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Cuore Verde del Distretto

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BIANCO

Architettura | Progetto Urbano | Città


BIANCO è un grande silenzio come attesa e nulla prima dell’origine BIANCO è la sintesi della luce come compresenza degli altri colori BIANCO è il simbolo della modernità come idea progressiva dell’architettura BIANCO è la materia della calce come pelle della costruzione BIANCO è lo sfondo della città mediterranea come immaginario e radicamento BIANCO è lo spazio del pensiero come attitudine all’astrazione BIANCO è il campo della carta come luogo di elaborazione e scrittura BIANCO è una collana di architettura, progetto urbano e città


Cuore Verde del Distretto Il Progetto Urbano Strategico condiviso per Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo PUBBLICAZIONE Cuore Verde del Distretto Il Progetto Urbano Strategico condiviso per Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo di Dario Costi Con saggi di: Dario Costi, Francesco Genitoni e Stefania Spaggiari Lo scritto a pagina 46 è di Andrea Fanfoni e Emanuele Ortolan Lo scritto a pagina 53 è di Giorgia Carpi, Manuela Giurgola e Cristina Scaravonati Lo scritto a pagina 83 è di Fabio Cairo, Alessandro Malavolti e Marco Pistillo Lo scritto a pagina 103 è di Grazia De Luca, Chiara Ferrari e Emanuele Ortolan Lo scritto a pagina 127 è di Andrea Fanfoni, Andrea Illari e Ugo Liberi Le presentazioni alle pagine 62, 70, 74 sono di Giorgia Carpi Le presentazioni alle pagine 90, 94, 98 sono di Fabio Cairo e Marco Pistillo Le presentazioni alle pagine 112, 118 e 122 sono di Emanuele Ortolan Le presentazioni alle pagine 136, 148, 156 sono di Andrea Fanfoni Fotografie di © Pierangelo Laterza alle pagine 1, 4, 9, 81 e da 162 a 193. Fotografie di © Luigi Ottani da pagina 194 a 223. Fotografie di © Pier Luigi Rivasi alle pagine 16, 18, 30, 36, 44-45, 47, 51, 52, 56, 61, 65, 71, 75, 81, 82, 91, 95, 99, 102, 110, 113, 119, 123, 126, 135, 137, 138, 143, 144, 149, 157, 158. RICERCA Responsabilità scientifica: Dario Costi Coordinamento: Giorgia Carpi, Andrea Fanfoni, Emanuele Ortolan Gruppo di lavoro: Alessandro Benvenuti, Fabio Cairo, Giulia Casolari, Gloria Filograna, Federico Fontana, Stefano Esserairi, Filippo Piloni, Marco Pistillo, Antonio Villa, Domenico Zeoli. Al servizio delle Pubbliche Amministrazioni di Formigine, Maranello, Sassuolo, Fiorano Modenese, il gruppo di ricerca ha verificato e sviluppato, a partire dal 2019 un lavoro di prefigurazione progettuale a valle del processo di partecipazione collegato all'attività didattica. L'esito qui presentato è quindi la sintesi condivisa di scenari architettonici di rigenerazione affinati con il contesto territoriale. MOSTRE DEGLI SCENARI DI PREFIGURAZIONE PROGETTUALE Formigine, Piazza Repubblica, 15 luglio 2020 e 4-12 settembre 2021 Maranello, Mabic, Piazzetta Nelson Mandela, 14 luglio 2021 Sassuolo, Viale XX Settembre, 15 luglio 2021 Fiorano, Piazza Ciro Menotti, 13 luglio 2022

