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Cronache del 9 ottobre 2026

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VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 • ANNO XI N. 226

Direttore Responsabile Rosa MOLLICA Direttore Editoriale Alessandro SANSONI • redazione@lecronache.info

LEggE ELEttoRALE, IL tEsto PAssA A sCRutInIo sEgREto Con 227 sì E 164 no

«oggi rispondiamo con i fatti» via libera alla Camera tra gli applausi della maggioranza. soddisfatta meloni mentre le opposizioni preparano i ricorsi

Errichetti a pag 4

LoPIAno PARLA dI ZACCAgnIno dELLA ZEtA systEm sRL E IPotIZZA un omICIdIo A fInI EstoRsIvI

«un CoLPo dI PIstoLA E Lo uCCIdo» Con Carmine beneventi di bEA EA srl si comportavano come broker de “La Cascina” dicendo che l’unico modo per aggiudicarsi i lavori era quello di pagare una quota a loro e comunicando il ribasso da fare _

IL CommEnto

cautelari per estorsione Lopiano e Quaratino attinti da misure

«Lo metto nel cemento»

Si arriva a fine legislatura?

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A

D I M A S SI M O D E L L A P E N N A

dI RobERto LAmAttInA

a nuova legge elettorale è stata approvata. Le scommesse che il campo largo aveva fatto su una potenziale crisi del centrodestra sono naufragate alla prova dei fatti. Il Governo ha incassato quattro fiducie alla Camera dei Deputati con le solite polemiche delle opposizioni contro l’ipotesi del voto di fiducia sulla legge elettorale. (...) ■ continua a pag 3

Bolognetti in sciopero della fame da martedì Dopo le minacce e l’aggressione: «Si aspetta che scappi il morto? Non rinuncio alla mia libertà»

reato) e dipendenti pubblici (per il quale il GIP esclude la sussistenza del Nelle indagini coinvolto anche l’assessore Giuzio PM Montemurro e del Procuratore Falvo subappalti del Trauma Center nel mirino del Gli affari della raccolta dei panni usati e dei

cune minacce e azioni violente, dall’altro la messa a di relazioni llo stato attuale ci disposizi one ee sono 19 nomi co- finalizzate a concluder con pronosciuti tra le per- facilitare appalti . irregolari sone coinvolte nelle inda- cedure le prende ento gini condotte dal PM Vin- I procedim dalle denunce precenzo Montemurro e coor- mosse da Paola Oliveri in dinate dal Procuratore del- sentate alla raccolta degli merito Falla Repubblica Camillo indumenti usati nel Comu- _ vo. Quaratino e Luigi e Antonio Lopiano In questa viCi permettiamo di dire “al- ne di Potenza. entrano in gioco Colan- 1 quater cpp poiché “la più lo stato attuale” perché cenda Quaratino (all’epo- aveva rotto i rapporti con migliorie . Orazio e consolidata giuRocco essere al gelo dipendente comunale recente za di legittimità sembra e l’indagin da rispruden Consigliere Co- il Quaratino ) insieme di favori- e vicino ai Lopiano fece molto più corposa con un ca dei fatti eletto in Fratelli padre cercavano Giuzio esclude che il fatto, così occhio di attenzione parti- munale e passato con Noi re l’impresa di Marco Cer- tramite e contattò a- come contestato e accertacolarmente attento rivolto d’Italia ) e Antonio Lo- verizzo per i lavori di pa- che garantì sull’affid to nel corso delle indagini, , mento dell’appalto. dagli inquirent i nei con- Moderati penale” è il filo condut- vimentazione. Emergeva finalizzat o ad un assuma rilevanza fronti delle attività ammi- piano che inoltre, che Lopiano avreb- Il tutto elettorale. Nella Le indagini accuratamentutta l’indagine. di supporto rapporto nistrative e degli appalti tore di un coltivato be e te svolte dalla Procura delIn particolare Quaratino con Vin- vicenda sarebbe coinvolto la Repubblica suffragano del Comune di Potenza. reciproca utilità garanche, avrebbero funzionario anche Vito Di Lascio I 19 nomi (Antonio Lopia- Lopiano possibilità di mette- cenzo Albano di un servi- però, non risulta tra i de- le ipotesi investigative con no, Rocco Quaratino, Lui- tito la i ultronei ri- ACTA e RUP en- intercettazioni telefoniche, ale di raccol- stinatari del provvedim gi Lopiano, Luciano Var- re cassonett ritiene riscontri nelle chat, ossera quelli previsti dal zio speriment rese, Paola Olivieri, Mar- spetto di Potenza chie- ta porta a porta. In questa to. Su Giuzio il GIP proce- vazioni e pedinamenti olo Comune necessari co Cerverizz o, Vincenzo vicenda entra il voto di che sia interroga tori ai tre che con documentaziocompencambio in dendo agli che dere Albano, Orazio Colangecorrisponden- scambio con l’Albano comma ne bancaria. lo, Salvatore Disciann i, si in denaro di cassonetti avrebbe favorito l’assun- sensi dell’art. 291 Francesc o Carmine Giu- ti al numero zione di Mazzarella presti. zio, Federico Anna Stenta, posizionaad un certo pun- so il Pellicano Verde in Quando, TI: ECCO I NOMI Leonardo INDAGA Zara, eletGLI Umberto tra Olivieri e cambio del sostegno da LopiaLucia, Petro Metastas io, to, l’accordo si rompe, Lopiano e torale promesso . Carlo De Angelis, Gerar- il duo I DOpretendon o il no e Orazio Colangelo SAntonio LO PIANO classe 1967 ARREST DELL’A do Vaccaro, Raffaele Bar- Quaratino RUOLO IL di quanto richiesto MICILIARI tali, Angelo Pietrafes a, saldo SESSORE GIUZIO OBBLIGO DI fisiche e anRocco QUARATINO classe 1966 semGioele Santange lo) sono con minacce avrebbe, Lopiano Il la pretesa possibiFIRMA soltanto quelli per i quali che confare interveni re la pre secondo la prospettaI DOMILuigi LOPIANO classe 1991 ARREST avuto un la Procura ha chiesto al lità di amministrativa zione accusatoria, con l’asCILIARI Giudice per le Indagini macchina accordo criminale GLI ALTRI INDAGATI Antonello del Comune. Prelimina ri comunale Francesessore DEL 1981 ALTO classe E SUBAPP Luciano VARRES Amodeo l’applicazione di IL sco Carmine Giuzio per TRAUMA CENTER Paola OLIVIERI classe1979 ditta una misura cautelare. filone, emerso l’affidam ento dalla di riMarco CERVERIZZO classe 1972 In particola re la Procura Il secondo 2025 parte Cerverizzo dei lavori Vincenzo ALBANO classe 1984 della Repubbli ca aveva nel settembre Carabi- strutturazione di un allogdei ento dall’interv cauteOrazio COLANGELO classe 1961 chiesto la custodia o In- gio di edilizia residenziale l’esercizi presso nieri LopiaSalvatore DISCIANNI classe 1961 1987 i per a Luigi lare in carcere t a seguito delle pubblica assegnato gromarke arresti Francesco Carmine GIUZIO classe agli custodia la no e ioni di Gianluca Lopiano. dichiaraz algli Federica Anna STENTA classe 1988 tutti per ri (che domicilia la Procura Manzi. Quest’ult imo, in- Secondo Umberto ZARA classe 1974 misura la tri. di reiterate aveva chiesto Leonardo LUCIA, classe 1983 doarresti Il GIP ha applicato la cu- fatti, riferiva degli 1966 esercitate da cautelare Pi t METASTASIO l l’ stodia cautelare agli arre- pressioni i) ili i L i ti Q iL i ti d i ili i

Lopiano e l’edizione di Cronache del 6 ottobre

Dellapenna a pag 8

PRICE CAP Petrolio in rialzo, carburanti ai massimi e margini stretti per il Governo

nuovo fronte della crisi energetica A oLtRE iL giAdino PARLA iL vEsCovo AmbARus

Le Chiese delle aree interne e focus sullo spopolamento

Pinto a pag 5

Ambarus

Tammariello a pag 16

IL CAso

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■ Mollica

a pag 18

LA RIChIEstA

Bernalda, il perito agrario Greco chiede al Comune esenzione o riduzione IMU: «Riconoscere l’incoltivabilità e fermare la tassa piena»

■ Servizio

a pag 28

_ sAnt’ARCAngELo

Rafforzati i controlli sulle condizioni abitative, De Filippo: «Chiunque viva qui deve avere condizioni dignitose»

■ Calabrese

a pag 25

_ mARAtEA

Sp3 Tirrena, dopo il sopralluogo si va verso l’intervento urgente: oggi nuovi rilievi sul posto da parte dei tecnici ■ Servizio

a pag 14


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Italia e Mondo La nuova legge elettorale è stata definitivamente approvata

Si arriva a fine legislatura? Ora la domanda della politica si concentra sulla data delle elezioni. Meloni ha detto di voler arrivare a fine legislatura ma potrebbe voler sfruttare le attuali difficoltà del campo largo senza leader, coalizione e programma

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DI ROBERTO LAMATTINA

a nuova legge elettorale è stata approvata. Le scommesse che il campo largo aveva fatto su una potenziale crisi del centrodestra sono naufragate alla prova dei fatti. Il Governo ha incassato quattro fiducie alla Camera dei Deputati con le solite polemiche delle opposizioni contro l’ipotesi del voto di fiducia sulla legge elettorale. È un teatrino che si ripete in modo stanco in Parlamento ogni volta. Gentiloni e Letta furono i primi a blindare la Legge elettorale con un voto di fiducia. Di solito chi sta all’opposizione si dimentica di ciò che ha fatto al governo e finge una nuova costruzione di sé. Il contenuto della Legge è noto. Il premio di maggioranza scatta al 42%, aumentano le firme da raccogliere per i partiti che non sono in Parlamento, c’è l’indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio e ci sono delle preferenze con capolista bloccato. Come sempre accade da quando esiste, il Gruppo Parlamentare di Futuro Nazionale ha vota-

to come la sinistra caratterizzandosi come forza di opposizione e smentendo con in fatti le parole di Vannacci su una sua potenziale alleanza con il centrodestra. QUANDO SI VOTA? Ora tutte le attenzioni sono concentrate sulla possibile data del voto. Giorgia Meloni è stata chiara qualche settimana fa specificando che è sua intenzione arrivare a fine legislatura. Una volontà che sarebbe confortata dalla tenuta della maggioranza. Ovviamente non tutti sono convinti della piena sincerità delle parole del Premier. Le elezioni si dovrebbero tenere tra Ottobre e Novembre. Un periodo che non è proprio il massimo per le campagne elettorali che dovrebbero iniziare sotto l’ombrellone. Per questo molti ipotizzano una fine anticipata della legislatura. La data oscilla tra Aprile e Maggio in modo da votare o prima o insieme alle elezioni amministrative di Napoli, Roma e Milano ed evitare le probabili sconfitte del centrodestra nelle tre più grandi città italiane pochi mesi prima del voto che potreb-

bero creare un effetto deprimente per l’intera coalizione. LE DIFFICOLTÀ DEL CAMPO LARGO E DEL CENTROSINISTRA Un voto anticipato in primavere potrebbe anche sfruttare le difficoltà dell’opposizione. La coalizione alternativa alla Meloni non esiste ancora. Il centrosinistra ha dentro anche Renzi nei sondaggi ma Renzi non viene invitato nelle manifestazioni. Lo stesso leader di Italia Viva specifica di essere parte del centrosinistra ma non del campo largo. A sua volta il campo largo mostra un PD sempre più isolato e una Schlein che non controlla tutto il suo gruppo dirigente e un Movimento Cinque Stelle che si muove come perno per aggregare intorno a sé l’estrema sinistra di AVS. Il tema divisivo della politica estera non può più essere sottaciuto. Le posizioni di Conte e Schlein sull’Ucraina e l’invio di armi sono inconciliabili ed eventuali primarie potrebbero ulteriormente ampliarle. SI VOTERÀ IN AUTUNNO

Noi non abbiamo la sfera di cristallo. Ci limitiamo a dire che fino ad ore il Presidente del Consiglio non ha mai fatto cose diverse da quelle che aveva detto per cui, salvo incidenti di percorso di grande evidenza, non sembra ipotizzabile un ricorso alle elezioni anticipate anche perché sarebbero difficili da spiegare. Non è mai stata votata una mozione di sfiducia, il Governo ha la piena fiducia delle camere e sarebbe complesso andare sul Colle per dimettersi in queste condizioni. Mattarella potrebbe, del resto, non sciogliere le camere subito, reinviare il Governo in aula per un voto di fiducia e, quindi, creare un sistema

di logoramento. Potrebbe farlo per un senso di opportunità politica soprattutto se si accorgesse che le opposizioni non fossero pronte per il voto. Giorgia Meloni, inoltre, ha davanti a sé la possibilità di eguagliare il record di durata a Palazzo Chigi di Berlusconi (che però lo detiene sommando la durata di due governi) e, soprattutto, di essere il primo Presidente del Consiglio restato a Palazzo Chigi per l’intera legislatura mettendo un record di durata raggiungibile ma non più superabile. Ovviamente le nostre sono previsioni senza indiscrezioni. Si fondano su sensazioni e logica. Se funzionano lo vedremo.


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Il testo passa a scrutinio segreto con 227 sì e 164 no tra gli applausi della maggioranza. Le opposizioni protestano e preparano i ricorsi

Legge elettorale, via libera della Camera Meloni: «Oggi rispondiamo con i fatti» L

DI VITO ERRICHETTI

o Stabilicum, o Melonellum per chi lo avversa, ha ottenuto il via libera definitivo del Parlamento: 227 voti favorevoli e 164 contrari, con scrutinio segreto. La maggioranza ha retto, accompagnando il risultato con gli applausi. Dalle opposizioni proteste e cartelli contro una «legge truffa». Restano la promulgazione di Mattarella e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.L’esame era cominciato a febbraio alla Camera, con il primo sì a luglio, poi le modifiche del Senato e il ritorno a Montecitorio. Il voto finale era il passaggio meno incerto della settimana: le fiducie sugli articoli 1 e 3 erano passate con 226 e 228 sì. Pesava anche la prospettiva di elezioni anticipate evocata da Meloni in caso di bocciatura. Con un avvertimento così, ai franchi tiratori passa più facilmente la voglia.La premier rivendica il risultato: «Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani». Poi il messaggio agli avversari: «E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini». IL «DITINO» E IL VOTO SEGRETO Il dettaglio che resterà riguarda però il modo in cui si è votato. Le opposizioni avevano chiesto al presidente Fontana l’urna con le palline bianche e nere, denunciando la presenza di «controllori» durante il voto elettronico. La presidenza ha risposto che quel sistema si utilizza soltanto in caso di guasto. Elly Schlein ha insistito: cinque colonnelli nell’ultima fila, ha detto, per «controllare il ditino del vicino». Poi l’affondo politico: «Capisco l’imbarazzo, temete gli elettori».L’immagine fa sorridere, ma la questione resta seria. Se la denuncia delle opposizioni descrive ciò che è accaduto, una legge presenta-

ta come garanzia di stabilità ha avuto bisogno, fino all’ultimo, di sorvegliare la fedeltà dei deputati chiamati ad approvarla. IL PREMIO E IL PESO DI VANNACCI Il meccanismo prevede un premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o la coalizione vincitrice che raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Se nessuno arriva alla soglia, la ripartizione resta proporzionale. Tornano le preferenze, fino a tre tra sei candidati, ma rimane il capolista bloccato. Le coalizioni devono indicare prima delle elezioni il candidato premier, senza sostituire le prerogative del presidente della Repubblica nella nomina del capo del governo.La soglia è il punto politicamente più delicato. L’ultima rilevazione YouTrend per Sky TG24 dà il centrodestra di governo al 40,2%. Le medie delle ultime settimane collocano il campo largo tra il 42 e il 44% e il centrodestra senza Futuro Nazionale intorno al 40. Sono simulazioni, non previsioni, e sommare i consensi non basta a costruire una coalizione. Ma il problema resta: una legge scritta dalla maggioranza potrebbe consegnare il premio agli avversari.Futuro Nazionale ha votato contro, ma il capogruppo Edoardo Ziello ha rivendicato le preferenze come un risultato ottenuto grazie alla pressione di Vannacci. Poi ha ricordato che, secondo i sondaggi, senza quei voti la maggioranza non raggiunge il 42% e ha chiesto un’interlocuzione programmatica. Tradotto: abbiamo votato no, ma per vincere potreste avere bisogno di noi.Lollobrigida ha respinto l’apertura, sostenendo che la maggioranza non ha bisogno di chi lavora per mandarla a casa. Meloni esclude un’alleanza e punta sul voto utile: scegliere Futuro Nazionale, nel suo ragionamento, significa favorire il campo largo. È una scommessa. Se non funzionasse, la riforma potrebbe premiare chi l’ha contrastata. Conte ha accusato la maggioranza di cucirsi addos-

so un vestito ritoccato sull’ultimo sondaggio su Vannacci. Il rischio è che, alla fine, stia meglio a qualcun altro. LE DATE DIVIDONO GLI ALLEATI Archiviato il voto sulla legge, nel centrodestra si è aperto il confronto sulla data delle elezioni. Giovanbattista Fazzolari, intervistato dal Foglio, ha indicato due possibilità: «settembre, alla scadenza naturale, oppure giugno». Anticipare all’inizio dell’estate, ha spiegato, consentirebbe al nuovo governo di preparare la manovra con più serenità.Tajani ha risposto che si deve votare «a fine legislatura», aggiungendo che Fazzolari è libero di dire quel che vuole. Non è una rottura, ma nel giorno in cui la maggioranza celebra la propria unità, due suoi esponenti indicano prospettive diverse sulla durata del governo. CAIATA E ROTELLI: «PIÙ SCELTA AI CITTADINI» Preferenze, voto fuori sede e stabilità sono i punti sui quali Mauro Rotelli e Salvatore Caiata fondano il giudizio favorevole alla riforma. «Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale entriamo nella Terza Repubblica, con un’Italia più forte grazie alla leadership del Presidente Giorgia Meloni», dichiarano i due deputati.Per Rotelli e Caiata, la legge rafforza il rapporto tra elettori e istituzioni, restituendo la scelta dei rappresentanti e ampliando la partecipazione.

«Rappresentanza, responsabilità e governabilità non sono principi alternativi, ma condizioni essenziali per una democrazia pienamente partecipata ed efficace», sottolineano.«Per troppo tempo la scelta degli eletti è stata sottratta ai cittadini», osservano, aggiungendo che «si introducono strumenti per garantire maggiore stabilità e coerenza nell’azione di governo».Infine la rivendicazione politica: «Il centrodestra arriva a questo risultato unito e coerente rispetto agli impegni assunti con una legge che fa gli interessi di tutti gli italiani. Ora saranno i cittadini, attraverso il voto, a scegliere i propri rappresentanti e a determinare l’indirizzo politico della Nazione». I NODI COSTITUZIONALI La partita prosegue sulle contestazioni alla riforma. Uno dei nodi riguarda le firme: per i partiti non rappresentati in Parlamento il requisito sale da 1.500 a 6.000 per collegio. L’aumento non riguarda +Europa e Futuro Nazionale, che dispongono di una componente nel gruppo Misto. La barriera diventa più alta, ma non per tutti.C’è poi la rappresentanza di genere: secondo le simulazioni richiamate nel dibattito, la quota di elette potrebbe scendere dall’attuale 33% al 15–20%. Restano le contestazioni sui capilista bloccati e sulla riconoscibilità dei candidati della lista nazionale destinata al premio.Dal Quirinale erano arrivate

obiezioni a una precedente disposizione sulla soglia, eliminata al Senato e sostituita con quella sulle firme. I Radicali chiedono a Mattarella di non promulgare il testo, mentre si preparano ricorsi in una trentina di distretti.Si ipotizza un pronunciamento della Consulta nei primi mesi del prossimo anno. Ceccanti ritiene possibile una sentenza già a gennaio, ma il calendario non è certo. Anche per questo la data delle elezioni conta: un voto anticipato avvicinerebbe la campagna elettorale al giudizio sulla legge. L’UNITÀ DEL CAMPO LARGO Neppure l’opposizione può limitarsi a guardare le difficoltà altrui. Schlein rivendica l’unità contro la riforma, ma Conte aveva raccontato di averle proposto un terzo nome per guidare il campo largo, ricevendo un no. Votare insieme contro una legge non risolve il problema della leadership. E i sondaggi non sostituiscono un accordo sul candidato premier.Meloni sostiene che gli italiani «potranno scegliere tutto». Ma i capilista bloccati fissano un limite alla promessa: le preferenze tornano, quanto conteranno dipenderà dai seggi ottenuti dal partito scelto.La maggioranza ha vinto la partita parlamentare. Quella elettorale resta aperta, tra il 42% da raggiungere, i voti contesi a Vannacci e i ricorsi annunciati. La stabilità promessa dovrà ancora superare la prova delle urne.


