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Number 01 — marzo 2021
A casa di Carlo Dal Bianco Il segno italiano
we like Arredare con ironia Casa in trasparenza Bontà di Artemide: se un cuoco e un designer si incontrano #GoGreen Quando l’ecosostenibilità è servita in tavola Oltre il design Energia mai perduta
ph. Matteo Imbriani
“Plissé” Bollitore elettrico design Michele De Lucchi
Editoriale
“Progettare, voce del verbo amare.” Prendo in prestito le parole dell’indelebile, e meraviglioso, A.G. Fronzoni per tracciare un segno degno di bellezza a partire dall’anno che abbiamo appena vissuto, un anno che ha cambiato il mondo come pochi altri nell’ultimo secolo. Per molti è stata l’occasione di riscoprire energie sconosciute e interiorità rimaste silenti. Restrizioni e limitazioni hanno messo le ali a creatività e consapevolezza ampliando i confini interiori. Per noi di LoveTheSign la parola amore si è condensata in due sue estensioni: progettare e fare. Abbiamo completamente rinnovato il nostro Lara Vidotto Art Director
sito e riprogettato la comunicazione. Abbiamo aperto un “varco nell’etere”, scendendo a terra con un negozio vero e proprio in centro a Padova, a cui si sta per aggiungere una nuova apertura a Riccione. Un vortice creativo ci ha motivato ad arrivare ancor più vicini ai nostri lettori rinnovando anche Piano Primo il magazine di LoveTheSign. Ora eccoci qui, con una rivista mensile completamente nuova e sfogliabile, un mix di contenuti che ruotano attorno a due parole: love e design. Metteremo in luce le collaborazioni virtuose tra la nostra piattaforma e i brand, allargando lo sguardo, creando cultura, cercando di soddisfare le curiosità che portano a capire gli oggetti e le loro qualità. Perché il design prima che un prodotto genera sempre un pensiero e questo è quello che vogliamo scoprire e far arrivare al nostro lettore.
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Index
PianoPrimo /
We like
Arredare con ironia a cura di Lara Vidotto
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#GoGreen
Quando l’ecosostenibilità è servita in tavola a cura di Emanuela Perozzi
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Le icone raccontano
Bontà di Artemide a cura di Lara Vidotto
31 Comfort zone
Casa antistress
a cura di Emanuela Perozzi
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Index
Degni di nota
a cura di Emanuela Perozzi
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Cover Story
A casa di Carlo Dal Bianco a cura di Lara Vidotto
36 Casa in trasparenza 64 a cura di Giulia Tomba
PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Oltre il design
a cura di Maria Chiara Bocciolini
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Moda
Energia mai perduta 66 a cura di Alessandra Luporini
Kids
Nella cameretta delle meraviglie a cura di Giorgia Messa
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LOVE THE S IGN MAGAZINE
Per tutto il corso della storia e nelle varie culture, il rosso è stato il colore del vestiario di re, nobili e religiosi.
PianoPrimo /
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Geisha by Matteo Pala, design Carlo Dal Bianco. Tappeto in lana neozelandese annodata a mano. Disponibile con forma sagomata o rettangolare. Varianti colore sui toni del marrone-rosso, blu-azzurro, grigio-verde .
Luxury rugs
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PianoPrimo /
LOVE THE S IGN MAGAZINE
Arredare con ironia Portare il divertimento in casa con un design Fuori dalle righe
Tavolino The Duck by Bonaldo
Libreria Turtle Carry DI QEEBOO
Conosci la storia secondo la quale il mondo è appoggiato sul dorso delle tartarughe? Con la stessa allure la Libreria Turtle Carry di Qeeboo, originale, zoomorfa e multiuso, fa da supporto perfetto per tenere i libri sempre “sotto mano”. Non la si scorge subito una nota di sofisticata ironia in casa?
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Binarell BY KARMANN
L’ironia è una delle qualità umane che amiamo di più: in un attimo costruisce il sorriso intelligente e distrugge la banalità.
We like
We Like Lampada The Monkey Swing DI SELETTI
Tavolino Frizz
Marcantonio è un designer, ma è anche scultore e artista, con uno sguardo divertente, ma poetico allo stesso tempo che spiazza e conquista. Con i suoi oggetti ribalta la scena. “Swing Monkey Lamp”, prodotta da Seletti, è una delle sue scimmie-scultura. Appendila, alza lo sguardo e sorridi.
DI SLIDE
Opss, mi è sembrato di vedere un tappo! Frizzante come le bibite gassate, geniale e semplice. Un oggetto che aiuta a ritrovare il buon umore.
Poltrona Fiori DI SELETTI WEARS TOILETPAPER
Lampada Kong DI QEEBOO
KONG è una lampada che mette in scena il mistero, come un detective punta la sua torcia a tua discrezione, innescando una narrazione fantastica.
Una poltrona dall’humor nero: un tripudio di coloratissimi fiori… ma bucherellati. Non c’è da stupirsi: dietro questo progetto troviamo Maurizio Cattelan, l’artista italiano vivente più quotato sul mercato, che assieme a Pierpaolo Ferrari ha fondato il Magazine di sole immagini Toiletpaper. Loro sono le menti da cui nasce la poltrona Flower. Alle volte le parole non servono.
Cagnolino Puppy DI MAGIS
La sintesi è un tratto fondamentale dell’ironia. Disegnato dal finlandese Eero Aarnio per Magis, Puppy è un oggetto risoluto e funzionale, ma tutt’altro che scontato. È allo stesso tempo una scultura, un giocattolo e un piccolo sgabello, chiede di essere vissuto a seconda della tua immaginazione.
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GO GRE EN
#GoGreen
La linea Eco di Bitossi Home: quando l’ecosostenibilità è servita in tavola a cura di Emanuela Perozzi
Bitossi Home unisce due eccellenze del Made in Italy: la buona tavola e il design. Agli intramontabili materiali per la mise en place – ceramica, vetro e legno – il brand toscano ha voluto affiancare una collezione ecologica nata per portare in tavola un mix di buonumore e design sostenibile. Accessori da cucina che rendono
felici i green-addicted e tutti coloro che hanno a cuore il pianeta: piatti, ciotole, posate, bicchieri e contenitori che coniugano l’impiego esclusivo di materiali ecofriendly e biodegradabili con il forte accento stilistico delle vitaminiche variazioni cromatiche.
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Contenitori ecofriendly Siamo abituati ad associarli a materiali come plastica o vetro. Eppure anche i contenitori per alimenti possono seguire il mood della sostenibilità ambientale. Ci ha pensato Bitossi Home: i suoi contenitori sono realizzati in una resistente bioplastica che non teme né le alte né le basse temperature. E il design? Moderno, squadrato e cromaticamente accattivante!
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#GoGreen
A tavola solo piatti bio
Abbinamenti di ispirazione green
Valorizza la tua tavola nel pieno rispetto dell’ambiente con i piatti della linea Ecofriendly di Bitossi Home, realizzati in amido di grano, materiale compostabile e riutilizzabile che vanta le stesse caratteristiche di durata, resistenza e versatilità della plastica. I piatti piani, fondi e da dessert, dal design tondo o squadrato, sono disponibili in 3 vesti cromatiche: arancio, turchese e fucsia.
Al set di piatti puoi aggiungere le posate da tavola e da insalata, realizzate in bioplastica e completamente atossiche. Scegli l’abbinamento cromatico che più ti stuzzica e completa l’allestimento eco-chic della tua tavola.