Città di FIORANO MODENESE

Comune di FORMIGINE

DIDATTICA Responsabilità scientifica: Dario Costi, Andrea Zamboni Coordinamento: Giacomo Bassmaji, Oliviero Brognoli, Giorgia Carpi, Andrea Fanfoni, Alessandro Ghidini, Emanuele Ortolan L'analisi e le prefigurazioni progettuali preliminari alla ricerca sono state oggetto di lavoro didattico nel laboratorio Architectural and Urban Design Studio for the Sustainable City che ha visto coinvolti i seguenti studenti del Corso di Laurea in Architettura Rigenerazione Sostenibilità dell'Università degli Studi di Parma: A.A. 2019-20 – Monica Serrano Hernandez, Bianca Maini, Leo Marku, Marianna Maresca, Michela Mezzetti, Francesco Mingon, Marika Olivotto, Alessia Orsatti, Riccardo Parolini, Alessia Passerini, Francesca Pinelli, Sanaa Rami, Nicolò Ruggerini, Antonio Salierno, Sara Scalvini, Agnese Schianchi, Laura Silla, Morgana Stragliati, Gianluca Tignonsini, Caterina Tincani, Giacomo Verderi, Fabio Zanella. A.A. 2020-21 – Riccardo Allari, Erta Buzi, Rosanna Mango, Giulia Marchesi, Salvatore Martino, Federico Mazzardi, Gioele Monachesi, Ilaria Musiari, Tonia Novello, Avhustyn Okuniev, Elisa Olivi, Sara Pasquali, Camilla Privitera, Hiba Quandil, Camilla Riccoboni, Davide Righi, Noussaiba Rizki, Assane Sarr, Monica Spaggiari, Chiara Stallone, Letizia Tincani, Pietro Riccardo Usberti, Denise Vago, Cristina Valterio, Marco Vandelli, Alessia Villa, Massimiliano Zamboni. A.A. 2021-22 – Anna Brambilla, Giulia Rossi Brigo, Alice Bussei, Elena Draghi, Francesca Fontana, Mattia Galeotti, Lucrezia Pia Gioia, Kine Gueye, Graziana Inchingolo, Diana Marino, Dario Masini, Tommaso Mendicino, Fabiana Pia Mennitti, India Montesano, Federica Morini, Andreea Nuta, Immacolata Olivieri, Valentina Orefice, Eleonora Padovani, Emanuele Palazzo, Chiara Pavirani, Alice Pedrazzi, Elisa Plescia, Massimiliano Pomponio, Lucia Riondino, Laura Riquadri, Jacopo Rullo, Stefano Russello, Agata Russo, Carolina Sassi, Francesca Savi, Alice Schenetti, Arianna Schiaffonati, Niranchali Selvam, Emmanuel Serio, Cristina Tozzi, Riccardo Troni, Adele Verderi, Matilde Vittorangeli, Alessandro Zilli. Le prefigurazioni progettuali del Progetto Urbano hanno visto collaborare una serie di laureandi, del Corso di Laurea Magistrale in Architettura e Città Sostenibili dell'Università degli Studi di Parma, dal 2019 al 2022: Alessandro Benvenuti, Anna Burti, Fabio Cairo, Giulia Casolari, Giulia Famà, Federico Fontana, Lucia Gurrado, Valerio Maffei, Fabio Messina, Marco Pistillo, Caterina Ratti, Felicia Sinigur, Veronica Terraioli, Pierluigi Turco, Domenico Zeoli.

Città di MARANELLO

Città di SASSUOLO

Unione Comuni DISTRETTO CERAMICO


Indice 12

Metamorfosi tra città, architettura, paesaggio, agricoltura

18

Cuore Verde

36

Lungo le strade del Distretto

Progetto Urbano Strategico 46

Il sistema dei luoghi

52

Fiorano Modenese

82

Formigine

102

Maranello

126

Sassuolo

Campagne 164

Nuove vedute

194

Follow-up


Metamorfosi tra città, architettura, paesaggio, agricoltura

Sala delle vedute, Castello di Spezzano. © Rossi L.

Ho iniziato anni fa a guardare con curiosità progettuale questi territori e i loro paesaggi. Ho frequentato i palazzi comunali, le piazze e i luoghi della comunità grazie alle mille occasioni e ai tanti percorsi di partecipazione che abbiamo sviluppato nel tempo. Ho sempre guardato quegli spazi e quelle architetture. Mi hanno sempre incuriosito gli stemmi che campeggiano sui gonfaloni e che sono scolpiti sulle facciate degli edifici pubblici o dei castelli. Ho allora incominciato a notare la presenza della natura nei simboli delle città. Ho provato a guardarli tutti insieme e ho iniziato a cogliere evidenti analogie e messaggi impliciti di condivisione e vicinanza. Se osserviamo con attenzione gli stemmi dei Comuni e se traduciamo i loro motti comprendiamo che proprio la natura è il primo elemento fondativo della loro comunione, lo strumento attraverso cui pensarsi e trasmettere la propria identità. Nell’araldica delle città di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo emergono infatti molte sintonie rivelatrici e alcune logiche di connessione profonda. Al centro di ogni stemma c’è un soggetto naturale. Già questo fatto indica qualcosa. Ma quale natura?

Proprio la declinazione di questa presenza ci da indicazioni importanti. Confrontiamoli allora un attimo con attenzione. La natura non è una vetta incontaminata, non è uno skyline da raggiungere. La natura è radicamento, è agricoltura, è paesaggio come luogo trasformato dalla presenza umana. Ma non solo. La natura diventa addirittura architettura trasfigurando le forme del Santuario, il principale monumento storico del contesto. Osserviamo allora gli stemmi. In due di questi il soggetto principale è un albero: una quercia forte dalla grande chioma e con radici potenti per Formigine e un pero carico di frutti su cui si arrampica una vite piena di grappoli che emergono da un prato gonfio per Maranello. La quercia con le ghiande per l’allevamento dei suini e la vite maritata che moltiplica il raccolto sono simboli di un trattamento economico del territorio che rimanda a secoli di vita agricola, di presidio della campagna e di lavoro in pianura e alle pendici del primo Appenino modenese. Negli altri due stemmi la matrice visiva del Santuario è centrale, prende i caratteri del paesaggio prevalente di due città vicine, si declina in una metamorfosi analoga che si applica però a situazioni specifiche, simili ma differenti. 13