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Palazzo Chigi preme su Eni per ridurre il prezzo del diesel, mentre Bruxelles valuta gli spazi di bilancio per Roma

Petrolio, carburanti e conti pubblici Nuovo fronte della crisi energetica I

DI ELENA PINTO

l gasolio resta a 2,261 euro al litro sulla rete stradale italiana e il governo cerca una via per contenere il rincaro senza riaprire subito il capitolo delle accise. Mentre il petrolio corre sui mercati internazionali, Piazza Affari chiude in forte calo e Bruxelles discute la flessibilità dei conti pubblici. Sul fronte dei carburanti, il dato politico più significativo è il pressing di Palazzo Chigi su Eni per riportare il tetto del diesel verso i 2,19 euro al litro. Il gruppo, dopo avere portato il price cap a 2,25 euro con la fine dello sconto fiscale di 6,1 centesimi, aveva già ridotto il prezzo consigliato del gasolio a 2,21 euro. Oggi, però, il prezzo medio nazionale rilevato dal Mimit è rimasto invariato a 2,261 euro. In autostrada il diesel self arriva a 2,287 euro. Sono soprattutto le pompe bianche a tenere alta la media. La

partita resta aperta. Meloni ha a disposizione circa 170 milioni di euro di extragettito Iva maturato a settembre da destinare, attraverso le accise mobili, a un nuovo intervento sui carburanti. Il governo valuta se usarle subito o conservarle come rete di sicurezza. Dopo circa 4,7 miliardi già impiegati per gli interventi precedenti, Meloni vuole evitare nuova spesa pubblica a ogni fiammata del petrolio. Nel frattempo lo scenario internazionale è peggiorato. Il Brent è salito oltre 105 dollari al barile dopo nuovi attacchi contro navi nel Golfo e il rallentamento dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Le tensioni con l’Iran e gli attacchi degli Houthi alimentano il timore di nuove interruzioni delle forniture. La reazione dei mercati è stata immediata. Piazza Affari ha chiuso in forte ribasso, penalizzata soprattutto dalle banche, mentre Eni ha beneficiato del rial-

zo del greggio. Nel corso della seduta il Ftse Mib perdeva circa l’1,4%, con lo spread Btp-Bund a 116 punti e il rendimento del decennale italiano al 4,68%. Il petrolio più caro alimenta l’inflazione, rende più difficile il percorso dei tassi e aumenta il costo del debito. Intanto la Commissione europea ha dato una valutazione positiva alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa. Il dossier passa al Consiglio, che avrà un mese per il via libera definitivo. La misura offre a Roma spazio di bilancio per affrontare una fase nella quale sicurezza energetica e sicurezza militare sono sempre più intrecciate. Più incerta resta la richiesta italiana di maggiore flessibilità per l’impatto dell’inflazione sui conti pubblici. Dopo l’Eurogruppo, Giorgetti si è detto fiducioso. Il commissario Valdis Dombrovskis ha però

ricordato che il Patto di stabilità contiene già meccanismi per tenere conto dell’inflazione e che non si possono introdurre continuamente nuove forme di flessibilità. La linea di Meloni si muove quindi tra due esigenze: proteggere famiglie e imprese dal caro energia e non compromettere i conti. Il governo punta sul price cap, sulle accise mobili e sulla flessibilità europea. Intanto discute con banche e società energetiche un loro con-

tributo alla legge di Bilancio e torna il tema degli extraprofitti. Il problema è che nessuno di questi strumenti controlla la variabile decisiva, la geopolitica. Se Hormuz resta a rischio e il petrolio sopra i 100 dollari, il price cap può attenuare il colpo, ma non cancellarlo. E la scelta di quanto intervenire con risorse pubbliche diventa per il governo sempre meno una questione tecnica e sempre più una scelta politica.


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La suggestione del capo di Italia Viva alla Leopolda e la geografia politica italiana che non è più soltanto una questione di destra e sinistra

Il centro che Renzi cerca è già dall’altra parte

M

DI GIANFRANCO BLASI

atteo Renzi, dalla Leopolda, torna a porre il tema del centro. Lo fa con la consueta abilità nel cogliere una domanda politica reale, ma anche con un’evidente finalità strumentale: costruire un contenitore più largo, capace di stare dentro il cosiddetto campo largo e, soprattutto, di colmare quella distanza che separa una parte dell'elettorato moderato e riformista dall'attuale centrosinistra. Il problema è che il centro, nella politica italiana di oggi, non è affatto uno spazio neutro e disponibile per chiunque voglia occuparlo. La polarizzazione dello scontro politico, infatti, non è soltanto geometrica. Non riguarda semplicemente una destra contrapposta a una sinistra. È una polarizzazione politica e culturale, che intercetta modi diversi di intendere la società, l'economia, la libertà, l'Europa e persino la collocazione internazionale dell'Italia. Ed è proprio su questo terreno che il progetto evocato da Renzi incontra la sua principale contraddizione. Come può il centro moderato, riformista e liberaldemocratico trovare una collocazione stabile in un'area nella quale rimangono fortissime sensibilità antiatlantiche e una lettura della politica internazionale distante da quella

dell'Occidente europeo? Il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte, ispirato dalla galassia giornalistica di Marco Travaglio, conserva una cultura politica nella quale le posizioni filo-russe e una forte diffidenza verso gli Stati Uniti e l'Alleanza Atlantica continuano ad avere un peso rilevante. È il ritorno, almeno in parte, di una sinistra antiamericana, alla quale oggi si aggiunge una posizione sempre più critica verso Israele e, in alcuni settori, una lettura radicale del conflitto mediorientale. Questa sensibilità non riguarda soltanto il Movimento Cinque Stelle. Attraversa anche il Partito democratico, soprattutto una parte della sua componente più giovane e militante. Ed è qui che Elly Schlein incontra una delle sue maggiori difficoltà politiche: tenere insieme una sinistra che guarda con crescente diffidenza alle scelte dell'Occidente e la necessità di mantenere il Pd dentro il perimetro europeo e atlantico. Quando si parla di sostegno all'Ucraina, di rapporto con la Russia, di Alleanza Atlantica e di ruolo dell'Italia nel mondo occidentale, le contraddizioni diventano evidenti. E diventano ancora più evidenti se si guarda all'elettorato che Renzi vorrebbe riportare dentro il campo largo. Quello moderato, riformista, liberaldemocratico, europeista e

atlantista. Un elettorato che difficilmente può sentirsi rappresentato da una coalizione nella quale convivono culture politiche così differenti. Non è un caso che figure come Luigi Marattin e Carlo Calenda abbiano difficoltà a riconoscersi in questo schema. Per questo anche l'appello rivolto a Forza Italia è stato respinto e rispedito al mittente. Non soltanto per ragioni tattiche, ma per una questione di identità politica. I moderati, i popolari e i liberali non sono oggi alla ricerca di una casa. In buona parte, una casa l'hanno già trovata. È stata Forza Italia di Silvio Berlusconi a costruire, negli anni Novanta, l'idea del centrodestra come alternativa di governo alla sinistra. È stata la Casa delle Libertà a dimostrare che culture diverse – liberali, popolari, conservatrici – potevano convivere dentro una coalizione senza cancellare le proprie identità. Quella intuizione, con tutte le trasformazioni intervenute nel frattempo, non è scomparsa. Anzi, il paradosso della politica italiana contemporanea è che il centro che Renzi cerca di ricostruire potrebbe trovarsi già dentro il centrodestra. Giorgia Meloni ha compiuto una scelta nettamente europeista e atlantista. Il suo governo, al di là delle diverse sensibilità interne alla coalizione, ha mantenuto l'Italia saldamente ancorata all'Unione euro-

pea, alla Nato e al mondo occidentale. È un elemento politico tutt'altro che secondario. E c'è un'altra dinamica da considerare. La presenza di una componente come quella rappresentata da Roberto Vannacci spinge, per una sorta di legge dei pesi e delle figure geometriche della politica, la coalizione di governo a ricercare un equilibrio più verso il centro. La destra più identitaria e radicale occupa uno spazio, ma proprio per questo gli altri partiti della coalizione hanno interesse a presidiare quello moderato. E qui potrebbe aprirsi una partita interessante. Giorgia Meloni potrebbe avere interesse a parlare sempre di più a quell'elettorato liberal-democratico che oggi guarda con attenzione a Carlo Calenda e, più in generale, alle culture riformiste. Non per trasformare Fratelli d'Italia in un partito centrista, evidentemente, ma per rendere il centrodestra una coalizione ancora più larga, capace di contenere una destra troppo schiacciata a destra e, contemporaneamente, attrarre un'area liberale, popolare e moderata. È esattamente ciò che Berlusconi aveva intuito. Il centrodestra non nasceva per essere semplicemente la somma delle destre. Nasceva come alleanza tra culture differenti, tenute insieme da alcuni valori fondamentali: libertà economica, europeismo, atlantismo, garantismo, cultura popolare e difesa

dell'iniziativa privata. Oggi quella formula può essere aggiornata, ma non è affatto superata. Per questo la domanda non è tanto se Matteo Renzi abbia ragione quando dice che in Italia serve un centro. Probabilmente ha ragione. La domanda vera è un'altra: dove si trova oggi quel centro? La risposta non può essere data soltanto attraverso formule elettorali o nuovi contenitori. Occorre guardare alle culture politiche, alle scelte internazionali, all'idea di Europa, alla concezione della democrazia liberale. E da questo punto di vista la geografia politica italiana è cambiata. Il centrosinistra appare sempre più condizionato dalle sue componenti radicali, dal rapporto problematico con la politica estera e dalle ambiguità nei confronti dell'Occidente. Il centrodestra, invece, pur conservando una marcata identità conservatrice, mantiene al suo interno un'area moderata e liberale che può diventare decisiva. Il centro, dunque, non è necessariamente un luogo da costruire nel mezzo. Potrebbe essere già una componente di uno dei due schieramenti. E forse la vera partita dei prossimi mesi non sarà quella per occupare il centro, ma quella per dimostrare chi sia davvero in grado di rappresentarlo. Renzi lo ha capito. Ma potrebbe aver sbagliato indirizzo. Ma, in cuor suo, lo da già.


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Cronache Lucane Lopiano parla di Zaccagnino della Zeta System srl e non esita ad ipotizzare un omicidio a fini estorsivi

«Un colpo di pistola e lo uccido» Con Carmine Beneventi di BEA EA srl si comportavano come broker de “La Cascina” dicendo che l’unico modo per aggiudicarsi i lavori era quello di pagare una quota a loro e comunicando il ribasso da fare

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DI MASSIMO DELLAPENNA

ono due i filoni economici che interessano i Lopiano e Quaratino. Da un lato la gestione della raccolta dei panni usati, dall’altro i subappalti all’interno del grande appalto della costruzione del Trauma Center. I lavori per la realizzazione del Trauma Center sono affidati alla Cascina. I Lopiano, come detto nei precedenti articoli, agiscono con forti pressioni nei confronti di Luca Manzi arrivando anche a cercare un contatto con Cosimo Latronico sia per la sua funzione di assessore regionale alla Sanità sia perché ritengono abbia un potere di controllo sulla Cooperativa La Cascina. Quando si accorgono, però, di non riuscire più ad agire direttamente per ottenere il subappalto per una incapacità di Manzi di agire nel condizionare la ditta principale presso cui lavora, provano a minacciare i subappaltatori per ottenere dei pagamenti con modalità estorsiva. A tal fine avvicinano Vito Antonio Zaccagnino titolare della Zeta System srl ed Egidio Carmine Beneventi titolare della B.E.A. E.A. di Beneven-

ti srl. LE SOMMARIE INFORMAZIONI DI ZACCAGNINO Sentito a sommarie informazioni, il Zaccagnino spiega bene le modalità con le quali Antonio Lopiano lo ha contattato «l’ho conosciuto dopo una richiesta di amicizia su facebook e poi ci siamo incontrati al bar ed era presente anche Rocco Quaratino». Al bar «Antonio Lopiano e Rocco Quaratino mi hanno chiesto se avevo firmato il contratto per l’esecuzione dei lavori al Trauma Center dell’Ospedale San Carlo di Potenza. Loro mi hanno chiesto se, quando avessi firmato il contratto ci fosse stato “un pensiero”». Al diniego a parte di Zaccagnino i due «hanno detto che ci saremmo rivisti al momento della firma». Successivamente Luca Manzi chiedeva a Zaccagnino se avesse incontrato Lopiano e Quaratino specificando che gli stavano mettendo pressioni. «GLI MENO UN COLPO DI PISTOLA E LO UCCIDO» Proprio parlando con Luca Manzi, il Lopiano fa capire al suo interlocutore di essere pronto a qualsiasi azione per ottenere il subappalto. A Manzi il Lopiano dice «io ora vado

da questo Zaccagnino, deve capire com’è la situazione e poi abbusca pure Zaccagnino. Oggi finisce la storia gli meno un colpo di pistola in testa e lo uccido». L’estorsione, specifica il GIP nella sua ordinanza custodiale, non produce utile per i Lopiano perché la Zeta System non si aggiudica l’appalto ma «i messaggi che i due indagati volevano veicolare all’imprenditore che non ha ceduto al ricatto erano chiari e trovano riscontro nel dato captativo da cui emerge una possibile escalation dell’aggressività». LE MINACCE A BENEVENTI La pubblica accusa ha, poi, sentito a sommarie informazioni anche il Beneventi che ha confermato il contatto con Luigi Lopiano. Quest’ultimo «si è presentato come broker de la Cascina» alla proposta del Lopiano il Beneventi ha risposto che sarebbe «andato da lui all’ospedale per sapere dove lavorava» e che effettivamente nel Gennaio del 2026 lo ha incontrato proprio nell’ospedale. In quella occasione il Lopiano gli aveva chiesto se avesse ancora intenzione di svolgere i lavori presso il Trauma Center. Il

cautelari per estorsione Lopiano e Quaratino attinti da misure

«Lo metto nel cemento»

reato) e dipendenti pubblici o (per il quale il GIP esclude la sussistenza del Nelle indagini coinvolto anche l’assessore Giuzi emurro e del Procuratore Falvo ppalti del Trauma Center nel mirino del PM Mont Gli affari della raccolta dei panni usati e dei suba

_ Antonio Lopiano e le edizioni di Cronache del 6 ottobre e di ieri

Beneventi, ritenendo la proposta de La Cascina poco vantaggiosa rinuncia ai lavori ricevendo come risposta da quest’ultimo che, a questo punto, si sarebbero rivolti ad altri. In pratica i Lopiano si comportavano e si relazionavano con i potenziali subappaltatori come se avessero una capacità diretta di intermediazione nei confronti della Cascina al punto che avevano detto al Beneventi che «per l’offerta dei lavori bisognava offire un 30%

di ribasso e in più riconoscere un 4% a lui come broker perché lui trovava le ditte per conto della Cascina». Questa circostanza veniva confermata anche dal padre di Domenico Beneventi, Egidio Arcangelo anch’egli imprenditore che confermava che Luigi e Tonino Lopiano si erano qualificati come broker de La Cascina e che «l’unico modo per prendere il lavoro sarebbe stato quello di garantire a loro un compenso».

Scommesse e violenza, nel mirino

uomini del sindacato

Le mani dei Lopiano sulla UIL

o, consegna denaro nti, completamente soggiogato da Lopian Domenico Martoccia, secondo gli inquire sempre più pressanti te richies fare soddis per madre alla e e oggetti in oro anche sottratti alla moglie

A

cune minacce e azioni violente, dall’altro la messa a relazi oni llo stato attual e ci dispo sizion e di udere e sono 19 nomi co- finalizzate a concl ti con pronosciuti tra le per- facilitare appal lari. sone coinvolte nelle inda- cedure irrego to prende le gini condotte dal PM Vin- I procedimendenunce precenzo Montemurro e coor- mosse dalle Paola Oliveri in dinate dal Procuratore del- sentate da raccolta degli la Repubblica Camillo Fal- merito allausati nel Comuindumenti _ Quaratino e Luigi e Antonio Lopiano vo. za. In questa viCi permettiamo di dire “al- ne di Poten o in gioco cpp poiché “la più entran cenda é con migli orie. Orazi o Colan - 1 quater lo stato attual e” perch tino (all’epo- aveva rotto i rapporti e al gelo dipendente comunale recente e consolidata giul’inda gine semb ra essere Rocco Quara insiem tino) Quara il di legittimità Codenza gliere rispru Consi da di favori- e vicino ai Lopiano fece o esclu de che il fatto, così molto più corposa con un ca dei fatti eletto in Frate lli padre cercavano occhio di attenzione parti- muna le e passato con Noi re l’impresa di Marco Cer- tramite e contattò Giuzi e accertastato come conte di pa- che garan tì sull’a ffida- to nel corso delle indagini, colarmente attento rivolto d’Italia e Anton io Lo- verizzo per i lavori dagli inqui renti nei con- Mode rati) è il filo condut- vimentazione. Emergeva, mento dell’appalto. penale” finali zzato ad un assuma rilevanza fronti delle attività ammi- piano che l’indagine. inoltre, che Lopiano avreb- Il tutto elettorale. Nella Le indagini accuratamenrto di supporto nistra tive e degli appal ti tore di tutta rappo un ato ra delcoltiv be Procu e dalla tino svolte Quara te In particolare con Vin- vicenda sarebbe coinvolto la Repubblica suffragano del Comune di Potenza. avrebbero garan- utilità reciproca Vito Di Lascio che, anche nario I 19 nomi (Antonio Lopia- Lopiano funzio o Alban e con igativ cenzo le ipotesi invest ilità di metteun servi- però, non risulta tra i de- intercettazioni telefoniche, no, Rocco Quaratino, Lui- tito la possib nnetti ultron ei ri- ACTA e RUP di gi Lopiano, Luciano Var- re cassoquelli previsti dal zio sperimentale di raccol- stinatari del provvedime riscontri nelle chat, osserrese, Paola Olivieri, Mar- spetto a di Potenza chie- ta porta a porta. In questa to. Su Giuzio il GIP ritiene- vazioni e pedinamenti olco Cerve rizzo, Vince nzo Comune cambio compen- vicen da entra il voto di che sia necessario proce Albano, Orazio Colange- dendo in

D I M A S SI M O D E L L A P E N N A

«Q

_Lopiano

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_Falvo

«Anton io Lopiano abbia sottoPRECEDENTI Martoccia ad una pressiolutandolo circa 200/250 euro agD I M A S S I M O D EL L A P EN N A rapport o tra il Lopiano e il posto ativa e progres sivagiunge «non abbiamo fatto nien- Il ia, a detta degli inqui- ne continu Martocc è dopo giorno te, finalizz ata ad qualche uesto è l’ufficio mio te Domè» rapporto di lunga du- mente crescen un è renti, e chiama che ia che proprio il Martocc il Mar- ottenere la consegna di denaro “proprio fu Carlè… .e 2013 Nel rata. essere? la Lopiano «quanto deve asse- oggetti in oro senza alcun titolo querela” qua…tu tta sporgere a toccia ativo (…) attraverso indecina di grammi? Quanto Una giustific cai Chicon mai…ha vado contratto ci on aver “di UIL….n sollecitazioni, aggressioessere?» ottenendo come ri- rendo pito?.... vaffanc ulo (…) non vi deve che il minimo devono es- rico e Cervi” gestori di sale slot sistenti verbali, minacce esplicit e e voglio più vedere» così dice An- sposta “vari debiti per frontegg iare le ni incontri imposti» con la 10 o 12 grammi. tonio Lopiano a Carlo De Ange- sere aver consegnato la quanti- spese connesse al vizio del gio- reiterati offesa che “si giustific a, In quelle occasioni avrebbe parte , tenda di rassicurare l’inlis dopo essere entrato in mac- Dopo richiest a le pression i di Lo- co”. di balbetta somma la Chirico dal china a seguito dell’inc ontro, tà ottenuto e nuove dazioni, su Martocc ia continu ano 00 per poter onorare i dagato, promett menti secondo proprio nella sede della UIL con piano appunta punto che il secondo dice al € 15.000, sarebbe rivolto anche ai concorda un dipendente del sindacato Do- al di aspettare il lunedi per- quali “sii, ovvero il padre che ac- scansioni temporali imposte e dimenico Martoccia che gli ha con- primo familiar moalla denaro e (riferito reperire c’è non dover di «lei ché chiara prestito bancari o da € segnato dell’oro . Antonio Lopresso familiari”. Indidevo smontare tutta la ca- cese un piano, secondo quello che so- glie)devo trovare sta cosa». Non 30.000,00 la moglie che prolun- preziosi ine il cativa in tal senso la sequenza corso in già prestito un stengon o gli inquiren ti, è for- sa, gò sucsoddisf atto della iva dell’Aprile del 2026 malmente un coltivatore diretto essendodazione il Lopiano chia- suocero che avrebbe corrisposto vestigat sia l’id a delle fornisce ci cessiva che In sindail 00” 000 presso 10 to € di ma è distacca ancora Martoccia «domè non un importo cato Uil dove lo ste so non va ma

_Martoccia


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Il capogruppo di FdI alla Camera atteso domani al Grande Albergo per un incontro con dirigenti, militanti e cittadini

L’on. Bignami a Potenza, confronto aperto sui risultati e sui programmi del Governo

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aleazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, sarà domani a Potenza per un incontro dedicato al bilancio dell’attività del Governo e ai programmi per i prossimi mesi. L’appuntamento, previsto alle 16:30 al Grande Albergo, è rivolto a dirigenti, militanti e cittadini e offrirà l’occasione per approfondire il lavoro svolto dall’Esecutivo e le priorità della sua azione. Il confronto porterà nel capoluogo lucano il punto di vista del gruppo parlamentare di FdI sull’attuazione del programma di governo.Per il gruppo dirigente locale di FdI, la visita rappresenta un’ulteriore dimostrazione della

vicinanza del partito nazionale alla Basilicata. Un rapporto che, viene sottolineato, si è mantenuto costante negli anni attraverso la presenza dei vertici, anche in periodi lontani dalle competizioni elettorali. Una continuità che i dirigenti lucani richiamano per evidenziare un’attenzione al territorio che va oltre gli appuntamenti con le urne.In questo quadro, i dirigenti lucani ribadiscono la disponibilità a fare la propria parte per divulgare sul territorio i risultati raggiunti dal Governo. L’iniziativa si inserisce dunque nell’impegno del partito a coinvolgere la propria base e i cittadini nel confronto sulle scelte compiute e sugli in-

terventi in programma.Sul piano politico, FdI indica nella stabilità dell’Esecutivo e nell’unità della coalizione di centrodestra gli elementi centrali della propria proposta. Secondo il gruppo dirigente locale, questi fattori costituiscono una certezza in un panorama nazionale nel quale altre formazioni non hanno ancora chiarito la propria collocazione e il progetto da offrire agli elettori.Da qui la rivendicazione del ruolo di Fratelli d’Italia e dei suoi alleati: garantire al Paese la continuità necessaria per governare e portare avanti gli impegni assunti. Un messaggio che accompagnerà il confronto di domani nel capoluogo lucano.

