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RASSEGNA MULTIMEDIALE CITTÀ DI CASERTA - EDIZIONE 2025

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La Verité sortant du puits – Jean-Léon Gérô me, 1896. Musée Anne de Beaujeu, Moulins.

Rassegna Multimediale

Città di Caserta Edizione

2025

La Rassegna multimediale città di Caserta, varata nel 2022, chiude il primo ciclo con questa quarta edizione e si trasforma in Rassegna multimediale europea per dare vita a un progetto ancora più ambizioso, meglio ancorato alla realtà temporale, che richiede uno sforzo maggiore per la promozione della mission primaria : formare una coscienza europea che porti agli Stati Uniti d'Europa

Nella rassegna, inoltre, confluisce una sezione speciale facente capo alla Fondazione "Annalisa Lavorgna", realizzata per serbare la memoria di una donna speciale, pervasa di grandi pregi e rare virtù.

Il bilancio d el primo quadriennio registra due elementi essenziali, uno positivo e l'altro negativo.

Siamo riusciti a dissuadere i velleitari, numerosi soprattutto ne lle prime due edizioni. Sia pure con una drastica riduzione "quantitativa", già dalla terza edizione e in misura ancora più consistente con l'edizione 2025, si è registrato un sensibile miglioramento "qualitativo", facendo in modo che la rassegna, a partire dall'edizione 2026, diventi una fucina di talenti che si confrontano senza alcuna necessità di competere, essendo tutti più o men o sullo stesso livello. Le modalità di partecipazione, severissime nella fase propositiva e ancor più in quella selettiva, consentono di eliminar e subito quelle opere di scarsa o nulla rilevanza, che circolano in abbondanza sia per il velleitarismo di troppe persone sia per le distonie di un sistema che coinvolge anche editori pronti a stampare di tutto pur di fare cassa .

L'elemento nega tivo riguarda i giovani. Non siamo riusciti ad essere attrattivi nei confronti degli studenti di ogni ordine e grado e dei giovani sotto i trenta anni. È evidente che dobbiamo lavorare sodo per recuperare questo gap e ci stiamo adoperando per individuare le strategie più adeguate. Non è un'impresa semplice perché bisogna conquistare i giovani senza inseguirli nel loro mondo ma facendo in modo che trovino gradevole uscire dai consolidati confini dei social devastanti e percorrere nuovi sentieri, più ardui. Non si può derogare da questi presupposti perché non possiamo p roporre la rassegna anche su TikTok o Instagram, banalizzandola e confondendola con modelli comunicativi che rappresentano l'antitesi di quelli da noi adottati. Il coinvolgimento d iretto delle scuole diventa fondamentale e, contestualmente, stiamo formando un gruppo di giovani affinché possano svolgere azioni di proselitismo tra i coetanei nel rispetto dei rigidi dettami che disciplinano le attività di Europa Nazione ed Excalibur Mu ltimedia.

La rassegna continuerà, anche attraverso la valorizzazione di artisti e letterati di sicuro talento, a perseguire le finalità che ne caratterizzano l'essenza: formazione di una coscienza europea; formazione di una coscienza ambientalista che induca tutti a combattere i modelli economici ancorati allo sfruttamento indiscriminato delle risorse; lotta serrata a ogni forma di razzismo ; tutela della lingua per preservarla dalle stupide e ridicole mode figlie di un tempo degenere (r idicole perché, non essendo rispettate da tutti, lasciano spazio a una pluralità di rappresentazioni grammaticali fonti di un indescrivibile caos) ; promozione della lettura come strumento ineludibile della formazione di una persona con iniziative appositamente studiate, alcune delle quali molto originali: nel corso dei convegni che coinvolgeranno gli studenti delle scuole medie e superiori (mi si perdoni l'utilizzo delle vecchie e comode definizioni) alcuni di loro saranno invitati a illustrare un classico della letteratura europea che avrebbero dovuto leggere in funzione dell'età e, qualora dimostrassero di averlo davvero letto, riceveranno premi di varia natura: denaro, buoni per l'acquisto di libri e voucher per soggiorni gratuiti in strutture alberghiere.

L'umanità vive il momento storico più drammatico dagli albori delle prime civiltà e, paradossalmente, sono proprio le scoperte più significative che si stanno ritorcendo contro di essa. Gli esseri umani da un lato non sono in grado di gestire in modo ottimale il progresso tecnologico e dall'altro di rinunciare alle vacue illusioni che, artatamente create con lo scopo di aiutarci a vivere meglio, si trasformano in un terribile boomerang. Se volessimo dare credito alla teoria dell'anaciclosi, coniata da Polibio XXI secoli fa, dovremmo ritenerci, almeno nell'emisfero occidentale, nella fase intermedia del sesto e ultimo ciclo, che vede le democrazie trasformarsi in oclocrazie, per poi sfociare, ineluttabilmente, nell'autoritarismo del demiurgo di turno - quello assoluto, non quelli che si avvalgono della diffusa stupidità e delle umane debolezze per farsi eleggere democraticamente - che eserciterà la tirannia senza doverla giustificare con l'ipocrisia, come di fatto già sta avvenendo in quei Paesi avanti da un pezzo sotto questo profilo (Russia e Cina) e negli USA, dove le psicopatologie trumpiane scardinano tutte le regole che servono a garantire il sano esercizio di immensi poteri. Da sempre - carta canta - in tema di geopolitica sono stato un emulo di Cassandra e, manco a dirlo, come lei condannato a restare inascoltato. Negli anni Settanta cercavo di far comprendere quanto fosse stupido che i giovani di destra e di sinistra si massacrassero vicendevolmente, annebbiati da ideologie già sconfitte dalla storia, mentre i partiti dell'arco costituzionale depredavano il Paese. Sulla necessità di costruire gli Stati Uniti d'Europa con un governo federale e un esercito così potente da garantire la pace nel mondo non è proprio il caso di aggiungere altro, essendo un mantra ripetuto a ogni pié sospinto sin dal lontano 1972. Quando tutti erano abbagliati dal "fascino democratico" di Putin cercavo invano di far prendere coscienza dell'abbaglio; nel 2014 non sapevo cosa altro fare per spiegare quanto fosse folle consentirgli di impossessarsi della Crimea. Nel marzo 2016, prescindendo dai fan, che trasformano i desideri in certezze, fui il primo analista al mondo a capire che Trump avrebbe vinto le elezioni e avrebbe rappresentato un guaio per il mondo intero, facendo ridere tutti perché tutti credevano nella vittoria della Clinton. Ad agosto lo capì anche il regista statunitense Michael Moore e scrissi: «Finalmente siamo in due ad aver capito che vincerà Trump», facendo continuare a ridere tutti. A novembre non potei fare a meno di scrivere un articolo nel quale massacrai gli sfottitori e gli analisti che non avevano capito nulla, senza ridere, purtroppo, perché fu - come sempre - una magra consolazione dimostrare di avere ragione. Da quattro anni mi sto sgolando per dettare la linea di condotta da seguire per sostenere il popolo ucraino, sempre parlando al vento, anche se tanti, da qualche tempo , stanno cominciando a sostenere, in tema di unione e difesa europea, le tesi che propongo da oltre mezzo secolo.

Rifletto a lungo, ovviamente, anche sugli scenari globali futuri, ma su questo preferisco tacere. Forse per la prima volta non mi sento sicuro - o non voglio sentirmi sicuro - delle mie previsioni; forse mi fanno così paura da non volerle esprimere; forse penso che anticipare fatti prima che i tempi siano maturi per recepirli - e di sicuro non lo sono - è come trasmetterli su una fotocopia sbiadita, destinata ad essere cestinata per impossibilità di lettura.

Siamo condannati a vivere il presente, tuttavia, e a non restare inermi al cospetto delle brutture del mondo che si manifestano in modo palese, perché nascondere la testa nella sabbia o girarsi dall'altra parte (ahimè, lo fanno in tanti) significherebbe "non vivere" o di esse "rendersi complici".

Sia pure tra mille dubbi, pertanto, andiamo avanti sforzandoci solo di seguire il monito di Aristotele: «Le radici della cultura sono amare; ma dolci i frutti». Seminiamo cultura, quindi, perché la parte peggiore delle brutture è figlia dell'ignoranza.

SEZIONE RACCONTO

PRIMULA GALANTUCCI

"CESIRA"

Il racconto propone una narrazione originale e suggestiva personificando una vecchia cabina telefonica pubblica, testimone silenziosa delle vite e dei segreti di un intero paese. La protagonista, Cesira, ricorda con nostalgia gli anni in cui era un punto di riferimento per molte persone: ragazzi, innamorati, lavoratori e solitari che si fermavano per parlare con qualcuno lontano, confidare i propri pensieri o semplicemente cercare conforto. Ogni telefonata diventava così una piccola storia di vita che la cabina custodiva come una confidente discreta.

Tra i tanti ricordi affiorano quelli di Marco, un ragazzo che utilizzava la cabina per parlare con la madre lontana; di Giuseppe, che telefonava alla zia anziana; di Andrea, che di nascosto contattava l’amante durante le assenze della moglie. Nel tempo Cesira diventa una sorta di testimone delle fragilità e dei desideri umani. Con il passare degli anni, però, le cabine telefoniche diventano sempre più inutilizzate e Cesira viene progressivamente dimenticata. Dopo un sopralluogo dei messi comunali viene rimossa e trasportata, con altre cabine, in un deposito destinato alla rottamazione, dove tutte attendono con rassegnazione la loro fine.

Quando ormai sembra destinata a scomparire, avviene un inatteso gesto di salvezza: Marco, ormai diventato medico, riesce a recuperarla e la restaura con cura. La cabina viene collocata nell’atrio della clinica da lui fondata, dedicata alla madre scomparsa, diventando così un simbolo di memoria e di affetto.

Con una storia delicata e nostalgica, il racconto riflette sul valore dei ricordi, sulle trasformazioni del tempo e sull’importanza di conservare le tracce delle relazioni umane.

MOTIVAZIONE

Grazie alla voce immaginaria di una cabina telefonica, l’autrice rievoca con delicatezza un mondo ormai scomparso fatto di incontri, confidenze e relazioni umane, restituendo al lettore una riflessione nostalgica sul tempo che passa e sul valore dei ricordi.

Per l’originalità dell’idea narrativa, che ha visto trasformare un oggetto quotidiano in un simbolo carico di memoria e di emozioni; p er la sensibilità con cui viene raccontato il legame tra passato e presente e per l’efficacia del messaggio umano che attraversa la narrazione, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Racconto a Primula Galantucci.

Primula Galantucci, Como. Imprenditrice e insegnante di scrittura creativa. Ha studiato pianoforte e canto jazz. Nell'edizione 2022 ha ottenuto una menzione speciale nella sezione narrativa per il romanzo "L'inesistenza del tempo" – Chiado Books Editore. Nell'edizione 2024 ha ottenuto una menzione speciale per il romanzo "Les jeux sont faits " – Giovane Holden Edizioni.

GINO ABBRO "ZIA CATERINA"

Il racconto è ambientato nell’Italia del dopoguerra, in un contesto segnato dalla povertà e dalle difficoltà quotidiane. Protagonista della storia è Caterina, donna dal carattere forte e diretto, madre di sei figli e moglie di un falegname dal lavoro incerto. Nonostante le ristrettezze economiche e il duro lavoro quotidiano, la donna affronta ogni difficoltà con dignità e determinazione, cercando con tutti i mezzi possibili - non molti - di garantire alla famiglia una vita decorosa.

Alle difficoltà materiali si aggiunge il dolore per la malattia di uno dei figli, affetto da meningite e sordomuto, condizione che obbliga i congiunti ad adattarsi a una forma di comunicazione più complessa. Caterina, tuttavia, continua a dimostrare una straordinaria forza d’animo e una profonda solidarietà nei confronti del prossimo.

Nel periodo natalizio, spinta dal desiderio di offrire ai figli almeno un piccolo segno di festa, accetta un lavoro presso una fornace, sottopone ndosi a turni faticosi, resi ancora più duri dalle particolari condizioni climatiche La vicenda culmina con un episodio inatteso e profondamente significativo: parlando con il parroco, incontrato causalmente, gli riferisce che sta recandosi presso un orfanatrofio, inducendolo a ritenere che stesse privandosi di un figlio per le precarie condizioni economiche. Il giorno della messa, però, il parroco si rende conto che la donna è in chiesa con sette bimbi! In effetti intendeva solo consentire a un bimbo di trascorrere le feste natalizie nel calore di una fa miglia. I l racconto, pertanto, rivela il vero significato della solidarietà umana, mostrando come anche chi vive nella povertà possa essere capace di straordinari atti di altruismo.

MOTIVAZIONE

Il racconto mette in luce valori profondi quali il sacrificio, la solidarietà e la generosità, dimostrando come anche nelle condizioni più difficili possa emergere una straordinaria ricchezza umana.

