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Tradita la ratio legis del nuovo Codice che Salvini ha definito
D I GA ETAN O FI ER R O
Nel 1954 non ricevette il Premio Viareggio per la poesia perché si trovò in concorrenza con Rocco Scotellaro. In Basilicata, come nel Paese, dopo la seconda guerra mondiale, si respirava un clima di maggior fiducia e speranza. Erano gli anni del Piano Marshall. Il Mezzogiorno d'Italia riceveva aiuti economici concreti. La (...)
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he il Bardi bis sia arrivato alla sua versione terminale è così felicemente evidente da non perdere più tempo nemmeno a convincere i patrioti di centrodestra che per sbaglio o piccola convenienza fanno i giapponesi di turno tirando a campare perché dopo la sfilza di statistiche che Gimbe, Unioncamere, Svimez, Istat, Censis e così via ci stanno implacabilmente mostrando, quasi con cadenza settimanale, la Basilicata è sempre messa peggio e non solo nei suoi asset di sviluppo, ma fin dentro i suoi valori di comunità. Ora ci viene quasi da ridere che mentre a Roma si fanno facce beate per il furore anti immigratorio che si ha, proprio qui in una regione a guida centrodestra l’unico dato positivo che salta fuori arriva, guarda caso, dall’impegno lavorativo dei vituperati stranieri. Già perché a chi fa orecchie da mercante la nemesi politica l’ha spiegata bene la Cgia di Mestre ed è quella che se in Italia, negli ultimi otto anni (2017-2025), le entrate previste nel mercato del lavoro degli immigrati sono cresciute del 140%, in Basilicata il balzo è stato addirittura del 306%, peraltro a fronte d’un PIL regionale più che modesto. Canta Edo: “Che nemesi, na na na na…”
MATERA Nove mesi senza Presidente, oggi l’Assise si riunisce. Banco di prova per Nicoletti senza maggioranza


CONFARTIGIANATO
In Basilicata 1.800 imprese artigiane guidate da donne: evidenziata crescita dell’occupazione ma anche divari con l’Ue
■ Servizio a pag 10
LAVELLO
Incidente sulla ss 93 all’altezza della città dauna: ferito un bambino arrivato al San Carlo in codice rosso, ora fuori pericolo
■ Servizio a pag 16
131 COMUNI
La prima Sindaca lucana
Maria Santomassimo: «Dobbiamo recuperare una partecipazione femminile»
■ De Carlo a pag 11
REFERENDUM
Dibattito promosso dai Comitati Vassalli ed Einaudi per illustrare le ragioni del Sì: «Riforma per la democrazia»
■ Menonna a pag 6

Appalti, cavilli e burocrazia: 800mila già persi, altri 2 milioni a rischio
Tradita la ratio legis del Codice che per Salvini è «della fiducia»: la direzione della Sanità in deficit guida la SUA, ma la macchina si ingessa e si bruciano milioni
La Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata (SUA-RB) finisce sotto i riflettori per due gare pubbliche vitali per le strutture sanitarie, dove un approccio istruttorio ossessivo ha già causato l'esclusione dell'offerta più conveniente nella prima, con un risparmio perso di circa 800.000 euro, e minaccia di replicarsi nella seconda, gonfiando la spesa pubblica in un momento di grave crisi finanziaria regionale. Ma la cosa più paradossale è proprio quella che la SUA-RB è sotto la medesima direzione della stessa Sanità. Infatti, sia il direttore generale (Tripaldi) che l’assessore (Latronico) sono a capo delle due strutture.
E questo diventa ancora più paradossale se si considera che la Regione è in pieno disavanzo sanitario per decine di milioni di euro e con il bilancio 2026 ad un passo dalla paralisi. Dunque appaiono del tutto anomale queste scelte che sembrano privilegiare cavilli su dettagli minori rispetto alla globalità del risparmio, tradendo la missione di efficienza della SUA-RB e penalizzando i contribuenti lucani. Ma andiamo per ordine.
LA GARA SUL NOLEGGIO
BIANCHERIA: ESCLUSA L’OFFERTA DA RECORD, LA REGIONE PERDE 800.000 €
La Regione Basilicata, con la SUA, lo ripetiamo, diretta non Dipartimento sanità, con la Determinazione Dirigenziale n. 20BD.2025/D.00001 dell'8 gennaio 2025, indice una procedura aperta per un accordo quadro sul noleggio e lavaggio di biancheria piana, confezionata e materasseria destinata a IRCCS-CROB di Rionero, ASP Potenza, ASM Matera e AOR San Carlo. L'importo a base di gara è imponente: circa 25 milioni di euro, più altri 5 per l'opzione di proroga e 5 per il quinto d'obbligo in caso di aumenti, per un valore globale stimato di circa 34 milioni di euro al netto dell’IVA.
Le offerte dovevano pervenire entro le 12:00 del 28 marzo 2025. 6 sono stati i concorrenti che hanno presentano la propria offerta. Nel Verbale n. 12 della Commissione Giudicatrice, datato 7 ottobre 2025 e aperto al pubblico, emergono i punteggi tecnici riparametrati: l'RTI PACIFICO SRL – LAVIT SPA conquista il massimo assoluto di 70 su 70, seguita da LAVANDERIA D'ALESSIO SRL con 61,62, SERVIZI SANITARI INTEGRATI SRL con 61,53 e HOSPITAL SERVICE SRL con 60,25; ADAPTA SPA viene esclusa per non aver superato la soglia minima di 42 su 70. Aprendo le offerte economiche, l'RTI PACIFICO è ancora avanti a tutti: 30 su 30 punti con un'offerta da 14,4 milioni di euro, contro i 26,05 punti e 15,6 milioni di SERVIZI SANITARI INTEGRATI, i 24,74 e 16 milioni di LAVANDERIA D'ALESSIO, e gli 18,55 con 17,9 milioni di HOSPITAL SERVICE.
La graduatoria provvisoria ha visto l'RTI PACIFICO in vetta con 100 punti su 100 tra le due offerte, ma la SUA dichiara anomala l’offerta perché sia il punteggio tecnico che quello economico superano i 4/5 del massimo, ai sensi del paragrafo 23 del Disciplinare. Ma è qui che si viene a determinare il cortocircuito legale e di opportunità. Il nuovo codice degli appalti prevede la possibilità di poter addurre motivazioni per spiegare l’eventuale anomalia dell’offerta. Anche perché il ministro Salvini, padre della riforma del nuovo istituto giuridico, lo ha più volte definito “il codice della fiducia”. E cioè, in soldoni, snellire le procedure, dare fiducia alle imprese e far risparmiare soldi allo Sta-

to.
Ma è proprio qui che inizia il dramma che sembra andare in totale controtendenza al codice e alla stessa ratio voluta dal legislatore: la verifica dell'anomalia si trasforma in una serie di richieste istruttorie sempre più minuziose, frammentarie e parcellizzate, una vera "caccia all'errore" su singole voci di costo, anziché una valutazione complessiva della congruità e attendibilità dell'offerta nel suo insieme. Nonostante le giustificazioni fornite, che promettevano un risparmio netto di circa 800.000 € rispetto alle alternative più costose, l'amministrazione non le accoglie e procede all'esclusione dell'RTI, con l'ombra di costi più onerosi a carico dei contribuenti.
LA GARA SULLA STERILIZZAZIONE: STESSO COPIONE IN AGGUATO PER IL LOTTO STRUMENTARIO
Probabilmente se si fosse verificato solo l’episodio della gara della lavanderia non ci saremmo occupati del caso. Ma una situazione del tutta analoga, che riguarda sempre la stazione appaltante e gli affidamenti in materia sanitaria, si sta verificando su un’altra gara.
A poca distanza temporale, con Determinazione dirigenziale n. 20BC.2025/D.00029 del 27 febbraio 2025, la SUA-RB ha indetto un'altra procedura aperta per l'affidamento in outsourcing della gestione integrata dello strumentario per attività di sala operatoria, ambulatoriale, ospedaliera e territoriale dell'ASM Matera, coincidente con le sedi delle aziende sanitarie del Servizio Sanitario Regionale. Il bando si articola in due lotti: il Lotto 1 copre la gestione integrata dello strumentario, sterilizzazione, alta disinfezione e noleggio di strumentario chirurgico e dispositivi medici riutilizzabili, con importo a base di gara di quasi 19 milioni di euro. Il Lotto 2 riguarda la fornitura di strumentario monouso per ambulatori, con base d’asta da 850 mila euro circa. Le offerte dovevano arrivare entro le 12:00 del 21 maggio 2025.
Per il Lotto 1, i partecipanti sono 4 e i punteggi premiano l’offerta economicamente più vantaggiosa: in testa la Lavit SpA con 74,59 punti per l’offerta tecnica e 20 per quella economico per un totale di 94,59 punti, seguita da STERITALIA SPA di Perugia (80 tecnico, 10,94 economico, totale 90,94), ADAPTA SPA di Pomezia (75,53 tecnico, 15,35

economico, totale 90,88) e STERIMED S.R.L. di Surbo (75,92 tecnico, 12,93 economico, totale 88,85).
Tra la prima in graduatoria e la seconda vi è un divario in termini economici che porta ad un aggravio di spesa pubblica della regione Basilicata, nel caso in cui venisse esclusa la prima, pari ad € 2 milioni e mezzo di euro. Ad oggi, gli atti non restituiscono esiti definitivi sull’anomalia, ma il precedente della gara lavanderia alimenta forti timori: si replicherà la stessa farraginosa istruttoria, escludendo l'offerta economicamente più vantaggiosa, per cavilli su voci isolate, favorendo soluzioni più care e un ennesimo aggravio per la sanità pubblica.
CODICE DEGLI APPALTI
E INDICAZIONI DEL LEGISLATORE DISATTESI CON AGGRAVIO PER LA GIÀ MALATA SANITÀ Queste procedure, nate per razionalizzare la spesa e garantire servizi di qualità al minor costo, finiscono per incarnare l'opposto: verifiche amministrative che frammentano l'analisi globale, ignorando risparmi concreti come i 800 mila euro svaniti nella prima gara, e 2 milioni che si rischia di spenderne per la seconda. La Regione Basilicata, alle prese con un disavanzo cronico soprattutto sanitario, vede il bilancio di previsione 2026 bloccato da ritardi, paralizzando spese, investimenti e trasferimenti agli enti locali. La SUA-RB, che lo ricordiamo dipende dallo stesso dipartimento e dalle stesse persone fisiche, istituita per trasparenza e centralizzazione, appare quasi ostile alle offerte lowcost, con un fare istruttorio che privilegia costi superiori a danno di una sanità già affannata da uscite ingenti. I cittadini contribuenti, primi veri pagatori, meritano di meglio: più efficienza, meno sprechi. D’altro canto, legge alla mano, non possono che riecheggiare le parole del ministro Salvini quando ha varato la nuova norma che regolamenta gli appalti pubblici, dichiarando: “Meno burocrazia, meno perdite di tempo, più fiducia alle imprese”.
Ecco alla stazione Única appaltante della regione Basilicata sembrano aver preso al contrario a queste parole sempre più burocrazia, aumenti delle perdite di tempo e poca fiducia alle imprese con addirittura l’aggravante di costi per la già malata sanità lucana che schizzano alle stelle per medesimi servizi che si potrebbero ottenere a prezzi più bassi.