Lunedì alle 16 nell’Aula Quadrifoglio, l’incontro promosso dall’associazione Next e aperto alla cittadinanza. Leo Amato condurrà il dialogo

Giuseppe Conte a Potenza per il suo libro All’Unibas presenta “Una nuova primavera”

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iuseppe Conte sarà a Potenza lunedì 12 ottobre per presentare il libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”, edito da Marsilio. L’appuntamento, organizzato dall’Associazione universitaria Next, è in programma alle 16 nell’Aula Quadrifoglio dell’Università degli Studi della Basilicata, in via Nazario Sauro 85. La presentazione sarà aperta alla comunità universitaria e alla cittadinanza, con ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.Il volume ripercorre l’esperienza personale, professionale e politica dell’autore, intrecciandola con una riflessione sui valori e sulle prospettive dell’area progressista. Nel racconto trovano spazio le trasformazioni che hanno interessato l’Italia negli ultimi anni, mettendo in relazione il percorso di Conte con le questioni affrontate nella sua attività pubblica.A partire dai contenuti del libro, l’incontro toccherà alcuni dei principali temi del dibattito contemporaneo. Tra gli argomenti annunciati ci sono gli attuali conflitti bellici e l’impegno per la loro risoluzione, insieme al futuro delle nuove generazioni, al lavoro e alle disuguaglianze. Saranno affrontati

anche i diritti, la partecipazione democratica e il ruolo delle istituzioni.Una parte del confronto riguarderà le prospettive sociali ed economiche del Paese e del Mezzogiorno. L’appuntamento consentirà quindi di affiancare alla dimensione autobiografica del volume un approfondimento sulle sfide politiche e sui temi che incidono sulla vita degli studenti e delle comunità locali.Ad aprire la presentazione saranno i saluti di Luca Smaldore, presidente dell’Associazione universitaria Next, del deputato Arnaldo Lomuti e del presidente della Provincia di Po-

tenza Christian Giordano. A condurre il dialogo con Giuseppe Conte sarà Leo Amato, giornalista de Il Fatto Quotidiano.«Con questa iniziativa – sottolinea il presidente dell’Associazione universitaria Next – vogliamo continuare a promuovere l’Università come luogo aperto di confronto, nel quale le studentesse e gli studenti possano incontrare direttamente protagonisti della vita pubblica nazionale, approfondire temi di attualità e sviluppare strumenti critici utili alla propria formazione».«Crediamo che il dialogo tra nuove generazioni, istituzioni e società sia

una componente fondamentale della vita universitaria e della partecipazione democratica. Naturalmente l’incontro è aperto a tutta la cittadinanza», prosegue Smaldore.L’iniziativa rientra nelle attività culturali e sociali portate avanti da Next nell’ateneo lucano. «L’appuntamento del 12 ottobre si inserisce nel percorso di attività culturali e sociali promosso dall’Associazione Universitaria Next, volto a creare occasioni di confronto su questioni che interessano direttamente il presente e il futuro degli studenti e dei territori», conclude il presidente.


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VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 07:00

CARTOON WORLD

09:30

WORK IN PROGRESS

10:00

OLT TRE IL GIARDINO

12:00

TANTE MANI IN CUCINA TA A

13:00

NEWS

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SERIE CRONACHE

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CARTOON WORLD

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SOCIAL LOPER

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I TESORI DELL’ETNA

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STA ADIUM

20:30

CRONA-CHI?

21:00

CINE CRONACHE

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L’ITA ALIA NEL LAV VORO

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CINE CRONACHE

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«Non è una protesta, è una risposta. La Basilicata agricola non aspetta più» e chiede concretezza ai tavoli regionali e nazionali

La “marcia dei trattori” oggi nel Metapontino Sindaci e agricoltori insieme contro i rincari T

DI EMANUELA CALABRESE

orna a far sentire la propria voce il comparto agricolo del Metapontino, una delle aree agricole più fertili e importanti del Sud Italia, nota anche come il "giardino della Basilicata". Parte difatti stamattina da Policoro, con destinazione Scanzano Jonico, il corteo con cittadini, agricoltori e amministrazioni, fianco a fianco contro il caro carburanti, l’aumento insostenibile dei costi di produzione e il caro vita. Il corteo partirà dal piazzale antistante il Comune di Policoro, marcerà lungo la Strada Statale 106 Jonica fino al presidio attivo a Scanzano Jonico, per poi fare ritorno. All'iniziativa partecipano attivamente molti Sindaci del territorio, tra i quali Pasquale Cariello di Scanzano, Enrico Bianco di Policoro e Gianluca Palazzo di Rotondella, Giuseppe Di Sanzo, Sindaco di Montalbano Jonico, Antonello Mele di Nova Siri, Domenico Albano di Pisticci, uniti per fare rete a supporto del comparto, e non si esclude la partecipazione di altri primi cittadini dell'area. «Sono sempre stato e sempre sarò al fianco di chi, ogni giorno, lotta contro il cosiddetto “carovita” -dichiara Cariello- Il comparto agricolo e non solo, risente pesantemente dell’aumento del costo del carburante che ricade sulla distribuzione di beni e servizi. Conosco personalmente e molto bene la fatica che c’è dietro il lavoro dei coltivatori, so quanto sia difficile, impegnativo e faticoso. Per questo e per il ruolo che rivesto non resterò fermo a guardare -incalza il Sindaco- sarò sempre parte attiva di ogni manifestazione di protesta, lo faccio oggi e lo farò ogniqualvolta ci sarà la necessità di tutelare il bene delle persone che dedicano la propria vita al lavoro, con la speranza che far sentire la propria voce serva a sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto serva ad ottenere risposte certe e immediate sia dalla politica regionale che da

quella nazionale -conclude Cariello- partecipate, partecipiamo, perché più siamo più ci facciamo sentire, trasformiamo il malcontento in una richiesta concreta di tutele strutturali». Raggiunti da Cronache, anche i Primi cittadini Bianco e Palazzo, manifestano il proprio sostegno: «Da parte nostra c’è la piena solidarietà al mondo agricolo per quanto sta vivendo, ma in generale verso tutti i lavoratori -asserisce il Sindaco di Policoro- Ritengo sia doveroso essere vicini ai nostri concittadini in difficoltà, ma la vicinanza non basta, servono risposte da parte della Regione. Guardiamo ad esempio alla vicina Calabria, o come stanno facendo altre regioni in questo senso. Il problema non riguarda solo gli agricoltori, ma lavoratori e intere famiglie. Si tratta di una situazione molto sentita da parte della comunità». Anche il Primo cittadino di Rotondella manifesta tramite le nostre colonne la sua vicinanza: «Sono problematiche che coinvolgono tutti e speriamo di conseguire gli obiettivi previsti, sia per il comparto agricolo che per i cittadini. Tocco con mano la preoccupazione per questa fase di instabilità che oscilla tra disastri dovuti a calamità atmosferiche a cui ora si aggiunge il caro petrolio. È una situazione fatta di luci e di ombre: laddove si intrav-

vede uno spiraglio, arrivano queste situazioni ad aggravare il tutto, incidendo anche sull’umore delle persone. Non è una situazione facile -conclude Palazzo- ma il messaggio è chiaro: si chiede concretezza da parte delle Istituzioni. Una richiesta purtroppo già reiterata nel tempo». Ancora, Di Sanzo, Sindaco di Montalbano dichiara: «Saremo insieme ai cittadini e agli altri Comuni per manifestare contro i rincari che stanno impoverendo ulteriormente le imprese agricole e le famiglie. Anche a Montalbano è nato un presidio con un gazebo sotto il Comune e invitiamo tutti i cittadini a partecipare pacificamente e democraticamente. Siamo in strada e in piazza per chiedere interventi immediati al Governo e alla Regione. Non c'è più tempo e da Roma e Potenza sarebbero dovuti intervenire molto prima. Oggi la situazione è gravissima e richiede interventi straordinari senza mezzi termini, promesse e propaganda». Così da Nova Siri il Primo cittadino Mele: «L’agricoltura è economia, occupazione, identità e presidio del territorio. Per questo l’Amministrazione ha scelto di essere presente in strada per portare all’attenzione delle istituzioni le crescenti difficoltà che stanno mettendo a dura prova il comparto. Di fronte a questa situazione

è necessario ascoltare, partecipare e dare voce alle istanze di chi ogni giorno investe, produce e contribuisce alla crescita del nostro territorio». Per il Sindaco di Valsinni, Gaetano Celano, «l’agricoltura rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia dei nostri territori, una risorsa indispensabile che genera occupazione, valorizza le produzioni locali e contribuisce alla salvaguardia del paesaggio e alla vitalità delle nostre comunità. Le difficoltà del mondo agricolo non riguardano soltanto gli operatori del settore, ma coinvolgono direttamente il futuro economico e sociale della Basilicata. In territori profondamente legati alla vocazione agricola, sostenere chi lavora la terra significa tutelare un patrimonio di competenze, tradizioni e attività produttive che costituisce una parte essenziale della nostra identità. La tutela del comparto agricolo non può limitarsi alle dichiarazioni di solidarietà, ma deve tradursi in interventi concreti». Anche il Sindaco Albano di Pisticci ha invitato i concittadini a «partecipare e a unirsi alla protesta, per chiedere interventi concreti su costi che stanno pesando sempre di più su famiglie, lavoratori e imprese». Il Coordinamento Agricoltori Basilicata che ha aderito alla manifestazione non usa infine mezzi

termini: «Non è una protesta, è una risposta. Il carburante costa troppo. Le visite mediche, i corsi di formazione, i DPI sono a carico delle aziende agricole -non dello Stato, non di chi fa le leggi, di chi lavora la terra. Il caporalato è ancora lì, irrisolto. La fauna selvatica distrugge i raccolti e nessuno ne risponde. La tassa CONAI pesa su chi produce cibo e non su chi lo spreca. Sono problemi noti. Sono problemi vecchi. Sono problemi ignorati. Noi non siamo criminali. Siamo custodi del territorio. Sfamiamo famiglie, presidiamo paesaggi, teniamo in piedi un’economia che senza di noi non esiste. Vogliamo risposte immediate. Non tavoli. Non commissioni. Non promesse. Chi governa la Basilicata e chi governa l’Italia sa esattamente di cosa parliamo. Sa da quanto tempo aspettiamo. Sa che la pazienza ha un limite. Oggi quel limite lo mostriamo in strada». E come sottolineava qualche giorno fa il Presidente del Coordinamento, «diciamo agli agricoltori calabresi e siciliani che stanno già protestando, noi ci siamo. Fate un cenno e ci uniamo. Questa non è una battaglia regionale. È una battaglia di civiltà. Quando la terra si rialza, si rialza tutta. Il Tavolo Verde di lunedì ha prodotto zero decisioni. Noi invece decidiamo. Conosciamo ogni campo, ogni fiume, ogni strada che porta a Potenza. E quella strada -se sarà necessario- la percorreremo insieme. In presidio permanente davanti alla sede della Regione. Fino a quando qualcuno non avrà il coraggio di sedersi con noi a decidere. La Basilicata agricola non aspetta più». Sulla Statale 106 Jonica s è unito ai comitati cittadini e di agricoltori, anche lo “Sportello del Consumatore Lucano”, associazione per la tutela dei cittadini consumatori. L’intento comune di questa mattina è dunque trasformare la mobilitazione in un’azione condivisa, portando le istanze del territorio ai tavoli regionali e nazionali.


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L'intesa al Tavolo tecnico della Regione. Spazio al nuovo indirizzo sul Made in Italy a Matera e alla tutela dei presidi scolastici nei piccoli centri

Scuola in Basilicata, confermate le 83 sedi: nessun accorpamento per il triennio I

n Basilicata per il triennio 2027-2030 confermate le sedi di dirigenza, di cui 56 in provincia di Potenza e 27 nel Materano. Niente accorpamenti o soppressioni. E' quanto è stato definito al Tavolo tecnico interistituzionale in materia di istruzione convocato dall'assessore Cupparo. Per gli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030 è prevista la conferma di 83 sedi di dirigenza scolastica in Basilicata, di cui 56 in provincia di Potenza e 27 in provincia di Matera, senza nuovi accorpamenti né soppressioni. È quanto definito oggi al Tavolo Tecnico Interistituzionale in materia di istruzione, convocato dall’assessore regionale Francesco Cupparo. Alla riunione hanno partecipato la direttrice generale per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e i Servizi alla Comunità, ing. Giuseppina Lo Vecchio, le dirigenti dell’Ufficio Scolastico Regionale Claudia Datena e Anna Dell’Acqua, i rappresentanti sindacali, dell’Anci e i diri-

genti scolastici. Le Province di Potenza e Matera hanno trasmesso alla Regione le rispettive proposte di piano di dimensionamento, elaborate a seguito delle concertazioni territoriali concluse alla fine di settembre. Per la provincia di Potenza, la proposta prevede 32 istituti comprensivi, 21 istituti superiori di secondo grado, 2 istituti omnicomprensivi e un Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (CPIA), per un totale di 56 dirigenze. La deliberazione provinciale evidenzia che durante le concertazioni sono emerse indicazioni per migliorare la qualità dell’offerta formativa e i trasporti pubblici. Rispetto alla proposta di confermare l’attuale assetto organizzativo, i partecipanti non hanno formulato richieste di modifica. Per la provincia di Matera, la proposta prevede 14 istituti comprensivi, 10 istituti superiori di secondo grado, 2 istituti omnicomprensivi e un CPIA, per un totale di 27 dirigenze. La Provincia ha inoltre approvato la pro-

posta di attivazione del nuovo indirizzo «Liceo del Made in Italy» presso il Liceo Scientifico Dante Alighieri di Matera. Ulteriori proposte saranno esaminate successivamente, di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nel corso del Tavolo, la Regione ha inoltre presentato le proposte di modifica delle linee guida per il dimensionamento scolastico, finalizzate a definire criteri oggettivi, certi e trasparenti per l’assegnazione delle se-

di di dirigenza. «La scelta di confermare tutte le 83 sedi di dirigenza scolastica, senza prevedere nuovi accorpamenti né soppressioni, assume un significato importante per la Basilicata», ha sottolineato l’assessore Cupparo. «La nostra regione conta oggi 63.595 studenti, 1.839 in meno rispetto allo scorso anno. È un dato che non possiamo leggere soltanto come una statistica: dietro questi numeri ci sono classi che si riducono, piccoli

comuni che rischiano di perdere servizi e famiglie che affrontano una realtà demografica sempre più difficile». «Soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne – ha aggiunto Cupparo – la scuola è un presidio di comunità, un luogo di socialità e uno dei servizi pubblici fondamentali per tenere insieme il territorio. Come Regione Basilicata abbiamo accompagnato questa idea di scuola con interventi concreti e continueremo a farlo».

La realtà del volontariato lucano al Reas tra attrezzature, tecnologie avanzate e percorsi formativi per la sicurezza dei territori

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Gruppo Lucano in vetta al Salone dell'Emergenza di Montichiari appresenta la Basilicata al Salone Internazionale dell’Emergenza di Montichiari. Uno spazio espositivo per presentare attività, attrezzature, tecnologie e percorsi formativi. Pepe «La preparazione e la condivisione delle competenze migliorano la risposta alle emergenze». Il Gruppo Lucano di Protezione Civile rappresenta la Basilicata al Reas, il Salone Internazionale dell’Emergenza in programma dall’8 al 10 ottobre a Montichiari, in provincia di Brescia. L’organizzazione, che conta circa settemila volontari, opera tra Basilicata, Campania e Calabria e partecipa alla manifestazione con un proprio spazio espositivo dedicato alle attività, alle attrezzature, alle tecnologie e ai percorsi formativi sviluppati nell’ambito del sistema di Protezione Civile.«La capacità di affrontare un’emergenza non si costruisce quando l’emergenza si presenta, ma molto prima, attraverso la preparazione, l’organiz-

zazione e la condivisione delle competenze», dichiara il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, con delega alla Protezione Civile, Pasquale Pepe. «La presenza del Gruppo Lucano, con cui mi congratulo, a una manifestazione di rilievo nazionale è un’occasione per far conoscere il patrimonio di esperienze maturato dal nostro volontariato e, allo stesso tempo, per confrontarsi con altre realtà. La Protezione Civile è un sistema che cresce quando conoscenze, professionalità e capacità operative vengono messe in comune. È questo il valore di appuntamenti che consentono di imparare gli uni dagli altri e migliorare la risposta alle esigenze dei territori».Il Reas è uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’emergenza, al primo soccorso, all’antincendio e alla sicurezza sul lavoro. La manifestazione richiama ogni anno circa trentamila visitatori tra operatori del settore, produttori,

distributori, rappresentanti delle istituzioni e volontari delle organizzazioni impegnate nella gestione delle emergenze. Nel corso delle tre giornate, lo stand del Gruppo Lucano esporrà materiali e attrezzature, oltre alla presentazione dei moduli operativi, delle attività e delle soluzioni tecnologiche sviluppate dall’organizzazione. Particolare attenzione è riservata alla formazione e alle competenze acquisite dai volontari, che costituiscono una

componente fondamentale della capacità di intervento sul territorio. La partecipazione offre inoltre l’opportunità di approfondire esperienze e buone pratiche attraverso il confronto con istituzioni, Corpi dello Stato, enti, associazioni di volontariato e realtà produttive del settore. Uno scambio che contribuisce alla circolazione delle conoscenze e all’aggiornamento delle modalità operative nell’ambito del sistema di Protezione Civile.


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Dopo il sopralluogo sulla strada tra Maratea e Trecchina, primo confronto dei tecnici con la Provincia di Potenza. Oggi nuovi rilievi sul posto

Per la SP3 Tirrena si va verso l’intervento urgente POTENZA. Sono in corso le verifiche tecniche per individuare gli interventi urgenti necessari alla riapertura in sicurezza della strada provinciale 3 Tirrena, nel tratto tra Maratea e Trecchina chiuso al transito a seguito del distacco di materiale roccioso. Lo comunica la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata. Al sopralluogo di lunedì scorso, condotto dalla struttura commissariale di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Basilicata e dai professionisti incaricati, ha fatto seguito martedì un primo confronto con la Provincia di Potenza, ente titolare della strada, dal quale è emersa la convergenza sulla possibilità di ripristinare il transito in sicurezza, a seguito di minimali ed indispensabili lavori, nelle more de-

gli interventi strutturali. Oggi sono previsti nuovi rilievi per approfondire le ipotesi di intervento e acquisire ulteriori elementi tecnici. La consegna degli elaborati progettuali è prevista entro 20 giorni, naturalmente l’auspicio è che si faccia molto prima.Le attività danno seguito alle decisioni assunte nel tavolo di coordinamento convocato dalla Regione, con la partecipazione della Provincia di Potenza, dei Comuni di Maratea e Trecchina, della Protezione civile e degli uffici competenti. Per ridurre i tempi, la struttura commissariale ha affidato le verifiche a un consorzio di professionisti mediante l’estensione dell’incarico relativo a un altro intervento a Maratea. La proposta progettuale sarà condivisa con la Provincia di Potenza e dovrà individuare in primis le

opere necessarie al ripristino immediato del transito, dopodiché e le misure di mitigazione del rischio. Venendo al primo passo, dopo l’esame degli elaborati sarà possibile valutare i tempi dei lavori e della riapertura, al momento non ancora quantificabi-

li.Parallelamente proseguiranno gli approfondimenti sull’eventuale percorso alternativo. La Regione seguirà le successive fasi del procedimento, anche per quanto riguarda il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione degli interventi.

