Denim THEORY
Patchwork, délavé délavé,, distrutto, slim o baggy, baggy, ma sempre iconico. Il jeans di nuova generazione è un throwback ai ’90s ’90s.. In un gioco di opposti, rigorosamente no-gender no-gender.. Photography ALBERTO TANDOI Styling GIULIO MARTINELLI
L’TREND
ROCHA reloaded Uno stile estremamente personale, ultrafemminile ma in modo inaspettato, quello di Simone Rocha, affascinata dalla moda fin da bambina, quando passava i pomeriggi nell’atelier del padre, il designer cino-irlandese John Rocha, a Dublino. Diplomata alla Central Saint Martins, si è imposta da subito all’attenzione del fashion system con le sue silhouettes vittoriane e dettagli e materiali ricorrenti decisamente fancy: il pizzo, il taffetas, le perle, il tulle, i fiocchi, le ruches. Il suo tocco girlish è poetico senza scadere nello zuccheroso, tanto da affascinare un pubblico di tutte le età, a partire da Adrian Joffe e Rei Kawakubo, che le offrono una piattaforma nei loro Dover Street Market. La collaborazione con fotografi edgy, l’elaborazione di uno stile di comunicazione originale, il rapporto autentico con l’arte a partire dalla sua fascinazione per Louise Bourgeois hanno contribuito ulteriormente ad aumentarne la desiderabilità. Non nuova alle collaborazioni, lo ha già fatto con Moncler, Simone Rocha sa bene la portata della capsule con H&M — nei negozi dall’11 marzo —, che permetterà a donne di tutte le età, tutte le taglie e un minor potere di spesa rispetto a quelle che comprano la sua linea, di regalarsi uno dei suoi capi signature, declinati nei colori della sua palette, bianco, rosso, nero, cipria. E che permetterà anche alle sue clienti abituali di recuperare modelli simili a quelli ormai introvabili di stagioni passate. Non è difficile immaginare le file fuori dagli stores a fare la coda per assicurarsi l’abito da bambola in tulle, il tartan, i suoi maglioni irlandesi, i suoi tessuti a fiori, le scarpe con le perle e i suoi sfavillanti bijoux. Per la prima volta la stilista ha anche avuto l’occasione di estendere il proprio universo stilistico a uomini e bambini. «Da designer, e da cliente, sono sempre stata una fan dei progetti di collaborazione di H&M con grandi stilisti, da Margiela a Alber Elbaz e Comme des Garçons. È una lista incredibile di cui sono onorata di fare parte».
Text by FABIA DI DRUSCO Photography FEDERICO D DE E ANGELIS Styling LUCA FALCIONI
IN QUESTE PAGINE—total look, SIMONE ROCHA X H&M; MODEL: Léila Nda @ D'MANAGEMENT GROUP.
Dieci anni dopo aver lanciato il suo brand Simone Rocha disegna una capsule per H&M riproponendo i suoi pezzi signature. signature. Per permettere a una più vasta platea di punk princesses inside di indossare i suoi capi vittoriani/edgy.
L’OBSESSION
Per il debutto couture alla direzione creativa della donna Fendi,, Kim Jones ha chiesto a Fendi di , di debuttare in passerella. Text by CRISTINA MANFREDI CASPER SEJERSEN
L’ATELIER
LOI: Credete nella “sorellanza” tra donne?
Sì, credo nel senso esteso di sisterhood. E amo il quote che dice “dare potere alla donna, dà potere alle donne”; amo quando le donne stanno insieme, e si supportano le une con le altre.
NH:
Siete entrambe modelle, fashion designer, imprenditrici e molte altre cose ancora. Quale è la cosa per voi più importante in questo momento? NH: Per me la famiglia, essere presente per le mie figlie e mio marito ( James Rothschild, discendente della famiglia di banchieri). Le bambine sono molto piccole, hanno tre e quattro anni, e questo è un periodo che passa molto veloce... E io voglio esserci in ogni momento, non perdere niente. Amo essere una mamma. PH: Per me è molto importante la mia famiglia, il mio fidanzato (l’imprenditore Carter Reum), i miei animali. E anche #BreakingCodeSilence (letteralmente: rompere il patto del silenzio, nda), il movimento di cui faccio parte e di cui ho parlato nel documentario “This is Paris”. È molto importante per me, è la mia nuova missione di vita. (Nel documentario, uscito a settembre 2020, Paris ha parlato delle esperienze traumatiche subite mentre frequentava la Provo Canyon School: abusi verbali, emotivi e fisici che le hanno causato ansia, insonnia e problemi di fiducia; e di impegnarsi per il movimento che vuole aumentare la consapevolezza dei problemi relativa alla Troubled Teen Industry, che comprende anche scuole e organizzazioni private, dove manca una regolamentazione in materia di salute e sicurezza dei minori). LOI:
LOI:Siete imprenditrici, che tipo di capo siete?
