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Editoriale
Il peso del dolore, il rispetto della verità,
la responsabilità del nostro ruolo
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Presidenza nazionale
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are colleghe e cari colleghi, ci sono momenti in cui scrivere un editoriale richiede di spogliarsi di ogni formalismo per guardare in faccia la realtà. La tragedia di Spotorno e la perdita di una giovane vita di soli quindici anni rappresentano un dolore immane, di fronte al quale non esistono parole, alibi o giustificazioni che possano lenire la sofferenza di una famiglia a cui va il nostro pensiero più profondo e commosso.
Di fronte a un fatto di questa gravità, l’unica posizione credibile ed esigibile è la ricerca della verità. È del tutto evidente che qualcosa, in quella circostanza, non abbia funzionato. Sarà la Magistratura, attraverso il lavoro dei periti e i riscontri tecnici, a chiarire la dinamica degli eventi, a stabilire le cause — siano esse umane, meccaniche o strutturali — e ad accertare le relative responsabilità. A quegli organi spetta il giudizio, e a quel lavoro va il nostro totale e rispettoso affidamento.
Come Associazione Nazionale, il nostro compito non è quello di addentrarci in difese d’ufficio o in contrapposizioni sterili. Volare alto significa comprendere che la sicurezza nei nostri luna park non è un tema negoziale, né un argomento di bandiera: è la condizione stessa dell’esistenza del nostro settore, un imperativo morale che precede qualsiasi norma. Per chi ha il privilegio e la responsabilità di portare la festa, la gioia e la socialità nelle piazze d’Italia, la tutela di chi frequenta le nostre attrazioni è il valore primario e indiscutibile.
La dignità delle migliaia di famiglie e di imprese che rappresentiamo non si difende arroccandosi o minimizzando, ma dimostrando maturità istituzionale, serietà e un impegno costante affinché la cultura della prevenzione guidi ogni nostro passo.
In questo passaggio così delicato, il dovere dell’ANESV-AGIS è mantenere ferma la rotta della responsabilità: rispettare il dolore, attendere con serenità che la Giustizia faccia il suo corso e continuare a lavorare per garantire al nostro settore il futuro e il rispetto che merita.
A tutti voi auguro un lavoro consapevole e una buona lettura di questo numero.
di Ferdinando Uga • Presidente dell’Anesv
Sommario • #5-6 mag. • giu. 2026
ANESV informa
08 Assemblea generale Anesv
12 Spese di pubblicità e sponsorizzazione: cosa cambia per il settore dello spettacolo e dei parchi
16 Nuovi controlli sui contributi per l’acquisto di attrazioni: l’impatto del DPCM n. 84/2026 sullo Spettacolo Viaggiante
PARCHI di divertimento
26 Rapporto SIAE 2025. Il fascino senza tempo dello Spettacolo viaggiante continua ad animare il Paese dal centro alla periferia
FUORICAMPO
40 Procedimenti SUAP, limiti delle tutele paesaggistiche e disciplina dei rinnovi: le garanzie per lo Spettacolo viaggiante
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 565/1996
Rivista bimestrale. Sped. Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma
Questo prodotto è realizzato con materia prima da foreste gestite in maniera sostenibile e da fonti controllate.
Direttore responsabile Ferdinando Uga
Vicedirettore Antonello Volpi
Rapporto SIAE 2025
44 Mons. Corrado Lorefice è il nuovo presidente della Fondazione Migrantes
46 La pista Go-Kart Indoor.
A Caianello: una collaborazione virtuosa tra impresa e associazioni
48 Mini boat radiocomandate: via libera del Ministero della Cultura, si attende il Decreto in Gazzetta
Direzione, amministrazione e pubblicità ANESV–AGIS
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Grafica Massimiliano D’Affronto
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Il nostro periodico è aperto a tutti coloro che desiderino collaborare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione che così recita: «Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione non costituendo pertanto tale collaborazione gratuita alcun rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione autonoma».
Tutti i numeri dello Spettacolo in Italia 90a ed.
Assemblea generale Anesv
Bella ed assai partecipata (tutti in presenza) in un clima di serena e sana collaborazione. Si è svolta a Roma il 21 maggio 2026, presso la sede sociale nel “Palazzo dello Spettacolo”, l’Assemblea Generale dell’ANESV.
Tante sono state le tematiche portate all’Ordine del Giorno e trattate con dovizia e libero scambio di opinioni: dai Bilanci associativi agli accordi con altre sigle del settore per una “Unione dello Spettacolo Viaggiante. Durante la discussione si sono succeduti tanti interventi sempre precisi ed interessanti.
Il Presidente Ferdinando Uga ha aperto i lavori con una relazione sull’attività associativa nel corso dell’anno passato, che si riporta integralmente qui di séguito:
“Care colleghe, cari delegati e presidenti, questa è la prima assemblea generale che si tiene con il nuovo Segretario nazionale Antonello
Volpi, che ringraziamo per l’impegno e la professionalità che ha messo subito in campo.
L’ultimo periodo non è stato un periodo come gli altri. È stato un viaggio di resistenza, di coraggio e di profondo orgoglio.
Superare la tempesta e ripartire
Mesi fa ci siamo trovati davanti a un bivio improvviso, un momento di transizione che ha portato con sé forti preoccupazioni. Quando si sono crete fratture e dinamiche inaspettate al vertice, molti, fuori da questa stanza, hanno pensato che l’ANESV avrebbe vacillato. Hanno pensato che non avremmo retto il colpo, che ci saremmo lasciati trascinare a terra.
Testo: Antonello Volpi
Ma chi lo pensava non conosce la nostra natura. Noi siamo gente dello spettacolo viaggiante. Siamo abituati a montare e smontare, a superare le tempeste, a trovare sempre il modo di far accendere le luci del perimetro anche quando fuori c’è il buio pesto.
Non solo abbiamo tenuto in piedi la struttura, ma ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo preso quella scossa, quel momento di difficoltà, e li abbiamo trasformati in energia pura. La stabilità di un’associazione non dipende mai da un singolo nome, ma dalla forza della sua comunità. E noi lo abbiamo dimostrato.
Il ritorno alle radici: ripartire dagli esercenti
In questo anno e mezzo denso, frenetico, a tratti faticoso, abbiamo fatto una scelta precisa: siamo torbati a casa. Siamo tornati tra la nostra gente. Abbiamo capito che per rilanciare l’associazione dovevamo riaccorciare le distanze, azzerare i chilometri tra Roma e le piazze d’Italia. Ci siamo riavvicinati agli esercenti, uno per uno. Abbiamo ascoltato le loro paure, le complicazioni burocratiche, la fatica quotidiana di chi gestisce un’attività sul territorio.
Abbiamo dimostrato con i fatti che l’ANESV non è un ufficio polveroso, ma uno scudo e una voce per ogni singolo operatore.
Questo riavvicinamento ha ridato linfa vitale alla nostra base. Ci ha ricordato perché facciamo questo lavoro: per difendere la dignità di un mestiere che porta gioia e cultura nelle piazze italiane.
L’unità della categoria: una svolta storica. Ma la difesa da soli non basta più. Per contare davvero,
per far valere i nostri diritti davanti alle istituzioni, serve la forza dei numeri e la chiarezza degli obiettivi. Ed è con immenso orgoglio che oggi voglio parlarvi del futuro immediato.
Stiamo portando a compimento un percorso politico e sindacale straordinario.
Un accordo storico che sta scaturendo dall’alleanza e dal dialogo costante con le altre tre grandi sigle del settore: SNICV CISL, SNAV CGIL e ANESVA Confesercenti.
Per troppi anni il nostro mondo è stato frammentato, e la frammentazione è il miglio alleato di chi vuole ignorarci. Oggi diciamo basta. Con questo accordo strategico, ci presentiamo uniti. Non perdiamo la nostra identità, ma moltiplichiamo la nostra forza. Quando parleremo ai Ministeri, ai Comuni, alle Commissioni parlamentari, non saremo più sigle distinte: saremo un fronte unico, compatto e invalicabile, l’Unione dello Spettacolo Viaggiante.
Guardare avanti insieme
L’emergenza è alle spalle. Oggi l’ANESV è viva, è forte, è rispettata ed è più vicina ai suoi soci di quanto non lo sia mai stata.
Voglio ringraziare ognuno di voi, la giunta, i consiglieri e tutta la struttura per non aver mollato un solo secondo. Abbiamo protetto la nostra storia, ma oggi stiamo scrivendo il futuro dello spettacolo viaggiante italiano.
Mettiamoci passione, mettiamoci l’orgoglio delle nostre tradizioni e la modernità delle nostre idee. Andiamo avanti, insieme”.
A proposito di orgoglio, ha poi preso la parola Antonello Volpi che, dopo aver ringraziato
per i continui attestati di stima, anche in relazione alla redazione della Rivista «Lo Spettacolo Viaggiante e Parchi», sempre più apprezzata, al termine dell’intervento ha dichiarato testualmente: “Io sono e resterò sempre uno di voi: orgogliosamente un giostraio!”.
Ai lavori, gradita ospite a sorpresa, ha partecipato esprimendo il suo saluto e la dichiarazione di massimo impegno nei confronti della categoria Angela Travagli, Assessore all’Attuazione del Programma, Personale, Politiche del Lavoro, Politiche di Parità, Fiere, Mercati e Spettacoli Viaggianti del Comune di Ferrara.
Questo è quanto la stessa Angela Travagli ha successivamente pubblicato sui social a commento della sua partecipazione all’Assemblea: “Oggi ho visitato la sede romana di AGIS (cultura, spettacolo, cinema) e ho partecipato all’assemblea nazionale di ANESV come Assessore allo Spettacolo Viaggiante.
Un’importante occasione di confronto con il presidente nazionale Ferdinando Uga, con tutti i presidenti territoriali d’Italia e con Luca Catter, rappresentante di Marche, Emilia-Romagna e Umbria. Nel mio intervento ho portato la testimonianza del “Modello Ferrara”: una visione che riconosce allo spettacolo viaggiante non solo il valore della tradizione, ma soprattutto il suo ruolo sociale, economico e aggregativo.
Troppo spesso questa categoria viene considerata marginale, quando invece ha il diritto di vedere riconosciute aree adeguate per lavorare e continuare a portare socialità in una società sempre meno analogica.
A Ferrara abbiamo costruito un rapporto di fiducia e collaborazione con gli operatori, fondamentale anche per la buona riuscita del Luna Park della Fiera di San Giorgio e per progetti di rigenerazione urbana di aree degradate della città.
L’obiettivo è chiaro: non relegare lo spettacolo viaggiante ai margini, ma mantenerlo vivo nei centri urbani e nelle frazioni, riconoscendone il valore culturale e sociale.
Continueremo inoltre a lavorare per una legge regionale che dia al settore autorevolezza, riconoscimento e regole certe di attuazione.
Un grazie a Ferdinando Uga, a Luca Catter, al segretario e a tutta ANESV per l’accoglienza a Roma durante l’assemblea nazionale”.
