Skip to main content

Tesi LABIRINTO _ Chapter 4 _ p. 72-111

Page 1

4. LABIRINTO: LA PROPOSTA

Le istituzioni culturali, grazie alla loro capacità di promuovere la partecipazione e la creazione di reti sociali, hanno un ruolo da svolgere nello sviluppo della coesione sociale e nella riduzione dell'esclusione sociale.

Il contenuto simbolico dei prodotti culturali, il valore economico e culturale che producono, la presenza di input creativi e non creativi, la produzione industriale e la presenza della proprietà intellettuale. Tutti questi fattori, come si può immaginare, hanno portato a un cambiamento nelle politiche culturali. A livello internazionale, le politiche culturali cominciano a essere utilizzate come un potente strumento di rinnovamento urbano e di trasformazione delle città esistenti in destinazioni turistiche e hotspot culturali.

I progetti culturali possono agire come agenti di cambiamento nella comunità, migliorando la qualità della vita delle persone attraverso le loro attività di sensibilizzazione, rafforzando l'autostima individuale, offrendo opportunità di apprendimento permanente e promuovendo il benessere della comunità. 57 Più cultura si possiede, più la si comprende e la si apprezza. La ricerca ha confermato che l'esposizione alle arti e alla cultura in generale è associata a livelli di istruzione più elevati. L'arte e la cultura sono forze che contribuiscono alla creazione di messaggi con un significativo valore simbolico. 58

Le mostre, i concerti e gli spettacoli dal vivo sono senza dubbio il fondamento dell'esperienza culturale, ma devono essere visti come il punto di partenza di un percorso che permetta al pubblico di costruire gradualmente le condizioni per un coinvolgimento e una partecipazione più intensi.

Di conseguenza, le città hanno bisogno di organizzazioni che, attraverso il loro lavoro, rivitalizzino il settore artistico e creino un ambiente sociale e culturale stimolante, dinamico e creativo, impegnandosi in un processo che, attraverso la creatività e l'innovazione sociale, dia vita a economie alternative e a nuove città.

57 JENSON, J. (2002). Identifying the links: Social Cohesion and Culture Canadian Journal of Communication. https://doi.org/10.22230/cjc.2002v27n2a1289

58 CAMIC, P. CHATTERJEE, H. J. (2013). Museums and art gallerie sas partners for public health interventions Perspect Public Health. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23308010/

72

Uno sforzo collettivo che miri alla creazione di una Città Creativa, in cui produrre significa creare nuove espressioni artistiche e culturali che, indipendentemente dal campo, dallo strumento, dalla tecnologia, dall'organizzazione, dalle istituzioni o dall'approccio individuale o collaborativo, generino nuova conoscenza Questo modello di produzione può essere utilizzato per qualunque creativo aggiunga valore alle opere esistenti per creare nuova cultura, volta ad un’elevazione culturale o di democratizzazione dell'accesso ad essa 59

Le città hanno bisogno di organizzazioni che, attraverso il loro lavoro, rivitalizzino il settore artistico e creino un ambiente sociale e culturale stimolante, dinamico e creativo, impegnandosi in un processo che, attraverso la creatività e l'innovazione sociale, dia vita a economie alternative e a nuove città, le quali possono cambiare solo se si avvia un processo collaborativo tra le comunità sociali della città, riunendo aree di intervento ottimali e precedentemente separate, in una logica di gestione partecipativa ed inclusiva, che preveda processi democratici, aperti e liberi. 60

Riassumendo, creatività è innovazione, cultura è rigenerazione. Perché, dunque, si miri a questo obiettivo e di possa ipotizzare la generazione di un distretto creativo, è necessaria una forte circolazione di idee, dunque di incontri, per cui si dimostrano fondamentali:

- Intenso confronto e scambio di informazioni

- Accumulo e archivio di conoscenze

- Acquisizione e potenziamento di competenze

- Capacità creativa di utilizzare e armonizzare le risorse sopra citate.

I progetti culturali a Venezia hanno l'opportunità di non dover fare investimenti significativi o dispendiosi in termini di tempo ed energie nella promozione delle proprie attività o nella ricerca di utenti per i servizi offerti, perché la loro posizione geografica permette loro di beneficiare di un flusso significativo di fruitori già presenti in città. Potrebbe diventare un meraviglioso atelier a cielo aperto, dove la creatività potrà essere esplorata negli spazi artistici e produttivi disseminati per la città. 61

59 SANTAGATA, W. (2007). La fabbrica della cultura. Ritrovare la creatività per aiutare lo sviluppo del paese. Il Mulino.

60 LANDRY, C. (2000). The Creative City: A toolkit for urban innovators. Earthscan.

61 CALCAGNO, M., LUSIANI, M., PANOZZO, F., (2012). Rhetoric and Practice of Cultural Districts as a Model of Governance: Empirical Evidence from the Veneto Region Università Ca’ Foscari di Venezia. https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2170985

73

4.1. Identità e Visione

Intuizioni, cuore, professionalità e responsabilità. Desiderio di progettare. Elucubrazione, idee e imperfezioni. Stimoli mentali e creativi, costanti. Creare, criticarsi, correggersi e riprogettare. Insieme.

Sempre diversi, creando di volta in volta sinergie nuove.

Questo è lo spirito che guida il progetto, generativo e dinamico. Labirinto è lo strumento aperto, inclusivo, libero e accessibile, che ordinerà il chaos. Una piattaforma per la rifioritura che dall’abisso porterà i creativi e gli organizzatori a voler generare opportunità e cultura.

Giocare con lo stupore, sketchando l’utopico

e di lucidità sporcata di utopia, farne costante necessità di concretizzare idee.

Labirinto non è proporre, promuovere e influenzare. Labirinto è cercare, creare e ispirare.

Contro la smaterializzazione, sarà il ponte per la fisicità.

La volontà ultima di Labirinto è quella di rendere agile la progettazione, lo scambio, l’incontro, la promozione e la progettazione, a sostegno dell’idea di Balzer 62 per cui sempre più, si sta sviluppando una necessità intrinseca nell’individuo di proporre e condividere. Percepisco effettivamente fortissima la volontà di molti individui che agiscono nel mondo dell’arte di essere micro-curatori, a tutti i livelli capaci di offrire una selezione di idee e forme che raccontino la propria visione, la propria identità, unica e irripetibile.

Il pubblico oggi è il vero artefice. Per poter esistere, qualunque performance deve assicurarsi uno spazio, attirare spettatori e tradurre le intenzioni in uno scenario concreto.

L’artista è visto ormai come collaboratore e produttore di situazioni; l’opera d’arte da prodotto finito trasportabile e commerciabile è ripensata come progetto in corso o a lungo termine con un inizio e una fine non definite, il pubblico non è più concepito come osservatore e spettatore, ma ora diventa coproduttore o partecipante

74
62 BALZER. D. (2016). Curatori d’assalto. Johan & Levi.