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PianoPrimo /
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Linea biodegradabile Dalla felice combinazione tra fibra di bamboo e resine vegetali è nata Biodegradabile, la linea che completa i prodotti Ecofriendly in amido di grano. Se il bamboo fornisce una fibra compostabile e biodegradabile, l’associazione con le resine vegetali rende il materiale resistente e innovativo, elastico e duraturo. La linea comprende piatti piani di diametro 30 cm, disponibili in 4 varianti cromatiche (bianco, viola, marrone, blu), bicchieri, ciotole per cereali, vassoi tondi o rettangolari, scolapasta e portaposate.
La (eco)lattina che imita la plastica Sembra plastica ma non lo è! Lo sottolinea ironicamente anche la scritta che campeggia in bella vista: “I’m not plastic”. In effetti è così: Eco Can è realizzata in amido di grano ed è priva di sostanze tossiche e inquinanti. Disponibile in 2 formati (280ml e 420ml) e in 4 tonalità super energizzanti, l’innovativa lattina targata Bitossi Home è resistente come la plastica, ma riutilizzabile e completamente ecofriendly.
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Comfort zone
Casa antistress Idee e ispirazioni per creare la tua Comfort Zone a cura di Emanuela Perozzi
L’attualità ci impone di trascorrere più tempo tra le quattro mura e di vivere gli ambienti domestici in maniera multifunzionale. Il confine tra tempo libero e spazio lavorativo non è più così netto come un tempo: gli spazi interagiscono tra loro e i concept creativi sono sempre più orientati al dinamismo e
all’intercambiabilità. La casa ha smesso di essere il luogo dedicato esclusivamente al riposo e alla vita familiare, ma concentra su di sé la sintesi delle evoluzioni della società. In questo senso, anche gli arredi hanno “imparato” ad adattarsi ai cambiamenti e a passare con disinvoltura da uno scenario all’altro.
Poltrona sospesa Egg indoor con cuscino by Sika
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PianoPrimo /
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Lampada Rituals by Foscarini
Crea la tua personale Comfort Zone in casa
Creare una Comfort Zone in casa è diventato indispensabile per riappropriarsi della dimensione di intimità e relax che ci è stata “rubata” dalle nuove esigenze di coesistenza tra spazio domestico e spazio lavorativo. Non esiste una sola idea di Comfort Zone. C’è chi la immagina come spazio da dedicare alle proprie passioni, chi
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la identifica con un bagno caldo e una candela profumata, chi invece la associa ad una comoda chaise longue su cui abbandonarsi alla lettura di un buon libro. Ciò che conta è che sia un luogo tutto tuo, una sorta di “isola felice” in cui rifugiarti per creare un reale stacco dall’ambiente lavorativo.
Comfort zone
Come progettare nel living uno spazio stress free (e work free!)
La casa ha assunto le vesti di un unico grande habitat che vede scorrere le nostre giornate tra riunioni di lavoro, conference call e lezioni scolastiche virtuali. E sullo sfondo un concetto tutto nuovo (e sempre più centrale) di “socialità a distanza”. Per compensazione, riemerge la voglia di recuperare la sfera intima della casa e di riappropriarsi di uno spazio in cui possiamo essere semplicemente noi stessi e dedicarci alle attività che ci rendono felici. Non necessariamente una stanza dedicata, ma anche solo un angolo di privacy in cui isolarsi dagli impegni lavorativi e fare il pieno di energia e positività. Che ne dici di progettare in soggiorno una zona off limits dedicata alla lettura, alla visione della tua serie preferita o semplicemente al “dolce far niente”? Immagina un’avvolgente poltroncina, un morbido plaid sulle gambe, un tavolino, una luce soffusa e una tazza fumante di caffè. Non male vero? Ecco qualche idea per te!
Nemesi Light BY BONALDO
Nemesi Light è la soluzione ideale per chi ha necessità di ottimizzare gli spazi unendo due funzionalità in un solo arredo: il tavolino targato Bonaldo, integrato con luce led, crea una suggestiva atmosfera per la lettura e per momenti di puro relax.
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PianoPrimo /
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Tea Time BY SLIDE
Tea Time di Slide gioca con la forma di un biscotto per reinterpretare in chiave ironica la concezione classica del tavolino da salotto. Al posto dei piedi, 4 ruote suggellano la funzionalità di un piano d’appoggio mobile e versatile. Tea Time, vera e propria delizia per gli occhi, trasforma lo spazio abitativo del living e moltiplica il comfort della tua piccola oasi di benessere.
Closer BY MOGG
Per un surplus di relax puoi affidarti alle forme generose dell’avvolgente cuscino della poltrona Closer di Mogg: seduta in piuma con rivestimento sfoderabile in velluto e struttura in ferro verniciato nero opaco.
Un’isola felice in cui rifugiarti
Botera BY MINIFORMS
La poltrona Botera di Miniforms, 100% Made in Italy, è studiata attorno al concetto stesso di comodità: ben quattro tipologie di gomma per l’imbottitura, un cuscino paffuto da cui si espande lo schienale (alto o basso) e un design snello e contemporaneo che si
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fonde letteralmente con gli altri arredi. Botera ruba l’occhio ma nello stesso tempo si mimetizza con l’ambiente circostante, inserendosi con discrezione in qualsiasi punto del living: la soluzione ideale per una Comfort Zone trasformista e modulabile.
PianoPrimo /
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Plaid Papa BY NORMANN COPENHAGEN
Il plaid Papa, firmato Normann Copenhagen, coniuga l’anima artigianale della lavorazione a maglia fitta con la versatilità di abbinamenti cromatici mai scontati. Realizzata con una combinazione di lana merinos e lana di agnello sostenibili, la collezione comprende 4 versioni stilistiche che declinano il tradizionale tessuto scozzese in
due tonalità e due pattern sovradimensionali (a quadri e con cornice). Tienilo ben in vista sulla poltroncina: oltre a coccolarti durante i pisolini pomeridiani o le fredde serate invernali, questo morbido plaid 100% lana della Nuova Zelanda saprà puntellare con classe e raffinatezza il look del tuo personale angolo antistress.
Krossing BY KRIPTONITE
Perfetto per la zona lettura è anche il tavolino-libreria Krossing di Kriptonite. Grazie alla struttura autoportante e girevole (la base comprende una ghiera metallica che permette la rotazione), questo geniale tavolino-libreria formato da tubetti, piani e divisori, incarna perfettamente l’anima multitasking degli arredi moderni: è contemporaneamente piano d’appoggio rotante e capiente libreria da terra.
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Le icone raccontano
Bontà di Artemide a cura di Lara Vidotto
Se un cuoco e un designer si incontrano: la luce è servita… a tavola!
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PianoPrimo /
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Davide Oldani, ideatore della cucina pop. Le più autorevoli guide gastronomiche lo annoverano fra i grandi chef della cucina italiana.
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Le icone raccontano
Bontà di Artemide suggella un patto di voluttà, l’unione tra ciò che gratifica la vista e il palato. Ed ecco che luce e cibo si legano, ma senza fili. Attila Veress è nato in Transilvania, cresciuto negli Emirati Arabi, laureato in Industrial Design a Milano ed è un talento. Collabora fin da giovanissimo con importanti brand e aziende sia italiane che internazionali. Lo Chef stellato Davide Oldani è un innovatore, anima pop della cucina, nel suo ristorante “D’O” si possono gustare manicaretti a prezzi sorridenti ed è certamente un ambasciatore dell’arte del cibo italiano nel mondo. Ha studiato e lavorato, tra l’altro, nella cucina dell’illustre Gualtiero Marchesi. Artemide, azienda della “luce umana e responsabile”, promotrice dell’artigianalità e degli antichi saperi, da abile Cupido ha fatto scattare la scintilla. Così un accostamento di saperi, di competenze e di visioni ha sfornato una Bontà.