Presenti all’Assemblea
Per la Sezione Piemonte e Valle d’Aosta: Marco Della Ferrera – Presidente
Dario (Brunner) Bosio – Delegato
Per la Sezione Lombardia e Liguria:
Ferdinando Uga – Presidente
Leopoldo (Dino) Crippa – Delegato
Alaen Dian – Delegato
Mario Maggi - Delegato
Per la Sezione Tre Venezie: Adriano Rossi – Presidente
Per la Sezione Emilia Romagna, Marche ed Umbria
Luca Catter – Presidente
Alessandro Bacchiega - Delegato
Per la Sezione Toscana: Sauro Martini – Presidente
Francesco Davini - Delegato
Kevin Lupetti – Delegato
Francesco (Ciccio) Interesse – Delegato
Per la Sezione Lazio – Abruzzo
– Molise e Sardegna
Fabio Mannello – Presidente
Luana Caroli – Delegata
Massimiliana Tora – Delegata
Per la Sezione Campania, Calabria e Sicilia
Diego Guida – Presidente
Amedeo Cioffi – Delegato
Carmela Schmid – Delegata – Avvocato consulente di fiducia
Per la Sezione Puglia e Basilicata
Cosimo (Mimmo) Amato – Presidente
Maichel Amato – Delegato
Maurizio Citarelli – Delegato
Colletti Mario – Delegato
Colletti Egidio Andrea - Delegato
Danilo Davoli – Delegato
Il Segretario nazionale Antonello Volpi
Il Sig. Ferdinando Uga ha partecipato, naturalmente, anche quale Presidente nazionale; i Sigg.ri Cosimo Amato (Vicario), Luca Catter e Sauro Martini hanno partecipato anche quali Vice Presidenti Nazionali; il Sig. Fabio Mannello ha partecipato anche quale
Consigliere delegato nazionale e Revisore dei conti; il Sig. Dario Bosio ha partecipato anche quale Tesoriere Economo nazionale; la Sig.ra Massimiliana Tora ha partecipato anche quale contabile e Revisore dei conti; Il Sig. Alaen Diana ha partecipato anche quale Revisore dei conti.
La Cassazione alza l’asticella della documentazione. contratti e fatture non bastano più: serve dimostrare il nesso tra la spesa e l’attività d’impresa. ecco come adeguarsi.
cosa cambia per il settore dello spettacolo e dei parchi Spese di sponsorizzazione: pubblicità e C
hi opera nel mondo dello spettacolo viaggiante, dei parchi permanenti e della costruzione di attrazioni conosce bene l’importanza della promozione. Che si tratti di un’inserzione su questa rivista, di una campagna social per la nuova stagione o della sponsorizzazione di un evento locale, ogni euro speso in pubblicità è un investimento. Ma affinché quell’euro sia anche fiscalmente deducibile, la strada si è fatta più stretta.
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 17902 del 2026, ha infatti rimarcato un principio destinato a pesare su ogni controllo fiscale: contratti e fatture, da soli, non bastano più. Il contribuente deve provare «i fatti costitutivi del costo, l’esistenza e la natura dello stesso, i relativi fatti giustificativi e la sua concreta
destinazione alla produzione, ponendoli in correlazione all’attività imprenditoriale svolta». In altre parole, l’Agenzia delle Entrate può disconoscere la deducibilità anche in presenza di documentazione formalmente regolare, se da essa non emergono le ragioni economiche della spesa e il suo legame con il programma imprenditoriale.
Pubblicità o rappresentanza: la differenza che conta Il punto di partenza è l’art. 108 del TUIR. Le spese di pubblicità sono integralmente deducibili; quelle di rappresentanza solo entro limiti percentuali ancorati ai ricavi (1,5% fino a 10 milioni, 0,6% da 10 a 50 milioni, 0,4% oltre).
La giurisprudenza ha tracciato il confine in base agli obiettivi perseguiti: sono spese pubblicitarie quelle che mirano a una «diretta fi-
Testo: Avv. Carmela Schmid
nalità promozionale e di incremento commerciale», mentre sono di rappresentanza quelle volte ad «accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa senza dar luogo a una aspettativa di incremento delle vendite, se non in via mediata e indiretta» (Cass. n. 37510/2022)
Per il nostro settore, la distinzione è tutt’altro che accademica. Si pensi a un parco divertimenti che sponsorizza una squadra locale: se l’iniziativa serve a far conoscere il marchio e attrarre visitatori, è pubblicità. Se invece mira solo a consolidare la reputazione del parco nel territorio, potrebbe essere qualificata come rappresentanza, con la conseguente parziale indeducibilità.
Il nodo della documentazione: non basta più il contratto È qui che la sentenza n. 17902/2026 segna un punto fermo. Nel caso concreto, una società aveva esibito contratti di pubblicità e relati
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ve fatture. I giudici di merito avevano ritenuto sufficiente quella documentazione. La Cassazione ha cassato la sentenza: la CTR si era limitata a «un profilo meramente formale e documentale», omettendo di verificare l’effettiva finalità pubblicitaria delle spese.
Che cosa significa, in concreto, per un’impresa del settore? Significa che per ogni spesa pubblicitaria occorre poter dimostrare la ragione economica (perché si è scelto quel canale e non un altro), il collegamento con l’attività (come l’iniziativa si inserisce nel programma imprenditoriale), le modalità e i termini della prestazione (cosa è stato concretamente fatto, quando, con quali risultati attesi) e il ritorno commerciale atteso. L’inerenza va intesa in senso qualitativo, come potenziale beneficio per l’attività, richiedendo almeno l’indicazione di quale obiettivo si intendeva perseguire, non necessariamente un incremento effettivo immediato delle vendite.
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Tre categorie, tre livelli di attenzione
Spettacolo viaggiante
L’interesse è relativamente contenuto, ma non assente. Chi opera nel circo o nel luna park ha dalla sua un vantaggio: il ritorno pubblicitario è spesso misurabile (affluenza di pubblico, incassi). Questo facilita la documentazione del nesso tra spesa e attività.
L’attenzione va posta soprattutto quando la spesa è rivolta a un pubblico generalista (es. inserzioni su quotidiani locali): in questi casi è bene esplicitare perché proprio quel canale è stato scelto e quali risultati ci si attendeva.
Parchi permanenti
Qui l’impatto è più significativo. I parchi sostengono campagne pubblicitarie consistenti e diversificate: stampa, affissioni, radio, televisione, social media, sponsorizzazioni. Per ciascuna voce, la documentazione deve andare oltre il contratto con l’agenzia o il mezzo. Un piano marketing annuale, che espliciti per ogni campagna il target, il messaggio, il canale e i risultati attesi, può costituire un’eccellente base documentale in caso di verifica. A consuntivo, i report con i dati di affluenza e i ricavi della stagione rafforzano la dimostrazione del nesso.
Costruttori di attrazioni
Le inserzioni su una testata di settore come quella dell’ANESV sono, per loro natura, spese pubblicitarie: mirano a far conoscere i prodotti del costruttore presso la platea specializzata degli operatori, con una finalità promozionale diretta e inequivocabile. Il nesso con l’attività d’impresa è difficilmente contestabile: la rivista è il canale istituzionale dell’associazione che rappresenta i potenziali acquirenti.
Tuttavia, proprio per questo, è essenziale che la documentazione sia completa. Oltre al contratto di inserzione e alla fattura, è opportuno conservare una copia di ciascuna inserzione pubblicata (lo sfogliabile o la copia fisica), l’indicazione dei numeri della rivista in cui l’inserzione è apparsa e delle pagine, una breve nota interna che espliciti perché si è scelta
questa rivista (target specializzato, canale diretto con i potenziali acquirenti) e quali risultati ci si attende (contatti commerciali, richieste di preventivo, ordini).
Non si tratta di adempimenti normativi espressi, ma di quella «idonea documentazione probatoria» che la Cassazione n. 17902/2026 richiede e che, in sede di verifica, può fare la differenza tra una spesa riconosciuta e una contestazione.
Un’arma a difesa: l’onere della prova è anche dell’Agenzia
Un ultimo profilo, tutt’altro che secondario, merita di essere segnalato. Quando l’Amministrazione contesta l’effettività delle prestazioni pubblicitarie, è su di essa che grava l’onere di provare con presunzioni gravi, precise e concordanti l’inesistenza delle operazioni, specie se il contribuente ha prodotto contratti regolari e pagamenti tracciabili.
In altre parole, di fronte a un’impresa che esibisce contratti scritti, fatture regolari, pagamenti mediante bonifico e una documentazione che attesti la finalità promozionale della spesa, l’Agenzia non può limitarsi a contestazioni generiche: deve offrire elementi concreti che mettano in dubbio l’effettività dell’operazione.
Conclusioni
Il messaggio della Cassazione è chiaro e può essere riassunto in una regola pratica: per ogni spesa pubblicitaria, costruite un fascicolo che non si limiti al contratto e alla fattura, ma che racconti la storia economica di quella spesa, perché è stata fatta, come si inserisce nella strategia dell’impresa, quali risultati ci si attendeva.
Per le inserzioni su riviste di categoria come questa, il rischio di contestazione è basso proprio per la natura specializzata del mezzo. Ma la prudenza non è mai troppa: una documentazione robusta, costruita prima del controllo, è il miglior investimento che un’impresa possa fare per dormire sonni tranquilli.
Nuovi controlli sui contributi per l’acquisto di attrazioni:
l’impatto del DPCM n. 84/2026
sullo Spettacolo Viaggiante
L’approvazione del DPCM 26 marzo 2026, n. 84, pubblicato in Gazzetta
Ufficiale il 20 maggio 2026 ed entrato in vigore il 4 giugno scorso, introduce una disciplina che potrebbe avere ricadute significative sul comparto dello spettacolo viaggiante, in particolare sulle imprese che beneficiano dei contributi statali per l’acquisto di nuove attrazioni, impianti e beni strumentali erogati a valere sul Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo.
Testo: Avv. Carmela Schmid
Va detto subito, tuttavia, che l’applicabilità di questo provvedimento al nostro settore non è affatto pacifica e merita un’analisi approfondita, condotta con il necessario spirito critico.
Il provvedimento attua l’articolo 1, commi 857 e
858, della legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207), con un duplice obiettivo: rafforzare il monitoraggio sull’effettivo utilizzo dei contributi pubblici di rilevante entità economica ed estendere ai soggetti beneficiari le misure di contenimento della spesa già previste per la pubblica amministrazione dalla legge n. 160 del 2019.
A chi si rivolge il DPCM: il perimetro soggettivo
Un primo elemento di riflessione, e forse il più rilevante per le imprese dello spettacolo viaggiante, attiene al perimetro soggettivo di applicazione del decreto. L’articolo 1, comma 857, della legge n. 207 del 2024, e di riflesso l’intero impianto del DPCM, menziona espressamente «società, enti, organismi e fondazioni» quali destinatari della disciplina. Le ditte individuali non sono nominate.
Si tratta di un dato testuale che non può essere trascurato. La formulazione della norma primaria è tassativa e non contiene clausole di estensione o di analogia. Se il legislatore avesse inteso ricomprendere anche le imprese individuali, avrebbe verosimilmente utilizzato una formula più ampia, come «soggetti pubblici e privati» o «operatori economici», o avrebbe quantomeno aggiunto un riferimento espresso alle ditte individuali. Non lo ha fatto. Ne deriva, a mio avviso, che l’intera disciplina intesa come: “obblighi di controllo, relazione annuale al MEF, vincoli di spesa”, non dovrebbe trovare applicazione nei confronti degli esercenti che operano in forma di ditta individuale, a prescindere dall’entità del contributo percepito.