Per aver raccontato con semplicità e autenticità una storia di vita quotidiana ambientata nell’Italia del dopoguerra, restituendo il ritratto intenso di una donna capace di affrontare con dignità le difficoltà della povertà e della vita familiare; per aver trasforma to una vicenda semplice in una testimonianza significativa di altruismo e umanità, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Racconto a Gino Abbro

Gino Abbro, Caserta. Funzionario in pensione della Ericsson Telecomunicazioni. Sottufficiale del Corpo dei bersaglieri e membro attivo dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, per la quale ha ricoperto il ruolo di presidente della sezione di Caserta e di segretario regionale. Ha partecipato a tutte le edizioni della rassegna - sezione racconto - classificandosi sempre nei primi tre post i.

GAETANO CATALANI

"AL SUONO DEL NABUCCO"

Protagonista del racconto è un medico di famiglia che, dopo anni di esperienza, si trova ad accompagnare una sua paziente lungo l’ultimo tratto della vita. La donna, Cettina, è affetta da un tumore che lentamente la consuma, ma affronta la malattia con una dignità silenziosa e una lucida consapevolezza del proprio destino.

Accanto a lei non vi sono i figli, lontani non solo geograficamente ma soprattutto affettivamente: presenze intermittenti, incapaci di cogliere il valore del tempo che resta, incapaci di riconoscere nella fragilità della madre un richiamo alla responsabilità e alla cura. In questa distanza si riflette una più ampia frattura del mondo contemporaneo, in cui i legami familiari si allentano e l’urgenza dell’esistenza cede il passo alle priorità materiali e al disincanto dei rapporti.

È il medico, pertanto, a farsi testimone e custode di questa solitudine, trasformando la propria funzione professionale in una forma alta di prossimità umana. Il suo sguardo, nutrito anche dalla memoria di figure eminenti della medicina oncologica del Novecento, richiama una stagione in cui la cura era intesa non soltanto come atto clinico, ma come responsabilità etica e relazione profonda con il paziente.

In questo contesto, la musica – in particolare il Nabucco di Verdi – diventa per Cettina un rifugio interiore, uno spazio in cui sottrarsi al dolore e recuperare una dimensione altra, sospesa tra memoria e desiderio. Accanto a lei, la presenza del merlo Rosario, fragile e sorprendente compagno, assume un valore simbolico, quasi a supplire quell’umanità negata dai legami familiari.

Il racconto si configura così come una meditazione sulla malattia, sulla dignità del morire e, soprattutto, sul significato autentico della cura: non solo prolungare la vita, ma accompagnarla con rispetto, ascolto e pietà. In controluce emerge una riflessione amara ma necessaria sulla contemporaneità, in cui il progresso scientifico convive con una progressiva desertificazione affettiva.

MOTIVAZIONE

Attraverso la figura di Cettina, l’aut ore mette in luce la dignità del dolore e la forza interiore di chi, pur nella consapevolezza della propria condizione, sceglie di vivere fino all’ultimo con lucidità e misura, trovando nella musica e nei piccoli gesti quotidiani un rifugio e una forma di resistenza esistenziale.

Per la narrazione intensa e profondamente umana che affronta con rara sensibilità il tema della malattia e dell’accompagnamento alla fine della vita; per la capacità di coniugare dimensione narrativa e profondità etica, trasformando una vicenda individuale in una meditazione universale sulla vita, sulla morte e sul senso della relazione umana, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Racconto a Gaetano Catalani.

Ga etano Catalani, Ardore (RC). Dermatologo. S crive racconti e poesie in lingua italiana e in vernacolo. Diploma Honoris Causa assegnatogli dall’I.S.L.A.S (Istituto Superiore di Lettere Arti e Scienze del Mediterraneo). Socio dell’Accademia Bonifaciana, della Universum Academy Switzerland e dell’Accademia di Sicilia. È giurato e presidente di giuria in numerosi premi nazionali; fondatore e presidente del Premio Letterario Nazionale "Città di Ardore"

ELVIRA DELMONACO ROLL

"IL SECONDOGENITO"

Il racconto propone una delicata riflessione sui rapporti familiari e sulle dinamiche emotive che attraversano la vita di una famiglia. Al centro della narrazione vi è la figura di un figlio nato all’ombra del primogenito, costretto a crescere in un contesto in cui il confronto con il fratello maggiore diventa inevitabile e talvolta doloroso.

Tra ricordi, episodi di vita quotidiana e momenti di introspezione, affiorano i sentimenti contrastanti che accompagnano la crescita del protagonista: il desiderio di affermare la propria identità, il bisogno di riconoscimento e il confronto con le aspettative familiari. La figura del secondogenito diventa così simbolo di una condizione esistenziale più ampia, che vede ogni individuo alla perenne ricerca del proprio spazio all’interno della famiglia e della società.

Nel corso della narrazione emergono anche le sfumature dell’amore familiare, filo invisibile che lega i protagonisti nonostante le incomprensioni e i silenzi. Il racconto induce il lettore a percorrere sentieri intrisi di fragilità, crescita e consapevolezza, mostrando come le relazioni tra fratelli e genitori, seppure segnate da tensioni, consentono sempre molteplici possibilità di riconciliazione.

MOTIVAZIONE

Con uno stile sensibile e riflessivo, l’autrice costruisce una storia che parla di identità, appartenenza e maturazione personale, restituendo con autenticità il complesso universo dei legami familiari e il percorso interiore di chi cerca il proprio posto nel mondo e il riconoscimento della propria identità.

Per la capacità di trasformare una vicenda familiare in una riflessione universale sui legami affettivi e sulla costruzione dell’identità personale, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Racconto a Elvira Delmonaco Roll.

Elvira Delmonaco Roll, Napoli Laureata in lingue straniere. Ha insegnato nelle scuole superiori, distinguendosi nella sperimentazione didattica.

Fondatrice del Premio letterario internazionale "Francesco Giampietri". Nell'edizione 2024 ha partecipato alla rassegna con il romanzo "L'ultimo Don" - Set Art Edizioni - e con il racconto "Fammi volare", premiati con una menzione speciale.

ROSSANA CILLI

"SCINTILLE DI LUCE RIFLESSA"

Il racconto prende avvio da una suggestiva immersione subacquea. Luisa e René scoprono sul fondale marino il relitto di un velivolo intrappolato tra alghe e incrostazioni, testimone silenzioso di un episodio tragico del passato, che suscita una profonda emozione: davanti ai loro occhi non c’è soltanto un relitto, ma una storia sospesa tra memoria, mistero e destino. René, infatti, è convinto che il velivolo sia l’idrovolante sul quale perse la vita suo nonno, aviatore caduto nel 1918, alla fine della Prima guerra mondiale. Il relitto diventa così il simbolo di una ricerca intima e familiare, un tentativo di ricostruire un frammento di storia perduta e di conferire maggiore pregnanza alla memoria di chi non è più tornato.

I due amici cominciano a interrogarsi sulla possibilità di recuperar lo, valutando le difficoltà tecniche e logistiche di un’impresa complessa. Il loro dialogo alterna entusiasmo e incertezza, curiosità scientifica e desiderio di preservare un reperto che potrebbe contribuire alla ricostruzione della storia dell’aviazione, ancora giovane ma già profondamente segnata dalle guerre del Novecento.

Il racconto intreccia memoria storica, passione per la ricerca e riflessione sul valore dei reperti del passato, mostrando come anche un oggetto dimenticato nei fondali del mare possa trasformarsi in una scintilla capace di illuminare storie umane e vicende collettive.

MOTIVAZIONE

Con una scrittura evocativa e ricca di suggestioni, Rossana Cilli conduce il lettore tra storia, emozione e curiosità scientifica, mostrando come il recupero di un semplice relitto possa diventare occasione di riflessione sul valore della memoria e sull’importanza di custodire le tracce del passato.

Per l’originalità dell’ambientazione e la sensibilità con cui l’autrice intreccia memoria storica e vicenda personale, trasformando una scoperta subacquea in un percorso di ricerca e di ricostruzione del passato; per la qualità narrativa che consente di coniugare dimensione umana e interesse storico con coinvolgente intensità, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Racconto a Rossana Cilli.

Rossana Cilli, Roma. Germanista; laureata in Lingue alla Sapienza di Roma ; conduttrice radiofonica, cura per Ameriaradio i programmi Autori & Autori, dedicato ai libri e ai nuovi autori e Ciak si Legge, dedicato ai libri sceneggiati per la produzione cine matografica. Ha lavorato nell’industria farmaceutica (Pfizer) ed elettronica (Elettronica SpA) come traduttrice e responsabile dell’organizzazione congressuale. È stata proprietaria di una piccola libreria indipendente (chiusa nel 2016). È sposata.

Ha pubblicato sei romanzi e una raccolta di racconti. Nell'edizione 2022 ha ottenuto una menzione speciale per il romanzo "Oltre le quinte – Concerto in tempore belli " – Diastema Editrice.

FRANCESCO GRASSO

"CENERE

E DIAMANTI "

Il racconto è ambientato nei giorni drammatici dello sbarco alleato di Anzio del gennaio 1944, uno degli episodi più complessi della campagna d’Italia durante la Seconda guerra mondiale. Il protagonista, Eric, giovane soldato britannico dell’ 8° Battaglion e dei "Royal Fusiliers ", si trova immerso nella tensione della guerra, tra freddo, paura e attesa dell’imminente scontro con le truppe tedesche.

Il racconto restituisce l’atmosfera di quei giorni segnati da bombardamenti, attacchi aerei e combattimenti feroci, mostrando il lato umano dei soldati coinvolti nel conflitto. La narrazione alterna momenti di azione e riflessione, evidenziando il senso di precarietà e il peso morale della guerra.

A distanza di molti anni, la memoria di quei fatti riaffiora nel Mu seo dello Sbarco di Anzio , luogo in cui reperti, fotografie e cimeli militari conservano il ricordo di chi combatté e spesso perse la vita in quelle battaglie. Tra questi oggetti emerge un gagliardetto appartenuto al reparto di Eric, ritrovato e riconosciuto dal figlio del soldato caduto, giunto in Italia per ricostruire le tracce del padre scomparso in guerra.

Il racconto assume così un duplice livello narrativo: da un lato la ricostruzione storica della battaglia, dall’altro la ricerca personale e affettiva di chi, a distanza di decenni, tenta di riannodare i fili della memoria familiare.

Il contrasto evocato dal titolo suggerisce la duplice eredità della guerra: distruzione e dolore da una parte, ma anche memoria, sacrificio e libertà conquistata dall’altra. Il racconto si chiude con una riflessione sul valore dei musei e della memoria storica, strumenti indispensabili per ricordare il sacrificio di chi ha combattuto e per impedire che gli errori del passato vengano dimenticati. Il soldato cui l'autore fa riferimento è Eric Fletcher Waters, padre di Roger Waters, co- fondatore dei Pink Floyd.

MOTIVAZIONE

Narrando la vicenda bellica di un giovane soldato e del figlio che tenta di ricostruirne la memoria, l'autore trasforma un episodio della storia militare in una riflessione universale sul sacrificio, sulla memoria e sul valore della libertà.

Per la capacità di coniugare rigore storico, intensità narrativa e profondità emotiva in un racconto che restituisce con gr ande efficacia il dramma umano della guerra; per la qualità della scrittura, l’accurata ricostruzione storica e la forza del messaggio civile che emerge dalla narrazione, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Primo Premio per la Sezione Racconto a Francesco Grasso.

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Francesco Grasso, Roma. Ingegnere elettronico. Sceneggiatore.

SEZIONE NARRATIVA

EUGENIO MARRONE

"CASA PAZZI, BUONGIORNO"

Il romanzo, di chiara matrice autobiografica, narra la straordinaria esperienza di vita della famiglia Marrone, caratterizzata da una forte tensione solidaristica Eugenio e Paola, pervasi da una profonda fede cristiana e segnati da un crudele destino che strappa loro ben sette figli dei tredici messi al mondo, trovano la forza di donarsi agli altri trasformando la vita familiare in una vera missione di amore per il prossimo: accanto ai figli naturali, la famiglia accoglie numerosi bambini con disabilità o provenienti da situazioni difficili, costruendo un ambiente in cui ognuno possa trovare affetto, sicurezza e dignità.

La casa diventa così un luogo di condivisione e di crescita, dove la quotidianità è fatta di sacrifici, imprevisti, difficoltà economiche ma anche di momenti di gioia, solidarietà e profonda umanità. La famiglia affronta numerose prove – dalla malattia alle difficoltà burocratiche e finanziarie – senza mai rinunciare al proprio progetto di accoglienza.

Tra episodi commoventi e situazioni talvolta ironiche, il libro racconta la costruzione di una realtà familiare fuori dal comune, in cui l’amore diventa il motore di ogni scelta e la fiducia nella Provvidenza accompagna i pr otagonisti anche nei momenti più difficili.

Il racconto si configura così come una testimonianza intensa di solidarietà e dedizione, capace di mostrare come una famiglia possa trasformarsi in un luogo di speranza per chi ne ha più bisogno.

MOTIVAZIONE

Il romanzo propone il valore della famiglia come luogo di amore gratuito e di responsabilità verso i più fragili, offrendo al lettore una storia autentica fatta di sacrifici, difficoltà e straordinari gesti di generosità.

