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Cronache del 9 settembre 2026

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MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026 • ANNO XI N. 200

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

PRIME INDISCREZIONI SULLA PROSSIMA FINANZIARIA. SI PARLA ANCHE DI SOSTEGNO PER LE FAMIGLIE E PER I NUOVI NATI

Meno tasse per i redditi bassi Scende l’aliquota IRPEF per chi guadagna di meno e per le tredicesime

Servizi a pag 11

CON FDI CHE VUOLE LA LOMBARDIA ALLA LEGA POTREBBE TOCCARE LA BASILICATA

PEPE-FONTANA TEST STAFFETTA? Alle Officine Farneto il vicepresidente della Basilicata con il Presidente della Lombardia intervistati da Sallusti su federalismo e regioni _

GIORGIA MELONI

Venerdì l’udienza del Riesame sull’interdizione dei due cardiochirurghi indagati per la morte del piccolo, la madre: «Pronta a guardarli negli occhi»

Dagli applausi di Bari alla sfida verso il voto

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DI GIANFRANCO BLASI

iorgia Meloni, da Bari, ha rivendicato il percorso compiuto dal suo Governo. Lo ha fatto con l’orgoglio di chi considera questi anni una prova superata. La maggioranza ha retto, il Governo è diventato il più longevo della storia della Repubblica. L’Italia ha recuperato un ruolo internazionale che sembrava essersi appannato. (...) ■ continua a pag 6

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La vignetta di Mario Bochicchio Pepe e Fontana

Dellapenna a pag 6

EX ILVA Dopo il vertice a Palazzo Chigi, il vicepresidente di Confindustria Somma: «Bene il Tavolo»

«Serve piano integrato per Taranto» VENERDÌ ILLUSTRATI I NUOVI SERVIZI E LE TRATTE RIPRISTINATI

Treni regionali, pronta nuova programmazione dell’offerta

Somma

DOMENICO CALIENDO

Servizio a pag 10

Servizio a pag 13

■ Magrì

a pag 5

SELLATA-PIERFAONE

Sul decreto del Tar Legambiente, attraverso l’avv. Luca Lorenzo, precisa: «Nessun ricorso respinto e nessuna decisione sul merito»

■ Servizio

a pag 11

_ CREACTING

Basilicata creativa capofila dell’alleanza europea per l’innovazione, Bardi: «Più forza della regione in Europa»

■ Servizi

a pag 17

_ LA MOSTRA DI CARAVAGGIO

Al Museo Provinciale si apre il sipario sul Narciso promosso da Apt e Regione: domani inaugurazione ufficiale ■ Servizio

a pag 18


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mercoledì 9 settembre 2026

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mercoledì 9 settembre 2026

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Italia e Mondo Prime indiscrezioni sulla prossima finanziaria

Meno tasse per i redditi bassi

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Scende l’aliquota IRPEF per chi guadagna di meno e per le tredicesime, sostegno per le famiglie e per i nuovi nati

DI ROBERTO LAMATTINA

niziano a trapelare le prime indiscrezioni sulla prossima manovra di bilancio, l’ultima del Governo Meloni prima delle elezioni politiche. Una prima indiscrezione era stata lanciata da Donzelli qualche giorno fa che aveva parlato di una manovra per le famiglie e per i redditi più bassi. MENO IRPEF PER I REDDITI BASSI Mentre la sinistra dall’opposizione continua a parlare di tasse patrimoniali, il Governo Meloni si accinge a ridurre la tassazione sui redditi più bassi. Secondo le voci che arrivano da via XX Settembre, infatti, si potrebbe passare dal 35% al 33% per i redditi sotto i 60.000 euro con una tassazione al 20% per i redditi inferiori a 25.000 euro. Una misura che porterebbe una autentica boccata di ossigeno nelle tasche del-

le famiglie meno abbienti e sarebbe una prima importante risorsa per contrastare il caro vita. A questo si affiancherebbe una detassazione della tredicesima e, per quanto riguarda le partite Iva, una flag tax al 5% per gli aumenti di ricavi rispetto all’anno precedente. IL NODO CARBURANTE In questo momento, però, tiene banco la questione del caro benzina. Lo scenario internazionale che ha determinato l’aumento dei prezzi non accinge a cambiare. Il Governo ha disposto una misura per i prossimi giorni ma è chiaro che serve una proposta strutturale che non è semplice. IL FONDO PENSIONE DALLA NASCITA Il Governo intende avviare anche una serie di misure di welfare complementare per i nuovi nati. Per ciascuno di essi ci sarà, infatti, un fondo pen-

sione che sarà versato dallo Stato e si nutrira’ di contributi volontari. Le somme potrebbero servire per ottenere fondi per le iscrizioni alle università o potrebbero unirsi ai contributi versati dai laboratori. A questo dovrebbero aggiungersi degli incentivi per la genitorialita’ con aiuti alle famiglie propor-

zionali ai figli. Uno strumento essenziale per contrastare il deserto demografico. GLI STRUMENTI PER LE IMPRESE Non trapelano indiscrezioni su eventuali incentivi alle imprese. Il successo che la Meloni ha riscosso al recente meeting di Cernobbio da l’idea del consenso che si svilup-

pa tra gli imprenditori verso le politiche del governo. Anche su questo il Governo sarebbe all’opera. Come si evidenzia da più parti, infatti, una finanziaria espansiva potrà essere effettuata proprio perché il Governo sarebbe stato in grado di uscire dalle procedure di effrazione determinate negli anni passati.


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Italia e Mondo

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Secondo Haaretz, Mohammed bin Zayed avrebbe chiamato il premier israeliano dieci giorni prima del 7 ottobre per avvertirlo dell’operazione di Sinwar

Emirati, l’allarme a Netanyahu su Hamas Il premier nega: «Una menzogna totale» U

DI VITO ERRICHETTI

na telefonata di 45 minuti, circa dieci giorni prima dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. È il nuovo retroscena che riaccende il confronto politico in Israele. Secondo un'inchiesta di Haaretz, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu che il leader di Hamas Yahya Sinwar stava preparando una grande operazione contro Israele, definita come un «terremoto».La ricostruzione è contenuta nel nuovo libro dei giornalisti israeliani Shlomi Eldar e Ruth Yuval e si basa, secondo Haaretz, su decine di fonti israeliane e straniere, oltre che su documenti e altri materiali. La telefonata sarebbe avvenuta alla fine di settembre 2023. L'ufficio di Netanyahu nega però che il colloquio sia mai avvenuto e definisce l'inchiesta una «menzogna totale». L'ALLARME PARTITO DA GAZA Secondo la ricostruzione, l'allarme sarebbe nato da contatti avuti nel settembre 2023 tra Sinwar e un intermediario palestinese vicino agli ambienti di Fatah e con rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet. In quel periodo erano in corso contatti indiretti tra Israele e Hamas per una tregua di lungo periodo, con l'obiettivo di ridurre le tensioni nella Striscia e migliorare le condizioni economiche di Gaza.Le trattative si sarebbero però arenate. Da Sinwar sarebbe quindi arrivato il messaggio di una «grande sorpresa», descritta con il termine arabo zilzal, terremoto. Secondo l'inchiesta, l'informazione sarebbe arrivata agli Emirati e successivamente allo Shin Bet. Il messaggio avrebbe quindi raggiunto i vertici israeliani prima della telefonata di bin Zayed a Netanyahu. LA VERSIONE SULLA TELEFONATA È qui che la vicenda assume il suo peso politico.

Secondo il libro, durante la conversazione l'emiro avrebbe spiegato a Netanyahu che Sinwar preparava un'operazione capace di provocare un grave spargimento di sangue, destabilizzare la regione e mettere a rischio gli Accordi di Abramo. Netanyahu, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe risposto sostenendo che Israele aveva Gaza sotto controllo e ritenendo più probabile una minaccia proveniente dalla Cisgiordania.Il punto più controverso riguarda ciò che sarebbe accaduto dopo. Haaretz sostiene che Netanyahu non avrebbe informato i vertici della sicurezza israeliana del contenuto della telefonata. La ricostruzione riferisce inoltre che il premier non avrebbe intrapreso azioni specifiche in seguito all'avvertimento. Secondo l'inchiesta, l'ex capo dello Shin Bet Ronen Bar e l'ex capo di stato maggiore Herzl Halevi non sarebbero stati informati della conversazione. Il 1° ottobre Bar avrebbe incontrato Netanyahu per discutere della minaccia rappresentata da Hamas, senza che il premier, sempre secondo la ricostruzione, fa-

cesse riferimento alla telefonata. Sei giorni dopo Hamas avrebbe lanciato l'attacco. ANCHE L'EGITTO AVEVA LANCIATO UN ALLARME Quello emiratino non sarebbe stato l'unico avvertimento arrivato in quei giorni. Già nel 2023 era emerso che il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, aveva contattato Netanyahu poco prima del 7 ottobre, segnalando il rischio di una grave iniziativa proveniente da Gaza. La circostanza era stata allora riportata dalla stampa israeliana e successivamente contestata dall'ufficio del premier. La nuova ricostruzione riporta quindi al centro del dibattito la questione degli avvertimenti ricevuti dalle autorità israeliane prima dell'attacco. Il punto, però, resta delicato: conoscere l'esistenza di un possibile piano di Hamas non significava necessariamente conoscerne tempi, modalità e dimensioni. È proprio questa valutazione errata della minaccia che, secondo le ricostruzioni sull'intelligence israeliana prima del 7 ottobre, contribuì a lasciare sottovalu-

tati diversi segnali provenienti da Gaza. NETANYAHU: «UNA MENZOGNA TOTALE» L'ufficio del primo ministro ha respinto integralmente la ricostruzione di Haaretz. «Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua», è stata la risposta ufficiale. L'ufficio del premier ha definito il rapporto una «Una menzogna totale». La smentita riguarda quindi il punto centrale dell'inchiesta: secondo Netanyahu, non ci sarebbe stata alcuna telefonata e, di conseguenza, nessun avvertimento diretto da parte di bin Zayed. Anche gli Emirati, al momento, non hanno fornito una conferma pubblica della conversazione.Per questo la telefonata non può oggi essere presentata come un fatto definitivamente accertato. Da una parte c'è la ricostruzione di Haaretz, sostenuta da fonti che gli autori definiscono di alto livello; dall'altra la smentita categorica del premier israeliano. LA NUOVA BUFERA

POLITICA La rivelazione ha provocato una nuova ondata di polemiche in Israele, anche perché arriva in piena campagna elettorale. I leader dell'opposizione hanno chiesto di accertare che cosa Netanyahu sapesse prima del 7 ottobre, quando ne sarebbe venuto a conoscenza e se abbia effettivamente condiviso le informazioni con i vertici della sicurezza. La vicenda riporta inoltre al centro il tema della commissione d'inchiesta sugli eventi che precedettero e seguirono l'attacco. Le opposizioni chiedono da tempo un'indagine indipendente sulle responsabilità politiche e di sicurezza legate al 7 ottobre.Il caso della telefonata aggiunge così un nuovo elemento alla discussione sulle responsabilità che precedettero l'attacco. Ma, allo stato attuale, resta una ricostruzione giornalistica contestata dal diretto interessato. Saranno eventuali documenti, ulteriori testimonianze verificabili o un'inchiesta ufficiale a stabilire se quella telefonata di 45 minuti sia realmente avvenuta e, soprattutto, quale fosse il contenuto esatto dell'avvertimento.


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Italia e Mondo

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CASO DOMENICO CALIENDO Venerdì l’udienza del Riesame sull’interdizione dei due cardiochirurghi indagati per la morte del piccolo

«Sono pronta a guardarli negli occhi»: davanti ai giudici i medici del Monaldi

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DI TIZIANA MAGRÌ

ue giorni per scrivere quattro versioni di uno stesso verbale operatorio, prima di arrivare a quella definitiva, quella firmata. È quanto emergerebbe dalle chat estratte dai telefoni dei sanitari dell’ospedale Monaldi coinvolti nel trapianto eseguito il 23 dicembre scorso su Domenico Caliendo, morto in terapia intensiva lo scorso febbraio dopo mesi di agonia. Per la Procura di Napoli, che ha ottenuto dal gip Mariano Sorrentino un’interdizione di un anno dalla professione per i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, quella intercorsa tra i sanitari sarebbe stata una vera e propria «marcia di avvicinamento» verso una versione condivisa dei fatti. Ai due medici, tra i sette sanitari coinvolti nell’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, vengono contestati il falso in cartella clinica e l’ipotesi di omicidio colposo. Entrambi restano, al momento, presunti innocenti fino a

eventuale condanna definitiva. COSÌ CAMBIA IL VERBALE Le differenze tra le stesure sono state ricostruite dall’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi. Nelle prime due versioni, spiega il legale, si legge che l’organo, appena estratto dal contenitore, appare congelato: a fianco, tra parentesi, compaiono solo due parole «failure del trasporto», senza responsabili, senza spiegazioni. Nella versione firmata la parentesi scompare e al suo posto viene indicata una causa precisa: il ghiaccio fornito dall’ospedale del prelievo, a Bolzano, sarebbe stato ghiaccio secco, quindi inadatto al trasporto dell’organo. Compaiono inoltre due elementi assenti nelle prime bozze: un tempo – venti minuti impiegati per estrarre il cuore- e una frase che, secondo il legale, «in un verbale operatorio non ha ragione di stare»: la scelta di procedere comunque con l’impianto, «essendo l’unica scelta possibile». Ma è un dettaglio più sottile, spiega Petruzzi, a fare la differenza. Nelle prime due stesure le fasi

dell’intervento erano descritte in sequenza, una dopo l’altra: prima l’apertura del contenitore con il nuovo cuore, poi l’inizio della cardiectomia, cioè la rimozione dal torace di Domenico del cuore malato. Nella versione definitiva, invece, le due operazioni diventano contemporanee: il contenitore viene aperto «nel mentre» inizia l’operazione di estrazione dell’organo malato. Un cambiamento che, per Petruzzi, non è solo lessicale: se le fasi risultano simultanee sulla carta, i venti minuti impiegati per estrarre il cuore dal contenitore non compaiono più come un tempo a sé, ma restano assorbiti dentro quello più lungo della cardiectomia. È dunque non vengono conteggiati separatamente. È il punto su cui la famiglia insiste da sempre: secondo la sua ricostruzione, la cronologia della versione definitiva non trova riscontroné nella scheda anestesiologica né nell’orario di clampaggio aortico, cioè nel momento in cui i cardiochirurghi hanno bloccato l’afflusso del sangue per procedere con l’intervento. «Il resto del verbale non cambia- ha dichiarato l’avvocato -. Cambia solo il racconto dei venti minuti in cui il cuore è arrivato in sala. E cambia sempre nella stessa direzione: quella del falso e dello scaricabarile di responsabilità». LA CHAT IN SALA OPERATORIA Agli scambi nei giorni successivi al trapianto, dedicati a mettere a punto la redazione condivisa del verbale operatorio, si aggiungono agli atti dell’inchiesta anche i messaggi inviati in tempo reale, nel pomeriggio del 23 dicembre, da un’infermiera e da una caposala del reparto, mentre l’intervento era ancora in corso. «È sta-

ta una pazzia», così viene definito, in uno dei messaggi, il tentativo di procedere ugualmente al trapianto nonostante le condizioni del cuore destinato a Domenico. «Ora se lo portano sulla coscienza», scrive una storica infermiera del Monaldi, in fase di sfinimento e di dolore. E tra i colleghi, mentre si starebbe verificando la catena degli errori, corrono messaggi più agitati come «A che state?», ossia: a che punto state? LA RABBIA DELLA MADRE Raggiunta al telefono, la madre del bambino, Patrizia Mercolino, non nasconde la rabbia per quanto emerso dalle chat: «È inutile negarlo, ne provo molta. Ma sono convinta della battaglia che stiamo portando avanti. Voglio ottenere giustizia». Su quelle parole scambiate in sala operatoria e successivamente, la donna dichiara che sono parole che danno la conferma a quello che ha sempre pensato: «Mio figlio non è stato salvato». Segue il caso senza sosta anche attraverso la pubblicazione di un libro dedicato alla storia del figlio: «Non mollo, continuerò ad andare avanti per Domenico. Nessuno mi ridarà in vita mio figlio, la mia vita è ormai distrutta. Se sto in piedi è perché ho altri due figli a cui pensare». VERSO IL RIESAME Venerdì, secondo quanto riferito dalla famiglia, dovrebbe essere depositata anche la perizia disposta nell’ambito dell’incidente probatorio aperto sul caso, da cui la Procura conta di ricostruire con precisione la catena degli errori commessi in sala operatoria. «Tutto quello che ho fatto in questi mesi l’ho fatto per arrivare a venerdì – dice Patrizia -. Non vedo l’ora di guardarli negli occhi».


