 mq. La progettazione è stata affidata allo studio di Architettura Assaggio di Bressanone, che ha senza dubbio valorizzato la posizione unica del luogo e il legame con la natura: un paradiso per tutti gli appassionati di Design.

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Il concetto della struttura e soprattutto dei materiali, è fondato su quattro elementi cardine.La pietra, dalla quale sgorga l’acqua sorgiva. Il vetro, trasparente come l’aria. I tessuti avvolgenti che riscaldano come i raggi del sole. Il legno che cresce rigoglioso nel bosco. Un trionfo di elementi naturali che si ripercorrono dolcemente anche all’interno dell’Hotel attraverso, ad esempio, il pavimento, le pareti in legno e le vetrate trasparenti.


Hotel

La Spa offre una serie di trattamenti e servizi, come la piscina, mantenendo il fil rouge dell’ambiente circostante. I trattamenti vengono fatti con quattro essenze di legno (pino, abete rosso, larice e cembro), quattro pietre curative e quattro frequenze degli alberi: un insieme di elementi capaci di rigenerare la pelle in maniera sana ed equilibrata, grazie ai loro princìpi attivi.

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Hotel

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La Cucina del Bosco La natura non poteva non ripercuotersi anche nella cucina. L’Hotel Forestis dispone di un ristorante con una disposizione a gradini, permettendo agli ospiti di avere tutta l’intimità desiderata senza rinunciare alla vista sulle montagne e al tramonto. La cucina è in mano allo Chef Roland Lamprecht che, dopo aver lavorato in cucine stellate di tutto il mondo, ripropone al Forestis dei piatti naturali e a Km Zero, fornendosi da agricoltori della zona e portando in tavola un mix di passione tra genuinità e modernità. Il Bar, non è da meno. Qui il cliente viene coccolato dalla terrazza panoramica in estate, e dai caminetti dell’area lounge in inverno: bere un drink che sa di erbe aromatiche, bacche, aghi di pino e arbusti, non è mai stato così bello e accogliente.

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Hotel

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L’anno che verr a cura di Patrizia Piccinini

Dall’arancio pop alle nuove nuances del verde, dai toni della terra all’intramontabile nero. Le tendenze 2022 sono all’insegna del colore e giocano con le forme morbide, per una casa sempre più intima e personale. 62


Tendenze

Audacia creativa, ricerca cromatica, reinterpretazioni del classico. Il design come la moda viaggia sulle ali della fantasia per reinventare nuovi mondi di vivere e vedere il domani. Cercare un fil rouge non è sempre facile. Bisogna guardare ciò che ci circonda sempre con occhi vergini per intuire, captare quello che di nuovo sta nascendo. Difficile farlo in un pianeta che non ha confini, che vive di immagini che arrivano veloci e spariscono all’istante come in uno scroll su Instagram. Ma basta soffermarsi un attimo per capire, abbinare, scegliere le cose giuste e immaginare la nostra prossima dimora. Il 2022 nasce ancora nell’incertezza del domani e riafferma ancora con forza la voglia

di casa che c’è in tutti noi. Una casa che sta diventando sempre più interiore, perché nostra, perché sicura. Perché bella. Nuovi colori, nuove forme, nuove abitudini, per progettare un luogo nuovo e ibrido capace di rispecchiare appieno la nostra personalità, che è fatta di slanci verso il futuro e di ricordi del passato. Spesso la rete ci offre soluzioni preconfezionate: “quest’anno va di moda il giallo” o “il marrone è il nuovo nero”. Ma il colore è una scelta intima, personale che nasce da una disposizione d’animo, magari momentanea, ma non per questo meno forte. Anche Picasso ha avuto il suo periodo rosa e blu. Le nostre proposte, sono suggestioni, spunti creativi per intraprendere un percorso. Abbiamo scelto

l’arancio, appena “sporcato” di nero, per renderlo meno violento, perché rappresenta un augurio gioioso per il domani. In abbinamento, non poteva che esserci il verde, il suo complementare più fedele, per dare sfogo alla voglia di natura e di pace. E poi il blu, le sfumature della terra... e l’immancabile nero, che comunque vada, resta sempre il più fedele alleato del design. Abbiamo ribattezzato, queste tendenze 2022, con nomi di fantasia, “orangepop”, “greenanthology”, “blacksmoke”, “graphicnature” “bluerhapsody”, degli hashtag, che ci guideranno verso il nuovo anno. Che sarà un anno senza spigoli, morbido e curvo come un nido, perché, come diceva Zaha Hadid, “La vita non è una griglia”.