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Il Cuore Verde racchiude una nuova anima antica

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Cuore Verde

Abbiamo iniziato a lavorare nel Distretto alcuni anni fa con il Comune di Formigine. L’anno dopo, informati di quello che stavano facendo, ci chiesero di ampliare l’indagine progettuale in parallelo i centri di Sassuolo e Maranello. L’anno successivo fu la volta di Fiorano Modenese. Per ognuno di questi Comuni abbiamo disegnato uno scenario urbano di mobilità lenta attraverso i parchi e il centro storico individuando vuoti disponibili, connessioni possibili e ambiti necessari. La rete di spazi pubblici che abbiamo progettato collegando le varie parti di ogni insediamento mettendo a disposizione quattro analoghe strategie di rigenerazione urbana pensate per coagulare nuovamente la società liquida in nuove comunità urbane. Progettare la città oggi significa immaginare una prospettiva di miglioramento che non dia nulla per acquisito. Quando noi parliamo di città futura dobbiamo pensare a un sistema di luoghi che metta in valore tutte queste condizioni attraverso un’azione sistematica di rinnovamento e riorganizzazione. Mi ostino a ribadire ad ogni occasione che non dobbiamo accettare

Dario Costi

quello che troviamo, perché la città che abbiamo ereditato e la città che possiamo immaginare sono molto diverse. Quella di oggi è la città della segregazione funzionale, della separazione, dei recinti. Si pensi ai quartieri residenziali, a quelli artigianali, ai poli terziari, sono tutti recinti fisici e concettuali. In un contesto così organizzato muoversi in automobile è necessario. Dobbiamo invece introdurre un’altra idea di città che recupera antichi valori e proponga una diversa logica di abitare la città. Dobbiamo promuovere la modificazione del paradigma della città delle automobili in quello della città delle persone e delle relazioni. Non ho dubbi che si possa fare, lo dimostrano le città d’Europa più avanzate e lo stiamo verificando progettualmente in tanti contesti. Questo lavoro è urgente in tutti i contesti per una serie di ragioni. In questi anni vediamo la coincidenza di tre fattori molto preoccupanti: il climate change, la crisi urbana e il dominio della tecnica collegato alla Quarta rivoluzione industriale. Rinaturazione, rigenerazione urbana e utilizzo dell’innovazione tecnologica in maniera consapevole sono le risposte che possiamo 19


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L’industria delle piastrelle di ceramica è nell’aria


Lungo le strade del Distretto

La crescita dei luoghi – e se vogliamo anche quella dei distretti industriali – può comportarsi, quando sia impetuosa, come quella di un fiume o di un torrente dopo che è caduta pioggia, in misura eccezionale per quantità e durata. Il fiume o il torrente in piena sono costretti a trovarsi nuove vie di sfogo che potranno tornare buone per future esondazioni ma anche, con qualche aggiustamento in più o in meno, rimanere aperte. Con metafora lunga più di un secolo si può dire che, a cavallo delle sponde modenese e reggiana del fiume Secchia, in quello che diventerà il Distretto della ceramica industriale – il Cluster fatto conoscere nel mondo da Michael Porter1 – sia caduta una quantità di pioggia costante e crescente dalla fine del secolo XIX al primo e soprattutto al secondo dopoguerra. Intorno a Sassuolo, grazie ai Rubbiani, una famiglia di imprenditori “illuminati” che ha dato gli input iniziali, si passa così dalla storica produzione di stoviglierie e ceramiche artigianali alla produzione di piastrelle di ceramica che, grazie a continue evoluzioni di processi produttivi e di prodotti, passeranno dai piccoli formati iniziali alle grandi lastre ultrasottili di oggi e da cinque a centinaia di aziende.

Francesco Genitoni Stefania Spaggiari

Le piastrelle di ceramica, tutti lo sanno, si formano con l’argilla. E quelle del Distretto modenese-reggiano fino ai primi decenni del secondo dopoguerra si formeranno pressoché esclusivamente con le argille locali. A forza di braccia e a furia di picconate i cavatori hanno smontato a blocchi le colline tra Fiorano, Sassuolo e Veggia, sulla sponda reggiana. Argilla sminuzzata nelle cave e poi trasportata nei cortili e nei capannoni delle ceramiche con cavalli e birocci, in particolare dalle cave della Riola a Fiorano e dal monte Armone a Veggia. Quest’ultimo, in pochi decenni si rincarnerà nelle storiche piastrelle delle prime ceramiche: Rubbiani (poi Società Ceramica di Sassuolo e infine Marca Corona), Siliprandi (poi Saime), Dieci Bertoli, Veggia, Saces e, dal 1935, Marazzi. Nell’immediato secondo dopoguerra ai birocci si affiancheranno i GM, i camion militari lasciati dai soldati americani e riadattati al trasporto delle argille e ben presto i camion nostrani, che si muoveranno avanti e indietro in particolare lungo le vie Radici in Piano e in Monte, via Claudia, strada della Riola, via Collegio Vecchio ma anche ogni strada e stradina che portasse anche a una sola ceramica piccola o grande, come via 37


