BILANCIO SOCIALE
2020
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Progetto e coordinamento editoriale: Enrica Baschieri - Igor Ghisio – Federica Pozzi, Piero Giannattasio (gruppo di lavoro specifico) Progetto grafico e design Igor Ghisio (ufficio comunicazione)
Per la redazione delle testimonianze si ringraziano: Piero Giannattasio, Igor Ghisio, Claudia Melli, Daniela Ugolotti, Gianni Ligabue, Marco Bernini, Patrizia Credidio, Simone Muzzioli, Federica Pozzi, Daniele Tamburini, Marzia Barani. Un ringraziamento particolare a Fulvio Torreggiani e a Cinzia Gambetti per gli interventi e a Bertani Mario per le citazioni «storiche» Stampato nel mese di giugno 2021 presso la Tipografia L’Olmo di Montecchio Emilia (RE)
«Gli Dei non danno alla stessa persona tutti i loro doni... A noi perciò il compito di aiutare i più deboli» - massima fondamentale della filosofia greca -
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Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 3 Costituzione Italiana
INDICE Pg 1 Pg 2 Pg 5 Pg 6 Pg 8 Pg 10 Pg 19 Pg 23 Pg 34 Pg 45 Pg 50 Pg 53 Pg 58 Pg 61 Pg 65
Guida alla lettura Parola al Presidente Ci presentiamo «Strada facendo» (La storia) Perché lo facciamo Il «sistema di navigazione» Chi sono i nostri Soci? I servizi del Comparto A I servizi del Comparto B Stakeholders Il Territorio Parliamo di lavoro Oltre ai lavoratori Guardando al futuro E in conclusione?
Pg 66 Schede regionali di sintesi
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GUIDA ALLA LETTURA Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha definito il
Bilancio Sociale come uno «strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un’organizzazione» Anche per questa edizione, Lo Stradello ha redatto il Bilancio Sociale interpretandolo non solo come importante documento di informazione e rendicontazione delle attività ma anche come strumento atto ad integrare il processo di miglioramento continuo dell’organizzazione. Per rendicontare i vari aspetti determinati dalle recenti «Linee Guida», introdotte con la riforma del terzo settore, abbiamo tentato di individuare una modalità «leggera» e «accessibile» che consenta a tutti i lettori di ricevere un rimando realistico del nostro operato. Come lo scorso anno la redazione è stata affidata ad un piccolo gruppo composto da quattro consiglieri che hanno pianificato e organizzato le varie fasi di realizzazione. Considerando la situazione emergenziale Covid-19 che ha caratterizzato il 2020 ed i mesi del 2021 dedicati alla redazione, il gruppo ha operato una semplificazione del processo di redazione ri-adottando lo stesso modello grafico e strutturale utilizzato nella precedente edizione (anche in considerazione delle note positive ricevute dai lettori).
Il gruppo di lavoro ha identificato gli interlocutori interni ed esterni che, non solo hanno fornito i dati, ma hanno integrato le informazioni con le loro opinioni, i loro racconti ed i loro vissuti. Continuiamo ad essere convinti che il nostro voglia essere un Bilancio Sociale «narrativo»: un mezzo capace di comunicare all’esterno e al contempo analizzare l’andamento dei nostri servizi per determinare gli impatti nella vita delle persone in nostro carico e che abitano il territorio.
Essendo stato il 2020 un anno eccezionale, le riflessioni e le conseguenze della pandemia hanno rappresentato il filo conduttore che ha caratterizzato le narrazioni dei nostri interlocutori. Accanto ad un mero rendiconto statistico, questo bilancio risulta essere impregnato di racconti, emozioni e vissuti… a testimonianza di una situazione particolarmente eccezionale che ci ha costretti a «rivoluzionare» il nostro modo di operare. BUONA LETTURA Giugno 2021 Il gruppo di redazione Baschieri Enrica, Federica Pozzi, Ghisio Igor, Fulvio Torregiani e Piero Giannattasio
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PAROLA AL PRESIDENTE Non si può parlare del 2020 senza che il pensiero torni ai tanti sacrifici e le mille difficoltà affrontate nei mesi di pandemia globale. Comincio dunque dalla fine, cioè dai ringraziamenti. Siamo arrivati stremati dopo 18 mesi di pandemia, ma certamente più uniti, più forti, più consapevoli che Lo Stradello è capace di affrontare qualsiasi burrasca quando, tutti insieme, remiamo. Così è stato: un grazie sincero e sentito a tutti voi lavoratori della cooperativa, perché lo meritate. Il Bilancio del 2020 chiude dunque con un margine economico in attivo, invertendo la tendenza dell’anno precedente, ma soprattutto resta attivo il margine relativo agli aspetti sociali della vita di Stradello, alla tenuta occupazionale e all’inserimento lavorativo di persone fragili. Nonostante un generale quadro caratterizzato, prima dalla crisi economica e successivamente dalla pandemia Cocid19, abbiamo mantenuto alto il livello di attenzione nell’utilizzo delle risorse che abbiamo investito in una sempre maggiore efficace struttura aziendale, più funzionale e meglio appropriata rispetto il perseguimento degli obiettivi della Mission di Stradello. Oggi, si sono maggiormente marcati i lineamenti di un welfare “fai-da-te” in cui la famiglia si auto-organizza fornendo essa stessa l’assistenza, acquistandola sul mercato regolare o irregolare delle assistenti familiari, rivolgendosi a professionisti del settore oppure ricorrendo, soprattutto in situazioni di urgenza o difficoltà economiche, al Sistema Sanitario Nazionale, che non può più (da solo) far fronte alla crescente domanda. I bisogni sono mutati, c’è necessita di investire su nuovi modelli di residenzialità, i servizi di comunità devono stare al centro delle nostre progettazioni future, non parlo di «domiciliarità», ma di un’offerta «in rete», che migliori la qualità di vita delle persone più fragili. L’unione del terzo settore, può in questo senso dare ottime risposte, puntuali ed efficaci. Lo abbiamo potuto sperimentare in questo periodo pandemico: siamo un patrimonio di questo territorio, e non possiamo certo disperdere questo fondamentale ruolo. Noi siamo parte di questa filiera, e faremo certamente la nostra parte. A novembre di quest’anno, la Legge 381 compirà quarant’anni: una legge importante che è servita come stimolo e
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propulsione per tante realtà come la nostra; una legge fondamentale per Stradello, ma nel contempo credo che contenga anche una serie di limiti, che nel tempo sono emersi e personalmente ritengo sia arrivato il momento di rivisitarla Infatti, le stesse normative che impongono vincoli, regole e procedure, che rendono più trasparenti ed oggettivi gli affidamenti dei servizi, ne aumentano nel contempo la complessità di gestione e di partecipazione alle gare d’appalto. Lo scarso utilizzo dell’ art.5 (sugli affidamenti diretti) rimane una questione importante per la nostra realtà, la brutta situazione di “mafia capitale” ha agito, ingiustamente, in maniera negativa su tutto il mondo della cooperazione sociale, concorrendo a creare una visione distorta della realtà. Per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate resta necessario riattivare l’utilizzo e sensibilizzare le amministrazioni pubbliche, anche in previsione della prossima “revisione del codice degli appalti”. Resta ancora incerto ad oggi l’impatto economico che questa crisi avrà sulla nostra Cooperativa nel lungo periodo. La situazione sul versante sanitario sembra decisamente più tranquilla, o meglio maggiormente controllata, anche grazie ad una campagna vaccinale che sta continuando in questi mesi. Questi ultimi anni, lasciano a terra un paese con gravi difficoltà sociali, l’impatto umano e psicologico sulle persone è profondo, sugli adolescenti, sull’impoverimento delle famiglie, sulle fragilità e la non auto sufficienza. Tutti ambiti, questi, che ci toccano da vicino, un impatto sociale molto sentito dalla cooperazione sociale in generale, e di cui siamo consapevoli. Siamo sempre stati abituati alle sfide, fin dalla nostra nascita «noi che teniamo un profilo basso ma la testa sempre alta» ed anche questa volta siamo pronti a ripartire e fare la nostra parte. Non è certo questo il tempo di chiedere eccezionali cambiamenti, questo è il tempo di chiedere «cambiamenti eccezionali». Grazie e buona lettura. Piero Giannattasio (Presidente)
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LO STRADELLO Società Cooperativa Sociale Sede legale: via Munari, 7 – Scandiano (RE) P.IVA e C.F.: 01163380353 Codice LEI: 815600CBF1F9CFF66096 Numero REA: RE-163992 Telefono: 0522 854221 Fax: 0522 851078 P.E.C.: lostradello@legalmail.it Sito web: www.lostradello.it Data atto di costituzione: 26 maggio 1984 Data di iscrizione alla camera di commercio: 17 agosto 1984 Presidente del Consiglio di Amministrazione: Piero Giannattasio Codice ATECO principale: 87
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CI PRESENTIAMO
N
el 2020 Lo Stradello ha compiuto 36 anni di attività. L’idea di costituire la nostra cooperativa ha avuto origine durante i primi anni 80, quando le prime forme di aggregazione sociale, basate sul volontariato e sulla solidarietà tra le persone, presero vita sul territorio nazionale. Nacque per forte volere della cittadinanza e dell’amministrazione pubblica per dare risposte a quelle persone e situazioni che, in quel tempo, risposte ancora non ricevevano.
COMPARTO «A»
Appartengono a questo settore i servizi destinati ad accogliere persone giovani o adulte con disabilità: • Servizi Socio Riabilitativi Residenziali • Servizi Socio Riabilitativi Diurni • Centri Socio Occupazionali • Appartamenti protetti • Servizi residenziali per disabili anziani • Progetti propedeutici allo sviluppo dell’autonomia e dell’emancipazione.
Da allora «Lo Stradello» ha mantenuto un ruolo importante per il territorio reggiano, offrendosi come opportunità di innovazione e di risposta ad un tessuto sociale che, con il tempo, ha manifestato bisogni sempre più complessi. Un ruolo che si esprime anche grazie alla continua collaborazione con i Comuni, i Servizi Sociali, le Aziende Sanitarie e le aziende profit e che trova significato nella promozione umana e nell’integrazione dei cittadini, con particolare attenzione alle situazioni di
fragilità. Oggi Lo Stradello è iscritta all’Albo Regionale delle Cooperative Sociali nella «sezione A» (Servizi socio sanitari ed educativi) e nella «sezione B» (attività di inserimento lavorativo di soggetti socialmente svantaggiati). Inoltre è iscritta al Registro delle Imprese di Reggio Emilia con la qualifica di Impresa Sociale e di Impresa Agricola.
COMPARTO «B»
Ne fanno parte tutti i servizi finalizzati all’inserimento lavorativo di persone che, per motivi diversificati, non trovano accesso diretto al tradizionale mondo del lavoro: • Servizi di manutenzione del verde pubblico e privato • Servizi di raccolta dei rifiuti derivanti dalla differenziata • Gestione di Centri di raccolta (Isole ecologiche) • Servizio di ritiro materiali ingombranti • Servizio di spazzamento delle aree urbane • Servizio di lavanderia • Servizi alberghieri interni (pulizie e ristorazione) • Attività di sostegno all’inserimento lavorativo (ex art.22 LR 17/05)
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STRADA FACENDO
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PERCHÉ LO FACCIAMO? 1.
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Rispondere al bisogno di socializzazione, lavoro e affermazione individuale di persone svantaggiate, nella convinzione che il lavoro è per ognuno un diritto e una libertà irrinunciabili e che tutti, comunque, hanno diritto di vivere con dignità il proprio tempo Concorrere con le istituzioni e la comunità all’affermazione dei diritti delle persone svantaggiate Costruire occasioni di eque opportunità e diffondere e sviluppare la cultura della solidarietà Produrre anche autonomamente nuove iniziative ed essere sempre più una realtà radicata nel territorio, anche interagendo con la comunità locale Essere a tutti gli effetti un’impresa cooperativa fortemente partecipata, che produce ricchezza per la società, cercando di offrire i migliori prodotti e servizi ai clienti, agli utenti e alle loro famiglie Mirare alla solidarietà patrimoniale, all’innovazione, al miglioramento dell’organizzazione e della produttività, nonché delle condizioni professionali e di lavoro, stimolando il senso di responsabilità e di appartenenza alla cooperativa Collaborare e integrarsi con le altre cooperative, per creare nuove opportunità di lavoro, per rafforzare la cooperazione nel mercato e svilupparne il ruolo sociale
Cooperazione Responsabilità Coerenza Trasparenza Partecipazione Solidarietà Onestà
Mission della nostra cooperativa
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…e i principi a cui ci ispiriamo ART. 45 Costituzione Italiana
«La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità».
Siamo una Cooperativa che opera quotidianamente per affermare i diritti di uguaglianza, di pari dignità e di benessere delle persone che, a diverso titolo, rappresentano il capitale umano della nostra realtà e della comunità. Una cooperativa che, nonostante abbia acquisito le dimensioni di una media impresa, pone al centro della quotidianità la persona, valorizzandone i talenti e gli aspetti di forza nel vivere quotidiano e nelle relazioni. Dichiarazione di identità cooperativa» (approvata dall’Alleanza Cooperativa Internazionale)
«…. un’associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i loro comuni bisogni e aspirazioni di tipo economico, culturale e sociale attraverso un’impresa di proprietà condivisa e controllata democraticamente»
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IL «TIMONE» «E’ vero che le braccia forniscono le energie al corpo, ma se la testa non le coordina e lo stomaco non le nutre il corpo muore» - Menenio Grippa
Lvita’Assemblea dei Soci è l’organo supremo delle Società Cooperative: ad essa spettano le decisioni principali per la della società, nonché la nomina dei componenti degli apparati sociali previsti dallo statuto. E’ un organismo collegiale che opera in base al principio maggioritario: pertanto le deliberazioni della maggioranza vincolano tutti i soci compresi i soci assenti e quelli dissenzienti. Per questa ragione la partecipazione del più elevato numero di Soci è sempre molto importante per assicurare la massima condivisione delle scelte.
Numero soci partecipanti alle assemblee La pandemia da Covid-19, come per ogni attività della Cooperativa, ha generato alcune criticità anche nell’organizzazione dell’Assemblea, ritardando le date di convocazione nel periodo estivo. Nel rispetto delle direttive sanitarie a tutela della salute, 24 Soci si sono riuniti il 23 luglio 2020 presso la «Sala Casini» del Comune di Scandiano per discutere e deliberare su argomentazioni inerenti a: 1. approvazione del Bilancio di esercizio 2019 2. Rinnovo parziale del Consiglio di Amministrazione ai sensi dello Statuto 3. Nomina Collegio Sindacale 4. Approvazione Bilancio Sociale 2019
100
75
50
25
0 07/02/2017
30/01/2017
Soci presenti
23/01/2018
24/05/2018
Deleghe al voto
16/05/2019
23/07/2020
voti esprimibili
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I
l Consiglio di Amministrazione è un importante organo di governo della Cooperativa le cui decisioni, avendo influenza sugli ambiti gestionali dell’organizzazione, possono assicurare la continuità dei servizi svolti e contribuire al rinnovamento degli ambiti di intervento. Volendo appuntare alcuni compiti generali che il consiglio ha incarico di svolgere possiamo indicare sei sfere di attività: 1. garantire il perseguimento della Mission della Cooperativa; 2. essere motore di innovazione e di cambiamento, definendo le linee di indirizzo, le strategie e le proposte in riferimento alle performance economiche e finanziarie generali e dei diversi servizi ed in merito al funzionamento organizzativo complessivo e al lavoro svolto dalle funzioni tecniche; 3. porre attenzione ai problemi interni o esterni che hanno un impatto sulle scelte, sull’operatività o sulle prospettive dell’organizzazione; 4. vagliati e identificati i problemi, valutare come gestirli, identificare le scelte e le decisioni da assumere; 5. assicurare orientamenti che consentano alle funzioni tecniche di svolgere il loro lavoro di gestione, fornendo gli indirizzi che fungano da cornice per l’assunzione di decisioni operative; 6. assicurare azioni di controllo e di garanzia, promuovendo comunicazioni trasparenti, pertinenti e chiare verso i principali interlocutori.
