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L'Officiel Italia Summer Issue 2021

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Mondi magici

Venerus l’l ’astro nascente del cantautorato italiano racconta attraverso il suo lavoro, “Magica Musica”, Musica”, anche se stesso. E rivela le date del prossimo tour. Text by SILVIA FRAU - Photography FRANCESCO FINIZIO - Styling FABRIZIO FINIZZA Mondi magici, atmosfere oniriche, nuove dimensioni. Guardando la copertina del disco “Magica Musica” – il cui tour parte il prossimo 1 luglio con tappe a Nichelino (TO), Ferrara, Roma, Pistoia, Melpignano (LE), Minervino Murge (BT)... –, ispirata a una immagine del filosofo Giordano Bruno, verrebbe voglia di chiedere ad Andrea Venerus, il cui cognome è anche nome d’arte, prima ancora che della sua musica, la concezione che ha dell’universo. L’OFFICIEL ITALIA:

Nel tuo mondo, quanta parte è realtà, quanta magia?

ANDREA VENERUS: Ci sono entrambe le cose, vivo con la testa in aria,

anche se le cose di cui parlo vengono dal quotidiano, non le invento. Per preparare il disco c’è voluta una dimensione mentale concreta, di studio, necessaria per creare la musica, che mi ha tenuto attaccato alla terra, e una dimensione spirituale. LOI:

Quando hai saputo che volevi fare musica?

AV: Ero molto piccolo, avevo cinque, sei anni, ed ero con i miei geni-

tori in macchina, ascoltavamo i Rolling Stones. E io pensavo “wow, voglio fare questa cosa”, ero troppo piccolo e non sapevo cosa voleva dire “questa cosa”… poteva essere fare l’artista, fare della musica, fare dei concerti… sicuramente una performance. E in camera mia avevo un poster, non so di che cosa, era un concerto ma la foto era ripresa dal palco, non vedevo gli artisti, ma la folla, e mi immaginavo di essere su un palco a esibirmi. LOI: Chi sono i tuoi punti di riferimento (filosofi, astronauti, musicisti)?

AV: Ho avuto tanti maestri, persone che ho incontrato o scoperto intellettualmente. Una persona che è stata importante ed è tornata ad esserlo è il mio maestro di pianoforte. Mi ha insegnato teoria e solfeggio quando avevo 15 anni, la cosa più ostica del mondo, ed è riuscito comunque a farmi affezionare alla sua figura. Ha un approccio diverso con la musica: lui è un insegnante, per me la musica è diventata anche un percorso di vita. Come dice Ontani (l’artista Luigi Ontani, nda), in una intervista “Sono maestro di me stesso”, perché quando vuoi creare qualcosa di nuovo, diventi un po’ autoreferenziale.

Quanto c’è di te in “Magica Musica”? Mi parli dell’ispirazione, la sonorità... AV: 100% me, anzi 100% la mia esperienza sensoriale e mentale. Spesso nel disco mi perdo e rimangono in primo piano i miei sensi, quello che mi succede su piani più elevati. In altri casi “zummo” su alcuni dettagli. Come in “Ogni pensiero vola” dove c’è il dettaglio al filo d’erba… Un concetto, quello delle prospettive, che ed è molto presente nel disco. Ed è un invito a non dare niente per scontato. LOI:

LOI: Mi parli del ruolo dei suoni extra (le rane, la matita sul foglio…).

AV: Potrei tracciare una mappa sentimentale del mio disco: ci sono trasposizioni di sentimenti, cose che non ho inventato. E ora che è così facile registrare, fotografare, filmare quello che vedi e ascolti in giro, è bello poter aggiungere anche una quarta dimensione alla matrice sonora, lo rende un lavoro molto mio.