Per la forza della testimonianza uman a e spirituale che traspare dal romanzo, capace di trasformare una vicenda familiare in un esempio concreto di accoglienza e solidarietà; per aver trasmesso con semplicità e intensità il messaggio universale dell’accoglienza e della dignità della persona, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Eugenio Marrone.

Eugenio Marrone, Verona. Sposato con Paola Stocco, coautrice dell'opera. Consulente del lavoro. Fondatore, con la moglie, della Onlus "Casa Martin".

TERZO CLASSIFICATO

DANIELE OSSOLA

"CONGIURE LUNGO LA VIA FRANCIGENA"

Il romanzo è ambientato nel tardo Medioevo, lungo uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio dell’Europa cristiana: la Via Francigena, percorso che collegava l’Inghilterra a Roma

La narrazione si sviluppa tra castelli, monasteri e città attraversate dai pellegrini diretti alla Città eterna, in un periodo segnato da tensioni politiche, rivalità tra nobili famiglie e intrighi ecclesiastici. Tra i protagonisti emerge Harold Wilton, cavaliere inglese coinvolto in una complessa rete di alleanze, promesse e segreti che lo porteranno a muoversi in vari luoghi dell'Europa mentre sullo sfondo si delineano pericolose congiure e giochi di potere.

Il viaggio lungo la Via Francigena diventa così non solo un itinerario geografico ma anche un percorso umano e spirituale, nel quale mercanti, ecclesiastici e pellegrini si incontrano condividendo pericoli, speranze e interessi. Lungo il cammino si intrecciano vicende familiari, amori, vendette e rivalità nobiliari che alimentano un clima di tensione crescente.

Tra intrighi politici e conflitti tra casate, i protagonisti sono costretti a confrontarsi con scelte difficili che mettono alla prova lealtà, onore e senso della giustizia. Il racconto restituisce così il ritratto di un’epoca in cui il destino dei singoli è spesso condizionato da complessi equilibri di potere e da decisioni prese nei palazzi della nobiltà o nelle gerarchie ecclesiastiche.

La ricca ricostruzione storica e le ambientazioni suggestive consentono al lettore un affascinante viaggio nel cuore dell’Europa medievale.

MOTIVAZIONE

Con una vicenda ricca di personaggi e colpi di scena, l’autore costruisce un a trama coinvolgente che restituisce il fascino dei grandi viaggi medievali e delle complesse dinamiche di potere che caratterizzavano l’epoca.

Per la capacità di ricreare con efficacia narrativa l’atmosfera del Medioevo europeo, intrecciando avventura, storia e intrighi politici lungo uno dei percorsi più simbolici della cristianità medievale; per aver coniuga to rigore storico e tensione narrativa, offrendo al lettore un affresco vivido della società medievale e delle sue contraddizioni, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizion e assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Daniele Ossola.

Daniele Ossola, Ranco (VA). Laurea in Economia e Commercio (Università Cattolica – Milano). Esperto di letteratura anglosassone. Attore e regista teatrale. Docente di dizione e scrittura creativa; coordinatore di laboratori teatrali.

GIUSEPPE D'ARCO

"IL

LIBRO ROSSO"

Il libro rosso è un romanzo psicologico che esplora con profondità il dolore, la memoria e il difficile percorso di rinascita interior e dopo una perdita. Il protagonista, Andrea Sassi, è un uomo segnato da eventi tragici che ne hanno sconvolto l'esistenza e incrinato l'equilibrio emotivo. Travolto dal peso del passato e da un senso di smarrimento esistenziale, Andrea si ritrova a interrogarsi sul significato della propria vita e sul valore delle relazioni che lo circondano.

Intorno a lui si muove una rete di personaggi complessi e sfaccettati: Valeria, un medico generoso ma ferito dalle vicende personali; Silvana, la moglie con la quale intrattiene un rapporto intriso di tensioni e segreti; Lisa, guidata da un forte desiderio di vendetta; altri protagonisti che contribuiscono a creare un universo narrativo ricco di conflitti interiori e dinamiche psicologiche.

Su tutti emerge la figura di Ada, presenza misteriosa e luminosa che appare nella vita del protagonista come un segno di speranza. La bontà e la generosità che ne animano l'agire diventano per Andrea, nel momento più oscuro della sua esistenza, un sostegno capace di aprire uno spiraglio di luce.

Le drammatiche vicende segnate da dolore, lutto e interrogativi esistenziali, conducono il lettore verso una riflessione sul rapporto tra vita e morte, mostrando come anche dalle esperienze più drammatiche possa nascere una nuova possibilità di rinascita e di crescita personale.

MOTIVAZIONE

Il libro rosso si caratterizza per una narrazione intensa e coinvolgente, capace di intrecciare emozionanti vicende personali e interrogativi esistenziali pregni di tensione interiore.

Per la profondità psicologica con cui l’autore esplora le fragilità dell’animo umano e il difficile percor so di rinascita dopo il dolore; per aver dato vita a personaggi complessi e credibili, grazie ai quali emergono temi universali come l’amore, la perdita, la speranza e il desiderio di riscatto, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Giuseppe D’Arco.

Giuseppe D'Arco, Sorrento (NA). Commercialista. Ballerino (balli latino-americani) e attore teatrale.

ALFREDO ALVINO

"NEMICI FRATERNI"

Il romanzo è ambientato nel periodo cruciale del Risorgimento italiano, quando il Regno delle Due Sicilie è sull'orlo del collasso e l’Italia si avvia verso l’unificazione. In questo scenario complesso e drammatico si intrecciano le vicende personali di Federico e Turillo, amici inseparabili: il primo è figlio del colono del conte Ruotolo di Chiaiano, padre di Turillo. Tra i figli del conte e i figli dei coloni, infatti, regna profonda armonia, senza alcuna distinzione di lignaggio sociale. Col passare degli anni, però, Turillo si avvia alla carriera militare nell'esercito borbonico e ciò genera un primo distacco, divenuto più consistente a causa degli eventi politici e militari che sconvolgono il Sud Italia. L’avanzata delle truppe garibaldine, le tensioni sociali e le vendette personali trasformano progressivamente il loro rapporto, mettendo alla prova valori come l’amicizia, l’onore e la lealtà

Il romanzo segue il percorso umano dei protagonisti tra episodi di guerra, intrighi politici, persecuzioni e tragedie familiari, mostrando come il clima di violenza e di instabilità del tempo possa travolgere le vite dei singoli. L’ illusione di un cambiamento radicale e liberatore si scontra spesso con la durezza della realtà, nella quale le ingiustizie e le contraddizioni sembrano ripetersi indipendentemente dal potere che governa. Nella drammatica battaglia del Volturno i due "amic i fraterni" si troveranno l'uno contro l'altro, ciascuno sicuro delle proprie ragioni.

L'autore, con una narrazione ricca di personaggi e situazioni storicamente suggestive, restituisce il ritratto di un’epoca segnata da profonde trasformazioni politiche e sociali, ma anche da conflitti interiori che trasformano amici in avversari e fratelli in nemici.

MOTIVAZIONE

Il romanzo mette in luce come i grandi eventi della storia possano incidere profondamente sulle relazioni umane, trasformando amicizie e affetti in conflitti laceranti.

Per aver raccontato con intensità narrativa e solida ambientazione storica uno dei periodi più complessi e drammatici della storia italiana ; per aver coniugato ricostruzione storica, tensione narrativa e riflessione sulle co nseguenze umane dei conflitti politici e militari, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa ad Alfredo Alvino.

Alfredo Alvino, Napoli. Avvocato. Da giovane ha praticato il Rugby giocando con la squadra "Partenope Rugby", vincitrice di due scudetti. Ha tradotto in napoletano la commedia Arsenic and Old Lace, di Joseph Otto Kesselring (Arsenico e vecchi merletti, diventata anche un famoso film diretto da Frank Capra e interpretato da Cary Grant), e la pièce francese La Présidente, di Maurice Hennequin e Pierre Veber.

GENNY SOLLAZZI

"OLTRE I LIMITI DELL'UNIVERSO"

Oltre i limiti dell’universo è un romanzo di fantascienza che conduce il lettore in un viaggio tra esplorazione cosmica, ricerca scientifica e interrogativi profondi sul destino dell’umanità. L’opera immagina un futuro in cui lo sviluppo tecnologico consente all’uomo di spingersi sempre più lontano nello spazio, superando le frontiere conosciute dell’universo e affrontando misteri che sfidano la comprensione scientifica.

La narrazione segue un gruppo di scienziati ed esploratori impegnati in una missione straordinaria: indagare fenomeni cosmici che sembrano suggerire l’esistenza di realtà oltre i limiti dell’universo osservabile. Durante il viaggio emergono domande fondamentali sull’origine del cosmo, sulla natura della materia e sul ruolo dell’intelligenza umana nella vastità dello spazio.

Tra scoperte sorprendenti e momenti di tensione, il racconto intreccia speculazione scientifica e riflessione filosofica, mettendo in luce il desiderio umano di conoscenza e la necessità di confrontarsi con l’ignoto. L’universo diventa così non soltanto lo scenario di un’avventura scientifica, ma anche il simbolo della continua ricerca dell’uomo verso nuovi orizzonti.

Il romanzo si propone come una narrazione che unisce divulgazione scientifica, immaginazione e spirito di scoperta, invitando il lettore a riflettere sui limiti della conoscenza e sulle possibilità ancora inesplorate del cosmo.

MOTIVAZIONE

Con una scrittura chiara e coinvolgente, l'autrice accompagna il lettore in un viaggio tra scienza e fantasia, stimolando curiosità e meraviglia verso i grandi interrogativi del cosmo.

Per aver affrontato in modo originale il tema dell’esplorazione dell’universo e dei limiti della conoscenza umana; per essere stata in grado di coniugare immaginazione narrativa , avventura, riflession i scientifiche e filosofiche, offrendo uno sguardo suggestivo sulle possibilità future dell’umanità nello spazio, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Terzo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Genny Sollazzi.

Genny Sollazzi, Pontedera (PI). Laureata in Giurisprudenza, lavora alle dipendenze di un istituto bancario. Presidente dell'associazione di volontariato "Avo Pontedera". Appassionata di fotografia.

MORENA FESTI

"SIDERIT

E LIDORO"

(STORIA DI FOLLETTI AL LIMITARE DEL BOSCO)

Romanzo con sentori che richiamano l'universo fantasy. Protagonisti due folletti gemelli, membri di una comunità che vive serenamente in un villaggio ai margini del bosco, nel rispetto di antiche tradizioni e del sapiente uso della magia.

Il perfido stregone Ombralunga, però, intende sottomettere gli uomini della valle con l'ausilio di un potente sortilegio. Saranno proprio Siderit e Lidoro, con un gesto audace e un pizzico di astuzia, a sabotare il piano del mago, provocando la dispersione della preziosa polvere di fata necessaria per completare l’incantesimo.

Da quel momento i gemelli diventano il bersaglio del malvagio stregone, che intende vendicarsi. Prende corpo, quindi, un'avventura pericolosa, che li porterà ad affrontare terre gelide e incantate, antichi poteri oscuri e prove difficili. Accanto a loro compare Criù, un giovane drago con cui i folletti stabiliscono un profondo e duraturo legame empatico.

Tra fughe, sortilegi e incontri inattesi, la storia conduce verso uno scontro decisivo tra le forze del bene e quelle del male. Grazie al coraggio dei protagonisti e alla collaborazione tra uomini e creature del bosco, il perfido stregone viene sconfitto e l’armonia tra i due mondi può essere ristabilita.

La trama si sviluppa come una moderna fiaba d’avventura che unisce immaginazione fantastica e valori universali, mostrando come anche i più piccoli possano compiere grandi imprese quando agiscono con generosità e determinazione.

MOTIVAZIONE

Le avventure dei piccoli protagonisti danno vita a una narrazione coinvolgente che celebra il valore della collaborazione e della fiducia reciproca, dimostrando come anche i gesti più semplici possano cambiare il destino di un’intera comunità.

Per la costruzione di un racconto fantastico ricco di immaginazione, capace di unire l’atmosfera della fiaba tradizionale con temi universali come il coraggio, l’amicizia e la solidarietà; per aver creato una storia capace di affascinare lettori di tutte le età e di trasmettere, con leggerezza e fantasia, un messaggio positivo di speranza e responsabilità, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio per la Sezione Narrativa a Morena Festi.

Morena Festi, San Giovanni in Persiceto (BO). Nell'edizione 2023 si aggiudica una menzione speciale per il romanzo "Frammenti di noi" – Giovane Holden Edizioni. Nell'edizione 2024 si aggiudica una menzione speciale per il racconto "Aveva tempo" e il secondo posto nella sezione silloge con la raccolta di poesie "Tra i singhiozzi della vita ".