Un fenomeno tipico dell’era curazionista è che gli artisti diventano curatori o vengono invitati in veste di curatori, cosa che consente che il suo status di celebrità e la contiguità con una cerchia di creativi possa favorire la propria visibilità. Altra pratica tipica dell’epoca curazionista è curare i curatori o anche curare senza usare i curatori: quello che importa davvero è l’effetto curatela. Il percorso concreto per l’allestimento di una mostra si suddivide in varie fasi: lavorare su un concetto, scegliere gli artisti, scrivere una proposta, individuare risorse, trovare una sede e considerare spazi espositivi, aspetti logistici e il contratto di curatela, spese assicurative, di trasporto, lista delle opere, materiale di documentazione delle opere, coinvolgimento del pubblico, promozione mediatica, eventi che ruotano intorno a caccia di sovvenzioni. L’artista è ormai capace di essere autonomo. La creatività risiede nel mettere in relazione le cose e come lo fa un curatore, può farlo l’artista stesso. 63 Fare di stelle, costellazione.

4.2. Democratizzazione dello spazio urbano: Città creativa e Informalità

La cultura e la creatività possono quindi essere considerate la chiave del processo di trasformazione dell'economia urbana tradizionale.

Il cambiamento come soluzione ai problemi dello spazio urbano ha sicuramente la creatività come motore, poiché funge da catalizzatore per l'innovazione, con tutti i vari significati che questo termine può avere quando viene associato alla rigenerazione urbana.

Nell'ambito del tema su cui si basa questa tesi, è fondamentale, a mio avviso, esaminare due interpretazioni per dare una risposta alle problematiche di rivitalizzazione urbana: il modello della città creativa e il fenomeno dell'informalità urbana.

La cosiddetta Città creativa è tuttavia figlia di un modello economico completamente nuovo, nato in risposta alle attuali esigenze di rinnovamento urbano delle aree degradate.

75
63 BALZER. D. (2016). Curatori d’assalto. Johan & Levi.

In questo panorama è fondamentale il confronto continuo con i sistemi che generano cultura e fungono da rifugi sicuri per le idee e l'innovazione, come le università, gli istituti di ricerca e le accademie. Tutto ciò crea un clima collaborativo e facilita la creazione di un'atmosfera densa di diversità professionale e di una sana dose di apertura mentale.

Per definire una città creativa è necessaria la presenza di talenti creativi e la capacità di creare un ambiente stimolante, dinamico e culturalmente ricco. La creatività è il risultato finale di stimoli che emergono quando diversi attori interagiscono.

Nel corso del tempo, sia il livello di creatività che la presenza di prodotti artistici sono diminuiti visibilmente nel centro storico di Venezia e tale crisi è visibile non solo nella diminuzione del numero di imprese, ma anche nel processo di adattamento alla trasformazione complessiva dell'intero centro storico.

Le città creative sono in grado di gestire i flussi di creativi e, con essi, le attività ad alto valore. Perché ciò accada, è necessaria la presenza di terreno fertile per l’attivazione di processi di produzione culturale e creativa e l'affermazione di una logica di gestione bottomup e partecipativa, piuttosto che di una pianificazione gerarchica irreversibile top-down.

La sfida è quella di trovare un equilibrio che sostenga lo sviluppo e il riconoscimento delle forme creative, garantendo le condizioni per la continua resilienza degli eco-sistemi creativi urbani caratterizzati da diversità e contaminazione. È necessario promuovere laboratori creativi negli hub del design, così come progettare quartieri creativi nelle città, combinando progetti di riqualificazione urbana con politiche di promozione artistica, al fine di incoraggiare la localizzazione degli studi e i laboratori in spazi con adeguate infrastrutture, materiali e immateriali, funzionali all'attività. 64

Tuttavia, il rischio del processo di costruzione di una Città Creativa, consiste nella Gentrificazione, processo che caratterizza molte delle più grandi metropoli creative del mondo, processo che si sviluppa in maniera molto semplice e lineare:

Il quartiere degradato attrae la classe creativa (composta da giovani artisti, designer, grafici, studenti e altri che non dispongono di ingenti risorse finanziarie), soprattutto grazie ai prezzi bassi. L’area diventa quindi protagonista di una trasformazione spontanea, o più o meno diretta dalle istituzioni comunali.

76
64 SANATAGATA, W. (2009). Libro Bianco sulla creatività. Università Bocconi Editore.

In questo modo, i luoghi diventeranno un hub per nuove sperimentazioni, diventando sempre più alveari di attività in grado di attirare l'attenzione del grande pubblico. Con il passare del tempo, queste location assumono il valore di luoghi essenziali da visitare e, gradualmente, contribuiscono alla rivitalizzazione dell'area degradata. Tutto ciò provoca una ripresa di interesse delle aree precedentemente abbandonate, creando una sorta di ghetto in cui l'élite creativa, ha il potere di rendere questi spazi, esclusivi Queste aree, in questo modo, tornano nuovamente proibitive, anche se per ragioni di natura meramente economica e non più legate al degrado sociale.

Un aspetto interessante, legato all’arte e alla creatività è la cosiddetta Informalità Urbana, la quale identifica occupazioni illegali di terreni o edifici, la creazione di progetti abusivi, l'uso temporaneo di spazi, l'organizzazione di eventi non autorizzati e qualsiasi altra sfaccettatura creativa delle attività umane che si svolge al di fuori delle mura legali. In risposta alla lentezza che la burocrazia impone ai processi formali, essa inizia a essere vista come una risorsa da utilizzare con successo

Ma a parer mio, per concludere il paragrafo, non si tratta in alcun modo di una soluzione definitiva, né l’idea della Città Creativa, né tantomeno l’Informalità Urbana; quanto piuttosto, per opporsi al processo di Gentrificazione e non scadere nell’illegalità, bisogna attivare un processo di Democratizzazione dello spazio urbano, rendendo accessibili informazioni, contatti e processi per fare in modo che la città possa respirare in armonia con il tessuto sociale e la comunità locale.

4.3. La soluzione

Venezia deve passare da un ruolo passivo di attrazione a uno attivo di produzione, creativo, generatore di nuove economie e nuove geografie sociali. La sfida è quindi quella di attivare la città attraverso strategie, politiche e progetti che comprendano come interagire, moltiplicando gli effetti e producendo diversità, innovazione e trasformazione urbana. 65

65 NUCCIO, M., PONZINI, D. (2015). Le strategie di rigenerazione urbana della città creative. Fondazione Brodolini Editore

77

La strategia è quella di offrire opportunità e favorire iniziative più agili per gli artisti, il tutto facilitando i 5 momenti della produzione artistica (produttiva ed espositiva): 66

- Generazione: Nascita di idee e contenuti

- Produzione: Strumenti, infrastrutture, processi.