Bontà BY ARTEMIDE
È una lampada da tavola composta di due elementi: una base in vetro opalino a cui si sovrappone una ciotola in vetro soffiato, interamente lavorato a mano da artigiani veneziani. La ciotola è disponibile in due formati, una più alta ed una più ampia, che si possono alternare in base al cibo che si vuole servire. Il corpo luminoso inferiore diffonde una luce calda e avvolgente che genera una suadente atmosfera a tavola.
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Cover Story
A casa di Carlo Dal Bianco a cura di Lara Vidotto
Carlo Dal Bianco Foto: Andrea Lomazzi
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Il segno italiano Sono passati giusto giusto vent’anni da quando Carlo Dal Bianco ha avuto l’occasione di reinventare l’uso del mosaico. Una virtuosa collaborazione con Bisazza, tutt’ora straordinaria e stimolante, è nata allora con la proposta di trasformare il mosaico in una sorta di carta da parati continua. Un’idea che ha aperto a tanti player del settore arredo un ventaglio di possibilità sorprendenti, per la quale ha ricevuto due
importanti riconoscimenti all’Elle Deco International Design Awards. Da lì la fioritura di tanti altri prodotti come i pannelli d’arredo dedicati ad Antonio Canova, il progetto della stessa Fondazione Bisazza, della sede aziendale e via via fino ai quindici showroom sparsi nelle più belle città. Ma come sarà la dimora di un appassionato di cultura, leggerezza e felicità che ha con il colore un rapporto privilegiato?
Casa Alessandra Progetto di Architettura ed interior design a Vicenza. Nella foto: terrazzo in diretta relazione con il soggiorno grazie ai grandi serramenti scorrevoli. Foto: Ottavio Tomasini
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Casa Alessandra Progetto di Architettura ed interior design a Vicenza. Nella foto: zona pranzo con collezione di dipinti del Novecento veneto, busto in gesso dall’Autoritratto di Antonio Canova,
tavolo Saarinen di Eero Saarinen per Knoll, sedie 3107 laccate di Arne Jacobsen per Fritz Hansen, lampadario Artichoke di Poul Henningsen per Louis Poulsen, piatto Fornasetti. Foto: Ottavio Tomasini
La sua casa l’ha pensata sia per la vita famigliare che per custodire una collezione d’arte. Sono stati creati spazi da condividere e, allo stesso tempo, aree da vivere individualmente. Ad ogni ambito della casa è assegnato un colore diverso: il rosso dell’ingresso trasmette energia ed accoglienza, il nero della biblioteca invita alla concentrazione e alla lettura, mentre il verde della camera padronale rimanda alla quiete e al riposo. I colori intensi delle pareti sono stati
Casa Alessandra Progetto di Architettura ed interior design a Vicenza. Nella foto: soggiorno con caminetto su disegno, divanetti in velluto anni Cinquanta, coffee table
Saarinen di Eero Saarinen per Knoll, chandelier Marie Antoinette e lampada da tavolo Madeleine disegnati per Bisazza Home. Foto: Ottavio Tomasini
selezionati per valorizzare i toni dei dipinti del Novecento veneto e della collezione di sculture, bassorilievi e oggetti di design vintage o contemporanei. Al tempo stesso, in contrapposizione ai colori intensi delle pareti e alla pavimentazione in wengé, viene prediletto l’utilizzo del colore bianco per le porte disegnate, le modanature e gli arredi. Abbiamo colto l’occasione per scoprire alcuni aspetti del suo carattere, gli interessi collaterali, le strade sconosciute che l’hanno portato a raggiungere tantissimi obiettivi.
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Casa Alessandra Progetto di Architettura ed interior design a Vicenza. Nella foto: ingresso all’abitazione con divanetto Biedermeier, busto in gesso tratto dalla Venere Italica di Antonio Canova, prototipo del pannello in mosaico digitale Bonaparte disegnato per Bisazza Home. Foto: Ottavio Tomasini
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Cover Story
Architetto, quali sono le tre parole
lavoro ti sarebbe piaciuto?
definiscono che il tuo lavoro?
Rigore, bellezza e impegno.
Il pittore e lo scultore, il libraio e l’editore, il mercante di dipinti e lo storico dell’arte.
Descrivi una casa interessante.
Quale progetto veramente sfidante
Recentemente mi sono confrontato con una importante casa di impronta razionalista, un edificio a cui avrei tanto voluto metter mano. Ampi spazi, linee rigorosissime, materiali importanti, disposizioni simmetriche, infilate di porte, monumentalità tra le parti, doppie altezze con affacci interni, terrazze sui vari livelli, un’inaspettata piscina sul tetto, presenza di stucchi e decori anni trenta, ampie vetrate centinate. Una casa molto importante che conservava ancora intatta l’atmosfera della quotidianità, con la biblioteca, il grande camino in Verde Alpi, i guardaroba, i locali adiacenti per gli inservienti. Molto, molto interessante. Ma poi la committenza ha scelto il risparmio alla qualità. Peccato.
vorresti affrontare?
Il progetto dei miei sogni è un nuovo museo rivolto all’arte del Novecento. O un grande albergo. Quali libri hai sul comodino?
A rotazione, solitamente, quasi tutte le sere appoggio sul comodino un libro diverso. Possiedo due biblioteche. La prima in studio, dove conservo libri di architettura, design, fotografia, decorazione, moda e interior design. Poi, quando salgo in casa, amo rilassarmi leggendo o sfogliando i libri nella seconda biblioteca che è a fianco della mia camera da letto. Testi di pittura, scultura e arte rivolta principalmente alla cultura del novecento, e in particolare alla cerchia veneta, della Biennale di Venezia e la scuola di Ca’ Pesaro e Burano.
La cosa più importante che ti hanno insegnato sull’architettura.
Qual è il tuo sogno ad occhi aperti?
La gerarchia architettonica tra le parti di un edificio, il rigore, la simmetria e la monumentalità.
Il mio è stato quello di creare una collezione di dipinti del Novecento, per il futuro è quello di poter sviluppare la mia ricerca partendo da Gino Rossi e Arturo Martini, da Pio Semeghini e Virgilio Guidi. Pittori che indirettamente mi hanno stimolato e mi hanno accompagnato in una lettura diversa di Venezia e delle sue isole, città che amo profondamente. Come amo profondamente mia moglie Alessandra, i miei quattro figli e la mia casa.
La cosa più inutile che ti hanno insegnato sull’architettura.
Di non utilizzare la decorazione e il colore, un triste concetto di contemporaneità fine a se stesso. Se non avessi fatto l’architetto, quale altro
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PianoPrimo /
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Studio Carlo Dal Bianco Progetto di interior design a Vicenza. Nella foto: cassettiere con oggetti, prototipi, quadri e fotografie da collezione. Sgabelli di Alvar Aalto per Artek, sedie Panton Chair di Verner Panton. Foto: Ottavio Tomasini
Qual è il gioco di luci ed ombre a cui ti piace giocare?
Luci ed ombre: la domanda potrebbe prestarsi a varie interpretazioni. Nel lavoro mi stimola tantissimo, per esempio, la scultura di Michelangelo Buonarroti e l’opera di Antonio Canova. Il primo nervoso, teso, vibrante, contrastato sia nella statuaria che nell’architettura: fatta di piani contrapposti che creano luci ed ombre. Contemporaneamente amo fino alla commozione il Canova per la sua leggerezza, le superfici vellutate, morbide e nobili. Ecco, questo è anche il mio modo di vedere l’architettura e lo studio dei miei
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interni. Ricerco nelle facciate, ma anche nella disposizione degli spazi, la vibrazione della luce per contrasti, il chiaroscuro, che è il motore di ogni cosa. La luce, il sole, le ombre fanno vivere e vibrare lo spazio e tutte le superfici. Il grande Canova invece mi rilassa, con lui entro nella contemplazione, riportandomi anche agli anni della mia giovinezza, in cui mia mamma Ester mi accompagnava in visita alla Gipsoteca di Possagno. Ecco perché nei miei interni cerco l’emozione! Il colpo di scena nel senso più barocco del termine. Ricerco la luce, ma anche la penombra, o l’ombra. Utilizzo poche fonti luminose appoggiate a terra o
Cover Story
Casa Elisabetta Progetto di Architettura ed interior design a Vicenza. Nella foto: caminetto e libreria disegnata su misura. 3di Arne Jacobsen per Fritz Hansen. Foto: Francesco Cecchini
sui mobili, ben calibrate. Amo mettere in evidenza di volta in volta un dipinto, una scultura, una porta o una serra di piante verdi.
paesaggio che circonda la casa che sto creando. I colori sono la pelle del progetto. Cinque posti al mondo che più ti rappresentano.