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Italia e Mondo

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Dalla stabilità conquistata alle questioni ancora irrisolte: il Governo dovrà trasformare i risultati in risposte concrete per gli italiani

Giorgia Meloni, dagli applausi di Bari alla sfida verso il voto G

DI GIANFRANCO BLASI

iorgia Meloni, da Bari, ha rivendicato il percorso compiuto dal suo Governo. Lo ha fatto con l’orgoglio di chi considera questi anni una prova superata. La maggioranza ha retto, il Governo è diventato il più longevo della storia della Repubblica. L’Italia ha recuperato un ruolo internazionale che sembrava essersi appannato. L’occupazione è cresciuta. Sono fatti che sarebbe difficile negare e sarebbe altrettanto sbagliato ignorare.Ma proprio perché la legislatura si avvia verso la sua parte conclusiva, il problema non è più soltanto raccontare ciò che è stato fatto. È capire cosa resta da fare. E soprattutto capire se ciò che è stato fatto è riuscito davvero a cambiare la vita degli italiani.Il prossimo anno gli elettori torneranno a votare. E allora il consenso non sarà costruito soltanto sulla durata del Governo, sulla sua stabilità o sulla capacità di Giorgia Meloni di muoversi sulla scena internazionale. Sarà costruito anche, e forse soprattutto, sulla vita quotidiana.Nessuno può negare a Giorgia Meloni il significato storico di essere stata la prima donna alla guida del Paese. Il suo è il Governo più lungo della storia della nostra Repubblica. È un dato politico e istituzionale di grande rilievo. Poi, naturalmente, si può discutere della qualità delle scelte, dei risultati raggiunti e delle cose che non hanno funzionato. Ma partire da questo riconoscimento è necessario.Ora, però, arriva l’ultimo chilometro. Ed è spesso quello più difficile. COSA RESTA DA FARE A mio avviso ci sono almeno tre grandi questioni sulle quali il Governo dovrà misurarsi nei prossimi mesi: sanità pubblica, sostegno alle piccole imprese e riforma fiscale.La sanità è probabilmente la questione più delicata. Perché riguarda il rapporto più diretto tra lo Stato e il cit-

tadino: il diritto alla cura.Secondo i dati richiamati dalla Fondazione Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2 per cento del Pil, contro il 7,1 per cento della media europea e dell’area Ocse. Il divario con gli altri Paesi europei, secondo la Fondazione, vale 36,1 miliardi di euro.Sono numeri che non possono essere archiviati come una semplice questione contabile.Partendo dal fatto che ci sono anche le responsabilità delle Regioni, che gestiscono per delega la sanità pubblica, non si può negare che dietro quei numeri ci sono le liste d’attesa, i pronto soccorso affollati, le difficoltà dei medici e degli operatori sanitari, le famiglie costrette a ricorrere al privato quando possono permetterselo e quelle che, quando non possono, semplicemente rinunciano.Una grande politica per la sanità pubblica, con scelte iniziali che si rendano visibili nella prossima Legge di Bilancio, sarebbe dunque una delle risposte più concrete che il Governo potrebbe dare alla domanda di cambiamento che attraversa il Paese. LE PICCOLE IMPRESE C’è poi il mondo delle piccole imprese e del commercio.Negli ultimi sette otto anni sono scomparse oltre 111 mila imprese del commercio al dettaglio e, nello stesso arco di tempo, i piccoli esercenti, secondo le stime di categoria, hanno perso 16,7 miliardi di euro. Dunque, un problema trasversale che riguarda strutturalmente il paese.Non siamo di fronte soltanto a numeri economici. Quando chiude un negozio non scompare un’attività. Scompare un pezzo di comunità. Si perde un servizio, si impoverisce una strada, si riduce la vitalità di un quartiere o di un piccolo centro.Il piccolo commercio è parte della struttura sociale del Paese. E la piccola impresa continua ad essere una delle grandi forze dell’economia italia-

na.Il Governo dovrà quindi interrogarsi su come accompagnare questa parte del sistema produttivo, che peraltro è culturalmente vicina al centro destra. Meno burocrazia, accesso al credito, condizioni più favorevoli per chi investe, strumenti di sostegno nei momenti di difficoltà. Non per difendere artificialmente ciò che non è più competitivo, ma per evitare che un eccesso di vincoli e di costi renda impossibile anche ciò che potrebbe ancora salvarsi e crescere. UN FISCO CHE TORNI AD ESSERE TRASPARENTE Il terzo grande capitolo è quello fiscale.La pressione fiscale al 43,1 per cento del Pil colloca l’Italia al quinto posto nell’Unione europea. Per famiglie, lavoratori, professionisti e imprese il peso delle imposte si somma all’aumento dei costi e rende sempre più difficile trovare un equilibrio nei bilanci.Qui c’è una questione che va oltre la semplice riduzione delle tasse.Il fisco deve tornare ad essere comprensibile. Deve esserci un rapporto più trasparente tra quello che lo Stato chiede e quello che lo Stato restituisce in servizi, sicurezza, infrastrutture, sanità, scuola.Chi lavora, produce, assume e investe deve poter conoscere le regole e sapere che quelle regole non cambieranno continuamente.Una riforma fiscale, dunque, non dovrebbe essere soltanto una redistribuzione di aliquote. Dovrebbe essere anche una ricostruzione del rapporto di fiducia tra cittadino e Stato.E questa, forse, è una delle grandi questioni politiche del nostro tempo. IL GOVERNO HA UNA RESPONSABILITÀ IN PIÙ Il Governo Meloni ha buone ragioni per rivendicare quanto fatto finora. L’occupazione ha dato segnali positivi, con una crescita dei contratti soprattutto a tempo indeterminato. L’Italia ha recuperato peso e autorevolezza sul piano internazionale. Sono state adottate misure per affrontare il costo dell’energia e sostenere alcu-

ne categorie particolarmente esposte, come gli automobilisti e l’autotrasporto.Ma proprio perché il Governo ha raggiunto una posizione di forza, oggi ha anche una responsabilità maggiore.Non può limitarsi a dimostrare di essere durato. Deve dimostrare che la durata è servita a cambiare qualcosa. Questa è la vera sfida. La stabilità diventa un valore politico quando produce riforme, crescita, servizi migliori, opportunità. Quando riesce a trasformare la continuità dell'azione politica in una maggiore sicurezza per le famiglie e per le imprese. Ed è proprio la percezione di sicurezza di cittadini, imprese e famiglie, una delle chiavi di lettura principale della prossima campagna elettorale. Ed in questo, storicamente, il centro destra è in vantaggio sui propri competitori. Ma non basta, servono scelte, le più chiare possibili. LA SFIDA DELL’ULTIMO CHILOMETRO Nel 2027 gli elettori giudicheranno il Governo sulla base di ciò che è stato fatto, ma anche sulla capacità di indicare una direzione per ciò che ancora deve essere realizzato.Giorgia Meloni ha oggi una condizione politica che pochi presidenti del Consiglio hanno avuto prima di lei. Ha una maggioranza stabile, una leadership riconosciuta nel centrodestra, una posizione internazionale consoli-

data e la possibilità di arrivare al voto rivendicando una legislatura lunga e senza crisi di Governo.È una grande risorsa. Ma è anche una grande responsabilità.Perché quando si è avuto tempo e forza politica, diventa più difficile attribuire ciò che non è stato fatto alle condizioni esterne o alle emergenze.Il giudizio degli italiani sarà allora molto semplice.Non riguarderà soltanto Giorgia Meloni. Riguarderà il rapporto tra la politica e la vita reale.La domanda sarà se la stabilità del Governo è riuscita a diventare stabilità nelle famiglie. Se la crescita dell’occupazione è diventata maggiore benessere. Se la credibilità internazionale dell’Italia è diventata maggiore capacità di attrarre investimenti e creare opportunità. È questo l’ultimo chilometro. E forse è anche il più importante. Perché il consenso, alla fine, non si misura soltanto nei sondaggi, nei congressi o nelle piazze. Si misura nella percezione che una persona ha della propria vita.Se può curarsi. Se può lavorare. Se può fare impresa. Se può pagare le tasse senza sentirsi oppressa. Se può guardare ai propri figli senza avere la sensazione che il futuro sia sempre più lontano.È lì che Giorgia Meloni, a cui bisogna riconoscere tanto, dovrà giocare la sua nuova e forse più diffile partita.Ed è lì che, nel 2027, gli italiani daranno il loro giudizio.


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martedì 8 settembre 2026

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Cronache Lucane Con FDI che vuole la Lombardia alla Lega potrebbe toccare la Basilicata

Pepe-Fontana test staffetta? Alle Officine Farneto il vicepresidente della Basilicata con il Presidente della Lombardia intervistati da Sallusti su federalismo e regioni

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__Pepe e Fontana

DI MASSIMO DELLAPENNA

a politica si nutre di segnali. Per chi sa leggere la politica oggi c’è un grande segnale di facile interpretazione. A Roma presso le Officine Farneto si parlerà di federalismo, regioni e finanziaria. La notizia importante, almeno per quanto concerne la Basilicata, non è il tema ma gli ospiti. PEPE E FONTANA

A discuterne saranno Pasquale Pepe e Attilio Fontana intervistati da Sallusti. La sola locandina chiarisce l'importanza dell'evento e della centralità che Pasquale Pepe ha assunto nel progetto leghista. Federalismo, regioni e finanziaria sono il cuore della politica leghista, il fatto che ne parlino, intervistati da un giornalista di primo piano come Sallusti, il Presidente della Regione Lombardia e il Vice Presi-

dente della Regione Basilicata non può essere rubricato come caso. La Lombardia è da sempre il centro delle politiche della Lega che, non a caso, nasce come lombarda. La Basilicata, grazie a Pepe, ha assunto una centralità nel progetto leghista pari a quello della Lombardia. Non era facile, non era scontato, non era ovvio. È evidente che Pepe è riuscito a scalare in fretta le gerarchie leghiste, a diventare un punto di riferi-

mento per Salvini come politico di levatura nazionale. LA POSSIBILE STAFFETTA Per chi sa leggere la politica, però, tra le righe si legge anche un’altra notizia. Non è un segreto per nessuno che Attilio Fontana sia pronto ad un ingresso in Parlamento per la prossima legislatura. Parimenti non è un segreto per nessuno che Fratelli d’Italia abbia l’ambizione di guidare un’impor-

tante regione del Nord. La forza di Zaia ha determinato la rinuncia all’opzione veneta, la Lombardia resta il piatto ricco per uno sbarco in pianura padana. Il dibattito politico interno alla Lega con alcuni elementi nordisti che sfidano apertamente Salvini non può più rinviare lo sbarco della Lega al Sud. Tutto questo quadro dà come sempre più probabile la candidatura di Pepe alla Presidenza della Regione Basilicata per il dopo Bardi. Incassata la Presidenza della Lombardia, infatti, Fratelli d’Italia avrebbe una seria difficoltà a rivendicare anche la Basilicata. A questo punto e con queste premesse il convegno di oggi rende concreta l’ipotesi di una staffetta che porti Pepe alla guide dalla nostra Regione. UN GRANDE LEADER NAZIONALE Le nostre potrebbero essere anche supposizioni senza riscontro e la politica non è una scienza esatta né prevedibile. Lo scenario che vede Fontana e Bardi in Parlamento e Pepe alla guida della Basilicata sembra sempre più solido. Quello che, però, è certo è che Pepe è un grande leader nazionale. Una vera risorsa per la nostra regione.


