Bilancio Sociale
2016
Bilancio Sociale
2016
INDICE Introduzione
pag. 5
Chi siamo La nostra storia Dove siamo Le «mission» Governance e partecipazione Un «consiglio da amico» Imparare da «un consiglio» L’organizzazione Il Progetto di Fusione
pag. 6 pag. 7 pag. 9 pag. 11 pag. 12 pag.15 pag. 16 pag.17 pag. 18
Gli Utenti dei Servizi Socio Riabilitativi La provenienza territoriale Struttura protetta per disabili gravi «Archè» Centro Socio Riabilitativo Diurno «Benzi» Centro Socio Riabilitativo Diurno «Odoardina» Centro Socio Riabilitativo Diurno «Le Samare» Centro Socio Riabilitativo Residenziale «Stradora» – Appartamento «Il Bruco» Centro Socio Riabilitativo Residenziale «La Manta» Centro Socio Riabilitativo Residenziale «Zorella» Laboratori Socio-occupazionali «Concha» I Servizi Ecologici Ambientali I Servizi di Manutenzione del Verde Il Servizio di Consegna Pasti Il Servizio di Inserimento lavorativo Il Servizio di Lavanderia Servizio di Manutenzione e Acquisti
pag. 20 pag. 23 pag. 24 pag. 26
Gestione del Personale La Formazione «Altre» risorse umane Gli Stakeholders
pag. 53 pag. 56 pag. 58 pag. 67
Il rapporto con il territorio Palestra di vita e Autonomia Un legame importante Radio 106 Zora Eventi Dicono di noi Conclusioni
pag. 68 pag. 70 pag. 72 pag. 73 pag. 74 pag. 76 pag. 77
Bilancio Sociale Introduzione
pag. 29 pag. 32
pag. 36 pag. 39 pag. 41 pag. 43 pag. 45 pag. 47 pag. 48 pag. 49 pag. 50 pag. 51
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INTRODUZIONE a cura di Claudia Melli
Il Bilancio Sociale è il documento che raccoglie ed illustra gli aspetti più significativi dell’anno cui si riferisce. Li racconta in relazione alla loro corrispondenza con gli aspetti valoriali e gli obiettivi dichiarati nella Mission. In più, quest’anno, la sua stessa stesura rende subito l’idea di quale è stato uno degli impegni più grossi perseguiti nel 2016: il percorso di studio e lavoro che ha portato alla FUSIONE delle cooperative ZORA e LO STRADELLO. Essendo infatti “fusi” ufficialmente dal 1 GENNAIO 2017, abbiamo pensato che sarebbe stato bello, opportuno, “sfidante” raccontare l’anno passato già come se fossimo stati unica cooperativa, quindi proporre UN SOLO BILANCIO SOCIALE. Questo specie perché, come richiamato in diversi articoli, l’impegno cui siamo stati chiamati ha comportato il lavoro congiunto del personale delle due imprese in diversi incontri durante tutto l’anno. Tra queste pagine rappresentiamo quello che è la nostra vita cooperativa , vita che si svolge in un continuo divenire. Cominciamo dunque in questa prima edizione, timidamente ma con convinzione ,a potere mostrare, relativamente alle persone di cui ci occupiamo, sia l’aspetto «casa» che l’aspetto «lavoro», il cui connubio e la possibilità di armonizzazione snella sono alcuni dei capisaldi che hanno motivato e sostenuto la nostra unificazione. Ci farebbe molto piacere se voleste, dopo la lettura, inviarci un commento, proposte, suggerimenti o anche solo un parere, all’indirizzo info@lostradello.it. Doveroso infine un ringraziamento particolare a Igor che ha curato questa edizione, ma non da meno a tutti i coordinatori, responsabili di funzione, referenti di settore, soci e amici che hanno dato il loro contributo, oltre a chi ha lavorato nel “backstage” fornendo un supporto prezioso. …..Buona lettura!
Bilancio Sociale Introduzione
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CHI SIAMO a cura di Igor Ghisio
Dal 1 gennaio 2017 LO STRADELLO O.n.l.u.s. è una Società Cooperativa Sociale di tipo misto che deriva dall’unificazione per incorporazione di Zora Società Cooperativa Sociale in «Lo Stradello». La «vecchia» cooperativa Lo Stradello nasce nel 1984 con lo scopo di favorire e sollecitare la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini, con particolare attenzione alle persone che hanno difficoltà di accesso e inserimento nella vita sociale, attraverso la gestione di servizi di supporto all’inserimento lavorativo e strutture socio riabilitativa diurne e residenziali. La Cooperativa opera sul territorio della provincia di Reggio Emilia in stretta collaborazione con i Servizi Sociali, Azienda Sanitaria e con i Comuni del territorio. E’ iscritta all’albo Cooperative Sociali di tipo misto A + B, pertanto gestisce servizi socio-sanitari educativi (comparto A) e svolge attività finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti socialmente svantaggiati (comparto B). COMPARTO A Gestione di Servizi Socio riabilitativi Diurni e Servizi Residenziali volti all’accoglienza di persone disabili adulte. Questi Servizi sono accreditati dalla Regione Emilia Romagna nel rispetto della normativa regionale e nazionale sull’Accreditamento istituzionale delle Strutture Socio Sanitarie oppure sono gestiti per affidamento da parte dell’Istituzione Pubblica con applicazione del Codice dei contratti pubblici e fornitura di servizi COMPARTO B Servizi di manutenzione del verde di parchi, giardini, aree verdi per conto di privati ed Enti pubblici; Servizi ecologici ambientali: in convenzione con Iren e altri Enti la Cooperativa effettua la raccolta di rifiuti, compresa quella differenziata, il ritiro materiali ingombranti e si occupa della gestione di isole ecologiche attrezzate. Gestione di un servizio di Lavanderia di abiti e biancheria piana di alcune strutture socio riabilitative del nostro territorio. La cooperativa collabora inoltre all'attività di sostegno di inserimento lavorativo con la Provincia di Reggio Emilia e attraverso il Consorzio Quarantacinque.
Bilancio Sociale Chi siamo
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LA NOSTRA STORIA a cura di Igor Ghisio La storia de «Lo Stradello» inizia durante gli anni 80, quando le prime forme di Cooperazione Sociale, basate sul volontariato e sulla solidarietà tra persone, presero vita sul nostro territorio nazionale. Nel 1982 la Comunità Europea finanziò un progetto triennale denominato “Lo Stradello” con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di soggetti portatori di handicap presso gli spazi di Villa Valentini a San Ruffino di Scandiano attraverso l’attività di allevamento di volatili e animali da cortile. L’esperienza fu gestita da operatori e volontari che, per garantire la continuità del percorso intrapreso e con il coinvolgimento dei famigliari e dei cittadini, nel 1984 fondarono la Cooperativa di Solidarietà Sociale “Lo Stradello”. Nel 1986, anche grazie ad una “mobilitata e mobilitante” raccolta fondi sul territorio di Scandiano, “Lo Stradello” acquistò un podere agricolo di 14 ettari e ristrutturò i vecchi casolari contadini presenti sulla collina per allargare la propria attività e permettere l’inserimento di altri giovani. L’obiettivo era quello di offrire a ragazzi disabili l'opportunità di sperimentarsi, di poter acquisire competenze lavorative, di potersi riconoscere come individui in un contesto in cui il lavoro è strumento per l'integrazione sociale, per l'emancipazione e l'affermazione personale. Con l’acquisto del podere la varietà di attività proposte dalla cooperativa si poterono integrare con l’apertura e gestione della serra, l’attività di floricoltura, vivaismo ed orticoltura, mantenendo attivi gli allevamenti già sperimentati a Villa Valentini. Successivamente alla progressiva e costante crescita della Cooperativa, in risposta ai bisogni che la stessa cittadinanza esprimeva, si delinearono due settori di attività, quello socio-riabilitativo e quello lavorativo protetto: accanto alla gestione delle iniziali attività agricole e di allevamento, la Cooperativa iniziò ad accogliere alcuni utenti in forma diurna presso l’allora Centro “Rosanna Benzi” (ricavato da una prima ristrutturazione degli edifici del podere) e presso il Centro Odoardina (convenzionato con il Comune di Reggio Emilia). Parallelamente, alcuni spazi destinati agli allevamenti vennero trasformati in quel che oggi è riconosciuto come il mercatino dell’usato «Magò» dove alcuni utenti del Centro Diurno Benzi vennero coinvolti in attività di recupero e riutilizzo di oggetti e mobili usati. Per fare fronte alle continue richieste di residenzialità espresse dalle famiglie del territorio, agli inizi degli anni novanta la Cooperativa decise di ristrutturare la seconda area del vecchio podere per ricavarne un Centro Residenziale. Per ottenere i finanziamenti necessari erogati dal Fondo di Solidarietà Intecooperativo, i Soci dello “Stradello” deliberarono di dar vita ad una nuova organizzazione cooperativa di tipo A, mantenendo viva l’attività di Cooperativa “madre” di tipo A/B e la proprietà del podere. Così, il 14 febbraio del 1997 nasce “ZORA”, il cui nome venne scelto tra una miriade di proposte grazie all’intervento di un ragazzo del Centro Diurno Benzi per ricordare l’affezionata zia. La gestione dei Centri Diurni Benzi e Odoardina passarono a Zora ed un anno più tardi venne inaugurato il nuovo Centro Residenziale “Stradora” (che prende il nome dall’unione di Stradello e Zora).
Bilancio Sociale La nostra Storia
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Da quel momento lo sviluppo della Cooperativa Lo Stradello si accompagnò, attraverso forti collaborazioni e sinergie, alla crescita della Cooperativa Zora ed entrambe intrapresero un percorso di forte specializzazione nei rispettivi ambiti di appartenenza. Da una parte Lo Stradello inizialmente scelse di investire su una connotazione agricola delle attività cogliendo le opportunità di sviluppo economico che il territorio offriva, e consentendo agli utenti di sperimentare un attività entro la quale era possibile verificare nell’immediato il risultato del proprio lavoro (allevamento degli animali, coltivazione di orti e giardini). Nel 1998 Lo Stradello affrontò l’emergenza di «Voci della luna», una Cooperativa sociale in difficoltà di Reggio Emilia che gestiva un servizio di inserimento lavorativo per pazienti psichiatrici, divenendone dapprima socio sovventore e successivamente assimilandola come ramo d'Azienza. Con l’obiettivo di ampliare le attività istituzionali e le proposte terapeutiche, nel 2000 prese avvio il Progetto «Centro Ippico» con la realizzazione dell’ippodromo che nel 2003 viene affidato in gestione all’associazione sportiva dilettantistica «Lo Stradello». Negli anni a venire Lo Stradello otterrà l’acquisizione dei servizi di manutenzione del verde, della gestione delle isole ecologiche e spazzamento di alcuni comuni del territorio (che divennero il fulcro delle attività) e parallelamente investì nell’acquisto di uno spazio commerciale a Scandiano, che venne dato in affitto al circolo «l’Aquilone» e alla Cooperativa Zora. Nel 2016 viene deliberato un nuovo investimento nella strutturazione dell’attività di lavanderia al servizio delle strutture residenziali di Zora e Coopselios ed avvia l’attività di consegna pasti a domicilio per la popolazione anziana del Comune di Scandiano per conto di Coopselios. Cooperativa Zora, parallelamente allo sviluppo delle attività de Lo Stradello e con l’intensificarsi dei rapporti con gli Enti Committenti e con i territori dei Distretti di Scandiano e Reggio Emilia integrò l’offerta di
Bilancio Sociale La nostra Storia
servizi socio assistenziali con l’apertura di nuove strutture residenziali e diurne ed alcune attività collaterali a supporto economico dei Servizi: • Centro Socio Riabilitativo Residenziale «Zorella» (Puianello) nel 2000 • Appartamento Protetto «Il Bruco» (Scandiano) nel 2001 • Centro Socio Riabilitativo Residenziale «La Manta» (Roncadella) nel 2002 • Centro Socio Riabilitativo Diurno «Le Samare» nel 2013 (Montecchio - in collaborazione con Consorzio Quarantacinque di Reggio Emilia, Cooperativa L’Olmo di Montecchio e Coopselios di Reggio Emilia) • Negozi dell’usato «Magò» e «Secondo Magò» (Scandiano) - 2013 • Struttura protetta per disabili gravi «Archè» (Roncadella) - 2016
Nel 2008, le due cooperative diedero vita ai “Laboratori Integrati” (oggi denominati Laboratori socio occupazionali «Concha») come innovativa proposta esperienziale e propedeutica all’inserimento nel mondo del lavoro di persone disabili adulte. Infine, grazie ad un aggiornamento normativo regionale, dal primo gennaio 2017 le due Cooperative si sono riunificate aprendo nuove opportunità di sviluppo e soprattutto garantendo una capacità di presa in carico più completa rispetto il progetto di vita della persona (possibilità di creare importanti connessioni tra gli aspetti legati alle attività socio educative a quelli caratteristici degli interventi di inserimento lavorativo).
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DOVE SIAMO CSRD “ODOARDINA” Via Salimbene da Parma, 143 42124 Sesso - Reggio Emilia Tel 0522 531628 odoardina@lostradello.it
CSRR“LA MANTA” Struttura Protetta Disabili Gravi «ARCHE’» Via Forlanini, 1 42124 Roncadella – Reggio Emilia (RE) Tel 0522 345061-340169 lamanta@lostradello.it arche@lostradello.it
CSRD “LE SAMARE” Via Fratelli Cervi, 5 42027 Montecchi Emilia (RE) Tel 0522 865893 lesamare@coopolmo.it
VILLA SESSO
REGGIO EMILIA MONTECCHIO
CSRR “ZORELLA” Via Cesare Pavese, 94 42020 Puianello – Quattro Castella (RE) Tel 0522 1717620 zorella@lostradello.it
RONCADELLA QUATTRO CASTELLA SCANDIANO
Laboratori Socio-occupazionali «CONCHA» Via delle Scuole, 3 42019 Pratissolo – Scandiano (RE) Tel 329 3708406 mercatino@lostradello.it
Negozio dell’Usato Secondo Magò Via Tintoretto, 25 42019 Pratissolo – Scandiano (RE) Tel 0522 857938 info@lostradello .it
Negozio dell’Usato Magò Via delle Scuole, 3/a 42019 Pratissolo – Scandiano (RE) Tel: 329 3708406 mercatino@lostradello.it
Sede Legale e Amministrativa Via Munari, 7 42019 Pratissolo – Scandiano (RE) Tel 0522 982601 info@lostradello .it
Bilancio Sociale Dove siamo
CSRR “STRADORA” CSRD“BENZI” Appartamento “IL BRUCO” Via Munari, 7 42019 Pratissolo – Scandiano (RE) Tel 0522 531628 stradora@lostradello.it benzi@lostradello.it
I SERVIZI DEL «COMPARTO A»
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DOVE SIAMO Isola ecologica di S. Martino in Rio via Lemizzone Deposito manutenzione verde Reggio Emilia via Ramazzini
Isola ecologica di Reggio Emilia via del Partigiano
Isola ecologica di Albinea via Varisto Antonio
SAN MARTINO IN RIO
REGGIO EMILIA Isola ecologica di Albinea via Falcone
ALBINEA SCANDIANO CASALGRANDE Isola ecologica di Arceto via Borsellino
CASTELLARANO ROTELIA
Isola ecologica di Scandiano via Padre Scacchi
Servizio di Lavanderia via Munari, 7 Scandiano (RE)
Isola ecologica di Casalgrande via Mancini - Salvaterra
Deposito manutenzione verde Scandiano via Munari
Isola ecologica di Rotelia via delle Cave
Sede Legale e Amministrativa via Munari, 7 – Scandiano (RE)
Bilancio Sociale Dove siamo
Isola ecologica di Castellarano via Cimabue
I SERVIZI DEL «COMPARTO B» 10
LE «MISSION»
1.
2.
Rispondere al bisogno di socializzazione, lavoro e affermazione individuale di persone svantaggiate, nella convinzione che il lavoro è per ognuno un diritto e una libertà irrinunciabili e che tutti, comunque, hanno diritto di vivere con dignità il proprio tempo Concorrere con le istituzioni e la comunità all’affermazione dei diritti delle persone svantaggiate
3.
Costruire occasioni di eque opportunità e diffondere e sviluppare la cultura della solidarietà
4.
Produrre anche autonomamente nuove iniziative ed essere sempre più una realtà radicata nel territorio, anche interagendo con la comunità locale
5.
Essere a tutti gli effetti un’impresa cooperativa fortemente partecipata, che produce ricchezza per la società, cercando di offrire i migliori prodotti e servizi ai clienti, agli utenti e alle loro famiglie
6.
7.
Mirare alla solidarietà patrimoniale, all’innovazione, al miglioramento dell’organizzazione e della produttività, nonché delle condizioni professionali e di lavoro, stimolando il senso di responsabilità e di appartenenza alla cooperativa Collaborare e integrarsi con le altre cooperative, per creare nuove opportunità di lavoro, per rafforzare la cooperazione nel mercato e svilupparne il ruolo sociale
Bilancio Sociale Le «Mission»
1. Rispondere al bisogno di socializzazione, emancipazione, affermazione individuale ed integrazione sociale delle persone svantaggiate, perché tutti vivano in benessere e con dignità il proprio tempo; 2. Lavorare in una situazione in continuo divenire, con la partecipazione attiva e plurale degli utenti, delle famiglie, dei lavoratori e degli Enti committenti; 3. Co-progettare, essere una realtà sempre più radicata nel territorio per arricchirne le reti relazionali, le risorse e le opportunità, anche promuovendo nuovi progetti e iniziative e sostenendo e organizzando azioni di volontariato;
4. Concorrere a riconoscere e affermare i diritti delle persone svantaggiate e ad abbattere le barriere (materiali e non) che provocano o mantengono situazioni di emarginazione e bisogno; 5. In un’ottica di costante ricerca della qualità, impegnarsi ad offrire ai clienti (utenti, famiglie, contesto sociale…) i migliori prodotti e servizi; 6. Stimolare e valorizzare il contributo dei soci alla vita della cooperativa, incentivandone il senso di appartenenza, e favorire la crescita professionale e migliori condizioni di occupazione e lavoro per i soci lavoratori; 7. Mirare al miglioramento dell’organizzazione, della produttività e alla solidità del patrimonio (efficacia ed efficienza delle azioni); 8. Interagire con le altre cooperative per rafforzare la cooperazione sul mercato, diffonderne i valori, svilupparne la presenza e il ruolo sociale e creare nuove opportunità di lavoro.
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GOVERNACE E PARTECIPAZIONE a cura di Igor Ghisio- Rapres
Nel corso del 2016 gli organi di governo delle due cooperative si sono posti l’obiettivo di ipotizzare, valutare ed eventualmente pianificare un percorso di unificazione che, in data 1 gennaio 2017, si è concretizzato con l’incorporazione di Zora in Lo Stradello con atto di fusione. In questo anno è stato fondamentale stimolare la massima partecipazione dei Soci delle due Cooperative per concepire un progetto di fusione condiviso, compreso ed adottato da tutte le parti. Il percorso si è realizzato attraverso la guida di un consulente esterno dell’ente Aps di Milano che ha accompagnato alcuni gruppi di lavoro (composti da Soci, lavoratori e rappresentati dei nostri stakeholders) nell’analisi di alcune aree di intervento delle Cooperative e nell’elaborazione di un progetto esemplificativo delle potenzialità conseguenti ad un operazione di fusione. I suddetti gruppi sono stati chiamati ad
un alto grado di condivisione del lavoro svolto, non solo nei confronti degli organi di gestione (i Consigli di Amministrazione ed i gruppi di Direzione), ma soprattutto di tutti i Soci delle due Cooperative. In tal senso sono stati organizzati numerosi incontri «aperti» nei quali si è presentato il percorso di fusione e si sono raccolte le osservazioni, paure, perplessità, entusiasmi e richieste di approfondimento da parte dei Soci.
Nel 2016 la Governance delle due Cooperative è stata ri-confermata mantenendo inalterate entrambe le composizioni dei Consigli di Amministrazione e dei Collegi Sindacali. Presidente:
Presidente: Piero Giannattasio
Vice Presidente:
Claudia Melli Vice Presidente:
Marzia Barani Consiglieri:
Claudia Melli Carlo Possa Valter Franceschini Gino Scalabrini Monica Messori Giulia Martinelli Gianni Davoli Federica Pozzi Spartaco Duò
Luigi Flotta Consiglieri:
Collegio Sindacale Presidente: Mauro Menozzi Sindaco effettivo: Franco Salsi Sindaco effettivo: Cinzia Viani Sindaco supplente: Tiziana Bertani Sindaco supplente: Rosanna Salami
Bilancio Sociale Governance e partecipazione
Piero Giannattasio Cinzia Gambetti Elio Annovi Cesare Sternieri Igor Ghisio Elisabetta Guidetti Lara Sassi Monica Lasagni Eleonora Alboni Collegio Sindacale Presidente: Franco Salsi Sindaco effettivo: Rosanna Salami Sindaco effettivo: Mauro Menozzi Sindaco supplente: Tiziana Bertani Sindaco supplente: Cinzia Viani
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Risulta interessante mettere in confronto alcuni dati riguardanti la composizione societaria delle due cooperative:
Base sociale
2014
2015
2016
Soci lavoratori
98
96
95
Soci volontari
27
36
38
1
1
1
126
133
134
46
43
43
1
1
1
47
44
44
Totale soci
173
177
178
Capitale sociale
€ 310.893,00
€ 309.353,00
€ 309.392,00
Soci cooperatori Cooperative Totale soci cooperatori Soci sovventori persone fisiche Soci sovventori Cooperative Totale soci sovventori
L’assemblea dei Soci si è riunita due volte: a Maggio per l’approvazione del Bilancio di esercizio, la nomina del revisore legale dei conti, l’illustrazione del Bilancio sociale e del progetto di unificazione con Lo Stradello. A settembre, in seduta straordinaria, per la delibera della fusione per incorporazione di Zora in Lo Stradello.