- Esposizione: Prodotti e servizi legati agli spazi.

- Diffusione: Distribuzione, promozione e comunicazione del risultato.

- Consumo: Partecipazione del pubblico.

Tali passaggi, devono però essere supportati dai 3 pilastri che guidano la Creatività in un percorso collettivo di innovazione: 67

- Creative Abrasion: Creare un mercato delle idee attraverso il dibattito e la competizione per accrescere il valore della diversità favorendo la proliferazione di dibattiti forti, che diventano il portafoglio di conflitti positivi su cui lavorare.

- Creative Agility: Testare e perfezionare il portafoglio di idee basato su discussioni e integrazioni; l'obiettivo è imparare, esplorando: sperimentare significa imparare dagli errori, perché un errore è sempre un insegnamento.

- Creative Resolutions: Prendere decisioni che possono essere il risultato di idee opposte, re immaginate in combinazioni inedite per fornire soluzioni nuove e utili.

Dunque guidare l'innovazione significa costruire un ambiente in cui le persone siano desiderose e in grado di svolgere il difficile lavoro di risolvere problemi complessi, condividendo e combinando talenti e passioni.

Perché ciò avvenga, è fondamentale aprire gli spazi. La creatività ha bisogno di luoghi e di stimoli per fiorire: gli incontri tra professionisti e creativi devono avvenire in ambienti che incoraggino il confronto, il conflitto positivo e la sperimentazione.

Nel paragrafo successivo, inizieremo a sentire il profumo di Labirinto.

66 THROSBY, D. (2001). Economics and Culture. Cambridge University Press.

67 HILL, L. (2014). Collective Genius: The Art and Practice of Leading Innovation. Harvard Business Review Press.

78

4.4. Gli Obiettivi e i relativi Servizi annessi da generare

- FERMARE ESODO RESIDENTI

o Offrire un’alternativa di guadagno, non speculativa, ma produttiva

- RIATTIVARE SPAZI ABBANDONATI

o Contrattualizzare intenzioni e prospettive per chi vuole rigenerare

o Offrire garanzie ad host e guest per l’utilizzo degli spazi

- RENDERE SOSTENIBILE VIVERE A VENEZIA

o Permettere a chiunque, anche ai fuorisede o a chi è in affitto, per periodi variabili, di utilizzare lo spazio per Hostare o offrire un Servizio

o Permettere la realizzazione di Workshops e percorsi di Formazione

- RENDERE ACCATTIVANTE VIVERE A VENEZIA

o Offrire contest e competizioni per lo scambio e l’incontro, con Rewards

o Utilizzare gli spazi e le case come hub creativi, non locazioni turistiche

o Potenziare gli spazi di Co-Work per incontrare sempre nuove persone

o Far incontrare, in maniera laboratoriale, creativi per collaborare a progetto

- POTENZIARE LA NETWORK GOVERNANCE

o Permettere al tessuto sociale di partecipare ed interagire nei processi

o Coinvolgere i residenti nella selezione e nell’attuazione dei progetti

o Abilitare una Dashboard di Community, bacheca idee pubblica e chat libera

- COSTRUIRE UN ARCHIVIO PUBBLICO

o Implementare un database Progetti, strutturato per tag e aree di interesse

o Catalogazione organizzata di Informazioni

- ABILITARE E FAVORIRE CHI INIZIA DA ZERO

o Permettere a chiunque di organizzare ovunque

o Permettere a chiunque di gestire qualsiasi cosa

79

- FACILITARE L’EMERGERE DEGLI ARTISTI

o Aumentare quantità e tipologie di spazi in cui poter esporre, privati e pubblici

o Semplificare metodi di comunicazione e selezione di Bandi e Call for Artists

o Shop: Permettere acquisto e vendita di opere in piattaforma

- AGEVOLARE IL PROCESSO DI PRODUZIONE

o Includere finanziatori ed angels capaci di investire nei progetti

o Attivare crowd funding, match funding e donazioni

o Permettere la ricerca di professionisti utili alla riuscita del progetto (curatori, logistica, allestitori, catering, service, delivery) implementando in piattaforma servizi esterni già esistenti

o Snellire burocrazie e aspetti legali

o Offrire schemi e Template Modulari per la strutturazione di idee

o Inserire un FAQ per metodi, burocrazie e schemi progettuali

o Avere a facile disposizione, portfolio Opere Artisti, portfolio Progetti per gli Enti e specifiche dettagliate – planimetrie e altro - per gli Spazi.

- RENDERE AGILE IL PROCESSO DI ACQUISTO

o Implementare un sistema di tracciamento delle azioni e degli scambi

o Implementare un sistema di ticketing per gli eventi

o Inserire Possibilità di tesseramento Associativo

- PROMUOVERE L’INCONTRO DAL VIVO

o Comunicare tutte le possibilità, e permettere di impostare Notifiche

o Organizzare e mappare progetti di Arte Diffusa, in maniera chiara

o Permettere di incontrare sconosciuti, ma appassionati: Chat, Meet, Visit

o Generare Percorsi e Tour, in base a preferenze e interessi, su indicazioni di tempo e spazio, con possibilità di accettare sconosciuti in itinere.

- PROMUOVERE I PROGETTI MIGLIORI:

o Sistema di Ranking dei progetti

o Sistema di Certificazioni d’Impatto

80

4.5. La Piattaforma: Brand Identity, UX e UI

Consapevoli degli obiettivi sopracitati, ho creato una piattaforma che sia capace di gestire tutte queste sfaccettature, attualmente in forma embrionale, ovviamente, ma consideriamola come se fosse una versione Closed Alpha del progetto. Alla quale seguiranno (poiché sono già in contatto con sviluppatori e possibili finanziatori) sicuramente delle modifiche, delle migliorie e degli accorgimenti per renderla accattivante, accessibile, inclusiva ed intuitiva.

Per presentare il progetto, inserirò le Tavole dell’Applicazione, fornendo brevi descrizioni sugli elementi presenti in ciascuna, provando a fornire anche delle possibilità di sviluppo future. Ciò che vedrete è frutto di ragionamento, scambi di pareri e tanto lavoro di ricerca. Per arrivare ad una soluzione interessante ho svolto Focus Group e incontri interamente dedicati alla ricezione di feedback, sia con Designers che con Sviluppatori.

Il risultato dunque, non è solo frutto del mio ingegno creativo ma dei pareri e delle intuizioni di persone che stimo e reputo coscienti e consapevoli delle loro competenze, oltre che appassionate ed interessate all’utilizzo dello strumento.