76%
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2017
78%
12
2018
n. di riunioni
82%
71%
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2019
10
2020 % di presenza media
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Indubbiamente il 2020 si è delineato come un anno particolarmente complesso. Ogni attività operativa, organizzativa, o semplicemente di pensiero, è stata connotata dall’individuazione di soluzioni idonee per affrontare la pandemia Covid-19 che abbassassero ai minini termini il rischio di contagio all’interno dei nostri servizi. Allo stesso modo anche Il Consiglio di Amministrazione ha dedicato molto spazio affrontando questa inaspettata situazione con frequenti aggiornamenti durante le sedute. Molta attenzione è stata riservata alla valorizzazione di quelle professionalità che, affrontando fatiche e timori correlati, hanno consentito di garantire continuità ai servizi della Cooperativa. Il Consiglio ha sperimentato un nuovo modo di incontrarsi: molte sedute sono state svolte in remoto tramite collegamento web, ma nonostante alcune difficoltà tecniche, è riuscito a mantenere un elevato livello di confronto e discussione. La gestione dell’Emergenza Covid 19 ha richiesto un ampio spazio di riflessione, ma parallelamente si sono affrontate argomentazioni relative a situazioni specifiche di necessità o per dare prosieguo a percorsi iniziati precedentemente. Primo fra tutti la ridefinizione organizzativa della cooperativa che si è conclusa con la determinazione del nuovo assetto dell’apparato tecnico amministrativo. Oltre allo svolgimento delle procedure «statutarie», come la deliberazione della proposta di Bilancio di Esercizio e del Bilancio Sociale da sottoporre all’approvazione in Assemblea, si sono affrontati altri temi come: la gestione di contenziosi legali verso / da terzi, la conduzione delle procedure di analisi ed accettazione di un lascito testamentario che,
IGOR GHISIO VICEPRESIDENTE Socio lavoratore Comparto Tecnico Amministrativo Ref. Ufficio Soci, Eventi, Patrimonio Manutenzioni e Comunicazione
PIERO GIANNATTASIO PRESIDENTE Socio lavoratore Comparto Tecnico Amministrativo Area Scandiano
ELISA MOROTTI Socio lavoratore Comparto A Area Reggio Emilia Operatore CSRR La Manta
FEDERICA POZZI Socia lavoratrice Comparto B Referente Ufficio Acquisti, Coordinatrice attività alberghiere Referente inserimenti ex Articolo 22 NUNZIA PESOLA Socio lavoratore Comparto B Cuoca
ENRICA BASCHIERI Socia lavoratrice Comparto Tecnico amministrativo Receptionist, Segreteria di Presidenza
13 MASSIMO ROSSI Socio lavoratore Comparto A Operatore CSRR Stradora
GIANNI DAVOLI Socio Sovventore
PAOLO LUSENTI Soggetto Esterno
ELEONORA GENNA Socia lavoratrice Comparto A Area Scandiano Operatrice CSRR Stradora
BARBARA FORMOSO Socia Sovventrice
VALTER FRANCESCHINI Socio Volontario
incrementando il patrimonio della Cooperativa, permetterà di valutare e sviluppare alcuni progetti ad implementazione dei servizi attualmente attivi. Inoltre a inizio anno si è dato avvio ad un percorso formativo per amministratori che, a causa della pandemia, si è dovuto concludere successivamente al secondo incontro. Come previsto dal nostro Statuto, durante l’Assemblea del 23 Luglio il Consiglio di Amministrazione è stato parzialmente rinnovato nella misura di un terzo dei componenti, ri-nominando a Consiglieri i soci lavoratori Igor Ghisio (successivamente confermato come Vice Presidente) ed Enrica Baschieri, il socio sovventore Barbara Formoso ed il Socio Volontario Valter Franceschini. Inoltre è stata eletta come nuova Consigliera la socia lavoratrice Eleonora Genna. Nel 2020 l’organizzazione delle procedure elettorali è stata affidata alla «Commissione di verifica dei requisiti» composta da Adriano Santamaria, Maria Buzan, Luigi Flotta supervisionata da Mauro Menozzi (Presidente del Collegio Sindacale). La Commissione ha fornito e diffuso le informazioni per l’apertura delle candidature al rinnovo parziale del CDA; ha verificato il possesso dei requisiti dei Soci Lavoratori candidati e ha provveduto ad informare la base sociale dei nominativi aspiranti Consiglieri. Inoltre ha svolto un fondamentale compito di supporto alle fasi di allestimento e gestione delle registrazioni delle presenze in Assemblea e di scrutinio delle schede elettorali.
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Cinzia Gambetti, Socia Lavoratrice impiegata con il ruolo di Coordinatrice presso i servizi del Comparto A, dopo una esperienza pluriennale all’interno del Consiglio Amministrazione termina questo ruolo nel mese di luglio 2020. La sua testimonianza: «La mia esperienza in Consiglio di Amministrazione è iniziata alcuni anni fà in Zora e mi ha permesso di vivere momenti di discussione e decisione importanti e a volte complessi come ad esempio il processo di fusione delle due cooperative, le varie ridefinizioni organizzative e, in ultimo , il gravoso periodo di emergenza Covid. L’essere parte del Consiglio ha per me rappresentato una grande opportunità, che mi ha permesso di crescere dal punto di vista professionale e di rafforzare il mio senso di appartenenza alla cooperativa. Essere parte di importanti processi decisionali mi ha anche permesso di maturare una visione più amplia e completa della nostra realtà e quindi di mettere a confronto l’esperienza e la conoscenza dei Servizi nei quali ho lavorato con esigenze, problematiche e caratteristiche più ampie e generali. Spesso si pensa che il Consiglio sia un luogo ove portare i bisogni espressi dai colleghi del proprio servizio: ma questa è una concezione errata. Il Consiglio, nella mia esperienza, è stato un luogo dove esprimere, a volte attraverso decisioni difficili e sofferte, una responsabilità «aziendale» nei confronti di tutti soci, con l’obiettivo di garantire un futuro alla cooperativa, qualità nei servizi e benessere nelle persone. A luglio 2020 il mio mandato è scaduto e, dopo aver riflettuto con molta attenzione, ho deciso di non candidarmi alla successive elezioni. Non perché sia diminuito il mio senso di appartenenza, e nemmeno sottovalutando l’esigenza di dare continuità al lavoro del gruppo. Dopo tanti anni di impegno, ho pensato che un cambiamento avrebbe potuto generare un arricchimento di pensiero al gruppo ed al tempo stesso offrire un’opportunità ad altri Soci di poter vivere questa importante esperienza. Forse è stata una decisione affrettata e sicuramente sofferta, ma che sicuramente non preclude la possibilità di un rientro nei prossimi anni. Detto questo non posso che ringraziare chi mi ha dato la possibilità di ricoprire questo importante ruolo ed i Consiglieri con cui ho collaborato, che in questi anni mi hanno affiancato e che, anche grazie alle loro esperienze e le loro competenze, mi hanno permesso di acquisire nuovi strumenti per una consapevolezza della cooperativa più completa e approfondita.
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I Revisore legale dei conti l
è un esperto per la revisione
del bilancio e della contabilità di una società. La revisione dei conti è prevista dalla legge (per questo è detta revisione legale) per assicurare la correttezza e l'affidabilità delle comunicazioni finanziarie di un'azienda. Verifica la regolare attività della contabilità e la corretta rilevazione della gestione aziendale in contabilità, nonché la corrispondenza tra il «Bilancio di esercizio» e le Scritture contabili e la conformità del Bilancio alla Normativa. Durante l’assemblea del 16 Maggio 2019 si è conferito incarico di revisione legale e di certificazione del Bilancio alla società di revisione Hermes di Bologna
I Collegio Sindacale l
ha il compito di vigilare sull’osservanza
della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Cooperativa e sul suo concreto funzionamento. Inoltre deve assistere alle sedute del Consiglio di Amministrazione ed alle adunanze delle Assemblee dei Soci. E’ nominato dall’Assemblea dei Soci, si compone di tre membri effettivi e due supplenti e resta in carica per tre esercizi. Oltre ad effettuare accertamenti periodici, i Sindaci hanno facoltà di procedere anche individualmente ad atti di ispezione e controllo sull’andamento della Cooperativa e dell'attività sociale. Durante l’assemblea del 23 luglio 2020 sono stati nominati i componenti del Collegio Sindacale con mandato scadente alla data dell’Assemblea che verrà convocata alla scadenza del triennio per l’approvazione del Bilancio di esercizio.
Presidente
Mauro Menozzi
Sindaco
Romana Mattioli
Sindaco
Fabrizio Sberveglieri
Sindaco Supplente
Rosanna Salami
Sindaco supplente
Grazioli Luisa
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L’ORGANIGRAMMA
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Aggiornato a Maggio 2021
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La Direzione operativa della Cooperativa, che opera in stretta connessione con il Consiglio di Amministrazione, nonostante l’elevato impegno riservato alla gestione dell’Emergenza Covis-19, ha mantenuto attivo il percorso di ridefinizione organizzativa avviato durante il 2018. Il lavoro di quest’anno si è concentrato sull’analisi degli incarichi operativi presso il Comparto Tecnico ed Amministrativo esitando una ridistribuzione delle mansioni che consentirà una più equa ripartizione dei carichi di lavoro, una maggiore corrispondenza tra le competenze possedute e quelle richieste dal ruolo ed una conseguente migliore efficacia dell’organizzazione. A fine 2020 la Direzione Operativa ha presentato la nuova configurazione della tecnostruttura al Consiglio di Amministrazione che ne ha licenziato l’applicazione. La nuova conformazione permetterà alla Cooperativa di rispondere prontamente, con servizi nuovi ed innovativi, alle esigenze sociali del nostro territorio, cogliendo i continui stimoli generati dagli stakeholder. Il settore maggiormente sottoposto al cambiamento sarà quello dei Servizi Socio Educativi per il quale sono state destituite le due figure di «coordinatore territoriale», ed il ruolo di Responsabile di comparto viene distribuito su due incarichi in base all’area geografica di collocazione dei servizi; è istituita la figura di «Responsabile dell’area «passaggio generazionale» che coordinerà tutte le attività di avvio dei progetti inerenti all’ambito del «Durante e Dopo si Noi». Altre movimentazioni interesseranno alcune figure che sono state collocate su mansioni maggiormente coerenti alle loro competenze ed esperienze. A fine anno 2020 sono pervenute le dimissioni di Claudia Melli pertanto, per garantire un adeguato periodo di affiancamento e passaggio di consegne, si è provveduto all’assunzione di Matteo Sassi (ex Assessore al welfare ed ex vice sindaco del Comune di Reggio Emilia) in sua sostituzione nel ruolo di Responsabile di Produzione e Servizi; un importante cambiamento che indurrà un percorso di riassestamento organizzativo e delle relazioni interne. Non possiamo che ringraziare Claudia, che attraverso gli incarichi di responsabilità assolti negli anni, ha contribuito allo sviluppo ed all’innovazione della Cooperativa
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CHI SONO I NOSTRI SOCI?
S
econdo il codice civile italiano, una società cooperativa è una società costituita per gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire, innanzitutto agli stessi soci e attraverso lo scopo mutualistico, quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta. Lo Stradello è una Cooperativa di «Produzione lavoro» in cui il rapporto mutualistico consiste nel lavoro dei soci nella produzione di diversi servizi. Essendo una Cooperativa sociale ha inoltre lo scopo di perseguire, tramite il lavoro dei Soci, l’interesse della Comunità all’inclusione sociale. Pertanto il Socio risulta essere l’essenziale elemento per la vita della nostra Cooperativa.
N° di Soci
Donne
60
386 290
Soci Lavoratori
Uomini
Tipologia di Soci
Soci Volontari
Soci Sovventori
40
295
20 268 2017
268
2018
2019
0 2020
18 - 30 ANNI
31 - 50 ANNI
> 50 ANNI
18 - 30 ANNI
31 - 50 ANNI
> 50 ANNI
18 - 30 ANNI
31 - 50 ANNI
> 50 ANNI
PERS. GIURID.
Dei Soci della Cooperativa, 6 sono persone giuridiche, 140 sono donne e 128 uomini. I Soci che partecipano attivamente e concretamente all’attività della Cooperativa (soci lavoratori e volontari) per la maggior parte risultano essere compresi nella fascia di età compresa tra i 31 e i 50 anni (73%) con una prevalente presenza di donne (55%).
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Il nostro statuto prevede due categorie di soci: • la categoria dei Soci Cooperatori, ulteriormente costituita dai Soci Lavoratori e dai Soci Volontari, che comprende tutti i Soci interessati al rapporto o allo scambio mutualistico cui è mirata l'attività; • la categoria dei Soci Sovventori interessati ad investire nel capitale della cooperativa per sostenere progettazioni specifiche. Lavoratori
Soci Sovventori
Volontari Sostenitori *
Soci Cooperatori
* fattispecie non prevista dal nuovo Statuto della Cooperativa per la quale, nella primavera del 2018, è stato attuata una procedura di migrazione ad altra categoria o di fuori uscita dalla base sociale.
2019
2020
139
119 73 2017
95 2018
95 2019
126
129
126
95 2020
Il nostro “Regolamento di Gestione Soci Volontari” prevede che, al fine di mantenere la qualità di Socio, siano richieste almeno 3 presenze nell’arco di 24 mesi. Nel 2020, a distanza di due anni dalla data di approvazione del regolamento, l’ufficio soci ha provveduto a verificare il soddisfacimento di questo requisito ed ha contattato i soci sondando la concreta possibilità di coinvolgimento all’interno delle nostre attività. Alcuni volontari hanno confermato la loro disponibilità mentre altri hanno informato dell’impossibilità a mantenere il loro impegno. Gli esiti di questa indagine hanno generato una variazione del numero dei Soci Volontari, riducendolo a 47.
55 2017
2018
69
71
47
L’apporto di questi Soci è fondamentale per la gestione delle nostre attività e per il valore delle relazioni che ne scaturiscono. Pertanto dovremo individuare strategie idonee a mantenere vivo lo stimolo e l’interesse dei cittadini per renderli sempre più partecipi alla vita della nostra cooperativa.
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Anche nel 2020, «l’essere socio della cooperativa» ha significato la possibilità di beneficiare di alcuni benefit messi a disposizione dalla cooperativa: • 10 Soci Lavoratori e 3 Soci Volontari hanno utilizzato in comodato gratuito un mezzo della Cooperativa per esigenze personali; • alcuni Soci hanno beneficiato di uno sconto sui servizi di alcune attività commerciali convenzionate (es termoidraulico e serra) e dei servizi di Manutenzione del verde; • 27 Soci hanno sostenuto la cooperativa con il Prestito Sociale per un importo complessivo di € 381.294 (strumento altamente tutelato che permette di contribuire allo sviluppo della cooperativa beneficiando di un tasso di interesse remunerativo)
Capitale sociale sottoscritto dai Soci: 221.919,53
€
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I SERVIZI DEL COMPARTO «A» I Servizi Socio Riabilitativi e Socio Occupazionali afferenti al Comparto «A» sono collocati all’interno della provincia di Reggio Emilia e sono prioritariamente dedicati all’accoglienza diurna e residenziale di Persone Disabili Adulte seguite dai Centri Territoriali di Salute Mentale o dai Servizi Sociali. In base ad una valutazione congiunta di tipo socio-sanitario, possono eccezionalmente usufruire dei servizi anche i minori con età superiore ai 16 anni, che trovino opportune risposte ai loro bisogni nelle attività offerte dalla cooperativa.
