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Report esperienza Odoardina YAP

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Giulia Marchetti 1


Ai ragazzi di Odoardina, alle diversitĂ che rendono unici

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PREMESSA Alla fine di ogni workcamp, è prevista la stesura di un report. Questo è utile per una serie di motivi: tanto per cominciare può essere utilizzato dai camp leaders successivi per farsi un’idea di cosa li aspetta, cosa significhi far parte di un workcamp e coordinarlo. È uno strumento utile per capire quali sono le caratteristiche di Odoardina e quali le attività che vengono svolte, ma anche per capire come i volontari possono contribuire al loro svolgimento. Può essere d’aiuto agli operatori ed educatori per avere un parere esterno, ottenere delle opinioni da chi ha trascorso un periodo più o meno breve insieme a loro. E’ importante dare un parere su cosa si pensa sia andato bene e cosa invece debba essere migliorato; esternare le proprie emozioni riguardo a cosa ha significato far parte di questo progetto, condividere le proprie esperienze vissute in queste settimane. Trovarsi a scrivere questo report porta inevitabilmente il camp leader a ripensare al campo passo per passo, rivivendo le forti emozioni che sono state provate durante questo percorso; a riflettere sui comportamenti assunti, cercando di imparare dai propri errori e gioendo dei propri successi. Ci si augura che ciò che verrà riportato in queste pagine possa essere d’aiuto ai futuri volontari, in modo che questi possano imparare dalle precedenti esperienze; si spera che queste pagine invoglieranno futuri altri volontari a prendere parte a questa iniziativa; si auspica che queste parole confermino quanto sia importante e formativo poter far parte di un workcamp.

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INTRODUZIONE Odoardina è il nome della struttura che ospita una delle sette sedi della cooperativa sociale “Lo Stradello”. Si trova in Villa Sesso, in provincia di Reggio Emilia ed è situata in piena campagna, immersa nel verde, tra gli alberi da frutto, la piccola vigna sul retro e il mini orto di cui si avvale la cooperativa. È un centro diurno per adulti di età compresa tra i diciotto e i sessantaquattro anni che presentano diverse disabilità fisiche, comportamentali o mentali di entità medio-grave: tra gli utenti ci sono, ad esempio, casi di trisomia 21, persone con ritardi di diversa entità, ragazzi sulla sedia a rotelle per patologie diverse. Attualmente il membro più giovane ha ventidue anni, mentre il più anziano cinquantacinque. Gli ospiti della struttura sono in tutto ventisette, ma la capienza massima è stabilita a ventuno utenti al giorno, infatti non tutti si ritrovano qui contemporaneamente: alcuni a giorni alterni, altri si presentano con orari personalizzati. Gli operatori sono in tutto nove e sono educatori, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali. Il centro è attivo dalle 8:00 alle 16:30, dal lunedì al venerdì, eccezion fatta per il martedì, in cui le attività per gli utenti si concludono alle 14:00. Tra gli obiettivi della cooperativa c’è quello di offrire, a coloro che ne usufruiscono, l’opportunità di relazionarsi e socializzare con altri adulti; la possibilità di svolgere delle attività che rispecchiano le capacità e le volontà degli utenti, rispettando le caratteristiche fisiche di ognuno e andando incontro ai loro bisogni individuali. Altra funzione di questa cooperativa sociale è quella di promuovere un tipo di vita autonomo, ovvero, ognuno degli ospiti di Odoardina svolge attività secondo le proprie caratteristiche, con l’obiettivo di sviluppare le loro potenzialità e rafforzare le loro abilità: tutte le attività vengono sviluppate, create e svolte per venire incontro alle esigenze di ogni singolo utente. Ogni anno gli operatori elaborano un progetto educativo personalizzato per ogni ospite, in modo tale da facilitare l’acquisizione di autonomie personali o da rafforzarle; vengono ideati progetti che favoriscono lo sviluppo delle capacità espressive e/o motorie di ognuno. Il workcamp 2017 di Odoaardina, ha coinvolto tre volontari dello YAP (Youth Action for Peace), due internazionali e una italiana e si è svolto dal quattro al ventuno luglio 2017. I volontari internazionali sono Aleksandra, detta Sasha, e Stephan, chiamato da tutti Stefano, mentre la camp leader Giulia è italiana. Sasha è una ragazza russa e viene dalla città di Vologda. Ha vent’anni, studia pianoforte al conservatorio e filologia russa all’università di Petrozavodsk. Stephan invece è ucraino e viene dalla città di Lviv (Leopoli). Ha diciannove anni, ha da poco iniziato l’università di Lviv e studia contabilità nel dipartimento di economia. Giulia viene da Roma, ha ventisette anni e ha concluso da poco il suo percorso universitario con un master in inglese in sviluppo umano e sicurezza alimentare, presso il dipartimento di economia di Roma Tre.