Dopo una breve presentazione della Brand Identity di Labirinto e del Set di Icone componenti dell’esperienza, suddividerò la presentazione in base alle Sezioni inserite in Piattaforma (ovviamente in inglese – dato l’utilizzo da parte di utenti internazionali), ovvero:

- Login

- Discover

- Discover – Events

- Discover – Opportunities

- Map

- Artists - Dashboard

- Profile – Space

- Profile – Artist

- Profile – Entity

- Event

- Opportunity

81

Ci tengo inoltre a precisare che a livello di metodo progettuale, durante il disegno delle tavole, ho creato una tabella gestionale che intreccia:

- Tipologie e Categorie

- Dettagli e Informazioni su…

- Azioni possibili da compiere nei confronti di…

Con i Soggetti

- Spazi

- Entità

- Artisti

E le Sezioni:

- Opportunità

- Eventi

- Progetti

Da questa suddivisione, risulta più agile la costruzione dei profili, l’inserimento dei filtri, dei tag e la catalogazione in database di tutti gli elementi.

Questo per dire che, pur non essendo visibili nelle schermate, ciascun elemento è stato studiato perché permettesse poi, in maniera scalabile e modellabile, di modificare e implementare funzionalità e azioni ulteriori.

82

4.5.1. Brand Identity

83

4.5.2. Login

Prima di poter procedere con il Login, appena ci si collega alla piattaforma, si viene accolti da un benvenuto. Una volta inserite le proprie credenziali o effettualo l’accesso con Google o Facebook, si può entrare in Labirinto.

4.5.3. Dashboard Profilo

La prima schermata alla quale la piattaforma fa accedere è la Dashboard del Profilo, una sorta di centrale di comando della propria figura all’interno del sistema. Come si può notare è suddivisa in due sezioni, una superiore, dove sono situate le principali icone per l’interazione con gli altri utenti ed una inferiore, invece in cui si ha un archivio di tutti gli elementi salvati. A livello visuale, quindi, vediamo un Headbar composto da pulsante Indietro, Titolo della Sezione in cui ci troviamo (che nel caso del profilo personale, mostra il Nome Utente e un pulsante per la gestione delle impostazioni.

Subito sotto, rimanendo nella zona superiore dello schermo, notiamo lateralmente, 5 icone, staccate dall’Immagine del Profilo. A sinistra, dall’alto verso il basso, il tasto Condividi, per poter condividere il profilo con altri utenti, il pulsante Notifica, che, se attivato, permette di rimanere aggiornati sulle attività dell’utente e il pulsante Salva, per poter vedere le sue attività nel proprio Calendario. In alto a destra, invece, il pulsante di Richiesta, che vedremo essere fondamentale per gli Artisti e gli Spazi. In basso a destra, invece, il pulsante per poter inviare Messaggi diretti all’utente.

Particolare è invece la scelta del posizionamento delle icone intorno all’immagine del Profilo, poichè queste saranno i vari attributi che un utente potrà aggiungere al proprio profilo, infatti, si può notare un tasto Aggiungi, che permette di inserire come satelliti della propria identità: Arti, Spazi ed Entità.

Subito sotto l’immagine del profilo, i link ai profili Social.

Passando invece alla zona inferiore dello schermo possiamo trovare tutti gli elementi salvati, con la possibilità di Filtrarli per Tag, dal pulsante Filtri a Destra, e per Sezioni, dal menù orizzontale sotto My Saved. Qui, semplicemente selezionando una delle possibili scelte del menù, Events, Opportunities, Entities, Artists e Sapeces, si potrà scorrere un carosello cronologico che mostrerà tutti gli elementi salvati fino al momento presente.

84

4.5.3.1. Profilo Attributo Artista.

Cliccando sul pulsante + intorno all’immagine del profilo si può scegliere che attributo aggiungere: Artista, Spazio o Entità. Nel caso si voglia aggiungere l’attributo Artista, comparirà la Stessa icona del Menù inferiore, che creerà un rimando grafico all’aspetto Artistico. Da qui, quindi si può visitare la Pagina Artista – legata ovviamente alla pagina personale di base dell’Individuo, poiché con essa si accede. Nella Sezione superiore, quindi avremo due icone e non più solo una, tra le quali poter muoversi e spostarsi per scoprire l’identità dell’utente.

Al di sotto della quale si possono trovare le Tag Chips che descrivono l’arte praticata dall’Artista.

Qui nella sezione inferiore, possiamo trovare 3 Menù:

Il Network dell’Artista, dunque i profili con cui ha collaborato, le Entità, gli altri Artisti o gli spazi in cui ha operato.

I Progetti a cui ha partecipato, potendoli filtrare per Eventi o Opportunità (oltre che attraverso i filtri per Tag e Categoria – come sempre - e infine il Portfolio che, come ultima sezione, permette di visualizzare tutte le opere, dalle più recenti alle meno nuove, potendole organizzare per un ulteriore menuetto, ovvero dando priorità ai contenuti più Piaciuti agli utenti o ai più nuovi, appunto.

Questa è l’unica sezione in cui possiamo trovare il pulsante il pulsante Like.

4.5.3.2. Profilo Attributo Spazio.

In questa sezione, come per l’Attributo Artista, si potranno scoprire i dettagli dello Spazio, a partire, come prima, dalle Chips sottostanti l’Immagine del Profilo, che identificano lo spazio come uno di quelli visti nel Primo Capitolo.

Al di sotto, i dettagli dello Spazio: Opening Hours, Capienza, Capacità di Persone, Amenities e Servizi e 2 ulteriori Menù (uguali a quelli dell’Artista): Network e Projects.

85

4.5.3.3. Profilo Attributo Entity.

Questa sezione è dedicata a chi fa parte di Associazioni, Gruppi, Aziende, Organizzazioni, Istituzioni o altro (come abbiamo visto nei capitoli precedenti). Da qui si possono trovare nella sezione inferiore le stesse Informazioni dei Profili precedenti, ovvero Network e Progetti.

Ma la cosa interessante di questa modalità di Profilazione, lato superiore, sta nel fatto che più individui possono avere nel proprio profilo un attributo legato ad una realtà.

Ovvero, ciascun utente, Nome e Cognome, avrà come satellite della propria Identità chiunque deciderà di inserire (su approvazione – come su Instagram, per cui se si vuole aggiungere un tag al proprio profilo, bisogna inviare una richiesta alla pagina).

Ovviamente, se l’Entity ha uno Spazio, nel profilo dell’Entità, in questo caso un’associazione, si vedrà l’iconcina satellite dello Spazio, attraverso la quale si potrà accedere alla Pagina profilo spazio, dalla quale a sua volta si potrà accedere a tutte le informazioni del Caso.

N.B. Le icone possono essere infinite, essendo il Cerchio una Forma perfetta. Quindi se si vorranno aggiungere più spazi al proprio profilo, o più Entità con cui si collabora, ciascuno di questi verrà visualizzato con l’Icona del Profilo Attributo, riuscendo dunque a rendere possibile identificare a colpo d’occhio, appena si accede alla Pagina, chi sono le realtà che gravitano attorno ad una figura.