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#greenanthology 1. Tappeto Roquebrune by Carpet Edition / 2. Lampada da tavolo Binic by Foscarini 3. Lampadario 2097/18 by Flos / 4. Madia Dalila by Miniforms 5. Tappeto Color Flow by Nodus / 6. Sgabello Prince AHA by Kartell

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Tendenze

#graphicnature 1. Lampadario Allegretto Vivace by Foscarini / 2. Poltrona Geralda by TheSign 3. Tappeto New Kilim by Matteo Pala / 4. Paravento Colony Screen by Miniforms 5. Tavolino Outdoor Fade by Plust

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#orangepop 1. Divano modulare Curt 15 by Ambivalenz 2. Vaso Top M Design Christoph Radl by Bitossi Ceramiche / 3. Lampadario Dolmen Led by Foscarini 4. Specchio All Saints by Kartell / 5. Tappeto Paese Mio by Nodus / 6. Sgabello-vaso Gear by SLIDE

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Tendenze

#blacksmoke 1. Roly Poly by Driade / 2. Lampadario Rugiada Ø40 cm by Gibas 3. Pouf Bard by InternoItaliano / 4. Tappeto Looking for seeds by Nodus 5. Tappeto Pantheon by Nodus / 6. Paravento Levante by MissoniHome

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#bluerhapsody 1. Divano Favn by Fritz Hansen / 2. Tappeto Atom by Nodus 3. Lampadario Cone by Puik / 4. Tappeto Iso Rectangular by Puik 5. Tavolino Roy by Kartell

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THE BOOK IS ON THE TABLE a cura di Giorgia Messa

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Book & Table

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Sin dai tempi dell’antica Grecia, le principali attività conviviali si svolgono attorno a un tavolo. Si pensi alla famosa pratica del Simposio: ‘secondo tempo’ del banchetto, dedicato alla conversazione, al canto, alla poesia, alla danza, all’eros e alla degustazione di vini. La tavola, quindi, non era adibita al solo consumo dei pasti, ma diventava centro di aggregazione, di svago e di dibattito culturale. Ciò avviene ancora oggi: usiamo sederci intorno al tavolo per mangiare, ma anche per chiacchierare con gli amici, giocare a carte, lavorare o per leggere un libro che spesso, poi, lasciamo lì, magari capovolto e aperto alla pagina a cui siamo arrivati. E va bene così, lasciamolo pure; un libro non sarà mai un elemento di disordine, quanto piuttosto un prezioso accessorio che arricchisce qualunque complemento di arredo. Di seguito, vi segnalo qualche consiglio di lettura in abbinamento ad altrettanti tavoli di design.

BIG WILL BY MAGIS “Paradiso, Sulla riva del mare” “Il disertore” Abdulrazak Gurnah

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Book & Table

Non posso non iniziare dal Premio

letteraria, tre sono i romanzi finora tradotti in

Nobel per la letteratura 2021, fresco di

Italia e pubblicati da Garzanti: Paradiso, Sulla

assegnazione (lo scorso 7 ottobre). È

riva del mare (entrambi selezionati per il

Abdulrazak Gurnah: il quinto autore

Booker Prize) e Il disertore. Iniziate a segnarveli,

africano ad aggiudicarsi il prestigioso

in attesa che la casa editrice provveda alla

riconoscimento dell’Accademia svedese. “Per la

ristampa!

sua intransigente e compassionevole capacità

Per omaggiare il “Continente Nero”, che ha dato

di comprensione degli effetti del colonialismo e

i natali a Gurnah e che è un grande protagonista

del destino dei rifugiati nel divario tra culture

dei suoi libri, ho scelto il tavolo rettangolare

e continenti”, questa è parte della motivazione

Big Will, disegnato da Philippe Starck per

annunciata da Stoccolma.

Magis. Struttura in alluminio verniciato nero

Nato a Zanzibar nel 1948, Gurnah è arrivato in

e piano in cristallo acidato opaco nero; ruote

Inghilterra (dove vive tuttora) come rifugiato,

integrate collegate a due gambe del tavolo,

alla fine degli anni Sessanta, a causa delle

che facilitano il movimento. Con il suo design

persecuzioni contro i cittadini di origine

minimal, contemporaneo e raffinato, il colore

araba perpetrate nel suo Paese; ha insegnato

scuro e intenso, Big Will conferirà un tocco di

letteratura post coloniale e inglese all’università

personalità a living e sale da pranzo.

del Kent, Canterbury. Della sua vasta produzione

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PianoPrimo /

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MIKADO BY ETHNICRAFT “Norwegian Wood” Murakami Haruki

Dall’Africa, voliamo in Asia con il tavolo

giapponese, tradotto in circa cinquanta lingue,

Mikado di Ethnicraft, ispirato all’omonimo

era, anche quest’anno, in pole position nel toto-

gioco orientale (detto anche Shangai). Un

nomi per il Nobel 2021; non vi nego che faccio

piano dalla forma rettangolare poggia su un

il tifo per lui da tempo, essendo uno dei miei

sostegno composto da quattro elementi in

autori preferiti. E Norwegian Wood è uno dei

legno, fortemente inclinati, che si incontrano

miei romanzi preferiti. In un’atmosfera densa

nella parte centrale. Questi ricordano i tipici

ed eterea allo stesso tempo, che sa d’Oriente

bastoncini del Mikado: si lasciano cadere su

e di nebbia, si muovono personaggi complessi

una superficie e i giocatori provano a prenderne

accomunati da un’audace stranezza. Il richiamo

il più possibile senza far muovere gli altri. Il

al legno nel titolo (che poi si rifà al celebre

tavolo è realizzato in legno di quercia di prima

brano dei Beatles), l’ambientazione asiatica e

qualità; in ogni punto del mobile è possibile

i destini dei protagonisti, che si intrecciano in

apprezzarne le venature e la luminosa tonalità

delicati equilibri come i bastoncini del Mikado,

chiara.

rendono questo libro il compagno ideale per il

Direi che Norwegian Wood di Murakami Haruki

tavolo targato Ethnicraft.