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IL WORKCAMP DI ODOARDINA Lo spirito di un campo di lavoro (workcamp) è quello di contribuire allo svolgimento di progetti che favoriscono lo sviluppo di una comunità basata sui principi di solidarietà, uguaglianza e inclusione sociale. Lo YAP promuove la partecipazione di volontari internazionali in progetti che si pongono, tra i principali obiettivi, l’inclusione sociale, la lotta alle discriminazioni di genere e la collaborazione tra le persone, indipendentemente dalla loro provenienza, nazionalità, cultura, religione, genere o disabilità.

Il ruolo del camp leader e degli altri volontari Il camp leader, così come gli altri ragazzi selezionati da YAP, è un volontario a tutti gli effetti: secondo il parere dell’autrice, ciò significa che partecipare attivamente ad un campo di lavoro è una scelta personale, dettata da motivazioni profonde, da ideali in cui si crede, e nel momento in cui si è selezionati per un determinato incarico ci si deve aspettare di svolgere qualsiasi attività che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi che si prefissa il progetto di cui si è scelto di far parte. Ciò che distingue il camp leader dagli altri volontari è l’esperienza: per ricoprire questo incarico è necessario aver avuto precedenti esperienze di volontariato e preferibilmente aver svolto delle funzioni, anche di breve durata, che riguardino la gestione del personale. Altra caratteristica fondamentale è saper parlare una lingua che permetta di comunicare con i volontari internazionali e di mettere in comunicazione loro con la comunità locale ospitante. Il ruolo del camp leader, include altre due mansioni: gestire le dinamiche del gruppo e fare da mediatore tra i volontari internazionali e i componenti della struttura in cui si lavora. Principalmente, il camp leader ha il compito di coordinare il lavoro tra i volontari che fanno parte del progetto, organizzando i turni per le pulizie, cercando di limitare eventuali conflitti che possono nascere dal vivere insieme. Fa da mediatore tra i volontari, gli operatori e gli utenti del centro, questo significa anche che sta a lei/lui farsi portavoce degli interessi e delle proposte degli altri volontari. Il camp leader deve anche aspettarsi di fare da interprete tra i ragazzi di Odoardina e i volontari e tra questi ultimi e gli operatori. In ultimo, è il responsabile della struttura: a lui/lei sono affidate le chiavi di Odoardina e sarà sua premura assicurarsi che tutte le porte vengano chiuse alla fine di tutte le attività lavorative. Tutti i volontari sono chiamati ad apportare un valore aggiunto al lavoro svolto dai professionisti, supportando le attività che vengono programmate settimanalmente. Ai volontari è richiesto di essere operativi a partire dalle 9:00, anche se i primi utenti arrivano verso le 8:00. La giornata di lavoro termina alle 16:30, ma può capitare che vengano affidati dei compiti che portano i volontari a lavorare un pochino di più rispetto agli orari di chiusura delle attività (per esempio: innaffiare le piante, togliere le erbacce dal giardino, stendere i panni, ecc). Doti ideali del volontario che sceglie di prestare servizio in un workcamp:     

spirito di adattamento; flessibilità; collaborazione; apertura al dialogo; proattività;  creatività;  pazienza.