Base sociale
2014
2015
2016
Soci lavoratori svantaggiati
10
10
10
Altri soci lavoratori
22
20
20
Soci volontari
16
17
17
Soci svantaggiati
11
11
10
143
145
144
Soci organizzazioni territoriali
20
20
20
Soci Cooperative
10
10
10
Soci Enti Locali
1
1
1
Totale soci
233
234
232
€ 404.028,00
€ 404.473,00
€ 404.215,00
Altri soci persone fisiche
Capitale sociale
Bilancio Sociale Governance e partecipazione
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Rispetto alla gestione dei Soci di Zora durante il 2016 sono state attivate alcune azioni per incentivare il senso di appartenenza e di partecipazione alla vita della Cooperativa. Oltre agli incontri, già menzionati in precedenza, per la condivisione del progetto di fusione con Lo Stradello, per offrire maggiori servizi ai Soci si sono effettuate alcune convenzioni con numerosi esercizi o attività commerciali del nostro territorio che, a fronte dell’esibizione della Tessera Soci, hanno permesso di ottenere una scontistica o un agevolazione sull’acquisito di prodotti o servizi («Lo Stradello Garden», Cooperativa Sociale «L’Olmo», Circolo ippico «Lo
Stradello», Manutenzioni idrauliche e impianti caldaie «Davoli Paolo», Pizzeria «Roba da matti», Pizzeria «Peter Pan», Ristorante «L’Essenza», Ristorante «Trotter», Birreria «Red Mosquito», cinema «Cristallo», cinema «Boiardo», Servizi «CNA», «Spire Lab», «GM Motori», Ferramenta «Vacondio», palestra «Fisiokinè»).
Inoltre, per tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, Zora ha mantenuta attiva la convenzione con Mutua Nuova Sanità (MNS) di Reggio Emilia. MNS è società di mutuo soccorso, intercategoriale e solidaristica, che opera fornendo servizi nel campo dell’assistenza sanitaria e socio-assistenziale , mirata ad integrare le prestazioni del Servizio Sanitario Pubblico. La convenzione con Mutua Nuova Sanità prevede che la Cooperativa versi un contributo mensile per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, per il quale viene garantita una forma di copertura sanitaria integrativa. La tessera MNS dà diritto per ogni iscritto e per il proprio nucleo famigliare di usufruire di sconti presso un'ampia rete di strutture sanitarie private convenzionate, con la possibilità di effettuare visite specialistiche in regime di libera professione a costi ridotti e senza lunghe liste d'attesa. La tessera offre inoltre, in caso di specifiche situazioni, servizi di assistenza e consulenza quali: consulenza medica telefonica, invio di infermiere o fisioterapista a domicilio, invio di collaboratrice domestica, consigli medici telefonici ed informazioni sanitarie. Inoltre il pacchetto convenzionato prevede, per i soli iscritti, la possibilità di poter usufruire di una copertura sanitaria integrativa ottenendo il rimborso integrale dei ticket corrisposti per visite specialistiche e diagnostica strumentale per le prestazioni erogate dal Sistema Sanitario Pubblico.
Rispetto al passato ad inizio anno Mutua Nuova Sanità ha variato l’ente incaricato della gestione delle pratiche di rimborso ticket. Malgrado alcune situazioni non funzionali che hanno complicato il processo di rimborso, nella maggior parte dei casi i lavoratori hanno rimandato parere positivo apprezzando l’opportunità di recuperare il 100% delle spese mediche individuali. Anche per quest’anno alcuni lavoratori hanno richiesto l’estensione del servizio per i famigliari conviventi (e non) attraverso la corresponsione di una quota associativa agevolata
N richieste di rimborso 80
74
60 40
39
20
24 13 2 2014
0
67
41 28
32 28
5
7
2015
2016
N. richieste rimborso per accertamenti diagnostici
N. richieste rimborso per visite specialistiche N. Richieste rimborso varie TOTALE PRATICHE
Bilancio Sociale Governance e partecipazione
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Un «Consiglio» da Amico a cura di Flotta Luigi
Si è da poco concluso il mio percorso nel Consiglio di Amministrazione di «Zora» che è durato dodici anni (+1 di deroga per il completamento dei lavori che ci hanno portato alla fusione con Lo Stradello). Dodici anni non sono pochi, è vero, e a lungo andare un po' di stanchezza si è sentita ma è altrettanto vero che per poter dare un apporto attivo alle ricche discussioni che caratterizzano le sedute del consiglio, è necessario far maturare prima un minimo di esperienza, imparare ad essere riflessivi e lungimiranti, ragionare sempre per l’interesse generale, non farsi prendere dall’istinto o dalla fretta, ricordarsi in ogni momento di avere una grande responsabilità: quella di cercare di garantire il futuro alla vita stessa della cooperativa. Prendere decisioni non è facile, da ogni decisione scaturisce sempre qualche malcontento ma in fondo il lavoro del Consiglio è proprio quello di rimettersi continuamente in gioco e affrontare i cambiamenti e le nuove sfide che si presentano. Posso dire che, se il motore della nostra cooperativa è costituito dalla passione con cui tutti i soci si dedicano quotidianamente alle mille attività del nostro variegato quotidiano, il Consiglio di Amministrazione traccia il percorso da seguire aggiustandolo, modificandolo o cambiandolo totalmente per consentire il viaggio più confortevole possibile. Nel Consiglio ho avuto il piacere di conoscere e lavorare con persone serie e competenti che si adoperano con impegno per il bene della Cooperativa; nel Consiglio credo di aver dato molto ma di aver ricevuto molto di più perché ho imparato tante cose cambiando in positivo il mio modo di vivere dentro la Cooperativa avendone adesso una visione più ampia; in Consiglio si possono dire dei no e questo ne sottolinea il suo sano aspetto democratico. Per queste ragioni, come educatore e socio vi invito a pensare ad una vostra candidatura per partecipare come protagonisti attivi alla vita della Cooperativa.
Sono sicuro che il lavoro fatto dal Consiglio di Amministrazione di Zora in tutti questi anni troverà ampi spazi di espressione anche nel nuovo Consiglio de Lo Stradello contaminandolo con gli aspetti migliori del suo operato.
A tutti loro il mio più sincero buon lavoro!!! Luigi Flotta (consigliere uscente Zora Società Cooperativa Sociale)
Bilancio Sociale Un «consiglio» da amico
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Imparare da un «Consiglio» a cura di Giulia Martinelli
Quando mi è stato chiesto di entrare a far parte del Consiglio di Amministrazione de Lo Stradello, non sapevo che cosa mi aspettava. Di solito prendo le cose con serietà e mi piace fare nuove esperienze per cui mi sono detta: sarò in grado? Perché non provare? Sicuramente posso imparare qualcosa.. E così è stato e…. per sei anni ho fatto parte del Consiglio di amministrazione. Ricordo le prime riunioni dove ho conosciuto gli altri amministratori: un gruppo di «liffi anzianotti» (escluse le donne ed il Presidente che rimane liffo, ma non anzianotto..) che però lavoravano con estrema competenza su tutte le questioni che hanno riguardato il Consiglio. Ho visto nei loro occhi e sentito nei loro discorsi la passione mirata agli interessi della Cooperativa, la voglia di mettersi in gioco e lavorare insieme senza altri scopi personali. Dall'esperienza in C.d.a. ho imparato moltissime cose tecniche e meno tecniche riguardanti la gestione amministrativa, ma ho anche appreso cosa significa cooperare e lavorare insieme per uno scopo comune. Ho imparato che «i ragazzi» per Lo Stradello non sono mai stati numeri e che nonostante si debbano far quadrare i conti, l'interesse maggiore della Cooperativa sta nello far stare il meglio possibile le persone che la compongono e la vivono. E non ultimo ho scoperto che Lo Stradello è nato nel 1984, lo stesso anno in cui sono nata io e per me è stato un onore poter dare il mio piccolissimo contributo a questo “progetto” che ha oltre 30 anni. Ho il rimpianto di non aver dato alla Cooperativa tanto quanto ho ricevuto, mi sarebbe piaciuto donare ulteriore tempo per svolgere qualche azione di volontariato al suo interno. Chissà un giorno quando sarò anche io «liffa» e anzianotta perché no? Giulia Martinelli
(consigliere uscente Lo Stradello Società Cooperativa Sociale)
Bilancio Sociale Imparare da un «Consiglio»
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L’ORGANIZZAZIONE a cura di Igor Ghisio A livello organizzativo nel 2016 l’attenzione è stata profondamente orientata al processo di unificazione delle sue Cooperative. Pertanto, l’assetto non ha subito sostanziali variazioni con l’obiettivo di individuare e definire le funzioni ed i ruoli che caratterizzeranno la nuova Cooperativa. Con questa logica, a livello dirigenziale, si è tentato di favorire lo scambio ed il confronto tra le metodologie utilizzate, integrando gli organismi di alta direzione con alcuni componenti provenienti dall’altra Cooperativa.
In particolare, l’organismo di alta Direzione de Lo Stradello si è riunito per 30 volte prevedendo la partecipazione di: • Piero Giannattasio - Presidente • Marzia Barani – Direzione amministrativa • Gianni Ligabue – Responsabile attività produttive e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione • Giacomo Fabiole - Responsabile gestione personale • Claudia Melli – Presidente Zora Società Cooperativa Sociale L’organismo di Staff di Zora si è invece riunito 39 volte prevedendo la partecipazione di : • Claudia Melli – Presidente • Giacomo Fabiole – Responsabile gestione personale • Marco Bernini – Responsabile Tecnico Centro Socio Riabilitativi Diurni • Daniela Ugolotti – Responsabile Tecnico Centro Socio Riabilitativi Residenziali • Maria Calvari – Responsabile Acquisiti e Manutenzioni • Igor Ghisio – Responsabile Area Ricerca e Sviluppo • Piero Giannattasio – Presidente Lo Stradello Società Cooperativa Sociale Rispetto alle funzioni deputate alla gestione di altre aree di intervento non si sono verificate variazioni di incarico e si sono confermate: per Lo Stradello • Matteo Botti - Responsabile servizi di manutenzione del Verde di Scandiano • Terenziano Villani - Responsabile servizi di manutenzione del Verde di Reggio Emilia • Daniele Tamburini – Referente Servizi Ecologici ed Ambientali • Fabian Giovanardi – Referente Inserimenti Lavorativi • Federica Pozzi – Responsabile lavanderia e Responsabile consegna pasti a domicilio • Rossano Montanari – Ragioneria • Monica Messori – Segreteria affari generali • Maurizio Fajeti – Coordinatore laboratori socio occupazionali Concha • Riccardo Chierici – Ufficio personale per Zora • Cinzia Gambetti – Coordinatrice Struttura protetta disabili gravi Archè • Gianluca Giaroli – Coordinatore CSRR La Manta • Angelo Di Carlo - Coordinatore CSSR Zorella e Responsabile Servizio Civile • Arduini Massimo – Coordinatore CSSD Odoardina • Simona Bocconi - Coordinatrice CSRD Le Samare • Cristina Campioli – Coordinatrice CSSR Stradora • Serena Bigazzi – Coordinatrice CSRD Benzi • Nicola D’Isernia – Ragioneria • Barbara Giovannelli - Centralino
Bilancio Sociale L’Organizzazione
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IL PROGETTO DI FUSIONE a cura di Claudia Melli
La spesso richiamata, tra queste pagine, unione delle cooperative ZORA e LO STRADELLO si origina a fronte della nuova legge regionale sulla cooperazione sociale (LR 12,17 luglio 2014), che abolisce la pre-esistente del 1994, presentando un testo più attuale e soprattutto privo di quei vincoli richiesti per classificarsi come cooperativa “A/B” (ovvero di servizi alla persona e di inserimento lavorativo) che hanno in parte motivato la nascita della cooperativa ZORA da quello che era, si direbbe oggi, LO STRADELLO 1.0. A fronte del cambiamento normativo i due Consigli di amministrazione hanno valutato che la possibilità di unificarsi fosse da scandagliare e approfondire e hanno dato il via a un percorso di analisi e approfondimento realizzatosi grazie alla consulenza del Dr. D’Angella dello studi APS di Milano. La strutturazione si è concretizzata con la creazione di una “cabina di regia” che avesse, all’interno di 6 sottogruppi, il compito di immaginare cosa potesse voler dire un’unione secondo diversi punti di vista: gli stakeholder, l’organizzazione, i servizi, la mission, l’innovazione e gli aspetti sociali e statutari. Ogni sottogruppo è stato composto, a seconda del tema, da lavoratori, soci, consulenti esterni, rappresentanti del terzo settore, referenti o amministratori di enti pubblici, specialisti di alcune tematiche. Alla fine di questo tipo di analisi, durata circa otto mesi, è stato elaborato un documento che ne rappresentasse la sintesi e che potesse essere sottoposto ai due consigli di amministrazione. Grazie al contributo dei consiglieri, che hanno condiviso e approvato quanto emerso, il documento è stato arricchito e rivisitato al fine di poterlo rendere completo per la presentazione ai soci. A questo punto gli elementi elaborati sono stati diffusi a tutti i soci che hanno voluto partecipare, attraverso diversi incontri illustrativi che hanno avuto lo scopo, oltre quello di informare, di raccogliere eventuali considerazioni, preoccupazioni, integrazioni o pareri (5 incontri per Zora e 2 incontri per Lo Stradello + 1 incontro congiunto per l’analisi degli aspetti statutari). A maggio del 2016 durante le rispettive Assemblee Ordinarie dei Soci delle due Cooperative viene dato mandato ai due Cda di predisporre il progetto di fusione.0 A settembre le Assemblee straordinarie dei Soci delle due Cooperative approvano il progetto avvallando il percorso formale necessario per consentire la realizzazione della FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ZORA SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE IN LO STRADELLO SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE.
Bilancio Sociale Il Progetto di fusione
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Dal 1 gennaio 2017 quindi operiamo come unica Cooperativa, che ha mantenuto il nome di LO STRADELLO e che possiamo definire essere, per rifarmi ad un vocabolario moderno già utilizzato in apertura , LO STRADELLO 2.0. Quello che ho qui sintetizzato in poche righe è stato in realtà un percorso che ci ha coinvolto per almeno un anno e mezzo e che a tutt’oggi ci impegna; non basta infatti avere l’idea, bisogna realizzarla!! Al di la però della mole di lavoro richiesta, è stata una fase che mi ha personalmente arricchito molto e che ci ha permesso di mettere in campo tante professionalità in modo inconsueto a volte, altre volte ha creato opportunità di incontro per persone che non hanno mai lavorato assieme. Quello che è scaturito da questo lavoro ha comportato il fatto che oggi Zora non ci sia più, ma la sensazione che c’era nell’aria e che oggi confermo essere una realtà percettiva, è che il vissuto fosse non di un lutto ma di un’evoluzione. A farla da padrone infatti non è stato il dispiacere per quanto si andava a perdere quanto piuttosto il timore e desiderio di cambiamento. Concludo ringraziando in primis il Dott. D’Angella che ci ha accompagnato in tutte le fasi, facili e difficili, suggerendoci preziosi consigli e indicazioni; ringrazio chi ha condiviso la maggior parte del carico di lavoro, cioè la cabina di regia e in particolar modo Marzia e Piero con i quali ho condiviso anche gli incontri di collegamento tra le diverse riunione; infine, e soprattutto, ringrazio tutti i soci, lavoratori, volontari, prestatori, che hanno mostrato interesse e hanno contribuito attivamente alla realizzazione di quella che per le due cooperative è sempre stata , nel suo significato più profondo, un’operazione GENERATIVA.
Bilancio Sociale Il Progetto di fusione
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GLI UTENTI dei SERVIZI SOCIO RIABILITATIVI a cura di Daniela Ugolotti – Responsabile Tecnico
Il 2016 ha visto un’ulteriore contrazione del numero delle richieste di inserimento pervenute rispetto all’anno precedente. Sempre di più le richieste sono diversificate, sia rispetto al bisogno espresso sia rispetto alla tipologia di progetto che viene richiesto al centro. 2013
2014
2015
2016
100
98
96
97
di cui in residenza
43
46
48
50
di cui in diurno
45
43
44
45
di cui sollievi
12 di cui 3 frequentanti altro centro della cooperativa
7 di cui 3 frequentanti altro centro della cooperativa
6 di cui 2 frequentanti altro centro della cooperativa
12 di cui 3 frequentanti altro centro della cooperativa
Ingressi
3
7
9
5
Dimissioni
2
2
5 di cui 2
3 di cui 2
decessi
decessi
Totale
Richieste di inserimento pervenute
18 di cui 4
25 di cui 7
17 di cui 3
16 di cui 3
direttamente dalle famiglie
direttamente dalle famiglie
direttamente dalle famiglie
direttamente dalle famiglie
di cui richieste di inserimento non accettate
2
3
2
0
di cui richieste di inserimento accettate ma non effettuate per motivi diversi
4 (tute rifiutate dai Servizi)
8 di cui 5 ritirate dai Servizi e 3 dalle famiglie
7 di cui 4 ritirate dai Servizi e 3 dalle famiglie
4 di cui 2 ritirate dai Servizi e 2 dalle famiglie
Per quanto riguarda gli inserimenti effettuati nei centri residenziali, le richieste spaziano dalla necessità di ricollocare una persona avente già una propria indipendenza abitativa che porta segni di invecchiamento e bisogni di maggiore assistenza, alla richiesta da parte del CSM di elaborare un progetto di osservazione e di riabilitazione per una giovane donna, appena dimessa da una struttura seguita dalla Neuropsichiatria Infantile, per immaginare e costruire un progetto di adultità. Sono stati realizzati anche 3 inserimenti presso il centro diurno Benzi. C’è da sottolineare che nel 2016, ormai sulla scia degli anni scorsi, gli inserimenti presso i centri diurni vedono inserimenti parziali, cioè solo per alcune mezze giornate alla settimana. Questo perché, a parità di risorse economiche, il Servizio Sociale si propone di rispondere ad un numero sempre maggiore di bisogni sul territorio. Inoltre, sono proseguiti, nei termini dell’anno scorso, i progetti di sollievo che hanno evidenziato quest’anno anche la realizzazione di sollievi diurni, cioè la frequenza di un centro residenziale durante la giornata con rientro al proprio domicilio la notte, per un utente adulto, che pur vivendo in un proprio appartamento in autonomia, ha espresso il bisogno di avere un tempo fuori casa, strutturato e socializzante.
Bilancio Sociale Gli utenti del Servizi Socio Riabilitativi
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I sollievi, quindi, sono stati: Temporanei a termine (2 utenti per un totale di 45 giornate); Calendarizzati nell’anno ( 4 utenti per un totale di 182 giornate). Anche nel 2016, purtroppo, sono deceduti due utenti. Un’utente, poi, è stata dimessa dal centro residenziale La Manta per approdare ad un progetto di autonomia abitativa nel suo territorio di appartenenza. Per quanto riguarda i contratti di inserimento privati formalizzati direttamente con le famiglie, nel 2016 sono stati rinnovati i 7 contratti già in essere nell’anno precedente. Prosegue con successo la collaborazione con la cooperativa l’Olmo nella gestione del centro diurno “Le Samare” a Montecchio Emilia, che ha visto nel 2016 il raggiungimento di 28 utenti inseriti.
100 totale
80
residenza
60 40
20 0 2013
2014
2015
2016
Il 2016 ha visto lo svolgersi di un intenso e proficuo lavoro di gruppo (coordinatori dei centri residenziali, coordinatori dei centri diurni, RT diurno e RT residenziale) partendo dall’analisi della mission, cercando di attualizzarla ed aggiornarla rispetto ai bisogni che gli utenti esprimono oggi. Sono emersi tanti bisogni, alcuni già riconosciuti ed inseriti nella mission, altri nuovi, o forse solo “ rivisitati” alla luce della diversa età anagrafica o della storia progettuale del singolo, oltrechè a seguito delle spinte culturali provenienti dall’interno e dall’esterno del mondo della disabilità. O forse più semplicemente, bisogni universali, propri dell’essere umano. E’ emerso forte il bisogno di autodeterminazione da parte degli utenti, necessità di esprimersi, di scegliere, grazie anche ad un intenso lavoro da parte degli operatori sulla comunicazione e sull’ascolto. L’elemento nuovo che ha posto i gruppi di lavoro dei diversi centri in una posizione interrogativa non è stato tanto il riconoscere il bisogno di espressione da parte degli utenti, quanto, invece, quali condizioni di contesto e culturali sollecitare e costruire affichè possano esistere le condizioni che facilitino e permettano l’espressione e quali cambiamenti organizzativi è necessario impostare affinché il bisogno di scegliere, ad esempio, trovi realizzazione nella realtà quotidiana. La possibilità di scegliere, la certezza che la scelta fatta sia realizzabile portano con sé la consapevolezza e la gioia di essere adulto e libero insieme ad un forte senso di responsabilità (“se scelgo di fare questa cosa, sono consapevole di dover rinunciare a quell’altra e responsabile delle conseguenze che porterà la mia decisione. Sono libero di scegliere se sono anche responsabile delle conseguenze delle mie scelte”). L’introduzione della colazione a buffet (con possibilità quotidiana di costruirsi la propria colazione in autonomia), la rivisitazione dei menù in collaborazione con gli utenti, grazie anche al supporto di una nutrizionista, non solo rispetto alla scelta dei cibi ma anche in connessione con la scelta individuale del grado di attività fisica da effettuare quotidianamente (“le mie scelte in campo alimentare influenzano il carico di attività fisica necessaria e viceversa”) sono alcuni esempi di riorganizzazione di del centro residenziale Stradora per sollecitare e permettere questo percorso evolutivo (“Solo se sperimento la fatica di alcune scelte, sperimento i miei limiti ed imparo a costruire i miei obiettivi”).
Bilancio Sociale Gli Utenti dei Servizi Socio Riabilitativi
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Altre esperienze di promozione dell’autodeterminazione degli utenti realizzate dai diversi centri, vedono Zorella che ha svolto un interessante percorso di coinvolgimento dei suoi “abitanti” nella scelta dei colori delle pareti dei diversi locali del centro, degli arredi da acquistare e/o costruire per vivere meglio i propri spazi personali così come quelli comuni (compresi gli spazi cortilivi). Il centro diurno Benzi, invece, ha coinvolto gli utenti nella ricerca e realizzazione di una problematica emersa durante la riunione settimanale utenti/operatori: come sentire gli spazi del centro diurno maggiormente “propri”, nei quali riconoscersi, e maggiormente fruibili in modo autonomo. Da qui un percorso di condivisione e costruzione di strumenti per la comunicazione aumentativa alternativa (CAA) da utilizzare nel salone dell’accoglienza e la sostituzione e diversa disposizione nello spazio di alcuni arredi coinvolgendo utenti e operatori. Autodeterminazione = autonomia (essere felice, essere compiuto) Il centro residenziale La Manta, poi, ha proseguito ed incrementato le occasioni per promuovere l’inclusione sociale, attraverso la costruzione di reti informali che coinvolgano gli ospiti in progetti concreti, ponendo l’accento non solo sulla condizione di disagio ma sulla ricerca di un benessere comune, proponendo esperienze partecipative: dall’organizzazione di momenti di intrattenimento e socializzanti e lavorativi alla realizzazione di progetti comuni dove ogni partecipante può sperimentarsi in un ruolo attivo (collaborazioni con il territorio, con la parrocchia di Roncadella, iniziative presso la Reggia di Rivalta in collaborazione con associazioni di Rivalta…). Il pensiero che sostiene l’energia di queste iniziative è: “curare il territorio per curare le persone, andando oltre l’erogazione del servizio alla persona e dove la persona diversamente abile è parte attiva e non solo fruitore”. Inclusione all’interno del centro: “come tenere dentro l’utente nell’intero processo di costruzione di un percorso ed un pensiero”. E’ l’utente che contribuisce a creare l’offerta, a seconda del ruolo che ricopre o non ricopre nel processo di lavoro. Coinvolgo l’utente nella fase di osservazione delle condizioni attuali, nell’analisi delle criticità, nella negoziazione dei diversi bisogni che ogni attore porta all’interno del processo di costruzione di un’attività (utenti, operatori, altre figure coinvolte come la cuoca, famiglie, medico…), nella realizzazione e nella verifica. Il tentativo di tenere in considerazione tutti i bisogni cercando di farli dialogare tra loro, senza ridurli ad una sterile classifica (i bisogni di qualcuno non sono prioritari rispetto a quelli di qualcun altro). Nel 2016 si sono svolti diversi incontri del Gruppo Misto (composto da AUSL, Comune di RE, alcuni famigliari di utenti frequentanti i diversi centri diurni di Reggio, alcuni operatori o rappresentanti dei centri diurni appartenenti al privato sociale) che ha lavorato sulla rivisitazione dei contenuti della Carta dei Servizi, con l’elaborazione di un prototipo di Carta dei Servizi condivisa e partecipata.