4.5.4. Events

Anche questa schermata è suddivisa in due sezioni, quella superiore mostra il calendario con le date con Eventi illuminate e un pulsante Crea in alto a Destra per poter generare un Evento.

Nella parte inferiore, invece, una sezione dedicata interamente agli Eventi, con la possibilità di Filtrarli per Tag e visualizzarli in varie maniere: Show All mostrerà tutti gli eventi in programma, ordinandoli automaticamente in senso cronologico e spaziale; altrimenti, si ha la possibilità, attraverso il menuetto orizzontale sottostante di visualizzare gli eventi che sono stati salvati da Profili, Entità, Artisti o Spazi seguiti, dando quindi la possibilità di scoprire eventi e opportunità attraverso le persone che si seguono.

4.5.4.1. Book

Cliccando su un Evento, si accede direttamente alla sezione dei Dettagli, dove si potranno reperire tutte le informazioni necessarie: Nome evento, Organizzatore, Data o Periodo, Orario, Posizione, Capienza dello Spazio, Partecipanti ed eventuale scansione oraria se si dovesse trattare di festival.

La piattaforma offre la possibilità di fare acquisti di ticket in app e tesserarsi se necessario Se si ritiene interessante l’evento ma non si vuole procedere con l’acquisto si può Salvare e trovare sempre a disposizione all’interno della propria Dashboard Profilo tra gli elementi Salvati, al menu Eventi.

Sempre all’interno della schermata dei dettagli del singolo evento, si ha la possibilità di reperire i contatti dei partner che hanno collaborato per la realizzazione di questo.

E’ inoltre presente una mappa che da’ accesso a Google Maps, offrendo la possibilità di Navigare comodamente verso la destinazione, o almeno, visualizzarla in Mappa.

4.5.5. Opportunities

La Sezione dedicata alle Opportunità è interessante per il fatto che chiunque può caricare la propria proposta

A livello visuale, il calendario presenta una leggera differenza da quello degli Eventi, poiché in questo caso esistono Deadline e Periodi, dunque, i cerchietti pieni valgono per le Deadline invece i Cerchi o le evideziature dei periodi, vuoti, specificano il periodo o la data per l’opportunità.

Gli Spazi, che abbiamo scoperto e analizzato nel primo capitolo, in tutte le loro sfaccettature, possono offrire i propri ambienti, in date o periodi specifici per Residenze, Workshop, Esibizioni, Performance, Co-Work, Shooting, Conferenze, Feste, Laboratori, Showroom, Meeting o Studio Visits. Insomma, chi possiede uno spazio può inserirlo tra le opportunità per qualsiasi tipo di utilizzo.

Se non si hanno restrizioni di tempo o non si ha una proposta specifica, gli Spazi hanno la possibilità di rendersi Available direttamente dal proprio profilo per poter comparire in Mappa tra gli spazzi disponibili ad accettare proposte.

87

Se invece, non si possiedono spazi, la sezione delle Opportunità può essere utilizzata da parte di un qualsiasi profilo per Progetti di ogni genere, delocalizzati: Call for Artists, Bandi, Borse di Studio, Eventi Online, Progetti Esterni o in movimento.

La creazione di un’Opportunità, come per gli Eventi, si può avviare da questa schermata, in alto a destra.

Di nuovo, la sezione inferiore offre la possibilità di Filtrare i risultati e scoprirne di nuovi in base alle preferenze dei profili che si seguono (Entità, Artisti, Spazi). Le schede che compongono il carosello inferiore, diversamente dalle schede Evento, sono più Larghe e indicano, oltre alla Data dell’Evento, anche la data della Deadline per potersi candidare all’Opportunità.

Questa sezione permette di scoprire gli artisti. Molto semplicemente è suddivisa in due macro gruppi:

Artists e Artworks: Tramite la prima si possono scoprire gli Artisti, quindi le persone che stanno dietro alle Opere, visualizzando la loro Foto e potendo scorrere il Carosello, come in altri casi, attraverso una Categorizzazione per Disponibilità ad essere chiamati per suonare o esporre, oppure in base ai network dei propri seguiti: Profili , Entità e Spazi. Un metodo sicuramente interessante per raggiungere nuove figure creative. Nel caso degli artwork, diversamente dal caso sopracitato che funziona come i suggerimenti di Facebook, qui, la modalità di scoperta è affidata al gusto, per cui, come fosse un Portfolio del Profilo Artista, si vedranno le Opere degli Artisti, dove però non si legge il titolo dell’opera come nel caso del Portfolio, ma si legge il nome dell’artista che ha prodotto l’artwork. Inoltre è possibile capire il prodotto artistico grazie alle Chip inserite all’interno che identificano le opere con i loro specifici linguaggi (fotografia, illustrazione, etc. –elementi che permettono di filtrare, attraverso il pulsante a destra, i risultati visualizzati.

88
4.5.6. Art Dashboard

4.5.7. Map

In ultima analisi, ma non meno importante, anzi fondamentale, la Mappa. Qui, la Schermata prevede una mappa a tutto schermo per facilitare la visualizzazione dei luoghi e un carosello a scorrimento orizzontale nell’area inferiore che mostra le specificità degli spazi selezionati.

Il Menù in Alto permette di scegliere cosa visualizzare in Mappa, lo Show All dà accesso a tutti gli spazi presenti in piattaforma, senza filtri e discriminanti, ma per poterli esplorare liberamente, come abbiamo visto nella mappa nel capitolo 3.

La visualizzazione Available to Host, mostra solo gli spazi che sono disponibili ad Ospitare. Che attenzione, N.B. si identificano grazie ad un bollino verde acceso nel Profilo Spazio, subito Sotto l’immagine profilo. Altro N.B: Gli spazi che si offrono disponibili, non compaiono nel Calendario Opportunità, poiché, per poter comparire, serve la creazione di una proposta con date specifiche e obiettivi specifici, come se fosse un Evento, ma ancora in fase progettuale.

Non vale viceversa per gli Eventi e le Opportunità poiché questi, nel momento in cui vengono creati, prevedono l’impostazione di uno spazio. Tale fattore implica il loro inserimento nella mappa, dunque, semplicemente scegliendo dal sottomenù, una delle opzioni Evento o Opportunità, vedrò comparire solo gli spazi che o ospiteranno prossimamente qualcosa o che sono in attesa di ricevere proposte.

In questi due ultimi casi, il menù a scorrimento inferiore sarà organizzato in ordine cronologico, dunque vedrò prima l’vento più prossimo o l’opportunità la cui scadenza è in arrivo.

Le schede in questo caso mostrano chi gestisce lo spazio, l’indirizzo preciso e il Chips Tag che lo identifica come uno dei possibili visti nel capitolo primo.

Di nuovo, il pulsante Salva permette rimanere aggiornati su tutte le iniziative.