REGGIO EMILIA CSRR «LA MANTA»
Struttura Protetta Disabili Gravi
«ARCHE’»
Via Forlanini, 1 - Roncadella Tel 0522 345061-340169 lamanta@lostradello.it arche@lostradello.it
CSRD «ODOARDINA»
Via Salimbene da Parma, 143 Villa Sesso Tel 0522 531628 odoardina@lostradello.it
MONTECCHIO EMILIA CSRD «LE SAMARE» Via Fratelli Cervi, 5 Tel 0522 865893 lesamare@coopolmo.it
QUATTRO CASTELLA
CSRR «ZORELLA»
Via Cesare Pavese, 94 Puianello Tel 0522 1717620 zorella@lostradello.it
SCANDIANO SEDE LEGALE
Via Munari, 7 Tel 0522 982601
info@lostradello .it
CSRR «STRADORA» CSRD «BENZI» Appartamento «IL BRUCO»
Via Munari, 5 Tel 0522 531628 stradora@lostradello.it benzi@lostradello.it
Centro Socio-occupazionale «CONCHA» Via delle Scuole, 3/a Tel 329 3708406 mercatino@lostradello.it
Negozio dell’Usato «SECONDO MAGO’»
Via Tintoretto, 25 Tel 0522 857938 info@lostradello .it
Negozio dell’Usato «MAGO’»
Via delle Scuole, 3/a Tel: 329 3708406 mercatino@lostradello.it
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I Servizi di accoglienza per persone disabili adulte sono gestiti da Lo Stradello in regime di accreditamento regionale delle strutture socio sanitarie, oppure in appalto con la Pubblica Amministrazione o utilizzando forme di contrattazione privata con le famiglie. Sono organizzati e gestiti affinché, per ogni persona venga garantita ed attuata una progettazione rispondente alle caratteristiche ed ai bisogni individuali. Nell’ambito delle attività del Comparto si conferma la centralità della relazione con la committenza pubblica, sia sul piano delle singole progettualità, sia su quello più complessivo dell’utilizzo delle risorse del territorio.
159 PERSONE COINVOLTE NEI SERVIZI persone frequentanti i servizi diurni
persone frequentanti i servizi residenziali
(compreso il CSRS Le Samare)
persone frequentanti I Centri Socio Occupazionali (compreso il Centro Socio Occupazionale di Montecchio)
in forma residenziale
222
in forma diurna in progetti autonomia
totali
159
109
107
102 63
57
62 16
Inoltre
3
158
186 103 51
55
0
persone sono state accolte in sollievo residenziale per un totale di 33 giornate
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Intervista a Patrizia Credidio
Ex Coordinatrice territoriale area Reggio Emilia Psicologa e psicoterapeuta lavora a Lo Stradello dal mese di luglio 2017, prima con il ruolo di Coordinatore Territoriale ed attualmente come Responsabile dei progetti legati al «passaggio generazionale durante e dopo di noi». Inoltre esercita la libera professione in studio ed è consulente della Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia. Precedentemente si è occupata di psicologia del lavoro, è stata educatrice presso la Cooperativa Zora, ha lavorato presso i nuclei territoriali e al collocamento mirato di Reggio Emilia; ha assolto il ruolo di educatrice in ambito minori, ha collaborato con il centro informazioni immigrati di Reggio Emilia ed ha svolto ruolo di coordinamento sui progetti «Autonomia» promossi dalla Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia.
Patrizia, prima di affrontare un tema piuttosto importante che riguarda la gestione dei servizi durante il 2020, per i nostri nuovi lettori, ci vorresti ricordare che funzioni svolgono i Servizi Residenziali della Cooperativa? Innanzi tutto dobbiamo distinguere i CSRR dagli altri Servizi. CSRR è un acronimo definito dalla normativa regionale sull’Accreditamento dei Servizi Socio Sanitari che significa Centro Socio Riabilitativo Residenziale. Appartengono quindi a questa categoria le strutture che ospitano 24 ore su 24 persone disabili non autonome o la cui famiglia non sia più in grado di assisterle. La Cooperativa gestisce tre CSRR (La Manta, Stradora e Zorella) , ma anche un appartamento per quattro ragazze con maggiori livelli di autonomia ed il Centro Residenziale Archè, che non sono accreditati. L’obiettivo generale di tutti è quello di garantire, attraverso opportuni interventi, una qualità di vita, un’assistenza adeguata e una valorizzazione delle potenzialità individuali. Con gli ospiti si lavora affinché l’ambiente divenga «casa» caratterizzato da relazioni ed affetti, in cui ogni persona possa essere se stessa e crescere con il supporto dell’altro. Prioritariamente ospitano persone disabili adulte entro i 65 anni; solo «Archè» è dedicato a persone con un’età più avanzata. Inoltre, d’innanzi a situazioni di particolare necessità, alcuni Centri possono offrire ospitalità temporanea per permettere loro di vivere una breve esperienza esterna dall’ambiente famigliare. Gli inserimenti nei nostri servizi sono generalmente concordati in stretta collaborazione con il Servizio Disabili Adulti e con i Servizi Sociali. La Cooperativa dispone anche di alcuni posti letto «privati» per eventuali inserimenti derivanti da una contrattazione diretta con la famiglia o lo stesso utente.
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Il 2020 è l’anno dell’Emergenza Covid-19. Come hanno affrontato questa situazione i Servizi dell’area di tua pertinenza? La pandemia ha visto subito coinvolta la struttura residenziale di Puianello «Zorella». Per una situazione personale specifica il Coordinatore del Servizio è dovuto stare assente per più di un mese ed io, come Coordinatore Territoriale, sono divenuta il riferimento per l’equipe, coordinandola a distanza. Ho trovato da parte dei colleghi impegnati in prima linea molta collaborazione, ci sentivamo più volte durante il giorno e alcuni di loro hanno presentato ottime capacità di gestione. Ovviamente alcuni erano terrorizzati dall’idea di «prendere il covid» e a volte cedevano in atteggiamenti dettati dall’emotività e dalla paura. Nello stesso periodo alcuni ospiti si sono rivelati positivi ed è stato molto importante, ma altrettanto difficile (viste le rigide restrizioni), mantenere una linea comunicativa tra dirigenza e gruppo di lavoro che potesse rendere viva la sensazione di supporto e aiuto. Per le altre strutture, che durante il 2020 non sono state colpite direttamente dall’emergenza, ritengo che all’inizio abbiano sottovalutato la situazione: alcuni operatori erano poco attenti alle normative e direttive interne, mentre altri erano particolarmente preoccupati per i loro famigliari e hanno lavorato con molta tensione. Durante il lookdown Il Centro Diurno Odoardina ha attivato celermente le attività a distanza con i ragazzi che erano a casa e gli operatori, partecipi e interessati a collaborare, hanno saputo, se pur attraverso semplici videoconferenze, sostenere le famiglie e coinvolgere gli utenti. Altri operatori del diurno sono stati impegnati in strutture in cui il personale era carente a causa del Covid, e questo talvolta ha generato malcontento. Il momento più critico è arrivato a gennaio di quest’anno, quando avevamo quasi tutte le strutture zone rosse, carenza estrema di operatori perché risultati positivi. Anche in questo caso ci siamo dovuti ingaggiare tutti per entrare in turno e per cercare sostituzioni che potessero garantire continuità ai servizi residenziali.
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Quali sono stati i passaggi più complessi e quali ripercussioni hanno avuto sulla vita degli utenti, famiglie ed operatori? Sicuramente i passaggi più complessi sono stati il recepire, capire ed attuare nelle nostre strutture i Dpcm che cambiavano costantemente. Non è stato facile far comprendere che a tutti i livelli eravamo impegnati, attivi e partecipi, talvolta gli operatori in prima linea si sono sentiti soli. Gli utenti purtroppo si sono visti privati delle attività, dei momenti di socializzazione, del poter uscire… e questo ha generato del malessere che ha provocato «comportamenti problema» che a volte hanno portato a dover attuare degli interventi di urgenza più consistenti coinvolgendo Ausl e Servizio Sociale. I familiari di tutti gli utenti sono stati contattati almeno una volta alla settimana, tranquillizzati e tenuti al corrente della situazione sanitaria ed emotiva dei ragazzi. Presso le strutture residenziali, appena è stato possibile, sono stati adibiti appositi spazi esterni per permettere ai familiari di venire in visita. Tutte le operazioni di vestizione, svestizione per entrare in turno nelle zone rosse, la sanificazione degli spazi che richiede tempo lavoro e determina un accumulo di stress e di maggior attenzione su aspetti legati alla sicurezza, e personalmente ritengo abbiano reso il lavoro più faticoso. Indubbiamente quello che è più mancato è stata la possibilità di contatto con gli utenti e tra i colleghi. Cos’è cambiato nei centri dopo l’arrivo della pandemia? Nei centri sono diminuite le attività, ci si è concentrati prevalentemente sugli aspetti di prima necessità. E’ aumentata l’attenzione agli aspetti sanitari e alla sicurezza.
Come potrà cambiare l’organizzazione dei servizi successivamente a questa situazione? Mi auguro che si riprendano presto le attività anche all’esterno, per ora le attività interne dovrebbero essere potenziate e rese più interessanti per gli ospiti. Sicuramente l’attenzione sugli aspetti sanitari e che riguardano la sicurezza dovrà restare alta. Gradirei si continuasse a lavorare a piccolo gruppo perché questo ha portato giovamento agli utenti e alle modalità di lavoro degli educatori. Sarebbe auspicabile oltre a fare delle equipe centrate sugli aspetti professionali ed educativi di presa in carico degli utenti, lavorare sul benessere degli operatori, offrire loro occasioni di confronto libero e un sostegno psicologico per evitare il burnout. Accanto alle difficoltà ed alle fatiche verificatesi con il Covid, pensi che si siano evidenziati alcuni aspetti positivi nell’organizzazione dei servizi? Gli aspetti positivi riguardano la collaborazione più trasversale tra i ruoli della cooperativa, dal servizio lavanderia a quello del responsabile di produzione… siamo stati tutti coinvolti e partecipi. Io per prima, come l’altro Coordinatore territoriale, ho fatto dei turni nel momento più critico in assoluto, quello in cui tutti i centri a parte Zorella, erano completamente zone rosse
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…con quale metodo? Nell’ambito del concetto di «riabilitazione» abbiamo potuto assistere ad un graduale spostamento dal modello di malattia a quello di salute. In questa nuova accezione la riabilitazione pone, al centro del sistema, la difesa della persona con la propria dignità e il suo diritto a rimanere nella propria comunità, a contatto con le proprie reti familiari e sociali. Questa ottica di riferimento è intrinseca nella metodologia di lavoro e di intervento della Cooperativa. Spesso, nel nostro ambito di lavoro si ragiona in termini di «sviluppo ed autonomia della persona»: nella quotidianità questi concetti si traducono in opportunità capaci di coinvolgere gli aspetti di vita di ogni singolo ospite in interazione con il mondo esterno. Gli Operatori impiegati nei Servizi assumono questo criterio per realizzare dei percorsi evolutivi utilizzando il «progetto educativo individualizzato»; e la relazione come strumento principe di lavoro. Il così detto «P.E.I.» è finalizzato a stimolare il mantenimento e lo sviluppo delle capacità personali, tenendo conto dei bisogni e delle potenzialità di ciascuno, e senza mai dimenticare la centralità della persona, le sue potenzialità e le risorse disponibili nel suo ambito di vita. Nel progetto individualizzato vengono definiti gli obiettivi di cambiamento o di mantenimento legati alle autonomie personali, alla capacità di interagire con gli altri, alla capacità di esplorare il proprio mondo emozionale e di costruire una rappresentazione del mondo circostante facilitante alla relazione.
Il progetto è soggetto a verifiche periodiche svolte durante le riunione d’equipe, attraverso una condivisione delle riflessioni e delle informazioni raccolte dagli Operatori, Coordinatore ed eventuali altre figure professionali e sulla base di sollecitazioni espresse dall’utente stesso o dai suoi famigliari. Attraverso l’analisi delle informazioni, che evidenziano i bisogni, ma anche e soprattutto le risorse della persona, vengono definiti, o riformulati, gli obiettivi generali in grado di rappresentare una risposta efficace alle esigenze evolutive della persona. In occasione degli incontri di verifica individuale con i Servizi Sociali e il Servizio Handicap Adulto il progetto viene condiviso anche con gli altri attori, formali e non, che ruotano attorno alla vita della persona. La responsabilità di applicazione, monitoraggio e verifica è designata nominando un Educatore referente interno all’equipe.
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Intervista a Marco Bernini
Coordinatore territoriale Area Scandiano - Val d’Enza Coordinatore inserimenti lavorativi Laureato in Pedagogia presso l’Università degli studi di Parma ha frequentato un Master Universitario riguardante la “Formazione di operatrici ed operatori per la tutela e il sostegno delle fasce deboli”. Nel 2005 è iniziata la sua esperienza lavorativa nel modo della cooperazione sociale come educatore, e successivamente coordinatore, in un progetto per il reinserimento sociale di persone riconosciute incapaci di intendere e volere, autori di reato. Nel 2014 inizia a lavorare a Zora ricoprendo il ruolo di Responsabile Tecnico e dal 2017 al 2020 a Lo Stradello come Coordinatore territoriale. Attualmente è stato incaricato come Responsabile di Comparto A dell’’area Scandiano – Val d’Enza
Marco, possiamo inziare questa intervista chiedendoti di spiegare quali funzioni hanno i servizi diurni per la disabilità? Sono Servizi «Socio Riabilitativo» destinati a persone con diversa gravità di disabilità fisica, intellettiva o plurima, con diverso grado di non autosufficienza fisica o relazionale. Il Centro Diurno ha, tra le proprie finalità, il fine di garantire percorsi educativi, gestire interventi assistenziali volti al mantenimento e allo sviluppo delle autonomie personali e sociali attraverso la proposta di attività ricreative e di partecipazione alla vita sociale, in particolare nella comunità locale. In relazione ai bisogni dei singoli utenti ed in accordo con gli stessi, le loro famiglie e l’Azienda AUSL territorialmente competente vengono stesi i progetti educativi individualizzati in cui vengono definiti gli obiettivi su cui lavorare. All’interno del Centro è garantita un’assistenza infermieristica e sono organizzati specifici trattamenti riabilitativi, avvalendosi di un fisioterapista. Come hanno affrontato la situazione di «emergenza Covid» i Centri dell’area di tua pertinenza? Soprattutto nella fase iniziale, i centri hanno affrontato con grande preoccupazione e molta paura la venuta dell’emergenza. Uno degli aspetti principali sui quali abbiamo lavorato è la percezione di perenne precarietà di servizio e di lavoro: una precarietà fondamentalmente derivante dalla necessità di affrontare una situazione del tutto nuova e regolata da un susseguirsi di decreti legislativi che venivano emanati con una frequenza molto elevata ed a volte in contraddizione. Riuscire a riorganizzare i Servizi per rispondere alla normativa, tenendo alta l’attenzione degli utenti e delle loro famiglie è stato molto impegnativo.
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La paura è rimasta.. la paura di entrare nel contesto ed ammalarsi è ancora oggi presente, nonostante siano state adottate le misure di contenimento, i dispositivi di protezione e si abbia investito sulle formazioni per conoscere meglio il virus e le strategie per proteggere se stessi e gli altri. Purtroppo per alcune famiglie (in particolare quelle degli ospiti dei diurni) questa paura non è mai stata superata: ancor oggi non consentono ai loro figli di frequentare i servizi. Quali sono stati i passaggi più complessi e quali ripercussioni hanno avuto sulla vita degli utenti, famiglie ed operatori? Uno dei passaggi più difficili dal punto di vista organizzativo è stata la riapertura dopo il periodo di look down: si sono dovuti adottare specifici protocolli per erogare il servizio (sicurezza, sanificazione, strutturazione in gruppi ridotti, organizzazione dei trasporti, ridistribuzione dei turni di lavoro). Inoltre, essendo costretti ad una modalità di lavoro del tutto nuova, è stato necessario trovare un equilibrio tra tutti i vincoli e le limitazioni sanitarie ed i bisogni a cui rispondere. Siamo stati costretti a operare delle scelte tra cosa conservare e cosa sacrificare e questo passaggio è stato estremamente delicato.. I servizi diurni sono stati chiusi da marzo a giugno e alla riapertura gli ospiti e le famiglie hanno trovato un servizio diverso, con meno possibilità di frequenza, meno servizi accessori come la mensa ed i trasporti. Sul laboratorio socio occupazionale Concha questi vincoli hanno paradossalmente permesso di curare meglio la gestione delle attività, mentre sul CSRD Benzi, caratterizzato da uno spazio fisico più limitato, le difficoltà sono state maggiori. Tutti hanno dovuto riorganizzare la loro quotidianità, anche se durante il periodo di chiusura abbiamo mantenuto attive alcune iniziative di supporto come gli interventi domiciliari per i casi più complessi e alcune attività a distanza in video collegamento per alcune ore al giorno.