Quale potere hanno i colori, che regole utilizzi per creare la tua palette?
Nei miei lavori li utilizzo sempre, tanto che immaginarmi un ambiente bianco spesso mi comunica quasi l’incompiutezza del progetto. Amo assolutamente il candore del bianco, quando è pensato, quando è una scelta, magari quando tutto è chiaro e luminoso. L’accostamento dei colori nasce da mille cose: parlando con la committenza, dal suo modo di essere, da un dipinto, dal
In primis Venezia nei suoi luoghi più insoliti e nascosti, lontani dalle barbarie del turista medio. E poi il Metropolitan Museum a New York, soprattutto nelle sezioni affacciate su Central Park… Il John Soane Museum a Londra dove perdersi in una casa straordinaria di un architetto collezionista pazzesco. Villa Necchi Campiglio a Milano del Portaluppi con una straordinaria collezione
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Bisazza Flagship Store Progetto di interior design e allestimento in via Solferino 22 a Milano. Ogni stanza ha un differente colore ispirato al dipinto “Rissa in Galleria” di Umberto Boccioni e che è stato scelto assieme ai marmi dei tavoli e ai tessili degli arredi. Tavolo e sedie Tulip di Eero Saarinen per Knoll. Decori in mosaico Pensee e Bouquet disegnati per Bisazza. Colonne in mosaico d’oro giallo 24 kt, pavimento in legno a spina di pesce “Moka” Bisazza Wood e pannelli di Barrisol specchio a soffitto. Foto: Fabio Bascetta
Cover Story
di dipinti divinamente collocata dalla compianta Claudia Gian Ferrari. La Libreria Galignani a Parigi, magari dopo aver visitato una parte del Grande Louvre, una sana iniezione di energia, felicità e commozione.
trovando spesso la buona soluzione. Tutto questo nel lavoro e nella gestione delle incognite di un progetto o di un cantiere. Spesso la cosa mi stimola e mi diverte, forse per masochismo. Poi invece nella vita privata l’imprevisto mi può creare tanta ansia e tensione.
Un primo ricordo legato al disegno.
All’asilo, dalle suore Poverelle. Inginocchiato sul letto e appoggiato al davanzale disegnavo montagne con le croci e gli animali, usavo i pastelli a cera, un filo di luce traspariva dalle tende blu, mentre nella penombra i miei compagni facevano il riposino pomeridiano. Se dovessi riassumere in una parola le tue origini quale sarebbe?
L’inadeguatezza. Che rapporto hai con l’incertezza, il caso, l’imprevisto?
Distinguerei per bene le tre parole. L’incertezza è una parola che mi appartiene da sempre: per non riuscire a farcela, per la paura di sbagliare, per il timore di non essere all’altezza della situazione. E questo per formazione, per educazione. Il caso invece mi vede vincitore, mi sento baciato dalla fortuna, favorito dal fato, protetto dal mio angelo custode, condotto verso una via luminosa e fortunata dove il caso, appunto, mi apre sempre nuove sfide e nuove prospettive. Anche nell’imprevisto so leggere l’aspetto positivo, perché riconosco che nella situazione nuova so mettermi alla prova,
Quale pensiero per il pianeta è presente nella tua progettualità?
Sono un bravo cittadino, che con minuzia e rigore segue ogni dettame nel rispetto dell’ambiente: raccolta differenziata, attenzione agli sprechi, rispetto reale dell’ambiente in cui viviamo, amore per il verde e la natura. Ma nella mia progettualità dimentico spesso il giusto approccio, per esempio nell’ideazione di un oggetto di design. Non ci penso, non mi viene spontaneo. Conta sempre di più la forma, la bellezza, la carica del colore, più che la sostenibilità, il riciclo e l’autoproduzione. Mi devo sforzare, mi devo concentrare. Anzi la mia nuova sfida sarà quella di pensare a questo percorso mentale, molto giusto, doveroso ed attuale. Non lo si può più ignorare. Ammiro chi si cimenta per queste strade. Il mio problema è che ogni volta osservo oggetti scarni, ridotti all’essenza e al linguaggio minimo, a volte semplicistici. Sto cercando di affrontare la questione, ricercando un giusto equilibrio tra la decorazione e la mia ricerca delle forme, con un processo mentale sostenibile. Però poi mi consolo perché, a pensarci bene, ho anche progettato una casa
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geotermica a bassissimo impatto ambientale. Ma non l’ho mai tanto pubblicizzato…
Studio Legale Giulia Bongiorno Progetto di interior design a Milano. Tavolo Saarinen di Eero Saarinen per Knoll, poltroncine Swan di Arne Jacobsen per Fritz Hansen, lampada da tavolo AJ di Arne Jacobsen per Louis Poulsen, lampade da terra Costanza di Paolo Rizzatto per Luceplan. Foto: Ottavio Tomasini
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Coordinates Design Michael Anastassiades for Flos Photo: Tommaso Sartori
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DEGNI DI NOTA
a cura di Emanuela Perozzi
Degni di nota è la “bacheca di sughero” su cui fissare reminders, bozze e appunti sparsi, ma è anche la scatola magica da cui escono icone del design, arredi anticonformisti, oggetti semplici ma risolutivi, ispirazioni incrociate e idee da tenere sempre sott’occhio, pronte per essere concretizzate al momento opportuno.
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Degni di nota
Tavolo Ottocento
Lampada Giravolta 1799
DI SLIDE
DI PEDRALI
Classe cristallina per il tavolo Ottocento, firmato da Paola Navone per Slide. La sagoma sinuosa ed elegante ci ricorda gli arredi dei salotti Neoclassici dei primi anni del XIX secolo, ma la base sottile (quadrata o tonda) e le finiture effetto marmo lo rendono un pezzo dal design intramontabile, perfetto in ogni epoca e in ogni ambiente. Le piccole imperfezioni “studiate ad arte” non fanno che confermare il valore aggiunto del connubio tra industria e trama artigianale. Realizzato in polietilene laminato ad alta pressione, Ottocento è disponibile in due vesti cromatiche, una più chic dell’altra: granito e wengé.
Dimenticate angoli retti, piani simmetrici e tratti marcati: Giravolta 1799, iconica lampada da tavolo targata Pedrali, sembra prendere una piega più dolce, morbida, femminile. Il design continuo e senza interruzioni non ammette spigolature. Una struttura semplice quanto geniale che, insieme al fascio di luce, infonde anche grazia e armonia: l’arco, esile e filiforme, tiene uniti due dischi plastici, di cui uno funge da base e l’altro da corpo illuminante che ruota a 360 gradi e offre ampie vedute. Quasi un invito ad osservare il mondo da più punti di vista. La lampada wireless, progettata da Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari, è dotata di tecnologia LED, batteria al litio e presa micro USB per la ricarica.