89
90
91
93
94
95
96
97
98
99
100

5. CONCLUSIONI

Ed eccoci finalmente alle conclusioni, oggi, 26 Gennaio 2023.

A meno di 24 ore della consegna della tesi, su suggerimento di Altea – che, come ormai la quasi totalità delle persone che mi circondano, sa che sto “scrivendo la tesi” da più di un anno – sto leggendo un comunicato stampa dell’Assessore Mar, Municipalità di Mestre:

Presentato il progetto Domus Lab: un modo diverso e molto stimolante per conoscere il mondo artistico della nostra città […] Un’iniziativa culturale che nasce con l’intento non solo di promuovere la realtà artistica locale, ma anche di sviluppare nuove forme di socialità e fornire nuovi servizi relazionali alla cittadinanza dell’area Veneziana.

Il nostro obiettivo è di “mappare” gli atelier cittadini per farli diventare veri e propri spazi aperti di cultura

E rido. Rido perché, come in altre occasioni, sento parlare di Labirinto. Sento parlare di questa idea per cui gli spazi, tutti, possono diventare, in maniera auto-generativa, luoghi di incontro, progettazione e quindi, di cultura. Aperti e liberi.

Non sono di certo l’unico ad averla avuta. Ma di certo, ci credo dal profondo del cuore, e l’ho visualizzata, con un bagaglio notevole di informazioni ed esperienze a supporto.

Rido perché è da più di un anno che oltre a studiare, vivo momenti, analizzo situazioni, creo collegamenti, esploro dinamiche e mi interesso di questa città folle, in continuo mutamento. Sono un cacciatore di teste, un investigatore di relazioni, un utopico propositore di iniziative, un appassionato connettore di persone e un sognatore entusiasta per ciò che le persone riescono a produrre, se messe insieme a collaborare per ideare e creare.

Rido perché ho finito di scrivere un testo che racconta i miei pensieri.

Rido perché sono felice delle persone che sono state con me.

Rido perché chiunque mi abbia sentito parlare di Labirinto, diceva Sembra fico! Aggiornami

Rido perché in realtà non sono mai stato capace di spiegare cosa avessi in mente.

Rido perché adesso esistono 80 pagine di strumenti ed elementi a disposizione per provare, quantomeno, a sistematizzare il caos.

101

Ora piango perché sono stressato. Sono colmo di un percorso eccitante e stancante, però sono lacrime di gioia. Ho finito. Indipendentemente da quello che sarà il voto, sono Felice.

Sarà un modo per giustificarmi, ma credo che comunque, sia fondamentale come fattore: Mi sto laureando col miglior professore esistente sul pianeta: Ugo Guidolin.

Cosa insegna? ANTROPOLOGIA.

Cosa ho fatto per un anno di scrittura tesi? ANTROPOLOGIA.

Perché ci ho messo tanto a laurearmi? Perché volevo essere certo di quello che scrivevo e avevo bisogno di vivere la realtà, per poterla raccontare.

Ho esattamente studiato le persone e i loro comportamenti, gli spazi che vivono, come li usano e cosa sentono come urgenze, necessità e mancanze.

Dunque, tornando a noi, in conclusione:

- Abbiamo analizzato il Sistema dell’Arte nella sua veste più generica e tipica, scoprendone gli attori, i mediatori e gli spazi. Attraverso l’analisi di questo primo capitolo, dunque, abbiamo appurato gli elementi che avrebbero popolato la piattaforma Labirinto.

- Abbiamo poi fatto un viaggio nella contemporaneità, spiegando i trend e le economie che stanno muovendo le nostre azioni, quantomeno nel mondo dell’arte e del lavoro creativo. Abbiamo scoperto concetti come: Sharing Economy, Sostenibilità, Crowdfunding, Match-funding, Co-Housing, Co-Working, Co-Produzioni, Blockchain, Smart Contracts, NFTS, processi Peer to Peer, Mobilità d’Artista, Residenze d’Artista, Utilizzo di Spazi (in uso o abbandonati), Eventi in casa (musica, teatro, esposizioni), Pop Up Galleries, Event Tourism, Creative Cities, Informalità Urbana, Happenings Site-specific, Destination Governance, Network Governance e tanto altro… tutto per giustificare l’idea che la Condivisione e la Collaborazione hanno oggi degli incredibili strumenti a disposizione per poter essere armonizzate.

102

- Nel terzo capitolo abbiamo raccontato cosa sta vivendo Venezia, quali sono i drammi che da sempre la attanagliano; abbiamo presentato, in una lunga lista, quelle che sono le attività e le realtà che fanno di Venezia una città viva, palpitante, in fermento; e abbiamo visto una mappa in cui sono stati mappati tutti gli spazi espositivi o laboratoriali (alle mie conoscenze di oggi) che compongono il territorio. Uno strumento per la generazione di rete a dir poco estremamente utile.

- Nell’ultimo capitolo ho voluto, infine, descrivere la mia visione, per cui arte è cultura. Incontro è cultura, proponendo un’etica ed un’estetica, proponendo quali possono essere i punti cardine su cui lavorare per poter generare un nuovo inizio, individuando le azioni chiave per poter plasmare una piattaforma inclusiva, autogenerativa e sostenibile.

Dunque, sapendo come è strutturato il mondo dell’arte, sapendo che strumenti abbiamo a disposizione e sapendo cosa esiste a Venezia, siamo arrivati a definire Labirinto: App matchmaker per spazi e protagonisti del sistema dell’arte. Una proposta per la libera progettazione culturale volta alla riqualifica urbana auto-generativa e trasparente.

La bibliografia è immensa e mi dispiaccio di non averla citata tutta alla perfezione, ma è lì, anch’essa come strumento utile a chiunque volesse approfondire.

Le grafiche sono solo un prototipo iniziale di un progetto che mi auguro possa diventare realtà. Ma ci sono, sono lì, vere, su Figma; e sono un elemento fondamentale per poter iniziare a ragionare concretamente su un nuovo futuro per Venezia.

Grazie per essere arrivati fino a qui. Vi auguro il meglio, amici.

Ora, scusatemi, ma vado a sognare.

103
104

6. BIBLIOGRAFIA & SITOGRAFIA

• ABRUZZESE, A. (1992). Forme estetiche e società di massa. Arte e pubblico nell’era del capitalismo Marsilio.

• AGULHON, M. (1993). Il salotto, il circolo e il caffè: i luoghi della sociabilità nella Francia borghese. Donzelli Editore.

• ALLEN, J. (2005). Festival & Special Event Management. JohnWiIey&Sons.

• ALLOWAY, L. R. (1972). Rete: il mondo dell’arte descritto come sistema. Artforum.

• Art advisor. Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Art_advisor.

• Art. 8 l.r. n. 14/2017. (2017). Veneto2050. https://www.veneto2050.it/commento-lr-1417/commento-art-8-lr-14-17/

• BACHELARD, G. (1975) La poetica dello spazio Dedalo Libri.