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I centri residenziali invece hanno vissuto la grande preoccupazione ed impegno di “tenere” il contagio fuori dalla struttura. Gli utenti hanno vissuto il cambiamento della quotidianità, hanno smesso di frequentare altre realtà del territorio, si è interrotta, o ridotta, la possibilità di accesso da parte dei famigliari e per ovviare a questa mancanza abbiamo strutturato la modalità di contatto a distanza… ma la possibilità libera di abbracciarsi, venirsi incontro ed andare a casa è decaduta per la maggior parte del tempo dell’anno. Per il personale dei residenziali la difficoltà maggiore, oltre all’apprendere i nuovi protocolli e mantenere alta l’attenzione, è stato trovare un equilibrio tra tempi di vita personale e tempi di lavoro (soprattutto nel periodo in cui le scuole erano chiuse). Come potrà cambiare l’organizzazione dei servizi successivamente a questa situazione Questa è un’incognita importante, come impatterà strutturalmente nel futuro dell’erogazione dei servizi è un aspetto ancora poco delineato. Oggi non abbiamo ancora certezza rispetto all’efficacia dei vaccini e dobbiamo entrare nell’ottica che le restrizioni a cui oggi siamo sottoposti potranno replicarsi nel futuro. Sicuramente i servizi dovranno riassestare e riorganizzare le modalità di lavoro attraverso la strutturazione di alcune procedure che sono state definite durante l’emergenza Accanto alle difficoltà ed alle fatiche verificatesi con il Covid, pensi che si siano evidenziati alcuni aspetti positivi nell’organizzazione dei servizi? La cosa che mi ha sorpreso maggiormente è stata la capacità di adattamento dei ragazzi: in relazione ai grandi cambiamenti della quotidianità avrebbero potuto agire ed esprimere le loro frustrazioni in modo forte, invece sono sempre stati molto attivi, rispondendo con grande senso di collaborazione. Probabilmente anche grazie al grande impegno da parte del personale nel rassicurare, accompagnare e ri-adattare il proprio lavoro per fare sentire meno pesante l’impatto dell’emergenza. Sui diurni, la capacità di riadattamento da parte degli utenti e delle loro famiglie: sono state in grado di riorganizzare la propria vita nonostante le estreme difficoltà, collaborando e sostenendo i centri anche attraverso l’apprezzamento dell’impegno e lo sforzo manifestato dagli operatori.
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Testimonianze Il 2020, come già accennato molte volte, è stato un anno in cui l’emergenza Covid-19 ha generato importanti ripercussioni sulle attività dei nostri servizi. Molti, moltissimi, operatori hanno dovuto affrontare grandi paure e preoccupazioni nel gestire una quotidianità che, in situazioni specifiche, sembrava del tutto dissimile dall’esperienza di lavoro fino a quel momento provata. Perché quel che è accaduto non vada dimenticato, riproponiamo la testimonianza di due operatori impiegati nel Comparto A, che è stata risorsa importante in un momento di forte criticità. Anche se riferite ad una situazione verificatasi a inizio 2021, ha per noi senso riportarla in questo bilancio perché rappresentano l’esatta esemplificazione dei vissuti e delle emozioni che hanno caratterizzato la vita degli operatori all’interno dei servizi da inizio pandemia. Operatori che, grazie alla loro professionalità ed il loro coraggio, hanno consentito di dare continuità di servizio alle strutture residenziali.
Luigi Quanti sono i Centri Diurni gestiti dalla Cooperativa e nel 2019 «Senso precarietà paura credo che siano i termini che più qualidisono state lee strategie adottate per mantenere attivo l’«interesse» da parte del aterritorio? di altri mi hanno aiutato capire la situazione difficile che I Centri Diurni gestiti Lo Stradello sono tre: Odoardina, Benzi abbiamo vissuto in daquest'ultimo anno allo Stradello. e Le Samare. quel Quest’ultimo è gestito in collaborazione All'improvviso, contesto che mi dava certezzecon e L’Olmo Cooperativa Sociale per conto di Consorzio identità, è diventato ostile cancellando molti dei riferimenti Quarantacinque. Inoltre la Cooperativa gestisce due servizi consolidati nel tempo. Ci siamo ritrovati a costruire socio-occupazionali diurni entro i quali vengono proposti forzatamente un luogo nuovo, progettato da altri, in cui percorsi propedeutici di educazione al lavoro. avvertivamo sensazione di algalleggiando attesaogni di Rispetto allaladomanda relativa legame con il in territorio riprenderci con forza il vecchio, perché in quello c'è un pezzo Centro ha attivato strategie diverse. Ad esempio a Odoardina della nostra ci sono relazioni,legate c'è l'intimità della sono statevita, proposte piùle iniziative alle variazioni vicinanza di quelli che un tempo erano colleghi e che oggi stagionali del calendario settimanale della attività che, attraverso specifiche sono persone riunioni care, amici veri. e momenti di festa, hanno permesso didivalorizzare il rapportocicon famiglie degli messo utenti. La situazione grave emergenza ha le ulteriormente statecomprensibile incrementate letimore, attività esterne prevedendo allaInoltre provasono e con ma senza grosse la calendarizzazione di almeno una gita alla settimana. esitazioni, abbiamo messo a disposizione la nostra fragile Anche la partecipazione alle iniziative sostenute da Farmacie esperienza sul tema Covid. In questa fase ha prevalso il senso Comunali Riunite di Reggio Emilia, in collaborazione con Reggio del dovere. Tocchiamo con mano i bisogni, questa volta li Children “Atelier della creta” e «Musei Civici» ha permesso di sentiamo addosso maesiamo ripagati una forte sensazione creare nuovi legami di inserire alcunida utenti su progetti mirati. di essere utili, di contare ancora qualcosa. Tutto è Il programma delle attività del Centro Benzi è stato questo integrato successo perché ha prevalso il lavoro di squadra, facendo con nuove attività sul territorio: l'attività di Piscina, ad esempio, sentire ognuno di noi più forte e ravvivando in me un è graditissima e molti ragazzi hanno avuto la possibilità di parteciparesenso graziesi alappartenenza prezioso coinvolgimento dei famigliari arrugginito alla cooperativa. Un nella che scelta Altrelavorato opportunità molto importanti gruppo hadell'attività. semplicemente mettendo al centro state la partecipazione alcuni laboratori proposti piùsono che mai il benessere dei nostriadragazzi. il «Festival differenti» a a Carpi, le gite Nondurante aspettiamo che delle sianoabilità le emergenze tirare ofuori le legate all'attività di Blog (pubblicazione on line di articoli redatti nostre qualità, ma mi auguro che ci possano essere occasioni dagli utenti), e quelle orientate a interessi più «soddisfacenti» pensate per poterlo fare con serenità» come ad una torrefazione e in un biscottificio.
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Maria «È difficile esprimere con semplici parole l'esperienza vissuta in anno di emergenza. Posso cominciare col dire che in nessun momento non ho avuto paura per me ma ero molto preoccupata per l'integrità fisica degli ospiti. Quest'emergenza è come se mi avesse risvegliato facendo esprimere un’inaspettata voglia di mettermi in gioco; ho potuto riattribuire e riconoscere il valore umano di quello che ogni giorno facciamo. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto del gruppo di lavoro, fatto di persone che sono state capaci di accompagnarmi standomi sempre vicino. Alcuni colleghi mi hanno trasmesso la loro forza e il senso di altruismo disinteressato che li contraddistingue.. A loro sono molto grata. In questo anno dove ogni giorno abbiamo lottato per tutelare la nostra e la salute degli ospiti, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per ridurre il rischio di contagio, il pensiero e la volontà di riuscire a cavarcela era all’ordine del giorno. Paradossalmente questa esperienza, per tanti versi angosciante, mi ha ricordato in modo forte che abbiamo a che fare con le PERSONE e di questo non dobbiamo dimenticarcene. Loro sono il motivo per il quale noi stiamo qui, i nostri «ragazzi» meritano il nostro meglio, perché senza di loro non esisterebbero Arché, La Manta, Odoardina …... Lo Stradello! Per questo ricordo che nella mia mente c'era soltanto il pensiero.. “Basta che loro stiano bene e noi andremo avanti” Oggi i miei colleghi sono tornati e speriamo di superare presto questa fase e che tutto tornerà com'era prima... Abbiamo tanti motivi per ringraziare e per ringraziarci… siamo riusciti a rispondere all’appello quando nel mondo intero in tanti non hanno fatto più sentire la loro voce..»
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I SERVIZI DEL COMPARTO «B» Per ogni persona il lavoro è una fondamentale opportunità di realizzazione e partecipazione alla vita sociale. Il lavoro rappresenta una possibilità di sviluppo individuale e per la società. I «Servizi per l’inserimento lavorativo» della nostra Cooperativa hanno l’obiettivo di favorire l’accesso al mercato del lavoro e garantire un’occupazione dignitosa alle persone a rischio di esclusione o che si trovano in condizioni di fragilità o di disabilità. Attraverso la diversificazione delle attività produttive, la Cooperativa propone percorsi personalizzati per valorizzare le peculiarità e le attitudini individuali. Mediante l’utilizzo di strumenti atti a stimolare le potenzialità, il processo lavorativo è scomposto e adattato alle caratteristiche delle persone.
REGGIO EMILIA Stazione attrezzata di raccolta rifiuti via del Partigiano
Deposito Servizio manutenzione del verde via Ramazzini
NOVELLARA
Servizio di lavanderia
presso Asp Millefiori via costituzione 10/B
ALBINEA
Stazione attrezzata di raccolta rifiuti Via Varisto Antonio Via Martiri di Romania
SAN MARTINO IN RIO
Stazione attrezzata di raccolta rifiuti via Lemizzone
SCANDIANO
Stazione attrezzata di raccolta rifiuti via Padre Sacchi via Borsellino, Arceto
Deposito Servizio di manutenzione del verde via Munari, 7
Servizio di Lavanderia via Munari, 7
CASALGRANDE
Stazione attrezzata di raccolta rifiuti via Mancina - Salvaterra
CASTELLARANO
Stazione attrezzata di raccolta rifiuti
via Cimabue via delle Cave, Roteglia
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La maggior parte delle attività del Comparto B, ed in forma predominante quelle relative ai Servizi Ecologici Ambientali, sono regolate da contratti d’appalto e per questo soggette a periodiche scadenze con conseguente incertezza nel medio-lungo periodo. I Servizi di questo Comparto si sono confermati come ambito di esercizio molto importante per la nostra organizzazione: dal punto di vista economico hanno realizzato un apprezzabile risultato che, contestualizzato alla situazione di generale criticità indotta dalla pandemia, ha contribuito a mantenere un equilibrio positivo nel bilancio complessivo della cooperativa; inoltre il settore ha consentito di mantenere in attività gli addetti garantendo, nonostante le chiusure imposte dai vari decreti legislativi, continuità nella gestione dei servizi essenziali per la cittadinanza. Come già accennato il settore, per la tipologia di attività svolta, si presta perfettamente al coinvolgimento di persone in situazione di fragilità o di svantaggio. La legge n. 381/1991, e le successive indicazioni formalizzate dal Ministero del Lavoro e da INPS, stabiliscono che in merito alle cooperative sociali a oggetto plurimo (tipo A e B come Lo Stradello) le persone svantaggiate devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori «non svantaggiati» impiegati nel solo settore di attività di «tipo B». Anche nel 2020 la Cooperativa ha confermato il soddisfacimento di questo requisito con una percentuale di lavoratori svantaggiati pari al
45,45%
Inoltre le attività del comparto, anche per il 2020, hanno rappresentato un importate opportunità di accoglienza di esperienze di tirocinio di orientamento professionale. Nonostante l’emergenza Covid, durante l’anno siamo riusciti ad attivare 8 tirocini formativi per persone svantaggiate. In prospettiva, considerando l’impatto generato dalla pandemia da covid 19, affinché il Comparto continui ad assolvere a questa importante funzione sociale, la Cooperativa dovrà continuare ad investire in ulteriori ambiti di attività. Occorrerà rafforzare la capacità di acquisizione di nuove commesse di lavoro, sia tramite la partecipazione alle gare d’appalto, ma anche ampliando l’offerta dei servizi rivolti al mercato privato. Sarà pertanto importante porre attenzione ai sistemi di promozione dei servizi, sia attraverso specifiche strategie di comunicazione, sia attraverso una sempre maggiore attenzione alla qualità e professionalità delle prestazioni, ma anche alimentando le «buone» relazioni con gli attuali e futuri committenti. Sarà quindi fondamentale mantenere alta l’attenzione del nostro territorio, e sollecitare le istituzioni, locali e non, a preservare (e in taluni casi a costruire) un contesto dove la funzione sociale della Cooperativa possa trovare concrete possibilità di espressione.
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Intervista a Daniele Tamburini Coordinatore Servizi Ecologici
Daniele inizia la sue esperienza a Lo Stradello nel 2003 nelle vesti di obiettore di coscienza. Questa esperienza gli consente di sperimentare la maggior parte delle attività all'interno del Comparto ambientale ed al termine propone la sua candidatura come operatore ecologico. Successivamente ad alcuni mesi di impiego in questo ruolo, viene incaricato con il ruolo di coordinatore dei Servizi Ecologici Ambientali. Nel corso del 2020 il ruolo è stato suddiviso su due figure e Daniele ha mantenuto il coordinamento dei Servizi Ambientali (raccolta differenziale, ritiro ingombranti e spazzamento)
Daniele, puoi illustrare quali sono i servizi che svolge il settore che coordini e quali funzioni “sociali” svolge? Il settore «ecologico ambientale» si occupa di fornire alcuni importanti servizi per i cittadini di alcuni Comuni del nostro territorio. In particolare gestisce la raccolta differenziata di carta e cartone, il servizio di ritiro ingombranti, la cura dell’igiene urbana di alcuni spazi collettivi (servizio di spazzamento urbano) e la gestione di Centri di Raccolta Differenziata. La funzione sociale è intrinseca all'attività, che vede un importante impiego di persone, alcune in situazione di fragilità, legate dal comune denominatore del lavoro. Il settore rappresenta una concreta opportunità di sperimentazione di un «fare lavorativo», permettendo di conoscere ed acquisire competenze che potranno essere applicate nel mondo del lavoro. Inoltre, penso che esprima un valore sociale oggettivo nel momento in cui consente alla cittadinanza di disporre di un contesto collettivo pulito e sano e di utilizzare efficaci servizi per lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. Secondo te quali elementi di cambiamento e di benessere vengono percepiti dalle persone coinvolte nei servizi ecologici – ambientali? Il cambiamento e il benessere sono fin da subito riconosciuti dalle persone nella dimensione più umana e meno meccanica. L’opportunità di lavoro restituisce dignità, senza privare di energie. I nostri interventi vengono svolti in contesti «aperti» e con tempi dilatati, che riempiono la giornata senza accorciarla, scandendo il ritmo con le giuste pause.