SILVANA PICARDI

"L'ALFABETO

DEI RICORDI"

L’alfabeto dei ricordi è un intenso viaggio nella memoria personale e collettiva, costruito con racconti autobiografici che riportano il lettore nella realtà quotidiana dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. Il libro nasce dal dialogo affettuoso tra una nonna e il nipote – affettuosamente chiamato "Piccolo Principe " – che, con curiosità e meraviglia, chiede di ascoltare episodi d i vita vissuta. Da queste conversazioni prende forma un mosaico di ricordi che attraversano l’infanzia, la scuola, la famiglia e i cambiamenti sociali di un’epoca ormai lontana. L 'autrice racconta episodi spesso teneri e talvolta dolorosi, rievoca emozioni, paure, piccoli errori e grandi scoperte che hanno segnato la crescita di una bambina alle soglie dell’adolescenza. La narrazione restituisce il clima di un tempo caratterizzato da valori semplici e profondi: il rispetto per gli insegnanti, la disciplina scolastica, la solidarietà tra le persone e la centralità dei rapporti familiari.

Il racconto procede come un vero e proprio alfabeto della memoria: ogni episodio diventa una lettera simbolica di una storia più grande, fatta di esperienze, insegnamenti e momenti di crescita. Il passato non viene evocato soltanto con nostalgia, ma come patrimonio di valori da trasmettere alle nuove generazioni, affinché possano comprendere meglio il presente e costruire il futuro.

Il libro si configura così come un delicato intreccio tra autobiografia, racconto educativo e testimonianza storica, capace di restituire con autenticità la forza evocativa dei ricordi e il loro ruolo nella costruzione dell’identità personale.

MOTIVAZIONE

Grazie a una scrittura sincera e ricca di emozioni, L’alfabeto dei ricordi restituisce il valore della memoria come strumento di conoscenza e di crescita, offrendo uno spaccato vivido della vita quotidiana e della scuola italiana in un’epoca di profondi ca mbiamenti.

Per la sensibilità narrativa con cui l’autrice riesce a trasformare i ricordi personali in una testimonianza universale capace di parlare a lettori di diverse generazioni; per aver saputo raccontare con autenticità il legame tra passato e presente e per aver trasformato l’esperienza individuale in un patrimonio condiviso di valori, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Silvana Picardi.

Silvana Picardi, Napoli. In segnante psicopedagogista in pensione, nel corso delle esperienze professionali ha assunto vari ruoli di coordinamento e tutoraggio nell’Area didattica e sostegno scolastico.

EDOARDO GUERRINI "QUATTRO GRADI"

Il romanzo Quattro gradi intreccia elementi di thriller investigativo, attualità geopolitica e riflessione scientifica sul cambiamento climatico. La vicenda prende avvio dalla morte improvvisa di Michele Montesanto, figura di rilievo nei negoziati internazionali sul clima, a vvenuta durante una conferenza internazionale dedicata alla transizione energetica.

Inizialmente considerato un malore improvviso, l’episodio suscita presto dubbi e sospetti. Grazie all'impegno di amici, ricercatori e investigatori emerge gradualmente l’ipotesi di un delitto legato agli enormi interessi economici e politici che ruotano attorno alle decisioni sul futuro energetico del pianeta. Le indagini portano alla luce intrighi internazionali, rivalità tra grandi potenze e tentativi di sabotare accordi g lobali che potrebbero accelerare la transizione ecologica.

Il titolo del romanzo richiama la soglia critica dell’aumento della temperatura globale: un riscaldamento di quattro gradi rappresenterebbe uno scenario devastante per la Terra, conseguenza di un mancato accordo internazionale sul contenimento delle emissioni. Proprio su questo fragile equilibrio tra cooperazione e conflitto si sviluppa la trama, mostrando come scienza, politica ed economia siano profondamente intrecciate nel destino dell’umanità.

Ben strutturato con dialoghi serrati, riferimenti culturali e un intreccio ricco di tensione narrativa, il romanzo offre una riflessione sui rischi del nostro tempo e sulle responsabilità individuali e collettive nella difesa del pianeta.

MOTIVAZIONE

In Quattro gradi Edoardo Guerrini costruisce una storia avvincente che unisce scienza, politica internazionale e tensione narrativa, mostrando come le decisioni sul futuro energetico del pianeta siano al centro di interessi complessi e talvolta oscuri.

Per aver saputo coniugare con efficacia narrativa il genere del thriller investigativo con una lucida riflessione sui grandi temi globali del cambiamento climatico e della sostenibilità; per l'abilità con cui un tema scientifico di grande attualità è stato trad otto in un racconto coinvolgente che stimola consapevolezza e senso di responsabilità verso il destino della Terra, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Edoardo Guerrini.

Edoardo Guerrini, Torino. Biologo specializzato in igiene ambientale. Nell'edizione 2024 si aggiudica il secondo posto con il romanzo "Nero Orchidea" – LFA Publisher.

IGNAZIO RICCIO

"COSÌ RIUSCIMMO A RIVEDERE IL SOLE"

Con una narrazione distopica e precisi riferimenti scientifici l'autore propone una delle grandi sfide del nostro tempo: il rapporto tra l’umanità e l’ambiente proiettato in un futuro non lontano minacciato dall'inquinamento sempre più marcato, dal cambiamento climatico e dalle continue tensioni geopolitiche che rendono progressivamente più difficile la vita sulla Terra.

In questo scenario inquietante, i governi delle principali potenze mondiali avviano un progetto segreto per garantire la sopravvivenza della spec ie umana: la costruzione di grandi città sotterranee in cui trasferire parte della popolazione mentre il pianeta affronta le conseguenze della devastazione ambientale e del conflitto nucleare.

Dopo la catastrofe, gruppi di sopravvissuti vivono per anni ne l sottosuolo, lontani dalla superficie ormai resa ostile dalle radiazioni e dagli altri sconvolgimenti climatici generati dalla stupidità umana. Quando finalmente alcune spedizioni tornano alla luce, il mondo che si presenta ai loro occhi è uno scenario spettrale di distruzione e silenzio, segno delle conseguenze di scelte politiche ed economiche irresponsabili.

L’avventura dei protagonisti e il confronto tra scienziati, politici e cittadini, consentono una riflessione sul destino dell’umanità e sulla necessità di cambiare radicalmente il modello di sviluppo che ha portato il pianeta sull’orlo del collasso. La narrazione, utile soprattutto ai ragazzi, intreccia fantasia e divulgazione scientifica per lanciare un messaggio di responsabilità collettiva e di s peranza: solo acquisendo una nuova coscienza ecologica sarà possibile rivedere il sole e costruire un futuro diverso.

MOTIVAZIONE

Dando vita a una trama distopica intensa e ricca di suggestioni scientifiche, Ignazio Riccio unisce immaginazione e riflessione, invitando il lettore a interrogarsi sulle conseguenze delle scelte compiute dall’umanità nel rapporto con la natura.

Per aver affrontato con originalità narrativa e forte sensibilità civile il tema cruciale della salvaguardia dell’ambiente e del futuro del pianeta; per la capacità di trasformare una visione inquietante del futuro in uno stimolo alla responsabilità e alla consapevolezza ecolog ica, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Ignazio Riccio.

Ignazio Riccio, Orta di Atella (CE). Giornalista pubblicista. Agente assicurativo. Responsabile ufficio stampa in varie aziende.

CESARE DI LILLO

"LA GIUSTIZIA DEGLI EVENTI"

La giustizia degli eventi è un’opera di riflessione spirituale e filosofica che affronta uno degli interrogativi più profondi dell’esistenza umana: il senso degli avvenimenti della vita e il rapporto tra l’uomo e il divino. Il libro propone una meditazione ampia sulla natura di Dio, sull’origine del mondo e sul significato delle esperienze – positive o dolorose – che ogni individuo attraversa nel corso della propria esistenza.

Partendo dall’osservazione della realtà quotidiana, l’autore cerca di rispondere a una domanda universale: perché nella vita accadono eventi che appaiono ingiusti o incomprensibili? La risposta proposta si fonda sul concetto centrale di "giustizia degli eventi" , un principio secondo cui tutto ciò che accade nella dimensione umana contribuisce alla crescita spi rituale delle persone e alla formazione di anime libere e consapevoli.

Proponendo una lettura personale delle Scritture e delle grandi tradizioni religiose, l'autore affronta temi come la fede, l’amore per il prossimo, la ricerca della verità e il ruolo delle religioni nella storia. L’autore invita il lettore a superare dogmi e interpretazioni rigidamente istituzionali per riscoprire un’idea universale di Dio, inteso come principio di amore e di armonia che abbraccia tutta l’umanità.

Nel corso della narrazione si intrecciano riflessioni teologiche, considerazioni filosofiche e richiami ai testi biblici, con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura della vita capace di restituire fiducia e senso alle esperienze umane. Secondo questa prospettiva, la realtà che viviamo rappresenta una sorta di scuola dell’anima, un percorso di apprendimento che conduce progressivamente alla comprensione del bene e alla piena realizzazione spirituale.

Il libro si presenta così come un invito alla ricerca interiore e alla consapevolezza, proponendo una visione della vita fondata sulla responsabilità personale, sull’amore e sulla fiducia in un disegno universale più ampio.

MOTIVAZIONE

Con La giustizia degli eventi l’autore invita il lettore a interrogarsi sul senso della vita, sulla natura della fede e sul rapporto tra l’uomo e il divino, offrendo una visione che unisce spiritualità, filosofia e interpretazione delle tradizioni religiose.

Per l’originalità del percorso di riflessione spirituale proposto e per la capacità d i affrontare con linguaggio diretto e accessibile alcuni dei grandi interrogativi dell’esistenza umana; p er aver sviluppato un’opera che stimola la ricerca interiore e il dialogo sui valori universali dell’amore, della responsabilità e della solidarietà tr a gli esseri umani, la Rassegna Multimediale Città di Caserta –IV edizione assegna il Secondo Premio ex aequo per la Sezione Narrativa a Cesare Di Lillo.

Cesare Di Lillo, Caserta. Laurea in economia e finanza (Università Federico II Napoli). Imprenditore nel settore alimentare. Calciatore nel settore dilettanti.

ALEX MICELI

"INTERITUS: IL DONO DELLA CADUTA"

Il romanzo Interitus è un thriller filosofico che intreccia introspezione psicologica, mistero e riflessione metafisica. La storia si apre con una visione inquietante: un uomo si ritrova sospeso in uno spazio irreale, di fronte alla manifestazione infantile della propria coscienza, in un luogo che richiama un tribunale dell’anima. Da questo scenario simbolico prende avvio una narrazione che alterna realtà quotidiana e dimensioni oscure della mente.

Il protagonista, Alex, docente di informatica e scrittore, conduce una vita apparentemente ordinaria tra la famiglia, l’insegnamento e il successo del suo primo romanzo. Tuttavia, sotto la superficie della normalità si muovono tensioni profonde: ricordi familiari dolorosi, interrogativi morali e una costante riflessione sulla natura del bene e del male.

Parallelamente emerge la figura enigmatica di Elias, aristocratico e artista ossessionato dalla ricerca della perfezione estetica. Il suo incontro con Helena, giovane donna sognatrice, si trasforma progressivamente in una tragedia disturbante che sfocia nell’orrore. Elias compie una trasformazione radicale dell’arte: il corpo umano diventa materia pittorica e strumento di una visione delirante.

Il romanzo intreccia così due piani: quello della vita di Alex, attraversata da interrogativi morali e religiosi, e quello di Elias, incarnazione estrema di un’estetica che supera i limiti dell’etica. Il risultato è un racconto potente che esplora la caduta dell’essere umano tra libero arbitrio, colpa e redenzione.

Interitus diventa quindi una riflessione sulla fragilità dell’animo umano e sulla sottile linea che separa il genio dalla follia, la bellezza dall’orrore, la salvezza dalla perdizione.

MOTIVAZIONE

Con una prosa ricca e cinematografica, l'autore esplora gli abissi dell’animo umano e il rapporto tra arte, potere e distruzione, dando vita a un’opera che colpisce per profondità concettuale e potenza evocativa.

Per l’originalità dell’impianto narrativo e la forza visionaria della scrittura, capace di fondere thriller psicologico, filosofia e suggestioni simboliche in un racconto di grande intensità emotiva; per aver realizzato un romanzo capace di coinvolgere e inquietare, stimolando al tempo stesso una riflessione sul confine tra bene e male, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il Primo Premio per la Sezione Narrativa ad Alex Miceli

Alex Miceli, Roma. Laurea magistrale in ingegneria informatica e dell'automazione; docente di informatica; maestro di arti marziali e sport da combattimento (Thiếu Lâm V Dan, Wushu Sanshou) ; docente di arti marziali; operatore socio sanitario. Vincitore di cinque titoli mondiali in gare di arti marziali (1: monaco guerriero 35^ generazione Shaolin; 4: combattimenti a mani nude e con armi). Vari titoli nazionali. Esperto di robotica.

SEZIONE POESIA

ULYANA BUTSENKO

" FIORIRANNO

Nel mio triste giardino gli uccelli non cantano più canzoni d'amore. Il giorno è diventato notte: di tutte la più buia. È ritornato l'inverno, senza bussare, a spegnere ogni gemma che avevo curato per te. Avevo piantato le rose lungo i sentieri del mio cuore, ma tu eri solo di passaggio

MAI PIÙ LE ROSE?"

e non ti sei fermato neppure a sfiorare il profumo dei miei sogni. Ora resto qui, tra i rami spogli, a guardare il cielo che, senza i tuoi occhi, non sa più che colore avere. E mi chiedo, in mezzo al gelo: fioriranno ancora le rose tra le crepe di un cuore che non si fida più dell'amore?