La conclusione non è tuttavia esente da margini di incertezza. L’articolo 2, comma 2, del DPCM, laddove impone ai soggetti beneficiari sprovvisti di organo di controllo di costituirlo «previa approvazione delle occorrenti modifiche statutarie, regolamentari e organizzative», sembra presupporre soggetti dotati di statuto o regolamento interno, il che depone ulteriormente per l’esclusione delle imprese individuali, che di tali strumenti sono normalmente sprovviste. Ma si tratta di un argomento sistematico, non di un’espressa clausola di esclusione. Sarà opportuno che l’ANESV solleciti un chiarimento interpretativo sul punto, per evitare che in sede applicativa si determini un’estensione analogica contra legem della disciplina.
Per le imprese che operano in forma societaria, invece, il perimetro soggettivo è indubbiamente integrato, e occorre quindi proseguire nell’analisi.
Quando il contributo diventa «di entità significativa»: le due condizioni
Il cuore della disciplina è contenuto nell’articolo 1 del DPCM, che definisce «di entità significativa» i contributi a carico dello Stato quando soddisfano cumulativamente due condizioni.
La prima condizione riguarda la natura del contributo. Per rientrare nel decreto, il finanziamento deve essere legato alla realizzazione di un progetto o di una finalità di interesse pubblico. Non tutti i contributi statali, insomma, sono trattati allo stesso modo. Il DPCM stesso elenca una serie di ipotesi che restano fuori dal suo perimetro: i contributi «a pioggia», destinati a una platea indistinta di beneficiari (si pensi, per intenderci, ai ristori generalizzati del periodo Covid); quelli che hanno natura di corrispettivo, di retribuzione, di indennizzo o di risarcimento; i crediti d’imposta; e infine le erogazioni destinate a soggetti che il legislatore ha ritenuto di escludere espressamente, come le società quotate, gli enti del terzo settore, le ONLUS e gli enti ecclesiastici. I contributi FNSV per l’acquisto di attrazioni, per come sono strutturati oggi, ovvero attraverso un’istanza ai sensi dell’art. 38 del D.M. 23 dicembre 2024, n. 463, non dovrebbero ricadere in alcuna di queste ipotesi di esclusione. Tuttavia, il fatto di non rientrare nelle esclusioni espresse non significa automaticamente
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che vi rientrino nella definizione positiva. Ed è proprio qui che si annida il secondo, cruciale profilo di dubbio. L’acquisto di un’attrazione da parte di un imprenditore dello spettacolo viaggiante, per quanto presentato al Ministero della Cultura ai sensi dell’art. 38 del D.M. 23 dicembre 2024, n. 463, risponde in ultima analisi a un interesse economico privato. L’attrazione acquistata entra nel patrimonio aziendale, genera ricavi per l’imprenditore, ne incrementa la capacità competitiva sul mercato. Il beneficio pubblico, l’ammodernamento del parco attrazioni nazionale, la maggiore sicurezza per gli utenti, l’innovazione tecnologica del comparto, è un effetto indiretto e riflesso, non la finalità primaria dell’investimento.
La distinzione non è accademica. Il DPCM, nel richiedere che il contributo sia destinato alla realizzazione di «specifici progetti o finalità di interesse pubblico», sembra evocare un nesso di strumentalità diretta tra la risorsa pubblica e il soddisfacimento di un bisogno collettivo: si pensi, a titolo esemplificativo, al finanziamento di un festival culturale aperto gratuitamente alla cittadinanza, o al restauro di un bene artistico vincolato. Diverso è il caso dell’imprenditore che, pur perseguendo un interesse privato, produce un’esternalità positiva per la collettività. Se è vero che ogni domanda di contributo FNSV rientra nella disciplina dell’art 38 sopra citato, come correttamente osserva la Federazione AGIS, che il decreto non distingue testualmente tra progetti materiali e immateriali, non può escludersi una lettura della norma che, valorizzando la ratio della disposizione, ritenga estranei al suo perimetro i contributi che finanziano investimenti produttivi a beneficio diretto dell’imprenditore, ancorché di interesse collettivo riflesso.
Si tratta, di un’interpretazione restrittiva che potrebbe non prevalere in sede applicativa. Ma è un’interpretazione giuridicamente argomentabile e che merita di essere sostenuta nelle sedi opportune.
La seconda condizione, di carattere quantitativo, stabilisce che il contributo è «di entità significativa» quando supera la soglia di un milione di euro annui oppure, qualora sia di importo inferiore, quando rappresenta almeno il 50% del totale delle entrate o del valore della produzione del soggetto beneficiario. Ai fini del calcolo,
tutti i contributi percepiti nell’anno, anche se erogati da amministrazioni diverse e in forma disgiunta,si sommano tra loro. Per la natura del tessuto imprenditoriale dello spettacolo viaggiante, composto prevalentemente da realtà di dimensioni medio-piccole, è proprio questa seconda soglia, quella del 50%, a costituire il parametro di riferimento più frequente e potenzialmente più insidioso, ove si ritenesse applicabile il decreto.
Un’innovazione particolarmente rilevante, sotto il profilo dogmatico, è l’introduzione del principio del cumulo oggettivo: l’interprete non deve guardare analiticamente al singolo provvedimento di concessione, bensì alla massa complessiva delle risorse statali che affluiscono al patrimonio dell’ente nell’arco dell’anno. Rilevano pertanto tutti i flussi provenienti da amministrazioni centrali, ministeri o enti pubblici strumentali, ancorché derivanti da linee di finanziamento o bandi autonomi e privi di collegamento funzionale tra loro. Si tratta di un’architettura antielusiva che mira a neutralizzare il fenomeno del frazionamento artificioso delle richieste di contributo, impedendo che la parcel-
lizzazione dell’erogazione al di sotto delle soglie nominali possa sottrarre l’operazione economica al controllo sindacale.
Due ipotesi esemplificative
(per le imprese in forma societaria)
Anche a voler ritenere il DPCM applicabile alle società di spettacolo viaggiante, ipotesi che, come ho argomentato, non è affatto scontata, può essere utile raffrontare due situazioni ipotetiche per comprendere l’impatto concreto della norma.
Si immagini il caso di una piccola società di capitali, con entrate totali annue pari a € 60.000,00, che ottenga un contributo statale FNSV per l’ammodernamento delle strutture pari a € 35.000,00. L’importo è nettamente inferiore al milione, ma rappresenta il 58,3% delle sue entrate complessive. In questa situazione, ove si ritenesse il DPCM applicabile, i controlli scatterebbero: il contributo sarebbe «di entità significativa» e la società sarebbe tenuta ad applicare tutti i nuovi obblighi.
Si consideri ora il caso di una società di maggiori dimensioni, con entrate totali annue di € 300.000,00, che ottenga un finanziamento statale per l’acquisto di una nuova attrazione pari ad € 100.000,00. Qui il contributo incide per il
33,3% sul totale delle entrate: pur essendo un importo triplo rispetto all’ipotesi precedente in valore assoluto, non raggiunge la soglia del 50%. La società sarebbe esente dagli obblighi del decreto.
Emerge così un apparente paradosso: il DPCM, se applicato, rischierebbe di colpire con maggior forza proprio le imprese più piccole, per le quali un singolo aiuto di Stato finalizzato agli investimenti può facilmente raggiungere e superare la metà delle entrate annue complessive, innescando oneri amministrativi e organizzativi potenzialmente sproporzionati rispetto alla struttura aziendale.
Gli obblighi che discenderebbero dall’applicazione del decreto Ove si ritenesse il DPCM applicabile alle società di spettacolo viaggiante, il riconoscimento della qualifica di «entità significativa» comporterebbe una serie di adempimenti articolati su tre direttrici.
In primo luogo, scatterebbe l’obbligo di nomina dell’organo di controllo: le società beneficiarie dovrebbero dotarsi di un collegio sindacale o di un revisore, anche in forma monocratica, provvedendo se necessario a modificare lo statuto o i regolamenti interni. L’articolo 2, comma 2, del
DPCM è perentorio sul punto: laddove il superamento delle soglie colpisca società di capitali che ne siano legalmente prive, perché al di sotto dei limiti dimensionali dell’articolo 2477 del codice civile, scatterebbe un vero e proprio obbligo di adeguamento statutario e organizzativo. In secondo luogo, l’organo di controllo sarebbe chiamato a svolgere apposite attività di verifica per accertare che i contributi siano stati effettivamente utilizzati per l’acquisto dell’attrazione finanziata e nel rispetto delle finalità per cui sono stati concessi. L’esito delle verifiche dovrebbe confluire in una relazione da inviare per via telematica al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di erogazione. Il mancato invio della relazione, così come la comunicazione di mancata realizzazione del progetto o di utilizzo non conforme del contributo, verrebbe valutato ai fini dell’ammissione a futuri finanziamenti pubblici.
In terzo luogo, per effetto del richiamo operato dall’articolo 1, comma 858, della legge n. 207 del 2024, ai soggetti beneficiari si estenderebbero, a decorrere dal 1° gennaio 2025, le misure di contenimento della spesa di cui all’articolo 1, commi 591, 592, 593, 597, 598 e 599, della legge
n. 160 del 2019: le spese per l’acquisto di beni e servizi non potrebbero superare la media sostenuta negli esercizi 2021, 2022 e 2023.
La criticità temporale del primo anno di applicazione
Anche a prescindere dai dubbi interpretativi sul perimetro applicativo, il decreto presenta una rilevante criticità temporale. L’articolo 1, comma 2, stabilisce che la disciplina si applica ai contributi percepiti a partire dal 1° gennaio 2025. Ne consegue che per i contributi incassati nel corso dello scorso anno, la relazione di controllo avrebbe dovuto essere trasmessa entro il 30 aprile 2026. Tuttavia, il DPCM è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto il 20 maggio 2026 ed è entrato in vigore il 4 giugno successivo: il termine del 30 aprile era già spirato prima ancora che il provvedimento divenisse formalmente efficace.
Il regolamento non prevede una disciplina transitoria. È ragionevole attendersi che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel decreto attuativo previsto dall’articolo 3 del DPCM, fornisca chiarimenti sul punto, ma nelle more l’incertezza è oggettiva e penalizzante.
L’azione sindacale e le prospettive di riforma
Di fronte a questo quadro denso di incognite, l’assosciazione AGIS, con il supporto dell’ANESV in quanto Associazione aderente, ha già avviato un’interlocuzione con le istituzioni competenti per ottenere il riconoscimento della non perentorietà del termine del 30 aprile 2026 per la prima annualità e per definire forme di gradualità nell’applicazione dei controlli. Nelle more di un eventuale intervento normativo, resta ferma per ciascuna impresa la possibilità di rinunciare al contributo, come previsto dall’articolo 1, comma 3, del DPCM, opzione da valutare con attenzione nei casi in cui gli oneri amministrativi e organizzativi risultassero effettivamente sproporzionati rispetto all’entità del finanziamento.
L’ANESV continuerà a seguire l’evoluzione del quadro normativo e a tenere informate le associate. In particolare, saranno determinanti le disposizioni attuative del MEF e le eventuali modifiche che potranno intervenire sul decreto ministeriale, anche su impulso dell’azione sindacale che ci accingiamo a condurre.