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Primo piano

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Dopo il vertice a Palazzo Chigi, il vicepresidente di Confindustria chiede di tenere insieme l’esito della gara, gli investimenti privati e le risorse di Just Transition Fund e Zes

Ex Ilva, Somma: «Serve un piano integrato per il futuro di Taranto»

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’istituzione di un tavolo permanente concreto, che guardi da una parte all’esito della gara e dall’altra alla proposizione di progetti capaci di generare sviluppo economico e sociale, è l’unica strada». Così esordisce il vicepresidente di Confindustria Francesco Somma al termine del vertice sull’ex Ilva di Taranto, svoltosi ieri a Palazzo Chigi. «Un punto di partenza, non certo un punto di arrivo», ha aggiunto il lucano Somma, accompagnato dal presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma. La posizione del vicepresidente di Confindustria sintetizza una delle questioni centrali emerse nel corso degli incontri, quella cioè di affrontare l’emergenza dell’ex Ilva senza limitare il confronto alla sola continuità produttiva dello stabilimento, ma costruendo parallelamente una pro-

spettiva di sviluppo per l’intero territorio tarantino. Nella Sala Verde di Palazzo Chigi si sono susseguiti gli incontri presieduti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla presenza dei ministri competenti, con gli enti territoriali, le organizzazioni datoriali e le rappresentanze sindacali. Sul tavolo una situazione resa ancora più complessa dalle incertezze sul futuro dell’area a caldo e dalle conseguenze che una eventuale riduzione dell’attività avrebbe sull’occupazione e sull’indotto. Per Confindustria, dunque, la soluzione passa da una regia stabile capace di mettere insieme più livelli e più strumenti. «C’è la gara da aggiudicare e, viste le decisioni della magistratura, bisogna avere il senso della realtà», ha spiegato Somma, osservando che allo stato attuale il quadro «non

può che prevedere solo l’area a freddo, salvo novità che vedremo nei prossimi giorni». Accanto alla gara, secondo il vicepresidente di Confindustria, devono però essere considerati gli investimenti privati e le risorse legate ad altri strumenti di intervento. «Ci sono gli investimenti che deriveranno da altre misure, quali il Just Transition Fund e la Zes», ha sottolineato Somma, indicando la necessità di «un piano integrato, coordinato, non frammentato». L’obiettivo, nelle parole del vicepresidente di Confindustria, non è soltanto affrontare l’emergenza economica, ma intervenire sulle ricadute sociali di una crisi che da anni coinvolge l’intero territorio. Da qui la richiesta di una presenza coordinata del Governo, delle istituzioni locali e nazionali e delle associazioni datoriali. Il confronto di Palazzo Chigi si è inserito intanto in una fase particolarmente delicata sul fronte occupazionale. Le associazioni rappresentative delle imprese dell’indotto hanno accolto l’invito del Governo a sospendere le procedure di licenziamento collettivo avviate nei giorni scorsi. Una pausa che permette di prendere tempo in attesa degli sviluppi sulla vicenda giudiziaria e industriale. Sul futuro del polo siderurgico, il Governo ha ribadito la volontà di mantenere una prospettiva industriale per Taranto, legata alla decarbonizzazione e alla trasformazione del processo produttivo. Mantovano ha indicato nei forni elettrici alimentati con preridotto uno degli elementi della strategia futura, escludendo l’idea di una rassegnazione di fronte alla

situazione attuale. L’esecutivo ragiona inoltre sulla costruzione di un coordinamento permanente, sul modello di esperienze già adottate per affrontare interventi complessi come quelli legati al Giubileo di Roma e alla Terra dei Fuochi. L’intenzione è mettere in campo una struttura capace di seguire contemporaneamente le questioni industriali, occupazionali e di sviluppo. La partita non riguarda infatti soltanto i lavoratori direttamente impiegati nello stabilimento. Qualsiasi scenario sul futuro dell’ex Ilva avrebbe conseguenze sulle numerose imprese dell’indotto e sull’economia del territorio. Per questo il Governo ha inserito nel confronto anche misure sociali e ipotesi di reindustrializzazione, con l’obiettivo di favorire il riassorbimento della manodopera che potrebbe risultare in esubero. Resta però il confronto con i sindacati, che chiedono garanzie concrete e un ruolo pubblico più incisivo. La richiesta è quella di evitare che la transizione si traduca in un ridimensionamento progressivo del polo siderurgico e di assicurare invece occupazione e continuità produttiva. In questo scenario, la proposta prova ad allargare il perimetro della discussione. Il tavolo permanente dovrebbe diventare il luogo nel quale seguire l’evoluzione della gara, coordinare gli investimenti e individuare nuove opportunità di sviluppo. «Deve ovviamente risolvere i problemi economici, ma soprattutto i problemi sociali di un territorio che ha bisogno della vicinanza del Governo, delle istituzioni locali e nazionali e anche, ovviamente, delle associazioni datoriali», ha concluso Somma.


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Primo piano

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L’associazione, attraverso l’avv. Luca Lorenzo, chiarisce: nessuna decisione sul merito e domanda cautelare fissata al 23 settembre

Sellata-Pierfaone, Legambiente: «Il Tar non ha respinto il ricorso» 15

martedì 8 settembre 2026

Basilicata 24 ore

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va in udienza Respinta l’istanza cautelare di Legambiente, si

mi» il 23 settembre. Il sindaco di Abriola: «Basta allarmis

Sellata-Pierfaone, Triunfo: «Il Tar non ha sospeso gli atti impugnati»

ABRIOL A. «Nel grande teatro dei social e dei giudizi affrettati tifare contro le cose che si fanno sta diventando quasi un genere

A

di fronte al pieno rispetto della legge da. È la tentazione solita di bilisce la verità e alle ri- e delle istituzion i giudiscambiar e un’ipotes i per rumore di fondo e del- ziarie. Il futuro del Sellauna sentenza definitiv a, costruzioni fantasios : il Tri- ta-Pierfa one è una quebollando ogni tentativo di le ultime settimane trativo, in stione troppo seria per escrescita per il territorio co- bunale Amminis ha dispo- sere abbandonata ad allarme una minaccia da fer- questa fase, non ne de- mismi o strument alizzamare ad ogni costo. Poi ar- sto alcuna sospensio i. Il Presi- zioni politiche». riva un giudice, legge i do- gli atti impugnatha sottoli- «Questa comunità merita Tar del dente cumenti e ricorda a tutti siano sta- un confront o basato sui che i fatti contano ancora neato come non suffi- fatti, sul rispetto delle repiù delle opinioni». Il sin- ti forniti elementi re l’im- gole e sulla responsabilità. daco di Abriola, Romano cienti a dimostra danno am- Abriola - conclude TriunTriunfo, commenta così la minenza di un o che la fo - non si farà condiziodecisione del Tar della Ba- bientale, stabilend essere ap- nare dalle polemiche presilicata che lo scorso 5 set- questione debbapieno con- concette. Continueremo a tembre ha respinto l’istan- profondita nel parti (è difendere con determinale tra io za cautelare monocra tica traddittor colle- zione il diritto del nostro presentata da Legambien- prevista l'udienza pros- territorio a crescere, a vate contro gli atti del pro- giale il 23 settembre «Affrontiamo que- lorizzare le proprie risorse simo)». azione riqualific di getto e a costruire una prospetletterario . Ci si tuffa sorio sciisti- sta vicenda - aggiunge il tiva di sviluppo concreta e d'istinto nella certezza del del Compren sindaco - con la serietà, la le per l'intero sospetto, decretando torti co Sellata-Pierfaone. cruciale - trasparenza e la serenità di sostenibi e ragioni prima ancora che «È un passaggio- che rista- chi ha sempre agito nel comprensorio». la realtà provi a farsi stra- precisa Triunfo

Il segretario generale Filca Cisl Basilicata commenta le risorse destinate

dal Galilei di Potenza alla rigenerazione urbana Il progetto sperimentale parte

Casorelli: «La rigenerazione urbana IA e scuola, al via occasione di crescita per la Basilicata» la formazione per

ll’indomani delle dichiarazioni del sindaco di Abriola Romano Triunfo sul ricorso al Tar di Legambiente in merito al progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico SellataPierfaone, Legambiente ha ritenuto necessario, per il tramite del suo difensore Luca Lorenzo, «fornire alcune precisazioni tecniche, affinché il contenuto del decreto pronunciato dal Presidente del TAR Basilicata venga rappresentato nella sua completezza». «Seppur è formalmente corretto affermare che,

nella fase monocratica, il TAR non abbia disposto la sospensione degli atti impugnati. Tale circostanza, tuttavia, non può essere isolata dal complessivo percorso motivazionale del decreto né essere interpretata come un rigetto del ricorso, come una valutazione favorevole sulla legittimità degli atti o come un’autorizzazione alla prosecuzione dei lavori. si legge nella nota - Il TAR non ha ancora esaminato il merito delle censure proposte da Legambiente Basilicata e non si è pronunciato neppure sul-

la domanda cautelare collegiale. Il Presidente ha valutato esclusivamente la ricorrenza dei presupposti eccezionali richiesti dall’art. 56 c.p.a. per l’adozione di una misura monocratica, destinata a operare soltanto quando il pregiudizio sia di estrema gravità e urgenza e non consenta di attendere neppure la camera di consiglio». «Il decreto chiarisce, anzitutto, che nella fattispecie trova applicazione il rito abbreviato in materia di appalti previsto dall’art. 120 c.p.a., caratterizzato dal dimezzamento dei termini processuali. Proprio tale disciplina ha consentito di fissare la trattazione collegiale della domanda cautelare già per il 23 settembre 2026, dunque a distanza di pochissimi giorni» prosegue la nota. «In un intervallo temporale così ristretto, il Presidente ha ritenuto corretto privilegiare la regola generale della decisione assunta nel pieno contraddittorio tra tutte le parti, consentendo alle amministrazioni e agli altri soggetti interessati di costituirsi e al Collegio di acquisire la documentazione necessaria. La tutela mo-

nocratica rappresenta, infatti, una deroga eccezionale al principio del contraddittorio e può essere accordata soltanto quando non sia possibile attendere neppure una camera di consiglio fissata in tempi tanto ravvicinati. - continua - Vi è poi un ulteriore elemento, decisivo, che nelle dichiarazioni del sindaco non viene considerato. Il decreto richiama espressamente il provvedimento di sequestro adottato in sede penale, precisando testualmente che esso “di per sé inibisce qualunque tipo di attività esecutiva dei lavori”». «Ciò significa che, nel valutare l’attualità del pericolo sino al 23 settembre, il TAR ha tenuto conto del fatto che l’area interessata era già sottoposta a sequestro e che, pertanto, le lavorazioni non avrebbero potuto proseguire. Il rischio di un avanzamento immediato delle opere risultava quindi attenuato, se non neutralizzato, proprio dall’esistenza del vincolo penale». «Tale circostanza - ribadisce Legambiente sempre per il tramite dell’avvocato Luca lorenzo - ha trovato ulteriore conferma nella giornata del 7 set-

tembre, quando il GIP del Tribunale di Potenza ha convalidato il sequestro richiesto dalla Procura della Repubblica ed emesso il corrispondente provvedimento giudiziale. Non si è trattato, dunque, di un vincolo destinato automaticamente a venir meno, ma di una misura sottoposta all’autonomo vaglio del giudice e confermata sulla base dei presupposti cautelari ravvisati allo stato degli atti». «Il Decreto, quindi, tiene presente, da un lato, l’imminenza della camera di consiglio (23 settembre), resa possibile dall’applicazione del rito abbreviato e dal dimezzamento dei termini; dall’altro, l’esistenza di un sequestro penale che impedisce la prosecuzione delle attività nell’area interessata. - conclude - La situazione processuale è pertanto molto chiara: il TAR non ha ancora valutato la fondatezza delle censure né la legittimità degli atti impugnati; il cantiere interessato dal provvedimento resta sottoposto a sequestro; il vincolo è stato convalidato dal GIP e la domanda cautelare sarà discussa a breve nel pieno contraddittorio tra le parti»

Due sessioni tecnico-formative, riservate ai tecnici e ai professionisti degli Ordini coinvolti, dedicate alla realizzazione degli interventi

Rigenerazione urbana, incontri a Potenza e Matera Mongiello: «Confronto diretto con i professionisti»

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l Dipartimento Ambiente, Energia e Tutela del Territorio della Regione Basilicata promuove due sessioni tecnico-formative, riservate ai tecnici e ai professionisti degli Ordini coinvolti, dedicate alla Manifestazione di interesse per la realizzazione di interventi rivolti alla valorizzazione ambientale e paesaggistica degli insediamenti urbani, nell’ambito dell’Accordo per la Coesione della Regione Basilicata e della linea di intervento dedicata alla riqualificazione urbana. Il primo appuntamento è in programma domani, alle ore 16.30, a Potenza, nella sala conferenze del Polo bibliotecario di via Don Minozzi. Il secondo si terrà venerdì, alle ore 18, a Matera, nella sede dell’Ordine degli Architetti Ppc della Provincia di Matera, in via Ridola 21. Agli incontri interverranno l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transi-

zione energetica Laura Mongiello, il direttore generale Canio Santarsiero e Angelino Mazza, responsabile del procedimento. Le sessioni, promosse con il coinvolgimento degli Ordini professionali e destinate ai tecnici iscritti, saranno seguite da un confronto sui contenuti e sulle modalità della manifestazione di interesse e prevedono il riconoscimento dei crediti formativi secondo i rispettivi regolamenti. «Vogliamo accompagnare questa importante opportunità di rigenerazione urbana con un confronto diretto e concreto con i professionisti – sottolinea l’assessore Laura Mongiello – mettendo a disposizione strumenti e chiarimenti utili affinché le risorse possano tradursi in progetti di qualità, capaci di valorizzare i nostri centri urbani e il patrimonio ambientale e paesaggistico della Basilicata».


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mercoledì 9 settembre 2026

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Il segretario Donato Rosa: «Solo annunci sulla dignità del lavoro, abbiamo proposto di inserire una soglia minima nei contratti con la Regione»

Salario minimo, la Filcom Confsal: «Inserirlo nei capitolati d’appalto» POTENZA. «Sul salario minimo assistiamo ancora una volta a una distanza evidente tra gli annunci politici e ciò che concretamente viene fatto nei tavoli sindacali». Lo dichiara Donato Rosa, segretario generale della Filcom Confsal Basilicata, intervenendo sul tema della retribuzione minima e sulle recenti discussioni riaccese intorno alla soglia dei nove euro l’ora. «Da una parte – afferma Rosa – si torna a parlare di nove euro l’ora come soglia minima di dignità. Dall’altra, il 17 giugno 2026 Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo quadro sulla rappresentanza e sui contratti che introduce il riferimento al trattamento economico complessivo (Tec). È proprio questa contraddizione che andrebbe spiegata ai lavoratori». Secondo il segretario della Filcom Confsal Basilicata, «non è sufficiente proclamare la necessità di aumentare i salari. Occorre intervenire concretamente laddove il lavoro viene affidato e pagato attraverso il sistema degli appalti pubblici». «In Basilicata – pro-

segue Rosa – la nostra organizzazione ha avanzato una proposta semplice e concreta: introdurre un salario di sopravvivenza, o salario di dignità, pari ad almeno nove euro l’ora nei capitolati degli appalti pubblici regionali, soprattutto nei settori ad alta intensità di manodopera, come mense, multiservizi e vigilanza. Quando un appalto viene aggiudi-

cato al massimo ribasso, il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio i lavoratori. Per questo riteniamo che la dignità del lavoro debba diventare una clausola concreta degli atti amministrativi, non soltanto uno slogan da campagna politica o sindacale». Rosa richiama inoltre il problema della perdita del potere d’acquisto dei salari: «I la-

voratori italiani hanno subito negli anni una forte erosione delle retribuzioni reali. Di fronte a questa situazione non servono nuove formule contabili, ma strumenti capaci di garantire aumenti salariali effettivi e una retribuzione dignitosa. La Filcom Confsal – conclude Donato Rosa – continuerà a sostenere una linea chiara: chi lavora negli appalti

pubblici deve avere garantita una retribuzione dignitosa. Se davvero si ritiene che nove euro l’ora rappresentino una soglia minima di dignità, allora abbiamo uno strumento immediato per dimostrarlo: scriverlo nei capitolati d’appalto della Regione Basilicata. La dignità del lavoro non può rimanere una promessa: deve diventare una regola».