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Prima della partenza -

Una volta che il camp leader è stato selezionato, si consiglia di inviare un’e-mail ai futuri volontari, in modo tale da farsi conoscere. È preferibile chiedere tutti i dettagli sull’arrivo dei volontari, così da poter avvisare quanto prima la cooperativa, facilitando le operazioni di spostamento. Si consiglia di chiedere da subito dei recapiti telefonici da utilizzare in caso di necessità. È bene iniziare il campo con la consapevolezza di quale sia il proprio ruolo. Tutto il materiale fornito in anticipo da YAP (come l’infosheet o la guida del camp leader) sono essenziali per avere delle informazioni di base. È utile anche cercare altre informazioni sul sito dello YAP (www.yap.it).

Il primo giorno -

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Alla fine della prima giornata di lavoro è stata organizzata una tavola rotonda in cu si è cercato di dare libero sfogo alle idee di ogni volontario: attività da fare, proposte, giochi, organizzazione dei turni. Le proposte di attività che sono piaciute a tutti, sono state successivamente proposte al coordinatore della struttura e poi inserite nella programmazione settimanale. Si è anche discusso di come le nostre caratteristiche e abilità possano essere messe a disposizione del progetto. Nel caso dei volontari dello YAP di quest’anno per esempio, Sasha è una pianista, Giulia canta e suona il flauto dolce mentre a Stephan piace cucinare. Tutti e tre hanno avuto esperienze di volontariato con i bambini.

Informazioni generali sul workcamp in Odoardina Vitto e alloggio I volontari dormono e lavorano nella stessa struttura: due aree sono dedicate alle attività del centro, mentre un’altra è riservata ai volontari ed è munita di tre camere con letti singoli (due da due e una da uno) e due bagni con docce. Le lenzuola sono fornite dalla cooperativa mentre i volontari dovranno utilizzare i propri asciugamani. Viene messa a disposizione anche la lavatrice della struttura, che deve essere utilizzata dai volontari al di fuori dell’orario di lavoro. Per la colazione e la cena i volontari devono organizzarsi per loro conto, mentre il pranzo viene ordinato dall’operatore che apre la struttura al mattino. La sera dopo la fine dell’orario di lavoro e durante i fine settimana, i volontari rimangono da soli nella struttura e devono organizzarsi autonomamente per i pasti. La cooperativa mette a disposizione una delle sue cucine con un frigorifero. Una volta utilizzato il necessario per cucinare e rifocillarsi, è bene lavare tutto con cura e rimettere a posto. La cooperativa inoltre, mette a disposizione di ogni volontario un budget di 2,50 euro al giorno da utilizzare esclusivamente per spese alimentari (gli alcolici sono esclusi). Per usufruire del budget finanziario è necessario andare a fare la spesa quando è prevista l’attività di spesa (di solito due volte a settimana), poiché non è possibile avere il denaro in contanti. 6


Internet La struttura non dispone del wifi e non c’è nessun luogo nelle vicinanze in cui è possibile avere una connessione gratuita. La cooperativa mette a disposizione uno dei suoi computer con la connessione a internet. Questo può essere utilizzato per motivi personali, esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro. È bene organizzare dei turni o mettersi d’accordo con gli altri volontari per il suo utilizzo. Posizione e spostamenti Odoardina è situata in piena campagna, il centro di Villa Sesso si trova a circa venti minuti a piedi. A circa dieci minuti a piedi invece, c’è una piccola parrocchia e di fronte a questa la fermata dell’autobus che vi porta a Reggio Emilia in più o meno un quarto d’ora. La cooperativa mette anche a disposizione dei volontari delle biciclette che possono essere utilizzate per gli spostamenti al di fuori dell’orario di lavoro e durante i fine settimana. Sempre a circa venti minuti a piedi, c’è un piccolo centro commerciale in cui potete trovare un bar tabacchi, una profumeria, una farmacia, un centro estetico, una panetteria, un negozio di oggettistica per la casa e un alimentari.