Rapporto SIAE 2025 Il fascino senza tempo dello
Spettacolo viaggiante continua ad animare il Paese dal centro alla periferia
Idati che seguono sono tratti dal Rapporto Siae 2025 sullo spettacolo e l’intrattenimento in Italia – l’indagine annuale che fotografa l’andamento del settore attraverso il numero di eventi, gli spettatori e la spesa complessiva del pubblico. Il quadro generale del 2025 racconta una spesa in crescita del 7%, a fronte di eventi e pubblico sostanzialmente stabili: il segno di un ecosistema capace di valorizzare sempre di più l’offerta proposta, con tutte le macro-aree del Paese in progresso sul piano del valore. Da questo ampio rapporto sono stati estratti solo i contenuti relativi al comparto del divertimento: il teatro di figura (Burattini e Marionette), in forte espansione anche grazie alla contaminazione con le nuove tecnologie; lo Spettacolo Viaggiante, che nel 2025 si stabilizza dopo anni di crescita a doppia cifra; e i Parchi Permanenti, che confermano il primato di introito medio per struttura e continuano ad ampliare la propria rete sul territorio nazionale.
Rapporto SIAE 2025
Il 2025 chiude con 3.343.656 eventi, 253.067.237 spettatori e una spesa complessiva di 4.299.846.591 euro, a fronte dei 3.370.090 eventi, 253.204.401 spettatori e 4,02 miliardi di euro registrati nel 2024. Gli eventi calano lievemente rispetto all’anno precedente (–0,8%) e il pubblico resta pressoché stabile (–0,1%), mentre la spesa cresce del 7%: è questa maggiore capacità di generare valore dall’offerta il tratto distintivo dell’ecosistema dello spettacolo e dell’intrattenimento italiano nel 2025. Tutti i principali indicatori di intensità economica sono in aumento: l’introito medio per evento sale da 1.193 a 1.286 euro (+7,8%), quello per locale da 66.802 a 78.334 euro (+17,3%), mentre la spesa media per spettatore passa da 15,88 a 16,99 euro (+7%), in linea con la crescita complessiva. La rete dell’offerta si assottiglia: i locali attivi scendono da 60.184 a 54.891 (–8,8%) e gli organizzatori da 46.469 a 41.396 (–10,9%). Chi resta sul mercato, però, lavora e produce di più: la media di eventi per locale sale da 56 a 61. Il quadro che emerge dalla dinamica organizzativa è quello di un mercato maturo, in fase di selezione, dove i soggetti marginali escono di scena e chi garantisce con-
Tutti i numeri dello Spettacolo in Italia 90a ed.
tinuità si rafforza. Anche la presenza sul territorio si restringe leggermente, di pari passo con la rete organizzativa: i comuni attivi passano da 6.740 a 6.629 (–1,6%), e la loro quota sul totale dei comuni italiani scende dall’85,4% all’84%. Lo spettacolo continua comunque a raggiungere capillarmente tutto il Paese, pur con una tendenza a concentrarsi nei contesti più solidi e attrattivi.
Non solo inflazione: il valore in circolo che aumenta davvero
Per distinguere la crescita reale da quella puramente nominale, il metro di paragone più efficace resta il confronto tra l’andamento dei prezzi
I numeri:
Spesa 4,3 miliardi di euro, dato in crescita. Eventi 3,3 milioni, dati in lieve calo. Spettatori 253,1 milioni, dati in lievecalo.
Comuni italiani con almeno uno spettacolo (6.629), 84%, dato in lievecalo.
Spesa procapite in Italia: 72,9 euro, dato in crescita; Introito medio di uno spettacolo: 1.286 euro, dato in crescita.
al consumo e quello degli indicatori di spesa del settore. Nel 2025 l’inflazione media annua si ferma al +1,5%, mentre la spesa media per spettatore sale del 7% raggiungendo 16,99 euro: un differenziale di 5,5 punti percentuali che dimostra come l’aumento della spesa unitaria vada ben oltre un semplice adeguamento ai prezzi. Ancora più ampio lo scarto sull’introito medio per locale, arrivato a 78.334 euro con un incremento del 17,3%, pari a circa 15,8 punti di vantaggio reale sull’inflazione. Non si tratta quindi di un riallineamento nominale, ma di una crescita effettiva del valore economico prodotto da ogni esperienza e da ogni struttura attiva: nel 2025 il pubblico, pur restando stabile nei numeri, concentra la spesa su occasioni percepite come più rilevanti, mentre l’offerta, seppur in leggero calo quantitativo, riesce a generare più valore.
BURATTINI E MARIONETTE
Dalle mani al cuore: la tradizione che parla a grandi e piccini continua a crescere e a evolversi Radicato nell’artigianato italiano — dall’Opera dei Pupi siciliana alle marionette lombarde — il teatro di figura prosegue nel 2025 la propria espansione su tutto il territorio nazionale,
aprendosi alle nuove tecnologie, dall’animazione fino al web 3.0. Più che un semplice intrattenimento per bambini, si conferma un’arte di prossimità capace di attrarre pubblico adulto e flussi turistici, rinnovandosi senza tradire la propria identità.
Il teatro di figura espande le sue radici
Il 2025 è un anno di crescita per il settore Burattini e Marionette: 3.500 spettacoli (+23,6%), 235.732 spettatori (+11,6%) e una spesa complessiva di 1,7 milioni di euro (+11,5%). Salgono anche i locali attivi, da 588 a 688 (+17%), e gli organizzatori, da 211 a 224 (+6,2%), che gestiscono in media 3 sedi ciascuno, come già nel 2024; i comuni raggiunti da almeno uno spettacolo passano da 386 a 400 (+3,6%). La rete si allarga però più rapidamente del pubblico che riesce ad attrarre: l’affluenza media per evento scende da 75 a 67 ingressi (–9,7%), segno che, a fronte di più date e più palcoscenici, ogni singolo appuntamento richiama qualche spettatore in meno rispetto all’anno precedente. Anche l’introito medio per spettacolo si riduce, passando da 527 a 475 euro
(–9,8%). Resta comunque confermato il ruolo del teatro di figura come spettacolo di prossimità tra i più accessibili: nel 2025 ha ancora la spesa media individuale più bassa di tutto il sistema, davanti a Cinema (7,52 euro), Fiere (8,43 euro) e Mostre (9,68 euro), con una spesa media per spettatore pressoché ferma a 7,06 euro (–0,1%) rispetto al 2024, senza risentire della dinamica inflattiva.
Dalla bottega artigiana al web 3.0: maestria antica che guarda al futuro Anche un comparto che affonda le radici nell’artigianato tradizionale trova nell’innovazione tecnologica nuove strade da percorrere. È il caso di Marionette 3.0, progetto dell’Università degli Studi di Milano realizzato con il Centro APICE e il Teatro Colla, che digitalizza e valorizza l’archivio storico del Teatro di Gianni e Cosetta Colla. Non una semplice scansione documentale, ma una vera trasformazione del patrimonio fisico — marionette, bozzetti, scenografie — in un ecosistema digitale immersivo, tra modelli 3D, realtà aumentata e intelligenza artificiale. Marionette 3.0 rientra in Immersin-
scena, il progetto più ampio coordinato dalla Fondazione CHANGES nell’ambito del PNRR, che applica una metodologia integrata alla valorizzazione degli archivi teatrali attraverso le tecnologie immersive.
L’inverno tiene i fili del calendario
Il calendario del settore Burattini e Marionette segue una forma ben riconoscibile: due picchi, uno nei primi mesi dell’anno e uno negli ultimi tre, separati da una lunga flessione estiva che tocca il minimo a settembre (140 spettacoli, 6.058 spettatori, 2,6% della spesa annua). Le famiglie si muovono soprattutto nei fine settimana più freddi: le platee più affollate si registrano a febbraio, con 83 spettatori per evento e il picco assoluto di spesa (226.846 euro), seguito da gennaio (82) e dicembre (79). Marzo, grazie al numero più alto di spettacoli (462), guida invece la classifica delle presenze totali, complice il Carnevale: nei cinque giorni tra il 28 febbraio e il 4 marzo il settore raccoglie oltre 6 mila spettatori, un volume paragonabile a quello dell’intero mese di settembre. Il trimestre gennaio-marzo vale da solo 1.174 spettacoli (33,5% del totale), 92.380 spettatori (39,2%) e 637,5 mila euro di
spesa (38,3%), con una spesa media di 6,90 euro, leggermente inferiore alla media annua di 7,06 euro: più pubblico in sala, a prezzi un po’ più contenuti. La seconda fase di concentrazione, tra ottobre e dicembre, si distribuisce in modo più uniforme: ottobre segna la spesa media più alta dell’anno (8,60 euro), novembre raccoglie il maggior numero di spettacoli nel trimestre — che nel complesso pesa per il 29,3% degli spettacoli, il 29,6% degli spettatori e il 32,1% della spesa — mentre dicembre porta a casa la quota di spesa più alta del periodo (11,8% del totale annuo), pareggiando novembre sul fronte degli spettatori (10,3% ciascuno).
L’isola che guida e la mappa che si espande
Nel 2025 la Sicilia guida saldamente la geografia di Burattini e Marionette: 890 spettacoli (25,4% dell’offerta nazionale), 41.863 spettatori (17,8% del pubblico) e 355.068 euro di spesa (21,3% del totale), con una crescita omogenea su tutti i fronti (+14,5%, +19%, +21,1%) che la distacca nettamente dal resto d’Italia. Alle sue spalle il quadro si fa più articolato: il Lazio è secondo per spettacoli (516, –6,4%) e per spettatori
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Londra, Regno Unito
(36.150, –20,1%), ma scende al terzo posto per spesa (279.910 euro, –18,9%), in flessione su tutti gli indicatori. La Lombardia è invece seconda per spesa, con gli spettacoli stabili (quattro in meno) e una crescita sia di spettatori (+14,7%) sia di spesa (+25,2%): vanta inoltre la spesa media più alta d’Italia, 10,18 euro per spettatore contro i 7,06 euro nazionali. Le prime tre regioni insieme concentrano il 45,5% del pubblico e il 56,1% della spesa.
Sono però le variazioni a raccontare la storia più interessante. Alcune regioni consolidano una base già solida — il Piemonte cresce del 64,5% negli spettatori, il Friuli-Venezia Giulia del 42,5% — mentre altre partono da livelli ancora contenuti. In Calabria gli spettacoli passano da 25 a 149 (+496%) e gli spettatori da 2.640 a 9.611 (+264,1%), con i locali attivi che salgono da 18 a 49 e i comuni coperti da 15 a 31. In Sardegna i locali raddoppiano, da 26 a 56, per 123 spettacoli e 5.892 spettatori: mercati ancora giovani, la cui rete è comunque in costruzione. Anche la lettura per macro-aree conferma questa tendenza: il Centro perde il 9,9% di spettatori (–6.685), trascinato dal calo del Lazio, mentre tutte le altre aree crescono — Isole +23,7%, Nord-Ovest +25,4%, Sud +21,0%, Nord-Est +16,1%.
