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L'OFFICIEL HOMMES ITALIA OTTOBRE 2021

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FALL 2021

N° 27- OTTOBRE 2021

Golden Boy

MALUMA is Crossing Over

Data di prima emissione in edicola: Ottobre 2021

LOOK GIORGIO

ARMANI E TIFFANY & CO.

Anniversary Issue


the dancing

GOD Un fisico statuario, un’ un’eccezionale padronanza tecnica, una dedizione assoluta alla danza, di cui è il volto italiano nel mondo. Roberto Bolle ha il merito di aver reso pop il balletto classico,, attraendo un pubblico trasversale e vastissimo. classico Text by FABIA DI DRUSCO Photography ALBERTO MARIA COLOMBO Styling FABRIZIO FINIZZA


L’ICÔNE


L’TALENT

playing

my

GAME

La sua hit più celebre sta per superare i 160 milioni di stream. Uno scatto non scontato nella carriera di un artista che mescola garage, rap, drill con lyrics introspettive. Lui è AJ Tracey, classe 1994, nome in ascesa nel panorama musicale. Nato a Brixton e cresciuto a Ladbroke Grove – quartiere di Londra a cui ha intitolato la sua hit di maggior successo – AJ Tracey, all’anagrafe Ché Wolton Grant, è una delle star più in vista del rap inglese. “Flu Game” è il suo secondo disco ufficiale che, come da titolo e artwork, trova la sua fonte d’ispirazione principale nel mondo del basket. Un omaggio vero e proprio all’epica partita disputata da Michael Jordan nel 1997 a Salt Lake City, contro gli Utah Jazz. Dancehall, pop, trap e garage

music rappresentano un melting pot di generi a cui attingere a piene mani, condensato in un disco di 16 tracce che l’ha trasformato nell’artista inglese del momento. Dagli ambienti poveri di West London al dominio del rap britannico mainstream. Rispetto alla tua adolescenza, adesso hai più fiducia in te stesso o permangono alcune insicurezze?

L’OFFICIEL HOMMES ITALIA:

Text by MARCO TORCASIO - Photography ALAN GELATI - Styling AGA DZIEDZIC


free

SPIRIT Un viaggio-esplorazione alla scoperta degli elementi della natura natura.. La capsule creata da Silvia Venturini Fendi per l’uomo di Fendi è una rilettura in chiave fashionista di una vita open air. Ricordi di escursionismo e di alpinismo si mixano con dettagli che evocano marmo e pietra, stampe minerali minerali,, cromie legate alla terra e accessori nati dalla declinazione di bag iconiche. iconiche. Photography KOSMAS PAVLOS Styling LUCA FALCIONI


BE Blanco Per Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, il diciottenne rivelazione della musica italiana nel 2021 2021,, quello che davvero conta è una cosa sola: fare musica che sia destinata a non essere dimenticata.

Chissà se tra un anno Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, si sarà abituato alle interviste, ai concerti, alle apparizioni in tv. Diciotto anni, di cui l’ultimo passato a collezionare successi, dischi di platino, milioni di view in rete. Lui che sfogava emozioni, rabbia, tenerezza e vita urlando nei campi dietro casa, in un paesino nel bresciano. Quello stesso Riccardo che alla musica ci è arrivato senza pensare a niente (a parte forse rimorchiare qualche ragazza), ha duettato con Salmo, nella hit “La Canzone Nostra” dopo che il super produttore Mace l’aveva ascoltato su YouTube, facendolo scoprire al mondo. Poi è arrivato Sfera Ebbasta con un altro singolo-bomba “Mi fai impazzire”, durante l’estate. Adesso tocca al suo album d’esordio, “Blu Celeste”, un lavoro che innanzitutto dimostra che il ragazzo ha una voce potente sì, ma pronta

anche a svelare di sè fragilità e ferite. E che lo proietta in una dimensione di successo a cui si offre con il distacco di chi, a fine giornata torna a casa dalla famiglia e dagli amici di sempre, come se niente fosse cambiato. Che effetto ti fa vedere il tuo album pubblicato e soprattutto ascoltato? BLANCO: Sono sincero, non ho obiettivi a riguardo: faccio musica perché mi piace e non mi interessa arrivare primo. Quella al massimo è una conseguenza, però mi riempie di soddisfazione sapere che suscita emozioni negli ascoltatori. L’OFFICIEL HOMMES ITALIA:

LOHI: E ora che stai toccando con mano le dinamiche dello show business, come ti trovi?