Poltroncina Lady B DI SCAB DESIGN
Forma ergonomica, linee pulite e gambe affusolate per il set di poltroncine da esterno Lady B Go Green di Scab Design. I braccioli avvolgenti e lo schienale arrotondato conferiscono un surplus di comodità alla seduta, mentre la visione complessiva richiama le forme di un bozzolo rassicurante, un nido in cui trovare riparo e ristoro. L’idea di fusione con il mondo organico è avallata dai materiali green e sostenibili: Lady B è realizzata al 60% in plastica certificata riciclata, ottenuta grazie all’energia delle fonti rinnovabili. Sobrie e sensoriali anche le tre vesti cromatiche: tortora, verde oliva e antracite.
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Vaso Design Quincoces Drago DI BITOSSI CERAMICHE
“Rendere unico il pezzo di design”: è questa l’idea base della creazione Quincoces Drago, vaso-colonna interamente handmade che reinterpreta in chiave contemporanea la classica configurazione a totem. Due gli artefici: Bitossi Ceramiche, storico brand della ceramica artistica 100% Made in Italy, e il genio eclettico di due designer – David Lopez Quincoces e Fanny Bauer Grung specializzati in luxury retail. Per forme, cromie e sovrapposizioni, Quincoces Drago ricorda il design postmoderno di Ettore Sottsass e Nathalie du Pasquier: sviluppata in verticale, alternando e sfalsando cilindri di forme, dimensioni e texture diverse, la composizione segue un andamento dinamico e dialoga con gli spazi creando suggestivi giochi di proporzioni. Le combinazioni cromatiche virano su palette contrastanti ma delicate: nero/terracotta, bianco craquelé/terracotta, ocra/verde/nero.
In Vitro Unplugged DI FLOS
Dal genio di Philippe Starck nasce la lanterna in vetro soffiato In Vitro, prodotta e distribuita da Flos. Nel descrivere la sua collezione di luce per esterni, il designer francese evoca una trasparenza così impalpabile da diventare assenza: «Da sempre, il bulbo luminoso è protetto da una sfera di vetro. Oggi, questo scompare a vantaggio della luce». Leggera, armoniosa e poetica, la lampada In Vitro dematerializza l’architettura e, al suo posto, lascia solo il ricordo dello spazio occupato dalla luce. L’astrazione del design è supportata dalla tecnologia Edge lighting, capace di nascondere le sorgenti led puntiformi e di uniformare la luce all’interno del diffusore opalino. Il risultato è una luce morbida e soffusa, priva di contrasti, che illumina senza porsi confini. La lanterna è disponibile in tre vesti: le classiche tipologie a parete e sospensione, e la versione Bollard, che ricorda una nostalgica ed elegante clessidra.
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Degni di nota
Barbecue Cube DI HÖFATS
Chi dice che un oggetto di design non possa essere anche funzionale? Anzi, multifunzionale! Cube di Höfats ne è l’esempio calzante: ufficialmente è un barbecue, ma in realtà incarna tre oggetti in uno. Complice il peso ridotto e le dimensioni compatte, il cubo-barbecue in acciaio inox, il cui rigore geometrico è addolcito dai bordi smussati, riesce a cambiare volto con semplicità sorprendente: in un attimo si reinventa come tavolino e comodo sgabello. Il carattere poliedrico e l’inventiva del design hanno valso al brand tedesco diversi riconoscimenti internazionali, dal German Design Award 2017 al Design Plus Award 2016, e ancora il Red Dot Design Award 2016.
Lampada SuperArchimoon Sedia a dondolo Folio DI NARDI GARDEN
Folio è un invito a godersi la vita, a scacciare i brutti pensieri e a farsi cullare dal tepore dell’aria primaverile. Traforata con motivi decorativi a quadri e finitura Mat Opaca, la poltrona da esterni targata Nardi Garden abbina il nostalgico design altalenante della sedia a dondolo con la funzionalità di dettagli studiati per aumentare il comfort - meccanismo reclinabile in due posizioni e piedini antiscivolo - e l’innovazione di una struttura realizzata in resina fiberglass trattata anti-UV e colorata in massa.
DI FLOS
Design fuori dagli schemi, guidato da pura intuizione, e personalità da vendere: parliamo di SuperArchimoon di Flos, lampada da terra di mood contemporaneo che regala all’outdoor un’impareggiabile alchimia di suggestioni luminose. La trasmutabilità del design vive nell’alternanza dei materiali impiegati - PVC colorato per la struttura tubolare del diffusore esterno, alluminio fosfocromatato per il telaio e policarbonato opale per il diffusore interno – e nella capacità di creare impatto scenografico facendo convivere una struttura solida e imponente con un corpo flessibile che suggerisce leggerezza e spirito di adattamento.
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Lampada da esterni Solar DI FOSCARINI
Disco volante, parabola, mezza luna: la forma tonda e oscillante di Solar outdoor stuzzica tante e sorprendenti associazioni mentali. Con un design a metà strada tra ispirazioni avveniristiche e spirito vintage-rétro, quella firmata da Foscarini non è una semplice lampada da esterni, ma un punto focale che illumina l’outdoor, scalda l’atmosfera, catalizza gli sguardi e scandisce il tempo trascorso all’aria aperta. Realizzata in un mix di materiali – plastica, gres e metallo – e inclinabile fino a 15°, Solar è il perfetto esempio di un concept abitativo trasversale e intercambiabile: la terrazza diventa prolungamento ed esaltazione del living.
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OLTRE IL DESIGN a cura di Maria Chiara Bocciolini
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Oltre il design
“Il colore! Che linguaggio profondo e misterioso, il linguaggio dei sogni.” Paul Gauguin
Se oggi qualcuno mi chiedesse cosa penso ci sia oltre il design degli oggetti e degli arredi, risponderei senza dubbio come a suo tempo fece Gauguin, perché sono davvero convinta che quella per il colore sia per noi una inesauribile fonte di ispirazione. Sempre riflettendo sul tema, penserei poi a Ettore Sottsass jr. Per il Maestro il colore è stata una delle fonti primarie di ispirazione e non sbaglieremmo ad affermare che la sua sensibilità cromatica ha di fatto cambiato il modo di pensare al design industriale. Materiali, tecnica e colore: passava necessariamente da questi elementi il percorso narrativo che, per Sottsass, conduceva alla definizione di oggetti generati da una poetica visionaria. Occorreva guardarli con occhi “diversi” e quindi farsi emozionare. Abbiamo imparato a farlo. Oggi il design in senso lato è così
intrecciato alle nostre vite che talvolta nemmeno ci accorgiamo di quanto lo sia; mantiene però salde le sue radici affondandole nel terreno fertile della creatività e della bellezza. Parliamo diffusamente di color design e la progettazione percettiva del colore ha una rilevanza sempre maggiore. I colori ci aiutano a vivere meglio. La scelta del colore, anche quando ci riferiamo al design degli imbottiti come divani, sedute e poltrone, pouf, è parte integrante del percorso progettuale: anche la forma più essenziale e minimale muta il suo aspetto quando la vestiamo di una texture preziosa, di una fantasia geometrica dai colori sfavillanti o di una delicata variante floreale. Avventuriamoci allora in questo tour che ci porterà, come osservatori curiosi, a viaggiare fra arte, design, texture e cromie: lasciamoci sorprendere!