Digilio: «Bisogna prendere atto che a destra esiste un’altra opzione politica e che il consenso non è acquisito una volta per tutte»

Il voto tedesco scuote il centrodestra lucano

POTENZA. «La regione tedesca della Sassonia-Anhalt è molto più vicina alla Basilicata di quanto possano far pensare i 1.700 chilometri di distanza». A sostenerlo è Egidio Digilio, già senatore, che invita a non sottovalutare la vittoria di Alternativa per la Germania (AfD) alle elezioni del Land tedesco, considerandola tutt’altro che un fenomeno confinato a un’altra realtà politica e geografica. «Si dirà – osserva Digilio – che la Sassonia-Anhalt è un piccolo Land, con appena due milioni di abitanti. Il problema è che ciò che è accaduto rappresenta il culmine di un fenomeno molto più ampio, preceduto da una crescente serie di successi dell’estrema destra: dalle elezioni europee del 2024 alle politiche del 2025, fino alle diverse tornate amministrative locali». Per Digilio, dunque, sarebbe un errore archiviare il risultato tedesco come una vicenda lontana dagli interessi italiani. «Le motivazioni del

successo dell’estrema destra – sostiene – vanno ricercate innanzitutto negli effetti che le politiche dell’Unione europea producono concretamente sulla vita dei cittadini. Come sanno bene i nostri agricoltori, gli aiuti non sono tutto: non basta sostenere un settore con risorse economiche se contemporaneamente le politiche comunitarie producono vincoli, costi e difficoltà che incidono sulla capacità di lavorare e di competere». C’è poi il tema dell’immigrazione, che secondo l’ex senatore continua ad avere un peso significativo nell’orientamento dell’elettorato. «Anche l’effetto immigrazione – sottolinea – non può essere ignorato nell’analisi del voto. Quando una parte crescente dei cittadini avverte una distanza tra le proprie esigenze e le risposte della politica, lo spazio per forze alternative aumenta». Ed è proprio qui, secondo Digilio, che il voto della Sassonia-Anhalt

può diventare una lezione anche per il centrodestra italiano e lucano. «È necessario superare quella sorta di atteggiamento di autosufficienza che talvolta caratterizza il centrodestra, soprattutto quando si guarda alla competizione con il centrosinistra. Non basta considerare la propria coalizione come l’unico approdo possibile del-

l’elettorato di destra». «Bisogna prendere atto – conclude Digilio – che a destra esiste un’altra opzione politica e che il consenso non è acquisito una volta per tutte. Ignorare questo fenomeno, anziché comprenderne le ragioni e confrontarsi con le domande che lo alimentano, sarebbe un errore politico».


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mercoledì 9 settembre 2026

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Appuntamento alle ore 10:00 in Regione, a Potenza; focus sui servizi previsti, sull’organizzazione dei collegamenti, sul materiale rotabile impiegato

Trasporto ferroviario, la nuova offerta debutta l’11 settembre L

a Regione Basilicata si prepara a svelare la nuova programmazione dell'offerta ferroviaria lucana. L'appuntamento è fissato per venerdì 11 settembre, alle ore 10:00, presso la Direzione Infrastrutture della Regione Basilicata, in corso Garibaldi a Potenza. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati nel dettaglio i servizi previsti per i prossimi mesi, l'organizzazione complessiva dei collegamenti all'interno del territorio regionale e verso le regioni limitrofe, il materiale rotabile che sarà impiegato sulle diverse linee e tutti gli interventi predisposti per ampliare le possibilità di viaggio dei cittadini.

Un focus particolare sarà dedicato al miglioramento dell'integrazione della Basilicata con la rete ferroviaria interregionale e nazionale, obiettivo strategico per superare l'isolamento e potenziare la mobilità sostenibile. A presentare il piano saranno il vicepresidente della Regione e assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe, il direttore generale del Dipartimento Infrastrutture, Nino Altomonte, e il direttore regionale di Trenitalia Puglia e Basilicata, Antonio Tresca.Un passaggio atteso da pendolari, studenti e viaggiatori, che punta a rendere il trasporto su ferro più efficiente e competitivo.

«Occorre saper leggere con precisione le bollette, anche con l’ausilio di un professionista» «DECISIONI IMPORTANTI PER IL FUTURO DEI LUCANI»

Caro energia, ASSIUM Basilicata: «Più Energia e petrolio, Centrosinistra consapevolezza per famiglie e imprese» chiede Consiglio straordinario

L’

estate 2026 lascia alle famiglie lucane una spesa energetica più impegnativa, soprattutto per chi ha utilizzato climatizzatori e sistemi di raffrescamento in modo prolungato tra maggio e agosto. Ad incidere sono state temperature elevate, una maggiore domanda di energia elettrica e condizioni più tese sui mercati all’ingrosso. L’impatto effettivo in bolletta varia in base alla tecnologia degli impianti, alle ore di funzionamento, al numero di ambienti climatizzati, all’efficienza del-

l’abitazione e alle condizioni economiche previste dal contratto. Per questo non esiste una cifra uguale per tutte le famiglie: ogni situazione va valutata sui consumi reali e sulle condizioni applicate alla singola fornitura. Le prime settimane di settembre rappresentano una fase di transizione. L’attenuazione delle temperature dovrebbe ridurre gradualmente l’utilizzo dei condizionatori, mentre le bollette in emissione nelle prossime settimane rifletteranno i maggiori consumi maturati nei mesi estivi e, per

le forniture indicizzate, anche le dinamiche di prezzo registrate tra luglio e agosto. «Difendersi dal caldo è diventato un costo strutturale per molti bilanci familiari», dichiara Vito Palladino, Delegato Regionale ASSIUM Basilicata. «Per questo. è ancora più importante che cittadini e imprese sappiano leggere con precisione la propria bolletta: prezzo della materia energia, indice eventualmente applicato, costi fissi, potenza impegnata, fasce di consumo e durata delle condizioni economiche». ASSIUM Basilicata richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare trasparenza, informazione e tutela per tutte le utenze, comprese le attività economiche dei territori che contribuiscono alla produzione energetica nazionale. «L’obiettivo non è creare allarme, ma favorire consapevolezza. Famiglie e imprese devono poter decidere sulla base di contratti leggibili, dati verificabili e consumi effettivi. Il confronto con un professionista qualificato consente di analizzare le bollette, verificare le condizioni applicate e comprendere gli elementi che incidono sul costo finale della fornitura», conclude Palladino.

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lla luce delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rese a Bari il giorno 4 settembre riguardanti la Basilicata e in particolare nucleare, petrolio e politiche energetiche, i consiglieri di centrosinistra unitariamente: Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, hanno depositato la richiesta di un consiglio straordinario affinché il Presidente Bardi venga riferire se lui e i componenti del Governo Regionale fossero a conoscenza di tali decisioni e per riportare nel giusto ambito, cioè il Consiglio Regionale, la discussione sul futuro energetico della Basilicata e su decisioni così importanti per il futuro delle Lucane e dei Lucani.


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mercoledì 9 settembre 2026

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Il governatore lucano: «La comunità conserva un ricordo vivido del periodo in cui il Generale ha diretto la Legione Carabinieri Basilicata tra il 2018 e il 2020»

Bardi sulla nomina del Generale Castello: «Si tratta di un riconoscimento meritato» I

l Presidente della Regione, Vito Bardi, esprime il suo compiacimento per la prestigiosa nomina del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castello alla guida del Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, vertice operativo che coordina le attività per le Regioni Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata. «Desidero rivolgere i miei migliori auguri al Generale Rosario Castello per questo incarico di vertice. Si tratta – dice Bardi – di un riconoscimento meritato che premia un percorso istituzionale di altissimo profilo, caratterizzato da un’eccezionale competenza e da un senso del dovere esemplare».

«La nostra comunità conserva un ricordo vivido e profondo del periodo in cui il Generale ha diretto la Legione Carabinieri Basilicata tra il 2018 e il 2020. In quella fase ho avuto modo di condividerne lo spirito di collaborazione e l’attenzione concreta verso le esigenze di sicurezza della cittadinanza lucana. Un’impronta forte e un’attenzione al territorio che continuano a rappresentare un solido punto di riferimento. A nome della Giunta regionale e di tutti i cittadini della Basilicata auguro al Generale Castello un proficuo lavoro al vertice del Comando ‘Ogaden’, terregionale con la consueta in- terlo accogliere presto in Regiocon la certezza che saprà con- cisività e rettitudine». «L’auspi- ne per rinnovare personalmente durre questa importante realtà in- cio – conclude Bardi – è di po- questo vincolo di stima».

«Un incarico di grande responsabilità che riconosce l’esperienza maturata dal Generale» PROSEGUONO GLI EVENTI DI ORIENTAMENTO PER I GIOVANI

Sicurezza, il senatore Rosa (FdI): L’Esercito torna di nuovo «Congratulazioni al Generale Castello» protagonista in Basilicata

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sprimo le mie più sentite congratulazioni al Generale di Corpo d'Armata Rosario Castello, in procinto di assumere il comando del Comando Interregionale Carabinieri Ogaden di Napoli, struttura che coordina le Legioni Carabinieri di Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata». Così il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, che aggiunge: «Un incarico di grande responsa-

bilità, che riconosce pienamente il valore, la professionalità e l'esperienza maturata dal Generale Castello in una lunga carriera al servizio dell'Arma e delle Istituzioni. Ricordo il periodo in cui il Generale ha guidato la Legione Carabinieri ‘Basilicata’, dal 18 giugno 2018 all'8 settembre 2020: in quegli anni ho potuto apprezzare personalmente le sue doti umane e professionali, la vicinanza dimostrata al territorio lu-

cano e l'impegno costante per la sicurezza dei cittadini della Basilicata. Un legame che non è mai venuto meno. E che spero si possa rinnovare con una prossima visita in Basilicata». «Al Generale rivolgo i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova, prestigiosa sfida alla guida dell'Ogaden, che saprà affrontarla con la stessa dedizione e competenza che lo hanno sempre contraddistinto», conclude Rosa.

ei giorni scorsi, il Comando Militare Esercito “Basilicata” ha condotto, in diverse località turistiche lucane, una serie di eventi volti a promuovere le opportunità di carriera nell’Esercito e a testimoniare l’impegno quotidiano dei militari per garantire la sicurezza e difesa dei cittadini. L’iniziativa, partita il 28 giugno da Scanzano Jonico (MT), nell’ambito della Gara agonistica interregionale di nuoto “Trofeo delle Regioni”, è proseguita durante i mesi estivi raggiungendo il “Novasiri Village” di Novasiri (MT), la Bomber Cup a Policoro (MT), le attrazioni turistiche “Volo dell’Angelo” e “Slittovia” a Castelmezzano e Pietrapertosa (PZ), e si è conclusa al Parco acquatico “Acquazzurra” a Metaponto (MT). Per l’intera durata del tour, il personale dell’Esercito ha fornito ai numerosi giovani interessati, tutte le informazioni sui percorsi di carriera militari. Sono stati, infatti, illustrati i requisiti di accesso ai concorsi e le prove di selezione fornendo così, agli aspiranti candidati, un quadro chiaro ed esaustivo sulle opportunità offerte dall’Esercito. Le attività promozionali proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori eventi regionali dedicati ai giovani lucani.


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Il sindaco Telesca: «C’è una responsabilità collettiva che deve unirci e tradursi in azioni concrete, a partire dai territori»

Violenza donne, Potenza accoglie l’appello del papà di Lorena Isceri POTENZA. Il Comune di Potenza raccoglie l’appello di Franco Isceri, papà di Lorena, uccisa dall’ex compagno a Barberino del Mugello, e si unisce alla posizione espressa da Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, e da Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della Commissione Pari opportunità Anci. Un appello che, nel dolore più grande, chiede alla politica di trovare una voce comune, investire nell’educazione dei giovani e rafforzare la rete di protezione delle donne. «Sono parole che interrogano direttamente le istituzioni e alle quali non possiamo restare indifferenti – dichiara il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca –. Di fronte alla violenza sulle donne non possono esserci appartenenze o divisioni politiche. C’è una responsabilità collettiva che deve unirci e tradursi in azioni concrete, a partire dai territori, perché

i Comuni rappresentano il livello istituzionale più vicino alle persone e alle loro fragilità». Il Comune di Potenza è stato il primo Comune della Basilicata ad aderire alla campagna nazionale Anci “Contro la violenza sulle donne: mai bandiera bianca”, promossa insieme al Dipartimento per le Pari opportunità, esponendo-

ne simbolicamente la bandiera sul Palazzo di Città. Un’adesione che si inserisce in un percorso più ampio di prevenzione e contrasto alla violenza di genere portato avanti dall’amministrazione sul territorio. Accanto al sostegno al Centro antiviolenza e alla Casa rifugio e al lavoro della rete territoriale, il Comune è capofila del

progetto Sosteniamo, che interviene attraverso azioni di prevenzione, sensibilizzazione, informazione, formazione e sostegno. Nell’ambito del progetto è stata sviluppata anche la rete delle cassette sicure, collocate in luoghi accessibili della città per offrire alle donne un ulteriore strumento discreto e protetto attraverso il quale

manifestare una richiesta di aiuto. Particolare attenzione è rivolta anche a uno dei punti centrali dell’appello di Franco Isceri: l’educazione delle giovani generazioni. Il Comune di Potenza ha programmato laboratori di educazione sessuo-affettiva nelle scuole cittadine, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, con percorsi differenziati per età dedicati alla conoscenza di sé, alle emozioni e alle relazioni, al rispetto dell’altro, ai confini personali e al consenso, fino alla prevenzione degli abusi e della violenza. «Su questo tema la politica deve essere unita e le istituzioni devono continuare a trasformare questo impegno in azioni concrete – conclude il sindaco –. Potenza continuerà a fare la propria parte insieme a tutti i sindaci e alle comunità che scelgono ogni giorno di esserci. Per Lorena e per tutte le donne, nessun passo indietro. Mai bandiera bianca».

Cinzia Marroccoli, presidente di Telefono Donna, Centro antiviolenza chiede più prevenzione e posti nelle case rifugio

«Femminicidio Isceri, il possesso non è amore» POTENZA. Non romanticizzare il femminicidio di Lorena Isceri, riconoscere i segnali di possesso e controllo e rafforzare la rete capace di proteggere le donne prima che la violenza sfoci in tragedia. È l’appello di Cinzia Marroccoli, presidente dell’associazione Telefono Donna, del Centro antiviolenza e della Casa rifugio, che interviene sulla vicenda rilanciando le parole di Franco Isceri, padre della vittima. «Lorena è l’ennesima donna uccisa perché a un certo punto decide di non continuare più quella relazione», afferma Marroccoli. La presidente contesta il racconto secondo cui l’uomo avrebbe agito perché innamorato o incapace di vivere senza la compagna. «Si tratta di possesso, gelosia, controllo e violenza. Questi comportamenti non diventano amore solo perché chi li esercita li chiama così». Marroccoli invita a non confondere le responsabilità parlando di due vittime per il femminicidio seguito dal suicidio dell’uomo. «La vittima è solo colei che non voleva morire e che ha cercato in tutti i modi, chiusa in quel bagagliaio, di farsi rintracciare per poter conti-

nuare a vivere». Nell’intervento viene sottolineato come Lorena non avesse denunciato l’ex compagno, anche nel tentativo di proteggerlo e di non procurargli conseguenze, pur avendo paura di lui. Una condizione che, osserva Marroccoli, può paralizzare, rinviare le decisioni e rendere ancora più difficile sottrarsi a una relazione violenta. La donna non si era rivolta a un centro antiviolenza e aveva provato ad affrontare la situazione da sola. Proprio per questo la presidente ricorda il ruolo del Telefono Donna e dei centri antiviolenza. Sono luoghi nei quali chi subisce violenza psicologica, fisica o economica può trovare operatrici formate, ascolto e una valutazione del rischio. Il percorso può comprendere l’individuazione delle risorse personali e familiari, l’esame delle possibili forme di protezione, il sostegno psicologico, l’informazione sui diritti e la costruzione di un progetto per il futuro. Tra gli strumenti citati c’è anche il progetto Sosteniamo, che consente di attivare una rete di supporto. Marroccoli evidenzia che la denuncia è uno strumento fonda-

mentale, ma non garantisce da sola una protezione automatica. Il periodo immediatamente successivo può anzi risultare particolarmente delicato e richiede misure cautelari tempestive e soluzioni sicure per la donna e per gli eventuali figli minori. Il problema, denuncia, è anche la disponibilità insufficiente di case rifugio autorizzate e posti letto in Basilicata, non proporzionata alle esigenze crescenti del territorio. «Non è facile dover dire: al momento non abbiamo posto». Da qui la richiesta di investire nella nella prevenzione, intervenendo prima che si verifichi una

tragedia. Un lavoro che dovrebbe coinvolgere in modo stabile anche le scuole, a partire dalla second secondaria di primo grado, dove le iniziative di sensibilizzazione sarebbero diventate più difficili nonostante il bisogno emerso negli incontri già realizzati.La conclusione è è affidata all’appello di Franco Isceri, che ha chiesto alla politica di superare le divisioni, educare i giovani e rendere più solida la protezione delle donne. «Ci auguriamo che le sue parole accorate, dopo la commozione iniziale, non restino lettera morta», conclude Marroccoli.


