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Alessandra Miano - Raccontare la complessità

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Narrazioni esperienziali nel museo contemporaneo tra analogico e digitale. Alcune riflessioni critiche di Marco Borsotti e Raffaella Trocchianesi

1. Verso nuove frontiere narrative

2. Racconti indossabili

Depot Boijmans Van Beuningen, Rotterdam

Nederlands Fotomuseum, Rotterdam

Rijskmuseum, Amsterdam

Van Abbemuseum, Eindhoven

3. Sovrapposizioni ambientate

Kunsthal, Rotterdam

Het Nieuwe Instituut, Rotterdam

Naturalis Biodiversity Center, Leiden

Stedelijk Museum, Amsterdam

4. Stazionamenti interattivi

Wereldmuseum, Amsterdam

Artis-Micropia, Amsterdam

Maritiem Museum, Rotterdam

5. Esperienze incorporate

Nemo Science Center, Amsterdam Tent, Rotterdam

Het Markiezenhof, Bergen Op Zoom

Postfazione di Paolo Giordano

Bibliografia

Crediti

NARRAZIONI ESPERIENZIALI

NEL MUSEO CONTEMPORANEO TRA

ANALOGICO

E DIGITALE

Alcune riflessioni critiche

Narrazioni esperienziali nel museo contemporaneo

Marco Borsotti

Dipartimento ABC – Politecnico di Milano

Raffaella Trocchianesi

Dipartimento Design – Politecnico di Milano

Per una fenomenologia dell’esporre contemporaneo: Allestimento - Narrazione - Phygital

L’Allestimento dedicato ai luoghi e agli eventi per la cultura rappresenta una disciplina progettuale complessa, caratterizzata da contenuti teorici e applicativi specifici, in continuo e mutevole progresso, secondo modalità criticamente sensibili al variare della percezione dell’idea stessa di cultura, così come allo svilupparsi degli strumenti più adatti alla sua comunicazione, nonché alla definizione degli spazi preposti a ospitarla e renderla disponibile e coinvolgente per i visitatori. Per queste ragioni, l’allestire è oggi, pienamente, un atto progettuale olistico, interdisciplinare e multisensoriale.

Negli ultimi decenni il senso più profondo dell’esporre, infatti, ha sviluppato la propria progressione teorica ed esecutiva lungo una traiettoria evolutiva che, procedendo dal modello del mostrare al principio del mostrare e raccontare, ha realizzato un cambiamento di paradigma concettuale e operativo fondamentale, che si può sintetizzare nello spostamento dal postulato della progettazione dello spazio del mostrare a quello dello spazio del dare significato. L’allestire, perciò, assume consapevolmente il compito di configurare ambienti architettonici che, assieme ai contenuti esposti, siano attivamente compartecipi del disvelamento della poetica dei luoghi e degli oggetti. In questo senso, l’Allestimento diviene narrativo, poiché intensifica l’osservazione e l’interpretazione di ciò che viene esposto, ingaggiando attivamente i visitatori nel processo di scoperta, comprensione e godimento dei molteplici livelli intellettuali ed esperienziali espressi, esplicitamente e implicitamente, dai contenuti definiti dalle idee curatoriali.

Proprio il concetto di narrazione ha cambiato radicalmente il modo di proporre i contenuti degli eventi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, non solo nei termini curatoriali, quanto soprattutto progettuali. All’interno della disciplina progettuale dell’Exhibition Design, la narrazione propone e persegue, infatti, un principio concettuale di abitabilità coordinata e relazionale tra spazio, contenuto e utente, che si struttura sincronicamente

Narrazioni esperienziali nel museo contemporaneo / 7

VERSO NUOVE FRONTIERE NARRATIVE

18 / Raccontare la complessità

La capacità dei musei di raccontare quello che succede oltre le proprie mura ne esprime una natura intrinseca di “adaptive intuition” (Janes & Sandell, 2019, p. 1), inquadrabile come attitudine ad apprendere, adeguandosi ai cambiamenti delle società di riferimento, e a rileggerne le trasformazioni politiche, socio-culturali e ambientali all’interno della propria infrastruttura. Tale caratteristica adattativa non è da intendersi come ricezione passiva di stimoli provenienti dall’esterno, ma invece espressione di una contaminazione con il contesto socio-culturale e territoriale in cui il museo è integrato. A cambiare sono i linguaggi mediali che caratterizzano un dato momento storico, così come si manifestano progressivamente nuove frontiere narrative, basate sul superamento di una rappresentazione univoca del patrimonio culturale, della memoria e della storia e sull’ingresso trasversale di tematiche polifoniche, che invitano ad uno sguardo a narrazioni “secondarie”, come l’invisibile, il quotidiano, l’indicibile, «[…] aree di narrazione conflittuale, scomode e spesso prive di materialità» (Borsotti, 2019, p. 84).

Oggi, il museo si confronta con una dimensione sociale, governata da un’ecosistema culturale digitale, come condizione derivata dalla proliferazione di dispositivi digitali e dalla loro interazione sistemica ed interconnessa con l’ambiente circostante (Bollini, 2016). Jenkins (2007) ha definito il concetto di convergence culture, in cui la trasmissione dei contenuti e dell’esperienza stessa di comunicazione e fruizione muove su diversi canali mediali e, all’interno di questi, tramite differenti dispositivi. Questo processo anticipa quella che si delinea come una esperienza digitale non più scindibile in fasi separate, ma che è vissuta come un organismo complesso, in cui tutte le parti sono interdipendenti, e guidate dall’esigenza del fruitore. Nel flusso ecosistemico, è lo stesso patrimonio culturale a vivere una dislocazione, mutato in un “heritage continuum” (Lupo, 2019) fruibile in qualsiasi luogo e momento. Il potenziale di tale accessibilità orizzontale si esprime in un sistema di riattivazione partecipata del patrimonio.