Bilancio Sociale Gli Utenti dei Servizi Socio Riabilitativi
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LA PROVENIENZA TERRITORIALE
CADELBOSCO DI SOPRA, BAGNOLO, CASTELNUOVO DI SOTTO 5
NOVELLARA 1 CORREGGIO 5
UNIONE VAL D’ENZA 3
REGGIO EMILIA 39 4
ALBINEA SCANDIANO 28 2 CASALGRANDE 5 4 VIANO 1 CASTELLARANO BAISO 4 2 CASTEL NUOVO MONTI 1 1
QUATTRO CASTELLA 1
LAVORATORI SVANTAGGIATI UTENTI DEI SERVIZI SOCIO RIABILITATIVI
5
85 6 21
21 1 Bilancio Sociale La provenienza territoriale
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STRUTTURA PROTETTA PER DISABILI GRAVI «ARCHE’» a cura di Cinzia Gambetti - Coordinatrice
La struttura protetta per disabili gravi “Archè” è uno spazio di accoglienza residenziale nato nel 2015 grazie alla collaborazione con i Servizi Sociali e il Servizio Handicap Adulto di Reggio Emilia. Per la realizzazione del servizio la Cooperativa ha eseguito alcuni lavori di adeguamento strutturale presso il primo piano del CSRR La Manta e nel corso del 2016 ha ottenuto l’autorizzazione al funzionamento per un totale di 8 posti letto. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
n. posti autorizzati: 9 n. utenti accolti: 7 (+1 utente a progetto specifico) n. operatori impiegati: 8 CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
La struttura protetta Archè si colloca in aperta campagna ed è sviluppata tutta su un piano all’interno dell’edificio che ospita il CSRR La Manta. L’effetto è la dimensione di casa cercando di trasmettere «calore e semplicità» . OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Mantenere nei soggetti che ospita le piccole autonomie di cui possiedono. Il servizio offre nella sua dimensione l’obiettivo di essere CASA e quindi in un contesto quasi familiare la cura della persona nel rispetto dei tempi e bisogni individuali. COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE
Gli operatori del Centro con il Coordinatore incontrano i familiari o i tutori una volta all’anno per condividere l’andamento del progetto (PEI) e confrontarsi. I familiari partecipano agli eventi del centro o feste organizzate. LE ATTIVITA’
Il centro residenziale Archè attraverso attività specifiche ha voluto dare spazio al fare per il benessere e dare risposta ai bisogni individuali. La dimensione del "fare" assume in questo caso una valenza mirata di abbellimento della struttura e di cura della persona. Attività creative in atelier, Giardinaggio, Cura della casa,
Mercato, Piscina, Psicomotricità nella palestra del c.d. Busetti, equitazione.
Bilancio Sociale Struttura residenziale per disabili gravi «Archè»
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COSA ABBIAMO FATTO
Il 2016 è stato un anno certamente impegnativo e significativo sotto molti aspetti. Le maggiori energie si sono dovute concentrare nel tentativo di costruire le fondamenta del Centro: partendo dall’analisi del materiale storico degli ospiti, proveniente dai precedenti luoghi di vita e dall'approfondimento della conoscenza diretta, si è lavorato per identificare ed attuare una strutturazione organizzativa del Centro tale da poter rispondere adeguatamente ali bisogni espressi dal gruppo e dagli individui. E’ proprio grazie alle sinergie create nell’equipe di lavoro in stretta connessione con gli ospiti, che giorno dopo giorno sono state sperimentate diversificate situazioni che hanno contribuito allo sviluppo continuo del Servizio. Molta attenzione è stata dedicata nell’offerta di opportunità di incontro e di socialità esterne alla vita del Centro. Ricordiamo gli eventi principali : SOGGIORNI Abbiamo realizzato il soggiorno estivo al mare nella riviera romagnola a Pinarella di Cervia in una struttura alberghiera. A settembre abbiamo organizzato un ulteriore soggiorno alla casa-vacanza sul lago di Garda,. Sono state esperienze molto positive che hanno dato la possibilità a tutti di sperimentarsi all’esterno. GITE Abbiamo inoltre organizzato numerose uscite in giornata per la visita ad alcune località come: Ligonchio Modena pic-nic in alcuni parchi della zona Lago di Garda una giornata al mare a Cesenatico merende nei diversi centri gestiti dalla cooperativa e da altre realtà del territorio FESTE Durante il mese di Luglio abbiamo organizzato la festa d’ estate anche grazie al contributo di Angelo che si è prestato per l’intrattenimento musicale dal vivo. Inoltre abbiamo organizzate numerose grigliate all’interno del nostro giardino e abbiamo partecipato ai tradizionali momenti di incontro e di festa della cooperativa (“Podere in festa”, “ festa di natale al Corallo”, festa di la Manta alla Reggia di Rivalta) In occasione del Santo Natale abbiamo partecipato al consueto pranzo organizzato dal centro La Manta che ha permesso lo scambio degli auguri tra ospiti, operatori, parenti e amici coinvolgendo anche persone provenienti dalle altre strutture della Cooperativa e appartenenti alla rete dei servizi per la disabilità di Reggio Emilia.
Bilancio Sociale Struttura residenziale per disabili gravi «Archè»
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO DIRUNO «BENZI» a cura di Serena Bigazzi - Coordinatrice
Il Servizio Socio riabilitativo diurno Benzi è stato inaugurato nel 1991 per dare una risposta alle esigenze di supporto e sollievo alle famiglie, si trova a poca distanza dal Centro di Scandiano In questo stesso stabile sono presenti anche gli ambienti del Centro residenziale Stradora e del gruppo appartamento femminile Il Bruco. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
n. 20 posti totali disponibili n. 16 posti accreditati n. 16 utenti accolti su posti accreditati n. 16 posti accreditati occupati
(di cui 6 tempo pieno e 11 tempi parziali) n. 3 utenti accolti con contratto privato n. 3 persone inserite nel corso del 2016 n. 2 persone dimesse a causa di decesso n. 7 operatori impiegati
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
Il centro diurno si sviluppa su 3 piani, a partire dal salone di accoglienza, pranzo e zona salotto, al secondo piano parte dei laboratori e al terzo la sala polivalente. . Il centro può accogliere utenti di età compresa tra i 16 e i 65 anni. Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30, ha in carico per alcuni utenti il trasporto e per altri le famiglie usufruiscono del servizio Auser di Reggio Emilia.
OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Il Centro diurno Benzi è “un progetto” teso ad offrire alle persone disabili opportunità di relazionali sociali, attività occupazionali e lavorative, adeguate alle potenzialità e capacità di ciascuno. L’ambiente caratterizzato da clima relazionale positivo e di ascolto favorisce il mantenimento e lo sviluppo di abilità relazionali, manuali, cognitive e di cura del sé e della propria persona
LA COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE
Il coinvolgimento delle famiglie è parte integrante della vita del centro, attraverso l’organizzazione di merende, feste e il consueto pranzo annuale in cui vengono condivisi cambiamenti e programmazioni delle attività, oppure per iscritto, sulle informazioni e iniziative. Per ogni evento è gradita la partecipazione dei servizi sociali, come integrazione tra famiglia, centro e servizi del territorio. La condivisione annuale dei progetti individuali è strutturata come un incontro tra familiari, coordinatore, operatore referente, responsabile tecnico e utente quando è possibile.
Bilancio Sociale Centro Socio Riabilitativo Diurno «Benzi»
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LE ATTIVITA’
Le attività del Centro vengono strutturate suddividendo il gruppo in piccoli gruppi di utenti seguiti da uno o due operatori: • Attività laboratoriali: carta riciclata, laboratorio legno, attività con materiale di recupero, giardinaggio, riciclaggio e raccolta differenziata, computer; • Attività legate alla cura/espressione di sé e cura degli ambienti: salone di bellezza, rilassamento, attività espressive, biodanza, ginnastica dolce, pulizie, manutenzione area cortiliva esterna; • Attività ludico – ricreative: musica, piscina, cinema, radio e l’organizzazione settimanale di una feste a tema nel periodo estivo; • Riunione settimanale: risulta ormai consolidata una volta a settimana la riunione dei ragazzi, durante la quale si scambiano pensieri e opinioni. COSA ABBIAMO FATTO
Mi sembra doveroso iniziare questo bilancio sociale ricordando Fiorenza Bertocchi e Odillo Zanti, che ci hanno lasciato all’inizio dell’anno. Insieme a Roberto Malagoli, mancato nel 2015, erano delle figure importanti sia del centro diurno che della cooperativa stessa. Roberto, insieme alle sorelle, era socio della cooperativa e Odillo Socio fondatore e lavoratore della cooperativa dai suoi esordi. Lascio parlare le frasi dei loro colleghi del Centro Diurno:
Per Fiorenza: Stefano: “So che Fiorenza ha fatto del bene dove viveva lei. Da questa prova ho imparato che può capitare a tutti e dobbiamo aiutare gli altri e fare del nostro meglio” Guido: “Per la Fiorenza sono un po’ triste perché è in cielo. Ho voglia di piangere. Vorrei che fosse guarita, vorrei che stia meglio in cielo.” Sara: “Quando sono andata da Robbi c’era un fiore, come dalla Fiorenza.” Per Odillo: Alessio: “Con lui si scherzava molto ed era simpatico, e mi piace pensare a questo ricordo, mi manca.. Adesso è in paradiso con Roberto e la Fiò” Sara: “Odillo è in cielo qui non c’è più. Ora sta bene” Stefano: “ Mi dispiace molto che Roberto, Odillo e Fiorenza siano morti, si scherzava molto e ora sono in cielo” Il 2016 è stato quindi un anno impegnativo e significativo sotto molti aspetti. L’equipe nel complesso non ha subito variazioni, ma ha potuto usufruire con continuità del supporto del Servizio Civile, nelle figure di Elenia Giorgetti (concluso a settembre 2016) e Deborah Boccia, a partire da ottobre 2016. Inoltre, la presenza quasi continua di tirocinanti, provenienti dal Gobetti o da corsi OSS, hanno reso possibile lo strutturarsi di una programmazione delle attività complessa e dinamica durante tutto l’anno. L’equipe ha deciso di apportare alcune modifiche all’organizzazione della giornata, con lo scopo di rendere funzionale, ma allo stesso tempo accogliente e partecipato, ogni momento di vita del centro.
Bilancio Sociale Centro Socio Riabilitativo Diurno «Benzi»
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Si è inoltre avviato, a questo scopo, un laboratorio attraverso l’ausilio del computer all’interno del quale i ragazzi scelgono alcune immagini che li aiutino a muoversi con maggiore autonomia all’interno degli ambienti. Ogni cambiamento, seppur piccolo, è stato definito in equipe e applicato, passo a passo in modo da portare a un cambiamento duraturo nel tempo. Abbiamo avuto 3 nuovi inserimenti durante l’anno: Antonio , Vianca e per ultimo, proprio alla fine dell’anno, Luca. L’equipe si è assestata di conseguenza, con la professionalità che la contraddistingue. Rimane aperta la collaborazione con Auser di Reggio Emilia, grazie alla quale alcune famiglie possono usufruire del trasporto da e verso il centro. Le novità rilevanti del 2016 riguardano: Il progetto del Sevizio Civile, che ha portato all’organizzazione di gite, cui hanno partecipato in piccoli gruppi tutti i ragazzi del centro, con la possibilità di scegliere la meta e di poter documentare attraverso foto e un book finale l’intera esperienza. La collaborazione con InGioco di Reggio Emilia ha permesso la realizzazione dell’attività di Cinema, che ha visto la partecipazione attiva di un gruppo di ragazzi e operatori e che ha portato come risultato la realizzazione di un cortometraggio. Inoltre l’equipe ha avuto l’opportunità di portare avanti durante tutto l’anno un percorso di formazione con la possibilità di avere dei momenti di condivisione e discussione sull’utenza. L’inserimento, all’interno della programmazione settimanale delle attività estive, di un pomeriggio di festa a tema: decisa e organizzata insieme ai ragazzi per godere tutti insieme di un momento di divertimento e relax estivo. Ricordiamo gli eventi principali: • Accoglienza della tirocinante Daniela • Pizzata tutti insieme e festa di carnevale • Festa di Carnevale a Le Samare • Visita alla tipografia de L’Olmo • Luna Park a Scandiano • Gita a Brescello al Museo di Don Camillo e Peppone • Merenda di Pasqua con i familiari per condivisione degli obiettivi 2016 • Inizio progetto Cinema • Inizio tirocinante OSS Nicole • Le Samare ospiti al laboratorio GiàCarta e merenda insieme • Gita alla pinetina di Vezzano • Inserimento di Vianca Peralta • Gita al centro commerciale I Petali • Gita al Museo Ferrari a Maranello • Acquisto di due divani con la donazione avuta dalla famiglia di Malagoli Roberto • Accoglienza di 2 volontarie facenti parte del progetto internazionale YAP • Festa sul podere • Pranzora, con la collaborazione della cuoca Nunzia • Inizio tirocinante del Gobetti, Martina • Inserimento di Luca Di Ilio • Bancarelle dei laboratori alla Coop di Scandiano in 4 occasioni • Visita di Vasco Montecchi • Visita alla casa di Vasco Montecchi • Merenda di Natale con i Familiari e ospiti Le Samare
Bilancio Sociale Centro Socio Riabilitativo Diurno «Benzi»
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO DIURNO «ODOARDINA» a cura di Massimo Arduini - Coordinatore
“Odoardina” è un centro diurno per persone diversamente abili adulte, parte integrante della rete di servizi socio-assistenziali del comune di RE. Il centro si propone di offrire un’opportunità di vita relazionale, sociale, occupazionale adeguata alle capacità e potenzialità specifiche, nel rispetto dei bisogni ed esigenze individuali; si propone anche di assolvere ad un ruolo di sostegno ed aiuto alle famiglie, attraverso la valorizzazione delle risorse interne e la promozione della cultura positiva di accoglienza da parte della comunità. CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
La struttura è situata in una zona di campagna ed è ricavata dalla ristrutturazione di un vecchio casolare contadino a suo tempo donato al comune da una signora di nome Odoarda. Da Gennaio 2015 operiamo definitivamente in accreditamento Rifacendoci ai dati formali del 31 Dicembre 2016, il centro diurno Odoardina accoglie 11 persone a tempo pieno e 16 a tempo parziale, con età compresa tra i 20 e i 54 anni. Rispetto all’identità di genere sono così suddivise: 9 uomini e 18 donne. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
n. 21 posti totali autorizzati n. 21 posti totali accreditati n. 28 utenti accolti su posti accreditati (con frequenza differenziata) n. 0 posti non accreditati n. 0 persone inserite durante l’anno n. 0 persone dimesse nel corso dell’anno n. 0 persone decedute nel corso dell’anno n. 9 operatori impiegati OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Offrire un’opportunità di vita relazionale, sociale, occupazionale-lavorativa, verso cui tende ogni persona, adeguata alle loro capacità e potenzialità. Gli obiettivi rivolti agli utenti pongono l’attenzione al soddisfacimento dei bisogni di cura, assistenza, accudimento e tutela dei soggetti inseriti; mantenimento e/o sviluppo delle abilità e competenze residue per favorire un elevato livello di integrazione e di realizzazione personale all’interno della società in cui il soggetto disabile vive.
Bilancio Sociale Centro Socio Riabilitativo Diurno «Odoardina»
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LA COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE
L’equipe di lavoro ha adottato una visione educativa che prende in considerazione non solo le caratteristiche della persona disabile inserita al Centro, ma anche le caratteristiche dell’ambiente nel quale vive, con particolare attenzione alla famiglia ed al contesto della comunità locale, che va adeguatamente preparato e supportato. Particolare attenzione viene dedicata alle famiglie fornendo loro un sostegno e supporto, attraverso appropriate strategie di coinvolgimento nella programmazione e nella verifica delle progettualità individuali e strategiche di servizio, in relazione alla loro percezione, al loro contesto culturale e sociale ed al sistema di valori in cui vivono. La partecipazione attiva dei famigliari viene sollecitata anche attraverso feste, merende e momenti conviviali che Odoardina organizza con periodicità. LE ATTIVITA’
Le attività del Centro sono programmate settimanalmente e vengono proposte a piccoli gruppi oppure al grande gruppo. Tutte le attività sono progettate e monitorate per rispondere ai bisogni espressi dagli ospiti e promuovere o mantenere l’autonomia personale. Tra le finalità perseguite nello svolgimento delle attività: potenziamento delle autonomie personali, della cura di se, delle abilità sociali e relazionali’, rinforzo dell’autostima, sviluppo delle abilità comunicative ed espressive, In seguito l’elenco delle attività svolte: salone di bellezza, laboratorio creativo, laboratorio di cucina, gestione della casa, ascolto musica, spesa, biodanza, attività di espressione delle emozioni, carta riciclata, Progetto Dejavu (in collaborazione con l’Associazione «Credere per vedere» l’attività prevede il recupero e ripristino di personal computer per essere successivamente donati ad altri interlocutori territoriali), comunicazione facilitata
COSA ABBIAMO FATTO
Durante l’anno 2016 l’equipe di lavoro ha progettato e proposto un calendario di attività strutturate e non ,volte alla valorizzazione della persona inserita e delle proprie abilità relazionali, sociali e lavorativa. Attraverso la relazione quotidiana, primo strumento di intervento, si è tentato di favorire l’espressione e della dignità di ognuno, sollecitando non solo l’autonomia individuale, ma anche un processo di auto consapevolezza delle proprie capacità in quanto persone adulte in grado di operare scelte e fornire risposte responsabili ad esse correlate. In tal senso si è tentato di elaborare una ”proposta di vita” al Centro perseguendo un’ottica di piena collaborazione e coinvolgimento degli ospiti; consultando laddove possibile le opinioni e le riflessioni di ognuno prima di procedere alle decisioni di natura ordinaria e quotidiane e condividendo con i famigliari la proposta dell’offerta.
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In riferimento ai progetti individuali si è cercato di aggiornare le famiglie in sede di UVH (unità valutazione handicap); agli incontri sopraccitati è stata garantita la presenza del Coordinatore e/o dell’operatore responsabile del progetto per favorire la massima completezza di informazioni con famigliari ed Enti Committenti. Dal mese di Novembre si è condivisa la nuova programmazione della settimana con i famigliari. In alcune situazioni i progetti sono stati condivisi anche con gli ospiti stessi, tentando di definire il percorso da perseguire attraverso la modalità della collaborazione. Con i famigliari abbiamo mantenuto attive le riunioni collegiali all’interno delle quali sono stati affrontati argomenti di interesse comune e di vario genere. La partecipazione delle famiglie all’interno del Centro si è mantenuta , alcuni famigliari hanno realizzato eventi ; festa carnevale, Pasqua, momenti collegiali, pranzo di Natale. Quest’anno il soggiorno è stato svolto a Bologna Castel San Pietro Terme nel mese di Dicembre per un periodo di tre giorni. Il Centro ha anche proposto varie gite in giornata: Festival internazionale delle abilità dove gli utenti hanno svolto un corso di Karatè, Bio danza, uscite ai Musei Civici di Reggi Emilia al Parco di Vezzano, Collina di cavalli, fiume Enza. Inoltre anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare i nostri piccoli amici dell’asilo «Martiri di Sesso». Un ruolo importante è stato ricoperto dai volontari che, da molti anni rappresentano un importante opportunità di relazione e socializzazione: Mauro, Nadia e Susanna hanno mantenuta attiva e costante la loro presenza al Centro supportano ed affiancando il lavoro degli operatori nella quotidianità. Inoltre non vogliamo dimenticare i volontari del servizio civile e i vari tirocinanti inviati dagli Istituti superiori o enti di formazione in ambito «Servizi Sociali»
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO DIURNO «LE SAMARE» a cura di Simona Bocconi - Coordinatrice
Il Centro è stato inaugurato nel settembre 2013, con un contratto di servizio tra l’unione Val d’Enza, l’Asl di Reggio Emilia (Distretto di Montecchio Emilia) e Consorzio 45. Il centro socio-riabilitativo “LE SAMARE” è una struttura di circa 1000 mq, sviluppata su un unico piano e situata nella zona industriale di Montecchio Emilia. L’ambiente è caratterizzato da spazi molto ampi illuminati da vetrate, gli arredi sono tutti nuovi e sono stati posizionati e pensati ad hoc per il tipo di utenza inserita. Si compone di un atelier polifunzionale, una sala da pranzo con annessa cucina, un infermeria/sala operatori, sala relax, 3 bagni attrezzati per disabili, ufficio del coordinatore, spogliatoi del personale. Il contesto esterno è per buona parte area verde. La gestione è così suddivisa: • Consorzio 45 per la gestore istituzionale, rapporti enti pubblici, fatturazione, contratti di servizio; • L’ Olmo Società Cooperativa Sociale per la conduzione della struttura, gestione del personale, acquisti, manutenzioni; • Lo Stradello Società Cooperativa Sociale per la direzione tecnica e coordinamento; • Coopselios per la supervisione all’équipe. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
N. 28 utenti accolti N. 24 posti accreditati N. 2 utenti inseriti durante l’anno (sollievo periodo estivo) N. 8 operatori impiegati N. 1 coordinatore CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
Il Servizio accoglie persone disabili di età compresa tra i 18 e i 65 anni con un grado di handicap medio-grave, che presentano invalidità fisiche, psichiche e/o sensoriali e in possesso di alcune autonomie residue. Nella maggioranza dei casi vivono in famiglia (solo 3 ospiti hanno una collocazione diversificata). Il servizio garantisce un apertura annuale di 230 giornate, con chiusure per le festività Natalizie, Pasquali, estive e nazionali. Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30. Quotidianamente viene garantito : • Trasporto (convenzioni con le associazioni di volontariato del Distretto) • Merenda • Pranzo presso il centro o presso il self service CIR di Montecchio Emilia.