La poesia si sviluppa come una meditazione lirica sul disincanto amoroso, costruita con un linguaggio simbolico fortemente legato alle immagini della natura. Il giardino diventa la metafora centrale del testo: uno spazio interiore che rappresenta il cuore e la dimensione emotiva della protagonista. Fin dai primi versi il paesaggio appare segnato da un senso di perdita e di silenzio. Gli uccelli non cantano più e il giorno si trasforma nella "notte più buia " , immagini che suggeriscono un improvviso spegnersi della gioia e della fiducia. Il ritorno dell’inverno giunto "senza bussare" rappresenta simbolicamente la fine di un amore e l’irrompere della delusione nella vita interiore della poetessa. Le rose, piantate lungo "i sentieri del cuore", diventano il simbolo dell’amore coltivato con cura e speranza. Tuttavia l’uomo amato appare come una presenza fugace, solo di passaggio, incapace di fermarsi e di riconoscere la profondità di quel sentimento. In questo contrasto tra dedizione e indifferenza si concentra la dimensione più dolorosa del testo.

Nella seconda parte il paesaggio si fa ancora più essenziale: restano i rami spogli e un cielo che ha perduto il suo colore. L’assenza dell’altro modifica la percezione stessa del mondo, che sembra svuotarsi di senso e di luce. Il giardino interiore diventa così lo specchio di una solitudine profonda.

Il testo si conclude con una domanda che rimane sospesa : «fioriranno ancora le rose?» Questo interrogativo non rappresenta soltanto il dubbio di chi ha sofferto per amore, ma anche la ricerca di una possibile rinascita. Nonostante il gelo e le crepe del cuore, la domanda lascia intravedere una fragile speranza di ritorno alla vita e alla fiducia .

MOTIVAZIONE

La poesia di Ulyana Butsenko si distingue per la chiarezza simbolica e per la delicatezza con cui rappresenta l’esperienza universale della delusione amorosa. Un linguaggio semplice ma ricco di immagini evocative il giardino, l’inverno, le rose, il cielo costruisce un percorso emotivo intenso, capace di tradurre il dolore della perdita in una riflessione poetica sulla fragilità dei sentimenti e sulla possibilità di una rinascita interiore.

Per la sensibilità espressiva, per la coerenza delle immagini simboliche e per la forza emotiva del finale interrogativo, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il terzo premio per la sezione Poesia a Ulyana Butsenko.

Ulyana Butsenko, nata a Zbaraž, nella zona occidentale dell'Ucraina, abita a Centola (SA). Nel 2007 si laurea in Economia, finanza e banca presso La National Economic University di Ternopil. Nel 2024 si aggiudica il primo premio con la poesia "Dormi tranquillo, amico mio" , dedicata all'eroe ucraino Vasyl Telishevsky, suo concittadino, nato il 19 marzo 1981, caduto il 17 luglio 2022 nella regione di C harkiv, mentre fronteggiava, con ardimento e spirito combattivo, nonostante la certezza della morte per l'inferiorità numerica, un feroce attacco delle truppe russe I nsignito dell'onorificenza militare di terza classe Orden Za mužnist' – "Ordine per il C oraggio"

ELVIRA DELMONACO ROLL "LA PANCHINA"

Nascosta tra pruni e lantane la panchina s’appoggia al tronco di un pino vestendo lo stesso colore del legno usurato dal tempo Sulle assi poggiato un tuo libro letto solo da pioggia e da vento offre ancora tra pagine sparse parole che non hanno più senso . Un metro più in là , il laghetto di pesci e papiri ricolmo , distorce con garbo le ombre riflesse intorno a un’anfora antica e un dardo di sole smarrito tra l’intrico di foglie di cedro rifrange sull'acqua che increspa al balzo lucente d’un pesce

Mi acceca un istante il bagliore e come un’eco lontana mi par di sentir la tua voce che ancor mi accarezza la mente Cieco è l’uomo nella luce più pura , destinato a vedere nell’ombra , coglie solo il riflesso del vero Sedevo al tuo fianco , quel giorno , sulla panchina dipinta di verde ti leggevo parole da un libro e il pino spandeva profumo di resina e intorno i tuoi fiori e gli uccelli e la bellezza e la vita Ora il libro è sfogliato dal vento e la panchina s'appoggia sbilenca al tronco tarlato del pino

La poesia si sviluppa attorno a un’immagine semplice e quotidiana una panchina che diventa luogo simbolico della memoria, dell’attesa e della riflessione sulla vita L’autrice costruisce uno spazio poetico in cui si intrecciano ricordi personali, osservazione del tempo che scorre e consapevolezza della fragilità dell’esistenza. La panchina si trasforma progressivamente in testimone silenziosa delle storie umane: è il luogo dove le persone si incontrano, si fermano, osservano il mondo e talvolta affrontano momenti di solitudine o di meditazione. In questa prospettiva l’oggetto diventa quasi un confidente discreto, capace di accogliere emozioni, pensieri e ricordi.

Il linguaggio poetico dell’autrice è sobrio e contemplativo, caratterizzato da immagini delicate che restituiscono l’atmosfera di un tempo sospeso. La dimensione quotidiana si carica di significati più profondi: sedersi su una panchina non è soltanto un gesto banale, ma diventa un momento di pausa esistenziale; un’occasione per guardare dentro di sé e osservare il fluire della vita intorno. La poesia suggerisce anche una riflessione sul passare del tempo. Le persone cambiano, i volti si succedono, ma la panchina rimane, custode di gesti e di storie. In questa permanenza si intravede una metafora della memoria collettiva, capace di conservare tracce di vite diverse che si sono incrociate nello stesso luogo. I versi, nel complesso, costruiscono un’atmosfera di quieta malinconia all'interno della quale la semplicità dell’immagine centrale si trasforma in strumento di meditazione sul rapporto tra tempo, memoria e vita quotidiana

MOTIVAZIONE

La poesia si distingue per la delicatezza espressiva e per la capacità di trasformare un elemento semplice del paesaggio urbano in un simbolo poetico ricco di significati Con uno stile limpido e riflessivo, l’autrice riesce a evocare emozioni profonde e universali, invitando il lettore a soffermarsi sui piccoli momenti della vita e sul valore della memoria.

Per la sensibilità poetica, per la coerenza delle immagini e per l’efficacia della dimensione meditativa del testo, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il terzo premio per la sezione Poesia a Elvira Del monaco Roll.

Vedi nota a pagina 8.

VITTORIO DI RUOCCO

"FINO A RUBARE IL TEMPO ALL'INFINITO"

Non ho lo sguardo acuto per le stelle ma vedo fiori aperti in lontananza e i nostri passi uniti all’orizzonte a conquistare il senso dell’eterno. Tu spalancata sulle mie parole distese come rotoli d’amore senza più dubbi e lacrime di sale senza più fughe dalla libertà convinta prigioniera dei miei occhi. Io fermo a regalarti le certezze fatte di abbracci e increduli sorrisi stampati sul mio volto dal fulgore delle tue labbra tremule e indifese.

La mia febbrile attesa si dilegua al rapido svanire della notte quando m’appare ignara la tua ombra avvolta dalla luce dei miei sensi quando il breve tremore del silenzio rende inquietante ogni tua carezza. E già ti vedo arresa al mio talento al ripido scrosciare del mio pianto che bagna di dolcezza il tuo sorriso dipinto dalla dea della bellezza.

E già mi vedo perso al tuo tepore al morbido candore della pelle che ti riveste come fresca neve caduta a preservare il tuo bel corpo sfuggito alle incertezze dell’età.

Lasciati accarezzare dai miei sogni dalla più delirante mia malìa, fa sì che ci travolga la certezza di valicare i ponti della vita di camminare insieme tra le stelle fino a rubare il tempo all’infinito.

La poesia si sviluppa come un intenso canto d’amore lirico e visionario, in cui il sentimento amoroso diventa esperienza capace di trascendere i limiti del tempo e della realtà quotidiana. L’intero testo è attraversato da una tensione verso l’eterno, che si manifesta attraverso immagini cosmiche e simboliche le stelle, l’orizzonte, la notte e la luce che ampliano la dimensione del sentimento fino a farlo coincidere con l’infinito. L’incipit introduce una dichiarazione di umiltà poetica: il poeta afferma di non avere lo sguardo acuto per le stelle, ma subito dopo rivela di saper riconoscere i segni dell’eternità nella realtà più vicina, nei f iori aperti in lontananza e nei passi condivisi verso l’orizzonte. L’amore diventa così un cammino comune verso il senso dell’eterno, una conquista che nasce dalla complicità e dall’unione dei due amanti. Nel corso della composizione si susseguono immagini fortemente sensuali e luminose. La figura femminile appare come presenza accogliente e luminosa, spalancata sulle parole del poeta e avvolta da una dimensione quasi sacrale. Il linguaggio si arricchisce di metafore e sinestesie rotoli d’amore, labbra tremule e indifese, candore della pelle come fresca neve che contribuiscono a costruire una poesia densa di musicalità e suggestione. Un elemento significativo è la continua oscillazione tra passione e contemplazione. L’amore è descritto come un’esperienza che coinvolge i sensi e l’anima, capace di generare emozioni profonde: attesa, stupore, abbandono e tenerezza. In questo dialogo tra corpo e spirito si inserisce anche il tema del tempo che scorre e dell’età che avanza, da cui gli amanti sembrano voler fuggire rifugiandosi nella dimensione assoluta del sentimento. Il f inale raccoglie e sintetizza il senso dell’intera poesia: il desiderio di camminare insieme tra le stelle fino a rubare il tempo all’infinito. Questa immagine conclusiva rappresenta una metafora potente della forza dell’amore che sfida i limiti della vita e della temporalità, aspirando a una dimensione senza fine.

MOTIVAZIONE

La poesia si distingue per la ricchezza immaginativa e per la capacità di trasformare il sentimento amoroso in una visione poetica ampia e universale. Utilizzando un linguaggio intenso, ricco di metafore e di suggestioni sensoriali, l’autore costruisce un percorso lirico che unisce passione, contemplazione e tensione verso l’eterno, offrendo al lettore una rappresentazione dell’amore come esperienza capace di trascendere il tempo.

Per la forza evocativa delle immagini, per la musicalità dei versi e per la profondità del messaggio poetico, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il secondo premio per la sezione Poesia a Vittorio Di Ruocco.

Vittorio Di Ruocco, Pontecagnano Faiano (SA). Laurea in chimica. Direttore Dipartimento provinciale ARPAC Avellino. Vincitore della sezione poesia nell'edizione 2022 con la poesia "I dannati di Sobibor", dedicata agli uomini, alle donne e ai bambini che, deportati dai nazisti a Sobibor, vissero solo poche ore prima di essere sterminati nelle camere a gas e poi ridotti in cenere per non lasciare traccia della loro esistenza. Secondo classificato nell'edizione 2023 con le poesie "Il treno per Treblinka", dedicata ai martiri del campo di sterminio di Treblinka; "Perdonaci Signore del perdono", dedicata agli oltre 1300 civili massacrati dai russi a Buča nel marzo 2022

GIOVANNI MORRA "LUCI DELLA MENTE"

Attendi i miei gesti come il faro che ti orienti nel buio della mente, quando al risveglio senza progetti l'oggi appare uguale a ieri e a domani.

Segui i miei passi felice di avermi, di affidare la tua piena esistenza, paga delle pur piccole gioie che può donarti la mia presenza.

Sono la tua ancora in questo momento e non ho tracce nel tuo passato. Sei lo specchio della mia vita che non riflette le storie vissute.

Quanto rimpiango quei litigi banali che procuravano profonda amarezza e quelle facili incomprensioni che poi sfociavano in baci e carezze.

Sento di amarti come mai prima d'ora dolce consorte che ritorni bambina, ma non so fermare quel vento che spira sulle tue luci a prima mattina.

E il futuro lascio che ignori perché rattristi i miei soli pensieri e non ti chiuda ai profumi e ai sapori lungo la via che si restringe e si oscura.

La poesia affronta con grande delicatezza e intensità il tema della perdita della memoria e dell’identità. Il testo è costruito come un monologo affettuoso e dolente rivolto alla compagna di vita, che lentamente smarrisce il passato e la continuità della propria esistenza. Sin dai primi versi emerge il rapporto di dipendenza affettiva e di guida : il poeta si paragona a un faro che orienta la donna nel buio della mente, immagine particolarmente efficace perché racchiude in sé protezione, direzione e presenza costante in un paesaggio interiore divenuto oscuro e incerto.