Sono stati 1121 i votanti su 1190 tra sindaci e consiglieri dei 100 comuni che fanno parte della provincia

Nella Sala Consiliare della Provincia di Potenza si sono svolte le elezioni per il rinnovo dell’Assise. Ben 1190 gli aventi diritto al voto, 1121 votanti per una percentuale dell'85.6% dei sindaci e dei consiglieri dei 100 comuni appartenenti alla provincia di Potenza.
Le elezioni sono servite per il rinnovo dei dodici componenti del consiglio provinciale. Sei le fasce previste, la A quella azzurra che riguardava i comuni fino a 3000 abitanti, la scheda arancione, fascia B che riguardava i comuni da 3001 a 5000 abitanti, la scheda grigia C con i comuni dai 5001 ai 10000 abitanti, la scheda rossa D con le amministrazioni dai 10001 ai 30000 abitanti e la verde, la E con i comuni dai 30000 ai 100000 abitanti. Il voto ponderato varia da scheda a scheda. Poche sono state le schede contestate durante lo spoglio.
Una giornata intensa, che ha visto all'ingresso della Prefettura un via vai continuo di addetti ai lavori, politici, consiglieri impegnati nella giornata del voto. Lo scrutinio ha avuto inizio alle 21:20. I voti vengono estratti uno alla volta e senza particolari problemi da parte del collegio degli scrutatori.
Una tornata utile per sanare gli
equilibri delle forze in campo che ha visto la presenza di sei liste chiamate a contendersi gli scranni più alti di Piazza Mario Pagano e a guidare l'ente provinciale. Si è trattato del primo banco di prova in vista tra l'altro delle prossime elezioni Politiche ma anche e soprattutto dei referendum sulla giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. L'attesa è stata spasmodica sin dalle prime ore del voto e in tanti hanno preso d'assalto il Palazzo della Provincia di Potenza per discutere, dibattere e mettere in campo azioni a sostegno del territorio provinciale di Potenza.
Le sei liste impegnate nella tornata elettorale sono state quelle di Casa Riformista-Italia VivaProgetto Civico Italia che ha presentato Maria Cillo, Filippo Sinisgalli, Tiziana Arleo, Felicetta De Bonis, Annamaria Grieco, Francesco Labanca, Antonio Latorraca e Vincenzo Vigna, quella di Fratelli d'Italia che ha messo in campo Antonio Vigilante, Serena Grieco, Antonio Cicchella, Federico Pippa, Debora Innella, Lazzaro Veneziano e Rosita Gerardi, la terza lista, quella di Forza Italia è stata rappresentata da Nicola Bartolomeo, Rossana Briglia, Rosaria Calcagno, Pietro Dibuono, Giovanna Di Sanzo, Giu-



seppe Mitolo, Gianmichele Restaino e Vivnaia Termine, la quarta lista “La Provincia dei 100 Comuni ha visto impegnati Alfonso Nardella, Barbara Quatti, Giovanni Russo e Margherita Bochicchio, Azione con Calenda, quinta lista delle elezioni provinciali ha visto la presenza di Carmen Coletta, Carmine Antonio Conte, Giuseppe De Salvo, Valeria Giorgio, Giuseppina Labanca,
Carminedavide Pace, Stefania Ponzo, Jessica Salvia e Donato Schettino, la sesta e ultima lista quella di Provincia Unita-Centro Sinistra Unito ha visto la presenza di Vitina Claps, Alessio Giordano, Salvatore Falabella, Caterina Josco, Rosa Pietrafesa, Luigi Simonetti, Pierluigi Smaldone, Enzo Stella Brienza, Giovanna Rizzo e Gianmarco Guidetti. F.M


Affermare che la risposta dell’Agcom è solare e chiara non renderebbe sufficientemente onore ai funzionari che l’hanno scritta: “L’associazione Radicali Lucani può, nello svolgimento della propria attività politica, partecipare ai programmi di informazione politico/elettorale sulla tematica referendaria (ex art. 5 cit. legge), in quanto la correttezza, l’equilibrio e l’imparzialità dell’informazione “devono essere assicurati nella diffusione delle prese di posizione assunte da qualunque soggetto in relazione al quesito referendario”. A questo punto verrebbe da chiedersi cosa abbiano da dire i manganellatori della Rai e tutto quel vasto mondo di informazio-
ne privata fatta di agenzie, TV, Radio, giornali cartacei e non.
Ma soprattutto c’è da chiedersi cosa abbiano da dire rispetto alle indecenti parole pronunciate dalla vicepresidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei serviziradiotelevisivi, Augusta Montaruli, che è arrivata addirittura a minacciarmi perché avevo osato rappresentarle che le sue interpretazioni non erano corrette. Come infatti mi è stato confermato dalla stessa Agcom, è la Commissione a dettare la linea all’Agcom e non viceversa. Tradotto: la Commissione di cui la Montaruli è vicepresidente la competenza ce l’ha e ce l’ha in pieno sui temi che ho sollevato, attinenti il rispetto del diritto umano alla conoscen-
za e il tradimento dello stesso da parte, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo e cioè la Rai. Questo per non dire che le TV, sia pubbliche che private, hanno margini di manovra che la Rai si guarda bene da utilizzare. Fatto sta, che, sulla base della risposta dell’AGCOM, definire censorio il comportamento assunto per esempio dalla Rai Basilicata, ancor prima che scattasse la campagna referendaria, è un mero eufemismo.
A questo punto mi chiedo: la Rai saprà e vorrà porre rimedio alle gratuite manganellate distribuite in questi mesi?
Ci sarà un giornalista disposto, oltre le colonne d’Ercole di Eboli, ad occuparsi di quanto di grave si è consumato in questi mesi?

La Commissione di Vigilanza, al di là delle arroganti e tracotanti risposte della sua vicepresidente, vorrà tenere in considerazione quel che con chiarezza abbiamo esposto fin dal 15-17 novembre 2025? Me lo auguro di cuore, ne va della qualità della nostra democrazia, che già è messa molto male.
*S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI
Il referente regionale Curatella: «La regione sarà l’avanguardia politica della destra nazionale»

Grande partecipazione e sala gremita per l’inaugurazione del Comitato Costituente di Futuro Nazionale in Basilicata, svoltasi a Venosa presso la Tenuta Lagala. L’evento ha registrato la presenza di oltre 200 persone, con partecipanti arrivati da diverse aree della regione. All’incontro hanno preso parte cittadini, professionisti, imprenditori, agricoltori, lavoratori e amministratori locali, confermando l’interesse attorno al nuovo progetto politico promosso dal movimento.
Tra i relatori l’onorevole Rossano Sasso, cofondatore di Futuro
Nazionale e responsabile Sud del partito, che ha sottolineato il significato politico dell’iniziativa: «La destra di Futuro Nazionale arriva anche in Basilicata. Ieri a Venosa tanta gente giunta da ogni parte della regione non per una semplice riunione politica ma per il richiamo a dei valori, quelli della destra nazionale, abbandonati ormai da tempo dai partiti tradizionali. Siamo in forte espansione perché, oltre a rappresentare una delle poche vere novità politiche degli ultimi anni, grazie a Roberto Vannacci parliamo dritti al cuore della gente». Nel suo intervento Giulio Cura-
tella, referente del Comitato Costituente lucano e componente del direttivo nazionale del movimento Il Mondo al Contrario, ha evidenziato il ruolo che la Basilicata può assumere nella nuova fase politica del movimento: «La Basilicata si conferma un’avanguardia politica della destra e torna ad essere protagonista. Siamo nella fase costituente e da oggi parte il mio tour in tutta la regione per coinvolgere lucani entusiasti. L’obiettivo è arrivare alla fase congressuale con una struttura forte e credibile, composta soprattutto da giovani. Ci rivol-
giamo in particolare alle nuove generazioni e mi impegno a costruire una classe dirigente determinata, coraggiosa e futurista». Durante la serata è stato inoltre ricordato che il tesseramento a Futuro Nazionale è attualmente attivo e avviene tramite il sito ufficiale del partito.
La partecipazione registrata a Venosa rappresenta il primo passo di un percorso organizzativo che nelle prossime settimane porterà alla nascita di nuovi comitati costituenti sul territorio lucano, con l’obiettivo di radicare il movimento in tutta la regione. D I MAU R IZ IO BOL O GN ET T I

A Potenza un dibattito per illustrare le ragioni del “si”. Avvocati, politici ed esperti discutono la riforma voluta dal Ministro Nordio
Sabato mattina, presso la sala conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, il Comitato Vassalli, presieduto da Gerardo Lisco, ha organizzato una tavola rotonda per sostenere il "sì" al referendum sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. L'incontro, sobrio e costruttivo, ha dato spazio alle ragioni di chi appoggia la riforma del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che mira a modificare in profondità il funzionamento della magistratura.
All’evento hanno partecipato figure di spicco come gli avvocati Stefania Fiore ed Enzo Falotico del Foro di Potenza, gli onorevoli Gianni Pittella e Gianfranco Blasi, e il direttore de Il Riformista Claudio Velardi. Un dibattito animato da interventi e riflessioni che hanno messo in luce gli aspetti positivi del referendum, tra cui la separazione delle carriere, la distinzione tra giustizia requirente e giudicante, il superamento del carrierismo e delle clientele, l’introduzione del sorteggio dei giudici e il rafforzamento dell’equità e della libertà della magistratura.
Per oltre tre ore, i relatori hanno approfondito le implicazioni della riforma, sottolineando la necessità di un cambiamento per migliorare il sistema giudiziario italiano. Tra i contributi più significativi, quelli del docente Rocco Giurato e dell’avvocato Tani Por-
retti, che hanno spiegato i punti fondamentali della riforma e ribadito il loro appoggio al "sì".
L’avvocato Stefania Fiore ha espresso con decisione il suo sostegno al referendum, definendolo «una battaglia di civiltà e di garanzie». Secondo Fiore, «votare sì significa determinare la piena attuazione dell’articolo 111 della Costituzione, che rappresenta un presidio fondamentale per un giusto processo. Non ci sono ragioni politiche o testuali che possano giustificare un voto contrario».
Anche Gerardo Lisco, presidente del Comitato Vassalli, ha sottolineato l’importanza del referendum, dichiarando: «Le ragioni del sì sono semplici e chiare. Questa è una battaglia per la difesa della democrazia. La separazione delle carriere rappresenta una conquista di civiltà giuridica per il nostro Paese. Tuttavia, il dibattito si è spostato su questioni strumentali che nulla hanno a che vedere con la Costituzione. È fondamentale tornare al merito della riforma, senza cedere al populismo e all’antidemocrazia». Gianfranco Blasi, altro convinto sostenitore del sì, ha evidenziato: «Votare sì è un gesto di ragionevolezza per completare il dettato costituzionale dell’articolo 111. Serve a riequilibrare i poteri, rafforzando la credibilità della magistratura e riducendo il conflitto tra politica, giurisdizione e magistratura. Il sorteggio dei giudici