Al Grande Albergo di Potenza il confronto con istituzioni e parlamentari. Riconoscimenti a quattordici iscritti all’Albo da mezzo secolo

Ingegneri, la riforma guarda avanti Timbri d’oro per 50 anni di impegno

POTENZA. Il futuro delle professioni regolamentate e il riconoscimento a chi ha dedicato cinquant’anni all’ingegneria saranno al centro dell’appuntamento promosso dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Potenza. Oggi, 9 ottobre, dalle ore 16.30, il Grande Albergo ospiterà il seminario La riforma degli ordinamenti professionali italiani e la cerimonia di consegna dei Timbri d’oro. Due momenti riuniti in un programma che affianca il confronto sul ruolo delle professioni al tributo per quattordici colleghi che raggiungono il traguardo del mezzo secolo di iscrizione all’Albo. Il seminario propone una lettura della riforma che supera la dimensione interna alla categoria. Al centro ci sarà il contributo delle professioni regolamentate allo sviluppo sociale ed economico del Paese, attraverso la competenza, la responsabilità e l’autonomia di chi le esercita. L’obiettivo dell’incontro è dunque approfondire il rapporto tra ordinamenti professionali e crescita della collettività, mettendo in relazione il dibattito sulla riforma con il servizio che i professionisti rendono alla co-

munità e al territorio. A portare i saluti istituzionali saranno il presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, e il sindaco del capoluogo, Vincenzo Telesca. Il programma prevede gli interventi del presidente dell’Ordine, Michele Lapenna, del senatore Gianni Rosa e del deputato Arnaldo Lomuti. A coordinare e moderare il con-

fronto sarà Maurizio Sarli, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri. La presenza degli amministratori e dei parlamentari accompagnerà un approfondimento che pone le professioni dentro una prospettiva di interesse collettivo. La riforma sarà affrontata nel suo significato più ampio, con attenzione al valore della preparazione professionale e alla responsabilità che ne deriva. Sono questi gli

aspetti indicati dall’Ordine per un appuntamento dedicato al ruolo che competenze e autonomia possono svolgere nella crescita sociale ed economica. Accanto al seminario, uno spazio di rilievo sarà riservato ai Timbri d’oro 2026. Il riconoscimento è destinato agli ingegneri che celebrano cinquant’anni di iscrizione all’Albo e vuole rendere omaggio alla dedizione, alla competenza e all’impegno

civico maturati nel corso della loro attività. L’Ordine intende così valorizzare il servizio reso alla comunità professionale e al territorio, dando risalto a un percorso che attraversa mezzo secolo di esercizio della professione. A ricevere i Timbri d’oro saranno Francesco Paolo Bloisi, Paolo Caporilli, Cesare Cavallo, Gian Luigi D’Alessandro, Salvatore De Luca, Lucio Della Sala e Giuseppe Esposito. Il riconoscimento sarà consegnato anche ad Amilcare Guarino, Egidio Iacovino, Domenico Mannelli, Egidio Ponzo, Domenico Sacco, Saverio Scavone e Beniamino Valzer. Sono quattordici i premiati di questa edizione, accomunati dal traguardo dei cinquant’anni di iscrizione. La cerimonia sarà accompagnata da una testimonianza di vita professionale, prevista come parte del momento dedicato ai colleghi. Il racconto dell’esperienza affiancherà la consegna dei riconoscimenti, inserendosi in un pomeriggio che tiene insieme il dibattito sugli ordinamenti e la valorizzazione dell’impegno degli iscritti. La chiusura dei lavori è prevista alle ore 19.30.


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A Matera una classe di 20 partecipanti, con richieste anche da fuori regione. Megale: «Competenze e opportunità possano incontrarsi»

Sicurezza digitale, corsa al futuro 190 domande per la Mt Academy

POTENZA. Oltre 190 candidature per 20 posti: la nuova Mt Academy in Cybersecurity Analyst registra un numero di domande superiore alle attese e richiama aspiranti partecipanti anche dalle regioni limitrofe. Il percorso di alta specializzazione promosso dalla Regione Basilicata punta a formare figure professionali nella sicurezza informatica, avvicinando le competenze richieste dalle imprese alle opportunità di formazione sul territorio. Le attività si svolgeranno a Matera, nella Casa delle tecnologie emergenti, all’Hub di San Rocco. La selezione sarà curata esclusivamente da Intent e porterà alla costituzione di una classe di 20 partecipanti. La formazione tecnica sarà affidata alla stessa Intent e a Negg Group: il coinvolgimento diretto delle due società specializzate mira a mantenere un collegamento tra il percorso didattico e le necessità del mondo produttivo.

Il dato delle candidature rappresenta un primo riscontro sull’interesse per le professioni della sicurezza digitale e sulla capacità della Basilicata di intercettare nuove competenze. Un aspetto sul quale si sofferma Gabriella Megale, amministratore unico di Sviluppo Basilicata. «Il dato delle candidature ci restituisce un’indicazione importante: quando costruiamo iniziative intorno a professionalità realmente richieste dal mondo del lavoro, riuscia-

mo a generare interesse anche oltre i confini regionali», sottolinea. La presenza di candidati provenienti da altri territori amplia infatti gli obiettivi dell’iniziativa. Accanto alla possibilità di trattenere i giovani e le competenze formate in Basilicata, c’è quella di attrarre professionalità dall’esterno e di offrire prospettive a chi ha lasciato la regione. Il corso si inserisce così in un progetto che lega la specializzazione professionale alla ca-

pacità del territorio di creare occasioni di lavoro e di accogliere nuove competenze. «È un segnale che ci incoraggia perché rende più concreta l’idea alla base di Mt Academy: fare della Basilicata un luogo nel quale competenze e opportunità possano incontrarsi», afferma Megale. «Vogliamo che chi vive qui possa trovare ragioni professionali per restare, che chi è andato via possa considerare la possibilità di tornare e che anche chi proviene da altri territori possa guardare alla Basilicata come a un luogo nel quale vivere e lavorare». La sicurezza informatica costituisce una componente strategica della trasformazione digitale. Imprese e pubbliche amministrazioni devono proteggere dati, infrastrutture e servizi, prevenire vulnerabilità e affrontare minacce sempre più articolate. La disponibilità di personale qualificato diventa quindi un fattore decisivo per accompagnare l’inno-

vazione e rafforzare la competitività del sistema produttivo. Su questi fabbisogni si basa il modello dell’Academy, costruito in relazione alle richieste del mercato del lavoro. «In settori come la cybersecurity, poter contare su professionalità qualificate significa inoltre offrire alle nostre imprese ed alla pubblica amministrazione strumenti per affrontare con maggiore solidità la trasformazione digitale e contribuire a creare un contesto più attrattivo anche per nuovi investimenti», aggiunge l’amministratore unico di Sviluppo Basilicata. Il percorso di Matera rientra nelle iniziative regionali dedicate allo sviluppo delle competenze digitali e al rafforzamento del rapporto tra formazione e sistema produttivo. L’obiettivo è creare professionalità qualificate e nuove opportunità occupazionali, rendendo nello stesso tempo la Basilicata più competitiva sul fronte dell’innovazione.

Caccavale conferma alla docente anche la delega alla Didattica: «Una scelta fondata sull’esperienza e sulla conoscenza dell’Ateneo»

Unibas, Patrizia Falabella è prorettrice vicaria POTENZA. Patrizia Falabella è la nuova prorettrice vicaria dell’Università degli studi della Basilicata. Il rettore Fabrizio Caccavale le ha affidato l’incarico, confermandole anche la delega alla Didattica, già ricoperta dal 2018 al 2026 nel corso di due mandati rettorali. Professoressa ordinaria di Entomologia generale e applicata, Falabella porta nel nuovo ruolo l’esperienza maturata nell’organizzazione e nel coordinamento delle attività didattiche e formative dell’Ateneo. «Accolgo questo incarico con entusiasmo, ma soprattutto con un forte senso di responsabilità», dichiara la docente, esprimendo gratitudine al rettore per la fiducia. «Continuerò a mettere a disposizione dell’Ateneo il mio impegno, la mia esperienza e la disponibilità all’ascolto, nella convinzione che dialogo, collaborazione e attenzione alle persone siano essenziali per costruire insieme un’Università sempre più aperta, inclusiva e capace di guardare al futuro». La nomina valorizza un percorso che intreccia attività scientifica, formazione e governo dell’Uni-

versità. Laureata con lode in Scienze delle preparazioni alimentari e dottoressa di ricerca in Biologia applicata, Falabella ha sviluppato la propria ricerca nel campo delle biotecnologie entomologiche. Durante la carriera ha svolto attività come ricercatrice ospite nel Dipartimento di Entomologia dell’Università della Georgia, ad Athens, negli Stati Uniti. È autrice di oltre 150 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e ha partecipato e coordinato numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali. Dal 2023 è presente nella World’s Top 2% Scientists, la classifica elaborata dalla Stanford University. È inoltre componente dell’Associazione italiana scienziati e del Consiglio scientifico del Dipartimento di Scienze bioagroalimentari del Cnr, nonché associata all’Istituto di Scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino. Nel Dipartimento di Scienze di base e applicate coordina i corsi di dottorato di ricerca dal trentatreesimo ciclo. È anche coordinatrice del master di primo livel-

lo Valoribio, dedicato alla valorizzazione delle biomasse di scarto attraverso la bioconversione in prodotti di pregio e alle loro applicazioni industriali. Per Caccavale, la scelta poggia «sulla sua solida esperienza istituzionale, sulla profonda conoscenza del nostro Ateneo e sulla competenza dimostrata negli anni». Il rettore sottolinea anche il valore dell’attività già svolta dalla docente: «Il lavoro svolto con la delega alla Didattica, che ho voluto confermarle, costituisce

un patrimonio importante per l’Università». La conferma della delega accompagna dunque l’assunzione delle nuove responsabilità nella governance dell’Unibas. «Sono certo che, nel nuovo ruolo, saprà offrire un contributo significativo all’azione di governo dell’Ateneo: affrontiamo una fase determinante per il futuro dell’Unibas e intendiamo rafforzare il ruolo dell’Università come punto di riferimento per il territorio», conclude Caccavale.


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OLTRE IL GIARDINO Monsignor Ambarus affronta spopolamento e futuro delle comunità, a Pisticci cresce la mobilitazione per la pista Mattei

Aree interne, aeroporto di Pisticci e Comics O

DI ANNA TAMMARIELLO

spite di Oltre il giardino, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, Monsignor Benoni Ambarus, Arcivescovo di Matera-Irsina, che ha affrontato, nel corso dell’intervista, il tema delle aree interne, dello spopolamento e del ruolo della Chiesa nelle comunità del Mezzogiorno. Monsignor Ambarus ha ricordato il percorso avviato dai vescovi italiani sul tema delle aree interne, partito da una riflessione pastorale e arrivato a un più ampio confronto sociale e politico. «Lo spopolamento, la migrazione e le difficoltà delle comunità – ha spiegato – richiedono un approccio capace di mettere insieme Chiesa, istituzioni, associazioni ed enti del Terzo settore. L’obiettivo è individuare piccole luci e buone pratiche da conoscere e replicare, perché il discorso delle aree interne è molto complesso». Guardando alla Basilicata, Ambarus ha sottolineato la necessità di mettere a sistema le tante risorse del territorio, dal turismo naturalistico a quello religioso. Ha citato l’esperienza di Aliano e La Luna e i Calanchi, con le sue 20-25 mila presenze in una settimana. Secondo l’Arcivescovo serve quindi una strategia più ampia: «Manca mettere a sistema i possibili itinerari turistici, i possibili itinerari naturalistici». Particolarmente significativa la sua riflessione sui Calanchi, che potrebbero diventare luoghi di esperienza e non soltanto paesaggi da osservare: «Bisogna andare nei Calanchi come se fossero il deserto e proporre esperienze di deserto autentico». Un modello da sviluppare soprattutto in primavera e nei periodi più miti, insieme a itinerari di turismo religioso e culturale. Nel corso dell’intervista, Ambarus ha parlato anche delle guerre: «Non siamo più nemmeno indignati che nel 2026 sia la guerra la padrona degli argomenti, dei timori e anche delle condizioni economiche». E ha aggiunto: «La guerra è folle, è assurda, è disumana e soprattutto significa abdicazione della civiltà dell’umano». Infine, interrogato sulla spiritualità lucana, ha ammesso con grande franchezza: «Non penso

_ Monsignor Benomi Ambarus

_ Nicola Manzi

_ Maria Teresa Romeo

_ Giuseppe Corrado

di avere ancora afferrato l’animo lucano». Una realtà che definisce «complessa, variegata e diversificata», ricca di fede popolare, spiritualità e ricerca religiosa. «Ho aperto tante porte, ma ancora -ha conclusoil portone lo sto cercando». CRISTO SI FERMERÀ A PISTICCI A PRENDERE L’AEREO? La puntata di Oltre il Giardino è poi proseguita concentrandosi sulla questione dell’aviosuperficie di Pisticci. Ospiti Maria Teresa Romeo, Presidente della Pro Loco di Pisticci e Giuseppe Corrado, della Consulta giovanile di Pisticci. Entrambi hanno presentato l’assemblea pubblica, in programma sabato a Pisticci, dedicata al futuro della pista Mattei e alle prospettive di sviluppo dello scalo.«Le Pro Loco sono le sentinelle della comunità e abbiamo sentito il dovere di organizzare questa conferenza», ha spiegato Maria Teresa Romeo, sottolineando l’importanza di comprendere come procederà il bando e quali saranno i prossimi passaggi. «Quando si parla di una struttura strategica come la pista Mattei non si può decidere a forza di fatti. Ho voluto riunire i sindaci di Basilicata, Puglia e Calabria perché questo aeroporto non riguarda solo Pisticci, ma serve a tutto il bacino in-

terregionale».Per la presidente della Pro Loco è arrivato il momento di «fare sistema e chiedere garanzie e trasparenza, attraverso un tavolo di controllo». L’obiettivo è capire se la pista potrà compiere quel salto di qualità necessario al territorio, arrivando anche a un possibile utilizzo commerciale. «Con l’agricoltura della Val Basento abbiamo bisogno di cargo commerciale. Dobbiamo comprendere se ci sarà questo salto di qualità oppure no».Anche i giovani della Consulta di Pisticci guardano all’aeroporto come a una questione strategica. «Pisticci e la Basilicata devono essere collegate al resto d’Europa», ha affermato Giuseppe Corrado. «Siamo una generazione molto dinamica, la generazione Erasmus, la generazione europea», ma per muoversi oggi i giovani devono spesso fare i conti con «reti molto obsolete, molto lente, poco agevoli». Secondo Corrado, un aeroporto potrebbe inoltre favorire il turismo e grandi eventi, aumentando la capacità del territorio di accogliere visitatori. «La Consulta -ha spiegato- non concede però carta bianca alla politica. Abbiamo bisogno di prove tangibili, concrete, del fatto che le amministrazioni e gli altri attori in campo giochino dalla stessa parte». L’as-

semblea si terrà sabato, alle ore 17:00, nella sala consiliare di Pisticci. Sono attesi numerosi sindaci e rappresentanti istituzionali, imprenditori e tecnici. Romeo chiede infine un cronoprogramma e un confronto permanente tra Regione, Comuni e Consorzio: «Vorremmo aprire un tavolo dove si possa seguire passo per passo il lavoro. Perché -conclude- questa è una vertenza di tutta la Basilicata». A POTENZA L’INVASIONE DEL COMICS L’ultimo blocco della puntata ha raccontato il ritorno del Comics a Potenza, appuntamento ormai consolidato dedicato a fumetti, videogiochi, musica, cinema, cosplay e cultura pop. Ospite della trasmissione, Nicola Manzi, vicepresidente di Nerdworks APS, che ha raccontato la crescita della manifestazione, che nella scorsa edizione ha registrato «circa 30 mila frequentanti nei tre giorni», con numerose presenze anche da fuori regione.«Siamo partiti come un piccolo gruppo di appassionati, adesso siamo una vera associazione, un ente del Terzo settore», ha spiegato Manzi. Quest’anno il Comics rende omaggio ad Andrea Pazienza, nel settantesimo anniversario della nascita: «Ci abbiamo tenuto ad avere qualcosa che potesse ri-

chiamare la sua memoria, che è molto viva, anche come impatto nelle nuove generazioni». Sarà allestita anche una mostra dedicata ai vinili illustrati dall’artista.Grande spazio alla cultura punk, con ospiti come Eva Poles dei Prozac+ e Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. «Il punk è un’attitudine, è un linguaggio, è una cultura», ha sottolineato Manzi, spiegando la volontà di legare quella «rottura creativa» al mondo del fumetto.Il programma propone circa 70 eventi e oltre 20 attività continuative. Tra le iniziative anche Dalla Terra alla Luna, dedicata a Rocco Petrone, con un percorso scientifico nel centro storico, oltre a workshop di stop motion e manga, musica dal vivo, mostre, videogiochi, escape room e incontri con importanti autori italiani e internazionali.Centrale anche il cosplay, definito da Manzi «una componente artistica della nostra manifestazione»: «Il cosplayer dedica la propria persona alla performance», attraverso creatività, costumi e scenografie.L’appuntamento è per il 9, 10 e 11 ottobre in via Pretoria. «L’obiettivo che abbiamo è di farvi divertire sempre. Ci sono tante cose da fare, anche al chiuso: speriamo che splenda il sole, ma anche senza di lui, il Comics trionferà».


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Dopo l’arresto dell’imprenditore, i lavoratori: «Il nostro unico interesse è continuare a lavorare con serenità»

Lavello, i dipendenti della Sg precisano: «Mai subito condizionamenti da Liseno»

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ra lo scorso 25 settembre quando Antonio Liseno , imprenditore di Lavello, veniva posto agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso. Secondo le indagini della Dda, le condotte di Liseno erano finalizzate a condizionare l'operato della SG srl. e dei suoi dipendenti, oggi i dipendenti della Sg srl ritengono opportuno chiarire alcuni «aspetti che riguardano direttamente il nostro lavoro e la nostra esperienza quotidiana all'interno della società». «È stata prospettata una ricostruzione secondo la quale sarebbero state poste in essere condotte finalizzate a condizionare i dipendenti e ad interferire con il regolare svolgimento dell'attività della società sottoposta ad amministrazione giudiziaria. - af-

tipo mafioso braccialetto elettronico. Accusato di associazione per delinquere di LAVELLO Dopo 5 mesi di libertà, l’imprenditore va ai domiciliari con

Liseno arrestato di nuovo, la DDA accende i riflettori sui suoi affari

fermano in una nota i dipendenti - Sentiamo quindi il dovere di affermare con assoluta chiarezza che questa ricostruzione non corrisponde a ciò che abbiamo vissuto e conosciuto direttamente come lavoratori di SG S.r.l.» «Mai ci sono stati impar-

o la adottato anche in conside- dale. In quel period tato e il razione dei reiterati com- proprie tà, l'impu o già portamenti posti in essere management avevan Tribunadall'imputato anche dopo avviato presso il ure di la revoca della precedente le di Milano proced tivo falmisura , interve nuta nel- concordato preven za di l'aprile 2026. Secondo la liment are, in presen o e prospettazione accolta dal gravi perdite di bilanci ttive Tribun ale, tali condot te dell'assenza di prospe ico». erano finalizzate a condi- di recupero econom delle inzionare l'operato della SG La prosecuzione l'eseS.p.A. e dei suoi dipen- dagini, anche dopo caudenti, nonostante la socie- cuzione delle misureemertà fosse sottoposta all'am- telari, avrebbe fatto inveministrazione giudiziaria gere ulteriori ipotesigiorni disposta dal GIP, compro- stigati ve che, nei appromettendone l'attività eco- scorsi, sono state mirate nomic a e la regola re ge- fondite median te liari e stione. - si legge nella no- perquisizioni domici f

titi ordini, direttive o indicazioni da Antonio Liseno, né ci è mai stato chiesto di ostacolare, rallentare o in qualsiasi modo compromettere la corretta gestione e il regolare svolgimento dell'attività aziendale. - continuano - Abbiamo continuato a svol-

gere le nostre mansioni, anche durante una fase aziendale e giudiziaria particolarmente complessa, con professionalità e correttezza, cercando di garantire, per quanto di nostra competenza, la continuità e il regolare svolgimento dell'attività lavo-

rativa». «Per questo motivo non possiamo riconoscerci nelle ricostruzioni giornalistiche che descrivono i dipendenti come destinatari di condizionamenti da parte di Liseno o come soggetti attraverso i quali sarebbe stata perseguita una finalità di ostacolo alla corretta gestione della società. - ribadiscono - Si tratta di una rappresentazione che non corrisponde alla nostra esperienza diretta e che riteniamo doveroso contestare con fermezza». «Il nostro unico interesse è continuare a svolgere il nostro lavoro con serenità, professionalità e nel rispetto delle regole, tutelando la dignità di noi lavoratori e la realtà di una società nella quale continuiamo quotidianamente a prestare la nostra attività» concludono i dipendenti della Sg.