Le attività del centro Gestione casa Questa attività include tutte le mansioni volte a mantenere un adeguato ambiente di vita quotidiano. Le attività svolte includono: apparecchiare per il pranzo; lavare e asciugare le stoviglie; pulire gli spazi comuni come la sala da pranzo e i bagni; fare la lavatrice e stendere la biancheria. Una delle ultime attività introdotte in “Gestione casa” riguarda la creazione del menù: molti ragazzi di Odoardina chiedono in anticipo cosa ci sarà per pranzo e per evitare di rispondere più volte nell’arco della giornata a questo quesito, a turno i ragazzi inseriscono in una bacheca le foto degli alimenti tra i quali potranno scegliere durante il pasto. L’attività di Gestione casa viene praticata anche nel pomeriggio e il gruppo scelto, oltre alle attività menzionate, è incaricato di preparare la merenda delle 15:30 e di sistemare vassoi, bicchieri e cucchiai per la colazione del mattino successivo.

La creazione del menù

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Si apparecchia!

Si carica la lavastoviglie

Si asciugano posate, tazzine, bicchieri e vassoi‌.

‌ E si mettono a posto! 8


È tempo di fare la lavatrice Laboratorio creativo Il laboratorio creativo prevede diverse attività che permettono ai ragazzi di esprimersi attraverso il disegno, i colori, dando spazio alla loro creatività e sviluppando la loro manualità. In accordo con alcune aziende, i cartoncini, la carta, gli scatoloni che altrimenti rimarrebbero inutilizzati, vengono donati alla cooperativa per dar loro un’altra vita. Vengono ad esempio create delle cornicette con il cartone, all’interno delle quali è possibile scrivere dei messaggi, o mettere delle foto. Per un fioraio locale, vengono realizzati dei bigliettini che vengono poi utilizzati per accompagnare dei fiori. Questi bigliettini vengono realizzati anche grazie all’attività di lavorazione della carta riciclata: la carta utilizzata viene donata da un’azienda che prepara cartamodelli per vestiti. Dalla lavorazione di questa, vengono inoltre realizzati degli inviti per eventi di qualsiasi tipo.

La lavorazione della carta riciclata

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Le cornicette Laboratorio di cucina Almeno una volta a settimana viene programmata un’attività di cucina, in cui un gruppo di ragazzi aiuta gli operatori a realizzare dei piatti che alla fine della preparazione verranno degustati da tutti quelli che hanno preso parte all’attività, oppure, come nel caso della macedonia, si porterà a tavola e verrà offerta a fine pasto a tutti i commensali. Nel nostro periodo di permanenza sono state preparate la macedonia, la mousse di cioccolata e le bruschette al forno con il pan carré. Inoltre, Stephan ha voluto proporre una zuppa di barbabietole tipica ucraina, la zuppa Borsch.

Preparando la Borsch

Assaggiamo le bruschette!