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Se diamo uno sguardo al 2020 pensiamo inevitabilmente all’Emergenza Covid-19. Come vi siete organizzati all’interno dei servizi per affrontare la pandemia e quali criticità si sono evidenziate nella gestione dei servizi? Nell’organizzazione dei servizi sono state diffuse e adottate le disposizioni governative e indicazioni interne per arginare la pandemia. Gli operatori sono stati istruiti rispetto alle procedure da attuare e sono stati forniti loro i dispositivi di protezione individuale. In un primissimo periodo alcuni servizi ritenuti non essenziali sono stati interrotti, mentre rispetto alle gestione di quelli inderogabili la pandemia non ha avuto particolare influenza rispetto Guardando al futuro: quanto questa esperienza inciderà sulla organizzazione del settore e quali obiettivi si intendono perseguire? Nel nostro caso, l'obiettivo rimane il consolidamento di una squadra che non ha particolarmente risentito di quest'esperienza. Paradossalmente l’emergenza ha consolidato la consapevolezza dei cittadini, ma anche degli operatori, che il nostro ruolo è tra quelli essenziali per un obiettivo di benessere collettivo; un ruolo che, nonostante le chiusure e le limitazioni, è stato riconosciuto e come tale ha stimolato un maggior senso di orgoglio all’interno dei componenti delle squadre di lavoro. Il riscatto di chi lavora nell'ombra, e per la prima volta si vede i riflettori puntati addosso.
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Servizi di Manutenzione del Verde
La realizzazione e la manutenzione del verde rappresentano un’altra gamma di attività che la Cooperativa offre attraverso servizi di qualità che vengono forniti a Enti della Pubblica Amministrazione, tramite contratto diretto o per conto del Consorzio Quarantacinque, oppure ai cittadini ed alle imprese private. Il settore è competente nell’offrire interventi di sfalcio dell'erba, la potatura di siepi ed alberi ad alto fusto, la raccolta delle foglie e la messa a dimora di nuovi impianti. L'attività permette inoltre di avviare percorsi di inserimento lavorativo e addestramento professionale attraverso i progetti individuali. La funzione sociale risiede, non solo nell’azione di manutentare costantemente gli spazi verdi cittadini, ma contribuisce anche a creare opportunità di lavoro rispondendo ad un incalzante e sempre più attuale bisogno sociale delle persone in condizioni di fragilità, valorizzandone le risorse e attribuendone un ruolo sociale riconosciuto. Oggi la squadra di intervento è composta da una ventina di operatori, di cui generalmente 8 assunti esclusivamente durante il periodo da aprile ad ottobre circa. All’interno della squadra sono operative 7 persone svantaggiate che, attraverso un coinvolgendo attivo in tutte le fasi di lavoro, sono perfettamente integrate con gli altri lavoratori. Il verde urbano rappresenta per questo, ed attraverso le sue molteplici funzioni, un importante elemento per il miglioramento della qualità di vita nelle città: la presenza di parchi, giardini, viali alberati in città contribuisce a riequilibrare gli effetti, a volte estranianti, delle edificazioni urbane fornendo l’opportunità di usufruire di spazi maggiormente vivibili e a dimensione di uomo e facilitando il recupero delle aree più emarginate e degradate, alle quali si restituisce nuova vita. Obiettivo del servizio a lungo termine è, oltre al mantenimento del livello di qualità raggiunto, di promuovere ed intensificare gli interventi di manutenzione del verde al contesto privato.
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Intervista a Federica Pozzi
Coordinatrice Servizi Alberghieri e Referente Convenzione ex art 22 L.R. 17/2005 Federica ha iniziato a lavorare presso Lo Stradello nel 2001 occupandosi di composizioni floreali e articoli da regalo presso la Serra. Dal 2003 al 2017 ha gestito, in distacco presso il Centro per l’Impiego di Scandiano, gli inserimenti lavorativi di persone disabili iscritte al collocamento mirato presso ditte soggette agli obblighi della legge 68/99, oltre che di persone svantaggiate. Dal 2017 è referente del Ufficio Acquisti e Ufficio Assicurazioni ed è Coordinatrice dei Servizi Alberghieri: lavanderia, cucine e pulizie. Inoltre si occupa di inserimenti lavorativi «ex art.22» della legge 68/99 per l’assunzione in Cooperativa di persone disabili iscritte al collocamento mirato e coordina il servizio di manutenzione delle fioriere.
Federica, potresti fare una breve panoramica dei servizi che coordini? Il mio incarico di coordinamento è distribuito sui servizi alberghieri principalmente svolti a favore delle nostre strutture. Nell’ «Area Cucina» ci occupiamo del servizio mensa per le strutture residenziali interne alla cooperativa. Si cucinano menù calibrati e personalizzati, rispondenti alle necessità degli utenti; nel corso del 2020 abbiamo assunto una terza cuoca a orario ridotto, per assegnare gli incarichi all’interno delle cucine esistenti dislocate in tre diverse strutture residenziali del Comparto A. Settimanalmente vengono preparati complessivamente circa 1.000 pasti. Con l’Area Pulizie provvediamo alla pulizia e igienizzazione delle varie sedi, quali quattro strutture residenziali e due diurne, spogliatoi dei vari settori e degli uffici. La squadra operativa è composta da SEI persone a orari part time. Il servizio di Lavanderia viene gestito presso due sedi separate: a Scandiano offriamo il servizio di lavaggio e stiratura della biancheria da letto, da bagno e da cucina e degli indumenti personali degli utenti che risiedono all’interno delle nostre strutture. Inoltre, grazie all’aggiudicazione di un bando di gara del Comune di RE, prorogato di un anno, offre il servizio di lavaggio di biancheria da letto e bagno per il Dormitorio Pubblico e per il Pensionato Cavazzoli e di tutti i paramenti degli uffici Comunali. Sono impiegate quattro persone di cui una a TP, tre a orario ridotto tra cui l’autista e una persona in tirocinio. Presso la sede di Novellara, interna alla R.S.A. Mille Fiori, si provvede al lavaggio di biancheria da bagno e cucina per la struttura residenziale per anziani, per un paio di centri diurni e per alcune scuole tra nidi, materne ed elementari. Per la struttura residenziale per anziani viene fornito anche il servizio di lavaggio e stiratura di indumenti personali.
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Presso questa sede sono impiegate due persone entrambe a orario part time. Area Manutenzioni di fioriere: si occupa del servizio di manutenzione di fioriere e piante all’interno di aziende committenti. L’impegno è calendarizzato in base alle commesse ed occupa una persona part time. Il servizio ha subito una riduzione in conseguenza delle varie restrizioni. Quanto ha influenzato l’avvento della Pandemia da Covid-19 e quali ripercussioni si sono verificate all’interno dei tuoi servizi? Con la pandemia abbiamo strutturato alcune modifiche nelle modalità di gestione del settore pulizie e soprattutto nella lavanderia. Si sono svolti specifici corsi di formazione per le addette sulle tecniche di igienizzazione degli ambienti e di lavaggio nella lavanderia, sull’uso dei dpi adeguati alla situazione e si sono creati protocolli rispondenti ai rischi derivanti dall’emergenza. Inoltre si sono adottatori specifici piani di sanificazione utilizzando prodotti igienizzanti per ambienti e mani. Si è verificato un notevole aumento di ore del servizio di pulizia all’interno delle strutture residenziali, mentre si è ridotto quello dedicato ai servizi diurni in conseguenza alla loro temporanea chiusura. Le addette hanno risposto molto positivamente, si sono adeguate alla situazione e hanno lavorato nel rispetto delle regole senza grosse difficoltà e con grande attenzione. E rispetto al futuro, come immagini potrà cambiare l’organizzazione di questi servizi ? La pandemia ha introdotto alcune misure di igienizzazione che dovranno essere considerate standard anche dopo il periodo di emergenza, per cui i settori pulizie e lavanderia sicuramente dovranno continuare ad essere svolti in considerazione di questo. Il personale assunto per far fronte alle nuove necessità che il Covid ha generato sarà mantenuto anche dopo l’emergenza. Il servizio di lavanderia dovrà essere potenziato per garantire il lavaggio e l’igienizzazione delle divise utilizzate quotidianamente nelle strutture socio-assistenziali.
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«Convenzione EX ART 22 L.R. 17/2005»! Ne sentiamo spesso parlare nell’ambito della Cooperazione Sociale. Ci puoi spiegare brevemente di cosa si tratta? E’ un ambito di intervento della Cooperativa che fa riferimento all’art.3 della legge 68/99 “Norme per il diritto al lavoro di disabili”, ossia all’obbligo attribuito ai datori di lavoro pubblici e privati, con almeno 15 dipendenti, all’assunzione di lavoratori con disabilità in misura proporzionale al numero complessivo di lavoratori impiegati nell’azienda. Dal 2007 la nostra Cooperativa ha attivato la Convenzione Quadro ex art. 22 della Legge Regionale Emilia Romagna n.17/2005 con la Provincia. Questa ha permesso di firmare alcuni accordi tramite i quali le aziende profit soggette all’obbligo di assunzione (Legge nr. 68), hanno scelto di esternalizzare commesse alla pari del valore di un’assunzione da parte de Lo Stradello di persone “svantaggiate” in sostituzione dell’impresa. Nel 2020, nonostante le difficoltà derivanti dalla pandemia Covid-19, si sono mantenute attive le convenzioni con «Casalgrande Padana» e «Officina Ferrari Carlo» e «Calcestruzzi Corradini». Complessivamente, grazie a queste convenzioni e nonostante la pandemia da covid-19, siamo riusciti a mantenere impiegate 4 persone svantaggiate e 3 operatori guida che le supervisionano e le sostengono nel loro percorso di «educazione al lavoro» . Ci ricordi quali lavorazioni vengono proposte nell’ambito di questi accordi?
Per «Casalgrande Padana» eseguiamo l’assemblaggio dei pannelli espositivi di piastrelle ceramiche e la confezione di documentazione promozionale utilizzata dai rappresentati dell’azienda. Nel corso dell’anno, vista la tendenza del mercato della piastrella verso formati di misure sempre più grandi, abbiamo incrementato la realizzazione di folder illustrativi e di cartelle espositive. Questo aspetto ha permesso di garantire un discreto livello di autonomia nel lavoro alle persone svantaggiate coinvolte.
Per «Officina Ferrari Carlo» di Fiorano Modenese svolgiamo una serie di piccoli interventi di manutenzioni del verde presso l’area esterna e cortiliva della ditta. Con la ditta “Calcestruzzi Corradini” di Casalgrande, anch’essa volta allo svolgimento delle manutenzioni di una vasta area verde recentemente realizzata dall’azienda in seguito al recupero di una cava dismessa.
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RACCONTIAMO DELL’EMERGENZA La fase di «lockdown»
In ottemperanza ai vari Decreti Ministeriali e dalle Ordinanze Regionali e Comunali in materia di contrasto all’emergenza Covid-19, a partire dal 9 marzo 2020 la Cooperativa ha definito una serie di disposizioni, protocolli ed azioni finalizzate alla maggior tutela della salute dei lavoratori, degli ospiti e dei volontari. Le fasi che hanno caratterizzato l’organizzazione dei servizi nella fase di lockdown sono state le seguenti: • da subito sono stati redatti protocolli specifici di gestione dell’emergenza da applicare nella quotidianità lavorativa (es: indicazione dei comportamenti da adottare, dispositivi di protezione individuali da indossare, istruzioni sulle modalità di sanificazione delle attrezzature ed ambienti…) • sono state indentificate ed istituite modalità di costante raccordo tra i vari responsabili dei servizi al fine di gestire le criticità e definire i criteri di applicazione interna delle diposizioni governative. Questi “tavoli permanenti” sono stati attivi ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, e sono supportati dall’utilizzo di piattaforme informatizzate di videocomunicazione. • laddove possibile si è incentivata l’adozione delle modalità di lavoro agile dal proprio domicilio per ridurre gli spostamenti e le esposizioni al rischio. • sono stata attuate le chiusure di alcuni servizi come previsto dai decreti ministeriali • sono state sospese le attività di socializzazione esterna rivolte agli utenti dei Centri Socio Riabilitativi Residenziali e sono state interdette le visite da parte di persone esterne, compresi i famigliari. • si è predisposto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e delle ulteriori misure di sostegno emanate dal governo per i lavoratori • rispetto alla fornitura dei dispositivi di protezione si è attraversato un primo periodo di forte criticità a causa della scarsità generale del materiale sul mercato. Progressivamente, anche grazie ad alcune donazioni da parte di terzi e dell’intenso lavoro dell’ufficio acquisiti, la situazione si è normalizzata ed attrezzata per rispondere alle necessità dei vari servizi. • la maggior parte delle attività del comparto B non sono state interrotte in quanto si configurano come servizi essenziali o sono state esplicitamente autorizzate, la manutenzione del verde invece si è ridotta ai soli servizi funzionali ad assicurare continuità ai servizi essenziali o di pubblica utilità.
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…e dopo il «lockdown»?
Purtroppo il percorso di «ritorno alla gestione ordinaria» dei servizi non si è concluso nel corso dell’anno e richiederà ancora molto impegno per un tempo che, ad oggi, nessuno è in grado di stabilire. Durante il 2020, con il termine del periodo di lockdown, si sono attuate molte azioni con l’obiettivo di tutelare la salute di tutte le persone che vivono la nostra cooperativa rispetto al Comparto B si sono riattivati i servizi di manutenzione del verde ed alcuni servizi di spazzamento comunale sono stati ampliati per garantire condizioni di maggior igiene dei quartieri rispetto al Comparto A sono stati gradualmente riattivati i servizi diurni in base a specifici piani territoriali, riducendo il numero di ospiti in compresenza e modificando la pianificazione delle attività a seguito di alcune positività al virus Covid-19 presso i servizio socio riabilitativi, in accordo con l’ASL di Reggio Emilia, sono stati attivati tutti i protocolli di tutela e tutto il personale operante nel comparto è stato sottoposto a screening a fronte della situazione di carenza di personale derivante dalle positività tra gli operatori si è provveduto a coinvolgere il personale impiegato nei servizi diurni oppure all’assunzione temporanea, anche utilizzando contratti di somministrazione tramite agenzia interinale in supporto a situazioni famigliari in condizioni di maggior sofferenza, in collaborazione con i servizi sociali, si sono attivati alcuni interventi domiciliari che hanno visto il coinvolgimento degli operatori dei Centri Diurni. Il personale impiegato in sede amministrativa è rientrato progressivamente ad operare in presenza In merito alla disponibilità dei lavoratori nell’affrontare quotidianamente la situazione di emergenza ed i rischi correlati (grazie alla quale si è potuta garantire la continuità assistenziale nelle strutture residenziali del Comparto A e la prosecuzione dei servizi essenziali gestiti dal Comparto B) il Consiglio di Amministrazione ha deliberato il riconoscimento in busta paga di un bonus per ogni giornata di effettiva presenza
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LE NOSTRE RELAZIONI
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STAKEHOLDERS
Sentiamo spesso parlare di «Stakeholders» di un’impresa! Ma chi sono? La definizione maggiormente condivisa li identifica come i «portatori di interesse» che ruotano intorno all’organizzazione. Per Lo Stradello rappresentano l’indispensabile universo delle persone fisiche e giuridiche interessate, per vari motivi, ai servizi e allo stato ed al benessere dell’organizzazione. Proprio per questo è nostro dovere prestare costantemente la massima attenzione alle esigenze e alle sollecitazioni che arrivano dal territorio, attraverso l’ascolto, la consultazione, l’informazione e il coinvolgimento di tutte quelle realtà locali che gravitano attorno la cooperativa. La politica di welfare locale e nazionale sta man mano attivando servizi che potranno operare in efficienza e con efficacia contemplando la sensibilizzazione ed il coinvolgimento attivo della cittadinanza, affinché la presa in carico delle situazioni di disagio non afferisca in modo esclusivo alla, o per conto della, committenza pubblica, ma possa concretizzarsi nell’espressione collettiva di un alto livello di responsabilità sociale. Nel grafico che proponiamo in seguito vogliamo rappresentare, non solo gli ambiti con cui abbiamo instaurato un rapporto di reciproco interesse, ma anche il grado che misura il legame che lo caratterizza: il centro interno rappresenta il «cuore della cooperativa» ovvero le realtà alle quali dobbiamo e vogliamo dedicare la maggiore attenzione perché particolarmente influenti e importanti; nei cerchi più esterni, abbiamo invece collocato gli attori che esprimono un legame sempre meno fondamentale ma pur sempre indispensabile per la nostra organizzazione.