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Il cluster Basilicata Creativa guida un’alleanza europea tra sette Paesi per sviluppare nuove competenze e opportunità per le imprese

Bardi: «Più forza alla Basilicata in Europa per creare nuove opportunità di sviluppo»

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a Basilicata rafforza il proprio ruolo nelle reti europee dell’innovazione. Basilicata Creativa, cluster regionale delle imprese culturali e creative, è stato scelto come capofila di Creacting, progetto approvato e finanziato nell’ambito del programma I3 (Interregional Innovation Investments) della Commissione europea, che ha ottenuto punteggi di eccellenza.L’iniziativa riunisce otto partner di sette Paesi europei: Italia, Ungheria, Lituania, Belgio, Grecia, Romania e Svezia. L’obiettivo è accompagnare la Basilicata verso il modello delle Regional Innovation Valleys promosso dall’Unione europea, rafforzando la collaborazione tra imprese, com-

petenze e territori.Soddisfazione per il risultato è stata espressa dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. «L’approvazione del progetto europeo Creacting, con Basilicata Creativa nel ruolo di capofila, conferma la qualità delle competenze e della capacità progettuale del territorio e rafforza la presenza della Basilicata nelle reti europee dell’innovazione», ha dichiarato.Per Bardi, la partecipazione alle reti europee può tradursi in nuove opportunità per il sistema produttivo lucano, sostenendo le imprese e valorizzando le competenze presenti sul territorio. «La Regione continuerà a investire in innovazione, creatività e collaborazione per promuovere uno sviluppo

capace di rafforzare il tessuto produttivo e ampliare le prospettive professionali», ha aggiunto.Creacting si inserisce inoltre nel percorso di digitalizzazione già avviato in Basilicata attraverso iniziative come l’European Digital Innovation Hub Heritage Smart Lab e il metacluster europeo Cr.Eu. Il progetto valorizzerà anche l’esperienza di realtà fondatrici del cluster, tra cui Materahub ed Exo Ricerche.Al centro dell’attività ci saranno tecnologie di frontiera come intelligenza artificiale, realtà immersiva, blockchain e gaming. Nei prossimi due anni il progetto prevede attività di affiancamento, formazione e capacity building rivolte alle piccole e medie imprese creative e

tecnologiche lucane ed europee, con l’obiettivo di favorire l’adozione di soluzioni digitali avanzate e l’attrazione di nuovi investimenti.Le ricadute attese riguarderanno direttamente il territorio e settori stra-

tegici come cultura, creatività e turismo sostenibile. L’obiettivo è aumentare la competitività delle imprese, rafforzarne la capacità di innovare e facilitarne l’accesso ai finanziamenti comunitari diretti.

L’iniziativa finanziata dalla Commissione europea accompagnerà le Pmi nell’adozione delle nuove tecnologie digitali

La Basilicata capofila dell’alleanza europea CREACTING Tecnologie e creatività per la crescita delle imprese

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tto regioni di sette Paesi europei insieme per sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese culturali, creative e tecnologiche. A guidare l’alleanza sarà Basilicata Creativa, il cluster regionale delle imprese culturali e creative, capofila di CREACTING, progetto approvato e finanziato nell’ambito del programma I3 – Interregional Innovation Investments – della Commissione europea.Il progetto ha ottenuto una delle valutazioni più alte tra le proposte presentate a livello europeo e rafforza la presenza della Basilicata nelle reti comunitarie dedicate all’innovazione e alla transizione digitale.CREACTING coinvolge Innoskart (Ungheria), Baltic Film & Creative Tech Cluster (Lituania), TWIST (Belgio), ATHENA/Corallia (Grecia), OpenHub (Romania), Visual Sweden (Svezia) e Venetian Cluster (Italia). Digital Innovation Zone (Romania) partecipa come partner associato.Nei prossimi due anni il progetto accompagnerà le piccole e medie imprese creative e tecnologiche nell’adozione di tecnologie digitali avanzate e nella collaborazione con centri di ricerca e imprese europee. Al centro ci sarà la trasformazione di contenuti e patrimonio culturale digitalizzato in nuovi prodotti e servizi, attraver-

so strumenti come intelligenza artificiale, realtà immersiva, blockchain e gaming.L’iniziativa si inserisce nel percorso europeo avviato negli anni da Basilicata Creativa, prima con Heritage Smart Lab, finanziato nell’ambito degli European Digital Innovation Hubs (EDIH), e poi con l’adesione al metacluster europeo CR.EU, che collega i cluster dell’innovazione di 12 regioni dell’Unione.Materahub ed EXO Ricerche, imprese lucane e socie fondatrici

di Basilicata Creativa, contribuiranno all’attuazione del progetto mettendo a disposizione competenze progettuali e relazioni internazionali.Per il territorio lucano sono previsti nuovi servizi per le imprese, percorsi di formazione e capacity building e un rafforzamento della presenza nelle reti europee dell’innovazione, con particolare attenzione a cultura, creatività e turismo sostenibile. Il progetto punta inoltre ad aumentare la capacità delle imprese di co-

struire partenariati internazionali e accedere a nuove opportunità di investimento e finanziamento.Le attività favoriranno anche lo scambio di competenze tra le imprese coinvolte e la nascita di nuove collaborazioni tra realtà creative, tecnologiche e centri di ricerca. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione delle esperienze maturate nei territori partner e alla loro trasformazione in opportunità concrete per le imprese.Nel lungo periodo, Basilicata Creativa punta a consolidare la presenza della regione nelle grandi reti europee dell’innovazione e a rafforzare i collegamenti con esperti, investitori e potenziali partner, anche attraverso una maggiore presenza a Bruxelles.«Con il progetto CREACTING la Basilicata non si limita a partecipare all’Europa dell’innovazione, ma si mette alla guida di un percorso di crescita insieme ad altre regioni europee che condividono le nostre stesse sfide – sottolinea il presidente di Basilicata Creativa, Raffaele Vitulli –. Ci riusciamo perché le nostre imprese sperimentano ogni giorno sulle frontiere del digitale e perché da anni mettiamo competenze e relazioni europee al servizio del territorio. Continueremo a farlo, accompagnando sempre più imprese lucane in Europa».


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Domani mattina l'inaugurazione ufficiale dell'attesa esposizione promossa da APT e Regione Basilicata

Potenza incanta l'arte: al Museo Provinciale si apre il sipario sulla mostra di Caravaggio S

i terrà domani mattina, alle ore 11:00, la cerimonia istituzionale di inaugurazione della mostra «Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro», in programma a Potenza presso il Museo Provinciale fino al 30 novembre. L’esposizione è dedicata al celebre dipinto di Caravaggio e al mito di Narciso, proponendo un’occasione di approfondimento e valorizzazione del capolavoro attraverso un progetto che coinvolge istituzioni culturali regionali e nazionali.La mostra è promossa da APT Basilicata e dalla Regione Basilicata nell’ambito di un accordo di valorizzazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune e della Provincia di Potenza.Alla cerimonia interverranno Margherita Sarli, DG APT Basilicata, Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata, Massimo Osanna, DG Musei MiC, Thomas Clement Salomon, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini e Galleria Corsini, Luca Mercuri, dirigente MiC, e i curatori Fabrizio Carinci e Paola Nicita. Sa-

rà quindi presente la componente istituzionale e scientifica che ha preso parte alla realizzazione dell’esposizione e al percorso di valorizzazione del dipinto. L’inaugurazione sarà arricchita dall’installazione performativa «Narciso», promossa a titolo gratuito da Metamorfosi Danza, con la direzione artistica di Michela Consolo e le performers Tonia Laterza e Nunzia Picciallo. Due corpi, un ring d’acqua e una macchina fotografica saranno gli elementi della performance, pensata per interrogarsi ancora una volta sul mito di Narciso e sul confine tra identità e sguardo. Un intervento che affiancherà dunque l’apertura della mostra con una lettura performativa del tema centrale dell’esposizione. La cerimonia di inaugurazione sarà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook di APT Basilicata. L’accesso alla mostra è gratuito, con prenotazione online obbligatoria sul sito basilicataturistica.it. Sarà possibile visitare l’esposizione a partire dalle ore 16:30 di domani, dando così avvio all’apertura al pubblico della mostra che resterà allestita presso il Museo Provinciale di Potenza fino al 30 novembre.


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SATRIANO DI LUCANIA Il Sindaco Vita: «Un evento raro e bellissimo, capace di ricordarci che ogni nuova vita porta con sé speranza e futuro»

Benvenuto a Sebastiano Sileo, il primo bimbo nato in casa dopo quasi 40 anni

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na nascita che è già storia. Lunedì sera, alle ore 19.56, nell’abitazione di Satriano di Lucania di Cristina Papa e Matteo Sileo è nato Sebastiano Sileo, venuto alla luce comodamente a casa, accolto tra le braccia dello zio dott. Davide Sileo, infermiere. Sebastiano è figlio di Cristina Papa, secondipara, e di Matteo Sileo, che ha assistito e sostenuto la moglie durante tutto il travaglio. Una nascita in casa, voluta dalla natura, che ha richiesto prontezza, competenza e un pizzico di fortuna. Ad assistere la neo mamma è stato proprio lo zio Davide, infermiere con una solida esperienza sul campo e candidato con la lista "Insieme per Enpapi" alle elezioni per l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica. «Quando Davide ci ha chiamato, è stata una corsa contro il tempo», racconta l'ostetrica dott.ssa Antonia Iallorenzi, che pur essendo nel suo giorno di riposo non ha esitato a precipitarsi a casa della famiglia Sileo. «Ho trovato un quadro sereno e gestito alla perfezione da Davide. Cristina è stata semplicemente meravigliosa». Contempo-

raneamente, sul cellulare in vivavoce, la centrale operativa del 112 ha guidato lo zio e la famiglia passo dopo passo fino all'arrivo sul posto dell'ambulanza India e dell'ambulanza Mike, con a bordo un medico che ha certificato regolarmente la nascita. Madre e bambino stanno bene. Ma c'è di più. Sebastiano ha conquistato un primato speciale in quanto l'ultima bambina nata a Satriano di Lucania era venuta alla luce nel 1987. Quasi quarant’anni dopo, la sua nascita diventa una piccola pagina di storia per il paese interrompendo un digiuno che in molti ritenevano ormai definitivo. La famiglia ringrazia di cuore lo zio Davide, la dott.ssa Iallorenzi, il personale del 112 e di ambulanze India e Mike per la professionalità e la vicinanza dimostrata. «Sebastiano ha scelto di affacciarsi al mondo proprio qui, nella sua casa e nel cuore di Satriano, regalando alla nostra comunità un’emozione che mancava da quasi quarant’anni. La sua nascita è un evento raro e bellissimo, capace di ricordarci che ogni nuova vita porta con sé speranza e futuro. Un ringraziamento particolare va a Davide Sileo e

Antonia Iallorenzi, due professionisti satrianesi del settore sanitario che hanno accompagnato questo momento così delicato con competenza e prontezza. A Cristina e Matteo vanno le felicitazioni mie e dell’intera amministrazione comunale e al piccolo Sebastiano il più caloroso benvenuto da parte di tutta Satriano di Lucania», dichiara il Sindaco Umberto Vita.

Da Calciano a Muro Lucano, il tour Fidas Basilicata ha unito perfettamente solidarietà e sicurezza stradale

“Metti in moto il dono”, bilancio positivo per la 4ª edizione: 78 centauri in sella per 130km

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ilancio più che positivo per la quarta edizione “Metti in Moto il dono” promosso dalla Fidas Basilicata per la tappa Lucana sia intermini di partecipazione che per il messaggio che i centauri hanno portato nelle varie tappe quale quello della solidarietà e del dono. Un percorso di 130 Km tra i bellissimi paesaggi e l’accoglienza dei centri lucani che i 60 motociclisti diventati 78 partecipanti anche con alcuni donatori a bordo delle due ruote provenienti da : Calciano, Grassano, Salandra, Balvano, Montalbano, Matera, Potenza, Brienza, Vaglio, Muro lucano, Laurenzana, hanno affrontato volentieri di-

mostrando rispetto delle regole stradali e soprattutto il rispetto della velocità nonostante i potenti mezzi spesso inducono ad una guida meno sicura. Ad accompagnare il lungo corteo, oltre che i dirigenti Fidas dalla Presidente regionale Isabella Cammarota, al presidente onorario Antonio Bronzino, la responsabile comunicazione interna Fidas Rosanna Persiani, il segretario amministrativo Raffale Marasco, del direttivo regionale Pasquale Acito che ha coadiuvato Matteo Liuzzi e Dino Lafiosca referenti dell’evento, la Polizia stradale sia di Matera che di Potenza per competenza territoriale e i Carabinieri dei rispettivi comuni. La

partenza è avvenuta da Calciano dove ad accogliergli il sindaco Giuseppe Arturo De Filippo e dopo la benedizione di Don Giuseppe Abate la tappa successiva è toccata alla sindaca di Anzi Filomena Graziadei fare gli onori di casa per poi proseguire a Balvano dove era presente anche il sindaco Ezio Di Carlo Balvano, per concludere con il sindaco di Muro Lucano Giovanni Setaro tappa di arrivo. «Metti in moto il dono - ha spiegato la presidente Isabella Cammarota - è l’occasione per ricordare anche quanto siano importanti il rispetto del Codice della strada, la prudenza, il rispetto degli altri utenti e una guida consapevole. È proprio

questo doppio messaggio , sicurezza e solidarietà, a dare valore alla manifestazione. La strada diventa uno spazio da condividere con rispetto, così come la comunità diventa il luogo nel quale ciascuno può fare la propria parte. I motociclisti che partecipano al tour non sono soltanto appassionati delle due ruote, ma anche testimoni di comportamenti responsabili e della cultura del dono. Le due ruote diventano ambasciatrici di un messaggio concreto: donare significa esserci, prendersi cura degli altri e contribuire al bene della propria comunità. La disponibilità di sangue dipende completamente dalla generosità dei donatori».