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OBIETTIVI DEL SERVIZIO
• sostenere gli utenti nel percorso di crescita personale utilizzando come strumento facilitante la relazione e il rapporto empatico; • attuare progetti individuali con attività lavorative, espressive, e ricreative protette; • favorire il potenziamento o il mantenimento delle abilità personali residue; • dare risposta ai bisogni assistenziali di persone con livelli di autonomia compromessi; • promuovere percorsi di incontro, crescita e condivisione attraverso il coinvolgimento delle famiglie e della comunità locale, nel lavoro sociale di rete con i soggetti istituzionali e con gli altri enti privati operanti nell’ambito dei Servizi alla persona. LE ATTIVITA’
Le altre attività proposte nell’anno 2016 sono state le seguenti: • LABORATORIO DI TEATRO • LABORATORIO DI ATELIER (manipolazione della creta e realizzazione di oggetti vari e/o disegni con tecniche diverse) • LABORATORIO MUSICALE • MOTRICITA’ E ATTIVITA’ DI EDUCAZIONE FISICA CON LA FISIOTERAPISTA • PROGETTO RE MIDA FOOD (integrazione con la realtà del comune di Montecchio E. Con la collaborazione dell’AUSER, i ragazzi si recano con un operatore in un magazzino a Calerno chiamato “AZIONE SOLIDALE” che raccoglie alimenti dalle varie ditte o supermercati in scadenza e, successivamente, preparano i pacchi spesa presso i locali del ReMida Food) • ATTIVITA’ SOCIO-RIABILITATIVA (lavori di assemblaggio per consolidare le autonomie resilienti, l’organizzazione, la valorizzazione personale e il rinforzo identificativo sulle abilità, provenienti dalla tipografia o da ditte esterne) • PROGETTO MULTIPLO (settimanalmente un piccolo gruppo a rotazione si reca presso il Centro Multiculturale Multiplo di Cavriago. Qui ogni utente ha l’opportunità di visionare film, leggere libri, riviste o quotidiani, ascoltare musica o giocare con giochi di società, a seconda dei propri interessi) • LABORATORIO DI JUDO (viene svolto una volta alla settimana da febbraio a giugno per un totale di 10 lezioni. Il laboratorio è condotto da una maestra di judo professionista supportata da un nostro operatore che è cintura nera di Judo. L’attività è stata svolta presso i locali del “Centro Studi Judo “di Montecchio Emilia) • LABORATORIO di FOTOGRAFIA (in collaborazione con una fotografa professionista e gli altri 4 centri presenti nel distretto) • SALONE DI BELLEZZA • LABORATORIO DI INFORMATICA
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COSA ABBIAMO FATTO
Durante il 2016 Abbiamo mantenuto le attività di collaborazione con AUSER e Comune di Montecchio Emilia per la gestione dei due progetti già attivi lo scorso anno (Re Mida food e Biblioteca). Da gennaio ad aprile in collaborazione con il Comune di Montecchio Emilia e l’assessore allo sport, ogni venerdì mattina abbiamo partecipato a passeggiate collettive insieme ad ospiti del CSM. Nell ambito del privato sociale si è proseguito il progetto di integrazione/ mantenimento delle abilità socio-riabilitative presso l’azienda agricola “IL PETTIROSSO”.
Qui i ragazzi si sono sperimentati nell’etichettatura dei prodotti alimentari , confezionamento , pulizia di ortaggi e accudimento degli animali, in un contesto all’aperto immerso nella natura. Come consuetudine abbiamo continuato il progetto del LABORATORIO FOTOGRAFICO in rete con gli altri tre centri presenti sul territorio (Quadrifoglio Diurno-Residenziale, Il Pilastro, Sap). In maggio 2016 è stata inaugurata la mostra fotografica permanente presso la stazione di Bibbiano, in collaborazione con il Consorzio Bonifica Bentivoglio. All’inaugurazione sono intervenute diverse autorità, è stata un esperienza molto significativa che ha permesso ai ragazzi di lavorare in rete con altri, di conoscere il territorio e di soddisfare le singole curiosità e passioni mettendole
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sulla carta attraverso l’esposizione di un prodotto finito. Abbiamo ripreso il progetto in ottobre e l’argomento scelto da descrivere attraverso la foto è stato il PARMIGIANO REGGIANO; attivando la collaborazione con il Comune di Bibbiano «culla del PARMIGIANO REGGIANO» il progetto sfocerà in una mostra fotografica che verrà allestita in occasione della fiera di settembre 2017 a Bibbiano. Per favorire un maggiore coinvolgimento dei familiari nella vita del centro, si è costituito un COMITATO GENITORI, che ha il compito di organizzare gite e soggiorni; a dicembre 2016 è stata organizzata proprio da quest’ultimo una Gita a Trento ai Mercatini di Natale. L’invito è stato esteso anche ai centri di Lo Stradello: Stradora ha partecipato ed è stato un momento di aggregazione molto significativo oltre che di svago e divertimento.
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L’anno 2016 si è caratterizzato da cambiamenti legati al personale, alle attività e alla riorganizzazione del mansionario. E’ stata elaborata una programmazione estiva e una invernale, più confacente ai bisogni fisiologici e organizzativi legati alla stagione. Da settembre sono diventate operative le consegne quotidiane informatizzate. Alla fine di ottobre sono entrate a fare parte dell’organico un infermiera professionale, Silvia e una fisioterapista, Laura, per un totale di 2 ore settimanali. C’è stato un maggiore coinvolgimento dei familiari, attraverso una collaborazione attiva che li ha visti protagonisti nelle attività del centro. Da settembre a dicembre attraverso il “progetto attiva giovani” di COOP, ha fatto esperienza presso il nostro centro Matteo, che, insieme ai ragazzi e all’équipe, ha condiviso la nostra quotidianità e i momenti più significativi del centro, fungendo da supporto agli operatori. In novembre abbiamo potenziato l’organico degli operatori, sono arrivati Gianni a full time e Manuela part time; questo ha portato ad un’ottimizzazione dei turni, ma soprattutto, ha aumentato la qualità del lavoro educativo in termini di organizzazione e tempi. Abbiamo mantenuto attive le convenzioni con le scuole superiori, Ciofs di Bibbiano e JodiGalvani di Reggio Emilia, accogliendo in stage lavorativo in aprile e ottobre Angela e Chayma. Nel periodo estivo abbiamo accolto due nuovi utenti Nicola e Caterina Tra gli eventi di maggiore interesse in ordine cronologico ricordiamo: • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •
attività “BALLI DI GRUPPO” in collaborazione con SAP progetto “LO SPORT NEI DISABILI” in collaborazione con il comune di Montecchio Emilia e il SIMAP laboratorio socio-riabilitativo – culinario insieme ai famigliari del centro festa di Carnevale pranzo in “PIZZERIA DA GAETANO” per festeggiare la Pasqua uscita in treno con i ragazzi del “laboratorio fotografico”, tratta Sant’Ilario –Parma e ritorno giochi senza Barriere visita Fattoria Didattica a Praticello. evento ART E CHIC, raccolta fondi in collaborazione con salone di parrucchieri mostra fotografica permanente presso la Stazione di Bibbiano, in collaborazione con Bonifica Bentivoglio passeggiata al parco di Vezzano open Day , rappresentazione teatrale del laboratorio di teatro pranzo al Parco Enza in occasione di San Giovanni, a mangiare i tortelli Gita al Podere La Vignazza e pranzo pranzo alla Vignazza. uscita FESTA DEL PODERE a Scandiano partecipazione alla Festa del GIS a Sant’Ilario, passaggio di cintura Judo visita al mercatino di Natale di Mondo Verde festa di Halloween banchetto Natalizio con i manufatti dei ragazzi al mercato a Montecchio Emilia pranzo di Natale con i genitori, volontari e lo staff di Zora gita ai mercatini di Natale a Trento.
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO RESIDENZIALE «STRADORA» APPARTAMENTO «IL BRUCO» a cura di Cristina Campioli - Coordinatrice
Il Centro socio riabilitativo residenziale Stradora, inaugurato nel 1998 e ricavato dalla ristrutturazione di una vecchia casa colonica, è situato ai piedi delle colline di Scandiano, a un chilometro dal centro del paese. Il Centro può accogliere fino a 15 ospiti disabili (di età compresa tra i 16 e i 65 anni). Il Centro si sviluppa su 4 piani: al primo gli spazi comunitari; al secondo le stanze (singole e doppie) degli ospiti maschi; al 3° le stanze (singole e doppie) delle ospiti femmine oltre; al 4° piano un’ ampia sala adibita ad aula informatica e spazio per attività di movimento Nello stesso edificio è presente l’appartamento protetto “Il Bruco” che può ospitare fino a 5 ragazze. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
APPARTAMENTO IL BRUCO n. 5 posti disponibili n. 4 posti occupati CSRR STRADORA n. 15 posti autorizzati n. 14 posti accreditati n. 14 utenti accolti su posti accreditati n. 1 utente accolto su 1 posto non accreditato n. 17 operatori impiegati n. 1 coordinatore CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
Il Centro offre servizio tutti giorni della settimana ventiquattro ore su ventiquattro. Il rapporto operatore/Utente, e la partecipazione degli Utenti alle attività è calcolato sulla base dei bisogni individuali della persona nel rispetto della normativa vigente (DGR 514/2009) Al giovedì dalle ore 14.15 alle ore 17.15, gli operatori del Centro svolgono settimanalmente una riunione d’equipe. Inoltre è prevista, secondo normativa del DGR 514/09, la presenza della figure dell’Infermiere Professionale e del Fisioterapista. OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Il Centro Stradora ospita prevalentemente lunga residenzialità e si caratterizza per l’impegno a proiettare l’evoluzione dell’utente verso l’esterno favorendone la riabilitazione cognitiva e comportamentale. Si propone di: • essere luogo di promozione del benessere psicofisico e relazionale dell’utente • attraverso attività specifiche; favorire la riabilitazione cognitiva e comportamentale dei soggetti ospiti; • assicurare il mantenimento delle autonomie possedute e favorire l’acquisizione delle autonomie e delle competenze possibili.
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• offrire un contesto strutturale e relazionale che consenta e favorisca l’azione, l’espressione, la scelta, la costruzione di un ruolo e il riconoscimento dell’identità di ognuno degli ospiti. • proiettare l’evoluzione dell’utente verso l’esterno, facendo in modo che il Centro non sia un luogo “separato che risponde a se stesso” ma il luogo nel quale elaborare ed attivare azioni, strategie e Progetti Educativi determinati a promuovere il possibile grado di inclusione alla vita sociale degli ospiti. Il Centro che diventa parte di processi inclusivi e quindi una realtà che dialoga e interagisce con altre; che ricerca e promuove di incontri scambi e collaborazioni informali con il territorio. LE ATTIVITA’
L’offerta di attività è rimasta presso ché uguale a quella dello scorso anno. L’equipe ha intrapreso, insieme agli utenti, un percorso di riflessione che sta gradualmente modificando le stesse, conferendo ad alcune un carattere maggiormente “lavorativo” e ad altre un carattere maggiormente di “tempo libero”. Sono comunque rimaste presenti: • Mercatino Magò • Redazione radio 106 • Laboratorio creativo • Laboratorio di cinema • Laboratorio di pittura • Animazione musicale Oltre ad attività ricreative come cinema, uscite serali a piccolo gruppo ed eventi proposti dal territorio. COSA COSAABBIAMO ABBIAMOFATTO FATTO
Quest’anno, per raccontare il lavoro e la vita del nostro Centro, anziché elencare una serie di accadimenti, abbiamo preferito condividere l’obiettivo che ha visto uniti educatori e ragazzi in un lavoro di riflessione, di riorganizzazione di ogni aspetto. Il “manifesto/poema della normalità” che segue (scritto dallo svedese Nirjè nel 1968) descrive e dettaglia molto bene sia questo obiettivo sia le cose da fare per avvicinarci il più possibile al suo raggiungimento: Normalizzazione significa... un ritmo normale del giorno. Ti alzi dal letto al mattino, anche se hai una gravissima disabilità, ti vesti ed esci per andare a scuola o al lavoro: non resti a casa. Al mattino prevedi quello che farai nella giornata, alla sera ripensi a quello che sei riuscito a fare. Il tuo giorno non è soltanto 24 ore sempre uguali, minuti monotoni, pomeriggi senza fine. Mangi ad ore normali ed in modo normale, non solo con il cucchiaio, se non sei più un bambino, non mangi a letto o in poltrona, ma a tavola, e non ceni presto nel pomeriggio, per la comodità del personale.
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Normalizzazione significa... un ritmo normale della settimana. Abiti in un posto e vai a lavorare in un altro, in un altro ancora passi il tuo tempo libero. Programmi i divertimenti del fine settimana E «non vedi l’ora» di tornare a scuola o al lavoro, il lunedì mattina. Normalizzazione significa... un ritmo normale dell’anno. Una vacanza per rompere la routine, con il cambiamento delle stagioni che porta con sé cambiamenti nel lavoro, nei cibi, nello sport, nello svago e in tante altre cose della tua vita. Normalizzazione significa... le esperienze normali di sviluppo nel ciclo di vita. I bambini, e solo i bambini, vanno in colonia. Nell’adolescenza ti curi molto del tuo aspetto, dei tuoi capelli, pensi alla musica e ai ragazzi o alle ragazze. Da adulto lavori e ti senti responsabile. Da vecchio hai i tuoi ricordi da rivivere e la saggezza dell’esperienza. Normalizzazione significa... avere desideri e fare scelte rispettate dagli altri Gli adulti hanno la libertà di decidere dove vogliono vivere, che lavoro preferiscono e che amici frequentare. Se stare in casa a guardare la televisione o andare a concerto, o a passeggiare in città . Normalizzazione significa... vivere in un mondo di due sessi diversi I bambini e gli adulti hanno relazioni con l’altro sesso, o con lo stesso, da adolescente cerchi di avere il ragazzo o la ragazza, da adulto puoi decidere di sposarti e avere figli. Normalizzazione significa... il diritto ad una situazione economica normale. Tutti abbiamo il nostro reddito e le nostre responsabilità, anche se abbiamo la pensione di invalidità, dobbiamo avere i nostri soldi e decidere come spenderli: nel superfluo e nel necessario. Normalizzazione significa vivere in una casa normale in un quartiere normale e non in una grande istituzione, con 100 persone disabili, o anziane. Significa non essere isolato dalla società. Abbiamo iniziato un “processo di normalizzazione” in casa nostra. La normalità, dunque, come valore essenziale in sé. Valore strumentale, un ottimo mezzo per raggiungere finalità di sviluppo e di partecipazione attiva di tutti, a prescindere dalle loro condizioni personali e sociali, dalle loro disabilità o patologie. Cercando di non dimenticare il reale rischio di non riconoscere adeguatamente la specificità, talvolta estremamente peculiare, dei bisogni di ognuno che richiede risposte altrettanto complesse e specifiche. Abbiamo fatta nostra la tesi secondo la quale queste risposte potranno essere etiche ed efficaci se diventeranno «speciale normalità», un arricchimento della normalità e non un allontanamento da essa, da quella quotidianità comune che dovrebbe abbracciarci tutti. Abbiamo soltanto cominciato. Stiamo proseguendo.
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO RESIDENZIALE «LA MANTA» a cura di Gianluca Giaroli - Coordinatore
La Struttura residenziale La Manta è stata inaugurata nel 2004. Il nome “La Manta” deriva dalla parola con cui un ospite indicava la coperta del suo letto. Accolse inizialmente alcuni ospiti di Zorella maggiormente idonei in questo tipo di contesto e due anni dopo la struttura venne ampliata con una nuova ala nel piano superiore, concesso in affitto all’Ausl di Reggio Emilia, sino al novembre 2015, quando la Cooperativa lo ristrutturò e diede vita ad un nuovo progetto residenziale (Archè) rivolto ad ospiti disabili nella terza età.
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
DATI GENERALI DEL SERVIZIO
Il Centro socio-riabilitativo residenziale La Manta, è situato su un area di circa 10.000 mq, nelle campagne di Roncadella. La struttura non ha barriere architettoniche ed è fornita di attrezzatura, arredi e tecnologie adeguate all’accoglienza residenziale di persone disabili adulte. Gli ambienti sono funzionali e confortevoli e connotati da un livello importante di personalizzazione. Il Centro dispone di un ampia area verde esterna utilizzata per le attività primaverili ed estive.
n. 16 posti autorizzati n. 16 posti accreditati n. 12 utenti accolti su posti accreditati n. 17 operatori impiegati n. 1 coordinatore impiegato
OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Il centro si pone come obiettivo una riabilitazione più contenitiva finalizzata ad una consapevolezza del sé, al rilassamento e alla espressione/contenimento delle emozioni. La Manta non vuole offrire semplice assistenza, intrattenimento e mantenimento delle abilità residue, ma investe sul potenziamento delle abilità nel rispetto della dimensione del singolo individuo cercando di offrire esperienze significative in un contesto reale e comunitario. GLI OSPITI E LE FAMIGLIE
Il centro offe ospitalità permanente e/o temporanea a persone con disabilità medio-gravi prevalentemente di tipo cognitivo e comportamentale e la frequenza può essere diversificata in risposta alle esigenze personali e famigliari, purché compatibili col buon funzionamento della struttura e la serenità del gruppo (anche diurna su specifico progetto). La capienza massima della struttura è stata ampliata quest’anno a 20 posti.
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LE ATTIVITA’
Fare “insieme” per insegnare nuove strategie al fine di raggiungere il massimo della autonomia possibile. Le attività che di seguito elenchiamo vengono offerte all’ interno della residenza o all’esterno: • Attività motorio-abilitativa (vengono proposte esperienze corporee, motorie, attività sportive, percorsi ginnici) • Laboratorio manuale creativo (con l’uso di molti materiali, si sperimentano tecniche diverse per creare e decorare cose con il gruppo per lavorare insieme con uno obiettivo comune). • Attività domestiche e per le autonomie personali • Attività sociali sul territorio (uscite individuali o di gruppo nel territorio circostante come merende al bar, gite, vacanze attività di cinema; partecipazione a gli eventi sul territorio come feste di paes). • Attività di musica (allenamento all’ascolto attraverso la lettura di fiabe e cantando canzoni) • Accudimento animali (nell’area esterna della struttura si ospitano i seguenti animali: conigli, galline, capre, un cane; il loro accudimento favorisce l'apprendimento di nuove abilità occupazionali-lavorative legate alla cura degli animali) • Assemblaggi COSA ABBIAMO FATTO • Gennaio: Gita di un giorno al Monte Cimone Sestola Lago della Ninfa sulla neve. Pranzo al rifugio. • Febbraio: gita a Verona di un giorno • Marzo: due giorni sulla neve a cerreto laghi in hotel spa. • Maggio: gita di un giorno a Ravenna zoo safari alla mattina, nel pomeriggio giro a Milano Marittima. • Maggio: gita di un giorno alle Cinque Terre. • Giugno: gita di due giorni. Primo giorno pranzo dalla zia di Riccardo a Monchio delle Corti, nel pomeriggio spostamento a Marina di Massa, secondo giorno giornata di mare e rientro. • Settembre: gita di tre giorni a Genova. Visita della città più tutta una giornata all'acquario. • Ottobre: gita a Lucca di un giorno al comics festival. • Novembre: gita di un giorno in treno a bologna al festival del cioccolato • Dicembre: serata a bologna in treno per incontro alla Feltrinelli con Fabio Volo • Maggio: bancarella pollicino • Giugno: pomeriggio alla Reggia di Rivalta • Uscite al ristorante per festeggiare i compleanni. • Una domenica a pranzo ogni due mesi: pranzo etnico: cinese, indiano.. eccc
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CENTRO SOCIO RIABILITATIVO RESIDENZIALE «ZORELLA» a cura di Angelo Di Carlo - Coordinatore
Nel 1996, per effetto dell’applicazione della legge “Basaglia” 180/1980, a Reggio Emilia furono chiusi definitivamente i reparti manicomiali dell’istituto San Lazzaro. Sul territorio reggiano non erano presenti strutture adeguatamente predisposte all’accoglienza dei pazienti. Per dare risposta alle esigenze di queste persone, grazie ad una importante condivisione progettuale con l’Ente Pubblico, nel mese di giugno del 2000 venne aperto il Centro residenziale Zorella. DATI GENERALI DEL SERVIZIO
n. 16 posti autorizzati n. 16 posti accreditati n 11 utenti accolti su posti accreditati n 21 operatori impiegati CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
Il Centro Socio Riabilitativo residenziale Zorella è una struttura di circa 800 mq sviluppata in un unico piano su un' area di circa 4000 mq, situato nel quartiere residenziale di fronte al parco pubblico di Puianello del Comune di Quattro Castella. Propone percorsi educativi ed assistenziali di tipo individuale e collettivo, rivolti a gruppi di utenti adulti con differenti tipi di disabilità (cognitivo e comportamentale) OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Favorire una piena maturazione delle possibilità evolutive presenti nei soggetti che ospita e di garantire agli stessi il mantenimento delle autonomie di cui possiedono. Il servizio offre nella sua dimensione comunitaria un continuo stimolo alla collaborazione, ponendosi al contempo l’obiettivo di essere Casa; quindi contesto familiare dove i tempi, le azioni e le aspettative individuali possano armonizzarsi in modo naturale seppur nel rispetto delle regole e attraverso il giusto supporto/sostegno, seguendo necessità e bisogni insiti in modo differenziato in ogni individuo.
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GLI OSPITI E LE FAMIGLIE
Gli operatori del Centro congiuntamente al Coordinatore incontrano i familiari almeno una volta all’anno per condividere l’andamento del progetto (PEI) e confrontarsi sulle prospettive future. Questa decorrenza si rinnova in occasione di ogni riprogettazione di ogni utente o di specifiche esigenze che riguardino modificazioni in itinere. L'approccio metodologico si avvale di un'accurata osservazione degli ospiti (persone dai 25 ai 60 anni con disabilità medio gravi soprattutto legate a disturbi del comportamento) in situazioni ben strutturate, dove è possibile valutare i loro bisogni e controllare in modo mirato le variabili emergenti. La programmazione si basa su stimolazioni equilibrate che consentono di armonizzare e contenere eventuali criticità date da possibili comportamenti di tipo aggressivo auto ed etero diretti.