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Attività motoria Ogni quindici giorni, un gruppo di ragazzi svolge degli esercizi fisici con l’aiuto di una fisioterapista. Attività espressive Una serie di attività vengono create e svolte per aiutare gli utenti ad esprimere con più facilità le loro emozioni. Possono servire anche per venire a conoscenza di dinamiche che potrebbero compromettere l’armonia del gruppo. Nella maggior parte dei casi, sono attività non aperte alla partecipazione dei volontari, quindi eseguite esclusivamente tra operatori e utenti. Tra queste c’è il movimento espressivo, una sorta di movimento libero svolto con la musica, che include una serie di movimenti lenti e spontanei tra due persone e presuppone molto contatto visivo tra coloro che “danzano” insieme. Si lavora anche sulla respirazione ed è un’attività che serve per rilassarsi, scaricare le tensioni, ma anche per facilitare la comunicazione tra le persone e favorire la fiducia reciproca. Poi c’è l’attività di emozioni, che prevede un dialogo diretto tra operatore e utente. Altra attività che prevede un confronto diretto è quella di comunicazione facilitata, in cui gli utenti che hanno difficoltà a esprimersi a parole vengono seguiti singolarmente. In particolare, nel gruppo ci sono due utenti che parlano attraverso una tastiera, scrivendo lettera per lettera ciò che vogliono dire e grazie a questa iniziativa è più facile comunicare con gli operatori. Infine, c’è ascolto musica, che di solito si fa di pomeriggio tutti insieme. Questa attività ha coinvolto anche noi volontari. Durante ascolto musica è possibile cantare, ballare, utilizzare degli strumenti musicali. Si ascolta qualsiasi tipo di musica, soprattutto quella più ballabile.

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Salone di bellezza Questa attività permette di prendersi cura della propria persona: le donne possono passare lo smalto, spalmare creme o usare trucchi; gli uomini possono farsi la barba e tutti possono, ad esempio, tagliare le unghie o fare una bella pedicure! Gioco-imparo Una serie di giochi da tavolo vengono messi a disposizione degli utenti ed ognuno è libero di scegliere quello che più gli piace. Durante questa attività è anche possibile fare puzzle o disegnare.

Attività assistenziale Queste attività sono riservate ad operatori specializzati ed includono bidet, cambi, docce, lavaggio denti. Spesa Almeno un paio di volte a settimana è prevista un’uscita per fare la spesa: alcuni ragazzi accompagnano gli operatori e si recano al supermercato per acquistare ciò che si ritiene necessario per le attività del centro. Queste sono anche le occasioni per i volontari per andare a fare la spesa alimentare, qualora manchi qualcosa per la colazione o la cena. Uscite La programmazione settimanale prevede anche delle uscite: in biblioteca, dove si possono consultare dei libri e/o prenderne alcuni in prestito; pranzo alla mensa del CIR (Cooperativa Italiana di Ristorazione), dove i 12


ragazzi possono scegliere cosa mangiare e dopo pranzo si va a prendere il caffè al centro commerciale, così che i ragazzi possono distrarsi e fare qualcosa di diverso. Un’altra attività che permette di svagare completamente è la piscina: durante l’estate vengono organizzate delle gite in diversi parchi acquatici non lontani da Odoardina. Un’ultima attività fuori dal centro diurno è quella svolta al laboratorio Dejavù: i ragazzi vengono accompagnati in questo laboratorio dove vengono raccolti dei computer vecchi ma funzionanti e i ragazzi hanno il compito di pulirli accuratamente in modo tale da essere poi riutilizzati.

Giochi utilizzati e novità introdotte dai volontari dello YAP 2017 Mimo degli animali e dei mestieri A turno, ogni utente deve mimare un mestiere e tutti gli altri devono indovinare. In questo contesto non vige la regola in base alla quale chi indovina mima, piuttosto chi vuole mimare lo fa e si cerca ovviamente di dare spazio ad ognuno. Molti ragazzi hanno bisogno di un supporto e per svolgere questo gioco si uniscono ad un loro compagno o ad un operatore o un volontario. La stessa procedura vale per il mimo degli animali.

Balletti inventando dei passi Sasha è una pianista e avendo lavorato in passato con i bambini, conosce diverse canzoncine russe che sono state riproposte ai ragazzi, accompagnate da dei balletti. In questo caso i volontari svolgono anche la funzione di animatori. È divertente provare a coinvolgere anche gli operatori… Se ci riuscite, risate assicurate! Mini concerti Giulia e Sasha (flauto dolce e pianoforte) si sono improvvisate membri di un’orchestra e hanno riproposto qualche breve brano della musica classica, tra cui: “La Primavera” di Vivaldi; “Sinfonia n’40” di Mozart; “Water Music” di Handel; “Danza della fata confetto” di Cajkovskij; “Valzer” di Brahms. I ragazzi sono rimasti ad ascoltare, o hanno improvvisato dei balletti o hanno accompagnato con altri strumenti musicali messi a disposizione dalla cooperativa. 13