Definitiva la sentenza del Tribunale di Potenza che riconosce l’origine professionale della malattia e condanna l’ente a risarcire la vedova

Il marito muore di mesotelioma, lei continua la sua battaglia contro l’INAIL: «Dopo dieci anni arriva la giustizia»

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ieci anni di battaglia di una vedova di un lavoratore lucano per ottenere il riconoscimento della malattia professionale del marito, morto nel 2018 per mesotelioma pleurico dopo una lunga esposizione all’amianto tra le fonderie FIAT di Mirafiori e il trasporto dei materiali prodotti dalla Fibronit di Bari. «È definitiva la sentenza del Tribunale di Potenza che ha dato ragione alla donna, riconoscendo che il tumore che lo ha portato alla morte era legato all’amianto respirato durante la sua vita lavorativa, e condannando l’INAIL a corrispondere le somme maturate durante la malattia, che ammontano a circa 150 mila euro (stime ONA), e alla vedova una rendita ai superstiti di circa 1.500 euro al mese, oltre alle maggiorazioni previste dal Fondo Vittime dell’amianto» si legge in una nota diramata dall’Osservatorio nazionale amianto. «Una battaglia cominciata dallo stesso lavoratore nel 2016, quando gli venne diagnosticato il mesotelioma, e proseguita dalla moglie dopo la sua morte, avvenuta nel 2018. Per due volte l’INAIL aveva respinto la richiesta perché riteneva insufficiente la documentazione prodotta: la prima quando l’uomo era ancora in vita e la seconda, nel 2019, quando a portare avanti la sua battaglia era ormai la vedova. Nel 2021 la donna, originaria di Marsico Nuovo e oggi residente a Marsicovetere (Pz), assistita dall’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto,

ha deciso di rivolgersi al Tribunale. Dietro la sentenza c’è una vita di lavoro cominciata molto presto. Nato a Calvello, in provincia di Potenza, l’uomo aveva appena 17 anni quando iniziò a lavorare come operaio nelle fonderie dello stabilimento FIAT di Mirafiori, a Torino. Successivamente passò al settore dei trasporti e, come autista per una società di Bari, si occupò anche della movimentazione dei materiali in amianto prodotti dalla Fibronit. La sua storia lavorativa proseguì presso la cementifera S.A.M.I. di Bari, dove continuò a occuparsi del carico e dello scarico di materiali in amianto» racconta la nota. «Per il Tribunale il quadro emerso è chiaro: per oltre sedici anni l’uomo ha lavorato a contatto con il cancerogeno. Le testimonianze e gli accertamenti svolti durante il processo hanno confermato la lunga esposizione e il legame tra quelle fibre respirate sul lavoro e il mesotelioma che, molti anni dopo, lo avrebbe portato alla morte. Quando nel 2016 arrivò la diagnosi, la malattia era già grave. L’uomo morì nel giugno 2018 senza riuscire a vedere riconosciuta l’origine professionale della propria malattia. Da quel momento è stata sua moglie a non lasciare cadere quella battaglia. Ha continuato a chiedere il riconoscimento che il marito aveva cercato in vita, trasformando un percorso iniziato insieme in una battaglia di memoria e di giustizia» sottolinea l’Ona. «La giustizia è arrivata, anche se dopo dieci

anni, perché una vedova ha trovato la forza di portare avanti da sola la battaglia iniziata insieme a suo marito. Una sentenza che restituisce alla donna un diritto e, insieme, rende giustizia alla sua memoria – dichiara Bonanni –. È inaccettabile che al dolore per la perdita si aggiunga il peso di anni trascorsi a dimostrare ciò che avrebbe dovuto essere riconosciuto molto prima. La tutela delle vittime dell’amianto deve essere concreta e tempestiva, perché dietro ogni pratica ci sono persone, famiglie e vite che non possono aspettare».


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Dopo le minacce e l’aggressione denunciata dal giornalista: «Stiamo aspettando che ci scappi il morto?»

Bolognetti in sciopero della fame «Non rinuncerò alla mia libertà»

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DI ROSAMARIA MOLLICA

iprende l’azione non violenta di Maurizio Bolognetti a tutela della libertà di stampa, del diritto di cronaca e di critica e del diritto all’informazione. Il giornalista freelance e segretario dell’associazione Radicali Lucani è in sciopero della fame dalle 23:59 del 5 ottobre. Un’azione intrapresa per chiedere «anche attraverso questa forma di dialogo, a chi può e a chi deve

di rispettare e onorare le istituzioni che rappresenta. É fame di democrazia, è fame di verità, è fame di giustizia. Libertà di stampa, diritto di cronaca e di critica. Rispetto di un Ente Pubblico qual è il Consiglio Odg Basilicata, rispetto della legge che nel 1963 ha istituito l'Ordine dei giornalisti», così come afferma lo stesso Bolognetti. Dopo settimane segnate da un duro intervento sul tema della libertà di stampa e del ruolo dell’Ordine dei

giornalisti della Basilicata, dopo la mancata solidarietà pubblica della presidente dell’Ordine dei giornalisti Sissi Ruggi per le minacce ricevute durante lo svolgimento della sua attività giornalistica, dopo un digiuno intrapreso il 27 agosto e sospeso lo scorso 9 settembre per onorare l’invito dei giornalisti componenti del Consiglio direttivo dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata Inciso, Martemucci, Pace e Restaino che attraverso un duro intervento hanno espresso solidarietà a Bolognetti e “denunciato” quanto la situazione fosse imbarazzante esprimendo forti perplessità sulla gestione della vicenda da parte dell’Ordine, Maurizio Bolognetti si trova ora a dover affrontare anche «minacce di morte reiterate e aggravate» da un uomo che pare essere stato aizzato. «Caricato a molla contro di me» dice Bolognetti. Dopo gli episodi avvenuti il 30 settembre e il 2 ottobre, quando racconta di aver ricevuto minacce di morte sotto la propria abitazione, il 6 ottobre un uomo lo ha nuovamente raggiunto e aggredito: «Questa volta le minacce gravi, gravissime, sono state ac-

compagnate da multiple aggressioni, tra cui il tentativo di colpirmi al volto con un bastone di legno appuntito. Tentativo che si è risolto con una lesione al polso con il quale ho tentato di parare il colpo» racconta Bolognetti. «Stiamo aspettando che ci scappi il morto? Come ha fatto ad arrivare il 2 ottobre sotto la mia abitazione, persa in un dedalo di vicoli del centro storico di Latronico, e a minacciarmi, tra l'altro, di incendiarmi casa? Perché il sindaco di Latronico tace da otto giorni? C'è un nesso tra i servizi che ho realizzato nell'ultimo anno e questo assurdo accanimento?» sono solo alcune delle domande che il giornalista si pone da giorni e alle quali dovranno rispondere eventualmente le autorità competenti sulla base degli accertamenti. «È accettabile il velo di silenzio e di omertà quasi generalizzato che è calato su questa brutta storia? A mio avviso, questo galantuomo deve essere messo in condizione di non nuocere. Non sono disposto a rinunciare alla mia libertà perché c'è uno che mi minaccia di morte. É chiaro a tutti che dopo l'aggressione sotto casa è in peri-

colo anche la mia famiglia e la sua serenità?» conclude Bolognetti. In tutta questa storia, il punto sollevato è soltanto uno: un giornalista può essere criticato per i propri metodi, per il tono delle domande o per i contenuti delle proprie inchieste, ma il diritto di cronaca e di critica non dovrebbe trasformarsi in una condizione di solitudine quando arrivano intimidazioni o minacce. Ed è proprio su questo terreno che la vicenda potrebbe spostarsi dal confronto locale a quello nazionale perchè la richiesta di Bolognetti è infatti rivolta al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e, più in generale, a tutti coloro che ritengono che libertà di stampa e diritto dei cittadini alla conoscenza siano elementi essenziali di una democrazia. Intanto in queste ore tanti sono gli attestati di solidarietà che giungono a Maurizio Bolognetti sia sulle sue pagine social che privatamente. Uno più di tutti, forse meriterebbe una seria e profonda riflessione: «Vorrebbero metterti il bavaglio ed anche con una certa violenza! Non è questo il modo di fermare il giornalismo d'inchiesta».


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La Lucana Film Commission porta Tognazzi e Izzo nelle sale di Potenza e Latronico. Masterclass al Flacco tra cinema e memoria

Francesca e Giovanni, tra amore e mafia Falcone e Morvillo sul grande schermo

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icky Tognazzi e Simona Izzo arrivano in Basilicata per presentare Francesca e Giovanni – Una storia d’amore e di mafia, dedicato al legame e al percorso umano e professionale di Falcone e Morvillo. L’iniziativa rientra in “Meet Us at Cinema”, il programma della Lucana Film Commission per sostenere le sale lucane e favorire l’incontro tra pubblico e autori.Il primo appuntamento è questa sera alle 21 al cineteatro Don Bosco di Potenza, con un incontro con i registi dopo la proiezione. Domani mattina, 10 ottobre, Tognazzi e Izzo terranno una masterclass al liceo classico Q. Orazio Flacco sul rapporto tra cinema, storia e memoria. Alle 19 saranno al cinema Nuova Italia di Latronico per la proiezione e

il confronto con gli spettatori.Ambientato nella Palermo della fine degli anni Settanta, il film parte dal lavoro di Francesca Morvillo come sostituto procuratore al tribunale dei minori e dall’incontro con Falcone. La loro relazione si intreccia con l’impegno per la giustizia, mentre sullo sfondo cresce la violenza mafiosa.«Poter riportare in sala un’opera scritta e diretta a quattro mani da Simona Izzo e Ricky Tognazzi significa, per la Lucana Film Commission, anche ribadire l’impegno che il cinema assume nei confronti del proprio pubblico. Raccontare in un film la storia di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, due magistrati che hanno contribuito, anche pagando con la vita, a cambiare la storia del nostro Paese, significa man-

tenere viva la memoria collettiva», dichiara Romaniello, presidente della Lucana Film Commission.«Ci auguriamo di ritrovare, nelle sale in cui accompagneremo il film, anche un pubblico giovane, che non ha vissuto direttamente gli anni del pool antimafia e che, attraverso questa storia, possa avvicinarsi a una pagina fondamentale della storia italiana e del Mezzogiorno», prosegue.«La presenza di due tra i più noti e amati registi e attori come Izzo e Tognazzi contribuirà inoltre alla nostra attività di riavvicinamento degli spettatori alla sala cinematografica. Incontrare gli autori, condividere con loro il racconto e vivere insieme l’esperienza della visione significa riscoprire la magia del cinema sul grande schermo».

A Milano otto artisti internazionali raccontano identità, metamorfosi e disumanizzazione nell’era dell’intelligenza artificiale, tra questi il lucano Giordano

Synthetic Bodies, quando il corpo smette di essere umano

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DI A NNA TAMMARIELLO

he cosa resta dell’umano quando il corpo può essere riscritto, deformato e reinventato dall’intelligenza artificiale? È questa la domanda, inquietante e attualissima, al centro di “Synthetic Bodies”, la mostra a cura di Chiara Canali attualmente in corso negli spazi di The Bridge a Milano, dove resterà aperta fino a domani, 10 ottobre. L’esposizione, inserita nel programma di AI.motion 2026, il festival italiano dedicato al cinema e all’audiovisivo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, mette a confronto otto artisti internazionali — Boris Eldagsen, Hariel, Kamilia Kard, Andrea Meregalli, Eleonora Roaro, Vandalo Ruins, Andrew e tra questi anche Silvio Giordano — chiamati a interrogarsi su una delle trasformazioni più radicali del nostro tempo: quella del corpo nell’epoca della simulazione digitale. Oggi, venerdì 9 ottobre, dalle 18 alle 20, è previsto il vernissage, un’occasione per incontrare gli artisti e immergersi in un percorso che mette in discussione i confini tra reale e artificiale, umano e non umano, identità e costruzione digitale. Tra le opere in mostra spicca “The Children of Thulsa Doom” di Silvio

Giordano, artista da tempo impegnato in una ricerca sul rapporto tra tecnologia, identità e trasformazione del corpo. Qui l’intelligenza artificiale non serve semplicemente a creare immagini spettacolari: diventa uno specchio, forse persino un avvertimento. I volti e i corpi umani assumono sembianze rettiliane, la pelle cambia, l’identità si dissolve. Il riferimento è a Thulsa Doom, il celebre antagonista di Conan il barbaro, legato alla stirpe degli uomini-serpente. Ma il vero mostro evocato da Giordano non è una creatura fantastica. È l’uomo stesso. Il serpente diventa infatti la metafora di una progressiva perdita dell’umanità, del calore e soprattutto della capacità di riconoscere l’altro. In un mondo segnato da guerre, genocidi e violenza, la domanda dell’artista diventa allora particolarmente scomoda: il mostro è davvero ciò che appare diverso da noi, oppure è l’essere umano quando smette di provare empatia? È questo il cuore della ricerca di Giordano sul New Digital Humanism: utilizzare l’intelligenza artificiale non soltanto come strumento per produrre nuove immagini, ma come dispositivo critico per osservare ciò che siamo, ciò che stiamo diventando e ciò che potremmo perdere. «L’intelligenza artificiale non

_ Silvio Giordano

immagina il mostro del futuro. Ci permette di vedere il mostro che rischiamo di essere già diventati» spiega Giordano. Synthetic Bodies si muove proprio su questa soglia: quella in cui la tecnologia promette di ampliare le possibilità del corpo, mentre allo stesso tempo ci costringe a ridefinire cosa significhi essere umani. Le opere in mostra non offrono risposte rassicuranti, ma costruiscono un territorio ambiguo fatto di corpi sintetici, identità mobili e nuove forme di esistenza. Un percorso che invita il pubblico a guardare l’intelligenza artificiale non soltanto come

_ “The Children of Thulsa Doom”

una tecnologia del futuro, ma come uno specchio del presente. La mostra si conclude domani, sabato 10 ottobre. Alle 16.30, Chiara Canali presenterà inoltre il volume “Professione Digital Art Curator. Dalla New Media Art all’Intelligenza Artificiale”, pubblicato da Jaca Book nel 2026, che comprende anche un intervento dedicato all’intelligenza artificiale. Alla mostra “Synthetic Bodies”, dunque, il corpo non è più soltanto ciò che vediamo. È una domanda aperta: quanto possiamo trasformarlo prima di smettere di riconoscerci?


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Domenica 11 ottobre appuntamenti a Lavello, Potenza e Tito Scalo: esercitazioni gratuite per affrontare le emergenze pediatriche

Salvare un bimbo, si può imparare In piazza con gli istruttori Simeup

POTENZA. Domenica 11 ottobre 2026 torna in tutta Italia “Una Manovra per la Vita”, l’iniziativa nazionale promossa dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) per insegnare ai cittadini come si può salvare la vita a un bambino, attraverso gesti che tutti possono imparare. Oltre 90 piazze italiane e circa 1.000 istruttori Simeup accoglieranno genitori, nonni, insegnanti, ragazzi, mostrando come intervenire in caso di ostruzione delle vie aeree e arresto cardiaco e guidandoli nelle esercitazioni pratiche. La scelta di andare in piazza nasce proprio dalla volontà di raggiungere anche chi non ha mai frequentato un corso e di offrire a tutti la possibilità di imparare gratuitamente. Ogni cittadino che impara le manovre corrette può essere di aiuto a un bambino, in famiglia, a scuola o in qualsiasi luogo si ve-

rifichi un’emergenza. Per questo SIMEUP porta la formazione fuori dagli ospedali e incontra le comunità, da Nord a Sud. Sapere cosa fare nei primi minuti può fare la differenza tra la vita e la morte. In Basilicata, “Una Manovra per la Vita 2026” fa

tappa l’11 ottobre a Lavello, in piazza del Sacro Cuore, dalle 9 alle 13; a Potenza, al Bar Parco Mondo, in via Adriatico, dalle 9.30 alle 14; a Tito Scalo, in provincia di Potenza, nel centro commerciale Polo Acquisti Lucania, dalle 16.30 alle 19.30. L’edizione 2026 ha rice-

vuto la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. «Questo riconoscimento è motivo di profondo orgoglio per la nostra Società, premia il valore sociale di “Una Manovra per la Vita” e un impegno costruito negli anni - dichiara Vincenzo Tipo, Presidente nazionale Simeup Questa medaglia appartiene a tutti i nostri istruttori, ai volontari e ai referenti che rendono possibile la manifestazione. Domenica saremo nelle piazze per insegnare come salvare un bambino. Vogliamo che queste conoscenze entrino nelle case e nelle scuole e che sempre più cittadini siano pronti a intervenire. In un’emergenza non basta voler aiutare: bisogna sapere cosa fare. Pochi gesti corretti possono cambiare il destino di un bambino». L’ostruzione delle vie aeree può verificarsi improvvisamente a casa, a scuola, al ristorante o du-

rante un momento di gioco. È proprio nei primi istanti che chi si trova accanto al bambino può avere un ruolo decisivo. Per questo SIMEUP punta da anni sulla formazione della popolazione, trasformando le piazze in grandi luoghi di apprendimento e prevenzione. «Il nostro impegno è raggiungere il maggior numero possibile di persone e dare a ciascuna la possibilità di provare le manovre con la guida di un istruttore - sottolinea Francesca D’Aiuto, referente nazionale Simeup dell’iniziativa - Invitiamo le famiglie a fermarsi, fare domande e mettersi alla prova: anche chi non ha alcuna esperienza può iniziare a imparare. Dietro questa giornata c’è il lavoro di tanti gruppi locali, uniti dalla volontà di diffondere il primo soccorso pediatrico il più possibile. Davanti a un’emergenza non si può improvvisare. Ma si può imparare».

La Garante Silletti sollecita sostegni economici, percorsi di accreditamento più chiari e maggiori servizi sanitari nelle strutture

Anziani, rette fino a 2.400 euro: famiglie in affanno

POTENZA. L’Ufficio del Garante regionale ha dedicato in questi mesi attenzione costante alla tutela delle persone anziane grazie a un lavoro di presenza sul territorio, ascolto e confronto istituzionale, approfondendo bisogni e criticità del sistema assistenziale. Sono state costanti e continue le visite di Tiziana Silletti, Garante regionale per il diritto alla salute e le persone anziane, nelle Rsa e nelle case di riposo della Basilicata, come anche gli incontri con anziani, familiari, operatori e responsabili delle strutture, le interlocuzioni con gli enti regionali, il Dipartimento Welfare, le aziende sanitarie e le associazioni che le hanno consentito di approfondire bisogni e criticità del sistema assistenziale regionale. «Entrare nelle strutture, incontrare gli anziani e parlare con le loro famiglie significa toccare con mano difficoltà che incidono concretamente sulla vita quotidiana delle persone. Dietro ogni segnalazione ci sono una storia, una fragilità e famiglie che spesso sostengono un carico assistenziale ed economico molto pesante e che non devono essere lasciate sole», dichiara la Garante regionale Tiziana Silletti, che continua:

«Tra le criticità emerse assume particolare rilievo la situazione delle strutture residenziali per anziani, che coinvolgono oltre 90 realtà lucane, circa 4.000 persone, in larga parte non autosufficienti, e circa 2.000 operatori. Uno degli aspetti più delicati riguarda il peso delle rette sulle famiglie, che in alcuni casi possono superare i 2.400 euro mensili, insieme alla necessità di giungere a un quadro più chiaro e definito sul percorso di accreditamento delle strutture». «Alle difficoltà economiche – sottolinea Silletti – si aggiungono quelle legate all’assistenza. È emersa la necessità di rafforzare le visite specialistiche, in particolare neurologiche e fisiatriche, direttamente nelle strutture, potenziare la riabilitazione cognitiva e funzionale e garantire presidi igienico-sanitari adeguati agli effettivi bisogni. È stata inoltre rappresentata l’esigenza di semplificare gli adempimenti ripetitivi per le persone con patologie croniche accertate e non reversibili». «Particolarmente delicata è la condizione delle persone con demenza e Alzheimer e delle loro famiglie, soprattutto nei momenti di accesso al pronto soccorso e di ricovero. Per queste situazioni

l’Ufficio ritiene importante favorire, quando possibile, la presenza di un familiare o accompagnatore e promuovere modalità di assistenza omogenee sul territorio regionale. Su queste criticità – precisa Tiziana Silletti – continueremo il confronto con le istituzioni competenti. Le priorità sono la definizione dei percorsi di accreditamento, la valutazione di forme di sostegno alle famiglie per le rette e il rafforzamento dell’assistenza sanitaria e riabilitativa. Le difficoltà raccolte attraverso l’ascolto non possono rimanere soltanto segnalazioni: devono diventare il punto di partenza per costruire risposte con-

crete, a tutela della dignità e della qualità della vita delle persone anziane». «Prendersi cura delle persone anziane – conclude la Garante regionale Silletti – significa prendersi cura della parte più fragile della nostra comunità, ma anche riconoscere il valore delle loro vite e di ciò che hanno costruito. Nessuna famiglia dovrebbe sentirsi sola di fronte alla non autosufficienza, alla malattia o alla difficoltà di sostenere un percorso assistenziale. È su questa responsabilità condivisa che dobbiamo continuare a lavorare, con ascolto, concretezza e collaborazione istituzionale».