(Einaudi) è l’abbinamento perfetto. Lo scrittore

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Book & Table

Proseguendo il viaggio in terre lontane, segnalo

nella sua essenza più pura e cristallina;

adesso un grande classico della letteratura

percorso, questo, simboleggiato nel libro da

straniera: Il giuoco delle perle di vetro

perle di vetro.

(Adelphi), dello scrittore tedesco Hermann

Provando a immaginare il tavolo intorno al quale

Hesse. Si tratta di un romanzo filosofico-

si riunivano gli “eletti” di Castalia, penserei

fantastico, costruito nell’arco di ben dodici anni,

senza ombra di dubbio a Mille di Bonaldo:

che ha contribuito all’assegnazione del Nobel

autentico corpo trasparente in movimento. Un

al suo autore, nel 1946. La trama si sviluppa, per

raffinato ripiano in cristallo, dalla forma rotonda,

gran parte, nella regione immaginaria di Castalia,

poggia su molteplici gambe in acciaio cromato,

dove vive un ordine di intellettuali votati

resistenti e ben salde come i pilastri cognitivi

alla meditazione, alla conoscenza e al gioco

che sorreggono la verità. Il colpo d’occhio

delle perle di vetro. Centrale è il tema della

offerto da questo mobile è originale ma allo

contrapposizione tra ricerca intellettuale e vita

stesso tempo leggiadro, raffinato e riposante.

mondana; mondo interiore e mondo esteriore.

Sul piano cromatico, inoltre, Mille è un vero e

Come in altri suoi capolavori, Hesse esalta

proprio simbolo di purezza e delicatezza.

l’esercizio spirituale (N.B. non necessariamente religioso) come via per accedere alla verità,

MILLE BY BONALDO “Il giuoco delle perle di vetro” Hermann Hesse

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PianoPrimo /

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Design minimal, spessore sottile, composto,

miei scrittori preferiti, per cui sarei portata a

però, da materiali estremamente solidi. Tale

consigliarvi la sua intera produzione. Ma per

descrizione calza a pennello al tavolo rotondo

restare in tema di forza-leggerezza, vi indico qui

Blade di True Design, ma anche ai libri di Erri

Il peso della farfalla (Feltrinelli). Tra i sentieri

De Luca. Approdiamo finalmente in Italia e

impervi e incantati dell’alta montagna, si

percorriamola da nord a sud, con un brand

affrontano nel duello finale il re dei camosci e il

veneto e uno scrittore napoletano.

cacciatore che uccise sua madre. Un racconto

Il tavolo è composto da un finissimo piano in

delicato ed emozionante dell’epico scontro tra

legno, in MDF impiallacciato, con bordo lavorato

uomo e natura. “In ogni specie sono i solitari a

in massello e struttura in tubolare d’acciaio

tentare esperienze nuove”.

verniciata. Una silhouette snella ma robusta.

Questi sono solo alcuni fra i milioni di libri da

Così, De Luca, abile e scrupoloso artigiano della

leggere e poi lasciare sul tavolo; chiusi, aperti,

parola, lima il linguaggio, spogliandolo da inutili

in piedi, sdraiati, in file, in pile o da soli; come

orpelli ed esercizi di stile, per un risultato pulito,

preziosi accessori che danno vita e magia a

essenziale. I suoi libri esili si caratterizzano per

qualunque arredo. Perché come dice Joseph

una forma asciutta a servizio di contenuti di

Joubert: “Non c’è niente di più bello di un bel

grande spessore. Erri De Luca è un altro dei

libro, nel mondo”.