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Vuoi rigenerarti? Allora scegli il Blu! In Giappone, presso l’Hitachi Seaside Park, ogni anno a primavera possiamo ammirare l’eccezionale fioritura della Nemophila blu. Una vera e propria distesa color del mare della cui vista è possibile godere dalla collina Miharashi No Oka, da cui guarda caso - si vede anche l’Oceano Pacifico. Più blu di così non si può. Nella moda e nel design quella per il colore blu rappresenta quasi sempre la scelta della sicurezza, della calma e della professionalità, ma ciò non significa che il blu non esprima anche personalità e carattere. Design e progettazione di interni si orientano su questa variante cromatica per esprimere freschezza ed energia nelle sue tonalità più chiare e forza ed affidabilità in quelle più scure. Nel dettaglio i tessili color del cielo, lisci o tramati, naturali o tecnologici, sono molto versatili e si sposano bene con altri materiali come legno, metallo e plastiche varie per un risultato di pulizia formale e armonia estetica. Nelle diverse sfumature questo colore stimola positivamente la nostra percezione visiva e ci trasmette relax e benessere: ottimi quindi i blu applicati su divani, poltrone, sedute, letti e dormeuse. Le superfici tessili in questa tinta condizioneranno la nostra interazione con gli oggetti e con gli spazi, domestici suscitando una sensazione “buona” e rigenerante.
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Divano a 2 posti Lem by Miniforms
Oltre il design
Nietzsche diceva: ”Quando guardi a lungo nell’abisso l’abisso ti guarda dentro”. Vi siete mai chiesti cosa intendesse dire? Potremmo pensare che il concetto di abisso esprima simbolicamente un desiderio ed una paura: la profondità dell’abisso ci spaventa, ma ci attrae e talvolta non ci tratteniamo dal provare ad esplorarlo. Il punto più profondo del mare, la Fossa delle Marianne, rappresenta in natura questo fenomeno, quel punto in cui il mare è talmente profondo che nemmeno la luce riesce a penetrarlo del tutto. Questa palette cromatica è caratterizzata dalla pienezza e dall’intensità dei toni: tinte magnetiche che sulle superfici tessili riempiono lo sguardo tanto da sentirne la materia anche senza toccarle. Il color abisso si accompagna dunque con un design deciso, con uno stile dalla forte personalità e con le contaminazioni. Morbidi velluti, trame di ispirazione geometrica o texture classiche: sia le tinte unite che gli abbinamenti a contrasto con questo colore risultano avvolgenti, intensi, mai scontati. E quando la saturazione è massima e l’abisso sembra quasi nero, essi sprigionano comunque una luminosità tale da renderli i migliori compagni delle nostre giornate domestiche all’insegna del well being.
Pouf Hollywood large by Bonaldo
Poltrona Egg in tessuto Capture by Fritz Hansen
Tappeto rotondo Andria by Seletti
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Del puro come la neve ovvero l’eleganza immateriale Quando penso alla neve mi viene subito in mente il quadro di Claude Monet intitolato “La Gazza”. Di paesaggi innevati Monet ne dipinse oltre 140, ma questo è il più amato e conosciuto: anche in me suscita sempre una bella emozione. Mi evoca quella sensazione di ovattato che la neve porta sempre con sé e anche quella di un silenzio quasi surreale. Un dettaglio: il colore della neve in questo dipinto è incredibilmente perlaceo ed emana una luce avvolgente. Qui davvero, più che la neve, Monet ha dipinto l’impressione della neve ed il potere evocativo del quadro è forte più che mai. Questo per dire che dovremmo spingerci oltre l’ovvietà del considerare questo colore come appartenente al mood natalizio, o votato in eternis alla causa minimalista, per trovarci mille ispirazioni diverse che ce lo faranno amare in ogni momento dell’anno ed in ogni contesto abitativo. Diverso dal bianco puro, il color neve possiede infinite sfumature, dalle calde alle fredde, che si richiamano non solo alla natura ed alla purezza, ma anche ad uno stile contemporaneo. Nuances perfette per armonizzarsi con un design minimale come quello di alcuni pezzi che, sul tema, ci hanno ispirato di più. Essenziali, funzionali e raffinatissimi: non possiamo che descriverli con queste parole. Su forme così pure i tessuti parlano il linguaggio dello stile e della qualità. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, è curatissimo per il massimo del comfort e del pregio estetico. Obiettivo eleganza raggiunto!
Tappeto Migration: Gazza by Nodus
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Claude Monet, The Magpie, 1869
Poltroncina Lem by Miniforms
Oltre il design
Letto matrimoniale Shiko Magnum by Miniforms
Poltroncina Via57 in tessuto Capture by Fritz Hansen
Il ‘mauve’: perfetto per uno stile fresco e naturale Il malva è un colore dall’evidente richiamo naturalistico: prende il nome da quello dell’erba selvatica molto diffusa e ben conosciuta per le sue proprietà officinali. Le nuances di cui si tinge il fiore di malva quando in primavera sboccia sono incredibili, variando dalle tonalità lilla più chiare a quelle intense del talpa. E pensare che il color “mauve” fu quasi inventato per caso da William Henry Perkin. Il padre lo voleva architetto, ma lui si appassionò alla chimica e fu così che nel 1856 sintetizzò in modo quasi casuale questo colore e gli dette il nome di quel fiore il cui colore imitava. La tonalità della “mauveina” ebbe subito un grandissimo successo ed entrò a far parte della “palette” di tendenza per i tessuti e per la moda del tempo. Il color malva ci affascina ancora per la forza e la delicatezza che si sprigionano dalle sue molteplici gradazioni cromatiche
ed anche per l’eleganza e la versatilità che esprime, rendendolo un colore amato da architetti ed interior designer di tutto il mondo. In particolar modo sui tessuti da arredo la palette dei “mauve” rende al meglio: divani dal design più azzardato, poltrone o pouf dal gusto più decorativo, letti tessili, cuscini e tappeti… non esistono limiti alla creatività che porta a sviluppare arredi, rivestendoli con le delicate texture o con la sinuosità delle trame che hanno come protagonista questa tinta. Ecco qualche esempio: oggetti che ci piacciono per la materica eleganza dei tessuti e per il design pulito ed essenziale. Trame e colori che possono ben inserirsi in ogni ambiente della casa, ma che trovano nella ricca scala cromatica del malva un passepartout per una eleganza discreta, estranea alle mode passeggere.
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Casa in trasparenza a cura di Giulia Tomba
Leggiadra poetica della luce. Vetro, policarbonato, acrilico o plexiglas. I complementi d’arredo realizzati con materiali trasparenti donano un tocco di ricercata eleganza ad ogni scelta di arredo per i tuoi interni. Come un rito di rinascita, le loro superfici sono la celebrazione della luce. Vi si lasciano attraversare con leggerezza, amplificando gli spazi. Incantano con suggestivi giochi di riflessi e con il loro fascino intangibile e senza tempo. Arredare con le trasparenze permette di
creare accostamenti di grande effetto: dettaglio pieno di grazia negli ambienti più classici, stravaganza sofisticata se coordinato ad un design ultramoderno. Un contrasto pieno di carattere nasce anche dal loro abbinamento con i diversi materiali, come il legno, il marmo o l’acciaio. A fare da trait d’union è sempre la loro lievità, che non è debolezza di significato ma, al contrario, quella soave complessità che può nascere solo dalla sottrazione.
Lampada da tavolo Bon Jour DI FLOS
Un nuovo archetipo di lampada creato da Philippe Starck: il suo corpo etereo è quasi immaterico e può essere personalizzato con il cappello e la corona paralume preferiti. Una collezione di luci coordinate, dove il designer ha voluto coniugare la dematerializzazione high-tech con la libertà di espressione della creatività personale.
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Casa in trasparenza
Sedia Glenda DI SCAB DESIGN
Libreria Sound-Rack DI KARTELL
Una libreria che nasce dalla combinazione di diversi moduli impilabili e componibili e offre la possibilità di creare differenti soluzioni geometriche e cromatiche.
Realizzate in policarbonato trasparente, le sedie Glenda rinnovano sia gli arredi più classici che quelli più moderni grazie alle linee eleganti e a un design ricercato. Seduta extra-confortevole e volumi leggeri, che rendono più ariosi anche gli spazi più piccoli.