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LE ATTIVITA’
Il centro residenziale Zorella mira alla costruzione di un’identità sociale dei presenti attraverso la strutturazione di attività specifiche. La dimensione del "fare" assume in questo caso una valenza di riabilitazione delle abilità e competenze individuali, andando a soddisfare bisogni di tipo sociooccupazionali e ad accrescere il livello di soddisfazione e autostima personale: Attività creative in atelier (produzione e mercatini), Falegnameria, Giardinaggio, Cura della casa, Secondo Magò, Laboratorio Dejavù (ritiro, pulizia e assemblaggio di PC), Lab multimediale, Turismo mirato, Biblioteca, Mercato, Piscina, Cineforum, Spazio web, Radio 106, Animazione musicale (canto, ascolto, rilassamento, ritmica). COSA ABBIAMO FATTO
Abbiamo realizzato il soggiorno estivo al mare nella Riviera adriatica a Rimini; quest’anno abbiamo deciso di appoggiarci ad una struttura alberghiera idonea alle nostre esigenze.. Abbiamo realizzato anche quest’anno la vacanza primaverile nella casa-vacanza sul lago di Garda, sempre meta desiderata e apprezzata da tutti. GITE Grazie all’attività di turismo guidato gli utenti (a rotazione) hanno avuto modo di visitare località quali, Brescia, Cerreto, Brescello, Riviera ligure, Firenze e molti altri paesi in occasione di feste e sagre locali. Questa attività è molto importante e quest’anno abbiamo inserito nei PEI di alcuni utenti obiettivi collegati alla preparazione e documentazione delle esperienze. Durante il mese di agosto abbiamo fatto la consueta grigliata in occasione del ferragosto ritrovandoci con parenti e amici presso il nostro giardino. Quest’anno abbiamo cambiato modalità di incontro con le famiglie organizzando un pranzo in struttura sia per la festa di Pasqua sia per le festività natalizie. In tali occasioni hanno partecipato anche numerosi amici e operatori degli altri centri, le cuoche che ci hanno aiutato durante la preparazione del pasto e il parroco. Le feste sono state molto apprezzate e pensiamo di riproporle anche il prossimo anno in questa formula. Zorella ha partecipato ai momenti di incontro e di festa della cooperativa come “Podere in Festa”, “Festa di natale al Corallo”. Segnaliamo anche due importanti feste che ci ha visto protagonisti nel nostro paese di Puainello: “La festa di primavera” in aprile 2016 e “Zorella in Festa” a settembre. Entrambi gli eventi li abbiamo realizzati in collaborazione con la Pro Loco, il centro sociale di Puainello, la parrocchia e il comune di Quattro Castella. Zorella in festa è stata ideata, realizzata e gestita interamente dal gruppo operatori del centro e si è svolta nella parrocchia di Puianello. Questo evento così ben riuscito è stata un’importante progetto sinergico nel nostro territorio e di inclusione sociale: infatti il programma comprendeva, cena, animazione per bambini, musica, giochi, tutti rivolti alla cittadinanza, oltre che a beneficio degli utenti delle strutture di Zora.
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LABORATORI SOCIO OCCUPAZIONALI «CONCHA» a cura di Maurizio Fajeti - Coordinatore
I laboratori Integrati nascono nel 2003 da una collaborazione di Zora e Stradello che decidono di mettere insieme risorse e conoscenze di personale con competenze diverse (lavorative per Stradello e socio relazionali per Zora) per gestire un gruppo di utenti molto eterogeneo usando come strumento prevalente il lavoro. Concha, così il gruppo ha deciso proprio nel 2016 di identificare con un nome preciso il proprio servizio, DATI GENERALI DEL SERVIZIO
Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 17,00, il mercoledì pomeriggio la struttura resta chiusa per la riunione di equipe. accoglie i ragazzi dei progetti collettivi, dall’aprile del 2008, a cui successivamente si sono aggiunti altri ospiti raggiungendo un totale di 33 ragazzi alla fine del 2016. OBIETTIVI DEL SERVIZIO
Con la nuova convenzione della durata di tre anni dall’inizio del 2016, il Servizio ha visto variare quelle che fino ad allora erano le sue prerogative di vocazione al lavoro. Sono stati individuati spazi altri per organizzare attività socio riabilitative e le attività lavorative sono state ridotte e trasformate in attività ergo terapiche; queste ultime permettono l’assunzione di responsabilità riguardo i compiti assegnati e favoriscono il raggiungimento di una maggiore adultità dell’individuo, una maggiore visibilità del lavoro svolto e, quindi, del proprio fare. La presenza di regole da seguire in un contesto allargato, ma anche in un contesto esterno come può essere quello della mensa cittadina o della consegna dei lavori eseguiti o dei prodotti confezionati, stimolano una crescita e una maggior capacità di relazionarsi con gli altri e di mettere in campo competenze di adeguatezza situazionale.
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO
Fisicamente i laboratori sono collocati in un capannone all’interno del podere di Pratissolo che contiene i laboratori delle attività a disposizione dei ragazzi. La nuova struttura organizzativa, come l’individuazione del nuovo nome è stata favorita del percorso organizzato dalla Cooperativa «In gioco» di Reggio Emilia e gestito dalla Dottoressa Spaggiari, in seguito ad un lungo lavoro svolto sull’identità del Servizio.
GLI OSPITI E LE FAMIGLIE
Le famiglie ricevono informazioni periodiche sulle iniziative interne e hanno la possibilità di contattare il coordinatore o gli operatori del centro per dare o ricevere informazioni.
Bilancio Sociale Laboratori Socio Occupazionali «Concha»
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COSA ABBIAMO FATTO
Nel 2016 non ci sono state variazioni nel gruppo ragazzi mentre per quanto riguarda il tirocinio lavoro ha terminato il suo percorso Gaetano e sono entrati Monica, David e Andrea (David ha completato il suo percorso prima della fine dell’anno) Tra i volontari abbiamo sempre Giovanni, Valter, Fulvio, Clara, Mirella, Itala e Lilli, a cui si sono aggiunte Loretta e Luciana, due nuove forze per il settore dell’abbigliamento usato di Magò. Nel settore lavorativo c’è sempre Elena aiutata dal tirocinante Alessio. Anche quest’anno grazie al contributo di donazioni esterne siamo riusciti a organizzare la gita annuale, che i nostri «tour operator», Barbara e Matteo hanno organizzato a Cervia con visita alle famose saline. Dicembre ci ha visto nuovamente alle prese con la grossa organizzazione dovuta ai pacchi di Natale, l’impegno quest’anno è stato davvero notevole, abbiamo raggiunto quasi la cifra record di 1000 pacchi. Impossibile non ringraziare il solito Valter, ma anche Antonella una vecchia conoscenza di Stradello, Barbara e tutti quelli che si sono spesi per raggiungere un risultato davvero lusinghiero per quelle che sono le nostre possibilità. L’attività di trekking e cultura ha ormai un gruppo consolidato e le esperienze si stanno moltiplicando con agganci anche fuori dal territorio come la visita di scambio con l’associazione Liberi di Volare di Parma. Per quanto riguarda le collaborazioni, stiamo intensificando quella con il Secondo Magò per cercare di omogenizzare l’organizzazione e le modalità di vendita: i primi risultati incoraggianti si vedono già. Una nostra rappresentanza, in primavera, ha partecipato ad un convegno a Parma sul tema della vita fuori dal nucleo famigliare per persone con diverse autonomie cognitive ed emozionali intitolato «Chi si prenderà cura di me dopo di te». Come ogni anno ci sono state delegazioni italiane e straniere in visita, abbiamo ospitato e formato tirocinanti delle scuole e scout, tra cui Mattia che è rimasto con noi per quattro mesi grazie ai buoni della coop che hanno coperto le spese di tirocinio (un ragazzo che ha lasciato il segno e che speriamo di ritrovare come collega prima o poi); e un gruppo sempre più ampio di artisti vari: Roberto Pellati sempre presente, e Vergassola, portato dal vicesindaco Nasciuti in occasione di Festival Love, si è aggiunta una gradita sorpresa, Mara Redeghieri dello storico gruppo degli Ustmamò, che ha iniziato un percorso di canto con tutti i ragazzi e con l’ambizioso obiettivo di far cantare il gruppo di Concha insieme alla corale delle Falistre, un coro di sole donne da lei costituito e diretto. Infine una novità, da inizio anno uno dei nostri ragazzi si è lanciato come DJ, infatti Concha sta curando alcune trasmissioni di radio 106 Zora, Gianluca è il conduttore di due programmi che per l’esattezza sono stati: «Diciamo la nostra» e «Lettura e musica per voi». Nessuna novità tra gli operatori, a parte la nascita di due gemelline al nostro Giuseppe, mentre abbiamo avuto due importanti presenze di supporto: Giovanni; che ha terminato il suo utilissimo percorso a dicembre e Carlo che proprio a dicembre ha iniziato il suo. Insomma siamo pronti ad affrontare, speriamo, nel migliore dei modi questo 2017.
Bilancio Sociale Laboratori Socio Occupazionali «Concha»
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I SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI a cura di Daniele Tamburini - Responsabile
L'anno appena trascorso ha visto il settore ecologico alle prese con numerosi cambiamenti, circostanze che i lavoratori devono imparare a riconoscere come spunti di crescita e miglioramento. Reazione istintiva e del tutto umana è quella di opporsi a qualsiasi mutamento, che promette di stravolgere le nostre abitudini, lavorative, come in questo caso. Occorre quindi una certa elasticità, che consenta di metabolizzare quanto prima le novità introdotte, affinchè queste non vengano viste come una minaccia alla routine, ma riconosciute per quello che realmente sono, ossia un rinnovamento, necessario e inevitabile, da accogliere senza diffidenza, ma con apertura, fiducia e curiosità. Dopo le comprensibili difficoltà iniziali i lavoratori del settore ecologico si sono mostrati all'altezza di questa nuova sfida, dimostrando grande maturità e uno spirito di collaborazione che negli ultimi mesi è andato sempre più rafforzandosi, armonizzando un gruppo già compatto che si è riscoperto ancora più solido. Il primo a beneficiare del clima di serenità generale è stato il coordinatore, il quale ha trovato nei lavoratori degli aiutanti, pronti ad assisterlo nella gestione delle emergenze. Un contributo essenziale, messo a disposizione da chi svolge la parte pratica del lavoro ed è perciò in grado di fornire elementi unici, spunti che chi si limita a supervisionare spesso non è in grado di cogliere. Chiudiamo questa analisi, dando il benvenuto ai nuovi colleghi, con la certezza che non faticheranno ad inserirsi e che troveranno nel settore ecologico l'ambiente ideale dove crescere professionalmente e umanamente.
Bilancio Sociale I Servizi Ecologici Ambientali
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I Servizi ecologici ed ambientali gestiti attualmente dalla Cooperativa sono:
Raccolta carta e cartone
(per conto di Consorzio Quarantacinque in convenzione con IREN) Il servizio prevede il presidio e la gestione della raccolta differenziata di carta e cartone nei comuni di Reggio Emilia, Albinea, Casalgrande, Castellarano, Scandiano. La raccolta viene svolta porta a porta presso le abitazioni dei singoli cittadini e attraverso l’utilizzo di mezzi appositamente attrezzati per lo svuotamento dei contenitori dislocati nelle varie aree urbane dei comuni.
Servizio di spazzamento meccanizzato e manuale (per conto di Consorzio Quarantacinque in convenzione con IREN)
Il servizio prevede il presidio e la gestione degli interventi programmati di pulizia e di spazzamento del suolo pubblico del comune di Scandiano e frazioni annesse. Le azioni di spazzamento «meccanizzato» avvengono tramite l’utilizzo di appositi mezzi dotati di aspiratori, spazzole e getti d’acqua ad alta pressione che automaticamente igienizzano il suolo al passaggio del mezzo. Lo spazzamento manuale viene effettuato per completare l’azione dei mezzi laddove, per caratteristiche di spazio e di suolo, non riescono a produrre un azione efficacie. Gli interventi sono effettuati per mezzo di strumenti ad utilizzo individuale (soffiatori, palette, ramazze…)
Servizio di attrezzate
presidio
delle
stazioni
ecologiche
(per conto di Consorzio Quarantacinque in convenzione con IREN) Parte integrante dei servizi ambientale gestiti dalla cooperativa, sono le stazioni ecologiche attrezzate, dotate di piazzali e contenitori e dedicate al conferimento diretto da parte degli utilizzatori di rifiuti differenziati. Durante gli orari di apertura è presente un operatore addetto al ricevimento che accompagna e supporta il cittadino nelle azioni di deposito temporaneo dei rifiuti e dei materiali recuperabili (carta, cartone, vetro, plastica, legno, sfalci e potature, ferro, alluminio, pile, polistirolo, batterie, oli minerali, oli vegetali, abiti usati, frigoriferi, computer, toner, lampadine a basso consumo e rifiuti tossici e infiammabili). Lo Stradello è incaricata del servizio di controllo delle Isole Eocologiche di Scandiano, Casalgrande, Arceto, Botteghe, Reggio Emilia (via del Partigiano), San Martino, Borzano, Roteglia e Castellarano.
Bilancio Sociale I Servizi Ecologici Ambientali
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I SERVIZI DI MANUTENZIONE DEL VERDE a cura di Matteo Botti - Responsabile
Nel descrivere i risultati, gli sviluppi e gli obiettivi del settore del verde di Scandiano nel 2016 mi sembra giusto iniziare parlando delle persone impegnate in questo ambito. Come negli anni precedenti anche nel 2016 abbiamo collaborato sia con persone svantaggiate che con altre fragilità, legate ad esempio alla perdita della precedente occupazione. Nel corso degli anni vi sono stati riscontri molto positivi nel re-inserimento lavorativo sia con persone provenienti da storie di dipendenze che persone svantaggiate che hanno portato al collocamento di alcuni all’interno della cooperativa oppure in altre aziende. Risultati conseguiti con l’impegno di tutti ma sicuramente resi possibili dalle scelte efficaci e mirate del Responsabile degli inserimenti lavorativi. Per quanto riguarda il personale stagionale i rapporti creati e il loro senso di appartenenza alla cooperativa sono stati ottimi. Da qui il rammarico di non avere ancora potuto confermare questi legami nell’anno in corso a causa di nuove modalità di assegnazione di lavori da parte degli Enti comunali che per il momento non ci hanno confermato l’aggiudicazione dei servizi. Nel 2016 abbiamo perpetuato uno sviluppo che è continuato stabilmente negli anni investendo in attrezzature, mezzi e una nuova sede per il settore. Questo sviluppo ci ha portato, in una quindicina di anni, dall’occuparci di piccole aree allo sfalcio di grandi metrature dislocate in vari Comuni, impegnando diverse squadre di lavoratori; alla potatura di siepi, alberi ad alto fusto; realizzazioni di prati ed altre interventi che richiedono sempre maggiore professionalità. Gli obiettivi per il futuro penso debbano essere la maggior concorrenzialità riguardo i lavori pubblici in un momento particolarmente difficile per in nostro settore data la saturazione dei servizi e le nuove regole di concorrenza che appare sempre più spietata; inoltre continuare con l’impegno di tutti gli operatori per svolgere il lavoro presso le abitazioni private in modo sempre più qualificato per creare solidarietà e stima da parte della comunità e favorire la crescita e la soddisfazione di tutti i lavoratori.
Bilancio Sociale Servizi di Manutenzione del verde
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IL SERVIZIO DI CONSEGNA PASTI a cura di Federica Pozzi - Responsabile
Dal 2014 Lo Stradello collabora con la Cooperativa Sociale Coopselios gestendo il servizio di consegna di pasti a domicilio per persone anziane che, a causa di problematiche di tipologia sanitaria, di ridotta autosufficienza oppure privi di una rete famigliare che possa prendersi cura di loro, non sono in grado di provvedere alla preparazione del proprio pasto. Coopselios, che svolge tale servizio in alcuni comuni di Reggio Emilia, per la zona del Comune di Scandiano lo ha affidato alla cooperativa Lo Stradello. Tale collaborazione si è rivelata molto preziosa perchè ha rafforzato il legame di collaborazione, su uno stesso territorio, tra le due cooperative. L'attività è in fase di sperimentazione , inizialmente nel 2014 sono stati consegnati mensilmente una media di 570 pasti nell'arco dell'anno, nel 2015 la media mensile è aumentata a 670 pasti, nel 2016 la media è arrivata a 790 pasti al mese. Lo Stradello per svolgere l'attività occupa tre dipendenti a tempo parziale, di cui uno è appartenente alle categorie dello svantaggio; due di loro svolgono il servizio contemporaneamente durante la settimana, per consegnare il pasto caldo nell'arco temporale 11.00 -13.00, mentre la terza svolge il servizio nelle domeniche e come sostituzioni durante la settimana. Inoltre il servizio è supportato dalla collaborazione di alcuni soci volontari che hanno dato la loro disponibilità al servizio in caso di assenza improvvisa del personale. Per la consegna vengono utilizzati due automezzi di proprietà di Lo Stradello. Grazie a questo servizio gli anziani del nostro territorio hanno instaurato un legame con i nostri operatori addetti che puntualmente riescono a scambiare qualche parola durante la consegna, mostrando loro vicinanza e attenzione. In tal senso il Servizio riesce a rispondere non solo ad un esigenza concreta di disporre di un pasto caldo ma anche al bisogno di relazione dato dal contatto umano. La continuità data dal servizio permette anche una sorta di «monitoraggio» delle condizioni di salute della persona.
Bilancio Sociale Servizio di Consegna Pasti
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IL SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO a cura di Federica Pozzi - Responsabile
Dal 2003 Lo Stradello svolge l'attività di tutoraggio nell'ambito del servizio di sostegno all'inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate. Tale servizio è in affidamento dalla Provincia di Reggio Emilia, ora Agenzia Regionale del Lavoro, è inglobato nell'area politiche del lavoro e da anni accompagna e orienta persone con difficoltà nell'ambito lavorativo. Lo Stradello impiega una dipendente, distaccata al Centro Per l’Impiego di Scandiano. In cosa consiste oggi questo servizio? In un momento in cui il mercato del lavoro è inattivo, grazie ad una crisi ormai persistente dal 2008, che non sembra sia giunta al suo termine? Come viene svolto il servizio di inserimento lavorativo? Sono tutte domande legittime che si pongono le persone coinvolte e che anche noi ci poniamo. Non è semplice nè immediato inserire nel mondo del lavoro profit persone che hanno difficoltà, disagi e limitazioni, soprattutto in questo periodo storico in cui il mercato del lavoro ha avuto un forte calo. Il servizio negli ultimi anni ha subito di conseguenza molti cambiamenti, infatti oggi è più mirato a orientare e formare le persone per permettere loro di essere maggiormente «spendibili» nel mercato del lavoro. Ad oggi il servizio offre corsi di formazione professionalizzante e permanente, progetti di tirocinio formativo, incontri di ricerca attiva del lavoro e altri incontri specifici per chi ha maggiori difficoltà. Tra i compiti degli addetti all’inserimento lavorativo vi sono: •svolgimento di colloqui di orientamento e preselezione con persone che presentano profili di problematicità, per la definizione di un idoneo percorso di inserimento o di stabilizzazione; •accompagnamento sul posto di lavoro delle persone con particolari difficoltà di inserimento o di mantenimento del posto di lavoro, •consulenza e sostegno alle famiglie; •incrocio fra domanda e offerta di lavoro, proposte di tirocinio o elaborazione di percorsi alternativi; •promozione e partecipazione a incontri con datori di lavoro; •collaborazione con gli uffici provinciali sulle mansioni indicate dalle aziende e nei prospetti informativi, con analisi dei posti di lavoro. Alle persone iscritte con maggiori difficoltà inserimento lavorativo viene fornito un servizio orientamento specialistico: •consulenza orientativa •analisi delle caratteristiche professionali, sociali personali dei soggetti •elaborazione progetti di inserimento lavorativo e accompagnamento al lavoro •realizzazione di azioni di accompagnamento tutoraggio
Bilancio Sociale Servizio di Inserimento Lavorativo
di di e di e
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IL SERVIZIO DI LAVANDERIA a cura di Federica Pozzi - Responsabile
Lo Stradello nel 2015 ha avviato la nuova attività di lavanderia, per offrire il servizio di lavaggio indumenti e biancheria piana alle strutture residenziali appartenenti a Cooperative del territorio. I lavori di predisposizione all’attività sono stati avviati nel 2014 ristrutturando i locali di proprietà, limitrofi alla Birreria Red Mosquito, investendo in macchinari industriali e incaricando personale già dipendente della Cooperativa. Inizialmente il servizio è stato rivolto alle strutture residenziali appartenenti alla Cooperativa sociale Zora. Con il tempo e l’esperienza il servizio si è ampliato: ad oggi svolgiamo il lavaggio degli indumenti e della biancheria piana per le nostre strutture; inoltre attraverso una collaborazione con la Cooperativa Sociale Coopselios, ci occupiamo del servizio di lavaggio indumenti di ospiti di alcune strutture per anziani, gestite dalla stessa, quali "Residenza al Parco" a Scandiano, "L. Guidotti" a Fabbrico e "Villa Gilocchi" a Correggio. Il servizio consiste nel ritiro presso le strutture di indumenti e biancheria piana, nel lavaggio con specifici programmi e detergenti, nell'asciugatura attraverso essicatoi e asciugatrici, nella stiratura e nel confezionamento, infine nella riconsegna di indumenti e biancheria piana lavati alle strutture di provenienza. Nelle nostre strutture gli ospiti ai quali forniamo il servizio sono 50, mentre per le strutture di Coopselios il servizio viene fornito a 120 persone. L'organico impiegato in lavanderia è composto da tre dipendenti della nostra Cooperativa: svolge il ruolo di responsabile e gli altri due svolgono le consegne e i ritiri presso le strutture: sono le stesse due persone che svolgono anche il servizio della consegna pasti. Inoltre sono impiegati due dipendenti parttime della cooperativa Coopselios. Essendo la lavanderia un luogo in cui vengono svolte mansioni di semplice gestione, si presta molto all'inserimento di persone disabili e svantaggiate, pertanto si è sempre disponibili ad ospitare tirocini, che permettano l'inserimento graduale in un contesto lavorativo a tutti gli effetti.