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Book & Table

BLADE BY TRUE DESIGN “Il peso della farfalla” Erri De Luca

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B&B

BEA B&B L’eclettismo chic sul Mare del Nord

a cura di Alessandra D’Angelo

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B&B

Palette desaturata, vista sul verde e profumo di mare: gli ingredienti per un soggiorno di relax, nel Bea B&B, ci sono tutti. Ma l’aspetto che più colpisce di questo gioiello dello slow travel, situato in una delle località balneari più raffinate del Belgio, è il contrasto estetico tra il fuori e il dentro. Ci troviamo a Zoute, nella cittadina di Knokke-Heist, a due passi dalla riserva naturale Het Zwin e a un’ora e mezza da Bruxelles. La spiaggia è vicina ma tutto intorno è campagna, e la villa stessa che ospita il bed&breakfast è un tipico cottage dal tetto di paglia e dall’aspetto rustico. L’interno, però, ha il gusto contemporaneo e chic di un tempio del vintage e dell’eclettismo. 83


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Nell'arredarlo, l'interior designer, imprenditrice e collezionista fiamminga Bea Mombaers si è ispirata al concept della sua boutique Items, situata nella stessa cittadina: un emporio sofisticato in cui far confluire oggetti e accessori recuperati durante i suoi viaggi, pezzi unici e da collezione. Nel Bea B&B le stanze in cui soggiornare sono tre, tutte dotate di letto matrimoniale e bagno privato; i costi oscillano dai 250 euro a notte (colazione inclusa) per la Master ai 180 euro della Junior. Optate per la prima se volete farvi un bagno in una rara vasca in cemento. La colazione è servita nel giardino a bordo piscina o nell'ampia sala comune, illuminata dalle grandi finestre e riscaldata dagli accostamenti materici: pavimenti in cemento, elementi in pelle e cuoio, scaffali e accessori in legno, luci minimal in metallo.

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B&B

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Le panche modulari per spazi outdoor/indoor firmate dalla stessa Mombaers per Serax sono accostate a vere e proprie chicche dell'interior design: come la sedia Quarta di Mario Botta, gioiello anni '80 ormai fuori produzione, o le accoglienti poltrone color caramello di Arne Jacobsen. Il tutto fornisce un contesto perfetto in cui ambientare le opere d'arte della galleria Stephane Simoens, scelte una per una da Bea. Su IG, le persone che si sono geolocalizzate nel B&B di Bea concordano su una sensazione comune: questo posto è la casa, quando sei lontano da casa. Che aspetti ad aggiungerlo alla tua wishlist?

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B&B

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Art

LUCA EGIDIO GALESSI a cura di Chiara Moro

UN VIAGGIO URBANO LUNGO I MURI CHE COMPONGONO LE CITTÀ, AFFISSIONI COME MANIFESTO DELLO SCORRERE DEL TEMPO. LA MACCHINA FOTOGRAFICA COME PROLUNGAMENTO DEI SENSI, AFFINANDO LA VISTA E SCOVANDO MESSAGGI NASCOSTI.

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Una tigre per amore

Uomo del Circo

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Art

Cosa direbbe di lei per presentarsi

mi sono follemente innamorato. Per i miei

a chi non la conosce?

10 anni mi sono fatto regalare una camera

Da sempre la mia vita si divide tra la

oscura tutta per me, luogo dal quale sono

fotografia e la grafica, due percorsi vicini, in

partite le mie ricerche: fotografavo verdura

un fare di ricerca per se stessi e per gli altri.

congelata, cipolle dorate che iniziavavano

La grafica è un mondo di scritte e di codici,

a germogliare e, rigorosamente in bianco

liberamente reinterpretati, la fotografia si

e nero, piccole composizioni casalinghe,

rifà alla casualità del momento, soprattutto

still life di bijoux. Poi, un giorno, mi sono

nella mia ricerca nell’ambito delle affissioni

imbattuto nelle affissioni strappate e per

pubblicitarie. Infatti le persone con il loro

vent’anni queste sono state il mio soggetto

passaggio o il tempo stesso modificano

principale. Questa tipologia di ripresa è

ciò che il giorno precedente ho visto, e

stata a lungo prettamente personale, come

che il giorno successivo sono tornato a

una raccolta che facevo solo per me stesso.

fotografare. Come in un caleidoscopio,

Dopo una mostra a cui ho partecipato

dentro ogni immagine ce ne sono infinite

per sperimentare una nuova esperienza

altre. Mi piace pensare di fotografare il

ho incontrato una galleria d’arte che ha

tempo e di archiviarlo. Il tempo invisibile,

estratto dal cassetto questo mio progetto e,

impalpabile, può così diventare anche

partendo da una personale di 40 opere, mi

visibile.

ha avviato al mondo dell’arte.

Come è nato il suo percorso

Sono attratto dalle affissioni pubblicitarie

espressivo? È stato difficile incanalare

in quanto immagini presenti nel

in un mezzo l’istanza di espressione che

quotidiano, opere che tutti possono vedere

ha sentito?

semplicemente uscendo di casa. Da una

Il mio percorso fotografico nasce quando

parte la mia cultura grafica, dall’altra

avevo 9 anni; scopro la fotografia molto

una propensione personale al vedere

presto grazie ad una insegnante che

qualcosa di speciale nella vita di tutti i

spronava noi alunni a vedere il mondo

giorni, mi hanno portato ad affezionarmi

attraverso due squadrette di cartone nere,

all’estetica delle affissioni. Sono opere

poste davanti ai nostri occhi come se

in costante mutamento, avvicinandosi e

fossero un mirino fotografico: non era altro

allontanandosi le immagini che trapelano

che un allenamento visivo all’inquadratura.