Sgabello Sparkle DI KARTELL
Tavolino Ding
Pentola in vetro borosilicato
DI NORMANN COPENHAGEN
DI KNINDUSTRIE
Ispirato al celebre rompicapo tridimensionale in legno, la sua base è un nodo scultoreo all’apparenza inestricabile messo in risalto da esclusivo ripiano in vetro.
La pentola in vetro borosilicato trasparente a grande spessore diventa quasi invisibile e rende grandi protagonisti gli ingredienti al suo interno. La danza della bollitura.
Lo sgabello Sparkle è la nuova creazione del designer giapponese Tokujin Yoshioka. Oltre ad essere una seduta può essere utilizzato anche come side table. La sua trasparenza, unita alla particolare plissettatura del materiale sia nella superficie interna che esterna, rinfrange la luce e lo fa risplendere come un diamante.
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ENERGIA MAI PERDUTA
Il pubblico è digitale, ma la voglia è quella di sentire e farsi sentire.
a cura di Alessandra Luporini
Una Promenade in stanze geometriche colorate. (Prada)
La Moda è un forte canale di espressione… arte, design e prêt-à-porter sono un unico portale attraverso il quale si comunica un concetto sociale e filosofico. La Milano Fashion Week inizia con Prada e Raf Simons che insieme danno vita ad un’esplosione di colori audaci ispirandosi all’idea di cambiamento e trasformazione; una
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fusione di temi disparati e volumi androgeni rispecchiano il tema dell’umanità in cui uomini e donne tengono dentro di sé il maschile e il femminile. Il set della sfilata darà nuova vita ad installazioni speciali e i materiali impiegati riciclati per creare prodotti e pop-up in tutto il mondo.
Moda
“Notturno”: così Giorgio Armani con una collezione gentile e raffinata ci invita a guardare la luce dopo il buio.
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RITORNO ALLA NATURA Mentre Luisa Beccaria presenta un romantico cortometraggio in mezzo a campi e petali di buganvillea che intitola “Abbraccio” come desiderio di tenerezza, accoglienza e amore, Elisabetta Franchi, come anche Longchamp, sfilano in scenografie equestri rappresentando un’amazzone aristocratica e scegliendo il cavallo come espressione di dinamismo e eleganza.
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“La domanda è come un coltello che squarcia la tela di un fondale dipinto per permetterci di dare un’occhiata a ciò che si nasconde dietro” Milan Kundera
VALENTINO SCEGLIE IL BIANCO E NERO Definendo il suo “atto di moda” un’estetica alla Lucio Fontana che tagliava per creare spazi e dimensioni nuove.
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Nella cameretta delle meraviglie a cura di Giorgia Messa
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“Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa!”. Alice del Paese delle Meraviglie
È bene tenere a mente questa frase tratta da Alice del Paese delle Meraviglie quando andate ad arredare la cameretta dei vostri bimbi. Non è, infatti, una stanza come tutte le altre; è molto di più. È un microcosmo a sé stante, regolato da leggi proprie. Prima fra tutte, regola aurea: spazio alla fantasia! La cameretta non deve essere soltanto un luogo dove andare a dormire o a studiare, ma un luogo magico, dove poter giocare, sognare, vivere mille avventure… “È impossibile”, disse Alice. “Solo se credi che lo sia”, rispose il Cappellaio Matto. Dimenticatevi, allora, l’ordinario e lasciatevi guidare dallo straordinario, dal bizzarro, dall’assurdo; arredare la stanza dei vostri bimbi sarà per voi un viaggio divertente e vi farà evadere per un po’ dalla realtà. Unica avvertenza: sbizzarritevi sì, ma con stile! Il rischio di lasciarsi prendere la mano è dietro l’angolo; dal Paese delle Meraviglie al Paese delle Accozzaglie il passo è breve. Per scongiurare questo rischio, basterà affidarsi a brand che coniughino originalità, creatività, qualità e classe! Di seguito, qualche consiglio che potrà esservi utile.
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Ceci n’est pas une “lampe” Avete presente il quadro di Magritte dal titolo “Il tradimento delle immagini”? Sotto la scrupolosa raffigurazione di una pipa campeggia la scritta in francese: “Questa qui non è una pipa”. Al di là del suo significato specifico, l’opera ben si presta a spiegare il ruolo chiave che l’immaginazione gioca soprattutto quando si è piccoli: mostrare la realtà non per ciò che è ma per ciò che vorremmo che fosse. È esattamente questo che fanno i bambini: prendono un oggetto e ne fanno ciò che desiderano. Un pupazzo diventa un amico, un bastoncino di legno diventa una spada o una bacchetta magica, una calcolatrice diventa un cellulare. E allora perché non stimolare la loro fantasia con delle lampade-non lampade? Vi segnaliamo la lampada da tavolo Rabbit piccola – plug EU 1 , nata dalla mente del designer Stefano Giovannoni per Queeboo, un brand italiano di ultima generazione. Il
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design minimal e total white rende il prodotto elegante pur nella sua forma creativa e divertente. D’altronde, nella Cameretta delle Meraviglie, non può mancare il Bianconiglio tanto caro ad Alice! Invece, per i fan della Regina di Cuori nata dalla penna di Lewis Carroll e per gli inguaribili romantici, vi consigliamo la lampada da parete Cuore Softlight di BuoKids. 2 Oltre alla cura del dettaglio, è da plaudere la realizzazione eco-friendly. Il paralume a forma di cuore è fatto di un tessuto ricavato da bottiglie di plastica riciclata. Si tratta di un materiale ignifugo, cucito a mano e realizzato in differenti tonalità di colore: giallo, grigio, azzurro e rosa. Insomma, anche una lampada può trasformarsi da semplice componente d’arredo in un divertente elemento del favoloso mondo dei vostri bambini.
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Una stanza, infiniti mondi Dicevamo che i bambini vedono la realtà non per ciò che è ma per ciò che vorrebbero che fosse. E sanno fare anche di meglio. Vedere se stessi non per ciò che sono ma per ciò che vorrebbero essere: principi e principesse, supereroi e supereroine, astronauti, medici, chef. Vivono tante vite e creano infiniti mondi. In passato, ci si doveva accontentare di lenzuola e cuscini per realizzare una tenda degli indiani o per creare un nascondiglio segreto, che poi di segreto non aveva nulla… E per preparare la merenda agli amici pupazzi si andava a rubare qualche stoviglia dalla cucina di mamma, con il rischio di fare danni. Oggi, possiamo ricorrere a soluzioni di design studiate apposta per far divertire i nostri bambini, stimolando la loro fantasia e allo stesso tempo arredando con stile la loro cameretta. Si può partire dalla cucina per arrivare a un’intera “casa nella casa” (effetto matrioska). The Kitchen 3 è la cucina in legno di betulla di alta qualità, firmata Flexa. Completa di piano-cottura, forno, lavandino e una dispensa con tenda, con un design pulito ed elegante, è perfetta per i nostri piccoli cuochi. Villa Julia 4 è una vera e propria villa in cartone resistente, ideata dall’artista e designer spagnolo di fama internazionale Javier Mariscal in esclusiva per il marchio Magis e la sua collezione Me Too. Comprensiva di finestre, tetto con caminetto e di un giardino fiorito all’esterno, è il luogo ideale dove i nostri piccoli potranno sentirsi dei veri padroni di casa e vivere mille avventure. Sempre per il marchio Magis, Oiva Toikka 5 , artista del vetro finlandese conosciuto a livello mondiale, ha ideato Downtown: una libreria in polietilene con una forma originale che richiama quella di un grattacielo americano. Sarà divertente cercare un libro e respirare per un attimo le atmosfere di Manhattan. Perché, dunque, limitarsi a letto e scrivania, quando si possono avere infiniti mondi in una sola stanza?