NH: Mi piace pensare di essere brava. Mi trovo bene con le persone
e nel lavoro sono abbastanza easy going, anche se vado sempre dritto al punto. Ho preso da mio padre, sono seria, diretta e più conflittuale di Paris, che ha preso dalla mamma ed è più timida; entrambe sono più rilassate e spiriti liberi.
Paris, per il pubblico sei sempre stata una figura divisiva, love or hate... PH: Ci sono tanti preconcetti; arrivando da una famiglia con un cognome importante, penso che molte persone diano per scontato che sia viziata, che abbia sempre avuto la pappa pronta e non abbia lavorato un solo giorno della mia vita. Ma è una opinione così lontana dalla realtà. Ho lavorato duramente, e non mi sono mai comportata pensando di essere differente dagli altri. Avendomi visto in “The Simple Life” (il reality a cui ha preso parte dal 2003 al 2007), presumono che io sia così nella vita reale, ma era un ruolo. Io sono smart. Non sono una bionda stupida, sono semplicemente molto brava a far finta di esserlo. LOI:
NON SIAMO mai STATE competitive. ABBIAMO SEMPRE VOLUTO IL MEGLIO PER noi, MA ANCHE PER I NOSTRI AMICI, per tutti. tutti. È UN MODO MERAVIGLIOSO di essere. PERCHÉ quello CHE DAI RICEVI. PARIS HILTON 58
Su che progetti state lavorando? Sto lavorando a un collezione di scarpe con French Sole, sono fatte al 100% con materiali sostenibili, lo volevo fare da tempo. L’industria della moda è una delle più inquinanti; vor-
LOI: NH:
IN APERTURA DA SINISTRA—NICKY INDOSSA abito e occhiali , VERSACE; gioielli, BVLGARI. PARIS INDOSSA top, gonna, bra e occhiali , VERSACE; gioielli, BVLGARI. IN QUESTA PAGINA—NICKY E PARIS INDOSSANO abiti
blazer con applicazioni di cristalli,
AREA; orecchini, GRAZIELA GEMS; anelli, ANNE SISTERON e NICOLE ROSE. NELLA PAGINA ACCANTO— NICKY E PARIS INDOSSANO completi sartoriali, ERMANNO SCERVINO; orecchini, WALTERS FAITH; anello, ANNE SISTERON; décolléte, STUART WEITZMAN.
I’m a rock STAR “ Baby, I’m Jealous” Jealous” è l’l’ultimo singolo di Bebe Rexha, Rexha, realizzato con Doja Cat. Fautrice di un empowerment femminile nella musica organizza da anni l’l’evento evento Women in Harmony ai Grammy Text by MARCO TORCASIO Photography STEVEN GOMILLION Art direction GABRIEL REY Styling JACLYN FLEURANT Un talento da musicista perfezionato sperimentando dance, pop e persino reggae. Il suo debut album “Expectations” si è rivelato un successo planetario e ha mostrato le sue capacità da hit-maker. E sono numeri da capogiro quelli smossi in rete, il video di “In the name of love” con Martin Garrix ha raggiunto un miliardo di visualizzazioni su YouTube.
BEBE REXHA: La scrittura fa parte della mia vita e poter continuare
Sei da anni in cima alle charts. Oltre a essere un’interprete sei anche autrice e produttrice. Come vivi la scrittura?
BR:
L’OFFICIEL ITALIA:
a scrivere per me stessa o per gli altri è una benedizione. Le canzoni sono dense di sfumature della mia personalità, i testi riflettono pensieri, sentimenti e soprattutto le mie insicurezze.