dalla stratificazione della carta cambiano,

Da lì, ci ha insegnato come utilizzare la

mutano i manifesti stessi, mutiamo noi nei

camera oscura e può capire da sola che

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Mastro Lindo

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Art

L’8 beffardo

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Giardino astratto

Ti vedo

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Art

loro confronti. Abbiamo a che fare con una

sotto un cavalcavia, la ritroviamo molto

specifica cultura visiva, un’arte a sé stante

tempo dopo con la sua metamorfosi e

del nostro tempo moderno, popolare e

l’erosione data dal tempo. E in questo

a disposizione di tutti, che da pubblicità

tipo di ricerca e di operazione mi sono

vera e propria si trasforma, prende nuovi

ritrovato ad essere paragonato a un noto

linguaggi e diventa qualcosa di nuovo,

artista italiano degli anni ’60, il quale

arte strappata, appunto. L’affissione

strappava le affissioni pubblicitarie per poi

pubblicitaria, e di conseguenza le mie

re-incollarle nel suo studio, una tecnica

fotografie, mutano a seconda di ciò che

precisa chiamata decollage. Io eseguo

accade tutto attorno: le persone passando

un’operazione diversa, il mio occhio è la

possono strappare la carta, da qui escono

mia visione, la macchina fotografica il mio

nuovi strati e si creano nuovi messaggi,

mezzo, senza poi nessuna rielaborazione

cromatici, materici, geometrici e, a volte,

digitale al computer.

anche ironici. Oltre la stratificazione c’è il tempo, inteso come tempo atmosferico, come sole, vento, pioggia, luce, che deteriora la carta e crea incredibili texture. A volte si arriva al metallo vivo e la ruggine dialoga con le affissioni strappate. In cosa consiste la sua azione, nei confronti di qualcosa che già esiste ed è sotto gli occhi di tutti? La mia azione sta nel raccogliere, come una sorta di collezionista del quotidiano, io vedo un tessuto urbano e lo fermo con la fotografia. Fotografo questi collage stratificati, raccogliendo la memoria storica della città e dell’affissione pubblicitaria stessa. A volte un’affissione, se dimenticata

Luca Egidio Galessi esporrà alla Mostra collettiva “Renaissance” Foundation Majid, Ascona, Svizzera. 22.01.2021 - 28.02.2021

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Luca Egidio Galessi

È possibile arredare con l’arte? L’arte e il design possono convivere, unirsi, trasformarsi a vicenda? L’arredare con la fotografia conosce due strade diverse: da un parte il mondo dei sentimenti e delle affezioni, dall’altro l’oggetto artistico che suscita emozioni che sono al di fuori di noi. Un famoso stilista di moda diceva che è meglio attaccare ad un muro un solo quadro di valore piuttosto che cento oggetti poco significativi: perché il valore non è dato solo dal quadro in sé, bensì dallo spazio bianco che lasciamo attorno. Le faccio l’esempio della vetrina di un negozio: se in vetrina ci sono molti oggetti l’occhio correrà da un’oggetto all’altro senza trovare dove fermare l’attenzione, per contro un singolo elemento in vetrina assume forza e finalmente diventa visibile. Per dire che non è solo la fotografia che arreda, ma secondo me è anche lo spazio che c’è attorno a dare forza alla fotografia e all’opera stessa.

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Art

011 Olympia e il giallo

Donna dagli occhi azzurri

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“Affissione Abusiva” Ai manifesti pubblicitari a cui è scaduto il contratto di affissione l’attacchino incolla una carta azzurra (blue back) a coprire il manifesto; a volte si usa anche per le pubblicità non autorizzate e quindi abusive, con tanto di scritta. La fotografia “Affissione Abusiva” non solo riprende questo soggetto ma, ironicamente, mostra come il tempo trascorso vada a logorare la materia, creando una crepa nella carta, dando voce ad una sorta di forza interna insita nelle pubblicità stratificate, bucando la carta azzurra, cercando di emergere e di tornare protagonista di un quotidiano passato. www.artonline20.com

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Art

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Scenari in divenire

DNA PRADA A cura di Alessandra Luporini

La Fondazione Prada. Tra i più riusciti e straordinari progetti culturali in cui architettura, design, moda, filosofia, cinema... si mescolano tra di loro. “Un reticolo di connessioni che espandono gli orizzonti, per sovvertire gli schemi, mettere in discussione con audacia le aspettative e creare scenari capaci di sconfinare dai terreni ordinari”

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Moda

Interpreti contemporanei “L’attenta osservazione e la curiosità nei confronti del mondo sono sempre state alla base della creatività e della modernità del Gruppo Prada. Nella società e quindi nella moda, che ne è in qualche modo il riflesso, l’unica costante è il cambiamento. La trasformazione e l’innovazione dei codici di riferimento, alla base di ogni evoluzione, ci ha spinti a interagire con diverse sfere culturali, anche apparentemente lontane, portandoci naturalmente a cogliere e anticipare lo spirito dei tempi. Oggi questo non è più sufficiente: occorre essere attori del cambiamento, con la flessibilità necessaria per tradurre le richieste del mercato e della società in azioni concrete, che guidano ogni giorno il nostro modo di fare azienda.” Miuccia Prada e Patrizio Bertelli