Limbo alternativo Questo gioco è stato proposto in mattinata, mentre si aspettava che arrivassero tutti gli utenti, e prima dell’inizio delle attività. Si prende un manico di scopa e, se non si ha la tipica musichetta a portata di mano, si canta tutti insieme in ritmo. I ragazzi sono liberi di passare sotto o sopra il bastone, a seconda delle loro possibilità e sarà premura dei volontari posizionarlo per facilitare i movimenti degli utenti. Parti del corpo mischiate Questo gioco si svolge in cerchio. Un volontario comincia a nominare ad alta voce una parte del corpo e contemporaneamente la tocca anche con le mani, poi un’altra, e così via. Ad un certo punto però, nomina una parte del corpo toccandosene un’altra e si deve fare attenzione a non sbagliare! Deve essere toccata solo la parte nominata. La canzone di Odoardina La coordinatrice YAP di quest’anno ha voluto proporre sia ai volontari che al coordinatore della struttura, una canzoncina, una sorta di inno di Odoardina. L’idea è piaciuta molto sia agli operatori che ai ragazzi. Per cercare di coinvolgere sia i volontari internazionali che gli utenti che hanno difficoltà ad esprimersi a parole, è stato deciso di inserire il ritornello in inglese e di cantarlo anche a gesti. Per coinvolgere maggiormente i ragazzi di Odoardina, si possono introdurre degli strumenti musicali per accompagnare la melodia. Bamboline Infine, come ricordo del campo di Odoardina 2017, Sasha ha proposto la creazione di bamboline fatte con materiale di scarto: il vestito, il volto e le braccia sono state ricavate da cartoncini messi a disposizione della cooperativa da alcune aziende; le treccine sono state fatte con degli scarti di un rocchetto di nastro per bomboniere, mentre il supporto è stato ricavato da piccoli legnetti di una vecchia staccionata.

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Una giornata tipo a Odoardina Verso le 8:00 arriva l’operatore incaricato di aprire la struttura e preparare la colazione per i ragazzi. Questi arrivano al centro a scaglioni, accompagnati dai propri genitori o utilizzando i mezzi del servizio pubblico. Il primo gruppo arriva per le 8:00 e solamente i primi arrivati fanno colazione nel centro. L’ultimo gruppo arriva verso le 9:00. Dopo aver fatto colazione, i ragazzi sparecchiano e ripongono tutte le stoviglie utilizzate nel lavandino. Mentre si aspettano gli altri compagni, ci si riunisce tutti insieme nell’androne e si socializza. Per le 9:30 Odoardina è al completo, gli operatori di turno sono arrivati, i ragazzi sono seduti in cerchio e si può passare con il vassoio delle bibite. Ruolo dei volontari: anche se i volontari sono chiamati ad essere operativi per le 9:00, essere pronti all’arrivo dei ragazzi significa accoglierli; aiutarli a sistemare i loro averi negli armadietti personali; aiutare gli operatori, nel caso avessero bisogno; invitare i ragazzi che possono farlo, a sistemare; aiutare a prendere le sedie e ordinarle in circolo in attesa della programmazione.