• BALZER, D. (2016). Curatori d’assalto. Johan & Levi.

• BARILLI, R. (2006). Prima e dopo il 2000 Feltrinelli.

• BOLDRIN, N (2020). Eventi culturali nello spazio domestico: l’evoluzione contemporanea di una pratica antica, (tesi). Università Ca Foscari di Venezia.

• BOLTER, J.D., GROMALA, D. (2003) Windows and mirrors. Interaction design, digital art and the myth of transparency. MIT Press.

• BRIDGER, D. (2017) Neuro Design Kogan Page.

• BROWN, T. (2009). Change by Design Harper Collins Publishers.

• CACCIARI, M. (2005). Discorso di insediamento del sindaco di Venezia. In Consiglio comunale. https://bit.ly/3vAkP8P.

• CALCAGNO, M., LUSIANI, M., PANOZZO, F. (2012). Rhetoric and Practice of Cultural Districts as a Model of Governance: Empirical Evidence from the Veneto Region. Università Ca’ Foscari di Venezia.

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2170985

• CAMIC, P. CHATTERJEE, H. J. (2013). Museums and art gallerie sas partners for public health interventions. Perspect Public Health.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23308010/

• CAMMELLI, M., VALENTINO, P.A. (2011). Citymorphosis. Politiche culturali per città che cambiano. Giunti.

105

• CANESTRINI, D. (2001). Andare a quel paese. Feltrinelli

• CARD, S., MORAN, T., NEWELL, A. (1983) The Psychology of Human-Computer Interaction. CRC Press.

• CASTELLS, M. (2010). The rise of the Network Society: The transformation of work and employment: Networkers, Jobless and flex-timers. Manuel Castells.

• CHAN KIM, W., MAUBORGNE, R. (2015). Strategia Oceano Blu: Vincere senza competere Rizzoli Etas.

• Chi siamo. Art Workers Italia. https://artworkersitalia.it/about/chi-siamo/

• CHOUDARY, S. P. (2015) Platform Scale: How an emerging business model helps startups build large empires with minimum investment. Platform Thinking Labs.

• CIERAAD, i. (1999). An Anthropology of domestic space. Syracure University Press.

• CITTÀ DI VENEZIA (2017) Project of territorial governance of Tourism in Venice

• CITTÀ DI VENEZIA (2019). Regolamento sulla Collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani della città di Venezia (article).

• Codice del Terzo Settore. Gazzetta Ufficiale.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/06/18/16G00118/sg

• Consiglio d’Europa. (2015). Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Itinerari Culturali. https://www.coe.int/it/web/cultural-routes/world-tourism-organization

• COSTA M. (2007) La disumanizzazione tecnologica. Il destino dell'arte nell'epoca delle nuove tecnologie. Costa & Nolan.

• CRAVERI, B. (2006) La civiltà della conversazione Adelphi.

• Creative Europe Programme. Culture and Creativity. European Commission.

https://culture.ec.europa.eu/it/creative-europe/about-the-creative-europe-programme

• Curatore d’arte. Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/curatore-darte_(Lessico-del-XXI-Secolo)/.

• DAL LAGO, G. (2006) Mercanti d’aura. Logiche dell’arte contemporanea Il Mulino.

• DAVIS, C. R. (2022). Il Giocattolo del Mondo. Venezia nell’epoca dell’Iperturismo. Wetlands.

• Decreto legislativo 22 gennaio 2004. Gazzetta Ufficiale.

https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/beniCulturali

106

• Definizione di Museo. (2019). ICOM Italia. https://www.icom-italia.org/definizione-dimuseo-di-icom/

• DI PASCALE, M. (2019). Manuale di sopravvivenza per UX designer: Guida pratica alla progettazione Hoepli.

• DLABAJA, C. (2021). Caring for the island city. Venetians reclaiming the city.

• EVANS, D. S., SCHMALENSEE, R. (2016). Matchmakers. Harvard Business Review.

• FALCINELLI, R. (2014) Critica portatile al visual design Einaudi.

• FAVERO, G. (2014). Venezia dopo Venezia: Economia e demografia urbana del Novecento. Open Edition Journals.

https://journals.openedition.org/laboratoireitalien/830

• FINCHER, S., & TENENBERG, J. (2006). Using Theory to Inform Capacity-Building: Bootstrapping Communities of Practice in Computer Science Education Research.

Journal of Engineering Education, 95(4), 265–277. https://doi.org/10.1002/j.21689830.2006.tb00902.x

• Forum dell’Arte Contemporanea Italiana.

http://www.forumartecontemporanea.it/documenti

• Gallerista. Treccani. https://www.treccani.it/vocabolario/gallerista/.

• GARRETT, J. J. (2011). The elements of user experience, II edition, Berkeley, Pearson.

• GENC, K., TURKAY, O., ULEMA, S. (2022) Tourism gentrification: Barcelona and Venice (article), ResearchGate.

• GETZ, D. (2019). Event Studies (Events Management). Routledge.

• GRANATA, P. (2009) Arte, Estetica e Nuovi Media Fausto Lupetti Editore.

• HEIFERMAN, S., & HEIMAS, J. (2011). We Are the Stimulus. Huffington Post.

https://www.huffpost.com/entry/we-are-the-stimulus_b_174511

• HILL, L. A., BRANCDEAU, G., TRUELOVE, E., LINEBACK, K. (2014). Collective Genius: The Art and Practice of Leading Innovation. Harvard Business Review Press.

• HOLMES, K., HUGHES, M., MAIR, J., & CARLSEN, J. (2013). Events and Sustainability. Routledge.

https://www.researchgate.net/publication/273382176_Events_and_Sustainability

• HUGUES, S., SHEERAN, P., PILATO, M. (2018) Journal of Destination Marketing & Management (article), Elsevier.

107

• ISNENGHI, M. (2021). Se Venezia Vive. Marsilio Nodi.

• Italian Council. Direzione Generale Creatività Contemporanea.

https://creativitacontemporanea.beniculturali.it/italiancouncil/

• JENKINS, H. (2007) Cultura convergente Apogeo.

• JENSON, J. (2002). Identifying the links: Social Cohesion and Culture. Canadian Journal of Communication.

• JOHANSON, K., COATE, B., VINCENT, C., GLOW, H. (2022) Is there a “Venice Effect”? Participation in the Venice Biennale and the implications for artists careers. Elsevier.

• KRUG, S. (2014), Don’t make me think: A common sense approach to web and mobile usability. New Riders.

• KU, A. (2020) House Concerts for art music: Multiple Stakeholders, audience development, and sustainability. Association of Cultural Economics International Conference.

• LANDRY, C. (2000). The Creative City: A toolkit for urban innovators. Earthscan.