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L’assessore alla Salute esclude responsabilità della Basilicata e ribadisce l’impegno per la continuità delle cure e il rafforzamento dei presidi regionali

Miulli, stop ai ricoveri dei pazienti lucani Latronico: «Scelte autonome della Puglia»

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opo le polemiche sul blocco dei ricoveri per interventi chirurgici programmati dei pazienti lucani al Miulli di Acquaviva delle Fonti, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, chiarisce il rapporto tra Basilicata e Puglia e i relativi tetti di spesa. Il caso era stato sollevato dal capogruppo di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello, che aveva contestato l’efficacia dell’accordo sulla mobilità sanitaria.«L’Ospedale Miulli – precisa Latronico – è una struttura sanitaria privata pugliese che riceve dalla Regione Puglia un budget annuale limitato per le prestazioni destinate sia ai pazienti pugliesi che a quelli provenienti da fuori regione, esattamente come

avviene per tutte le altre strutture private accreditate. L’accordo di confine siglato tra Basilicata e Puglia riguarda l’intera rete ospedaliera e ambulatoriale, sia pubblica che privata: si tratta di uno strumento previsto dalle norme nazionali che serve a programmare in modo ordinato flussi finanziari, volumi di attività e percorsi di cura. Il fatto che il Miulli abbia raggiunto il proprio tetto di spesa – aggiunge l’assessore – non dipende in alcun modo dall’accordo di mobilità, ma rientra nelle scelte autonome di programmazione compiute dalla Regione Puglia».L’assessore esclude quindi responsabilità della Basilicata nella sospensione delle prestazioni.«L’inserimento degli

interventi ad alta complessità all’interno del tetto di spesa risponde a precise direttive ministeriali ed è soggetto ai controlli dei ministeri vigilanti. Il blocco temporaneo di alcune prestazioni programmabili da parte del Miulli – sottolinea Latronico – si ripete purtroppo ogni anno e rappresenta un problema da affrontare, ma non è certo riconducibile a decisioni o ad atti della Regione Basilicata».Quanto alle richieste di ulteriori risorse per le cure fuori regione, Latronico richiama l’obiettivo di rafforzare la sanità lucana.«Trovo contraddittorio – prosegue Latronico – proporre da un lato di aumentare le risorse per far curare i cittadini fuori regione e dall’altro chiedere di ridurre la

mobilità passiva. Se vogliamo davvero rafforzare la sanità lucana dobbiamo garantire la continuità delle cure ai pazienti già presi in carico, ma allo stesso tempo continuare a investire con forza sulle nostre strutture. È la strada – conclude l’assessore – che

stiamo già percorrendo, ad esempio sul “Madonna delle Grazie” di Matera e sugli altri presidi regionali, attraverso l’assunzione di nuovi professionisti, l’acquisto di tecnologie all’avanguardia e la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici dedicati».

La preintesa riguarda oltre 137mila professionisti, in Basilicata resta il divario degli organici rispetto alla media italiana, con una dotazione inferiore del 5,4%

Sanità, aumenti e nuove tutele per i medici La Fp Cgil: «Serve un piano di assunzioni»

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umenti in busta paga e nuove tutele per la dirigenza sanitaria, ma in Basilicata servono anche assunzioni. La Fp Cgil di Potenza accoglie positivamente la preintesa per il rinnovo del contratto nazionale 2025-2027 dell’Area Sanità, che interessa oltre 137mila professionisti. Alla trattativa Aran ha partecipato anche Gianpaolo D’Addeo, cardiologo del San Carlo e componente della delegazione sindacale.Gli incrementi arrivano a circa 500 euro lordi medi mensili, con un minimo di 480 euro per medici e veterinari e di 400 per i dirigenti sanitari, oltre a circa 6mila euro di arretrati, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita. Il sindacato sottolinea di aver ridotto il divario tra le professionalità introdotto dalle ultime leggi di bilancio.L’accordo ricono-

sce ai neoassunti un incarico dal primo mese, valorizza le carriere al raggiungimento dei tre e dei dieci anni di servizio e introduce miglioramenti su recupero delle ore lavorate, pronta disponibilità, ferie ed equità retributiva di genere.«È un risultato che consideriamo importante perché interviene contemporaneamente sul riconoscimento economico e sulla qualità del lavoro», dichiara Giuliana Scarano, segretaria generale della Fp Cgil Potenza.Resta però il nodo degli organici. Secondo i dati del nono Rapporto Gimbe richiamati dal sindacato, nel 2024 la Basilicata contava 1,74 medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale ogni mille residenti, contro 1,84 della media italiana: il 5,4% in meno.«È una criticità che non può essere affrontata con interventi episodici né scaricata sulla disponibilità dei

singoli professionisti», osserva Scarano. Il rafforzamento del personale infermieristico, precisa il sindacato, non può compensare la carenza di medici: ogni professionalità va programmata secondo i fabbisogni dei servizi.Il rinnovo può contribuire a trattenere i professionisti nel servizio pubblico, ma per il sindacato deve essere accompagnato da interventi sugli organici. L’obiettivo è consentire alle aziende sanitarie di reclutare il personale necessario e offrire ai medici prospettive di formazione e carriera in Basilicata.Da qui la richiesta a Regione e Governo di una programmazione stabile dei fabbisogni e di un piano straordinario di assunzioni. Per la Fp Cgil occorre rafforzare anche le sinergie con l’Università della Basilicata e il corso di Medicina.«Il contratto fa un passo avanti sulla valorizza-

zione del lavoro; ora servono scelte conseguenti sugli organici, perché senza un numero adeguato di medici non è possibile garantire servizi di qualità e sostenibilità del lavoro», conclude Scarano.


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L'iniziativa del 10 ottobre dell'Endocrinologia per le famiglie del progetto Sai, tra diete tradizionali, piramide transculturale e corretti stili di vita

Obesity Day al San Carlo, prevenzione e salute aperte alle diverse culture P

romuovere la salute attraverso il dialogo tra culture, rendendo le informazioni sulla prevenzione accessibili e vicine alla vita quotidiana delle persone. Con questo obiettivo l’unità operativa di Endocrinologia e diabetologia dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, Centro Obesity day, aderisce alla giornata nazionale promossa ogni anno, il 10 ottobre, dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi).«La salute parla tutte le lingue» è lo slogan dell’edizione 2026, dedicata ai nuclei familiari delle comunità immigrate presenti in Italia. Sabato 10 ottobre, durante la mattinata, l’équipe del San Carlo accoglierà negli ambienti dell’unità operativa alcune famiglie residenti a Potenza coinvolte nel progetto Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione, in collaborazione con Arci Basilicata e la cooperativa sociale La Mimosa.«Rendere la prevenzione accessibile significa anche costruire occasioni di ascolto e offrire informazioni comprensibili, rispettose delle diverse lin-

gue e culture», dichiara il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. «Questa iniziativa esprime il ruolo dell’ospedale come punto di riferimento per la salute dell’intera comunità. La collaborazione con le realtà impegnate nell’accoglienza ci permette di raggiungere le famiglie e di promuovere una partecipazione consapevole alla tutela della propria salute».Il programma prevede un questionario preliminare per conoscere le abitudini alimentari delle famiglie, momenti di confronto con i professionisti sanitari e valutazioni antropometriche e cliniche. Saranno inoltre esaminati, dal punto di vista nutrizionale, alcuni piatti tipici delle aree di provenienza dei partecipanti, valorizzandone gli aspetti positivi e individuando eventuali accorgimenti per renderli più equilibrati, nel rispetto delle tradizioni di origine. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare la Piramide alimentare transculturale, uno strumento utile a condividere indicazioni per una sana alimentazione attraverso cibi e consuetu-

dini di diverse culture. Il percorso prevede infine la realizzazione di un decalogo nelle lingue di provenienza delle famiglie, con suggerimenti pratici per prevenire sovrappeso e obesità e ridurre il rischio delle complicanze associate.«L’obesità è una malattia cronica e complessa, che richiede attenzione clinica e percorsi di cura personalizzati», spiega il dottor Feliciano Lo Pomo, responsabile dell’unità operativa. «Conoscere le abitudini delle famiglie ci aiuta a proporre indicazioni concretamente applicabili: dalla scelta degli alimenti alle porzioni, fino all’attività fisica nella vita quotidiana. Il confronto sui piatti tradizionali consente di riconoscere le risorse di ogni cultura alimentare e di condividere piccoli cambiamenti utili alla salute, senza giudizi né stigmatizzazioni».L’Obesity Day richiama l’attenzione sulla prevenzione e sul riconoscimento precoce dell’obesità, associata a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, alcuni tumori e disturbi respiratori e osteoarticolari. Attra-

verso questa iniziativa, il San Carlo promuove informazione, ascolto e consapevolezza, coinvolgen-

do le famiglie in un percorso che unisce salute e rispetto delle identità culturali.

Diagnostica d'avanguardia in Basilicata: l'intervento edile dell'impresa Cosvim nel Padiglione L unisce tecnologia e comfort per i pazienti

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San Carlo, pronto il nuovo reparto PNRR per la Risonanza Magnetica n passo decisivo verso il futuro della diagnostica per immagini in Basilicata. All’Ospedale San Carlo di Potenza sono stati ufficialmente consegnati i nuovi spazi della U.O.C. di Radiologia, situati nel Padiglione L, che ospiteranno la nuova Risonanza Magnetica ad alto campo da 3 Tesla Siemens Magnetom Vida, acquistata grazie ai fondi del PNRR.L’intervento di ristrutturazione edile e impiantistica ad altissima specializzazione porta la firma dell'impresa Cosvim. I lavori hanno compreso la complessa realizzazione della gabbia di Faraday e un completo restyling funzionale che ha interessato le sale anamnesi, gli uffici del personale medico-sanitario, la sala refertazione, le sale d’attesa e i servizi igienici.Grande attenzione è stata dedicata non soltanto alla potenza diagnostica — fondamentale per contribuire alla riduzione delle liste d’attesa — ma anche all'umanizzazione dei

luoghi di cura. L’ambiente si distingue infatti per un accurato studio del comfort luminoso e per la presenza di riproduzioni delle opere di Monet all’interno della sala magnete e dell'intero reparto, trasformando lo spazio clinico in un contesto rassicurante e accogliente per i pazienti.L’opera rappresenta un traguardo importante per una solida realtà imprenditoriale del territorio con sede a Potenza. Alla guida del cantiere, Cosvim ha saputo valorizzare le migliori competenze locali, lavorando in perfetta sinergia con la U.O.C. Gestione Tecnico-Patrimoniale dell'Aor, il personale medico e i tecnici Siemens. Un cantiere d’eccellenza in cui la determinazione dell'impresa ha permesso di superare con tempestività le pesanti criticità legate ai rincari e alle difficoltà di approvvigionamento dei materiali, riconsegnando alla comunità lucana una struttura all'avanguardia nei tempi stabiliti.


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Potenza

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POTENZA «Chiediamo che vengano individuate le risorse necessarie per ridurre le tariffe»

Mense scolastiche e asili nido, Opposizioni: «Per noi vengono prima famiglie e bambini» «D

a tempo denunciamo lo squilibrio determinato dalla riduzione della compartecipazione comunale ai costi delle mense scolastiche e degli asili nido, con conseguenti aumenti a carico delle famiglie potentine». È quanto dichiarano, in una nota, le forze di opposizione del Consiglio comunale di Potenza. «Il 6 ottobre - prosegue la nota abbiamo formalizzato una richiesta di Consiglio comunale aperto, proponendo il ripristino della precedente compartecipazione economica del Comune. Caso strano, proprio dopo la nostra iniziativa, il Sindaco decide di convocare le famiglie, salvo poi chiamare in causa la Regione Basilicata per giu-

stificare le difficoltà economiche. Ben venga il confronto, ma non può trasformarsi nell’ennesimo scaricabarile istituzionale. Le tariffe e le risorse destinate ai servizi dipendono anche dalle scelte di bilancio dell’Amministrazione comunale». «Prima di creare ulteriori problemi alle famiglie, il Sindaco dovrebbe preoccuparsi di risolvere quelli che già affrontano quotidianamente. Governare significa scegliere le priorità. Per noi vengono prima le famiglie e i bambini. Chiediamo quindi che il Sindaco e la Giunta individuino le risorse necessarie per ridurre le tariffe, senza continuare a trasferire sui cittadini il peso delle proprie scelte amministrative».

In programma una pedalata di 35 km dal capoluogo a Pignola, tra cicloturismo e sapori locali POTENZA, OK UNANIME IN CONSIGLIO ALLO PSICOLOGO DI BASE

A Potenza un nuovo appuntamento Giuliani: «La salute mentale di “Bici in Comune-Bike Power City” deve essere un diritto»

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omenica 18 ottobre 2026, torna un nuovo appuntamento di Bici in Comune – Bike Power City, il progetto promosso e organizzato nell'ambito di Bici in Comune, con il Comune di Potenza capofila, FIAB Potenza Ciclostile e Comune di Pignola come partner, promosso da Anci e SportesaluteSpa. L’iniziativa propone una pedalata di circa 35 chilometri, con partenza dal Mobility Center di Via Nazario Sauro, per raggiungere Pantano e Pignola attraverso la rete ci-

clabile e scoprire alcune delle realtà che caratterizzano il territorio. Il percorso prevede alcune soste dedicate alla conoscenza delle produzioni e delle eccellenze locali: dalla tradizione casearia alla visita delle strutture ALSIA di Pantano, fino alla scoperta del Fagiolo Scritto di Pignola e alla degustazione finale di prodotti tipici del territorio. L’obiettivo è vivere la bicicletta non soltanto come mezzo di mobilità sostenibile, ma anche come strumento per conoscere e valorizzare il territorio,

dimostrando come sia possibile fare esperienza di cicloturismo anche a pochi chilometri da casa. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria. I posti disponibili sono limitati ed è pertanto necessaria la prenotazione attraverso il link o il QR code indicato nella locandina. In caso di impossibilità a partecipare dopo aver effettuato la prenotazione, si invita a comunicarlo tempestivamente agli organizzatori, così da consentire lo scorrimento della lista d'attesa.

ia libera unanime in Consiglio comunale a Potenza alla mozione presentata dal consigliere Attilio Valerio Giuliani (Potenza Ritorna) per chiedere alla Regione Basilicata l’istituzione del Servizio di Psicologia di Base. Per Giuliani, Presidente della V Commissione, è un segnale politico importante: la domanda di supporto psicologico cresce ma il pubblico non riesce a dare risposte tempestive, mentre il privato è insostenibile per molte famiglie. Il consigliere critica anche la compartecipazione di 2,50 euro a ricetta per i non esenti introdotta dalla Regione: «Non si può accettare che curarsi dipenda dal reddito. La salute mentale ha la stessa dignità di quella fisica». La mozione, discussa il 7 ottobre, impegna Sindaco e Giunta a chiedere alla Regione di avviare subito l’iter legislativo e aprire un confronto con Consiglio regionale, Assessorato alla Salute, Asp, Aor San Carlo e ANCI Basilicata. L’obiettivo non è un bonus una tantum, ma un servizio strutturale nella sanità territoriale, per ascolto, prevenzione e presa in carico precoce, con particolare attenzione a giovani, scuole, famiglie e anziani e una rete tra scuole, servizi sociali, sanità, Ordine degli Psicologi e Terzo Settore.


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Potenza e provincia

venerdì 9 ottobre 2026

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La Guardia di finanza segnala sei titolari nel Potentino. Dall’inizio dell’anno ritirati oltre 2,5 milioni di articoli non sicuri

Blitz nei negozi, merci fuori norma: sequestrati più di 140mila prodotti

POTENZA. Oltre 140mila prodotti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica sono stati sottoposti a sequestro amministrativo dalla Guardia di finanza nel corso di controlli in aziende ed esercizi commerciali di Potenza, Lauria, Maratea e Marsiconuovo. Le ispezioni hanno portato alla segnalazione di sei titolari delle rivendite alla competente autorità amministrativa. Gli interventi sono stati eseguiti dai finanzieri del Gruppo Potenza, della Compagnia di Lauria e delle Tenenze di Viggiano e Maratea. Al centro degli accertamenti, il contrasto alla commercializzazione illecita di beni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti dalla normativa di settore. Tra la merce sequestrata figurano monili, lampadine e articoli per la casa, privi delle informazioni e delle avvertenze d’uso richieste

dal Codice del consumo. Non si tratta soltanto di indicazioni formali. La normativa stabilisce che i prodotti destinati ai consumatori e commercializzati sul territorio nazionale debbano riportare una serie di informazioni che consentano di identificarli e di conoscerne le caratteristiche. Devono es-

sere indicate la denominazione legale o merceologica, l’identità del produttore e l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute. Sono richiesti anche i dati sui materiali impiegati e sui metodi di lavorazione. Informazioni e avvertenze d’uso risultavano assenti nei prodotti

individuati durante le verifiche. Conclusa questa fase dei controlli, l’attenzione dei militari si concentra ora sulla ricostruzione della filiera di approvvigionamento. L’obiettivo è individuare i canali attraverso i quali la merce è arrivata alle rivendite e risalire ai centri di distribu-

zione all’ingrosso. Gli ulteriori soggetti ritenuti responsabili saranno segnalati alla competente autorità. Gli accertamenti proseguono dunque oltre i punti vendita ispezionati, per ricostruire il percorso dei beni sottoposti a sequestro. L’operazione si inserisce nell’attività condotta dall’inizio dell’anno dal Comando provinciale di Potenza: complessivamente sono oltre 2,5 milioni gli articoli non sicuri sequestrati, mentre 41 responsabili sono stati segnalati alla Camera di commercio della Basilicata. Il contrasto alla diffusione di prodotti non conformi punta a tutelare la salute dei consumatori e a garantire condizioni di concorrenza leale. La commercializzazione di merci prive dei requisiti di sicurezza penalizza infatti anche gli operatori economici che rispettano le regole.

A Potenza oggi partenza alle 9 da piazza Don Bosco e arrivo in piazza Prefettura. Nel mirino tagli all’istruzione e spese militari

Studenti in corteo contro guerra e caro scuola POTENZA. Uno sciopero studentesco contro la guerra e il carovita, con la richiesta di una nuova scuola pubblica. È la mobilitazione in programma oggi a Potenza: il corteo partirà alle 9 da piazza Don Bosco e raggiungerà piazza Prefettura. L’appello è rivolto a tutti gli studenti della città e mette insieme il tema dei conflitti internazionali, il peso dei rincari sulle famiglie e le condizioni degli istituti. «La guerra pesa come un macigno anche sulle nostre vite», scrivono i promotori nel comunicato che accompagna l’iniziativa, indicando il costo della benzina e l’aumento dei prezzi del materiale scolastico come esempi delle difficoltà quotidiane. Una pressione economica che, nella loro lettura, si accompagna a salari fermi e a una riduzione del potere d’acquisto. «Noi siamo stanchi di pagare la crisi in cui l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America ci stanno portando», affermano. Il documento esprime una netta opposizione alle politiche occidentali e richiama diversi scenari internazionali: dall’Iran alla guerra in Ucraina, dall’embargo contro Cuba alla Palestina, fino alle accuse rivolte a Donald Trump sulla gestione delle risorse vene-

zuelane. Sono vicende che i promotori riuniscono nella denuncia di una crisi economica e di valori dei Paesi occidentali. Nel comunicato definiscono «genocidio» quanto accade al popolo palestinese e contestano le azioni contro l’Iran, descritte come «aggressioni piratesche». Al centro della protesta c’è anche il rapporto tra investimenti militari e risorse per i servizi pubblici. Gli studenti si dichiarano contrari alla creazione di un esercito comune europeo e allo stanziamento di 800 miliardi per il settore bellico citato nel loro appello. Fondi che, sostengono, vengono sottratti ad ambiti come l’istruzione. «Noi ci opponiamo alla guerra» e «a qualsiasi progetto di natura guerrafondaia», ribadiscono, legando la critica alle scelte internazionali alla richiesta di maggiori finanziamenti per la scuola. La seconda parte del comunicato si concentra sui problemi del sistema scolastico. I promotori descrivono una scuola pubblica indebolita da almeno trent’anni di politiche di privatizzazione e oggi alle prese con una situazione che giudicano «disastrosa». Nel mirino finiscono la gestione del ministro Valditara e la riduzione

dei finanziamenti denunciata dagli studenti, insieme a una serie di carenze che riguardano strutture, spazi e personale. L’appello richiama l’edilizia fatiscente, la mancanza di palestre, laboratori e aule magne, il precariato dei docenti e il dimensionamento scolastico. Denuncia inoltre le disparità tra istituti, descritti come scuole di serie A e di serie B, e una repressione che i promotori ritengono sempre più dura nei confronti di chi protesta. Il tema della qualità dell’istruzione si intreccia così con quello dell’accesso e delle differenze tra i percorsi scolastici.