Più o meno verso le 09:30, si inizia con la programmazione, decisa dal coordinatore della struttura: i ragazzi vengono divisi in gruppi, ad ogni gruppo corrisponde un’attività diversa che viene svolta con un certo numero di operatori affiancati dai volontari. Le attività della mattina terminano intorno alle 11:30, dopo aver rimesso in ordine tutti gli strumenti che sono stati utilizzati. Se necessario, uno o più volontari vanno a prendere i pasti al CIR insieme ad un operatore e ad alcuni ragazzi. Si pranza per le 12:00. Quando non sono previste uscite per il pranzo, i ragazzi vengono divisi in due gruppi: un gruppo pranza al piano terra, nel cosiddetto “Spazio Odoardina”, mentre l’altro al primo piano, nello “Spazio Carro”. Ruolo dei volontari: i volontari sono chiamati a supportare le attività prescelte dagli operatori, lavorando insieme ai ragazzi, aiutandoli a svolgere le loro mansioni, qualora ci sia bisogno di aiuto. 15


Al termine delle attività, i volontari possono invitare i ragazzi che hanno lavorato con loro a lavarsi le mani per poi prendere posto a sedere a tavola. I volontari non possono aiutare con i pasti i ragazzi, poiché per questo tipo di lavoro è necessario l’operatore.

Verso le 14:00 si inizia con le attività del pomeriggio. Per quest’ora alcuni ragazzi saranno andati via, mentre altri saranno appena arrivati. Intorno alle 15:30 terminano anche le attività del pomeriggio e si fa merenda tutti insieme. I primi mezzi di trasporto pubblici che riportano i ragazzi a casa arrivano per le 16:00, gli ultimi per le 16:30. Ruolo dei volontari: supportare tutte le attività pomeridiane, al termine delle quali i volontari sono chiamati a mettere a posto tutto il materiale utilizzato; a pulire gli spazi comuni, nel caso non sia stato possibile nell’attività pomeridiana di gestione casa; a chiudere bene a chiave tutte le porte, quando anche gli operatori lasciano la struttura.

Dalle valutazioni dei volontari YAP 2017 è emerso che…  Il cibo italiano è il migliore del mondo! A Odoardina si mangiano sempre cose diverse e a pranzo si può scegliere tra diversi primi e secondi. Tenere qualche pasto rimasto per la cena significa far del bene al pianeta, non sprecare cibo e gustare cibi variati ed equilibrati. (Sasha, Stephan e Giulia)  Si preferirebbe avere la programmazione in anticipo, così che è possibile pensare in anticipo a come intrattenere i ragazzi di Odoardina nei “momenti di transizione”, come ad esempio la mattina quando si aspettano gli altri compagni per iniziare la programmazione o dopo il pranzo, prima dell’inizio delle attività pomeridiane. (Sasha e Stephan)  Sarebbe meglio controllare le biciclette prima di affidarle ai volontari, in modo da essere certi che siano integre e funzionanti. (Sasha, Stephan e Giulia)  L’ospitalità delle persone del luogo rende questa esperienza ancora più preziosa e unica e l’affetto che dimostrano i ragazzi ti riempie il cuore di gioia. (Sasha, Stephan e Giulia)  La sede principale della cooperativa, quella di Scandiano, ha un bellissimo maneggio e si è pensato che potrebbe essere divertente e istruttivo organizzare delle gite fuori porta anche lì. (Giulia)  Questa è stata un’esperienza magnifica e nonostante la breve durata, ti cambia la vita. Speriamo che, anche se per un breve lasso di tempo, abbia reso felici, almeno tanto quanto noi, le persone con cui abbiamo lavorato. (Sasha, Stephan e Giulia)  Questa esperienza ci ha aiutato ad aprirci più facilmente con gli altri e a essere più comunicativi. (Sasha e Stephan)  Mi sono reso conto che nella vita ci sono cose molto più importanti rispetto a quelle che credevo lo fossero prima di fare questa esperienza. (Stephan)