può contrastare il carrierismo e le influenze delle correnti, riportando i magistrati alla loro funzione primaria: l’alta giurisdizione». L’onorevole Gianni Pittella ha ribadito il proprio sostegno alla riforma, sottolineando l’importanza di garantire l’autonomia della magistratura: «Rafforzare il ruolo di terzietà della magistratura significa distinguere nettamente la funzione giudicante da quella accusatoria. I cittadini hanno diritto a un sistema giudiziario democratico, dove un giudice accusa e un altro, terzo e imparziale, giudica. Questo equilibrio tra i poteri dello Stato, basato su pesi e contrappesi, è essenziale per la de-
mocrazia».
L’incontro, arricchito dalla partecipazione di esperti del mondo politico, giuridico e della comunicazione, ha rappresentato un momento di riflessione e approfondimento su un tema centrale per il futuro del Paese.
Il Comitato Vassalli ha voluto così ribadire il proprio impegno a favore della riforma, puntando su una giustizia più equa e trasparente, in cui la separazione delle carriere e il superamento delle logiche di potere rappresentino un passo decisivo verso una maggiore credibilità del sistema giudiziario italiano.
F RANCESCO M ENONNA
Domani al Park Hotel a Potenza l’incontro con esperti e sindacalisti sul Referendum
Si terrà domani alle 9:30, al Park Hotel di Potenza, l’incontro "Difendiamo la Costituzione", organizzato dalla
Cgil Basilicata, dallo Spi
Cgil regionale e dalla Cgil di Potenza per sostenere il No al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.
Dopo l’introduzione di Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, e i saluti di Vincenzo Esposito, segretario

generale della Cgil di Potenza, interverranno Benedetta Tobagi, Giovanni Bechelet, Gabriella Reillo, Fernando Mega e Tania Scacchetti. Concluderà i lavori il segretario nazionale Christian Ferrari.
La Cgil esprime forti critiche alla riforma, definendola una minaccia all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Secondo il sindacato, la riforma non solo separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma modifica profondamente il modello costituzionale del CSM, aumentando i costi e limitando le garanzie per i cittadini.
La Cgil denuncia inoltre la mancanza di una discus-
sione parlamentare ampia e condivisa, definendo il procedimento di approvazione della riforma “blindato” e contrario allo spirito democratico dei padri costituenti. Per il sindacato, votare No è fondamentale per difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e i diritti democratici dei cittadini, messi a rischio da un disegno politico che include anche l’autonomia differenziata e il premierato. L’indipendenza della magistratura, conclude la Cgil, è un pilastro delle democrazie liberali e un argine contro l’abuso del potere esecutivo, a tutela dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Si è conclusa con grande partecipazione e con un clima di intensa condivisione la tre giorni de “L’altra faccia di Penelope”, l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Pignola in collaborazione con la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza e con l’artista Maria Ditaranto, dedicata alla valorizzazione dell’artigianato femminile come patrimonio di creatività, competenze e identità dei territori.
Dal 6 all’8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Pignola si è trasformata in un luogo di incontro, racconto e riflessione, dove tradizione, arte e lavoro delle donne hanno intrecciato esperienze, saperi e prospettive. Mostre, momenti di confronto, incontri e performance artistiche hanno dato voce alle eccellenze femminili del territorio, mettendo al centro il ruolo delle donne nello sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali.
Ad aprire il festival è stato il suggestivo concerto dell’Orchestra Maldestra, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio musicale emozionante dedicato alle grandi voci femminili della storia della musica. Un omaggio intenso alle donne che, attraverso l’arte, hanno saputo raccontare libertà, identità e cambiamento, offrendo uno sguardo potente e contemporaneo sulla forza espressiva femminile.
Particolarmente partecipato anche il convegno dedicato al rapporto tra artigianato, lavoro femminile e territori, che ha visto il contributo di istituzioni, esperte, artigiane e protagoniste dell’imprenditoria locale. Il confronto, moderato dalla direttrice di Cronache Lucane Rosamaria Mollica, ha messo in luce quanto l’artigianato rappresenti oggi non so-
lo una tradizione da custodire, ma una vera opportunità di sviluppo sostenibile, capace di generare occupazione qualificata, contrastare lo spopolamento e rafforzare il legame tra comunità e territorio. La figura di Penelope, simbolo di pazienza, intelligenza e resilienza, è stata reinterpretata durante il festival in chiave contemporanea: non più soltanto custode dell’attesa, ma protagonista attiva di un cambiamento che intreccia lavoro, autonomia, creatività e innovazione.
Il successo di questa edizione apre ora nuove prospettive. L’auspicio condiviso dagli organizzatori è che “L’altra faccia di Penelope” possa evolversi nei prossimi anni in una vera e propria residenza artigiana, capace di ospitare artigiane, designer, artiste e giovani talenti, creando uno spazio permanente di sperimentazione, formazione e produzione culturale.
Tra i progetti che si intendono sviluppare già dalla prossima edizione vi è anche “l’artigianato delle parole”, un percorso dedicato alla scrittura, al racconto e alla narrazione come forme di artigianato immateriale. Un laboratorio creativo in cui parole, memoria e territorio possano intrecciarsi proprio come i fili di un telaio, dando vita a nuove storie e nuovi immaginari collettivi.
“L’altra faccia di Penelope” si conferma così non solo come un festival, ma come un cantiere aperto di idee e di relazioni, dove il talento e il lavoro delle donne continuano a tessere – filo dopo filo – nuove trame di futuro per le comunità e i territori.
La Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha sottolineato il valore dell’iniziativa e il significato che essa assume per il riconoscimento del lavoro femmi-


nile: «Il lavoro delle donne rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo dei territori e per la crescita delle comunità. In iniziative come L’altra faccia di Penelope emerge con grande chiarezza quanto il talento, la creatività e la competenza femminile possano generare valore economico, sociale e culturale». «L’artigianato, in particolare, racconta storie di saperi tramandati, di capacità imprenditoriale e di radicamento nei luoghi. Ma perché questo patrimonio possa davvero diventare opportunità di futuro è necessario continuare a valorizzarlo e sostenerlo con politiche concrete, che favoriscano l’accesso al lavoro, alla formazione, ai mercati e all’imprenditorialità femminile» continua la consigliera Bonito. «Il lavoro delle donne non può restare invisibile o marginale: va riconosciuto, accompagnato e messo nelle condizioni di crescere. In questo senso, esperienze come quella di Pignola dimostrano quanto sia importante creare spazi di incontro, di racconto e di
progettazione condivisa, capaci di trasformare i talenti in sviluppo e coesione per i territori» conclude.
Gli organizzatori danno appuntamento alla prossima edizione, con l’impegno di continuare a costruire uno spazio sempre più ampio di partecipazione, creatività e valorizzazione dell’artigianato femminile.


L’analisi di Confartigianato per la Giornata internazionale evidenzia crescita dell’occupazione ma
POTENZA. In Basilicata le donne rappresentano una componente significativa del tessuto produttivo artigiano. Sono 1.800 le imprese artigiane guidate da donne, pari al 18,6 per cento del totale. Nel complesso nella regione si contano circa quindicimila imprese femminili. Di queste, 1.200 operano in provincia di Potenza e 600 in provincia di Matera.I dati emergono dall’analisi diffusa da Confartigianato in occasione della Giornata internazionale della donna, che propone un bilancio sul mercato del lavoro e sull’imprenditoria femminile in Italia.Negli ultimi anni le donne hanno mostrato una forte capacità di crescita nel mer-
cato del lavoro. Tra il 2021 e il 2025 l’occupazione complessiva è aumentata di un milione e 281 mila unità, pari al 5,6 per cento. La componente femminile ha contribuito in maniera decisiva con 598 mila occupate in più, pari al 6,2 per cento. A dicembre 2025 si registrano inoltre 97 mila lavoratrici in più su base annua.Nel 2024 il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 57,4 per cento, con un aumento di 4,2 punti percentuali rispetto al 2021. Nonostante i progressi, l’Italia resta all’ultimo posto nell’Unione europea per quota di donne occupate e presenta un divario di genere di 19,4 punti per-

centuali rispetto agli uomini.«I dati confermano che le donne sono una componente strutturale del nostro sistema economico», dichiara Rosa Gentile, dirigente
regionale di Confartigianato. «Servono strumenti concreti per sostenere chi fa impresa e favorire la conciliazione tra vita e lavoro».
A Potenza confronto tra magistrati, istituzioni e professionisti sulle condizioni e sulla necessità di rafforzare tutela e opportunità sociali
DI FRANCESCO MENONNA
POTENZA. Le donne meritano spazi migliori anche durante la propria carcerazione e, ove possibile, un reinserimento nel tessuto sociale. È quanto emerso sabato mattina al termine di un convegno svoltosi nell’Aula Grippo del Tribunale di Potenza dal titolo «Donne e carcere, diritti, trattamento e reinserimento», promosso dall’Associazione Giuriste di Potenza, dal Garante nazionale per i diritti delle donne e da Confindustria. Presenti la presidentessa dell’Associazione Giuriste di Potenza, Giuseppina Sabbatella, la presidente della Corte di Appello di Potenza, Gabriella Reillo, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Potenza, Francesco Bonito Oliva, la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Potenza, Paola Stella, la Garante nazionale per i diritti delle donne private della libertà personale e presidente nazionale dell’Associazione Donne Giuriste Italiane, Irma Conti, la segretaria dell’Associazione Donne Giuriste di Potenza, Daniela Casaletto, la presidente di Piccola Industria di Confindustria Basilicata, l’avvocatessa Cristiana Coviello, socia dell’Associazione Giuriste Italiane di Potenza, il direttore della Casa circondariale di Potenza, Paolo Pastena, il

presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali di Basilicata, Giuseppe Palo, la responsabile dell’area educativa del carcere di Potenza, Sonia Crovatto, l’assessore alla Programmazione del Comune di Potenza, Loredana Costanza, il dirigente scolastico dell’Ipsia Giorgi, Carmine Nigro, e una pattuglia di studenti del medesimo istituto.
Più sforzi per le donne in carcere, maggiori tutele e una coesione forte tra le parti in causa possono costituire un modello operativo di grande spessore per la condizione carceraria femminile. Il reinserimento delle detenute rappresenta l’elemento nevralgico della questione. Tutto questo perché il diritto a rinascere, a rivivere momenti di eleganza e bellezza rappresenta di fatto un fondamentale valore rieducativo.L’Adgi, con questo convegno, ha voluto far luce sul sovraffolla-
mento e sui percorsi rivolti alla maternità e al reinserimento sociale delle donne detenute. A Potenza la casa circondariale ospita quindici detenute che devono scontare reati di piccola entità. Le donne invisibili, quelle che affrontano sfide difficili, più impervie rispetto a quelle degli uomini.Paolo Pastena, direttore della Casa circondariale di Potenza, ha detto la sua in merito alle tematiche del confronto: «Certamente la detenzione al femminile ha delle caratteristiche particolari, non fosse altro per il numero estremamente ridotto rispetto alla popolazione maschile. Ma soprattutto per bisogni particolari e una sensibilità che caratterizza le donne, sempre molto intensa, per cui la donna soffre molto di più dell’interruzione delle relazioni familiari e amicali con l’esterno; quindi per la donna il carcere rappresenta un’esperienza parti-
colarmente forte. D’altro canto le statistiche dicono pure, fortunatamente, che il tasso di recidiva tra la popolazione femminile è inferiore rispetto ai detenuti uomini. La speranza, insomma, è che si possa sempre lavorare nel senso di poter costruire un futuro diverso per le donne detenute e per tutti i detenuti presenti nelle nostre strutture».
Paola Stella ha parlato del problema sottolineando quanto segue: «Nelle carceri lucane la situazione è positiva perché in tutta la regione esiste una sola sezione femminile, che è nella casa circondariale di Potenza. Si tratta di detenute per lo più per reati comuni. Quindi è possibile, anche per il numero ristretto - la sezione ha una capienza di circa quindici postiavviare progetti trattamentali. Anche se devo rilevare che a Potenza, come in Italia, il mondo femminile all’interno degli istituti penitenziari è un po’ abbandonato a se stesso, perché proprio i piccoli numeri non consentono tanti investimenti e tante attività. Sicuramente c’è bisogno di implementare i percorsi formativi e lavorativi e anche di favorire, per quelle attività dove c’è possibilità di commistione, percorsi misti anche per le donne recluse nelle sezioni femminili all’interno di carceri maschili, nonché la
possibilità di frequentare le ore scolastiche e corsi professionali con gli uomini. Perché alla fine all’interno del carcere bisogna un po’ ricreare le stesse condizioni che ci sono nella società esterna. Questa separazione non aiuta e questo potrebbe essere il primo passo da compiere». Irma Conti ha detto la sua sulle tematiche del convegno: «Oggi è importante perché ringrazio la presidente della Sezione Donne Giuriste di Potenza, Sabbatella, per aver coinvolto molte discipline e molte competenze intorno a questo tema importante, quello delle donne, del trattamento e del reinserimento. E allora, in questo senso, che cosa possiamo fare? Rispondo a questa domanda: noi possiamo dare l’opportunità della rieducazione e quindi della funzione rieducativa della pena, offrendo la possibilità di un reinserimento sociale. È importante la presenza di Confindustria, è importante la presenza dell’assessore del Comune di Potenza, è importante la presenza di molte persone che vogliono adoperarsi. C’è molta attenzione in questo momento, ma questa attenzione va concretizzata, perché altrimenti rimane una vana considerazione intorno a un sistema penitenziario che da troppi anni attende uno sdoppiamento».

Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschilefemminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.
DI M ARIA D E C ARLO *
Nella giornata di ieri è stata celebrata la Festa della Donna. Frasi, slogan ma anche provocazioni sulla veridicità di un riconoscimento che dovrebbe essere quotidiano e soprattutto di natura politica. Vorrei riproporre una riflessione sul ruolo che andrebbe dato alle donne nella co-gestione delle scelte comunitarie, e ne approfitto per saldare un “debito” che ho nei confronti di una donna, Maria Ippolita Santomassimo, prima lucana eletta sindaca ad Aliano nel 1973. Il debito è dato da un mio articolo che erroneamente (per fonti attinte in via indiretta) aveva attribuito il primato a Maria Santoro sindaca di Ruvo del Monte, eletta nel 1974, un anno dopo dalla Santomassimo e pubblicato nel volume “Ricostruire comuni-Tà. 131 Agorà dialoganti e in rete” (Brè edizioni 2024). Maria Ippolita Santomassimo è morta lo scorso anno (6 settembre 2025) all’età di 84 anni. Mi rammarico di non averla potuta incontrare. Dalle poche righe che trovo sul suo conto si deduce il suo carisma e la sua determinazione nel promuovere benessere per la comuni-
tà di quegli anni lontani. Ammirata e stimata dalla gente del popolo e dai contadini. Tra gli impegni quello di volere la sepoltura dell’amico Carlo Levi nel cimitero di Aliano. Ci poniamo una domanda sulle donne impegnate in politica in quegli anni e quelle dei nostri giorni. Sul loro ruolo e affezione per “il bene della comunità” e sulla loro presenza oggi, sicuramente molto più numerosa di quegli anni, ma con quale reale spazio decisionale? E non solo. Con quale affezione alla “cosa pubblica” e ad impegno di rete e collaborazione con e per le donne? Quale coinvolgimento degli uomini amici e sostenitori di una visione co-gestuale e collaborativa tra i due generi?
Ricordiamo che le donne italiane si recarono a votare per la prima volta proprio durante le elezioni amministrative del 10 marzo del 1946 (potevano votare ed essere votate).
In quegli anni molte donne contribuirono a migliorare la condizione femminile nel Paese promuovendo diritti, parità politica, economica e sociale.
Ci poniamo alcune domande sul ruolo delle donne nei luoghi istituzionali e/o dirigenziali. Le cosiddette “quote rosa”, promosse nel 2011 quale strumento per favorire e garantire la parità di genere, che hanno suscitato polemiche (per alcune/i) sottovalutando la finalità, cioè debellare un sistema monistico-maschile, quale cambiamento culturale ha prodotto in questi anni e con quali ricadute?
Altra questione. Quella del linguaggio e della grammatica italiana. Ancora si fa fatica, da entrambe le parti, nonostante una vasta letteratura e studi, a riconoscere il genere. Ci sono donne che preferiscono “uguagliarsi” al maschile… Che cos’è che le fa sentire inferiori? E perché molti uomini ritengono di essere superiori alle donne? Cosa impedisce il reciproco rispetto delle rispettive alterità-diversità?
Bisogna stare attente a
non correre il rischio dello “scimmiottamento”, cioè è necessario prendere coscienza della propria differente identità e dialogare con l’altro per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive. A ragione Virginia Woolf, che nel saggio del 1938 “Le tre ghinee” scriveva: “Oggi come non mai, le donne hanno l’occasione di costruire un mondo nuovo e migliore, ma se cercano di imitare passivamente gli uomini, non faranno che gettare al vento questa possibilità”. Quella che andrebbe riconosciuta e promossa è la differenza. Insieme, uomo e donna per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita, quale grande valore, apre così a percorsi di alterità e di ri-
spetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. L’impegno delle donne che andrebbe promosso fin dalla tenera età nelle scuole attraverso incontri significativi, ricerche e documentazioni su altre donne, magari a partire dal proprio territorio. Una lettura sulle questioni di vita quotidiana rilette attraverso il “genio” femminile di testimonianze significative. Senza dire poi dei percorsi di toponomastica femminile. Sul piano istituzionale e/o organizzativo, quali azioni si potrebbero promuovere per favorire una collaborazione-partecipazione duale, al di là delle quote rosa? Quali proposte si possono avanzare? Perché non creare una rete tra i Comuni con donne sindache e/o anche una rete tra le consigliere al di là del
colore politico? Ancora. In ogni Comune si potrebbe istituire una sorta di sportello (anche online) dove rispetto ad una problematica, si ascoltano le cittadine e i cittadini, valutando così il punto di vista tipicamente femminile. Pensate ad es., se a governare la Russia e l’Ucraina fossero state due donne. Avrebbero mandato i loro figli o i loro compagni a morire in guerra? O piuttosto avrebbero trovato altre soluzioni e alternative possibili? E ciò vale anche per altre realtà conflittuali. Chiudo con una celebre citazione di Olympe de Gouges: “L’ignoranza, l’oblio e il disprezzo dei diritti della donna sono le sole cause delle sventure pubbliche e della corruzione dei governi”. Ragioniamoci sopra!
* COUNSELORFILOSOFICA


Un confronto istituzionale concreto e operativo sulle prospettive della sanità nel Mezzogiorno ha riunito a Grassano rappresentanti di Campania, Basilicata e Puglia nell’iniziativa “La sanità del Mezzogiorno: analisi e prospettive – Campania, Basilicata e Puglia esperienze a confronto”, occasione di dialogo tra amministratori e direttori generali delle tre Regioni per condividere modelli organizzativi, strategie e strumenti di governo del sistema sanitario. Nel suo intervento conclusivo, l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, ha sottolineato che il confronto tra territori del Sud rappresenta un passaggio necessario per affrontare con responsabilità le sfide comuni, superando una narrazione fondata esclusivamente sulle criticità e costruendo invece un modello sanitario sostenibile, capace di rispondere a contesti caratterizzati da invecchiamento demografico, aree interne estese e dispersione della popolazione.
Per la Basilicata la scelta è chiara: rafforzare la sanità territoriale come strumento di equità e prossimità, superando una logica esclusivamente ospedale-centrica e garantendo una presa in carico che inizi e si sviluppi sul territorio, con continuità assistenziale e integrazione socio-sanitaria. In questa direzione si inserisce l’approvazione del nuovo Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona e alla Comunità 20262030, strumento organico che integra sanitario e sociale, supera frammentazioni e definisce obiettivi misurabili collegando la programmazione regionale alle opportunità del PNRR e ai fondi europei. L’Assessore ha richiamato l’attuazione degli interventi previsti dalla Missione 6, con la realizzazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali e lo sviluppo della telemedicina e della digitalizzazione dei percorsi assistenziali, evidenziando che non si tratta soltanto di infrastrutture ma di strumenti operativi per garantire presa in carico,
riduzione degli accessi impropri e maggiore continuità nelle cure. Centrale anche il rafforzamento del capitale umano attraverso un piano di assunzioni significativo con l’inserimento progressivo di nuove unità di personale sanitario e amministrativo, indispensabili per sostenere l’attuazione del PNRR, garantire il turn over e rafforzare servizi territoriali e ospedalieri, perché investire nelle persone significa garantire qualità, sicurezza e stabilità organizzativa.
Parallelamente sono stati programmati e attuati investimenti per l’ammodernamento delle grandi apparecchiature e delle dotazioni diagnostiche, con l’introduzione di nuove tecnologie per la diagnostica per immagini, l’innovazione dei laboratori e il potenziamento delle reti cliniche, nella consapevolezza che l’innovazione rappresenta una condizione necessaria per migliorare appropriatezza, tempi di risposta e qualità delle prestazioni.
Sul fronte della mobilità sanitaria e delle liste d’attesa è stato avviato un lavoro strutturato sul potenziamento delle specialità, sull’estensione dell’offerta e sull’attrattività delle strutture regionali, con l’obiettivo non soltanto di ridurre la mobilità passiva ma di rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario lucano.
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione, con il potenziamento degli screening oncologici mammografico, cervicale e colonrettale e l’introduzione pionieristica di due nuovi screening gratuiti per prostata e polmone, attraverso l’estensione delle fasce di età, il rafforzamento del personale dedicato, l’implementazione di sistemi digitali per il monitoraggio delle adesioni e l’ammodernamento delle apparecchiature, ribadendo che la prevenzione costituisce la prima forma di sostenibilità del sistema sanitario.
In parallelo è stato rafforzato l’impegno sulle politiche di welfare e sull’integrazione socio-sanitaria, con misure rivolte alle persone fragili, agli anziani, alle famiglie e alle aree interne, superando la frammentazione tra sa-

nitario e sociale e consolidando una visione integrata della salute. Sul piano della governance, la sottoscrizione e l’aggiornamento degli Accordi Integrativi Regionali per la specialistica ambulatoriale e la medicina generale hanno rappresentato un passaggio fondamentale dopo anni di stasi, rafforzando l’assistenza primaria e rendendo più efficiente l’organizzazione delle prestazioni. Alle aziende sanitarie è stata richiesta una chiara responsabilizzazione sui risultati, un monitoraggio costante delle performance e un’integrazione effettiva tra ospedale e territorio, in una logica di governancerigorosa e orientata agli esiti. In conclusione, l’Assessore ha evidenziato che «nel Mezzogiorno la sanità rappresenta anche un presidio di coesione territoriale: rafforzare i servizi significa contrastare lo spopolamento, sostenere le aree interne e garantire pari diritti di accesso, e la Basilicata ha scelto di affrontare questa fase con programmazione stabile, utilizzo pieno delle risorse disponibili, centralità della persona e responsabilità istituzionale, consapevole che la trasformazione richiede continuità amministrativa, collaborazione tra livelli istituzionali e ascolto dei territori, con l’obiettivo di consolidare i risultati e garantire stabilità al percorso avviato».
La donna è stata ferita ma non è in pericolo di vita. L’aggressore arrestato dai Carabinieri