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Interazioni architettoniche Come sostiene Rem Koolhaas: “Il progetto della Fondazione Prada non è un’opera di conservazione e nemmeno l’ideazione di una nuova architettura. Queste due dimensioni coesistono, pur rimanendo distinte, e si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione, quasi fossero frammenti destinati a non formare mai un’immagine unica e definita, in cui un elemento prevale sugli altri. Vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso: questi contrasti stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione. Introducendo numerose variabili spaziali, la complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione, nella quale sia l’arte che l’architettura trarranno beneficio dalle loro reciproche sfide”

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Moda

“Credo sarebbe un ottimo set, ma anche un bellissimo posto per scrivere un film. Ho cercato di dare forma a un luogo in cui mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi non cinematografici”. Wes Anderson

Scenari cinematografici Il complesso architettonico è caratterizzato da una pluralità di spazi post-industriali e nuove costruzioni, situato nella zona sud di Milano in un’ex-distilleria risalente ai primi del Novecento. A fare da accoglienza ai visitatori incontriamo la Caffetteria Luce, progettata dal regista americano Wes Anderson nel 2015, nella quale è riuscito a ricreare le atmosfere di un tipico bar della vecchia Milano.

“Quando ho progettato questo bar il mio approccio è stato l’opposto rispetto a quello che faccio per i set dei miei film. Ho cercato di creare un luogo dove andare cinque volte alla settimana. Da ragazzo volevo diventare architetto, perciò questa per me è stata l’occasione perfetta per fingere di esserlo davvero!” Wes Anderson

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Curiosi visionari All’interno della Torre di Fondazione Prada è stata allestita la mostra Altas, frutto di un dialogo tra Miuccia Prada e il curatore artistico Germano Celant.

Confluenze e Pelo e Meridiana di Pino Pascoli 1967, un artista italiano e scenografo, grande esponente dell’arte povera, che raggruppa tutti quegli artisti che sono soliti produrre opere accostando oggetti tratti dall’uso quotidiano e solitamente di poco valore.

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Moda

Tulips di Jeff Koons - Sette tulipani, tutti di colori differenti ed estremamente lucidi, sono appoggiati a terra sorretti dal fiore e dal gambo, grandi e metallici ma allo stesso tempo fragili e delicati. Questa scultura di Koons suscita interesse e piacere per i colori, le forme, la superficie speculare, i riflessi. La dimensione è un aspetto importante perché questi tulipani occupano tutto il campo visivo. I riflessi sulle superfici a specchio catturano l’ambiente circostante deformando parti e particolari.

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Esploratori del dettaglio La rappresentazione di Gnoli non è la figura umana in senso estetico, non è il corpo umano, benché presente, ma quello che viene indossato e come viene indossato. I dipinti di Gnoli non rappresentano solo qualcosa ma creano un dialogo, il fatto che nell’opera ci sia qualcosa da capire, da pensare o qualcosa di più che non vediamo rimane magnetico e contemporaneo. Si potrebbe dire che la sua pittura arrivi a sfiorare una perfezione fotografica. Inoltre, Gnoli non dimentica di sottolineare il legame fra il particolare e il tutto. Perché un boccolo inanimato che poggia dolcemente sulle spalle di qualcuno (senza volto) non è uno still-life, appartiene a una testa, è umano più di quanto crediamo. Tutti i dettagli in fila alla Fondazione Prada lasciano nelle mani dell’immaginazione un gioco di prestigio.

“Mi servo sempre di elementi dati e semplici, non voglio aggiungere o sottrarre nulla. Non ho neppure avuto mai voglia di deformare: io isolo e rappresento.” Domenico Gnoli

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“Leggere” una persona attraverso la scriminatura dei capelli, il nodo della cravatta, il tessuto scelto, l’abito indossato, le pieghe assunte” Domenico Gnoli


Moda

Camicetta verde, Domenico Gnoli 1967

Cravatta, Domenico Gnoli 1967

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A SIGN FROM THE STARS A cura di Giulia Tomba

Ariete

Toro

Gemelli

Miei adorati Ariete, ci avviciniamo alla fine di questo 2021 con una buona dose di frenesia planetaria. Dicembre si apre con una powerful combo di Luna nuova ed eclissi di Sole in Sagittario che promette di allargarvi la mente verso nuovi meravigliosi orizzonti. Che sia ora di tornare a studiare? Venere vi guida verso nuovi progetti o riassestamenti in ambito professionale e fino a fine gennaio vi dà la possibilità di chiedere di più a voi stessi o ai vostri collaboratori. Vi aspetta un 2022 in cui essere selvaggiamente creativi.