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Nel corso degli anni questo grafico non ha subito mutazioni particolarmente importanti a testimonianza del fatto che la storicità di alcuni legami con il territorio sono «elemento» fondamentale per garantire continuità, sviluppo ed innovazione alla gamma dei Servizi offerti.
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Responsabile Comparto A
Responsabile Comparto B
Quali ripercussioni si sono generate sul piano operativo ed organizzativo del comparto dall’insorgere dell’emergenza Covid-19? La pandemia ha indotto importanti cambiamenti organizzativi nei servizi del comparto A: i servizi diurni sono stati chiusi fino a giugno 2020 e quelli residenziali hanno registrato una forte contrattura della presenza del personale operativo causa congedi familiari o malattia. L’aumento delle «malattie» è stata una conseguenza delle disposizioni ministeriali e delle direttive interne che, al comparire dei sintomi Covid, forzavano l’assenza del lavoratore dal servizio. Abbiamo quindi attivato molte sostituzioni, anche grazie alla disponibilità dei lavoratori dei centri diurni, allora fermi causa chiusura degli stessi. Altro elemento di forte impatto organizzativo è stata l’iniziale, e prolungata rispetto alle necessità, carenza di mascherine e degli altri DPI sul mercato: strumenti indispensabili per fronteggiare il contagio e proteggere gli utenti e gli operatori. L’introduzione dello smart-working per le figure non operative nei servizi, nella iniziale situazione fortemente emergenziale, ha reso molto complessa la gestione delle strutture ed ha necessitato di forti sinergie tra le funzioni attraverso canali di comunicazione a distanza.
Sul piano operativo i vari settori facenti parte del comparto “B” si sono adeguati, oltre che alle disposizioni impartite dal governo italiano, anche a quelle dei diversi committenti; soprattutto all’inizio della pandemia ci sono state alcune limitazioni dell’attività lavorativa. Dal punto di vista organizzativo è stato attivato un continuo e costante monitoraggio da parte dei responsali di settore e dei preposti affinché le disposizioni impartite dall’ufficio sicurezza fossero rispettate sia in termini di procedure antiCovid che in termini di forniture ed utilizzo dei dispositivi di sicurezza.
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Nella situazione emergenziale si sono ridotte le possibilità di espressione, non solo delle relazioni tra persone, ma anche di quelle tra le organizzazioni. Come ha reagito il territorio e quali strategie ha adottato il comparto per mantenere alto il livello di interazione? Sin da subito la collaborazione con i servizi committenti del territorio è stata rafforzata per fronteggiare una situazione che nessuna realtà era preparata ad affrontare. Con la chiusura dei centri diurni, gli incontri tra gestori, Ausl e Comuni hanno permesso di individuare alcune modalità di supporto alle famiglie e agli utenti: come le attività a distanza ed in video conferenza e gli interventi domiciliari. Queste modalità si sono rivelate importanti perché hanno permesso alle famiglie di non sentirsi sole. I famigliari si sono coinvolti nelle attività con i propri figli ed operatori (es attività di cucina) e si sono sentiti ascoltati nei momenti più critici. Per le situazioni di maggior bisogno sono state attivate le visite domiciliari da parte degli operatori «portando» il centro diurno nelle loro case. Per le residenze sono stati attuati i protocolli di sicurezza, che tra le altre cose hanno vietato tutti gli ingressi in struttura da parte di persone esterne, compresi i famigliari. E’ stato inoltre necessario interrompere ogni attività esterna e questo ha comportato un aumento dell’insofferenza e preoccupazione da parte degli utenti che hanno visto improvvisamente cambiare la loro programmazione settimanale. Pertanto abbiamo tentato di mantenere vivo il rapporto con il territorio e le famiglie attrezzandoci tecnologicamente per effettuare le video chiamate. Il potersi sentire e/o vedere ha permesso agli uni e agli altri di sentirsi rassicurati e vicini seppur lontani. In questa situazione molto particolare, ove i confini ed i limiti di incontro hanno reso impraticabili anche relazioni interne, è stato molto importante mantenere alimentati i rapporti con gli operatori dei servizi, offrendo spazi di rassicurazione, ascolto e confronto con i vari responsabili della Cooperativa.
Nel comparto B, i diversi responsabili, hanno adottato quegli strumenti propri della comunicazione a distanza quali video-call e chat ed hanno mantenuto costanti i rapporti, in particolare quelli con le figure di riferimento degli Enti pubblici. Per il resto, terminato il periodo di lockdown e man mano che si andava ad una attenuazione del fenomeno pandemico, anche in concomitanza della stagione calda, le attività sono andate a pieno regime e gli addetti incaricati ai servizi sono tornati in contatto costante con i destinatari delle attività. Il comparto B, come già accennato, passato un primo periodo di limitazioni al pieno svolgimento dell’attività lavorativa, è ripartito a regime normale e fortunatamente, grazie anche ad un basso tasso di morbilità tra i lavoratori, è stato possibile portare a termine quasi tutte le lavorazioni previste. Di particolare valore, a mio avviso, la presenza dei volontari alla vendemmia; penso infatti non fosse scontata considerando anche le diverse procedure giornaliere da seguire, tra le quali il continuo rispetto del distanziamento tra i filari della vigna.
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Nel futuro, quale valore assumerà la possibilità di allargare la rete di relazioni con il territorio e quale ruolo pensi possa assumere il comparto B in questo contesto? L’emergenza Covid ha costretto tutti a rivedere le priorità e gli spazi, soprattutto alla luce di un incremento esponenziale delle necessità sanitarie (preventive e gestionali) a scapito di un’impronta maggiormente educativa tipica delle strutture socio riabilitative come le nostre. Penso che nel prossimo futuro sarà necessario dare maggiore spazio alle figure sanitarie (es le infermiere) all’interno delle strutture residenziali, non solo come figure impiegate nella gestione di bisogni clinici individuali, ma anche come figure di riferimento, in collaborazione con il coordinatore, per la prevenzione e il monitoraggio di potenziali situazioni critiche dal punto di vista sanitario. Questo sguardo avrà necessariamente bisogno di una rete di collaborazioni tra la cooperativa ed il territorio (Asl, Igiene Pubblica, Comuni) per la definizione e la gestione di prassi di lavoro che permettano una circolarità di informazioni fluida ed efficace. Sono convinta che sarà necessario imparare a convivere con questa nuova dimensione legata all’arrivo del Covid, riconoscendo che, se in un primo periodo abbiamo agito in emergenza e ipotizzando di sospendere la nostra quotidianità in attesa di una ripresa del “tutto come prima”, sarà indispensabile ripensare come vivere il territorio, il tempo libero, la socialità per riprendere a nutrirci di relazioni. Questo sarà la sfida che coinvolgerà la cooperativa, gli utenti, le famiglie ed il territorio che li accoglie
Il rapporto con le persone che animano il territorio (pubbliche amministrazioni, aziende private, cooperative di servizi , di produzione e lavoro, privati cittadini,..) da sempre è la linfa vitale del comparto B. I bisogni di questi vari soggetti, sia pubblici che privati, sono diventati in questi anni sempre più onerosi; da qui la consapevolezza che è necessario operare al nostro interno per aumentare il grado di formazione dei lavoratori, questo proprio nell’ottica di poter ampliare il numero dei nodi di connessione della rete del territorio. L’inserimento lavorativo di persone fragili, non va dimenticato, continua ad essere il nostro primario impegno nell’interesse generale della comunità e oggi l’adempimento di questo ruolo contempla anche l’operare con nuovi strumenti di inclusione sociale quali ad esempio i tirocini di formazione, le convenzioni con ditte profit ex art.22 della L17/2005, i lavori di pubblica utilità, i lavori di messa alla prova… I numeri delle persone inserite a vario titolo nel comparto “B” e riportati in questo bilancio sociale vanno letti in un’ottica di costante ricerca di integrazione sociale dei cittadini attraverso lo strumento lavoro
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Le iniziative sul territorio In merito al tema delle relazioni con il territorio, gli eventi organizzati dalla Cooperativa sono un importante strumento per avvicinare la cittadinanza e diffondere una cultura di accoglienza. Sono stimolo alla curiosità ed inducono all’abbattimento delle barriere che spesso ostacolano l’integrazione sociale delle persone fragili. Purtroppo le restrizioni generate dall’emergenza covid-19 non hanno consentito la realizzazione di iniziative, se non l’inaugurazione di una mostra fotografica presso un bar situato in centro a Reggio Emilia. Il viaggio della vita rappresenta l’esito dell’attività di fotografia del CSRD Odoardina. Durante l’attività i ragazzi, oltre a scattare le immagini presentate alla mostra presso un bar del centro di Reggio Emilia, hanno provato ad esprimere cosa rappresenta per ognuno di essi l'essenza più profonda nella vita, attraverso un viaggio che inizia all'origine. «Dal preciso istante in cui nasciamo iniziamo un percorso individuale che ci accomuna tutti quanti. Le mani rappresentano l'amore che ci cura, la famiglia che ci ama incondizionatamente, gli amici che colorano le nostre giornate. Insieme al treno, sono la partenza il punto esatto in cui la nostra coscienza incontra il mondo. Abbiamo scelto le quattro stagioni per dare un senso alla nostra vita: • la primavera al momento in cui tutto nasce, la nostra infanzia dove tutto è innocente • l'estate, con i suoi colori e profumi, rappresenta la nostra giovinezza, i pensieri che si fanno leggeri, l'allegria e i sorrisi degli amici che ci accarezzano il cuore • l'autunno ci fa pensare alla maturità, l'età in cui ogni chicco seminato e cresciuto lungo il cammino è pronto per essere raccolto è custodito come un sapere da condividere con chi amiamo e stimiamo • infine l'inverno che, anche se sembra privo di colore rispetto alle altre stagioni, è in realtà la massima espressione della forza attraverso la saggezza. Anche l'albero che ai nostri occhi sembra il più fragile, coperto di ghiaccio tra la nebbia, resiste grazie alle sue radici»
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Il territorio durante la pandemia Covid -19 L’insorgere della pandemia Covid-19 ha limitato, se non quasi annullato, le opportunità per incontrare, coinvolgere e conoscere il territorio che ospita i servizi della nostra Cooperativa. I primi mesi di lockdown sono stati molto complessi ed hanno colto impreparati i vari settori di intervento in termini di procedure e direttive interne, ma anche e soprattutto rispetto alla fornitura dei dispositivi di protezione individuale, irreperibili per molte settimane. In questa situazione di forte criticità la cittadinanza ha manifestato aspetti di vicinanza e attenzione supportando il reperimento di materiali indispensabile, come ad esempio mascherine e visiere) o donando generi alimentari per gli ospiti dei Centri Residenziali (uova di pasqua, bibite, popcorn…)
Parallelamente la Cooperativa ha promosso una campagna di raccolta fondi per sostenere le spese di acquisto dei dispositivi di protezione individuale. Anche in questo caso il territorio ha risposto con generosità realizzando una somma di circa 5.500 € a favore della nostra realtà.
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LE NOSTRE PERSONE
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PARLIAMO DI LAVORO La gestione del personale, in conseguenza alla 2017 2018 2019 2020 situazione emergenziale da pandemia, ha comportato una serie di movimentazioni che, differentemente da quanto accaduto negli anni 188 205 Lavoratori impiegati 204 precedenti, ha modificato l’assetto delle equipe di lavoro, non tanto in termini numerici Lavoratori con contratto complessivi, ma piuttosto in termini qualitativi. 150 158 172 a tempo indeterminato Il settore maggiormente sottoposto all’influenza dell’emergenza Covid-19 è stato il Comparto A. Lavoratori stabilizzati Settore che ha saputo garantire la continuità dei con contratto a tempo servizi residenziali anche durante la fase di 6 12 20 lockdown, operando in una situazione del tutto indeterminato inaspettata e per la quale nessuna realtà come la nel corso dell’anno nostra era preparata ad affrontare. La forte richiesta di OSS da parte del Servizio Sanitario Lavoratori con contratto 38 47 32 Nazionale, motivata dall’esigenza di personale a tempo determinato nei reparti ospedalieri, ha generato un lieve ricambio di operatori. In merito, analizzando la 111 118 Lavoratori Comparto A 116 tabella, si evidenzia per quest’anno un aumento di 11 lavoratori assunti a contratto indeterminato, a fronte di 20 persone 60 68 Lavoratori Comparto B 71 «stabilizzate» a testimonianza del fatto che 9 persone con contratto a tempo indeterminato Lavoratori 18 18 17 hanno rassegnato le dimissioni. tecnostruttura Durante il periodo di lockdown i servizi di manutenzione del verde ed i servizi socio riabilitativi diurni sono stati soggetti a chiusura, pertanto i lavoratori impegnati sono stati ri-distribuiti su tutto il comparto di appartenenza, integrandone la turnazione. Questa movimentazione ha consentito la sostituzione del personale assente ma ha anche permesso lo smaltimento delle ferie pregresse e della flessibilità accumulata nel corso degli anni.
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Sul totale dei lavoratori, il 56% è impiegato presso i Servizi Socio Riabilitativi (Comparto A), mentre il 35% opera nel settore dell’inserimento lavorativo (comparto B) e l’ 9% presso il settore tecnico amministrativo. Anche quest’anno, confermando la percentuale storicamente rilevata, la presenza femminile complessiva all’interno della compagine lavorativa è lievemente superiore a quella maschile, in relazione ad un alto numero di lavoratrici presso i servizi socio riabilitativi. Nel corso del 2020 il numero di lavoratori che non posseggono la cittadinanza italiana non ha subito particolari variazioni e rispetto al 2019 ed è aumentato di 1 sola unità (8 nel 2017, 10 nel 2018 a 12 nel 2019, 13 nel 2020)
33%
47% 53 %
47% 30%
70%
53%
67%
L’età media dei lavoratori è di circa 46 anni aumentata di 2 anni rispetto allo scorso. Il Comparto A risulta essere «più giovane» rispetto agli altri settori, rappresentato da un età media di circa 44 anni, mentre nel Comparto B registriamo un valore più alto, ossia 51 anni, mentre quella degli impiegati presso la tecnostruttura si aggira intorno ai 47 anni. Il personale impiegato nella cooperativa sta progressivamente «invecchiando» a testimonianza del fatto che tendenzialmente i lavoratori che approdano a Lo Stradello trovano soddisfatto il bisogno di stabilità occupazionale e si sentono legati, su fronti diversificati, all’organizzazione.
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Per «turnover» del personale si intende il flusso di personale che transita (esce o entra) all’interno di un’impresa. Questo «ricambio» può essere conseguenza di esigenze organizzative di sostituzione (pensionamenti, stagionalità, malattie, aspettative…) oppure può derivare da elevati livelli di insoddisfazione o demotivazione personale dei lavoratori. In ogni caso, un alto tasso di turnover comporta generalmente un aumento dei costi di gestione del personale e soprattutto influisce negativamente sul clima e sull’organizzazione generale del lavoro quotidiano. Risulta quindi importante mantenere monitorato il tasso ed interpretarlo costantemente come indice della qualità del lavoro e, di conseguenza, dei servizi offerti. Per calcolare il tasso viene applicata la formula: (assunti + dimessi nel periodo / organico nel periodo x 100).
COMPARTO A: 31,30% COMPARTO B: 41,89% TECNOSTRUTTURA: 22,22 % Analizzando i tre settori della cooperativa si evidenziano valori in percentuale relativamente elevati. La gestione emergenziale conseguente alla pandemia ha sicuramente impattato sulla compagine operativa impiegata nei servizi socio assistenziali; rispetto alle attività dei servizi di inserimento lavorativo il valore indicato è comprensivo delle assunzioni stagionali che, durante l’estate integrano le squadre di intervento della manutenzione del verde; durante la parte conclusiva del 2020 alcuni uffici sono stati integrati con nuovo personale in affiancamento ad impiegati dimissionari o in conseguenza alla redefinizione delle funzioni tecnico-amministrative.