Il Masterplan di architettura per il Progetto Urbano Strategico di Fiorano Modenese Luoghi, mobilità urbana e sistema ambientale LUOGHI 1 2 3 4 5 6 7

SISTEMA AMBIENTALE

Santuario della Beata Vergine del Castello e nuovo sistema per la risalita in quota Edificio residenziale in dismissione Campo sportivo comunale Campo sportivo di via Cavalcanti Municipio Cinema Teatro Astoria Biblioteca/Ludoteca BLA

8 9 10 11 12 13 14

Villa Frigeri Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista e nuovo edificio per l’accoglienza dei pellegrini Asilo Nido Messori Scuola dell’Infanzia Aquiloni PUA ex Cisa-Cerdisa (previsione ex POC) Piazza Ciro Menotti e nuovi spazi di comunità Uffici Tecnici comunali

15 16 17 18 19 20 21

Parco agricolo del cuore verde del Distretto Colle del Santuario della Beata Vergine del Castello Parco Santa Caterina da Siena Parco XXV Aprile Parco di Villa Pace Nuovo parco di via della Vittoria Tratto di canale da riscoprire

20 3

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8

7 12

29 31 13 6

5 27

14

26 9 2

30 1 16


MOBILITÀ URBANA 22 23 24 25

Percorso ciclo-pedonale all’interno del parco agricolo del Distretto Passaggio ciclo-pedonale in quota sull’argine a lato della strada Circondariale Razionalizzazione della sezione stradale e degli stalli di via Santa Caterina da Siena Area sosta di via Malmusi come nuovo parcheggio autobus per i visitatori

26 27 28 29 30 31

Area di sosta breve per il centro urbano Riordino degli spazi parrocchiali con stalli per autovetture di turisti e pellegrini Nuovo parcheggio inserito nel paesaggio Riordino degli stalli e sistemazione delle aree verdi di via Silvio Pellico Nuovo percorso urbano al Santuario Recupero della memoria storica di via Gramsci

21 22 15 24 21 23 31

17 24 18 10 28

11 4

24

150 m 25


Ampliamento Museo ferrari 1 2 3

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4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18

18

Nuovo layout per il Parco della Storia

Ingresso Reception Spazio pubblico accessibile Punti di risalita Servizi Area ristoro Padiglione simulatori Sala dell’Editoria Sala dei Motori Sala della Storia Sala della Fotografia Sala Granturismo Sala vetture d’epoca Sala vetture Formula 1 Sala del design Sala della velocità Sala delle vittorie Lucernari per illuminazione zenitale

19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

Collegamento coperto ai parcheggi del museo Collegamento coperto tra lo spazio pubblico del museo e il Parco Led-Wall Argine esistente rimodellato Spazio per eventi Bosco di peri da fiore Stanze verdi per sculture Rampa di risalita Campo sportivo Sedute nel verde Club House Percorso rinaturato verso il centro città Pensilina di servizi su via Claudia

13 17

12 15 16

2

14

3

1 6

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20

7 9 4

10 5 19

11

8 23

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25 25

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25 21

25 30

31

116

Progetto Urbano Strategico


Maranello

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Campagne


www.letteraventidue.com


Cuore Verde del Distretto Il Progetto Urbano Strategico condiviso per Fiorano Modenese, Formigine Maranello e Sassuolo La strategia architettonica di ricucitura del contesto attraverso una rete di mobilità lenta che metta in valore l’esperienza dello spostamento come occasione di immersione nella campagna non è solo l’opportunità di attivare nuovi percorsi protetti, piacevoli e sociali per offrire un’alternativa agli spostamenti casa-lavoro che le aziende richiedono e che le Pubbliche Amministrazioni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo vogliono implementare acquisendole nei Piani di nuova generazione. Il Cuore verde del Distretto è innanzitutto il riconoscimento di una identità storica che può tornare ad essere contemporanea, è l’occasione di tornare a dare alla dinamica della rigenerazione urbana e alla vita delle persone il significato storico del rapporto fondativo tra insediamento e natura agricola evocato dagli stemmi comunali e dalle immagini dipinte nella Sala delle Vedute del Castello di Spezzano. Dario Costi

€ 39


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Cuore Verde del Distretto by LetteraVentidue Edizioni - Issuu