Animatronic e storie su legno: le opere più amate tra animali e tradizione
Storie antiche, mondi lontani e universi perduti raccontati con uno sguardo nuovo: sono queste le trame che nel 2025 hanno mosso più pubblico nel settore Burattini e Marionette. Tra gli allestimenti di maggior successo spicca il Pinocchio della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli, un capolavoro di marionette, figurini e animali antropomorfi che porta in scena l’eterna opera di Collodi. Grande seguito anche per Dinosauri Vivi, spettacolo itinerante che porta la preistoria in animatronic da Nord a Sud, unendo scienza, intrattenimento e messaggi educativi contro il bullismo e a favore dell’inclusione: l’allestimento ha toccato picchi a Milano, Messina, Firenze e Palermo, confermando una Sicilia viva anche oltre la tradizione dei Pupi, che pure quest’anno registra un grande successo di pubblico. Continua a richiamare i più piccoli anche la letteratura per l’infanzia, con Buon
Compleanno Giulio Coniglio — l’amato personaggio nato dalla matita di Nicoletta Costa —, Il Piccolo Principe: Viaggio tra i pianeti del Teatro Umbro dei Burattini e I tre porcellini, per la regia di Caterina Vitiello.
Sicilia al vertice: l’eredità dell’Opera dei Pupi
Iscritta dal 2008 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, l’Opera dei Pupi siciliana affonda le radici all’inizio del XIX secolo, quando la tradizione conquistava un grande seguito tra le classi lavoratrici dell’epoca, raccontando l’epica medievale — cavalieri paladini, battaglie — attraverso figure scolpite in legno, decorate a mano e vestite della caratteristica armatura. I 10.375 spettatori riuniti attorno alla tradizione dei Pupi a Siracusa, con punte nella settimana centrale di agosto, testimoniano una capacità di richiamo che va oltre il pubblico locale, trasformandosi in un appuntamento turistico e culturale di rilievo nazionale. È su questa base che poggia il primato siciliano nel settore, con una crescita coerente su spettacoli, spettatori e spesa, sostenuta da un pubblico disposto a spendere più della media (8,48 euro per spettatore contro i 7,06 euro nazionali).
Parchi e Spettacolo viaggiante
339,3 milioni di euro, 14,9 mila giornate di apertura delle attrazioni viaggianti 306,1 milioni di euro, spesa nei parchi divertimento 63,3% ingressi nei parchi (giugno-agosto) 22,6 milioni di visitatori 36.944 giornate di apertura.
PARCHI E SPETTACOLO VIAGGIANTE
La fabbrica della gioia continua a far bene al Paese e a creare valore
C’è un settore, ben radicato nel tessuto dell’intrattenimento italiano, che porta colori, musica ed energia dai grandi centri fino alla provincia, restando fedele alla propria missione: divertire grandi e piccoli, con ricadute positive anche sul piano economico. Una vera e propria macchina della serotonina, che arricchisce l’offerta turistica e anima il territorio, dai grandi poli urbani alle realtà più periferiche.
Parchi Divertimento e Attrazioni Viaggianti sono due comparti distinti per scala, struttura e logistica: da un lato i parchi permanenti, veri poli attrattivi con infrastrutture complesse e investimenti di lungo periodo; dall’altro lo spettacolo viaggiante, itinerante e più flessibile, capace di integrarsi nel tessuto urbano e di animare le festività locali con la magia dei lunapark. Pur nella loro diversità, i due settori condividono lo stesso obiettivo — intrattenere e divertire il pubblico in uno spazio fisico dedi-
cato — e sono entrambi campioni di redditività: il primato per introito per struttura spetta ai Parchi Divertimento, seguiti dallo Spettacolo Viaggiante. Il comparto del Divertimento chiude il 2025 in sostanziale parità con l’anno precedente: 36.944 spettacoli (–0,8%), 22.636.499 partecipanti (–2%) e 339.250.523 euro di spesa (–0,5%), con la spesa media per visitatore in lieve rialzo, da 14,76 a 14,99 euro (+1,6%). I Parchi Divertimento pesano per il 90,2% della spesa e il 91,2% degli ingressi; le Attrazioni Viaggianti, che rappresentano il 40,3% degli spettacoli, registrano una spesa media leggermente più alta (16,66 euro contro 14,83). L’estate resta il cuore pulsante del settore: il trimestre giugno-agosto vale il 60,8% del pubblico e il 61,2% della spesa, con agosto da solo al 24,9% delle presenze annue. Nel 2025 l’estate del divertimento anticipa i tempi, spostando parte del pubblico su giugno (+23,9% di ingressi, +28% di spesa). L’affluenza media resta stabile a 613 visitatori per spettacolo, con il picco ad agosto (861) e il minimo a febbraio (190). Crescono anche ottobre e dicembre, sia in pubblico (+10,3%, +13,9%) sia in spesa (+25,5%, +25,8%): proprio ottobre segna il picco
annuo di spesa media, con 17,63 euro per visitatore, contro i 14,79 di luglio e i 14,07 di giugno. Sul fronte territoriale, la Lombardia guida per numero di spettacoli (7.326, il 20% del totale nazionale, +9,3%), seguita da Emilia-Romagna con 4.637 giornate (13%) e Campania con 3.966 (11%); il primato per spettatori spetta invece al Veneto, con 5.235.381 presenze (23,1% del dato nazionale), davanti a Lombardia ed Emilia-Romagna (rispettivamente 4,1 e 4 milioni, 18,1% e 17,9%), mentre il Lazio è quarto con 3,2 milioni di presenze (–0,3% di pubblico, +2,7% di spesa). Sulla spesa il Veneto gioca un campionato a parte, con 115.830.281 euro (il 34,1% del totale nazionale), la spesa media più alta (22,12 euro) e un’affluenza media di 1.542 presenze per spettacolo — 1,6 volte quella del Lazio, secondo con 934 ingressi per evento.
LO SPETTACOLO VIAGGIANTE
Il fascino senza tempo dello spettacolo viaggiante continua ad animare il Paese dal centro alla periferia
Le luci e la musica dei caroselli, i profumi dei
chioschi, il trambusto degli autoscontri e dei gokart per bambini: è l’universo sensoriale delle attrazioni viaggianti. Dai grandi luna park alle giostre di quartiere nelle feste patronali, lo spettacolo itinerante continua ad arricchire l’economia locale attraendo un pubblico trasversale di famiglie e turisti e muovendosi nel 2025 verso nuovi orizzonti di efficienza.
Il 2025 è un anno di stabilizzazione per lo spettacolo viaggiante, dopo i saliscendi e le repentine accelerazioni delle stagioni passate. Dopo l’espansione del biennio 2022-2023, nel 2024 il settore era cresciuto a doppia cifra su spettacoli e spesa ma registrando una flessione nel pubblico. Il 2025 vede consolidare tutti e tre gli indicatori principali: gli spettacoli, 14.907, sono pressoché invariati rispetto all’anno precedente (+0,3%), e i visitatori scendono di poco a 1.991.633 (–0,6%). La spesa complessiva passa da 34,4 a 33,2 milioni di euro (–3,6%), ma si tratta di una flessione contenuta che riflette la normalizzazione dei prezzi dopo un triennio di espansione. Coerentemente, la spesa media individuale scende a 16,66 euro (–3% rispetto
ai 17,16 del 2024), rimanendo comunque su livelli strutturalmente più alti rispetto al periodo precedente al 2024, anno in cui si era registrata un’impennata. L’affluenza media per evento si mantiene stabile a 134 spettatori (–0,9%), segnale di un pubblico fedele alla qualità di un’offerta che non ha subito variazioni significative.
L’agenda dello spettacolo viaggiante ruota attorno a due picchi ben distinti. Il primo è quello estivo: giugno, luglio e agosto insieme concentrano il 29,1% degli spettacoli e il 34,3% del pubblico — 682.532 spettatori su 1,99 milioni totali — con una spesa complessiva di 10,2 milioni di euro, pari al 31% dell’intero anno. All’interno dell’estate i tre mesi raccontano traiettorie diverse. Giugno apre la stagione con 1.391 appuntamenti e un’affluenza media di 119 spettatori per evento, ancora sotto la media annua di 134. Luglio segna il picco dell’offerta (1.491 spettacoli) e l’affluenza sale a 155. Ad agosto gli appuntamenti calano leggermente, ma il pubblico esplode — 286.718 spettatori, il 14,4% del totale annuo — portando l’affluenza media a 197 presenze per appuntamento, quasi il 50% sopra la media annua. Agosto è il mese con il più alto volume assoluto di spesa (4 milioni di euro), ma anche quello con la spesa media più bassa (14,05 euro, minimo dell’anno): la dispersione del pubblico su più eventi comprime il prezzo medio, mentre l’effetto vacanza gonfia i numeri di presenza. Il secondo picco è dicembre, che nel 2025 segna una crescita netta rispetto all’anno precedente: 1.350 spettacoli (+19,9%) e 214.745 visitatori (+25,8%), confermandosi come terzo mese dell’anno per pubblico dopo agosto e luglio. L’affluenza media sale a 159 spettatori per spettacolo, contro i 152 del 2024, seguita da gennaio con 141, mentre marzo è il mese con la spesa media più alta dell’anno (19,98 euro).
Nel 2025, il tessuto dell’offerta dello spettacolo viaggiante si razionalizza: il dato rilevante è quello degli organizzatori, che passano da 82 a 65 (–20,7%), ed anche le strutture attive sul territorio scendono a quota 99. Entrambi i movimenti sono trainati prevalentemente da tre regioni in contrazione: l’Emilia-Romagna, che perde 13 organizzatori (da 21 a 8) e 11 strutture su 20, la Campania, che perde 4 organizzatori e 2 strutture, e la Calabria, che dimezza gli orga-
nizzatori (da 3 a 1) e perde 6 strutture su 7. Sul fronte opposto crescono Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, (+2 organizzatori, +3 strutture), insieme a Puglia e Liguria (+2 organizzatori, +2 strutture). L’introito medio per struttura, pur mantenendosi al secondo posto nel sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento dopo i Parchi Divertimento, scende leggermente, attestandosi a 335.091 euro (–1,6%). La riduzione degli operatori a fronte di volumi di offerta praticamente invariati indica una traiettoria di maturazione e stabilizzazione del settore: meno soggetti, più strutturati, che gestiscono lo stesso numero di giornate di apertura4 con maggiore efficienza e capacità di reggere gli elevati costi fissi del comparto, che lo scenario di crisi energetica in atto non ha contribuito ad alleviare.5 Il rapporto tra strutture e organizzatori — circa 1,52, contro 1,23 dello scorso anno — riflette tale concentrazione: una tendenza che a lungo termine potenzia la solidità complessiva dello spettacolo viaggiante.