“P
rima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”. È questo il claim che la Fondazione IAPB Italia ETS - Sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – ha scelto per la “Settimana mondiale del glaucoma” che quest’anno si celebra tra l’8 e il 14 marzo 2026. Anche la sezione territoriale UICI di Potenza aderisce alla campagna con screening gratuiti over 40 che si realizzaranno venerdì 13 marzo dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:30 a Piazza del Municipio nel Comune di Ruoti.
L’obiettivo della Settimana, istituita nel 2008 da World Glaucoma Association (WGA) e World Glaucoma Patient Association (WGPA), è quello di sensibilizzare cittadini e opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per questa patologia che costituisce una delle principali cause di cecità irreversibile. In questa edizione IAPB Italia ETS e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) ETS-APS realizzeranno attività di prevenzione in circa 80 città italiane con controlli oculistici gratuiti e momenti di divulgative.

Restituito ai ragazzi uno spazio di gioco e condivisione: «Uniti siamo una squadra»

POTENZA. Un piccolo gesto nel cuore di rione Cocuzzo che racconta molto del senso di comunità.
I volontari del comitato di quartiere hanno ripristinato la porta del campetto rionale, danneggiata nei giorni scorsi da alcuni atti vandalici.
L’intervento ha permesso di rimettere in sicurezza l’area di gio-
co, restituendola ai più giovani che ogni giorno frequentano il campetto per giocare a calcio e trascorrere del tempo insieme. «Ragazzi, ora potete fare di nuovo goal», è stato il messaggio dei responsabili del Comitato rivolto ai tanti bambini e adolescenti che aspettavano di tornare a utilizzare la struttura. Il campetto da calcio del Serpen-

tone però non è nuovo ad atti vandalici che ne limitano l’utilizzo. Più volte infatti, proprio i volontari del Comitato di quartiere sono intervenuto per ripristinare ciò che era stato distrutto da qualche incivile.
Un ringraziamento è stato rivolto da parte del Comitato a tutti i volontari che danno la propria disponibilità quando il quartiere ha

avuto bisogno di una mano concreta. Il gesto è stato accompagnato da un pensiero di gratitudine verso tutti i cittadini che, con piccoli ma importanti contributi, continuano a dimostrare un forte senso di appartenenza alla comunità.Un esempio di come, quando il gruppo si unisce per un obiettivo comune, riesca davvero a diventare una squadra.
La donna è stata ferita ma non è in pericolo di vita. L’aggressore arrestato dai Carabinieri

Il Comune di Potenza ha aderito alla campagna nazionale “Mai bandiera bianca”, promossa da ANCI in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un’iniziativa di sensibilizzazione e impegno istituzionale contro la violenza sulle donne. Per testimoniare concretamente l’adesione
alla campagna, lo striscione con il messaggio “Mai bandiera bianca” è stato esposto oggi sul Palazzo di Città. Un gesto simbolico ma significativo, che richiama l’attenzione della
comunità su un tema che richiede impegno costante, responsabilità condivisa e un forte lavoro culturale.
L’adesione a questa campagna rappresenta un se-
gnale chiaro della volontà dell’Amministrazione comunale di essere parte attiva nella promozione di una cultura del rispetto e della tutela delle donne. Lo striscione esposto sul Palazzo di Città è un segno visibile di questo impegno e un invito a non abbassare mai l’attenzione su una problematica che riguarda l’intera società.
La campagna promuove inoltre la diffusione del numero nazionale gratuito 1522, attivo 24 ore su 24, punto di riferimento per le donne vittime di violenza e stalking. Con questa iniziativa il Comune di Potenza conferma la propria attenzione verso le politiche di prevenzione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, sostenendo tutte le azioni che contribuiscono a rafforzare consapevolezza, supporto alle vittime e responsabilità collettiva.

La sindaca Scavone: «Oltre a togliere molto a ciascuno, si costringe il Comune a spendere tempo e risorse, sottraendole a servizi e progetti» D I EM AN
Troppo spesso, purtroppo, ci occupiamo di atti di vandalismo nei comuni lucani. Che abbiano per oggetto parchi gioco, panchine, ville comunali, arredi urbani e verde pubblico, ognuno di questi atti è condannato dalle Amministrazioni e dalle comunità in cui si verificano, senza distinzioni di sorta. Questa volta andiamo a Picerno, dove ad essere presa di mira è stata la villetta comunale.
A darne notizia la Sindaca Margherita Scavone, che spiega: «Quanto è accaduto è un atto grave. La villetta non è un bersaglio. È un luogo che appartiene a ogni famiglia, a ogni bambino, a ogni anziano che la attraversa. Danneggiarla significa togliere molto a ciascuno di noi. Significa costringere il Comune a spendere tempo e risorse per riparare ciò che non avrebbe mai dovuto essere distrutto, sottraendole a servizi e progetti utili -ma soprattutto sottolinea Scavone- Il vandalismo non è mai una bravata. Ogni panchina rotta, ogni arredo danneggiato, ogni muro imbrattato racconta la stessa storia: quella di chi non ha rispetto per il bene comune».
Le immagini purtroppo parlano chiaro, tra piante sradicate e vasi divelti. Ogni gesto devastatore rappresenta per una comunità molto più di un semplice danno materiale: è una violazione della fiducia pubblica, un attacco alla convivenza civile e un segno di degrado sociale. «Non possiamo normalizzare il vandalismo. Non possiamo far finta di niente. La responsabilità è di tutti. Chi compie questi atti deve sapere che la comunità non resterà in silenzio,e chi vede, sa o nota qualcosa, ha il dovere morale di segnalarlo. Voltarsi dall’altra parte significa permettere che il problema continui noi non ci volteremo più dall’altra parte e chi ha sbagliato pagherà».
Anche Ivan Pace, Assessore al Patrimonio, ambiente, gestione rifiuti, commer-

cio e sport, commenta l’accaduto senza mezzi termini: «L’ennesimo atto di vandalismo nel nostro paese è un gesto grave e inaccettabile. Fa ancora più rabbia perché avviene proprio mentre sono in corso i lavori di riqualificazione delle aree verdi, interventi resi possibili grazie al bando presentato da questa amministrazione e finanziato dalla Regione Basilicata. Aree che per anni sono state dimenticate e che oggi, con impegno e risorse pubbliche, stanno finalmente tornando a splendere. Distruggere ciò che è stato realizzato per la comunità significa mancare di rispetto all’intero paese –incalza Pace- Le istituzioni continueranno a fare la propria parte, ma senza senso civico e senza il rispetto delle regole diventa difficile costruire e mantenere ciò che è di tutti.Il paese non appartiene a chi lo amministra: appartiene a tutti i cittadini picernesi. Ed è responsabilità di tutti difenderlo, rispettarlo e prendersene cura».
La comunità non è rimasta in silenzio, e alla notizia, divulgata anche via social hanno risposto numerosi picernesi, soprattutto chiedendo che siano individuati e che paghino loro stessi i danni, qualcuno invoca «telecamere di sorveglianza e maggiori controlli», ma c’è anche chi segnala altre situazioni simili, come «già denunciato ai Carabinieri, gli atti di vandalismo in viale Giacinto Albini, dove avevano preso di mira i vasi con i fiori» piuttosto che sulle «giostrine tutte rotte e sullo scivolo dove viene fatta la pipì».
È
Incidente sulla statale 93, un bambino in codice rosso
serata di sabato, una grave incidente lungo la statale 93, all’altezza di Lavello ha coinvolto due automobili che si sono urtate frontalmente. Lo scontro è avvenuto intorno alle 21.30.
La violenza dell’impatto ha richiesto un massiccio intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivate cinque ambulanze del 118 per prestare assistenza ai feriti e trasferirli in ospedale. Tra le persone coinvolte c’era anche un’intera famiglia di origine tunisina. Tutti sono stati accompagnati all’ospedale San Carlo di Potenza per gli accertamenti e le cure del caso. Le condizioni che hanno destato maggiore preoccupazione sono state quelle del figlio più piccolo, un bambino di appena due anni, giunto al pronto soccorso in codice rosso. Fortunatamente il piccolo non è in pericolo di vita ed è attualmente ricoverato nel reparto di Pediatria.
La madre ha riportato alcune contusioni, mentre il padre è uscito illeso dall’incidente. Oltre al personale sanitario, sul luogo dello scontro sono intervenute anche le forze dell’ordine, impegnate nei rilievi e negli accertamenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

La sindaca Pompa: «Una conquista importante per la comunità e i nostri agricoltori, come è giusto che fosse»
Con la pubblicazione della Delibera del Consiglio dei Ministri nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2026, il Comune di Ginestra è stato riclassificato da Comune semimontano a Comune montano. «Una conquista importante per il nostro Comune e per i nostri agricoltori, come è giusto che fosse– commenta la Sindaca Fiorella Pompa- Una decisione che riconosce la reale natura del nostro territorio e le difficoltà che da sempre caratterizzano le aree interne e montane». Questa riclassificazione comporta anche un rilevante cambiamento per i cittadini in termini economici, infatti «significa anche una cosa molto concreta, ovvero che sui terreni agricoli non si pagherà più l’IMU -prosegue la Sindaca- È una notizia importante soprattutto per chi lavora la terra, per i nostri agricoltori e per tutti coloro che con sacrificio
mantengono vivo il nostro territorio. Meno tasse sui terreni significa più respiro per l’agricoltura più attenzione per le aree interne e un riconoscimento dovuto alla nostra comunità». La definizione di “Comune montano” non è solo una questione nominale. Essa determina difatti l’accesso ai fondi nazionali per la montagna, l’applicazione di misure fiscali agevolative, la programmazione regionale di interventi infrastrutturali e sociali, la possibilità di beneficiare di specifiche politiche di sviluppo. In altre parole, entrare o uscire dall’elenco può incidere concretamente sulle risorse disponibili per cittadini, imprese ed enti locali. I dati ufficiali evidenziano che i Comuni montani presentano caratteristiche strutturali diverse rispetto al resto del Paese. In media: il 23% della superficie è coperto da aree protette (contro il 9% nei territori non mon-
tani); il 13,5% del territorio è a rischio frana (contro il 4,6%); il tempo medio per raggiungere servizi essenziali (scuole, ospedali, trasporti) supera i 39 minuti, contro i 24 minuti del resto d’Italia; il tasso di occupazione tra 20 e 64 anni è pari al 64%, a fronte del 67% nazionale.
Si tratta quindi di territori con maggiori fragilità infrastrutturali e demografiche, ma anche con rilevanti vincoli ambientali. E conclude Pompa: «Per anni abbiamo sostenuto che questa riclassificazione fosse necessaria e giusta. Ora è arrivato finalmente un provvedimento che va nella direzione dell’equità e del sostegno alle comunità montane. Continueremo a lavorare con determinazione per difendere gli interessi del nostro territorio e creare nuove opportunità di sviluppo».