La struttura della poesia alterna momenti di tenerezza e di malinconia. La donna vive in un presente sospeso, che vede l’oggi uguale a ieri e a domani, condizione tipica di chi abbia smarrito il senso del tempo e della memoria. L’uomo diventa così l’ancora della sua esistenza: una presenza che sostiene e dà orientamento, pur sapendo di non avere più posto in un passato ormai cancellato. Particolarmente toccante è il passaggio in cui il poeta rimpiange i litigi banali e le incomprensioni quotidiane della vita coniugale. Questi ricordi, apparentemente insignificanti, acquistano un valore profondo perché rappresentano la normalità di una relazione viva, fatta di conflitti e riconciliazioni. Il contrasto tra quel passato pieno di vita e il presente fragile accentua la dimensione emotiva della poesia. Nella parte finale emerge la consapevolezza dolorosa dell’inevitabilità del processo: il poeta sente crescere un amore ancora più intenso verso la dolce consorte che ritorna bambina, immagine che sintetizza la regressione e la vulnerabilità della persona amata. Il vento che spira sulle luci a ll'alba diventa metafora del progressivo spegnersi delle facoltà mentali.

L’ultimo movimento del testo assume un tono di prot ezione e pudore: il poeta sceglie di lasciare che la donna ignori il futuro, per preservarla dalla tristezza e permetterle di continuare a vivere le piccole percezioni della vita i "profumi e i sapori" mentre la strada dell’esistenza si restringe lenta mente verso l’ombra.

MOTIVAZIONE

Il poeta si distingue per la profonda intensità emotiva e per la sensibilità umana con cui affronta un tema delicato come la perdita della memoria. Il linguaggio delicato e limpido permette alle immagini simboliche di esprimere con efficacia la fragilità della condizione umana e la forza dell’amore coniugale. La capacità di trasformare l’esperienza della malattia in riflessione poetica sull’amore, sul tempo e sulla dignità della cura conferisce al testo una forte risonanza emotiva e universale.

Per la sincerità del sentimento, per la qualità espressiva e per la profondità del tema trattato, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il secondo premio per la sezione Poesia a Giovanni Morra

Giovanni Morra, Teverola (CE). Architetto, docente di Storia dell'Arte

FABIO SALVATORE PASCALE "L'AURORA"

Si dipana quel pensiero, quella profezia d'autunno nei tuoi sorrisi e nelle tue docili carezze, ma le tue mani s'allontanano come lo zatterare di cocci di bottiglie, ombre placide nell'infinito cuore della sera. Come esule dai lidi lontani, hai disegnato barche su mari immaginari, e le finestre, spalancate sul porto, hanno raccolto salsedine lacrimate dal tempo. L'aria fredda della sera sferzava sul tuo viso, come onde salmastre sulla battigia rischiarata dal plenilunio.

E così fosti granello ondulato dal mare, un urlo strozzato in gola mentre la tua anima era traghettata nel porto sicuro

Rumoreggiano i ricordi passati; una voce antica riaffiora a sera e solo attraverso le tue parole vivi ancora nel presente. Ad un altro rifugio ricordavi papà, nei tuoi occhi l'iride rifletteva quel cielo terso della pace, e rimanevi lì, assopito nei gesti ondosi del mare.

E mi manchi sai, ora che la tua barca ti ha consegnato al tuo mare, e il tuo percorso celato dal vento ha rivisto approdi conosciuti dal tempo. Onde dormienti ti cullano sopra ad un cuscino di stelle, e sei per me alito vibrante di vita nella selva silenziosa dell'aurora.

Il nucleo della poesia è il lutto trasfigurato in memoria e continuità spirituale. Non si tratta di una perdita gridata, ma di una assenza che si fa presenza grazie alle immagini marine e cosmiche che attraversano tre stati: presenza affettiva (carezze, sorrisi); distacco (allontanamento, mare, esilio); trasfigurazione (aurora, stelle, vita vibrante). La poesia si sviluppa come un flusso meditativo, senza strofe rigidamente separate, quasi a simulare il movimento delle onde e il riemergere intermittente del ricordo. L’andamento è circolare: parte da un pensiero che si dilata, attraversando immagini di distacco e viaggio, per approdare a una rinascita simbolica nell’aurora finale, immagine simbolica di rinascita.

Il mare appare come elemento semantico dominante polisemico, richiamando il viaggio (barche, porto); la memoria (salsedine, onde); trascendenza (traghettata; porto sicuro). Allo stesso tempo è anche metafora del passaggio dalla vita alla morte, ma senza drammaticità: è un approdo. Gli fanno da eco la notte (dimensione del ricordo) e il tempo (erosione emotiva). Chiude il cerchio l'aurora, simbolo di rinascita, continuità e presenza spirituale.

MOTIVAZIONE

Il poeta trasforma il tema universale della perdita in un canto lirico di intensa suggestione, facendo ricorso a un tessuto simbolico coerente e profondamente evocativo. "Aurora " si distingue per la raffinata costruzione immaginifica, fondata su una costellazione marina che accompagna il passaggio dalla memoria al trascendimento, fino a una luminosa riconciliazione finale

Per la capacità di trattare la più triste vicenda umana con delicata essenza spirituale; per una voce poetica autentica e misurata, in cui il dolore si sublima in visione e continuità vitale, la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il secondo premio per la sezione Poesia a Fabio S. Pascale.

Fabio Salvatore Pascale, Moliterno (PZ). Operatore culturale con particolare dedizione al mondo dell'infanzia. Tra i numerosi eventi curati assume particolare rilievo simbolico l'incontro con una delegazione di bambini ucraini tenutosi presso la tenuta "Donn Olimpia" di Avellino, legato al progetto "Piantiamo la pace", conclusosi con la piantumazione di numerosi alberi di ulivo, simbolo iconico della pace, con il cuore rivolto ai connazionali dei bimbi chiamati a difendere la Patria dal terribile invasore, fungendo da barriera protettiva per l'Eur opa.

DOMENICO TONZIELLO "LA FERITA CUCITA"

Le legano gambe.

Ha dieci anni, forse meno.

Non sa perché la madre piange e tiene lo sguardo basso.

Il rasoio è vecchio, le mani svelte, nessuna anestesia.

Solo polvere e grida. Un colpo.

Poi un altro.

E non è più intera. Non c’è dottore, non c’è voce che dica: «No».

C’è solo un'usanza che spezza la carne e la chiama purezza.

Le cuciono l’infanzia con ago e filo. Chiudono la porta del piacere, della libertà, del corpo.

Dicono: «ora sei donna »

Ma ha solo paura.

Sangue tra le cosce, febbre, vergogna. È una ferita che non guarisce mai

Sposerà un uomo che non ha scelto, che aprirà la cucitura con un coltello o con forza, nella notte del matrimonio.

E nessuno la sentirà urlare.

La legge tace, la religione tace, tace anche il mondo.

Ma il suo dolore no.

Il suo dolore grida.

Ogni volta che la chiamano tradizione, ricorda: è infibulazione.

La poesia affronta con forte intensità emotiva e civile il tema dell’infibulazione, pratica di mutilazione genitale femminile ancora diffusa in alcune culture. Il testo è racchiuso in versi brevi, essenziali, quasi taglienti, che riproducono nella forma la brutalità dell’atto narrato. L’incipit introduce immediatamente la vittima: una bambina di dieci anni, forse meno, elemento che accentua il senso di innocenza violata e di ingiustizia. Il linguaggio è volutamente spoglio e concreto: il rasoio è vecchio; n essuna anestesia; polvere e grida. La scelta stilistica elimina ogni mediazione poetica tradizionale e immerge il lettore in una scena cruda e diretta.

La struttura della poesia procede per immagini successive, quasi come fotogrammi: l’atto della mutilazione; la trasformazione forzata dell’infanzia; le conseguenze fisiche e psicologiche; il futuro già segnato della vittima. Particolarmente significativa è la metafora centrale, con il riferimento all'infanzia cucita, che racchiude in un solo verso la perdita della libertà, della sessualità e dell’identità personale. Il gesto della cucitura diventa simbolo della repressione del corpo femminile e della sua sottomissione a un ordine sociale patriarcale. Nella parte finale il testo assume una dimensione apertamente etica e di denuncia. Il silenzio della legge, della religione e del mondo rappresenta l’indifferenza collettiva di fronte alla sofferenza. In contrasto, il dolore della vittima "grida ": è l’unica voce che rompe il silenzio e smaschera la falsa giustificazione della tradizione. Il verso conclusivo " è infibulazione" ha la forza di una dichiarazione: il poeta rifiuta ogni eufemismo culturale e nomina esplicitamente la violenza

MOTIVAZIONE

La poesia si distingue per la sua forte carica civile e umanitaria Il poeta, con un linguaggio incisivo ed essenziale, trasforma i versi in uno strumento di denuncia contro una pratica che viola i diritti fondamentali delle donne e delle bambine. L’opera colpisce per la capacità di coniugare intensità emotiva, chiarezza narrativa e valore etico, caratterizzandosi non solo come espressione artistica ma anche come testimonianza e presa di posizione morale.

Per la potenza delle immagini, per la sensib ilità verso un tema di grande rilevanza sociale, per l’efficacia comunicativa del linguaggio poetico, che consente al lettore di riflettere sul rapporto tra cultura, diritti umani e dignità della persona , la Rassegna Multimediale Città di Caserta – IV edizione assegna il primo premio per la sezione Poesia a Domenico Tonziello.

SECONDA POESIA DI TONZIELLLO

Come ben evincibile nel regolamento della rassegna, ogni candidato ha diritto a presentare tre poesie. Per ogni finalista, pertanto, è stata scelta una poesia da declamare durante la cerimonia di premiazione, destinata poi alla pubblicazione in questa antologia. Per Tonziello, non a caso vincitore della sezione, si è posto il problema di scegliere tra due poesie che trattavano drammatiche tematiche: l'infibulazione e la sofferenza del popolo ucraino, vessato per l'ennesima volta dalla tirannia dell'ingombrante vicin o, per di più con un bambino protagonista. Essend o le vicende ucraine sempre rappresentate nelle edizioni della rassegna, con poesie , racconti e saggi pluripremiati, si è deciso di dare risalto a una pratica che fa inorridire noi occidentali. Era impossibile, tuttavia, privare i convenuti dei toccanti versi che ci portano lì dove si soffre e si muore. Anche la seconda poesia, pertanto, è stata declamata durante la cerimonia di premiazione e viene qui proposta, in segno di affetto per quel meraviglioso popolo che si sta sacrificando anche per tutelare la nostra libertà e al quale, interpretando unanimi sentimenti di chiunque si riconosca nei principi e nei valori di Europa Nazione, possiamo solo porgere le scuse per non essere in grado di indurre i governanti europei a sostenerlo come meriterebbe e per non essere riusciti, nonostante il pressante e duraturo impegno, a formare quella coscienza europea che avrebbe consentito a milioni di giovani, nel momento del bisogno, di levarsi in armi in un mare di triboli e, combattendo, disperderli.

IO NON HO PIÙ SCARPE

Io non ho più scarpe.

Le ha prese il fuoco, insieme ai miei piedi.

Correvo, ricordi?

Dietro un pallone bucato, sopra le pietre, tra i vetri e i resti dei muri.

Ora non corro più.

Mi hanno avvolto in un lenzuolo bianco, non respiro, non vedo più il sole.

La mamma urlava, mi stringeva il braccio, ma il braccio non c’era. Il cielo era tutto fumo, e anche dio si è voltato.

Avevo solo sei anni, e un sogno grande come il mare. Volevo fare il medico.

O il panettiere, per dare il pane ai bambini più tristi di me.

Ma è arrivata la guerra. Senza volto, senza cuore. Ha bussato al tetto, e il tetto è caduto.

Ora dormo sotto la terra, ma vi sento. Sento il pianto di mio padre, la voce rotta di mia sorella, le domande che nessuno risponde.

Perché?

Perché io?

Perché noi?

Quando piove, solo la mia infanzia torna a cercarmi. Ma non trova più niente. Solo polvere, solo silenzio... e un orsacchiotto bruciato vicino al mio cuore, una scarpa spaiata che mi somiglia, la mia foto tra le mani di mamma, e il mondo… che ha chiuso gli occhi.

La poesia si impone fin dai primi versi per la sua essenzialità tragica e riesce a restituire, con immediatezza quasi insostenibile, la voce di una vittima innocente della guerra. Il testo è costruito come un monologo postumo: a parlare è un bambino, ormai morto, che rievoca frammenti della propria esistenza spezzata.

L’incipit introduce un’immagine concreta e quotidiana che, nel giro di pochi versi, si trasforma in simbolo assoluto di perdita: non solo un oggetto, ma la possibilità stessa di camminare, vivere, crescere. La progressione iniziale è rapida e brutale: «Le ha prese il fuoco, insieme ai miei piedi ». Il

linguaggio, come già in La ferita cucita, è spoglio, privo di ornamenti, e proprio per questo amplifica la violenza del contenuto.

La struttura del testo procede per quadri successivi, quasi sequenze visive: il ricordo dell’infanzia, ancora viva e dinamica (Correvo… dietro un pallone bucato ); l’irruzione improvvisa della morte (M i hanno avvolto in un lenzuolo bianco ); il caos della distruzione familiare (il braccio non c’era ); la perdita di senso e di protezione (anche dio si è voltato). Particolarmente incisiva è la scelta di alternare memoria e presente, vita e morte, creando un continuo slittamento temporale che rende il dolore universale e senza tempo. Il bambino non è più individuo, ma diventa figura simbolica di tutte le vittime innocenti dei conflitti.