Comparto A
Comparto B
A seconda delle caratteristiche dei Servizi offerti dalla Cooperativa e dei contratti di committenza, i lavoratori occupati debbono disporre di specifici titoli di studio o competenze. In particolare, con l’applicazione della normativa regionale sull'accreditamento delle strutture socio sanitarie, la maggior parte dei Servizi gestiti dal comparto A, richiedono il possesso dei titoli di Educatore Professionale, Operatore Socio Sanitario, Infermiere e Fisioterapista. Per gli altri Servizi, compresi quelli del comparto B, essendo tendenzialmente gestiti per aggiudicazione da gara d’appalto, i titoli e le competenze vengono definiti di volta in volta dal capitolato e possono riguardare diversificate professionalità.
Comparto tecnico amministrativo
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Per la nostra cooperativa, «formazione» significa infondere metodologie, condividere strumenti e stimolare cambiamenti nell’organizzazione per generare dei comportamenti coerenti ai valori impliciti al nostro mandato. «Formazione» intesa come valore per la cooperativa che sollecita, non solo un aumento di competenze, ma anche una maggiore motivazione del personale. A questo termine possiamo associare tre concetti: 1. investimento nel futuro - la formazione è un costo ma in quanto tale rappresenta un investimento a lungo termine 2. cambiamento – la formazione attiva un percorso di riflessione e trasformazione individuale e aziendale 3. crescita – fornendo metodi e strumenti idonei, con la formazione è possibile ri-organizzare il lavoro per essere più produttivi e sviluppare nuove potenzialità. Anche per il 2020 la definizione del piano formativo si è Lavoratori coinvolti realizzata proponendo un questionario ai lavoratori che ha permesso di evidenziare i bisogni formativi percepiti dal singolo e di suggerire percorsi conosciuti e ritenuti validi per sé o per i propri colleghi. I dati raccolti sono stati condivisi con i coordinatori dei Servizi che hanno fornito ulteriori sollecitazioni in merito. Rispetto all’attuazione del piano, il 2020 non ha permesso lo svolgimento ordinario degli appuntamenti formativi. Molti corsi, inerenti alla formazione obbligatoria e a quella professionalizzante sono stati bloccati per numerosi mesi di cui 117 Formazione obbligatoria dell’anno. In alcuni casi la cooperativa ha sperimentato la 1.056 Formazione specifica Comparto A formazione a distanza, ma i risultati non sono stati entusiasmanti, sia per le difficoltà tecniche rilevate 262 Supervisione Comparto A nell’utilizzo degli strumenti, sia rispetto al livello di 299 Formazione specifica Comparto B attenzione mantenuto durante le lezioni. Rispetto al Comparto A molti operatori hanno partecipato 20 Formazione Tecnostruttura ad un percorso formativo specifico incentrato sulla gestione sanitaria dell’emergenza Covid-19. Il corso è risultato molto utile perché ha permesso agli addetti di operare in sicurezza nella quotidianità, disponendo delle opportune conoscenze Come ben visibile dai dati riportati, anche in questo caso la Pandemia ha ridotto notevolmente la partecipazione ed il ore complessive di coinvolgimento dei lavoratori nel processo formativo. formazione erogate nel 2019:
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ore di formazione complessive
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…e dal punto di vista della sicurezza? Quest'anno è stato invariabilmente segnato dall'esperienza pandemica. La Cooperativa tutta ha affrontato con coraggio le molte sfide a cui il Covid ci ha sottoposto, dagli effetti sanitari, a quelli psicologici, lavorativi ed economici. L'approccio con cui abbiamo affrontato, e stiamo affrontando, il virus è centrato sulla rapidità di intervento e sull’attenzione al monitoraggio delle fonti di rischio nelle nostre comunità di vita e di lavoro. Fin dall'inizio della pandemia la Cooperativa ha messo a disposizione di tutto il personale, dell'utenza e dei loro caregiver, un protocollo operativo ed un canale comunicativo diretto 24 ore su 24 con l'Ufficio Sicurezza. Ciò, insieme a tutte le altre misure di sicurezza messe in campo ed alla sinergia e collaborazione tra tutti le funzioni e ruoli , ha consentito alla nostra realtà di gestire al meglio delle possibilità realizzabili l'esperienza del Covid. Nonostante le grandi difficoltà, il sacrificio, le paure e le fatiche di tutti abbiamo raggiunto oggi un grande risultato: molti di noi non si sono ammalati e chi si è ammalato ha potuto raggiungere serenamente la propria guarigione, anche nei contesti comunitari e soprattutto non abbiamo perso nessuno (non è retorica ricordare che i Servizi di accoglienza residenziale come i nostri, durante questo anno di pandemia, sono stati quelli maggiormente colpiti anche rispetto al numero di decessi registrati tra gli ospiti) Questa pandemia ci chiede di rivedere il concetto di salute e le modalità relazionali con cui gestiamo i nostri servizi, cercando di sfruttare positivamente tutte le nuove esigenze di sicurezza. Paradossalmente si sono anche evidenziati alcuni aspetti di positività che andranno sicuramente considerati nella progettazione futura dei servizi: il primo fra tutti la valorizzazione del lavoro in piccoli gruppi per la riduzione del rischio che ha indirettamente accresciuto il livello di qualità educativo.
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OLTRE AI LAVORATORI? giornate di volontariato Quando menzioniamo il termine «Risorse Umane» non significa parlare solo di lavoratori, ma di tutte quelle persone che, a titolo diversificato, partecipano attivamente alla conduzione dei Servizi. Senza il loro contributo la gestione risulterebbe molto più complessa, onerosa e soprattutto impoverita di quelli aspetti relazionali e di socialità che vogliamo preservare. I SOCI VOLONTARI All’interno dello «Stradello» il Socio Volontario, ha la possibilità di esprimere il suo contributo nella gestione delle attività in diversificate modalità: sempre attraverso un coinvolgimento diretto sul campo ma attraverso forme diversificate a seconda del servizio in cui è accolto. Alcuni Soci affiancano gli operatori nelle attività dei Servizi Socio Riabilitativi, altri si occupano di supportare la gestione delle manutenzioni del verde o dei Centri di raccolta; altri ancora partecipano ai soggiorni estivi ed invernali dei Centri diurni e residenziali oppure offrono le loro competenze in sede amministrativa o si rendono disponibili in particolari momenti dell’anno ove è richiesto uno sforzo maggiore per gestire situazioni specifiche. Dal mese di febbraio del 2020 il coinvolgimento dei volontari è stato obbligatoriamente sospeso per molti mesi. Una piccola parte dei volontari ha garantito sporadiche giornate di presenza, solo nelle situazioni in cui è stato possibile garantire un adeguato livello di sicurezza.
800 700 600 500 400 300 200 100 0
793 578 313 73
2017
2018
2019
2020
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LA TESTIMONIANZA DI FULVIO TORREGGIANI
«ESSERE SOCIO VOLONTARIO» Sollecitato a scrivere una riflessione sul tema “Volontariato in Stradello”, il pensiero mi riporta agli albori della Cooperativa stessa quando, volendone battezzare le origini, venne coniata la definizione “Volontariato che si è fatto Impresa”. In questa definizione tutto si compendia: valori, obiettivi, passione, opportunità e rischi che un’impresa, tanto più se “Impresa Sociale”, avrebbe consapevolmente incontrato nel suo cammino. Già al quinto anno di vita (era il 1989), in un documento che a quei tempi poteva ritenersi un primo tentativo di “Bilancio sociale” si legge: “La Cooperativa, sorta come espressione di un impegno volontario, diventa sempre più punto di riferimento per singoli e gruppi che nel volontariato intendono realizzare i valori della solidarietà”. E davvero tanti sono gli esempi concreti a renderne testimonianza: la disponibilità di molti (anche non soci) a collaborare nelle varie iniziative che la cooperativa svolgeva sul territorio (fossero i banchetti in piazza o gli stand in Fiera); l’attività portata avanti dal circolo L’Aquilone (appositamente costituito per sostenere economicamente i primi investimenti sul podere); l’apporto dei numerosi obiettori di coscienza (successivamente ridefiniti nel Servizio Civile Volontario) che sceglievano di venire allo Stradello e, alcuni dei quali, diventandone poi soci-lavoratori come scelta di vita. Ma nel corso dei decenni molte cose sono cambiate, dettate anche da nuove normative cui la Cooperativa si è sempre prontamente adeguata (talvolta, anzi, precorrendone i tempi e facendo addirittura ricorso al TAR, come accadde nel 1993, per rivendicare il diritto a svolgere la cosiddetta “attività plurima”, solo più tardi finalmente riconosciuta e tuttora vigente). Anche in riferimento alla figura del “socio volontario” si è assistito ad una evoluzione legislativa che ha stimolato le Cooperative Sociali (prima della legge 381/91 si chiamavano “Cooperative di solidarietà”) a caratterizzarsi come vere e proprie “imprese” all’interno delle quali l’apporto economico del volontariato può essere solo “complementare”, ovviamente. Questa visione imprenditoriale è stata chiara fin dall’inizio nel vissuto dello Stradello (ce lo ricordava spesso il mai dimenticato Ivan Basenghi); al tempo stesso, però, la presenza dei volontari ha rappresentato sempre un “valore aggiunto” tanto indispensabile quanto gratificante; ce ne stiamo rendendo conto in questo tempo di pandemia che ci sta privando tutti di questa ricchezza, sia che si tratti del contatto con i ragazzi e gli operatori nelle attività dei laboratori o nelle uscite con loro in passeggiata, sia dell’incontrarci a condividere i lavori periodici nella vigna. Tutto questo ci manca e speriamo di poter presto ricominciare. Mi piace chiudere questa breve riflessione rievocando l’immagine (cara all’attuale Presidente Giannattasio) che simboleggia lo Stradello come un albero ben attecchito e con la fronda prosperosa che ogni anno cresce e abbisogna pure di qualche manutenzione per rinvigorire, semmai provvedendo a rimuovere qualche ramo improduttivo; un albero, tuttavia, che deve la sua robustezza a immutate radici profonde, una delle quali è, e dovrà rimanere, il volontariato.
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e al di fuori de Lo Stradello? Il principio che ci spinge a mantenere attivo il coinvolgimento dei volontari, è lo stesso che ci sollecita a cogliere le varie opportunità di interazione con le persone «esterne» alla Cooperativa. La nostra attenzione sta quindi nel ricercare e valutare esperienze idonee che, inserite nel nostro contesto, possono rappresentare un opportunità di incontro, ma anche di supporto, per i lavoratori e gli ospiti che accogliamo. Nonostante l'anno di pandemia passato la Cooperativa ha fatto il possibile per coniugare la sicurezza con il diritto all'accoglienza. Dunque, a momenti alterni, siamo
come riusciti ad ospitare 6
studenti in tirocinio con diverse funzioni operative e di concetto, per un totale di 720 ore erogate, incrementando di uno il numero di esperienze rispetto al 2019 corrispondenti a 200 ore in più. In alcuni casi, le esperienze di tirocinio sono state molto preziose e si sono trasformate in assunzioni all’interno dei Servizi alla persona.
7 percorsi di esecuzione penale esterna, per un totale di oltre 900 ore di servizio. Continua in quest'ambito - dopo lo stop pandemico - la Anche nel campo dell'accoglienza legale, siamo comunque riusciti a far svolgere
costruzione di un tavolo istituzionale di dialogo per la realizzazione di un servizio integrato di accoglienza sul territorio che metta a sistema la professionalità acquisita dalla Cooperativa nel campo della giustizia riparativa, in sinergia con altri attori locali, aprendoci così ad un nuovo mercato di attività sociale e lavorativa. Purtroppo, la pandemia ha interrotto temporaneamente la possibilità di collaborazione storica con l’Associazione «Per di Qua» sul progetto «mi fido di te» del volontariato all’interno della scuola d’obbligo. Con l’apertura del nuovo anno scolastico speriamo di poter riattivare questa preziosa collaborazione che ha sempre contribuito a diffondere l’operato della nostra cooperativa tra i giovani e che talvolta ci ha permesso di accogliere qualche studente all’interno delle nostre attività.
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GUARDANDO AL FUTURO…
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Il parere di Matteo Sassi nuovo «Responsabile Produzione e Servizi» Sono giunto in Cooperativa sul finire del 2020, anno inevitabilmente e drammaticamente segnato dalla pandemia SARS-Cov-2 per tutti coloro, e non solo, che operano nel settore sociale. Ho trovato un’organizzazione capace di promuovere, nonostante le grandi e contraddittorie trasformazioni del nostro tempo, uno spirito cooperativo autentico e distintivo nei valori quanto nelle prassi. Ho avuto modo di misurare queste caratteristiche nel corso della cosiddetta “seconda ondata” della pandemia che ha colpito anche diversi Servizi della Cooperativa. Nella prontezza della reazione che l’organizzazione ha posto in essere ho riscontrato principi e pratiche che contraddistinguono, a mio modo di vedere, la cooperazione sociale quale forma d’impresa. Mi riferisco alla valorizzazione della mutualità interna così come territoriale, alla generosità che ha contraddistinto tante lavoratrici e lavoratori, socie e soci. La risposta alla pandemia ha consolidato la buona reputazione e l’elevato grado di affidabilità della Cooperativa agli occhi delle Istituzioni, della Committenza e del territorio più in generale. Non era scontato che ciò accadesse.
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Come è naturale che sia, la fase emergenziale ha anche evidenziato importanti margini di miglioramento sul piano organizzativo e professionale. Sulla scorta di queste esperienze stiamo lavorando con serietà ed impegno - come sempre ha fatto Lo Stradello - ad un piano di miglioramento trasversale ai Servizi nel quale tutti possano riconoscersi. Gli obiettivi principali sono riassumibili nello sviluppo organizzativo dei Servizi, nell’efficientamento dei processi di lavoro e, soprattutto, nella continua innovazione progettuale. Quest’ultimo punto rappresenta il cuore delle attività, indica la strada maestra per non smarrire il senso del nostro lavoro e promuove una cultura professionale attenta ai bisogni e ai desideri delle persone. Se fino ad un anno fa parole quali prossimità, vicinanza o condivisione rappresentavano non solo principi e valori di riferimento ma pratiche quotidiane capaci di strutturare i processi di lavoro, l’avvento degli inevitabili dispositivi «anticovid» ha snaturato il senso racchiuso in quei principi e in quelle pratiche. La chiusura per lunghi mesi dei Servizi residenziali alle visite dei famigliari, così come l’impossibilità per gli utenti di frequentare attività esterne alle strutture, ha determinato una prassi opposta al paradigma su cui si è costruita la cultura dei Servizi: non più apertura e permeabilità ma chiusura e distanziamento. La comprensibile, e per certi versi inevitabile, farraginosità delle normative e dei regolamenti anticovid non ha solo reso ancor più difficile il lavoro quotidiano di operatori e professionisti ma ha anche contribuito a logorare il senso del proprio mestiere o, quanto meno, a metterlo a dura prova. Non dobbiamo perdere di vista o sottovalutare la portata di questi fenomeni. Per questa ragione sono convinto che ogni risorsa disponibile – umana e finanziaria - debba oggi essere efficacemente indirizzata verso un piano di ripartenza che traguardi la Cooperativa e tutti i suoi Servizi oltre la fase pandemica, facendo tesoro delle esperienze, a partire da quelle più difficili, che ciascuno ha maturato.