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CONCLUSIONI Lavorare nel workcamp di Odoardina richiede tanta motivazione, dedizione, pazienza e spirito di adattamento. A fine giornata si può essere stanchi, soprattutto fisicamente, ma ci si sente appagati, soddisfatti, orgogliosi. Decidere di fare volontariato è una scelta che fa stare bene, che riempie il cuore di gioia e di speranza, che rende felici, perché se fatto con amore rende felici le persone con le quali si lavora. È scontato dire che questa esperienza è emotivamente molto forte, probabilmente meno ovvio affermare che una delle motivazioni per cui si reputa questa indimenticabile, è l’entusiasmo che caratterizza tutti coloro che vivono Odoardina e lavorano nella struttura quotidianamente. I ragazzi svolgono sempre volentieri le attività che vengono loro proposte e frequentano il centro con piacere. Accolgono con grande entusiasmo e tanta curiosità i nuovi volontari che si presentano nella cooperativa. Tra gli operatori si respira aria di motivazione, passione, determinazione, disciplina e affetto. C’è profumo di collaborazione, impegno e dedizione. Nella cooperativa si è consapevoli del fatto che ci sia ancora molto da fare per coloro che sono diversamente abili, ma si crede nel cambiamento, nell’impegno che premia con il miglioramento e con grandi passi avanti e per questo motivo, si cerca sempre di utilizzare metodi educativi nuovi, che portano a risultati concreti. Altro elemento fondamentale è che tutti i ragazzi vengono trattati alla pari, non esiste compassione, piuttosto comprensione, consapevolezza e competenza. Odordina, per i ragazzi, è sì un posto dove passare il tempo, socializzare, sviluppare la propria creatività, facilitare l’acquisizione di autonomie personali, sviluppare le potenzialità e rafforzare le loro abilità, ma a Odoardina si cresce, è il luogo che riesce a tirar fuori il meglio di ognuno dei ragazzi che lo frequentano. Qui si impara a vivere insieme, ad essere solidali, a collaborare e in ultimo, ma non meno importante, Odoardina, con le sue iniziative, le attività, il metodo, rende i suoi ragazzi felici.

Consigli dalla coordinatrice YAP 2017 ai futuri volontari 1. Per svolgere la funzione di volontario al meglio, è necessario sentirsi a proprio agio: sentitevi liberi di fare le domande che ritenete necessarie per rapportarvi al meglio con gli utenti del centro. 2. Suggerite ai volontari internazionali di pensare, prima della partenza, a dei giochi, delle attività, dei cibi tradizionali, ecc, qualcosa di tipico dei loro paesi di provenienza che può essere proposto durante in workcamp. Sia gli ospiti di Odoardina che gli operatori, apprezzano le novità e la creatività portate dai volontari. 3. Prima di partire in quarta e “fare tutto voi”, osservate come gli utenti stessi interagiscono con l’ambiente che li circonda, con gli operatori, con voi, ma anche con i diversi compiti che vengono loro affidati. Probabilmente vi verrà spontaneo mettervi a sparecchiare e pulire ma state attenti a non sostituirvi agli utenti: molti di loro, nonostante l’apparenza, hanno delle grandi capacità, anche motorie, e non lasciando far loro ciò che possono fare, verrebbe meno l’obiettivo di renderli autonomi. Siate osservatori e di supporto. 4. Non cercate in tutti i modi di essere amici di tutti i ragazzi di Odoardina: alcuni di loro preferiscono stare da soli, isolarsi dal gruppo e non c’è nulla che si possa fare per coinvolgerli in attività di gruppo se loro non ne hanno voglia. 5. Lo Stradello aderisce al servizio civile nazionale… Applicate! Questa è una scelta che arricchisce la vostra vita.

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CI DIVERTIAMO CI CONOSCIAMO, IMPARIAMO E STIAMO INSIEME. GIOCHIAMO CI DIAM DA FARE DISEGNAMO, PITTURIAMO E SISTEMIAMO Ritornello: WE CAN SING SING SING WE CAN DANCE DANCE DANCE WE CAN PLAY PLAY PLAY AND WE CAN LAUGH LAUGH LAUGH WE ARE HERE, WE CAN SMILE, WE ARE HAPPY AND WE ARE FEE (Ripetere due volte)

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Bibliografia YAP, Infosheet, YAP 2017 Zaytseva Elizaveta, Guidelines for campleaders, YAP 2015 Sitografia www.yap.it

Roma, 13 agosto 2017

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