La Lombardia consolida il primato per spettacoli (4.635, 31% del totale, +24,9% sul 2024) e sorpassa il Veneto sulla spesa, salendo al primo posto con 7,9 milioni (24,2%). Il peso della Lombardia si ridimensiona però quando si guarda al pubblico: 280.695 spettatori, il 14% del totale, con un’affluenza media di 61 presenze per appuntamento. Il Veneto è la regione che riesce ad aggregare più pubblico, sia in assoluto che in termini di affluenza: 466.717 ingressi — il 23% del pubblico nazionale — e un’affluenza media di 382 presenze. La geografia del settore registra alcune dinamiche significative nel 2025. Il movimento più rilevante sull’asse degli spettacoli riguarda la Sicilia, che balza dal 7° al 2° posto con 1.257 aperture (+92,5%), superando Campania e Veneto. Sul fronte degli spettatori il salto più netto è verso il basso: la Campania precipita dal 2° al 5° posto con –34,4% di pubblico, –35,2% di giornate e –39,6% di spesa, la contrazione più pesante tra le grandi regioni. Sulla spesa il cambio di guardia è tra le prime due: nel 2024 guidava il Veneto, ma il 2025 è l’anno della Lombardia. Tra le regioni in crescita, il Lazio sale al terzo posto sia per spesa (3 milioni, +10,3%) che per spettatori (212.852, +29,5%). Il Piemonte avanza su tutto — +81,8% giornate, +78,2% spettatori, +47,3% spesa — e raggiunge il sesto posto per pubblico. L’Emilia-Romagna è il caso più anomalo: crol-
la sulle giornate (da 2.754 a 1.115, –59,5%) con le strutture attive che si dimezzano da 20 a 9, eppure cresce sul pubblico (+14,3%): meno operatori, più selettivi, che attraggono comunque più presenze. Tra i casi più dinamici dell’anno spiccano le Marche, dove le giornate di apertura complessive sono passate da 10 a 338 e i visitatori da 6.775 a 20.270, e il Molise, che da una sola apertura nel 2024 ne ha totalizzate 66. Sul fronte dell’intensità di programmazione è sempre la Lombardia a guidare con 290 spettacoli per struttura, seguita dal Veneto (204) e, tra le regioni multi-struttura, dalla Puglia (182). Umbria e Abruzzo confermano i risultati dell’anno precedente, contando ciascuna una sola struttura ma che produce oltre 360 giornate l’anno, rivelando un’attività praticamente ininterrotta, a fronte di una media nazionale di 151 giornate per struttura.
A livello di macro-aree, il Nord-Ovest è l’area con la crescita più marcata: +33% di giornate, +38% di spettatori, +29% di spesa, trainata quasi interamente dall’espansione della Lombardia. Il Nord-Est mantiene il primato assoluto di spettatori — 791.084, il 39,7% del totale — grazie al peso del Veneto, ma con la contrazione dell’Emilia-Romagna perde terreno su tutto il resto: –38% di giornate, –7% di pubblico, –17% di spesa. Il Centro cresce in modo compatto su tutti e tre gli indicatori (+32% giornate, +14% spettatori, +13% spesa), con il Lazio come motore principa-
le. Il Sud è l’area con il calo più pesante: –20% di giornate, –25% di spettatori, –29% di spesa, un arretramento guidato dalla Campania che da sola trascina giù l’intera macro-area. Le Isole sorprendono sul fronte delle giornate (+78%, quasi raddoppiate grazie alla Sicilia), ma con un impatto ancora limitato sul pubblico (+3%) e sulla spesa (+9%).
PARCHI PERMANENTI
Un biglietto per fermare il tempo: tra adrenalina e stupore, si consolidano gli ecosistemi dell’evasione
Varcare le soglie di un parco divertimento significa entrare in uno spazio dove il quotidiano si sospende: vere e proprie architetture della gioia, sostenute da tecnologia e maestria scenografica. Nel 2025 la rete di questi complessi ecosistemi permanenti continua a espandersi, mentre le grandi strutture rafforzano la propria capacità di attrarre pubblico italiano e internazionale.
I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di un comparto stabile: 22.037 giornate di apertura (–1,6% rispetto alle 22.386 del 2024), 20.644.866 ingressi (–2,2%) e una spesa del pubblico pari a 306.076.509 euro (–0,2%). Le cifre negative potrebbero suggerire un arretramento generalizzato, ma i grandi parchi
vanno in netta controtendenza: i 50 impianti più visitati d’Italia, nel loro insieme, non solo non arretrano ma segnano un +0,7% di pubblico rispetto al 2024. Si tratta quindi più di un consolidamento attorno alle strutture che pesano di più sul comparto, mentre il calo diffuso tra i soggetti minori — sommato all’ingresso di nuovi impianti ancora in fase di rodaggio — incide sul bilancio complessivo per un effetto composito, senza segnalare una reale contrazione del settore.
Il tratto che più caratterizza il 2025 è però l’espansione delle strutture: gli impianti attivi crescono del 17,1%, passando da 252 a 295 (43 in più in dodici mesi), distribuiti su 243 comuni, anch’essi in aumento (+16,8% sui 208 del 2024). Gli organizzatori crescono in modo più contenuto (175, +1,7%): un segnale che l’espansione è guidata dagli operatori già presenti sul mercato, che ampliano il proprio portafoglio senza lasciare spazio a nuovi entranti. Il risultato è un’offerta più capillare, con più comuni serviti e più impianti aperti, a fronte di un pubblico sostanzialmente stabile. Anche nel 2025 i Parchi Divertimento restano il comparto con l’introito medio per struttura più alto dell’intero sistema dello spettacolo e dell’intrattenimento italiano: 1.037.547 euro, in calo rispetto al 2024 (–14,7%), un dato da leggere non come un arretramento strutturale ma come effetto fisiologico di un mercato in espansione, che pone le basi per un’ulteriore crescita futura — sostenuta anche da investimenti per 500 milioni di euro annunciati per il solo triennio 2025-2027 in nuove attrazioni, aree tematiche, tecnologie immersive e soluzioni green. La spesa media per visitatore sale da 14,53 a 14,83 euro (+2%), in linea con l’inflazione; l’incasso medio per giornata di apertura cresce da 13.698 a 13.889 euro (+1,4%), e l’affluenza media resta sostanzialmente stabile, 937 ingressi per giornata contro i 943 del 2024 (–0,6%).
L’analisi mensile conferma la forte stagionalità estiva del settore: luglio e agosto da soli catalizzano il 46% delle giornate di apertura e il 47% dei visitatori, percentuali che salgono rispettivamente al 65%, 63% e 65% se si include giugno. Questa dipendenza dal trimestre estivo è fisiologica, dato che molti parchi opera-
no a pieno regime solo nei mesi caldi, limitando le aperture ai weekend — o sospendendole del tutto — nel periodo più freddo. Nel 2025, tuttavia, il baricentro dell’estate si sposta in avanti: giugno segna un +26,8% di ingressi e un +32,1% di spesa rispetto al 2024, segno che parte del pubblico tradizionalmente estivo ha anticipato la propria visita di qualche settimana. Luglio e agosto cedono di conseguenza rispettivamente l’11,1% e l’8,3% di presenze, senza però intaccare il primato assoluto di agosto per volume di ingressi: 5.360.772 visitatori (il 26% del totale annuo) e un’affluenza media di 1.051 ingressi per giornata. La spesa media di agosto si attesta a 16,05 euro, nella fascia alta dell’anno ma non al vertice.
Il picco della spesa media spetta a ottobre, con 17,61 euro per visitatore, seguito da settembre (16,34) e aprile (16,32): mesi in cui il pubblico è più selezionato — meno famiglie con bambini piccoli, più adulti e gruppi turistici disposti a spendere — con effetti diretti sulla spesa individuale. Dicembre si conferma invece il mese di punta per l’affluenza media, in crescita del 7% sul 2024, con 1.620 ingressi medi per giornata di apertura (erano 1.514 l’anno precedente): la programmazione natalizia trasforma i parchi in mete familiari per le feste, con code e parcheggi pieni anche fuori stagione, complici i villaggi di Babbo Natale amati dai più piccoli. Il rovescio della medaglia riguarda la spesa: 10,18 euro per visitatore, il terzo valore più basso dell’anno dopo gennaio e marzo (9,44 e 9,93 euro), perché i pacchetti natalizi pensati per le famiglie comprimono il ticket medio. I mesi da gennaio a marzo restano marginali (6,5% delle giornate, 4,5% degli ingressi), con affluenze medie che scendono a 510 presenze a marzo e 413 a febbraio. Ottobre e dicembre crescono entrambi rispetto al 2024, rispettivamente del +9,5% e +28,5% di ingressi e spesa per ottobre, e del +12,1% e +31,1% per dicembre; novembre resta l’unica eccezione del periodo, con presenze in calo del 20,8%.
I 295 impianti italiani del settore Parchi Divertimento sono distribuiti in modo disomogeneo sul territorio: Emilia-Romagna e Lombardia guidano in valore assoluto, con 37 impianti
ciascuna, seguite da Lazio (33) e Campania (29). Misurata sulla superficie, la densità più alta è però in Campania, con 2,12 impianti ogni 1.000 km², davanti a Lazio (1,92) ed Emilia-Romagna (1,65). La Valle d’Aosta resta l’unica regione priva di impianti attivi; in Sardegna 6 organizzatori gestiscono 26 strutture, mentre in Emilia-Romagna i 20 organizzatori ne gestiscono in media quasi 2 ciascuno. Rispetto al 2024, 15 regioni su 20 guadagnano impianti o restano stabili: il movimento più significativo riguarda Isole e Sud, con la Sardegna che moltiplica le proprie strutture da 6 a 26 (+333%) e la Sicilia che ne aggiunge 9 (+69%). La Campania cresce da 25 a 29 impianti (+16%), mentre la Puglia ne perde 6 (–33%). Al Centro, il Lazio guadagna 6 strutture (+22%) e le Marche raddoppiano, da 4 a 8; al NordEst, Veneto e Friuli-Venezia Giulia espandono l’offerta con quattro nuovi impianti ciascuna.
L’Italia dei parchi divertimento — tematici, acquatici o faunistici — presenta una geografia asimmetrica. Al Nord si concentrano i grandi nomi del settore — Gardaland sul Lago di Garda, Mirabilandia a Ravenna, Leolandia in provincia di Bergamo, l’Aquafan di Riccione — che nel 2025, tutte insieme, muovono oltre 7,5 milioni di spettatori, attirando anche flussi turistici internazionali; nel Lazio il settore è guidato da MagicLand e Zoomarine. Il Sud e le Isole, a eccezione di poche realtà di rilievo nazionale come Etnaland in Sicilia, presentano un’offerta più frammentata e stagionale, rivolta soprattutto al pubblico locale. Il Veneto si conferma la prima regione per presenze, con 4.768.664 visitatori (23% del totale nazionale) e un’affluenza media di 2.195 ingressi per giornata, la più alta d’Italia. Seguono per volume di pubblico Emilia-Romagna (3.817.709, 18,5%), Lombardia (3.811.136, 18,5%) e Lazio (3.032.249, 14,7%), quest’ultimo in crescita dell’1,9% sugli ingressi e del 2,1% sulla spesa rispetto al 2024, con un’affluenza media di 1.285 ingressi per giornata, seconda solo al Veneto. Sulla spesa il Veneto gioca in una categoria a parte, con 108.453.735 euro (35,4% del totale nazionale) e il valore più alto per incasso medio per evento (49.910 euro per giornata di apertura). Per numero di giornate di apertura, il 2025 porta invece un rimescolamento importante:
l’Emilia-Romagna guida la classifica con 3.522 aperture (16% del totale), mentre il Piemonte, in testa nel 2024 con 4.193 giornate, scende a 2.579 (–38,5%) — i suoi 21 impianti mantengono comunque una media di 123 giornate operative ciascuno, 1,6 volte la media nazionale di 74,5, confermando una vocazione alla destagionalizzazione che il calo numerico non intacca. Sale invece la Campania, seconda assoluta con 2.710 aperture (+49,1% sul 2024): un incremento che però non si traduce in una crescita equivalente del pubblico — segno di un’offerta ancora in costruzione — con ingressi in aumento di appena lo 0,7%, un’affluenza media di 314 visitatori per giornata tra le più basse d’Italia e un introito medio per impianto di 431.447 euro, contro i 4.929.715 del Veneto.