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Il sindacato denuncia guasti e fermi tecnici e domanda all’Asp tempi definiti per sostituire ambulanze e dotazioni del servizio

Mezzi inadeguati per il 118 lucano La Uil: «Servono investimenti certi» POTENZA. Ambulanze in avanzato stato di usura, guasti frequenti, fermi tecnici difficili da programmare e apparecchiature elettromedicali che, soprattutto nel Materano, risalgono anche al 2009. La Uil Fp Basilicata torna a denunciare le criticità del servizio di emergenza territoriale 118 e chiede all’Asp di rendere noti gli interventi previsti e i tempi per il rinnovo dei mezzi e delle dotazioni tecnologiche. La segreteria aziendale del sindacato, rappresentata da Domenico Pace e Tommaso Tamburrano, ricorda di aver già segnalato in diverse occasioni le condizioni del parco mezzi. A preoccupare è l’età di numerose ambulanze ancora in servizio, sottoposte ogni giorno a un utilizzo intenso e chiamate a raggiungere anche territori collegati da una viabilità complessa. L’usura, sottolineano i rappresentanti dei lavoratori, determina avarie e soste forzate che rendono più difficile l’organizzazione delle attività e possono incidere sull’affidabilità di un servizio

nel quale tempestività ed efficienza sono requisiti essenziali. Il primo tema posto dalla Uil Fp è quello della sicurezza. «Chi ogni giorno garantisce l’emergenza territoriale deve poter lavorare disponendo di mezzi efficienti, affidabili e adeguati alla delicatezza degli interventi che è chiamato ad affrontare», evidenzia il sindacato. Una necessità che riguarda sia gli operatori sanitari impegnati negli equipaggi sia i pazienti trasportati, per i

quali la piena funzionalità delle ambulanze rappresenta una condizione indispensabile. Alle condizioni dei veicoli si aggiunge il problema delle apparecchiature elettromedicali. Molti dispositivi in dotazione, soprattutto nell’area materana, sarebbero in uso da circa diciassette anni. Un arco di tempo durante il quale l’evoluzione tecnologica ha introdotto strumenti più moderni ed efficaci, mentre l’impiego quotidiano ha sottoposto quelli esistenti a un pro-

gressivo deterioramento. Per la Uil Fp non è quindi più rinviabile un programma concreto di aggiornamento e sostituzione. Nell’emergenza-urgenza territoriale, osserva l’organizzazione, la disponibilità di tecnologie moderne può risultare determinante per la qualità e l’efficacia dell’assistenza. Il rinnovo delle apparecchiature non viene dunque presentato soltanto come un adeguamento tecnico, ma come una componente essenziale della capacità di intervento delle postazioni e della tutela dei cittadini. «Non intendiamo alimentare polemiche, ma su un servizio pubblico essenziale come il 118 è necessario affrontare le criticità con tempestività e con una programmazione certa degli investimenti», affermano Pace e Tamburrano. La richiesta rivolta all’Asp è di fornire un riscontro formale sullo stato delle procedure per l’acquisizione di nuove ambulanze, sui programmi destinati alle apparecchiature elettromedicali e sulle misure immediate previste per assicurare la

piena operatività delle postazioni interessate. Il sindacato domanda quindi un quadro preciso, con scadenze e modalità degli interventi. L’obiettivo è evitare che i guasti continuino a essere affrontati soltanto quando si verificano e che la mancanza di una pianificazione esponga personale e utenti a ulteriori disagi. Una programmazione, secondo la Uil Fp, consentirebbe di accompagnare il ricambio dei mezzi e delle strumentazioni, limitando i fermi e preservando la continuità del servizio. La segreteria aziendale auspica che alle segnalazioni seguano risposte puntuali e interventi concreti. In assenza di riscontri, avverte, il protrarsi delle attuali condizioni potrebbe rendere necessario il ricorso a ulteriori iniziative sindacali e alle forme di tutela previste dall’ordinamento. L’appello è ad agire senza altri rinvii per garantire agli operatori condizioni di lavoro adeguate e ai cittadini lucani un sistema di soccorso efficiente, sicuro e tempestivo.

Controlli cardiologici e glicemici per i residenti durante la festa della Beata Vergine Maria, con informazioni sulle vaccinazioni

Cuore e diabete, screening gratuito al Cocuzzo POTENZA. Una mattinata dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete nel rione Cocuzzo di Potenza. Lunedì 7 settembre, nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria, le associazioni Alad Fand, Associazione lucana assistenza diabetici, e Amici del Cuore di Potenza hanno promosso uno screening gratuito. L’iniziativa è nata su invito del parroco don Donato Lauria ed è stata organizzata nella piazza del quartiere, consentendo ai residenti di sottoporsi a diversi controlli sanitari. Le attività hanno compreso l’elettrocardiogramma e la visita cardiologica, la misurazione della glicemia e della pressione arteriosa, oltre alla rilevazione del peso, della temperatura corporea e della saturazione dell’ossigeno. La presenza del personale dell’Ufficio igiene dell’Asp ha inoltre offerto ai partecipanti l’opportunità di ricevere indicazioni

sull’importanza delle vaccinazioni e sulle modalità di accesso alla profilassi. Particolare attenzione è stata riservata alla vaccinazione contro l’Herpes zoster, comunemente conosciuto come fuoco di Sant’Antonio. Secondo gli organizzatori, lo screening ha registrato una partecipazione numerosa, con cittadini di diverse età interessati a controllare il proprio stato di salute e ad acquisire informazioni sulla prevenzione. La possibilità

di concentrare più verifiche in un’unica occasione ha favorito l’adesione dei residenti e il contatto diretto con medici, volontari e personale sanitario. L’obiettivo della giornata era richiamare l’attenzione sulle patologie che possono svilupparsi in modo silenzioso. Tra queste rientra il diabete, una malattia cronica che richiede diagnosi tempestiva, controlli costanti e corretti stili di vita. Analoga attenzione è stata dedicata alle cardiopa-

tie, per le quali la valutazione dei principali parametri può contribuire a individuare condizioni da approfondire. L’appuntamento ha unito il programma religioso e comunitario della festa a un servizio di prossimità, portando la prevenzione direttamente nel quartiere. Per le associazioni, la risposta dei cittadini conferma l’utilità di favorire l’accesso ai controlli e una maggiore consapevolezza dei rischi.


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Potenza

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È operativo il nuovo assetto nell’area di viale Firenze, via Anzio e piazza San Giovanni Bosco. L’assessore: «La rotatoria di piazza Don Bosco ora è sfruttata al meglio»

Nuova viabilità a Potenza, Giuzio: «Miglioriamo la fluidità del traffico»

__Giuzio e le immagini della nuova viabilità DI ROSAMARIA MOLLICA

POTENZA. Da ieri, Potenza ha a che fare con una nuova rotatoria. È, infatti, pienamente operativo il nuovo assetto della viabilità nell’area compresa tra viale Firenze, via Anzio, via Sabbioneta, via Torino, piazza San Giovanni Bosco e via Milano. Al centro della riorganizzazione c’è la nuova rotatoria tra viale Firenze e via Anzio, un intervento destinato a ridisegnare i flussi di traffico in una delle

(foto Mattiacci)

zone più frequentate e popolate della città. Una modifica destinata ad avere effetti soprattutto sui collegamenti tra viale Firenze, via Anzio e la zona di Malvaccaro. Il nuovo sistema consente infatti di sfruttare pienamente anche l’altro braccio di accesso alla rotatoria di piazza San Giovanni Bosco, ridisegnando i percorsi e distribuendo diversamente i flussi di traffico. «Una nuova viabilità importante che restituisce fluidità e migliora la cir-

colazione in un quartiere molto popoloso e anche densamente presente a livello di scuole, una parrocchia e attività commerciali – spiega l’assessore alla Viabilità Francesco Giuzio –. C’era bisogno di intervenire per migliorare la fluidità del traffico». L’obiettivo, dunque, è alleggerire alcuni dei punti maggiormente congestionati della zona e rendere più diretti gli spostamenti. «La rotonda in piazza Don Bosco viene finalmente sfruttata al meglio delle sue possibilità con l’apertura dell’altro braccio di inserimento e poi il cambio di senso di marcia in direzione via Anzio», sottolinea Giuzio. La modifica dovrebbe avere ripercussioni positive anche sul traffico proveniente da altre zone della città. «Questo consentirà a tutte le auto che provengono da viale dell’Unicef o da via Angilla Vecchia e sono dirette a via Anzio o a Malvaccaro di non dover più arrivare alla cosiddetta rotonda di “Tazza d’Oro” – aggiunge l’assessore – e questo ci aspettiamo abbia un impatto positivo sulla fluidità della circolazione stradale». Il nuovo assetto non si li-

mita però alla sola rotatoria. È previsto, tra l’intersezione con la rotatoria di piazza San Giovanni Bosco e quella all’altezza del civico 55, il doppio senso di circolazione su viale Firenze. Per i veicoli provenienti da via Torino, invece, è consentita la sola svolta a destra in direzione sud, verso via Milano. Confermato il senso di marcia verso nord nel tratto principale di viale Firenze compreso tra il civico 14 e l’intersezione con via di Giura, con una specifica canalizzazione delle corsie in prossimità dello spartitraffico. Cambiano inoltre alcune modalità di accesso e uscita da piazza San Giovanni Bosco: all’altezza del civico 2 è previsto il doppio senso per ingresso e uscita dalla piazza, mentre la bretella all’altezza del civico 26 viene regolata a senso unico in sola uscita, verso via Milano e la viabilità collegata alla rotatoria di piazza San Giovanni Bosco. Confermato, infine, il senso unico discendente in via Milano. Il riordino della circolazione è stato progettato con l’obiettivo di ridurre i punti di conflitto tra i diversi flussi, rendere più

leggibili le manovre e migliorare le condizioni di sicurezza non soltanto per gli automobilisti, ma anche per pedoni e utenti più vulnerabili della strada. L’amministrazione, tuttavia, considera il nuovo assetto una soluzione da verificare sul campo. «La viabilità è sempre in divenire – evidenzia Giuzio – nel senso che si studiano soluzioni su carta con l’aiuto dei tecnici, degli ingegneri e dei progettisti, però poi vanno sempre attuate e, se qualcosa non dovesse funzionare come abbiamo previsto, saremo pronti a intervenire nell’apportare delle migliorie». Il Comune procederà quindi a monitorare gli effetti delle modifiche nelle prossime settimane, verificando il comportamento dei flussi di traffico e l’effettiva funzionalità delle nuove regole. «Per ora sembra che tutto quanto previsto sia essenzialmente funzionante», conclude l’assessore. Sarà il traffico quotidiano condizionato anche dall’apertura delle scuole, nelle prossime settimane, a fornire la prova concreta dell’efficacia del nuovo sistema. Vedremo.


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Potenza

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POTENZA Nei mesi di luglio e agosto sanzioni per circa 37mila euro. Due ragazzi segnalati alla Prefettura per hashish, un arresto per droga e 69 incidenti rilevati, 25 con feriti

Droga, alcol e decoro urbano, Santoro: «Sicurezza è priorità imprescindibile»

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ell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio, nei giorni scorsi, la Polizia locale ha sorpreso due ragazzi in possesso di sostanza stupefacente del tipo hashish, detenuta per uso personale.La sostanza è stata sequestrata dagli operatori, che hanno proceduto agli accertamenti previsti dalla normativa vigente ai sensi del DPR 309/1990, inclusa la segnalazione alla Prefettura di Potenza per i due individui. Durante i mesi di luglio e agosto, oltre l’ordinaria attività, la Polizia locale ha mantenuto alto il livello di attenzione e controllo su tutto il territorio comunale, proseguendo con determinazione le azioni finalizzate a garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare il decoro urbano. L’attività operativa ha riguardato diversi ambiti, dalla lotta all’abuso di alcol alla gestione dei rifiuti, fino alla salvaguardia della sicurezza urbana. Decoro urbano: contrasto all’abbandono rifiuti e rispetto degli animali. Numerosi sono stati gli interventi per la corretta gestione dei rifiuti, anche con agenti non in divisa;6 le sanzioni elevate in via Complanare Tufaroli e contrada Lavangone per conferimento dei rifiuti da parte di cittadini non residenti, in violazione delle relative Ordinanze sindacali.Sicurezza Urbana: 3 contestazioni di violazioni al regolamento di Polizia Urbana con contestuale ordine di allontanamen-

to dal centro storico ex artt. 9-10 D.L. 14/2017; presidio quotidiano fisso del centro storico a tutela della sicurezza urbana, ma anche diversi interventi in immobili privati in cui sono stati rinvenuti cani legati e in evidenti difficoltà. Attività a tutela di rondoni, balestrucci e passeri ritrovati nell’intercapedine di un immobile in

corso di ristrutturazione. Un arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Un verbale per ubriachezza molesta,Un verbale per mancata comunicazione di ospitalità/cessione di fabbricato a cittadino extracomunitario.Contrasto all’abuso di alcol e tutela dei minori: controllo mirato presso un esercizio di vicinato con apertura H24 nel centro storico. Gli operatori di Polizia locale hanno accertato il mancato rispetto dell'obbligo di verifica dell'età degli acquirenti, come previsto dall’art. 14-ter della legge n. 125/2001. A fronte della violazione, in regime di recidiva, è stata comminata una sanzione pecuniaria di 666,67 euro, con l’avvio della procedura per la sanzione accessoria della sospensione dell’attività. Controlli di Polizia Commerciale e Amministrativa: 5 gli esercenti il commercio su area pubblica sanzionati per vendita in area interdetta, 2 gli esercenti il commercio su area pubblica privi di autorizzazione a carico dei quali è stato comminato anche il sequestro della merce; 6 i dehors sanzionati per assenza del titolo autorizzatorio; in un caso è stata contestata anche la sommi-

nistrazione di alimenti e bevande su area pubblica senza titolo; 2 le medie strutture sanzionate per vendita di prodotti alimentari in assenza di titolo autorizzatorio, 1 esercizio di vicinato è stato sanzionato perché privo di SCIA per settore alimentare;1 esercizio di vicinato sanzionato per mancata comunicazione di avvio dei saldi in violazione della legge regionale. Le sanzioni emesse ammontano a circa 37.000 euro. Infortunistica Stradale: 69 gli incidenti stradali rilevati di cui 25 con feriti. Denunciato un cittadino per guida con tasso alcolemico superiore a 1.5 g/l. «La sicurezza urbana e il decoro sono priorità imprescindibili per la nostra Polizia Locale; – dichiara la comandante Maria Santoro – in un momento di particolare fragilità sociale, è fondamentale che istituzioni, agenzie educative e famiglie facciano rete per educare le nuove generazioni al rispetto del vivere civile. Al contempo, il nostro impegno è volto a tutelare i minori dalle insidie dell’abuso di alcol e droghe. La Polizia locale conferma la propria dedizione costante alla protezione della comunità».