e sostituzione nella commissione locale del paesaggio
MATERA. A Matera il Consiglio comunale non ha ancora un presidente a distanza di molti mesi dalle elezioni amministrative del 25 maggio 2025. Dopo il rinnovo dell’assemblea cittadina non si è infatti riusciti a eleggere la figura chiamata a guidare i lavori dell’aula consiliare, con una situazione che continua a segnare l’avvio della consiliatura.Per provare a superare lo stallo sono state convocate nuove sedute straordinarie del Consiglio comunale nella Sala Pasolini di via Sallustio. La prima riunione è fissata per lunedì 9 marzo alle ore 19, con eventuale seconda convocazione prevista per venerdì 13 marzo alla stessa ora. Il punto principale all’ordine del giorno riguarda proprio l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio comunale, come previsto dallo statuto e dal regolamento dell’assemblea.La convocazione è stata disposta dal consigliere anziano Donato Braia dopo la riu-

nione della conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. Nella stessa seduta è prevista anche la discussione sulla richiesta di convocazione del Consiglio comunale dedicata al tema di Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo.L’assenza del presidente rappresenta un elemento significativo per il funziona-
mento dell’assemblea. Il presidente del Consiglio comunale ha infatti il compito di dirigere i lavori dell’aula, garantire il rispetto delle procedure e assicurare il corretto svolgimento delle attività consiliari, oltre a rappresentare l’assemblea nelle sedi istituzionali.
Una seconda seduta è stata inoltre programmata per
mercoledì 11 marzo alle ore 17 e trenta, sempre nella Sala Pasolini, con eventuale seconda convocazione prevista per giovedì 19 marzo alle ore 10.
Anche in questo caso il primo punto all’ordine del giorno riguarda l’elezione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio comunale.Nel corso della riunione l’assemblea sarà
chiamata a discutere anche altri provvedimenti amministrativi. Tra questi la sostituzione di un componente della commissione locale del paesaggio, il riconoscimento di un debito fuori bilancio e l’approvazione del programma triennale dei lavori pubblici per il periodo 2026-2028 con il relativo elenco annuale per il 2026.
Le sedute saranno trasmesse in diretta streaming attraverso i canali istituzionali del Comune per garantire la pubblicità dei lavori consiliari e la partecipazione dei cittadini.Le prossime riunioni rappresentano dunque un passaggio importante per verificare se la maggioranza e le forze politiche presenti in aula riusciranno finalmente a trovare un accordo sull’elezione del presidente del Consiglio comunale, superando una fase di incertezza istituzionale che si protrae ormai da diversi mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio.
A Montalbano Jonico una barriera danneggiata e senza terminale di sicurezza rappresenta da anni un rischio per gli automobilisti
DI VINCENZO MAIDA
MONTALBANO JONICO. La strada provinciale 103 (spesso indicata come ex Ss103 di Val d’Agri) è un’arteria importante che collega l’entroterra materano, in particolare Montalbano Jonico, con la fascia costiera ionica nei pressi di Scanzano Jonico.In prossimità della pista di motocross, appena dopo il quartiere Montesano del comune di Montalbano Jonico, è presente un guardrail privo della curva terminale anti-incastro e con diversi piantoni di sostegno parzialmente divelti o danneggiati. Tale condizione, secondo alcuni esperti, rappresenta un serio rischio per gli utenti della strada, in particolare in caso di uscita di carreggiata o collisione.Questo stato delle cose persiste da diversi anni e, nonostante il pericolo evidente, non è stato effettuato un intervento per il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Il tratto di strada interessato è segnalato unicamente da un semplice cartello di pericolo, posizionato da un po’ di tempo; in un recente passato non c’era neanche quello. Ma segnalare un pericolo

non equivale a rimuoverlo. Può essere una soluzione provvisoria, in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza.I circa 13 chilometri che collegano Montalbano Jonico alla sua ex frazione, Scanzano Jonico, e da lì, percorrendo un breve tratto della strada statale 106 jonica, all’altra sua ex frazione di Policoro, tutti i giorni sono attraversati da moltissime auto, mezzi agricoli e mezzi pesanti e purtroppo registrano anche molti incidenti stradali, aumentati di recente a causa dell’attraversamento dei cinghiali.Va detto comunque che in quel tratto di stra-
da la mortalità a causa dei sinistri è per fortuna quasi scomparsa, da quando l’Amministrazione provinciale ha provveduto prima ad estirpare gli alberi che la costeggiavano e poi ad allargarla. Quegli alberi erano stati piantumati negli anni Trenta e dal punto di vista panoramico quella strada ha perso molto, ma la sicurezza non ha prezzo. Il costo per la sistemazione di quel guardrail sicuramente non è eccessivo, per cui è davvero inspiegabile il motivo per cui ancora non si sia provveduto a sistemarlo.Dalla strada provinciale 103, per un
tratto, è visibile anche la suggestiva zona dei calanchi, ancora prima del tratto che collega Montalbano Jonico (situato a circa 292 metri sul livello del mare) alla pianura costiera.
Lungo il tracciato, o nelle sue immediate vicinanze, si trovano infrastrutture importanti come l’impianto di potabilizzazione in contrada Masseria Cerulli. A Montalbano Jonico è presente un’area di servizio e stazione di rifornimento Eni e poco più avanti del citato guardrail c’è una pista di motocross dove di frequente si svolgono gare, anche di carattere na- zionale. È inoltre una via di comunicazione fondamentale per il traffico locale, agricolo e per il collegamento tra i centri collinari e il mare.Siamo certi che l’Amministrazione provinciale accoglierà questa segnalazione, che ci è stata sollecitata dai cittadini, e provvederà alla messa in sicurezza di quel tratto di strada. Il problema dell’attraversamento dei cinghiali nelle ore serali è davvero di difficile soluzione e non si può fare altro, per il momento, che affidarsi alla prudenza degli automobilisti.


Reagire prima di capire: il paradosso del dibattito nell’era dei social
DI FABRIZIO Q UARATINO
C’è un settore dell’economia globale che negli ultimi anni cresce più velocemente di molti altri. Non produce automobili. Non produce energia. Non produce nemmeno tecnologia. Produce indignazione.

Perché l’indignazione, nel mondo digitale, è una merce preziosissima.
Più le personesi arrabbiano, più restano incollate agli schermi.
bia.
Nel mondo digitale l’indignazione è diventata una delle merci più redditizie che esistano.
Funziona così: ogni giorno qualcuno lancia una frase provocatoria, una notizia parziale, un titolo urlato, un video di pochi secondi.
Nel giro di minuti scatta la reazione a catena. Commenti, condivisioni, accuse, controaccuse. Il risultato è quasi sempre lo stesso: milioni di persone arrabbiate nello stesso momento.
E mentre tutti litigano, qualcuno fa affari.
Più restano incollate agli schermi, più aumentano visualizzazioni, traffico, pubblicità. È un meccanismo perfetto.L’unico piccolo effetto collaterale, si fa per dire, è che lentamente trasforma il dibattito pubblico in una gigantesca arena. Non importa più capire. Importa reagire. Non importa approfondire. Importa schierarsi. Così ogni questione, anche la più complessa, viene ridotta a una partita tra tifoserie. O con me. O contro di me. Il paradosso è che molte persone credono di partecipare attivamente alla vita pubblica. In realtà stanno semplicemente alimentando una gigantesca macchina che vive di rab-
La realtà, quella vera, continua però a essere molto più complessa. Ma la complessità non genera abbastanza clic. E allora viene sacrificata sull’altare dell’algoritmo. Nel frattempo si crea un’abitudine pericolosa: reagire prima di comprendere, commentare prima di riflettere, condividere prima di verificare. È una forma moderna di distrazione collettiva. Eppure esiste una libertà che questo sistema non riesce a controllare.
Una libertà sorprendentemente semplice, ma potentissima:scegliere di non farsi trascinare. Scegliere di capire prima di reagire.
Scegliere di pensare prima di condividere.
Scegliere di non trasformare ogni divergenza in una guerra personale.
In un’epoca che monetizza la rabbia, questa è una scelta quasi sovversiva.
Perché la vera forza non è gridare più forte degli

altri.
La vera forza è restare lucidi quando tutti perdono la testa.
È mantenere la propria coscienza sveglia mentre il mondo sembra spingere verso la reazione istintiva e la semplificazione brutale.
Chi riesce a farlo compie qualcosa di molto più importante di una polemica ben riuscita.
Difende la propria libertà interiore.
E quando una coscienza resta libera, succede sempre qualcosa di interessante.
La realtà smette di essere
un ring dove combattere continuamente contro qualcuno…e torna ad essere uno spazio dove gli esseri umani possono ancora incontrarsi, comprendere e costruire futuro.
Perché alla fine la vera rivoluzione del nostro tempo potrebbe essere proprio questa:non lasciarsi trasformare in spettatori arrabbiati di un gigantesco spettacolo permanente, ma restare persone capaci di pensare, di scegliere…e soprattutto di restare profondamente umane anche dentro il frastuono del mondo.