Bilancio Sociale Servizio di Lavanderia
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MANUTENZIONE E ACQUISTI a cura di Maria Calvari – Responsabile
Per semplificare la lettura degli interventi svolti si è elaborata la seguente tabella: COMPITI / MANSIONI
ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2016
Approvvigionamenti: Acquisto dei materiali e/o attrezzature per tutti i Servizi.
Quest’anno si è lavorato per fare in modo che con i vari fornitori la consegna dei beni acquistati avvenisse nel minor tempo possibile. Questo ci ha permesso di avere un maggiore controllo dei costi effettuati.
Gestione degli immobili garantendo il mantenimento del valore patrimoniale degli stessi e contrastando il loro degrado attraverso una pianificazione degli interventi manutentivi per quanto riguarda gli immobili e, anche per gli impianti e le attrezzature utilizzate per le varie attività.
E’ stato fatto un intervento importante per il benessere climatico degli utenti e dei lavoratori. In parte Con finanziamento Manodori e in parte con autofinanziamento sono state comprate le attrezzature necessarie per raffrescare i locali comuni ad Odoardina, ad Archè, a Zorella, negli uffici e nelle cucine di Manta e Stradora. Ad Odoardina sono stati manutenuti e riverniciati tutti gli scuri. Il lavoro è stato svolto internamente con personale nostro. E’ stato fatto un intervento importante per il benessere climatico degli utenti e dei lavoratori. In parte Con finanziamento Manodori e in parte con autofinanziamento sono state comprate le attrezzature necessarie per raffrescare i locali comuni ad Odoardina, ad Archè, a Zorella, negli uffici e nelle cucine di Manta e Stradora. Ad Odoardina sono stati manutenuti e riverniciati tutti gli scuri. Il lavoro è stato svolto internamente con personale interno. La Manta/Archè: intervento di sanificazione muro esterno per risalita umidità; pulizia pluviale per otturazione con conseguente allagamento interno; Il Bruco: ristrutturazione bagno, in compartecipazione con lo stradello (proprietario dell’immobile); In generale in tutte le strutture c’è stata una maggiore attenzione all’arredamento degli interni e ai colori. L’obiettivo è stato quello di creare maggiore atmosfera di “casa” e maggiore personalizzazione attraverso la scelta di arredi adatti, funzionali e belli.
Bilancio Sociale Manutenzione e Acquisti
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COMPITI / MANSIONI
ATTIVITA’ SVOLTE NEL 2016
Applicazione delle normative: predispone tutti i documenti necessari per ottenere le varie autorizzazioni e certificazioni inerenti la destinazione d’uso dei fabbricati, gli impianti, la logistica degli spazi e degli arredi e, presidia eventuali scadenze e gestisce eventuali aggiornamenti.
Nel 2016 abbiamo gestito diverse scadenze:
Supporto al predisposizione Nello specifico:
•
aut. al funzionamento della struttura Zorella
•
aut. al funzionamento della struttura Benzi e Stradora;
•
aut. al funzionamento di Odoardina;
•
rinnovo delle certificazioni per lo scarico delle acque reflue dei centri La Manta/Archè e Odoardina
RSPP per la di documenti:
autorizzazione al funzionamento per i servizi socio assistenziali autorizzazione allo scarico delle acque reflue autorizzazione sanitaria per la preparazione o il porzionamento dei pasti certificato di messa a terra ecc. Gestione dei Servizi Alberghieri:
cucina
Analisi del fabbisogno di attrezzature nelle cucine di stradora, la manta e zorella. Ricerca delle attrezzature necessarie. Richiesta e avvallo dei preventivi.
pulizie
Monitoraggio del servizio pulizie e lavanderia.
lavanderia Gestione parco mezzi
Sono state svolte delle ispezioni sulla qualità dei mezzi e su come vengono impiegati Ottimizzazione uso mezzi fra i diversi servizi in occasione di vacanze e soggiorni E’ stato acquistato 1 mezzo nuovo attrezzato, 7 posti +2, assegnato al centro Odoardina e 1 mezzo 9 posti usato assegnato ad Archè.
Bilancio Sociale Manutenzione e Acquisti
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GESTIONE DEL PERSONALE a cura di Giacomo Fabiole – Responsabile del Personale
Si può affermare che si è favorita la crescita professionale e il miglioramento delle condizioni di occupazione e lavoro, creando anche nuove opportunità. Per quanto riguarda parte del Personale (praticamente tutti i Responsabili di funzione ma non solo) il 2016 è stato un anno assolutamente straordinario di preparazione alla Fusione: un percorso ricco di impegni straordinari che spesso sono sfociati in attività e risultati gratificanti che hanno costruito le basi iniziali per un nuovo futuro. L’anno 2016 è stato contraddistinto da: • maggiore raccolta ed analisi di dati anche in risposta dei requisiti indicati nella normativa regionale dell’Accreditamento delle Strutture
Socio Sanitarie (è stato necessario formulare una specifica Istruzione sul contrasto instabilità rapporto di lavoro); • attenzione alla rilevazione dei Punti di Forza e di Eccellenza dell’Organizzazione (ha visto un ulteriore consolidamento della prassi con la relativa gestione formalizzata dei riconoscimenti). Uno deli obiettivi 2017 sarà iniziare ad uniformare la raccolta ed analisi dei dati rilevati da anni per quanto riguarda l’attuale Comparto A (ex Zora) con l’attuale Comparto B (per intenderci, lo storico Stradello).
Alcuni dati di ZORA Tasso di Turn-Over
39,11% 36,29%
31,58% 27,65%
2013
2014
2015
2016
Dimensione del volume di entrate ed uscite che la Cooperativa ha gestito nel periodo (è la risultante della formula assunti + dimessi nel periodo/organico nel periodo x 100).
Si è verificata una situazione molto dinamica frutto di scelte e di decisioni funzionali per i Servizi (chiusura e riapertura di rapporti lavorativi e selezione effettuata su esigenze specifiche).
Bilancio Sociale Gestione del personale
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Tasso di Turn-Over negativo
19,09% 16,37%
16,19%
Per quanto riguarda il dato del Tasso di Turn-over negativo (dimessi nel periodo / organico ad inizio periodo x 100) il dato nel 2016 è stato 16,37 % che è in linea con il dato medio dei 6 anni precedenti (17%).
10,48%
2013
2014
2015
2016
TASSO DI ASSENZE DAL SERVIZIO in tutta la Cooperativa (N° di ore di assenza totali / N° di ore teoriche lavorabili al netto delle ferie e dei permessi contrattualmente dovuti):
16,80% 14,41%
14,99%
2014
2015
ASSENTEISMO PER CONGEDO MATERNITA’ (N. di ore all’anno) – dato in aumento
2016
ASSENTEISMO PER MALATTIA (N° di ore all’anno)
2841 1351
1755
2014
2015
2016
10563 9256
9557
2014
2015
2016
N.B : 5 lavoratori rappresentano, nel 2016, con 4.248 ore il 40,1
ASSENTEISMO PER INFORTUNIO (N. di giornate all’anno)
408
304 183
% del totale delle ore di malattia.
11
12
5
4
14 1
2014
2015
2016
2014
2015
2016
(n. complessivo degli eventi - n. eventi provocati dall’utenza
Bilancio Sociale Gestione del personale
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Movimenti personale
Zora
Lo Stradello
171.211 1.395 2.406 1.671 16.589 12.140 0 6 0
79.430 677 604
3.066
1.370
1.902 10.563 91 3.156 15
586,5 4.207 0 702 38
26 18 123 0 0 95 84
16 14 64 0 0 29 16
Da ti es pres s i i n ore
Ore lavorate di cui per flessibilità di cui per formazione di cui per riunione Ferie Maternità Congedi matrimoniali Permessi studio 150 ore diritto allo studio Aspettativa post parto , allattamento e congedi parentali Infortuni Malattia Malattia bambino Aspettativa/permessi non retribuiti Sciopero
7.772 0 0 0 0
Da ti es pres s i i n uni tà
Assunti nell’anno Dimessi o termine incarico Occupati al 31/12 di cui apprendisti di cui co.co.pro di cui Soci di cui Donne dati relativi al 2016
Zora e Lo Stradello a confronto Bilancio Sociale Gestione del personale
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LA FORMAZIONE a cura di Marco Bernini – Responsabile della Formazione
Il piano formativo 2016 è stato elaborato su entrambe le Cooperative applicando le procedure e le prassi consolidate nel tempo dalle due realtà. Zora ha tratto la sua definizione sia da una analisi del questionario sui bisogni formativi compilato dai lavoratori di ogni centro Diurno e Residenziale sia da un confronto con i coordinatori dei centri. In continuità con l’anno precedente tutti i centri diurni e tutti i centri residenziali, ad eccezione di Archè, hanno svolto una supervisione con uno Psicologo per imparare ad interpretare l’intreccio delle esigenze organizzative, gestionali, terapeutiche, psico sociali, personali che intervengono nella relazione di cura. Imparare ad analizzare le prassi attuate dai soggetti esterni (familiari, volontari, assistenti sociali, …) con le persone assistite per riuscirle ad integrare in maniera funzionale. Approfondire le dinamiche e i bisogni espressi e inespressi degli assistiti; individuare alcune aree critiche e le relative possibilità di miglioramento individuali e collettive; sostenere i lavoratori nella crescita professionale e dotarli di strumenti per evitare il burn out. Quest’anno circa 30 operatori dei centri residenziali e il nostro personale di cucina ha partecipato ad un percorso di educazione alimentare con la nutrizionista Elena Vecchi. La stessa Dott.sa Vecchi ha poi assistito le cuoche della cooperativa in un riesame dei menù e la loro successiva validazione. Riguardo alla formazione obbligatoria indicata nella LG. 81/2008 una parte dei bisogni formativi è stata affidata all’esterno con la collaborazione dello studio Rivi e di Ifoa mentre la parte più consistente ed impegnativa è stata affrontata con l’impegno e il lavoro di Matteo Nasciuti. Nasciuti ricopre per la cooperativa Zora anche il ruolo di RSPP e nel 2015 ha frequentato un corso per acquisire le tecniche, le metodologie e gli strumenti necessari per erogare formazione efficace in ambito di salute e sicurezza sul lavoro nei diversi contesti produttivi. Un corso impegnativo per la cooperativa e per Matteo ma che quest’anno ci ha permesso di iniziare a raccoglierne i frutti. Quindi un grazie a Matteo è senza dubbio doveroso. Un grazie a Cooperativa «In Gioco» di Reggio Emilia che ci ha accompagnato anche nel 2016 nel trovare e costruire risposte efficaci ai bisogni formativi emersi. Anche i laboratori integrati hanno svolto un lavoro in equipe con la supervisione di una psicologa ma con un approccio leggermente diverso volto, infatti, ad accompagnare il gruppo di lavoro nelle trasformazione del centro e nella nuova costruzione di una identità per Concha. Rispetto a «Lo Stradello» è stata garantita per tutti i lavoratori: • formazione obbligatoria generale sulla sicurezza (8 – 12 – 16 ore per partecipante a seconda del livello di rischio attinente al comparto di impiego – aggiornamento 6h per lavoratore) • Primo soccorso (16h per partecipante – 6h aggiornamento) • Antincendio (8h per partecipante – 5h aggiornamento) • Preposto (12 h per partecipante – 6h aggiornamento) • Isole ecologiche (16 h) • Conduzione macchine agricole (4h per partecipante – aggiornamento 4h) • Piattaforme aree e ponti (4h per partecipante – aggiornamento 4h)
Bilancio Sociale La Formazione
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Di seguito la tabella riassuntiva dei percorsi formativi sostenuti dai lavoratori di Zora nel corso del 2016: Numero ore per partecipante
Ente di formazione
16 8 6
NASCIUTI NASCIUTI NASCIUTI
100
(LA SCELTA DELL'ENTE È A DISCREZIONE DEL PARTECIPANTE)
12
STUDIO RIVI
4
STUDIO RIVI
8
STUDIO RIVI
8
STUDIO RIVI
Corso per alimentaristi
3
AUSL RE
Aggiornamento RLS
8
STUDIO RIVI
4
IFOA
15
AUSL REGGIO EMILIA
6+4
VECCHI ELENA
La relazione d'aiuto
12
IN GIOCO
Autismo e casi clinici
6
GIAROLI
Metodi e strategie per risolvere i conflitti all'interno del gruppo di lavoro
4
IRECOOP
Disturbi del Movimento
6
Disturbi di personalità borderline
3,5
Tecniche di animazione
40
IN GIOCO
La comunicazione nei servizi alla persona Formazione in situazione x attività con V. F. Prevenire e ridurre il rischio legionella nelle strutture socio-sanitarie e assistenziali La comunicazione
32
IN GIOCO
3,5
GRAZIA SASSI AUSL RE
8
AUSL REGGIO EMILIA
3
CAMPIOLI
Laboratorio sull’empatia: “Parlami di me”
12
FANELLI FULVIO
Sistema qualità cooperativo
4
DI CARLO
Formazione progetti
3
UGOLOTTI
TIPOLOGIA DI CORSO Corso base sicurezza d.lg 81. Corso base sicurezza d.lg 81. Corso base sicurezza d.lg 81. Percorso di ri-qualifica Oss (massimo 3 operatori all'anno) Primo soccorso (formazione completa) Primo soccorso (aggiornamento) Corso per addetti alla squadra antincendio Retraining corso per addetti squadra antiincendio
Aggiornamento RSSP CAA Corso educazione alimentare + validazione menu'
Bilancio Sociale La Formazione
GRAZIA SASSI AUSL RE UGOLOTTI FORMAZIONE INTERNA
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«ALTRE» RISORSE UMANE a cura di Igor Ghisio
Le politiche sociali di Welfare si stanno gradualmente indirizzando alla progettazione di interventi che prevedono la comunità ed i suoi cittadini come partecipanti attivi nella presa in carico delle situazioni di difficoltà o che esprimono un disagio. Anche le due cooperative, fin dalla loro nascita, hanno perseguito azioni e promosso opportunità affinché la cittadinanza potesse partecipare attivamente alla gestione dei servizi, riconoscendo nel volontariato e in una qualsiasi altra forma di collaborazione, un valore aggiunto senza il quale, oggi più che mai, non sarebbe praticabile lo svolgimento di interventi di qualità. Pensando in particolare ai servizi del comparto «A» (Ex coop Zora), la presenza di persone non professionalizzate rappresenta un opportunità relazionale «naturale» che risponde egregiamente al bisogni di socialità che gli ospiti nella quotidianità esprimono. Questo apporto relazionale diventa ancor più importante in situazioni abitative o di frequenza come i nostri servizi che, dal punto di vista territoriale, non sono inserite in un contesto urbano facilitante in questo senso (i servizi sono posizionati lontani dal centro città). Agganciare l’interesse e la curiosità delle persone, che anche nel 2016 si è
Bilancio Sociale «Altre» risorse umane
perseguito consolidando alcuni rapporti con Enti e istituzioni del territorio, per noi significa: • diffondere la cultura dell’inclusione della persona disabile in quanto non solo portatrice di esclusivi bisogni ma anche offerente di risorse; • ampliare le opportunità relazionali per gli ospiti; • supportare concretamente il lavoro quotidiano degli operatori nella gestione delle attività; • svolgere compiti e mansioni straordinari ed eccezionali che normalmente vengono gestiti con difficoltà; • promuovere i nostri servizi sul territorio; • conoscere e valutare persone orientate ad approcciare le professioni appartenenti al mondo del “sociale" ed inserirle eventualmente nel data base dei candidati all’assunzione; • ricevere in rimando una lettura dei nostri servizi da un punto di osservazione esterne. In seguito alcuni esempi di azioni e collaborazioni che nel 2016 hanno contribuito a mantenere attivo il coinvolgimento di personale non professionalizzato all’interno dei nostri servizi.
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Progetto attiva giovani
Nel 2016 Zora ha aderito alla seconda edizione del progetto “Attiva Giovani” promosso da Coop Alleanza 3.0 volto a finanziare stage formativi retribuiti per giovani disoccupati con età compresa tra i 18 ed i 34 anni presso le cooperative sociali della provincia di Reggio Emilia. I fondi necessari al sostenimento delle esperienze è derivato dalla raccolta punti a vantaggio dei Soci di Coop grazie a coloro che hanno scelto di contribuire a progetti inseriti nell’ambito “vantaggi per la comunità” in alternativa o integrazione al ritiro classico dei premi. Zora e Lo Stradello hanno accolto le candidature di 14 giovani interessati a svolgere l’esperienza presso le nostre cooperative. Di questi quattro sono stati valutati positivamente e due sono stati coinvolti per un periodo di quattro mesi presso i «laboratori socio occupazionali Concha» di Lo Stradello e presso il C.S.R.D. Odoardina di Zora.
Progetto Mi Fido di Te
Il progetto, promosso dall’associazione “Per di qua” di Reggio Emilia, promuove iniziative di sensibilizzazione al volontariato all’interno delle scuole superiori della provincia. "Mi fido di te" è un progetto di educazione al volontariato e alla solidarietà per ragazze e ragazzi dai 14 ai 24 anni che si propone la strutturazione di una rete di persone che, attraverso incontri, relazioni, attività di aiuto e sostegno, desidera prestare volontariato all'interno dei Servizi alla persona del nostro territorio. La collaborazione con l’associazione è ormai pluriennale e ha permesso anche nel 2016 di ospitare alcune classi dell’Istituto Superiore Gobetti di Scandiano che hanno avuto la possibilità di conoscere le nostre cooperative e visitare le strutture di Scandiano entrando direttamente in rapporto con gli ospiti e gli educatori. Inoltre a fine anno, grazie alle attività del progetto, due giovani volontarie hanno iniziato a frequentare il CSRR Stradora con continuità
Convenzione con l’Istituto comprensivo Spallanzani di Scandiano La collaborazione con l’Istituto Comprensivo Spallanzani è nata per volere del Preside che ha pensato alle nostre cooperative come partner coinvolgibili nella gestione di piccoli progetti a contrasto del rischio di abbandono scolastico e di povertà educativa. La convenzione prevede che cooperativa e istituto progettino e realizzino in sinergia attività educative e laboratoriali, a favore degli alunni, che possano favorire l’acquisizione di comportamenti sociali improntati ad un utilizzo responsabile della propria libertà. Nel concreto le attività si realizzeranno all’interno dei nostri servizi coinvolgendo gli allievi che hanno manifestato atteggiamenti di inadeguatezza nella relazione con gli altri e che, attraverso il contatto con operatori e ospiti dei nostri Centri , possono sperimentare e sviluppare le competenze sociali e civiche di responsabilità e di solidarietà. A fine 2016 è stata definita la convezione e durante il 2017 sono previste le prime sperimentazioni.
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Associazione YAP Italia (Youth Action for Peace)
YAP è un’associazione internazionale laica, non governativa e senza fini di lucro, che si collega ad altre piattaforme, reti e associazioni operative nell’ambito del servizio volontario, dell’educazione e della solidarietà internazionale al fine di creare azioni e progetti inseriti in una strategia di lungo periodo che possa sviluppare iniziative di sviluppo sociale. Da numerosi anni, durante il periodo estivo la Cooperativa Zora accoglie, attraverso la collaborazione con Y.A.P. Italia, un gruppo di volontari provenienti da diversiluoghi del mondo. Nel mese di luglio, per una durata di tre settimane, abbiamo accolto un gruppo composto da 6 volontari stranieri accompagnati da un coordinatore italiano presso gli spazi dei Centri Benzi e Stradora a Scandiano. I giovani, successivamente ad alcuni momenti «formativi» ed informativi, hanno potuto vivere la loro esperienza in Cooperativa in completo contatto con ospiti e operatori, lasciandosi coinvolgere all’interno di tutte le fasi della giornata, strutturate e non strutturate. Anche quest’anno abbiamo potuto verificare che il problema della lingua può essere facilmente superato attraverso l’interazione naturale, attraverso la comunicazione non verbale ed il “fare insieme”. Martina, la coordinatrice italiana del gruppo, ha voluto lasciarci questa testimonianza:
Perché si sceglie o meglio perché sei giovani ragazzi da paesi diversi scelgono di trascorrere un campo di volontariato di tre settimane nella cooperativa Zora , un centro per ragazzi disabili a Scandiano, nei paraggi di Reggio Emilia? Prescindendo dalle singole motivazioni individuali, alla base c’è la curiosità, la voglia, la motivazione di mettersi in gioco e lavorare a stretto contatto con persone speciali in un ambito molto complesso nel suo genere. Si, speciali perché ogni persona all’interno del Centro ha contribuito a modo suo a rendere piene e divertenti quelle giornate trascorse insieme ai volontari che non conoscevano nemmeno una singola parola di italiano. primi giorni sono trascorsi principalmente ad osservare poiché per la maggior parte di loro si trattava della prima esperienza a contatto con la disabilità e quindi era necessario un primo periodo di adattamento. Ma con il passare dei giorni e le tante ore trascorse insieme nelle varie attività quotidiane, durante le gite, e lungo le serate al centro residenziale i ragazzi sono stati ottimi maestri di italiano per quei sei volontari : tre ragazzi russi, una spagnola, una francese e una signora turca. Inoltre la complicità che si è creata tra di loro è stata sorprendente, i ragazzi ogni giorno erano impazienti di vedere i volontari e trascorrere tempo con loro, sempre curiosi ed entusiasti della loro presenza e soprattutto molto dispiaciuti dopo la loro partenza a fine progetto. È stata un’esperienza senza dubbio ricca: di emozioni, di scoperte, di dialoghi fatti di segni mezze parole e tanti sguardi, di spontaneità, di risate e condivisioni. In tutto ciò vogliamo senza dubbio ringraziare l’associazione Yap e i coordinatori dei vari centri e in modo particolare Igor sempre molto disponibile nei nostri confronti. Infine voglio concludere con una frase di una volontaria russa: “the most important is that
you want to return and I want!” la cosa più importante è che tu abbia voglia di ritornarci e io sicuramente lo voglio.
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Lavori di pubblica utilità
Da febbraio 2015 Zora ha formalizzato una convenzione con il tribunale di Reggio Emilia per l’accoglienza di persone per le quali il Giudice ha previsto l’esecuzione di «lavori di pubblica utilità» in alternativa alla pena detentiva e alla pena pecuniaria. Il lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività che si può svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso Enti e Organizzazioni di assistenza sociale o volontariato. La sanzione è applicata all’imputato per una serie di specifici reati, definiti dalla normativa, prevedendo lo svolgimento di una prestazione di lavoro non retribuita per una durata proporzionale alla stessa. Grazie alla convenzione stipulata con il tribunale di Reggio Emilia, dal 2015 sono pervenute 23 richieste di accoglienza, di cui: • 8 richieste nel 2016 • 5 avviate o concluse nell’arco del 2016 presso il CSRD Odoardina, gli uffici della cooperativa, il CSRR La Manta, il CSRR Stradora, i laboratori socio occupazionali «Concha» e il CSRD Benzi. Il coinvolgimento delle persone nei Servizi ha avuto espressione attraverso modalità diversificate e flessibili: situazioni di affiancamento agli operatori nella gestione delle attività, svolgimento in autonomia di mansioni che generalmente gli operatori esercitano con difficoltà, opportunità di relazione e confronto con gli utenti.