Text by CRISTINA MANFREDI - Photography BOGDAN - Styling TINY IDOLS


40TH in style «Per me Emporio Armani è un contenitore di idee idee,, destinato a un pubblico trasversale, cosmopolita e metropolitano». Così nel 1981 Giorgio Armani lanciava il suo progetto cool identificato da un logo ad aquila, aquila, in volo da 40 anni. «Mi piaceva l’idea di un luogo in cui si potesse trovare di tutto e a un giusto prezzo. Quell’idea è ancora valida oggi: per me Emporio Armani è un contenitore di capi, accessori e idee, destinato a un pubblico trasversale, cosmopolita e metropolitano». Era il 1981 e Giorgio Armani, a sei anni dalla nascita della sua maison, era pronto a iniziare una nuova avventura. Rivoluzionario ante litteram, in quegli anni lo stilista di Piacenza voleva parlare al mondo, democratizzare il suo universo creativo, iniziare una conversazione con una generazione di neofiti. Erano gli anni ’80 e la stessa filosofia ha accompagnato il marchio in questi 40 anni di attività. Trasformando Emporio Armani in un laboratorio di creatività young, in una factory capace di distillare l’universo estetico del designer rendendolo fruibile a un pubblico sempre più internazionale, affascinato dall’aquilotto diventato simbolo di nuovo vocabolario di moda. «Nacque per caso. Mi viene ancora in mente il momento in cui lo disegnai, mentre ero al telefono, dopo aver ricevuto una richiesta del mio socio Sergio Galeotti, che aveva l’urgenza di definire un logo per raccontare il progetto Emporio Armani», ha raccontato il designer in una delle sue interviste. «Buttai giù lo schizzo, senza troppo pensare, e quel simbolo di irraggiungibilità lanciò il mio nome nell’Olimpo dei giovani. Non avrei mai pensato che quel

disegno, fatto in fretta, potesse essere un segno così travolgente». Essenziale, minimalista nel tratto, elegantemente armonioso. Chiamato a vegliare su un progetto unico e dirompente come la strategia di comunicazione che ne accompagnò la nascita e la sua evoluzione (un enorme murale, rinnovato ogni stagione, in pieno centro di Milano dal 1984 mentre dal 1989 fino al 1998 viene pubblicato Emporio Armani Magazine, bibbia estetica del progetto, ndr). Quell’aquila stilizzata, nobile nel portamento e regale nella simbologia, divenne il passe-partout di una generazione pronta ad avvicinarsi alla moda con uno sguardo diverso, curioso e anticonformista, metropolitano, fedele ai dettami dell’Armani pensiero. Scanditi da eleganza quotidiana e rigore formale, da sobrietà raffinata e nonchalance cool. Come quell’aquila dai grafismi interrotti che era pronta a spiccare un volo, arrivato al 40esimo anniversario. «Dal punto di vista creativo Emporio Armani mi consente, pur conservando il mio stile, molte possibilità di soluzioni contemporanee, libere... Perché c’è vitalità e spensieratezza, ma anche un’allure e una dignità speciali», ha raccontato Armani. «Furono in molti a sorprendersi allora e a sconsigliarmi di tentare l’impresa perché temevano che il marchio ne avrebbe risentito, ma per fortuna si sbagliavano».

Text by FABIO BARBIERI - Photography FRANCESCO FINIZIO - Styling FABRIZIO FINIZZA


IN QUESTA PAGINA—Blouson MODEL: Simone

over, camicia di cotone, pantaloni e foulard di seta, EMPORIO ARMANI.

Bricchi @ I LOVE MODELS MANAGEMENT; GROOMING: Manuel Ian Farro using ARMANI BEAUTY.


STAR power Maluma sta portando la musica latina nel mondo. L’artista colombiano ha fatto uscire due dischi nell’ultimo anno e quest’autunno conquista un nuovo palcoscenico, grazie al debutto a Hollywood in “Marry Me”, Me”, insieme con Jennifer Lopez. Lopez. Text by CARRIE BATTAN Photography PAMELA HANSON Styling RYAN YOUNG


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