C’è uno stato d’animo trasversale alle tue canzoni? Te lo potrei descrivere dicendo “sentirsi astratto”. È la sensazione di perdere un po’ la coscienza, abbandonare l’Io martellante e entrare in una dimensione dove le sensazioni e i pensieri sono più liberi. Il mondo delle idee di Platone… LOI:

AV:

L’estrema sensibilità - che ti caratterizza -, la ritieni una fortuna o una complicazione nella vita? AV: È una fortuna se riesci a trasformarla, a vivere una vita che rispecchia la tua personalità. In quel caso hai la possibilità di fare cose molto belle. Altrimenti è una palla al piede. LOI:

LOI: Cos’è per te l’estetica, quanto è importante, e la moda?

AV: Mi interessa il linguaggio estetico dell’abbigliamento, come ti presenti al mondo. Sono molto coeso, nel mio modo di pensare, e cerco di apparire come penso, quindi direi sperimentale, nel senso che sperimento (non ho riferimenti, icone o idoli). E questo rispecchia il mio concetto di libertà. Intellettuale, estetica, identitaria. Ed è importante avere consapevolezza, non essere solo uno spartito di musica, ma una persona che ci mette la faccia, e vuole dare una porta d’accesso al suo mondo; per me è importante non lasciare vie di fuga, e dove è possibile comunicare la mia visione.

La tua musica è pop o la definizione ti va stretta? Alla fine ho capito che sono io pop, non lo è la mia musica. E poi, chi sa definire cosa sia la musica pop? Può essere mille generi diversi. Invece, per il fatto di aver trovato un codice comunicativo che parla a tante persone, allora sì, entri in quella categoria. Me ne rendo conto, mi sono anche messo l’anima in pace. LOHI: AV:

LOI: E se non ci fosse la musica… cosa faresti?

AV: Lo dico anche nel testo di una mia canzone, “se non facessi musica, sarei un pazzo”.

NELLA PAGINA ACCANTO, PER CHABELI SASTRE GONZALEZ, MUSA DI VENERUS— Camicia in cotone a stampa fiori, gonna in denim, MARNI; top di maglia, SOLOTRE. PER VENERUS—Cappotto di pelle dipinto, maglia di filo di cotone a righe, pantaloni in denim con dettagli verniciati, MARNI. GROOMING: Manuel

Ian Farro; PHOTO ASSISTANT: Marina Imbimbo; STYLIST ASSISTANT: Fabrizia Paolella Ridolfi.


L’OUTSIDER


TWO of a kind

Demetra Bellina e Sebastiano Pigazzi Pedersoli hanno una caratteristica in comune, un amore per il cinema che non demorde per i no. Lei sostiene che i ruoli per cui l’l ’ hanno “quasi” presa sono quelli da cui ha imparato di più. Lui ha deciso di diventare attore dopo un provino andato male. Text by FABIA DI DRUSCO e SILVIA FRAU Photography DAVIDE MUSTO Styling ROSAMARIA CONIGLIO


DI OSARE di più Dopo anni dietro le quinte come super produttore musicale, Mace a rmato un album di debutto debutto,, “OBE”, andato dritto in cima alle classifiche classifiche.. n successo basato su una regola d’oro d’oro:: liberare la creativit , ignorando totalmente il marketing. Text by CRISTINA MANFREDI - Photography MARIA SANG


L’ARTISTE


A new TIME La venticinquenne Justine Skye torna sotto i riflettori con il nuovo album “Space & Time” prodotto da Timbaland Timbaland.. Svelando un racconto intimo di indipendenza e coraggio coraggio,, con featuring di Justin Timberlake e Rema.

La vita di Justine Skye è sempre stata un ciclo lineare scandito da nascita, evoluzione e rinnovamento. L’ultimo album della venticinquenne originaria di Brooklyn, “Space & Time”, è una cronaca della sua esperienza legata al lockdown pandemico e alle relazioni interpresonali che le hanno permesso in questo contesto una rinascita, amplificata dalla ritrovata indipendenza anche discografica. Grazie al suo nuovo album-manifesto, che debutterà worldwide il prossimo 25 giugno. L'OFFICIEL ITALIA: Quando hai compreso, per la prima volta, che volevi fare della musica la tua vita?