Vi aspettano sei mesi di intensa e profonda trasformazione, miei cari Toro, soprattutto nel campo delle relazioni e delle finanze. Non solo, questo dicembre vuole portare la vostra attenzione su tutto ciò che riguarda le vostre risorse, sia interiori che esteriori. Accompagnati dalla soave mano di Venere, le stelle vi invitano ad esplorare il vostro lato più spirituale e aprirvi a nuove fonti di conoscenza e saggezza. Una previsione per il vostro 2022: la vostra fortuna passerà attraverso le relazioni.

Si sta per chiudere un ciclo iniziato nell’estate del 2020, miei amati Gemelli. Senza accorgervene, ne siete probabilmente usciti trasformati. È il momento per voi di raccogliere i frutti del vostro lavoro e pretendere il riconoscimento che vi spetta. Un impegno per il 2022: smettetela di non sentirvi abbastanza. Ci sarà Giove a ricordarvelo, già dai primissimi giorni del nuovo anno: la vostra vita professionale è prossima ad un upgrade. Fantasticate l’impossibile.

Il consiglio di design: la Little big chair by NORR11

Il consiglio di design: il candeliere Sette fiamme by Ottaviani

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Il consiglio di design: i calici Diseguale by Bitossi Home


Oroscopo

Cancro

Leone

Vergine

È tempo di eclissi, amiche e amici del Cancro. Questo implica per tutti i segni dello Zodiaco un periodo di intense trasformazioni e cambi di prospettiva. Nel vostro caso, l’eclissi di Sole in Sagittario è una dose booster per tutto ciò che riguarda le vostre abilità programmatiche e progettuali. Basta procrastinare! Che sia una migliore organizzazione sul lavoro o una nuova abitudine di vita (bere più acqua, fare sport, mangiare più sano) vi aspetta un 2022 ricco di motivazione e costanza.

C’è una Luna piena vivace ad illuminare queste vostre notti di inizio inverno, miei ardenti leoncini. Il suo consiglio è di aprirvi agli altri. Tessere la trama delle vostre relazioni con animo gioioso e spensierato. Questa attitudine vi sarà di grande aiuto per i prossimi sei mesi, nei quali anche voi potrete beneficiare dell’eclissi di Sole in Sagittario e della sua capacità di generare profonde trasformazioni. Vi aspetta un 2022 di nuovi progetti e di nuovi amori. Dite qualche sì in più.

Buon dicembre mie soavi Vergini! In questo mese si porta a compimento un ciclo, iniziato nell’estate dello scorso anno, che ha creato il terreno fertile per nuovi assetti in tutti gli ambiti relativi alla casa e ai rapporti famigliari. Ed è in questo spazio che agirà la forza trasformatrice dell’eclissi di Sole che abbiamo appena attraversato e influenzerà tutta la prima metà del 2022. È il momento perfetto per abbandonarsi a stimolanti avventure immobiliari o dare vita a intrepide rivoluzioni famigliari.

Il consiglio di design: la moneybox EVA luxury by EVA la mela del desiderio

Il consiglio di design: il vaso Love in bloom giant oro by Seletti

Il consiglio di design: l’appendiabiti Match by Mogg

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Bilancia

Scorpione

Sagittario

Mie adorate Bilance, questo inizio d’inverno si annuncia per voi un periodo fertile per espandere la vostra mente attraverso nuove consapevolezze. Apritevi alle tante forme di conoscenza. Esplorate la vostra spiritualità. Immergetevi in un nuovo ambiente. Date voce a qualsiasi urgenza di libertà. Il moto retrogrado di Venere, vostro pianeta dominante, vi invita a reinventare vostri spazi. Prospettive per il 2022: vita lavorativa più facile, grazie all’influenza del fortunato Giove.

Ma chi vi ferma, pungenti Scorpioncini? Money, power, glory. Fino a circa metà mese carisma e tenacia vi agevoleranno in tutto ciò che riguarda le questioni materiali. Seguite il vento ma tenete ben saldo il timone. Dal 19 in poi, complice una languida Venere in Capricorno sentirete l’urgenza di fare il punto sulla vostra vita sentimentale: siete appagati? Cosa vi manca? È il momento giusto per risolvere l’irrisolto. Il 2022? Creatività, nuovi progetti e tanti piccoli momenti fortunati.

È la vostra stagione, miei adorati Sagittario! Prendetevi del tempo (anche solo simbolico) da dedicare a voi stessi. Immergetevi nelle lussureggianti profondità del vostro io. Chi siete? Che cosa desiderate veramente? Il mese di dicembre vi invita a spazzare via ogni forma di compromesso per affermare – finalmente – la vostra meravigliosa individualità. Scoprirete che rimettervi al centro della vostra vita sarà un potente motore di crescita. Compiti per il 2022? Riscopritevi ottimisti.