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Provincia

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«Un progetto cominciato nel 2023 con un investimento di mezzo Milione di Euro che porterà il gas a tutti i 258 abitanti del luogo»

Via ai lavori di metanizzazione a Bancone: un'attesa lunga decenni che diventa realtà

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DI EMANUELA CALABRESE

l Sindaco Giuseppe Mecca e l’Assessora Fabiola Tortorelli del Comune di Avigliano si sono recati in sopralluogo in località Bancone, frazione della città gianturchiana, per seguire ed informare i cittadini sgli interventi di scavo e posa delle tubazioni sotterranee per portare il gas metano nelle utenze non ancora coperte dal servizio. «Hanno preso inizio i lavori di metanizzazione dopo tanta attesa da parte dei cittadini -annuncia il Sindaco- Un'opera che qui aspettavano da decenni. Sono qui insieme all'assessore Tortorelli. Si tratta di un progetto che abbiamo cominciato nel 2023 con un investimento importante di 500.000 euro e che oggi vede la luce. Sono opere essenziali per la nostra comunità che segnano

un prima e un dopo e che, oltre alle parole, lasciano spazio ai fatti – incalza il Primo cittadino- Ovviamente tanti sono stati, anche in questo caso, i “gufi”. Qualcuno ha girato da queste parti dicendo che non si sarebbe mai realizzato. Ebbene, dovrà trovarsi un altro passatempo. Queste dunque, sono le opere in corso e speriamo che a breve si possano concludere i lavori, anche con il rifacimento della sede stradale». L'estensione della rete del gas alle aree rurali, periferiche e alle frazioni dei comuni rappresenta un passo fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori meno centrali. Garantire l'accesso a questa infrastruttura è cruciale per diversi motivi: garantisce equità sociale e qualità della vita, anche nelle zone isolate. Fruire di

un servizio energetico continuo, sicuro e confortevole può davvero fare la differenza. Modernizzare i servizi essenziali nelle frazioni e nelle periferie aiuta inoltre a frenare l’abbandono dei territori, offrendo alle famiglie le stesse opportunità delle aree urbane. Portare la rete del gas ovunque significa azzerare il divario infrastrutturale e valorizzare appieno tutto il territorio. A tal proposito l’Assessora sull’iter dell’opera aggiunge: «Tutti i 258 abitanti di Bancone finalmente avranno il metano. Un'opera tanto richiesta quanto attesa. Si tratta di un progetto che ha preso avvio durante lo scorso mandato e che ha incontrato tante difficoltà. Oggi però siamo qui non solo ad inaugurare un cantiere, ma a segnare una tappa importantissima per questo territorio».

L'11 settembre l'inaugurazione nel Chiostro comunale. Il percorso si arricchisce del francobollo celebrativo e si concluderà il 3 ottobre con un convegno sulla parità

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Avigliano celebra con la mostra itinerante sulle «Madri della Costituzione» rosegue ad Avigliano il viaggio della mostra «Le Madri della Costituzione. Storie di libertà, diritti e democrazia», realizzata dall’artista Maria Ditaranto e ideata e promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, d’intesa con la Provincia di Potenza e ANCI Basilicata, nell’ambito delle iniziative dedicate all’80° anniversario della Repubblica Italiana e del voto alle donne. Dopo l’esposizione inaugurale presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza e le prime tappe del percorso itinerante nei Comuni lucani, la mostra approda ad Avigliano, accolta dall’Amministrazione comunale per offrire alla comunità un nuovo momento di memoria, arte e cittadinanza. All’vernissage e al taglio del nastro previsto per il prossimo 11 settembre alle ore 11.30 presso il Chiostro del Comune di Avigliano, parteciperanno il Sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, l’Assessora Angela Maria Salvatore, l’Assessora Fabiola Tortorelli, la Vicepresidente della Provincia di Potenza, Vitina Claps, la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Simona Bonito, e l’artista Maria Ditaranto, autrice delle opere che compongono il percorso espositivo. A partire dalla tappa di Avigliano,

l’esposizione si arricchirà inoltre di un ulteriore elemento di particolare valore simbolico: il francobollo celebrativo «Voto alle donne», emesso il 2 giugno 2026 in occasione dell’ottantesimo anniversario del suffragio universale e della nascita della Repubblica, e donato e fortemente voluto dalla Vicepresidente della Provincia di Potenza Vitina Claps. Un contributo che impreziosisce ulteriormente un progetto capace di intrecciare memoria storica, arte, educazione civica e cultura della parità, portando nei territori non soltanto il ricordo delle donne che contribuirono a scrivere la nostra Costituzione, ma anche un messaggio ancora profondamente attuale di partecipazione, cittadinanza e democrazia. La vignetta del francobollo, realizzata da Eleonora Elena Panzeri, raffigura una lunga fila di donne e uomini che avanzano verso l’urna elettorale, alcuni con piccole bandiere italiane: un’immagine che restituisce simbolicamente la portata storica di quel 2 giugno 1946, quando le donne italiane parteciparono per la prima volta a una consultazione politica nazionale e ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente. Al centro dell’esposizione restano infatti le ventuno Madri Costituenti, donne con storie, culture e ap-

partenenze politiche differenti che contribuirono, insieme ai colleghi uomini, a costruire l’architettura democratica della Repubblica e a scrivere la Costituzione italiana. «Portare le Madri Costituenti nei Comuni significa restituire queste donne alle comunità e sottrarle a un oblio che troppo a lungo ha reso marginale il loro contributo alla storia della Repubblica – sottolinea Simona Bonito –. Non vogliamo semplicemente ricordarle. Vogliamo partire da loro per parlare alle donne di oggi e, soprattutto, alle ragazze e ai ragazzi. Quelle ventuno donne entrarono in luoghi che per secoli erano stati pensati, occupati e governati quasi esclusivamente dagli uomini. Lo fecero portando nella Costituzione parole come uguaglianza, dignità, lavoro, famiglia, diritti. Ottant’anni dopo, la domanda che ci consegnano è ancora attuale: quanto spazio hanno davvero le donne nei luoghi in cui si decide?». Per questo il percorso di Avigliano si concluderà il 3 ottobre 2026 con il finissage e con un momento pubblico di approfondimento dedicato alla presenza femminile nella vita politica e istituzionale dal titolo «IL POTERE DI ESSERCI» Donne, partecipazione e democrazia. Questo il tema scelto per il convegno conclusivo: un confronto che, partendo dall’esperienza delle

Madri Costituenti, guarderà alla condizione attuale della partecipazione femminile alla politica e agli ostacoli che ancora oggi impediscono il raggiungimento di una democrazia pienamente paritaria. Esserci non significa soltanto poter votare, ma avere voce, esercitare responsabilità e incidere sul futuro delle comunità. La democrazia non si eredita soltanto: si esercita, si difende e si abita insieme.


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Provincia

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I due sono stati bloccati sulla SS 219 in località Val Vitalba dopo le segnalazioni al 112; recuperata refurtiva da 100mila €

Truffa del finto carabiniere ad anziani, coppia arrestata nel Vulture-Melfese

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rosegue l’azione di contrasto dell’Arma dei Carabinieri ai reati predatori, con particolare attenzione alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. In tale ambito, nel corso del fine settimana, i Carabinieri della Stazione di Atella, unitamente ai militari della Stazione di Barile e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melfi, hanno tratto in arresto in flagranza di reato due persone ritenute responsabili di truffa aggravata e appropriazione indebita. L’operazione è scaturita a seguito di tempestive segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza 112 riguardanti alcune truffe consumate con il metodo del finto Carabiniere, ai danni di anziani residenti nei comuni di Barile e Rionero in Vulture. L’immediata attivazione del dispositivo di controllo del territorio ha

consentito ai militari dell’Arma di intercettare lungo la S.S. 219, in località Val Vitalba un’autovettura sospetta con a bordo un uomo e una donna residenti nel Casertano. La successiva perquisizione veicolare e personale ha permes-

so di rinvenire l’intera refurtiva, occultata all’interno dell’abitacolo e riposta in un contenitore per alimenti: un’ingente quantità di monili in oro (fedi nuziali, collane, bracciali, orecchini e ciondoli) e denaro contante per oltre

19.000 euro, suddiviso in mazzette di banconote di vario taglio. L’ammontare complessivo de bottino recuperato, stimato in circa 100.000 euro, è stato interamente restituito alle vittime.Ulteriori accertamenti condotti hanno altresì consentito di verificare che l’autovettura utilizzata dai fermati non era mai stata restituita alla società di noleggio proprietaria, ragione per cui è stata contestata ai due anche l’ipotesi di reato di appropriazione indebita. Su disposizione della competente Autorità Giudiziaria, gli arrestati sono stati tradotti rispettivamente presso le Case Circondariali di Potenza e Melfi. In data odierna, il G.I.P. del Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti operati dai Carabinieri, disponendo nei confronti degli indagati la misura della custodia cautelare in carcere.

«Sono in corso maldestri tentativi di intestarsi il merito di un'opera che questa Amministrazione ha fortemente voluto e realizzato»

Marsico Nuovo, Macchia silenzia le polemiche su Piazza Brassens con date e documenti alla mano

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ul finire di Agosto Piazza Georges Brassens, a Marsico Nuovo, è stata restituita ai cittadini, dopo i lavori di riqualificazione. «Un momento particolarmente significativo perché segna il compimento di un percorso di recupero, valorizzazione e riappropriazione di uno spazio che da troppo tempo non veniva pienamente messo a disposizione dei cittadini. Il risultato raggiunto testimonia il lavoro portato avanti dall’Amministrazione comunale, che ha scelto di investire sulla valorizzazione di un luogo legato alla storia e alla cultura della città, restituendogli una funzione sociale e comunitaria». Ma oggi il Sindaco, Massimo Macchia, torna “sulla Piazza” per fare alcuni chiarimenti: «Da alcuni giorni ascolto, con una certa insistenza, voci secondo le quali la riqualificazione di Piazza Brassens sarebbe merito dell'Amministrazione che ci ha preceduto. In altre parole, sono in corso maldestri tentativi di intestarsi il merito di un'opera che questa Amministrazione ha fortemente voluto, programmato e realizzato». E incalza il Sindaco: «In un primo momento avevo deciso di lasciar correre. Ma quando si cerca di riscrivere la realtà e di sminuire il lavoro svolto da un'intera maggioranza amministrativa, credo sia doveroso fare chiarezza. E per farlo non servono opinioni, interpretazioni o chiacchiere. Bastano gli atti e le date. L'intervento è stato finanziato con fondi del P.O. Val d'Agri, assegnati con Determina Dirigenziale della Regione Basilicata dell' 8 novembre 2023. Una data importante: 2023. Quando veniva adottato questo provvedimento, alla guida del Comune di Marsico Nuovo c'era questa Amministrazione – e prosegue Macchia, con documenti alla mano- Successivamente, con De-

liberazione di Giunta Comunale del 31 maggio 2024, questa Amministrazione approvava la scheda progettuale dell'intervento, rispetto alla quale la Regione Basilicata esprimeva la propria presa d'atto in data 11 giugno 2024. Il percorso è poi proseguito fino alla concreta realizzazione dell'opera e all'inaugurazione di Piazza Brassens, avvenuta il 21 agosto 2026. Poco più di due anni. Questi sono i fatti.Un procedimento amministrativo che, carte alla mano, inizia e si conclude interamente durante il mandato di questa Amministrazione». Macchia prosegue: «Capisco che qualcuno abbia già iniziato la propria campagna elettorale. Ma penso che presentarsi ai cittadini cercando di diffondere notizie false o speciose, oppure tentando di ap-

propriarsi dei risultati raggiunti da altri, non sia certamente il modo migliore per chiedere la loro fiducia. Su Piazza Brassens, in questi anni, in molti si sono misurati. A chiacchiere. Noi, invece, ci siamo misurati con gli atti, con i progetti, con i finanziamenti, con i cantieri e, soprattutto, con i risultati. Oggi Piazza Brassens è lì. È stata restituita alla comunità. Ed è un risultato concreto di questa Amministrazione. Perché la politica può essere fatta di opinioni e di legittime contrapposizioni. Ma non può e non deve essere fatta di bugie. Noi continueremo a rivolgerci ai nostri concittadini con una sola cosa: la verità dei fatti con la forza delle carte che sono a disposizione di tutti». EMANUELA CALABRESE


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Matera e provincia

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IL CONSIGLIERE COMUNALE CHIEDE TEMPI CERTI PER SOSTITUIRE GIOCHI E ATTREZZATURE RIMOSSI E RESTITUIRE SPAZI SICURI ALLE FAMIGLIE

Parchi urbani, Suriano denuncia lo stallo dei lavori a Matera

MATERA. A oltre sette mesi dall’aggiudicazione della gara, la riqualificazione dei parchi urbani di Matera non sarebbe ancora entrata nella fase operativa. A denunciarlo è il consigliere comunale Roberto Suriano, che chiede all’amministrazione tempi certi per l’avvio degli interventi. Con la determinazione numero 274 del 28 gennaio 2026, il Comune aveva affidato i lavori di manutenzione e la fornitura e posa in opera di giochi e arredi destinati alle aree verdi cittadine. Secondo Suriano, però, la si-

tuazione resta sostanzialmente ferma, fatta eccezione per alcuni interventi urgenti legati alla sicurezza. Tra questi figura la sostituzione delle porte del campetto di Serra Venerdì, eseguita dopo ripetute sollecitazioni all’assessore alle Opere pubbliche. L’intervento ha consentito di mettere in sicurezza l’impianto e restituirlo ai residenti. In diversi parchi, osserva tuttavia il consigliere, giochi, panchine e attrezzature per lo sport all’aperto sarebbero stati rimossi senza essere rapidamente sostituiti.

«Quando partiranno concretamente i lavori nei parchi cittadini? Quando verranno sostituiti i giochi e le attrezzature per lo sport all’aperto?», domanda Suriano. «I cittadini, le famiglie e soprattutto i bambini hanno bisogno di spazi sicuri, decorosi e fruibili. Non basta aggiudicare una gara: è necessario dare seguito agli impegni assunti e trasformare gli atti amministrativi in interventi concreti». «L’interesse primario di un consigliere comunale sono gli impegni presi con i cittadini: è a loro che dobbiamo dare risposte»,

conclude Suriano, invitando il Comune a concentrarsi sulle esigenze della comunità e a rimettere al centro l’azione amministrativa.