JUSTINE SKYE: Beh, ho sempre saputo che questo è ciò che volevo fare. Dal momento in cui ho iniziato a pensare, ho capito che la musica era il mio mondo. Mia madre mi ha spronato ad abbracciare le arti durante tutti gli anni scolastici: sono cresciuta con questo mindset. Lei è un avvocato legato al mondo dell’entertainment, quindi ho respirato da subito l’atmosfera dell’industria musicale.Essendo una mamma single, poi, succedeva che spesso mi portava con sé al lavoro. Durante gli anni del liceo le cose si sono fatte più serie: ho frequentato un liceo pubblico per due anni e poi negli ultimi due anni ho studiato da casa, perché è stato allora che ho

Text by JULIAN LEUTHOLD - Photography KAT IRLIN - Styling YAEL QUINT


La vittoria ai Golden Globe Globe.. La candidatura all’Oscar all’Oscar e il progetto di un nuovo disco.. Un anno da ricordare per Laura Pausini disco Pausini,, la regina della musica italiana. Text by STEFANO RONCATO direttore del quotidiano MFFashion MFFashion,, pubblicato da Class Editori Photography NICHOLAS FOLS & SIERMOND - Styling GIULIO MARTINELLI 64


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GOLDEN

GIRL

Discovering Barbara Palvin. Palvin. La modella da oltre 15 milioni di followers su Instagram interpreta il vibe sexy & strong delle storiche supermodels, attraverso una carrellata di dramatic looks dal decorativismo wild e ba-rock ba-rock.. Photography RICARDO GOMES Styling RITA MELSSEN


upcoming

BEAUTY

Visioni multiple di una nuova bellezza, interpretata da Raquel Brito. Brito. Tra i pilastri dello stile contemporaneo: bianco glamorous,, nero sexy e pattern all-over glamorous all-over,, trasformati in corazza. Photography PAUL EMPSON Styling INTENSITY GORNÉ GORNÉS VERA


WILLOW SMITH Dopo aver lavorato sulle sue ansie, la ventenne attrice e cantante statunitense, glia di Will Smith, Smith, è ormai pronta a svelare al pubblico la sua anima trasparente trasparente.. Pochi giorni prima che il mondo entrasse in lockdown, Willow Smith si era chiusa per 24 ore in una scatola di sei metri nel Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles. Lo aveva fatto in nome della performance art, invitando gli ospiti a guardare silenziosamente attraverso un vetro ciò che lei e Tyler Cole, suo consueto collaboratore musicale, attraversavano descrivendolo come gli: «Otto stadi dell’ansia». Molti ricorderanno la pandemia di COVID-19 come il momento in cui la nostra salute mentale collettiva è stata sconvolta. Ma per la più giovane e unica figlia femmina degli attori Will Smith e Jada Pinkett Smith, l’inaspettato periodo di caos che ha definito il 2020 sarà stato il momento cruciale in cui finalmente ha imparato a gestire efficacemente i diversi aspetti delle sue ansie. L’installazione di Smith al MoCA ha coinciso con l’uscita

di un album insieme a Cole, intitolato “The Anxiety”, uno sforzo lungo dieci canzoni in cui il duo ha lavorato sulle rispettive storie personali in rapporto al disordine. Con quella exhibition la cantante ventenne voleva aumentare la consapevolezza in merito all’ansia; eppure non aveva idea di quanto quell’esperienza sarebbe stata personalmente catartica. A un anno di distanza riflette oggi su quel giorno di “subbuglio emotivo”. La dilatazione del tempo nella “scatola”, come la descrive Smith, l’ha costretta a confrontarsi con certe scomode verità ed emozioni. Ma mentre prima era riuscita a distogliere l’attenzione dal tema con una serie di digressioni, il successivo peggioramento pandemico – e la quarantena mondiale che ha imposto – ha messo l’artista nella condizione di dover lottare con tutto quanto. «È stato un parallelismo folle», dice Smith scherzando sul

Text by MICHAEL CUBY Photography MYLES LOFTIN Styling JASON BOLDEN


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