Una contestazione specifica riguarda infine l’ultimo decreto sulla scuola. Gli studenti ne criticano le misure relative agli alunni stranieri, sostenendo che preveda un tetto massimo nelle classi e l’obbligo, per i genitori degli studenti di seconda generazione, di frequentare corsi di italiano. Il giudizio espresso nel documento è quello di una norma di «natura razzista». Su questi temi i promotori chiamano gli studenti di Potenza a partecipare alla manifestazione di oggi, chiedendo una scuola pubblica diversa e opponendosi al peso della guerra e dei rincari sulle loro vite.


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Provincia

venerdi 9 ottobre 2026

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De Filippo: «Chi vive a Sant’Arcangelo, italiano o straniero, ha diritto a sicurezza e condizioni dignitose e ha il dovere di rispettare le regole»

Rafforzati i controlli sulle condizioni abitative Il Sindaco: «Legalità e dignità vanno insieme»

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l Sindaco di Sant’Arcangelo, Vito De Filippo, ha convocato una riunione operativa dedicata al rafforzamento delle attività di controllo sul territorio in materia di ospitalità, condizioni abitative, sicurezza, decoro, tutela igienico-sanitaria e rispetto delle norme. Per questo ha riunito gli uffici comunali competenti e la Polizia Locale, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Maria Pepe e della Consigliera delegata alla Sanità Lucia Scardaccione, con l’intento di intensificare i controlli e assicurare un’applicazione rigorosa delle disposizioni vigenti, senza generalizzazioni né pregiudizi nei confronti dei cittadini stranieri. «Nessuna discriminazione e nessuna caccia allo straniero -sottolinea il Sindaco- ma neppure zone franche. Chi vive a Sant’Arcangelo, italiano o straniero, ha diritto a sicurezza, decoro e condizioni di vi-

ta dignitose e ha, nello stesso tempo, il dovere di rispettare le regole. Vogliamo un paese aperto e solidale, ma anche ordinato e sicuro. Le due cose non sono in contraddizione: sono parte dello stesso modello di comunità. Sant’Arcangelo è e deve continuare ad essere una comunità accogliente, ma accoglienza e integrazione possono esistere soltanto dentro un quadro di legalità, sicurezza e rispetto delle regole – prosegue De Filippo- il nostro obiettivo non è colpire qualcuno in quanto straniero, ma contrastare situazioni di irregolarità, sovraffollamento, utilizzo improprio degli immobili e condizioni abitative non dignitose. La legalità tutela i cittadini italiani e tutela allo stesso modo gli immigrati che vivono e lavorano onestamente nella nostra comunità». Particolare attenzione sarà dedicata all’applicazione dell’Articolo 7, Testo Uni-

co sull’Immigrazione, con uno specifico rafforzamento delle verifiche e dei controlli sulle dichiarazioni di ospitalità previste dalla disposizione. «Sarà posta attenzione non soltanto alla regolare presentazione delle dichiarazioni di ospitalità, ma anche alla verifica della loro veridicità, della corrispondenza tra quanto dichiarato e le situazioni effettivamente riscontrabili, nonché dell’effettiva presenza delle persone ospitate presso gli immobili indicati». L’Amministrazione richiama pertanto proprietari, locatori e soggetti ospitanti «al puntuale rispetto di questo obbligo. Le violazioni sono soggette alla sanzione amministrativa. Fino ad oggi, sono state accertate e contestate 8 violazioni. «I controlli si estenderanno alle effettive condizioni di utilizzo degli immobili e qualora emergano situazioni potenzialmente non conformi alla norma-

tiva urbanistica, edilizia o igienico-sanitaria, queste saranno trasmesse agli uffici comunali competenti per le verifiche e gli eventuali provvedimenti conseguenti». L’obiettivo -conclude il sindaco- è «prevenire e contrastare situazioni nelle quali garage, depositi o altri locali non destinati all’abitazione vengano impropriamente utilizzati come dimora, così come eventuali condizioni di sovraffollamento o degrado che possano mettere a ri-

schio la sicurezza e la dignità delle persone. In tale contesto, particolare attenzione sarà riservata anche agli aspetti igienicosanitari e alla tutela della salute delle persone che occupano gli immobili, nella consapevolezza che il rispetto delle normas abitative rappresenta anche uno strumento fondamentale di prevenzione e di tutela della salute pubblica. Su questo saremo rigorosi» conclude il Sindaco. EMANUELA CALABRESE

Il Commissario straordinario Tisci: «Dopo aver messo in sicurezza il territorio è possibile iniziare catture e abbattimenti»

Cinghiali, riparte il piano del Parco Appennino Lucano: in campo i selecontrollori per ridurne la presenza

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iprendono nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano le attività del piano di gestione del cinghiale dopo la pausa estiva. L'anno scorso il Parco ha concentrato le proprie attenzioni nei comuni di confine con la provincia di Salerno che, a causa della presenza della peste suina africana nella regione contadini, erano destinatari di misure di contenimento. Proprio a causa di questa emergenza sanitaria e di sicurezza pubblica l'Ente Parco ha gestito nell’anno passato la sfida della gestione esclusivamente con le pig brig, le grandi gabbie che hanno consentito le grandi catture in totale sicurezza. Grazie alle catture effettuate dal Parco e alle conseguenti analisi che hanno constatato l'assenza della PSA nel territorio, è stato possibile per la Basilicata uscire dalle restrizioni legate all'epidemia. Per l'anno in corso il Parco ha deciso di completare il piano con l'utilizzo dei selecontrollori già formati. Il giorno 15 ottobre alle 18.00 si terrà presso il Cinema Pino di Moliterno un incontro con i selecontrollori con lo scopo di completare questo percorso partendo dall’illustrazione del lavoro già messo in atto dal Parco con la zonizzazione, l’adozione di strumenti informa-

tizzati, l’acquisizione di strumenti specifici e l’adozione di un regolamento. Tra gli scopi ambiziosi del progetto a medio lungo termine vi è quello della valorizzazione delle proteine nobili della fauna selvatica attraverso un percorso virtuoso di filiera delle carni. Durante l’incontro sono previsti alcuni interventi con cenni di biologia e gestione della specie, strumenti e tecniche, obiettivi, utilizzo delle piattaforme di teleprenotazione, a cui farà seguito il confronto con i portatori di interesse. «Dopo l'azione compiuta l'anno scorso con le pig brig, è arrivato il momento di coinvolgere i selecontrollori per completare l'opera di riduzione della presenza dei cinghiali nel territorio del Parco» ha dichiarato il Commissario Straordinario del PNAL Antonio Tisci. «Immediatamente dopo il mio insediamento decisi di formare i selecontrollori del Parco, volevamo utilizzarli subito per aiutarci ad affrontare la questioni ma abbiamo preferito utilizzare la massima prudenza possibile nel momento del pericolo di una recrudescenza della PSA - ha proseguito Tisci - perché il ritrovamento di una carcassa colpita da peste suina avrebbe determinato ulteriori restrizioni e, quindi, abbiamo scelto le catture tramite gabbie» «Ora - ha continuato Tisci - dopo aver messo

in sicurezza il territorio è possibile iniziare le catture e gli abbattimenti tramite i selecontrollori» «La piaga dell'eccessivo numero di ungulati - ha concluso Tisci - continua a colpire le attività agricole e zootecniche oltre a creare disagi e pericoli alla circolazione stradale ed è nostro preciso dovere affrontarlo anche al fine di riportare la popolazione di cinghiali in un numero adeguato alle caratteristiche del territorio per preservare la biodiversità oltre che le attività umane».


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Sbloccati 145mila euro per le produttività del personale, quasi 4,8 milioni per i progetti PN Metro Plus e 200mila euro per far fronte al boom di richieste CIE

Matera, il Consiglio comunale approva la variazione di Bilancio n.7 2026-28

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a seduta del Consiglio comunale, tenutasi ieri a Matera, non ha fatto registrare colpi di scena per la tenuta della Maggioranza che sostiene il Sindaco Antonio Nicoletti. La proposta di variazione del Bilancio 2026-2028 per adeguare le previsioni finanziarie del Comune di Matera ha tre importanti esigenze. Il primo intervento ha riguardato il Fondo Risorse decentrate. Sono necessari 145.536 euro, oltre agli onori riflessi all’Irap, relative alle somme residue dell’esercizio 2024 da destinare al Fondo 2025. Le risorse serviranno a consentire la liquidazione delle produttività 2025 al personale non dirigenziale. Le somme erano state eliminate in sede di accertamento di residui ed erano confluite nell’avanzo di amministrazione disponibile. Quest’ultimo, però, è stato integralmente

sistemato con l’assesstamento di Bilancio 2026-2028. Il secondo capitolo riguarda il PN Metro Plus-Città di Matera. La variazione prevede nuovi capitoli di entrate e di spesa per iscrivere a

Bilancio 4milioni 791mila e 268euro di fondi statali destinati all’attuazione delle specifiche progettualità. Infine, focus sulle carte d’identità elettroniche. L’aumento delle richieste dopo la

cessazione di quelle cartecee dal 3 agosto 2026, ha reso necessario l’aggiornamento degli stanziamenti. È previsto un incremento fino a 200mila euro dei diritti e dei costi delle Cie, sia in entrata che in uscita e fino a 65mila euro del capitolo dei diritti Cie in entrata. L’emendamento tecnico è stato approvato con 17 voti favorevoli e 12 astenuti. La proposta emandata n.7 per variazione al Bilancio pluriennale 2026-2028 è stata approvata con 17 voti favorevoli e 11 astenuti. L’immediata esecutività è approvata con 17 voti favorevoli e 9 astenuti. Spazio, poi, alle interrogazioni. Diversi i temi sollevati dai consiglieri all’indirizzo dell’Amministrazione comunale, con richiesta di chiarimento e aggiornamento su alcune questioni che riguardano direttamente la città e i cittadini.

Coinvolti poliziotti in pensione per velocizzare pratiche e accoglienza, servizio gratuito fino al 2027

Questura Matera, intesa con ANPS per potenziare servizi al cittadino

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nire esperienza, professionalità e spirito di servizio per rendere più efficienti gli uffici della Polizia di Stato e migliorare l’assistenza ai cittadini. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto ieri mattina dal Questore della Provincia di Matera, Davide della Cioppa, dal Presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS), Martino Melileo e da Michela Falappi, rappresentante le-

gale del Gruppo di Volontariato e Protezione Civile della stessa Sezione. L’accordo, che resterà in vigore fino al termine del 2027, prevede il coinvolgimento, a titolo gratuito, dei volontari dell’ANPS e di poliziotti in quiescenza a supporto delle attività della Questura di Matera e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Pisticci e Policoro, con l’obiettivo di agevolare il lavoro degli uffici e rendere più efficiente la gestione dell’utenza.In par-

ticolare, gli appartenenti alla Polizia di Stato in quiescenza, in possesso di specifiche competenze maturate durante il servizio, potranno affiancare il personale dell’Ufficio Immigrazione e della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale nelle attività di supporto alla trattazione delle pratiche amministrative, comprese quelle relative ai permessi di soggiorno, alle licenze di caccia e ai titoli autorizzatori in materia di armi.Inoltre, i volontari del-

l’ANPS saranno impiegati nelle attività di accoglienza e orientamento dell’utenza, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza agli sportelli. In particolare, forniranno informazioni di carattere generale, indirizzeranno gli utenti verso gli uffici competenti e li assisteranno nell’accesso ai servizi, contribuendo a rendere più ordinata e funzionale la gestione dei flussi.L’iniziativa consentirà di valorizzare l’esperienza professionale di chi ha già in-

dossato la divisa e, al tempo stesso, l’impegno civico dei volontari, offrendo un concreto sostegno al personale in servizio e contribuendo a migliorare la qualità dell’assistenza al pubblico.Il protocollo rinnova, inoltre, il forte legame tra la Polizia di Stato e l’ANPS, testimoniando come il senso di appartenenza e la vocazione al servizio della collettività possano continuare ad esprimersi anche dopo la conclusione della carriera professionale.


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«Dalla Basentana piovono acque sui terreni di Lama, Rivolta e Titolo; occorre riconoscere l’incoltivabilità e fermare la tassa piena su chi tiene pulito il territorio»

Bernalda, il perito agrario Greco chiede esenzione o riduzione IMU al Comune «C’

è una Bernalda agricola che resiste, presidia il territorio e lo tiene pulito con sacrificio. E c’è una Bernalda agricola dimenticata, che paga le tasse come un terreno di pregio ma produce come una palude. È quella di Contrada Lama, Rivolta, Titolo ecc nella fascia al di sotto della S.S. 407 Basentana». A sollevare il caso è Alessandro Greco, perito agrario e gestore di un fondo in Contrada Lama, che ha inviato una formale richiesta al Sindaco di Bernalda, Dott.ssa Francesca Matarazzo, e per conoscenza al Consiglio Comunale, all’Assessorato al Bilancio e Tributi e all’Assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente, chiedendo che la questione venga discussa in Consiglio Comunale. «Come è ben noto all’Amministrazione , dopo la realizzazione della Basentana, i terreni di Contrada Lama, Rivolta, Titolo e tutti i terreni che si sono venuti a trovare ad una quota notevolmente inferiore rispetto al piano stradale, con conseguente stravolgimento dell’originario assetto idrogeologico». «In pratica, in occasione di eventi meteorici anche non eccezionali, i fondi diventano il recapito forzato di enormi quantità di acque di corrivazione provenienti dalla sede stradale e dal paese diventano un bacino di raccolta mai previsto. A questo si aggiunge la naturale vicinanza al fiume Basento, che rende i suoli intrinsecamente poco drenanti. Le conseguenze, do-

cumentabili sul campo, sono gravi: proliferazione incontrollata di canneti ed erbe infestanti; fenomeni di asfissia e marciume radicale anche per le colture arboree; impossibilità di accesso e lavorazione del fondo per lunghi periodi dell’anno; drastica riduzione della capacità produttiva». «Non si tratta di un terreno avvantaggiato da un’opera pubblica, ma di un terreno penalizzato da un’opera pubblica», sottolinea Greco. «Nonostante questa condizione di oggettivo svantaggio, sui terreni di Contrada Lama, Rivolta e su tutti quelli che costeggiano la Basentana al di sotto del tracciato, continua a gravare per intero l’IMU agricola. Una tassa che colpisce soprattutto chi, come Greco, continua a mantenere pulito e a presidiare il fondo, scongiurandone l’abbandono e il degrado ambientale, pur non rivestendo la qualifica di Coltivatore Diretto o di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), categorie per le quali sono già previste agevolazioni. Conservare questi terreni è un servizio ambientale per tutta la comunità. Tassarlo per intero è una ingiustizia tributaria», aggiunge.Da qui, la doppia richiesta formale all’Amministrazione:1. Che il Comune di Bernalda, nell’ambito della propria autonomia regolamentare in materia di tributi locali, valuti l’esenzione totale o, in subordine, una sostanziale riduzione dell’aliquota IMU per i terreni censiti in Catasto Terreni in Contrada Lama e per tutti i terreni

al di sotto della S.S. 407 Basentana, estendendo il beneficio anche ai proprietari non CD e non IAP; 2. Che tale condizione di svantaggio idrogeologico venga ufficialmente riconosciuta come causa di ridotta capacità produttiva ed incoltivabilità di fatto. «Un appello al buon senso e alla giustizia tributaria, affinché chi difende la terra dall’abbandono non venga punito tre volte: prima dall’acqua, dalle tasse e dal caro materia prima concimi fitofarmaci e Gasolio».

Appuntamento questo pomeriggio, alle 18:30, in piazza Eraclea a Policoro; il Presidente della Provincia di Matera: «La scuola è motore di crescita»

“Costume d’Autore: la Provincia in Passerella”, Mancini: «La scuola si fa comunità e racconta la nostra identità»

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a scuola si fa comunità e racconta la nostra identità. Un plauso alla dirigente scolastica Maria Carmela Stigliano e ai suoi studenti». Così il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha espresso sincero apprezzamento per l’iniziativa denominata “Costume d’Autore: la Provincia in Passerella”, in programma oggi alle 18.30 a Policoro, in piazza Eraclea, organizzata dall’Iis Policoro-Tursi e dall’Istituto comprensivo Giovanni Paolo II, con il patrocinio della Provincia di Matera, per inaugurare il nuovo anno scolastico. «Sarà – ha proseguito Mancini – una serata dedicata alla storia, alla cultura e alle tradizioni dei

31 Comuni del territorio provinciale, con al centro gli studenti dell’indirizzo Made in Italy – Settore Moda dell’Iis Policoro-

Tursi, che con creatività, competenza e dedizione hanno reinterpretato il patrimonio identitario di ciascun Comune, portandolo

in passerella attraverso il linguaggio della moda e del costume. Trasformare l’apertura dell’anno scolastico in un momento capa-

ce di unire scuola, territorio, identità e futuro non può che trovarmi d’accordo, così come affidare alle nuove generazioni il compito di raccontare e reinterpretare il patrimonio dei nostri 31 Comuni. Questa scelta dimostra come la scuola possa essere un vero motore di crescita culturale e civile attraverso un’iniziativa che valorizza i giovani, riconosce il valore delle nostre tradizioni e rafforza il senso di appartenenza a una comunità che, pur nella sua varietà, si riconosce in una storia condivisa. Alla dirigente scolastica Stigliano, ai docenti, agli studenti e a tutte le persone coinvolte vanno il ringraziamento e il plauso della Provincia di Matera».


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L'iter si conclude con il via libera unanime della Camera. Esultano i parlamentari di Fratelli d'Italia: un importante riconoscimento per il patrimonio culturale lucano

Rionero, Palazzo Giustino Fortunato è ufficialmente monumento nazionale «C

on il via libera unanime della Camera dei Deputati si conclude l'iter parlamentare per il riconoscimento di Palazzo Giustino Fortunato in Rionero in Vulture come monumento nazionale, in ragione del suo pregio architettonico e della sua importanza storica. È stato un percorso lungo ma portato avanti con determinazione, nella convinzione che questo riconoscimento aprirà nuove opportunità di valorizzazione per il Palazzo, già oggi interessato da un importante intervento di restauro e da numerose attività di digitalizzazione e catalogazione del suo patri-

monio librario». Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari di Fratelli d'Italia Salvatore Caiata, Aldo Mattia, Gianni Rosa e Mauro Rotelli.L’approvazione del provvedimento, avviato in Senato due anni fa e che vede come cofirmatario il senatore Gianni Rosa, è frutto del lavoro congiunto con i deputati di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata, Aldo Mattia e Mauro Rotelli. «L’impegno per la celere conclusione dell’iter legislativo è stato un lavoro collettivo poichè siamo fermamente convinti che Palazzo Giustino Fortunato rappresenta uno degli immobili di maggiore pregio in Italia

che, in passato, è sempre stato trascurato», proseguono i parlamentari. «Il voto di oggi dimostra, come mai avvenuto in passato, la chiara volontà della maggioranza di governo di valorizzare la Basilicata e il suo patrimonio culturale. Un'attenzione concreta verso il nostro territorio, che si traduce in risultati e non in semplici dichiarazioni».«A questo proposito non possiamo non ringraziare il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, sempre vicino alla nostra terra, che ha saputo imprimere un’accelerazione all’iter del provvedimento», concludono.