Anche la spesa media per visitatore segue una geografia propria: il Friuli-Venezia Giulia, sede dell’Acquasplash di Lignano Sabbiadoro, registra il valore più alto (25,29 euro), seguito da Veneto (22,74) e Sardegna (21,28); le Marche si fermano invece a 4,29 euro e il Trentino-Alto Adige a 7,34 euro — un divario di quasi sei volte tra la regione ai vertici e quella in fondo alla classifica, che riflette differenze strutturali nell’offerta: dimensione dei parchi, tipologia di attrazioni, capacità di attrarre un pubblico disposto a viaggiare. Per macro-area, il Nord-Est concentra il 42% degli ingressi e il 52% della spesa, con una spesa media di 18,33 euro e un’affluenza media di 1.468 ingressi per giornata. Il Nord-Ovest è secondo per ingressi (25%) ma ultimo per spesa media (9,80 euro), riflesso di un’offerta numerosa ma dal ticket contenuto. Il Centro, trainato da MagicLand, ChristmasWorld e Zoomarine, registra +3,7% di giornate e –1,6% di ingressi, con il 19% del pubblico nazionale, un’affluenza media di 905 e una spesa media di 12,24 euro; la spesa complessiva cede lievemente (–5,2%), ma i volumi tengono. Il Sud, sostenuto dall’Aqualand di Vasto (Chieti) e da Edenlandia a Napoli, cresce del 23% in giornate di apertura (il 20% del totale nazionale) ma perde il 3,2% di pubblico, fermandosi al 9% sia degli ingressi sia della spesa. Trainate da Etnaland, le Isole registrano infine la spesa media più alta tra le macro-aree (19,43 euro) e crescono sia in ingressi (+8%) sia in spesa (+8%).
Procedimenti SUAP, limiti e disciplina dei rinnovi: delle tutele paesaggistiche
le garanzie per lo Spettacolo viaggiante
L’allestimento delle attrazioni dello spettacolo viaggiante all’interno di aree soggette a vincoli di natura paesaggistica genera spesso un cortocircuito burocratico che penalizza le imprese del settore.
IL COORDINAMENTO UNICO
DEL SUAP QUALE REGISTA
ISTRUTTORIO
L’attivazione di attività all’interno di aree soggette a vincoli richiede la convergenza di valutazioni tecniche eterogenee, riconducibili al Comune, alla Soprintendenza, alla CVLPS, ai Vigili del Fuoco e delle autorità sanitarie. Per scongiurare la frammentazione dei procedimenti, il legislatore ha individuato nello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) l’esclusivo centro di imputazione e coordinamento dell’intera istruttoria. Il SUAP assume la veste di unico interlocutore, ovvero di regista, e ha il tassativo dovere di garantire all’esercente una risposta te-
lematica unificata e tempestiva. Risultano pertanto illegittime le prassi comunali che impongono al privato di interloquire separatamente con i singoli uffici. Questo quadro operativo è stato profondamente delineato dalla giurisprudenza, la quale ha fissato confini rigidi in merito alle esenzioni temporanee, all’efficacia del silenzio-assenso endoprocedimentale, al valore dei pareri fuori termine e alla radicale semplificazione dei rinnovi stagionali.
LE ESENZIONIPAESAGGISTICHE
DEL D.P.R. 31/2017 E IL LIMITE
DEI 120 GIORNI
La colonna portante della materia è l’articolo 146 del Decreto Legislativo n. 42/2004, che subordina ogni intervento di modifica dei territori
A cura dell’Avvocato Carmela Schmid con testo di approfondimento del Presidente Diego Guida ANESV Sez. Campania e Calabria
vincolati al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, un atto autonomo e presupposto avente validità quinquennale. Per coniugare la tutela ambientale con la celerità richiesta dalle attività economiche, il D.P.R. n. 31/2017 ha introdotto una netta linea di demarcazione tra le opere soggette a controllo ordinario o semplificato e quelle interamente liberalizzate. Per la nostra categoria, lo snodo fondamentale risiede nella voce A.16 dell’Allegato A, che esclude totalmente dall’autorizzazione paesaggistica le occupazioni temporanee legate a manifestazioni o spettacoli, a condizione che i manufatti siano “semplicemente ancorati” al suolo e la loro permanenza complessiva non superi i 120 giorni nell’anno solare. Al superamento di tale soglia, qualora l’allestimento conservi i tratti della lieve entità e della piena amovibilità, l’operatore dovrò attivare la procedura semplificata disciplinata dall’Allegato B. Al contrario, installazioni che comportino opere murarie o alterazioni stabili del suolo ricadono nel complesso iter dell’autorizzazione ordinaria. In questo scenario, la Corte di Cassazione (Sez. III Penale, sentenze n. 36545/2022 e n. 50766/2023) mantiene una linea interpretativa rigorosa, evidenziando che la natura transitoria delle strutture non cancella l’obbligo del titolo abilitativo se l’allestimento incide in modo percettibile sull’integrità visiva dei luoghi protetti.
LA SEMPLIFICAZIONE DEI RINNOVI
ANNUALI E STAGIONALI
Una questione cruciale e frequente riguarda la necessità o meno di convocare la Conferenza di Servizi in occasione delle domande di rinnovo annuale della concessione di suolo pubblico. Su questo fronte la regola è la massima semplificazione: qualora l’istanza riguardi una configurazione d’allestimento identica a quella dell’anno precedente, il SUAP non può disporre l’apertura di una nuova Conferenza di Servizi. La ragione risiede nel fatto che i titoli tecnici e paesaggistici presupposti godono di una validità temporale superiore alla singola stagione commerciale. Essendo l’autorizzazione paesaggistica valida per cinque anni e la licenza ex art. 69 TULPS a tempo indeterminato, l’istruttoria del Comune deve limitarsi a una verifica documentale in via monocratica. Per ottenere il rilascio diretto della concessione, all’esercente basterà allegare il collaudo annuale delle attrazioni in corso di validità, la polizza assicurativa aggiornata e, a montaggio avvenuto, l’attestazione di corretto allestimento firmata da un tecnico abilitato. L’obbligo di riattivare la Conferenza di Servizi scatta solo se l’operatore introduce varianti sostanziali alla metratura o alla tipologia di giostre, alla naturale scadenza del quinquennio paesaggistico, oppure se la capienza complessiva dell’area supera le 200 persone, soglia che impone il coinvolgimento formale della Commissione di Vigilanza per i profili di pubblica incolumità.
L’OPERATIVITÀ MECCANICA
DEL SILENZIO-ASSENSO “ORIZZONTALE”
Laddove si renda necessaria l’acquisizione dei pareri per la prima installazione o per varianti strutturali, il SUAP deve procedere tramite la Conferenza di Servizi decisoria asincrona (art. 14-bis della Legge n. 241/1990). In questa sede trova applicazione il principio del silenzio-assenso nei rapporti tra pubbliche amministrazioni, regolato dall’articolo 17-bis della medesima legge. La norma sancisce che l’inerzia dell’ente interpellato entro i termini perentori stabiliti equivale a un assenso incondizionato. Questo meccanismo di semplificazione è stato blindato dal Consiglio di Stato (Sez. IV, sentenza n. 8610/2023) e avallato dalla Corte Costituzionale
(sentenza n. 160/2021). I giudici amministrativi hanno chiarito che il silenzio-assenso “orizzontale” opera in modo tassativo anche nei confronti degli organi preposti alla tutela dei vincoli sensibili, quali le Soprintendenze. Il legislatore riconosce a tali enti un termine istruttorio esteso a 90 giorni per valutare l’impatto paesaggistico, ma una volta decorso infruttuosamente questo arco temporale, l’assenso si perfeziona automaticamente e il SUAP ha l’obbligo di chiudere il procedimento.
IL DEPOTENZIAMENTO GIURIDICO
DEL PARERE TARDIVO DELLA SOPRINTENDENZA
Cosa accade se la Soprintendenza trasmette una valutazione negativa oltre i termini perentori fissati dalla Conferenza di Servizi? La giurisprudenza d’appello (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza n. 9798/2022) ha tracciato una linea netta: il parere espresso fuori tempo massimo subisce un radicale depotenziamento giuridico, perdendo la sua forza vincolante. L’atto tardivo non è nullo, ma si declassa a mero contributo consultivo e facoltativo. Di conseguenza, il Comune non può appiattirsi in modo acritico sul diniego della Soprintendenza, ma ha il dovere di esercitare la propria discrezionalità, effettuando una valutazione autonoma e motivata sulla compatibilità delle giostre. Un eventuale provvedimento di diniego comunale che si limiti a recepire passivamente la nota tardiva della Soprintendenza risulterebbe viziato da un evidente difetto di istruttoria e da un vuoto motivazionale, determinandone la totale annullabilità davanti al TAR .
APPROFONDIMENTO
Burocrazia e incongruenza del legislatore
L’approfondita analisi dell’Avv. Carmela Schmid offre un inquadramento giuridico particolarmente utile per gli operatori dello spettacolo viaggiante, un settore che da anni si confronta con procedure amministrative spesso disomogenee e con interpretazioni non sempre coerenti con i principi di semplificazione introdotti dal legislatore.
In particolare, condivido la ricostruzione del
ruolo centrale del SUAP quale unico soggetto deputato al coordinamento dei procedimenti autorizzatori e alla gestione dei rapporti tra le diverse amministrazioni coinvolte. Tale impostazione non rappresenta soltanto una scelta organizzativa, ma costituisce un preciso obbligo normativo derivante dal D.P.R. n. 160/2010, che attribuisce allo Sportello Unico la funzione di punto esclusivo di accesso per l’imprenditore e di coordinatore dell’intero procedimento amministrativo.
Tuttavia, accanto alle problematiche interpretative affrontate nell’articolo, occorre evidenziare una criticità operativa che le imprese dello spettacolo viaggiante riscontrano quotidianamente: molti portali SUAP e piattaforme telematiche utilizzate dagli enti locali non contemplano, sotto il profilo informatico e procedurale, la possibilità di presentare istanze di rinnovo semplificato o di gestire concessioni pluriennali già previste dall’ordinamento.
Accade frequentemente che, nonostante la permanenza della validità dei titoli presupposti –come l’autorizzazione paesaggistica quinquennale, le licenze di esercizio, le registrazioni delle attrazioni e i collaudi annuali – i sistemi informatici impongano all’operatore la ripresentazione integrale della pratica come se si trattasse di una nuova installazione. Ciò determina un aggravio amministrativo ingiustificato, in contrasto con i principi di economicità, efficacia e proporzionalità dell’azione amministrativa sanciti dall’art. 1 della Legge n. 241/1990.
Sul punto, meritano particolare attenzione anche i principi introdotti dal D.Lgs. n. 222/2016 (cosiddetto “SCIA 2”), finalizzati alla standardizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi, nonché le disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005), che impongono alle pubbliche amministrazioni di utilizzare strumenti telematici capaci di semplificare il rapporto con cittadini e imprese e non di renderlo più gravoso.