La sezione centrale introduce il tema dei sogni infranti: «Volevo fare i l medico. O il panettiere». La semplicità di queste aspirazioni accresce il senso di ingiustizia: non vi è eroismo, non vi è retorica, ma solo una normalità negata.

Nella parte finale il testo si apre a una dimensione corale e interrogativa: « Perché? Perché io? Perché noi?» Sono domande assolute, prive di risposta, che chiamano direttamente in causa il lettore e la coscienza collettiva.

L’ultima sequenza concentra una serie di immagini simboliche di straordinaria forza evocativa: l’orsacchiotto bruciato, la scarpa spaiata, la fotografia tra le mani della madre. Oggetti quotidiani che diventano reliquie di un’infanzia cancellata. Il verso conclusivo e il mondo… che ha chiuso gli occhi rappresenta il culmine etico della poesia. Non è soltanto la descrizione di un fatto, ma un atto d’accusa: l’indifferenza globale, l’inerzia morale, l’incapacità di intervenire. In quel chiudere gli occhi si condensa l’ignavia di un Occidente che osserva, commenta, discute, ma non agisce, lasciando che la tragedia si consumi. Ancora una volta.

Domenico Tonziello, Trentola Ducenta (CE). In pensione dal 2020, ha svolto varie attività negli anni giovanili Nel 2000 ha diretto con altri soci l'azienda di trasporti Viaggi Tonziello S.a.s Nel 2014 ha fondato una propria azienda, sempre nel settore trasporti: Tonziello Bus S.r.l.s.

Nell'edizione 2024 ha ottenuto una menzione speciale per il racconto "Alba Chiara " (il primo amore non si scorda mai); e una menzione speciale per le poesie "Albero" e "Piove".

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Lino Lavorgna, Ippolito Gassirà, Giuseppe Ianniello, Giuseppe Casapulla
Lino Lavorgna, Clara Della Rocca, Valeria Di Sarno

Excalibur Multimedia ed Europa Nazione affondano le radici in anni lontanissimi, segnati dai sogni di un diciassettenne che percepiva - sbagliando - di essere nato in anticipo rispetto ai tempi che avrebbero sancito ciò che riteneva ineluttabile. Avrei scoperto strada facendo e mio malgrado, infatti, che l'unica cosa ineluttabile è il fluire del tempo e che nessuno nasce in anticipo o in ritardo. Nel corso di oltre mezzo secolo sono state tante le persone che si sono avvicendate sui sentieri di Galvanor da Camelot , pseudonimo scelto per conferire un'aura di mistica purezza a una marcia effettuata sempre controcorrente e quindi tremendamente faticosa. Alcune di quelle persone ci sono ancora; altre si sono perse per strada. Mi riservo di parlare in altra sede di quei sentieri e di ciò che hanno rappresentato.

Qui, invece, intendo solo rivolgere un affettuoso pensiero, ringraziandoli, a coloro che mi hanno sostenuto, mi sostengono e spero continueranno a farlo, nel progetto partorito cinque anni fa, proteso a dare voce a chi si elevi cultur almente in un Paese che vede da troppo tempo la cultura soccombere al cospetto della mediocrità dilagante, somigliante a quel blob che, in un celebre film horror di fine anni Ottanta, divorava tutto ciò che incontrava.

Grazie di cuore, pertanto, ad Annamaria Rufino, amica del cuore ed eccelsa docente universitaria, conosciuta in un'aula della facoltà di Scienze p olitiche nella quale, qua ndo la vedemmo entrare per la prima volta, senza alcun bisogno che profferisse parola, suscitò in tutti quella sensazione che fa percepire a pelle di trovarsi al cospetto di una persona eccezionale. Sensazione colta anche dal giovane docente ventiduenne, genio del pensiero politico e filosofico, il compianto Bruno Iorio, che ne conquistò ben presto il cuore. Grazie ad Aldo Cervo, impetuoso critico letterario e severo docente, nonché cuore pulsante di quel Nuovo Umanesimo Casertano che prese corpo agli inizi del XXI secolo, animando la vita culturale in Terra di Lavoro con brillanti iniziative, magistralmente coordinate da un'altr a nobilissima figura e caro amico dagli anni giovanili, Michele Falcone, che sarebbe stato sicuro protagonista della rassegna se il maledetto virus che ha sconvolto il Pianeta dal 2020 al 2023 non lo avesse strappato anzitempo alla vita terrena. Tra i reduci del NUC che non mancano di essermi vicini in questa avventura vi sono: Giuseppe Casapulla, affettuosamente definito "il colonnello alato" , in virtù dei suoi trascorsi nell'Aeronautica militare, presidente del Lions Club "Caserta Reggia", di cui mi onoro di far parte, nonché di una delle associazioni patrocinanti (Nastro Verde) e talentuoso promotore di interessanti convegni protesi innanzitutto a riscattare un territorio purtroppo noto più per i negativi fatti di cronaca che per i tanti eventi storici susseguitesi nel corso dei secoli; il giornalista e docente Raffaele Raimondo, meglio noto come R e dell'Amazzonia di Terra di Lavoro, abitando in quell'area un tempo paludosa, denominata "I Mazzoni", a ridosso del Volturno, per lui ribattezzato "Rio dei Mazzoni". Grazie a entrambi per un affetto mai venuto meno sin dal 2015, quando il NUC organizzò la presentazione del romanzo Prigioniero del Sogno come mai si era visto in un evento del genere, coinvolgendo ben dieci relator i, da Raimondo moderati con una voce somigliante al canto di una sirena, che penetra nell'anima e vi permane in eterno.

Grazie a Pasquale Francischetti, poeta e fondatore del Cenacolo Accademico Poeti nella Società, che mi è vicino da oltre trenta anni, dando ampio spazio ai progetti Excalibur nella sua splendida rivista. Grazie a Ippolito Gassirà, generale e presidente regionale dell'U N U C I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia), con il quale vi è continua interazione osmotica civile e militare in virtù di una produzione di eventi di altissimo livello, metodicamente organizzati con scadenze fisse. Grazie a Giuseppe Ianniello, generale e pres idente della locale sezione dell'Associazione Combattenti e Reduci, della Pro Loco, nonché indomito organizzatore di eventi civili e militari, di splendidi viaggi nei sacri luoghi segnati dalle vicende belliche di ogni tempo e di coinvolgenti attività dest inate ai giovani e agli studenti, la qual cosa gli conferisce ineguagliabile carisma, essendo maledettamente complicato coinvolgere i giovani sui fronti culturali. Grazie a Raffaele Mazzarella, che patrocina la rassegna con il suo splendido Festival della Vita, conferendole in tal modo pregnanza simbolica di altissima valenza. Grazie a Pio Langella, generale conosciuto durante i dieci anni di permanenza nell'Associazione Nazionale Bersaglieri, in particolare nell'ultimo triennio, durante il quale ho ricoperto il ruolo di presidente regionale e consigliere nazionale.

È stato uno dei pochi dirigenti di alto rango a conquistare la mia stima, parlando la mia stessa lingua circa le modalità operative che dovrebbero caratterizzare un'associazione combattentistica e d'arma , soprattutto in momenti come questi, affinché si faccia meglio percepire alle giovani generazioni l'importanza delle Forze Armate. Continua un intenso rapporto amicale, sublimato dall'adesione al progetto con il museo di cui è fondatore ( Museo Storico del Friuli Occidentale) e del prestigioso gruppo sportivo Fiamme Cremisi, da lui fondato e presieduto. I primi vagiti della rassegna presero corpo grazie al prezioso aiuto dell'ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, apprezzato commercialista e amico di vecchia data, al quale formulo, insieme con il doveroso grazie per il sostegno assicurato, i più fervidi auguri per un ritorno alla vita attiva cittadina, avendo egli deciso da qualche tempo di dedicars i esclusivamente alla professione. Grazie a Pasquale Antonucci, colonnello dell'Aeronautica Militare, anch'egli amministratore comunale per molti anni, nonché più volte assessore e vicesindaco, con il quale nacque una profonda intesa nel periodo in cui fungevo da dirigente dell'ANB. Grazie a Salvatore Serino, dirigente provinciale dell'Associazione Combattenti e Reduci, sempre pronto a collaborare mettendo a disposizione delle associazioni il suo magnifico e indefesso staff. Grazie a Biagio Pace, che da oltre dieci anni si fa carico di riprendere e fotografa re tutto ciò che faccio, affinché ne resti traccia a futura memoria Grazie a Nicola Schioppa, amico "della vecchia guardia", con il quale ho condiviso brillanti avventure negli anni giovanili. Fedel e ed eccelso s ervitore della Patria nell'Arma dei Carabinieri, tempratosi nel difficile territorio siciliano, funge da insostituibile responsabile della Security: ci tranquillizziamo tutti, sentendolo vicino, quando nell'aere si diffonde la gradevole essenza del dopobarba preferito, divenuto primario corollario della sua eleganza sin dal 1973, anno in cui Jean Martel lo creò per quel gigante della moda che risponde al nome di Francisco Rabenada y Cuervo, meglio noto come Pa co Rabanne. Grazie all'eclettico ed iperdinamico Giuseppe Maietta, tenente dei bersaglieri, diacono, direttore dell'economato della Curia Vescovile e dell'annessa biblioteca presso cui si svolgono le cerimonie di premiazione dei finalisti e qualsiasi altro evento di matrice Excalibur. Mi è stato vicino quando dirigevo l'ANB e continua a farlo anche in un contesto civile, con encomiabile professionalità. Grazie alle nuove leve che si stanno avvicinando all'Excalibur, alcune delle quali hanno già debuttato in ruoli operativi: Clara Della Rocca e Valeria Di Sarno. Altre si stanno formando perché l'Excalibur ed Europa Nazione lavorano soprattutto per i giovani e hanno bisogno di giovani in gamba affinché possano meglio interagire con i coetanei e indurli a riconsiderare tutto il loro essere, contaminato dai veleni di una soc ietà in vertiginoso declino.

Sicuro della comprensione di tutti, lasciatemi rivolgere il grazie più sentito alla principale artefice di quel cambio di sentiero che è sfociato nelle attività degli ultimi tredici anni: mia Sorella Annalisa. Ho amato il mon do dello spettacolo e non rimpiango gli anni trascorsi tra sfilate di moda, programmi televisivi e interminabili serate in ogni dove. A lei, però, quel mondo non piaceva e quando gli eventi drammatici che hanno segnato la mia Famiglia hanno imposto scelte drastiche, non ho impiegato un solo attimo a reiterare simbolicamente (e non solo) quel gesto compiuto nel 1968, quando mi imbattei nelle classiche due strade che divergevano nel bosco e scelsi la meno battuta, cosa che fece tutta la differenza.

Genitori fantastici hanno plasmato noi figli donandoci la vita e poi insegnandoci a viverla nel modo più dignitoso possibile. Mia Sorella, soprattutto quando siamo rimasti soli, ha illuminato il cammino con la sua saggezza, con l'intelligenza sublimata da un intuito eccezionale, con l'eccelsa lungimiranza e una forza interiore per la quale non esistono parole adeguate a farne percepire la portata.

Senza di lei mi sento come una canoa alla deriva, ma so che nel suo nome devo trovare la forza di andare avanti e continuare a fare tutte quelle cose che la rendevano fiera e orgogliosa. Da questo anno la rassegna porta anche il suo nome, perché, come scrivo dappertutto, ogni passo è compiuto nel suo nome. Grazie, dolce Annalisa, per tutto quello che mi hai dato, per la tua vita esemplare, per il coraggio con il quale ha i fronteggiato momenti terribili e sappi che il tuo lascito morale sarà onorato giorno dopo giorno, perché tu sei con me in ogni attimo della mia esistenza e – voglio scr iverlo come se lo scrivessi sulla pietra – nessuno potrà sedersi su quella sedia dove tu eri assisa, a capo tavola, nel posto una volta occupato da Papà, perché a nessuno sarà mai concesso di violare la sacralità di una casa nella quale ogni cosa parla di Te. Solo di Te.

MEMORY

PRIMA EDIZIONE 2022

SECONDA EDIZIONE – 2023

PRIMO GIORNO – CONVEGNO STORICO

SECONDO GIORNO

CERIMONIA DI PREMIAZIONE SEZIONI ORDINARIE

RASSEGNA MULTIMEDIALE EUROPEA QUINTA EDIZIONE

Le associazioni culturali Europa Nazione ed Excalibur Multimedia, con la collaborazione di: Pro Loco Città di Caserta APS Co mune di San Lorenzello

Fondazione “Annalisa Lavorgna” (in via di istituzione) - San Lorenzello

Diabetes Research Institute Ospedale San Raffaele - Milano

Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia (U.N.U.C.I.) - Roma

Museo Storico Friuli Occidentale - San Vito al Tagliamento

Associazione Sportiva “Fiamme Cremisi” - San Vito al Tagliamento Festival della Vita - Caserta

Associazione Nazionale Nastro Verde “Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana” - Caserta

Cenacolo Accademico “Poeti nella Società” - Acerra organizzano

la V edizione della “

RASSEGNA MULTIMEDIALE EUROPEA”, concepita per valorizzare i talenti nell’ambito dell’arte e della cultura residenti nel territorio italiano, nati in un Paese qualsiasi dell'Europa continentale a partire dal 1° gennaio 2014 (Si precisa che la Crimea va considerata parte integrante dell'Ucraina e quindi “europea”, indipendentemente dall'attuale status).