Il consiglio di design: il carrello Zenzero by Opinion Ciatti

Il consiglio di design: il lampadario Inciucio by Gibas

Il consiglio di design: la lampada da tavolo Aella by Leucos

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Oroscopo

Capricorno

Acquario

Pesci

Questo inizio di inverno vi trova pieni di energia, miei cari Capricorno. Baciati dalla produttività della Luna piena in Gemelli, arriverete a Natale con l’agenda piena e organizzata in efficientissime todo list. Approfittate delle vacanze invernali per una pausa rigenerante. Nonostante questa frenesia, sentirete però anche una forte spinta a rivedere il vostro mondo interiore: sarà questa la vera forza del vostro 2022. Basta ansia. Basta paura. È il momento di trovare nuove consapevolezze.

Questo inizio inverno vi trova sognanti, miei dolci Acquario. Fluttuanti in una dimensione di rêverie, abbandonati alla vostra immaginazione. Piccola anteprima per il 2022: visualizzare le nostre aspirazioni è il primo passo per realizzarle. Ma, nel vostro caso, qualsiasi traguardo sarà raggiunto solo creando una solida rete di alleanze e non avendo paura di esprimere i vostri desideri a gran voce. Non abbiate paura di farvi conoscere, le opportunità arrivano spesso da zone inesplorate.

La frenesia astrale di questa fine d’anno, miei adorati Pesci, sembra far maturare il vostro terreno per prepararvi ad una solida svolta nella vita. Non si tratterà di grandi cambiamenti, quanto di una diversa consapevolezza di voi stessi e della vostra identità. Dei vostri punti di forza e dei vostri limiti. Lasciatevi alle spalle il ruolo che vi siete sempre attribuiti: è il momento di scoprire una nuova (e più consapevole) versione di sé. Spazio alle emozioni e lunga vita al dubbio. La realtà è sempre plurale.

Il consiglio di design: Portacandele Omini - The Lazy Climber by Ghidini1961

Il consiglio di design: il centrotavola Gear oro by Driade

Il consiglio di design: il peluche Pesce a righe by Ferm Living

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Contributors

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Giorgia Messa

Patrizia Piccinini

COPYWRITER

ARCHITETTO E GIORNALISTA Si occupa di design e tendenze lifestyle. Ha scritto per più di vent’anni prima, per Home e poi per Marie Claire Maison. Ha pubblicato per Rizzoli Electa il libro, Carlo Scarpa, Oltre la materia e, a ottobre, è prevista l’uscita in libreria di una nuova monografia dedicata a Piero Portaluppi, edita dalla stessa casa editrice.

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Nata a Bari nel 1992, mostra sin da piccola una particolare inclinazione alla scrittura. Già dalle elementari, scriveva di tutto, in prosa e in rima. Nonni e genitori inorgogliti la costringevano a dispensare acrostici a chiunque mettesse piede in casa, amici parenti ed emeriti sconosciuti, perché, dicevano i suoi: “Giorgia riesce a delineare il carattere delle persone partendo dal nome”. Per non deluderli, lei non ha mai confessato che, in realtà, sceglieva aggettivi a caso. Convinta dalla famiglia che “con la cultura non si mangia”, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e si laurea con 110 e lode e tesi in procedura penale. Portato a casa il risultato, decide di mollare tutto e seguire i suoi sogni a costo di restare a digiuno. Oggi, è felicemente responsabile della comunicazione per Il Libro Possibile, scrittrice e ghost writer.

Giulia Tomba COPYWRITER Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.

Alessandra Luporini COPYWRITER Alessandra Luporini classe 1982 laureata al POLIMODA a Firenze , metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’ artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.


Contributors

Samantha Passuello COPYWRITER

Nata con la luna in Mercurio, il pianeta della comunicazione. Coincidenza? Io non credo! Sin dalle scuole elementari nutre una passione per la scrittura e le parole: se usate nel modo giusto, possono essere grandi regali. Inguaribile spirito libero e con l’istinto da tenere a bada, cerca sempre di (in)seguire le sue passioni come il giorno in cui decide di studiare fotografia, perché dal mirino sembra tutto un po’ più bello. Follemente innamorata di Milano e dei suoi cortili, di Parigi e dei suoi edifici in stile Haussmann: non capisce perché le case non siano tutte così! Ama Vicenza, ma è una relazione complicata. Quando è ispirata scrive cose (belle) sul suo Blog e dispensa consigli non richiesti su ristoranti, hotel e week end fuori porta.

Alessandra D’Angelo COPYWRITER Nata tra i colli e il mare, in una città di passaggio ma di provincia. L’anno è quello di Ritorno al futuro e We are the world, di glasnost e perestrojka, e della prima versione di Windows. Scrive un romanzo a 12 anni, un lungometraggio a 16 e un format radiofonico a 29. Si appassiona di politica e jazz, ascolta la radio e sogna le stelle, detesta i giornalisti e finisce per iscriversi all’albo. Ama le storie, le stazioni, le situazioni e la forma sonata.

Lara Vidotto ART DIRECTOR Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.

Chiara Moro CURATOR

Irrequieta e curiosa, Chiara Moro basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti artistici e di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.

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