D I TANINI FIERRO
Nel 1954 non ricevette il Premio Viareggio per la poesia perché si trovò in concorrenza con Rocco Scotellaro. In Basilicata, come nel Paese, dopo la seconda guerra mondiale, si respirava un clima di maggior fiducia e speranza. Erano gli anni del Piano Marshall. Il Mezzogiorno d'Italia riceveva aiuti economici concreti. La ricostruzione materiale e morale del Paese incominciava a dare i suoi benefici effetti. In politica, gli scontri dialettici tra il Partito d'Azione, il Pci e l'emergente Democrazia Cristiana alimentavano le tensioni e l'attenzione dell'intera nazione sui temi della "questione meridionale" La Basilicata diventava "laboratorio politico". Ernesto De Martino e Carlo Levi offrivano, coi loro contributi di studio, utile materiale: dall'approfondimento antropologico della realtà lucana si passava ai primi esperimenti di sociologia empirica. Per questo motivo venivano in Basilicata studiosi ed antropologi nordamericani, come Peck e Banfield ed altri ancora. Cominciavano in terra lucana gli "studi di comunità". C'era forte passione civile e gran fervore culturale. In quel contesto socio-politico coloro che sentivano sulla loro pelle il peso dei quotidiani avvenimenti non rimanevano passivi, diventavano protagonisti della vita civile. Per cronaca, dopo il conseguimento della maturità classica, Parrella, più per desiderio del padre che, a tal uopo, si consigliò con il professore Gavioli di Potenza, si iscrisse, a Siena, alla Facoltà di Medicina. A distanza di qualche anno, ne aveva appena diciannove, dopo i primi incerti risultati, lasciò la Toscana. "In uno dei suoi frequenti viaggi a Roma, dopo la morte della madre seguita

dalla tragica fine del padre, Parrella conobbe Carlo Muscetta; entrò in contatto a Firenze con il poeta Luigi Fiorentini; ancora nell'ambiente romano si fece apprezzare da quanti in quel periodo tenevano il campo delle lettere e del giornalismo. Il suo incontro più importante resta, però, quello con Leonardo Sinisgalli e il fratello Vincenzo, il primo direttore di "Civiltà delle macchine", il secondo redattore della rivista. E' proprio, infatti, collaborando alla rivista con brillanti servizi giornalisti che Parrella ebbe modo di entrare negli ambienti intellettuali della capitale e di farsi notare per le sue qualità di scrittore oltre che di poeta. Iscritto al PCI, nel '52 Parrella, insieme al giornalista Giuseppe Passalacqua, pubblicò "Tre domande a Togliatti", in cui, a seguito del la rottura tra Tito e Stalin avvenuta nel '48, chiese al segretario del più grande partito operaio d'Europa l'allentamento dei legami di ferro con l'Unione Sovietica e la scelta d'una via nazionale al socialismo. La realizzazione di questa politica che salvaguarda le istituzioni democratiche passava attraverso il consolidamento della democrazia interna dei singoli paesi, attraverso la pace e la cooperazione tra i popoli. La positività che emergeva dal discorso di Parrelladella necessità di avviare un nuova politica aperta ai diversi contributi delle forze politiche è un aspetto che non può essere trascura to o rinviato, considerata l'ostile azione promossa nel Paese dal grigio apparato del Partito Comunista Italiano. Il pluralismo, cui faceva riferimento Parrella, non prevedeva una strategia a medio respiro tra il proletariato e i ceti medi per determinare l'egemonia della classe operaia, ma si riferiva allanascita di un diverso socialismo in cui si

affermano le libertà per sonali e collettive, i principi della laicità dello stato, la pluralità dei partiti in una libera dialettica, l'autonomia del sindacato, le libertà di espressione, della cultura, dell'arte. Un pluralismo inteso come conquista sociale dell'individuo nei suoi rapporti interpersonali. L'iniziativa aborti, per il clima di pesante conformismo vigente nel partito, con pesanti ricadute sulla carriera intellettuale dei due autori delle domande, certo dimostratisi non organici alle scelte culturali e politiche dei comunisti italiani, e quindi degli eretici"."
Nella città capitolina, dove di tanto in tanto soggiornava, i mezzi economici scarseggiavano e, obbligato dalle necessità, parti per Torino, dove un contratto di lavoro lo legò alla Casa Editrice Zanichelli. Durante la sua permanenza in Piemonte, Parrella ebbe un approccio lavorativo anche con l'Olivetti di Ivrea. Gli avevano commissionato, per "Comunità", un'inchiesta socioeconomica sulla Basilicata. Rientrato a Potenza, Parrella venne assorbito dallo scandire lento... del tempo che segna la vita dell'uomo da oltre diecimila anni.
La Lucania è un luogo abitato dagli dei, poveri o ricchi che sia no, emotivamente carichi di acuta personalità, anche se nascosta o silenziosa. Sono individui del sole, figure eteree, nella religiosa interpretazione, della commedia umana, da sempre. Alcuni mesi più tardi, si stabilì definitivamente a Roma. In quei periodi, pur movimentati, si dedicò con impegno e metodo alla poesia. Ci troviamo di fronte ad un repertorio poetico scandito nei seguenti tempi: "Poesia e pietra in Lucania" (1954), "Paisano" (1958), "Immagine di una fabbrica" (1959).
I suoi canti, dai toni tipici di litanie, sono per lo più rivolti alla sua terra, la Lucania, senza sbocchi ed evasioni Lucania teatro perso le marionette si aggrappano a noi, non ce la facciamo più a cucire gli arlecchini appesi alle monete. Solo i fanciulli restano a te i tuoi figli carcerati e persi, madre mia coi capezzoli rotti la tua voce è dilaniata e persa.
e Ti hanno avvolta in un manto nero ma le tue piaghe non si possono nascondere. Non ci sono veli né bende per coprire i tuoi fianchi di ginestra e il grembo scavato dalle frane.
Nel 1955, la pubblicazione de' "Il tuo paese e il mio, Thomas", un omaggio poetico che dedicò a Dylan Thomas, poeta gallese, che recitava così:
Io sono un poeta da villaggio non so i tuoi difficili voli. Da ragazzi ci lessero dieci regole ad alta voce per farci arrossire.
Noi abbiamo lo so poche cose uno, due, tre sentimenti la fede, la speranza, la carità.
E laggiù, più a sud non come il tuo Galles, non come a Swansea, ci sono balconi e chitarre e ringhiere. e nella piazza un vero teatro si prova la scena la battuta la faccia lasciò trasparire, per il fervore e per il senso di riflessione tutto meridiano, la grande possibilità di affermazione che avrebbe potuto avere se avesse osato sconfinare nelle problematiche della cultura europea."Quando rispettivamente apparvero le due
prime raccolte di versi del gallese Dylan Thomas (1914-1953): Eighteen Poems e Twenty-five Poems, si salutò in lui l'iniziatore di un genere nuovo di poesia, che collocava nella moda di ieri la maniera di Eliot e del la sua Scuola. Thomas era uno di quei rari artisti che trattano la materia verbale non come un tesoro a cui attingere, ma come un magma, una sostanza malleabile e obbediente alla volontà, alla violenza quasi carnale dell'artefice. Certe espressioni usate dal nostro D'Annunzio per descrivere il suo "amor sensuale della parola" (come ad es.: "La trascrizione materiale di certe sillabe talvolta opera così violentemente sul cervello che ne trae getti subitanei d'immagini e di pensieri") potrebbero ancor più appropriatamente descrivere quel che avveniva nel Thomas. Il quale del resto così scrisse della propria ispirazione in una lettera a Henry Treece:
Una mia poesia abbisogna d'una falange d'immagini, poichè il suo centro è una falange d'immagini. Io creo un'immagine - sebbene "creo" non sia la parola giusta; io lascio, forse, che un'immagine "si crei" in me emozionalmente, e poi vi applico quanto ho in me di poteri intellettuali e critici - lascio che generi un'altra immagine. lascio che questa nuova immagine contraddica la prima, faccio, della terza immagine generata dalle altre due insieme, una quarta immagine contraddittoria, e le lascio tutte cozzare insieme nel l'ambito dei limiti formali che mi sono imposto.
Ogni immagine contiene in sé il germe della sua distruzione, e il metodo dialettico, come lo intendo, è un costante ergersi e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, che è esso stesso

a un tempo distruttivo e costruttivo.
Parole che fanno pensare a quelle con cui l'abate Vogler, nella poesia di Robert Browning, descriveva le proprie composizioni musicali, e invero questo pare il linguaggio della musica più che della poesia: se a "immagine" sostituiamo la parola "tema", abbiamo una definizione assai calzante d'una composizione musicale. Poesie, quindi, che la cospicua assenza d'un legame logico rende particolarmente ardue a tradurre; poesie spesso ineguali che, tuttavia, quando riescono perfette, comunicano, come poche altre, un acuto senso della vita e della morte ("è un poeta molto limitato", ha scritto qualcuno, "non sa scrivere che della vita e della morte"). E' un genere di poesia che, in forme metriche rigorose, ha un ritmo delirante,

febbrile, a cui pare accordarsi la tragica fine del poeta (morto di delirium tremens). L'incantamento verbale, fonico, pro cede a spirale, senza trovare un punto di riposo, e vien fatto di riaccostare questo genere di poesia, oltre che a certi esempi vicini (la scrittura automatica), alle maggiori liriche di Crashaw e alle orge di parole e d'immagini di Swinburne. Gli stessi simboli ricorrenti della nascita e delle morte sembrano riflettere i processi organici della natura, che è perenne creazione e distruzione".
A differenza di Thomas, Parrella non distrugge le immagini, non mette le une contro le altre, prima le vive e poi le trasmette L'autenticità poetica significa per lui la piena corrispondenza che la parola ha con il sentimento, la coerente trasposizione di ciò che sente come sofferenza con ciò che esprime.
Il potenziale di energie che era in lui, che era sul punto di scoppiare, per fatalità o per autonoma scelta, lo lasciò al libero arbitrio di un modo di vivere, capriccioso e falsamente sognatore, che a poco a poco prosciugò la sua vena creativa. Viveva solo, come un artista della Bohème, di pucciniana memoria. All'alba, quando le luci delle strade cominciavano a spegnersi, poggiato sul suo fedele bastone, ritrovava la strada di casa. "E il vagabondare di Michele è, fin dalla notte dei
tempi, una caratteristica della fabulazione, affine al "vagare" di tanti altri poe ti, rimanendo fuori dalle logiche contingenti". In questo atteggia mento, aggiunge Lucio Tufano nel suo articolo "E il poeta nacque sconfitto", sicuramente "vi è una strategia finale propria del poeta, dopo i mille tentativi di rivolta, dopo aver issato i folgoranti stendardi del lirismo ideologico, dopo aver sostato nelle piazze in fermento, dopo aver pianto e invitato a piangere sull'Unità per la morte del grande oppositore, Palmiro Togliatti, dopo gli inni a Satana, quella dell'ostentato compiacimento della sconfitta, umile oggetto travolto dal torrente dell'arroganza, nonostante la precisa coscienza di essere di più. Una strategia dell'autodistruzione come estremo tentativo di libertà, una teoria della "minima resistenza al potere", che appare alla "lucidità" l'apparente "stupidità" del proprio comportamento, alla volontà di potenza e alla organizzazione generale del potere il balbettio sommerso della impotenza dichiarata, alla macchinosità, alle sofisticate linee, alle stringate logiche, alle conclusive e poco comprensibili mediazioni, lottizzazioni... il semplice chiacchierare. E Michele - negli ultimi tempi - non fa che chiacchierare, chiacchiera per ore, disperato ed ironico, comico nel senso kafkiano, ma sempre altamente poetico".