Una testimonianza. «Mi sono approcciata all’esperienza dei servizi sociali con l’intento di rendere un provvedimento
punitivo un’esperienza quantomeno utile a qualcuno. E’ stato per me psicologicamente molto impegnativo l’approccio sia con gli utenti che con gli educatori poiché sono una persona estremamente timida e riservata e intrecciare rapporti con persone nuove non è per me sempre facile. Anche dal punto di vista pratico non è stato sempre semplice conciliare la famiglia, la casa e il lavoro con il mio impegno in struttura. Inizialmente l’impatto con gli utenti mi ha messo molto alla prova, innanzitutto per la totale inesperienza nel settore e per la paura di deludere le mie e le altrui aspettative. Il mio ruolo è stato di accompagnamento e supervisione nelle varie attività svolte durante la giornata e nel tempo sono riuscita a sentirmi utile e di supporto. E‘ stato fondamentale l’aiuto e l’assistenza degli operatori che mi hanno supportato in diverse occasioni e nei quali ho avuto modo di apprezzare la pazienza e la profonda umanità. E' stata un'esperienza che mi ha permesso di crescere dal punto di vista umano e mi ha permesso di stare a contatto con persone “speciali” e offrire loro una parte di me. In conclusione è stata un’esperienza assolutamente positiva e quindi auguro a chiunque di poterlo sperimentare.»
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Servizio Civile Nazionale
Nel 2015 Zora ha sfruttato la pubblicazione di un bando straordinario per la progettazione del Servizio Civile ed ha ottenuto la possibilità di incrementare a sette il numero di Civilisti da poter coinvolgere nei Servizi socio educativi durante il 2016/2017. Le strutture accreditate per poter accogliere i civilisti sono : CSRR Stradora, CSRR Zorella e CSRD Odoardina. Di seguito le riflessioni di Jessica, coinvolta nel progetto presso il CSRR Stradora:
«La mia esperienza a Stradora inizia a luglio 2016 e sta per volgere al termine. Durante questi mesi ho avuto l’opportunità di inserirmi nella quotidianità degli utenti partecipando e aiutandoli durante i pasti, le attività domestiche, le eventuali uscite e commissioni, e durante le attività pianificate. Generalmente durante il mattino gli utenti si alzano, verso le 8.30 fanno colazione a buffet e successivamente si preparano per le eventuali uscite o commissioni, oppure per svolgere le attività. Il concetto di attività ha per loro un duplice significato, ovvero si riferisce sia a mansioni lavorative, sia legate al piacere personale: vi sono attività svolte come un vero e proprio lavoro e attività svolte per altri scopi. Generalmente durante la giornata ciascun utente viene coinvolto nelle diverse mansioni previste, tenendo possibilmente conto della loro diversità e delle loro peculiarità. Le attività programmate a cui ho partecipato sono: • Radio: il martedì mattina due/tre utenti si recano al quarto piano della struttura con un operatore per trasmettere in diretta una puntata radiofonica. Gli argomenti di cui si parla sono variabili, ma generalmente vengono raccontate alcune esperienze che gli utenti hanno fatto (per esempio carnevale, uscita al luna park, fiera di S. Giuseppe, ecc.), si parla di musica, vengono lette ricette di cucina, l’oroscopo, ecc. Vi è inoltre un giorno a settimana in cui il gruppo radiofonico si riunisce con i gruppi delle altre strutture e si fanno registrazioni che verranno assemblate per essere caricare e mandate in onda durante la settimana. • Pittura: attività condotta da una pittrice con lo scopo di dare la possibilità ai partecipanti di esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte. In particolare gli strumenti utilizzati sono le tele (o fogli) e le tempere, anche se sono state realizzate alcune opere materiche che prevedono l’uso del cemento, il quale viene disposto sulla tela e successivamente dipinto. • Magò: negozio dove vengono venduti oggetti (mobili, arredi, soprammobili, ecc). Gli utenti generalmente si interfacciano col pubblico e si occupano di tenere in ordine il negozio. • Laboratorio creativo: vengono recuperati materiali per creare nuovi oggetti. I partecipanti si occupano del recupero e dell’assemblaggio di nuovi oggetti che successivamente verranno messi in vendita presso il Magò. • Attività domestiche: utili per mantenere in ordine la struttura e comprendono la pulizia delle stoviglie, il riordino, il rifacimento e cambio dei letti, mettere a posto la biancheria pulita, ecc. Durante i pomeriggi gli utenti sono meno sollecitati, ma vengono comunque organizzate alcune uscite (soprattutto se il tempo è bello) con piccoli gruppi, oppure gli operatori cercano di coinvolgerli in qualche attività ricreativa (come ballare, cantare, fare ginnastica, ascoltare musica, ecc.) La giornata volge al termine con la cena e, prima di andare a letto, con la camomilla (diventato un vero e proprio rituale per alcuni di loro). La presenza di volontari (compresi coloro che svolgono il Servizio Civile) è molto importante per gli utenti della struttura poiché permette loro di interfacciarsi col mondo esterno condividendo momenti ludici e/o educativi e di costruire nuove relazioni interpersonali.
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Accoglienza di tirocini da enti di formazione Il tirocinio di formazione ed orientamento e lo stage formativo, sono esperienze di apprendimento sul campo delimitate nel tempo che costituiscono occasioni di conoscenza e sperimentazione diretta nel mondo del lavoro. Con questa modalità gli allievi hanno l’opportunità di proiettare le conoscenze teoriche acquisite durante le lezioni frontali su uno “spaccato” di realtà lavorativa entro il quale misurare le proprie attitudini ed propri limiti. Le nostre Cooperative hanno da sempre accolto l’esperienza dei tirocinanti, collaborando con Enti ed istituti di formazione che promuovono anche corsi orientati all’apprendimento inerenti altri campi di intervento e territorialmente distanti. Se volessimo raffigurare il “buon” tirocinante potremmo descriverlo come risorsa integrata agli operatori del servizio; come opportunità relazionale e di confronto per gli utenti e come osservatore esterno potenzialmente capace di rimandare una lettura del Servizio da un punto di vista incontaminato dagli effetti della routine quotidiana. Il “buon” tirocinante è soprattutto colui che riesce ad osservare e ascoltare il contesto per poter gradualmente rendersi capace di giocare sé stesso in un sistema di relazioni e di azioni che diventano veicolo di valori e saperi maturati dal gruppo di lavoro. Viceversa, un tirocinante non esprime la capacità di autoriflessione, non osserva prima di agire, non effettua un “indagine” sul metodo ed il comportamento caratteristico degli operatori e non resta in costante contatto con le sensazioni personali che l’esperienza tende a fare emergere; è molto probabile che si verifichi una situazione demotivante che, non solo ostacola la crescita personale e professionale dell’allievo, ma diviene catalizzatore di attenzione ed energie diversamente riservate alla presa incarico degli ospiti. Per tale motivo è sempre per noi fondamentale mantenere un elevato livello comunicativo ed informativo con lo studente per elevare la probabilità di continuo confronto sugli aspetti critici e sui punti di forza connessi all’esperienza. In questo modo, anche le situazioni di criticità possono tramutarsi in un esercizio propedeutico volto alla scoperta di elementi personali e professionali molto importanti per il futuro dello studente. Nel corso dell’anno 2016, presso le strutture di Zora, si sono ospitati numerosi tirocini provenienti da percorsi di studio eterogenei e da Enti di formazione collocati in diversificati territori. Complessivamente abbiamo ospitato 21 studenti provenienti da 12 enti di formazione diversificati: Ente o Istituto di provenienza
Qualifica perseguita
N.
Struttura di accoglienza
Istituto Galvani Iodi Reggio Emilia
Corso Servizi Sociali
4
CSRD Odoardina, CSRD Benzi CSRR Stradora
Provincia di Reggio Emilia «Progetto Rosmery»
\
1
CSRD Benzi
Istituto Piero Gobetti Scandiano
Corso Servizi Sociali
4
CSRD Benzi, CSRR Stradora Laboratori Concha
ENAIP Reggio Emilia
Operatore Socio Sanitario
1
CSRR Stradora
Università di Pisa
Laurea in Scienze Infermieristiche
1
CSRR Stradora
Istituto Carrara di Guastalla
Corso Servizi Sociali
1
CSRD Odoardina
Istituto alberghiero Motti di Reggio Emilia
Maturità alberghiera
1
Cucina di Stradora/Benzi
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Accoglienza di tirocini osservativi, formativi e lavorativi. Lo Stradello essendo cooperativa sociale volta all'inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate, nel tempo si è specializzata in progetti di tirocini osservativi, tirocini formativi e lavorativi. I molti settori in cui opera stradello hanno permesso e facilitato l'attivazione di molteplici progetti volti proprio all'integrazione al lavoro e sociale. Le diverse tipologie di servizi permettono la realizzazione di progetti mirati a seconda della persona da inserire. Nel tempo ci siamo specializzati e le persone inserite riescono a fare esperienze in cui acquisiscono capacità, conoscenze e competenze. I nostri lavoratori svolgono il proprio lavoro insieme alle persone inserite, insegnando loro e prestando attenzione alle relazioni. Nel corso dell’anno 2016, si sono accolti:
Ente di provenienza
N.
Servizio di accoglienza
S.e.r.t. Montecchi Emilia
1
Lavanderia
Nucleo territoriale Scandiano
5
Lavanderia Servizio manutenzione del verde
S.I.L Vignola
1
Officina meccanica
Centro di salute mentale Scandiano
3
Laboratori socio occupazionali Concha Lavanderia
Nucleo territoriale Castenuovo nei Monti
1
Officina meccanica
Servizio Sociale Associato Unione Tresinaro Secchia
1
Servizi ecologici ed ambientali
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Il Volontariato in Cooperativa Qualche dato rispetto al volontariato in cooperativa in relazione all’anno 2016: • Comparto A (ex Zora) – 212 giornate continuative di volontariato presso il CSRD Odoardina e i Laboratori integrati • Comparto B – 386 giornate continuative di volontariato presso i servizi di manutenzione del verde, servizi ecologici ed ambientali, confezionamento pacchi di natale e sede amministrativa. I dati riepilogano il contributo dato dai volontari che presenziano con frequenza continuativa presso la nostra cooperativa. A questi vanno aggiunte le figure che prestano la loro collaborazione in situazioni estemporanee come eventi (podere in festa, soggiorni organizzati dai Servizi del Comparto A, festa di Natale al Corallo…). Il contributo che i volontari offrono alla Cooperativa rappresenta un ambito che, oltre ad agevolare la conduzione delle attività e dei servizi proposti, permette di: • proporre ambiti di relazione non professionalizzati alle persone che abitano e frequentano le strutture ed i servizi della Cooperativa • integrare e supportare le attività e le mansioni di gestione dei Servizi di entrambi i comparti • fungere da «ponte» con la cittadinanza per la diffusione di una cultura dell’accettazione e per il superamento delle barriere relazionali Ci è sembrato importante raccogliere la testimonianza di due volontari «storici» che sono divenuti un punto di riferimento importante per la nostra organizzazione: Nadia Torelli (volontaria al Centro Diurno Odoardina) e Valter Franceschini (volontario presso i laboratori Concha).
Nadia Torelli La mia esperienza di volontariato a Odoardina è partita dieci anni fa e più grazie ad un consiglio di un amica perché avevo del tempo disponibile ed il centro è a cinque minuti da casa mia. Fin da subito ho instaurato un bellissimo rapporto con i ragazzi e gli operatori ed ero felice di potermi confrontare con persone nuove ed ero «curiosa» di entrare nel loro mondo. La cosa che ho amato subito è stata la loro spontaneità e la sincerità con cui mi hanno accolta nella loro vita e.. subito ci siamo affezionati. Nel corso degli anni sono passati tanti ragazzi e tanti volontari nel Centro e anche questa è stata un occasione per crescere e imparare a condividere e convivere. Attualmente riesco ad andare da loro per due volte alla settimana e sempre, quando entro da quella porta, c’è sempre qualche ragazzo che arriva ad abbracciarmi desideroso di raccontarmi tutto quello che ha fatto nel week end e curioso di sapere che cosa ho fatto io.. questi abbracci fanno bene al cuore!! Solitamente partecipo a varie attività nell’ambito della creatività, del disegno e del riciclo…. i ragazzi si impegnano molto in quello che svolgono e riescono ad esprimere tutta la loro fantasia e creatività, ottenendo grandi risultati. Il tempo che condivido a Odoardina non è tanto ma come si dice «non è la quantità ma la qualità che conta».
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In questi dieci anni sento di essere cresciuta con loro e ho capito che una cosa molto importante è essere se stessi accettandoci per quello che siamo, con i nostri pregi e con i nostri difetti. Spesso siamo troppo presi da questa assurda corsa alla vita materiale dimenticandoci che per essere felici basta davvero qualcuno che ti abbracci, ti sorrida e semplicemente ti ascolti. In questi anni ho cercato di educare i miei figli a vivere nel rispetto per gli altri e nella liberta di pensiero senza etichettare ogni cosa e, grazie all’esperienza di volontariato a Odoardina, riuscirci è stato ancora più semplice. Nadia
Valter Franceschini
L’ultimo Natale è stato il terzo della mia collaborazione con gli operatori e i ragazzi dei laboratori integrati per il confezionamento dei pacchi dono natalizi. Ogni anno, nonostante l’apparente semplicità e ripetitività, è una esperienza nuova e si comincia presto, in tempi quasi assurdi come la ricerca di un buon olio extravergine di olive italiane nel mese di luglio, o di nuovi prodotti o di verifica delle produzioni dei nostri laboratori. Si prepara il ‘listino prezzi’ (più di 150 prodotti, ma si risponde anche a richieste diverse) ed inizia la ricerca di clienti. Alcuni si affidano a Lo Stradello da tanto tempo e altri se ne aggiungono ogni anno. E qui entrano in gioco i nostri ragazzi/e con l’arrivo delle prime forniture e già verso la metà di settembre si crea un clima natalizio. I laboratori integrati, che nel contempo continuano a svolgere altri lavori, vengono invasi da bancali di scatole di prodotti, che verranno poi movimentate un sacco di volte. Riempire le scatole e i cesti natalizi è il culmine delle operazioni, ma è anche il momento di maggiore coinvolgimento ed entusiasmo per i ragazzi/e. Catene passamano dei prodotti tra ragazzi ed operatori al suono di commenti, scherzi, racconti e fantasie tra i sacchi diella ‘terribile paglietta’ che si attacca ovunque. E, almeno due volte al giorno, la domanda: “è questo il mio pacco?” Quasi 1.000 i pacchi confezionati a Natale 2016! Un lavoro imponente in locali non molto grandi realizzato grazie ad un piccolo plotone di ragazze/i, operatori precisi e disponibili e qualche volontario; qualcuna molto brava ed efficiente. Quando i ‘mucchi di scatoloni’ cominciano a sparire arriva una specie di nostalgia rispetto al clima festoso, alla frenesia dell’arrivo dei prodotti, alla partenza delle confezioni natalizie verso i domicili dei clienti. Il periodo natalizio resta comunque, qualche cioccolatino, distribuito con parsimonia dagli operatori viene sempre molto gradito, così come una fetta di panettone per la merenda, gentile omaggio dei fornitori. Infine arriva la settimana di Natale, il lavoro è ultimato, ma non gli abbracci che diventano ancor più teneri, gli auguri ripetuti più volte e una domanda ricorrente: “Valter, non torni più?” Valter, uno dei volontari
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GLI STAKEHOLDER della COOPERATIVA a cura di Igor Ghisio
Graficamente i cerchi concentrici rappresentano quanto i soggetti di interesse “sono in connessione” con la cooperativa.
Sappiamo che gli stakeholder di un’impresa sono i portatori di interesse che ruotano intorno all’organizzazione. Rispetto ad una realtà come la nostra, il legame con le persone ed i soggetti interessati ai servizi che offriamo ed al benessere di chi li abita o li gestisce rappresenta una prerogativa per operare sul territorio in coerenza con i principi che definiscono la nostra Mission ed il valore etico del nostro lavoro quotidiano . Questa riflessione acquisisce maggiore importanza se viene riferita alle modalità con le quali, progressivamente, le politiche sociali stanno pensando ai futuri servizi per la cittadinanza: servizi organizzati anche attraverso azioni di sensibilizzazione della comunità affinché la presa in carico delle situazioni disagiate non sia esclusivamente sostenuta dalla committenza pubblica, ma possa coinvolgere attivamente gruppi coordinati di cittadini. Questo nuovo modo di progettare il welfare locale si realizza attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle risorse delle persone, delle famiglie e del territorio in una prospettiva comunitaria. In quest’ottica i rapporti con i nostri stakeholder rappresentano un valore ancor più indispensabile nel pensare allo sviluppo ed al rinnovamento dei Servizi. Per noi sono i Soggetti che, non solo portano interesse per la nostra cooperativa, ma che attraverso la relazione sono vicini alla nostra organizzazione, possono contribuire in modo concreto a valorizzare la gamma degli interventi che siamo chiamati e ci proponiamo di gestire.
Bilancio Sociale Gli Stakeholder della Cooperativa
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IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO a cura Igor Ghisio
Le prestazioni gestite ed offerte da Lo Stradello Società Cooperativa Sociale sono parte integrante della Rete dei Servizi per la cittadinanza attuati nel Distretto di Reggio Emilia e Provincia. La Cooperativa crede che la presa in carico del Progetto di Vita della persona svantaggiata si possa realizzare solo attraverso un’azione di sistema, svolta da una rete di Servizi che rispondono a bisogni complessi, intesi come espressioni personali ma anche come forma di disagio riguardante "l'ecosistema famiglia" o “l'ambiente-contesto di vita”. In questa ottica il Cliente utilizzatore del Servizio non è identificato esclusivamente nella persona svantaggiata, ma viene posto in stretta connessione con la famiglia d’origine e con il territorio di appartenenza. Lo sviluppo della Cooperativa ha avuto inizio in un momento storico caratterizzato da un’elevata attivazione della cittadinanza dei nostri territori nella ricerca e individuazione di soluzioni idonee ai bisogni delle persone fragili. Con il tempo, nel rapporto con il territorio, la Cooperativa ha interfacciato nuovi attori, riconoscendo nella committenza istituzionale l’interlocutore principale con il quale collaborare in un’ottica di co-progettazione e presa in carico delle fragilità territoriali. Inoltre, con la graduale articolazione dei bisogni espressi nel territorio, la Cooperativa ha orientato l’attività di progettazione assumendo l’ipotesi di “collaborazione” come opportunità facilitante alla costruzione concreta di idonee risposte. Pertanto, come indicato in precedenza, nella mappatura degli stakeholders che ruotano attorno alla Cooperativa e che rappresentano l’espressione del radicamento nel territorio della stessa, si sono inserite altre realtà aderenti al mondo della cooperazione sociale (Società Cooperative), del terzo settore (Associazioni e Fondazioni), delle istituzioni scolastiche e formative, del volontariato ed anche del settore produttivo privato (aziende e ditte private). Lo Stradello e Zora hanno condotto negli anni numerose attività di collaborazione con altre realtà, sia nella gestione di nuovi servizi, ma anche nelle fasi di indagine e progettazione di elementi di innovazione all’interno del nostro sistema di welfare locale. Le modalità adottate per essere riconosciute come parte integrante del territorio, non solo come realtà offerente di un servizio specifico ma anche come opportunità di incontro e di scambio esperienziale, di valori e di relazioni, si traducono anche nell’organizzazione di eventi o iniziative pubbliche volte a dare visibilità del nostro operato sul territorio e nella partecipazione ai tavoli di ricerca e collaborazione su temi specifici. Le partecipazioni a co-progettazoni con gli interlocutori del territorio nel 2016 si sono realizzate nell’ambito del:
tavolo inter-istituzionale “Le Sfide”, parte del progetto “Reggio Città Senza barriere”, volto a individuare azioni, aree, temi da sviluppare in connessione con le riprogettazioni esistenti nel Sistema dei Servizi a favore della popolazione disabili. In particolare la Cooperativa partecipa a due sottogruppi di ideazione: quello dedicato all’ideazione di progetti di inclusione sociale per i contesti territoriali dove sono presenti i Centri Socio Riabilitativi Residenziali e quello dedicato all’ideazione di progetti concernenti una «residenzialità emancipata».