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C’è bisogno di spazio! È chiaro che per rendere possibile tutto ciò c’è bisogno di spazio! E allora dobbiamo adottare delle soluzioni di arredo agili e furbe! Il letto a castello Homage con scrittoio di Lagrama vi consentirà di occupare un solo lato della cameretta, con un comodo e divertente letto a soppalco che ospita nella parte sottostante un ampio scrittoio a L. L’appendiabiti della collezione Seaside di Oliver Furniture 6 è un’alternativa semplice e svelta alle più ingombranti cassettiere. Si può spostare con facilità in qualunque parte della stanza o della casa, tenendo a vista gli adorabili vestitini dei vostri bimbi o delle loro
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bambole. Il Mobile contenitore 3 Elementi Componibile metallizzato – Cromo, targato Kartell 7 (marchio simbolo del made in Italy in tutto il mondo) comprende 3 elementi, ciascuno dotato di un comodo cassetto, facilmente incastonabili l’uno con l’altro, in una struttura unica, totalmente priva di spigolosità; design moderno e accattivante. Soluzioni di questo tipo consentiranno ai vostri bambini di muoversi liberamente nella loro cameretta e avere più spazio a disposizione per giochi e avventure!
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Il riposo del guerriero Certo, tutte queste avventure stancano! E non c’è niente di più bello che accoccolarsi nel proprio lettino, chiudere gli occhi e dormire come solo i bambini sanno fare: profondamente e senza pensieri. Per l’occasione vi segnaliamo due prodotti innovativi, poliedrici, dal design semplice, bianco, perfetti per camerette di ogni genere e di ogni colore. Culla - Letto Mini (0-9 anni) di Oliver Furniture 8 , progettata per accompagnare i più piccolini durante le notti, dalla nascita fino a poco prima dell’adolescenza e realizzata con legno di quercia nel rispetto di tutte le normative vigenti in tema di sostenibilità. La possibilità di allungare la culla fino a trasformarla in lettino permette ai bimbi di
riconoscere sempre il proprio letto, avendo la certezza di non cambiarlo mai durante le più importanti fasi di crescita. Il lettino Swing 9 con sistema Relax, disegnato da Vicent Peris per Micuna, è un lettino dotato di un sistema di oscillazione con blocco e di Relax System, ossia un sistema per culle che consente alla rete del letto di essere inclinata in due posizioni. È, inoltre, trasformabile in un letto singolo di dimensioni 140x70 cm. Carroll aveva messo di tutto nel suo Paese delle Meraviglie ma non ci aveva messo un letto. Forse perché, se l’avesse fatto, Alice non si sarebbe mai stancata e le sue avventure sarebbero continuate all’infinito!
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Padova
Riccione
Next step Riccione LoveTheSign sta per arrivare a Riccione. Il nostro e-commerce sta acquisendo una forza fisica vera e propria. La nascita del primo Concept Store in Piazza della Frutta a Padova, a Dicembre 2020, ci ha rivelato quanto reale e virtuale possano contaminarsi con reciproca soddisfazione. Questa esperienza rende il momento della valutazione e della scelta degli oggetti e degli arredi di casa propria il più agevole e completo possibile. Il negozio diventa un
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prolungamento dello studio di progettazione ed è molto apprezzato da arredatori e architetti, perché qui è possibile innescare quel coinvolgimento personale che non accade lontano dai prodotti veri e propri. Padova è stato il primo, Riccione sarà il secondogenito entro la prima metà di Aprile 2021. E la famiglia ha tutte le intenzioni di allargarsi. Stay tuned…
LoveTheSign
In negozio il contatto diretto con i prodotti attiva i 5 sensi e fa respirare lo stile mentre la presenza del supporto omnichannel “i-Wall” consente di accedere a un assortimento vastissimo per progettare e completare gli acquisti direttamente in negozio, con l’aiuto di personale esperto.
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Contributors
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Giorgia Messa
Giulia Tomba
Emanuela Perozzi
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Nata a Bari nel 1992, mostra sin da piccola una particolare inclinazione alla scrittura. Già dalle elementari, scriveva di tutto, in prosa e in rima. Nonni e genitori inorgogliti la costringevano a dispensare acrostici a chiunque mettesse piede in casa, amici, parenti ed emeriti sconosciuti, perché, dicevano i suoi: “Giorgia riesce a delineare il carattere delle persone partendo dal nome”. Per non deluderli, lei non ha mai confessato che, in realtà, sceglieva aggettivi a caso. Convinta dalla famiglia che “con la cultura non si mangia”, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza e si laurea con 110 e lode e tesi in procedura penale. Portato a casa il risultato, decide di mollare tutto e seguire i suoi sogni a costo di restare a digiuno. Oggi, è felicemente responsabile della comunicazione per Il Libro Possibile, scrittrice e ghost writer.
Giulia è una ribelle amante dell’ordine. Friulana ma di radici veneziane, da bambina sogna di fare la scrittrice o la chiaroveggente. Da adulta si laurea in lettere e diventa una pubblicitaria. Sulla seconda opzione ci sta ancora lavorando. Ama l’oceano, le sarde in saor, gli acrobati cinesi e le persone con senso dell’umorismo.
Nasce al Policlinico Gemelli in Roma la notte di San Lorenzo mentre sua madre, scorgendo una stella cadente, esprime il desiderio di una femminuccia. Salvo poi diventare una sorta di maschiaccio, tra la passione per il calcio ereditata dal papà e un cugino-fratello come migliore amico. Crescendo sviluppa una personalità anticonformista e un tantino ribelle, ma ciò non le impedisce, qualche anno più tardi, di inorgoglire i suoi genitori laureandosi con lode in lettere. Ha iniziato a scrivere da piccola e non si è più fermata. Divoratrice di libri, ama la letteratura, il cinema d’autore e le case di design. Non si è ancora stancata di ascoltare la sua vocina interiore e di inseguire sogni. E visto che ci sta, esprime desideri facendo finta che sia la notte di San Lorenzo.
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Contributors
Maria Chiara Bocciolini
Lara Vidotto
Alessandra Luporini
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ART DIRECTOR
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Fiorentina, si laurea in Filosofia Teoretica a metà anni ’90. Subito dopo si accosta alla professione delle PR e dell’Ufficio Stampa, passando prima dal mondo fashion e poi a quello del design e dell’architettura. Qui affianca nel loro percorso di comunicazione alcune realtà d’impresa note a livello internazionale. Si definisce una inguaribile “raccontastorie”per la curiosità e la passione con cui ama narrare di oggetti, progetti e di personaggi. Trova nella scrittura la sua “cura” all’ansia che pervade i nostri tempi. Mamma di Bianca. Ama il cinema, l’arte e i cani, meglio se boxer.
Nasce distratta e cresce raccogliendo idee che spuntano come funghi dopo la pioggia nella magica foresta di neuroni che è la testa di ognuno, la mia e l’altrui. Sguardo all’orizzonte, antenne sintonizzate sul design, annusa ciò che verrà. Ama il potere salvifico della letteratura che ci contiene tutti, ama il suono della banda che sta per svoltare nel vicolo, gli alberi, i cani, le cose piccole come i carillon e gli esseri umani.
Alessandra Luporini classe 1982, laureata al POLIMODA a Firenze, metà toscana e metà milanese, cresce nella storica azienda di abbigliamento di famiglia tra abiti di alta moda e ambienti del fashion System tra Milano e Parigi. Da sempre interessante alla moda, all’artigianalità e all’arte, si definisce creativa e spirituale in continua evoluzione.
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