C R O N A C H E D A L F U T U R O C R O N A C H E D A L F U T U R O

La fine del contante? La rivoluzione silenziosa dei pagamenti digitali

“Money, getaway ” (Pink Floyd) Il contante non scompare con un annuncio ufficiale. Non c’è un giorno simbolico in cui le banconote smettono di circolare. La trasformazione è più sottile: avviene nelle abitudini quotidiane, nei gesti automatici, nei telefoni che sostituiscono il portafoglio. E oggi, dietro questa rivoluzione silenziosa, c’è un protagonista ulteriore: l’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni i pagamenti digitali sono cresciuti in modo costante. Carte contactless, wallet su smartphone, QR code, bonifici istantanei. Servizi come Apple Pay e Google Pay hanno trasformato il telefono in uno strumento finanziario permanente, mentre circuiti globali come Visa e Mastercard hanno investito miliardi in infrastrutture digitali sempre più rapide e integrate.
Oggi ogni pagamento digitale è accompagnato da un’analisi invisibile. Algoritmi di machine learning valutano in tempo reale il contesto: posizione geografica, cronologia di spesa, dispositivo utilizzato, frequenza delle operazioni. Se qualcosa non torna, il sistema blocca la transazione in pochi millisecondi. Non è più una semplice verifica automatica: è un processo predittivo. L’AI non si limita a reagire a una frode, la anticipa. Questa capacità è diven-
tata cruciale in un ecosistema dove i volumi sono enormi e le minacce sofisticate. Senza intelligenza artificiale, il sistema dei pagamenti digitali sarebbe semplicemente ingestibile. Ogni giorno milioni di micro-decisioni vengono prese da modelli che apprendono continuamente dai dati. È una delega tecnologica che abbiamo già accettato, spesso senza rendercene conto.
L’intelligenza artificiale non incide solo sulla sicurezza. Sta cambiando l’esperienza stessa del pagamento. I sistemi più evoluti analizzano le abitudini di consumo per offrire soluzioni personalizzate: rateizzazioni automatiche, suggerimenti finanziari, alert intelligenti sulle spese ricorrenti. Il pagamento diventa parte di un ecosistema più ampio, capace di interpretare comportamenti e anticipare bisogni.
In parallelo, si sta affermando il concetto di “pagamento invisibile”. Non si tratta più di aprire un’app e autorizzare un’operazione, ma di integrare il momento della transazione nell’esperienza stessa. L’esempio più semplice è l’abbonamento digitale che si rinnova senza intervento umano. Ma la frontiera è più avanzata: auto connesse che pagano autonomamente il pedaggio, supermercati dove l’addebito avviene automaticamente all’uscita, assistenti digitali che completano un acquisto su
In questo scenario l’AI diventa l’orchestratore silenzioso. Non solo verifica l’identità dell’utente attraverso biometria e analisi comportamentale, ma gestisce il processo decisionale: quando autorizzare, quando richiedere un controllo aggiuntivo, quando bloccare. Il tema si intreccia anche con le valute digitali di banca centrale. La BCE sta lavorando al progetto di euro digitale, mentre la People’s Bank of China ha già avviato sperimentazioni avanzate. In entrambi i casi, l’intelligenza artificiale è considerata uno strumento chiave per monitorare transazioni, prevenire attività illecite e garantire stabilità del sistema. La posta in gioco non è solo tecnologica, ma strategica. Un sistema di pagamenti interamente digitale genera dati. Analizzarli significa comprendere flussi di consumo, dinamiche settoriali. In un mondo senza contante, ogni transazione lascia una traccia strutturata. L’AI è il motore che trasforma quelle tracce in informazione. Questo apre interrogativi complessi. Se l’intelligenza artificiale diventa l’infrastruttura decisionale dei pagamenti, chi controlla i modelli? Chi stabilisce le soglie di rischio? Chi garantisce che non emergano discriminazioni algoritmiche o esclusioni involontarie? L’efficienza non può essere l’unico criterio.
È notizia di qualche giorno fa che l’uomo più ricco in Italia sia diventato tale Andrea Pignataro con circa 43 miliardi di dollari di patrimonio. E cosa fa il nostro? E’ colui che sta dietro, praticamente, ogni tipo di transazione bancaria mondiale. E come lo fa? Algoritmi, si proprio loro, non servono solo a
instagram. In pratica i suoi software gestiscono gli scambi mondiali di azioni. Roba da Mr Robot… Una serie di qualche anno fa, Mr Robot appunto, parlava di un hacker geniale disadattato che aveva come unico scopo formattare tutti i data center di ogni banca mondiale. I soldi erano tutti lì, in bit 0 e 1, non più in caveau sotterranei. Praticamente voleva azzerare le disuguaglianze, voleva annullare i debiti insomma voleva il mondo giusto. Non spoilereremo il finale, ma sappiate che, almeno nella sua testa, ci riesce… C’è poi un aspetto culturale. Il contante rappresenta anonimato, immediatezza, controllo diretto. Il pagamento digitale, invece, implica fiducia in una rete di intermediari tecnologici. Con l’ingresso dell’AI, questa fiducia si estende a sistemi che apprendono e si evolvono autonomamente. Non è solo una trasformazione degli strumenti, ma del rapporto tra cittadini, denaro e tecnologia.
La domanda non è se il contante scomparirà del
tutto. Probabilmente continuerà a esistere ancora a lungo, almeno come opzione residuale. La vera questione è un’altra: quanto diventerà marginale in un’economia sempre più guidata da piattaforme intelligenti.
La rivoluzione dei pagamenti digitali non fa rumore perché non impone cambiamenti traumatici. Si insinua nelle abitudini, migliora la comodità, riduce l’attrito. Ma sotto la superficie sta ridefinendo infrastrutture finanziarie, equilibri competitivi e modelli di controllo. L’intelligenza artificiale non è un elemento accessorio di questo processo. È il sistema nervoso che lo rende possibile. Senza AI, il mondo cashless sarebbe fragile e vulnerabile. Con l’AI, diventa efficiente, predittivo, integrato.
…e la rivoluzione, ancora una volta, avviene in silenzio.
“ Regala a un uomo una pistola e può rapinare una banca, ma regala a un uomo una banca, e può rapinare il mondo.” (Mr Robot)

SERIE C Terza vittoria esterna contro un Foggia ultimo in classifica. In rete Siatounis al 57’. Buona la prova del reparto difensivo rosso-blù
FOGGIA: Perucchimi 5, Dimarco 5 (66' Menegazzo 5,5), Biasol 5, Castorri 5, Garofalo 5,5 (66' Nocerino 5), Bevilacqua 5, Giron 5,5, Valietti 5,5, Staver 5,5, Romeo 5, Tommasini 5,5 (77' Eyango 5).
A disposizione: Magro, Borbei, Minelli, Buttaro, Liguori, Pazienza, Rizzo.
Allenatore: Michele Pazienza
POTENZA: Cucchietti 6, Loiacono 6,5, Castorani 6, Murano 5,5 (77' Selleri 5), Balzano 6, Schimmenti 6,5 (73' Delle Monache 6), De Marco 6 (73' Erradi 6), Kirwan 6,5, Petrungaro 5,5 (87' Maisto), Siatounis 7, Bura 6,5. A disposizione: Franchi, Guiotto, Rocchetti, Felippe, D'Auria, Mazzeo, Riggio, Camigliano, Ghisolfi, Adjapong.
Allenatore: Pietro De Giorgio.
ARBITRO: Sig. Matteo Dini di Città di Castello
ASSISTENTI: Sigg. Carmine De Vito di Napoli e Alessandro Cassano di Saronno IV Ufficiale: Sig. Alessandro Recchia di Brindisi
FVS: Michele Fracchiolla di Bari
MARCATORI: al 57’ Siatouns RECUPERO: 4’ pt e 5’ st
NOTE: Ammoniti: 4-2 • 20' Biasol (F), 41' Romeo (F), 45'+3 Dimarco (F), 62' Castorani (P), 75' Balzano (P), 88' Nocerino (F) Angoli: 0-5
POTENZA. Con un “incornata” di Siatounis al 57’ il diavolo dauno si deve inginocchiare ad un Potenza arrivato allo “Zaccheria” di Foggia per riscattarsi dalla due sconfitte casalinghe. Lo ha fatto in una gara essenziale e senza mezzi fronzoli.
Anche perché la paura addosso per entrambe le compagini era tanta. Difatti, in campo De Giorgio rivoluziona nuovamente la squadra. Ne cambia otto elementi rispetto al primo tempo del “Viviani” contro il Cosenza. In difesa schiera Kirvan, Loiacono, Bura e Balzano, mette in panchina il play Felippe e lo sostituisce con Di Marco affiancato da Siatounis e Castorani ed in attacco schiera il tridente Schimmenti, Murano e Petrungaro. L’ex Juve

Michele Pazienza, quarto allenatore di un Foggia “disperato” in sostituzione degli assenti Prosperi, D’Amico e Cangiano schiera un 35-2 con Staver, Biasol e l’ex di turno Giron in difesa, sugli esterni Valietti e Di Marco in linea con Castorri, Garofalo e Romeo. Coppia di attacco Tommasini- Bevilacqua. Parte bene la formazione ospite che già al 3’ Petrungaro impegna Perucchini in una deviazione in calcio d’angolo. Poi soltanto azioni da una parte e dall’altra ma di conclusione tra i pali dei rispettivi portiere neppure l’ombra. Nel Potenza in mezzo al campo si sente la mancanza di un giocatore che mette in campo gli spunti per due velocisti come Schimmenti e Petrungaro. Ed anche la posizione del “Samuray” desta qualche dubbio. Intanto, alla mezz’ora si fanno vedere i “satanelli” con due occasioni.
La prima al 26’ con un colpo di testa di Tommasini; la seconda al 34’ Cucchietti si deve allungare su un tiro insidioso dell’ex rossoblù Garofalo. La gara di per se non è entusiasmante anche se i ritmi di gioco sono abba-

stanza alti. Come è alta la posta in palio tra due squadre che vivono un momento particolare di classifica. I rosso-blù dauni dopo la vittoria del Siracusa sono sprofondati in classifica all’ultimo posto e da otto gara non fanno risultati; i rosso-blù lucani vogliono riscattarsi al più presto dalla due sconfitte casalinghe contro la capolista Benevento e il quattro ad uno subito dal Cosenza nella gara infrasettimanale. Al 45’ il risultato resta stampato sullo zero a zero, nonostante i 4’di recupero concessi da Dini di Città di Castello. Si va in pausa.
La ripresa si apre con gli stessi uomini della prima frazione di gioco. Al 48’ il Potenza su un’azione di transizione sull’asse Schimmenti- Petrungaro, l’ex attaccante del Messina a botta sicura si vede deviare un tiro che sarebbe andato alle spalle di Perucchini. E’ il preanbolo della rete che arriva al 56’ su azione di calcio d’angolo battuto da Petrungaro, Siatounis di testa mette la palla alle spalle di Perucchini. Lo “Zaccheria” si ammutolisce. Al 63’ mr.Pazienza opta per i primi cambi. Fuori Di Marco e Castorri per Liguori e Menegazzo, Un minuto dopo il Potenza ha l’occasione per raddoppiare con Petrungaro che a tu per tu con Perucchini gli scarica la palla addosso.
De Giorgio si accorge che qualche giocatore ha necessità di rifiatare. Richiama in panchina De Marco e Schimmenti per Erradi e Delle Monache. Anche Pazienza si gioca il secondo slot di cambi. Fuori Garofalo e Tommasini per Nocerino e Eyango. Al 76’ De Giorgio richiama in panchina Murano per Selleri. All’84’ De Giorgio chiama la card per un sospetto fallo di Castorani in area di rigore. Al monitor il direttore di gara conferma la posizione di fuori gioco di Delle Monache. Mancano 4’alla fine ed il Potenza si gioca l’ultimo slot. Fuori Petrungaro per Maisto. Al 90’la gara si chiude con il vantaggio del Potenza. Il direttore di gara concede 5’ di extra time. Ma non servono a nulla per cambiare le sorti dei “satanelli” che collezionano il 9 risultato negativo.
Per il Potenza invece, dopo due stop casalinghi conquista la terza vittoria esterna stagionale rientrando nuovamente al nono posto in classifica play off..