PREMESSA

La rassegna, nata nel 2022 come “Rassegna multimediale città di Caserta”, mantiene la progressione numerica annuale anche con la nuova denominazione, scaturita dalle innovazioni apportate nel bando e dalla volontà di imprimere al progetto una caratura più marcatamente europeista, in una fase storica segnata da una profonda crisi identitaria del Continente. Come anticipato sia mediaticamente sia con comunicazioni dirette, a partire da questa edizione cessa l'anacronistica formula competitiva a vantaggio di una razionale promozione culturale e artistica: le opere ammesse alla fase finale saranno premiate alla pari

REGOLAMENTO

Art. 1 - Sezioni ordinarie.

Sezione A: Poesia Max tre poesie a tema libero inedite o edite senza limiti temporali.

Sezione B : Racconto Inedito o edito senza limiti temporali. Max dieci pagine formato A4 Font: Times New Roman - Corpo 12.

Sezione C : Narrativa Romanzo inedito o edito in data non antecedente al 1° gennaio 20 21

Sezione D: Fotografia Max tre foto a colori ispirate alle seguenti tematiche. 1) Tema libero. 2) “La bella Europa”. Paesaggi di luoghi ubicati nel continente europeo geograficamente definito e quindi comprensivo anche degli Stati non aderenti alla UE. Dimensioni max 50x70 cm, con piena libertà di scelta per le proporzioni delle dimensioni inferiori.

Art. 2 - Sezione speciale. “Ama il prossimo tuo come te stesso” a cura dell'istituenda “Fondazione Annalisa Lavorgna”

Sezione E: Poesia Max tre poesie inedite o edite senza limiti temporali, ispirate alla tematica della sezione.

Sezione F: Racconto Racconto inedito o edito senza limiti temporali, ispirato alla tematica della sezione.

Sezione G: Narrativa Romanzo inedito o edito senza limiti temporali, ispirato alla tematica della sezione.

Sezione H: Fotografia Max tre foto a colori o B/N, ispirate alla tematica della sezione. Dimensioni max. 50x70 cm, con piena libertà di scelta per le proporzioni delle dimensioni inferiori.

Art. 3 - Struttura delle opere, modalità di invio e scadenza

Le opere dovranno pervenire, in formato Word o PDF, all’indirizzo di posta elettronica: rassegna@europanazione.eu entro il 31 luglio 2026. (Per le foto si può scegliere uno dei seguenti formati: PDF, TIFF o PNG).

Art. 4 - Contributo di partecipazione

Per ogni sezione è previsto un contributo di quindici euro, da versare a titolo di beneficenza scegliendo una delle seguenti istituzioni:

1) FONDAZIONE AIRC PER LA RICERCA SUL CANCRO ETS

(Bonifico: IBAN IT18N0503401633000000005226; In alternativa: Bollettino Conto Corrente Postale 307272 - Fondazione AIRC - Viale Isonzo 2520135 Milano).

Causale: Donazione per la ricerca sul cancro su indicazione della Rassegna Multimediale Europea

Per eventuali chiarimenti sui benefici fiscali consultare il sito airc.it o telefonare al numero 800350350.

2) DIABETES RESEARCH INSTITUTE OSPEDALE SAN RAFFAELE di MILANO

(Bonifico: IBAN IT55V02008053640001101974276 intestato a Ospedale San Raffaele Srl. In alternativa: Bollettino Conto Corrente Postale 1012856397 - Ospedale San Raffaele Srl.

Causale: Donazione per la ricerca sul diabete di primo tipo su indicazione della Rassegna Multimediale Europea

Per eventuali chiarimenti sui benefici fiscali consultare il sito dri.hsr.it o telefonare al numero 02-26438938.

Insieme con le opere devono pervenire i seguenti allegati:

Art. 5 - Allegati.

a) Scheda di partecipazione debitamente compilata e sottoscritta, in formato PDF o immagine.

b) Copia della ricevuta del versamento all'Istituto beneficiario;

c) Copia del documento di identità;

d) Curriculum vitae.

La giuria sarà composta da accademici, studiosi, giornalisti e artisti

Art. 6 - Giuria.

Art. 7 - Premi

Per ogni sezione saranno scelte le opere più meritevoli (non meno di tre) e premiate alla pari con coppa, pergamena, medaglia. Con formula work in progress saranno inseriti ulteriori premi, anche in denaro, che dovessero scaturire dalle sponsorizzazioni in corso di acquisizione. Premi speciali (voucher per soggiorni in siti storici e libri) saranno destinati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che dovessero figurare tra i finalisti.

Art. 8 - Cerimonia di premiazione.

La cerimonia di premiazione dei finalisti delle sezioni ordinarie avrà luogo a Caserta, il 19 settembre 2026 (La sede prescelta sarà comunicata entro il 31 luglio 2026).

La cerimonia di premiazione dei finalisti della sezione speciale avrà luogo a San Lorenzello (BN) il 26 settembre 2026, presso la sede dell'istituenda Fondazione Annalisa Lavorgna, Via Telese 234 - “Villa Annalisa”.

Art 9 - Privacy e motivi di esclusione.

Ciascun candidato autorizza gli organizzatori della rassegna al trattamento e alla tutela dei dati personali inseriti nella scheda di partecipazione e negli altri documenti inviati, ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e dell’art. 13 del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Regolamento UE 2016/679). Autorizza, altresì, l’invio di messaggi “esclusivamente” in posta elettronica da parte delle strutture che collaborano a vario titolo con la rassegna, ben identificabili in questo bando Ogni comunicazione conterrà la formula prevista dalle vigenti norme in materia di privacy per l’immediata cancellazione dal database del mittente in caso di richiesta.

Le associazioni promotrici della rassegna sono seriamente impegnate nel contrasto all’uso distorsivo della lingua italiana, in crescente espansione. Sono seriamente impegnate, altresì, nel contrasto all’utilizzo di ogni forma di intelligenza artificiale per l’elaborazione di opere afferenti alla creatività umana Grazie ai sofisticati strumenti di controllo, pertanto, le opere realizzate artificiosamente saranno escluse dalla fase finale. Saranno escluse, altresì, le opere che dovessero presentare le sottoelencate distonie:

a) utilizzo della cosiddetta scrittura inclusiva (es. articoli determinativi femminili prima dei sostantivi maschili);

b) declinazioni improprie del femminile di talune professioni (es. presidenta, ministra, assessora, avvocata);

c) sostantivi privi delle vocali finali, sostituiti con segni estranei all’alfabeto;

d) grossolani errori grammaticali che si stanno legittimando grazie all’uso corrente, soprattutto in ambito mediatico. (Es.: coniugazione errata dei verbi servili seguiti dall’ausiliare essere; mancato rispetto delle regole che disciplinano la consecutio temporum; utilizzo della locuzione congiuntiva “piuttosto” con significato disgiuntivo anziché avversativo; uso di sia… che in luogo di sia… sia…; mancato utilizzo del congiuntivo nelle frasi in cui risulti obbligatorio)

Art. 10 - Accettazione del regolamento.

L’organizzazione si riserva la facoltà di apportare variazioni al presente regolamento entro la data di scadenza fissata per la presentazione delle opere, eccezion fatta per l’aggiunta di ulteriori premi, che potranno essere inseriti anche nel periodo che separa la succitata data dalla cerimonia di premiazione La partecipazione alla rassegna implica l’accettazione di tutti gli articoli del presente regolamento. Implica, altresì, l’autorizzazione, senza nulla pretendere, alla pubblicazione degli atti e delle opere, in forma integrale o tramite abstract.

Art. 11 - Infoline

E-mail: excalibur@europanazione.eu; Pagina Facebook: Rassegna Multimediale Europea ; Blog: Excalibur Multimedia; Canale YouTube: Excalibur Multimedia

Direttrice Rassegna Professoressa Annamaria Rufino

CENACOLO ACCADEMICO POETI SOCIETÀ

Quanta poca onestà si trovi tra gli scrittori, è cosa che risulta dalla mancanza di scrupoli con cui falsificano le citazioni degli scritti degli altri. Un libro non può mai essere qualcosa di più della copia stampata dei pensieri dell’autore. Le teste che pensano, le persone di criterio, la gente che prende le cose sul serio non sono altro che eccezioni; la regola a questo mondo è, dappertutto, la marmaglia: e questa è sempre disposta e infaticabile a peggiorare, volendo migliorarla a modo suo, ciò che è stato detto dopo matura riflessione da individui che pensano”.

(Arthur Schopenhauer - Sul mestiere dello scrittore e sullo stile).

“Io sono uno a leggere… loro sono milioni a scrivere”.

(Massimo Troisi – Le vie del signore sono finite).

CREDITS

Nel 1974, con l’obiettivo di favorire il processo di integrazione europea e aprire la strada alla realizzazione degli Stati Uniti d’Europa, nacque il Movimento Libera Europa. Già in quegli anni, il presidente Lino Lavorgna, anticipando di oltre mezzo secolo ciò che oggi si configura come un imperativo storico per la salvaguardia del Continente, delineava un progetto federativo di straordinaria lungimiranza: anteporre l’unità politica a quella economica, istituire un Governo federale, un Parlamento dotato di pieni poteri e un Esercito Europeo posto sotto il comando di un unico Stato Maggiore, simbolo tangibile di una sovranità comune.

Nel 2013 l’associazione assunse la nuova denominazione di Europa Nazione, risultando anacronistica la precedente, concepita negli anni in cui i veri europeisti rimarcavano il primato europeo nei confronti della minacciosa U R S S e degli Stati Uniti d'America. Nel 2013, ovviamente, non era possibile immaginare ciò che si sarebbe iniziato a verificare solo un anno dopo, con l'occupazione della Crimea da parte della Russia e con gli altri avvenimenti che stanno sconvolgendo il Pianeta. Proprio il contesto internazionale profondamente mutato impone di affermare con chiarezza il ruolo che l’Europa deve assumere per recuperare la perduta dignità: attore politico autonomo, faro del mondo e tutore della pace. L'Esercito Europeo risulterebbe il più potente del mondo e annullerebbe sul nascere il velleitarismo di chi gestisca grandi poteri con intenti malevoli Europa Nazione era intestataria di un sito web - www.europanazione.eu - disattivato in quanto l'associazione cesserà di operare come entità autonoma per integrarsi nel progetto più ampio di Excalibur Multimedia, già titolare del dominio www.excaliburmultimedia.eu e in corso di iscrizione al Terzo Settore.

L'associazione culturale Excalibur Multimedia è stata fondata nel 1988 col nome “Associazione Culturale Excalibur”, operando prevalentemente nei campi dell'arte, della cultura e dello spettacolo Tra i progetti più importanti figura l'imponente mostra internazionale “I Ponti di Leonardo”, svoltasi tra il 1990 e il 1993 in Italia e Svezia, quale supporto culturale all'opera ingegneristica che unisce la Danimarca alla Svezia grazie al Ponte di Øresund . Nel 2013, con la cessazione dell'attività nel campo dello spettacolo da parte del presidente Lino Lavorgna, l'associazione ha mutato il nome in “Excalibur Multimedia”, dedicandosi precipuamente all'organizzazione di eventi culturali.

La Fondazione Annalisa Lavorgna è in corso di istituzione e si propone di promuovere i dettami etico-culturali di una donna straordinaria, prematuramente scomparsa, la cui vita ha incarnato quei nobili valori che si possono racchiudere nella frase “ama il prossimo tuo come te stesso”. La dedizione al bene come valore assoluto e l'abiura di ogni forma di negligenza esistenziale, per altri versi subita e combattuta con grande coraggio e determinazione, rendono Annalisa Lavorgna una persona speciale, più unica che rara, da proporre come esempio soprattutto ai giovani, affinché riconsiderino modalità comportamentali che stanno portando la società contemporanea sull'orlo di un baratro senza fondo.

Pagine web:

In attesa dell'attivazione del sito www.excaliburmultimedia.eu sono disponibili le pagine web: www.excaliburmultimedia.wordpress.com www.galvanor.wordpress.com - www.lavorgna.it - www.issuu.com/linolavorgnawww.independent.academia.edu/LinoLavorgna

Pagine Facebook: Rassegna Multimediale Europea - Excalibur Multimedia - Si vis pacem para bellum - Annalisa Lavorgna Canale YouTube: Excalibur Multimedia

Altri canali YouTube: Annalisa Lavorgna; Associazione Nazionale Bersaglieri Campania (storicizzato nel mese di marzo 2025); Lino Lavorgna (due canali).

Pagine web associazioni partner: www.prolococittadicaserta.it www.comune.sanlorenzello.bn.it www.dri.hsr.it www.unuci.org www.museobersaglierifvgoccidentale.it www.fiammecremisi.it www.festivaldellavita.it www.assomauriziani.it www.poetinellasocieta.it

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RASSEGNA MULTIMEDIALE CITTÀ DI CASERTA - EDIZIONE 2025 by Lino Lavorgna - Issuu