• Legge regionale 21 dicembre 2017, n. 24. (2017). Regione Emilia-Romagna. Territorio. https://territorio.regione.emilia-romagna.it/codice-territorio/pianifterritoriale/legge-regionale-21-dicembre-2017-n-24

• Legge Regionale 21 dicembre 2017, n.24 (2017). Assemblea Legislativa Regionale.

https://bur.regione.emilia-romagna.it/bur/area-bollettini/bollettini-in-lavorazione/n340-del-21-12-2017-parte-prima.2017-12-21.5187908668/disciplina-regionale-sullatutela-e-l2019uso-del-territorio/l-r-21-12-2017-n.24

• Libro verde sul potenziale delle industrie culturali e creative. (2010). Eur-Lex.

https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/green-paper-on-the-potential-ofcultural-and-creative-industries.html

• LOWDERMILK, T. (2013) User-Centered Design: A Developer's Guide to Building

User-Friendly Applications.

• MAIDA, D. (2019). Venezia mette limiti alle mostre nei palazzi storici. Mazzata sull’indotto della Biennale. Artribune. https://www.artribune.com/professioni-eprofessionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2021/03/venezia-limiti-mostrestorici-mazzata-indotto-biennale/

108

• MCANDREW, C. (2010). Fine Art and High Finance: Expert Advice on the Economics of Ownership. Wiley.

• MCLARE, D. AGYEMAN, J. (2017). Sharing cities: A case of truly smart and sustainable cities. MIT Press.

• MUKAROVSKY, J. (1973) Il significato dell’estetica Einaudi.

• NORMAN, D. (1988). La caffettiera del masochista: Psicopatologia degli oggetti quotidiani Giunti Editore.

• NUCCIO, M., PONZINI, D. (2015). Le strategie di rigenerazione urbana della città creative. Fondazione Brodolini Editore

• Overtourism: contested representations, narratives and infrastructures. Shima

• PAPAGIANNIS, H. (2017). Augmented Human: How Technology Is Shaping the New Reality O'Reilly Media.

• PARKER, G.G., VAN ALSTYNE, M.W., CHOUDARY, S.P. (2016). Platform Revolution: How networked markets are transforming the economy and how to make them work for you. W. W. Norton and Company.

• PASCOLO, S. (2020). Venezia Secolo Ventuno. Anteferma Edizioni.

• PELLEGRINI, D. (2017). Sharing economy. Perché l’economia collaborativa è il nostro futuro. Hoepli.

• POLI, F. (2011). Il sistema dell’arte contemporanea. Produzione artistica, mercato, musei. Laterza.

• POWELL, W. W., & SMITH DOR, L. (2003). Networks and Economic life. Journal of Economic Sociology, 4(3), 61–105. https://doi.org/10.17323/1726-3247-2003-3-61105

• Registrar (arte). Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Registrar_(arte).

• Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. (2018). Regione Emilia Romagna. http://www.comune.bologna.it/sites/default/files/documenti/REGOLAMENTO%20BE NI%20COMUNI.pdf

• REILLIER, L. C., REILLIER, B. (2017) Platform Strategy Routledge Taylor & Francis.

109

• SAFFER, D. (2006). Designing for Interaction: Creating Innovative Applications and Devices New Riders Pub.

• SANTAGATA, W. (2007). La fabbrica della cultura. Ritrovare la creatività per aiutare lo sviluppo del paese. Il Mulino.

• SANTAGATA, W. (2009). Libro Bianco sulla creatività. Università Bocconi Editore.

• SARA, S. (2018). La Valorizzazione dei Beni Culturali mediante il turismo. Federalismi, Università degli Studi di Roma.

• SCARPA, T. (2000). Venezia è un pesce: Una guida. Universale Economica.

• SETTIS, S. (2014). Se Venezia Muore. Einaudi.

• SOFFICI, A. (1909) L’esposizione di Venezia La Voce.

• SOMMA, P. (2021). Privati di Venezia: La città di tutti per il profitto di pochi, Lit Edizioni.

• SRNICEK, N. (2017). Platform Capitalism. Polity Press.

• STILL, B., CRANE, K. (2017) Fundamentals of User-Centered Design: A Practical Approach CRC Press-Taylor & Francis Group.

• Sustainable Development Goals. United Nations.

https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/

• Sviluppo Sostenibile. Eur-Lex. https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/IT/TXT/?uri=LEGISSUM:sustainable_development

• TAMMA, M., & CURTOLO, A. (2009). Lo sviluppo strategico delle organizzazioni di produzione culturale: commitment, risorse, prodotti. Il Mulino.

• TANTUCCI, E. (2022) La Biennale è la Biennale. Venezia è Venezia. Il Giornale dell’Arte. https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/la-biennale-la-biennale-veneziavenezia/138409.html

• THROSBY, D. (2001). Economics and Culture. Cambridge University Press.

• TIWANA, A. (2015). Platform Ecosystem: Align Architecture, Governance and Strategy Elsevier.

• Un’agenda europea per l’economia collaborativa. (2016). Eur-Lex. https://eurlex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016DC0356

• UNGER, R., CHANDLER, C. (2012) A Project Guide to UX Design: For user experience designers in the field or in the making. New riders.

110

• VAN DIJCK, J., POELL, T., DE WAAL, M. (2018). Platform Society: Public values in a connective world Oxford University Press.

• VELOTTI, S. (2012). La filosofia e le arti. Sentire, pensare, immaginare. Laterza.

• Venice Curator Luca Berta Explains Latest Biennale Private Venue Restrictions

Interview. (2021). Artlyst. https://artlyst.com/features/venice-curator-luca-bertaexplains-latest-biennale-private-venue-restrictions-interview/

• VETTESE, A. (1991). Investire in Arte: Produzione, promozione e mercato dell’arte contemporanea. Il Sole 24 Ore Libri.

• VETTESE, A. (2006). Ma questo è un quadro? Il valore dell’arte contemporanea. Carocci.

• VETTESE, A. (2017). L’arte contemporanea. Tra mercato e nuovi linguaggi. Il Mulino.

• WEINENSCHENK, S. M. (2008). Neuro Web Design. Apogeo.

• WEINENSCHENK, S. M. (2011) 100 Things Every Designer Needs to Know About People. New Riders Pub.

• WOLFE, T. (1987). Il successo in arte. Allemandi.

• ZAGALO, N. (2020) Engagement Design: designing for interaction motivations, Human-Computer Interaction Series. Springer.

• ZANARDI, C. (2019). La Bonifica Umana, La Venezia degli esodi nello sguardo dei rimasti. Università di Trieste

• ZORLONI, A. (2017). L’economia dell’arte contemporanea. Mercati, strategie e star system. Franco Angeli Edizioni.

• ZUKIN, S. (1995). The Cultures of Cities. Blackwell.

111
–

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Tesi LABIRINTO _ Chapter 4 _ p. 72-111 by Lorenzo Rizzo Zenga - Issuu