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E PER FINIRE…
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CONCLUSIONI llIl 2020 sarà ricordato per sempre l’anno garantisce del Ho avuto il privilegioincarico (così lo considero) che di osservare ed Bilancio Sociale 2019 della come economica la massima le emergenze giorno dopo Coronavirus. Ancora oggi, rappresenta e purtroppo chissà per quanto ascoltare alcuni vari settori ed alcuni ospiti e, Cooperativa Lo Stradello conoscenza della Cooperativa aglilavoratori giornodei emergevano. altro tempo, l’impatto che ha sulla occhi vita didiognuno di d’innanzi alle loro azioni ed ai loro è stato moltoi un obiettivo che oramai da avuto tempo chi, dall’interno e dall’esterno, L’impegno e racconti, la serietà di tutti noi ci realizzato obbliga a ripensare al nostro modoladi organizzare naturaledacommuoversi e provareeammirazione. viene grazie al compimento vive e la la frequenta Socio, lavoratori i soci della cooperativa Lo quotidianità, il mondo e In questo da tutti ciho hanno sentito epermesso riconosciuto di un gruppo ildi nostro lavoro emodo fruttodidi osservare un lavoratore, volontario, ma confronto, anche stradello di soprattutto di interagire con esso. che, intorno a noiospite, l’espressione di una forza e di unaun volontà accanto alla lungo percorso di raccolta datiIl fatto e beneficiario, familiare, attraversare mare che, decisamente in molte sono ammalate, alcunecommittente, sono riuscite a professionalità, hanno contrastato efficacemente le grandi analisi. persone Questo si documento maturato fornitore o cliente. burrasca. guarire e altre ancora, e purtroppo, non ceIl l’hanno ha COVID-19 paure e nei preoccupazioni. Con questa gravosache esperienza nel tempo è diventato sempre dilagarefatta, del virus primi Nonostante il periodo stiamo modificato le nostre abitudini, il nostro incontrare potutoa riscoprire il sensocrediamo e la «potenza» della maggiormente un fedele documento di modo mesi didel 2020 ci abbiamo ha costretto attraversando, di avere delle l’altro una per costante preoccupazione di preservare collaborazione, del contare uni sugli altri enei del confronti condividere chiaro inducendo riferimento l’andamento sospendere e rallentare gli obiettivi che precisegliresponsabilità di la nostranostra salute eCooperativa quella dei nostri le risorsecondiviso per il beneciascuno collettivo. per me, significa della e famigliari. nel come Cooperativa avevamo e Questo, per questo desideriamo Come già sottolineato colleghi, alla nostra «cooperazione» valore stakeholder più importante contempo funzionaleda altri anche per pensando e intrapreso, spostando le nostree rappresenta coinvolgere ili nostri e la Cooperativa questi fattori hanno rivoluzionato modo affinché un’organizzazione, fatta persone delineare i piani di sviluppo degli anni prioritàil sui temidilegati alla sicurezza e comunità di dicui siamo come parte lainnostra, modo dare significato a quel che facciamo. Sono Educatore possae continuare operare nei in unnostri percorso che, mai come prossimi. alla un salute degli ospiti di tutti i ad attivo processi, professionale… mi è stato insegnato che lo strumento neicontinuato prossimi anni, sarà di certo di incertezze ed Rimane estremamente importante, lavoratori che hanno ad non abbiamo fattoprivo finora e come principale nostro illavoro rappresentato da noi stessi in i ostacoli. mettere indel evidenza nostroè lavoro di operare in tutti servizi ritenuti continueremo a fare, partendo proprio relazioni con l’altro, doveper la quel relazione il mezzo con cui Non aposso che concludere una sola parola di impresa sociale non solo che è necessari, continuando garantire da questo con Bilancio Sociale, buona prendersi e sollecitare il cambiamento. ringraziamento rivoltalettura. ai Soci, ai Lavoratori, ai Volontari ed riguarda carico, gli prenderci aspetti cura economici, professionalità e garanzia Una relazione fatta di vicinanza emotiva ed agli utilizzatori dei nostri servizi. finanziari e patrimoniali, che purefisica, sonocognitiva, nell’erogazione. empatia. Con lae pandemia ha ledovuto fondamentali vengono questo trattaticoncetto Durante settimane più complesse misurarsi con le restrizioni a Bilancio tutela della salute e ci ha sanitaria GRAZIE, ci una siamo parola che in specificatamente nel dell’emergenza costretto a lavorare in un in cui ritrovati la «vicinanza» si èaffrontare questouna contesto d’Esercizio, ma anche perambiente quelli che a dover serie disignifica trasformata un identitari, tratto in le«distanziamento», in alcune stima e che riconoscenza e sono i nostri ad valori nostre sfide senza precedenti mai situazioni mediata da une computer o un tablet che sono sicuro potrà risposte aiaddirittura bisogni della comunità i avremmo immaginato di questa come distrategici connessione. sostenerci nostri mezzo obiettivi per il futuro. portata. Come potevamo preparati ad un evenienza simile? Siadavvero reciprocamente Riteniamo quindiessere questo strumento Un momento delicato ein tutte dal punto di organizzativo, e soprattutto dal punto situazionidire che di il futuro, essenziale pervista garantire la trasparenza complicato, chediperòlepossiamo vista emozionale e ilpsicologico, PERSONE che per così merito indefinito, ci e necessario a restituire valore della le aver attraversato di un costituiscono la nostra Cooperativa hannolavoro reagitodida subitocheriserverà. sua dimensione sociale che come gruppo immediatamente Igor Ghisio (Vice Presidente) condividendo ogni strumento a loro disposizione. dicevamo unitamente alla dimensione si è strutturato e attivato prendendo
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Schede regionali di sintesi DPG/2016/17455 E.R. del 25/1/2016 E – L.R. E.R. 12/2014
Sezione 1 – Dati Anagrafici 1.1 DATI GENERALI Denominazione
LO STRADELLO Società Cooperativa Sociale
Partita IVA
01163380353
Codice fiscale
01163380353
Numero di iscrizione all’albo nazionale delle cooperative (categoria cooperative sociali)
A106184
Anno di costituzione
1984
1.2 SEDE LEGALE Indirizzo
via Munari, 7
C.A.P.
42019
Comune
Scandiano
Provincia
RE
Telefono
0522 982601 – 0522 854221
Fax
0522 851078
Sito internet
www.lostradello.it
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1.3 UNITA’ LOCALI Tipologia e denominazione
Indirizzo
Telefono
Laboratorio - Concha
via delle Scuole 3/A 42019 Scandiano (RE)
0522 982601
mercatino@lostradello.it
Deposito - Verde
via Ramazzini, 33/I 42124 Reggio Emilia (RE)
\
verde@lostradello.it
Laboratorio Lavanderia
via delle Scuole 3/C 42019 Scandiano (RE)
0522 982601
federica.pozzi@lostradello.it
Sede operativa CSRD Odoardina
via Salimbene da Parma, 143 42124 Reggio Emilia (RE)
0522 531628
odoardina@lostradello.it
Sede Operativa CSRR Zorella
Via Cesare Pavese, 94 42020 Quattro Castella (RE9
0522 1717620
zorella@lostradello.it
Sede Operativa CSRR La manta App Archè
Via Forlanini, 1 42122 Reggio Emilia
0522 345061 0522 340169
lamanta@lostradello.it arche@lostradello.it
Sede Operativa CSRR Stradora CSRD Benzi
Via Munari, 5 42019 Scandiano (RE)
0522 985154
stradora@lostradello.it benzi@lostradello.it
Sezione 2 – Struttura e governance 2.1 Dati Presidente / Legale Rappresentante Cognome e Nome: Giannattasio Piero
Da quanti mandati è in carica? 5
68
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2.3 Consiglio di Amministrazione N. Componenti persone fisiche
12
N. Componenti persone giuridiche
di cui maschi
6
di cui femmine
6
di cui persone svantaggiate
0
di cui lavoratori
8
di cui volontari
1
di cui famigliari o utenti
1
di cui sovventori
2
0
2.4 E’ presente l’amministratore unico? NO 2.5 Nello Statuto è indiato il numero massimo di mandati? Se si quanti? Art. 30 Statuto: «Gli amministratori sono rieleggibili entro il limite di mandati consentito dalla normativa vigente» 2.6 Nel 2020 quante assemblee soci sono state convocate? N.
1
% media di partecipazione
13%
69
2.7 Principali reti e collaborazioni attive con i soggetti esterni Denominazione
Tipologia di soggetto
Tipologia di collaborazione
A.U.S.E.R. Associazione di volontariato
Organizzazione di volontariato
Convenzione
Associazione Per di Quà
Organizzazione di volontariato
Convenzione
Fondazione ENAIP
Fondazione
Convenzione
Associazione Onlus Credere per Vedere
Altro ente senza scopo di lucro
Convenzione
Durante e Dopo di Noi
Fondazione
Altro
Circolo L’Aquilone
Associazione di promozione sociale
Altro
Gruppo Scout di Scandiano
Altro ente senza scopo di lucro
Altro
Parrocchie territoriali
Altro ente senza scopo di Lucro
Altro
Tribunale di Reggio Emilia / Parma / Modena
Ente pubblico
Convenzione
Legacoop
Associazione di imprese cooperative
Altro
Consorzio Cooperative Sociali Quarantacinque
Consorzio di cooperative
Altro
Tavoli tematici istituzionali
Ente pubblico
Altro
Discoteca Il Corallo Scandiano
Impresa commerciale
Altro
Co.Pr.E.S.C.
Altro ente senza scopo di lucro
Convenzione
L’Olmo Società Cooperativa Sociale
Società Cooperativa Sociale
Altro
Raptus Cooperativa Sociale
Cooperativa sociale
Altro
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Sezione 3 – Risorse umane 3.1 Numero di Soci persone fisiche con diritto al voto iscritti nel libro soci al 31 dicembre 2020 1. Soci persone fisiche
Maschi
Genere 2. Soci persone fisiche
Femmine 122
<=30
Età
Totale 140
262
31-50 7
>50
111
144
3.2 Numero di soci con diritto al voto al 31 dicembre 2020 per tipologia Tipologia
N.
Maschi
Femmine
1. Soci lavoratori
121
50
71
2. Soci volontari
47
26
22
3. Soci sovventori persone fisiche
88
43
45
4. Soci sovventori persone giuridiche Totale Soci con diritto al voto Di cui Soci Svantaggiati
6 256 8
Stranieri comunitari e extracomunitari
71
3.3 Lavoratori retribuiti (compresi i non soci) attivi nella cooperativa al 31 dicembre 2020 Lavoratori retribuiti
Maschi
1. Dipendenti (tempi pieni e part-time)
Femmine
Totale
98
109
207
1.1 a tempo indeterminato
90
93
183
1.1.1 di cui part-time
19
43
62
1.2 a tempo determinato
8
16
24
2
11
13
2. Lavoratori interinali
0
0
0
3. Lavoratori autonomi
0
0
0
1.2.1 di cui part-time
TOTALE
207
3.4 C.N.N.L. applicato Tipologia
Contratto collettivo nazionale di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative del settore socio sanitario, assistenziale educativo e di inserimento lavorativo
3.5 Formazione (esclusa la formazione obbligatoria) N. Ore di formazione totali N. Persone coinvolte Costi sostenuti
1.754 228 5587,61 €
72
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3.6 Legge 231/2001 La cooperativa applica le legge 231/2001?
NO
3.7 Profili professionali (n. di unità di personale) - Numero totale (corrispondente al numero totale di occupati) A1 (ex 1° livello)
Numero Addetto pulizie / cucina / ausiliari
1
Operai
5
A2 (ex 2° livello)
Numero
Operaio generico
17
Operaio agricolo
2
B1 (ex 3° livello)
Numero OSS non formato
1
Addetto lavanderie e pulizie interne
2
Manutentore
2
Operatore manutenzione del verde
3
Operatore servizi ecologici e ambientali
16
73
C1 (ex 4° livello)
Numero ADB / OTA / OSA / Adest..
3
Manutentore
1
Operatore Servizi ecologici ambientali
7
Operatore Servizi di manutenzione del verde
6
Addetto lavanderia
2
C2 (nuovo)
Numero
OSS
59
Impiegato
1
C3 (ex. 5° livello)
Numero Cuoco
1
Operatore
3
D1 (ex 5 livello)
Numero Operatore centro residenziale – diurno
29
Operatore manutenzione del verde
1
Impiegato
6
74
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D2 (ex 6 livello)
Numero Educatore professionale
11
Infermiere professionale
3
Coordinatore
2
Caposquadra
2
D3 (ex 7 livello)
Numero Educatore professionale coordinatore
E1 (ex 7 livello)
1
Numero Coordinatore / capo ufficio
E2 (ex 8 livello)
9 Numero
Coordinatore di unità operativa / servizi complessi F2 (ex 10 livello)
7 Numero
Direzione / Responsabili
4
75
Sezione 4 – Attività / Utenti
Riservato alla cooperative di tipo A e ad oggetto misto
4.1 Servizi offerti dalla cooperativa nel corso del 2019 e numero di utenti Servizi residenziali 10. Disabili – Centri socio riabilitativi e gruppi appartamento Servizi semi residenziali
Unità di conteggio N. Disabili
55
Unità di conteggio
16. Centri diurni socio – sanitari e socio – riabilitativi
N. Disabili
45 (+17 servizio Le Samare)
17. Laboratori protetti, centri occupazionali
N. Disabili
27 (+12 sevizio Le Samare)
4.2 Mix dei ricavi per tipologia di attività Coop A Ambito di utenza Disabili
Salute mentale Totale Ricavi Annui
Totale (euro)
Valore %
3.896,918 €
95%
199.733 €
5% 4.096,651 €
76
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Riservato alla cooperative di tipo B e ad oggetto misto 4.3 Numero persone svantaggiate presenti, nel corso del 2020, nella cooperativa Tipologia di svantaggio
Tirocini
Contratto
Altro (volontari)
Totale
di cui retribuiti
1. Detenuti ed ex detenuti
0
0
0
0
0
2. Disabili fisici
1
9
0
10
9
3. Disabili psichici e sensoriali
3
14
0
16
14
1. Minori (fino a 18 anni)
0
0
0
0
0
5. Pazienti psichiatrici
5
0
0
0
0
6. Tossicodipendenti / alcolisti (dipendenze patologiche)
0
3
0
0
3
7. Persone in condizione di fragilità (come da Reg. Europeo 651/2014)
0
2
0
0
2
8. Altro
0
0
0
0
0
TOTALE
8
28
0
36
28
77
4.4 Scomposizione del fatturato per aree 1. Area agricola Manutenzione del verde
X
2. Area industriale / artigianale a mercato
Assemblaggi
X
Lavanderia
X
3. Area servizi e commercio Igiene ambientale
X
Attività laboratoriali
X
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Sezione 5 – Dati economici / contabili 5.1 Fatturato Tipologia
Totale (euro)
Valore %
In Regione Emilia Romagna
Fuori Regione Emilia Romagna
TOTALE FATTURATO
6.482,359 €
100%
6.482,359 €
\
1.A Fatturato da Enti Pubblici per gestione Servizi Socio Sanitari e Socio educativi
3.681,532 €
56,8 %
3.681,532 €
\
1.B Fatturato da Enti Pubblici per gestione di altre tipologie di Servizi
1.905,094 €
29,4 %
1.905,094 €
\
2.A Fatturato da Privati – Cittadini
484.676 €
7,5 %
484.976 €
\
2.B Fatturato da Privati – Imprese
144.606 €
2,2 %
144.606 €
\
4.920 €
0,1 %
4.920 €
\
3. Fatturato da Consorzi e/o altre Cooperative
104.382 €
1,6 %
104.382 €
\
4. Altri ricavi e proventi
157.149 €
2,4 %
157.149 €
\
2.C Fatturato da Privati – Non Profit
79
5.2 Patrimonializzazione Capitale Sociale
221.919,53 €
Totale riserve
6.767,053 €
Totale patrimonio netto
7.004,294 €
5.3 Conto Economico Valore sul risultato di Gestione (A-B bil. CEE)
14.466 €
Risultato netto di esercizio
15.319 €
Compensi Compensi organi sociali e organi controllo, ai sensi dell’art. 2427, comma 1 numero 16 e numero 16 bis del codice civile Compensi Amministratori
14.900 €
Compensi Sindaci
1.149 €
Compensi revisore legale
10.550 €
Dati aggiuntivi Rapporto tra retribuzione annua lorda massima e minima dei lavoratori 1:2,96
Sede legale Via Munari, 7 42019 Scandiano (RE) Tel 0522 982601 – 0522 854221 Fax 0522 851078 mail: info@lostradello.it pec: lostradell@legalmail.it www.lostradello.it P.Iva: 01163380353