Occorre inoltre ricordare che il principio di semplificazione amministrativa trova oggi una significativa tutela anche nell’articolo 41 della Costituzione, il quale riconosce e protegge la li-
bertà dell’iniziativa economica privata. Quando l’operatore è costretto a reiterare annualmente procedimenti già definiti e privi di modifiche sostanziali, il rischio è quello di introdurre ostacoli burocratici non giustificati da reali esigenze di interesse pubblico.
Per tale ragione ANESV ritiene necessario che le amministrazioni locali e i gestori delle piattaforme SUAP procedano a un aggiornamento dei sistemi informatici, introducendo specifiche funzionalità che consentano:
\ la gestione dei rinnovi mediante procedure semplificate;
\ il richiamo automatico dei titoli già acquisiti e ancora validi;
\ la presentazione di mere attestazioni di permanenza delle condizioni autorizzate;
\ la gestione di concessioni pluriennali laddove consentite dalla normativa vigente;
\ la riduzione delle richieste documentali ai soli atti effettivamente soggetti ad aggiornamento periodico.
Una tale evoluzione sarebbe perfettamente co-
erente con i principi di non aggravamento del procedimento amministrativo previsti dall’art. 1, comma 2, della Legge n. 241/1990, secondo cui la pubblica amministrazione non può imporre adempimenti non strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali.
In definitiva, la corretta applicazione delle norme richiamate nell’articolo dell’Avv. Schmid deve necessariamente accompagnarsi a una modernizzazione degli strumenti digitali utilizzati dagli enti locali. La semplificazione non può infatti fermarsi al dato normativo, ma deve tradursi in procedure concrete e in piattaforme informatiche realmente capaci di riconoscere la continuità delle attività autorizzate e la validità dei titoli già rilasciati. Solo in questo modo sarà possibile garantire un giusto equilibrio tra le esigenze di tutela del territorio, la certezza del diritto e la salvaguardia dell’iniziativa economica privata delle imprese dello spettacolo viaggiante, che rappresentano un patrimonio storico, culturale ed economico del nostro Paese.
presidente della Fondazione Migrantes Mons. Corrado Lorefice è il nuovo
S.E. mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, è il nuovo presidente della Fondazione Migrantes. L’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, che era chiamata a scegliere i presidenti delle 12 Commissioni episcopali che faranno parte del Consiglio permanente per il prossimo quinquennio, lo ha eletto presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi). Di conseguenza, secondo lo Statuto della Fondazione (art. 8), sarà anche il presidente della Migrantes.
La Fondazione Migrantes lo accoglie con gioia e fiducia, conoscendo bene il suo magistero dal tratto umano e il suo servizio svolto in questi anni a Palermo e in una Regione, la Sicilia, che è generosa e perseverante nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura pastorale delle persone migranti.
Mons. Lorefice è nato a Ispica (RG) il 12 ottobre 1962. Il 27 ottobre del 2015 è stato eletto arcivescovo metropolita di Palermo e ordinato vescovo nella Chiesa cattedrale di Palermo, il 5 dicembre del 2015 (leggi la biografia completa).
La Fondazione Migrantes ringrazia di cuore S.E. mons. Gian Carlo Perego per i tanti anni spesi al servizio delle persone che sono al centro della nostra missione. Egli, infatti, è stato direttore generale della Fondazione dal 1° dicembre 2009 fino alla nomina nel 2017 ad arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa.
È stato successivamente nominato presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes nell’Assemblea generale del 24-27 maggio 2021. Il suo è stato un servizio competente, prezioso e riconoscibile.
Queste le prime parole da presidente di mons. Lorefice: “Servitore delle Chiese che sono in Italia. In comunione di preghiera e di servizio. Per dare corpo a quanto il Santo Padre ci ha appena consegnato nella sua Enciclica Magnifica Humanitas: «… preghiamo, progettiamo con sapienza, lavoriamo con perseveranza, rimettendo Dio all’orizzonte del nostro agire e l’essere umano al centro delle nostre scelte. Allora le pietre scartate – i poveri, i malati, i migranti, i piccoli – diventeranno testata d’angolo, e sulla terra sorgerà una dimora comune solida e ospitale, dove l’amore e la verità finalmente s’incontreranno, la giustizia e la pace si baceranno (cfr. Sal 85,11)» (Leone XIV, Magnifica Humanitas).
La pista Go-Kart Indoor
A Caianello: una collaborazione virtuosa tra impresa e associazioni
CAIANELLO (CE): PROSSIMA
APERTURA DI UNA NUOVA PISTA
GO-KART INDOOR
Prossimamente sarà inaugurata a Caianello una moderna pista di Go-Kart Indoor, un progetto nato dalla visione imprenditoriale di Gennaro Loffredo, titolare della Green Kart Srl, e figlio di Raimondo Loffredo, già protagonista nel settore con la storica pista di go-kart di Torre del Greco. La famiglia Loffredo rappresenta da anni una realtà consolidata all’interno di ANESV ed è associata alla Sezione Campania, Calabria e Sicilia. Proprio grazie alle sinergie sviluppate nel tempo con l’Associazione è stato possibile accompagnare e concretizzare un progetto imprenditoriale innovativo e di grande interesse per il territorio.
Un’intesa indissolubile
Un contributo determinante, soprattutto sotto il profilo tecnico-amministrativo, è stato fornito da Consorzio Openzone, che ha affiancato l’impresa nelle diverse fasi procedurali necessarie alla realizzazione dell’iniziativa.
Testo: Diego Guida
L’attività di supporto si è sviluppata in due momenti fondamentali.
In una prima fase, ANESV e il Consorzio Openzone hanno coordinato l’accesso allo strumento agevolativo Nuove Imprese a Tasso Zero, grazie al quale Green Kart ha ottenuto un importante cofinanziamento economico destinato alla realizzazione della nuova struttura.
Successivamente, l’azione si è concentrata sul confronto con la Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo di
Caserta, al fine di garantire il corretto inquadramento dell’attività nell’ambito delle attrazioni dello spettacolo viaggiante ricomprese nell’elenco ministeriale previsto dall’art. 4 della Legge 18 marzo 1968 n. 337.
La realizzazione dell’impianto è stata affidata a PGK Design di Paolo Gagliardini, azienda associata ANESV e considerata tra i principali riferimenti europei nella progettazione e costruzione di kartodromi indoor e multilivello.
Un po’ di tecnologia
Nel corso degli anni PGK Design ha realizzato oltre settanta circuiti, sviluppando soluzioni innovative capaci di trasformare spazi industriali dismessi, centri commerciali di nuova generazione e persino coperture di edifici in autentici poli dell’intrattenimento motoristico.
Grazie all’impiego di resine speciali per le superfici di gara, sistemi multilivello e avanzate barriere di protezione e delimitazione, l’azienda è oggi riconosciuta come leader nella realizzazione di impianti progettati per garantire elevati standard di sicurezza, prestazioni e divertimento.
Ogni soluzione proposta ai clienti nasce da una fase di studio, sperimentazione e collaudo diretto, elemento che ha consentito all’azienda di consolidare una posizione di assoluto rilievo nel settore.
La nuova pista di Caianello rappresenta un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra imprese, associazioni di categoria e istituzioni. Un risultato reso possibile grazie all’impegno congiunto di:
\ ANESV – Sezione Campania, Calabria e Sicilia; \ Consorzio Openzone; \ Comune di Caianello; \ la famiglia Loffredo; \ PGK Design;
\ Prefettura di Caserta;
\ la Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo di Caserta.
Nei prossimi giorni saranno comunicate le informazioni relative all’inaugurazione ufficiale dell’impianto, occasione nella quale sarà possibile visitare dal vivo una struttura destinata a diventare un importante punto di riferimento per gli appassionati del karting e per l’intero comparto dello spettacolo viaggiante e dell’intrattenimento in Campania.
Mini boat radiocomandate:
via libera del Ministero della Cultura, si attende il Decreto in Gazzetta
Il 3 giugno 2026 la Commissione consultiva per il circo e lo spettacolo viaggiante ha approvato all’unanimità l’inserimento della “Mini boat radiocomandate – rc boat” nell’elenco delle attrazioni ex art. 4 della legge 337/1968. Ora si attende la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.
Un nuovo passo avanti per l’attrazione “Mini boat radiocomandate – rc boat”: la Commissione consultiva per il circo e lo spettacolo viaggiante del Ministero della Cultura, riunitasi il 3 giugno 2026 sot-
to la presidenza di Gianluca Cavedo, ha espresso parere favorevole e unanime all’inserimento della nuova attrazione nell’elenco delle attività considerate spettacolo viaggiante, ai sensi dell’art. 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337, nella Sezione “piccole attrazioni”.
L’istanza era stata presentata il 18 febbraio 2026 dalla Eurogames S.r.l., tramite l’ANESV. La Commissione ha valutato la richiesta insieme al parere già favorevole espresso dalla Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo del Comune di Forlì, giungendo così all’approvazione unanime, in considerazione della novità tipologica dell’attrazione.
Come funziona l’attrazione
Il gioco si basa su una consolle di comando a gettone che permette di pilotare, tramite radiocomando, una mini imbarcazione elettrica all’interno di una vasca con un livello d’acqua molto basso, tra i 20 e i 30 centimetri, sufficiente al funzionamento del natante ma tale da escludere ogni rischio di annegamento o immersione della persona: il giocatore infatti resta sempre all’esterno della vasca e non sale mai a bordo del mezzo. Anche dal punto di vista elettrico l’attrazione è stata pensata in sicurezza, con componenti a bassissima tensione (12 Volt in corrente continua) opportunamente isolati e protetti.
Tecnicamente, i modelli oggi proposti sul mercato — come quelli a marchio Eurogames — montano un doppio motore elettrico da 12V con trasmissione diretta, silenziosa e a emissio-
ni zero, capace di una velocità massima di circa 6 km/h. L’alimentazione è affidata a batterie al litio LiFePO4 da 12V 12Ah, con un’autonomia di 6-8 ore di gioco e tempi di ricarica di 2-3 ore. La consolle è dotata di timer digitale con impostazione della durata di gioco e gettoniera a monete o gettoni standard da 24 mm. Le vasche vengono proposte in diverse dimensioni, da 6x6 metri per 5-6 imbarcazioni fino a 8x10 metri per 9-10 imbarcazioni, con un livello minimo dell’acqua di 30 cm.
I prossimi passi
Con il via libera della Commissione, l’iter per l’ufficializzazione dell’attrazione entra ora nella sua fase conclusiva: il Ministero della Cultura procederà infatti all’adozione del decreto del Direttore Generale, adottato di concerto con il Direttore Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, seguito dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Solo dopo l’avvenuta pubblicazione del Decreto sarà possibile mettere ufficialmente in esercizio l’attrazione, che potrà quindi entrare a pieno titolo tra le attrazioni riconosciute dello spettacolo viaggiante italiano.
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CAMBIAMONETE E DISTRIBUTORI DI GETTONI
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Puoi erogare i gettoni in totale autonomia con i cambiamonete a colonna o da incasso, oppure scegliere il distirbutore da banco MaggiCash disponibile no a 4 distributori.