Parry (2013) definisce il museo come post-digital, condizione in cui l’utilizzo della tecnologia digitale è normativa, assimilata in ogni fase organizzativa e attività. Di fronte all’ossessione del “what’s next?” e al timore che la difficoltà

DEPOT BOIJMANS VAN BEUNINGEN

Si pensi al caso dell’opera Davide con la Testa di Golia dipinta nel 1657 da Francesco Barbieri. L’app racconta un inedito del quadro, e cioè che l’opera di Francesco Barbieri non era stata riconosciuta come opera d’arte fino al 2016, ma era rimasta appesa alle pareti di un ufficio di una municipalità dei Paesi Bassi, senza riconoscerne il valore. In questo caso, la costruzione della narrazione segue un filo narrativo, che esplicita molteplici aspetti: il rapporto con il museo (come è arrivato il dipinto nella collezione del museo?); le connessioni con la vita dell’artista (perché l’artista era conosciuto come Guercino?); argomenti di riflessioni volti ad aprire a punti di vista differenti (perché è importante l’opera per il museo? perché era importante per il contesto del committente?). Infine, l’audio assume la prospettiva del quadro, raccontando direttamente al visitatore gli anni passati senza che nessuno ne riconoscesse il suo valore.

↑ → MVRDV, Depot Boijmans, Rotterdam, 2021.

che il visitatore non può esimersi dal considerare, sostenendo che le distinzioni categoriche non siano attribuibili a culture pre-coloniali, ma che derivano dalla prospettiva occidentale. La conoscenza indigena e africana è messa in scena, tramite immagini video, accompagnate da una narrazione audio polivocale di sette giovani che discutono della fluidità di genere e della possibilità di superare le distinzioni tra maschile e femminile. Questo approccio porta ad esplicitare e rendere visibili tematiche che si ricontestualizzano al fuori del museo, alla base delle relazioni quotidiane che caratterizzano la società, invitando il visitatore a riconsiderare il modo in cui si relaziona all’altro. La capacità di immedesimarsi in un mondo diverso dal proprio è il filtro narrativo della mostra Tim Walker.

↑↗ Maison the Faux, Tim WalkerWonderful Things, Kunsthal, Rotterdam, 2022.

Wonderful Things19, che racconta l’esperienza del fotografo tramite un ingresso nel mondo immaginario dell’artista. La progressione stilistica è riletta come una esperienza umana, invitando a guardare la realtà secondo mondi fiabeschi, a partire dall’ispirazione delle collezioni ecclettiche e varie del V&A di Londra, ricostruendo come questi oggetti avessero stimolato la sua immaginazione. Stanze tematiche, con il supporto di schermi e proiezioni video, raccontano le immagini a partire dai segreti dell’artista e tracciano i segni che hanno influenzato la sua impronta: il nero inchiostro, lo scrigno rosa ricamato, l’illuminazione UV per le fotografie, la serie di ritratti come celebrazione dell’individualità: una mappa emozionale che rende accessibile una prospettiva nuova della produzione dell’artista.

19. Tim Walker. Wonderful Things è una mostra temporanea (Settembre 2022Gennaio 2023). Tim Walker, fotografo di moda, reso famoso dalla costruzione teatrale delle sue immagini. Il progetto allestitivo è opera dello studio Maison the Faux

componente umana, che invita a guardare un luogo a partire dal modo di vivere delle sue comunità. La ricostruzione del contesto di Lagos attiva una dinamica di stimolazione del presente e del non presente, costruendo un racconto in cui è il visitatore stesso ad essere parte attiva.

Il potenziale delle immagini in movimento, integrate nell’esperienza dello spazio fisico, è espresso in The Energy Show 21, che focalizza l’attenzione sul ruolo dell’energia solare, promuovendo una storia di interesse della collettività. La mostra è sviluppata tramite una rassegna cronologica di progetti pioneristici, che rendono visibili le trasformazioni nell’uso delle energie solari e le innovazioni tecnologiche, a grande e piccola scala. Una relazione svelata tra la cultura del design e la sperimentazione tecnologica, messa in scena intrecciando studi scientifici, oggetti di design ed installazioni artistiche. Schermi con interviste danno parola ai protagonisti delle storie, amplificate dalla presenza di repliche tridimensionali. L’accessibilità ampliata dei contenuti in mostra supera il tecnicismo della

21. The Energy Show è una mostra temporanea (Settembre2022Marzo 2023), con la curatela di Matylda Krzykowski e i designers Marjan vanAubel e Pauline van Dongen. Studio Dennis Vanderbroeck ha diretto il progetto di allestimento.

↑ Imre Szeman, On Solarity: Eight Principles.

← SDV, The Energy Show, 2022.

↑ Seduction, Naturalis Biocenter, Leiden, 2022.

← KDJ, Death, Naturalis Biocenter, Leiden, 2022.

Dispositivo Test your balance and strenght.

↑→ KoosmandeJong, Mostra Humania, 2022: Dispositivo Excited Eyes;

← Dispositivo Walking Machine, KoosmandeJong, Mostra Humania, 2022.

↓ KoosmandeJong, Anfiteatro, Mostra Humania, 2022.

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