LOI: Hai già collaborato con big come Nicki Minaj e Lil Wayne. C’è
più strategia o emozione nei featuring? Collaborare con altri musicisti significa poter dar luogo a uno scambio artistico, e instaurare una vera relazione. Se non
L’HEROINE
Text by FABIA DI DRUSCO Photography GIANMARCO CHIEREGATO Styling GIULIO MARTINELLI
Un portfolio dedicato al cinema italiano che mette in scena otto attrici in un’ottica trasversale e transgenerazionale transgenerazionale.. All’apice della carriera o ancora relativamente agli inizi inizi,, tra teatro, grande schermo e serie tv. Comune denominatore il talento talento.. 84
NELLE FOTO—Valeria
Golino e Alba Rohrwacher in PRADA; Margherita Buy e Giulia Michelini in GIORGIO ARMANI e VALENTINO; Carolina Crescentini e Matilde Gioli in N°21 BY ALESSANDRO DELL'ACQUA e DIOR; Linda Caridi e Benedetta Porcaroli in GIVENCHY e GUCCI. IN TUTTE LE IMMAGINI, gioielli POMELLATO. HAIR: Giannandrea Marongiu; HAIR ASSISTANT: Alessandro Rocchi; MAKE UP: Nicoletta Pinna @SIMONEBELLIAGENCY e Manola Spaziani @SIMONEBELLIAGENCY; MAKE UP ASSISTANT: Raffaele Schioppo;PHOTO ASSISTANTS: Gerardo Gaetani e Gianni Franzo; STYILIST ASSISTANTS: Adele Barraco e Terry Lospalluto; PRODUCTION: EP SUITE 19.
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Valeria GOLINO
Ha iniziato con Lina Wertmüller, Wertmüller, poi è arrivato il successo di “Rain Man”. Ha alternato registi talento Dopo “Miele” ed “Euforia” sta lavorando Per Valeria Golino il 2021 è iniziato a Los Angeles «L’ultima volta che ho lavorato qui è stato 15 anni fa. E mi fa effetto tornarci nel momento più strano della storia della città dopo il terremoto del ’94. Allora avevamo vissuto in una bolla di emergenza, proprio come oggi. Sono qui per un’opportunità eccitante, un bel progetto, un bel ruolo, un rimettersi in gioco secondo regole diverse dalle nostre. Da noi si possono fare belle cose in modo caotico, artigianale, qui devi essere prontissima, preparatissima, magrissima. L'OFFICIEL ITALIA:
prima volta?
Cosa ti aveva spinto ad andare a Los Angeles la
VALERIA GOLINO: Non ho mai avuto il “sogno americano”. Avevo
21 anni, avevo appena vinto la Coppa Volpi (per “Storia d’amore” di Francesco Maselli), avevo grandi aspettative. Avevo fatto in Italia un provino per un film della Paramount, mi hanno presa, e sono venuta qui pensando di fare un film e tornare. E invece
mi hanno fatto un altro provino, mi hanno presa anche lì e poi un altro... e poi mi sono innamorata. E sono rimasta 12 anni. LOI: Tra i provini di cui parli c’era quello di “Rain man”...
VG: È stato un film fondamentale per la mia formazione. Per me,
appassionata di film fin da bambina e cresciuta in una famiglia di cinefili, Dustin Hoffman era un mito, un genio assoluto. E Tom Cruise era molto per bene, dolcissimo, affettuoso. Era già una mega star ed era un modello di professionalità e disciplina, al contrario di me. Ripensandoci non so come ho fatto a non farmi licenziare, non mi ricordavo le battute, non le studiavo, mi facevo le canne... tanto che a un certo punto Barry Levinson, il regista, mi ha marcato da vicino e mi ha detto: “vuoi vivere di rendita su un po’ d’istinto e un bel musetto, o vuoi metterti a lavorare sul serio?” ed è stato da lì che ho cominciato ad “assumere” il lavoro. Quando ho assistito insieme agli attori alla prima proiezione del film sono uscita in
Margherita BUY
Celebre per i suoi ruoli comici da irritante (e adorabile) nevrotica dai tempi in cui era la musa di Carlo Verdone, è un’interprete duttile e sensibile di ruoli drammatici e tormentati, tormentati, apprezzati da pubblico e critica. Arriva sul set, ed è impossibile non avvertire immediatamente un’indefinibile ma inequivocabile star quality, insieme al bisogno di attenzione, alla velocità del cambio repentino di umore e opinione cui ci hanno abituato i suoi personaggi
comici. Con i suoi sette David di Donatello (il primo ottenuto nel ’90 per “La stazione” di Sergio Rubini, seguito da quelli per “Fuori dal mondo” di Giuseppe Piccioni, “Caterina va in città” di Paolo Virzì, “Manuale d’amore” di Giovanni