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“Fondazione Durante e Dopo di Noi” di Reggio Emilia per l’ideazione e progettazione di ipotesi di lavoro volte al miglioramento della qualità di vita e delle autonomie delle persone con disabilità – Lo Stradello è delegata dal Consorzio Quarantacinque (in quanto Socio Fondatore e promotore della Fondazione); gruppo misto Operatori/famigliari degli Utenti dei CSRD Damiel e Busetti di Reggio Emilia volto all’accompagnamento dalla situazione di gestione pubblica a quella di gestione in carico alla Cooperativa Coress. Il gruppo ha colto l’occasione di questo passaggio per interrogarsi sul concetto di qualità, visto da diversi osservatori (Operatori, famiglie, Utenti, territorio) e per provare ad individuare alcuni indicatori (modalità operative, sguardi, interrogativi…) che permettano, nelle diverse occasioni di “passaggio”, di mantenere fisso l’obiettivo di garantire “Qualità del Servizio”. Il gruppo ha anche elaborato un modello prototipo di “Carta dei Servizi”. gruppo Coordinatori dei Servizi dedicati alle persone disabili (Servizi Diurni, Residenziali e Tempo Libero). La funzione originaria di tale gruppo lo individuava quale snodo strategico (in connessione con gli altri dispositivi integrati) per accompagnare sistema dei servizi secondo nuovi paradigmi di lavoro sociale. Da quest’anno sono stati coinvolti anche i servizi che operano in ambito minori (che in passato erano stati presenti su oggetti di lavoro specifici e per periodi di tempo determinati) e i centri sociooccupazionali; GRI (gruppo di lavoro che permette il dialogo permanente tra i soggetti pubblici e privati che a diverso titolo costituiscono la complessità della rete dei Servizi per la Disabilità, con l’obiettivo di assumere e monitorare dall’interno i contenuti del Piano Socio Sanitario e contribuire alla lettura dei nuovi bisogni emergenti. Il GRI, Gruppo Inter-istituzionale, è costituito dai responsabili dei Servizi Pubblici, come NPIA, Servizio Disabili Adulti, ASP, FCR, Rappresentanti della scuola ai suoi diversi livelli, Responsabile Ufficio scuola del Comune di Re e dai responsabili del Privato Sociale nel ruolo di gestori; Associazione Aut Aut con la quale si è progettata l’attività di falegnameria condotta presso il loro laboratorio presso il Centro «Isola Felice» di Casalgrande
La Cooperativa ha inoltre rafforzato alcuni rapporti con consulenti tecnici esterni che integrano ed influenzano la definizione dei processi di lavoro: • Legacoop (consulenze varie); • Consorzio Quarantacinque (tematiche varie); • CNA Sede di Scandiano (Gestione/Legislazione del Lavoro); • Studio RIVI di Reggio Emilia (Applicazione decreto Legislativo 81/08); • Studio S@S di Scandiano (Applicazione decreto Legislativo 81/08); • Francesco Bevilacqua e Umberto Bertolani (Medici del lavoro competente), ; • Servizio Unificato Disabili Adulti Ausl Reggio Emilia (condivisione dei progetti educativi); • A.P.S. Milano (consulenza tecnica sull’organizzazione del lavoro) • Cooperativa Sociale L’olmo (cogestione del CSRD Le Samare) • Coopselios (cogestione servizio di lavanderia e consegna pasti a domicilio)
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PALESTRA DI VITA E AUTONOMIA a cura di Vincenzo Gualtieri - operatore
Quando mi è stato proposto di poter prendere parte ad un progetto che includeva 19 ragazzi “speciali”, come li vivo e definisco io nel mio ideale pedagogico/sociale, che a turno avrebbero abitato un appartamento nel quartiere “Rosta Nuova”, con le finalità di potenziare autonomia (domestica e no), l’integrazione con il territorio, le abilità relazionali e lavorative, ho pensato subito che mi fosse stata data una grandissima opportunità a cui professionalmente non mi sarei mai sottratto. Mi sono subito documentato quindi, per saperne di più sul progetto e vengo a conoscenza della sua Mission grazie alla fondazione che l’ha fortemente voluto: “Durante e dopo di noi”, composta da genitori di ragazzi diversamente abili che hanno sostenuto l’ideale pedagogico di apprendimento e miglioramento di alcune abilità già possedute, e da condividere con i pari al fine di socializzare e aumentare le capacità di autonomia e di collaborazione; da qui il nome ispirante di “Palestra di Vita e di Autonomia”. Palestra è sicuramente un termine perfetto per sintetizzare le finalità del progetto. Se si pensa alla palestra credo che nell’immaginario collettivo possa posarsi l’istantanea del luogo in cui si suda tanto, si fanno molti sacrifici e fatica… Ma è da lì che nascono i risultati che, fieri, mostriamo. Ecco, il percorso per arrivare a quanto detto è lungo, in salita, pieno di ostacoli con l’errore dietro l’angolo. La nostra partecipazione al progetto è avvenuto grazie alla collaborazione con la Fondazione «Durante e Dopo di Noi» , con il Comune di Reggio Emilia, l’ASP OSEA, “Città delle persone” e l’Azienda USL di Reggio Emilia. La realtà lavorativa che mi si è palesata sin dal primo giorno lavorativo è stata quella di un luogo di serenità, che mi ha permesso di prendere del tempo per riuscire empaticamente a conoscere i ragazzi uno a uno. Sono subentrato sul progetto in sostituzione di un operatore che per altri motivi ha dovuto sospendere improvvisamente il mandato, pertanto non ho avuto la possibilità di effettuare un vero e proprio affiancamento. Invece è stato bellissimo conoscere in modo naturale i ragazzi e scoprire che ognuno di loro, nella vita privata, svolge attività lavorative e ricreative: chi fa le pulizie, chi lavora in laboratori occupazionali, ragazzi sportivi che a basket hanno raggiunto grandi risultati, chi va in piscina, chi pratica calcetto, chi recitazione, chi utilizza i mezzi pubblici per recarsi nell’appartamento di Via Martiri di Belfiore n 1. In appartamento si raccontavano le loro esperienze e si dividevano le varie mansioni per renderlo come fosse davvero casa loro, e non solo uno spazio di condivisione e apprendimento.
Bilancio Sociale Palestra di Vita e Autonomia
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E’ difficile poter descrivere una giornata tipo perché ogni giorno c’erano dei gruppi di 4/5 ragazzi diversi, ma la finalità era le stessa: stimolare l’autonomia. Qualche esempio: il (ri)trovarsi, socializzare, la scelta del menu (per cercare di equilibrare le calorie), il momento della spesa per rifornire la dispensa, il pranzo (alcuni si occupavano della cucina, altri di apparecchiare). Il pranzo era sempre un momento di grande condivisione dove la figura dell’educatore aveva funzione di stimolo al confronto reciproco (anche se per alcuni gruppi non c’era bisogno di favorire la comunicazione, perché assolutamente in grado di mediare tra loro affrontando argomentazioni differenti). Dopo pranzo si riprendevano le attività di riordino della cucina, seguiva un breve riposo per chi ne avesse voglia o bisogno e successivamente si procedeva con l’organizzazione della seconda parte della giornata. Le alternative erano molteplici: uscire, andare a mangiare un gelato, fare una passeggiata, ordinare del sushi per cena, oppure rimanere in casa a guardare un film o semplicemente pulire le altre stanze o preparare una torta per la merenda. I ragazzi nell’esercitarsi avevano la completa autonomia con la tranquillità di avere un educatore a loro disposizione.
Bilancio Sociale Palestra di Vita e Autonomia
Professionalmente è stata un’esperienza che mi ha lasciato moltissimo. Vedere i passi in avanti che i ragazzi hanno compiuto, ascoltare i loro sogni a fine progetto come quello di prendere in considerazione di andare a vivere da soli presso un appartamento protetto (quindi una sorta di separazione dal cordone ombelicale della famiglia), sentirsi pronti per un passo del genere, questo sì che è autonomia! Così com’è stato bello vedere come alcuni dei ragazzi che si sono conosciuti al progetto, siano poi diventati amici con cui condividere passioni e uscite, organizzarsi tra loro e darsi appuntamento al di fuori dell’appartamento di Belfiore. Se dovessi sintetizzare in due parole le finalità di questo progetto, è nella descrizione di questi ultimi concetti che mi fermerei, per palesarne la riuscita, perché, conoscendo e ascoltando i genitori, che da sempre sono stati coinvolti nel progetto Autonomia, le recensioni sono state tutte entusiastiche su quanto questo progetto abbia apportato in termini di autonomie domestiche e capacità relazionali, un incremento tangibile.
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UN LEGAME IMPORTANTE a cura di Franco Manfredini – Presidente Casalgrande Padana
ll livello di civiltà di un Paese si misura nella sommatoria di tanti parametri che prendono in esame vari aspetti della convivenza della comunità di riferimento. Parametri economici e parametri che hanno a che fare con il concetto di solidarietà. Credo che l'Italia abbia nel tempo messo in campo un buon sistema legislativo che si fa carico di proteggere le categorie più deboli e meno fortunate. Sistema pubblico che non esclude l'intervento del privato nelle iniziative di solidarietà, ma che le favorisce Tra la Cooperativa sociale Lo stradello, Casalgrande Padana e Provincia di Reggio Emilia è in atto una convenzione, che quest'anno compie felicemente il decennale di attività, che rappresenta un ottimo esempio di collaborazione tra soggetti privati e istituzioni pubbliche a favore di persone bisognose di assistenza e solidarietà. La Cooperativa Lo Stradello, con la sua struttura logistica organizzativa modello, è l'anello prezioso che consente questa catena della solidarietà sul nostro territorio. L’art. 22 della Legge regionale 17/2005 regolamentava una particolare forma d’inserimento lavorativo prevista dall’art. 14 del d.lgs. 276/2003 prevedendo la stipula di convenzioni finalizzate ai programmi di inserimento nelle cooperative sociali di persone con disabilità grave, che riscontrano maggiori difficoltà nell'accesso al mercato del lavoro. Le Convenzioni di inserimento lavorativo ex art. 22 Legge Regionale presso Lo Stradello, derivano da accordi stipulati con l’Amministrazione Provinciale o tramite il Consorzio Quarantacinque, attraverso i quali alcune imprese del nostro territorio affidano commesse di lavoro alla Cooperativa che a sua volta è in grado di provvedere all’assunzione di lavoratori con disabilità in base al riconoscimento economico contrattato. Questi inserimenti avvengono nel rispetto dei criteri stabili nella Convenzione Quadro stipulata dalla Agenzia regionale del Lavoro (ex provincia) con le Associazioni provinciali di rappresentanza dei datori di lavoro, le Organizzazioni sindacali provinciali, le Associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative sociali, le Associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità.
Da parecchi anni la nostra Cooperativa collabora con «Casalgrande Padana» per la produzione dei pannelli espositivi delle piastrelle ceramiche che vengono generalmente utilizzati dall’azienda per la gestione di fiere, stand promozionali o dagli agenti di vendita. Il processo di assemblaggio dei pannelli viene svolto presso apposito spazio ricavato all’interno dei Laboratori Integrati «Concha». Inoltre è attivo il servizio di «composizione» delle cartelle catalogo utilizzate dall’azienda a scopi promozionali e commerciali dei propri prodotti.
Bilancio Sociale Un legame importante
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RADIO 106 ZORA a cura di Igor Ghisio
La collaborazione con la Radio comunitaria “Radio106” di Casalgrande vede nel 2016 un anno di sperimentazione di attività: periodo di tempo dedicato allo sviluppo e attuazione di un progetto stimolato da un incontro quasi casuale con Benito Brancolini (Presidente della Radio) che ha fortemente voluto riconoscerci come partner per dare una veste “sociale” alla gestione dell’emittente. La Cooperativa ha colto con entusiasmo la proposta di collaborazione riconoscendola come opportunità perfettamente allineata agli obiettivi di inclusione, emancipazione e auto-determinazione che vengono perseguiti quotidianamente nel rapporto con le persone disabili che frequentano le strutture socio riabilitative. Si è pensata e condivisa un’idea di Radio che identifichi il coinvolgimento attivo e partecipato dei nostri ospiti come motore propulsore di tutte le attività previste nel palinsesto, ma anche come opportunità di coinvolgimento di altri attori territoriali del terzo settore che desiderano, come noi, offrire informazione, intrattenimento e proporsi al servizio del pubblico. Si è subito colta l’importanza di poter utilizzare un canale comunicativo accessibile ai cittadini del nostro territorio per dare voce agli utenti, operatori e simpatizzanti; creare uno spazio dove ognuno, con le proprie competenze e le proprie caratteristiche, può avere l’opportunità di esprimere qualcosa di sé o della sua esperienza e metterla a disposizione degli altri. Così, si è strutturato un palinsesto che prevede rubriche di diverso tipo: cultura musicale, notiziari, letture di libri, interviste a personaggi pubblici o meno conosciuti, condivisione di pensieri e momenti di puro intrattenimento. In tutte, con forme diverse, i nostri ospiti apportano un importante contributo: alcuni intervengono in diretta durante le interviste, altri collaborano nella stesura del palinsesto ed altri ancora nella preparazione delle rubriche in “registrato”. Il nostro obiettivo è far sì che gli ascoltatori percepiscano l’aspetto “sociale” del fare radio, e acquisiscano maggior conoscenza del mondo delle fragilità e della cooperazione e li possano concepire nella veste nuova di “opportunità e risorsa”. Sicuramente, con la sperimentazione, si è scoperto che la gestione di una radio presenta non poche complessità perché sono richiesti tempi, energie e risorse che, nella nostra realtà, sono ordinariamente convogliate su altri fronti; tuttavia siamo riusciti a leggere i termini di successo nel graduale aumento del livello di partecipazione degli utenti coinvolti. Su che frequenza trasmettiamo? Dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 10,00 sintonizzando la radio in Modulazione di ampiezza "AM KHz 1400” o visitando il sito www.radio106.it per la ricezione in streaming.
Bilancio Sociale Radio 106 Zora
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EVENTI a cura di Igor Ghisio
Gli eventi organizzati e proposti dalla Cooperativa alla cittadinanza sono uno strumento molto importante per la semplice conoscenza dell’organizzazione e per la creazione di legami relazioni che possano integrare il nostro lavoro ed elevare il livello di qualità o la gamma di servizi che offriamo alla comunità. Rivestono inoltre il fondamentale ruolo di avvicinare le cittadinanza alla fragilità, e attraverso le relazioni informali, assottigliare quei confini psicologici e sociali che delimitano spesso lo spazio di incontro e scoperta dell’altro. Nel 2016 le due cooperative hanno proposto alcune tradizionali iniziative come: PODERE IN FESTA Nel 2016 la festa «sul podere» ha compiuto 10 anni e per festeggiare questo importante anniversario si è tentato di arricchire gli appuntamenti tradizionali, caratteristici delle precedenti edizioni, con nuove interessanti iniziative. Prime fra tutte, anche grazie alla preziosa collaborazione con Maurizio Meglioli, si sono proposte due serate di concerti coinvolgendo numerose band che hanno presentato, a titolo volontario, diversificati stili musicali
(Gb80, Vanni Cigarini, Lapresidentband, Paco &Friends, Bob Tafinato, Opera Funky, Little Taver and His Crazy Allligators, Balla che ti passa). Così, nelle serate del
venerdì 24 settembre e sabato 25, il parcheggio della festa è diventato una piccola arena, con palco, luci e potenti casse. Inoltre durante le serate musicali sono stati attrezzati numerosi punti di ristoro, grazie alla disponibilità di alcuni truck food (Red Mosquito, Vini
Casali, lavagna, Eat on the road, Magna Emilia, Pieno Ripieno, Sweet Cream, London Bus). Il programma di domenica 18 settembre ha offerto una serie di iniziative ricreative e ludiche e di svago. Abbiamo ospitato Radio 106 che ha trasmesso in diretta dalla festa per tutta la giornata ed ha garantito la musica in filodiffusione. Alcuni gruppi hanno effettuato esibizioni coinvolgendo attivamente il pubblico («Wild
Angels Country Dance»con i balli Country, i percussionisti del gruppo «YAKAAR» e l’esibizione dell’Associazione Polisportiva Scandianese con i balli caraibici). Abbiamo avuto la presenza della mongolfiera, del toro meccanico, di alcuni giochi tradizionali ed uno spazio bimbi gestito da Franca Volpe. Inoltre si è mantenuta il mercatino del Ri-uso. Forse la festa dei dieci anni ha mobilitato grandi energie e risorse, chiedendo grande impegno a tutti le persone coinvolte, in primis Maria Calvari e Cinzia Gambetti che hanno avuto l’onere di organizzare in toto la festa. Inoltre non possiamo non dare un immenso valore alla disponibilità dei numerosissimi volontari che ogni anno ci aiutano concretamente a preparare e gestire la festa (operatori e volontari interni della cooperativa, circolo il Campetto di Scandiano, il sig. Rosselli che ci delizia ogni anno con il suo pane fresco,
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FESTA DI NATALE AL CORALLO Se pensiamo ai simboli di Scandiano ci vengono in mente la Rocca, lo Spallanzani, il Boiardo, Lo Stradello ma anche la discoteca Il Corallo e la Cooperativa Zora. Non è un caso che, nel periodo natalizio, queste ultime due realtà si ritrovino da sempre accomunate nell’organizzazione di un evento ormai usuale: lo scambio di auguri e pacchi di natale tra ragazzi, familiari, amici, operatori e volontari delle Cooperative. Così anche quest’anno, nella serata del 19 dicembre, si è riproposta la festa rituale con la musica del DJ Andrea introducendo come aspetto di novità l’animazione del gruppo «Balla che ti passa» conosciuto durante Podere in festa. Durante questa serata è sempre emozionante riscontrare il coinvolgimento di persone che provengono da ambienti molto diversi con l’intenzione di incontrarsi e conoscersi. Per gli ospiti delle strutture la serata è sempre molto attesa perché rappresenta un importante opportunità per poter condividere le amicizie e le conoscenze con i famigliari, un occasione unica per rendere disponibile il mondo relazionale che li avvolge nel fare quotidiano. La serata, offerta dalla Cooperativa e dalla Discoteca «Il Corallo», è un’iniziativa aperta a tutta la cittadinanza: pertanto accade anche di incontrare volti nuovi che successivamente chiedono di approfondire le loro curiosità, e partendo da una semplice visita ai nostri Centri, instaurano veri e propri rapporti di amicizia o di volontariato nei confronti dei nostri ospiti. Anche in questo caso, questa tradizionale iniziativa rappresenta uno strumento capace di stimolare il superamento delle barriere spesso irrigidite da vincoli culturali ed emozionali, attraverso un opportunità di avvicinamento e conoscenza reciproca tra le persone, disabili e non disabili che siano. Ma la Festa di Natale alla discoteca Il Corallo è soprattutto una sorta di rituale, un passaggio simbolico di testimone, che ripete di anno in anno l’impegno iniziale dei fondatori, dei primi ospiti, dei primi operatori, dei primi volontari, di portare avanti un percorso di etica culturale, di inclusione, di solidarietà, di apertura verso l’altro. Da questo punto di vista, è un evento quasi intimo: è uno stringersi attorno ad una unica idea condivisa, che nel tempo si arricchisce di contenuti, sentimenti, emozioni.
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DICONO DI NOI La Cooperazione Reggiana – 15 maggio 2016
Gazzetta di Reggio – 1 maggio 2016
La Cooperazione Reggiana – 1 settembre 2016
Bilancio Sociale Dicono di Noi
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CONCLUSIONI a cura di Piero Giannattasio
L'anno in corso è caratterizzato da un profondo cambiamento nell'organizzazione e nella tipologia di lavoro di Stradello. Questa condizione è causata da problematiche legate al mercato, al campo normativo di riferimento e dai nuovi assetti istituzionali; fattori che indurranno una ridefinizione delle scelte economiche d'impresa e delle impostazioni di lavoro, che nel tempo si sono ulteriormente modificate. Probabilmente il Consiglio di Amministrazione sarà chiamato a modificare spesso la rotta di navigazione ad ogni nuovo ostacolo, come del resto ha sempre fatto, per poter orientare l’operato della Cooperativa verso gli obiettivi che ci siamo prefissati nell'ambito della stesura e della presentazione del documento unico di fusione e che abbiamo adottato come piano di sviluppo per i prossimi anni. Le nuove normative nazionali e regionali da un lato influenzano la gestione delle Strutture del comparto A (nei limiti del caso) con l’applicazione della normativa di accreditamento e dall'altro, per quel che riguarda il comparto B, impongono vincoli, regole e procedure che rendono più trasparenti e oggettivi gli affidamenti dei Servizi ma contemporaneamente ne aumentano la complessità di gestione e di partecipazione alle gare d'appalto. Nel corso dell'anno Lo Stradello si è trovato spesso a dover affrontare bandi di gara per poter accedere a servizi nuovi o per mantenere attivi servizi in sua gestione da diverso tempo. La preparazione alle gare d’appalto, le predisposizioni di documenti cartacei, le iscrizioni alle piattaforme elettroniche, le certificazioni specifiche richieste, gli adempimenti previsti dal D.lgs n.231/2001 (Responsabilità amministrativa delle società e degli enti) e le esigenze formative, richiederanno alla nostra Cooperativa di prevedere una strutturazione interna in grado di fronteggiare il sempre maggior carico burocratico richiesto dal mercato del lavoro. Inoltre, la scarsità delle risorse disponibili nel settore pubblico e privato avrà forte influenza sulle caratteristiche del mercato di nostro interesse: la programmazione dei servizi verrà prevalentemente orientata alla predisposizione di risposte alle «emergenze» del nostro paese, come ad esempio l'immigrazione, le nuove fragilità e la scuola e probabilmente verrà posta minore attenzione al tema della disabilità. Le prospettive di sviluppo descritte nel progetto di fusione a soggetto unico, evidenziano la necessità di ampliare le tipologie di servizio offerte per attuare risposte adeguate ai nuovi bisogni espressi dal territorio.
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«Gennaio 2017»: finalmente ci siamo. Siamo all'inizio di un lungo tragitto caratterizzato da livelli approfonditi di condivisione, molteplici pensieri, preoccupazioni e tanto «sudore» e fatica ma anche coraggio e determinazione. «Lo Stradello» rappresenta un percorso lungo 35 anni: non parliamo di un'esperienza passeggera, ma piuttosto di una realtà consolidata che nel corso degli anni è riuscita a ritagliarsi un profilo preciso e una specializzazione che abbiamo messo a disposizione del nostro territorio facendoci riconoscere come importante risorsa. Siamo pronti a perseguire gli obbiettivi che ci siamo prefissati e, come abbiamo sempre fatto, siamo altresì intenzionati ad affrontare le sfide che il futuro ci riserverà. La nostra proposta resta quella di generare nuove occasioni per ideare nuove condizioni, nuovi strumenti per affrontare i problemi che oggi più che mai sono evidenti ed hanno necessità di ricevere risposte efficaci. Siamo sempre stati consapevoli che la forza dell'essere «un'unica realtà», con le caratteristiche dettate dalla nostra storia, possa servire come ulteriore spinta allo sviluppo e alla progettazione di nuovi servizi alla persona. Per noi, fare Cooperazione Sociale non significa solo offrire solidarietà alle persone che fruiscono dei servizi, ma vuole dire anche dare sicurezza e prospettive ai soci lavoratori, aspetto che ritengo importante evidenziare sempre e che la Cooperativa ha la responsabilità di preservare con forte convinzione. Oggi finalmente siamo un soggetto unico e la stesura di questo bilancio sociale ne è la prima traccia visibile. L'orgoglio di aver partecipato a questo processo di unificazione è enorme: nel 1997 ho vissuto il distacco forzato delle due cooperative e nel corso degli anni ho sentito viva l'alleanza e le sinergie tra le due realtà. Questo è oggi un nuovo punto di partenza, una nuova cooperativa che raccoglie tutto l'entusiasmo di una avventura ancora tutta da esplorare. Nelle conclusioni di questo importante documento sociale, non può certo mancare un ringraziamento sincero a tutte le persone che hanno agito in questi mesi analizzando, dando indicazioni ed esprimendosi nei momenti collegiali a favore del processo che ci ha portato ad essere “Lo stradello”. Un grazie sincero ai soci della Cooperativa e a tutti quelli che credono in quello che stiamo facendo quotidianamente.
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immagine di copertina di Vasco Montecchi - 1996
via Munari, 7 42019 Scandiano (RE) tel: 0522 854221 – fax: 0522 851078 info@lostradello.it – lostradello@legalmail.it www.lostradello.it