L’ufficiale subentra a Irene Sardone dopo cinque anni alla Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno

Fiamme Gialle cambiano i vertici, Milano guida il reparto finanziario MATERA. Cambio al vertice del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Matera. Il tenente colonnello Francesco Milano è il nuovo comandante del reparto investigativo e subentra alla tenente colonnello Irene Sardone, trasferita al Comando regionale Puglia dopo quattro anni di servizio nella città dei Sassi. Durante la permanenza a Matera, Sardone ha diretto rilevanti indagini nei diversi ambiti di competenza della polizia economico-finanziaria. L’attività si è concentrata anche sull’aggressione ai patrimoni riconducibili ai fenomeni criminali e sul contrasto delle frodi fiscali, dei reati societari e fallimentari e degli illeciti ai

danni della pubblica amministrazione, dello Stato e degli enti locali. Nato a Bari nel 1970, Milano è laureato in Economia e commercio. Ha frequentato il corso in materie giuridiche della scuola di formazione per praticanti dottori commercia-

listi “Aldo Sanchini” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione ed è iscritto nel Registro dei revisori contabili. Arruolato nella Guardia di finanza nel 1990, il nuovo comandante ha maturato esperienze operative e investigative in più se-

di. Al termine del corso di Accademia, frequentato tra il 2004 e il 2005, ha assunto il comando della Tenenza di Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina, mantenuto fino al 2007. È stato poi trasferito alla Tenenza di Aprilia, in provincia di Latina, che ha guidato fino al 2011. Successivamente ha comandato la Compagnia di Policoro fino al 2014, maturando una precedente esperienza nel Materano. Destinato poi al Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bari, ha guidato fino al 2018 la Sezione altra criminalità economica e, fino al 2021, la prima Sezione criminalità organizzata del Gruppo investigazione criminalità organizzata. Dal 2021 al

2026 Milano ha prestato servizio al ministero dell’Interno, nel Dipartimento della pubblica sicurezza e nella Direzione centrale per i servizi antidroga. Come direttore della terza Sezione meridionale e insulare del terzo Servizio operazioni ha coordinato le attività dei reparti investigativi di Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia di Stato al Sud. È stato inoltre punto di contatto per la cooperazione internazionale in materia antidroga con le agenzie estere, Europol e Interpol. Il comandante provinciale, colonnello Roberto Maniscalco, ha ringraziato Sardone per il lavoro svolto e rivolto a Milano gli auguri per un proficuo periodo di servizio nella nuova sede.

Coldiretti Basilicata sollecita aiuti rapidi e commisurati ai danni: molte aziende sostengono direttamente costi ancora elevati

Campagne devastate, gli agricoltori non si arrendono POLICORO. A pochi giorni dal violento evento atmosferico che ha colpito Policoro, nelle campagne sono già visibili i risultati del lavoro compiuto dagli agricoltori per rimettere in piedi le aziende. Il confronto tra le immagini del 2 e 3 settembre e quelle attuali mostra strutture rialzate, impianti ripristinati e attività che, dove possibile, sono ripartite per rispettare gli impegni produttivi e preparare le nuove campagne. Una reazione rapida che, secondo Coldiretti Basilicata, testimonia la determinazione del comparto, ma

non cancella le difficoltà ancora presenti. Non tutte le imprese dispongono infatti delle stesse risorse per fronteggiare nell’immediato un’emergenza di queste dimensioni. Anche nelle aziende che hanno già ripreso il lavoro rimangono danni rilevanti, opere da completare e costi molto elevati, sostenuti dagli imprenditori agricoli. Per l’organizzazione, alla resilienza dimostrata dagli operatori deve ora corrispondere una risposta rapida e concreta delle istituzioni. Servono interventi per il ripristino delle strutture e strumenti di so-

stegno proporzionati alle necessità delle imprese colpite, così da favorire la piena ripresa delle attività e scongiurare conseguenze durature sulla capacità produttiva del territorio. Coldiretti Basilicata continuerà a seguire l’evoluzione della situazione affinché lo sforzo di chi sta tentando di rialzarsi venga riconosciuto e accompagnato da misure adeguate. «La volontà di ricominciare c’è, ed è forte. Ora è necessario fare in modo che nessuno venga lasciato indietro», è l’appello rivolto alle istituzioni.

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L'11 settembre il TAM Tower Art Museum ospita la storia vera di un'amicizia sportiva tra bambini. L'evento, promosso da Uisp e altre realtà nell'ambito di Matera 2026

Da Napoli a Gaza con un pallone: a Matera si presenta il libro «Il sogno di Mohammed»

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na storia di sport, amicizia e solidarietà, capace di costruire un ponte tra bambini distanti migliaia di chilometri attraverso un pallone. Venerdì 11 settembre, alle ore 18.30, il TAM Tower Art Museum di Matera ospiterà la presentazione del libro di Cristiana Pulcinelli «Il sogno di Mohammed. La storia vera di un’amicizia sportiva tra Napoli e Gaza», pubblicato da Piemme nella collana Il Battello a Vapore. L’iniziativa è promossa da Uisp Matera Aps, TAM Tower Art Museum, Matera Sport Film Festival e Sanabel Aps, in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019 nell’ambito di Matera 2026, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, e nasce dalla volontà di utilizzare ancora una volta il linguaggio universale dello sport come occasione di incontro, conoscenza e riflessione.Il libro di Pulcinelli, rivolto in particolare ai più giovani, prende spunto da una storia vera nata dall’incontro a distanza tra lo Spartak San Gennaro, scuola calcio popolare e gratuita di Napoli, e l’Al Haddaf Academy Team di

Gaza. Un rapporto costruito attraverso il calcio e lo scambio tra bambini che vivono realtà profondamente diverse, ma condividono la stessa passione e lo stesso desiderio di poter continuare a giocare. Da questa esperienza nasce un racconto nel quale il pallone diventa molto più di un gioco: un mezzo capace di creare relazioni, accorciare le distanze e restituire uno spazio di normalità e speranza anche a chi vive le conseguenze della guerra.A dialogare con l’autrice Cristiana Pulcinelli sarà anche Alessandro Ventura, allenatore dello Spartak San Gennaro e autore della prefazione del libro, mentre da Gaza interverrà in collegamento l’Al Haddaf Team. A introdurre e moderare l’incontro sarà il giornalista di Fanpage.it Antonio Musella, autore di «Le barbarie e noi - Ed. Mar dei Sargassi». Alla presentazione sarà legato anche l’impegno di Sanabel – «spighe di grano» in arabo – organizzazione nazionale con sede a Matera che promuove un progetto di amicizia e solidarietà con le persone autistiche, neurodivergenti e con disabilità nella Striscia di

Gaza. Un impegno che si intreccia con il significato dell’appuntamento materano: partire dalle persone, e in particolare dai più piccoli e fragili, per costruire relazioni capaci di superare confini e distanze.Dopo l’appuntamento di Matera, il racconto de «Il sogno di Mohammed» farà tappa anche a Miglionico. Sabato 12 settembre, alle ore 18, il libro sarà presentato al Castello del Malconsiglio, con il patrocinio del Comune di Miglionico. L’iniziativa è promossa da Book Club Miglionico, Miglionico Calcio, Atletico Pomarico e Sanabel Aps. Anche in questa occasione Antonio Musella introdurrà e modererà l’incontro, al quale parteciperanno Cristiana Pulcinelli e Alessandro Ventura dello Spartak San Gennaro, con l’Al Haddaf Team in collegamento da Gaza.«Abbiamo voluto portare a Matera questa storia perché racconta in maniera straordinariamente concreta ciò che per la Uisp significa sport sociale – dichiara Michele Di Gioia, presidente di Uisp Matera –. Un pallone può diventare uno strumento di relazione, inclusione e so-

lidarietà e restituire ai bambini, anche nelle condizioni più difficili, uno spazio nel quale continuare a giocare e a immaginare il futuro. „Il sogno di Mohammed“ ci ricorda che lo sport può parlare un

linguaggio universale e costruire ponti anche dove tutto sembra dividerci. Per questo vogliamo che l’incontro sia anche un momento di partecipazione e di riflessione aperto alla città».

Riunione urgente delle RSA di Fim, Uilm, Fismic e UglM: chiesta una convocazione immediata alla direzione per affrontare le criticità su turni e rilancio produttivo

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L’atletica internazionale sbarca a Lauria per il "Sabia Day" n grande pomeriggio di sport, memoria e atletica di altissimo livello si prepara ad accendere la Basilicata. Mercoledì 9 settembre 2026, a partire dalle ore 17:00, il Campo Scuola «Pastoressa» di Lauria ospiterà il SABIA DAY, meeting nazionale ed internazionale di atletica leggera.L’evento, inserito nella cornice del progetto Basilicata Sport Invaders, è interamente dedicato alla memoria dell’indimenticato Donato Sabia, leggenda potentina del mezzofondo azzurro, due volte finalista olimpico negli 800 metri e campione europeo indoor. La manifestazione è organizzata dalla FIDAL Basilicata, in collaborazione con il Club Atletico Lauria, in un contesto territoriale che ha sempre dato lustro alla disciplina a livello regionale grazie al lavoro instancabile di Domenico Forastieri,

fondatore del Club, scomparso prematuramente due anni fa.Il «Sabia Day» vedrà la partecipazione straordinaria di atleti di rilievo nel panorama internazionale e nazionale odierno, tra cui spiccano quattro nomi d’eccezione che impreziosiscono il cast degli atleti presenti:Tommaso Maniscalco: specialista degli 800 metri, forte di un primato personale da urlo di 1’45’’57.Jared Micallef: atleta internazionale d'élite, con miglior tempo di 1’46’’08.Abdelhakim Elliasmine: pronto a darsi battaglia sugli 800 metri grazie al suo crono di 1’46’’81.Mohammed Soudassi: campione europeo nella staffetta 4x400 metri e un ottimo personale di 46’’63.Matthew Galea Soler: giovane talento maltese, che si cimenterà sulla distanza dei 400 metri con un ottimo personale di 46’’63.Il Sabia Day non sarà sol-

tanto una prestigiosa vetrina agonistica per l’atletica leggera attuale, ma anche un momento di profonda ispirazione per tutto il movimento sportivo lucano, celebrando l'eredità di uno dei più

grandi campioni che la Basilicata abbia mai regalato allo sport mondiale. Saranno tanti anche i nomi di atleti lucani che proveranno a cimentarsi nelle diverse specialità della disciplina.


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Non siamo nati per abitare negli angoli

Il cuore non è un ripostiglio

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DI FABRIZIO QUARATINO

i sono momenti nei quali una persona pronuncia una frase semplicissima e, senza saperlo, apre una porta che teneva chiusa da anni. “Desidero ricevere.” Due parole. Eppure, per qualcuno, dirle richiede più coraggio che attraversare una tempesta. Perché siamo diventati bravissimi a dare. Diamo tempo, ascolto, pazienza, comprensione. Offriamo seconde possibilità, terze possibilità e, quando siamo particolarmente ispirati, inauguriamo persino un servizio permanente di recupero delle occasioni perdute. Poi, quando arriva il momento di chiedere qualcosa per noi, diventiamo improvvisamente modestissimi. “Non vorrei disturbare.” “Mi basta poco.” “Anche un piccolo spazio.” E così, a forza di accontentarci, rischiamo di trasformare il nostro cuore in un ripostiglio: ci mettiamo dentro tutto ciò che proviamo, purché non occupi troppo posto nella vita degli altri. Ma l’amore non dovrebbe costringerci a diventare più piccoli. DOV’È FINITA LA RECIPROCITÀ? Desiderare reciprocità non

significa pretendere che qualcuno ci appartenga. Significa desiderare una relazione nella quale due persone possano scegliersi liberamente, riconoscersi e trovare spazio l’una nella vita dell’altra. Non è una richiesta scandalosa. Eppure, talvolta, sembra quasi che chiedere presenza sia un attentato alla libertà personale. “Ti amo, ma non posso esserci.” “Sei importante, ma non so quanto.” “Ho bisogno di te, però senza impegni.” Naturalmente ogni storia possiede le proprie ragioni, e nessuno può essere obbligato ad amare. Ma nemmeno chi ama dovrebbe sentirsi obbligato ad abitare indefinitamente nell’incertezza. La libertà dell’altro merita rispetto. Anche la nostra. E forse una delle forme più mature dell’amore consiste proprio nel riconoscere entrambe, senza trasformare il bisogno di chiarezza in una colpa. LA FEDE NON È UNA SALA D’ATTESA Qui entra in gioco qualcosa che conosco bene: la forza che nasce dalla fede. Non quella che ci promette di ottenere sempre ciò che desideriamo. Quella che ci permette di non perdere noi stessi quando la

vita prende una direzione diversa. Possiamo desiderare con tutta la nostra forza che una persona che amiamo trovi il coraggio di affrontare le proprie difficoltà, riconoscere le proprie contraddizioni e trasformare ciò che le impedisce di vivere pienamente. Ma non possiamo compiere al suo posto il lavoro più importante: quello di trasformare la propria vita. Non esiste un telecomando spirituale con il quale premere “cambia” e attendere che l’altro diventi finalmente la persona che avevamo immaginato. Sarebbe comodissimo. Probabilmente andrebbe esaurito in pochi minuti. La fede, però, non ci consegna il controllo sugli altri. Ci restituisce la responsabilità della nostra vita. Perché la fede non serve a convincere la vita a fare quello che abbiamo deciso noi. Serve a renderci abbastanza grandi da non essere sconfitti nemmeno quando la vita decide diversamente. E questa è una forza molto più grande. NON PERDERE LA FIDUCIA Una delusione può farci dubitare di tutto. Dell’amore. Delle persone. Perfino della possibilità che qualcuno cambi davvero. Ma il fatto che una persona non abbia scelto di cambiare non dimostra che

nessuno possa farlo. Dimostra soltanto che quella scelta non è avvenuta. E noi possiamo continuare a credere nella trasformazione umana senza trasformare quella speranza in una condanna all’attesa. Possiamo lasciare un seme. Non possiamo ordinargli di germogliare. Possiamo offrire incoraggiamento. Non possiamo sostituirci alla coscienza di chi lo riceve. E soprattutto possiamo continuare ad amare senza permettere che il nostro amore diventi il luogo nel quale scompariamo. La vera forza non è indurire il cuore. È conservarlo aperto, imparando finalmente a custodirlo. IL POSTO CHE NON DEVI ELEMOSINARE Forse arriva un giorno nel quale comprendiamo che non vogliamo più essere soltanto persone capaci di dare. Vogliamo anche ricevere. Non per riscuotere un credito. Non per presentare il conto delle nostre sofferenze. Ma perché una relazione non può vivere soltanto della generosità di uno. E allora desideriamo qualcuno che abbia spazio per noi. Non uno spazio sottratto al resto del mondo. Uno spazio autentico. Nel quale non dobbiamo continuamente dimostrare di meritare attenzione, presenza, amore. Un luogo nel quale possia-

mo essere noi stessi. Senza recitare. Senza mendicare. Senza dover diventare meno per essere accolti. E se quel luogo ancora non esiste, possiamo continuare a costruire la nostra vita. Perché il nostro valore non comincia quando qualcuno ci sceglie. E non diminuisce quando qualcuno non riesce a farlo. LA LUCE CHE RESTA A chi oggi sta attraversando una delusione vorrei dire questo: non permettere che il dolore decida quale persona diventerai. Non lasciare che una porta chiusa ti convinca che tutte le porte siano chiuse. Continua a credere. Continua a incoraggiare. Continua a vivere. Ma non dimenticare di includere te stesso nell’amore che offri al mondo. E quando incontriamo qualcuno che soffre, non offriamogli sentenze. Offriamogli ascolto, rispetto e una presenza capace di ricordargli che può ancora ricominciare. Perché non siamo nati per abitare negli angoli del cuore di qualcuno. Siamo nati per vivere pienamente. E la nostra luce non deve spegnersi quando qualcuno non riesce ancora a riconoscerla. Deve continuare a illuminare la nostra strada. Perché una vita che ha trasformato il proprio dolore in luce non illumina mai soltanto se stessa.


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Cronache del 9 settembre 2026 by Cronache - Issuu