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle accolgono con favore il riconoscimento, legando la memoria del grande meridionalista alla contrarietà all'autonomia differenziata

Palazzo Fortunato monumento nazionale, Araneo e Giordano: un'occasione per rilanciare la lotta contro i divari territoriali

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ccogliamo con grande soddisfazione il riconoscimento di Palazzo Fortunato di Rionero in Vulture quale monumento nazionale. Un risultato importante non soltanto per la nostra comunità, ma per l’intera Basilicata e per il Mezzogiorno. Un riconoscimento maturato grazie a un percorso parlamentare che ha visto, tra gli altri, anche la sottoscrizione della proposta da parte dell’onorevole Arnaldo Lomuti. Palazzo Fortunato non è semplicemente un luogo della memoria; Giustino Fortunato ha rappresentato, infatti, una delle personalità che più lucidamente hanno saputo leggere gli squilibri del nostro Paese. Giustino Fortunato fu tra le grandi menti che portarono al centro del dibattito nazionale la questione meridionale, denunciando i divari economici, sociali e infrastrutturali tra Nord e Sud e indicando la necessità di costruire un’Italia realmente unita anche nelle opportunità. A più di un secolo di distanza, quella questione è tutt’altro che superata. I divari territoriali continuano a pesare sulla vita delle cittadine e dei cittadini del Mezzogiorno, sull’accesso ai servizi, alla sanità, alla scuola, ai trasporti e al lavoro. Per questo ricordare oggi Giustino Fortunato significa anche raccoglierne l’eredità politica e cultu-

rale. E significa contrastare scelte come l’autonomia differenziata, che rischiano di cristallizzare e aggravare quei divari, trasformando le differenze territoriali in disuguaglianze strutturali. L’Italia ha bisogno di essere ricucita,

non spacchettata. Il riconoscimento di Palazzo Fortunato sia allora non solo un motivo d’orgoglio per Rionero e per la Basilicata, ma anche l’occasione per riportare al centro una grande battaglia nazionale: quella per un

Mezzogiorno che abbia finalmente gli stessi diritti, servizi e opportunità del resto del Paese» affermano Alessia Araneo, Consigliera regionale M5S Basilicata e Michele Giordano, Consigliere comunale di Rionero in Vulture.


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Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti: «La LND vuole essere una palestra educativa per i ragazzi»

Matera Capitale dello Sport: oltre 700 giovani per la tappa lucana “Scegliamo da campioni”

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er due giorni Matera è diventata un laboratorio di sport, educazione e partecipazione giovanile. Oltre 700 ragazze e ragazzi hanno preso parte alla tappa lucana di “Scegliamo da campioni”, il progetto promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti per portare tra i più giovani messaggi legati alla corretta alimentazione, ai sani stili di vita, alla prevenzione e alla sicurezza stradale. Un’iniziativa che ha trasformato il calcio da semplice attività sportiva in strumento educativo, coinvolgendo studenti e giovani calciatori in un percorso fatto di incontri, esercitazioni, momenti di approfondimento e attività pratiche. Dopo Ferrara, Matera ha ospitato la seconda tappa nazionale del progetto, nato nell’ambito di “Quarto Tempo”, il contenitore attraverso il quale la LND punta a rafforzare il ruolo sociale del calcio dilettantistico nei territori. La risposta del mondo scolastico e sportivo lucano è stata particolarmente significativa. Nel corso del-

le due giornate hanno partecipato gli studenti degli istituti “Pentasuglia”, “Stigliani” e “Sacro Cuore” di Matera, insieme ai giovani delle scuole calcio Franco Selvaggi, Alma e Academy Matera 1933. Le attività hanno seguito un filo conduttore preciso: educare attraverso lo sport. I ragazzi hanno affrontato percorsi dedicati all’educazione stradale, momenti di approfondimento sull’alimentazione corretta e sulla piramide alimentare, oltre alle esercitazioni tecniche curate dagli istruttori del Settore Giovanile e Scolastico, con particolare attenzione al gesto del dribbling. Spazio anche ai contenuti delle campagne nazionali della LND, tra cui “4-3-2-1”, dedicata al contrasto dell’obesità infantile, e “Mettiamo l’alcol in fuorigioco”, pensata per sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati al consumo di alcol. Il valore della manifestazione è stato sottolineato dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, presente nella prima gior-

nata insieme ai vertici nazionali e territoriali della LND. «La Lega Nazionale Dilettanti - spiega Abete - è territorio e deve saper interpretare le specificità delle diverse realtà locali. Su temi come educazione alimentare, sicurezza stradale e coinvolgimento dei giovani esiste però un obiettivo comune: rafforzare il rapporto con la scuola ed essere una palestra educativa per i ragazzi, oltre che un’occasione di divertimento e di svago attraverso il gioco del calcio». partecipazione di oltre 700 giovani nelle due giornate ha rappresentato uno degli elementi più significativi della tappa materana. «Abbiamo avuto una risposta fantastica da parte delle scuole e delle scuole calcio», ha sottolineato Francesco Grazioso, coordinatore dei Progetti Speciali della LND. «Siamo riusciti a coinvolgere più di 700 ragazzi, accompagnandoli in percorsi di educazione stradale, attività sportive con i tecnici del Settore Giovanile e Scolastico e momenti dedicati all’educazio-

ne alimentare. Siamo molto soddisfatti di questa due giorni e ci auguriamo di tornare presto in Basilicata, dove abbiamo trovato un ambiente straordinariamente disponibile e ricettivo». Per il presidente del Comitato Regionale LND Basilicata Emilio Fittipaldi, la manifestazione ha rappresentato soprattutto un’occasione per ribadire il valore formativo dello sport. «Sono state due giornate ricche di contenuti e di valori, con una risposta eccezionale da parte di Matera – ha evidenziato Fittipaldi –. Il calcio può e deve essere anche uno strumento di crescita, capace di parlare ai giovani di salute, responsabilità, prevenzione e rispetto». Fittipaldi ha poi richiamato la necessità di rafforzare sempre di più il rapporto tra sport e scuola. «Questi valori devono essere trasmessi, ma soprattutto messi in pratica. Il mondo scolastico e quello sportivo possono lavorare insieme per accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita più consapevole».

Domenica 11 ottobre, alle 15:30, allo stadio Fasciano l’iniziativa della Comunità Riabilitativa con l’Usd Nuova Spinazzola in occasione del match contro il Bisceglie

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C.R.A.P. in campo per la Giornata Mondiale della Salute Mentale

n calcio allo stigma, per ricordare che nessuno è diverso e che l'inclusione passa anche dallo sport. È il messaggio che lancerà la C.R.A.P. di Spinazzola in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. La Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica scenderà in campo insieme all'Usd Nuova Spinazzola domenica 11 ottobre 2026, alle ore 15:30, allo stadio “Alen Fasciano” di Spinazzola, durante il match di Campionato valido per l’ottava giornata di Eccellenza Pugliese tra Usd Nuova Spinazzola e Unione Calcio Bisceglie. Un’iniziativa dal forte valore simbolico che unisce sport, salute e solidarietà: l'obiettivo è sensibilizzare tifosi e cittadinanza sui temi della salute mentale, abbattere pregiudizi e promuovere i sani valori dell’inclusione.


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Al via in Prefettura la strategia del Prefetto Campanaro per prevenire il disagio giovanile, intercettare i segnali deboli e fare rete tra istituzioni e famiglie

Sicurezza e legalità nelle scuole lucane si insedia il Gruppo interistituzionale E

ntra nel vivo la fase 3.0 della strategia messa in campo dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro in attuazione della Direttiva interministeriale emanata congiuntamente dai Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito per rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici. Questa mattina, infatti, nella Sala Italia del Palazzo del Governo, si è insediato il G.L.I. - Gruppo di Lavoro Interistituzionale dedicato alla sicurezza nelle scuole, alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione della cultura della legalità. In apertura dei lavori, il Prefetto ha richiamato sinteticamente i contenuti della Direttiva interministeriale, che, nel fotografare il quadro dei fenomeni che interessano il mondo della scuola, ha puntato il faro sulla necessità di affiancare alle imprescindibili attività di presidio, vigilanza e controllo, un’azione di prevenzione più strutturata, fondata su metodi condivisi di gestione delle segnalazioni, sulla tempestiva attivazione delle Forze di Polizia e sul coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio. Controllo e prevenzione, dunque, come due direttrici complementari di un unico approccio, finalizzato a garantire contesti educativi sicuri e, nello stesso tempo, a riconoscere ed affrontare precocemente quelle condizioni di vulnerabilità che possono favorire l’insorgere di criticità più complesse.Su queste coordinate, ha ricordato il Rappresentante del Governo, la Prefettura di Potenza ha avviato, fin dai primi mesi dell’anno, un percorso di analisi, confronto e monitoraggio, coinvolgendo, nelle diverse fasi, il mondo della scuola, le Forze di Polizia, la giustizia minorile, gli enti locali, i servizi sanitari e territoriali, gli studenti e le professionalità che operano quotidianamente a contatto con le realtà giovanili. Primo step, la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’11 febbraio scorso, che ha consentito una prima

analisi strategica del quadro provinciale e ha fatto emergere l’esigenza di superare la logica degli interventi spot, per costruire un modello stabile e strutturato di coordinamento tra prevenzione e controllo. Il successivo incontro del 2 marzo, esteso ai Dirigenti degli Istituti scolastici secondari della provincia e alla componente studentesca ha, poi, consentito di portare il confronto direttamente dentro la realtà delle scuole, mettendo a fuoco priorità e possibili linee di intervento: creare un link stabile tra i diversi stakeholder del territorio, definire modalità uniformi e tempestive di segnalazione delle situazioni a rischio, rafforzare la prevenzione precoce, valorizzare il supporto psicologico negli istituti e coinvolgere attivamente gli studenti nei percorsi di promozione della legalità.Entrando, quindi, nel vivo della riunione, il Prefetto ha illustrato composizione e mission del G.L.I., sottolineando come la sua costituzione risponda all’esigenza di dare continuità, metodo e una dimensione operativa stabile al percorso avviato in attuazione della Direttiva interministeriale. Un’esigenza alla quale il Rappresentante del Governo ha inteso imprimere un deciso impulso, nella convinzione che la complessità dei fenomeni richieda un’azione condivisa e strutturata. Concepito come punto di raccordo tra le diverse realtà istituzionali, educative e sociali del territorio, il G.L.I. si propone come una vera e propria cabina di regia interistituzionale, capace di mettere a fattore comune osservazioni, conoscenze e competenze, favorendo un matching efficace tra i segnali intercettati e le risposte da attivare. Il nuovo organismo riunisce, infatti, in un’unica sede di confronto, Prefettura, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Forze di Polizia, Ufficio Scolastico Regionale e rappresentanti delle istituzioni scolastiche di primo e secondo grado, Provincia e Comune di Potenza, Azienda Sanitaria, Ufficio del Garante regionale dell’infanzia e del-

l’adolescenza, Consulta Provinciale degli Studenti, Ordini professionali degli Psicologi e degli Avvocati e Caritas Diocesana. Una composizione volutamente ampia e multidisciplinare, pensata per mettere in comunicazione osservatori diversi e complementari e restituire una lettura quanto più possibile completa delle dinamiche che attraversano il mondo giovanile, valorizzando il contributo e la specificità di ciascuna componente.Prima mission del G.L.I. è quella di assicurare una rilevazione costante dei fenomeni che interessano il mondo della scuola, incrociando i dati provenienti dagli Istituti scolastici con quelli delle Forze di Polizia. L’obiettivo è disporre di una fotografia sempre aggiornata della realtà provinciale, capace di cogliere tempestivamente evoluzioni, tendenze ed eventuali segnali di criticità e di orientare le conseguenti azioni di prevenzione. Una attività già avviata nei mesi scorsi, su impulso del Prefetto Campanaro, attraverso il monitoraggio degli Istituti scolastici della provincia, che ha restituito un quadro senz’altro da attenzionare ma, nel complesso, non allarmante. «Un dato che non deve tradursi in un abbassamento della soglia di attenzione – ha precisato il Rappresentante del Governo – Al contrario, proprio l’assenza di condizioni emergenziali consente di investire con maggiore efficacia sulla prevenzione, concentrando l’attenzione anche sui cosiddetti “segnali deboli”: episodi non sempre fatti emergere, difficoltà relazionali, isola-

menti e manifestazioni di disagio che possono rimanere confinati all’interno della comunità scolastica e che, se non tempestivamente intercettate, rischiano di evolvere in situazioni più complesse».Seconda mission del G.L.I. è l’elaborazione di Linee guida operative condivise, capaci di tradurre il patrimonio di conoscenze e competenze della rete in procedure concrete per intercettare anche le situazioni di disagio sommerso e attivare, quando necessario, interventi tempestivi e coordinati. L’obiettivo è costruire una filiera operativa nella quale ogni segnale venga indirizzato verso la risposta più adeguata, distinguendo le situazioni che presentano profili di illegalità da quelle nelle quali prevalgono esigenze di natura educativa, sociale, sanitaria o psicologica. In questa prospettiva, le Linee guida definiranno modalità di segnalazione ed attivazione, strumenti e timing della risposta. Non nuove procedure da sovrapporre a quelle esistenti, ma connessioni operative tra competenze, informazioni e risorse già presenti sul territorio.La riunione è, quindi, proseguita con un ampio e partecipato confronto tra i componenti del G.L.I., che, ciascuno dal proprio privilegiato punto di vista, hanno offerto contributi e riflessioni sulle principali forme di disagio che interessano il mondo giovanile, a partire dalla scuola primaria, e sugli strumenti più efficaci per intercettarle precocemente. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo della famiglia, quale prima agenzia educativa, e alla ne-

cessità di sostenerla e accompagnarla nella capacità di riconoscere i segnali di difficoltà che possono manifestarsi durante il percorso di crescita dei ragazzi. Proprio il coinvolgimento delle famiglie costituirà uno dei primi terreni operativi sui quali sarà chiamata a misurarsi la nuova cabina di regia. Il G.L.I. tornerà, infatti, a riunirsi il prossimo 29 ottobre per la predisposizione di un modello pilota da sperimentare in alcuni Istituti scolastici, attraverso la creazione di focus group, pensati come momenti di incontro, ascolto e confronto con le famiglie. Tra le ipotesi emerse dal confronto anche la costruzione di percorsi formativi con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine e degli Ordini professionali degli Avvocati e degli Psicologi, i cui contenuti e modalità saranno definiti nella prossima sessione di lavoro del G.L.I.«Ho fortemente voluto questo Tavolo interistituzionale perché si acceleri sul versante di una prevenzione strutturata, mettendo insieme, in maniera ragionata, competenze ed esperienze diverse. La vera sfida è fare squadra! Ce lo ha ricordato ancora una volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella qualche giorno fa, in occasione della inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice: le Istituzioni tutte non devono recedere dalle loro responsabilità, ma devono realizzare insieme un’etica condivisa, facendo prevalere nella Scuola la convivenza ed il rispetto per mettere al bando ogni forma di violenza», le parole del Prefetto a fine riunione.


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Anche quando non ci consegna la risposta che avevamo preparato

La vita risponde

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DI FABRIZIO QUARATINO

i sono domande che pronunciamo sottovoce, quasi temessimo di disturbare la vita mentre è occupata altrove. Ho fatto tutto ciò che potevo. E adesso? È una domanda che conosco. Non perché possieda risposte speciali, ma perché ho imparato quanto coraggio serva per restare davanti a una porta senza sapere se si aprirà. Il dubbio non è una vergogna. È una visita scomoda, di quelle che arrivano senza avvisare e pretendono pure il caffè. Non dobbiamo offrirgli le chiavi di casa. Possiamo ascoltarlo, capire cosa ci sta segnalando e poi accompagnarlo gentilmente alla porta. Non ogni pensiero merita di diventare il nostro comandante. La fiducia, per me, non consiste nel dichiararsi immuni dalla paura. Consiste nel non affidarle ogni decisione. Nel continuare a interrogarci senza trasformare l’incertezza in una condanna. IL CIELO NON È UN DISTRIBUTORE AUTOMATICO Sarebbe magnifico poter inserire una determinazione, selezionare il desiderio e ritirare il risultato dallo sportello inferiore. Magari con lo scontrino, per eventuali reclami. Purtroppo non funziona così. E meno male: ridurre la nostra vita a una transazione significherebbe impoverire proprio ciò che cerchiamo di comprendere. La pratica spirituale non è un contratto assicurativo contro gli imprevisti. Non ci rende creditori dell’universo, né trasforma ogni attesa in una colpa personale. Possiamo impegnarci con tutto il cuore e incontrare comunque un rifiuto, un ritardo, una perdita. Questo non dimostra che abbiamo creduto poco. Dimostra soltanto che la realtà non si lascia amministrare dai nostri desideri. La sfida è imparare a starci dentro senza perdere iniziativa, intelligenza e tenerezza. QUANDO IL BENEFICIO NON FA RUMORE Ci sono risultati che si possono fotografare: una soluzione, un lavoro, un incontro atteso. Altri non entrano nell’inquadratura. Per

esempio, la prima volta che ascoltiamo una critica senza preparare mentalmente un’arringa difensiva. O quando riconosciamo di aver sbagliato, senza cercare immediatamente un colpevole più comodo. Sono avvenimenti minuscoli. Nessun taglio del nastro, nessuna banda municipale, nessun comunicato celebrativo. Eppure cambiano la qualità dei nostri rapporti. Chiamarli benefici invisibili non significa fingere che le bollette si paghino con la serenità. Le necessità concrete restano concrete e meritano risposte altrettanto concrete. Significa accorgersi che, mentre cerchiamo una soluzione, possiamo sviluppare risorse che prima non sapevamo utilizzare: discernimento, pazienza, capacità di chiedere collaborazione. Non sono premi di consolazione. Spesso ce ne accorgiamo soltanto dopo, quando affrontiamo una situazione simile e scopriamo che questa volta sappiamo reagire diversamente. Sono strumenti per vivere meglio, qui, nella realtà. LA SOFFERENZA NON È UNA CONDANNA Non voglio celebrare il dolore. Ne abbiamo già abbastanza senza organizzargli anche una cerimonia di premiazione. Ci sono sofferenze ingiuste, ferite che richiedono cura, situazioni dalle quali bisogna uscire, non ricavare una morale edificante. Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a ringraziare per ciò che lo ha ferito. Ma una cosa possiamo tentare: impedire che il dolore diventi l’unico interprete della nostra storia. Trasformare una difficoltà non significa dichiararla bella. Significa cercare, quando possibile, un gesto che restituisca movimento a ciò che sembrava bloccato. A volte quel gesto è una decisione coraggiosa. Altre volte è accettare un aiuto competente. Oppure ammettere, finalmente, che non ce la facciamo da soli. Anche questa è forza. Forse una delle sue forme meno celebrate. LA FORZA CHE NON SCHIACCIA

Quando qualcuno soffre, vorremmo consegnargli subito una certezza. “Vedrai, si sistemerà tutto”. Lo diciamo con amore. Ma qualche volta è più un desiderio nostro che una promessa sostenibile. Preferisco offrire qualcosa di meno spettacolare e più affidabile: presenza, ascolto, una mano disponibile, idee da valutare insieme. Soprattutto, la fiducia che l’altro conservi una propria voce, anche quando la paura la rende flebile. Sostenere non è occupare ogni spazio libero nella vita di una persona. È lasciare che possa scegliere, assumersi responsabilità, perfino dissentire da noi. La mia determinazione non deve diventare un peso sulle sue spalle. Nemmeno quando sono convinto di avere capito tutto: soprattutto allora, dovrei imparare a fare una domanda in più. Se la mia forza ha un senso, è aiutare qualcuno a riconoscere la propria, senza chiedergli di somigliarmi. LA RISPOSTA COMINCIA DA NOI Ci sono attese che chiedono pazienza e altre che nascondono una rinuncia a decidere. Distinguerle è già un lavoro serio. E richiede quella sincerità che non sempre riserviamo a noi stessi. Non basta pronunciare parole luminose men-

tre lasciamo che le questioni urgenti accumulino polvere sulla scrivania. Occorre verificare i fatti, cambiare metodo, cercare alleati, accettare qualche risposta sgradita. E quando un progetto non funziona, correggerlo non significa tradirlo. La determinazione non è testardaggine travestita da virtù. È disponibilità a imparare, anche quando l’orgoglio preferirebbe convocare una conferenza stampa per annunciare che avevamo ragione. LA VITA RISPONDE Non so quali risposte arriveranno domani. So però che non voglio misurare il valore di una persona soltanto dai desideri realizzati. Vorrei che chi oggi è

stanco potesse sentirsi accolto, non esaminato. Che chi dubita trovasse compagnia, non rimproveri. Che chi riparte lentamente non fosse scambiato per qualcuno che ha smesso di credere. Continuerò a offrire fiducia senza vendere certezze. A cercare possibilità senza negare gli ostacoli. A sostenere senza pretendere riconoscenza. Perché una risposta può essere un risultato. Ma può essere anche una domanda nuova, finalmente più libera dalla paura. La vita non ci deve un lieto fine su ordinazione. Eppure possiamo ancora rivolgerle una parola coraggiosa. E ascoltare, senza smettere di vivere, ciò che accade dopo.


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venerdì 9 ottobre 2026

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Cronache del 9 ottobre 2026 by Cronache - Issuu